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“Forse è tempo di camminare oltre le distinzioni tra èros e agĂ pe‌â€? dice Ermes Ronchi nel suo libro “I baci non datiâ€?, aprendo cosĂŹ un altro cammino controcorrente. Il corpo è fonte di paure: misterioso intreccio di materia e pulsioni, ricevuto e non determinabile, se non in parte. Viviamo come se fosse “altroâ€? da noi, quasi lo diamo per scontato e per lo p nella giornata lo ignoriamo (salvo ascoltare le sue richiepiĂš st vitali). Eppure è quanto di piĂš intimo ci appartiene. Nella ste sua forma esterna ed esposta alla vista altrui, è il modo con cui pr ci presentiamo alla vita, il “comeâ€? unico attraverso il quale siamo ricono riconosciuti e toccati. Poi ci sono le parti intime, gli organi interni, sensaz le sensazioni che trasmettiamo al cervello: ciò che solitamente non n mostriamo. Ci appartiene, benchĂŠ ci faccia sentire piĂš si vede o non po vulnerabili, poichĂŠ non ne abbiamo il pieno controllo. Il corpo: luogo della piĂš intensa cconfidenza, lĂ  dove la debolezza e la veritĂ  di noi è regalata mod assolutamente umano. all’altro in modo

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Preti novelli: “Per sempre a vele spiegate�

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Í˜Í ƒ‡•‹‡’ƒ””‘……Š‹‡ Intervista a Paroli. Un lavorio continuo e senza clamori

ÍšÍ&#x;……Ž‡•‹ƒ Consulta dei laici. Segno di comunione nella e per la Chiesa

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ÇŻÂƒÂ?‹Â?ƒ †‡Ž’”‡–‡ Dieci preti, sette diocesani e tre religiosi, per la Chiesa. Ăˆ un evento di grazia destinato a risvegliare e a scuotere la diocesi bresciana. La constatazione che ci sono ancora giovani capaci di donare gratuitamente la loro vita a Cristo e ai fratelli non può non commuoverci profondamente. Pure in mezzo a povertĂ e limiti la Chiesa bresciana sa ancora esprimere quella vitalitĂ  che lo Spirito del Signore costantemente le dona. Ăˆ momento di gioia, innanzitutto, per questi giovani che raggiungono la tanto desiderata meta, per i familiari che li hanno accompagnati con trepidazione e con fiducia. Soddisfazione per il Seminario che vede realizzata cosĂŹ la propria finalitĂ . Conforto e letizia per le parrocchie che li hanno preparati e seguiti con

la loro testimonianza di fede e con la preghiera. Per tutti noi questo avvenimento è occasione per riflettere sulla grandezza del mistero del sacerdozio. Un tempo nei nostri paesi esso era un mistero di fede. La prima Messa di un giovane prete era la festa di tutta la comunitĂ che manifestava la sua partecipazione con festoni e parature dell’intera contrada. Oggi, invece, il sacerdozio è diventato un enigma. Per molti, infatti, il prete è uno dei tanti funzionari pubblici: colui che svolge alcuni “compiti sacriâ€?. Per alcuni è una figura insignificante quando non negativa. Questi giovani, che domani saranno preti, rifiutano di sentirsi assimilati a funzionari senza cuore. Toccati dalla grazia dello Spirito si sono lasciati raggiungere da un particolare amore di Dio e si sono sentiti con piena coscienza di credere che il sacerdozio è un mistero di fede, perchĂŠ espressione della caritĂ  di Dio nel mondo. Mistero di cui nĂŠ la Chiesa nĂŠ il mondo possono fare a meno. Sono giovani che hanno detto il

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CALABRIA Centro

Elettro

Impianti

loro generoso sÏ all’invito di GesÚ e hanno iniziato il loro cammino di formazione mettendosi alla sua sequela. Attirati da appassionata e sincera ricerca della verità , guidati dai propri educatori hanno portato avanti la loro formazione umana, culturale e spirituale per essere in grado di affrontare le sfide del mondo di oggi e per incontrare e accogliere ogni uomo con l’apertura del cuore di Cristo. Sono giunti a pensare il loro ministero come continuazione della missione di GesÚ e come servizio della Chiesa e nella Chiesa. Da questo nasce il duplice aspetto della spiritualità sacerdotale, che significa stile di vita, di comunione profonda con Cristo e di comunione con la Chiesa cioè di comunione con il proprio Vescovo e, mediante il Vescovo, con il Papa e con tutti i preti del Presbiterio diocesano. Comunione fraterna da realizzare non solo sul piano pastorale, ma pure su quello dell’amicizia, della solidarietà, del sostegno e dell’aiuto vicendevole. Il modello di questo stile di vita è

GesĂš, Colui che divenne sacerdote in spirito e veritĂ offrendo se stesso in sacrificio sulla croce. Sul suo esempio ogni prete è chiamato a offrire se stesso in sacrificio per l’umanitĂ , oltre che a insegnare e a celebrare i santi misteri. E i nostri giovani preti sanno molto che il primo sacrificio sarĂ  quello di “essere nel mondo senza essere del mondoâ€?. Essere nel mondo per conoscerlo, per amarlo, per servirlo senza mai conformarsi allo spirito del mondo, ma trascendendo il mondo. E trascendenza non significa disprezzo ma vicinanza alla sofferenza e a ogni povertĂ , significa ancora capacitĂ  di amare e di donare sentendosi sempre “servi inutiliâ€?. E il servitore inutile non è colui che non ha combinato nulla, ma colui che non ha il diritto di sapere ciò che ha fatto. Una tale trascendenza si realizza solo con la preghiera liturgica e personale, pubblica e privata, che assimila l’anima del prete al girasole che costantemente si volge al sole che, fuori metafora, è Dio.

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͙͜…‘�‘�‹ƒ Forum delle famiglie. Lettera aperta al governatore Draghi

͜͜’‘”– Brescia dal futuro incerto ed ora il tempo stringe

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Sono 10 i giovani che il vescovo Luciano Monari ordinerà sacerdoti sabato 11 giugno in Cattedrale a Brescia. Tre di loro sono religiosi: un pavoniano e due carmelitani scalzi. Gli altri sono giovani che si sono formati, coltivando la loro vocazione sacerdotale, nel Seminario diocesano. Dopo l’ordinazione faranno ritorno nelle comunità di origine per la celebrazione della loro prima Messa, atto d’avvio del loro servizio alla Chiesa bresciana.

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er il manifesto che annuncia alla diocesi la loro ordinazione sacerdotale hanno scelto un’immagine insolita, quasi controcorrente, verrebbe da dire se la sottolinetura non fosse scontata. A differenza di tanti sacerdoti che prima di loro hanno ricevuto l’ordinazione non hanno fatto ricorso a un’opera d’arte. Hanno preso “armi e bagagliâ€? e si sono trasferiti a bordo di “Sun Odissey 32.2â€? una barca a vela e qui si sono fatti immortalare. Le vele bianche spiegate ben si prestano a quel “Lo spirito di Cristo ci spingeâ€? che a tutti gli effetti pare essere il “manifestoâ€? del loro essere sacerdoti. ChissĂ se la scelta della barca, con quel nome “Odisseyâ€? tutt’altro che insignificante, è stata casuale? Ad ogni modo le storie personali di questi giovani chiamati al sacerdoti (tanto dei sette diocesani quanto dei tre religiosi) raccontano di persone capaci di affontare con coraggio e con coscienza le insidie del mare

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po conosciuto il mondo del lavoro, c’è chi (come ricorda don Gianluca Mangeri nell’intervista pubblicata in queste pagine) ha risposto alla chiamata dopo aver conseguito una laurea in medicina e aver praticato la professione medica nel campo dell’oncologia e chi ha risposto sĂŹ dopo anni di studi filosofici. Certo, tra i 10 nuovi sacerdoti, c’è anche chi è entrato in Seminario dopo la scuola media, ma questo non sminuisce la consapevolezza della scelta. Nei loro racconti o nei ricordi di tanti amici chiamati a dare voce ai sentimenti e alle emozioni delle ore che procedono l’ordinazione sacerdotale non c’è grande spazio per la retorica, per le frasi di rito. C’è, invece, la testimonianza di un cammino convinto verso quel “per sempreâ€? che sembra frenare tanti giovani nelle scelte che segnano altri percorsi. “Il per sempre di una decisione per la vita – ha scritto il rettore mons. Carlo Bresciani, in una sorta

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di editoriale del notiziario del Seminario – non è una mortificazione che priverebbe di esperienze altrimenti desiderabili e arricchenti. Ăˆ invece la condizione intrinseca e necessaria perchĂŠ l’amore personale possa giungere a compimento e dare tutti i suoi fruttiâ€?. Ăˆ un cammino impegnativo, quello delineato dal Rettore, è un cammino che i nuovi sacerdoti bresciani, “spinti dallo spirito di Cristoâ€? stanno per affrontare.

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Â?˜‹ƒ…—‘Ž‡ŽƒÂ?—‘˜ƒ•‡†‡’‡”‹Ž‡Â?‹Â?ƒ”‹‘ƒ‰‰‹‘”‡ Se è vero che le ordinazioni dell’11 giugno sono un momento importante nella vita dei “sacerdoti novelliâ€? è altrettanto inconfutabile che rappresentano un passaggio signiďŹ cativo anche per la realtĂ del Seminario che li ha formati, accompagnandoli al sacerdozio. Quest’anno, poi, l’importanza è addirittura doppia perchĂŠ per il Seminario si annunciano importanti novitĂ . I seminaristi compiranno gli studi teologici in quella che il vescovo Luciano Monari ha indicato

come la nuova sede del Seminario. “Dopo una lunga e articolata consultazione tra il clero bresciano – afferma mons. Carlo Bresciani (nella foto) rettore del Seminario – il Vescovo ha deciso il cambio di sedeâ€?. Alla ripresa delle attivitĂ dopo la pausa estiva prenderĂ  gradatamente il via lo spostamento del Seminario maggiore in via Scuole 5 in quello che sino a poco tempo fa è stato il convitto gestito dalle Missionarie laiche di San Paolo. “La decisione – sottolinea

ancora mons. Bresciani – è stata assunta in considerazione non solo della riduzione del numero dei seminaristi, ma anche della situazione di una struttura pensata negli anni Cinquanta e oggi non piÚ idonea alle moderne esigenze della formazione dei giovani�. La scelta, onerosa e assunta non senza sofferenza, ravviva, come rimarca il Rettore, l’attenzione e l’impegno della diocesi nei confronti della formazione dei seminaristi, futuri preti della Chiesa bresciana.

“Lo spostamento in via Scuole – continua ancora mons. Bresciani – comporterĂ anche un cambiamento non solo strutturale ma anche della vita formativa che sarĂ  piĂš intensa è piĂš attenta all’aspetto comunitarioâ€?. L’impegno, su cui torna piĂš volte il Rettore, non è solo quello materiale per mettere a disposizione una nuova sede funzionale. “Alla diocesi, alla Chiesa bresciana – conclude mons. Bresciani – si chiede anche la preghiera perchè nascano nuove vocazioniâ€?.

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10 giovani che sabato 11 giugno saranno ordinati sacerdoti dal vescovo Monari hanno alle spalle storie originali che confermano che non c’è un tempo specifico per la chiamata. La vicenda di don Gianluca Mangeri, per esempio, conferma tutto ciò. Il giovane di Isorella ha risposto alla chiamata al sacerdozio quando ormai la sua vita sembrava segnata: una laurea in medicina e un brillante avvenire nell’oncologia. Eppure‌ Ăˆ piĂš emozionato oggi, a poche ore dall’ordinazione sacerdotale o lo era di piĂš il giorno della laurea in medicina? Il giorno della laurea ero molto emozionato. Ora mi sento sereno, anche se un pizzico di emozione c’è e ci sta anche bene. Cosa ha portato un giovane avviato a una brillante carriera medica a scegliere la via del sacerdozio? Penso che a fondamento di tutto piĂš che un cosa ci sia un chi che mi ha affascinato e attirato. Una presenza sempre piĂš intensa in me. Il chi che è Cristo. Lui insistentemente bussava alla mia porta. Gli ho aperto. C’è stata qualche esperienza della

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tori, ancor prima di me, avevano visto i segni dello Spirito che soffiava e quando gli ho comunicato la decisione di entrare in Seminario mi hanno detto che per loro non era una sorpresa e che come sempre mi avrebbero accompagnato. E i colleghi medici come hanno reagito? Ricordo che il presidente dell’ordine dei medici, il dottor Mancini mi ha abbracciato visibilmente commosso. Il mio primario a Parigi, professor Machover, ebreo, mi ha salutato con queste parole, quasi un monito: “Impegnati nello studio della teologia con la stessa intensitĂ che ci hai messo nella medicinaâ€?. Aver conosciuto la sofferenza fisica dell’uomo l’aiuterĂ  a comprendere meglio anche le sofferenze dello spirito? Mi sono reso conto che è difficile separare la sofferenza fisica da quella dello spirito. C’è sempre tutto l’uomo che soffre e che chiede che tu gli stia vicino, una stretta di mano, un sorriso. Lo stare con gli ammalati mi ha reso piĂš attento a questo: alle piccole cose, ai piccoli gesti che sono generatori di relazioni autentiche.

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Quasi in contemporanea alla visita di mons. Twal a Brescia, fonti ufďŹ ciali israeliane hanno reso noto alcuni dati che confermano la complessitĂ di quella parte di Medio Oriente. La cittĂ  di Gerusalemme è la piĂš popolosa della Terra Santa. Lo rivelano i dati diffusi dalla municipalitĂ  locale che ha registrato 789mila abitanti, di cui il 64% ebrei e il 36% arabi. Circa la componente ebraica, il 31% si dichiara tradizionalista,

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il 29% ultra-ortodosso, il 20% semplicemente religioso. Solo un abitante su cinque si dice laico e non osservante. Tra gli arabi di Gerusalemme, rende noto il portale www.terrasanta.net, si assiste invece ad un calo delle nascite, mentre la media per ogni donna ebrea è di quattro ďŹ gli e la maggior parte dei giovani in etĂ scolare (ben il 64%) frequenta una scuola ultra-ortodossa. L’emigrazione fa registrare però numeri che includono in egual

modo sia arabi che ebrei. Nel 2010 hanno lasciato Gerusalemme oltre 18mila persone, di cui 14 mila al di sotto dei 35 anni. I motivi sono legati soprattutto alla mancanza di case a prezzi ragionevoli e particolarmente alla carenza di lavoro. Quanto al settore turistico sono stati 2 milioni e 788mila i visitatori nello scorso anno e si è osservato anche il ďŹ orire di piccole e medie imprese ( piĂš 30% rispetto al 2009)

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’altro giorno ho incontrato il mio vicino di casa ebreo dall’altro lato della strada ed il suo volto era proprio come il mio. L’ho visto giocare con i suoi figli proprio come io vorrei giocare con i miei. L’ho sentito parlare teneramente con sua moglie esattamente come io vorrei rivolgermi alla miaâ€?. Ăˆ l’incipit della lettera scritta da “un cristiano palestineseâ€? per riflettere sul rapporto intercorrente con “un suo fratello ebreoâ€?. Ha scelto questo testo mons. Fouad Twal, patriarca latino di Gerusalemme, per descrivere la situazione odierna dei cristiani di Terra Santa. Se da un lato l’ebreo può “aprire con rispetto i Libri sacri, prendersi cura della sua casa, comunicare calorosamente con i suoi vicini, sognare i sogni dei suoi antenatiâ€?, dall’altro al cristiano palestinese “viene negato l’ingresso nella sua cittĂ attraverso posti di blocco e muri di separazione, gli viene ostacolato l’accesso ai

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cui volti sono cosĂŹ simili tra loro?â€?. Domanda lecita, a cui mons. Twal – nel salone Vanvitelliano di palazzo Loggia, dai Missionari Saveriani e al Centro pastorale Paolo VI – ha cercato di fornire qualche risposta. Un rapporto difficile quello tra cristiani – una sparuta minoranza, soltanto il 2% della popolazione della Terra Santa – ed ebrei. Una convivenza intrisa di divieti, di separazioni, di tensione continua. “Quest’anno – ha spiegato il Patriarca – abbiamo celebrato la Pasqua nella stessa settimana in cui gli ebrei hanno festeggiato la Pesah. Ciò è quasi un richiamo ad affrettare i tempi in cui saremo una sola cosaâ€?. In attesa di ciò è ancora lungo il cammino da percorrere. “Il problema principale – ha aggiunto mons. Twal – è che in Israele mancano leader politici coraggiosi, capaci di compiere gesti importanti per la pace. Anzi io ritengo che essi abbiano piĂš paura della pace che della guerra. Senza una risoluzione precisa delle quattro questioni sul

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tappeto (rifugiati, ruolo della cittĂ di Gerusalemme, insediamenti ebraici e confini dello Stato palestinese) la pace è impossibileâ€?. Il Patriarca latino ha raccontato diversi paradossi della Terra Santa. “Un gruppo che proviene da Brescia può visitare tutte le chiese, un gruppo di Betlemme non può farlo, tranne che per tre settimane a Pasqua e Nataleâ€?. I turisti sono sĂŹ i benvenuti, ma Israele “impone loro la guida, la quale racconta molto di politica e poco di religione. Fa propaganda e

giustifica la costruzione dei muriâ€?. GiĂ , numerose barriere si innalzano giorno dopo giorno e rendono insostenibile la vita “ai palestinesi che vivono nei territori occupati da Israeleâ€?. L’auspicio del Patriarca è che in Terra Santa si possa vivere “da buoni vicini e non da nemici eterniâ€?. Si tratta di un impegno per tutti. “Non avete il diritto di non interessarvi a questa tematica. La Terra Santa è la vostra chiesa madre. Dovete impegnarvi perchĂŠ lĂ  possa ritornare la paceâ€?.

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La situazione è molto seria da un punto di vista sanitario. Occorre muoversi assieme, rapidamente e con prudenzaâ€?. John Dalli, commissario Ue alla salute, ha riferito in questi termini al Parlamento europeo sulla epidemia causata dal batterio E. coli. “E poi ci sono ingenti danni economici nel settore dell’agricoltura che non possiamo sottovalutareâ€?, ha aggiunto Dalli. Il commissario europeo ha anche invitato a produrre nuovi sforzi per porre fine il piĂš presto possibile all’epidemia che è attualmente limitata geograficamenteâ€?. Si tratta però di un’emergenza che interessa l’intera Unione europea, visto che coinvolge l’opinione pubblica continentale. Lo stesso commissario maltese ha ricordato che la Commissione ha istituito un sito web speciale per diffondere

tutte le informazioni del caso e mette in guardia le autoritĂ nazionali e locali: â€œĂˆ inutile creare il panico quando non si hanno informazioni certe. Per questo un gruppo di scienziati è giunto in Germania dove sta lavorando a stretto contatto con le autoritĂ  localiâ€?. Gli scienziati che stanno lavorando attorno alla diffusione della epidemia legata al batterio E. coli hanno dapprima escluso che la fonte del contagio fossero i cetrioli di provenienza spagnola, come affermato in un primo tempo dalle autoritĂ  tedesche e ora “stanno ultimando le verifiche sull’altra possibile fonte, i germogli di soiaâ€?. Il commissario europeo ha invitato le autoritĂ  nazionali a non diffondere notizie che non siano verificate, per evitare di creare il panico tra la popolazione.



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pesare sui bilanci sociosanitari delle Regioniâ€?. Inoltre, si prevedeva un innalzamento della percentuale di invaliditĂ all’85% – invece del vigente 74% – per accedere a misure di sostegno, quali pensione di invaliditĂ  o assegno di accompagnamento. La motivazione: risparmiare ben 256 euro per persona al mese. Terza minaccia, parzialmente evitata grazie a un’intesa: “il Governo aveva deciso, in deroga alla legge 68/99 sul collocamento obbligatorio

dei disabili, che le aziende con 15 dipendenti fossero esentate dalla quota del 7% di assunzioni obbligatorie previste, con una perdita di posti di lavoro stimata in circa 20mila per il 2011â€?. Quarta: la “caccia al falso invalidoâ€? provocata da Governo e Inps per risanare abusi e truffe, che â€œďŹ nisce con lo stigmatizzare e penalizzare chi invalido lo è davveroâ€?. Il rapporto, volume in otto capitoli, fa il punto sulla situazione internazionale e prevede scenari per il futuro.

 

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’Italia va a due velocitĂ , e, purtrppo, non è certo una novitĂ . I dati forniti recentemente dall’Istat sulla crescita del prodotto interno lordo certificano una spaccatura netta nell’economia tricolore. Mentre il Nord tenta, non senza grande fatica, di inseguire la locomotiva tedesca, che sta correndo a piĂš non posso (+3,9%) trainata dalle esportazioni, il Mezzogiorno praticamente langue e non vede grandi vie d’uscita a questa situazione. L’Istat racconta di un Nordest che cresce globalmente del 2,1%, trainato da un settore industriale in buona salute mentre stenta di piĂš il terziario: buon segno, il manifatturiero va bene ed esporta beni importando ricchezza. E pure l’industria del Nordovest mette a segno percentuali di crescita di stampo tedesco, mentre è il resto dell’economia che fatica a crescere. Ma lo sviluppo industriale porta con sĂŠ fatalmente quello del terziario e dei servizi avanzati, quindi i segnali sono buoni e incoraggianti. Ma la ripresa economica in atto rallenta sugli Appennini, e praticamente si blocca superati i confini dell’ex regno borbonico. Ăˆ il Sud che non si schioda da una crescita zero che, semplicemente, significa nei fatti un leggero impoverimento generale. Un’economia sana genera ricchezza per la popolazione se fa crescere il prodotto interno lordo di almeno un 2% annuo. Al di sotto di questa percentuale, si assiste al fenomeno inverso dell’impoverimento di una societĂ . Ebbene, l’Italia è da quasi 20 anni che – anno dopo anno – sta smantellan-

      

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cità della situazione. Morale della favola: nel 2010 l’economia italiana nel suo complesso ha fatto registrare una mini-crescita dell’1,3%, insufficiente in sÊ e ancor piÚ se paragonata con altre economie europee e mondiali. Per dirla fuori dal lessico economico, il Paese è fermo. Non riesce piÚ a produrre nuova ricchezza, e si sta lentamente mangiando quella accumulata. Il buco nero è il Mezzogiorno, che tra l’altro assorbe una bella fetta di spesa pubblica. Quindi la vera emergenza sta lÏ: come affrontarla, è compito della politica. Che non deve creare stabilimenti chimici o acciaierie, ma rimuovere le cause – mancanza di infrastrutture, delinquenza organizzata, tempi della giustizia civile, strutture migliori per una formazione piÚ qualificata – per far tornare il Mezzogiorno quel che era nella prima metà dell’Ottocento: la locomotiva d’Italia, che produceva piÚ della metà del Pil dello Stivale mentre la povertà albergava nelle valli bergamasche e nelle basse padane.

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In riferimento alla celebrazione dell’Anno tadiniano, in data 16 maggio il vescovo mons. Luciano Monari ha ricevuto dalla CittĂ del Vaticano, con firma del segretario di Stato del Papa, card. Tarcisio Bertone, il seguente telegramma: “Occasione centenario morte Sant’Arcangelo Tadini illustre figlio codesta terra et benemerito parroco di Botticino Sera Sommo Pontefice auspica che memoria cosĂŹ fedele ministro di Cristo

La Commissione per il creato propone il 2Âş corso di esercizi spirituali itineranti per giovani e adulti. Il tema proposto è: “Coi piedi e col cuoreâ€? (Quando ebbe finito di parlare, GesĂš disse a Pietro: “Prendi il largoâ€? Luca 5,4). Il cammino si snoderĂ da Limone sul Garda a Gargnano con l’audacia e la grazia dei profeti, con i poveri che hanno solo i loro passi. Condurranno il cuore i santi ‘gardesani’: San Daniele Comboni, il camminatore

che visse proprio sacerdozio con intrepida fede luminosa speranza et ardente carità susciti nell’intera comunità diocesana specialmente nei sacerdoti rinnovato slancio missionario et sempre piÚ fervido impegno per vocazioni sacerdotali et mentre assicura orante ricordo di cuore imparte at vostra eccellenza at presbiterio et presenti tutte cerimonie commemorative implorata benedizione apostolica�.

del Vangelo; Sant’Angela Merici, la pellegrina dello spirito; San Francesco d’Assisi, il cercatore di fraternità . Le tappe: martedÏ (Limone), mercoledÏ (Bestone), giovedÏ (Tignale), venerdÏ (Tignale), sabato (Gargnano), domenica (Gargnano). Info: Enza Cardile: 030.2008780, raziocordis@libero.it don Gabriele Scalmana: 030.2006670, psl@diocesi.brescia.it segreteria generale della Curia: 030.3722.226.

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'DXQRVFDQGDORDOO¡DOWURVHQ]DUDQFRUH Tangentopoli compirà 20 anni fra pochi mesi. Calciopoli ne ha appena cinque. Ma sia nell’ambito della politica e degli affari che in quello sportivo in questi anni i protagonisti non si sono certo fermati a pensare e tanto meno hanno cambiato vita e sistemi. Per cui gli scandali e le illegalità hanno continuato a fare il loro corso. Tanto da scoraggiare spesso gli onesti che rinunciano alla protesta. In queste condizioni se scoppia il bubbone del calcioscommesse è davvero il caso di scandalizzarsi? Purtroppo l’onestà non va di moda. E molti (colpevoli e complici) di fronte a quelli che non rinunciano a protestare, rilanciano parlando di ossessione etica o di moralisti disumani, oltre che ipocriti. Per questo è fuorviante prendersela con i giocatori miliardari che non si accontentano. PerchÊ oltretutto non corrisponde al vero. Spesso, come nel caso di cui si parla in questi giorni, molti protagonisti sono giocatori mediocri che cercano di ottenere per vie traverse quello che non riescono a conquistare con la classe che non hanno. Oppure exgiocatori che non sono mai usciti

veramente dal campo e vivono di nostalgie represse. Tanto piÚ che siamo nel campo delle scommesse che permeano la vita di tutti i giocatori dal lotto in su o in giÚ. Quella del gioco è una passione collettiva, una mania nazionale, una febbre che sale man mano che si inventano nuovi giochi. Solo online ogni giorno gli italiani spendono sui giochi 13 milioni di euro, 400 al mese. I giochi riconosciuti dai Monopoli di Stato coprono una fetta pari al 3% del prodotto interno lordo italiano.

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Circa 53 miliardi di euro. PiĂš dell’intero pil di un Paese come la Croazia. Circa 9 ďŹ niscono nelle casse del Tesoro, il triplo rispetto al 2003. Anche perchĂŠ, a livello sociologico, mentre un tempo si cercava la certezza, nel regno della precarietĂ la regola sembra essere la scommessa. In ogni caso sono tutti episodi che rientrano non solo nella categoria della umana fragilitĂ  (siamo tutti peccatori, o no?), ma possono essere considerati anche frutto della bassa cultura che da anni

cerca di cancellare il senso della legalitĂ in nome del proďŹ tto, del successo, della conquista non tanto di un posto al sole quanto di una vita illuminata sempre dal sole (possibilmente senza faticare). La ďŹ losoďŹ a di vita (giĂ  citata e che citerò ďŹ nchĂŠ ho ďŹ ato e penna) che ha bene illustrato Piero Ostellino sul “Corriere della Seraâ€? a proposito delle donne che usano il proprio corpo per ottenere dei vantaggi: “Una donna che sia consapevole di essere seduta sulla propria fortuna e ne

faccia – diciamo cosĂŹ – partecipe chi può concretarla non è automaticamente una prostituta. Il mondo è pieno di ragazze che si concedono al professore per goderne l’indulgenza all’esame o al capo ufďŹ cio per fare carrieraâ€? (19 gennaio 2011). Una ďŹ losoďŹ a di vita difesa non solo da Ostellino, ma anche dai genitori in ansia per le fortune delle ďŹ glie che si offrono. Non dimentichiamo che, nonostante queste prediche esistenziali di vite vendute, la maggioranza delle donne ha un’idea diversa del proprio corpo e del suo uso. Tuttavia quando certi messaggi sono cosĂŹ invasivi e pervasivi non dobbiamo meravigliarci se sono molte anche quelle (o quelli) che cercano di approďŹ ttarne. C’è bisogno di una nuova cultura, di nuovi stili di vita. C’è bisogno di una nuova sensibilitĂ nei confronti delle regole, della legalitĂ , che da anni vengono calpestate dalle prepotenze di chi considera la giustizia un optional per i babbei e gli stupidi. Senza questi presupposti continueremo a ricordare gli anniversari degli scandali con nuovi scandali. Senza soluzione di continuitĂ .


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Come ricordato anche in questa pagina l’oratorio di Palosco è stato teatro il 1° giugno scorso della “prima uscitaâ€? ufďŹ ciale dei profughi ospiti delle Suore Poverelle. Si è trattato di una serata in cui la comunitĂ locale ha avuto modo di incontrare i protagonisti di tante storie raccontate dalla televisione. I tanti che hanno partecipato all’incontro hanno avuto modo di toccare con mano la distanza spesso esistente tra il racconto fatto dai mezzi di comunicazione e

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le esperienze vissute. La comunitĂ oratoriana, afďŹ dato a don Ettore Piceni, ha aperto le porte ai 29 profughi, ha messo a loro disposizione le proprie strutture sportive come il campo da calcio per impegnare, in attesa del rilascio del permesso di soggiorno indispensabile per la ricerca di un lavoro, parte delle loro giornate. L’incontro si è inserito in un periodo particolarmente importante per il mondo giovanile che ruota attorno all’oratorio che nelle scorse

settimane ha celebrato anche la festa che tradizionalmente chiude l’annata. Nelle scorse settimane Palosco ha accolto il vescovo Luciano Monari. Il 7 maggio scorso, infatti, il Vescovo di Brescia ha scelto proprio Palosco per incontrare i cresimandi della zona pastorale VII del Fiume Oglio. Oltre 300 ragazzi di Palazzolo, Capriolo e Palosco hanno potuto confrontarsi con il Vescovo sul signiďŹ cato della cresima. Un incontro che ha lasciato in tutti un ottimo ricordo.

 

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er ora la loro vita è come sospesa. Letteralmente costretti a fuggire dalla Libia sono stati obbligati a imbarcarsi sulle carrette del mare per cercarsi un’altra destinazione. Solo dopo essere approdati a Lampedusa molti di loro hanno saputo di essere arrivati in Italia. Dall’isola siciliana, attraverso altre peregrinazioni, sono giunti a Palosco, ospiti della Suore Poverelle che hanno messo a disposizione la loro casa. I 29 profughi ospitati arrivano da diversi Paesi dell’Africa, Nigeria e Burkina su tutti, ma non uno di loro, a differenza di tanti altri immigrati che in precedenza hanno solcato il Mediterraneo, immaginava di dover lasciare un Paese come la Libia che, pur senza preoccuparsi troppo della loro integrazione, garantiva guadagni impensabili nei Paesi d’origine. Con lo scoppio della guerra è cominciato per loro un doppio incubo. Dalla sera alla mattina si sono letteralmente trovati da due fuochi: da una parte l’esercito fedele a Gheddafi e dall’altra la popolazione civile e i rivoltosi che hanno cominciato a considerarli un peso di cui sbarazzarsi velocemente. Le storie che raccontano i profughi che da un mese sono ospitati della Suore Poverelle sono simili a quelle di tanti altri giovani (perchÊ la loro

      

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matica, sono tanto sintetici quando efficaci. “Chi tra loro – afferma Inti, la responsabile insieme a Giordano del progetto di accoglienza nato dalla collaborazione tra le religiose e la Caritas diocesana di Bergamo – in queste settimane ha voluto raccontare l’esperienza vissuta è stato esplicito: Gheddafi ha voluto rispondere alle bombe lanciando letteralmente nel mare tanti profughiâ€?. Sanno, in sostanza, di essere stati usati in una guerra che non li riguardava. Ma questa consapevolezza non li rende pretenziosi, anzi. Anche i 29 profughi ospitati a

Palosco, come gli altri presenti nelle comunità del Bresciano, dimostrano gratitudine verso chi li ha accolti, anche se vivono, come detto in precedenza, una sorta di sospensione. Non sanno quale sarà il loro futuro: nÊ quello prossimo, perchÊ senza i documenti non possono fare alcunchÊ, nÊ quello venturo. Sanno che la certezza Libia è venuta meno. Sperano di potersi costruire un domani in Italia. Ma troppi sono i punti di domanda. Intanto si accontentano del calore che Inti, Giordano e i volontari (pochi per ora) che li avvicinano sanno loro dare.

 

  

8Q¡HVSHULHQ]DGHOWXWWRQXRYD Sono in tre: due per il giorno e uno per la notte gli operatori chiamati a gestire la presenza dei 29 profughi giunti a Palosco dall’isola di Lampedusa. Negli spazi messi a disposizione della Suore Poverelle aiutano questi giovani (sono tutti tra i 18 e i 40 anni) a vivere giorno per giorno questa situazione. Giordano e Inti (nella foto), una ragazza di origine libiche, alle emergenze sono abituati, avendo scelto di lavorare al ďŹ anco delle Poverelle su

altri fronti di disagio. Anche per loro, come per le comunitĂ delle religiose da sempre aperte all’accoglienza (“ci stiamo preparando ad accogliere un gruppo di bambini ucrainiâ€?, afferma al proposito la responsabile suor Domiziana Camoni), si tratta però di un’esperienza nuova, da costruire giorno per giorno. “Per questo motivo – affermano i due operatori – stiamo cercando di mettere in campo tutte le iniziative possibili perchè questi gio-

vani soffrano il meno possibile questa situazione in cui sono trovati catapultatiâ€?. Corsi di alfabetizzazione per fare apprendere loro la lingua italiana, laboratori per tenerli occupati, incontri con il territorio, come quello organizzato il 1° giugno scorso in oratorio, scandiscono cosĂŹ le giornate nella casas delle Poverelle. “Certo – proseguno Inti e Giordano – sarebbe bello, però che aumentasse il numero dei volontari presenti al nostro ďŹ ancoâ€?.

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di Brescia Adriano Paroli, del questore Vincenzo Montemagno, del vicesindaco di Concesio Domenica Troncatti, del consigliere regionale Margherita Peroni e del console pakistano Ejaz Ul Haq. La giornata ha avuto inizio con la Messa presieduta dal vescovo Luciano Monari, il quale ha sottolineato il valore dell’eucaristia come “rito con il cuore aperto all’umanitĂ intera, perchĂŠ questo è il cuore di GesĂš, che è venuto per tutti gli uominiâ€?. La nostra cittĂ  ha vissuto

gli ultimi mesi con difďŹ coltĂ e tensioni politico-amministrative che hanno rischiato di compromettere il rapporto della cittĂ  con le comunitĂ  immigrate. Avvenimenti come la Festa dei popoli aiutano a lanciare segnali positivi per una convivenza paciďŹ ca ed è l’occasione per invitare fratelli di altre religioni, quali mussulmani, sikh e indĂš a riettere sul dialogo interreligioso. Una giornata trascorsa anche gustando i cibi, visitando gli stand e ammirando lo spettacolo di danze

e canti delle comunità di Albania, Algeria, Argentina, Bangladesh, Camerun, Costa D’Avorio, Cuba, Eritrea, Filippine, Ghana, Italia, Marocco, Moldavia, Nigeria, Pakistan, PerÚ, Senegal, Sri Lanka, Togo, Ucraina e Venezuela. E nonostante il temporale abbattutosi su Brescia, la festa ha riscontrato un grande successo tra i partecipanti, invitando tutti a vedere nel diverso non piÚ uno straniero di cui aver paura nÊ un ospite da accogliere, ma un concittadino.(c.g.)

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dall’inizio del mandato che stiamo lavorando alla crescita e all’evoluzione della cittĂ . Le opere devono avere una logica, una strategia. C’è la metropolitana, il campus universitario, il Parco dello sport. Lavoriamo senza clamori, ma non nascondo che Brescia stia attraversando fatiche e difficoltĂ  che i bresciani non meritano. Noi, comunque vogliamo dare delle risposte, nel tempo, ai problemi, a ciò che non si è riusciti a pensare nei tanti anni precedenti. E i frutti di questo lavoro li vedremo tra qualche annoâ€?. Parola di sindaco, Adriano Paroli, mentre ripercorre questi tre anni di mandato. “Non vogliamo vivere alla giornata, puntando a piccoli obiettivi per poi far vedere che siamo bravi. Noi vogliamo dare le risposte che la cittĂ  chiedeâ€?. Con che risorse? â€œĂˆ vero che il Comune ha un indebi-

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ne, quelli che i bresciani chiedono con chiarezza, il passo è breve. “I tempi sono legati alle procedure amministrative. Sarebbe sciocco pensare che un programma di grandi opere si possa concludere in tre anni. Serve una accurata pianificazione, e questo è stato fatto. Ritengo sia concreto fissare l’inizio dei lavori per la fine di questo mandato e la realizzazione definitiva per metĂ del prossimoâ€?. Un programma di previsione può essere ancora attuato in una cittĂ , dove, dicono le statistiche, il dato della povertĂ  è allarmante? “Innanzitutto la nostra non è una politica degli annunci, ma del lavoro serio, condotto giorno dopo giorno. Ci tengo a sottolinearlo. Ăˆ piĂš facile non fare nulla. Per quanto riguarda il dato sulla povertĂ  a Brescia, dobbiamo valutarlo anche alla luce dell’enorme presenza degli immigrati. E in questa fascia di popolazione ci sono molti uomini e donne senza lavoro, senza alcun reddito. Ăˆ ovvio che la rileva-

    

zione statistica fa abbassare il reddito medio. Ma certo non si tratta solo di questo. Non dobbiamo dimenticare che ci sono le nuove povertà . Una triste novità per tanti cittadini, che si trovano ad aver lavorato per tutta la vita per non riuscire ad arrivare alla fine del mese. Non lo avrebbero pensato mai. E lo stesso avviene per i giovani, che hanno poche certezze. E ancora meno le hanno i 50enni che rimangono senza lavoro. Per tutti loro dobbiamo compiere ogni sforzo possibile�.

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Ăˆ ancora la famiglia il perno attorno al quale gira la vita dei malati. Lo sanno bene e lo ribadiscono alla Domus Salutis in occasione dell’inaugurazione del nuovo modulo dedicato alla riabilitazione delle gravi lesioni cerebrali acquisite e agli esiti delle lesioni del midollo spinale (medullolesioni). Lesioni di tipo gravemente invalidante che oggi colpiscono, per lo piĂš, i giovani. L’inaugurazione di martedĂŹ ha avuto inizio con la benedizione di mons. Gianfranco Mascher, vicario generale della diocesi di Brescia, seguita da alcuni importanti interventi come quello dell’avvocato Zorat, presidente del consiglio di amministrazione per il quale il modulo, consegnato nelle sapienti mani dei medici, è la risposta a un’esigenza sempre piĂš pressante

della comunitĂ bresciana. “Si tratta di prendersi cura di un tipo di lesioni – spiega Michele Scarazzato, responsabile dell’UnitĂ  di riabilitazione neurochirurgica – che colpisce il paziente come un fulmine a ciel sereno e lo costringe a un cambio effettivo di stile di vitaâ€?. Il modulo riabilitativo permette un percorso multidisciplinare con medici specialisti e infermieri, psicologi e assistenti sociali che periodicamente incontrano la famiglia. Un percorso di formazione che è un valore aggiunto all’alto livello delle competenze medico chirurgiche che oggi la medicina può offrire. “Con questo nuovo modulo – ha detto il dottor Scarcella, direttore dell’Asl cittadino –, Brescia prova a rendersi una realtĂ  indipendente nella cura delle cerebrolesioni acquisiteâ€?.



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‡Â?–”‘•–‘”‹…‘ Dz‡Â?ĂŽ’‡”ÂŽÇŻÂ‡Â•Â–ÂƒÂ–Â‡Çł Comincia il 9 giugno la carrellata di eventi e manifestazioni in programma nel centro di Brescia ďŹ no al prossimo 10 settembre. Ideato e realizzato dal Comune di Brescia e dalla Circoscrizione Centro per la promozione del Duc cittadino (Distretto urbano del commercio di Brescia), il progetto intende far muovere i bresciani nel cuore della loro cittĂ , dando vita ai suoi luoghi piĂš preziosi. VenerdĂŹ 10 dalle 19.30, invece, andrĂ  in scena “Brescia con gustoâ€? tra piazza

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Esempio concreto di come si possa vivere un tempo lungo 50 anni nella fedeltà alla propria vocazione e nell’amore per Cristo, don Mario Pelizzari (nella foto) si è rimesso tutti i giorni alla volontà di Dio e continua a farlo come parroco della comunità di S. Carlo a Rezzato. Don Mario fu ordinato il 24 giugno 1961 dall’allora vescovo di Brescia mons. Giacinto Tredici. Nella settimana del 24 giugno la parrocchia di S. Carlo sarà unita in una lode, che culminerà nella

processione del Corpus Domini sabato 25 giugno alle ore 20, celebrazione presieduta da un sacerdote novello nativo della vicina Virle, don Matteo Busi. Domenica 26 don Mario presiederĂ la messa solenne alle 10.30, con la presenza delle autoritĂ  civili. A far da cornice due momenti di spettacolo: un concerto dei cori delle tre parrocchie di Rezzato domenica 19 (ore 20.30); una commedia dialettale a cura della compagnia Fil de Fer di Villanuova, domenica 26 (ore 21).



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a pochi giorni alcuni ospedali della Bulgaria possono disporre di due ambulanze e di due automobili in piĂš grazie alla generositĂ della Croce Bianca di Brescia, che le ha donate loro per il tramite dello Smom, il Sovrano militare ordine di Malta. “Si tratta di due ambulanze del 2002 e di due automobili, finora utilizzate per il trasporto di sangue ed emoderivati – ha detto il presidente di Croce Bianca Filippo Seccamani Mazzoli – con decine di migliaia di chilometri alle spalle e i cui parametri operativi non corrispondono piĂš ai nostri standard, ma che, opportunamente oggetto di accurata manutenzione, possono affrontare una nuova vita. Dal 2002 abbiamo donato a 10 Paesi dell’Africa e del Sudamerica 10 ambulanze e cinque vetture che – ha aggiunto Seccamani Mazzoli – ci risultano essere ancora in attivitĂ , ma questa è la prima donazione di una certa consistenza a un unico Paese, giĂ  oggetto negli scorsi mesi di un nostro primo dono, a testimonianza che la generositĂ  dei bresciani va ben oltre i confini della nostra provincia, ma è nota, come in molti altri, anche in questo settoreâ€?. “Ancora non sappiamo a quali ospedali verranno destinati questi quattro mezzi – ha detto l’ambasciatore a Sofia dello Smom Camillo Zucco-

  

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in campo rosso, simboli dei nostri due sodalizi, che giĂ migliaia di cittadini bulgari hanno imparato a conoscereâ€?. “La Croce Bianca non pensa solo ai cittadini bresciani – ha detto la presidente del Consiglio comunale Simona Bordonali – ma anche a chi è meno fortunato di noi e vive in terre lontane, dove mezzi come questi possono ancora essere utilizzatiâ€?. Nel consegnare le chiavi dei mezzi a Camillo Zuccoli, Filippo Seccamani Mazzoli gli ha chiesto, ricevendone assicurazione, “che all’interno di ognuno vi sia il testo dell’Atto di fede della Croce Bianca, tradotto in bulgaro, affinchĂŠ chiunque vi salga possa conoscere i nostri valoriâ€?.

    

8Q¡DYYHQWXUDSHULSLSLFFROL Nel weekend di metĂ mese il Castello di Brescia si accende all’insegna della musica e dell’avventura. Sabato 11 e domenica 12 (ore 21) le mura del Cidneo custodiranno lo spettacolo di danza “Stelle d’estateâ€?, realizzato grazie alla collaborazione dell’associazione Mamme e papĂ  separati di Brescia. La prima serata sarĂ  dedicata al tango argentino, con l’esibizione del campione mondiale Alberto Bersini;

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mentre la domenica vedrĂ protagonisti i ritmi latino-americani mixati da dj Chico, con la presenza dei giovani delle scuole di ballo bresciane. Una domenica all’insegna della musica che chiuderĂ  una giornata di festa cominciata giĂ  nel pomeriggio, alle ore 15, con “W l’Italia! Avventura interattivaâ€?, evento riservato ai piĂš piccoli alla scoperta della storia italiana: un gioco attraverso cui riscoprire i per-

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sonaggi che hanno lasciato il segno, da Garibaldi a re Vittorio Emanuele II, dalla spedizione dei Mille alla consegna dell’Italia, imbracciando ďŹ sicamente, per gioco, fucili e baionette in una rievocazione storica particolare vissuta in prima persona dai bambini. Saranno presenti durante la giornata anche i giochi gonďŹ abili e gli eventi permanenti “L’angolo del GiocaBimboâ€? e “L’ora della merendaâ€?.

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…‘”•‹†‡ŽŽƒ ‹Žƒ”Â?‘Â?‹…ƒ Sabato 11 giugno, alle ore 21, nella sala Filanda di Palazzo Bertazzoli la Filarmonica di Bagnolo Mella in collaborazione con l’assessorato alla Cultura organizzano il saggio ďŹ nale dei 60 allievi della scuola di musica. La scuola di musica opera da piĂš di 30 anni con una propria autonoma attivitĂ musicale, ogni ogni anno con corsi strumentali (auto, clarinetto, sassofono, oboe, ottoni - tromba, crono, trombone e tuba -, percussioni, pianoforte, violino, basso, chitarra classica

ed elettrica) cui s’afďŹ ancano corsi di teoria e solfeggio per bambini dai quattro ai sette anni, oltre a “Storia della musicaâ€?. “Musica e tecnologiaâ€?, “Musica d’insiemeâ€? e “Laboratorio Jazzâ€? per gli adulti. Buon risultato anche per i corsi sugli strumenti bandistici per i bimbi di 3ÂŞ, 4ÂŞ e 5ÂŞ elementare. GiĂ programmato l’inizio del nuovo calendario a settembre, con la possibilitĂ  di iscriversi presso la segreteria della scuola di musica, a partire dalla ďŹ ne d’agosto. (f.pio.)

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Dopo la lezione iniziale di Marc Augè dal titolo “La felicitĂ ha un luogo?â€?, tenutasi il 6 giugno in San Barnaba a Brescia, “FilosoďŹ lungo l’Oglioâ€? fa tappa a Orzinuovi. Sabato 11 giugno all’AnďŹ teatro della Rocca, alle ore 21, Roberta De Monticelli, docente di FilosoďŹ a della persona all’UniversitĂ  Vita e Salute San Raffaele, parlerĂ  di “FelicitĂ  e questione moraleâ€?. In caso di maltempo l’incontro si svolgerĂ  presso il centro culturale “Aldo Moroâ€?. (f.u.)

Domenica 12 giugno il Cai propone l’uscita da Averara al passo di Salmurano e alla cima di Val Pianella. Un’escursione tra i monti dell’Alta Val Brembana in paesaggio tipicamente alpino, residuo delle grandi glaciazioni fra cime e scenari possenti, alla portata di tutti. Partenza da Manerbio alle ore 7 con ritrovo in Piazza Falcone. Durata complessiva 5 ore e mezza. Per informazioni chiamare Fabrizio Bonera al numero di telefono 339.4925122. (f.pio.)

 

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a comunitĂ parrocchiale di Chiari ha recentemente vissuto momenti di grande spiritualitĂ  come la Settimana Antoniana, con la presenza di una reliquia di Sant’Antonio da Padova e le missioni cittadine della scorsa primavera, animate dai Padri Passionisti. Ora, dal 12 al 19 giugno ci sarĂ  la Missione popolare mariana: durante tutta la settimana sarĂ  a Chiari anche la statua della Madonna Pellegrina di Fatima. L’effigie della Madonna, che viene concessa dal Rettore del santuario di Fatima in Portogallo, giungerĂ  a Chiari attraverso il Movimento dell’apostolato mondiale di Fatima, un’associazione di fedeli che promuove e cura il camminare dell’immagine pellegrina in tutto il mondo. Il santuario di Fatima dispone di sei immagini pellegrine: la prima, esposta attualmente nella Basilica di Fatima; la seconda, nella cappella delle apparizioni e le restanti, partendo da Fatima, vanno pellegrine in tutto il mondo. Queste immagini sono state realizzate esplicitamente su indicazione di suor Lucia (una dei tre pastorelli cui la Vergine è apparsa) che ha detto: “Era una Signora tutta vestita di bianco e piĂš splendente del soleâ€?; esse hanno lo scopo di far raggiungere dallo sguardo dolce di Maria tutti coloro che non possono recarsi personalmente in

   

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domenica 12 giugno, solennità di Pentecoste: alle ore 17 è prevista l’accoglienza della statua, che giungerà in elicottero presso il parco giochi di via Rudiano (Parco Elettra). Ci sarà poi l’introduzione alla Missione popolare mariana da parte di don Vittorio De Paoli, assistente spirituale nazionale dell’apostolato mondiale di Fatima. A seguire la processione fino alla chiesa dei Santi Faustino e Giovita e la solenne celebrazione presieduta da mons. Gaetano Bonicelli, arcivescovo emerito di Siena-Colle Val d’ElsaMontalcino. La statua rimarrà esposta in parrocchia per tutta la settimana e ogni sera ci saranno un solenne Rosario e la recita della compieta comunitaria. Durante la settimana ci saranno celebrazioni per i sacerdoti di tutta la zona, per gli ammalati, per i giovani, per le famiglie. VenerdÏ 17 si terrà la celebrazione della Via Matris Dolorosae, ricordando la presenza di Maria ai piedi della Croce. La settimana mariana si concluderà con l’atto di Consacrazione della città alla Madonna sabato 18 e domenica 19, dopo la solenne concelebrazione finale, con l’atto di affidamento alla Madonna. Al termine di tutto ci sarà una processione che giungerà fino al Parco Elettra e il saluto alla Vergine, pronta a partire di nuovo in elicottero, alla volta della città di Bergamo.

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‹‰‘Ž‡ Â?™‡‡Â?‡Â?†ƒŽƒ”…‘…‘Â?—Â?ƒŽ‡ Arriva un ďŹ ne settimana all’insegna del divertimento e del gioco a Cigole. Si comincia nella serata di venerdĂŹ 10 con l’evento “A cena con ... il Musichiereâ€?, a partire dalle ore 20 (per prenotazioni chiamare il numero di telefono 030.9038463). Il programma continua sabato 11 alle ore 20.30 con la “Festa di ďŹ ne annoâ€? dei bambini della scuola dell’infanzia di Cigole. Una vera e propria festa dedicata alla famiglie, durante

la quale i bambini saranno i veri protagonisti e potranno giocare liberamente negli oltre 11mila metri quadrati di zona verde del parco comunale. Domenica 12, invece, sempre alla stessa ora, un altro spazio per i piĂš piccoli con la magia e l’illusionismo del Mago Rendix. Durante le manifestazione sarĂ possibile visitare il museo multimediale “RaĂŹsâ€?, importante centro per la valorizzazione della cultura rurale e del gioco storico,

sito nel palazzo Cigola Martinoni, attiguo al Parco comunale. Domenica 12, dalle 10 alle 18, sempre nel palazzo e in collaborazione con il Circolo scacchi di Ghedi, presieduto da Maurizio Gregorio, saranno allestite la scacchiera e la mostra “Le origini del gioco degli scacchi, storia e leggendeâ€?. InďŹ ne, alle ore 15 si terrĂ il prestigioso torneo di bridge a cura dei gruppi bridgisti di Bagnolo Mella e Manerbio. (f.pio.)

menti che compongono una banda. Già , perchÊ l’obiettivo è proprio la costituzione, nei prossimi anni, di una banda cittadina in cui confluiscano gli allievi della scuola, per prestare servizio durante le piÚ importanti festività civili e religiose. Per questo motivo l’amministrazione sta pensando di fondare un’associazione che si occupi in maniera autonoma dello sviluppo di questa realtà, in cui si spera possano confluire altri elementi, magari anche piÚ adulti, soprattutto per maneggiare gli strumenti piÚ imponenti. La strada per il futuro è tracciata, e fondata su solide basi. A chi si chiede da dove venga la bellezza

della musica, la risposta migliore è data dalla passione di questi ragazzi, dall’impegno e dal tempo ad essa dedicato. La si potrà avvertire quando, marciando incolonnati per le vie di San Paolo ciascuno con il proprio strumento, vibrerà in ogni singola nota.

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a dove viene l’armonia perfetta e coinvolgente di un brano musicale che lascia senza fiato e stupefatti quanti lo ascoltano? Che cosa riesce a originare tanta eterea eppure possente bellezza? Rapiti nella magia dell’ascolto si sarebbe tentati di pensare a un miracolo, a un evento straordinario e irripetibile, eppure le cose non stanno cosÏ. Certo, ci vuole una buona dose di talento, ma ciò che conta sul serio sono la dedizione e la volontà . Lo sanno bene a San Paolo, dove l’au-

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tunno scorso è stata attivata dall’assessorato alle Politiche giovanili una scuola di musica, con corsi di chitarra, pianoforte e strumenti per banda. Parlando di come si era arrivati a questa decisione l’assessore Enrico Monteverdi ricorda: “Da tempo ci eravamo resi conto della voglia di musica che c’era nell’aria: molti ragazzi infatti frequentavano la scuola di musica di Borgo San Giacomo, oppure i corsi amatoriali organizzati dall’oratorio. Perciò, anche grazie alla sensibilitĂ in questo ambito dell’assessore Carini, abbiamo pensato di fornire questa

possibilità �. L’idea si è rivelata sin da subito un successo: guidati dai maestri della scuola di musica di Borgo San Giacomo, con cui è stata attivata una collaborazione, una quarantina di ragazzi hanno iniziato a frequentare i corsi, che si concludono in questi giorni. Una quindicina di allievi pianisti, infatti, insieme ad altri cinque che si sono dedicati alla chitarra, hanno eseguito nella serata del 24 maggio, presso la sala consiliare, un saggio dimostrativo di quanto hanno imparato. Domenica 12 giugno, invece, sarà la volta di ottoni, percussioni e di tutti gli stru-


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‡Â?Â?‘ ƒÍ&#x;Ć…‡†‹œ‹‘Â?‡†‹Ç˛Íœ’‘”–‡ÍœÂ’Â‹ÂƒÂœÂœÂ‡Çł Arriva al 7° anno l’appuntamento con “4 porte 4 piazzeâ€?, che si svolge ogni anno all’inizio del mese di giugno. Una manifestazione nata per riscoprire e valorizzare la storia e le tradizioni del piccolo borgo di Cemmo, uno dei piĂš antichi paesi della Valle. Si torna cosĂŹ a camminare lungo un percorso di due chilometri che si snoda per le vie del paese, offrendo alla gente di passaggio la possibilitĂ di immergersi per una giornata nel passato del borgo camuno, sďŹ lando

tra quattro postazioni dove gustare piatti tradizionali accompagnati dai vini della Valcamonica. L’inaugurazione è prevista per venerdĂŹ 10 alle ore 17.30 presso il convento delle suore dorotee “Casa Beata Annunciataâ€?, visitabile cosĂŹ come altre case antiche un tempo abitate da nobili famiglie (Belotti, Visnenza, Zitti); in particolare Casa Zitti ospita la Fondazione Annunciata Cocchetti, attiva da molti anni nel campo dello studio e della promozione culturale del

territorio. La passeggiata inizierĂ presso l’ex convento dei frati Umiliati e l’annessa chiesa di San Bartolomeo, con una ricostruzione di una delle quattro porte, che in epoca medievale consentivano l’accesso al borgo fortiďŹ cato, e l’attraversamento delle quattro piazze storiche. L’acquisto di un ticket consente la degustazione dell’intero menĂš. Saranno visitabili anche le cinque chiese del paese, cosĂŹ come il convento delle suore Dorotee col suo ricco museo

etnograďŹ co, oltre agli ambienti dove le botteghe e le ofďŹ cine di un tempo sono state ricostruite seguendo le tradizionali attivitĂ delle famiglie cemmesi. Nel corso delle serate spettacoli di rievocazione storica, di musica e folclore, accompagneranno i visitatori lungo il percorso. Tre giorni durante i quali è possibile visitare anche la Pieve di San Siro, vero gioiello dell’architettura romanica lombarda del XII secolo. Info sul sito web www.cemmo4porte4piazze.it.

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ortolo Omodei, classe 1922, fante, reduce. Basterebbe questa brevissima indicazione per dire tutto e lasciar intuire altrettanto sulla figura di uno dei tanti che sono “tornati a baitaâ€?, come avrebbe detto Mario Rigoni Stern, dopo la terribile campagna di Russia dall’estate 1942 al marzo 1943. Ma poi c’è stato il resto: l’8 settembre 1943, l’armistizio, la deportazione in massa dei militari italiani nei campi di concentramento di Hitler, la fine della guerra, il rientro faticoso, il senso di colpa per essere ancora vivi quando milioni d’altri erano morti, finiti nel fumo del nulla. Ma Bortolo Omodei di Sonico non si è adattato a tacere. Piano piano, superate le angosce, le paure, i sensi di colpa, la magrezza spaventosa che lo aveva ridotto a scheletro, ha iniziato a vivere e, con il tempo, anche a raccontare. L’ultimo racconto lo ha raccolto Alessandra Stocchetti, giovane

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del centro polifunzionale di Sonico era gremita di gente per ascoltare come il libro era nato e da dove sono state raccolte le testimonianze. E c’era anche Bortolo Omodei, visibilmente commosso, che ha detto, pubblicamente, solo poche parole. Ma in privato il suo cuore si è aperto ai ricordi, a quella campagna di Russia nella quale è stato costretto ad assistere ad enormi atrocitĂ . “...i russi strappavano i bambini dalle donne tedesche, li lanciavano in aria e sparavano...â€?, ha detto. E nel loro resoconto viene riportata la sua frase dopo questi eventi: “Alla vista di simili barbarie, ha il sopravvento la disperazione e si rischia di perdere il senso della vita. Pensai: se torno a casa e vedo ancora schifezze simili, mi sparoâ€?. Bortolo Omodei fu internato nel campo di Mauthausen, insieme a inglesi e tedeschi. Lavorò anche come muratore, operatore a una gru e manovale tuttofare. Ricorda che

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durante un bombardamento presso Dßsseldorf, mentre tutti fuggivano, prese in braccio un bambino tedesco che la madre, con altri due figli, non riusciva a trasportare. Ma una guardia tedesca gli diede un solenne ceffone dicendogli che gli italiani non dovevano toccare i tedeschi. Bortolo tornò a casa dopo la liberazione: il parroco don Vittorio Bonomelli fece suonare le campane. Oggi, coccolato e vezzeggiato da tanti, soprattutto nelle cerimonie associati-

ve d’arma, dai fanti e dagli autieri, mostra con orgoglio la sua croce al merito di guerra, che gli venne conferita il 16 gennaio 1967. â€œĂˆ poco – dice – ma mèi chĂŠ niènt...â€?. Due degli interpreti del libro, Amadio Omodei e Benedetto Casarotti, sono giĂ â€œandati avantiâ€?. Anche per questo motivo Bortolo accetta di essere presente alle cerimonie, per poter continuare a dare la sua civile testimonianza contro l’orrore della guerra.

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Il centro faunistico del Parco dell’Adamello di Paspardo (localitĂ â€œFles) organizza per l’estate, con cadenza periodica, due attivitĂ  particolarmente interessanti e adatte a ragazzi, adolescenti e giovani. La prima attivitĂ  è quella concernente la realizzazione di un erbario. Infatti, una delle tante cose che si possono compiere nel corso di una passeggiata all’aperto è quella di realizzare una raccolta di erbe. Si tratta di un esercizio molto divertente, adatto sia ai piĂš piccoli sia agli adulti, poichĂŠ stimola la conoscenza di nuove nozioni, insegnando il rispetto dell’ambiente. Si raccoglieranno foglie per imparare a conoscere il vario ambiente naturale, con la possibilitĂ  di vedere gli animali ospitati presso il Centro faunistico del Parco.

La seconda iniziativa, invece, riguarda i licheni. Un progetto che avvicina al mondo di questi vegetali, esseri viventi che per centinaia di anni sono rimasti nel “limboâ€? tra piante e muschi, prima di scoprire che in realtĂ sono una simbiosi tra alghe e funghi. Una serie di essenze dalle mille forme e dai mille colori, che con la loro capacitĂ  d’adattamento ben si adeguano a colonizzare qualsiasi superficie a qualsiasi latitudine. Un’attivitĂ  che si svolge sul campo, prima di passare alla fase di analisi: infatti, tornati in aula si osserveranno attentamente i campioni al microscopio per notarne le differenze e procedere alla classificazione. Per maggiori informazioni scrivere un’e-mail a info@centrofaunisticoadamello.it. oppure telefonare al numero 392.9276538 (e.g.)



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penalizzata per decenni a causa delle difďŹ coltĂ dell’agricoltura di montagna. Oggi il risultato si può sintetizzare in due numeri: 13 cantine e 24 etichette. La superďŹ cie “vitataâ€? risulta di circa 150 ettari, nei quali lavorano instancabilmente 500 viticoltori, che si prendono cura dei propri vigneti con instancabili dedizione e impegno. Nel 2004 viene costituito il consorzio volontario di tutela del vino a Indicazione geograďŹ ca tipica (Igt) Valcamonica, con

approvazione del relativo disciplinare di produzione. Attualmente il vino camuno sta conoscendo una grande diffusione al di fuori dei conďŹ ni geograďŹ ci del territorio. La pubblicazione cui abbiamo fatto cenno conclude la parte scritta con queste parole: “Ma il futuro è ancora ricco di aspettative e nuove conquisteâ€?. Fra gli obiettivi a breve termine c’è la realizzazione della “Strada del vinoâ€?. Inoltre, tra gli altri manuali editi dalla ComunitĂ montana

è stato rinnovato, rimpinguato e ristampato l’ormai celebre “Sapori di Valcamonicaâ€?. I testi erano di Riccardo Lagorio (troppo celebre per essere presentato), curati e rivisti sempre da Eletta Flocchini, con fotograďŹ e ancora di Milani e ideazione, progetto e coordinamento editoriale di Alessandro Putelli per un excursus sul meglio gastronomico camuno: formaggi, insaccati, salumi, miele, castagne, cereali, patate, olio, erbe ofďŹ cinali. (e.g.)

  

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a rivista “SanitĂ Camunaâ€? dell’Asl ValcamonicaSebino dedica un paio di pagine al concorso “Uno slogan per la vitaâ€? bandito in collaborazione con il “Centro di aiuto alla vitaâ€? di Pisogne, l’Istituto “Pro familiaâ€? di Breno, il Consultorio familiare “G. Toviniâ€? di Breno, la parrocchia del SS. Salvatore di Breno e l’associazione “Anch’ioâ€? - Caritas di Darfo Boario Terme. “Il concorso – scrive l’assistente sociale Chiara Piccinelli – è nato all’interno del progetto ‘Una rete per la tutela della vita’, finanziato dalla Regione Lombardia attraverso una legge regionale, che ha promosso sull’intero territorio della Valcamonica azioni di prevenzione, accompagnamento e sostegno delle madri sole e delle famiglie che si trovano a vivere un momento di difficoltĂ , relativamente alla gravidanza e al primo anno del bambinoâ€?. All’interno di tale progetto sono state realizzate varie iniziative di sensibilizzazione al valore e all’accoglienza della vita rivolte alle famiglie, alle giovani coppie e agli educatori che si occupano di bambini, adolescenti e giovani. Tra queste proposte, il concorso “Uno slogan per la vitaâ€? ha rappresentato un contributo alla diffusione della cultura dell’accoglienza della vita, attraverso la sensibilizzazione delle giovani generazioni, a partire dagli alunni della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e secondaria di primo grado, coinvolgendo direttamente anche le loro famiglie. La scelta di pro-

 

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stati in totale 809. Sono pervenuti numerosi elaborati, realizzati singolarmente, o in piccoli gruppi, tra cui vari disegni, alcuni dei quali rilegati sotto le forme piĂš disparate: dal libro, alle poesie, da simpatici acrostici, a libere riflessioni, grandi cartelloni o ancora cd contenenti originali presentazioni realizzate in “Powerpointâ€?. Una volta consegnati, tutti i lavori sono stati valutati da una commissione composta da un’assistente sociale, una psicologa e una pedagogista. Ogni istituto scolastico coinvolto ha organizzato un momento d’incontro con tutti gli alunni che hanno partecipato al concorso per la presentazione e la distribuzione di un opuscolo a ogni bambino; inoltre, è stato consegnato un attestato di partecipazione e un gadget a tutti quelli che vi hanno preso parte. Nello stesso numero della rivista Asl la psicologa Aure Parolini, direttore del dipartimento Assi (AttivitĂ sociosanitarie integrate), in un suo scritto offre interessanti spunti e prospettive circa “Il valore della vitaâ€?. Facendo riferimento a un intervento di Manuela Tomisich dell’UniversitĂ  Cattolica di Milano, il direttore tratta di “apertura alla vitaâ€? e di “accettazione alla sfida della vitaâ€?, richiamando i lettori al riconoscimento del valore della scelta dell’esistenza fatta dalla coppia oppure dal singolo genitore. Una riflessione profonda che arriva a una conclusione altrettanto meditata: se dare la vita non ha un suo valore intrinseco, allora significa che anche la vita non ha valore.

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ÂŽ˜‘Ž—Â?‡Dz‡…‘•‡‡‹ŽÂ’ÂƒÂ‡Â•ÂƒÂ‰Â‰Â‹Â‘ÇłƒŽ—•‹Ž Sabato 11 giugno alle ore 20 presso il Musil (Museo dell’energia idroelettrica) di Cedegolo, verrĂ presentato il volume “Le cose e il paesaggio / Get to things get to placesâ€? esito del progetto di ricerca per sole fotograďŹ e promosso dal Sistema dei musei di Valle Camonica e curato da Elena Turetti per la case editrice milanese a+mbookstore. Nell’occasione saranno presenti Simona Ferrarini (presidente del Distretto culturale), il direttore Musil Pier Paolo Poggio, William Guerrieri di “Linea di ConďŹ neâ€?, il geografo Franco Farinelli e i fotograďŹ autori della pubblicazione Andrea Botto, Sabrina Ragucci, Giorgio Falco, Donatello De Mattia, Francesca Cogni e Marcello Galvani. Nel corso della serata verrĂ  anche presentato il nuovo portale del Sistema museale, consultabile all’indirizzo internet www.musedivallecamonica.it e realizzato su progetto graďŹ co di newlandscapes e studiocharlie. La partecipazione all’evento è libera e gratuita. A conclusione della serata ci sarĂ  un momento conviviale per tutti.


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ÂŽ’”‘‰‡––‘†‹ˆ‘”Â?ƒœ‹‘Â?‡’‡”‹‰‹‘˜ƒÂ?‹ Nell’ambito del progetto “Sarezzo è anche la mia casa, non sono un ospiteâ€? partirĂ lunedĂŹ 13 giugno il tirocinio di formazione estivo riservato ai giovani saretini dai 16 ai 18 anni d’etĂ . “FinalitĂ  del progetto – spiega Giovanna Gagliandi dei Servizi di comunicazione del Comune di Sarezzo – è diffondere la cultura di cittadinanza, convivenza civile e partecipazione, motivando al senso di responsabilitĂ  e alla presa in carico della comunitĂ 

di appartenenza. Un modo concreto attraverso cui i giovani cittadini possono prendersi in carico la cura del proprio paese e riconoscerlo proprio�. Con un compenso complessivo di 350 euro messo a disposizione dall’amministrazione comunale, il periodo di tirocinio è suddiviso in due periodi a scelta: il primo dal 13 giugno all’8 luglio, il secondo dall’11 luglio al 5 agosto con un massimo di 20 ore settimanali (quattro ore al giorno dal lunedÏ

al venerdĂŹ). Si tratta di una serie di attivitĂ che portano i ragazzi a valorizzare il patrimonio pubblico (tinteggiatura delle panchine, pulizia dei parchi e monumenti), mantenere il decoro degli immobili comunali, supportare il carico di lavoro della biblioteca comunale del Bailo, dare un supporto ai Servizi di comunicazione oppure agli operatori della Rsa. Per informazioni visitare il sito web www.comune.sarezzo.bs.it.

il pubblico con recitazioni improvvisate, mentre agli “Amici del teatro di Magnoâ€? il compito di strappare qualche risata. Poi i leggiadri volteggi delle ballerine del Nuovo centro danza e la musica rock d dei ragazzi del Capannone. Un programma variegato al cui centro spicca la Notte Bianca, quest’anno addirittura raddoppiata: primo appuntamento venerdĂŹ 8 luglio nel centro di Gardone, prima di replicare venerdĂŹ 22 luglio presso il Parco di Rovedolo. Il programma dettagliato di tutte le iniziative è disponibile sul sito della web del Comune www.comune.gardonevaltrompia.bs.it oppure

presso la Biblioteca comunale e i negozi aderenti al Distretto diffuso del commercio “Itinerari commerciali della Valtrompia�. Per informazioni contattare l’Ufficio Cultura al numero di telefono 030.832174 o via e-mail a info@museodellearmi.net.

 

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rmai l’estate si avvicina a piccoli passi, ma a Gardone Val Trompia è giĂ entrato nel vivo il calendario di appuntamenti che accompagnerĂ  i cittadini nelle calde giornate estive. Infatti, torna anche quest’anno, grazie alla preziosa collaborazione della Consulta delle associazioni culturali e del Distretto diffuso del commercio, “Restate a Gardone sotto le stelle‌e non soloâ€?, un ricco cartellone di appuntamenti culturali, artistici, musicali, teatrali, sportivi, enogastronomici. Una riscoperta del proprio

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territorio, che porterĂ i valtrumplini a incontrarsi nel centro di Gardone, nelle due frazioni di Inzino e Magno, oltre che al Parco del Mella, al Parco “8 marzoâ€? di Rovedolo, al complesso di Santa Maria degli Angeli e ai Piani di Caregno, pronti a fare da cornice ai numerosi appuntamenti. “Anche quest’anno – spiega l’assessore alla Cultura di Gardone, William Fantini – possiamo proporre alla nostra cittadinanza questa rassegna estiva, che ritorna con un calendario fitto. Praticamente ogni giorno un luogo del nostro territorio è interessato da un’iniziativa, sia

essa culturale, sportiva o gastronomica. Un successo decretato da una comunione d’intenti fra gli assessorati a Cultura, Sport e Commercio e le associazioni, vitale serbatoio di idee�. Una serie di appuntamenti che vedono dominare nello sport il torneo di calcio attivo fino al 5 luglio, ma anche le numerose iniziative pensate per nipoti e nonni negli spazi verdi del Parco del Mella e la biciclettata lungo la Valtrompia prevista per domenica 3 luglio. Sul versante spettacoli, invece, saranno i ragazzi dell’associazione Futura ad allietare


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In Valtrompia il Comune di Lodrino ha aderito all’iniziativa “Campogiovaniâ€? promossa dal ministero della GioventĂš e quest’anno giunta alla sua 3ÂŞ edizione. Si tratta di un progetto destinato a ragazzi e ragazze residenti in Italia e di etĂ compresa tra i 14 e i 22 anni, che frequentino istituti scolastici o siano iscritti ai primi anni dell’universitĂ . I corsi sono gratuiti e hanno una durata minima di una settimana, periodo durante il quale i ragazzi

Con l’approssimarsi dell’estate torna il pericolo caldo per gli anziani. Ecco perchĂŠ ComunitĂ montana, Regione, Asl Brescia, Croce Rossa, Croce Bianca e Cosp hanno attivato un numero di telefono (030.827379) attivo dalle ore ore 8 alle ore 20 ďŹ no al 15 settembre 2011. Gli anziani in difďŹ coltĂ  per il caldo potranno chiamare: risponderanno addetti del Comune, operatori dell’Asl oppure volontari. In caso di urgenza sanitaria bisogna rivolgersi al 118.

Da poco l’assessorato all’Ambiente del Comune di Lumezzane ha attivato il servizio di raccolta della frazione organica dei riďŹ uti solidi urbani. Alle circa 9.300 famiglie lumezzanesi è stato consegnato gratuitamente un kit per la separazione in casa dei riďŹ uti organici. Inoltre, sono stati posizionati 80 cassonetti marroni. Un impegno di 170mila euro, di cui 35mila dal Comune, 15mila da Aprica e 120mila dall’assessorato provinciale all’Ambiente.

potranno rendersi utili nella difesa dell’ambiente e mettendosi al servizio del Paese. Le realtà coinvolte spaziano dal corpo dei Vigili del fuoco, ai volontari della Croce rossa, agli operatori di Guardia costiera e Marina militare. Il periodo buono per partecipare si chiude con il mese di settembre. Iscrizioni aperte. Per avere informazioni dettagliate sui rispettivi bandi visitare i siti web www.campogiovani.it o www. gioventu.it.



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l 4 giugno del 1941 faceva il suo ingresso a Bovegno don Francesco Bertoli. Arrivava, in piena guerra, nella antica pieve da Orzinuovi dove era stato curato. Si presentò cosĂŹ: “Spero di meritarmi qui tra voi un tozzo di pane. Vogliatemi beneâ€?. E i bovegnesi non hanno mai dimenticato il loro “Monsignoreâ€?, che salvò il paese dall’incendio minacciato dai tedeschi dopo la strage del 15 agosto 1944; lui che aveva confidenza con papa Montini, che ancora arcivescovo a Milano venne a Bovegno nel 1959 a festeggiare il suo 35° di Messa e a visitare le miniere. Ricordava quelle parole il professor Alessandro Bertoli, suo nipote, col pronipote Maurizio Zadra che, con la collaborazione della Fondazione A. Canossi e del Centro culturale A. Cibaldi, nel 70° della ricorrenza, hanno voluto offrire, in gesto di ricordo e ringraziamento a tutti, uno splendido concerto al santuario della Madonna della Misericordia. Amatissimo da monsignor Bertoli: correndo a Brescia a chiedere pietĂ in quel tragico ferragosto del ‘44, fece fermare l’auto in Predondo sulla strada, si inginocchiò e guardando il santuario lĂ  in alto fece voto alla Madonna per la salvezza del paese.E il “miracoloâ€? avvenne come tanti altri poi nella sua vita, lassĂš conclusa nel novembre del ‘69. Il santuario divenne la meta della devozione a Ma-

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rus con maestro concertatore Marco Zoni, primo flauto del Teatro alla Scala e insieme Flavio Alziati, primo flauto solista dell’orchestra del Carlo Felice di Genova. Hanno eseguito musica di Bach, Mozart, Tchaikovski per orchestra accompagnati da arie cantate dalla soprano Nadia Engheben, compresa una emozionante Ave Maria di Schubert; infine, la lettura da parte di Alessandro Bernardi dell’Ave Maria scritta in dialetto dal poeta Cibaldi. Un momento a sĂŠ è stato il ricordo toccante dello tsunami in Giappone di due mesi fa: un omaggio alla signora Tsuyumi Hisatomi ved. Jefferson giunta a Bovegno nel 1965 col marito direttore delle miniere, legatissima alla vita della parrocchia, che ben conobbe mons. Bertoli. Dopo la consegna di un mazzo di fiori da parte dei promotori del concerto a lei e all’amica pure sposa in Italia Akiko Tamura, il maestro Marco Zoni ha suonato una dolcissima e malinconica composizione giapponese “Sakura-Sakuraâ€? (Fiori di ciliegio) ascoltato a capo chino dal pubblico, che poi s’è commosso alle parole di ringraziamento delle due signore tutte piene di fiducia e nostalgia per il loro Paese. E fuori, sotto il bel portico, a completare l’evento c’era, curata dalla fondazione Canossi Cibaldi, la mostra fotografica “Un uomo, un prete, un pastoreâ€? dedicata a “Monsignoreâ€?.

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Grazie a un’iniziativa della signora Graziosa Gatti Cappa, oggi residente a Brescia ma originaria di Vestone, è stata restaurata la santella posta all’ingresso della casa di riposo valsabbina di Nozza. La signora Cappa, “GinĂŹâ€? per chi la conosce in Valle, si è fatta carico di offrire il restauro del dipinto, opera dello scomparso e noto pittore bresciano Gabriel Gatti (1917-1992), intitolandolo alla famiglia Cappa Domenico. La sua iniziativa ha rilanciato la sistemazione generale

Anche quest’anno l’Azienda ospedaliera di Desenzano del Garda ha attivato dallo scorso 1 giugno, presso gli Ospedali di Desenzano e Gavardo, il servizio di interpretariato sempre molto apprezzato dai pazienti e dagli operatori. Il servizio, reso necessario dall’alta concentrazione di turisti che il lago di Garda registra ogni estate, è attivo presso i Pronto Soccorso, i Reparti di degenza e i Servizi ambulatoriali e permette, a pazienti e operatori, di comunicare

della santella. Il lavoro di restauro è stato afďŹ dato allo studio-laboratorio Leonardo Gatti di Brescia, nipote del pittore Gabriel. Tra le iniziative di beneďŹ cenza della “zia GinĂŹâ€? si ricorda il restauro, nella chiesa di S. Giacinto a Brescia, della grande pala d’altare, rafďŹ gurante “La Sacra Famigliaâ€? eseguito nel 1996 con autorizzazione ministeriale, sempre da Leonardo Gatti e offerta a nome del defunto marito Angelo Gatti, grande appassionato di opere d’arte, cugino del pittore Gabriel.

senza difďŹ coltĂ , evitando eventuali problemi legati alla lingua che potrebbero rappresentare un grosso ostacolo nel momento in cui si manifesta un bisogno sanitario. Il paziente può descrivere i propri problemi con la sicurezza di essere compreso e il personale sanitario può fornire risposte e informazioni precise migliorando anche la qualitĂ  dell’assistenza. Il servizio di interpretariato è attivo ďŹ no al 12 settembre dalle ore 8.30 alle 19 tutti i giorni della settimana. (v.b.)

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i torna a veleggiare al suono delle onde benacensi dal 13 al 18 giugno prossimo, con le acque del golfo di Salò che ospiteranno il Campionato italiano “Openâ€? di vela per non vedenti, formula Homerus, ideata nel 1995 dallo skipper Alessandro Gaoso per i velisti ciechi, guidati soltanto dal suono delle boe. L’evento, sostenuto dall’associazione milanese “Noi e la terraâ€?, fa parte del progetto “Sailing Togetherâ€? ed è inserito nel calendario dei festeggiamenti dei 120 anni della Canottieri Garda. Gli skipper di Homerus arriveranno nel golfo salodiano dopo la regata nella Matilda Bay, sullo Swan River di Perth in Australia, dove sono stati impegnati nel Mondiale. I velisti non vedenti, guidati dalle boe ‘sonore’, saranno in gara per l’assegnazione del titolo tricolore, pur con una folta partecipazione straniera. In gara ci saranno gli skipper di Australia, Nuova Zelanda e Inghilterra, tutti alleati contro il bresciano Gigi Bertanza, che proprio in Nuova Zelanda conquistò nel 2009 il Mondiale, cogliendo il bronzo nell’edizione 2010

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della ComunitĂ Exodus di Lacona, Isola d’Elba: gli ‘occhi’ degli ex tossici del gruppo di recupero di don Antonio Mazzi, l’abilitĂ  velica degli skipper non vedenti d’acqua dolce, il traguardo la Terra Santaâ€?. Nelle ultime stagioni è arrivato anche il riconoscimento dell’Ifds (International Association for Disabled Saling), con la gara approdata prima in Sicilia e nel 2008 sul lago d’Iseo, ospite dell’Associazione nautica sebina. Una sfida poi diventata mondiale nel giugno 2010, con la “Homerus World Blind Championshipâ€?, anteprima di quella specialitĂ  che farĂ  il suo esordio alle Paralimpiadi del 2020, forse a Roma, su un mare italiano. Ora il Campionato Italiano 2011, versione “Openâ€?, in quel golfo di Salò dove farsi guidare prestando ascolto al ritmo delle onde. Per informazioni www.homerus.it.

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$OWURWWRFRLFDYDOOL VXOOHVSRQGHGHO%HQDFR Si alza il sipario su “Garda Endurance Lifestyle 2011â€? all’insegna di un grande progetto, “Lagodigarda tutto l’annoâ€?, che vede protagonisti 22 Comuni gardesani nella promozione congiunta e sinergica del territorio attraverso otto manifestazioni sino alla fine dell’anno in grado di coniugare sport, economia, relazioni internazionali, arte, cultura e spettacolo. L’appuntamento da mercoledĂŹ 8 a domenica 12 è al Parco Giardino SigurtĂ di Valeggio sul Mincio, eletto a quartier generale, ma anche a Verona, Sirmione, Riva del Garda e Peschiera del Garda, che ospiteranno parti specifiche del ricco programma. “La nostra zona – spiega Aldo Brancher, anima di ‘Lagodigarda tutto l’anno’ – si presta particolarmente a un format come questo, che riesce a mettere insieme culture, mondi e protagonisti diversi facendo forza sulla ricchezza del territorio. Ăˆ in questo senso che va letto lo sforzo dei Comuni che hanno scelto di condividere un progetto ambizioso, rivolto alla creazione di opportunitĂ  concrete di sviluppoâ€?. A Garda Endurance Lifestyle 2011 il “motoreâ€? di queste potenzialitĂ  sarĂ  il cavallo, esaltato attraverso il “Fei Garda Ambassador Endurance Master Openâ€? e la conversazione “Voci di donne arabeâ€?, lo show di morfologia “Arabian Horse Championshipâ€? e il Simposio veterinario internazionale. Ricco anche il programma di iniziative rivolte ai bambini: per tutto il fine settimana all’interno del parco i piĂš piccoli potranno fare i primi passi con “Pony & Bimbiâ€? e partecipare

all’esaltante “battesimo della sellaâ€?. Attorno agli eventi sportivi e di promozione della cultura del cavallo ci saranno spettacoli altrettanto coinvolgenti che chiuderanno le tre serate di venerdĂŹ con un tributo a Zucchero, sabato con uno straordinario show di danza e musica e domenica con specialisti dell’intrattenimento. Il programma completo è consultabile sul sito web www.gardalifestyle.it. (v.b.)

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‘Ž‘‰Â?‡ ƒ…‘Â?Â?‡Â?‘”ƒœ‹‘Â?‡†‹’ƒ†”‡ ”‡Â?‡‘ƒœœ‘––‹ Il 100° e 150° hanno convissuto con emozione domenica nella parrocchiale di Cologne, dove, nel corso della Messa delle 11, presieduta dal ministro provinciale dei Frati Minori di Milano fra Francesco Bravi, e alla presenza delle sorelle della Piccola famiglia francescana, è stato commemorato il Servo di Dio padre Ireneo Mazzotti, nato a Cologne nel 1887 e morto a Ome nel 1976, dopo un’intera vita spesa da “innamoratissimo della

sua vocazioneâ€? e assiduamente impegnato nell’offrire consiglio e aiuto al prossimo con “zelo instancabile e animo buono, modesto e premurosoâ€?. In ricordo dei 100 anni dalla sua ordinazione – ofďŹ ciata il 10 giugno 1911 nel Duomo di Milano dal Beato card. Andrea Ferrari – è stata benedetta, prima d’essere traslata al cimitero, una grande lapide in marmo con impressa la frase cardine sulla quale il padre Ireneo ha imperniato l’intera sua

esistenza. Presente alla cerimonia anche il colognese padre Francesco Metelli, vicepostulatore per la causa di beatiďŹ cazione di padre Ireneo, e la nipote del Servo di Dio, la 92enne Ada Maria Giuseppa Mazzotti, arrivata da Sassari e seduta nel primo banco insieme al marito Vincenzo Faedda, per ricordare, attorniata da parenti e dalla seconda nipote vivente di padre Ireneo (Rosa BarufďŹ ), il suo anniversario di matrimonio, celebrato 50 anni

fa proprio dallo zio nella chiesa colognese.â€œĂˆ qui che mosse i primi passi della vita e della fede – ha ricordato fra Francesco durante l’omelia – gettando le basi di quel sacerdozio, dono immenso e grande grazia, che lo fece sentire per tutta la vita inviato da Dio, dedicandosi totalmente al suo servizio e contagiando col suo entusiasmo, nonostante le mille prove, moltissime persone nel portare avanti la propria missione cristianaâ€?.

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uona il campanello nello studio di don Gian Pietro Forbice intanto che parliamo. “Scusa un attimo, vado ad aprireâ€? ed eccolo ritornare dopo un minuto con un ragazzo africano. Non conosce l’italiano, vuole giocare a soccer. “Vediamo quel che si può fareâ€? la risposta del parroco mentre lo fa accomodare. “Hai mangiato? Vuoi da bere? Un gelato? Stai qui con noi che poi mi racconti tuttoâ€?. La caritĂ cristiana non si insegna solo a parole: ne fa da esempio l’esperienza quotidiana che don Forbice ha portato avanti giorno dopo giorno nella parrocchia di Padergnone e che giungerĂ  a termine il 26 giugno, quando inizierĂ  la sua “nuova missioneâ€? in quel di Roè Volciano. Il discorso scivola presto tra i ricordi, ma sono i suoi occhi che parlano. Ăˆ strano leggere la commozione negli occhi di un prete. Un’immagine insolita soprattutto per chi cono-

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alle esigenze di una comunitĂ in crescitaâ€?. L’idea venne proposta da don Eugenio Panelli, poi venne successivamente proposto un nuovo progetto da don Forbice, che continua: “Il 1° maggio 2005 ho benedetto il cantiere e il 23 settembre 2007 la chiesa è stata consacrata a Cristo Risorto. Un’opera che mi rende felice perchĂŠ la gente si sente accoltaâ€?. Durante il suo trascorso nella frazione di Rodengo Saiano l’attenzione del parroco si è concentrata sulla vita spirituale e l’attenzione a trasmettere la parola del Signore. CosĂŹ è nata l’Oasi mariana Paolo VI, un luogo immerso nel verde dove riscoprire una preghiera piĂš viva, intima. L’attivitĂ  pastorale ha avuto il suo centro nella famiglia. Con i suoi collaboratori ha preparato piĂš di mille coppie al matrimonio e ha reso dinamico l’oratorio. Un oratorio moderno grazie ai restauri effettuati e alla creazione di un nuovo centro sportivo, che valica le sue mura or-



   

ganizzando vacanze, gite, incontri, pellegrinaggi, grest. “Un ambiente sano che mi auguro diventi per le famiglie di Padergnone una seconda casaâ€? sottolinea Don GipĂŹ, com’è conosciuto amichevolmente dai suoi fedeli, un auspicio che sicuramente ripeterĂ il 19 giugno partecipando al saluto organizzato dalla comunitĂ . E ora quegli occhi lucidi ritornano al presente, lentamente si ritingono d’azzurro e “d’entusiasmo per la nuova missioneâ€? che li attende.

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Due giovedĂŹ da dedicare alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori: è la duplice proposta lanciata dai volontari dell’associazione “Amici di RaphaĂŤlâ€?, da anni impegnati in iniziative di solidarietĂ , con l’idea che “scoprire un tumore sul nascere sia di fondamentale importanza per intervenire e debellarlo con ampie possibilitĂ  di successoâ€?. Sono 150 gli iscritti e tante le proposte messe in campo, sia formative sia di raccolta fondi (vendita di torte in piazza) a sostegno dei progetti. Il primo appuntamento è fissato per il 9 giugno alle 20.30 nel cine-teatro dell’oratorio “Don Boscoâ€?: un dibattito sul tema “Prevenzione e diagnosi precoce dei tumoriâ€?, sotto la guida dell’esperto Marco Ghirardi, direttore sanitario dell’ambulato-

rio oncologico RaphaĂŤl di Castelgoffredo, e di Silvia Mombelli, responsabile del servizio assistenza domiciliare integrata. “Diagnosticare precocemente l’insorgenza di un tumore può salvare la vita – ha specificato il capogruppo pontogliese, Gian Mario Calabria –: perciò, abbiamo aggiunto quest’anno, in collaborazione con gli ambulatori RaphaĂŤl di Clusane e di Calcinato, una seconda iniziativa, rivolta a chi fosse interessato a una visita oncologica gratuita di prevenzione e per combattere stili di vita dannosi per la saluteâ€?. L’appuntamento è fissato per giovedĂŹ 23 giugno a Pontoglio con “La giornata della prevenzioneâ€?. Per informazioni e prenotazioni, telefonare ai numeri 030.9829239 o 030.9969662. (a.s.)


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ƒ„ƒ–‘͙͙‰‹—‰Â?‘ ‘”‘ƒŽ’‹Â?‘‡DzƒÂƒÂ•Â…ÂŠÂ‡Â”ÂƒÇł‹Â?–”ƒ•ˆ‡”–ƒƒ‹‘Â?‡ Sabato 11 giugno, alle ore 20.30 in occasione della prima festa che vede riuniti i Gruppi Alpini di Vione, CanĂŠ, Stadolina, presso la chiesa parrocchiale di S. Remigio in Vione, verrĂ rappresentato l’atto unico “L’ultima notte degli Alpiniâ€?. Lo spettacolo è tratto dal libro “Alpini di Palazzoloâ€? di Luciano Demasi che rievoca episodi dell’ultima guerra mondiale, comuni a tutti gli alpini e artiglieri alpini che li hanno visti coinvolti sui vari

fronti (greco-albanese e russo, in particolare). Lo spettacolo viene portato in scena dal Coro alpino Palazzolese diretto da Francesco Rota e dalla compagnia teatrale “La Mascheraâ€?. Si tratta di una rappresentazione giĂ portata in scena per due volte a Palazzolo e che tanto consenso ha ottenuto presso il pubblico non soltanto palazzolese. A riprova di questo c’è da segnalare la presentazione dello stesso spettacolo a Marone,

per la festa della locale sezione delle Penne nere, giovedĂŹ 16 giugno. I gruppi Alpini di Vione, Canè e Stadolina, con i loro tre capi gruppo Luigi Sterli, Sandro Rivetta, Mirko Rossini tra i piĂš attivi per iniziative specialmente nella stagione estiva dell’Alta Valcamonica, saranno in festa sabato 11 e domenica 12 giugno. La rappresentazione dal titolo “L’ultima notte degli Alpiniâ€? è costituita da un atto unico con voci recitanti, immagini e canti a

cura di Massimo Venturelli che, insieme a Sergio Biraga, Vittorio Cominardi e Sara Scaratti dà voce ai racconti degli alpini palazzolesi che combatterono sui fronti della Seconda guerra mondiale. Per il Coro alpino palazzolese, che il 18 giugno sarà poi impegnato a Palazzolo per un concerto insieme al Coro Ana di Milano, si tratta di uno dei tanti impegni che nel corso dell’anno lo vede protagonista in tutta la provincia.

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a notizia è stata data ufficialmente dal parroco don Angelo Anni al termine della Messa dei ragazzi e delle famiglie. Don Giuseppe Stefini, curato nella parrocchia palazzolese di Santa Maria Assunta dal 2001, è stato destinato dal Vescovo alla guida delle parrocchie di Cividate Camuno e Malegno. La notizia è stata accolta dalla comunità palazzolese con emozioni contrastanti. Molti hanno espresso a don Stefini le proprie felicitazioni per l’importante incarico assegnatogli. Molti ancora sono stati quelli che si sono commossi per la partenza. Negli anni di servizio alla parrocchia di Santa Maria Assunta (e nello specifico all’oratorio di San Sebastiano) e all’unità di pastorale giovanile il nuovo parroco ha avuto modo di farsi apprezzare per il tratto umano e per il grande impegno pastorale. Lungo l’elenco delle iniziative che don Stefini ha portato avanti nel corso del suo ministero a Palazzo-

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aspetto il breve bilancio della sua esperienza a Palazzolo. “Se penso agli anni trascorsi in questa comunità – afferma il nuovo parroco di Cividate Camuno e Malegno – non posso pensare che alle tante persone che a diverso titolo mi hanno dato la loro disponibilitĂ  perchĂŠ progetti e iniziative potessero camminare su gambe fortiâ€?. Non fa differenza, don Stefini, fra quanti hanno collaborato con lui per la catechesi o la pastorale e quanti, invece, hanno messo a disposizione tempo e energie per la quotidianitĂ  della vita dell’oratorio. “Oggi – afferma – sono piĂš di 120 i volontari che nei diversi settori lavorano per il nostro oratorio, tornato a essere un punto di riferimento per l’intera comunitĂ â€?. Sono le stesse parole di gratitudine che il sacerdote dedica anche a quelle persone che insieme a lui hanno lavorato per far crescere l’unitĂ  di pastorale giovanile. Quando venne inviato da Esine, sua prima destinazione, a Palazzolo



 

gli fu anche affidato il mandato di far crescere una realtĂ , come quella dell’unitĂ  di pastorale giovanile, appena nata. “Non nascondo – ricorda – che soprattutto nei primi tempi il cammino è stato faticoso, soprattutto per far comprendere su un piano culturale che proposte dell’unitĂ  di pastorale giovanile non erano un qualcosa di piĂš rispetto alla programmazione delle singole parrocchieâ€?. Il lavoro costante e spesso silenzioso ha però prodotto frutti, tanto che oggi

l’unitĂ di pastorale giovanile palazzolese è una realtĂ  apprezzata. Per don Stefini, probabilmente, è stata anche un’ottima palestra, dal momento che è stato scelto per guidare un altro tipo di unitĂ : quella pastorale delle due comunitĂ  camune. Un compito a cui, anche se la tristezza per il distacco da Palazzolo è piĂš che legittima, don Giuseppe Stefini sta giĂ  pensando e che lo vedrĂ  mettere a frutto “quanto ho avuto modo di imparare in questi anni trascorsi in riva all’Oglioâ€?.

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Lo storico maestro Francesco Ghidotti, tra l’altro fondatore e ancora oggi collaboratore della pagina palazzolese de “La Voce del Popoloâ€?, nell’approssimarsi dei suoi 80 anni, ha voluto condividere con i la sua larga schiera di amici e appassionati di storia locale il frutto del suo pluridecennale lavoro di ricerca e di divulgazione storica. La scelta, a dispetto dell’etĂ , è quella di un giovane. Nelle scorse settimane, infatti, Ghidotti, ha aperto il sito internet:www.tiraccontopalazzolo.it sul quale lo storico metterĂ  man mano a disposizione tutti in suoi scritti di storia locale che da cinquant’anni egli ha compilato consultando fonti antiche, in molti casi inedite. Si tratta di un vero e proprio re-

galo che il “Cecoâ€? come affettuosamente lo chiamano gli amici, ha voluto fare a se stesso e a tutti gli internauti che cosĂŹ avranno modo di usufruire in modo gratuito delle sue ricerche. Quello scelto dallo storico palazzolese è anche un modo per recuperare, conservare e tramandare i fatti salienti della storia della comunitĂ palazzolese. La comunicazione dell’avvenuta attivazione del sito ha volutamente coinciso con la data del 26 maggio, giorno natale della madre Angela che avrebbe compiuto 101 anni ed era nata nel giorno in cui si festeggia l’apparizione della Madonna a Caravaggio. In queste settimane Ghidotti è al lavoro per trasferire sul sito il risultato di oltre mezzo secolo di ricerca storica cittadina.



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novitĂ . Perciò pensa e ripensa, ecco il risultato: una composizione speciale, che si presenta in un piatto con dentro tre casoncelli dolci: due con il ripieno di marmellata; il terzo, invece, ripieno di cioccolato. Un mix di pasta di solito usata per i primi, che va ad avvolgere un cuore zuccheroso. Il tutto, va da sĂŠ, spolverato con una sofďŹ ce nuvola di zucchero a velo, che, oltre ad avere funzioni estetiche, garantisce al piatto una certa quantitĂ  di dolcezza in piĂš. (mtm)

    

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a sagra di San Vito, in programma da mercoledĂŹ 15 a lunedĂŹ 20 giugno all’oratorio di Barbariga, quest’anno prende il via con l’appuntamento liturgico piĂš atteso: la Messa e la processione dedicata al santo patrono del paese. Ăˆ la prima volta, dopo diversi anni, che a Barbariga si riesce a celebrare questa funzione proprio nel giorno di San Vito. La manifestazione è organizzata come sempre dalla parrocchia che, per l’aspetto pratico, si avvale della collaborazione di un centinaio di volontari. Una cinque giorni che proseguirĂ nelle varie serate secondo un calendario giĂ  definito e con l’immancabile appuntamento culinario, che tradizionalmente attira migliaia di persone. Piatto forte della sagra di San Vito è, com’è noto, lo spiedo con polenta e il piatto tipico del paese: i casoncelli Deco. La sagra di San Vito, che si festeggia da oltre 30 anni (abbiamo interpellato piĂš persone ma nessuno sa di preciso quando si è celebrata la prima edizione) è una combinazione di appuntamenti religiosi, sportivi, musicali, ma soprattutto culinari ed è anche occasione per recuperare fondi per le urgenze e le necessitĂ 

quest’anno i dolci che in seguito faranno tendenza saranno altri. Dopo i classici casoncelli e lo spiedo con la polenta, proposti agli ospiti per diversi anni, ecco aggiungersi questa delizia, che naturalmente non poteva che essere fatta a base di casoncelli. “L’idea di questo dolce, che abbiamo denominato “Dolce della Sagraâ€? – hanno riferito gli organizzatori – ci è venuta d’improvviso durante la scorsa edizione. Volevamo dare alla nostra festa una ventata di

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una serie di orchestre. Vediamo gli appuntamenti. GiovedĂŹ 16 giugno si parte con la musica dell’orchestra i “Da Polentaâ€?. In questa prima serata, oltre a danze e balli, sarĂ inaugurato anche lo stand gastronomico, con cucina casereccia, anche se per lo spiedo con polenta bisognerĂ  attendere la serata di venerdĂŹ 17 giugno. VenerdĂŹ che si aprirĂ  anch’esso all’insegna delle note musicali, in compagnia dell’orchestra “Max del Fioreâ€?. Sabato 18, invece, l’appuntamento è per le ore 14 con il torneo di beach volley, iniziativa sportiva organizzata dalla polisportiva comunale; mentre dalle 21.30 si torna a muovere braccia e gambe seguendo il ritmo della musica suonata dai “Baiardi e i Makarenaâ€?. Chiusura alle 22.30 con l’esibizione della scuola di ballo “Estudio salsaâ€? di Leno. Domenica 19 giugno, alle ore 14, si riprende con il torneo di beach volley e alle 15 è previsto uno spettacolo di animazione per i piĂš piccoli. Alle ore 19, Messa in chiesa parrocchiale e alle 21.30 ancora musica con l’orchestra “Yanos Trevainiâ€?. Per lunedĂŹ 20, serata conclusiva della sagra, l’organizzazione propone ancora tanta musica e uno sfavillante spettacolo pirotecnico.

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•†‡ŽŽƒ–‹…ƒ Â?ƒ•–ƒ‰‹‘Â?‡•‡‰Â?ƒ–ƒ†ƒ‹Â?’‘”–ƒÂ?–‹”‹•—Ž–ƒ–‹ Le squadre dell’Usd Cellatica hanno concluso la stagione 2010-2011. La formazione di Prima categoria ha concluso il campionato classiďŹ candosi al settimo posto dopo alterne vicende che hanno archiviato la stagione con propositi di fare meglio in futuro. Gli Juniores, vincitori del campionato provinciale nel 2007, si sono dimostrati squadra preparata con giocatori pronti per la categoria superiore nella

quale si ripongono le speranze della società per proseguire un cammino che sia di soddisfazione per dirigenti e pubblico. Nel settore giovanile sono stati 270 i tesserati per la società conuiti fra gli allievi 94 e 95, giovanissimi (secondo posto nel girone di appartenenza), esordienti (due squadre propedeutiche all’attività agonistica federale), pulcini nella quale si sono raggruppati i nati negli anni 2000, 2001 e 2002 che si sono cimentati in gare

di campionato e tornei di vario genere. Un settore,quello giovanile che conferma come il gioco del pallone aggrega nonostante le notizie di questi giorni sull’inchiesta delle scommesse, pagina nera del mondo calcistico. Il discorso non esclude rilessioni anche a Cellatica dove il coinvolgimento nel calcio giovanile conta su compagini impegnate nei vari campionati. “Cerchiamo di fare in modo – affermano – che lo sport venga

messo al riparo da scandali ed imbrogli perchÊ la cosa grave non sono soltanto i reati, ma la grande delusione che generano in tutti coloro che ci credono veramente�. Ed a Cellatica sono preoccupati di fare in modo che l’onestà sia alla base dell’educazione dei giovani che trovano nei loro dirigenti esempi di correttezza e comprtamenti leali e sinceri. Perchè il calcio possa crescere ed essere ancora i stimolo per cittadini leali.

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izio col botto per la Settimana dello sportivo di Cellatica con una serata, quella dell’8 giugno dedicata a Ligabue. Gli organizzatori, insomma, hanno pensato di partire alla grande, ma anche il resto del programma non è da meno, giĂ a partire dalla serata del 9 giugno (inizio alle 20,45) dedicata le arti marziali Lao Long-dao della palestra “Il tempoâ€? del maestro Derada e, alle 21.30, al latino americano con la scuola di ballo “Zero in condottaâ€?. VenerdĂŹ 10 giugno è la serata dell’inaugurazione con intervento del corpo musicale di Dello (ore 19.45) delle autortiĂ  ed gli esponenti delle associazioni locali; alle 21.30 altra musica con l’orchestra spettacolo “I mirageâ€?. Sabato 11 pomeriggio con la gara di bocce dalle ore 14 nella quale sono impegnati gli juniores : alle ore 14.30 le semifinali del torneo di calcio; in serata dalle 21.30 di scena Y@dance Cordan’. Domenica 12 giugno la finale del torneo giovanile di calcio (14.30) e le premizioni alle 19: alle 20.30 spettacolo di danza mo-

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derna, Jazz, hip hop con la maestra Miehla Capra; ore 21 “I Filadelfiaâ€?, orchestra spettacolo. E si passa alla settimana successiva con lunedĂŹ 13 giugno alle 20.30 la sagra del dolce benefico per l’oratorio di Cellatica; poi l’accademia musicale di Cellatica in “Zeroottoâ€? nel viaggio in note attraverso i 150 anni dell’UnitĂ d’Italia con “Mi ritorni in menteâ€?, musical a cura del maestro Marcello Merlini con gli allievi della scuola ad eseguire composioni da Giuseppe Verdi a Zucchero. L’accademia merita un accenno per la presenza del coro di nuova formazione nel quale i solisti sono espressione della qualitĂ  didat-

tica della scuola ed il gruppo strumentale dispone di potenzialità artistiche degli allievi preparati da insegnanti attenti alla loro formaziuone. Sarà dedicata al Concorso nazionale di Miss Italia la serata di martedÏ 14 giugno con l’elezione alle ore 21 di Miss Provincia di Brescia. MercoledÏ 15 giugno lo spettacolo di Raul Cremona aperto da Giorgio Zanetti, artista bresciano di talento già nel cast di comici di Zelig, la trasmissione di successo. Sono passati cosÏ i pimi sette giorni della Settimana dello sportivo che prosegue giovedÏ 16 giugno alle ore 20 con le arti marziali Aikido della palestra Buikukan del mestro Longo; alle 21.30 spazio alla danza cn il dj Chico. VenerdÏ 17 giugno è il turno di Nicola Congiu (ore 21.30) cui seguirà sabato 18 alle 21.15 Omar Codazzi. Domenica 19 giugno alle 10.30 la Messa al campo sportivo. E sempre domenica alle 21 l’orchestra spettacolo Raf Benzoni che sospenderà la musica per l’estrazione dei premi della lotteria ed alle 23.15 lo spettacolo pirotecnico.

VenerdĂŹ 10 GIUGNO

GiovedĂŹ 16 GIUGNO

ore 19.45 Sfilata con banda musicale di Dello ore 20.45 Inaugurazione ufficiale della 36° SETTIMANA DELLO SPORTIVO ore 21.30 Serata danzante con l’Orchestra Spettacolo “I MIRAGE�

ore 20.00 Esibizione di arti marziali Aikido Palestra “Buikukan� Maestro Longo ore 21.30 Serata danzante di latino-americano con la sucola di ballo SPAZIO DANZA Dj Chico

VenerdĂŹ 17 GIUGNO

Sabato 11 GIUGNO

ore 21.00 Serata danzante con l’orchestra spettacolo NICOLA CONGIU

ore 14.00 Gara di bocce Provinciale Cat. Under ore 14.30 Torneo giovanile di Calcio-Semifinali ore 21.30 Serata danzante con l’orchestra spettacolo GENIO E I PIERROT’S, interpausa con la Scuola di Ballo Accademic Dance

Domenica 12 GIUGNO ore 14.30 Torneo giovanile di Calcio - Finale ore 19.00 Premiazioni Torneo ore 19.45 Spettacolo di danza moderna, Jazz, Hip Hop con la maestra Michela Capra ore 21.00 Serata con l’orchestra spettacolo I FILADELFIA

Sabato 18 GIUGNO ore 21.15 Serata danzante con l’orchestra spettacolo OMAR CODAZZI

Domenica 19 GIUGNO ore 10.30 Santa Messa al campo sportivo (Anche in caso di pioggia) ore 21.00 Serata danzante con l’orchestra spettacolo RAF BENZONI ore 22.50 Sorteggio della lotteria: 1° premio Nissan Micra; 2° premio Viaggio “I Giardini d’Oriente); 3° al 9°: altri premi ore 23.15 GRANDE SPETTACOLO PIROTECNICO Continuazione Ballo

LunedĂŹ 13 GIUGNO ore 20.30 Sagra del dolce benefica ore 21.00 Accademia musicale di Cellatica ZEROOTTO

MartedĂŹ 14 GIUGNO ore 21.00 Concorso nazionale di MISS ITALIA MISS PROVINCIA DI BRESCIA

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MercoledĂŹ 15 GIUGNO ore 21.30 Grande Spettacolo di Cabaret con RAUL CREMONA. AprirĂ la serata GIORGIO ZANETTI

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Parole del sindaco, Paolo Cingia, con un passato d’atleta che lo facilita nel comprendere ed assecondare la necessitĂ di dare attenzione in particolare ai giovani. Cingia è a capo di quegli amici che hanno costituito un’amministrazione comunale per fare molte cose ma in particolare per ostacolare un piano col quale la zona pianeggiante sarebbe stata invasa da cemento ed ediďŹ ci mastodontici. Scampato pericolo invece per volontĂ  della gente.

“Il nostro è un territorio piccolo, bello, che va salvaguardato cosĂŹ com’èâ€? commenta l’assessore alle associazioni Pierluigi Frassine assicurando che il sostegno alla societĂ di cosĂŹ lunga vita consolidata nel tempo fra le consuetudini locali. Gli fa eco Severo Attillari nel riferire l’esperienza avviata nel settore giovanile che comprende tutte le categorie dalla scuola calcio ďŹ no agli allievi e citando i meriti conquistati sul campo al

rappresentante provinciale della federazione calcistica, Franco Provezza, che non s’è sottratto al doveroso applauso verso quella che è una grande famiglia nella quale sono in molti a dare un contributo. Molte le persone che hanno reso possibile la realizzazione dell’opera. Impossibile citarle tutte; insieme di persone ognuna con compito diverso, ma tutti impegnati perchÊ Cellatica abbia a continuare ad essere un esempio di solidarietà per il bene del paese.     

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a “Settimana dello sportivoâ€?, che quest’anno festeggia la sua 36ÂŞ edizione, è stata presentata nei giorni scorsi. Del programma giĂ si dice abbondantemente nella pagina a fianco. L’incontro con gli organizzatori, all’ombra del santuario della Madonna della Stella che certamente protegge questa iniziativa che dura nel tempo, è stato occasione per fare il punto sulla manifestazione che quest’anno raddoppia. Infatti i sette giorni della consuetudine, per la “Settimana dello sportivoâ€? durano esattamente il doppio. Alla testa dell’organizzazione è fin dall’inizio Dino Della Fiore, presidente dell’unione sportiva dilettantistica che ha il calcio come attivitĂ  principale. Un personaggio che non demorde, si direbbe coriaceo, questo Della Fiore, che alterna gli impegni del suo lavoro a quelli dedicati alla comunitĂ  ed al sodalizio che l’appassiona cosĂŹ come al sociale e all’altruismo. In 36 anni

si sono alternati nell’amministrazione comunale ben cinque sindaci che ogni volta hanno dato l’appoggio alle iniziative. Che sono tante, non solo per quanto riguarda gare e competizioni, ma pure per gli spettacoli, moltissimi e di richiamo. CosÏ si aggregano attorno alle ini-

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accattivantiâ€?. Della Fiora può contare su uno stuolo di volontari che lo affiancano per la “Settimanaâ€?, ma gli sono a fianco durante tutto l’anno. Sono: i vice presidenti Pier Luigi Ari e Angelo Raffeli; la segretaria Corinna Zane; il responsabile del settore giovanile Saverio Attilari; il tesoriere Giuseppe Della Fiore; il responsabile bar, Mario Denti e quello del settore bocce, Pierino Frassine, mentre Pierino Castrezzati si occupa degli approvvigionamenti e del magazzino. C’è poi il lungo elenco dei consiglieri: Alfredo Bianchetti, Angelo Castrezzati, Severino Cherubini, Gianfranco Comai, Guido Della Fiore, Enzo e Luciano Frassine, Giuseppe Giori, Angelo Loda, Fausto Rota, Secondo Squassina, Giovanni Uberti, Stefano Vanzani, Emilio Zanetti. E come ogni societĂ ci sono altri per formare il collegio dei probiviri: Cesare Verducci, e Antonio Della Fiore; e quello dei revisori dei conti: Giovanni Coerti e Fausto Moretti.


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La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne GesĂš, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!â€?. Detto questo, mostrò loro le mani e il ďŹ anco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. GesĂš disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voiâ€?. Detto questo, sofďŹ Ă˛ e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonatiâ€?.

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l pensiero corre al primo soffio, allo Spirito di Dio che aleggia sul ‘non creato’ all’inizio della Bibbia, prima che la Parola crei il tutto e cominci il tempo di Dio con il creato. Un piccolo soffio, quasi un simbolo, quello del Risorto che cambia i discepoli. Quella paura che li teneva prigionieri è la stessa che descrive Luca: è la paura di affrontare il nuovo che li ha sconvolti. Il piccolo soffio diventa un vento che soffia forte e invade la casa, ma il risultato è lo stesso. In Giovanni è comunicazione intima del Risorto il giorno stesso di Pasqua, è la conferma di quello che aveva detto, la certezza di quello che doveva accadere. Sono spaventati ma lui che resta in mezzo a loro può far rinascere la gioia. Com’era prima. Ma lui non è piĂš quello di prima e per due volte dice questa novitĂ comunicando il primo dono: la pace. Che è essenziale perchĂŠ il secondo dono, lo Spirito, possa essere accolto. PerchĂŠ attraverso il dono dello

Spirito il discepolo guarda con gli occhi di Dio e agisce con l’azione di Dio. E questo è significato dal potere di perdonare i peccati. La pace è la chiave del nuovo che viene dal Risorto: è la pace interiore di chi sente che il passato non conta piÚ se non come memoria. Anche i discepoli sono perdonati dalla pace del Risorto: non devono aver paura perchÊ Dio li ha perdonati per il loro tradimento, e il risvolto di paura si scioglie nella gioia. C’è ancora tempo per incontrare il Signore. Ma questo non basta. Il Risorto non è piÚ disponibile come prima: ora è il tutto e la sua pace è segno di riconciliazione del creato che si compie storicamente nella pochezza della vicenda degli uomini che credono. Lui rende efficace questo dono che si spande sulla terra come segno che lo Spirito continua a ricreare, come all’inizio e che per l’uomo di ogni epoca c’è ancora tempo per incontrare Dio. E per sentire la sua pace. Solo cosÏ si capisce l’intima unio-

ne che c’è tra la pace di Cristo, lo Spirito donato e il perdono dei peccati: è il ritorno all’origine secondo l’idea di Dio. E l’uomo può ritentare questo ritorno perchÊ può essere perdonato, può sentire davvero la pace di Dio. E questo è il dono perenne dello Spirito; un dono che cambia dentro perchÊ costringe ad accorgersi che per Dio il passato non conta se non come memoria e non come peso. Costringe alla gioia. Costringe a credere che il fallimento e l’errore non sono e non possono essere la parola definitiva. A questo Dio non si arrende e perdona, e continua a perdonare. E continua a farlo concretamente nella storia dello Spirito che si muove nei poveri uomini che hanno sentito lo spiraglio della sua pace, il soffio leggero del suo Spirito. E continuano a credere e a vedere l’invisibile che si fa presente come miracolo inaspettato, come l’irrompere di Dio nella storia del nostro limite. Solo lui la cambia, solo lui può.

    

 

,O3DGUHqQRVWUR Signore: “Caterina, sai perchĂŠ ti amo? PerchĂŠ se non ti amassi, non potresti nemmeno esistere! Se non ti amassi chi perdonerebbe i tuoi peccati? Se non ti amassi, non saresti nemmenoâ€?. Caterina: “Mio Signore, Tu mi ami di sĂŹ grande amore e io posso amarti di solo piccolo amoreâ€?. Signore: “Ho fatto in modo che ti fosse possibile, ti ho messo accanto il prossimoâ€? (dalle “Rivelazioniâ€? di Santa Caterina da Siena). Nella mitologia greca Eros è un dio minore, concepito da Indigenza (Penia) e dal Cielo (Uranos). L’uomo è tanto grande quanto grande è il suo desiderio. Se ama la pastasciutta è buongustaio, se ama la sapienza è filosofo, se ama Dio è teologo e per il filosofo greco, l’amore di Dio, rappresenta la perfezione dell’uomo. Si trat-

ta di un insegnamento bello che piaceva molto ai Padri, ma nei secoli la riflessione è proseguita e i Padri hanno cominciato a distinguere l’amore platonico (eros) dall’amore cristiano (agape). La differenza: il primo amore nasce da una mancanza. Il secondo tipo di amore nasce dall’abbondanza e consiste soprattutto nel farsi dono. Si tratta di una finestra aperta sulla comprensione della TrinitĂ : lo sguardo d’amore tra il Padre e il Figlio genera un’abbondanza di sentimento che si espande su tutto e su tutti e questa abbondanza di amore è lo Spirito Santo. La preghiera cristiana essendo un “affare dello Spiritoâ€? deve aprirci al prossimo, all’amore, non può chiuderci in una egoistica ricerca dell’armonia interiore e isolarci dalla realtĂ .

Il Padre nostro, è quindi una responsabilità verso i fratelli. Insieme, non singolarmente, siamo Corpo di Cristo, e tutti siamo figli dello stesso Padre. Presa sul serio la sapienza della preghiera che ci ha insegnato GesÚ, ha ripercussioni sulla coscienza politica, sull’economia, sulla corresponsabilità: ogni richiesta è al plurale! GesÚ ci ha lasciato il comandamento dell’amore perchÊ la sua Parola ci guidasse, ma soprattutto ci ha mostrato dei gesti da contemplare che ci dicono come Egli non ritenesse estraneo nessuno. Questa divenne la coscienza della prima Chiesa. L’amore si nutre di gesti quotidiani e semplici, come quelli di GesÚ che lavò i piedi ai suoi e cucinò per loro del pesce dopo la sua risurrezione.


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Lectio divina, preghiera, tempi prolungati di silenzio, momenti di condivisione, testimonianze e celebrazioni. Ăˆ stato questo il menĂš delle Giornate di spiritualitĂ per giovani, proposte all’Eremo SS. Pietro e Paolo di Bienno dagli UfďŹ ci diocesani vocazioni e tempi dello spirito, pastorale giovanile e universitaria, e dall’Azione cattolica nel mese di maggio. Una settantina sono stati i giovani partecipanti, provenienti da tutta la provincia

e anche da altre diocesi. Le meditazioni sono state dettate dal vescovo di Brescia mons. Luciano Monari, mentre l’animazione è stata curata da educatori rappresentanti le diverse vocazioni. Nella stupenda cornice dell’Eremo i partecipanti hanno potuto vivere una tre giorni molto densa, nella quale il silenzio ha giocato un ruolo importante. Lontani dagli impegni della quotidianità si comprende come a volte la

  

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stata la Croazia la meta del 19° viaggio pastorale del Papa al di fuori dell’Italia. Il motivo centrale della due giorni di Benedetto XVI, il 4 e il 5 giugno, è stata la partecipazione alla prima Giornata nazionale delle famiglie cattoliche croate. “Fin dalle origini, la vostra Nazione appartiene all’Europa e ad essa offre, in modo peculiare, il contributo di valori spirituali e morali che hanno plasmato per secoli la vita quotidiana e l’identitĂ personale e nazionale dei suoi figliâ€?: cosĂŹ Benedetto XVI, all’arrivo all’aeroporto di Zagabria il 4 giugno. Le sfide che derivano dalla cultura contemporanea “richiedono una convinta testimonianza e un dinamismo intraprendente per la promozione dei valori morali fondamentali che sono alla radice del vivere sociale e dell’identitĂ  del vecchio Continenteâ€?. Fare memoria delle radici cristiane della Croazia e dell’Europa è “necessario, anche per la veritĂ  storica, ed è importante saper leggere in profonditĂ  tali radici, perchĂŠ possano animare anche l’oggiâ€?, ha osservato il Papa. Alla base di tutto, ha aggiunto il Pontefice, “ci sono uomini e donne, ci sono delle persone, delle coscienze, mosse dalla forza della veritĂ  e del beneâ€? Durante la veglia di preghiera in serata nella piazza del Bano Josip Jelacic di Zagabria, il Santo Padre ha invitato i

giovani a non lasciarsi “disorientare da promesse allettanti di facili successi, da stili di vita che privilegiano l’apparire a scapito dell’interioritĂ â€? e non cedere “alla tentazione di riporre fiducia assoluta nell’avere, nelle cose materiali, rinunciando a scorgere la veritĂ  che va oltre, come una

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stella alta nel cielo, dove Cristo vuole condurviâ€?. La testimonianza delle famiglie. “Purtroppo dobbiamo constatare, specialmente in Europa, il diffondersi di una secolarizzazione che porta all’emarginazione di Dio dalla vita e ad una crescente disgregazione della famiglia. Si assolutizza una libertĂ senza impegno per la veritĂ , e si coltiva come ideale il benessere individuale attraverso il consumo di beni materiali ed esperienze effimere, trascurando la qualitĂ  delle relazioni con le persone e i valori umani piĂš profondi; si riduce l’amore a emozione sentimentale e

   

  

    

a soddisfazione di pulsioni istintive, senza impegnarsi a costruire legami duraturi di appartenenza reciproca e senza apertura alla vitaâ€?, ha sostenuto Benedetto XVI, nella messa all’Ippodromo di Zagabria, il 5 giugno. Di qui l’appello: “Siamo chiamati a contrastare tale mentalitĂ ! Accanto alla parola della Chiesa, è molto importante la testimonianza e l’impegno delle famiglie cristiane, la vostra testimonianza concreta, specie per affermare l’intangibilitĂ  della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale, il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio e la necessitĂ  di provvedimenti legislativi che sostengano le famiglie nel compito di generare ed educare i figliâ€?. Nel Regina Coeli il Papa ha affidato a Maria “tutte le famiglie croate: i genitori, i figli, i nonni; il cammino dei coniugi, l’impegno educativo, il lavoro professionale e casalingoâ€?. “Questa sera vogliamo fare devota e orante memoria del Beato Alojzije Stepinac, intrepido Pastore, esempio di zelo apostolico e di cristiana fermezza, la cui eroica esistenza ancora oggi illumina i fedeli delle diocesi croate, sostenendone la fede e la vita ecclesialeâ€?, ha affermato, il 5 giugno, il Pontefice in occasione dei vespri e della preghiera presso la tomba del beato card. Stepinac, nella cattedrale di Zagabria.

“Mosaico socialeâ€? è il titolo di una serie di incontri che la Commissione diocesana per la formazione permanente del clero e l’UfďŹ cio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro hanno realizzato tra novembre e maggio, offrendo ai sacerdoti, ai diaconi e ai religiosi della diocesi preziose chiavi di lettura per interpretare meglio la realtĂ sociale in cui quotidianamente operano. Questo ‘atelier sociale’ ha cercato di raggiungere i destinatari spostandosi dalla cittĂ  alla Valsabbia, ďŹ no ad arrivare in Valle Camonica per invitarli a conoscere meglio e a riettere, con l’aiuto di qualiďŹ cati esperti, su temi quali il lavoro, la democrazia, il federalismo e l’immigrazione. Chi ha avuto la possibilitĂ  e la volontĂ  di partecipare a questa serie di incontri è tornato a casa con la consapevolezza che non si può continuare a camminare nell’indifferenza, nel “non mi riguardaâ€? o nel “ci pensino gli altri perchĂŠ io ho altro da fareâ€?. Tutti abbiamo il dovere di “pensarciâ€?, di interessarci, di fare il possibile – anche partecipando a incontri di questo genere – per non essere semplici spettatori, ma costruttori della societĂ . Con umiltĂ . Ma almeno dedicando tempo alla riessione e all’approfondimento, per crescere anzitutto noi stessi, prima che far crescere gli altri. Non dormire, ma svegliarsi; risvegliare le

coscienze, ricercare la verità . Il pregio di incontri come questi è di dare uno scossone alle coscienze cristiane e di far vedere, allo stesso tempo, che c’è chi ha ancora voglia di impegnarsi. Lo dimostra chi ha organizzato questi incontri, chi vi ha partecipato, gli esperti che con passione hanno dato il loro contributo. (e.p.)

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/¡DPPLVVLRQHDLFRUVL GHLSUHVELWHUL In seguito a richieste di vari presbiteri segnalate al Prefetto degli studi da parte del Vicario episcopale per la formazione permanente del clero, il Consiglio dei professori del Seminario diocesano ha valutato positivamente la possibilitĂ di ammissione di presbiteri ai corsi dello studio teologico ‘Paolo VI’ del Seminario stesso. I corsi dello Studio teologico sono di I ciclo e pertanto si conďŹ gurano come fondamentali nel curriculum teologico e non come specialistici o di aggiornamento. Pertanto, hanno struttura, metodologia e bibliograďŹ a propri. Ciò detto, i presbiteri che, per approfondimento personale, intendono frequentare i corsi sono ammessi alle seguenti condizioni: è necessaria la richiesta del presbitero interessato di essere iscritto come uditore ai corsi

desiderati, dichiarando la volontĂ di partecipare assiduamente all’intera durata degli stessi; suddetta richiesta è da inoltrare alla segretaria dello Studio teologico entro la prima settimana di settembre, e comunque prima della data del Consiglio dei professori, che vaglierĂ  le richieste; è possibile frequentare non piĂš di due corsi per ogni Anno accademico; è bene che prima dell’iscrizione, il presbitero ne parli con il suo vicario di zona, al ďŹ ne di giustiďŹ care il motivo della sua assenza dalla parrocchia nei tempi previsti dalla frequenza; allo studente uditore, se ne farĂ  richiesta al docente del corso, è data la possibilitĂ  di sostenere un colloquio di veriďŹ ca al termine del corso stesso; non sarĂ  rilasciato alcun attestato di frequenza, come non previsto per gli alunni uditori.


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riessione personale sul senso della propria vita, sulle motivazioni che guidano l’azione giornaliera, possa costituire un momento importante per ricaricare le batterie e ricominciare il lavoro senza farsi travolgere dalla routine. Un ďŹ ne settimana per certi aspetti surreale, durante il quale ci si estranea dai fatti del mondo, ma ci si immerge in qualcosa di piĂš importante, di piĂš ‘alto’. Le lettura del Vangelo o di altri testi biblici costituisce

il ďŹ lo rosso di una giornata intensa, scandita dai momenti di preghiera: le lodi all’alba, i vespri al tramonto, l’adorazione eucaristica serale. Momenti di solitudine, silenzio e riessione personale che si associano a momenti di conversazione in gruppo, di ascolto delle parole del Vescovo o di visione di un ďŹ lm. Quest’anno la meditazione di mons. Monari è stata incentrata sui capitoli quarto, quinto e sesto del Vangelo di

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Matteo, quelli dedicati al discorso della montagna, mentre la pellicola proposta ai partecipanti è stata “Uomini di Dioâ€? del regista francese Xavier Beauvois, vincitrice del Gran premio della giuria al festival di Cannes 2010. “L’annuncio del regno dei cieli è il centro della predicazione di GesĂš. Vivendo secondo le regole mondane non è possibile però comprendere il suo signiďŹ cato, pertanto occorre la conversioneâ€?. (m.n.)



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enerdĂŹ 3 giugno si è tenuta presso il Centro pastorale Paolo VI l’assemblea elettiva della Consulta per l’apostolato dei laici, a fine del mandato che aveva preso il via il 6 maggio del 2008. Nella relazione introduttiva Silvana Platto, segretario in carica della Consulta ha ricordato: “In preparazione all’assemblea del 2008 l’allora segretario, Giorgio Grazioli, aveva predisposto un questionario per l’individuare le attivitĂ e i nuclei d’impegno da inserire nel programma triennale della Consulta. Le risposte, restituite dalle nostre 43 aggregazioni, sono state da me elaborate in una sintesi ragionata dalla quale ho estratto le linee del piano di lavoro che, approvato dal Comitato dei Presidenti, ha costituto l’orientamento delle attivitĂ  e delle scelte di questi tre anniâ€?. A partire da questa traccia, la Relatrice ha ricordato, anno per anno, le tappe del lavoro svolto, soffermandosi in particolare anche sull’impegno delle commissioni (Formazione ed emergenza educativa; Dottrina sociale; SpiritualitĂ  di comunione).

Nella parte conclusiva del suo intervento, Silvana Platto ha osservato: “In questo nostro tempo che vede crollare le certezze fondanti l’impegno, in cui si smarriscono i punti di riferimento valoriali e il significato trascendente dell’esistenza, credo che la funzione della Consulta sia di particolare importanza per un cammino di comunione. Ogni realtĂ ha un proprio carisma, ma alla Consulta, attraverso i membri del Comitato dei presidenti, che si renderanno disponibili per l’elezione, spetta il compito di promuovere l’insieme, di costruire ponti di incontro, di tessere reti di unitĂ  affinchĂŠ si creino feconde sinergie tra esperienze di diversa origine e di diverso profilo, ma tutte suscitate dall’azione dello Spirito Santo per essere testimoni fattivi ed operosi della speranza che è in noi. (‌) Ci attende un lavoro condiviso, con uno sguardo nuovo che educa e si fa visibile in un tessuto di relazioni stabili e azioni concrete, per offrire alla Chiesa e alla societĂ  l’incarnazione dei carismi da cui come laici associati traiamo origine e che ci hanno fatto sperimentare l’energia trasformatrice

del Vangelo vissutoâ€?. Ha partecipato all’assemblea anche il Vescovo. Nel suo intervento ha ricordato che il “genioâ€? dei laici è che la vita che essi vivono abbia la forma di Cristo; che 43 associazioni laicali rappresentano una grande ricchezza per la Chiesa di Brescia e la Consulta ci ricorda che ogni aggregazione è una forma del grande corpo della Chiesa che appartiene a tutti; è l’ora dei laici, di forme di esistenza dove il vissuto contemporaneo sia plasmato sul Vangelo, perchĂŠ è nel mondo di oggi che i laici devono imprimere l’orma del Vangelo. Infine ha auspicato che la Consulta aiuti la Chiesa bresciana a diventare coesa, unita, in comunione. Il Comitato dei presidenti per i prossimi tre anni è composto da: Roberto Rossini (Acli); Gianpaolo Conter (Neocatecumenali); Luca Ghisleri ( Meic); Ferdinando Cavalli (Pro Familia); Fausto Nicoli (Rinnovamento nello Spirito); Diego Zanotti (Agesci); Mauro Verzeletti (Fuci); Luca Pezzoli (Mcl); Mauro Salvatore (Ucid); Walter Sabattoli (Cl); è membro di diritto Andrea Re (Ac). Silvana Platto è stata confermata come segretario generale.

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Sabato 11 giugno Ore 16 - Brescia - Presiede la celebrazione delle ordinazioni presbiterali in Cattedrale.

LunedĂŹ13 giugno Ore 18.30 – Brescia Čƒ S. Messa presso la chiesa di San Francesco.

Domenica 12 giugno Ore 10 – Brescia – Cresime in Cattedrale. Ore 17.30 ČƒRudiano ČƒCresime e prime comunioni.

MartedĂŹ 14 giugno Ore 20.45 – Brescia Čƒ Incontro con i partecipanti al pellegrinaggio a Cipro presso il Centro pastorale Paolo VI.

MercoledĂŹ 15 giugno Ore 9.30 Čƒ Brescia Čƒ Incontro con i vicari zonali presso il Centro pastorale Paolo VI.

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l vicario generale mons. Gianfranco Mascher ha inviato a tutti i sacerdoti una lettera in cui scrive: “In questi ultimi anni è diventato piĂš acuto il problema della programmazione diocesana delle cresime. Nonostante i numerosi ministri ‘straordinari’, non si riesce a soddisfare adeguatamente tutte le richieste, poichĂŠ nella stragrande maggioranza sono concentrate nelle stesse date (ultime domeniche di maggio) e negli stessi orari (dalle 10 alle 12)â€?. Dopo un’adeguata discussione da parte del Consiglio presbiterale, il Vicario chiede “alla comunitĂ diocesana di attenersi, per un biennio di sperimentazione a partire dalla Pasqua 2012â€? a nuove indicazioni che offrono la possibilitĂ  di scegliere fra due possibilitĂ : la celebrazione della cresima in Cattedrale e della prima eucaristia in parrocchia oppure la celebrazione della cresima e della prima eucaristia in parrocchia. Per la prima possibilitĂ , riunendo un certo numero di parroc-

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generale di anno in anno indica, a livello diocesano, le domeniche disponibili per la celebrazione della cresima e gli orari possibili (sabato alle 16 o alle 18; domenica alle 9.30, alle 11, alle 16 e alle 18). Almeno quattro mesi prima della celebrazione il parroco concorderà con la segreteria del Vicario generale il ministro della cresima, il giorno e l’ora della celebrazione. Il parroco può concordare direttamente la presenza del vescovo Luciano, di altri Vescovi, del Vicario generale e del Provicario generale, segnalandolo al momento della richiesta della data. Si chiede invece ai ministri straordinari della cresima – il cui mandato viene conferito annualmente dal Vescovo – che, a partire dalla Pasqua 2012, non concordino direttamente con i parroci la propria disponibilità. Il coordinamento generale delle celebrazioni delle cresime sia in Cattedrale che nelle parrocchie, è affidato alla segreteria del Vicario generale (tel 030 3722.229; 030 3722.260; fax 030

     

3722.256; e-mail vicario genenerale@ diocesi.brescia.it). Ăˆ stato comunicato ai sacerdoti il calendario delle celebrazioni per il 2012 e il 2013. Qui ci limitiamo a segnalare le date delle celebrazioni delle cresime in Cattedrale per il 2012: sabato 21 aprile; sabato 28 aprile; sabato 5 maggio; sabato 12 maggio; sabato 19 maggio; sabato 26 maggio. Tutte le date sono reperibili sul sito della diocesi: www.diocesi. brescia.it/diocesi/varie/documenti/ Cresime2012.pdf

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Sabato 18 giugno alle ore 10, presso la Basilica-Santuario di S. Maria delle Grazie si terrà la celebrazione della Giornata diocesana per la santificazione del clero, che quest’anno sarà presieduta da mons. Vigilio M. Olmi, che festeggia il 25º della sua ordinazione episcopale. I sacerdoti e i diaconi sono invitati a portare camice e stola bianca. La Giornata è un’iniziativa promossa dalla Congregazione del clero della Santa Sede. La Giornata è nata dalla passione di padre Mario Venturini nel 1947 e agli inizi era diretta solo al clero italiano. Poi papa Pio XII decise che doveva essere una Giornata per il clero di tutto il mondo già nel 1948. Papa Giovanni Paolo II la fece propria con l’intento di offrire a tutti i sacerdoti l’opportunità di un impegno – fatto di preghie-

ra, di revisione personale e di fraternitĂ presbiterale – verso la propria santificazione e quella dei sacerdoti di tutto il mondo. Ora la Giornata non può coinvolgere solo i singoli sacerdoti o i presbiteri di una diocesi, ma è la comunitĂ  tutta che è chiamata a pregare per la santificazione dei propri sacerdoti o del proprio sacerdote. La vita santa dei presbiteri esige il conforto della preghiera di tutto il Popolo di Dio. I sacerdoti sono per vocazione ‘esperti di Dio’ e per questo — nella preghiera e attraverso la preghiera — hanno un valido aiuto per rendere sempre viva la loro identitĂ  e rimotivare la loro missione, rendendo profetico il loro ministero della Parola, degno il servizio della fede, fervorosa la loro caritĂ  pastorale.



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Voce Audiovisivi ha realizzato un dvd su “Roma express 2011â€?. L’esperienza dei cresimandi che nella domenica delle Palme, il 17 aprile, si sono recati a Roma per incontrare il Papa, accompagnati dal Vescovo che ha pregato con loro nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Il dvd, voce e testi di Fabrizio Gorni, immagini di Joseph Corvino, è disponibile presso il Centro per le comunicazioni sociali (tel 03044250) e presso il Centro oratori (tel 0303722244).

Sabato 11 giugno presso la sede dell’Istituto Pro Familia, alle ore 15, si terrà l’assemblea zonale degli apostoli della famiglia di Brescia. Sarà un momento importante dell’Istituto per fare il punto della situazione e programmare il futuro. Numerose sono le tematiche da sviluppare e approfondire in assemblea: dal sentirsi parte dell’Istituto secondo il carisma del suo fondatore don Giovanni Battista Zuaboni, e le priorità oggi a favore della famiglia e la missione.

Il Centro volontari della sofferenza e i Silenziosi operai della croce domenica 12 giugno terranno a Montichiari, in via Matteotti, 6 l’annuale incontro diocesano tra associati, amici e pellegrini a Lourdes. Questo il programma: ore 14.30 accoglienza; ore 15 preghiera del Rosario; ore 15.30 S. Messa concelebrata presieduta da don Roberto Lombardi, assistente diocesano del Cvs. Sarà festeggiato il 60° di sacerdozio di don Andrea Ferronato.

MercoledĂŹ 15 giugno ore 9.3012.30 si tiene presso il Centro pastorale Paolo VI a Brescia l’incontro dei vicari zonali, con il seguente ordine del giorno: veriďŹ ca sulla recezione della lettera pastorale 2010-2011 “Tutti siano una cosa solaâ€?; la prossima visita vicariale; varie ed eventuali. Si ricorda inoltre che la tradizionale “Tre giorni per i vicariâ€? è ďŹ ssata dal 26 al 28 settembre presso l’Eremo dei SS. Pietro e Paolo di Bienno.

La commissione diocesana arte e catechesi invita a un incontro nella festa di Pentecoste, domenica 12 giugno, alle ore 16, nella chiesa di S. Maria del Carmine in cittĂ . VerrĂ  illustrata l’opera di un Anonimo lombardo del XV secolo dedicata alla Pentecoste, che si ammira nella cappella della Scuola della Beata Vergine Maria: presentazione artistica a cura di Sara Lombardi. Verranno eseguiti brani organistici “Veni creator Spiritusâ€? da Eva Grick Galliera.

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ome è stata recepita dalle comunitĂ parrocchiali, dai fedeli, dalle aggregazioni e i gruppi ecclesiali la lettera pastorale “Tutti siano una cosa solaâ€?? A fronte di una diffusione di quasi 21mila copie, possiamo dire che abbia segnato la vita dei cristiani di Brescia? Tempo di verifica, quindi, per il Consiglio pastorale diocesano riunito al Centro pastorale Paolo VI lo scorso 4 giugno. Come detto, oggetto dell’incontro il cammino della diocesi alla luce della lettera pastorale 2010-2011 del vescovo Luciano Monari. Un tempo ricco che giĂ  dai mesi dell’estate scorsa, durante l’AgorĂ , ha visto convergere intorno al tema della comunitĂ  l’attenzione di molte realtĂ  ecclesiali. “La lettera – si è detto nei lavori di gruppo – è stata usata nei centri di ascolto, nelle catechesi, diffusa attraverso i giornali della comunitĂ â€?. Un’impressione che anche il Vescovo stesso ha confermato: “C’è stata grande attenzione. Molte sono state le esperienze significative che si sono sviluppate intorno al suo messaggioâ€?. Il dibattito tra i consiglieri ha, pertanto, confermato una recezione sostanzialmente positiva in continuitĂ  con



  

le due lettere precedenti sulla Parola di Dio e sull’eucaristia. Esse costituiscono un buono sfondo all’impegno che la Chiesa bresciana intraprenderĂ con il Sinodo diocesano sulle unitĂ  pastorali. Resta indubbiamente piĂš difficile fare una valutazione dei frutti spirituali della Lettera: quanto siano cambiati i cuori, quanto piĂš le comunitĂ  cristiane siano diventate segno di comunione. Certamente andrĂ  continuata la riflessione e potenziata la diffusione “ad extraâ€? affinchĂŠ il mes-

saggio giunga anche fuori dai confini ecclesiali. Due le comunicazioni conclusive: il cammino della Scuola di formazione all’impegno sociale e politico, presente oggi a Brescia e in Vallecamonica, e l’Agorà 2011 in vista del Sinodo che, dopo la tappa di luglio, avrà nella settimana dal 12 al 18 settembre il suo punto focale. Il Consiglio ha poi proceduto all’elezione di un consigliere (Angelo Onger) e di un revisore dei conti (Paolo Adami) per la Fondazione S. Francesco di Sales.


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Â?…‘Â?–”‘‡Â?‘•–”ƒ•—Dz—Ž–—”‡‡”‡Ž‹‰‹‘Â?‹‹Â?…ƒÂ?Â?‹Â?‘dz La Fondazione Guido Piccini per i diritti dell’uomo organizza un incontro su “Culture e religioni in camminoâ€?. Aderiscono l’editrice Queriniana, la parrocchia S. Maria in Silva, il Centro missionario saveriano. L’incontro si svolge sabato 11 giugno presso la parrocchia di S. Maria in Silva (via Sardegna, 24 Brescia) con inizio alle ore 9. Alle 9.30 si inaugura la mostra su “Religioni mondiali. Pace mondiale. Etica mondialeâ€?. La mostra è presentata da un fascicolo edito dalla editrice Queriniana che riprende la presentazione fatta da Hans KĂźng, noto teologo, professore emerito di teologia ecumenica all’UniversitĂ di Tubinga, che da parecchi anni si adopera per

lo sviluppo e la diffusione di un’etica globale e di una cultura di pace, sottolineando il ruolo decisivo che in tale processo possono assumere le grandi tradizioni religiose mondiali. La mostra è un utile strumento di riessione che nasce come riproduzione dei materiali e delle tavole di una mostra itinerante, curata dalla fondazione Weltethos (Etica mondiale). Seguiranno due relazioni: “Introduzione al pensiero del Weltethos, per un’etica mondiale della convivenza e suo signiďŹ cato nel mondo contemporaneoâ€? di GĂźnther Gebhardt, coordinatore scientiďŹ co della Fondazione Weltethos di Tubinga e “SigniďŹ cato e proposta

di un’etica condivisa oggi in Italia e a Brescia in particolareâ€? di Rosino Gibellini, direttore letterario della Queriniana. SeguirĂ una seconda parte dedicata a “La conoscenza delle cultureâ€? con la relazione su “I giovani e la conoscenza delle cultureâ€? di Lucrezia Pedrali,condirettrice del Centro di educazione alla mondialitĂ  e un intervento su “Rete di dialogo interculturale e interreligioso per vivere un’etica della convivenza. Proposta operativa per Weltethos in Italiaâ€?. Info: Fondazione Guido Piccini, via Terzago 11, 25080 Calvagese della Riviera (Bs). Tel. 030-601047/030-6000038 Fax 030-601563 info@fondazionepiccini.org

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D Compagnia S. Orsola delle figlie di Sant’Angela ha organizzato il 28 maggio un convegno che si è tenuto nell’Auditorium Don Bertini di Calcinato. Il tema era “Donne che educano a una vita nuovaâ€?, sulle tracce di Sant’Angela per vivere il ruolo di donne in modo moderno, libero e originale. Giuliana Del Basso, nella sua introduzione al convegno, richiamando le parole del vescovo Luciano, ha invocato la necessitĂ di un “cammino di rivoluzione“, possibile solo attraverso l’azione di donne moderne e credenti, donne che non hanno paura. Donne sapienti, secondo don Ruggero Zani, parroco di Calcinato, perchĂŠ in grado di unire in un armonioso equilibrio l’antico e il nuovo e che, nella consapevolezza di essere parte attiva della creazione, assumono il compito di generare speranza. La fisicitĂ , il legame profondo con la natura, la coscienza di essere parte della creazione e, nello stesso tempo, lo stupore di essere detentrice di un mistero, fanno della donna, secondo Marika Legati, sindaco di Calcinato, un correlativo oggettivo, un rimando a qualcosa d’Altro. Ăˆ nella scoperta quotidiana di questa peculiaritĂ  che il femminile diventa sinonimo di relazione, apertura, motore di crescita, ma è anche in forza della consapevolezza di essere viatico tra creazione e divinitĂ , che il compito della donna deve andare oltre il lavoro di cura per giungere alla cura della comunitĂ , per assumere la responsabilitĂ  di essere partecipe dello sviluppo collettivo, portando la sua originale capacitĂ  di

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vivere, nella natura che scorre in lei, il mistero divino. Sant’Angela Merici, cinquecento anni fa, con un’intelligenza del cuore che suscita ancora meraviglia, ha intuito, come ha spiegato Gianpietro Belotti, la necessità di sviluppare un pensiero sulla donna che superasse la dicotomia tra donna ideale e donna reale, funzionale ad una società maschile, e ha consegnato ad essa un ruolo del tutto originale e autonomo: l’approccio femminile alla spiritualità, per Sant’Angela, è pervaso dalla gioia di aver ricevuto un dono d’amore e, attraverso la consapevolezza di una maternità che trasfor-

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Sant’Angela, ha continuato Mariella Mentasti, ha fatto del viaggio metafora della sua vita: viaggio come andare verso e avere una meta, come “avventuraâ€? e disponibilitĂ a rischiare perchĂŠ l’altro è sempre mistero, come superamento di frontiere tra sĂŠ e l’altro, come camminare a fianco, accettare di fermarsi, di cambiare percorso, di condividere la speranza della meta. Ma Angela è andata oltre il viaggio trasformando ogni suo cammino in pellegrinaggio: è la scoperta del luogo sacro, l’incontro col totalmente Altro, il diverso. Ogni incontro, allora, è meta del pellegrinaggio, ogni persona è sacra e, per questa ragione, nel riconoscere in ognuno il volto di Dio, possiamo sperimentare il passaggio al trascendente. Questo Sant’Angela doveva averlo intuito fino in fondo perchĂŠ dal suo appassionato imperativo di vita piena: “Fate, muovetevi, credete, sforzatevi, sperate, gridate a Lui col vostro cuore e senza dubbio vedrete cose mirabiliâ€? scaturisce una pedagogia dai tratti estremamente moderni in cui gioia, speranza, pace, amore indiscriminato, attenzione ai bisogni primari, stima incondizionata, impegno per la cittĂ  dell’uomo, possono ben farci pensare che in lei l’orma dello Spirito creatore, sia meravigliosamente e potentemente visibile. Non a caso il suo segretario, G. Cozzano scriveva che le sue parole erano infuocate, potenti e dolci e dette con tale nuovo vigore di grazia, che ognuno era costretto a dire: “Quivi è Dioâ€?. L’augurio che tutti ci facciamo è che, in qualche frammento della nostra vita, si possa dire di noi “Quivi è Dioâ€?.

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‡Â?‡”†¿͚͘Â?ƒ‰‰‹‘ ‡‰Ž‹ƒ†‹’”‡‰Š‹‡”ƒ’‡”‹ŽŽƒ˜‘”‘ La crisi economica e i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro da un lato producono, anche nella nostra ricca Lombardia, una drammatica disoccupazione giovanile e precarietĂ , dall’altro fanno emergere la possibilitĂ  di nuovi protagonismi dei lavoratori e di modelli organizzativi piĂš rispondenti al disegno di “civilizzazione dell’economiaâ€? indicato da papa Benedetto nella Caritas in veritate. In ricordo

riconoscente del beato Giovanni Paolo II, a 30 anni dall’enciclica Laborem exercens, pietra miliare della Dottrina sociale, Cisl, Acli e Mcl di Lombardia promuovono, cosÏ come in tante altre regioni, una comune veglia di riessione. Si svolgerà alle ore 21 di venerdÏ 20 maggio nella basilica di S. Stefano in piazza S. Stefano a Milano e sarà presieduta da mons. Marco Ferrari, vescovo delegato della Conferenza episcopale lombarda per le questioni

   

sociali e il lavoro. La veglia, aperta a tutte le espressioni dell’associazionismo, alle realtĂ parrocchiali e oratoriane ed ai singoli cittadini, intende essere autentico momento di preghiera e riessione, rivolto in particolare ai giovani. Acli, Cisl e Mcl intendono ringraziare i Vescovi e gli ufďŹ ci per la Pastorale sociale e del lavoro della Lombardia e dell’Arcidiocesi di Milano per il sostegno, la sensibilitĂ  e disponibilitĂ  offerte in questa e tante altre occasioni.

  

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a beatificazione di Giovanni Paolo II il 1° maggio acquista un significato particolare nel 30° anniversario della Laborem exercens, l’enciclica che dispiega i valori della principale attivitĂ umana, il lavoro, nella direzione della promozione della persona e della costruzione della societĂ . Un Papa degno dei suoi tempi nella comunicativitĂ : con gesti e parole decodificava ansie e problemi dell’umana attualitĂ  sciogliendoli in nuove prospettive e riunendo nell’emozione e nell’affetto milioni di persone. Una propensione mediatica quindi non esteriore o fine a se stessa (giĂ  questo un insegnamento contemporaneo), ma che ci ha consegnato durante il suo lungo pontificato una sintesi di speranza, fiducia, intraprendenza, responsabilitĂ  nel superamento della secolarizzazione (teocentrismo e antropocentrismo in contrapposizione), da contrastare non solo con l’educazione delle persone o la formazione delle coscienze, ma con l’impegno di una presenza evangelizzatrice rivolta anche alle dimensioni pubbliche della vita: la societĂ , la politica, l’economia, la cultura, il lavoro che pone le persone al centro delle relazioni pubbliche, sono le associazioni che raccolgono le genuine spinte socio-culturali del territorio. Nella Centesimus annus, le organizzazioni dei lavoratori sono auspicate come “luoghi di espressione della personalitĂ  del lavoratoreâ€?; “perseguendo nuove forme di solidarietĂ  le associazioni dei lavoratori devono orientarsi verso l’assunzione di maggiori responsabili-

 

   

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mento che nasce nel cuore è un sentimento di gratitudine verso il Signore, che ha illuminato e sostenuto uomini coraggiosi, i quali, superando ogni difficoltà , hanno saputo garantire con la loro fede e la loro azione tenace, la presenza della Chiesa nel mondo del lavoro. Ma oggi tra i sentimenti di noi tutti c’è anche quello dell’esultanza, perchÊ in certo qual modo, il Movimento cristiano lavoratori ha saputo salvare quei valori che furono all’origine dell’impegno sociale dei lavoratori cristiani nella società fin dal secolo scorso, da quando, cioè, dopo la Rerum novarum del mio predecessore Leone XIII, ha avuto impulso la loro presenza, con le loro associazioni nel mondo del lavoro�.

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‘Â?‹Ž’‡Â?•‹‡”‘ˆ‹••‘•—Ž–”ƒ‰—ƒ”†‘†‹ƒ†”‹† Si avvicina l’estate e in tutti gli oratori bresciani ferve l’attivitĂ per organizzare gli appuntamenti che solitamente contraddistinguono la bella stagione nelle nostre comunitĂ : qualcuno è impegnato con l’animazione dei grest e c’è giĂ  chi sta giĂ  pensando ai campi scuola che trascorrerĂ  in montagna o al mare, senza dimenticare quanti sono alle prese con l’allestimento delle feste parrocchiali o dell’oratorio.

Insomma, un calendario ďŹ tto di impegni che richiedono molto tempo ed energie per essere portati avanti. In tutto ciò i cammini di preparazione alla Gmg sembrerebbero lasciare il posto ad altre e piĂš urgenti necessitĂ organizzative, ma ad uno sguardo piĂš attento la situazione è ben diversa: per i giovani che giĂ  operano in oratorio, infatti, questa può essere l’occasione per trasferire l’entusiasmo per la partenza che si proďŹ la anche

alle attivitĂ ordinarie, facendo in modo che esse rappresentino una sorta di vetrina in vista dell’appuntamento di Madrid. Ăˆ per esempio il caso dell’oratorio di Leno, in festa da lunedĂŹ 13 giugno, che coinvolgerĂ  le associazioni, come gli alpini, che sul territorio hanno contribuito alla partenza dei ragazzi. PerchĂŠ essi lascino libero un angolino di cuore, una volta giunti in Spagna, per portare con sĂŠ quanti sono rimasti a casa.





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n cammino verso Santiago, con lo sguardo rivolto a Madrid. Il gruppo di 103 giovani che provengono dalle parrocchie di Flero, Bagnolo Mella, Borgo Poncarale, Dello e Quinzano ha scelto, per prepararsi alle giornate madrilene, di vivere l’esperienza forse piĂš indicata a entrare nello spirito di pellegrinaggio che caratterizzerĂ la Gmg. I ragazzi, tutti intorno ai vent’anni d’etĂ , partiranno infatti il 10 agosto da Roncisvalle per percorrere in una settimana, a piedi e in pullman, il cammino che porta a Santiago di Compostela. Il pellegrinaggio piĂš famoso al mondo, che contribuĂŹ nei secoli passati a forgiare un’Europa unita nella fede, è carico di significati e suggestioni anche per i nostri giovani, tanto che il responsabile del gruppo, don Mario Cotelli afferma: “Attraverso il cammino vogliamo metterci alla ricerca di Dio e di noi stessi, per scoprire la strada da percorrere nella nostra esistenza e per arrivare alla meta della felicitĂ . In altre parole vogliamo fondare la nostra vita su Cristoâ€?. Un itinerario e una meta che diventa occasione anche per mettersi alla prova e su-

  

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perare i propri limiti, come nel caso di Giovanni, un ragazzo di Bagnolo Mella che si unirà al gruppo nonostante un brutto incidente in tenera età gli abbia lasciato gravi conseguenze sul corpo. Per quanti invece non prenderanno parte al Cammino, una settantina in tutto, è previsto l’arrivo a Madrid il 15 agosto e la partecipazione all’intero programma

della Gmg. Due, infine, i momenti che prima della partenza coinvolgeranno i giovani pellegrini: l’affidamento alla Madonna il 5 agosto presso il santuario della Stella sarà seguito dalla ricezione del mandato, dalle mani del proprio parroco, il 7 agosto. Gesti antichi questi, rivolti però al futuro, un futuro che viaggia tra Madrid e Santiago.

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a VI edizione del festival “Filosofi lungo l’Oglioâ€? ha come tema “La felicitĂ â€?. Come ricorda l’organizzatrice, nonchĂŠ presidente del festival, Francesca Nodari, la scelta del tema può sembrare una provocazione, in un contesto di grave crisi economica e sociale, quale quello che stiamo vivendo. L’essere umano, tuttavia, non rinuncia mai a indagare se stesso, a cercare di capire la sua natura, quindi a comprendere il modo per realizzarsi pienamente. Perciò la questione della felicitĂ  è sempre attuale, ed è una delle cifre del pensiero filosofico, a partire dai greci. Il primo relatore è stato Marc AugĂŠ, antropologo francese, giĂ  directeur d’etudes presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, attento studioso del mondo contemporaneo. La sua teoria filosofica di fondo, che egli usa come chiave di lettura

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gli individui non si guardano, non si aprono all’altro, ma sono chiusi nelle esigenze particolari, succubi del consumismo commerciale. Anche il mondo di internet è un non-luogo, perchĂŠ esso dĂ l’illusione di comunicare, di trasmettere messaggi, di avere a propria disposizione tutto e tutti; in realtĂ , in tale dimensione noi siamo soli, abbiamo a che fare solo con noi stessi e il computer diventa una sorta di proiezione della nostra misera individualitĂ , spesso usato solo in modo ludico. Sulla base di questa analisi, AugĂŠ afferma che oggi la felicitĂ  può diventare irraggiungibile. L’uomo vive in un mondo anonimo, “inautenticoâ€?, dove aumentano le illusioni di felicitĂ , ma dove la vera realizzazione umana diventa piĂš difficile. A tale riguardo, lo studioso ricorda i pericoli dei massmedia, che propongono modelli di vita falsi, illusori, ingannatori. Basti vedere la pubblicitĂ , che presenta scene di vita idilliache, con famiglie

perfette, con anziani gioiosi. In questo modo, noi rischiamo di alienarci in mondi vuoti, in non-luoghi, dove perdiamo di vista la nostra essenza autentica. Secondo AugĂŠ, anche nel passato ci sono esempi di uomini che s’illudono, che vagano alla ricerca di qualcosa; a esempio nei romanzi cavallereschi, il cavaliere parte senza una meta precisa. Però, cerca qualcosa, ha in mente un ideale, mentre oggi manca proprio la ricerca, la nostra vita rischia di perdersi nel vuoto, in un vagare sterile, insensato, disorientato, in cui seguiamo solo gli impulsi individuali, l’egoitĂ chiusa in se stessa, incapace di aprirsi agli altri. L’antropologo conclude, dicendo che ogni persona ha il diritto di essere felice. Questo è un fatto, che deve avere delle conseguenze, sia sul piano politico sia sul piano individuale. La politica deve impegnarsi di piĂš per favorire la vita sociale sana, il bene comune, i veri “luoghiâ€? di incontro

e di relazione e, nello stesso tempo, deve togliere tutti quegli ostacoli che possono compromettere la realizzazione umana. L’individuo deve agire, per costruire un’esistenza adeguata alle sue vere esigenze: esso deve capire meglio se stesso, per potersi realizzare nelle sue qualitĂ piĂš essenziali. Come afferma Aristotele, la felicitĂ  deve rispondere alla natura intima dell’uomo: essa è il fine che dobbiamo raggiungere per vivere da uomini, quindi secondo la nostra materia ma, soprattutto, secondo la nostra “formaâ€?, che è l’anima.

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‡ƒ–”‘‡Žƒ‹‘ —––‘’”‘Â?–‘’‡”‹ŽÂ?—‘˜‘ƒÂ?–‘†‡ŽŽ‡…‹…ƒŽ‡ Giunge alla sua 12ÂŞ edizione il Festival di teatro ragazzi e giovani Il canto delle cicale. Teatro, natura, estate, famiglie: queste le quattro parole chiave del Festival, che un pubblico in costante crescita ha imparato ad apprezzare. Anche quest’anno a farla da padroni saranno gli spettacoli: una trentina di appuntamenti serali dedicati ai bambini ed alle famiglie, ma pensati per piacere anche agli adulti, si dipaneranno in diverse localitĂ della provincia

di Brescia, la maggior parte situate tra Franciacorta e Sebino. Come novitĂ : un programma bilingue, a testimonianza di una vocazione sempre piĂš turistica del Festival ed un sito nuovo di zecca: www. cantodellecicale.it. Ancora una volta il Teatro Telaio offre una grande varietĂ  di proposte e nuovi luoghi da scoprire. Narrazioni, burattini, clownerie, spettacoli itineranti, animazioni per bambini piĂš piccoli e spettacoli piĂš “impegnativiâ€? per bambini piĂš

grandi, tutti pensati per permettere alle famiglie di trascorrere in maniera piacevole ed in compagnia le serate estive. La 12ÂŞ edizione del “Canto delle cicaleâ€? continua a occuparsi di ambiente naturale e territorio con la sezione Naturalmente Arte, che indaga in vario modo il rapporto tra teatro e natura. Il programma che si svilupperĂ dal 17 giugno al 17 luglio può essere consultato su www.cantodellecicale.it e su www. teatrotelaio.it.



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utto pronto per la seconda edizione del festival dialettale “Ure de maccâ€? dal 17 al 19 giugno. Un’edizione in evoluzione che vede l’ampliamento da una a due sedi: Palazzolo sull’Oglio e Montichiari. Il festival, organizzato da Voce Sas, il servizio assistenza sale della diocesi, prevede l’esibizione di gruppi di compagnie teatrali dialettali in 2/3 piazze e cortili dei centri storici dei due Comuni. Voce Sas oltre ad essere legata al cinema è l’espressione dell’attenzione diocesana verso il mondo teatrale e culturale oltre che cinematografico. Sono nove le compagnie, giunte da tutta la provincia che sono state selezionate con il bando pubblicato a marzo. A Palazzolo, il 18 maggio, si esibiranno la compagnia Scacciapensieri di Flero con “El Laureatâ€?, la compagnia Il grappolo di Preseglie con “Mitomèc ‘na preĂ huraâ€?, la compagnia La Pal di Urago d’Oglio con “La culpa del me

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saluteâ€? e la compagnia Rapoceldone di Carpenedolo con “DumĂ compese j-agnâ€?. Le piece teatrali si svolgeranno in cortili e piazze del centro dei due Comuni in contemporanea, in modo da animare le vie del centro e offrire una vetrina eccezionale al dialetto, alla sua espressione teatrale, di un teatro che parla di identitĂ  comuni. Soddisfazione per l’iniziativa sono arrivate da piĂš parti. “Siamo orgogliosi di aver tenuto a battesimo la prima edizione, lo scorso anno, del festival e ancora piĂš contenti − ha sottolineato Bruno Lancini assessore di Palazzolo − di ospitare la seconda; il dialetto della cultura bresciana nei luoghi che ancora risuonano di quelle parole che pare ancora di sentireâ€?. La gente potrĂ  spostarsi a piedi, con facilitĂ , vista la vicinanza dei luoghi, assistendo gratuitamente agli spettacoli proposti. L’attualitĂ  dei rapporti tra il dialetto e il teatro non assume solo una valenza artistica, ma anche antropologica e socio-culturale, traducendosi

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in progetti che promuovono i valori della persona umana, del dialogo, della solidarietĂ e della cittadinanza. “Un plauso e un ringraziamento alla diocesi e a Voce Sas per aver aggiunto anche Montichiari − ha detto Manuela Danieli, consigliere comunale monteclarense − nel festivalâ€?. L’apertura di “Ure de maccâ€? sarĂ  affidata a Giordio Zanetti venerdĂŹ 17 giugno nel cortile del palazzo comunale di Palazzolo con “Profondo nordâ€?. Info: www.vocesas.it. Scoccano le ore dei matti...

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Torna l’appuntamento con Acque e Terre Festival, una rassegna che dal 2005 a oggi si è radicata profondamente nel territorio, creando delle forti sinergie con istituzioni pubbliche, associazioni, e realtà private realizzando un fitto calendario di appuntamenti molto spesso unici per contenuto e inseriti, in contesti e paesaggi particolari, a volte sconosciuti al pubblico. Acque e Terre Festival nasce nel 2005 con l’intento di creare un legame significativo e stimolante fra l’ambiente, il territorio, la musica e il teatro. Un progetto che racconta la vita e le cultura delle genti bresciane e di altri popoli che comunque avvertono la necessità di mantenere viva la memoria delle proprie radici. Due le linee guida che hanno caratterizzato il

progetto fin dalla sua nascita: da un lato la proposta di concerti di musica etnico-popolare con contaminazioni tra sonorità mediterranee ed europee (musica celtica, occitana, gitana, flamenco...) e dall’altro lato il teatro, principalmente di narrazione, attraverso il quale Acque e Terre si è fatto anche produttore di cultura realizzando diversi progetti speciali. Anche la VII edizione si articola in due momenti: Viaggi di Acqua (dal 21 giugno al 17 luglio) e Memorie di Terra (provvisoriamente dal 26 agosto al 10 settembre). 16 gli appuntamenti che caratterizzano i Viaggi di Acqua, che vedrà un continuo susseguirsi di appuntamenti teatrali e musicali tutti a ingresso gratuito tranne quello di Ascanio Celestini. Il dettaglio su www.acqueterrefestival.it



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ÂŽÂ?—•‹…ƒŽ†‹‡–‡”ƒÂ?’‘”–ƒÂƒÂŽÂŽÇŻ •‘Žƒ…Š‡Â?‘Â?…ǯ° Si chiude domenica 12 giugno alle 21 con il musical su Peter Pan l’esperienza che ha visto coinvolti molti adolescenti e giovani nell’oratorio di Lumezzane Fontana. Il musical si svolgerĂ all’interno della chiesa parrocchiale, per l’occasione tramutata in un teatro, a sancire la particolaritĂ  dell’evento: l’ordinazione presbiterale del primo sacerdote della comunitĂ  in 70 anni di vita parrocchiale. Particolare motivo che ha portato diversi a riavvicinarsi all’oratorio e altri a

lanciarsi in una cosa mai provata prima: “Si è rivelata un’esperienza bellissima, in cui ho fatto cose che mai mi sarei immaginato di fareâ€? racconta Cristian, nel musical Peter Pan; Il protagonismo giovanile e la ďŹ ducia offerta loro dalla comunitĂ hanno portato questi ragazzi e giovani a scommettere su se stessi. Il musical, arricchito da alcune canzoni come “L’isola che non c’èâ€? o “Il rock di Capitan Uncinoâ€?, si è tramutato in un percorso, in un viaggio insieme per approfondire

relazioni, scoprire nuovi aspetti e, cosa da non sottovalutare, è divenuto concretamente un gruppo adolescenti dell’oratorio. Il teatro per andare oltre.“Interessante ritrovarsi con chi non vedevamo da un po’. Incontrarsi regolarmente − racconta Veronica, in arte Wendy − è diventato un punto di riferimento. Adesso che il musical è ďŹ nito mi chiedo cosa faròâ€?. Sull’ordinazione, motivo principale per il percorso, riassume l’idea di tutti: â€œĂˆ un modo per dirgli il nostro grazieâ€?. (m.t.)



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oncerti di straordinaria qualitĂ nella penultima settimana del Festival pianistico con due protagonisti d’eccezione: il pianista russo Boris Berezovsky e il direttore IvĂĄn Fischer alla testa della Budapest Festival Orchestra. GiĂ  apprezzato a Brescia in precedenti occasioni, Berezovsky può essere considerato la rivelazione di questo Festival in gran parte dedicato a Liszt. Nel recital di giovedĂŹ scorso Berezovsky ha avuto un approccio alla serata molto particolare, nel segno di una grande libertĂ , tanto da cambiare all’ultimo minuto alcuni dei brani in programma. Abbandonati i sei Lieder di Schubert trascritti da Liszt, sono stati inseriti il proibitivo secondo quaderno delle brahmsiane Variazioni su tema di Paganini, il terzo Scherzo e tre Valzer di Chopin, infine “La Valseâ€? di Ravel. Non si può immaginare un programma con un piĂš elevato coefficiente di difficoltĂ  tecnica, a maggior ragione se incastonato tra il Mefisto Valzer e sei Studi trascendentali di Liszt. GiĂ  sapevamo che queste imprese da “atleta della tastieraâ€? erano alla portata del supervirtuosismo del russo, ma ciò che ha impressionato è stata la sua capacitĂ  di entrare in comunicazione col pubblico, di emozionare con scelte interpretative ad alto rischio, di tenere un concerto appassionante dall’inizio alla fine, senza cadere nel

 

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Altra serata memorabile, all’altezza – per intenderci – del concerto inaugurale affidato a Daniel Harding, è stata quella di domenica 5 giugno con la Budapest Festival Orchestra diretta da IvĂĄn Fischer. Con la rara Suite di danze di BartĂłk, con il poco eseguito Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Liszt, infine con la popolare Sinfonia n. 5 di Ciajkovskij, l’orchestra ungherese si è confermata una delle compagini piĂš in forma sulla scena internazionale, cosĂŹ come il maestro Fischer rientra a pieno titolo fra i direttori piĂš sensibili e carismatici di questi anni. Nel secondo Concerto di Liszt ha debuttato al teatro Grande il giovane pianista croato Dejan Lazic, classe 1977. Grazie a un’ottima intesa tra solista e direttore, la sperimentale partitura lisztiana ha evidenziato la sua natura di “Concert symphoniqueâ€?, in cui il suono del pianoforte si integra nel tessuto orchestrale. Ma il momento piĂš emozionante della serata è giunto con l’esecuzione della Quinta Sinfonia di Ciajkovskij. Fra le tante gemme musicali, segnaliamo non solo la perfezione dei fiati dell’orchestra diretta da Fischer, ma anche la memorabile resa espressiva del secondo movimento. A conclusione di una serata cosĂŹ entusiasmante, l’orchestra di Budapest si è congedata con due bis: l’intermezzo da “Cavalleria rusticanaâ€? di Mascagni e una spiritosa Polka di Johann Strauss.

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un progetto del Distretto culturale di Valcamonica che intende attivare iniziative di valorizzazione e promozione turisticoculturali su “La leggenda di Carlo Magno nel cuore delle Alpi”. Un convegno svoltosi recentemente, ha presentato gli esiti di una ricerca multidisciplinare in proposito. Nel 774 re Carlo dona la vallata dell’Oglio ai monaci di Tours. I paladini del re – sostiene Roberto Andrea Lorenzi – sono nobili guerrieri che fomentano una nuova guerra per evangelizzare la Valcamonica. Il tema carolingio – secondo Mauro Pennacchio – fa apparire l’imperatore tra i sovrani esemplari (sanctus Karolus). L’aspetto più eclatante di uso politico della memoria di Carlo in Valcamonica si ha con l’affresco che rappresenta, presso il castello di Gorzone, un episodio tratto dalla leggenda, ove è agevole scorgere l’allusione al fatto che il potere, un tempo di Carlo Magno era legittimamente passato nelle mani della nobile famiglia Federici. La Leggenda – ritiene Marco Rizzi – è legata alla diffusione della pratica delle indulgenze e al connesso feno-

meno dei pellegrinaggi. La narrazione è stata scritta nella seconda metà del Trecento, poi malamente tradotta in latino – pensa Gianfranco Bondioni –, tra l’altro anche con gli intenti di creare una sorta di “ciclo carolingio della Valcamonica”. Del manoscritto (contenente la Leggenda), presente a Venezia nel museo Correr, si occupa Simone Signaroli. Gabriele Medolago prende in esame la ricerca archivistica e in particolare il rinvenimento di alcuni inediti della Leggenda più an-

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tichi di circa mezzo secolo di quelli sino a ora noti. Questo permette di dare per accertata l’esistenza di un Ciclo carolingio lombardo-trentino più ampio della Leggenda camuna. In ordine alle novità nel versante trentino della Leggenda dà ampia relazione Luciano Imperadori. Altri relatori si alternano, tra i quali Federico Troletti, Virtus Zallot, Pierfabio Panazza, Francesco Macario, Riccio Vangelisti, Alice Leoni, Enrico Cavada, Vito Rovigo.

 

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opo una stagione ricca di soddisfazioni, con una crescente partecipazione degli ascoltatori, Radio Voce presenta il nuovo palinsesto estivo con alcune interessanti novitĂ . Tutte le mattine, prima dell’immancabile rassegna stampa, il direttore editoriale don Adriano Bianchi proporrĂ  “Ogni giorno con teâ€?, la nuova rubrica di riflessioni di Giovanni Maria Bregantini. All’interno di Voce Mattina, in onda dal lunedĂŹ al venerdĂŹ alle 10, oltre ai tanti amici che ogni giorno si fanno compagnia via etere, torneranno i collegamenti con i grest della diocesi, iniziativa divenuta una piacevole consuetudine dell’emittente. Nei giorni di lunedĂŹ, mercoledĂŹ e venerdĂŹ sarĂ  possibile ascoltare in presa diretta il divertimento dei piĂš giovani bresciani, colti sul posto dall’inviato “specialissimoâ€? Fabrizio Gorni. Ogni martedĂŹ e giovedĂŹ alle 10.35 l’appuntamento sarĂ  con Gabriele, della libreria Paoline di Brescia, per conoscere i libri che potranno

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importanti eventi musicali e non solo dell’estate. Alle 21, dopo la pausa morbida di “Zona relaxâ€?, i radioascoltatori potranno seguire “Radio Voce greatest hitsâ€?, un programma non-stop con i successi italiani ed internazionali piĂš gettonati della play list. La lunga giornata in diretta terminerĂ con “Effetto notteâ€?, altro fiore all’occhiello dell’emittente, in onda dalle 22 alle 24 con musica, curiositĂ  e ospiti in studio. Quanto scritto in queste poche righe, è soltanto un piccolo assaggio di ciò che sarĂ  possibile ascoltare sintonizzandosi su Radio Voce, l’emittente “formato famigliaâ€?, ricca di proposte diversificate nei vari momenti della giornata. Per chi volesse seguire in streaming o desiderasse riascoltare specifici programmi ricordiamo il portale, costantemente aggiornato, radiovoce.it. Anche in questo periodo dell’anno sarĂ  bello leggere i messaggi degli ascoltatori in diretta, partecipando, insomma, a una sola grande famiglia, cosa che rende sempre orgogliosi.

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