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Un anno se n’è andato, un nuovo anno prende inizio. No, non è confusione di calendario, ma una constatazione di tipo “liturgicoâ€?. Come noto, nella domenica piĂš vicina a Sant’Andrea (30 novembre) prende avvio l’Avvento, e con esso l’anno liturgico. Ăˆ vero che questo succede tutti gli anni, ma – se non vogliamo che il tempo passi inutilmente – ogni anno, anzi ogni periodo, anzi ogni giorno può rappresentare una nuova tappa del nostro cammino spirituale. San Gregorio di Nissa notava: “Colui che sale non cessa mai di andare di inizio in inizio; non si è mai finito di incominciareâ€?. L’importante è‌ salire, rispondere all’amore di Dio che chiama continuamente a seguirlo, senza stancarsi, senza abbattersi: è cosĂŹ affascinante passare “da un inizio a un nuovo inizioâ€?, sperimentare la bellezza del lasciarsi condurre dal Signore alla scoperta del Vangelo, che è sempre uguale, ma anche sempre nuovo. Sant’Andrea è denominato dai fratelli orientali “il primo chiamatoâ€?. Lui ha saputo rispondere donando la vita. Chiediamo di poter pure noi rispondere alla nostra chiamata ogni giorno, come se fosse il primo.

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Misure anticrisi. Comunque vada piĂš tasse per tutti

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Í˜ÍĄƒ‡•‹‡’ƒ””‘……Š‹‡ Suore Poverelle. Una storia radicata che continua bene

͚ͥ……Ž‡•‹ƒ Concorso presepi. Mettersi davvero in cammino

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ÂŽ–‡Â?’‘ ‹Â?—–‹Ž‡ “Vivere senza attendere è come vivere senza vivere. Ăˆ la noia o la trepidazione. Molti nostri contemporanei vivono in una sorta di trepidazione dell’istante che cela loro il signiďŹ cato del tempo. La preoccupazione per ogni istante nasconde il pensiero sulla vitaâ€?. CosĂŹ il ďŹ losofo francese Nicolas Grimaldi, ritiratosi dall’UniversitĂ â€œquando gli studenti non vollero piĂš i maestriâ€?, in un’intervista pubblicata sul supplemento di “Le Mondeâ€? dedicato alle religioni. Nelle sue parole di “intellettuale laicoâ€? c’è un allarme per lo smarrimento del signiďŹ cato e del valore dell’attesa nella vita dell’uomo di oggi. La cultura della velocitĂ  sembra avere il sopravvento sulla cultura della lentezza nella supponenza che

oggi i risultati migliori si ottengono solo correndo. All’inizio del tempo d’Avvento, tempo dell’attesa cristiana, anche un frammento di pensiero non credente può aiutare a ritrovare un signiďŹ cato. Grimaldi non si spinge, almeno nelle parole riprese, sul terreno della fede ma tra le righe esprime l’invito a guardare oltre l’efďŹ mero, oltre il rumore, oltre l’istante per scoprire il senso ultimo dello scorrere della vita. Un appello oggi controcorrente perchĂŠ l’esperienza dell’attesa non appartiene alla cultura del risultato immediato, della fretta, dell’avere tutto e subito. E, quando l’attesa diventa obbligata, il problema è come ingannarla e non come viverla. A subire l’inganno è in veritĂ l’uomo – soprattutto quando giovane – reso incapace di comprendere e gustare una grande occasione di crescita umana e spirituale. Le nuove tecnologie della comunicazione non sono estranee alla logica della corsa e per loro

stessa natura contribuiscono al far crescere la convinzione che il tempo dell’attesa sia un tempo sprecato e senza senso. La rapidità tecnologica aumenta la quantità delle relazioni ma rischia di impoverirne la qualità perchÊ esse hanno bisogno di tempi lunghi per crescere, per consolidarsi e per farsi belle. Ci sono ricerche e studi a documentare una possibile deriva relazionale che non può sfuggire a chi si pone di fronte ai fenomeni culturali e sociali del nostro tempo con realismo e in un’ottica educativa. L’Avvento ritorna come invito a ripensare l’attesa. Si propone come un tempo che annuncia un Arrivo e un Incontro indicando anche un metodo per prepararsi all’appuntamento. In questa prospettiva Benedetto XVI il 16 novembre, ricordando il ritmo sereno e lento della preghiera dei Salmi, ha richiamato un esercizio interiore antico ma piÚ nuovo che mai. I Salmi sono parola e

silenzio che “leggonoâ€? l’uomo e lo accompagnano nelle occupazioni di una normale giornata. Si dirĂ che è tempo inutile, tempo perso. Ăˆ vero, è tempo inutile. Non può essere diversamente agli occhi di chi sceglie i criteri dell’efďŹ cienza e del calcolo. L’Avvento è tempo inutile per chi si ferma alla preoccupazione dell’istante e non riesce piĂš a leggere e a vivere un tempo che apre allo stupore. Tempo inutile per chi attende niente e nessuno. Una condizione amara che fa scrivere a Nicolas Grimaldi: “Una sola cosa mi sembra ci mantenga in vita quando non si attende piĂš niente: è l’attesa che un altro può avere di noi stessi, è qualcosa come l’amoreâ€?. Parole “laicheâ€? e l’Avvento ne propone una traduzione nella fede dando un volto a quel “un altroâ€? e a quel “qualcosaâ€?. Ăˆ il volto dell’Atteso che è anche il volto di Colui che attende. Il tempo inutile diventa il tempo che conduce allo stupore.

Í›Í?—Ž–—”ƒ‡…‘Â?—Â?‹…ƒœ‹‘Â?‡ Conservatorio. Qui si fa la musica dell’anima

͚͜…‘�‘�‹ƒ “Sacra cresta�. Pregiudizi ideologici da demolire

͜͜’‘”– Brescia calcio. SarĂ piĂš Scienza o Fortuna(to)?


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Tra i tanti che chiedono a Monti di fare in fretta c’è anche l’Associazione italiana delle famiglie numerose. Le sue sono richieste preoccupate: “Se questo governo non farĂ qualcosa per le famiglie – afferma il presidente Mario Sberna (nella foto con la famiglia) – ci troveremo a subire il taglio lineare del 20% alle detrazioni di Tremonti: nel mio caso personale, per esempio, i 400 euro attuali di detrazione per i figli a carico diventerebbero 320â€?. Una tagliola che sarebbe facile evitare,

se “solo si ingaggiasse una lotta seria all’evasione fiscaleâ€?. Queste le prioritĂ indicate dall’associazione che ha chiesto a gran voce l’istituzione di un sottosegretario ad hoc: una riforma fiscale che, tramite l’introduzione del fattore famiglia, tenga conto dei carichi familiari; la modifica immediata dell’Isee, con l’introduzione di coefficienti che diano importanza agli stessi carichi familiari; raddoppio immediato degli assegni familiari e loro estensione ai lavoratori autonomi e coltivatori.

sti settori. Al momento di mandare in stampa il giornale Monti non ha ancora detto come intenda procedere concretamente per attuare le misure annunciate. Certo, a dare retta ai commenti dei partiti da cui comunque il Governo dipende per la sua sopravvivenza parlamentare, il Premier dovrà sudare parecchio. Pare, infatti, che l’unico passaggio

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er ora quelle di Mario Monti sono solo parole, che dovranno trovare concretezza già nei prossimi giorni. Presentandosi alle Camere per il voto di fiducia (scontato) ha delineato con chiarezzagli scenari entro cui intende muoversi. Scenari per altro non nuovi, dettati dall’Europa che, come ribadito anche dal presidente Barroso al termine dell’incontro dei giorni scorsi con lo stesso Monti, chiede al Paese diriequilibrare i conti dello Stato, incentivare lo sviluppo economico. Il nuovo Presidente del consiglio gode a oggi di una stima internazionale illimitata (anche per i suoi trascorsi da commissario europeo) e di una granitica (il termine piÚ volte usato anche dopo le elezioni del 2008 per il sostegno di cui godeva l’esecutivo Berlusconi, si è rivelato però foriero di cattivi presagi) maggioranza parlamentare. Tutti, sulla carta, riconoscono a Monti il potere di fare tutto (o quasi) per il bene del Paese. Il nuovo premier e la sua squadra che, soprattutto in termini di immagine e di modi di porsi, ha marcato una sostanziale differenza con gli ultimi governi politici, sono coscienti della cambiale in bianco che il Parlamento ha consegnato loro. Lo stile misurato (da professore che tanto disturba quella parte si stampa che avrebbe comunque preferito il ritorno alle urne anche se questo avrebbe esposto il Paese a evidenti rischi di tenuta) del nuovo governo fa credere che Monti e i suoi ministri sappiano esattamente come muoversi.

   

Lo stesso Presidente del Consiglio ha presentato al Parlamento la sua road map per portare l’Italia fuori dalla crisi di credibilità internazione in cui è scivolata. Ai parlamentari ha presentato una lunga e minuziosa serie di interventi che, da una parte, asciugheranno la sete di soldi da parte dello Stato; dall’altra, favoriranno la crescita economica. Sul primo fronte, ha chiarito al Parlamento pronto a votargli che non saranno solo i cittadini a sopportare i sacrifici, ma che questi sacrifici li devono fare pure i cittadini eletti a cariche politiche remunerate o a

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incarichi in enti pubblici. Nulla di quantitativamente rilevante, molto di simbolico. Ha poi continuato con l’esigenza di spostare la pressione fiscale dai redditi di lavoro alle rendite, al mattone in particolare. Poche parole, asciutte per dire che in Italia tornerĂ , seppure con modulazioni diverse, quell’Ici che Berlusconi di fatto abolĂŹ all’indomani della sua elezione nel 2008. Poche misurate parole per dire che anche l’Iva, dopo il passaggio estivo del 20 al 21% salirĂ  ancora, probabilmente di due punti percentuali. Ma in Parlamento Monti ha anche chiarito che l’evasione fiscale in Italia è uno scandalo; ha annunciato un rafforzamento tutti gli strumenti di lotta al “neroâ€?. Solo da lĂŹ le finanze pubbliche potrebbero avere positivissime sorprese in poco tempo. Monti non si è ancora pronunciato in materia ma le anticipazioni che vorrebbero l’abbassamanento del limite per i pagamenti in contanti alla soglia dei 300 euro la dice lunga. Di questo passo anche le mance di nonni e zii ai nipoti in occasione di compleanni, Natale, S.Lucia e cresima dovranno essere effetuate con assegno o carta di credito per la loro rintracciabilitĂ . Monti ha anche annunciato misure per il lavoro, sia per quello femminile che per quello (che oggi manca) dei giovani. Fronti importanti su cui il nuovo governo Monti dovrĂ  combattere, probabilmente, le battaglie piĂš dure. Sfide da giocare debitamente attrezzati, tanto che il primo Consiglio dei ministri ha deciso di comunicare in un secondo momento la sua strategia per que-

   

,OJRYHUQRWHFQLFRHODGHOHJLWWLPD]LRQH “Non siamo di fronte, come qualcuno sostiene, a una sospensione della politica, ma della politica al tempo dell’emergenzaâ€?. CosĂŹ Roberto Chiarini (nella foto), attento osservatore delle vicende politiche nazionali e locali, deďŹ nisce la stagione che si è aperta con il governo Monti. La nomina a premier del novello senatore a vita rappresenta per Chiarini qualcosa di piĂš grave come la delegittimazione della classe politica. “Accettando la

soluzione Monti – è il suo pensiero – la politica ha confessato di non saper gestire situazioni di grave emergenza. Ha ammesso di essere impotenteâ€?. C’è poi un secondo aspetto che tutti i partiti tendono a minimizzare, salvo forse il terzo polo. La scelta del governo Monti rappresenta quella che Chiarini deďŹ nisce la tomba del bipolarismo. “Se questo avesse goduto di buona salute – afferma al proposito – la naturale soluzione alla crisi di governo

sarebbe stato il ritorno alle urne per favorire il ricambio. Che nessuno alla ďŹ ne, salvo forse la Lega, abbia chiesto questa soluzione sta ad indicare la crisi dell’attuale sistema politico sul fronte dell’alternanzaâ€?. Non è un caso, per Chiarini, che l’unica parte a esultare apertamente per la soluzione Monti sia stata il terzo polo che da sempre va predicando un superamento del bipolarismo. La crisi che l’attuale classe politica sta attraver-


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tra venerdĂŹ 28 e sabato 29 novembre le loro porte per accogliere oltre 2100 studenti delle scuole medie e superiori di cittĂ e provincia nell’ambito dell’iniziativa “Industriamociâ€?. Francesco Franceschetti (nella foto), presidente del comitato Piccola industria Aib, presentando l’iniziativa, che a Brescia ha raddoppiato i suoi numeri rispetto al 2010 (tanto da essere una delle prima tra le territoriali di Confindustria per adesione

al progetto), ne ha parlato in termini di grande occasione per avvicinare mondo della scuola e sistema delle imprese. Una reciproca conoscenza, che per altro si alimenta di tanti altri progetti come, per esempio, quello dell’orientamento scolastico che vede imprenditori girare la provincia per incontrare gli studenti e le loro famiglie. Una conoscenza per fare in modo che la scuola possa supportare in modo sempre piÚ adeguato un

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mondo come quello delle piccole e medie imprese vero e proprio asse portante dell’economia bresciana e nazionale. Un sistema che soffre... per la mancanza di giovani qualificati e che lo scorso anno in Lombardia non è stato capace di coprire il fabbisogno di 100mila tecnici qualificati. Un dato che stride, positivamente, con un quadro nazionale segnato da un alto tasso di disoccupazione giovanile che preoccupa anche il governo Monti.

    

   

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su cui tutti, anche se con toni discordi, sembrano concordare è la reintroduzione dell’Ici, una vera e propria patrimoniale “dei poveriâ€? perchĂŠ colpisce il bene rifugio di milioni di famiglie italiane: la casa. La determinazione che sembra muovere Monti, garantisce una certĂ equitĂ : se saranno piĂš tasse, lo saranno per tutti.

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HGHOODFODVVHSROLWLFD sando, potrebbe, al pari dei successi che Monti saprĂ cogliere, segnare anche il futuro politico dello stesso Presidente del Consiglio. Sono infatti in molti, anche se lo fanno sottotraccia, a sognare che ďŹ nita la stagione dell’emergenza, Monti possa fare una scelta di campo. “La questione – afferma Chiarini al proposito – è legata al funzionamento di questo governo che per ora sta vivendo i suoi primi passi. Se dovesse fallire la sua sorte sarebbe

segnataâ€?. In caso di successo, invece, non faccio fatica a immaginare che il terzo polo e piĂš ancora il Pd alla prese con la questione della deďŹ nizione del suo leader, farebbero carte false per avere in Monti un preciso riferimentoâ€?. Certo, resta da vedere per il politologo bresciano quanto le misure che Monti andrĂ ad adottare incideranno sulle sensibilitĂ  degli elettorati di riferimento delle forze politiche che oggi lo sostengono.

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“In questi tempi di crisi e nonostante forti venti contrari in economia, l’Italia è determinata ad affrontare le sue sfide una volta per tutteâ€?. JosĂŠ Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, ha rilasciato un commento a margine dell’incontro avuto con il presidente del Consiglio italiano Mario Monti a Bruxelles. Barroso ha parlato di “sfide enormi, ma sormontabiliâ€? e sottolineato che il “successo dipenderĂ da

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tre elementiâ€?. Anzitutto “la determinazione ad applicare scrupolosamente le misureâ€? di rigore economico concordate in sede europea; quindi “la capacitĂ di raggiungere e mantenere l’avanzo primario che metterebbe l’elevato indebitamentoâ€? nazionale “su un percorso di discesa costanteâ€?; quindi “ultimo, ma non meno importante, la volontĂ  di aumentare il potenziale di crescita del Paese, affrontando le debolezze strutturali

profondamente radicateâ€?. Il presidente della Commissione ha aggiunto: “So che Mario Monti è un politico molto impegnato, competente ed esperto, un italiano e un europeo molto convinto. Ha la mia piena fiducia e la mia totale stima personaleâ€?. Quindi, rivolgendosi direttamente a Monti, Barroso conclude: “Sono certo che lei, il suo governo e l’Italia avrete successo. Potete contare sul pieno appoggio della Commissione.





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a ricordato anche il problema dei bambini nati da genitori stranieri (che non hanno la cittadianza italiana) in Italia e che da sempre risiedono in Italia. A loro la legge attuale, riconoscendo solo lo ius sanguinis, non riconosce la cittadinanza italiana. Il problema è spinoso perchĂŠ questi bambini sono, dal punto di vista culturale, italiani: parlano la nostra lingua, frequentano le nostre scuole e vivono i rapporti di amicizia e di dialogo con i ragazzi italiani; godono e soffrono le nostre ricchezze e le nostre povertĂ . “Non so come definirla, un’assurditĂ . Questo non concedere la cittadinanza ai bambini figli di immigrati che sono nati in Italia ma che non diventano italianiâ€?. Tra queste due affermazioni intercorrono nove mesi. La prima porta la data del 15 febbraio scorso e la seconda è soltanto di pochi giorni fa. La prima è parte di “Stranieri, ospiti, concittadiniâ€? che il vescovo Luciano Monari ha indirizzato all’inizio di questo 2011 alle comunitĂ  cristiane della diocesi sulla pastorale per i migranti. La seconda è stata pronunciata il 22 novembre scorso dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso di un incontro al Quirinale con i rappresentanti delle Chiese evangeliche. Personaggi e contesti diversi

 



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sue affermazioni che hanno avuto vasta eco ha di fatto riattualizzato un tema giĂ posto a Brescia dal Vescovo e ripreso anche dalla campagna “L’Italia sono anch’ioâ€? al lavoro per una proposta di legge di iniziativa popolare per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto alle persone straniere residenti in Italia. Le dichiarazioni del presidente Napolitano hanno spaccato il mondo della politica “narcotizzatoâ€? dal sostegno al governo di emergenza nazionale guidato da Mario Monti. Ogni partito ha rispolverato “posizioniâ€? consolidate. Al no della Lega e di Pdl che su tale tema

hanno minacciato lo spettro della crisi di governo, si è contrapposto il risaputo sĂŹ del Pd e delle altre forze del centrosinistra. Possibilista ma con distinguo (sĂŹ alla cittadinanza, ma solo per quei bambini che abbiano giĂ compiuto un ciclo di studi in Italia) il terzo polo. Viva soddisfazione per le parole del Presidente della Repubblica da parte del mondo dell’associazionismo. â€œĂˆ possibile fare oggi ciò che sembrava impossibile fino a poche settimane faâ€? è stato il commento di Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli.

   

 

,QYHUVLRQHGLURWWDREEOLJDWD La Spagna ha voltato pagina, dunque, come ampiamente previsto dai commentatori politici e dai sondaggi. Il leader dei Popolari (Pp, centrodestra), Mariano Rajoy (nella foto), porta il suo partito alla maggioranza assoluta dei seggi – 186 su 350 – nel Parlamento di Madrid, con un solido 44,5% dei voti. Nel primo messaggio di saluto agli spagnoli, Rajoy ha indicato subito le sue prioritĂ : crescita economica e occupazione. “Abbiamo

davanti a noi un compito immensoâ€?, ha affermato, chiedendo uno “sforzo solidaleâ€? al Paese e ammettendo che “non ci saranno miracoliâ€?. La penisola iberica, toccata profondamente dalla crisi cominciata negli Stati Uniti nel 2008, ha la piĂš alta percentuale di disoccupati: oltre il 21%, superando il 44% se si guarda alla realtĂ giovanile. L’opinione pubblica ha dunque voluto cambiare la guida politica, pur sapendo che i popolari dovranno ri-

manere nella scia indicata – benchĂŠ non efďŹ cacemente perseguita – dal premier uscente: rigore, sacriďŹ ci, aggancio all’Europa. Su questa strada si sta muovendo il neo premier italiano Mario Monti. Decidere insieme le mosse da compiere, confermare la stima reciproca, individuare prospettive comuni d’azione (compresi gli eurobond e il fondo salva-Stati) e rilanciare l’Europa è giĂ di per sĂŠ una buona ripartenza.

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e presidente di Caritas italiana, nel corso del 35° Convegno nazionale delle Caritas diocesane “La Chiesa che educa servendo la caritĂ â€?. In occasione del convegno che ha festeggiato i 40 anni di Caritas Italiana, sono stati presentati i dati della presenza della Caritas italiana nella societĂ . Sono 2.832 i Centri di ascolto (diocesani e parrocchiali), con 191 Osservatori diocesani delle povertĂ  e delle risorse e 196 Laboratori diocesani

per le Caritas parrocchiali. Con il bando 2010 del servizio civile sono stati 760 i giovani immessi in servizio civile: in Italia 724, presso 55 Caritas diocesane, a cui si aggiungono 36 all’estero. Con l’8xmille, nel periodo 2001-2010 sono stati realizzati 1.045 progetti di oltre 180 Caritas diocesane; 78 milioni di euro investiti in tali progetti, che hanno previsto una partecipazione economica diretta delle diocesi per circa 67 milioni di euro; sono 171 progetti

destinati al sostegno della rete dei Centri di ascolto. Nel periodo precedente, il 2009-2010, sono stati 204 progetti approvati a 119 Caritas diocesane, per un valore di 12,3 milioni di euro richiesti alla Cei e una compartecipazione delle Caritas di 10,5 milioni di euro. Sul versante dell’attività anti-crisi economica, sono 68 le Fondazioni antiracket e antiusura, cui si aggiungono 806 iniziative anti-crisi economica attive presso 203 diocesi.

  

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uardare al passato può fornire le chiavi di lettura per comprendere il presente. Con questo spirito è nata l’idea alla base del convegno di studi “L’Italia a 150 anni dall’UnitĂ â€?, svoltosi venerdĂŹ 18 novembre all’Auditorium San Barnaba, organizzato da Cdr Rsi - Centro studi e documentazione sul periodo storico della Repubblica sociale Italiana - e UniversitĂ  degli studi di Milano, con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Quattro studiosi, Giuseppe Berta, Roberto Chiarini, Stefano Galli e Vittorio Parsi hanno dialogato circa la storia del nostro Paese, soffermandosi sugli elementi di continuitĂ  che hanno caratterizzato l’evolversi della situazione politica ed economica italiana. Se per quanto riguarda la politica interna l’Italia si trova lacerata dalla “questione settentrionaleâ€?, rimasta latente dal 1861 fino agli anni ’80 del ‘900 con l’emergere della Lega Nord, come hanno spiegato Roberto Chiarini e Stefano Galli, entrambi docenti presso l’UniversitĂ  degli Studi di Milano, le maggiori tensioni nascono invece dalla gestione della politica estera. “La storia dell’Italia, in particolare a partire dagli anni della guerra fredda – ha

 

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precisato Vittorio Parsi, docente presso la sede milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – è stata caratterizzata dal coesistere di tendenze contrastanti in merito alla situazione internazio-

nale, tendenze che hanno condizionato anche le scelte di politica interna e che hanno portato alla crisi attualeâ€?. La pressione degli eventi internazionali che seguirono la caduta del Muro di Berlino portarono sia la destra che la sinistra verso posizioni che cercavano una legittimazione presso Washington, elaborando politiche bipartisan che spingevano verso l’intraprendenza militare. “L’Italia è sempre stato un Paese fuori scala – ha proseguito Parsi – per il quale la disponibilitĂ ad offrire supporto alle operazioni militare era l’unico modo per inserirsi nel ranking internazio-

naleâ€?. Negli anni recenti, lo spostamento dell’attenzione dal fronte russo a quello mediterraneo ha creato una situazione piĂš difficile da gestire per l’Italia, che si è dovuta giostrare tra l’appartenenza all’Unione europea e la tradizionale alleanza con gli Stati Uniti. “La situazione libica è stata il punto di svolta che ha portato alla crisi attuale: l’Italia non ha saputo tenere le fila della situazione a livello governativo, e l’Europa ha dimostrato la propria incapacitĂ a mostrare solidarietĂ  nei confronti degli Stati membriâ€?. La gestione europea del fenomeno migratorio che ha visto la rottura del patto di Schengen per evitare che i profughi libici giunti nel nostro Paese varcassero i confini dell’Italia verso gli altri Stati è stato il nodo cruciale che ha indotto gli investitori a decidere di speculare sui Paesi piĂš in difficoltĂ . “Davanti alla debolezza dell’Europa, che non ha saputo proteggere le proprie pecore deboli imponendosi come un cane da pastore forte, gli speculatori hanno deciso di far cassa colpendo il debito sovrano di Grecia, Spagna e Italia. Non si tratta quindi di un complotto – ha concluso – ma di una problematica strutturale che per quanto riguarda il nostro Stato nasce proprio dalla difficoltĂ  a gestire all’interno le decisioni di politica esteraâ€?.

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–ƒŽ‹ƒ ƒ†ƒÂ?–‹‹Â?Â?‡”‘ Non ci sono dati ufďŹ ciali attendibili sul numero esatto delle badanti e delle assistenti familiari in Italia, a causa di un mercato nero che copre il 70% del fenomeno. Secondo i dati dell’Inps, sulla base di quanti sono iscritti alla previdenza, ci sono tra le 850 e le 900mila badanti in Italia, ma le stime parlano di oltre un milione e mezzo di lavoratori e lavoratrici domestici. “La crisi non ne ha ridotto il numero, è diminuita la dinamicitĂ , i ussi migratori che interessano il settore sono meno dinamici rispetto a cinque anni fa, la differenza tra colf e badante si assottiglia, è sempre piĂš confusaâ€?, spiega Sergio Pasquinelli ricercatore sociale dell’Irs di Milano, nel corso del convegno organizzato a Roma da Acli colf. In media hanno 42 anni, la maggiorparte sono donne, la provenienza è nel 60% dell’est Europa, soprattutto romene, il 30% viene dal Sud America, il 10% sono italiane. Il tipo di lavoro svolto è di due tipi: a ore e co-residente.


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Il 26 e 27 novembre i volontari Admo saranno nelle principali piazze di Brescia e provincia (Esine, Adro, Astrio, Pescarzo, Ceto, Badetto di Ceto, Nadro, Niardo e Paspardo) con “Un panettone per la vitaâ€?: per rilanciare la sďŹ da alle leucemie e per promuovere la donazione di midollo osseo. Chi vorrĂ quindi dare il proprio prezioso contributo per sostenere la donazione di midollo osseo, potrĂ  acquistare,

ƒŽ‡Ž‡––—”ƒƒŽŽƒ‹…‘‰Â?ÂƒÇŚƒÂ?’ƒÂ?ƒ con offerta minima, un prodotto artigianale, confezionato appositamente per Admo. Con un piccolo contributo i bresciani avranno cosĂŹ modo di aiutare un’associazione impegnata da anni nella promozione della cultura della donazione del midollo osseo. Per conoscere in quali piazze del Bresciano saranno presenti i volontari dell’Admo è sufďŹ ciente consultare il sito www. admolombardia.org.

La Fondazione Cicogna-Rampana di Palazzolo sull’Oglio riapre le sale di lettura e la biblioteca. Dopo alcuni anni di chiusura, il nuovo consiglio di amministrazione ha deciso di riaprire le tre sale di lettura ammodernate e dotate di connessione wireless. A partire da martedÏ 29 novembre, e quindi ogni martedÏ, mercoledÏ e giovedÏ, dalle 14.30 fino alle 18, e da gennaio anche il lunedÏ sera dalle 20 alle 23, le aule rimarranno aperte al pubblico per attività di studio e di

ricerca. Personale specializzato e autorizzato sarà a disposizione per qualsiasi esigenza. Ad uso degli utenti ci saranno tre computer con postazione internet nonchÊ la possibilità di navigare direttamente dal proprio pc attraverso la connessione wireless da poco attivata. La fondazione CicognaRamapana ha poi deciso di allargare il proprio patrimonio librario attraverso l’acquisizione gratuita di volumi editi dai Comuni delle province di Brescia e Bergamo.

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/D/HJDLQUHWURPDUFLD La Lega, uscita dal governo ma non da mille altri centri di potere (che è ladrone solo se è nelle mani degli altri), sta cercando di tornare alle origini, quelle della secessione padana. Il 4 dicembre è stato convocato a Vicenza il parlamento della Padania appunto. E qui emerge subito uno dei paradossi (o contraddizioni) della Lega: a parole si appella sempre al popolo sovrano, nei fatti procede in barba al popolo. Infatti chi ha mai eletto i parlamentari della Padania? Un altro cattivo esempio in questo senso è venuto dalla scelta di chiudere i microfoni di Radio Padania quando il popolo sovrano protestava contro i capi del movimento per le scelte politiche fatte a Roma o per le elezioni truccate di qualche dirigente locale. Adesso che tutto il movimento si compatta contro il governo nemico i microfoni sono stati riaperti. Ma il paradosso (o la contraddizione) maggiore della Lega riguarda il federalismo. Domenica 6 novembre l’ex-ministro Maroni ha partecipato alla trasmissione “Che tempo che faâ€?. A Fazio che gli chiedeva le ragioni che avevano indotto la Lega a votare

in Parlamento (quello italiano eletto dal popolo sovrano) a favore di corrotti e corruttori, Maroni ha sostenuto che i leghisti hanno dovuto trangugiare dei rospi per avere il federalismo. Adesso il loro federalismo sta andando a ramengo e restano i rospi. Ma a parte questo, il paradosso sta nel fatto che nelle varie manovre estive del governo uscente ci sono scelte di carattere centralistico non avversate dalla Lega nonostante le proteste di amministratori locali leghisti. Ci vuole poi un bel muso

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di tola a tirare in ballo il conitto di interessi di Monti e c. (che ove sussista deve comunque essere risolto) da parte di un movimento che da quasi 20 anni accetta (perchĂŠ perdura) il piĂš plateale dei conitti di interessi nella storia della nostra repubblica. C’è invece un punto della polemica leghista che merita attenzione. Ăˆ la denuncia dello strapotere del sistema economico-ďŹ nanziario mondiale, supportato dalle societĂ di rating (sulle quali ho espresso qui la mia opinione: dovrebbero

essere riportate al loro ruolo privato per societĂ private). La Lega sempliďŹ ca quando parla di congiure bancarie o di governo dei banchieri, ma solleva un problema fondamentale per la difesa della democrazia. Le cause della situazione che si è determinata sono molteplici e complesse, ma sono anche riducibili a una: l’avvento della globalizzazione ha determinato la dilatazione dei meccanismi del mercato, e degli interessi a esso legati, a proporzioni

mondiali che sfuggono al controllo dei singoli Stati. Non esiste un’autoritĂ globale in grado di far rispettare delle regole (che peraltro dovrebbero essere deďŹ nite e condivise in un contesto globale). Nella profetica enciclica Pacem in terris del 1963, Giovanni XXIII avvertiva che il mondo si stava avviando verso una sempre maggiore uniďŹ cazione. Prendeva quindi atto del fatto che, nella comunitĂ  umana, era venuta meno la rispondenza fra l’organizzazione politica “su piano mondiale e le esigenze obiettive del bene comune universaleâ€? e perciò auspicava la creazione, un giorno, di “ un’AutoritĂ  pubblica mondialeâ€?. Se questa lettura è giusta, la denuncia della Lega colpisce nel segno, ma la risposta è assolutamente inadeguata perchĂŠ va a marcia indietro. La padanizzazione contro la globalizzazione. Ăˆ come inventarsi un reality show con una casa fuori dal mondo per i presunti padani. Potrebbero al massimo dialogare con Alessia Marcuzzi e Alfonso Signorini. Sai che trionfo! La storia non torna indietro e il mondo nemmeno.


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“Chi salva un bambino... salva il mondo interoâ€?. Si legge scritto cosĂŹ sulla locandina divulgata in questi giorni dall’Ufficio Servizi sociali del Comune di Coccaglio coordinato dalla responsabile Daniela Antonini, per divulgare, in modo particolare ai genitori di bambini piccoli, una nuova iniziativa promossa presso la scuola dell’infanzia Urbani e Nespoli di Coccaglio, in collaborazione con il gruppo locale di Croce Rossa.

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Si tratta di una lezione interattiva di “Disostruzione pediatricaâ€? organizzata giovedĂŹ sera 1 dicembre alle 20.30 negli ambienti della scuola materna di Coccaglio e aperta tutti coloro che sono interessati ad approfondire, sotto la guida di esperti del settore, il tema delle tecniche di disostruzione pediatrica, in considerazione del fatto che recenti dati testimoniano che quasi un bambino a settimana muore per soffocamento ed è importante

per questo diffondere le corrette metodologie d’intervento affinchÊ questo non accada. Durante la serata, interverranno come relatori alcuni istruttori esperti e specializzati in manovre di disostruzione pediatrica, oltre ai membri del Comitato locale della Croce Rossa italiana di Palazzolo sull’Oglio. La lezione è gratuita e aperta a tutti. Al termine verrà inoltre rilasciato a tutti i partecipanti un attestato di frequenza. (a.s.)



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olontari in campo. Alpini, membri della San Vincenzo o del Movimento di Comunione e Liberazione. Sabato 26 novembre saranno davanti a 132 supermercati della provincia di Brescia (l’elenco sul sito www.bancoalimentare.it) per raccogliere i frutti della generositĂ (tonno e carne in scatola, alimenti per l’infanzia, pelati e sughi, legumi in scatola e olio) che saranno poi distribuiti a 111 enti assistenziali bresciani convenzionati con il Banco alimentare. Nell’iniziativa si ritrova anche tutto il carisma di don Giussani, perchĂŠ come ha sottolineato Carlo Campolongo, responsabile regionale della Colletta alimentare, “facendo la spesa per chi è nel bisogno, si ridesta tutta la persona, cominciando a vivere all’altezza dei desideri del cuoreâ€?. La Colletta alimentare si svolge su tutto il territorio nazionale (in oltre 8600 supermercati e con il coinvolgimento di piĂš di 120mila volontari) a beneficio di tutte quelle realtĂ  (mense per i poveri, comunitĂ  per minori, banchi di solidarietĂ , centri di accoglienza, ecc.) che aderiscono alla rete del Banco alimentare. Per rendere bene l’idea lo scorso anno sono state raccolte in un giorno 9.400 tonnellate di cibo, 185 di queste a Brescia su 121 supermercati. Sono numeri che testimoniano empiricamente la disponibilitĂ  delle persone a donare

  

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75mila tonnellate, l’equivalente di 2000 tir carichi di alimenti). Chi sabato dona una scatola di pelati o di tonno sa che farà un regalo, magari piccolo ma sempre importante, alla Comunità Mamrè di Clusane, alla Comunità aperta S. Luigi di Visano, al Calabrone, alla Fraternità o alla Caritas parrocchiale di S. Lorenzo martire di Manerbio, solo per fare alcuni esempi. Fra queste piace citare il Centro Auxilium di Chiari che con due pacchi viveri al mese aiuta 870 famiglie clarensi e dei Comuni limitrofi; il 70% del sostentamento del Centro Auxilium è coperto dal Ban-

co alimentare. Purtroppo in tempi di crisi, la situazione non è destinata a migliorare: secondo Giuliano Urgnani, referente del Centro Auxilium, a metĂ 2012 saranno circa 1000 le famiglie che verranno “sfamateâ€? mensilmente. A questo si aggiunge il fatto che, quotidianamente, l’Auxilium accoglie nella mensa circa 130 persone. Anche quest’anno la famiglia Torchiani dell’omonima azienda chimica ha messo a disposizione degli spazi per lo stoccaggio dei materiali raccolti con la Colletta, mentre altri imprenditori partecipano da vicino alla Giornata.

    

9HUVRO¡,QFRQWURGHOOHIDPLJOLH In vista del 7° Incontro mondiale per le famiglie, che vedrĂ riunirsi a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012 in un clima di preghiera, condivisione e confronto, nuclei familiari da tutte le parti del mondo, anche la comunitĂ  di Cologne si prepara all’evento, formulando alcune proposte. Rivolti a tutte le coppie di sposi, da dicembre ďŹ no a maggio, saranno organizzati incontri mensili (17 dicembre, 14 gennaio, 11 febbraio, 10 marzo, 9 aprile e 12 mag-

gio), integrati da tre macro-incontri, da vivere convivialmente in un clima di preghiera e amicizia: il primo si è tenuto questa domenica (20 novembre) nel Centro pastorale di Cologne e seguiranno quello del 29 gennaio dalle 14.30 a Villa Pace di Gussago e del 25 aprile al Santuario di Botticino. LunedÏ 26 dicembre alle 10.30 è in programma, invece, in chiesa una cerimonia speciale per ricordare gli anniversari di nozze, mentre per do-

menica 5 è in agenda la Giornata per la vita e della famiglia. Sabato 2 e domenica 3 giugno, Cologne parteciperĂ cosĂŹ all’incontro di Milano col Papa: sabato pomeriggio per condividere festa e testimonianze con famiglie di tutto il mondo e domenica per prender parte alla Santa Messa presieduta da Benedetto XVI. A chiudere il calendario è in programma per l’estate una “tre giorniâ€? di vacanza tra famiglie.

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frugale: un piatto di minestra, del pane e l’acqua. L’iniziativa si svolge in un clima di silenzio e di ascolto. Segue la proiezione di un ďŹ lmato dedicato a “testimoni della fede contemporanea nelle persone perseguitateâ€? della durata di circa 20 minuti. L’incontro si conclude con la preghiera di compieta. “Una proposta – ha sottolineato padre Giancarlo Paris (nella foto) – che intende aiutare a prendere le distanze dai nostri eccessivi bisogni e a creare uno stile di vita

evangelico, sobrio ed alternativo. Contiene l’invito a destinare il corrispondente della cena che normalmente viene consumata per un progetto�. Ogni anno con le donazioni raccolte durante l’iniziativa viene sostenuto un progetto solidale. Le offerte raccolte verranno utilizzate per sostenere la missione francescana in Albania e in particolare la realizzazione del centro pastorale e sociale a Fiere. La missione è stata riaperta dal 2008. I frati Joraslav e Marek

attualmente vivono presso la curia del Vescovo a Valona, ora si rende necessaria la costruzione di una struttura che possa accogliere la comunità dei frati e le opere pastorali, sociali e caritative. Si può ritirare il sussidio per la preghiera in famiglia. Presso la portineria del Convento si raccolgono giubbotti, maglioni, guanti, sciarpe per le persone bisognose e materiale scolastico e vestiti per la prima infanzia da inviare alle missioni. Per informazioni, tel. 030.2926701. (a.t.)

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a seconda serata del 15° Convegno interassociativo, dal titolo “Generazioniâ€?, è stata dedicata alla realtĂ imprenditoriale della provincia. Dopo la partenza che ha volto lo sguardo alle radici storiche che hanno reso la cittĂ  un modello imprenditoriale, si è scelto di dare valore alle imprese che creano rete e fanno vivere il territorio. Molte le voci che hanno reso testimonianza di come Brescia favorisca le “sueâ€? imprese. Il sindaco di Berlingo, Dario Ciapetti, con la bella immagine di un piccolo Comune che si fa ecologico con pannelli fotovoltaici, un sistema di riscaldamento scolastico geotermico a costo zero e un percorso ciclabile per riscoprire la bici come mezzo si socializzazione. Mario Sberna, dell’Associazione famiglie numerose, ha sottolineato che vi è in esse la piĂš bassa percentuale di divorzi e ha ricordato che in Italia ci sono 20mila minori in istituto. Carlo e Pojanee, padre e figlia titolari del negozio “Incantesimoâ€?, di articoli etnici dalla Thailandia, hanno raccontato l’esperienza toccante di chi, non comunitario, in Italia vuole lavorare. E ancora Fausto Piazza che

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gruppi Gas nella provincia, 16 dei quali hanno fatto rete con il gruppo Intergas. Infine, Daniela Mena, organizzatrice della “Microeditoriaâ€?, ha saputo andare dritta al cuore del problema: i piccoli editori lavorano con le persone, non solo con i numeri delle vendite, tanto che, il successo della fiera è in larga parte dovuto ai giovani che hanno offerto lavoro volontario per promuovere la cultura. La vera sfida, sottolinea Johnny Dotti, presidente di Welfare Italia, è rendere queste logiche gestibili anche in una metropoli. Nelle piccole realtĂ tutto questo è fattibile, ma bisogna fare uno sforzo per riuscire a pensare a livello nazionale. Oggi, secondo Dotti, al posto di chi è al potere non saremmo capaci di fare e di pensare diversamente, questo è il problema. Forse i giovani volontari della Microeditoria e Pojanee avrebbero dato una risposta diversa.

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7RUQDQRJOL´,QFRQWUL GL3DOD]]R6DQ3DRORÂľ In cittĂ e per la cittĂ . Con l’intento di raccontare la Leonessa d’Italia ai cittadini. Tornano gli “Incontri di Palazzo San Paoloâ€? grazie all’impegno di un gruppo di persone che hanno dato vita a degli spazi di riflessione e approfondimento aperti a tutti nel tardo pomeriggio (dalle 18) in un luogo significativo (Palazzo San Paolo in via Tosio 1 per l’appunto) che può vantare una storia importante, crocevia di molte iniziative e realtĂ  (associative e culturali). La proposta, che inizia giovedĂŹ 24 novembre, tocca due filoni: quello culturale e quello sociale-amministrativo. Il primo appuntamento è con Marco Rossi (presidente della circoscrizione Nord e coordinatore dei presidenti delle Circoscrizioni) e Alberto Martinuz (consigliere comunale ed ex presidente della III Circoscrizione) si confrontano sul “Dopo le Circoscrizioni: un ritorno ai quartieri per la partecipazione?â€?. La serata del 24 è moderata da Luciano Pendoli, vicepresidente delle Acli. Il secondo incontro, sul tema delle politiche culturali per il futuro di Brescia, è giĂ  stato fissato per il 15 dicembre con l’assessore Andrea Arcai, con Carla Boroni (presidente Centro teatrale bresciano) e con don Adriano Bianchi; risponderanno alle sollecitazioni di Sergio Masini dell’associazione culturale Capitolium che promuove e si occupa di arte sul territorio. Le date delle prossime riflessioni non sono state fissate, ma è stato pensato un incontro mensile fino a giugno che

interesserà diverse tematiche: un confronto sul Pgt, Brescia città universitaria, la mobilità urbana, i servizi sanitari, l’ambiente, la salute e la qualità della vita, essere giovani oggi a Brescia. Il gruppo, coordinato da Michele Busi (nella foto), ha intenzione di affrontare l’attualità, coinvolgendo nei differenti incontri anche le diverse realtà che già operano all’interno della città.

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Il Calabrone (la cooperativa sociale fondata da don Piero Verzeletti) nel 30° anno di vita, che vede anche la realizzazione della nuova sede denominata “Nuovo Nidoâ€?, ha allestito alcune serate di riflessione. Dopo l’incontro con don Antonio Sciortino, venerdi 25 novembre alle 20.30 mons. Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, affronta il tema “Per una cultura del donoâ€?; la serata sarĂ introdotta da Angelo Onger.

La seconda conferenza della Scuola Genitori di Brescia CittĂ tratterĂ  il tema: “Le regole fanno bene al cervello dei nostri figliâ€? Relatore: Rosanna Schiralli, psicologa e psicoterapeuta. Quando? VenerdĂŹ 25 novembre alle 20.30 presso il Centro Mater Divinae Gratiae di via S. Emiliano 30 a Brescia (zona Urago Mella). La scheda di iscrizione è scaricabile dal sito www. fondazionecocchetti (telefono 0364 331284).

“Il rischio educativo. Per educare alla vita è necessaria una svolta culturaleâ€? è il tema dell’incontro organizzato dall’Associazione culturale Areopago. Dopo i saluti di Maurizio Vanzani (presidente di Areopago). Intervengono don Eugenio Nembrini (rettore Istituto Sacro Cuore Milano, nella foto) e il sindaco Adriano Paroli (sindaco di Brescia) L’incontro è in programma giovedĂŹ 24 novembre alle 20.30 presso l’auditorium Caprettiâ€? dell’Istituto Artigianelli.

Sabato 3 dicembre alle 17.30 il prof. Salvatore Natoli parla, introdotto da Francesca Nodari, di “Alla ricerca della felicitĂ â€?. Le serate si svolgono presso l’Auditorium Capretti. A metĂ  dicembre, infine, il Teatro Santa Giulia al Villaggio Prealpino ospiterĂ  lo spettacolo “In nome della Madreâ€?: una riduzione teatrale del racconto di Erri De Luca; la produzione e l’organizzazione sono a cura di GardArt.



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i vuole cuore largo per fare il bene‌ Auguro che il cuore largo e aperto di questa casa continui a pulsare ancora per tanti anniâ€?. Con queste parole, il beato Luigi Palazzolo co-fondatore, con madre Teresa Gabrieli, della Congregazione Suore delle Poverelle, si rivolgeva alle sue suore giunte a Brescia ormai da alcuni anni. La Congregazione delle Poverelle, infatti, aveva origini bergamasche come il suo fondatore che, dopo averla istituita, nel 1869, si era fatto egli stesso promotore del suo carisma, cooperando alla fondazione di numerose case d’accoglienza in Italia. 128 anni dopo la morte di don Luigi, le case sono oltre un centinaio e le Poverelle sono presenti non solo nel nostro Paese, ma anche in Brasile, Burkina Faso, Congo, Costa d’Avorio, Kenya, Malawi, PerĂš e Svizzera. “La presenza della Congregazione delle Suore Poverelle a Brescia, è ben radicata nella storiaâ€?, ha detto la superiora generale suor Bakita Sartore. “Infattiâ€? ha proseguito la religiosa, “ le nostre suore giunsero in questa cittĂ accompagnate dai fondatori, ben 135 anni fa, quando furono invitate dalla sorella dell’allora parroco dei Santi Nazaro e Celso e accolte solennementeâ€?. Una volta giunte in cittĂ , le suore aprirono da subito una prima casa, che sorgeva di fronte

 

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Casa dei Pomiâ€?, cosĂŹ chiamata perchĂŠ punto d’incontro e deposito dei fruttivendoli della cittĂ , divenne “la Casa dell’Accoglienzaâ€?: era il 19 settembre 1886. Nel corso di 125 anni di storia bresciana, le suore Poverelle hanno accolto moltissimi orfani e minori disagiati e hanno dato vita a importanti servizi come la scuola festiva per le operaie, la scuola dell’infanzia ed elementare per gli orfani, la distribuzione dei pasti ai poveri, il gruppo di filodrammatica, l’assistenza agli ammalati, il pensionato per lavoratrici, l’aiuto agli stranieri, il progetto Emergenza freddo e molto altro. Il tutto, obbedendo alla concezione di casa tramandata dal Beato Palazzolo, che sosteneva l’importanza per gli affaticati di trovare nella casa rifugio e conforto e per il quale fare casa equivaleva a fare famiglia. Oggi, dopo quattro anni di lavoro, l’Istituto Palazzolo di via F.lli Bronzetti, ha assunto nuovo splendore, dopo essere stato completamente rinnovato dalle fondamenta al tetto e l’opera delle Poverelle continua animosamente all’interno delle tre comunitĂ  alloggio per minori, del centro di pronto intervento per mamme e bambini vittime di violenza e dei cinque alloggi per l’autonomia che si trovano nello stabile e che sono portati avanti anche grazie all’opera silenziosa e paziente di educatori e volontari.

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cristiana, ma spesso sottaciute o addirittura svuotate del loro senso originario. Nel periodo di Avvento si riette sul tema “Rinascere dall’alto – Dio (spiritualitĂ , teologia, cristianesimo, religioni). Si inizia martedĂŹ 29 novembre alle 20.45 con “Come può nascere un uomo quando è vecchio?â€? (Gv. 3,4): la vita nello Spirito fonte di rinnovamento interiore; interviene don Sergio Passeri (nella foto), docente di Teologia morale fondamentale presso lo Studio teologico “Paolo

VIâ€? del Seminario di Brescia. MartedĂŹ 6 dicembre mons. Giacomo Canobbio affronta “La rinascita del paganesimoâ€? tra bisogno di trascendenza, pluralitĂ religiosa e veritĂ  cristiana. Il 13 dicembre tocca a padre Giancarlo Bruni, membro dell’Ordine dei Servi di Maria e della ComunitĂ  ecumenica di Bose, biblista e docente di Ecumenismo presso la PontiďŹ cia facoltĂ  teologica “Marianumâ€? di Roma, affrontare il tema della “Risurrezioneâ€?, il mistero al cuore del Cristianesimo. L’ultimo

incontro, giovedĂŹ 15 dicembre, è con don Armando Matteo, docente di Teologia presso la PontiďŹ cia universitĂ urbaniana di Roma e presso l’Istituto teologico calabro “S. Pio Xâ€? di Catanzaro , che si sofferma su “Una ‘nuova’ Chiesa per il XXI secolo?â€? ossia l’annuncio cristiano agli uomini e alle donne del nostro tempo. Tutti gli incontri, a ingresso libero, si tengono presso il Chiostro di San Giovanni (contrada San Giovanni, 8) alle ore 20.45.

ultimi si impegnano a cofinanziare il progetto con una quota non inferiore al 10%. Nello specifico, “Progetto Famigliaâ€? contempla una serie di azioni mirate che vanno dalle attivitĂ socioeducative di mediazione familiare alla messa in rete di associazioni giovanili, di societĂ  sportive e di volontariato, dagli interventi per i giovani in ambito scolastico al supporto ai genitori nel rapporto con i figli, con un occhio di riguardo all’etĂ  adolescenziale. A queste iniziative si aggiungono attivitĂ  di accompagnamento e di orientamento al lavoro e percorsi formativi socioeducativi rivolti alle giovani coppie. Per la realizzazione del progetto è prevista la costituzione di un tavolo di

lavoro costituito dai referenti dei soggetti coinvolti che avrĂ il compito di svolgere un ruolo di regia, dopo aver raccolto e valutato la progettazione locale, con particolare attenzione a garantire la omogeneitĂ  degli interventi e il rispetto delle linee definite dal progetto stesso.

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l “Progetto Famigliaâ€? una dote di 195mila euro. L’assessorato allo Sport e giovani della Regione Lombardia e la Provincia di Brescia tornano a sostenere il progetto nato nel 2002, finalizzato a promuovere la partecipazione dei giovani ai processi di cittadinanza attiva e a portare sul territorio bresciano attivitĂ ed esperienze di sostegno ai nuclei familiari nei quali siano presenti giovani e adolescenti. “Siamo convinti che il nucleo della societĂ  – sottolinea l’assessore regionale Monica Rizzi – parte dalla famiglia. L’obiettivo del

  

progetto è il rilancio o la costituzione di punti di incontro tra i bisogni delle famiglie e dei giovani e i servizi offerti dal territorio in ambito educativo, lavorativo e di consulenzaâ€?. E “Progetto Famigliaâ€? ribadisce che i giovani sono il futuro della societĂ . “Uno dei fattori che determinano la buona riuscita del nostro progetto – spiega l’assessore provinciale all’Istruzione Aristide Peli – è il maggiore dialogo tra le diverse realtĂ  istituzionali. Il lavoro è svolto in sinergia tra le realtĂ  territoriali coinvolte, Regione, Provincia, Comuni e ComunitĂ  montane e si può affermare che il concetto

di sussidiarietà è stato brillantemente applicato in un territorio abituato ormai a confrontarsi sui problemi e sulle potenzialità del sociale�. Il protocollo d’intesa sottoscritto si compone di due accordi: il primo prevede l’assegnazione di 150mila euro dalla Regione alla Provincia, il secondo impegna la Provincia ad erogare altri 45mila euro ai sei territori coinvolti, i Comuni di Darfo Boario Terme, Palazzolo per l’ambito territoriale 6, Brandico per l’ambito 8, Montichiari per l’ambito 10 e le comunità montane di Valle Trompia per l’ambito 4 e di Valle Sabbia per l’ambito 12. Questi

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ÍĄÍ˜ƒÂ?Â?‹†‡ŽŽǯÂ?‹–ƒŽ•‹ L’Unitalsi lombarda celebra il prossimo 3 dicembre i 90 anni dalla sua fondazione. Per sottolineare questo anniversario, le reliquie di Santa Bernadette stanno attraversando, con una breve sosta, tutte le diocesi lombarde. A Brescia sono arrivate presso la Basilica delle Grazie la sera del 21 novembre e sono ripartite per Mantova nel tardo pomeriggio del 22. Le reliquie di Santa Bernadette giungono per la terza volta in

Italia; dopo essere state venerate a Roma, nella basilica di Santa Maria Maggiore, e in Vaticano, nella basilica di San Pietro. Un evento eccezionale segna dunque il 90° anniversario della sezione lombarda dell’Unitalsi: oggi l’attività dell’Unitalsi non si limita ai pellegrinaggi mariani, ma continua in sezioni e sottosezioni dove si organizzano giornate speciali per gli amici ammalati, condividendo momenti di preghiera, ma anche di

letizia, giungendo là dove non bastano le strutture sanitarie e la pubblica amministrazione. Il programma bresciano ha visto, il 21 novembre alle 20, la Santa Messa di accoglienza presieduta dal vicario generale mons. Gian Franco Mascher. MartedÏ 22 novembre dopo le Messe del mattino e il rosario nel pomeriggio, la Messa, molto partecipata dai fedeli, è stata celebrata dal vescovo emerito di Brescia Giulio Sanguineti.

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Â?ˆ‡•–ƒ’‡”‹Ž’ƒ–”‘Â?‘ƒÂ?–ǯÂ?†”‡ƒ A Pompiano il mese di novembre è indissolubilmente legato alle festivitĂ del patrono Sant’Andrea, molto sentite in paese. Tra le varie cerimonie religiose, infatti, vi è quella tradizionale dello scambio di doni tra amministrazione comunale e parrocchia. Inoltre, anche quest’anno viene organizzata dal Comune, a corredo delle celebrazioni religiose la “Sagra de le grèpoleâ€? ormai giunta alla 13ÂŞ edizione: oltre agli stand maggiormente legati

alla lavorazione del maiale, appuntamento principe di questo periodo nella cultura contadina, come l’esibizione dei norcini e il concorso di premiazione delle grèpole, il programma della giornata è fitto di appuntamenti di diverso genere. Si va infatti dall’esibizione ciclistica al concerto di campane del locale gruppo di campanari, dalla sfilata di mezzi d’epoca all’intrattenimento musicale in serata. La sagra, che vede la partecipazione di molte realtĂ

associative del paese, prevede inoltre un menĂš convenzionato, sia per il pranzo che per la cena, con i ristoranti locali. Quest’anno, infine, l’appuntamento sarĂ l’occasione per presentare anche il libro che racconta i 100 anni dell’asilo “Mons. Pietro Piazzaâ€?. “L’asilo si chiama cosĂŹ dal nome del fondatore nel 1911 – racconta il parroco don Carlo Gipponi (nella foto) – figura che molto ha fatto per il nostro paese. Il libro verrĂ  presentato sabato 26 alle 16.30 nel salone intitolato a

don Giovanni Papa. Sarà presente il vicario generale, mons. Gian Franco Mascher, che celebrerà anche la Messa di apertura della festa patronale�. A corredo rimane da segnalare un’altra interessante iniziativa: l’inaugurazione di una mostra di santini curata dal collaboratore della parrocchia Luciano Ranzenigo. La mostra, dedicata a episodi della vita di GesÚ e della Madonna, rimarrà aperta due settimane e in seguito, su richiesta, ridiventerà itinerante. (f.u.)

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enerdĂŹ 25 novembre si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e l’amministrazione comunale di Roccafranca ha deciso di ricordare la ricorrenza con una serata (inizio alle 20.30) dal titolo “Mai piĂš violenza sulle donneâ€?. Organizzata dall’assessore alla Cultura e politiche giovanili Natalia Brignoli, la serata vedrĂ la partecipazione dell’associazione “Casa delle donneâ€? di Brescia, nella persona della presidente Piera Stretti. SarĂ  cosĂŹ un modo per conoscere questa realtĂ , un gruppo di donne che dal 1989 operano, mettendo a disposizione la loro esperienza e competenza, nel sostenere donne vittime di molestie, maltrattamenti e violenze, o che si trovino in momentanea difficoltĂ . L’associazione sostiene donne di ogni etnia, religione, cultura, estrazione sociale con l’ascolto, l’accoglienza e il sostegno psicologico e legale, anche in collaborazione con i servizi sociali. Una realtĂ  che forse è misconosciuta e che anche serate come quella di Roccafranca possono contribuire a far conoscere, specialmente per dare alle donne la possibilitĂ  di rivolgersi

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scita, specie dal Maghreb – conclude – e ci impone nuove competenze, per esempio di diritto internazionale, nel caso in cui una delle persone coinvolte ritorni nel Paese d’origineâ€?. La serata vedrĂ l’intervento anche di alcune esperte che tratteranno singoli argomenti. Soddisfatta dell’iniziativa l’assessore Brignoli: “Penso sia importante una serata come questa, lo penso in primo luogo come donna, ma anche perchĂŠ vogliamo, come amministrazione, mostrare concretamente la nostra vicinanza al mondo femminile e alle situazioni di difficoltĂ  che possono colpirlo. In questo senso credo che far conoscere l’associazione “Casa delle donneâ€? sia molto utile e faccia passare un bel messaggio. Inoltre stiamo organizzando per la prossima primavera un ciclo di serate dedicate a diversi temi femminili, con la presenza di esperti in vari campiâ€?.

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,QOLQJXDHQRQLQGLDOHWWR VXOSDOFR&DIpGL3L|FF Ăˆ il gentil sesso il protagonista de “Semplicemente donnaâ€?, l’ultima produzione teatrale in ordine di tempo ideata dal CafĂŠ di PiĂścc, la storica compagnia dialettale monteclarense, in programma sabato 26 novembre alle ore 21 al Teatro Bonoris, nell’ambito della stagione teatrale 2011/2012. “Si tratta – afferma Manuela Danieli, regista dello spettacolo e del sodalizio – di un’opera molto originale sia perchĂŠ stavolta è impegnata solo la ‘parte’ femminile del nostro gruppo sia perchĂŠ si tratta di un evento in lingua, e non in dialetto come buona parte del nostro repertorioâ€?. La trama, nata dalla fervida mente dell’autrice Adriana Mori, si presenta variegata e ricca di spunti per riflettere: sul palcoscenico ci sono le otto donne del CafĂŠ, che interpreteranno il ruolo di amanti, mondine, pazze, madri che hanno perso un figlio. “Lo spettacolo, forse per la prima volta nella storia della nostra compagnia – afferma ancora Danieli – vuole costituire un regalo che facciamo a noi stesse: ovvio che ci auguriamo possa riscuotere il consenso del pubblico, che speriamo sia numeroso, ma è essenzialmente un momento per stare assieme e grazie al quale ci siamo divertite molto. Un plauso doveroso intendo rivolgerlo ad Adriana Mori per l’ottimo testo predisposto e a tutte le donne che, assieme a me, hanno collaborato per la buona riuscita dell’evento. Grazie anche agli uomini della compagnia per averci sostenutoâ€?. “Semplicemente donnaâ€? verrĂ dedicato alla

memoria di Elvira Bicelli, storica figura di custode e “animaâ€? del Teatro Bonoris, scomparsa lo scorso luglio. L’ingresso allo spettacolo ha un costo di 6 euro (platea e palchi) e 4 euro (galleria); info 030/961115. Per il 2012 il CafĂŠ di PiĂścc presenterĂ una nuova commedia in vernacolo bresciano dal titolo “Sota la nef el pĂ â€?, prevista nel mese di marzo a chiusura della stagione di Teatro Bonoris. (f.m.)

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œœƒÂ?‘‡ŽŽƒ ƒŽƒ‹Ž•‹’ƒ”‹‘•—Ž’‘Ž‘Ž‘‰‹•–‹…‘ Il polo logistico di Azzano Mella non verrĂ piĂš realizzato. La sentenza che il Tar ha pronunciato in questi giorni ha deďŹ nitivamente fatto naufragare questo progetto. Come si ricorderĂ  la precedente amministrazione comunale era favorevole al progetto, tanto che aveva giĂ  incassato 5 milioni di euro per gli oneri di urbanizzazione. Decisamente contraria la nuova compagine amministrativa, guidata dal sindaco Silvano Baronchelli, che ha tirato un sospiro di

sollievo. Rimane ora, per l’attuale amministrazione comunale, un problema: rimborsare alla Safer, la ditta che voleva realizzare l’opera, i 5 milioni di euro che dovrebbero trovarsi nelle casse del Comune. Diciamo dovrebbero, perchÊ questa somma di denaro nelle casse comunali non c’è piÚ; la metà del denaro è già stata spesa dalla precedente amministrazione: 1 milione e 300mila euro per estinguere i mutui e il resto per coprire la spesa corrente. Il sindaco

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ƒÂ?‡”„‹‘ ‡Â?‘‘”–‘Ž‘œœ‹ Baronchelli ha giĂ comunicato che “recuperare 2 milioni e mezzo di euro in questi tempi non sarĂ  un gioco da ragazzi. Faremo, come è giĂ  nel nostro stile, una politica all’insegna del contenimento della spesa, ma non credo che basterĂ . Una soluzione la troveremoâ€?. La sentenza del Tar ha accolto i ricorsi dei Comuni di Capriano del Colle e di Dello, del Parco del Montenetto e di Legambiente. Tale sentenza potrebbe essere ancora appellata al Consiglio di Stato. (mtm)

Il Piccolo Teatro di Manerbio è stato intitolato a Memo Bortolozzi, maestro elementare, poeta, scrittore, artista della ceramica, autore di testi per il teatro, regista. Bortolozzi è scomparso nel novembre dell’anno scorso. Egli fondò il gruppo teatrale Slim Scotti “ChĂŠi dĂŠ Manerbèâ€? ed è entrato con pieno merito nella storia locale come personaggio della cultura popolare. Ricordandolo i suoi amici hanno organizzato una serata alla presenza delle autoritĂ locali.



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adignano, frazione di Verolanuova, conta 800 abitanti, circa, che fanno riferimento alla parrocchia dei Santi Nazaro e Celso, la cui parrocchiale è stata affrescata nel secolo scorso dal pittore Pietro Milzani. Annesso alla chiesa è l’oratorio nel quale domenica scorsa è stata organizzata la pesca di beneficenza per sostenere padre Giuseppe Scaratti, dell’ordine religioso dei Verbiti, originario di Cadignano e da 40 anni missionario in Paraguay. Nel salone dell’oratorio i ragazzi che si preparano alla cresima, (Edoardo, Federico, Giovanni, Giulia, Gloria, Luca S. e Luca T., Mauro, Samantha e Stefano) coordinati del parroco, don Alberto Tomasini, e da Mauro Mosca hanno raccolto e catalogato il materiale donato dalle famiglie per la pesca. Che ha ottenuto successo. Ma se questo è un particolare del legame del paese con padre Scaratti, una seconda iniziativa dimostra come la generositĂ e l’altruismo sono peculiaritĂ  della gente di Cadignano. Ci riferiamo al gruppo missionario dell’oratorio che ogni autunno e parte dell’inverno, di sabato e domenica e nei festivi infrasettimanali, è impegnato nell’iniziativa “Castagne missionarieâ€?. Nel cortile a fianco del Bar Sport, in prossimitĂ  del quattrocentesco palazzo Maggi,

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in atto da uomini e alcune mamme del paese per raccogliere fondi per il missionario. I volontari snobbano la nebbia incuranti del freddo pungente e con loro s’instaura alla buona, senza preamboli, il colloquio per sapere dell’opera di solidarietĂ e altruismo. “Ogni tanto – informano – con padre Scaratti ci sentiamo al telefono; gli raccontiamo le novitĂ  del nostro paese e riceviamo notizie sulla sua missione per la quale l’anno scorso, nel periodo da fine ottobre ai primi di febbraio, abbiamo fatto cuocere 20 quintali di castagne facendone caldarroste che hanno fruttato 5000 euro. Tutti spediti alla missioneâ€?. Il missionario di Cadignano, padre Scaratti, ha avuto modo di ringraziare per l’impegno nei mesi di dicembre e gennaio passati quando ha trascorso un periodo di vacanza ospite del parroco don Alberto, dei parenti piĂš stretti e delle famiglie del paese che hanno fatto a gara per averlo con loro. Poi è ripartito per la sua missione in Sud America. Intanto Angelo Bossoni, che è pensionato e guida il gruppo, prosegue l’impresa “Castagne missionarieâ€?, in collaborazione con una decina di volontari tra i quali Simone Venturini, cassintegrato, addetto alla fornitura della legna, e Giambattista Tirelli, coltivatore costretto all’inattivitĂ  nella stagione impervia.

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Vuoi smettere di fumare, ma non sai a chi rivolgerti? A Salò un aiuto viene da una nuova struttura, il Centro per il trattamento del tabagismo, che, su iniziativa dell’Asl di Brescia, apre i battenti dal prossimo dicembre in via Umberto I, localitĂ Campoverde. “Con l’attivazione del centro di Salò – spiega Carmelo Scarcella, direttore generale dell’Asl bresciana – completiamo un progetto avviato lo scorso anno che prevede l’offerta di programmi terapeutici,

La Fondazione Ing. Giovanni Quarena con sede in Gavardo, presso la sede comunale, ha indetto il bando di concorso per l’attribuzione di borse di studio relative all’anno scolastico 2010/2011. La scadenza è ďŹ ssata al 30 novembre 2011. Per informazioni e per la consegna delle domande è possibile rivolgersi alla signora Giovanna Laude (presso l’UfďŹ cio tecnico lavori pubblici) tel. 0365-377476. Sul sito del Comune il bando ufďŹ ciale.

basati sui bisogni dell’assistito, attraverso la creazione di strutture dedicate attivate nelle quattro sedi, Brescia, Leno, Sarezzo e Salò, dei Nuclei operativi di alcologia che fanno riferimento al Dipartimento delle dipendenzeâ€?. Il Centro per il trattamento del tabagismo rappresenta un sostegno medico e psicologico per coloro che intendono smettere di fumare. La gestione è afďŹ data a ĂŠquipe operative costituite da professionisti medici e psicologi, infermieri

ed educatori professionali. Le persone con dipendenza da nicotina affrontano prima una fase diagnostica, visita, valutazione psicologica e test, segue una fase terapeutica che prevede un trattamento farmacologico di detossicazione da fumo di tabacco, test di funzionalitĂ respiratoria e trattamenti psicologici, di gruppo o individuali. Alla struttura potranno fare riferimento, contattando il numero 0365.296780, i fumatori del Garda e della Valsabbia.

  

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na sottile “linea verdeâ€?. Ăˆ la “Green Lineâ€? del progetto sviluppato dal Gruppo di azione locale GardaValsabbia che partendo dai laghi di Garda, Idro, Iseo e Ledro, arriva fino a quello di Balaton. Il progetto si basa sulla considerazione che i laghi rappresentano importanti centri di attrazione turistica, ma che sussistono sensibili differenze tra il tratto costiero tradizionalmente frequentato da grandi masse di turisti e l’entroterra, spesso ricco di risorse, scarsamente valutato. A queste differenze cerca di dare risposta “Green Lineâ€? con un’iniziativa unica nel suo genere: organizzare una strategia di sviluppo turistico dove la ruralitĂ tipica dell’entroterra, con i suoi prodotti locali, le risorse naturali e le tradizioni, si integri con la tradizionale offerta turistica costiera. Un’operazione rilevante che vede in prima fila i Gal Colline Moreniche del Garda, GĂślem, Baldo Lessinia e Balaton Uplands Action Group. Un lavoro che ha coinvolto per ciascun territorio diverse realtĂ : le trentine ComunitĂ  Alto Garda e Ledro e InGarda Trentino, le lombarde ComunitĂ  montana Parco Alto Garda Bresciano, ComunitĂ  montana di Valle Sabbia, ente regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste, Consorzio Lago di Garda Riviera dei Limoni e dei Castelli, ComunitĂ  del Garda, Associazione colline moreni-

  

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rurale mette sul tavolo il patrimonio eno-gastronomico, una ricettivitĂ piĂš vocata alla tranquillitĂ  ed al silenzio, un ambiente ancora integro, i propri retaggi culturali e gli spazi di cui dispone per le attivitĂ  fisico-sportive. In questo modo è possibile affrontare la sfida di un turismo che cambia, piĂš esigente, diversificato e meno fidelizzato rispetto al passato. Insieme, nell’interesse di entrambi: da una parte il lago può vantare un’offerta turistica piĂš differenziata e completa, dall’altra l’entroterra può godere di un forte supporto in chiave turistica al proprio sviluppo socio-economico. “Green Lineâ€? prevede, dopo l’attivazione di una cabina di regia dove tutti i partner potranno definire e organizzare l’offerta ‘green’ e la sua integrazione nel prodotto turistico tradizionale, una fase di approfondimento sui temi di natura e biodiversitĂ , produzione locale di qualitĂ , sport ecocompatibili e un’importante azione di promozione coordinata tra tutti i territori, proponendo pacchetti turistici e strumenti di marketing. Il progetto si chiude con un rapporto di valutazione sulle opportunitĂ  lavorative del ‘turismo green’. “Una sfida a cui il Garda doveva puntare – sottolinea Giampiero Cipani, presidente del Gal GardaValsabbia – vale a dire presentarsi unito in un’iniziativa di livello europeo, per restare competitivo facendo leva sulle meraviglie del nostro entroterraâ€?.

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‘Â?…‡•‹‘ Dzƒ’‹Î„‡ŽŽƒƒ˜˜‡Â?Â–Â—Â”ÂƒÇł “ConďŹ teorâ€? è il monologo dialettale in sette quadri tratto da “La piĂš bella avventuraâ€? di don Primo Mazzolari. L’autrice dello spettacolo è Maria Filippini, le musiche sono di Achille Mazzolari. Quando? Il 26 novembre alle 20.45 presso la chiesa parrocchiale Sant’Andrea di Concesio. Primo Mazzolari nacque al Boschetto, una frazione di Cremona, il 13 gennaio 1890, ďŹ glio di Luigi e di Grazia Bolli. Il padre era

‘Â?—Â?‹–Â?Â?‘Â?–ƒÂ?ƒ Â?ƒÂ?‹•—”ƒ’‡”Ž‡ˆ‘”‡•–‡…ƒ•–ƒÂ?‹Ž‹ un piccolo afďŹ ttuario, che manteneva la famiglia con il lavoro dei campi. Primo fu il primogenito, poi vennero Colombina, Giuseppe (Peppino), Pierina, Giuseppina. Nel 1900, spinta dalla necessitĂ di trovare migliori condizioni di lavoro e di vita, la famiglia Mazzolari si trasferĂŹ a Verolanuova, in provincia e diocesi di Brescia. Due anni dopo, terminate le scuole elementari, Primo decise di entrare in Seminario.

C’è tempo ďŹ no al prossimo 31 gennaio 2012 per presentare la richiesta presso la sede della ComunitĂ montana circa la misura regionale 122 “Migliore valorizzazione economica delle foresteâ€? che ďŹ nanzia interventi atti a incrementare la redditivitĂ  e il valore economico delle foreste, sviluppandone e potenziandone le funzioni dal punto di vista produttivo, ecologico, turistico-ricreativo ed energetico e promuovendo

l’innovazione delle attrezzature forestali. Una possibilitĂ rivolta ai conduttori di superďŹ ci forestali, con interventi che possono essere realizzati in zone svantaggiate di montagna in Lombardia secondo tre tipologie differenti e con riguardo alle aree castanili. Nonostante le manomissioni degli ultimi decenni, le foreste governate a ceduo castanile hanno resistito e ora si affaccia una nuova possibilitĂ  di gestione.

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a un incontro può sempre nascere qualcosa, per piccolo che sia. Questo il senso dell’evento “disAbilitĂ â€? che ha visto protagonisti il 21 e il 22 novembre gli studenti del “Primo Leviâ€? di Sarezzo, promosso da Csv, Provincia e alcune associazioni di volontariato. A parlare dal palco vari ospiti tra cui Camilla Bolzoli (Commissione disabilitĂ  dell’UniversitĂ  di Brescia), che ha posto l’attenzione su due principi dell’ordinamento: uguaglianza e solidarietĂ . “Con atti di volontariato – ha sottolineato Camilla Bolzoli – possiamo attivarci per rimuovere ostacoli che stanno sul cammino delle persone, aiutandole cosĂŹ a vivere pienamente la propria vitaâ€?. Una mattinata all’insegna delle testimonianze con Pamela Novaglio, 41enne di Sarezzo, che in una caduta sugli sci in Maniva perse l’uso del braccio sinistro. “Da quel giorno del 1996 – ha detto Pamela – ho cercato un’associazione che facesse sport e l’ho trovata nella Polisportiva disabili Valcamonica: mi sono dedicata al fondo, partecipando alle Paraolimpiadi di Torino e Vancouver, e ora ho in testa Sochi 2014 e Londra 2012

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di maestri (normodotati) in Austria, l’Italia che è tornata a credere in me, la redazione di un testo normativo e la speranza che tutti possano sentirsi utili e lasciare un segnoâ€?. Infine, la storia di Cinzia Rossetti, 38enne di Botticino affetta da tetraparesi spastica dalla nascita, ma capace di lanciare un progetto rivoluzionario. “Lo scorso giugno – ha spiegato Cinzia – ho avviato il progetto ‘La diversità è di moda’, insieme al fotografo Paolo Ranzani e all’agenzia ‘Fashion Team’ di Torino per far sfilare modelle disabili, per scardinare i pregiudizi della gente, che quando sente parlare di ‘donna disabile’, rivolge subito gli occhi all’aggettivo e non alla femminilitĂ  propria di ogni donnaâ€?. Un senso del volontariato connaturato alla cultura bresciana, che lunedĂŹ 28 troverĂ  spazio anche presso l’istituto “Vincenzo Capirolaâ€? di Leno.

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&DPELRDOYHUWLFH PDLOVRGDOL]LRFRQWLQXD Da gennaio la sezione Cai di Villa Carcina avrĂ un nuovo presidente: Francesco Casu (nella foto), conosciuto come “Ceccoâ€? e storico responsabile dell’associazione valtrumplina, dopo 15 anni trascorsi fra reggenza e presidenza ha deciso di lasciare il proprio incarico. “La decisione – spiega lo stesso Casu – è maturata dalla necessitĂ  di dare spazio ai giovani; nella medesima ottica verranno rivisti tutti gli incarichi interni alla sezioneâ€?. Nuovo presidente sarĂ  Stefano Uberti, 35enne di Villa Carcina, valido alpinista e giĂ  da anni nel consiglio direttivo. Tra i successi di Casu da ricordare la trasformazione del Cai di Villa Carcina in autonoma sezione, oltre all’intensa attivitĂ  escursionistica e alpinistica, l’affiancamento con l’associazione Vertical One che si occupa della gestione della palestra di arrampicata, le numerose serate didattiche e culturali. Un sodalizio che conta su 300 soci provenienti da Villa Carcina e paesi limitrofi e che proprio nelle scorse settimane si è distinto con l’ennesima iniziativa, ossia la posa di una Madonnina in una nicchia lungo il “Sentiero della carrozzaâ€?, salendo verso la Sella dell’Oca. “Stavamo lavorando alla pulizia straordinaria dei sentieri, dovuta a una morĂŹa di ceppaie di castagno secolare – racconta proprio il presidente uscente Francesco Casu – e durante una rimozione il ceppo si è ribaltato fermandosi a valle sul ciglio del sentiero. All’interno si è creata una piccola nicchia e l’idea di porvi al centro una Madonnina è nata spontaneamente. VenerdĂŹ 11 novem-

bre abbiamo effettuato i lavori di posa e sistemazione e oggi, lungo il tratto di sentiero (n. 301) che dalla località Zoadello sale verso Sella dell’Oca, è visibile la Madonna dei sentieri�. Chi vuole informazioni sul Cai a può passare nella sede di via Bernocchi 69, presso il Centro sportivo comunale di Cogozzo, aperta tutti i martedÏ sera dalle 20.30 alle 22.30 (tel. 030.8980214, www.caivillacarcina.bs.it.

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Si sono aperte proprio in questi giorni le iscrizioni alla prossima edizione dell’ormai noto concorso canoro interregionale “Memorial Lucreziaâ€?. Organizzata dal coro “Voci in Cantoâ€? per ricordare la piccola Lucrezia Berna, che faceva parte dell’associazione valgobbina ed è scomparsa nel 2000 in un incidente stradale all’etĂ di otto anni, la rassegna è ormai un appuntamento imperdibile per ragazzi, giovani e adulti che vogliano mettere alla prova le

Sin dalla sua costituzione nel 2010 l’associazione “Il lume della ragioneâ€? aveva ben chiaro il suo obiettivo, ossia fornire a tutti i laureandi un luogo privilegiato dove potersi riunire e studiare nelle migliori condizioni. Un ďŹ ne al quale si accompagnavano anche progetti in continuo divenire come organizzare incontri e visite culturali, offrire orientamento ai ragazzi delle superiori e quello da poco ufďŹ cialmente formalizzato: creare

proprie doti canore. Una 11ª edizione che introduce una novità , con altre due categorie: i bimbi della scuola elementare e i ragazzini della scuola media. Nella terza sezione gareggeranno i ragazzi dalla prima superiore in su e gli adulti. Serate conclusive sabato 31 marzo e domenica 1 aprile. Per sostenere le audizioni (base musicale a carico del partecipante, quota d’iscrizione 30 euro), basta chiamare il numero 030.626653 o mandare l’e-mail a paola@vociincanto.it.

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un database con tutti i dati degli studenti universitari associati. “Adesso – spiega Riccardo Camossi, vicepresidente e responsabile delle comunicazioni –, dopo un primo anno di assestamento, il nostro proposito è diventato realtĂ attraverso la realizzazione di un database contenente tutti i curricula degli associati, accessibile mediante un’applicazione web integrata sul nostro sito (www. illumedellaragione.it, ndr).



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i tratta della prima macchina per la risonanza magnetica cardiaca in tutta la provincia di Brescia quella inaugurata sabato scorso all’ospedale di Gardone Val Trompia. Un evento accompagnato dalla benedizione impartita dal card. Re nel reparto di Radiologia. Una cerimonia che è stata un segno di riconoscimento per chi ha deciso di raccogliere fondi e donare un macchinario cosĂŹ complesso al presidio ospedaliero, ossia l’associazione Valtrompiacuore. “Siamo molto contenti – ha detto il presidente del sodalizio, Mario Mari – di aver donato questa macchina all’ospedale, nella convinzione che possa essere d’aiuto a tutti coloro che dovessero monitorare problemi all’apparato cardiacoâ€?. Uno strumento diagnostico che nella cerimonia di sabato è stato benedetto dal parroco di Gardone Val Trompia, don Francesco Bazzoli, alla presenza del presidente della ComunitĂ montana Bruno Bettinsoli, dell’assessore provinciale ai Servizi sociali Aristide Peli e del sindaco di Gardone Michele Gussago. “Siamo davvero grati a Valtrompiacuore – ha aggiunto proprio il primo cittadino gardonese –, perchĂŠ ha messo in pratica uno dei principi fondanti il cammino cristiano: donare senza aspettarsi nulla in cambio. Siamo grati per aver donato un’apparecchiatura utile a un ospedale che,

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punto di appoggio per i valtrumpliniâ€?. Un investimento da 70mila euro fatto da Valtrompiacuore per perfezionare sempre piĂš la dotazione di strumenti a disposizione dei reparti radiologico e cardiologico. “Questa macchina – ha chiuso il primario di Cardiologia, Nicola Pagnoni – ha il vantaggio di offrire immagini molto dettagliate del cuore senza esporre il malato ai raggi X e si adopera specie nei pazienti con cardiomiopatie congenite per valutare la forma e la funzione di atri e ventricoli, oltre a essere molto efficace per la diagnosi e il controllo delle malattie dell’aorta e delle pericarditi, fornendo anche informazioni utili nel caso di cardiopatia ischemicaâ€?.

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7RUQDQRLELHORUXVVLLQ9DOOH A metĂ dicembre arriveranno in Valle presso altrettante famiglie una decina di ragazzi bielorussi provenienti per lo piĂš da Gomel, una delle zone piĂš colpite dal disastro nucleare di Chernobyl del 25 aprile 1986. A 25 anni di distanza non si sa quanti furono i morti. Le conseguenze delle radiazioni dovute all’esplosione del reattore nucleare hanno riguardato non solo l’Ucraina, ma anche la Russia e la Bielorussia. Rimedio piĂš efďŹ cace: cibo adatto abbondante e aria buona. C’è soddisfazione tra i responsabile del Comitato accoglienza bielorussi “Valtrompia e dintorniâ€?: nonostante la crisi hanno raggiunto il risultato dell’anno scorso per questo primo turno. Le famiglie che fanno questa esperienza di accoglienza ne rimangono talmente colpite e gratificate che tendono a ripeterla: “Un posto in piĂš a tavola si trova sempreâ€? raccon-

tano. Quello di dicembre,ultimo mese (ricordiamo) dell’Anno europeo del volontariato, è il turno natalizio: rimarranno ďŹ no a metĂ gennaio. Ma giĂ  si sta lavorando per raccogliere le adesioni ai turni estivi, da giugno ad agosto con possibilitĂ  di tenere i ragazzi anche per due mesi. Negli ultimi anni si è riusciti ad ospitarne sempre una cinquantina, tra i sette e i 17 anni coinvolgendo altrettante famiglie. Il comitato con sede a Inzino e presidente Evelina Sanzogni opera dal 1995 con altri comitati in provincia coordinati dalla Help For Children Brescia onlus. Al bambino ospitato si paga anche il viaggio: poi si raccoglie tra enti (l’anno scorso la Cassa Padana e la Bcc di Brescia, il comune di Nave, Villa Carcina, Concesio, Marcheno) e privati. Si può offrire anche solo il viaggio: la famiglia che li accoglie si trova. E mentre si ricorda il

commovente addio a settembre all’ultimo gruppo del soggiorno estivo coi ragazzi accompagnati all’aeroporto di Montichiari, si guardano le fotograďŹ e delle gite e delle feste. A Villa Carcina dove l’Avis locale, ha voluto festeggiare il 55° di fondazione con i ragazzi ospiti, assieme al Gruppo Alpini e amministrazione comunale col sindaco Gianmaria Giraudini; a Gardone ancora con gli alpini; a Pezzaze dove dopo la visita alla miniera Marzoli sono stati accolti all’oratorio ancora dall’Avis e dagli alpini con doni e un grande rinfresco. Va ricordato poi che in aprile c’è stata la “carovana di aiutiâ€? con visita in Bielorussia alle famiglie: sul posto si veriďŹ cano le necessitĂ e si decidono le prioritĂ . L’invito al gesto che si tramuta in un “valore aggiuntoâ€? per la famiglia si concretizza rivolgendosi al presidente Evelina Sanzogni (338/8027345, 030/831836).


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‹Â?„‡”‰‘ Â?ƒ‰‹‘”Â?ƒ–ƒ†‹•–—†‹‘•—Žƒ•–‡ŽŽ‘ Il Consorzio per le incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo promuove per sabato 26 novembre una giornata di studio sul Castello di Cimbergo. La Rocca, anche recentemente, è stata oggetto di scavi archeologici, condotti dalla Soprintendenza della Lombardia e di un intervento di recupero architettonico, voluto dal Consorzio nell’ambito del piano operativo regionale. La giornata vuole divulgare i risultati emersi nei due anni di prospezione archeologica

a cui l’area è stata sottoposta e presentare i lavori di restauro e rifacimento che si sono svolti in questi ultimi mesi. Il convegno ha inizio alle 9.30 presso la struttura dell’Ostello coi saluti delle autorità . Alle 9.45 la presentazione: introduce e coordina Andrea Breda (della Soprintendenza). Alle 10: relazioni di Alice Leoni, archeologa; Gian Carlo Sgabussi, ricercatore; Paolo Bianchi, dell’Università di Verona, Federico Troletti, storico dell’arte; Gianni Poletti. Nel pomeriggio:

illustrazione del progetto di recupero (Tiziana Cittadini, Lucia Morandini, Fabio De Pedro); conclusioni di Gabriella Musto (Soprintendenza). La giornata si concluderĂ con la visita al sito e alla “Casa del PodestĂ â€? a Cimbergo. Il Castello, di cui purtroppo non restano che i ruderi, risale al secolo XIII. Abbarbicato sulla roccia, sorge a strapiombo sulla sottostante valle del torrente Re. Originariamente il fortilizio appartenne agli Antonioli, in seguito ai Federici (Ghibellini),

poi al conte Bartolomeo Pellegrini, signore di Cemmo. La Repubblica veneta, nel 1441 donò il maniero ai conti trentini di Lodrone e lo escluse dallo smantellamento, previsto da una legge della Serenissima. Nel 1700 i Lodrone cedettero terreni e costruzioni alle famiglie del borgo alpino. Poi il Comune riacquistò tutta l’area e l’adibÏ a cimitero. In seguito la municipalità tornò a rivendere ai privati. Oggi rimangono ampi tratti di mura con resti di merlature. (e.g.)

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’anno internazionale delle foreste porta a Cevo una giornata speciale: sabato 26 novembre, infatti, la ComunitĂ montana camuna ha organizzato un convegno dal titolo “Foreste di Vallecamonica: ereditĂ  comune, ricchezza del futuroâ€?. La sede è la Casa del Parco che ha trovato una sua definitiva collocazione presso Villa Ferrari, recentemente data in affitto ad una societĂ  costituita appositamente e che ha vinto la gara d’appalto. Cevo è stata colonia salubre negli anni ‘30, quando l’industriale cotoniero Luigi Ferrari costruĂŹ una colonia, quindi villa residenziale, con annessa chiesetta in stile neogotico, per curare le sue dipendenti che avevano contratto la tubercolosi o malattie respiratorie dovute al processo lavorativo. Cevo è luogo sacro alla Resistenza, luogo di eccidi e incendi nazifascisti, sentiero della memoria collettiva tra boschi e cascinali. Per questa ragione, l’assessore al Parco dell’Adamello Silvio

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risorsaâ€?; Roberto Corovigno, dirigente della struttura forestale Dg “Sistemi verdi e paesaggioâ€? della Regione Lombardia, tratterĂ â€œLa risorsa forestale lombarda: stato attuale e prospettive futureâ€?; Gianbattista Sangalli, responsabile del Servizio bonifica montana e foreste della ComunitĂ  montana di Valle Camonica illustrerĂ  “La risorsa forestale camuna: obiettivi di gestione e organizzazione del sistemaâ€?. A lui succederĂ  quindi Biagio Piccardi, direttore dell’Ersaf di Valle Camonica, sul tema “La politica regionale forestale applicata alle terre demaniali: punti di debolezza e punti di forza nella gestione delle foreste pubblicheâ€?; successivamente Alessandro Ducoli, responsabile settore forestale del Parco Adamello illustrerĂ  “L’eccellenza delle foreste del Parco Adamello, dove si producono biodiversitĂ  e paesaggioâ€?. Intorno alle 11.30 è prevista una tavola rotonda, cui parteciperĂ  anche l’assessore regionale ai “Sistemi verdi e paesaggioâ€? Alessandro



Colucci, cui seguirĂ un dibattito e le conclusioni a cura del presidente della ComunitĂ  montana di Valle Camonica, Corrado Tomasi. Il direttore del Parco dell’Adamello, Dario Furlanetto, alle 13 presenterĂ  le mostre fotografiche “Ticino: gocce di forestaâ€? e “Foreste in Adamello: alberi custodiâ€?. Dopo la pausa per un ristoro a base i prodotti tipici, ci sarĂ  la visita guidata alla selva castanile di Lorengo che concluderĂ  la manifestazione.

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Il Centro camuno di studi preistorici, diretto da Emmanuel Anati, (nella foto) indice un bando di apprendistato per candidature a tre posti di assistenti di ricerca presso l’istituto capontino. L’impegno, nel quadro di apprendistato a lavori pratici, è previsto della durata di sei mesi sino ad un anno, con il titolo di “assistente alla ricercaâ€?. I candidati prescelti riceveranno alloggio con uso cucina durante la permanenza attiva. Preferenza a giovani laureati ed a persone motivate e appassionate, con conoscenza della lingua inglese, francese e capacitĂ operative su banche-dati. La prima figura concerne l’assistente redattore scientifico (lavori editoriali per pubblicazioni, esposizioni, convegni; gestione sito “webâ€?;

conoscenza lingua inglese e francese). La seconda figura è quella di assistente curatore di collezioni archeologiche ed etnografiche (gestione di collezioni e di banca-dati; organizzazione esposizioni; capacità operativa sul web; senso estetico e capacita grafiche). La terza figura riguarda l’assistente di progetti di ricerca e spedizioni (gestione di missioni archeologiche ed etnografiche; gestione banca-dati e analisi delle scoperte, prevalentemente: Medio Oriente; buona conoscenza dell’inglese). L’indirizzo per la domanda è: Apprendistato, Centro camuno di studi preistorici, Città della Cultura, 25044 Capo di Ponte. Le domande inerenti periodi di apprendistato nel 2012 dovranno pervenire entro il 15 dicembre 2011.



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L’amministrazione comunale organizza un incontro, venerdÏ 25 novembre alle 17.30 presso il Salone Titonio (Largo Roma 9), per sensibilizzare la cittadinanza all’uso dei pannolini ecologici lavabili. Ogni bambino cambia una media di 6.000 pannolini usa e getta nei suoi primi tre anni di vita. Per un costo che varia fra i 1.500 e i 2.000 euro a famiglia, oltre a quelli a carico delll’amministrazione comunale, circa 200 euro, per lo

GiovedĂŹ 8 dicembre, festa dell’Immacolata, al termine del canto dei vespri la chiesa parrocchiale di Calino ospita, alle 15.30, il concerto “Ecce ancilla Dominiâ€? in omaggio e onore alla Madonna immacolata e alla memoria di tutte le madri cristiane defunte della congregazione parrocchiale. Il concerto viene eseguito dall’ensemble Biancofore (la direzione e la composizione è afďŹ data a Mauro Occhionero). Si

smaltimento. Questa “montagnaâ€? di pannolini si trasforma in una tonnellata di rifiuti indifferenziati. I pannolini per bambini compongono circa il 10% dei rifiuti urbani indifferenziati che, all’incirca, impiegano dai 400 a 500 anni per essere riassorbiti. Utilizzare pannolini lavabili è una scelta rispettosa dell’ambiente; i pannolini ecologici sono costituiti da fibre assorbenti che garantiscono la traspirazione riducendo le irritazioni.

esibiscono: Laurianne Langevin (canto), Marco Tiraboschi (chitarra classica), Simone Erre (auti dolci), Alessandra De Stefano (arpa tripla), Gino zambelli (ďŹ sarmonica, oboe), Mauro Occhionero (percussioni mediterranee), Gian Luca Baio (voce narrante). Al concerto sono invitate, in modo particolare, tutte le comunitĂ che stanno camminando insieme e che costituiscono l’unitĂ  pastorale.

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na giornata piena dedicata alle associazioni impegnate nel sociale di Palazzolo nell’Anno europeo del volontariato, con il tema: “Il volontariato regala colore e calore alla vita�. Promossa e organizzata dall’assessore ai Servizi sociali, Giuliana Bertoli, dal consigliere per le Politiche giovanili Selina Grasso, con il sostegno del Movimento cooperativo palazzolese, tramite la sua Cooperativa sociale e la collaborazione di molti soggetti (oratorio, Fondazione Galignani, scuole, gruppi, associazioni e altri), ha visto un nutrito programma condito di eventi propositivi e stimolanti per “capitalizzare� l’enorme energia del volontariato sociale operante sul territorio e farla conoscere alla cittadinanza, per favorire un proficuo scambio di esperienze, di competenze e per promuovere la partecipazione, in particolare, delle giovani generazioni. Al mattino, dopo la S. Messa delle 9.30, presenti i rappresentanti e i simboli delle 26 associazioni invitate, la visita alla mostra allestita nelle navate laterale dell’Auditorium S. Fedele, dai vari sodalizi presso cui era possibile chiedere in-

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ze ed esperienze, ha saputo esaurire le materie proposte dal moderatore con spunti di interesse comune; apprezzato l’intervento del consigliere regionale Margherita Peroni che ha sottolineato la necessità di una testimonianza politica rinnovata e ispirata ai principi e valori di solidarietà, trasparenza ma anche di attenzione alle istanze del mondo associativo che a sua volta deve incalzare il mondo della Politica (con la P maiuscola). Dopo il pranzo offerto presso la sede del Gruppo Alpini di Palazzolo, il pomeriggio è stato dedicato all’intrattenimento musicale del maestro Simone Pagani, seguito dalla presentazione di alcune esperienze giovanili di volontariato all’estero (Brasile ed Albania) e dalla premiazione degli animatori dei Grest estivi degli oratori palazzolesi, da parte degli assessori e del curato don Francesco Bezzi.

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6LFRUUHLOULVFKLR GLXQDODLFLWjVWUDELFD Il tema della laicitĂ in Italia ha assunto contorni problematici. “Stiamo correndo il rischio di andare incontro ad una laicitĂ  strabica verso le religioni tradizionali e a un multiculturalismo disarmato e senza valori verso altre fedi – ha affermato Walter Montini, giĂ  senatore della Dc e attuale capo di Gabinetto del Sindaco di Cremona, nell’incontro ‘LaicitĂ  e impegno del cristiano in politica’ organizzato dal Centro De Gasperi di Castegnato –. Il multiculturalismo non deve significare separatezza e se ciò avvenisse, faremmo un salto indietro di secoliâ€?. Il ruolo storico della libertĂ  religiosa può andar perso se in Occidente cadesse la fiducia nello Stato laico: esso, infatti, può far emergere ed esaltare il patrimonio spirituale e morale che ciascuna tradizione ha e coltiva nel suo rapporto con gli uomini. Guai, quindi, se la cultura cristiana non venisse costruita attraverso un processo di mediazione, che diviene dunque momento decisivo dell’azione politica. “La Chiesa – ha proseguito Montini – dialoga con tutti gli uomini di tutti i tempi, consentendo al Vangelo di incarnarsi nelle diverse situazioni. Il compito non è facile, perchĂŠ deve essere chiara la consapevolezza che la situazione della Chiesa oggi è quella di essere una minoranza, e poi perchĂŠ non è senza rischi l’impegno di mediare la fede nella storia, conservando e difendendo l’integritĂ  del messaggio da una parte, nel rispetto delle realtĂ  mondane dall’altra. Quale, quindi, l’impegno del cristiano in politica, nel servizio alla comunitĂ ? Una cosa è

certa: si può essere maggioranza nel dibattito delle idee, pur restando minoranza nel Paese. Il contributo dei cattolici alla rigenerazione del paese è possibile se frutto di un’elaborazione di cultura politica.â€?. “Il problema, oggi – ha concluso Montini – è che stiamo assistendo ad un distacco dalla fede, conseguenza di una diffusa forma di indifferenza religiosa, preludio ad un ateismo di fattoâ€?. (Franco Turelli)

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progettista Patrizia Scamoni, è stato particolarmente delicato e ha portato al totale smontaggio del coro. “Dopo una prima ipotesi di un intervento limitato alle sole superďŹ ci visibili del coro – ha affermato Patrizia Scamoni – ha preso corpo l’idea di una indagine piĂš dettagliata per conoscere non solo lo stato di salute del manufatto ligneo, ma anche quello dell’ambiente in cui lo stesso è inseritoâ€?. Analisi speciďŹ che hanno cosĂŹ messo in

risalto non solo il cattivo stato di conservazione di parte della struttura lignea che sosteneva il coro, ma anche degli intonaci retrostranti, spesso mancanti e, laddove presenti, minacciati da umiditĂ e altri elementi. Le ditte che si sono aggiudicate i lavori (la Pm di Milano per gli interventi sul coro e la Ars restauri di Bergamo per gli intonaci) hanno lavorato di concerto, in parte nella stessa abside del Duomo Vecchio (per la parte relativa alla struttura e quelle

 

porzioni di coro non trasportabili) e in parte in studio per riconosegnare alla cittĂ un gioiello non troppo conosciuto. Terminati i lavori (“con grande impegno del Comune nonostante la stagione di ristrettezze economicheâ€? ha puntualizzato l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani) c’è da pensare (ma qualcosa si sta muovendo, come ha assicurato mons. Federico Pellegrini, direttore dell’UfďŹ cio beni culturali della diocesi) a come valorizzare il coro.

    

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opo 18 mesi di lavoro è tornata a splendere, nella chiesa parrocchiale di Cristo Re, a Brescia, la grande pala (cm 360 x 230) raffigurante S. Antonio Abate, imponente opera autografa di Palma il Giovane (Venezia, 1544 –1628). Per l’occasione, in concomitanza con la festa patronale, il parroco don Umberto Dell’Aversana, che dal suo predecessore don Enrico Bonazza ha ereditato l’intraprendente spirito d’iniziativa rivolto al recupero di tutto il patrimonio artistico della splendida chiesa, ha organizzato una serata culturale. Presentazione del restauro eseguito, ma anche illustrazione dei prossimi interventi che si intenderebbe realizzare, tra i quali il restauro delle restanti tre grandi tele, e quello del bellissimo e prezioso organo Amati del 1810. Un’iniziativa che ha trovato una risposta piÚ che positiva nel numeroso pubblico presente, nonostante la fitta cappa di nebbia scesa sulla città . Dopo una breve introduzione, nella quale si sono ringraziati tutti

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coloro che con il contributo economico hanno permesso la realizzazione di questo intervento, primi tra tutti, la Fondazione comunitĂ bresciana, che ha contribuito col 50% della spesa, l’apertura della serata è stata in chiave musicale. Giuliano Galli, giĂ  violoncellista della Scala di Milano, e il figlio Alessandro, bravissimo organista, hanno deliziato la platea con alcuni pezzi di grande qualitĂ . Ăˆ stato poi il turno di don Luigi Salvetti, che ha commentato, con grande capacitĂ  critica, il dipinto, l’autore, e il contesto storico artistico dell’epoca, riallacciandosi, anche con immagini, ad altre raffinate opere raffiguranti S.

Antonio abate, primo fra tutti lo splendido quadro di Moretto conservato nel santuario di Auro di Casto. Dopo la lettura critica, è stato il turno del restauratore Leonardo Gatti, che ha illustrato, attraverso numerose diapositive, tutto il lavoro di restauro eseguito, accompagnando virtualmente la platea passo per passo all’interno del laboratorio, coinvolgendola direttamente in tutte le fasi di lavoro, trasmettendo sensazioni ed emozioni, ma anche le preoccupazioni dovute alle difficoltĂ e agli imprevisti incontrati. “Un restauro molto complessoâ€?, ha spiegato Gatti, “poichĂŠ sotto lo strato pittorico inizialmente visibile, compromesso da almeno tre invasivi precedenti interventi, è stata ritrovata l’originale opera autografa in pessime condizioni di conservazione. Numerosissime erano le lacune e le cadute di colore ben nascoste dai vecchi restauri. La pulitura, eseguita con nuovi materiali a basso impatto ambientale, ha permesso di recuperare le splendide tinte originali, fino a oggi illeggibili, nonchĂŠ la firma dell’autore, “Jaco-



bus Palma F�, anch’essa sottostante una ricostruzione ottocentesca. Un restauro che per la sua difficoltà ha richiesto tempi molto piÚ lunghi di quelli inizialmente pianificati, e per il quale è stata applicata, di comune accordo con la Soprintendenza per i beni artistici e storici di Mantova, una metodologia d’intervento assai sofisticata�. La serata si è conclusa con la proiezione di una serie d’immagini inedite, raffiguranti il restau-

ro di tutti gli interni della chiesa, eseguito dallo Studio Laboratorio Leonardo Gatti nel 2005-2006. Durante quell’intervento, furono restaurati sia l’imponente ciclo pittorico (circa 3.000 mq), capolavoro di Vittorio Trainini eseguito nel 1934-35, sia la grande soasa lignea dorata del presbiterio, con splendido dipinto in essa collocato, nonchÊ gli altari di marmo, la struttura lignea dell’organo e la cantoria.


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‹”‰‹Â?‹ƒ‡”‘Â?‹ ‹…Š‹ƒÂ?‹‡ƒ””‹……Š‹Â?‡Â?–‹’‡”‹Ž’—„„Ž‹…‘ “Brixiantiquaria 2011 si rinnova e raddoppia la sua superďŹ cie espositiva con una sezione di arte moderna e contemporanea, nella convinzione che piĂš linguaggi artistici rappresentino un richiamo e un arricchimento per il visitatore. Questo rafďŹ nato connubio di epoche e stili si è visto forse per la prima volta in una manifestazione pubblica al Tefaf di Maastricht, piccola cittĂ olandese divenuta famosa proprio

per la sua manifestazione, capace di attirare un pubblico internazionale con migliaia di visitatori, collezionisti e perďŹ no direttori di museiâ€?. Ăˆ a questa dichiarazione che Virginia Peroni (nella foto), presidente del sindacato antiquari bresciani, afďŹ da le attese per la rassegna pronta al taglio inaugurale. Brixiantiquaria, quindi, giunta alla 24ÂŞ edizione, pur mantenendo le caratteristiche qualitative

che l’hanno accompagnata ďŹ n dalle sue origini, amplia la sua offerta, proponendo con questa “secondaâ€? e non minore rassegna dedicata all’arte moderna un’immagine rinnovata; attrattiva per un piĂš vasto target di visitatori, segno di modernitĂ al passo con i tempi. “Nonostante il perdurare della crisi che ha investito l’economia mondiale – sono ancora considerazioni di Virginia Peroni –, con l’edizione

prossima all’inaugurazione Brixiantiquaria compie un grande sforzo organizzativo, segno forte di volontĂ positiva e di ďŹ ducia nel futuro: sono molteplici i presupposti perchĂŠ il nostro pubblico tradizionale, attento e competente, trovi ulteriori occasioni di interesse, e varia e seducente anche la nuova proposta culturale tesa a stimolare e appagare il gusto di visitatori diversi, se pure accomunati dall’amore del belloâ€?.

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n appassionante viaggio nello splendore, un’esperienza culturale che si rivela sempre d’altissimo livello, quella offerta da Brixiantiquaria, in programma dal 25 al 28 novembre prossimi. Viaggiare nel gusto di un tempo significa riappropriarsi di radici solo all’apparenza lontane dalla nostra vita, eppur consustanziali con il presente. Allora, alla ricerca della bellezza, di un equilibrio perduto, tra quadri di altissimo livello qualitativo, mobili museali e oggetti di grande rilievo, accanto a una mostra culturale (dedicata ai bronzi dei Civici musei, tra i quali rifulgono medaglie di Pisanello) e a una sezione dedicata all’arte contemporanea. Alcune anticipazioni, a partire dal dorato mondo della Serenissima. consentono di conoscere qualcosa in piÚ dell’edizione di Brixiantiquaria che sta per aprire i battenti. Ecco una splendida coppia di poltroncine veneziane del Settecento, laccate in oro e dipinte con finissime decorazioni floreali. Sempre dalla

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Venezia del XVIII secolo arriveranno a Brescia un cassettone in noce e radica di noce, di grande soliditĂ di costruzione e tuttavia mosso sul fronte e sui fianchi, cosĂŹ da risultare stilisticamente alleggerito, e un raffinato mobile con alzata a specchio, pure in noce e radica di noce. Elegantissimo, per forme e sfumature cromatiche, il cassettone con alzata lastronato in legno di carrubo e intarsiato in legno di rosa, mosso davanti e con i fianchi a bombĂŠ, un altro gioiello della scuola veneziana del Settecento. Notevole il cassone da viaggio settecentesco in lacca di China, parzialmente dipinto in oro e marrone a creare un decoro

di gusto orientaleggiante con pagode, balaustre, palme e salici, uccelli in volo nel cielo. Vere chicche per gli appassionati sono due casseforti, entrambe con anima in legno rivestita da fasce di ferro bloccate da robustissime borchie. La prima è stata realizzata e firmata dal milanese Ferdinando Melzi nel 1807; la seconda, a due ante e munita di un catenaccio, pure di manifattura lombarda, risale addirittura alla fine del Cinquecento - inizi del Seicento. In arrivo negli spazi della Fiera di Brescia anche un eccezionale canterano in noce con cassettiera, uscito dalla rinomata bottega Fantoni di Rovetta, nel Bergamasco, alla fine del XVII secolo, davvero pregevole per la ricchezza degli intagli. Dall’universo mosso del Settecento arioso, sensuale e dissipatore, sul quale si specchiano i cieli primaverili e vasti di Tiepolo, si passa alla forma del progressivo ritorno alla classicitĂ . Ăˆ molto probabilmente di mano del grande Giuseppe Maggiolini la coppia di cassettoni intarsiati in legni pregiati, impreziosita da raffinati dettagli e da dorature,

   

di stile Luigi XVI, realizzata nel 1770. Di rilievo per la qualità pittorica e la dolcezza dei volti l’olio su tela di Jacopo Amigoni, una Madonna con il Bambino e San Giovannino, ossia uno dei temi prediletti dall’artista. L’opera rimanda alla celebre Sacra Famiglia della collezione Terruzzi, dove, per la figura della Madonna, Amigoni era ricorso alla medesima modella. Molto bella e insolita anche la specchiera in legno ebanizzato degli inizi del XVIII

secolo, elegantemente modanata, con una ricca cimasa in legno intagliato e dorato, a raffigurare un cinesino che regge in mano un ombrello. NÊ va trascurata un angoliera laccata in arte povera piemontese, in legno laccato avorio con profili dorati, interamente decorata con piacevolissime scene di vita, piante e animali. Sono molti, insomma, i pezzi che rendono interessante l’edizione 2011 di Brixiantiquaria.

26 novembre / 4 dicembre MOSTRA COLLATERALE

FIERA DI BRESCIA presenta l’appuntamento autunnale con l’arte: BRIXIAFINEART, due saloni per mettere in mostra il meglio dell’antiquariato e dell’arte moderna e contemporanea.

SALONE IN CONTEMPORANEA

26 / 28 novembre

STRAORDINARIETĂ€ DEL BRONZO

Orari d’ingresso: FERIALI ore 15.00 / 20.00 SABATO e DOMENICA ore 10.00 / 20.00 GIOVEDĂŒ 1 dicembre ore 15.00 / 22.00

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DALL’ANTIQUARIATO ALL’ARTE CONTEMPORANEA

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accanto ai propri stand, essi stessi spunto di un viaggio nella storia, nel gusto, nei valori ďŹ gurativi che si sono avvicendati nei secoli, la mostra collaterale (di eminente natura culturale) “StraordinariEtĂ del bronzo, duemila anni di scultura in bronzo nei Musei Civici di Bresciaâ€?, realizzata in collaborazione con Santa Giulia e curata dagli storici dell’arte Elena Lucchesi Ragni e Maurizio Mondini. La mostra resterĂ  aperta negli spazi della Fiera di Brescia

in concomitanza con la rassegna antiquaria e con l’esposizione di opere d’arte del Novecento e degli anni piĂš recenti, cosĂŹ da creare un arco temporale amplissimo, in grado di sollecitare l’interesse di numerosi visitatori. Oggetti o sculture che si potranno vedere a Brixiantiquaria sono attualmente conservati nei depositi dei musei, sicchĂŠ, questa, diventa un’ottima occasione per conoscere la ricchezza di Santa Giulia, lungo un ďŹ lone omogeneo.     

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Dopo 11 anni, per altro segnati da periodi di sosta forzata, la piccola chiesa di San Gaetano, in via Callegari a Brescia, è stata quasi interamente restaurata. Oggi, chi vi entra non trova piĂš pareti grigie e tristi, marmi spenti, quadri malconci e affreschi patinati. Il visitatore, catturato, affascinato dalle linee della facciata, può gustare la leggerezza delle linee architettoniche e il candore delle pareti, può essere rapito dagli intarsi e dalle forme particolari estratti dai marmi, può restare in contemplazione dei martiri, tutti al femminile, lungo le pareti della navata, dei santi, raffigurati nelle quattro cappelle laterali, o dal percorso spirituale affidato agli affreschi della volta e del presbiterio. Il recupero, ormai complessivo, della chiesa è stato possibile grazie all’attenzione della comunitĂ francescana (che si prende cura dell’edificio) e di tanti altri che hanno contribuito a riportarla all’originale bellezza. Uno sforzo che è stato raccontato nella pubblicazione “Le tele restaurate della chiesa di San Gaetanoâ€?. Pagine eleganti che danno conto dei restauri realizzati sui quadri della navata e del presbiterio, attraverso un percorso spirituale complessivo e una scheda particolareggiata dedicata a ogni singola opera. La pubbli-

cazione dà anche conto della singolarità dell’intervento realizzato in San Gaetano: il recupero delle tele è stato oggetto di un unico progetto che ha permesso omogeneità di scelte. Un percorso reso possibile dal fatto che le stesse tele della chiesa erano state pensate, all’atto della loro realizzazione, come un unico ciclo pittorico, realizzato nel breve volgere di pochi anni e per mano di pochi artisti espressamente per la chiesa di San Gaetano. Anche precedenti interventi conservativi, cosÏ come il piÚ recente, erano stati condotti sull’apparato pittorico complessivo della chiesa, conferendo allo stesso la caratteristica di un unicum nel panorama bresciana. Gli interventi conservativi si sono svolti, come è possibile leggere nella pubblicazione, in tre fasi successive. La prima, tra il 2000 e il 2001, ha interessato le superfici stuccate e affrescate della navata. L’intervento era stato realizzato in concomitanza con il restuaro e le messa in sicurezza dell’organo e della cantoria. La seconda fase è stata completata tra il 2006 e il 2007; la terza e ultima è quella condotta tra il 2008 e lo scorso anno e ha interessato le superfici del transetto, delle cappelle e della facciata principale.

   

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Fate attenzione, vegliate, perchĂŠ non sapete quando è il momento. Ăˆ come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerĂ , se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!

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l padrone del tempo. Non è questione di destino o incertezza del futuro. Non è la gogna di non sapere “quandoâ€? il motivo per il quale GesĂš invita a vegliare. Avrebbe usato altri termini, avrebbe costretto ad aver paura dell’ignoto, dell’incommensurabile, dell’improvviso. Una spada appesa sopra la testa, un ordigno che potrebbe esplodere. Usa il verbo vegliare perchĂŠ chi veglia sa che deve custodire qualcosa di prezioso, sa di possedere qualcosa che gli potrebbe essere rubato. Non veglia solo chi non possiede nulla. Per questo l’invito di GesĂš a vegliare, per essere compreso nella sua profonditĂ , non può essere disgiunto dalla radice del nostro essere. Siamo tutti dono di Dio e quello che abbiamo è un tesoro che ci è stato affidato. Non siamo i padroni del tempo, nĂŠ delle cose nĂŠ di noi stessi. Se credessimo di esserlo potremmo solo provare paura dell’incerto ma non potrem-

     

 

,OVHJQRGLFURFH Pesco ancora dai ricordi di mia madre. Quando lei e la nonna entravano nella chiesa c’era la genuflessione profonda e il segno della croce fatto con lentezza e gesti ampi. La nonna ripeteva alla nipotina la catechesi imparata e trasmetteva la fede nella TrinitĂ . Toccandosi la fronte diceva “Padre e Dio? Sciur se! (Signor sĂŹ!)â€? poi portando la mano al petto: “Figliolo e Dio? Sciur se!â€?, poi toccandosi le spalle “Spirito Santo e Dio? Sciur se!â€? infine mettendo le mani giunte: “Son dunque tri dei? No, ma un Dio solo!â€?. Per anni la bisnonna ha pregato in questo modo e forse anche sua madre e la sua nonna pregavano cosĂŹ. Non sappiamo da quale secolo provie-

ne questa preghiera certo è che i nostri avi non solo pregavano, ma trasmettevano la fede attraverso queste piccole e brevi nozioni ricevute, imparate e trasmesse alle generazioni successive. Oggi sorridiamo a questi ricordi ma i nostri antenati partecipavano a una Messa che non potevano seguire perchĂŠ celebrata in latino, lingua ascoltata, ma non sempre compresa dal popolo. Ancora quando io ero giovanotto, la “Elsaâ€? una donna del paese, che ho visto piangere la prima volta che si era messa le scarpe, lei che aveva sempre portato gli zoccoli di legno, nelle litanie in latino a un certo punto diceva “Regina pistolorumâ€? litania di non facile traduzione, al posto di

“Regina apostolorumâ€?. Eppure era una donna semplice e saggia che aveva fatto rigare dritto il marito e tirato su le figlie tutte come brave spose e madri. Nella preghiera è piĂš importante l’esattezza del cuore che quella sintattica. Qualche anno fa studiando gli scritti di San Francesco, ho scoperto in un’intensissima lezione con un francescanista che la benedizione a frate Leone scritta di pugno e in latino dal santo assisiano, ha due errori che pazientemente frate Leone ha raschiato e ricorretto di suo pugno. Certo questa “ignoranzaâ€? di San Francesco non gli ha impedito di essere tutt’ora uno dei Santi piĂš amati e attuali del nostro calendario.

mo vegliare. Veglia chi attende, chi sa di avere e soprattutto sa che quello che ha gli è stato affidato. Rinunciare a concepirci come dono di Dio nel nostro essere e nel nostro avere ci consegna all’incertezza del non sapere, non alla certezza dell’incontro con chi ci ha fatto e ci ha affidato quello che siamo. Sono due prospettive radicalmente diverse. La prima è un salto nel buio, la seconda la sicurezza di un evento che si compirĂ . L’unica somiglianza sta nell’incertezza del “quandoâ€?; diversa, anzi opposta è la base di questa incertezza. Non possiamo accontentarci di chiamare destino questa incertezza: il destino è di chi non sa cosa aspetta e nemmeno chi aspetta. Non sapere il “quandoâ€? per chi cerca di credere è la prova ultima e bellissima di quella libertĂ  che Dio ci ha lasciato pur avendoci dato tutto. Quel tutto di dono e di amore che possediamo, che ci è stato affidato non dovrebbe lasciare che ci addormentiamo: è un

tesoro per il quale vegliare senza sosta in attesa che Quello che ce l’ha dato torni per condividerlo, per renderlo completo. La nostra non può che essere un’attesa piena di senso; non è cieca, non è senza motivi. Lui è il padrone del tempo, del nostro, in primo luogo. Ăˆ Lui che ce lo ha consegnato, ce lo ha affidato. Non possiamo andare a tentoni nel buio dell’incertezza sul “quandoâ€? perchĂŠ a noi non interessa il “quandoâ€? ma il “Chiâ€? incontreremo. Solo in questo modo potremo capire perchĂŠ vegliare: perchĂŠ abbiamo ricevuto un tesoro e verso il nostro vero tesoro stiamo camminando, anche se il percorso e la sua durata e quello che incontreremo di mezzo non ci è dato di saperlo in anticipo. Sapere di aver ricevuto è sapere anche di dover incontrare, non è incertezza su quello che sarĂ ma scoperta, giorno per giorno, di Chi sta ad attenderci e che verrĂ . Non possiamo avere paura. Solo vegliare.


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che segue le tappe obbligate dei Paesi africani: il colonialismo, l’indipendenza, la svolta comunista e collettivista degli anni settanta, il neo-colonialismo parallelo alla tortuosa strada percorsa da una democrazia che fa dei temi dello sviluppo e della tolleranza i motivi principali della propria esistenza. Crogiuolo di lingue, di etnie, di tradizioni, di gruppi religiosi, di sette, di religioni tradizionali, il Benin è il cuore ancora vivo del Voudoun. La sua

storia è legata all’antico regno di Dahomey con la vecchia capitale Abomey, dove risiede ancora, con discreto seguito, il successore legittimo del re. Per contrasto la Chiesa del Benin si distingue nel continente africano, è davvero singolare per vitalitĂ , i sacerdoti sono numerosi e colti, molti hanno studiato all’estero, numerose le congregazioni femminili locali, vengono aperte continuamente nuove comunitĂ , ci sono vocazioni, nonostante le difďŹ coltĂ  ambientali

ed economiche al limite della sussistenza e il permanere di una forte tendenza al sincretismo etico e religioso. Il senso profondo della visita del Papa si palesa chiaramente sabato 19 novembre nell’incontro con un folto gruppo di bambini, a Cotonou nella chiesa di Santa Rita. Guidati dai loro animatori e catechisti riescono a esprimere una carica di entusiasmo che commuove visibilmente il Papa, il quale accenna gioioso un passo di danza. (m.n.)

   

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l tema ricorrente lungo tutto il viaggio è quello di considerare la Chiesa d’Africa, l’Africa intera, come la terra della speranza; il Papa, convinto, avverte che non si tratta di mera retorica. La visita è un evento storico per il Benin, raggiunto già due volte da Giovanni Paolo II nel 1982 e nel 1993. Sabato mattina 19 novembre Benedetto XVI si è recato in pellegrinaggio per visitare la tomba dell’illustre amico, il cardinale Bernardin Gantin, cui è dedicato l’aeroporto, sepolto nella cappella del Seminario, già decano del collegio cardinalizio e segretario della Congregazione dei vescovi, deceduto il 13 maggio 2008. Come dimenticare che entrambi, Ratzinger e Gantin divennero Cardinali nel 1977 durante l’ultimo concistoro presieduto da Paolo VI? Nel Seminario di Saint Gall studiano 200 giovani teologi, il grande cortile tra i palmizi e gli alberi di mango è gremito di chierici, sacerdoti e laici fedeli; qui si realizza visibilmente davanti agli occhi del Papa il grande sogno del Comboni, del Conforti e di Paolo VI, quello cioè di vedere una Chiesa africana capace di gestire la propria vita, le proprie idee, le proprie iniziative, una Chiesa protagonista dello sviluppo del Continente africano e della Chiesa universale. Certo non mancano problemi, regolarmente menzionati, in una Chiesa dinamica e molto vitale che gode di grande prestigio presso i fedeli. Per amore di cronaca bisogna anche dire che, per l’occasione, le strade

  

percorse dal corteo papale, altrimenti impraticabili, sono state restaurate a tempi record e sembrano tappeti da biliardo al punto che un viaggio piĂš lungo del Papa avrebbe portato alla soluzione di uno dei gravi problemi del Benin (era solo un’idea, nda). Ăˆ nel santuario di Notre Dame di Ouidah che il Papa firma il documento del secondo Sinodo dei vescovi africani tenutosi due anni fa in Vaticano sul tema “La Chiesa d’Africa a servizio della riconciliazione della giustizia e della pace, voi siete il sale della terra e la luce del mondoâ€?. I documenti sono fatti di parole, di idee, e qui l’attesa di ciò che il Papa

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cana il documento del Sinodo Africae munus. Gli africani amano la liturgia e la festa in modo del tutto singolare, in Benin i tam tam continuano a scandire tutti gli eventi della vita, gli esperti assicurano che in chiesa vengono usati addirittura 14 ritmi diversi. Il saluto finale è carico di gratitudine e di nostalgia; mentre decolla l’aereo papale viene in mente con grande chiarezza che il tempo di identificare l’Africa con la missione e l’opera dei nostri missionari è davvero finito. Saranno gli africani a lanciare la missione del futuro verso l’Asia e la Cina? La presenza di lavoratori cinesi sul territorio africano, circa un milione, sembra una significativa premessa. Per l’occasione vale la pena di ricordare che non sono mancate nel passato fitte collaborazioni del Benin con Chiese europee, con l’Italia, con diverse diocesi, congregazioni religiose, gruppi missionari, Ong, associazioni; certamente è importante mantenere e approfondire lo scambio: da una parte l’esperienza, i mezzi, dall’altra la vitalità , l’entusiasmo in questo momento di crisi economica, che mette in agitazione il mondo sviluppato, dominato dalle leggi di mercato e da una sindrome depressiva, l’investimento piÚ sicuro è quello che aiuta i poveri ad affrancarsi, mentre il Papa ci ricorda con il suo viaggio che la salvezza è un dono di Dio e che si realizza solo incontrando GesÚ Cristo nella fede.

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*XDUGDUHDYDQWL Il Papa appare con il volto chiaro, scende sereno e deciso dall’aereo che atterra nel primo pomeriggio di venerdÏ 18 consapevole di avere una missione importante. Siamo all’aeroporto di Cotonou sulla riva dell’Oceano, il clima sotto un sole implacabile è equatoriale ma c’è sempre un vento piacevole a rendere sopportabile la calura. 150 anni fa Francesco Borghero, originario della Liguria e Rodrigo Fernandez spagnolo, entrambi

dello Sma di Lione, sbarcarono sulla spiaggia di Ouidah, a 40 km da Cotonou; era il 18 aprile del 1861; nei pochi mesi della loro permanenza diedero il via alla missione cattolica. Sulla spiaggia un monumento ricorda l’evento; la bellezza del ricordo si oscura tragicamente 5-600 metri piÚ avanti dove sorge la Porta della Diaspora, dedicata a migliaia di schiavi caricati sulle navi. Da qualche anno gli africani hanno smesso di guardare a questa tragica

storia, hanno cominciato a guardare avanti. Nei saluti l’importanza della Chiesa in Africa riceve il giusto riconoscimento, in un Paese, il Benin, dove convivono diverse esperienze religiose in modo paciďŹ co e tollerante, mentre il Papa indica come inevitabile la fuoriuscita dalla tradizione e l’ingresso, in corso, nella modernitĂ , avvertendo profeticamente sui rischi di un progresso senza anima e sul dominio delle leggi di mercato sull’etica.


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Ž‹ƒ’’—Â?–ƒÂ?‡Â?–‹†‹†‹…‡Â?„”‡ Laici (giovani e adulti) - da mercoledĂŹ 7 a domenica 11 - “Cristo è la nostra paceâ€?, esercizio spirituale della lectio divina con la lettera di Paolo apostolo ai cristiani della chiesa di Efeso. Donne - martedĂŹ 13 dalle 10 alle 16.30, ritiro spirituale - lectio divina con la Parola di Dio che verrĂ ascoltata nella liturgia eucaristica della Quarta di Avvento. Presbiteri e religiosi - mercoledĂŹ 14 dalle 9.30 alle 14, ritiro spirituale per il presbiterio e i religiosi delle due zone gardesane XVI e XVII.

Il servizio della Parola è offerto da don Vittorio Bonetti, parroco a Prevalle S. Zenone e S. Michele, il ministero della riconciliazione dai Padri Cappuccini di Barbarano. Esercizi spirituali per i laici dalla serata di mercoledÏ 7 dicembre al pranzo della successiva domenica 11, don Dino Capra e le Suore Dorotee di Cemmo dell’Eremo animeranno le giornate di esercizio spirituale della lectio divina delle Sacre Scritture leggendo, meditando e pregando la Lettera di Paolo

apostolo ai cristiani della chiesa di Efeso: come quelli di allora, anche noi cristiani di oggi siamo chiamati a vivere con maggiore coerenza il Natale di Cristo “la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli, nemici tra di loro, un unico popolo nuovo, abbattendo il muro che li separava, l’inimiciziaâ€?. Per giovani che si domandano come impegnare la loro vita dalla serata di lunedĂŹ 26 dicembre al pranzo del successivo venerdĂŹ 30, don Dino Capra e le Suore

dell’Eremo propongono alcune giornate di esercizio spirituale della Lectio divina delle Sacre Scritture a giovani, giovani adulti e coppie di giovani sposi che desiderano trovare la risposta alla domanda di senso che, prima o poi, tutti si pongono: “ Che devo fare, Signore, della mia vita?â€?. SarĂ guida delle giornate l’apostolo Paolo, con la sua Lettera ai cristiani della chiesa di Filippi, la prima delle Chiese europee a ricevere l’annuncio del Vangelo di GesĂš il Signore.

   

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el 1980 il Sinodo dei Vescovi affrontò il complesso tema della famiglia, sia guardando alle nuove situazioni, sia volendo rilanciare l’evangelica notizia sul matrimonio e la vita familiare. Un anno dopo, il 22 novembre del 1981 Giovanni Paolo II, seguendo le indicazioni dei vescovi e nel solco del Concilio Vaticano II, offrĂŹ a tutta la Chiesa universale l’esortazione apostolica Familiaris Consortio, un documento destinato a diventare la Magna Charta per le famiglie e per tutta la pastorale familiare. Ora sono passati 30 anni da quei giorni memorabili e il motto di Giovanni Paolo II è piĂš che mai attuale: “Famiglia, diventa ciò che sei!â€? (Fc n. 17). La Chiesa italiana, e in essa la nostra diocesi di Brescia, ha sicuramente compiuto notevoli passi in avanti nella riscoperta del valore del sacramento del matrimonio, come pure nella considerazione della soggettivitĂ ecclesiale e civile del nucleo familiare. Insieme, però, sono sorte nuove sfide e difficoltĂ , che chiedono ancor piĂš attenzione da parte di tutti verso questi doni di Dio per il bene dell’umanitĂ . Per questi motivi, la ricorrenza dell’anniversario non può essere ridotta a mera celebrazione fine a se stessa, ma semmai deve diventare occasione per approfondire il tesoro rac-

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Chiesa e contribuire efficacemente alla costruzione del Regno; la famiglia che da esso scaturisce, allora, è realmente come piccola chiesa domestica e vitale cellula della società . Questa specifica e originale strada di santità ripropone il Mistero Grande espresso da San Paolo nella Lettera agli Efesini (Ef 5,32), ovvero l’unione sponsale e salvifica di Cristo con la sua Chiesa. Annunciare il matrimonio e la famiglia, allora, è prima di tutto annunciare l’Amore di Dio, che a noi si è manifestato in pienezza nel dono totale e fedele del suo Figlio Unigenito. Serve, oggi, sia

negli sposi che nei consacrati, un nuovo coraggio di testimonianza e una maggiore cura di preparazione/ accompagnamento, affinchĂŠ tutti possano sentire questo meraviglioso annuncio di bene e siano messi nelle condizioni poi di viverlo. Intanto, insieme ad altre iniziative di carattere regionale e nazionale, nella nostra diocesi per ricordare questo anniversario della Familiaris Consortio, il vescovo Luciano celebrerĂ una S. Messa nella chiesa che ebbe i natali insieme a questo documento e che, in maniera ispirata, fu dedicata proprio alla Santa Famiglia di Nazareth.

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/DGRQQDQHOFRUVRGHOODVWRULDHQHOOD%LEELD L’Avvento, al Convento dell’Annunciata sul Monte Orfano di Rovato, parla la lingua ferma ma gentile della donna, del suo ruolo centrale nel corso della storia e nella Bibbia, ma non solo. I frati Servi di Maria, di stanza ormai da oltre 500 anni sul rilievo che domina la Franciacorta, hanno approntato due diversi percorsi che terranno banco all’Annunciata per tutto il mese di dicembre, arrivando a coprire anche i primi me-

si dell’anno prossimo. Il primo ciclo di incontri riguarda il tema “Letture antropologiche della religioneâ€?. “Si tratta di un seminario – dice il curatore, fra Ermanno Bernardi – che si svolgerĂ la domenica mattina, dalle ore 9 alle ore 11. Nei primi incontri presenteremo diverse letture antropologiche della realtĂ , mentre i restanti appuntamenti saranno dedicati alla presentazione delle ricerche seminariali dei partecipanti, seguita

da relativa discussione di gruppoâ€?. Il prossimo incontro è fissato per domenica 18 dicembre: in discussione ci sarĂ l’interpretazione di Victor Turner e la sua “Visione processuale della realtĂ â€?. Il 22 gennaio invece tocca all’“Antropologia della resistenzaâ€?, di Raffaele Mantegazza; il 12 febbraio prima relazione dei partecipanti sul tema del “Bracconaggioâ€?, che verrĂ  analizzato anche nella mattinata di domenica 18 marzo. Ad aprile, per

l’esattezza il 22, si cambia tema, passando a lavorare sulla “ProcessualitĂ â€?, cosĂŹ come accadrĂ  domenica 20 maggio. Infine il 10 giugno, chiusura plenaria su “La strategia della resistenzaâ€?. “MercoledĂŹ 30 novembre, invece – spiega sempre fra Ermanno Bernardi – ci sarĂ  l’incontro biblico con la pastora Lidia Maggi. Tema di questo ciclo, che durerĂ  fino a poco prima del Natale, la figura della madri del Messia: le donne nella genea-

logia di GesĂšâ€?. La Maggi, pastora della chiesa battista ed esperta di formazione teologica e dialogo ecumenico, si occuperò di “Rahab, il filo rosso della storiaâ€?. Due settimane dopo, il 14 dicembre, spazio invece a “Ru, la salvezza stranieraâ€?. Infine, mercoledĂŹ 21 dicembre, ci sarĂ â€œBetsabea, le tenebre e la luceâ€?. Gli appuntamenti biblici si tengono alle ore 20.30. Per ulteriori informazioni: www.servidimariarovato.191.it.


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S. Messa in occasione del 30° della Familiaris Consortio presso la chiesa della S. Famiglia. Ore 15.30 − Concesio − Relazione su “LibertĂ e salvezzaâ€? presso l’Istituto Paolo VI.

Sabato 26 novembre Ore 10 – Brescia − Incontro con l’Associazione artigiani bresciani. Ore 18.30 – Brescia − S. Messa in Cattedrale. Domenica 27 novembre Ore 11.00 − Cellatica (Fantasina) −

MartedÏ 29 novembre Ore 20.45 – Brescia – Riessione sull’Apocalisse per la Casa della Memoria presso l’auditorium San Barnaba. MercoledÏ 30 novembre Ore 17.00 – Brescia – S. Messa per gli universitari presso il Duomo Vecchio.

—––‘ ‘Â?ƒ”Ž‘ Š‹––‹ Il 21 novembre a Maderno è scomparso don Carlo Ghitti. Nato a Rovato il 2 agosto del 1924; ordinato a Bergamo il 22 maggio 1948; incardinato nella diocesi di Bergamo; presbitero residente a Maderno dal 1980. I funerali a Maderno sono stati presieduti da mons. Gian Franco Mascher, vicario generale di Brescia, il 23 novembre. Don Carlo è stato sepolto a Rova (Bg). A lui il ricordo nella preghiera.

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orse non tutti se ne sono accorti, ma la consultazione verso il Sinodo diocesano sulle unità pastorali si è aperta e inizia a prendere forma in alcune componenti del popolo di Dio. In questi primi mesi dell’anno pastorale accanto alla riflessione che le parrocchie stanno vivendo attraverso i centri d’ascolto sulle tematiche delle schede predisposte per la riflessione locale, i sacerdoti nelle congreghe zonali stanno affrontando le tematiche del Sinodo attraverso una consultazione a loro dedicata circa le ricadute della scelta delle unità pastorali sulla vita dei sacerdoti. Lo scorso 17 novembre, presso il Centro pastorale Paolo VI, anche per il Consiglio pastorale diocesano si è aperta la fase consultiva con una prima riflessione sul tema del discernimento comunitario e sul rapporto tra comunione e missione nelle unità pastorali.

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‡”—•ƒŽ‡Â?Â?‡‹Â?––‹Í™Í? Il primo tema è stato introdotto dal vescovo Monari che si è soffermato anzitutto sul metodo: “Il discernimento si fa per distinguere ciò che è buono da ciò che è cattivo, e per mettere in fila tra ciò che è buono, i beni migliori, piĂš necessari.â€? Ha parlato di passi precisi Monari da compiere nel discernimento: “Bisogna raccogliere i dati. Ăˆ necessario capirli. serve giudizio per interpretarli e bisogna decidere con responsabilitĂ , poichĂŠ ogni scelta implica delle conseguenzeâ€?. L’icona biblica di Atti 15 è un buon modello di riferimento: “Pietro e Paolo – dice il vescovo – raccontano

il loro vissuto, che viene interpretato a Gerusalemme dove viene presa una decisioneâ€?. Ma ci sono anche degli ostacoli. Il Vescovo di Brescia li indica nell’egocentrismo personale e di gruppo. “Il discernimento – si esprime il presule – diventa problematico se ci sono dei battitori liberiâ€?. Circa le unitĂ pastorali Monari ha ricordato che il loro scopo è l’evangelizzazione. Le carenze di fede e il cambiamento culturale in atto ci interpellano a fare in modo che questa scelta pastorale non sia un specie di adeguamento dell’organizzazione della Chiesa sul territorio. E allora “si tratta – conclude il vescovo – di valutare quali parrocchie potranno entrare in questo cammino (anche se uno schema di base è giĂ  stato elaborato dopo una consultazione zonale) e la modalitĂ  in cui si attueranno nella pastorale organica. Su questo – dice Monari – dobbiamo discutereâ€?. Il discorso del Vescovo è stato com-

  

  

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re la missione ecclesiale e il cammino di comunione. Cosa fare in vista delle unitĂ pastorali? Tononi risponde. “Vivere la spiritualitĂ  della comunione, promuoverne la visibilitĂ  e tradurla in un’etica dei comportamentiâ€?. Questo cammino ci porterĂ  a vivere le unitĂ  pastorali come comunitĂ  fraterne capaci di generare alla fede. Dopo il tempo del lavoro di gruppo e il resoconto ai membri del Consiglio, l’assemblea si è dedicata all’ascolto del dott. Luigi Morgano, direttore della sede bresciana dell’UniversitĂ  Cattolica del Sacro Cuore sul tema: “I 45 anni di presenza dell’UniversitĂ  Cattolica a Brescia e i 90 anni della sua fondazioneâ€?.

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In preparazione alla 44ÂŞ marcia “Educare i giovani alla giustizia e alla paceâ€? in programma il 31 dicembre a Brescia (ci si può iscrivere sul sito della diocesi o contattando l’Ufficio di pastorale sociale allo 0303722236) è stata pensata una giornata di studio, il 2 dicembre alle 17.30, sul tema della legalitĂ . Durante la mattinata, dalle 9.30 nella sala polifunzionale della Cattolica in via Trieste 17, intervengono, moderati dal prof. Luciano Caimi (UniversitĂ  cattolica), don Luigi Ciotti e don Fabio Corazzina sull’argomento: “LegalitĂ : parola ai giovaniâ€?. Nel pomeriggio, alle 17.30 sempre in Cattolica ma nell’aula magna, tocca a mons. Giovanni Volta (vescovo emerito di Pavia e giĂ  presidente della commissione “Giustizia e paceâ€?), al prof.

Gabrio Forti (preside della facoltĂ di giurisprudenza della Cattolica) e a Ferruccio De Bortoli, direttore del “Corriere della seraâ€?. I tre relatori saranno moderati dal prof. Luciano Eusebi, presidente del Centro studi Paolo VI “Mai piĂš la guerraâ€?. Gli incontri, in collaborazione con le Acli, il Csv e l’Ufficio oratori, hanno il patrocinio dell’Ufficio scolastico provinciale e del Dipartimento di pedagogia dell’UniversitĂ  cattolica e rientrano nel percorso sulla legalitĂ  (in vista della marcia nazionale di fine anno) promosso dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, la Caritas, Pax Christi, la diocesi, il Centro studi Paolo VI “Mai piĂš la guerraâ€? e il Centro studi per l’educazione alla legalitĂ .



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Í›Í Í”‡†‹œ‹‘Â?‡ ‘Â?‡’ƒ”–‡…‹’ƒ”‡ƒŽ‘Â?…‘”•‘’”‡•‡’‹ Numerosi sono gli eventi nati attorno al Concorso presepi Mcl: gli allestimenti di presepi in cittĂ , il corso di presepistica, le mostre di arte contemporanea, la mostra in Duomo Vecchio vista l’anno scorso da oltre 25mila visitatori. In attesa di conoscere le modalitĂ  della manifestazione che stanno per essere messe a punto, si conferma l’emissione di due cartoline a cura delle Poste italiane con annulli dedicati. Le cartoline e gli annulli

sono elaborati su opere del pittore Mario Gilberti, che da anni con i suoi popolari personaggi dipinge l’immagine del concorso. Gli annulli ďŹ latelici sono previsti domenica 18 dicembre dalle 15 alle 19 nella mostra presepi in Duomo Vecchio e sabato 14 gennaio dalle 14 alle 16 nell’auditorium Capretti dell’Istituto Artigianelli in via Piamarta a Brescia in occasione della premiazione alla quale parteciperĂ il vescovo Monari. Sono ancora disponibili alcune

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‘Â?‡Â?‹…ƒÍšÍ&#x; ”‡•‹Â?‡†‡‰Ž‹ƒ†—Ž–‹ cartoline della scorsa edizione. Intanto continuano le iscrizioni al 38° Concorso presepi. “E si misero in camminoâ€? è il tema, scelto con la diocesi. L’iscrizione è aperta a tutti, persone, famiglie, gruppi, oratori, parrocchie, enti, ospedali, istituzioni. Sono previsti premi per tutte le categorie e riconoscimenti per tutti i partecipanti. Per informazioni e iscrizioni telefonare allo 030/2807812, e-mail presepi@ mclbrescia.it

L’Ufficio catechistico diocesano ricorda che domenica 27 novembre alle ore 18.30 in Cattedrale avrà luogo la celebrazione delle Cresime degli adulti. I cresimandi (risultano già iscritti presso l’Ufficio catechistico diocesano) dovranno presentarsi mezz’ora prima con il padrino/ madrina e il certificato di ammissione compilato dal parroco.



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amminare è un gesto quasi banale: lo facciamo quotidianamente, ripetitivamente, in automatico. Eppure, a pensarci bene, per camminare servono tante cose: dove appoggiarsi e insieme dove andare, una direzione accanto a un perchÊ, la voglia di scoprire e la capacità di tracciare una storia per non perdere il sentiero. Si potrebbe continuare: ma ciò basta per renderci conto di quante cose il gesto di un passo dopo l’altro pone nella nostra esistenza. L’uomo cammina: viator da sempre, con la strada nel cuore e nei muscoli. Tanto che quando uno è costretto a non farlo ci si chiede seriamente se è vita vera. Tanto che quando i popoli si fermano semplicemente si autodistruggono. Il presepio è un posto di camminatori. Dio cammina dal cielo verso l’uomo con il suo Figlio. Genti da Paesi sconosciuti e distanti si mettono in cammino. Maria e Giuseppe mettono alla luce il loro primogenito nel momento in cui stanno camminando. I pastori sono avvisati di andare a

vedere, di fare un pezzo di strada. Chi non cammina nel presepio in realtĂ non capisce e non vede: Erode nel suo palazzo, i sacerdoti nel loro Tempio, i saggi sui loro libri. Di piĂš: cercano addirittura di distruggere le strade degli altri, Dio compreso. Non vogliono camminare e agiscono perchĂŠ nessun altro cammini: meglio tenersi il potere stabile, lo status quo che assicura benessere e prestigio a chi lo sa gestire. Chi vuole stare fermo non sopporta i cammini degli altri ed etichetta sempre i passi degli altri come reazionari e nemici. Ma questa tentazione non è solo di chi abita i Palazzi. Ăˆ incisa anche nel nostro cuore e spesso la ascoltiamo e la assecondiamo. Il nostro, infatti, è un tempo in cui ci si sposta tanto ma si cammina poco: in realtĂ  si vanno a cercare conferme piĂš che a scoprire cose e volti nuovi. Ăˆ vero: si viaggia tanto, ma senza mai spostarsi dalle comoditĂ  di casa nostra; si va di qui e di lĂ , ma spesso tutto è giĂ  deciso e pianificato, finanche al minuto secondo. Raramente ci lasciamo cambiare

dal camminare; preferiamo avere tutto sotto controllo per ragioni di sicurezza. Mi piacerebbe vedere gente in cammino nei nostri presepi: non importa quale sia la distanza dal Bambino, l’importante è tenere vivo il desiderio di avvicinarsi, fare la strada insieme, accorgersi di non essere soli. Ecco: costruiamo un presepio per camminare, non per stare comodi. Il tempo che abitiamo ha bisogno di cambiamenti: culturali, politici, spirituali. Spesso chiediamo agli altri di cambiare, pensando che a noi non tocchi nessuna parte e che non ci sia nessuna nostra personale responsabilità : che cambi l’economia o la politica o la religione! Invece il presepio ci ricorda questa legge fondamentale: comincia a camminare tu, partendo da casa tua, dentro la tua situazione. Vedrai il Signore. Incontrerai gli altri. Scoprirai te stesso. Ci vuole coraggio, anche quest’anno, per fare il presepio‌ Ma sarebbe un problema non farlo perchÊ non c’è proprio bisogno di gente ferma.

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I sacerdoti aiutano tutti.

Aiuta tutti i sacerdoti. Ogni gior no i sacerdoti diocesani annunciano il Vangelo nelle parrocchie tra la gente, offrendo a tutti carità , conforto e speranza. Per continuare la loro missione, hanno bisogno anche del tuo aiuto concreto: di un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti. Queste offerte arrivano all’Istituto Centrale Sostentamento Clero e vengono distribuite a tutti i sacerdoti, specialmente a quelli delle comunità piÚ bisognose, che possono contare cosÏ sulla generosità di tutti.

O F F E R T E P E R I N O S T R I S A C E R D O T I . U N S O S T E G N O A M O LT I P E R I L B E N E D I T U T T I . Per offrire il tuo contributo hai a disposizione 4 modalitĂ :

L’offerta è deducibile:

8.-3.$.11&-3&/.23"+&-;  

Per chi vuole, le offerte versate a favore dell’Istituto Centrale

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Sostentamento Clero sono deducibili fino ad un massimo %*    &41. "--4* %"+ /1./1*. 1&%%*3. $.,/+&22*5.

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ai fini del calcolo dell’Irpef e delle relative addizionali.

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Per maggiori informazioni consulta il sito www.offertesacerdoti.it

della tua diocesi.

CHIESA

CATTOLICA

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C.E.I.

Conferenza

Episcopale

Italiana


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ÂŽ’”‘‰‡––‘Dz ‹‘˜ƒÂ?‹ĆŹ‘Â?—Â?‹–Â?Çł Il 21 novembre è ripartito il progetto “Giovani & ComunitĂ â€? (G&C). L’iniziativa, che consiste in una esperienza di alcuni mesi di vita comune per giovani maggiorenni, è promossa dalla Caritas diocesana in collaborazione con gli ufďŹ ci diocesani Vocazioni e tempi dello Spirito, oratori e pastorale giovanile. Il nuovo gruppo è formato da cinque ragazze – Chiara, Giulia, SoďŹ a, Mariacristina e Cristina – che condivideranno per quattro mesi la loro quotidianitĂ 

in un appartamento messo a disposizione in centro storico, parteciperanno a momenti comuni di formazione, svolgeranno attivitĂ di servizio in alcuni centri della rete Caritas e porteranno la loro testimonianza ad alcuni gruppi giovanili parrocchiali. A spingere le ragazze a iniziare questa esperienza sono stati il desiderio di sperimentare un periodo di autonomia da casa e di mettersi alla prova con altre coetanee in un contesto che favorisce il

 

confronto e il discernimento del loro progetto di vita. L’esperienza sarĂ supportata da due ďŹ gure di accompagnatori adulti che proporranno momenti di riessione su tematiche sociali e spirituali e incontri periodici di veriďŹ ca della convivenza. Per informazioni e colloqui sia con i giovani che con sacerdoti o animatori interessati a conoscere la proposta i referenti del progetto Diego Mesa (nella foto) e suor Francesca Becattini sono contattabili al numero 030.3757746.

     

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a proposta della Giornata del pane 2011 (27 novembre) realizzata grazie alla collaborazione dell’Unione panificatori artigiani della provincia di Brescia, è finalizzata a sostenere la Mensa dei poveri “Madre Eugenia Menniâ€?. Al centro della proposta dell’Avvento di caritĂ e dell’iniziativa del pane, connessa alla prima domenica di Avvento, viene nuovamente posta una delle iniziative di “Mano Fraternaâ€?: la Mensa dei Poveri, compone infatti insieme a microcredito sociale, Ottavo giorno, sostegno all’occupazione, fondo assistenza, l’insieme delle cinque risposte messe in campo da Caritas Diocesana per fronteggiare la crisi economico finanziaria. Nel 2008, la proposta “Da Pane ‌ a paneâ€? ha dato infatti avvio alla sperimentazione dell’Ottavo Giorno, la piattaforma logistica per la raccolta, lo stoccaggio e la distribuzione di generi alimentari. Nel 2009 attraverso “Le stagioni del Paneâ€? si è sostenuto il progetto “Pane moltiplicatoâ€? finalizzato a consentire la distribuzione “agevolataâ€? del pane da parte delle caritas parrocchiali; anche l’Ottavo giorno si è fatto parte attiva del progetto, mettendo a disposizione pane “tipo puglieseâ€?, pre-affettato, a lunga conservazione. Lo scorso anno, quanto raccolto durante la Giornata del Pane ha favorito invece la costituzione del Fondo diocesano “Briciole Lucentiâ€?, destinato a sostenere l’attivitĂ  delle Caritas impegnante ad attenuare gli effetti piĂš deleteri della sofferenza finanziaria che attanaglia le famiglie, in particolare con minori a carico. Di

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Vittorio Emanuele II, 17. L’allungarsi della fila alla Mensa dei poveri invita dunque a tendere una “mano fraternaâ€? a coloro che hanno bisogno di qualcosa da mangiare, ma nel contempo, alla luce della scelta pastorale delle relazioni, provoca lo sguardo oltre la fame di cibo: alla “scuola dei voltiâ€? infatti c’è fame di ascolto, di relazione, di speranza, di futuro. La “Mensa dei Poveriâ€? invita dunque a guardare alla “Mensa della vitaâ€?, al nostro riscoprirci, consegnati gli uni gli altri, affamati di ascolto, di relazione, di speranza, di futuro. A partire dalla Giornata del pane, proprio“la Tua Fame, la Mia fameâ€? accompagnerĂ la proposta dell’Avvento di CaritĂ  2011, quale segno di una “Chiesa di prossimitĂ â€?.

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‡Â?‘ ÂŽ˜‹ƒ‹Â?‡”…ƒ–‹Â?‹†‹ƒ–ƒŽ‡ A Leno, domenica 4 dicembre dalle 9 alle 18, si terranno i mercatini di Natale in stile “Bassa brescianaâ€?, con la partecipazione di alcune associazioni della zona. I giardini di Villa Badia si apriranno per condividere una giornata da vivere nell’atmosfera natalizia. Il percorso inizierĂ da piazza Battisti e proseguirĂ  nel parco della Villa, sede della Fondazione Dominato Leonense e sito archeologico del monastero

longobardo di San Benedetto: si potrĂ passeggiare fra gli stand alla ricerca di originali regali di Natale, dalle tradizionali palline colorate ai piĂš particolari oggetti artigianali. Per soddisfare il palato non mancheranno caldarroste, vin brulĂŠ, casoncelli fatti a mano, torrone e molte altre specialitĂ  gastronomiche da assaporare o da acquistare per i cesti regalo o per le tavole dei giorni di festa. Ci sarĂ  la possibilitĂ  di fermarsi a pranzo,

   

gustando lo spiedo preparato dalla Croce Bianca del Dominato Leonense, che devolverĂ il ricavato per l’acquisto di una nuova ambulanza. Per i bambini, l’associazione teatrale Caramella, presenterĂ  lo spettacolo “Il corriere dei piccoliâ€?, con ingresso libero. L’iniziativa è gratuita ed è organizzata dalla ProLoco di Leno con la collaborazione della Fondazione Dominato Leonense, di Cassa Padana Bcc e con il patrocinio del Comune.

   

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ilancio positivo? Per ora, un sĂŹ deciso. Il 2011, Anno europeo del volontariato, ha vissuto tantissime iniziative in terra bresciana. Questi 12 mesi dovevano essere in primis una celebrazione di quei milioni di persone che in Europa si impegnano ad aiutare gli altri senza alcun compenso economico; di coloro che donano tempo e sforzi ai loro quartieri, alle loro cittĂ , alle scuole, agli ospedali, ai centri sportivi, alla tutela dell’ambiente, ai servizi sociali, al soccorso umanitario in altri Paesi. Per questo motivo si sono susseguite feste, mostre, rassegne cinematografiche, momenti aggregativi in cui volontari e non, si sono conosciuti e hanno stretto rapporti. Rapporti che hanno visto quali interlocutori anche diverse associazioni, Comuni, scuole, anime diverse della societĂ  civile che insieme hanno fatto qualcosa di buono e creato sinergie che speriamo dureranno nel tempo. Sarebbe forse il risultato piĂš grande che si poteva chiedere all’Anno Europeo: lavorare in rete su tematiche di interesse sociale. Con lo stesso entusiasmo ci stiamo avvicinando a sabato 3 dicembre, giorno della Festa del volontariato, momento conclusivo di una corsa iniziata lo scorso inverno in piazza Loggia con l’apertura ufficiale dell’Anno alla presenza delle autoritĂ  e dei volontari. La Festa del volontariato – come detto sabato 3 dicembre al PalaBrescia, a partire dalle 16.30 – sarĂ  arricchita dalla presenza di centinaia di bambini e ragazzi delle 24 classi vincitrici del concorso “La solidarietĂ  che abita a scuolaâ€?: sono



 

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ro famigliari, amici e associazioni di volontariato (i pochi pass d’ingresso gratuito rimasti verranno distribuiti alle associazioni in ordine di prenotazione telefonica allo 030 2284900). Per le associazioni presenti è stato pensato un omaggio in grado di attualizzare e fissare nel tempo la festa del 3 dicembre: un annullo filatelico speciale prodotto da Poste italiane che verrà impresso su delle cartoline prodotte ad hoc e affrancate con il francobollo dell’Anno europeo del volontariato. Un momento di celebrazione per prepararsi a un anno in cui non dovrà invece mancare la riflessione sul ruolo e le aree di bisogno cui il volontariato è chiamato a operare.

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Le religioni in etĂ post-secolare ‡––‡”‡ƒ…‘Â?ˆ”‘Â?–‘ —”‰‡Â? ƒ„‡”Â?ĥ‡Šƒ”Ž‡•ƒ›Ž‘”Šƒ’‡”Â?‡••‘†‹ˆ‘…ƒŽ‹œœƒ”‡ ‹Ž–‡Â?ƒ‡”‹ˆŽ‡––‡”‡•—ŽŽƒ…‘Â?–‡Â?’‘”ƒÂ?‡‹–Â?‹Â?Â?‘†‘Â?‘Â?•—’‡”ˆ‹…‹ƒŽ‡  

    

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a contemporaneità è l’epoca del pensiero debole, della fine dei grandi sistemi filosofici, delle interpretazioni soggettive della realtĂ . Tuttavia, negli ultimi decenni, stiamo assistendo al ritorno dell’interesse per la ricerca del senso dell’esistenza: si manifesta in ambito religioso, dove, dopo l’epoca della secolarizzazione e del “disincantoâ€?, si notano segni di rinascita. Il tema della religione nell’etĂ  post-secolare è stato affrontato dall’Accademia cattolica di Brescia, che ha organizzato un seminario con la relazione di Paolo Costa. Per approfondire l’argomento, lo studioso si è soffermato sul pensiero di due filosofi contemporanei: Jurgen Habermas e Charles Taylor. Secondo Costa, nella loro diversitĂ , i due pensatori sono veri filosofi “classiciâ€?, che fanno riflettere in modo profondo, al di lĂ  della velocitĂ  spesso superficiale a cui ci ha abituato la tecnica, recuperando quella sana “lentezzaâ€? del pensiero,



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un progresso maggiore, se riesce a imporre un uso adeguato della ragione, superando i momenti piĂš legati a forme irrazionali. Bisogna creare uno “spazio della ragioneâ€? sempre piĂš forte, che si fondi su argomentazioni logiche, sulla dialettica filosofica, sulla comunicazione linguistica. A tale riguardo, Habermas pone l’accento sulla dimensione linguistica, che è centrale per l’evoluzione umana: in essa, possiamo trovare momenti di intesa, di rapporti sociali, di relazioni intersoggettive, che possono garantire un vero progresso. Certo, il cammino dell’uomo è accidentato: ci sarĂ sempre uno iato tra ideale e reale, tra fatti e norme. Tuttavia, secondo il filosofo tedesco, l’uomo va avanti, con la sua ragione, che non è perfetta, ma è fallibile, sempre aperta a ulteriori sviluppi, non esauribile in schemi definitivi. Egli dice che “non ha orecchioâ€? per la religione, ma, proprio questa apertura della ragione e la sua fallibilitĂ  non precludono, a priori, lo spazio di di-

mensioni “eccedentiâ€?, come quella religiosa. Dopo l’11 settembre del 2001, il suo interesse per il tema religioso si è accentuato, come dimostra anche il dialogo con Benedetto XVI. Taylor, invece, non segue una visione neo-illuminista e razionalista, ma insiste sulla complessitĂ dell’etĂ  contemporanea. Secondo lui, esistono diversi modelli culturali e religiosi, che vanno capiti e rispettati. La sola ragione non è sufficiente per spiegare la realtĂ : essa presenta zone d’ombra, lacune, spazi aperti, che richiamano altri aspetti del reale, come la fede, le credenze, le tradizioni culturali. Secondo lui, bisogna evitare l’errore di chiudersi in un modello unico, visto come perfetto e infallibile. Nell’analisi di Taylor, la secolaritĂ  ci spinge a riscoprire noi stessi, quindi a una maggiore umiltĂ , a capire chi siamo, ad aprirci verso gli altri, senza arroganza, senza “hybrisâ€? e senza pretese di avere giĂ  conquistato la veritĂ . La fine delle grandi filosofie e dei dogma-

tismi apre nuovi spazi di ricerca, in cui possiamo meglio indagare la realtà . In tali dimensioni, la religione è presente come uno degli aspetti ineludibili del nostro essere. I due autori fanno riflettere sulla contemporaneità: analizzano la secolarizzazione e l’età presente, con chiavi di lettura originali, facendoci aprire gli occhi sul significato di alcuni processi cruciali della nostra epoca. Per questo motivo, i due pensatori riprendono la definizione di Hegel, secondo la quale il senso della filosofia è quello di comprendere il proprio tempo.

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Ultimi appuntamenti per il ciclo “Storia memoria ricomposizioneâ€? promosso dalla Casa della memoria con il Comune di Brescia e la Provincia. VenerdĂŹ 25 novembre alle 20.45 al Sancarlino (in via Matteotti 6) sarĂ presentato il libro “La Repubblica del doloreâ€? di Giovanni De Luna. La memoria pubblica è un patto in cui ci si accorda su cosa trattenere e cosa lasciar cadere degli eventi del nostro passato. Su questi si costruisce l’albero

MercoledĂŹ 30 novembre si chiude la rassegna di “Autori a teatroâ€?. Alle 17.45 sarĂ presente Franca Valeri (nella foto) a colloquio con Paolo Bessegato. Franca Valeri, attrice e autrice, presenterĂ  due libri: “Bugiarda no, reticenteâ€? biograďŹ a sintetica e ironica che ripercorre il Novecento e “Non tutto è risoltoâ€?, lavoro tra la commedia comica e quella metaďŹ sica, sull’ambiguitĂ  della vita anche mentre si avvicina alle ultime scadenze. Nel foyer del teatro sociale.

genealogico di una nazione. Intervengono l’autore, Benedetta Tobagi, Adolfo Ceretti, coordinati da Pier Paolo Poggio. MartedĂŹ 29 novembre la chiusura del ciclo spetta al vescovo Luciano Monari che alle 20.45 all’Auditorium San Barnaba proporrĂ una lectio magistralis sull’Apocalisse di San Giovanni, ultimo libro del Nuovo Testamento, ritenuto uno dei piĂš difďŹ cili e controversi da interpretare.



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l’ora dell’Apocalisse. La parola è quantomai concreta e reale ed evoca proprio in questi tempi immagini e situazioni difficili che hanno colpito con catastrofi l’Italia. Ma sul palcoscenico del Teatro Sociale, proposto fino a sabato 26 novembre alle 20.30, domenica 27 novembre alle 15.30 e per Altri percosrsi martedĂŹ 29 novembre, vedremo un’altra “Apocalisseâ€? quella che Lucilla Giagnoni mette in scena e che le ha permesso di vincere anche il bando nazionale “Teatri del sacroâ€?. “Vedrete me con alcuni schermi: una persona che racconta un percorso sull’Apocalisse. Questo spettacolo – racconta, raggiunta in esclusicva per “Voceâ€?, Lucilla Giagnoni – è l’ultimo di una trilogia di spettacoli che solo alla fine ho chiamato trilogia della spiritualitĂ â€?. Si comincia con “Vergine madreâ€?, che ha vinto il premio in televisione come miglior spettacolo nel 2007; era un viaggio nella “Divina

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questo – precisa l’attrice – vuol dire rivelazione, cioè ciò che ti succede quando cambi il tuo sguardo sul mondo; quindi nulla potrĂ piĂš essere come prima, perchĂŠ vedi cose che non hai visto prima e agisci in modo diverso. Per Apocalisse intendo la rivelazione ultima del mistero per l’umanitĂ . Non è un racconto ma lo fa agire attraverso una dimensione rituale. Per spiegarlo ci vuole un’ora di spettacoloâ€?. Accanto all’ultimo libro del Nuovo Testamento Lucilla Giagnoni, non essendo un teologo, mette un testo guida che aiuta lei e lo spettatore ad entrare nell’Apocalisse. Il testo guida scelto è la tragedia “Edipo reâ€? di Sofocle. L’apocalisse è scritta in greco e l’“Edipo reâ€? è il testo fondativo della civiltĂ  greca sull’identitĂ  dell’uomo. Ăˆ la storia dell’uomo che ha raggiunto il massimo del successo, ma non sa di aver commesso i delitti peggiori. A Tebe poi arriva la peste, l’apocalisse. “Edipo siamo tutti noi responsabili del nostro modo di stare – dice Gia-

 

  

gnoni – al mondo. Ăˆ un testo sulla responsabilitĂ e sull’aprire gli occhi. Io sono un teatrante e il teatro deriva dal verbo greco ‘io vedo’. ‘Apocalisse’ è la rivelazione dell’umanitĂ . In mezzo ci sono ioâ€?. Ma alla fine gli spettatori escono con gli occhi aperti? “Hanno gli occhi pieni di lacrime. C’è la catarsi, cioè la pulizia delle scorie. Ti pulisci dentro e poi puoi vedere tutto con occhi nuovi. Il pianto è giĂ  un buon inizioâ€? chiude Lucilla invitando allo spettacolo.

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6HSDUODXQDGRQQDYLROHQWDWD “La chiave dell’ascensoreâ€? è la storia drammatica di una donna tenuta sotto sequestro dal marito, che con l’aiuto di un medico compiacente inďŹ erisce su di lei sottoponendola a orribili mutilazioni. Il testo teatrale si costruisce sulla ďŹ gura della donna straziata, resa cieca, privata dell’uso delle gambe, alla quale rimane la voce per gridare al mondo la sua terribile vicenda e per denunciare i soprusi subiti. Il debutto dello spettacolo è venerdĂŹ 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, alle 10 per le scuole e alle 21 al teatro Santa Giulia del Villaggio Prealpino. MartedĂŹ 29 novembre “La chiave dell’ascensoreâ€? sarĂ all’Odeon di Lumezzane alle e il 3 dicembre alle 20.45 e al Piccolo teatro libero di San Polino alle 20.30. Sara Poli, regista bresciana che ha conquistato riconoscimenti importanti a livello nazionale (la vittoria recen-

te al festival Le Voci dell’anima a Rimini dove il lavoro “Annabella Whartonâ€? ha vinto il primo premio assoluto, quello della giuria e quello del pubblico), torna sui palcoscenici bresciani con Laura Mantovi (giĂ interprete di “Annabella Whartonâ€?) e Beatrice Faedi (nella foto) con un’opera nuova, coraggiosa e importante. “Il testo, da cui abbiamo estratto lo spettacolo, è del 1977 – racconta Sara Soli – scritto da Agota Kristof (autrice ungherese, ndr.). Mi ha colpito la forza e la durezza contro la violenza ďŹ sica e psicologica. La speranza è che un testo cosĂŹ crudele dia coraggio alle donne che subiscono queste violenze – continua la regista bresciana – all’interno di situazioni famigliari e non. Non sono sole e con questo spettacolo vogliamo dirlo, perchĂŠ non si vergognino e urlino con coraggio contro le situazioni di violenzaâ€?. Una re-

gia femminile, con un cast femminile che per la prima volta si trova a lavorare insieme: Beatrice Faedi e Laura Mantovi. Tocchi di humor nero e accenti di impressionante drammaticitĂ mettono a fuoco la condizione femminile segnata dalla violenza e dalla soppraffazione della protagonista della pièce. Uno spettacolo che non può lasciare indifferenti e che porta davanti agli occhi di tutti un problema reale, spesso sottovalutato. L’ultima ricerca Istat, datata 2007, dice che il 31,9 per cento delle donne in Italia tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza ďŹ sica o sessuale nel corso della vita; per la precisione cinque milioni di donne hanno subito violenza sessuale (stupro, tentato stupro o rapporti sessuali non desiderati ma subiti per paura delle conseguenze e attivitĂ  sessuali degradanti e umilianti). Il 18,8 per cento subendo violenze ďŹ siche.


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ƒŽƒ”‡•…‹ƒ DzÂż•¿•¿ǤǤǤ‘Š•¿Ǩdz†‹ƒ„‹Â?ƒ —œœƒÂ?–‹ Arriva lunedĂŹ 28 novembre alle 21 al PalaBrescia lo spettacolo di Sabina Guzzanti “SĂŹ sĂŹ sĂŹ... oh, sĂŹ!â€?. All’interno della stagione “Colpi di scenaâ€?, promossa da Eureteis e Orione in collaborazione con MatelPalaBrescia, un altro asso della satira italiana, personaggi a volte scomodo e altre esilarante. Sabina Guzzanti sull’onda dell’entusiasmo referendario che sembra abbia risvegliato l’Italia dopo anni di torpore, accompagna in un viaggio onirico tra i volti

e i personaggi che negli ultimi 20 anni sono stati i protagonisti della vita civile e politica italiana. “SĂŹ sĂŹ sÏ‌ oh, sĂŹ!â€? Ăˆ uno spettacolo che spinge a togliere le inquietanti e ingombranti presenze che scandiscono ritmi e luoghi della vita comunitaria e civile per iniziarne una nuova, consapevole e libera. I ricordi e gli aneddoti personali e pubblici di Sabina Guzzanti si intrecciano con volti e parodie che l’hanno resa famosa ricomponendo la storia del Paese e il suo lento e

opaco declino illuminato da una ebile luce di speranza. Speranza di un nuovo risorgimento, di una rinascita e di una ricostruzione per molti versi simile, secondo la Guzzanti, a quella del secondo dopoguerra, difďŹ cile ma ancora possibile. E se la prima repubblica è nata da un referendum, forse adesso che gli ultimi referendum hanno ricevuto i “SĂŹ SĂŹ SÏ‌ oh, SĂŹ!â€? è il momento di ricominciare. Biglietti da 16 a 29 euro (piĂš 4 euro di prevendita). Info:palabrescia.it



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econdo anno di proposta universitaria. Cosa è cambiato? Il Conservatorio ha dovuto adeguarsi. Ăˆ proprio stato considerato un’eccellenza in questo anno perchĂŠ abbiamo avuto la capacitĂ di aprirci al progresso realizzando velocemente le sperimentazioni proposte dalla riforma. Abbiamo un’offerta formativa ampia, ma ponderata, frequentata da studenti italiani e stranieri. Ci sono studenti che chiedono Brescia come sede di riferimento, soprattutto dall’Oriente e dell’Europa, particolarmente dell’Est, che sappiamo essere musicalmente di altissimo livelli. Abbiamo molti studenti giapponesi e cinesi che hanno delle scuole molto valide in patria eppure vengono da noi. Possiamo vantare l’essere punto di riferimento. Quanti sono gli studenti? Sono circa 870, di cui 170 nella sede di Darfo. Siamo considerati universitĂ  dall’anno scorso, ma chi aveva giĂ  cominciato può concludere il suo percorso. Da ora in poi dovremo prendere le iscrizioni da chi arriva dai licei musicali. Ora sono gestiti dal Gambara. Potranno accedere al Conservatorio solo coloro che avranno il diploma del liceo musicale. Come sono i ragazzi? Abbiamo tutti gli insegnamenti legati agli strumenti, dalla A di arpa alla J di jazz, oltre alla formazione coreutica.

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dove disciplina e studio sono i cardini essenziali. Mai nei conservatori si è dovuta vivere una situazione di disagio, droga o bullismo. Alla istituzione è affidato il futuro dei ragazzi e non possiamo permetterci di deluderli. I maestri, a partire dal direttore Balzaretti, hanno l’imperativo categorico, dalle lezioni individuali a quelle collettive, considerare gli studenti ospiti. In questo modo lo studente trova un ambiente severo ma molto umano e famigliare. Tra docente e studente si crea un rapporto d’intensitĂ che lega due anime. Qui si vola molto in alto. Ma concretamente, alla fine del percorso trovano lavoro? In Italia è difficile, aggravato da un momento particolare. La demotivazione che colpisce i ragazzi è questa. O vanno molto lontano o diventa difficile. Ăˆ triste pensare che i pochi a cui si aprirĂ  una strada devono dimenticare l’Italia. La demotivazione è legata al futuro quasi impossibile non alla passione per la musica. I ragazzi volano veramente in alto con la musica. Come se si congiungessero a Dio. Bisogna vederli per capire. Invito tutti i bresciani a venirci a trovare per scoprire come si insegni la musica dell’anima e di Dio. Brescia senza Conservatorio perderebbe l’anima? Credo proprio di sĂŹ. Grazie anche a docenti che stanno rendendo grande il nostro Conservatorio.

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partire dal 28 novembre l’istituto Luzzago di Brescia propone, nell’ambito dell’Anno internazionale della chimica, una mostra scientifica interamente dedicata all’atomo. La presentazione di mostre scientifiche del Liceo Luzzago è una realtà ormai consolidata e rodata da anni con critiche positive e incoraggianti. Quest’anno il titolo della mostra è “Atomo: indivisibile? Domande e certezze nella scienza”. Il problema che si pone è il seguente: fino a che punto l’atomo è indivisibile? Se si potesse dividere, fino a quale punto sarebbe possibile sezionarlo? Quali tecniche possono essere messe in atto per dividere l’atomo? Fino a qualche decennio fa si pensava che l’atomo fosse la più piccola parte della materia oltre la quale non era possibile andare. Oggi si sa che l’atomo può essere indagato al suo interno. Gli elettroni costituiscono la “parte negativa” dell’atomo (che di per sé è elettricamente neutro), i protoni (la parte positiva) e, strano a dirsi, i neutroni (la parte neutra dell’atomo). Quanto detto era stato ipotizzato dai fisici dell’Ottocento (e grazie al fisico

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Rutherford, 1911, si fornì un modello atomico: un nucleo positivo attorno al quale ruotano gli elettroni. Purtroppo tale modello entrò ben presto in crisi e venne rimpiazzato con un modello “probabilistico” fondato e imperniato attorno alla meccanica quantistica. La mostra dedica inoltre uno spazio significativo all’evoluzione che hanno subito nel corso degli anni le certezze legate all’idea di materia e di atomo. La mostra è aperta a tutti: dagli esperti a chi vuole soddisfare qualche cu-

riosità. La mostra è gratuita. Le scuole del territorio bresciano (ma non solo) possono prenotarsi iscrivendo le singole classi. È possibile partecipare anche in piccoli gruppi o singolarmente. Le guide sono gli alunni del Liceo appartenenti alle classi quarte e quinte a indirizzo scientifico. Essi cercheranno di dare una risposta ai quesiti sopra menzionati presentando le scoperte alle quali sono arrivati i fisici e chimici al giorno d’oggi.

 

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ono stati consegnati mercoledì 16 novembre nella sede rovatese di Cogeme i premi 2011 per le tesi di laurea “Si può fare di più” voluti dalla Fondazione Cogeme onlus con la casa madre e Lgh, la holding che ha unito la multiutilites franciacortina a diverse società analoghe presenti sui territorio della bassa Lombardia. Distribuiti diversi riconoscimenti - da un viaggio studio di 15 giorni presso le università dell’Onu, attraverso il premio “Vittorio Falsina - Carta della terra” a quattro borse di studio di 1500 euro - ad altrettanti neolaureati meritevoli, arrivati in Franciacorta da tutta Italia. Il premio peculiare dell’iniziativa di Cogeme, il “Falsina”, dedicato al giovane ricercatore di Castegnato fra gli estensori della “Carta della terra” delle Nazioni unite deceduto in maniera prematura, è andato ad Alessandra Denaro, neodottoressa dell’Università di Firenze dove si è laureata con la tesi dedicata a “Formare ad una cultura ecologicamente orientata. Una sfida pedagogica tra etica e sostenibilità”. Francesco Latorre, fino a pochi mesi fa studente dell’Università di Parma, si è aggiudicato il primo pre-

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Delbarba (presidente di Cogeme spa), Fabrizio Scuri (amministratore delegato di Lgh) e Giovanni Frassi (presidente fondazione Cogeme Onlus). Questi hanno posto l’accento sull’importanza, specie in settori altamente tecnologici e in continua evoluzione come la gestione dei rifiuti, l’energia e la sostenibilità ambientale, di investire con forza sull’eccellenza dei giovani, dando fiducia alle idee e al talento dimostrato “ogni giorno da tanti giovani – ha detto Delbarba – specie in un momento così delicato per il Paese come quello che stiamo vivendo” A impreziosire l’incontro, l’intervento del pensatore ungherese Ervin Laszlo. Il presidente del club di Budapest, membro dell’International Academy of Philosophy of Science e considerato fra i fondatori della teoria dei sistemi, si è interrogato sulla “Questione giovanile e modelli di sviluppo sostenibile”. Per Laszlo “la crisi crea rischi ma anche opportunità: sta ai giovani, al loro modo nuovo di vedere problemi vecchi, proporre quello scatto in più capace di trasformare il pianeta in un luogo più ospitale, più sostenibile e più vicino ai bisogni e al sentire di tutti”

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