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DEL POPOLO

LAVOCE Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art.1, Comma 1, DCB (Brescia) - € 1,00

n° 45

Così com’è di Francesca Bernacchia

Nel film “Train de vie” (di Radu Mihaileanu, 1999) c’è una breve sequenza in cui il “matto” – quasi gridando – scuote i suoi devoti interlocutori con queste parole: “Noi non amiamo e non preghiamo Dio, ma lo supplichiamo perché ci aiuti a tirare avanti… Cosa ci importa di Dio per come è? Ci preoccupiamo solo di noi stessi…”. Parole forti, che richiamano - solo per assonanza - il brano del Vangelo di Marco in cui si dice che i discepoli, dopo una giornata intensa sulla riva del lago, “presero Gesù con sé, così come era, nella barca” (4,36): la precisazione sembra inutile, ma forse vuol anticipare quanto segue, la tempesta sedata e lo stupore di fronte a “costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono”. Chi è mai? La domanda apre una ricerca, che avanza talora a tentoni; ma cercare non ha altro fine che trovare, e una volta trovato non resta che accogliere. Cercare e accogliere Dio “per come è” è atto di gratuito riconoscimento, senza risarcimento o condizione, limpido come la lode.

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SETTIMANALE SETTIMANA NALE DIOCESANO

FEDE - LEALTÀ - CORAGGIO

BRESCIA 26 NOVEMBRE 2010

Parole sante Pubblicato in questi giorni il libro-intervista “Luce del mondo”. La conversazione di Benedetto XVI con il giornalista tedesco Peter Seewald ci restituisce il ritratto di un Papa che non teme il confronto con i grandi temi della cultura moderna


sommario Il fatto

L’uomo è dove è il suo cuore, non dove si trova il suo corpo (Gandhi)

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La “stabilità” dei tagli e la famiglia

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Nuovo Eden: “Lunedì al Cinema”, un’opportunità per tutti gli anziani

a cura di Massimo Venturelli

Popoli e continenti La lezione di Dublino salutare per tutti

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a cura di Gianni Borsa

Ecclesia Avvento. Briciole lucenti sono forza di comunione

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a cura di Lucio Corbò

Paesi e parrocchie Cristo Re. Incontrarsi ascoltando le note

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di Elisa Bassini

La colletta nei confronti dei poveri

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di Luciano Zanardini

Agli amici ci pensi Iddio

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di Giuseppe Lupo

Incontri. Pupi Avati Il regista dall’occhio cristiano

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di Mauro Toninelli

Economia e lavoro Turismo. Convention Brevivet La crisi e il valore dell’esperienza

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Corsivo di Angelo Onger

Cultura e comunicazione Letteratura e religione in una società secolarizzata

Dopo il grande successo degli scorsi anni, oltre 200 persone a film, la circoscrizione Centro in collaborazione con il Cinema Nuovo Eden e Fondazione Asm Brescia, organizza la terza edizione di “Lunedì al Cinema”, rassegna cinematografica pomeridiana per adulti ed anziani del territorio. “Lunedì al Cinema” è un’interessante rassegna di film, un momento di svago e socializzazione per gli amanti del mondo del cinema e per tutti coloro che avranno voglia di ritrovarsi e stare in compagnia. Il progetto, oltre ad essere un’occasione di divertimento e di cultura, sarà anche un momento di incontro fra gli anziani che vivono nello stesso quartiere e che talvolta non si conoscono. L’esordio è stato lunedì 22 novembre con “La Passione” di Carlo Mazzacurati, commedia con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston. Il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 20 dicembre, sempre alle ore 15, con il film d’animazione “Aspettando il Natale ... Polar Express” di Robert Zemeckis. Alla fine di ciascuna proiezione, si potranno scambiare due parole sul film facendo merenda con thé e biscotti, il tutto compreso nel prezzo. Il progetto nasce con l’obbiettivo culturale di contribuire ad individuare delle nuovi soluzioni concrete al disagio dei cittadini in età avanzata, che nella società di oggi hanno spesso difficoltà ad usufruire di attività e servizi culturali, superando così la solitudine in cui spesso vivono. L’idea della rassegna in orari pomeridiani è stata formulata appositamente per rispondere alle richieste degli anziani stessi che, durante le ore serali, faticano ad uscire di casa. Possibilità d’iscriversi presso il Nuovo Eden in via Nino Bixio, la parrocchia di San Giovanni, la parrocchia di San Faustino, l’associazione F. Balestrieri, il Centro diurno Franchi oppure presso il Centro diurno di via Odorici. Il costo del biglietto per ogni singola proiezione sarà di 2 euro mentre l’abbonamento a tutti i film costerà 6 euro. (g.d.m.)

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di Betty Cattaneo

Sono passati alcuni anni (la data precisa non la ricordo) da quando ho chiesto che il mio indirizzo e il mio numero di telefono fossero cancellati dalla guida telefonica, perché qualcuno mi aveva fatto un brutto scherzo prendendo i miei dati da lì e perché volevo sottrarmi alle telefonate promozionali dei vari call center. Risultato: le telefonate pubblicitarie non sono mai cessate e negli ultimi tempi si sono addirittura moltiplicate, mentre nel frattempo le persone che desiderano contattarmi per qualsiasi ragione, e non conoscono il mio numero di telefono o l’hanno perso, non trovano aiuto dalla guida. Non è un problema tragico. Nella mia esperienza professionale ho avuto un direttore che quando era assente e qualcuno lo cercava al telefono e noi glielo riferivamo, magari senza sapere il nome del postulan-

te, ci rispondeva: “Se è una cosa seria chiamerà un’altra volta, se è una scocciatura è meglio che non mi abbia trovato”. Tanto è vero che tutti in qualche modo si ingegnano per trovare una soluzione. Tuttavia la storia non finisce lì. Perché la mia sensazione è che quella del numero di telefono conosciuto dagli scocciatori e sconosciuto agli amici può essere una metafora di quello che avviene tutti i giorni nei rapporti con le persone. Abbiamo assunto dei ritmi e degli stili di vita che ci portano a contatto con un sacco di persone con le quali parliamo solo del clima o delle stagioni e poi non ci resta più tempo per parlare con gli amici, addirittura con i famigliari. È paradossale. Eppure mi sembra di notare che questo è quello che avviene. Potete voi stessi fare una prova esaminando lo

Sport Calcio. Caro Beppe, ti penso e ti scrivo

LA VOCE DEL POPOLO

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di Mario Ricci

Cara Voce

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Buone notizie

editoriale

di Stefano Fontana

Il peso delle ideologie Museo Santa Giulia: i kaki dell’albero di Nagasaki affidati ai bambini

Tre classi elementari (una quinta di Santa Dorotea, una quarta ed una quinta della Calini) sono state protagoniste/destinatarie, in Santa Giulia, di un gesto che ha fatto dimenticare i grigi rigori della mattinata, suggellata e riscaldata dal calore dell’avvenimento e dal commovente coro intonato dai bimbi, metà in giapponese e metà in italiano, quale inno alla pace (musica di Schubert, testo di Goethe, riproposizione da un film cult di Akira Kurosawa). E, con i bambini, coprotagonista è stato un alberello, non più alto di un metro e mezzo, privo di foglie eppur “fiorito” di frutti: l’arbusto di kaki che, 10 anni fa, compì il viaggio da Nagasaki a via dei Musei. Era “figlio” di quell’albero, uno solo, che 65 anni fa, mentre due città morivano uccise dalle radiazioni atomiche, riusciva miracolosamente a sopravvivere. Quei germogli hanno prosperato e continueranno a prosperare, grazie ai semi contenuti in quei frutti che l’assessore alla Cultura del Comune, Andrea Arcai, ha affidato ai piccoli ospiti, perché nelle rispettive scuole essi siano trapiantati. Manlio Milani (presidente dell’Associazione caduti di Piazza della Loggia); Agostino Mantovani, che quale segretario della Fondazione Cab, Fondazione che d’intesa con la Giunta comunale volle l’alberello in Santa Giulia; lo stesso assessore Arcai e Duilio Zogno, cioè colui che 10 anni fa portò l’arbusto dal Giappone a Brescia, sono stati concordi nei rispettivi, brevi discorsi, a sottolineare come non sia stata casuale la scelta della collocazione. Il complesso di Santa Giulia come emozione e valori riassume in sé tutto ciò che “l’albero di Nagasaki” significa. Monastero benedettino per oltre mille anni, è luogo di pace per eccellenza, in cui il rispetto del passato, l’attenzione al presente e la speranza del futuro trovano equilibrio e possibilità di dialogo. Ora con il “dono dei kaki” è stata affidata ai bambini la fiducia in un mondo più giusto.

svolgersi di una giornata qualunque. Tanto per fare qualche esempio. Si dedica molto tempo alle spese in generale. A partire dalla frequentazione dei centri commerciali. Dove si incontrano molte persone, con le quali si può anche fermarsi a conversare. A patto che si parli di prezzi, di occasioni da non perdere, di abbigliamento o di cibo, e via commerciando. In misura maggiore le mamme, ma anche i papà, dedicano tempo ad accompagnare i figli a scuola o alle mille altre attività che tutti i bambini svolgono: c’è sempre un tempo di attesa, specie all’uscita dei pargoli. Spesso i genitori si fermano ad attendere i figli negli ambienti dove fanno danza o nuoto. E chiacchierano tra di loro. Di malattie infantili, delle imprese geniali dei propri figli (lo dicono sempre con l’aria di chi non intende sopravvalutare la prole ma solo per rendere omaggio alla verità). Magari ci scappa qualche pettegolezzo sui figli degli altri o su

Agenzia fotografica: Foto Eden Stampa: CENTRO STAMPA QUOTIDIANI Spa Via dell’Industria, 52 - 25030 Erbusco (BS) Tel. 030.7725511 - Fax. 030.7725566 Progetto grafico: Maurizio Castrezzati - Coop. La nuvola nel sacco Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 184 - 1/12/1961

chiunque capiti a tiro. Difficile che le circostanze suggeriscano discorsi, almeno un poco, meno superficiali. Ai centri commerciali o ai bordi delle piscine e/o delle palestre si possono raccontare banalità non certo costruire amicizie. Senza dimenticare che gli adulti, maschi e femmine, frequentano sempre di più loro stessi le palestre e i centri di benessere (per comprendere in una parola sola tutta una serie di proposte dedicate all’estetica). Lì al massimo ci può scappare qualche amorazzo (nel senso di passeggero o clandestino, o tutte e due le cose insieme). Le amicizie non sono state cancellate ma sono diventate più faticose e le mura di casa diventano sempre più strette. Forse si spiegano anche in questo modo i musi lunghi che si incontrano ovunque. Oppure le esplosioni incontrollate di rabbia davanti a un semaforo o contro tutti quelli che non rientrano nel novero delle nostre simpatie.

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Centro diocesano per le comunicazioni sociali

UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA

La testata “La Voce del Popolo” fruisce di contributi di cui all’art. 3 comma 3 della legge 250 del 7/8/1990

Associato

FEDERAZIONE ITALIANA SETTIMANALI CATTOLICI

VOCE•MEDIA

Le risorse umane e morali ci sarebbero, ma sono ancora sepolte dalla polvere e sono in dotazione a settori della società non adeguatamente valorizzate. È questo il quadro rappresentato dall’Istat nel suo Annuario statistico 2010, dove si fotografa la situazione di un Paese non rassegnato, che esprime dal basso nuove energie che tuttavia non vengono pienamente sostenute e, quindi, si perdono dentro l’inerzia di vecchi comportamenti poco produttivi. C’è una specie di prova di forza tra il nuovo, che spesso i media presentano come vecchio, e il vecchio che troppo spesso viene presentato come il nuovo. Fare più figli è un atteggiamento nuovo che invece viene spesso presentato come antiquato. Il Sud del Paese viene presentato come retrogrado, ma non lo è dal punto di vista dei matrimoni e della pratica religiosa, che in quelle Regioni ancora tengono. A meno che queste non vengono intese come atteggiamenti da superare, mentre invece rappresentano delle risorse umane e morali a cui attingere da parte di tutto il Paese. È la pesantezza delle ideologie, un costo per l’Italia su cui nessuno mai riflette. Non c’è nessun orgoglio da dimostrare per essere al secondo posto per invecchiamento in Europa dopo la Germania. C’è un legittimo orgoglio da provare se aumentano le adozioni e gli affidi. L’esame dei dati Istat richiede una mente sgombra dalle ideologie: spesso quanto viene ritenuto progresso è in realtà stagnazione o regresso. Il primo punto è la vita e la famiglia. Il saldo naturale delle nascite è ancora negativo e il tasso di fecondità è fermo a 1,41, ancora molto lontano da quello di sostituzione, in grado cioè di garantire il ricambio generazionale. È vero che non siamo ai primi posti se per esempio Germania, Portogallo, Polonia, Ungheria e Romania riescono perfino a fare meno figli di noi, ma perché non chiederci anche come mai Irlanda e Francia riescano a garantire due figli per donna? Se poi si analizza il fatto che da noi le donne diventano madri più tardi (mediamente a 31 anni) appare evidente che ci sono delle politiche di sostegno al matrimonio e alla maternità che da noi non vengono applicate. È vero che non è solo con le politiche familiari o fiscali che si convincono i genitori a mettere al mondo più figli: la generazione è sempre di più un fatto culturale. Però le politiche possono aiutare, come sta dimostrando la Francia, Paese certamente non secondo ad altri per quanto riguarda modernizzazione e secolarizzazione eppure prolifico. Il calo demografico dipende anche dal calo della nuzialità in genere e di quella religiosa in particolare. Un buon messaggio viene dal Sud: qui i matrimoni religiosi sono il 77%, contro il 62% della media nazionale, il 50% al Nord e il 55% al Centro. Certo che se sul Sud viene proiettata la categoria ideologica dell’arretratezza storica, anche questi dati verranno interpretati come negativi e sintomo di inadeguatezza. Famiglie sposate religiosamente e stabili tendono a procreare di più. Purtroppo in Italia sono in aumento i divorzi e le separazioni alla soglia della calamità sociale. Un aumento dei divorzi del 7,3% e delle separazioni del 3,4% comporta che quasi 100mila bambini siano interessati da questi fenomeni. Aumentano le separazioni consensuali e l’affidamento condiviso, ma non è chiaro se ciò rappresenti la persistenza in forma oltremodo indebolita del legame matrimoniale oppure sia indice di una preoccupante assuefazione al divorzio. Continua anche l’invecchiamento della popolazione, l’occupazione diminuisce, si diffonde l’uso di internet, l’abitudine della pausa pranzo anziché sedersi a tavola a casa propria non dilaga come si potrebbe pensare... ma il vero problema rimane quello della vita e della famiglia.


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Il fatto

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Finanziaria Preoccupano gli interventi sul sociale

La “stabilità” dei tagli e la famiglia La manovra in discussione in questi giorni prevede importanti contrazioni delle risorse a disposizione di quei fondi destinati a sostenere le fragilità di cui soffre un numero sempre maggiore di famiglie

A

A leggerlo con attenzione sembra un vero e proprio bollettino di guerra. L’ultimo rapporto Caritas-Zancan sulla povertà (probabilmente il più attendibile tra i tanti studi che ogni anno fotografano lo stato di salute del Paese) offre una fotografia impietosa della vulnerabilità delle famiglie italiane. Sono sempre di più, secondo il rapporto, le famiglie italiane scivolate negli ultimi anni pericolosamente vicino (e in molti casi anche oltre) alla soglia della povertà. Il dato nazionale trova una drammatica traduzione anche nella realtà bresciana, come testimonia la Caritas diocesana che negli ultimi anni ha visto aumentare

a cura di Massimo Venturelli

considerevolmente la quantità di aiuti distribuiti tanto da spingerla, come si legge anche in altra parte del giornale, a istituire un fondo per le famiglie in difficoltà. In passato si è detto che “la madre di tutte le cause” di questo repentino impoverimento del Paese e delle sue famiglie era la crisi economica. La drastica contrazione di tanti posti di lavoro, la progressiva affermazione di scenari caratterizzati da grande incertezza ha inciso sulla ricchezza delle famiglie. Affermazione probabilmente corrispondente a verità ma che è stata ulteriormente avvalorata da una politica di contenimento della spesa che ha colpito (o si appresta

a colpire) pesantemente quei capitoli con cui lo Stato centrale metteva a disposizione risorse per sostenere situazioni di fragilità. Tagli indispensabili, dicono i responsabili della politica, per evitare al Paese una deriva sul modello di quella conosciuta dalla Grecia e, nelle ultime settimane, dall’Irlanda. Certo è che una differenza che supera il miliardo di euro tra il 2010 e il 2011 delle risorse per il sociale rischia di mettere a dura prova la tenuta complessiva del sistema Italia. La legge di stabilità che andrà in discussione in Parlamento nei prossimi giorni taglia pesantemente i fondi statali di carattere sociale. Se per il 2010 ormai agli

sgoccioli erano 1472 i milioni di euro messi a copertura del sociale, quelli per il 2011 arrivano a sfiorare soltanto i 350 (come riportato nella tabella proposta qui sotto). La freddezza dei numeri, che pure mette in chiaro il pesante taglio, non dà l’esatta dimensione degli scenari che andranno ad aprirsi. Il taglio di quasi 1000 milioni di euro andrà a incidere sul fondo per le politiche della famiglia, per le pari opportunità, per le politiche giovanili, per l’infanzia e l’adolescenza, per la non autosufficienza, per l’affitto, per l’inclusione immigrati, per i servizi all’infanzia e per il servizio civile, tasselli di un sistema messo in piedi per

L’esperienza di una amministrazione locale

Rispondere comunque ai bisogni della gente In una stagione in cui va sempre più di moda parlare di finanza creativa per dire che in assenza di risorse bisogna inventarsi il modo di “sbarcare il lunario” i migliori interpreti di questa nuova arte probabilmente sono gli assessori ai servizi sociali di Comuni grandi e piccoli. Tocca proprio a loro, che nella “filiera” amministrativa solo il front office per la denuncia del disagio e per la richiesta di aiuto, a dover letteralmente fare i salti mortali, a trovare appunto soluzioni creative per fare in modo che nessuno dei bisogni sottoposti alla loro attenzione resti inevaso. E quando si tratta di bisogno delle famiglie o di cittadini di una comunità non c’è colore o appartenenza politica che tenga: le risposte vanno trovate a dispetto di risorse sempre meno consistenti, a dispetto di un sistema che decide i tagli dall’alto e li scarica sul basso. E se per una grande realtà come Brescia, che pure conosce considerevoli tagli nei trasferimenti da Stato e Regione, può essere meno difficile trovare nelle pieghe del proprio bilancio quelle voci su cui intervenire per fare in modo che i tagli non vadano a incidere sul capitolo delle

politiche sociali, più impegnativo risulta invece l’operazione in quei Comuni che hanno esercizi finanziari decisamente più limitati. È il caso, per esempio, di Palazzolo sull’Oglio, comune di 20mila abitanti che vanta da decenni una grande attenzione al sociale. Giuliana Bertoli è assessore ai servizi sociali della cittadina attraversata dall’Oglio dal luglio del 2009 e ha ricoperto la stessa carica dal 1998 al 2002 in una stagione segnata da altre condizioni economiche. “Ancora non sappiamo − afferma l’Assessore − quanto i tagli da più parti annunciati dalla legge di stabilità in discussione andranno a incidere sui nostri esercizi finanziari in tema di politiche sociali”. È questa una ragione per cui le amministrazioni comunali sono state costrette negli anni a posticipare sino ai limiti previsti dalla legge l’approvazione dei propri bilanci di previsione. “Soprattutto in campo sociale − afferma ancora Giuliana Bertoli – non possiamo mettere mano a bilanci che non abbiano dati di certezza circa la copertura finanziaria dei servizi erogati”. Sul versante sociale va poi ricordato che la legge 328 del 2000 ha imposto

ai Comuni di pensare politiche sociali per ambiti territoriali (Palazzolo è il capofila dell’ambito Monte Orfano che comprende i comuni di Adro, Capriolo, Cologne, Erbusco e Pontoglio) e questo ha portato a un ulteriore salto di qualità in tema di progettazione e di scelte responsabili che hanno consentito di assorbire senza eccessiva fatica le riduzioni di trasferimenti dai fondi per le politiche sociali di Stato e Regione (che per il 2010 sono 100mila gli euro tagliati). “Un grande supporto – continua l’assessore ai servizi sociali di Palazzolo – ci viene dal mondo del volontariato con cui abbiamo instaurato un proficua collaborazione tanto in tema di progettazione di servizi che di risposte fornite”. Il bisogno che continua a crescere a dispetto di una stagione di difficoltà che molti considerano superata imporrà ai singoli Comuni una ulteriore assunzione di responsabilità perché, come afferma Giuliana Bertoli che a Palazzolo ha è stata anche assessore al bilancio, “non si tratterà più di trovare nuove risorse o di inventarsi risposte creative, ma di ridurre al massimo quelle spese non necessarie”.


LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

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Urbano Gerola, presidente Csv

Fino a quando potrà reggere il volontariato che oggi è supplente?

aiutare proprio la famiglia nella gestione di situazioni di disagio e difficoltà. Non serve essere esperti di politiche economiche e sociali per capire che questi tagli drastici delle risorse statali avranno ricadute a cascata su Regioni, Provincie e Comuni. Toccherà a questi ultimi, terminale della filiera, trovare le parole per giustificare eventuali contrazioni dei servizi messi in campo o, come spesso capita, inventare soluzioni creative per non andare a scaricare definitivamente sulle spalle delle famiglie il peso degli tagli. Certo, come si legge in queste pagine, ci sarà un coinvolgimento sempre maggiore del volontariato

ormai passato dalla sussidiarietà alla supplenza (se non alla sostituzione) dell’ente pubblico nell’erogazione di servizi di natura sociale. Ma anche questo mondo sta attraversando una stagione di difficoltà, anch’esso colpito dai rigori della legge di stabilità che ha proposto di ridurre da 400 a 100 i milioni a disposizione del 5xmille, un sistema ideato per permettere ai contribuenti di sostenere proprio il mondo del volontariato. La situazione non induce all’ottimismo e sembra contraddire le dichiarazioni risuonate nella recente conferenza di Milano per nuovi e più efficaci investimenti sulle famiglie.

Ancora una volta il volontariato è gravemente penalizzato dalle scelte del Governo. Nella manovra di stabilità economica, già legge finanziaria, votata dalla Camera dei deputati, le risorse destinate al 5xmille, sono state decurtate rispetto all’anno precedente del 75%, passando dai già scarsi 400 milioni di euro ai 100 milioni per il 2011. Una condizione che metterà in gravi difficoltà moltissime organizzazioni di volontariato, grandi e piccole, nonché le associazioni che sostengono la ricerca scientifica”. Partono da questa denuncia le considerazioni di Urbano Gerola, presidente del Centro servizi per il volontariato di Brescia, in merito agli annunciati tagli al sociale previsti dalla legge di stabilità in discussione. “È una scelta inaccettabile − continua Gerola −. Come si può continuare a chiedere la sussidiarietà al volontariato nella risposta ai bisogni se non gli si consente di avere risorse per operare?” La domanda posta dal Presidente del Csv di Brescia non è peregrina, dal momento che il volontariato, nel Bresciano come in tante altri parti del Paese, già si fa carico di tante risposte che dovrebbero essere date dalle istituzioni che, a causa di una costante riduzione delle risorse a loro disposizione, si trovano giocoforza a dover chiedere aiuto alle realtà del terzo settore per non lasciare sguarniti importanti servizi. “Il volontariato – prosegue nelle sue considerazioni Urbano Gerola – sta profondendo un grande sforzo in campo sociale, ma ancora non è del tutto riconosciuto dalle istituzioni”. Quello che il Presidente del Csv bresciano rivendica non è, però, il riconoscimento da “medaglietta o da diploma”. “C’è ancora molta strada da compiere – afferma – per arrivare al coinvolgimento del volontariato anche nelle sedi e nei momenti in cui si analizzano i bisogni e si progettano le risposte”. Sarà un passaggio a cui, secondo Gerola, prima o poi si dovrà arrivare se continuerà la tendenza dello Stato a tagliare su quei capitoli di spesa che, proprio a causa della crisi ancora in corso e che continua a coinvolgere un numero considerevole di persone, dovrebbero essere invece se non incrementati almeno mantenuti. Le prospettive che Gerola, sulla scorta di quelli che dovrebbero essere i contenuti della legge di stabilità in discussione, sembra intravvedere non sono positive. “Il variegato mondo del volontariato – afferma al proposito – non è spaventato da una richiesta sempre maggiore di impegno, anche se quando si scivola dal crinale della sussidiarietà a quello della supplenza qualche riflessione andrebbe fatta, ma dal fatto che tale richiesta sia accompagnata da misure, come quella della riduzione del 5xmille, che sottraggono a questo mondo la sua linfa vitale”. “Se saranno confermati i tagli ai diversi fondi sociali così come quelli al 5xmille – è la domanda che un preoccupato Urbano Gerola si pone – come sarà possibile sostenere quelle famiglie che si trovano a vivere situazioni di disagio per la presenza di non autosufficienti o di altre realtà problematiche al loro interno?” Il volontariato che pure rischia di essere penalizzato dalla finanziaria non potrà continuare a tappare buchi e falle di un sistema che rischia di andare a fondo. Visto, però, che la speranza è l’ultima a morire Urbano Gerola spera in una presa di coscienza da parte dei parlamentari chiamati a passare al vaglio la legge di stabilità per il 2011.

Una manifestazione del volontariato bresciano


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Opinioni

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

di Mariangela Ferrari

Laicato

La sindrome dello specchio “Nell’adolescenza ci si ferma davanti allo specchio e ci si accorge che si sta cambiando. Ma fino a quando si continua a guardare se stessi, non si diventa mai grandi! Diventate grandi quando non permettete più allo specchio di essere l’unica verità di voi stessi, ma quando la lasciate dire a quelli che vi sono amici. Diventate grandi se siete capaci di fare della vostra vita un dono agli altri”. Con queste parole il Papa ha risposto il 30 ottobre scorso alla domanda di una giovanissima di Azione Cattolica durante l’incontro che ha portato 100mila ragazzi in Piazza San Pietro. Proprio il giorno precedente, giustificandosi con i giornalisti a margine di uno dei recenti episodi balzati alle cronache, così si esprimeva il presidente del Consiglio: “Nessuno alla mia età mi farà cambiare stile di vita del quale vado orgoglioso... Ogni tanto guardatevi nello specchio con la soddisfazione con cui io mi guardo nello specchio e con la serenità con cui io guardo alla mia vita straordinaria”. Lo specchio! Oggetto autoreferenziale, al servizio dell’egocentrismo, quando non addirittura dell’egolatria. Strumento simbolo della società dell’immagine, del culto dell’estetica, del primato dell’apparire. Oggi anche sostituito dalle telecamere che mettono in circolazione i vissuti per il bisogno di affermarsi, di sentirsi qualcuno. Uno scambio tra palcoscenico e realtà, inconsapevole per molti, ma ben finalizzato e strumentalizzato per altri. Lo specchio! Può essere la sindrome di cui è affetta la nostra società che non sa vedere oltre il proprio naso, con i sintomi dell’individualismo o del localismo o del ripiegamento sul presente. Se continuare a contemplarsi (o a commiserarsi) è indice di insicurezza e immaturità, di adolescenza permanente, guardare sempre e solo al proprio piccolo mondo è segno di una società debole. Non possiamo permetterlo! C’è bisogno di uno scatto di responsabilità, di un immenso lavoro di tessitura di relazioni buone, di cultura della partecipazione, di elaborazione di idee e proposte che deve vedere lo sforzo comune di un laicato maturo. Gli Orientamenti pastorali per il decennio, da poco pubblicati, su un rinnovato impegno educativo e la Settimana sociale dei cattolici dall’emblematico titolo “Un’agenda di speranza per il futuro del Paese” suggeriscono possibili direzioni. Sebbene in ogni ambito siano necessarie adeguate competenze, in questo sforzo non bastano gli “addetti ai lavori” (educatori qualificati, una nuova generazione di politici, le ricerche promosse dagli intellettuali…): è necessario il contributo di tutti, dei tanti laici ordinari e consapevoli, per distogliere lo sguardo collettivo dallo “specchio delle mie brame”, per allargare gli orizzonti, per progettare il futuro, per rifare il tessuto comunitario della società.

di Dino Capra

Spiritualità

Voglia di regali Ormai è Natale per il tam tam mediatico e pubblicitario. Si accendono le luminarie, partono le offerte, sia annunciano i saldi per accendere in tutti noi la voglia di fare regali e di riceverne, alla faccia della crisi. Il dono, fatto e ricevuto, è come una medicina: ci riconcilia con la vita, con gli altri, restituisce fiducia nel futuro, ci fa sentire tutti un po’ più buoni. Domenica scorsa, l’ultima dell’anno liturgico iniziato il 29 novembre del 2009, nelle nostre chiese abbiamo confessato la fede in Gesù Cristo, re e Signore di tutto l’universo. I nostri preti ci hanno aiutato a comprendere il mistero della volontà di Dio Padre di salvare tutti, tutto, da sempre e per sempre per mezzo di suo Figlio, Gesù Cristo, consegnandogli il potere universale di salvare, di dare la vita a tutto ciò che inesorabilmente muore. Uno strano potere, perché chi lo esercita anziché imporre dona, anziché mandare avanti gli altri apre per primo la strada, anziché chiedere agli altri il sacrificio della vita offre la propria: una vita capace di restituire all’uomo la felicità, perduta perché rifiutata quando gli fu offerta in dono dal suo Creatore e che ora, solitario, inutilmente ricerca avendone smarrito la mappa. Domenica ventura, 28 novembre 2010, nelle nostre chiese sentiremo annunciare il nuovo anno liturgico, l’Avvento, il tempo dell’attesa della venuta del Figlio di Dio nella nostra carne umana per ricondurla, risanata, alla casa dove il Padre attende ad attira tutti i suoi figli, tutte le sue creature. È il tempo in cui la fede riaccende il desiderio di ricevere il regalo più grande, la bussola che indichi la via alla felicità smarrita, quella che non dura un momento soltanto, che ha per nome ‘salvezza’, la gloria divina che sta al fondo della inesausta ricerca umana, anche quella espressa nelle forme più bizzarre o aberranti. È questa gloria di Dio che fa l’uomo uomo, la donna donna, l’umanità umanità, la storia degna di essere vissuta. Il Padre la dona a tutti coloro che la desiderano veramente, la cercano e l’accolgono nella fede del suo Figlio, Gesù. È questo il regalo che i credenti ricevono in dono dal Re dell’universo che verrà umile nel Natale per darci la sua vita, la vita dell’uomo rimesso a nuovo e che può volgere al nuovo i destini dell’umanità intera. Questo dono divino rende veri tutti i regali che ci scambieremo a Natale: è dato per primi a noi che ci diciamo cristiani perché lo facciamo abbondare condividendolo con tutti coloro con i quali viviamo la cittadinanza. Non costa nulla e ne abbiamo bisogno tutti: basta averne ancora vivo il desiderio.


LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Popoli e continenti venturelli@lavocedelpopolo.it

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Italia Fa discutere una proposta del Governo

Armi: a rischio la trasparenza nel commercio Per recepire una normativa europea la proposta di una legge delega che potrebbe aprire falle nel sistema di controllo italiano

I

a cura di Massimo Venturelli

Il 185/90 era una combinazione riuscita della società civile italiana. Non si tratta di numeri al lotto ma della legge che in Italia regola il commercio delle armi. Una normativa che aveva ottenuto in giro per il mondo diversi consensi, perché si trattava di una legislazione rispettosa, attenta e in grado di arginare il fenomeno che arma non soltanto polizie e forze armate di governi legittimi e democratici, ma anche terroristi e dittature. Della 185/90 si rischia però di dover parlare al passato perché nelle scorse settimane il

Governo, con una legge delega (un provvedimento con cui il Parlamento autorizza l’esecutivo a esercitare la funzione legislativa su di un determinato oggetto) ha cercato di allargare le maglie di questa legge. Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri il 17 settembre scorso, il Governo ha messo in atto (si attende una prima firma del Presidente Napolitano per l’ingresso in Parlamento) la modifica di una normativa che garantiva un ferreo controllo su esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento in

Italia. L’iniziativa legislativa, come hanno spiegato i tecnici del consigliere militare di Palazzo Chigi nel corso di un incontro avuto con i rappresentanti della Rete italiana per il disarmo e della Tavola della pace, nasce dalla necessità di recepimento di una direttiva che “semplifica le modalità e le condizioni dei trasferimenti all’interno delle Comunità di prodotti per la difesa ed intende armonizzare le legislazioni di tutti i Paesi Ue e soprattutto favorire una integrazione del mercato comunitario di questa industria. Con il rischio di una perdita di trasparenza ed informazione, soprattutto per l’Italia. L’Europa ha infatti introdotto nuovi tipi di licenze per le vendite internazionali di armi o di parti di armi: con la licenza globale e quella generale si potranno autorizzare una volta per tutte trasferimenti di alcune classi di prodotti o trasferimenti originati da una singola industria. Con i controlli tutti spostati alla fine del processo. Una dinamica che, se non ben controllata, rischia di far partire una serie di triangolazioni verso Paesi problematici sfruttando come

trampolino di lancio Paesi europei in cui i controlli sono meno precisi. L’iniziativa legislativa ha messo in moto la reazione della Rete italiana per il disarmo e della Tavola della pace che da sempre si battono per la trasparenza sul commercio della armi. La prima richiesta avanzata dai dimostranti che hanno dato vita a un presidio davanti a Palazzo Madama a Roma è per un ripensamento sull’iter della legge. La Rete italiana per il disarmo e la Tavola della pace ritengono infatti che un disegno di legge normale avrebbe anche strada più veloce garantendo il recepimento nei tempi dettati dalla Unione europea (30 giugno 2011), una delle preoccupazioni maggiori che hanno spinto il Governo alla scelta della legge delega. Padre Alex Zanotelli, che ha partecipato all’incontro promosso dal consigliere militare di Palazzo Chigi, ha invitato a vedere nella discussione aperta un’occasione positiva di un rilancio (anche a livello internazionale) del controllo degli armamenti che ad oggi pare essere trattato solo come obbligo di natura comunitaria.

Dopo la protesta sulla gru

Da Chiesa e associazioni un invito ai parlamentari bresciani Seppur lontano dalla gru e senza la costante pressione della ribalta mediatica, continua l’impegno assunto da chi, nei giorni più accesi della protesta, si era posto come mediatore tra le istituzioni e gli immigrati che avevano occupato il cantiere della metropolitana in San Faustino. Le richieste elaborate da diocesi, Cgil e Cisl per convincere gli immigrati a lasciare dopo oltre due settimane la gru, sono ribadite nei giorni scorsi al prefetto Livia Narcisa Brassesco Pace dagli stessi estensori del documento. Nei giorni scorsi le richieste (la concessione ai dimostranti delle tutele previste dalla legge, la creazione di un tavolo istituizionale per affrontare i singoli casi e la concessione di un presidio permanente in cui i dimostranti potessero continuare a perorare la loro causa nel rispetto delle leggi) sono state portate sul tavolo del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, come per altro aveva garantito il Prefetto nelle ore che erano seguite alla discesa dalla gru dei manifestanti.

“Il Prefetto − afferma padre Mario Toffari che nei giorni della protesta è stata la voce della Chiesa bresciana sotto la gru − e le altre istituzioni rappresentate nel Comitato hanno preso atto delle richieste e hanno disposto, dopo un necessario approfondimento normativo, la convocazione per il prossimo 9 dicembre del consiglio territoriale per l’immigrazione”. All’organismo, previsto dalla legge e che vede la partecipazione di Comune, Provincia e Regione, di associazioni di categoria e imprenditoriali e dei sindacati, del Centro migranti, dell’Asl e di alcune realtà che rappresentano i migranti, è stato demandato il compito di assolvere a quel tavolo istituzionale richiesto dai mediatori della protesta. Per il direttore dell’Ufficio migranti si tratta di un’importante apertura, dal momento che il consiglio territoriale per l’immigrazione non veniva convocato da lungo tempo a Brescia. Meno possibilista il Prefetto lo è stato sull’ipotesi di concessione di un presidio permanente. “Di fatto − afferma al proposito

padre Toffari − non l’ha escluso, ma non ha nemmeno proceduto a una sua concessione”. Nel frattempo la Chiesa bresciana, tramite i competenti uffici di curia, le parrocchie del centro storico cittadino e quelle associazioni che avevano già firmato nelle scorse settimane un appello per riallacciare le fila di un dialogo che pareva interrotto, hanno deciso di mettersi intorno a un tavolo per la stesura di un documento da sottoporre ai parlamentari bresciani. “Abbiamo condiviso l’esigenza − sottolinea il direttore dell’Ufficio migranti − di mettere mano a un documento che stimoli il Parlamento a porre rimedio alle criticità di provvedimenti come quello per l’emersione di colf e badanti discriminatori nei confronti di alcune categorie di lavoratori”. Una sollecitazione che dovrebbe impegnare i parlamentari a trovare una soluzione ai problemi provocati da un provvedimento normativo che si è rivelato lacunoso. L’appuntamento è per il 30 novembre alla Stocchetta.


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Popoli e continenti Mondo

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Asia Preoccupano i rapporti tra le due Coree

Un attacco contro equilibri troppo delicati Il bombardamento all’isola di Yeonpyeong suscita la reazione della diplomazia. Appelli alla Cina perché intervenga presso il governo di Pyongyang

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Arrivano ancora una volta dall’area asiatica le minacce più gravi alla tenuta di equilibri mondiali che le diplomazie faticosamente si affannano a costruire. Alle situazioni di crisi che, pur con contorni diversi, caratterizzano Afghanistan, Iran e Iraq e Medio Oriente con l’eterna contrapposizione tra Israele e il mondo arabo, si sono aggiunti i contrasti che durano da più di 50 anni, tra le due Coree, sficate nei giorni scorsi nell’attacco nordcoreano all’isola di Yeonpyeong contesa tra i due Paesi. L’attacco militare ha provocato reazioni a livello diplomatico e militare. Il primo a prendere la parola è stato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che si è detto “indignato” per il bombardamento che ha causato la morte di due soldati sudcoreani e il ferimento di altri 15 e di tre civili, oltre alla distruzione di numerose abita-

L’attacco all’isola di Yeonpeyeong

Contrasti sin dal 1948 a cura di Massimo Venturelli

zioni. ‘’La Corea del Sud – ha detto Obama – è uno dei nostri alleati più importanti. Gli Stati Uniti sono impegnati alla loro sicurezza, tuttavia non stiamo meditando un attacco americano, ma ci siamo consultando con Seul. Questa è una minaccia seria e continua’’. Le consultazioni hanno portato a decisioni immediate. La portaerei americana Uss George Washington, una nave militare a propulsione nucleare che trasporta 75 aerei da guerra e un equipaggio di 6000 uomini, ha lasciato la base navale giapponese di Yokosuka, a sud di Tokyo, diretta nel Mar Giallo. Da domenica parteciperà a manovre militari congiunte tra Usa e Corea del Sud. “Si tratta di esercitazioni di natura difensiva”, fanno sapere in un comunicato le forze americane in Corea del Sud. Obama e Lee Myung-Bak hanno concordato di “innalzare il livello

di preparazione” delle forze sud coreane e statunitensi nella zona. Seul ha annunciato inoltre che dispiegherà nuove batterie di missili sull’isola bombardata dall’artiglieria nordcoreana, che è situata in una zona contesa fra le due Coree, e cannoni di maggiore gittata. Fortemente preoccupato della crescita della tensione fra le due Coree il Giappone ha attivato le sue fonti diplomatiche per chiedere alla Cina, grande alleato di Pyongyang, di intervenire presso il governo nordcoreano. “Dobbiamo chiedere alla Cina, che esercita un’influenza importante sulla Corea del Nord, di unirsi ai nostri sforzi per contenere le azioni della Corea del Nord”, ha detto il premier Naoto Kan. Il premier nipponico, Naoto Kan, e il presidente sudcoreano, Lee Myungbak, hanno convenuto in un colloquio telefonico sulla necessità che Giappone e Corea del Sud lavorino a stretto contatto in seguito all’attacco nordcoreano nel Mar Giallo. Dopo l’attacco militare la delegazione europea che stava visitando la Corea del Nord ha deciso di interrompere la sua presenza.

Le origini della crisi La crisi tra le due Coree risale alla fine della Seconda guerra mondiale, quando la penisola coreana viene divisa in una zona di occupazione sovietica (a nord del 38º parallelo) e in una zona di occupazione statunitense, dando vita nel 1948 a due nazioni separate, con sistemi politici opposti: al nord un governo comunista filosovietico e, a sud un governo nazionalista filoamericano. I nordcoreani, già dall’ottobre 1949 gettano le basi per una guerra di liberazione. Lo scontro, che segna una della fasi più acute della Guerra Fredda, provoca l’intervento dell’Onu: su suo mandato gli Stati Uniti, affiancati da altri 17 Paesi, intervengono militarmente. All’armistizio, firmato il 27 luglio 1953, non succede alcun trattato di pace. Nel 2009 in seguito a rinnovate tensioni, la Corea del Nord si è unilateralmente ritirata dall’armistizio. Ad alimentare ulteriormente le tensioni la corsa di Pyongyang al nucleare.

Palestina

Giovani, palestinesi, cristiani: sì alla permanenza ma servono aiuti La notizia è stata data da Radio Vaticana, che ha documentato i risultati di uno studio condotto tra i giovani palestinesi cristiani. I risultati sono sorprendenti: la grande maggioranza dei giovani cristiani palestinesi con un buon livello di istruzione preferirebbero rimanere nel loro Paese piuttosto che emigrare, ma chiedono aiuti per poterlo fare. È questo uno dei dati emersi da uno studio commissionato dal “Catholic Aid Coordination Committee”, un consorzio di organizzazioni cattoliche impegnate nell’aiuto alle comunità cristiane in Medio Oriente con sede a Gerusalemme. L’indagine è stata condotta la scorsa primavera e ha interessato tutte le aree con una significativa presenza cristiana, compresa la Striscia di Gaza coinvolgendo persone di tutte le categorie sociali. L’obiettivo era appunto di aiutare le agenzie del Catholic Aid Coordination Committee a coordinare meglio i loro sforzi per venire incontro ai bisogni della popolazione cristiana in Terra Santa. Dalla ricerca è emersa, in generale, l’immagine una comunità che si aspetta molto dalla Chiesa, a volte più di quanto questa sia in grado di offrire: “I cristiani − ha

spiegato alla Cns Sami El-Yousef, direttore regionale della Pontificia Missione per la Palestina − vorrebbero che la Chiesa si occupasse della loro vita quotidiana, compresa l’assistenza sanitaria, l’istruzione e la casa e questa è una grande sfida per le organizzazioni cattoliche”. Ma il dato forse più interessante dell’inchiesta riguarda appunto le nuove generazioni, da cui dipende il futuro dei cristiani nella regione. Dall’indagine risulta infatti che i giovani palestinesi, in particolare quelli istruiti, hanno forti legami con la loro terra e un radicato senso di appartenenza alla Chiesa, dalla quale sperano di essere aiutati per trovare lavoro, casa e istruzione. I risultati della ricerca collimano con quanto emerso dagli interventi al Sinodo speciale dei vescovi per il Medio Oriente dello scorso ottobre, in cui, tra le altre cose, si era evidenziata anche la necessità di incoraggiare i cristiani ad integrarsi nella loro società. Un intervento utile in questo senso − ha osservato il responsabile dell’agenzia cattolica − sarebbe di aiutarli ad comprare casa in quartieri misti, piuttosto che finanziare la costruzione di quartieri abitati da soli cristiani.


Popoli e continenti Europa

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

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Irlanda Un Paese sull’orlo del fallimento

La lezione di Dublino salutare per tutti L’intervento dell’Ue con il suo fondo di stabilizzazione impone scelte drastiche ma paradigmatiche per altre nazioni

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Alla fine ha dovuto cedere. Brian Cowen, premier irlandese, pressato dalla deriva dei conti pubblici nazionali, ha invocato nel week-end l’intervento che l’Unione europea da giorni s’era detta disponibile a portare all’“isola di smeraldo”. In soccorso di Dublino accorrono dunque l’Ue, con il suo Fondo di stabilizzazione (creato in seguito alla crisi mondiale e che ha già consentito di tendere la mano alla Grecia), il Fondo monetario internazionale, nonché − fuori dall’area euro − Gran Bretagna e Svezia. Tutti tirano un sospiro di sollievo. Dalla prossima primavera affluiranno nelle casse irlandesi tra i 70 e i 90 miliardi di euro in tre anni, a fronte di tagli significativi allo stato sociale (valutabili in non meno di 15 miliardi in quattro anni). Una cura draconiana, che andrà definita nelle prossime settimane e che sta già suscitando pesanti reazioni nel Paese. Del resto le casse nazionali

a cura di Gianni Borsa

“piangono”, il debito cresce e il deficit è ormai fuori controllo: l’Irlanda, dopo gli anni del boom, tra gli Ottanta e i Novanta, è ora in una fase di pesante recessione. Il governo di Dublino spera, con gli aiuti europei, di rimettere in moto il processo di crescita e anche per questa ragione ha preferito indicare tagli nel welfare piuttosto che ritoccare la modestissima tassa sulle imprese (12,5%). Ora si tratta di verificare il rispetto degli impegni assunti da Cowen, mentre più complessivamente si pongono vari interrogativi sull’intera vicenda. Il primo riguarda la velocità di reazione dell’Europa alla crisi economica e finanziaria. I tempi sono sempre troppo diluiti: che ci sia di mezzo un governo recalcitrante (per evidenti motivi interni), oppure procedure tortuose, o ancora per via di divergenti interessi nazionali, l’Ue si muove con eccessive rigidità che si trasformano in ritardi operativi. E

in economia ogni ritardo corrisponde a un costo e a un rischio aggiuntivi. D’altro canto occorre riconoscere che, pur con i tempi biblici della politica, l’Ue ha fornito una possibile via d’uscita all’Irlanda, così come era accaduto per Atene. Il Fondo di stabilizzazione, fortemente voluto dal presidente della Commissione Barroso e da altri leader, funge da sentinella rispetto ai mercati. In realtà avrebbe dovuto scoraggiare preventivamente le speculazioni, senza nemmeno dover entrare in funzione. Ma ora diventa un mezzo per salvare la stabilità dell’eurozona. Si tratta di capire se gli interventi dell’Ue e del Fmi si potranno fermare qui, oppure se altri Stati, a partire da Portogallo e Spagna, necessiteranno di aiuti. Un ulteriore interrogativo è stato sollevato dalle istituzioni comunitarie e dalla Bce: i Paesi dell’Unione avranno appreso la lezione? I veri responsabili della crisi irlandese, infatti, sono il Governo, le banche e, per certi versi anche i sindacati del settore pubblico che hanno gonfiato enormemente i salari. L’Irlanda ha conosciuto un vero boom economico verso la metà degli anni Novanta fino a cir-

ca il 2002/2003. Ma era costruito su aziende multinazionali altamente tecnologiche, che stabilivano le proprie attività in Irlanda per approfittare, tra le altre cose, del basso livello di imposta sulle società, di una forza lavoro in espansione, molto preparata e ragionevolmente a basso prezzo, e della deregulation. Era costruito anche su un boom del settore immobiliare che, a partire più o meno dal 2002, si è trasformato in una bolla di dimensioni quasi senza precedenti. Le banche prestavano, in modo acritico e sregolato, decine di miliardi di euro tanto agli imprenditori immobiliari che ai sottoscrittori di mutui. Proprio alla luce di questi errori il rilancio dell’economia reale, gli investimenti produttivi, l’occupazione, la solidità del sistema bancario, il riassetto della previdenza e del fisco sono, almeno in alcuni Stati dell’Unione, un’urgenza non più rinviabile. È per questo che il caso irlandese deve suonare come un monito per tutti. Da qui la certezza che le azioni che il Fmi e l’Ue hanno imposto all’Irlanda non daranno vita a una protesta violenta.

Unione europea

Europeana, è digitale una delle più grandi biblioteche del mondo Dallo scorso 18 novembre tutti gli utenti di internet nel mondo possono accedere agli oltre 14 milioni di libri, carte geografiche, fotografie, quadri, film e videoclip digitalizzati provenienti dalle istituzioni culturali di tutta Europa attraverso Europeana (www.europeana.eu), la biblioteca digitale europea. Avviato nel 2008 con due milioni di opere, il progetto Europeana ha già superato l’obiettivo iniziale previsto per il 2010 di 10 milioni di opere digitalizzate. Tutti gli Stati dell’Ue hanno contribuito ad accrescere la collezione di Europeana. L’Italia contribuisce alla collezione con il 7,03% dei documenti. La Francia è il Paese che contribuisce di più (18% di tutti gli oggetti), mentre la Germania ha aumentato la propria quota fino al 17%. Per rendere Europeana un vero e proprio crocevia del patrimonio culturale europeo, è necessario che tutti gli Stati Ue forniscano altri materiali di qualità. Un prototipo del progetto Europeana, comprendente 2 milioni di oggetti culturali disponibili on-line, era stato lanciato nel novembre 2008 e si configurava come un portale europeo che permetteva agli utenti di cercare e accedere direttamente a

libri, carte geografiche, quadri, giornali e altro ancora, provenienti dalle istituzioni culturali europee. Oggi gli uffici di Europeana sono ospitati dalla Biblioteca nazionale olandese con sede all’Aia. L’ufficio è finanziato all’80% dall’Ue. Tra le opere aggiunte quest’anno: un manoscritto in pergamena bulgaro risalente al 1221 che testimonia la storia della lingua bulgara; “Catechismusa prasty szadei”, il primo libro in lingua lituana pubblicato nel 1547; una copia del “Techne retorikes” di Aristotele del 1588 scritta in greco antico e latino; alcuni quadri del XVII secolo del pittore olandese Jan Steen; tutte le opere degli autori tedeschi Goethe e Schiller; le riprese del 1907 in occasione della festa nazionale danese e una serie di fotografie del monastero di Glendalough in Irlanda risalenti agli anni che precedono la Grande guerra. Le fotografie, le carte geografiche, i quadri, gli oggetti museali e le altre immagini digitalizzate costituiscono il 64% della collezione di Europeana. Il 34% è dedicato ai testi digitalizzati, che comprendono oltre 1,2 milioni di libri che possono essere visualizzati on-line e/o scaricati in versione integrale.


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Sotto il nome di Maestro di San Felice del Benaco è raccolto un gruppo di opere eseguite probabilmente da anonimi artisti vicini alla maniera di Paolo da Caylina il Vecchio. Tratti di ingenuità e di facile narratività caratterizzano opere come questa di Gardone Riviera, concepita come una grande scena accompagnata da cartigli che indicano i vizi puniti e la gloria dei santi. “Giudizio finale” (1520). Gardone Riviera, San Michele

Il padrone del tempo di Giuseppe Fusari

Il Vangelo della domenica I DOMENICA DI AVVENTO Dal Vangelo secondo Matteo (24, 37-44) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo”.

Il futuro è un tempo che non ci appartiene; possiamo solo immaginarcelo, fare progetti, sperare che si avverino, lavorare perché si avverino. Tuttavia il futuro non è nostro. È qualcosa di non disponibile; segna il confine tra quello che siamo e quello che saremo. Ma di quello che saremo possiamo solo avere qualche idea e qualche aspirazione. “Se il padrone di casa…”, dice Gesù. Ed è proprio così: se potessimo sapere! Invece la nostra dimensione è quella dell’attendere. Il nostro lavoro si compie nel presente e si proietta sul futuro, ma il futuro non è nostro. L’unico che possiede il futuro è Dio che ce lo fa conoscere non nel suo svolgersi, non nei tempi esatti, ma nella promessa. Questo è il futuro di Dio: la promessa. E ad essa è collegata, anzi connessa, l’idea di attesa come modo per entrare nell’idea del futuro di Dio. In questa prospettiva aspettare è anche preparare. Non solo aspettare, come si aspetta l’ignoto, ma attendere come quando chi si aspetta è conosciuto, è sperato, è amato. Proprio qui sta la differenza tra aspettare e attendere: in fondo chi aspetta non sa, come il padrone di casa il ladro. Chi attende pure non sa quando ma sa chi arriverà. E non è un ladro che si aspetta. E così la vita di tutti i giorni assume un’altra prospettiva perché non si ferma alle cose da fare, ma cerca un orientamento, un percorso. Ma per essere così il tempo non può essere cosa nostra: deve diventare possibilità, deve essere in mano a Qualcuno che lo cambia in promessa. Non sappiamo accontentarci delle possibilità: abbiamo bisogno di promesse. Sono queste che aprono al futuro, così come le possibilità aprono

all’incertezza. Così è possibile non volere il futuro e accontentarsi di quello che accade. Giorno per giorno. E così capita anche di non capire e di non desiderare il futuro se non come prolungamento della vita, situazione di non morte. Per questo Gesù richiama l’attenzione di chi lo ascolta sull’imprevedibilità del futuro e sulla necessità di preparare l’attesa. Guardare al futuro solo come il luogo di quello che avverrà senza che a noi sia dato di penetrarne il mistero apre la strada al fatalismo e all’inesorabilità di quello che potrebbe accadere. È solo aspettare che qualcosa succeda. Attendere è scoprire che il futuro è pieno, carico di qualcosa, anzi carico di Qualcuno che dà senso al futuro perché può promettere e impegnarsi a mantenere. Il messaggio di Gesù non è fatto per seminare paura o terrore, ma per far capire che le cose future non sono in mano al caso e che è necessario saperle e volerle leggere. Che le cose future sono nella mano di Dio, che Lui ne possiede la chiave, e che a noi, pur senza poterne penetrare tutto il mistero, è dato di conoscerne la fine. Nel labirinto del futuro di Dio, dove il paradosso della salvezza avviene attraverso la negazione della forza e della potenza, dove è imprevedibile come la dolcezza e il bene possano davvero avere la meglio sulla violenza e il male, dove lo sconcerto delle ingiustizie quotidiane non riesce a sciogliersi nel groviglio della Provvidenza: lì c’è il senso della fine, cioè della promessa e del futuro di Dio. È il paradosso dell’attesa del giorno del Signore: insieme promessa e compimento. Insieme preparazione, attesa e incontro.


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Ecclesia onger@lavocedelpopolo.it

Benedetto XVI Il libro-intervista con Peter Seewald

Il conflitto della fede con la modernità

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di Sergio D’Amico

Cinquantamila copie già editate dalla Libreria editrice vaticana (Lev), altrettante in ristampa, sette editori che hanno già provveduto a lanciare la prima edizione nei loro Paesi e nelle principali lingue mondiali, 12 editori in altre lingue che sono ‘in trattativa’, quasi pronte le edizioni in polacco, svedese e sloveno: sono queste alcune delle informazioni fornite per la presentazione del volume-intervista di Peter Seewald a papa Benedetto XVI “Luce del mondo – Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi” (Lev). L’autore dell’intervista è ben conosciuto da papa Ratzinger perché, prima della sua elezione al soglio pontificio, aveva curato un servizio speciale su di lui e due libri-intervista. “La sua enorme forza intellettuale – ha detto Seewald – si unisce a una altrettanta forza spirituale, è un uomo veramente semplice e pio, ancora più pio di come lo avevo conosciuto”. “L’impressione che si ricava è quella di un Papa ottimista sulla vita della Chiesa, nonostante le difficoltà che l’accompagnano da sempre. ‘La Chiesa cresce ed è viva, è molto dinamica. Negli ultimi anni il numero dei sacerdoti è aumentato in tutto il mondo – afferma – e anche il numero dei seminaristi’. Come dire che la Chiesa non può essere identificata solo nel frammento di una zona geografica”: con queste parole mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evan-

gelizzazione, ha introdotto il libro. Alle domande su come interpretare la presunta “apertura” di Benedetto XVI all’uso del profilattico, ha risposto affermando che “le questioni morali non sono condensate su questo punto, ma sono di ben più ampia portata e riguardano ad esempio la bioetica e la genetica. Il progresso non si ferma e più esso aumenta più aumenteranno gli interrogativi etici”. Mons. Fisichella ha poi affermato che “il discorso della Chiesa sulla sessualità è orientato all’amore coniugale e va letto in questo contesto, non fuori di esso. Ciò che esula da tale amore tra un uomo e una donna diventa una forma di ingiustizia. Per questo la contraccezione è considerata intrinsecamente un male, perché impedisce la piena relazionalità all’interno della vita coniugale”. “Il Papa ‘dubita e si interroga’; con schiettezza chiede a se stesso e quasi anche a noi se sia veramente giusto offrirsi alle folle e farsi acclamare come una star; tratta ampliamente del conflitto della fede cristiana con il nostro tempo e almeno in due passi riconosce con parole impegnative ‘la moralità della modernità’”. Così il giornalista Luigi Accattoli ha riflettuto su alcune delle numerose questioni affrontate nel volume. “Il Papa non teme di usare espressioni come ‘peccaminosità della Chiesa’ – ha proseguito –, motiva e precisa la novità della preghiera per gli ebrei; difende Pio XII indicandolo come ‘uno dei grandi giusti’; cerca con cautela una via pragmatica attraverso cui i missionari possano aiutare a vincere la pandemia dell’Aids e riafferma il carattere ‘profetico’ della Humanae vitae di Paolo VI”. Sul celibato dei preti, Accattoli ha notato che il

Papa “ne parla affermando di ‘poter capire’ che i vescovi ‘riflettano’ sulla possibilità di ordinare ‘anche’ uomini sposati e aggiunge: ‘Il difficile viene quando bisogna dire come una simile coesistenza dovrebbe configurarsi’”. Tra le “curiosità” del libro al Papa molto interesse dei giornalisti è andato alle parole sull’uso del preservativo (p. 171 edizione italiana, ‘Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio, quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione...”). Altrettanto interesse sul caso di p. Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo (p. 64, “Purtroppo abbiamo affrontato la questione solo con molta lentezza e con grande ritardo. In qualche modo era molto ben coperta e solo dal 2000 abbiamo iniziato ad avere dei punti di riferimento concreti”). Su questo argomento mons. Fisichella ha affermato che tali “coperture” sono “da ricercare all’interno della stessa congregazione, tra coloro che erano a lui vicini, che gli organizzavano l’agenda, che lo portavano in auto e così via, e non all’esterno”. Circa l’omosessualità, il Papa ne parla a pag. 212: “Se qualcuno presenta delle tendenze omosessuali profondamente radicate – e oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza – se in ogni caso queste tendenze hanno un certo potere su quella data persona, allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può davvero sopportare altre prove. Ma non per questo l’omosessualità diviene moralmente giusta, bensì rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto”.


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Ecclesia Chiesa bresciana

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Avvento Dalla parte degli ultimi

Briciole lucenti sono forza di comunione Con la Giornata del pane si apre la campagna per la costituzione di un fondo diocesano in grado di rispondere ai bisogni crescenti

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Anche quest’anno la Caritas diocesana e l’Ufficio oratori hanno elaborato insieme una proposta per l’Avvento che coniuga l’attenzione alla fraternità e alla carità: alla luce della lettera pastorale “Tutti siano una cosa sola”, l’Avvento di carità 2010 offre l’opportunità di guardare agli ultimi, come briciole lucenti, forza della comunione. Dà avvio a questo tempo propizio per “diventare una sola cosa” la Giornata del pane (28 novembre) finalizzata a sostenere la costituzione del Fondo diocesano “Briciole lucenti” diretto a rispondere ai bisogni delle famiglie, in difficoltà a causa delle ripercussioni della crisi finanziaria. La proposta della Caritas si rivolge soprattutto alle comunità e alle famiglie e sottolinea come, affinché il pane sia condiviso e si faccia

a cura di Lucio Corbò

“pane nostro”, ha bisogno di essere spezzato. Nello spezzarsi del pane, la possibilità del dono, ma anche il prodursi di briciole. Ne nasce un richiamo alla sobrietà degli stili di consumo e alla riscoperta del valore dei piccoli atti d’amore. Alla luce della Lettera pastorale 2010/11, le briciole suonano come un richiamo al “posto degli ultimi, forza della comunione”: “Al centro dell’interesse della comunità debbono essere collocati i bambini, che non hanno ancora nessun potere, gli anziani, che non hanno più potere, i malati o i deboli in genere; e tutto questo non perché queste persone siano migliori delle altre, ma semplicemente perché sono più deboli. È un modo rivoluzionario di considerare la famiglia umana e il dinamismo della vita sociale” (p. 55).

Ecco quindi che l’Avvento di carità 2010 sarà all’insegna degli ultimi, briciole lucenti. La Giornata del pane, alla 15ª edizione, si svolge anche quest’anno con l’apporto determinante dei fornai dell’Unione panificatori artigiani della provincia di Brescia, i quali si impegnano a sfornare la quantità di pane necessaria a ogni parrocchia della diocesi per la realizzazione dell’iniziativa proposta. In occasione della presentazione dell’iniziativa, il direttore e il vice direttore, diacono Giorgio Cotelli e Marco Danesi, hanno sottolineato quanto pesi sulle famiglie la crisi in atto. Nel corso dell’anno 2010, fino a settembre, la Caritas ha continuato a distribuire il pane raggiungendo quota 8000 kg. Sempre da gennaio a settembre sono stati distribuiti 84mila kg di pasta e riso (erano 17mila nel 2008 e 39mila nel 2009); le scatole dei pomodori sono state 60mila (17mila nell’anno precedente) 61mila i litri di latte (12mila nel 2009). Le richieste di aiuto nell’ultimo anno sono cresciute del 25%. Sono da-

ti che raccontano le difficoltà che le famiglie devono affrontare ogni giorno. La Caritas in questi frangenti ha dovuto acquisire alimenti da distribuire perché quanto viene offerto, che finora aveva soddisfatto i bisogni, oggi non basta più. Intanto crescono le iniziative anche sul territorio. Oggi i gruppi Caritas sono circa 200, con una cinquantina di dispense alimentari e 38 centri di ascolto. Ora l’Avvento di carità 2010 è un’occasione per stimolare uno sviluppo di queste iniziative proprio per rispondere alle crescenti esigenze. La comunità è chiamata a guardare agli ultimi, come briciole lucenti, forza della comunione. Le coordinate per i versamenti (causale Giornata del pane 2010, specificando nello spazio riservato all’ordinante la parrocchia e il paese di riferimento): c/c postale n° 10510253 intestato a Caritas bresciana; o c/c bancario intestato a diocesi di Brescia – Ufficio Caritas presso Ubi –Banco di Brescia, iban: it 12 k 03500 11205 000000007051 Caritas diocesana di Brescia, piazza Martiri di Belfiore, 4 – Brescia.

I sussidi dell’Ufficio oratori per bambini, ragazzi, adolescenti

Quattro tappe per fare “unità” L’Avvento è un tempo privilegiato per meditare sulla Lettera del Vescovo che invita la comunità a a perseguire l’unità. La vita dell’oratorio offre in merito molti stimoli soprattutto ai bambini, ai ragazzi ed agli adolescenti. Per loro riflettere sull’essere una cosa sola significa approfondire la propria capacità di relazione: con sé stessi (alla ricerca di una interiorità in maturazione), con il prossimo (la famiglia, gli amici, la propria comunità parrocchiale), e con Gesù, in una riflessione che diventa preghiera al Dio che si fa uomo. Attraverso i linguaggi propri dell’età, il cammino d’Avvento preparato dall’Ufficio oratori illumina questi aspetti, collegando le domeniche alla dimensione della carità. attraverso due sussidi: quello per i bambini si intitola: “Il mio posto accanto a Gesù” (libretto + puzzle). Il cammino d’Avvento di quest’anno vuole mostrarci in quattro tappe come fare “unità”.

“Tutti siano una cosa sola” è l’invito del vescovo Luciano, ma nella vita di ogni bambino questo significa saper cogliere la bellezza dello stare insieme in famiglia, nel proprio gruppo e nella propria parrocchia, nella Chiesa e nell’incontro con Gesù. Ogni vita, come ogni tessera di un puzzle trova la giusta collocazione accanto a Gesù, all’interno della chiesa. Ecco “il mio posto accanto a Gesù”. Per i ragazzi e gli adolescenti il sussidio si intitola “Ti invito all’evento: nasce Gesù” (libretto + Facebook). Un cammino alla scoperta delle relazioni dei nostri ragazzi: dalla costruzione della propria identità alla scoperta e alla ricerca di amicizie, fino all’incontro con Gesù che nasce. Accanto al libretto, ogni giorno, un gruppo su Facebook proporrà pensieri e stimoli di riflessione. Sono disponibili presso l’emporio Centro oratori bresciani, è gradita la prenotazione.


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Presentate al PalaBrescia

Linee progettuali per preadolescenti e adolescenti

Il Santuario della Madonna del Frassino

Pellegrinaggio Madonna del Frassino

Per l’Avvento con il Vescovo

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Lo scorso anno il Vescovo espresse il desiderio che venisse programmato un pellegrinaggio di un giorno all’inizio dell’Avvento e della Quaresima per celebrare comunitariamente un momento penitenziale con le confessioni e la Messa. La finalità di questi pellegrinaggi è valorizzare il sacramento della riconciliazione in un’assemblea diocesana con il proprio Vescovo, trovando poi il suo culmine nell’eucaristia. La prima esperienza è stata fatta all’inizio della scorsa Quaresima al Santuario delle Grazie di Mantova. Ora viene proposto il pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Frassino sabato 4 dicembre per l’inizio dell’Avvento. Ricorreva nel maggio scorso il 500º anniversario dell’apparizione della Vergine. Ecco quanto scrive padre Bartolomeo Spiciani da Monzambano: “allì 11 di maggio dell’anno 1510 mentre un contadino stava in campagna nella contrada della Pigna ad acconciar le viti, scorgendo quivi poco lontano uno spaventoso serpe, restò per timore, come privo di sensi. Onde alzando gli occhi al cielo, ed alla Vergine Santissima sua Avvocata, raccomandandosi vidde

quivi fra le verdeggianti fronde di un Frassine la di lei figura; avanti la quale genuflesso, scacciato ogni timore, anzi pieno di gran consolazione rese le dovute grazie, si levò in piedi, e fatto ardito, ed accostatosi al Frassine, stese la mano, la levò di quivi, e tutto giubilante, se la portò a casa, e fattala vedere ai suoi domestici, la pose sotto chiave in una cassa, volendo egli solo essere il custode del acquistato Tesoro. Ma la piccola statua della Madonna ritornò sulla pianta del frassino. L’immagine della Madonna venne portata nella chiesa della Disciplina per essere custodita, ma ancora ritorna sulla pianta del frassino, e da qui, come un grande fiume, continua a diffondere il suo amore di Madre”. A seguito dell’apparizione si creò attorno alla pianta del frassino un vero e continuo pellegrinaggio, e le offerte dei fedeli aumentavano, per cui il Consiglio comunale di Peschiera in data 24 maggio 1511 stabilì che venissero ‘elette quattro persone soprastanti alla Veneranda Madonna dei Miracoli, affinché avessero a custodire il denaro per l’innalzamento della chiesa’. Nel 1511 venne posata la prima pietra del Santuario. L’organizzazione del pellegrinaggio è affidata alla Brevivet (tel 0302895311). Il programma prevede alle 9.30 la liturgia penitenziale. Alle 11.30 circa la Santa Messa.

Il vescovo Luciano Monari, sabato scorso ha presentato al PalaBrescia il documento “Dal dono alla responsabilità”, linee diocesane per un progetto di pastorale dei preadolescenti e degli adolescenti. In un tempo difficile come questo era necessario dare una risposta ai giovani che, concluso il percorso di iniziazione, si affacciano a un’età complessa e non semplice da gestire per loro e per chi di loro si prende cura. Imperativo era rispondere alla domanda: “Dopo il cammino di iniziazione cristiana cosa possiamo ancora offrire come scelta e modalità fondamentale ai ragazzi?”. Aiutare gli adolescenti a superare l’egocentrismo e fare della propria vita una fonte di vita; guidarli all’apprendistato dell’amore per imparare ad amare correttamente ed essere in grado di produrre il bene, ma anche di saperlo condividere con la comunità. Così come, ricorda il Vescovo, fece Gesù Cristo nella parabola della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Distribuì ciò che sapeva fare. All’incontro ha partecipato don Nico Dal Molin, direttore dell’Ufficio nazionale delle vocazioni e di mons. Renato Tononi, vicario episcopale per i laici e per la pastorale. Dal dibattito è emerso un quadro ben definito di un’età, come l’adolescenza, troppo spesso non vista, non presa in seria considerazione dalla società civile. La Chiesa non intende compiere lo stesso errore, sottovalutando un momento cruciale di passaggio tra due età. La Chiesa rivolge uno sguardo benevolo e impegnato ai propri giovani, assumendo una posizione di ascolto e aiuto che passa anche attraverso il coinvolgimento della comunità, dei genitori e delle famiglie. Il percorso da seguire si snoda, secondo don Nico Dal Molin, attraverso tre piste educative. La prima, quella dell’incentrazione, basata sull’educazione all’identità personale, alla verità e alla capacità di non nascondersi da se stessi. La seconda sulla decentrazione, cioè sulla capacità di amare, capire e vivere il dono di Dio. Consiste nell’insegnamento del valore della relazione e della fiducia. Infine la supercezione o adorazione, la libertà di vivere la propria vocazione: ognuno ha una sua beatitudine nella vita a cui è chiamato e che diviene fonte di felicità. Centrale, in ogni fase del percorso, è la figura di colui che è deputato all’educazione, chiamato a un ruolo difficile in cui è indispensabile saper mettere in gioco la propria umanità e fragilità e attraverso essa saper cogliere la realtà degli adolescenti accettando la sfida di camminare al loro fianco, sapendoli aspettare e fermandosi con loro se serve. Essere per loro compagni e guida in un percorso dai contorni sempre più sfumati dove le tappe sono segnate dall’eccesso e dal consumo senza che mai ci sia un vero aiuto volto a identificare una regola di vita basata anche sulla capacità di discernimento. La diocesi ha dato il suo contributo al percorso educativo degli adolescenti tracciando quelle che sono le linee guida, ma lasciando lo spazio necessario alle realtà locali di far nascere progetti radicati sul territorio che prendano le mosse da chi il progetto lo crea e lo fa vivere, dagli adolescenti e dagli educatori stessi. La mattinata si è conclusa con una larga partecipazione del pubblico presente in sala che ha contribuito, con le proprie domande, allo sviluppo del discorso portando l’attenzione a temi quali lo sfruttamento dei giovani in quanto consumatori e sulla necessità della ricerca del giovane della propria strada e della verità nel Signore. Nel pomeriggio poi i temi sono stati ampiamente approfonditi nei cinque laboratori di riflessione. (Emma Bettinardi)


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Ecclesia Chiesa bresciana

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Sovvenire L’aiuto alle parrocchie

Nulla sfugge alla fantasia della carità L’esempio della parrocchia Beato Luigi Palazzolo che è stata sostenuta per la realizzazione di un’opera di valore pastorale e sociale

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a cura di Silvia Zavoli

In occasione delle prossime festività natalizie, tramite il Servizio diocesano per il sovvenire, verrà inviata in tutte le parrocchie una singolare pubblicazione, quasi una strenna non usuale. Si tratta del volume “Firmo dunque dono”. Il libro presenta in 124 pagine un excursus fra le opere realizzate dalle diocesi italiane con i fondi dell’8xmille. Una vera sorpresa benefica: si può scoprire tramite immagini ben selezionate e commenti di giornalisti testimoni di quanto scrivono, il bene che si è potuto fare in 20 anni di 8xmille in tutta Italia, da Bolzano ad Agrigento. Si potrebbe affermare che nulla sfugge alla fantasia della carità. Leggere queste pagine allarga il cuore. Ci sono poi anche i racconti della destinazione dei fondi 8xmille a favore del Terzo Mondo.

È una continua sorpresa, fra l’altro con la consapevolezza che il libro, per ovvie ragioni editoriali, evidenzia solo alcuni esempi in ogni regione italiana: altre centinaia e centinaia di opere realizzate si possono facilmente immaginare sulla lunghezza d’onda di quelli presentati. In Lombardia, ad esempio, vengono citate quattro diocesi su dieci: Milano, Como, Crema e Cremona. Milano illustra il “fondo famiglia”, Como l’esperienza di una comunità di famiglie che hanno deciso di aiutarsi a essere accoglienti e ospitali verso minori e adulti in difficoltà, Crema un oratorio giovanile, Cremona due chiese nuove. Nelle altre diocesi lombarde sono decine le realizzazioni portate a termine o mantenute in attività. Fra queste non dobbiamo dimenticare la diocesi di Brescia. Una significativa esperienza è quella della parrocchia Beato Luigi Palazzolo. Ne abbiamo parlato con don Alberto Maranesi, che ne è il parroco dal 2005. La parrocchia è giovane, essendo nata nel 1979 e quando don Alberto ha as-

Gara ‘ecclesiale’ nel cortile dell’oratorio del Beato Palazzolo

sunto l’incarico non aveva ancora un oratorio. Nello stesso anno il Comune ha messo in vendita una cascina adiacente alla chiesa. È stata colta la palla al balzo per fare un primo passo verso la nuova struttura acquisendo la cascina. In seguito è stato elaborato un progetto di ristrutturazione per ricavarne una casa parrocchiale con i servizi ricreativi tipici di un oratorio e con gli ambienti per la catechesi e le attività pastorali. Il progetto, ci racconta don Alberto, comportava una spesa di 1 milione e 300mila euro, da aggiungere al costo della cascina. Per affrontare l’impresa si è deciso di chiedere l’aiuto all’8xmille. È stato presentato il progetto agli uffici nazionali che l’hanno esaminato e hanno deciso di contribuire, con 300mila euro, ai lavori per la parte pastorale. L’opera, anche grazie a quell’aiuto, ha potuto così prendere corpo, almeno per quanto riguarda la parte inferiore della cascina. In una fase successiva è stato completato l’intervento sulla parte superiore che è stata messa a

disposizione di altre iniziative. Come ci dice don Alberto, le domande sono state molte, ma sono state scartate tutte quelle che non avevano caratteristiche di servizio perché l’intento non era quello di incassare semplicemente l’affitto. La scelta finale è caduta sulla collaborazione con l’Ufficio oratori della diocesi per destinare una parte dell’edificio superiore alla Casa Foresti, cioè a un ambiente che l’Ufficio oratori ha destinato alla formazione. Con don Alberto, abbiamo visitato la casa che si fa apprezzare per la sobrietà con cui si è progettata la ristrutturazione che doveva rispettare la costruzione preesistente. “Abbiamo ancora dei debiti – ci dice don Alberto – ma grazie all’8xmille e grazie anche all’aiuto della Regione, abbiamo potuto realizzare un’opera che considero comunque frutto della Provvidenza perché quando abbiamo incominciato avevamo un grande sogno e molte speranze, ma le risorse economiche era sotto zero”.

I dati riguardanti l’8xmille nelle denunce del 2009

Brescia fanalino di coda per le offerte libere Sono pervenuti giorni fa al Servizio diocesano per il sovvenire gli aggiornamenti riguardanti l’8xmille e le offerte deducibili per il sostentamento del clero a livello locale. Nell’anno 2009 in media sono stati sostenuti per tutto l’anno 886 sacerdoti diocesani, uno ogni 1.267 abitanti. Il loro sostentamento è costato 14.150.062,68 euro a cui si è potuto provvedere con le risorse così distribuite: per il 7,8% dalle remunerazioni delle parrocchie; 17,2% da stipendi e pensioni personali; il 24,9% dai redditi dei patrimoni dell’Istituto diocesano sostentamento clero; 2,2% dalle offerte deducibili per il clero dell’anno 2008; 48% dai fondi dell’8xmille. Quindi il clero bresciano pesa per un totale di 6.792.726,39 che è meno della metà del fabbisogno. Le offerte libere per il sostentamento dei sacerdoti, deducibili in sede di denuncia dei redditi degli offerenti e inviate all’Istituto centrale attraverso uffici postali e banche con indirizzo attribuibile al territorio bresciano, nel corso dell’anno 2009 hanno

raggiunto l’importo di 270.850,47 euro, frutto di 2.481 versamenti di 1.978 offerenti (quindi qualche bresciano ha fatto più volte l’offerta). La media è quella di uno ogni 568 abitanti. La media regionale lombarda è di uno ogni 362 abitanti, quella nazionale di uno ogni 512. “Il quadro è sostanzialmente positivo – commenta l’incaricato diocesano per il sovvenire mons. Gabriele Filippini – e va certamente rinnovato il grazie ai patronati e centri di assistenza fiscale vicini al mondo cattolico oltre che ai tanti commercialisti che informano i loro clienti sulle potenzialità e valore della firma. Il punto dolente per Brescia, fanalino di coda rispetto anche alla media nazionale, sono le offerte libere all’Istituto centrale per il mantenimento dei sacerdoti: si tratta di una raccolta in continua diminuzione. Forse bisogna trovare la strada per rendere i bresciani, col resto degli italiani, più consapevoli di quanto sia importante questo apporto che esprime

la partecipazione diretta e responsabile dei fedeli al sostentamento dei sacerdoti”. Segnaliamo che l’8xmille non è l’unica forma per aiutare la Chiesa. C’è anche l’offerta per il sostentamento dei sacerdoti di tutta Italia. E, a questo proposito, anche Brescia ha adottato dal mese di ottobre scorso una iniziativa sperimentale di collaborazione tra il Servizio promozione e l’Agesci Lombardia finalizzata alla sensibilizzazione del mondo scout ai temi del sovvenire. Di che si tratta? Un bussolotto collocato in un luogo pubblico per raccogliere le offerte. Gli scout del luogo si dedicano alla pubblicità in vari modi. Periodicamente l’incaricato diocesano invierà all’Istituto centrale di Roma le offerte raccolte. Finora questi bussolotti sono stati installati in quattro punti vendita scout a Milano, Gallarate, Mantova e Brescia. Il bussolotto per le offerte a sostegno dei sacerdoti a Brescia è presso la sede della rivendita scout in via Tofane 21.


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In memoria

Giuseppina Zogno

Padre Sorge con Mino Martinazzoli

Per i sacerdoti Incontri sul territorio

Per studiare la società

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Hanno scritto mons. Aldo Delaidelli e don Mario Benedini in una lettera indirizzata ai sacerdoti bresciani: “Tutti avvertiamo una sorta di disagio di fronte ai problemi sociali nei quali, volenti o nolenti, anche la nostra azione pastorale è chiamata a confrontarsi per essere davvero incisiva. Spesso però, assorbiti da molteplici impegni, ci troviamo spiazzati, e, spesso non abbiamo il tempo per dedicarci allo studio e all’approfondimento”. A partire da questa constatazione è stata varata una iniziativa che ambisce a offrire un piccolo aiuto per ovviare a questa carenza. Si tratta di alcuni incontri, guidati da relatori qualificati per aiutare a meglio conoscere la realtà nella quale tutti sono chiamati a operare. A conclusione della Settimana sociale di Reggio Calabria mons. Arrigo Miglio, parlando di “speranza affidabile” faceva alcune considerazioni, dicendo fa l’altro: “Siamo chiamati a essere noi per primi in Italia a guardare al futuro senza paura, con speranza; quelli che guardano verso un orizzonte di vita e non di declino. È proprio il caso di ripetere le parole di don Sturzo: la speranza ci rende liberi e forti. Un’attenzione particolare viene riser-

vata ai giovani, “perché possano sognare e progettare, perché non restino sulla piazza ad aspettare, come gli operai della parabola evangelica che avevano trascorsa tutta la giornata in attesa di una proposta. Molti giovani hanno bruciato troppe ore delle loro ‘giornate’ senza ricevere una proposta vera e coraggiosa. Ma i giovani, con la loro presenza e con le loro attese, ci dicono di far presto a rendere visibile, operante ed efficace, una proposta di pensiero e di vita diversa da quella che respirano giorno e notte”. Gli incontri sono pensati per sacerdoti, diaconi e religiosi della diocesi di Brescia. Avranno inizio alle ore 9.30 nelle sedi indicate, e termineranno alle ore 12. Il primo incontro è programmato per martedì 30 novembre presso la parrocchiale di S. Pietro a Roè Volciano, mercoledì 1° dicembre presso il Centro pastorale Paolo VI di Brescia e giovedì 2 dicembre presso l’Eremo SS. Pietro e Paolo di Bienno. Il tema è: “Nuovi volti dei lavori e crisi del mondo del lavoro”, relatore il prof. Maurizio Drezzadore. Il secondo incontro è fissato per l’1, il 2 e il 3 marzo 2011 sempre nella sequenza delle località sopra citate. Il tema: “La crisi della democrazia in Italia”; relatore p. Bartolomeo Sorge. Il 5, 6 e 7 aprile sarà la volta del prof. Gianluigi Bizioli che tratterà il tema: “Federalismo fiscale o federalismo sociale?”. Infine il 24, 25 e 26 maggio l’avv. Massimo Gilardoni parlerà di “La legislazione italiana sulla immigrazione”.

“Siate pronti, con la cintura ai fianchi e con le lucerne accese…; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, ...”. È Il Vangelo di martedì 19 ottobre che sicuramente Giuseppina, come era solita fare, avrà meditato. E mercoledì 20 notte, nel sonno, è scoccata per lei l’ora dell’incontro con il Signore della sua vita. Giuseppina era certamente pronta perché di questo incontro parlava spesso e a esso si preparava con tutto l’impegno della sua vita. Chiedeva spesso al Signore di morire “sulla breccia” e così è stato; fino alla sera precedente ha lavorato: ha avvisato le amiche del Gruppo ecumenico per un incontro il giovedì seguente; ha ricevuto in casa il suo “figlio spirituale” (Luciano, un mussulmano convertitosi al cristianesimo, conosciuto in carcere) per consegnargli i libri del Corso di teologia per laici appena iniziato. Giuseppina era nata 79 anni fa ed era rimasta orfana di madre all’età di due anni e di padre a 12. Le difficoltà non l’hanno mai frenata; al contrario, sprigionavano in lei nuove risorse di coraggio e di intraprendenza. In tutto il suo operare metteva in atto la “fantasia della carità” riuscendo a rispondere alle diverse richieste di aiuto. Ha insegnato nella scuola elementare. Al suo pensionamento si è iscritta all’Istituto superiore di scienze religiose. Laureatasi con una tesi su Egidio Bullesi, giovane friulano, morto in concetto di santità, si è occupata appassionatamente della sua causa di beatificazione. Non c’era realtà umana o religiosa che non suscitasse il suo interesse e il suo entusiasmo: i suoi ‘amori’ erano tanti. In primis la Chiesa che sentiva come famiglia spirituale, il sacerdozio, la liturgia, la Messa e i sacramenti, la famiglia, la scuola, l’Azione cattolica, le missioni, l’ecumenismo, le Chiese dell’Est, le cause dei Santi, le carceri, la musica, l’arte, e altro. Sensibile fin dalla giovinezza ai problemi della “Chiesa del silenzio”, dopo la caduta del Muro di Berlino si è prodigata per aiutare le Chiese dell’Est europeo, intraprendendo viaggi in Polonia, Russia e Albania. Circa 15 anni fa, Giuseppina, con un’amica, fece presente a mons. Beschi, allora responsabile dell’Ufficio famiglia, il problema di persone separate, divorziate, conviventi che sentivano la necessità di un supporto spirituale. Nacque così il gruppo Galilea che Giuseppina si rese disponibile ad accompagnare in un cammino di riflessione sulla Parola di Dio, rapportata ai problemi specifici di quelle persone. Negli ultimi 10 anni si è dedicata ai carcerati come catechista e in particolare nella preparazione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana, nella cura della liturgia, nell’accompagnamento personale di alcuni detenuti, seguendoli anche nei loro spostamenti di sede. Sempre serena e determinata poteva apparire talvolta eccessiva nei suoi comportamenti e, per questo, soffriva di non essere correttamente compresa, ma non rinunciava a perseguire i suoi fini secondo verità e carità. Ora amiamo pensare Giuseppina nella Luce del Signore a celebrare il Suo immenso amore e la Sua gloria.

Eremo di Montecastello

Appuntamenti di dicembre Laici (giovani e adulti). Da sabato 4 a mercoledì 8 (ponte dell’ Immacolata Concezione di Maria): esercizi spirituali che assorbono il consueto ritiro mensile (vedi sotto ulteriori notizie sulle giornate). Donne. Martedì 14, dalle 10 alle 16.30, ritiro spirituale: lectio divina con la Parola di Dio che verrà ascoltata nella liturgia eucaristica della domenica successiva. Presbiteri e religiosi. Mercoledì 15, dalle 9.30 alle 14, ritiro spirituale per il presbiterio e i religiosi delle due zone gardesane (XVI e XVII). Il servizio della Parola è offerto da mons. Franco Bretoni, il ministero della Riconciliazione dai Padri Cappuccini di Barbarano. Esercizi spirituali prossimi. Per laici. Dalla serata di sabato 4 dicembre al pranzo del successivo mercoledì 8 (ponte festivo dell’Immacolata), don Dino Capra e le Suore Dorotee di Cemmo dell’Eremo animeranno le giornate di esercizio spirituale della lectio divina delle Sacre Scritture guidati dall’evangelista Luca: “Tu sei il Figlio mio, l’amato”. Non vi è migliore preparazione al Natale del Verbo di Dio fatto carne in Gesù che mettersi in ascolto di questo Verbo che ha il potere di farsi carne in noi. Per giovani che si domandano come impegnare la loro vita. Dalla serata di domenica 26 dicembre al pranzo del successivo giovedì 30, don Dino Capra e le Suore dell’Eremo propongono alcune giornate di esercizio spirituale della lectio divina delle Sacre Scritture a giovani, giovani adulti e coppie di giovani sposi che cercano di capire quale forma il Signore intende dare alla loro esistenza, per rispondere alla domanda che tutti noi, prima o poi, ci poniamo: “ Che devo fare, Signore, della mia vita?”. Gli scritti dell’evangelista Luca aiuteranno i partecipanti a meditare la vicenda di Stefano, il primo testimone del Signore risorto: “ Stefano, pieno di grazia e di potenza…” per riscoprire la propria vocazione di battezzati in Gesù, conformarsi a Lui fino ad assomigliargli come gocce d’acqua. Solo su questo fondamento si consolidano quelle scelte a servizio della comunità umana che impegnano irreversibilmente tutta la vita. Per informazioni: Eremo di Montecastello, Tignale s/Garda (Bs). Tel 0365 760255 – Fax 0365 760055 - E-mail: informazioni@montecastello.org; Internet: www.montecastello.org


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Ecclesia Agenda

Agenda del Vescovo Venerdì 26 novembre Ore 20.30 – Brescia – Incontro nella Settimana della Parola al Villaggio Sereno.

Sabato 27 novembre Ore 17.30 – Brescia – S. Messa in Cattedrale. Ore 20.45 – Brescia – Liturgia della Parola presso la parrocchia di San Gaudenzio in città.

Domenica 28 novembre Ore 10.30 – Barghe – Cresime. Ore 17.30- Muratello di Nave – S. Messa e inaugurazione dell’oratorio.

Mercoledì 1 dicembre Ore 17.30 – Brescia – S. Messa per gli universitari in Duomo Vecchio.

Giovedì 2 dicembre Visita ai sacerdoti della zona XXI di Gardone V.T.

Parrocchia di San Luigi Gonzaga

La festa di Cristo Re  La celebrazione della festa di Cristo Re è stata un’ottima occasione per ricordare il decreto vescovile di  fondazione  della parrocchia cittadina di San Luigi Gonzaga, datato 1° novembre 1980. Fu allora designato don Fortunato Patroni parroco del quartiere in costruzione di San Polo 2. Il 25 novembre 1990 avvenne l’inaugurazione della chiesa, che il 21 novembre 1999 fu consacrata. Mons. Vigilio Mario Olmi, che seguì i primi anni della parrocchia, ha concelebrato la S. Messa alle ore 17.30 con don Fortunato Patroni e don Angelo Olivetti, attuale parroco,con la partecipazione di fra Marco Fabello dei Fatebenefratelli.

Ufficio oratori

Per animatori di teatro in oratorio L’Ufficio oratori promuove un corso di formazione per gli animatori teatrali in oratorio: è rivolto a quanti, educatori, animatori, catechisti e volontari si occupano a livello amatoriale di teatro e di teatralizzazioni in oratorio e nel Grest. Il corso riprende il modello di formazione interattivo dei laboratori del lunedì. Coordina Simone Agnetti, responsabile progetto Punto.Art. Il corso si svolge presso la casa di formazione Bruno Foresti, nei lunedì 29 novembre, 6 dicembre, 13 dicembre, 20 dicembre dalle 20.30 alle 22. Info: info@puntoart.it, 0303722252, Centro oratori bresciani via Trieste 13c, Brescia; info@puntoart.it

Zona morenica del Garda

Settimana vocazionale Dal 29 novembre al 5 dicembre è in programma la settimana vocazionale nella zona XV morenica del Garda. Lunedì 29 novembre alle ore 18.30 presso le Madri Canossiane di Bedizzole si tiene una serata di preghiera per sacerdoti, religiosi e religiose, consacrati/e; équipe vocazionale. Giovedì 2 dicembre alle ore 15 recita del S. Rosario e adorazione eucaristica presso la Pieve di Nuvolento. Alle ore 20.30 serata vocazionale per tutte le età e le vocazioni, presso la chiesa parrocchiale di Carzago della Riviera. Venerdì 3 dicembre alle ore 20.30 adorazione eucaristica in tutte le parrocchie della zona. Sabato 4 dicembre dalle ore 15 alle 17 incontro dei ministranti presso l’oratorio di Prevalle San Zenone. Domenica 5 dicembre dalle ore 18.30 alle ore 21 incontro dei cresimandi presso l’oratorio di Nuvolera. S. Messa animata, momento di festa e di proposta da parte dell’équipe del Seminario diocesano.

Pellegrinaggi diocesani

Incontro per i partecipanti La Brevivet invita i partecipanti alle iniziative diocesane di pellegrinaggio a un incontro che si tiene presso il Centro pastorale Paolo VI domenica 28 novembre con inizio alle ore 10. Il programma prevede una riflessione di mons. Giacomo Canobbio su “Luogo santo, vita: il pellegrinaggio come metafora”. Alle 12 la Santa Messa presieduta da mons. Gianfranco Mascher. Necessaria l’iscrizione. Tel. 0302895311 (signora Luisa).

Consiglio pastorale

Sessione rinviata Si comunica che la I sessione del XI Consiglio pastorale diocesano prevista per sabato 27 novembre è sospesa e rinviata a sabato 8 gennaio 2011.

Università

Santa Messa e lectio divina Mercoledì 1º dicembre alla ore 17.30 in Duomo Vecchio mons. Luciano Monari presiederà la celebrazione eucaristica per le due università. Intanto con l’Avvento torna l’esperienza della lectio divina: si incomincia martedì 30 novembre alle ore 20.30 al convitto San Giorgio in via Galilei; gli altri due appuntamenti sono fissati per martedì 7 dicembre all’Istituto Franciscanum di via Callegari e martedì 14 dicembre presso l’Istituto Salesiano in via San Giovanni Bosco.

Per i giovani

Celebrazione penitenziale I giovano sono invitati alla celebrazione penitenziale che si tiene venerdì 3 dicembre alle ore 21 presso il Centro pastorale Paolo VI. Presiede il Vescovo. Tema: “Il mondo non lo ha riconosciuto” (Gv 1, 6-13).

Vigili del fuoco

Festa per Santa Barbara Il Corpo dei vigili del fuoco festeggia la patrona Santa Barbara sabato 4 dicembre con una celebrazione eucaristica che si svolgerà nel Santuario di Santa Maria delle Grazie in città alle ore 10. Celebra il rettore mons. Mario Piccinelli.

Santuario S. Angela Merici

Si inaugura il nuovo organo Sabato 27 novembre, con inizio alle ore 21, si inaugura il nuovo organo del Santuario di S. Angela Merici in Brescia, opera della ditta Mascioni del 2010. Il nuovo strumento ha una tastiera di 58 note, una pedaliera di 27 note e 840 canne distribuite su 21 registri. La sua collocazione a lato del presbiterio è la stessa dell’organo precedente andato completamente distrutto durante l’ultimo conflitto mondiale. Le caratteristiche a cui ci si è ispirati nella realizzazione di questo nuovo strumento sono state riprese anche nell’esecuzione della cassa-prospetto su disegno dell’architetto Alberto Ferrari debitamento approvato dalla Sopraintendenza per i Beni Architettonici. La decorazione è opera della ditta Gigola di Gussago, direttore dei lavori ing. Giampietro Messali. Mons. Vigilio Mario Olmi benedirà il nuovo strumento. A seguire l’organista Giancarlo Parodi terrà un concerto inserito nel programma degli Itinerari organistici bresciani.

Esercizi spirituali

Per i sacerdoti ordinati negli ultimi 10 anni Nel cammino della formazione permanente del clero ha un posto particolare l’esperienza annuale degli esercizi spirituali vissuti in forma comunitaria. Un corso di esercizi rivolto a tutti i sacerdoti ordinati negli ultimi 10 anni, si terrà all’eremo dei SS. Pietro e Paolo di Bienno dalla domenica 9 gennaio (sera) al venerdì 14 gennaio (pomeriggio). Predicatore sarà il biblista don Giacomo Morandi di Reggio Emilia.


Caritas

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Avvento di Carità 2010 Per il fondo “briciole lucenti”

Torna la Giornata del pane Concretamente la proposta permetterà la creazione di un fondo per le famiglie in difficoltà. Bisogna partire da elementi apparentemente inutili per coglierne il valore vero di Marco Danesi

“Un dono sollecita l’altro, un dono ricevuto e contraccambiato rende forte il legame di amicizia e comunione” (“Un solo pane, un unico corpo”, 2009). “Le stagioni del pane”, la proposta dell’Avvento di carità 2009, aveva queste premesse: partendo da un bisogno alimentare, costruire relazioni, unire e creare rapporti tra le persone. L’iniziativa si è concretizzata con la distribuzione, anche attraverso il magazzino “Ottavo Giorno”, di 8.121 kg di pane. Solo questo dato sottolinea quanto il 2010 sia un anno difficile: le diverse realtà Caritas, hanno incontrato, ascoltato e dove è stato possibile, accompagnato e supportato tante famiglie. Alcuni indicatori possono darne la “misura”: se nel 2008 le caritas parrocchiali hanno distribuito attraverso Caritas diocesana pasta e riso per 17.592 kg, nel 2009 i chili distribuiti sono stati 39.850 e nel 2010 addirittura 84.361; stesso trend per il latte: si è passati dai 12.084 litri del 2008 ai 61.272 litri del 2010. Questo senza considerare le raccolte che diverse

comunità parrocchiali hanno organizzato direttamente sul proprio territorio. L’ultimo rapporto Caritas-Zancan (“In caduta libera”, X rapporto sulla povertà e l’esclusione sociale, 2010) offre una fotografia della vulnerabilità delle famiglie italiane, delle loro fatiche quotidiane. Secondo i dati Istat (luglio 2010), la povertà relativa delle famiglie è diminuita dall’11,3% del 2008 al 10,8% del 2009, per un totale di 7 milioni 810mila, pari al 13,1% dell’intera popolazione. In realtà si tratta di “un’illusione ottica”: non è diminuita la povertà ma si è abbassata la soglia su cui si calcola la povertà relativa. Aggiornando infatti la soglia rispetto alla variazione dei prezzi tra il 2008 e il 2009 (solo 25 euro), i “poveri” in Italia aumentano, arrivando a 8 milioni e 370 mila persone, con un incremento del 3,7%. In breve: siamo tutti più “poveri”. In Lombardia l’incidenza della povertà relativa è inferiore rispetto all’Italia, ma è interessante rilevare, tanto più alla luce della soglia che l’Istat ha utilizzato, che se la percentuale di “famiglie povere” in Italia è scesa dall’11,3% al 10,8%, in Lombardia si è mantenuta stabile al 4,4%. Spie-

ga la criticità del dato il fatto che il 24,3% delle famiglie non riesce a far fronte a una spesa imprevista di 700 euro. Le persone che si sono rivolte ai centri d’ascolto delle Caritas nell’ultimo anno sono aumentate del 25% e il 47,5% ha chiesto beni e servizi materiali: alimentari, vestiario, pagamento delle utenze. Per contrastare questo rischio di “caduta libera”, negli ultimi due-tre anni, le caritas della Lombardia, hanno avviato 35 nuove progettualità anticrisi, tra cui 10 progetti di microcredito sociale, nove fondi diocesani di emergenza, sei empori solidali. Anche alla luce di queste analisi, l’iniziativa concreta che accompagna la proposta della “Giornata del pane 2010” riguarda la creazione di un fondo per le famiglie in difficoltà. Con questa intenzione l’Avvento di Carità 2010 è all’insegna delle “briciole lucenti”. Partire da elementi apparentemente inutili, da ciò che sembra non contare, per coglierne il valore, per riscoprire il bisogno di vivere come un “pane di briciole”, come parti diverse e distinte di uno stesso mosaico che solo insieme può essere lucente. Un pane dove le briciole non sono lo scarto, ma la necessità e l’opportunità.

Caleidociclo della carità: “Tra tutti”

Casa Rut di Sarezzo Padre Giacomo: Dopo aver condiviso le esperienze del “Con Dio” e “Nella comunità”, passiamo alla terza faccia del caleidociclo della carità: “Tra tutti”. Un traccia che rimanda all’interazione con il territorio: quali gli strumenti delle Caritas parrocchiali per leggere, per ascoltare il territorio? Quali relazioni, rapporti, interazioni ci sono con gli altri operatori del territorio? Che risonanza ha l’azione della Caritas nel territorio? Placida: Casa Rut si è sempre posta il problema di come sentire e saper dare risposte ai bisogni presenti sul territorio. Per noi “essere antenna” dei bisogni non vuol dire rimanere chiusi nel nostro centro di ascolto, ma piuttosto cercare di uscire, interrogando le realtà del territorio. E il cercare, il sentire, il trovare bisogni di un certo livello, ci ha interrogato e ci ha fatto capire che dovevamo dare una risposta.

Padre Giacomo: Nel territorio può risultare astratto, ma cosa vuol dire andare nel territorio? Cosa vuol dire avere le “antenne alzate”? Placida: Prendo ad esempio i volontari che fanno trasporto: accompagnano persone anziane, ammalate, a volte anche minori e mamme. Il servizio veniva fatto semplicemente come un servizio. All’interno di questo poi nascevano rapporti e relazioni con le persone e talvolta si capiva che, oltre al bisogno del trasporto, c’erano altri problemi. La sensibilità e la delicatezza dei volontari nel riportare al Centro le problematiche che emergevano, ci hanno permesso di arrivare a queste persone in modo adeguato. Alcune volte sono i vicini di casa che ci fanno presente i problemi, oppure l’andare all’oratorio ed incontrare la mamma che, in un contesto diverso dal centro di ascolto, si apre e ti pone il problema.

Padre Giacomo: E sul lavoro in rete? Placida: L’esigenza di lavorare in rete si è sentita quasi subito, visto anche l’importanza e la mole dei problemi, essendo Sarezzo una realtà piuttosto variegata. Abbiamo contatti con i servizi sociali del Comune, l’Asl, la Comunità Montana, i Consultori… Con tutta la gamma dei servizi territoriali abbiamo stretto delle buone relazioni. Attraverso Convenzioni si è potuto dare alcune risposte, lavorando in modo trasparente e concreto. Padre Giacomo: Avere a cuore e dare gambe al “Tra tutti” è davvero importante, perché moltiplica e permette alla carità di entrare nelle strutture del quartiere. Non è solo la comunità che fa la sua attività, ma c’è lo stile della carità che entra in contatto con le Istituzioni del quartiere e costruisce nuove e rinnovate relazioni.


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Parlamento Un appello alla revisione in Senato

Ancora in bilico il 5xmille La Camera ha reinserito il 5xmille, ma l’ha ridotto a un quarto: un tetto di 100 milioni anziché di 400 come in precedenza. Continuano, quindi, i tagli ai fondi delle politiche sociali pagina a cura di Nicola Migliorati

Il 5xmille è nuovamente in bilico. La Camera dei deputati, come è noto, ha dato in questi giorni l’approvazione alla legge finanziaria per il 2011, in cui, con il maxi emendamento del Governo, è stato reinserito il 5xmille, ma ridotto a un quarto: un tetto di 100 milioni anziché di 400 come in precedenza. “Questo avviene in un quadro – si legge in una nota di Csvnet, Forum Terzo Settore, la Consulta del volontariato e ConVol – già gravato dai tagli ai fondi delle politiche sociali: dai 1.472 milioni di euro del 2010 ai 349,4 del 2011, pari a meno 76%. Sono i fondi per i servizi sociali dei Comuni, spesso realizzati con il volontariato e il nonprofit, i fondi per la famiglia, per la non-autosufficienza, per l’infanzia, l’adolescenza e i giovani, per calmierare l’affitto e per il servizio civile.” Una netta presa di posizione anche da parte del presidente del Csv di Brescia, Urbano Gerola: “Ancora una volta il volontariato è gravemente penalizzato dalle scelte del Governo. Nella manovra di stabilità economica, già legge

finanziaria, votata dalla Camera dei deputati, le risorse destinate al 5xmille, sono state decurtate rispetto all’anno precedente del 75%, passando dai già scarsi 400 milioni di euro ai 100 milioni per il 2011. Una condizione che metterà in gravi difficoltà moltissime organizzazioni di volontariato, grandi e piccole, nonché le associazioni che sostengono la ricerca scientifica. Ancora il 26 ottobre scorso, in occasione dell’apertura della Conferenza organizzativa del Csv net, il vicepresidente della Camera, on. Maurizio Lupi, aveva affermato che le risorse sarebbero state confermate. È una scelta inaccettabile. Come si può continuare a chiedere la sussidiarietà al volontariato nella risposta ai bisogni se non gli si consente di avere risorse per operare? Ora vi è ancora una possibilità: che il Senato chiamato a votare la legge nei prossimi giorni, ponga rimedio. Faccio appello ai senatori bresciani perché si adoperino per la modifica. Qualora ciò non avvenisse rischia di essere vanificato in larga parte l’impegno delle organizzazioni di volontariato nella ricerca dei fondi del 5xmille e offesi i cittadini che scelgono di desti-

Circolo Arci

“La gestione associativa” in tre incontri Quattro fra le più rilevanti realtà associazionistiche organizzano un corso di formazione, “La gestione associativa”, in tre incontri, il prossimo 17-18 dicembre 2010 e il 15 gennaio 2011, presso il Circolo Arci “Colori e Sapori” in via Risorgimento 18, a Brescia Le strutture regionali di Arci, Acli, Auser e Agesci hanno siglato un accordo regionale per la formazione dei quadri dirigenti delle Associazioni di promozione sociale sul territorio lombardo. Le associazioni di promozione sociale, anche quando gestite da soli volontari, sono invitate alla conoscenza della normativa e delle procedure di gestione, per garantire al meglio le attività nei confronti dei propri soci. Il programma spazierà dalla natura giuridica delle

Aps, alla gestione fiscale e alla normativa di settore. Temi importanti e delicati anche per le associazioni, molte volte più attente al fare e all’aspetto pratico dell’aiuto che all’adempimento burocratico delle prescrizioni amministrative. Conoscere gli obblighi fiscali, le prescrizioni, ma anche le opportunità previste, è ormai fondamentale per ogni realtà che opera sul territorio e che si interfaccia con i cittadini e le istituzioni. Tutti i moduli del corso sono a cura di Ideanna Giuliani, responsabile Formazione quadri Arci regionale Lombardia. L’iscrizione al corso, entro il 4 dicembre e fino ad esaurimento dei posti, è del tutto gratuita e si espleta scrivendo a brescia@arci.it.

nare liberamente una quota delle loro imposte”. È questo un nuovo e tormentato capitolo di una storia che non conosce tranquillità. Nato nel 2006 come misura che avrebbe dovuto rivoluzionare il rapporto fra Stato e non profit, il 5xmille è giunto al quinto compleanno. Introdotto come declinazione concreta del principio di sussidiarietà fiscale ebbe all’esordio un grande successo fra i cittadini con 15 milioni di contribuenti che espressero la loro preferenza. Una mole di dati da elaborare e una macchina burocratica sicuramente imponente che ha continuamente ingolfato i meccanismi distributivi delle Istituzioni preposte. Quello che però più infastidisce gli organi di rappresentanza del Terzo settore è la natura precaria del 5xmille, ogni anno legato ai tagli e ai temporali politici che accompagnano la promulgazione della Finanziaria, senza mai una definitiva stabilizzazione. In tempi di ristrettezza e instabilità può sembrare difficile impegnare stabilmente risorse statali ma è indubbio che il venir meno delle attività svolte dalle associazioni di volontariato peserebbe sui servizi dello Stato e sui cittadini in maniera ancor più pesante.


Congrega Carità Apostolica

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Bilanci Nell’ultimo biennio in aumento le richieste di aiuto

La crisi e le famiglie bresciane La Congrega è stata chiamata a uno sforzo supplementare e a nuove modalità di intervento per dare risposte a nuovi e pressanti bisogni Gli ultimi tempi hanno visto l’emersione, anche a Brescia, di inediti fattori di crisi, che hanno alimentato un profondo disorientamento in tutti gli strati della società, ma in primo luogo tra le famiglie e gli anziani. La Congrega della Carità Apostolica, coerentemente al proprio mandato, si è sentita dunque chiamata ad uno sforzo supplementare che ha comportato anche un adattamento delle modalità di intervento. L’opera di un ente plurisecolare quale la Congrega, infatti, non può essere esclusivamente vincolata a pur illustri trascorsi, e non può neppure essere condizionata dal modello di antiche pratiche beneficali, che lo costringerebbero a un cortocircuito, limitandone inevitabilmente l’azione. A uno slancio caritatevole suggerito da contingenze anche drammatiche, sembra preferibile un agire intelligente e professionale “in rapporto al mondo e agli uomini d’oggi”. Dall’osservatorio di via Mazzini si nota l’aumento della disoccupazione, in particolare tra i cinquantenni, senza requisiti per la pensione ma considerati fuori dal mercato perché “maturi” e tra i giovani, le cui difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro e ottenere un lavoro non precario sono in preoccupante aumento. Coloro che stanno suben-

do gran parte delle conseguenze della crisi sono le famiglie, e in particolare quelle che presentano al proprio interno uno o più elementi di criticità. D’altra parte, si evidenzia che a perdere terreno in questo momento non sono solo i nuclei in condizioni disagiate, ma anche un consistente numero di famiglie appartenenti alle cosiddette classi medie. Certo è che il disagio colpisce in maniera più acuta e diretta alcuni segmenti già critici, come gli anziani soli e le famiglie monoreddito con figli a carico. I timori più diffusi in questo momento riguardano la perdita del lavoro; la rinuncia a un tenore di vita faticosamente raggiunto; l’impossibilità di far fronte alle esigenze di cura personali o di un familiare; l’impossibilità di pagare delle rate di un mutuo o di un prestito. È aumentato il numero delle famiglie che pur non essendo così povere da non poter accedere ai servizi pubblici, sono tuttavia sempre più vulnerabili e isolate. Si tratta in prevalenza di famiglie costituite da anziani e pensionati soli; lavoratori dipendenti e giovani 20-35enni con contratto atipico; laureati e professionisti con un solo stipendio per nucleo; donne sole con figli a carico; salariati ultracinquantenni con bassi livelli di istruzione, che

Professionalità e carità

L’Ufficio beneficenza della Congrega I sussidi ad personam erogati dalla Congrega della Carità Apostolica, anche attraverso la Fondazione Guido e Angela Folonari da essa amministrata, nel corso degli ultimi anni hanno raggiunto annualmente circa 2.000 persone. Un apposito ufficio composto da personale professionale e qualificato si dedica all’esame delle situazioni di necessità come pure, in parte, all’accompagnamento delle persone. Tale servizio di ascolto, che si esplica in colloqui quotidiani, si affianca all’opera prestata dai Confratelli e alla collaborazione con numerose realtà civili ed ecclesiali. Nell’ambito delle attività della Congrega, particolare rilevanza è storicamente rivestita dall’erogazione di sussidi a favore di persone svantaggiate a causa di condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali e

familiari. Le domande di sussidio, presentate previo colloquio individuale con il personale degli Uffici e la consegna di un’esaustiva documentazione, sono periodicamente valutate dalle Commissioni di beneficenza, composte da una rappresentanza dei confratelli e da altre figure indicate negli statuti delle fondazioni amministrate. Per regolamento, le erogazioni della Congrega sono riservate ai residenti nel Comune di Brescia, mentre quelle della Fondazione Folonari coprono tutta la provincia: la distribuzione territoriale dell’utenza conferma che il più elevato numero di richieste proviene dal centro storico e dai paraggi di via Milano e di San Polo, ove si concentrano buona parte degli alloggi di edilizia popolare ed emergono situazioni di disagio.

avendo perso il lavoro riescono a ricollocarsi solo dequalificando il proprio ruolo. In tale contesto, il tema del disagio economico e sociale delle famiglie acquista quindi una importanza cruciale: la risposta a questa nuova condizione non può e non dovrebbe essere solo economica, ma deve tradursi in percorsi di accompagnamento e con lo sviluppo di reti di sostegno locale. La Congrega propone un piano strutturato, che partendo dalle situazioni critiche, accompagni gradualmente le famiglie in un percorso che contrasti la complessità di questa crisi, attraverso forme di ripensamento degli stili di vita, di attivazione personale e di inclusione sociale. Confermando così la propria scelta preferenziale per gli ultimi, la Congrega intende oggi sostenere anche l’opzione di una cultura della carità: e ciò mediante l’adozione del metodo della pedagogia della testimonianza, il quale impegna a prendere le mosse dalle antiche e nuove manifestazioni di povertà, dalle lacerazioni presenti nel territorio, al fine ultimo di dare impulso insieme alla comunità a risposte di prossimità, allargando il costume della partecipazione e richiamando alla corresponsabilità.


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Paesi e parrocchie zanardini@lavocedelpopolo.it

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Brescia Cristo Re

Incontrarsi ascoltando le note La parrocchia organizza “I venerdì di Cristo Re”, una rassegna di tre appuntamenti musicali. Dopo aver festeggiato il patrono, Cristo Re, la vivace comunità si ritrova presso il teatro dell’oratorio

In un’immagine d’archivio le bancarelle nella festa patronale

Intervista al parroco don Umberto Dell’Aversana

Anche in città le parrocchie sono vive Tra le diverse realtà cittadine, quella di Borgo Trento rimane una comunità molto viva e coesa. La conformazione stessa del borgo, sviluppato principalmente intorno a via Trento, parla di un quartiere che ha saputo mantenere non solo l’aspetto, ma anche le tradizioni che in altre zone della città sono state stravolte dai cambiamenti degli ultimi decenni. Don Umberto Dell’Aversana parla della comunità di Cristo Re, nella quale è parroco da quattro anni:“Amo sempre definire la nostra parrocchia, che ha delle tradizioni secolari molto significative, come una parrocchia tradizionale, non tradizionalista. Siamo riusciti a salvare alcuni gesti di fede che vanno oltre la Messa, ad esempio la processione del Venerdì Santo con Cristo morto alla quale partecipano un migliaio di persone, l’adorazione durante la settimana, il rosario, accanto ad attività culturali innovative. Il mio predecessore, don Enrico Bonazza, ha offerto una serie di conferenze di grande livello sul tema della dottrina sociale della Chiesa. In questi anni ci si è preoccupati di far crescere non solo spiritualmente ma anche culturalmente la comunità”. Una comunità non più giovanissima, costituita da circa 4800 abitanti, che registra una notevole flessione dei battesimi (quest’anno ne sono stati celebrati solo 12) e dei matrimoni. La parrocchia è un esempio felice di integrazione con il mondo degli immigranti: le famiglie di fede cattolica frequentano la messa e la vita della comunità, mentre quelle non cristiane convivono pacificamente nel borgo. La parrocchia di Cristo Re ha un ruolo fondamentale nella vita della comunità e collabora con l’associazione dei commercianti, con l’amministrazione civica della Circoscrizione nord, con la San Vincenzo locale, con il gruppo “Amici degli anziani di Cristo Re” e con il circolo Acli qui fondato nel 1947. La compartecipazione tra diverse realtà associative permette quindi di dare vita ad una serie di iniziative civili, religiose e sociali del borgo, con particolare attenzione alle persone. Un impegno preso anche per i giovani che vivono nella comunità, come spiega don Umberto: “L’oratorio ha delle tradizione vivissime. Paghiamo il salto generazionale, i giovani sono pochi e spesso sono assorbiti da altre realtà, ma c’è un bellissimo gruppo di adolescenti, circa 50 ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 20 anni. Sarebbe da incrementare, a mio avviso, la collaborazione con le parrocchie anche in vista del cammino delle unità pastorali. Per quanto riguarda Cristo Re, un’unità pastorale che si sta immaginando è quella costituita con le parrocchie di San Barnaba e dei Padri Pavoniani, ma è ancora tutto da definire. I curati con la consulta giovanile si stanno impegnando in questo cammino di crescita” L’impegno della parrocchia di Cristo Re è quella di far maturare questo prezioso gruppo di adolescenti, creando delle occasioni d’incontro e di avvicinamento al volontariato, che costituisce un fattore fondamentale di questa comunità.

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La parrocchia di Borgo Trento organizza “I venerdì di Cristo Re”, una rassegna di tre appuntamenti musicali presso il teatro dell’oratorio di via Filzi. L’evento si pone come una sorta di ponte tra le feste patronali di Cristo Re appena trascorse e quelle natalizie, offrendo alla cittadinanza la possibilità di assistere a tre spettacoli di grande livello. Il primo appuntamento avrà luogo venerdì 26 novembre alle ore 20.45: Satoko Shikama (soprano), Salvatore Ragonese (tenore) e Renato Sala (baritono), accompagnati dal maestro Marco Paderni al pianoforte, si esibiranno in celebri arie tratte da opere liriche note al

di Elisa Bassini

grande pubblico. Venerdì 3 dicembre il sipario si alzerà su “Presagi”, uno spettacolo teatrale con testo e musica di Alberto Bonera. Sul palco reciteranno Livia Castellini e Sergio Isonni, mentre l’accompagnamento musicale è affidato ad Enrico Pompili al pianoforte. “Presagi” è un testo drammatico che affronta l’enigma della creatura uomo sotto il profilo filosofico, nel confronto tra i due interpreti, l’uomo e la donna, alternando la rigidità della prosa a momenti di grande slancio del testo poetico in un rapporto serrato con la musica. La rappresentazione sarà dedicata alla memoria di Carlo Rivolta, primo interprete di questa sceneggiatura scritta dall’artista ed amico Alberto Bonera. L’ultima delle tre serate, venerdì 11 dicembre, avrà come protagonista Federico Colli, giovane talento bresciano, impegnato in un concerto pianistico che proporrà un vasto repertorio di autori classici e moderni. L’ingresso a tutti gli spettacoli è gratuito. L’iniziativa, nata per volontà della parrocchia, è sostenuta dalla Circoscrizione nord e da numerose realtà che operano nel borgo. Questa manifestazione si pone in continuità con la festa di Cristo Re che ogni anno costituisce un momento importante per la comunità di Borgo Trento e ha l’obiettivo di proporre degli spettacoli di grande spessore culturale all’intera cittadinanza, spesso estranea ai grandi circuiti musicali cittadini.


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Paesi e parrocchie Città

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Colletta alimentare Sabato 27 novembre

La colletta nei confronti dei poveri 1400 volontari bresciani e 122 supermercati hanno aderito all’iniziativa promossa dalla Fondazione Banco Alimentare su tutto il territorio nazionale. Alle persone viene chiesto di donare alimenti a lunga conservazione

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La Comunità Mamrè, il Centro migranti o il Centro di pronta accoglienza dei padri Maristi. Questi sono solo tre dei 106 enti bresciani (mense per i poveri, comunità per minori, centri d’accoglienza, per ricordare alcuni servizi) che saranno aiutati dalla XIV Colletta alimentare, l’iniziativa in programma sabato 27 novembre nel Bresciano in 122 supermercati aderenti (8100 in tutta Italia) e organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare. 1400 volontari bresciani (110mila sul territorio nazionale) inviteranno le persone a donare generi alimentari a lunga conservazione (prefe-

di Luciano Zanardini

ribilmente olio, omogeneizzati e alimenti per l’infanzia, tonno, carne in scatola, pelati e legumi) che saranno poi distribuiti a circa 1,5 milioni di persone indigenti. Come? Attraverso gli oltre 8000 enti convenzionati con la rete Banco Alimentare. In Italia sono più di tre milioni le persone che faticano ad acquistare cibo a sufficienza. Non c’è la presunzione di risolvere un problema, ma la condivisione di una difficoltà nell’anno europeo dedicato alla lotta alla povertà. La Fondazione unita a Cdo Opere Sociali punta molto sull’amicizia nell’operatività: se il povero, co-

me scrive Benedetto XVI, è prima di tutto un uomo solo, condividere gratuitamente questo dramma risveglia il vero desiderio presente nel cuore di ciascuno: essere amato. “La carità, parafrasando il Papa, è il dono più grande che Dio ha fatto agli uomini... perché è amore ricevuto e amore donato”. Con un semplice gesto si può esprimere una solidarietà concreta in un momento in cui la crisi economica continua a mettere spalle al muro molte famiglie. Non dimentichiamoci che per molte di queste realtà ricevere degli alimenti significa anche potersi maggiormente dedicare alla propria specificità investendo così delle risorse che altrimenti sarebbero state, in parte, destinate al sostentamento. L’ente più grande che riceve i benefici nel Bresciano (sono 13 i supermercati dedicati) è il Centro

Auxilium di Chiari, fondato da don Silvio Galli, che ogni anno segue 480 famiglie con 2400 persone indigenti come utenti della mensa (dal lunedì al sabato e la domenica la consegna dei pacchi preconfezionati) e che verifica sempre di più come l’indigenza sia una questione “italiana”: sono, infatti, molte le famiglie italiane che si rivolgono al Centro. La solidarietà supera anche i confini territoriali, basta pensare che il materiale raccolto in più sarà destinato a quelle zone d’Italia dove non ci sono le stesse possibilità. Un certo quantitativo sarà, quindi, indirizzato alle Regioni più disagiate a riprova della rete nazionale del Banco. La Giornata si svolge in collaborazione con l’Associazione nazionale Alpini e la società San Vincenzo de’ Paoli. Inutile rimarcare che

Consegnato il premio Pastori, l’oscar dell’agricoltura

Quale futuro per gli Ogm? La sesta edizione del premio “Giuseppe Pastori” – promosso dalla Fondazione Iar, Istituzioni agrarie raggruppate onlus e la cui cerimonia di consegna si è tenuta nei giorni scorsi presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna di Brescia – è stata preceduta da un approfondimento sul tema “Ogm. Quale futuro?”. “Il premio è ormai percepito come un ‘Oscar’ dell’agricoltura – ha detto il presidente delle Iar Federico Vigani – e consiste in tre medaglie d’oro destinate a chi si è distinto nel campo della scuola, dell’insegnamento/formazione e dell’imprenditoria ad indirizzo agricolo. Ne sono contorno – ha proseguito Vigani – quattro megaglie d’argento, riconosciute a chi ha contribuito, pur con diversi titoli e modalità, al miglioramento del mondo agricolo bresciano”. L’oro è andato alla studentessa Francesca Abeni, per l’eccellente profitto scolastico, che continua nel corso di lau-

rea ad indirizzo veterinario attualmente frequentato, a Sergio Caprioli, esperto docente/formatore tecnico in ambito scolastico e consulente professionista nel settore agricolo e a Giacomina Fiolini, che ha fatto dell’innovazione, in ogni settore, il punto di forza della sua azienda. I quattro ‘argenti’ sono andati a Luigi Bertasi, Francesco Mainetti, Silvio Zanini e Domenico Zucchi. Il direttore generale dello Zooprofilattico Stefano Cinotti, introducendo il tema del dibattito, ha sottolineato, come “l’Europa sia legislativamente a ‘macchia di leopardo’, in quanto è lasciata a ogni Stato ogni decisione circa l’adozione o meno degli Ogm, con tutto quanto di ambientale, sanitario, industriale e commerciale connesso a una ‘non comunitaria’ assunzione di responsabilità”. “Vi è molta disinformazione su questo tema – ha detto il presidente dell’Upa Brescia Francesco Bettoni – e la nostra posizione favorevole all’adozione degli Ogm de-

riva dalla sicurezza alimentare a oggi riscontrata, nonché dalla volontà di essere competitivi sui mercati internazionali. Dopo le indispensabili sperimentazioni – ha aggiunto Bettoni – rivendichiamo la libertà imprenditoriale di poter scegliere, ma in maniera da garantire la competitività in ambito internazionale”. “Siamo assolutamente contrari agli Ogm – ha ribattuto il presidente di Coldiretti Brescia Ettore Prandini – perché questi rappresentano il 2.6% della superficie mondiale coltivata e se vogliamo dare un futuro all’agricoltura italiana dobbiamo puntare sulla distintività del nostro prodotto, così come sulla ricerca, che deve essere disgiunta dagli interessi delle multinazionali”. Aldo Cipriano, presidente della Cia Brescia, ha ribadito come “l’Europa non possa continuare a stare alla finestra e, pur non contrario agli Ogm, esprimo un forte principio di precauzione, rafforzato dalla sperimentazione, che deve essere pubblica”. (fr.a.)


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L’Opera Pavoniana affronta il tema della giustizia

Don Rigoldi, Davigo e Borsellino

senza il volontariato anche questa giornata non sarebbe realizzabile. L’impegno degli Alpini è noto in più campi: per quanto riguarda la Colletta si sono attivate le sezioni di Brescia, della Valle Camonica e del Garda. La San Vincenzo ha sì nel dna l’accompagnamento spirituale, ma questo si deve per forza di cosa accompagnare anche alla dimensione materiale come ha sottolineato il presidente Giuseppe Milanesi. Le previsioni per il 2011 stimano un sostegno a 2760 persone. Sia gli Alpini sia la San Vincenzo si adoperano anche coinvolgendo sul campo i loro volontari. Servono anche i mezzi (forniti dagli imprenditori) oltre a una struttura di stoccaggio: per quanto riguarda Brescia l’azienda Torchiani srl ha messo a disposizione uno spazio in una traversa di via Milano. Nel 2009 oltre cinque milioni di ita-

liani hanno donato 8600 tonnellate di cibo per un valore economico di oltre 29milioni di euro (a Brescia 166 tonnellate raccolte in 116 supermercati). Fino al 16 dicembre, inoltre, si possono donare due euro, inviando un sms o chiamando da rete fissa Telecom Italia al numero 45503. Entro due mesi dalla raccolta il cibo viene distribuito agli enti. La Colletta è un giorno, ma il Banco prosegue tutto l’anno. Fra le novità, si segnala anche la possibilità di un open day il giorno successivo, domenica 28 novembre, dalle 12 alle 17 a Muggiò in via Papa Giovanni XXIII: visite guidate al magazzino e alla mostra sulla storia e le attività del Banco alimentare. Un modo come un altro per vedere il lavoro quotidiano dei volontari: la raccolta e lo smistamento dei prodotti.

Ettore Prandini

L’Opera Pavoniana – con le sue due Comunità alloggio minori, il Centro di aggregazione giovanile e il Gruppo di formazione lavoro – è conosciuta sul territorio per l’elevata valenza della sua offerta nell’ambito dei servizi educativi. “Confortati dall’esperienza maturata lo scorso anno in occasione della celebrazione dei 20 anni delle comunità alloggio e dal riscontro conseguito dalle serate a stampo educativo proposte in quell’occasione – ha detto il superiore dell’Opera padre Giorgio Grigioni – abbiamo ritenuto di dare continuità all’iniziativa promuovendo un appuntamento fisso, cui vogliamo dare cadenza annuale, per esprimere la volontà di essere sempre più agenzia educativa in senso globale. Riprendendo una frase del Padre fondatore, il Beato Lodovico Pavoni, che incitava gli educatori a farsi portatori delle ‘Più belle speranze’ ai giovani dell’epoca per educarli a un futuro migliore, abbiamo ritenuto di mantenere questo titolo quale indicazione fissa dei momenti che andremo a organizzare – ha continuato padre Giorgio – che quest’anno saranno imperniati sulla giustizia, non già perché di forte attualità, ma soprattutto perché tassello fondamentale dell’educazione”. “Il tema giustizia e legalità ci sembra che sia sempre più legato al mondo dei minori – ha illustrato il coordinatore delle due comunità educative per adolescenti di Brescia Gianni Tranfa – in quanto sono, oltre che il futuro, anche il nostro presente. Le serate a ingresso libero, che si tengono presso il Teatro Pavoni in via S. Eustacchio a Brescia alle 20.45, iniziano il 26 novembre con un incontro con don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile ‘Beccaria’ di Milano, che dibatte su quanto sia difficile la ricostruzione di un percorso di crescita e di speranza all’interno di un circuito penale per i giovani minorenni. Venerdì 3 dicembre il magistrato presso la Cassazione a Roma, Piercamillo Davigo, affronta le complessità del rapporto tra giustizia e democrazia, letti quali strumenti di controllo reciproco, privi di sudditanza l’uno dell’altro. Il ciclo – ha chiosato Gianni Tranfa – si conclude il 10 dicembre, con Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, che interviene per esporre come sia difficile combattere e sconfiggere la mafia”. “In una città disponibile ad ascoltare, l’Opera Pavoniana ha deciso di investire ampliando il proprio momento educativo a una rete di supporto che va ricercata nella cittadinanza – ha aggiunto il promotore delle varie attività ed educatore in comunità Matteo Pizzoli – perché i servizi che offre non possono più rimanere al proprio interno, ma vanno portati all’esterno, dove i ragazzi sono destinati a tornare e ad andare, affinché gli stessi ne possano trarre ricadute positive”. (fr.a.)

Botticino, sabato 27 novembre

Dvd sulla chiesa e mostra sul Papa Presentazione ufficiale per il documentario in dvd sulle chiese parrocchiali di Botticino sabato 27 novembre alle 20.30 nella sala Don Tadini, accanto alla parrocchiale, che gode dei titoli di basilica di Santa Maria Assunta e santuario di Sant’Arcangelo Tadini. Nella stessa occasione viene inaugurata la mostra fotografica con le più belle immagini della visita di papa Benedetto XVI. Intervengono il parroco don Raffaele Licini, don Italo Uberti per Voce Media, il sindaco e l’assessore alla cultura del Comune, rispettivamente Mario Benetti e Clara Benedetti. Il documentario realizzato da Voce Media è parte di un progetto importante che gode del patrocinio della sottocommissione Catechesi attraverso l’arte della diocesi e che intende allargarsi a tutte le parrocchie interessate. Consiste nella realizzazione di un video documentario in linguaggio giornalistico che presenti gli edifici sacri dal punto di vista storico artistico, puntando sull’aspetto religioso ed evangelizzante dell’edificio e sul significato che la chiesa riveste nell’ambito di una comunità. Il dvd dedicato a Botticino racconta le tre chiese parrocchiali della cittadina: la citata basilica, la parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita di Botticino Mattina e la parrocchiale di San Bartolomeo a San Gallo. L’iniziativa si inserisce nel contesto del progetto culturale della Chiesa italiana, teso a valorizzare lo straordinario patrimonio di fede e di arte costituito dalle chiese. Il dvd sulle chiese di Botticino segue quelli realizzati sul Duomo di Montichiari e sulla chiesa parrocchiale di San Paolo a Flero, prime pubblicazioni di una collana che vorrebbe presentare le più importanti chiese della diocesi; in lavorazione un dvd sulla Basilica di San Lorenzo a Verolanuova, autentico scrigno d’arte e di fede. Curatore del progetto è Fabio Larovere, giornalista del settore culturale; la regia è affidata a Claudio Uberti, mentre coordinatore del progetto è don Italo Uberti di Voce Audiovisivi. I testi vengono rivisti da don Giuseppe Fusari, storico dell’arte e direttore del Museo diocesano. Nel caso del dvd sulle chiese di Botticino, che ha una durata di circa 50 minuti, oltre a una presentazione storico artistica dei pregevoli edifici, due dei quali restaurati, vi è un intervento del parroco don Raffaele Licini e pure il significativo contributo di tre storici locali, Giampietro Biemmi, don Sandro Gorni e Michele Busi. Nel dvd pure alcune immagini della consacrazione della visita di papa Benedetto XVI e informazioni su Sant’Arcangelo Tadini. Chi fosse interessato al progetto, può prendere contatti con Voce Media (tel. 03044250); www.vocemedia.it.


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Paesi e parrocchie Città

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Brescia Nasce la nuova sede della cooperativa

Tanti mattoni per il nido del Calabrone Dopo tre anni di vicissitudini e battute d’arresto, oggi c’è un progetto e presto verrà realizzata la nuova casa in viale Duca degli Abruzzi

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a cura di Renato Longhi

motivarsi alla crescita e al cambiamento è stata tradotta nel motto della cooperativa: “Secondo i più eminenti scienziati il calabrone non può volare perché il peso del suo corpo è sproporzionato alla portata delle sue ali. Ma il calabrone non lo sa e vola”. Oggi la cooperativa offre servizi di accoglienza, recupero, prevenzione, formazione, ascolto accompagnamento, interventi di politiche giovanili. L’approccio educativo degli operatori della cooperativa è caratterizzato dalla proposta di progetti che stimolino una crescita e

che valorizzino le potenzialità e le risorse di ciascuno. In questo modo “Il volo del Calabrone” continua trovando nettare nell’amicizia e nell’appoggio di tante persone incontrate, con la ricchezza di tante esperienze e collaborazioni. Ora la cooperativa il Calabrone è impegnata nella realizzazione della nuova struttura in viale Duca degli Abruzzi a Brescia su di un’area di circa 2.900 mq. L’investimento è stimato in 1 milione e 200mila euro, e per finanziare “Il Nido del Calabrone” la cooperativa è da tempo impegnata in attività di raccolta di fondi finalizzati alla sua realizzazione. Perché si cambia casa? Perché la struttura al Villaggio Prealpino, dove il Calabrone è ospitato da 30 anni non è più disponibile. In parole povere c’è stato uno “sfratto” e quindi l’opera deve lasciare libero il terreno su cui sorge.

AGOSTINO MARCHETTO

INSIEME AL TERRITORIO PER ANDARE LONTANO

Dopo tre anni di vicissitudini, oggi c’è un progetto e presto verrà realizzata la nuova casa. Per questo il Calabrone ha lanciato una campagna di raccolta fondi intitolata “Un mattone per il Calabrone”. Un mattone costa 25 euro ed è un segno tangibile di sostegno e di impegno. Si possono regalare più mattoni a misura della generosità di ognuno. Per le offerte si può usare il conto corrente postale 20063228 oppure fare un bonifico bancario sul conto corrente bancario intestato alla cooperativa “Il Calabrone onlus” presso la Bcc di Pompiano e Franciacorta codice Iban IT 91 V 08735 11201 023000230120, indicando la causale: nuovo nido del Calabrone. Per informazioni: Cooperativa lì Calabrone onlus, via Quinta, 8 Villaggio Prealpino – Brescia – Tel 030.2000035 www.ilcalabrone.org.

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Dopo quasi dieci anni nel dicastero della Santa Sede per la pastorale dei migranti, monsignor Agostino Marchetto presenta il bilancio delle sue battaglie nella fedeltà al Vangelo e ai diritti dell’uomo. Sono molti i temi toccati in queste pagine che riguardano la nostra vita e quella di milioni di immigrati nel nostro Paese e in Europa. Quasi un grido d’allarme nella consapevolezza di tante forme di integrazione mancata.

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Era il gennaio 1982 quando partiva l’avventura del Calabrone: all’insegna di fiducia, speranza, e con un po’ di incoscienza, don Piero Verzeletti e un gruppo di persone davano vita a un’esperienza rivolta a persone tossicodipendenti offrendo l’accoglienza in comunità con un supporto che potesse renderli capaci di rapportarsi positivamente a sé e agli altri e di scelte consapevoli e autonome. La convinzione che ogni persona, per quanto tortuoso sia stato il suo percorso esistenziale, abbia in sé risorse per motivarsi o ri-

Don Piero Verzeletti


Paesi e parrocchie Bassa

Brevi

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

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Orzinuovi

In classe si parla di droga e di sicurezza stradale Doppia iniziativa rivolta ai giovani di Orzinuovi. Dopo l’incontro di martedì 23 novembre con gli studenti dell’istituto “G. Cossali” sul problema delle droghe e la presentazione del libro “Vuoi trasgredire? Non farti” di Giorgia Benusiglio, si terrà lunedì 29 al mattino un altro appuntamento sulla sicurezza stradale.

Parco dell’Oglio Nord

I saperi e i sapori del fiume

Pompiano Sabato 27 e domenica 28

Il Patrono tra spiritualità e incontri

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Campane a festa per il patrono di Pompiano. Sabato 27 e domenica 28 novembre, infatti, è previsto un fitto programma di eventi che allieteranno la festività di Sant’Andrea. Nella serata di sabato è in programma una celebrazione vigilare all’interno della quale, come da antica tradizione, l’Amministrazione comunale offrirà al Santo dei ceri rossi, mentre il consiglio parrocchiale donerà dei fiori, rossi anch’essi, in memoria del suo martirio. La serata proseguirà poi con un concerto di canti popolari presso l’auditorium, eseguito dall’associazione “I gnari de ier”. È però nella giornata di domenica che saranno concentrate le principali manifestazioni: alla celebrazione religiosa si affiancheranno infatti esibizioni sportive, come le due gare di abilità ed evoluzioni con biciclette Bmx e una staffetta organizzata in collaborazione con la locale società di atletica, insieme ad altre che sostengono e promuovono le tradizioni locali, come la sagra delle grepole o la sfilata dei trattori

“I saperi e i sapori del fiume”. Questo è il titolo scelto per la sesta rassegna enogastronomica dedicata ai prodotti del Parco dell’Oglio Nord, una realtà che comprende 34 Comuni delle province di Bergamo, Brescia e Cremona affacciati sulle rive del fiume Oglio. La manifestazione annuale si svolge a rotazione in una provincia diversa e quest’anno è la volta di Bergamo (nel Comune di Pumenengo). Nei locali del castello Barbò, che ospiterà gli stand nei giorni di sabato 27 e domenica 28 novembre, vi sarà una forte presenza bresciana: sia per le aziende coinvolte, sia per le personalità che interverranno. Nei due giorni della rassegna sarà possibile assistere sia a presentazioni di diverse esperienze di lavorazione sia a laboratori didattici e degustazioni.

Torbole Casaglia

Deserta l’asta per l’ex scuola Deserta la prima asta pubblica per la vendita dell’ex-scuola elementare di Casaglia. Una nuova asta sarà indetta il prossimo 1° dicembre sulla base del ribasso del 5% per cui dagli originari 820mila la base d’asta calerà a 779mila euro con l’aggiudicazione anche in caso di presentazione di una sola offerta valida. La vendita riguarda l’immobile di proprietà comunale di via Don Salvoni 10 a Casaglia già destinato a scuole elementare e il lotto di terreno attiguo. La vendita s’è resa indispensabile per far rispettare al Comune il patto di stabilità.

di Francesco Uberti

Berlingo

Fine settimana intenso e delle moto d’epoca. Un occhio di riguardo è dedicato anche all’ambiente, con l’inaugurazione dell’impianto fotovoltaico delle scuole medie e la premiazione di un progetto dedicato alle risorse ambientali del Comune. A mezzogiorno, inoltre, si terrà un concerto delle campane, inaugurate lo scorso anno alla presenza del cardinal Re. “A seguito di questo evento, che ha visto anche il restauro del concerto a mano – ricorda il parroco don Carlo Gipponi – si è creato in paese un gruppo campanario, in collegamento con altre associazioni simili del circondario e della bergamasca, che saranno presenti domenica. L’idea è di dare vita a una festa annuale dei campanari”. Martedì 30, infine, data precisa della memoria liturgica di Sant’Andrea, i festeggiamenti verranno conclusi con la celebrazione, alla presenza dei preti della zona, degli anniversari di ordinazione di due sacerdoti pompianesi: don Giuseppe Tomasini festeggerà i 50 anni, mentre don Giambattista Baronio i 40.

Sabato 27 novembre “Punto Ragazzi” in collaborazione con la Biblioteca comunale e il Gruppo Alpini Berlingo e Berlinghetto, organizza la settima edizione di “Fiocchi di Natale”, esposizione natalizia e vendita di piccoli oggetti e decorazioni presso la palestra comunale di via Manzoni. L’appuntamento è dalle 19 alle 22 e domenica 28 novembre dalle 14 alle 19. Durante la manifestazione verrà offerto, dal Gruppo Alpini un ristoro a base di vin brulé, torte, tè e panettoni. Il sabato alle 21 è in programma la premiazione del “Tortarolo berlinghese dell’anno” . Sempre a Berlingo, sabato 27 novembre, alle ore 18, nell’aula magna della scuola “Karol Wojtyla”, la premiazione degli studenti meritevoli vincitori delle borse di studio, e dei ragazzi vincitori del concorso di idee per la nuova scuola secondaria di primo grado e la premiazione dei professionisti vincitori del concorso di progettazione per la nuova scuola secondaria di primo grado. Alle ore 19, nel Centro sportivo comunale di via Manzoni, verrà inaugurata l’esposizione dei disegni del concorso di idee “junior” (quello riservato agli studenti berlinghesi di quarta e quinta elementare e di quelli che frequentano le scuole medie a Travagliato e a Lograto). La mostra aperta sabato 27 novembre fino alle ore 22 e domenica 28 novembre dalle 14 alle 19. (pio)


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Inchiesta La Voce della Bassa Bresciana

Sottovoce

Alla ricerca del nido come riparo Nel 2005 le Ancelle della Carità a Travagliato hanno aperto un servizio che accoglie 60 bambini. A Orzinuovi l’esperienza interaziendale

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Dal 2005 presso la scuola materna gestita dalle Ancelle della CaritĂ  di Travagliato è attivo un servizio di asilo nido. Questa struttura conta ben 60 bambini iscritti, nati tra il 2008 e i primi mesi del 2009. Il nido è aperto dal lunedĂŹ al venerdĂŹ dalle 8 alle 15.45 con la possibilitĂ  di prolungare la permanenza dei piccoli ďŹ no alle 18 e durante tutto il mese di luglio, in base alle necessitĂ  dei genitori. I bambini sono ospitati in una struttura nuova e luminosa, distinta ma comunicante con la scuola materna, nella sede “storicaâ€? di via Napoleone. Gli ambienti inter-

di Elisa Bassini

ni si articolano intorno a un grande spazio dedicato ai momenti di gioco comune. I piccoli sono divisi in tre sezioni con due educatrici ciascuna ed hanno a diposizione tre aule colorate ed accoglienti con angoli destinati al gioco simbolico (far ďŹ nta di cucinare, di apparecchiare, di dar da mangiare alle bambole), al pranzo e al riposo. Durante una giornata-tipo i bambini possono giocare insieme e partecipare in piccoli gruppi alle attivitĂ  nel laboratorio. Oltre alle operazioni di travaso delle granaglie, che permettono di sviluppare la coordinazione moto-

La prima pagina di novembre

ria e di costruire il concetto di forma, i bambini sono coinvolti in giochi di creativitĂ  legati al tema scelto dalle educatrici. L’anno scorso, ad esempio, il ďŹ l rouge scelto per dare continuitĂ  a tutte le attivitĂ , era la musica e i piccoli si sono avvicinati al mondo dei suoni con semplici strumenti creati in laboratorio. L’impegno quotidiano è quello di creare un ambiente confortevole, dove i bambini imparino a relazionarsi tra di loro e con le maestre e sviluppino, attraverso questi giochi, tutte le capacitĂ  dell’area logica, della comunicazione e dell’espressione e di quella senso-motoria. Anche gli asili interaziendali sono delle realtĂ  sociali molto importanti, purtroppo ancora poco diffusi nel nostro territorio. Un bell’esempio arriva da Orzinuovi dove, dal luglio 2006, la cooperativa “La Nuvolaâ€? ha inaugura-

Non solo Travagliato. Quest’anno il Comune di Maclodio ha attivato un servizio innovativo, un asilo intercomunale in collaborazione con le amministrazioni di Berlingo, Lograto e Trenzano. Si tratta di una realtà, unica nel Bresciano, che accoglie bambini dai tre mesi ai tre anni. Nella nuova struttura, intitolata a don Angelo Falardi, i piccoli ospitati sono 10, ma per l’anno prossimo il numero di iscrizioni coprirà tutti i 28 posti a disposizione, cercando di venire incontro ai genitori che lavorano. Questa iniziativa pilota è stata resa possibile grazie alla sinergia di quattro diversi Comuni, in un percorso non sempre facile, ma orientato al contenimento dei costi nei sempre piÚ magri bilanci comunali.

to l’asilo nido “Nonna NinĂŹâ€?. Questa esperienza è nata inizialmente all’interno della cooperativa, dove la maggioranza della forza lavoro è costituita da donne e si è poi allargata alle aziende del territorio. Il nido, aperto dalle 7.30 alle 18, cerca di venire incontro alle mamme che lavorano a tempo pieno o part time. La capienza della struttura può arrivare a 27 posti e i bambini ospitati hanno un’etĂ  compresa dai tre mesi ai tre anni. La struttura di via Convento Aguzzano si articola in 250 mq di ambienti interni, attorno ad un open space multifunzionale strutturabile a seconda delle esigenze educative e comprende spazi per il gioco e per le attivitĂ , per il pranzo, camere separate per i neonati e per i piĂš grandi e un grande giardino esterno. L’asilo ha ottenuto la certiďŹ cazione di qualitĂ .

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“L’Iride” di Castelcovati

La migliore foto è di Piero Beghi A Piero Beghi, presidente del circolo Lambda di Ghedi con l’opera “Shoahrock”, va il premio di “Migliore autore assoluto”, al concorso fotografico organizzato dal gruppo “L’Iride” di Castelcovati. Il circolo ghedese ha aggiunto il premio conquistato all’ottavo Palio dei Circoli Fotografici, intitolato alla memoria di Pierino Lancini, scomparso qualche anno fa. Numerose sono state le immagini finaliste, due delle quali hanno ottenuto una segnalazione. Autrici Edda Mazzoni e Laura Uberti anch’esse di Ghedi.

Un’iniziativa di Slow food

“Bio in tavola” dal 26 novembre

Montichiari L’inaugurazione l’8 dicembre

Il Presepe raccontato con le sculture

T

Torna come ogni anno la mostra dei presepi che per il 2010 vede l’attività congiunta dell’amministrazione comunale, dell’associazione Amici del Presepe di Vighizzolo guidata da don Claudio Vezzoli, del Gruppo Arte della Casa Bianca e di diversi artisti locali. “Quest’anno abbiamo voluto fare qualcosa di diverso, pur nello stesso importante contesto cristiano – afferma il sindaco Elena Zanola – e così, oltre all’esposizione di splendide sculture legate al presepe e alla Natività, avremo la possibilità di partecipare al concorso indetto dal Movimento cristiano lavoratori, a cui aderiranno sia i gruppi in mostra sia le scuole cittadine e chissà che a vincere non sia proprio un presepe di Montichiari”. Tornando alla mostra, ricordiamo che essa sarà inaugurata mercoledì 8 dicembre alle ore 11 nella Galleria civica della Pro loco per poi rimanere aperta sino all’8 gennaio. Come si diceva, in esposizione ci saranno circa una trentina di opere tra sculture e quadri raffiguranti i personaggi del presepe oltre ai lavori realizzati dal

di Federico Migliorati

Gruppo Arte e dai volontari dell’associazione Amici del Presepe. Sarà un’occasione, insomma, per ritornare a dare importanza a questa festa, cuore pulsante della cristianità che a Montichiari non cessa di avere significato, attenzione e tutela. E giusto per non smentirsi sottolineiamo che l’amministrazione comunale ha programmato per il 9, il 10 e l’11 dicembre la consueta visita ai presepi in tutti i plessi scolastici cittadini, dagli asili nido alle scuole superiori: “Assieme a noi amministratori – afferma il sindaco – avremo i parroci con in testa l’abate mons. Gaetano Fontana che avrà modo, per la prima volta da quando è giunto a Montichiari, di osservare quanto siano ancora vivi, e io dico per fortuna, l’amore e l’attenzione dei bambini verso ogni forma di spiritualità cristiana a partire proprio dal presepe”. Con questa iniziativa, inoltre, le scuole riceveranno dal Comune un assegno da utilizzare per le necessità didattiche, una consuetudine che, in tempi di crisi, non può che far piacere.

Ritorna il 26 novembre 2010 la terza edizione di “Bio In Tavola”, la manifestazione enogastronomica organizzata da “La Buona Terra”, associazione di produttori biologici lombardi in collaborazione con Slow food Lombardia e Regione Lombardia. Un’occasione ghiotta per celebrare la cultura del prodotto biologico nei migliori ristoranti della provincia che per l’occasione proporranno dei menù speciali utilizzando i prodotti delle aziende bio-certificate del territorio. Nei weekend dal 26 al 28 novembre e dal 3 al 5 dicembre, si cercherà di unire il mondo della ristorazione con quello dei produttori biologici grazie alla creazione di un circuito enogastronomico di 17 ristoranti che proporranno una serie di menù speciali appositamente studiati per l’evento e rigorosamente a base di materie prime bio. Nella nostra provincia, il numero degli operatori bio a marzo 2010 risulta pari a 183, quattro in più rispetto al 2009, a rappresentare il 15,7% del totale regionale. I produttori sono 126, il 17,8% del totale regionale, 120 dei quali producono esclusivamente vegetali, mentre 18 sono attivi esclusivamente nel settore dei prodotti animali. Gli ettari della provincia coltivati biologicamente sono 1103 ovvero il 5,4% del totale regionale. L’allevamento riscuote i numeri più alti: 25716 avicoli, 119 ovini, 59 suini e 106 bovini. Per la lista completa dei ristoranti partecipanti all’iniziativa, per informazioni sui menù e per le aziende de “La Buona Terra” si rimanda all’indirizzo online www. biointavola.org. (g.d.m.)

Incontro promosso dal Criaf

Possibili risposte al disagio “Nuove emergenze sociali ed educative: quali strumenti per contrastarle?”. Il convegno che si è svolto il 13 novembre presso il Piccolo Teatro di Manerbio ha avuto come filo conduttore l’analisi dei temi del disagio e del malessere che giovani e adulti vivono a diversi livelli (individuale, familiare e sociale) nella società odierna. A partire da eventi di cronaca che coinvolgono adolescenti, famiglie e scuole e dall’analisi dei bisogni rilevati dal Criaf (Centro riabilitazione infanzia adolescenza famiglia), sono state sviluppate delle considerazioni per comprendere i cambiamenti che la società sta attraversando, per comprenderne le dinamiche e per trovare risposte al disagio. L’obiettivo è stato quello di discutere sull’emergenza e riflettere sulle azioni dei Comuni dell’Ambito distrettuale 9 programmando azioni future volte a potenziare la rete di alleanze tra servizi, scuola e famiglia. Nello specifico il Criaf ha attivi sul territorio sportelli di ascolto psicopedagogico presso le scuole primarie e secondarie di primo grado e di consulenza e mediazione familiare presso i Comuni di Ghedi, Manerbio e Verolanuova. Lo sportello consulenza e mediazione familiare (per i 20 Comuni dell’Ambito 9) ha effettuato dal 2004 al 2010 1177 consulenze; lo sportello psicopedagogico rivolto alle scuole secondarie di primo grado ha fatto nell’ultimo anno 1394 consulenze tra alunni, docenti e genitori.


Paesi e parrocchie Valtrompia

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Tavernole Pubblicazione

“Altra Storia” per un quadro variopinto Con il quarto volume (un’opera di 23 autori) del Lions Club si conclude la storia globale sognata negli anni 70 da mons. Antonio Fappani

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Quando nell’aprile 2006 al Forno Fusorio di Tavernole il Lions Club Valtrompia allora guidato da Bruno Bossini presentò l’iniziativa , mons. Antonio Fappani lo definì “un sogno che si avvera”: si dava il via a un’opera globale sulla Valle Trompia, dopo tante “microstorie” pubblicate negli ultimi trent’anni da Comuni, parrocchie ed enti vari. E don Antonio ricordava “l’iniziativa vagheggiata e non concretizzata” già negli anni Settanta con l’amico socio del Lions prof. Luigi Zampedri che si era messo a girare archivi per mezza Europa. Ora l’ope-

di Edmondo Bertussi

ra, quattro volumi per quasi 2000 pagine, apparato complessivo di oltre 1500 fotografie e un centinaio di studiosi e ricercatori direttamente coinvolti, è compiuta: a Sarezzo mercoledì scorso è stato presentato “Valtrompia nell’Altra storia-donne, uomini, comunità tradizioni”. Come per i precedenti tre (Valtrompia nell’Arte,Valtrompia nella Storia,Valtrompia nell’Economia), il Lions Club Valtrompia l’ha realizzato insieme Comunità montana e Fondazione civiltà bresciana, sponsor la Bcc Banca della Valtrompia, e lo edita la Compagnia della Stampa

Massetti Rodella Editori: un pregevole volume 21x29, stampa a colori, rilegatura in brossura filo refe. Un’opera più che mai “corale” di ben 23 autori: guardano alla società valtrumplina nel suo complesso quotidiano, alle radici nascoste. Il titolo “Altra Storia” ne è felice sintesi: un quadro fatto di tante sfaccettature, letture della realtà con le diverse sensibilità, un “arazzo che nel suo continuo mutare trova il suo fascino” come scrive la curatrice Francesca Bossini, nella prefazione dove, ringraziando tutti, sente il dovere di citare i consigli di mons. Fappani, la collaborazione di Massimo Galeri, l’aiuto del personale del Sistema archivistico di Valle Trompia, la ricerca fotografica di Franco Ghigini, “il contributo silenzioso ma importante di tutti coloro che ci hanno aperto i loro archivi di immagini.” Si può dire che nulla è

Concesio, Associazione Eva

Il pannolino lavabile è vincente Continua a farsi strada il progetto “Pannolino amico”, ideato dall’Associazione Eva di Concesio e partito ufficialmente nel luglio 2009, puntando sulla reintroduzione del pannolino lavabile. “Il progetto – dice la dr.ssa Maria Braibanti, presidente dell’associazione è frutto di una convenzione recentemente rinnovata con i Comuni di Concesio, Villa Carcina, Sarezzo, Gardone Val Trompia, le rispettive farmacie comunali più la farmacia Lazzari di Concesio. “Oltre alla minor incidenza economica (risparmio per le famiglie nell’ordine dei 1.500/2.000 euro) e al benessere del bambino (diminuzione delle dermatiti), si mette in pratica un maggior rispetto per l’ambiente con l’azzeramento degli 850 chilogrammi di rifiuto (indifferenziato) che ogni bambino produce nell’arco dei tre anni di utilizzo del normale pannolino usa e getta. Inoltre, non sbiancati col cloro ma all’ossigeno attivo, i pannolini lavabili non vanno nel cassonetto, perché dopo i 500 lavaggi ‘di vita’ si trasformano in ottimi panni per le pulizie domestiche”. Ogni kit è costituito da 24 pannolini interamente tessuti in cotone cinese e da tre mutandine fatte in 95% di cotone immerso in poliestere per mantenerne l’impermeabilità. “Il processo – illustra Domenica Troncatti, assessore ai

Servizi sociali del Comune di Concesio – funziona così: dal Comune mandiamo una lettera alla famiglia del neonato per spiegare l’iniziativa, la famiglia passa dall’associazione, la quale rilascia il buono da consegnare in farmacia e poi segue le mamme che decidono di adottare il pannolino lavabile, monitorando la situazione e verificando che il prodotto venga usato”. Per i bambini che aderiscono al progetto i pannolini sono gratis, mentre al pubblico il kit viene venduto a circa 125 euro, spesa inferiore all’acquisto di pannolini usa e getta usati per i tre anni d’incontinenza infantile. “La prova del nove – precisa la presidente Braibanti – l’abbiamo avuta dai positivi riscontri di mamme super-impegnate che avevano già provato l’usa e getta. Dopo aver fatto loro compilare un diario, sono diventate addirittura sostenitrici del progetto: ne è uscito che il cambio richiede pochissimo tempo, il pannolino è estremamente pratico e non bisogna fare lavatrici aggiuntive. In tutta la Valtrompia abbiamo sinora distribuito 214 kit, con adesioni che a Concesio riguardano il 38% dei neonati, 34% a Villa Carcina, 33% a Sarezzo e 24% a Gardone”. Info sul sito www.associazioneeva.org o contattare i numeri 030.3454901 e 3392033594. (a.a.)

dimenticato, dal ritrovarsi con la musica, al rapporto con la natura, a quella rete “altra” (purtroppo oggi lacerata) formata da donne, bambini anziani che in vincolo di solidarietà e rifugio dopo la fatica quotidiana del contadino-operaio ne hanno affiancato lo sviluppo industriale tumultuoso tra Otto e Novecento, alla emigrazione e immigrazione sud- nord degli anni 60/70 (Lumezzane-Nave) e recentemente straniera con caso emblematico Lodrino, mutuo soccorso e movimento operaio, associazionismo cattolico. Una citazione per tutti: “Parrocchie e società” firmato da don Mario Trebeschi. Ma entrare nel dettaglio è riduttivo: il libro è significativa strenna natalizia per tutti. Informazioni: Virginio Novali, Lions Club Valtrompia - tel. 3356816344 o email: virginio.novali@ mecnova.it.


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Paesi e parrocchie Valle Camonica

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Darfo Boario Terme 1 e 2 dicembre

Gleno: il ricordo 87 anni dopo Per i 20 anni della Cooperativa sociale Csc, viene proposto un monologo teatrale sul crollo della diga che cambiò la storia di due valli montane

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Ci saranno oltre mille persone ad assistere al monologo “Gleno, 1 dicembre 1923” realizzato e interpretato da Emanuele Turelli, in programma mercoledì 1 dicembre alle 20.30 e in replica giovedì 2 dicembre alle 9.30 nella sala dei “Cinquecento” di Boario congressi. La cooperativa sociale Csc ha voluto puntare sul lavoro del giornalista bresciano per offrire alle due valli, in occasione del suo 20° di fondazione, un momento dalla grande forza emotiva. Ricordare, a 87 anni esatti dallo svolgersi dei fatti, il crollo della diga del Gleno che portò morte e

distruzione nelle due valli è sembrato essere l’elemento di congiunzione di questi plurimi legami. La rottura del muro di contenimento della diga, che avvenne alle 7.15 di sabato 1° dicembre del 1923, provocò la fuoriuscita di sei milioni di metri cubi di acqua che dilaniarono prima la Val di Scalve, poi la Valle Camonica, sfiorando Angolo e distruggendo Mazzuno e Corna di Darfo. Le vittime furono oltre 500. La serata dell’1 dicembre sarà aperta dalla proiezione di un videoclip che ripercorre i 20 anni di Csc e ne traccia gli elementi distintivi. La rappresen-

tazione di “Gleno, 1 dicembre 1923” è stata possibile grazie al contributo della Fondazione comunità bresciana onlus e alla collaborazione di “Secas” e dei Comuni di Darfo Boario e Angolo Terme. Csc nasce nel 1990 come cooperativa di produzione lavoro. Attraverso l’organizzazione di un corso di formazione europeo, Csc, crea in Valle Camonica uno dei primi centri italiani operanti nella realizzazione di sistemi informativi territoriali e nella produzione di cartografia digitale, nel quale vengono impiegati giovani diplomati e laureati. Il salto di qualità arriva nel 1997, quando Csc traduce in una precisa idea progettuale l’intuizione iniziale: diventa una cooperativa sociale e si sperimentano i primi progetti di telelavoro a tempo pieno in ambito regionale. Nei primi 20 anni in Csc sono passate decine

di persone appartenenti alle categorie svantaggiate che hanno trovato nella cooperativa un’occasione di rilancio personale e professionale e decine di giovani che hanno trovato in Valle un’occupazione stabile che altrimenti li avrebbe portati lontani. Nel 2007 da un’idea di Csc nasce la cooperativa sociale “Il leggio” che si occupa di servizi culturali (biblioteche, archivi, eventi). Attualmente Csc svolge i propri servizi, oltre che dalla sede della cooperativa a Ceto, anche dalle sedi decentrate presso i propri clienti e utilizzando, per soggetti svantaggiati, la dinamica del telelavoro. Oggi ha 27 dipendenti, 19 donne e 8 uomini. Il 58,8% di tali soggetti appartiene alle categorie previste dalla legge 381/91. Si tratta di persone con disabilità fisiche o con problematiche sociali alle spalle.


Brevi

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Edolo

Agnoli: cuoco shomano 2010 Il vincitore della targa “Cuoco shomano 2010” è lo chef Vittorio Agnoli, del ristorante “Da Vittorio” di Edolo, che vince il premio con il piatto “Taglioline del guerriero di fiume”. Il punteggio è stato totalizzato sommando il voto della giuria tecnica col gradimento espresso dalla clientela. La giuria tecnica era composta fra gli altri da: Gian Luigi Bontempi (presidente della cooperativa vinicola “Le Rocche dei Vignali); Micio Gatti e Stefano Viganò (“Pennini graffianti”); Nini Giacomelli (direttore artistico “Dallo sciamano allo showman”).

Distretto culturale

“Book Safari”: a scuola di lettura

Paspardo Istituiti dei punti raccolta

Il Consorzio della castagna si amplia

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Il Consorzio della castagna nasce, nella primavera del 1996, a Paspardo, paesino della Valle Camonica, posto a 1000 metri sul livello del mare. La fondazione della struttura è un’iniziativa della locale amministrazione municipale e di un gruppo di privati cittadini, accomunati dalla volontà di attivare un forte processo di rivalorizzazione di quel grande patrimonio che appunto rappresentano i castagni della vallata dell’Oglio; di recuperare la tradizione della castagna anche a fini agrituristici; di creare opportunità occupazionali e sviluppo di specifiche competenze professionali; di contribuire alla riqualificazione ed alla salvaguardia delle aree montane. L’attività operativa del Consorzio riguarda pertanto la promozione di interventi di risanamento, conservazione, valorizzazione produttiva e commerciale dei castagneti esistenti e di sviluppo di nuove aree a castagneto. Il tutto da ottenersi tramite: la filiera del bosco (potatura risanante, conservazione e sviluppo delle

pagina a cura di Ermete Giorgi

piante, interventi di sistemazione funzionale, interventi di pulizia del sottobosco, sfruttamento commerciale del legname); la filiera della castagna (raccolta e acquisto del frutto, selezione, trattamento, collocamento del fresco sul mercato, trasformazione in prodotti derivati); attività di agriturismo (“Il Castagnolo”); altre attività collegate (professionalità, competenze). Nel corso degli anni, al prodotto principale si sono affiancati: biscotti, farina, castagne secche e persino un liquore estratto dai marroni. Presidente è il brenese Walter Sala: In questi ultimi giorni, per la campagna di raccolta 2010, il Consorzio ha istituito vari punti di raccolta del prodotto a: Rogno, Artogne, Esine, Paspardo, Malonno, Paisco, Sonico. Le castagne verranno pagate immediatamente al momento del conferimento; il loro prezzo varia a secondo della pezzatura dei frutti ed è quello adottato al mercato ortofrutticolo di Brescia. Ogni punto raccolta sarà dotato di un listinoprezzi aggiornato.

Il Sistema bibliotecario e il Distretto culturale della Comunità montana organizzano “Book Safari 2011”, un torneo di lettura dedicato alla scuola primaria e “Viaggio nel mondo del libro”. Per “Book Safari” l’obiettivo è quello di avvicinare e appassionare i ragazzi al mondo della lettura, attraverso un approccio ludico e divertente. Ogni anno il Sistema bibliotecario redige quattro bibliografie dedicate ad altrettanti macro-generi (libri che fanno ridere, brividi e mistero, temi sociali, fantasy e avventura), acquista una serie di titoli e li distribuisce alle scuole partecipanti al torneo: una volta terminata la competizione, i volumi utilizzati diventano patrimonio delle biblioteche camune e sono disponibili al prestito. La gara si svolge attraverso sfide tra classi (ognuna di esse giocherà su una determinata serie di libri) e nel corso delle semifinali verranno organizzati degli stimolanti incontri con gli autori. Alle tre classi vincitrici verranno assegnati libri in premio. “Viaggio nel mondo del libro” è un’attività rivolta ai bambini delle scuole primarie per far conoscere tutte le fasi e le professionalità coinvolte nella pubblicazione di un libro, le parti di cui è composto, i luoghi in cui trovarlo. In seguito a queste attività, nelle edizioni passate sono stati riscontrati una frequentazione più assidua delle strutture bibliotecarie presenti sul territorio, nonché lo sviluppo del senso critico e della creatività dei piccoli partecipanti. Tra gli strumenti utilizzati per questa iniziativa spicca “La valigia”, uno strumento di lavoro donato dalla fondazione Arnoldo Mondadori, che contiene tanti giochi quante sono le fasi della realizzazione di un libro, favorendo l’apprendimento di nozioni attraverso lo svago.

Breno

La primaria rimessa a nuovo Un immobile scolastico rimesso a nuovo. Si tratta dell’edificio che ospita studenti della scuola primaria secondaria, da qualche settimana tornati sui banchi. Il Comune di Breno ha provveduto all’operazione, con un investimento di 100mila euro, finanziato al 50% dalla Regione. Il municipio ha rifatto le pavimentazioni in “Pvc” dei vari piani delle struttura (aule, uffici e corridoi) e ritinteggiato gli spazi comuni dei corridoi e delle scale. I bei colori delle pareti sono stati scelti con la consulenza artistica dell’insegnante Rosaria Medici. I lavori, iniziati appena terminate le lezioni del giugno scorso, si son protratti per tutto il periodo estivo. Senza dubbio, l’intervento più urgente era quello della palestra comunale, utilizzata per tutto l’anno e davvero malconcia da troppo tempo. Le opere di decorazione artistica sono state eseguite grazie a volontari. Il Gruppo sportivo dell’oratorio brenese “San Valentino” s’è fatto carico dei lavori come segno di riconoscenza verso l’amministrazione comunale, che da sempre concede l’utilizzo gratuito della struttura sportiva per le attività delle varie squadre. L’assessore all’istruzione Bruna Zampatti ha sottolineato: “Era un intervento più che urgente, soprattutto per motivi di sicurezza non rimandabili”.


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Paesi e parrocchie Sebino Franciacorta

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Castegnato Il 27 l’inaugurazione

Una Centrale per 1300 case Nel Comune arriva il teleriscaldamento, progettato e realizzato da Cogeme

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Produrre calore ed energia elettrica per la comunità ma in una maniera ambientalmente sostenibile. Con questo scopo è nata in via Risorgimento la Centrale di teleriscaldamento di Castegnato, un impianto fortemente voluto dall’Amministrazione comunale, progettato e realizzato da Cogeme spa. Si tratta di uno dei primi casi di cogenerazione in Comuni mediopiccoli e non in una grande città con molteplici vantaggi sia per i cittadini che per l’ambiente. Viene definito un impianto “verde”, a servizio di una comunità locale da sempre attenta alla qualità della vita e all’ambiente. Sostituisce le tante piccole caldaie delle abitazioni, consente un controllo continuo e massimizza l’uti-

Giuseppe Orizio

lizzo del gas metano. L’inaugurazione è fissata per sabato 27 novembre alle ore 11 presso l’impianto. Dopo la benedizione di mons. Gaetano Bonicelli, arcivescovo emerito di Siena, e il parroco don Renato Firmo, intervengono: il sindaco Giuseppe Orizio, il presidente di Cogeme Gianluca Delbarba, il direttore generale di Cogeme Paolo Saurgnani e il geologo Fabio Molinari. Al termine della presentazione il personale tecnico di Cogeme fa da guida nella visita dell’impianto. L’obiettivo complessivo della realizzazione è quello di abbassare i costi e concorrere a raggiungere il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni inquinanti previste dall’Unione Europea nel cosiddetto pacchetto clima. Quanto

è costata l’opera? L’investimento complessivo è stato di 4 milioni di euro: 1,8 milioni di euro per l’impianto. Entrerà a pieno regime nella stagione 2014/2015. Dopo lo start up, il teleriscaldamento alimentato dalla centrale si estenderà per oltre quattro km. In particolare coprirà il fabbisogno energetico di 1300 abitazioni e di nove strutture pubbliche. Va così in pensione la centrale provvisoria che dal 2007 forniva riscaldamento alle scuole elementari. Per il Sindaco è chiara la scelta di rendere “più sostenibile” la qualità della vita. Ma come funziona la centrale? È a cogenerazione: si brucia metano e si ottiene calore che viene e verrà distribuito lungo i 4 km del Comu-

ne. Sostanzialmente non muta la bolletta, ma non ci saranno più i costi “domestici” dell’installazione della caldaia e, quindi, della successiva manutenzione. Di pari passo si muovono anche una maggiore sicurezza e soprattutto un minore inquinamento. Sembra, inoltre, che in questa zona ci siano i presupposti per un ulteriore sviluppo. energetico: il sottosuolo riserva delle potenzialità per centralizzare la produzione di calore da fonti energetiche rinnovabili a zero impatto ambientale. Anche perché Cogeme ha ottenuto dalla Regione l’autorizzazione esclusiva per studiare il territorio e per sviluppare il calore del suolo. Ci sono segnali positivi per una svolta geotermica.

Brevi

Palazzolo

Rovato

Le facce della violenza contro le donne

Bertoli recita San Paolo

In occasione della Giornata internazionale per l’abolizione della violenza contro le donne, la Commissione per le pari opportunità di Palazzolo, presieduta da Selina Grasso e con il sostegno di tutta l’Amministrazione comunale, lancia il convegno “Le tante facce della violenza contro le donne”. Si svolge nella Sala civica del Municipio dalle 9.30 di sabato 27 novembre e vede come relatori: la dott.ssa Annalisa Voltolini, medico, già consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità, la dott.ssa Bruna Marzi, psicologa, e il dott. Fabio Casati, avvocato; moderatrice l’avv. Chiara Ghidotti della commissione del Comune di Palazzolo. Gli interventi saranno intervallati da filmati e da letture teatrali sui vari aspetti della violenza a danno delle donne: la violenza fisica che in molti casi sfocia nell’omicidio, la violenza sessuale come lo stupro e le molestie, la violenza psicologica come le intimidazioni, lo stalking. Hanno assicurato la loro presenza anche delegazioni delle Superiori di Palazzolo e di Chiari.

In occasione dell’Anno paolino, padre Ermes Ronchi ha riscritto, attualizzandole, alcune lettere di San Paolo. Nacque l’idea di ridurre il tutto ad una rappresentazione in forma di monologo. Alle sette missive sono state aggiunte altrettante cornici narrative che ricostruiscono l’itinerario geografico e il cammino di fede di Paolo, presentato, nella finzione scenica, dal suo discepolo Luca. Ne scaturisce uno spettacolo restituito con intensità dalla recitazione di Luciano Bertoli, che è anche curatore della regia e dell’allestimento. Il 27 novembre lo spettacolo sarà replicato nella chiesa dell’Annunciata dei Servi di Maria sul Monte Orfano di Rovato alle ore 20.45. Padre Ermes introdurrà la serata.


Paesi e parrocchie Garda Valsabbia

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Polpenazze Domenica 28 novembre

Un secolo di storia tra i bambini La fondazione “Asilo Infantile Maffizzoli”, associata all’Adasm Fism, festeggia il centenario dell’istituzione con una giornata dedicata

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Un secolo di storia. Non capita di frequente che un’istituzione in campo educativo raggiunga un simile traguardo. Domenica 28 novembre a Polpenazze del Garda è in programma una grande festa per celebrare una realtà che nel tempo ha accolto, formato e fatto crescere più generazioni. La Fondazione “Asilo Infantile Maffizzoli” festeggia il centenario della scuola che cent’anni fa veniva istituita con Regio Decreto di Vittorio Emanuele III. Le cronache del tempo ricordano che la benefattrice Margherita

di Luigi Zameli

Crescimbeni Maffizzoli con testamento aveva lasciato i suoi beni per creare un asilo che accogliesse tutti i bambini, soprattutto i più bisognosi, per i quali era sempre “…pronto un piatto di minestra”. L’asilo ancora oggi, a distanza di tempo, offre un grande servizio alla comunità e alle famiglie del paese e dei paesi limitrofi. Domenica 28 novembre la festa inizierà con la Santa Messa animata dai bambini dell’asilo e celebrata da don Angelo Chiappa, assistente ecclesiastico dell’Adasm Fism di

Brescia. Successivamente tutta la comunità, accompagnata dalle note della Banda “Marchiori” di Polpenazze del Garda, raggiungerà la scuola per assistere alla presentazione del libro di Gabriele Bocchio “I primi cento anni della scuola materna “Asilo Infantile Maffizzoli” e alla declamazione della poesia scritta per l’occasione dalla poetessa Marisa Salodini. Saranno presenti, fra gli altri, anche il presidente dell’Adasm Lorenzo Albini e i vicepresidenti Piero Reghenzi e Martino Massoli: la scuola, infatti, è associata all’Associazione degli asili e delle scuole materne, di cui condivide i principi ispiratori. I servizi per l’infanzia rispondono al progetto educativo elaborato nei primi anni Novanta del secolo scorso dal prof. Remo

Salò

Il bandito Zanzanù in un libro “Riviera del Garda tra ‘500 e ‘600 - Liturgie di violenza lungo il Lago” è il titolo del volume che viene presentato, con il patrocinio della Comunità montana Parco Alto Garda Bresciano e il Comune di Salò, con un convegno dalle 9.30 alle 12.30 presso la sala dei Provveditori presso il Palazzo comunale di Salò. Tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento la riva occidentale del Garda fu caratterizzata da un intenso e diffuso fenomeno di banditismo, espressione sia della specifica situazione economica e politica che caratterizzava la Magnifica Patria della Rviera, che del più accentuato controllo esercitato da Venezia nei confronti di fenomeni sociali ritenuti pericolosi o eversivi. I conflitti tra gruppi e parentele si manifestarono all’insegna di liturgie di violenza, che si costituivano come un vero e proprio sistema ordinatore sul piano politico e sociale. Il volume, curato da Claudio Povolo, raccoglie gli atti del convegno “Assassinio nella cattedrale. Chi ha ucciso il podestà di Salò”. L’omicidio del podestà Bernardino Ganassoni, compiuto nel duomo della città gardesana il 29 maggio 1610, fu attribuito al bandito Zanzanù. Al con-

vegno intervengono: Giovanni Pelizzari (”Faide familiari e lotte intestine in Riviera”), Claudio Povolo (“Un crimine imperfetto. L’omicidio del Podesta di Salò”), Piergiovanni Mometto (“Gli ultimi giorni di vita di Zanzanù”), Alessandra Sambo (“Il banditismo alla fine del Cinquecento, tra faide locali e poteri centrali”), Giuseppe Zordan (“Nel regno di Zanzanù”). Il fenomeno del banditismo ha visto in prima fila la vicenda di Giovanni Beatrice, soprannominato Zanzanù. La sua vita contrassegna emblematicamente le trasformazioni che investirono la figura del bandito tradizionale, espressione dei conflitti locali, trasformandola in quella del fuorilegge perseguito inesorabilmente dalle leggi dello Stato. Nella prima parte della pubblicazione sono contenute le liturgie di violenza che contrassegnano la società dell’epoca e sono illustrate alla luce delle interrelazioni politiche che avevano come fulcro Salò. Gli interventi della seconda parte si soffermano sulla biografia lunga del noto fuorilegge: il suo mito e la sua immagine sono state veicolate dall’ex voto del santuario della Madonna di Montecastello.

Sissa. Un progetto che rivisto mantiene ancora la sua attualità e che intende l’educazione come azione volta a promuovere lo sviluppo della persona attraverso la testimonianza dei valori, la parola, la competenza professionale del personale educativo, l’opera della famiglia e della comunità. Resta esplicita l’ispirazione cristiana quale elemento costitutivo dell’identità: ogni scuola ovviamente fa proprio questo progetto, declinandolo in modo specifico sulla propria realtà. Tornando alle celebrazioni, seguirà il pranzo, durante il quale ci sarà una simpatica sorpresa per i bambini presenti con un intrattenimento fatto per loro. La celebrazione del centenario si conclude con un concerto della Minibanda di Polpenazze del Garda.


LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Cultura e comunicazione

Università cattolica Convegno nazionale

Letteratura e religione in una società secolarizzata

leombruno@lavocedelpopolo.it

Giuseppe Lupo

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di Giuseppe Lupo

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Uno dei generi narrativi più originali del Novecento è il filone dei “vangeli apocrifi”: romanzi che ripercorrono, riscrivendola o reinventandola, la vicenda terrena di Cristo, dal felice evento dell’Annunciazione al frangente cruciale della Passione. L’insieme di queste opere non solo restituisce un ruolo di centralità alla Bibbia, ma proietta l’esperienza evangelica ai primi posti di un’ideale classifica fra gli argomenti destinati a nutrire la fantasia degli scrittori. A monte di questa scelta potrebbero aver influito le parole che stanno a conclusione del Vangelo di Giovanni: “Ci sono molte cose che ha fatto Gesù, le quali, se fossero scritte a una a una, non so se il mondo stesso potrebbe contenere i libri che si dovrebbero scrivere” (Gv 21,25). Questi romanzi, dunque, sarebbero il racconto che di ciò che ancora non è stato scritto, un racconto non più effettuato da testimoni diretti ma da chi, sia pur lontano nel tempo, ha deciso di dare risposta alla celebre domanda posta da Cristo ai suoi apostoli: “Ma voi chi dite che io sia?” (Mt 16, 15). Sono almeno tre le tipologie a cui obbediscono gli autori dei “vangeli apocrifi”. La prima si può definire “modello Papini” e consiste nella ri-

Nell’aula magna Tovini dell’Ateneo di via Trieste si è tenuta una “due giorni” sul tema “La ricerca del fondamento”. Presentiamo qui una riflessione che l’autore, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea, ha tenuto in forma più ampia nel corso del pomeriggio del secondo giorno di incontri sul tema “Vangeli apocrifi del Novecento”

scrittura agiografica, fedele quindi al testo dei sinottici, dell’intera vita di Gesù. Questa linea inizia con la “Storia di Cristo” (1921) di Giovanni Papini e comprende “Lo sguardo di Gesù” (1948) di Riccardo Bacchelli, “Volete andarvene anche voi?” (1969) di Luigi Santucci, “La vita di Gesù narrata da sua madre” (1976) di Cesare Angelini, “Cominciò in Galilea” (1995) di Stefano Jacomuzzi e “Vita di Gesù” (1999) di Ferruccio Parazzoli. La seconda prende le mosse dal “Quinto evangelio” (1975) di Mario Pomilio: libro costruito su un’idea che travalica i Vangeli canonici, teso a dimostrare l’esistenza di un quinto Vangelo, sconosciuto e misterioso, sintesi degli altri quattro. Il capolavoro di Pomilio introduce il bisogno di reinterpretare i fatti nel segno di quei testimoni che hanno preso parte alla vicenda terrena di Cristo e ne fanno un resoconto, sia pur parziale o trasversale. I romanzi che fanno parte del “modello Pomilio” prediligono, per esempio, il punto di vista di Giuda (“La Gloria” di Giuseppe Berto, 1978; “Trenta denari” di Ferruccio Ulivi, 1986; “Vangelo di Giuda” di Roberto Pazzi, 1989) o di Maria Maddalena (“L’adultera” di Giuseppe Conte,

2008) o di Pilato (“Non vi amerò per sempre” di Giancarlo Marinelli, 2008) o di Lazzaro (“La camera alta” di Ferruccio Parazzoli, 1998) o del buon ladrone (“Il ladrone” di Pasquale Festa Campanile, 1977), di Giuseppe (“Per amore, solo per amore” di Pasquale Festa Campanile, 1983) o della Madonna (“In nome della madre” di Erri De Luca, 2007). Questi libri sono (o cercano di essere) il Vangelo mancante, narrato da un punto di vista parziale o periferico, spesso da figure scomode. Mentre la prima e la seconda tipologia riscrivono e reinterpretano il testo sacro, la terza lo attualizza collocandolo nel tempo contemporaneo. I libri di questa serie presentano vicende dove il racconto dei sinottici agisce come una matrice profonda e sotterranea, e si ispirano all’opera teatrale di Diego Fabbri, intitolata “Processo a Gesù” (1955): una pièce dove Gesù viene ricondotto dinanzi a un tribunale dei nostri giorni per essere di nuovo giudicato. Al “modello Fabbri” appartengono “Getsèmani” (1980) di Sergio Saviane, “Indagine sulla crocifissione” (1982) di Ferruccio Parazzoli, “Prete salvatico” (1989) di Pasquale Maffeo, “Parabola” (1995) di Raffaele Crovi.


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Cultura e comunicazione Incontri

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Giuseppe Avati, in arte Pupi, nasce a Bologna il 3 novembre 1938. Si laurea in scienze politiche ma il suo sogno, fin da bambino è il cinema. Frequenta corsi di regia e si cimenta con la macchina da presa. Nel 1968 debutta nel lungometraggio “Balsamus, l’uomo di Satana”. Con “Una gita scolastica” (1983), il racconto di una gitapremio di alcuni studenti del liceo, mette definitivamente a punto il suo stile personale. Sono tantissimi negli anni i film diretti, a fianco dei quali scrive anche sceneggiature e romanzi. Nel 1983 con “Noi tre” vince il premio speciale per i valori tecnici alla Mostra di Venezia e nel 1989 con “Storie di ragazzi e di ragazze” vince il David di Donatello per la migliore sceneggiatura. Gli ultimi lavori al cinema sono “Il papà di Giovanna” (2008), “Gli amici del bar Margherita” (2009), “Il figlio più piccolo” (2010) e “Una sconfinata giovinezza” (2010)

PUPI AVATI Il regista dall’occhio cristiano

L

La incontriamo qui a CortoLovere, dove è presidente di giuria. Oggi è più facile avvicinarsi al cinema da registi, perché la tecnica e la tecnologia rendono più semplice il lavoro; si è persa la capacità di andare a bottega? Gli strumenti hanno avvicinato quello che può essere il cinema inteso in senso amatoriale, il cinema della domenica. Tutto quello che noi non potevamo permetterci, perché la pellicola, sia essa 8mm, super8, 16mm, costava carissima e quindi prima di fare un’inquadratura ci pensavamo sempre almeno 10 minuti. Oggi con il digitale si gira qualunque cosa, anzi. Questo ha facilitato fin troppo anche tutti coloro che

di Mauro Toninelli

non hanno un minimo di talento, di vocazione, di mondo espressivo da raccontare e da dire, e li ha spinti ad esibirsi cinematograficamente, tra virgolette e scritto tutto minuscolo, ritenendo di fare delle cose che poi capita mi mandino. Una volta mi mandavano le sceneggiature e i soggetti, adesso mi mandano i dvd. Si nota quanta indulgenza ci sia, quanto pensino di avere realizzato delle buone cose ma spesso il risultato è alla videoclip: insieme di immagini, molto sonoro, titoli di testa e di coda curati moltissimo, si autocitano molto, ma nel contenuto la storia e il resto è spesso molto fragile. Il festival CortoLovere ci ha dato modo di vedere 19 lavori di un buo-

nissimo livello. Io credo che tutti meritassero di far parte di questa pattuglia. Quelli più fragili naturalmente erano quelli delle scuole, dei bambini, ma la loro bellezza sta nel fatto che c’è una grande spontaneità e una mancanza di consapevolezza. In alcuni corti, soprattutto in “Clacson” che è il vincente e che ha ottenuto subito l’unanimità generale, c’è una grandissima professionalità. Qual è la situazione del cinema italiano? Secondo me è tutt’altro che negativa. Oggi si fanno 60 - 70 film all’anno e ogni film che si fa ha una ragione d’essere, che abbiano successo o che non abbiano successo. Dietro a ogni film italiano che si fa oggi, c’è un’urgenza, c’è un essere umano che vuole raccontare una storia e che si confronta con la sua visione delle cose e del mondo. Quando ho cominciato io a fare il cinema, 42 anni fa, si facevano 350 film all’anno; di questi ce n’erano forse 20 che era-

no grandi film. Anzi c’erano di sicuro 20 grandissimi film, senza forse. Gli altri 320/330 film erano fatti per fare soldi. Cosa la spinge quando decide di raccontare una storia, a dire “questa è la storia giusta”? Il fatto che attraverso quella storia riesco a dire chi sono diventato in quell’anno. Racconto quella che è la stazione del mio percorso, la stazione in cui mi sono fermato in quell’anno. Quindi una riflessione totale e globale su quella che è la mia espeerienza di vita. Negli ultimi film lei ha raccontato la storia di perdenti, di uomini che sono dei vinti... Sempre, perché io appartengo a quella categoria. Io i vincitori non li conosco, li ho frequentati poco. Il soccombente è colui che è molto più informato sulle situazioni, molto più del vincitore. Il vincitore vive l’ebbrezza, si autocelebra, è distratto, si ubriaca. Il perdente invece, in


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CortoLovere XIII edizione nella Sala della Comunità “Crystal”

Il Luccio d’oro a “Clacson” di Kuroha Era l’ultimo sabato di settembre del 1998 quando, da Los Angeles, giungeva a Lovere Maria Grazia Cucinotta per tenere a battesimo il festival del cortometraggio “oscarino”. Così si chiamava alla nascita la kermesse cinematografica, perché era stata concepita con la stessa formula del premio Oscar, solo al diminutivo perché si tratta di cortometraggi. Il nome e la statuetta (l’Oscar a cui è stata tolta la spada e messo tra le braccia un luccio) sono rimasti fino al 2007, anno in cui il fratello maggiore statunitense ha diffidato la Fondazione Domenico Oprandi, che organizza il Premio, dall’utilizzare nome e logo. Così “oscarino” diventa “CortoLovere”, mantiene la stessa formula e si consolida maggiormente come uno dei festival più ambiti a livello internazionale. Il presidente onorario è il cartoonist di fama mondiale Bruno Bozzetto mentre il presidente di giuria cambia ogni anno. Così nelle undici edizioni del festival hanno assunto questo ruolo, Cochi e Renato, Maurizio Nichetti, Lina Wertmüller, Renzo Martinelli, Enzo Iacchetti, Enrico Lo Verso, Alessio Boni e altri. Scopo della manifestazione è di promuovere la cinematografia dei giovani; dare dignità e visibilità al cortometraggio; creare un archivio di opere da conservare nel tempo; promuovere le opere dei giovani autori locali. Tante sono le sezioni riconosciute: miglior film, soggetto, fotografia, colonna sonora, film di autore bergamasco, prodotti dalle scuole di cinema e da istituti scolastici, miglior film web, premi speciali del presidente di giuria e del pubblico in sala ed ogni anno altre sezioni si possono aggiungere. Alla fine di settembre 2010, presso la Sala della Comunità “Crystal” di Lovere, sul lago d’Iseo, ha avuto luogo la XIII edizione di “CortoLovere”. Per questa edizione alla presidenza di un gruppo di esperti è stato chiamato il noto regista Pupi Avati.

un incontro di box, quello che va giù, è quello che poi per tutta la vita si ricorda qualsiasi cosa, attimo per attimo, microsecondo per microsecondo, nanosecondo per nanosecondo, come è andata e come è finito a terra. Quello che ha vinto il match dopo un attimo lo rimuove. Lei viene spesso definito regista cattolico; penso soprattutto per esempio a “Il cuore altrove”... Non credo sia grave! No, anzi. Volevo chiederle cosa vuol dire fare il regista, raccontare una storia con quest’ottica? Vuol dire cercare di stare vicino all’essere umano, voler bene all’essere umano. Ho scritto un romanzo che si chiama “Il papà di Giovanna” e l’ho dedicato alle persone che vogliono bene alle persone perché secondo me questo mestiere lo si può fare anche volendo bene alla gente. Non è detto che debba essere sempre un racconto cinico, anche se ne “Il figlio più piccolo” racconto una storia dolorosa, però insomma c’è sempre una pietas, una vicinanza a quelle che sono probabilmente le motivazioni che hanno indotto questo essere umano a sbagliare; non sono mai con il dito puntato. Non sono capace a farlo, perché mentre sto puntando un dito passo davanti a uno specchio e dico: “Perché? Chi mi ha dato il diritto di giudica-

re queste persone?”. Io il cinema di denuncia non lo so fare e non voglio imparare a farlo. Le Sale della Comunità, come il Crystal di Lovere, in cui si svolge anche il festival “CortoLovere”, i vecchi cinema parrocchiali che la Chiesa sta chiamando in questo modo hanno l’obiettivo di usare il cinema per dare stimoli culturali e di senso per la propria vita. Secondo lei il cinema ne è ancora capace? No. Il cinema purtroppo questo problema non se lo sa più porre, perché non c’è più il senso del prossimo. Il prossimo è uscito dal mondo dell’interlocuzione, è diventato l’altro, che è una cosa diversa da prossimo. E allora, proprio questo rapporto cambia. Ci si imbarazza; addirittura si trovano forme di definizione come buonista; il buonismo è deprecato e subito una cosa diventa buonista. Si è arrivati a rendere cattiveria sinonimo di intelligenza: cioè più sei cattivo, più sei intelligente; più sei cinico e più sei acuto. Sono tutte degenerazioni di una società che vive nella conflittualità perenne e nel parassitismo. Ci sono un’infinità di esseri umani che vivono parassitariamente sugli eventi. Pensi quanta poca gente fa le cose e quanta gente campa su quei pochi che fanno le cose: soltanto osservando gli opi-

Per il miglior film e la miglior colonna sonora: “Clacson” di Tak Kuroha (Luccio d’oro) per la capacità di sintesi di un racconto teso che unisce creatività e professionalità; miglior fotografia: “Sunny Side” di Ivano Fachin (luccio d’oro) per l’utilizzo del bianco e nero a denunciare il dramma dell’omologazione del mondo; miglior soggetto e premio giuria popolare: “Il Pomodoro” di Alessio Angelico perché racconta in modo surreale e ironico la quotidiana lotta dell’uomo occidentale contro la burocrazia; miglior film straniero: “Rebus” di François Vogel, perché unisce originalità e abilità tecnica alla preziosità delle immagini; miglior film istituto scolastico e scuola di cinema: “La buccia di banana” dell’Istituto comprensivo di Bienno (Alborella d’oro) per l’entusiasmo e la semplicità con cui i bambini di terza elementare sono riusciti a trasmettere il messaggio ecologico della raccolta differenziata; miglior “corto” per la televisione: “K conjog-chapter” di Francesco Lettieri. Come le stelle degli Oscar lasciano la propria impronta sulla via delle star, così anche a Lovere, sul lungo lago, si possono vedere le impronte delle star che negli anni sono state presidenti della giuria, impronte ovviamente corredate dai loro nomi. La manifestazione internazionale si svolge nella Sala della Comunità “Crystal” della parrocchia di Lovere, organizzata dalla Fondazione Domenico Oprandi. L’iniziativa è uno dei fiori all’occhiello della programmazione della Sala di Lovere (paese in terra bergamasca ma diocesi di Brescia) e, di fatto, ogni anno ne apre la stagione. Nella stagione fanno la parte del leone la stagione teatrale, ricca di spettacoli e personaggi di alto livello: quest’anno Loretta Goggi, Kledi Kladiu, Carlo Tedeschi, Catherine Spaak e Carlo Giuffrè. A fianco anche le altre iniziative di cinema per ragazzi e di qualità. Informazioni sul festival di cortometraggio al sito www.cortolovere.it mentre tutte le informazioni sul Crystal al sito www.teatrocrystal.it.

nionisti, i sociologi, gli psicologi, gli psichiatri. Quanti parassiti. Anche i critici. A cosa servono queste categorie? Non fanno niente; producono soltanto parole, producono soltanto occasioni di rammarico e di conflittualità. Enfatizzano perché vivono di questo. Se non ci fossero continuamente dei conflitti, delle liti e delle polemiche chi comprerebbe il giornale? Questo è uno sciacallaggio che si fa dei pochissimi che invece lavorano. Io sono uno che lavora quotidianamente e continuamente e mi rendo conto di quanta zavorra ci portiamo appresso e di quanto è diventato pesante. Una volta con 350 film all’anno i critici in Italia erano 25, al massimo 30. Provi ad andare adesso a Venezia a vedere quante persone sono accreditate per andare a dare i voti e fare le pagelline sulle testate internet, siti... Ognuno è diventato giudice e giudicano quei pochi che fanno le cose. Secondo me, in un’altra intervista l’ho già detto, ci vorrebbe un anno sabbatico in cui tutte queste persone per un anno vengono pagate però non chiediamo il loro parere, ce lo risparmiano e ci lasciano liberi di agire impunemente, senza dover transitare sotto queste forche caudine. Per il suo lavoro quanto pesano i pensieri dei critici, le recensioni e le loro parole. Quando lei

fa un film si preoccupa di questi giudizi? Sì, perché sono ancora una persona legata a queste liturgie, a questi rapporti. Vedo ancora nel giudizio di queste persone un po’ la commissione del mio esame di maturità di quando ero ragazzo e che mi ha rovinato tutta la mia giovinezza. Questi qua continuano perennemente a incombere, non si sono mai tirati via e sono ancora là. Non è mai diventato reversibile, non c’è reprocità: non ho mai potuto io a dare i voti a loro. Si dovrebbe provare, un anno lo faccio io e un anno lo fai tu. In molti degli ultimi film che ha girato lei ha avuto degli attori che solitamente hanno ruoli comici, ma che riescono molto bene con lei a fare ruoli drammatici. Il passaggio dall’attore comico a ruoli seri e drammatici è molto semplice. L’attore comico ha dentro di sé queste corde, queste ottave da suonare che allargano la sua tastiera, che si estende facilmente. È molto più difficile per un attore drammatico diventare comico. Per la vera comicità occorre un grandissimo talento. Si nasce comici e non lo si diventa. Quello che faccio io non è poi questa grande cosa; viene molto apprezzata ma non è poi così difficile come sembra. Tutti gli attori comici sono dei disperati in realtà.


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Cultura e comunicazione Famiglia

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“Nel migliore dei casi ci si illude che cura, protezione e affetto bastino allo svolgimento del compito educativo, invece c’è vera educazione quando chi sta crescendo viene introdotto dalla qualità della persona del genitore ed educatore, dalla sua presenza, dall’esempio e dalla parola al senso del mondo e della vita, alla capacità di distinguere il bene dal male e di assumere le decisioni conseguenti, all’apertura all’altro con la capacità di stabilire relazioni autentiche

Associazioni Il XIII Congresso dell’Age a Roma

L’educazione introduce al senso della vita e del mondo

I a cura di Renato Longhi

“II primo servizio da rendere ai genitori consiste nel prepararli e formarli al loro compito”, aiutandoli a “continuare a crescere” perché “solo chi si lascia animare dal desiderio di crescere ancora può aiutare altri a farlo”. Con queste parole mons. Mariano Crociata, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, è intervenuto alla giornata conclusiva del XIII Congresso nazionale dell’Associazione italiana genitori (Age) sul tema “Genitori in crisi di... crescita! La gioia di vivere insieme la responsabilità educativa” (Roma, 12-14 novembre). Per mons. Crociata, “il nostro tempo conosce considerevoli difficoltà in questo ambito, poiché spesso la carenza sta proprio nella inadeguatezza dei genitori al compito educativo”. Nel migliore dei casi, infatti, “ci si illude che cura, protezione e affetto bastino allo svolgimento di un così delicato servizio, invece c’è vera educazione quando

chi sta crescendo viene introdotto dalla qualità della persona del genitore ed educatore, dalla sua presenza, dall’esempio e dalla parola al senso del mondo e della vita, alla capacità di distinguere il bene dal male e di assumere le decisioni conseguenti, all’apertura all’altro con la capacità di stabilire relazioni autentiche”. Il Segretario della Cei ha ricordato che “dobbiamo portare con noi come un binomio inscindibile e programmatico perseveranza e salvezza” perché “rimanere fedeli sino alla fine è cammino che introduce nella salvezza”. Tre le indicazioni suggerite dal presule: in primo luogo, “dobbiamo ritenere che una proposta educativa adeguata ha bisogno di svolgersi in un orizzonte che chiamiamo escatologico” perché l’educazione “introduce al senso del mondo e della vita, avvia un percorso di maturazione che, oltre le tappe di un ragionevole completamente umano, rimane

aperto all’infinito”; in secondo luogo, “apprendiamo che solo in un clima di fiducia e di speranza è possibile svolgere il compito educativo e percorrere il cammino della crescita umana e credente”. Infine, ha concluso mons. Crociata, “raccogliamo l’invito di San Paolo a lavorare con tranquillità, ad apprezzare e promuovere il valore dell’impegno ordinario quotidiano” guidati dalla perseveranza che “non è il ripiego dei frustrati, ma la forza di chi sta osando l’impresa, poiché in essa si annida l’energia divina che dà riuscita e pienezza definitiva all’esistenza”. Dopo aver ringraziato i “tanti amici che ho conosciuto e che, prima di me, danno da anni ore preziose del loro tempo gratuitamente all’associazione”, Davide Guarneri, presidente nazionale dell’Age, ha ribadito la necessità di vivere “dando il massimo di sé e della propria disponibilità, senza attaccamento emotivo al ruolo, ma con passione civile


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L’impegno dentro casa

Tra lui e lei tre ore e 40 minuti di differenza Tre ore e 40 minuti. Questa è la differenza, tra uomini e donne, rispetto al tempo mediamente dedicato al lavoro familiare. Lo afferma l’Istat nella terza edizione dell’Indagine sull’uso del tempo. La distanza degli uomini dalle donne rispetto all’impegno domestico indicherebbe il divario da colmare per stabilire una parità nella divisione dei ruoli nelle coppie. Ridistribuire il lavoro familiare potrebbe essere una chiave essenziale verso la ricerca del loro benessere, ma richiede il riconoscimento di un cambiamento culturale formidabile all’interno delle famiglie italiane, che si sta lentamente affermando con la crescita del grado di istruzione del nostro Paese e con la maggiore presenza femminile nel mondo del lavoro. Assumere una diversa responsabilità rispetto alla famiglia è la via per costruire un modello alternativo di quello ormai defunto che certificava la rigida separazione dei ruoli tra i sessi. Purtroppo, però, si assiste a una battuta d’arresto, denuncia l’indagine che rileva la lentezza del cambiamento. Infatti mentre sei anni fa si riscontrava una significativa riduzione dell’asimmetria tra i compiti domestici, rispetto alla prima rilevazione Istat sui tempi di vita, quella del 1988-1989, nell’ultima rilevazione non si riscontrano grandi cambiamenti, se non tra le coppie dove le donne sono occupate e le coppie con figli. Inoltre si può rilevare anche come la diminuzione di impegno dentro casa non si traduce in una maggiore disponibilità di tempo personale, anzi si sostiene che la strategia del contenimento

e tensione etica”. Per la missione associativa, Guarneri, che durante il Congresso è stato confermato alla presidenza dell’Age, ha auspicato la costituzione di un “Consiglio nazionale rappresentativo, rinnovato, all’altezza delle sfide che lo attendono” dove “le associazioni numericamente più consistenti si faranno carico di portare in consiglio associazioni più esigue” e “il Nord voterà il Sud, il Sud voterà il Nord”. A quanti operano all’interno dell’associazione, la richiesta è quella di avere “sguardo aperto sul mondo e sui ‘mondi’ che la complessità del nostro tempo ci propone, sfidando le nostre capacità: penso al-

la globalità dei media, penso alle politiche familiari, ambientali, sociali”. È importante, secondo Guarneri, una “corresponsabilità educativa” che “giunga in ogni provincia, in ogni paese” per “realizzare reti che accolgano e sostengano le famiglie, i genitori rimasti soli, o più deboli, i poveri di ogni genere, i più sfortunati” perché “l’impegno per gli ultimi e per chi soffre non potrà che migliorare tutti”. L’attenzione per i genitori di ogni nazione e cultura si concretizza, ad esempio, con il progetto Age Extra che identifica la prima realtà associativa in Italia formata da genitori extracomunitari. Alla “serie di cose

ISTITUTO “SANTA DOROTEA” SCUOLA PARITARIA Educazione e cultura a servizio della vita per una crescita integrale della persona SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO LICEO LINGUISTICO EUROPERO 3^ LINGUA: SPAGNOLO Stage all’estero - Stage in azienda CONVITTO Via Madre Cocchetti, 5 - Capodiponte (BS) Tel. 0364.331016 - Fax 0364.331260 E.mail: sdorotea@doroteedicemmo.it - Sito: www.scuolasantadorotea.it Giornate scuola aperta: Sabato 18 Dicembre 2010 ore 14.00 - 18.00 Sabato 22 Gennaio 2011 ore 14.00 - 18.00 e in altri momenti contattando la scuola telefonicamente

del lavoro domestico si riversa esattamente nel lavoro retribuito. Si può cogliere così un’analogia con i loro partner che godendo di più tempo (quelle fatidiche tre ore e 40) non le impiegano per loro stessi se non in lieve misura, anche loro finiscono solamente per lavorare di più. Così dietro la differenza di coppia sul tempo disponibile per la casa si può vedere un’altra questione rispetto al benessere familiare. In questi ultimi sei anni emerge una invasività del tempo lavorativo, che sottolinea la scarsa capacità del sistema italiano a integrare due fondamentali diritti e doveri dell’uomo e della donna: quello di costruire una propria famiglia e quello di partecipare al mondo della produzione. Ancora una volta si dimostra che la conciliazione dei tempi diventa un elemento essenziale su cui investire per permettere alle coppie di costruire nel corso della loro vita un nucleo familiare. Lo ha anche ribadito la Conferenza nazionale della famiglia dove il Forum delle associazioni familiari ha sottolineato l’importanza di “promuovere una cultura del lavoro attenta al tema della genitorialità e della conciliazione da considerare come veri e propri diritti esigibili da tutti i lavoratori superando la situazione attuale che finisce spesso per penalizzare le donne, soprattutto se mamme”. Pacificare il mondo del lavoro con il mondo familiare non è soltanto una questione di superamento di barriere ideologiche, ma aiutare le persone ad affrontare in modo più sereno i veri problemi della quotidianità. (Andrea Casavecchia)

fatte”, Guarneri aggiunge “un elenco di cose ancora da fare: un nuovo sito web, strumenti per migliorare sempre più la comunicazione e accrescere il numero dei contatti e dei soci, ma soprattutto percorsi di formazione e incontro fra presidenti di associazione, regione per regione, in un piano sistematico che nel triennio scorso abbiamo abbozzato, sperimentando il piacere e la qualità dell’incontro”. Il “contributo qualificato” che l’Age potrà offrire alla società è quello di una proposta che ricordi come “la genitorialità è da sostenere sempre, in ogni situazione familiare, promuovendo forme diversificate di forma-

zione dei genitori”. Il futuro dell’Age sarà costellato da ulteriori sfide per una maggiore efficacia educativa, una riappropriazione degli spazi cittadini da parte della famiglia, una formazione specifica sui nuovi media e una qualificazione di piani sempre rinnovati di comunicazione che facciano conoscere l’attività dell’associazione. Il Congresso ha registrato la riconferma, con amplissimo consenso, del mandato presidenziale a Davide Guarneri, 44 anni, di Brescia, sposato con Michela e padre di quattro figli. Insieme a lui eletti 19 consiglieri nazionali, in rappresentanza di diverse realtà locali.

SCUOLA SANTA MARIA DELLA PACE SCUOLA PRIMARIA a tempo prolungato con scuola e mensa Corsi di: Pianoforte, Coro, Computer, Nuoto, Lingue SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO a tempo prolungato con scuola e mensa SABATO LIBERO Via della Pace, 10 - Brescia Tel. 030.3757002 - Fax 030.3750221 Giornate scuola aperta: Scuola primaria: Scuola secondaria di I° grado:

Sabato 11 Dicembre 2010 dalle 15:30 Sabato 11 Dicembre 2010 dalle 17.00


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Cultura e comunicazione Eventi

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Brescia Stagione lirica e di balletto

Miete applausi la Cenerentola del Grande Prossimo appuntamento in cartellone, il 10 e il 12 dicembre, “La Traviata” di Verdi. In gennaio il balletto “Il lago dei cigni”

N

di Marco Bizzarini

Nuovo successo di pubblico, alla stagione lirica del Grande, per l’allestimento della “Cenerentola” musicata da Rossini. La duplice attrattiva di una favola popolarissima e di una musica frizzante ha fatto registrare ancora una volta il tutto esaurito in entrambe le recite. Questa produzione del Circuito lirico lombardo aveva come capofila il nostro teatro e di conseguenza ha debuttato proprio al Grande. Nell’allestimento firmato dalla regista Rosetta Cucchi balzava subito all’occhio la presenza in scena di curiosi personaggi travestiti da topolini (si trattava di tutti i componenti del coro maschile con l’aggiunta di alcune comparse). La rivisitazione della fiaba era ispirata a un criterio metateatrale o di “teatro nel teatro”: si è infatti immaginata una biblioteca accuratamente custodita da topi in cui un libro conteneva appunto la classica fiaba di Cenerentola. I “topolini” sono quindi stati presentati nella doppia veste non solo di lettori di un libro, ma anche di attori direttamente coinvolti nella narrazione fiabesca in quanto

Chiara Amarù, la Cenerentola (nella replica domenicale)

membri del coro: da questo cortocircuito logico nasceva appunto la suggestione del metateatro. L’ambientazione nella biblioteca ha preso avvio fin dalle prime note della celebre Ouverture, eseguita a sipario aperto. Nel complesso l’intero dispositivo scenico ha funzionato molto bene. L’unico dubbio riguarda le luci, un po’ troppo soffuse nelle scene iniziali del primo atto: è vero che Don Magnifico, nella sua spiritosa aria di sortita (a tratti memore della cavatina di Figaro), viene letteralmente tirato giù dal letto dal cicaleccio delle figlie vanitose – con piena giustificazione della scena di un interno notturno – ma la musica di Rossini è un vero tripudio di colori luminosi e questo elemento entrava talvolta in conflitto con la collocazione nel chiuso di una biblioteca. Al contrario è stata efficacissima, e molto rossiniana nello spirito, la trovata di far dirigere a un topolino il famoso sestetto vocale “Questo è un nodo avviluppato” che, sfruttando il momento drammaturgico del “concertato di stupore”, ha dato vita a un irresistibile divertisse-

ment non solo musicale, ma anche scenico. Molto positiva, in generale, la prova dei cantanti, scelti fra i giovani vincitori dell’ultimo Concorso Aslico. Il contralto Chiara Amarù, che ha vestito i panni della protagonista nella recita di domenica pomeriggio cui facciamo riferimento (nella première di venerdì era di scena Carmen Topciu), ha superato in scioltezza tutte le difficoltà tecniche disseminate a piene mani nello spartito, incluse le acrobatiche agilità del Rondò finale. È una voce su cui scommettere. Bene anche tutte le voci maschili, dal Don Ramiro del tenore Edgardo Rocha, in possesso di un timbro perfetto per i ruoli rossiniani, ai bassi buffi Omar Montanari (Don Magnifico) e Serban Vasile (Dandini). Alla testa dell’Orchestra dei Pomeriggi musicali il giovane direttore Giacomo Sagripanti ha saputo restituire con ordine e autorevolezza la vivacità e la verve teatrale della partitura di Rossini, senza dubbio una delle sue più coinvolgenti accanto all’“Italiana in Algeri” e all’immortale “Barbiere di Siviglia”.

Brescia

L’organista Parodi al Mascioni del Santuario mericiano

Giancarlo Parodi

Benedizione e concerto per l’inaugurazione del nuovo organo Mascioni del santuario di Sant’Angela Merici a Brescia. Sabato 27 novembre alle ore 21 la chiesa cittadina sita in via Crispi ospita l’importante evento nell’ambito del calendario degli “Incontri con la musica”, promossi dalla Scuola diocesana Santa Cecilia, con ingresso libero. Protagonista musicale della serata sarà l’organista Giancarlo Parodi, concertista di fama internazionale, interprete di un programma che si muove dal Settecento alla musica contemporanea, tale da valorizzare le caratteristiche del nuovo organo. Quest’ultimo è stato realizzato quest’anno dalla nota famiglia organaria di Vincenzo Mascioni di Cuvio (Varese) e vanta una tastiera da 58 note e una pedaliera da 30, con accessori unione tastopedale e combinazione libera alla lombarda.

La benedizione dello strumento sarà impartita da mons. Vigilio Mario Olmi, vescovo ausiliare emerito di Brescia, e avverrà in forma di “dialogo” con l’organista: spettacolare e originale allo stesso tempo per il fatto che il maestro Parodi improvviserà seguendo temi da lui scelti. Per quanto riguarda il programma, vi sono pezzi di Gaetano Valerj (1760-1822), José Lidón (1746-1827), Carlos Baguer (1768-1808), Niccolò Moretti (1763-1821), Claude Bénigne Balbastre (1627-1799), Felice Moretti (Padre Davide da Bergamo, 1791-1863). Il brano “Elevazione” del bresciano Giancarlo Facchinetti è una prima esecuzione a Brescia: padre Zardini, a cui è dedicato, era un caro amico del m° Facchinetti, insegnante di Musica corale e Direzione di coro al Conservatorio di Verona. Info: www.santaceciliabrescia.it. (f.l.)


Brevi

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Lumezzane

All’Odeon una storia di straordinaria delicatezza

Natalia Titova e Samuel Peron

“In nome della madre” è la storia raccontata da Erri De Luca (Napoli, 20 maggio 1950), di una donna di Galilea, una ragazza come tante, fidanzata a Giuseppe, falegname, destinata a una vita di moglie e madre. Ma un giorno succede qualcosa di strano, appare un angelo, e per lei il destino cambia in fretta. Diventa operaia della divinità che le mette in grembo un figlio, che è figlio suo ma anche il figlio di Dio. Dal titolo di uno dei romanzi più celebri di De Luca, una storia “sacra come una ballata popolare, una stazione lunare scarnificata nelle voci e negli echi della coscienza”. Erri De Luca, recentemente definito lo “scrittore del decennio”, nelle poche pagine del libro pubblicato quattro anni fa, riesce a descrivere la forza, il silenzio e la difficile accettazione di Miriàm di un destino che come madre sente implacabile, al quale non può opporsi ma solo chiedere che avvenga il più tardi possibile. La riduzione teatrale di questa storia sarà in scena al Teatro Odeon di Lumezzane martedì 30 novembre con inizio alle ore 20.45. “Provando in nome della madre” di Erri De Luca e Simone Gandolfo, con Erri De Luca, Simone Gandolfo e Sara Cianfriglia. Info: www.teatro-odeon.it.

PalaBrescia

“Tutto questo... danzando” Martedì 30 novembre alle 21, sul palco del PalaBrescia arriva “Tutto questo... danzando”, spettacolo che ha per protagonisti Natalia Titova e Samuel Peron che abbiamo intervistato. Cosa vedremo al PalaBrescia il 30 novembre? Uno spettacolo fantastico. Siamo sei ragazzi che salgono su una nave e in questa nave ne succedono di cotte e di crude. Ci vedrete ballare e recitare su musiche suonate dal vivo da Angelo Trane e cantate da Mikee Introna e Silvia Mazza. Sei ballerini protagonisti – io, Natalia, Vicky Martin, Roberto Imperatori, Fabrizio Graziani e Samanta Togni – e l’attore Gabriele Marconi. Su questo palcoscenico ne faremo di cotte e di crude. Grazie alla televisione gli italiani hanno potuto conoscere la grande dignità del ballo. Chi ha tratto più giovamento: il mondo del ballo o quello della televisione? Diciamo metà e metà. Il mondo del ballo ha avuto modo di aprirsi delle porte nel panorama italiano e la tv ha avuto modo di fare un programma interessante per i telespettatori. Quali gli ingredienti del successo di una trasmissione televisiva così? Il popolo italiano ama il ballo. Questo è già un punto a favore del programma; altri aspetti positivi: i maestri che insegnano il ballo popolare ai vip, la professionalità di Milly Carlucci, la simpatia di Paolo Belli e della Big Band. Tutto questo ha aumentato l’interesse per la trasmissione. E ha anche favorito l’avvicinamento al ballo? La forza del programma ha riempito le scuole di ballo di persone di tutte le età. L’atteggiamento dei vip nei vostri confronti era reale o dettato dalla mediazione televisiva? Diciamo che i vip che si approcciano alla danza non sono abituati a mettersi anima e corpo nel ballo. Arrivano prendendo sotto gamba la situazione, ma non è così semplice. Devono imparare come si balla e metterci la passione, il ritmo, lo stress e tante altre cose insieme. Il vip deve denudarsi della maschera che si è creato e in molti falliscono l’obiettivo. Chi è costretto a togliersi la maschera e rimboccarsi le maniche diventa intrattabile. Anche voi ormai siete divenuti vip perché la gente vi conosce.Questo ha inciso sulla vostra vita? Tutti noi abbiamo sicuramente avuto maggiore visibilità e di conseguenza abbiamo avuto un forte riscontro personale, professionale e lavorativo. Ciò nonostante ritenerci vip sarebbe esagerare. Abbiamo avuto la fortuna di essere al posto giusto nel momento giusto ma rimaniamo noi stessi.

Erri De Luca

Brescia

Musica per l’Istituto del radio Tradizionale “Concerto d’autunno” per l’associazione “Amici dell’Istituto del radio Olindo Alberti” degli Spedali Civili di Brescia. L’appuntamento è per sabato 27 novembre alle 20.30, nella suggestiva cornice dell’auditorium Santa Giulia di via Piamarta a Brescia. Protagonisti dell’appuntamento musicale intitolato “Da Vienna a Broadway”, il coro della Fondazione Arena di Verona diretto dal maestro Giovanni Andreoli con al pianoforte Patrizia Quarta e la presentazione di Fabio Larovere. Il ricavato della vendita dei biglietti va al sodalizio voluto dall’indimenticato cav. Adriano Marenda per sostenere l’Istituto cittadino e che in questi anni tanto ha fatto per migliorarne le prestazioni e le potenzialità. Info e biglietti presso il negozio Adrian Pam, via San Polo 42, Brescia; tel. 0302306044; info@adrianpam.it. (f.l.)

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Cultura e comunicazione Leggere e conoscere

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Mostra fotografica Alla Wave Photogallery di via Trieste

U

Alcuni scatti per ricordare l’esodo forzato dei tibetani

Una cinquantina di scatti in stampa lambda che raccontano la storia di un popolo dimenticato, attraverso la testimonianza di alcuni sopravvissuti. “Faces of Tibet in exile. Ritratti di una generazione che sta scomparendo” espone le fotografie di Alessandro Molinari, che riprende da vicino gli anziani volti di alcuni tibetani scampati all’occupazione cinese del Tibet del 1959, che costrinse circa 100mila persone a lasciare la propria terra d’origine e a rifugiarsi in India, la quale cercò di garantire una rete di assistenza attraverso la creazione di campi profughi e lo stanziamento di fondi assistenziali. Uomini, donne, bambini,

a

di Luca Bressanini

vecchi, monaci… un omaggio a una generazione che doveva essere cancellata. È attraverso la preziosa testimonianza di costoro che l’artista ricostruisce le drammatiche vicissitudini del popolo tibetano, divenuto un’insignificante minoranza caduta in miseria, una storia fatta di sofferenze e sacrifici che non hanno però impedito loro di conservare il proprio patrimonio culturale. Da notare come alcuni dei personaggi in mostra stringano tra le mani alcuni oggetti, per mostrare allo spettatore quel poco che gli è rimasto. Molinari, che per l’occasione espone le immagini su carta srotolata a mo’ di pergamena, si sofferma sui

Una delle immagini in mostra

volti, omettendo qualsiasi riferimento a luoghi o cose; immortala i personaggi da vicino, conferendo all’immagine particolare espressività. Primi piani malinconici e sofferenti, dai quali però emerge il desiderio di narrare ai posteri il loro dramma, perché non venga dimenticato dalle future generazioni. Un abile lavoro, quello di Molinari, apprezzato anche dal Dalai Lama, il quale definisce il suo lavoro “un omaggio alla compassione che rappresenta il nucleo della cultura e dei valori che noi tibetani ci sforziamo di mantenere vivi”. Un’ulteriore dimostrazione dell’elevato grado di stima raggiunto dall’artista, i cui reportage sul mondo del cinema (Festival di Cannes, di Venezia e di Berlino) vengono pubblicati sulle maggiori testate italiane e internazionali. Proprio la figura del Dalai Lama è il punto di contatto tra la mostra di Molinari e “La scuola dell’esilio. Storie di

educazione nel Tibetan Children’s Village”, altra rassegna presente in galleria in questi giorni. Fu infatti grazie a Tsering Dolma, sorella del Dalai Lama, che nel maggio del 1960 a Dharamsala, venne aperta una nursery per i bambini tibetani, il Tibetan Children Village, che in poco tempo divenne il maggior centro scolastico degli immigrati tibetani in India. In esposizione le fotografie di Melina Mulas, che si sofferma su alcuni momenti di vita dei piccoli profughi tibetani, fotografati tra i banchi di scuola. L’artista, che vive e lavora a Milano, è da anni in contatto col governo tibetano in esilio in India per cui ha realizzato il libro “Il terzo occhio”, dove sono raccolti i ritratti di molti dei principali lama tibetani. Sono i loro volti, spensierati e talvolta sorridenti, l’icona del grido di speranza di un popolo che sta scomparendo. Fino al 30 novembre, da martedì a sabato, dalle 14 alle 20.

Voce Libri

San Carlo LUIGI CRIVELLI ÀNCORA, MILANO 2010, EURO 11,00

“Che sant’uomo, ma che tormento!”. Così pensa don Abbondio del cardinal Federigo Borromeo che lo sta rimproverando. “Che Santo, ma che tormento!” potrebbe essere la frase che caratterizza il profilo di Carlo Borromeo tracciato da Luigi Crivelli. Una biografia essenziale, che si discosta volutamente dall’erudizione e dalla devozione. Con un linguaggio accessibile viene delineata la figura di un uomo austero e determinato, pastore in una stagione tribolata della Chiesa, riformatore battagliero, vescovo esigente, amante della preghiera, devoto della Croce. Un Santo di altri tempi. Forse per questo attuale. Luigi Crivelli (19332007), prete della diocesi di Milano, ricoprì vari incarichi pastorali, fra cui spicca quello di parroco di San Simpliciano (1973-1994), dove realizzò il restauro dell’omonima basilica cittadina. Nel 1984 divenne direttore della rivista “Terra Ambrosiana” e nel 1994 responsabile dell’Ufficio dei beni culturali della diocesi di Milano e anche dell’erigendo Museo diocesano.

La casa di Stefi PIERANGELA BOSIO MASSETTI-RODELLA, ROCCAFRANCA EURO 17,00

“Questa raccolta di racconti è dedicata a tutti coloro che amano gli animali e in particolar modo i cavalli. Non è un manuale di equitazione né una guida sui cavalli, ma semplicemente racconti che narrano d’amore. Spesso userò dei termini poco tecnici e poco specifici per questo chiedo a voi tutti di perdonarmi le imprecisioni e le approssimazioni. I protagonisti di questi racconti sono cavalli reali e molto simili a quelli che ciascuno di noi possiede o ha avuto modo di conoscere. Li vedremo coinvolti in avventure talmente fantastiche da trasformare anche loro in creature magiche e speciali. Spero di far vivere a ciascuno di voi un viaggio meraviglioso in un luogo ricco di emozioni e sensazioni, luogo che ciascuno può trovare vicino alla propria casa. Spero di riuscire anche ad accendere, in coloro che vogliono scoprire la casa di Stefi e le sue magiche creature, il forte desiderio di ricerca perché è possibile trasformare la magia in realtà: basta crederci” (Pierangela Bosio).


LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Calendario delle mostre Fondazione Berardelli, Via Milano, 107 – Brescia Curata da Melania Gazzotti e Nicole Zanoletti, “Innocente. Opere dalla Fondazione Berardelli” presenta alcune opere di Innocente, artista del Nuovo Futurismo, realizzate a partire dagli anni ’80 a oggi. Tra le opere esposte vi sono bozzetti, sculture in lamiera, dipinti e installazioni. Accompagna la mostra un interessante catalogo con testi di Achille Bonito Oliva. Fino al 5 marzo, da martedì a venerdì dalle 9 alle 12.30; sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.30. Galleria dell’Aref Piazza Loggia, 11/f – Brescia “Terre senza tempo. Opere 2005-2010 In&Out Millennium III”, in mostra l’ultimo ciclo di opera realizzate da Riccardo Musoni. Come osserva Fausto Lorenzi, nei lavori di Musoni ci sono meditazioni dell’esperienza dell’informale nell’uso di grumi, pigmenti che salgono sulla superficie come escrescenze, impasti che sottintendono l’immagine di evocazione naturalistica, la quale sembra, a sua volta, dissolversi nella stessa materia di cui è fatta: una ricerca da ultimo naturalismo immerso nella materia pittorica come se fosse essa stessa la terra, il campo di grano, il cratere del vulcano, la pioggia, il vento e la tempesta. Fino al 5 dicembre, da giovedì a domenica dalle 16 alle 19.30. Museo Ken Damy Corsetto Sant’Agata, 22 – Brescia In occasione del 40° anniversario del grande concerto rock che segnò la fine di un epoca, Ken Damy presenta “L’Isola di Wight 1970”, mostra fotografica dedicata all’evento con l’esposizione di inediti scatti vintage realizzati per l’occasione dallo stesso Damy e dall’amico Tito Alabiso. Fino al 18 dicembre 2010, da giovedì a sabato, dalle 15.30 alle 19.30. Museo diocesano Via Gasparo da Salò, 13 – Brescia “Romanino e i pittori anticlassici”. Una mostra dedicata al grande maestro bresciano che nel primo Cinquecento si rese protagonista insieme al altri artisti quali Altobello Melone, Gianfrancesco Bembo, Giovanni de Sacchis (Pordenone), Calisto Piazza e Lorenzo Lotto, affermando la

Adolescenti in bottiglia ERICA VALSECCHI ÀNCORA, MILANO 2010, EURO 12,50

propria indipendenza artistica rispetto al canone classico rappresentato allora da Perugino e Raffaello, Giorgione e Tiziano. Fino al 30 giugno, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Chiuso il mercoledì. Galleria Minini Via Apollonio, 68 – Brescia “Retired Forms”, mostra personale dell’artista croato David Malijkovic, che presenta due film in 16mm. Il primo, realizzato nel 2008 nel museo di Vjenceslav Richter, architetto ed artista del gruppo Exat-51 attivo tra il 1950 e il 1956 a Zagabria, si sofferma su dettagli di sculture metalliche in movimento e su primi piani di giovani – appartenenti alla stessa generazione dell’artista – dall’aria distaccata e immersi in un ambiente astratto-geometrico; il secondo, realizzato nel 2009, è ambientato presso il Memorial Park di Zagabria, il parco dove è installato il monumento dedicato alle vittime della Seconda guerra mondiale realizzato nel 1968. Due filmati nei quali racconta le trasformazioni socio-culturali della sua nazione nel corso degli anni, ponendo l’attenzione sull’analisi di luoghi e monumenti architettonici che solo qualche decina di anni fa avevano un valore storico e simbolico consolidato, e che ora sono spazi degradati e abbandonati. Fino al 2 febbraio 2011, da lunedì a venerdì dalle 10 alle 19.30. Sabato su appuntamento. Aab – Associazione artisti bresciani Vicolo delle stelle, 4 – Brescia “Antonio Gigante. Il muro. Le crepe della memoria”, esposizione che si inserisce nella serie “Monografie di artisti bresciani” ed è curata dal professor Domenico Montaldo. Fino al 1° dicembre, da martedì a domenica dalle 16 alle 19.30. Galleria dell’ombra Via Nino Bixio, 14/a – Brescia “Racconti quotidiani”, presenta le opere di Gábor Szenteleki, giovane artista ungherese i cui dipinti carichi di tensione e di suggestione, con figure in movimento, invitano lo spettatore a meditare sulla potenza dell’espressività al fine di rappresentare i sentimenti dell’uomo. Fino al 14 dicembre, da lunedì a sabato dalle 16 alle 24.

“Prima l’uomo beve un bicchiere, poi il bicchiere beve un bicchiere, infine il bicchiere beve l’uomo” (proverbio giapponese). Così rischia di succedere ai nostri ragazzi, che si avvicinano sempre più presto all’alcol (in media 11-12 anni). Oggi il consumo di bevande alcoliche da parte dei giovanissimi è incentivato da forti pressioni non solo culturali e sociali, ma anche commerciali. Meno vino, più birra e superalcolici. Non più a tavola, ma nei pub, nelle birrerie e nelle discoteche, una volta la settimana. L’alcol è diventato un ingrediente fondamentale della “cultura dello sballo”. In queste pagine adulti (genitori, insegnanti, educatori) e ragazzi troveranno informazioni e indicazioni pratiche per evitare che i giovani affoghino “in bottiglia”. Erica Valsecchi si occupa di disagio giovanile e disabilità fisica e mentale come educatrice/formatrice in centri socio-assistenziali e scuole del territorio. È esperta in percorsi alla genitorialità e in master di formazione per adulti e docenti.

Io e te NICCOLÒ AMMANITI EINAUDI, TORINO 2010, EURO 10,00

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L’evoluzione di una esperienza artistica Con “Dopo Corrente” la galleria Ab Arte ci presenta le opere di alcuni grandi maestri italiani del secolo scorso che, opponendosi alla cultura artistica fascista degli anni ’20’30, che avallava la necessità di un recupero della forma e che vedeva nell’arte classica un modello da imitare, decisero Bruno Cassinari, “Il centauro” di fondare un nuovo movimento artistico, chiamato “Corrente”. Il gruppo, ispirato dalla pittura postimpressionista ed espressionista delle avanguardie, nacque nel 1938 ed ebbe successo nei primi anni ’40, per poi disperdersi. In esposizione opere di Domenico Cantatore, Bruno Cassinari, Piero Gauli, Renato Guttuso, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Gabriele Mucchi, Aligi Sassu, Ernesto Treccani, Emilio Vedova; una ventina di lavori tra litografie, serigrafie, acqueforti, una scultura in bronzo fusa a cera persa e alcuni lavori a tecnica mista, accomunati da un unico tema, la donna, soggetto presente in gran parte delle opere, tra le quali dei “Nudi di donna” di Guttuso, emblema di quel realismo e di quella quotidianità tanto cari al pittore. Un modo nuovo di fare arte, ambizioso di separarsi dall’arte ufficiale pregiudicata dal mondo politico, scrive il titolare della galleria, Andrea Barretta, nella presentazione, e che riunì in due categorie, quella astratta e quella realista numerose figure di intellettuali, poeti, scultori e critici. Una maniera nuova anche di leggere l’arte, che riconosce l’artista come tale inserendolo nel contesto socio-politico. La mostra resterà aperta fino all’8 dicembre, il giovedì dalle 15.30 alle 19.30, il venerdì e sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30. Info su www. abarte.it.. (l.b.)

“Pregando di non beccare nessuno che usciva dal palazzo mi sono infilato nell’androne e sono corso sulla passerella rossa, sono passato accanto all’ascensore e mi sono buttato per le scale che portavano alle cantine”. Inizia così la “settimana bianca” di Lorenzo, quattordicenne introverso e un po’ nevrotico che si prepara a vivere sette giorni di felicità lontano da tutti, in quello scantinato buio e dimenticato ma così accogliente. Sarà la sorellastra Olivia che, arrivando d’improvviso nel suo rifugio con tutta la sua ruvida e cagionevole vitalità, lo riporterà alla realtà. Sarà una scossa brusca e tremenda che lo farà “diventare grande”, e gli insegnerà ad accettare il disordinato funzionamento della vita là fuori: “Tra poche ore sarei uscito da quella cantina. E sarebbe stato di nuovo tutto uguale. Eppure sapevo che oltre quella porta c’era il mondo che mi aspettava e io potevo parlare con gli altri come fossi uno di loro”. (recensione di Luca Bianchetti per conto della Libreria Ferrata)


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Cultura e comunicazione

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Televisione Vero o falso? Reality

L

Al servizio degli interessi del “padrone”

La televisione è il primo mezzo di comunicazione che ha potuto attraversare trasversalmente qualsiasi cultura, interpretando e rielaborando la nostra vita. È una privilegiata “livella”, il metro di misura per calcolare quanto una nazione sia più o meno in contatto con il resto del mondo, con la realtà. Questa porta virtuale aperta verso l’esterno unisce ormai in una fitta rete tutti gli esseri umani. Bisogna solo capire se ciò che viaggia attraverso gli schermi sia utile o, al contrario, dannoso per chi decide di fidarsi di questo medium. Basta verificare quali siano i programmi televisivi più esportati nel mondo, per capire qual è la natura del mezzo. E non bisogna stupirsi se il genere televisivo più diffuso risulta il reality-show. Un esempio su tutti: il format de “Il Grande Fratello” è diffuso in più di 40 nazioni, in tutti i continenti. Da qualche anno la pazzia da reality ha contagiato la vita quotidiana di milioni di telespettatori: siamo stati convinti che la realtà sia finalmente arrivata in televisione. Lo spettatore medio di un reality-show percepisce che il volto del partecipante preferito, prima sconosciuto e ora ammirato dal pubblico, è il suo stesso volto. È il momento della rivincita dei sogni di fama e intraprendenza, sogni vissuti da qualcun altro ma che anche noi possiamo assaporare per riflesso, perché chi sta

di Alberto Averoldi

nello schermo è un solido anello di congiunzione fra due realtà: la nostra vita, intima e quotidiana, e l’invadente circo televisivo. Era necessario che qualcuno preso dalla gente comune rendesse più appetibile il mondo dello spettacolo, avvicinasse la verità alla finzione, fino a confonderle. In un reality tutto può accadere. O almeno tutto ciò che gli autori hanno deciso che debba accadere: perché hanno scelto accuratamente una manciata di partecipanti fra migliaia di aspiranti, scovando il materiale umano che si inserisce perfettamente nella loro ideale sceneggiatura; gli eletti si comporteranno esattamente come ci si aspetta perché sanno di essere spettacolo per il resto della gente. Essi sono contemporaneamente realtà e favola. Un paradosso che si spiega solo se si considera che ormai si tende a vivere e a pensare come se si fosse in tv, i nostri comportamenti sono stati condizionati per anni da quelli appresi dallo schermo, il desiderabile rifugio a metà strada fra realtà e finzione, che col passare degli anni ha sempre più caratterizzato la nostra vita quotidiana. Abbiamo ceduto terreno, abbiamo permesso che la realtà diventasse uno show. Una “spassosa invasione”: e se ora la tv comanda anche nel mondo reale, può esercitare pienamente il suo potere economico, culturale, politico.

SAB La 7, h. 10.50 CHIAMATA D’EMERGENZA Un inedito esperimento di soap opera d’azione: le storie d’amore e gli intrighi di vite private fra i volontari del Pronto soccorso tedesco di Colonia. Dai produttori di “Squadra speciale Cobra 11”. Rai Uno, h. 14.00 EASY DRIVER I motori e il territorio italiano: il programma settimanale di Marcellino Mariucci e Ilaria Moscato, alla scoperta dei nuovi modelli di automobili, testati lungo le strade italiane. Rai Tre, h. 14.55 TV TALK Massimo Bernardini presenta un interessante programma di critica e analisi televisiva. In studio professori universitari e studenti leggono la settimana televisiva e ne commentano le novità. Tv2000, h. 16.10 IL VANGELO DELLA DOMENICA Digitale Terrestre. Rubrica a cura di Marinella Perroni, studiosa delle Scritture. La lettura del Vangelo del giorno dopo, seguita da un breve ma profondo commento.

DOM La 7, h. 11.20 HARDCASTLE & MC CORMICK Telefilm d’azione degli anni ’80. Un ex giudice vive con il rimorso di non aver potuto incastrare alcuni criminali che si sono salvati grazie a cavilli legali... Tv2000, h. 12.15 ANTIVIRUS Digitale Terrestre. Il poeta e giornalista Davide Rondoni presenta una striscia settimanale dedicata alla poesia. In un quarto d’ora scopriremo scrittori italiani e internazionali, stili e nuove avanguardie poetiche. Tv2000, h. 17.00 LA GRANDE MUSICA Digitale Terrestre. Tv2000 propone ogni giorno per tutta la mattina e in tarda serata numerosi concerti di musica classica, realizzati dalle migliori orchestre filarmoniche internazionali, dirette dai grandi nomi della musica. Rai Tre, h. 18.00 PER UN PUGNO DI LIBRI L’attore Neri Marcorè conduce un divertente e leggero quizshow dedicato alla passione per la lettura. Si affrontano due squadre formate da studenti delle scuole superiori.

Current, h. 20.20 PASSAPAROLA L’appuntamento settimanale del giornalista Marco Travaglio è dedicato ai problemi e ai misteri della politica italiana.

Tv2000, h. 21.30 EFFETTO NOTTE – IL CINEMA CHE (CI) PARLA Ottima rubrica settimanale dedicata al mondo del cinema, ai suoi personaggi e alle sue novità. Fabio Falzone ospita in studio esperti del settore, attori e registi...

Cielo, h. 21.00 X-FILES Digitale Terrestre. Telefilm americano che ha appassionato tutto il mondo negli anni ’90, con David Duchovny e Gillian Anderson. Due agenti dell’Fbi sono assegnati a misteriosi casi che hanno a che fare con la sfera paranormale. Lui è un fanatico di avvistamenti Ufo, lei è scettica su molti aspetti del loro lavoro. Storie intriganti e misteri da risolvere. Due puntate a serata.

Rai Tre, h. 21.30 REPORT Le inchieste giornalistiche sull’Italia che il resto dell’informazione preferisce non farci vedere: attraverso interessanti e curati reportage scopriamo chi si cela dietro ai problemi del Paese. Milena Gabanelli coordina un team di esperti giornalisti freelance che girano l’Italia a caccia di problemi e soluzioni.

Sottovoce La trasmissione firmata Fazio-Saviano

Applausi alla prima, fischi alla seconda In merito all’articolo pubblicato la scorsa settimana e intitolato “La qualità premia, ma che fatica mandarla in onda”, è doverosa una precisazione. Il nostro elogio per la forma e l’originalità della trasmissione di Rai Tre “Vieni via con me”, è stato scritto alla luce del grande successo della puntata d’esordio. Per questioni legate alle tempistiche redazionali, l’articolo è stato pubblicato a seconda puntata trasmessa, puntata durante la quale Fazio e Saviano hanno commesso un grave errore: venendo meno all’impegno della trasmissione di raccontare l’Italia nella sua complessità, i due conduttori hanno affrontato un delicato tema di bioetica senza offrire al pubblico un doveroso contraddittorio che presentasse i diversi punti di vista sulla tematica; in tal guisa Fazio e Saviano hanno palesato una

decisa presa di posizione in favore dell’eutanasia. Se i conduttori avessero deciso di dar voce anche a chi affronta la questione con un diverso sguardo sulla vita, questo momento di televisione sarebbe stato decisamente più adeguato. La scelta perentoria e miope dello staff di “Vieni via con me” ha suscitato molte e giuste polemiche. Ferma restando la validità stilistica della trasmissione, ci permettiamo di ribadire che non è accettabile che una grossa fetta di spettatori della televisione pubblica subisca una tale provocazione senza poter esprimere il proprio pensiero. È stata una triste pagina nella breve storia di “Vieni via con me”. Un vero peccato. Ancora di più lo è stato perché certe affermazioni sono venute da Roberto Saviano che da anni si presenta come schierato dalla parte della “verità”.


Telecomando

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

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LUN

MAR

MER

GIOV

VEN

Rai Uno, h. 6.10 QUARK ATLANTE – IMMAGINI DAL PIANETA Brevi documentari su curiosi animali esotici e sui più affascinanti luoghi del pianeta.

Rai Tre, h. 8.00 LA STORIA SIAMO NOI Giovanni Minoli racconta la storia del ’900: i personaggi e gli eventi che l’hanno caratterizzata.

Rete Quattro, h. 8.50 HUNTER Telefilm americano ambientato a Los Angeles: le indagini di Rick Hunter, detective della squadra omicidi della polizia.

Rai Tre, h. 7.30 TGR BUONGIORNO REGIONE Uno sguardo approfondito sulla Lombardia e sulla sua vita pubblica: servizi e reportage ci raccontano la nostra regione.

Rai Due, h. 13.50 TG2 MEDICINA 33 Un appuntamento quotidiano con l’informazione medica: le ultime scoperte scientifiche e i consigli per preservare la salute.

La 7, h. 7.00 OMNIBUS Iniziare la giornata con l’informazione: dopo la rassegna stampa quotidiana i giornalisti della redazione del telegiornale conducono un’interessante arena politica dedicata ai problemi dell’attualità italiana.

Rai Tre, h. 11.00 APPRESCINDERE Michele Mirabella racconta l’Italia e gli italiani, affrontando in ogni puntata un tema quotidiano e comune: oggi capiremo quanto gli italiani siano teledipendenti.

La 7, h. 13.55 LA SFINGE D’ORO Film d’avventura del 1967. Un archeologo statunitense organizza una spedizione nel deserto della Nubia, a sud di Aresh, per trovare la tomba di un faraone, ma presto scopre che alcuni suoi compagni di viaggio sono pronti a tutto, anche all’assassinio, per impadronirsi del tesoro.

Rai Uno, h. 11.05 OCCHIO ALLA SPESA Alessandro Di Pietro ci aiuta a scegliere i prodotti più adeguati al supermercato: al centro di questa puntata i fagioli, ricchi di proteine e vitamine: quale la migliore fra le oltre 300 varietà?

Rai Due, h. 7.00 CARTOON FLAKES Lo spazio dedicato da Rai Due all’intrattenimento dei più piccoli. Una serie di accattivanti cartoni animati di ultima generazione.

Rai Quattro, h. 14.45 LOST In onda le repliche della serie tv che ha rivoluzionato il mondo della fiction tv americana: un aereo precipita su un’isola deserta, ma questo è nulla in confronto a ciò che i superstiti dovranno affrontare. Rete Quattro, h. 21.10 BLACK DOWN – TEMPESTA DI FUOCO Film d’azione con Steven Seagal. Un agente della Cia in pensione viene richiamato in servizio per risolvere un delicato caso: in un ufficio governativo è nascosta una bomba pronta a esplodere…

Sky Cinema Mania, h. 21.00 TALK RADIO Canale Sky 312. Ben architettato dramma psicologico con venature noir diretto nel 1988 da Oliver Stone. Il conduttore di un famoso programma radiofonico a telefoni aperti si imbatte nelle personalità più strane e spesso pericolose. Ma il lavoro viene prima di tutto e il rischio di mettersi in pericolo per le sue affermazioni è molto alto.

Rai Due, h. 21.05 LE CRONACHE DI NARNIA Film fantasy per tutta la famiglia tratto dall’omonimo romando di C.S. Lewis. Inghilterra, Seconda guerra mondiale. Peter e i suoi tre fratelli si trasferiscono in una casa di campagna per sfuggire ai bombardamenti. Lì scopriranno che attraverso un armadio si può arrivare in un mondo incantato…

Rai Storia, h. 21.00 DIXIT BIOGRAFIA La storia dei personaggi che hanno contribuito a cambiare l’Italia e il mondo. La prima parte della puntata è dedicata a Vincenzo Tiberio, uno dei padri della penicillina. Poi scopriremo la vita del beato Pier Giorgio Frassati, giovane torinese che all’inizio del secolo scorso si distinse per le sue opere di carità e per la sua fede vissuta nella quotidianità.

La 7, h. 20.30 OTTO E MEZZO Quotidiano appuntamento con l’approfondimento giornalistico sulle questioni più calde della politica italiana. Conduce Lilli Gruber. Tv2000, h. 21.00 TG TG Il tg dei telegiornali nazionali: in mezz’ora i giornalisti di Tv2000 analizzano le scalette dei tg nazionali appena conclusi e valutano le scelte attuate, insieme a esperti di comunicazione televisiva e sociologi. Italia Uno, h. 23.05 2 FAST 2 FURIOUS Film d’azione del 2003. Seguito del famoso “Fast and furious”. Brian è un ex agente dell’Fbi che lavora per un boss mafioso. Si diletta di corse in auto e guadagna soldi e fama. In realtà la sua è una copertura per infiltrarsi nel mondo delle gare clandestine…

Sky Cinema Italia, h. 21.00 DON CAMILLO Canale Sky 312. Un’epoca d’oro del cinema italiano, quella che ha saputo darci i cinque film tratti dalle opere di Giovanni Guareschi. La vita dell’Italia del dopoguerra, le fatiche e la gioia di vivere con poco, la passione per la politica e il ruolo fondamentale della Chiesa nella quotidianità delle persone. Uno spaccato di storia italiana.

Tv2000, h. 9.00 LA GRANDE MUSICA Digitale Terrestre. Tv2000 propone ogni giorno, per tutta la mattina e in tarda serata, numerosi concerti di musica classica, realizzati dalle migliori orchestre filarmoniche internazionali, dirette dai grandi nomi della musica.

Rai Tre, h. 14.50 TGR LEONARDO Una striscia quotidiana dedicata alla scienza e alle tecnologie d’avanguardia. Le ultime scoperte e le loro applicazioni nella vita quotidiana.

Tv2000, h. 13.00 DANIEL BOONE Digitale Terrestre. Divertente e avvincente telefilm della vecchia scuola. Un pioniere americano vive in ogni puntata incredibile avventure insieme all’inseparabile amico, un indiano Sioux.

Rai Due, h. 16.10 LA SIGNORA IN GIALLO Un classico dei telefilm gialli della tv degli anni ’90. L’attrice Angela Lansbury è Jessica Fletcher, scrittrice di romanzi gialli alle prese, in ogni puntata, con casi d’omicidio da risolvere.

Current, h. 14.15 VANGUARD Canale Sky 130. Reportage d’inchiesta giornalistica realizzati da giovani videomaker che vogliono raccontare realtà che il resto della comunicazione televisiva spesso lascia nell’ombra.

Tv2000, h. 18.30 FORMATO FAMIGLIA Digitale Terrestre. Interessante talk-show dedicato alle famiglie. Arianna Ciampoli e Antonio Soviero studiano la società in cui viviamo e cercano di capire, insieme ai numerosi ospiti, quali direzioni sta prendendo il pianeta famiglia in Italia.

Rete Quattro, h. 21.10 IL PRIMO CAVALIERE L’epopea di Artù, Ginevra e Lancillotto riletta in chiave hollywoodiana dal regista Jerry Zucher, che dirige attori del calibro di Sean Connery e Richard Gere. Il tradimento dei due amanti alle spalle del re di Camelot. Ma una minaccia ben più grande incombe...

Tv2000, h. 20.00 FESTE STORICHE ITALIANE Digitale Terrestre. Pupi Avati presenta una serie di eccezionali documentari che raccontano le principali feste popolari e rievocazioni storiche di un’Italia legata alle sue tradizioni e al suo passato. Un modo per capire la storia del Paese, ricostruita da piccoli ma significativi eventi locali.

Rete Quattro, h. 20.30 WALKER TEXAS RANGER Continuano le avventure dei ranger che a forza di calci e mosse da full-contact tengono pulite le strade americane.

Rete Quattro, h. 23.30 OUT OF SIGHT Film d’azione del 1998 di Steven Soderbergh con George Clooney e Jennifer Lopez. Jack, ladro gentiluomo in fuga dalla prigione, incappa in uno sceriffo federale, la bella Karen. Fra i due è subito attrazione ma la loro opposta posizione è una questione da risolvere. Azione e commedia romantica per gli amanti del genere.


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Cultura e comunicazione Radio e Media

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Musica La cantante ha presentato il suo nuovo disco

I Duetti di Norah Jones

G

Giusto un anno fa parlavamo su queste pagine dell’ultimo album di Norah Jones,“The Fall”. Ora arriva in Italia questo suo nuovo disco “…Featuring”, atteso progetto della cantante e cantautrice americana. Dopo quattro album di inediti, otto Grammy e più di 40 milioni di copie vendute nel mondo con “Come Away With Me” del 2002, “Feels Like Home” del 2004, “Not Too Late” del 2007 e “The Fall”, Norah Jones torna con un disco da collezione: 18 tracce tra duetti e collaborazioni con grandi artisti internazionali tra i quali vere e proprie leggende come Ray Charles, Willie Nelson e Dolly Parton, passando anche per artisti come OutKast e Foo Fighters, Herbie Hancock e Ryan Adams. “È così eccitante, lusinghiero e divertente cantare con qualcuno che ammiro – racconta la Jones –; collaborare con un altro artista ti porta al di fuori delle tue certezze: non sai mai cosa aspettarti”. Le tracce di “…Featuring” rivelano la grande versatilità di questa artista capace di spaziare dal jazz al country, dall’hip hop al rock, partendo dalle primissime registrazioni di Norah Jones (come una versione dei Roxy Music “More Than This” con il chitarrista Charlie Hunter del 2001) fino alle sue più recenti esibizioni come “Little Lou, Ugly Jack, Prophet John” con Belle and Sebastian. “Per molti degli artisti presenti in questo album ho sempre avuto, fin da piccola, una venerazione; molti

di Ricky Barone

sono più giovani di me e altri miei coetanei – prosegue la Jones –. Anche se tutti questi artisti sono così differenti tra loro, è solo mettendo questi brani insieme che si trova il giusto senso”. Un disco quindi che se da un lato non aggiunge nulla di nuovo alla poetica musicale di Norah Jones, dall’altro ci conferma la statura di questa ragazza capace di imporsi sulla scena mondiale grazie alla sua innata eleganza, abbinata a una voce non trascendentale ma comunque ben dosata. A questo aggiungiamo anche la capacità di mantenere in ogni situazione il proprio stile, a quanto pare apprezzato da un numero crescente di ascoltatori. Il fatto

poi di sentirla duettare con artisti dalle matrici differenti è particolarmente gustoso e ci mostra le diverse sfumature della musica di Norah Jones, che si mantiene però ben salda all’interno del proprio tragitto artistico ricco di charme. Il repertorio scelto è bello proprio perché diverso e variegato, presentando anche qualche sorpresa. Personalmente mi colpisce la versione di “More than this”, uno dei classici dei Roxy Music, anch’essi maestri di stile e di eleganza ma lontani culturalmente dai suoni americani di Norah Jones. Segnaliamo che tre dei brani presenti in “Featuring” erano contenuti originariamente in dischi che hanno vinto il Grammy awards come miglior album dell’anno (“Genius Loves Company” di Ray Charles, “River: The Joni Letters” di Herbie Hancock e “Speakerboxxx/ The Love Below” di OutKast) mentre altri brani hanno ottenuto una nomination ai Grammy.

Programmazione LA SANTA MESSA IN TV La S. Messa prefestiva che Teletutto, Telenord e Super TV trasmettono alle ore 18.30 del sabato, è ripresa dalla parrocchia di Santa Maria Assunta in Gussago. LA BUONA NOVELLA Nelle domeniche d’Avvento il commento al Vangelo è di mons Luciano Monari. Da questa settimana ospitiamo la rubrica “Arte per lo spirito” a cura di Carmela Perrucchetti. Il programma, prodotto da VoceMedia e curato da Betty Cattaneo, va in onda anche su Radio Voce Camuna la domenica alle 8; Ecz la domenica alle 15; Radio Claronda la domenica alle 16 (1ª parte) e il lunedì alle 17 (2ª parte); Radio Basilica Verolanuova la domenica alle 10.30 (1ª parte) e alle 13.30 (2ª parte); Radio Ponte Manerbio la domenica alle 12.30; Radio Raphaël la domenica alle 9 (1ª parte) e alle 13 (2ª parte). VOCE MATTINA Il contenitore condotto da Marco Vignoletti si arricchisce di nuovi appuntamenti. Ogni lunedì alle 11.15 “Voce ai bresciani”: sondaggi per le vie della città sui temi del momento con Elisa Bassini. Tra le altre rubriche, “A tu per tu” con la psicologa Anna Grasso Rossetti, “I mille volti di Brescia” con Giacomo Danesi, l’immancabile spazio dedicato al cinema e un costante contatto con la redazione giornalistica per raccontare “in presa diretta” ciò che accade in città e provincia.

La copertina dell’album

Live Appuntamento al Latte +

Tornano a Brescia i “Tre allegri ragazzi morti” Il nome è tutto un programma, il paradosso è alla base del loro successo. I “Tre allegri ragazzi morti” sono uno tra i gruppi rock italiani più apprezzati dalle nuove generazioni, grazie a una maturazione graduale del loro suono, nato negli anni ’90 negli scantinati di Pordenone e sviluppatosi poi attraverso alcuni dischi decisamente interessanti, supportati da video accattivanti. Ma è soprattutto in concerto che i Tarm riescono a dare il massimo, sotto la spinta di Davide Toffolo, cantante ma anche bravissimo e affermato disegnatore. La band torna dalle nostre parti sabato 28 novembre (ore 22.30 al “Latte +” in via Di Vittorio in Zona industriale - ingresso 10 euro - info 3282550096) per un concerto che sarà aperto dai Lost in Elevator, rock band emergente di Venezia. I Tre allegri ragazzi morti dal “vivo”, nascosti dietro le loro improbabili maschere, garantiscono divertimento, energia ma anche riflessione e questa volta probabilmente regaleranno anche

un assaggio del loro nuovo cd, ancora una volta spiazzante e sorprendente. Si tratta di una nuova versione delle canzoni del fortunato disco “Primitivi del futuro”, questa volta in chiave dub, che diventa così “Primitivi del dub”, di prossima uscita. Un album che presenta un suono e una ricerca d’atmosfera che fanno i conti con la tradizione e la storicizzazione del suono roots. “Primitivi del dub” restituisce completamente la forma compositiva di “Primitivi del futuro”, il lavoro più innovativo dei tre rocker di Pordenone, offrendo varie versioni dei classici contenuti. La voce dubbata di Davide Toffolo introduce invenzioni in brani che, grazie anche all’apporto di diversi guest del panorama reggae/dub italiano, riconducono il risultato finale alle atmosfere tipiche degli album dub dei King Tubby, Lee Perry o di Mad Professor. Venghino, signori, venghino per l’incredibile spettacolo del rock italiano che incontra il dub! (r.b.)

LA BUONA NOTIZIA Gli argomenti trattati: il convegno sul tema “post iniziazione” cristiana al PalaBrescia; l’inizio del tempo di Avvento; l’annuale incontro tra gli Uffici per le comunicazioni sociali delle diocesi lombarde a Caravaggio; il concerto a Comezzano e la settimana del clero a Montecastello. La Buona Notizia va in onda: la domenica alle 13 su Teletutto e alle 20 su Telenord; su Super TV la domenica e il martedì alle 20; su Più Valli TV la domenica alle 8; su Teleboario la domenica alle 8.15 e alle 10. BELLI DENTRO È tornato a grande richiesta il programma preserale condotto da Carlo Zaniboni e Fabrizio Gorni. Quasi due ore di diretta, dal lunedì al venerdì alle 17.10. Tra canzoni, giochi ospiti in diretta e sondaggi, il modo più piacevole di finire la giornata lavorativa. VOCE SPORT La trasmissione “100%Brescia”, dedicata al mondo delle Rondinelle, con interviste e approfondimenti, va in onda dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 15. Tutte le domeniche potete seguire “Diretta sport” con collegamenti dai campi di calcio di Lega Pro (Lumezzane, Salò, Montichiari, Rodengo) e del Brescia di serie A.


LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

SABATO

Via Callegari, 6 - Brescia Tel. 030 3774592 - 3383636104 Fax 030 3757897 e-mail: redazione@radiovoce.it

Le nostre frequenze

6.00 Ecclesia 7.00 Gr 7.05 Pane per il viaggio - pensieri di saggezza e di fede di H. Nouwen - con don Adriano Bianchi 7.15 Il nuovo numero del settimanale La Voce del Popolo 7.35 Rassegna stampa da inBlu 8.00 Gr Radio Vaticana 9.00 Gr - Voce mattina con Tony Marano (prima parte) 11.00 Gr - Voce mattina (seconda parte) 12.00 Gr Radio Vaticana 13.00 Gr - Radio Voce greatest hits 18.00 Gr 18.50 Pane per il viaggio (replica) 18.55 Zona relax 19.30 Gr Radio Vaticana 19.50 Zona relax 21.00 Disco Story

Città e Provincia 88.300 Franciacorta 88.500 Lago d’Iseo 88.400 - 93.500 Alta Valle Camonica 88.050 Lago di Garda 88.200 Bassa Valle Sabbia 88.400 - 88.25 Bassa Valle Camonica 88.200 Media Valle Camonica 88.300 Alta Valle Sabbia 88.500 Valle Trompia 88.500

DOMENICA

7.00 Mattina italiana - Il risveglio tutto da cantare... 9.00 La Buona Novella a cura di Betty Cattaneo - 1ª parte - Commento al Vangelo di mons. Luciano Monari - Sette giorni in diocesi con Angelo Onger - Ritratti di sacerdoti bresciani a cura di don Franco Frassine - Primo Piano 10.00 S. Messa dalla Cattedrale 11.00 La Buona Novella 2ª parte - Ecclesia in collaborazione con la Caritas diocesana - Arte per lo spirito con Carmela Perrucchetti - Vite dei santi in breve a cura di padre Antonio Sicari - L’agenda della settimana 12.00 Recita dell’Angelus 14.00 Gr Radio Vaticana 14.35 Diretta Sport 19.30 Gr Radio Vaticana

Dal lunedì al venerdì GR Nazionali dalle 7 alle 18 Gr Radio Vaticana ore 8 e ore 19.30 GR Locali 10.30 11.30 12.30 13.30 15.30

Radio ECZ Via XV giugno, 4 25014 Castenedolo (Bs) Tel. 0302731444 Fax 0302130911 www.radioecz.it info@radioecz.it Visita il nostro sito oppure telefona ai nostri numeri per individuare, tra le oltre 60 frequenze di ECZ, quella che corrisponde alla tua parrocchia

S. Messe: Dal lunedì al venerdì 9.03 - 19.03; sabato 19.00; domenica 9.00 - 10.30 - 18.00 Se preferisci ascolta quelle messe in onda dalla tua parrocchia sulle nostre frequenze

Radio Voce Camuna Via Mazzini, 92 - 25043 Breno (Bs) Tel. 0364.22342 fax 0364 320906 e-mail: radio@vocecamuna.it redazione@vocecamuna.it www.vocecamuna.it

Informazione locale ECZ GIORNALE: Dal lunedì al venerdì alle 12.30 - 13.30 - 19.40. BLOCK NOTES: Gli appuntamenti di città e provincia Dal lunedì al venerdì: Mattino 10.03 - 11.03 - 12.03. Pomeriggio: 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30. Il sabato alle 12.30 - 13.30 - 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30. COSA C’È DA VEDERE: Le iniziative teatrali, cinematografiche e musicali di città e provincia Dal lunedì al venerdì alle 12.37 - 13.37 - 19.47

DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ 6.00 Ecclesia 6.30 S. Messa 6.55 Pane per il viaggio - pensieri di saggezza e di fede di H. Nouwen - con don Adriano Bianchi 7.15 L’apertura con Mario Ricci 7.25 Rassegna stampa nazionale 7.55 Pane per il viaggio (replica) 8.15 L’apertura (2ª parte) 9.15 Primo piano a cura di Mario Leombruno 10.10 Voce mattina con Marco Vignoletti 10.15 L’agenda: appuntamenti e spettacoli 10.50 Il mercatino 12.15 Cinema mon amour Voce trailer 12.50 L’informalavoro 14.05 100% Brescia 15.00 Pomeriggio inBlu 17.10 Belli dentro 18.50 Pane per il viaggio (replica) 18.55 Zona relax 19.30 Gr Radio Vaticana - Zona relax 21.00 La musica della sera - lun: La reserva de Pedro - mar: Alta rotazione con Alessandro Gardenato - mer: Brescia music play con Ricky Barone - gio: Voce live - ven: Soul power con Aldo Rizzo - sab: Disco Story 22.00 Effetto notte

Bienvenida America latina Martedì 20.05 Informazione liturgico-pastorale Mercoledì 10.09 Voce alle Acli (ultimo del mese) Mercoledì 11.09 Giovedì insieme Giovedì 10.09 Insieme… all’Opera! Venerdì 10.09 Con le ruote... sotto i piedi! Venerdì 11.09 Cucina e tradizione Venerdì 12.15 Amico liscio Sabato 9.03 La buona novella Domenica 15.00

Rubriche Popoli tra sogni e speranze Lunedì 10.09 Oggi parliamo di… Lunedì 11.30 Fuori Gioco! Lunedì 18.00 Letture Martedì 10.09 Sul filo della memoria Martedì 10.40

Vocegiornale notiziario radiofonico principale dal lunedì al sabato alle 8.30 - 12.30 - 18.30 - 22.30. VoceFlash notizie in breve dal lunedì al sabato alle 11 - 14 - 16 - 20 - 23.45. Rassegna stampa quotidiana appuntamento con le prime pagine dei quotidiani dal lunedì al sabato alle 9.30. Almanacco previsioni del tempo. Pensiero religioso. ecc. dal lunedì al sabato alle 8. Stremadès storia e varia cultura locale venerdì alle 17 e domenica alle 11. Terza pagina attualità culturale. Mercoledì alle 17. Una proposta musicale al giorno programma musicale dal lunedì al sabato alle 13. Titoli di coda striscia musicale con voci differenti ogni volta. Tutti i giorni dalle 20 alle 22. E poi ancora Mercatino (10.20 - 12.20 - 18.20); Corsi & Concorsi (7.30 - 12.45 - 18.45); Vivilavalle (9 - 12 - 18); ecc.

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Cultura e comunicazione Sala della comunità

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

“Noi credevamo” Il film di Martone sul Risorgimento

L’Italia unita, ma sempre divisa in due L’invito a riaprire i libri di storia attraverso un film che sa di melodramma intellettuale, scandito dalle musiche di Rossini, Verdi, Bellini e da discussioni che cercano di spiegare il magma intricato dal quale è nato il Paese che conosciamo

In primo piano Luigi Lo Cascio nei panni di Domenico in una scena di ”Noi credevamo”

PROGRAMMAZIONE In un ridente quartiere fuori città, circondato da steccati bianchi e cespugli di rose in fiore, si erge una casa nera. Dietro questa casa, c’è un rifugio segreto. Lì Gru sta progettando il più grande colpo della storia: rubare la luna! Gru adora ogni genere di misfatti. Armato di un arsenale di razzi che restringono o congelano, e di veicoli in grado di combattere via terra e via aria, Gru travolge e conquista tutto ciò che trova sulla sua strada. In questa situazione s’innesta l’idea del protagonista di usare tre orfanelle per forzare le difese dell’antagonista che vedono in lui qualcosa che nessun altro ha mai visto prima: un potenziale papà...

1912. L’intrepida e giovane giornalista Adèle BlancSec è pronta a qualunque cosa pur di raggiungere i suoi obiettivi, e arriverà fino in Egitto per affrontare mummie di ogni forma e dimensione! Ma nel frattempo Parigi è in preda al panico più totale: un uovo di pterodattilo di 136 milioni di anni fa conservato in una teca del Museo di storia naturale si è improvvisamente e misteriosamente schiuso liberando un rettile volante che terrorizza i cieli della città. Ma nulla può preoccupare Adèle BlancSec, le cui straordinarie avventure riservano tante altre sorprese. Una nuova eroina che pesca dal panorama cinematografico degli eroi...

Cattivissimo me di Pierre Coffin, Chris Renaud, Sergio Pablos

Adèle e l’enigma del faraone di Luc Besson

Sale della comunità SALA DELLA COMUNITÀ – BIENNO: sabato 27 novembre ore 20.30; domenica 28 novembre ore 15.30; IDEAL – CASTENEDOLO: domenica 28 novembre ore 17.00; IL GABBIANO – GHEDI: sabato 27 novembre ore 21.00; domenica 28 novembre ore 15.30; SAN LUIGI – LODRINO: sabato 27 novembre ore 20.30; domenica 28 novembre ore 20.30; DON BOSCO – PONTOGLIO: domenica 28 novembre ore 20.30; PAOLO VI – PREVALLE: sabato 27 novembre ore 20.30; domenica 28 novembre ore 15.30

Sale della comunità SAN FILIPPO NERI - COLLEBEATO: sabato 27 novembre ore 21.00; domenica 28 novembre ore 15.00, 17.30; GLORIA – MONTICHIARI: sabato 27 novembre ore 21.00; domenica 28 novembre ore 15.00, 21.00; lunedì 29 novembre ore 21.00; AURORA – PALAZZOLO: sabato 27 novembre ore 21.00; domenica 28 novembre ore 16.00, 20.30; AURORA – PAVONE MELLA: sabato 27 novembre ore 20.45; domenica 28 novembre ore 15.00, 20.45; AURORA – RONCADELLE: sabato 27 novembre ore 20.30; domenica 28 novembre ore 15.00

Step up 3 di Jon Chu

Winx club magica avventura di Iginio Straffi

Salt di Phillip Noyce

Prince of Persia – Le sabbie ... di Mike Newell

Una sconfinata giovinezza di Pupi Avati

Sala della comunità LA ROCCA – SABBIO CHIESE: sabato 27 novembre ore 21.00; domenica 28 novembre ore 15.00, 21.00

Sala della comunità PAX – PROVAGLIO D’ISEO: sabato 28 novembre ore 20.45; domenica 29 novembre ore 16.00

Sala della comunità AURORA – PONTE CAFFARO: sabato 27 novembre ore 21.00; domenica 28 novembre ore 21.00; lunedì 29 novembre ore 21.00

Sala della comunità IL GABBIANO – GHEDI: lunedì 29 novembre ore 21.00

Sala della comunità SAN GIOVANNI BOSCO – EDOLO: venerdì 26 novembre ore 20.45; sabato 27 novembre ore 20.45; domenica 28 novembre ore 20.45


LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

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di Nicola Rocchi

Tra i meriti di “Noi credevamo” va annotato il fatto che il film di Mario Martone sul Risorgimento italiano sollecita caldamente a riaprire i libri di storia. Per rinfrescarsi le idee su Mazzini o Crispi, ma anche sulle biografie di Sigismondo Castromediano, Carlo Poerio, Carlo Rudio e di molte altre figure storiche che attraversano il lungo racconto (in origine tre ore e mezza, poi ridotte a tre) dando per scontata una familiarità col passato che noi spettatori abbiamo perso da tempo. È attraverso i dialoghi, le passioni, le scelte dei singoli che il regista napoletano

compone l’affresco delle lotte risorgimentali: ricostruendo sullo sfondo, come lui stesso spiega, “la tormentatissima nascita dello Stato italiano, le scelte di un Paese eternamente diviso in due, il contrasto dilaniante tra azione e disillusione che segna da allora, come un pendolo amaro, ogni fase della nostra storia”. Anche i protagonisti Domenico, Salvatore e Angelo – i giovani meridionali che si affiliano alla Giovine Italia mazziniana dopo aver assistito nel 1829 alla violenza della repressione borbonica – ricalcano in parte persone reali. Le lo-

ro vite prenderanno diverse direzioni. Quella di Salvatore, l’unico popolano fra i tre, è di breve durata: dopo il fallimento dei moti promossi da Mazzini nel 1834 per invadere la Savoia, Angelo (Valerio Binasco) uccide l’amico accusandolo di essere una spia. Fuggito a Londra e ossessionato dal desiderio di un gesto esemplare, Angelo aderisce a un complotto per uccidere Napoleone III che si conclude tragicamente. Domenico (Luigi Lo Cascio), arrestato dai Borboni dopo il 1848, trascorre un lungo periodo in carcere. Nell’ultima parte del film, la più riuscita ed emozionante, lo ritroviamo insieme ai garibaldini in Aspromonte, a toccare con mano le contraddizioni di un’unità imposta con le armi, che non libera il popolo dai soprusi e annega nel sangue gli entusiasmi di una generazione. “Noi credevamo” ha la forma di un

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melodramma intellettuale, scandito dalle musiche di Rossini, Verdi, Bellini, da discussioni che cercano di chiarire il magma intricato dal quale è nata l’Italia che conosciamo. I contrasti fra Domenico e la principessa Cristina di Belgiojoso (Francesca Inaudi) sul ruolo che il popolo deve assumere nella rivoluzione prossima ventura; il dibattito, nella lunga parte ambientata in carcere, tra il repubblicano Domenico e i monarchici che auspicano l’unificazione a guida piemontese; la scissione tra aristocratici e poveri, ma anche quella tra idealisti (il Mazzini di Toni Servillo) e opportunisti (il Crispi di Luca Zingaretti), risolta nel finale dalla desolante immagine di un parlamento semivuoto. Molti fili, non sempre facili da districare e forse non tutti necessari, a illuminare una storia che crediamo soltanto di conoscere.

Mentre gli Stati Uniti vivono una grande e profonda crisi economica, il giovane agente di borsa Jacob non esita a mettersi insieme a Gordon Gekko, potente uomo d’affari, reduce da otto anni di carcere e ora deciso a tornare sul mercato. A ostacolare i loro piani c’è il fatto che Jacob é fidanzato con Winnie, figlia di Gekko e ben decisa a non parlare mai più con il padre...

Alberto, responsabile dell’ufficio postale di una cittadina della Brianza, sotto pressione della moglie Silvia, è disposto a tutto pur di ottenere il trasferimento a Milano. Anche fingersi invalido per salire in graduatoria. Ma il trucchetto non funziona e per punizione viene trasferito in un paesino della Campania, il che per un abitante del Nord equivale a un vero e proprio incubo. Con grande sorpresa Alberto scoprirà che... Innocenti bugie di James Mangold

Benvenuti al Sud di Luca Miniero

Wall street – Il denar denaro non dorme mai di Oliver Stone

Sale della comunità LUX – LUMEZZANE PIEVE: sabato 27 novembre ore 20.30; domenica 28 novembre ore 15.30, 18.00, 20.30; lunedì 29 novembre ore 20.30; SEBINO – SALE MARASINO: sabato 27 novembre ore 20.45; domenica 28 novembre ore 16.00, 20.45

Sale della comunità SALA DELLA COMUNITÀ – COLOGNE: sabato 27 novembre ore 20.45; domenica 28 novembre ore 17.30, 20.45; INZINO – INZINO: sabato 27 novembre ore 20.30; domenica 28 novembre ore 15.00; CORALLO – VILLANUOVA: sabato 27 novembre ore 20.30; domenica 28 novembre ore 15.00, 20.30

Sala della comunità IDEAL – CASTENEDOLO: sabato 27 novembre ore 21.00; domenica 28 novembre ore 21.00; SPLENDOR – ODOLO: sabato 27 novembre ore 20.45; domenica 28 novembre ore 20.30

Otto monaci cistercensi francesi vivono in armonia con la popolazione musulmana. Vicini agli abitanti del villaggio, partecipano alle attività lavorative e alle feste e si occupano delle loro quotidiane necessità mediche. Quando un gruppo di lavoratori stranieri viene massacrato, il panico si impadronisce della regione. I confratelli rifiutano la protezione armata. Il dubbio, anzi, si è insinuato tra i monaci: alcuni vogliono andar via, altri no. Il priore Christian... L’uomo che verrà di Giorgio Diritti

Potiche – La bella statuina di François Ozon

Uomin di Dio Uomini di Xavier Beauvois

Sala della comunità PAOLO VI – COLOGNE: sabato 27 novembre ore 20.30

Sala della comunità SANTA GIULIA – BRESCIA, VILL. PREALPINO: domenica 28 novembre ore 20.45; martedì 30 novembre ore 20.45

Sala della comunità SERENO – BRESCIA, VILL. SERENO: sabato 27 novembre ore 20.45; domenica 28 novembre ore 20.45; lunedì 29 novembre ore 20.45; ASTRA – S. APOLLONIO: sabato 27 novembre ore 20.30; domenica 28 novembre ore 17.30, 20.30

Cineforum Departures di Yojiro Takita Sala della comunità CRYSTAL – LOVERE: venerdì 26 novembre ore 21.00 20 sigarette di Aureliano Amadei Sala della comunità AURORA – PALAZZOLO: venerdì 26 novembre ore 20.30 Cover Boy L’ultima rivoluzione di Carmine Amoroso Sala della comunità AURORA – RONCADELLE: giovedì 2 dicembre ore 20.30


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LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Economia e lavoro venturelli@lavocedelpopolo.it

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Turismo Una convention di Brevivet

La crisi e il valore dell’esperienza L’azienda leader nell’organizzazione di pellegrinaggi e di tour culturali ha tenuto a Istanbul un incontro. La metropoli turca scelta perché ponte, anche in chiave turistica, tra l’Europa e l’Asia

Un’immagine della convention di Brevivet a Istanbul

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Si è svolta a Istanbul, la città ponte tra Europa e Asia, l’annuale convention di Brevivet, l’agenzia leader in Italia nell’organizzazione e promozione di pellegrinaggi, turismo religioso e culturale. Un settore che alla crisi, di cui ha risentito tutto il comparto turistico, ha saputo rispondere con “il valore dell’esperienza”. Proprio questo era il significativo titolo della convention, un’esperienza quella di Brevivet, co-

di Betty Cattaneo

struita attraverso decenni di impegno nel segno della qualità, della professionalità, della competenza. Il valore di un’esperienza vissuta, cresciuta e consolidata, testimoniata dalle migliaia di pellegrini e viaggiatori che, non semplici turisti, sono protagonisti di un cammino tra fede, arte e cultura, sulle antiche strade dei padri della Chiesa, alla ricerca delle radici della cristianità. Un pellegrinaggio firma-

to Brevivet infatti non è un semplice viaggio, ma un percorso nell’anima, un incontro tra culture, un dialogo tra mondi diversi. Questi significati sono stati ribaditi nella convention svoltasi recentemente a Istanbul alla quale hanno preso parte una settantina di persone tra giornalisti, operatori turistici, corrispondenti delle agenzie della grande famiglia Brevivet, innanzitutto dal direttore generale Riccardo Bertoli, dall’infaticabile presidente e amministratore delegato Giovanni Sesana e da Gorgec Metin, fondatore e presidente di Insieme Tours, l’agenzia turca in rete con Brevivet dal 1999. Quest’ultimo ha ricordato l’impegno della sua agenzia, specializzata nel turismo religioso, a favore dello scambio culturale tra Turchia e Italia, che nell’Anno paolino ha accolto 4000 pellegrini. “La Turchia – ha dichiarato Metin – è il secondo partner economi-

co dell’Italia e i rapporti continuano a migliorare, ecco perché l’Italia è uno dei Paesi che appoggiano maggiormente l’ingresso della Turchia in Europa”. Un Paese, la cui vocazione è volta verso l’Europa, uno Stato laico in veloce trasformazione e modernizzazione, una nazione “giovane” dove il 40% della popolazione ha meno di 15 ani e il 72% meno di 35. La convention è stata anche l’evento istituzionale per presentare il nuovo catalogo Brevivet che si arricchisce di nuovi itinerari, come il pellegrinaggio in Terra Santa da Dan a Bersabea; l’itinerario nei tre deserti Neghev, Sinai e Wadi Rum tra Israele, Egitto, Giordania. E ancora, alla scoperta delle radici cristiane dell’Europa, a Barcellona e Montserrat con Avignone, Montpellier e i monasteri di Poblet e delle Sante Croci; tra Boemia e Moravia; in Borgogna nel cuore dell’Europa benedettina.

Enzo Torri succede a Renato Zaltieri

Cambio della guardia alla guida della Cisl bresciana Cambio della guardia alla Cisl di Brescia. Enzo Torri è il nuovo segretario generale del sindacato di via Altipiano d’Asiago. La scelta è stata ratificata dal consiglio generale della Cisl bresciana che il 23 novembre ha eletto anche la sua nuova segreteria. Enzo Torri prende così le redini del sindacato da Renato Zaltieri, giunto a scadenza dei suoi mandati dopo aver guidato la Cisl per 12 anni. L’ex segretario generale è entrato a far parte della segreteria Ust Cisl nell’aprile del 1994. Cinque anni dopo, nel marzo del 1999 veniva eletto segretario generale, incarico in cui è stato confermato nelle scadenze congressuali del 2001, 2005 e 2009. Quelli trascori alla guida della Cisl sono stati per Zaltieri e per il sindacato in generale anni particolarmente intensi. “Insieme − si legge nella lettera di dimissioni che Zaltieri ha indirizzato al consuiglio generale − abbiamo fatto cose importanti, guardando sempre e soltanto all’interesse

dei lavoratori, alle attese di chi un lavoro non ce l’ha ancora, alle speranze dei nuovi cittadini bresciani che attraverso il lavoro cercano integrazione e dignità, alla difesa e al miglioramento dei redditi dei pensionati e ad una rete di servizi capace di dare una mano a tutti coloro che ne hanno bisogno”. Quelli trascorsi da Zaltieri alla guida della Cisl bresciana sono stati anni segnati dalla ricerca di relazioni sindacali tese a una unità di sostanza piuttosto che delle parole, dallo sforzo per relazioni industriali improntate alla responsabilità della partecipazione, dall’impegno per la vitalità della rete dell’associazionismo bresciano. Ma sono stati anche anni caratterizzati dalla progressiva entrata in crisi del modello Brescia: dai venti di una crisi che andava annunciandosi e che poi puntualmente si è abbattuta segnando nel profondo una realtà, come quella bresciana, che pure pareva forte. In questi anni la Cisl, guidata

da Zaltieri, ha sempre privilegiato la via del confronto e della concertazione piuttosto che dello scontro e della contrapposizione. Il sindacato di via Altopiano d’Asiago ha promosso tavoli (è dela Cisl l’idea poi fatta propria dalla Provincia di un tavolo interistituzionale per la gestione nel Bresciano della crisi), ha dato la propria fattiva collaborazione a momenti di approfondimenti, come gli Stati generali dell’economia bresciana del 2005. Sfide, quelle assunte, che hanno richiesto alla Cisl anche un cambiamento del modo di fare sindacato. Un tema che Zaltieri ha anche affrontato nel libro dato alle stampe per ricordare i 60 anni della Cisl bresciana. “La Cisl è molto cambiata − afferma l’ex segretario generale nelle pagine di “A viso aperto” −. È cambiato il modo di fare sindacato. Non è più un’esperienza totalizzante. A me sembra che occorra fare sindacato con molta più passione”.


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Brescia Il futuro incerto dell’Aato

Il servizio idrico naviga in acque mosse Stefano Dotti

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“Abbiamo davanti poco più di due mesi di lavoro per programmare il futuro del servizio idrico integrato in provincia di Brescia” esordisce così Stefano Dotti, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Autorità d’ambito di Brescia, l’istituzione a cui la legge Galli del 1994, ha affidato la riorganizzazione funzionale e gestionale del servizio idrico per il raggiungimento di un maggior livello di efficacia ed efficienza del servizio e al tempo stesso per garantire nel tempo la salvaguardia qualitativa e quantitativa della risorsa idrica. Il riferimento del Presidente è alla data del 31 dicembre prossimo che se-

gnerà l’ormai sempre più probabile conclusione delle attività dell’Aato con il passaggio delle sue competenze e funzioni a un altro soggetto. “In questi mesi non si sono registrati mutamenti del quadro normativo nazionale – prosegue Dotti – per cui allo stato attuale permane la disposizione introdotta lo scorso marzo che sopprime le Autorità d’ambito alla fine dell’anno e assegna alle Regioni il compito di stabilire quale soggetto dovrà subentrare alle stesse Aato”. Di recente la Regione Lombardia ha presentato un testo di legge (che intende approvare nel breve) nel quale viene disciplinata l’assegnazione alle

Il presidente Stefano Dotti sottolinea le difficoltà di un ente ancora in dubbio Province delle competenze dell’Aato “Se da una parte ritengo corretto riconoscere anche su questa partita alle Province il ruolo di ente deputato alla pianificazione a scala sovracomunale (Dotti ricopre anche la carica di assessore all’Ambiente della Provincia, ndr), dall’altra non posso non rilevare che il passaggio delle competenze, alla luce anche delle attuali previsioni contenute nel progetto di legge della Regione Lombardia, può senza dubbio produrre una battuta d’arresto nel processo decisionale che riguarda il servizio idrico integrato. “Intendiamo − continua − accelerare da qui alla fine dell’anno piuttosto che fermarci con il rischio di dilatare ulteriormente un rallentamento che sarà fisiologico”. E le cose da fare non mancano certo. “A partire dalla revisione del Piano d’ambito – continua il Presidente Dotti – con la quale ci proponiamo

di ridefinire la programmazione degli investimenti sulle infrastrutture del servizio idrico verificando la possibilità di anticipare quanto più possibile gli interventi più urgenti”. “A partire dalla revisione del Piano d’ambito – continua il presidente Dotti – con la quale ci proponiamo di ridefinire la programmazione degli investimenti sulle infrastrutture del servizio idrico verificando la possibilità di anticipare quanto più possibile gli interventi più urgenti”. L’Autorità d’ambito ha condotto una nuova e più puntuale ricognizione dello stato dei servizi idrici sull’intero territorio provinciale, identificando le maggiori criticità sia in termini infrastrutturali che igienico-sanitari. “È ancora il servizio di depurazione delle acque il nodo più critico – sottolinea Dotti – ed è proprio sulla depurazione che abbiamo concentrato e concentreremo i nostri investimenti”.

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Economia e lavoro Salute

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Brescia Un rapporto dellâ&#x20AC;&#x2122;Asl

Prevenzione e promozione della salute I dati, riferiti al 2009, confermano il grande impegno dellâ&#x20AC;&#x2122;azienda sanitaria diretta da Carmelo Scarcella

L di Franco Armocida

Lâ&#x20AC;&#x2122;Asl di Brescia ha presentato, per la prima volta, il â&#x20AC;&#x153;Rapporto 2009 sulle attivitĂ  mediche di prevenzione e promozione alla saluteâ&#x20AC;?. Si tratta di uno studio realizzato dallâ&#x20AC;&#x2122;azienda sanitaria bresciana nel quale sono stati illustrati i dati delle attivitĂ  svolte lo scorso anno secondo le indicazioni del â&#x20AC;&#x2DC;Piano integrato di prevenzione e controllo 2009â&#x20AC;&#x2122;, in linea con le indicazioni della Regione Lombardia. â&#x20AC;&#x153;La pubblicazione â&#x20AC;&#x201C; ha affernmato il direttore generale Carmelo Scarcella â&#x20AC;&#x201C; è stata realizzata grazie al contributo di tutti i dipartimenti dellâ&#x20AC;&#x2122;Azienda e grazie alla collaborazione emergente dal forte sistema di alleanze con le piĂš svariate componenti della societĂ  civile e affronta diversi temiâ&#x20AC;?. Spiccano nel rapporto 2009 le campagne di comunicazione e promozione della salute, le azioni di prevenzione dei tumori e delle malattie infettive, con gli ottimi risultati in termini di adesione alle campagne di screening e vaccinazione, gli interventi di prevenzione svolti negli ambienti di lavoro e lâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  di vigilanza e

Carmelo Scarcella, direttore generale dellâ&#x20AC;&#x2122;Asl di Brescia

controllo per alimenti. Molti i numeri presenti nello studio. Limitando le cifre ai dati piĂš signiďŹ cativi, si riporta come su oltre 1 milione 129mila assistiti, poco piĂš di 315mila siano affetti da malattie croniche. Talvolta si tratta di pazienti polipatologici. Tra le malattie piĂš difďŹ use si registra una maggiore incidenza delle cardiovasculopatie, delle dislipidemie, del diabete, delle neoplasie, per limitarci alle prime. â&#x20AC;&#x153;Ă&#x2C6; indispensabile creare una cultura della salute â&#x20AC;&#x201C; ha continuato Scarcella â&#x20AC;&#x201C; che venga metabolizzata dai cittadini attraverso lâ&#x20AC;&#x2122;adozione di stili di vita corretti, tali da inďŹ&#x201A;uire, positivamente, suoi trattamenti farmacologiciâ&#x20AC;?. Le campagne di screening condotte dallâ&#x20AC;&#x2122;Asl, relativamente ai tumori, hanno coinvolto circa 300mila persone, con un tasso di adesione superiore ai valori lombardi e nazionali mentre lâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  di vigilanza e controllo negli ambienti di lavoro, soprattutto in edilizia ed agricoltura, hanno contribuito a farne luoghi sempre piĂš sicuri, con un decremento sensibi-

le, dal 2006, degli infortuni sia mortali, da 17 a nove, sia gravi, da 2522 a 1471. Nel campo della sicurezza alimentare, sulle 17.175 aziende presenti sul territorio di competenza, ne sono state controllate 5.201, che hanno prodotto anche rapporti, in 23 casi, allâ&#x20AC;&#x2122;autoritĂ  giudiziaria. â&#x20AC;&#x153;Nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito delle tre linee di screening oncologico, collo dellâ&#x20AC;&#x2122;utero, colon retto e mammella - ha detto il direttore sanitario Francesco Vassallo â&#x20AC;&#x201C; va sottolineato come lâ&#x20AC;&#x2122;Asl di Brescia abbia esteso al 100% della popolazione lâ&#x20AC;&#x2122;azione di sensibilizzazione, mentre nel 2010, al 31 ottobre, i controlli per la sicurezza sul lavoro sono stati per lâ&#x20AC;&#x2122;84% su aziende di classe 1, quelle a maggior tasso di rischio.â&#x20AC;? Nelle vaccinazioni pediatriche, che sono raccomandate e non obbligatorie, come puntualizzato dallo stesso Vassallo, si hanno percentuali tra il 95 e il 98%, a dimostrazione di una maturitĂ  sanitaria derivante dallâ&#x20AC;&#x2122;alta sensibilitĂ  della popolazioneâ&#x20AC;?. Lâ&#x20AC;&#x2122;intero rapporto è disponibile sul sito dellâ&#x20AC;&#x2122;Asl www. aslbrescia.it.

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Gardone Valtrompia Sanità in Valle

Un reparto con tante eccellenze Pierangelo Guizzi

I di Mauro Toninelli

Il reparto di ortopedia e traumatologia del presidio ospedaliero di Gardone Valtrompia taglia in questo 2010 il traguardo dei vent’anni di vita. Nel 1990 il reparto nasceva come risposta che l’amministrazione del tempo intendeva dare alle esigenze del territorio in campo ortopedico e traumatologico. L’unità operativa, affidata dal gennaio 2000 alla direzione di Pierangelo Guizzi, conta su 20 posti letto più due per attività di day surgery e uno per interventi a bassa intensità chirurgica. Collaborano con il primario cinque medici e 30 tra infermieri e tecnici. Gli anni trascorsi dall’apertura dell’unità operativa sono stati segnati da grandi cambiamenti, come conferma Guizzi. “Abbiamo visto la trasformazione degli ospedali in aziende – afferma –, dei pazienti in utenti o clienti; sono stati creati degli organismi di controllo come i Noc, i Nic e i Nas; si è evoluto il concetto della privacy. È entrato anche il concetto di budget, per cui noi primari ci dobbiamo occupare anche di economia, per una gestione oculata delle spese.

L’unità operativa di ortopedia e traumatologia del presidio ospedaliero valtrumplino, diretta da Pierangelo Guizzi, compie 20 anni Da qualche anno la Regione vuole che ci certifichiamo attraverso i requisiti della Joint Commission, requisiti di ospedali americani; questo implica lavori burocratici e amministrativi ulteriori. La Regione ha anche implementato il Sis (Sistema informatico sanitario, ndr.) che collega i medici di base con gli ospedali”. Una importante novità informatica, ma non l’unica… “Certo, la firma dei cartellini dei pazienti è stata digitalizzata; si parla di cartellino elettronico. Vengono avanti i concetti di dematerializzazione all’interno degli ospedali: si parla di ospedali paper less, cioè senza carta. Ci siamo candidati per un lavoro sperimentale, solo pochi reparti in Regione hanno accesso al lavoro sperimentale per essere tra i primi che avranno la cartella elettronica. Tutto su un computer. Credo di poter dire che l’Unità operativa di ortopedia di Gardone si sia difesa, non solo non subendo il cambiamento ma governandolo”. Quali sono numeri e attività dell’unità operativa?

“I dati sono aggiornati all’inizio dell’anno e parlano di 31mila ricoveri, con 155mila giorni di degenza; abbiamo superato i 22mila interventi chirurgici, con oltre 2000 interventi di protesi d’anca e di ginocchio. Abbiamo eseguito 160mila prestazioni ambulatoriali con quasi 40mila prime visite e 85mila prestazioni per pronto soccorso. Siamo radicati sul territorio con ambulatori a Villa Carcina e a Nave. Facciamo chirurgia protesica, artroscopica, della spalla, della cuffia dei rotatori, del piede e tutta la traumatologia, con materiali innovativi, perché l’azienda ci supporta”. Ci sono delle eccellenze? “Sì, ne abbiamo molte. Siamo all’avanguardia nel campo della protesica. Siamo stati il primo ospedale pubblico in provincia ad aderire alla banca dell’osso. Siamo attenti anche alle tecniche mininvasive, con piccole incisioni si risolvono situazioni. Siamo attenti agli anziani: abbiamo operato una signora di 104 anni al femore e dopo cinque giorni camminava. Oggi ha 108 anni”.


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Economia e lavoro Salute

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Poliambulanza Impegno condiviso

Sordità: la strada della prevenzione Anche la casa di cura bresciana ha partecipato alla Giornata nazionale dell’Airs

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La Fondazione Poliambulanza ha aderito all’ottava edizione della Giornata nazionale promossa dall’Airs contro la sordità. La casa di cura bresciana ha messo a disposizione i suoi ambulatori per effettuare esami audiometrici gratuiti. L’iniziativa è stata promossa al fine di sensibilizzare i cittadini alla prevenzione della sordità. La sordità ed i disturbi uditivi ad essa legati costituiscono un serio problema medico e sociale, ancora oggi sottovalutato, nonostante

ne sia interessato fra il 10 e il 15% della popolazione. Colpisce gravemente l’età infantile ove può provocare severe alterazioni nello sviluppo del linguaggio e conseguenti problematiche nella comunicazione e nell’assetto psicologico del bambino e gravi situazioni di disagio sociale nelle famiglie; interessa fortemente anche l’età giovanile come conseguenza di stili di vita ed abitudini errate, l’età lavorativa a causa dell’esposizione al rumore, e la popolazione anziana per gli ine-

vitabili processi di deterioramento sensoriale legati all’età. Vi è poi il problema dell’inquinamento acustico ambientale che interessa milioni di italiani e può provocare seri disturbi uditivi e di altri apparati vitali. Gli acufeni o ronzii sono spesso disabilitanti e costituiscono un problema medico in parte ancora da risolvere. La ricerca audiologica è un cantiere aperto: negli ultimi anni si sono registrati incoraggianti progressi sia in laboratorio che nell’uomo, come nel campo della individuazione di molte sordità genetiche, della diagnosi precoce della sordità infantile già a pochi mesi di vita, del trattamento bioelettronico delle forme più gravi di sordità neurosensoriale mediante chirurgia implantologica, degli

studi sul possibile impiego riparativo delle cellule staminali, dell’individuazione delle sordità causate da disordini autoimmunitari, dello studio e trattamento moderno degli acufeni, dell’impiego di nuovi farmaci protettivi per l’udito, della realizzazione di moderni apparecchi acustici correttivi di tipo digitale. L’Airs è nata per promuovere la ricerca scientifica sulla sordità e sui più gravi disturbi uditivi mediante la raccolta dei fondi ed il miglioramento delle conoscenze sulle possibilità di prevenzione. L’associazione si pone inoltre l’obiettivo di fornire notizie ed aggiornamenti medici, assistenziali e normativi ai propri sostenitori, sensibilizzare l’opinione pubblica, su tutte le problematiche connesse alla sordità.


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Brescia Una conferenza

Montagna, medicina e pneumologia L’incontro, promosso dall’unità operativa del Civile, si tiene al Museo di scienze naturali

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Venerdì 3 dicembre alle 20.15 presso l’auditorium del Museo di scienze naturali in via Ozanam 4 si terrà, con il patrocinio del Comune di Brescia, la conferenza-dibattito “Montagna e medicina 2010”. Organizzata dalla Pneumologia degli Spedali Civili, diretta dal dr. Tassi, questa conferenza, giunta alla 13ª edizione, è divenuta un appuntamento consueto del mese di dicembre per gli appassionati di montagna. L’abbinamento di un tema naturalistico-ambientale e di un tema di interesse strettamente medico ca-

ratterizza questo incontro che anche quest’anno proseguirà il “percorso” iniziato dal confine orientale italiano con il Carso, le Alpi Giulie, le Alpi Carniche, le Alpi Atesine, le Alpi Retiche, le Alpi Lepontine, le Alpi Pennine con il monte Rosa, le Alpi Graie con il Monte Bianco, parlando di Monviso (3841 m), l’enorme piramide rocciosa visibile fin dalla pianura padana, con riferimento alla prima ascensione italiana. L’argomento alpinistico “Monviso” la prima ascensione italiana” sarà trattato da Pietro Crivellaro, giornalista, sto-

rico dell’alpinismo e accademico del Cai che parlerà della prima ascensione italiana, quella del ministro Quintino Sella nel 1863. L’argomento medico, dedicato agli effetti del sole in montagna, presentato con il titolo “Salviamo la pelle in montagna”, verrà illustrato dal prof. Pier Giacomo Calzavara Pinton, direttore della Clinica dermatologica dell’Università e Spedali Civili di Brescia e della Scuola di specialità in dermatologia. La fotodermatologia è quel settore della dermatologia dedicato allo studio a livello molecolare, biologico e clinico delle interazioni tra cute e ambiente allo scopo di definire comportamenti e terapie più vantaggiosi. L’ attività alpinistica comporta l’esposizione dell’organismo a stimoli fisici intensi, quali radiazione solare e calore, talora con estreme variazioni

di potenza. In particolare la radiazione solare in quota ha spettro ed energia del tutto diversi che a livello del suolo. Questa raggiunge sia la cute che l’occhio. Del tema si occupa la fotodermatologia, attività di ricerca che ha permesso, ad esempio, di evidenziare come l’uso diffuso di alcuni comportamenti di esposizione solare e l’applicazione di filtri solari inadeguati non ha portato ad alcun rallentamento, anzi in determinate condizioni, ha anche favorito il progressivo aumento di tumori cutanei osservato negli ultimi anni. È stato perciò necessario sviluppare nuovi prodotti e nuove modalità di comportamento, tanto più preziose, tanto più ci si muove in un ambiente con irraggiamento estremo, come la montagna o le basse latitudini.


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Cisl

LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Da sinistra a destra Giovanna Mantelli, Enzo Torri e Paolo Reboni

Enzo Torri Un nuovo segretario generale per la Cisl di Brescia

Una sfida: unire le forze per superare le difficoltà di Guido Costa

La Cisl di Brescia, come si legge anche in altra parta del giornale, ha aperto una nuova fase della sua storia. Il 23 novembre scorso il consigio generale dell’organizzazione ha scelto Enzo Torri come successore di Renato Zaltieri che ha guidato il sindacato di via Altopiano d’Asiago dal 1999. Nel suo primo discorso da neoeletto segretario generale Enzo Torri ha tracciato quello che può essere definito come piano di governo. Nel suo intervento, infatti, ha passato in rassegna tutte le sfide che il sindacato è chiamato ad affrontare. “È necessario uscire dalla logica della separatezza – ha affermato – che fa pensare ad ognuno degli attori sociali, imprese, sindacato, associazioni, e istituzioni, di essere autosufficienti. Se vogliamo fare di più, come ci viene richiesto da questo momento difficile ed eccezionale, è necessario mettere in comune le idee, le proposte, concertare le iniziative, unire le forze”. È questo il primo messaggio che Enzo Torri ha affidato al suo intervento. Non è mancato, nelle prime parole del nuovo segretario della Cisl di Brescia un ringraziamento all’opera svolta da Renato Zaltieri per l’organizzazione

sindacale. “Da Renato – ha detto il neo Segretario generale – ricevo il testimone di una grande organizzazione che è riferimento per oltre 90mila lavoratori e pensionati bresciani. È per me motivo di orgoglio ma ne sento anche la grande responsabilità. La nostra organizzazione è riferimento anche di istituzioni , forze sociali e politiche che in questi anni hanno trovato nella nostra gente, nei dirigenti, nei delegati, negli operatori dei servizi e nei nostri volontari, persone responsabili, poco propense all’apparire ma generosamente impegnate e determinate sui problemi quotidiani della gente” . Facendo riferimento alla situazione di crisi che pesa ancora sulla realtà economica e produttiva bresciana, Torri ha detto “che diventa ancor più necessario che tutte la parti sociali ragionino su cosa possiamo fare noi, a Brescia, per dare risposta alle tante, troppe domande di lavoro che la nostra provincia non è abituata ad avere”. Accanto ad una fase nuova delle relazioni industriali, il Segretario generale della Cisl auspica rapporti sempre più intensi con le istituzioni e una pagina nuova per il movimento sindacale: “Noi non perdiamo la speranza che ci possano essere rapporti più costruttivi con la Cgil; la-

voreremo in quella direzione, per trovare più momenti che uniscono rispetto a quelli che dividono. Siamo consapevoli delle distanze che oggi ci sono su molti temi e, pur nelle diversità delle opinioni, abbiamo rispetto delle posizioni che non condividiamo. Poniamo una sola condizione: che le nostre posizioni siano allo stesso modo rispettate senza scendere, come purtroppo accade spesso, in giudizi, insinuazioni, diffamazioni sul nostro operato, sulle nostre scelte, sulla nostra organizzazione, sulle persone della nostra organizzazione. Non possiamo sopportare che i nostri delegati nei luoghi di lavoro diventano vittime di questo clima come sta avvenendo da troppe parti. Se recuperiamo questi elementi di un rapporto leale e rispettoso aiuteremo un percorso di chiarezza prima nel confronto con i lavoratori e poi rendendo possibile, e credibile, una ripresa di dialogo necessaria per affrontare al meglio i tanti problemi che la nostra provincia vive”. Su proposta dello stesso Torri il Consiglio generale ha poi riconfermato quali componenti della Segreteria Giovanna Mantelli e Paolo Reboni, anche questo è stato un segnale di continuità con la recente storia della Cisl.

Chi è il nuovo Segretario generale

Una “carriera” iniziata dal basso Enzo Torri è nato a Brescia nel 1952. Ha iniziato a lavorare come operaio in una azienda commerciale dopo la scuola dell’obbligo, frequentando poi le scuole serali per il conseguimento del diploma. Nel 1969 viene assunto in un’azienda metalmeccanica dove si avvicina all’esperienza sindacale, prima nei comitati unitari di base, poi nei neonati Consigli di fabbrica e successivamente nei consigli di zona della Flm, la Federazione lavoratori metalmeccanici. Entra a tempo pieno nella Fim Cisl di Brescia nel 1980. Con la nascita dei Comprensori il suo impegno sindacale si sposta sul Garda dove contribuisce alla costituzione della Flm e dove successivamente, dopo la rottura del sindacato unitario, fa nascere la Fim del Garda di cui

diventa segretario generale nel 1985. Con il superamento nel 1993 dell’esperienza dei Comprensori, viene eletto nella Segreteria della Fim Cisl di Brescia e ne diviene segretario organizzativo. Dal 1997 si occupa del sindacato dei tessili. Nel 2001 viene eletto segretario generale della Femca Cisl, nata dall’accorpamento della categoria dei tessili e dei chimici. Dal 2001 al 2003, per incarico della Segreteria nazionale, è anche reggente della Femca Cisl di Mantova. Dal dicembre del 2004, il Consiglio generale lo elegge nella Segreteria della Cisl di Brescia. Impegnato nel volontariato sociale, ha alle spalle un’esperienza ventennale nel Circolo Acli del Quartiere di San Polo, dove vive con la sua famiglia.

Enzo Torri


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Sport

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Calcio Considerazioni verso Brescia - Genoa

Caro Beppe, ti penso e ti scrivo

redazione@lavocedelpopolo.it

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Il tecnico delle Rondinelle Beppe Iachini

Lo scorso anno nello stesso periodo, hai preso in mano una squadra sfasciata, disordinata e senza punti di riferimento per trasformarla in una Leonessa. È vero, un miracolo lo hai già compiuto e chiedertene un altro è da ingrati e i giocatori non devono sentirsi immuni da critiche. Il vento deve cambiare, ma è pur vero che ognuno è artefice del proprio destino

Caro Beppe, ti scrivo, così mi rilasso un po’. Anche se, a dirla tutta, c’è poco da stare rilassati e tranquilli. Abbiamo atteso cinque anni per tornare in serie A, traguardo raggiunto anche grazie al tuo contributo. Lo scorso anno, a fine novembre, hai preso in mano una squadra sfasciata, disordinata e senza punti di riferimento per trasformarla in una Leonessa che ha saputo estrarre gli artigli per tornare nel calcio dorato, patinato e pieno di lustrini. È vero, un miracolo (e che miracolo!) già lo hai compiuto e chiedertene un altro è da ingrati ma di fatto questo sforzo aggiuntivo avrebbe un significato ancor più nobile: significherebbe garantire la sopravvivenza di un club che – in caso di una nuova discesa agli inferi a fine stagione – metterebbe fine alla sua esistenza. Tutti sono con te, a cominciare dal presidente Gino Corioni che – da quando sei a Brescia – ha smesso i panni del mangia allenatori. Nel resto del Paese ancora si chiedono come, dopo nove giornate senza vittorie in campionato e il penultimo posto in classifica, il tuo posto di lavoro sia ancora salvo. Vaglielo a spiegare ai colleghi della stampa nazionale e agli illustri opinionisti del Bel Paese che la passione, la grinta e la meticolosa attenzione ai dettagli che curi durante le sedute d’allenamento poi svaniscono clamorosamente quando si tratta di scendere in campo la domenica. Uno spogliatoio così unito forse non lo si ricorda dalla notte dei tempi. Giocatori, per non dire “bandiere”, come Possanzini e Zambelli che tacciono di fronte alla reiterata panchina sono più di un indizio che tutti sono con te. Abbiamo apprezzato anche il cambio di modulo (passando dal 4-3-12 al più accorto “albero di Natale”

di Mario Ricci

ossia il 4-3-2-1) pur di provare a invertire la rotta. Al diavolo la Coppa Italia, ora più che mai ci interessa arrivare a mangiare il panettone, tanto per restare in tema. Caro Beppe, hai ribadito qualche giorno fa in conferenza stampa “che il Brescia farà uno strepitoso girone di ritorno”. Io ci credo, la tifoseria tutta ci crede, perché questa promessa l’avevi fatta esattamente un anno fa e nella stessa condizione psicologica, se non forse peggiore. Tu mi insegni che la serie B è, però, diversa dalla A, ma noi vogliamo crederti. L’ultimatum, stavolta, non è arrivato dal Presidente ma da una parte della tifoseria. La pazienza è prorogata a domenica contro il Genoa (collegamenti in diretta dal Rigamonti sugli 88.3-88.5 di Radio Voce a cura di Ciro Corradini), poi nessun alibi o altro appiglio. E i giocatori non devono sentirsi immuni da critiche, perché se è vero che a pagare per tutti è sempre il tecnico, gran parte delle responsabilità vanno attribuite a chi scende in campo. Allora fuori gli attributi, non si può pensare di retrocedere con giocatori del calibro di Jonathan Zebina, Eder, Alessandro Diamanti, Andrea Caracciolo e Matteo Sereni (non me ne vogliano tutti gli altri se non li ho citati). Non si può retrocedere permettendosi il lusso di tenere in panchina rincalzi illustri come Davide Possanzini, Alessandro Budel e Francesco Ciccio Bega. È vero, caro Beppe, il vento deve cambiare o – per dirla alla tua maniera – la ruota dovrà prima o poi girare. Ma è pur vero, come recita un noto detto latino, che ognuno è artefice del proprio destino. A buon intenditor, poche parole.


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Sport

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Atletica Podio bresciano ai Mondiali

Silvia Preti: l’oro che vale doppio L’atleta disabile di Chiesanuova ha conquistato due medaglie nel giavellotto e staffetta 4X100

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Ventiquattro anni e una forza d’animo da far invidia a chiunque. Nello sport ha trovato il coraggio per mettersi in gioco e lo ha fatto vincendo la propria sfida personale. Così Silvia Preti è la nuova campionessa del mondo nel lancio del giavellotto. Oro conquistato in Messico nei recenti Campionati di atletica leggera per disabili. A dirla tutta le medaglie più pregiate sono due: oltre a quella individuale (migliorato anche il proprio record portato a 9 metri e 95), ne ha appena al collo un’altra nella

di Mario Ricci

staffetta femminile 4x100. Nei giorni scorsi è stata premiata nella Sala Giunta della Loggia con la prestigiosa “Vittoria Alata”, riconoscimento che viene consegnato ai migliori sportivi bresciani. Silvia vive nella zona sud della città: a Chiesanuova per la precisione. Diplomata in ristorazione e operatore turistico all’Istituto Magenta, lavora presso l’archivio del Museo di Santa Giulia e alle due sue colleghe dedica il risultato sportivo. Si è preparata all’appuntamento mondiale allenan-

dosi due volte a settimana da giugno a settembre sui campi dell’Abba e ce l’ha fatta. Sorprendendo tutti: dagli allenatori agli stessi genitori che non volevano farla partire per il Messico. Da ragazza chiusa e timida, ora si è trasformata in un’atleta forte e determinata. “Sono contentissima – ci spiega con un sorriso meraviglioso – non me l’aspettavo, sono riuscita a superare i miei limiti. Ho provato tanta emozione”. Ma il bello deve ancora arrivare. “Posso fare ancora meglio – aggiunge Silvia – e già mi sto preparando a Portogallo 2011 e Londra 2012. Sono molto orgogliosa di me stessa e dei miei allenatori che mi sono stati vicini”. Prima del doppio oro mondiale, Silvia Preti aveva partecipato alle fasi regionali, nazionali e internazionali

dei Campionati e Giochi di atletica leggera, sport invernali e ginnastica. In particolare nel 2006 è stata protagonista di un’ottima prestazione nei 50 metri piani e lancio della pallina ai Giochi europei giovanili Special Olympics di Roma. È tesserata per la Polisportiva bresciana No Frontiere, società nata nel 1985 che ha come scopo avviare alla pratica sportiva il maggior numero di persone in situazione di disabilità fisica o intellettivo-relazionale. Il club cittadino è diviso in tre settori: nuoto, tiro con l’arco e atletica leggera oltre a promuovere l’avviamento e la partecipazione ad altre discipline come sci nordico, gol, ginnastica ritmica, basket, bowling e calcio. Attualmente i tesserati sono un centinaio.

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Centro Sportivo Italiano

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Emiliano Scalfi e Amelia Morgano

Comitato provinciale I corsi all’istituto Sraffa

Diventare arbitri di calcio, basket e... di Bruno Forza

Uno, due, tre. Il Csi Brescia triplica i suoi sforzi nella formazione di nuovi direttori di gara fuori dalle mura del comitato e dopo la partenza dei corsi che hanno preso il via alla Scuola Bottega Artigiani di San Polo e all’Istituto tecnico geometri Nicolò Tartaglia di Brescia è tempo di approdare anche all’Ipsscs Piero Sraffa, con la sede di via Comboni e la succursale di via Valotti. Venerdì scorso si è tenuta la presentazione di un progetto che partirà settimana prossima e che, a differenza dei percorsi intrapresi nelle altre scuole, prevede tre vie di formazione per altrettante discipline: calcio, pallavolo e basket. Allo Sraffa la presidente Amelia Morgano e il responsabile degli arbitri Emiliano Scalfi hanno illustrato agli studenti il progetto, affiancati dai tre direttori di gara che vestiranno i panni di formatori: Nicola Fiorentino (calcio), Ernesto Muscatelli (pallavolo) e Marco Ricci (basket). La scuola – attraverso la stretta collaborazione con la vicepreside professoressa Egermini ed il professor Grotti (docente di educazione fisica) – ha messo a disposizione del Csi palestra e aule per le riproduzioni multi-

mediali, dove gli studenti seguiranno i corsi un pomeriggio a settimana. Amelia Morgano ha descritto ai ragazzi la struttura e gli obiettivi del Csi nel panorama sportivo locale sottolineando l’importanza di uno sport in grado di educare i giovani e costruire solide basi per il futuro nel segno del bene comune. Emiliano Scalfi ha raccontato la sua esperienza da direttore di gara: “Fare l’arbitro non è facile, ma posso assicurarvi che può dare grandi soddisfazioni. Nella mia carriera ci sono stati momenti duri ma anche ricordi unici che porterò sempre con me. Questo corso – ha proseguito – farà di voi aspiranti arbitri e vi darà i rudimenti per crescere in questo ruolo. Seguirà un periodo in cui vi troverete spalla a spalla con i fischietti più esperti, che vi accompagneranno nelle prime esperienze sui campi. Passo dopo passo arriverete ad essere arbitri veri e propri”. I corsi avranno la durata di 10/14 ore, al termine delle quali gli alunni sosterranno un esame finale con consegna del diploma che abiliterà i corsisti. Chi proseguirà l’avventura arbitrale affiancherà un arbitro ciessino durante una partita di campionato del settore giovanile dando il via al proprio “praticantato”, al termine del quale sbocceranno i direttori di gara del futuro.

Ginnastica: 230 atlete sul tappeto Riflettori puntati sulla ginnastica artistica femminile e maschile nello scorso fine settimana in occasione della prima gara del campionato provinciale che ha radunato nella palestra comunale di Seniga sei società e oltre 230 ginnaste, che si sono cimentate nelle discipline previste dal programma di gara, rigorosamente suddivise nelle rispettive categorie. Nella “tana” della Planet Gym corpo libero, volteggio, trave d’equilibrio e trampolino sono state le “materie d’esame” che hanno consentito agli atleti in gara di cimentarsi con esercizi provati e riprovati in allenamento misurandosi con gli avversari e con lo sguardo del pubblico. Sono stati due giorni intensi e di forti emozioni, soprattutto per le ginnaste più giovani, alla loro prima esperienza. Hanno fatto valere tutto il loro entusiasmo, così come le più esperte, determinate a migliorare le loro prestazioni per raggiungere il gradino più alto del podio. Tutte le società partecipanti hanno portato a casa grandi soddisfazioni in ottica presente e futura, alcune delle quali tradotte in medaglie. Spiccano i successi di Leonessa e Liberty, che hanno piazzato cinque ragazze ciascuna sul podio, ma hanno sorriso anche Azzurra in Valle, Palazzolese, Planet Gym e Libellule Trenzano. Con la gara di Seniga si chiude il sipario sul 2010 della ginnastica artistica, che tornerà di scena il 29 e 30 gennaio a Palazzolo. Seguiranno le due prove regionali, trampolino di lancio per la manifestazione nazionale di Lignano Sabbiadoro.

Pallavolo, calcio femminile, basket e calcio a 5

Calcinato e Mompiano fanno il vuoto La quinta giornata del campionato top junior di pallavolo arride alle capoliste Calcinato e Mompiano, che continuano a macinare punti. Le sfide di cartello riguardavano proprio le prime due della classe, chiamate a respingere gli assalti delle inseguitrici, ovvero Paratico e Bagolino. A Paratico la formazione di casa ha fallito un’occasione per mettere nel mirino la formazione cittadina. Il Mompiano ha ridimensionato le aspettative avversarie imponendosi per 3-1 e restando in vetta a pari punti con il Calcinato, vittorioso 30 sul Bagolino. Calcio femminile. La lotta al vertice nell’Elite del calcio femminile continua ad essere un discorso a tre. La fabbrica del gol di Castenedolo non conosce crisi, macina punti e produce gioco e spettacolo come in

occasione dell’ultimo successo ottenuto con un roboante 9-3 sul San Benedetto. La valanga di gol messi a segno danno sempre più lustro ad un attacco che ha già realizzato 71 reti vantando la media di quasi 8 gol a partita. Meno sfacciate – ma altrettanto concrete e ambiziose – le campionesse provinciali e regionali in carica del Brescia, che rifilano un pokerissimo al Nave (5-0). L’altra compagine imbattuta è l’Oratorio Sale, che torna da Cremona con un 7-4 sudato ma prezioso sul Real Ghisalba. Più attardate ci sono Fin Beton e Bovezzo, lontane 9 punti dalla vetta. Le clarensi sorridono dopo il 6-0 sul San Faustino, mentre le campionesse nazionali continuano a zoppicare tornando a mani vuote da Casaloldo, dove perdono 5-2. Dopo il campo si passa alla sede di via Chiusure in occasione

della riunione delle società di martedì 30 alle 20.45. Basket. Nel gruppo arancione Team 87 schianta Ome con un 103-49. I campioni provinciali comandano il girone insieme a Torbole – che vince con una bomba a 6 secondi dalla sirena contro New Team Volta – e ai Mascalzoni Sebini, che la spuntano nel finale su La Sportiva (65-67). Nel girone blu l’unica formazione in grado di bissare il successo ottenuto all’esordio è Basket Pallata, che si sbarazza senza di San Luigi Gonzaga con un 76-54. Calcio a 5. Faggi di Eva da una parte e Calcinato dall’altra. Nei campionati di Eccellenza le capoliste restano in vetta facendo punti a Lograto. I lumezzanesi sbancano la tana della Valverde Giardini (6-1), mentre i calcinatesi si accontentano del pareggio (4-4) a Lograto.


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LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

Mondo cattolico e Vescovo Egr. direttore, la scorsa settimana su un quotidiano ho letto un articolo che raffigurava il mondo cattolico bresciano come una “galassia”. In essa mancano molti altri “pianeti” di cui per fortuna è ricca la nostra realtà bresciana e che hanno, semmai, il ‘torto’ di apparire meno sui media. Ho notato poi che tra i vari esponenti è stato inserito anche il nostro Vescovo. Da semplice cattolico sono sicuro che il nostro Vescovo è vicino a tutti i cattolici bresciani e non è di esclusiva appartenenza di qualcuno. Strattonandolo o “posizionandolo” da una parte o dall’altra non si fa certo un bel servizio a lui e al mondo cattolico bresciano, che rischia di spaccarsi ulteriormente e inutilmente. A chi giova? Michele Busi

Dietro una grata Egr. direttore, che cosa ne sa il mondo delle monache di clausura? Che ne sa della sintonia con la trepidazione umana, con l’angoscia umana,con la speranza umana, con l’amore umano? Le claustrali sono persone innamorate dell’umanità, così da tenerla tra le proprie braccia quando è felice e quando piange, quando spera e quando si dispera, quando ha freddo e quando stoltamente non sa usare i propri mezzi. Non c’è altra vita così, al di là da ogni immaginazione, come la vita

contemplativa che vive in pieno la sua donazione al Mistero che sorregge il mondo. Forse, per capire, bisognerebbe vivere, seppur per qualche giorno soltanto, questa esperienza. La vocazione alla vita contemplativa non è che la vocazione ad un amore troppo grande, ad una vita troppo intensa perché possa esprimersi in altro modo oltre che nel dedicarsi totalmente all’Amore di Colui che si ama, e che è ed appare Assoluto sotto ogni punto di vista: bellezza assoluta, intelligenza assoluta,amore assoluto, donazione assoluta. Sono convinta che queste monache (dell’ordine di San Benedetto) vivono in pienezza tutto questo. Altra cosa che il mondo non sospetta, è la semplicità, la normalità dei loro gesti, di tutto il loro vivere, in netto contrasto con il peso e la portata universale e straordinaria che tali gesti e tale vita comportano. Le grate austere, di fronte a cui la gente per lo più si ferma attonita, con un punto interrogativo nello sguardo, sono forse uno dei segni più espressivi ed efficaci per indicare questa realtà misteriosa che sta sotto il loro semplice vivere quotidiano. Esse dicono in modo lampante che le loro vite sono “separate”. Pochi capiscono che senso abbiano le grate della clausura, oggi, ma la colpa non è delle grate. Tutto sta nel fatto che sono pochi quelli che riconoscono a Dio il diritto di esigere un servizio diretto ed esclusivo da alcune persone che Egli separa dalle altre. A queste persone Dio non chiede la cura dei suoi malati, dei suoi bambini, dei suoi vecchi.

Cara Voce direttore@lavocedelpopolo.it

Quanto viene pubblicato in queste pagine è da attribuirsi unicamente alla responsabilità dei firmatari delle lettere. Nelle lettere è necessario indicare in modo leggibile nome, cognome, indirizzo e numero di telefono di chi scrive per renderne possibile l’identificazione. La redazione si riserva il diritto di sintetizzare, senza alterarne il senso, i contributi ritenuti troppo lunghi (massimo 2.500 battute). La pubblicazione di una lettera non implica la condivisione del suo contenuto da parte della direzione del giornale. Non saranno pubblicate lettere già apparse su altri organi di stampa. Scrivete a “La Voce del Popolo”, via Callegari, 6 - 25121 Brescia o via mail a direttore@lavocedelpopolo.it.

Egli a queste persone chiede un’amorosa intimità, in un’offerta di preghiera e di sacrificio protratta per tutta la vita, nascostamente. Stupenda l’affermazione di una novizia che dice: “Io, se non credessi in Dio, vi crederei, perché esiste in fondo agli occhi delle monache”. Perché esistono le suore di clausura? Semplice, perché sono una forma di testimonianza che ci fa comprendere che si può vivere solo e unicamente per Cristo, con Cristo e in Cristo. Carla Gnali

Lettera a un “eroe” della gru

27 novembre 1895 L’industriale e chimico Alfred Nobel redige il testamento con cui istituisce il premio annuale per alcune importanti discipline

28 novembre 1919 Viene eletta la prima donna al Parlamento del Regno Unito. Si chiama Nancy Astor ed è nata negli Stati Uniti nel 1879

Pubblichiamo una lettera a uno degli occupanti della gru di San Faustino. “Caro Arun, vedo che sei invitato a parlare e sei accolto con attenzione e simpatia anche per la pazienza e la forza che hai dimostrato resistendo ben 17 giorni sulla gru, per difendere quelli che tu ritieni dei diritti. In attesa che la magistratura si pronunci se essi possano essere riconosciuti come diritti, lascia che un semplice cittadi-

Omnibus

Avvenimenti 26 novembre 1864 Lewis Carrol invia un manoscritto alla 12enne Alice Liddel come regalo di Natale: è “Alice nel paese delle meraviglie”

Le ricette della settimana Fusilli al basilico

Minestrone alla genovese

Ingredienti: 500 g di fusilli, basilico, 2 spicchi d’aglio, mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva, 6 cucchiai di formaggio pecorino stagionato grattugiato, sale, pepe.

Ingredienti: 150 g di pasta piccola, 2 patate, 2 carote, 2 pomodori spellati senza semi, una costa di sedano, una cipolla, uno spicchio d’aglio, prezzemolo, verdure di stagione, un cucchiaio di pesto senza pinoli, mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva.

Preparazione: Cuocere i fusilli al dente in acqua salata. Intanto preparare il condimento. Lavare e tritare finemente il basilico insieme con gli spicchi d’aglio sbucciati. In un padellino far scaldare l’olio, unire il trito d’aglio e basilico e lasciarlo insaporire solo per pochi istanti. Scolare la pasta, mettendola in una terrina, condirla con il pecorino, l’olio al basilico e una manciata di pepe. Mescolare e servire.

Preparazione: Versare in acqua bollente a fuoco vivo gli ortaggi a tocchetti; dopo 30 minuti unire cipolla, aglio e prezzemolo tritati e cuocere a fuoco lento per 2 ore rimescolando ogni tanto. A metà cottura aggiungere olio, crosta di grana e sale. Una volta sfatte le verdure cuocervi la pasta. Versare in una zuppiera, unire il pesto e il grana.


LA VOCE DEL POPOLO 26 NOVEMBRE 2010

no bresciano, che da 25 anni aiuta per quanto gli è possibile i suoi amici immigrati, rivolga a te giovane un consiglio, qualche critica e una preghiera. In 66 anni ho scoperto l’importanza di far valere i diritti personali, ma che è ancora più importante e difficile compiere fino in fondo il proprio dovere: restare onesto, sincero, generoso, pacifico anche quando gli altri non lo sono. La protesta migliore è quella non violenta, nello stile di Gandhi: in questo senso non ho sentito da parte vostra una condanna dell’attacco armato e premeditato da parte di alcuni vostri sostenitori alle forze dell’ordine; mentre avete condannato le cariche della polizia. Inoltre ho saputo del vostro lancio di oggetti pericolosi sui vigili del fuoco e sulla polizia; cui si è aggiunto il gesto inutile e offensivo del lancio di escrementi e di bottiglie di urina. Ogni occupazione comporta disagi e danni: perché avete voluto aggiungervi il grave danneggiamento di una gru che non era vostra e che serviva ad altri per lavorare? Ho notato un vostro atteggiamento di sfiducia nei confronti dei sindacati e del rappresentante del Vescovo, di cui avete rifiutato la buona proposta di mediazione offertavi fin dai primi giorni. Siete arrivati perfino a sospettare che la Caritas vi servisse a tradimento cibo drogato. Eppure dovreste sapere che nei Paesi occidentali i sindacati e la Chiesa sono distinti dalle autorità politiche, e riconoscere che la Chiesa, anche a Brescia, è sem-

pre stata la prima ad aiutare gratuitamente tutti gli immigrati stranieri, di qualunque religione! Avete espresso il giudizio che in Italia non c’è democrazia e in parte è vero. Ti prego, però, caro Arun, di impegnarti con forza e pazienza a difendere i diritti dei più deboli anche in Pakistan, quando parli con i tuoi compatrioti o ti rechi nel tuo Paese: per esempio i diritti delle persone innocenti dilaniate dalle bombe di quei terroristi che sono stati addestrati, finanziati e armati in Pakistan; i diritti delle ragazze, che ancor oggi possono venire punite fino alla morte se non accettano di vivere come vuole il loro padre e di sposare il marito che viene scelto per loro; i diritti delle minoranze religiose, musulmane sciite e cristiane, che vengono spesso perseguitate e aggredite, o che sono state condannate a morte in base alla legge violenta e ingiusta contro la blasfemia, come certo saprai”. Emilio Guzzoni

Testimone di Cristo Egr. direttore, mercoledì 20 ottobre 2010 un infarto ha interrotto la vita terrena di Giuseppina Zogno, il Signore ha ascoltato la sua richiesta di lasciare questo mondo senza disturbare nessuno, ma, soprattutto, ancora sulla breccia nell’anelito di guadagnare sempre qualcuno a Cristo e, ancora, nell’attività per il regno di Dio. Giuseppina era per me un rife-

rimento sicuro, cordiale, autentico... Era una donna intelligente, capace, amante del bello, ma, soprattutto, donna di fede matura, coerente e provata. Era sempre in movimento, si spendeva con slancio senza sosta né riserva. Personalità molto forte affrontava le sfide della vita con la grinta del dono, sicura che la forza dell’amore avrebbe abbattuto ogni ostacolo e aperto ogni porta, anche quella del carcere. Giuseppina amava la vita, il canto, la parola di Dio, l’Eucaristia, così come amava la Chiesa, la santità e i sacerdoti. In una parola amava l’uomo e capiva la sofferenza che c’era in chi incontrava. La sua vita più che un cammino è stata una corsa per portare Cristo a tutti. Giuseppina era educatrice appassionata, sorella e madre per tanti; era esigente per amore, era contemplativa nell’azione. Giuseppina è stata un dono per me e per molti. Giuseppina ora è entrata nella festa di nozze,come sposa di Cristo ha ricevuto la corona che il Signore le ha preparato: ora vedrà sciolti i perché della vita rimasti nella notte della fede, ora incontrerà i suoi santi, il suo Egidio Bullesi (di cui ha curato la causa di beatificazione) e quelli che amava. Ora potrà cantare a squarciagola il canto dell’Alleluia! E come sempre correrà... correrà per il paradiso nell’anelito di intercedere per noi presso il Cristo risorto e Maria Santissima. Giuseppina ha vissuto il “So in chi ho creduto” di San Paolo e ora vive nella pace dei beati. Giuseppina, grazie. Annamaria Mantelli

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Al concerto con “Voce” Vinci due biglietti per il concerto dei Nomadi (organizzato da Cipiesse) venerdì 3 dicembre (21) al PalaBrescia. Sarà un viaggio attraverso le tappe più importanti del repertorio, da ‘Io Vagabondo’ a ‘Il vecchio e il bambino’ fino agli ultimi successi dell’album. Spedisci il tagliando entro il 2 dicembre a “Al concerto con ‘Voce’” presso “La Voce del Popolo” in via Callegari 6, 25121, Brescia. Gianfranco Novaglio ha vinto il biglietto famiglia per “Sconcerto d’amore” .



…Nomadi in concerto

Nome Cognome Telefono

IN COLLABORAZIONE CON:

VOCESAS

29 novembre 1825 “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini è la prima opera italiana rappresentata negli Stati Uniti. Va in scena oggi a New York

30 novembre 1974 In Etiopia Tom Gray e Donald Johanson scoprono i resti fossili di Lucy, un Australopithecus afarensis straordinariamente ben conservato

1° dicembre 1989 Incontro di portata storica in Vaticano fra Giovanni Paolo II e Gorbaciov, che è il primo dirigente sovietico a recarsi in visita alla Santa Sede

2 dicembre 1960 Giovanni XXIII riceve Geoffrey Francis Fisher, arcivescovo di Canterbury. È il primo incontro ufficiale fra un Papa e un Primate della comunione anglicana dal 1559

L’esperto risponde a cura delle Acli Bresciane

Aforismi

D.: Quest’anno ho acquistato la prima casa e ho richiesto un mutuo; so che la Regione Lombardia destina dei contributi a fondo perduto per chi si trova in tale situazione. Dove e quando posso fare la domanda e di che importo è tale contributo?

C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera (Henry David Thoreau)

R.: Il 3 novembre 2010 la Giunta regionale ha approvato la Dgr n.738 “Decimo bando per l’acquisto della prima casa” che destina contributi per agevolare l’accesso e il recupero della prima casa di abitazione. Il contributo va da un minimo di 5.000 euro a un massimo di 8.000 euro, la domanda va presentata presso un Caf entro lunedì 31 gennaio 2011; per il perfezionamento dei requisiti la scadenza sarà il 30 giugno 2011. Si può rivolgere al Caf Acli per informazioni in merito, telefonando al numero 030.2409884.

Nessuno sa abbastanza e abbastanza presto (Ezra Pound) Le persone che riescono in questo mondo sono quelle che vanno alla ricerca delle condizioni che desiderano, e se non le trovano le creano (George Bernard Shaw)



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