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Il nostro corpo ha continuo bisogno di acqua; il nostro spirito necessita continuamente dell’acqua che solo Dio può dare: “Come la cerva anela ai corsi d’acqua, cosĂŹ l’anima mia anela a te, o Dioâ€?. Forte è però la tentazione di cercare altrove acque piĂš “attraentiâ€?, ma fallaci, magari scavando “cisterne piene di crepe, che non trattengono l’acquaâ€?. Il Vangelo ci trasmette un grido di GesĂš: “Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua vivaâ€?. E questo disse in riferimento allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui. Papa Benedetto nota che “l’uomo può – come ci dice il Signore – diventare sorgente dalla quale sgorgano fiumi di acqua viva. Ma per divenire una tale sorgente, egli stesso deve bere, sempre di nuovo, a quella prima, originaria sorgente che è GesĂš Cristo, dal cui cuore trafitto scaturisce l’amore di Dioâ€?. Beviamo allora dalla fonte del Cuore di Cristo l’acqua viva dello Spirito, per diffonderla poi intorno a noi. Chiediamo di poterlo fare per intercessione di Maria, Auxilium Christianorum.

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ÍšÍ&#x;……Ž‡•‹ƒ Cons. Presbiterale Le convivenze tra miraggio e paura

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͙͛—Ž–—”ƒ‡…‘�—�‹…ƒœ‹‘�‡ Documenti. P. Loggia: l’omelia di Morstabilini

͛ͥ…‘Â?‘Â?‹ƒ Italia. Gli italiani si riscoprono emigranti per lavoro

͙͜’‘”– Serie B. Tempo di saluti scrutando l’orizzonte

”‘˜ƒ”‡ •‘ŽŽ‹‡˜‘ Sono stati giorni pieni e difficili quelli di questa settimana. Sabato mattina la bomba a Brindisi, la morte di Melissa e il sospetto di un ritorno del terrorismo; nella notte il terremoto in Emilia con sette morti, 5000 sfollati e danni ingenti; lunedĂŹ mattina Marco Turrini a Brescia getta i suoi figli piccoli nel vuoto e si toglie la vita; martedĂŹ violenza a scuola in cittĂ e, infine, il segnale non incoraggiante della disaffezione al voto da parte dei cittadini chiamati a eleggere i loro sindaci. Una settimana di passione, per l’Italia, per Brescia. I fatti sono diversi, molte sono le domande. PerchĂŠ in fondo ogni storia ne contiene, sempre e non solo in questi casi. Domande sulla vita, sul dolore, sulla morte,

sul senso delle cose. Talvolta gli interrogativi sono talmente duri che si impongono anche alla coscienza dei piĂš distratti. Capita quando nei fatti, a pagare, sono gli innocenti; allora le domande divengono ferite personali, sociali, comunitarie. Il circo dei media in questi giorni ha fatto man bassa, ma ha cercato di offrire anche qualche spunto. Ăˆ il suo mestiere. C’è chi l’ha fatto bene, con rispetto, c’è chi ancora una volta è caduto nella tentazione di “far rendere al meglioâ€? la notizia. Ăˆ un vizio e non cambierĂ . Ma dove trovare un po’ di sollievo? Da dove cominciare per sanare il nostro cuore? Una frase del vescovo Luciano mi pare illuminante: “Ogni situazione che viviamo è per noi una domanda alla quale dobbiamo cercare di rispondere alla luce del Vangeloâ€?. La luce del Vangelo non è una ricetta, ma un percorso anche per i cristiani, anche per chi crede, perchĂŠ la fede in GesĂš interpella la coscienza, chiede accoglienza,

illumina le decisioni, spinge all’assunzione di responsabilità e al dono di sÊ. La luce del Vangelo non elimina il dolore, ma sana e offre la pace del cuore. Dovremmo averlo presente in questi giorni in cui riceviamo il dono dello Spirito Santo. Soprattutto lo deve rammentare la Chiesa perchÊ è con questo stile che essa vuole continuare a porsi accanto alle domande che nascono dalle situazioni e che turbano il cuore degli uomini. La Chiesa che si impegna attraverso la carità a stare accanto alle popolazioni segnate dal terremoto; la Chiesa del vescovo di Brindisi che alza la voce per tutti e pronuncia parole di speranza, di verità e giustizia davanti alla bara di Melissa; la Chiesa di padre Francesco e della comunità di via Cremona che abbraccia mamma Roberta e accompagnerà al Signore, insieme, Samuele, Emanuela e Marco; la Chiesa che non smette di credere all’educazione dei giovani anche i piÚ lontani; la Chiesa che indica

senza sosta al Paese, alle forse sociali, politche, agli uomini di buona volontĂ la meta del bene comune; la Chiesa di ogni giorno e di ogni parrocchia che spezza il pane della Parola e dell’eucaristia perchĂŠ tutti “abbiano vita in abbondanzaâ€?. La Chiesa lo chiede, lo offre, non lo impone. Sappiamo che questo discorso oggi irrita il mondo. Troppi segnali dicono che se un tempo si trattava di vincere l’indifferenza, oggi, questo dono, conosce sempre di piĂš lo scherno e l’ostilitĂ . Le armi comuni sono lo scandalo e la delegittimazione. E pure su questo i fatti della settimana ci hanno dato argomenti (le lettere rubate dal tavolo del Papa non sono forse parte di questa strategia?). Qualche anno fa lo spiritualista olandese Henri Nouwen scrisse un libretto sul ministero nella societĂ  contemporanea dal titolo “Il guaritore feritoâ€?. CosĂŹ resta la Chiesa, ferita dalle sue miserie, ma certa che nel nome di GesĂš potrĂ  ancora guarire i mali dell’umanitĂ .


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A pochi giorni dall’avvio dell’incontro di Milano quella che arriva dalla Corta costituazionale è sicuramente una buona notizia per la famiglia. La Corte dopo aver esaminato il divieto di fecondazione eterologa stabilito dalla legge 40, ha restituito nei giorni scorsi gli atti ai Tribunali che l’avevano investita del caso, per valutare la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 3 novembre 2011, sulla stessa tematica. La Consulta conferma

cosĂŹ il permanere del divieto di fecondazione eterologa disciplinato dalla legge 40. Viva soddisfazione è giunta tanto dal Movimento per la vita che, per bocca del suo presidente nazionale Carlo Casini, ha dichiarato: “La sentenza finale infatti nega che il divieto di pma eterologa violi i diritti umani e di conseguenza lascia liberi gli Stati di decidere sulle modalitĂ della pmaâ€?. Di tenore analogo anche le dichiarazioni di Lucio Romano, presidente dell’Associazione Scienza & Vita

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l contatore che campeggia sulla homepage del sito www.family2012.com è ormai alle ultime battute. Ancora pochi giorni e il 7° Incontro mondiale delle famiglie, che torna in Italia dopo l’edizione del Giubileo del 2000, entrerĂ nel vivo. C’è grande attesa per questo evento, e non solo a Milano, cittĂ  che da anni sta lavorando per questo importante appuntamento. Anche Brescia è in fermento e non solo per il considerevole numero di persone che domenica 3 giugno parteciperanno alla Santa Messa che Benedetto XVI presiederĂ  nell’aeroporto di Bresso a conclusione dell’incontro. Brescia, nel pomeriggio del 31 maggio ospita uno dei momenti dell’incontro che l’organizzazione ha pensato nelle diverse diocesi lombarde. La Cattedrale si aprirĂ  a 500 dei partecipanti al congresso teologico pastorale milanese per la tavola rotonda “La santitĂ  familiare nell’esperienza del lavoroâ€?. A loro si aggiungeranno altre centinaia di bresciani in rappresentanza delle diverse zone delle diocesi e delle realtĂ  che operano nel campo della pastorale familiare per affrontare un tema particolarmente significativo, cosĂŹ come significativo è il tema che è stato scelto per il 7° Incontro mondiale, quel “La famiglia: il lavoro, la festaâ€? di stringente attualitĂ . L’Italia e Milano in particolare ospitano un appuntamento mondiale in una stagione di grande difficoltĂ  economica che sta mettendo in crisi un numero sempre maggiore di famiglie. Moltissimi nuclei

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familiari sono oggi alle prese, a Milano come a Brescia e in mille altre città d’Italia, con il lavoro che manca, con il lavoro che sembra essere sempre piÚ distante da quel diritto sancito dalla Costituzione, da un lavoro difficile da trovare che impedisce a molti giovani di costruirsi una famiglia e di immaginare il loro futuro, ma c’è anche il tema della festa dimenticata, deliberatamente immolata, anche da leggi dello Stato, sull’altare da logiche che sono distanti anni luce dalla festa giorno del Signore

e dalla festa come occasione di gioia e di incontro per le famiglie. Difficile, nelle condizioni attuali, immaginare la festa, lo ricorda anche don Giorgio Comini nelle riflessioni ospitate in queste pagine a commento di fatti tragici che si sono verificati nei giorni scorsi a Brescia e che hanno messo una patina di tristezza all’attesa dell’incontro di Milano. Nei giorni scorsi il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, ha presentato l’appuntamento di Milano come evento ecclesiale, ma è anche come un appuntamento dalla profonda valenza civile, sociale e culturale. “Riflettere su famiglia, lavoro e festa, affrontare questi argomenti in modo non superficiale – ha affermato il Cardinale – può contribuire innanzi tutto ad uscire dalla crisi che affligge l’Occidente, che non è solo crisi economicaâ€?. PerchĂŠ, come risulta da indagini sociologiche, sono proprio le famiglie sane ad assicurare risparmio, responsabilitĂ ed efficienza, procreazione generosa e impegno educativo. “Occorre – sono ancora parole del card. Antonelli – recuperare il senso della festa, perchĂŠ non sia tempo di evasione e di dispersione, ma piuttosto tempo di concentrazione sui valori essenziali: Dio, famiglia, comunitĂ , amicizia, cultura, solidarietĂ . Specialmente occorre salvaguardare la domenica dall’invadenza del mercatoâ€?. In questa prospettiva Milano si appresta a essere la festa di tutto quanto di bello, può generare la famiglia fondata sul matrimonio.

Con Papa Benedetto XVI per riscoprire la famiglia patrimonio di umanitĂ

MILANO dal 30 maggio al 3 giugno 2012

    



 

0DUFRXQSDGUHQHOYXRWR Alle soglie del 7° Incontro mondiale delle famiglie a Milano, con il Santo Padre Benedetto XVI, la nostra città è stata sconvolta da un grave fatto di sangue, che ha visto coinvolto un papĂ  e i suoi due figlioletti. Il dato di cronaca è ormai noto ai piĂš e, nonostante la possibile aggiunta di ulteriori particolari, nessuna notizia potrĂ  mai giustificare l’atto omicida/suicida e dare risposta ai laceranti “perchĂŠâ€?. Il silenzio che si apre dopo casi di delitti familiari normalmente porta con sĂŠ molte questioni irrisolte: rabbia e sgomento, dolore inconsolabile e buio nel futuro, mancanza di ragioni

e povertà di parole per dire, definire l’accaduto. Servono voci di speranza, che riescano a innalzare una preghiera di misericordia a Dio per i defunti e sappiano farsi vicino ai familiari che sono rimasti. Con tinte drammatiche e sguardi persi nel vuoto, ancora una volta possiamo prendere l’occasione per riflettere sul bene delle relazioni familiari e sulla necessità di averne cura quotidianamente. Sembra un assurdo, ma proprio il luogo dell’intimità dell’amore e dell’accoglienza/protezione della vita, se non debitamente costruito e alimentato, può divenire un campo di battaglia

con morti e feriti, nessun vincitore e tutti perdenti. Ăˆ vero che oggigiorno la complessitĂ della vita sociale si scontra pesantemente con una generale fragilitĂ  della struttura umana, creando un mix davvero esplosivo, con esiti spesso irreversibili. Fatto questo rilievo, però, dobbiamo porci le questioni di impegno educativo e di responsabilitĂ  solidale, dove per un credente la bussola e il motore è la vita spirituale, quella concreta - incarnata, fatta di opere e parole coerenti tra loro, secondo il Vangelo di GesĂš. Dobbiamo ritornare ad una vita comunitaria piĂš sincera e piĂš

semplice, connotata da relazioni dirette e fiduciarie, dove anche una persona particolarmente fragile possa essere sostenuta, amata e curata, evitando che si chiuda in un muto delirio. Le famiglie sono il tessuto portante della societĂ e della Chiesa, ma troppe volte sono lasciate sole ad affrontare la quotidianitĂ  delle relazioni, l’accoglienza e l’educazione dei figli, il fragile sostegno del mondo del lavoro, le malattie dei congiunti, i lutti e le separazioni, fino alle diffidenze del vicinato, mascherate quest’ultime da un falso perbenismo chiamato “privacyâ€?. Togliersi la vita


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La delegazione bresciana ufficialmente accredita ai lavori del 7° Incontro modiale delle famiglie di Milano è composta dal vescovo Luciano Monari, da don Giorgio Comini, direttore dell’Ufficio famiglia e dai coniugi Rita e Mirco Pizzoli, delegati regionali per la pastorale familiare. Molto più ampio, e rappresentativo di tutte le realtà che in diocesi operano nell’ambito della pastorale familiare, il gruppo dei bresciani che vivrà i diversi momenti dell’Incontro.

Dal 29 maggio al 7 giugno 2012, presso il Santuario delle Grazie, come buon accompagnamento dell’Incontro mondiale delle famiglie a Milano, si vivranno 10 giorni di preghiera intensa a favore della famiglia, per i suoi doni di grazia e i cammini di responsabilità. In concreto, la sera del 29 maggio ci sarà un momento di liturgia della Parola animato direttamente dall’Ufficio famiglia della diocesi e dai “Gruppi Galilea” del

 

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nostro territorio (sono gruppi di crescita spirituale per persone in situazione di separazione o di divorzio). Il resto delle giornate sono lasciate alle possibilità ordinarie dell’animazione del Santuario. L’ultimo giorno si parteciperà alla processione del Corpus Domini con il Vescovo. La novena prenderà il via martedì 29 maggio, animata dal Gruppo Galilea, proposta per chi vive situazioni familiari difficili o irregolari.

   

 

 

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Mentre Brescia si appresta a celebrare il 38° anniversario della strage di piazza Loggia e il Paese ha ricordato il 20° dell’attentato di Capaci costato la vita di Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta, una bomba è tornata a esplodere. I fatti sono noti: nella prima mattina di sabato 19 maggio l’esplosione di un rudimentale ordigno davanti all’Istituto dedicato proprio alla figura di Francesco Morvillo causa la morte di una studentessa,

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la sedicenne Melissa Bassi, e il ferimento di altre sei. Generale lo sdegno generale che ha attraversato il Paese da nord a sud. Diverse le ipotesi formulate: c’è chi ha parlato del gesto di uno squilibrato, chi ancora di un’azione di stampo mafioso e chi, ancora, dell’ennesimo segnale della ripresa di quel terrorismo che l’Italia pensava di avere consegnato agli archivi della storia. Le indagini sono ancora in corso, piÚ vivo che mai, però, resta quel sottile filo rosso che lega piazza

della Loggia, Capaci e Brindisi ed è quello della scuola. Fra le vittime bresciane ci furono anche degli insegnanti. Falcone, e con lui Borsellino, indicò nel mondo della scuola, negli studenti il terreno fertile in cui piantare semi di legalità , nella cuttadina pugliese sono entrati nel mirino gli studenti. Le reazioni di oggi, come quelle dei tempi passati, dimostrano che si tratta di gesti intimidatori che non annientano, al contrario, portano il Paese a mostrare il meglio di sè.

  

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6

perano che almeno la pioggia dia una tregua. E non è un sollievo da poco il sole per le persone costrette per strada, o nelle loro macchine, o nei campi allestiti dalla Protezione civile, mentre la terra in Emilia continua a tremare. Secondo i dati diffusi dalla Regione Emilia Romagna sono oltre 5000 i cittadini che hanno lasciato le proprie case per essere ospitati presso i campi e le strutture di prima assistenza allestiti dalla Protezione civile. Impegnati 731 volontari della Protezione civile regionale, oltre a circa 300 provenienti da altre regioni, ed è stato attivato un posto medico avanzato a Mirandola per assicurare la prosecuzione dell’attivitĂ sanitaria a fronte dell’inagibilitĂ  degli ospedali di Finale Emilia e Mirandola. Viaggiando tra le zone colpite si percepisce come a fare le spese del terremoto sia stato soprattutto il patrimonio storico e artistico di queste terre. “Le case nel complesso hanno retto e non abbiamo avuto danni significativi alle persone, mentre è un grave disastro dal punto di vista storicoâ€?, è il commento di mons. Ettore Rovatti, parroco di Finale Emilia, epicentro del sisma. In cittĂ  il centro è “zona rossaâ€? e gli abitanti fanno la fila davanti a una postazione allestita dai Vigili del fuoco per andare nelle loro case, accompagnati e con l’elmetto in testa, a recuperare gli effetti personali piĂš urgenti. Il parroco, appassionato

  

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e ora sono chiuseâ€?. A Sant’Agostino Ferrarese, all’estremo confine della diocesi di Bologna (ma giĂ in provincia di Ferrara), “sono venuti meno i tre punti di riferimento di una comunitĂ : il comune, la chiesa, il posto di lavoroâ€?, osserva il parroco, don Gabriele Porcarelli. Lui stesso è sfollato. “Non posso entrare nĂŠ in chiesa, nĂŠ in canonicaâ€?, racconta. Il campanile, fortemente danneggiato, rischia di crollare e la piazza antistante è stata transennata; di fronte alla chiesa, il municipio devastato le cui immagini hanno fatto il giro del mondo. “Quasi tutte le attivitĂ  lavorative qui hanno avuto i capannoni

danneggiatiâ€?, prosegue don Porcarelli, spiegando che solo alle Ceramiche Sant’Agostino (dove hanno perso la vita due dei quattro operai) vi sono circa 350-400 lavoratori. Fabbriche chiuse, dunque, e pure “le chiese vicine di Mirabello e Buonacompra – aggiunge – non esistono piĂšâ€?. Nel frattempo il governo ha adottato le prime misure: 50 milioni di euro e la sospensione del pagamento dell’Imu per le abitazioni dichiarate inagibili. Le preoccupazioni maggiori, però, arrivano dai danni subiti dal sistema produttivo che giĂ stava attraversando un momento non particolarmente felice.

    

9RJOLDGLULSDUWLUHJHVWLLPSRUWDQWL Paolo Seghedoni (nella foto), giornalista de “Il nostro tempoâ€?, settimanale della diocesi di Modena, ha trascorso molte ore nelle zone duramente colpite dal sisma. “La situazione è ancora complessa – ha affermato – non solo per la distruzione ma anche per il continuare dello sciame sismico che rende complessa l’opera di chi dovrebbe controllare l’agibilitĂ delle abitazioniâ€?. Una situazione che incide pesantemente sullo stato d’animo della gente

che vorrebbe rientrare nelle proprie case. “Si tratta delle stesse persone – continua Paolo Seghedoni – che guardano con occhi carichi di sofferenza ai danni inferti dal terremoto al patrimonio storico e religioso di queste terreâ€?. La maggior parte delle chiese sono infatti inagibili e per molte di queste sembra impossibile la ricostruzione. Quella colpita dal sisma è comunque gente che non si lascia abbattere facilmente. “Ho riscontrato – sono ancora parole

del giornalista – tanta voglia di rimboccarsi le maniche, soprattutto per far ripartire le fabbriche�. Oggi, infatti, sono oltre 13mila i lavoratori costretti al riposo forzato e molti temono per la perdita di importanti commesse. Intanto la diocesi ha messo in campo un primo, simbolico, gesto di vicinanza. La veglia di Pentecoste, in programma per sabato 26 maggio nella cattedrale di Modena, si terrà a Finale Emilia, luogo simbolo del sisma.

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Â?Â?‹‰”ƒœ‹‘Â?‡ ÍšÍ˜Í™Í™ÇŁ‹Â? –ƒŽ‹ƒ•‘Â?‘‰‹—Â?–‹Í&#x;͘͞„ƒ”…‘Â?‹ Rivoluzioni in Nordafrica e sbarchi record sulle coste italiane. Nel 2011, secondo un’elaborazione dell’Ismu, a partire dai dati del dipartimento di pubblica sicurezza, in Italia sono arrivati 760 barconi provenienti da Tunisia, Libia e Grecia, con a bordo 62.657 migranti, in larga parte originari di Tunisia e dell’Africa subsahariana. Rispetto all’anno precedente si è registrato un deciso aumento: nel 2010, sommando i dati di Lampedusa, del resto della Sicilia e di Puglia, Calabria e

Sardegna, gli arrivi sono stati 4.375. La crescita maggiore si è veriďŹ cata a Lampedusa, Linosa e Lampione, dove nel 2010 arrivarono via mare 459 persone, mentre l’anno scorso si sono contati 452 sbarchi, il 59% del totale, con 51.753 persone a bordo. Delle 760 imbarcazioni di fortuna approdate sulle coste italiane da gennaio a dicembre dello scorso anno, 519 sono partite dalla Tunisia. Di queste 339 sono state sequestrate e 72 scaďŹ sti o complici sono stati fermati. Altre 101 provenivano

dalla Libia. I sequestri sono stati 61, con 51 arresti. I restanti 51 barconi venivano dalla Grecia. Pochi gli arrivi da Turchia, Egitto e Algeria. La maggior parte dei migranti viveva in Tunisia (28.100 persone), Libia (28.400) e Grecia (2.900). Diverse le nazionalità : si è registrato il 45% di tunisini, il 30% da Nigeria, Corno d’Africa, centro Africa, Ghana e Mali. Solo il 3,4 % era originario dell’Afghanistan, tra cui molti minori; il 3,2% dell’Egitto. Una minoranza, lo 0,4%, ovvero 228

persone, ha dichiarato di essere libico. Pochi i pakistani, bengalesi, ivoriani, somali, sudanesi, cittadini del Ciad, del Niger, del Burkina Faso, della Guinea, del Senegal, dell’Eritrea, della Siria, dell’Algeria, del Gambia e del Marocco. Si è calcolato che in media ogni barcone abbia portato con sÊ 72 uomini, cinque donne e sei minorenni nel 94% dei casi non accompagnati. In particolare a Lampedusa ogni sbarco è stato composto da 100 uomini, sei donne e altrettanti minori.

 

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poco piĂš di un anno di distanza dai fenomeni noti alla cronaca con il termine “primavere arabeâ€?, non tutte le speranze e gli aneliti di libertĂ , dimostrati con forza dalla rete degli insorti nei Paesi del Nord Africa, hanno avuto concretizzazione. “Noi stessi abbiamo fallito l’approccio nei confronti di rivolte che, nei diversi Stati, hanno avuto caratteri molto diversiâ€?, ha spiegato Aldo Pigoli, docente dell’UniversitĂ  cattolica, sede del convegno “Primavere arabe: quali percorsi per le politiche di sicurezza e pace?â€?. Organizzato da Opal, Mai e Commissione diocesana Giustizia e Pace, il convegno del 18 maggio scorso aveva l’obiettivo non solo di ripercorrere la vicenda delle rivolte popolari che hanno cambiato radicalmente il volto di molti Paesi dell’area mediorientale, ma anche di evidenziare le alternative che si presentano per le politiche europee di sicurezza nel Mediterraneo e per individuare le prospettive che si aprono alla societĂ  civile per la promozione di effettivi percorsi di pace. “Marocco, Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto hanno peculiaritĂ  demografiche, politiche, economiche che hanno causato in modo diverso l’emergere dei fenomeni di rivolta – ha spiegato ancora Aldo Pigoli – fenomeni che, quindi, non possono essere assimilati l’uno all’altro e che dovranno seguire percorsi diversi verso la strada della democraziaâ€?. Il processo di democratizzazione in corso in Libia, Tunisia, Egitto, ma non in Marocco e in Algeria sarĂ  inevitabilmente lungo e tortuoso. “Le rivolte del gennaio 2011 – sono state ancora sue considerazioni – ci hanno colpito perchĂŠ sembravano la ricetta immediata per l’implementazione della democrazia e dei diritti umani in quei Paesi, ma non va dimenticato che anche l’Europa stessa ha impiegato secoli per completare il percorso verso la tutela della democrazia, percorso che in alcuni casi non si è ancora conclusoâ€?. “In Tunisia è avvenuta una rivoluzione sociale e cognitiva – ha sottolineato invece Ouejadane Mejri, rappresentante dell’associazione Pontes dei Tunisini in Italia – perchĂŠ grazie a Facebook la popolazione si è riappropriata del diritto di raccontarsi. Il muro della paura è crollato prima di quello della dittaturaâ€?. L’anelito democratico, tuttavia, in questi Paesi si trova a dover convivere con un humus fortemente religioso, in un contesto in cui religione e politica si trova-

  

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bertĂ religiosa, ossia della non discriminazione tra laici e consacrati nel processo di attribuzione delle cariche istituzionaliâ€?. “Il desiderio di giustizia, che si presenta in modo laico – ha precisato il docente del Pontificio Istituto nel proseguio della sua relazione – dovrĂ  tuttavia confrontarsi con la storia e la legislazione di questi Paesi; quelle che hanno segnato il 2011 sono rivolte che sono nate dalla gente comune, dagli intellettuali, in cui le autoritĂ  religiose restano molto spesso in disparteâ€?.

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Si terrĂ il 2 giugno, festa della Repubblica, la fase finale del progetto “Sos legalitĂ  conoscere per poter scegliereâ€?, un concorso di composizione scritta effettuato dalle classi terze della scuola secondaria di primo grado “G. Scalviniâ€? di Botticino in memoria di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica, cittadina in provincia di Salerno, assassinato il 5 settembre 2010. Il progetto è stato patricinato dal Comune di Botticino, dall’Auser di Botticino Mattina,

Il consiglio di amministrazione della Fondazione Guido Berlucchi onlus ha preso in esame i risultati della selezione effettuata dal Comitato tecnico-scientifico per l’assegnazione delle borse di studio intitolate dalla memoria del fondatore, Guido Berlucchi. Per il bando 2012, il cui tema era “Le sequele dei trattamenti nel paziente adulto (secondi tumori, danno d’organo, qualitĂ della vita)â€?, sono giunte ben 129 richieste di finanziamento da ricercatori

dall’associazione “La Piramideâ€? e dalla fondazione Angelo Vassallo, per promuovere la conoscenza e l’incontro con personalitĂ che hanno saputo contrastare la criminalitĂ  organizzata anche a costo della propria vita e promuovere la sensibilitĂ  verso i problemi ambientali, la tutela del territorio il rispetto dei principi costituzionali. Le premiazioni del concorso avverranno nell’ambito della manifestazioni indette per la festa della Repubblica.

“seniorâ€?, dalle quali sono stati selezionati inizialmente 51 progetti da valutare per l’assegnazione dei premi. Otto le borse di studio che saranno conferite nel corso della cerimonia in programma l’11 giugno prossimo presso la sede della Fondazione a Borgonato. Tra i premiati anche la ricercatrice dell’UniversitĂ di Brescia, Sandra Sigala, per lo studio dal titolo “Biomarcatori predittivi del rischio di cardiotossicitĂ  in pazienti sottoposti a trattamento con atraciclineâ€?.

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4XDQGRQRQEDVWDHVVHUHULFFKLHIDPRVL Il potere e il successo sono gemelli siamesi. Monozigoti. Condividono tutto. E possono logorare chi li possiede quanto chi li insegue vanamente. Successo e potere fanno parte delle aspirazioni, consce o inconsce, di ogni persona. Tutto dipende dal prezzo che si è disposti a pagare per averli. Oppure dalla quantitĂ di umiliazioni che si possono sopportare per non perderli. Sono miserie e nobiltĂ  che gli uomini e le donne di potere e di successo mostrano quotidianamente ai comuni mortali sui teleschermi e/o sui monitor di tutto il mondo. Domenica scorsa tutti, o quasi, hanno visto le lacrime di alcuni giocatori giunti al traguardo di una carriera di primo piano e il velo di tristezza che segnava il volto di Alessandro Del Piero (in quel momento nemmeno l’acqua minerale che preferisce poteva strappargli un plin plin) deluso piĂš dalla ingratitudine che dal passo d’addio con la squadra per cui ha speso una vita. Il sipario quando cala porta con sĂŠ la parola â€œďŹ neâ€?, non sempre accolta con serenitĂ . Anche perchĂŠ per il potere e per il successo può essere scritta molto prima di quella che

non ammette repliche. Ecco perchĂŠ ha fatto notizia la decisione di un giovane campionissimo come Casey Stoner: giovedĂŹ 17 maggio ha annunciato che il 2012 sarĂ il suo ultimo anno nel motomondiale. Nessuno se l’aspettava perchĂŠ ha solo 26 anni ed è tuttora il piĂš bravo in pista. Invece si ritira per stare con la famiglia. Casey ha cercato di spiegare il concetto: “Quando corro devo sforzarmi al massimo per non pensare a mia moglie e a mia ďŹ glia. Altrimenti mi

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deconcentro e non riesco a fare i tempi. L’unica soluzione che ho trovato è quella di non pensarciâ€?. E ora dice: “Dopo un lungo periodo di riessione e numerose discussioni con mia moglie e la mia famiglia, ho deciso di smettere alla ďŹ ne della stagione. Dopo tanti anni in questo sport che amo e dopo tutti i sacriďŹ ci fatti, non sento piĂš la passione per continuare e credo sia meglio fermarmi. Dicono che uno rallenta quando si sposa, ma nel primo anno di matrimonio ho vinto

il mio primo titolo. Quando ho scoperto che sarei diventato padre, ho vinto il mio secondo titolo. Non credo che tutto questo incida sulla tua velocitĂ â€?. Un altro atleta ci ha regalato in questi giorni parole sagge. Ăˆ Roger Federer, impegnato sui campi di tennis del Foro italico a Roma. Ha giocato piĂš di mille partite in ogni angolo della terra ed è stato per 237 settimane consecutive il numero uno della classiďŹ ca mondiale. In una lunga intervista ha detto, fra l’altro: “Sono stato

fortunato e ho avuto buoni allenatori. Sono cattolico, devo ringraziare anche Dio per i talenti che mi ha datoâ€?. Alla domanda se è davvero felice, ha risposto: “Sono contento, equilibrato, realista. Non dimentichi che sono svizzero, quindi poco propenso a viaggiare con la mente verso pianeti lontani. Se devo stilare una classiďŹ ca della felicitĂ , metto tre momenti, in ordine temporale: la prima vittoria a Wimbledon, il matrimonio con Mirka e la nascita delle mie ďŹ glie, gemelle, una sensazione meravigliosa e bizzarraâ€?. A proposito della paternitĂ , ha osservato: “La paternitĂ  non ti cambia, ti aggiunge qualcosa, anche ďŹ sicamente. Con Charlene e Myla faccio cose che non ho mai fatto o che avevo dimenticato: gettare un sasso nell’acqua, andare allo zoo, tenere in braccio una calda parte di te. E poi loro sono la vita, voglio dire che impersonano l’estremitĂ  opposta alla morte. In questa fase della mia esistenza sono circondato da molte persone che hanno ďŹ gli piccoli, un’atmosfera che mi regala una sensazione di eternitĂ â€?. Uno smash per la vita.


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Ritrovarsi a distanza di anni per rispolverare un po’ la memoria e condividere nuovamente una parte della propria vita. L’Associazione Arma Aeronautica, sezione di Ghedi, organizza dal 15 al 17 giugno a Ghedi la prima “Festa Azzurraâ€?, una manifestazione nata dalla voglia di ritrovarsi e di poter rivedere i luoghi dove si è svolto il servizio militare sia di leva che in servizio permanente. Diventa anche un’occasione per far

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vedere ai propri familiari i posti del militare o, comunque, per raccontare qualche aneddoto. Nella giornata di venerdÏ 15 c’è l’opportunità di entrare al 6° Stormo. Nell’area festa a Ghedi si terrà un pranzo al costo di 30 euro (tutto compreso con pensiero per tutti i partecipanti). Dato il numero di accessi limitati all’aerobase, è indispensabile telefonare al numero del presidente dell’associazione Albino Pensabene (3334840685).

Il programma è il seguente: venerdÏ alle 9.30 apertura della mostra statica, alle 10.30 la Santa Messa alla base, alle 12 il pranzo presso il Centro sportivo, alle 19 l’apertura dello stand gastronomico e alle 20 la serata danzante e la mostra fotografica. Nelle giornate di sabato e di domenica gli stand aprono alle 19 cosÏ come la mostra fotografica. Alle 20 spazio, invece, alla serata danzante con dj Maurizio.

 

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abato 26 maggio si inaugura la stagione estiva di Assorifugi Lombardia sulle montagne bresciane al Rifugio Premassone in Val Malga di Sonico. Si tratta di un appuntamento atteso e ben preparato da tempo per dare particolare risalto alle iniziative dei gestori di rifugi di montagna alpinistici ed escursionistici, oltre 200 censiti e autorizzati sul territorio regionale, molti dei quali, circa un terzo nelle valli bresciane e bergamasche. L’Associazione si è costituita nell’aprile 1999 e, dalla sua nascita, si è adoperata per la diffusione della conoscenza dal territorio alpino lombardo e della sua tradizione di accoglienza in quota. Recentemente, nove rifugi del territorio camuno hanno vinto un bando della Regione che finanzia fino al 50% a fondo perduto opere di particolare significato per ammodernare, rendere sicuri e fruibili i rifugi a livello europeo. Nel campo della promozione l’Associazione sta raccogliendo i dati di quanti piÚ rifugi possibile, utilizzando l’iniziativa Girarifugi, con un successo misurato dalle circa 80mila copie all’anno di cartine distribuite. A questa, si aggiunge anche l’iniziativa negli alpeggi bresciani, molto gradita soprattutto con le manifestazioni della camminate enogastronomiche di montagna. Nei rifugi di Brescia e Bergamo da cinque anni vengono preparate le tovagliette sottopiatto

 



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escursioni a misura di famiglia. I rifugi camuni, poi, hanno realizzato anche altre iniziative: quella del “vino all’altezza, con degustazione di vini prestigiosi in giornate speciali, di vini di Franciacorta (le famose “bollicineâ€?) con torte fatte nei rifugi, tipiche delle valli alpine ma anche il concorso fotografico e soprattutto “Cantarifugiâ€?, giunto alla sua terza edizione. Sabato 26 maggio, dunque, si inaugura la stagione 2012 in Val Malga di Sonico che ospita ben cinque rifugi (Val Malga, Premassone, Gnutti, Baitone e Tonolini). La cerimonia sarĂ preceduta da un intenso momento religio-

so: una Santa Messa durante la quale sarà sciolto un voto che Gabriella Fioletti fece quando, tre anni fa, un enorme masso staccatosi dalla montagna sfiorò il Premassone rischiando di raderlo al suolo. Su quel masso è stata costruita una cappelletta in legno con le figure simboliche a protezione della montagna: la Madonna, l’Arcangelo Gabriele e S. Cristoforo. La festa sarà animata dai cori Vallecamonica di Darfo e Pineta di Costa Volpino che accompagneranno la mattinata e canteranno la montagna. Nell’occasione, sarà presentato il calendario delle iniziative dell’estate 2012.

      

,QVWDQFDELOLYRORQWDULGHOO¡$XVHU Ben 31mila chilometri percorsi e 1107 servizi alla persona erogati nel solo anno 2011. Sono servizi resi gratuitamente dai volontari dell’Auser di Ofaga da cinque in attività in ambito comunale nel capoluogo e nelle frazioni di Cignano e di Faverzano. Luigina Malagni, è presidente del sodalizio è personalmente impegnata nello svolgere servizi quotidiani; essa da anni assiste gli utenti della biblioteca

civica affiancando e sostituendo la bibliotecaria oltre che garantire l’apertura del sabato. L’Auser è ormai una presenza preziosa per il contesto sociale; opera a ďŹ anco della Caritas parrocchiale, tanto che l’amministrazione comunale, ha sottoscritto una convenzione per rispondere meglio alle esigenze nel settore socio-assistenziale. L’impegno dei volontari è pressochĂŠ quotidiano e spazia dal traspor-

to degli alunni da e per gli impianti sportivi durante l’anno scolastico a quello degli anziani che dalle tre frazioni partecipano ai corsi in palestra nell’ambito dell’associazione “Anziani in movimentoâ€?; c’è poi il servizio che permette ad anziani e persone in difďŹ coltĂ di raggiungere gli ospedali del territorio per visite e terapie e, il martedĂŹ ed il giovedĂŹ, quello di bus navetta da e per le frazioni.

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anche il capogruppo del Pd a Palazzo Loggia, Emilio Del Bono: “Per il lavoro svolto a nostro stretto contatto e per gli evidenti risultati sin qui ottenuti, i portavoce di circolo e i Capigruppo circoscrizionali individuano nell’attuale capogruppo in Loggia Emilio Del Bono, la persona che con fermezza dialogante è stata capace di determinare in ogni livello istituzionale e nella societĂ civile bresciana la definizione di un’autorevole alternativa

al centrodestraâ€?. In vista delle primarie, il Pd sembra orientato a seguire la linea di un unico candidato del partito. Come si collocherĂ , invece, “Brescia per passioneâ€? di Laura Castelletti? ParteciperĂ  alle primarie del centrosinistra o presenterĂ  un proprio candidato (la Castelletti) alle elezioni? L’Udc, oggi forza di maggioranza, non è poi cosĂŹ scontato che continui ad appoggiare l’attuale maggioranza. Sul fronte del centrodestra si profila un Paroli

bis, anche se non è da sottovalutare sul piano locale la possibile rottura definitiva dell’asse con la Lega: molto in questo caso dipenderà anche dall’evoluzione della politica romana. Nel frattempo Paroli ha nominato, in sostituzione di Fausto Di Mezza (destinato invece alla vicepresidenza del Consiglio di Sorveglianza di A2A ) il nuovo assessore al bilancio: è Silvano Pedretti, classe 1938, che torna in Loggia dopo i diversi incarichi direttivi ricoperti dal 1958 al 1992.

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ssessori corrotti che gestiscono la cittĂ come se fosse propria decidendo chi costruisce dove e cosa. Minacce, intimidazioni e omertĂ . Non è una storia che arriva dalla Sicilia, ma una cronaca degli eventi accaduti nel cuore della Pianura Padana. A raccontarla è Lucrezia Ricchiuti, vice sindaco di Desio, Comune che per anni ha dovuto fare i conti con questa realtĂ  e forse non ne sarebbe uscito se non fossero arrivate le intercettazioni telefoniche e ambientali della squadra antimafia. Lo scorso 16 maggio presso il Circolo Arci Colori & Sapori, in occasione del quarto ciclo di incontri “Dialogando sulla giustiziaâ€? sono intervenuti in un dibattito sul buon governo contro le mafie, insieme al vice sindaco di Desio, il Gip del tribunale di Brescia Luciano Ambrosoli e Damiano Galletti, segretario generale della Camera del Lavoro. Ha iniziato a raccontare Lucrezia Ricchiuti agli increduli ospiti della serata, quello che sembra un romanzo, ma è la sconcertante realtĂ  sostenuta dagli atti delle indagini e dai nomi degli indagati emersi nell’inchiesta “Infinitoâ€?, su tutti Mas-

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anche a Brescia ci sono processi che certificano la presenza delle mafie sul territorio. Basti guardare il massacro delle aree verdi e il pullulare degli ultimi 20 anni di discariche nella regione. Non se ne ha percezione però perchĂŠ “da noi la mafia si presenta beneâ€?, è piĂš che altro strettamente legata ad amministrazioni di tipo economico. In conclusione Galletti ha ricordato che nella sola Brescia ci sono 28mila vani invenduti eppure si continua a costruire, dato che fa riflettere visto che nonostante la crisi del mercato nella cittĂ il valore degli immobili è rimasto pressochĂŠ invariato. Inoltre in tempi di difficoltĂ  economica per il Paese sono stati molti gli interventi sul mercato del lavoro e poco si è fatto per contrastare la corruzione, per questo sarebbe necessario inquadrare quanto successo a Desio a livello nazionale.

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7UHVHUDWHWUDIDPLJOLD HPDJLDGHOODPXVLFD “Tre libri... quattro noteâ€? è il titolo della rassegna ideata presso la chiesa di Sant’Antonio della Badia di via Badia 84. La regia porta la firma della parrocchia della Madonna della Rosario della Badia, il Gruppo di ricerca Badia Trenta e la Circoscrizione Ovest. Il “Gruppo Ricerca Badia Trentaâ€? si è costituito al Villaggio Badia di Brescia intorno alla metĂ degli anni Ottanta del Novecento, con l’intento di ricordare in una pubblicazione il 30° di istituzione dell’entitĂ  parrocchiale Badia–Mandolossa. La ricorrenza è parsa propizia per tracciare la storia del territorio, partendo dalla fondazione dell’abbazia vallombrosana dei Santi Gervasio e Protasio, a cui fece seguito la presenza del convento dei Cappuccini, fino ad arrivare alla nascita dell’attuale villaggio marcoliniano. La pubblicazione ha visto la luce solo nel 1997, ma si è ritenuto opportuno mantenere l’intitolazione originaria del Gruppo Ricerca, che continua il lavoro di arricchimento dell’archivio storico, tramite la ricerca e la raccolta di antichi documenti, e parallelamente, con la creazione di un archivio fotografico, relativo al territorio e ai

suoi abitanti, partendo dai primi anni del Novecento. Uno storico, un paese, una famiglia e la magia della musica rappresentano il filo conduttore della rassegna iniziata il 19 maggio con le “Cronache di Jacopo Malvezziâ€?: traduzione del “Chroniconâ€?, opera dello storico bresciano del XV secolo, di Irma Bonini Valetti. Sabat0 26 maggio alle 20.45 viene, invece, presentato “Cellatica nella storia e nelle immaginiâ€? di Fiorenza Marchesani e Cesare Bertulli. VenerdĂŹ 8 giugno, sempre alle 20.45, tocca a Francesco Zeziola in “Come ricercare le proprie originiâ€? presentare la storia dei “Della Serra tirolesiâ€? diventati “Dellasera brescianiâ€?. Sabato 9 giugno, infine, il gruppo strumentale “Armonie in pizzicoâ€? diretto da Miki Nishiyama allieta i presenti alle 20.45 con il “Concerto per l’estateâ€?. L’ingresso è libero. Per informazioni, www.badiatrenta.it.

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all’energia sostenibile per tutti in occasione dell’anno internazionale promosso dall’Onu. LunedÏ 17 e martedÏ 18 settembre i partecipanti avranno la possibilità di vivere un’opportunità formativa con gli incontri istituzionali al Palazzo delle Nazioni Unite e al Cern. L’organizzazione è curata dalle Acli provinciali, da Pax Christi Brescia e dagli Amici della bici Corrado Ponzanelli. Sono due le proposte bresciane: una a piedi

e una in bicicletta. “Diritti in corsa - Brescia-Ginevra no stopâ€?: i podisti saranno impegnati in una corsa no stop di 48 ore, non per compiere un’impresa, ma per lanciare un messaggio di pace. La partenza da Brescia è sabato 15 settembre, l’arrivo a Ginevra lunedĂŹ 17 settembre. Per “Diritti in biciâ€? - Pedalando per la paceâ€? la partenza da Brescia è sempre fissata per sabato 15 settembre con l’arrivo a Ginevra lunedĂŹ 17 settembre e il rien-

tro − in pullman − previsto per martedĂŹ 18 settembre. Sono previste tre tappe: Brescia-Vogogna (185 km), Vogogna-Sion (135 km) e Sion-Ginevra (135 km). La proposta è aperta a tutti (tranne a chi viaggia in graziella). La quota di partecipazione è di 160 euro. Le informazioni e le iscrizioni si ricevono entro il 20 luglio presso le Acli provinciali di via Corsica, 165, contattando il numero 0302294012 (andrea.franchini@ aclibresciane.it.)

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a premessa indispensabile è quella che l’integrazione tra Poliambulanza e S. Orsola punta sulla qualitĂ . “L’unione in questi momenti di difficoltĂ  − spiega il direttore generale Enrico Zampedri − è un punto di forza per la sanitĂ  cattolica. Senza far venire meno l’aspetto valoriale e l’ispirazione originaria, abbiamo ampliato i nostri servizi offrendo, con una casistica piĂš ampia, maggiore qualitĂ  e maggiore sicurezza ai nostri utentiâ€?. Dal 23 maggio l’accesso al Pronto soccorso per le ambulanze e per i mezzi che trasportano i pazienti è da via Don Pinzoni. I locali della nuova “camera caldaâ€? sono adesso molto piĂš vicini alla strada che, in base ai piani di sviluppo urbanistico del Comune di Brescia, si collegherĂ  direttamente agli snodi del traffico ad alto scorrimento della periferia sud della cittĂ . Realizzata anche la nuova elisuperficie, giĂ  operativa, che sarĂ  presto abilitata al volo notturno. L’intervento di ampliamento del Pronto soccorso si inserisce tra le opere previste per la integrazione delle attivitĂ  dell’Ospedale S. Orsola, che si completerĂ , per la parte ricoveri, entro la fine di luglio 2012. Dall’1 agosto in via Vittorio Emanuele saranno invece ampliate le attivitĂ  ambulatoriali di Poliambulanza Centro, la nuova denominazione del poliambulatorio del centro cittĂ . Nei nuovi locali saranno

   

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mento diagnostico e trattamento urgente delle insufficienze respiratorie riacutizzate, di preparazione “intensivaâ€? ad eventuali procedure invasive. L’attivitĂ svolta dal Dipartimento di emergenza e urgenza di livello Eas di Poliambulanza si caratterizza per un alta complessitĂ  e un qualificato impegno nei confronti dell’intero territorio bresciano: nel 2011 sono stati quasi 60 mila gli accessi al Pronto Soccorso, di questi quasi 1.500 in “codice rossoâ€?, con 280 pazienti trattati in Stroke Unit e 500 casi di infarto miocardico acuto trattati come episodio iniziale di assistenza. “La realizzazione del nuovo ampliamento del Pronto soccorso ha richiesto un investimento di circa 2 milioni di Euro – riferisce il direttore generale Enrico Zampedri – ed era necessario per migliorare l’accessibilitĂ  e gli spazi a disposizione dell’Emergenza, anche in relazione alla nuova dimensione (570 posti letto) che assumerĂ  il presidio di via Bissolati con la chiusura di S.Orsolaâ€?. Il direttore sanitario Alessandro Signorini sottolinea che “prevediamo nei prossimi anni di arrivare ad un numero di circa 3.000 neonati all’anno. Per questo sono state incrementate le dotazioni anche nell’area della emergenza ostetrica ed è stato aperto nei giorni scorsi il primo nucleo di sei posti letto di Terapia intensiva neonatale e neonatologiaâ€? che rappresenta il fiore all’occhiello della struttura.

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professionisti. La cura dei restauri rende già evidente la bellezza del monumento che riveste un alto valore sociale e religioso per la città di Brescia. A testimonianza di questo va anche detto che al momento per il recupero della chiesa sono già stati donati 300mila euro dai bresciani. Molto si deve anche alla Fondazione Cab che con il suo impegno sta restituendo alla comunità un importante pezzo della sua storia. A fine giugno è stata, inoltre, pensata una notte

dell’arte dove sarĂ possibile visitare da vicino la cupola della chiesa. L’edificio, una volta recuperato, per la sua ubicazione su via Musei. “Ci avviciniamo alla fase finale perchĂŠ i lavori della struttura sono ultimati, stiamo procedendo al restauro degli interni. Le caratteristiche principali della chiesa − racconta Agostino Mantovani, segretario della Fondazione Cab − sono storiche perchĂŠ nasce dopo il sacco di Brescia del 1512, sono sociali perchĂŠ ospita fin d’allora le persone

in stato di particolare difficoltà con il convento accanto, sono artistiche perchÊ la chiesa è completamente affrescata, sono turistiche. La chiesa è, infine, ricca di religiosità�. Dietro l’altare maggiore c’è anche la perfetta riproduzione della Santa Casa di Loreto, mentre sull’altare stesso c’è l’affresco quattrocentesco della Madonna della Carità; la storia narra che nel Seicento i muri, prima di essere affrescati, erano completamente ricoperti di ex voto.

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orte impulso allo sviluppo della collaborazione con il terzo settore: meno centralità , piÚ sussidiarietà. Sono queste le linee guida del piano delle politiche della famiglia e del welfare comunitario del Comune. Il Comune, sempre meno erogatore diretto di servizi, diventa regista della rete di offerta. Dovrà coordinare, controllare e integrare i servizi in forma sussidiaria rispetto all’intervento di associazioni di volontariato e cooperative. Si istituisce un tavolo di confronto permanente con il privato sociale, al quale verrà riconosciuto un ruolo importante nella prestazione di servizi. La cui titolarità resta in capo al Comune, per garantire ai cittadini pari condizioni, prestazioni e opportunità. Viene introdotto, inoltre,

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sostegno economico potrĂ essere associato all’impegno a svolgere prestazioni lavorative a favore del Comune o di organismi di volontariato o di altri soggetti con finalitĂ  sociali. Particolare soddisfazione per il lavoro svolto è stato espresso dall’assessore ai Servizi sociali Giorgio Maione. “A 12 anni dal precedente piano – ha osservato Maione – Brescia si dota di un nuovo strumento dal forte contenuto culturale e sociale. Un grande e importante ruolo viene affidato alle associazioni,



 

alle fondazioni, alle cooperative, le quali potranno intervenire sia in fase di pianificazione dei servizi, sia nel successivo processo di erogazioneâ€?. Dopo l’approvazione del piano si apre la fase attuativa, con la redazione delle delibere che normeranno nello specifico i singoli interventi. “Si tratta di un provvedimento – ha evidenziato il presidente della Commissione servizi alla persona, Giovanni Aliprandi – che riverserĂ la sua azione anche nel medio e nel lungo periodo, poichĂŠ

seguiranno delle articolazioni piĂš specifiche a tutto campoâ€?. Il sindaco Paroli ha sottolineato gli sforzi fatti per garantire le risorse al welfare nonostante i numerosi tagli: “Quest’anno, rispetto a quanto era stato preventivato, ci siamo trovati con 11 milioni di meno di trasferimenti statali e 49 milioni di euro in meno derivanti dai dividendi di A2A (si è passati da 60 a 11 milioni). Nonostante ciò i tagli ai servizi sociali sono stati di soli 4 milioni di euro: da 50 a 46 milioniâ€?.


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ospiti del Pio ricovero inabili al lavoro, arrivando sul posto mezz’ora prima e provvedendo anche a prelevarli dai nuclei di soggiorno per accompagnarli nel Salone centrale per la S. Messa prefestiva. Un’occasione di scambio di sorrisi, strette di mano, solidarietà genuina nonchÊ di fecondo dialogo tra generazioni: i pronipoti, con i loro bisnonni. Sabato 19 maggio si è tenuta pertanto la celebrazione conclusiva di un cammino con i quali i ragazzi hanno già arricchito le liturgie dei

mesi passati. Al termine, ci sarĂ la merenda per tutti e un arrivederci al prossimo anno catechistico. Resta, naturalmente, libera l’iniziativa individuale dei ragazzi di far visita ai nonni da soli o con qualche amico, anche durante l’estate, in attesa che piĂš avanti qualcun altro raccolga il testimone. Mentre i ragazzi si concentrano sulla modalitĂ  liturgica, i giovani del paese, rappresentati nell’Associazione “Il Caleidoscopioâ€?, hanno pensato di allestire una Mostra fotografica sui luoghi e su-

gli ospiti della Casa di riposo con la partnership del Pio Ricovero. Essa propone i volti e i momenti della vita anziana negli ambienti della Casa di riposo di Castenedolo, e si colloca come traguardo di un Corso di fotografia che appunto “Il caledioscopioâ€? ha organizzato nei mesi invernali con due estemporanee presso la strutture di via Pluda. Nell’occasione è stato anche rilanciato il progetto di solidarietĂ per dotare la Rsa di 72 letti elettrici a vantaggio di ogni anziano degente.

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’obiettivo è quello di costruire un nuovo volontariato, capace e responsabile, competente e generoso. La cooperativa sociale Nuovo Impegno nel 2011, grazie al bando housing sociale della Fondazione comunitĂ bresciana, ha presentato un progetto denominato “Territorio e Volontariatoâ€?, ottenendo una valutazione positiva e una quota di finanziamento per la sua realizzazione. Il progetto, innovativo nel suo genere perchĂŠ in grado di coniugare sia la dimensione teorica (30 ore di formazione in aula) che quella esperienziale (30 ore su campo) a supporto di interventi socio-assistenziali a favore di persone fragili, programmati dai servizi sociali, ha visto la partecipazione e la presenza continuativa di circa 40 volontari che andranno ad operare in modo competente e consapevole nei vari territori. L’iniziativa, inizialmente patrocinata da alcuni Comuni (Castegnato, Cellatica, Flero e Capriano) ha riscosso interesse e adesioni anche da parte di volontari di Comuni limitrofi quali Roncadelle e Brescia. Il progetto si è concluso il 30 aprile, raggiungendo il principale scopo: fornire ai partecipanti tecniche, strumenti ed esperienza di volontariato attraverso pratiche d’aula attive, sottogruppi esperienziali, plenarie di restituzione. Nuove

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fra operatore ed utente, fra bisogni e competenze, fra nuove realtà emergenti e vecchie realtà consolidate. Un progetto che cerca ancora oggi nuove continuità e nuove comunità dentro al quale spendersi e generarsi. Facendo un passo indietro, la Cooperativa di Brescia gestisce dal 1994 servizi socio-assistenziali ed educativi, nello specifico: assistenza domiciliare anziani e disabili, assistenza educativa scolastica, assistenza socio-educativa per l’autonomia personale dei disabili, assistenza domiciliare minori, assistenza domiciliare minori disabili, assistenza/sorveglianza durante il momento mensa, pre-scuola, post scuola e sugli scuolabus, socioassistenziale in struttura. I servizi sono affidati prevalentemente mediante appalti con enti locali della provincia di Brescia e/o procedure di accreditamento. L’esperienza ha portato la Cooperativa a interrogarsi sui bisogni emergenti, derivanti dai cambiamenti che in questi ultimi anni hanno mutato il tessuto economico-sociale e di conseguenza ad elaborare idee di supporto al sociale. L’attenzione si è focalizzata sul volontariato, ritenendo centrale la valorizzazione del volontario non solo come esecutore di alcuni lavori pratici, ma soprattutto attivo e propositivo, capace e competente. Per info, telefonare allo 0303532035.

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di festa. S’inizia sabato 2 giugno alle ore 21 con lo spettacolo della Comunità Shalom di Palazzolo fondata e portata avanti con passione da suor Rosalina Ravasio. Domenica 3 giugno, alle ore 9.45, don Tossi viene accolto nella piazza del Comune da tutte le associazioni che lavorano sul territorio. Dopo il saluto del Sindaco e della comunità, il corteo, accompagnato dalle note della banda di Castelcovati, si avvia verso la parrocchiale

per la Santa Messa delle 10.15 presieduta da don Giovanni. Alle 11.30 è previsto un aperitivo e un momento di fraternitĂ con il buffet in oratorio; alle 12.30 l’appuntamento è al “Calesseâ€? di Travagliato per il pranzo comunitario. Don Giovanni, ordinato a Castelcovati, il 2 giugno compie 84 anni. Ordinato sacerdote il 12 giugno del 1952, è stato curato a Collebeato (19521956), ad Azzano Mella (19561959) e a Ghedi (1959-1974). Ha

svolto l’incarico di parroco a Palazzolo S. Rocco (1974-1986) e a Castrezzato (1986-2004); dal 2004 al 20011 è stato presbitero collaboratore a Pompiano, mentre dal 2011 presta il suo servizio nella parrocchia di Castelcovati. La festa diventa un’occasione per incontrarlo e per ringraziarlo per il suo servizio alla Chiesa bresciana e per augurargli ancora tanti anni di vita terrena prima dell’incontro ďŹ nale con il Padre che dĂ la vita.

 

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a lo sguardo determinato mentre apre la nostra chiacchierata con questo concetto: â€œĂ‹ assolutamente necessario alzare la voce, fare informazione. I disturbi del comportamento alimentare, infatti, crescono grazie al silenzio e alla vergognaâ€?. Maria Francesca Garritano, ballerina recentemente licenziata dal teatro “Alla Scalaâ€? di Milano in seguito alla sua denuncia dei casi di disturbi alimentari tra le componenti del corpo di ballo, ha partecipato in questi giorni ad un’iniziativa organizzata dal Comune di San Paolo, dedicata proprio ai disturbi del comportamento alimentare. L’abbiamo incontrata, insieme all’altro testimonial della serata Michele Villanova, ex primo ballerino della Scala e professore di danza, per parlare della battaglia che sta conducendo, ma anche della sua esperienza e del suo futuro. Comincia cosĂŹ citando un dato im-

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pressionante: “Bisogna rendersi conto che siamo di fronte al dilagare di una piaga sociale: si stima che in Italia almeno tre milioni di persone soffrano di disturbi del comportamento alimentare. In particolare per quella che è la mia esperienza nel mondo della danza si tratta di una situazione diffusissima, specie entrando nel mondo del professionismo. Di fatto è un argomento ancora tabĂš, come dimostrano le reazioni negative all’uscita del mio libro, nel quale ho parlato di questi argomenti. Non accettare di affrontare il problema consente ancora a troppe persone di mantenere uno status quo favorevole, si applica un clichĂŠ che viene identificato con la normalitĂ â€?. Di fronte ad una situazione come questa viene da chiedersi come se ne esca e una risposta viene da Michele Villanova: “Dobbiamo fare in modo che crescano sempre piĂš le persone serie, che allo stato attuale sono poche. Bisogna guardare alla crescita dei ragazzi partendo dalle loro potenzialitĂ , perciò stiamo cercando di fare formazione anche per

gli insegnanti. Penso sia importante non solo per la danza, ma anche per tutta la societĂ , perchĂŠ se l’arte è sana aiuta a guarire tutto il Paeseâ€?. “Non solo – aggiunge la Garritano – sono importantissime anche le testimonianze, le serate come questa di San Paolo. Per il momento infatti mi dedico anima e copro a questa campagna di informazione, usando a fin di bene quello che mi è capitato, seguendo questo percorso che mi si è aperto davanti. Per il futuro non so ancora come finirĂ  la vicenda giudiziaria con La Scala, ma la veritĂ  è che se il mio licenziamento è servito a salvare anche solo una vita ne è decisamente valsa la penaâ€?. Parole forti, queste, che tra l’altro fanno ben comprendere quanto sia importante portare alla luce il problema, fare in modo che se ne parli. In questo senso l’iniziativa a San Paolo riprenderĂ  venerdĂŹ 25 con una seconda serata, dedicata nello specifico ai percorsi di cura, alle 20.45 presso l’auditorium dell’istituto“Buonarrotiâ€?. PerchĂŠ non si può continuare a tacere.

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Š‹ƒ”‹ ƒ”‹ˆ‘”Â?ƒ†‡ŽŽƒ˜‘”‘…‘Â?‹‡–”‘ …Š‹Â?‘‹Â?—Â?–‡””‹–‘”‹‘‹Â?…”‹•‹ LunedĂŹ 4 giugno alle 21 all’auditorium della Fondazione Morcelli Repossi di via Varisco 7, a Chiari verrĂ presentato il volume del senatore Pietro Ichino (nella foto), docente ordinario di Diritto del lavoro all’UniversitĂ  statale di Milano, “Inchiesta sul lavoro, perchĂŠ non dobbiamo avere paura di una grande riformaâ€?(Mondadori 2011). Alla serata interverranno, oltre all’autore, l’onorevole Savino Pezzotta, il senatore Guido Galperti, Giuseppe Pasini, amministratore

delegato del gruppo Feralpi. A organizzare l’incontro pubblico, che rientra nell’ambito di “Chiari‌ incontraâ€? , il Circolo culturale Aldo Moro, nato lo scorso anno dalla volontĂ di alcuni amici di portare nella cittadina una piattaforma quale punto di partenza per poter “dialogare e confrontarsi senza preclusioni − ha detto Sergio Arrigotti, tra i soci fondatori − ragionando di temi concretiâ€?. Spunto dell’incontro è anche questa volta un libro di attualitĂ 

socio-politica dal quale partire per intavolare un dibattito. E mai come oggi il tema del lavoro e la sua riforma sono uno dei punti caldi sui quali si stanno versando fiumi di inchiostro. E di questo si parlerĂ lunedĂŹ 4: di lavoro e articolo 18, di chiusura delle aziende e crisi economica ma anche di valori (“perchĂŠ il lavoro non è una merceâ€?), di disoccupazione, giovanile soprattutto, arrivata a un allarmante 38%. Non mancheranno riferimenti e riflessioni sul numero

sempre crescente di suicidi. Anche il tessuto economico clarense e dei paesi limitrofi è stato duramente colpito dalla recessione: la NK, 124 dipendenti sino lo scorso anno, ha cessato la produzione; le Cantine Soldo, 65 dipendenti, sono fallite; la Fin Beton, 293 lavoratori, è in concordato preventivo; Trafilerie Gnutti e Poligrafica San Faustino sono ricorse alla cassa integrazione. Questo il triste quadro generale. La serata è patrocinata dal Comune di Chiari. (c.m.)

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ono passati 30 anni da quando un gruppo di volontari s’impegnò nel progetto di Radio Basilica di Verolanuova sulla lunghezza d’onda dei 91.2 mhz. Era il gennaio 1982, tempo della Missione popolare, e il parroco era mons. Luigi Corrini. Oggi l’avventura continua con l’entusiasmo di sempre. Nel 1990 è stata fondata l’associazione Radio Basilica che ha acquisito la proprietĂ dell’emittente con l’obiettivo di svolgere un servizio prevalentemente rivolto alla comunitĂ  locale. La programmazione copre l’arco delle 24 ore ed è costituita in buona parte da programmi autoprodotti. Dal 2002 l’emittente è entrata a far parte del circuito InBlu, ma la gran parte della programmazione giornaliera è affidata a un nutrito gruppo redazionale del quale Tiziano Cervati è il direttore e con Roberto Bocchio che cura il Radiogiornale; Daria Cremaschini si occupa delle rubriche “Liscio farcitoâ€? e “Un’ora d’ariaâ€?; a Lorenzo Barbieri i programmi musicali; varie rubriche affidate a Nicole, Roberto Moscarella, Dario Bettoncelli, Mirko; speaker inglesi: Paola Formenti, Simonetta Girelli, Gabriele Cervati; Mattia Vettorato, Pietro Carini speaker di “In primo pianoâ€?; Roberto Mistretta, speaker “I love radio Bobâ€?; Alessandro Saleri e Fabio Maffezzoni speaker ne “I panchinariâ€?; Herbert Brunelli, Nicola Fasanini e Gianluca Cervati

 

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ni la nostra passione... la tua radioâ€?. E c’è un programma con appuntamenti dal 27 maggio al 24 giugno. Un mese per celebrare un evento nel quale è realtĂ il progetto partito nel 1982. Il primo appuntamento nei giardini di palazzo Gambara, domenica 27 alle ore 21.15, con “L’inevitabile sfida di don Chisciotte e Sacho Panzaâ€?, spettacolo nato dalla pluriennale collaborazione della compagnia Ca’ Luogo d’Arte con l’Assessorato all’agricoltura e alimentazione della Provincia di Parma nell’intento di sensibilizzare ed educare le nuove generazioni al problema dell’alimentazione. In scena: Alberto Branca, Massimiliano Grazioli, regia Maurizio Bercini. Altra data del programma il 9 giugno, sabato, alle ore 21.25 con Fulvio Anelli in concerto con Giovanni Guerretti, piano; Simone Gagliardi, batteria; Marco Anni, basso. Poi; sabato 16 giugno, con Luca Bassanese e la piccola orchestra popolare nel concerto spettacolo per l’acqua, la terra e la dignitĂ  dei popoli; domenica 17, omaggio al poeta Angelo Canossi nel 150° della nascita con Tiziano Cervati e Fulvio Anelli dal titolo “Forse ac e forse gnacâ€? nel quale si dimostra la ricchezza della lingua e la gioia del dialetto; domenica 24 giugno dalle 9.30 alle 19.30 “Torreconâ€? festa del gioco creativo con l’associazione “La torre d’avorioâ€?. Sempre il 24 giugno (14.30-15.30-16.30) visite guidate al palazzo comunale.

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A Marmentino il vescovo bresciano di Macapà in Brasile Piergiuseppe Conti, dom Pedro, premio Bulloni nel 2010 per la sua missione tra i piÚ poveri, col parroco don Luca Ferrari assieme a quello di Livemmo don Lorenzo Emilguerri, ha inaugurato il nuovo sagrato della chiesa dei SS. Cosma e Damiano, quella con due pale del Moretto, una del Bagnatore, preziosi paliotti marmorei e opere lignee dei BoscaÏ. La comunità di appena 600 abitanti si è accollata

Un mese nelle Filippine centrali per la spedizione speleologica “Samar 2012â€? guidata dal navense Matteo Rivadossi, coordinata dal bresciano Claudio Castegnati e formata da altri sei esperti provenienti da Liguria, Veneto e Filippine. Lo scorso 9 aprile è cominciata la carsica avventura del team di otto speleologi nelle profonditĂ dell’isola di Samar, dove sono rimasti ďŹ no allo scorso 3 maggio, cercando di svelare nuovi segreti. “Ci sono stati

un onere di circa 120mila euro per riportare il sagrato all’aspetto degli anni ‘50 con il suo muro di delimitazione ed al centro il Monumento ai Caduti. Ăˆ dedicato a Diego Gallia, 25 anni ucciso da un incidente alla vigilia delle ferie dello scorso anno mentre vi lavorava.. La targa marmorea che lo ricorda era stata benedetta dal vescovo Monari il 25 settembre, durante la festa del centenario del rifacimento della antica parrocchiale. (e.b.)

momenti molto delicati – spiega lo scalatore triumplino – specie nel corso dell’ultima settimana, quando mi hanno dovuto ricoverare presso l’ospedale di Calbayog in seguito a quattro giorni di febbre persistente a 40 gradi. Fortunatamente sono potuto rientrare per la parte conclusiva della spedizione e, anche se la giunzione tra Sulpan Cave e Male-Ho non è stata scovata, possiamo comunque dirci soddisfatti del risultato ottenuto�.

  

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a Bcc Banca della Valtrompia si è fusa per incorporazione con Cassa Padana: hanno approvato, nessun contrario, quattro astensioni, i soci presenti all’assemblea domenica scorsa alla FacoltĂ di Ingegneria di Brescia. Anche il bilancio 2011 è stato approvato. Si chiude cosĂŹ una storia di 115 anni iniziata a Bovegno. Nel 1891 papa Leone XIII promulgava l’enciclica Rerum Novarum: esortava il mondo cattolico a intraprendere iniziative concrete in campo economico a favore dei piĂš deboli. Il parroco don Giovanni Tanghetti il 28 marzo 1897 fondava la Cassa Rurale di depositi e prestiti di Bovegno SocietĂ  Cooperativa a responsabilitĂ  illimitata. Lui ne era il primo presidente: l’erogazione del credito, affidata a un’amministratore, si svolgeva nei giorni di sabato e domenica nella sede della Canonica. Nel 1983 veniva fondata la Cassa rurale e artigiana di Lodrino. Nel 1993 le due Casse valtrumpline si fondevano, col nome “Banca di credito cooperativo – Bcc dell’Alta Val Trompiaâ€? diventato (2003) “Bcc Banca della Valtrompiaâ€? con l’apertura dello sportello di Gardone e poi di Sarezzo, a fare quattro. Ci sono poi gli sportelli di tesoreria a Pezzaze, Collio e Marmentino e il Bancomat di S. Colombano. All’assemblea ordinaria (bilancio) e straordinaria (fusione) coi vertici della banca (presidente Romano Bettinsoli) ha partecipato Marco Corbellini per la Federazione lombarda. Un epilogo sicuramente positivo alla luce della realtĂ . Il bilancio 2011 chiude con una perdita di 852mila euro (893mila nel 2010) per rettifiche crediti pari a 866mila euro (ex 1,337 milioni). Depurato di questa voce l’esercizio mostra un sostanziale equilibrio. Il patrimonio della banca passa da 11,207 milioni a 9,787 milioni: era a 12,988 nel 2008. Sono le cifre che giustificano la fusione, sollecitata anche da Banca d’Italia: la banca valtrumplina va comunque a nozze con una “doteâ€? di 10 milioni aggiungendo i suoi soci ai circa 10mila della Cassa padana che diventa la 2Í” Bcc italiana. Garantito il posto al personale e la territorialitĂ  storica con la nuova “Area della Valtrompiaâ€? e la commissione che gestirĂ  le risorse per gli scopi sociali.

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Due i valtrumplini nel Cda: Romano Bettinsoli e Annibale Fausti. Da parte sua Cassa padana si espande in una zona importante. Efficace sintesi la chiusura di Romano Bettinsoli: “Piccolo è bello, ma insieme si potranno fare cose altrimenti irrealizzabili per la Valtrompiaâ€?.

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voLume! ACcidenti che spazioâ€? è il titolo del Meeting diocesano unitario festeggiato domenica 20 a Lumezzane. Sono aperte le iscrizioni per i campi estivi aperti a tutti. Il campo Acr 6-8 “Venite e vedreteâ€? è a Villa Pace, dal mattino del 31 agosto al pomeriggio del 2 settembre: la quota per gli associati è di 60 euro, non associati 70 euro, sconto del 20% per i fratelli. Il campo Acr va in scena ad Astrio, dal 25 agosto al 1 settembre, (quota per associati 160 euro, non associati 180, sconto

del 20% per i fratelli). Campo terza media e giovanissimi dal tema di “Mission possibileâ€?, dal 29 luglio al 4 agosto, quota per associati 175 euro (non associati 195 euro), sconto del 20% per i fratelli. Per i giovani c’è invece una proposta interessante in Polonia dal 7 al 10 agosto (quota indicativa di 250 euro). Il campo adulti “Legami aperti on the roadâ€? dal 6 al 12 agosto in Puglia. Villa Pace ospita, invece, gli esercizi spirituali dal pomeriggio del 3 agosto al 5 agosto.

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ÂŽDzƒ‰‰‹‘„”‡Â?‡•‡dz°ƒ”–‡‡–ƒÂ?–‘ƒŽ–”‘ Comune di Breno, Pro loco e Nostalgia club ancora una volta hanno dato il via a una manifestazione collaudata che allieta il mese delle rose nella cittadina camuna. Si tratta di una serie di iniziative tese a colmare il vuoto dell’anno dopo gli eventi del Ferragosto brenese. Avvenimento portante del “Maggio breneseâ€? è il Premio d’arte “Citta di Brenoâ€?. La rassegna (tema libero, premi speciali, sezione grafica-acquerello, sezione estemporanea-pittura,

sezione ceramica, ecc.), inventata vari decenni fa dal pittore Carlo Alberto Gobbetti, nel tempo ha conosciuto un costante crescendo che l’ha messa alla pari con i principali premi nazionali di questo settore. Come sempre anche l’Associazione commercianti brenesi ha avuto un suo preciso ruolo attivo, tentando in qualche modo e con parecchie iniziative di far fronte alla crisi congiunturale di questo momento. Se si scorrono gli elenchi dei numerosi premi offerti

per la rassegna di cui abbiamo detto, si nota che quasi tutti sono offerti da privati commercianti, artigiani, piccoli imprenditori. Poi il museo “Nostalgia clubâ€? (auto e moto d’epoca) ha voluto esporre in ogni vetrina del principale corso Mazzini una moto o uno scooter dei tempi andati, quando Vespa, Lambretta e Ape scorazzavano per le strade. Nei cortili delle ville patrizie, esposizione delle auto d’epoca. Ma non è tutto: nella centrale piazza Mercato c’è una

mostra di bonsai e di artigianato locale (resta aperta sino al 10 giugno). Ovviamente negli involti dei cortili del centro storico ci saranno le solite degustazioni di cucina valligiana, con riunioni conviviali che attirano di continuo buongustai. Da ultimo il contributo artistico-culturale che di recente è venuto ad offrire nuove opportunitĂ : gli spettacoli del “Teatro delle Aliâ€? che con costante continuitĂ  vengono proposti a Breno ed alla Valcamonica. (e.g.)

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n Valsaviore, cioè a Saviore dell’Adamello e soprattutto Cevo, è in atto un tentativo di rilancio, sostenuto da molteplici istituzioni locali. Alcune idee nuove si sono concretizzate in questi ultimi mesi oppure hanno trovato finanziamento, promettendo di essere operative nel breve termine. Promuovere la Valsaviore, uno dei territori piĂš colpiti dallo spopolamento montano, significa oggi puntare sulle bellezze naturali, quindi sulle aree e strutture che fanno capo al Parco dell’Adamello, oppure sul patrimonio storico e su quello artistico-religioso. Queste potenzialitĂ si toccano con mano sul sito www.valsaviore. it da poco inaugurato e voluto dalla societĂ  Valsaviore spa, presieduta da Lodovico Scolari, personaggio politico di lungo corso. Si tratta di un tentativo di marketing web, dal momento che le pagine curate da Massimo Cervelli non sono destinate a limitarsi alla presentazione delle realtĂ  attive sul territorio, ma dovrebbero fare da centro di raccolta delle prenotazioni per alberghi, rifugi e visite guidate. Intanto il presidente dell’Associazione culturale “Croce del Papaâ€?

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che punta a far entrare Cevo fra le mete del turismo religioso a partire dalla primavera del prossimo anno. Sul fronte turistico v’è da dire che è attivo da poche settimane anche l’ostello per i giovani (una ventina di posti letto piĂš ristorante) presso la nuova casa del Parco dell’Adamello, sempre a Cevo. La struttura è costituita dalla ex-colonia montana “Ferrariâ€?, ristrutturata e affidata per i prossimi sei anni alla societĂ Essetiesse. In loco costituisce per altro il polo di riferimento per le visite di gruppi e scuole all’interno del Parco dell’Adamello. Insomma non solo turismo, ma anche educazione ambientale. In questo senso si spiega l’annuncio dei responsabili del Parco e della ComunitĂ  montana che dal 12 al 15 luglio avrĂ  luogo in Valsaviore la 1Ć… edizione della “Fiera della sostenibilitĂ  nella natura alpinaâ€?.

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/HPHUDYLJOLH GHOOD6DQWD&UXV Domenica pomeriggio, a Cerveno, ha avuto luogo la prima rappresentazione del 2012 de “La Santa Crusâ€?, ovvero la processione che prodigiosamente anima le sculture di Beniamino Simoni (1712-1787) e dei Fantoni e le fa sciamare per le strette viuzze del borgo. Ăˆ come se le 14 stazioni della Via Crucis rimanessero improvvisamente vuote. Ăˆ come se, dopo lunga clausura, le settecentesche statue di legno e gesso scegliessero una mezza giornata di libertĂ , quasi si trattasse dell’ora d’aria per detenuti. Il cattivo tempo meteorologico non è riuscito a mandare all’aria il tutto. Se si pensa che l’evento ha luogo soltanto ogni 10 anni, si può capire quale sarebbe stata la delusione dei cervenesi che da quasi 12 mesi – sotto la direzione di Noemi Mondoni e la regia di Giacomo Andrico – stanno preparando ogni cosa con un’antica partecipazione. All’ora prestabilita ben 130 figuranti hanno cominciato imperterriti la sacra rappresentazione. Il pubblico, nonostante tutto numeroso, ha aperto gli ombrelli quasi a coprire e a preservare il mistero. Alberto Guarinoni per la quinta volta è

stato un Cristo che per questa tornata ha grondato acqua piovana, come in un grande pianto che accumuni natura, divinitĂ ed umanitĂ . E sono sfilati i personaggi, persino il giovane con il suo cane, Longino col cavallo, le donne, il sinedrio, i soldati. Sul volto di ogni comparsa la consapevolezza che non si trattava della partecipazione a un gioco piĂš o meno teatrale, ma della commemorazione di un evento storico avvenuto lontano nello spazio e nel tempo, che ha cambiato la vita dell’uomo. Non un attimo di sosta sino al Golgota, in localitĂ  Sendini, poi il tempaccio ha concesso una tregua in vista della crocifissione. Molto soddisfatto Gian Carlo Maculotti, il sindaco: “La pioggia ha fatto sĂŹ che la sacra rappresentazione sia stata vissuta in modo ancor piĂš intenso e sofferto. L’interpretazione dei figuranti è stata di grandissimo valoreâ€?. (e.g.)

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‘……ƒ‰Ž‹‘ Â?’‹ƒÂ?‘•’‡…‹ˆ‹…‘’‡”Ž‡…ƒ•…‹Â?‡ La recente adozione del Piano Cascine in consiglio comunale permette, dal 25 maggio, ai cittadini di visionarlo e presentare osservazioni (ďŹ no al 9 luglio). Il Piano, giĂ illustrato dal tecnico Alessio Loda, afďŹ ancato dall’assessore all’Urbanistica Ivano Massetti e dal sindaco Claretti, alla cittadinanza e ai proprietari delle cascine “disciplina gli interventi edilizi e urbanistici sugli ediďŹ ci d’interesse ambientale ubicati in zone agricole extraurbane o

urbane residuali che rappresentano testimonianze di edilizia rurale storica tipica di Coccaglio e che quindi meritano essere tutelateâ€?. Per ognuno degli ediďŹ ci, è stata predisposta una schedatura di rilevazione riassumente lo stato di fatto del complesso edilizio, in rapporto ai suoi speciďŹ ci aspetti (valore storico-architettonico, planimetria, consistenza, destinazione, stato di conservazione e di occupazione, sensibilitĂ paesistica...), al ďŹ ne di deďŹ nirne

un’accurata disciplina di gestione e di interventi progettuali. La schedatura di progetto deďŹ nisce gli interventi edilizi, le destinazioni, i piani di recupero, gli elementi da conservate e le indicazioni tecniche di indirizzo o aggiuntive ammessi. Ampia e dettagliata si presenta inoltre la normativa d’attuazione di riferimento, emendata l’8 maggio dal consiglio e contenente le speciďŹ che considerate nell’analisi delle cascine spalmate sul territorio, con l’intento principale “di salvaguardare

l’edilizia rurale caratteristica di Coccaglio, da perseguire attraverso il riconoscimento e la conservazione dell’attivitĂ agricola e la promozione di destinazioni riqualiďŹ canti per l’intero patrimonio agricolo dismessoâ€?. Mirate le disposizioni della disciplina d’intervento che regolarizzano i lavori di coperture, aperture e serramenti, facciate, pavimentazioni, impianti tecnologici, tinteggiatura esterna e recinzioni. Il Piano è su www. comune.coccaglio.bs.it. (a.s.)

    

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l secondo turno di ballottaggio sono andati alle urne 8.978 elettori, pari al 62,84% del totale di 14.286 elettori iscritti; l’avv. Gabriele Zanni, sostenuto da Pd, “Palazzolo cittĂ in testaâ€?, “San Pancrazio con Zanniâ€? e al secondo turno anche dall’Udc, ha ottenuto 4.607 voti pari al 52,49% e Alessandro Sala, sindaco uscente, sostenuto da “Sala sindacoâ€? e dalla Lega Nord, 4.170 voti pari al 47,51%, 201 le schede bianche e nulle. Oltre alla voglia di cambiamento, hanno influito molti fattori. La campagna elettorale ha assunto toni polemici che non hanno reso onore agli estensori di volantini di contenuto retorico per lo meno anacronistico. Sul risultato ha poi influito la scarsa affluenza alle urne, la profonda divisione tra lo schieramento di centrodestra (il Pdl palazzolese ha lasciato libertĂ  di scelta ai propri elettori, mentre “PiĂš Palazzoloâ€? ha chiesto di non votare Sala) e la debacle della Lega; non ha neppure giovato all’ex sindaco il sostegno dei dirigenti provinciali del Pdl. Importante è stato il sostegno dato a Zanni da uno schieramento di giovani riconosciutosi nella lista civica “Palazzolo in testaâ€?. “Ha vinto il desiderio di cambiamento, ha vinto la serietĂ , ha vinto Palazzoloâ€?, sono state le prime parole di Zanni, festeggiato dai suoi amici e dagli esponenti delle liste che lo hanno sostenuto, ma

   

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mani. Siamo davvero entusiasti dello straordinario risultato ottenuto, frutto di un lavoro limpido, costante e puntuale di questi anni. Fatto da persone che non hanno voluto fare i piazzisti, nĂŠ vendersi, ma solamente essere utili alla propria cittĂ . I cittadini con il loro voto hanno dato un forte segnale di discontinuitĂ , dando un messaggio chiaro a quei personaggi che hanno cercato di alimentare in questa campagna elettorale le solite paure o gli istinti piĂš bassi della popolazione, oppure hanno puntato solo alla demonizzazione personale dell’avversario. Non sono riusciti a nascondere il fallimento della loro azione amministrativa. Al contrario noi abbiamo fatto la piĂš bella, gioiosa, creativa e allo stesso tempo seria campagna elettorale degli ultimi 20 anni. Abbiamo dato speranza di cambiamento soprattutto ai tanti giovani, che nonostante il clima imperante di sfiducia nella politica e nei politici, si sono impegnati in prima persona portando una ventata di novitĂ  che non potrĂ  che essere positiva per Palazzolo. Speriamo che il clima della campagna elettorale si svelenisca e tutti contribuiscano nella distinzione di ruoli e compiti a trovare le soluzioni migliori che i palazzolesi attendono da tempoâ€?. L’ex primo cittadino Sala ha commentato cosĂŹ: “Siamo in democrazia e se i cittadini palazzolesi hanno votato in questo modo sta bene cosĂŹâ€?.

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‡•‡Â?œƒÂ?‘ ‘•ƒ‡•‘°‹ŽÂ?—‘˜‘•‹Â?†ƒ…‘ A Desenzano il ballottaggio per l’elezione del sindaco ha confermato le posizioni del primo turno. Con uno scarto di 295 voti sarĂ Rosa Leso (nella foto) a vestire la fascia tricolore, dopo il quinquennio di Felice Anelli. La Leso, espressione di Pd e dalla civica “Aria nuova per Desenzanoâ€?, con il 51,41%, pari a 5.367 voti, ha sconfitto Renzo Scamperle, sostenuto dalle tre civiche “Desenzanoâ€?, “Progetto Desenzanoâ€? e “Comune amicoâ€?, che ha totalizzato il 48,59%, corrispondente a 5.072 voti.

“I desenzanesi – afferma il sindaco – hanno detto chiaramente con il loro voto che vogliono cambiare. So di poter rappresentare questa volontĂ per trasformarla in un cambiamento vero, profondo. Ho chiesto ai miei concittadini di darmi fiducia per poter tradurre il loro desiderio di cambiamento in soluzioni concrete che partono dalle persone con scelte amministrative che vedono la tutela del territorio come una vera opportunitĂ  di sviluppo. Lavoreremo per cambiare Desenzano, creare una

cittĂ migliore, costruendo un dialogo con i cittadiniâ€?. A partire da quel 50% (si è passati dal 63,92% del primo turno al 50,86% del ballottaggio) che non si è recato a votare. La campagna elettorale della Leso si è svolta all’insegna di quattro punti fermi: “prima vengono le personeâ€? per dare prioritĂ  al bene comune rispetto agli interessi individuali, “sviluppare l’unicitĂ â€? con un nuovo slancio propositivo per rinascere culturalmente ed economicamente, “una guida serena e decisaâ€? perchĂŠ l’innovazio-

ne sia condizione di crescita per una Desenzano che guardi con fiducia al futuro e “una cittĂ vivibile e sicuraâ€? per restituire valore a chi a Desenzano vive e lavora e a chi intende investire. La maggioranza sarĂ  sostenuta in Consiglio da otto eletti nel Pd e da due rappresentanti di Aria nuova. Sui banchi della minoranza oltre a Scamperle siederanno un candidato della civica Desenzano, Luigi Cavalieri del’Udc, un candidato del Pdl, Rino Polloni della Lega e Luisa Sabbadini del Movimento 5 Stelle. (v.b)

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Salò apre il “Museo della cittĂ â€?. Una moderna struttura ricavata nel complesso dell’ex Collegio civico di via Brunati, ovvero quello che un tempo erano la chiesa di Santa Giustina e le volumetrie poste attorno allo splendido chiostro dei Padri Somaschi. Le vicende del complesso risalgono alla fine del XVI secolo. Nel 1586 il Comune avviò le procedure per far giungere nella cittadina i Padri Somaschi della Misericordia affinchĂŠ “vi insegnassero la grammatica, dessero esempio di umanitĂ  e vi esercitassero i normali atti di cultoâ€? e stanziò dei fondi per fabbricare una abitazione, una chiesa e un monastero. Un sostanzioso contributo venne dal conte Sebastiano Paride Lodron, che acquistò il sito delle “Chiodereâ€?, addossato all’antica cinta muraria e dette cosĂŹ inizio alla costruzione del convento di Santa Giustina che in seguito ospitò un Seminario affidato alla direzione dei Somaschi. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale guidata da Barbara Botti l’apertura del Museo della CittĂ  è destinata a diventare “un nuovo spazio per sensibilitĂ  creative, dove la cultura e l’arte siano a servizio dei valori piĂš autenticamente umaniâ€? e al contempo “il volano della vita culturale, artistica e tu-

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palcoscenico a eventi (positivo al riguardo l’esordio dello scorso anno in occasione del festival musicale) e a rassegne temporanee. Per la “primaâ€? è stata scelta “Terra Madreâ€? dell’artista siciliano Nino Lupica, promossa dall’Assessorato alla cultura con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia. In esposizione numerosi quadri, sculture e disegni dell’artista, che negli ultimi anni ha lavorato col preciso obiettivo di “evidenziare l’umano e lo spirituale nella naturaâ€?. La mostra vede il coinvolgimento della Condotta gardesana di Slow Food, che sostiene l’ambizioso progetto delle comunitĂ di ‘Terra Madre’: creare mille orti nelle scuole, nei villaggi e nelle periferie delle cittĂ  di 25 Paesi africani. In Africa i coordinatori locali del progetto hanno giĂ  coinvolto oltre 600 comunitĂ . Nel resto del mondo, la rete internazionale di Slow Food si sta mobilitando per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione degli orti. A oggi, ne sono stati allestiti giĂ  580. La mostra, a ingresso libero, sarĂ  visitabile fino al 17 giugno, dal mercoledĂŹ alla domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 20. Durante l’esposizione saranno organizzate alcune serate con diverse tipologie di evento, che, ‘animando’ il Museo, serviranno a farlo conoscere e a renderlo un “luogo vivoâ€?.

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—”‹• Â–ÂƒÂŽÂ‹ÂƒĚž Â?ƒ”‡–‡ƒ––‹˜ƒ†ƒŽÍ™ÍĄÍ ͘ Apparecchi acustici che si possono collegare con i sistemi “senza ďŹ liâ€? (tecnologia wireless) al televisore, ai dispositivi di musica (radio e mp3) e al telefono cellulare. Questi nuovi apparecchi acustici sono il risultato di importanti ricerche in ambito bio-medico e tecnologico che si possono trovare presso i centri AurisÂŽ. Dopo l’applicazione degli apparecchi, il Centro AurisÂŽ di Brescia, Gussago e Vestone

offre un servizio di assistenza continuativa. I pazienti sono seguiti negli anni e possono rivolgersi gratuitamente ogni volta che lo riterranno necessario. Maggiori informazioni possono essere richieste al numero telefonico 0303099613. Tutto il personale dello studio ha un unico obiettivo: aiutare le persone a sentire meglio. Auris ItaliaŽ, la gioia di sentire meglio. Auris ItaliaŽ è la rete italiana di centri acustici nata nel 1980

per affrontare le difďŹ coltĂ di udito con soluzioni e servizi all’avanguardia. Il nostro obiettivo: essere il partner ufďŹ ciale delle persone che vogliono sentire meglio, per trovare insieme il percorso piĂš adatto. I Centri Auris ItaliaÂŽ sono diretti da audioprotesisti con esperienza ventennale e che si aggiornano continuamente sulle nuove tecnologie, organizzando corsi interni ed esterni.

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ntorno ai 50 anni, sempre piĂš persone in Italia iniziano a riscontrare difficoltĂ nel capire le parole. Ciò accade soprattutto in luoghi affollati, quali l’ambiente di lavoro e gli ambienti pubblici. Le cause principali del calo di udito sono l’etĂ , i disturbi cardiocircolatori, le otiti e l’inquinamento acustico dell’ambiente in cui viviamo. Le statistiche confermano che spesso le persone con sorditĂ  non sono coscienti del problema, oppure hanno paura di affrontarlo. Ăˆ opportuno ricordare che trascurare il proprio udito può ridurre la memoria e le funzioni cognitive, oltre a causare difficoltĂ  di relazione con gli altri e senso di esclusione dalla societĂ . Ăˆ importante controllare la propria situazione uditiva, effettuando periodicamente un test dell’udito. Dopo aver riscontrato un calo di udito, le persone che desiderano e possono migliorare la percezione dei suoni e delle parole con gli apparecchi acustici, oggi possono farlo! Basta entrare nel

Centri acustici AurisŽ di Brescia, Gussago e Vestone. Auris - Centri per l’uditoŽ è il Gruppo di Centri acustici che affronta con serietà e competenza il tema dell’udito e i relativi problemi, soprattutto per le persone che necessitano l’applicazione di apparecchi acustici. Auris

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Audioprotesisti, ovvero gli operatori sanitari che applicano apparecchi acustici e altri sistemi per l’udito. Ogni giorno, negli studi AurisÂŽ gli esperti sono a disposizione per il test gratuito dell’udito e l’applicazione di apparecchi acustici. Gli apparecchi sono scelti in base alla diminuzione di udito della persona e sono costruiti su misura, per avere il massimo adattamento estetico e migliorare il recupero uditivo di ciascuno. Presso il Centro AurisÂŽ di Brescia, Gussago e Vestone la prova degli apparecchi è gratuita. La persona viene seguita dagli esperti in un percorso di adattamento personalizzato. Inoltre, il Centro AurisÂŽ di Brescia, Gussago e Vestone è autorizzato da Asl e Inail, per far ottenere apparecchi acustici gratuitamente alle persone aventi diritto. Oggi i nuovi apparecchi acustici sono quasi “invisibiliâ€?e si adattano facilmente all’orecchio; migliorano la percezione dei suoni e delle parole soprattutto durante una conversazione.


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ƒŽƒœœ‘Ž‘•—ŽŽǯ‰Ž‹‘ ‘Â?‡”‹‰‰‹‘Â?—•‹…ƒŽ‡…‘Â?ÂŽÇŻ˜‹• Gli avisini palazzolesi hanno raggiunto il traguardo delle 50 mila donazioni in 61 anni di storia associativa. A trarne beneďŹ cio sono stati, negli anni, principalmente i degenti dell’ospedale palazzolese, quello di Sondalo, l’Istituto sieroterapico Milanese, gli Spedali Civili di Brescia e del Niguarda di Milano e, da alcuni anni anche presso il Centro trasfusionale dell’Ospedale M. Mellini di Chiari. Lo studio per il miglior uso del

sangue ha portato alla donazione “mirataâ€? dei soli componenti per poi arrivare all’individuazione dei cosiddetti “gruppi rariâ€? con la conservazione degli stessi per 10 anni. NovitĂ positiva si sta dimostrando anche l’adesione di cittadini di provenienza extracomunitaria a dimostrazione di quanto la solidarietĂ  sia motivo di integrazione sociale: basti ricordare il motto originario dell’Avis: Charitas usque ad sanguinemâ€?- la CaritĂ  ďŹ no al

sangue! Tutto questo avrĂ modo di essere messo in evidenza in occasione della Giornata mondiale della donazione di sangue (World Blood Donor Day – Celebrating your gift of blood) che verrĂ  festeggiata dagli avisini palazzolesi il 17 giugno con un pomeriggio musicale animato dai campanari dalla Torre di S. Fedele e dal Corpo musicale “CittĂ  di Palazzolo S/O “ e dal Coro dell’Accademia “ Riccardo Moscaâ€?.     

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’Azienda ospedaliera di Desenzano del Garda ha aderito all’11ª Giornata nazionale del sollievo promossa dalla Fondazione Gigi Ghirotti, dal Ministero della salute e dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (Onda) che si svolge domenica 27 maggio e a cui partecipano altri numerosi ospedali italiani premiati con i bollini rosa. Per una maggiore diffusione della terapia del dolore e per fornire informazioni ai cittadini verranno allestiti, in collaborazione con gli studenti del corso di laurea, punti informativi a Desenzano del Garda (in piazza Malvezzi dalle 16 alle 19), a Salò (in piazza Zanardelli dalle 16 alle 19), a Manerbio (in via XX Settembre dalle 10 alle 12), a Vestone (davanti alla parrocchiale, dalle ore 16 alle 19) e presso gli ospedali di Desenzano, Gavardo e Manerbio (dalle 16 alle 19). Inoltre, giovedÏ 24

maggio a partire dalle ore 20.30, si terrĂ , presso il Piccolo Teatro di Manerbio, un incontro pubblico dal titolo “I diversi nodi della rete del sollievo: non piĂš soli, un nodo da solo non tesse una telaâ€?. L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Manerbio, tratterĂ  il dolore a 360°: dai vari tipi di dolore

—Â?–‹‹Â?ˆ‘”Â?ƒ–‹˜‹‹Â? †‹˜‡”•‡Ž‘…ƒŽ‹–Â?†‡Ž –‡””‹–‘”‹‘†‹”‹ˆ‡”‹Â?‡Â?–‘ †‡ŽŽǯœ‹‡Â?†ƒ ‘•’‡†ƒŽ‹‡”ƒ‡—Â? …‘Â?˜‡‰Â?‘ al diritto di non soffrire sancito dalla Legge 38 del 2010 e farĂ il punto della situazione sui trattamenti piĂš efficaci, sul dolore oncologico e sull’analgesia

per il parto. Tra i relatori Annamaria Indelicato, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera, Pierluigi Rainone dirigente medico U.O. Anestesia e rianimazione dell’ospedale di Manerbio, Benvenuto Antonini, direttore U.O. Anestesia e rianimazione dell’Ospedale di Manerbio, Carlo Bigarella, dirigente medico U.O. Anestesia e rianimazione dell’ospedale di Desenzano e Carlo Cervigni Dirigente Medico U. O. Cure palliative dell’ospedale di Gavardo. Parteciperanno inoltre Pierangelo Lora Aprile, medico di medicina generale, che tratterà la rete del dolore nel contesto territoriale e don Maurizio Funazzi delegato del Vescovo di Brescia che parlerà di dolore quale segnale del corpo e linguaggio dell’anima. I lavori verranno aperti da Fabio Russo direttore generale dell’Azienda ospedaliera e da Cesare Meletti Sindaco di Manerbio.


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In quel tempo, disse GesĂš ai suoi discepoli: “Quando verrĂ il ParĂ clito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della veritĂ  che procede dal Padre, egli darĂ  testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perchĂŠ siete con me ďŹ n dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrĂ  lui, lo Spirito della veritĂ , vi guiderĂ  a tutta la veritĂ , perchĂŠ non parlerĂ  da se stesso, ma dirĂ  tutto ciò che avrĂ  udito e vi annuncerĂ  le cose future. Egli mi gloriďŹ cherĂ , perchĂŠ prenderĂ  da quel che è mio e ve lo annuncerĂ . Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderĂ  da quel che è mio e ve lo annuncerĂ â€?.

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rospettiva. Non è possibile comprendere e definire lo Spirito se non lo si intende nella sua funzione di accompagnatore: è lo Spirito che apre alla conoscenza intera della veritĂ , aiuta a portarne il peso, convince riguardo a quanto ci sembra troppo grande, assurdo, impensabile. L’esperienza dei primi discepoli è impregnata dello Spirito perchĂŠ solo cosĂŹ essi sono stati capaci di misurare la profonditĂ  delle parole e della missione di GesĂš e l’hanno compresa come non avrebbero mai potuto fare da soli. Ăˆ quello stupore che aleggia in tutte le pagine degli Atti degli Apostoli e che lascia trasparire come questi uomini e queste donne imparassero a capire e a guardare con occhi cosĂŹ diversi da quelli con i quali avevano guardato fino ad allora da costringersi a un ribaltamento totale della loro vita e dei loro pensieri. Lo Spirito è accompagnatore, consolatore, difensore. In breve: è la vicinanza di Dio che apre a una prospettiva insospettata, che cambia la direzione usuale, che tra-

     

 

/DIRU]DGHOGLDORJRLQWHULRUH Padre Alessandro Brentari aveva paura ad andare in Francia, nazione famosa per il suo ateismo. L’obbedienza lo condusse proprio in quella nazione, dove con stupore, scoprÏ le numerose possibilità di evangelizzazione e la bontà delle persone. Dopo pochi mesi, vi si sentiva a casa e lavorava felice nella vigna del Signore. Un giorno lo raggiunge una lettera del Ministro provinciale: una nuova obbedienza! Gli veniva chiesto di spostarsi a Roma, nell’Archivio segreto vaticano. La prima risposta di padre Alessandro fu indicare i nomi di alcuni frati, suoi compagni laureati e professori di Teologia, aggiungendo, a sostegno della sua tesi, il fatto che si trovava in Francia da soli otto mesi. Un secondo espresso del Ministro provinciale

giunge tempestivo nei giorni successivi, padre Alessandro lo conserva ancora, in esso vi è scritto “le tue ragioni sono buone ma non ti dispensano dall’obbedienzaâ€?. Padre Alessandro passa la notte in pianto immaginandosi tra scartoffie e documenti. Poi tra le lacrime vede la statua di GesĂš sul comodino. Si siede, la guarda e dĂ inizio ad un dialogo profondo che padre Alessandro ricorda per intero. Il primo a parlare è GesĂš che gli chiede: “PerchĂŠ piangi?â€? e padre Alessandro risponde: “PerchĂŠ devo andare a Roma in Vaticano a chiudermi in un ufficioâ€?. “Ma tu sei frate?â€? “SĂŹâ€?. “Sei professo solenne?â€? “SĂŹ che lo sono.â€? “Hai fatto anche il voto di obbedienza?â€? “Certo!â€?. “Ma hai promesso di ubbidire solo alle cose belle e facili o an-

che‌?â€?. Padre Alessandro comincia a capire dove lo vuole condurre GesĂš che lo incalza chiedendo: “Questa obbedienza va contro la Regola o la tua coscienza?â€? “Noâ€? risponde il giovane frate. “E allora?â€? GesĂš aspetta un po’, capisce che il ribelle è domato e gli dĂ la stoccata finale: “Senti Alessandro, vuoi rimanere in Francia senza di me o andare a Roma con me?â€? La risposta non si fa attendere: “Cosa faccio qui in Francia senza di te! Vengo a Roma con te!â€?. Padre Alessandro trascorse tre anni a Roma, nell’Archivio segreto vaticano, sotto il pontificato di Giovanni XXIII. Ogni obbedienza l’ha risolta ripetendo mentalmente quel primo dialogo. Questo gli è servito anche per accettare l’obbedienza all’etĂ  e alla malattia.

sforma il quotidiano in eccezionale. Ăˆ impalpabile come la sensazione di vederci bene, come la certezza di capire, finalmente. Ăˆ la coscienza della Chiesa che si accorge, che sperimenta una prospettiva diversa, che riesce a portare il peso della testimonianza di GesĂš. Arrivare a intuire la veritĂ tutta intera: ecco il dono vero e assoluto. Ăˆ abbracciare il senso della fede e sentire la forza per tradurlo nella propria personale esperienza. Lo Spirito travolge perchĂŠ non conosce le barriere delle regole e spinge a considerare come unica barriera quella della veritĂ  di Dio, come unica urgenza quella di dire che quella veritĂ  si chiama GesĂš Cristo. Ăˆ una necessitĂ  che brucia come il fuoco (e cosĂŹ è chiamato), come tutto quello che si scopre e ci si rende conto che non viene da dentro ma da fuori: è l’invenzione di Dio che di nuovo inventa l’uomo perchĂŠ lo ritiene maturo per potergli comunicare la veritĂ  tutta intera. Un passo assoluto che è pura vertigine perchĂŠ costringe ad abbandonare i confini che ci siamo dati nelle cose degli uomini e nelle co-

se di Dio. Ăˆ fidarsi piĂš di Lui che delle nostre intuizioni, abbracciare piĂš che sezionare, intuire piĂš che capire. CosĂŹ faceva la prima comunitĂ rileggendo quello che era accaduto fin dall’inizio, per trovare le ragioni per testimoniare, per far apparire quel volto che solo a frammenti aveva potuto vedere e per la piccolezza dell’esperienza non aveva potuto comprendere fino in fondo. E quella comunitĂ  entusiasta e idealizzata si leggeva come immersa nel dono dello Spirito, accompagnata, guidata, presa per mano, come un bambino che sta imparando a parlare una lingua nuova. Quello è il momento dello Spirito e quella è l’esperienza dello Spirito: il momento nel quale la solitudine del credere si apre alla dimensione dell’essere con Lui sempre, diventa esigenza della comunitĂ , impone l’apertura infinita verso l’amore di Dio. Ăˆ cosĂŹ difficile abbandonarsi a questa prospettiva, anzi, credere che questa dimensione sia possibile anche oggi. Ma è lo Spirito che guida anche oggi alla veritĂ  tutta intera. Solo Lui.


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ÂŽŽ‹„”‘†‹Â—ÂœÂœÂ‹ÇŤ—––‹‹…ƒ”ƒ––‡”‹†‹—Â?ƒ––‘…”‹Â?‹Â?‘•‘ “La nuova pubblicazione di documenti della Santa Sede e di documenti privati del Santo Padre non si presenta piĂš come una discutibile − e obiettivamente diffamatoria − iniziativa giornalistica, ma assume chiaramente i caratteri di un atto criminosoâ€?. Con questa dichiarazione inizia il comunicato diffuso il 20 maggio dalla Sala stampa vaticana (nella foto il portavoce padre Federico Lombardi) in merito

alla pubblicazione di documenti riservati della Santa Sede e dello stesso Pontefice, avvenuta in questi giorni. “Il Santo Padre, ma anche diversi dei suoi collaboratori e dei mittenti di messaggi a Lui diretti − si legge nel comunicato − hanno visto violati i loro diritti personali di riservatezza e di libertĂ di corrispondenza. La Santa Sede continuerĂ  ad approfondire i diversi risvolti di questi atti di violazione della privacy e della dignitĂ  del Santo Padre − come persona e

come suprema AutoritĂ della Chiesa e dello Stato della CittĂ  del Vaticano − e compirĂ  i passi opportuni, affinchĂŠ gli attori del furto, della ricettazione e della divulgazione di notizie segrete, nonchĂŠ dell’uso anche commerciale di documenti privati, illegittimamente appresi e detenuti, rispondano dei loro atti davanti alla giustizia. Se necessario chiederĂ  a tal fine la collaborazione internazionaleâ€?. La Santa Sede adirĂ  le vie legali affinchĂŠ siano individuati e puniti

i responsabili pubblicazione di documenti riservati destinati a papa Benedetto XVI nel libro “Sua SantitĂ â€? del giornalista Gianluigi Nuzzi. In una nota la sala stampa vaticana si parla di “furtoâ€?, “ricettazioneâ€? e “uso anche commerciale di documenti privati, illegittimamente appresi e detenutiâ€?. Il testo contiene un gran numero di lettere riservate indirizzate direttamente a Benedetto XVI e al suo segretario particolare mons. Georg Gaenswein.

  

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a diversi mesi, da anni, ormai, con schiettezza, il card. Angelo Bagnasco segue la crisi, nei suoi molteplici aspetti, con lo sguardo della fede e con l’attenzione al concreto delle situazioni, della vita delle persone, delle famiglie, delle comunitĂ . Per questo la sua analisi è precisa, senza sconti, ma anche mai pessimista. CosĂŹ nella prolusione che apre i lavori dell’assemblea della Cei declina una certezza: “Si è definitivamente chiuso un ciclo economico e socialeâ€?, quello del consumismo, del debito. Ma “il buio non è totale e inesorabileâ€?. Ăˆ possibile riavviarci “verso un processo di crescitaâ€?, ma questa “non potrĂ  essere quella che immaginavamo in precedenzaâ€?. Deve poggiare su basi solide. Ecco, allora, alcuni punti di riferimento: le “veritĂ  perenniâ€?, il senso del limite, la cultura dei legami, a partire dalla famiglia. Ecco che il presidente della Cei rilancia e impegna il cammino

  

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della Chiesa in Italia sulla via indicata da Benedetto XVI: la fede. Ecco l’appello al lavoro, che è richiesta pressante, ma anche strada di rinascita sociale: “C’è bisogno di lavoro, lavoro, lavoroâ€?. Insomma, a un Paese

frastornato ma che non vuole cedere allo scoramento, sa dire “parole non scontate d’incoraggiamento e di speranza, inquadrando i rischi nei quali stiamo incorrendo, ma anche i segnali positivi e le potenzialitĂ che sono realisticamente alla nostra portataâ€?. Ăˆ l’atteggiamento che il cardinale Bagnasco ha tenuto in questi anni, pazientemente riannodando le trame di uno spirito pubblico depresso e sfilacciato. Questo implica anche saper opporre dei rifiuti secchi: alla logica cieca della finanza speculativa, alla comunicazione selvaggia, in relazione alla pubblicazione di documenti riservati del Vaticano, ai “traditori della politicaâ€?, a un’Europa reticente e vuota di valori, alla violenza cieca, in Italia ma anche nel mondo, in particolare contro i cristiani. Molte sfide per un impegno a tutto campo. PerchĂŠ quel che conta è l’orientamento essenziale, “la fede intesa come fiducia nella fedeltĂ  di Dio che, in GesĂš, si è legato al destino dell’uomoâ€?.

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Per la consultazione del Sinodo abbiamo riportato qui una serie di autorevoli pareri e il resoconto degli incontri sul territorio diocesano. Prossimamente lo spazio sarà riservato a ciò che il Consiglio pastorale diocesano avrà deliberato dopo il voto del prossimo 9 giugno. Avendo seguito ogni passo da vicino mi permetto qualche considerazione. Mi pare che la convocazione del Sinodo diocesano abbia risvegliato nel bene o nel male un’attesa: quella di un cammino ecclesiale

piĂš partecipato e di un rinnovato impegno di evangelizzazione. Sta avvenendo in molti modi: quelli istituzionali delle schede e quelli dei contributi liberi (lettere, relazioni e piccole pubblicazioni). Ăˆ un vento buono, assomiglia un po’ a quello del Concilio, non andrĂ mortificato. Nel merito ciò che giunge e ciò che è stato detto non è privo di dialettica anche se mi sembra che riguardi ancora un po’ troppo gli addetti ai lavori. Qualche critica è sana, ammesso che sia informata

e non preconcetta. Gli incontri sul territorio non hanno visto accorrere le masse (forse non era necessario), ma far capire alla gente cosa accadrĂ resta un’esigenza. Ciò che uscirĂ  sulle unitĂ  pastorali, infine, è e dovrĂ  anzitutto delinearsi come “un progettoâ€?. Pregato, condiviso, assunto, ma la cui realizzazione non potrĂ  che essere assolutamente graduale e calibrata nei tempi sulle risorse che abbiamo. Ma queste, per ora, sono solo impressioni, il resto verrĂ . (Adriano Bianchi)

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ultura e comunicazione devono dare spessore alla pastorale rendendola capace di dialogare con il mondo come indicato dal “progetto culturaleâ€? uscito dal convegno ecclesiale di Palermo del 1995. Questa, in sintesi, l’indicazione emersa dal nono e ultimo appuntamento del percorso “La mia messa, il mio parroco, il mio oratorioâ€? che la diocesi, in collaborazione con “Voce “ e Radio Voce, ha messo in campo per sensibilizzare la Chiesa bresciana, in tutte le sue componenti, sull’importanza della consultazione in vista del Sinodo sulle unitĂ pastorali in programma per il dicembre prossimo. Tema della serata, tenuta a Botticino, in quella che ad oggi è, insieme a quella del centro storico di Brescia, una delle due unitĂ  pastorali formalmente istituite, quello indicato nella nona scheda “Comunicazione e cultura nelle unitĂ  pastoraliâ€?. A confrontarsi su “Il mio bollettino e il mio teatroâ€? Adalberto Migliorati, giornalista del “Giornale di Bresciaâ€?, don Gianluigi Carminati, parroco di Nave e don Adriano Bianchi, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. Molti gli spunti di riflessione offerti ai presenti dalle tre diverse letture che del tema hanno fornito i tre relatori. Adalberto Migliorati ha sottolineato come le modalitĂ  con cui i mezzi di comunicazione grandi e piccoli presentano la Chiesa, sulle prime pagine

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un recupero di quelli che il giornalista ha definito “i fondamentali delle fedeâ€?. PiĂš pastorale è stato il taglio che don Carminati ha dato ai suoi interventi partendo dall’affermazione che cultura e comunicazione non hanno avuto sino ad oggi la valenza e l’attenzione data ad altre dimensioni della pastorale. “Se questi ambiti e gli strumenti che gli sono propri − ha affermato il parroco di Nave − devono favorire la crescita del senso di appartenenza, non dovranno essere pensati nell’ottica delle unitĂ pastorali come luoghi in cui le peculiaritĂ  delle comunitĂ  si appiattiscono, ma come segni di dibattito

e di confrontoâ€?. Don Adriano Bianci, da quell’osservatorio privilevgiato che è l’Ufficio delle comunicazione sociali ha evidenziato la ricchezza della “strumentazioneâ€? in mano alle parrocche, rimarcando, però, la necessitĂ della progettazione.

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(VHUFL]LLWLQHUDQWLHFDPSRHVWLYR Attenzione all’ambiente e promozione delle tematiche sociali. L’UfďŹ cio di pastorale sociale salvaguardia del creato ha predisposto un doppio appuntamento per l’estate. I giovani e gli adulti hanno l’opportunitĂ di vivere il 3° corso di esercizi spirituali itineranti a piedi da Cogno a Borno ad Angolo, contemplando e pregando. Quando? Da martedĂŹ 19 giugno a domenica 24 giugno: martedĂŹ appunta-

mento a Cogno presso la stazione ferroviaria alle ore 15.30 e salita a Borno; mercoledÏ cammino di contemplazione sui monti di Borno; giovedÏ ritiro spirituale presso la Chiesa di S. Anna a Paline; venerdÏ trasferimento ad Angolo; sabato cammino di contemplazione nei dintorni di Angolo; domenica S. Messa e pranzo conclusivo ad Angolo. Per informazioni e iscrizioni, si può contattare: Enza Car-

dile (030.2008780, raziocordis@libero.it) o don Gabriele Scalmana (030.2006670, psl@diocesi.brescia. it) o la Segreteria generale della Curia (030.3722.226). La quota di partecipazione è di 180 euro (ridotta per le partecipazioni parziali). Per i ragazzi è stato, invece, pensato il 4° campo estivo a Toscolano Maderno “Villa Dalla Rosaâ€? dall’1 all’8 luglio; il campo è rivolto ai ragazzi/e delle medie. La quota di

partecipazione è di 200 euro per ogni partecipante (170 euro per i fratelli). Per informazioni: Enza Cardile (030 2008780) o don Gabriele Scalmana (030 2006670). I ragazzi impareranno a rinnovare le loro relazioni con Dio, con gli altri, con la natura, afďŹ nchĂŠ il mondo divenga piĂš giusto, piĂš paciďŹ co, piĂš bello. Anche per i piĂš giovani diventa indispensabile appassionarsi ai temi del creato.

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‰‡�†ƒ †‡Ž‡•…‘˜‘ Sabato 26 maggio Ore 15.30 - Brescia Cresime in Cattedrale. Ore 20.30 - Brescia - Veglia di Pentecoste in Cattedrale.

MartedĂŹ 29 maggio Ore 17 - Esenta di Lonato S. Messa presso la scuola materna.

Domenica 27 maggio Ore 10 - Brescia Cresime in Cattedrale.

MercoledĂŹ 30 maggio Ore 16 - Brescia Benedizione della nuova sede Idsc.

Ore 18.30 - Ospitaletto S. Messa in occasione dei restauri della chiesa parrocchiale.

Ore 20.30 - Brescia Incontro con la Cdal presso il Centro pastorale Paolo VI.

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Villa Pace di Gussago ospita, domenica 17 giugno, il convegno biblico diocesano “La fede dall’ascoltoâ€?. Sollecitati dalla ricorrenza del 50° anniversario dell’apertura del Concilio e dall’indizione dell’Anno della fede, il Convegno intende approfondire il tema della fede alla luce della Scrittura. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione (obbligatoria), presso l’Ufficio per la catechesi entro l’8 giugno.

Domenica 17 giugno presso La casa della coppia “Pane e Parola� di Clibbio, frazione di Sabbio Chiese, si tiene il Meeting diocesano fidanzati 2012 per le coppie che negli ultimi anni hanno fatto il cammino di preparazione al matrimonio. Il programma prevede alle 10 l’accoglienza presso l’oratorio di Sabbio Chiese). La giornata termina alle 16 con la S. Messa di ringraziamento presso la chiesa di Clibbio. Per info, tel. 030.3722.232.

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un festoso sventolio di fazzoletti bianchi con il logo del 40° Mcl che accoglie papa Benedetto XVI al suo ingresso nell’aula Paolo VI a mezzogiorno di sabato 19 maggio. Ben oltre 8000 i dirigenti e gli associati al Movimento giunti da ogni regione d’Italia (oltre 200 da Brescia), con una qualificata rappresentanza anche delle sedi all’estero, a gremire quella sala, straordinario capolavoro del genio di Pierluigi Nervi. In questo quadro è stata fortemente significativa la presenza dei Vescovi di alcuni dei Paesi esteri tra quelli che vedono la presenza di Mcl: la Romania con l’Arcivescovo di Bucarest, la Moldavia con il Vescovo di Chisinau. Poi la Bosnia con mons. Topic e la Terra Santa con il patriarca Fouad Twal che ha accompagnato il presidente Costalli e l’assistente mons. Rosso nella consegna delle chiavi che simboleggiano la realizzazione degli alloggi per giovani coppie a Gerusalemme realizzate con

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nella visita al Papa: Raffaele Bonanni, Michele Tiraboschi, Natale Forlani, Mimmo Delle Foglie, Vincenzo Conso ed altri ancora. Il secondo aspetto è quello che, richiamandosi alla Caritas in Veritate, è affidato a tutti i laici cattolici affinchÊ contribuiscano ad affermare la logica del dono estendendo il modello familiare della gratuità ad una dimensione universale. La sola giustizia, ha detto il Santo Padre, non è infatti sufficiente. PerchÊ vi sia vera giustizia (anche sociale) è necessario quel di piÚ che solo la gratuità e solidarietà possono dare: senza la gratuità non si può realizzare nemmeno la giustizia. Il terzo aspetto evidenziato da Benedetto XVI che, riconoscendo in papa Paolo VI l’ispiratore dell’esperienza associativa di Mcl, ha invitato a vivere l’anniversario di fondazione quale occasione propizia per ripensare il proprio carisma con gratitudine e anche con sguardo critico, attento certamente alle origini storiche ma anche ai nuovi segni dei tempi.

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Il 24 maggio a Casa Foresti si tiene un doppio appuntamento sulle tematiche piĂš urgenti delle politiche giovanili di Brescia. Il convegno voluto dal Comune, dal Centro oratori bresciani e dalla Cooperativa Agoghè avrĂ al centro la riessione sulle politiche intraprese dal 1997 a oggi a Brescia sotto il nome di “Progetto Itineraâ€? e sul loro futuro in tempo di crisi. Il programma è diviso in due parti. Alle 18.30 il “Progetto Itineraâ€?: socializzazione

Il Centro di aiuto alla vita e il Movimento per la vita di Brescia invitano tutti giovedĂŹ 31 maggio alle ore 20.30 al Santo Rosario meditato dal titolo: “Incontro di due madri. Maria ed Elisabettaâ€?. Dove? Presso il Santuario della Beata Vergine Maria delle Grazie in cittĂ . FinchĂŠ si prega per l’accoglienza bella e dignitosa della vita il mondo ha di che sperare. La preghiera conclude anche maggio, il mese delle rose, tradizionalmente dedicato

L’ Oftal della diocesi di Brescia invita al Santo Rosario i fratelli che sono nella sofferenza e nella disabilitĂ , presso la chiesetta dell’ Immacolata di Vobarno. La celebrazione è in programma giovedĂŹ 24 maggio alle ore 20.30. Coraggio, fratello che soffri. C’è anche per te una deposizione dalla croce. C’è anche per te una pietĂ  sovrumana. Ecco giĂ  una mano forata che schioda dal legno la tua. Ecco un volto amico, intriso di sangue e coronato di spine, che sďŹ ora con un bacio la tua fronte.

informale “Dalla notte alla piazza post-moderna�; intervengono: don Marco Mori, Diego Mesa, Roberto Legori, Massimo Lussignoli, Enrico Magnolini, Gabriele Bazzani, Michele Bordin e il sindaco Paroli. Alle 20.30 il dibattito su “Evoluzione di pensieri e azioni con e per i giovani� con l’assessore alle Politiche giovanili Diego Ambrosi, Antonio Moro, Alessandro Augelli, Antonio Terna, Massimo Serra. Conclude il prof. Ivo Lizzola.

alla Madonna, per questo viene deďŹ nito “Mese marianoâ€?. La devozione a Maria è stato uno dei ďŹ li conduttori e caratteristici del pontiďŹ cato di Giovanni Paolo II, che ha scelto come “mottoâ€? del suo ministero l’espressione Totus tuus. Il Papa ha desiderato profondamente che ogni credente possa servirsi di Maria per arrivare piĂš speditamente a Cristo. Maria è la stella del mare, colei che nella navigazione della fede ci aiuta a non perdere mai la bussola.

 

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amminare soli nel deserto, sotto il sole cocente e senza riserve d’acqua, dove paura e bisogno vitale prendono le redini della vita, può far sorgere davanti a noi una bella visione, capace di rasserenare le nostre angosce e di farci smettere di cercare l’oasi sicura. Eh, sĂŹ; un miraggio sorge per una necessitĂ davvero impellente (la sete nel deserto) e vive in condizioni estreme (la fragilitĂ  nel deserto); all’apparenza, rappresenta una soluzione veloce, facile ed indolore, ma poi‌ CosĂŹ voglio presentare le convivenze giovanili, specie quelle che hanno comunque sullo sfondo l’evento nuziale, magari addirittura con il sacramento dell’Amore di Cristo per la sua Chiesa, il matrimonio cristiano. La tendenza a questo stile di vita a due “more uxorioâ€?, che solo qualche decennio fa rappresentava un’eccezione, oggi sta diventando un’opzione alla pari, sia per il fidanzamento che addirittura per il matrimonio stesso. Nel mondo ecclesiale, poi, rispetto ai percorsi di formazione verso il sacramento, la percezione della presenza dei conviventi è altissima, superando di gran lunga le percentuali reali. Ad esempio, le medie nazionali, con differenze

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di fidanzamento, dove scopriremmo che in molti casi non si è cosÏ distanti dal concetto e dalla prassi di convivenza vera e propria. Lasciamo, però, quest’argomento ad altri approfondimenti e concentriamoci sul nostro tema. La sete d’amore, il bisogno di essere amati e di vivere in coppia, magari aprendosi alla famiglia, è nel solco della grande benedizione divina, dentro le origini della nostra umanità e nel profondo di ciascuno (cfr. Gn 1-2). Il problema è che oggi le condizioni relazionali, spessissimo, sono

come un deserto: l’individualismo ci rende chiusi e aridi nel donare; la mancanza di educazione ai linguaggi del bene e dell’amore, ha prodotto un analfabetismo di massa; la poca testimonianza cristiana nel matrimonio e le molte strade interrotte (separazione – divorzio), provocano incertezza e paura; ma anche la “bussolaâ€? della fede per molti è illeggibile, se non addirittura nascosta. Come in un deserto, soli e assetati, vagano tantissimi giovani, questuanti d’amore sincero, ma con cesti di raccolta forati e sfilacciati.

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8QD0HVVDSHUULFRUGDUH9LWWRULQR&KL]]ROLQL Uomo di intensa spiritualità , coltivò gli ideali pedagogici cristiani, traducendoli in operosità eroica, nel segno di una coerente carità intellettuale e di una incondizionata dedizione apostolica verso i giovani studenti ed insegnanti. Nella ricorrenza della morte del prof. Vittorino Chizzolini (19071984), giovedÏ 24 maggio, alle ore 18 presso la chiesa di San Luca, in via S. Martino della Battaglia

a Brescia, don Raffaele Maiolini (responsabile del Servizio di pastorale universitaria della diocesi) presiede la celebrazione eucaristica in memoria dell’apostolo dell’educazione cristiana. La chiesa di San Luca ospita le spoglie mortali del Servo di Dio. Laureato in pedagogia, animatore per decenni della Scuola Editrice, fu spinto sempre dalla volontà di portare il messaggio di Cristo agli

insegnanti, affinchĂŠ questi lo trasmettessero ai bambini e ai ragazzi. Con questa missione sempre salda nel cuore, fu instancabile promotore di iniziative mirate alla formazione degli insegnanti, condusse pubblicazioni pedagogiche, diresse la rivista “Scuola Italiana Modernaâ€?. Oltre a queste attivitĂ piĂš strettamente professionali, si dedicò alla promozione culturale e sociale degli handicappati e pro-

mosse la “Fondazione Toviniâ€? per aiutare i giovani poveri e meritevoli a studiare e aprirli al volontariato nel Terzo Mondo. Fu inoltre ideatore del progetto sul Servizio civile, promosse la famiglia “P. Bevilacquaâ€? per l’accoglienza degli studenti poveri e operò sempre instancabilmente nella Caritas diocesana. Intrattenne fervidi rapporti di collaborazione con i piĂš autorevoli pedagogisti euro-

pei, ampiamente documentati da un ricco e copioso epistolario. Il prof. Vittorino Chizzolini è scomparso nel 1984, lasciando un’indelebile traccia nel cuore di quanti lo hanno incontrato. Nel 1994 è stata introdotta la causa di canonizzazione. “Non solo ebbe una reale predilezione per i poveri, ma − cosĂŹ ne tracciava il profilo spirituale mons. Enzo Giammancheri − fu povero, anzi amò la povertĂ â€?.


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Ž‹‡•‡”…‹œ‹•’‹”‹–—ƒŽ‹†‡Ž͚͙͚͘ Laici: 11 - 18 agosto, don Dino Capra (nella foto), direttore dell’Eremo, con “I vostri figli vi chiederanno: che significa per voi questo rito? Voi risponderete ‌â€? (lectio divina con il Libro dell’Esodo); dal 6 al 9 dicembre, don Dino Capra con “Quello che era impossibile Dio lo ha reso possibileâ€? lectio divina con il capitolo 8 della Lettera ai Romani. Per giovani, giovani adulti, coppie di giovani sposi: per riscoprire la vita come vocazione. Dal 26 al 30 dicembre, don Dino Capra con

“Predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio â€? lectio divina con i capitoli 7-8 della la lettera ai Romani. Presbiteri, religiosi e diaconi: dal 24 al 29 giugno, don Renato Tamanini, rettore del Seminario di Trento con la “La libertĂ del Vangeloâ€? (lectio divina con la Lettera ai Galati); dal 19 al 24 agosto, mons. Antonio Zani, patrologo nel Seminario di Brescia, con “Dio non è quello che credi! In ascolto dell’evangelo dell’Esodoâ€? (lectio divina con il Libro

dell’Esodo); dal 4 al 9 novembre, don Francesco Cattadori, parroco a Rivalta, con “Mia forza e mio canto è il Signoreâ€? (lectio divina con il Libro dell’Esodo). Religiose e consacrate laiche: Dal 23 luglio all’1 agosto, don Dino Capra, direttore dell’Eremo, con “Cantate al Signore, perchĂŠ ha mirabilmente trionfatoâ€? (lectio divina con il Libro dell’Esodo); dal 2 al 10 agosto, don Dino Capra con “Cantate al Signore, perchĂŠ ha mirabilmente trionfatoâ€? (Lectio

divina con il Libro dell’Esodo); dal 13 al 20 ottobre, don Dino Capra, con “Cantate al Signore, perchĂŠ ha mirabilmente trionfatoâ€? “Lectio divina con il Libro dell’Esodoâ€?. Per chi ha compiuto i 50 anni e vuol vivere meglio i prossimi: dal 26 maggio al 2 giugno “Mosè disse al Signore: Mostrami la tua gloria!â€? (lectio divina con il Libro dell’Esodo), dall’1 all’8 settembre e dal 9 al 16 settembre con don Dino Capra e le Suore Dorotee di Cemmo dell’Eremo.

   

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on lo spirito di un grande missionario, e dopo 12 anni di Calvario, ma sempre attivissimo, il padre barnabita Alberto Trombini, è deceduto il 20 febbraio 2012, a Fortaleza in Brasile. Ăˆ stato sepolto nella parrocchiale di S. Diogo per volontĂ dei parrocchiani. Padre Alberto era nato a Bienno il 16 settembre 1943. Ha fatto la professione religiosa nel 1963 ed è stato ordinato sacerdote il 19 dicembre 1970 a Roma. Dopo un periodo di poco piĂš di un anno a Bologna nella parrocchia di S. Paolo è passato a Firenze, dal 1972 al 1979, nella parrocchia della Provvidenza, responsabile soprattutto dei giovani. Nell’estate del 1978 ha fatto un’esperienza missionaria a CapitĂŁo Poço, nella ex Prelazia del GuamĂĄ in Brasile. L’anno dopo, nel 1979 venne destinato al Brasile del Nord dedicando a questa terra tutto l’entusiasmo missionario possibile dei restanti 33 anni di vita, con una attivitĂ  intensissima nei vari luoghi dove è vissuto. La prima destinazione fu la cura pastorale della zona interiore di Bragança, raggiungendo ogni piĂš lontana destinazione con la motocicletta. Il 16 luglio 1981 assunse la grande parrocchia di S. Miguel do GuamĂĄ. Nel gennaio del 1989 passò alla parrocchia di SĂŁo Rafael nella metropoli di SĂŁo Paulo, affidata provvisoriamente alla Provincia del

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fu destinato a Samambaia-Brasilia come fondatore della comunitĂ nella Capitale federale: lĂŹ oltre alla parrocchia di S. Luzia è sorto e funziona il noviziato interprovinciale. Samambaia era terra vergine, senza alcuna infrastruttura. Era il pane per i denti di padre Alberto che si sbizzarrĂŹ a costruire quattro chiese: S. Giuseppe, Madre della Divina Provvidenza con l’annesso noviziato, S. Antonio M. Zaccaria, e il Santuario parrocchiale di S. Luzia, il “Titanicâ€?, come è stato chiamato perchĂŠ ha le sembianze di un transatlantico. Inoltre, come monumento della caritĂ , ha costruito il migliore e piĂš

grande asilo del distretto federale, che assiste 600 bambini. L’8 maggio 2000 il portone di 500 chili dell’entrata del Titanic gli rovinò addosso, frantumandogli la gamba sinistra in 16 pezzi. Cominciò cosÏ il Calvario di padre Alberto che lo ha portato alla tomba dopo 12 anni. Nel marzo del 2007, i superiori hanno affidato a padre Alberto la nuova parrocchia di São Diogo, a Fortaleza, aperta da due anni come prima fondazione del Nordest brasiliano. Nonostante i suoi guai, padre Alberto accettò la sfida, evangelizzò la parrocchia, di 60mila abitanti. Contemporaneamente pensava a realizzare le opere sociali, struttura orizzontale da inserire nella struttura verticale della evangelizzazione. In pochi mesi ha costruito un asilo per 250 bambini, e sopra, il grande santuario della Madonna di Guadalupe. Ma il chiodo fisso di padre Alberto era la costruzione del santuario parrocchiale della Madonna della Provvidenza, sognata, disegnata, caldeggiata con affetto e fervore impressionante, tanto che prevedendo l’avanzata del cancro, volle tornare in Brasile almeno per iniziare l’opera. Il Signore ha disposto altrimenti. Padre Alberto sapeva invogliare e coinvolgere tanti amici benestanti che non resistevano al fascino e all’esempio disinteressato di questo autentico sacerdote che era tutto per gli altri e dimentico di sÊ.

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ÂŽˆ‘Â?†‘†‹•‘Ž‹†ƒ”‹‡–Â? Dz”‹…‹‘Ž‡Ž—…‡Â?–‹dz…‘Â?–‹Â?—ƒĠƒ‹—–ƒ”‡ Ăˆ ďŹ ssato il 29 giugno 2012 il termine ultimo per la presentazione delle domande di compartecipazione al Fondo briciole lucenti. Domande che giĂ in questi giorni stanno arrivando in Caritas Diocesana, segno dell’impegno e nel contempo della fatica delle Caritas ad attenuare gli effetti piĂš deleteri della sofferenza ďŹ nanziaria che attanaglia le famiglie. Delle 285 famiglie incontrate dalle 35 Caritas che, nel 2011,

 

hanno presentato domanda di compartecipazione al Fondo briciole lucenti, per un totale di 167.158,40 euro, la tipologia di bisogno ha visto infatti combinarsi assenza di reddito, precarietĂ lavorativa, problemi di salute. Relativamente invece alla tipologia di spesa sostenuta dalle Caritas, la sofferenza ďŹ nanziaria è risultata legata alla casa, in particolare per il pagamento dei canoni di afďŹ tto e delle utenze domestiche.

L’importo medio delle domande è risultato pari a 585,50 euro. Alla luce delle valutazioni in ordine al primo anno di attivitĂ e grazie a Supercent (www.supercent. it), il Fondo briciole lucenti ha visto peraltro estendersi i criteri di partecipazione alle famiglie con ďŹ gli a carico (anche non minori). Le domande di compartecipazione al Fondo briciole lucenti in corso di presentazione sono infatti relative ad erogazioni concesse a famiglie con ďŹ gli a carico.

 

   

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l convegno “Artigiani di caritĂ â€? si è svolto seguendo un ideale percorso verso la figura di San Giuseppe falegname, icona dell’animatore caritas. Di seguito alcuni stralci dell’intervento conclusivo del diacono Giorgio Cotelli.â€? E qual è il sogno di Dio per quelli della Caritas? Che rendano visibile non solo GesĂš, il Dio che salva, ma anche l’Emmanuele, il Dio con noi; il GesĂš che è qui in mezzo a noi e cura le nostre ferite, prima ancora delle ferite dei poveri che noi curiamo. Se non lasciamo che lui ci curi le nostre le ferite, come possiamo essere animatori Caritas? Noi per primi dobbiamo accettare che lui ci lavi i piedi e ci curi le ferite. [‌] L’animatore Caritas futuro dovrĂ  essere un artigiano di caritĂ , ma giĂ  voi siete artigiani di caritĂ , ricordando a tutta la comunitĂ  che, prima di tutto, bisogna vivere la contemplazione nel proprio quotidiano. Bisogna viverla nel proprio Nazareth. [‌] Noi della Caritas

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ne bastarda). A questo punto Dio lo incontra nel sogno e gli dice: “Continua a fare l’artigiano, continua ad ascoltare la materia, continua a fare come fanno gli artigiani, tutti i giorni: osserva, ascolta, medita la materia. Ma sappi che questa materia tu devi anche contemplarlaâ€?. E contemplare è restare, ogni momento della nostra vita, davanti al volto, alla luce dell’amato e vivere della sua tenerezza. Giuseppe lo ha capito e da artigiano è diventato artigiano di caritĂ . Il Vescovo ci diceva che gli animatori della caritĂ  dovranno testimoniare a tutta la comunitĂ  l’importanza dei poveri di Dio, degli ‘anawim, che non sono tanto – o solo – i poveri materiali, quelli che non hanno da vestirsi o da mangiare. I poveri di Dio, i poveri di YHWH, sono quelli che ogni giorno riconoscono di essere bisognosi; che riconoscono, ogni giorno, che uno solo è il Signore; sono coloro che riconoscono di aver bisogno di essere illuminati dal volto di un

bambino. Un bambino che entra nella storia dell’umanitĂ da povero, che vive a Nazareth, nella sua famiglia, tutti i suoi giorni, povero e fragile, perchĂŠ viene chiesto ad un povero falegname di prendersene cura, di prendersi cura della carne di Dio. Dio si fida di Giuseppe. Ăˆ Giuseppe che fa crescere per 30 anni GesĂš, è lui che gli insegna un lavoro. Ma è ancora Giuseppe che si fa illumi-

nare da GesĂš. Il Vescovo ci diceva ancora: se pensiamo ad una figura ministeriale degli animatori Caritas dobbiamo pensare anche ad una scuola, ad una formazione, a qualcosa che dia la capacitĂ di utilizzare il metodo degli artigiani: osservare, ascoltare, discernere, meditare. Ma ha anche detto: “Prima di tutto gli animatori della Caritas devono essere buona gente! “.

 

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‡œœƒ–‘ ””‹˜ƒÂŽÇŻÂ‡Â•Â–ƒ–‡ƒŽ…ƒÂ?‹Ž‡ Domenica 3 giugno alle 14.30 presso il rifugio “le Museâ€? a Rezzato andrĂ in scena una particolare iniziativa. Maggio e giugno sono per tradizione i mesi che segnano (o dovrebbero vista l’incertezza meteorologica di queste settimane) l’arrivo della piena primavera e il saluto all’inverno ormai lontano. Possiamo piantare e godere della bellezza dei ďŹ ori piĂš diversi, del loro profumo e delle piĂš variegate sfumature cromatiche. A molti

piace dare il benvenuto all’estate avendo balconi ďŹ oriti e giardini colorati; surďŹ nie, gerani, caroline, gelsomini, ulivi, orchidee, aromatiche, edere, fragole.. nelle aiuole, in giardino, nelle ďŹ oriere o in terrazzo, i ďŹ ori donano profumi e colori. E allora perchĂŠ non creare un fazzoletto di giardino anche al canile di Rezzato? Domenica 3 giugno presso il rifugio stesso sarĂ possibile trovare ďŹ ori di campo, ďŹ ori esotici, ďŹ ori importanti o semplici, in una

   

vasta gamma di forme e colori, afďŹ nchĂŠ anche pochi metri quadri possano essere trasformati in uno spazio in armonia con i nostri amati cani. Saranno gli avventori a scegliere se acquistarli per le proprie case o semplicemente donarli e piantarli al rifugio per trasformare il loro giardino in un trionfo di colori. Il ricavato delle offerte sarĂ utilizzato per sostenere l’attivitĂ  dell’associazione a favore di cani e gatti abbandonati.



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ontinuano le attivitĂ inerenti la figura dell’amministratore di sostegno. Il Progetto AdS Brescia ha infatti scelto di dare un contributo alla sensibilizzazione alla protezione giuridica nell’area della salute mentale, attraverso un’iniziativa dedicata. Per volontĂ  dei soggetti del Terzo Settore che animano l’iniziativa, tra le quali l’associazione “Nessuno è un’isolaâ€? cha ha un ruolo di coordinamento, è stato pensato un work shop, in programma per il 24 maggio a Brescia, nel quale favorire il confronto e la contaminazione tra prospettive ed esperienze diverse, con l’obiettivo di dare significato alla protezione giuridica in relazione al progetto di vita della persona con disagio psichico. L’appuntamento sarĂ  dalle 8.30 alle 13 presso la Sala convegni di Spazio Regione Lombardia, in via Dalmazia n92/94; sarĂ  possibile iscriversi direttamente in occasione dell’evento. L’intervento di apertura sarĂ  tenuto dal dottor Corsini, dirigente della Sede territoriale di Regione Lombardia. FarĂ  poi da premessa allo scambio di esperienze, un contributo dell’Ufficio di protezione giuridica dell’Asl di Brescia, che ha collaborato alla progettazione dell’evento e che sarĂ  finalizzato a fornire la geografia dell’amministrazione di sostegno nel territorio, quale delineata dalla rilevazione dati dell’attivitĂ  dell’anno 2011. A seguire lo spazio alle testimonianze di familiari, volontari, operatori dei dipartimenti di salute mentale delle Aziende ospedaliere del territorio. Per animare il confronto e la partecipazione

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del ruolo, dando forma e sostanza ai contenuti del decreto di nomina. Per farlo propone la lettura di un materiale didattico messo a punto per il Progetto AdS Brescia. Vale la pena precisare, che per quanto non esplicitamente richiamata, la cornice valoriale del percorso proposto fa riferimento ai diritti umani e ai suoi principi guida, orientati alle pari opportunità e alla non discriminazione. Da questi principi trae in effetti origine la moderna concezione di protezione giuridica, della quale l’amministratore di sostegno rappresenta la forma piÚ evoluta, ispirata al rispetto della dignità della persona con fragilità. Per richieste e chiarimenti è possibile scrivere a progettoads.bs@progettoads.net

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Una piazza mutata in tempio Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2022;ǤÂ&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Ă&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?  ÎŽ

  

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omâ&#x20AC;&#x2122;è difficile prendere la parola in questo momento di ultimo straziante saluto mentre lâ&#x20AC;&#x2122;intensitĂ , e vorrei dire lâ&#x20AC;&#x2122;irruenza dei sentimenti che si affollano nel nostro animo rendono estremamente pallide e opache le nostre parole. La difficoltĂ  nasce anche dal fatto che i sentimenti che fioriscono spontanei dal nostro cuore in questo momento di angoscia sono fra loro contrastanti. Sono infatti: sentimenti di indignazione e deplorazione per un gesto barbaro e feroce che ha dellâ&#x20AC;&#x2122;assurdo; sentimenti di severa condanna di chi, per iniziativa propria o altrui, si è fatto autore o esecutore di un cosĂŹ efferato delitto; sentimenti di giustizia, che implorano da chi detiene la legittima autoritĂ  che faccia tutto il possibile per scoprire gli autori di sĂŹ nefanda strage e infliggere una giusta pena che scoraggi quanti sono tentati di continuare il ricorso alla violenza; sentimenti di rimpianto per le vittime

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che è premessa indispensabile di una civile, pacifica e operosa convivenza umana. Ciò tuttavia non sarĂ possibile se non si riesce a stroncare la spirale della violenza. Soprattutto è necessario estirpare alla radice le cause, non appena prossime o immediate, ma anche quelle remote, anche se meno vistose. Troppi germi di odio, vendetta e di violenza infettano lâ&#x20AC;&#x2122;atmosfera di questa nostra societĂ  che porta in sĂŠ tante contraddizioni. Non dimentichiamo che questi germi sono anche dentro ciascuno di noi perchĂŠ â&#x20AC;&#x153;è dal cuore â&#x20AC;&#x201C; ci dice il Vangelo â&#x20AC;&#x201C; che procedono i cattivi pensieri, gli omicidi, gli adulteri, i furti, le false testimonianzeâ&#x20AC;? (Matt. 15.19). Anche a ciascuno di noi quindi incombe il dovere di contribuire alla conservazione dellâ&#x20AC;&#x2122;ordine e della pace. Altrettanto si dica della libertĂ  e della democrazia. Sono beni inestimabili, ma che vanno continuamente conquistati e difesi nel pieno e reciproco rispetto dei propri e degli altrui diritti. Come in questi giorni

la comune sofferenza, il cordoglio, la protesta, la necessitĂ di difendere le istituzioni hanno unito i cittadini di ogni etĂ , di ogni condizione, al di lĂ  di ogni possibile differenziazione ideologica, cosĂŹ impariamo, anche di fronte alle cose che sono destinate a separarci, a non degenerare nella violenza e nella sopraffazione. Ai giovani in modo particolare va rivolto questo appello alla stima e allâ&#x20AC;&#x2122;apprezzamento e rispetto di quei valori fondamentali con cui da essi attendiamo la costruzione dâ&#x20AC;&#x2122;una societĂ  piĂš giusta e piĂš ordinata. La nostra esecrazione e condanna dellâ&#x20AC;&#x2122;inqualificabile delitto qui perpetrato; il richiamo alle nostre responsabilitĂ  non ci devono far dimenticare quei molti nostri fratelli che il gesto insano ha gettato nel lutto e nel pianto inconsolabile per la perdita dei loro cari. Siamo loro vicini con la nostra solidarietĂ  umana e cristiana... Soprattutto non dimentichiamo i morti. Il loro sacrificio ci sia di perenne monito al rispetto e alla

salvaguardia del primo fondamentale diritto dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo, oggi tanto conculcato, che è quello alla vita. Ricordiamoli soprattutto cristianamente. Quanti hanno fede credono con fermezza nella parola rivelata, trasmessaci anche in questa liturgia, la quale ci assicura che: â&#x20AC;&#x153;sia che viviamo, sia che moriamo, apparteniamo a quel Dio che è il Signore tanto dei vivi che dei mortiâ&#x20AC;? (Rom. 14, 7-12). Ă&#x2C6; significativo che il rito che stiamo compiendo, misteriosa ma reale rinnovazione del sacrificio di Cristo a salvezza dei vivi e dei morti, venga celebrato proprio qui in questa piazza della Loggia che fu il teatro della tragedia, ma che pure è diventata in questi giorni il punto di incontro di tante manifestazioni di solidarietĂ e che oggi si trasforma in tempio. La Messa che ora celebriamo è come il segno visibile di quei rapporti che in Cristo, risurrezione e vita, continuano a sussistere con i nostri defunti e che maggiormente si stringono anche fra di noi.

        

Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192; Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;ÇŚ Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2018;ÇŚ Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ÇŚ Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192; Â&#x160;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Í&#x203A;Í ÎťÂ&#x192;Â?Â?Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Í&#x161;Í Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Í&#x2122;ÍĄÍ&#x;Í&#x153;ǤÂ?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x160;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2021; Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2013;Â?Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2021;ÇĄÂ&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x17D;ÇĄÂ&#x2039;Â&#x2022;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;ǤDzÂ&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192; Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Çł°Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x17D;Í&#x203A;Í ÎťÂ&#x192;Â?Â?Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x192;ÇŚ Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2026;Â&#x17D;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2021;Â?Â?Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x160;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;ÇŚ Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x2022;Ă&#x2013;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x2DC;Í&#x2DC;ǤÂ&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2039;Â?Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;DzÂ&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2014;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x201D;ÇŚ Â?Â&#x192;dzǥÂ&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x17D;Í&#x161;Í&#x203A;Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2018;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2018;ÇŚ Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x192;Â&#x201E;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2021;Â? Â&#x192;Â?Â&#x203A;ÇĄÂ&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x201E;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;ǤÂ&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x192; Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;ÇĄ

Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2014;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄ Â?Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2030;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x192;ÇŚ

Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x160;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2021;

Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;ÇĄÂ&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;ÍĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;ÇŚ Â&#x2020;ÂżÍ&#x161;Í?Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻ Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2039;ÇŚ Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x192;DzÂ&#x2021;Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x192;dzǤÂ&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â? Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Í&#x161;Í&#x;Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Ǥ Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x161;Í&#x2DC;ǤÍ&#x153;Í?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;ǤÂ&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?DzÂ?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;dzǥÂ&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018;DzÂ&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â? Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ÇłÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;ǤÂ&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x161;Í&#x2122;ÇĄÂ&#x2039;Â? Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201D;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x192; Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192; Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;ÇŚ Â?Â&#x2039;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;ǤÂ&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2014;Â?Â&#x2013;Â&#x192;ÇŚ Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;ÂżÍ&#x161;Í Â?Â&#x192;Â&#x2030;ÇŚ Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;͠ǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2014;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇŚ Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2022;ǤÂ&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2018; Â&#x2DC;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2018;ǤÂ&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021; Â?Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;ǤÂ&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;ͥǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;ÇĄÂ?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x2DC;ǤÍ&#x2122;Í&#x161;ÇĄÂ&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x2039; Â&#x2039;Â&#x17D;Í&#x161;Í Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Í&#x2122;ÍĄÍ&#x;Í&#x153;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2018;Â?Â&#x201E;Â&#x192;ÇĄÂ&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;

Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;ǤÂ&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x2DC;ǤÍ&#x2122;Í?ÇĄÂ&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2039;ÇĄ Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2014;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?ÇŚ Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x192; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;ǤÂ&#x192;Â&#x2DC;ÇŚ Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x192;Â?Â?Â&#x192;Â&#x192;Â?Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Ǥ Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x201D;Â?ÇĄÂ&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2014;ÇŚ Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;DzÂ&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;dzǤÂ&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x2122;ǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;ÇĄ Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;DzÂ&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â?Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x192;ÇŚ Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;ÇŁÂ&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;ÇłÂ&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2030;Â&#x2018;ÇŚ Â&#x201D;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻ Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;ÇŚ Â?Â&#x2018;Â?Â?Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;ǤÂ&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x161;Í&#x2122;ǤÍ&#x2122;Í?ÇĄÂ&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2039;ÇĄÂ?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â? Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201D;Â?Â&#x2039;Â&#x17D;DzÂ&#x2018;Â?Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039; Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;ÇłÂ&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x192;ÇŚ Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x201D;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;ÇŚ Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Ǥ Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â?Â&#x203A;ÇĄ Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;ǤÂ&#x2030;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Í&#x161;Í&#x161;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201D;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x17D;Â?Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2014;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2018;DzÂ?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2020;ÇŻÂ&#x2018;Â?Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;ÇŚ Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;dzǤ Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2018;°Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2122;Â&#x2122;Â&#x2122;ǤÍ&#x161;Í Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Í&#x;Í&#x153;ǤÂ&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ǤÂ&#x2039;Â&#x2013;Ǥ


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 Í&#x161;Í&#x153;Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Í&#x161;Í&#x2DC;Í&#x2122;Í&#x161;

Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018; Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2021; Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2021;DzÂ&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;¿dzÂ&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018; Il Teatro Grande e il vicino Sociale si confermano contenitori culturali di eccellenza. In queste settimane stanno aprendo le loro porte ad appuntamenti musicali di rilievo. Sabato 26 maggio il Grande ospita infatti il concerto â&#x20AC;&#x153;Leonidas Kavakos and friendsâ&#x20AC;? inserito nel programma della 49ÂŞ edizione del Festival pianistico internazionale di Brescia e di Bergamo, che pochi giorni dopo propone, il 30 maggio al Sociale, il concerto del pianista Benedetto Lupo in un

programma che prevede musiche di Schumann e Brahms. Per lunedĂŹ 28, alle 18.30, è invece in programma il secondo concerto de â&#x20AC;&#x153;I lunedĂŹ del Conservatorio al Teatro Grandeâ&#x20AC;?, iniziativa promossa dalla fondazione del Massimo cittadino in collaborazione con il Conservatorio Luca Marenzio per valorizzare la creativitĂ giovanile con lâ&#x20AC;&#x2122;esibizione di alcuni fra i piĂš talentuosi studenti dellâ&#x20AC;&#x2122;istituzione musicale cittadina. Il ridotto del Grande vedrĂ , il 28 maggio, lâ&#x20AC;&#x2122;esibizione dellâ&#x20AC;&#x2122;ensemble

â&#x20AC;&#x153;Marenzioâ&#x20AC;? impegnato in un concerto dal significativo titolo di â&#x20AC;&#x153;Il grande barocco italianoâ&#x20AC;?. Gli altri due appuntamenti di questa iniziativa tutta giovane sono in programma per il 4 giugno (esibizione dei flautisti Nicoletta Viviani e Matteo Benedetti accompagnati al pianoforte dalla prof.ssa Adriana Naccari) e lâ&#x20AC;&#x2122;11 giugno con il concerto â&#x20AC;&#x153;In coro, dal romanticismo alla musica contemporaneaâ&#x20AC;?. â&#x20AC;&#x153;I lunedĂŹ del Conservatorioâ&#x20AC;? sono a ingresso gratuito.



  

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filata di stelle a Brescia per â&#x20AC;&#x153;Donne in cANToâ&#x20AC;? edizione 2012, che si svolgerĂ venerdĂŹ 25 maggio al Pal Eib a partire dalle 20. Una manifestazione musicale con una importante finalitĂ  benefica: il ricavato verrĂ  infatti devoluto a progetti di assistenza socio-sanitaria domiciliare e gratuita ai sofferenti di tumore e di prevenzione oncologica, portati avanti da piĂš di 30 anni dalla Fondazione Ant. Protagonista della serata, capitanata dal carisma e dalla classe dellâ&#x20AC;&#x2122;intramontabile Ornella Vanoni, sarĂ  una squadra femminile composta da Sirya, Noemi, Paola Turci, Irene Fornaciari, Micaela, Paola & Chiara, Loredana Errore, Simona Molinari, Nathalie, Lâ&#x20AC;&#x2122;Aura, Mariella Nava, Laura Bono, Luisa Corna, Andrea Mirò, Celeste Gaia, Maya, Simonetta Spiri e Serena Abrami. Una formazione di altissimo livello, che si alternerĂ  sul palco per regalare molta musica di qualitĂ  a favore di una buona causa. A rendere ancora piĂš prelibata la serata, presentata da Fiorella Felisatti e Francesca Leto, saranno le coreografie della Scuola di Danza Studio 76 di Brescia e la partecipazione di Giulia Anania, giĂ  finalista del Festival di Ghedi e presente sul palco dellâ&#x20AC;&#x2122;Ariston a Sanremo Giovani 2012, che regalerĂ  un open act di tutto rispetto. Come per lâ&#x20AC;&#x2122;edizione 2011 di â&#x20AC;&#x153;Donne in cANToâ&#x20AC;?, anche questâ&#x20AC;&#x2122;anno la canzone ufficiale sarĂ  â&#x20AC;&#x153;Insegnamiâ&#x20AC;?, scritta e composta dai bresciani Andrea Amati â&#x20AC;&#x201C; giĂ  autore per grandi nomi come Nek, Renga e Masini ed Emanuele Sciarra. Il brano â&#x20AC;&#x201C; che darĂ  il

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che sarĂ abbastanza eterogeneo, ma piuttosto dalla motivazione piĂš profonda del concerto, in grado di far superare differenze artistiche ed unire attorno ad una bella causa. Il merito di tutto ciò è da ascrivere non solo alla grande disponibilitĂ  delle 19 cantanti, che hanno aderito con slancio ed entusiasmo allâ&#x20AC;&#x2122;idea di dare fiato e sostegno concreto, con le loro voci, ad un sogno, ma anche alla sinergia tra gli organizzatori, Fondazione Ant e Music Association in primis. Potenza della musica ci viene da dire e ci vengono in mente anche altre manifestazioni simili, come â&#x20AC;&#x153;Amiche per lâ&#x20AC;&#x2122;Abruzzoâ&#x20AC;?. I biglietti per il concerto si possono ancora acquistare in tutti i punti venditi autorizzati e sui circuiti online Ticketone e Greenticket e presso la Delegazione

Ant (viale della Stazione 51, Brescia). Per maggiori informazioni è possibile contattare Fondazione Ant â&#x20AC;&#x201C; Delegazione di Brescia â&#x20AC;&#x201C; 030 3099423; Andrea Longo, cell. 348 5130147 andrea.longo@ant.it,; Benedetta Venditti, tel. 030 8080995 benedetta.venditti@ant.it

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&RQFHUWRSHULOÂ&#x192;GHOOD&DPHUDGHOODYRUR Era il 1892 quando lavoratrici e lavoratori bresciani, superando le associazioni di mestiere, davano vita alla Camera del lavoro, unâ&#x20AC;&#x2122;organizzazione unitaria e autonomia dei lavoratori bresciani, capace di rappresentanza e di importanti battaglie per il lavoro. Nel secolo di storia della Camera del lavoro molto è cambiato, gli stessi scenari del mondo del lavoro sono profondamente mutati. Ciò che 100 anni di storia non sembrano ave-

re cambiato è lo stretto legame tra i lavoratori e la Camera del lavoro sia nel compiere scelte che decidono delle condizioni di vita, nel determinare scioperi. Un legame che in questâ&#x20AC;&#x2122;anno centenario si è ulteriormente rafforzato anche grazie alle celebrazioni e alle manifestazioni messe in campo. â&#x20AC;&#x153;Vogliamo festeggiare il positivo che ci è stato consegnato - affermano i responsabili dellâ&#x20AC;&#x2122;istituzione centenaria - e che ci impegniamo ad accrescere,

dire la nostra gratitudine per â&#x20AC;&#x2122;impegno e per il sacriďŹ cio di cui sono fatti quei risultati. Vogliamo riďŹ&#x201A;ettere sui nostri attuali compiti per rispondere bene ad essi ed andare con intelligenza e ďŹ ducia verso il futuro. Per questo vogliamo ragionare su limiti ed errori: per rispondere con coscienza al nostro dovere verso noi stesse e noi stessi e verso la societĂ e la democrazia brescianeâ&#x20AC;?. Domenica 27 maggio, con inizio alle 10.30, il Teatro Grande

ospiterĂ il concerto dellâ&#x20AC;&#x2122;Orchestra sinfonica e del corso sinfonico di MIlano Giuseppe Verdi diretti da Jader Bignamini (nella foto). Alla presenza di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, del sindaco Paroli e di Damiano Galletti, segretario della Camera del lavoro, verranno eseguite, dopo lâ&#x20AC;&#x2122;inno dâ&#x20AC;&#x2122;Italia, pagine di Rossini, Verdi e lâ&#x20AC;&#x2122;inno dei lavoratori di GalliTurati. Pert informazioni 030/3729204 www.cgil.brescia.it.

Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018; DzÂ&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Çł Â&#x2026;Â&#x2018;Â? Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039; Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2039; Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â? Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x153;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2014;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039; DzÂ&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;dzǥÂ&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x17D; Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018;Č&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x192;Â?

Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Č&#x152;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÍ&#x2122;Í&#x2122;Â&#x192;Â&#x17D;Í&#x161;ÍĄÂ?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Ǥ Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2020;ÂżÍ&#x161;Í?Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021; Í&#x161;Í&#x2122;Č&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2018;Č&#x152;ÇĄÂ&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x2021; Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â? Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â?Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018; Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039; Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;ǤDzÂ&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Çł °Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2021; Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;DzÂ&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;dzǥÂ&#x17D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018; Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â? Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;ÇĄÂ&#x17D;Â&#x192; Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2013;Â?ÇĄÂ&#x17D;ÇŻÂ&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Ǥ Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â?ÇĄÂ&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;ÇĄ Â&#x160;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;ÇĄ Â&#x2039;Â?Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;ÇĄÂ&#x17D;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2020;ÇŚÂ&#x2022;Â&#x2013;Ǥ Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2022;¿ǥ Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x160;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Ǥ Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇĄDzÂ&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192; Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;dzǣ Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;ÇĄ Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;DzÂ&#x192;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x192; Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2013;Â?dzǤ

Â?Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2039;Â?Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2021;ÇĄ Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;°Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192; Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192; Č&#x2039;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x192;Č&#x152;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192; Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2014;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2021; Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2014;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x192;ÇŁ Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2021; Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â?Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â&#x2026;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x192;ÇĄÂ&#x2039;Â&#x201E;Â&#x192;Â?Â&#x201E;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2018;Â&#x2021; Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2014;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Ǥ


Í&#x203A;Í&#x153;

 Í&#x161;Í&#x153;Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Í&#x161;Í&#x2DC;Í&#x2122;Í&#x161;

Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x201D;Â&#x2013; Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x203A; Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;

Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039; Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2021; Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192; Due rassegne a Montichiari. Carte e tele tagliate, incollate, verniciate, scolorate: sono i lavori di Paolo Conti, una combinazione di colori artificiali â&#x20AC;&#x153;prodottiâ&#x20AC;? dallâ&#x20AC;&#x2122;artista, da gradazioni scure a motivi piĂš chiari, metafora del tempo che scorre. â&#x20AC;&#x153;Paolo Conti. Ricordi, olii e carteâ&#x20AC;?. Palazzo Tabarino, via Martiri della LibertĂ , 33 â&#x20AC;&#x201C; Montichiari. Fino al 3 giugno, da mercoledĂŹ a sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30, domenica

Â?Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â?Â&#x192; Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192; Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;ÇĄ Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â? Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â?Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;

dalle 15.30 alle 18.30. Sempre a Montichiari, personale di Lauro Gorini, esposizione di un artista che da oltre 30 anni colloca la propria produzione tra fotografia e pittura; volti e autoritratti che mettono in rilievo lâ&#x20AC;&#x2122;abilitĂ pratica nellâ&#x20AC;&#x2122;arte del disegno. Lauro Gorini, â&#x20AC;&#x153;Percorsi 1980-2012â&#x20AC;? (nella foto), Galleria Civica, via Trieste 56, Montichiari. Fino al 30 maggio, dal mercoledĂŹ alla domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

Una personale del giovane artista bresciano Giovanni Fredi. Fotografie che presentano due contesti agli antipodi: da una parte le baraccopoli di Kinshasa, dallâ&#x20AC;&#x2122;altro Akihabara, quartiere di Tokio a piĂš alta densitĂ tecnologica. â&#x20AC;&#x153;Kinshasa vs Akihabaraâ&#x20AC;?, Fabio Paris Art Gallery, via Monti 13 â&#x20AC;&#x201C; Brescia, inaugurazione sabato 26 maggio. Fino al 29 giugno, apertura dalle 15 alle 19 escluso festivi.





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lo osteggiava, e che avrebbe preferito che facesse carriera in campo medico come i genitori. â&#x20AC;&#x153;Il Signore â&#x20AC;&#x201C; racconta â&#x20AC;&#x201C; mi ha riportato lĂ da dove ero scappataâ&#x20AC;?. Lâ&#x20AC;&#x2122;ha aiutata a recuperare se stessa, a liberarsi dal maligno che â&#x20AC;&#x201C; anche fisicamente come riporta nelle sue testimonianze

Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x153;Â&#x2018;°Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;°Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x192;DzÂ&#x192;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;dzǤÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;DzÂ&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â?Â&#x192;ǤÂ&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;ÇŻÂ&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021; Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;ÇłÂ&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x2014;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;DzÂ&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â?Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â?Â&#x192;Çł    

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e è vero che la conversione non lascia mai indifferenti, la storia di Claudia Koll ha attirato su di sĂŠ molte attenzioni e, in alcuni casi, anche perplessitĂ legate al fatto che la sua vicenda umana â&#x20AC;&#x201C; come quella di tanti personaggi dello spettacolo â&#x20AC;&#x201C; gode della luce dei riflettori. Câ&#x20AC;&#x2122;è chi la vede come un punto di riferimento nella sua capacitĂ  di rinascita e chi (soprattutto tra i fedeli che si sentono depositari della dottrina) non la può proprio vedere. Qualcuno addirittura si è spinto oltre la cortina del lecito creando su Facebook dei gruppi contro la Koll, puntando il dito contro la presunta conversione mediatica. La sua colpa? Quella di parlare agli uomini di oggi attraverso la sua vita. Del resto la storia della Chiesa è fatta di conversioni e non sempre tutte sono state cosĂŹ immediatamente comprensibili (in alcuni casi, senza scomodare i grandi del

passato, ci sono voluti anni se non secoli). Lei, semplicemente, ha ritrovato se stessa e, soprattutto, ha ritrovato la bellezza di sentirsi amata. La teologia cristiana è una teologia dâ&#x20AC;&#x2122;amore che parte da un Padre che sacrifica suo Figlio per amore, un Padre che viene incontro ai bisogni dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo e un Figlio che ha come primo messaggio quello di amare il prossimo. â&#x20AC;&#x153;Lâ&#x20AC;&#x2122;instabilitĂ affettiva mi ha portata a peccare. Sono cresciuta con la paura di non essere amata abbastanza. Non sapevo amare e quindi tradivo. Ma Dio mi ha trasformata â&#x20AC;&#x201C; confessa Claudia â&#x20AC;&#x201C;: non avrei mai potuto farcela da sola. Ho commesso tanti errori e per questo ho rischiato di morire, ma GesĂš ha avuto compassione di meâ&#x20AC;?. E oggi cerca di comunicare questa grazia alle persone che incontra, invitandole a pregare la Madonna e ad aprire gli occhi e le braccia verso chi ha bisogno. A 47 anni appena compiuti, colpisce per

la sua serenitĂ , per il suo viso che emana contentezza e pace interiore (un traguardo invidiabile). Non si è fermata solo alla comunicazione, ma ha successivamente messo in moto anche una onlus (â&#x20AC;&#x153;Le Opere del Padreâ&#x20AC;?) che si impegna per i bambini poveri e non solo, riprendendo il brano del Vangelo di Matteo (5,16): â&#x20AC;&#x153;PerchĂŠ vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieliâ&#x20AC;?. PerchĂŠ le opere? PerchĂŠ â&#x20AC;&#x153;la guarigione dallâ&#x20AC;&#x2122;affettivitĂ  è uscire dallâ&#x20AC;&#x2122;egoismoâ&#x20AC;?. Nel 2000, Anno Santo, ha incontrato il Signore che lâ&#x20AC;&#x2122;ha presa per mano. Da 20 anni non praticava la religione, lontana anche dagli affetti familiari per via di quella strada percorsa che non aveva lasciato neppure molto spazio al pudore. Cresciuta con la nonna (molto credente), perchĂŠ la madre si ammalò subito dopo il parto, si allontanò anche dal padre che non condivideva il suo stile di vita, anzi

 

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DzÇŻ DzÇŻÂ&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2018;°Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;ÇłÂ&#x2022;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x2018;ÇŚ Â&#x2020; Â&#x17D;Â&#x2020; °Â&#x17D; Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x17D;Â&#x2018;Č&#x2039;Í&#x2122;Â?Í&#x17E;ÇĄÍ&#x2122;Í&#x2DC;Č&#x152;ǤÂ&#x192;Â?Â&#x2018;Â?Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x2030;Â&#x2021;ÇŁDzÇŻÂ&#x192;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;°Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;dzǤÂ&#x192;Â? Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2030;Â?Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2026;Â&#x17D;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2014;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2039; Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;ÇŁÂ&#x2020;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2030;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x192;Â?Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;ÇŚ Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;ÇŁÂ&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039; Â?Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2021;ǤÂ&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x160;Â&#x192; Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2014;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;ÇĄ Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2014;Â?Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192; Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ǤÂ&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2014;Â?Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Ǥ

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 Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻ Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2039; Â&#x2013; Â&#x2013; Â&#x2039; Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2C6; Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2014;Â?Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;ǤÂ?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â?Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2122;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?ÇĄÂ&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?ÇŚ Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2030;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2039; Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;ǤÂ?ÇŻÂ&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x192;ÇŚ Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Ǥ Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x2014;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x192;Â?Â&#x2018; Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2039;ÇŚ Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;ÇĄ°Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2122;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2014;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x192;ÇĄÂ&#x17D;ÇŻ Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;ÇŚ Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2021;DzǤÂ&#x192;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;ÇłÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;DzÂ&#x2014;Â?Â&#x2021;Â? Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?ÇłÂ&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Ǥ


 Í&#x161;Í&#x153;Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Í&#x161;Í&#x2DC;Í&#x2122;Í&#x161;

Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2018; Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2021;Â? ÇŻÂ&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2030;Â?Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039; Unâ&#x20AC;&#x2122;esposizione dedicata a Lucia Marcucci attraverso lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di collage, tele emulsionate, libri e sculture, per un percorso alla scoperta dei suoi lavori. Accompagna la mostra un catalogo di oltre 300 immagini. â&#x20AC;&#x153;Lucia Marcucci. Sprintpoemâ&#x20AC;?, Fondazione Berardelli, via Milano, 107 â&#x20AC;&#x201C; Brescia, inaugurazione venerdi 25 maggio ore 18. Fino al 30 settembre, da martedĂŹ a sabato dalle 15.30 alle 19.

Ă&#x2C6; prevista per le 15 di venerdĂŹ 1° giugno lâ&#x20AC;&#x2122; inaugurazione del palazzo della cultura e della mostra permanente dedicata ad Antonio Stagnoli a Bagolino. Lâ&#x20AC;&#x2122;inaugurazione rientra nel progetto di â&#x20AC;&#x153;Gestione integrata del patrimonio culturale di Bagolino per la valorizzazione dellâ&#x20AC;&#x2122;Alta Val Sabbiaâ&#x20AC;? finanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia. Previsto lâ&#x20AC;&#x2122;intervento di Giuseppe Guizzetti.

â&#x20AC;&#x201C; la possedeva e stava mettendo in serio pericolo la sua salute. Questo è lontano dalla nostra immaginazione, ma non deve sorprenderci molto, se no altrimenti come spiegheremmo la presenza degli esorcisti? SĂŹ, forse nei suoi racconti davanti agli studenti questo passaggio del diavolo protagonista della sua caduta non è di facile lettura, ma metaforicamente segna il passaggio tra il primo e il secondo tempo della sua vita. Segna il passaggio tra una vita allâ&#x20AC;&#x2122;inseguimento del successo, dellâ&#x20AC;&#x2122;amore facile e poco impegnativo, alla domanda essenziale della sua assistente di fronte allâ&#x20AC;&#x2122;incapacitĂ di Claudia di piangere durante le riprese di un film (per commuoversi gli attori se-

condo il metodo americano cercano di immedesimarsi nellâ&#x20AC;&#x2122;azione, sostituendo ai protagonisti persone e fatti della vita reale, nda): â&#x20AC;&#x153;Se non câ&#x20AC;&#x2122;è veritĂ nella tua vita, come può esserci nel tuo mestiere?â&#x20AC;?. Nella sua vita non câ&#x20AC;&#x2122;era nulla di reale, tutto era finzione, persino lâ&#x20AC;&#x2122;amore. Il dubbio di avere sbagliato tutto lâ&#x20AC;&#x2122;ha portata ad analizzare se stessa. Si è accorta allora che non poteva sentire lâ&#x20AC;&#x2122;abbraccio di Dio, se prima non riconosceva i suoi peccati: â&#x20AC;&#x153;Il peccato ci porta a essere superficiali, Dio ci porta in profonditĂ . Lo Spirito Santo dilata il cuoreâ&#x20AC;?. Claudia Colacione, in arte Claudia Koll, ha debuttato al cinema nel 1989 con il film â&#x20AC;&#x153;Orlando Seiâ&#x20AC;?. Ha partecipato a molte fiction (Linda e il brigadiere, Amicheâ&#x20AC;Ś) e ha lavorato, fra le altre cose, nel film televisivo su Maria Goretti e nella biografia del Cottolengo (â&#x20AC;&#x153;Una cosa in menteâ&#x20AC;?). Esercita al contempo unâ&#x20AC;&#x2122;intensa attivitĂ  teatrale e dirige, dal 2009, la Star Rose Academy di Roma: ha firmato la sua prima regia teatrale con la commedia musicale â&#x20AC;&#x153;A piedi nudi nel parcoâ&#x20AC;? e guida i giovani dellâ&#x20AC;&#x2122;Accademia in molte altre rappresentazioni teatrali, lâ&#x20AC;&#x2122;ultima in ordine di tempo nel 2012 â&#x20AC;&#x153;Vacanze Romane?â&#x20AC;?. Con la conversione ha messo in ordine la sua vita, modificando comportamenti e modi di fare e maturando, soprattutto, unâ&#x20AC;&#x2122;apertura agli altri: una casa famiglia per ammalati di Aids, un ospedale per bambini leucemiciâ&#x20AC;Ś Cambiamenti che hanno interessato la sua professione, non accettando piĂš ruoli che non rispecchiassero la sua personalitĂ : â&#x20AC;&#x153;Capisco la responsabilitĂ  del mio mestiere e non voglio essere portatrice di valori negativiâ&#x20AC;?. Un poâ&#x20AC;&#x2122; è stata anche messa in disparte per via della sua dichiarata fede come quando recentemente doveva avere un piccolo spazio fisso a Dome-

Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x160;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x203A;

Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2039; Il fotografo parmense Dario Catellani presenta in cinque serie di scatti le ricerche e i percorsi attraverso il filo conduttore dei continui spostamenti tra studio, set e cittĂ , che lo hanno portato a viaggiare alla scoperta di metropoli come New York, nella quale vive, e Tokyo, immortalata a 360 gradi, dai suoi edifici alla popolazione, in un collage di corpi e oggetti attraverso uno sguardo unitario. In contemporanea sono

nica In, ma poi allâ&#x20AC;&#x2122;improvviso saltò tutto. Lâ&#x20AC;&#x2122;impegno con lâ&#x20AC;&#x2122;Accademia è anche un tentativo di offrire a dei giovani artisti una possibilitĂ senza che questi siano costretti o portati a prendere delle scorciatoie (un poâ&#x20AC;&#x2122; come era successo a lei con i film di Tinto Brass) per guadagnare soldi e fama in un lasso di tempo piuttosto breve. In tutte le sue interviste ribadisce piĂš volte e con la forza del sorriso che la sua vita dopotutto è normale e che in quanto tale è fatta di alti e di bassi con i limiti insiti nel cuore dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo. Ă&#x2C6; una vita nella quale chiede al Signore di aiutarla â&#x20AC;&#x153;a camminare nella veritĂ  e a mostrarle gli errori. Se continuo a fare un cammino onesto â&#x20AC;&#x201C; afferma â&#x20AC;&#x201C; posso sbagliare, ma il Signore mi riconduce sulla viaâ&#x20AC;?. Certo câ&#x20AC;&#x2122;è una forza, la preghiera, che diventa â&#x20AC;&#x153;necessariaâ&#x20AC;? perchĂŠ con essa si acquisisce una marcia in piĂš. Il segreto per andare avanti? â&#x20AC;&#x153;Mente e cuore devono camminare insiemeâ&#x20AC;?. Nei suoi pensieri ritorna piĂš volte la Divina Misericordia tanto cara a Giovanni Paolo II, il papa del Giubileo del 2000. In Burundi, precisamente a Ngozi, con la sua associazione sta costruendo â&#x20AC;&#x153;La piccola Lourdesâ&#x20AC;?, un Centro che curerĂ  tutte le persone disabili con lâ&#x20AC;&#x2122;intenzione di predisporre anche unâ&#x20AC;&#x2122;ala a sala operatoria per dare cosĂŹ lâ&#x20AC;&#x2122;opportunitĂ  di cura ai tanti bambini ammalati. Claudia viaggia con altri volontari, medici professionisti e amici, che dedicano cosĂŹ il loro periodo di riposo alle persone meno fortunate. CosĂŹ quella medicina che aveva mal digerito allâ&#x20AC;&#x2122;universitĂ , diventa un punto di forza del suo nuovo modo di vivere. Oltre al sostegno materiale, sta aiutando molti giovani a credere nuovamente nellâ&#x20AC;&#x2122;amore e nella riconciliazione in Africa come in Italia. Difficile, anche per i piĂš critici, muovere appunti su questo.

esposte le fotografie di Susanna Pozzoli; scatti che compongono un album di immagini di ambienti che sono parole e pieghe, tracce e segni di un tempo e di uno spazio intimo. â&#x20AC;&#x153;Dario Catellani. The Red- eye collectionâ&#x20AC;?, â&#x20AC;&#x153;Susanna Pozzoli. Passato Prossimoâ&#x20AC;?, Wave Photogallery, via Trieste, 32 â&#x20AC;&#x201C; Brescia, fino al 12 giugno, da lunedĂŹ a sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.30; sabato dalle 15 alle 19.30.

Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2030;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2039; Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2018; Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021; Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;ǤÇŻÂ&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x192; Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x17D;Â&#x192; Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192; 

Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â? Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2022; Â&#x192; Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2030;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Č&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Í&#x17E;Č&#x152;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D; Í&#x2122;Í&#x153;Â&#x17D;Â&#x2014;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â? 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Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2C6;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2039;ÇŻÍ&#x153;Í&#x2DC;ÇĄÂ&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x17D;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2C6;Â&#x17D;Â&#x2014;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x17D;Í&#x2122;ÍĄÍ?Í&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Í&#x2122;ÍĄÍ&#x17E;Í&#x2122;Ǥ Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â?ÇĄ Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2021; Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2014;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;ÇĄ Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?ÇĄ Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2014;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2039;ǤÂ&#x192;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x192; 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Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;ǤÂ&#x192;Â? 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 Â&#x2013; Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E; Â&#x17D; Â&#x2013; Â&#x2039;Â&#x201E; Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x17D; Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x201E;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2014;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;ÇĄÂ?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2018; Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2039;Â&#x17D;Í&#x2122;Í&#x;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2021;Í&#x161;Í&#x2DC;Í&#x2122;Í&#x161;ÇĄÂ&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192; Â&#x2039;Â&#x2018;ÇŚ Â&#x2DC;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Í&#x203A;Í&#x203A;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x2039;ǤÂ&#x2039;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2013;ĂŽÂ&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x192; Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;

Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;¿Ǥ1Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Č&#x20AC;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇŚ Â&#x2C6;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Č&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Č&#x152; Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192; Â&#x2014;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;ÇĄÂ&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2022;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2021;ÇŚ Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;ÇŚ Â&#x2030;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x160;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Ǥ

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Ogni martedì dopo il Gr delle 13 don Adriano Bianchi conduce uno speciale di approfondimento in preparazione al Sinodo diocesano. All’interno della diretta viene data la possibilità agli ascoltatori di intervenire in diretta allo 0303774592. In ogni puntata viene proposto un approfondimento sulle nove schede di consultazione e vengono riassunti in sintesi gli incontri dell’iniziativa “Voci nell’Agorà” che si sta svolgendo sul territorio.

Dal lunedì al venerdì dalle 10.40 con Marco Vignoletti, le indicazioni della dietista Anna Zanardini, gli interventi della psicologa Anna Grasso Rossetti, i consigli di Gabriele della libreria Paoline, i trucchi in cucina dello chef Riccardo Cominardi oltre ai collegamenti con gli organizzatori delle più belle feste della provincia. Inoltre il mercatino, la rubrica di cinema, le offerte di lavoro, e gli appuntamenti della sera. In Voce mattina solo la musica più bella.







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La Messa del sabato alle 18.30 è trasmessa dalla parrocchia di San Giacomo di via Oldofredo Denari su TT 2 Teletutto (87) e Super Tv (92-115).

Ă&#x2C6; il tema scelto dal Papa per il 7° Incontro mondiale delle famiglie che questâ&#x20AC;&#x2122;anno si terrĂ a Milano dal 30 maggio al 3 giugno. Cinque giorni di eventi che chiamano a raccolta le persone impegnate nei diversi ambiti della pastorale famigliare. In Primo Piano alle 9.30, don Giorgio Comini (direttore dellâ&#x20AC;&#x2122;UfďŹ cio Famiglia) illustra il signiďŹ cato, i temi e il programma dellâ&#x20AC;&#x2122;evento. In Ecclesia (alle 11) interviene suor Annamaria Moretto delle Figlie di

La prossima puntata della rubrica settimanale â&#x20AC;&#x153;La Buona Notiziaâ&#x20AC;? apre con il servizio sul Meeting diocesano â&#x20AC;&#x153;Lâ&#x20AC;&#x2122;Azione cattolica a Lumezzaneâ&#x20AC;? che ha coinvolto circa 2000 tesserati. A seguire: â&#x20AC;&#x153;Verso Damascoâ&#x20AC;?, un convegno per scoprire alcuni passaggi della ďŹ gura di San Paolo attraverso lâ&#x20AC;&#x2122;arte; la â&#x20AC;&#x153;Veglia ecumenica di Pentecosteâ&#x20AC;?: ospitata nella chiesa di San Luca; â&#x20AC;&#x153;Le Sante Croci a Cervenoâ&#x20AC;? appuntamento che si ripete ogni 10 anni e coinvolge tutto il Paese.

San Paolo sul tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali e sullâ&#x20AC;&#x2122;impegno delle Suore Paoline nel mondo. Il programma, prodotto da VoceMedia e curato da Betty Cattaneo, va in onda anche in differita, la domenica su Radio Voce Camuna alle 8; Ecz alle 15; Radio Claronda alle 16; Radio Basilica Verolanuova alle 10.30; Radio Ponte Manerbio alle 12.30; Radio RaphaĂŤl alle 9. Le rubriche sono disponibili in podcast sul sito www.radiovoce.it

La rubrica â&#x20AC;&#x153;4 parole...â&#x20AC;? è con don Giorgio Comini per il 7° Incontro mondiale delle famiglie a Milano. â&#x20AC;&#x153;La Buona Notiziaâ&#x20AC;? va in onda: la domenica alle 13.05 su Teletutto e alle 18.30 su Tt2 Teletutto; su Super TV la domenica e il martedĂŹ alle 20; su PiĂš Valli TV la domenica alle 8; su Teleboario la domenica alle 8.15 e alle 10; e su www.vocemedia.tv che manderĂ in onda anche lâ&#x20AC;&#x2122;incontro del ciclo â&#x20AC;&#x153;Negli occhi della libertĂ â&#x20AC;? tenuto alla Poliambulanza â&#x20AC;&#x153;La libertĂ : arbitrio o dominio?â&#x20AC;?.











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Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;ÇĄÂ&#x160;ǤÍ&#x17E;ǤÍ&#x2DC;Í&#x2DC;  Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2039;Â?Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x192; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2019;Â&#x192;Ǥ

Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2014;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x160;ǤÍ&#x;ǤÍ&#x2DC;Í&#x2DC;   Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2014;Â&#x2021; Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;ĂŽ Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;ǤÂ?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039; Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x192; Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Ǥ

Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x160;ǤÍ&#x17E;ǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;

 1     Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2019;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2122;Â&#x2022;Í&#x161;Í&#x153;Ǥ

Â&#x192;Í&#x;ÇĄÂ&#x160;ǤÍ&#x2122;Í&#x2DC;ǤÍ&#x2DC;Í&#x2DC;  Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Ǥ Â? Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039; Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x17D;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x192;Ǥ Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x160;ǤÍ&#x2122;Í&#x153;ǤÍ?Í?  Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2DC;ÇĄÂ&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2039; Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Ǥ Â?Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039; Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Ǥ Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x160;ǤÍ&#x161;Í&#x2DC;ǤÍ&#x2122;Í&#x2DC;     Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018; Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Ǥ Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2021; Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x192; Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x2026;Â?Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â? Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039; Â&#x2019;Â&#x2014;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Ǥ

Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Í?ÇĄÂ&#x160;ǤÍ&#x161;Í&#x2122;ǤÍ&#x2122;Í&#x2DC;    Â&#x2018;Â?Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Í&#x161;Í&#x2DC;Í&#x2DC;Í&#x2DC;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2018;Â? Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2021; Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Ǥ Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2030;Â?Â&#x192;ÇĄÂ&#x192;Â?Â?Â&#x2039; Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;ǤÂ&#x2014;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2014;Â? Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018;ǤǤǤ

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Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2020; Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x192;ǤÂ?Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D; Â&#x17D;ÇŻ Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;ǤÂ&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2018; Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2020; Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â? Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Ǥ Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x160;ǤÍ&#x2122;Í&#x153;ǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;

ÎŞ ÇŻÂ&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192; Â&#x2014;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2014;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018; Â&#x2014;Â?ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Í&#x203A;Í&#x2DC;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x192; Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;ÇĄ Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Ǥ Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Í&#x153;ÇĄÂ&#x160;ǤÍ&#x2122;Í&#x153;ǤÍ&#x203A;Í?    Â&#x2039;Â&#x17D;Â?Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020; Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2026;Â?ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2018;Â? Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2122;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013; Â&#x2021; Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x203A;ǤÂ?Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D; Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2014;Â? Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2018;Ǥ

Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Í&#x153;ÇĄÂ&#x160;ǤÍ&#x161;Í&#x2122;ǤÍ&#x2122;Í&#x2DC;    Â&#x160;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Í&#x161;Í&#x2DC;Í&#x2DC;Í&#x203A;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x160;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x2013;Â&#x2018;Â?ǤÂ?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2014;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192; Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x192;