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Umile è la condizione per le lacrime che seguono l’amore piÚ disarmato: quello del perdonare e del lasciarsi perdonare. Si allargano gli argini del giusto, per far passare solo la benedetta acqua ristoratrice, restauratrice. Che cosa c’è di piÚ dolce per l’anima che vedersi lavare via la salsedine del naufrago, la polvere del viandante, il sangue del violento, la sporcizia dell’impuro, il dubbio stesso dell’ipocrita o d dell’incerto che desidera sia fatta luce e che cerca conforto? Qu meraviglia sentire scivolare in sÊ l’acqua di una nuova Quale sorg sorgente, pura, intatta, che ricomincia da capo a sgorgare come se la vita ripartisse ora. E non riparte ora! Il prima c’è stato, il gesto è compiuto, gravido delle sue conseguenze, ma ciò arricchisce la gioia stupita del perdono, che comunque va oltre il passal’istante guardando non tanto il futuro, bensÏ un passato remoto, to e l’istante, stess di quell’amore nato tra me e te. Amore disarmato delle l’origine stessa t ragioni e dei torti, pur veri e dati: procede, senza accusare colpi, senza anzi abbraccia. resistere, anzi,

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ÂŽ‹Â?‘†‘’‡”†‡Ž‹Â?‡ƒ”‡ ‹Žˆ—–—”‘†‡ŽŽƒŠ‹‡•ƒ Non sono un esperto, ma ho l’impressione che il bello dell’arte moderna sia che lascia lo spazio a tutti di interpretarla un po’ come si vuole. Diciamola in un modo un poco piĂš nobile: suscita in ciascuno dei sentimenti che sono, aldilĂ delle intenzioni dell’artista, estremamente personali. Può non piacere, potrebbe anche non dire niente, ma poichĂŠ non è descrittiva, mira a evocare, a scatenare suggestioni, emozioni, quasi a parlare a tutti facendoci entrare in un gioco in modo che l’opera d’arte possa intrecciarsi con le storie, le ansie, le gioie, le paure generando, cosĂŹ, un incontro. Ci potrebbe accadere anche guardando l’opera qui a fianco di don Renato Laffranchi, noto pittore e sacerdote bresciano, che ha per titolo “CittĂ  della paceâ€? e che è stata scelta come opera simbolo per l’AgorĂ  2011 e il cammino sinodale. Non so commentarla, lascio ad altri come leggere questa cittĂ  celeste, che dal cielo scende e si poggia sui monti e che brilla di una luce bellissima, vorrei solo contemplarla. In essa si può intravedere la “comunitĂ  in camminoâ€?, la nostra comunitĂ  ecclesiale di Brescia chiamata dal vescovo Luciano all’esperienza sinodale verso la meta delle nuove unitĂ  pastorali. Bella, luminosa, celeste, ma anche radicata nella sua terra. Ed è per continuare ad essere in terra bresciana luminosa testimone della luce del Signore Risorto che la nostra diocesi si accinge ad accostare il tema delle unitĂ  pastorali. Un’esperienza nuova, da pochi conosciuta e realizzata, in tutto pare ancora da decifrare. Il vescovo Monari ha voluto, per parlarne, un Sinodo diocesano. Un’occasione per “far sĂŹ che vi fosse un tempo dove tutti possano esprimersi per discernere e costruire un consenso e una decisione che dia nuovo slancio all’annuncio del Vangelo e una rinnovata presenza della nostra Chiesa nel territorioâ€?. Ma come sarĂ  il Sinodo che ci attende? Anzitutto ci vedrĂ  “con-venireâ€?

sacerdoti, consacrati e laici in ascolto, col Vescovo, dello Spirito Santo che parla e guida la nostra Chiesa. Un’opportunitĂ grande, ma anche una sfida. La discussione sulle unitĂ  pastorali non sarĂ  un passaggio facile, con sĂŠ porta una serie di possibili rischi. Il primo è che le unitĂ  pastorali potrebbero essere viste come la cancellazione delle piccole parrocchie, oppure come nuove entitĂ  che si sovrappongono a quelle giĂ  esistenti. Potrebbero anche essere viste come una nuova organizzazione (giuridico-amministrativa) della Chiesa, anzichĂŠ come un modo di affrontare i problemi nell’attuale situazione ecclesiale, sociale e culturale. L’esigenza, invece, è quella di un nuovo spirito missionario, di comunione, di corresponsabilitĂ . Un altro pericolo potrebbe essere quello di affievolire lo spazio delle relazioni personali tra la comunitĂ  e i sacerdoti, essendoci il rischio per i preti di una vita sempre piĂš affannata e di corsa, e per i fedeli di non avere piĂš alcuni chiari punti di riferimento, a motivo della molteplicitĂ  delle figure ministeriali. Come anche si potrebbe manifestare una scarsa uniformitĂ  nei cammini parrocchiali o una diversa velocitĂ  nel promuovere la programmazione e realizzare i progetti comuni tra le parrocchie, forse anche in una sorta di competizione. Si potrebbe, infine, imporre una certa professionalizzazione con la conseguenza o di clericalizzare anche le figure laicali o di laicizzare la pastorale affievolendo lo spirito missionario. Possibile, ma evitabile. Come potrebbe arrivare anche una sorta di empasse nelle decisioni per i troppi “Consigliâ€? coinvolti, ma senza una reale assunzione di responsabilitĂ . Di questo e di altro ancora dovranno discutere le parrocchie, i sacerdoti, i laici, i consacrati e tutta la comunitĂ  viva della nostra Chiesa, per non farci cogliere impreparati, per non smettere di dar voce allo Spirito Santo tra noi.

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Per l’anno pastorale 2011/2012 il vescovo Luciano Monari non ha pensato ad alcuna Lettera pastorale. L’assenza del documento che, per tradizione, guida la riessione e la progettazione delle comunità della diocesi, non ha fatto venire meno la modalità che da un paio d’anni a questa parte la diocesi aveva adottato per la sua presentazione. Anche per quest’anno, dunque, viene riproposta l’Agorà, l’evento

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che aprirĂ l’anno pastorale e introdurrĂ  la Chiesa bresciana al Sinodo diocesano sulle unitĂ  pastorali previsto per l’autunno 2012 sul tema “ComunitĂ  in camminoâ€?. Anche per questa nuova edizione AgorĂ  ripropone lo schema ormai collaudato in tre tappe. La prima, “Terra di fedeâ€?, è imminente. Come si legge in queste pagine dal 4 luglio prossimo prende il via un percorso storico, artistico e culturale in sei luoghi

signiďŹ cativi di cittĂ e provincia per ripercorrere il cammino della Chiesa bresciana nei secoli. “Terre di fedeâ€? terminerĂ  il 19 luglio. La seconda tappa di “AgorĂ â€?, “Chiesa nella cittĂ â€?, si terrĂ  a Brescia dal 12 al 18 settembre e sarĂ  la settimana con cui ufďŹ cialmente si apre l’anno pastorale. “Popolo in camminoâ€?, ultimo atto di “AgorĂ â€? vedrĂ  il vescovo Monari in cinque luoghi della provincia tra il 3 e il 7 ottobre.

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ra è ufficiale: la Chiesa bresciana nell’ottobre del prossimo anno (le date esatte sono ancora in via di definizione) vivrĂ il 29° Sinodo della sua storia. Una storia che mirabilmente riassunta, come affermato dal direttore del Museo diocesano don Giuseppe Fusari, nel ciclo pittorico che orna il Salone dei Vescovi del Palazzo vescovile di via Trieste (nella foto) scelto per l’annuncio dell’importante appuntamento diocesano dedicato al tema delle unitĂ  pastorali. Un tema non nuovo per la diocesi, ma che nel prossimo anno pastorale e nella celebrazione del Sinodo troverĂ  la giusta declinazione per rendere la Chiesa bresciana capace di risposte pastorali efficaci in un contesto storico-culturale profondamente mutato. “Per molti aspetti l’attuale impostazione pastorale – ha spiegato il vescovo Monari illustrando il percorso che ha fatto maturare l’idea di un nuovo sinodo che a Brescia mancava dal 1978 – è ancora tridentinaâ€?. Il Concilio di Trento, come ha ricordato il Vescovo, sancĂŹ la nascita di un rapporto quasi

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mento delle famiglie, non è piĂš possibile condurre a un livello meramente parrocchialeâ€?. A condizionare l’azione pastorale, anche se non è certo la ragione principale che ha portato il Vescovo e i suoi collaboratori ad un momento di riflessione particolare, c’è anche la costante diminuzione del numero dei sacerdoti. “Si tratta di ragioni che, messe insieme – sono ancora considerazioni proposte dal Vescovo nel corso della presentazione dell’AgorĂ per l’apertura dell’anno pastorale 2011-2012 –, hanno fatto percepire come non piĂš prorogabile l’urgenza di una pastorale che non può piĂš limitarsi all’ambito parrocchiale e che deve vedere l’impegno congiunto di sacerdoti, religiosi, collaboratori e laici sul piano dell’unitĂ  pastoraleâ€?. Ăˆ questa la prospettiva indicata dal Vescovo: un insieme di parrocchie omogenee che insieme lavorano per progettare e realizzare una pastorale che sappia dare risposte efficaci e un quadro religioso, culturale ma anche umano e sociale che non è piĂš quello di qualche anno fa. “Si tratta di procedere al ripensamento di tante attivitĂ  non piĂš in chia-

    

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ÇŻÂ‘Â’Â‡Â”Âƒ†‹†‘Â?ƒˆˆ”ƒÂ?…Š‹ ƒ…‹––Â?†‡ŽŽƒ’ƒ…‡ La “CittĂ della paceâ€? è il dipinto di don Renato Laffranchi scelto come immagine simbolo della nuova edizione di “AgorĂ â€?. L’opera, come ha sottolineato don Fusari, fa parte di una serie di lavori che l’autore ha voluto dedicare alla cittĂ  del cielo, in una sua personale lettura pittorica della cittĂ  dell’Apocalisse. Si tratta di un’immagine in cui la cittĂ  è racchiusa in un cerchio di luce con cui l’autore interpreta quel passaggio dell’Apocalisse in cui si dice che la cittĂ  non ha bisogno nĂŠ

della luce del sole nÊ di quella della luna perchÊ la sua luce è l’Agnello. Il cerchio diventa il simbolo di quella luce che illumina la città del cielo. Attraverso la gradazione di colori l’artista ha rappresentato la discesa della città dal cielo, città di Dio che, per questo, non può essere costruita dagli uomini. Tutto questo, ricorda ancora il Direttore del Museo diocesano, è espresso anche con colori decisi che nella parte piÚ vicina alla città si perdono nella consistenza della luce.

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In Italia tre milioni di poveri rischiano di rimanere senza cibo e assistenza in seguito alla decisione dell’Unione europea di ridurre drasticamente per il 2012 gli aiuti alimentari garantiti dal Pead (Programma europeo di aiuti alimentari) a favore degli indigenti. “Condividiamo e sosteniamo in pieno la battaglia intrapresa dal ministro Romano contro i tagli al Pead – ha spiegato Marco Lucchini, direttore della Fondazione Banco Alimentare onlus –. La

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riduzione degli aiuti comunitari avrà drammatiche conseguenze per le persone bisognose che ne usufruiscono sia in Italia che in Europa. In particolare nel nostro Paese la diminuzione di cinque volte dei beni alimentari erogati rischia di compromettere la tenuta del sistema di welfare. Una vera e propria bomba a orologeria che potrebbe portare a rischiosi conitti sociali e che solo il consiglio dei ministri dell’agricoltura europei può disinnescare, proponendo

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on sarĂ facile per Mario Draghi la guida della Banca centrale europea (Bce), che ora si trova “nel periodo di maggiore tensione di tutta la sua storiaâ€?. Eppure proprio dalle difficoltĂ  potrebbe derivare una maggiore stabilitĂ  dell’Ue. Ne è convinta Simona Beretta, docente di Politiche economiche internazionali all’UniversitĂ  cattolica di Milano, interpellata a proposito della nomina dell’attuale governatore di Bankitalia alla presidenza della Bce. Draghi, 63 anni, il 1° novembre succederĂ  al francese Jean-Claude Trichet e resterĂ  in carica fino al 31 ottobre 2019. Qual è il ruolo del presidente della Banca centrale europea? Il presidente ha una funzione particolarmente rilevante dal punto di vista politico: riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri dell’Ue a proposito delle decisioni di politica monetaria e sullo stato di salute economica dell’Unione. Non è solo un tecnico, ma una persona che dev’essere capace di rendere ragione delle proprie decisioni, prese assolutamente in autonomia. La nomina di Draghi alla presidenza della Bce cosa significa per l’Italia? Sono convinta che le istituzioni assumano il valore delle persone che vi lavorano. Non c’è dubbio che Draghi è

nuove soluzioni che integrino il regolamento pubblicato lo scorso 10 giugno. Che prevalga il buon senso e la lungimiranza�. In Italia, il programma di aiuto alimentare ai poveri con gravi necessità alimentari è attivo dal 1995 e la collaborazione tra enti caritativi e l’agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) ha contribuito allo sviluppo di un concreto sistema di distribuzione, che ogni anno fornisce alimenti a piÚ di tre milioni di poveri.

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italiano, come pure che ha maturato una grande esperienza nel nostro Paese, con ruoli sia di carattere fiscale, sia monetario, contribuendo al riordino del Tesoro dopo anni faticosi. Sicuramente questa nomina è il riconoscimento del valore di una persona, come pure di una tradizione solida di banchieri centrali italiani che hanno fatto bene il loro dovere, inserita in una piĂš vasta tradizione di banchieri centrali europei capaci di lavorare insieme. Draghi è la dimostrazione che nel nostro Paese ci sono professionalitĂ di altissimo livello, capaci di stare nell’agone internazionale con una visione, delle idealitĂ , degli obiettivi. Quali sfide ora si trova davanti? “La Bce è nel periodo di maggiore tensione di tutta la sua storia, perchĂŠ vede messo sotto scacco quel disegno un po’ particolare della struttura macroeconomica dell’Ue, con una sola moneta ma tanti Stati e altrettante politiche fiscali sovrane. Questa contraddizione avrebbe dovuto essere composta con il patto di stabilitĂ  e crescita, che non è mai stato del tutto rispettato. Abbiamo avuto decenni in cui è stato fatto il passo piĂš lungo della gamba e ora ci ritroviamo a un punto di crisi, dove le politiche fiscali di un piccolo Paese bastano per mettere in difficoltĂ  la tenuta di un sistema nel suo complesso. Questa è la situazione in cui si trova Draghi: la

credibilità dell’Ue ha bisogno di essere ripristinata�. Come fare? Penso che nessuno lo sappia con certezza. Bisogna navigare a vista, con buone ragioni e coraggio d’innovare, senza essere esageratamente attaccati alle forme o al passato. Mi preoccupa, piuttosto, come oggi sia difficile individuare quelle idealità che erano all’origine del progetto di unificazione europea. Se siamo rimasti una realtà di cooperazione economica senza un ideale piÚ grande, capace di far sopportare i costi che talora emergono, rischiamo di non aver piÚ ragioni per tenere insieme l’Ue. Da qui il rischio d’implosione? I rischi ci sono sempre. Ma, guardando il bilancio del processo di unificazione monetaria, sono convinta che i benefici portati siano tanti e stiamo imparando a mettere in comune alcune prerogative nazionali. La contraddizione di un potere monetario in mano a un soggetto europeo, con il potere di vigilanza e di adottare rimedi a situazioni d’instabilità finanziaria in capo ai governi e alle istituzioni nazionali, è scoppiata con la crisi del 2007-2008, portando a un primo tentativo di mettere in comune la politica finanziaria. Ora la sfida della Grecia e di altri Paesi con problemi di debito ha generato una nuova crisi che potrebbe portarci, seppure con

     

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Aumentano le violenze contro i cristiani nell’area dell’Alto Egitto, dove è piĂš difďŹ cile il controllo da parte del governo e dove spesso la polizia simpatizza con gli estremisti musulmani. L’ultimo episodio riferito dall’agenzia AsiaNews è avvenuto sabato scorso nel villaggio di Awlad Khalaf, dove centinaia di persone si sono scagliate contro le abitazioni di otto copti dandole alle ďŹ amme. Gli estremisti hanno bloccato la costruzione di una casa, convinti che i cristiani volessero

I loro Paesi non hanno buone relazioni, alcuni sono addirittura in conitto, ma 45 giovani leader a Strasburgo stanno lavorando per la pace. Provengono da Armenia e Azerbaijan, da Israele e Palestina, dalle comunitĂ serbe e albanesi del Kosovo: ďŹ no al 9 luglio cercheranno un dialogo che i loro governi non riescono a stabilire. Un altro campo di lavoro per la pace nel Caucaso è stato organizzato dal Consiglio d’Europa nel vicino Europa Park di Rust, in Germania. Sono 25

trasformarla in una chiesa. A Bani Ahmed, un gruppo di salaďŹ ti aveva fatto irruzione in chiesa durante la Messa e minacciato di morte il parroco. Inoltre, il vuoto di potere seguito al rovesciamento di Mubarak, ha visto crescere il numero di rapimenti di ragazze copte convertite con la forza all’Islam: del 12 giugno scorso è la denuncia di scomparsa di due giovani di 14 e 16 anni a Miniya, poi ritrovate e ora ricoverate in un ospedale psichiatrico.

ƒƒÂ?Â?‹–ƒŽ‹ƒƒŽŽƒ…‡ Š‹°ƒ”‹‘”ƒ‰Š‹ Mario Draghi è nato a Roma il 3 settembre 1947. Ăˆ stato nominato Governatore della Banca d’Italia il 29 dicembre 2005. La sua carriera inizia nei primi anni ‘70 dopo la laurea in Economia all’UniversitĂ degli Studi di Roma “La Sapienzaâ€?, discutendo la tesi “Integrazione economica e variazioni dei tassi di cambioâ€?. Dal 1975 al 1978 è professore incaricato prima di Politica economica e ďŹ nanziaria all’UniversitĂ  di Trento, poi di Macroeconomia all’UniversitĂ  di Padova e di Economia matematica

all’UniversitĂ di Venezia, quindi di Economia e politica monetaria all’UniversitĂ  di Firenze ove, dal 1981 al 1991, è professore ordinario della stessa disciplina. Dal 1984 al 1990 ricopre la carica di direttore esecutivo alla World Bank. Nel 1990 diventa consulente economico della Banca d’Italia. Viene nominato direttore generale del Tesoro il 17 gennaio 1991 e vi resta ďŹ no al 2001. Come governatore della Banca d’Italia è stato membro del Consiglio direttivo della Bce.

difficoltà e approssimazioni, a questa condivisione della sovranità di carattere fiscale. Quindi la crisi greca potrebbe rivelarsi provvidenziale per l’evoluzione dell’Ue? Ci muoviamo – seppur con passi incerti – verso l’unica configurazione stabile, dove non solo la moneta è unica, ma anche il sistema della finanza pubblica. D’altra parte la storia dell’Ue è fatta di soluzioni temporanee in una direzione ben precisa, che è la condivisione della sovranità in determinati campi. Questo almeno è avvenuto in passato; oggi bisogna nuovamente decidere se proseguire su questa strada. Questa decisione, però, non spetta alla Bce; essa potrà intervenire con una mediazione tecnica, ma anche politica. Ci sono delle priorità che il nuovo presidente della Bce dovrà tenere presenti? La priorità è trovare vie informali che permettano di ottenere per consenso ciò che non si è avuto con i trattati. E cioè una maggiore condivisione della responsabilità di vigilanza fiscale e finanziaria, in modo da evitare non solo un eccessivo indebitamento pubblico, ma pure un eccessivo indebitamento delle banche private e delle famiglie. Bisogna che i comportamenti quotidiani siano guidati con mano salda verso una complessiva coerenza per far fiorire quell’intuizione originaria sulla quale l’Unione europea è nata�..

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i partecipanti e provengono da Armenia, Azerbaijan, Georgia, Moldavia e Russia. L’obiettivo dell’ottava edizione del campus è di fare in modo che questi giovani, cresciuti in Paesi in conitto tra loro, esposti continuamente alla violenza, di conoscersi e rispettarsi. Il programma di lavoro consiste nell’aiutarli a prendere coscienza dei pregiudizi, che causano le incomprensioni, e a combatterli, a contrastare l’aggressività e il nazionalismo.

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Sabato 2 luglio il Centro faunistico del Parco dell’Adamello localitĂ Fless Paspardo, nell’ambito delle attivitĂ  previste dal progetto “Grandi carnivori: diffondere la conoscenza per educare alla convivenzaâ€? realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo e dal Comune di Paspardo organizza “Scopriamo gli ungulati del Parcoâ€?. In compagnia di un esperto si andrĂ  alla scoperta degli ungulati presenti sul territorio, Inoltre si potrĂ  imparare dove e come poterli

Operazione Lieta è un’associazione onlus nata nel 1983 per sostenere le iniziative messe in atto nel nord-est del Brasile, a Fortaleza e alla periferia della città , per i bambini piÚ poveri. Cuore di questa iniziativa è Lieta Valotti, una giovane bresciana che ha raccolto l’invito ad impegnarsi per quei bambini rivoltole nel 1979 da padre Luigi Rebuffini, iniziatore e attuale direttore del Centro educational di Fortaleza, missionario piamartino in Brasile dal 1957. Assieme ad

facilmente osservare in natura. Continua cosÏ la serie d’incontri e attività a carattere educativo, promosse presso il Centro faunistico, sugli ambienti naturali e sulle azioni di tutela del territorio condotte dall’area protetta e i contributi di salvaguardia proposte da Legambiente. Sono previste attività per adulti e ragazzi. Informazioni e prenotazioni al tel. 392.92.76.538 info@ centrofaunisticoparcoadamello. info

altri volontari Lieta assicura a centinaia di bambini e bambine, una casa, il cibo, l’affetto di una famiglia, l’educazione scolastica indispensabile a dare loro un futuro, a farne il futuro del loro Paese. Per sostenere questa iniziativa nei giorni 30 giugno 1, 2 e 3 luglio si svolge la “Festa Brasilietaâ€?: sapori, immagini, musica e tanta allegria per scoprire un pezzo di Brasile. E un’energia contagiosa. L’evento si svolgerĂ presso il Centro sportivo comunale di Travagliato.

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*OLVFKLDYLGHOOHIHVWLQHGLFRPSOHDQQR Avevo un amico che era solito ripetere una massima conosciuta: “I soldi non danno la felicitĂ , ma è l’unico mezzo per andarci vicinoâ€?. Ho tentato qualche volta di fargli presente che la sua opinione era frutto di un approccio molto discutibile. Infatti la felicitĂ  resta sempre oltre. Non solo. Ăˆ facile immaginare che ad un certo punto è inevitabile agggrapparsi alla quantitĂ  e quindi la rincorsa dei soldi non ďŹ nisce mai, generando una dipendenza generalmente sottovalutata, ma non perciò meno devastante. Alla ricerca della felicitĂ  perduta. Il mio amico non ha mai cambiato idea (mi piacerebbe sapere cosa ne pensa ora, dopo otto anni trascorsi in cielo, ma nemmeno i piĂš strabilianti mezzi di comunicazione, pur vaganti fra le nuvole, arrivano ďŹ no lĂ ). La premessa mi serve per introdurre una notizia conosciuta eppure bisognosa di qualche riessione in piĂš. Tony Blair, leader laburista, cioè socialista, primo ministro inglese dal 1997 al 2007, ha quattro ďŹ gli. L’ultimo, che si chiama Leo come il

nonno, è nato il 20 maggio 2000. Quest’anno la sua festa di compleanno è ďŹ nita sui giornali, sia pure a scoppio ritardato. Infatti i compagni di scuola del ragazzino sono stati invitati a festeggiare nella casa di campagna dei Blair, nel Buckinghamshire, un’ora d’auto da Londra, comprata due anni or sono dall’ex-premier per 6 milioni di sterline (oltre 7 milioni di euro). Per ragioni di sicurezza è proibito l’accesso di auto private alla residenza,

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perciò i Blair hanno deciso di noleggiare un pullman per i ragazzini invitati (una trentina). E di chiedere 10 sterline (12 euro) a testa per il passaggio. La richiesta ha sorpreso i genitori. I coniugi Blair hanno cercato di rimediare facendo sapere alla scuola (cattolica e pubblica, non privata, dunque frequentata anche da famiglie di modesto reddito) che avrebbero pagato loro per chiunque non avesse le 10 sterline. Un’elemosina.

Ora si dà il caso che Tony Blair nei quattro anni trascorsi da quando ha lasciato Downing street, abbia guadagnato qualcosa come 25 milioni di sterline (all’incirca 30 milioni di euro) tra discorsi, diritti d’autore, consulenze d’affari. I Blair hanno proprietà immobiliari che valgono 14 milioni di sterline (17 milioni di euro). Tutto questo fa pensare che il bilancio familiare potesse sopportare la spesa per il noleggio dell’autobus.

Evidentemente i Blair hanno altre opinioni. Magari stanno facendo la loro corsa verso la felicitĂ a suon di sterline e non sono ancora arrivati alla meta. E pensare che dovrebbero essere di sinistra (ha ancora un senso?). Ma non ďŹ nisce qui. C’è un altro aspetto della notizia da non lasciar cadere: le festine di compleanno. Sono diventate un appuntamento non negoziabile. Una storia kafkiana interpretata soprattutto dai genitori. Quando sono dalla parte degli invitati si vestono dei panni del Geremia delle lamentazioni. Del genere: un altro regalo da fare, non ne possiamo piĂš di queste festine; magari si dimenticassero di noi; giuro che la prossima volta non muoveremo un dito. Poi quando arriva il turno dei propri pargoli non sanno piĂš cosa inventarsi per fare bella ďŹ gura e guadagnarsi, se non la medaglia d’oro, almeno il podio nella gara dei festini piĂš belli. Ăˆ una forma di schizofrenia che vende l’anima al consumismo in un trascinamento a catena che poco o nulla ha a che fare con la cura delle relazioni e con lo spirito comunitario.


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Ăˆ in distribuzione in questi giorni il numero di giugno del free press “La Voce della Bassa Brescianaâ€?. L’inchiesta, oggetto del primo piano di questa edizione, è dedicata alle attivitĂ che parrocchie, oratori ma anche amministrazioni comunali e associazioni mettono in campo per animare l’estate di bambini, ragazzi e giovani cercando molto spesso di abbinare il divertimento e lo svago all’animazione e alla solidarietĂ . Il tutto senza dimenticare i tanti giovani che dalla Bassa andranno a

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Madrid per la Gmg di agosto. La grande estate della Bassa, come si legge nelle pagine del free press, si alimenta anche di tante iniziative culturali di ampio respiro. L’appuntamento con “Terre di fedeâ€? alla pieve di San Pancrazio a Montichiari apre una serie di iniziative in programma in quell’ampia parte di territorio bresciano che va da Orzinuovi a Montichiari. La Festa della mietitura che questo ďŹ ne settimana chiude a Pontoglio, l’iniziativa “Odissea

2011â€?, il percorso culturale pensato tra le comunitĂ della Bassa bagnate dall’Oglio, la festa del giovane di Bargnano che in questo 2011 arriva alla sua 32ÂŞ edizione sono il segnale della grande vitalitĂ  che attraversa la Bassa Bresciana anche in una stagione come l’estate che, tradizionalmente, dovrebbe indurre al riposo e ai rallentamenti dei ritmi quotidiani. Questo e molto altro trovano spazio ne “La Voce della Bassa brescianaâ€?, in distribuzione gratuita nelle edicole del territorio.



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pesso le cose belle sono proprio lĂŹ, talmente vicine da non riuscire a vederle. Come capita ai paesaggi della Valle del Mella, che nell’approssimarsi del Novecento rimangono discosti e quasi invisibili. Ora una mostra d’arte al Forno fusorio di Tavernole cercherĂ di restituirli ai valtrumplini e al pubblico che vorrĂ  accorrere dal 2 al 31 luglio ad ammirare “Valtrompia: il mito della montagnaâ€?. Promossa e sostenuta da Comune di Tavernole, ComunitĂ  montana, Provincia di Brescia, associazione culturale L’arengario e Amici del forno, la collettiva di pittori, in maggioranza bresciani, consta di 43 dipinti su tela o faesite che immortalano la Valle tra Ottocento e Novecento. “Il Forno fusorio – dice il sindaco tevernolese, Andrea Porteri – è un monumento al lavoro, portato avanti con costanza e passione da Cesare Giovanelli e gli Amici del forno, anche per restituire al territorio dell’Alta Valle quello stampo turistico che ha sempre avutoâ€?. Un ambiente, quello del forno, dove si sudava forgiando il ferro e dove ora i valtrumplini possono ritrovare la propria capacitĂ  estetica. “Abbiamo voluto costruire una mostra – dice il curatore Maurizio Bernerdelli Curuz – che non lasciasse soltanto una vibrazione superficiale: bisogna

         

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ra bresciana tra Ottocento e Novecento, nel santuario naturale della Valtrompia, archetipo di una civiltĂ urbana che cercava nella natura il rimedio sovrano alle proprie giĂ  moderne nevrosi. Un’epoca del libero mercato sotto il profilo artistico, nella quale l’artista deve andare incontro ai gusti del pubblicoâ€?. Una mostra che guarda alla Valtrompia, compatta e conchiusa, come idea del luogo d’origine, luogo totemico descritto dalla serie di dipinti provenienti da collezioni private bresciane nell’arco di tempo che va dal 1863 al 1944. “La mostra – conti-

nua Bernardelli Curuz – documenta il mutamento della percezione della Valle da parte degli artisti. Angelo Inganni dipinge piccole comunità nella natura; Giovanni Renica dispiega il lato misterioso della Valle, tra acque corrusche, raggi di luce inaspettati, temporali improvvisi che atterriscono gli abitanti. Francesco Filippini unisce scapigliatura e modernità degli impressionisti, in un’osservazione verista della realtà. Comunque, tutti sono mossi dai ritmi consolatori di un paesaggio che diventa pittura per alleviare i traumi di cui è intriso il XX secolo�.

      

5LFRUGDQGR*HUYDVLR3DJDQL Su iniziativa dell’“Associazione Gervasio Paganiâ€? sono state organizzate a Coccaglio alcune iniziative per ricordare il 24° anniversario della scomparsa di Gervasio Pagani, di sua moglie Emanuela e delle due ďŹ glie Francesca ed Elisabetta, avvenuta, come è noto, in un drammatico incidente stradale. Gervasio Pagani era un giovane e preparato esponente della Democrazia cristiana. Coccaglio è il suo paese natale. Anche per quest’anno

“l’Associazione Gervasio Paganiâ€? organizza alcuni momenti di carattere religioso e culturale. Sabato 9 luglio alle 17, presso l’auditorium San Giovanni in piazza Luca Marenzio, vi sarĂ un incontro con il prof. Massimo Campanini, docente all’UniversitĂ  di Napoli, sul tema: “Le rivolte nel Nord Africa: in cammino verso la democrazia?â€?. MercoledĂŹ 13 luglio alle ore 20, nella parrocchiale di Coccaglio, vi sarĂ  la S. Messa celebrata da don Gio-

vanni Gritti; alle 21 nell’auditorium S. Giovanni in piazza Luca Marenzio a Coccaglio vi sarĂ la presentazione del libro di Anselmo Palini: “Oscar Romero. Ho udito il grido del mio popoloâ€?. La presentazione del libro sarĂ  arricchita dalla lettura di brani di Romero ad opera di Luca Rubagotti e dall’esecuzione di musiche della tradizione latinoamericana ad opera di Claudio Donghi (al pianoforte) e di Stefania Maratti (al auto).

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“Brescia no limitsâ€?. Quando? Domenica 3 luglio dalle 9.30 alle 14.30 in Castello. Sono tanti, ďŹ no a settembre, gli appuntamenti previsti dall’iniziativa “Prossima fermata Castelloâ€? che sta animando le domeniche in Castello per i piĂš piccoli ma non solo. Proviamo a elencare i prossimi appuntamenti: domenica 3 luglio dalle 15 “Faccio... e imparo!â€?; domenica 10 luglio dalle 15 “La fattoria del Castelloâ€?; domenica 17 luglio, dalle 15,

Il Festival del Paesaggio 2011 - Terre di Brescia si è posto l’obiettivo per la prima volta di creare una sorta di “reteâ€? tra le diverse realtĂ territoriali bresciane, dalla Franciacorta alla Valtenesi, dalla Valle Sabbia alla Valle Camonica passando per la Val Trompia, mantenendo un unico valore guida: la promozione territoriale attraverso eventi culturali posizionati nei luoghi piu’suggestivi della provincia. Attraverso tutto questo il Festival mira a costruire, nella scelta delle

“Dentro il Castelloâ€?; da giovedĂŹ 21 a domenica 24 luglio, dalle 19 alle 2 c’è “Musical zooâ€?; domenica 24 luglio, dalle 15, “Amica acquaâ€?. Merende, gonďŹ abili, laboratori creativi e altro ancora sulla pagina Facebook “Prossima fermata Castelloâ€? e sul sito del Comune di Brescia - www.comune.brescia. it. In Castello si può arrivare con il bus navetta e con il trenino storico. Le informazioni per gli orari si possono avere al 327.7395790.

location, una serie di “quinteâ€? naturali in cui il visitatore sappia “sentire i luoghiâ€? e non solo “vederliâ€?. Fra gli appuntamenti, venerdĂŹ 1° luglio l’auditorium del Borgo Antico San Vitale (via Foresti 13, Borgonato di Cortefranca) ospita Artemisia Duo: Maria Chiossi, l’arpista bresciana di ritorno dall’esperienza nella You Tube Symphony Orchestra si esibisce con la violinista milanese Alice Iegri. (Maria Chiossi e Alice Iegri). Per informazioni: www.terredibrescia.it.

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atta l’Italia, bisogna fare gli italiani. Oggi piĂš di ieri in uno Stato che è in continua evoluzione (demografica e sociale). La festa avrĂ come tema “Italiani si diventaâ€? e sarĂ  il momento centrale delle iniziative che le Acli hanno messo in campo per celebrare i 150 anni dell’UnitĂ  d’Italia. Il programma prevede numerosi incontri e manifestazioni, di ogni tipo e per le fasce d’etĂ , come le numerose serate musicali, lo spettacolo per bambini (proposto dalla cooperativa “La Nuvola nel Saccoâ€? di Brescia) in programma lunedĂŹ 4 alle 21, la serata “Italians under 40â€? organizzata dai Giovani delle Acli per giovedĂŹ 7 (con il concerto dei “Rifondazione Skleroâ€?), la biciclettata di domenica 10. VenerdĂŹ 1° luglio alle 18 viene inaugurata la festa con la mostra di pittura e la mostra sulla storia del movimento cattolico (a cura di Lucio Bregoli); alle 18.30 la Santa Messa con mons. Gianfranco Mascher e don Mario Benedini lunedĂŹ 4 luglio. Segue la premiazione del concorso “Espresso Fotograficoâ€?, con Roberto Rossini (presidente provinciale

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ganini. Durante la Fest’Acli (ospitata presso i locali del Circolo Acli di Urago Mella al Centro don Brusinelli in via della Chiesa 69 e alla Pieve di Urago in via della Chiesa 136). funzionerà un fornitissimo stand gastronomico, a cura dei volontari del Circolo Acli di Urago Mella. Segnaliamo inoltre che alla Fest’Acli provinciale e in tutte le altre fest’acli che si tengono in città e in provincia, le stoviglie (piatti, bicchieri e posate) sono in materiale ecologico e compostabile, anche grazie al contributo economico di Aprica Spa e Lgh-Cogeme. Oltre all’appuntamento provinciale, si terranno altre Fest’Acli in provincia con questo calendario: San Polo: dal 28 giugno al 3 luglio; Concesio S. Andrea: dal 25 al 28 agosto; Bagnolo Mella: dal 9 all’11 settembre; Gussago: 3 e 17 settembre.

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´6SRUWQHLSDUFKLÂľ RSSRUWXQLWjGLVYDJR Fino al 29 luglio il Comune e la Fondazione Asm organizzano l’edizione 2011 di “Sport nei parchiâ€?, serie di incontri finalizzati alla promozione della pratica sportiva all’aria aperta. La rassegna è realizzata anche per valorizzare e rendere meglio fruibili gli spazi all’interno dei parchi, con l’obiettivo di rendere le aree verdi piĂš funzionali per tutti gli sportivi. Gli incontri, programmati in collaborazione con le societĂ e gruppi sportivi che partecipano all’iniziativa, si svolgeranno con la supervisione di tutor specializzati e saranno ad accesso libero e gratuito. La partecipazione ai corsi è gratuita, e non è necessaria l’iscrizione. I partecipanti potranno presentarsi nei giorni e negli orari indicati presso il punto di ritrovo segnalato con apposito cartello posizionato in ciascun parco. Gli insegnanti saranno individuabili da t-shirt riportanti la dicitura “Sport nei Parchiâ€?. Per partecipare ai corsi è obbligatorio il certificato medico da consegnare in fotocopia prima dell’inizio di ciascuna lezione all’istruttore. Per i corsi che prevedono esercizi a terra i singoli partecipanti dovranno farsi carico di avere con se un materassino/telo. Per il corso nordic walking dovranno farsi carico di avere con se le racchette. I corsi organizzati sono coperti da assicurazione per responsabilitĂ  civile a carico dell’Amministrazione comunale. I partecipanti che intendano avvalersi gratuitamente anche della copertura infortuni dovranno provvedere nei 10 minuti che prece-

dono l’inizio della lezione a compilare apposito elenco con l’indicazione delle proprie generalità . Per qualsiasi informazione: Circoscrizione Nord - tel. 030/3384560; Circoscrizione Ovest - tel.0303732965 e, solo al mattino 030318007; Circoscrizione Sud – tel. 030347715 - 030 3531804; Circoscrizione Est - tel. 030/297 7059; Circoscrizione Centro – tel. 030/3756354- 030/8377000.

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prospettiva medica, psicologica e giuridica, facendo emergere la necessitĂ di una normativa, giĂ  esistente in alcuni Paesi, che vieti la strumentalizzazione del corpo femminile. Il Moica è attivo anche su altri fronti: una raccolta ďŹ rme contro la decurtazione della reversibilitĂ  della pensione, che solo a Brescia ha raccolto oltre 2500 consensi; in gennaio è stato realizzato il “Pronto Soccorso Famigliaâ€?, che mette a disposizione dei giovani e dei loro genitori uno

sportello d’ascolto psicologico gratuito dedicato alla prevenzione del disagio familiare, ubicato presso il Punto Famiglia di Borgo Wßhrer. Il servizio ha soddisfatto le 42 richieste pervenute attraverso 153 ore di colloquio. Prosegue l’attività della Banca del Tempo, che permette lo scambio di prestazioni a costo zero; il successo dell’iniziativa è testimoniato dall’aumento degli iscritti, che hanno superato la soglia del centinaio. Al passo con i tempi, il Moica ha allargato i

propri conďŹ ni sul web, inaugurando una radio in streaming; ha inoltre nuovamente valicato i conďŹ ni nazionali partecipando ai congressi dell’Unione Intercontinentale Casalinghe a Salvador de Bahia e ad Asunciòn. A fronte di un anno impegnativo, grandi le soddisfazioni, tra cui l’invito di una delegazione al Quirinale e la partecipazione, il 12 luglio prossimo, alla riunione della Commissione Pari OpportunitĂ . In attesa dei festeggiamenti per il trentennale, nel giugno 2012. (a.g.)

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o all’addizionale sull’Irpef. Ăˆ netta la posizione del Partito democratico bresciano espressa in una circostanziata conferenza stampa. “Sgombriamo subito il campo dagli equivoci – precisa il capogruppo in Loggia, Emilio Del Bono –. Non c’è alcun legame tra addizionale Irpef e metropolitana. L’addizionale è responsabilitĂ della giunta Paroli che intende realizzare inutili opere pubbliche con il rischio di ‘divorare’ la cittĂ â€?. E indica alcune prioritĂ . “Occorre fermare l’indebitamento di Brescia MobilitĂ  arrivato a circa 50 milioni di euro, frutto del parcheggio sotto la galleria (30 milioni), dell’operazione di salvataggio di Omb (16 milioni), della riduzione delle tariffe di sosta (2 milioni) e del raddoppio della sede (1,5 milioni). E contemporaneamente sospendere opere tanto inutili, quanto costose, 53 milioni di euro in totale, in un momento di cosĂŹ forte crisi: la sede unica degli uffici

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(ben 84 milioni possono provenire dal Cipe) per arrivare almeno come a Roma al 72% di copertura e trasferimenti dalla Regione sulla metropolitana, rispetto ai trasporti su gomma. CosĂŹ come occorre puntare su politiche coerenti che portino ad aumentare il numero di passeggeriâ€?. L’ex sindaco Paolo Corsini rivendica il concetto virtuoso, veritiero e onesto del bilancio presentato a suo tempo e la soliditĂ delle scelte compiute dalle sue giunte. “Le opere in essere sono arrivate in dote dalla giunta precedente, quella attuale è inconcludente e inoperosaâ€?. Puntualizza anche sul costo del biglietto, paventato a 1,90 euro. “Il piano finanziario attuato era coerente con lo stato dell’arte del momento, dal 2008 in avanti dovevano essere messe in atto scelte politiche virtuose che la giunta Paroli, caratterizzata troppo spesso da dilettantismo e improvvisazione, non ha attuatoâ€?. Fornisce infine una chiave di lettura. â€œĂˆ stato un autogol l’accordo sulle riser-

  

ve prima del 2013. Bastava ricordare che i costi di esercizio del metrobus per i primi due anni sono a carico delle aziende costruttrici, cosĂŹ come per i primi cinque la manutenzioneâ€?. Ma la vera sfida si gioca sui numeri. “Nel 2004 si prevedeva che nel 2011 i passeggeri sarebbero stati 38,5 milioni e sarebbero diventati 53 milioni con il metrobus. Nel 2008 si arriva a 43 milioni, ma nell’esercizio 2009/10 se ne perdono 7 milioni, frutto di una politica sbagliata di mobilitĂ e parcheggiâ€?.

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Con la benedizione di don Mario Benedini, direttore dell’Ufficio della pastorale sociale, che ha portato il saluto del Vescovo, è stata inaugurata la nuova centrale operativa della cooperativa “La Vigilanzaâ€? con sede in via Fura in cittĂ . Un’occasione per festeggiare anche i 65 anni di attivitĂ : un bel traguardo per “La Vigilanzaâ€?, che dal 1946 contribuisce alla sicurezza dei cittadini e delle attivitĂ  produttive. Alla presenza del viceprefetto di Brescia Carmelo Bellissima e del vicequestore vicario di Brescia Emanuele Ricifari, con il direttore Giancarlo Liberatore che faceva gli onori di casa, è stato ricordato che la collaborazione tra pubblico e privato nel campo della sicurezza è ormai una prassi consolidata che produce frutti in termini di tempestivitĂ  degli

interventi, fattore che conduce spesso a risultati anche importanti. Sia il pubblico che il privato in questi anni hanno investito molto in tecnologia e, ricorda Liberatore, il livello di preparazione dei dipendenti della cooperativa è costantemente in crescita attraverso corsi di formazione in modo da essere in grado di affrontare qualsiasi situazione e essere di aiuto alla sicurezza pubblica. “La Vigilanzaâ€?, che aderisce a Confcooperative Brescia, oggi si avvale della professionalitĂ di 200 dipendenti, di cui 165 Guardie Giurate in una sede che si articola su 2.600 mq. dove si trova la nuovissima centrale operativa dotata di sistema Disaster Recovery che consente di fornire in modo diuturno servizi di localizzazione satellitare, videosorveglianza e televigilanza.


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‹”…‘•…”‹œ‹‘Â?‡‘”† •–ƒ–‡†ƒ˜‹˜‡”‡ La Circoscrizione Nord “ama l’estateâ€? e la celebra nei luoghi piĂš rappresentativi attraverso una rassegna che spazia tra l’aspetto ludico e il sociale. Fino a settembre si susseguono gite, serate di ballo, spettacoli teatrali, musica e giornate di animazione. Oltre al Parco Castelli (nella foto), fulcro delle attivitĂ , la programmazione coinvolgerĂ  anche l’ex parco Tommaseo, recentemente intitolato a Jan Palach, e la cooperativa sociale Nikolajevka. Quest’ultima

sarĂ protagonista di due giornate di “festa di mezza estateâ€?, il 7 e l’8 luglio: la prima dedicata ad alcune arie d’opera tratte dal Barbiere di Siviglia; il giorno seguente sarĂ  la volta dei Mercanti e Servi, bandtributo ai Nomadi. L’associazione Palcogiovani porterĂ  il rock nell’arena del parco Castelli e il teatro dialettale al Palach; Compagnia Lyria sarĂ  protagonista dell’XI edizione di “DanzalParcoâ€?. Domenica 26 giugno alle ore 21.30, in collaborazione con Tavolo Danza

Brescia, andrĂ in scena la Festa della Danza, durante la quale si esibiranno 145 ballerini provenienti da piĂš di 20 realtĂ  di Brescia e Provincia. “I migliori danzatori avranno l’occasione di guadagnare una borsa di studioâ€?, precisa Giulia Gussago, direttrice artistica di Compagnia Lyria, che sottolinea “come questo evento rappresenti un momento di reale collaborazione tra le associazioni di danzaâ€?. L’11 luglio sarĂ  la volta di “Fantasie d’autoreâ€?, spettacolo di danza sulle note di

Lucio Battisti. La collaborazione con Cipiesse porterĂ il cinema nell’arena del Castelli: saranno piĂš di 30 le pellicole proiettate tra il 27 giugno e il 30 agosto, al costo di 3,50 euro. Sono in programma anche delle gite, oltre a numerose feste, tra cui l’Anguriata al Parco Palach e le tavolate di BresciaIN. “Tutte le iniziative sono state scelte per colpire un target che va dai bambini agli anziani, senza eccezioniâ€?, ha spiegato Marco Rossi, presidente della Circoscrizione. (a.g.)

  

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uanti sono gli abitanti di Brescia? Tra poco lo sapremo con un po’ piÚ di precisione. A ottobre 2011 prenderà il via il 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni: si tratta di un importante impegno che si realizza, con cadenza decennale, contemporaneamente su tutto il territorio nazionale. Il Censimento è l’occasione per fornire una fotografia dettagliata di tutti i Comuni italiani, per acquisire informazioni sul numero e le caratteristiche della popolazione, delle abitazioni e degli edifici. Novità del 15° Censimento generale, introdotte allo scopo di agevolare i cittadini: le famiglie riceveranno il questionario per posta; i questionari potranno essere compilati ed inviati via web, oppure spediti per posta, o riconsegnati all’Ufficio comunale di Censimento, o ai centri di raccolta autorizzati, o restituiti al rilevatore incaricato dal Comune. La data di riferimento del Censimento è fissata al 9 ottobre 2011: la popolazione residente e quella presente sono individuate con riferimento alla mezzanotte tra l’8 e il 9 ottobre 2011. Nel Comune di Brescia i cittadini potranno recarsi presso le sedi di numerose realtà associative del territorio, quali ad esempio i Caaf dove saranno aiutati nella compilazione e restituzione telematica dei

   

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vatore. L’incarico si svolge al domicilio delle famiglie residenti a Brescia; all’Ufficio comunale censimento (Ucc) via XX Settembre, 15 a Brescia; Eventualmente nei centri di raccolta e altri uffici decentrati dell’Ucc entro il territorio del Comune di Brescia. Le candidature possono essere inviate via web fino al 15 luglio alle 12, per informazioni si può consultare il sito www.comune.brescia.it. I compiti affidati ai rilevatori sono definiti nel Piano generale del Censimento e comprendono fra gli altri: partecipare alle riunioni di formazione; gestire quotidianamente, utilizzando mezzi

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propri, mediante l’uso del Sistema di gestione della rilevazione predisposto dall’Istat, il diario delle sezioni di censimento assegnate; effettuare la consegna dei questionari da compilare alle convivenze, nonchÊ alle famiglie iscritte nella lista anagrafica comunale nei casi di mancato recapito tramite spedizione diretta, in qualunque località del territorio comunale; rilevare gli edifici e le abitazioni non occupate, nonchÊ le persone abitualmente dimoranti nel territorio del Comune ma non comprese nella Lista anagrafica comunale, tenendo conto degli orari di loro presenza nel domicilio e offrendo loro assistenza alla compilazione del questionario, ove richiesta; provvedere al recupero dei questionari presso le famiglie non ancora rispondenti, tenendo conto degli orari di presenza dei componenti nel domicilio e fornendo loro informazioni su finalità e natura obbligatoria della rilevazione, nonchÊ assicurando loro assistenza alla compilazione del questionario, ove richiesta. PerchÊ il censimento? Dai censimenti si può risalire alla popolazione legale dei Comuni che è necessaria sia a fini giuridici generali sia a fini elettorali, per ripartire i seggi nelle elezioni europee, politiche e amministrative. Il censimento è utile anche per valutare e programmare alcuni interventi.

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In occasione della festa dei Santi Patroni Pietro e Paolo, sabato 2 luglio presso la chiesa parrocchiale, alle ore 20.30, si svolgerà un concerto d’organo che rientra nel circuito itinerari organistici bresciani. Il concerto viene eseguito dal maestro Marco Ruggeri con l’organo Serassi (la famiglia Serassi iniziò a costruire organi in Italia, precisamente a Bergamo, nel 1760, con Giuseppe Serassi) della parrocchiale. L’organo,

Sabato 2 luglio alle 21, in piazza IV Novembre, prosegue il calendario di iniziative organizzate dalla pro Loco di Bagnolo Mella in collaborazione con la parrocchia della Visitazione di Maria Vergine e l’oratorio San Luigi e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, per festeggiare con solennitĂ , la ricorrenza dei patroni di Bagnolo Mella: santi Processo e Martiniano. La compagnia “CafĂŠ di PiĂśccâ€? di Montichiari proporrĂ  mettere in scena

un’iscrizione lo fa risalire al 1862, è posto in cantoria “in cornu epistulae nel presbiterio e racchiuso in elegante cassa decorata a tempera con dorature. Itinerari organistici bresciani promuove la conoscenza e l’utilizzo di strumenti di rilevante valore storico, spesso recentemente restaurati, dislocati nel territorio della provincia di Brescia. L’iniziativa porta la regia dell’associazione Amici della scuola di musica Santa Cecilia.

“Scampoi dè paĂŠsâ€? spettacolo di canti e scenette ispirato al mondo contadino della pianura della nostra provincia. Un lavoro che si inserisce nell’opera di salvaguardia e recupero delle tradizioni della civiltĂ bresciana e della sua lingua. La Compagnia “CafĂŠ di PiĂśccâ€? nasce nel 1970; nei suoi 41 anni di attivitĂ , la Compagnia ha calcato le scene di tutta la provincia di Brescia e di province limitrofe, rappresentando spettacoli tratti

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da testi originali, scritti sempre da suoi componenti, recitati e cantati in vernacolo. Numerosi i riconoscimenti ottenuti tra cui la Maschera d’oro, il premio “Leonessa d’oroâ€? alla rassegna di Travagliato del 2005 con lo spettacolo â€œĂˆl LĂśnareâ€?, il premio per la miglior regia e per i costumi, il premio per il miglior attore nel 2006,i premi per i costumi e la scenograďŹ a nel 2007 con la commedia “En tote le case ghè la soâ€?.

 

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a solidarietà ha il potere di trasformare i buoni sentimenti in realtà concrete, in segni tangibili di vicinanza a chi è nel

bisogno. CosĂŹ accade che anche le realtĂ piĂš quotidiane e gli eventi e gli oggetti piĂš umili si rivestano di un significato nuovo, carico di tutto il bene che essi contribuiscono a diffondere. Ăˆ quanto succede per esempio a Orzivecchi, dove la locale associazione di volontariato, per poter ampliare la possibilitĂ  dei propri interventi, riesce a dotarsi di un nuovo mezzo, dedicato appositamente al trasporto dei disabili. Con le due automobili attualmente a disposizione, infatti, effettuano numerosi servizi di trasporto dedicati soprattutto agli anziani e alle persone non del tutto autosufficienti per visite mediche ed esami clinici. Inoltre, senza dimenticare le visite di cortesia alle persone rimaste sole, effettuano ogni giorno, in convenzione con l’Amministrazione comunale, la consegna dei pasti caldi a domicilio alle persone che hanno bisogno. Grazie al nuovo mezzo, invece, un Doblò equipaggiato con una pedana di sollevamento sul retro, sarĂ  possibile per i volontari mettersi al servizio specifico per i disabili, essendo in grado di trasportarli con un mezzo appositamente dedicato.

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cittadinanza: per tutta la mattinata, infatti, il mezzo resterĂ esposto in piazza Roma e per quanti interverranno sarĂ  preparato un ricco aperitivo e buffet. Infine, alle 11.30 l’automezzo riceverĂ  la benedizione del parroco don Franco Cavalli. â€œĂˆ un’occasione per far conoscere meglio dalle persone di Orzivecchi noi e il nostro operato – afferma il presidente dell’associazione Francesco De Carli – nella nostra attivitĂ , infatti, ci ispiriamo a principi di solidarietĂ , trasparenza e democrazia. Inoltre, visto che per il nostro ultimo acquisto abbiamo dovuto affrontare una spesa consistente, speriamo di ricevere anche qualche offerta e contributo, nella forma di un’adesione alla nostra associazione in qualitĂ  di soci sostenitoriâ€?. Non è questa, però, l’unica occasione in cui l’associazione si apre al pubblico: ogni mattina, infatti, da lunedĂŹ a venerdĂŹ, per due ore dalle 9 alle 11, la sede in via Battisti è aperta per ricevere prenotazioni di servizi sia telefonicamente sia di persona. E cosĂŹ anche a Orzivecchi la solidarietĂ  continua a farsi strada in modi sempre nuovi, ricevendo costantemente dalla generositĂ  e dall’impegno delle persone la possibilitĂ  di manifestarsi e di avviare in un circuito di caritĂ , in grado di rendere migliore, anche partendo da piccole cose, la societĂ  in cui viviamo.

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ÂŽƒ•–‡ŽŽ‘•‹ƒÂ?‹Â?ƒ’‡”‹„ƒÂ?„‹Â?‹ Nella miriade di appuntamenti di “Vivi Montichiariâ€?, la rassegna estiva di spettacoli organizzata dall’amministrazione comunale, c’è spazio anche per i piĂš piccoli, con una serie di laboratori voluti dal Comune e tenuti dal personale di Montichiari Musei. Domenica 26 giugno il pomeriggio si è animato con “Il Castello dei bambini. Con l’araldica diventiamo cavalieri’, laboratorio gratuito per i ragazzi dove gli stessi hanno potuto avvicinare l’affascinante mondo

dell’araldica e degli stemmi nel luogo certo piĂš consono a ciò quale il maniero monteclarense. Domenica 3 luglio, sempre a partire dalle ore 16, sarĂ la volta del laboratorio intitolato “Dallo stencil alla stoffa e che colori!â€?, dove si potranno apprendere i tanti modi per realizzare piccoli accessori di abbigliamento colorati e magici con lo stencil. Sempre nel mese di luglio, domenica 31 luglio alle ore 16, il Castello Bonoris si animerĂ  con una caccia all’affresco

misterioso. Chi l’ha detto che esiste solo la caccia al tesoro per attrarre i piĂš piccoli? Niente affatto, stavolta a essere scoperte saranno proprio le splendide opere d’arte presenti all’interno del maniero, un vero e proprio momento di divertimento‌artistico che non mancherĂ di fare il pieno di partecipanti. Sabato 6 agosto alle 16, nell’ambito dell’iniziativa “Il Castello dei bambiniâ€?, ecco “Storytellerâ€?, laboratorio in lingua inglese per ragazzi dagli 8 ai 12 anni.

Se l’inglese è la lingua piĂš parlata al mondo e quella piĂš necessaria in ogni ambito perchĂŠ, dunque, non iniziare ďŹ n dall’infanzia ad impararla? Come si può notare, l’estate è ricca di opportunitĂ per i piccoli monteclarensi e il Castello Bonoris è la miglior cornice per laboratori didattici in grado di stimolare creativitĂ  e fantasia. Per informazioni si può chiamare la sede di Montichiari Musei, aperta dal martedĂŹ al sabato dalle 9 alle 13, allo 030/9650455.

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hiusa non senza polemiche. Stiamo parlando della Strada statale 11 collega Travagliato con Castrezzato e Chiari. Il traffico è stato bandito e deviato lungo la Sp 18 che di fatto (è piĂš piccola) non riesce a coprire la mobilitĂ della Bassa. Il sindaco di Travagliato, Daniele Buizza, parla senza mezza termini di “assurditĂ â€?: è stato un errore non riqualificarla, visto che c’era un accordo di programma sottoscritto un anno e mezzo fa nel tratto tra Travagliato e Castrezzato per consentire il traffico dalla statale 11 interrotta per quella grande opera nota come Brebemi (Brescia - Bergamo - Milano), invece nulla è stato fatto. Il Sindaco non ci sta e fa chiarezza sulle responsabilitĂ , anche perchĂŠ “i cittadiniâ€? devono sapere “che hanno prevalso gli interessi di parteâ€?. Gli interessi di parte in questo caso sembrano essere rappresentati dalla

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va, tra l’altro, la riqualificazione e messa in sicurezza di tutta la Sp18 dalla Bargnana fino all’innesto sulla Sp19 in territorio di Travagliato, con anche la realizzazione di una rotatoria indispensabile per mettere in sicurezza l’innesto sulla Sp19 dalla nostra via 4 novembreâ€?. Il Comune di Travagliato aveva chiesto (“invanoâ€?) alla Provincia di posticipare la chiusura del tratto Castrezzato-Travagliato della variante della Sp11: l’obiettivo era quello di aspettare la realizzazione da parte della societĂ autostradale Centro Padane della rotatoria prevista nel progetto di trasformazione della Sp19 in “Corda Molleâ€? ConcesioMontichiari. Secondo la Provincia era impossibile rimandare la chiusura della Variante alla Sp11 è impossibile. Preoccua, quindi, anche la questione della messa in sicurezza della strada. Veniamo, però, ai numeri che descrivono bene l’incidenza della de-

 

viazione sul territorio. Prima della chiusura della variante sulla via IV novembre transitavano giornalmente circa 7.500 veicoli, in parte anche pesanti, e la circonvallazione interna, caratterizzata da rotatorie e semafori, negli orari di punta giĂ era in affanno. Il sindaco di Travagliato in chiusura di conferenza stampa ha lanciato un monito: “Cosa succederĂ  con i 10mila veicoli, in parte pesanti, che ogni giorno si stima percorrevano il tratto Castrezzato-Tra-

vagliato della Brebemi. Con questo carico aggiuntivo prima ci sono gravi pericoli per i nostri pedoni e ciclisti. Già la prima mattina di chiusura della Variante buona parte del traffico, anzichÊ prendere la Sp19 e poi da lÏ la Sp 510 e la tangenziale sud, ha preferito transitare per il paese per raggiungere Brescia�. Adesso la palla passa alla Provincia, anche se è chiaro che la Brebemi dopo i mille stop e ritardi deve andare avanti. Servono soluzioni alternative.

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VenerdĂŹ 1° luglio, con il concerto inaugurale per arpa e voce con Anna Loro e Annunziata Lia e per voce e pianoforte con Annunziata Lia Lantieri e Luisa Zecchinelli Lantieri, comincia la quarta edizione del Festival 2011 “Le Arpe in Villa Mazzottiâ€? ad ingresso libero, a cura dell’associazione Amici dell’Arpa e in collaborazione con il Comune di Chiari. Quella delle Arpe in Villa è un’iniziativa che negli anni si è andata sempre piĂš consolidando. Il programma prevede concerti aperti al pubblico, corsi di perfezionamento di arpa e di canto con lezioni nello scenario di Villa Mazzotti ed un seminario sulle fondamentali tecniche di training autogeno in tecnica Shultz con il dott. Fernando Zamuner come forma di rilassamento applicabile in campo musicale per il controllo emo-

tivo e psicofisico “ tra gli altri appuntamenti proposti, per la rassegna che continuerĂ fino al 9 luglio, “Un solo camminoâ€? sui passi dei gesuiti esploratori e dei musici Antonio Sepp, Josè Acosta e Josè Gumilla. Non solo Villa Mazzotti, comunque: martedĂŹ 5 luglio al Museo della CittĂ  di Piazza Zanardelli alle 21 ci sarĂ  concerto d’arpa doppia con l’arpa barocca di Mara Galassi e il soprano Vera Milani che interpretano “Lettere amoroseâ€? con musiche di Claudio Monteverdi, Ascanio Mayone, Girolamo Frescobaldi, Fabrizio Dentice, Giovanni Maria Trabaci. E ancora musica da camera o duetti tra arpa e flauto. Il concerto conclusivo è sabato 9 luglio alle ore 21 in Villa Mazzotti, con gli allievi dei corsi. Info: Clara Rocco www.musicadarpa.it e-mail: info@musicadarpa.it.



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Š‡†‹ ‡•–ƒÂ†ÇŻÂ‡Â•Â–ƒ–‡ƒŽŽƒƒ•ƒ†‹”‹’‘•‘ La Fondazione Casa di Riposo di Ghedi organizza la Festa d’estate, in programma venerdĂŹ 1 luglio, alle 20. La festa, che si terrĂ nel giardino della casa di riposo, è un’occasione di divertimento (è prevista musica con il gruppo “The music momentâ€? e un’esibizione dei ballerini della scuola “Le Rondinelleâ€?), ma è anche un modo per far conoscere la struttura e le attivitĂ  della Fondazione, presieduta da Alfredo Grassi e diretta dalla dott.ssa Susanna Roncadori. All’interno

della casa di riposo è attiva sia la Residenza sanitario-assistenziale che offre complessivamente 109 posti, 93 dei quali accreditati presso la Regione Lombardia, sia il centro diurno integrato che ospita ďŹ no a 10 utenti. L’obiettivo della Rsa è erogare servizi di qualitĂ con prestazioni professionali sempre piĂš adeguate ai bisogni dell’utenza fragile con un impegno concretizzatosi, anche formalmente, attraverso la realizzazione delle procedure che hanno portato

la Fondazione ad ottenere, tra le prime aziende del settore, la certiďŹ cazione di qualitĂ secondo le norme Iso conseguita alla ďŹ ne del 2003 e confermata nel 2009. Non solo. Giusto per rimanere al passo con i tempi lo scorso anno è stato realizzato un impianto fotovoltaico (entrato in funzione nel gennaio 2011). La Fondazione ha compiuto un importante investimento di circa 170mila euro per la realizzazione di questo impianto ďŹ nalizzato a contenere i costi energetici della

Fondazione. L’impianto è composto da 234 moduli fotovoltaici da 175 Wp per una potenza complessiva di circa 50 kWp. Questo signiďŹ ca che l’energia elettrica prodotta dall’impianto verrĂ interamente consumata per alimentare le utenze della Fondazione. Si ricorda che la Fondazione Casa di riposo, in accordo con il comune di Ghedi, si occupa anche di assistenza domiciliare. Tra i servizi erogati vi è anche quello di ďŹ sioterapia, attivato nel 2005. (mtm)



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er i singoli la casa è di 20 mq, è composta da una porta e una finestra e costa attorno ai 450 euro (pari, nella moneta locale, a 1350 soles); per le famiglie s’allarga a 40mq, le porte e le finestre raddoppiano e la spesa raggiunge i 600 euro (1800 soles): tutte sono fatte di “adobesâ€?, mattoni di terra e paglia essiccati al sole. Nella piccola missione di San Josè de Jangas, sperduta a 2750 metri sulle Ande peruviane e a una ventina di chilometri dal capoluogo della regione Huaraz, tra le cordigliere Blanca e Negra, la situazione di vita è tanto semplice, quanto povere sono le condizioni di sussistenza dei campesinos che la abitano. Qui, da oltre 30 anni, opera il salesiano padre Ernesto Sirani, promotore dell’altruista operazione “Casas de los pobres: dona una casa e un sorrisoâ€? che da tempo sostiene la costruzione, da parte dei giovani poveri oratoriani che frequentano la scuola locale per imparare a lavorare, intagliare e scolpire pietra e legno, in accordo con le autoritĂ del villaggio e con l’aiuto di catechisti e genitori, di case gratuite da offrire ai piĂš bisognosi, a fronte della fornitura da parte della parrocchia della materia prima: porte, finestre, tegole, gesso, pali per il tetto‌ Se manodopera e buona volontĂ  non mancano, per sostenere l’acquisto del materiale e l’attuazione del nobile progetto, ogni anno giungono puntuali in soccorso gli “Amici del





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mano, accessori etnici, porta-candele finemente decorati, borse intrecciate in foglie di banano, madonnine intagliate in ebano, insolite sculture lignee e anche una corposa e variegata esposizione curata dai volontari e dedicata ai presepi in legno, pietra e sughero, con particolari in metallo e statuine in resina importate dal PerĂš, tra i quali ne spicca uno enorme in stile settecentesco. Per chi volesse tentare la fortuna e aggiudicarsi la statuina mariana o uno dei due preziosi presepi artigianali in palio, è possibile inoltre, donando un’offerta simbolica, partecipare alla lotteria benefica con estrazione al termine della mostra. In vetrina anche una speciale sezione di pregiati mobili in lenga e caoba delle Ande, oggetti d’arredamento, opere d’arte sacra e sculture in legno e marmo, in collaborazione con “Artesanos don Bosco PerĂšâ€?. Tra le insolite curiositĂ in vendita, invece i pratici “bat boxâ€? (tane per pipistrelli antizanzare) in legno naturale e sempre ideati dalle abili mani dei volontari, ma anche libri, bigliettini, ampolline e piccole creazioni floreali. A tutti coloro che sosteranno la costruzione di una casetta, sarĂ  inoltre recapitato il relativo certificato di assegnazione, con tanto di firma di parroco e sindaco, foto, descrizione del beneficiario e specificazione della gratuitĂ  del lavoro svolto dai ragazzi dell’oratorio. Per informazioni, telefonare al numero 030/7156251 - 339/5719170.

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ogni disagio è sparito ed, agli inconvenienti, il Comune ha provveduto in modo tale da risolvere ogni contrarietĂ . La pista proviene da Cividate Camuno, costeggiando la sinistra orograďŹ ca del ďŹ ume Oglio e percorrendo il breve tunnel scavato nella roccia, doppia la localitĂ  “Veraldiâ€? ed approda nella valletta di Spinera in una delle zone piĂš suggestive della Valle Camonica. Transitando da qui, il ciclista

non potrà fare a meno di abbandonare temporaneamente il suo velocipede per dedicarsi alla scoperta di uno dei siti archeologici piÚ interessanti della vallata dell’Oglio. L’archeologa Filli Rossi (della Soprintendenza ai Beni archeologici della Lombardia) è, senz’ombra di dubbio, la maggior studiosa di Spinera. Recentemente ha dato alle stampe un volume monumentale sull’argomento.

sono giĂ stati appaltati ad una ditta bresciana (Calvetti di Chiari). Ma l’Azienda – come sottolinea molto spesso Pedrini – deve passare dalla “curaâ€? al “prendersi curaâ€?: tutto il settore dei servizi socio-sanitari (Dipartimento Assi). L’Asl sottoscriverĂ  in questi giorni un accordo di collaborazione territoriale con Regione Lombardia, Provincia, Camera di Commercio, conferenza dei sindaci di Valcamonica, ComunitĂ  montana e la Consigliera provinciale di paritĂ : sarĂ  formalizzato l’impegno a promuovere la costituzione e lo sviluppo di un sistema di azioni volte alla conciliazione famiglia-lavoro coerente con le esigen-

ze espresse dal territorio ed attento alla valorizzazione delle risorse presenti. La Regione ha rilanciato il tema della conciliazione famiglialavoro in un’ottica multidimensionale che chiama alla collaborazione tra persone, famiglie, associazioni, terzo settore, enti ed istituzioni.

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enato Pedrini, direttore generale dell’Asl di Valcamonica Sebino, ne ha dato notizia in una conferenza stampa convocata recentemente: Giuseppe Garatti, nominato direttore sanitario non molto tempo fa, non ha avuto purtroppo l’approvazione regionale per raggiunti limiti d’età (65 anni appena compiuti); tornerà quindi al suo posto di primario di Medicina all’ospedale di Esine, incarico che del resto seguiva egregiamente. Il nuovo direttore sanitario sarà invece Fabio Besozzi Valentini,

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oltre che studioso anche sportivo (fu calciatore professionista). Entro il 30 settembre Pedrini conta di espletare tutte le pratiche relative al nuovo concorso per il primariato di Chirurgia nel nosocomio esinese. Si ricorderĂ la lunga crisi che aveva investito questo reparto e la mobilitĂ  passiva di tanti pazienti che si rivolgevano altrove per cure (Ome, Brescia, Bergamo, Sondrio, Sondalo). Una soluzione-tampone è stata messa in atto firmando una convenzione con l’ospedale “Sant’Annaâ€? di Como che ha ceduto (per due giorni alla settimana) il suo primario

chirurgo, il brenese Giuseppe Capretti. Per l’Urologia, col relativo primario, bisognerĂ attendere invece il 2012, anche perchĂŠ si tratta di un’UnitĂ  ospedaliera nuova (13 posti iniziali previsti), da fondare, attrezzare, organizzare. Per la fine del 2011 sarĂ  pronto il “bunkerâ€? per l’installazione dell’acceleratore lineare, legato alla Radioterapia, anche questa un’UnitĂ  ospedaliera nuova da realizzare ovviamente sotto il controllo dell’Ospedale civile e dell’UniversitĂ  di Brescia: i lavori per questa sorta di rifugio blindato (per la difesa dalle radiazioni)

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ƒŽ‡‰Â?‘ Dz‡ —•–‹„—•dzƒŽ—‰Ž‹‘ Il Comune di Malegno “Ecomuseo della Concarenaâ€?, con il contributo della Provincia di Brescia organizza, sabato 9 e domenica 10 luglio 2011 l’iniziativa intitolata “De Gustibusâ€?, la festa degli assaggi per le vie del centro storico. Questo il programma: sabato 9 luglio, a partire dalle ore 22: si può fare la degustazione dei prodotti tipici per le vie del centro storico; sono previsti anche l’animazione per i bambini e i giochi gonďŹ abili; non mancherĂ

il ballo lisco con “Davide e Giovanniâ€?, mentre apre il museo “Al Lambichâ€? con l’intrattenimento musicale; domenica 10 luglio, a partire dalle ore 12.30, si può partecipare al pranzo nel centro storico a base di menĂš tipico camuno. In caso di pioggia l’evento si terrĂ comunque ma al coperto. Per ulteriori informazioni è possibile contattare i numeri di telefono 0364.340500 - 340.7437503 - e-mail eventimalegno@gmail. com.

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L’Unione dei Comuni di Bienno, Breno, Malegno, Niardo e Prestine entra in rete. L’Unione dei Comuni degli Antichi Borghi di Vallecamonica, questo il nome scelto dai cinque Comuni aderenti, è on line grazie al servizio offerto agli enti da Voli - Vallecamonica on line del Consorzio Bim. Per informazioni, si può consultare il nuovo sito all’indirizzo www. unioneantichiborghivallecamonica. bs.it.

Restyling in vista per gli edifici. Il Comune di Borno, come ormai diversi Comuni della nostra Provincia, ha aderito al IV bando “Distretti del commercio� emanato dalla Regione Lombardia per l’assegnazione di contributi agli operatori privati per interventi volti a favorire la riqualificazione estetica coordinata di facciate, vetrine e insegne e lo sviluppo di servizi in comune per soddisfare le esigenze degli acquirenti, dei turisti dei cittadini residenti.



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a notizia del trasferimento di don Alessandro Nana in quel di Corteno Golgi ha notevolmente rattristato i parrocchiani di Breno che, in nove anni, avevano imparato ad apprezzarne doti e carismi. Come sempre, nella nuova destinazione e nell’incarico di parroco, il sacerdote avrà accanto la mamma Maria Onesta. Pur essendo cittadino di Edolo, Alessandro è nato a Breno (per via del fatto che allora tutte le donne preferivano partorire all’ospedale) il 23 maggio 1970; quindi ha da poco compiuto i 41 anni. Scherzosamente fa notare che la nascita fu la prima apparizione in Breno; la seconda avvenne negli anni 1990-1991 quando fu inviato nella cittadina come chierico; la terza allorquando, nel 2002 tornò come curato col parroco mons. Tino Clementi. Nel ’94-’95 prestò servizio, in qualità di diacono, ad Erbanno, poi nel ’95 l’ordinazione sacerdotale per le mani del vescovo Foresti e il primo impiego come curato di Malonno (1995-2002). Ultima data: nel 2004 don Alessandro diviene anche curato delle frazioni brenesi di Astrio e di Pescarzo, nel contesto dell’unità pastorale che accomuna i tre campanili. Parrocchia in generale a parte, don Nana ebbe sempre particolare at-



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realtĂ ecclesiale. Come sacerdote l’unico rilievo che si sente di fare nell’abbandonare la comunitĂ  religiosa è quello che si può del resto muovere a tutta la Valcamonica: “Attenzione! La tradizione cristiana risulta in pericolo per secolarizzazione, distrazione, dispersione. Il patrimonio faticosamente tramandato dai nostri avi e conservato con sacrificio sta per essere dilapidato per leggerezza, superficialitĂ â€?. Come sacerdote, don Alessandro ha sempre molto creduto nell’efficacia spirituale ed educativa dell’oratorio, cosĂŹ da dedicarvi sempre il massimo dell’impegno pastorale. Del resto ci confida che la sua vocazione è proprio maturata tra i banchi del catechismo e il pallone. Ecco quindi svelato il segreto di tanto lavoro profuso, anche adesso che ha preparato un volumetto sulle attivitĂ  estive di Astrio (oratorio P.G. Frassati); Pescarzo (oratorio San Giovanni Bosco); Breno (oratorio San Valentino): Grest, Cag (Centro di aggregazione giovanile), Battibaleno, “Time outâ€?, “Tic-tacâ€?, “Cose dell’altro monteâ€?(Campo estivo in montagna a Malonno), “Fantathlonâ€?, gioca sport, “Follestâ€?, “Estamareâ€?, ecc. Un’“uscitaâ€? è prevista persino in Val Campovecchio (uno dei posti piĂš belli di Corteno Golgi), futura, montana, autunnale destinazione di don Alessandro.

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località Pineta al bar omonimo (912 metri). Da qui, attualmente si raggiunge Caspai risalendo per il tracciato ben segnalato (indicatori bianco-verdi) verso il passo Cavada (1158 metri): la si aggira piegando a destra e raggiungendo la cima su sentiero panoramico tra scorci che regalano, in miniatura, le emozioni delle Grigne lecchesi. Circa due ore e mezza per l’impegnativo dislivello di 400 metri. In sicurezza vi sta lavorando una decina di volontari di Lodrino e Casto per la gioia di tutte.

EdiďŹ cato negli anni Cinquanta, il teatro di Caino riportava ancora strutture obsolete, come ad esempio il tetto in eternit. Le norme di sicurezza non erano rispettate, cosĂŹ i lavori di ristrutturazione si sono resi indispensabili. Cominciati nella primavera del 2010, constano di un rifacimento della struttura muraria, ma anche dello spazio interno. Il preventivo si aggirava attorno ai 750mila euro, con un ribasso d’asta che ha portato la cifra a 530mila euro. Il fondo messo a disposizione

dalla Regione è stato sufďŹ ciente per adeguare la nuova struttura al rispetto delle norme di sicurezza, dopodichĂŠ il Credito cooperativo ha agevolato l’accesso al ďŹ do e concesso un piccolo ďŹ nanziamento. Ma la falla pecuniaria rimane notevole e un sostegno va ricercato nei cittadini, i quali si sono offerti come manodopera volontaria. Non è ancora dato sapere il periodo di termine dei lavori, vista anche la difďŹ coltĂ nel rintracciare i fondi per il ďŹ nanziamento.

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adre Pierangelo Ferrari ci accoglie nella cascina di via Rizzardi 104 a San Vigilio che, adagiata a mezza collina, pare una sentinella della Valtrompia. Qui da 16 anni c’è la sede operativa dell’associazione Amici di Cocca Veglie e attualmente sono ospitate otto persone, quasi tutte straniere: c’è una coppia di badanti, una religiosa in attesa di dedicarsi alla missione di volontaria, altri di un permesso di soggiorno, di un lavoro stabile o di una casa. â€œĂˆ la mia famiglia allargata, dove svolgo il ruolo di prete, papĂ , mamma, nonno, amico; non mi è permesso affezionarmi troppo, perchĂŠ ogni tanto qualcuno spicca il volo e il suo posto viene prontamente occupato da un’altra pecorella smarrita che rimarrĂ  il tempo necessario a trovare un’adeguata sistemazione. Abbiamo un piccolo orto, degli animali da cortile e parecchie pecore – molte sono nere come alcuni degli ospiti – che tengono puliti i prati circostanti. Ăˆ come un’oasi dove il pellegrino si ferma un attimo a ristorarsi prima di riprendere il suo cammino, ma ospitiamo anche piante e fiori che da noi rifiorisconoâ€?. L’associazione,

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sone contemporaneamente; ma da qualche anno è disponibile anche un prato di 18mila metri quadrati attorniato da un bosco e dotato di un rustico e un gazebo che ha giĂ ospitato alcune migliaia di scout. Tra i progetti piĂš significativi segnaliamo “L’altro turnoâ€?, ossia una vacanza dedicata a persone con disabilitĂ  sia intellettive che fisiche, organizzata da piĂš di vent’anni; inoltre, dal 1995 c’è anche “Una boccata di speranza da Tula a Cocca Veglieâ€? attraverso cui vengono ospitati dei minori provenienti da una regione russa vicina a Chernobyl. Siccome quest’anno ricorre sia il 40° degli Amici di Cocca Veglie sia il 30° dell’associazione, vi saranno da giugno a settembre alcune domeniche di festa aperte a tutti gli amici: il 10 luglio ci sarĂ  la “Grande Festaâ€?. Info sul sito web www.coccaveglie.org o al numero di telefono 0365.750066 .

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,QSHOOHJULQDJJLR D6DQW¡(PLOLDQR Nella prima domenica di luglio ricorre l’annuale festa con l’invito a raggiungere il Santuario di Sant’Emiliano, dove alle ore 10.30 sarĂ celebrata la S. Messa. Ăˆ l’occasione per trascorrere una giornata diversa, nel luogo gradito alla tradizione saretina e a numerosi escursionisti bresciani, per visitare la chiesetta e godere degli ampi ed attrezzati spazi esterni. Tradizionale è il sentiero che partendo dalla Valle di Sarezzo (zona presepio) si percorre in circa un’ora e mezza o due, in alternativa il meno impegnativo percorso che, partendo da S. Bernardo sul territorio di Lumezzane, raggiunge il Santuario attraverso la localitĂ  Grassi in prossimitĂ  delle sorgenti del Redocla. Altro storico sentiero quello che partendo da Marcheno in localitĂ  Parte, giunge alla selletta dei Grassi nel quadrivio per S. Emiliano, S. Bernardo e Sonclino. Per coloro che non sono in grado di affrontare i percorsi a piedi, è possibile transitare sulla strada privata che da Zanano sale a Navezze per poi raggiungere il piazzale posto a circa 10 minuti di cammino dal Santuario. Lo spiazzo di sosta è limitato per pochi automezzi, si consiglia di lasciare l’auto lungo la strada in posizione che non ostacoli il tragitto, lasciando liberi gli spazi riservati ai dimoranti o per l’incrocio dei mezzi in transito. Per chi desidera predisporsi il pranzo troverĂ  un certo numero di tavoli disponibili senza prenotazione e sul luogo è fruibile l’ampio barbecue da condividere in questa occasione con i volontari del Gam S. Emiliano che gestiscono il Santuario

con l’annesso ristoro. Ăˆ stato predisposto un pasto comprendente: primo piatto, grigliata mista, contorni, frutta di stagione, dolce, bevande (acqua e/ o vino) al costo di 10 euro a persona. Per una migliore organizzazione è richiesta la prenotazione, entro venerdĂŹ 1° luglio telefonando ai seguenti numeri: 335.6535439 – 335.8000905 – 334.1090406 oppure inviando una e-mail gam.santemiliano@gmail.com.

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MartedĂŹ 5 luglio, alle 21, sul colle San Bernardo di Lumezzane Pieve, sede dell’Osservatorio SeraďŹ no Zani, è in programma una serata astronomica dedicata ai bambini. Prima delle osservazioni al telescopio ci saranno le letture recitate sulle favole del cielo, un’iniziativa che da sempre ha riscontrato successo. L’Osservatorio, insieme al Planetario di Lumezzane, fa parte del “Museo delle Costellazioniâ€? ed è aperto tutti i martedĂŹ, tranne

Ăˆ in distribuzione il nuovo mensile “La Voce della Valtrrompiaâ€?. Il numero di giugno del giornale gratuito offre un viaggio tra le esperienze dei Grest nella Valle con i racconti dell’estate negli oratori di Lumezzane S. Sebastiano e di Nave. Ospita anche i racconti di Maurizia Pedrali e Laura Cremaschini ediucatrici di Concesio. Nel giornale poi approfondimenti dedicati alle iniziative della Valle: il resoconto di un incontro su Facebook, la solidarietĂ con il

l’ultimo del mese, con ingresso libero e gratuito. Quando il cielo è sereno sono sempre previste le osservazioni al telescopio sfruttando la capcità del colle che in estate si conferma luogo di aggregazione con un ampio spazio attrezzato per pic nic. Il programma dell’Osservatorio è nelle pagine del sito web www. museodellecostellazioni.it. Sul sito è anche possibile scoprire le molte iniziative legate al mondo dell’astronomia bresciana.

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racconto di sei cugini che da 10 anni scendono in Ghana, lo speciale dedicato alle feste di San Lorenzo a Renzo, frazione di Lumezzane. Per l’economia si fa il punto sulla situazione delle miniere e delle piscine estive della Valle. Per lo sport sono riportate le date ufďŹ ciali del Lumezzane calcio e facciamo la conoscenza di Giacomo Saleri di Cimmo, 18 anni e campione italiano juniores di trial nel 2009 e promessa per il futuro. Ritira la tua copia gratuita o su lavocedelpopolo.it



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n Valtrompia è stato attivato il Pia (Piano informativo archivi), nato dalla volontĂ di adottare criteri di informazione che permettano di promuovere in modo capillare gli archivi locali e di migliorare il servizio di accesso ai documenti storici. “Il Pia – spiega Graziella Pedretti, responsabile dell’area culturale in ComunitĂ  montana – permette di consultare gli inventari sia in versione definitiva che provvisoria e le schede conoscitive riguardanti il patrimonio conservato negli archivi storici comunali sui quali il Sistema archivistico è intervenuto in questi anni per la salvaguardia e la valorizzazioneâ€?. Le informazioni sono raggiungibili nelle pagine dedicate agli archivi nel sito del Sistema dei beni culturali e ambientali (Sibca) della ComunitĂ  montana oppure attraverso alcune postazioni dislocate nelle biblioteche dei Comuni e, in futuro, nelle sedi museali, completando l’integrazione dei tre servizi culturali. “L’utente in biblioteca – continua Graziella Pedretti –, seguendo semplici indicazioni a disposizione, può consultare gli inventari (in formato .pdf) in cui si descrivono i fascicoli, i registri, i volumi, e in alcuni casi anche i singoli documenti che compongono l’archivio. Ma ogni inventario contiene le note di storia istituzionale relative al Comune o al soggetto che ha prodotto

    

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tuti elemosinieri; consorzi idrici, veterinari o boschivi; giudici conciliatori e altri enti che hanno operato in valle nel corso degli anni; tre archivi storici di impresa; un archivio storico scolastico. Il lavoro condotto è ancora in corso e ha prodotto banche dati contenenti 69.029 record (descrizione di singole unità archivistiche). Il servizio attivato permette agli utenti di consultare in biblioteca dalle postazioni, ma anche a casa da internet il patrimonio disponibile e, sempre dal sito Sibca, predisporre la domanda di consultazione e mettersi in contatto con il Sistema archivistico per concordare tempi di accesso ai documenti (archivi@cm.valletrompia.it).

    

8QORJRSHUJOLDGROHVFHQWL Nei mesi scorsi Civitas srl (la societĂ partecipata Comuni-ComunitĂ  che gestisce servizi sociali e culturali comprensoriali) ha invitato gli alunni di tutti gli istituti secondari superiori della Valle Trompia a creare un logo che potesse rappresentare il Consultorio adolescenti. Una realtĂ  consolidata e in crescita: nel 2010 nelle tre sedi di Sarezzo, Lumezzane, e Concesio, ha visto 346 nuovi utenti, erogato 1.043 prestazioni ginecologiche-ostetriche e 449 colloqui psicologici. I giovani vi accedono in assoluta riservatezza, in ambienti dedicati. Gli studenti, sia come singoli che come classi o gruppi, potevano presentare proposte in tutte le forme artistiche: graďŹ che, parole, poesie, testi, musica ad accompagnarli. Il premio era consistente, da assegnare all’istituto scolastico di appartenenza per l’acquisto di materiale didattico o altre sue iniziative: 500

euro al primo, 300 e 150 al secondo e terzo. Un successo: 72 studenti partecipanti, presentando 18 proposte. Una commissione composta dalla presidente di Civitas Emanuela Saottini, dalla coordinatrice del Consultorio Adolescenti, dott.ssa Francesca Stefana, e dalla responsabile Marketing e Strategie di Comunicazione dott.ssa Rita Morini della Pierrepi di Brescia, hanno esaminato le opere. “Siamo molto soddisfatti – commentava Stefana durante le premiazioni presso gli istituti scolastici secondari superiori di Sarezzo e di Gardone alla presenza dei Presidi e degli insegnanti coinvolti –. della partecipazione e dell’esito del concorso: tutte le proposte sono risultate idee creative, e talvolta provocatorie proprio come sono gli adolescenti�. Alla Commissione spettava il compito di individuare le tre proposte che potessero meglio rappresentare il

Consultorio adolescenti. Il 1° premio è stato assegnato alla proposta collettiva di Mattia Zappa, Alice Coffanetti, Benedetta Salvi, Francesca Gatta della classe 5ÂŞ L del Liceo scientiďŹ co Moretti di Gardone (nella foto). La loro (un grande orecchio rosa che ascolta con appoggiati tre ragazzi e attorno ardui gradini e scale) è stata riconosciuta “la piĂš completa perchĂŠ descrive attraverso colori, luoghi e simboli il Consultorio Adolescenti soprattutto come un luogo di ascolto, accogliente e attento. alle diverse problematiche legate alla crescita e al benessere dei ragazzi e delle ragazze â€?. Il secondo alla Primo Levi di Sarezzo per il lavoro di Valentina Franzini, Claudia Orizio, Camilla Lombardi 5ÂŞ A. Il terzo ancora alla 5ÂŞ L del Moretti per la idea graďŹ ca con il lavoro di Giulia Boniotti, Federica Sorrentino, Sara Pintossi, Cristian Boniotti.


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A Rivoltella, all’interno della sede Anffas di via Durighello, sorgerĂ una piscina riabilitativa coperta destinata ai disabili adulti residenti nei 10 Comuni del basso Garda. Promotore dell’iniziativa è il Lions club Desenzano lago che si occupa anche dell’investimento, pari a circa 180mila euro, che sarĂ  ďŹ nanziato nell’arco di tre anni. Il progetto prevede la costruzione di una speciale struttura coperta ad acqua calda, trattata con particolarissimi accorgimenti. La piscina riabilitativa

Il Giardino Botanico Bagoda in viale Guglielmo Marconi sarĂ la location di uno stage di teatro e training attoriale, in compagnia della regista e coreografa Cristina Spinelli e dell’Associazione Culturale Showbiz. Al Giardino Botanico, a partire dal 31 luglio e ďŹ no a sabato 6 agosto, i ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori (dai 7 ai 15 anni) potranno vivere un’avventura entusiasmante nel mondo del musical, dell’arte e di “Zeta la formicaâ€?. I ragazzi

avrĂ le dimensioni di otto metri per sei e sarĂ  divisa in tre settori: due saranno le zone di riabilitazione a quote diverse, mentre una terza centrale deďŹ nita asciutta permetterĂ  ai ďŹ sioterapisti di assistere i disabili dentro la piscina, ma senza essere in acqua. L’attivitĂ  dell’Anffas di Rivoltella ha superato la boa dei 30 anni di servizio ai disabili. Attualmente gestisce due centri diurni frequentati da 55 adulti e un centro socio-educativo che si occupa di altre 15 persone.

saranno sollecitati all’uso della creatività , della sensorialità e all’utilizzo del loro corpo come strumento di esplorazione e conoscenza dell’ambiente che li circonda. Lo stage è pensato per un accesso a numero chiuso (massimo 40 partecipanti), per garantire che ogni ragazzo venga seguito personalmente. Il costo, che include tutti i servizi, è di 230 euro a partecipante. Per informazioni, contattare la dott.ssa Emanuela De Munari (335/7482591).

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Salò, una estate ricca di novitĂ , pur nel segno della tradizione. “Con le numerose iniziative programmate per l’estate 2011 – spiega il sindaco, Barbara Botti – la cittadina gardesana si apre a nuovi orizzonti e a un nuovo pubblicoâ€?. Punta di diamante è, come da tradizione, l’Estate Musicale “Gasparo da Salòâ€?, che giunge alla 53ÂŞ edizione. A partire da domenica 10 luglio, oltre ai grandi concerti di piazza Duomo dedicati alla musica classica, allarga le occasioni di ascoltare buona musica sperimentando gli strumenti ad arco declinati nel repertorio jazz e tradizionale, con puntate in quello tzigano, pop e rock. Altra novitĂ  è costituita dalla nuova sede di concerti, il bellissimo chiostro dei Padri Somaschi del complesso di Santa Giustina, che ospiterĂ  tre serate a pagamento seguite da un “after dinnerâ€? con prodotti tipici delle nostre localitĂ . Il cartellone di “Salò Musica mundiâ€? riunisce invece vari complessi vocali e strumentali provenienti dall’Italia, dall’Europa e dagli Stati Uniti. In particolare, per i 150 anni dell’UnitĂ 

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Claudio Batta, Salvo Spoto, Stefano Chiodaroli, Gigi Travostino e Ruben Spezzati si esibiranno in una serata di beneficenza, con ingresso a pagamento, in favore della Croce Rossa Italiana di Salò. Tutti i giovedĂŹ sera, dal 16 giugno al 15 settembre, la cittadina gardesana accoglie i turisti e i cittadini con il nuovo “Salò Happy Blue Hourâ€?: il lungolago, la Fossa e il centro storico si trasformano in un grande parterre affacciato direttamente a lago, con musica dal vivo e ricchi buffet per un divertente e sostanzioso happy hour allungato. In questi giorni i negozi del centro effettuano una apertura serale. Salò vuol dire anche shopping, sport e benessere, cultura ed arte: sul sito www.comune.salo.bs.it è disponibile il programma completo delle mille occasioni che arricchiscono l’estate salodiana 2011.

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/H´VWHOOHÂľVFHQGRQR LQSLD]]D0DUWLUL Entra in scena la cultura, sotto il cielo d’estate di Lonato del Garda. Dal 30 giugno al 9 luglio, l’assessorato alla Cultura propone “Stelle su Lonatoâ€?, sette appuntamenti nella centrale piazza Martiri della LiberĂ . La rassegna offre alla popolazione momenti di intrattenimento con un cartellone vario e stimolante, tra commedie e concerti, al centro del quale spicca la “chiacchierata musicaleâ€? in compagnia di Ron e della Piccola Orchestra Italiana. Il calendario inizia con la commedia. GiovedĂŹ 30, la dialettale “Casimiro Ciao Ciaoâ€? della Compagnia de Riultèla, con la vicenda che si svolge in una normale famiglia italiana e, prendendo spunto dalla quotidianitĂ , propone un tema piĂš che mai attuale, quello del giovane disoccupato. VenerdĂŹ 1 la brillante “Il Volponeâ€? della compagnia Il Nodo, ambientata nella mitica Chicago, anni ‘30, tra gangster senza scrupoli, individui poco raccomandabili e belle donne. Segue la musica con i concerti di martedĂŹ 2 “Tributo ai Nomadiâ€? con l’esecuzione dei brani piĂš famosi curata da Atomika Nomadi Tribute Band e di mercoledĂŹ 3 il “Concerto d’estateâ€?, composto di brani originali per banda, colonne sonore cinematografiche e brani di musica classica, offerto dal Corpo musicale CittĂ  di Lonato del Garda. GiovedĂŹ 4 è il turno di “Ronâ€? che, accompagnato dalla Piccola Orchestra Italiana, ripercorrerĂ  le tappe fondamentali della sua vita artistica iniziata nel 1971, mentre venerdĂŹ 5 tocca allo spettacolo “Canti e Raccontiâ€? con Andrea Vitali e i Sulutumana,

contenitore di storie e musiche. Una piccola pausa fino alla conclusione di sabato 9 con la VI Rassegna Bandistica “CittĂ di Lonato del Gardaâ€? che vedrĂ  l’esibizione delle bande musicali di Ghedi e di Lonato con un repertorio classico e leggero. Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito, con inizio alle 21. In caso di maltempo si svolgeranno nel Teatro Italia, in via Antiche Mura 2, presso l’Oratorio.

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Il gruppo Amici della montagna di Coccaglio nasce per volontà di alcuni amici che, guidati dall’alpinista e istruttore del Cai di Brescia Fausto Zani, s’impegnarono in iniziative per raccogliere fondi per la sistemazione-manutenzione della Capanna A.d.M. sul Corno del Lago Scuro, a oltre 3000 metri d’altitudine. Da allora, In onore di Fausto sabato 2 e domenica 3 luglio, il gruppo coccagliese organizza, nel 10° anniversario

Il centro storico di Rovato si fa bello e si prepara ad ospitare, sabato 9 luglio, la prima “Notte biancaâ€?. Piazza Cavour, gli spalti delle Mura venete, i vicoli dell’antico Castello. E ancora: la nuova biblioteca comunale, parco Aldo Moro, il Municipio e il centrale corso Bonomelli, che due giorni dopo cambierĂ volto grazie ai lavori di ristrutturazione. A dare il lĂ  all’evento sono due giovani rovatesi, Alessandro Tignonsini e Alessio Formenti, riunitisi per l’occasione

della scomparsa, una cerimonia al Rifugio Garibaldi con alle 11.30 di domenica nella vicina chiesetta la concelebrazione di una Messa da parte di don Alessandro Camadini e monsignor Gianfranco Mascher. Per giungere a piedi, s’impiegano circa tre ore partendo da Malga Caldea di TemÚ, ma per chi volesse pernottare sabato in Rifugio è obbligatorio prenotare (info nella sede di via Veneto 2, al 339/4060155 o su www. gruppoadm.org).

nella “AA eventsâ€?. La loro idea, dare una scossa di vita al centro, è stata appoggiata dal Comune e dall’Associazione commercianti di Rovato, uniti nella voglia di offrire a residenti e visitatori la possibilitĂ di vivere la sera del centro storico di Rovato. Innanzitutto protagonista sarĂ  la musica: in diversi luoghi del centro si esibiranno gruppi musicali: Plan de Fuga, The Lemon Squeezers, Don Turbolento, The Foundation Quartet, Italian Farmer (rap in dialetto bresciano) e i dj set

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Linvidia e Glamnoise. Di rilievo gli appuntamenti per lo shopping: in piazza Cavour si terrĂ â€œIl mercatino di Vanitasâ€? che propone articoli vintage e autoproduzioni (accessori e abbigliamento), mentre nelle vie circostanti ci saranno mercatini alimentari e di artigianato. Sugli spalti delle Mura Venete oltre alla musica, un mercatino etnico. I negozi rovatesi, aperti per la “Notte biancaâ€?, riproporranno inoltre anche sotto le stelle i saldi di ďŹ ne stagione.

    

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na volta era considerato il pesce dei poveri, perchĂŠ viveva in abbondanza nelle acque basse del Lago ed era quindi facile da pescare. Poi i pescatori iniziarono a vendere e cucinare nelle osterie il pesce che avevano in eccedenza, dando cosĂŹ il via alla tradizionale ricetta della tinca ripiena al forno. Col passare del tempo alle osterie tradizionali si affiancarono i primi ristoranti connotando Clusane, giĂ alla fine dell’800, come il paese della tinca al forno. E cosĂŹ il pesce dei poveri si è trasformato pian piano in uno dei must della brescianitĂ  cosĂŹ come lo spiedo, i casoncelli o il manzo all’olio di Rovato. Dal 18 al 24 luglio Clusane rende omaggio al suo protagonista indiscusso con la tradizionale “Settimana della tinca al forno con polentaâ€? giunta quest’anno alla sua 30ÂŞ edizione. L’appuntamento è organizzato dall’Associazione degli operatori turistici di Clusane e gode del patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, ComunitĂ  montana del Sebino e del Comune di Iseo: un evento che ha guadagnato nel tempo rilevanza, diventando una delle principali vetrine della tradizione culinaria bresciana. Numerosissimi i visitatori che invaderanno il piccolo borgo di pescatori, uno dei piĂš antichi insediamenti

  

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ÂŽˆ‹Â?ƒŽ‡°†‡‹ƒ‡… nei pressi delle acque del Sebino, alla ricerca della tinca migliore fra quelle proposte dai locali che partecipano alla rassegna. Ecco i ristoranti che proporranno un menĂš a base di tinca al forno con polenta, dessert, acqua, vino e caffè (al prezzo di 20 euro): Trattoria al Porto, Ristorante Da Sandro, Antica Tratto-

ria del Gallo, Trattoria del Muliner, Ristorante Las Vegas, Ristorante Le Margherite, Ristorante Punta da Dino e Ristorante Villa Giuseppina. Ad arricchire la lunga settimana di degustazioni nei ristoranti, sono previsti appuntamenti di spettacolo sulla cornice del lungolago Capponi: musica (giovedĂŹ 21 con una serata dedicata a Fred Buscaglione, venerdĂŹ 22 con il concerto della Banda Cittadina di Iseo e sabato 23 con il rock anni ’70 dei Maniac), serate di danza, di teatro e mostre (lunedĂŹ 18 verrĂ inaugurata quella di G. Zanchi “Clusane: uno sguardo dentroâ€?). Per l’ultima giornata, quella di domenica 24, eccezionale appuntamento con il Campionato dei Naec (le tipiche imbarcazioni a remo lacustri) che farĂ  tappa a Clusane dalle 17; in serata l’immancabile spettacolo pirotecnico. Per informazioni: www.clusane.com. Domenica 17 luglio, invece, a partire dalle 20 c’è l’anteprima della Settimana della tinca al forno con la musica e l’intrattenimento. Informazioni e prenotazioni presso i seguenti locali associati: Trattoria Al Porto tel. 030 989014; Ristorante Da Sandro tel. 030 989048; Antica Trattoria Del Gallo tel. 030 9829200; Trattoria Del Muliner; tel. 030 9829206; Ristorante Las Vegas tel. 030 989022; Ristorante Le Margherite tel. 030 9829205; Ristorante Punta da Dino tel. 030 989037.

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come è sempre stato in passato�: Mariano Mussio (nella foto), presidente di Assopadana Claai, all’assemblea generale degli associati che si è svolta nei giorni scorsi nella sede di via Lecco in città , ha individuato alcuni comportamenti che possono agevolare una svolta nell’economia, con il pieno apporto dell’artigianato, un settore il cui bilancio del 2010 si presenta in chiaroscuro. Il presidente ha osservato che

sono aumentate le iscrizioni alla Camera di commercio ma si tratta di un segnale contraddittorio. Il fatturato delle piccole imprese ha tenuto negli ultimi tre anni ma la redditività è drasticamente diminuita, complice il rincaro delle materie prime Se qualche settore, come il fotovoltaico, ha incrementato gli ordini, tanti altri hanno continuato ad avere gravi difďŹ coltĂ . “ Dal 2008 – rileva Mussio – il mercato è diverso

ed è difďŹ cile trovare le soluzioni giuste anche per i piccoli imprenditori e gli artigiani che lavorano bene. Purtroppo le previsioni per quest’anno e per il prossimo non sono troppo incoraggiantiâ€?. L’assemblea ha dato mandato al presidente e al direttivo dell’associazione di ricercare tutte le strade possibili per aiutare le aziende, anche con ďŹ nanziamenti agevolati, a cominciare da AssopadanaďŹ di.

Lecco 5, venerdÏ 1 luglio alle 14. Relatori al seminario sono l’ing. Emanuele Bertocchi, funzionario Assopadana, che presenterà il seminario e introdurrà il sistema contrattualistico attuale, l’avv. Lucia Chiappini che presenterà l’Inquadramento giuridico del Contratto di appalto – Ruoli e responsabilità, l’arch. Piersandro Chiodini, funzionario Asl, che presenterà gli obblighi del lavoratore autonomo (D.Lgs. 81/08)

e attività di vigilanza, dott.ssa Lisa Flaim, ispettore Direzione provinciale del Lavoro di Brescia, che presenterà la figura del lavoratore autonomo nei cantieri. La partecipazione al seminario è gratuita. Si chiede cortesemente di inviare la propria adesione all’indirizzo e-mail: info@assopadana.com o al numero di fax 030/3538483. per ulteriori informazioni chiamare il n. 030/3533995.

   

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l cantiere edile è forse l’ambiente in cui avvengono il maggior numero di infortuni con il piÚ elevato tasso di gravità , tanto che il caschetto dell’edile è stato preso a simbolo della sicurezza sul posto di lavoro. Il cantiere edile è un luogo di lavoro costantemente in movimento, che con il mutare di aspetto evidenzia sempre nuove tipologie di rischio a cui i lavoratori sono esposti. Di questo sa qualcosa l’Inail che attraverso una analisi degli eventi infortunistici fa emergere che nei cantieri vi sono alcune situazioni particolarmente critiche per la coesistenza della condizione di grave e imminente pericolo di infortuni e di non semplice sanabilità del pericolo con interventi facili e immediati. Sino ad oggi, inoltre, il lavoratore autonomo all’interno dei cantieri è sempre stato considerato una figura ibrida, fuori dalla griglia delle rigide regole cantieristiche e contrattuali, lasciato in gestione all’in-

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terpretazione soggettiva dei vari coordinatori di cantiere. Per risolvere adeguatamente con riferimenti precisi e linee da seguire, con la Circolare n. 5 dell’11 febbraio 2011, il ministero del Lavoro ha operato una ricognizione delle principali problematiche legate agli appalti e ai subappalti di lavori, servizi e forniture, fornendo indicazioni precise sui criteri che le imprese devono rispettare per non incorrere nella violazione delle norme che regolamentano la materia. Posto che la disciplina degli appalti è certamente complessa e di difficile gestione, la nota del Ministero

offre lo spunto per analizzare, schematicamente, gli elementi essenziali dell’istituto dell’appalto, specie in un momento come questo nel quale è sempre piĂš frequente il riscorso a processi di esternalizzazione di diverse fasi del ciclo produttivo. Ăˆ indubbio che la presente trattazione affronta solo alcuni aspetti della disciplina degli appalti e non può risultare esaustiva, tuttavia può essere un primo supporto a disposizione delle aziende per inquadrare le diverse problematiche connesse alla gestione degli appalti, con particolare riferimento alla gestione dei rapporti di lavoro. Assopadana-Claai con questo seminario intende fornire alcuni spunti coinvolgendo gli attori principali e cioè imprese, consulenti e organismi di vigilanza al fine di dare una corretta interpretazione ad alcuni punti poco chiari che riguardano l’affidamento in appalto di alcune attivitĂ all’interno dei cantieri. Il seminario si terrĂ  presso la sede dell’associazione in Brescia via


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che oggi piĂš che mai, in tempo di crisi tutt’altro che risolta, segnano il conďŹ ne fra chi affronta la sďŹ da della ristorazione con ampie possibilitĂ di vittoria e chi, invece, è irrimediabilmente destinato a soccombere. L’alta mortalitĂ  delle imprese in questo settore conferma che per essere bravi ristoratori non è piĂš sufďŹ ciente avere i capitali per aprire un locale. Occorre invece quella voglia di mettersi costantemente in gioco (e in questa prospettiva

la carriera del presidente Beppe Rocca è esemplare) senza mai dare nulla per scontato. Durante l’anno poi, l’associazione organizza diversi eventi per la valorizzazione e la promozione del territorio e dei prodotti tipici. Sono orma appuntamenti entrati nella tradizione il Capodanno del ristoratore, i “Brividi in Provinciaâ€?, manifestazione che si snoda tra gastronomia e letteratura gialla con inserti teatrali che coinvolgono i commensali, la storia Ottobrata,

manifestazione nata per difendere e sostenere il piatto simbolo della cucina bresciana: lo spiedo, e la Notte bianca del Novello, iniziativa per valorizzare il novello bresciano realizzata con la collaborazione dell’omonima Provveditoria. Ogni anno alla mezzanotte tra il 5 e il 6 novembre si stappa la prima bottiglia ufďŹ ciale. C’è poi la Cena degli sponsor, evento annuale che riunisce tutti i sostenitore dell’associazione per ringraziarli concretamente del loro appoggio.

    

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rthob (L’Associazione ristoranti trattorie hostarie bresciane), è la sigla di un’associazione spontanea, che da quasi 30 anni riunisce i professionisti dell’ospitalità e dell’enogastronomia bresciana. Nata come strumento per portare all’attenzione di tutti le problematiche, le proposte, le idee della ristorazione di casa nostra, nel corso degli anni è divenuta sempre piÚ un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che, per professione, interesse o semplice curiosità, vogliono avvicinarsi al mondo dei prodotti tipici, dei piatti, dei sapori della provincia di Brescia. In questo 2011 l’Arthob ha rinnovato i propri vertici, confermando alla presidenza Beppe Rocca, uno dei maestri della ristorazione bresciana. A dividere con lui il peso della vita di una associazione che oggi conta 200 associati (sul totale di 1300 presenti nel Bresciano) sono il vicepresidente Leonardo Pedrazzani, il tesoriere Gianbattista Bracchi e i consiglieri Roberto Ceret-

ti, Carlo Bresciani, Celestina Minessi, Marco Botti, Marco Bodini, Mario Nicoli, Ivan Favalli e Graziano Cominelli. Come associazione professionale, l’attività dell’Arthob ha puntato negli anni all’aggiornamento dei suoi operatori. Numerosissimi sono stati i corsi realizzati nella sede di via F.lli

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stenza fornita ai titolari delle aziende di ristorazione, in campo burocratico, legale e tecnico, attraverso incontri e tavole rotonde, con intervento di professionisti nei vari campi di interesse, tra cui avvocati, commercialisti, consulenti, igienisti e quant’altro, il tutto a titolo assolutamente gratuito. Sotto il profilo delle attività di promozione dell’enogastronomia bresciana, l’Arthob si è sempre distinta per la sua capacità di fare da tramite tra il mondo istituzionale e il mondo dei consumatori, facendo conoscere meglio a chi nei ristoranti, che cosa succede oltre la porta della cucina. Si inseriscono in questa prospettiva gli incontri con le istituzioni politiche provinciali, la presenza dell’associazione nelle piÚ importanti rassegne enogastronomiche, con mansioni organizzative e di supporto, e soprattutto l’attività di organizzazione dei corsi, rivolti ad amatori e semplici appassionati, che spaziano dalla cucina, nelle sue varie sfumature, alla presentazione e alla scelta delle materie prime.


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Â?‹œ‹ƒ–ƒ…‘Â?•—……‡••‘Žƒ“—ƒ”–ƒ‡†‹œ‹‘Â?‡†‡Dz Â‰Â‹Â‘Â˜Â‡Â†Âż†‹‰”‹–—”‹•–dz Ha preso il via nei giorni scorsi la quarta edizione de ‘I giovedĂŹ di Agriturist‌ a cena d’estate in campagna’, varata dalla sezione Agriturist dell’Unione provinciale agricoltori per promuovere l’attivitĂ agrituristica di ristoro con i suoi prodotti piĂš tipici e territoriale della provincia di Brescia. Sono 25 le aziende agrituristiche, dalla pianura, ai laghi, alla collina e alla montagna, che offriranno tutti i giovedi, sino al 6 ottobre, un menĂš completo,

bevande comprese, al prezzo di 25 euro. Con sei6 timbrature in almeno due agriturismi diversi, il cliente avrĂ diritto ad un pranzo gratuito. L’iniziativa punta alla valorizzazione del nostro territorio bresciano, delle sue bellezze naturali, della varietĂ  dei suoi paesaggi, passando attraverso l’eccellenza dei nostri prodotti agroalimentari, Inoltre si propone di ďŹ delizzare la propria clientela ed elevare l’immagine

del settore agrituristico della Provincia di Brescia. Le aziende agrituristiche e i menĂš proposti sono “documentatiâ€? in una ‘brochure’ disponibile in tutti gli agriturismi aderenti all’iniziativa e consultabile anche on line sul sito internet dell’Unione provinciale agricoltori di Brescia (www. confagricolturabrescia.it). Il presidente di Agriturist Brescia, avv. Alessandro Redaelli De Zinis nel presentare la rassegna ha sottolineato che “i nostri

Agriturismi sono aziende agricole autentiche che propongono con sinceritĂ , senza fronzoli, ma con il piacere di farli conoscere e apprezzare, piatti e sapori del territorio, cibi e vini frutto del lavoro e nati da una terra felice e fortunataâ€?. Una serata tranquilla in campagna, a contatto con la natura, con gli animali e con i sapori veri, è questo che vogliono offrire le aziende partecipanti alla rassegna de “ I giovedi di Agrituristâ€?.

   

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’associazione Andos di Vallecamonica - Sebino nei giorni scorsi ha organizzato al parco tematico di Capodiponte la settima Festa della Rinascita. Sono stati tre giorni dedicati alla sensibilizzazione verso il problema del tumore al seno. La serata piÚ importante e significativa è stata venerdÏ 24 con l’apertura emozionante della manifestazione fatta dall’esibizione musicale della Banda di Capodiponte seguita dal saluto delle autorità del Comune ospitante e del nuovo direttore generale dell’Asl Renato Pedrini. Il prof. Paolo Frata dell’Istituto del Radio di Brescia ci ha informato, con il suo intervento, sull’attualità nella Radioterapia e sulle nuove cure per il tumore della mammella, auspicando che il nuovo acceleratore lineare che si sta installando all’Ospedale di Esine sia presto a disposizione dei malati oncologici della Valle Camonica che per curarsi non dovranno piÚ affrontare

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il disagio della trasferta a Brescia ma potranno fare le terapie direttamente nel nosocomio camuno. La Festa della Rinascita è stata occasione per inaugurare e pubblicizzare la donazione di un nuovo pulmino che si è concretizzata grazie alla collaborazione creatasi con l’Associazione Cancro Primo Aiuto di Monza ed in particolare con l’amministratore delegato Flavio Ferrari che con la sua mediazione a sensibilizzato la donazione del mezzo da parte dell’Ina Assitalia di Boario Terme. Erano presenti parecchi medici di reparti dell’ospedale di Esine, tra i quali il dr. Simo-

netti, il dr. Garatti, il dr. Conti, il dr. Cazzaniga, il dr. Soccio e la dr.ssa Berlinghieri. Sono intervenuti anche il dr. Marco Centenari amministratore del Gruppo S. Donato, il direttore sanitario dr. Antonino CanistrĂ e il direttore amministrativo Dr. Paolo Lazzari della Clinica S. Anna di Brescia che si sono resi disponibili ad una fattiva collaborazione, in parte giĂ  attuata dai loro tecnici senza aver avuto con noi nessun tipo di convenzione. Al termine della Festa la presidente Andos di Valle Camonica Fulvia Glisenti ha espresso viva soddisfazione per la riuscita della manifestazione. Andos (Associazione nazionale donne operate al seno) è una onlus fondata, nel 1976, da un gruppo di donne che avevano intuito che il tumore al seno non era una “semplice malattiaâ€?. Era qualcosa di piĂš complesso e profondo, una ferita non solo del corpo, ma anche dell’identitĂ  femminile, che richiedeva un supporto e un approccio specifici.


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la crescita culturale e l’accesso all’informazione come strumento di cittadinanza. Per soddisfare i bisogni degli utenti, Co.librÏ progetta, organizza e gestisce le biblioteche. Il bibliotecario è un operatore in grado di ascoltare e cogliere i bisogni informativi degli utenti e di farsene carico al momento dell’organizzazione del servizio e dei patrimoni documentari. La catalogazione permette l’accesso al patrimonio documentario, si incarica di

rappresentare i documenti presenti in biblioteca e di ordinarli nel catalogo. L’implementazione omogenea, coerente ed uniforme del catalogo favorisce un corretto rapporto tra l’utenza ed il patrimonio e permette l’ottimizzazione dei servizi. La catalogazione e il bibliotecario offrono e sono strumenti di intermediazione tra i documenti e l’utenza. La promozione della lettura infonde il desiderio e il piacere della lettura, la familiarità con il

libro, la conoscenza dei servizi di biblioteca, trasmette l’idea di libro come contenitore di emozioni e strumento di crescita personale e sociale. I progetti, oltre a suggerire un approccio al libro divertente e stimolante, offrono strumenti utili per realizzare percorsi di lettura. Dispone di un ventaglio ampio di proposte. Co.librÏ organizza eventi legati al libro e incontri con autori garantendo la completa gestione dell’evento anche a livello organizzativo

    

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aranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l’automobile l’avrà , e poi ne daremo due per famiglia e poi una a testa...� Era il 1962, cinquant’anni fa, cosÏ scriveva Luciano Bianciardi in La vita agra. A pensarci è lo specchio della società attuale. Eccesso di credito, per soddisfare bisogni creati uno dopo l’altro, con incuranza per la tutela dell’ambiente e la sostenibilità sociale della crescita economica. Quanto potrà ancora durare tutto questo? Urge una riflessione! La crisi in atto obbliga a immaginare altri modelli, un altro futuro e un altro mondo. Questo cambiamento giungerà completamente a termine solo se sarà prima di tutto un cambiamento della mente, del modo di pensare, delle mentalità e dei valori. Nell’interessante dibattito mondiale sul modello di sviluppo per il futuro si inserisce a pieno titolo l’iniziativa del governo francese che parte da una convinzione: non si cambierà il comportamento se non si cambia il modo in cui si misurano le performance eco-

nomiche. Il pil, indice di riferimento di tutte le economie mondiali, non basta piĂš. Da questa considerazione parte il lavoro della commissione economica voluta dal presidente Sarkozy e presieduta dai premi Nobel Joseph Stiglitz e Amartya Sen con l’economista francese Jean-Paul Fitoussi. “La mi-

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concetti e strumenti utili allo scopo: dagli indicatori della sostenibilitĂ dello sviluppo economico alla misura del risparmio e della ricchezza, fino a un pil “verdeâ€? in grado di tener conto delle conseguenze ambientali della crescita. L’inefficacia del pil come indice di riferimento emerge in maniera inequivocabile quando ci si addentra nei meccanismi di formazione dello stesso: una manutenzione scadente delle infrastrutture dei trasporti determina un maggior numero di incidenti e quindi maggiori costi per la riparazione dei veicoli, nonchĂŠ perfino maggiori costi sanitari‌ tutte voci che incrementano la produzione economica. Si tratta di discorsi richiamati piĂš volte in queste settimane dagli analisti finanziari che commentavano i noti fatti di cronaca raccordandoli con le aspettative degli indici borsistici. Risulta allora profetico il discorso che Bob Kennedy pronunciava il 18 marzo 1968, presso l’universitĂ  del Kansas, nel quale evidenziava l’inadeguatezza del pil come indicatore di benessere delle nazioni.


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In quel tempo GesĂš disse: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perchĂŠ hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. SĂŹ, o Padre, perchĂŠ cosĂŹ hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrĂ rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggeroâ€?.

  

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¡q in questo brano di Vangelo un vero concentrato di paradossi, di contraddizioni del buon senso. C’è la volontĂ di ribaltare il senso convenzionale delle cose e delle parole: sapienza e semplicitĂ , intelligenza e piccolezza, peso e leggerezza. Ăˆ tutto ribaltato nella lode di GesĂš al Padre perchĂŠ questa è la sua benevolenza. Come se GesĂš dicesse che per una volta le parti si invertono e chi sa non sa piĂš, o non sa a sufficienza e chi è ritenuto incapace diventa il vero sapiente. Ăˆ la legge dell’intuire Dio: si può tentare di penetrarne il mistero con la sola intelligenza e sentire che questa si perde comprendendo qualcosa di Lui. Ma c’è l’altra strada, quella del giogo leggero che non porta a sapere ma a conoscere perchĂŠ si percorre con Dio la stessa strada, si fa esperienza di Lui nella piccolezza del quotidiano. Andare dietro a GesĂš è imparare a conoscere Dio per via di imitazione, significa assorbirLo

    

 

,OVHQVRGHOO¡DWWHVD “Venga il tuo regno: affinchĂŠ tu regni in noi per mezzo della grazia e ci faccia giungere nel tuo regno, dove la visione di te è senza veli, l’amore di te è perfetto, la comunione con te è beata, il godimento di te senza fineâ€?. Francesco d’Assisi intende le parole del Padre nostro come la venuta del Regno escatologico identificandolo nel paradiso. L’epoca di Francesco è satura di regni terreni spesso in guerra tra loro e l’attenzione del Santo di Assisi, si sposta verso quello celeste e finale. Egli è un uomo che attende, quindi desidera e spera. Il nostro tempo non attende piĂš. Siamo generazioni senza passato, nel senso che non facciamo piĂš memoria, non ricordiamo. Siamo anche, soprattutto i giovani, costretti in qualche modo a un futuro precario:

la stabilitĂ nel mondo del lavoro e in quello degli affetti diventa sempre piĂš un miraggio. Inoltre siamo cresciuti nella cultura consumistica dove conta la soddisfazione immediata di ogni bisogno. La stessa dimensione emotiva ha preso il sopravvento su quella razionale e spirituale. L’emozione cerca la compensazione immediata e il carpe diem viene interpretato come “tutto e subitoâ€?. La preghiera di GesĂš ci invita all’attesa, al desiderio di una pienezza e di un compimento, che rimangono domande aperte al futuro. I giovani sempre piĂš faticano ad avere desideri e a riconoscerli. Non è colpa loro, naturalmente, ma di quella cultura che ha pensato ad assecondarli in ogni richiesta e a ricoprirli di ogget-

ti. Forse, e sottolineo il forse, i genitori hanno supplito alla mancanza di tempo, di relazione per via del lavoro riempiendoli di regali pensando cosÏ di colmare la lacuna affettiva. E allora come dice Francesco la venuta del Regno è anche una richiesta di affetto stabile, di attenzione gratuita, di pienezza raggiunta perchÊ le realtà mondane sono velate, emotive, imperfette e passeggere. Venga dunque il tuo Regno: insegnaci ad attendere perchÊ il nostro desiderio cresca e si rafforzi. Anche nella vita affettiva si soffre questa mancanza: la relazione funziona finchÊ c’è emozione e soddisfazione, manca il senso dell’attesa e della speranza che la precarietà degli affetti umani conosca, grazie a Dio, la sua dimensione di pienezza.

nella semplicitĂ del Suo quotidiano. Significa accettare la rivelazione invece di cercar di strappare il velo del mistero con il solo ragionamento. Nulla contro l’intelligenza o contro la sapienza, ma la barriera del sapere qualche volta impedisce l’umiltĂ  del camminare, e del portare un peso in piĂš, inutile anche se leggero e dolce perchĂŠ peso che si assomma a peso. Accettare il Dio di GesĂš è accettare anche che non sia tutto chiaro, tutto spiegabile, tutto pianificabile: è questo il peso imposto alla nostra intelligenza, un peso che sembra limitare le nostre capacitĂ  e invece ci aiuta a misurare i nostri limiti per portarci a conoscere l’incomprensibile. E GesĂš è felice quando pronuncia questa benedizione, quando sente la consonanza del suo modo di mostrare il Padre e l’accoglienza da parte dei ‘piccoli’ di questo messaggio. Che non è solo un messaggio ma diventa conseguenza di vita e molto di piĂš del solo sapere, del solo esplorare.

PerchÊ il rischio di sapere è che ci si possa accontentare di avere nozioni, di aver circoscritto le cose, di possederle. Mentre la rivelazione di Dio è conoscenza nel senso piÚ profondo, perchÊ coinvolge la persona interamente, perchÊ non lascia ferma una sola briciola della persona. Ed è il presupposto per capire completamente perchÊ il Dio di GesÚ non sia solo l’Onnipotente ma sia soprattutto l’Amore: perchÊ con le nozioni ci sarà certo possibile intendere cosa significhi l’onnipotenza ma non cosÏ pienamente ci sarà data la possibilità di amare e non solo di capire cosa sia l’amore. PerchÊ se conoscessimo davvero Dio come Amore forse che ci accontenteremmo ancora di poter sapere che Lui può fare tutto? Cosa importerebbe di piÚ alla nostra vita: provare il suo amore o aver coscienza della sua potenza? Ma qui sta chiusa la domanda e la risposta non solo sul Dio che vorremmo ma anche su cosa vorremmo da Lui: amore o potere?


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â€œĂˆ l’anima che apprezza il corpo; il corpo, di riesso, vuole abitare nell’animaâ€? (da “La geograďŹ a dell’animaâ€?). Il pellegrinaggio dell’Apostolato della preghiera, svoltosi dal 27 al 29 maggio, ci ha coinvolto, sin dall’inizio, corpo e anima: è un viaggio in cui “il corpo si sente in intima unione con l’animaâ€?, il corpo “dimensione dello spiritoâ€?. L’afďŹ atamento tra i partecipanti corre veloce: ci si conosce o ci si vuol conoscere; ci

si impegna a vivere un’esperienza spirituale che scalďŹ sca le resistenze al bene operare che a ogni istante riemergono in noi. Nella preghiera, che scandisce i diversi momenti, “il corpo diventa leggerissimoâ€?. Il gruppo, formato da consacrate e laici di diverse provenienze, è accompagnato da don Diego, don Antonio e dal diacono Ugo. Lungo il percorso possiamo incontrare i volti di coloro che hanno reso grandi i luoghi che visitiamo: il santo Curato

  

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rent’anni fa aveva inizio a Medjugorje quello che è tuttora uno dei misteri che affascina e divide il mondo credente. In quel paesino sperduto della Bosnia un gruppo di giovani affermava di vedere la Madonna e da allora le apparizioni continuerebbero fino ad oggi. Sono sei i “veggentiâ€?: Vicka Ivankovic, Mirijana Dragicevic, Marija Pavlovic, Ivan Dragicevic, Ivanka Ivankovic e Jakov Colo. Allora erano ragazzi, avevano tra 10 e 16 anni, oggi sono tutti adulti, padri e madri di famiglia. Nella prima apparizione, che sarebbe appunto avvenuta il 24 giugno 1981, i veggenti affermano di aver ricevuto un’apparizione della Vergine Maria, che si sarebbe presentata con il titolo di “Regina della Paceâ€?. Da subito, Medjugorje è diventata meta di pellegrinaggi, con un flusso continuo di persone attirato dalla “famaâ€? del luogo, ormai centro importantissimo di fede e devozione mariana. Nonostante tutto. Nonostante, ad esempio, i pronunciamenti contrari alle presunte apparizioni da parte dei Vescovi del luogo, nonostante il divieto di guidare ufficialmente pellegrinaggi – da farsi in forma “privataâ€? e senza che questo con-

figuri una patente di autenticità ai fenomeni proclamati dai veggenti – nonostante le difficoltà anche logistiche intercorse in questi trent’anni, nei quali Medjugorje è passata dall’essere un piccolo paese della Repubblica socialista – e atea – federale di Jugoslavia, scon-

‡†Œ—‰‘”Œ‡°†‹˜‡Â?–ƒ–ƒ Â?‡–ƒ†‹’‡ŽŽ‡‰”‹Â?ÂƒÂ‰Â‰Â‹ÇĄ …‘Â?—Â?ˆŽ—••‘…‘Â?–‹Â?—‘ †‹’‡”•‘Â?‡Ǥ2‘”ƒ…‡Â?–”‘ ‹Â?’‘”–ƒÂ?–‹••‹Â?‘†‹ˆ‡†‡ ‡†‡˜‘œ‹‘Â?‡Â?ƒ”‹ƒÂ?ƒ volta all’inizio degli anni Novanta dalle guerre jugoslave, passando per la Repubblica croata, fino ad essere accorpata alla Federazione di Bosnia-Erzegovina. Anni terribili, durante i quali anche la Chiesa ha patito non poco e durante i quali, ancora, le apparizioni della Madonna sarebbero proseguite ininterrottamente con il messaggio riportato dai veggenti incentrato principalmente sulla pace, quella interiore, con Dio e con gli uomini. Intorno a Medjugorje, come è facile ritrovare, è fiorita una inten-

           

sa spiritualitĂ . Innumerevoli sono le testimonianze di bene e di fede. Eppure la Chiesa ufficiale mantiene un atteggiamento piĂš che prudente nel giudicare ciò che accade in questo angolo di Balcani dove non ci sarebbe – secondo un giudizio provvisorio – nulla di soprannaturale. Naturalmente, nel corso degli anni, teologi e scienziati hanno monitorato i fenomeni di Medjugorje, i racconti dei veggenti, le guarigioni inspiegabili. Sono stati scritti tantissimi libri e raccolte numerose testimonianze. Al momento sta lavorando, con discrezione e serietĂ , una speciale Commissione internazionale di inchiesta voluta dalla Santa Sede e presieduta dal cardinale Camillo Ruini: riferirĂ  alla Congregazione per la dottrina della fede. PiĂš che comprensibile la grande prudenza della Chiesa cattolica. E c’è attesa per nuovi e sicuri pronunciamenti. Anche questo procedere lento, pur determinato, è comunque un’indicazione: lascia spazio al criterio evangelico dei “frutti buoniâ€?, alla curiositĂ  dell’intelligenza, dono di Dio, e soprattutto alla libertĂ  straordinaria della fede ordinaria, anch’essa – e a maggior ragione – dono di Dio, anche senza effetti speciali.

Da venerdĂŹ 1 a venerdĂŹ 8 luglio si svolge il pellegrinaggio diocesano a Cipro, presieduto dal vescovo mons. Luciano Monari. L’isola di Cipro è situata nel mar Mediterraneo orientale a sud delle coste della Turchia e costituisce l’avamposto piĂš meridionale, ma anche piĂš orientale dell’Unione europea nel Mediterraneo. La storia dell’isola è molto ricca; anche la fede cristiana lĂŹ ha avuto un punto di riferimento importante all’epoca apostolica con Barnaba, che era cipriota, e Paolo. Il programma del pellegrinaggio prevede tappe a Paphos (nella foto), con i suoi dintorni: il monastero di San NeoďŹ to, fondato nel 1159 dall’omonimo eremita e poeta; il monastero di Crysorogiatissa originalmente fondato nel XII sec. SeguirĂ la visita della casa natale dell’arcivescovo Makarios III a Panagia, che custodisce anche i mosaici della villa di Dionisio e della chiesa di Panagia Chrysopolitissa costruita nel XII sec. che custodisce la colonna della agellazione di San Paolo, giunto a Papho insieme a Barnaba nel 45 d.C. Nei giorni seguenti si visiterĂ  il monastero di Kykkos fondato nel 1100, che è impreziosito da un’icona della Madonna con Bambino attribuita a San Luca; poi le chiese bizantine,

la chiesa di San Lazzaro, patrono di Larnaca, la capitale Nicosia, con la cattedrale di San Giovanni, la porta di Famagosta (o Porta Giuliana), e le possenti mura bastionate veneziane; Famagosta; Kerynia, incantevole cittadina portuale, di cui si visita il castello dell’XI sec. con il museo che conserva il relitto di una nave naufragata attorno al 300 a.C.

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9DFDQ]HGHOORVSLULWR FRQO¡DUWHGHOOD9DOOH Gli appuntamenti all’Eremo SS: Pietroe Paolo per il mese di luglio sono i seguenti: Sabato 2 luglio, incontro formativo dell’Ucid, aperto a tutti. Interviene Marco Morganti, amministratore delegato di Banca Prossima, alle ore 17. Domenica 3 luglio, cori all’Eremo, Santa Messa animata dal Coro Adamello di Cevo, alle ore 17. LunedĂŹ 4 luglio, inizio del corso residenziale che si protrae sino al 7 luglio, promosso dalla facoltĂ teologica dell’Italia settentrionale su: “I sensi spirituali, tra corpo e spiritoâ€?. Sabato 9 luglio, concerto in ricordo di mons. Andrea Morandini, benefattore dell’Eremo, alle ore 20.30. Domenica 10 luglio, Santa Mes-

sa in ricordo di mons. Andrea Morandini, celebrata da mons. Aldo Delaidelli, alle ore 20.30. MercoledĂŹ 13 luglio, “Preghiera sempliceâ€?: rosario e adorazione eucaristica per tutti, alle ore 20. LunedĂŹ 18 luglio, inizio della settimana di vacanza per l’anima, un itinerario spirituale e artistico nella Valle, con monsignor Tino Clementi (ďŹ no a venerdĂŹ 22). Domenica 24 luglio, esercizi spirituali per sacerdoti, ma aperti a tutti, con mons. Marco Frisina (ďŹ no a venerdĂŹ 29). Sante Messe: al monastero delle Clarisse feriale ore 7, festiva ore 7.30; all’Eremo festiva ore 16.30 cantata; rosario meditato ore 16. Info: Eremo dei Santi Pietro e Paolo – 25040 Bienno (BS) – tel. 0364 40081 www.eremodibienno.it


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d’Ars, dal volto mite e lo sguardo penetrante, il patrono di tutti i parroci del mondo, il ‘faro’ dell’anno sacerdotale, da poco terminato; il volto di Santa Margherita-Maria Alacoque che visse nella cittadina di Paray-le-Monial in Borgogna, sorretta dalla sua guida spirituale, San Claudio La Colombière, e incontrò il Risorto, dal cuore splendente come il sole; e il volto sorridente di frère Roger, convinto che “la pace passa attraverso la

riconciliazione dei cristiani tra di loro�. Il tutto viaggiando attraverso campagne di una armoniosa bellezza e visitando monumenti testimoni di una fede vissuta. Fuori programma un rapido girotondo intorno alle rovine dell’abbazia di Cluny (uno dei maggiori centri medievali del cristianesimo). A TaizÊ, ultima tappa, sorprende il silenzio che domina, nonostante i gruppi di giovani affaccendati a organizzare

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le attivitĂ della giornata. La celebrazione eucaristica, con i suoi canti e i suoi silenzi, e la testimonianza del giovane monaco Leandro ci aiutano a cogliere, almeno un poco, i principi ispiratori della comunitĂ . Giovanni Paolo II affermò: “Si passa a Taizè come si passa accanto a una fonte. Il viaggiatore si ferma, si disseta e continua il camminoâ€?. CosĂŹ è stato per noi, nelle diverse tappe del pellegrinaggio. (Gianna)



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iene naturale chiederci: che senso può avere la tradizionale processione del Corpus Domini? Passare in mezzo alle strade di Brescia portando il Santissimo Sacramento e cioè il sacramento piĂš prezioso e intimo della religione cristiana? Non sarebbe preferibile proteggerlo con delicatezza da ogni sguardo indifferente o scettico o ironico? Vogliamo in questo modo rivendicare l’identitĂ cristiana delle nostre terre, della nostra cittĂ ? Una rivendicazione sentita tanto piĂš urgente per i cambiamenti degli ultimi decenni che rendono diffuso uno stile di vita neopagano e ci mettono a contatto con culture e religioni diverse? O vuole essere quasi una sfida, la testimonianza pubblica della nostra fede di fronte a un mondo che sembra trascurarla e considerarla sorpassata?â€?. Sono i quesiti che il vescovo di Brescia, mons. Luciano Monari, ha posto nell’incipit della sua omelia in piazza Paolo VI, al termine della tradizionale processione in occasione della solennitĂ  del Corpo e del Sangue del Signore. “Siamo convinti – ha osservato il Vescovo – che l’eucaristia abbia qual-

cosa di prezioso da donarci e trasmetterci. Che l’eucaristia s’intrecci con la vita della cittĂ e che possa rafforzare quei vincoli di solidarietĂ  che la tengono in piedi e le permettono di non essere solo un aggregato di persone, ma una comunitĂ  di vita, un progetto di convivenza, una esperienza di fraternitĂ , un modo originale e creativo di dare forma concreta al tesoro di intelligenza e di umanitĂ  che sta dentro di noiâ€?. In presenza di questa forte convinzione, “riteniamo – ha aggiunto mons. Monari – che l’eucaristia sia in grado di immettere nel tessuto sociale una energia grande di amore oblativo, quell’amore di cui la societĂ  umana ha immenso bisogno per riuscire a funzionare beneâ€?. Proprio attorno al concetto di amore oblativo è stata incentrata la seconda parte dell’omelia. “Che l’eucaristia sia espressione di un amore oblativo – ha osservato il presule – non c’è bisogno di ricordarlo. Con l’eucaristia GesĂš ha trasmesso agli amici, come eredi, il suo tesoro non fatto di case o campi o denaro, ma di amore, di perdono, di benevolenzaâ€?. Il pane portato in processione viene quindi adorato perchĂŠ “vi riconosciamo

la vita realmente donata di GesĂš e in essa riconosciamo la rivelazione piĂš sconvolgente del mistero del Padreâ€?. Dio è infatti amore oblativo, cioè “non amore che cerca di impossessarsi della cosa o della persona amata, ma amore che sacrifica se stesso perchĂŠ la persona amata possa vivere in pienezza nella libertĂ e nella gioiaâ€?. Non quindi amore possessivo ed egocentrico, non ricerca ossessiva del piacere, “ma amore limpido, capace di donarsi, e che proprio nel farsi dono, trova e realizza se stessoâ€?. Passando dunque per le vie di Brescia con il sacramento di Cristo, “esprimiamo – ha concluso mons. Monari – il nostro desiderio e il nostro impegno: che l’amore oblativo trasfiguri il lavoro, la fatica e la sofferenza dell’uomo; che la nostra vita sia plasmata e resa umanamente nobile proprio da questa forma di amore. L’uomo per vivere ha bisogno di appropriarsi di cibo, ma non può vivere umanamente senza amore oblativo, senza mettere anche nel suo lavoro e nella vita sociale e politica il sapore del dono e della benevolenza. L’eucaristia è, per noi, una sorgente inesauribile di desiderioâ€?.

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GiovedÏ 30 giugno Ore 9.30 - Brescia - S. Messa presso la Domus caritatis. Da venerdÏ 1 a venerdÏ 8 luglio Presiede il pelleggrinaggio diocesano nell’isola di Cipro.

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’immagine, che mi sollecita qualche considerazione, mi viene dai fotogrammi di una ‘manifestazione-protesta’ dei cosiddetti disabili con gli operatori e familiari sotto-attorno al palazzo del potere regionale lombardo. Del disagio e di chi lo cura se ne può parlare in tanti modi: è piĂš realistico e impegnativo cambiare paradigma; è necessario piuttosto parlare molto dell’agio e sperimentare relazioni sociali, culturali, servizi, iniziative di promozione dell’agio e non solo di tamponamenti del disagio. Ăˆ facile rilevare, che in una comunitĂ sfilacciata o liquida, ognuno pensa di poter vivere e fare da solo e reputarsi responsabile di nessun altro, tanto meno di chi è portatore di disagio. Il disagio è fatto di persone e relazioni, di situazioni, di sconfitte e di significati monchi, di bisogni, di notorie carenze di attenzione e prese in carico: tanto ci sono quelli “del buon cuoreâ€? mi pare una semplificazione molto carente. Bisogna andar oltre! Voglio esemplificare con una situazione di cui anche la nostra cooperativa “Il calabroneâ€? si occupa. Con la mentalitĂ  citata si rischia di concludere che per esempio il disagio-problema della droga è di chi si droga e solo suo. D’altra parte attribuire a chi cura il disagio delle dipendenze un po’ tutte le disfunzioni individuali e sociali connesse con l’universo-droga, è fuori luogo. Chi si prende cura della persona in situazione di disagio fa, bene o male, ‘solo’ l’educatore e non anche il carabiniere o il secondino (con rispetto per queste funzioni); opera

          

per la prevenzione sociale e non per la repressione, cerca di curare il disagio della persona tossicodipendente, ma non le cause generali della diffusione delle sostanze stupefacenti. Allora occorre smascherare il bluff di chi opera, pensando di contrastare e superare il disagio considerandolo in sÊ e per sÊ, come fosse un’area, una cosa o un problema circoscrivibile, isolandolo dai contesti e dai diversi fattori umani, culturali, economici, etnici, informativi, psicologici e cosÏ via ma che invece entrano in gioco a provocarlo o riprodurlo. Non mi pare fuori luogo provare a

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legi e dirottate alle necessità ), titolare e formare professionisti competenti. La responsabilità di curare e trasformare il disagio in agio non è delegabile agli enti no profit o ad alcuni operatori, ma è della cittadinanza attraverso le rappresentanze attive aperte all’ascolto, non ideologizzate; quindi la responsabilità è antenna sensibile e sensibilità alla reciprocità, che crea alleanza tra i diversi attori per capire, scegliere e operare per l’agio di chi è nel disagio. Ribellarsi al disagio deve ridare priorità alle finalità che sono proprie: quelle della promozione dell’agio, si parla molto di prevenzione. Dare voce e reciprocità alle diverse esperienze di prevenzione è un’azione politica di grande utilità. Il disagio va riletto anche con il paradigma di senso e relazionale. Si proclama di frequente la dignità della persona: sia il paradigma laico che ritiene la persona valore assoluto, sia il paradigma religioso che la ritiene sacra; ma di fatto entrambi richiamano la stessa Costituzione italiana là dove si afferma libertà e uguaglianza. Personalmente aggiungo, consapevole della fatica, il riferimento alla fraternità: un bene relazionale fragile perchÊ richiede reciprocità oltre all’individualismo; è un capitale umano che si scontra con altri capitali cosÏ fortemente globalizzati. Sarebbe un segno di tempi nuovi se finalmente, non a parole ma in scelte politiche, si facesse strada la cultura dei diritti-doveri di cittadinanza per tutti, anche, e probabilmente soprattutto, per gli amici che faticano nel loro disagio, ma che coltivano il desiderio di essere cittadini a pieno titolo.

       

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ƒÂ?…‡ŽŽ‡”‹ƒ ‘Â?‹Â?‡‡’”‘˜˜‡†‹Â?‡Â?–‹ La cancelleria della Curia diocesana, a seguito dell’ordinanza dell’Ordinario diocesano, comunica i provvedimenti della settimana: Il sac. don Agostino Bagliani, giĂ parroco della parrocchia di San Giuseppe lavoratore al Villaggio Violino, Brescia, è stato nominato parroco della parrocchia di Capriolo. Il sac. don Daniele Mombelli, docente in Seminario, è stato nominato anche vice cancelliere

diocesano, in sostituzione di mons. Ivo Panteghini, e presbitero collaboratore festivo nella parrocchia di Collebeato. Il sac. don Francesco Pedrazzi, insegnante in Seminario e vicario parrocchiale festivo nella parrocchia di Castel Mella, è stato nominato anche direttore dell’UfďŹ cio catechistico, in sostituzione di mons. Renato Tononi, e direttore spirituale del Seminario minore. Il sac. don Carlo Tartari,

giĂ vicario parrocchiale della parrocchia di Leno, è stato nominato vice direttore dell’UfďŹ cio missionario diocesano. Il sac. don Mario Neva, viene destinato al servizio Fidei donum presso la diocesi di Albomey (Benin). Il rev.mo sac. mons. Mario Rebuffoni, giĂ  parroco della parrocchia di Berzo Inferiore viene destinato al servizio di Fidei donum presso la diocesi di Serrinha – Bahia (Brasile).

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Nell’ambito delle celebrazioni dedicate ai sacerdoti che celebrano il 50° di Messa, domenica 10 luglio la parrocchia di Leno festeggerà don Annibale Fostini, lenese di nascita. Alle 18.30 don Annibale presiederà la celebrazione eucaristica. Dal 2007 don Fostini è cappellano della casa di cura e dell’Hospice Domus salutis, dopo aver fatto il curato (a Vestone e a Villa Carcina) e il parroco (dal 1977, prima a San Giovanni Bosco di Rovato e alle Fornaci).

MartedĂŹ 5 luglio ha inizio il 2Âş corso di esercizi spirituali itineranti per giovani e adulti. Il tema proposto è: “Coi piedi e col cuoreâ€?. Il cammino si snoderĂ da Limone sul Garda a Gargnano con l’audacia e la grazia dei profeti, con i poveri che hanno solo i loro passi. Condurranno il cuore i santi ‘gardesani’. Info: Enza Cardile: 030.2008780, raziocordis@ libero.it don Gabriele Scalmana: 030.2006670,psl@diocesi.brescia.it Curia: 030.3722.226.



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stata davvero un’esperienza positiva, quella del gruppo di giovani bresciani che, in bicicletta, hanno vissuto il pellegrinaggio presso la Santa Casa di Loreto nei giorni 24-26 giugno. Siamo partiti per affidare all’intercessione della Vergine Maria i partecipanti bresciani alla ormai imminente Gmg di Madrid e abbiamo portato le intenzioni scritte dai giovani durante gli incontri della Scuola di preghiera con il vescovo Luciano in Quaresima. A queste intenzioni si sono aggiunte poi quelle

     

scritte da molti ammalati, da alcune parrocchie, dai giovani che hanno partecipato alle Giornate di spiritualità a Bienno, da alcuni carcerati, per un totale di circa 2000 messaggi. Queste intenzioni sono state affidate presso la Santa Casa alla preghiera delle monache carmelitane di Loreto. I 32 in sella e i sei dell’Êquipe di appoggio in furgone hanno fatto tappa a Ferrara, Fano, Ostiglia, per un totale di oltre 470 km percorsi. La partenza è avvenuta dal Seminario diocesano, con la benedizione da parte di mons. Cesare Polvara e la consegna, da

parte del Rettore, di un’immagine di Maria Immacolata, alla quale il Seminario è dedicato. Abbiamo invocato la forza di compiere questo pellegrinaggio ringraziando Dio per il suo Amore e per il “primo sĂŹâ€? pronunciato alla vita di Cristo in noi, il “sĂŹâ€? della Madre del Redentore. La SolennitĂ del Corpus Domini ricorreva la domenica del nostro arrivo, e cosĂŹ non è mancata l’adorazione eucaristica preparatoria in una delle tappe di avvicinamento e la celebrazione eucaristica alla meta. Alla fine, tutti i partecipanti sono stati “premiatiâ€? con una medaglia che

ricordava il primato del “primo sĂŹâ€? pronunciato nella Santa Casa. Tutto con l’inaspettata partecipazione di mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo-prelato di Loreto e di don Francesco Pierpaoli, responsabile della pastorale giovanile regionale e direttore del Centro giovanile “Giovanni Paolo IIâ€?, voluto a Loreto proprio dal neo-beato Papa a cui è intitolato, per l’AgorĂ dei giovani del Mediterraneo. Sono state pedalate che hanno aiutato tutti a guardare oltre, verso le grandi cose che il Signore può fare con ogni nostro “sĂŹâ€? al suo Amore, anche il piĂš piccolo.

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ÂŽ‹”‡––‘”‡†‡ŽŽƒƒ”‹–ƒ• ‹•‘‰Â?‹Â?Â—Â‘Â˜Â‹ÇĄ•–‹Ž‡…‘Â?•‘Ž‹†ƒ–‘ Anche Casa Betel con le attivitĂ che ad essa fanno riferimento (ComunitĂ  di vita, la mensa “Madre Menniâ€? e l’emergenza freddoâ€? rienttra fra le “opere segnoâ€? che la Caritas diocesana ha voluto mettere in campo per dare risposte precise ed efďŹ caci a forme di povertĂ  nuova che la stagione di crisi non ancora terminata ha fatto emergere anche nella ricca Brescia. “Come abbiamo avuto modo di ricordare piĂš volte – afferma Giorgio Cotelli (nella foto con il vescovo Monari), direttore

della Caritas – la mensa ha visto aumentare nell’ultimo periodo il numero dei suoi ospiti, tanto che non sappiamo se a lungo andare i 120 pasti oggi distribuiti in due turni saranno sufficienti a rispondere a tutte le richieste di aiutoâ€?. Come la mensa anche Casa Betel, che lo scorso anno ha tagliato il traguardo dei 10 anni di attivitĂ , ha proposto un nuovo stile di vicinanza a chi si trova nel bisogno. “In questi anni – ha sottolineato il direttore Cotelli – gli scenari sono mutati e anche

l’originaria Casa Betel pensata come luogo per accogliere quelle donne sottratte alla schiavitÚ della strada è andata modificandosi. Ciò che non è cambiato, invece, è lo stile della vicinanza, della condivisione�. Un percorso che ha tempi lunghi, quello rircordato dal Direttore della Caritas diocesana, che non si esaurisce nella risposta a un bisogno immediato ma nella messa a disposizione di spazi e di tempi per permettere alle donne di ripensare e riprogettare, se possibile, la loro vita.

  



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’è un tipo di povertĂ che è molto difficile da curare non perchĂŠ i rimedi non esistano, ma semplicemente perchĂŠ fatica ad essere riconosciuta come tale. Ăˆ un tipo di povertĂ  che non può essere curata con un pasto caldo o la messa a dispozione di un letto per la notte. Ăˆ un tipo di povertĂ  che non può essere sanata nemmeno con l’aiuto nella ricerca di un posto di lavoro. Ăˆ una povertĂ  invisibile o perchĂŠ forse non si vuole vedere se non quando assume forme talmente evidenti da non poter essere ignorate. Come è avvenuto nella seconda metĂ  degli anni Novanta del secolo scorso a Brescia quando il fenomeno delle donne ridotte alla prostituzione divenne cosĂŹ evidente che la comunitĂ  cristiana si mosse per mettere in campo azioni che potessero portare sollievo a questa condizione di sfruttamento. Per volere del vescovo Giulio Sanguineti, prontamente fatto proprio da realtĂ  come la Caritas e le Ancelle della caritĂ  da sempre vicine ai bisogni degli ultimi, prendeva forma l’associazione Casa Betel 2000 per la realizzazione, oltre che di una mensa per i poveri, di una struttura protetta in cui ospitare le giovani sottratte alla strada. Però la loro era una forma di povertĂ  conclamata, erano donne sottoposte ad una forma di violenza visibile che, però, si riteneva circoscritta. Gli anni a veni-

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piĂš subdole e per questo piĂš difficili da fare venire in superficie. Forme di violenza e di abuso perpetrare magari tra le quattro pareti di una casa e che vanno a assommarsi ad altre forme di disagio. Forme che pochi sono disposti a denunciare anche quando qualcuno potrebbe farlo. Silenziosamente Casa Betel, che negli anni ha cambiato il suo nome in ComunitĂ di vita, ha aperto le sue porte anche a donne vittime di questa forma di violenza “invisibileâ€?. Grazie all’aiuto di tanti e anche ai fondi giunti dall’8xmille gli operatori della struttura non solo hanno accolto donne affette da gra-

vi forme di disagio, ma hanno anche potuto avviare progetti formativi per ridare loro quella dignitĂ strappa con la forza. Ăˆ un cammino difficile, e nessuno alla ComunitĂ  di vita sottovaluta questo aspetto perchĂŠ non si tratta solo di cancellare le violenze inferte al fisico, ma di lottare con quelle piĂš profonde, probabilmente difficili da estirpare perchĂŠ provocate da anni di umiliazioni che finiscono per incidere sull’animo e sulla mente. Situazioni che non scoraggiano, però, chi crede che un percorso sia possibile e che la cittĂ , prima o poi, prenderĂ  coscienza di questo tipo di povertĂ .

      

$YROWHO¡DLXWRDUULYDPDqWDUGL Silvia De Marinis dal 2007 è direttrice di Casa Betel 2000 e ogni giorno si confronta con le donne che hanno scelto la ComunitĂ di vita (nella foto un interno) per prendersi quello spazio di tregua da una vita di sofferenza e di disagio per tentare di mettere in piedi un rapporto nuovo con la propria esistenza. Ăˆ cosciente la Direttrice che non per tutte le donne passate per la struttura inaugurata nel 2001 la via per un ritorno ad una

vita che si avvicini quanto piĂš possibile alla normalitĂ sarĂ  praticabile. Silvia De Marinis, cosĂŹ come Simona Orlandi, presidente dell’associazione Casa Betel 2000, si rammarica di tutto questo perchĂŠ a volte basterebbe una cittĂ  piĂš attenta nel riconoscere e nel denunciare forme di violenza di cui sono vittime un gran numero di donne per poter intervenire prima e con piĂš efďŹ cacia in vista di un completo recupero. “Capita a volte che solo ac-

cidentalmente riusciamo ad intercettare donne bisognose del nostro aiuto – afferma la direttrice della Comunità di vita – . La richiesta di un pasto caldo o di un letto in cui trascorrere la notte nascondono un grido di aiuto per forme di disagio che nessuno, però, vuole denunciare. A volte arriviamo in tempo e riusciamo, anche grazie alle risorse dell’8xmille a pensare a progetti di recupero della persona. Altre volte, però, arriviamo tardi�.

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Â?†‹˜‹†—ƒ–‡Ž‡’”‹‘”‹–Â?†‡ŽŽǯ‹Â?’‡‰Â?‘ƒ’‘•–‘Ž‹…‘‡Ž‡…ƒ”‹…Š‡‹Â?–‡”Â?‡ Nei giorni 25 e 26 giugno i delegati degli Apostoli della famiglia e le delegate delle Missionarie della famiglia, dell’Istituto Pro Familia, hanno svolto due assemblee, quella generale e quella centrale dell’Istituto, fondato dal sacerdote bresciano il Servo di Dio don Giovanni Battista Zuaboni. All’incontro hanno partecipato i delegati delle diverse zone: Sicilia, Puglia, Lazio, Brescia e Breno. La sede centrale del Pro Familia è a Brescia in via Lama, 61.

L’assemblea era ďŹ nalizzata al rinnovo della responsabile generale dell’Istituto e del responsabile centrale degli Apostoli della famiglia (coppie di sposi, vedove/i), con i relativi consigli. I lavori, preceduti ogni giorno da un pensiero spirituale tenuto dall’assistente spirituale mons. Enrico Tosi, sono stati un momento di confronto tra tutte le realtĂ del Pro Familia presenti sul territorio per fare il punto sulla vita dell’Istituto e sulle attivitĂ  svolte

nei cinque anni appena trascorsi, al ďŹ ne di delineare le nuove linee programmatiche per il quinquennio 2011-2016, sempre mantenendosi fedeli al carisma del Fondatore. L’operato di don Zuaboni è stato una risposta a una duplice sďŹ da: educare i giovani alla piena, responsabile, gioiosa vocazione sponsale e familiare ed elevare la famiglia alla coscienza e al ruolo di protagonista della missione evangelizzatrice della Chiesa nella societĂ .

Il lavoro intenso e proďŹ cuo della due giorni, ha cosĂŹ deďŹ nito quali dovranno essere gli ambiti ai quali il Pro Familia dovrĂ dare prioritĂ : promuovere e diffondere l’educazione remota all’amore e alla famiglia degli adolescenti mediante le Scuole di vita familiare, nelle parrocchie; approfondire la missionarietĂ  speciďŹ ca dell’Istituto Pro Familia ad intra e ad extra anche in vista dell’apertura della missione in Togo; qualiďŹ care la formazione speciďŹ ca dei membri

alla missionari età ; promuovere nuove vocazioni sia alla vita consacrata di missionarie della famiglia che di sposi Apostoli della famiglia. Al termine delle due assemblee, i partecipanti hanno eletto Francesca Gregori esponsabile generale dell’Istituto e la coppia Roberto e Antonella Massoli responsabili centrali degli Apostoli della famiglia per il prossimo quinquennio. Sito: www. profamilia.it e-mail: istituto@ profamilia.it

  

 

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inquanta giovani della Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico (Sfisp) hanno trascorso nelle scorse settimane alcuni giorni (dal 15 al 17 giugno) a Roma per conoscere da vicino alcune realtĂ istituzionali, associative ed ecclesiali. Il viaggio si è posto al termine del percorso formativo 2010-2011, sulla falsariga di quello effettuato lo scorso anno a Strasburgo per conoscere le istituzioni europee. I ragazzi facevano parte sia del gruppo che ha frequentato a Brescia i laboratori sull’ambiente e sugli strumenti di lettura del territorio, sia di quello che ha frequentato il primo corso Sfisp per i giovani della Valle Camonica presso l’Eremo di Bienno. Il programma è stato particolarmente ricco: mercoledĂŹ pomeriggio c’è stato l’incontro con mons. Angelo Casile, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per i problemi sociali e del lavoro. Poi ci si è recati a Palazzo Madama, dove i giovani hanno potuto assistere a una seduta dei lavori del Senato, mentre nel tardo pomeriggio si sono recati presso la sede della Fondazione “Achille Grandiâ€? per il bene comune dove hanno incontrato il presidente della Fondazione, Michele Rizzi, e

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comunitĂ di Sant’Egidio, per una veglia ecumenica di preghiera in memoria delle molte vittime dei “viaggi di speranzaâ€? verso l’Europa. Subito dopo abbiamo incontrato i responsabili della ComunitĂ , che hanno illustrato le attivitĂ  svolte dalla Sant’Egidio e le sfide che attendono oggi i cristiani che intendono impegnarsi per il bene comune. La mattina successiva, dopo la celebrazione eucaristica presso la tomba di San Pietro, ci si è recati presso la Congregazione vaticana per l’educazione cattolica dove

mons. Vincenzo Zani, bresciano, ha illustrato ai giovani l’attività del dicastero. Successivamente abbiamo incontrato il card. Giovan Battista Re e il cancelliere della Pontificia accademia delle scienze, card. Gonzalo Sorondo. Dopo la visita alla mostra su Giovanni Paolo II in Vaticano, nel pomeriggio c’è stata la testimonianza di mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente generale dell’Azione cattolica italiana, oltre che segretario della Commissione episcopale per le migrazioni.

‡”Žƒ…‹––Â? ŽŽ‘•–—†‹‘ —Â?••‡”˜ƒ–‘”‹‘ La Sfisp (Scuola di formazione impegno sociale e politico) è promossa dall’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Brescia, in collaborazione con l’Ufficio oratori e pastorale giovanile e l’Ufficio Migranti e la partecipazione di Acli, ComunitĂ e scuola, Focolarini, Mcl e Ucid. I partecipanti hanno preso parte a Roma a una serie di incontri istituzionali. I tre intensi giorni romani sono stati utili, oltre che come preziosa occasione formativa, anche per rinsaldare la conoscenza fra i corsisti. Le prossime tappe della scuola diocesana di formazione politica si articoleranno su piĂš fronti. Anzitutto in ottobre prenderĂ  il via il secondo anno del biennio Sfisp in Valle Camonica all’Eremo di Bienno; inoltre in due zone pastorali della diocesi (zona Rovato-Franciacorta e zona Gavardo-Valsabbia) verranno proposti nuovi percorsi formativi, coordinati dai tutor provenienti dalla Sfisp. Una terza proposta è quella di costituire un Osservatorio sulle politiche sociali della nostra provincia. Poi prosegue la disponibilitĂ  a sostenere le iniziative che le parrocchie promuovono per far conoscere i documenti della dottrina sociale della Chiesa. Infine, da segnalare la “due giorniâ€? di ritiro, il 24 e 25 settembre prossimi (dal mattino del sabato o al pranzo della domenica) presso l’Eremo di Montecastello. Si tratta di un momento di spiritualitĂ  aperto a tutti i giovani impegnati nel sociale e nel politico.


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ÂŽ’ƒ”‡”‡†‡ŽŽǯ‹Â?•‡‰Â?ƒÂ?–‡ ƒ„‘”ƒ–‘”‹†‹‡†—…ƒœ‹‘Â?‡‹Â?–‡‰”ƒŽ‡ Facciamo l’impossibile per salvare queste scuole che rappresentano per le nostre comunitĂ , ma non solo, un prezioso patrimonio culturale e civile che non possiamo permettere che vada perduto. Si tratta di istituzioni volute dalle comunitĂ  che le hanno fatte crescere negli anni, trasformandole da asili, intesi come luoghi “protettiâ€? in cui i bambini venivano curati e custoditi, in ambienti dove la didattica e la pedagogia sono entrate per trasformarli in



luoghi di veri e propri laboratori di educazione integrale in cui vengono offerte ai bambini tutte le occasioni utili allo sviluppo delle loro potenzialità . Le scuole dell’infanzia paritarie devono essere messe in condizione di poter continuare a esistere per garantire, ai 150mila bambini che le frequentano, un servizio di qualità, ma anche per permettere alle famiglie di esercitare il diritto costituzionalmente garantito di scegliere liberamente, a parità di

condizioni economiche, la scuola che meglio risponde alla propria idea di educazione. E riteniamo scandalosamente ingiusto che chi sceglie la scuola paritaria debba pagare due volte il servizio. Tutto ciò con l’impegno dei 45mila dipendenti, docenti e non, che quotidianamente svolgono il loro compito con passione e competenza, ai quali, se ci permettete, occorre garantire il posto di lavoro e uno stipendio dignitoso.

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he le scuole dell’infanzia paritarie decidano di scendere in piazza per manifestare a difesa della propria sopravvivenza non è cosa di tutti i giorni, che all’appello rispondano in piÚ di 4000 è sintomo di una situazione che da difficile si sta facendo sempre piÚ drammatica e insostenibile. In tanti si sono dati convegno a Milano, sul piazzale della Stazione centrale, sabato 18 giugno: gestori e collaboratori delle scuole dell’infanzia paritarie di tutte le province lombarde, genitori dei bambini, educatrici dell’infanzia, uniti in un appello unanime: garantire alle scuole la continuità del sostegno da parte dello Stato e ripristinare al piÚ presto il finanziamento, che quest’anno è stato piÚ che dimezzato! Con la conseguenza di mettere in seria difficoltà la gestione delle scuole e di

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lastiche riconosciute per essere radicate nel territorio di appartenenza e per la qualità dell’offerta formativa, hanno rimarcato le ragioni della protesta. Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi istituzionali del dott. Maffè, in rappresentanza dell’Anci, del presidente Fidae Lombardia don Gianni Danesi, di don Michele Di Tolve, responsabile servizio pastorale scolastica della diocesi di Milano e del prof Redi Santre Di Pol, presidente nazionale della Fism. Infine il segretario nazionale Fism Luigi Morgano ha riassunto la grave situazione delle scuole a livello nazionale, sottolineando le prospettive, le richieste e le iniziative per superarla. A conclusione della manifestazione una delegazione formata da esponenti della Fism nazionale e regionale, con una rappresentanza di genitori, insegnanti, gestori e sindaci, è stata ricevuta negli

uffici del “Pirelloneâ€? dall’assessore all’Istruzione e Lavoro, dott. Gianni Rossoni. L’Assessore è entrato nel merito della situazione, sottolineando la condivisione del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e sua per le forti preoccupazioni che le scuole dell’infanzia vivono in questi mesi. A fronte poi delle ragioni che sono state poste dai presenti, l’Assessore ha assicurato l’interessamento della Giunta regionale a livello governativo perchĂŠ lo Stato reintegri urgentemente e integralmente i 539 milioni di euro destinati alle scuole paritarie. In chiusura l’assessore Rossoni ha consegnato alla delegazione una lettera del presidente Formigoni indirizzata ai genitori, lavoratori e gestori delle scuole dell’infanzia paritarie, in cui il Presidente esprime solidarietĂ e concreto impegno a sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie.


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ƒ…‘Â?•ƒ…”ƒœ‹‘Â?‡†‡‹‰‹‘˜ƒÂ?‹ƒŽƒ…”‘—‘”‡ A ben pensarci non poteva che essere questo il naturale sbocco del messaggio consegnato da papa Benedetto XVI ai giovani di tutto il mondo per la Giornata mondiale della gioventĂš di Madrid. Se quest’ultimo, infatti, si sviluppa a partire dal versetto paolino “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fedeâ€?, quale miglior fondamento ci può essere del cuore di GesĂš? A poco meno di due mesi dall’appuntamento del 16 agosto,

infatti, mentre sono nel pieno fervore i preparativi, le agenzie hanno diffuso l’annuncio che papa Benedetto XVI consacrerĂ i giovani al cuore di GesĂš. Quest’atto di consacrazione sarĂ  compiuto durante la veglia del 20 agosto che precederĂ  la Santa Messa ďŹ nale all’aeroporto di Cuatro Vientos, nelle vicinanze di Madrid. L’annuncio è stato diffuso dagli organizzatori della Gmg con cosĂŹ largo anticipo per una ragione particolare:

il mese di giugno, infatti, è tradizionalmente caratterizzato dalla devozione al Sacro Cuore. Quest’anno in particolare la festa ricorre venerdĂŹ 1° luglio. Gli organizzatori hanno inoltre esortato i giovani in questi termini: “Iniziate giĂ da adesso a chiedere a GesĂš di rendere il nostro cuore e quello di tutti i giovani che verranno con noi alla Gmg come il suo, in ciò che rimane del tempo di preparazioneâ€?.





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a quasi totalitĂ di loro è alla sua prima partecipazione alla Giornata mondiale della gioventĂš, e forse è proprio per questo che sono rimasti rimasti impressionati e ancora piĂš incuriositi dai racconti delle esperienze delle emozioni che si vivono durante l’esperienza che li attende. Testimone privilegiato, per i ragazzi di Toscolano Maderno, è il curato don Giovanni Cominardi, che tre anni fa, nel 2008, era alla guida della piccola rappresentanza bresciana giunta in Australia per la Gmg di Sydney. Durante i tre incontri tenuti nei mesi scorsi, infatti, il sacerdote ha presentato l’origine e la storia della manifestazione, nata da un’idea del beato Giovanni Paolo II nel 1985. “Ogni volta che ho incontrato i ragazzi – racconta don Giovanni -- ho sempre visto in loro un grande desiderio di partire, probabilmente dovuto al fatto che sono quasi tutti alla loro prima Gmg. In questo modo ho potuto davvero mettere a frutto la mia esperienza maturata a Sidneyâ€?. Quello da lui guidato è un gruppo composito, che comprende ragazzi di 15 anni e animatori che hanno passato i 30; qualcuno di loro



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è molto attivo in oratorio e in generale frequenta la parrocchia, ma ve ne sono alcuni che, invece, si sono negli anni un po’ allontanati dall’oratorio. “I primi incontri di presentazione hanno affascinato molti – afferma ancora don Giovanni – e sono contento del fatto che tra loro vi siano alcuni che non vedevo da tempo. Spero che questa sia l’occasione per riprendere un percor-

so che possa continuare nel tempoâ€?. Ăˆ giĂ questo uno dei frutti del viaggio che si prolungherĂ  fino al 26 agosto, con visite a Barcellona e soggiorno al mare, viaggio che sarĂ  possibile anche grazie al contributo dell’amministrazione comunale che coprirĂ  parte delle spese. PerchĂŠ per tutti sia possibile sperimentare un’esperienza ricca di significato per la propria vita.

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Restituire un bene a tutto il mondo. D’ora in avanti la cittĂ di Brescia avrĂ  una responsabilitĂ  in piĂš, con il complesso di Santa Giulia e il Capitolium riconosciuti Patrimonio dell’umanitĂ  dall’Unesco. CosĂŹ, dalle tracce lasciate nel cuore della cittĂ , sono i Longobardi a elargire questa ricompensa alla Leonessa d’Italia. Un percorso, però, non solo per Brescia ma per l’Italia intera, tanto che sono sette i siti longobardi appartenenti alla rete “Italia Langobardorumâ€? e onorati del titolo Unesco: Brescia, Spoleto (Pg), Cividale del Friuli (Ud), Castelseprio Torba (Va), Campello sul Clitunno (Pg), Benevento, Monte S. Angelo (Fg). “GiĂ  nel 1975 con la giunta Trebeschi s’individuò il sito di Santa Giulia – dice il sindaco Adriano Paroli –, riconoscendolo come uno fra i monumenti internazionali. La giunta Corsini fece una proposta, portata avanti da noi fino alla primavera 2009, quando ancora non soddisfece i requisiti. Saba-

 

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lorizzandone i tesori nascosti – dice Alberto Folonari, presidente della Fondazione Cab, che sostiene da anni il Museo cittadino –. Bisogna andare in Europa e in tutto il mondo. A breve avremo anche una guida turistica di cittĂ e provincia; io dico, perchĂŠ non stamparla anche in cinese, attirando i turisti orientali a scoprire le bellezze brescianeâ€?. Domenica le campane del santuario di S. Michele a Monte S. Angelo hanno suonato a festa, a legare in un unica esultanza i sette siti italiani. “Questo passo – dice Francesca Morandini, archeologa dei Musei civici bresciani – ci ha mosso verso il lavoro di rete. Abbiamo giĂ  aperto un gruppo di studio su S. Salvatore in comune con Cividale; stiamo continuando le indagini archeologiche nei cortili e procediamo col cantiere nell’area del Capitolium, con la prospettiva di una fruizione pubblica per il 2012, anno in cui sarĂ  pronta anche la pinacoteca, di cui

abbiamo giĂ restaurato 70 quadriâ€?. Il complesso di S. Salvatore - S. Giulia è uno straordinario palinsesto architettonico, che ingloba il monastero femminile edificato dal duca di Brescia Desiderio nel 753 prima di diventare re; insieme a quello di Cividale è uno dei piĂš ricchi e meglio conservati dell’altomedioevo ed è sede del Museo cittadino. “Stiamo portando avanti un piano di gestione generale – spiega l’assessorea alla Cultura, Andrea Arcai – con impegni finora completati poco oltre il 50% . Un piano da 46 milioni di euro nel quale sono incluse anche la metropolitana e la tangenziale sud, le grandi mostre e la ristrutturazione della pinacoteca, e un domani anche le pedonalizzazioni nel centro, che potrebbero dare un valore aggiunto. Ora c’è anche il via libera per un progetto sui Longobardi da attuare nel 2013 o 2014. PiĂš di tutto, siamo entusiasti che sia stata premiata la strategia culturale della cittĂ , tanto

che possiamo parlare di un vero e proprio ‘sistema Brescia’ capace di attirare turisti in un percorso che attraversa il centro storico passando per il Capitolium, il complesso di Santa Giulia, piazza Paolo VI e piazza Loggia. Un altro piccolo passo che porta Brescia a camminare sulla via della modernitĂ , valorizzando i monumenti, promuovendo la cittĂ  e il territorio circostante nei suoi aspetti economici e socialiâ€?. Una cittĂ  in crescita, che ora deve riuscire a far valere la bontĂ  dei suoi beni, anche grazie ai Longobardi.

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essere condivisi oltre le mura della scuolaâ€?. Un’occasione offerta ai ragazzi nello splendido spazio del millenario monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo. Dal liceo Foppa sono arrivati lavori fra cui si segnalano vetrate di gusto liberty realizzate nel laboratorio di vetreria dell’istituto. Dal Leonardo invece arrivano bozzetti, tele e audiovisivi appartenenti al progetto “Uno sguardo nell’invisibileâ€? per tradurre in forme visibili le proprie rielaborazioni metaďŹ siche. InďŹ ne,

dal liceo Olivieri, col titolo “A passo d’uomo� arrivano alchimie artistiche che sono la narrazione polifonica di un viaggio intorno all’uomo e comprendono sia opere con segni essenziali sia molto ricercate sia scaturite dalla ricreazione di oggetti d’uso e dalla onirica manipolazione di materiali comuni. La mostra rimane aperta nei weekend dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 oppure su prenotazione al numero 030.9823617 o con un’e-mail a info@ sanpietroinlamosa.org.





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ei ha fatto molto nel mondo della danza... Non c’è cosa peggiore che autopresentarsi. Certo al teatro del Vittoriale il 3 luglio porteremo un’esperienza fatta negli anni passati: quella di creare eventi ad hoc in base ai luoghi con una certa importanza storica e culturale e di adattare eventi di danza su fatti effettivamente accaduti in quel luogo, dopo aver fatto una serata tutta dedicata a Chopin in Valle d’Aosta e una su Bernstein a Taormina; ma piĂš del passato vorrei parlare degli eventi che faremo quest’estate: tanti eventi per la danza, e quello di Gardone sarĂ ricreato sul tema di D’Annunzio, sui suoi amori , legato alle donne che lo hanno ispirato. Non sarĂ  solo danza, ma anche letture, grazie alla collaborazione con l’Archivio del Vittoriale, che ci ha dato una serie di lettere che il poeta ha scritto a tre donne, che abbiamo chiamato le muse di D’Annunzio: il teatro con Eleonora Duse, la danza con Ida Rubinstein e la musica con Luisa Baccara. Interprete eccezionale della serata sarĂ  Elonora Abbagnato. Che cosa vuol dire lavorare con lei, ĂŠtoile dell’OpĂŠra di Parigi? Eleonora, prima che un’artista e una collaboratrice a livello professionale, è una grande amica. C’è una stima reciproca e la maggior parte degli eventi che lei fa in Italia sono curati da me. Ăˆ

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in ricordo di un incontro nel 1888 al teatro Valle di Roma, tra D’Annunzio ed Eleonora Duse. Qual è la difficoltĂ maggiore nel rielaborare il Vate con la danza? SarĂ  una serata dedicata alle emozioni; non vuole essere narrativa. Ogni pezzo di danza scelto ha un attinenza alla vita di D’Annunzio: la danza “Annonciationâ€? interpretata da due danzatrici del Maggio musicale fiorentino o “Sheherazadeâ€? interpretata da Marzi Malcon, creato per Ida Rubinstein e una pianista dell’OpĂŠra di Parigi, in ricordo di Baccara che amava suonare Chopin. La voce recitante sarĂ  quella

dell’attore Walter Mramor. La location è particolare... Lo scenario è giĂ uno spettacolo in sĂŠ. Il Gran Gala sarĂ  elegante e fine con danza, letture e pianoforte. Secondo lei D’Annunzio avrebbe mai immaginato che lo raccontassero con la danza? Sicuramente lui con la sua storia d’amore con la Rubinstein, che ispirò a Ravel il famoso “Boleroâ€?, ha avuto un contatto e un rapporto con la danza. Se l’abbia pensato, credo di no. Favorevole alla danza in tv? Favorevole se avvicina la gente, poi dipende dal passo successivo.

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