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DEL POPOLO

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n° 5

Lode 2 di Francesca Bernacchia

“Quale vantaggio dalla mia morte, dalla mia discesa nella tomba? Ti potrà forse lodare la polvere e proclamare la tua fedeltà?” (Salmo 30,10). Il Salmo dice che dal buio non si leva la lode, né dalla morte. È per questo che vale la pena vivere: vedere frammenti di bellezza e poterli “dire” vale il percorso tortuoso di una vita, e la salva. È un autentico privilegio, del quale mi sento onorata. Tuttavia si potrebbe anche smentire il salmista, perché la lode è capace di vincere persino gli inferi. L’attimo prezioso è proprio quando lo sbocco della lode si alza dalle plaghe dell’inferno e della morte: non quella fisica, ma del cuore. Da dentro le sabbie più remote, o dagli anfratti più solitari e bui, dal confuso dei gemiti interiori che chiedono salvezza e amore, talora si leva – d’un tratto – un canto. Basta poco: una luce intravista, un lieve sussurro di nido, un pensiero che entra al fianco del dolore, ed ecco che sale. Non potrò mai ringraziare per tutti i ritorni di vita che ho sperimentato così.

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SETTIMANALE SETTIMANAL SETTIMANA ANAL DIOCESANO

FEDE - LEALTÀ - CORAGGIO

BRESCIA 4 FEBBRAIO 2011

Le piaghe d’Egitto Tutti i Paesi del Medio Oriente guardano interessati e preoccupati alla terra dei Faraoni dove il regime di Mubarak pare essere alle battute finali, sullo sfondo il rischio del fondamentalismo, ma anche la possibile svolta democratica


sommario Il fatto

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Giornata nazionale. Svolta culturale per la pienezza della vita

La paura non può essere senza speranza, né la speranza senza paura (Baruch Spinoza)

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Passirano: marcia della pace e celebrazione del Giorno del ricordo

a cura di Massimo Venturelli

Popoli e continenti È il lavoro la vera urgenza del Paese

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a cura di Massimo Venturelli

Ecclesia Giornata del malato. Siamo guariti dalle piaghe di Cristo

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di Maurizio Funazzi

Paesi e parrocchie Inaugurazione anno giudiziario. Molti nodi e poche certezze

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di Mario Nicoliello

Ghidoni: un maratoneta sulle nevi

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di Edmondo Bertussi

Vicini di casa, come cani e gatti

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di Mario Leombruno

PalaBrescia. Il Cipiesse porta i Pooh

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di Ricky Barone

Economia e lavoro San Valentino: festeggiarlo viaggiando

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Corsivo di Angelo Onger

Cultura e comunicazione La scelta del Vescovo: “Se le parole hanno un senso”

Fine settimana impegnato a Passirano. Sabato 29 gennaio il gruppo della Carità che coinvolge le parrocchie del capoluogo e delle frazioni, Camignone e Monterotondo, ha organizzato una cena povera (a base di riso, pasta e fagioli) per raccogliere fondi a favore dell’opera di sostegno delle famiglie in difficoltà. Nel pomeriggio di domenica 30 gennaio le tre parrocchie hanno invece organizzato una breve marcia della pace: il primo gruppo si è formato presso il Centro giovanile di Passirano e la manifestazione si è aperta con un momento di preghiera, poi si è aperto il corteo che ha raggiunto prima il monumento ai caduti per un altro momento di riflessione e preghiera e quindi è proseguito verso il cimitero di Passirano dove si sono aggregate le persone provenienti da Camignone. Il corteo è proseguito verso via Verdi, dove si sono affiancati i partecipanti di Monterotondo. Tutti insieme hanno raggiunto la Casa di accoglienza di Passirano, gestita dalle Suore Poverelle che accolgono temporaneamente persone in difficoltà. Qui si sono ripetute le preghiere e i canti, con letture di testi del Vescovo (dalla Lettera pastorale), di Madre Teresa di Calcutta e di altri. La manifestazione si è chiusa con il lancio dei palloncini. Sempre nel pomeriggio di domenica, nel teatro civico, l’Amministrazione comunale ha organizzato un incontro di introduzione al Giorno del ricordo che si celebra il 10 febbraio, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Nella circostanza il presidente nazionale dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia, Luciano Rubessa, ha percorso la storia degli eventi tragici che determinarono la morte di migliaia di persone (gettate appunto nelle foibe) e l’esodo di una intera popolazione privata di ogni risorsa. L’argomento è stato illustrato questa settimana anche nelle scuole passiranesi.

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di Elisa Bassini

Di questi tempi quando si parla di liti, tutti pensano alle zuffe dei politici. Ma se si litiga a Roma, non è che a Gorgonzola tutti sono tranquilli. Nel senso che, nel bene e nel male, la politica rispecchia la società e viceversa. Per dire, quante volte definiamo certe polemiche come “liti condominiali”? Non a caso perché gli scontri di condominio sono tantissimi e costano un sacco. Ogni anno muovono due milioni di cause civili che quasi sempre finiscono nel nulla. Oltre il 50% delle procedure civili riguarda il condominio, come confermano già da tempo le statistiche del ministero della Giustizia. Secondo i dati che i sostenitori dell’Associazione in difesa degli animali (Aidaa) hanno raccolto nei loro sportelli online, nel 2009 sono state almeno 26mila le liti condominiali in Italia scatenate da animali, circa 70 al giorno. Con casi

limite e quisquilie. Per esempio, sono state necessarie 8000 pagine di carte processuali per chiarire il conflitto tra una signora che alla periferia di Milano ha fatto causa alle 500 famiglie del suo condominio per via di tre gatti (il quarto nel frattempo era morto) che vivevano nel cortile. Tutti i condomini li tolleravano ma lei no: i peli entravano dalla finestra e le provocavano l’asma. Poi c’è il signore che vuole tenere un cavallo nel garage e quello che possiede 2000 piccioni viaggiatori che infastidiscono il proprietario della villa contigua. Cani, soprattutto, ma anche gatti, cavalli, piccioni, tartarughe sono causa di una lite tra vicini ogni 20 minuti e di queste almeno un quarto finisce in tribunale. Poi c’è il rumore irritante dei tacchi e quello delle lavatrici, il bucato gocciolante, i mozziconi gettati, le tovaglie sbattute, gli odori del sof-

Sport Calcio. Il Brescia torna a Iachini

LA VOCE DEL POPOLO

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di Mario Ricci

Cara Voce

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Buone notizie

editoriale

di Riccardo Moro

Voglia di cambiamento Brescia: ricordata l’epica battaglia di Nikolajewka

La sezione di Brescia dell’Ana ha ricordato il 29 gennaio ultimo scorso il 68° anniversario della epica battaglia di Nikolajewka, battaglia quasi interamente sostenuta dagli alpini della “Tridentina” che pur decimati dall’estenuante ripiegamento nella steppa, riuscirono ad aprire un varco nell’accerchiamento sovietico e ad aprire la strada verso la Patria ai resti del contingente militare italiano operante in Unione Sovietica. Le manifestazioni organizzate a carattere nazionale, e alle quali hanno partecipato alpini provenienti da ogni parte d’Italia, con la presenza del presidente nazionale dell’Associazione nazionale Corrado Perona, sono state turbate quest’anno dal ricordo della morte di un altro alpino nel lontano e inospitale Afghanistan e che là si trovava per una missione di pace tramutatasi ormai in guerra. Ma veniamo al programma delle varie manifestazioni: dopo un incontro con gli studenti delle scuole medie “Tridentina” e “Pascoli” gli alpini alle ore 14 si sono dati appuntamento alla scuola Nikolajewka dove, alla presenza di autorità civili e militari, si è svolta la commemorazione ufficiale. Poi nel salone Vanvitelliano ha avuto luogo l’evento culturale su un tema riguardante la campagna di Russia e il dramma dei prigionieri, illustrato dal reduce Carlo Vicentini. Le manifestazioni si sono concluse con l’onore ai Caduti in piazza della Loggia, la sfilata degli alpini, fanfara Tridentina in testa, sino al Duomo dove alle 17.30 è stata celebrata una Messa a suffragio di tutti i Caduti dal vescovo Luciano Monari. Messa resa ancora più suggestiva dalle note del coro alpino “Alte Cime”. E anche quest’anno Brescia si è tinta di verde stringendosi intorno ai suoi Alpini dimenticandosi forse almeno per un momento il clima avvelenato di questi ultimi tempi per gli echi dei fatti romani certo non edificanti. (Franco Panzerini)

fritto o quelli del curry, gli androni troppo pieni di piante o troppo vuoti, gli schiamazzi nel cortile o appena fuori. Ora la giustizia cerca di mettere un freno alle liti di condominio. Dal 20 marzo 2011 la mediazione extragiudiziaria diventa obbligatoria, ovvero chi non tenta l’accordo non può fare causa. La mediazione, infatti, è l’attività svolta da un soggetto imparziale (ovvero un organismo di conciliazione) per la ricerca di un accordo amichevole tra le parti o per l’individuazione di una proposta, di cui la conciliazione è poi l’atto conclusivo. Il processo di mediazione non potrà durare più di quattro mesi. L’entrata in vigore delle nuove norme risale al 20 marzo 2010, ma l’obbligatorietà scatta appunto a partire dal 20 marzo di quest’anno. Naturalmente la mediazione è condizione di procedibilità, ma nel caso le parti non si accordino la controversia potrà proseguire in tribunale. Nel caso si raggiunga con successo un accordo il vantaggio sta nel risparmio

Agenzia fotografica: Foto Eden Stampa: CENTRO STAMPA QUOTIDIANI Spa Via dell’Industria, 52 - 25030 Erbusco (BS) Tel. 030.7725511 - Fax. 030.7725566 Progetto grafico: Maurizio Castrezzati - Coop. La nuvola nel sacco Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 184 - 1/12/1961

e nella velocità dei tempi: quattro mesi. Secondo i contrari alla riforma, però, il tentativo di mediazione potrebbe rivelarsi invece una perdita di tempo. Sempre secondo i detrattori, inoltre, alla prima udienza del processo il giudice deve già cercare di conciliare le parti e certamente le considerazioni del giudice risultano ben più rilevanti rispetto alle proposte di accordo degli organismi privati. La soluzione del giudice dunque appare più ferma e solida. In ogni caso la riforma ha il chiaro obiettivo di scoraggiare chi intenta cause per futili motivi, ma anche di aiutare chi avrebbe un motivo serio, ma non se la sente di iniziare una causa civile. Comunque, secondo gli esperti, arrivare alla citazione non conviene, non soltanto per motivi finanziari e di tempo, ma soprattutto perché il comportamento illecito, nel frattempo, si perpetua. Meglio trovare una soluzione amichevole e cercare di essere tolleranti. Giusto. Tolleranti? Razza in via d’estinzione.

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FEDERAZIONE ITALIANA SETTIMANALI CATTOLICI

VOCE•MEDIA

“Vede questi carri armati?” dice una signora anziana, “hanno le armi puntate sulla folla. Se sparano, Mubarak è finito. Se non sparano, Mubarak è finito”. Questa frase rappresenta bene la situazione dell’Egitto di questi giorni. Dopo la Tunisia, la consapevolezza che cambiare è possibile si è diffusa al Cairo, dove la gente è scesa in piazza per provocare la fine del regime. In molti Paesi della regione vi è una forte disuguaglianza economica, con la popolazione povera e ingenti ricchezze monopolizzate dalle élite. Da molti anni quelle stesse élite controllano il potere: dal 1987 Ben Alì in Tunisia, dal 1981 Mubarak in Egitto, dal 1978 Ali Abdullah Saleh in Yemen, dal 1969 Gheddafi in Libia, solo dal 2000 Bashar al-Asad in Siria, succeduto al padre Hafiz al-Asad, che lo occupava dal 1971. Le manifestazioni di questi giorni, che stanno estendendosi allo Yemen, alla Siria, alla Giordania e all’Algeria, sono del tutto politiche e chiedono consapevolmente un cambiamento. Siamo di fronte all’ennesima lotta di potere che usa le folle per affermarsi? Il rischio c’è, ma rispetto a casi del passato oggi esistono tre differenze. La prima è l’interdipendenza data dalla globalizzazione. In Egitto è impossibile occupare il potere in spregio della democrazia senza conseguenze internazionali, con perdita di credito politico ed economico. La seconda sono i nuovi media gestiti direttamente dalle persone, che diffondono in tempo reale le informazioni, aggirando le censure del regime. La terza è il sistema di istituzioni multilaterali regionale. Pur con molti limiti, molti Paesi vittime di colpi di Stato sono stati accompagnati dall’Unione africana (Ua) negli ultimi anni verso approdi democratici. Simbolicamente proprio il neo presidente della Guinea Conakry, Alpha Condé, ha parlato a nome dell’Ua per raccomandare in Egitto libere elezioni. Si ha l’impressione, insomma, che sia sempre maggiore la consapevolezza che solo un percorso democratico può legittimare e sostenere un cambiamento. Lo stile non violento delle manifestazioni, che non è degenerato nemmeno di fronte ad un altissimo prezzo pagato in termini di vite umane, sembra confermare questa tendenza. Che ruolo giocano i fondamentalisti? Se dovessero affermarsi in Egitto cambierebbe l’intero equilibrio mediorientale e con esso quello mondiale. In Tunisia, un Paese laico con una condizione della donna particolarmente libera, la componente integralista non è stata al centro delle dinamiche. Per ora, in Egitto, tengono un profilo basso, riconoscendo El Baradey come interlocutore per trattare col governo. Proprio la figura di El Baradey ci permette una riflessione sulle vie di uscita della crisi. Con le manifestazioni, l’ex capo della Agenzia Onu per l’energia nucleare, che si è guadagnato la stima internazionale – e il premio Nobel per la pace – per l’indipendenza con cui ha gestito il dossier iraniano, è rientrato nel Paese. È forse l’unica persona oggi in Egitto che con la sua statura internazionale possa garantire credibilità nei rapporti internazionali, soprattutto con gli Usa. Il suo nome non era molto noto in casa, ma sta diventando popolare, soprattutto dopo la sua partecipazione alle manifestazioni notturne che hanno sfidato il coprifuoco. I prossimi giorni ci diranno se sarà lui a guidare il Paese o se cadremo nel buio dei Fratelli musulmani o di un militare. Infine circa le reazioni degli occidentali Netanyahu ha dichiarato il proprio sostegno a Mubarak, Obama ha raccomandato il rispetto dei diritti umani e la non violenza, Sarkozy, Merkel e Cameron hanno firmato un documento congiunto che chiede a Mubarak nuove elezioni. In silenzio il governo italiano.


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Il fatto

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Domenica 6 febbraio La Giornata nazionale

Svolta culturale per la pienezza della vita L’esistenza umana non è più minacciata solo nella fase nascente e in quella che volge al termine. Bambini, adolescenti e giovani sono esposti ai pericoli più subdoli. Serve un impegno che vada oltre la celebrazione di una singola giornata

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“Educare alla pienezza della vita”: è questo il tema che i Vescovi italiani hanno scelto per la 33ª Giornata per la vita che si celebra il 6 febbraio. Quella educativa, è l’incipit del messaggio, è una sfida a cui tutti sono chiamati, a partire dalle giovani generazioni da cui dipende la crescita di una cultura che accolga e custodisca la vita dal suo concepimento al suo termine naturale, anche quando è debole e bisognosa di aiuto. E proprio alle giovani generazioni va il pensiero di Saulo Maffezzoni, presidente del Movimento per la vita di Brescia che vede nella giornata del 6 febbraio l’occasione per allargare il campo delle riflessioni

a cura di Massimo Venturelli

sulla vita. “Istituzionalmente” il Movimento a Brescia come il tutto il Paese si occupa soprattutto di promozione della vita nella sua fase nascente. È un’attenzione che corre su un duplice binario: quello culturale e spirituale, affidato proprio al Movimento con le iniziative di preghiera per i bambini mai nati e le celebrazioni eucaristiche (il primo sabato e la prima domenica del mese al Vantiniano e al Santuario delle Grazie), con convegni, confronti, dibattiti e con la presenza nei corsi di preparazione dei fidanzati al matrimonio; e uno più operativo con le iniziative sostenute dal Centro per la vita che dà sostegno concreto alle

madri in difficoltà supportandole nella scelta di dare la vita al proprio figlio. C’è però un di più di impegno, riconosciuto anche dallo stesso Maffezzoni, che il messaggio per la giornata del 6 febbraio, chiede a chi si occupa di promozione e tutela della vita umana. “Dobbiamo ormai renderci conto – afferma il Presidente del Movimento per la vita di Brescia – che la vita debole non è solo quella nascente o quella che volge al termine”. Pensa, Maffezzoni, ai bambini, agli adolescenti, ai giovani che sono minacciati da una visione negativa della vita che viene avanti nella mentalità corrente e che è sostenuta anche dall’azione dei mass

media. “Educare alla pienezza della vita così come chiedono i Vescovi – continua il presidente – implica uno sforzo condiviso per cercare di sanare tutto ciò che è negativo, per rimettere in primo piano ciò che è bello, buono e santo a partire dal rapporto tra uomo e donna”. Un rapporto che sta alla base della vita e che oggi più che mai sembra banalizzato e strumentalizzato. “Così come la vita nascente e quella terminale sono deboli perché costantemente sotto minaccia da parte di chi vorrebbe manipolarle – afferma Maffezzoni –, allo stesso modo la vita dei giovani e giovanissimi va tutelata, perché sempre più soggette a minacce

Esperienze

Gaetano Chirico: la scelta di campo del neonatologo Favorire la vita, soprattutto quando è debole e bisognosa di aiuto è uno, forse il più importante, degli inviti contenuti nel messaggio che i Vescovi italiani hanno pensato per la giornata del 6 febbraio. L’invito è per le parrocchie e i movimenti un’occasione di riflessione. Che significato assume, invece, per chi tecnicamente ogni giorno si misura con la vita debole, indifesa? La domanda è stata posta a Gaetano Chirico, direttore dell’unità operativa di neonatologia e terapia intensiva neonatale dell’ospedale dei bambini del Civile di Brescia. “Quotidianamente – afferma il medico – i nostri piccoli pazienti ci portano a confrontarci con quel sottile limite che divide la vita dalla morte, un confronto che mette in gioco non soltanto aspetti tecnici ma anche questioni etiche, morali e religiose”. Quando a un neonatologo come il dott. Chirico vengono affidati neonati con gravi malformazioni o caratterizzati da immaturità estrema (soprattutto se nati prima del limite dei sei mesi di gestazione) è evidente che la

risposta più semplice da dare è quella tecnica. “Ci troviamo molto spesso ad affrontare – afferma ancora il direttore dell’unità operativa – grandi discussione sui limiti di sopravvivenza e sugli interventi da mettere in pratica”. Discussioni e confronti che non distraggono comunque il neonatologo dallo schierarsi sempre per la vita, per garantire anche al più critico fra i piccoli pazienti la seppur minima possibilità di sopravvivenza. “Ovviamente – puntalizza Gaetano Chirico – si tratta di casi limite a cui comunque va garantiita sino in fondo la possibilità di farcela”. Non per questo chi opera nel campo della neonatologia non sa cogliere il limite oltre il quale tutto ciò che si può mettere in campo per la chance di vita sconfina nell’accanimento terapeutico. “In questo cosa – ricorda ancora il medico – è fondamentale il confronto con i famigliari, con il loro sentire, con la loro espressione religiosa”. Quella pienezza della vita richiamata dei Vescovi è per Gaetano Chirico una conferma del proprio agire quoti-

diano. “Il contenuto del messaggio per la Giornata della vita – afferma il Direttore dell’unità operativa di neonatologia e terapia intensiva neonatale dell’ospedale dei bambini del Civile – sfonda una porta aperta perché siamo schierati per la vita, anche quando le speranze sono ridotte al minimo. Ogni sforzo compiuto all’interno della nostra unità operativa è indirizzato proprio a garantire la pienezza della vita a piccoli pazienti che ci sono affidati in condizioni di estrema sofferenza”. Aiutare la vita quando è debole e bisognosa di assistenza, come richiamano i Vescovi, sembra essere in sostanza la mission di chi, come Gaetano Chirico, ha scelto la disciplina della neonatologia. “Quanto più un nostro piccolo paziente è debole e indifeso tanto più diventa alta la soglia della nostra attenzione e della nostra cura nei suoi riguardi. Anche se piccolissimi, affetti da gravi patologie e da forte immaturità i nostri pazienti – conclude Gaetano Chirico – sono comuque delle persone a cui garantire il massimo del rispetto e una possibilità di vita”


LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

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Il Movimento per la vita della Valtrompia

Da 30 anni una incondizionata difesa della vita più debole Sono passati 30 anni da quel 30 gennaio 1981 in cui 12 persone si presentavano a un notaio per costituire il Movimento per la vita Valle Trompia. Erano i tempi del dibattito sull’aborto, quando prima il Parlamento e poi un referendum popolare riconobbero a maggioranza come diritto della madre la scelta di accogliere o eliminare il bambino da lei concepito. Si diffondeva in tal modo anche in Italia quella che Giovanni Paolo II definì una “cultura di morte”. Il Movimento per la vita valtrumplino sceglieva di tutelare il diritto a nascere dei più deboli e senza voce e di difendere il valore primario della vita in tutte le altre situazioni di disagio e di debolezza. I primi tempi del Movimento furono pieni di fervore e di iniziative, dalla accoglienza in affido di bambini in difficoltà a importanti eventi culturali. Il tempo è passato, i soci sono quasi tutti cambiati, eppure, anno per anno, il Movimento ha continuato a dare la sua piccola eppure preziosa testimonianza: con la Veglia della Giornata per la vita a Gardone V.T., un paio di eventi culturali (una conferenza e talvolta la proiezione di un film), la processione e S.Messa per la vita alla Stella l’8 settembre. Inoltre, nella misura delle sue modeste possibilità, ha aiutato alcune madri in difficoltà. In occasione del 30° ha poi voluto valorizzare la maternità che dona la vita offrendo alle partorienti nell’ospedale di Gardone un biglietto di congratulazioni e recando un dono simbolico alla prima puerpera del 2011, una gentile signora di Lumezzane. Iniziandosi il decennio dedicato dalla Cei all’educazione, ha anche proposto ad alcuni insegnanti di collaborare nel trasmettere e testimoniare alle nuove generazioni l’amore per la vita. Si ricorda infine che la Veglia della Giornata per la vita 2011 di sabato 5 febbraio sarà presieduta da mons. Monari e inizierà alle ore 20 con la benedizione dei malati nell’ospedale di Gardone V.T. per poi recarsi processionalmente alla basilica di S.Maria degli Angeli per l’omelia del Vescovo e le preghiere conclusive.

pressioni tanto subdole quanto pericolose”. Per questo, evidenzia ancora il Presidente del Movimento per la vita di Brescia, non ci si può limitare alla celebrazione di una sola giornata (“per altro dimenticata anche da tante parrocchie” afferma Maffezzoni). Serve, come richiesto anche dai Vescovi, una svolta culturale trasversale, che metta insieme le istituzioni e la gente comune; “un impegno che sia di tutti – afferma Maffezzoni – e supportato anche da stili di vita praticati e non soltanto annunciati, a partire da un modo di intendere il rapporto tra uomo e donna, fonte della vita nascente, che smetta di essere banalizzato”.

La giornata in diocesi Sono gli Uffici diocesani per la pastorale famigliare e della salute e il Movimento per la vita i promotori delle iniziative con cui la diocesi di Brescia celebra la Giornata per la vita. Il 3 febbraio scorso il vicario generale Mascher ha fatto visita al dipartimento di ostetricia della Poliambulanza. Per sabato 5 febbraio sono in programma la preghiera per i bambini mai nati al Vantiniano (15.30). Il giorno successivo, alle 16, la Messa per la vita al Santuario delle Grazie presieduta dal vescovo Monari.

La beatificazione di Chiara Luce Badano

Verolavecchia

Il capolavoro luminoso di Chiara Luce Badano

Gaetano Chirico

La fotografia del suo volto pulito e sorridente racconta tante cose di lei. Era una ragazza felice e spensierata Chiara Badano, classe 1971, di Sassello in provincia di Savona. Guardava al futuro con ottimismo, aveva tante ambizioni e tanti progetti. Con i Gen, i giovani del Movimento dei Focolari, voleva fare la rivoluzione, quella del Vangelo. Poi, a diciassette anni, la diagnosi di un male che non lascia scampo. La risposta di Chiara è un atto d’amore e di fede: “Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch’io”. E così affronta il dolore e le cure, accompagnata dai genitori e dagli amici. Muore il 7 ottobre del 1990 ma la sua testimonianza continua a portare frutti inaspettati e sorprendenti. Il Vescovo di Acqui Terme apre la causa di beatificazione che si chiude Il 25 settembre 2010 prima nel Santuario del Divino Amore e poi nella Basilica di S. Paolo a Roma. La sua storia è stata scelta dalla parrocchia e dall’oratorio di Verolavecchia per dare solennità alla “Festa della vita”. Sabato 5 febbraio, alle ore 21, nel teatro Montini (ingresso gratuito), il Gruppo Diapason proporrà un incontro-concerto che ripercorrerà la vita della giovanissima beata. “Una speranza – spiega il Gruppo Diapason – che continua a conquistare il cuore di tanti, dei giovani in modo particolare, ma anche di chi è giovane dentro”.


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Opinioni

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

di Luciano Pace

di Mariangela Ferrari

Scuola

Laicato

Il maestro interiore

In debito di futuro Ha avuto risonanza la prolusione del card. Bagnasco all’ultima convocazione del Consiglio permanente della Cei. Era attesa per i giudizi riguardanti le ultime inqualificabili vicende della cronaca “politica” e soltanto di questi hanno riferito i media. L’affondo critico dei Vescovi è però molto articolato: stimola un esame di coscienza e un orientamento di impegno che ci riguarda tutti direttamente. Siamo di fronte a una triplice prolungata emergenza: economica, morale, educativa. Le contraddizioni insite nei mondi sociali emergono con stridente evidenza: la scuola, l’università, la cultura anziché essere incentivati subiscono tagli; a fronte di una sempre più ampia disoccupazione giovanile, cresce il numero di chi ha un doppio lavoro o lavora da pensionato; ci si lamenta per il “fango” che emerge dai comportamenti dei nostri governanti, ma non si ha la forza dell’indignazione e si digerisce tutto, forse perché ormai assuefatti da quanto ingoiato in troppi programmi televisivi volgari. E nocive sono sia la rassegnazione che la leggerezza. Alcune prospettive precise, e anche molto concrete, da prendere in seria considerazione, ci vengono proposte dalla Cei. È necessaria, come prima indicazione che tocca direttamente i comportamenti personali, una conversione alla sobrietà e alla solidarietà negli stili di vita, per cui va messo a disposizione di tutti ciò che si è abituati a considerare di nostra esclusiva disponibilità, alimentando una cultura del “noi” che infrange l’individualismo diffuso. Occorre poi alimentare “un’alfabetizzazione etica”, come recupero di motivazione dentro un orizzonte convincente e come rettitudine morale in tutte le azioni (“chi fa il furbo non va ammirato né emulato”, “è il momento di pagare le tasse che la comunità impone e nessuno è autorizzato ad autodecretarsi il livello fiscale: il settimo comandamento resiste con tutta la sua intrinseca perentorietà anche in prospettiva sociale”, “perseguire un successo basato sull’artificiosità, la scalata furba, il guadagno facile, l’ostentazione e il mercimonio di sé, rappresentando in modo fasullo l’esistenza, è contribuire a un disastro antropologico”). E questa rettitudine è da praticare e da divulgare in opposizione a una mentalità che si è insinuata in troppe persone. Inoltre urge uno sguardo al futuro, sentito come responsabilità collettiva verso le nuove generazioni. La sfida educativa non riguarda infatti solo i genitori, gli insegnanti, le agenzie educative: “bisogna convincersi con una maggiore risolutezza che la società nel suo complesso è chiamata a essere comunità educante”. Siamo in debito nei confronti dei giovani, “in debito di futuro”. Può il laicato cattolico sottrarsi a questo compito? Non ne deve essere piuttosto primo animatore?

Padre Pio 3 giorni, 2 notti 01/01-31/12 Fatima e Lisbona 5 giorni, 4 notti 01/01-31/12 Assisi 3 giorni, 2 notti 03/01-31/03 e 01/07-07/08 01/04-29/05 e 05/09-23/10 08/08-04/09 e 30/05-30/06

Qualche studente mi ha suggerito di scrivere alcune riflessioni sul perché un buon insegnante dovrebbe “negoziare” con gli alunni che incontra il suo modo di far lezione. Una motivazione molto immediata dipende dal riconoscere che mai un insegnante si trova davanti una classe “standard”. Perciò stesso è didatticamente fittizio immaginare di insegnare la propria disciplina pensando di trovarsi di fronte in ogni classe delle “entità umane indistinte” piuttosto che degli studenti reali è sempre diversi gli uni dagli altri. Tuttavia, accogliendo questa richiesta più in profondità, vorrei trascrivere alcuni pensieri di Sant’Agostino sulla questione contenuti nel suo dialogo intitolato “Il maestro”. Egli scrive: “I maestri si impegnano forse perché siano intesi e tenuti a mente i loro pensieri anziché le discipline che pensano di trasmettere parlando? E chi è così curiosamente sciocco da mandare suo figlio a scuola per imparare ciò che pensa il maestro? Piuttosto, quando i maestri hanno spiegato, tramite le loro parole, tutte le discipline che si impegnano ad insegnare, compresa quella della virtù e della sapienza, allora i cosiddetti discepoli considerano dentro di sé se sono state loro dette parole vere, guardando alla loro verità interiore, per quanto possibile alle loro forze. È solo allora che apprendono e, scoprendo che sono state dette cose vere dal confronto con il loro maestro interiore, pronunciano delle lodi senza sapere che non stanno lodando tanto i loro docenti” (Agostino da Ippona, “De magistro”, 14). Il motivo principale per cui un buon docente sa conciliare la sua proposta didattica con i bisogni di apprendimento di studenti reali dipende dalla sua conoscenza della natura stessa del processo di apprendimento. Infatti, un insegnante sa che qualsiasi reale processo di apprendimento compiuto da un suo studente non potrà mai essere la semplice ripetizione pedissequa ed irriflessa di ciò che egli pensa e dice nelle lezioni. Il pappagallismo scolastico non è segno di apprendimento, ma anticamera dell’ideologia. Al contrario, è solo l’interiorizzazione di conoscenze giudicate vere, chiare e distinte dallo studente che può indicare l’esistenza di un suo effettivo processo di apprendimento. Tale interiorizzazione, come rileva Agostino, avviene nell’autonomo, critico e continuo confronto da lui operato fra ciò che gli insegna un docente esteriore e ciò che gli attesta il suo “maestro interiore”, ovvero il suo razionale e libero intelletto agente. Negoziare la propria didattica significa, in definitiva, facilitare negli studenti il sorgere di quest’opera di confronto per abilitarli a giudicare in autonomia “come stanno le cose in se stesse” nella realtà.

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LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Popoli e continenti venturelli@lavocedelpopolo.it

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Istat Preoccupanti i dati sull’occupazione

È il lavoro la vera urgenza del Paese È questo il tema principale dettato da una crisi che non accenna a vedere la fine. I dati diramati, seppur provvisori, non inducono all’ottimismo

I

a cura di Massimo Venturelli

Il tasso di disoccupazione registrato in Italia a novembre del 2010 è stato dell’8,7%, il top dal 2004. Lo dice l’Istat in una nota, in cui sono riportate le stime provvisorie. Sulla base delle informazioni finora disponibili, si legge infatti nel comunicato, il numero di occupati a novembre 2010 (dati destagionalizzati) risulta in aumento rispetto a ottobre dello 0,2 per cento e dello 0,1 per cento rispetto a novembre 2009. Il tasso di occupa-

zione, pari al 56,8 per cento, risulta in crescita di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e in riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta in diminuzione dello 0,4 per cento rispetto ad ottobre e in aumento del 5,3 per cento rispetto a novembre 2009. Il tasso di disoccupazione, pari all’8,7 per cento, diminuisce rispetto a ottobre di 0,1 punti

percentuali; in confronto a novembre 2009 il tasso di disoccupazione registra un aumento di 0,4 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 28,9 per cento, con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti percentuali rispetto a novembre 2009. A novembre 2010 il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni aumenta dello 0,1 per cento rispetto a ottobre e dello 0,6 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il tasso di inattività, pari al 37,8 per cento, è invariato rispetto al mese precedente e in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a novembre 2009. A novembre 2010 l’occupazione maschile diminuisce dello 0,1 per cento rispetto al mese precedente e dello 0,8 per cento rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente. L’occupazione femminile aumenta dello 0,7 per cento rispetto a ottobre e dell’1,4 per cento su base annua. Il tasso di occupazione maschile risulta pari al 67,4 per cento, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,7 punti percentuali negli ultimi dodici

mesi. Il tasso di occupazione femminile a novembre 2010 è pari al 46,3 per cento, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a ottobre e di 0,4 punti percentuali rispetto a novembre 2009. La disoccupazione maschile risulta in diminuzione del 2,1 per cento rispetto al mese precedente e in aumento del 5,5 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il numero di donne disoccupate aumenta dell’1,5 per cento rispetto a ottobre e del 5 per cento rispetto a novembre 2009. Il tasso di disoccupazione maschile è pari al 7,8 per cento, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre e in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto a novembre 2009. Il tasso di disoccupazione femminile è pari al 10 per cento, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,3 punti percentuali su base annua. Gli uomini inattivi aumentano dell’1,2 per cento tra ottobre e novembre 2010 e del 2,5 per cento su base annua; il numero di donne inattive risulta in diminuzione dello 0,5 rispetto a ottobre e dello 0,4 per cento rispetto a novembre 2009.

Commenti

La preoccupazione generale e particolare della Cisl “I dati Istat sull’occupazione relativi al mese di novembre confermano che la disoccupazione si è stabilizzata all’8,7%, su livelli che restano preoccupanti, pur se al di sotto della media europea, ancora sopra il 10%”. È quanto afferma in una nota Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl. “Non tutti gli andamenti sono univoci – continua Santini – risultano in lieve aumento il numero degli occupati, dato incoraggiante, ma anche quello degli inattivi, a testimonianza delle difficoltà nell’accesso al lavoro. Due però appaiono i dati estremamente negativi: l’ulteriore esplosione del tasso di disoccupazione giovanile che raggiunge l’apice mai toccato del 29%, con un aumento dell’1% rispetto al già alto tasso registrato nel mese di ottobre 2010 e l’aumento dell’1,5% delle donne disoccupate rispetto al mese precedente (pur se temperata grazie alla crescita delle donne occupate e dal conseguente calo delle donne inattive)”. La Cisl, prosegue ancora Santini,

“registra con interesse la notizia che il Governo si appresta a riunire una task force per l’occupazione giovanile perché è necessario passare dagli appelli all’azione concreta”. “Tutti gli attori (Governo, Parlamento, Regioni, parti sociali, scuola ed università) – continua Santini – devono fare la loro parte per promuovere l’accesso al lavoro dei giovani attraverso il rilancio con intese specifiche, settoriali e regionali dell’apprendistato, il credito di imposta per l’assunzione di giovani e donne al Sud, il rafforzamento delle politiche di placement, rafforzando l’orientamento e incontro domanda/offerta mirate e finalizzati all’inclusione dei giovani nel mercato del lavoro, l’estensione degli ammortizzatori sociali e delle prestazioni di welfare anche con il contributo della bilateralità in forma sussidiaria”. “Queste misure – conclude Santini – possono e debbono essere promosse in tempi brevi. Non è tempo di scontri ideologici, ma di azione concreta. I giova-

ni non siano più oggetto di polemiche strumentali ma diventino, attraverso politiche adeguate e con il loro impegno attivo, soggetti che contribuiscono, affrontando insieme le proprie necessità, ad un rilancio di speranza per il loro futuro e per quello del nostro Paese, come continua a sottolineare il Presidente della Repubblica”. Quello della disoccupazione giovanile che non accenna a trovare una soluzione è uno dei temi su cui è più volte tornata anche la Cisl bresciana. Renato Zaltieri prima e il nuovo segretario generale Enzo Torri poi hanno più volte denunciato questo dato come uno dei nodi più critici della crisi in corso. Un nodo, sostengono in via Altopiano d’Asiago, che tocca alla politica e alle istituzioni affrontare con serietà, pena il protrarre nel tempo, con conseguenze pesanti, gli effetti di una crisi che in molti dicono superata ma che, anche nel Bresciano, tiene ancora in stallo molte realtà.


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Popoli e continenti Mondo

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Egitto Continuano le proteste

Tutto il Paese spinge Mubarak all’addio Le manifestazioni hanno ormai assunto dimensioni generali, nonostante le aperture del Presidente per una sua uscita di scena. La comunità internazionale preoccupata per un eventuale ascesa del fondamentalismo islamico

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La comunità internazionale segue con preoccupazione l’ondata di proteste che da giorni sta infiammando l’Egitto e che ha già causato centinaia di vittime. L’Unione europea, attraverso l’alto rappresentante della politica estera della Ue, Catherine Ashton, ha ribadito il proprio sostegno alla transizione democratica in Egitto senza però interferire sulle scelte del popolo che dovranno compiersi liberamente attraverso elezioni. Israele, invece, ha invitato i governi europei e gli Stati Uniti ad appoggiare Mubarak nell’interesse dell’Occidente e del Medio Oriente. L’Egitto, infatti, ha sempre

a cura di Massimo Venturelli Proteste di piazza contro il presidente Mubarak

avuto un ruolo importantissimo di mediazione nell’area mediorientale e Usa e Israele in testa temono che una deriva fondamentalista potrebbe compromettere molti dei faticosi equilibri raggiunti. Le preoccupazioni internazionali non sembrano però incidere in maniera significativa sul fortissimo movimento popolare che chiede la fine dell’era Mubarak, il presidente ormai in carica da quasi un trentennio. Il varo di un nuovo governo prima e l’annunciata uscita di scena, poi, non hanno fermato le proteste di piazza contro il Presidente. Il Movimento 6 aprile, ispiratore della rivolta, ha lan-

ciato uno sciopero generale a tempo indeterminato fino a quando non verranno accolte le richieste dell’opposizione che invoca in primis le dimissioni del presidente. Sfidando il coprifuoco, migliaia di persone stanno continuano ad affollare il centro del Cairo e delle altre grandi città egiziane. Il Paese, nel frattempo, è caduto nell’insicurezza. La tv pubblica egiziana ha dato notizia del blocco totale del traffico ferroviario, mentre è andato aumentando il caos all’aeroporto del Cairo. Molti tour operator hanno sospeso i viaggi nel Paese e diversi Stati hanno avviato il

rimpatrio di personale diplomatico e turisti. Sempre più numerosi vanno facendosi anche i saccheggi presso i siti archeologici. 4000 sarebbero, secondo fonti governative, le persone arrestate per questo genere di reato. Progressivamente la censura ha messo il bavaglio alle comunicazioni. Il seguitissimo canale satellitare panarabo al-Jazeera è stato progressivamente oscurato, così come la rete di internet e le comunciazioni telefoniche. La situazione di totale caos in cui versa l’Egitto è confermata all’agenzia Misna anche da alcuni missionari che vivono nella capitale.

Riccardo Bertoli, direttore generale di Brevivet

Preoccupazione per una situazione che, ad oggi, non presenta vie d’uscita Tra chi guarda con preoccupazione alle proteste in atto in Egitto ci sono anche tanti tour operator italiani. Il Mar Rosso, i siti archeologici e le crocere sul Nilo sono infatti mete che richiamano ogni anno centinaia di migliaia di turisti italiani. Altrettanto preoccupata è Brevivet, l’organizzazione leader nel campo del turismo religioso e dei pellegrinaggi che ogni anno programma in Egitto circa 30 gruppi. Anche se meno significativo per numero di pellegrini rispetto alla Terra Santa, l’Egitto è sempre stato una delle mete più importanti nelle programmazioni dell’organizzazione di via Monti. Il Paese nordafricano è sempre stato un passaggio fondamentale di quel turismo che ha portato centinaia di migliaia di pellegrini alle radici della fede. Più che giustificate, dunque, in queste sono le preoccupazioni dei vertici di Brevivet. “Siamo costantemente in contatto con i nostri corrispondenti egiziani – afferma al proposito Riccardo Bertoli, direttore generale di Brevivet – per avere in tempo reale l’evoluzione della situazio-

ne”. Nel collegamento quotidiano con il Paese in questi giorni teatro di imponenti manifestazioni di piazza c’è anche la volontà, come sottolineato da Bertoli, di trasmettere ai partner egiziani una vicinanza non solo di facciata. “In attesa di capire l’evoluzione degli avvenimenti – prosegue il direttore generale di Brevivet – abbiamo sospeso in via precauzionale la nostra programmazione sull’Egitto”. Una programmazione importante, che prevede la proposta di pellegrinaggi sul Sinai (in abbinamento con la Terra Santa), tra i monasteri copti, sulle orme di Mosè dall’Egitto alla Giordania. “Dal contatto praticamente quotidiano con quelli che sono i nostri interlocutori in Egitto – sono ancora considerazioni di Bertoli – ci giunge il resoconto di una situazione di estrema confusione di cui, ad oggi, non si vedono ancora praticabili vie d’uscita”. In ottemperanza a una direttiva diramata dalla Farnesina che nei giorni scorsi, in considerazione della situazione egiziana, ha sconsigliato qualsiasi viaggio non dettato da ragioni di

urgenza in Egitto anche Brevivet ha deciso, come già ricordato, si sospendere temporaneamente le partenze dei propri gruppi per le mete egiziane. La situazione che è andata creandosi in Egitto ha costretto l’organizzazione di via Monti a pensare a soluzioni alternative per i pellegrini che avevano scelto l’Egitto. “La nostra organizzazione – afferma al proposito Riccardo Bertoli – ha la massima disponibilità a rimodulare i programmi stabiliti”. I pellegrini potranno così riprogrammare il proprio viaggio in Egitto più avanti nel tempo, in attesa che la situazione del Paese si normalizzi, oppure potranno scegliere tra le altre destinazioni presenti nel catalogo Brevivet. C’è un ultimo aspetto che Riccardo Bertoli sottolinea. “La cancellazione e il blocco della partenze sono misure – afferma – che Brevivet ha messo in atto soltanto nei confronti dell’Egitto. Proseguono, invece, senza alcun problema le programmazioni sulla Terra Santa e sugli altri Paesi del Medio Oriente” altre mete cardine tra le proposte di Brevivet.


LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

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Padre Pizzaballa

Dall’Egitto segnali importanti per tutto il Medio Oriente

“Quanto più il caos e il disordine per le strade del Cairo proseguono – ha affermato all’agenzia stampa padre Giovanni, un missionario comboniano – tanto più il regime ha da guadagnarci. Nonostante la buona volontà di molti, la prospettiva di una città di 20 milioni di abitanti fuori controllo spaventa e costringerà, presto o tardi, l’esercito ad agire”. Notizie analoghe sono state confermate alla Misna anche da missionari presenti in altre città egiziane. Il timore è che il prolungarsi della protesta possa provocare pesanti ripercussioni sull’economia e sulla stabilità del Paese.

Il monastero di Santa Caterina sul Sinai

Chi è Mubarak

Al potere dal 1981 L’attuale presidente egiziano Hosni Mubarak, in carica ormai da quasi trent’anni, è stato fra i maggiori fautori, all’interno del mondo arabo, di una riconciliazione con l’Occidente e di una risoluzione di pace con Israele. All’età di 22 anni si arruola nell’aeronautica. Ci rimarrà per altri 22, un periodo in cui avrà modo di intraprendere una carriera militare che gli permetterà di arrivare ai vertici delle gerarchie delle forze armate. Durante gli anni della presidenza di Anwar Sadat ricopre incarichi militari e politici: oltre ad essere il più stretto consigliere dello stesso presidente egiziano, viene nominato viceministro della guerra e, nel 1975, vicepresidente. Il 13 ottobre 1981, una settimana dopo l’uccisione di Sadat, viene eletto presidente dell’Egitto. Sul piano internazionale si propone come uno dei più convinti sostenitori di quella pace agognata che in molti auspicano per il Medio Oriente. È sul fronte interno, però, che Mubarak, a partire dal 1999, conosce maggiori difficoltà con la progressiva eliminazione di ogni opposizione. Per questo motivo, riceve pesanti critiche come mai si era verificato in precedenza in Egitto. I suoi avversari contestano i risultati della sua politica, in particolare l’alto tasso di disoccupazione e i sempre più stretti legami con Israele.

C’è un intento di conoscenza e dialogo tra i popoli a fondamento del Calendario Massolini, nato nel 1989 dal sodalizio tra l’imprenditore bresciano Giovan Battista Massolini e il padre francescano e archeologo Michele Piccirillo. Non è soltanto una raccolta di belle immagini – frutto, fin dal primo esemplare, della passione di un professionista come Basilio Rodella – ma quasi un libro da appendere, ricco anche nella parte testuale, che ha trasportato in questi anni dalla Giordania alla Siria, dall’Egitto a Etiopia e Turchia, in cerca dei segni della presenza cristiana nei Paesi d’Oriente. Dopo la morte di Massolini, nel 1996, l’impresa è proseguita a cura dell’associazione culturale a lui intitolata, presieduta da Giampietro Rigosa. Padre Piccirillo è scomparso nel 2008. Il calendario però non si è fermato, e la settimana scorsa al Centro pastorale Paolo VI è stata presentata l’edizione 2011, dedicata a Gerusalemme. Ospite di rilievo della presentazione è stato padre Pierbattista Pizzaballa, dal 2004 Custode di Terra Santa, autore per il calendario di una lunga introduzione dedicata alla città e ai cristiani che vi risiedono. Insieme a lui è intervenuto don Flavio Dalla Vecchia, docente di Sacra Scrittura all’Università Cattolica di Milano. L’incontro, coordinato dal vicedirettore del “Giornale di Brescia” Claudio Baroni, ha toccato inevitabilmente temi di attualità, partendo dalla rivolta degli egiziani contro il regime di Mubarak: “Si aprono prospettive interessanti”, ha commentato padre Pizzaballa, “speriamo in una direzione di crescita”. Quello che sta accadendo in Egitto, sotto la spinta di un movimento di popolo, è secondo il religioso francescano fondamentale per l’intero Medio Oriente islamico. In Occidente si guarda con preoccupazione al fondamentalismo: “In Egitto – dice il padre francescano – i Fratelli Musulmani non sono l’agente principale della rivolta. E l’islam non è monolitico, vive una forte dialettica interna”. La condizione della Terra Santa, in quest’area geografica, è del tutto particolare. “È il luogo che rende tangibile la memoria dei cristiani: Gerusalemme è il simbolo della nostra vita di fede, una sorta di ottavo sacramento al quale tutti – cristiani, ebrei e musulmani – hanno voluto nei secoli legarsi anche fisicamente”. Le fonti di preoccupazione nascono oggi dall’esiguità della presenza cristiana e dalle tensioni legate al conflitto israelo-palestinese. I cristiani sono meno del 2% della popolazione, tentati di abbandonare una vita fatta di instabilità e prospettive limitate: “Restare a Gerusalemme – scrive Pizzaballa – richiede una duplice testimonianza per la nostra gente: alla propria fede e alla propria terra”. La pace, poi, appare lontana: “Servono compromessi che i leader politici di questa generazione ferita non sono in grado di far accettare”. Una cosa è comunque certa: l’eventuale accordo tra israeliani e palestinesi “dovrà prevedere anche l’autonomia dei luoghi sacri: perché Gerusalemme ha un valore universale, che va sancito da garanzie internazionali”.

Padre Pierbattista Pizzaballa


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Popoli e continenti Europa

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Unione europea Nuovi scenari di crisi

Preoccupano i Balcani Albania, Croazia, Serbia, Bulgaria, Kosovo e Grecia tengono con il fiato sospeso le principali istituzioni comunitarie

L

L’Albania è sull’orlo di una crisi interna che non lascia intravvedere sviluppi positivi; in Kosovo si torna a parlare di crimini di guerra ed emerge il nome dell’attuale premier; Croazia e Serbia vorrebbero marciare verso l’Ue, ma l’Europa pretende, e giustamente, piena collaborazione con il tribunale internazionale per l’ex Jugoslavia. E poi c’è il muro anti immigrati in Grecia, la corruzione in Bulgaria, la crisi economica in diversi Stati della regione… I Balcani e il Sud est europeo non attraversano di certo un buon momento. L’ultima notizia viene da Strasburgo: l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, riunita dal 24 al 28 gennaio, ha chiesto l’apertura di indagini internazionali “sui crimini commessi l’indomani del conflitto in Kosovo”. Si sospetta, da vari elementi presenti in un rapporto dedicato al caso, che “sarebbero stati prelevati organi su alcuni dete-

a cura di Massimo Venturelli Manifestazioni Kosovo e, a destra, una veduta di Atene

nuti in territorio albanese per essere trasportati all’estero per i trapianti”. L’Assemblea ha dunque ordinato “indagini di controllo e verifica sugli indizi che indicavano l’esistenza di centri di detenzione segreti sotto il controllo dell’Esercito di liberazione del Kosovo” (Uck) e sulla “collusione, così spesso denunciata, tra ambienti mafiosi e politici”. L’emiciclo Consiglio d’Europa ha chiesto che Eulex, la missione dell’Unione europea in Kosovo, “venga dotata di un mandato chiaro e di risorse e sostegno politico ad alto livello ad essa necessarie per compiere la sua missione straordinariamente complessa e importante”. Secondo la risoluzione, approvata ad amplissima maggioranza, “gli orrendi crimini commessi dalle forze serbe avevano suscitato una vivissima emozione nel mondo, creando il presupposto che gli uni erano necessariamente considerati come

carnefici e gli altri come vittime. La realtà è un po’ diversa e complessa”, secondo l’organismo del CdE. Alla base del voto si colloca un rapporto steso dal senatore svizzero Dick Marty, già noto per aver rivelato l’esistenza delle prigioni segrete della Cia in Europa. Il rapporto di fatto sostiene che il primo ministro Hashim Thaçi, e vari membri del governo che hanno fatto parte dell’Uck, siano responsabili di traffico d’organi tratti da prigionieri albanesi e serbi. Del caso si è occupata la stampa internazionale: il francese “Le Monde” aveva rilanciato la notizia lo scorso dicembre. Il britannico “The Guardian” ha recentemente scritto: “Secondo fonti delle intelligence militari occidentali, il primo ministro kosovaro Hashim Thaçi sarebbe stato identificato come ‘il pesce più grosso’ della criminalità organizzata del suo Paese. Documenti della Nato indicano che

gli Usa e le altre potenze occidentali che sostengono il governo del Kosovo sono a conoscenza da anni dei suoi rapporti con la criminalità organizzata”. “Non è la prima volta che si sentono accuse simili nei confronti di Thaçi e dei suoi uomini”, ha osservato “Le Monde”. E la tedesca “Tageszeitung” aggiunge: “È pensabile che per ordine del primo ministro di uno stato europeo siano state rapite delle persone? Che poi siano state assassinate per i loro organi? È possibile che Thaçi, al quale Berlino, Londra, Parigi e Washington avevano dato un appoggio pressoché unanime, debba tutto il suo potere alle ricchezze accumulate grazie alle attività criminali?”. La stampa osserva fra l’altro che l’oscura faccenda avrà pesanti ripercussioni sul dialogo tra Serbia e Kosovo e che la missione Eulex si vedrà costretta ad avviare un’inchiesta su Thaçi.

Parlamento europeo

Approvate le norme per il protagonismo dei cittadini Ue Il cittadino al centro dell’Unione europea: è questo il senso del nuovo strumento dell’iniziativa popolare, secondo il quale tutti i cittadini europei avranno presto la possibilità di richiedere all’Ue l’introduzione di nuove proposte legislative, con la raccolta di un milione di firme. Il Parlamento europeo ha approvato nel dicembre 2010 le norme per dar vita a questo strumento, previsto dal Trattato di Lisbona. Quali sono le modalità operative dell’iniziativa dei cittadini? È necessario innanzitutto costituire un comitato dei cittadini, composto da almeno sette persone residenti in altrettanti Paesi Ue e registrare l’iniziativa presso la Commissione in una delle 23 lingue ufficiali. La Commissione fornisce informazioni e assistenza in materia. Occorre segnalare alla Commissione gli obiettivi prefissi e le disposizioni

del trattato Ue che si ritengono pertinenti, fornendo anche le informazioni sugli eventuali finanziamenti che sostengono l’iniziativa proposta. Entro due mesi dalla registrazione dell’iniziativa, la Commissione comunica agli interessati se le condizioni richieste sono soddisfatte. Se tutto va bene si passa alla raccolta delle firme, su carta o per via elettronica, da fare secondo regole precise. Gli interessati avranno un anno di tempo per raccogliere un milione di firme a partire dalla data di registrazione dell’iniziativa sul registro pubblico da parte della Commissione. Chi può firmare un’iniziativa dei cittadini? Lo possono fare tutti i cittadini dell’Unione europea e avere l’età minima richiesta per acquisire il diritto di voto per le elezioni europee: 18 anni in tutti i Paesi dell’Unione europea tranne l’Austria, dove l’età

minima richiesta è 16 anni. Ma attenzione: il milione di firme non potrà essere raccolto tutto in un unico Paese. I firmatari devono appartenere ad almeno un quarto degli Stati membri dell’Ue, che attualmente sono 27. Quindi, le firme dovranno provenire da almeno sette Paesi. Dopo la raccolta e la verifica delle firme (tre i mesi utili per queste operazioni), la Commissione europea inizierà a lavorare con i promotori sulle tematiche sollevate dall’iniziativa, che potrà anche essere presentata pubblicamente presso il Parlamento europeo. In tre mesi la Commissione dovrà presentare, sulla base di conclusioni giuridiche e politiche, l’eventuale azione che intende intraprendere. La privacy sul trattamento dei dati dei firmatari è assicurata durante tutto l’iter dalle istituzioni comunitarie.


LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

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Commissione europea

Lotta all’abbandono scolastico “PiĂš di sei milioni di giovani, cioè uno su sette nell’Unione europea, dispongono solo del titolo di studio secondario inferiore. Ciò significa che possiedono qualifiche e formazione insufficientiâ€? per il mondo del lavoro. “Questo è anche uno dei principali ostacoli per gli obiettivi fissati dalla strategia Europa 2020 per la crescita intelligente e solidaleâ€?. Si tratta di una delle conclusioni cui giunge un rapporto della Commissione Ue sull’istruzione in Europa presentato il 31 gennaio a Bruxelles. Uno dei grandi obiettivi di Europa 2020 è di ridurre l’abbandono scolastico “a partire dall’attuale livello del 14,4% a meno del 10% nel corso del prossimo decennio, su scala europea. L’Esecutivo ha lanciato un insieme di iniziative volte a ridurre l’abbandono scolastico perchĂŠ, secondo l’indagine, i giovani che hanno un titolo di studio secondario inferiore sono tra i soggetti piĂš colpiti dalla disoccupazione.

Salute

Allarme demenza senile

E la Grecia pensa a un nuovo muro Notizie preoccupanti arrivano anche dalla Grecia. Nel Paese ellenico, ancora alle prese con una profonda crisi economica, il problema piĂš impellente riguarda gli immigrati che entrano attraverso la frontiera turca. Nei giorni scorsi il governo di Atene ha dovuto fronteggiare la protesta di 250 migranti afgani. Gli immigrati hanno infatti occupato l’anďŹ teatro dell’UniversitĂ della capitale per protestare contro la lentezza del governo greco nelle procedure di asilo. Alcuni degli occupanti sono malati e chiedono assistenza medica, molti altri hanno iniziato uno sciopero della fame. L’opinione pubblica segue con attenzione una situazione che rischia di creare piĂš di una tensione. Il quotidiano “Kathimeriniâ€?, per esempio, insiste da tempo sull’argomento, e nei giorni scorsi ha riportato la notizia della misure che il Governo di Atene starebbe prendendo in considerazione: la costruzione di un muro a Evros per contenere l’ingresso dei migrantiâ€?. Il giornale ha spiegato che il governo intende realizzare una barriera di ďŹ lo spinato lunga 12 chilometri e dotata di telecamere. La decisione sarebbe stata assunta “dopo un recente incontro tra funzionari greci e turchi a Edirneâ€?, cittĂ  turca conďŹ nante con la Grecia. Il nuovo “muroâ€? europeo potrebbe essere realizzato entro un paio di mesi, benchĂŠ la Commissione Ue segua con preoccupazione l’intera vicenda. Secondo “To Ethnosâ€?, però, “la barriera che il governo greco vuole costruire alla frontiera con la Turchia è una risposta superďŹ ciale. Per risolvere l’emergenza dell’immigrazione bisogna – secondo la testata - affrontarne le cause profondeâ€?, che “vanno ricercate nei Paesi di origine degli emigranti e in funzione di ciò elaborare delle politiche appropriateâ€? con il sostegno dell’Ue e delle Nazioni Unite.

Sono quasi 10 milioni i cittadini europei affetti da demenza senile o dal morbo di Alzheimer: si tratta di una cifra già di per sÊ elevata, che tenderà a crescere nei prossimi anni in Europa visto il costante invecchiamento della popolazione. Per questa ragione il Parlamento europeo, nel corso della sua ultima sessione plenaria, ha esortato i governi dei Ventisette a dichiarare queste patologie una priorità sanitaria e sociale, a investire fondi per la prevenzione, la cura e la ricerca, ad accrescere il livello di cooperazione in tutti questi ambiti. L’Assemblea di Strasburgo ha ricordato che ogni anno 1,4 milioni di cittadini comunitari sviluppano qualche forma di demenza riconducibile all’età avanzata. Le cure mediche e sociali per il morbo di Alzheimer costano agli Stati Ue – secondo la relazione – oltre 100 miliardi di euro.

Unione europea

Accordo quadro con la Libia Adeguata protezione dei migranti, riconoscimento dello status di rifugiato, moratoria sulla pena di morte e accettazione della presenza formale dell’Alto commissariato per i rifugiati dell’Onu. Il Parlamento europeo ha richiesto queste garanzie alla Libia come presupposti dell’accordo-quadro tra l’Ue e il Paese nordafricano. L’accordo, i cui negoziati hanno avuto inizio nel 2008, regolerebbe materie di fondamentale rilevanza per l’Ue nel suo insieme, e per l’Italia in particolare: in primo piano i dossier energia e immigrazione, ma anche l’apertura del mercato unico europeo a Tripoli. Se verrĂ stipulato, si tratterĂ  del primo rapporto bilaterale contrattuale tra l’Unione europea e la Libia. L’obiettivo è quello di creare un quadro comune per le intese bilaterali tra i singoli Paesi e Tripoli. Com’è noto, infatti, con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona alla ďŹ ne del 2009, le competenze in materia di politica estera si sono estese ďŹ no alla creazione di un servizio diplomatico comune che Bruxelles sta realizzando. NascerĂ  una politica estera comune, e in questo quadro le relazioni con i Paesi del Mediterraneo sono strategiche.

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LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Franco Daleffe (Cologno al Serio/Bg 1933) Si forma a Milano e la sua esperienza artistica si incentra soprattutto sugli effetti ottico-visivi. Dagli anni Ottanta del Novecento acquisisce accenti di naturalismo metamorfico e altamente simbolico. “Personaggio vegetale” (1988). Concesio, Collezione arte e Spiritualità.

Come dissolti di Giuseppe Fusari

Il Vangelo della domenica V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO Dal Vangelo secondo Matteo (5, 13-16) “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”.

Sale e luce sono due elementi così essenziali alla nostra vita che quasi non ci accorgiamo più che ci siano. Sono così dissolti nelle pieghe delle nostre consuetudini da risultare quasi impossibile pensarci senza di essi. Abbiamo sale in ogni cosa e luce dappertutto. Diverso dall’esperienza che viveva Gesù e che vivevano i suoi contemporanei. Una candela significava luce, così come sale significava commercio, ricchezza e non solo sapore. Paradossalmente lo stesso sembra accadere per quelli che sono di Cristo: ci sono valori così condivisi, così necessari, nati dall’esperienza e dalla storia cristiana, che non se ne percepisce più l’origine. Come il sale e la luce sono dissolti nei valori comuni, nei diritti, nelle conquiste dell’uomo e sembra che quegli stessi valori, quelle stesse saporose novità dette da Gesù siano persino ovvie tanto non se ne potrebbe fare a meno. E così per i cristiani. Cosa qualifica quelli che sono di Cristo se devono essere sale e luce in un mondo pieno di sale e inondato di luce o, fuor di metafora: cos’è essere di Cristo quando la base riconosciuta della convivenza umana è diventata così com’è perché nella storia il valore cristiano è diventato valore umano? Sciolti come il sale nell’acqua. E da qui: a cosa serve essere cristiani se basta essere umani? Come una candela in una stanza illuminata. Sembra di non servire più. Sembra che quello che doveva dissol-

versi nell’umano lo sia stato. E chiamiamo umano quel sale sciolto nell’acqua dell’uomo, quell’essere di Cristo che è diventato essere umano. È una conquista bellissima. Ma impedisce a molti di vedere che luce ci sia e che sapore abbia il sale di Dio. Appena ci allontaniamo dai valori di base, dai valori condivisi, quel sale sciolto sembra perdere sapore e le luci sono così variabili e instabili. Essere di Cristo non è accontentarsi del valore condiviso, anche se nato e cresciuto grazie alla Parola di Cristo. È qualcosa di più perché non è diritto ma dovere, è amore e non solo rispetto, è positivo e non solo ‘non negativo’. Qui sta la distanza tra una manciata di sale nell’acqua e il pasto saporoso, tra la luce accecante e la fiammella che indica la strada. Mai come oggi è nella debolezza di chi incarna la Parola che si mostra la forza di Dio: una manciata di sale e una fiammella tremolante. Così poco e così piccolo rispetto alle forze dell’uomo e alla sua coscienza di essere, di esistere e di fare. Bellissimo sogno quello di dissolversi ancora, come il sale nell’acqua del mondo, e dare qualche speranza in più all’orizzonte umano. Potrebbe essere il dono del sapore di Dio, insospettato, quello che è richiesto a chi è di Cristo, magari senza che l’uomo si accorga che questo sapore non gli viene dalla sua forza ma da quella di chi lo ha fatto così. Dolcezza salata e ombra luminosa, trovarlo senza sospettare di averlo mai cercato.


LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

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Benedetto XVI L’Egitto e i ragazzi dell’Ac

Due colombe bianche lanciate per la pace

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di Fabio Zavattaro

In piazza San Pietro, domenica scorsa, tante bandiere dell’Egitto; sui volti delle persone si leggeva sofferenza, tristezza, preoccupazione e il desiderio che si possa tornare presto a una vita normale senza violenze, disordini, feriti e morti. Alla finestra con il Papa due ragazzi, Anna e Lorenzo, di 12 e 10 anni, e un messaggio: “Contiamo sulla pace. Ci contiamo perché sappiamo che la pace è lo strumento migliore per costruire il nostro futuro”. In piazza c’erano anche 5000 loro coetanei, tutti ragazzi dell’Azione cattolica di Roma che hanno concluso il mese dedicato alla pace e da piazza Navona hanno raggiunto a piedi piazza San Pietro. Anna ha letto il messaggio accanto al Papa: “Ultimamente abbiamo ascoltato tante brutte notizie. Troppe persone decidono di usare la violenza per imporre le proprie idee politiche e religiose. Tutte le volte che litighiamo con i compagni, i grandi ci dicono sempre che dobbiamo fare la pace, che dobbiamo parlare tra di noi e andare d’accordo. E noi oggi vorremmo dire la stessa cosa a tutti: dobbiamo volerci bene come fratelli, a qualsiasi religione o cultura apparteniamo”. Giornata internazionale di intercessione per la pace in Terra Santa, così papa Benedetto ha guardato a quella terra,

si è associato alle parole del patriarca latino di Gerusalemme e al custode di Terra Santa, e ha invitato tutti “a pregare il Signore affinché faccia convergere le menti e i cuori a concreti progetti di pace”. Poi sono state liberate in volo due colombe bianche; un piccolo gesto simbolico per dire ancora una volta “sì” alla pace. Pace difficile e non solo in Medio Oriente. E forse non è un caso che le due colombe, dopo un breve volo, hanno scelto di entrare nella casa del Papa; poi, con non poca difficoltà, sono state riprese e nuovamente lasciate libere di volare. Benedetto XVI ha dedicato l’Angelus al racconto evangelico delle beatitudini, il primo grande discorso che il Signore rivolge alla gente; il primo dei cinque grandi discorsi sul Regno di Dio. Parla Gesù sulle pendici della collina che sovrasta il lago di Galilea. Il monte ha un valore simbolico; fa memoria del Sinai, la montagna dove Dio ha consegnato le tavole della legge al suo popolo. Ed è sul monte che Gesù convoca il popolo di Israele, memoria e nuova consegna della volontà di Dio. Gesù, ha ricordato papa Benedetto all’Angelus, è il nuovo Mosè; parla ai discepoli che si sono avvicinati a lui, “prende posto sulla cattedra della montagna, e proclama beati i poveri in spirito, gli afflitti, i misericordiosi, quanti hanno fame della giustizia, i puri di cuore, i perseguitati”. Commenta il Papa: “Non si tratta di una nuova ideologia, ma di un insegnamento che viene dall’alto e tocca la condizione umana, proprio quella che

il Signore, incarnandosi, ha voluto assumere, per salvarla”. Il discorso della montagna “è diretto a tutto il mondo, nel presente e nel futuro”. E le beatitudini sono “un nuovo programma di vita, per liberarsi dai falsi valori del mondo e aprirsi ai veri beni, presenti e futuri. Quando, infatti, Dio consola, sazia la fame di giustizia, asciuga le lacrime degli afflitti, significa che, oltre a ricompensare ciascuno in modo sensibile, apre il Regno dei cieli”. Ancora, le beatitudini sono per papa Benedetto “la trasposizione della croce e della risurrezione nell’esistenza dei discepoli. Esse rispecchiano la vita del Figlio di Dio che si lascia perseguitare, disprezzare fino alla condanna a morte, affinché agli uomini sia donata la salvezza”. Messaggio diverso da quello che il mondo offre, e che Anna ha evidenziato dalla finestra del Papa. La voce del mondo oggi sembra una esaltazione dei superbi, dei violenti, di coloro che non hanno scrupoli, che guardano all’effimero, più all’apparire che all’essere. Le parole pronunciate sul monte delle beatitudini sono completamente diverse; evidenziano non tanto un modo di agire o di essere dell’uomo, quanto l’agire stesso di Dio, che si prende cura della vita di ogni uomo. Ricorda ancora papa Benedetto: “Le beatitudini sono doni di Dio, e dobbiamo rendergli grandi grazie per esse e per le ricompense che ne derivano, cioè il Regno dei Cieli nel secolo futuro, la consolazione qui, la pienezza di ogni bene e misericordia da parte di Dio”.

Il comunicato finale dei lavori del Consiglio permanente della Cei

Parole di fiducia e di incoraggiamento “La Chiesa che vive in Italia ha parlato al Paese con riconosciuta autorevolezza e credibilità. Ha saputo farlo dimostrando unità di giudizio, anche nella disamina delle delicate problematiche che ne stanno segnando la vita politica e sociale”. Lo afferma il comunicato finale, reso noto il 28 gennaio, del Consiglio permanente della Cei, che si è tenuto ad Ancona dal 24 al 27 gennaio. “È emersa la consapevolezza che l’iniziazione cristiana dei bambini e dei ragazzi costituisce una chiave di accesso a una realtà pastorale più ampia, che abbraccia in primo luogo i genitori e le famiglie”. Per questo motivo il tema principale della prossima Assemblea generale, che si svolgerà a Roma dal 23 al 27 maggio, sarà “Introdurre e accompagnare all’incontro con Cristo nella comunità ecclesiale: soggetti e metodi dell’educazione alla fede”. Guardando al decennio nel suo insieme, il Consiglio ha è poi deciso di dedicarne la prima metà all’approfondimento tematico intorno al tema “Comunità cristiana ed educazione alla fede”, mentre la seconda parte sarà dedicata al tema “Comunità cristiana e città”. A fare da spartiacque tra le due fasi sarà il Conve-

gno ecclesiale nazionale. Tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio permanente vi era il documento conclusivo della 46ª Settimana sociale dei cattolici italiani, del quale è stata autorizzata la pubblicazione. “Il documento – ricorda il comunicato – riconduce la questione sociale alla questione antropologica nella sua integralità e la declina riprendendo le sessioni tematiche della Settimana sociale: intraprendere (ambito nel quale la crisi economica è stata analizzata e ricondotta alle sue cause più profonde); educare (dove si ribadisce la centralità del ruolo dell’adulto e l’importanza di strumenti con cui sostenere famiglia e scuola e dove non manca una lettura della realtà giovanile, colta quale risorsa che chiede di trovare uno sbocco); includere (con attenzione al fenomeno migratorio, ai percorsi di cittadinanza e alle condizioni dei rifugiati); slegare (valorizzando le opportunità che ciascuno può offrire, come anche le opportunità del mercato, all’interno di un nuovo patto sociale); completare la transizione istituzionale (evitando di escludere i giovani, i poveri e i non qualificati, come pure di snaturare l’impianto della Costituzione)”.


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Ecclesia Chiesa Bresciana

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

11 febbraio Giornata del malato

Siamo guariti dalle piaghe di Cristo Il Figlio di Dio ha sofferto, è morto, ma è risorto, e proprio per questo quelle piaghe diventano il segno della nostra redenzione

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Nella Lettera pastorale di quest’anno pastorale – “Tutti siano una cosa sola” – il nostro vescovo Luciano ci ha richiamato all’esigenza evangelica che “al centro dell’interesse della comunità cristiana debbono essere collocati” i deboli. Il Vescovo ha voluto spendere “una parola particolare (...) per i malati e gli anziani” (n. 44) manifestando la convinzione “che la pastorale dei malati debba essere più ampia e debba coinvolgere pienamente le comunità parrocchiali”. E ha indicato alcuni modi semplici e molto concreti per realizzare questa costante vicinanza. Modi e servizi di carità (la quale è amore fraterno, non pietismo calato dall’alto; riconoscimento della dignità dell’altro che chiama alla responsabilità, non concessione graziosa) che sono già presenti in alcune nostre comunità cristiane; da migliorare in altre e mete verso le quali incamminarsi in

di Maurizio Funazzi

altre ancora. Un impegno che riguarda tutti, nella quotidianità: giorno dopo giorno. Per questo servono momenti forti nei quali rimotivarsi. La Giornata mondiale del malato è un’occasione offerta annualmente dalla Chiesa per tenere viva la sensibilità comune in una temperie culturale – qual è la nostra – che invece preferisce rimuovere la sofferenza, il limite, la malattia: o nascondendole o spettacolarizzandole. La XIX Gmm pone all’attenzione della nostra meditazione e preghiera l’affermazione dell’apostolo Pietro: “Dalle sue piaghe (di Gesù Cristo) siete stati guariti” (1 Pt 2,24, ma anche Isaia 53,5). Papa Benedetto, nel suo messaggio, a tal riguardo afferma che “Il Figlio di Dio ha sofferto, è morto, ma è risorto, e proprio per questo quelle piaghe diventano il segno della nostra redenzione, del perdono e della riconciliazione con il Padre” (n. 1), perché

esse esprimono “l’onnipotenza del suo Amore” (n. 2). Non è la sofferenza in se stessa che salva, infatti, ma l’Amore. La sofferenza e la malattia – in quanto tali – contraddicono, anzi, il disegno originario di Dio, e sono entrate nel mondo come conseguenza del peccato dei progenitori. Le piaghe di Gesù Cristo – la sua Croce – sono, però, una sofferenza liberamente accettata per Amore, anzi “l’espressione più alta e più intensa del suo amore” (n. 3). Ora, proprio per questo Amore esse divengono salvifiche, strumento di vita anziché di morte. Il Santo Padre non si trattiene dal ricordare l’ambivalenza delle sofferenze rispetto alla fede: di quelle del Cristo come delle nostre. Esse infatti possono diventare “anche un banco di prova per la fede dei discepoli e per la nostra fede: ogni volta che il Signore parla della sua passione e morte, essi non comprendono, rifiutano, si oppongono. Per loro, come per noi, la sofferenza rimane sempre carica di mistero, difficile da accettare e da portare” (n. 1). Aggiunge, però, rivolgendosi direttamente ai malati, che per chi ha fede “è proprio attraverso le piaghe del Cristo che noi possiamo

vedere, con occhi di speranza, tutti i mali che affliggono l’umanità” (n. 2). Essere in comunione con il Signore Risorto (che porta tuttavia ancora i segni dei chiodi, come ben si vede nel mosaico veneziano che è stata scelto come simbolo della XIX Gmm) permette, insomma, di vivere anche esperienze ostiche come la sofferenza in modo diverso: umano. L’esortazione del Papa – rivolta ai giovani, ma valida per ciascuno, compresi i malati stessi – è perciò “a vedere e a incontrare Gesù nell’eucaristia, dove è presente in modo reale per noi, fino a farsi cibo per il cammino” (n. 3). Nutrirsi di Lui è la condizione per saperlo poi “riconoscere e servire anche nei poveri, nei malati, nei fratelli sofferenti e in difficoltà” che hanno bisogno del nostro aiuto. E succede che in certi casi questi “fratelli in difficoltà” non appartengano al numero di coloro che vengono considerati ammalati, e che invece coloro che riconoscono l’altrui sofferenza e che offrono aiuto vi appartengano. Nell’un caso e nell’altro, come si esprime il vescovo Luciano, essi sono “le membra più necessarie”; una risorsa per la comunità cristiana. Da riscoprire.

Gli obiettivi della Giornata e le iniziative diocesane

La sollecitudine della comunità cristiana verso i malati Voluta dal venerato papa Giovanni Paolo II – egli stesso esempio singolare di ammalato che ha saputo essere attivo evangelizzatore e protagonista della missione della Chiesa anche nel tempo della sofferenza – la Giornata mondiale del malato è celebrata ogni anno dalla Chiesa cattolica per richiamare l’attenzione dei credenti e di tutti i cittadini sulla condizione delle persone che soffrono. La Giornata di chi soffre, posta sotto la protezione della Beata Vergine di Lourdes, vuole rappresentare uno stimolo per fare entrare nella nostra quotidianità l’attenzione a chi attraversa il tempo della malattia. La Giornata mondiale, nelle intenzioni del Pontefice, si propone infatti i seguenti obiettivi: sensibilizzare la comunità

cristiana e la società civile per una cura più attenta e più adeguata delle persone malate; sviluppare e animare la pastorale della salute, coinvolgendo i diversi soggetti; richiamare la necessità della formazione (non solo tecnica) degli operatori sanitari; promuovere l’impegno di un volontariato sanitario nel territorio; aiutare le persone malate a sentirsi soggetti attivi nella comunità cristiana. Mentre si incoraggiano le iniziative parrocchiali, locali e delle singole associazioni, l’Ufficio diocesano propone anche alcune iniziative diocesane. Per le vocazioni sacerdotali e religiose: giovedì 9 febbraio alle ore 16 nell’aula magna del Seminario diocesano viene proposta una preghiera insieme con i semina-

risti bresciani durante la quale disabili, ammalati e chiunque lo desidera, possono offrire le loro sofferenze come atto di amore e preghiera a favore di tutte le vocazioni. Sabato 12 febbraio, alle ore 16, il vescovo Luciano visiterà la Rsa ‘L. Arvedi’ (via Mantova) per condividere con gli anziani ivi dimoranti l’eucaristia e per incontrarli fraternamente. Presieduta dal Vescovo, la solenne eucaristia con e per i malati è fissata per domenica 13 febbraio, ore 15.30 presso il Santuario-Basilica delle Grazie in città (S. Rosario e S. Messa). Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito: www.diocesi.brescia.it/salute o telefonare all’Ufficio diocesano per la pastorale della salute (tel. 030 3722210).


Paesi e parrocchie Bassa

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

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Consacrati La festa della Presentazione

Per esaltare la bellezza della missione Il papa Giovanni Paolo II ha voluto la Giornata mondiale della vita consacrata, per lodare e ringraziare il Signore

I

di Sabrina Pianta

Il 2 febbraio è un giorno popolarmente detto della “candelora”; nelle chiese si benedicono le candele, simbolo di Cristo, luce delle genti. 15 anni fa il papa Giovanni Paolo II ha voluto che in questa data la Giornata mondiale della vita consacrata, perché tutta la Chiesa potesse lodare e ringraziare il Signore per questo dono, per promuoverne la conoscenza e la stima in tutto il popolo di Dio. E anche perché le stesse persone consacrate potessero avere una coscienza più viva della bellezza della loro vita e della loro missione. Così mercoledì 2 febbraio, la Cattedrale di Brescia si è riempita di suore, religiosi, consacrati laici, ma anche di amici, parenti e giovani, per una solenne concelebrazione (molti i sacerdoti diocesani e religiosi), presieduta dal nostro

vescovo Luciano. È stata anche la festa della fedeltà: 111 donne e cinque uomini hanno celebrato i 25, 50, 60, 70 anni di consacrazione al Signore. Due suore hanno celebrato 75 anni dal loro primo sì. I sette Monasteri e le infermerie dei diversi Istituti sono stati raggiunti con il dono di un cero miniato. Le sorelle contemplative si sono rese presenti attraverso un messaggio molto significativo. Il Vescovo aveva invitato sacerdoti e laici a unirsi ai consacrati in questo giorno di ringraziamento, di preghiera, di riflessione sulla vita consacrata. I consacrati, infatti – scrive il Vescovo nella sua ultima Lettera pastorale – dicono con la loro vita qualcosa che appartiene alla vita di tutti, anche se non tutti sono chiamati (...). Sono un richiamo al primato di Dio, alla necessità

della preghiera, all’utilità di una regola di vita, alla dimensione comunitaria della vita cristiana. A uno sguardo superficiale i consacrati sono preziosi per quello che fanno: moltissimi apprezzano e rimpiangono la presenza delle suore negli asili e negli ospedali! Ma il valore dei consacrati non sta in quello che fanno, ma in come lo fanno e perché e per chi lo fanno. Essi sono nella Chiesa il segno della consacrazione totale a Cristo e al Vangelo. La presentazione di Gesù bambino al tempio è un’eloquente icona della vita consacrata, totalmente donata a Dio per i fratelli. I consacrati – scrive ancora il Vescovo – sono l’antidoto al pericolo sempre presente della mondanizzazione. Con la scelta di abbracciare, come Cristo, la povertà, la castità e l’obbedienza, vivono uno stile di vita che contrasta lo stile mondano (…). A tutti dovrebbero stare a cuore i consacrati: se essi vengono meno, il tasso di mondanità della Chiesa è destinato ad aumentare”. Per avvicinare i giovani a questa

Settimana teologico-pastorale per i sacerdoti a Bienno

Ministero del presbitero e processi educativi Dal 20 al 25 febbraio si svolgerà presso l’eremo dei SS. Pietro e Paolo la Settimana teologico-pastorale per i sacerdoti sul tema: “Ministero del presbitero e processi educativi”. Pubblichiamo in sintesi il programma. Lunedì: Le difficoltà dell’educare oggi. Ore 9 lectio divina. Ore 9.30 introduzione ai lavori di gruppo; ore 9.45 confronto in gruppo. Ore 16 tavola rotonda: problemi e difficoltà nell’educazione in famiglia e nella scuola. Martedì: Alla ricerca delle cause. Ore 9: lectio divina. Ore 10 intervento: Mentalità tecnica e nuova concezione di uomo (prof. Giuseppe Mari). Ore 16 intervento: L’uomo digitale e la frattura educativa (prof. Chiara Giaccardi). Mercoledì: Quali nuove attenzioni educative per il ministero presbiterale? Ore 9: lectio divina. Ore 9.30 inter-

vento: Libertà, disciplina e testimonianza nel processo educativo (prof. Pier Paolo Triani). Ore 16 intervento: Esigenza di una nuova alleanza educativa (dott.ssa Paola Bignardi). Giovedì: Quali proposte? Ore 9: lectio divina. Ore 9.30 intervento: Di fronte alle nuove sfide educative, quale formazione è richiesta al presbitero? (prof. don Stefano Guarinelli). Ore 16 confronto in gruppo: tra le molte cose ascoltate su ministero e processi educativi, cosa ritieni più urgente e importante da proporre al presbiterio diocesano? Venerdì: Sintesi propositiva. Ore 9 sintesi delle proposte emerse dai lavori di gruppo; ore 10.30 intervento del Vescovo e confronto in assemblea. Le iscrizioni si ricevono in Curia, al numero telefonico 30.3722229/260

scelta di vita, il vescovo Luciano venerdì 11 febbraio, alle ore 21, li incontrerà nella chiesa di S. Maria delle Grazie. All’interno dell’itinerario di spiritualità, l’incontro mensile di febbraio sarà dedicato alla vita consacrata e illuminato dalle parole di Gesù: “Vi prenderò con me” (1 Gv 14,3), per sensibilizzare i giovani e aiutarli a scoprire la bellezza e l’umanità di una vita che mette radicalmente al centro Cristo. La nostra diocesi vedrà nel 2011 altri appuntamenti legati alla vita consacrata: le Figlie di S. Camillo il 23 febbraio celebrano i 100 anni dalla morte della Fondatrice, beata M. Giuseppina Vannini; le Suore Dorotee di Cemmo celebrano i vent’anni di beatificazione della loro fondatrice, M. Annunciata Cocchetti; le Suore Operaie della S. Casa di Nazareth inizieranno a maggio l’anno dedicato ai 100 anni dalla morte di Sant’Arcangelo Tadini, loro fondatore. “La santità è bellezza che rifulge dove si fa vincere la comunione, la contemplazione e la gratuità” (Enzo Bianchi).


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Brevivet Catalogo 2011

Alla scoperta di luoghi sorprendenti Per tutte le destinazioni l’opportunità è identica: conoscere le tradizioni lette sulle pietre e vissute nell’incontro, per trovare radici comuni

D a cura di Silvia Zavoli

Dopo le convention di Istanbul e di Gerusalemme, mercoledì 2 febbraio, presso l’hotel Vittoria di Brescia, la Brevivet ha presentato ai mezzi di comunicazione il nuovo catalogo 2011. Brevivet è un tour operator leader nel settore dei viaggi culturali e di carattere religioso che da anni opera in tutta Italia. La fusione tra Brevitours e Ivet nel 2000 e la comune identità ecclesiale hanno permesso all’organizzazione di crescere da un punto di vista pastorale, sociale ed economico e di conseguire ragguardevoli risultati nel comparto dei pellegrinaggi.“Essere viaggiatori dell’anima” questo il motto che da anni caratterizza e motiva sia l’operato dell’organizzazione sia il desiderio crescente delle persone di volere vivere viaggi-esperienza che permettano, appunto, di crescere nello

spirito per diventare veri viaggiatori dell’anima. Il presidente comm. Giovanni Sesana, presentando il nuovo catalogo, ha indicato come linee guida della pubblicazione, “la volontà di offrire un prodotto facile da consultare, semplice ed elegante nella veste grafica, incisivo sulle proposte classiche ma anche aperto alle novità”. “È la scelta di Brevivet – aggiunge Sesana – e un impegno oramai divenuto missione: quello di portare pellegrini vecchi e nuovi alla scoperta di terre di cultura e luoghi di fede... verso luoghi sorprendenti”. Il catalogo 2011 è diviso in due parti, una dedicata ai pellegrinaggi, l’altra al turismo e ai soggiorni; entrambe le sezioni di dividono poi in proposte di viaggio all’estero e in Italia. Aprono la parte dei pellegrinaggi le

tradizionali mete mariane europee: Lourdes, Fatima, Czestochowa, Einsiedeln e Mariazell sono tra i santuari maggiormente visitati e conosciuti. Per Lourdes in particolare vengono garantite partenze settimanali con voli speciali da Bergamo, Milano, Roma e altri aeroporti d’Italia, ma anche possibilità di viaggi itineranti in pullman che includono significative mete di pellegrinaggio e di interesse culturale. Alla programmazione di Fatima poi si introduce un nuovo itinerario portoghese su Sant’Antonio e sulla devozione di un popolo. Oltre i confini europei, la Mezzaluna fertile è preceduta dalla ricca programmazione sulla Terra Santa che, accanto alle partenze settimanali stagionali legate a itinerari classici con Nazareth e Gerusalemme quali luoghi di permanenza, offre la possi-


Brevi

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Pellegrinaggi diocesani

Un’esperienza da inserire nella pastorale ordinaria

Pellegrini bresciani nel deserto di Giuda in Terra Santa

bilità di un itinerario con mete insolite (Ebron e Mamre, ad esempio) e pernottamenti a Gerico e Betlemme per quanti ritornano; e propone itinerari misti tra Israele, Egitto e Giordania con il Sinai e Petra tra i luoghi più richiesti. Novità per il 2011 un itinerario sui deserti che, prendendo spunto dalle parole di Osea: “nel deserto parlerò al tuo cuore”, porta il pellegrino lungo le vie della fede tra Neghev, Sinai e Wadi Rum (Israele, Egitto e Giordania). Le grandi civiltà del passato vengono conosciute poi in itinerari dal fascino non esclusivamente religioso, ma anche culturale che portano in Turchia, in Siria, in Libano, in Giordania, in Egitto, in Uzbekistan, in Tunisia e in Algeria. Per tutte le destinazioni l’opportunità è identica: conoscere una tradizione millenaria letta sulla pietra e vissuta nell’incontro, all’interno della quale è possibile trovare radici comuni e condivise. “Incontro, confronto e dialogo – afferma il direttore generale Riccardo Bertoli – non mancano mai nei nostri viaggi ma divengono elementi portanti di un’esperienza destinata a essere significativa”. “È anche così – continua Bertoli – che il cammino di una realtà quale la nostra si allinea al cammino della Chiesa nel dialogo interreligioso ed ecumenico”. E di ecumenismo si parla nel gruppo di itinerari nei Paesi dell’Est con la Russia in primo piano, ma anche con mete insolite come l’Armenia, la Serbia, la Bosnia, la Romania, la Bulgaria e l’Ucraina. Per tutte le destinazioni alla bellezza dei luoghi si affianca la ricchezza delle testimonianze religiose quali monasteri e luoghi di preghiera ancora zelanti nelle proprie tradizioni secolari al punto tale da fare sembrare che il tempo si sia fermato. La ricerca delle “radici cristiane dell’Europa” è uno degli impegni che da alcuni anni è divenuto una

costante per Brevivet: agli itinerari in Spagna, Belgio, Irlanda, Ungheria, Malta quest’anno si aggiungono viaggi in Boemia e Moravia nella Repubblica Ceca, alla scoperta delle vie dei Cistercensi in Francia con la Borgogna e in Spagna con la Catalogna. Accanto alle tradizionali rotte lungo le strade per Santiago de Compostela e per Roma, si disvela la fitta trama di rapporti che hanno determinato un’Europa unita nella fede ancora prima di perseguire l’unità politica ed economica. Radici cristiane che trovano infine in Italia una ricca scelta di destinazioni con Roma e i santuari mariani di Loreto e di Pompei in primo piano ma anche con le località legate ai Santi come Assisi, San Giovanni Rotondo, Cascia, Brescia, Milano e Pavia o agli itinerari spirituali lungo le rotte benedettine o nei luoghi dei miracoli eucaristici. La seconda parte del catalogo propone invece itinerari scelti verso luoghi di cultura che possono rientrare nelle comuni destinazioni turistiche, ma che Brevivet ha diversificato attraverso lo studio di una proposta unica di cui rivendica la paternità. Con questo spirito si devono leggere i programmi in Portogallo, Turchia, Germania, Francia, Belgio e Olanda, Scozia, Austria e Repubblica Ceca, Ungheria e Marocco. Al turismo estero poi si affianca quello in Italia con alcune novità per il 2011 legate a nuovi programmi nella Roma insolita, in Umbria, in Liguria, in Toscana e in Abruzzo. Il radicamento interdiocesano del gruppo, oltre a confermare l’ecclesialità di Brevivet, avvalora la realizzazione di una programmazione ad hoc per diverse diocesi d’Italia. Il nuovo catalogo è disponibile nelle sedi di Brescia e di Milano, consultabile in internet nel sito www.brevivet.it e in spedizione in tutta Italia proprio in questi giorni. Per informazioni e prenotazioni: tel: 030.2895311 - 02.583901 Booking Brevivet agenzie: 199 16 16 11.

Da oltre vent’anni si è consolidata nella comunità bresciana la formula dei pellegrinaggi diocesani, promossi dall’Ufficio diocesano pastorale turismo e pellegrinaggi e guidati dal Vescovo o da un suo delegato. Nella presentazione del Progetto pastorale turismo e pellegrinaggi, il Vescovo ha scritto: “I pellegrinaggi fanno parte da sempre della vita delle nostre comunità cristiane. Ma c’è un passo ulteriore da compiere ed è quello di inserire i pellegrinaggi nel contesto della pastorale ordinaria. Questo significa programmarli e viverli all’interno di un programma formativo globale che dia pienezza di senso alla meta scelta, ai tempi e alle modalità di attuazione. Questo è tanto più importante perché la gente partecipa volentieri a questi momenti religiosi e si mostra disponibile a cogliere le possibilità che il pellegrinaggio offre: preghiera, riflessione sulla propria vita, celebrazione del sacramento della penitenza, formazione di legami di comunione con gli altri”. Quest’anno la proposta pastorale ruota attorno al tema della comunità cristiana. E il pellegrinaggio è sempre un momento di Chiesa e di comunità,

Einsiedeln

tanto più se vissuto con il Vescovo. “Nell’esperienza del pellegrinaggio – ha scritto il Vescovo – attorno alla Parola e all’eucaristia, la comunità cristiana si edifica e cresce, pregusta la bellezza del “Tutti siano una cosa sola” (titolo della lettera pastorale 2011 – ndr). ‘Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te’ (Sant’Agostino): è questo che cerchiamo nella vita e il pellegrinaggio ne è un segno. Non vogliamo arrivarci da soli, ma insieme come comunità”. Il programma 2011 propone le mete che presentiamo qui di seguito. Rinnovando la scelta del Vescovo di aprire i tempi forti del ciclo liturgico con il pellegrinaggio di una giornata, all’inizio della Quaresima, sabato 12 marzo, il Vescovo guiderà i partecipanti al santuario della Madonna della Corona per vivere insieme la celebrazione penitenziale e l’eucaristia. Dal 21 al 23 marzo è previsto un pellegrinaggio diocesano per i sacerdoti, presieduto da mons. Luciano Monari, in pullman, a Einsiedeln, con visita della celebre abbazia benedettina, fondata al principio del sec. X sul sito dell’eremo di S.Meinrado e successivamente riedificata nel 1704-1770. Al suo interno è situata la Santa Cappella che racchiude la venerata statua miracolosa della Madonna degli eremiti del sec. XV: tre giorni di spiritualità e fraternità sacerdotale. Dal 24 aprile al 2 maggio, pellegrinaggio diocesano in Siria, presieduto da mons. Giacomo Canobbio, delegato vescovile per la cultura, con visita a Damasco, Krack dei Cavalieri, Latakya,Ugarit, Apamea, Ebla, Aleppo, Rasafa – Palmira. Dal 3 al 9 luglio pellegrinaggio diocesano in Libano, presieduto da mons. Luciano Monari, con tappe a Beirut, Harissa, San Charbel, Byblos, Valle Santa, Beiteddine, Grotte di Jeita, Baalbeck, Anjar, Sidone. Dall’8 all’11 settembre, pellegrinaggio diocesano ad Ancona, presieduto da mons. Luciano Monari per il XXV Congresso eucaristico nazionale. Nel percorso sono previste le visite al monastero della Santa Croce di Fonte Avellana, situato alle pendici del monte Catria, le cui origini risalgono attorno all’anno Mille per la presenza di alcuni eremiti che avevano scelto questo luogo come loro dimora; alla città e alla Basilica di San Nicola (XII sec.) di Tolentino; a Chiaravalle di Fiastra, abbazia cistercense fondata nel 1142 da un gruppo di 12 monaci provenienti dall’Abbazia di Chiaravalle di Milano; a Loreto; a Osimo. Continua l’evento-iniziativa di “Roma express” per i ragazzi che si recheranno in treno nel cuore della cristianità per assistere alla celebrazione delle Palme presieduta dal Santo Padre.


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Azione cattolica L’Assemblea diocesana

Accogliere, discernere, partecipare L’appuntamento conclude il lavoro che ha visto impegnata l’Associazione nella verifica del triennio e nel confronto sul percorso futuro

R

“Responsabili nella creatività. Accogliere, discernere, partecipare”: questo è il tema della XIV Assemblea diocesana che vedrà impegnati oltre trecento delegati dell’Azione cattolica di Brescia il prossimo 26 e 27 febbraio a Palazzo San Paolo. L’Assemblea sarà chiamata a definire le linee programmatiche per il prossimo triennio e a eleggere i nuovi responsabili del Consiglio diocesano che porteranno avanti queste scelte. L’appuntamento assembleare giunge a conclusione di un percorso che nei mesi scorsi ha visto impegnate le associazioni parrocchiali di Ac in una verifica del triennio e a un confronto sul percorso futuro. Il tema della responsabilità richiama l’impegno della corresponsabi-

di Michele Busi

lità che come laici siamo chiamati a vivere nella Chiesa, soprattutto in questa fase importante della Chiesa bresciana (pensiamo ad esempio al passaggio delicato rappresentato dall’introduzione delle unità pastorali) sia all’interno di quella “città dell’uomo” che ciascuno di noi – pur con responsabilità differenti – è tenuto, con pazienza e senza stancarsi, a costruire. Accanto al tema della responsabilità vi è quello della creatività: ossia cercare strade nuove per concretizzare la scelta missionaria che l’Ac, in sintonia con la Chiesa italiana, ha fatto e anche per ribadire quell’impegno educativo riproposto con gli Orientamenti pastorali per il decennio, “Educare alla vita buona del Vangelo”. Abbiamo vo-

L’Ac bresciana a Bazzano (L’Aquila) ha consegnato al Vescovo ausiliare il ricavato di una iniziativa di solidarietà

luto declinare il cammino con tre verbi: “Accogliere, discernere, partecipare”. Accogliere, oltre alla dimensione dell’attenzione all’altro è anzitutto capacità di fare spazio alla Parola che ci viene donata, inoltre significa cercare il dialogo anche in posizioni difficili. Il discernimento è una modalità, spesso faticosa e non semplice, per far crescere le nostre comunità e aiutarle a essere significative. Infine il partecipare, verbo che è in crisi da troppo tempo sia a livello ecclesiale (sperimentiamo la difficoltà di tanti nostri organismi di partecipazione) che civile, con l’atteggiamento della delega acritica (salvo poi recriminare perché la delega è spesso tradita). Tra le varie sottolineature vi è quella di ridefinire lo stile della nostra presenza all’interno della Chiesa e saper proporre con più convinzione la bellezza del cammino associativo come antidoto al pensiero unico individualista che anche nelle nostre comunità fa spesso ca-

polino. È uno stile che crede nella democraticità contro le scorciatoie dell’uno che decide per tutti, uno stile che costringe a confrontarsi con la pazienza dell’affiancamento e non con la dialettica da talk show. Tanti laici di Ac fanno da tempo con semplicità e senza clamore questo cammino. Persone generose che vogliono bene alla Chiesa, che si preoccupano per le sorti del nostro Paese; forse non hanno molta visibilità o ‘potere’, se non quello di fare giorno dopo giorno il proprio dovere. È un contributo prezioso per tutti. Inoltre il richiamo a tutta la nostra realtà ecclesiale a riscoprire la profezia del cattolicesimo bresciano che ha saputo coniugare popolarità e pensiero sul futuro, ritrovando quella sintesi che ha fatto di Brescia uno degli esempi di cattolicesimo più incisivo in parole e opere e che ora, per ragioni ‘umane, troppo umane’, stiamo (inesorabilmente?) perdendo.

Gemellaggio tra Oviedo e Brescia in occasione della Gmg

Uno scambio di croci storiche tra i Vescovi

La Croce degli angeli

Mancano 190 giorni alla Giornata mondiale della gioventù di Madrid e, anche a livello diocesano, la macchina organizzativa è ormai a pieno regime. In questi giorni, se da un lato le parrocchie completano la prima fase di raccolta delle adesioni all’appuntamento mondiale, giunto alla propria XXVI edizione, si approfondiscono e intensificano le occasioni legate alla presentazione dell’evento, per permettere ai giovani di viverlo in modo significativo. In questa direzione si muove anche il gemellaggio dei giovani bresciani con la diocesi di Oviedo (dall’11 al 15 agosto). Proprio per questo a novembre 2010 una équipe dell’Ufficio oratori è stata in Spagna. Quella visita ha permesso di scoprire inaspettati legami con la terra bresciana: proprio nel periodo dei primi re, che corrisponde al VIII e al IX secolo, il regno delle Asturie aveva forti legami con la corte di Carlo Magno, simili a quelli che contemporaneamente

viveva la nostra città, sotto la dominazione longobarda di re Desiderio. Simbolo della diocesi è infatti la Cruz de los Angelos, che tanto assomiglia alla nostra Croce di Desiderio. Per sottolineare questi legami, durante le giornate spagnole è previsto un momento pubblico di scambio di doni tra il vescovo di Oviedo mons Jesús Sanz Montes e il vescovo di Brescia mons. Luciano Monari e fra i doni ci saranno le riproduzioni della Croce di re Desiderio e della Cruz de los Angeles. Le giornate di Oviedo saranno comunque un’occasione di incontro, preghiera e cultura che offrirà molte opportunità di crescita ai partecipanti della nostra diocesi, anche con l’incontro con il vescovo Luciano nella cornice del Santuario di Covadonga. È ancora possibile iscriversi contattando la propria parrocchia o direttamente l’Ufficio oratori secondo le modalità indicate sul sito www. oratori.brescia.it


Ecclesia Agenda

LA VOCE VOCE DEL DEL POPOLO POPOLO LA 4 FEBBRAIO 2011 6 MARZO 2009

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Agenda del Vescovo Venerdì 4 febbraio Ore 15.30 – Brescia – Visita alla Scuola materna di via Torricella.

Sabato 5 fabbraio

Gruppo piccolo Samuele

Itinerario vocazionale Ricordiamo il prossimo appuntamento del Gruppo piccolo Samuele, l’itinerario di animazione e orientamento vocazionale per ragazzi dalla quinta elementare alla terza media. È domenica 6 febbraio dalle ore 9 alle ore 17 presso la nuova sede del Seminario minore (pranzo al sacco). Aula

magna della Poliambulanza

Quattro incontri sulla sofferenza Entrare nella sofferenza è entrare nella solitudine. Una solitudine che non può capire chi non la abita. A partire da questo pensiero la cappellania della Poliambulanza e il Centro culturale “La verità nella realtà” di Manerbio organizzano una serie di incontri sul tema “Lo sguardo della sofferenza”. Il programma prevede: giovedì 3 febbraio verrà trattato il tema “L’obiezione del male”; giovedì 10 “Quale giustizia agli occhi di Dio?”; giovedì 17 febbraio “La consolazione dell’afflitto”; giovedì 24 febbraio “La vita della sofferenza”. Unico relatore è il padre domenicano Giuseppe Barzaghi, docente, dottore in filosofia e teologia e predicatore della Basilica di San Domenico a Bologna. Gli incontri si svolgeranno nell’Aula magna della Poliambulanza, con inizio alle ore 20.45.

Convegno interassociativo

Incontro con Roberto Mancini Venerdì 11 febbraio è in programma la seconda serata di approfondimento del convegno interassociativo “Sì bella e perduta. La Comunità tra nostalgia e profezia”. Prosegue con l’incontro tematico sul binomio “Sussidiarietà e solidarietà”, con l’aiuto del filosofo Roberto Mancini, docente all’Università di Macerata. L’incontro, a Villa Pace di Gussago, inizierà alle ore 18 con l’Icona biblica (a cura di suor Francesca Bernacchia), per poi proseguire alle 18.30 con l’intervento di Mancini e il successivo dibattito. Ricordiamo che l’ultima serata di approfondimento del convegno è in programma per giovedì 10 marzo con il prof. Giuseppe De Rita. Maggiori informazioni e materiali sono disponibili sul sito www.interassociativo.it

Ufficio liturgico

Correzioni della guida pastorale L’Ufficio liturgico segnala che nell’edizione 2010/2011 della “Guida pastorale per le celebrazioni liturgiche” sono presenti alcune inesattezze tipografiche. Si invitano i presbiteri a prenderne atto così da regolarsi per le celebrazioni liturgiche. Si invita a leggere in calce a pag. 102 la nota riguardante S. Angela Merici il 27 gennaio. Essendo stata nominata patrona secondaria della diocesi, viene celebrata come solennità in città e come festa in diocesi. Il 18 febbraio si celebra S. Gertrude Comensoli. In calce a pag. 115 è indicato il grado di memoria facoltativa. Essendo stata proclamata Santa viene celebrata come memoria obbligatoria. Il 10 ottobre si celebra S. Daniele Comboni. In calce a pag. 267 è indicato il grado di memoria facoltativa. Essendo stato proclamato Santo viene celebrata come memoria obbligatoria. La solennità dell’anniversario della Dedicazione della chiesa fissata in calce a pag. 275 alla data del 23 ottobre, viene posticipata alla domenica 30 ottobre, a pag. 278.

Bibliodrama

I prossimi laboratori Venerdì 11 febbraio dalle 20.15 alle 22.30, “Con Gesù, attraversando gli abissi della vita (Mc 6,45-56)”, a Padenghe sul Garda. Sabato 12 febbraio dalle ore 15 alle 22, a Villa Pace di Gussago, “Comunità da Regno dei cieli”. Percorsi per catechisti e animatori della Parola, tra febbraio e maggio, nella zona tra Brescia e il lago di Garda. Percorso di iniziazione alla meditazione e alla contemplazione presso l’Abbazia di Maguzzano (Lonato) nei giorni 25, 26 e 27 febbraio. Info: www.bibliodrama.com tel.0306017042 - fax 0306017042.

Ore 9.30 – Brescia – Consiglio pastorale diocesano presso il Centro pastorale Paolo VI. Ore 20.15 . Gardone V.T. – Veglia di preghiera per la vita.

Domenica 6 febbraio

Ore 10.30 – Acquafredda – Cresime e prime comunioni. Ore 16 – Brescia – S. Messa nella Giornata per la vita alla Basilica delle Grazie.

Lunedì 7 febbraio

Ore 9.30 – Brescia – S. Messa presso la Domus caritatis.

Lunedì 7 e martedì 8

Il Vescovo partecipa alla riunione della Conferenza episcopale lombarda.

Mercoledì 9 febbraio

Il Vescovo partecipa alla riunione della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi a Roma.

Giovedì 10 febbraio

Ore 20.45 – Brescia – Presentazione dell’esortazione post-sinodale Verbum Domini presso il Centro pastorale Paolo VI.

Festa dei Patroni

Gli appuntamenti della settimana Domenica 6 febbraio alle 10 Santa Messa con la cerimonia della supplica: il Sindaco e i rappresentanti del Comune si recano alla basilica dei Santi Faustino e Giovita per chiedere ai Santi patroni la protezione della città Ab omni malo. Presso l’Università degli studi in via San Faustino, martedì 8 febbraio alle 20.45, mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente nazionale dell’Azione cattolica, tiene una conferenza su “I giovani sono/ hanno speranza?”. Introduce don Marco Mori, direttore dell’Ufficio oratori. I rappresentanti dei corpi musicali, della polizia, delle istituzioni, delle associazioni di volontariato, dello sport e del tempo libero a nome di tutti i bresciani accompagnano in corteo (dalla Basilica dei Patroni alla Loggia) il Parroco di San Faustino che si reca nel Palazzo comunale per consegnare il galero rosso, simbolo della protezione concessa alla città dai Santi Patroni. L’appuntamento è per sabato 12 febbraio alle 16.

14 febbraio

La Curia è chiusa Si comunica che lunedì 14 febbraio, vigilia della festa dei Santi Patroni, la Curia è chiusa.

Centro pastorale Paolo VI

Il Vescovo sulla “Verbum Domini” Giovedì 10 febbraio il vescovo Luciano presenterà l’esortazione post-sinodale di Benedetto XVI Verbum Domini “sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”. È una grande opportunità per conoscere le finalità e i contenuti di questo documento pontificio, anche in considerazione della competenza del Vescovo di Brescia in campo biblico. L’appuntamento è al Centro pastorale Paolo VI, alle ore 20.45.

Centro Mater divinae gratiae

Proposte di febbraio Esercizi spirituali per tutti. Dal 13 al 20 febbraio su “Il tuo volto, Signore, io cerco…”, con fr. Vincenzo Bonato (camaldolese). Per adulti. Mercoledì 9 (ore 20.45/22.15), scuola di preghiera. I modi della preghiera: la preghiera vocale, la meditazione, la contemplazione (con don Marco Busca e don Sergio Passeri). Giovedì 10 (ore 20.30/22.30), donne, crocevia di umanità: “Nella perdita di un figlio” (Lella Tomasini). Venerdì 11 (ore 21/22.30), benedetto è il tuo splendore: arte, musica e parola per esprimere la meraviglia. Sabato 12 (ore 16/17.30), attraversiamo insieme il guado! Un cammino per chi vive l’esperienza della malattia disabilitante. Sabato 19/domenica 20, meditazione cristiana (corso base e avanzato) con p. Andrea Schnöller. Martedì 22/sabato 26 (ore 9/11.30), esercizi spirituali nella vita ordinaria (per laici). Sabato 26/domenica 27, morire creativamente con p. Peter Grüber. Per giovani. Domenica 13 (ore 9/16): 5ª incontro di formazione per giovani animatori. Domenica 20 (ore 17.30/22.30): 5ª giornata di spiritualità dal tema “La felicità e per tutti”. Domenica 27 (ore 9/16): 2ª giornata di gioia (per ragazzi di 3° media). Info: Centro Mater divinae gratiae, via S. Emiliano 30 – Brescia tel. 030.3847212-210 – info@materdivinaegratiae.it – www. materdivinaegratiae.it


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LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Adasm Fism Brescia

Associazione degli asili e delle scuole materne della provincia di Brescia

Università cattolica Visita internazionale

La Cina incontra la scuola Una delegazione di dirigenti di scuole dell’infanzia di Pechino si è incontrata con la dirigenza dell’Adasm-Fism per uno scambio sui modelli istituzionali di educazione all’infanzia in vigore in Italia pagina a cura di Mario Sissa

La Cina ha conosciuto da vicino il mondo della scuola bresciano. L’incontro si è svolto presso la sede dell’Università cattolica alla presenza del dott. Luigi Morgano, segretario nazionale della Fism, del dott. Delio Vicentini, responsabile della commissione pedagogica della stessa Federazione, di don Aldo Basso, assistente ecclesiastico, e del dott. Pietro Reghenzi, vicepresidente dell’Adasm-Fism e responsabile della formazione. Come era prevedibile, la difficoltà principale si è rivelata nella traduzione dei termini tecnici, ma superata in modo decisamente efficace dall’interprete prof.ssa Enrica Peracin: la docente ha saputo cogliere le sfumature del linguaggio scientifico richiesto dalla trattazione degli argomenti. Di particolare interesse per la delegazione cinese è stata la descrizione del sistema scolastico italiano rivolto ai bambini dai tre ai sei anni con la ripartizione in scuole statali e scuole paritarie che, pur avendo sistemi gestionali diversi, fan-

no comunque riferimento a indicazioni nazionali che consentono l’attivazione di un sistema nazionale integrato. Nella proposta educativa ogni scuola declina in modo originale e aderente alle caratteristiche della propria utenza le istruzioni definite dallo Stato. La discussione ha poi approfondito i temi della centralità del bambino e dei modi della sua coniugazione, dei rapporti con le famiglie e della loro qualificata e intensa partecipazione soprattutto in questo segmento del percorso scolastico, degli stretti rapporti con la comunità locale specialmente da parte delle scuole paritarie che da essa ricevono risorse sia culturali che finanziarie e che ad essa forniscono tratti essenziali di identità e cultura. La curiosità della delegazione si è poi voluta focalizzare sulle attività che vengono svolte nella scuola dell’infanzia per cui ne è stato fornito un elenco abbastanza completo; è stato, però, ribadito che tutta l’attività in questo tipo di scuola ha una dimensione ludica lontana da forme di addestramento, anche quando si concretizza nelle proposte di prelettura e prescrittura.

La riflessione

di Angelo Chiappa

L’Italia sta perdendo le mamme Così titola un quotidiano a commento dei dati di natalità in calo pubblicati dall’Istat. Nello stesso giorno il card. Bagnasco dice ai Vescovi e al Paese: “Il risultato paziente di una antropologia della nostra cultura ci dice che noi viviamo in una società di famiglie. Questa è la campata sotto la quale vive l’Italia avendo, sotto il profilo sociologico, una connotazione sua propria, la quale ha ripercussioni decisive a livello educativo, nel contenimento dei disagi giovanili, nella resa scolastica, nelle strategie di prevenzione sociale. Va da sé che questo deve portare il Paese a darsi una politica famigliare preveggente, che mantenga la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e aperta alla vita, quale base per rilanciare il Paese sul proprio equilibrio esistenziale; dunque senza cedimenti alla struttura del

‘soggetto singolare’”. I dati Istat rilevano che i figli si fanno dove i servizi sociali sono più efficienti, dove le donne si sentono più sostenute e dove si aprono maggiori possibilità di lavoro. La Lombardia si trova in buona posizione, anche se a brillare è il Trentino, che (insieme a Bolzano) detiene il primato di una crescita naturale di segno positivo, in controtendenza rispetto alle altre regioni, grazie a un progetto politico che ha cercato di creare nelle famiglie aspettative positive e fondate non più sul carattere assistenziale, ma sul valore del “benessere famigliare”. Proprio in Trentino le scuole dell’infanzia sono una presenza capillare e qualificata. Ci resta il dovere di restare fedeli a quanto abbiamo ricevuto dalla nostra storia secolare, per implementare sul territorio servizi per l’infanzia di qualità.

In questo è sembrato di scorgere qualche differenza con l’impostazione della scuola dell’infanzia in Cina. Terminato l’incontro, la delegazione ha visitato la scuola dell’infanzia “Paolo VI” di via Torricella di sopra. Gli ospiti hanno avuto la possibilità di documentare l’organizzazione degli spazi, la produzione delle attività dei bambini, gli strumenti di comunicazione per i genitori, tutto quanto testimonia la vita e la vivacità di una scuola. Accontentata la curiosità di un bambino che voleva saper quanti fossero i cinesi e visionato un filmato che illustrava le sequenze di una giornata e le celebrazioni delle feste, gli ospiti hanno potuto ammirare l’ambientazione del complesso scolastico situato ai piedi della collina, con ampia disponibilità di prati e con dei percorsi esplorativi scatenanti per la fantasia dei bambini. In conclusione c’è stato un simpatico scambio di regali, dove i cinesi hanno dimostrato la loro proverbiale abilità nel ricamare trine di carta incredibili, mentre la scuola ha offerto alcuni prodotti dell’attività dei bambini e documenti della propria proposta educativa e didattica.


Acli

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Sergio Marchionne

Vicenda Fiat Alcuni nodi da sciogliere

Tanti interrogativi e poche certezze di Roberto Rossini

Ritorniamo sulla vicenda Fiat con alcuni interrogativi e poche certezze. Uno, ogni investimento in Italia va salvaguardato quando aumenta l’occupazione. Due, ogni investimento va però progettato: durerà? Quanto? Il piano industriale convince i mercati? Su questo Fiat non convince. Tre, i sindacati dei lavoratori non sono inutili residui ma garanti di un potere debole, quello dell’operaio. Il referendum a volte è più un televoto che un’espressione di partecipazione. I sindacati garantiscono sulle procedure e sui tempi. I tempi, in una trattativa, significano qualcosa. Quattro, anche i sindacati dei datori di lavoro sono importanti e non possono essere utilizzati come autobus su cui salire e scendere a seconda delle convenienze aziendali di Fiat. Cinque, rimettere in discussione i sindacati (di lavoratori e datori) e i contratti nazionali significa rivoluzionare il modello di relazioni industriali: c’è un modello alternativo o la Fiat cerca di strappare le condizioni migliori e poi chi s’è visto s’è visto? Sei, il costo del lavoro incide solo per il 7% sul

prezzo dell’auto, e gli altri costi? Perché la razionalizzazione inizia sempre dagli operai? Rimane il sospetto che si sia voluto esibire una potenza. Sette, la famosa responsabilità sociale d’impresa va bene solo quando è dichiarata. L’etica non è mai a costo zero. Bisogna saper uscire dalle parole dell’economia ed entrare nella vita del territorio e delle persone; la Fiat, a questo Paese, deve qualcosa... Otto, in Germania l’operaio della Volkswagen guadagna il doppio e lavora anche meno. È un miracolo oppure la capacità di contrattazione tra Governo, sindacati e datori di lavoro, quando funziona, produce anche buoni frutti (e buone automobili)? Nove, perché il Governo, anziché mediare, si è schierato con Marchionne? Non sono italiani anche gli operai? Non sono famiglie anch’esse? Dieci, un auspicio: l’idea di profitto va coniugata al plurale, non c’è solo quello finanziario. Pensarla così è cedere a un’idea pagana di mondo. È profitto anche il lavorare e vivere tutti, facendo buone automobili e facendole diventare un prodotto della comunità, di un’etica condivisa. Magari accettando l’idea che i manager possano anche limitarsi a guadagnare cento volte di più di un operaio. Non mille.

Dsc pillole (commentate) di Dottrina sociale della Chiesa

Una buona notizia, finalmente di Roberto Toninelli Una buona notizia ogni tanto. La Corte costituzionale ha esteso il diritto (introdotto nella Finanziaria del 2001) al congedo straordinario retribuito per un periodo di due anni, anche ai familiari di persone con disabilità grave che prestano attività da dipendente. Oggi i lavoratori dipendenti che possono beneficiare del congedo sono: il coniuge convivente, i genitori (naturali o adottivi e affidatari), i fratelli o sorelle conviventi se entrambi i genitori sono deceduti o totalmente inabili, il figlio convivente (qualora non vi siano altri soggetti idonei a prendersi cura della persona disabile). Per usufruire del beneficio è necessario che il familiare da assistere sia stato riconosciuto disabile in situazione di gravità e non sia ricoverato a tempo pieno presso un istituto. Il congedo ha una durata massima di due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa di ogni singolo richiedente e può essere utilizzato in maniera continuativa o frazionata. Il beneficiario, nel periodo di astensione, ha diritto a un’indennità anticipata dal datore di lavoro, pari alla retribuzione percepita nel mese che precede il congedo, comprensiva del rateo di tredicesima, altre mensilità aggiuntive, eccetera. Il periodo di congedo è coperto dalla contribuzione ai fini previdenziali. La domanda va inoltrata per i dipendenti privati all’Inps e per i dipendenti pubblici all’amministrazione di appartenenza.

di Salvatore Del Vecchio

L’uomo è custode dell’ambiente naturale Nella enciclica Caritas in veritate, Benedetto XVI affronta, con la forza della verità, i grandi problemi che affliggono il mondo di oggi e invita tutti gli uomini di buona volontà a una assunzione di responsabilità per puntare a uno “sviluppo umano integrale”. Sul tema del “rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale”, la riflessione del Papa ci rimanda all’inizio dell’umanità: “Poi il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen 2, 15). Da ciò, mette subito in chiaro papa Benedetto, derivano anzitutto dei doveri. L’uomo non è padrone assoluto ma custode. L’uomo, poiché l’ambiente naturale è stato donato a tutti, riconoscendo il meraviglioso risultato dell’intervento creativo di Dio, per il soddisfacimento dei suoi legittimi bisogni, materiali

e immateriali, deve servirsi della natura in modo responsabile rispettando gli equilibri del creato. Sono da rifuggire gli atteggiamenti, sia di chi considera la natura un tabù intoccabile, sia di chi, al contrario, cerca di abusarne. La natura, questo è l’ammonimento, “è espressione di un disegno di amore e di verità. Essa ci precede e ci è donata da Dio come ambiente di vita. È a nostra disposizione non come un mucchio di rifiuti sparsi a caso, bensì come un dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci”. Aggiunge papa Ratzinger: “Bisogna anche sottolineare che è contrario al vero sviluppo considerare la natura più importante della stessa persona umana. Questa posizione induce ad atteggiamenti neopagani o di nuovo panteismo: dalla sola natura, intesa in senso

puramente naturalistico, non può derivare la salvezza per l’uomo”. Il Papa non manca di evidenziare come il rispetto della natura fosse stato affrontato anche dal suo predecessore nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 1990. Giovanni Paolo II osservava che “quando si discosta dal disegno di Dio creatore, l’uomo provoca un disordine che inevitabilmente si ripercuote sul resto del creato”. Invitava tutti, “anche coloro che non condividono la nostra fede in Dio”, a prendere atto della comune esperienza della sofferenza della terra: “Stanno sotto gli occhi di tutti le crescenti devastazioni causate nel mondo della natura dal comportamento di uomini indifferenti alle esigenze recondite, eppure chiaramente avvertibili, dell’ordine e dell’armonia che lo reggono”.


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Ecclesia Chiesa bresciana

In memoria

Anniversario

Angiolino Bonetta, un fanciullo condotto per mano dal Signore

Valle Camonica Sulla via dei Santi

Un percorso di fede e vita

È

È stato organizzato un corso di formazione di guide per pellegrinaggi in Valle Camonica, suddiviso in due moduli, sul tema “Sulla via dei Santi in Valle Camonica”. L’esigenza di proporre tale corso è maturata nella prospettiva di formare un gruppo di animatori culturali in grado di accompagnare i pellegrini nei luoghi in cui hanno vissuto e operato i Santi e i Beati. Il 50° di beatificazione di Innocenzo da Berzo e il 20° di Annunciata Cocchetti, che ricorrono proprio in questi mesi, è stato un ulteriore motivo che ha contribuito a offrire questa proposta che, con molta sorpresa, ha raccolto un grande numero di adesioni. Il primo sabato è intervenuto don Claudio Zanardini, direttore dell’Ufficio pastorale turismo e pellegrinaggi della diocesi, che ha illustrato le finalità del corso. Nello stesso pomeriggio lo storico Oliviero Franzoni è intervenuto offrendo un interessante inquadramento storico-religioso della Valle Camonica dell’Ottocento, secolo che ha visto fiorire l’opera di quasi tutti i Beati e i Santi. Le quattro lezioni successive, riservate a S. Obizio e a S. Costanzo, ma soprattutto al Beato Innocenzo da Berzo, si sono svolte a Niardo, loro paese natale, e a Berzo Inferiore, dove il Beato Innocenzo è cresciuto e ha svolto il suo ministero, e al convento della SS. Annunciata di Piancogno dove il Beato ha scelto di ritirarsi per poter essere in comunione più intima con Dio.

di Nives Laffranchi

Il 28 gennaio ricorreva il 48° anniversario della morte di Angiolino Bonetta. Don Battista Fanetti, assistente diocesano del Centro volontari della sofferenza di Brescia, di lui scrisse sul nostro settimanale il 9 febbraio 1963, dopo il funerale di Angiolino: “Da alcuni mesi seguivamo con angoscia nelle nostre frequenti visite a Cigole, la devastazione che il morbo implacabile andava operando sul suo povero corpicino. Ma era lui stesso, Angiolino, che con la sua serenità e il suo coraggio, ci aiutava a vedere e adorare il disegno di grazia e di santità che, attraverso il dolore, Iddio stava attuando nella sua vita. Il suo segreto è noto a quanti hanno conosciuto Angiolino e hanno avuto l’indimenticabile ventura di accostarlo nell’intimità: è il segreto di un fanciullo mirabilmente condotto dalla mano del Signore, attraverso rapide tappe, a un sereno e consapevole olocausto, assai più grande dei suoi 14 anni. Davvero si può affermare di Angiolino Bonetta che il breve giro di anni in cui si è consumata la sua esistenza è stato pari, nel valore e nei risultati, ad altre vite santificatesi attraverso ben lunghe tappe. Come ci sentiamo piccoli noi, pur così carichi d’anni e d’esperienza dinanzi a lui! Egli ci ha insegnato a vivere, facendo dei suoi giorni terreni un amoroso itinerario verso Dio. Ci ha insegnato ad amare, con la sollecitudine con cui si industriava di consolare i suoi familiari, di confortare i sofferenti, di incitare piccoli e grandi che lo avvicinavano, di ricondurre alla Grazia quanti, lontani da Dio, entravano nel cerchio della sua amicizia. Ci ha insegnato a pregare, con la spontaneità del suo raccoglimento, la semplicità dei suoi colloqui con Dio e il trasporto col quale dirigeva la preghiera di migliaia di ammalati e di fedeli durante le giornate a Re o durante i convegni diocesani. Ci ha insegnato a soffrire accettando con una consapevolezza e un coraggio superiori all’età sua il tremendo male che lo minava e offrendolo volentieri, ogni giorno come una volontaria partecipazione alla Passione di Gesù, per la salvezza delle anime”.

Sacerdoti defunti Nelle due serate successive, accompagnati da suor M. Cecilia Signorotto, siamo stati ‘ospitati’ dalla Beata Annunciata poiché abbiamo visitato la Casa Madre dove ha posto le basi del suo Istituto religioso e la cappella del convento nella quale sono conservate le spoglie della Beata. Suor M. Cecilia ci ha poi guidato alla scoperta dell’esperienza di vita e della spiritualità della Beata Annunciata. Le ultime due serate del primo modulo del corso, terminato il 24 novembre 2010, sono state riservate alla presentazione di Santa Geltrude Comensoli che fondò l’Istituto delle Suore Sacramentine di Bergamo. Ci siamo quindi ritrovati a Bienno nella casa delle suore e, guidati da suor Lidia Colombo e dal prof. Giovanni Gregorini, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere la vita e di visitare la casa museo di Santa Geltrude, restaurata in modo non convenzionale ma, a mio avviso, molto efficace. Don Ezio Bolis ha esposto l’esperienza spirituale della Santa, sintetizzata nel motto “Gesù, amarti e farti amare”. La grande fede che la nutriva attraverso l’Adorazione di Gesù Sacramento e di Gesù Crocifisso pose le basi sulle quali fondò il suo Istituto. Il 24 novembre è terminato il primo modulo, mentre il secondo, dedicato alle figure dei Beati Giuseppe e Mosè Tovini, è iniziato il 18 gennaio e comprende anche due lezioni sulle tracce di spiritualità in Valle Camonica e sull’arte del Quattrocento e del Cinquecento presente in Valle.

Don Luigi Bresciani, un prete che amava raccontare la vita Si è spento a Levrange il 10 gennaio all’età di 88 anni don Luigi Bresciani, parroco a Pertica Bassa, letterato di lunga lena e cacciatore appassionato. Don Luigi è diventato parroco a Levrange nel 1950, dopo una breve esperienza come vicario a Vestone dove ha contribuito a fondare un’associazione di scout, ed è rimasto tale per 48 anni fino all’età della pensione, assumendo un po’ alla volta l’incarico anche nelle altre parrocchie della Pertica Bassa, nel 1959 Ono Degno, nel 1993 Avenone e Forno d’Ono. Uomo di chiesa, ma anche di cultura, don Luigi è noto e non solo in terra di Valle Sabbia, per la sua attività di scrittore. Ha dato alle stampe decine di volumi che trattano per lo più di storia locale, di personaggi conosciuti e di fatti dei quali spesso è stato lui stesso protagonista. Fra i tanti la frana che nel 1959 inghiottì la sua Levrange. Allora, insieme al sindaco Giacomo Bonomi, si adoperò perché il paese venisse lì ricostruito. Don Luigi è stato fino al 1981 gestore del roccolo parrocchiale di Levrange, al “Zuf”, dove hanno avuto modo di salire anche alcuni Vescovi per deliziarsi del proverbiale spiedo delle Pertiche. Una passione mai sopita, quella dell’uccellagione, tanto che fino a pochi mesi prima di morire si è dedicato all’allevamento degli uccelli da richiamo nelle grandi voliere che possedeva sotto casa, a Levrange. È sempre stato comunque attivo, fino a febbraio del 2009, quando l’ambulanza che lo stava portando in ospedale a causa di un malore, ebbe un pauroso incidente a Vobarno nel quale morirono quattro giovani trentini. Don Luigi rimediò alcune fratture e la capacità di spostarsi in autonomia. Non perse però la voglia di scrivere la storia di Massimiliano Amolini, giovane di Carpeneda bloccato a letto da vent’anni, eppure innamorato della vita come pochi: “Dal coma alla vita” fu la sua ultima fatica letteraria, donata al papa Benedetto XVI nella sua visita in terra bresciana avvenuta nel novembre del 2009. I funerali si sono svolti mercoledì 12 gennaio a Levrange, dove è stato sepolto nel locale cimitero. (u.v.)


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Paesi e parrocchie zanardini@lavocedelpopolo.it

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Brescia Fiumicello

Paolo VI, da seminarista a Pontefice Nella Sala della comunità Arcobaleno va in scena nelle serate di venerdì 4 e sabato 5 lo spettacolo “Pregare non è solo muovere le labbra - Il Novecento di Paolo VI”. L’opera è il frutto di un lavoro di Carlo Susa

L’oratorio e sullo sfondo la chiesa parrocchiale

Il parroco don Osvaldo Resconi descrive la realtà pastorale

Una comunità familiare La parrocchia Santa Maria Nascente di Fiumicello è una comunità ben circoscritta che si aggira attorno ai 5000 abitanti; a questi numeri bisogna aggiungere la significativa componente straniera (attorno al 25%). Don Osvaldo Resconi, parroco di Fiumicello dal 1999, parte proprio dalla presenza degli immigrati per descrivere il tessuto di una realtà che si apre agli altri. Nel giorno dell’Epifania, ad esempio, è stato celebrato il rito di ammissione al catecumenato di sette donne nigeriane, contattate e coinvolte grazie all’inserimento dei bambini nel percorso di catechesi. Quest’anno si conclude il primo ciclo del cammino di iniziazione cristiana, anche se “una prima valutazione è difficile. Ogni anno – spiega don Osvaldo – cambia la tipologia degli adulti. Per il momento i genitori partecipano perché subiscono la proposta; se il prima è scontato, bisogna vedere il dopo”. Resta il fatto che c’è un buon nucleo di persone che gestiscono la catechesi e si adoperano per la comunità. Non si deve pensare a numeri sconvolgenti, ma non si può nello stesso tempo sottovalutare un impegno costante e continuo. Sono anche molti gli stranieri non cattolici che si rivolgono alla parrocchia per cercare lavoro o semplicemente per trovare un punto di ascolto. Qui operano un gruppo missionario e un gruppo Caritas: in particolare quest’ultimo ogni settimana assiste tra le 40 e le 50 persone. Nel nutrito gruppo di volontari si sono inserite anche alcune donne straniere. Il volontariato tocca diversi aspetti della vita comunitaria: il coro, il servizio al bar e gli addetti alle varie celebrazioni. A queste si aggiungono anche le donne che aprono ogni mattina la segreteria parrocchiale. Più in generale c’è un buon rapporto “familiare e stretto” che porta anche gli adolescenti a frequentare i gruppi a loro dedicati e a prestare servizio, anche a 18 e 20 anni, come chierichetti. La fascia giovanile presenta molte opportunità di incontro, fra queste la presenza quotidiana in oratorio dei ragazzi della Scuola Bottega e dell’istituto Fortuny. Sul territorio opera anche la comunità per minori San Giuseppe, una cooperativa che è ospitata proprio nei locali della parrocchia. Resta costante la collaborazione con educatori e operatori per le attività dell’oratorio, attività che sono coordinate e seguite dal curato don Marco Bosetti. La parrocchia è prevalentemente anziana, anche perché gravita in una zona nella quale le case hanno un costo elevato e non sono appetibili per le giovani coppie, che non sempre hanno una riserva economica da utilizzare. In questi 20 anni don Osvaldo ha sistemato i tetti e la facciata della chiesa, mettendo in sicurezza anche la palestra, le aule del catechismo e il teatro. Adesso i prossimi obiettivi vertono sulla sistemazione della canonica e dell’oratorio.

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Davide Pini Carenzi, solo in scena, accompagna il pubblico alla scoperta di Paolo VI: dal Montini seminarista negli oratori bresciani al Montini arcivescovo di Milano fino al Montini papa, con la conduzione dello storico Concilio Vaticano II. Matel-PalaBrescia, in collaborazione con la Curia diocesana Ufficio comunicazioni sociali e Ufficio oratori e pastorale giovanile presenta in prima assoluta venerdì 4 febbraio (replica sabato 5 febbraio) alle ore 20.45 presso la Sala della comunità teatro Arcobaleno di Fiumicello (via Luciano Manara, 26 - Brescia) lo spettacolo teatrale “Pregare non è solo muovere le labbra - Il Novecento di Paolo VI”.

Don Osvaldo Resconi

di Antonello Miuri

“Pregare non è solo muovere le labbra” si è sviluppato dopo una lunga fase di ricerca storico-documentale condotta da Carlo Susa. Sono stati identificati i documenti e gli studi presumibilmente più interessanti riguardanti papa Montini; si è potuto contare su interviste ad alcuni “testimoni privilegiati” che, per ruolo, studi e amore per l’uomo e per il Pontefice hanno conosciuto in modo approfondito Paolo VI. Partendo dalla ricerca storica Mariano Dammacco, anche regista, ha composto un testo drammaturgico che si ispira al teatro di narrazione: “Il mio lavoro è stato quello – racconta il professor Susa – di filtrare i documenti; il taglio è stato il papato e la brescianità”. Si tratta della prima parte di un progetto triennale, denominato “In parole e opere”, che Matel-PalaBrescia propone per raccontare, attraverso il teatro, tre personalità significative della Chiesa bresciana, tre persone che con carismi diversi, sono esempi di come la Parola di Cristo si incarna nelle opere dell’uomo. Giovanni Battista Montini, papa Paolo VI, è la figura irrinunciabile e doverosa che inaugura questa trilogia. “A noi resteranno le omissioni − racconta Vittorio Pedrali, direttore artistico del PalaBrescia e ideatore del progetto − perché non si può riassumere una vita come quella di Paolo VI in un’ora o poco più”. Lo spettacolo è a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni: PalaBrescia 030.348888 – info@palabrescia.it.


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Paesi e parrocchie Città e hinterland

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Tribunale Inaugurazione anno giudiziario

Molti nodi e poche certezze Il presidente della Corte d’Appello Graziana Campanato ha affrontato alcune questioni: in particolare il sottodimensionamento dell’organico in un territorio difficile. Allarme anche per le infiltrazioni mafiose

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Da un lato la carenza di personale, dall’altro il forte impegno profuso dai magistrati per fronteggiare le emergenze. Sono stati i principali aspetti affrontati dal presidente della Corte d’Appello di Brescia, Graziana Campanato, in occasione dell’inaugurazione ufficiale dell’anno giudiziario 2011. Nella sua relazione il magistrato si è soffermato in apertura sul sottodimensionamento dell’organico, “che non trova spiegazioni di alcuna sorta anche perché il territorio è caratterizzato dalla vivacità delle sue attività e non merita di essere trascurato”. L’Ufficio della Corte d’Appello di

di Mario Nicoliello

Brescia (il cui distretto abbraccia anche Bergamo, Crema, Cremona e Mantova, per una popolazione complessiva che nel 2009 ha superato i 3 milioni di abitanti, mentre le imprese sono 248mila) ha il rapporto giudice/abitanti tra i più penalizzati d’Italia: un giudice per ogni 83.068 abitanti. Soltanto Venezia sta messa peggio, mentre a Milano c’è un giudice ogni 56.696 abitanti, a Napoli uno ogni 29.935 abitanti. Evidenti difficoltà si registrano anche sul fronte del personale amministrativo (a Brescia c’è un impiegato ogni 35mila abitanti). Di conseguenza risulta elevato il carico di lavoro per

Graziana Campanato

ciascun magistrato. Stante l’attuale situazione, ogni anno – secondo la Campanato – si potrà far fronte nel settore penale solo al 70% delle sopravvenienze, con un progressivo aumento delle pendenze. Di fronte ai tagli alla spesa che hanno comportato la riduzione degli organici senza una compensazione nello snellimento delle procedure, e di fronte al pericolo che gli uffici giudiziari siano privati dell’assistenza informatica, la Campanato ritiene necessario “da una parte che si faccia sentire la voce di questo territorio, gravato più di altri da questi provvedimenti, dall’altra che ci si attivi per una necessaria e irrinunciabile collaborazione per mantenere in vita quanto si è già realizzato e studiare altre strategie di miglioramento”. Numerose sono state le cifre presentate dal Presidente della Corte

d’Appello. Per citare le principali, nel periodo dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010, negli uffici giudiziari del distretto i procedimenti nel settore civile sono stati 136.110 (contro i 134.471 dell’anno precedente), mentre nel settore penale sono stati iscritti 74.321 nuovi procedimenti, mentre nel periodo precedente erano stati 77.051. Sono 107mila i procedimenti civili pendenti al 30 giugno 2010, di cui 37mila nel circondario del Tribunale di Brescia. In aumento anche le pendenze della Procura generale: sono stati iscritti 497 procedimenti di esecuzione e ne sono stati esauriti 477, con una pendenza passata da 447 procedimenti a 467. Per quanto concerne la durata dei processi: nel civile la durata media nel Tribunale di Brescia è di 779 giorni, in quello di Mantova è di 684 giorni, in quello di Crema di 690. Nel

Comitato bresciano per la celebrazione dell’Unità d’Italia

Eventi per un’Italia unita Il “Comitato bresciano per la Celebrazione dell’Unità d’Italia nel suo 150° anniversario”, nato dall’unione di varie sensibilità e i cui componenti amano definirsi come “esempio di cittadinanza attiva, esterna alle istituzioni”, ha allestito un’ampia serie di iniziative in occasione dell’importante ricorrenza. Ne hanno illustrato i contenuti William Geroldi, Paolo Lombardi e Giuseppe Porqueddu del direttivo del Comitato. “Il nostro scopo è quello si raccontare, spiegare, offrire opportunità di riflessione – ha detto William Geroldi – perché partendo dal passato si può capire come il nostro Paese si sia unito e sia cresciuto e quest’unione deve essere profondamente valutata, al pari di altre riflessioni altrettanto importanti che oggi vanno prendendo piede, su cui vogliamo riflettere non come slogan, ma come motivi d’incontro e non di scontro. Le iniziative seguono due filoni, l’uno – forse il principale, ha sottolineato Geroldi – rivolto alle scuole secondarie superiori di città e provincia, fucina degli

uomini di domani e l’altro mirato alla cittadinanza, nel ricordo di quanto sia stato grande il contributo di Brescia alla storia del Risorgimento”. Quindi conferenze, mostre – alcune su Garibaldi, Mazzini e sulle donne del Risorgimento sono già allestite rispettivamente presso i Comuni di Capriolo, Cologne e l’Istituto Olivari in città – assieme ad “una serie di itinerari per le vie cittadine – ha aggiunto William Geroldi – definiti dalle innumerevoli lapidi che richiamano l’epopea risorgimentale, spesso dimenticate quando nemmeno notate, da percorrere con le scuole in primavera”. Il programma, che copre l’arco temporale fino a maggio, è disponibile, con ricchezza di dettagli, sul sito del Comitato, www.apo55.org/bs150unita/. Il prossimo incontro con la cittadinanza, dopo quello del 2 febbraio scorso, è fissato per le ore 9 del 26 marzo nell’Auditorium San Barnaba in città, in cui “Mazzini e Garibaldi, nell’idea di un’Italia unita – ha spiegato Paolo Lombardi – saranno letti come sog-

getti del Risorgimento, per opera della pronipote di Giuseppe Garibaldi, la professoressa Annita Garibaldi Jallet, già docente presso le Università di Bordeaux, Siena e Luiss di Roma, nonché della Resistenza, vista come un secondo Risorgimento dal professor Paolo Corsini, deputato, storico e docente presso l’Università di Parma e della Repubblica, nell’ottica del professor Maurizio Viroli, docente presso l’Università di Princeton. Questo incontro godrà del patrocinio del Comune di Brescia – ha chiosato Lombardi – ma desidero richiamare lo sforzo organizzativo del Comitato, che ha saputo coinvolgere, con le proprie forze e senza alcun contributo, decine di scuole e migliaia di ragazzi”. “Il Comitato non ha una colorazione politica – ha concluso Giuseppe Porqueddu – ma trova la sua coesione nell’opposizione alla disgregazione che alcuni vanno chiamando come soluzione a molti dei mali della società, valorizzando quell’unità cui guarda costantemente e con fatica l’intera Europa”. (fr.a.)


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Famiglia e lavoro: promossa la conciliazione dall’Asl

Costruire politiche di aiuto

penale la maggior parte dei procedimenti di primo grado viene definita entro un anno dall’iscrizione. Delicata anche la situazione degli uffici del giudice di pace. La scopertura media sull’organico del personale amministrativo, ridotto a 41 unità, è pari al 21%. In 10 uffici su 11 manca il cancelliere di grado più elevato, mentre in alcuni casi risultano in soprannumero le qualifiche meno elevate. Nonostante ciò, i Giudici di pace hanno definito un rilevante numero di procedimenti nel settore civile. Su 13.067 sopravvenienze (relative al 2010) ne sono state definite 16.333 (comprendendo anche le pendenze passate) con una pendenza residua attuale di 6.087 procedimenti. Capitolo intercettazioni telefoniche: nel distretto ne sono state eseguite 2874, per un costo complessivo dell’operazione di 6,3 milioni di

euro. In merito agli omicidi, a Brescia nove sono stati quelli volontari, di cui due in ambito familiare. 103 sono stati gli omicidi colposi derivanti da incidenti stradali, 19 quelli scaturenti da infortuni sul lavoro. Infine, il presidente Campanato ha annunciato che a breve sarà attivato il portale internet degli uffici giudiziari del distretto, che oltre a contenere informazioni utili per gli utenti, potrà essere luogo di scambio di notizie tra utenti, avvocati e uffici. Durante la cerimonia di inaugurazione – alla quale hanno presenziato anche il Sindaco, il Prefetto e il Vescovo – c’è stato l’intervento del procuratore Guido Papalia, il quale ha lanciato un allarme per quanto riguarda le infiltrazioni mafiose, citando le estorsioni che “possono rappresentare una spia, un campanello d’allarme che nascondono reati a sfondo mafioso”.

In Lombardia l’occupazione femminile è pari al 56,6%, ben superiore alla media nazionale del 47,2% e vicina all’obiettivo fissato dall’Unione europea, che è del 60%. Questa superiorità numerica non si traduce in parità nel mondo del lavoro: quasi una donna su cinque lascia il lavoro dopo la nascita del primo figlio. Queste cifre, unitamente a una lunga serie di considerazioni, hanno portato alla definizione di un accordo di collaborazione per la definizione della rete territoriale per la conciliazione famiglia e lavoro, siglato presso l’Asl di Brescia, tra la stessa, la Regione Lombardia, Comune e Provincia, Associazione comuni bresciani, gli Ambiti territoriali provinciali, la Camera di commercio di Brescia e la Consigliera provinciale di Parità. L’obiettivo è la costituzione di un tavolo di lavoro che sostenga la costruzione e lo sviluppo di un coerente sistema di politiche e di azioni volte alla conciliazione famiglia-lavoro, con riferimento alle esigenze del territorio. “La famiglia è il fulcro della società – ha detto il direttore generale dell’Asl Brescia Carmelo Scarcella – e va tutelata perché si fa carico di grandi impegni, quali le problematiche relative ai figli piuttosto che ai suoi componenti anziani, talvolta disabili e tutto ciò spesso cozza con gli impegni imposti dal lavoro. Questo accordo voluto dalla Regione vuole facilitare la strada a quei soggetti, sostanzialmente donne, che devono conciliare tutte le esigenze che si trovano di fronte e confidiamo che il mondo del lavoro abbia ad attuare la massima flessibilità possibile”. “Oggi stiamo compiendo il primo passo di un lungo cammino – ha detto l’assessore delegato dal presidente della Regione Lombardia Monica Rizzi – che vuole essere segnale ed esempio per chi è assente da questo tavolo e auspico che le aziende e tutto il mondo lavorativo sappiano cogliere questa opportunità, perché la conciliazione delle esigenze delle parti non può che potenziare il benessere della comunità e la competitività del mondo economico, al pari del benessere interno al nucleo familiare”. L’Asl di Brescia è capofila territoriale del tavolo e ad essa è affidato il compito di raccogliere i bisogni tramite il coordinamento del complesso degli interventi attivati sul territorio. “Brescia è la provincia più importante della Lombardia, se si esclude Milano, dove, per la sua dimensione, quest’azione sarebbe stata più che difficile da porre in essere – ha sottolineato la presidente della Terza commissione sanità ed assistenza regionale Margherita Peroni – e la sottoscrizione di questo documento conferma la valenza delle sue istituzioni, al pari della ricchezza delle sue aziende così come l’ampiezza della rete dei servizi che può offrire, affinché il ruolo della donna nel mondo del lavoro trovi il rispetto che i suoi meriti le consentono di richiedere”. (fr.ar.)

Auditorium San Barnaba

“Prima che venga notte” L’Associazione “Hamici per l’Happening” in collaborazione con l’Associazione culturale Città Europa e la rivista “Tempi” con il patrocinio del Comune di Brescia organizza alle 21 di venerdì 4 febbraio presso l’auditorium San Barnaba “Prima che venga notte”, uno spettacolo della Compagnia Almadeira tratto dai racconti della giornalista di “Avvenire” Marina Corradi. L’adattamento teatrale e la regia è di Carlo Pastori. Il ricavato sarà devoluto a favore della campagna Tende di Natale 2010/2011 della Fondazione Avsi. In particolare all’avvio di un centro educativo ad Haiti, alla scuola Santa Teresa de Los Andes in Cile, alla scuola secondaria cardinal Maurice Otunga in Kenya, in Sud Sudan, in Libano, in Uganda e in Kenya. L’ingresso costa 10 euro; per informazioni, 335220580.

Istituto Cesare Arici

Affrontare l’emergenza educativa

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

L’educazione è al centro della riflessione della società. Se ne parla in continuazione solo in termini di emergenza. Accogliendo una richiesta esplicita dei genitori degli alunni, l’istituto Cesare Arici ha pensato e sviluppato quattro incontri su come “Affrontare insieme l’emergenza educativa”. Vuole essere un tentativo, da strutturare e consolidare nel tempo, di risposta a un problema molto sentito dalle famiglie, spesso lasciate troppo sole di fronte al loro difficile compito. Il primo appuntamento è stato organizzato il 3 febbraio con la dott.ssa Enza Sutera. Giovedì 10 febbraio la dott.ssa Enza Sutera riflette su “Parlare parlarsi: nel tempo dell’adolescenza dialogare con i figli”. Spesso tra genitore e figlio scaturisce un dialogo tra sordi. Per il 18 febbraio all’interno della sala polifunzionale stata pensata una tavola rotonda con mons. Monari, lo psicologo Osvaldo Poli e il prof. Pierpaolo Triani che, moderati da don Faustino Guerini, si confrontano su “Chi sarò?” ovvero come “Riconoscere, accettare e sostenere nel giovane la consapevolezza di sé e del proprio progetto”. Il 3 marzo, infine, la dott.ssa Mariella Bombardieri, psicologa, si concentra sul conflitto tra genitori e figli: una risorsa o un handicap? Tutti gli incontri iniziano alle ore 20.30 nell’aula magna di via Trieste.


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Paesi e parrocchie CittĂ

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Brescia Sale la protesta

La musica messa ai margini Dopo lâ&#x20AC;&#x2122;ipotesi di trasferimento, i genitori dei ragazzi che frequentano la 1ÂŞ e la 2ÂŞ media in Conservatorio chiedono chiarezza alle istituzioni

T

di Luciano Febbrari

â&#x20AC;&#x153;Trovo stimolante la mia scuola: la musica si integra con gli altri apprendimenti, perchĂŠ frequentando il Conservatorio soltanto esternamente viene meno il contesto musicale vissuto insieme alla classeâ&#x20AC;?. Questo è uno dei tanti contributi che portano la firma dei 33 ragazzi, frequentanti la 1ÂŞ e la 2ÂŞ media presso i locali del Conservatorio di Brescia: dallâ&#x20AC;&#x2122;oggi al domani tutto è cambiato, senza un preavviso. Per unâ&#x20AC;&#x2122;esigenza di spazi le loro classi avrebbero dovuto essere trasferite in unâ&#x20AC;&#x2122;altra scuola media prima che esplodesse la protesta dei genitori. Facciamo un passo indietro. Non dimentichiamoci che questi sono ragazzi che hanno superato un difficile esame di ammissione per accedere alla scuola. Accettano un orario prolungato perchĂŠ fitto di impegni legati alle due scuole Media e Conservatorio. Lâ&#x20AC;&#x2122;attuale curricolo inserisce in coda al mattino gli insegnamenti di solfeggio e coro, lasciando per il pomeriggio la frequenza delle ore di strumento. Bisogna anche considerare le difficoltĂ logistiche. Gli studenti portano con sĂŠ cartella, spartiti e strumenti. La sede attuale della Media, tra corso Zanardelli e Piazza Arnaldo ne facilita il

Il Conservatorio

raggiungimento. Al riguardo le ipotesi avanzate (la Marconi e la Foscolo) non garantiscono la medesima accessibilitĂ e sicurezza a chi ha strumenti ingombranti da portare. Attualmente i bambini affrontano le lezioni mattutine (coro e solfeggio) e sono comunque agevolati nella frequenza delle ore di strumento pomeridiane. Il cambio dei testi scolastici, della lingua straniera (alla Marconi non câ&#x20AC;&#x2122;è tedesco), la perdita della continuitĂ  didattica sono elementi di una tale gravitĂ  formativa ed economica che non necessitano di ulteriori commenti. I genitori dei bambini che frequentano la scuola media presso i locali del Conservatorio di Brescia hanno incontrato nella mattinata di mercoledĂŹ 2 febbraio il sindaco Paroli al quale hanno consegnato una lettera aperta. â&#x20AC;&#x153;Da 40 anni â&#x20AC;&#x201C; questo lâ&#x20AC;&#x2122;incipit della missiva â&#x20AC;&#x201C; la scuola media ospitata presso il Conservatorio di Brescia è una realtĂ  che, nel vasto panorama delle istituzioni scolastiche bresciane, funziona beneâ&#x20AC;?. Prima si trattava di una scuola a sĂŠ stante, successivamente câ&#x20AC;&#x2122;è stata lâ&#x20AC;&#x2122;annessione al liceo Gambara. â&#x20AC;&#x153;Ora, allâ&#x20AC;&#x2122;improvviso, senza fornire alcuna informazione ai genitori degli alunni frequentanti, è

stato decretato che la scuola chiudeâ&#x20AC;?. Il Provveditore aveva avanzato lâ&#x20AC;&#x2122;ipotesi di un accorpamento amministrativo con una Media vicina. La confusione si era generata fin dallâ&#x20AC;&#x2122;inizio dellâ&#x20AC;&#x2122;anno scolastico. Lâ&#x20AC;&#x2122;attuale 1ÂŞ è formata da soli nove ragazzini, che hanno sostenuto gli esami di ammissione allâ&#x20AC;&#x2122;inizio di settembre in luogo dellâ&#x20AC;&#x2122;abituale scadenza di maggio. Solo a un giorno dallâ&#x20AC;&#x2122;inizio dellâ&#x20AC;&#x2122;anno scolastico hanno saputo dove sarebbero andati a scuola. â&#x20AC;&#x153;Sembra assurdo â&#x20AC;&#x201C; hanno spiegato i genitori al Sindaco â&#x20AC;&#x201C; che si possa anche solo sentire parlare di unâ&#x20AC;&#x2122;ipotesi di smembramento: per quale ragione i nostri ragazzi non hanno diritto alla continuitĂ scolastica, devono cambiare locali, programmi, libri di testo, lingua straniera, insegnanti e compagni? Hanno superato un difficile esame di ammissione, hanno rinunciato a frequentare la scuola vicino a casa, si sono inseriti in questa realtĂ  in moto da 40 anni, che cosa succede?â&#x20AC;?. Per il momento è stata salvaguardata la 2ÂŞ media (resta in Conservatorio), mentre la 1ÂŞ dovrebbe essere annessa alla Marconi (dove verrĂ  creata una sezione in piĂš, scorporando una classe giĂ  esistente).

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LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

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Inchiesta La Voce di Brescia

Sottovoce Vivere in centro è un po’ come vivere il meglio del cuore di una città, di un paese, di una comunità. Se ne respira la storia, l’arte, l’armonia tra passato e presente nelle case e nei monumenti. Strappati ormai nella dialettica tra pedonalizzazioni e traffico soffocante; incremento del commercio e concorrenza dei centri commerciali; cura dell’arredo urbano e accessibilità per tutti; invecchiamento della popolazione e canoni di affitto troppo alti per chi vorrebbe metter su casa. Il dibattito sui centri storici appassiona. La speranza è che nei nostri centri storici torni la vita. Ne va quel senso di appartenenza che non ha caso i nostri padri ci hanno consegnato anche dal punto urbanistico. Un patrimonio comune per sentirci sempre più parte di una comunità.

S

Secondo numero per il mensile “La Voce di Brescia” e secondo appuntamento con il free-press cittadino distribuito nei punti chiave del territorio e dell’hinterland. Diversi in questa edizione gli argomenti affrontati, a partire da un primo focus dedicato al centro storico della città e all’evoluzione del modo di vivere una realtà locale in costante trasformazione. Dall’attenzione agli antichi negozi che chiudono i battenti, siglando di fatto la scomparsa dei vecchi mestieri, all’approfondimento sul futuro del lavoro nella città che cambia. L’intervi-

Mestieri e legami di una volta La prima pagina di gennaio

pagina a cura di Roberto Barucco

sta al presidente dell’Associazione artigiani, Enrico Mattinzoli, consente di valutare lo stato dell’arte dell’impresa locale e di inquadrare le potenzialità future. Dalla possibile doppia identità di Brescia all’apertura nell’Ortomercato della sede de “L’Ottavo Giorno”, a sottolineare come rete di relazioni, aiuto e solidarietà vadano di pari passo. La rubrica “Dentro le mura” ci porta invece all’intervista dedicata all’assessore alla Cultura del Comune di Brescia, Andrea Arcai, che introduce l’agenda degli impegni locali per il 2011 e accende l’attenzione sul-

Dalla vitalità del centro storico al punto sulla candidatura Unesco della rete longobarda. Sono solo alcuni degli approfondimenti di gennaio

le prossime tappe della candidatura Unesco della rete longobarda. Tempi stretti per la decisione da parte della Commissione tecnica, ad anticipare i contenuti di una possibile estate bresciana vissuta nel segno del Patrimonio mondiale dell’umanità. Di memorie di mezzo secolo fa racconta invece la pagina d’apertura della rubrica “Fuori le mura”, che riporta il commento di Franco Armocida alla presentazione del volume “Il giardino della memoria”, dedicato alla storia della comunità del Villaggio Prealpino. Sono passati cinquant’anni, dall’idea originale di padre Marcolini, e la prospettiva, anche se identica dal punto di vista dell’obiettivo della macchina fotografica, è molto cambiata. Anche la gente del ‘villaggio’ o noi stessi? Così ci si interroga sfogliando le pagine in bianco e nero

Un tavolo a Palazzo Broletto

Aeroporto, qualcosa è cambiato “A fine febbraio gli aspetti definitivi. Per ora vige il riserbo sui contenuti specifici dell’accordo. Ripeto, entro fine febbraio ci sarà l’approvazione globale, auspico ci sia”. Parola di Daniele Molgora, presidente della Provincia. Aeroporto di Montichiari, qualcosa è cambiato. A marzo la probabile firma sull’accordo, forse l’8 marzo, potrebbe porre la parola “fine”, almeno per il prossimo futuro, sulla vexata quaestio dell’aeroporto di casa nostra e sulla querelle che ha opposto i duellanti da un versante all’altro del Benaco. Di fatto, la lettera d’intenti siglata dai presidenti delle Province di Brescia, Verona e Trento è fondamentale per capire quali aspetti potrebbe dover soddisfare Brescia per aver spazio nella Catullo di Verona, come è noto a capo delle controllate D’Annunzio di Montichiari e Catullo di Villafranca. Alla firma della lettera d’intenti del primo febbraio c’erano, come dicevamo, i presidenti provinciali Daniele Molgora, Giovanni Miozzi e Lorenzo Dellai. Sullo stesso foglio le firme di Francesco Bettoni e Alessandro Bianchi, alla guida delle Camere di Commercio di Brescia e Verona. I dirigenti di Aib, Giancarlo Dallera, ABeM, Giuliano Campana e il sindaco di Verona, Flavio Tosi. La pace tra D’Annunzio e Catullo, sembra a portata di penna. L’occasione per parlare di un futuro possibile all’insegna di cargo e di passeggeri è il

primo di febbraio. Alle 12.44 l’orologio della Provincia si sincronizza su quello dei terminal padani e veronesi. Allora ci siamo? “Quasi. Il percorso è atto a separare i conflitti. Le basi sono sempre più solide – ribatte il presidente Molgora – perché l’accordo tra Brescia e Verona divenga un fatto positivo per lo sviluppo. In futuro verranno compiuti i passi successivi”. Le cifre? Solo ipotesi, legate alla possibilità che Brescia, intesa come sistema, possa investire circa 20 milioni di euro destinandoli alla holding Catullo. L’aumento di capitale porterebbe dall’attuale 8,4% al possibile 25%. Un passaggio che sul piano pratico si tradurrebbe, il condizionale è d’obbligo, in due consiglieri seduti nel Cda, uno di questi in carica come vicepresidente e una delega al D’Annunzio. “Sono stati superati problemi che sembravano insormontabili – chiosa Giovanni Miozzi –. Dai dati tecnici si arriverà alla quadratura finale, per il bene dei territori”. “È così – conferma Francesco Bettoni – voglio ringraziare Giuliano Campana che ha rappresentato al meglio la nostra realtà e ABeM. I contenuti sono positivi. Ora ogni Ente dovrà valutare e approvare. A breve concluderemo. Brescia, Verona e Trento”. Stesso tema sull’omologo fronte veronese, “soddisfazione per il raggiungimento degli obiettivi, il percorso sarà abbastanza breve”.

della rievocazione. Non mancano in questo numero i debutti: due nuove rubriche, una realizzata in collaborazione con Assopadana – Claai, che si occuperà di formazione, sicurezza, ambiente, medicina del lavoro e una d’ambito medico, curata da W. & B. Poliambulatori, che toccherà i temi più attuali legati alla sanità. Due novità che si uniranno all’appuntamento promosso con la preziosa collaborazione di Coldiretti. Le pagine dell’economia analizzano invece il bilancio congiunturale Aib dello scorso trimestre, mentre cultura e sport completano il numero, con uno spazio che tratta della “frequenza della passione” e delle potenzialità uniche della radio, in questo caso di Radio Voce oltre a un servizio dedicato a Vanessa Ferrari e alla Brixia Gym. Buona lettura.


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Paesi e parrocchie Bassa

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Chiari Domenica 30 gennaio

Padre, maestro e amico Il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la pastorale della famiglia, ha riflettuto sulla figura di San Giovanni Bosco

L

di Paolo Festa

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Le beatitudini come modello di vita per ogni cristiano. La ricerca della vera felicità, senza lasciarsi abbagliare dalle illusioni del mondo contemporaneo. L’esempio di chi, come San Francesco di Assisi e Santa Teresa di Gesù Bambino, ha saputo vivere la gioia del cristianesimo anche attraverso le fatiche del quotidiano. Questi sono stati alcuni dei temi trattati dal card. Ennio Antonelli, presidente del Pontifico consiglio per la pastorale della famiglia, nell’omelia della messa che ha celebrato domenica 30 gennaio nella chiesa di San Faustino a

Chiari. Il Cardinale, invitato dalla parrocchia e dalla comunità salesiana in occasione della festa di San Giovanni Bosco, ha per due giorni accompagnato la comunità clarense sul significato dell’educare e sull’impegno di vita cristiana. Come quando, sempre nell’omelia della Messa di domenica sera, ha fatto riferimento ad alcuni episodi della vita di don Bosco, in particolare a quando il Santo chiese ed ottenne di accompagnare un nutrito gruppo di giovani del riformatorio in un’uscita fuori porta. Tutti i ragazzi ne furono entusiasti, ma nes-

INSIEME AL TERRITORIO PER ANDARE LONTANO

L’unio ne fa la fo rza . P iù for t e LG H, p i ù for t i i Nos tri Te rri to ri . Per garantire uno sviluppo più sereno al nostro territorio, occorre condividere con forza e passione le eccellenze, le tradizioni e le esperienze. Ecco perchè Cogeme Rovato, SCS Crema, Aem Cremona, Astem Lodi e Asm Pavia hanno dato vita a Linea Group Holding, un grande Gruppo, dedicato ad offrire ai propri p p clienti alti livelli di qualità nei settori di acqua, gas, energia elettrica, ambiente nte e telecomunicazioni. I suoi numeri parlano chiaro: Lgh è tra i primi cinque operatori a livello nazionale nale nella gestione dei rifiuti con circa 1.000.000 di tonnellate gestite ed è ormai vicina al traguardo di un miliardo di Kw/h di energia elettrica provenienti da fonti rinnovabili. In più, distribuisce e vende circa rca 500 milioni di m3 di gas e 14 milioni di m3 di acqua e produce e distribuisce calore per circa 180 GWh. Oltre 100 milioni di euro sono gli investimenti nel triennio 2008-2010, tradotti nella lla realizzazione di opere pubbliche e nella crescita costante dei servizi ai cittadini: valori concreti, per dare al nostro territorio le migliori prospettive.

Il futuro del territorio è in buone mani www.cogeme.net

www.lgh.it

Il card. Ennio Antonelli a Chiari

suno cercò di approfittarne per fuggire, perché la vera gioia non ammette disobbedienza. O come quando il 31, celebrando la messa nel PalaSport “Don Elia Comini”, ha richiamato il significato dell’amore verso Dio e il prossimo nelle scelte educative. “San Giovanni Bosco, padre, maestro e amico dei giovani – ha affermato il cardinale Antonelli nell’omelia – nella testimonianza della sua vita e della sua opera, è segno trasparente dell’amore di Gesù per i giovani reso evidente nell’impegno educativo dei Salesiani in favore delle nuove generazioni”. A celebrare con lui il prevosto di Chiari, mons. Rosario Verzeletti, il direttore di San Bernardino, don Antonio Ferrari e numerosi parroci e curati dei paesi di provenienza degli allievi della Scuola paritaria. Oltre ai circa 900 ragazzi che frequentano

l’istituto nell’anno scolastico 20102011. Gli spalti erano infatti affollati dagli studenti che, nella struttura di via Palazzolo, frequentano la Scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado nei due diversi indirizzi del Liceo scientifico e dell’Istituto professionale per operatori delle arti grafiche. Al termine della celebrazione, dopo l’estrazione della sottoscrizione a premi in favore delle popolazioni di Haiti colpite dal terremoto del 2010, nel secondo chiostro dell’antico monastero francescano di San Bernardino è stata benedetta dal card. Antonelli la scultura in marmo del Sacro Cuore di Gesù, che reca sul basamento la scritta “Venite ad me omnes”, segnale di accoglienza nella realtà di San Bernardino, punto di riferimento per la formazione dei giovani nell’Ovest bresciano.


Brevi

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Rudiano

In marcia per la pace Sabato 5 febbraio, dalle 15.30, dall’oratorio si snoda la 1ª marcia interreligiosa della pace. L’accoglienza è guidata dall’Acr, mentre il Tavolo della pace Franciacorta Montorfano guida la riflessione. Alle 16 si muove il corteo in ascolto di padre Timis Gheorghe della Chiesa ortodossa rumena, con l’animazione dei ragazzi dell’Istituto comprensivo e l’intervento della comunità musulmana con Said Meghras. Conclude in oratorio alle 17.30 il parroco don Luigi Pellegrini.

Manerbio

Ok al piano socio-assistenziale

Azzano Mella A ottobre il giudizio definitivo

Il Tar dice no alla piastra commerciale

L

L’annosa questione relativa alla realizzazione del polo logistico di Azzano Mella per il momento è chiusa. In attesa di nuovi sviluppi, attesi per il prossimo autunno, si spegne il fuoco delle polemiche. “Il Tar di Brescia – riferiscono da Legambiente Bassa Bresciana – con la sentenza depositata la scorsa settimana ha messo una grossa pietra sul progetto di realizzazione di un polo logistico: una piastra commerciale di 560mila metri quadri, approvata dal Comune attraverso una variante urbanistica automatica in conseguenza dell’attivazione di uno Sportello unico per le attività produttive”. In sostanza il progetto del polo logistico non è mai stato supportato da una Vas (Valutazione ambientale strategica): valutazione obbligatoria per così grandi superfici, “ma che era stata elusa – spiegano da Legambiente – attraverso l’artificio di spezzare l’intervento urbanistico in due parti più piccole. Per ora, dunque, le ruspe resteranno ferme, almeno fino a ottobre, data in cui è previsto il

di Maria Teresa Marchioni

giudizio definitivo del Tar. Si può dunque dire che la battaglia ambientalista, condotta in primo luogo dal circolo Legambiente Bassa Bresciana, abbia dato i suoi frutti”. Positivo anche il commento di Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, che afferma importante “la battaglia contro il polo logistico di Azzano Mella. È questo un bell’esempio di mobilitazione efficace che vede protagonista un circolo Legambiente, ma che ha saputo coinvolgere anche altre categorie (come gli agricoltori e perfino i cacciatori), tenendo unito il fronte legale e l’intervento presso il tribunale amministrativo con la mobilitazione del territorio e la sensibilizzazione dei livelli istituzionali. La battaglia non è certo finita, perché gli interessi in gioco sono grandissimi, ma Legambiente, vigilerà e lo farà in nome di un interesse pubblico e condiviso: la terra non è in vendita, è un bene comune da difendere da ogni speculazione”. Per il momento, come si diceva in apertura, regna la quiete.

620mila euro, 120mila euro in più rispetto allo scorso anno. Ammonta a tanto la cifra stanziata dall’Amministrazione comunale per il piano socio-assistenziale per il 2011. Considerato una priorità programmatica, il programma prevede una serie di interventi che confermano l’impegno degli Amministratori in settori come: anziani, minori e loro famiglie, disoccupati, disabili, ma, in alcuni casi anche la popolazione in generale, sono i destinatari prioritari dell’impegno degli Amministratori. Le fasce più anziane potranno usufruire di contributi soprattutto per il servizio di fisioterapia nella Casa di Riposo locale; verrà mantenuto il sostegno per il telesoccorso, per il quale il Comune ha ottenuto uno sconto pari al 27% sul pagamento del canone. Continua la distribuzione dei servizi pasti a domicilio, erogato dal lunedì al sabato. Minori e famiglie riceveranno un aiuto per la frequenza del nido e della scuola d’infanzia; sostegno anche per i disoccupati, non solo tuttavia attraverso un semplice contributo economico, ma attraverso l’”impiego” dei disoccupati in servizi considerati socialmente utili. Per i disabili il piano contempla contributi per interventi di inserimento sia in ambito scolastico, sia in quello lavorativo; in previsione sono inoltre degli aumenti per la copertura di rette per la frequenza di centri diurni, centri socio-educativi, e realtà assistenziali per i disabili. Infine, l’Amministrazione ha stanziato un finanziamento di 12mila euro per aiutare famiglie in difficoltà nel pagamento di spese sanitarie, riscaldamento ed acqua ad uso domestico. (e.u.)

La presenza del Cfp Canossa a Bagnolo Mella

L’arte della cucina in classe Sabato 5 febbraio il Cfp Canossa apre agli studenti della terza media. L’istituto ha sede nel centro mons. Baccaglioni in centro a Bagnolo Mella; è realtà avviata dalle suore canossiane di Sant’Angela Merici che durante l’anno promuovono manifestazioni frequentate da cultori della buona cucina: a metà marzo sono annunciate due serate (ore 20,30) “A tavola con noi”, in maggio sarà proposto il programma “...dai sapori a... per gustare l’arte con tutti i cinque sensi” come informano i promotori che mettono in calendario: la mostra del gruppo fotografico bagnolese e l’esposizione degli artisti locali; l’incontro con la storia guidato dall’ing. Sandro Guerrini; la performance del teatro Cara... Mella. Da sei anni al Canossa si svolgono corsi triennali per operatori della ristorazione (aiuto cuoco), preparazione pasti, servizi di sala e bar, addetto alla panificazione e pasticceria, un corso triennale di operatore amministrativo (in Simulimprese) e, novità, il quarto anno per tecnici di cucina. Alla scuola possono accedere allievi in possesso della licenza di scuola media inferiore. Tutto questo per l’alberghiero. Altra iniziativa riguarda il settore socio-sanitario per la riqualifica in Oss (operatore socio-sanitario) di possessori del diploma Asa. Per il settore alberghiero questa è una scuola di buone maniere per servire a tavola ed in cucina per apprendere i segreti di antiche e nuove ricette. (pio)


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Paesi e parrocchie Bassa

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Calvisano Dal 13 febbraio

Una Fiera in continua evoluzione Tutto pronto per l’evento annuale che si celebra in concomitanza con le feste in onore della patrona, la Beata Cristina

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di Franco Piovani

Per la sagra di Calvisano, evento annuale in concomitanza con le feste in onore della patrona del paese, la Beata Cristina, domenica 13 febbraio, alle 16 è in programma la “Rassegna corale” con le formazioni “Madonna della Neve” di Adro e Santa Cecilia di Calvisano e, per sole voci femminili, il “Luca Marenzio” di Coccaglio. Lunedì 14 febbraio, sempre per la parte religiosa delle iniziative, è previsto: alle 19 il momento di preghiera presso la casa natale della Beata Cristina (nell’omonima via al numero 15) seguito dalla processione fino alla par-

CALVISANO

EVENTI

rocchiale e alle 20 la Messa solenne presieduta da mons. Vigilio Mario Olmi con la partecipazione del coro diretto dal maestro Enrico Tafelli. Concludendo la serata l’associazione Artiglieri offrirà un rinfresco in piazza. Le manifestazioni, che partono sabato 12 febbraio fino a domenica 20 febbraio, sono curate dall’agenzia del Comune Calvisano eventi (tel. 030 9968353). Cultura, arte, folklore, convegni tra le iniziative che s’avviano alle 14.30 di sabato con l’attivazione della pista su ghiaccio sulla quale si misureranno pattinatori esperti e alle prime ar-

CULTURA SPORT SPETTACOLI

IHEEUDLR

Manifestazioni dal 14 al 20 febbraio 2011 $JULFROWXUD&RPPHUFLR $UWLJLDQDWR$UWH *DVWURQRPLD6SHWWDFROLYLDJJLDQWL &LQHPDHWHDWUR&DFFLDHSHVFD 9HLFROLG·HSRFD pattinaggio sul ghiaccio Convegno sul ”Mondo agricolo” INFO: Calvisano Eventi tel. 030 9968353

Un’immagine d’archivio della festa della Beata Cristina

mi fino a lunedì 19 febbraio. Sempre sabato alle 20 l’inaugurazione della collettiva dell’associazione Arte Amici di Calvisano col contributo di pittori e scultori nella cornice della chiesa di Santa Maria della Rosa; resta aperta ogni sera dalle 20. Venerdì 18 febbraio alle 20.30 c’è il convegno sul tema “Finanziamenti agevolati in agricoltura” con le relazioni delle organizzazioni di categoria che hanno a cuore le sorti l’economia rurale di questa parte della pianura lombarda. Giostre in fiera per le giornate di sabato e domenica. Sabato 19 alle 9 prevista l’apertura delle aree espositive compreso lo stand dei cacciatori e pescatori e alle 10.30 l’Inaugurazione della Fiera presso la Sala delle Tele-Serafini presenti autorità civili e militari; alle ore 11 la consegna all’istituto comprensivo e alla Scuola dell’infanzia Bonaldi

di Calvisano di materiale tecnologico/ didattico frutto di una donazione; alle 14 la terza edizione del “Fofy Day”, manifestazione non competitiva di veicoli 4x4; alle ore 20.30 “Cinema e pop corn”, serata per i piccoli nella palestra della scuola media con proiezione di un film per bambini e distribuzione gratuita di bibite, pop corn e zucchero filato. Domenica 20 febbraio mentre sono aperte le mostre e le gare del programma, alle ore 11.30 sfilerà la Fanfara dei Bersaglieri per le vie del paese; ore 12.30 spiedo in Fiera presso la mensa della Scuola elementare a cura dell’Avis; ore 14.30 truccabimbi in fiera fino alle 18; ore 15 esibizione cani addestrati e nello stesso periodo l’“Open day Biblioteca”, con omaggi ai bambini; ore 16 animazione “Party on the road”. Per concludere: lunedì 21 febbraio il mercato settimanale.


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Montirone

La parrocchia e la sfida educativa S’inizia il 10 febbraio con don Marco Mori che riflette su “Educare alla vita buona del Vangelo. Una sfida per il mondo cattolico”. Emmanuela La Fede (cooperativa Il Gabbiano) il 17 febbraio affronta “Speranza per il futuro? Il coraggio di educare!”. “Genitori in crisi... di crescita!” il 24 febbraio con Davide Guarneri, presidente nazionale dell’Age, e con suor Rosalina della Shalom il 3 marzo. Gli incontri si tengono nella sala Bonomelli in via Veneto 2 alle 20.30.

La rassegna parte da Ospitaletto

“Un libro, per piacere!”

Rudiano Il progetto “Il gusto al tempo giusto”

L’agricoltura è sostenibile anche a scuola

S

Si è concluso giovedì 3 febbraio con un incontro presso l’auditorium della scuola primaria di Rudiano in via De Gasperi, il progetto “Il gusto al tempo giusto” che ha interessato, con il sostegno dell’amministrazione comunale di Rudiano e dell’istituto comprensivo, le classi quarte della scuola primaria. I bambini, insieme agli educatori della comunità “Il Nucleo”, hanno lavorato nei mesi di novembre e dicembre dello scorso anno a un’iniziativa che si propone di diffondere buone pratiche alimentari per tutelare la salute dei consumatori, cominciando dai più piccoli, secondo quanto si legge nel sottotitolo esplicativo: “La natura, le sue stagioni, i suoi prodotti, un ciclo benefico per la salute dell’uomo e della terra”. Si è quindi lavorato sui concetti di agricoltura sostenibile e a chilometri zero, che sempre più spesso occupano le riflessioni degli addetti ai lavori. Tramite attività formative che hanno coinvolto anche la comunità locale, i bambini hanno imparato a

di Francesco Uberti

conoscere la frutta di stagione, la sua provenienza e il ciclo attraverso il quale arriva sulle nostre tavole. La finalità è di fare in modo che possano in futuro essere in grado di scegliere ciò che mangiano secondo criteri di qualità e salute. La serata di giovedì ha rappresentato il coronamento del progetto con il riepilogo e l’esposizione del percorso compiuto, ma non solo: anche gli adulti intervenuti sono stati informati da un tecnico della cooperativa “Il cauto” sulla stagionalità dei prodotti ortofrutticoli e sulle possibilità di ridurre gli sprechi alimentari. L’attenzione all’educazione ambientale e alla corretta alimentazione non sono nuove né all’amministrazione comunale né all’istituto comprensivo: da tre anni, infatti, la collaborazione tra di essi ha portato alla realizzazione, nell’area contigua al cimitero, di un frutteto piantumato e coltivato secondo i canoni dell’agricoltura biologica, all’interno del quale gli alunni della scuola hanno potuto compiere diversi percorsi didattici.

Il filo conduttore è l’Unità d’Italia. Sì apre venerdì 4 febbraio a Ospitaletto con lo spettacolo “Innamorarsi delle parole”, curato dall’attore Luciano Bertoli e dalla musicista Ombretta Ghidini, l’ottava edizione della rassegna “Un libro, per piacere!”, organizzata dal Sistema bibliotecario del Sud-Ovest bresciano. “Storie d’Italia è il tema conduttore dell’edizione 2011 – ha precisato la presidente del sistema bibliotecario Ebe Radici – Un riferimento significativo al 150° anniversario dell’Unità d’Italia per rievocare e riscoprire episodi e personaggi significativi del periodo risorgimentale”. Il programma prevede, fino al 6 marzo, 24 serate di incontri e letture spettacolari nei vari Comuni del Sistema: tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero e con inizio alle ore 21. In programma, per l’edizione 2011, incontri con autori come Bruno Gambarotta, Giuseppe Pederiali, Sveva Casati Modignani e Chiara Frugoni. In cartellone sono previste anche nuove performance con le compagnie Cooperative Colibrì, Zero Venti, Treatro e Teatro Laboratorio, con la presenza di alcune delle voci più rappresentative del palcoscenico bresciano. Da segnalare l’appuntamento per l’11 febbraio a Chiari: l’autore Franco Loi, maggior poeta dialettale vivente, dialoga con il poeta dialettale clarense Achille Platto. Per informazioni, www.sistemasudovestbresciano.it. (p.f.)

Manerbio

Una settimana per il malato La preghiera come mezzo per condividere con gli ammalati l’esperienza della sofferenza, per fare di questa un’offerta a Dio, ma anche per chiedere a Dio la forza per affrontarla e la grazia della guarigione. Anche quest’anno, secondo tradizione, Manerbio onorerà la festa della Madonna di Lourdes, l’11 febbraio, con la festa dell’ammalato. “Festa” che consisterà essenzialmente in una celebrazione la quale non potrebbe trovare sede più opportuna della cappella dell’ospedale locale. In realtà la solennità della Madonna di Lourdes sarà preceduta da un’intera settimana di celebrazioni preparatorie, come spiega il cappellano, don Omar Borghetti. Lunedì 6 febbraio, giornata della vita, verrà intronizzata la statua della Madonna; da lunedì a giovedì la Messa che quotidianamente viene celebrata nella chiesetta alle 17 vedrà la presenza di un diacono o di un sacerdote che porterà una propria riflessione sulla Parola proclamata. Venerdì, poi, sarà il clou della settimana: alle 17, come sempre, verrà celebrata la Santa Messa; al termine si svolgerà una breve processione che vedrà i fedeli raggiungere la statua della Madonna collocata nel giardino antistante l’ospedale; sarà un atto devozionale, ma anche come atto di affidamento filiale, soprattutto degli ammalati, alla Madre di Cristo. (e.u.)

L’ospedale di Manerbio


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Paesi e parrocchie Valtrompia

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Ludizzo di Bovegno Domenica 6 febbraio

Ghidoni: un maratoneta sulle nevi Chicco Enrico Ghidoni di Ludizzo ricomincia: ritenta la Yukon Arctic Ultra, “430 miglia” (740 km) con gli sci, un’impresa mai riuscita

C

di Edmondo Bertussi

Chicco Enrico Ghidoni è in Canada: domenica 6 alle 10.30 sarà al via della leggendaria Yukon Arctic Ultra la gara tra il Canada e l’Alaska, da Whitehorse a Dawson City, sulle piste e sul fiume dei cercatori d’oro, 430 miglia, 740 km più o meno “lunghi” a seconda delle giravolte tra montagne di ghiaccio create dal fiume. A 57 anni compiuti il 31 gennaio scorso l’agente della polizia provinciale, con casa a Ludizzo di Bovegno, si rimette in gioco dopo l’impresa del 2009: fu il primo al mondo a concludere la “430” sotto il tempo limite dei 13 giorni. Impiegò 9 giorni, 5 ore e 35 minuti. Tagliò il traguardo con un piede nello scarpone e l’altro semicongelato in una babbuccia: quella immagine fece il giro del mondo. Nel 2007, la prima volta, aveva già vinto in coppia con l’amico Stefano Miglietti sulla 300 miglia (500 km) in 5 giorni e 6 ore, record imbattuto. La gara, infatti, si articola su quattro distanze progressive: 26 miglia, 100 miglia, 300 miglia, 430 miglia (740 km). Enrico Ghidoni è l’unico italiano

Enrico Ghidoni

che figura tra 20 iscritti sulla distanza lunga. Nella “300” ci sono altri due bresciani, Luigi Mazzocchi e Sofia Giugni. Perché una terza volta l’ha spiegato agli amici della Promosport che gli facevano festa all’oratorio di Magno: “Il senso della Yukon è questo, una vittoria personale sui propri limiti spostati avanti: parlare di record è improprio, ci vuole fortuna, che madre natura che hai di fronte ti lasci ‘passare’”. Ai giovani dico: “La vita anonima quotidiana avara di luccichii richiede più coraggio”. Poi spiegava il desiderio di quegli spazi infiniti ed emozioni, ormai insopportabile; la soddisfazione di avere con sé il figlio Simone bravo universitario che spende così una borsa di studio aggregato allo staff della gara; la tentazione infine di un nuovo record, stavolta con gli sci, impresa ancora mai riuscita. Dal 4 gennaio 2010 si è allenato ogni giorno, seguendo tabelle e dettami dell’amico dottor Marco Rosa del Marathon che da dieci anni segue lui e il fratello Roberto, “Lupo che corre”, detentore dei

record della traversata dell’Alaska. Ha rifinito la forma sulle nevi del Maniva raggiunto a piedi da Bovegno: circa 5000 metri di dislivello al giorno con sci che ha fatto diventare speciali. Ai piedi anche un paio di “Crazy” da scialpinismo, reperiti con l’amico Gialdini, sui quali, ricordando le temperature a –50°, gli scarponi stretti che mettono sotto stress la circolazione nei capillari del piede gonfiandolo nel congelamento, ha montato attacchi da fondo: ha così il galleggiamento sulla neve e la morbidezza della scarpetta leggera protetta con doppio strato speciale. Userà pelli di foca austriache (Geko) aderenti senza colla allo sci che testerà in condizioni estreme trainando uno slittino tra 25 e i 30 chili. Indumenti intimi e calze sono della Accapi di Rezzato come nel 2009. Si sono aggiunti, a fare squadra, sponsor amici “romantici” perchè non c’è l’impatto mediatico di altri sport. Si vince solo una targhetta con scritto “Finisher”: ha terminato. 740 km: la distanza giusta per entrare nella storia.


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Dal 17 al 19 giugno

Ritorna il Gran Trail 3 V: una gara che abbraccia le Valli

Dal film “Il Profeta”

Nave Dal 10 febbraio

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Carceri: specchio di comunità

L’oratorio San Filippo Neri organizza cineforum e riflessioni sul mondo delle carceri come specchio di comunità. Si inizia il 10 febbraio alle 20.30, presso la Sala della comunità San Costanzo, con la proiezione del film “Il Profeta” di Jacques Audiard; Matteo Franzoni anima il cineforum. Condannato a sei anni di prigione, il protagonista Malik Ed Djebena non sa né leggere né scrivere. Fin dal suo arrivo, con i suoi 18 anni, è il più giovane e fragile dei detenuti del carcere. Rapidamente finisce sotto il giogo di un gruppo di detenuti corsi che fanno il bello e il cattivo tempo nell’istituto. Il ragazzo impara rapidamente e dopo alcune “missioni” portate a termine, si conquista la fiducia dei corsi. Ma altrettanto rapidamente, Malik utilizza la sua intelligenza per sviluppare discretamente la sua rete di interessi. Il 17 febbraio, invece, è in programma una tavola rotonda con Luciano Eusebi, docente di diritto penale, e con Enrico Rigosa, volontario nelle carceri in Perù. L’appuntamento è

Il nuovo anno porta con sé la notizia ufficiale della disputa i prossimi 17, 18 e 19 giugno del Gran Trail 3V, organizzato dalla società Trail Running Brescia per ricordare e commemorare ideatori e associazioni escursionistiche che si sono adoperati per realizzare e mantenere lo storico sentiero delle tre Valli. “Proprio nel 30° anniversario dalla sua istituzione – spiega Michele Mombelli, presidente del Trb –, abbiamo deciso di istituire una gara che onorasse il lavoro compiuto nel 1981 da Silvano Cinelli, Tullio Cremonesi, Renato Floreancigh, Ettore Quaroni e 21 sodalizi escursionistici e alpinistici bresciani. Il sentiero 3V, come le Alte Vie, ha anticipato di molto i tempi e già ad ottobre ci siamo mossi con una ‘edizione zero’ per testare il percorso e fissare un tempo massimo di percorrenza per i partecipanti alla gara di Trail Running”. Con un tracciato ad anello che percorre creste e crinali e abbraccia le tre valli bresciane (Valtrompia, Valle Camonica, Valsabbia), il sentiero 3V compie il giro di boa più a nord al Passo Maniva. “La gara – specifica il coordinatore Maurizio Angella – prende il via da piazza Loggia a Brescia, seguirà il 3V, salirà cime come Sonclino, Ario, Dasdana, Colombine, Crestoso, Muffetto, Gugliemo e poi farà ritorno verso la città, seguendo un itinerario antiorario che utilizza alcune varianti a seconda della categoria di percorso: 160 km e 20mila metri di dislivello per il ‘Gran Trail 3V’ (tempo massimo 45 ore); 90 km e 10mila metri di dislivello per il “Trail 3V”; il percorso più breve denominato ‘Ultra Marathon 3V’ lungo 45 km e circa 5.800 metri di dislivello complessivo”. Per informazioni, www.trailrunnningbrescia.org. (a.a.)

La biblioteca del Bailo a Sarezzo

Il prestito gratuito a domicilio Da gennaio il servizio di prestito a domicilio è entrato in pianta stabile nelle attività della Biblioteca del Bailo di Sarezzo. Avviato in autunno a Concesio e Villa Carcina, l’iniziativa rientra nel progetto “in-Biblioteca” promosso da Sibca e Comunità montana. Rivolto ad anziani, donne in gravidanza, invalidi, malati e a chi non ha modo di accedere direttamente alla biblioteca, si prevede la possibilità di ricevere gratuitamente a casa libri, riviste, dvd e cd musicali della Rete bibliotecaria bresciana. Il servizio, una volta alla settimana, sarà coperto dall’Associazione gruppo volontari “Madre Teresa di Calcutta” attivi presso la Rsa saretina. Info: biblioteca@comune.sarezzo.bs.it e al numero 0308907210.

di Luigi Zameli

La proposta 2011 di Treatro

In scena Angela Finocchiaro alle 20.30 nell’aula magna dell’oratorio. “Amore buio” è il titolo della pellicola di Antonio Capuano con Luisa Ranieri e Fabrizio Gifuni che viene proiettata nella Sala della comunità alle 20.30 del 24 febbraio; il cineforum sarà animato da Mauro Toninelli. Il film racconta la storia di un ragazzo e una ragazza. Uno chiuso, introverso, insofferente e per di più confinato in galera, l’altra ugualmente problematica ma confinata in una vita borghese e cittadina dalla quale sembra voler fuggire ma in cui rimane invariabilmente bloccata. I due però sono uniti da qualcosa di più che un’affinità elettiva e la frequentazione di diversi psicologi, le loro vite hanno avuto una svolta negativa nel medesimo momento, in un evento che li ha coinvolti entrambi. Il 3 marzo, infine, viene presentato il documentario realizzato dalla Caritas di Brescia all’interno del carcere; segue un dialogo fra Mario Fappani, garante dei detenuti, e Angelo Canori, presidente del Volca (Volontariato carcere del Caritas).

Si apre con “Cristina di Belgiojoso: dodici nomi, dodici vite” recitato il 4 febbraio da Franca Ferrari ai capannoncini del Parco del Mella la Proposta 2011 dell’associazione culturale Treatro, giunta quest’anno alla 28ª edizione. Un progetto teatrale per la Valtrompia sostenuto da Circuiti teatrali lombardi della Regione Lombardia e Comunità montana di Valle Trompia, che per tre mesi si sposterà con varie opere nei Comuni di Bovezzo, Concesio, Gardone, Marcheno, Sarezzo e Villa Carcina. Nel ricco programma allo spazio praticabile di via Dante 159 a Ponte Zanano ci sarà mercoledì 9 e giovedì 10 febbraio “Comizi d’amore” della Compagnia Il Carrozzone e venerdì 4 marzo i ragazzi di Palco Libero con “Ricordando Piazza Loggia”. A Bovezzo sabato 12 marzo il Treatro va in scena con l’acclamato spettacolo “Le ore non si contano”, mentre a Villa Carcina si attende venerdì 18 marzo per “16.30” di Angelo Pisani, dal duo comico “Pali e Dispali” di Zelig. Al teatro San Faustino di Sarezzo giovedì 3 marzo appuntamento clou con “Mai più soli”, spettacolo di Stefano Benni recitato dall’attrice Angela Finocchiaro e a S. Andrea di Concesio il 25 marzo Lucilla Giagnoni con “Dedicato ad Alda Merini”. Tutti gli spettacoli cominciano alle ore 21 (costo 1 euro, eccezion fatta per “Mai più soli” - 15 euro). Info programma completo su www.treatro.it. (a.a.)

Angela Finocchiaro


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Paesi e parrocchie Valle Camonica

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Darfo Boario Fino al 15 febbraio

Vivere una settimana educativa Il parroco don Giuseppe Maffi ha predisposto un calendario di appuntamenti religiosi e di approfondimenti spirituali

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di Franco Garattini

Le oltre 1.500 famiglie della parrocchia dei Santi Faustino e Giovita di Darfo, che comprende anche la popolosa frazione di Pellalepre, si preparano a celebrare con tutta la solennità la festa dei Santi Patroni Faustino e Giovita. Il parroco don Giuseppe Maffi e il curato don Sergio Contessi, hanno preparato un calendario di appuntamenti religiosi e di approfondimenti spirituali che culminerà nella festa dei Patroni, martedì 15 febbraio. La comunità parrocchiale vuole riaffermare, così, l’origine profondamente cristiana di questa festa e la sua appartenenza alla Chiesa bresciana. Tre sono i punti salienti di tutta la lunga preparazione: la celebrazione comunitaria di tutta la parrocchia, la settimana di convivenza dei giovani nell’oratorio e l’approfondimento del tema “Tutti siano una cosa sola” (Giovanni 17,21), affidato ai parroci della zona pastorale: don Guido Menolfi di Angolo, don Enrico Andreoli di Boario, don Battista Dassa di Angone e don Danilo Vezzoli di Fucine. Per l’occasione verrà riaperta l’an-

L’interno della parrocchiale

tica chiesa parrocchiale dedicata proprio ai Santi Faustino e Giovita (solitamente chiusa da novembre a maggio). Il fitto calendario, condiviso dai sacerdoti con il Consiglio pastorale parrocchiale, si avvale degli spunti delle feste religiose del tempo: proprio domenica 6 febbraio inizia la “Settimana” celebrando la 33ª Giornata della vita che si snoda sul tema “Educare alla pienezza della vita”; la S. Messa delle 10 vedrà la presenza delle famiglie con i piccoli che hanno ricevuto il battesimo nel 2010; alle 17 ci sarà una marcia della vita e della pace, cui segue una S. Messa dedicata al tema della giornata, mentre in serata inizia la convivenza di giovanissimi e giovani in oratorio. Come si diceva, l’antica chiesa parrocchiale ospiterà le celebrazioni, dove da lunedì 7 a giovedì 10 verranno celebrate le S. Messe delle 8.15 e delle 18, mentre alle 20.30 sono stati programmati gli incontri su quattro distinti temi all’interno del tema centrale della “Settimana della Comunità”. Nello specifico don Guido Menolfi

tratterà il tema “Dio ama gli uomini” (lunedì 7); don Enrico Andreoli svilupperà l’argomento “Tutti gli uomini sono chiamati all’amore” (martedì 8); don Battista Dassa approfondirà il concetto “La Chiesa si fonda sull’amore” (mercoledì 9), mentre don Danilo Vezzoli, vicario zonale, concluderà sul tema “Gli ultimi, forza dell’amore” (venerdì 10). Giovedì 10 sarà la giornata dedicata all’Adorazione eucaristica, mentre venerdì 11 febbraio verrà celebrata alle 19 la Giornata dell’ammalato. Sabato 12 e domenica 13 ci saranno i momenti di celebrazione prefestivi e festivi, mentre lunedì 14 ci sarà la veglia di preghiera per gli “innamorati”, alla quale sono invitate le coppie di fidanzati e sposi. Particolarmente solenne sarà poi la celebrazione di martedì 15 febbraio; alle 8.15 la S. Messa, cui seguirà quella delle 10 presieduta da mons. Cesare Polvara, provicario generale, e concelebrata dai sacerdoti della zona pastorale, con i Vespri alle 17.30 e, infine, la S. Messa vespertina.


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Pescarzo di Breno Donazione

Il computer portatile entra in classe La Provincia ha portato 20 Olpc con un sistema operativo adatto ai bambini in età scolare. Il progetto interessa i Paesi in via di sviluppo

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Ressa di genitori, autorità, giornalisti e maestre nella scuola primaria di Pescarzo di Breno per l’arrivo da parte dell’ente Provincia di 20 piccoli computer. Presenti il sindaco Sandro Farisoglio, l’assessore all’Istruzione Bruna Zampatti, il dirigente scolastico Mario Martini, il vicepreside della scuola media Giovanna Poli e Corrado Ghirardelli, assessore provinciale all’Innovazione, tecnologie, grandi strutture, sistemi informativi. Si tratta di Olpc, computer di nuova generazione con caratteristiche particolari. Ghirardelli ha accettato la scommessa di

di Ermete Giorgi

Nicholas Negroponte, docente al prestigioso Mit (Massachusetts Institute of Technology). Un problema che sta molto a cuore a Negroponte è il divario digitale (“Digital divide”) e informativo dei Paesi del Terzo mondo. Il cattedratico ha avviato con successo scuole, fornendole di computer e connessione a banda larga. A seguito di questa esperienza, lo studioso ha cominciato a realizzare un progetto ambizioso: portare l’informatizzazione là dove a malapena giunge la corrente elettrica. Il programma si va espandendo a vari Paesi: Thailandia,

India, Cina, Colombia, ecc. Si è così arrivati all’operazione “Un computer da 100 dollari”. Alla distribuzione di questi “gioiellini”, vitali in quelle aree, seguirà un progetto ancor più ampio che non è solo di informatizzazione, bensì di istruzione. Il fine principale sarà quello di sostituire i libri di testo con delle poco costose copie in formato digitale. Appunto a questo proposito è nata l’Olpc (associazione One Laptop Per Child), no profit, il cui scopo è quello di sconfiggere la povertà nel mondo, fornendo alle nuove generazioni dei Paesi in via di sviluppo uno strumento per imparare la cultura informatica; supportare l’attività didattica in aula ed in casa; entrare nella comunità globale attraverso internet; auto emanciparsi dal punto di vista culturale ed economico. Per realizzare il progetto, l’Olpc, ha pen-

Spa Funivia Boario Terme-Borno

Il rilancio dell’attività sciistica L’ultimo comunicato stampa della Spa “Funivia Boario Terme-Borno” inizia con l’ottimistica notizia: “Aperto per neve a Borno: il paese ritrova fiducia nella stagione invernale”. Poi segue una sorta di rapporto che non nasconde la presenza di momenti problematici. L’estate appena trascorsa non è stata facile: si sono registrate difficoltà per la società della funivia in particolare ed in generale circa il futuro dello sci sull’Altopiano del Sole. Dopo ben 36 anni dacché ha preso forma il progetto di unire con una funivia il fondovalle al borgo posto a 1.000 metri d’altitudine, son passati momenti felici, tempi morti, fasi di preoccupazione, intervalli di stanca. Nel 2000 l’intervento straordinario del finanziere Romain Zaleski; nel 2005 qualche importante segnale di ripartenza. Ma le condizioni dell’economia nazionale, dei finanziamenti pubblici, del mercato già da allora stavano rapidamente cambiando. E successivamente le scelte adottate e quindi le politiche aziendali avrebbero dovuto seguire le richieste del mercato della neve e degli sport invernali: rapidi cambiamenti, denaro fresco, abbondanti strutture all’avanguardia, grandi comprensori, alleanze strategiche tra vallate, coordinamenti amministrativi regionali, politiche chiare del turismo, stagioni stabili sotto il profilo meteorologico. Ed invece – è sempre il recente comunicato stampa a

sostenerlo – tutto questo è venuto meno, o non si è proprio realizzato. Insomma, a partire dal 2005, l’“ingranaggio s’è bloccato, proprio quando Borno aveva deciso un nuovo investimento molto importante ed assai oneroso. Nell’ultimo quinquennio, a partire dal 2005 per venire al 2010, è stato fatto tutto il possibile per trovare le soluzioni più idonee. Due inverni molto difficili tuttavia hanno pesantemente frenato il rilancio della stazione. I membri della società proprietaria degli impianti (85% pubblici: Provincia di Brescia, Comunità montana e Bim di Valcamonica, Comuni di Borno, Ossimo, Piancogno e Darfo Boario Terme) si sono trovati oltretutto persino nell’impossibilità normativa – stabilita per legge – di sostenere economicamente la propria società. Le drastiche scelte operate dall’attuale consiglio di amministrazione, che si è trovato a gestire la fase più difficile e dura della storia della funivia, sono state necessarie ed indispensabili. I bornesi, chiamati a raccolta, hanno fatto molto anche a titolo personale. Oggi si dice, da più parti, che si sarebbe potuto fare meglio, ma la società ringrazia tutti quei cittadini che, a qualsiasi titolo, hanno ridato fiducia alla Spa. È in pieno svolgimento la stagione sciistica: la gestione degli impianti rimane nelle mani dell’istituzione proprietaria, in attesa di un bando.

sato un personal computer con sistema operativo “open” (libero da licenze) adatto ai bambini in età scolare. Il “Laptop” è un portatile, disegnato per imparare ad imparare. L’Olpc ha messo a punto il programma “Give One, Get One”, il quale prevede che per ogni Laptop acquistato ne venga donato uno ai bambini dei Paesi in via di sviluppo. Un bambino, con un Xo non è un soggetto passivo, fruitore di conoscenza, ma un partecipante attivo di una comunità in cui si apprende: infatti i ragazzi, come gli adulti, imparano lavorando. Ghirardelli spiega che si è giunti a quota 320 Olpc, consegnati dal 2008 ad oggi. Quest’anno le scuole che hanno ricevuto 68 computer sono: Lonato, Salò e Breno. Come sempre, altrettanti Xo saranno consegnati in un orfanotrofio in Colombia, ove sono ospitati circa 650 bambini.


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Paesi e parrocchie Garda Valsabbia

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Lonato Riconoscimento

Il mercato del giovedì è “storico” La Regione Lombardia ha premiato la valenza dell’esposizione merceologica: un antico documento ne attesta l’origine nel 1509

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di Vittorio Bertoni

La conferma viene dal Bollettino ufficiale della Regione Lombardia: dal 5 gennaio scorso, la Regione ha ufficialmente riconosciuto il mercato del giovedì mattina di Lonato del Garda come “Mercato di valenza storica di tradizione”, vale a dire esposizione merceologica con un’origine attestata e documentabile risalente almeno a un secolo prima. Un importante riconoscimento per la cittadina gardesana in considerazione del fatto che l’appuntamento commerciale e popolare si perpetua nel centro lonatese, a cadenza settimanale, addirittura da oltre cinque secoli, come testimoniano le fonti scritte. Il mercato attuale del giovedì si estende, in piazza Martiri della Libertà e nelle vie adiacenti, per oltre 2.600 metri quadrati, con un totale di 73 posti occupati da varie tipologie merceologiche. Un antico documento, nell’archivio comunale di Lonato, attesta l’istituzione del mercato settimanale al 1509, con un probabile breve periodo di inattività, non chiaramente documentato e non particolarmente significativo. Con ogni probabilità, l’appuntamento commerciale con

gli ambulanti esisteva anche prima di tale data, ma il 1509 è quella riconosciuta come attendibile e ufficiale, quindi confermata agli atti. In una lettera datata 12 gennaio 1934, il podestà lonatese, dando risposta alla missiva del 6 giugno 1933 con la quale il presidente del Consiglio provinciale dell’Economia corporativa chiedeva “a codesto Comune di voler cortesemente comunicare a questo Ente i dati riguardanti l’origine, l’epoca e l’importanza delle fiere che hanno luogo in questo Comune”, faceva sapere che “in questo Comune il giorno di mercato è stato fissato da tempo immemorabile nel giovedì di ogni settimana”. “Infatti è quanto risulta – riferisce Michele Spazzini, dirigente dell’Ufficio Commercio e vicesegretario generale del Comune – dai documenti rinvenuti e conservati nell’archivio comunale. Nel 1862 è stato approvato un Regolamento sui mercati, come risulta dal Repertorio d’archivio degli anni 1860-1926. È molto probabile che vi sia stato un momento in cui il mercato sia rimasto pressoché inattivo, considerato che dall’archivio, per gli anni 1909-1921, risulta la richiesta di

‘Riattivazione mercato settimanale e fiere diverse’. Purtroppo non abbiamo trovato alcun documento relativo al periodo interessato. Pare, in ogni caso, che tale periodo di inattività non sia stato particolarmente significativo e quindi di breve durata”. Soddisfatto del riconoscimento regionale, che porta ulteriore lustro alla cittadina turistica gardesana è l’assessore al Commercio Valentino Leonardi. “Per la nostra cittadina – spiega Leonardi – questo è un altro traguardo importante, che rientra nella politica di valorizzazione del centro storico che, come amministratori comunali, stiamo promuovendo da anni. Tra l’altro, stiamo valutando la possibilità di avviare, nel periodo estivo in concomitanza con la chiusura delle scuole, un’area custodita di svago, con educatrici o assistenti, che seguano i bimbi nel giorno del mercato. Tale progetto consentirebbe ai genitori di frequentare in tutta tranquillità il centro di Lonato e di fare acquisti al mercato cittadino. Stiamo cercando la collaborazione di privati per non gravare sulle casse comunali e riuscire a partire in via sperimentale”.


Brevi

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Serle

Divertirsi facendo movimento, “Ciaspolando” in un sabato sera

Gavardo Il Comune presenta alcuni progetti

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Tra sport, volontariato e scuola

L’ammodernamento del centro sportivo, il polo scolastico per l’infanzia e un gruppo di protezione civile. Sarà un 2011 intenso per l’amministrazione comunale di Gavardo, guidata da Emanuele Vezzola, impegnata su questi come su altri fronti. Il centro sportivo, che verrà ultimato in primavera, vedrà un’ampia azione di ammodernamento: sistemazione dell’esterno e delle scalinate, sostituzione di molti accessori fra i quali i miscelatori degli spogliatoi, che verranno temporizzati e i sensori applicati alle luci, in un’ottica di risparmio dell’energia. Non solo. Verranno asfaltati tutti i vialetti, sistemate le recinzioni, posizionata la segnaletica per i fruitori, abbellite le zone verdi con piantumazioni e spazi a giardino. “Il tutto – spiega l’assessore di partita Bruno Ariassi – con un finanziamento comunale di quasi 120 mila euro, ma stiamo verificando anche il contributo di alcuni privati per aumentare il numero delle opere previste”. E l’attenzione a Gavardo è puntata anche sulla prima infanzia,

Serle è un piccolo comune (uno dei 5.000 piccoli Comuni d’Italia) in Valle Sabbia a 505 metri sul livello del mare che conta 3.000 abitanti, sparsi nelle sue frazioni, Berana, Biciocca, Bornidolo, Casella, Castello, Chiesa, Cocca, Gurale, Magrena, Ronco, Salvadine, Sorsolo, Tesio Sopra, Tesio Sotto e Villa. La nascita di questo borgo è strettamente legata al monastero benedettino di San Pietro in Monte, oggi San Bartolomeo e visitabile, fondato sul Monte Orsino da Desiderio, re dei Longobardi, dopo il 771. Si possono ammirare le tante chiese sparse nelle frazioni come la parrocchiale di San Pietro in Vincoli, il santuario della Santa Annunciata e la chiesetta di Manzaniga. In contrada Castello vi sono alcuni resti di un castello. Per gli appassionati di camminate, sabato 5 febbraio avrà luogo la ciaspolata notturna non competitiva “Ciaspolando”, organizzata dal Comune in collaborazione con MC Le Valli, la Pro Loco Serle e Altopiano di Cariadeghe. Il ritrovo è previsto alle 17 presso la sede dei Fanti in località Badia (Cariadeghe): a seguire la distribuzione delle ciaspole e la chiusura delle iscrizioni e la partenza alle 19. L’iscrizione è di 12 euro, se inoltrata prima di venerdì 4 febbraio alle 20 o di 15 euro se viene effettuata la sera stessa, e comprende il noleggio delle ciaspole (per chi ne fosse già in possesso, l’iscrizione ammonta a 8 euro). I bambini fino a 14 anni accompagnati da un adulto posso partecipare gratuitamente. Ai primi cento iscritti verrà regalato un piccolo gadget utile per la camminata. Il tratto della ciaspolata è di 7 km, con punti di ristoro; ogni partecipante deve avere un abbigliamento adatto alla camminata e una torcia. Per informazioni, www.prolocoserle.it. (n.t.)

Agnosine

“Non voglio che Te” Il 5 febbraio i giovani dell’oratorio di Agnosine presenteranno la 35ª e ultima replica del musical “Non voglio che Te”. Il musical narra le vicende di Caterina − Santa Geltrude Comensoli fondatrice delle suore sacramentine di Bergamo. In questi due anni è stato rappresentato in vari paesi della regione oltre che a Roma in occasione della canonizzazione avvenuta nel 2009. Lo spettacolo inizia alle 20.30 presso la Sala della comunità. Caterina Comensoli (1847-1903) nasce a Bienno. il 15 dicembre 1882 insieme a due altre compagne dà origine alla Congregazione delle suore sacramentine di Bergamo, con la prima ora di adorazione. Veste l’abito religioso e prende il nome di suor Geltrude.

A Salò una conferenza per l’Unità d’Italia

Filippo Maria Pandolfi per il 150° o meglio, sul Polo per l’infanzia attraverso il progetto di unificazione dell’asilo “Quarena” con l’asilo nido comunale, le cui strutture sono confinanti. “La procedura è già in fase avanzata e il percorso dovrebbe unirsi in un’unica gestione, a cura della fondazione Quarena” spiega Alessandro Salvadori, assessore ai servizi sociali del Comune. Attualmente le due strutture vivono con doppi servizi. “Un’unione potrebbe permettere di diminuire i costi vivi e di ottimizzare nel miglior modo il personale”. La fusione sarà operativa a partire dall’anno scolastico 2011/2012. Infine, l’idea di proporre una “doppia vita” ai cittadini gavardesi con la campagna di reclutamento di aspiranti volontari di protezione civile avviata nelle scorse settimane. Il progetto, sul quale sta lavorando l’assessore Giuseppe Nodari è ufficializzare un Gruppo comunale di protezione civile già dalla prossima estate. Il consiglio comunale ne approverà il regolamento nella seduta del 7 febbraio prossimo.

Sabato 12, a partire dalle 11, l’Auditorium del Liceo Enrico Fermi di Salò ospita Filippo Maria Pandolfi, relatore sul tema delle “Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia”. Pandolfi è stato più volte ministro della Repubblica con incarichi alle Finanze e all’Agricoltura, direttore del comitato del Fondo monetario internazionale e commissario europeo per la scienza, la ricerca, lo sviluppo, le telecomunicazioni e l’innovazione. L’iniziativa nasce da una stretta collaborazione fra l’istituto scolastico salodiano e il Lions club Garda Occidentale. “Si tratta – spiega il dirigente scolastico dell’istituto Alfredo Bonomi – di un’opportunità di alto spessore culturale offerta agli studenti per arricchire il loro patrimonio di conoscenze, complementare al percorso formativo in itinere. L’incontro rientra nelle finalità del nostro Liceo: proporsi nel territorio gardesano come polo di attrazione culturale e di sicuro riferimento educativo”. “La nostra organizzazione – puntualizza il presidente del club gardesano Felice Trapelli – è stata fondata allo scopo di estendere la portata delle proprie attività per il miglioramento della comunità locale. E discutere di questi temi per il nostro club, ha il significato di proporsi nel territorio gardesano non solo come associazione di servizio ma anche come movimento di opinione”. (v.b.)

Filippo Maria Pandolfi


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Paesi e parrocchie Franciacorta Sebino

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Padergnone Parrocchia di San Rocco

La comunità e lo sport come sfida Stanno per essere ultimati i lavori in oratorio per la realizzazione delle nuove aree sportive: il campo da calcio, calcetto e pallavolo

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Campanella suonata da un paio d’ore. Un pomeriggio senza tv, qualche amico e un pallone: basta poco per essere felici. Nasce forse da un ricordo come questo e dalla voglia di regalare un luogo sicuro, lontano dalla routine e vicino ai giovani, il progetto che vedrà sorgere nella parrocchia di San Rocco di Padergnone un nuovo campo da calcio, calcetto e pallavolo. I lavori, iniziati lo scorso ottobre dall’impresa Orione Costruzioni, potrebbero essere ultimati già questo mese. Nel

di Francesco Gavazzi

complesso dell’oratorio dedicato a Pier Giorgio Frassati sono già state rifatte le recinzioni e ci si appresta a posare il manto d’erba sintetica su quello che diverrà un campo da calcio a sette. 60 metri di lunghezza e 35 di larghezza per regalare un’opportunità reale a una passione. Una nuova immagine e un impulso deciso per le tre squadre parrocchiali di Padergnone impegnate nel campionato Csi rispettivamente nelle categorie: allievi, esordienti e open. “Rilanciare lo sport

Don Giampietro Forbice

come mezzo per aggregare e per una proficua educazione del mondo giovanile” sono i propositi di don Giampietro Forbice che ha anche osservato: “Per la parrocchia, che è già stata interessata nella realizzazione della nuova chiesa, da tre anni consacrata, è un’altra scommessa anche dal punto di vista economico, cui ha contribuito pure il Comune, che comporta sacrifici e rinunce in altri settori. Rimango convinto che ne valga la pena in quanto lo sport esercita ancora un’attrazione e un fascino per i giovani di oggi”. Firmato dall’arch. Fabrizio Viola, il progetto vedrà anche la realizzazione, adiacente al campo in sintetico, di un campo da pallavolo rivestito da cemento al quarzo che, nei mesi estivi, potrà essere conver-

tito in beach volley. Sarà invece completamente rinnovato il campo da calcetto attiguo alla preesistente pista da pattinaggio. “Il campo da pallavolo, prosegue don Forbice, vuole essere il tentativo per coinvolgere anche il mondo femminile, spesso lasciato ai margini nei nostri oratori”. A motivo forse di questa accortezza la singolare iniziativa decisa per l’inaugurazione: una partita di calcio tutta al femminile che avrà per arbitro una suora. Si svela con queste premesse la parafrasi di un oratorio vivo. Un luogo di ritrovo che vede mescolarsi sapientemente preghiera e ricreazione, tra gli spazi verdi dell’oasi mariana Paolo VI e l’innesto delle recenti aree sportive. Un’occasione nuova per avvicinare i giovani e la comunità.

Brevi

Cividino Il maestro Giuseppe Orizio

Erbusco

Messa di Requiem

Serate a teatro

Sabato 5 febbraio il gruppo Metalbuttons nel ricordo di Mario Mongodi promuove la settima edizione dell’evento musicale “Messa di Requiem” per soli coro e orchestra di Giuseppe Verdi. Per Verdi la mors aeterna è la mors immortalis del grande poeta latino, è la dissoluzione, il nulla, senza speranza. Il cupo mormorio “Libera me, libera me” con cui il Requiem si conclude, è l’eco attonita della paura. La direzione artistica è affidata al maestro Giuseppe Orizio. Il coro è Canticum Novum con l’orchestra sinfonica dei Colli Morenici. Esecutori: voci soliste. Con Vittoria Vitalia (soprano), Agnese Vitali (mezzosoprano), Luca Bodini (tenore) e Paolo Battaglia (basso). I maestri collaboratori sono Gianfranco Iuzzolino e Davide Bottarelli, la maestra del coro è Erina Gambarini. L’ingresso è libero; l’appuntamento è fissato per le 20.30 presso il Centro sportivo “Mario Mongodi” di Cividino di Castelli Calepio. Il concerto si avvale del patrocinio del Comune di Castelli Calepio.

C’è un doppio appuntamento in programma a teatro a Erbusco. Presso il Teatro comunale di via Verdi 55 sabato 5 febbraio è in programma “Vino stellato figlio della terra” di e con Mario Cei e Alessandro Quasimodo; al pianoforte c’è Adalberto Maria Riva. La serata ha inizio alle 20.30. Sabato 19 febbraio, sempre presso il Teatro comunale di via Verdi 55, alle 20.45, va in scena, invece, “Sarto per signora” di Georges Feydeau che viene presentato e portato sul palco dal Gruppo artistico lumezzanese “C. Zanetti”. Per informazioni, si può contattare l’Ufficio cultura telefonando al numero 030 7767315.


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Cultura e comunicazione leombruno@lavocedelpopolo.it

Il vescovo Monari rivolto ai giornalisti bresciani

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di Mario Leombruno

Si è sviluppata in poco più di 20 minuti di riflessioni lucidamente concatenate a partire dalla Sacra Scrittura la Lectio magistralis del vescovo Monari ai giornalisti bresciani. “La Bibbia – ha affermato il Vescovo – comincia con la Parola di Dio che si esprime; una Parola potente, efficace. Una volta espressa, la Parola è fonte di generazione del mondo intero. Il cuore della Bibbia, dal punto di vista cristiano, è il Vangelo. In esso si parla della Parola eterna di Dio che si fa carne e diventa vita umana. ‘Il Logos – la Parola di Dio – si fece carne e venne a vivere in mezzo a noi e noi abbiamo visto la sua gloria’ (Gv 1,14)”. Fatte queste premesse, mons. Monari ha proseguito la riflessione sostenendo che “non si può essere autenticamente cristiani senza nutrire un profondo rispetto per la parola che fa la differenza tra il mondo dell’immediato (dei sensi, ndr) e quello dei significati nel quale in realtà viviamo”. Il primo, è il mondo di ciò che “vedo, sento e tocco”; è importante ma insufficiente perché il mondo dell’uomo è fatto anche di ciò che non abbiamo mai visto o sperimentato direttamente ma che conosciamo tramite la comunicazione. “Una buona parte della realtà – sono parole di Luciano

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Comunicazioni sociali L’incontro

La scelta del Vescovo: “Se le parole hanno un senso” Tradizione rispettata anche per il 2011. Il Vescovo di Brescia, in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, ha ricevuto il 24 gennaio al Centro pastorale Paolo VI una nutrita rappresentanza di operatori dei mezzi di comunicazione della provincia. Alla Santa Messa di apertura è seguita una vera e propria Lectio magistralis; l’incontro si è concluso con il dibattito

Monari – ci è nota solo con la mediazione della parola; senza tale mediazione non è possibile vivere umanamente perché il veramente vissuto è troppo ristretto”. Il Vescovo ha poi letto un passo tratto dai “Dialoghi di Confucio”: “Il principe dei Wei attende di affidarti un incarico di governo, Confucio. Che farai per prima cosa? È assolutamente necessario ridare ai nomi il loro vero significato – rispose Confucio –. [...] Nell’uso della parole il saggio non è mai improprio”. Per meglio chiarire il senso di quanto aveva appena letto, mons. Monari ha poi fatto un esempio: “Ciascuno di noi cerca di soddisfare i propri bisogni, necessità, desideri. Se uno ha sete si reca a una sorgente, si china e beve. Se invece esiste l’acquedotto, tutti possiamo bere ogni volta che abbiamo sete senza doverci spostare da casa: è sufficiente aprire il rubinetto. L’ingegnere progettista deve usare le parole giuste e l’operaio deve poterle interpretare in maniera univoca altrimenti si genera il caos. Dall’uso corretto delle parole discende non solo che io beva l’acqua quando ne ho voglia ma soprattutto la possibilità o l’impossibilità della vita sociale. Conta dunque, e molto, l’uso corretto delle parole che possono essere utilizzate

come strumento di lotta o di comunicazione interpersonale”. Mons. Monari ha così introdotto la parte finale delle sue riflessioni: “Le difficoltà del parlare si legano, anche e purtroppo, alla trasformazione della parola da strumento di comunicazione in strumento di controversia, di lotta, di quel ruvido confronto che oggi sembra dominare tutte le dimensioni della nostra società. Mentalmente viviamo in una logica di contrapposizione per cui l’obiettivo è sempre e solo ‘vincere’. La parola, invece, altro non è che lo strumento indispensabile per vivere il mondo dei significati cioè per andare oltre il mondo dell’immediatezza”. “La parola – ha concluso mons. Monari – deve essere rispettata nella sua verità perché permette la collaborazione tra persone; se questa collaborazione è resa impossibile salta tutto il sistema nel quale ci muoviamo: culturale, sociale, economico e politico. Il rischio è che la parola, da strumento di comunicazione, e quindi di arricchimento del proprio vissuto, diventi arma di contrapposizione per affermarsi sul prossimo. Se così fosse, entrerebbe in crisi il sistema democratico fondato sul consenso che nasce e cresce nel dialogo; al di fuori di esso, c’è la lotta per prevalere”.


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Cultura e comunicazione Famiglia

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Quando vediamo atteggiamenti provocatori di ragazzine molto giovani, quando cogliamo la seduttività non collegata all’innamoramento o all’amicizia, ma all’ottenere qualcosa, quando incontriamo adolescenti che hanno come unico desiderio l’entrare al Grande fratello, dobbiamo avere il coraggio di ‘esserci’, giocarci facendoci compagne di viaggio di queste giovani, per dialogare, ascoltare il loro punto di vista e trasmettere ciò che permette di arrivare a essere donne capaci di fare la propria parte nella società e nella famiglia

Oltre gli scandali Donne capaci di educare

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In queste ultime settimane, probabilmente come altre donne, ho provato fastidio, non solo per le accuse rivolte al Presidente del consiglio per le quali la magistratura potrà (forse) fare il suo corso, ma soprattutto per il degradante stile di vita da basso impero che se ne evince e che nel momento in cui coinvolge giovani ragazze disposte a tutto pur di ottenere ciò che a loro interessa, mi preoccupa come persona, come cittadina ed educatrice. Da queste storie escono immagini poco edificanti delle donne e di chi dovrebbe dare esempio e non dimenticare il ruolo che ricopre, della politica non come servizio, ma come possibilità di fare

L’altra metà del cielo non è tutta in vendita di Mariella Bombardieri psicopedagogista, formatrice

i propri interessi e di uso scorretto del potere dal punto di vista etico. Guardando le immagini di quelle ragazze, belle ma spesso volgari, viene da pensare a quanto sia triste che pur di arrivare ai propri scopi esse abbiano venduto il proprio corpo e la propria dignità. Penso alle donne che cercano di far passare uno sguardo femminile all’interno delle istituzioni, dei servizi a favore della persona, del volontariato. Penso alle vittime della prostituzione, non quella d’alto bordo, quella della strada che obbliga sotto la minaccia della morte o della violenza a vendersi per pochi soldi. Penso alle donne che per valori veri hanno donato la vita senza

rinunciare alle proprie convinzioni. Mi ha colpito che due donne, una di destra e una di sinistra, abbiano scritto considerazioni molto simili. Come a dire che l’appartenenza politica non può rendere profumato ciò che puzza di marcio; quello che è uso e consumo in qualcosa di bello e divertente. Concita De Gregorio, direttore de “l’Unità”, il 19 gennaio ha scritto: “Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi che dice che un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti a essere comprati. Osservo le ragazze che entrano in Questura: portano borse firmate, occhiali giganti che costano quasi come un appartamento in affitto; ancora una volta il baratro è culturale: assenza di istruzione, di cultura, di consapevolezza, di dignità. Sono sicura che la maggior parte delle donne italiane non è in

fila per il bunga bunga e dunque è a loro che mi rivolgo..”. E il 21 gennaio Giulia Bongiorno, onorevole e avvocato, presidente della Commissione giustizia della Camera, ha scritto: “Berlusconi con le sue parole e i suoi comportamenti ha inferto una ferita alle donne italiane, alle donne che studiano e lavorano, a tutte noi che facciamo fatica, a quante invece di cercare scorciatoie hanno percorso con dignità la strada dell’impegno e del sacrificio. Sono le donne che per prime devono farsi forti della loro dignità e della consapevolezza del loro valore senza distinzione di età, di credo politico, di provenienza geografica”. Sono parole forti che indicano uno sconcerto, ma che devono farci pensare e agire affinché qualcosa cambi. Se ci sono ragazze che si svendono per denaro e successo o anche solo per non faticare a vivere, vuol dire che qualcosa non sta funzionando anche nell’ambito


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Eurispes Rapporto Italia 2011

La disaffezione dei giovani nei confronti delle istituzioni di Andrea Casavecchia

Ufficio catechesi e Ufficio famiglia Due incontri

Sulle comunità familiari di evangelizzazione La nuova evangelizzazione esige di ricuperare la dimensione ‘missionaria’ di tutte le vocazioni ecclesiali, in particolare del sacramento del matrimonio e della famiglia cristiana. Questo non solo perché il Vangelo di Gesù giunga là dove la gente concretamente vive, ma anche per ‘salvare’ il matrimonio cristiano stesso da forme di chiusura che lo fanno morire. A questo scopo l’Ufficio catechesi e l’Ufficio famiglia organizzano due incontri su “Le comunità familiari di evangelizzazione”, fondate da don Renzo Bonetti, parroco di Bovolone (Verona). All’appuntamento sono invitati in modo particolare sacerdoti, Consigli pastorali, catechisti, conduttori dei centri di ascolto, gruppi familiari e responsabili della pastorale familiare. Il confronto con le comunità familiari di evangelizzazione di Bovolone non intende assolutizzare questa esperienza. Nei prossimi anni si farà spazio ad altri tentativi di nuova evangelizzazione attraverso la famiglia cristiana. La scelta prioritaria di Bovolone si giustifica perché la missione delle comunità si fonda direttamente sul sacramento del matrimonio e offre la possibilità di allargare gli orizzonti di alcune forme di evangelizzazione già presenti anche nella nostra diocesi. Gli incontri si terranno presso il Centro pastorale Paolo VI giovedì 17 e giovedì 24 febbraio, alle ore 20.30. Con il seguente programma giovedì 17 febbraio: Il racconto di un’esperienza significativa. “Le comunità familiari di evangelizzazione” nella diocesi di Verona (don Mauro Bozzola, parroco della parrocchia dei SS. Angeli Custodi); giovedì 24 febbraio: La dimensione missionaria del matrimonio cristiano. I fondamenti teologici (don Renzo Bonetti, parroco di Bovolone, iniziatore dell’esperienza).

familiare ed educativo. Colpisce che alcuni genitori e fratelli di giovani ragazze condividano le loro scelte, anzi le incitino a proseguire. È riduttivo attribuire la colpa solo a una parte: ci sono uomini che usano e pagano e ci sono, in questo caso, donne che per libera scelta si fanno usare e diventano oggetto. Per questo dobbiamo chiederci se non sia importante tornare a investire sull’educazione al femminile anche con uno scambio rispettoso di genere, con il mondo maschile, ma con un’attenzione allo specifico delle donne soprattutto le più giovani. Come madri, nonne, insegnanti, catechiste, religiose dobbiamo essere credibili, dobbiamo guidare chi ci viene affidato alla criticità, alla responsabilità, non per soffrire e limitarsi, ma per raggiungere la vera soddisfazione, per dare un senso che valga, alla propria vita. Quando vediamo atteggiamenti provocatori di ragazzine molto giovani, quando cogliamo la seduttività non collegata all’innamoramento o all’amicizia, ma all’ottenere qualcosa, quando incontriamo adolescenti che hanno come unico desiderio l’entrare al Grande fratello, dobbiamo avere il coraggio di ‘esserci’, giocarci facendoci compagne di viaggio di queste giovani, per dialogare, ascoltare il loro punto di vista e trasmettere ciò che permette di arrivare a essere donne capaci di fare la propria parte nella società

e nella famiglia. Per educare però si deve partire da sé: dall’esempio, dalle scelte di vita, dal mostrarsi adulte nella vita concreta, dal non schiacciare altre donne per avere potere o successo. L’autenticità, l’impegno, la motivazione a spendersi per gli altri e non solo per se stesse. Penso a un libro scritto da Mariapia Bonanate, “Donne che cambiano il mondo”, che parla di madri, figlie, sorelle che hanno vissuto e vivono una tragica sorte, che rischiano ogni giorno di morire o assistono impotenti alle stragi dei loro cari che non hanno mai rinnegato la vita. In Africa, in America latina, in Asia come in Europa, l’amano e la difendono come una scommessa che vale sempre la pena di fare. È la storia di donne che invitano alla speranza e all’impegno piuttosto che alle feste e alle scorciatoie che scelgono coloro che vendono il proprio corpo a chi offre di più, in termini di visibilità e di denaro. È la prova vivente che vi sono donne capaci di cambiare le cose. Per questo non dobbiamo perdere la speranza anche di fronte a fatti che ci feriscono e ci offendono. Le crisi infatti non sono sempre e solo negative; le crisi spesso aprono a nuove piste di riflessione e a nuove esperienze di crescita basate su rapporti veri, su legami di solidarietà e reciprocità tra donne e con gli uomini, nel rispetto del valore profondo dell’uomo.

I giovani, ci dice l’ultima indagine del “Rapporto Italia 2011” dell’Eurispes, mostrano il più alto tasso di sfiducia verso le istituzioni degli ultimi sette anni. Non si fida infatti delle istituzioni il 69,7% dei giovani tra i 18 e i 24 anni e il 71% degli intervistati tra quelli che hanno tra i 25 e i 35 anni di età. Appare così una presa di distanza soprattutto delle nuove generazioni verso la politica che si vede distante dai problemi che quotidianamente si affrontano per costruire il proprio futuro. Una dichiarazione dell’Eurispes commenta che risulta “difficile non collegare la sfiducia espressa dai più giovani con il disagio crescente espresso in forme intense nel corso di questi ultimi mesi. Sono proprio i giovani che subiscono l’incertezza e vivono la difficoltà di trovare un’occupazione e progettare il proprio futuro e attribuiscono alle Istituzioni e al Governo in generale l’incapacità di costruire opportunità”. Si possono rintracciare due cause di questa distanza: la prima riguarda l’incapacità di affrontare i problemi reali con una visione che guardi al futuro; la seconda tocca invece alla scarsa comunicazione tra cittadini e loro governanti. Per quanto riguarda la prima causa in particolare la mancanza di chance per costruire la propria vita sicuramente è fonte di grave incertezza per i giovani. Si aggiunga poi la difficoltà a vedere prospettive, quando si osserva un Paese fermo, più interessato a mantenere un suo equilibrio traballante che a investire per il futuro. I risultati dell’Eurispes indicano, così, che la separazione tra gli interessi dei cittadini rispetto alle classi politiche si allarga. E soprattutto tra i giovani aleggia una sorta di scoraggiamento rispetto alla possibilità che le attuali forze politiche siano in grado di affrontare il periodo di crisi che tutta la società sta affrontando e che guardando le sponde del Mediterraneo assume aspetti sempre più drammatici. Per quanto riguarda la seconda causa occorrerebbe invertire un trend iniziando un processo inverso e lungo che porti a recuperare la relazione tra eletti ed elettori, contrastando invece quel processo di mediatizzazione della politica, nel quale i leader delle forze parlamentari gareggiano per guadagnarsi spazi in tv per perdere poi il rapporto con i cittadini e con esso il polso dei problemi reali che essi affrontano nella quotidianità. La mediatizzazione ha finito per alimentare a dismisura la distanza della società in carne e ossa da una “casta” come è stata chiamata tempo fa in un libro di successo. I componenti di questa casta coltivano illusioni di onnipotenza, perdendo il senso della realtà e finendo per cadere vittime della stessa realtà mediatica di cui si nutrono. E gli eventi descritti dalla cronaca che mostrano i segnali di un “disastro morale” certamente non aiutano a recuperare una relazione. Il superamento del disagio morale, più volte ripreso dai nostri Vescovi e sottolineato anche nelle conclusioni del recente Consiglio permanente della Cei, appare così come un primo passo per costruire un nuovo volto della politica e richiede una presa di coscienza condivisa e collettiva, perché sia possibile cambiare strada. I politici dovrebbero scendere dal piedistallo dei media e tornare nei luoghi delle relazioni faccia a faccia, altrimenti non riusciranno a ricucire lo strappo, non riusciranno a svolgere il loro lavoro che è quello di indirizzare nel discernimento comunitario, coniugando le differenze e le divergenze naturali di una società plurale per attivare processi di trasformazione verso il bene comune.

Aiart Incontri

Quattro serate sul tema: “Educare ai media con i media” Anche nel 2011, per il quarto anno consecutivo, l’Aiart, associazione italiana a difesa degli ascoltatori radiotelevisivi di Brescia, ha organizzato, in collaborazione con la Commissione famiglia e comunicazioni sociali della parrocchia di Cristo Re in Brescia e con l’Age, associazione genitori, una serie di incontri formativi rivolti ai genitori e alle famiglie. Il tema, da cui prende nome l’iniziativa è “Educare ai media con i media” e si sviluppa in quattro serate: il primo incontro “Educare nel tempo dei media” si è svolto giovedì 3 febbraio; gli altri tre si terranno: il 10 febbraio su “La violenza nel tempo e il ruolo dei media”; il 24 febbraio su “I nostri ragazzi all’incrocio dei media: internet e derivati”; il 10 marzo su “I nostri figli con la testa tra i video:quali interventi possibili”. Gli incontri si tengono, alle ore 20.30, presso la scuola media Lana-Fermi di via Zadei 76 a Brescia.


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Cultura e comunicazione Eventi

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Brescia Il Ctb fa ambo

Piena attività al S. Chiara e al Sociale In scena fino al 27 febbraio “Le mutande” di Carl Sternheim mentre domenica lascia “Dona Flor e i suoi due mariti”, da Amado

G

di Bruno Leoni

Grande successo per la prima di “Le mutande” di Carl Sternheim (in replica al S. Chiara fino al 27 febbraio - feriali ore 20.30 - domenica ore 15.30 - escluso lunedì). La regia dello spettacolo è di Monica Conti, scene e costumi di Claudia Calvaresi, luci di Robert John Resteghini. In scena Federica Fabiani, Diana Hobel, Sergio Mascherpa, Antonio Giuseppe Peligra, Nicola Stravalaci. Seppure assai meno conosciuto dal pubblico italiano, Carl Sternheim è, insieme a Bertolt Brecht, unanimemente riconosciuto come il maggiore drammaturgo tedesco del Novecento. Le sue commedie sono satire taglienti della piccola borghesia benpensante e del proletariato in ascesa nell’età dell’impero guglielmino. L’acido della sua critica alla società tedesca è talmente concentrato che a distanza di un secolo ha conservato intatto il suo potere corrosivo, sottile e pungente, espresso in un linguaggio secco, atroce e moderno. Scritta nel 1908, le mutande in questione sono quelle che perde per strada, proprio mentre passa il sovrano, la moglie del borghesuccio Maske (Maschera), destando

Diana Hobel e Sergio Mascherpa

l’entusiasmo pruriginoso di un sedicente poeta nietzchiano e di un parrucchiere wagneriano, che subito vengono ad affittare due stanze in casa sua. L’adulterio con l’uno o con l’altro o con entrambi sembra cosa di ore mentre in realtà le cose andranno in tutt’altro modo. Quanto a “Dona Flor e i suoi due mariti” tratto da un romanzo di Jorge Amado per la drammaturgia e regia di Emanuela Giordano (impianto scenico di Andrea N.Cecchini, installazioni visive di Claudio Garofalo, coreografie di Juan Diego Puerta e luci di Michelangelo Vitullo), la trama, come molti ben sanno ruota intorno a Dona Flor, una dolce e pudica creatura bahiana che convola in prime nozze con un adorabile mascalzone, giocatore e sciupafemmine e che alla morte del primo marito, dopo un anno di sofferta vedovanza, si risposa con un affettuoso, devoto e morigerato farmacista. Dona Flor scopre, nell’incanto di un luogo dove l’impossibile si palesa e si colora, che il desiderio può compiere prodigi inaspettati. Grande maestra di cucina, Dona Flor, natura onesta e schiva, scopre che il suo

appetito d’amore non si può saziare con un solo marito, ce ne vogliono due. Per un idillio perfetto occorre mettere insieme il meglio di entrambi: onestà e premure da una parte, fantasia ed erotismo dall’altra, o come suggerirebbe James Hillman l’animo saturnino e quello mercuriale. Lo spiritello vivace del primo amore si intrufolerà nel letto del secondo legittimo marito, regalando a Dona Flor l’illusione di una pienezza altrimenti irraggiungibile: il candore di Flor, la sua sprovveduta predisposizione all’amore senza calcolo, fino alla maturazione che, dopo la vedovanza e il secondo matrimonio, le consente di accettare uno spregiudicato e imprevedibile ménage a trois, raggiungendo l’appagamento e la completezza che sognava. Il capolavoro di Amado sprigiona incandescente ilarità e poesia visionaria. Il progetto Amado, di cui fa parte lo spettacolo, si completa con una mostra di Patrizia Giancotti, fotografa e antropologa, amica di Jorge Amado, dal titolo “Le donne di Amado”. La mostra verrà allestita nel foyer del teatro. Info: www. ctbteatrostabile.it

Brescia

Al liceo Calini presentato un Garibaldi inedito

Giuseppe Garibaldi

È un Garibaldi per certi versi inedito quello restituito dalla nipote Anita, nei giorni scorsi a Brescia, ospite del liceo Calini per un incontro con gli studenti. L’“eroe dei due mondi” è sì raccontato nella sua dimensione di comandante, stratega militare e combattente per la libertà non solo al di qua e al di là dell’Atlantico, ma anche in altri Paesi come la Cina. Tuttavia, Anita ha anche sottolineato all’attenta platea del liceo cittadino la consapevolezza politica dell’illustre avo, il suo disegno per un’Italia unita e federale, per una struttura statuale trasparente e non centralizzata, capace di valorizzare le autonomie locali. Ha raccontato di un Garibaldi attento lettore di opere politiche e sociali come a esempio quelle di Adam Smith, di un uomo molto sensibile alla dimensione della solidarietà (ideò

le società di mutuo soccorso, associazioni in difesa degli animali, addirittura l’università degli adulti). Anita, soprattutto, ha indicato nel suo specialissimo rapporto con il mare quasi una cifra distintiva per comprendere la grandezza di Giuseppe Garibaldi, che fu marinaio sin da giovanissima età. “Guardo l’orizzonte – amava ripetere – dove il mare infinito cerca di congiungersi con il cielo: in quel punto vedo e trovo la libertà”. La presenza di Anita Garibaldi è stata anche occasione per presentare il progetto realizzato sul Risorgimento dai ragazzi della classe 5G del Calini, guidati dagli insegnanti Giulio Toffoli e Paola Paganuzzi: la lettura e l’analisi del diario del garibaldino Giuseppe Molinelli, antenato dell’insegnante Paganuzzi, un documento straordinario sull’epopea dei Mille. (f.l.)


Brevi

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

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Lumezzane

La Mantovi porta all’Odeon “Foibe. Storie nella storia”

Heron Borelli nei panni di Mowgli tra gli animali della giungla

Ricordare per sentire dentro di sé un’urgenza che faccia gridare “Mai più”. Ecco il cuore di “Foibe. Storie nella storia”, rappresentazione che l’attrice bresciana Laura Mantovi metterà in scena il prossimo 8 febbraio al teatro Odeon: alle 10 lo spettacolo riservato alle scuole, alle 21 la replica per tutti (ingresso libero) grazie alla collaborazione fra assessorato alla Cultura e biblioteca civica “Felice Saleri”. “Il tema delle foibe – dice l’assessore alla Cultura Lucio Facchinetti – è uno dei momenti più tristi della nostra storia e attraverso il teatro ci ricorda di guardare quelle cicatrici scoperte lasciate dal delirio della follia umana, pagine troppo dolorose per poter essere dimenticate”. Un periodo storico che ha visto il compiersi di veri e propri eccidi di matrice etnica nei confronti di istriani, giuliani e dalmati e che la Repubblica Italiana il 10 febbraio ricorda nella memoria della tragedia di tutte le vittime delle foibe e della più complessa vicenda del confine orientale. Un momento storico che Laura Mantovi, attraverso un articolato percorso bibliografico, riporterà in vita, affinché i fatti non vengano ignorati con il rischio che cessino definitivamente di esistere. (a.a.)

PalaBrescia “Il libro della giungla - Il musical”

Heron Borelli: il mio Mowgli Domenica 6 febbraio alle 16 Faustini promotion propone il viaggio di un bambino verso la maturità

C

Cos’è “Il libro della giungla - Il musical”? Prende spunto dal libro di Kipling, mantenendo alcune caratteristiche del cartone Disney. Nella versione musical, con le coreografie di Gillian Bruce e un cast come se ne vedono pochi, c’è una storia disegnata ad hoc, in cui si racconta la storia della maturità di Mowgli, dai lupi verso il villaggio degli uomini con il suo amico Baloo. È un viaggio verso la maturità. Quali difficoltà nell’interpretare Mowgli, unico uomo tra animali? La difficoltà è quella di tornare a essere bambino; è un lavoro di regressione a quando avevo 10 anni. Io ho scelto di non scimmiottare il bambino, ma far vedere quello che c’è ancora dentro tutti noi, quella parte di meraviglia nel vedere le cose nuove. Gli animali, secondo lo spunto disneyano, sono umanizzati ma senza scimmiottare. Se non avessi fatto Mowgli, che ruolo ti sarebbe piaciuto fare? Inizialmente mi era stato chiesto di fare anche Baloo, ma preferisco Mowgli perché più interessantre per il mio percorso, in quanto sfida attoriale.

di Mauro Toninelli

Nel mio passato ho sempre fatto ruoli forti: Febo in “Notre Dame”, Otello in “Otello opera rock” e Fernando in “Il conte di Montecristo”; sono tutti ruoli molto duri, da uomo. Qui mi sono trovato a lavorare su piccole cose, molto delicate, come tutte quelle di un bambino. È un altro modo di vedere. Come si passa da quegli spettacoli a una fiaba, più per bambini? Un attore deve avere la possibilità di scoprirsi a 360°. A me dicono che è un teatro più leggero. Io penso che il teatro sia teatro. Come per la musica, esiste quello bello e quello brutto, o quello che piace e non piace. Se faccio Mowgli o un personaggio fiabesco non significa che non devo lavorare su questo. Mowgli è stato un lavoro maggiore per cercare di rendere credibile un personaggio che ha 30 anni meno di me, da un punto di vista fisico, vocale e anche del modo di parlare; tutto attraverso lo studio di bambini di 10 anni: come si muovono, come chiedono, come guardano. La gente ha bisogno di riscoprire il bambino che ha dentro. Attraverso la fiaba c’è un salto all’infanzia. È un musical per famiglie.

Un pompiere si cala in una foiba (agosto 1945)

Bienno

I concerti dell’Eremo Il 6 febbraio alle 15, concerto per la festa di Santa Dorotea con il Quartetto Kaffeebaum; il 10 febbraio, concerto dell’Associazione Soldano; il 25 febbraio, Francesca Olga Cocchi (piano) per musiche di Griffes, Ives, Cowell, Cocchi; il 4 marzo, Andrea Maffolini (violino), Sara Zamboni (piano) e Daniele Zamboni (clarinetto) con brani di Chopin, Debussy, Saint-Saens, Stravinsky, Zamboni; il 12 marzo, Stefano Sanzogni (chitarra) per musiche di Cocchi, Tansman, Sor, Castelnuovo, Tedesco. Tutti gli appuntamenti sono alle 20.30 tranne il primo.

Pompiano

“La commedia del mendicante” Satira, sarcasmo, ironia, sberleffo. I vizi dell’uomo non hanno scampo in questa commedia tratta da “The Beggar’s Opera” di John Gay (1728), resa da Il Nodo Teatro con testo e musiche attualizzate. L’opera di partenza è un testo cult del teatro satirico, ripreso e rielaborato da molti autori. Il motivo principale per cui questo testo è sempre di attualità è che coglie in pieno lo spirito illuminista e umanista dell’epoca, libero da pregiudizi, pungente nei confronti del potere, sagace nell’analisi della società e dell’animo umano. Regia: Francesco Buffoli - sabato 5 febbraio, ore 20.45 Auditorium comunale - www.ilnodo.com

Brescia

Il grande Jazz è al Nuovo Eden L’8 febbraio alle 21 tornano i concerti di Jazz in Eden: spazio all’innovazione e alla contaminazione per un quintetto, i Paroxysmal Postural Vertigo, ricco di star internazionali tra le più blasonate della scena mondiale del jazz moderno. Il gruppo promette un sound energetico ed estremamente creativo, sulla base però di una linea melodica forte determinata dalla scrittura sincopata ma sempre molto lirica di Beltrami. Il concerto sarà l’occasione di presentazione ufficiale alla stampa nazionale di settore del disco del gruppo, che sarà pubblicato a maggio 2011 da Auand, in coproduzione con re:think-artrecords.


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Cultura e comunicazione Leggere e conoscere

LA VOCE DEL POPOLO 4 GENNAIO 2011

PalaBrescia Data unica, il 5 febbraio

La coreografia, le note del Liga, i video di Davòli Danza strepitosa, ballerini notevoli, grande energia... è l’Aterballetto!

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di Mario Leombruno

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Aterballetto è la principale Compagnia di produzione e distribuzione di spettacoli di danza in Italia e la prima realtà stabile di balletto al di fuori delle Fondazioni liriche. Nata nel 1979 è formata da danzatori solisti in grado di affrontare tutti gli stili. In scena, sabato sera, sulle canzoni e le poesie di Ligabue, i danzatori si alterneranno in assoli, incontri di piccoli gruppi, pezzi d’insieme nel corso dei quali il corpo di ballo di Aterballetto, coreografato da Mauro Bigonzetti, mostrerà tutta la sua capacità, perizia tecnica e forza espressiva, fino a un secco virtuosismo. Abbiamo intervistato il direttore artistico di Aterballetto, Cristina Bozzolini che, nata a Firenze nel 1943, ha iniziato giovanissima lo studio della danza. Nella sua carriera di Prima ballerina ha interpretato importanti ruoli del repertorio classico e moderno, danzando a fianco di famosi interpreti quali Nureyev, Barishnikov, Godunov, Borto-

Dallo spettacolo “Certe notti”

luzzi, Vassiliev, Russillo e Amodio. Nel 1975, ha costituito il Collettivo danza contemporanea di Firenze. Nel 1985, ha fondato il Balletto di Toscana, di cui ha sempre curato la direzione artistica. Dalla primavera del 2002 ha assunto la co-direzione artistica del Balletto di Roma mentre dal febbraio 2008 ha l’incarico di direttore artistico della Compagnia Aterballetto. Come è nata l’idea dello spettacolo che porterete a Brescia sabato, unione di tre forme artistiche: la musica di Ligabue, la danza per voi prioritaria e le installazioni video di Angelo Davòli? Sono tre artisti, coetanei, che vivono nella stessa città. Semplicemente è capitato che si siano incontrati e che con il trascorrere del tempo si siano ben conosciuti. Alla fine tra di loro si è sviluppata un’intesa molto bella il cui frutto è questo spettacolo, unione di musica

coreografia e video. A posteriori posso affermare che è stato un vero piacere creativo che da tre fonti artistiche diverse ha originato un unico percorso coinvolgendo molto i giovani. E grazie a Ligabue in sala troviamo sempre tanto pubblico che forse non è assiduo frequentatore di balletti. Un progetto unico e irripetibile dunque, non certo adattabile ad altre terre? Sì, infatti. un tributo a Reggio Emilia, nato dal vissuto in quella terra dei tre artisti e dunque non trasferibile ad altre città. Nella coreografia di “Certe notti” vi sono parti improvvisate? Bigonzetti fa sempre uso di improvvisazione, è un po’ il suo tratto distintivo e quindi anche a Brescia lo spettacolo, per la parte non rigidamente coreografata – per quanto piccola sia – avrà i suoi momenti di originalità ed esclusiva... Info: www.palabrescia.it

Voce Libri

Fare formazione nella Chiesa FRANCESCO APRILE PAOLINE, MILANO 2011, EURO 13,00

Nelle parrocchie e nelle diocesi italiane c’è un grande desiderio di rinnovare le forme della catechesi, di staccarle dal modello scolastico per renderle più efficaci e soprattutto più autentiche nell’annuncio. Ma questo bisogno trova difficilmente risposte veramente adeguate, a causa del forte legame con modelli del passato che soltanto in pochi casi e con fatica si riesce a mettere in discussione. Capita quindi di frequente di ricercare metodologie più coinvolgenti che, però, rischiano di essere inefficaci se non sono sorrette da una rinnovata “logica” della formazione. In questo testo, Francesco Aprile illustra le logiche di fondo e gli strumenti di una formazione efficace secondo quanto elaborato dalle scienze umane e già applicato nella formazione degli adulti e dei giovani in altri contesti (organizzazioni, aziende, ecc.) facendo emergere, attraverso esempi specifici tratti dal mondo ecclesiale, quanto tali logiche “umane” della formazione siano necessarie per un annuncio vero e rinnovato.

Come pietra solcata dal vento CECILIA POLI PAOLINE, MILANO 2011, EURO 15,00

“Ho la leucemia linfoblastica acuta...”. Così si apre questo libro: il diario di Cecilia Poli, giovane sposa e madre con la passione per la danza, che da quel momento inizia la sua battaglia. Lotta con passione sostenuta dall’amore per il figlio, il marito, i genitori. Giorno per giorno su questo diario annota le gioie quotidiane, i ricoveri in ospedale, le cure dolorose. Una lettura intensa che mostra i momenti di incertezza, di speranza, di commozione, ma che testimonia soprattutto la bellezza della vita nelle piccole gioie quotidiane, spesso date per scontate quando si sta bene. Il libro racconta l’evolversi di una malattia che non lascia scampo con uno stile semplice. Quello di Cecilia è un viaggio consapevole che propone uno sguardo sul dolore illuminato dalla fede che nulla toglie al dolore, ma offre una luce in più per accogliere il mistero. In appendice una raccolta di poesie dell’autrice, scritte in varie epoche della sua vita. Al centro un sedicesimo di fotografie: ritratti di Cecilia con i familiari.


LA VOCE DEL POPOLO 4 GENNAIO 2011

Edito dal Gruppo Gam di Rudiano

Ufficio comunicazioni Al via il quarto modulo

“La capitale della Rsi e la Shoah” le leggi razziali a Brescia

Utilizzare il cinema per pensare percorsi educativi

A distanza di quasi 70 anni dallo sterminio degli ebrei perpetrato dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale, luoghi quali Auschwitz, Treblinka, Buchenwald riecheggiano ancora di suoni cupi… Luoghi che sembrano distanti anni luce da Brescia ma che, scavando nelle storie umane, in realtà non lo sono. Ne dà conferma Marino Ruzzenenti che, nel suo libro “La capitale della Rsi e la Shoah”, traccia le vicende della Leonessa in quel periodo di violenze e soprusi. Il via ufficiale alle leggi razziali più esasperate giunse nell’autunno del 1944 con l’ordinanza di polizia firmata dal ministro dell’Interno Buffarini Guidi. Il dispositivo privava gli ebrei italiani della cittadinanza ordinandone al contempo l’arresto immediato, preludio alla deportazione. La storia più significativa è quella di padre e figlio Dalla Volta che abitavano a Brescia, al civico 11 di piazza della Vittoria. Il 1° dicembre 1944 i due furono oggetto del primo ordine di arresto delle autorità “repubblichine”. Modenese d’origine e bresciano d’adozione, Guido Dalla Volta era un personaggio di spicco del commercio farmaceutico cittadino, tanto da divenire presidente della relativa locale associazione di categoria. Guido venne arrestato nei pressi di casa e Alberto, appresa la notizia, si recò immediatamente in Questura convinto che il destino del padre sarebbe stato quello di andare ai lavori forzati. Intendeva proporre alle autorità un cambio di persona: egli, ventunenne e in forze, per il padre, cinquantenne. Ma la triste verità della deportazione coinvolse entrambi. I due bresciani furono condotti a Fossoli, nel campo di attesa in provincia di Modena, nel gennaio del 1944 e poi trasferiti al campo di Auschwitz con la condotta del 22 febbraio. Guido Dalla Volta morì nell’aprile del 1944 nella camera a gas del lager polacco, mentre il figlio Alberto riuscì a resistere ancora qualche mese. Le sue gesta eroiche nel lager della morte – dove in quel periodo venivano mandate alla camera a gas 24mila persone al giorno – sono descritte anche nel romanzo di Primo Levi “Se questo è un uomo”. Alberto Dalla Volta, infatti, era l’Alberto che salvò in più di un’occasione la vita al celebre scrittore ebreo italiano. Il giovane Alberto si spense nel corso di una delle tristemente note “marce della morte” durante l’evacuazione del campo di Auschwitz, nel gennaio del 1945, quando ormai l’Armata rossa stava raggiungendo quell’angolo di Polonia. Aveva resistito oltre un anno nel lager simbolo della follia nazista. (e.t.)

Libertà e responsabilità... M. SIGNORE E G.L. BRENA (A CURA DI) MESSAGGERO, PADOVA 2011, EURO 24,00

Questo libro (della collana “Fede e cultura”) contiene una raccolta di 22 interventi di studiosi che si pongono il problema di come conciliare la duplice dimensione della riflessione filosofica: da un lato come ricerca della verità e dall’altro come realtà immersa necessariamente nella storia. Fare filosofia diventa l’esercizio attraverso cui venire a capo, dando ragioni, anche dei problemi del nostro vivere quotidiano. L’orientamento di questi saggi cerca di rispondere alle ragioni che esistono, cioè in definitiva adotta un’attitudine etica che riconosce nella ragione una fondamentale passività. I contributi riportati nell’opera sono di Mario Signore, Ugo Perone, Marco Bastianelli, Carla Canullo, Lidia Caputo, Stefano Carloni, Andrea Casole, Marco Castagna, Serena Corrao, Luca Cucurachi, Maurizio Daggiano, Giuseppe D’Anna, Giuliana Di Biase, Francesca Drago, Emanuela Manfreda, Claudia Milani, Giulio Nocerino, Tommaso Perrone, Ermelinda Placì, Riccardo Roni, Silvio Spiri, Mario Vergani.

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Al via lunedì 14 febbraio il quarto modulo proposto dall’Ufficio per le comunicazioni sociali, Voce Sas (Servizio assistenza sale della diocesi) in collaborazione con l’Ufficio oratori e l’Ufficio scuola. “Film ed educazione: testo e pretesto”, questo il titolo del percorso composto da cinque serate, che si pone alla chiusura ideale di altri tre moduli, nel tentativo di offrire strumenti, tanto ideali quanto tecnici, per assaporare in prima persona il prodotto cinematografico e poi usarlo con scopi educativi e formativi. “Il cinema e l’educazione” è il tema affrontato dal dott. Matteo Asti, docente dell’Università cattolica, che approfondisce il film come veicolo di valori, identificazione e messaggi (14 febbraio); “Capire il film” per approfondire le dinamiche narrative è il compito del dott. Carlo Susa, docente dell’Università cattolica (21febbraio). A questi due incontri, faranno seguito tre serate con racconti concreti da cui strapolare linee guida all’utilizzo del film: “Il cinema come pretesto per attività educative - Il percorso scout, il grest e i campi” con don Carlo Tartari e Simone Agnetti, “Il cinema come pretesto per introdurre un tema - La scuola e un incontro” con Luciano Pace e don Fabrizio Maffetti, “Il cinema come pretesto per un evento - l’esperienza pastorale costruita tramite il film” con Arianna Prevedello dell’Mpx della diocesi di Padova. Il corso si rivolge agli animatori delle Sale della Comunità o dei circoli di cultura cinematografica, educatori, insegnanti e appassionati di cinema. Iscrizioni: 30 euro. Iscrizioni presso Voce Sas: toninelli@vocesas.it o 030-44250 (chiedere di Mauro Toninelli). (m.t.)

Il cane che parla GIORGIO SCERBANENCO SELLERIO, PALERMO 2011 EURO 13,00

“Jelling osservò: ‘[…] Ecco tutta un’intelligenza adoperata per nuocere a un uomo, quando invece poteva essergli utile!’”. In questo 5° romanzo della serie con protagonista Arthur Jelling, il detective di Boston deve investigare su un omicidio compiuto in treno, topos caro agli scrittori di libri gialli, si pensi ad alcuni racconti di Conan Doyle o al famosissimo “Assassinio sull’Orient Express” della Christie. Tuttavia dagli illustri precedenti lo scritto di Scerbanenco prende un po’ le distanze in quanto il delitto avviene a treno fermo (o meglio, si tira il freno a mano del treno proprio per realizzare l’omicidio); è dall’esterno che si colpisce a morte il poeta Aroldo Banner e, soprattutto, la chiave di volta dell’intera vicenda non è da ricercare tra i compagni e gli amici (o presunti tali) della vittima, tutti legati all’ambiente dell’editoria, i quali hanno alibi inattaccabili e una “condotta morale e sociale ineccepibile”, ma in due cani! (recensione di Luca Bianchetti per conto della Libreria Ferrata)


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Cultura e comunicazione

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Televisione La satira arriva su Sky

Pupazzi di gomma: il morso al potere torna efficace

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La satira politica televisiva in Italia: un tasto dolente per molti, una valvola di sfogo e di soddisfazione per altri. Nella storia politica la satira ha sempre avuto un forte impatto sul pubblico, a prescindere dalle fazioni e dalle preferenze di partito. Presentare scherzosamente i problemi della collettività, attraverso i volti di parlamentari e personaggi dello spettacolo è un’efficace tecnica di comunicazione, che da un lato sdrammatizza e abbassa i toni delle quotidiane lotte intestine di Governo, dall’altro non perde tempo nello stigmatizzare gli errori e i fiaschi che, da destra a sinistra, hanno sempre caratterizzato l’amministrazione pubblica di tutti i Paesi. Il giullare di corte che sbeffeggia il potente di turno è sempre stato in primo piano, dall’antica Grecia ai palazzi dei sovrani europei, fino ai nostri tempi. Personaggi dello spettacolo come Daniele Luttazzi o Corrado Guzzanti hanno impresso un segno indelebile nella storia della tv italiana contemporanea, creando uno stile che molti ancora oggi cercano di emulare; trasmissioni come “Crozza Italia”, “Glob”, “Le Iene” da anni appassionano il pubblico riscuotendo enorme successo. Prima fra tutte le reti tv, Rai Tre ha sempre promosso questo stile di comicità irriverente e scherzosa, anche se da qualche anno gli italiani soffrono della mancanza di volti e di programmi tv adeguati, nonostante nel resto d’Europa gli show di satira politica siano all’ordine del giorno, con contenuti e forma ben più politicamente scorretti di quelli a cui siamo abituati nel Belpaese. Spagna, Francia, Germania… Le trasmissioni satiriche estere non fanno sconti a nessuno e da sempre scimmiottano impietosamente il cancan politico senza peraltro venire criticate dal Governo di turno. In Inghilterra negli anni ’80 ebbe un enorme successo il varietà “Spitting Image”, uno show in cui per la prima volta pupazzi di gomma con sembianze di personaggi pubblici erano protagonisti di divertenti gag. Il format arrivò anche in Italia negli anni ’90 con il nome di “Gommapiuma”, trasmesso da Canale Cinque, ma dal 1995 venne cancellato dalla programmazione della rete Fininvest. Oggi, dopo anni di cortina di ferro intorno alla satira politica, osteggiata e combattuta da tutto il mondo istituzionale, il network satellitare Sky ci riprova con lo stesso format britannico,

di Alberto Averoldi

ribattezzato “Gli Sgommati”. Un improbabile telegiornale presentato dal pupazzo di Aldo Biscardi che attraverso servizi e collegamenti con i volti “gommosi” di spicco della politica italiana (Bossi, Fini, Bersani, Berlusconi, Vendola…) tira bordate a destra e a sinistra, con uno stile quasi da radiocronaca calcistica. Le puntate vengono realizzate poche ore prima della messa in onda e quindi vivono di tematiche attuali e di notizie fresche di giornata. Lo show è in onda tutti i giorni alle 21 su SkyUno, canale 109 di Sky, il giorno dopo alle 13 su Cielo, canale 26 del digitale terrestre. L’esperimento ovviamente non è né nuovo né rivoluzionario; ciò che conta, però, è che si torni a ridere della politica (e soprattutto di questa classe politica), che i potenti vengano per un momento guardati dall’alto verso il basso, che gli elettori capiscano quanto è fragile e impacciato l’attuale macchinario istituzionale. Sorridere dei propri difetti spesso fa aprire gli occhi, e l’Italia ne ha tanto bisogno: se il Paese funzionasse come si deve la satira non farebbe male a nessuno. Ciò di cui bisogna avere paura è piuttosto il disimpegno politico degli italiani. Su quello in effetti non c’è nulla da ridere.

SAB Rai Due, h. 7.20 ART ATTACK Appuntamento con la fantasia e la creatività per i più piccoli. Idee innovative per riciclare materiali di scarto divertendosi e costruendo utili giochi. Rai Tre, h. 14.50 TV TALK Massimo Bernardini presenta un interessante programma di critica e analisi televisiva. In studio, insieme a personaggi dello spettacolo, professori universitari e studenti leggono la settimana televisiva e ne commentano le novità. Rai Tre, h. 16.25 ART NEWS Una rubrica settimanale dedicata al mondo dell’arte: dalle più importanti gallerie del mondo brevi servizi ci raccontano l’arte di tutti i tempi, dal classico al contemporaneo. Italia Uno, h. 19.00 PETER PAN Ottima trasposizione cinematografica del romanzo di James Matthew Barrie, realizzata nel 2004. La storia del bambino che non volle crescere mai raccontata attraverso un’avvincente sceneggiatura e spettacolari effetti speciali. Cielo, h. 23.00 X-FILES Digitale Terrestre. Le repliche di uno dei telefilm più celebri degli anni ’90. La coppia di agenti dell’Fbi indaga su casi legati al mondo del paranormale. Storie accattivanti e misteri da risolvere.

Italia Uno, h. 21.10 LE CRONACHE DI NARNIA – IL PRINCIPE CASPIAN Secondo episodio della saga inventata dallo scrittore C. S. Lewis. Un anno dopo aver conosciuto il fantastico mondo nell’armadio, i quattro fratelli Pevensie tornano a Narnia per aiutare il principe Caspian, legittimo erede al trono, a sconfiggere l’usurpatore Miraz. Un’affascinante storia per tutta la famiglia. Un protagonista de “Gli Sgommati”

DOM Rete Quattro, h. 12.00 MELAVERDE Alla scoperta delle bellezze del territorio italiano. Edoardo Raspelli è in Trentino per parlare delle tipiche mele, Hellen Hidding visiterà il Parco dell’Adamello-Brenta, per osservare le specie protette. Rai Tre, h. 12.55 RACCONTI DI VITA Giovanni Anversa è alle prese con le piccole grandi storie delle famiglie italiane. Le testimonianze di chi, nonostante numerosi problemi, ha saputo trovare nei suoi cari la forza di combattere. Rai Tre, h. 13.25 PASSEPARTOUT La cultura a 360 gradi presentata dall’esperto Philippe Daverio. In questa puntata si parlerà di Bologna e dei numerosi appuntamenti artistici di questi mesi. Rai Tre, h. 14.30 IN ½ ORA La giornalista Lucia Annunziata intervista nell’arco di 30 minuti personaggi del mondo della politica ed esponenti della vita pubblica italiana. Domande argute e stile incalzante, per una mezz’ora all’insegna dell’informazione. Rai Tre, h. 21.30 PRESADIRETTA Riccardo Iacona conduce un programma di approfondimento giornalistico sui mali dell’Italia. Questa sera si tornerà a parlare del problema della spazzatura fra Nord e Sud.

Rai Movie, h. 21.00 THE CONSTANT GARDENER Thriller politico del 2005 con Rachel Weisz e Ralph Fiennes. In Kenya un’attivista che indaga su alcune aziende farmaceutiche, viene uccisa in misteriose circostanze. L’unico scopo nella vita del marito, un diplomatico inglese, diventa trovare gli assassini e portare avanti il lavoro della moglie deceduta.


Telecomando

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Rai Due, h. 9.30 SORGENTE DI VITA Settimanale di informazione religiosa dedicato alla comunità ebraica in Italia. Gli ultimi aggiornamenti, gli appuntamenti culturali e la storia dell’ebraismo raccontata e spiegata da esperti del settore.

La 7, h. 7.00 OMNIBUS Informazione politica e di attualità: dopo la rassegna stampa quotidiana i giornalisti della redazione del telegiornale conducono un’interessante arena politica dedicata ai problemi dell’Italia.

Rai Tre, h. 8.15 LA STORIA SIAMO NOI Giovanni Minoli presenta una serie di documentari storici ricchi di fonti e ricostruzioni che riguardano gli eventi più importanti che hanno caratterizzato la politica e la società dello scorso secolo.

Rete Quattro, h. 8.30 HUNTER Telefilm poliziesco ambientato a Los Angeles. La coppia di detective Hunter e McCall è alle prese con pericolosi criminali. Ottima ambientazione e storie avvincenti.

Rai Due, h. 9.15 TGR MONTAGNE Un settimanale dedicato al territorio montano dell’Italia. Le risorse e le potenzialità di un vasto territorio spesso sottovalutato, i racconti di chi ha scommesso la vita per la montagna.

Rai Tre, h. 7.30 TGR BUONGIORNO REGIONE Per essere informati quotidianamente sugli sviluppi politici, economici, culturali, della propria regione d’appartenenza. Un tg differente per ogni regione d’Italia.

Rai Due, h. 10.55 CAMPIONATI MONDIALI DI SCI In onda il Supergigante maschile dalle piste di Garmish, in Germania.

Rai Tre, h. 14.50 TGR LEONARDO Una rubrica quotidiana dedicata all’informazione scientifica a 360 gradi. Le ultime scoperte tecnologiche e i traguardi da raggiungere nei prossimi anni. La 7, h. 16.00 ATLANTIDE – STORIE DI UOMINI E DI MONDI Una serie di interessanti documentari che riguardano la storia e la scienza. Luoghi e volti, storie del passato e scenari dal futuro. La 7, h. 21.10 L’INFEDELE Un salotto politico condotto dal giornalista Gad Lerner. I temi di attualità sulla società italiana e la lettura in chiave politica affidata ai numerosi ospiti. Rete Quattro, h. 21.10 TRUE LIES Arnold Schwarzenegger e Jamie Lee Curtis in un film d’azione diretto da James Cameron. Un agente segreto vive sotto copertura, nemmeno la moglie sa del suo vero lavoro, nonostante il suo sogno sia proprio quello di diventare una spia…

Rai Tre, h. 21.10 IL TRASFORMISTA Commedia amara diretta e interpretata da Luca Barbareschi nel 2002. Un attivista ambientalista viene notato da un politicante senza scrupoli che decide di usarlo per i suoi fini. Il malcapitato si ritroverà presto in Parlamento, in mezzo alla giungla di favori e sgambetti della politica italiana.

Tv2000, h. 18.30 FORMATO FAMIGLIA Arianna Ciampoli e Antonio Soviero conducono in coppia un interessante talk-show che si occupa di tutto ciò che gravita intorno al mondo della famiglia. Crisi economica, istruzione, affettività, divorzio, lavoro… Tv2000, h. 20.00 EFFETTO NOTTE Rubrica culturale dedicata al cinema italiano e internazionale. Il giornalista Michele Falzone ospita in studio numerosi esperti analisti di cinema e presenta le ultime novità in uscita nelle sale. Rai Tre, h. 21.10 BALLARÒ Nell’arena politica condotta dal giornalista Giovanni Floris si affrontano i problemi e i sogni dell’Italia. intervengono i leader di spicco del panorama politico attuale.

Rete Quattro, h. 21.10 BRAVEHEART – CUORE IMPAVIDO Colossal storico diretto e interpretato da Mel Gibson nel 1995. La vera storia del condottiero William Wallace, che nel XIII secolo guidò il popolo scozzese contro gli inglesi. Indimenticabili scene di battaglia, dialoghi impeccabili e cast d’eccezione. Ben cinque premi Oscar.

Rai Tre, h. 12.45 LE STORIE – DIARIO ITALIANO Il giornalista Corrado Augias approfondisce tematiche di attualità e di storia. In studio ospiti del mondo politico, economico e culturale italiano. Rete Quattro, h. 20.30 WALKER TEXAS RANGER Le indagini dei ranger non hanno mai pausa: loschi criminali tramano alle loro spalle. Ma Cordell Walker (Chuck Norris) li tiene a bada a colpi di full-contact… La 7, h. 20.30 OTTO E MEZZO Sempre molto interessanti le tematiche che la famosa giornalista Lilli Gruber affronta insieme ai suoi ospiti. L’Italia e i suoi problemi, economici, politici, culturali…

Iris, h. 21.00 MATCH POINT Thriller sentimentale diretto da Woody Allen nel 2005, con Jonathan Rhys-Meyers e Scarlett Johansson. Un affascinante istruttore di tennis sposa una ragazza dell’alta finanza londinese. In realtà è attratto da un’altra donna, e deve convivere con una doppia vita, con drammatiche conseguenze per i suoi errori. Una sceneggiatura impeccabile per un film sconvolgente.

Rai Uno, h. 11.05 OCCHIO ALLA SPESA Alessandro Di Pietro ci insegna a riconoscere le diverse varietà dell’uva e ci guida verso un acquisto consapevole di prodotti di qualità. Oggi si parla di uova e delle numerose qualità che si trovano in vendita. La 7, h. 18.00 MAC GYVER Le incredibili avventure di un ex agente segreto in difesa dei più deboli. In onda le puntate della seconda serie. Tv2000, h. 21.00 TG TG Il tg dei telegiornali nazionali: in mezzora i giornalisti di Tv2000 analizzano le scalette dei tg nazionali appena conclusi e valutano le scelte attuate, insieme a esperti di comunicazione televisiva e sociologi. Rete Quattro, h. 23.40 RAGAZZE INTERROTTE Appassionante film con Winona Ryder e Angelina Jolie, ambientato nell’America di fine anni ’60. Una ragazza depressa viene internata in un istituto psichiatrico. Lì scoprirà che la linea che divide i “matti” dai “sani” spesso è molto sottile…

Rete Quattro, h. 21.10 DUE SUPERPIEDI QUASI PIATTI Un classico per la coppia Bud Spencer – Terence Hill: due sfaccendati decidono di cambiare vita mettendo a segno una rapina, ma alla fine si ritrovano arruolati nella polizia. Faranno di tutto per venire esonerati, ma nel frattempo prenderanno le difese di una famiglia in difficoltà, vessata da pericolosi criminali.

Rai Due, h. 13.50 TG2 MEDICINA 33 Una rubrica quotidiana dedicata alla salute. Le ultime notizie riguardanti le scoperte scientifiche applicate alla medicina. Importanti e utili consigli su come affrontare la nuova stagione in salute e in forma. Current, h. 14.15 VANGUARD Canale Sky 130. Reportage d’inchiesta giornalistica realizzati da giovani videomaker che vogliono raccontare realtà che il resto della comunicazione televisiva spesso lascia nell’ombra. Tv2000, h. 21.40 IL GRANDE TALK Appuntamento settimanale con la critica televisiva. Un team di esperti di comunicazione analizza le novità della tv e non solo, studiando il linguaggio e le dinamiche che entrano in gioco fra emittente e telespettatore. Rai Tre, h. 01.10 CULT BOOK Settimanale di cultura dedicato alla letteratura di tutti i tempi. La vita e la passione attraverso gli scritti di Nuto Revelli e di Lev Tolstoj.

Rete Quattro, h 15.35 DOVE OSANO LE AQUILE Ottimo film del 1969 con Richard Burton e Clint Eastwood. Un perfetto connubio fra i generi d’azione, di guerra, di spionaggio. Seconda guerra mondiale. Un commando di un pugno di uomini viene paracadutato in Baviera, per una missione in un castello inespugnabile. Intrighi politici, traditori ed eroi.


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Cultura e comunicazione Radio e Media

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PalaBrescia Appuntamento l’8 e il 9 febbraio alle 21

Il Cipiesse porta i Pooh

P

Potremmo dire, come canta un noto rocker italiano, di aver “perso le parole” per descrivere l’incredibile vicenda dei Pooh, il cui nome venne mutuato direttamente dal cartoon della Disney “Winnie the Pooh”. Una storia extralarge, iniziata nei favolosi anni Sessanta (il primo Lp, “Per quelli come noi”, è del 1966) e che prosegue senza alcun segno di cedimento ancora oggi. Sempre in prima linea, sempre integri e, soprattutto, sempre pronti a suonare in maniera impeccabile le loro canzoni, i Pooh ritornano nella nostra città per una doppia serata al PalaBrescia – l’8 e il 9 febbraio –, tappe del tour teatrale “Dove comincia il sole”, che segue il successo delle sette date precedentemente organizzate nei palazzetti dello sport. Questa nuova tournée ha debuttato il 29 gennaio scorso con un concerto sold out al Ponchielli di Cremona e proseguirà fino alla primavera nei teatri della penisola. Il magico trio, Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian, sarà accompagnato sul palco da Danilo Ballo alle tastiere, Ludovico Vagnone alle chitarre e da Phil Mer alla batteria, il quale, nonostante la giovane età, vanta già una notevole esperienza, messa a frutto durante le sue collaborazioni con Pino Daniele, Malika Ayane e molti altri. L’idea dei Pooh è quella di ricreare sul palco un’atmosfera “senza tempo”, grazie a una scenografia che riporta l’immaginario del pubblico a “quella terra priva

di Ricky Barone

di confini dove nasce la libertà” cantata in “Dove comincia il sole”. Un concetto molto caro ai Pooh, spesso tacciati di produrre canzoni prive di spessore e che, invece, stanno dimostrando, attraverso la loro storia, coerenza e attaccamento ai valori fondamentali dell’esistenza. Accanto a questi ideali, rimane immutata la voglia e l’entusiasmo di questi “nonnetti ragazzini”, come testimoniano le loro dichiarazioni: “Finalmente si riparte... e lo diciamo con la voglia di salire sul palco di tre ragazzini, all’inizio della loro carriera! Saranno più di 40 concerti ma siamo certi che la fatica verrà cancellata dal ‘godimento musicale’ che ogni sera ci

regalerà la scaletta! Suono e acustica nei teatri saranno perfetti, e con tre grandi musicisti a condividere con noi questo viaggio sarà davvero una nuova bella esperienza!”. Un doppio concerto che si preannuncia quindi ad alto tasso energetico. Ampio spazio sarà dato al recente album “Dove comincia il sole”, uscito lo scorso ottobre, ma il cuore emozionale del concerto sarà costituito dalla fila interminabile dei loro più grandi successi, molti dei quali riarrangiati e riproposti col “nuovo suono” della band. Tornando alla scenografia, il cui ruolo è decisivo per la buona riuscita del concerto, vale la pena sottolineare che è stata curata dagli stessi Pooh, con l’ausilio di Fabrizio “Fabi” Crico che ha ideato e colorato le scene avvalendosi del calore e della tecnologia innovativa dei fari Clay Paky, mentre il progetto acustico è opera di Renato Cantele.

Programmazione LA SANTA MESSA IN TV La S. Messa prefestiva che Teletutto, Telenord e Super TV trasmettono alle ore 18.30 del sabato, è ripresa dalla parrocchia di S. Maria Assunta in Gussago. LA BUONA NOVELLA Il commento al Vangelo è di don Giuseppe Fusari. Dal 16 gennaio ospitiamo la nuova rubrica “Luoghi per lo spirito”. Con Michele Peli di Brevivet siamo guidati alla scoperta di nuovi itinerari di fede. Il programma, prodotto da VoceMedia e curato da Betty Cattaneo, va in onda anche su Radio Voce Camuna la domenica alle 8; Ecz la domenica alle 15; Radio Claronda la domenica alle 16 (1ª parte) e il lunedì alle 17 (2ª parte); Radio Basilica Verolanuova la domenica alle 10.30 (1ª parte) e alle 13.30 (2ª parte); Radio Ponte Manerbio la domenica alle 12.30; Radio Raphaël la domenica alle 9 (1ª parte) e alle 13 (2ª parte). VOCE MATTINA Il contenitore in diretta, condotto da Marco Vignoletti, si presenta ricco di nuovi appuntamenti. Ogni lunedì alle 11.15 “Voce ai bresciani”: sondaggi per le vie della città sui temi del momento con Elisa Bassini. Tra le altre rubriche, “A tu per tu” con la psicologa Anna Grasso Rossetti, “I mille volti di Brescia” con Giacomo Danesi, “Cose di musica” col critico Ricky Barone, lo spazio dedicato al cinema e collegamenti in “presa diretta” per raccontare ciò che accade in città e provincia. VOX POPULI Dal lunedì al venerdì potete partecipare al nostro sondaggio quotidiano dedicato ai più importanti temi di attualità, in collaborazione col giornale on line lavocedelpopolo.it. Al termine di “Belli dentro” i risultati finali.

I Pooh

Live Uno straordinario appuntamento in memoria

Giovanni Nuti e Lucia Bosè per Alda Merini Una coppia insolita per un recital d’autore. Giovanni Nuti, musicista e cantautore toscano, il 28 gennaio scorso ha presentato a Madrid, in coppia con l’attrice Lucia Bosè, il recital “Una pequeña abeja enfurecida”, versione spagnola del recital di poesie e canzoni “Una piccola ape furibonda” dedicato ad Alda Merini. Giovanni Nuti è noto per essere stato il musicista cui Alda Merini aveva affidato, dettandole al telefono, molte delle sue poesie, da lui poi trasformate in canzoni. Così sono nati i dischi “Poema della croce”, “Rasoi di seta” e appunto “Una piccola ape furibonda”, pubblicato il 21 giugno 2010, alcuni mesi dopo la morte di Alda Merini, avvenuta l’1 novembre 2009. Il rapporto fecondo con Alda Merini è il vertice di una carriera comunque importante per Nuti, grazie a sei cd e a collaborazioni con Enrico Ruggeri, Roberto Vecchioni, Mango, Enzo Avitabile, Milva, Simone Cristicchi. Suo anche il brano “Il regno delle donne”, con testo di Alda Merini, donato a

Doppia Difesa di Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, onlus che combatte la discriminazione e la violenza ai danni delle donne. Lucia Bosè, madre del cantante Miguel, è una delle ultime autentiche dive del cinema, carriera intrapresa dopo aver vinto nel 1947 il concorso di Miss Italia. Lucia Bosè ha lavorato con miti come Michelangelo Antonioni, Luis Buñuel, Federico Fellini e registi a noi più vicini come Ozpetek, Francesco Rosi e Roberto Faenza. L’attrice italiana ha personalmente tradotto e adattato in castigliano le poesie-canzoni nate dalla lunga collaborazione tra Alda Merini e Giovanni Nuti e, durante lo spettacolo, si è alternata al cantante-compositore leggendo una scelta dei versi meriniani. Lucia Bosè ha voluto rappresentare “Una pequeña abeja enfurecida” in occasione del suo 80° compleanno, radunando attorno a sé, al “Circolo delle belle arti” di Madrid, familiari, amici e, naturalmente, tutti i media spagnoli. (r.b.)

LA BUONA NOTIZIA Gli argomenti trattati: la Giornata per la vita con il vicario generale mons. Gianfranco Mascher; l’omelia del vescovo Monari per la Festa dei consacrati; don Flavio Dalla Vecchia per la Scuola della Parola a Villa Pace di Gussago; la Festa di don Bosco a Nave. La rubrica “4 parole” è con don Maurizio Funazzi per la Giornata del malato. La Buona Notizia va in onda: la domenica alle 13 su Teletutto e alle 20 su Telenord; su Super TV la domenica e il martedì alle 20; su Più Valli TV la domenica alle 8; su Teleboario la domenica alle 8.15 e alle 10; su TelePace il venerdì alle 15, il sabato alle 18.30 e la domenica alle 23.20. BELLI DENTRO Con Carlo Zaniboni e Fabrizio Gorni dal lunedì al venerdì alle 17.10. Canzoni, giochi, ospiti in diretta e sondaggi, un modo piacevole di finire la giornata lavorativa. A seguire, “Zona relax”, il meglio della musica “morbida” non stop.


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SABATO

Via Callegari, 6 - Brescia Tel. 030 3774592 - 3383636104 Fax 030 3757897 e-mail: redazione@radiovoce.it

Le nostre frequenze

6.00 Ecclesia 7.00 Gr 7.05 Pensieri per l’anima di François Garagnon. Con don Adriano Bianchi 7.15 Il nuovo numero del settimanale La Voce del Popolo 7.35 Rassegna stampa da inBlu 8.00 Gr Radio Vaticana 9.00 Gr - Voce mattina con Tony Marano (prima parte) 11.00 Gr - Voce mattina (seconda parte) 12.00 Gr Radio Vaticana 13.00 Gr - Radio Voce greatest hits 18.00 Gr 18.50 Pensieri per l’anima (replica) 18.55 Zona relax 19.30 Gr Radio Vaticana 19.50 Zona relax 21.00 Disco Story

Città e Provincia 88.300 Franciacorta 88.500 Lago d’Iseo 88.400 - 93.500 Alta Valle Camonica 88.050 Lago di Garda 88.200 Bassa Valle Sabbia 88.400 - 88.25 Bassa Valle Camonica 88.200 Media Valle Camonica 88.300 Alta Valle Sabbia 88.500 Valle Trompia 88.500

DOMENICA

7.00 Mattina italiana - Il risveglio tutto da cantare... 9.00 La Buona Novella a cura di Betty Cattaneo - 1ª parte - Commento al Vangelo di don Giuseppe Fusari - Sette giorni in diocesi con Angelo Onger - Primo Piano 10.00 S. Messa dalla Cattedrale 11.00 La Buona Novella 2ª parte - Ecclesia in collaborazione con l’Ufficio pastorale della salute - Luoghi per lo spirito con Michele Peli - Vite dei santi in breve a cura di padre Antonio Sicari - L’agenda della settimana 12.00 Recita dell’Angelus 14.00 Gr Radio Vaticana 14,30 Diretta sport 19.30 Gr Radio Vaticana

Dal lunedì al venerdì GR Nazionali dalle 7 alle 18 Gr Radio Vaticana ore 8 e ore 19.30 GR Locali 10.30 11.30 12.30 13.30 15.30

Radio ECZ Via XV giugno, 4 25014 Castenedolo (Bs) Tel. 0302731444 Fax 0302130911 www.radioecz.it info@radioecz.it Visita il nostro sito oppure telefona ai nostri numeri per individuare, tra le oltre 60 frequenze di ECZ, quella che corrisponde alla tua parrocchia

S. Messe: Dal lunedì al venerdì 9.03 - 19.03; sabato 19.00; domenica 9.00 - 10.30 - 18.00 Se preferisci ascolta quelle messe in onda dalla tua parrocchia sulle nostre frequenze

Radio Voce Camuna Via Mazzini, 92 - 25043 Breno (Bs) Tel. 0364.22342 fax 0364 320906 e-mail: radio@vocecamuna.it redazione@vocecamuna.it www.vocecamuna.it

Informazione locale ECZ GIORNALE: Dal lunedì al venerdì alle 12.30 - 13.30 - 19.40. BLOCK NOTES: Gli appuntamenti di città e provincia Dal lunedì al venerdì: Mattino 10.03 - 11.03 - 12.03. Pomeriggio: 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30. Il sabato alle 12.30 - 13.30 - 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.03 - 18.30. COSA C’È DA VEDERE: Le iniziative teatrali, cinematografiche e musicali di città e provincia Dal lunedì al venerdì alle 12.37 - 13.37 - 19.47

DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ 6.00 Ecclesia 6.30 S. Messa 6.55 Pensieri per l’anima di François Garagnon. Con don Adriano Bianchi 7.15 L’apertura con Mario Ricci 7.25 Rassegna stampa nazionale 7.55 Pane per il viaggio (replica) 8.15 L’apertura (2ª parte) 9.15 Brescia in diretta - fatti e personaggi in primo piano a cura di Mario Leombruno 10.10 Voce mattina con Marco Vignoletti 10.15 L’agenda: appuntamenti e spettacoli 10.50 Il mercatino 12.15 Cinema mon amour - Voce trailer 12.50 L’informalavoro 14.05 100% Brescia 15.00 Pomeriggio inBlu 17.10 Belli dentro 18.50 Pensieri per l’anima (replica) 18.55 Zona relax 19.30 Gr Radio Vaticana - Zona relax 21.00 La musica della sera - lun: La reserva de Pedro - mar: Alta rotazione con Alessandro Gardenato - mer: Brescia music play con Ricky Barone - gio: Voce live - ven: Soul power con Aldo Rizzo - sab: Disco Story 22.00 Effetto notte

Bienvenida America latina Martedì 20.05 Informazione liturgico-pastorale Mercoledì 10.09 Voce alle Acli (ultimo del mese) Mercoledì 11.09 Giovedì insieme Giovedì 10.09 Il punto della settimana Giovedì 11.09 Insieme… all’Opera! Venerdì 10.09 Con le ruote... sotto i piedi! Venerdì 11.09 Cucina e tradizione Venerdì 12.15 Amico liscio Sabato 9.03 La buona novella Domenica 15.00

Rubriche Popoli tra sogni e speranze Lunedì 10.09 Oggi parliamo di… Lunedì 11.30 Fuori Gioco! Lunedì 18.00 Letture Martedì 10.09 Sul filo della memoria Martedì 10.40

Vocegiornale notiziario radiofonico principale dal lunedì al sabato alle 8.30 - 12.30 - 18.30 - 22.30. VoceFlash notizie in breve dal lunedì al sabato alle 11 - 14 - 16 - 20 - 23.45. Rassegna stampa quotidiana appuntamento con le prime pagine dei quotidiani dal lunedì al sabato alle 9.30. Almanacco previsioni del tempo. Pensiero religioso. ecc. dal lunedì al sabato alle 8. Stremadès storia e varia cultura locale venerdì alle 17 e domenica alle 11. Terza pagina attualità culturale. Mercoledì alle 17. Una proposta musicale al giorno programma musicale dal lunedì al sabato alle 13. Titoli di coda striscia musicale con voci differenti ogni volta. Tutti i giorni dalle 20 alle 22. E poi ancora Mercatino (10.20 - 12.20 - 18.20); Corsi & Concorsi (7.30 - 12.45 - 18.45); Vivilavalle (9 - 12 - 18); ecc.

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Cultura e comunicazione Sala della comunità

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Cinema “Il discorso del re”, in corsa per l’Oscar

Un sovrano in cerca della sua voce Il film di Tom Hooper costruisce una storia coinvolgente attorno alla lotta del duca di York (Colin Firth), il futuro Giorgio VI, contro la propria balbuzie; una storia nella quale si mescolano intensamente privato e pubblico

Giorgio VI (Colin Firth) in una scena del film

PROGRAMMAZIONE È la notte della vigilia di Natale: cosa ci fanno Aldo, Giovanni e Giacomo in questura? Tre amici, uniti dalla passione delle bocce, sono finiti nei guai. L’interrogatorio con una severa e materna ispettore di polizia, diventa lo spunto per raccontare le loro vite complicate e il modo in cui vorrebbero cambiarle o almeno renderle un po’ più semplici: Aldo, scommettitore incallito; Giovanni, veterinario poco affidabile; Giacomo, di professione medico...

Checco, addetto alla sicurezza di una discoteca della Brianza, si trova inserito ad ingrossare le fila della Security del Duomo di Milano in un periodo in cui la richiesta di vigilanza è aumentata a causa del pericolo di attentati. Nel frattempo si innamora di Farah, una studentessa straniera di architettura... Le capacità intellettuali di Checco e la vera identità della sua ragazza saranno una minaccia per il patrimonio artistico italiano… Che bella giornata di Gennaro Nunziante

Natale La banda dei Babbi B di Paolo Genovese

Rapunzel – L’intreccio... di Nathan Greno, Byron Howard

Sale della comunità IDEAL – CASTENEDOLO: sabato 5 febbraio ore 21.00; domenica 6 febbraio ore 17.00, 21.00; SAN FILIPPO NERI – COLLEBEATO: sabato 5 febbraio ore 21.00; domenica 6 febbraio ore 17.30, 21.00; AURORA – PONTE CAFFARO: sabato 5 febbraio ore 21.00; domenica 6 febbraio ore 21.00; lunedì 7 febbraio ore 21.00; LA ROCCA – SABBIO CHIESE: sabato 5 febbraio ore 21.00; domenica 6 febbraio ore 15.00, 21.00

Sale della comunità SERENO – BRESCIA, VILL. SERENO: sabato 5 febbraio ore 20.45; domenica 6 febbraio ore 20.45; lunedì 7 febbraio ore 20.45; SAN GIOVANNI BOSCO – BIENNO: sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 15.30; INZNO – INZINO: sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 20.30; PAX – PROVAGLIO D’ISEO: sabato 5 febbraio ore 20.45; domenica 6 febbraio ore 16.00; CORALLO – VILLA NUOVA: sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 20.30

Sala della comunità CRYSTAL – LOVERE: domenica 6 febbraio ore 15.00; GLORIA – MONTICHIARI: domenica 6 febbraio ore 15.00, 21.00; lunedì 7 febbraio ore 21.00

Sam Flynn, un ventisettenne esperto di tecnologia, indaga sulla scomparsa di suo padre Kevin Flynn e si ritrova catapultato nello stesso mondo di crudeli programmi e giochi di gladiatori in cui il genitore ha vissuto per 25 anni. Insieme alla leale amica di Kevin e abitante del mondo di Tron Quorra, padre e figlio si lanciano in un viaggio fra la vita e la morte, attraversando lo spettacolare universo cibernetico...

The tourist di F. Henckel von Donnersmarck

Il cacciatore di ex di Andy Tennant

Un altro mondo di Silvio Muccino

Tron legacy di Joseph Kosinski

Sala della comunità SANTA GIULIA – BRESCIA, VILL. PREALPINO: domenica 6 febbraio ore 20.45; martedì 8 febbraio ore 20.45

Sala della comunità CRYSTAL – LOVERE: giovedì 10 febbraio ore 15.00

Sala della comunità SAN GIOVANNI BOSCO – EDOLO: venerdì 4 febbraio ore 20.45; sabato 5 febbraio ore 20.45; domenica 6 febbraio ore 20.45

Sale della comunità ASTRA – LUMEZZANE S. APOLLONIO: sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 14.30, 17.30, 20.30; AURORA – PAVONE MELLA: venerdì 4 febbraio ore 20.45; sabato 5 febbraio ore 20.45; domenica 6 febbraio ore 17.30, 20.45; DON BOSCO – PONTOGLIO: domenica 6 febbraio ore 16.15; PAOLO VI – PREVALLE: sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 15.30


LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

U

di Nicola Rocchi

Un uomo di governo a cui manchi la parola difficilmente potrà radunare intorno a sé un grande seguito. Lo sapeva bene Albert Windsor, duca di York divenuto – di malavoglia – re d’Inghilterra nel 1937 dopo che il fratello Edward aveva abdicato per amore. Il momento è solenne: la nazione inglese sta per entrare in guerra contro la Germania nazista, e serve un sovrano che sappia motivare il popolo ad affrontare la durezza dei giorni a venire. Albert, che prende il nome di Giorgio VI, ha però un problema non indifferente. Una grave forma di balbuzie trasforma i suoi discorsi in

corse a ostacoli piene di pause improvvise e silenzi imbarazzanti. “Se la monarchia britannica non serve a nient’altro, è però superba nel produrre soggetti cinematografici”. È difficile dare torto al critico Roger Ebert dopo la visione di “Il discorso del re”, il film di Tom Hooper che proprio intorno alla lotta del duca di York contro la balbuzie costruisce una storia coinvolgente, poggiata sulla splendida sceneggiatura di David Seidler, nella quale si mescolano privato e pubblico. È bravissimo il protagonista Colin Firth a trasmettere il senso d’angoscia

e frustrazione da cui Albert è attanagliato ogni volta che deve avvicinarsi a un microfono. Un dramma amplificato dal fatto che – come il film mostra con finezza – stiamo entrando in una nuova era della comunicazione. La diffusione della radio e dei cinegiornali porta le voci e i corpi dei potenti davanti a un’immensa platea: e chi, come Hitler, sa sfruttare al meglio questi nuovi strumenti vede lievitare la propria popolarità. La vicenda di re Giorgio – padre dell’attuale regina Elisabetta II – si sostanzia però soprattutto nel racconto di un’intima sofferenza, rivelata e almeno in parte alleviata grazie all’incontro con Lionel Logue (Geoffrey Rush), un attore australiano di scarso talento che ha sviluppato un personale metodo di lotta alla balbuzie. Fatto non solo di buffi esercizi, che Lionel impone al re

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senza sconti, ma anche di una robusta iniezione di psicologia. Schiacciato tra un padre poco affettuoso e un fratello più brillante di lui (Guy Pearce), Albert ha bisogno di abbandonare i formalismi e confidarsi con un amico. Questo è per lui Lionel, che per tutta la vita lo affiancherà a corte aiutandolo a convivere con il proprio limite. Un sostegno importante viene anche dalla moglie Elizabeth, una deliziosa Helena Bonham Carter, finalmente amorevole dopo tanti ruoli da strega. Curato nelle scenografie ed efficace nel convogliare la suspence verso il microfono che aspetta il protagonista per il discorso finale, il film di Hooper scava nel lato umano del potere. Mostrando che per essere un buon governante non c’è bisogno di atteggiarsi a superman: è importante saper trovare dentro di sé la giusta voce.

Edmund e Lucy Pevensie, con il cugino Eustace, vengono inghiottiti in un quadro e portati a Narnia su una fantastica imbarcazione, e lì si uniscono al re Caspian e al topo guerriero Reepicheep in una missione da cui dipende il destino della stessa Narnia. Vincendo le proprie grandi tentazioni, gli arditi viaggiatori toccano isole misteriose, si scontrano con creature magiche e sinistre e si riuniscono al loro amico e protettore il “Gran Leone” Aslan.... Le cronache di Narnia – Il viaggio del veliero di Michael Apted

Le avventure di Sammy di Ben Stassen

Qualunquemente di Giulio Manfredonia

Megamind di Tom McGrath

Sale della comunità EDEN – ESINE: venerdì 4 febbraio ore 20.30; sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 15.00, 20.30; SAN LUIGI – LODRINO: sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 20.30; SAN DOMENICO SAVIO – SERLE: sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 15.30

Sale della comunità AURORA – RONCADELLE: sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 15.00; SEBINO – SALE MARASINO: domenica 6 febbraio ore 16.00, 20.45; CORALLO – VILLANUOVA: domenica 6 febbraio ore 14.30

Sala della comunità LUX – LUMEZZANE PIEVE: sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 15.30, 18.00, 20.30; lunedì 7 febbraio ore 20.30

Sala della comunità IL GABBIANO – GHEDI: sabato 5 febbraio ore 20.30; domenica 6 febbraio ore 20.30; SAN COSTANZO – NAVE: domenica 6 febbraio ore 14.30, 17.30; AURORA – PALAZZOLO: domenica 6 febbraio ore 16.00, 20.30

Balletto Lo schiaccianoci di Tchaikovsky Dal Theatre di San Pietroburgo; coreografie di Kirill Simonov; direzione di Valery Gergiev; scenografie e costumi Mihail Chemiakin Sala della comunità GLORIA – MONTICHIARI (microcinema): mercoledì 9 febbraio ore 20.00 Vi presento i nostri di Paul Weitz Sala della comunità SPLENDOR – ODOLO: sabato 5 febbraio ore 20.45; domenica 6 febbraio ore 20.30

Teatro del sacro Nella notte un giglio nel campo Associazione teatrale amatoriale “Macedonia clown” di e con Federica Reverberi e Paolo Garimberti Sala della comunità GLORIA – MONTICHIARI: 5 febbraio ore 20.30

CINEFORUM Uomini di Dio di Xavier Beauvois Sale della comunità SAN FILIPPO NERI – COLLEBEATO: venerdì 4 febbraio ore 20.45; DESENZANO – PAOLO VI: sabato 5 febbraio ore 20.30; SALA DELLA COMUNITÀ – LUMEZZANE SAN SEBASTIANO: domenica 6 febbraio ore 20.45 Il segreto dei suoi occhi di Juan Josè Campanella Sala della comunità CRYSTAL – LOVERE: venerdì 4 febbraio ore 21.00

La pecora nera di Ascanio Celestini Sala della comunità AURORA – PALAZZOLO: venerdì 4 febbraio ore 20.45

Il profeta di Jacques Audiard Sala della comunità SAN COSTANZO – NAVE: giovedì 10 febbraio ore 20.45

Lourdes di Jessica Hausner Sala della comunità SAN FILIPPO NERI – COLLEBEATO: giovedì 10 febbraio ore 20.45

Somewhere di Sofia Coppola Sala della comunità AURORA – RONCADELLE: giovedì 10 febbraio ore 20.30

Precious di Lee Daniels Sala della comunità SALA DELLA COMUNITÀ – MARONE: giovedì 10 febbraio ore 20.45

San Michele aveva un gallo di Vittorio Taviani e Paolo Taviani Sala della comunità SERENO – BRESCIA, VILL. SERENO: giovedì 10 febbraio ore 20.45


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di Gianca

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Segni che parlano

di Giancarlo Paris, ofm conv.

Una monaca clarissa a Faenza è morta. Si chiama suor Vittoria. Le sorelle hanno preparato il feretro nella chiesa del monastero dove tutti possono entrare per una preghiera. Il corpo è composto in una cassa semplice adagiata sul pavimento. Lâ&#x20AC;&#x2122;abito da monaca dice la sua vocazione. Le mani intrecciate in grembo stringono la corona del rosario per ricordarci una vita vissuta nella preghiera e nella meditazione della vita di Cristo. I piedi sono nudi, perchĂŠ si trova davanti al roveto ardente dellâ&#x20AC;&#x2122;Amore che arde e non consuma. Il suo corpo è coperto da un bianco tulle da sposa: davanti a lei lo Sposo nel simbolo del cero pasquale. Il suo volto accenna un sorriso e il capo è leggermente rialzato, quasi proteso a ricevere o a donare un bacio. Quando i segni sono discreti, parlano e ci aiutano a entrare e a partecipare al Mistero. CosĂŹ anche la morte che ci fa paura, diventa unâ&#x20AC;&#x2122;attesa, un incontro, un bacio dato e ricevuto. Il â&#x20AC;&#x153;felicissimo bacio della Sua boccaâ&#x20AC;?, scrive Santa Chiara alla nobile Agnese di Praga che lascerĂ onori e ricchezze per donarsi interamente allo Sposo. SETTIMANALE DIOCESANO

FEDE - LEALTĂ&#x20AC; - CORAGGIO n° 30

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BRESCIA 23 LUGLIO 2010

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i della Trav Sera dâ&#x20AC;&#x2122;estate , davanti alla di Gianca iata amori. Nel rlo Paris, primo la â&#x20AC;&#x153;mantetv ascoltando â&#x20AC;&#x153;La ofm conv. traviataâ&#x20AC;? di amandoâ&#x20AC;?: nutaâ&#x20AC;? scopre San Frances Verdi. Quattro per la denza degli co atti e quattro affetti oggi, piange allâ&#x20AC;&#x2122;idea che prima volta la gioia compiere di lâ&#x20AC;?â&#x20AC;&#x2122;Amore è quanto lâ&#x20AC;&#x2122; â&#x20AC;&#x153;amaro non è amatoâ&#x20AC;?â&#x20AC;&#x153;essere amata, mai rara sacriďŹ zioâ&#x20AC;? anche GesĂš . La corrispo di rinuncia e fragile. Nel second re ad Alfredo o atto, Violetta nterzo, Alfredo trasďŹ gura il suo amore per lâ&#x20AC;&#x2122;onore che non ha in SacriďŹ c deve e lei accetta della di lui io compreso famiglia: â&#x20AC;&#x153;tutto lâ&#x20AC;&#x2122;amoreper restituire lâ&#x20AC;&#x2122;onore non solame di amare â&#x20AC;&#x153;sino al al peccato â&#x20AC;? di Violetta prezzo del nte umiliato re. Nel Violetta, riscatta tuo disprez la svergog , ma deriso, zoâ&#x20AC;?. na in to, si trasform schernito rĂ il suo posto al Calvario Anche qui il pensier pubblico a . InďŹ ne sul o va a GesĂš Una prostitu nel cuore di Alfredo in preghiera per quella ta non solo . Lei, â&#x20AC;&#x153;nel â&#x20AC;&#x153;pudica vergine letto di morte lâ&#x20AC;&#x2122;amore ciel ci precede di â&#x20AC;? che un giorno nel Regno, tra gli angeliâ&#x20AC;? preghe prende ma ci insegna rĂ  per i gradi dellâ&#x20AC;&#x2122;am lei e per il suo amato.SETTIMANA are. ANALE DIOCE AN SANO FEDE - LEALTĂ&#x20AC; - CORAG GIO BRESC IA 30 LUGLIO 2010

art.1, Comma

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Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art.1, Comma 1, DCB (Brescia) - â&#x201A;Ź 1,00

n° 27

I quattro

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nni piĂš aveva ventâ&#x20AC;&#x2122;a lvano: lei di Grume Palazzolo cose ci separa ma troppe da anni nellâ&#x20AC;&#x2122;Istituto ttato di lei e Giulia sposarmi rata aveva approďŹ a famiglia; Giulia voleva speciale. Ricove era le. Un bruto in adozione a unâ&#x20AC;&#x2122;altr ap menta di me e poi Giulia aveva grave handic che poi è stato datodiceva â&#x20AC;&#x153;è piccolo!â&#x20AC;?. ituto. Le lo per un no e un bambi cappella dellâ&#x20AC;&#x2122;Istvoce basa la pancia aveva avuto ricordava: si toccav siamo entrati nella to e a lo molto. va Un giorno câ&#x20AC;&#x2122;è GesĂšâ&#x20AC;?. Lei ha guarda però lei se ibili. manca oni incred o: â&#x20AC;&#x153;LĂ e Giulia mi (lei lo sa e delle intuizi tabernacolo dicend . Sono partito da mia madre mi riferiva to il a nel mio cuoreâ&#x20AC;? prima di andare ho mostra ituto ava ). Suor Ornell â&#x20AC;&#x153;Ma è anche sa ha detto: o a casa passavo dallâ&#x20AC;&#x2122;Ist mamma buonache arrivavaâ&#x20AC;Śâ&#x20AC;?. Sembr : ho una Quando tornavquesta â&#x20AC;&#x153;preferenzaâ&#x20AC;? ieri!... Mi ha detto ato aspettavo speciale. mi ha perdongiorni diceva: â&#x20AC;&#x153;Ti per ro una donna 2010 che Giulia mio ritorno. Davve 9 LUGLIO il BRESCIA â&#x20AC;&#x153;avvertireâ&#x20AC;? n° 29 WWW.LAVOCEDELPOPOLO.IT - CORAGGIO

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DEL POPOLO

LA VOCE

DEL POPOLO

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LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Economia e lavoro venturelli@lavocedelpopolo.it

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Brescia Un incontro al Paolo VI

Microcredito: dal Vescovo grazie alle Bcc Mons. Monari ha incontrato i rappresentanti del sistema di credito cooperativo che hanno permesso l’avvio di una delle cinque dita della “Mano fraterna” lanciata dalla Caritas per aiutare chi si trova nel bisogno

Da sinistra a destra mons. Monari, Giorgio Cotelli e il presidente Alessandro Azzi

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“Oggi consegniamo nelle mani del Vescovo, a distanza di tre anni dalla sua ideazione, non un progetto, dei dati, dei risultati, pur significativi, ma un’esperienza: muovendo da un suo mandato, abbiamo condiviso con le Banche di credito cooperativo un cammino che ci ha permesso di intercettare la domanda di molte famiglie che fanno fatica”. Questa l’introduzione del diacono Giorgio Cotelli, direttore della Caritas diocesana, all’incontro tenuto nei giorni scorsi tra il vescovo

Agricoltura

Convegno Coldiretti per la filiera italiana

Monari e i presidenti delle Banche di credito cooperativo, partner del progetto Mano Fraterna-Microcredito Sociale. Presenti i direttori delle Bcc Agrobresciano, di Bedizzole Turano e Valvestino, di Brescia, Colli Morenici del Garda, Cassa Padana, Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella a esprimere, con le parole di Alessandro Azzi (presidente Federazione italiana banche di credito cooperativo), l’ispirazione che avvalora il loro impegno: la “testimonianza di un amore intelli-

gente” finalizzato a “dare mercato” a valori quali la mutualità, la democrazia economica, la reciprocità; a integrare l’efficienza con i valori della persona, della relazione, della solidarietà. Proprio “il credito alle relazioni” è l’aspetto qualificante del microcredito. Così ha testimoniato uno dei 23 volontari, molti dei quali ex bancari, che attualmente, in nove zone della diocesi, gestiscono gli sportelli di microcredito: “La cosa che ci preme di più è restare vicino alle persone, non essere dei semplici erogatori di prestiti, seppur prestiti a rischio, ma “dare credito alla fiducia”, non una fiducia determinata tanto da garanzie di tipo economico, quanto legata alla persona. Su questo abbiamo cercato di attivare anche chi ci segnala la situazione di difficoltà, il garante morale. La fiducia cioè viene accreditata anche dal fatto che dietro c’è un tessuto sociale che sostiene questa persona”. Nel dar “credito alle relazioni”, ha sottolineato il direttore

Successo di pubblico per il convegno promosso da Coldiretti Brescia tenuto nei giorni scorsi sul tema “Costruiamo la nuova filiera agricola italiana. Le imprese agricole bresciane sfidano il mercato globale”. Incontrando la stampa prima dell’avvio del convegno il presidente di Coldiretti Brescia Ettore Prandini ha illustrato il progetto per una filiera agricola tutta italiana che ha fatto un passo avanti grazie all’approvazione dell’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine dei prodotti agroalimentari. Nel suo intervento il presidente nazionale Sergio Marini ha posto l’accento sui paradossi dell’agricoltura italiana sottoposta ogni giorno a furti di valore e d’identità: un basso reddito, le falsificazioni e le truffe. Il terzo furto deriva dai meccanismi che erano stati messi in atto per arginare i precedenti due, cioè con il sistema della cooperazione, pensato per creare valore aggiunto, e con la denominazione d’origine per definire l’identità, strategie ormai tramontate per responsabilità in parte riconducibili alla grande distribuzione rea di aver ucciso le differenze e la valorizzazione delle tipicità, elemento di vera competitività per il nostro

della Caritas, “abbiamo investito insieme in un capitale inedito: le famiglie che fanno fatica. Abbiamo scommesso sul fatto che queste famiglie una risorsa: restituendo il prestito ricevuto, esse stesse si fanno progetto e danno la possibilità ad altre famiglie di accedere a questi microprestiti”. Nell’arco di questi tre anni, le persone con sofferenza finanziaria incontrate sono state 275 e 191 quelle che hanno beneficiato di un finanziamento agevolato, per un importo complessivo di poco superiore ai 490mila euro. Il monitoraggio delle richieste presentate agli sportelli di microcredito ha permesso di rilevare la necessità di un’ulteriore risposta alla sofferenza finanziaria: dal 4 aprile 2011, sarà infatti operativo il Fondo “Briciole lucenti” finalizzato all’erogazione di piccole somme a fondo perduto. Coinvolte nell’attivazione dell’esperienza di microcredito, le Bcc hanno assicurato il loro contributo anche a questa iniziativa.

Paese”. Presente al convegno di Coldiretti anche il ministro all’istruzione Mariastella Gelmini che ha sottolineato come “l’agroalimentare necessiti di interventi istituzionali trasversali, campo in cui sono stati raggiunti progressi significativi, a partire dall’educazione. Educazione alla cittadinanza da un lato, ma anche alla salute e a un corretto stile di vita che non può prescindere da una sana alimentazione dall’altro: per questo con Coldiretti il Ministero ha elaborato il progetto pilota “Scuola e cibo” in vista anche di Expo 2015”. Nel corso del convegno, il presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora ha illustrato le caratteristiche del marchio territoriale “Made in Brescia” nato per rilanciare le imprese “non solo del settore agricolo, ma di ogni comparto, rendendole distinte e identificabili attraverso un riconoscimento di marchio che coincide con un’attestazione di qualità”. L’assessore regionale Giulio De Capitani ha esaltato il comparto regionale “di alto livello”, che merita “la tutela della filiera partendo dai prodotti regionali e ancor più capillarmente da quelli provinciali e strettamente locali per consapevolizzare i consumatori”.


PaesiEconomia e parrocchie BassaSan Valentino e lavoro

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

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Idee regalo Un pensiero originale

Una canzone tutta per lei o per lui Uno staff di professionisti del settore musicale confeziona brani su misura

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La fantasia non ha limiti e quando li conosce in soccorso giunge la tecnologia moderna. Sono tanti gli innamorati che in prossimitĂ della festa di San Valentino entrano in crisi. La difďŹ coltĂ  non è dettata fortunatamente dal ripensamento del rapporto con il proprio partner, ma soltanto dalla difďŹ coltĂ  di trovare un regalo che non suoni ovvio o scontato. Viaggi, ďŹ ori, cioccolatini sono graditi (oltre che costosi) certo ma câ&#x20AC;&#x2122;è sempre un partner che chiede al proprio innamorato

la sorpresa. Non conta tanto il valore del regalo quanto la sua originalitĂ . Non tutti però hanno tempo e capacitĂ  per battere questa strada. Fortunatamente in loro soccorso giunge internet. Basta digitare in qualsiasi motore di ricerca la frase â&#x20AC;&#x153;regali per San Valentinoâ&#x20AC;? e il piĂš è fatto. Sono centinaia e centinaia le proposte che iniziano a scorrere sul video. La parte difďŹ cile risulta quella della scelta. Cosa è veramente originale e in grado di sorprendere il proprio/la propria innamo-

rata? DifďŹ cile stabilirlo. Un regalo sicuramente nuovo e originale è quello della canzone personalizzata, una proposta a cui è stato addirittura dedicato un sito internet. Basta digitare www.canzonesumisura.it per scoprire di cosa si tratta. Un gruppo di professionisti del mondo della musica mette le proprie competenze al servizio di chi intende esprimere il proprio amore attraverso una canzone â&#x20AC;&#x153;su misuraâ&#x20AC;?. Lâ&#x20AC;&#x2122;innamorato, attraverso il sito internet, può scrivere un proprio testo che i citati professionisti provvederanno a mettere in musica e a incidere in tempi brevi. Canzoni su misura è una casa di produzione musicale che si rivolge principalmente ai privati. Realizza canzoni e musiche originali a partire dalle

richieste speciďŹ che del cliente; offre inoltre la possibilitĂ di personalizzare dei brani inediti di propria produzione consentendo la modiďŹ ca dei testi. La casa di produzione ha pensato anche agli innamorati meno fantasiosi. Per chi, pur pensando al proprio/alla propria partner, non è in grado di scrivere nemmeno una parola. Canzoni su misura offre un servizio in piĂš: basta fornire alcune semplici indicazioni sul partner e lâ&#x20AC;&#x2122;occasione per cui si è pensato a una canzone. In tre settimane i professionisti sono in grado di realizzare un brano esclusivo, unâ&#x20AC;&#x2122;opera unica nella musica e nel testo. Un regalo sicuramente originale e neanche troppo costoso visto che la canzone personalizzata va dai 49 ai 179 euro.

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Economia e lavoro San Valentino

LA VOCE DEL POPOLO 4 FEBBRAIO 2011

Utili consigli Proposte di viaggio

San Valentino: festeggiarlo viaggiando OpportunitĂ per tutti i gusti e per tutte le tasche, da Venezia alle capitali straniere

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Chi intende trascorrere un giorno o un ďŹ ne settimana speciale con la persona del cuore ha a disposizione un ampio ventaglio di possibilitĂ per festeggiare San Valentino. Internet offre molteplici alternative allâ&#x20AC;&#x2122;insegna del last minute e del low cost con voli a prezzi stracciati per le capitali europee che rimangono le destinazioni piĂš gettonate, in testa a tutte Parigi. Anche le cittĂ  del Bel Paese offrono numerose attrattive per gli innamorati e la meta preferita rimane Venezia. Proprio dalla laguna, arriva la promozione destina-

di Elisa Bassini

ta alle coppie e promossa da Assoalbergatori e dallâ&#x20AC;&#x2122;associazione turistica albergatori veneziani che prevede un soggiorno di tre notti al prezzo di due. Inoltre, durante il ďŹ ne settimana, la cittĂ si animerĂ  con una serie di eventi destinati agli innamorati. Fitto calendario anche per â&#x20AC;&#x153;Verona in Loveâ&#x20AC;?, manifestazione che ormai da qualche anno attrae numerose coppie nella cittĂ  di Romeo e Giulietta: sabato 12 e domenica 13 febbraio piazza dei Signori ospiterĂ  le bancarelle disposte a forma di cuore che esporranno prodotti

legati al tema dellâ&#x20AC;&#x2122;amore. I visitatori potranno ammirare la cittĂ dallâ&#x20AC;&#x2122;alto della Torre dei Lamberti e visitare gratuitamente la casa di Giulietta. Per chi ama il relax in piccole residenze di charme, numerose sono le proposte che vengono dai bed and breakfast, dove è possibile conciliare le bellezze del paesaggio a incantevoli borghi da scoprire in dolce compagnia. A tal proposito Terni, nel cuore della verde Umbria che ha per patrono San Valentino, dallâ&#x20AC;&#x2122;11 al 14 febbraio sarĂ  la capitale dellâ&#x20AC;&#x2122;amore e del cacao con golosi appuntamenti al gusto di cioccolato. Chi vuole stupire la dolce metĂ  può prenotare un soggiorno in un castello, come quello di Spessa a Capriva del Friuli, meglio noto per aver ospitato il conte Giacomo Casanova. La residenza propone romantici week

end in eleganti suite settecentesche, con cene a lume di candela e musica dal vivo, degustazioni nelle cantine del castello e passeggiate tra i boschi e le vigne circostanti. Per chi invece vuole respirare le atmosfere un poâ&#x20AC;&#x2122; retrò degli anni â&#x20AC;&#x2122;50, è possibile trascorrere una giornata o un week end a bordo di unâ&#x20AC;&#x2122;auto dâ&#x20AC;&#x2122;epoca a spasso tra le colline del Garda. Il pacchetto di San Valentino prevede, oltre al pernottamento, un itinerario alla scoperta dei castelli e delle bellezze naturalistiche, senza dimenticare i sapori del Benaco con cene e degustazioni. InďŹ ne, non dimentichiamo unâ&#x20AC;&#x2122;ultima soluzione, forse la piĂš semplice, per passare la serata di San Valentino: andate a colpo sicuro prenotando un tavolo per due in uno dei tanti ristoranti che propongono menĂš speciali per le coppie.

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6DQ/RUHQ]R 0HQX6DQ9DOHQWLQR Antipasti Capesante al gratĂŠ Passione di ostriche Assaggio salumi misti

Primi: Cuori di San Lorenzo pomodoro, mozzarella di Bufala e basilico oppure con formaggio e gamberetti

Secondi: Cuore di ďŹ letto alla brace

Dolce della Casa con ďŹ&#x201A;ut di spumantino Âź30.00 bevande e caffè inclusi

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Paesi e parrocchie Bassa

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Curiosità Il linguaggio dei fiori e non solo

Mille modi per dare voce all’amore La festa di San Valentino stimola la fantasia di coppie vecchie e giovani

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La festa di San Valentino è ormai alle porte e come tradizione vuole gli innamorati alle prese con il regalo per la propria dolce metà. Secondo un rapporto dell’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) la crisi economica inciderà sul prezzo di due regali simbolo della festa, ovvero fiori e cioccolatini che quest’anno costeranno meno. Secondo l’indagine, la maggior parte degli acquirenti (il 69%) spenderà fino a un massimo di 100 euro, un buon 39% si accontenterà di sborsare fino a 50 eu-

di Elisa Bassini

ro, mentre una nicchia di consumatori (7%) arriverà oltre i 200 euro. Un omaggio floreale rimane in testa alle preferenze degli innamorati e va scelto con cura perché ogni fiore esprime un preciso significato. Oltre alle classiche rose, chi desidera donare un fiore ha a disposizione una scelta molto ampia: si può dichiarare il proprio amore regalando dei tulipani rossi, mentre quelli di colore giallo sono simbolo di un amore disperato. Gli innamorati possono scegliere un dono più impegnativo come un gioiello e tra una va-

sta gamma di collane, anelli, bracciali e orecchini in base ai gusti e al proprio budget di spesa c’è proprio l’imbarazzo della scelta. Quest’anno tra i regali più gettonati, ci sono i prodotti di cosmesi e bellezza che segnano un rialzo del 3%. Un profumo rimane tra i regali più graditi, anche se non è semplice azzeccare i gusti della propria lei ed evitare che la preziosa boccetta finisca in qualche mobiletto del bagno. Per andare a colpo sicuro con Lui, meglio orientarsi sugli high-tech: un telefonino di ultima generazione può essere un dono utile per rimanere sempre in contatto con la propria dolce metà. E dalla famiglia Apple, arrivano delle nuove applicazioni per I phone e I pad studiate ad hoc per gli innamorati: 101 Valentinés Gifts è un generatore di idee regalo, mentre

Send Flowers può essere utilizzato per inviare fiori. Si possono anche inviare messaggi d’amore personalizzati, addirittura trascritti su biscotti con il Cookie Doodle. L’app Corkscore e il Paprika Recipe Manager aiutano nella scelta delle ricette e del vino giusto per una romantica cena a lume di candela. Anche Facebook pensa a San Valentino con due concorsi dedicati alle coppie: “Gli auguri più belli” che premia le frasi d’amore pubblicate in bacheca e “Amore cosa ti sei messo?” dedicato ai look peggiori dei propri compagni. L’amore è il messaggio commerciale più potente, lo sanno bene le compagnie telefoniche che ingrasseranno i loro profitti in occasione del 14 febbraio: saranno infatti milioni i messaggini inviati con il cellulare, per un fatturato di quasi 20 milioni di euro.





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Sport

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Calcio Bilancio di fine mercato

Il Brescia torna a Iachini

redazione@lavocedelpopolo.it

Esonerato Mario Beretta dopo sette partite, il tecnico marchigiano ha ripreso la squadra. In coincidenza con la chiusura dei “saldi invernali” che non hanno rinforzato la rosa

Gino Corioni si affida nuovamente a Iachini

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Se è vero che il tre è il numero perfetto, tre è anche il voto in pagella che tifosi e addetti ai lavori hanno assegnato al mercato di riparazione del Brescia concluso alle 19 di un convulso lunedì 31 gennaio. E pensare che Gianluca Nani, qualche settimana prima, era stato giudicato il secondo miglior direttore sportivo d’Italia. Alla fine, anziché una campagna di rafforzamento si

di Mario Ricci

è dimostrata una corsa a rimpinguare le solite asciutte casse societarie. In extremis sono arrivati in tre (quattro con Lanzafame dalla Juve nei primi giorni dei saldi): Cristiano Zanetti dalla Fiorentina (centrocampista a lungo inseguito e fermo da diversi mesi), un attaccante brasiliano semi-sconosciuto (tale Jonathas dagli olandesi dell’Az Alkmaar) e il terzino sinistro classe

1982 Pietro Accardi. Quest’ultimo gradito soprattutto perché, nel prestito fino a giugno, il Brescia ha incassato 500mila euro girando Gilberto Martinez alla Sampdoria. Alla fine, forse, ci ha guadagnato la squadra blucerchiata. Ma vaglielo a spiegare che – per due spiccioli incassati – si rischia di sprofondare nuovamente in serie B e un giocatore di esperienza come Martinez forse avrebbe fatto comodo. Lunedì scorso, prima della trasferta di Roma, il patron Corioni ha avuto un duro confronto con i giocatori gridandogli a muso duro di “vergognarsi”. A pagare è stato nuovamente il tecnico, stavolta Mario Beretta. Che ha chiuso a quota sette (cinque sconfitte e due vittorie) la breve parentesi culminata con il ritorno di Beppe Iachini. La vera notizia è che Caracciolo non si è mosso. Offerto a mezzo mondo, nessuno lo ha voluto. Appena 5 reti in serie A (tre delle quali su rigore) e una condizione psicologica devastante gli sono state fatali. Per non parlare della cifra sproporzionata richiesta da Corioni e

compagni: improponibile anche per il facoltoso sultano del Brunei. A proposito di denaro sonante, ecco l’ossigeno puro arrivato dritto dritto al club di via Bazoli: due giocatori della Primavera pagati un milione di euro. Trattasi di Serlini e Fantoni. Tanto ha sborsato Antonio Gozzi, presidente della Virtus Entella di Lega Pro 2 (la ex C2 tanto per intenderci). A quest’uomo va fatto un monumento all’amicizia: solo così può spiegarsi un investimento del genere. Oltre a un centrocampista, l’altro obiettivo era sfoltire la rosa: detto che Possanzini è rimasto rifiutando un biennale dal Livorno (sfumato, così, lo scambio con Tavano) e Sereni aprirà un dualismo con Arcari fra i pali, Taddei è passato definitivamente alla Triestina mentre in precedenza Fecsezin e Juan Antonio Ignacio avevano virato per Ascoli così come Budel a Torino, De Maio a Frosinone, la metà di Scaglia a Cremona in Lega Pro 1 e il giovane Fofana in Grecia all’Etnikos. Insomma, la strada per la salvezza si fa ancor più dura.

Basket A Dilettanti

La Centrale del Latte Brescia passa a Dell’Agnello

Coach Dell’Agnello

Meno di un mese fa la dirigenza gli aveva confermato la fiducia. Ma la pesante sconfitta di domenica scorsa a Perugia ha rimesso tutto in discussione. E in settimana, alla ripresa degli allenamenti, coach Adriano Furlani ha ricevuto la comunicazione del suo esonero. Sei sconfitte in 19 gare di campionato e un anno e mezzo di panchina. La pressione di dover vincere a tutti i costi il campionato gli è stata fatale. Al suo posto è arrivato Sandro Dell’Agnello. Ex giocatore della Nazionale e di Caserta, arriva a Brescia per risollevare classifica e morale (Leonessa terza a -4 dalla capolista Trento). Livornese classe 1961, Dell’Agnello comincia la carriera di allenatore alla Pallacanestro Reggiana. Nel 2006 passa a guidare il club della sua città che l’anno successivo ottiene la salvezza in Lega 2. Il divorzio nel 2009 per passare un anno alla Reyer Venezia. “Sono molto motivato e consapevole di poter lavorare con un buon

gruppo – ha esordito Dell’Agnello – mi fa onore aver ricevuto la chiamata di Brescia e sono convinto di poter fare bene anche se non c’è molto tempo per sistemare le cose. Ma i presupposti per centrare l’obiettivo della promozione ci sono tutti”. Domenica prossima – dunque – l’esordio al San Filippo contro Castelletto Ticino. Sfida, valida per la quinta giornata di ritorno, posticipata alle 18.50 per consentire la diretta televisiva alle telecamere di Sportitalia (radiocronaca integrale sulle frequenze di Radio Voce a partire dalle 18.40). “Sono la prima a essere dispiaciuta per il cambio in panchina – ha motivato la presidentessa Graziella Bragaglio – ma c’era bisogno di una svolta, di dare un segnale forte all’ambiente e ai giocatori. Adesso mi aspetto una risposta da parte dei giocatori. Non hanno più alibi, questa squadra può e deve fare di più”. (al.an.)


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Sport

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Pallanuoto femminile Presentata la squadra cittadina di serie B

Obiettivo play off per l’Acquatika Al via con due vittorie la nuova stagione della squadra cittadina nata nel 2008 dalle ceneri della Leonessa Brescia e presieduta da Mina Gussago

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Lo scorso anno, all’esordio in serie B, arrivò un inatteso terzo posto. Nata dalle ceneri della Leonessa, l’Acquatika Brescia ci riprova puntando a quei play off promozione soltanto sfiorati nella precedente stagione. E se il buongiorno si vede dal mattino, le prerogative ci sono tutte. Presentazione in Loggia e subito due vittorie nelle prime due giornate di campionato. Successo di misura a Torino (7-6) e bis al debutto fra le mura amiche del PalaSystema contro le cugine del Milano, travolte 18-2 con 9 reti di Alice Stefanini. Quella che è stata assemblata è una rosa rinnovata ma ambiziosa. Nonostante la sofferta partenza di Giorgia Filippini passata in A2 con l’Osio e la mancata riconferma di giocatrici d’esperienza come Irene Giusti e Giada Persegani. “Puntiamo innanzitutto ad una salvezza tranquilla – spiega il presidente Mina Gussago – come è ac-

di Roberto Moscarella

caduto lo scorso anno. Anche se siamo consapevoli che i play off promozione potrebbero essere alla nostra portata. La squadra è composta da atlete giovani ma di qualità”. La conferma è arrivata con la convocazione di Alice Stefani al collegiale della Nazionale azzurra giovanile. “Il vero obiettivo – aggiunge il riconfermato allenatore Cristian Tabellini – è quello di far crescere questo movimento e scoprire giovani talenti. Al momento possiamo schierare, oltre alla prima squadra, solamente l’Under 19, ma grazie alla collaborazione con la Pallanuoto Brescia maschile di A2 speriamo di poter dar vita a un settore giovanile molto più ampio”. Ma come spesso accade negli ultimi anni, si ripropone il problema dell’impiantistica. Il solo PalaSystema (in attesa della piscina di Mompiano) non basta per accontentare le realtà natatorie della città costrette ad allenarsi e a giocare

Le ragazze dell’Acquatika Brescia

le partite casalinghe in orari a volte improponibili. “Uno dei motivi che non ci permette di ampliare i nostri progetti – aggiunge il patron Mina Gussago – è proprio la penuria di impiantistica. Siamo in troppi a spartirci gli spazi acqua di un singolo impianto. La situazione è insostenibile e noi, che siamo una piccola società, spesso veniamo penalizzate. Addirittura nell’ultima gara di campionato abbiamo ricevuto le proteste da parte della squadra avversaria per l’orario di gioco: di domenica e alle 21.30. Così non si può andare avanti. Mi auguro – conclude la Gussago – che l’Amministrazione comunale si impegni a risolvere un problema che penalizza noi e l’intera pallanuoto bresciana”. Questa la rosa completa (gli incontri casalinghi si possono seguire con ingresso gratuito al PalaSystema di via Rodi): Alessandra Fanelli, Anna Gioli (Portieri); Alessandra Chiesa, Beatrice Testa, Laura Luci, Martina Maccabiti, Cristiana Muscojona, Giada Russo, Monica Marchetti (difensori); Manuela D’Acunti, Camilla Zanola (centrovasca); Noemi Casali, Alice Stefanini (attaccanti); Federica Luci, Giulia Rolfi, Claudia Gargiulo.

Atletica

Torna il Giro dei Grassi Dopo il grande successo dello scorso anno, torna il “Giro dei Grassi”. La corsa di 13 km e 650 metri di dislivello (competitiva e non competitiva) – organizzata dall’Atletica Concesio 2009 e giunta alla seconda edizione – è in programma domenica 27 febbraio con partenza alle ore 9.15 dall’oratorio Paolo VI di Concesio in via De Gasperi, 12. Le iscrizioni sono aperte fino alle 11 di venerdì 25 febbraio presso i punti vendita Sportland di S. Eufemia, Pisogne, Villanuova e Lonato oppure presso il bar Mister Coffee in via Segheria sempre a Concesio. Per informazioni, sono a disposizione i numeri telefonici 030/2186299 o 347/9195002. L’organizzazione fa sapere che al raggiungimento di 250 partecipanti le iscrizioni verranno chiuse. Per visionare il percorso, www.atleticaconcesio2009.it. (al.an.)

diamo voce anche al basket brescia radiocronaca di Alberto Banzola Domenica 06 Febbraio 2011 ore 17:50

vs Brescia Leonessa

La radio dello sport bresciano sms: 3383636104 - redazione@radiovoce.it

in collaborazione con

Castelletto Ticino


Centro Sportivo Italiano

Appuntamenti Roncadelle e Palazzolo

Dai tatami di judo alle assi di equilibrio di Bruno Forza

Dai tatami di Roncadelle alle assi di equilibrio e ai trampolini di Palazzolo. È stato un fine settimana davvero intenso quello vissuto tra l’hinterland cittadino e l’estremo ovest bresciano, dove tra sabato e domenica si sono svolte le seconde gare provinciali di judo e ginnastica artistica. All’evento del palazzetto dello sport di Roncadelle hanno preso parte circa 200 judoka dai cinque ai 13 anni provenienti da tutta la provincia. Gli atleti di Calcinato hanno dominato la classifica riservata alle società conquistando 340 punti che ne hanno fatto la miglior squadra della manifestazione davanti a Monterotondo e Roncadelle. Anche in classifica generale Calcinato guida la graduatoria davanti a Monterotondo, ma sul terzo gradino del podio c’è Gussago, autore di un buon punteggio nella prima prova. Il responsabile dei guidici Ermanno Neri ha colto l’occasione per fare un appello: “Quella dei giudici del judo è una situazione difficile dal punto di vista numerico. Mi rivolgo a tutti gli ex judoka e alle società perché chi ha avuto esperienza in questa disciplina sportiva possa metterla al servizio dei giovani”.

Un appello che non può e non deve cadere nel vuoto, vista l’importanza di questa disciplina per le generazioni future. “Il judo – afferma il maestro Matteo del Judo Monterotondo – insegna ai ragazzi il valore dell’amicizia e del sacrificio. Tanti bambini in queste occasioni si riuniscono nel segno della passione per questo sport, fanno ginnastica e crescono insieme”. Osservando i tatami, inoltre, balza agli occhi la fitta presenza di bambine: “Si direbbe che il judo sia uno sport prettamente maschile, ma non è così. Le bambine ottengono ottimi risultati anche a livello nazionale perché spesso sono più forti dei maschi. Il motivo? Hanno più carattere e determinazione”. A Palazzolo riflettori puntati su pulcini large e medium, la categoria che ha raccolto il maggiore entusiasmo dal pubblico. Il medagliere è stato equilibrato nelle varie categorie. Alla gara hanno preso parte Leonessa, Palazzolese, Trenzanese, Planet Gym, Azzurra in Valle, Liberty e Hyppopdrom. La Leonessa si è aggiudicata il primato in tre categorie, mentre Palazzolese, Trenzanese e Liberty si sono spartite le tre categorie restanti. Le migliori ginnaste provinciali parteciperanno alla prima prova regionale prevista per il 19-20 febbraio a Canneto sull’Oglio (Mantova).

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Bovezzo, squadra per la vita A Bovezzo si è scommesso su “Una squadra per la vita”, e la vittoria è arrivata. L’VIII edizione del torneo di calcio giovanile si è chiusa domenica sera e ha visto la collaborazione del Csi, che ha offerto i propri arbitri per la direzione delle gare. Alle premiazioni hanno presenziato anche le presidenti dell’Abe e del Csi Luciana Corapi e Amelia Morgano. Il bilancio del massimo dirigente del Bovezzo Marino Prandi è più che positivo: “I nostri obiettivi sono stati raggiunti. Volevamo dare ai bambini la possibilità di giocare e divertirsi facendo capire loro quanto sono fortunati. Per noi promuovere attività sportive legate al sociale è un onore”. Oltre allo sport, infatti, c’è stato ampio spazio per la riflessione, attraverso incontri e conferenze. “Sono esperienze importanti per la crescita di tutti – continua Prandi –, che arricchiscono le ambizioni primarie della nostra società, ovvero creare aggregazione e fornire un servizio di qualità alle famiglie con calcio, basket e, da quest’anno, ginnastica artistica”. L’impegno del sodalizio giallorosso non si ferma qui: “Siamo fieri di aver sostenuto l’Abe (Associazione bambini emopatici), alla quale abbiamo donato 1.500 euro. Ora guardiamo avanti. Non vogliamo fermarci qui perché abbiamo tante idee e la massima apertura per poterle realizzare”. La strada è tracciata, dunque. Il Bovezzo vuole continuare ad essere una squadra per la vita e per le altre compagini, speriamo, un esempio da imitare.

Cross, sci, basket e corsi di formazione

Le giovanili vanno al Rigamonti 172 atleti hanno preso parte alla seconda edizione del Cross delle Torbiere, organizzato dal Csi a Clusane. Fabio Pasquali ha bruciato la concorrenza bissando la vittoria dell’esordio di Desenzano. Il ciclista della Team Pata Nuova Arka è giunto al traguardo con 1’26’’ di vantaggio su Ivan Testa (Team Spreafico) e 1’49’’ su Nicola Bazzani (Zaina). Tra le donne ha vinto Anna Negrisoli (Team Monte 70), seguita da Silvia Pasini e Sonia Ravenoldi. La gara si è svolta su un percorso particolarmente probante, segnato da un gran numero di saliscendi nella parte meridionale del lago d’Iseo. La prossima gara si terrà domenica a Torricella del Pizzo (Cremona), in occasione del IX Giro delle cascine. Sci. Oltre 100 atleti e sei società hanno gareggiato sulla pista Alpe Alta al Passo del Tonale. La classifica pre-

mia lo Sci Cai Edolo, che è riuscito a primeggiare in 12 categorie su 14 con 21 atleti sul podio. Tra gli assoluti Nicola Vitali precede Simone Bignotti (Montorfano Ski Team) e il compagno di squadra Antonio Borrello. Prossima gara domenica 13 febbraio sulla pista Cadì. Basket. Testacoda nel girone arancione, dove la capolista Team ’87 si sbarazza di Ome (75-49). I Mascalzoni restano in scia battendo 58-53 La Sportiva e New Team espugna Torbole accorciando le distanze dal podio (71-66), mentre Virtus tiene a distanza i Jackals (6952). Nel girone blu Pallata vola (92-73 su Botticino), i Senior vanno in tripla cifra scavalcando Smv (103-96) e Bovezzo si candida seconda forza con il 64-58 su S. Luigi. New Basket – Panthers rinviata all’8 marzo. Corsi. Inizia venerdì 4 il corso per allenatori di calcio e palla-

volo. Alle 20.30 in via Chiusure si parla di traumatologia e pronto soccorso con il dott. Di Filippo. Lunedì 7 febbraio i futuri tecnici si aggregheranno ai dirigenti alla cascina Foret, dove il responsabile regionale della formazione Davide Iacchetti sarà il relatore di “Mettiamoci in gioco: la relazione educativa nello sport”. Csi allo stadio. Il Brescia Calcio ha annunciato l’avvio dell’iniziativa “Società amiche”. Le formazioni giovanili ciessine potranno assistere gratuitamente (in gradinata numerata) alle partite interne di serie A, escluse quelle con Inter e Milan. Per ogni incontro saranno selezionate tre società rappresentate da una squadra del proprio settore giovanile composta da 25 giocatori e cinque accompagnatori. Prenotazioni: fax 030/2410787; info@bresciacalcio.it.


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Un luogo e un nome per la memoria Egr. direttore, situato ai piedi del Monte Herzl, quindi vicinissimo a Gerusalemme, Yad Vashem non è “un” memoriale della Shoah, bensì “il” memoriale per antonomasia, proprio perché sorge in quella che per il popolo ebraico è la “terra promessa”: interpretando il desiderio dei primi abitanti dello Stato d’Israele, in larga parte superstiti dei campi di concentramento nazisti, il Parlamento israeliano (Knesset) ne decretò la costruzione nel 1953 come centro mondiale per il ricordo e la ricerca sull’Olocausto. Il nome si ispira al versetto di Isaia 56, 5: “Io concederò nella mia casa e dentro le mie mura un posto e un nome [Yad Vashem in ebraico] meglio di figli e figlie; darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato”. Con i suoi 180mila metri quadri di superficie è anche uno dei più grandi complessi nel suo genere. Yad Vashem è una istituzione che si regge su quattro pilastri: memoria, documentazione, ricerca ed educazione. Per questo, oltre al museo vero e proprio esiste la “Sala del Memoriale”, dove una fiamma arde sempre nella penombra in memoria delle vittime; inoltre c’è un archivio che ospita più di 100mila testimonianze di sopravvissuti e 400mila fotografie oltre a documenti d’ogni genere, come prove contro qualunque velleità negazionista. A beneficio della ricerca storica e della formazione, Yad Vashem produ-

ce anche una grande quantità di libri e sostiene gli studiosi, soprattutto giovani, che lavorano a progetti accademici sul tema. La parte riservata alla storia dell’Olocausto ricostruisce il percorso che ha portato la propaganda nazista a preparare quella che è stata prima la discriminazione, poi la persecuzione degli ebrei. Si iniziò con la leggenda della “pugnalata alla schiena”, nata all’indomani della prima guerra mondiale, che accusava gli ebrei di essere la “quinta colonna” responsabile della disfatta e dell’umiliante dopoguerra; subito dopo la presa del potere da parte di Hitler la propaganda antisemita divenne materia di studio “ufficiale”. Il museo si avvale di molto materiale multimediale ma di ancor più abbondante materiale d’epoca: libri, poster, stendardi del partito nazista e persino un intero vagone ferroviario, che contribuisce a riportare in vita l’atmosfera di quegli anni. E poi migliaia di foto, dalle comuni fototessere ai ritratti di famiglia, alle foto di matrimoni. Vittime e testimoni della violenza cieca, del male senza precedenti che irrompe all’improvviso nella quotidianità e distrugge tutto. Diversi padiglioni ricostruiscono, sempre con materiale originale, la vita nel ghetto e nel campo di concentramento. Naturalmente c’è spazio anche per raccontare la storia degli ebrei che non si “rassegnarono al proprio destino” e si unirono alla Resistenza, ma anche delle storie di chi rischiò la vita per salvarli: ai “Giusti fra le nazioni” è dedicato un giardino che ospita

Cara Voce direttore@lavocedelpopolo.it

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un albero per ognuno di essi. Forte è la presenza italiana, che speriamo possa essere ampliata presto. Commovente è poi il “memoriale dei bambini”, la cui parte iniziale è un monumento al piccolo Uziel Spiegel, dedicatogli dai genitori Abraham e Edith che, per uno scherzo del destino, sopravvissero all’Olocausto. Nel buio della sala interna un gioco di specchi riflette la luce di un’unica candela mentre una voce legge nome, cognome ed età dei bambini morti nei campi di concentramento. Su un totale

di sei milioni di vittime, il loro numero ammonta a un milione e mezzo. Meta ancora troppo poco battuta dagli itinerari del turismo in Israele, Yad Vashem è un posto da visitare assolutamente non solo per la ricchezza del materiale in mostra ma anche per una serie di altri motivi: per la necessaria empatia nei confronti delle vittime, per l’obbligo della memoria e per rendersi conto della centralità di questo fatto nella storia di Israele. Gianmaria Spagnoletti

5 febbraio 1916 Enrico Caruso incide uno dei più grandi successi di tutti i tempi: “O sole mio”

6 febbraio 1952 Muore re Giorgio VI d’Inghilterra. Gli succede al trono la figlia Elisabetta II

Omnibus

Avvenimenti 4 febbraio 1945 Inizia la conferenza di Yalta a cui partecipano i leader alleati Franklin D. Roosevelt, Winston Churchill e Iosif Stalin

Le ricette della settimana Merluzzo ai capperi

Palombo al sedano

Ingredienti: 600 grammi di filetti di merluzzo, 100 grammi di olive verdi, 1 cucchiaio di capperi, mezza cipolla, mezzo spicchio d’aglio, mezzo bicchiere di vino bianco secco, 1 cucchiaio di succo di limone, 4 cucchiai di olio d’oliva, sale, pepe.

Ingredienti: 4 tranci di palombo, 4 pomodori, 1 sedano, olive nere, alcune foglie, basilico, peperoncini, 3 cucchiai di olio d’oliva, sale, pepe.

Preparazione: Tritare finemente la cipolla e l’aglio e distribuirli in una teglia, irrorare con olio, unire le olive snocciolate, i capperi, il limone e un pizzico di sale e pepe. Adagiare nella teglia il pesce, salare, pepare e irrorare con il vino. Cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per 7 minuti bagnando di tanto in tanto con il fondo di cottura.

Preparazione: Lavare e pulire le coste di sedano e tagliarle a pezzetti. Scottare i pomodori, sbucciarli, eliminare i semi e tagliarli grossolanamente. Scaldare in un tegame tre cucchiai d’olio e rosolare i tranci di pesce da entrambe le parti. Unire pomodori, sedano, sale, pepe, il peperoncino sbriciolato e alcune foglie di basilico spezzettate. Mescolare e far cuocere, coperto, per circa mezz’ora. In ultimo aggiungere le olive nere snocciolate.


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Amore tra musulmani e cristiani Egr. direttore, due belle pagine d’amore sono state scritte il giorno della natività di Gesù. E in mezzo a tanto odio una specialmente l’ho molto gradita. Ma prima mettiamo una premessa. Si sa purtroppo che un governatore pakistano è stato ucciso solo perché avrebbe voluto difendere quella cara madre di quattro figli, condannata a morte solo perché cristiana. Questo uomo generoso e buono ha avuto la morte per aver difeso una donna che non ha fatto del male, ma essendo cattolica era odiata dai fondamentalisti islamici. Io prego il Dio ricco di misericordia perché porti nel suo Regno questo uomo giusto. E veniamo ai due bei fatti accennati all’inizio. Il nostro amato Pontefice il giorno di S. Stefano ha pranzato con cinquecento poveri extracomunitari tra i quali diversi bambini e donne due delle quali, della Costa d’Avorio, sposate, ma fuggite perché angariate dai rispettivi mariti. Ora vivono nella casa dell’accoglienza gestita dalle suore di madre Teresa di Calcutta. Papa Benedetto si è detto molto contento di essere vicino e parlare con questi fratelli e sorelle stranieri. Il secondo episodio, dico la verità l’ho gradito molto di più. In quella povera nazione dove è stato ucciso quel governatore solo per la colpa di amare e voler togliere quelle leggi di morte, cioè il Pakistan dilaniato dall’odio di pochi che poi lo insegnano se non addirittura

lo impongono, ecco che in una città nel giorno di Natale cattolici e musulmani si sono uniti per festeggiare la nascita di Gesù. I musulmani di quella città hanno portato una grossa torta al Vescovo ed hanno fatto festa insieme. Uno dei loro capi ha poi detto: noi vogliamo coltivare le radici della reciproca tolleranza affinché il nostro futuro sia più bello e migliore. Parole dolcissime in una terra dilaniata dall’odio verso i cristiani. E finivano dicendo che quando sarà terminato il ramadan il Vescovo coi cattolici porterà una torta simile a questa nella loro sede e così si farà un’altra festa insieme. Come sarebbe bello se questa fratellanza ci fosse in tante altre parti del mondo. Io so che anche in una zona del Kurdistan cattolici e musulmani vivono vicini tollerandosi a vicenda. E credo che questo vi sarà in altre parti del mondo. Ma quando si mettono di mezzo i talebani ed altri terroristi come loro non si può sperare nulla di bello. Speriamo che Gesù quella Pace da Lui promessa e tutti noi uomini possiamo sentirci fratelli ognuno nel proprio Credo religioso. Domenico Marchesi

“Se le parole hanno un senso” Egr. direttore, “la parola” come strumento per vivere nel mondo dei significati in una veste che deve vederla rispettata nel fondamento sulla verità, poiché in essa si fon-

de la collaborazione civile nella quale anche la democrazia cresce e si equilibra nel dialogo delle parti sociali. Ne ha parlato, mons. Luciano Monari nel corso dell’annuale incontro riservato ai giornalisti ed agli operatori dei mass media che è stato organizzato al Centro Pastorale Paolo VI, tradizionale luogo di riferimento cittadino per alcune fra le importanti iniziative ecclesiali di vita cristiana. Diverse generazioni degli esponenti del giornalismo hanno aderito all’interessante opportunità per condividere, fra loro e con l’autorevole figura episcopale, una significativa riflessione generale sul proprio ruolo svolto a servizio della comunità per la ricerca di un senso migliorativo, a conferma delle mansioni in atto ed interpretate nei rispettivi ambiti di collaborazione con gli organi d’informazione. Un servizio in cui il Vescovo ha posto in risalto la strategica centralità della funzione rivestita dalla “parola” spiegandola in quella genuina accezione originale al suo essere gestita aderente alla “verità” per poter far scorgere innanzi a sé la luce del Vangelo per tutte le genti. Non a caso il titolo dell’incontro era “Se le parole hanno un senso...”. La “parola” è “responsabilità” in quanto la carenza di parole impoverisce la coscienza umana e se non si posseggono le parole per esprimere la complessità dei vissuti interiori e dei sentimenti si fa molta più fatica a controllarli e ad incanalarli sulla via del bene comune. Luca Quaresmini

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Al musical con “Voce” Vinci due biglietti per il musical “Alice nel paese delle meraviglie” tratto dal libro di Lewis Carrol proposto da Cipiesse al PalaBrescia sabato 12 febbraio ore 21 e domenica 13 febbraio ore 16. Sul palco, nella parte del Cappellaio matto, il mago Antonio Casanova. Spedisci il tagliando entro l’11 febbraio a “Al musical con ‘Voce’” presso “La Voce del Popolo” in via Callegari 6, 25121, Brescia. Sandra Morelli e Lidia Tomasini hanno vinto i biglietti per il duetto Fresu-Benni.



…“Alice nel paese delle meraviglie”

Nome Cognome Telefono

IN COLLABORAZIONE CON:

VOCESAS

7 febbraio 1992 I dodici Stati della Cee firmano il Trattato sull’Unione europea, noto come il Trattato di Maastricht

8 febbraio 1672 A Londra Isaac Newton espone la teoria sull’origine dei colori, che porterà alla spiegazione della formazione degli arcobaleni e delle iridescenze sulle bolle di sapone

9 febbraio 1942 I vertici militari degli Stati Uniti tengono il loro primo incontro formale per discutere la strategia in guerra

10 febbraio 1990 Il presidente sudafricano F. W. De Klerk annuncia che Nelson Mandela verrà rilasciato il giorno dopo

L’esperto risponde a cura delle Acli Bresciane

Aforismi

D.: A fine dicembre ho acquistato un appartamento ristrutturato dal vecchio proprietario nel 2008. Mi ha riferito che per questo immobile aveva usufruito, nella dichiarazione dei redditi, della detrazione per le spese di ristrutturazione. Volevo sapere a chi spetta la detrazione per il 2010.

I sogni si realizzano: senza questa possibilità, la natura non c’inciterebbe a farne (John Updike)

R.: In caso di vendita le quote di detrazione non utilizzate, in tutto o in parte, dal venditore spettano per i rimanenti periodi d’imposta all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare. Il legislatore ha stabilito che in caso di vendita dell’unità immobiliare prima che il venditore abbia fruito di tutte o di alcune delle quote di detrazione spettanti per i singoli periodi di imposta, la detrazione, invece di rimanere attribuita al soggetto che ha posto in essere gli interventi, sia trasferita all’acquirente nella considerazione che la realizzazione degli interventi abbia influenzato il prezzo di vendita dell’immobile e abbia comportato una traslazione dell’onere economico sostenuto per la realizzazione degli interventi e il pagamento delle imposte conseguenti al passaggio di proprietà. Per determinare chi possa fruire della quota di detrazione occorre individuare il soggetto che possedeva l’immobile alla fine del periodo d’imposta. Il diritto della detrazione spetta a lei, in quanto proprietario al 31 dicembre 2010.

L’uomo non è nulla più di un giunco, il più debole della natura: ma è un giunco pensante (Blaise Pascal) Se non ricordiamo non possiamo comprendere (Edward Morgan Forster)


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La Voce del Popolo 2011 05  

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