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Siamo sempre piĂš consapevoli di dover affrontare – piccoli e grandi – una continua e variegata “sfida educativaâ€?. Anzi, comprendiamo sempre meglio come il cammino educativo non termina mai: sempre nella vita siamo chiamati ad essere educatori ed “educandiâ€? (nel senso migliore del termine). Del resto, la vita ci è data per crescere, per maturare, per apprendere e donare. La storia della Chiesa è anche una storia di educazione alla “vita buonaâ€? del Vangelo. Con alcuni accorgimenti. Sant’Angela Merici, compatrona cittadina, insegna come ci si debba sforzare di usare “ogni piacevolezza possibileâ€?, nel “tirar suâ€? le figliole “con amore e con mano soave e dolceâ€?. Dal canto suo, San Giovanni Bosco ci ricorda che “l’educazione è cosa del cuore, e che solo Dio ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna se Dio non ce ne insegna l’arte e non ce ne mette in mano le chiaviâ€?. A noi porgere il lieto e impegnativo annuncio della vita cristiana, mostrando – se possibile – al cuore di chi ci incontra che “ragione, religione e amorevolezzaâ€? possono andare d’accordo. Con piacevolezza.

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Tasse, evasione e Ici: parole chiare di Bagnasco

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͘Í&#x;ƒ‡•‹‡’ƒ””‘……Š‹‡ Ponte San Marco. All’oratorio per crescere da cristiani

ÍšÍ ……Ž‡•‹ƒ Domenica 5 febbraio Servono giovani aperti alla vita

͛͛—Ž–—”ƒ‡…‘�—�‹…ƒœ‹‘�‡ Le parole di Monari “Umiliare Cristo: ci perde l’uomo�

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͛͜…‘�‘�‹ƒ‡Žƒ˜‘”‘ Stop agli aerei F35, scelta etica prima che economica

͜͜’‘”– Anniversario. Vittorio Mero: racconti di vita vissuta

—Ž…”‹Â?ƒŽ‡ …‘Â?ˆ‹†—…‹ƒ Ăˆ un appello accorato, concreto e perciò azzeccato, quello che il cardinal Bagnasco rivolge nella sua prolusione, rivolgendosi a una Italia, o piĂš precisamente a un popolo “attonitoâ€?. Il discorso, come è nel suo stile, parte dalla realtĂ . Parla dei suicidi in carcere, del gioco d’azzardo, delle tendenze eutanasiche, lasciando vecchi e malati senza cure, parla del lavoro che non c’è, dei giovani, ripete chiaramente che evadere le tasse è peccato. Invita però anche a “scongiurare il rischio autolesionismoâ€?, ricorda un tessuto di accoglienza e di

sostegno che funziona, i segnali positivi sull’export, le eccellenze, la lotta alla criminalitĂ organizzata. La crisi c’è, è una crisi globalizzata, e, incalza il presidente della Cei, “non ci sarĂ  alcuna palingenesi miracolosa, però si deve tentare di riaggiustare il sistemaâ€?. Certo, ci sono anche le considerazioni sul momento politico, con il giudizio positivo sull’“esecutivo di buona volontĂ â€?, che sta affrontando le emergenze. Ma la questione di fondo è espressa con un auspicio: “Desidereremmo chiedere alla classe intellettuale del nostro Paese di voler accettare un libero confronto su simili istanzeâ€?, cioè le questioni di sostanza, a proposito del “vero bene umanoâ€?. Ăˆ arduo, è difficile, perchĂŠ ovviamente nella crisi il primo riflesso è irrigidirsi, e anche scommettere di lucrare sul conflitto. Tuttavia c’è bisogno proprio di puntare

all’essenziale. Ecco allora le parole antiche, che sono poi i pilastri e i fondamenti, da cui bisogna partire e su cui bisogna sempre ritornare: vita e famiglia, lavoro e partecipazione, libertĂ e relazione, politica e rappresentanza. Ecco l’invito a riprendere il filo di un ragionamento condiviso e comune su questi grandi temi, senza preclusioni, senza pregiudizi polemici e inutili, senza contrapposizioni che portano solo a esasperare il clima. Ci sono dei rischi sistemici gravi. Per questo invita a ragionare sulle reti della globalizzazione, le tecnostrutture, i poteri globali che tendono “a ridurre l’uomo in solitudine perchĂŠ sia meglio manipolabileâ€?, una “tecnocrazia transnazionale anonima che rischia di prevalere sulle forme della democrazia fino a qui conosciuteâ€?. Insomma, siamo sul crinale. E la Chiesa vuole

fare il suo mestiere: la Chiesa e i cattolici sono disponibili, al di lĂ delle fuorvianti questioni sul partito. ComincerĂ  l’Anno della fede, voluto dal Papa, poi ci sono le iniziative, da Todi al Progetto culturale a Retinopera, per portare “un pensiero forte e originale, cioè non conformistaâ€? nel dibattito pubblico. PerchĂŠ uno dei maggiori contributi in questa stagione di crisi da un lato è la fiducia, dall’altro sono i fondamenti, la capacitĂ  di orientarsi, che comincia dall’interno della persona. La crisi dell’Europa, ripete il Papa, è prima di tutto una crisi della fede. E questo ateismo pratico produce stallo. Siamo sul crinale, certo, ma lavorando, lavorando molto e bene, ci sono le risorse per fare bene e raddrizzare, recuperare, migliorare, aggiustare, rinnovare, risanare e cosĂŹ crescere davvero.


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Per ora la protesta, almeno a Brescia, si è limitata alla minaccia. Se il governo non scenderà a patti dagli annunci si passerà alle azioni concrete. Taxisti (nella foto a sinistra), benzinai, avvocati, farmacisti passeranno dalle parole ai fatti. Per il 1° febbraio Federfarma ha annunciato la prima giornata di chiusura per indurre Monti a rivedere le sue liberalizzazioni per il settore. A Brescia saranno a rischio chiusura 332

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farmacie. Gli avvocati hanno messo in programma iniziative dimostrative nei palazzi di giustizia di tante cittĂ italiane. Per due giorni, il 23 e 24 febbraio si interromperĂ  ogni attivitĂ  nei tribunali. Altri momenti di protesta saranno calendarizzati dagli avvocati in concomitanza con il congresso straordinario della categoria in programma il 9 e 10 marzo. Se il governo dovesse mantenere la propria rigiditĂ  sulle liberalizzazioni della professione

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ogito ergo sum, sosteneva Cartesio per esprimere la certezza che l’uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante. Un’espressione che oggi potrebbe essere comodamente attualizzata con un “protesto ergo sumâ€?. Solo attraverso la protesta, meglio ancora se spettacolare, un numero sempre piĂš alto di categorie della societĂ civile, sembra in grado di rivendicare la propria esistenza. Si tratta di una amara constatazione, ulteriore riprova di un Paese che è andata smarrendo a tutti i livelli la capacitĂ  di ascolto e di confronto reciproco, a vantaggio del cristallizzarsi di posizioni sempre piĂš conflittuali tra loro. Non è un caso, dunque, che (come ricordato anche in altra parte del giornale) il prossimo 3 febbraio il vescovo Monari si rechi in Palazzo Loggia per proporre, davanti al consiglio comunale della cittĂ , una riflessione sul tema della concordia. Il Vescovo si presenta in quello che da tempo è diventato il luogo del contrasto per eccellenza. Palazzo Loggia, come tante altre aule assembleari, come il

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nale, ma prassi inflazionata. Deve far riflettere che una cittĂ come Roma si sia dotata di una sorta di calendario per le manifestazioni di protesta. Chi sceglie la capitale per protestare, proprio come accade alle coppie di giovani in cerca di un ristorante in cui festeggiare le nozze, deve prenotare piazze e vie. E se quello della protesta, della possibilitĂ  di manifestare il proprio dissenso è un diritto previsto dalle leggi dello Stato è altrettanto vero che l’eccesso di manifestazioni, di scioperi e di proteste ha finito con togliere efficacia a tutto questo. Basta sfogliare un qualsiasi quotidiano, guardare uno dei tanti telegiornali per rendersi conto di come il numero esagerato della categorie che in questi giorni stanno protestando contro le misure “cresci Italiaâ€? (che hanno seguito di poche settimane la mazzata del decreto Salva Italia) alla fine ingeneri nella gente una sorta di indifferenza, quasi di fastidio. I disagi causati da ogni forma di protesta irritano la gente e non creano certo solidarietĂ  e simpatia con chi scende in piazza. Se una casalinga deve pagare di piĂš le zucchine perchĂŠ la prote-

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forense, gli avvocati potrebbero arrivare a protestare davanti a Palazzo Chigi con un sit-in. Anche i benzinai stanno pensando alle misure piÚ adeguate per cercare di far cambiare idea al premier Monti (nella foto) e al suo esecutivo. Il fronte, però, non sembra particolarmente compatto. Le diverse sigle sindacali che rappresentano questa categoria non sembrano trovare il bandolo della matassa per un’unica forma di protesta.

Se c’è unitĂ d’intenti sulla serrata degli impianti, c’è grande divergenza sulla durata della stessa. Le ipotesi in campo vanno, per ora, da sette a 10 giorni. La scelta definitiva si avrĂ  non appena il decreto battezzato “Cresci Italiaâ€? controfirmato nei giorni scorsi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarĂ  pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. In attesa della definitva chiarezza sui suoi contenuti quel che pare evidente, anche

leggendo quattro storie raccontate in queste pagine, è che anche tra i rappresentanti delle categorie prese di mira dal decreto Monti ci siano posizioni differenziate, soprattutto in ordine alle misure da mettere in campo per cercare di indurre il governo a rivedere le scelte operate. Tutti, taxisti, farmacisti, benzinai e avvocati contano su una ripresa del dialogo, consci che la protesta raramente porta a risultati accettabili senza produrre danni.

   

   

sta dei camionisti ha reso difficili gli approvvigionamenti, difficilmente si sentirĂ vicina a chi ha bloccato il Paese contro il continuo aumento del costo dei carburanti. CosĂŹ non sarĂ  facile per farmacisti, benzinai, avvocati e taxisti tirare dalla loro parte l’opinione pubblica se le manifestazioni di protesta che hanno indetto contro il pacchetto di liberalizzazioni varato dal governo (e riassunto nell’infografica di questa pagina) creeranno alla popolazione. Ăˆ un rischio tutto da valutare, come si legge nelle storie riportate qui sotto. Le azioni proposte fanno discutere, meglio la ripresa del dialogo con Monti e non solo per un senso di responsabilitĂ  di un Paese ancora in crisi. Ăˆ evidente a tutti i “potenzialiâ€? protestanti che un braccio di ferro con l’esecutivo potrebbe risolversi in una ennesima “guerra tra poveriâ€?. Poveri (nel rapporto di forza con il governo) potrebbero rivelarsi avvocati, benzinai, taxisti, farmacisti e i rappresentanti delle altre categorie “liberalizzateâ€?che protestando passano agli occhi dell’opinione pubblica come quelli che voglioni difendere privilegi. E poveri sono i cittadini sulla cui testa passa tutto: liberalizzazioni e proteste, senza alcun reale beneficio nel portafogli.

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Il governo Monti aveva promesso di rimodulare la nuova tassa sul permesso di soggiorno. Che fine hanno fatto le sue buone intenzioni? Il balzello entrerĂ in vigore tra meno di una settimana. Secondo un decreto voluto dal precedente governo, firmato dagli allora ministri Maroni e Tremonti, dal 30 gennaio prossimo gli immigrati verseranno da 80 a 200 euro, oltre ai 70 che giĂ  pagano oggi, per il rilascio o il rinnovo del documento. Lo scorso 4 gennaio i ministri Cancellieri

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e Riccardi avevano annunciato “un’approfondita riflessioneâ€? per rendere la tassa piĂš equa, con l’obiettivo dichiarato di rimodularla in base al reddito e al numero di familiari. Da allora tutto tace, ma milioni di persone contano con angoscia i giorni che li separano dal salasso. Secondo Stranieriinitalia. it, il portale dell’immigrazione, la tassa sul permesso va cancellata. Ăˆ ingiusta e smodata. Viene chiesta a fronte di un servizio largamente inefficiente. ColpirĂ famiglie che

giĂ sentono tutto il peso della crisi economica e giĂ  pagano il prezzo di tutte le manovre con le quali si cerca di fronteggiarla. “Se il nuovo governo non ha la voglia, il coraggio o la forza per eliminarla, almeno la riduca drasticamente, subito, prima che entri in vigore quel decreto figlio di una stagione politica antiimmigrati che speriamo finalmente superataâ€?. Questo l’appello che Stranieriinitalia. it lancia ai ministri Cancellieri e Riccardi, e al presidente Monti.

  

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’era attesa per la prolusione del card. Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei. La situazione di grave disagio, non priva di implicazioni morali, che il Paese sta vivendo fa sĂŹ che ogni prionunciamento autorevole sia guardato con particolare attenzione. Il discorso del presidente dei Vescovi italiani ha spaziato su un ampio spettro di tematiche, da quelle religiose a quelle civili, da temi politici a quelli culturali. La prima parte della sua prolusione, però, il card. Bagnasco l’ha dedicata al tema della fede popolare, “che viene espressa in maniera genuina – ha affermato il presidente della Cei – in forma talora pudica ma autentica, come se il passaggio dalla sicumera e dal clima di abbondanza alla trepidazione e all’incertezza, ci riportasse all’essenziale di noi stessi e della vita, alle cose che veramente contanoâ€?. Sono stati però gli accenni alla fase storica che l’Italia e altri Paesi stanno vivendo ad attrarre l’attenzione dei mass-media. Ăˆ cosĂŹ il tema della crisi economica in corso da quattro anni e che è da collegare “ad altri fenomeni contestuali (la mondializzazione dei processi, le migrazioni, le mutazioni demografiche nei Paesi ricchi, l’offuscamento delle identitĂ nazionali, il nomadismo affettivo e sessuale, il capitalismo sfrenato, che invece di risolverli



     

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Presidente della Cei ha sottolineato che “l’Italia appare particolarmente in angustia a motivo di sanzioni e bocciature che possono apparire un declassamento, agli occhi del mondoâ€?. “E tuttavia – ha proseguito – un esame di coscienza, rigoroso e spassionato, s’impone, per scongiurare il rischio di un autolesionismo spesso in agguatoâ€?. Circa i motivi di queste difficoltĂ , il card. Bagnasco ha citato “l’incapacitĂ  provata di pervenire nei tempi normali a riforme effettive, spesso solo annunciate; e quindi l’incapacitĂ , con questo sistema politico, di pervenire in modo sollecito

a decisioni difficili allorchĂŠ queste si impongonoâ€?. Per quanto riguarda la Chiesa, ha poi detto che “non può e non deve coprire auto-esenzioni improprie. Evadere le tasse è peccato. Per un soggetto religioso questo è addirittura motivo di scandaloâ€?. Un passaggio della prolusione il card. Bagnasco l’ha dedicato anche alla questione dibattuta Chiesa-Ici. “La Chiesa – ha affermato il presidente dei Vescovi italiani – non chiede trattamenti particolari, ma semplicemente di aver applicate a sĂŠ, per gli immobili utilizzati per servizi, le norme che regolano il no profitâ€?.

 

%DGDQWLODYRURVHPSUHSLQHUR Lavoro nero, sempre piĂš nero per badanti e colf. Secondo l’Inps nel 2010 si è avuto un calo di 71.690 contratti di collaborazione domestica rispetto al 2009. Ma per l’Istat invece in quel biennio il numero delle badanti è cresciuto di circa 72mila unitĂ . Dunque che cosa è successo? Semplice. Molte badanti e colf che erano in regola, ora continuano ad assistere anziani e bambini in nero. Ăˆ

quanto denuncia Sergio Pasquinelli, direttore dell’Istituto di ricerca sociale (Irs) di Milano, che ha incrociato i dati di Istat e Inps per trovare conferma di un sospetto che giĂ nei mesi scorsi trapelava fra chi si occupa di immigrazione. “Basta farsi un giro tra alcuni delle centinaia di sportelli badanti sparsi in tutto il Paese per rendersene conto – scrive sul sito dell’Irs (http://www.qualificare.info/) –.

Bilanci familiari sotto pressione e convenienze reciproche� continuano a spingere le famiglie italiane a non stipulare regolari contratti di lavoro. Nel settembre del 2009 il governo Berlusconi aveva avviato una sanatoria per colf e badanti. A distanza di poco piÚ di due anni l’effetto è già svanito. Nel 2009 i contratti registrati all’Inps erano 943.524, calati l’anno dopo del 7,5%.

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‹”‹ƒ ƒÂ?‹••‹‘Â?‡†‡ŽŽƒ‡‰ƒƒ”ƒ„ƒ’‡”†‡’‡œœ‹ I Paesi del Golfo hanno deciso di ritirare i propri osservatori dalla missione della Lega araba in Siria, seguendo l’esempio precedemente lanciato dall’Arabia Saudita. La decisione è stata resa pubblica in un comunicato, in cui si afferma che “sicuramente lo spargimento di sangue e l’uccisione di innocenti è continuata e la leadership siriana non applicherĂ le risoluzioni della Lega arabaâ€?. Il Consiglio di cooperazione del Golfo riunisce, oltre all’Arabia Saudita, Qatar, Kuwait,

Oman, Bahrain e gli Emirati arabi. Damasco ha prontamente condannato la nuova presa di posizione della Lega araba, che chiedeva al presidente Bashar al-Assad (nella foto) di delegare i poteri al vicepresidente, e di indire elezioni che dovrebbero svolgersi sotto “un governo di unitĂ nazionaleâ€?. La risposta del regime siriano è stata molto secca: “La Siria rigetta le decisioni prese, che sono estranee a un piano di lavoro arabo, e le considera un attacco alla sua

sovranitĂ nazionale e una agrante interferenza in affari interniâ€?, è stata la dichiarazione di un funzionario governativo, che ha aggiunto che si tratta di una “cospirazione contro la Siriaâ€?. Il nuovo piano della Lega araba prevede “il paciďŹ co abbandono del regime sirianoâ€?, e sembra analogo all’accordo organizzato per lo Yemen, dove gli Stati del Golfo hanno convinto Ali Abdullah Saleh, al governo da oltre 30 anni, a delegare il suo potere e a lasciare il Paese. La Lega aveva

deciso di prolungare di un mese la permanenza degli osservatori in Siria, dopo che il mandato era scaduto la settimana scorsa. Il capo della missione, il generale sudanese Ahmed Mustafa al-Dabi, ha dichiarato che la violenza in Siria è calata, dopo il loro arrivo e ha aggiunto che in seguito all’arrivo della missione “tutto l’equipaggiamento militare pesanteâ€? è stato rimosso da “tutte le cittĂ sirianeâ€?. Le sue dichiarazioni sono state criticate dall’opposizione siriana.



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ncora violenze contro i cristiani nel nord della Nigeria a maggioranza musulmana. Solo negli ultimi giorni le azioni condotte dai fondamentalisti di Boko Haram hanno provocato circa 250 morti. L’Unione europea ha condannato la recrudescenza degli attentati contro la comunitĂ cristiana nigeriana. Della situazione ha parlato mons. John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja (capitale federale della Nigeria) che ha evidenziato come l’unica via per superare la stagione che vede i cristaini del Paese costantemente sotto minaccia sia il reciproco riconoscimento e l’uguaglianza sostanziale tra musulmani e cristiani. L’analisi di mons. John Olorunfemi Onaiyekan è stata pubblicata nei giorni scorsi sul mensile “30giorniâ€?. “Cristiani e musulmani – ha precisato il Vescovo – vivono un equilibrio a livello istituzionale e socialeâ€?. Perciò, “sono solo questi gesti terroristici che puntano il dito sulla differenza. Ha ragione chi specula sulle intenzioni del cosiddetto gruppo Boko Haram, il cui scopo sarebbe esattamente quello di provocare la reazione armata dei cristiani, e dunque il caos e la fine della Nigeria quale noi oggi la

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Ž‹ƒ––ƒ……Š‹‘’‡”ƒ†‹ ‰”—’’‹‹•‘Žƒ–‹ conosciamoâ€?. In realtĂ , il “gruppo Boko Haramâ€? è “gente senza volto, la cui ideologia è quella di chi frequenta il terrorismo internazionale, e si ammanta di fanatismo islamico. Ma è un gruppo variegato, con interessi contraddittoriâ€?. Per mons. Onaiyekan è sbaglia-

to, però, pensare che la rivalitĂ tra cristiani e musulmani faccia fisiologicamente parte del gioco. “Il Paese – afferma – appartiene a tutti noi, cristiani e musulmani, cittadini di uno Stato ricco esportatore di petrolio, dove l’ipotesi della separazione tra nord e sud è totalmente irrealizzabile. Quando ascoltate qualcuno sostenere la tesi dei due Stati, islamico al nord e cristiano al sud, sul modello del Sudan, sappiate che mente o non capisceâ€?. A giudizio dell’Arcivescovo, “colpire la Chiesa cattolica significa colpire chi desidera l’accordo, cercare il caos e imporre fratture violente nelle stesse nostre religioni, cristianesimo e islam: perchĂŠ i ‘piĂš ortodossi’ di ciascuna delle due parti accuseranno di debolezza i correligionari aperti al dialogoâ€?. In effetti, le cause di questa ondata di violenza vanno ricercate altrove. “Le lotte hanno origini tribali, politiche ed economiche – è il parere di mons. Onaiyekan – legate anche alla iniqua redistribuzione delle ricchezze petrolifere, accompagnata a una disoccupazione enorme - e si congiungono alla semiincapacitĂ  d’azione da parte del governo centrale, la cui legittimitĂ  elettorale era sino a poco tempo fa contestata nei tribunaliâ€?.

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Si è svolta nei giorni scorsi l’annuale riunione con gli enti assistenziali convenzionati con la Fondazione banco farmaceutico onlus in preparazione della 12ª Giornata nazionale di raccolta del farmaco, che avrà luogo sabato 11 febbraio nelle farmacie italiane che aderiscono all’iniziativa (circa 60 sul territorio di Brescia e provincia). Quest’anno i 27 enti bresciani convenzionati con il Banco, i cui assistiti usufruiranno delle

La sala civica comunale di Capriolo ospita sabato 28 gennaio, con inizio alle 21, l’iniziativa “I giovani all’operaâ€?, un concerto di giovani cantanti lirici. La manifestazione è organizzata dal Comune, dall’assessorato alla Cultura e dalla locale Accademia musicale. Il soprano Barbara Raccagni, il tenore Alessandro Viola, il baritono Giovanni Romeo e il basso Marco Durizzi, accompagnati al pianoforte dal maestro Gabriele Moraschi si esibiranno in una serie di arie tratte

donazioni di farmaci da banco fatte dai cittadini che vorranno partecipare alla Raccolta, chiedono 8000 farmaci (nel 2011 ne sono stati raccolti 7.400 sul territorio bresciano): “Per rispondere a questa grande richiesta – ha spiegato Paracini delegato provinciale della Fondazione banco farmaceutico onlus,– bisogna organizzare al meglio la presenza dei volontari nelle farmacie per spiegare bene l’iniziativa�.

dalle piÚ note opere del panorama italiano. La direzione artistica della manifestazione è dell’Accademia musicale di Capriolo. Il concerto è a ingresso libero. Con la serata del 28 gennaio si rinnova un importante rapporto tra Capriolo e i giovani cantanti lirici. In anni recenti, infatti, la cittadina alle porte della Franciacorta ha promosso e realizzato un concorso lirico per giovani cantanti che, nelle sue edizioni, ha conosciuto un buon successo di pubblico e critica.

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7HPSLQXRYLSHULOYHUERXVDUH Nel 2000 l’economista americano Jeremy Rifkin ha pubblicato un saggio intitolato “L’era dell’accessoâ€? in cui prevedeva il passaggio da un’economia dominata dal mercato e dai concetti di bene e proprietĂ , verso un’economia dominata da valori come la cultura, l’informazione e le relazioni. In questo nuovo panorama il concetto di proprietĂ  perde signiďŹ cato, diventa fondamentale per l’uomo avere accesso a delle reti o non esserne escluso. All’epoca Rifkin venne considerato un visionario. Oggi dice che le sue previsioni sono state confermate e aggiunge: “Stiamo assistendo alla ďŹ ne di un comportamento consumistico come lo conosciamo oggi. Presto smetteremo di accumulare oggetti. Sta cominciando una nuova era in cui useremo i beni per un periodo limitato di tempo e li metteremo in comuneâ€?. Sempre secondo Rifkin siamo giunti a “uno dei massimi punti di svolta nella storia dell’umanitĂ â€?, perchĂŠ stiamo passando da “una rivoluzione industriale a una rivoluzione collaborativaâ€?

(da “Internazionaleâ€? 931, 12 gennaio). Rifkin fa riferimento soprattutto all’accumulo di cose che si acquisiscono in quantitĂ molto superiore al bisogno. Noi aggiungiamo tutti gli sprechi che vengono fatti, soprattutto nel campo alimentare (ricordo che ogni cittadino europeo spreca, secondo le stime dell’Unione, 179 chilogrammi di cibo all’anno per un totale di 89 milioni di tonnellate). Secondo uno studio fatto da eBay, il piĂš grande mercato online, negli

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armadi di tutta la Germania è contenuta una quantitĂ di oggetti inutilizzati per un valore di 35,5 miliardi di euro. Negli Stati Uniti ci sono magazzini che custodiscono oggetti vari che i proprietari non possono tenere in casa per mancanza di spazio: è stato calcolato che questi magazzini occupano giĂ  una superďŹ cie tre volte piĂš vasta di Manhattan (che è di 87,5 kmq). A me piacerebbe fare il censimento anche solo di tutti i giocattoli inutilizzati che

riempiono le nostre case. Sono i risultati del consumo senza freni. Qualcuno sta pensando che è ora di cambiare e lo fa concretamente ricorrendo al sistema dello scambio. Il poeta e saggista americano Mark Levine offre una lettura esistenziale della scelta: “La condivisione sta al possesso come l’iPod sta alla vecchia audiocassetta o come il pannello solare sta alla miniera di carbone. Condividere è pulito, fresco, urbano, postmoderno. Possedere è noioso, egoista,

angosciato, arretratoâ€?. Non siamo nel campo delle novitĂ assolute. A Parigi, simbolo della moda e dello stile, si trova una versione soďŹ sticata di afďŹ tto di capi d’abbigliamento (dress rental): il negozio Quidam de Revel. Anche a Brescia si è fatto qualcosa del genere. Sorgono qua e lĂ  nuove iniziative per condividere l’uso dell’automobile, per scambiare qualsiasi oggetto da usare solo nel momento del bisogno. E via di questo passo. Non so quanto tutto questo possa conciliarsi con la cultura corrente. Ma ha ragione Rifkin, il futuro passa da lĂŹ. Non possiamo continuare all’inďŹ nito a produrre riďŹ uti e discariche. Non possiamo continuare a violentare l’ambiente. C’è di piĂš. La condivisione delle cose favorisce la nascita e la coltivazione di nuove amicizie. La societĂ  dei consumi ha provocato l’idolatria della cose a scapito dei rapporti umani. Se rimettiamo le cose al loro posto, quello della strumentalitĂ , le persone tornano a occupare, nelle nostre attenzioni, il primato che loro compete.


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Il Movimento per la vita Valle Trompia in collaborazione con la libreria Paoline presenta il libro “MaternitĂ interrotteâ€?. Quando? GiovedĂŹ 26 gennaio alle ore 20.45 presso la Sala consiliare della ComunitĂ  montana a Gardone Val Trompia in via Matteotti 325. Introduce don Ezio Bosetti, interviene la dott.ssa Elisabetta Pittino. L’incontro è in preparazione alla 34ÂŞ Giornata della vita che ha come titolo “Aperti alla vitaâ€?. Ogni anno

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come ha scritto recentemente il quotidiano “Avvenireâ€? nel mondo una nazione composta da 44 milioni di individui viene cancellata, rimossa, semplicemente azzerata ancora prima che si possano enumerare i componenti. Questa rimozione a sei zeri accade oggi per effetto degli aborti (ufficiali e clandestini) praticati ogni anno e per ogni dove, sotto l’ombrello di leggi che lasciano fare o di altre piĂš restrittive, ma anche lĂ dove

la pratica è tollerata o persino proibita. Di anno in anno il totale si allarga progressivamente pari agli abitanti di Paesi come l’Ucraina. Sabato 4 febbraio, inoltre, sempre a Gardone alle ore 20.15 c’è una veglia di preghiera con fiaccolata alla presenza del vescovo Luciano. Il ritrovo è presso l’ingresso dell’ospedale di Gardone Val Trompia, da dove partirà la fiaccolata che si concluderà presso la Basilica della Madonna degli Angeli, sempre a Gardone.



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’oratorio, nella parrocchia di Ponte San Marco costituisce un punto di riferimento fondamentale per bambini, famiglie, adulti e anziani. Sotto la guida attenta del parroco, don Riccardo Bergamaschi, che dal 2002 presta servizio nella popolosa frazione calcinatese, sono numerosi gli spazi di crescita, divertimento e religiositĂ . Uno dei momenti che “catturaâ€? l’attenzione degli abitanti si chiama “Pomeriggi all’oratorioâ€?, “un’iniziativa – ci dice don Bergamaschi – che nasce dall’esigenza di sviluppare un progetto educativo fondato sui valori cristiani capace di far vivere ai bambini della nostra comunitĂ  momenti in cui l’impegno extrascolastico, il gioco e la socializzazione diventino una occasione di crescita e di sviluppo dei doni e delle potenzialitĂ  di ognuno di loroâ€?. L’idea consta di due momenti: una prima parte di esecuzione dei compiti e una seconda che vede attivitĂ  laboratoriali e di gioco libero. “Si è cercato, seppur in ambito comunitario – continua don Bergamaschi – di riprodurre i tempi e le modalitĂ  del vivere familiare, dove l’impegno è alternato al gioco libero, alla socializzazione e a tutte quelle attivitĂ  di tipo espressivo che consentono un’integrazione armonica delle capacitĂ  cognitive con quelle creative-emozionaliâ€?. E veniamo al Corso di formazione all’impegno politico e

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societĂ naturale. I moduli proposti sono quattro, di cui uno giĂ  concluso: il secondo si intitola “Differenze e convergenze tra politiche familiari e socialiâ€? e sarĂ  tenuto da Silvano Corli (il 9 febbraio alle 20,40); il terzo riguarderĂ  il quoziente familiare e sociale, a cura di Mario Sberna (il 6 e il 27 marzo alle 20.40), per chiudere con il quarto modulo dal titolo “Il coraggio della speranzaâ€? con padre Bartolomeo Sorge (il 28 aprile alle 20,30 e il 29 aprile sempre alle 11). Dulcis in fundo, non possiamo tralasciare lo sport, settore nel quale eccelle la formazione dell’Uso Ponte San Mar-

co che proprio a settembre ha festeggiato i 10 anni di vita. Per volontà degli sportivi della frazione quest’anno sono nate quattro squadre: i Desaparecidos, nella quale militano tutti gli ex atleti dell’Uso calcio, i Fondatori, composta dai giocatori che da 10 anni sono nel gruppo sportivo, gli Uso player che oggi vestono la casacca bianco-blu nella squadra Open e i Top Junior, che si compone dei giovani virgulti del calcio. Anche tramite lo sport, del resto, si fa comunità e si può crescere da buoni cristiani: la comunità di Ponte ne è un esempio cristallino.

   

 

6HWWLPDQDGLLQFRQWUL Dopo l’inaugurazione del Centro parrocchiale (nella foto il taglio del nastro con il Vescovo) del 29 ottobre, la comunità bedizzolese rende omaggio al suo oratorio con una settimana di incontri e preghiere per la festa di San Giovanni Bosco. L’oratorio è il punto di riferimento per l’evangelizzazione del paese: il progetto di ristrutturazione ha donato servizi come il salone per le conferenze, la biblioteca, l’archivio storico, senza dimenticare

le aule del catechismo e spazio per il tempo libero. La settimana comincia giovedĂŹ 26 gennaio, alle 20.30, con la testimonianza dei giovani della Shalom di Palazzolo presso il teatro dell’oratorio: l’invito è esteso ai genitori dei ragazzi delle Medie. VenerdĂŹ 27 gennaio “Sei personaggi in cerca dell’autoreâ€?, l’incontro di riessione e testimonianza organizzato dal gruppo giovani. Nel weekend, sabato 28 gennaio, alle 20.45, serata rock pres-

so il teatro dell’oratorio con il gruppo “The Reason After Floodâ€?. Domenica 29 gennaio alle 10 Messa. LunedĂŹ 30 gennaio, alle ore 20.30, la lectio divina sugli Atti degli Apostoli. Termina la settimana, la ďŹ accolata e veglia per la pace di martedĂŹ 31 gennaio. Il ritrovo è previsto per le 20.15 presso il cortile dell’oratorio: la ďŹ accolata è accompagnata da momenti di preghiera in musica grazie alla partecipazione del coro gospel “Amodonostroâ€?.

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ƒŽƒœœ‘ƒÂ?ƒ‘Ž‘ —ƒŽ°Ž‘•–ƒ–‘†‹•ƒŽ—–‡†‡ŽŽƒ…‹––Â?ÇŤ La crisi economica che stiamo attraversando ha aggravato le condizioni di disagio da parte di molti cittadini. Inoltre, la contrazione delle risorse destinate agli interventi sociali interpella le istituzioni, i servizi, e le organizzazioni si propongono di rispondere a queste istanze. Nelle ultime settimane stiamo assistendo a livello cittadino e provinciale al dibattito sui tagli al bilancio e sull’ipotesi di riduzione di alcuni interventi

sulla spesa sociale. Ăˆ possibile, pur nelle difďŹ coltĂ attuali, riuscire a mantenere gli standard qualitativi nel settore dei servizi sociali che hanno sempre caratterizzato la realtĂ  bresciana? Quali sono le possibili strade da intraprendere? Come valorizzare effettivamente le capacitĂ  e le competenze diffuse sul territorio? Sono alcune delle questioni che verranno affrontate nell’incontro, dal titolo “Il welfare a Brescia

in tempo di crisiâ€?, che si terrĂ a Palazzo San Paolo, in via Tosio 1, martedĂŹ 31 gennaio alle ore 18. Interverranno Margherita Rocco, portavoce del Forum del terzo settore di Brescia, Fabio Capra, presidente della Commissione bilancio del Comune di Brescia. IntrodurrĂ  il dibattito Roberto Rossini (nella foto), presidente delle Acli bresciane. L’appuntamento fa parte della serie degli “Incontri di Palazzo San Paoloâ€?. L’iniziativa nasce

da un gruppo di persone, provenienti da alcune associazioni di ispirazione cristiana, che condividono la preoccupazione per il presente e il futuro della nostra societĂ e si impegnano a promuovere occasioni di confronto e di analisi degli eventi sociali e culturali, nel segno di una attenzione propositiva ad aspetti e problemi della realtĂ  bresciana. Gli incontri proseguono anche nei prossimi mesi.

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a festa dei Santi Patroni di una cittĂ può ridursi a semplice evento commerciale se non c’è chi tiene saldamente le briglie dell’organizzazione. A Brescia non si corre questo rischio. Il parroco della basilica dei Patroni, don Armando Nolli, dopo aver guidato per un triennio fedeli e curiosi alla scoperta dello splendido monastero benedettino di cui la chiesa di San Faustino fa parte, ha dato avvio a un percorso di riflessione sulla base di quello che, seppur in maniera impropria, è definito motto di San Benedetto: “Ora et laboraâ€?. Ma siccome siamo a Brescia e qui, come ebbe modo di esprimersi don Armando, “alle volte si lavora anche troppo, a scapito di altri momenti importanti e che potrebbero rendere ricca una giornataâ€?, l’anima della festa patronale propose una significativa inversione iniziando il percorso con “Laboraâ€?, con la speranza non tanto nascosta che questo “grido d’allarmeâ€? fosse colto dalla cittadinanza e facesse frutto. L’anno successivo la festa fu sul tema “Oraâ€?. Ăˆ stata poi la volta di “Et legeâ€? e, l’anno scorso, di “Et noli contristariâ€?. Quest’anno si è

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zioni per la Festa dei Santi Patroni nel ricordo dell’omonima realtĂ che nei secoli scorsi operò presso la parrocchia cittadina dei Santi Protettori favorendo la crescita dello spirito comunitario dei residenti nel capoluogo e nei numerosi Paesi in cui sono presenti chiese dedicate ai due Santi. E anche per la Festa 2012 l’Associazione ha raccolto adesioni che, spalmate in oltre due mesi, annunciano un calendario di iniziative assai nutrito che spazia dalle iniziative teatrali e musicali agli approfondimenti culturali con un occhio particolare rivolto ai giovani. Per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, infatti, c’è il concorso “La concordia, una sfidaâ€?, per una ricostruzione di chi siamo e per considerare quanto sia importante il dialogo costruttivo. Tutte le info e il calendario eventi, sul sito www. confraternitasantifaustinoegiovita.it

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'DVDEDWRWDUJKH DOWHUQHGDOOHDOOH Da sabato 28 gennaio partono le targhe alterne nell’area critica. Quindi targhe alterne, dalle 9 alle 18, a Brescia, Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castegnato, Castel Mella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone Val Trompia, Gussago, Lumezzane, Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno Naviglio, Sarezzo e Villa Carcina. CosĂŹ come era stato deciso nel protocollo siglato a ottobre: “Qualora si verificasse per 18 giorni consecutivi il superamento della soglia di concentrazione media giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10 in almeno tre delle quattro centraline dell’Arpa (Broletto, Villaggio Sereno, Rezzato, Sarezzo), entrerĂ in vigore la misura di limitazione al traffico a targhe alterneâ€?. Il provvedimento esclude tutti gli Euro 4 ed Euro 5, nonchĂŠ i diesel con filtro antiparticolato, gli elettrici, quelli alimentati a metano o Gpl, gli ibridi (motore elettrico e termico), i veicoli con almeno tre persone a bordo (car pooling) e il car-sharing. Fino al 15 aprile dalle 7.30 alle 19.30, dal lunedĂŹ al venerdĂŹ, continuano a restare fermi gli Euro 0 a benzina e gli Euro 0, 1 e 2 diesel per norma regionale. I turni delle targhe alterne riguarderanno Euro 1, 2 e 3 a benzina, Euro 3 diesel. Per tutti gli altri non cambierĂ  nulla. E non va poi dimenticato che restano anche in vigore le consuete deroghe (medici, sacerdoti, giornalisti...). Il 6 dicembre 2011 i

Sindaci dell’hinterland e dell’aria critica avevano, invece, deciso di sospendere l’applicazione del blocco domenicale-festivo del traffico, nel caso di superamento di 12 giorni consecutivi della soglia di concentrazione. Questa decisione era stata presa per consentire i necessari approfondimenti relativi al tema delle competenze circa la chiusura delle strade provinciali.

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atto del lavoro svolto fino a ora e fissa nuovi obiettivi nell’ottica di rispondere all’incremento della domanda e adeguarsi alle nuove frontiere del servizioâ€?. “Il primo passo per il rilancio del sistema – ha precisato l’assessore provinciale alla Cultura, Silvia Razzi – sarĂ la creazione di un nuovo brand che renderĂ  la Rete riconoscibile su tutto il territorio in maniera unitaria. Saranno avviate operazioni di comarketing e sviluppo comune, oltre a singoli progetti pensati ad hocâ€?.

Nella Convenzione sono fissati gli elementi di partenza e gli obiettivi. “Questo accordo – ha proseguito l’assessore Razzi – conferma gli intenti e le azioni concrete che porranno le basi per lo sviluppo di uno dei servizi fondamentali per la comunitĂ , ossia la pubblica letturaâ€?. La Rete, creata nel 1985, comprende i sette sistemi intercomunali (Bassa Bresciana Centrale, Brescia Est, Nord Est, Ovest, Sud Ovest, Valle Camonica e Valle Trompia) per circa 200 biblioteche riunite

attorno a un unico catalogo e a un unico software per la gestione del prestito. “Nel caso bresciano – ha spiegato Danesi – i sistemi si sono costituiti autonomamente e hanno visto in seguito il coordinamento dell’ente provinciale; la nostra Rete è oggi considerata un esempio da seguireâ€?. I dati del 2011 confermano l’alta adesione al servizio: i prestiti di documenti, inclusi materiali audiovisivi e multimediali, ammontano a circa 1 milione e 700mila. (a.g.)



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l 2012 è un anno importante per Brescia in quanto è l’anno in cui verrĂ dato il via al primo treno del Metrobus, la metropolitana cittadina. In tale ottica è prevista una serie di iniziative che hanno lo scopo di avvicinare, con lo scorrere dei mesi che ci separano dal fatidico “viaâ€?, la cittĂ  a questo nuovo mezzo e tra queste vi è il Too Icon design contest. Too Icon è il concorso di idee, promosso da Brescia MobilitĂ  e Brescia Infrastrutture (la neonata controllata municipale costituita per separare la proprietĂ  dell’opera dalla societĂ  di gestione, ndr), per la progettazione degli orologi che verranno collocati all’interno delle stazioni della metropolitana. Il concorso si rivolge agli studenti delle universitĂ  e degli istituti di pari livello di Brescia che offrono percorsi di studio inerenti la progettazione, il design, l’architettura e le arti visive. Oltre alla Statale e alla Cattolica, i due atenei cittadini, vi parteciperanno l’Accademia di belle arti Santa Giulia, Machina Lonati e l’Accademia Laba. â€œĂˆ la prima iniziativa del 2012 sul Metrobus – ha detto l’assessore comunale alle Opere pubbliche Mario Labolani – e fa parte di una campagna di comunicazione, variamente articolata nei tempi e nei contenuti, il cui scopo è far ‘amare’ la metropolitana ai bresciani, soprattutto ai giovani che, co   

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prio mezzo nelle aree di interscambio per usufruire dei mezzi pubbliciâ€?. “Fino a ora la cittĂ sta vivendo i disagi determinati dai cantieri – ha detto il direttore generale di Brescia MobilitĂ  Marco Medeghini – ma si sta avvicinando, con maggiore rapiditĂ  di quanto si possa pensare, il momento dei vantaggi e il piano di comunicazione si rivolge a scuole, cittadini ed associazioni di ogni tipologia e collocazioneâ€?. L’orologio che dovrĂ  essere progettato – il contest inizia in febbraio per terminare in giugno – sarĂ  analogico, ovvero con le lancette, di qualsiasi materiale, con un costo non superiore ai 400 euro per esemplare e dovrĂ  richiamare con le cifre 2 e 8, assieme a una ‘L’ comunque stilizzata, quale, per esempio, la lancetta dei secondi, il nome Too Late, l’azienda bresciana fashion oriented che ne curerĂ  la produzione e che in pochi anni ha raggiunto l’eccellenza del design made in Italy, derivante dalla lettura in slang di “2L8â€?. Il primo atto comunicativo, disponibile sui siti web di tutti i soggetti coinvolti, è un filmato particolarmente creativo e accattivante, che rimanda al Metrobus e che aiuta ad avvicinare il 31 dicembre 2012, data in cui, è stato detto, sarĂ  bene programmare di trascorrere il Capodanno in cittĂ , per la qualitĂ  degli eventi che verranno attuati in occasione del ‘via’ del primo treno.


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sociali perfetta. Io avevo adeguato quella macchina alle diverse e nuove esigenze che nascevano giorno dopo giorno. Nel 2003 era nato ad esempio, dopo l’emergenza caldo, il progetto di Buon vicinato, ma Maione l’ha fatto morire: ha l’idea ďŹ ssa della sussidiarietĂ e del privato sociale. Prima ha cambiato il nome, poi l’ha fatta morire. Devo anche dire che alcune difďŹ coltĂ  sono dovute alla crisi, ma in mezzo alle difďŹ coltĂ  non hanno brillato per coprire le fasce che erano in forte

difďŹ coltĂ â€?. C’è una seconda opera che verrĂ  fatta: la Casa di riposo alle case vecchie di San Polo che â€œĂ¨ stata tenuta in cantiere per quattro anni; 120 nuovi posti letto, 40 di questi erano nati per far fronte alle esigenze di Alzheimer e Parkinsonâ€?. Nel bilancio si parla di tagli ai servizi sociali? “Leggo che tagliano per 4,5 milioni di euro i servizi sociali, ma bastava prendere i quattro milioni e mezzo di euro avanzati a Brixia Sviluppo e portarli in parte corrente dentro il bilancio del Comune.

Adesso devono dire – conclude Capra – se a loro sta a cuore che la cittĂ continui ad avere quel welfare che ha sempre avutoâ€?. Fabio Capra si aspetta dei colpi a sorpresa da parte della maggioranza: “Questo è un bilancio che è un azzardo e i tagli sono un bluff. Credo che loro abbiano in riserva di riempire il portafoglio, vendendo a ďŹ ne anno il 5% di A2A, per lasciarsi andare a distribuzioni a pioggia in vista delle elezioni. CosĂŹ si rischia il collasso di bilancioâ€?.

  

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aroli e la sua maggioranza hanno fallito la prova di governoâ€?. Emilio Del Bono, capogruppo del Pd in Loggia, non ha dubbi e a poco piĂš di un anno dalle lezioni puntualizza la situazione di Brescia, “una cittĂ mal governataâ€?. Nel mirino del Partito democratico ci sono il Pgt, che non tiene conto del rispetto dell’ambiente e ingessa Brescia di centri commerciali, ma anche le mancate realizzazioni. E su A2A del Bono ricorda che a Milano la maggioranza è cambiata e in sostanza anche Brescia deve tener conto di questa situazione, cercando soluzioni condivise. Consigliere Del Bono, per la giunta Paroli è pronta la quarta bocciatura in quattro anni? Ăˆ una bocciatura non di pregiudizio, ma sui fatti. La cittĂ  è stata mal governata, è aumentata la tassazione. Brescia era la cittĂ  meno tassata di Italia, non si pagava l’addizionale dell’Irpef e non si pagava l’Ici sulla prima casa; la giunta ha introdotto l’addizionale sull’Irpef (oggi allo 0,55). Ha venduto una parte importante del patrimonio, ne venderĂ  altrettanto. Una giunta, senza prospettive, che ha sperperato risorse e che non permette a Brescia di guardare nella direzione di una grande cittĂ  europea. Come vede Brescia oggi? Al termine del mandato, sarĂ  una tra

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penso alla vendita delle quote di Serenissima e al bilancio lacrime e sangue di quest’anno con 55 milioni di euro di alienazioni che andranno a colpire altri gioielli di famiglia (CentroPadane, si parla della Centrale del latte e, cosa piÚ grave, delle quote di A2A). Questa città nel 2013 sarà decisamente piÚ povera rispetto al 2008. Qualcuno sostiene che i bilanci di un Comune vengono in secondo piano rispetto alle opere‌ Questo mandato si concluderà con una sola opera (la metropolitana leggera), non voluta dal centrodestra. Questo vuol dire che non hanno utiliz-

zato i soldi? Li hanno utilizzati male. E hanno introdotto elementi di rottura (larghezza nella spesa corrente e una distribuzione a pioggia di risorse senza progettualità ) con la tradizione di buon governo. Sono stati anche consumati avanzi di gestione importanti. Facciamo un passo indietro e guardiamo alle promesse elettorali, cosa resta? Una giunta chiacchierona e spendacciona. Avevano annunciato la posa della prima pietra dello stadio, ma ovviamente non c’è nessuna prima pietra; in realtà Paroli ha sbagliato le priorità e le opere da realizzare. Avevamo suggerito di realizzare cose piÚ fattibili come il Palazzetto dello sport all’Eib e la ristrutturazione del Rigamonti. Hanno preferito percorrere l’ipotesi della cittadella dello sport, andando a compromettere un territorio che non ha nÊ un equilibrio ambientale nÊ un equilibrio economico: quindi è saltato tutto. Un altro tema caldo di questi anni è la mobilità del centro‌ Qui la confusione è stata totale. Libera auto in libera città, avanti tutta alle auto in centro, poi si sono pentiti e hanno reintrodotto le zone a traffico limitato di Corsini chiamandole pedonalizzazioni: hanno previsto solo nuove ztl (piazza Duomo, Loggia e Vittoria). Poco piÚ o poco meno di quello che c’era con Corsini.

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…‡Â?ƒ”‹ˆ—–—”‹ ‡”…ƒ•‹ƒŽŽ‡ƒÂ?œ‡ Un volume che, attraverso l’analisi di tradizioni e culture differenti, vuole capire come la politica odierna possa rispondere alle sempre nuove esigenze che le pongono economia e societĂ ..

pp. 352 â‚Ź 19,00

E D I T

  

 





 

 



R I C E

LA SCUOLA

  

Per il futuro, e in vista delle elezioni, quali possono essere i nuovi scenari? A questa domanda Del Bono risponde che il Partito democratico sta giĂ costruendo un’alternativa. “Abbiamo detto cose o fatto proposte simili se non identiche a chi sta all’opposizione in Loggia (Castelletti, Italia dei valori, Sel), a chi è fuori dal Consiglio come Onofri ma anche all’Udc (governa con Paroli, nda). L’Udc con il segretario Quadrini è contro il parcheggio della galleria, è contro la sede unica del Comune... Ci sono le condizioni per cambiare registro e cambiare governo della cittĂ  dopo anni di sbandamento inconcludenteâ€?. Non è, comunque, cosĂŹ peregrina l’ipotesi che il 2013 possa cambiare il quadro politico, anche perchĂŠ in concomitanza dovrebbero esserci anche le politiche. E se il centrodestra (Pdl e Lega) si divide, non è impensabile pensare al Pd (primo partito cittadino) che si presenta da solo.


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‘Â?–‘‰Ž‹‘ ÇŻÂ‘Â”ÂƒÂ–Â‘Â”Â‹Â‘•‹˜‡•–‡ƒˆ‡•–ƒ L’oratorio San Giovanni Bosco di Pontoglio si veste a festa sabato 28 e domenica 29 gennaio, in onore del suo santo patrono. I festeggiamenti apriranno in grande stile nella serata di sabato 28 gennaio quando, alle 20.30 circa, saliranno sul palco del teatro del centro giovanile “Le giovani sentinelle del Laudato Si’â€? del Gruppo RaphaĂŤl per presentare il grande spettacolo live di sensibilizzazione e beneficenza “Missione possibileâ€?

(ne parliamo a pagina 12) dove, in un trascinante e coinvolgente mix di esibizioni, recite, musiche, canzoni, sketch, ma anche poesie e testimonianze, l’attenzione degli spettatori sarĂ catturata suscitando profondi attimi di riflessioni, ma anche una serie di domande e possibili risposte. Sempre sabato nel Palabosco dalle 20.30 anche ballo liscio insieme a “I Mixerâ€?. Domenica 29, la giornata si aprirĂ  invece con la celebrazione della

Santa Messa delle 9.30 tra le mura della chiesa dell’oratorio di via Roma, mentre, nell’intero pomeriggio (a partire dalle 14), verrĂ dedicato ampio spazio a giochi, animazione e divertimento, con un appuntamento speciale nel Palabosco, promosso dai genitori e dedicato a tutti i bambini, e un avvincente partitone di calcio nel quale potranno schierarsi i ragazzi delle medie, mentre alle 16.15 nel cinteatro verrĂ  proiettato il film “Lo Schiaccianociâ€?. (a.s.)

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gennaio, alle 18.30, nella chiesa parrocchiale, il vescovo Luciano Monari presiede la S. Messa. Al termine il Vescovo visita gli ambienti dell’oratorio che ospiteranno anche un buffet. MartedĂŹ 31 gennaio, inďŹ ne, alle 20 nella Cappella dell’oratorio, c’è la S. Messa della memoria di S. Giovanni Bosco. Il suo messaggio educativo si condensa attorno a tre parole: ragione, religione, amorevolezza. Alla base di tutto un profondo amore per i giovani.

Alle 21 di venerdĂŹ 27 gennaio la compagnia teatrale “Caramellaâ€? mette in scena lo spettacolo “La notteâ€?, scritto da Elie Wiesel per raccontare la sua tremenda esperienza ad Auschwitz. Elie Wiesel nato nel 1928 a Sighet, in Transilvania, è stato deportato ad Auschwitz e Buchenvwald. Nel 1986 ha ricevuto il premio Nobel per la pace. Attualmente vive negli Stati Uniti. “La notteâ€?, pubblicato nel 1958 a Parigi, è un romanzo autobiograďŹ co in cui

l’autore racconta la sua esperienza nei lager con profonde riessioni sull’esistenza di Dio. L’evento, organizzato dall’assessorato alla Cultura, si tiene al teatro comunale di via Leonardo da Vinci e si inserisce nella rassegna “Aspettando venerdĂŹâ€?. In scena Monica Gilardetti, Leonella Musitano e Mauro Bonomelli; la regia è di Fabio Tedoldi. Il costo del biglietto è di 5 euro. Per ulteriori informazioni, www.teatrocaramella.it.

 

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on una “Mission impossibleâ€?, bensĂŹ una “Missione possibileâ€?. Eh sĂŹ, ormai è conto alla rovescia a Pontoglio, in vista della serata ideata e organizzata, con impegno e dedizione, dall’Associazione di volontariato “Amici di RaphaĂŤlâ€? del Gruppo di Pontoglio. L’iniziativa – intitolata appunto “Missione possibileâ€? – è in programma infatti per questo sabato 28 gennaio e si svolgerĂ in concomitanza con l’avvio dei festeggiamenti promossi nell’oratorio San Giovanni Bosco, nel week end, in occasione del suo santo patrono. L’appuntamento è fissato alle 20.30 circa, nella sala del cinema-teatro del centro giovanile di via Roma, quando sul grande palco si accenderanno i riflettori e andrĂ  in scena l’atteso spettacolo curato dai volontari, che si presenterĂ  sotto forma di un cocktail composto da vari ingredienti, quali: recita, musica, canzoni, interviste, video, sketch, magie, poesia... il tutto mixato insieme a una buona dose di ironia e di generositĂ , per suscitare negli spettatori riflessioni e pensieri che aprano soprattutto alla positivitĂ  e alla speranza. “Le idee di don Pierino Ferrari, fondatore della nostra cooperativa RaphaĂŤl – hanno espresso i soci e organizzatori – non si fermano, ma proseguono il cammino lungo quel percorso che lui ha tracciato: lo stesso che, da una sua intuizio-

   

‹…‘”†ƒÂ?†‘†‘Â?‹‡”‹Â?‘ Â‡Â”Â”ÂƒÂ”Â‹ÇĄŽ‘•’‡––ƒ…‘Ž‘‹Â? ’”‘‰”ƒÂ?Â?ƒ°ƒ†ƒ––‘ ƒ–—––‹‡Šƒ…‘Â?‡ ‹Â?‰”‡†‹‡Â?–‹ŽƒÂ?Â—Â•Â‹Â…ÂƒÇĄ Ž‡‹Â?–‡”˜‹•–‡‡‹˜‹†‡‘ ne, ha fatto nascere il nuovo gruppo delle “Giovani Sentinelleâ€? composto da persone di diversa etĂ che mettono a disposizione, con un linguaggio fresco e giovanile, le caratteristiche di ognuno al fine di rendersi partecipi del messaggio evangelico di GesĂš che suggerisce di curare i malatiâ€?. A con-

cretizzare il benefico live show, saranno infatti proprio le giovani sentinelle del Laudato Si’ del Gruppo RaphaÍl, nell’intento di sensibilizzare e coinvolgere piÚ persone possibili nell’interessarsi alla realtà e alle attività di questo attivo gruppo di volontari che, mossi dai grandi ideali di amicizia, carità e fede, e sotto la direzione del neo presidente della cooperativa don Dario Pedretti (nuova guida subentrata al compianto don Pierino Ferrari) si muovono sul territorio dell’intera provincia per divulgare messaggi sui grandi ideali e valori, mediante la promozione di uno spettacolo dal taglio giovanile, ma adatto a tutti. La partecipazione è libera.

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‘Â?–‹…Š‹ƒ”‹ —ƒ––”‘ˆ‹ŽÂ?’‡””ƒ……‘Â?–ƒ”‡‹Žƒ”Â?‡˜ƒŽ‡ Il Carnevale arriva in anticipo al Museo Bergomi (nella foto) e dove Comune e Montichiari Musei hanno programmato la proiezione di quattro ďŹ lm dedicati a questo momento caratteristico della tradizione italiana. Si parte venerdĂŹ 27 gennaio con “La danza degli oriâ€? di Renato Morelli che documenta il rito del Carnevale a Bagolino e Ponte Caffaro con i mĂ scher da una parte e dei balarĂŹ e sonadĂšr dall’altra, documentata in ogni suo passaggio. VenerdĂŹ 3 febbraio tocca

a “Tre carnevali e mezzoâ€? del regista Michele Trentini, dedicato a diversi carnevali in terra trentina, dalla Val di Fiemme alla Val di Cembra, dalla Val dei Mòcheni ad Arco. Il terzo appuntamento avrĂ luogo venerdĂŹ 10 febbraio e prevede la proiezione del ďŹ lm “Il giorno della bagutaâ€? di Nicola Falcinella, che racconta i divertimenti carnascialeschi in Valchiavenna e precisamente a Menarola, uno dei Comuni piĂš piccoli d’Italia. A chiudere la rassegna, venerdĂŹ

17 febbraio, toccherĂ a “Carnival King of Europeâ€? di Giovanni Kezich e Michele Trentini che raccoglie diversi ďŹ lmati di rituali del Carnevale girati di recente in diverse localitĂ  europee, dall’Italia alla Francia, dalla Croazia alla Macedonia. Tutti gli appuntamenti avranno inizio alle ore 21 con ingresso libero; seguirĂ  degustazione di specialitĂ  dolciarie tipiche del periodo. Per ulteriori informazioni si può chiamare la segreteria di Montichiari Musei al

numero 030/9650455 (aperta dal martedĂŹ al sabato dalle 9 alle 13) o consultare il sito internet www.montichiarimusei.it. Giusto ricordare che la collezione del Museo Giacomo Bergomi è formata da circa 6000 reperti tradizionali provenienti dalle Valli alpine e dalla pianura bresciana. Il Museo, ubicato presso il Centro ďŹ era di Montichiari, intende valorizzare la collezione etnograďŹ ca creata dal pittore Giacomo Bergomi. (f.m.)



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a “Collaboriamoâ€? ha festeggiato nel 2011 il 30° anno della sua fondazione e della sua operativitĂ a favore dei diversamente abili. Le iniziative e le attivitĂ  svolte nel corso degli anni sono state numerose e si possono concretizzare prima nella gestione del Laboratorio protetto poi nel Cse (Centro socioeducativo) e infine nel Cdd (Centro diurno disabili) che segue 30 utenti, e nell’adeguamento dei locali alle sempre piĂš impegnative norme strutturali emanate dalla Regione (palestra, bagni attrezzati per diversamente abili, ascensore, mensa, ecc). Si è poi provveduto alla realizzazione del progetto “Viaggiare senza Barriereâ€? con l’acquisto di un pullman del costo di 224mila euro che consente di trasportare fino a sei persone su carrozzina oltre ad altri 27 posti normali, infatti il pullman dispone di 51 posti complessivi ed è dotato di un bagno. Tale pullman è stato ceduto in gestione con un comodato d’uso a titolo oneroso alla ditta di trasporti Francesco Losio che versa un contributo di circa 30mila euro in funzione dei chilometri percorsi in un anno. Sembra solo ieri, ma sono giĂ  trascorsi due anni da quando si è completata la realizzazione della ComunitĂ  alloggio (Css) Monica Crescini per otto posti letto per diversamente abili e si è ottenuto l’accreditamento della Regione Lombardia. Dopo circa

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la fondazione il consiglio di amministrazione con il solito entusiasmo del fare, dopo le opportune valutazioni anche per ottimizzare i costi, ha deciso di provvedere all’ampliamento della ComunitĂ per portare a 10 posti letto tutti la piano terra da accreditare con la Regione, e di realizzare al piano superiore altri quattro posti letto (non accreditati) da utilizzare come sollievo per i diversamente abili che frequentaha deciso di utilizzare lo spazio (restante) al primo piano per avviare una nuova attivitĂ  quella “dell’Abitare sociale temporaneoâ€?. In accordo con l’Azienda dei servizi sociali del Distretto n ° 9 e del comune di Leno la “Collaboriamoâ€? realizzerĂ  tre piccoli appartamenti da utilizzare per i bisogni urgenti di carattere “temporaneoâ€? (da sei mesi a un anno massimo) di famiglie fragili in attesa di sistemazione abitativa definitiva. Per l’iniziativa “dell’Abitare sociale temporaneoâ€? la Fondazione Cariplo ha assegnato nel mese di dicembre un contributo di 165mila euro a fondo perduto per finanziare il 60% del costo di costruzione dei tre appartamenti e il 60% del costo di gestione del primo anno dei tre appartamenti. I costi che la “Collaboriamoâ€? dovrĂ  affrontare per l’ampliamento della ComunitĂ  alloggio Monica Crescini da otto a 14 posti letto e per la realizzazione dei tre appartamenti assommano a 590mila euro.

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abbraccia le tecniche di giocoleria, clownerie, acrobatica ed equilibrio con un approccio di tipo ludico e pedagogico. Per noi il circo è qualcosa di impegnativo e gioioso al medesimo tempo, frutto di costanza e concentrazione, qualcosa che consente a chi lo fa di ridere anche degli errori e di crescere nel piacere del gioco�. Un progetto che da anni viene proposto all’interno delle scuole e attualmente messo in pratica presso la scuola primaria

steineriana di Rodengo Saiano. Ora anche in Valtrompia c’è questa possibilitĂ per i ragazzi, grazie a “La valle dei sogniâ€?, scuola riconosciuta a livello europeo fra le scuole di piccolo circo. “Inoltre – aggiungono i due responsabili del progetto – al termine dell’anno verrĂ  realizzato uno spettacolo montato interamente dai ragazzi che hanno preso parte al corso. SarĂ  un modo di aprire le porte del nostro piccolo circo agli spettatori che vorranno condividere con noi

le emozioni di questo viaggioâ€?. L’appuntamento è ďŹ ssato per ogni lunedĂŹ e venerdĂŹ per gli adolescenti dai 12 ai 17 anni (ore 14.30/15.45) e per i bambini dai cinque ai sette anni (ore 16.30/17.45) nei locali di piazzale Europa 3 a Sarezzo. Un’associazione nata da poco, che propone però anche iniziative per gli adulti. Per info sulle attivitĂ in corso è possibile scrivere l’e-mail a lavalledeisogni@gmail.com oppure telefonare a Maya (347.1012344) o Matteo (393.9703004). (a.a.)

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Lumezzane puntuale la locale Sezione del Cai ha editato “Il Ladinoâ€?, il suo notiziario annuale che da 10 anni informa soci e amici. Tutto a colori, in carta patinata, ricco dei contributi fotografici articoli dei soci che raccontano vicende ed emozioni dell’anno, offre le informazioni a disegnare un quadro del sodalizio che conta 358 soci con 100 donne ed etĂ media 45 anni, in crescita costante. Il notiziario fa il bilancio di un anno importante: quello del 15° di fondazione, concluso prima di Natale con un regalo all’Odeon. Il Cai con gli amici del Gruppo delle Penne nere Ana di S. Sebastiano ha proposto una bella serata dedicata alla montagna con l’alpinista Marco Preti. Un evento che ha avuto un significato particolare per i due sodalizi: ricordare col 15° di attivitĂ  del Cai il 70° anniversario della scomparsa del lumezzanese alpino tenente Serafino Gnutti del battaglione Val Chiese, caduto in Grecia. Un anno il 2011 particolarmente intenso. Molte le serate: da quelle dei soci istruttori in sede sulle manovre di sicurezza in cordata, a quelle in collaborazione con la Biblioteca Civica per il corso “La Montagnaâ€? e con gli amici Alpini, sodalizio che dura da anni. Il programma escursionistico è intenso: oltre alle gite che ormai settimanalmente organizzano in modo informale gruppi di soci amici, sette



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to “15 anni - 15 giteâ€? con 15 cime valtrumpline salite in contemporanea da vari gruppi di soci. Venendo all’alpinismo vero e proprio, si è dipanato tra belle vie classiche con realizzazione di filmati. E ancora: sviluppo e gestione della palestra di arrampicata indoor presso la sede; mantenimento della palestra all’aperto “Le Scaleâ€?. E occhio attento alle realtĂ giovanili: dimostrazioni di arrampicata per i ragazzi degli oratori; uscite sui monti vicini con la Scuola elementare di Fontana e Grest di S. Sebastiano; gite con i disabili in collaborazione con la Cooperativa Cvl. Insieme tutte le attivitĂ  istituzionali nella sede (aperta tutti mercoledĂŹ dalle 20.30 alle 22.30) e fuori: assemblea soci e tesseramento, rapporti con il Cai Gardone, Soccorso Alpino, convegni delle Sezioni lombarde. Ne esce l’immagine di una realtĂ  profondamente inserita nel paese. Inizio di tutto, indimenticato, il Gruppo escursionisti Lumezzane nato nel 1977, con sede in via Mazzini. Nel 1995 diventava Sottosezione del Cai Gardone; nel 1997 inaugurava la nuova sede in via Cavour 4 e dal 2005 è Sezione autonoma. Il consiglio in carica vede presidente (da nove anni) Giuseppe Aquino con vice Armando Bottani; tesoriere Livio Moretti; segretari Norma Ghidini, Pierino Piccaroletti; 10 i consiglieri. Sono ben 14 i gruppi coi compiti piĂš diversi. Per informazioni, www.cailumezzane.it.

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circa l’opportunitĂ di procedere a una riuniďŹ cazione politicoamministrativa dei Comuni di Ponte di Legno e TemĂš. Poco prima di Natale i consigli comunali hanno formalizzato la richiesta alla Regione, cui spetta l’onere della decisione, di procedere alla fusione. Giocando d’anticipo, è stata avanzata la richiesta di un referendum. Gli amministratori non hanno dubbi: “L’unione amministrativa farĂ  arrivare la politica dove la popolazione è giĂ 

arrivata: scuola sci, albergatori e artigiani sono giĂ unitiâ€? osserva il sindaco di Ponte di Legno Mario Bezzi, che ribadisce: “Credo che la realtĂ  sociale ed economica dei due Comuni sia giĂ  quella di un ente unico. Lo vediamo dal punto di vista geomorfologico, da quello associativo e dal vissuto quotidiano della gente. Si tratterĂ  di prendere atto con il referendum di una realtĂ  che funziona giĂ â€?. Il collega di TemĂš, Roberto Menici, spiega che “la fusione sarĂ  utile per proseguire in

maniera ancora piĂš decisa in quegli investimenti che ci hanno permesso di emergere come localitĂ turistica di livello internazionaleâ€?. L’idea ha la benedizione anche di Corrado Tomasi (nella foto), ex sindaco di TemĂš ora presidente di ComunitĂ  montana e Bim, e da considerare uno dei padri del progetto che ricostituisce l’antica “MagniďŹ ca comunitĂ  di Dalegnoâ€?. L’operazione si dovrebbe concludere entro pochi mesi, prima delle amministrative 2013. (Giuliano Chiapparini)

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a parrocchia di Breno, col suo strumento culturale “UniversitĂ 2000â€?, per l’anno accademico in corso ha scelto la riflessione “Chiesa e societĂ â€?: i percorsi del pensiero sociale cattolico dal 1891. Con l’arciprete mons. Franco Corbelli cerchiamo di mettere a fuoco motivi e traguardi dell’iniziativa. L’UniversitĂ , ai tempi del parrocchiato di mons. Tino Clementi, nasce in vista del Giubileo, a seguito delle prospettive uscite dal convegno ecclesiale di Palermo, da cui è nato il progetto culturale della Chiesa italiana. Uno sforzo per aiutare gli uditori a cogliere il nesso tra fede e vita cristiana nella cultura del passato e del presente. Sotto la sollecitazione sta la cultura del passato, che è anche frutto della nostra “ars credendiâ€?. Leone XIII, con la Rerum novarum, intese non solo porre le basi della dottrina sociale della Chiesa, ma offrire un supporto comune per l’azione dei movimenti sociali cattolici. Pio X inserĂŹ la sua opera nel solco del predecessore, accentuandone gli elementi conservatori, anche per affrontare la grave crisi del pensiero cattolico di fronte a positivismo, ide-

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sviluppo, progresso: problemi che ai nostri giorni sollecitano dotti e persone semplici. Per quanto concerne l’organizzazione e il reperimento dei relatori l’UniversitĂ si è particolarmente appoggiata al diocesano Ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro, il cui direttore, don Mario Benedini è tra gli oratori con l’interessante tema “Presentazione globale delle encicliche e dei documenti socialiâ€?. Quindi due cattedratici: Filippo Pizzolato, ordinario di Diritto pubblico all’UniversitĂ  di Milano Bicocca; Silvano Corli, docente all’UniversitĂ  cattolica di Brescia. Un simpatico ritorno è certamente quello di don Gabriele Scalmana, responsabile del settore Pastorale del creato, nell’Ufficio sociale diocesano; Mauro Salvatore, giĂ  presidente dell’Editoriale bresciana ed economo diocesano; Federica Paletti, esperta in tematiche del lavoro.

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'LYHQWDUHPHGLDWRUL DUWLVWLFRFXOWXUDOL Il “Faiâ€?, gli “Amici del Faiâ€?, “Arteâ€? (un ponte tra culture), in collaborazione con: “Distretto culturale di Valcamonicaâ€?, “Casa Gionaâ€? (della parrocchia di Breno) e il Comune di Breno annunciano il bando di iscrizione al corso di formazione per mediatori artistico-culturali. I corsi, organizzati nelle varie localitĂ , intendono preparare persone che possano guidare i propri conterranei alla scoperta di storia, cultura e monumenti vari delle localitĂ  in cui vivono, parlando anche nella loro lingua. C’è un comune patrimonio artistico e ambientale da difendere, condividere, trasmettere, ma prima di tutto conoscere, perchĂŠ non si può amare ciò che non si conosce. Le lezioni in lingua italiana riguardano i principali periodi storici della localitĂ  in cui si svolgono e le relative testimonianze artisticoarchitettoniche. Gli insegnanti (storici ed esperti d’arte) guideranno gli studenti nelle lezioni teoriche (che si svolgeranno in classe) e nelle visite guidate all’esterno. VerrĂ  dato ampio spazio al confronto tra i partecipanti, in modo da favorire uno scambio reciproco di informazioni ed esperienze. Al termine delle lezioni (giugno 2012) gli iscritti che supereranno il “testâ€? finale riceveranno un attestato, saranno chiamati a divenire dei “promotori di culturaâ€? e potranno accompagnare i propri connazionali a visite guidate in lingua. Pur non potendosi configurare come un rapporto di lavoro continuativo, ma solo occasionale, i mediatori riceveranno un compenso. Il corso è rivolto preva-

lentemente ai cittadini di origine straniera: I requisiti per essere ammessi: permesso di soggiorno, maggiore etĂ , buona conoscenza della lingua italiana (parlata e scritta), interesse per gli argomenti trattati (storia, arte, cultura). Per iscriversi, www.amicidelfai.it, oppure su www.vallecamonicacultura.it e consegnarlo entro il 6 febbraio 2012 a Centro “Casa Gionaâ€?, via Brodolini, Breno. (e.g.)

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a Castrezzato) acquistò a uso ufďŹ cio 700 mq dell’interrato del condominio Edera “pur usandolo a scopo religioso e arrecando disturbo al vicinato, a causa delle pratiche religiose dei professanti musulmani e del massiccio via vai di persone a qualsiasi ora. Da qui partĂŹ la denuncia e una serie di controlli da parte degli organi competenti culminanti, il 18 settembre 2009, con l’emissione da parte del Comune di un’ordinanza che vietava l’uso dei locali a moschea e che portò

l’Associazione a presentare cinque ricorsi al Tar di Brescia che, con sentenza n° 1320 del 22 settembre 2011, li respinse, insieme alle ingenti domande di risarcimento del danno nei confronti del Comune, ammettendo l’uso dei locali a ufďŹ cio per lo svolgimento delle attivitĂ del gruppo. Sempre in tema di luoghi di culto si ricollega anche un fatto piĂš recente: l’Amministrazione comunale, in sede di variante al Pgt (adottata il 4 agosto 2011), ha indicato le potenziali aree

future destinate a luogo di culto, dimensionate sulla base degli abitanti. “L’esame delle aree adatte – hanno speciďŹ cato dal Comune – ha portato a individuare quella a ovest di via Peschiera e a sud della Provinciale, perchĂŠ ritenuta la piĂš adeguata per dimensione e collocazione: l’area prevede la costruzione di due nuovi luoghi di culto con capienza massima di 150 persone ciascuno, cioè per le necessitĂ di Cologne e non per esigenze sovracomunaliâ€?. (a.s.)

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aggio 2002 - maggio 2012: fra pochi mesi Andrea Cottinelli, 39anni, chiuderĂ la propria esperienza di primo cittadino di Rovato. Amministratore di un’azienda metalmeccanica, sposato con Elena Danesi e da poco padre di una figlia, Anna, Cottinelli attende con serenitĂ  la fine della legislatura: “Auguro a tutti i cittadini un’esperienza amministrativa – dice l’attuale primo cittadino –. 10 anni sono però un lasso di tempo piĂš che sufficiente: un giorno di piĂš sarebbe un giorno di troppoâ€?. In attesa di dedicarsi agli impegni del lavoro, e a quelli della famiglia recentemente allargatasi, Andrea Cottinelli stila cosĂŹ il bilancio di questo decennio: “Si tratta sicuramente di un’esperienza positiva. Abbiamo sempre cercato, credo proprio con successo, di governare la cosa pubblica seguendo alcune stelle polari irrinunciabili. Innanzitutto un lavoro quotidiano basato sull’onestĂ  e trasparenza: per noi guidare un’amministrazione complessa e articolata come quella rovatese ha significato tracciare un solco netto fra gli interessi personali e quelli della comunitĂ . Al cuore del nostro operare, scelta per scelta, c’è sempre stata la massima attenzione da prestare ai cittadiniâ€?. Fra i dati positivi, il sindaco della

 

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nostri servizi al cittadino sono inoltre professionali e qualificati. Famiglie, anziani, bambini hanno diritto a interventi strutturati e professionali. Sono diritti, non certo privilegi, e come tali li abbiamo sempre trattatiâ€?. Luce verde, per il primo cittadino, anche sul fronte delle opere pubbliche in una cittadina - quella rovatese – che dal 2001 a oggi è passata da 13 a 18mila residenti: “abbiamo – aggiunge Cottinelli – investito qualcosa come 80 milioni di euro in opere pubbliche, mettendo mano a problemi endemici della nostra comunitĂ : penso, ad esempio, al depuratore comunale, e alle fognature. E ancora: la biblioteca di corso Bonomelli, che è stato completamente ristrutturato al pari di piazza Cavour, e la scuola Ricchino. Non sono poi mancati interventi minori, ma capillari, tutti tesi a rendere migliore la fruibilitĂ  del paese e la qualitĂ  della vita dei nostri cittadini: parchi, arredo urbano, piste ciclabili, differenziata globale porta a porta. L’ottica è la stessa del recente Pgt: consumo del territorio pari a zero, piĂš qualitĂ  e meno quantitĂ , attraverso il recupero dell’esistente piĂš che la realizzazione ex novoâ€?. “Ora – chiude Cottinelli – mi farò da parte come amministratore, anche se continuerò a seguire Rovato civica e a sostenere il nuovo candidato, Andrea Mazzaâ€?.

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†‘Ž‘ ‹…‘”†‹˜ƒŽ•ƒ„„‹Â?‹†‡ŽŽƒ”‹–‹”ƒ–ƒ†‡‹–‡†‡•…Š‹ “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ‘Giorno della memoria’, al ďŹ ne di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subĂŹto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchĂŠ coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre

vite e protetto i perseguitatiâ€?. CosĂŹ il Parlamento italiano ha istituito il Giorno della memoria il 20 luglio 2000. Il ricordo: la chiave per non permettere il ripetersi di quelle atrocitĂ e dare consapevolezza. I nostri anziani, i nostri nonni, conservano ancora tanti di questi dolorosi ricordi. Tasselli di una vita che afďŹ orano chiacchierando e parlando con loro, come è successo a noi parlando con una signora di Odolo, che ci ha narrato con estrema luciditĂ  alcuni di questi

dolorosi momenti, dalla solidarietĂ con i ragazzi nascosti tra i monti e i rischi che si correvano portando loro da mangiare e proteggendoli, piccoli grandi gesti che fecero spesso la differenza. “Quando c’è stata la ritirata dei tedeschi, una parte di loro è passata dai Tormini (frazione di Roè Volciano), l’altra dal Colle di Sant’Eusebio. Alcuni ragazzi del paese, partigiani, avevano qualche arma, e il medico che prestava servizio qui a Odolo, il dottor Grazioli si

mise coraggiosamente davanti alla colonna, afďŹ ancato da due suore, una per parte, urlando ‘Non sparate, non sparate! Altrimenti bruceranno il paese’. Un monito che era necessario per non provocare i soldati e scatenare reazioni violente. Infatti ci furono comunque degli incidenti, come quello accaduto nelle vicinanze del ponte a Barghe: tre ragazzi spararono verso i camion tedeschi e i soldati risposero al fuoco, uccidendo uno dei tre giovaniâ€?. (n.t.)

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e Province lavorano, non a parole, ma con i fatti�. Lo ribadiscono a gran voce Silvia Razzi, assessore al turismo della Provincia di Brescia e Fabio Venturi, vicepresidente della Provincia di Verona, nel corso di un incontro organizzato nell’assessorato di via Musei. “Da quasi un anno – precisa l’assessore Razzi – stiamo lavorando attraverso il Comitato interprovinciale del Garda, con incontri periodici, per rilanciare il turismo lacustre puntando a un obiettivo comune: il territorio�. Un territorio di fondamentale importanza per la nostra provincia dal momento che rappresenta il 72% del turismo complessivo. Un territorio che costituisce una risorsa economica importante e nel quale le province gardesane, Brescia e Verona, ma anche Mantova e Trento, credono fortemente. Ma quella che si leva da Brescia e da Verona vuole anche essere una decisa risposta agli attacchi, ritenuti immotivati, mossi da

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ÂƒÂ”Â†ÂƒÇĄ’‡””‹ŽƒÂ?…‹ƒ”‡ ‹Ž–—”‹•Â?‘ÂŽÂƒÂ…Â—Â•Â–Â”Â‡Çł Aventino Frau, dimissionario presidente della ComunitĂ del Garda, che aveva in una lettera ai gardonesi criticato l’operato delle Province. “Da alcuni anni la nostra provincia non fa piĂš parte dell’ente gardesano e diversi Comuni bresciani hanno seguito il nostro esempio. Su temi importanti, vedi la recente questione dell’applicazione della tassa di soggiorno, non è stato in grado di coordinare in modo efficace e il risultato è stato quello che ogni comune ha deciso per proprio contoâ€?. E rivendica il lavoro che il suo assessorato sta portando avanti con la riorganizzazione degli uffici tu-

ristici e con la promozione per dare ancora piĂš lustro alle tante eccellenze che il Garda, riconosciuto come uno dei 10 laghi piĂš belli al mondo, offre. “Non occorrono – commenta il vicepresidente Venturi – sovrapposizioni e contrapposizioni fra enti. Mi riferisco, oltre che alla ComunitĂ del Garda, anche al comitato Lago di Garda tutto l’anno che non può imporre iniziative, senza preventivamente concordarle con le Province che hanno a loro volta il compito di coordinare i Comuni. Ăˆ necessario fare lavoro di squadra, altrimenti rischiamo di fare dei danni al nostro lagoâ€?. E ricorda il lavoro svolto nei tavoli tecnici interprovinciali, che ha portato a un primo concreto risultato: il nuovo regolamento per la pesca lacuale che verrĂ  applicato sulle sponde bresciane e veronesi. Ma per rilanciare il Benaco, in tempi rapidi, occorre mettere in campo progetti ambiziosi, guardando a una gestione oculata delle risorse. “Stiamo pensando a una Fiera del

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Garda dedicata alle eccellenze del territorio, non solo enogastronomiche, con il coinvolgimento del Centro fiera di Montichiari e dell’ente espositivo veronese. L’intenzione è quella di riuscire ad avviare la promozione già al prossimo Vinitaly, in programma a fine marzo, delle professionalità umane e le innumerevoli bellezze, storiche, artistiche e ambientali, che il nostro lago può offrire�. A rimarcare il fatto che le Province non sono enti inutili.

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La Fondazione del Vittoriale degli Italiani inaugura il 2012 leggendo i dati positivi dello scorso anno, che indicano un aumento sensibile dei visitatori. “Abbiamo lavorato su piĂš fronti – afferma il presidente Giordano Bruno Guerri – con l’obiettivo di arricchire e incrementare l’offerta culturale. Un esempio su tutti il riallestimento e l’ampliamento del Museo della Guerra, oggi Museo d’Annunzio Eroe, uno dei simboli del complessoâ€?. Negli ultimi anni la dimora dannunziana è diventata una delle sedi privilegiate di esposizione dell’arte contemporanea e numerosi sono stati gli artisti che hanno fatto dono di una propria opera, andata a impreziosire la galleria dell’Auditorium e i giardini. Nuovo vigore ha ritrovato anche il Parco, nuovamente votato tra i 10 “Parchi

piĂš belli d’Italiaâ€?, con la messa a dimora di 20 nuovi cipressi, mentre alla vegetazione autoctona si sono aggiunti i preziosi gigli dannunziani, giunti sul Garda grazie al sodalizio tra il Vittoriale e la cittĂ di Pescara, che al Vate dette i natali. Notizie positive anche dal Festival estivo che ha cambiato volto diventando il “Nuovo Festival del Vittoriale tener-a-menteâ€?. Ora si riparte: il 7 febbraio, al Raggruppamento dei Carabinieri di Roma, verranno presentati i risultati dell’indagine effettuata su alcune lettere di d’Annunzio e il 3 marzo, anniversario della sua morte, nel corso della consueta cerimonia al Vittoriale, verranno presentate nuove acquisizioni di documenti e di opere d’arte, oltre alle iniziative per la crescita della memoria del poeta e del suo “Libro di pietre viveâ€?.



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‹ƒ—•‡‹ ”‘•‡‰—‘Â?‘‹ÂŽÂƒÂ˜Â‘”‹ǥ…‘Â?–‹Â?—ƒÂ?‘Ž‡˜‹•‹–‡ I lavori di restauro degli interni della chiesa di Santa Maria della CaritĂ (nella foto) proseguono a pieno ritmo, conclusi gli interventi esterni con la recente restituzione alla vista della cittĂ  della facciata in luminoso marmorino bianco, la pulitura delle statue e dei frontoni, il rifacimento del tetto e, soprattutto, l’avvenuto consolidamento della cupola, grazie a un mirabile intervento di alta “chirurgia ediliziaâ€?, con l’innesto di barre in acciaio a prova

di sisma e di cerchiaggi in titanio. Ora, per il completo recupero di decori, stucchi, affreschi, altari, pavimenti, dello stesso organo e di tutti i locali annessi, oltre che per la realizzazione di tutta l’impiantistica, le attività fervono senza sosta. All’opera, oltre le maestranze professionali e il consorzio dei restauratori, vi sono anche tre accademie d’arte bresciane: Laba, Santa Giulia ed Enaip di Botticino. In tutto oltre 90 persone, in un

cantiere unico per suggestione e bellezza, che grazie alla volontà della parrocchia della Cattedrale (proprietaria della chiesa) e della Fondazione Cab è visitabile. Si susseguono infatti numerose le visite al cantiere, da parte dei bresciani interessati e dei principali club della città: Rotary, Inner Wheel, Lions, Soroptimist, per indicare i piÚ numerosi. Per ogni informazione e per prenotare una visita guidata gratuita alla chiesa: tel. 0302807831.

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n tempi di crisi e incertezze non può che consolarci il sapere che ciò che davvero conta e piÚ vale è gratuito. Non sembri eccessivo, ma per la sua parte la chiesa di Santa Maria della Carità , già nota come Buon Pastore, è capace di ciò, in virtÚ della spiritualità che esprime, i tesori d’arte che contiene, l’autentica bellezza dei suoi interni barocchi, esaltati da una pianta ottagonale che la rende unica nel panorama delle chiese bresciane, gli affreschi da terra a cielo, gli stucchi e i preziosi decori e, non ultimo, per lo straordinario pavimento di marmi policromi intarsiati, un’autentica e rara meraviglia che la

      

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realmente ben altro e molto di piÚ. In parte nascosta, quindi, non solo alla vista di chi frettoloso transitava per via Musei senza varcarne la soglia e lasciarsi cosÏ sorprendere da tanto fascino, benchÊ già ora, a restauri esterni conclusi, sia capace di attirare maggiormente le meritate attenzioni, ulteriormente impreziosita com’è, nell’elegante facciata, dalla riscoperta del marmorino bianco originale, sovrastata da notevoli statue di marmo di Botticino, tra le quali spicca la Madonna con Bambino, realizzata invece, verosimilmente, con marmo proveniente dalla zona di Efeso, ultima dimora

terrena di Maria. Davvero caratteristiche e preziose sono anche le due storiche colonne di granito egizio scuro, riporti di epoca romana, che risultano precedentemente impiegate nella costruzione della chiesa di San Pietro de Dom, poi demolita per dare spazio al Duomo Nuovo. Ma è all’interno che la chiesa di Santa Maria della Carità merita soste piÚ attente, capaci di suscitare maggior interesse e ammirazione. Oltre i due altari laterali, di grande pregio, spicca infatti l’altare maggiore, vero centro attrattivo e fulcro della chiesa, sormontato dall’affresco ritenuto per secoli miracoloso della

Madonna con Bambino e che delimita inoltre il lato meridionale della riproduzione della Santa Casa di Loreto, una chiesa nella chiesa, un gioiello nel gioiello. Maria è Madre di Dio e la sua casa è la casa stessa del Padre, la casa quindi per eccellenza e, guardando a Santa Maria della Carità e al suo significato religioso piÚ profondo, siamo fortunati e orgogliosi di poter partecipare nel preservarla e custodirla, consapevoli che è realmente la casa di tutti, per primi dei bresciani che, dopo averla voluta e costruita in passato, sono oggi chiamati a conoscerla e a viverla.


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collocata sulla faccia verticale al di sotto del sedile dello sgabello inclinato dalla ďŹ gura di sinistra in primo piano; una scoperta che ha confermato la paternitĂ dell’opera. Un’azione mirata e maggiormente ragionata è stata quella riservata all’asportazione dei precedenti restauri pittorici a olio che, “esondavanoâ€? dai bordi di queste estendendosi oltre il necessario in zone di colore intatto. A questo punto la tela è

stata collocata sul nuovo telaio in legno lamellare con angoli estensivi con zeppe e con un breve intervento di stuccatura là dove necessitava, è stata avviata alla fase conclusiva del restauro pittorico svoltasi attraverso il metodo di selezione cromatica a trattino, eseguito secondo le direttive della Soprintendenza per il patrimonio storico-artistico e demoetnoantropologico di Brescia-Cremona-Mantova.

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tornata ai suoi colori originali “L’ultima cenaâ€? di Francesco Zugno conservata nella parrocchiale di San Giovanni Battista a Carpenedolo. Un significativo intervento conservativo ha permesso di restituire alla comunitĂ l’importante opera d’arte. I lavori sono stati realizzati dal laboratorio di restauro Franco Lonardini di Brescia che ha operato una prima analisi in loco sul dipinto. L’opera presentava gravi problemi strutturali dovuti al distaccamento della tela originaria dalla foderatura risalente al 1935, appostagli in un primo intervento di restauro

  

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razione delle vecchie vernici e da un sottile strato di sporco organico oltre che dagli interventi di restauro irrispettosi verso il dipinto. Una volta trasportata la tela in laboratorio si è immediatamente intervenuti con l’applicazione di tessere di carta di riso, sia per consolidare la pellicola cromatica sia per proteggerla durante tutta la fase di consolidamento strutturale. Questa è iniziata con l’asportazione del vecchio telaio e della precedente foderatura, ormai inutile, seguita dalla pulitura della superficie posteriore della tela originaria, durante la quale è stato possibile analizzare le tracce dello

strato di preparazione a bolo visibile in corrispondenza delle lacerazioni e delle cuciture di giunzione fra i tre teli che compongono il dipinto. La presenza di piccole parti di preparazione visibili ha imposto un intervento di protezione e di isolamento realizzato attraverso la stesura di un leggero film di vernice, mentre per il consolidamento delle lacerazioni e delle cucitura dei teli sono state applicate strisce di cartatessuto dai bordi seghettati. L’intervento che mirava al rafforzamento della parte strutturale del dipinto si è concluso con la rintelaiatura servendosi del telaio interinale. La

seconda parte dell’intervento di restauro è legata alla facciata anteriore della pala, ossia quella dipinta. Un intervento preceduto dall’asportazione della velinatura di carta di riso e dall’analisi della superficie cromatica attraverso cui si sono scelti i materiali e la tecnica piÚ adatti alla pulitura della stessa. Dopo una serie di provini di pulitura atti a testare le reazione della superficie pittorica si è iniziato l’intervento di pulitura e asportazione dello sporco organico e delle vecchie vernici ossidate che ha ridato splendore e forza alle tinte dei panneggi che avvolgono i protagonisti.


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‘Â?–‹…Š‹ƒ”‹ DzƒÂ?ƒ”…ƒÂ?Â†ÂƒÇłÇĄ—Â?ƒÂ?Â‘Â•Â–Â”ÂƒÇĄ—Â?‘•–‹Ž‡ “Samarcandaâ€?, mostra mercato d’antichitĂ , collezionismo, modernariato, decorazione e oggettistica, è il primo appuntamento dell’anno che, da oltre due decenni, il Centro ďŹ era di Montichiari riserva all’antiquariato. Ciò conferma una volta di piĂš lo stretto legame tra la mostra mercato d’antichitĂ , collezionismo, modernariato, decorazione e oggettistica e il territorio. “Samarcanda ripropone

la formula vincente che, da 25 edizioni, è il principale biglietto da visita dell’eventoâ€? spiega Ezio Zorzi, direttore del Centro Fiera. “La mostra proporrĂ anche quest’anno un’offerta di antiquariato articolata e in grado di accontentare i gusti del pubblico. Il Centro ďŹ era di Montichiari propone da anni eventi di successo legati all’arte e all’antiquariato, a conferma di un territorio particolarmente recettivoâ€?. Tra gli stand di

“Samarcandaâ€?, aperta al pubblico sal 4 al 12 febbraio, i visitatori potranno trovare un’offerta che abbraccia una molteplicitĂ di stili e tendenze, in una combinazione in grado di soddisfare appieno le aspettative tanto del collezionista quanto del semplice curioso. “Samarcandaâ€?, infatti, è una ďŹ era fruibile per la piĂš ampia gamma di pubblico, pur mantenendo uno stile che è elemento ormai distintivo in oltre 20 anni di storia.

    

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o scultore bresciano Maffeo Ferrari ha da poco terminato i lavori di realizzazione dei portali della chiesa parrocchiale di Cambiago, nel Milanese. “In occasione del centenario dell’istituzione della parrocchia – afferma l’artista bresciani – sono state realizzate queste tre porte in bronzo fuso a cera persaâ€?. L’inaugurazione di questa nuova fatica di Ferrari è avvenuta la prima domenica del dicembre 2011â€?. La realizzazione dei tre portali ha impegnato lo scultore per un anno interno. Ferrari ha realizzato

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un’opera con un triplice tema iconografico. Nella porta di sinistra ha raffigurato con il primo capitolo della Genesi, con la vicenda di Adamo ed Eva e con la promessa della redenzione con annunciazione.

La porta centrale è stata dedicata, invece, a Cristo Redentore, con la raffigurazione del discorso della montagna, che rimanda alla liturgia della Parola, e alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, che rimanda all’eucaristia. Nella parte alta della porta centrale è presente la figura dominante del Cristo risorto affiancato da S.Zenone, patrono della parrocchia, e da S.Ambrogio, patrono della diocesi di Milano. I due Santi indicano il Risorto come riferimento. Nella terza porta Maffeo Ferrar ha riprodotto la promessa del Regno dei cieli.

       


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‘•–”—‹–ƒƒ’ƒ”–‹”‡†ƒŽÍ™Í&#x;ÍœÍ? ƒÂ?Â?‡‰‰‹ƒ–ƒ†ƒŽ•‹•Â?ƒ†‡Ž͚͘͘͜ Le notizie circa le vicende della chiesa di S. Silvestro in Folzano (nella foto) sono sufďŹ cientemente circostanziate per poter tracciare un quadro esaustivo della sua storia. Costruita a partire dal 1745 sul sedime della precedente chiesa dalla medesima intitolazione, nel 1753 è sostanzialmente terminata, mancando solo la costruzione della sagrestia, della lanterna del tiburio e le intere ďŹ niture interne incluso tutto l’apparato

decorativo. L’ediďŹ cio, orientato canonicamente in direzione estovest, è a unica navata, articolata in una sequenza di spazi uidamente concatenati, secondo i dettami della composizione barocca. La chiesa di Folzano ediďŹ cata in un luogo paludoso e sismicamente attivo ha comportato ďŹ n dalla sua costruzione problemi di staticitĂ non indifferenti, che si sono ulteriormente aggravati con il sisma del 2004. Ăˆ stato cosĂŹ necessario

procedere al rafforzamento delle fondamenta con una sistema di paliďŹ cazione che ha interessato in particolare i quattro pilastri della cupola, vero perno strutturale di tutto l’ediďŹ cio, e all’ampliamento della base di appoggio attraverso un cordolo in cemento armato lungo tutto il muro perimetrale. Ăˆ stato necessario intervenire con iniezioni di malta uida la sommitĂ del muro perimetrale troppo fragile per l’ancoraggio della copertura.

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niziati come riparazione dei danni del terremoto del 24 novembre 2004 i lavori sulla chiesa di Folzano, nella periferia sud della città , sono diventati nel tempo un’opera di restauro totale e completa di tutta la fabbrica. L’intervento piÚ evidente, e allo stesso tempo piÚ delicato è stato senz’altro il restauro degli interni della chiesa: superfici decorate, stucchi, cassa dell’organo, cantorie e le altre parti lignee, altari e pavimento. Il lavoro è stato realizzato in tempi record da cinque laboratori di restauro che hanno operato contemporaneamente e in perfetta sintonia su tutte le superfici interne della chie-

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sa, coordinati dal restauratore Corrado Pasotti, che ha lavorato per Impresit Costruzioni, vincitrice della gara di appalto. La direzione di tutti i lavori è stata invece affidata all’architetto Carlo Dusi di Cremona. Con Pasotti han-

no lavorato i laboratori Abeni-Guerra e Marchetti-Fontanini di Brescia, e i laboratori Carena-Ragazzoni e il Laboratorio di restauro di Cremona. L’intervento è stato in buona parte finanziato dalla Conferenza episcopale italiana, grazie ai proventi dell’8xmille destinati a interventi di tutela del patrimonio artistico della chiesa italiana. Dopo una serie dettagliata di indagini e di prove di restauro, iniziate con un cantiere pilota sulla cappella della Beata Vergine del Rosario, e dopo una lunga, complessa riflessione la direzione lavori e la parrocchia affidata a don Giuseppe Mensi dal 2008, in stretta collaborazione con la Soprintendenza

per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova, e l’Ufficio beni culturali della Curia, hanno deciso di procedere al recupero delle decorazioni settecentesche. L’aula della chiesa è tornata cosĂŹ di nuovo visibile con i colori e la logica decorativa pensata e realizzata in origine, interamente basata sull’impiego di due diverse tonalitĂ di colore: un colore bianco avorio per gli elementi architettonici (lesene, capitelli, trabeazione), le quadrature e gli altorilievi a stucco; un colore azzurro per i fondi e le pareti. Ăˆ evidente che questa scelta era finalizzata a evidenziare la spazialitĂ  dell’aula e a enfatizzare la plastici-

Tecno Domus s.r.l. Progettazione e restauri

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tà dei bellissimi altorilievi di Antonio Ferretti, oggi di nuovo apprezzabile, e a mettere in risalto gli altari in tutta la loro ricchezza artistica e l’importanza liturgica. CosÏ anche gli altri interventi che, compatibilmente con la storia della chiesa, hanno voluto rispettare questa logica. Anche all’esterno si è lavorato per far risaltare la bellezza architettonica della parrocchiale dedicata a San Silvestro. A parte piccole opere necessarie alla conservazione (le parti in piombo e rame che servono allo smaltimento delle acque) si sono riparati gli intonaci e si è lavorato con i colori per ridare unità alla composizione architettonica della fabbrica.


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Â?’”‡•‹–•”Ž ‡”—Â?”‡•–ƒ—”‘ƒ”‡‰‘ŽƒÂ†ÇŻÂƒÂ”–‡ Fondata nel 1997 dal geom. Mario Ghidinelli la Impresit Costruzioniha acquisito una considerevole esperienza in numerosi ambiti del mondo dell’edilizia: dalle attivitĂ piĂš generiche legate alla realizzazione di nuovi ediďŹ ci civili e industriali ďŹ no alla ristrutturazione d il restauro di ediďŹ ci storici e di culto. La essibilitĂ  operativa, l’alta specializzazione delle maestranze e del personale tecnico, l’ampio parco macchine,

il continuo aggiornamento tecnico fanno dell’Impresit una ditta afďŹ dabile e in grado di affrontare le piĂš svariate problematiche che possano presentarsi, soprattutto in un campo estremamente variabile come il restauro. Nel corso degli anni queste caratteristiche sono state evidenziate dal conseguimento della CertiďŹ cazione di QualitĂ (Iso) e dall’ottenimento di numerose categorie operative

nell’ambito dei lavori pubblici (Og1-Og2-Og3-Og6). Sin dalla sua fondazione l’Impresit Costruzioni si è accostata alla ristrutturazione edilizia con una ďŹ losoďŹ a di intervento conservativa che l’ha avvicinata nel corso degli ultimi anni al campo del restauro monumentale dove può vantare come ďŹ ore all’occhiello i lavori svolti nella chiesa parrocchiale di San Silvestro in Folzano (nella foto a sinistra).

    

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na visita di cortesia delPresidente dell’Associazione artigiani al questore di Brescia, Lucio Carluccio, da pochi mesi insediatosi a Brescia, ha generato l’opportunità allo stesso di poter prendere visione di alcune realtà di spicco dell’artigianato bresciano. Accompagnato dal presidente Enrico Mattinzoli e dal vice direttore dell’Associazione Paolo Carrera, il Questore ha potuto visitare cinque imprese che rappresentano un fiore all’occhiello per la nostra provincia nel settore dell’artigianato. Fra queste, nell’ambito del recupero del patri-

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di restauro sono stati “lettiâ€? nell’ottica del particolare che l’esperto esamina prima di intervenire, o meglio, prima di progettare il restauro. La difficoltĂ dei restauratori professionisti, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, è quella di non riuscire a far comprendere che alla base di ogni studio, ogni approfondimento, deve esserci la pratica e la conoscenza delle origini del pezzo da recuperare e soprattutto sapere come poter intervenire manualmente. Gatti ha dato cosĂŹ l’opportunitĂ  al Questore di Brescia di comprendere quanta passione e competenza servono per ridare smalto a un’opera deteriorata dal tempo.


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Giunsero a CafĂ rnao e subito GesĂš, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autoritĂ , e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: “Che vuoi da noi, GesĂš Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!â€?. E GesĂš gli ordinò severamente: “Taci! Esci da lui!â€?. E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscĂŹ da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: “Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autoritĂ . Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!â€?. La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

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ontrotestimonianza. Chi non ha autoritĂ ha bisogno di consenso: il corteggio, quasi vergognoso, degli adulatori è un’abitudine per chi ha bisogno di notorietĂ , di visibilitĂ , di sicurezza. La corte dei plaudenti è il contrario dell’autoritĂ  e della serietĂ  delle parole che si dicono e degli atti che si compiono. GesĂš lo dice altrove: Guai a voi quando tutti parleranno bene di voi. Ăˆ il fascino dell’adulazione e la droga del ricevere complimenti che distorce la veritĂ  e la realtĂ : una pulce potrebbe credersi un dio. Chi ha bisogno di autoritĂ  non fa sconti sulla fonte dell’adulazione: accetta tutto, basta che serva a costruirgli il necessario piedistallo. Non gli interessa da chi provenga il giudizio purchĂŠ sia di lode e di adulazione. L’autoritĂ  può essere costruita cosĂŹ. E chiede il consenso, non la testimonianza. PerchĂŠ la testimonianza parte dalla veritĂ  e si fonda su un’altra autoritĂ . Ăˆ, paradossalmente, il movimento opposto: la testimonianza nasce dall’autoritĂ  e

     

 

,O3DUDGLVRVRWWRLSLHGL Giulia Gabrieli, di anni 14, morta per sarcoma a Bergamo, la cittĂ dove viveva, dopo due anni di lotte e di speranze. La trasmissione televisiva “A sua immagineâ€? le ha dedicato una puntata intervistando i genitori, la cuginetta-amica, i medici che l’hanno curata. Nell’ultimo filmato appare anche lei, Giulia, sorridente (il sorriso non l’ha mai abbandonata) parla della sua fede, dei pellegrinaggi a Medjugorje, e al Santo di Padova. Parla del suo desiderio di guarire, ma anche di sapere che Dio sta facendo la sua parte e lei vi si abbandona, con fatica comprensibile ma consapevole che questa eventualitĂ , comunque, porta a una gioia, l’incontro con il suo Signore. L’aiuta nel cammino un’altra ragaz-

za: Chiara Luce Badano, morta 20 anni fa a soli 18 anni e beatificata lo scorso anno. Chiara e Giulia hanno in comune non solo la giovinezza e la sofferenza, ma soprattutto la gioia che nasce dalla fede. Giulia ha capito che la sua malattia è il modo concreto in cui realizza il sacramento della cresima da poco ricevuto: la sofferenza è il suo servizio dentro la Chiesa. Inizia a pregare per i giovani e a tenere conferenze sempre piÚ affollate sulla gioia della fede. Non solo, una notte non riuscendo a prendere sonno, cerca di capire come Dio, che è amore, possa permettere questa sofferenza. Pregando comprende che la malattia è nell’ottica dell’amore: è amata da tante persone che vanno a visitarla e per lei diviene una

possibilitĂ concreta di amare. OffrirĂ  i suoi dolori e le sue testimonianze perchĂŠ i giovani possano scoprire il tesoro che è GesĂš. Insegna alla cugina e ai compagni di scuola a pregare. Muore il 19 agosto del 2011: a Madrid i giovani vivono l’esperienza della Gmg, mentre mons. Francesco Beschi, guidando la Via crucis dei giovani sta parlando proprio di lei, di quella giovane ragazza che soffre e offre per e con loro. Poco prima di morire si sveglia dal torpore, recita con voce ferma e chiara l’Ave Maria, riceve l’eucaristia, poi indica alla mamma quale vestito vuole indossare e chiede che non le vengano messe le scarpe ai piedi “per sentire, subito, appena giunta, il Paradiso sotto i piediâ€?.

non il contrario. Si testimonia quello che si è visto, quello che vale la pena sostenere. Credo sia per questo che GesĂš rifiuta di servirsi delle parole dello spirito immondo per confermare la sua autoritĂ : non ha bisogno di questa testimonianza che (anche se vera) si fonda sulle parole del demonio. Ăˆ una tentazione anche per lui, ma si chiamerebbe consenso, sarebbe accettare una voce in piĂš che conferma la sua autoritĂ . Ma non può essere cosĂŹ: taci, gli dice. PerchĂŠ quelle sono parole vere ma che allontanano dall’autoritĂ  vera, sono parole dette da chi tiene prigioniero e stravolge il piano di Dio. Ăˆ la testimonianza dell’adulatore che a sua volta chiede in cambio qualcosa: lasciarlo lĂŹ dov’è, rinunciare a liberare quell’uomo. L’autoritĂ  data dal consenso costa un prezzo altissimo e nasconde la veritĂ , anche se potrebbe servire. Ed è interessante che quegli uomini e quelle donne che sono nella Sinagoga non ascoltino le parole dello spirito maligno, ma colgano l’autoritĂ  delle parole e delle azioni

di GesĂš: è l’autoritĂ vera che si impone e fa scaturire la testimonianza. Non può cadere GesĂš nel tranello del demonio, accettare di essere riconosciuto per questa testimonianza stravolta: le sue parole e i suoi gesti costringono – anche se stupita – alla testimonianza piĂš delle parole di uno spirito. Questa unione di parole e gesti dice anche che cosa sia questa autoritĂ  e perchĂŠ i contemporanei di GesĂš percepissero una differenza tanto grande tra lui e gli scribi e i farisei: le sue parole non hanno il sapore dell’imparaticcio, non sono la ripetizione di qualcosa di giĂ  sentito. Le sue parole sono cosĂŹ vere che si concretizzano nei suoi atti, che sono testimoniate prima di tutto dagli atti che lui compie. Questa è la vera autoritĂ  che non ha bisogno di consenso ma chiama alla testimonianza. Ăˆ una cosa nuova per gli uomini di allora che rimangono stupiti ed è una cosa sempre nuova perchĂŠ dice l’essenza di Dio: la sua autoritĂ  fa coincidere il dire e il fare. Ăˆ per sua natura creativa.


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è importante da tutto ciò che è inutile o accessorioâ€?. “Una profonda riessione – spiega – ci aiuta a scoprire la relazione esistente tra avvenimenti che a prima vista sembrano slegati tra loro: e ciò fa sĂŹ che si possano condividere opinioni ponderate e pertinenti, dando vita a un’autentica conoscenza condivisaâ€?. Per questo â€œĂ¨ necessario creare un ambiente propizioâ€?, a partire dalla consapevolezza che “gran parte della dinamica attuale della comunicazione è orientata da

domande alla ricerca di risposteâ€?. Di qui l’“interesseâ€? del Papa per il mondo della Rete, e per le “le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghieraâ€?. “Nella essenzialitĂ di brevi messaggi, spesso non piĂš lunghi di un versetto biblico – la tesi del Papa – si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura

di coltivare la propria interioritĂ â€?. Soffermandosi sul rapporto tra silenzio e parola, Benedetto XVI osserva come siano “due momenti della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le personeâ€?. “Quando parola e silenzio si escludono a vicenda – afferma – la comunicazione si deteriora, o perchĂŠ provoca un certo stordimento, o perchĂŠ, al contrario, crea un clima di freddezzaâ€?.

   

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’incanto della vita consacrata è riproporre la forma di vita che GesĂš ha abbracciato e offerto ai discepoli che lo seguivano: l’evangelica vivendi formaâ€?: su questo pensiero centrale si impernia il “Messaggio della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata per la 16ÂŞ Giornata mondiale della vita consacrataâ€? (2 febbraio 2012) reso noto mercoledĂŹ 11 gennaio. Il titolo scelto per il messaggio è “Educarsi alla vita santa di GesĂšâ€?. “‘Educare alla vita buona del Vangelo’ – scrivono – implica certamente l’educare alla vita santa di GesĂš. Ăˆ questo il dono e l’impegno di ogni persona che voglia farsi discepola di GesĂš, specialmente di chi è chiamato alla vita consacrataâ€?. Nella parte centrale del messaggio, i Vescovi indicano quattro “noteâ€? che “mostrano la coerenza della vita con la vostra specifica vocazioneâ€? mostrando al tempo stesso la “feconditĂ di un assiduo cammino formativoâ€?. Le quattro note sono: “primato di Dioâ€?, “fraternitĂ â€?, “zelo divinoâ€? e “stile di vitaâ€?. Quanto alla prima, del “primato di Dioâ€?, richiamano l’insistenza di Benedetto XVI circa “la sfida principale del tempo presenteâ€? che consiste nella secolarizzazione. Particolarmente i consacrati sono chiamati a riflettere sul fatto che “urge una nuova evangelizzazione, che metta al centro dell’esistenza umana il primo comandamento di Dio, la confessio Trinitatis e la Parola di salvezzaâ€?. Questo primo aspetto viene approfondito col pensiero che “nella misura in cui testimoniate la bellezza

dell’amore di Dio, che segue l’uomo con infinita benevolenza e misericordia, voi spandete quel ‘buon profumo divino’ che può richiamare l’umanitĂ alla sua vocazione fondamentale: la comunione con Dioâ€?. A proposito di fraternitĂ  e zelo divino, “La fraternitĂ  universale è il sogno di Dio, Padre di tutti. La dilagante conflittualitĂ  che deteriora le relazioni umane mostra la perenne attualitĂ  della missione di Cristo e dei suoi discepoli: raccogliere in unitĂ  i figli di Dio dispersiâ€?: cosĂŹ scrivono i Vescovi nella seconda “notaâ€? all’interno del messaggio, dedicata al tema della “fraternitĂ â€?. Proprio i consacrati possono offrire, a questo riguardo, una “bella testimonianza ecclesialeâ€? e i Vescovi esortano le

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comunitĂ religiose “a essere scuole di fraternitĂ  che impegnano i propri membri alla formazione permanente alle virtĂš evangeliche: umiltĂ , accoglienza dei piccoli e dei poveri, correzione fraterna, preghiera comune,

perdono reciproco, condividendo la fede, l’affetto fraterno e i beni materialiâ€?. Nella terza nota, dedicata allo “zelo divinoâ€?, i Vescovi sottolineano l’esempio di GesĂš e “la forza straordinariaâ€? dello zelo da lui mostrato insieme agli apostoli, esortando i religiosi a preoccuparsi “non tanto della contrazione numerica delle vocazioni, quanto della vita tutto sommato mediocre di molti, in cui sembra persa la traccia dello zelo, della passione, del fuoco d’amore che animava GesĂš e i santi. Per la nuova evangelizzazione a cui la Chiesa oggi è chiamata occorrono nuovi Santi, appassionati di GesĂš e dell’uomo, sentinelle che sanno intercettare gli orizzonti della storia, in cui ancora una volta Dio ha deciso di servirsi delle creature per realizzare il suo disegno d’amore. Da sempre – scrivono ancora – la vita consacrata è stata laboratorio di nuovo umanesimo, cenacolo di cultura che ha fecondato la letteratura, l’arte, la musica, l’economia e le scienzeâ€?. La quarta nota, sullo “stile di vitaâ€?, si rifĂ ai voti di castitĂ , povertĂ  e obbedienza, tipici della vita religiosa. Scrivono che “la povertĂ  favorisce uno stile di vita all’insegna dell’essenzialitĂ â€?; la castitĂ  consacrata “aiuta a riqualificare la sessualitĂ  e a dare ordine e significato vero agli affettiâ€?, mentre l’obbedienza “libera dall’individualismo e dall’orgoglioâ€?. “Vissuti sull’esempio di Cristo e dei santi, i consigli evangelici – si chiude il messaggio – costituiscono una vera testimonianza profetica dal profondo significato antropologico, che suppone e richiede un grande impegno educativoâ€?.

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7UDVIRUPDWLGD&ULVWR “Quest’anno – ha affermato Benedetto XVI – i sussidi per la Settimana di preghiera per l’unitĂ dei cristiani sono stati preparati da un gruppo polacco. La Polonia ha conosciuto una lunga storia di lotte coraggiose contro varie avversitĂ  e ha ripetutamente dato prova di grande determinazione, animata dalla fede. Nel corso dei secoli, i cristiani polacchi hanno spontaneamente intuito una dimensione spirituale nel loro desi-

derio di libertĂ e hanno compreso che la vera vittoria può giungere solo se accompagnata da una profonda trasformazione interioreâ€?. “Essi – ha proseguito il Santo Padre – ci ricordano che la nostra ricerca di unitĂ  può essere condotta in maniera realistica se il cambiamento avviene innanzitutto in noi stessi e se lasciamo agire Dio, se ci lasciamo trasformare a immagine di Cristo, se entriamo nella vita nuova in Cri-

sto, che è la vera vittoriaâ€?. Per Benedetto XVI, “l’unitĂ visibile di tutti i cristiani è sempre opera che viene dall’alto, da Dio, opera che chiede l’umiltĂ  di riconoscere la nostra debolezza e di accogliere il dono. Per usare un’espressione che ripeteva spesso il beato Giovanni Paolo II, ogni dono diventa anche impegno. L’unitĂ  che viene da Dio esige dunque il nostro quotidiano impegno di aprirci gli uni agli altri nella caritĂ â€?.


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Caro direttore, sulle unitĂ pastorali non si può tacere o sussurrare il dissenso. L’impressione però è che sia veramente tutto giĂ  deciso e che, come giĂ  successo per l’iniziazione cristiana e per il Seminario, la consultazione sia piĂš una formalitĂ  per poter dire “abbiamo chiesto ed eravate d’accordoâ€?. Non è forse giĂ  deciso che le unitĂ  pastorali sono da farsi? Altrimenti perchĂŠ, per far fronte alle sfide del nostro tempo, la parrocchia pare essere l’unico nemico da abbattere, inventandosi

a tavolino nuove avveniristiche forme di fantapastorale? I motivi che renderebbero necessarie le unità pastorali sarebbero vari, ma solo marginalmente si ammette che il vero problema è il calo del clero. Non sarebbe il caso di chiedersi di piÚ le ragioni dello svuotamento del Seminario? Non sono contrario a priori alle unità pastorali, provengo da una bellissima esperienza di vita comunitaria tra preti e di autentica programmazione comune, ma credo che una pianificazione delle

unitĂ a tappeto su tutta la diocesi manchi di rispetto per quelle realtĂ  che non solo non hanno bisogno di fare “collettivizzazioneâ€? pastorale, ma che, da una seppur serena e obbediente fusione, avranno solo da perdere nella cura delle anime. Sarebbe piĂš efficace una scelta che nasca dal basso dove i sacerdoti possano offrire, insieme alle loro comunitĂ , un progetto frutto di reale mentalitĂ  “comunitariaâ€? nella comunione nel presbiterio. (don Marco Domenighini)

      

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oltivare la profezia (la caritĂ utopica) ma tenendo i piedi ben piantati per terra; custodire l’ortodossia (la fedeltĂ  ai principi) sapendo che viviamo in tempi secolarizzati di disincanto e spaesamento; essere in missione per il cattolicesimo, ma stare dentro la cifra identificativa del cristiano che non è l’uniformitĂ  della dottrina, ma la fraternitĂ  dei rapporti. Siamo disorientati, ci rintaniamo illusoriamente nelle piccole patrie del localismo che, al contrario, ogni giorno si fanno emblema di una contaminazione universalistica nei mezzi sofisticati della “reteâ€?, nella fisicitĂ  ineludibile dell’immigrazione. E dunque accettare un nuovo modo di organizzare la presenza pastorale sul territorio è giĂ  l’acquisita consapevolezza di un cambiamento imposto dalle mutate condizioni “interneâ€? alla Chiesa ed esterne a essa. E prendere atto del cambio è giĂ  assecondare una spinta alla necessitĂ  di sconfiggere il segno piĂš macroscopico della nostra crisi, l’individualismo, che si è trasformato, aldilĂ  della buona volontĂ  di ciascuno, in un egoismo singolare e comunitario. Abbiamo scambiato la prosperitĂ  col benessere, il successo con la ragione, la mancia con la solidarietĂ , la ricchezza con il dono, il potere con la responsabilitĂ . Dentro la crisi, che non risparmia alcuno, nĂŠ alcuna istituzione, la voglia di guadagnare strumenti nuovi di lavoro e di presenza assume, simbolicamente, il significato del dovere che occor-

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che ogni epoca, anche la piĂš difficile, porta con sĂŠ; e assecondarlo, farlo proprio, diffonderlo questo bene, e farne il puntello con cui contribuire a costruire il nuovo che avanza. Un grande poeta, laico, ha scritto che “nessun uomo è il sale della terra, nessun uomo, in un istante della sua vita non lo èâ€?. Ma per scoprire il bene occorre avere profonda, analitica, vasta conoscenza di ciò che accade nella societĂ in cui ci è dato di vivere e che ha di fronte sfide complicate come quella del lavoro che non c’è, delle nuove generazioni senza identitĂ , dell’ambiente che si distrugge, dell’immigrato che cambia la nostra fisionomia collettiva. Tutti temi non estranei alla dimensione pastorale e che comportano nelle unitĂ  in

fieri la formazione di piccoli centri di studio e di ascolto,di confronto largo, di orizzonte lungo, con dialoghi, riflessioni, analisi puntuali e severe: cominciando con il dovere, cosĂŹ bandito e aborrito dalle nostre parrocchie di tornare a parlare e vivere la politica: “Il problema degli altri, scriveva don Milani, è eguale al mio, sortirne tutti insieme è la politicaâ€?. Vuol dire molto umilmente guardare senza pregiudizi e timori all’impegno per il bene comune, con il coraggio della chiarezza, il dovere dell’informazione, l’urgenza del confronto. La sfida per le nuove unitĂ pastorali non è solo quella di saper leggere i segni dei tempi, ma di far sĂŹ che i tempi nuovi riconoscano di piĂš il segno, il dono, il valore della presenza pastorale.

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/¡HVLJHQ]D",QFRQWUDUHJOLLPPLJUDWL Quattro parrocchie per circa 15mila abitanti. L’erigenda unitĂ pastorale nella zona Brescia Ovest coinvolge le parrocchie di Urago Mella, Pendolina, Santo Spirito e Torricella. Di fronte ai nuovi fenomeni o come vengono deďŹ niti nelle schede di consultazione segni dei tempi (mobilitĂ , immigrazione, tendenza all’individualismo), le quattro comunitĂ  sono solo all’inizio di un cammino (“dobbiamo ancora rodarciâ€?) come

sottolinea don Francesco Bonfadini (nella foto), parroco di Urago Mella. “Abbiamo fatto una riunione – racconta don Bonfadini – per veriďŹ care le esigenze piĂš profonde che sollecitano una risposta. Abbiamo riscontrato la richiesta di un’attenzione e conoscenza nei confronti degli immigratiâ€?. Il materiale adesso è nelle mani delle commissioni (sono cinque e seguono gli ambiti di Verona, nda), che dovranno trovare “il rit-

mo per incontrarsi e valutare come muoversiâ€?. In tutte le commissioni è presente un sacerdote. Nel concreto si tratta di “entrare in familiaritĂ con gli immigratiâ€?, condividere con loro un cammino. Anche in questo contesto non mancano i servizi (si pensi alla scuola di italiano per stranieri che coinvolge 35/40 mamme alla Pendolina), anche se, forse, il passo in piĂš è quello proprio di camminare insieme nella pastorale; ma senza

la conoscenza reciproca è difďŹ cile. L’erigenda unitĂ pastorale, a proposito dei segni dei tempi, ha a cuore anche la situazione dei giovani e, soprattutto delle giovani famiglie, appoggiandosi anche alle proposte del Mater Divinae Gratiae. E di fronte al calo del numero dei sacerdoti, si pensa anche ai ministri straordinari dell’eucaristia, che avranno anche il compito di portare l’eucaristia agli ammalati.

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‰‡Â?†ƒ †‡Ž‡•…‘˜‘ GiovedĂŹ 26 gennaio Ore 9.30 - Brescia Visita gli studenti dell’istituto paritario S. Maria degli Angeli.

anno giudiziario presso il Palazzo di giustizia.

Ore 18.30 - Isorella - S. Messa per i 10 anni del nuovo oratorio.

Ore 16 - Botticino Sera - Cresime.

VenerdĂŹ 27 gennaio Ore 16 - Brescia Santa Messa presso il santuario di S. Angela Merici.

Ore 21 - Villaggio Prealpino Serata in occasione del Giorno della memoria presso il Teatro Santa Giulia.

MartedĂŹ 31 gennaio Roma - Commissione episcopale per la dottrina della fede.

Sabato 28 gennaio Ore 9.30 - Brescia Cerimonia inaugurale del nuovo

Domenica 29 gennaio Ore 10.30 - Bovegno S. Messa.

MercoledÏ 1 febbraio Ore 20.30 - Brescia - Incontro con i genitori dell’Istituto Cesare Arici.

Il card. Angelo Bagnasco sabato 4 febbraio alle 17.30 presiede al Centro patsorale Paolo VI la Messa per ricordare il settimo anniversario della scomparsa di mons. Gennaro Franceschetti. Riconoscenti al Signore per il dono grande che ha fatto alla Chiesa bresciana e alla diocesi di Fermo, famigliari e amici fanno memoria di questa ďŹ gura perchĂŠ il suo esempio rafforzi la testimonianza di amore alla Chiesa, alle istituzioni e a ogni persona.

  

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a vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vitaâ€?. CosĂŹ si apre il Messaggio della Cei per la 34ÂŞ Giornata nazionale per la vita. L’educazione, filo rosso del progetto decennale della Cei, ritorna anche in questo testo che sembra quasi una lettera aperta al cuore dei giovani, ma soprattutto degli adulti che hanno la responsabilitĂ di essere testimoni per le nuove generazioni. Nel testo i Vescovo si soffermano molto sull’importanza dell’educazione dei giovani alla vita. Come? Offrendo “esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno al desiderio di impegnoâ€? di tanti giovani non appena trovano “adulti disposti a condividerloâ€?. Nella vita bisogna mettere in guardia i giovani dal “cinismo, dal calcolo o dalla ricerca del potere, dalla carriera o dal divertimento fine a se stessoâ€?. Ci sono altresĂŹ molti strumenti che “tendono a

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soffocare l’impegno nella realtĂ e la dedizione all’esistenzaâ€?, ma potrebbero essere utilizzati per “testimoniare una cultura della vitaâ€?. La quotidianitĂ  offre, purtroppo, molte “drammatiche notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazziâ€?, che “hanno angustiato l’animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell’esistenzaâ€?. A livello diocesano la regia delle iniziative porta la firma degli uffici Famiglia, Pastorale della salute e Vocazioni. I monasteri si ritrovano in preghiera per la vita: lunedĂŹ 30 gennaio alle 6.30 presso le clarisse

di Lovere; martedĂŹ 31 gennaio, dalle 17.30 alle 19.15, presso le clarisse di Bienno; mercoledĂŹ 1 febbraio, dalle 7 alle 7.45, presso le visitandine di Salò; il 2 febbraio, alle 17.15, presso il monastero delle carmelitane scalze; il 3 febbraio alle 7 presso il Monastero della visitazione di Brescia; sabato 4 febbraio alle 17 presso il monastero del Buon pastore; domenica 5 alle 17.45 presso il monastero delle cappuccine di Brescia. L’esperienza segno quest’anno è presso la parrocchia di S. Giulia al Villaggio Prealpino con un duplice momento: giovedĂŹ 2 febbraio alle 20.39 l’adorazione eucaristica in chiesa animata dai volontari dei Centri aiuto alla vita; sabato 4 la Sala della comunitĂ Santa Giulia ospita, dalle 20.30 (ingresso libero), “Il sogno di Giovanni Boscoâ€? realizzato dalla compagnia teatrale di Bagnolo Mella. La mattinata di sabato vede, invece, a cura del dott. Massimo Gandolfini la pre-

sentazione alle 10 in Poliambulanza del libro “MaternitĂ interrotteâ€?. La presentazione del libro è preceduta alle 9 dalla preghiera per la vita e alle 9.30 dall’intervento del Vescovo, che poi alle 10.45 visita i reparti di maternitĂ  e pediatria. Nel pomeriggio di sabato 4 al Cimitero vantiniano c’è la tradizionale preghiera mensile per bimbi mai nati organizzata dal Movimento per la vita; la preghiera, alle 15.30, è presieduta da mons. Cesare Polvara. Domenica 5 febbraio, infine, Monari celebra, alle 16, la Santa Messa nel santuario delle Grazie alla presenza dei Centri aiuto alla vita, del Movimento per la vita e delle famiglie accoglienti (affido e adozione). Oggi piĂš di ieri, in questo contesto di crisi economica e, forse valoriale, serve il contributo degli adulti: “Molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di simpatia per la vita

che proponga loro senza facili moralismi e senza ipocrisie una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vitaâ€?. “Chi ama la vita – scrivono i Vescovi – non nega le difficoltĂ : si impegna, piuttosto, a educare i giovani a scoprire che cosa rende piĂš aperti al manifestarsi del suo senso, a quella trascendenza a cui tutti anelano, magari a tentoniâ€?. L’invito finale della Cei è all’accoglienza al dono della vita, “in qualunque modo essa si presenti con il sigillo misterioso di Dioâ€?.

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,QYLVLWDGDO3DSD SHUJOLDQQLGLVWRULD A Roma con l’Oftal per incontrare il Santo Padre. Ăˆ il titolo della proposta dell’Oftal, alla quale aderisce anche la sezione di Brescia, per festeggiare gli 80 anni di storia, per incontrare Benedetto XVI e per confermare la fedeltĂ al servizio degli ammalati. Il pellegrinaggio è dal 15 al 18 marzo. VenerdĂŹ 16 marzo c’è la Messa in Laterano presieduta dal card. Giuseppe

Bertello, mentre sabato 17 presiede il card. Tarcisio Bertone alle 10 prima dell’udienza con Benedetto XVI. I quattro giorni prevedono anche la visita alla città e ai giardini vaticani con un concerto (sabato 17) dei cantori del santuario di Lourdes. Per informazioni e iscrizioni, si può contattare Celeste Cotelli (3382123255) o don Piero Bonetta (3335776258).




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ogni anno. Dati impietosi che ci fanno temere la sopravvivenza dei preti in oratorio e pongono alcune domande: come le comunitĂ dovranno strutturarsi sempre piĂš senza il curato? Quale progetto pastorale elaborare per i giovani preti quando devono gestire piĂš di un oratorio? “Certo, bisogna tener conto – ha ripreso don Marco – i preti giovani sono anzitutto dei giovani. Come si equilibra l’attenzione tra il servizio pastorale e il loro accompagna-

mento?â€?. Non vengono negate neppure le difďŹ coltĂ nella declinazione di un corretto approccio educativo nei confronti dei ragazzi; come pure la modalitĂ  con cui i giovani preti si trovano a interagire nel presbiterio, in particolare con il proprio parroco. C’è poi da riettere sul ruolo del prete in pastorale giovanile. L’impressione è di una difďŹ coltĂ  ad assumere sempre piĂš l’onere della globalitĂ  dell’educazione dei ragazzi, soprattutto degli adolescenti. Da qui

nasce il pericolo di non riservare piĂš tempo adeguato alle relazioni personali. Che ne sarĂ di noi? Don Mori rilancia: “Le unitĂ  pastorali, ad esempio, saranno la morte della pastorale giovanile con i curati o il suo rilancio?â€?. La risposta non è scontata. I nodi principali saranno la distribuzione territoriale, il tipo di mandato del Vescovo e la formazione circa i nuovi ruoli di coordinamento. E poi c’è il tema dei direttori laici. Volendo, ce n’è per tutti i gusti. (d.a)



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na festa di lunga tradizione quella che, il 6 febbraio, celebra la memoria di Santa Dorotea, martire della Cappadocia nel IV secolo. Don Luca Passi la volle come protettrice dell’Opera laicale, affidata e accolta dai diversi Istituti di suore dorotee che a lei si ispirano e che vivono nella Chiesa la missione di caritĂ spirituale che li caratterizza e li accomuna. Per noi suore dorotee di don Luca Passi, questa ricorrenza è divenuta da anni la festa della “Famiglia doroteaâ€?, in cui si riconoscono numerosi laici che operano in parrocchia e negli ambienti educativi, sostenuti dalla forza e dalla luce del carisma, dall’appartenenza all’Associazione ecclesiale dei Cooperatori Osd e dalle comunitĂ  delle suore che con loro collaborano nei diversi contesti. In diocesi le suore dorotee di don Luca Passi (a Brescia chiamate le dorotee di via Marsala, 30) sono presenti in piĂš di una decina di parrocchie e/o comunitĂ : nel centro storico e nella periferia, in Val Trompia, nell’hinterland e in alcuni paesi limitrofi. Ma la rete che unisce i diversi gruppi è piĂš vasta, perchĂŠ anche lĂ  dove le comunitĂ  delle suore sono state chiuse, i

Cooperatori continuano il servizio alle giovani generazioni in comunione con la comunitĂ cristiana. In occasione di questa memoria alcuni di essi, esprimono di anno in anno il loro impegno in modo pubblico, attraverso la Promessa. Alla vita dei Santi – scrive Benedetto XVI – non appartiene solo la loro biografia terrena, ma anche il loro vivere e operare in Dio dopo la morte. Chi va verso Dio, ricorda ancora il Papa, si rende particolarmente vicino agli uomini. (Cfr. Deus caritas est, n. 42). Rendersi vicini ai fratelli, in particolare alle giovani generazioni, è la consegna che il Fondatore ha trasmesso ai Cooperatori e alle Suore, come stile e testimonianza di un’opera di caritĂ  spirituale che privilegia le dimensioni della “santa amiciziaâ€?, della capillaritĂ , delle relazioni interpersonali, della collaborazione tra forze ecclesiali, per intessere quella rete di comunione che Matteo richiama nel discorso ecclesiale al capitolo 18. A questo brano del Vangelo, e piĂš precisamente ai versetti 15-18, si ispirò don Luca Passi per indicare un cammino spirituale e tradurre in metodo pastorale, l’itinerario della correzione evangelica del fratello e la caritĂ  verso i piccoli. “Questa Pia opera – dice il

nostro Fondatore – non fa che suggerire un mezzo facile, efficace, ordinato per adempiere il precetto della correzione fraterna, e praticare le opere di misericordia spirituali�. La festa della Santa patrona è, da sempre un appuntamento liturgico, che commemora la figura di questa martire a noi cara e dà visibilità a una presenza pastorale/ educativa peculiare, che si confonde nella pasta solo per esserne lievito e fermento. Accanto a Santa Dorotea, ricordiamo con particolare affezione la figura di don Luca Passi. Nell’attesa di conoscere l’esito del processo di beatificazione, che ci auguriamo positivo, affidiamo alla sua protezione i Cooperatori, le comunità dorotee presenti in diocesi, i sacerdoti, le giovani generazioni, le famiglie‌ E andando oltre i confini locali, la vasta realtà della Famiglia dorotea diffusa in Italia, Albania, Africa e America Latina. Mentre come Superiora provinciale rivolgo il mio augurio a tutte le comunità della provincia in questi anni alla mia cura, estendo questo auspicio di bene agli Istituti delle dorotee, uniti da sincera amicizia, dalla forza rigeneratrice del carisma, e dalla protezione della martire di cui ogni anno festeggiamo insieme la memoria.


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e riconoscenza per il servizio offerto alla Chiesa bresciana e per chiedere al Signore che lo sostenga e accompagni ancora per molti anni, ricolmandoLo delle sue benedizioni�. L’invito del vescovo Luciano è rivolto a tutti. I ministri ordinati che desiderano concelebrare sono pregati di portare camice e stola bianca e di confermare la loro presenza, telefonando al n. 030 37222260. Al termine della celebrazione, per quanti lo desiderano, seguirà un

aperitivo per incontrare e salutare personalmente il vescovo Giulio. Si ricorda, invece, che i nati nel 1942 (sacerdoti, laici e religiosi) potranno festeggiare i 70 anni del vescovo Monari. Un gruppo di coscritti del Vescovo appartenenti a diverse parrocchie della diocesi organizza sabato 17 marzo 2012 una giornata speciale per festeggiare “i primi 70 anni�. La proposta prevede la Messa in Duomo alle 10.30 e il successivo pranzo al Centro pastorale Paolo VI.

    

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redibili, incredibili. Si può essere gli uni e gli altri. Nel tradizionale incontro per la memoria liturgica di San Francesco di Sales con i giornalisti bresciani il vescovo Monari ha affrontato il tema della credibilitĂ che di fatto appartiene a tutta l’esperienza umana. Nella vita sociale e nel complesso della conoscenza credere ha una notevole importanza. “Abbiamo l’impressione – ha sottolineato il Vescovo – che la conoscenza sia un fatto personale, ma la stragrande maggioranza delle nostre conoscenze si fonda sulla credenzaâ€?. Monari ha raccontato anche alcuni esempi concreti che mostrano come nella quotidianitĂ  l’uomo non verifica tutte le cose che vengono dette, altrimenti non “farebbe nessun progressoâ€?. Ăˆ importante saper “riconoscere che il patrimonio delle conoscenze è un’ereditĂ  culturale. Se non ci fosse la capacitĂ  di credere negli altri, non ci sarebbe la struttura della conoscenzaâ€?. Ecco allora che la scienza (la conoscenza) non può essere in contrasto con la fede. Una volta riconosciuto questo passaggio, diventa essenziale imparare a riconoscere quali fonti, quali informazioni, sono credibili. Ciascuno ha dentro di sĂŠ il criterio per valutare le singole situazioni con il rischio a volte di lasciarsi trascinare dalle affinitĂ  ideologiche o di “dar torto per provare una piccola

  

 

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quella che si fa con l’atto dell’intelligenza, che deve però essere autocriticaâ€?. Gli abbagli, confida il Vescovo, possono essere dietro l’angolo; anche e soprattutto per questo motivo serve l’intelligenza, l’unica capace di valutare l’insufficienza dell’intuizione avuta o dei dati presi in considerazione. Fatte queste premesse e forti del nostro patrimonio culturale che ci porta a valutare in un modo o nell’altro, siamo convinti che quello che facciamo o diciamo sia il vero; il vero, la veritĂ , non è però qualcosa di privato, ma di pubblico: “Io posso capire, ma è indipendente da meâ€?. Solo se la veritĂ 

è trasferibile è “veraâ€?. Un altro passaggio da non sottovalutare è quello della responsabilitĂ , cioè “di essere attenti agli effetti: la comunicazione entra nelle decisioni e come ogni decisione dell’uomo deve essere sottoposta al vaglio della responsabilitĂ â€?. Il percorso individuato dal Vescovo presuppone tre passaggi: riconoscere la veritĂ , un cammino per richiedere la fiducia di chi ho di fronte e l’assunzione di responsabilitĂ  nei confronti delle scelte che si fanno. Monari ha parlato ai giornalisti, ma piĂš in generale ha parlato agli uomini che abitano le nostre comunitĂ .

      



$SSXQWDPHQWLGLIHEEUDLR Prosegue a febbraio la Scuola di preghiera con don Marco Busca e don Sergio Passeri (ore 20.45 / 22.15): mercoledĂŹ 1 con “La preghiera del Padre Nostroâ€?; mercoledĂŹ 8 con “Pregare al mattino e alla sera, pregare col lavoroâ€?. Ultimi due incontri anche per “Donne, crocevia di umanità – Sguardi da piĂš latiâ€? (ore 20.30 / 22.30): giovedĂŹ 2 con “Codice donnaâ€?: il

lungo cammino dall’Assemblea costituente a oggi (dott.ssa Francesca Parmigiani, avvocato); giovedĂŹ 9 – “Separarsiâ€? (dott.ssa Federica Gobbi, avvocato); sabato 4 e domenica 5 – “Il cammino nel luttoâ€?, rielaborare‌ per tornare a vivere con p. Peter GrĂźber (capp.); lunedĂŹ 13 (ore 21) – Veglia di preghiera con la FraternitĂ di Romena dal titolo “Mendicanti di luceâ€?.

Da domenica 12 a domenica 19 febbraio ci sono gli esercizi spirituali per religiose/i, sacerdoti e laici con padre Carlo Lanza. Da martedĂŹ 21 a sabato 25 (ore 9/11.30) ci sono gli esercizi spirituali nella vita ordinaria per laici. Informazioni e iscrizioni presso il Centro Mater Divinae Gratiae di via S. Emiliano 30 - Brescia; tel. 030.384721 - www.materdivinaegratiae.it.

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‹‘˜ƒÂ?‹‡…‘Â?—Â?‹–Â? Dal 21 novembre 2011 è in corso la terza esperienza di vita in comunitĂ in un appartamento messo a disposizione da Caritas diocesana: le protagoniste sono cinque ragazze (nella foto). Si sono organizzate con i loro impegni e tra di loro, studiano, fanno volontariato, cucinano, puliscono e riordinano, pensano e si raccontano. Provano e cercano. Si confrontano con i loro responsabili di formazione e si assumono le responsabilitĂ  delle loro decisioni. Raccontano

agli amici e a chi è interessato quanto vale questa esperienza per crescere. Ăˆ un “tirocinio di vita autonomaâ€? che avrĂ termine il prossimo mese di marzo, quando lasceranno il posto ad un altro gruppo, per il quale ci sono giĂ  alcune iscritte. La proposta “Giovani e comunitĂ â€? è rivolta a ragazzi e ragazze, di etĂ  compresa tra i 18 e i 30 anni, che intendono mettersi alla prova in un’esperienza di convivenza e di servizio. L’esperienza è

compatibile con attivitĂ di lavoro e/o di studio universitario. Con il progetto “Gio&Comâ€? si vuole: favorire l’autonomia dei giovani e il discernimento delle proprie scelte di vita attraverso l’esperienza di comunitĂ , il confronto e la riessione; promuovere esperienze di condivisione ispirate ai valori cristiani nella comunitĂ  giovanile e nel territorio. Per avere ulteriori informazioni: www.brescia.caritas. it; 030.3757746; Facebook: Caritas Brescia Volontariato Giovanile.

 

  





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abato 28 gennaio entra nel vivo la proposta formativa del Collegamento dei Centri di ascolto, a cui partecipano i referenti dei 37 Centri di ascolto Caritas, presenti in 24 zone pastorali della diocesi. Una presenza capillare che dice del ruolo di prossimitĂ delle Caritas nell’intercettare, analizzare, rispondere a bisogni concreti, precisi, contingenti, ma che nel contempo invita a costituire “reteâ€?. Il collegamento, animato dal centro di ascolto diocesano Porta Aperta, si propone infatti di favorire la condivisione dello specifico distintivo dell’identitĂ  dei centri di ascolto, di maturare consapevolezza dello “stile Caritasâ€?, di approfondire questioni nodali per l’attivitĂ , di promuovere la circolazione di esperienze di ascolto. Anche il Papa, in occasione del 40° anniversario dell’istituzione di Caritas italiana (24 novembre 2011) ha richiamato l’attenzione sulla centralitĂ  dell’ascolto: “Nei quattro decenni trascorsi, avete potuto approfondire, sperimentare e attuare un metodo di lavoro basato su tre attenzioni tra loro correlate e sinergiche: ascoltare, osservare, discernere, mettendolo al servizio della vostra missione: l’animazione caritativa dentro le comunitĂ  e nei territori. Si tratta di uno stile che rende possibile agire pastoralmente, ma anche perseguire un dialogo profondo e proficuo con i vari ambiti della vita ecclesiale, con le associazioni, i movimenti e con il variegato mondo del volontariato organizzato [‌]. In questo modo le Caritas de-

  

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“Collegamentoâ€?, approfondendo in particolare il ruolo dei centri di ascolto e delle Caritas come “sentinelleâ€? dentro le comunitĂ e i territori. La proposta di formazione intende mettere a tema il rapporto dei centri di ascolto con l’esterno (vedi il “fra tuttiâ€? del caleidociclo della caritĂ ), assumendo come centrale la domanda: quale ruolo assumono (o rischiano di assumere) i centri di ascolto nel rapporto con altri soggetti istituzionali di welfare? Il primo dei tre incontri dal titolo “La relazione dei centri di ascolto con i servizi sociali. Partenariato o subordinazione?â€? è fissato sabato 28 gennaio, dalle 9 alle 13 presso la Casa dei diaconi.

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un ampio numero di cittadini ad aver bisogno di interventi di sostegno sociale. La contrazione delle risorse destinate agli interventi sociali pone in difďŹ coltĂ proprio le istituzioni, i servizi, e le organizzazioni che hanno il dovere e lâ&#x20AC;&#x2122;aspirazione di rispondere a queste istanze. Nel frattempo le comunitĂ  territoriali sperimentano nuove forme di iniziativa sociale. Perciò questo incontro â&#x20AC;&#x201C; continua la portavoce â&#x20AC;&#x201C; vuole essere una occasione per condividere lâ&#x20AC;&#x2122;analisi

   

della situazione in cui versa attualmente il welfare della nostra Regione e Provincia, vuole essere uno strumento per potenziare le capacitĂ delle autonomie sociali di riďŹ&#x201A;ettere sulle proprie esperienze e di valutare il valore delle soluzioni sperimentate e vuole essere una opportunitĂ  per rafforzare la ďŹ ducia dei corpi intermedi concorrere alla costruzione di un sistema di risposte ai bisogni sociali partecipato, vicino alla persona, alle comunitĂ  e sostenibileâ&#x20AC;?.

   

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ettersi insieme, unire le forze, pensare risposte corali a bisogni emergenti; in due parole: fare rete. Questa la caratteristica principale del Bando volontariato 2012 lanciato dai Centri di servizio per il volontariato, dal Comitato di gestione del fondo speciale e dalla Fondazione Cariplo; un bando di 2 milioni e mezzo di euro a sostegno dei progetti delle organizzazioni di volontariato sul territorio lombardo. Il bando parte da una consapevolezza: in una situazione di difficoltĂ economica perdurante è sempre piĂš richiesta una forte risposta del volontariato alle esigenze delle persone, delle famiglie e delle comunitĂ , anche a fronte di una crescente difficoltĂ  delle istituzioni di assicurare unâ&#x20AC;&#x2122;efficace presa in carico dei bisogni sociali. In questo panorama dove le risorse a disposizione delle organizzazioni di volontariato si assottigliano sempre piĂš, la scelta comune dei partner è stata quella di destinare una quota del Fondo speciale per il volontariato, istituito dalla Legge quadro sul volontariato n.266/91 e alimentato dai proventi delle fondazioni di origine bancaria, a un bando che intende rafforzare la capacitĂ  delle organizzazioni di rispondere ai bisogni dei territori, lavorando in gruppo e stimolando la partecipazione attiva delle persone. Progetti che dovranno essere presentati congiuntamente da almeno due organizzazioni di volontariato in rete; la rete potrĂ  inoltre prevedere â&#x20AC;&#x201C; è anzi auspicabile â&#x20AC;&#x201C; la partecipazione di soggetti diversi dalle organizzazioni

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Â&#x2014;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2018;ÇŁÂ&#x17D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x2019;Â&#x2014;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2030;Â?Â&#x2039; stesse (cooperative, enti pubblici, realtĂ profit e quantâ&#x20AC;&#x2122;altro), che potranno avere un ruolo attivo nelle azioni previste, ma non potranno essere destinatari di contributo. Il bando riprende e rilancia un intervento analogo del 2008, finanziato sempre con il Fondo speciale, che aveva introdotto e sperimentato, con successo, alcune no-

Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x2014;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x201E;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Č&#x201A;Â?Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â? Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Č&#x201A;Â&#x2014;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018; Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x17D; Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Ǥ Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;°Â&#x2014;Â?Â&#x192; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;ÇŁ Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;ÇĄ Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x2014;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;ÇĄ Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x2014;Â?Â&#x201E;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;ÇĄÂ&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2C6;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;ǤÂ&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â? Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2039; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2021; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Ǥ Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;DzÂ&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x192; Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;ÇłÂ&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;ÇĄ Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039; Â&#x2DC;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Ǥ Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2014;Â?ÇŻÂ&#x192;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x192; Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2020; Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;

Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Ǥ Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇŁ Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Í&#x2122;Í&#x17E;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x; Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x161;Í&#x2DC;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Í&#x2122;Í Â&#x2021;Í&#x161;Í?Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;͠ǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x161;ǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;ÇĄÂ?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039; Í&#x161;Í&#x161;Â&#x2021;Í&#x161;ÍĄÂ&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x161;Í&#x2DC; Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2026;Â&#x17D;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018; Í&#x203A;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x153;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;͠ǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x161;ǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;Ǥ Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x17D; Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?ǤÍ&#x153;Í&#x203A;Č&#x20AC;Â&#x201E; Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ǤÂ&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D; Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;°Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201D;Â? 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vitĂ come la gestione online di tutte le procedure, dallâ&#x20AC;&#x2122;iscrizione alla rendicontazione, il vincolo appunto della costituzione di reti tra le organizzazioni per essere ammessi al bando e lâ&#x20AC;&#x2122;obbligo di raccolta fondi da privati per il cofinanziamento dei progetti. Il bando si chiuderĂ  il 30 marzo 2012 e si propone di sostenere i progetti in grado di avviare o potenziare azioni che intervengano sui bisogni identificati dalle organizzazioni e rilevanti per il territorio (tetto massimo per progetto: 25mila euro). Per partecipare al bando occorre visitare il sito www.bandovolontariato.it e seguire la procedura online indicata. Il Csv è poi disponibile a supportare ogni associazione che ne faccia richiesta.

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facile schernire il cristianesimo e il cristiano, proprio perché nel cristianesimo il mistero di Dio si rivela nella vita concreta di un uomo, Gesù di Nazaret. Il Dio misterioso e senza immagine, il Dio che sta al di là di ogni nostro pensiero e rappresentazione, può sempre essere negato, ma difficilmente può essere schernito. Lo scherno ha bisogno di avere davanti una carne che gli si opponga, ha bisogno di giocare sullo scarto tra la inevitabile debolezza della carne e la grandezza di quello che la carne presume di rappresentare. Gesù di Nazaret è uomo; è fatto della stoffa di cui sono fatti tutti gli uomini. Non è difficile buttargli addosso il banale, il ridicolo, anzi addirittura il peccato dell’uomo. D’altra parte, entra nella visione della fede proprio l’affermazione che Egli, Cristo, ha preso su di sé i nostri peccati – quindi le nostre stupidità, le nostre empietà, i nostri orgogli ridicoli, i nostri odi im-

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‘•…Š‡”‘ Šƒ„‹•‘‰‘ †‹ƒ˜‡”‡†ƒ˜ƒ–‹ —ƒ…ƒ”‡…Š‡ ‰Ž‹•‹‘’’‘‰ƒ pietosi. Appiccicargli addosso quello che Egli liberamente si è assunto è facilissimo. Ma è pericoloso. Non perché Cristo, come Giove tonante, possa reagire scagliando fulmini inceneritori contro chi lo offende. Ma perché il Cristo oltraggiato, umiliato, irriso, è lo specchio terso in cui l’uomo vede e riconosce se stesso, senza maschere. Cristo non ha niente da perdere; quello che avrebbe avuto da perdere, l’ha buttato via lui stesso, per amore. Quando Pilato, dopo averlo fatto flagellare, ha presentato Gesù alla folla, lo ha presentato con una simil-corona di spine, con un simil-manto di porpora, come un re da strapazzo. Tutti

i possibili scherni erano già lì a testimoniare la forza dell’amore che non ha paura di nulla, nemmeno dell’umiliazione; e a testimoniare la vigliaccheria del potere che sa di rimanere impunito. E nemmeno i cristiani ci rimettono nulla, loro che subiscono umiliazioni dovute al loro peccato e alla loro incoerenza. Essi hanno bisogno di ricordare sempre di nuovo che il loro Signore è sceso fino all’abisso dell’ignominia a causa del loro egoismo e della loro insipienza; ma che questa ‘discesa’ è per loro redenzione e salvezza: “Usciamo dunque verso di Lui… portando il suo disonore” (Eb 13,13). Ha, invece, qualcosa da perdere l’uomo, e qualcosa di prezioso. Perché se l’uomo non riesce più a rendersi conto che c’è un Dio chinato come medico sulle sue piaghe, chi sarà in grado di sopportare il puzzo delle sue infedeltà e del suo cinismo? E presso chi l’uomo umiliato da se stesso o dagli altri troverà un’occasione di riscatto?



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Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x17D; Â&#x2018;Â?Â&#x2C6;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â?Â&#x2039; Sala consiliare del Comune di Nave (ore 120.30) â&#x20AC;&#x153;Incontro sulle stragi del â&#x20AC;&#x2DC;900â&#x20AC;?. Sabato 28 gennaio: â&#x20AC;&#x153;Il coraggio di vivereâ&#x20AC;? con Emanuele Turelli (Sala dellâ&#x20AC;&#x2122;oratorio di Sulzano), ore 20.30, tratto dal libro autobiograďŹ co di Nedo Fiano (nella foto). Ingresso libero. â&#x20AC;&#x153;Alberto, un uomo. Bresciano, amico di Primo Levi, eroe: una storia da Auschwitzâ&#x20AC;? (Teatro delle Ali di Breno). Davide Bonetti alla ďŹ sarmonica e Luciano Bertoli, attore. Alberto fu lâ&#x20AC;&#x2122;uomo che salvò la vita a Primo Levi.

Lâ&#x20AC;&#x2122;Osservatorio permanente armi leggere di Brescia propone venerdĂŹ 27 gennaio alle 20.45 â&#x20AC;&#x153;Opera multimediale contro tutte le guerreâ&#x20AC;? con voci e immagini dalla Grande Guerra. In febbraio prende il via la terza edizione della rassegna cinematograďŹ ca di Opal. Sabato 4 febbraio â&#x20AC;&#x153;Burma vj, voci libere dalla Birmaniaâ&#x20AC;? di Anders Ostergaard, racconto della protesta dei monaci buddhisti contro uno dei regimi piĂš dispotici e autoritari del continente asiatico. â&#x20AC;&#x153;Pace in

marciaâ&#x20AC;? sabato 11 febbraio, tratto da â&#x20AC;&#x153;La Grande Storiaâ&#x20AC;? di Rai Tre di Andrea Orbicciano e Giovanni Grasso. VenerdĂŹ 17 febbraio â&#x20AC;&#x153;Io sono qui - Mario Periddaâ&#x20AC;?; Giovanni Asara decide di lasciare la Sardegna per arruolarsi con lâ&#x20AC;&#x2122;esercito per il Kosovo, dove sarĂ sconďŹ tto da una dura malattia. Sabato 25 febbraio â&#x20AC;&#x153;Standing armyâ&#x20AC;?, un documentario di Thomas Fazi e Enrico Parenti sulle basi militari statunitensi in Italia. Inizio alle 20.30 teatro di Cristo Re a Brescia. Ingresso libero.



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ercoledĂŹ 1 febbraio alle 20.30, nel Museo diocesano (via Gasparo da Salò, 13 a Brescia) avrĂ luogo un happening dal titolo â&#x20AC;&#x153;Lumen ad revelationem gentiumâ&#x20AC;?, cioè â&#x20AC;&#x153;Luce per illuminare le gentiâ&#x20AC;?. La serata porrĂ  al centro dellâ&#x20AC;&#x2122;attenzione dei visitatori lâ&#x20AC;&#x2122;opera â&#x20AC;&#x153;Adorazione dei Magiâ&#x20AC;?, capolavoro di Stefano di Giovanni detto il Sassetta, che dalla metĂ  di dicembre è ospite del Museo dopo il lungo, rigorosissimo e costosissimo restauro voluto dal Monte dei Paschi di Siena. Ă&#x2C6; anche lâ&#x20AC;&#x2122;occasione per una riflessione piĂš generale sul mistero nella genesi dellâ&#x20AC;&#x2122;opera dâ&#x20AC;&#x2122;arte e per la sperimentazione di modalitĂ  nuove o diverse di fruire in modo pieno e consapevole dellâ&#x20AC;&#x2122;opera stessa, con qualche utile ricaduta nellâ&#x20AC;&#x2122;orizzonte della catechesi. Per questo lâ&#x20AC;&#x2122;iniziativa, voluta dalla sottocommissione diocesana Catechesi attraverso lâ&#x20AC;&#x2122;arte e realizzata in collaborazione con il Museo diocesano, la Scuola diocesana di musica Santa Cecilia e la Scena Sintetica, è rivolta in modo speciale ai catechi-

Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x161;Â&#x2018;ǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;ÇŁÂ&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x2019;Â&#x2039;ĂŽÂ&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â?Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;DzÂ&#x2020;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;dzǤ Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021; Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x2021;ÇŁÂ&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇŚÂ&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; sti, pur rimanendo aperta agli amanti dellâ&#x20AC;&#x2122;arte in genere. Lâ&#x20AC;&#x2122;happening vuole dare un contributo allâ&#x20AC;&#x2122;esigenza di quanti vogliano fruire dellâ&#x20AC;&#x2122;opera dâ&#x20AC;&#x2122;arte in modo non superficiale e, nei limiti del possibile, superare lo stereotipo della visita frettolosa (ancorchĂŠ guidata) dei forzati presenzialisti e collezionisti di mostre. La serata intende porre in atto un percorso che va oltre la â&#x20AC;&#x153;scorzaâ&#x20AC;? dellâ&#x20AC;&#x2122;opera dâ&#x20AC;&#x2122;arte, indagandone la sostanza viva che è fatta di luce, di suono, di colore e di rito. Intonandosi alla sensibilitĂ dellâ&#x20AC;&#x2122;artista (in questo caso il Sassetta), lo scopo è di offrire una visione della sua opera che possa ri-cantare il suo inno alla bellezza nella mente e nel cuore dei visitatori, grazie allâ&#x20AC;&#x2122;intreccio di diversi linguaggi, in un gioco sinestetico. Il percorso sarĂ  diviso in tre soste o â&#x20AC;&#x153;stanzeâ&#x20AC;?: la stanza dellâ&#x20AC;&#x2122;into-

nazione (nel chiostro); la stanza della visione; la stanza della ri-cantazione (di nuovo nel chiostro). Dietro le quinte di questo evento, in grado di mescolare piĂš linguaggi artistici, collaborazioni solide e generose: Giuseppe Fusari (direttore del Museo diocesano), Alberto Donini (direttore della Scuola di musica diocesana Santa Cecilia), Scena Sintetica e la Scuola dellâ&#x20AC;&#x2122;attore â&#x20AC;&#x153;E. Marconiâ&#x20AC;?, insieme al maestro Bruno Prodezza. Lâ&#x20AC;&#x2122;opera â&#x20AC;&#x153;Adorazione dei magiâ&#x20AC;? del Sassetta è un vero e proprio capolavoro dellâ&#x20AC;&#x2122;arte senese del Quattrocento; costituisce la parte piĂš consistente di una pala che, visto il formato piĂš ridotto del consueto, doveva essere destinata a un altare domestico o a una cappella privata e che ha subito in un lontano passato una brutale decurtazione, dovuta con ogni probabilitĂ a motivi di commercio.

Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2018; Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;DzÂ&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;ÇłÂ&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?

Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2021; Â?Â&#x192;°Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x201E;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Ǥ DzÂ&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;ÇłÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇŚ Â?Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x17D;Í?Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018;ǤÂ&#x2014;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â?ÇŚ Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x192;ÇŁÂ&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â?Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2019;Â&#x2039;ĂŽÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201E;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x2039;ÇĄ Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2018;ǤÂ&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2030;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2039;Â?Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x2021; Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2DC;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;ÇŚ Â?Â&#x2018;ǤÂ&#x2030;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x192;Â?ÇŚ Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2014;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â? Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;ǤÂ&#x2021;Â&#x201D; Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;ÇŚ Â?Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x192;ǤÂ?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄ Â&#x2C6;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;ÇŚ

Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;ÇŤÂ&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;DzÂ&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;ÇłÂ&#x2C6;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x2039;ÇĄ Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2014;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Í?Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018;°Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;DzÂ&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018; Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;dzǤ Â?Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x153;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Í&#x153;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x153;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201D;Â?DzÂ&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2021; Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;dzǣÂ&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;ÇŻÂ&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄÂ?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2021; Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2030;Â?ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2014; Â?Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ÇŚ Â?Â&#x2018;ǤÂ&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Í&#x2122;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201D;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â? DzÂ&#x192;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;dzǣÂ&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;ǢÂ&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201E;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x192;ÇĄÂ?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2014;ÇŚ Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2019;Â&#x2018;ǤDz Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x17D;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x192;Çł°Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Í&#x17E; Â?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2030;Â?Â&#x192; Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2039;ǤÂ&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Í&#x203A; Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2014;Â&#x2030;Â?Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?DzÂ&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x192;dzǥÂ&#x2039;Â?Â&#x201E;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x192;ÇŚ Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;ÇĄÂ&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2021; Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;ǤÂ&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â?Â&#x2021; Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;DzÂ&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;dzǤ

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3HUVFRSULUHFRVDF¡q ´'HQWURLOPXVHRÂľ Anche questâ&#x20AC;&#x2122;anno parte lâ&#x20AC;&#x2122;appuntamento con il ciclo dâ&#x20AC;&#x2122;incontri â&#x20AC;&#x153;Dentro il museo. Intuizioni, ricerche e scoperteâ&#x20AC;?. I quattro appuntamenti si propongono di illustrare, non solo la storia del complesso San Salvatore-Santa Giulia, ma di introdurre il pubblico ad alcune questioni museologiche legate alle vicende collezionistiche. Lâ&#x20AC;&#x2122;obiettivo è quello di trasmettere lâ&#x20AC;&#x2122;immagine di un museo vivo, nel quale professionisti e ricercatori aggiornano le conoscenze sui manufatti attraverso analisi scientifiche e dove le attivitĂ didattiche ed espositive congiungono il mondo della ricerca al pubblico esterno. FinalitĂ  che vogliono contrastare il pregiudizio che considera i musei luoghi di conservazione della memoria: il museo moderno ha la funzione prioritaria della conservazione, ma relazionata alla fruibilitĂ  da parte del pubblico e allo sviluppo della ricerca. Il primo incontro, in programma giovedĂŹ 26 gennaio, sarĂ  dedicato ai materiali e alle fasi altomedievali della chiesa di San Salvatore e vedrĂ  gli interventi di Gian Pietro Brogiolo (professore ordinario di Archeologia medievale dellâ&#x20AC;&#x2122;UniversitĂ  di Padova), Monica Ibsen, studiosa delle emergenze architettoniche bresciane e Vincenzo Gheroldi (Soprintendenza per i Beni Architettonici). GiovedĂŹ 9 febbraio Roberta Dâ&#x20AC;&#x2122;Adda, illustrerĂ  la figura di Paolo Brognoli, illuminato connoisseur che ha contribuito ad arricchire la raccolta museale nella Brescia dellâ&#x20AC;&#x2122;Ottocento. GiovedĂŹ 23 febbraio, Matteo Zambolo (UniversitĂ  di Bologna) si soffermerĂ  sulla sta-

gione espositiva bresciana tra il 1935 e il 1946. GiovedĂŹ 8 marzo, Edilberto Formigli e Andrea Salcuni, esperti di bronzi antichi, e Francesca Morandini, responsabile del servizio collezioni e siti archeologici di Brescia, sveleranno alcuni aspetti della Vittoria alata e le relazioni con la statuaria affine dellâ&#x20AC;&#x2122;Italia settentrionale. Ingresso libero; inizio alle 17 nella sala conferenze del Museo di Santa Giulia. (e.b.)

Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x17D;Í&#x161;Í&#x17E; Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â?Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x;ÇĄ Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192; Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x201E;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â? Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;


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marito e lo considera incapace di qualsiasi atto immorale, sir Robert è stimato in societĂ per la sua lealtĂ ; è sottosegretario agli Affari esteri e sta per diventare ministro. Ma un segreto inconfessabile è allâ&#x20AC;&#x2122;origine della sua fortuna: neanche la moglie ne è al corrente perchĂŠ teme di perderne lâ&#x20AC;&#x2122;amore. Battute, dialoghi frizzanti interrogano, oggi piĂš di ieri, il rapporto tra politica, morale e senso dellâ&#x20AC;&#x2122;amore coniugale. Al centro campeggiano temi quanto mai attuali come la corruzione

e lâ&#x20AC;&#x2122;integritĂ dei governanti, che il regista Roberto Valerio, scarniďŹ cando il testo di Oscar Wilde ďŹ no allâ&#x20AC;&#x2122;osso, evidenzia, puntando la lente dâ&#x20AC;&#x2122;ingrandimento su alcuni urgenti interrogativi. per quello che è: unâ&#x20AC;&#x2122;incalcolabile e arbitraria costruzione priva di fondamenta. Sul palco anche Valentina SperlĂŹ, Pietro Bontempo, Alarico Salaroli, Chiara Degani e Roberto Baldassarri. Info: politeamamanerbio.it e teatrocrystal.it

Â?Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â? Í&#x203A;ÇŁÂ&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â? Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;

Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x2021;Dz Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x192;Çł



Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018; Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2021; Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;ÇŁ Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039; Â&#x2026;Â&#x2018;Â? Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039;

&RQ0RZJOL Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Í?Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x17E;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2014;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2014;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2C6;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;ǤÂ&#x192;Â&#x201D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192; Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2030;Â&#x2039;Â? Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?DzÂ&#x2018;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Çł   

1Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018; Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;ÂżÍ&#x2122;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2014;Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D; Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018; Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x161;Í&#x2122;ǤÇŻÂ&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018; °Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; DzÂ&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;ÇłÂ&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192; Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2021;Ǥ Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039; Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Č&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x201E;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2039;ĂŽ Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Č&#x152;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018; Č&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2021;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x201E;Â&#x17D;Â&#x2021;Č&#x152;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x2018; Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018; Dz Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Çł Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x203A;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2022;Â?Â&#x203A; Č&#x2039;Í&#x2122;ÍĄÍ&#x203A;Í ÇŚÍ&#x2122;ÍĄÍ Í&#x2DC;Č&#x152;ÇĄÂ&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2021; Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x192;Â?Â?Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;ÇĄ Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192; Â&#x2014;Â?Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x201E;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192; Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Ǥ Â?Dz Â&#x17D; Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Çł Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄ Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; °Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2039; Â&#x2DC;Â&#x203A;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2022;Â?Â&#x203A;Â&#x192;Â?Â&#x2039;ÇŁÂ&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x203A;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2022;Â?Â&#x203A;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â?Â&#x2018; Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192; Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2014;Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2039;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192; Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x2018; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Ǥ Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x2018;Â?Â&#x2039; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x203A;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2022;Â?Â&#x203A;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039; Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2014;Â?Â&#x2039; Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;ĂŽ Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x192;ÇŁ Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018;ÇĄ Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x2018;Â&#x2021; Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2018;Ǥ Dz Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Çł Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2014;Â?Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2014;Â&#x201D;Â?ÂąÂ&#x2021; Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x160;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x17D; Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x17D; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x192; Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D; Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x192;Ǥ Â&#x2030;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; DzÂ&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018; Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;ÇłÂ&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x201D;Â? Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2039; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Dz Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D; Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;ÇłÂ&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018; Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x2039;Í&#x161;Í&#x17E;ÇĄ Í&#x161;Í&#x;Â&#x2021;Í&#x161;Í Â&#x2030;Â&#x2021;Â?Â?Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Ǥ

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Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2039;Â&#x17D;Í&#x203A;Í&#x161;ÇĄÍ ÎŹÂ&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039; Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;ÇĄÂ&#x192;Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x192; Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Í&#x203A;͠ΏǤÂ&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039; Â?Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;ĂŽÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2021; Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Ǥ Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018; Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ?Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄDzÍ&#x203A;ÇŚÂ&#x2021;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â?Â&#x2030; Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;ÇłÂ&#x2014;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;ÇŻÂ?Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â? Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x192;Â?ÇĄÂ&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x2DC;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â? Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2018; Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â?Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â? Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;ǤDzÂ&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Č&#x201A; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x2018;Č&#x201A;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039; Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2C6;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039; Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2039;ĂŽÂ&#x192;Â?Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?dzǤÂ&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;ÇŻÂ&#x192;Â?Â?Â&#x2018;ÇĄ Â&#x2039;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2021; Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2039;Â?Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2039;Í&#x2122;Í&#x161; Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â?ÇĄÂ?Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â?Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x2018; Â&#x2014;Â?Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018;ǤDzÂ?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2030;Â?Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x2018;°Â&#x2020;Â&#x2039; ÇŽÂ&#x2039;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;ÇŻ Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;ÇŽÂ&#x2021;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;ÇŻÇĄ Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2039;Â? Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2020;Â&#x2039; Â?Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;dzǤÇŻÂ&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;°Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2C6;ǤÂ&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;ǤDz Â?Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2030;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â?Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Č&#x201A;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x192; Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Č&#x201A;°Â&#x2014;Â?ÇŻÂ&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192; Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x160;ÂąÂ&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2021;Â&#x2013;Â? Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;ǤÂ&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2014;Â?Â?Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2018; Â&#x2020;ÇŻÂ&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2014;Ă&#x2013;Â?Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â? Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;dzǤ DzÂ&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Č&#x201A;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192; Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;Č&#x201A;°Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2039;ĂŽÂ&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2C6;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â? 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on è la prima volta che le avventure in musica di Mowgli, Baloo e compagni passano in terra bresicana. Era lâ&#x20AC;&#x2122;inizio di febbraio quando la commedia musicale tratta dal libro di Kipling, senza tralasciare alcune caratteristiche del cartoon della Disney, riempĂŹ il PalaBrescia di famiglie. Domenica 5 febbraio alle 16 sarĂ invece al PalaGeorge di Montichiari, con alcune novitĂ  nel cast rispetto alla precedente tournĂŠe. Protagonista della vicenda è il cucciolo di uomo Mowgli, interpretato, lui non è cambiato, da Heron Borelli, giĂ  protagonista prima di questo musical del pluripremiato â&#x20AC;&#x153;Notre Dame de Parisâ&#x20AC;? di Riccardo Cocciante, in cui interpretava Febo e Gringoire, e di â&#x20AC;&#x153;Hollywoodâ&#x20AC;? di Massimo Ranieri; lâ&#x20AC;&#x2122;orso Baloo, suo amico e, in qualche modo guida, è interpretato da Nicolas Tenerani, giĂ  visto nei panni di Fra Tuck nel musical â&#x20AC;&#x153;Robin Hoodâ&#x20AC;?. Nel cast anche Elena Nieri, interpreta Bagheera e Dea, che nella scorsa stagione era Kate e Lucy in â&#x20AC;&#x153;Avenue Q Superâ&#x20AC;?. â&#x20AC;&#x153;Il libro della giunglaâ&#x20AC;&#x2122;â&#x20AC;&#x2122; è un musical pieno di creativitĂ , di fantasia, di allegria, che si pone come unico obbiettivo quello di stupire e affascinare grandi e piccini. Non mancano musiche accattivanti, luci evocative, pupazzi giganti di grande impatto, costumi colorati, balletti scatenati. Uno spettacolo per tutta la famiglia che sta divertendo e incantando migliaia di persone che hanno voluto sognare di immergersi nella giungla e, come dice lo slogan del musical, â&#x20AC;&#x153;sentire gli animali cantareâ&#x20AC;?. Lo spettacolo è firmato da Adriano Bonfanti e Gigi Reggi, e le musiche sono di Tony Labriola, Stefano Govoni, con la collaborazione di Vince Tempera. Liriche dello stesso Bonfanti con Luigi Albertelli mentre le coreografie sono a cura di Gillian Bruce. Biglietti: parterre 18 euro, gradinate 12 euro, under 14 6 euro. Info: 3457008359. Rivendite autorizzate: River music (via Romero, Montichiari), Caffè doppio (via Mantova, Montichiari) e La Piadineria (via Romanino, Montichiari). In occasione della tappa di febbraio avevamo incontrato il protagonista Heron Borelli. Eccone uno stralcio. Cosâ&#x20AC;&#x2122;è â&#x20AC;&#x153;Il libro della giungla - Il musicalâ&#x20AC;?? Una storia disegnata ad hoc, in cui si racconta la maturitĂ  di Mowgli, dai

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sione a quando avevo 10 anni. Ho scelto di non scimmiottare il bambino, ma far vedere quello che câ&#x20AC;&#x2122;è ancora dentro tutti noi, quella parte di meraviglia nel vedere le cose nuove. Gli animali, secondo lo spunto disneyano, sono umanizzati ma anche questi senza scimmiottare. Nel mio passato ho sempre fatto ruoli forti, duri, da uomo. Qui mi sono trovato a lavorare su piccole cose, molto delicate, come tutte quelle di un bambino. Ă&#x2C6; un altro modo di vedere.

Approfitta dellâ&#x20AC;&#x2122;offerta! Mostra questo coupon alla biglietteria del Teatro PalaBrescia e riceverai uno sconto per lo spettacolo di

sabato 25 febbraio, ore 21.00

Peter Pan il Musical con Manuel Frattini

Offerta valida per posti di Gran Poltrona, Prima Poltrona e Galleria, esclusivamente alla biglietteria del Teatro PalaBrescia, per lâ&#x20AC;&#x2122;acquisto di biglietti dello spettacolo di sabato 25 febbraio Peter Pan il Musical, non cumulabile con altre promozioni.

GRAN POLTRONA intero 26 â&#x201A;Ź (+3 â&#x201A;Ź) invece di 31 â&#x201A;Ź (+4 â&#x201A;Ź) bambino 12 â&#x201A;Ź (+3 â&#x201A;Ź) invece di 16 â&#x201A;Ź (+4 â&#x201A;Ź) famiglia 16 â&#x201A;Ź (+3 â&#x201A;Ź) invece di 20 â&#x201A;Ź (+4 â&#x201A;Ź) PRIMA POLTRONA E GALLERIA intero 20 â&#x201A;Ź (+3 â&#x201A;Ź) invece di 24 â&#x201A;Ź (+4 â&#x201A;Ź) bambino 10 â&#x201A;Ź (+3 â&#x201A;Ź) invece di 13 â&#x201A;Ź (+4 â&#x201A;Ź) famiglia 13 â&#x201A;Ź (+3 â&#x201A;Ź) invece di 15 â&#x201A;Ź (+4 â&#x201A;Ź)

Info e contatti: tel. 030.348888 info.eureteis@alice.it info@palabrescia.it www.palabrescia.it


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Tre esposizioni con protagonisti gli scatti di tre fotograďŹ . Le immagini di Franco Bettini (1927-1991) presentano i paesaggi, gli spazi della pianura del Bresciano (nella foto), dalla Franciacorta alle Torbiere, raccontati attraverso il gioco dei colori dellâ&#x20AC;&#x2122;autunno delle foglie, dei muschi e delle sterpaglie del sottobosco. I lavori di Ennio Rassiotti si concentrano sui ritratti della societĂ multietnica bresciana; chiudono gli scatti di

Quattro lavori di grande formato in sale diverse. Lâ&#x20AC;&#x2122;arte di Giulio Paolini verte su tematiche che interrogano la concezione e il manifestarsi dellâ&#x20AC;&#x2122;opera dâ&#x20AC;&#x2122;arte. Dalle indagini intorno agli elementi del quadro si sposta sullâ&#x20AC;&#x2122;atto espositivo, sulla considerazione dellâ&#x20AC;&#x2122;opera come catalogo delle sue possibilitĂ . Galleria Minini, via Apollonio 68 â&#x20AC;&#x201C; Brescia. Fino al 10 marzo, da lunedi a venerdi dalle 10 alle 19.30; sabato dalle 15.30 alle 19.30.

Gian Luca Groppi, in bianco e nero ironicamente noir che riďŹ&#x201A;ettono sulle credenze della societĂ contemporanea, raggruppano la produzione fotograďŹ ca dellâ&#x20AC;&#x2122;autore negli ultimi 10 anni: personaggi fragili e ambigui. â&#x20AC;&#x153;Franco Bettini. RiďŹ&#x201A;essioniâ&#x20AC;?, â&#x20AC;&#x153;Ennio Rassiotti. Photogroup, Corso Garibaldiâ&#x20AC;?, â&#x20AC;&#x153;Gian Luca Groppi. Lâ&#x20AC;&#x2122;ultima mutazioneâ&#x20AC;?, Wavephotogallery, via Trieste 32/a â&#x20AC;&#x201C; Brescia. Fino al 2 febbraio, da martedi a sabato dalle 14 alle 20.



 

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l catalogo generale è unâ&#x20AC;&#x2122;impresa impegnativa che solo pochi musei possono intraprendere. La Pinacoteca Tosio Martinengo può vantare ora la pubblicazione del primo volume completo di tutte le sue opere del Seicento e Settecento. Il primo tomo dellâ&#x20AC;&#x2122;opera, a cura di Marco Bona Castellotti ed Elena Lucchesi Ragni, è composto da 353 schede delle opere della civica collezione, ordinate in base allâ&#x20AC;&#x2122;ambito geografico e alla cronologia, corredate da riproduzioni fotografiche a colori ad alta definizione. La prima parte è dedicata agli artisti bresciani, mentre le sezioni seguenti sono dedicate alla Lombardia e al Piemonte, al Veneto, a Genova, allâ&#x20AC;&#x2122;Emilia e alle Marche, a Roma e Firenze, a Napoli e infine allâ&#x20AC;&#x2122;Europa centro-settentrionale. La catalogazione è seguita da unâ&#x20AC;&#x2122;accurata bibliografia, dagli indici e dalle concordanze inventariali. La pubblicazione, che si contraddistingue per lâ&#x20AC;&#x2122;alto valore scientifico, è il prodotto della collaborazione di una trentina di studiosi, coordinati dai curatori e da Daniele Benati e Francesco Frangi. Il comitato scientifico ha scelto

Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2C6;ÇŁÂ&#x201C;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018; Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018; Â?Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192; Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2039;ÇŽÍ&#x161;Í&#x2DC;Â&#x2021;ÇŽÍ&#x203A;Í&#x2DC;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x201E;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x201E;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2018; Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x192;Č&#x2039;Í&#x2122;Í ÍĄÍ ÇŚÍ&#x2122;ÍĄÍ&#x;Í&#x203A;Č&#x152;ÇĄÂ&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x192;ÇŚ Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2021; Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Č&#x2039;Í&#x2122;Í Í Í?ÇŚÍ&#x2122;ÍĄÍ?Í&#x;Č&#x152;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Č&#x2039;Í&#x2122;Í ÍĄÍ&#x2DC;ÇŚÍ&#x2122;ÍĄÍ&#x;Í&#x161;Č&#x152;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2039; Č&#x2039;Í&#x2122;Í ÍĄÍ&#x2122;ÇŚÍ&#x2122;ÍĄÍ?ÍĄČ&#x152;ÇĄÂ&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â?Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018; Â?Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021; 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Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x192;Â?Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2014;ÇŚ Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x192;ǤÂ?Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2018;ÇŚ Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2014;Â?Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2039;ÇŚ Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2014;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â?ÇŚ Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021; Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2030;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201D;ÇŚ Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x192; Â?Â&#x2021;Â&#x2013;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;ÇŽÍĄÍ&#x2DC;Í&#x2DC;ǤÂ&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021; Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;Â?ÇŚ Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2018;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;

Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2014;Â?Â&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2019;Â&#x2039;ǢÂ&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;ÇŚ Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2039;Â?ÇŚ Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;ÇŻÂ&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;ÇŚ Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039; Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x17D; Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â?Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Ǣ Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â?Â&#x192;ÇĄÂ&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2039;ÇŚ Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â?Â&#x201E;Â&#x2018;ÇĄ°Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2021; Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2C6;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2021; Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x17D;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â?ÇŚ Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?ÇĄÂ&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2021;ÇĄ Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x2021;Â?Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?ÇŚ Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2039;ÇŻÍ&#x203A;Í&#x2DC;Â&#x2021; ÇŻÍ&#x153;Í&#x2DC;ǤÂ&#x160;Â&#x2039;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2018;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x192;ÇĄÂ?Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;ÇŚ Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2039;ĂŽÂ&#x192;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;ÇĄ Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039; Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2013;Â? Â&#x2021;Â&#x2014;Â?ÇŻÂ&#x192;Â&#x2013;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x201E;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x192; Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018; Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2018;Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2018; Â&#x2018;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;ǤDz Â&#x2014;Â?Â&#x2039;ÇĄ Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x201D;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2021; Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2018;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;ǤÂ&#x2014;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2018;ÇŚ Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;dzǥ Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2C6;ÇĄ Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x192;Í&#x2122;Í&#x2122;Č&#x20AC;Â&#x2C6;Č&#x201A;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Ǥ Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x17D; Í?Â&#x2C6;Â&#x2021;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x2020;ÂżÂ&#x192;Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192; Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;Í&#x17E;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Í&#x2122;ͥǤÍ&#x203A;Í&#x2DC;ǤČ&#x2039;Â&#x17D;ǤÂ&#x201E;ǤČ&#x152;

    

di considerare tutti i dipinti delle raccolte, a prescindere dal loro livello qualitativo: è cosĂŹ stato analizzato un folto ed eterogeneo gruppo di opere, dai celebri â&#x20AC;&#x153;pitocchiâ&#x20AC;? del Ceruti, alle tele dei Paglia e del Cifrondi, fino a quelle mai esposte e in precario stato di conservazione. Lâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ di schedatura da parte degli studiosi è stata sostenuta da unâ&#x20AC;&#x2122;attenta disamina delle fonti archivistiche e storiografiche e da unâ&#x20AC;&#x2122;accurata analisi materiale che ha

permesso di avviare unâ&#x20AC;&#x2122;importante campagna di restauro per unâ&#x20AC;&#x2122;ottantina di opere. Nella sua completezza, il volume si configura come uno strumento indispensabile per gli studiosi che intendono avvicinarsi al vasto patrimonio della Pinacoteca, oltre che per la tutela e la futura esposizione dei dipinti. A questa prima pubblicazione seguirĂ il secondo volume dedicato alle opere dei secoli XIII-XVI, in uscita nei primi mesi del 2013.

 

Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018; Â&#x2039;Â&#x17D;Â?Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2018;

Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2013;ĂŽ Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;

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Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2022;Â&#x2039;ÇĄÂ&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x201D;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;°Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x201D;Â&#x2014;Â?Â&#x2018; Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2C6;Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â?Â&#x2018; Â&#x192;Â&#x17D;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;ÇŚ Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2020;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192; Â&#x201E;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2013;Â?ǤÂ&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x2019;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2018;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2014;Â?ÇŻÂ&#x2014;Â?Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x201D;Â&#x2014;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2039;Â&#x2018; Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2014;Â?Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Â&#x2020;ÇŻÂ&#x192;Â?Â&#x2039;Â?Â&#x2018;ǤÂ&#x2021;Â&#x201D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021; Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â?Ǥ

Â&#x17D; Â&#x2013; Â&#x2020; Â&#x17D;Â&#x17D; Â&#x2039; Â&#x2013;ĂŽ Â&#x17D;Â&#x17D; Â&#x17D;

Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x2021;Â?Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2013;ĂŽÇĄÂ?Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2014;Â?Â&#x2030;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x160;Â&#x192;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039; Â&#x2C6;Â&#x2014;Â&#x17D;Â&#x2030;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2021;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2014;Â&#x2039;°Â&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;Â?Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2013;Â&#x2018;ÇĄÂ?Â&#x192;Â&#x192;Â?Â&#x2026;Â&#x160;Â&#x2021;Â&#x192;Â?ÇŚ Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2019;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2021;Â?Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;ǤÂ&#x201D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2021;Â?Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;ÇĄÂ&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2021; Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2021;Â?Â&#x2014;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2014;Â&#x201E;Â&#x201E;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x192;Â?Â&#x201E;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018; Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x2039;Â?Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2018;Ǥ Â?Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2021;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x201E;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2021;Â?Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x192;Â&#x17D;ÇŻÂ&#x192;Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x2022;Â&#x2039; Â&#x2019;Â&#x2022;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x2030;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2026;Â&#x2014;Â?Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x2018;Â?Â&#x2019;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2013;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x201C;Â&#x2014;Â&#x2018;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x192;Â?Â&#x2039;ÇŁÂ&#x17D;Â&#x192;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x2039;Â&#x2018;Â?Â&#x2021;ÇĄ Â&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â?Â&#x153;Â&#x192;ÇĄÂ&#x17D;Â&#x192;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â&#x2020;Â&#x2014;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x17D;Â&#x192;Â&#x2030;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2020;Â&#x2039;Â?Â&#x2021;ÇĄÂ&#x17D;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x2030;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x192;ÇĄÂ&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2039;ÇŚ Â?Â&#x2021;Â?Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2021;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2020;Â&#x2018;Â?Â&#x2018;ÇĄÂ&#x17D;Â&#x192;Â&#x2022;Â&#x2039;Â?Â&#x2026;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x2013;Â?ǤÂ&#x2018;Â?Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x2021;Â&#x2C6;Â&#x2039;Â?Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2021;DzÂ&#x2DC;Â&#x2039;Â&#x201D;Â&#x2013;ĂŽÂ&#x2022;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2039;Çł Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2026;Â&#x160;ÂąÂ&#x160;Â&#x192;Â?Â?Â&#x2018;Â&#x2014;Â?Â&#x2DC;Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2018;Â&#x201D;Â&#x2021;Â&#x2026;Â&#x2018;Â&#x2022;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2013;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x2DC;Â&#x2018;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2021;Â&#x2030;Â&#x192;Â?Â&#x2021;Â&#x2039;Â?Â&#x2013;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2019;Â&#x2021;Â&#x201D;Â&#x2022;Â&#x2018;ÇŚ Â?Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x2021;ǤÇŻÂ&#x192;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x201D;Â&#x2018;Â&#x2026;Â&#x2026;Â&#x2039;Â&#x2018;Â&#x2014;Â&#x2013;Â&#x2039;Â&#x17D;Â&#x2039;Â&#x153;Â&#x153;Â&#x192;Â&#x2013;Â&#x2018;Â&#x2020;Â&#x192; Â&#x2039;Â&#x2014;Â&#x2022;Â&#x2021;Â&#x2019;Â&#x2019;Â&#x2021; Â&#x192;Â&#x17D;Â&#x17D;Â&#x2039;°Â&#x2020;Â&#x2039;Â&#x2026;Â&#x192;Â&#x201D;Â&#x192;Â&#x2013;