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Qui ci è forse chiesto uno dei capovolgimenti piĂš radicali: tutto nel corpo è bellezza. Ogni parte è degna di attenzione. CosĂŹ suggerisce la prima lettera di Paolo ai Corinzi (12,22): “Anzi quelle membra del corpo che sembrano piĂš deboli sono piĂš necessarieâ€?. Ogni membro – nella sua vitalitĂ  – rende lode all’esistenza. L’èros, forza incontenibile dell’essere vivente, è dono di natura; se il corpo vive, è sempre animato da questa energia. Pulsioni e sensazioni in veritĂ  sono l’espressione piĂš semplice della vita. Anche il Vangelo ce lo racconta: una donna, probabilmente una prostituta, baciava i piedi a GesĂš e glieli accarezzava coi capelli (Luca 7, 44-45). Gesto dei sensi, benchĂŠ non sensuale. Gesto della carne, benchĂŠ non spinto alla seduzione. Comunque gesto. Credo che ogni relazione forte e profonda porti con sĂŠ una realtĂ  fisica, corporea, carnale, inno alla vita.

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Referendum. La politica è stata colpita al “quorumâ€?

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͚͠……Ž‡•‹ƒ Intervista al vescovo Olmi. Dio oltre il tempo

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͙͜…‘�‘�‹ƒ‡Žƒ˜‘”‘ Regione Lombardia. Premi per Brescia, terra di “ricicloni�

͜͜’‘”– Brescia, solo tre parole: ds, allenatore e stadio

‡••ƒ‰‰‹ …Š‹ƒ”‹‡Â?‡––‹ I risultati dei referendum, netti al di lĂ  delle previsioni, sono perfettamente coerenti con la vicenda complessiva di questi mesi. Il quorum superato di slancio va ben al di lĂ  del merito dei quesiti: rappresenta un messaggio diretto degli elettori, al di lĂ  degli schieramenti, direttamente al governo. Distinguiamo il merito dal significato politico piĂš ampio. Certo il disastro giapponese e le conseguenti decisioni in particolare di Germania e Svizzera sull’abbandono del nucleare hanno avuto un effetto

significativo di trascinamento. Nello stesso tempo la progressiva erosione dei totem liberisti, che pure avevano influenzato non piccola parte del mondo Pd, si può leggere a proposito dei due quesiti sull’acqua. Per non parlare del quesito di cui meno si è parlato, che riguardava direttamente Berlusconi, sul legittimo impedimento. Le scelte referendarie, pur sbrigative e schematiche, come implica lo strumento, sono chiare e devono essere tradotte in politiche pubbliche coerenti. In particolare è richiesto un nuovo ruolo per “il pubblicoâ€?, cui le istituzioni devono sapere dar risposte adeguate, in termini di garanzia, efficienza ed efficacia. Ci avviamo cosĂŹ al dato sostanziale in termini di indirizzi di fondo, cioè alle considerazioni piĂš immediatamente politiche. Pur attesi, perchĂŠ coerenti con il trend

politico di questi mesi, i risultati hanno un peso significativo, perchÊ accentuano lo stato di fibrillazione della politica italiana, tanto piÚ che nelle urne referendarie non c’erano soltanto schede provenienti dalle diverse opposizioni. Questo dato è particolarmente importante, perchÊ sottolinea che è aperta una fase di cambiamento, ma anche che gli esiti risultano assai aperti. Governare il cambiamento è l’operazione politica piÚ complessa e meritoria. Qui si distinguono gli statisti: le prossime settimane ci diranno se la classe politica è in grado di giocare questo gioco, che gli elettori stanno indicando. Come sappiamo, infatti, il vero punto debole del sistema italiano non è tanto dal lato della domanda, quanto piuttosto dell’offerta politica.

Ăˆ dunque il momento della creativitĂ  e, nello stesso tempo, della responsabilitĂ . Questo doppio movimento o requisito vale innanzitutto di fronte ai vincoli sistemici sul deficit e l’indebitamento. Rispettando i vincoli è necessario recuperare energie, sanare ingiustizie e sperequazioni, smantellare privilegi e inefficienze, valorizzando il tanto di buono che c’è anche nei pubblici apparati. Sono imprese complesse ma necessarie, cui mettere mano da subito, consapevoli che non possono essere risolte con slogan e strumentalizzazioni. I cittadini, come dimostrano le vicende anche elettorali di questa primavera, sono assai piĂš vigili e consapevoli di tante rappresentazioni. Sanno dare messaggi chiari, diretti e trasversali.


 

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Missione popolare da ripensare 1—Â?ǯ‡•’‡”‹‡Â?œƒ…Š‡…‘Â?’‘”–ƒŽƒ’”‡•‡Â?œƒ‡‹Ž…‘‹Â?˜‘Ž‰‹Â?‡Â?–‘†‹–—––‡Ž‡ˆ‘”œ‡˜‹˜‡ ’”‡•‡Â?–‹•—Ž–‡””‹–‘”‹‘ǥÂ?ƒ‹Â?Â?‘†‘’ƒ”–‹…‘Žƒ”‡Â?‡…‡••‹–ƒ†‡ŽŽƒ’ƒ”–‡…‹’ƒœ‹‘Â?‡†‡‹ ÂŽÂƒÂ‹Â…Â‹ÇĄ•‡Â?œƒ‹“—ƒŽ‹‹ŽƒÂ?‰‡Ž‘Â?‘Â?’—Ö‰‹—Â?‰‡”‡Â?‡‹…‘Â?–‡•–‹†‡ŽŽƒ˜‹–ƒ“—‘–‹†‹ƒÂ?ƒ    

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iovanni Paolo II, come antidoto al secolarismo che invade l’Occidente, affermava: “Solo una nuova evangelizzazione può assicurare la crescita di una fede limpida e profonda, ‌ urge dovunque rifare il tessuto cristiano della societĂ  umana. Ma la condizione è che si rifaccia il tessuto cristiano delle stesse comunitĂ  ecclesiali che vivono in questi Paesi e in queste nazioniâ€?. Anche Brescia è uno di quei Paesi dove la vita cristiana, un tempo fiorente, è messa a dura prova, e forse si sta radicalmente trasformando dal continuo diffondersi dell’indifferentismo, del secolarismo e dell’ateismo. Il benessere economico e il consumismo, ispirano e sostengono una vita vissuta “come se Dio non esistesseâ€?. La sfida è tale che Benedetto XVI ha indicato la nuova evangelizzazione come tema del prossimo Sinodo. Da secoli la Chiesa ha visto nella ‘missione popolare’ uno strumento valido per ravvivare la fede. Il Vescovo nella sua Lettera pastorale (2008-2009) scrive: “Le missioni popolari sono l’occasione per rinnovare l’annuncio del Vangelo facendolo giungere a tutte le famiglie della parrocchia (‌) dobbiamo trovare il modo perchĂŠ la missione sia efficace. Obiettivo imprescindibile è che vengano raggiunte davvero tutte le persone e a tutte venga trasmesso l’invito a conoscere meglio GesĂš Cristo e il Vangeloâ€? (36) e sottolinea l’importanza che tutta la parrocchia sia mobilitata. Siamo convinti che la missione popolare parrocchiale può contribuire a “costruire comunitĂ  ecclesiali matureâ€?, a condizione di tener conto di alcuni punti irrinunciabili: l’annuncio straordinario della Parola, dovere della Chiesa, un annuncio fatto dalla comunitĂ  cristiana a tutti, infatti: “Gli uomini del nostro tempo, chiedono ai credenti non solo di parlare di GesĂš, ma di far vedere GesĂšâ€?(Benedetto XVI). Questa convinzione ci ha portato a privilegiare sempre, nella missione popolare, la presenza di una comunitĂ  autentica formata da sacerdoti, consacrate e laici. Inoltre, essendo la missione una dimensione essenziale della Chiesa ne segue la necessitĂ  di passare dalla missione

‘episodio’ a un progetto organico che aiuti la parrocchia a entrare in ‘stato di missione’, per questo sono previsti i ritorni di missione. Ăˆ quanto, come missionari Oblati di Maria Immacolata, abbiamo proposto nelle missioni a piĂš di 150 parrocchie della diocesi. Valutare la missione non è facile, infatti è una grazia, ma ci sembra di poter dire che in quasi tutte le missioni si è operato un rinnovamento tra i vicini e un tentativo di raggiungere tutti. La missione ha favorito una piĂš chiara identitĂ , un maggior senso di appartenenza alla comunitĂ  parrocchiale; l’esigenza di non restare imprigionati dalla pastorale ordinaria, ma di trasformarla in occasione missionaria. In tutte le parrocchie dopo la missione, i centri di ascolto sono continuati come possibilitĂ  di dialogare attorno alla Parola di Dio, ma specialmente occasione

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e dei movimenti, o gruppi ecclesiali. La missione integrata ha come obiettivo di far crescere la ‘qualitĂ  della vita’, sapendo che non c’è nulla di autenticamente umano che non sia giĂ  presente nel Vangelo. Per questo chiama tutti i cristiani maturi di un territorio, i ministeri presenti come i carismi, i movimenti, a operare, secondo la loro vocazione specifica, una conversione missionaria nei confronti dell’uomo, e mettere in rete tutte le energie positive anche quelle laiche presenti nel territorio. La comunitĂ  cristiana locale è posta in stato di missione permanente, che significa una presenza capillare sul territorio capace di testimoniare la fede con la vita, in un atteggiamento di ricerca, accoglienza, dialogo, annuncio, nei vari ambienti, con particolare attenzione alla gente che vive lontano dalla Chiesa, o che la frequenta occasionalmente o che ha ormai perso la fede. Per questo opera nei vari ambiti di vita e lavora per far sorgere nel territorio una “struttura missionaria integrata territorialeâ€? (il Vescovo nell’ultima Lettera pastorale parla di “piccole comunitĂ  territorialiâ€?) atta a incontrare l’uomo, quello concreto e proporgli un cammino di ragionevole umanitĂ . Non esiste missione senza missionari. La missione integrata comporta la presenza e il coinvolgimento di tutte le forze vive presenti sul territorio, ma in modo particolare necessita della partecipazione corale dei laici, senza i quali il Vangelo non può giungere nei contesti della vita quotidiana, nĂŠ penetrare quegli ambienti piĂš fortemente segnati dal processo di secolarizzazione; solo attraverso i cristiani laici il Vangelo può raggiungere tutti. Una missione quindi che va e non aspetta, esce dal luogo sacro e cerca l’uomo lĂ  dove vive le gioie, le speranze ma anche ansie, dubbi e dolori. Questo nuovo progetto di missione che abbiamo iniziato a Castenedolo, ora lo stiamo vivendo, non senza fatica, nelle quattro parrocchie di Gussago, e lo proporremo nelle prossime missioni. Il progetto garantisce la continuitĂ  e può essere di aiuto alla costituzione delle unitĂ  pastorali.

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Le vie dell’evangelizzazione sono infinite. Anche quelle della missione non sono poche. Vogliamo qui ricordare innanzitutto le missioni organizzate negli anni Novanta dall’Azione cattolica diocesana. La prima esperienza è nata dalla richiesta della parrocchia di Ronco di Gussago alla presidenza di organizzare una missione gestita da laici, con un progetto innovativo. Angela Mantovani, presidente fino al 1995, ci ha raccontato che la decisione non fu facile soprattutto nella ricerca dell’impostazione da dare all’iniziativa. Ci fu poi un lungo periodo di preparazione. Più di 70 persone provenienti da varie parrocchie della diocesi, insieme con gli assistenti, si prepararono non solo sui contenuti della missione, ma anche sul piano relazionale. Poi ricevettero il mandato del Vescovo e si celebrò la parte finale della missione stessa. Si era alla fine del 1996. Nella scansione delle giornate insieme all’adorazione eucaristica e agli incontri spirituali ci furono serate dedicate al dibattito. E la visita alle famiglie. Due anni dopo l’esperienza fu ripetuta nella parrocchia di Folzano e poco dopo a Collebeato. In quel periodo l’assistente dell’Ac era don Renato Musatti che ricorda le missioni

come “una delle esperienze più belle e più forti” del suo ministero. Le sue sottolineature riguardano la stretta collaborazione fra laici e sacerdoti e il forte ripensamento della fede nel confronto serrato fra i missionari e i fedeli. Abbiamo chiesto a don Renato e ad Angela come mai le missioni si sono fermate a Collebeato. La risposta condivisa è stata che il successo dell’iniziativa era legato a un grande dispendio di energie che l’Associazione non era in grado di sostenere con continuità. Nella nostra diocesi un’altra forma importante della missione. Da alcuni anni il Seminario maggiore si fa promotore della missione giovanile come esperienza di evangelizzazione con una finalità esplicitamente vocazionale. A Leno e a Gussago la missione è

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stata celebrata a livello parrocchiale; a Salò nel 2009 e a Brescia nord (dal 15 al 25 settembre di quest’anno) è stata scelta la dimensione zonale. Sia per don Gianbattista Francesconi che ne è responsabile per il Seminario che per don Angelo Gelmini curato di Salò che ha gestito quella del Garda, l’impegno zonale contribuisce a far vivere con maggiore intensità la comunione ecclesiale. Anche in questi casi la celebrazione della missione è preceduta da una fase preparatoria di circa un anno. L’intento non è quello di portare i missionari nelle parrocchie, ma di annunciare, celebrare e testimoniare la fede coinvolgendo i giovani con le realtà religiose, e anche civili, in un cammino di fede. Uno dei luoghi privilegiati è la scuola perché la massa giovanile si incontra lì. Don Francesconi evidenzia così il percorso: favorire l’incontro con Cristo partendo dai 12 apostoli, che sono i missionari, per arrivare ai 72 discepoli che sono gli impegnati e infine alla folla rappresentata dai lontani. Don Gelmini sottolinea che la tensione va oltre l’evento perché è necessario che ci sia continuità fra la missione e il vissuto quotidiano. Perché crescano cristiani adulti.

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Ăˆ stata celebrata in tutto il mondo il 12 giugno scorso la Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, lanciata nel 2002 dall’Ilo (International labour organization – Organizzazione internazionale per il lavoro), per sensibilizzare e promuovere l’azione e l’impegno a favore dei diritti dei minori, troppo spesso vittime di sfruttamento. Il fenomeno riguarda anche l’Italia dove, secondo l’organizzazione Save the children, sarebbero 500mila

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fenomeno, secondo quanto previsto dalle convenzioni internazionali in tema di sfruttamento del lavoro minorileâ€?. L’associazione ha chiesto di “attivare presso ogni Prefettura Comitati di contrasto allo sfruttamento sul lavoro dei minori, e il potenziamento dei sistemi di protezione per le vittime e per i minori a rischio, garantendo un sostegno continuativo all’avvio di percorsi essibili di reinserimento scolastico, di formazione e di lavoroâ€?

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referendum del 12 e 13 giugno scorso piĂš che abrogativi sono stati “esplorativiâ€?. PerchĂŠ se è vero che con la vittoria dei sĂŹ sono state cancellate normative sulla privatizzazione dell’acqua, sul nucleare in Italia e sul legittimo impedimento, è altrettanto vero che l’esito della consultazione ha aperto la strada ad una attivitĂ  di indagine all’interno del mondo della politica e della societĂ  italiana su cui pochi avrebbero scommesso. A meno di una settimana dal voto, infatti, sono rimasti in pochi (o per lo meno hanno poca visibilitĂ  mediatica) a interrogarsi sulle conseguenze del voto. Ăˆ vero, in Italia l’acqua resterĂ  pubblica (ma resta ancora da stabilire come mettere mano a un sistema idrico che nel Paese “fa acquaâ€?), il nucleare è stato ormai messo nel cassetto (lo ha confermato lo stesso Berlusconi a urne ancora aperte), il premier e i suoi ministri non potranno piĂš invocare il legittimo impedimento per sottrarsi ai

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legge elettorale “porcellumâ€? è tornata a utilizzare lo strumento referendario per farsi sentire. Si tratta di un dato che tutte le forze politiche hanno registrato (qualcuna magari piĂš a malincuore di altre, ndr.), promettendo di tenerne conto per il futuro. Promesse da marinaio? Solo il tempo potrĂ  dirlo. Per il momento i partiti e gli schieramenti sembrano interessati a valutare le ricadute politiche del voto referendario. Qualcuno è fortemente tentato di “mettere il cappelloâ€? sulla vittoria referendaria, anche se una sorta di pudore sembra dettare un minimo di prudenza. Altri, Pdl e Lega su tutti, fanno fatica ad ammettere che il raggiungimento del quorum prima e la vittoria schiacciante (ma non poteva essere diversamente) dei sĂŹ deve essere considerata una vera e propria sconfitta. Non solo perchĂŠ gli elettori (e non soltanto quelli del centrosinistra) hanno bocciato leggi che con tenacia il centrodestra aveva approvato in Parlamento, ma anche

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perchÊ gli inviti di Bossi e Berlusconi a non andare alle urne, quando era piÚ logico aspettarsi da loro una chiamata alle armi per difendere le norme in questione, sono stati disattesi anche da tanti elettori di centrodestra. Per questi motivi c’è attesa per quello che Bossi dirà domenica 19 dal palco di Pontida. Per molti l’appuntamento leghista potrebbe essere lo snodo decisivo per la vita del Governo. La politica ha insegnato infatti che se la vittoria ha tanti padri (forse troppi

stando ai proclami postreferendari), la sconfitta è sempre “figlia di n.n.â€?. Di certo è che quel consenso di cui godeva il Premier sino a poche settimane fa non sembra piĂš cosĂŹ granitico. CosĂŹ come sembra giunta al termine la stagione della delega in bianco della gente alla politica. Gli elettori (non soltanto quelli che scendono in piazza a fianco dei comitati per qualcosa o contro qualcos’altro) hanno chiesto con i referendum di essere ascoltati e interpellati.

     

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In Libia è sempre serratissimo il confronto armato tra le truppe fedeli a GheddaďŹ e gli insorti. I combattimenti imperversano ormai da giorni a Zawiya, citta a 50 chilometri a ovest di Tripoli, e a Misurata, dove i ribelli sembrano controllare saldamente la cittĂ . Secondo alcuni osservatori internazionali i ribelli punterebbero a isolare Tripoli e fomentare la ribellione nella capitale. Quella in corso in Libia è anche guerra di propaganda: il portavoce del regime

Sta assumendo sempre piĂš l’aspetto di un massacro di proporzioni inaudite la repressione del regime siriano contro i civili sospettati di sostenere i rivoltosi. Ăˆ lungo l’elenco quotidiano delle vittime di un contrasto tra i fedeli del presidente Assad (nella foto) e gli oppositori che chiedono serie aperture democratiche. Nei giorni scorsi è giunta notizia di nuovi morti al conďŹ ne con la Turchia, dove ormai si sono rifugiati

ha informato che l’esercito libico ha eliminato “saccheâ€? di resistenza a Zawiya. La notizia è stata immediatamente smentita dagli insorti. Dal canto suo la Nato ha ricordato che “sta adottando tutte le misure necessarie per proteggere i civiliâ€?. Secondo altre fonti le truppe di GheddaďŹ si sarebbero asserragliate nell’importante sito archeologico di Leptis Magna per sfuggire ai bombardamenti Nato e conservare gran parte delle proprie capacitĂ  offensive.

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almeno 10mila siriani. Intanto, la risoluzione presentata dagli europei all’Onu per condannare le violenze del regime di Damasco è ancora arenata al Consiglio di Sicurezza per le resistenze di Russia e Cina che hanno minacciano il veto. Fonti internazionali hanno comunque confermato che non esisterebbe, al contrario di quanto sta avvenendo per la Libia, alcuna opzione militare contro il regime di Assad.



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cappare dal proprio Paese in guerra, lasciarsi dietro le spalle fame, violenza, morte e disperazione e cercare un’alternativa all’incubo. Questo spinge migliaia di somali ad affrontare i rischi del golfo di Aden, partendo su piccolissimi e instabili scafi, esponendosi al pericolo del mare, ai trafficanti, e a ogni abuso pur di andarsene. Lo Yemen è il punto di approdo. Molti non hanno denaro e forze per proseguire verso Paesi piĂš ricchi e rimangono qui, almeno per un po’. Confortati dalla generositĂ  di un Paese che riconosce loro il diritto di essere rifugiati. Oltre ai somali, sulle spiagge yemenite approdano ogni settimana persone dall’Etiopia e dall’Eritrea. Oggi però lo Yemen si sta trasformando in un nuovo incubo. Migliaia di rifugiati e migranti si trovano intrappolati negli scontri tra governo e opposizione, alcuni sono riusciti a scappare dai quartieri di Sana’a sotto i colpi dell’artiglieria, rivivendo quel che speravano di aver lasciato alle spalle. Come se la violenza li inseguisse, e le vie di uscita fossero chiuse. “Abbiamo trovato soluzioni per diverse famiglie, in particolare quelle con maggiori difficoltĂ , come quelle con persone disabili. Non era possibile lasciarle nei centri che sono stati letteralmente invasi dalle persone in fuga e quindi siamo riusciti a trasferirli in

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zioni in pericolo, vittime di calamitĂ  naturali e di conflitti armati. Ăˆ ancora la responsabile di Intersos ha raccontare della drammatica situazione che sta vivendo lo Yemen. La capitale Sana’a è sotto pressione da molti mesi, gli scontri sono sempre piĂš intensi. I posti di blocco aumentano, mancano la corrente elettrica, l’acqua e il carburante. Molte ambasciate hanno chiuso i battenti, e nel Paese è rimasto solo il personale essenziale delle organizzazioni internazionali e non governative. Questo rallenta molto la capacitĂ di risposta all’emergenza fornite da organizzazioni umanitarie che, come Intersos, operano nello Yemen.

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MARCO MORI

UN ORATORIO PER EDUCARE 2671 – pp. 92, ₏ 8,00

Per la maggior parte delle famiglie l’oratorio è un posto vicino e sicuro. Ma proprio per questo, a volte, questa istituzione educativa viene sfruttata solo come uno spazio in cui "parcheggiare" i figli, senza comprenderne le reali potenzialità. Questo volume vuole riflettere su quanto l'oratorio sia non solo luogo di gioco, ma anche di confronto e di crescita umana e religiosa.

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LA SCUOLA    

 MKT-2011 24

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La rapida formazione di un nuovo governo, l’avvio del processo di riscrittura della costituzione e un maggiore impegno in politica internazionale, con riferimento agli accadimenti della vicina Siria e alle rivolte che stanno interessando l’intero mondo arabo: sono questi gli obiettivi di breve termine di Giustizia e sviluppo (Akp) il partito del primo ministro Tayyip Erdogan, confermato alla guida della Turchia dalle elezioni legislative dei giorni scorsi. Non avendo i numeri per apportare modiďŹ che costituzionali senza il sostegno delle altre formazioni, Erdogan ha giĂ  detto di essere pronto a bussare alle porte del Partito popolare repubblicano (Chp, 26% dei voti e 135 seggi), principale partito di opposizione. Per la prima volta nella storia della Turchia moderna, un esponente della comunitĂ  cristiana siriaca è stato eletto deputato.


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Alla cascina Cerreto, sulla strada per Milzanello, si è svolta una giornata dei Gas, il gruppo acquisti solidali, di cui è presidente Angelo Fredi. Il Gas è emanazione del circolo Acli di Manerbio e raccoglie numerose adesioni come s’è visto al Cerreto dove s’è discusso di argomenti attuali. Dalla necessità di far quadrare i bilanci delle famiglie, all’opportunità offerta da commercianti e produttori di accedere ad acquisti a costi calmierati per la gestione della casa

Dopo il successo del mediometraggio “Il gallo di Ramperto� (Silvia Cascio e Vittorio Bedogna) nato in seno allo spazio Sp@cebook dell’oratorio di San Faustino nel 2010 e vincitore del primo premio all’International migration art festival di Milano nel 2011, quest’anno saranno presentati altri quattro cortometraggi esito dei laboratori audiovisivi tenuti da Silvia Cascio e Simone Agnetti presso gli spazi Sp@cebook. con quattro oratori cittadini. L’intento

e dell’abbigliamento dei singoli componenti il nucleo familiare. Scarpe, pannelli solari, oggetti d’uso quotidiano in metalli e legno, alimenti di vario genere sono stati fatti conoscere da fornitori sensibili alle questioni del caro vita. Un’occasione per gli aderenti ai Gas – che sono per ora almeno 300 – per affrontare problemi della vita quotidiana. Il sodalizio ha sede presso il circolo Acli di via San Martino a Manerbio con ufďŹ ci annessi al Patronato Acli.

è quello di “smontare il giocattoloâ€? del cinema insieme ai bambini e ai ragazzi e con loro scrivere e realizzare un prodotto audiovisivo finito. Da questa attivitĂ  sono nati quattro cortometraggi in bianco e nero ispirati ai generi del cinema delle origini; la comica “Le terribili canaglieâ€? (Urago Mella), la commedia rosa “Intrighi e sentimentiâ€? (Primo Maggio), il thriller “L’orfanotrofioâ€? (di San Barnaba) e il western “Ritorno di fuocoâ€? (Sant’Angela Merici).

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2FFKLRDLODGULGLWHPSRHGLFRQFHQWUD]LRQH Il nostro Centro audiovisivi ha realizzato un dvd (professionalmente ottimo) su “Roma Express 2011â€?, il viaggio a Roma che da qualche anno, la domenica delle Palme, i cresimandi bresciani compiono per incontrare il Papa. Il racconto delle due giornate che Fabrizio Gorni ha realizzato si avvale della testimonianza dei protagonisti. In risposta alla domanda “Se potessi parlare con il Papa che cosa gli diresti?â€?, i ragazzini hanno prodotto una serie di brontolii fra il perplesso e l’indecifrabile. Solo una ragazzina è stata molto decisa: “Gli chiederei l’amicizia su Facebookâ€?. Ăˆ una risposta che descrive il mondo delle nuove generazioni, un mondo in cui quelli che ancora parlano di cassette (audio e video, non della frutta) fanno parte della preistoria della comunicazione. Un mondo che certi adulti incominciano a scoprire con stupore, e un po’ di paura, per esempio accorgendosi che le correnti delle opinioni (e magari dei voti) sono sempre piĂš legate alla Rete, intesa come ragnatela informativa formata da tutti i nuovi strumenti. Per cui appare vecchia anche la polemica

pro o contro Santoro. Ormai i salotti televisivi sono riservati a un pubblico che vuole essere convinto di quello che già pensa e sono frequentati da compagnie di giro legate ai vari conduttori. Basterebbe fare un elenco dei clienti di Santoro, di Vespa, di Floris, di Fazio, per rendersi conto che le eccezioni confermano la regola. Tutto questo a premessa di una riessione che va oltre e riguarda l’invasività conclamata degli strumenti. Osservate quanto

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avviene negli ufďŹ ci, nelle pubbliche riunioni, nelle cene di famiglia o nelle feste tra amici: ipad, iphone, Blackberry, sms, email, conversazioni al cellulare con la mano davanti alla bocca (per la privacy!), reclamano l’attenzione generale. Uno squillo di cellulare non si nega nemmeno nei luoghi piĂš riservati, chiese comprese. A parte la maleducazione dilagante, ne va di mezzo qualcosa di piĂš. Uno studio fatto nel centro mondiale dell’industria hi-tech, la Silicon Valley californiana, ha

lanciato l’allarme: gli strumenti della comunicazione diminuiscono l’efďŹ cienza, con costi rilevanti. Lo studio compiuto dalla societĂ  di software Harmon.ie e dall’istituto demoscopico uSamp, con sede a Milpitas in California ha quantiďŹ cato il danno economico in 10.800 dollari di perdite (medie) all’anno per ogni dipendente. Oltre la metĂ  degli americani durante il lavoro sprecano almeno un’ora al giorno per le interruzioni. Mentre un tempo a ridurre la produttivitĂ  erano le telefonate a casa o il

gossip davanti alla macchinetta del caffè, ora il 60% del tempo perso è causato da lettura di email, internet, telefonini. Il vecchio gossip resiste, naturalmente, ma ha trovato nuovi e poderosi canali di comunicazione su Facebook, Twitter, Linkedin. Non c’è solo una perdita economica, perchĂŠ subentra anche una mutazione delle reazioni umane: il 45% dei lavoratori studiati da Harmon. ie non riesce a concentrarsi per piĂš di 15 minuti consecutivi, senza cadere nella trappola di un’interruzione. Secondo David Lavenda, il vicepresidente di Harmon.ie che ha coordinato la ricerca, “la questione non è piĂš se stai lavorando o meno, ma se non rischi di perdere concentrazione ogni volta che qualcosa salta fuori dal tuo schermoâ€?. William Powers, l’autore del celebre saggio “Il Blackberry di Amletoâ€?, sta conducendo una campagna per convincerci a ridiventare i padroni di noi stessi: nel bombardamento di messaggi distraenti stiamo perdendo profonditĂ , serenitĂ , oltre che efďŹ cienza. Chi è d’accordo mi mandi un sms o una mail!


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GiovedĂŹ della scorsa settimana il vice-sindaco Fabio RolďŹ ha guidato una visita all’Ortomercato insieme ad altri politici e amministratori. RolďŹ ha dichiarato che scopo della visita era quello di “veriďŹ care come i prodotti venduti a Brescia siano assolutamente sicuri e controllati e possano dunque essere consumati in tranquillitĂ  da tutti gli utentiâ€?. Una bella foto con i cetrioli (i famigerati cetrioli) in bocca voleva essere la prova provata della tutela della salute. Peccato

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che sono bastate 48 ore per aprire una ďŹ nestra su una realtĂ  un po’ diversa. Infatti, sabato 11 giugno un giornalista pachistano, Husnain Saleem, ha denunciato la presenza di ciliegie e pomodori avariati in vendita allo stesso Ortomercato e ha presentato documenti fotograďŹ ci comprovanti. Il presidente e il direttore dell’Ortomercato si sono affrettati a giustiďŹ carsi con distinguo che sul piano giuridico possono anche apparire ragionevoli (“A noi spetta

un controllo a campionatura, la responsabilitĂ  è sempre dei singoliâ€?), ma che non regge a una seria valutazione di buon senso. La controprova deriva dal fatto che qualcuno ha aggiunto che “la merce guasta non necessariamente è pericolosaâ€?. PerchĂŠ per dimostrare questa affermazione le autoritĂ , che si sono esercitate con i cetrioli, non si fanno fotografare mentre mettono in bocca i pomodori con la muffa o le ciliegie con il verme? (s.z.)

 

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vrebbe sorriso il giovane Domenico Savio, come ha saputo fare nella sua breve vita. Un viso sorridente per la notizia dell’intitolazione a lui riservata del nuovo oratorio di Cogozzo. “GiĂ  nelle vecchie sale adiacenti la chiesa – dice il parroco don Paolo Lanzi – avevamo una sala dedicata al Santo allievo di Giovanni Bosco, ora abbiamo voluto ricordarne la presenza nella struttura che andremo a inaugurare sabato 18 giugno, anche con un quadretto che campeggia sulla parete d’ingresso a pianterreno. Cogozzo non ha mai avuto un centro di aggregazione e siamo davvero contenti d’essere giunti a completare i lavori e donarne uno a tutta la comunitĂ â€?. Il nuovo oratorio è stato ricavato all’interno di un vecchio fabbricato padronale del XVIII secolo e di una palazzina degli anni Sessanta ereditati entrambi dalla parrocchia sette anni fa per un lascito del signor Francesco Spada. “L’incarico è stato affidato nel 2009 all’architetto Roberto Romelli – prosegue don Lanzi – e nel 2010 abbiamo aperto il cantiere. Il tutto è stato seguito dal consiglio pastorale e da quello per gli affari economici. I lavori sono stati affidati all’impresa locale Cm di Claudio Malora e sono stati rispettati i tempi di consegna. Abbiamo vo-

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autotassandosi per cinque anni con un versamento minimo di 120 euro all’anno. Poi, siamo stati aiutati dalla Regione con un prestito da restituire entro 20 anniâ€?. Un oratorio che è collegato all’area verde realizzata qualche anno fa dal Comune e data in concessione alla parrocchia per 30 anni. Un’area che comprende un campo da calcetto sintetico, una piastra utilizzabile sia per la pallavolo sia per la pallacanestro, un campo da beach volley, un’ampia area giochi per i piĂš piccoli e un chiosco con ombrelloni e numerosi posti a sedere. “Ora di-

sponiamo di un ampio piazzale e a pianterreno un bar, una stanza per i ragazzi, una dedicata ai pensionati e una cucina. Inoltre, abbiamo ricavato anche una piccola cappella. Al primo piano c’è una stanza che verrà divisa in due con pareti mobili e destinata ad aula di catechismo, mentre al secondo piano abbiamo ricavato una sala conferenze che può contenere un centinaio di persone. Nella palazzina a fianco ci sono gli spogliatoi e al primo piano un’altra sala per le riunioni. Inoltre, tutto l’edificio è coperto da una rete wireless per il collegamento internet�.

  

   

8QDVHUDWDSHULO0R]DPELFR Sabato 18 giugno sarĂ  occasione di confronto tra culture diverse, con l’8ÂŞ edizione della Serata multietnica, promossa dalla ComunitĂ  missionaria di Villaregia di Lonato. La ComunitĂ  di Villaregia nacque negli anni Settanta attorno alle ďŹ gure di padre Luigi Prandin e madre Luigia Corona. La prima sede fu aperta nel 1981 in Sardegna, dove le missionarie vivevano in un appartamento messo a disposizione da una famiglia amica di Quartu S. Elena,

mentre i missionari stavano in una casetta di Santo Sperate a 25 chilometri di distanza. Da allora è stata fatta molta strada e oggi si possono contare oltre a diverse comunità in Italia anche quelle di Belo Horizonte e San Paolo in Brasile, poi PerÚ, Messico, Porto Rico, Mozambico e Costa d’Avorio. Le offerte raccolte sabato saranno destinate alla missione di Maputo, in Mozambico, nella cui periferia la Comunità è presente dal gennaio 2009.

Qui il 70% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà assoluta, il 51% dei giovani tra i 14 e i 24 anni è analfabeta, il 58% della popolazione non ha accesso ai servizi sanitari di base: acqua potabile, servizi igienici, assistenza sanitaria. Il 38% della popolazione vive con meno di 1 dollaro al giorno. Due bambini su cinque soffrono di malnutrizione. Per partecipare confermare allo 030.3133111 o via e-mail all’indirizzo posta.lo@cmv.it.

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Esce questa settimana il numero 6 del freepress “La Voce di Bresciaâ€?. L’inchiesta del mese cerca di inquadrare la questione demograďŹ ca della cittĂ , evidenziando un saldo in negativo e la necessitĂ  di favorire l’integrazione. Poi un quadro sui ussi migratori cittadini e sul lavoro, completato da un’intervista al sindaco Adriano Paroli sui progetti di rilancio che vedranno Brescia protagonista negli anni a venire. Una cittĂ  giĂ  nel gotha

All’interno di “Brescia. MenĂš per l’estateâ€? realizzato dal Municipio cittadino e dalla Circoscrizione Centro è cominciato mercoledĂŹ “Il teatro fuori luogo. Baryâ€?, rassegna teatrale itinerante ideata da Teatro 19. Prossimo appuntamento venerdĂŹ 17 in via Gasparo da Salò (osteria Al Bianchi, trattoria Gasparo) con “Otto ovvero per il diritto alla rabbiaâ€?. MercoledĂŹ 22 giugno è la volta dello spettacolo “Veneti Fairâ€? in via delle Battaglie (bar Il crivello e bar Le battaglie), seguito il 24 in

dell’eccellenza per i sistemi di trasporto pubblici, come risulta dall’approfondimento sul progetto Civitas, che ha riunito a Coimbra 59 cittĂ  europee. Quindi il programma per l’estate cittadina, l’ipotesi di “brescianizzareâ€? la Mille Miglia e nelle pagine dell’Economia il punto sulle nuove rotte civili all’aeroporto di Montichiari e un focus sull’appuntamento ottobrino di Brixia Expo. In chiusura parola a Gino Corioni e al futuro del Brescia Calcio.

contrada Pozzo dall’Olmo (trattoria Vecchia Praga e bar Da Franco) da “Assedioâ€? della Compagnia Dammacco. mercoledĂŹ 29 via S. Faustino (bar La piazzetta) sarĂ  palcoscenico per “Il disumano e disperato caso di Michele Beltramiâ€?. Chiusura giovedĂŹ 30 giugno in via Fratelli Bandiera (osteria Croce Bianca) con “Bim Bum Bangâ€?, commedia leggera sulla leggerezza delle armi di e con Elena Vanni. Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 21.30. Info su www.duc-brescia.it.

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l forum sulla mobilitĂ , iniziativa promossa dall’Unione europea che si è svolta a Coimbra, storica sede universitaria nel cuore del Portogallo, è sinonimo di novitĂ  anche per Brescia con la chiusura sperimentale del centro cittadino alle auto, giĂ  a partire da fine estate. L’anticipazione arriva dal vicesindaco Fabio Rolfi, a margine della missione estera. Il principale strumento attuativo è il progetto Civitas: una rete di discussione e di confronto tra le 59 piĂš evolute cittĂ  europee in campo di mobilitĂ . Dopo il premio ricevuto come 2ÂŞ cittĂ  del Progetto Civitas per il 2010, Brescia si presenta tra i partner piĂš autorevoli dell’iniziativa. “Il vantaggio di Civitas – ha ribadito Rolfi – è duplice: da un lato è in grado di offrire una formazione permanente e un dialogo essenziale per i tecnici che devono pensare e costruire viabilitĂ  e mobilitĂ  cittadina; dall’altro mette Brescia fra i modelli studiati a livello europeo. L‘iniziativa prevede un approccio integrato per promuovere un trasporto pubblico a basso impatto ambientale con il supporto di progetti dimostra-

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gnato il picco a ottobre con 16mila utilizzi e una media annua di 11.200 prelievi mensili, mentre gli abbonati oggi attivi sono oltre 4.000. A utilizzarla di piÚ sono gli studenti (34%). Le donne sono in prevalenza rispetto agli uomini, attestandosi sul 54%, mentre la fascia di età maggiormente interessata è quella tra i 20 e i 40 anni. Le postazioni piÚ utilizzate sono quelle di stazione, piazza Rovetta e San Faustino, in quest’ordine e con una netta prevalenza per la postazione installata in stazione, a conferma della possibilità di integrare i sistemi di trasporto anche all’interno della città. Non bisogna poi dimenticare – ha concluso l’ingegnere – il progetto legato all’auto elettrica che A2a e Renault stanno portando avanti e già oggi conta 17 centraline di ricarica installate in città e 20 auto elettriche in funzione�.

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8QDORJLFDLQFOXVLYD GLVXSSRUWRDLGLVDELOL Fobap onlus, Fondazione bresciana assistenza psicodisabili, costituita nel 1982 su iniziativa dell’Anffas, di cui riporta il marchio ed è il braccio operativo, con sede in cittĂ  in via Michelangelo 405, ha presentato il bilancio sociale 2010, ovvero il rapporto sul lavoro svolto nello scorso anno. “Con 16 servizi attivi, per 250 ospiti, 34 dei quali ne frequentano due, con 183 dipendenti e 204 volontari – ha detto la sua presidente Maria Villa Allegri –– Fobap è il piĂš importante gestore di servizi rivolti a persone con disabilitĂ  intellettiva della provincia di Brescia. I servizi spaziano dall’ambito socio-sanitario a quelli sanitario e socio-assistenziale – ha continuato Maria Villa Allegri – secondo gli standard normativi dettati da Regione Lombardia, molto spesso superati nella loro attuazione. Lavoriamo in una logica inclusiva dei disabili che vengono ospitati, in forma residenziale o in day hospital, attraverso 23 progetti che spaziano in ogni ambito sociale, in modo da entrare in contatto con l’esterno, portando i soggetti a raccordarsi e intavolando una relazione per vivere la comunitĂ â€?. “Per avere maggiore visibilitĂ  abbiamo attivato il sito www.fobap.it – ha illustrato il direttore generale Filippo Perrini – sul quale, oltre a trovare ogni dettaglio sul bilancio sociale, vi è ogni indicazione per i familiari dei futuri ospiti, affinchĂŠ possano conoscere a fondo la struttura e le sue caratteristiche. Ampia l’attivitĂ  formativa per il personale dipendente, per un totale di 29 corsi, declinati in 2.673 ore per

una partecipazione di 395 unitĂ , di cui molte esterneâ€?. “Abbiamo potenziato i gruppi di partecipazione – ha spiegato il responsabile tecnico Roberto Cavagnola – con la presenza attiva di disabili, familiari, operatori e volontari, cosĂŹ come abbiamo progettato e attivato il Centro per l’autismo, di imminente inaugurazione, quale investimento nel fronteggiare i disturbi nell’etĂ  evolutivaâ€?. (f.a.)

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‡œœƒ–‘ —‘‰Š‹‹Â?…‘Â?—Â?‡͚͙͙͘ Si apre giovedĂŹ 16 giugno il ricco calendario di appuntamenti di “Luoghi in comuneâ€? che si tiene a Rezzato. Alla fondazione Pinac rimarrĂ  aperta tutta l’estate la mostra “Nel ritmo del tempoâ€?, mostra pittorica di lavori realizzati da bambini dal 1966 al 2010. Fino a domenica 19 giugno presso Casa Almici l’apertura ufďŹ ciale dell’estate con balli, spettacoli di burattini e gastronomia (info su www.ealmici.it). Sempre domenica 19 all’oratorio di Virle giornata

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”‘••‹Â?ƒ ‡”Â?ƒ–ƒƒ•–‡ŽŽ‘ ‡‡Â?‡Â?†ÂƒÂŽÂŽÇŻÂ‹Â?•‡‰Â?ƒ†‡ŽŽƒ†ƒÂ?œƒ dedicata alla mostra del marmo e dell’antiquariato e dal 24 al 26 giugno la 20ÂŞ edizione di Cantavirle. Sabato 28, invece, grande appuntamento a Villa Fenaroli con il concerto di Roberto Vecchioni, seguito domenica 29 dall’esibizione di Raphael Gualazzi (info su www. cipiesse-bs.it). VenerdĂŹ 1 luglio all’ex cava Corna Rossa il tributo ai Pink Floyd alle ore 21.30. Per informazioni dettagliate consultare il sito web www.comune.rezzato. bs.it.

“Prossima fermata Castelloâ€? non si ferma e anche per sabato 18 e domenica 19 giugno ha in programma due eventi. Sabato, a partire dalle ore 21, “Tuttindanzaâ€?, realizzato con la collaborazione di Uisp Lombardia per coinvolgere tutto il pubblico di appassionati e curiosi sotto il segno del ballo, con l’esibizione dei migliori ballerini della cittĂ . Sul colle Cidneo continuerĂ  a far la parte del leone il ballo anche nella giornata di domenica 19, quando alle ore 15

ritornerĂ , dopo il grande successo della prima stagione, “High School Dance 3â€?. Le aree piĂš spaziose del Castello saranno allestite con attrezzature ginniche, piste da ballo e mini-palestre. Istruttori qualiďŹ cati proporranno un iter amatoriale attraverso cui immergersi nelle piĂš svariate discipline, anche per i piĂš piccoli: latino-americano, danze caraibiche, hip hop. Saranno presenti anche postazioni di babyboxe, yoga, ginnastica artistica e balli di gruppo.



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a Provincia di Brescia ha avviato una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla possibilitĂ , da parte dei cittadini, di destinare il 5xmille delle imposte che giĂ  versano all’associazionismo piuttosto che ai Comuni, con lo scopo di sostenere attivitĂ  di carattere sociale. “L’analisi dei dati del passato ci ha imposto molte riflessioni sullo scarso utilizzo di questa opportunitĂ  da parte dei cittadini – ha detto il presidente del Consiglio provinciale Bruno Faustini – e riteniamo che una maggiore conoscenza dell’esistenza di questa legge, che non intacca in alcun modo quanto il contribuente giĂ  versa, sia molto importante per sostenere l’associazionismo, con particolare riguardo verso quello brescianoâ€?. Poche, ma significative cifre al riguardo: negli anni 2010 e 2011 i soggetti beneficiari del 5xmille a livello nazionale sono, rispettivamente, 40.265 e 42.724, e hanno ricevuto contributi per circa 420 milioni di euro, provenienti da poco piĂš di 15 milioni e mezzo di cittadini. “Nella nostra provincia – ha aggiunto Bruno Faustini – i beneficiari sono, stessi anni, 1.114 e 1.165, quando valutazioni realistiche fanno attestare tale cifra tra le 4.000 e le 5.000 unitĂ . Stimiamo che sia circa un terzo

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sia ampio spazio per poter aiutare anche l’associazionismo bresciano. A tale scopo abbiamo inviato ai 206 Comuni della provincia di Brescia l’elenco delle associazioni di competenza territoriale – sono 176 quelli che hanno almeno una associazione iscritta all’albo onlus sul proprio territorio, ha specificato Faustini – cosÏ come abbiamo chiesto all’Ordine dei Commercialisti di rendere edotti i rispettivi clienti di tale possibilità di erogazione�. Se non destinato, il 5xmille viene incamerato dallo Stato. L’elenco bresciano delle associazioni no profit è consultabile sul sito www.provincia.brescia.it.

      

,QWRUQRDOIXWXURGHOODVFXROD Si è tenuto giovedĂŹ 9 giugno a Palazzo San Paolo un dibattito sul tema “Dove va la scuola italiana? Le riforme in atto nel sistema scolastico italiano: quali prospettive per la formazione dei giovani?â€?. L’incontro è stato introdotto dal prof. Paolo Signoroni, docente del Liceo scientiďŹ co Calini, il quale ha sottolineato alcuni nodi problematici che riguardano la situazione attuale della nostra scuola (processi di ‘riforma’ che la attraversano da molti anni, situazione dei docenti in servizio, questione del reclutamento, aspettative di studenti e famiglie). Ăˆ seguito l’intervento del prof. Mario Falanga, docente di Legislazione scolastica presso l’UniversitĂ  di Bolzano e autore del recente volume “La scuola pubblica in Italiaâ€?, il quale ha dialogato con Raffaele Camisani, presidente di “ComunitĂ  e scuolaâ€?. Il prof. Falanga

ha toccato alcuni aspetti del dibattito in corso, soffermandosi sui recenti interventi legislativi, le prospettive future del secondo ciclo di istruzione e i compiti dei soggetti chiamati in causa: studenti, docenti, dirigenti, famiglie. Ha evidenziato come spesso prevalgano ragioni ‘extrapedagogiche’, piĂš di carattere economico che di ampio respiro progettuale, auspicando un dibattito meno infuocato e ideologico su un tema che dovrebbe essere di al di sopra dei personalismi. Nel dibattito è intervenuto poi il prof. Luciano Corradini, sottolineando il tema del diritto-dovere all’istruzione e auspicando una valorizzazione dell’autonomia scolastica. La riessione sulla scuola si è collocata all’interno della serie di incontri tenutisi nei giorni precedenti a Palazzo San Paolo: un primo su “AutoritĂ  e libertĂ â€?, partendo dalla riessione

sulla ďŹ gura di Giuseppe Capograssi; l’altro sul tema del nucleare e delle fonti rinnovabili. L’iniziativa, aperta a tutti, degli “Incontri a Palazzo San Paoloâ€? nasce all’interno dei percorsi promossi dall’Azione cattolica bresciana per leggere i fenomeni tipici della nostra societĂ  alla luce dell’esperienza cristiana e sottolinearne le ricadute concrete nella quotidiana convivenza e le prospettive per il domani. In particolare, si intendono percorrere due ďŹ loni: uno piĂš attento a temi di carattere sociale e civile di rilevanza locale e uno di riscoperta di testimoni del Novecento bresciani. Gli incontri riprenderanno a settembre con una riessione pubblica sul tema della casa a Brescia e proseguiranno a ottobre con un confronto a piĂš voci sul tema “Quale futuro per Brescia cittĂ  universitaria?â€?.


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proprio la vicinanza intesa come primo momento di socializzazione. Dice il manifesto con il quale Aler Brescia presenta la “suaâ€? manifestazione: â€œĂˆ l’occasione per restituire il sorriso ai nostri quartieri, per conoscere i nostri vicini, passare insieme un momento di convivialitĂ â€?. Com’è noto, la festa in chiave bresciana è la versione cittadina dello European Neighbour’s Day. Quest’anno sono coinvolti il Comune e la Circoscrizione Centro, quartiere

storico che gravita intorno a via Federico Odorici. “Negli anni scorsi – ha ricordato il presidente Emidio Ettore Isacchini – l’avvenimento si è svolto in centinaia di cittĂ  europee: noi vi partecipiamo da sei anni nella convinzione di fare opera positiva, sia per i quartieri coinvolti, sia per l’immagine della stessa Alerâ€?. Ecco perchĂŠ l’azienda si fa carico, da allora, dell’organizzazione, in collaborazione con residenti, enti e associazioni. Precisa a sua volta Lorella Sossi, direttore generale

Aler: “La proposta giunge ogni anno attraverso Federcasa e alla sua realizzazione operiamo convinti che sia un passaggio essenziale e per riappropriarsi di un rapporto diretto con molte persone che con noi condividono una normalitĂ  quotidianaâ€?. Lanciata nel 1999, la manifestazione è stata estesa a livello europeo nel 2003 e negli ultimi anni ha riunito ogni volta 9 milioni di cittadini europei, oltre 1.000 Comuni (grazie ad Anci) e organismi sociali di 30 Paesi.

  

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Ăˆ tempo di delibere, in vista dell’estate, per la Giunta comunale cittadina. CosĂŹ da Palazzo Loggia arrivano impegni pronti a diventare realtĂ  sul fronte di sport, cultura, e associazionismo. “Una prima delibera – dice l’assessore alla Cultura Andrea Arcai – prevede lo stanziamento di 14.500 euro per venire incontro alle famiglie durante il periodo estivo. GiĂ  da tempo il Comune offre per giugno, luglio e settembre la possibilitĂ  di andare ai vari Cre e fare attivitĂ  sportive e corsi si approfondimento della lingua inglese. Noi provvediamo al

pagamento del corso per un periodo che va da una a due settimane, realizzati con due istituti della città, coinvolgendo circa 100 bambini e impiegando rispettivamente 1.000 e 2.000 euro. Gli altri 11mila euro circa – continua l’assessore Arcai – vanno all’istituto Razzetti per la realizzazione di un Cre che riguarda 700 bambini. La seconda proposta, invece, prevede di destinare 60mila euro ad attività ludiche, visite a parchi e musei e pratiche sportive che impegnano circa 6.000 bambini; fra queste anche la garanzia di tenere aperte le 12 strutture dei Cag pre-

senti in cittĂ â€?. Una serie di delibere che mettono al centro la famiglia, come sottolinea l’assessore Giorgio Maione: “Abbiamo provveduto all’erogazione di 190mila euro per sostenere i nuclei familiari numerosi, completando il percorso fatto negli ultimi tre anni in accordo con il Forum delle associazioni delle famiglie. Tenuti da parte 10mila euro per gli avvenimenti sportivi, i rimanenti 180mila euro saranno erogati alle famiglie numerose sottoforma di bonus con un bando che rimarrĂ  aperto dall’1 al 30 settembre prossimo (presso l’assessorato ai Servi-

zi sociali di piazza Repubblica). Per questo poche settimane fa abbiamo stipulato un accordo con Brescia Trasporti e pratichiamo sconti per i corsi di avviamento allo sportâ€?. “Sono azioni non molto diffuse in Italia – dice il sindaco Adriano Paroli –, da noi fatte tenendo alta la quota Iseeâ€?. Da ultimo una delibera voluta dal vicesindaco Fabio Rolfi, con la possibilitĂ  di fare matrimoni in Castello, eletta a casa comunale. Saranno 800 gli euro di affitto per la cerimonia, a fronte di un investimento da 29mila euro, che renderĂ  la sala operativa nella primavera 2012.


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ÂŽ’‹ƒÂ?‘ƒ––—ƒ–‹˜‘’‡””‹“—ƒŽ‹ˆ‹…ƒ”‡‹ŽŽƒƒ†‹ƒ NovitĂ  importanti per il Comune di Leno. A breve verranno siglate le convenzioni per far partire due distinti Piani attuativi: uno, di valenza produttiva, gravita sulla strada vecchia che porta a Ghedi, di fronte al supermercato Lidl; l’altro, residenziale-culturale, fa riferimento a un’ampia area di circa 130mila metri quadrati nel cuore del paese, a poche decine di metri dalla parrocchiale e da piazza Cesare Battisti. Questo secondo piano ha come simbolo

e fulcro la maestosa Villa Badia, passata nelle mani di un unico proprietario: il Dominato Leonense, braccio culturale della Cassa Padana. “Fino a non molto tempo fa – sottolinea l’assessore a Urbanistica e territorio Luigi Braga –, Villa Badia aveva tre proprietari. L’amministrazione comunale è riuscita a favorire il passaggio dell’intero complesso nelle mani di un unico proprietario, che lo userĂ  per manifestazioni culturali. Questa operazione ha consentito

alla comunitĂ  di Leno di entrare in possesso, naturalmente a costo zero, di spazi pubblici che noi riteniamo molto importanti, come ad esempio una parte del grande parco. Infatti, chi ha avuto occasione di entrare negli spazi di pertinenza di Villa Badia avrĂ  certamente notato che, a nord e a sud della stradina che collega l’ingresso all’ediďŹ cio, c’è un ampio parco. Con la ďŹ rma della convenzione, che si farĂ  entro la ďŹ ne di giugno, la parte del

parco che si trova a nord della stradina diventerà di proprietà del Comune, quindi dei lenesi. Non solo – conclude Braga – sempre in virtÚ della convenzione che a breve andremo e sottoscrivere, la comunità di Leno diventerà proprietaria di alcune aree che si trovano a est di Villa Badia. Si tratta di alcune decine di migliaia di metri quadrati, che serviranno per realizzare aree verdi, parcheggi, una pista ciclabile e anche una nuova piazza�. (mtm)

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agna Park Manerbio è un progetto che dovrebbe essere realizzato dopo l’estate, superate le fasi della burocrazia sulle autorizzazioni. Il nuovo insediamento immobiliare per attività logistiche a Manerbio si troverà a breve distanza dal casello dell’autostrada A21. La piattaforma occuperà una superficie complessiva di 125mila metri quadrati, per tre edifici che inizialmente copriranno una superficie complessiva di 80mila metri quadrati. Lo studio di fattibilità del progetto è iniziato tre anni fa, prendendo in considerazione un’area di 250mila metri quadrati già acquistati dalla società che propone la realizzazione. L’idea è nata in seguito a una ricerca di mercato messa in campo per studiare le potenzialità di sviluppo immobiliare del territorio della Bassa bresciana, in particolare nella zona situata all’incrocio fra

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colato Walcor, con l’intenzione di sviluppare una piattaforma di stoccaggio e distribuzione a Cremona. Un impianto che prevede la costruzione di magazzini a temperatura controllata. I lavori sono già iniziati nel mese di marzo e termineranno entro il prossimo dicembre. La società Walcor utilizzerà la struttura per effettuare la distribuzione dei suoi prodotti su tutto il territorio nazionale e all’estero, prevedendo di far lavorare all’interno degli stessi magazzini circa 150 persone. Il polo logistico di Manerbio è stato presentato alla Fiera internazionale di Milano nell’ambito della Eire-Expo Italia Real Estate. Il progetto si colloca nel centro dell’Italia del Nord ed è interessato al Corridoio 5, arteria a rete multimodale che appartiene a uno dei piÚ grandi assi ferroviari e autostradali che l’Unione Europea si è impegnata a realizzare per connettere la città di Lisbona in Portogallo a quella

     

di Kiev in Ucraina. Nella cittadina milanese si sono potuti incontrare tutta una serie di operatori specializzati, che vanno dalle Property Companies alle imprese impegnate nella costruzione, dai grandi gruppi industriali alle societĂ  deputate alla gestione dei servizi, dagli studi di progettazione a quelli che forniscono servizi finanziari e molto altro ancora per la valorizzazione, lo sviluppo e la riqualificazione dei patrimoni immobiliari.

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Per celebrare il 40° anniversario di fondazione della locale sezione degli alpini e la loro costante presenza e volontariato sul territorio, è previsto per il fine settimana una tre giorni con ricco programma di appuntamenti. Si comincia venerdÏ 17 alle ore 20.30 con un raduno di moto d’epoca nel piazzale adiacente alla sede dell’associazione, seguito da una sfilata per le vie del paese che, dopo un aperitivo in piazza Pavoni, si concluderà con una cena e una serata danzante. Nel tardo pomeriggio di sabato 18 verrà formato dagli alpini un corteo che, a partire dalle ore 18, deporrà dei fiori su tutti i monumenti del paese; mentre domenica avranno luogo le celebrazioni piÚ importanti: a

partire dalle ore 8 del mattino si terrĂ  l’ammassamento presso il piazzale della sezione, il quale alle 9.40, dopo l’alzabandiera, verrĂ  intitolato agli alpini castrezzatesi mediante lo scoprimento di una targa. Successivamente ci si porterĂ  davanti ai monumenti degli alpini e dei caduti, ai quali saranno resi gli onori militari con l’esecuzione del “silenzioâ€? da parte della fanfara “Tridentinaâ€? e della banda di Pontoglio. Da lĂŹ, una volta compiuti i saluti di rito da parte delle autoritĂ  civili, ci si recherĂ  in chiesa per la Santa Messa. Per concludere la pranzo presso il ristorante “911â€? all’interno dell’autodromo di Franciacorta. Alle ore 17 l’ammainabandiera, che concluderĂ  cosĂŹ ufficialmente i tre giorni di festeggiamenti. (f.u.)


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Gottolengo. Sono le motivazioni che accompagnano l’etĂ  avanzata anche di don Giuseppe Bettoni, originario di Passirano, dov’è nato nel 1936, ricevendo l’ordinazione nel giugno 1961; vicario cooperatore a Gottolengo ďŹ no al 1988, parroco a Prevalle ďŹ no al 2000, attualmente cappellano alla clinica CittĂ  di Brescia. Egli ha un ricordo particolare per gli anni passati a Gottolengo, da direttore dell’oratorio. “Occorre ancora una Chiesa che susciti

amore, disponibilità al servizio, all’altruismo, come facemmo proprio qui a Gottolengo dove annunciando la Parola di Dio abbiamo avviato il cammino neocatecumenale incoraggiati e stimolati dal parroco don Francesco Vergine e ancora vitale nella vita della comunità�. I due sacerdoti sono stati al centro della festa di domenica scorsa. Hanno concelebrato la Messa nella parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo col coordinamento del

parroco, don Arturo Balduzzi che ha letto il messaggio d’augurio di papa Benedetto XVI. Le musiche della liturgia a cura del coro diretto dall’organista Romano Manfredi con intermezzi di canti biblici eseguiti dal gruppo di chitarre. Fra il pubblico la signora Giuliana Pezzi, sindaco del paese con esponenti della comunità civica. Domenica prossima 19 giugno don Bettoni sarà festeggiato, alla Messa delle ore 10 a Passirano, suo paese natale. (f.pio.)

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e aule sono immense e spoglie, fatte per ospitare moltissimi banchi, tutti uguali: fatti di legno, rigidi e scomodi, con un buco in alto a destra dove infilare il calamaio. Su di essi stanno seduti gli alunni, tanti piccoli uccellini nerovestiti, mentre seguono attenti e compunti le parole che la maestra (l’unica) va scrivendo sulla lavagna. Il suono della campanella li farà schizzare via come uno stormo da un ramo, verso le proprie case e i lavori pomeridiani. Sono queste alcune istantanee che nella memoria collettiva caratterizzano l’immagine della scuola nei decenni passati, una scuola che ha segnato indelebilmente la storia delle nostre comunità. Per conservarne la testimonianza e soprattutto consegnarla alle generazioni future è stato realizzato a Villachiara un interessante e documentatissimo volume intitolato

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parte dall’anno 1820 per arrivare al giorno d’oggi: sfogliando le pagine del libro sarà cosÏ possibile rendersi conto dei grandi cambiamenti che hanno interessato l’istituzione scolastica, riflesso di quei cambiamenti avvenuti nella società italiana. Non solo con i documenti, ma anche grazie alle fotografie, oltre 60, che arricchiscono l’opera: le diversità nella foggia degli abiti e nelle acconciature, nella composizione delle classi e nell’età degli studenti scorreranno veloci davanti agli occhi dei lettori, fermate da un obiettivo davanti al quale hanno posato, seri e composti, generazioni di villaclarensi. Il libro, che è stato edito da La Compagnia della Stampa di Roccafranca, verrà presentato giovedÏ 16 giugno alle 20.30 nella piazza di Santa Chiara oppure, in caso di maltempo, presso la palestra comunale del paese. Insieme agli autori interverranno anche la dirigente dell’Ufficio sco-

    

lastico provinciale Maria Rosa Raimondi e Luciano Corradini, professore emerito di Pedagogia generale presso l’UniversitĂ  di Roma Tre. L’iniziativa è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’UnitĂ  d’Italia. A tal proposito il primo cittadino Elvio Bertoletti ha affermato: “In quest’anno 2011 di festeggiamenti per il nostro Paese abbiamo voluto ricordare anche la grandissima im-

portanza dell’istituzione scolastica italiana nell’unificazione di tutta la popolazione, necessaria tanto quanto l’unificazione avvenuta a livello politico�. Già, perchÊ è proprio su quei banchi di legno, rigidi e scomodi, tra quelle mani impiastricciate dall’inchiostro che colava dalla penna e i grembiulini stazzonati che nascondevano gambette secche e coriacee che è stata scritta, insieme, la storia d’Italia in tutti i suoi piccoli paesi.

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Una scultura all’ingresso dell’Istituto “Pascalâ€? per ricordare Ernesto Russo, diplomatosi due anni fa nella scuola e morto in un incidente stradale l’anno scorso. L’opera, prodotta in negativo, dipinta con colori uniformi, si deve allo scultore Cesare Monaco, insegnante di modellato e materie plastiche, il quale ha assemblato ferro, terracotta e legno in una struttura di gesso. L’iniziativa è nata grazie all’impegno e alla donazione di una famiglia che, volendo restare anonima, ha chiesto la collaborazione della scuola, affinchĂŠ fosse realizzato un progetto duraturo nel luogo dove Ernesto ha trascorso cinque anni con i suoi insegnanti e compagni di classe. Ernesto aveva una forte passione per la bicicletta, il computer, il tempo libero con

gli amici. Sono elementi presenti nell’opera d’arte, dove è inserito un albero che cresce, simbolo della vita e, centralmente, una corda spezzata, a indicare la tragicità del destino. Un’opera dalla forte dinamicità per la presenza di piÚ strati sovrapposti (la corda dietro, il giovane in primo piano, l’albero che s’intreccia a elementi geometrici sfalsati), simbolo di quella vita dinamica che caratterizza l’età di Ernesto, ragazzo estroverso, sempre pronto alla battuta. La scultura è stata inaugurata l’ultimo giorno di lezioni presenti i genitori del giovane, il corpo docenti e gli allievi, ai quali si devono la serie di disegni che abbelliscono le pareti, realizzate sotto la guida dell’insegnante delle materie attinenti l’arte e la letteratura. (f.pio.)



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Il programma estivo di Muscoline si appresta a vivere una due giorni di degustazione tra sabato 25 e domenica 26 giugno nelle cantine della scuola “Marco Pedraliâ€? in localitĂ  Castrezzone, con “I saĂšr dè la canèa, rassegna di prodotti tipici locali a cura dell’associazione “El Castelâ€?. GiovedĂŹ 30 giugno, invece, l’appuntamento mensile con il “Club del libro - Due chiacchiere tra i libriâ€? presso la biblioteca civica, mentre sabato 2 luglio la Banda “Achille Bersaniniâ€? ha in programma un

Ăˆ stato varato nelle acque care a Catullo, grazie alla collaborazione della Croce bianca di Brescia, del Gruppo dei volontari del Garda e dei Comuni di Sirmione e Soiano del lago, il mezzo che presterĂ  soccorso sul Garda alle persone in difďŹ coltĂ  per tutto il periodo estivo. L’idroambulanza, potenziata recentemente con moderne attrezzature, sarĂ  gestita dai Volontari del Garda nell’ambito dei soccorsi lacustri che sono coordinati dalla Guardia Costiera.

Arriva un nuovo settore per il Museo della carta. Alla Sala della stampa, vera ofďŹ cina dello stampatore con torchi, presse, taglierini, s’afďŹ ancano quelle della fabbricazione della carta, ulteriore riconoscimento al lavoro svolto nella Valle delle cartiere. Dal 19 giugno al 30 settembre il museo è aperto tutti i giorni (10.30/18). L’intero percorso di visita è stato dotato di nuovi pannelli informativi, consultabili anche dai turisti di lingua inglese e tedesca.

concerto in localitĂ  Castello, ai piedi della torre civica. GiovedĂŹ 18 agosto si aprirĂ  con “Rockatorioâ€? e l’esibizione di giovani band musicali la 10a Festa d’estate presso l’oratorio Pavanelli, aperta sino a domenica 21 agosto (in funzione stand gastronomico). Domenica 4 settembre biciclettata per tutti con partenza da piazza Roma, mentre l’11 sarĂ  la volta della visita prevista alla Rocca d’Anfo (iscrizioni aperte presso la biblioteca).

  

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orna a solcare le acque del Garda e dell’Iseo il “Palio delle Bisseâ€?, prestigioso torneo di ‘voga alla veneta’ per assegnare la “Bandiera del Lago 2011â€?. L’esordio sabato 18 alle ore 21 sul lungolago di Gardone Riviera. Mauro Bonfanti, presidente della Lega bisse del Garda ha sottolineato: “La 44ÂŞ edizione del nostro palio dimostra la crescita del movimento di questa nostra nobile arte remiera e come, grazie alla passione di giovani vogatori, stia avvenendo l’auspicato cambio generazionale necessario a proseguire le sfide anche in futuro, per salvaguardare tradizioni secolari e promuovere valori legati all’ambienteâ€?. Quest’anno al via 18 equipaggi, tre in piĂš rispetto allo scorso anno in rappresentanza dei rispettivi Comuni: Bardolino, Brenzone, Clusane, Desenzano, Garda, Gardone, Gargnano, Iseo, Lazise, Limone, Malcesine, Peschiera, Salò, Toscolano, le new entry sebine di Monte Isola e Paratico e il ritorno degli storici gruppi di Portese e Sirmione. Tutto ruota attorno alle bisse, tipica imbarcazione gardesana di antiche tradizioni. Risalgono all’epoca della Repubblica veneta – estesa fino al Garda fra il 1405 e il 1797 – e hanno il fondo piatto per scivolare meglio sull’acqua, sospinte da vogatori che remano in piedi, come i gondolieri

  

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pristinata fra il 1924 e il 1939 grazie a personaggi illustri come Gabriele d’Annunzio, quindi tornata dal 1967. Dopo la regata d’apertura di Gardone Riviera, nella quale le prime tre bisse classificate lo scorso anno – Clusanina, detentrice della Bandiera del Lago, Ichtya di Peschiera e Bardolino – saranno le teste di serie delle tre batterie, il palio proseguirà in acque veronesi, il 25 a Garda e il 2 luglio a Peschiera. Gli equipaggi torneranno a incrociare i remi il 9 a Desenzano, il 16 a Gargnano e il 23 a Lazise. Il 30 il calendario prevede la trasferta a Iseo che la scorsa stagione ha ospitato la finale. La tappa di Bardolino, in programma il 6 agosto, precede il gran finale della Bandiera del Lago 2011 che, nella serata del 13, godrà del suggestivo scenario delle acque di Sirmione. Clusanina punta al prestigioso tris consecutivo, ma dovrà guardarsi dai colpi di remo di vecchi e nuovi equipaggi. E insieme a lei ai nastri di partenza il 18 giugno ci saranno Bardolino, Desenzano, Garda, Gardone, Gargnano, Iseo, Lazise, Peschiera, Malcesine, Salò, Sirmione, Limone, Toscolano, Clusane, Brenzone, Monte Isola, Paratico e San Felice. Nove le regate in calendario, con la formula itinerante, spostandosi, otto delle quali in notturna con inizio alle 21. Formula privilegiata, che assicura atmosfere suggestive e larga partecipazione di pubblico.

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primo contributo raccoglie i migliori prodotti registrati nella lunga storia di questa bella formazione corale, tratti da dischi in vinile, da audiocassette e da un primo cd di qualche anno fa. Il secondo volume è interamente nuovo: comprende 19 brani mai registrati prima dal coro, studiati a fondo per molti mesi, la cui registrazione usa due aule particolarmente idonee: la chiesa parrocchiale di Toline di Pisogne e la chiesa di S. Rocco a Gorzone di Darfo. Due mesi di registrazione

sono bastati a far capire al coro che si trovava sulla strada giusta e che le sue tante anime si fondono in un unico progetto musicale. Nel corso della sua lunga storia questo coro ha ricevuto molti consensi in Italia e all’estero, fra cui Paesi come Germania e Romania; ma la sua rinascita passa dalla “Cantata di Natale� dell’autunno 2009, registrata anche in dvd e proposta in numerosi appuntamenti. Questo ultimo cd raccoglie suoni e culture compositive diverse tra loro,

toccando tutti i quattro grandi temi che caratterizzano il canto popolare corale polifonico a voci maschili dell’Italia dei giorni nostri: il canto degli Alpini, il canto delle regioni italiane, il canto della tradizione popolare (per intenderci: delle feste sull’aia o all’osteria) e il canto proposto da compositori moderni che chiedono di attualizzare vecchie scritture musicali. Presentando il nuovo cd a Pisogne, il coro sceglierà alcuni brani da commentare ed eseguire per il suo pubblico. (d.a.)

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al prossimo anno scolastico l’istituto meneghini di Edolo avrĂ  un corso in piĂš. Si tratta dell’offerta formativa per il triennio, che potrĂ  affrontare il tema della “bioingegneriaâ€? all’interno del percorso di formazione tecnica. Ăˆ stata ancora una volta l’idea geniale del preside Silvio Moratti, che ha sempre pensato allo studio finalizzato anche a un’occupazione, prima di pensare al futuro percorso accademico universitario. “Ambiente e tecnologie che caratterizzano le costruzioni – dice il preside – sono una scommessa per tutti coloro che si occupano

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Studi di Milano che ha messo a disposizione il know-how del proprio corso di laurea (sede a Edolo all’UniversitĂ  della Montagna), il Collegio dei Geometri della provincia di Brescia, con la neonata sezione camuna, il corpo docente che si è fortemente impegnato nello strutturare il progetto, la realtĂ  produttiva e imprenditoriale valligiana. Il titolo scelto per il corso è molto significativo: “Nuove prospettive per un’edilizia di qualitĂ â€?. Va detto che gli studenti potranno frequentarlo, però, in orario extrascolastico, dimostrando impegno e desiderio reale di acquisire competenze proprie del mondo professionale e tecnologico

degli adulti. Responsabile del corso è l’architetto Alessandro Ducoli di Darfo, che insegna all’istituto Meneghini e curerĂ  nello specifico l’attivitĂ  didattica, distribuita su 100 ore da svolgersi il sabato mattina. “Si parla di filosofia e tecnologia dell’abitare – afferma Ducoli – come elemento essenziale per sviluppare competenza e sensibilitĂ  diverse e globali verso l’ambiente e il domani della civiltĂ  delle costruzioniâ€?. Ora gli studenti hanno tempo di verificare il programma e rapportarlo alle proprie esigenze scolastiche, soprattutto in funzione degli orari e degli spostamenti. Infatti, al Mene-

ghini di Edolo affluiscono numerosi giovani dalla Media e Alta Valcamonica e il sabato è il giorno del ritorno a casa per molti. Ma il fascino del nuovo corso ha già attirato molti giovani, che hanno voluto approfondire i programmi. Tra essi figurano alcuni workshop pratici che i partecipanti al corso potranno sviluppare presso aziende del settore della biocompatibilità, entrando nel cuore del mondo del lavoro, acquisendo competenze, ma anche facendosi conoscere. Ed è proprio in questo modo che il preside Moratti ha aiutato tanti suoi ragazzi a entrare nel mondo del lavoro a testa alta.

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&%%&%% $#!% Ogni giorno 38 mila sacerdoti diocesani annunciano il Vangelo nelle parrocchie tra la gente, offrendo a tutti caritĂ , conforto e speranza. Per continuare la loro missione, hanno bisogno anche del tuo aiuto concreto: di un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti. Queste offerte arrivano all’Istitu to Centrale Sostentamento Clero e v e n g o n o d i s t r i b u i t e a t u t t i i s a c e r d o t i , s p e c i a l m e n t e a q u e l l i d e l l e c o m u n i t Ă  p i Ăš b i s o g n o s e , c h e p o s s o n o c o n t a r e c o s ĂŹ s u l l a g e n e r o s i t Ă  d i t u t t i .

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Ž‹•–—†‡Â?–‹†‡ŽDz‡”‡•‹‘ÂŽÂ‹Â˜Â‡ÂŽÂŽÂ‹Çł•–—†‹ƒÂ?‘ŽƒƒŽ‰”‹‰Â?ƒ L’area della Valgrigna è stata oggetto di un recente studio a cura degli studenti dell’istituto per geometri “Teresio Olivelliâ€? di Darfo Boario Terme. Sotto la guida del docente Gianfranco Gregorini e dei colleghi Ravelli e Monopoli, gli allievi sono stati impegnati in un lungo lavoro di studio e progettazione denominato “Area di progetto valorizzazione multifunzionale dei comprensori pascolivi afferenti all’Area vasta Valgrigna, provincia di Bresciaâ€?. “Dopo la campagna di rilevamento,

effettuata nel corso di tutto il 2010, potendo contare su piĂš uscite a cura delle classi quarte – spiega Gregorini – gli studenti delle quinte di quest’anno si sono dedicati alla stesura di nuove proposte di riqualiďŹ cazione e adeguamento delle strutture esistenti. Si tratta di veri e propri piani operativi che comprendono disegni in “Autocadâ€? comprensivi di planimetrie e sezioni, relazioni tecniche corredate di apparati fotograďŹ ci, estratti cartograďŹ ci e

bozze di preventivi che, seppur non deďŹ nitivi, rendono comunque un’idea almeno sommaria dell’entitĂ  di spesa per ciascun intervento. I progetti sono stati quindi presentati ai compagni, ai professori e al preside, grazie all’utilizzo di alcune videoproiezioni in “Powerpointâ€? realizzate dagli stessi studenti. Sono state molte le idee avanzate – scrive il giornale on line dell’Ersaf ‘Grigna InForma’ – soprattutto in previsione di una sempre maggiore fruizione dell’ambiente montano

e alpestre da parte di turisti ed escursionisti. “I progetti realizzati dai ragazzi sono davvero molto concreti ed interessanti – conclude il professor Gregorini –, andando dai miglioramenti strutturali agli ediďŹ ci preesistenti, all’introduzione di locali adibiti alla degustazione, alla ristorazione e alla vendita al dettaglio dei prodotti realizzati in locoâ€?. Tra le strutture considerate vi sono le malghe di Roselletto e Stabil Fiorito, in Valcamonica e Mai e Campelli in Val Trompia.(e.g.)



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omenica 19 giugno la parrocchia di Breno festeggerà tre suoi figli che hanno raggiunto il 50° anno di ordinazione sacerdotale. Si tratta di padre Franco Foini, comboniano, di padre Bruno Ducoli, francescano dei frati minori e del diocesano don Valentino Tottoli. Il parroco mons. Franco Corbelli sta predisponendo tutto per la cerimonia che culminerà in una solenne concelebrazione. In dieci lustri di sacerdozio, forse il piÚ provato (proprio come il famoso oro nel crogiolo) è stato don Valentino. Nato nel 1936, ordinato nel 1961, fu vicario cooperatore a Malonno per due anni (dal 1961 al 1963); quindi cappellano all’ospedale di Breno per quasi trent’anni (19631992). Poi, finchÊ la saluto glielo ha consentito, ha servito la parrocchia di Breno. Già sofferente dai tempi del Seminario, ha dovuto costantemente fare i conti con una malattia progressiva che, nell’ultimo quinquennio, l’ha costretto sulla sedia a rotelle. Dotato di uno spiccato senso dell’umorismo, che lo porta persino a ironizzare sulle sue disgrazie, ha avuto in dono rassegnazione, serenità e pazienza nonostante tutto. Il sacramento dell’Ordine si può dire sia di casa presso la famiglia Tottoli, anche perchÊ oltre a don Valentino ben tre suoi fratelli hanno scelto la medesima opzione di vita nei francescani conventuali di Padova (Roberto, Apollonio, Giovanbattista). Padre Franco, invece, (classe 1934)

  

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ra delle malattie tropicali dei missionari. Nel borgo natĂŹo padre Franco è particolarmente ricordato per le sue spiccate doti oratorie, per il tratto cordiale e per il culto dell’amicizia. Infine, padre Bruno Ducoli (al secolo Venanzio), classe 1935, è della “Ca’ Biancaâ€?, sulla strada che da Breno sale verso l’abitato di Bienno. Entrato in noviziato quando ancora era giovanissimo, viene ordinato a Milano nel 1961. Dopo gli studi di Teologia a Roma e di Lettere e filosofia a Milano, insegna a Varese e a Saiano. Nel 1968 si trasferisce in Belgio per studiare Sociologia a Lovanio. Insegna a Bruxelles. Entra in contatto con gli italiani immigrati e fonda una scuola (Centro di azione italiano - UniversitĂ  operaia). Nel 1975 dĂ  vita a quattro cooperative che danno lavoro ai giovani emigranti italiani attanagliati dalla crisi. La stessa attenzione Ducoli dedica agli immigrati spagnoli. Nel 1980 diviene interlocutore privilegiato del governo belga per l’immigrazione. Nel 1993 fonda un’emittente radiofocnica, “Radio sĂŹâ€?. Poi, viene chiamato dal Consiglio d’Europa a Strasburgo per stendere progetti sull’interculturalitĂ . Ăˆ nominato cavaliere dal presidente della Repubblica Carzo Azeglio Ciampi e da Alberto II, re del Belgio. Dal 2001 abita in riva al lago di Garda, a Gargnano, presso il suggestivo convento di San Tommaso, dove continua il suo operato, favorendo con passione i progetti e le iniziative del Centro europeo di promozione interculturale.

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(internet, social-network e simili). Il cardinale Re, prefetto emerito della congregazione per i Vescovi, ha poi esortato i ragazzi a fare buon uso del dono della vita, evitando di banalizzarla e sottolineando che l’avvenire di ognuno va costruito con impegno negli anni della giovinezza. La giornata è stata allietata dall’intermezzo musicale dei giovani del conservatorio musicale Luca Marenzio di Brescia, tra cui il

giovane chitarrista Michele De Vincenti e il talento del violino Valerio Scarano, di soli sette anni. InďŹ ne, don Angelo Maffeis e l’avvocato Bonetti con l’ausilio del professor Eugenio De Caro hanno proclamato i vincitori (23 i giovani scelti) del premio in memoria di mons. Cavalleri, che tanto ha dato all’Oec. In ultimo, la consegna dei premi-ricerca e dei riconoscimenti agli istituti superiori che hanno preso parte al percorso. (e.bett.)

tĂ , seguendo un itinerario antiorario che utilizzerĂ  alcune varianti basse a seconda della categoria di percorso. Una prima possibilitĂ  è il “Gran Trail 3Vâ€?, sui 160 chilometri dell’intero tracciato con un dislivello positivo complessivo di 9.500 metri di dislivello (tempo massimo 45 ore); quindi i 90 chilometri del “Trail 3Vâ€? che, partendo da piazza Loggia va verso la Maddalena, prima di deviare su Conche, monte Sonclino, santuario di Sant’Emiliano, S. Maria del Giogo a Gardone, Vesalla, Sella dell’Oca, Campiani e arriva al traguardo del Villaggio Badia dopo 4.500 metri di dislivello positivo; infine, il percorso piĂš breve denominato ‘3V Night Ma-

rathon’ lungo 43 chilometri (2.800 metri di dislivello) con partenza da Gardone Val Trompia. Per informazioni dettagliate su mappe, percorsi e descrizioni dei luoghi è possibile visitare la pagina web http://sites.google.com/site/trail3v.

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aranno tre giorni importanti per la Valtrompia i prossimi 17, 18 e 19 giugno, quando sui monti che segnano la Valle bresciana transiteranno i partecipanti al Gran Trail 3V, organizzato dalla societĂ  Trail Running Brescia per ricordare e commemorare ideatori e associazioni escursionistiche che si sono adoperati per realizzare e mantenere lo storico sentiero delle tre Valli. “Proprio nel 30° anniversario dalla sua istituzione – spiega Michele Mombelli, presidente del Trail Running Brescia –, abbiamo deciso

di istituire una gara che onorasse il lavoro compiuto nel 1981 da Silvano Cinelli, Tullio Cremonesi, Renato Floreancigh, Ettore Quaroni e 21 sodalizi escursionistici e alpinistici bresciani. Il sentiero 3V, come le Alte Vie, ha anticipato di molto i tempi e giĂ  a ottobre ci siamo mossi con una ‘edizione zero’ per testare il percorso e fissare un tempo massimo di percorrenza per i partecipanti alla gara di Trail Runningâ€?. Con un tracciato ad anello che percorre creste e crinali e abbraccia idealmente le tre valli bresciane (Valtrompia, Valcamonica, Valsab-

bia), il sentiero 3V compie il giro di boa piĂš a nord al Passo Maniva, offrendo paesaggi mozzafiato su laghi di Garda, Iseo, Idro e nelle giornate limpide Appennini, Monte Rosa, Bernina, Brenta e Adamello. “La gara – specifica Maurizio Angella, coordinatore del Gran Trail 3V – prenderĂ  il via da piazza Loggia a Brescia, seguirĂ  il 3V a esclusione di alcuni tratti giudicati pericolosi (Corna Blacca, Dosso Alto, Corni del Diavolo, Punta Almana), salirĂ  cime come Sonclino, Ario, Dasdana, Colombine, Crestoso, Muffetto, Gugliemo e poi farĂ  ritorno verso la cit-

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Sbarca anche nella Valle del Mella il festival del paesaggio 2011 “Terre di Bresciaâ€?, che va in giro anche per la Valcamonica, la Valsabbia, la Franciacorta e le sponde del lago di Garda ďŹ no al prossimo 31 luglio. Nel frattempo sarĂ  il convento di S. Maria degli Angeli a Gardone Val Trompia a far da cornice dal 16 al 19 giugno ad “Ambient Festivalâ€?, rassegna cinematograďŹ ca a cura dell’associazione Detour: Home di Arthus-Bertrand il 16, Annozero il 17, Delivery il 18 e Of Forests

Sarà Gardone la sede del Campionato italiano disabili tiro a segno per società. Organizzata da Fispes (Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali) in collaborazione con la Polisportiva disabili Valcamonica, la gara è riservata alle specialità di pistola e carabina. L’appuntamento è per venerdÏ 17, sabato 18 e domenica 19 giugno presso l’edificio del tiro a segno nazionale sito in via Artigiani 19 a Gardone. Maggiori informazioni su ww.fispes.it.

Domenica 19 giugno Fans Club Damiano Cunego, Comune di Concesio, Circolo G.B. Montini Costorio e oratorio di S. Andrea organizzano la 4ÂŞ “Concesio in biciâ€?, biciclettata con quota di iscrizione libera e fondi destinati a padre Erminio Osti (info su www. fraternititalia-togo.org). Ritrovo alle ore 15.30 in via Montini, partenza alle 16; alle 17 sosta e recupero del gruppo in via Campagnole prima di giungere intorno alle ore 18 al parco di via Galilei a S. Vigilio.

and Man il 19. Sabato 25, invece, spettacolo di Charlie Cinelli al parco Donatori di sangue. Sabato 2 luglio al Museo Il Forno di Tavernole inaugurazione (ore 17) della mostra pittorica “Valtrompia: il mito della montagnaâ€?. Domenica 10 luglio Sarezzo ancora protagonista con Paolo Rech al museo “I magliâ€?. Domenica 17 luglio alle ore 14 Mascoulisse Quartet al Monte Guglielmo e giovedĂŹ 21 a Villa Glisenti concerto di Jang Senato. Info su http://92.243.22.53/wp/.



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on l’apertura al pubblico della miniera Marzoli di Pezzaze nel 1999, l’Agenzia parco minerario Alta Valtrompia è sempre stata ritenuta da tutti una grande risorsa per lo sviluppo turistico della zona, ma a fine maggio è stata messa in liquidazione. Una decisione presa all’unanimità dai soci: Comunità montana (30%), Comuni di Collio, Bovegno, Pezzaze (19,65% ciascuno), Marmentino e Irma (quote minori). Una decisione sofferta ma obbligata di fronte al debito accumulato e all’impossibilità di affrontare un aumento di capitale. Con la volontà, però, di fare chiarezza e ripartire su nuove basi. Questo il senso dell’incarico dato ai liquidatori Mauro Tognoli e Ivano Porteri, ossia cercare di riaprire subito la miniera Marzoli, vera fonte di incassi ordinari negli 11 anni trascorsi. La miniera nel 2006 ha attirato in valle 20mila visitatori. Anche il vescovo Giulio Sanguineti vi passò un giorno straordinario (vedi foto accanto) entrando col trenino giallo. Ancora a novembre di quest’anno un colosso come Gardaland l’ha scelta per girarvi il film di lancio della sua nuova attrattiva Raptor. Si era aggiunto con successo il trekking coi suoi ponti tibetani alla S. Alosio (Collio). Spiegava Mauro Tognoli, presidente da agosto 2010, che il Parco si trova

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vernole), che non è possibile alienare per un insieme di difficoltĂ  amministrative; inoltre, possied immobili e vanta un credito di 300mila euro verso la societĂ  S. Silvestro (Gruppo Eva) residuo della operazione milionaria che ha visto questa acquistare la concessione idroelettrica Bavorgo (Collio); insieme era prevista una sponsorizzazione di 55mila euro per 12 anni. La societĂ  ha ottenuto tutte le autorizzazioni regionali per le attivitĂ  in miniera fino al 2012. Ăˆ inciampata sul Durc (Documento unico regolaritĂ  contributiva previdenziale), la recente normativa che impedisce agli enti pagamenti a chi manca della relativa certificazione. Il Parco (spiegava Tognoli) aveva ad agosto 2010 oneri previdenziali pregressi, subito rateizzati ma che hanno impedito incassi. Ăˆ chiaro nella sua analisi il presidente della ComunitĂ  montana Bruno Bettinsoli: “L’idea del Parco è valida. Il problema sta nella gestione ordinaria in perdita costante. Le misure adottate ultimamente dalla ComunitĂ  (trasferimento uffici da Collio a S. Maria degli Angeli, contratto di servizio per gestione siti museali) avevano giĂ  portato benefici per 80mila euro. Situazione economica e vincoli legislativi per gli enti hanno bloccato tutta l’operazione. Ora si sta studiando come ripartire su basi diverseâ€?.

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Esce questa settimana il numero 6 del freepress “La Voce della Franciacortaâ€?. Il Primo piano del mese è dedicato al marketing territoriale, con approfondimenti sulle realtĂ  che promuovono e il territorio franciacortino: fra queste uno sguardo al Festival del Franciacorta, che esce dai conďŹ ni bresciani, portando prodotti e nome tra la Versilia e Capri. Nelle pagine del territorio troviamo l’iniziativa dei volontari presso la biblioteca di Castegnato e la storia del pittore

Entra nel vivo la Festa patronale. Stasera (giovedĂŹ 16) alle 20.45 tutti in piazza ad ammirare “La bottega del caffèâ€? di Goldoni del Nodo Teatro; domani (venerdĂŹ) l’appuntamento è alle 19.30 nel Quartiere Santi Gervasio e Protasio con la processione accompagnata dalla banda, Messa, rinfresco e animazione per tutti. Dalle 20 sotto il portico del municipio mostra d’arte e dalle 22, in piazza, concerto della Celtic Harp Orchestra. Sabato alle 10 nel parco comunale aprirĂ  i

rovatese Beppe Bonetti, presente alla Biennale di Venezia. Ampio spazio per uno speciale su Cellatica con la “Settimana dello sportivoâ€?, mentre sul Sebino è la Summer School iseana a tenere banco. Poi l’appuntamento con il festival “Ure de maccâ€?, il focus di Economia sulla storia che riconosce la Franciacorta come zona di origine controllata e garantita e due racconti sportivi di promozione in B: Monticelli Brusati nel basket, il Cs Franciacorta nel calcio femminile.

battenti il campo medioevale, dalle 15 bancarelle del gusto in centro, alle 16 spettacolo circense della compagnia Comicandò, alle 18 Messa e alle 20.45 concerto tributo a Fabrizio De AndrĂŠ in piazza. Domenica dalle 9 in centro Mercatino dell’antiquariato, alle 11 Messa per i patroni, alle 15.30 corteo degli sbandieratori dall’oratorio, alle 16 trucca-bimbi e scultori di palloncini, e alle 21 gran ďŹ nale della Corale Montorfano nel suo 50°. (a.s.)

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romuovere una gestione sostenibile del nucleo antico da una parte, ma anche individuare politiche urbanistiche di tutela e valorizzazione del patrimonio edilizio dall’altra. Ruota attorno a questi due poli l’ampio progetto denominato “Linee guida per la valorizzazione del centro storico del Comune di Coccaglioâ€? avanzato dal vicesindaco e architetto Ivano Massetti nell’ottica d’intraprendere un innovativo percorso di gestione del territorio e delle risorse tecnico-economiche, partendo dal “Piano del coloreâ€?, fino ad arrivare a un piĂš ampio piano di riqualificazione e conservazione dell’esistente. Un intervento tanto complesso (a piĂš tranche) quanto costoso (175mila euro), che il Comune potrĂ  però affrontare con un valido sostegno, sia professionale sia finanziario: pochi giorni fa è giunta infatti una comunicazione nell’ambito della partecipazione al bando “Promuovere le metodologie innovative per la conservazione programmataâ€? da parte della Fondazione Cariplo per sostenere al 50% l’opera, attraverso

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tero patrimonio edificato del centro. “Il prima possibile predisporremo il disciplinare d’incarico – ha aggiunto Massetti –, mentre giĂ  a inizio settembre si prevede di partire con i primi rilievi laser scanner, che potrebbero essere ultimati, tra acquisizione ed elaborazione dati, entro fine annoâ€?. La redazione del piano di gestione e di conservazione programmata del centro storico, con la stesura delle linee guida, è attesa invece per la fine di marzo 2012. Certamente anche la periferia avrĂ  la sua parte, come ha specificato Massetti: â€œĂˆ stato avviato un procedimento per la redazione del Piano Cascine, indispensabile per fornire indicazioni sulle modalitĂ  di recupero di edifici originariamente agricoli, in campagna o nelle immediate vicinanze al centroâ€?.

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3DUURFRGDDQQL QHOODFRPXQLWjVHELQD Domenica 12 giugno Zone ha festeggiato il parroco don Lorenzo Pedersoli in occasione del 40Âş anniversario della sua consacrazione presbiterale. Don Lorenzo è nato il 3 novembre 1946 ed è stato ordinato prete il 12 giugno 1971. Domenica 13 giugno alle ore 10.30 ha celebrato la prima S. Messa a Montecchio, paese natale. La prima destinazione fu presso la parrocchia di S. Antonio di Padova, alla periferia della cittĂ . Per tre anni è stato vicario cooperatore impegnato in oratorio oltre che in chiesa e come insegnante di religione alla scuola media. Nel 1974 il vescovo Luigi Morstabilini lo inviò come parroco a Vissone Montecampione. Aveva 28 anni. Don Lorenzo ricorda quell’esperienza con queste parole: “Era la mia prima esperienza come parroco in un piccolo paese di montagna, ma con migliaia di turisti che frequentavano la stazione sciistica di Montecampione. Furono anni intensi, a contatto con la gente che stimava il sacerdote e frequentava la chiesa accostandosi ai sacramenti della confessione e dell’eucaristia. Nei momenti liberi andavo a sciare, facevo passeggiate nei boschi alla ricerca di funghi, aiutavo qualche contadino per la fienagione. Ogni anno passavo in tutte le case per la benedizione. Quando qualcuno era seriamente ammalato mi chiamavano per amministrare i sacramenti e per assistere i moribondi. Mi sentivo come un missionario, specie quando andavo nelle cascine, lontano dal centro del paese, dove vivevano contadini con mucche, pecore e capreâ€?. Il 1°

febbraio 1987 mons. Bruno Foresti lo destinò parroco ad Angone di Darfo, dove rimase piÚ di 16 anni provando, come ogni sacerdote, gioie e sofferenze, successi e insuccessi. Dal 2003 è parroco di Zone e lÏ continua la sua missione presbiterale, in buona sintonia con la popolazione. La festa è stata molto partecipata e don Lorenzo ha potuto misurare tutto l’affetto che gli riservano i suoi parrocchiani.

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Ilmo (Istituto laser microchirurgia oculare) è una struttura sanitaria privata, fondata a Brescia nel 1998 dal dottor Roberto Pinelli. Si tratta di una clinica specializzata nella diagnosi, lo studio e la soluzione dei difetti visivi e delle patologie oculari. L’istituto utilizza strumentazioni diagnostiche di ultima generazione e le tecniche di chirurgia refrattiva piÚ all’avanguardia. Ilmo si occupa di ricerca nell’ambito della chirurgia della visione. I progetti di ricerca

Il dottor Roberto Pinelli è il direttore scientiďŹ co dell’Istituto laser microchirurgia oculare (Ilmo). Nato a Brescia nel 1959, Roberto Pinelli si diploma in Pianoforte al Conservatorio di Brescia. Si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’UniversitĂ  Statale degli Studi di Milano, dove si specializza in Oculistica. La sua formazione in Chirurgia refrattiva ha luogo negli Stati Uniti e presso il Gordon Binder Weiss Vision Institute del prof. Michael Gordon a San Diego

sono coordinati in collaborazione con le principali societĂ  scientiďŹ che. L’Istituto fondato da Pinelli è conosciuto per l’attivitĂ  di ricerca negli ambiti piĂš nuovi della chirurgia refrattiva, come la correzione della presbiopia e il trattamento del cheratocono. In oltre un decennio di attivitĂ  l’Istituto ha eseguito, in regime ambulatoriale oltre 10mila interventi chirurgici. L’Istituto è autorizzato all’esercizio di struttura di ricovero a ciclo diurno dalla Regione Lombardia.

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(California). Nel 1998 Roberto Pinelli torna in Italia per creare a Brescia un centro di eccellenza per la cura dell’occhio. Nasce cosÏ l’Istituto laser microchirurgia oculare che, grazie all’attività di ricerca e al rapido sviluppo, diviene in breve uno dei piÚ noti centri d’Europa per la correzione dei difetti visivi e il trattamento delle patologie oculari. Nel 2008 l’Ilmo viene autorizzato dalla Regione Lombardia all’esercizio di struttura di ricovero a ciclo diurno.

   

     

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rescia vanta da anni un centro di eccellenza europeo per la cura delle patologie che colpiscono l’occhio. Si tratta dell’Ilmo, l’Istituto laser di microchirurgia oculare, fondato dal prof. Roberto Pinelli, al suo rientro in Italia nel 1998, dopo un periodo di formazione negli Stati Uniti. Ăˆ proprio il fondatore a spiegare cos’è Ilmo. â€œĂˆ un istituto di ricerca oftalmogica per lo studio, la messa a punto e l’applicazione di soluzioni innovative sia nel campo delle patologie oculari, sia nel campo della soluzione di difetti visivi – afferma Roberto Pinelli –. Ăˆ una clinica conosciuta a livello internazionale per la modernitĂ  delle opzioni terapeutiche, anche in ambiti tradizionalmente ritenuti non curabili, sempre all’insegna della non invasivitĂ  delle procedure chirurgiche, la bilateralitĂ  dell’intervento (si interviene su entrambi gli occhi nel corso della medesima operazione), recupero visivo rapidissimo, la sicurezza delle tecniche e l’efficacia dei risultatiâ€?. Quali patologie curate dal vostro Istituto? Tutte quelle che riguardano gli occhi. Tutte le diverse forme di retinopatia, il glaucoma, le uveiti, le infezioni ricorrenti, i traumi oculari, i calazio palpebrali. Sarebbe impossibile elencarle tutte. Quelle che interessano i bambini, di tutte le etĂ , genetiche o fun-

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corneale trans epiteliale. La cataratta, sebbene noi non la consideriamo piÚ una malattia, ma un’opportunità per tirare indietro le lancette dell’orologio di molti anni! Anche la funzione e forma delle palpebre possono essere curate con interventi di blefaroplastica molto naturali. Quali sono le patologie che riscontrare con maggiore frequenza nei vostri pazienti? Difficile dirlo. Essendo una clinica oftalmica vediamo pazienti diversi, da paesi diversi, che hanno problemi diversi. I nostri specialisti vitreoretinici vedono molti ipovedenti af-

fetti da retinopatie diverse. Stiamo facendo un ottimo lavoro con i pazienti diabetici. L’oculista pediatrico e gli ortottisti incontrano tanti bambini con problemi di occhio pigro, o che già portano un’occlusione (toppa sull’occhio) i cui genitori vogliono verificare quanto fatto fino a quel momento, vediamo tanti bambini purtroppo ipercorretti. I vostri interventi sono risolutivi? Se per risolutivi si intende che eliminano il difetto visivo, lo sono sempre. In alcuni casi è necessario un intervento di perfezionamento, ma il paziente ne è informato.

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8QRELHWWLYRSHUPHWWHUHGLYHGHUHDOPHJOLR “Il nostro obiettivo costante – afferma Roberto Pinelli – è mettere in condizione i pazienti di vedere al meglio delle loro potenzialitĂ â€?. La PCurve, ideata dall’Istituto, risolve la presbiopia (che interviene in tutti noi col passare degli anni) eliminando la necessitĂ  di indossare gli occhiali da lettura ma, anche, eliminando precedenti difetti visivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia). “Con un solo intervento - prosegue - tolgo tutti gli

occhiali e le lenti a contattoâ€?. Ilmo propone anche una modiďŹ cazione del crosslinking corneale per chi è affetto da cheratocono, patologia degenerativa che portava buona parte dei pazienti al trapianto di cornea. “L’opzione made in Ilmo - afferma ancora Pinelli - è transepiteliale: lascia intatto lo strato piĂš esterno della cornea prima di illuminarla con gli ultravioletti. Niente dolore, fortiďŹ cazione della superďŹ cie corneale, possibilitĂ 

di ripetere il trattamento negli anni, niente piĂš trapianto in buona parte dei casiâ€?. L’Ilmo ha messo a punto anche la correzione dell’astigmatismo misto,da sempre cruccio degli oculisti chirurghi, grazie ad una procedura di ablazione sequenziale del tessuto corneale tramite laser ad eccimeri che va a toccare in modo diverso i cilindri dell’astigmatismo. Tra le “eccellenze dell’Ilmo l’inserimento di lenti intraoculari per i di-

fetti visivi elevatissimi (anche +30 diottrie di miopia, solo per fare un esempio); la cataratta refrattiva anti-aging, intervento che risolve l’opacità del cristallino (cataratta) e anche i difetti visivi precedenti, che obbligavano il paziente alle lenti a contatto o occhiali per vedere bene da lontano (miopia, ipermetropia, astigmatismo) e probabilmente anche all’occhialino da lettura per vicino (presbiopia).


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”‡•…‹ƒ Â?…‘Â?…‘”•‘’‡””‹ˆŽ‡––‡”‡•—‹Í™Í?͘ƒÂ?Â?‹Dz—Â?Â‹Â–ÂƒÂ”Â‹Çł Si è svolta nelle scorse settimane la cerimonia di premiazione del concorso “Unitalia parole, gesti e ricordi che creano unitĂ â€? promosso dalla Fidae di Brescia con il patrocinio dell’UfďŹ cio scolastico provinciale, degli assessorati alla pubblica istruzione della Provincia e della cittĂ  di Brescia, dell’UfďŹ cio scuola diocesano e con l’adesione di ComunitĂ  e scuola. Il concorso si proponeva di invitare gli studenti della scuola

dell’obbligo statale e paritaria ad una riessione sul tema dei 150 anni dell’UnitĂ  d’Italia. Al concorso potevano partecipare classi delle scuole primarie con raccolte di pensieri, racconti, poesie e ďŹ abe e produzioni graďŹ che. Le classi delle scuole secondarie di I grado, invece, potevano partecipare al concorsi con rassegne stampa commentate, raccolte di immagini signiďŹ cative o rafďŹ gurazioni simboliche

del tema scelto corredate, però, da un commento e con produzioni graďŹ che. La cerimonia di premiazione (nella foto) è stata ospitata negli spazi dell’auditorium Santa Giulia, alla presenza di un nutrito pubblico e dei rappresentanti delle istituzioni che hanno dato il loro sostegno al concorso Fidae per l’anno scolastico 2010/2011. Per la scuola primaria sono andati il 1° all’Istituto Canossiano di Via Diaz, il 2° alla Scuola S.

Maria della Pace, il 3° alla Scuola Maria Ausiliatrice di Cogno, il 4° all’Istituto S.Maria degli Angeli. Nella scuola secondaria di primo grado i vincitori sono stati: 1° premio Istituto S. Maria degli Angeli, 2° premio S. Maria della Pace, 3° premio Istituto S. Dorotea di Cemmo, 4° Istituto Audiofonetico di Mompiano. Nel corso della cerimonia è stato espresso ai partecipanti il grazie piÚ sincero da parte degli organizzatori.

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a settima edizione del concorso Fidae per l’anno scolastico 2010/2011 proponeva questo tema: “Unitalia: parole, gesti e ricordi che creano unitĂ â€?, un tema che può sembrare scontato, ma che, in realtĂ , ha aiutato gli studenti sia delle scuole primarie che secondarie di primo grado, a riflettere su un argomento che ha suscitato l’interesse e l’impegno di molti. Del resto questo era anche l’obiettivo di fondo che si proponeva la Federazione delle scuole cattoliche attraverso la scelta di questa tematica perchĂŠ ciò che conta è aiutare gli studenti a conoscere, a riflettere e a saper esprimere il proprio giudizio con intelligenza ed equilibrato senso critico sui vari argomenti che la scuola e la societĂ  propongono. I ragazzi sono stati davvero bravi sia nella scelta delle tecniche che hanno illustrato i loro lavori, come nei contenuti. C’è stato chi si è servito di strumenti piĂš tradizionale come i cartelloni o i ritagli di giornali e chi

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invece ha saputo realizzare dei dvd. L’impegno non è mancato da parte di nessuno, ma bisognava pur arrivare a fare una scelta tra i diversi concorrenti e ad assegnare una premiazione. Questo passaggio non è stato facile per la commissione giudicatrice che ha ripreso tra le mani piÚ di una volta i vari elaborati per essere piÚ veritiera nei suoi giudizi. Qualche giorno fa si è giunti alla tanto attesa premiazione che ha visto una massiccia presenza di giovani studenti, accompagnati dai loro docenti o dai loro genitori, riempire la bellissima sala dell’Auditorium S. Giulia. Nel corso della premiazione Maria Rosa

Raimondi, responsabile dell’Ufficio scolastico territoriale, ha infatti sottolineato come da sempre la scuola ha contribuito a far conoscere i vari momenti che hanno portato a costruire la nostra Patria e a mantenerli vivi nella memoria di noi tutti. Inoltre ha aggiunto che non solo gli eventi storici sono stati importanti per giungere all’unità del nostro Paese, ma anche la letteratura, l’arte, la religione, la lingua hanno contribuito a questo cammino ed ora tocca a noi farli nostri e continuare a mantenerli vivi per essere buoni cittadini. Pompilio Cesaretti che per lunghi anni ha lavorato, prima come maestro e poi come direttore didattico nella scuola elementare e che anche oggi continua a interessarsi con grande passione di problematiche scolastiche, ha saputo accattivarsi l’attenzione di tutti i presenti narrando alcuni simpatici episodi personali che lo hanno visto protagonista nel periodo della seconda guerra mondiale. Ma per tutti il momento piÚ atteso è stato quello della consegna dei premi.


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‰‡•… Â?‹Â?’‡‰Â?‘…‘•–ƒÂ?–‡’‡”Ž‡”ƒ‰‹‘Â?‹†‡ŽŽƒ•…—‘Žƒ…ƒ––‘Ž‹…ƒ Si è appena concluso un anno durante il quale l’Associazione genitori scuole cattoliche si è ulteriormente rafforzata a livello nazionale ma anche provinciale bresciano. Le attivitĂ  svolte sono proseguite estendendosi sul territorio diocesano: corsi formativi per genitori, iniziative di sensibilizzazione per le diverse comunitĂ  civili e religiose, progetti di solidarietĂ  rivolti alle famiglie, servizi di assistenza e consulenza coďŹ nanziati a servizio

degli alunni delle principali scuole cattoliche nel Bresciano, riunioni organizzative e di coordinamento sia a livello di singola scuola che provinciali e regionali. Tutto questo, e altro ancora, per confermare la necessità e l’urgenza di un’azione solidale, culturale ed anche politica sul fronte della carità intellettuale e pedagogica, in ambito educativo e scolastico, dove le famiglie ed i loro ragazzi sono piÚ esposti e trascurati. In quest’ultimo senso si è senza

dubbio rafforzata la presenza dell’Agesc nel dibattito sia nazionale che regionale sulla mancata applicazione della legislazione nazionale relativa alla parità di trattamento economico e giuridico tra scuola pubblica statale e non statale. Si tratta effettivamente di un serio problema, di una priorità dell’agenda politica da sempre, come lo è in Italia in generale il welfare famigliare e la promozione della libertà di educazione nella

scuola. In questa prospettiva l’Agesc provinciale di Brescia ha appoggiato le iniziative promosse a livello regionale e nazionale, per denunciare la fatica delle famiglie con ďŹ gli iscritti alle scuole paritarie cattoliche anche in provincia di Brescia a confermarsi in questa scelta. Su questo tema l’Agesc rimane attiva, in dialogo, in azione, come avvenuto con l’ultimo importantissimo Consiglio nazionale di Milano della scorsa settimana. (g.g.)

    

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a scuola è finita per quasi tutti gli studenti, salvo quelli impegnati negli esami di Stato, e adesso si pone, alle famiglie, la grande questione del “come fareâ€?? Come fare a gestire soprattutto i bambini piĂš piccoli nelle case vuote da papĂ  e mamma impegnati comunque a lavorare? Grande impegno per i nonni, quando ci sono. Una medaglia ai Centri ricreativi estivi (Cre) degli oratori, delle associazioni, dei Comuni... Insomma, un gran movimento. E questo gran movimento è un’altra occasione per riflettere sulle modalitĂ  di cura dei piĂš piccoli, anche sulla necessitĂ  che vi sia una continuitĂ  con orientamenti, modi di fare e di pensare delle famiglie. In sostanza, quella che si dice continuitĂ  educativa. Non è questione da poco e rimanda una volta di piĂš a una questione centrale dell’educazione che è la condivisione. L’emergenza educativa di cui si continua a parlare è propriamente emergenza nel cogliere la responsabilitĂ  condivisa, nell’avvertire la necessitĂ  di compartecipazio-

ne. Cosa c’entra tutto questo con la fine della scuola? C’entra perchÊ, come ricordato prima, le esigenze pratiche di cura e accudimento dei piÚ piccoli rendono evidente come non sia possibile cavarsela da soli, secondo l’ormai consolidata prassi individualista della società contem-

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poi il Cre, poi i nonni, poi il Comune, poi l’oratorio... –, a considerare ogni soggetto come individuo e collocando ogni cosa in un quadro prevalentemente utilitarista: tutto gira intorno al soggetto e ai suoi bisogni. Ad esempio: i genitori che lavorano hanno necessitĂ  di affidare per un certo numero di ore i minori ad altri adulti... e li lasciano ai Centri estivi. Questi finiscono per essere “supplentiâ€?, come tanti altri soggetti che si danno da fare. Una volta si parlava di comunitĂ  educante. ComunitĂ  capace di raccogliere – per tornare alla fine della scuola – il patrimonio che viene da un anno scolastico, di relazioni importanti tra persone – i ragazzi tra di loro, con gli adulti... – e continuare un percorso che cercava di non perdere il filo. Ecco, l’auspicio per questa fine della scuola è che porti con sĂŠ un supplemento di riflessione. Di cose, di azioni, se ne fanno giĂ  davvero tante: riscoprire il senso, riflettere e trovare nuovi orientamenti, questa è la scommessa cui affidarsi.

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”‡•…‹ƒ ‡•–ƒ†‹ˆ‹Â?‡ƒÂ?Â?‘’‡”—”‘•…—‘Žƒ Si è concluso tra sorrisi e abbracci l’anno all’istituto paritario Euroscuola di Brescia. Nell’ultima giornata di lezione è stata organizzata la festa di chiusura, che ha visto protagonisti ragazzi e insegnanti. Come ormai di consueto, si sono svolte le premiazioni per l’elezione di Miss e Mister Euroscuola: a indossare la fascia Michela Gnutti della V Turismo e AlďŹ o CantĂš della V° B dell’Istituto tecnico per geometri (nella foto). Tra gli applausi dei

compagni diversi studenti sono stati premiati per l’impegno sportivo e lo studio. Le ragazze della IV Turismo hanno ricevuto il premio per aver partecipato alla Commissione Cultura del Comune di Brescia, grazie al supporto e alla guida della professoressa Mariacristina Cristini. Nel corso della cerimonia ďŹ nale la direttrice Corinne Bellucci ha ringraziato lo staff dell’istituto Euroscuola, sottolineando l’impegno costante da parte di dirigenza e docenti

nel perseguimento degli obiettivi scolastici e umani. Il discorso di chiusura è spettato al coordinatore didattico, il professor Roberto Viani, il quale ha riportato alla memoria alcuni momenti importanti vissuti durante l’anno scolastico e ha messo in luce l’importanza della fatica che giorno dopo giorno ha ripagato gli sforzi e rivelato la forza del sapere andare avanti. A ďŹ ne cerimonia partita di pallavolo ‘insegnanti contro alunni’, quindi il rinfresco per tutti.

 

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uando la scuola diventa un vero e proprio laboratorio, allora assolve al compito decisivo di mettere le conoscenze al servizio delle competenze per creare cittadini consapevoli. Questo il senso del progetto “Scuola 21â€?, che l’istituto saretino Primo Levi metterĂ  in campo nel nuovo anno scolastico. “Le direttive del Ministero sono di lavorare in cooperazione – dicono le professoresse Lucia Rossi e Maria Puglia, coordinatrici del progetto –, fornendo strumenti agli studenti per conoscere il tessuto territoriale e risolvere i problemi che si presentano. Abbiamo giĂ  stipulato accordi con ComunitĂ  montana, Asvt, Provincia e Regione, oltre a una giĂ  sperimentata collaborazione con la cooperativa Cauto, con la quale abbiamo portato avanti proprio quest’anno un progetto sulla raccolta differenziata (‘Si può fare’). La Fondazione Cariplo ha emesso un bando con varie tematiche – continuano le due insegnanti – e noi siamo stati scelti per il progetto ambientale. Oggetto della ricerca sarĂ  il fiume Mella, bene prezioso e troppo spesso dimenticato, tanto da essere diventato negli anni uno dei corsi d’acqua piĂš inquinati d’Europaâ€?. Un progetto con cui la scuola esce dalla scuola per instaurare legami e gettare sguardi sul futuro, lavorando in ĂŠquipe e mettendo in atto la va-

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mativi, il grado di sensibilizzazione delle industrie (certificazioni) e la loro virtuosità. Non mancheranno occasioni per conoscere la storia della Valtrompia: dove ha origine la sua formazione di stampo industriale, perchÊ è cosÏ fortemente abitata, con riflessioni antropologiche che entrano nel progetto�. Sostenuto da Cariplo con 25mila euro (kit per l’analisi delle acque, fotocamere, lavagne multimediali, fondi per gli spostamenti), il progetto è diluito su due anni e vi parteciperanno due classi seconde a indirizzo economico-marketing, avendo cosÏ il tempo necessario perchÊ le conoscenze si sedimentino. Creeremo anche un blog – concludono Lucia Rossi e Maria Puglia – e alla fine vorremmo arrivare all’elaborazione di un’idea finale da parte dei ragazzi�.


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Â?”ƒ’’‘”–‘ Â?ƒ”‹ˆ‘”Â?ƒ†‡Ž•‹•–‡Â?ƒ†‡‰Ž‹‹Â?•‡‰Â?ƒÂ?–‹†‹•‘•–‡‰Â?‘ Una riforma complessiva del sistema degli insegnanti di sostegno, per migliorare i meccanismi ed eliminare le disfunzioni, in modo da renderlo ancora piĂš inclusivo per gli alunni con disabilitĂ  e le loro famiglie. Ăˆ la proposta contenuta nel rapporto “Gli alunni con disabilitĂ  nella scuola italiana: bilancio e proposteâ€?, formulata dall’Associazione Treellle, Caritas italiana e Fondazione Giovanni Agnelli. Il rapporto ripercorre 30 anni di esperienza italiana

d’integrazione, con dati ed elementi di confronto internazionale. Negli ultimi dieci anni – si legge nel volume - gli alunni con disabilità nella scuola italiana sono aumentati di circa il 45%, superando la soglia di 200mila nel 2009/10. I docenti di sostegno sono aumentati da 75mila nel 2002/3 a 95mila del 2010/11. Il numero di alunni per docente di sostegno è rimasto stabile, oscillando fra 1,9 e 2 a livello nazionale. Intenso è il ritmo di crescita degli alunni

stranieri con disabilitĂ : 20% dal 2008/9 al 2009/10, rispetto al 7% dell’insieme degli alunni stranieri. “Nonostante l’impegno e la volontĂ  di tanti operatori – ha detto Andrea Gavosto, direttore Fondazione Giovanni Agnelli – il sistema mostra preoccupanti debolezze e inerzie, che mettono a rischio di fallimento il percorso d’integrazione dei ragazziâ€?. Tra i motivi di preoccupazione la mobilitĂ  degli insegnanti di sostegno: il 40% degli allievi lo cambia una o piĂš volte.     

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Il progetto di Scuola bottega artigiani di San Polo, nasce nel 1984 ad opera di un gruppo di artigiani per rispondere alla domanda di famiglie e ragazzi in cerca di percorsi individualizzati, su misura delle loro aspirazioni. Nel contempo incontra l’esigenza di molti artigiani di dare, nel tempo, continuità al loro mestiere. La scuola propone corsi che rilasciano ai ragazzi la qualifica professionale valida anche per la prosecuzione degli studi. L’attività di alternanza scuola-lavoro si concretizza soprattutto nel secondo/terzo anno quando l’allievo è impegnato presso le aziende artigiane per piÚ ore annuali. La Scuola ha avuto in questi ultimi anni una crescita notevole ed oggi conta piÚ di 400 allievi nelle due sedi operative di Brescia e di Novagli di Montichiari suddivisi nei vari ambiti di intervento (area meccanica ed elettrica a Brescia e area del commercio e meccanica a Novagli). Si formano carrozzieri, elettricisti, autoriparatori, addetti alle macchine utensili a controllo numerico, operatori commerciali addetti alle vendite, utilizzando laboratori modernamente attrezzati (quest’anno si sono già spesi 240mila per il loro potenziamento). Si propone anche il diploma quadriennale di terzo livello europeo di tecni-

co per l’automazione industriale ed è previsto per il prossimo anno formativo 2011/2012 un quinto anno integrativo per l’acquisizione del diploma di maturitĂ  e l’accesso all’UniversitĂ . L’attivitĂ  della scuola bottega non si limita al solo aspetto professionale, vengono organizzati eventi volti a fare crescere la fiducia nelle proprie possibilitĂ  a tutti i giovani allievi. A breve verranno consegnati i diplomi quadriennali di tecnico per l’automazione industriale. In entrambe le sedi la scuola organizza corsi gratuiti, tramite “doti lavoroâ€?, di formazione per adulti nell’area informatica, alfabetizzazione lingua italiana, magazziniere, corsi di qualifica annuale per Ausiliario socio-assistenziale (Asa), riqualifica Asa in Operatore sociosanitario (Oss) i prossimi corsi partiranno a settembre e giĂ  si stanno raccogliendo le iscrizioni. La Scuola bottega artigiani di San Polo ha ottenuto la Certificazione di qualitĂ  e l’accreditamento nel Sistema della formazione professionale regionale ancora nel 2005, è per ottemperare a quanto prescritto dal d.l. 231/2001ha adeguato il proprio modello organizzativo per garantire a tutta l’utenza la liceitĂ  trasparenza ed eticitĂ  dei propri comportamenti.

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Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perchÊ chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perchÊ il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perchÊ non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.

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nfinitamente lontani, cosĂŹ come infinitamente lontana è la rigidezza del giudizio dalla sfumatura dell’amore. Amare è correre avanti, è spingere generosamente verso qualcosa che non si conosce cosĂŹ come giudicare è frenare per trattenere, per inquadrare. Una composizione non è possibile, almeno a prima vista e, soprattutto, se si considera il giudizio frutto dell’azione di un altro. In questo brano di Vangelo GesĂš dice chiaramente che Dio non opera nessun giudizio verso l’uomo, che il suo operato è un’azione d’amore, anzi di tanto amore. Quindi l’azione esterna all’uomo, quella che riguarda Dio, sta dalla parte dell’amore, mentre quella interna all’uomo, la sua scelta, implica salvezza o condanna e quindi giudizio. Il discrimine di questa scelta è ‘credere al Figlio unigenito’, cioè rispondere all’amore di Dio con un amore incompleto ma orientato verso quel grande amore che è stato il dono del Figlio. Amore incompleto che

si traduce nel ‘comandamento di amore’ che GesĂš ordina di osservare per essere suoi amici, cioè per imparare ad amare cosĂŹ come ama Dio. Ăˆ entrare nella logica stessa di Dio-TrinitĂ  e lasciare che la fede si traduca in uno spiraglio di quell’amore dal quale si è stati toccati. CosĂŹ il mondo si salva: perchĂŠ l’amore di Dio riesce a tradursi nell’azione dell’uomo attraverso la fede che costringe all’amore. Il mondo non si salva da solo perchĂŠ la logica del mondo richiede prima di tutto la giustizia e la regolamentazione dei rapporti tra le persone; richiede la correttezza e la legalitĂ . L’amore non è codificabile, non è legalizzabile e solo la follia del Figlio unigenito poteva concepire l’amore come comandamento, cioè come legge. Per trasformare l’interioritĂ  dell’uomo sul modello dell’interioritĂ  di Dio in una intimitĂ  che cambia i rapporti tra le persone rendendoli amore necessario. Utopia di Dio come salvezza del mondo: cambiarne la logica per dare

al mondo un’anima, per costringere il mondo a credere che l’amore sia possibile. Davanti al grande amore di Dio, al Figlio unigenito, alla sua legge paradossale il mondo non potrĂ  che credere o non credere. E qui è il discrimine e il giudizio. PerchĂŠ l’amore di Dio, per quanto totale, assoluto e infinito non può costringere a credere. Può essere il dramma di Dio, amore per essenza, ma credere, cioè piegarsi alla necessitĂ  di questo amore infinito non può avvenire per costrizione. Al paradosso dell’amore infinito risponde l’altro paradosso possibile: quello del rifiuto di questo amore. Ăˆ il discrimine segnato davanti al quale è difficile cercare una spiegazione ulteriore. Ma è il discrimine della libertĂ  che nemmeno Dio vuole infrangere. Il suo grande amore può continuare a parlare e a salvare, ma non può costringere ad ascoltare e a lasciarsi salvare.Ăˆ scelta, amore e giudizio insieme. Ăˆ paradosso che continua a interrogare chi tenta di credere, chi vuole imparare a credere.

    

 

,OFLHORGL'LRqGHQWURQRQLQDOWR “Che sei nei cieli: negli angeli e nei santi, e li illumini alla conoscenza, perchĂŠ tu, Signore, sei luce; li infiammi all’amore, perchĂŠ tu, Signore, sei amore; poni in loro la tua dimora e li riempi di beatitudine, perchĂŠ tu, Signore, sei il sommo bene, eterno, dal quale proviene ogni bene e senza il quale non esiste alcun beneâ€? (San Francesco d’Assisi). Due insegnamenti ci provengono dall’ampliamento che Francesco d’Assisi ha fatto della preghiera del Padre nostro: i cieli di Dio sono dentro ciascuno di noi, allo stesso tempo questa sua presenza è amore che ci illumina alla conoscenza. Santa Chiara, nella IV lettera ad Agnese di Praga, esplicita cosĂŹ lo stesso pensiero: “A quel modo, dunque, che la

gloriosa Vergine delle vergini portò Cristo materialmente nel suo grembo, tu pure, seguendo le sue vestigia specialmente dell’umiltĂ  e povertĂ  di lui, puoi sempre, senza alcun dubbio, portarlo spiritualmente nel tuo corpo casto e verginale. E conterrai in te Colui dal quale tu e tutte le creature sono contenute, e possederai ciò che è bene piĂš duraturo e definitivo anche a paragone di tutti gli altri possessi transeunti di questo mondoâ€?. Dio è dentro di noi come un tesoro prezioso custodito nello scrigno: è “il sommo bene eternoâ€?. Non affanniamoci a cercarlo negli altri beni: Santa Chiara indica la via dell’umiltĂ  e della povertĂ  per “portarlo spiritualmenteâ€?. Chi non riconosce la Sua presenza in questo “cieloâ€? cerca altri tesori e si affanna.

Il suo dio è l’avere, l’apparire, il potere, il piacere. L’uomo ha sete di conoscere; lo fa con la scienza: ha posato i piedi sulla luna, scopre continuamente nuovi pianeti ma non è mai sazio. Oppure desidera conoscere il proprio destino indagando le stelle e i pianeti e si sente rincuorato dalle bugie di chi è piĂš astuto di lui. Il cielo di Dio è dentro non in alto. Dio non è lontano, è nel profondo. L’uomo pregando non sale al cielo ma discende dentro di sĂŠ per incontrare Dio, per scoprire come Sant’Agostino: “Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e lĂ  ti cercavoâ€?. La conoscenza se non è illuminata da Dio porta l’uomo a brancolare. Se l’uomo smarrisce la strada che porta a Dio, perde anche quella che lo conduce a se stesso.


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Il mandato per i ministri della comunione eucaristica sarĂ  conferito dal vescovo di Brescia, mons. Luciano Monari, sabato 3 settembre alle ore 18.30 in Cattedrale. Questa data è deďŹ nitiva e sostituisce la precedente del 17 settembre. Lo spostamento è dovuto alla celebrazione dell’inizio dell’Anno sinodale. Nel mese di giugno sono iniziati gli incontri di formazione per i ministri. In settimana si sono tenuti i primi al

Centro pastorale Paolo VI. GiovedÏ 16 giugno, venerdÏ 17 giugno e lunedÏ 20 giugno sono previsti gli incontri presso l’Eremo SS. Pietro e Paolo di Bienno; martedÏ 21, mercoledÏ 22 e giovedÏ 23 giugno presso l’oratorio di Fasano; venerdÏ 24, lunedÏ 27 e martedÏ 28 giugno presso il Centro giovanile di Chiari; mercoledÏ 22, giovedÏ 23 3 giovedÏ 30 giugno presso la Casa della carità di Verolavecchia. Tutti gli incontri iniziano alle ore 20.30.

  

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l Papa si è incontrato con gli zingariâ€?. Uno scandalo? Ahimè, forse per piĂš di qualcuno sĂŹ. Come fu uno “scandaloâ€?, a suo tempo, la proclamazione di uno zingaro tra i beati. I mezzi d’informazione nel dare simili notizie, dovrebbero essere piĂš cauti, prima di scandalizzare l’opinione pubblica. Non sta bene parlare di zingari. Si devono usare termini meno compromessi e meno compromettenti: nomadi (suona bene, musicale), gitani (sa di romantico), oppure parlare solo di rom e sinti. SĂŹ, perchĂŠ la colpa degli zingari è di chiamarsi zingari. CosĂŹ come la colpa dei baluba è di chiamarsi baluba. Quella dei beduini di chiamarsi beduini e quella degli zulĂš di chiamarsi zulĂš. Hanno un bel dire i vocabolari che questi termini nell’accezione negativa sono stereotipi. Chi legge il vocabolario? E poi in questi casi interviene il “vocabolario fai da teâ€? che ognuno ha compilato e stampato nella propria testa, nel proprio immaginario, a proprio uso e consumo, con definizioni costruite sulla base delle proprie “certezzeâ€?, dove le virgolette stanno qui a indicare che non di certezze si tratta, bensĂŹ di convinzioni, spesso errate, derivate altrettanto spesso dalle no-

stre insicurezze. Nel “vocabolario fai da te� la definizione di zingaro, equivale, nella migliore delle ipotesi, a quella che il vocabolario d’autore segnala come stereotipo: “Persona senza fissa dimora o dall’aspetto trasandato e sporco�. Nella migliore delle ipotesi,

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notizia ha suscitato una certa sorpresa e ha ridestato in noi il ricordo e il fastidio provato dall’incontro con gli zingari per strada, dove esibiscono lattanti e mocciosi per muovere a compassione la gente, o sorpresi ad armeggiare in chiesa dietro le cassette delle elemosineâ€?. Dove “una certa sorpresaâ€? la dice lunga sullo “scandaloâ€? che deve aver provocato nell’estensore della nota l’elevazione di uno zingaro all’onore degli altari. Una soluzione ci sarebbe. Gli zingari, cosĂŹ come i baluba, i beduini, gli zulĂš, dovrebbero semplicemente cambiare nome. Ancora ahimè, purtroppo. Se è possibile, e consentito dalla legge, al singolo individuo cambiare il proprio nome, non altrettanto è possibile agli interi popoli, ammesso che costoro fossero disposti a tradire le proprie origini e la propria identitĂ  per sfatare gli stereotipi. Contro i quali non c’è nulla, o poco, da fare. Resistono e persistono nel tempo. Incrollabili. Duri a morire. Non resta che sperare... nel Papa. In gesti come quelli prima di Giovanni Paolo II (uno zingaro beato), ora di Benedetto XVI, che incontra e accoglie gli zingari in Vaticano. ChissĂ , forse qualcuno di noi si deciderĂ  ad aggiornare la voce “zingaroâ€? nel proprio “vocabolario fai da teâ€?.

Domenica 26 maggio alle ore 10 a Milano in piazza Duomo si svolgerĂ  il rito di beatiďŹ cazione di suor Enrichetta Alfieri, presieduto dal card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei Santi. Maria Angela Domenica AlďŹ eri, detta semplicemente Maria, è nata a Borgo Vercelli, piccolo paese poco distante da Vercelli il 23 febbraio 1891. Il 20 dicembre 1911 entra tra le Suore della CaritĂ  di S.Giovanna Antida Thouret (presenti in diocesi a Brescia in via Torricella e a Sabbio Chiese) nel monastero S.Margherita di Vercelli, prendendo il nome di Enrichetta. Dopo aver studiato a Novara, insegna in un asilo infantile di Vercelli. Nel 1917, si ammala e guarisce miracolosamente. Il 24 maggio 1923 è inviata al carcere di S.Vittore a Milano. Suor Enrichetta svolge cosĂŹ bene e con immenso amore il suo compito, che si merita il titolo di “Mamma e angelo di S.Vittoreâ€?. Durante la guerra aiuta gli ebrei e per questo viene arrestata, e passa alcune settimane in una cella buia e senza alcun servizio nei sotteranei della prigione. La cella diventa pellegrinaggio di laici e religiosi che vogliono confortarla, ma ancora una volta è lei che conforta gli altri. Viene liberata per essere fucilata, ma è salva per interessamento del cardinale di Milano, il Beato Ildefon-

so Schuster che scrive a Mussolini. Viene allora trasferita nella Casa provinciale di Brescia, dove scrive le “Memorieâ€?, il diario di prigionia. Ăˆ richiamata a S.Vittore, dove continua il suo apostolato illuminando e riscaldando con l’amore di Dio l’universo di umanitĂ  da lei incontrato. La mamma di S.Vittore muore il 23 novembre 1951.

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,OFDULVPDGHOO¡,VWLWXWR HVFHOWDGHOOHSULRULWj Si sono conclusi con il mese di maggio i vari appuntamenti programmati dall’Istituto Pro Familia iniziati nel mese di ottobre 2010. L’attenzione dell’Istituto alla famiglia a 360 gradi, ha visto realizzati incontri di formazione per i suoi membri dell’Istituto, gli apostoli della famiglia (Adf) sotto la guida di mons. Gabriele Filippini, per il gruppo famiglie con la guida di don Faustino Guerini, per i giovani sposi con mons. Cesare Polvara e inďŹ ne il gruppo delle vedove seguite da don Luigi Lussignoli. Ora gli appuntamenti che concludono l’intensa attivitĂ  svolta dall’Istituto sono due: l’assemblea zonale che si è tenute sabato 11 giugno e le assemblee generale e centrale che si terranno il 25 e 26 giugno a Brescia. L’assemblea zonale degli apostoli della famiglia è stata un momento importante dell’Istituto per

fare il punto della situazione e programmare il futuro. Numerose le tematiche sviluppate e approfondite in assemblea: dal sentirsi parte dell’Istituto secondo il carisma del fondatore don Giovanni Battista Zuaboni, a cosa signiďŹ ca oggi essere “Pro Familiaâ€? e, fra i tanti campi di lavoro quali le prioritĂ  oggi a favore della famiglia e la valutazione dell’apertura missionaria verso il Togo. Per aiutare l’assemblea dagli apostoli a sviluppare meglio le tematiche sopra citate, mons Gabriele Filippini ha tenuto una riessione sul tema: “La ďŹ gura dell’apostolo della famiglia come delineata dalle Costituzioniâ€?. L’attivitĂ  estiva sarĂ  caratterizzata dalla partecipazione ad almeno un corso di esercizi spirituali per toniďŹ care la persona nella sua interezza, e di conseguenza nella famiglia nel suo complesso.


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‘”’—•‘Â?‹Â?‹ ‹‰Â?‘”‡ǥ†ƒ…Š‹ƒÂ?†”‡Â?‘Ǎ GiovedĂŹ 23 giugno si celebra in cittĂ  la festa del Corpus Domini, con la tradizionale processione che si svolgerĂ  dalla chiesa di Sant’Afra verso la Cattedrale. Il tema dettato all’evento recita: “Signore, da chi andremo? L’eucaristia per la vita quotidianaâ€?. Nella sua lettera sulla eucaristia il Vescovo scrive: “Come entra l’eucaristia nell’immenso sistema dell’esistenza umana? Entra perchĂŠ l’eucaristia pone il dono di sĂŠ (pane spezzato e offerto) come suprema realizzazione della

persona umana e quindi induce a costruire e custodire una precisa, caratteristica scala di valori; a sua volta la scala di valori determina le scelte concrete e i concreti comportamenti�. Ecco il programma per la festa: alle ore 18 S. Messa nella chiesa di Sant’Afra presieduta dal vescovo mons. Luciano Monari; alle ore 19 seguirà l’adorazione eucaristica; alle ore 20 canto del Vespro solenne e quindi la processione verso la Cattedrale.



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esĂš rispose loro: “Andate a riferire a Giovanni quello che udite e vedeteâ€?(Mt 11,4) Questo è stato il mandato che abbiamo ricevuto sabato sera in cattedrale alla veglia di Pentecoste organizzata dalla Cdal (Consulta diocesana delle aggregazioni laicali), che, come ogni anno si ritrova per vivere e pregare insieme la Pentecoste. Ăˆ stata una veglia improntata sulla testimonianza. Dopo il saluto di mons. Gian Franco Mascher e la meditazione sul versetto del Vangelo di Matteo guidata dal dott. Piero Sebastiano di Rinnovamento nello Spirito Santo, abbiamo ascoltato tre testimonianze diverse fra loro, ma con un unico filo conduttore: lodare Dio per le meraviglie che compie nelle creature che a Lui si affidano. Paolo e Donatella, del Cammino neocatecumenale, ci hanno testimoniato la disponibilitĂ  all’accoglienza alla vita, essendo genitori di 10 figli. Matteo, di Comunione e liberazione, ci ha testimoniato la conversione e la rinascita della sua vita dopo la perdita della sua mamma e infine Paolo del Centro volontari della sofferenza, malato di Sla, ci ha testimoniato la grandezza e la bellezza di un passaggio fondamentale nella sua vita “ero disperato e ho ricevuto il dono della fedeâ€?. E altre testimonianze, veri riverberi dello Spirito, sono state affisse sui pannelli in fondo alla Cattedrale come un invito

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troppo spesso non riescono a vedere quello che il Signore ci offre e ci dona per realizzare la nostra vita. Come testimoniare al mondo la nostra gioia profonda dell’essere cristiani, come manifestare il legame che ci unisce a Dio? A volte sembra di non disporre del vocabolario per raccontare il mistero di un incontro che ha cambiato la vita o di non riuscire a sanare le ferite che non ci consentono di riconoscere la presenza di GesĂš sul nostro cammino. Ăˆ la vita, vissuta con Dio al centro, che può aprire nuovi orizzonti alla vita. Alla veglia abbiamo avuto anche la possibilitĂ  di percepire nel profondo l’antidoto alla solitudine nell’affrontare la fatica della quotidianitĂ : abbiamo gioito della preghiera fraterna partendo da strade diverse ed è lo Spirito Santo che, pur nella diversitĂ  ci rende accoglienti gli uni verso gli altri e ci porta all’unitĂ  di intenti: concorrere a edificare la Chiesa e rinnovare l’umanitĂ . Insomma, l’esperienza di Pentecoste ci ha portato a vivere l’orizzonte degli Atti degli Apostoli, a rinnovare sempre i legami come nelle prime comunitĂ  cristiane. Le nostre comunitĂ  cristiane e tutte le aggregazioni laicali appaiono come reti dell’ amore che Dio tesse nel mondo, quasi ad anticipare, come in un laboratorio e in continuitĂ  con l’opera mirabile degli ordini e delle congregazioni religiose, l’unitĂ  della famiglia umana.

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VenerdĂŹ 17 giugno Ore 20.30 – Bagnolo Mella – Meditazione per l’Oftal. Sabato 18 giugno Ore 10 – Brescia – S. Messa nella giornata per la santiďŹ cazone del clero e il 25° anniversario di episcopato di mons. Vigilio Mario Olmi alla Basilica delle Grazie.

Ore 16 - Cogozzo - S. Messa e inaugurazione dell’oratorio. Domenica 19 giugno Ore 9.30 – Salò – Celebrazione per le cresime e le prime comunioni. Ore 18 – Ossimo Superiore – Celebrazione della S. Messa in occasione delle feste patronali.

Da lunedĂŹ 20 a giovedĂŹ 23 giugno Il Vescovo partecipa agli esercizi spirituali.

   

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abato 18 giugno si celebra nella nostra diocesi la Giornata per la santificazione del clero. La ricorrenza sarĂ  ricordata in modo solenne con la celebrazione eucaristica che si farĂ  alle ore 10 nella Basilica delle Grazie. La cerimonia sarĂ  presieduta da mons. Vigilio Mario Olmi, vescovo ausiliare emerito che per l’occasione farĂ  memoria del 25° anniversario della sua ordinazione episcopale avvenuta il 18 maggio 1986. Nella circostanza abbiamo intervistato mons. Olmi. Chiedendogli innanzitutto di ripensare come è cambiata l’esperienza sacerdotale dal 1950, anno della sua ordinazione, ad oggi. “Quando sono diventato sacerdote era molto forte e diffuso il desiderio di dare un respiro nuovo al Paese uscito stremato dalla guerra e dal fascismo. Inoltre si sentiva il bisogno di rimettere in sesto una comunitĂ  disorientata, prestando grande attenzione ai giovani e alle famiglie. Nell’entrare nel luogo privilegiato per un prete giovane, l’oratorio, mi accompagnava la passione educativa. Non per nulla il nostro modello di riferimento era San Giovanni Boscoâ€?. Quale fu il suo impatto con la realtĂ ?

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Mella nei due anni successivi. Quindi vicerettore e insegnante in Seminario dal 1962 al 1970. Quando incominciò a cogliere i segni del cambiamento? â€œĂˆ stato il periodo del Concilio. Un momento esaltante perchĂŠ tutti sentivamo il bisogno di metterci al passo con i tempi. Avvertivamo che venivano avanti tempi complessi che esigevano da noi una adeguata preparazione. Il Concilio ci ha dato uno slancio pieno di speranza mentre nasceva un mondo nuovo, percorso fra l’altro dalla contestazione che turbava anche le nostre comunitĂ  e gli oratori. Ăˆ stato bello vedere crescere uno spirito di novitĂ  che lentamente diffondeva nelle parrocchie una nuova coscienza comunitaria. E il sacerdote non veniva piĂš guardato dal basso in alto, ma considerato una guida, un compagno di viaggio. In quel periodo ho avuta la fortuna di fare l’educatore in Seminario dei chierici che si preparavano al sacerdozio e ho condiviso con loro le prospettive di una rinnovata azione pastoraleâ€?. Poi è diventato parroco di Montichiari (1970) e dal 1980 anche vicario generale. Che ricordo ha di quegli anni? “Sono stati anni di rinnovamento. Ho collaborato con bravi sacerdoti alla introduzione dello spirito del Concilio. Per me sono stati anni di crescita e per la popolazione di nuove esperienze. Collaborai al Sinodo che mons. Luigi Morstabilini celebrò nel 1979 e in quelle circostanze nacque un rapporto piĂš intenso con il Vescovo che poi mi nominò vicario generale lasciandomi però in parrocchia fino al 1983. Con l’arrivo del nuovo vescovo mons. Bruno Foresti mi trasferii in cittĂ â€?. Nel 1986 è diventato Vescovo ausiliare. Cosa ha significato per lei questo passaggio? “Il contatto con i sacerdoti è stato posto al centro delle mie attenzioni. Ma anche quello con la gente. Una delle mie preoccupazioni è sempre stata quella di incontrare i consigli pastorali e con i laici per confrontarmi con loro sui tempi nuovi, anche in rapporto ai problemi creati dalla diminuzione del numero dei sacerdoti. Sono stato vicino ai sacerdoti per aiutarli a prendere coscienza che il nuovo tutto sommato è provvidenziale perchĂŠ il Signore non è mai superato nel tempo, ma è sempre attuale. Da questo punto di vista, alla mia veneranda etĂ  sento che la passione che ho avuto per i giovani è quella che mi ha aperto alla speranza per il futuroâ€?.

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Voce Audiovisivi ha realizzato un dvd su “Roma express 2011â€?. L’esperienza dei cresimandi che nella domenica delle Palme, il 17 aprile, si sono recati a Roma per incontrare il Papa, accompagnati dal Vescovo che ha pregato con loro nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Il dvd, voce e testi di Fabrizio Gorni, immagini di Joseph Corvino, è disponibile presso il Centro per le comunicazioni sociali (tel 03044250) e presso il Centro oratori (tel 0303722244).

Domenica 26 giugno, solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, verrà celebrata la S. Messa con il sacramento della cresima degli adulti alle ore 18.30 nella chiesa di San Francesco di Paola. Nella stessa domenica Giornata per la carità del Papa, un’occasione preziosa per rinnovare i legami che uniscono le Chiese particolari al successore di Pietro, e che si concretizzano anche nel sostegno economico alle attività del suo ministero.

LunedĂŹ 27 giugno mons. Gabriele Filippini, parroco dei SS. Nazaro e Celso, celebrerĂ  nella omonima chiesa parrocchiale la S. Messa in onore di San JosemarĂŹa EscrivĂ  (nella foto) fondatore dell’Opus Dei. L’appuntamento è per le ore 18.30. JosemarĂ­a EscrivĂĄ è nato a Barbastro, in Spagna il 9 gennaio 1902 ed è morto a Roma il 26 giugno 1975. Ăˆ stato canonizzato da Giovanni Paolo II il 6 ottobre 2002.

Sabato 18 giugno presso il monastero dell’Immacolata delle suore Clarisse Cappuccine di Brescia (via Arimanno 17) si celebra una Divina liturgia in rito bizantino slavo. Bizantino si dice il rito che è derivato dalle usanze liturgiche giĂ  attestate ad Antiochia nel IV secolo, bizantino slavo è il rito in uso nella Chiesa patriarcale russa. Il rito sarĂ  presieduto dal p. Romano ScalďŹ . Partecipa in coro di Russia cristiana. Alle 17 sono previsti i Vespri e alle 17.30 il rito.



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a città mette al centro i bambini: sembra uno slogan, una frase ammiccante per una campagna elettorale, invece è il racconto della mattina del GrestInsieme. PerchÊ chi sarà presente potrà vedere Campo Marte, storico campo militare e oggi parco pubblico della città, diventare il punto di ritrovo per oltre 2000 bambini, provenienti dai Grest e dai Cred della città: un colpo d’occhio che offre davvero l’impressione che, per una mattina, i bambini siano al centro delle attenzioni e dell’interesse dell’intera comunità cittadina. Il GrestInsieme è un appuntamento tradizionale per i Grest, che è stato vissuto già dagli anni Ottanta e novanta in varie zone della nostra diocesi e, dal 2005, puntualmente viene proposto nella città di Brescia: accompagnato, peraltro, da esperienze simili in Valle Camonica, Valsabbia e in un paio di zone della Bassa. Si ripete anche quest’anno la mattina di martedÏ 21 giugno al parco di Campo Marte: saranno una ventina i Grest partecipanti, con i lo-

   

ro sacerdoti, educatori e circa 400 animatori che vivranno questa occasione di gioco e di festa, coinvolti dal tema del tempo, che quest’anno è il filo conduttore del grest “Battibaleno, insegnaci a contare i nostri giorniâ€?. Oltre ai Grest degli oratori cittadini saranno presenti anche i bambini dei Cred comunali, in un piacevole contesto di scambio e di amicizia. Il programma della mattinata prevede un’accoglienza musicale dal

vivo, con la band che ha composto l’inno del Grest, un grande gioco ambientato in contesto meteorologico, un piccola performance teatrale da parte della compagnia “CĂ  luogo d’arteâ€? dal titolo “L’inevitabile sfida di Don Chisciotte e Sancio Panzaâ€?, i balli del Grest condotti dalla commissione Grest e dagli animatori di Santo Spirito e la conclusione, con la preghiera e i saluti di rito da parte delle autoritĂ  cittadine.

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$G$QFRQDSHOOHJULQLFHUFDWRULGL'LR A Fano, non casualmente vicino ad Ancona sede del prossimo Congresso eucaristico nazionale, la Cei ha promosso un Convegno dal signiďŹ cativo titolo: “Signore, da chi andremo? (Gv 6,68 ). Pellegrini cercatori di Dioâ€?. L’UfďŹ cio della pastorale dei Vescovi italiani ha inteso iniziare dalle Marche quel percorso di avvicinamento al Congresso passando innanzitutto dall’incontro dei responsabili nazionali di pellegrinaggio e degli operatori, ai quali sono state proposte interessanti e coinvolgenti chiavi di lettura. Un profondo cammino culturale che, prima di tutto, ha manifestato l’attenzione della Chiesa nazionale a tutto quanto gravita intorno all’accoglienza nei Santuari (nella foto accanto, Loreto), alla valorizzazione dei percorsi museali artistici e alle indicazioni operativo/pastorali per una autentica

vocazione dell’animazione e dell’accompagnamento verso i luoghi di culto. Al teologo Bruno Forte, che ha presentato la “Lettera ai cercatori di Dioâ€?, sono seguiti signiďŹ cativi spunti di dialogo sulle ragioni del “camminoâ€?, le motivazioni di percorsi possibili e le necessitĂ  di integrare gli impegni in questo segmento all’interno della pastorale ordinaria. Una visione iniziale sui dati statistici del “viaggiare per fedeâ€?’ ha inteso cogliere le spinte di comprensione intorno a un fenomeno che sposta nel mondo oltre 300 milioni di persone all’anno su itinerari religiosi e religioso/culturali. Manifestazioni di una fede qualche volta non pienamente matura che rischia, per dirla con lo storico Franco Cardini, che è intervenuto presentando le antiche e nuove vie di pellegrinaggio, di diventare un fenomeno new age e non la

ricerca di una esperienza che porta certamente verso ‘luoghi’ ma piĂš propriamente verso un nuovo o un rinnovato cammino di fede. Da qui la necessitĂ  di creare le condizioni per favorire l’apertura del cuore delle persone, perchĂŠ diventi un’apertura all’amore a Dio e al prossimo. Al bresciano don Claudio Zanardini è stata afďŹ data l’introduzione al dibattito sulle esperienze delle Opere diocesane. Una lettura apprezzata dai presenti non solo per le tematiche tecnico-organizzative presentate, ma anche e soprattutto per aver colto la necessitĂ  di meglio chiarire scopi e ďŹ ni di tale impegno. Troppo spesso diocesi, comunitĂ  parrocchiali, movimenti ecclesiali o associazioni decidono un pellegrinaggio che nasce come momento non inserito nella programmazione pastorale almeno annuale. Il rischio

insomma del fai da te, non tanto tecnico ma pastorale, deve essere attentamente ponderato perchĂŠ ogni esperienza abbia una ricaduta nella realtĂ  concreta personale e comunitaria. Ăˆ quanto cercherĂ  di fare anche il Congresso eucaristico nazionale ed è quanto hanno testimoniato in questa fase preparatoria sia il vescovo di Ancona, mons. Edoardo Menichelli che il vescovo di Macerata mons. Claudio Giuliodori, concludendo la tre giorni di studio. Avvenimento fondamentale sarĂ  mettere Cristo al centro dei percorsi di Ancona capendolo e vivendolo in questo spirito. L’eucaristia come chiamata che avrĂ  una risposta nel popolo che si raduna su questi temi e per questi temi: ricucire la distanza culturale tra la fede e la vita. In cammino verso Ancona dunque ma anche in cammino per una riessione sul vissuto quotidiano.


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ÂŽ•‡‰Â?‘†‹—Â?ǯ‡•’‡”‹‡Â?œƒ‡—”‘’‡ƒ Strasburgo mi emoziona sempre. Viva, intensa, mozzaďŹ ato. PerchĂŠ la capitale dell’Alsazia è davvero la mia cittĂ  ideale, per l’atmosfera giovane e cosmopolita, per la mentalitĂ  a misura d’uomo, per la superba Cattedrale, per i magniďŹ ci monumenti, per le vere piste ciclabili, per i bei negozi (un pochino carucci!). Non ho scritto “per il Parlamentoâ€?. Sorpresi!? Il fatto è che vedere il luogo simbolo dell’Unione europea sguarnito durante le discussioni dagli

europarlamentari (ne ho contati una ventina), per riempirsi solo al momento delle votazioni non è stato particolarmente esaltante. Ma torniamo a Strasburgo e al motivo per cui ero là, proprio nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ci tengo a sottolinearlo. Ebbene, ero tra i fortunati giovani di Mcl che, insieme ai rappresentanti del Movimento, nello scorso maggio hanno partecipato ad un multi-purpose travel, che mirava a favorire la socializzazione tra

   

i giovani di Mcl, in un contesto internazionalmente coinvolgente. Obiettivo pienamente dichiarato e centrato, direi. Dopo un “grazie� a tutti i miei fantastici compagni di viaggio, ecco il segno che questa esperienza mi ha lasciato: noi ragazzi possediamo enormi risorse interiori; non sprechiamole nella grigia omologazione provincialpadana, apriamoci all’Europa, e soprattutto non abbiamo paura di remare controcorrente. (Renato De Marco)



    

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a politica ha bisogno di strumentalizzazioni? Domanda retorica (No! Ăˆ forse il caso di specificarlo). Il politico ha bisogno di strumentalizzazioni? Domanda inutile in un mondo individualista: il risultato, che coincide con il successo personale, è la vittoria alle elezioni. Ma in politica si vince? Ăˆ un invito alla moderazione e alla cautela nei festeggiamenti della vittoria, perchĂŠ, se nello sport la fatica e il lavoro precedono il podio, nella politica lo seguono. Un lungo preambolo per invitare le istituzioni a occuparsi della questione degli immigrati, con una presa in consegna seria di questa risorsa che il baccano mediatico delle fazioni preferisce porre come problema invece che occasione di governo per il bene comune. La questione dell’immigrazione non avrĂ  alcuna soluzione e sarĂ  sempre motivo di scontro finchĂŠ verrĂ  filtrata attraverso le ideologie che impediscono di affrontare il tema per quello che è: una questione reale che interpella la politica nella compiutezza del termine e in particolare per la responsabilitĂ  di progettare e organizzare una societĂ  e una comunitĂ . Proprio una vera politica è del tutto mancata in questi anni, preferendo piĂš redditizi e diversi ‘sfruttamenti’ del fenomeno immigratorio. Tutti sono responsabili della legalitĂ : ci sono forse categorie di cittadini destinatari di doveri per i quali ne sono esentate altre? Questo vale per gli stranieri che non possono essere accolti senza il necessario rispetto delle norme in vigo-

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politiche o le associazioni mettono in atto e ribadisce che la questione immigrazione non troverĂ  soluzione finchĂŠ sarĂ  filtrata dalle ideologie che impediscono di affrontare il tema per quello che è: una questione reale che interpella la politica nella compiutezza del termine. Come dice il Vescovo vale la pena di prendere atto della situazione per imparare a controllarla e dirigerla al meglio. Mcl coglie l’occasione per manifestare il proprio appoggio alla posizione della diocesi piena di realismo, equilibrio, ragionevolezza; come risalta nella lucida trattazione della lettera del vescovo mons. Luciano Monari “Stranieri, ospiti, concittadiniâ€?.

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che offre trattamenti educativi diretti,centrati sul soggetto con disabilitĂ , e indiretti, orientati alle persone che vivono con il bambino e agli altri contesti signiďŹ cativi (scuola prioritariamente ma anche luoghi del tempo libero e dell’associazionismo). All’interno del Centro la Fondazione bresciana assistenza psicodisabili ha in progetto la costituzione di centro di formazione e ricerca in favore dei minori che sarĂ  intitolato

    

alla memoria del conte Gaetano Bonoris. A regime, il Centro “Bonorisâ€? perseguirĂ  tre scopi principali: anzitutto promuoverĂ  azioni incentrate sul sostegno psicologico alle famiglie dei bimbi; svilupperĂ , poi, attivitĂ  di sensibilizzazione della comunitĂ  e di formazione di insegnanti, assistenti e professionisti in genere; realizzerĂ , inďŹ ne, attivitĂ  di ricerca sperimentale, con l’obiettivo di validare il lavoro svolto e diffonderne gli esiti.

        

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n raggio di sole squarcia la cittĂ  e illumina una nuova perla dell’attivitĂ  della Congrega della CaritĂ  Apostolica, della Fondazione Gaetano Bonoris e della Cooperativa sociale FraternitĂ  giovani onlus. La settimana scorsa è stato infatti inaugurato in cittĂ  il centro semiresidenziale terapeutico per adolescenti “Raggio di sole - Gaetano Bonorisâ€?. Il Centro – la cui sede è in via Bettinzoli 5, zona Lamarmora a Brescia Due – è una struttura terapeutica semiresidenziale che opera in collaborazione con il Servizio di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Azienda ospedaliera di Brescia. La struttura accoglie una quindicina di adolescenti tra i 12 e i 18 anni, i quali presentano disturbi psicopatologici: disturbi della personalitĂ , disturbi della condotta,

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se di transizione da situazioni protette a contesti di maggiore socializzazione. L’intervento terapeutico viene definito da un progetto individualizzato realizzato da un’Êquipe multidisciplinare. Il Centro ha quindi l’obiettivo di prevenire l’allontanamento del minore dalla famiglia e l’abbandono dei progetti in corso, facilitare il suo reinserimento nel territorio di appartenenza, sviluppare competenze relazionali concrete, accompagnando gli adolescenti nell’adempimento dei propri compiti di sviluppo. La struttura opera esclusivamente in orari diurni: dal lunedÏ al venerdÏ dalle 9 alle 17, e il sabato dalle 9 alle 15. Il Centro riprende idealmente gli scopi e gli obiettivi dell’istituto Bonoris, attivo fino alla metà degli anni ’70 a Mompiano e distintosi per decenni nell’assistenza ai bambini

piÚ bisognosi, in particolare a quelli affetti dalle varie forme di disabilità psichica. Anche per questa ragione Fraternità Giovani ha inteso intitolare il nuovo Centro semiresidenziale terapeutico per adolescenti alla memoria di Gaetano Bonoris, nel segno di una continuità di interventi e di una costante attenzione ai giovani e ai piÚ fragili tra loro. Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti mons. Gianfranco Mascher, vicario generale della diocesi di Brescia, Mario Taccolini, presidente della Fondazione Conte Gaetano Bonoris e della Congrega della Carità Apostolica, Massimo Belandi, amministratore delegato di Fraternità Giovani Onlus, Carmelo Scarcella, direttore generale dell’Asl di Brescia e Alessandra Tiberti, primario del reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza degli Spedali Civili di Brescia.


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Abbonamento speciale per i giovani tra i 16 e i 30 anni a prezzo speciale: ricevi il settimanale per cinque mesi a casa tua. Scopri ogni settimana i volti, le storie, le tappe del cammino dei ragazzi degli oratori bresciani verso la Gmg 2011. Per vedere il tuo gruppo, oratorio o zona pastorale sul nostro settimanale, scrivi a gmg@ lavocedelpopolo.it e raccontaci come vi state preparando alla Gmg 2011.

Sabato 18 giugno alle 20.45 a Milano il Duomo si aprirĂ  a tutti i giovani della Lombardia che parteciperanno alla Giornata mondiale della gioventĂš a Madrid per una veglia intitolata “Abbiamo visto il Signoreâ€?. Presieduta dal card. Dionigi Tettamanzi, insieme a tutti gli altri Vescovi lombardi, la serata si caratterizzerĂ  per la riessione sulla ďŹ gura dell’apostolo Tommaso e la preghiera di invocazione dello Spirito Santo.

MercoledÏ 29 giugno per i giovani di Provaglio d’Iseo è previsto il secondo degli incontri di preparazione alla Giornata mondiale della gioventÚ. Dopo la prima riunione di carattere piÚ tecnico, questo secondo appuntamento sarà dedicato all’approfondimento del messaggio consegnato da papa Benedetto XVI ai giovani di tutto il mondo per quest’occasione. Ritrovo presso l’oratorio alle 20.30.

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na Messa prima di partire, per ricordarli tutti. In qualche modo, per portarli tutti con sĂŠ. A poche settimane dalla partenza per Madrid, dove vivranno con intensitĂ  l’esperienza prima del gemellaggio con la diocesi di Oviedo e poi della Giornata mondiale della gioventĂš, i ragazzi del gruppo di Collebeato si ritroveranno per celebrare una Messa in ricordo dei giovani della parrocchia scomparsi prematuramente. Ăˆ questo l’atto conclusivo di un percorso di preparazione durato qualche mese, per un gruppo che conta 25 ragazzi tutti intorno ai 18 anni: ad essi sono stati proposti, infatti, incontri di catechesi a cadenza mensile per approfondire i diversi aspetti che caratterizzano quest’appuntamento. Ăˆ in realtĂ  un gruppo piuttosto composito che ha fatto da collettore per persone provenienti anche da altre parrocchie. “Per questo motivo non è stato sempre facile incontrarsi e condividere i momenti di preparazione – afferma la responsabile del gruppo Michela Ballini – tuttavia credo che ora ci sia molto affiatamento e voglia di partireâ€?. Af-

 

   

fiatamento creatosi anche grazie a iniziative che hanno messo in campo creativitĂ  e voglia di fare squadra, oltre a una buona dose di divertimento e allegria: per coprire parte dei costi del viaggio, infatti, i ragazzi si sono cimentati, oltre che nella vendita di torte e in piccoli lavoretti, anche nella preparazione della sangria, la tipica bevanda spagnola, che sarĂ  messa in

vendita durante la festa dell’oratorio che si terrĂ  questo fine settimana. Ăˆ all’interno di questo appuntamento che tradizionalmente si fa memoria in una Messa dei ragazzi che se ne sono andati e quest’anno nuove motivazioni si aggiungono: perchĂŠ la Gmg è in qualche modo anche la loro, che saranno presenti grazie alla preghiera e al ricordo di quanti partiranno.

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na mostra e un convegno per dimostrare che un’etica mondiale è possibile. Sabato scorso la parrocchia di Santa Maria in Silva ha ospitato la mattinata di riflessione dedicata a “Culture e religioni in camminoâ€?, promossa dalla Fondazione Guido Piccini in collaborazione con Editrice Queriniana e Centro saveriano animazione missionaria (Csam). In rappresentanza della Fondazione Weltethos di Tubinga, il coordinatore scientifico GĂźnter Gebhardt ha dialogato con padre Rosino Gibellini, direttore letterario dell’Editrice Queriniana, e Lucrezia Pedrali, condirettrice del Centro di educazione alla mondialitĂ . La necessitĂ  di pensare a un’etica condivisa che oltrepassi le singole confessioni religiose è lo spunto da cui il teologo Hans KĂźng ha tratto il suo “Progetto per un’etica mondialeâ€?, pubblicato nel 1990, del quale

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per una cultura della solidarietĂ  e un giusto ordine economico; l’impegno per una cultura della tolleranza e per una vita vissuta veracemente; l’impegno per una cultura dell’eguaglianza e della condivisione fra donne e uomini. La riflessione di KĂźng parte dal presupposto che le religioni, pur essendo diverse tra loro, assumono posizioni simili in merito al modello di comportamento tenuto nei confronti degli altri esseri umani. “Esiste un parallelismo transculturale che permette di rintracciare aspetti comuni a tutte le confessioni – ha spiegato Gebhardt –, aspetti confermati dai tanti rappresentanti religiosi al summit convocato 18 anni fa nella capitale dell’Illinois e dalle cui conclusioni KĂźng trasse ulteriori spunti per la sua riflessione. L’etica mondiale non è solo un appello formale ma si avvale di un contenuto, seppure elementare, e lo diffonde attraverso le attivitĂ 

della Fondazione, che coopera con istituzioni religiose ma anche laiche, come la scuolaâ€? – ha concluso Gebhardt. Tra le attivitĂ  della Fondazione c’è anche la diffusione delle 12 tavole che costituiscono la mostra “Religioni mondiali, pace mondiale, etica mondialeâ€?, tradotte in italiano dall’Editrice Queriniana e ospitata in questo periodo nella sala parrocchiale di Santa Maria in Silva. “Tra Brescia e provincia vivono circa 160mila immigrati, dei quali circa il 48% professano l’Islam, il 26% sono ortodossi e solo il 10% cattoliciâ€?, precisa Anna Della Moretta, coordinatrice del convegno, presentando l’intervento di padre Rosino Gibellini dedicato alla proposta di un’etica condivisa che “si traduce in quattro passi elementari: comprendersi e conoscersi, giocare, fare festa, pregare e camminare insieme per costituire una reteâ€?. Appello raccolto dai numerosi rappresentanti

delle confessioni religiose presenti al convegno, che non hanno voluto far mancare la propria testimonianza durante un momento di confronto. In conclusione della mattinata, Lucrezia Pedrali si è soffermata sull’importanza della conoscenza delle diverse culture, “perchĂŠ il riconoscimento è il primo passo da cui si genera il rispetto per l’alteritĂ . Legittimare la differenza è possibile di fronte a un’etica comune, ma per fare ciò non è sufficiente trasmettere conoscenza, serve l’incontro e la relazioneâ€?.

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Promossa da Voce Sas andrĂ  in scena dal 17 (apertura con Zanetti a Palazzolo) al 19 giugno la 2ÂŞ edizione del Festival di teatro dialettale bresciano “Ure de maccâ€?. Il 18 giugno a Palazzolo si esibiranno la compagnia Scacciapensieri di Flero con “El Laureatâ€?, la compagnia Il grappolo di Preseglie con “Mitomèc ‘na preĂ  huraâ€?, la compagnia La Pal di Urago d’Oglio con “La culpa del me garzĂšâ€? e la compagnia Rapoceldone di Carpenedolo con “DumĂ  compese

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j-agnâ€?. Il 19 il festival si sposta nella Bassa, a Montichiari, dove andrĂ  in scena la Festival. Tra Palazzolo e Montichiari la seconda edizione della manifestazione serata conclusiva dell’edizione 2011 con la partecipazione della compagnia Amici del cĂśr del Villaggio Violino con ‘Na morta o ‘na mata?, la compagnia ‘Na scarpa e ‘n sopel di Novagli di Montichiari, I gnari del borg di Pontevico con “Te recordet che le sereâ€?, la compagnia Cafè di piĂśc di

Montichiari con la commedia “MĂŠs dopo mĂŠsâ€?, la compagnia El paes di Muscoline con “Quando ghè la saluteâ€? e la compagnia Rapoceldone di Carpenedolo con “DumĂ  compese j-agnâ€?. Le pièce teatrali si svolgeranno in cortili e piazze del centro dei due comuni in contemporanea: una vetrina eccezionale al dialetto, alla sua espressione teatrale, di un teatro che parla di identitĂ  comuni. L’inizio degli spettacoli è alle 20.45 e alle 22. Ingresso gratuito. (m.t.)





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rionfo di pianisti russi al Festival di Brescia e Bergamo. L’ultima settimana della rassegna ha avuto come protagonisti Arcadi Volodos e Grigory Sokolov, due dei massimi concertisti oggi in attivitĂ . Volodos, nel recital di martedĂŹ scorso, ha accostato l’intimismo dei “Momenti musicaliâ€? di Schubert e la spettacolaritĂ  estrema della Sonata in si minore di Liszt. Da alcuni anni questo eccellente pianista cerca di sottrarsi al luogo comune che lo vorrebbe considerare soltanto come un supervirtuoso, ed ecco allora che anzichĂŠ eseguire programmi interamente basati su tripli salti mortali, ama proporre anche pagine molto semplici dal punto di vista tecnico, tali da richiedere in ogni caso un’interpretazione sottile e un’emozione profonda. Oggi Volodos è un concertista completo e può raggiungere vertici mirabili su entrambi i fronti. Anche Sokolov, nel concerto conclusivo di domenica scorsa, ha scelto la via di un’apparente polaritĂ : Bach nella prima parte, Schumann nella seconda. Ma anzichĂŠ risolversi in un aperto contrasto, questo binomio di compositori tedeschi, attraverso la personale lettura del grande interprete, ha messo in luce le reciproche affinitĂ  elettive. Si trattava di un programma estremamente ge-

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suoi momenti di poesia romantica, ma spesso apparentato a Bach per la predilezione di un fraseggio staccato o molto articolato, come pure per una dinamica a terrazze, con un “forteâ€? scultoreo o un “pianoâ€? sottovoce, senza troppi effetti di crescendo o diminuendo. Pur con un programma cosĂŹ lungo e impegnativo, Sokolov ancora una volta ha incantato il pubblico del Grande e, proseguendo il suo slancio di generositĂ , ha donato la bellezza di sei bis, con pagine di Couperin, Rameau, Chopin e Brahms. Anche Volodos, giusto per restare in tema, non

si era risparmiato con i bis (cinque, a firma Liszt, Mompou, Villa Lobos, Vivaldi), ma il suo programma, a confronto di quello di Sokolov, risultava piÚ breve di una quarantina di minuti. Si conclude dunque nel segno di due eccelsi pianisti il 48° Festival di Brescia e Bergamo al cui successo hanno in ogni caso contribuito anche splendide serate orchestrali, come quelle dirette da Daniel Harding e Ivån Fischer. Per l’anno prossimo già si parla di un’edizione dedicata alla musica di Johannes Brahms.

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