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CARPI DISTRETTO MODA CARPI FASHION DISTRICT WI NT E R 2017/ 18

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AUTUMN/WINTER 2017

CARPI DISTRETTO MODA CARPI FASHION DISTRICT

CARPI DISTRETTO MODA CARPI FASHION DISTRICT A U T U N N O / I N V E R N O 2017 SOMMARIO

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Olmes Carretti: Best Company ritorna con il suo creatore

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Tendenze moda

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Gina Beltrami: inventarsi come fashion blogger

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Stoccolma: una metropoli tra acqua, verde e contrasti

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Andrea Benzi, scenografo e allestitore di sogni

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Alessandro Michele, Marco Bizzarri e il fenomeno Gucci

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D’Avant Garde Tricot: grandi produzioni e un occhio al brand 44 Moda Makers la condivisione che fa sistema

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Abiti da sposa e da gran sera trionfo di sartorialità

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INDICE SPACCI E OUTLET 51

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AUTUMN/WINTER 2017

SUMMARY

SUPPLEMENTO AL N. 38 DI VOCE DEL 26 OTTOBRE 2017

Olmes Carretti: Best Company is back and so is its creator 09 Fashion trends

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Gina Beltrami: finding a new life as a fashion blogger 25

SUPPLEMENT TO ISSUE 38 OF WEEKLY VOCE DATED 26TH OCTOBER 2017 REG. TRIB. DI MODENA, N. 1177 DEL 7.10.1993 DIRETTORE RESPONSABILE

EDITOR IN CHIEF: FLORIO MAGNANINI

Stockholm: a metropolis of water, nature and contrasts 29 Andrea Benzi, set designer and dream maker

GRAPHICS AND PAGING: SANDRO PAPPALARDO

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Alessandro Michele, Marco Bizzarri and the Gucci phenomenon 37 D’Avant Garde Tricot: grand productions and a glance at the brand 44 Moda Makers: sharing to create a system

GRAFICA E IMPAGINAZIONE

TESTI / TEXTS: CLAUDIA ROSINI FLORIO MAGNANINI VALENTINA PO TRADUZIONI / TRANSLATIONS: BENEDICT SCHOOL CARPI EDITORE / PUBLISHER:

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Bridal gowns and evening wear: a tailoring triumph 48 INDEX OF FACTORY SHOPS AND OUTLETS IN CARPI 51

SOCIETÀ EDITORIALE D&F SRL, VIA PERUZZI 2C - 41012 CARPI TEL. 059 694050 - FAX. 059 645457 FINITO DI STAMPARE IL 23 OTTOBRE 2017 PRESSO CENTRO SERVIZI EDITORIALI SRL VIA SELICE 187/189 - 40026 IMOLA


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EDITORIALE di Florio Magnanini

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ome stanno le fashion school in Italia? Se lo è chiesto il recente First Education Market Monitor Summit organizzato dall’Istituto Marangoni di Milano. E la risposta, stando alle nude cifre, potrebbe essere che la formazione nel settore moda, nel nostro Paese, non se la passa del tutto male. È stato calcolato, per esempio, che il mercato della formazione muove ogni anno 75 milioni di euro, equivalenti al 15 per cento del mercato mondiale del settore, con un ritmo di incremento del 9 per cento annuo. È risultato anche che per la formazione alla moda, in Italia, siamo secondi solo ai Francesi in fatto di styling e al primo posto con gli Inglesi nel fashion design, mentre si difetta un po’ per il fashion business: “L’entrata nel panorama competitivo di scuole non specializzate, come Bocconi – ha spiegato al riguardo Roberto Riccio, group managing director dell’Istituto Marangoni – ha creato modelli in cui si insegna moda perché legata al business, ma senza la comprensione dei modelli della moda che solo una fashion school può fornire”. Nel distretto tessile di Carpi, il bilancio

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presentato da Carpi Fashion System per il quinquennio 2012-2017 parla di una spesa complessiva di 486 mila euro per la formazione, tradottasi in 90 corsi realizzati, per 213 mila 200 ore di formazione, 1.300 partecipanti e 231 imprese coinvolte negli stage. Tutto bene, dunque? Dipende anche da che cosa si intenda con quei primati nello styling e nel design rilevati dalla ricerca dell’Istituto Marangoni. Perché è lo stesso Riccio a spiegare che le scuole dovrebbero essere meno teoriche e più pratiche, parlare di più con l’industria, stabilire un contatto maggiore e continuo, con testimonianze aziendali da proporre come workshop per gli studenti e con risposte a nuovi paradigmi come, per esempio, l’e-commerce: “Le scuole forse non sono abbastanza up-to-date per fare questo”. Intervenendo nella stessa occasione, Santo Versace ha rincarato la dose: “Le scuole – ha affermato – devono istituire borse di studio per permettere ai nuovi talenti di crescere, così come fanno le aziende. Ma i libri e la teoria non sono tutto. Ai giovani dico che bisogna lavorare, lavorare, lavorare. Anche manualmente, perché il lavoro delle mani dovrebbe essere retribuito anche di più di quello da scrivania. E secondo me – ha concluso – uscire dalla scuola a 18 anni è tardi: i mestieri vanno imparati il prima possibile”. Per dire, in sostanza, che l’apprendimento di styling e design va messo alla prova dell’esperienza diretta in azienda, costruito sul campo. Questo numero di Carpi Distretto Moda reca una storia di copertina esemplare, in questo senso: quella di Olmes Carretti, al quale, per diventare un designer di successo, oltre a una straordinaria sensibilità affinata con i viaggi e l’osservazione è servito soprattutto addentrarsi nella conoscenza dei colori, dei tessuti e dei loro comportamenti, impadronirsi di soluzioni tecniche innovative, studiare con attenzione i filati, la loro tecnica di costruzione, gli effetti materici e sensoriali. È così che lo stilismo e il design possono risultare l’effetto di percorsi concreti di apprendimento, sottraendosi al puro dato estetico e del gusto. Ed è su questo che si misura oggi una formazione efficace e in grado di rendere le aziende davvero competitive.


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EDITORIAL by Florio Magnanini

What bill of health can we give to the fashion schools in Italy today? This was the question asked recently by the First Education Market Monitor Summit organised by Istituto Marangoni from Milan. And the answer, judging from the figures alone, is that here in Italy, the education and training on offer for careers in the fashion industry is actually in pretty good shape. It was calculated, for example, that each year the training market moves 75 million euro, equivalent to 15 per cent of the global market for the fashion industry, with a 9 per cent increase each year. It was also found that in terms of training for the fashion industry, we only come second to the French for styling and share poll position with the British for fashion design, whereas we are slightly lower down the rankings when it comes to the fashion business: “The fact that a number of non-specialised schools, such as Bocconi, have entered the competition – explained Roberto Riccio, group managing director of Istituto Marangoni – has created models in which fashion is taught because it is linked to business, but without understanding the models of fashion that only a fashion school can provide”. In the textile district of Carpi, the balance presented by Carpi Fashion System for the 5-year period 2012-2017 reports a total expenditure of 486,000 euro for training, in the form of 90 courses, 213,000 euro per 200 hours of training. These involved 1,300 participants and 231 companies in periods of work experience. So, can we proclaim a clean bill of health, then? It also depends on what those top rankings for styling and design identified by the research carried out by Istituto Marangoni really mean. Because Riccio himself admits that schools should focus less on theory

and more on practical experience; speak to the industry more; establish a stronger, continuous relationship between the two; offer the experiences of companies as workshops for students and provide responses to new paradigms, such as e-commerce. “Our schools are perhaps not up-to-date enough to do this”. Speaking at the same event, Santo Versace upped the dose further: “Our schools – he said – must set up scholarships allowing new talents to develop, in the same way that companies do. But books and theory are not everything. I always tell young people that what they must do is work, work and work some more. Also with their hands, because manual work should be better paid than the work done behind a desk. And in my opinion – he concluded – leaving school at the age of 18 is late: trades should be learned as early on as possible”. This essentially means that what students learn in terms of styling and design must be put to the test by working in a company, and so built up “on the field”. This issue of Carpi Distretto Moda contains a cover story with an example of this: the story of Olmes Carretti, whose success as a designer cannot only be attributed to his extraordinary sensitivity, extensive travels and keen observation skills, but also to his handson experience. This was what introduced him to colours and fabrics and how they behave, allowing him to master innovative technical solutions, closely study yarns, how they are made and their sensory and textural effects. In this way, styling and design emerge as the effects of practical learning experiences, and have little to do with the pure aspect of aesthetics and taste. And today this is the tape measure used to weigh up an effective approach to training that can make companies truly competitive.


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COVER STORY Olmes Carretti al lavoro in azienda nel 1986, una delle annate di maggior successo per il marchio Best Company

Il Gruppo Cisalfa rilancia Best Company. E con il marchio cult degli anni Ottanta ritorna il suo creatore, Olmes Carretti. Che ne ricorda le origini e il successo. E spiega ai giovani da dove nasce la capacità di inventare e innovare

Olmes Carretti: la creatività oltre il tempo delle mode

T

di Florio Magnanini

orna il marchio Best Company. E ritorna con Olmes Carretti, l’uomo che 35 anni fa inventò dal nulla il brand destinato a identificare per un quindicennio uno stile di vita ispirato alla comodità e alla facilità del vestire divenuto subito trasversale alle generazioni. E che con lui trasferì all’uso quotidiano, nobilitandolo con il colore, la ricerca sul tessuto e il design, un capo come la felpa nato negli States per lo sport. Una intensa campagna di comunicazione, attivata dall’attuale proprietario del marchio, il Gruppo Cisalfa di Vincenzo Mancini, ha annunciato, contestualmente all’accordo con Olmes Carretti, l’imminente approdo al mercato del nuovo Best Company con la collezione primavera estate 2018. Creando un’aspettativa senza precedenti che si è tradotta in richieste da parte di almeno duecento punti vendita. Per un prodotto del quale ancora si sa poco o nulla, mentre il suo ideatore, di oggi e di ieri, si limita a dire: «Sarà un prodotto di raccordo tra quello di trent’anni fa e quello che sarà domani: fatto in Italia, con i colori, la comunicazione grafica, la tecnica costruttiva di Best Company».

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IL BASSO E L’ALTO

DALL’INDIA A BY AMERICAN

A chiedergli come gli vengano idee che gli hanno permesso di creare o rilanciare non meno di una quindicina di brand e di collocare nella storia autentici capi di culto «…vengo dal basso – risponde lui – e ho sempre guardato verso l’alto. Ho progettato cioè quello che avrei voluto indossare io, cercando di immettere nel prodotto una qualità che quelli degli altri non avevano. Per questo non ho mai realizzato modelli pensando a un uso o a un cliente specifico. Il vantaggio è stato quello di fare sempre qualche cosa che non c’era sul mercato». Puntare sempre in alto, nel senso dell’originalità e dell’unicità, non è solo alla base della filosofia creativa di Olmes Carretti. È anche l’attitudine che ha fatto di lui, fra la metà degli anni Settanta e la fine degli Ottanta, il protagonista indiscusso della svolta epocale del tessile abbigliamento di Carpi. Per dire di un distretto produttivo importante ma che, come spiega lui stesso, «…quando arrivai mi appariva appiattito sulle richieste dei buyer e del mercato tedeschi, nascosto nell’anonimato e indirizzato a lavorare soprattutto sulla quantità, perché i margini poteva realizzarli solo con i grandi numeri». Il basso, appunto. Che lui prese e ribaltò, puntando alla qualità piuttosto che ai numeri, ad aggiungere valore al prodotto, con quel di più che un creatore trae dalla propria sensibilità, dalle proprie curiosità, dalle conoscenze tecniche e di tutte le lavorazioni: in una parola, dalle proprie esperienze di vita.

Orgogliosamente figlio di famiglia bracciantile e di quel mondo rurale che ti insegna presto a cogliere l’essenziale, la verità degli uomini e delle situazioni, Olmes Carretti a 17 anni era già in India, primo approdo di quella curiosità di conoscere il mondo che non lo avrebbe mai più abbandonato. «L’ambiente da cui provenivo – spiega – non mi avrebbe mai dato possibilità. Poi qualcuno mi ha preso così com’ero, innamorato dei miei sogni. E i miei, non conoscendo l’ignoto, mi hanno lasciato fare». Quel qualcuno era Giorgio Kauten. Olmes Carretti, che all’epoca lavorava da commesso e poi da turnista di notte in un maglificio, lo ricorda, capelli biondi lunghi fino alle spalle, mentre a Bologna scarica cartoni di indumenti di importazione. Incantato dai colori – l’attenzione ai colori è una costante della sua storia professionale – si informa sulla provenienza e, saputo che venivano dall’India, gli chiede di seguirlo nel viaggio successivo. «Dopo una settimana ero con lui a Delhi, a comprare abiti dalle bancarelle – sottolinea –. Poi c’era da rivendere il tutto: ed è da lì che ho preso a frequentare il mondo dell’abbigliamento». Da lì è nato anche Portobello, il negozio di usato sulla circonvallazione, a Reggio Emilia, che lo inserisce appieno nell’ambiente, creandogli occasioni di relazione e contatti, come con i fratelli Fratini, i creatori della Rifle, altro incontro importante. L’arrivo a Carpi è del 1976, grazie a Solferino Vecchi: «Mi manda a chiamare tramite un suo rap-

“Carpi mi appariva appiattita sul mercato tedesco: prodotti anonimi e quantità”


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Olmes Carretti è con Franco Belforti e Alfredo Saltini a Los Angeles nel 1984. A sinistra, cena aziendale con Saltini e, qui a lato, la prima campagna Best Company (1983)

presentante – ricorda – e quando ci incontriamo, mi fa in dialetto: “Io so chi sei tu, ma tu non sai chi sono io”». Lui, Vecchi, è uno che prima di tutto ha bisogno di far girare le macchine. C’è da superare qualche diffidenza della famiglia verso il personaggio esterno? Vecchi lo rassicura: “Domattina ti faccio trovare in via Paolo Guaitoli tutte le macchine che vuoi, con tre donne”. Il marchio Saint-Moritz nasce così. Insieme a un messaggio, insolito per la Carpi “cinese” dell’epoca, quella dei numeri e dell’anonimato: con le tecnologie che nessuno usava, facendo maglie dai grandi disegni colorati si poteva fare un prodotto originale e crearsi un mercato. Il passo successivo, tre anni dopo, è sempre a Carpi, con Walter Righi che, concluso il contratto con Saint-Moritz, gli offre di lavorare per lui. Qui Olmes Carretti mette in campo l’esperienza compiuta con Maggia Gerulaitis, il primo brand che ha usato i colori dell’abbigliamento tennistico. E dà vita a By American. Capisce il futuro che può avere anche per l’abbigliamento un tessuto come quello della felpa – boccola grigia dentro e colore naturale fuori – nato per lo sport e che poteva essere facilmente prodotto a Carpi, data l’abbondanza di taglia-cuci in città. «La grafica era la continuazione del lavoro sulla maglieria Saint-Moritz – precisa Carretti –: combinata con l’innovazione tecnica in cui sono stati preziosi i consigli di Nevio Polacci, ha dato origine al mix che ha decretato il successo di By American».

Un successo misurabile in una progressione che porta il brand dai milioni di lire del fatturato 1979 ai miliardi del 1982. Il segreto delle grafiche di Carretti, oltre che nella scelta dei colori e nella perfezione dell’esecuzione affidata alle mani di un artista come Gianfranco Rovatti, è nella loro capacità evocativa ispirata dal continuo viaggiare di Olmes Carretti: grazie ai Fratini della Rifle esplora gli Usa dei grandi spazi, della libertà, dei parchi e delle cattedrali naturali; e poi c’è l’Asia, che è creatività, piacevolezza delle persone e soprattutto colori.

Saint-Moritz: prima dimostrazione che si poteva fare un prodotto originale

IL CASO BEST COMPANY Ingegneria del capo, tecnologia, studio del tessuto, grafica ispirata e comunicazione: sono già gli ingredienti di Best Company. «Terminata l’esperienza con By American – racconta ancora Carretti – ho voluto sperimentare un nuovo marchio di maglieria. L’ho chiamato Best Company e l’ho prodotto in un piccolo maglificio conto terzi di Rio Saliceto, del carpigiano Barbieri. Con appena setto/otto modelli, riuscimmo a venderne 12 mila pezzi, ma lui non se la sentì di impegnarsi su larga scala». Passano alcuni mesi di quel 1982 e avviene un nuovo incontro decisivo, quello con Alfredo Saltini. È un altro uomo “dal basso”, «…dotato di grande intuito e di una eccezionale capacità di captare i momenti – ricorda Carretti –. Quello che lui diceva, per me lo ha sempre mantenuto». È il contoterzista


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Alcune immagini di campagne felpe e polo Best Company

che aveva prodotto le felpe per By American e l’incontro avviene su una base precisa che dimostra la lungimiranza di Saltini. Anche se è solo agli albori, “…il marchio è mio”, dice a Carretti. Le prime due stagioni vanno così così, frenate dalla sovrapposizione con By American: non tutti i clienti sanno che Olmes Carretti non ci lavora più. Il nuovo brand è talmente ai margini, che nel 1985 Pitti Uomo non lo ammette. E allora il suo designer e il produttore danno fondo a una delle più impegnative e costose operazioni di marketing che si ricordino nella storia del tessile di Carpi, impegnando una bella cifra in una sfilata, affidata alla migliore agenzia di Firenze e tenuta la sera stessa dell’apertura del salone. Best Company diventa subito il maggiore competitor di Ralph Lauren, portando a vendite per miliardi di lire già nel primo mese. Il motivo del successo? C’era aspettativa, sul mercato, di un prodotto che andava incontro al-

la voglia di colore e che insieme comunicava un messaggio ecologico, di pulizia e libertà. C’era il pino, che inizialmente era un triangolo e che è stato inclinato e reso più naturale e meno geometrico. E c’era la scritta con le lettere disegnate a mano e con effetto tridimensionale. Pensano anche a che cosa far mettere sopra e sotto la felpa, implementando a ogni stagione le applicazioni: T-shirt, polo, giacche a vento, perfino i pantaloncini da bagno con elastomeri. Si calcola che nel periodo aureo, intorno alla metà degli anni Ottanta, Best Company abbia venduto più di venti milioni di pezzi: un po’ troppi per relegarlo a marchio dei paninari, essendosi rivelato piuttosto un capolavoro di trasversalità. Ricorda oggi Carretti: «Sono stati sei anni magici. Si lavorava tutti nella stessa direzione, come in una famiglia. C’era una squadra che collaborava compatta, fatta da uomini e donne di Carpi di grande umiltà, bravura e competenza. Per questo dico che


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Quarant’anni di successi Nella ultra quarantennale carriera di Olmes Carretti si possono distinguere i brand di sua completa creazione e i progetti da lui ideati per marchi preesistenti. Fra i primi, dopo Spitfire del 1975/’78 creato con l’amico Riccardo Montanari, vengono: Saint Moritz (1976-‘79), By American (1979-’82), Best Company (1982/’92), American System (1985/’92), Il’s (1986/’91), Europemood (2005/’07). Notevole è anche la lista dei progetti: Fiorucci (1977/’78), Robe di Kappa (1978/’79), Maggia-Gerulaitis (1979/’81), Henry-Lloyd (1986/’91), Sperry Top Syder (1986/’88), Haas (1991/’94), Hofer (1995/’97), Devold (1995/’98), Bewlstaff (2002/’04), Henry-Lloyd (2011/’16), MC2 Saint Barth (2015/’17) Rossignol Ville (W 2017)

Olmes Carretti

Carpi ha dato a me più di quanto io abbia dato a lei».

IMPRESA, TERRITORIO E GIOVANI Le imprese si fanno anche in simbiosi con i territori, è il messaggio. Ma ce n’è un altro, che lui dirige ai giovani e che spiega anche il suo rifiuto di definirsi uno stilista (“Gli stilisti sono quelli che fanno uno schizzo immediato con talento nella mano e nella mente. Il mio, invece è un mestiere inventato”). Ed è il mestiere di chi conosce bene la tecnica, perché è la tecnica che dà il massimo del risultato: «Ecco perché – conclude – i ragazzi di oggi dovrebbero partire dalla conoscenza dei tessuti e della resa che fanno e solo dopo dedicarsi alla progettazione. Purtroppo non c’è stato il passaggio dalla Gianna caporeparto che ho conosciuta io alla ragazzina che vorrebbe fare la stilista. Lì è avvenuta la rottura, lì si è creato il gap del sapere e questo è il danno maggiore prodotto dalla delocalizzazione».

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Olmes Carretti: creativity beyond the time of fashions

Best Company is back, the brand that met with extraordinary success in the eighties and is now about to be re-launched by the Cisalfa Group. And the man who created the brand is also back. The person whose intuition led him to exploit the potential of a garment such as the sweatshirt, developing it from a garment used only in sports, as it was in the USA, to a garment for everyday wear, becoming the symbol of a way of dressing with a focus on comfort and practicality. Olmes Carretti, who defines himself as “a man from the bottom looking out to the top”, and grew up in the countryside before dedicating his efforts to clothing, only produced the brand in question after having completed a long training course. One mostly composed of life experiences and travels, starting from his trip to India at the age of 17 years old, of a sedimentation of sensations and images, all linked by an inborn passion for the study of colour. He had come to Carpi thanks to Solferino Vecchi who provided him with machines and staff so that he could invent the Saint Moritz knitwear line from scratch. With this line, Carretti embraced a turning point, causing him to turn around the history of the textile district in Carpi which, until that point, had been flattened by the logic of the quantities geared to appease the German market. Now thanks to him, it understood the importance of turning things round, of focusing on the quality of the

product, and on its originality, achieved here, with the large embroidered details on the sweaters. And it would again be in Carpi that Carretti would experiment with the sweatshirt with the By American brand, adapting the colours of tennis to suit it, before completing his interpretation of that garment and its possibilities with Best Company, conceived entirely by him and produced by Biesse ci by Alfredo Saltini. The pine tree symbol, designed by him and combined with an original lettering that reproduced its three-dimensional nature, along with a precise choice of colours, were all elements that would ultimately determine the success of the Best Company line. Not only among young people but with a powerful, transversal effect that was linked to the message of freedom and to the ecological values inspired by the brand. To such an extent that at the peak of its fortunes, Best Company, also offering t-shirts, wind jackets, polo shirts and swimming costumes, succeeded in selling 23 million pieces worldwide. In his work – and this is also a message to young people – Olmes Carretti has always favoured the ability to gather sensations and images but then filter these with a knowledge of yarns and fabrics and with a confident grasp of the techniques used to manufacture the garments. In a word, with the know-how provided by the workers in the textile district of Carpi, before offshoring created the fracture which today school should attempt to mend.


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Tendenze moda Come ci dobbiamo vestire questo inverno? Cosa è “in” e cosa invece è “out”? Rispondere non è per niente facile perché la moda da qualche stagione è molto variegata e concede più opzioni e più possibilità con le quali “giocare”. Le sfilate internazionali hanno però lanciato alcune macrotendenze per l’autunno-inverno 2017-18 tra novità assolute, di Claudia Rosini graditi ritorni, eterni evergreen e trovate a effetto.

di Claudia Rosini

Fashion trends How do we have to dress up this winter? What is “in” and what is “out”? Answering is not at all easy because fashion is very varied and allows more options and more possibilities to play with. However, the international fashion shows have launched some macro trends for autumn-winter 2017-18 among absolute novelties, appreciated returns, eternal evergreen and found in effect.

Etro

SHEARLING Il giaccone di pelliccia di pecora e il cappotto di montone rappresentano il capospalla dell’inverno. Che il trend del colore, anzi dei colori a contrasto, rendono cool, glam e audaci SHEARLING Etro The sheep’s fur coat and mutton coat are the winter coats. That the trend of color, or rather contrasting colors, make cool, glamorous and bold

Blumarine

ROSSO È sicuramente il colore di questo inverno. Potente, vibrante, energico: non c’è stilista che non l’abbia usato, perfino in total look, dalla testa ai piedi, su cappotti, vestiti e accessori. RED It is definitely the color of this winter. Powerful, vibrant, energetic: there is no designer who has not used it, even in total look, from head to toe, on coats, clothes and accessories.


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Bottega Veneta Emporio Armani Calvin Klein

TAILLEUR Protagonista indiscusso di stagione, in versione doppiopetto e maschile, rigorosamente con i pantaloni, il tailleur è un capo imprescindibile dell’autunno-inverno 2017-18 TAILLEUR Undisputed protagonist of the season, in a double-breasted and masculine version, rigorously with trousers, the suit is an essential piece of autumn-winter 2017-18

POIS Sono la fantasia più cool di questo inverno. Maxi in versione black&white per abiti da sera, mini per dare leggerezza e ironia agli outfit più austeri, bon ton per vestiti e gonne POLKA DOTS They are the coolest fantasy of this winter. Maxi in black&white version for evening dresses, mini to give lightness and irony to the most austere outfits, bon ton for dresses and skirts

ANNI QUARANTA Ogni stagione ha la sua decade da riportare in auge rivisitandola secondo la moda del momento. Questa volta tocca ai raffinati anni Quaranta: spalle importanti, gonne longuette, plateau ai piedi e linee affusolate THE FORTIES Each season has its own decade to be brought back, revisiting it according to the fashion of the moment. This time it’s up to the refined 1940s: important shoulders, longuette skirts, plateau at the feet and tapered lines


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Miu Miu

MAXI PIUMINI Over, soffici e super caldi. I puffy coat sono il must have urbano da indossare per tutto l’inverno, anche con le gonne classiche a tubino. Dai modelli classici e trapuntati alle versioni più originali con inserti in pelliccia MAXI DOWN JACKETS Over, soft and super hot. Puffy coats are the urban must-have to wear throughout the winter, even with classic sheath skirts. From classic and quilted models to more original versions with fur inserts

Erika Cavallini

Prada

DENIM Il jeans da capo icona dello streetstyle si sta trasformando in un must have assoluto e universale. Proposto in diversi lavaggi, dal più chiaro al più scuro, diventa protagonista da capo a piedi

CHECK In stile plaid e country oppure mini e bon ton, di ispirazione anni Settanta oppure dal mood grunge, dalle nuance calde oppure bicolor: le fantasie a quadri sono tornate di gran moda

DENIM The iconic streetstyle jeans are turning into an absolute and universal must-have. Proposed in different washes, from the lightest to the darkest, it becomes protagonist from head to foot

CHECK In plaid and country style or mini and bon ton style, inspired by the seventies or grunge, warm nuances or bicolor: the patterns with pictures are back


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Blugirl

PELUCHE Morbide, arruffate e rassicuranti come il teddy bear dell’infanzia. Colorate come un personaggio del Muppet Show. Le pellicce a effetto peluche – la maggior parte ecologiche – sono ancora una volta protagoniste della stagione PELUCHES Soft, shaggy and reassuring as the teddy bear of childhood. Color as a character in the Muppet Show. The soft-looking furs - most of which are environmentally friendly - are once again the protagonists of the season

Gucci

ETNOMIX Il mood etnico è nuovo e irriverente. Propone un giro del mondo senza una meta precisa, alla ricerca di ispirazioni innovative (e opposte) che si sappiano incontrare creando estetiche originali ETNOMIX Ethnic mood is new and irreverent. It proposes a tour of the world without a precise goal, in search of innovative (and opposite) inspirations that you know how to meet creating original aesthetics

Alberta Ferretti

PIUME Leggere e impalpabili, decorano scarpe, impreziosiscono borse e arricchiscono il profilo di abiti e gonne, ondeggiando a ogni passo e regalando a chi le indossa fascino ed eleganza FEATHERS Lightweight and impalpable, they decorate shoes, embellish bags and enrich the profile of dresses and skirts, waving at every step and giving those who wear them charm and elegance


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SLOGAN Dalle t-shirt ai cappotti è tutto un fiorire di lettere, numeri, parole e frasi per lanciare messaggi al mondo: proclami, proteste, rivendicazioni, buoni propositi o slogan a effetto SLOGAN From t-shirts to coats, everything is a bloom of letters, numbers, words and phrases to send messages to the world: proclamations, protests, claims, good intentions or slogans with effect

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Dior Chanel

LAMINATI Quest’inverno abbondano i materiali inconsueti: laminature plastiche, trasparenti, metalliche, brillanti e verniciate. Per non passare inosservate LAMINATES This winter, unusual materials abound: plastic, transparent, metallic, metallic, bright and painted laminating. Not to go unnoticed

CAPPA Se c’è un capospalla che è onnipresente sulle passerelle invernali, è la cappa. Il soprabito senza maniche, a metà strada tra il poncho e la mantella, ritorna di gran moda HOOD If there is a outerwear that is omnipresent on the winter catwalks, this is the hood. The sleeveless coat, halfway between the poncho and the cape, is back in fashion


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Gina Beltrami: come reinventarsi una vita da fashion blogger scorso anno si è chiuso il rapporto con l’azienda per la quale lavoravo e a gennaio ho deciso di reinventarmi e di “sfruttare” appieno questa mia passione rendendola un lavoro. Ho cominciato a fare sul serio, avvalendomi della collaborazione di mio marito, che è fotografo professionista e perfezionando il layout e i contenuti del blog». Le visitatrici del blog sono donne dai 35 anni in su: appassionate di moda, in cerca di consigli e “dritte” su come valorizzare il proprio look. Oltre all’abbigliamento e alla moda, Gina scrive anche di altri argomenti come beauty, viaggi e cucina. «Pubblico i miei outfit preferiti indossati spesso da me e talvolta da mia figlia Sofia che ha 19 anni e propongo abbinamenti magari insoliti, ma che sono di mio gusto. A volte basta un capo nuovo e azzeccato per rinnovare il guardaroba – spiega –:

Nelle immagini, Gina Beltrami

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di Claudia Rosini

a vita inizia a 50 anni. O per lo meno, per la carpigiana Gina Beltrami è stato così a livello professionale. Nel 2013 ha aperto il suo fashion blog quasi per gioco (www.ginabeltrami.com) e oggi, oltre a contare migliaia di followers su Facebook e Instagram, rientra tra le 80 Top Italian Fashion Bloggers. Gina ha avuto la capacità di riuscire a rendere una grande passione, quella per la moda, una professione. Dopo aver lavorato nel settore per più di 20 anni – come contabile prima e come coordinatrice degli accessori poi –, ha deciso di rivoluzionare la sua vita professionale e di dedicarsi anima e corpo al suo progetto online. «Ho aperto il blog su consiglio di un collega, incentivata dal fatto che amiche e colleghe mi chiedevano sempre consigli di moda. Così mi sono decisa a farlo – racconta –. All’inizio gestivo il blog a livello amatoriale, conciliandolo con il lavoro d’ufficio e pubblicando qualche foto alla sera e nel tempo libero. Poi a dicembre dello


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un accessorio “importante”, come una borsa o una scarpa giusta, è in grado di valorizzare anche il più semplice dei look. A me poi piace mescolare capi low cost con pezzi di qualità. Gli abbinamenti sono il mio forte: accostare cose diverse che parlano lingue diverse ma che alla fine risultano in armonia. Questo è il mio stile». Per migliorare ancor di più le sue competenze Gina ha frequentato un corso di consulenza d’immagine presso la sede di Reggio Emilia dell’Academy di Carla Gozzi, sofisticata esperta di moda, blogger nonché conduttrice del popolare “Ma come ti vesti?”. «In tv si è dovuta creare il personaggio della fashionista snob, ma in realtà dal vivo è aperta e alla mano – rivela – e il suo corso è stato molto

interessante». La fashion blogger realizza quindi consulenze d’immagine per valorizzare l’aspetto delle donne, ma è anche personal shopper e aiuta quindi a fare gli acquisti giusti senza incappare in grossolani errori di stile. «La moda è un gioco e in questo senso gli abbinamenti sono fondamentali – consiglia –; bisogna saperli fare a seconda dell’occasione, ma non è sempre così scontato e non tutte ci riescono. Per me è un divertimento, anche se anni fa non avrei avuto questa sicurezza: oggi ho una carica e una voglia di fare incredibili». La sua grande passione sono gli accessori: borse, scarpe, ma anche bijoux. Per questo ha avviato una collaborazione con una designer modenese di bijoux vintage che vive a Seattle, negli Stati Uniti. «Voglio mantenere un livello alto nel mio blog, anche in questo, come nell’abbigliamento, mi piace avere un certo stile, unico e il più personale possibile ­– sottolinea Gina ­–. Seguo diverse fashion blogger ma non voglio imitarne nessuna, cerco di essere originale assecondando, ovviamente, i miei gusti e le mie inclinazioni». In fatto di stilisti invece ha alcuni “miti” che sono fonte di ispirazione. «La mia icona è Coco Chanel – ammette con un sorriso –. E poi mi piacciano molto Ermanno Scervino, Dolce&Gabbana, Gucci e anche Blumarine. Ho visto l’ultima collezione di Anna Molinari sfilare in passerella a Milano e mi ha colpita, ho notato un ritorno alle origini». Le scarpe però sono la sua vera passione: ne possiede centinaia. «In realtà non le ho mai contate, ma sono davvero tante, ogni paio conservato “gelosamente” nella sua scatola originale – scherza –. Le Valentino sono le mie preferite: battono tutte, perfino le Fendi, le Gucci e le Louboutin». Quando le chiediamo le tendenze di questo inverno, risponde prontamente: «Il velluto liscio, il rosso anche in total look, i jeans sfrangiati, l’eco pelliccia a effetto peluche, la vita alta, le borse a tracolla di piccole dimensioni, gli stivaletti texani e le scarpe con il pelo. Io le comprai già due anni fa, oggi le hanno tutti. In un certo senso ho precorso i tempi (ride)». Quando deve descrivere il suo outfit ideale, ci pensa su un attimo. «Dipende dalle occasioni. Jeans strappati e texani da indossare di giorno, mentre per la sera il little black dress al ginocchio rimane un evergreen». Tra i progetti per il futuro, Gina ne ha uno in particolare che riguarda Carpi. «Con il mio blog e i miei social, tramite le collaborazioni con le aziende, conto di riuscire ad aiutare la promozione e il rilancio del “prodotto made in Carpi”. È un progetto ambizioso – ­ conclude –, ma io ci voglio provare».


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Gina Beltrami: how to step into a new life as a fashion blogger Life begins at 50. Or at least for Carpi-born Gina Beltrami this was the case when it came to her career. In 2013 she opened her fashion blog just for fun (www.ginabeltrami. com) and today, as well as having thousands of followers on Facebook and Instagram, she is also one of the 80 Top Italian Fashion Bloggers. Gina has managed to make a great passion, her passion for fashion, into a career. Having worked in the industry for more than 20 years – first in the accounting field and then as accessories coordinator – she decided to revolutionise her professional life and throw herself head over heels into her online project. Those who visit her blog are generally women aged from 35 years old up, all passionate about fashion, and seeking suggestions and “tips” on how to make the most of their look. As well as clothing and fashion, Gina also writes about other topics, such as beauty, travel and cooking. “I like mixing low cost garments with quality pieces ­– she says –. Creating outfits is my strong point: matching

different things that speak different languages but which all blend together seamlessly in the end. This is my style”. To improve her skills even further, Gina attended a course on image consultancy in the Reggio Emilia venue of the Academy of Carla Gozzi, sophisticated fashion expert, blogger and presenter of the popular TV show “Ma come ti vesti?” The fashion blogger therefore provides image consultancy and is also a personal shopper. When we ask her what trends will be all the rage this winter, she promptly replies: “Smooth velvet, red, including the red all-over look, frayed jeans, teddy bear faux fur jackets, high waists, small shoulder bags, Texan boots and fluffy shoes”. Of the projects that Gina has lined up for the future, there is one in particular that concerns Carpi. “With my blog and my social media pages, by forging partnerships with the local companies, I’m hoping that I’ll be able to help promote and relaunch the “product made in Carpi”. It’s an ambitious project – ­ she concludes, but I want to give it a go”.


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Stoccolma metropoli al naturale Nell’immaginario collettivo Stoccolma è, molto probabilmente, ancora associata a inverni gelidi e a statuarie bellezze bionde. Certo, gli inverni sono freddi e le belle donne non mancano, però la capitale della Svezia, al di là degli stereotipi comuni, è molto di più. E ha molto da offrire. Innanzitutto è una città di contrasti. di Claudia Rosini

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ui nascono trend musicali, del design, della moda e della tecnologia. Stoccolma però è anche una città ricca di storia che vanta un’architettura affascinante, musei, edifici come il Palazzo Reale e il centro storico medievale Gamla Stan. Bar alla moda e ristoranti di fama mondiale sono a pochi passi da storici café e accoglienti pub di quartiere. La capitale svedese ospita moderne gallerie ed esclusivi grandi magazzini, ma anche piccole boutique e negozi dal carattere unico.

A Stoccolma convivono la dimensione urbana e quella naturale, con l’acqua a fare da filo conduttore in una città in cui il lago si fonde con il mare. Un terzo della sua superficie è costituito dall’acqua, mentre due terzi sono ricoperti dal verde. Costruita su 14 isole collegate da 50 ponti, si snoda intorno a numerose baie e distese d’acqua passando da un tunnel all’altro, per risalire infine sulle colline e sulle alture. Nonostante sia una metropoli da 2 milioni di abitanti, la città scandinava è molto


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Acuni scorci di Stoccolma A lato, due immagini del quartiere SoFo

rilassante, tranquilla e pulita. Al contrario di tante altre capitali europee, al posto dell’estenuante ritmo frenetico comunica un senso di relax e distensione. In parte grazie al temperamento tranquillo dei suoi abitanti, ma anche per l’effetto riposante delle superfici d’acqua e delle rigogliose distese di verde che contribuiscono a tenere alta la qualità della vita. Nel 2010 è stata premiata come European Green Capital per il suo impegno nella riduzione dell’inquinamento, del traffico e delle emissioni di gas

che aumentano l’effetto serra. L’obiettivo è quello di diventare indipendente dai combustibili fossili entro il 2050, anche se la popolazione sta crescendo rapidamente. Intanto, le persone utilizzano molto la bicicletta e i mezzi pubblici per spostarsi (gli autobus sono rigorosamente a etanolo o biogas). Per quanto riguarda lo shopping, Stoccolma ha molto da offrire con proposte per tutti i gusti: dai grandi magazzini ai centri commerciali, dalle catene di abbigliamento ai piccoli negozi di quartiere e alle


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La vetrina del concept store Grandpa

lussuose boutique. Perché la moda svedese non è soltanto H&M e l’abbigliamento made in Sweden si è ormai fatto spazio nel panorama internazionale grazie a marchi come Acne, Cheap Monday e Nudie. Il meglio della moda svedese si trova nella zona di Biblioteksgatan e Norrmalmstorg, mentre un altro famoso distretto dello shopping è SoFo (“South of Folkungagatan”), all’interno del quartiere giovane e bohemién Södermalm. Tjallamalla sulla Bondegatan è il cuore

creativo di molti stilisti emergenti svedesi. Con i suoi oltre 250 marchi rappresentati, questo è il luogo ideale per chi è alla ricerca di qualcosa di unico e innovativo. Molti designer che vendono qui le proprie collezioni sono freschi di diploma e utilizzano questa avenue come vetrina per lanciare la propria carriera nella moda. Sempre in zona si trova Grandpa, un negozio che al suo interno vanta un’ampia offerta: dall’abbigliamento al vintage, dagli oggetti d’arredamento


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A lato e nella pagina precedente, il negozio vintage Judits e, sotto, vetrina e interni di Filippa K Second Hand

ai gadget, il tutto immerso in un’atmosfera in stile anni Cinquanta. Gli amanti della moda e degli accessori retrò non possono non fare tappa da Judits in zona Hornsgatan, uno dei primi negozi vintage della città. A pochi metri si trova poi un outlet specializzato in capi vintage: Filippa K Second Hand che offre una scelta di abiti, scarpe, accessori e borse a seconda della stagione. Con una breve camminata si arriva a Stureplan,

il centro della zona nord-est della città, Östermalm, dove trovare i maggiori marchi di lusso. Essendo il quartiere di Stoccolma dedicato al divertimento per eccellenza, si trova un’ampissima varietà di discoteche, bar, tavole calde e ovviamente tanti negozi per lo shopping. Stockholm Market comprende sia marchi di fama internazionale come Jil Sander e Alberta Ferretti che quelli di origine svedese come Dagmar e by Malina: una location ideale per cercare abiti importanti e capi per la quotidianità.


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Andrea Benzi

Un inventore di atmosfere

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di Valentina Po

rescere in un mondo raffinato, intimo e ovattato è stato il punto di forza di Andrea Benzi, scenografo carpigiano e giramondo che proprio all’atmosfera di famiglia deve la sua vocazione. Trentasette anni, nel settore dai primi anni Duemila, Benzi ha alle spalle un portfolio di lavori mozzafiato, strettamente legati anche alla moda. La sua infanzia e la sua adolescenza le ha passate nel negozio di fiori della madre, Lorena Attolini (discendente da una storica famiglia carpigiana che tramanda l’attività dal 1861), imparando a riconoscere sfumature, forme e colori, a esprimere le proprie emozioni attraverso la natura, ma con una grande passione anche per il mondo del tessile: «Erano gli anni Ottanta e Novanta a Carpi, si respirava un’aria diversa, carica di sogni e speranze per il futuro. E io mi sono sempre perso a osservare colori, tessuti, trame e intrecci, non solo negli abiti ma anche nei dettagli di arredo – racconta Benzi –. Mi incantavo a sfogliare i cataloghi di Versace o Ralph Lauren, così attenti al dettaglio, al moodboard, al

Andrea Benzi, una vocazione trasformata nella professione di scenografo e allestitore di sfondi per sfilate di moda, feste, eventi, vetrine: “Cerco sempre di trasmettere un sogno” processo creativo. Sono stati spunti di ispirazione fondamentali per me». I primi passi li ha mossi con Anna Molinari, amica e cliente di famiglia, che lo ha spinto a sperimentare e a coltivare la propria passione: «Fin da quando ero molto giovane mi coinvolgeva nell’organizzazione di cene e pranzi, di cui curava ogni particolare – confida –, chiedeva il mio aiuto per le scenografie di servizi fotografici, set per interviste e per tante altre occasioni speciali. Quando ho maturato un po’ di esperienza mi ha anche affidato lavori più importanti, come l’allestimento delle vetrine Blumarine e Miss Blumarine in Italia e all’estero». Ha quindi fatto di una passione un vero e proprio mestiere, Andrea Benzi, cogliendo la forte eredità e la tradizione di famiglia ma costruendovi intorno un’attività creativa a tutto tondo. Una grande fonte di ispirazione è stata poi una zia, residente a Bruxelles, anche lei impegnata nell’organizzazione di grandi eventi di ambasciata e di gala: un esempio fondamentale per il giovane Benzi che lo ha spinto a inseguire i propri sogni («Mi ha trasmesso i valori della bellezza e dell’eleganza», spiega). Non è solo un talento naturale però: lo scenografo ha infatti intrapreso lunghi anni di studio, prima in Architettura del paesaggio poi all’Accademia di Belle Arti di Milano, dove ha seguito corsi di Scenografia. «Durante gli studi non ho mai smesso di lavorare per Blumarine e per altri progetti. Nel


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Un set fotografico e composizioni floreali curati da Andrea Benzi

2003 avevo inaugurato anche un negozio a Carpi, in corso Alberto Pio, “La vie en rose”, proprio dove mia nonna, Cesarina Testi, aveva aperto il suo, di fiori, quarant’anni prima. Ma ho rinunciato in fretta: ero sempre in viaggio e non riuscivo a seguirlo come avrei voluto – racconta –. Successivamente ho seguito altri corsi per affinare la tecnica come quello di Leisure Management, di Feng Shui, sulla cromia: non smetto mai di imparare». È quindi una preparazione piuttosto ampia quella di Benzi che abbraccia ogni tipo di arte in una continua ricerca verso la bellezza più raffinata: «Il mio lavoro è raccontare storie, allestire favole. Sono gli oggetti, i loro colori, gli odori e le forme che devono trasmetterne il significato. Devo stimolare la parte irrazionale della mente, guidare le persone in un viaggio sensoriale». Oggi Benzi lavora alle scenografie di matrimoni, grandi eventi, sfilate per grandi case di moda e vetrine di negozi eleganti come “La boutique di Adani”, in pieno centro a Modena. «Cerco sempre di trasmettere un sogno, di portare il pubblico in un luogo che non c’è, una dimensione sicura e onirica, in cui la bellezza non è ostentata ma sussurrata, fatta di sfumature, delicatezza e profumi. È come un’evasione dalla realtà verso una favola che per un giorno diventa reale. La crisi economica o sociale che sia, è innanzitutto una crisi mentale – conclude –. E noi abbiamo ancora bisogno di sognare».

An inventor of atmospheres Andrea Benzi, Carpi-born set designer and world traveller owes his successful career to the passion of his family. Thirty-seven years old and in the industry since the early 2000s, Benzi already has a stunning portfolio of projects behind him, also closely linked to the world of fashion. He took his first steps with Anna Molinari, family friend and customer, who encouraged him to experiment and cultivate his passion, involving him in many projects, from organising dinners and lunches, to designing sets for photo shoots and interviews, and then more important tasks such as dressing the windows for Blumarine and Miss Blumarine in Italy and abroad. Benzi’s experience spans a wide range of fields and subjects as he embraces every art medium in a constant quest for beauty in its most elegant form: having spent many years studying Landscape Architecture at the Accademia di Belle Arti in Milan, today Benzi works on designing the sets for weddings, big events, the runway shows of important fashion houses and the shop windows of elegant boutiques. “My work is all about collecting stories, designing fairy-tales – he explains –. It is up to the objects, their colours, scents and shapes to convey their meaning. My job is to stimulate the irrational part of the mind, guiding people in a journey through the senses”.


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Insieme hanno rivoluzionato Gucci. E un po’ anche il mondo della moda. Stiamo parlando di Alessandro Michele e Marco Bizzarri (da sinistra) rispettivamente direttore creativo e Ceo della griffe fiorentina.

Somma di estro e razionalità nella coppia vincente di Gucci

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di Claudia Rosini

ono passati quasi tre anni da quel gennaio 2015 quando Marco Bizzarri, che è a capo del settore lusso di Kering (colosso francese di FrançoisHenri Pinault che controlla Gucci) viene scelto come amministratore delegato del marchio al posto di Patrizio Di Marco. Come prima mossa il manager “liquida” l’allora direttrice creativa Frida Giannini (moglie di Di Marco) e affida la collezione “in corsa” ad Alessandro Michele, già braccio destro della stilista e in forza da Gucci da più di dieci anni. Il designer realizza la collezione in una sola settimana, stravolge quella precedente e la interpreta secondo il suo “massimalismo all’italiana” che lo sta rendendo uno degli stilisti più famosi, apprezzati e osannati al mondo. È un successo inaspettato e un

cambiamento epocale rispetto alla visione di Gucci della Giannini e ancor più se paragonata a quella di Tom Ford, altro grande direttore creativo che negli anni Novanta (insieme al Ceo Domenico De Sole) ha rilanciato il marchio salvandolo dalla bancarotta. Lo stile di Michele è un tripudio di bottoni vintage, passamanerie e applique, occhiali con montatura a tartaruga, stampe barocche. Il suo successo consiste nell’aver creato un’estetica originale e personale servendosi sempre della stessa “ricetta”: l’abbinamento imprevedibile e stravagante di stili completamente diversi tra loro, ispirati a epoche, luoghi e civiltà lontanissime, mescolati con gusto raffinato e sempre sul filo dell’“accozzaglia confusionaria”. All’inizio la sua nomina a direttore creativo di


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Alessandro Michele e, nella pagina a fianco, alcune sue creazioni uomo e donna dell’autunno-inverno 2017-18

un marchio così importante sembra azzardata ai più. “Michele chi?” è l’interrogativo che circola nel mondo della moda. Oggi Michele è “il nome”: tutti, soprattutto gli addetti ai lavori, conoscono a memoria le borsette con le api d’oro, le tigri, le libellule ricamate, gli occhiali, i baschi, le stampe-tappezzeria, i capospalla che evocano il Rinascimento, i calzini alla Royal Tenenbaums, il tormentone del “lei-chesembra-lui-che-sembra-lei” (dal 2017 Michele ha riunito le sfilate milanese uomo e donna in una unica), gli abiti con il fiocco trompe-l’oeil e tanto altro. Perché, per sua stessa ammissione, Michele non si sente né sarto né stilista: è uno che immagina e il suo immaginario caotico ma preciso, straripante

ma potente, vince. In questo senso ci ha visto lungo Bizzarri (54 anni, originario di Rubiera, una carriera tutta nella moda, da Mandarina Duck a Stella McCartney dopo una laurea in Economia all’Università di Modena) quando ha puntato tutto su questo personaggio che viene definito immaginifico, coltissimo, barocco e punk, rinascimentale e caotico. “Ha mostrato al mondo una creatività straordinaria – ha dichiarato di recente in un’intervista Bizzarri sul suo “pupillo” – crea prodotti incredibili caratterizzati da una narrativa unica e un’estetica che i nostri competitor non sono ancora riusciti ad afferrare”. E sull’incontro decisivo che lo ha portato


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alla più rischiosa decisione della sua vita da manager, quella di nominare Michele direttore creativo, racconta: “Andai nella sua casa a Roma (…). Pensai, scherzando, che era un matto ma con un’estetica molto spinta. E lui quel giorno indossava già le scarpe con la pelliccia! E allora dissi a Pinault che dovevamo scommettere su questo stilista che avevamo in casa”. Le scarpe con la pelliccia a cui si riferisce Bizzarri sono i famosi mocassini senza tallone foderati di pelo che “spopolano” da qualche stagione tra i fashionisti. Michele, romano, classe 1972, ha

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frequentato l’Accademia di Costume e Moda di Roma per “farsi le ossa” da Fendi come designer di accessori per poi approdare in Gucci. Oggi è conosciuto e venerato in tutto il mondo al pari di una rockstar complice il suo look estroso: capellone e barbuto, con le mani cariche di anelli d’argento, veste quasi sempre in felpa e jeans. Con lui i conti di Gucci sono tornati a salire, addirittura a correre e non è un caso che Time lo abbia inserito di recente (unico italiano) tra le 100 persone più influenti del pianeta. Nel primo trimestre del 2017 Gucci ha segnato uno strepitoso più 51 per cento rispetto all’anno precedente, vale a dire 650 milioni di fatturato in più con un sal-


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Alessandro Michele ai Fashion Awards 2016

do finale di quasi 1,4 miliardi di euro. Che, a fine anno, arriveranno (salvo sconvolgimenti) a circa 6 miliardi di euro, che sono l’obiettivo che Pinault, il patron del gruppo Kering, aveva indicato a Bizzarri nell’estate 2014, al momento della sua nomina a Ceo. Il segreto del successo di questa “coppia”? si è chiesta la fashion-editor del Wall Street Journal che ha dedicato una doppia intervista a Bizzarri-Michele qualche mese fa. La risposta è che i due sono riusciti, come in tutte le coppie che funzionano, “to break the fashion world’s rules”, vale a dire: rompere schemi e regole consolidate del business della moda. Entrambi hanno innovato – Michele nello stile e nel look davvero

irriconoscibile rispetto al “vecchio” Gucci e nella massiccia presenza sui social network; Bizzarri nel modello commercial-produttivo, più veloce, quasi a copiare i nuovi campioni del prêt-à-porter popolare come Zara e H&M – ed entrambi hanno vinto, facendo perfino incetta di premi come i British Fashion Awards o gli Oscar della moda americana. Bizzarri ha annunciato inoltre un investimento importate: Gucci assumerà 900 persone entro il 2018, tutte nel settore industriale e della produzione e ha lanciato un portale (https://diventafornitore.gucci/) in cui le aziende possono candidarsi per lavorare per il gruppo delle due G. Un’operazione che avrà un impatto diretto


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The perfect combination of creative flair and rational thought in Gucci’s winning duo

sulla Toscana, dove (a Scandicci) ha sede lo stabilimento produttivo. “Investire sul territorio e sulle persone, in modo concreto, rapidamente – ha dichiarato il manager reggiano –: è la miglior risposta che possiamo dare a chi ci chiede come rendere sostenibile il successo di questi ultimi due anni e mezzo anche da un punto di vista industriale”.

Together, they have revolutionised Gucci. And the mark they have made on the fashion world as a whole has not been too faint either. We are talking about Marco Bizzarri and Alessandro Michele, respectively CEO and Creative Director of the Florentine designer brand. Michele’s style is a blaze of vintage buttons, passementerie and appliques, glasses with tortoiseshell frames, Baroque prints. His success lies in him having created an original, personal look, always based on the same “recipe”: the unpredictable and extravagant combination of styles that are completely different from one another, inspired by ages, locations and civilisations far away, mixed together with refined taste and always teetering on the edge of the “messy muddle”. Michele, born in Rome in 1972, attended the Academy of Costume and Fashion in his native city before “cutting his teeth” at Fendi as an accessories designer and before joining Gucci. Today he is well-known and greatly admired all over the world, on the same level as a rock star, thanks also to his whimsical look: long hair and beard with his hands covered in silver rings, he almost always wears a sweatshirt and jeans. With him, the accounts at Gucci have started to climb again, and in fact are now shooting up at some pace, so it is no coincidence that Time has recently listed him as one of the 100 most influential people on the planet (and the only Italian). In the first quarter of 2017, Gucci racked up an amazing increase of 51 per cent compared with the figures of the previous year, that is, 650 million euro more income with a final balance of almost 1.4 billion. If all goes smoothly and this pace continues, this will rise to approximately 6 billion euro, the goal set for Bizzarri by Pinault, the patron of the Kering group in summer 2014, when he was appointed CEO.


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La potente macchina produttiva che strizza l’occhio al marchio A settembre l’azienda carpigiana D’Avant Garde Tricot ha annunciato l’acquisizione del marchio di abbigliamento femminile Atos Lombardini, siglata nel gennaio di quest’anno.

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di Claudia Rosini

a D’Avant Garde Tricot, di proprietà della famiglia Tabaroni, è un’impresa manifatturiera attiva dal 1961 che produce e distribuisce anche il brand Tabaroni Cashmere. Con un parco macchine tecnologicamente all’avanguardia e una forte esperienza nel settore dell’abbigliamento uomo e donna, è da oltre 50 anni partner per la produzione di knitwear per le più grandi firme e aziende mondiali della moda. Abbiamo rivolto alcune domande a Christian Tabaroni e Massimiliano Mantovani, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale di D’Avant Garde Tricot. Nel 2015 l’azienda ha lanciato un marchio tutto suo, Tabaroni Cashmere. Dopo due anni, la decisione di acquisire un marchio prestigioso come Atos Lombardini, già presente sul mercato. Come mai? «Più che una decisione studiata a tavolino è stata un’opportunità che si è presentata quando ci fu autorizzato dal Tribunale di  Bologna un accordo per la realizzazione e distribuzione delle collezioni primavera estate 2017; da quel momento è nata la voglia di continuare un percorso che era stato iniziato anni prima dalla famiglia Lombardini, che aveva portato a classare il prodotto arrivando a raggiungere una notevole quota di mercato (sfiorando i 40 milioni di euro fatturato). Il

marchio tutt’ora è ben recuperato avendo assicurato una continuità sul mercato» Con quale collezione avete iniziato? «La collezione con la quale abbiamo iniziato è la primavera-estate 17 che era già stata ultimata e venduta al dettaglio dalla precedente società» Quale valore aggiunto hanno portato al marchio la vostra produzione tecnologicamente all’avanguardia e la vostra esperienza nel settore della maglieria femminile? «Il vero valore aggiunto si può dire che verrà enfatizzato con la prossima collezione invernale, in cui verrà ottimizzata ed aggiornata in termini di nuove tecniche di lavorazione la smacchinatura dei capi. Verrà prodotta all’interno della collezione una parte di maglieria che andrà ad integrarsi con il resto in modo simbiotico sfruttando soprattutto il “Whole Garment” cioè la produzione del capo integrale, ossia una maglia senza  cuciture che oltre a migliorare la qualità abbassa i costi di produzione perché evita una serie di passaggi successivi alla smacchinatura tradizionale a teli» Quali sono i principali vantaggi della gestione dell’intera filiera produttiva? «I vantaggi si possono riassumere in tre punti fondamentali: innovazione, qualità e prezzo. L’intera filiera produttiva viene eseguita nel nostro stabilimento di Carpi, cioè dalla smacchinatura del capo allo stiro. Il fatto di poterlo produrre internamente consente di non gravare il capo di  eventuali ricarichi esterni e in più gli stilisti possono avvalersi di una banca dati che non ha eguali nel settore» Anche se lo stile è rimasto a Bologna, sotto la direzione creativa della famiglia Lombardini, è cambiato qualcosa nei contenuti moda del brand? E nel target di riferimento? «I contenuti sono rimasti fondamentalmente quel-


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Immagini della campagna autunno-inverno 2017-18 di Atos Lombardini

li che hanno sempre contraddistinto il marchio sul mercato, chiaramente è la  piazza che detta le esigenze e noi ci dobbiamo adeguare cercando di mantenerci in linea con le richieste del consumatore finale senza snaturare l’appeal che lo ha sempre contraddistinto» Quali obiettivi vi siete prefissati? «Di riportarlo là dove era collocato qualche anno fa e, perché no, di migliorare là dove fosse possibile l’imprinting Made in Italy» In quali paesi è distribuito il brand? «Atos Lombardini è distribuito in selezionati store multibrand in Italia con circa duecento punti vendita, in Belgio, in Olanda, in Spagna, in Russia, in Medio Oriente ed Estremo Oriente. Il brand inoltre è presente con store monomarca in Russia a Mosca e negli Emirati Arabi a Dubai» Il marchio Tabaroni, invece, come si è evoluto

in questi due anni? Quali sono i mercati di riferimento? «Il marchio  Tabaroni Cashmere  si è creato  una sua nicchia di mercato che, con l’acquisizione del brand Atos Lombardini, possiamo ottimizzare sfruttando lo staff stilistico esistente. Verrà inoltre cambiata buona parte della rete vendita, presumibilmente sarà distribuito oltre che in Italia e Asia, dove è già presente, anche in Europa e Russia» La produzione di capi in maglia per le più importanti etichette nazionali e internazionali della moda è da sempre il business principale della vostra azienda. È ancora così? «Non è corretto parlare di business principale, la produzione dei capi in maglia rimane e rimarrà sempre uno dei nostri punti di forza considerando la nostra capacità produttiva che a pieno regime potrebbe arrivare a un milione di pezzi».


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Moda Makers: la condivisione

S

di Claudia Rosini

arà un mese di novembre all’insegna della moda per Carpi che accende i riflettori su due eventi di richiamo a livello internazionale. Il primo è Moda Makers, la manifestazione la cui prima edizione è stata realizzata nel maggio 2016 (dopo quasi cinquant’anni di assenza di una fiera di moda in città) a Villa Ascari. La prossima edizione (la quarta) sarà ospitata nelle giornate del 7, 8 e 9 novembre all’interno di una tensostruttura allestita in piazzale Re Astolfo. Lo scorso maggio la manifestazione di moda (che si è svolta sempre in piazzale Re Astolfo) ha attirato ben 900 visitatori, il 60 per cento dei quali erano buyer provenienti soprattutto da Giappone, Spagna, Belgio, Stati Uniti, Canada e Russia. Stavolta le aziende che parteciperanno a Moda Makers sono 49 e presenteranno le loro collezioni autunno-inverno 2018-19 con oltre 9 mila creazioni di moda di confezione e di maglieria donna e uomo, esempi del “saper fare” tipico del distretto. Al timone dell’organizzazione c’è sempre Expomodena, il Consorzio unitario di Lapam e Cna, per conto delle

associazioni promotrici Cna, Confindustria e Lapam, con la collaborazione di Promec e di Carpi Fashion System, il progetto coordinato dal Comune di Carpi con il contributo economico della Fondazione CR Carpi. L’evento è nato dal desiderio di collaborazione e di condivisione delle aziende produttrici del territorio che, per la prima volta, hanno provato veramente a “fare sistema” condividendo perfino i database con i nominativi dei loro clienti stranieri. L’obiettivo principale è quello di promuovere e valorizzare il distretto carpigiano e di renderlo appetibile per i venditori e distributori italiani e, soprattutto, internazionali. Il secondo appuntamento, promosso da Carpi Fashion System in collaborazione con Promec, è con l’incoming del 28 e 29 novembre, che prevede l’arrivo in città di un gruppo di buyer provenienti da Germania, Gran Bretagna, Spagna, Canada, Corea del Sud, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia e paesi scandinavi. A Palazzo dei Pio gli operatori stranieri incontreranno le imprese di abbigliamento


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Immagini dall’ultima edizione di Moda Makers

Moda Makers: sharing to create a system

e fa sistema e accessori del territorio che presenteranno le loro collezioni autunno-inverno 2018-19 e alcuni flash della primavera-estate 2018. Nelle due mattinate le imprese del distretto aderenti all’iniziativa (suddivise in due “turni”) potranno così accogliere i compratori esteri nei loro stand e per chi ne ha la necessità è previsto l’affiancamento di un interprete. Sulla base dell’interesse suscitato dalle collezioni presentate e dal risultato degli incontri, nei pomeriggi sono poi previste visite individuali dei buyer direttamente presso le aziende per approfondire e concludere eventuali accordi. È la settima volta che Carpi Fashion System, nell’ambito del suo programma di internazionalizzazione per le imprese, organizza un momento di incoming. Le edizioni precedenti si sono rivelate tutte positive per le piccole e medie realtà del distretto che, nella loro città, in una bella location e a costi decisamente contenuti, hanno potuto entrare in contatto con alcuni importanti distributori, agenti, importatori e rappresentanti di catene internazionali di retail.

For Carpi, November will be a month dedicated to fashion, as it turns the spotlights on two important international events. The first is Moda Makers, now in its fourth edition, to be held on 7, 8 and 9 November in a tensile structure set up in Piazzale Re Astolfo. Last May the fashion event (again held in Piazzale Re Astolfo) drew no less than 900 visitors, 60 per cent of whom were buyers mostly from Japan, Spain, Belgium, the US, Canada and Russia. This year 49 companies will participate in Moda Makers to present their 2018-19 Autumn-Winter collections, featuring over 9,000 fashion pieces and knitwear for men and women, fine examples of the district’s characteristic “savoir-faire”. The event is again organised by Expomodena, the consortium combining Lapam and Cna, on behalf of the promoting associations Cna, Confindustria and Lapam, with the collaboration of Promec and Carpi Fashion System, the project coordinated by the Carpi Municipality and funded by the CR Carpi Foundation. The second date, promoted by Carpi Fashion System in collaboration with Promec, is the incoming event scheduled for 28 and 29 November, when a group of buyers from Germany, the UK, Spain, Canada, South Korea, Austria, the Czech Republic, Slovakia and the Scandinavian countries will arrive in the city. At Palazzo dei Pio, the foreign operators will meet the local clothing and accessory companies which will present their 2018-19 Autumn-Winter collections and some proposals of the Spring-Summer 2018 collections.


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Modelli da sposa e da gran sera: un inno alla sartorialità

Sopra, nella foto di Carlo Rigoglioso (carlorigoglioso@ alice.it) i modelli che hanno sfilato alla Magiera Ansaloni di Rio Saliceto e, qui a lato, gli abiti da sera in passerella al Circolo Guerzoni

I

n due successive occasioni e in due distinti ambiti, Carpi ha potuto mettere in mostra nel mese di settembre le proprie capacità e tradizioni sartoriali che vanno ben oltre la maglieria. La prima è stata la passerella di abiti da sposa di epoche diverse, ospitata alla casa di riposo Magiera Ansaloni di Rio Saliceto, ma che ha visto il coinvolgimento di tutto il paese, con larga partecipazione di pubblico. La seconda ha avuto come sfondo il Centro Loris Guerzoni, a Carpi, con la rassegna, in questo caso, di fascinosi e seducenti abiti da sera, chiusa dal quadro finale che ha messo in mostra

gli splendidi modelli prestati dalla boutique Della Martira e recanti le firme di Versace, Cavalli, Gucci, Dolc&Gabbana. Indossati magistralmente da una decina di ragazze, gli abiti, nella maggioranza provenienti da collezioni di signore di Carpi, hanno dimostrato lo straordinario patrimonio di sapere nella confezione che si è accumulato nelle case della città e che hanno fatto da scuola a generazioni di sarte e modelliste. Entrambi gli eventi, promossi a scopo benefico, sono stati organizzati da Enrica Devoto, con la collaborazione di Valeria Tremante e Guido Campagnoli.


AZZURRA

& COMPANY SPACCIO AZIENDALE Maglieria Confezione donna Lun-Ven 9:00-12:30 / 14:30-19:00 Sab. 9:00-12:30 tel. 059-692571 Via Lama 40, Ang. Via Lucania Carpi


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INDICE SPACCI e OUTLET INDEX OF STORES AND OUTLETS

51-54

Angelo Marani – Baroni – Blumarine Store – Ce l'ho Cherimax – Cristina Gavioli – Donatella via Roma – Donne da Sogno – Eleonora Amadei – Elisa Cavaletti – Ella Lu Famar – Gaudì trade – Gigliorosso Gil – Glam outlet Green light – Kamiceria f.lli Bilanzuoli – La fabbrica del lino Le occasioni di Mavie – Lusi Luciano Pavarotti – Midal Migor Monica Magni – Outlet E-gò e Manila Grace Rosanna&Co – Settimocielo Severi Silvio

56-59

Aldo Gherpelli – Alma Righi – Azzurra&Company Be Italians – Carpi Kashmir – Factory Store Gb Belmondi – G.B.M. – La fabbrica del lino Luca Maglierie – Maglierie Ellegi Malù – Rossi Maglierie – Teamproject Veronica Effe – Via della seta

ABBIGLIAMENTO UOMO DONNA MEN'S AND WOMEN'S CLOTHING

MAGLIERIA UOMO DONNA MEN'S AND WOMEN'S KNITWER

59

Lexel Motorbike – Navigare

ABBIGLIAMENTO SPORTIVO FITNESS AND SPORTSWEAR

94 60

Alligalli – Cocco Baby Spaccio confezioni "Cetty" La fabbrica del lino Spazio Sei Temporary outlet

60

Cosabella – CSP Factory Outlet La fabbrica del lino – Lormar

61

Amc accessori moda - Arte Pura factory store Emmerre Pelletterie - Giblor's - New Lac La fabbrica del lino – Visione Italia

ABBIGLIAMENTO BAMBINO CHILDREN'S CLOTHING AND KNITWEAR

INTIMO E CORSETTERIA UNDERWEAR AND CORSETRY

CATEGORIE SPECIALI SPECIAL CATEGORIES


AUTUMN/WINTER 2017

ABBIGLIAMENTO UOMO-DONNA

CARPI DISTRETTO MODA CARPI FASHION DISTRICT

MEN'S AND WOMEN'S CLOTHING

angelomarani.com outlet.angelomarani.com

ANGELO MARANI

Via Carpi, 15/B - 42015 Correggio - telefono: 0522 692231 www.angelomarani.com - commerciale@marex.it ORARI: giovedi e venerdi 10.00 - 13.00 / 15.00 - 19.00 sabato orario continuato 10.00 - 19.00 DESCRIZIONE: abbigliamento total look donna Made in Italy. Preziose materie prime e lavorazioni di alta qualità per un look femminile e seducente. SEGNALAZIONI: si accettano pagamanti con carte di credito VISA, Mastercard e Bancomat; parcheggio attiguo

angelo marani angelomaraniofficial OPENING HOURS: Thursday and Friday 10.00 a.m. - 1.00 p.m. and 3.00 p.m. - 7.00 p.m. Saturday, open all day from 10 a.m. to 7 p.m. DESCRIPTION: Made in Italy women’s clothing. Precious raw materials and high quality workmanship for a feminine and seductive look. REMARKS: cash cards and credit cards accepted (VISA - Mastercard); parking

BARONI

via Santi, 19 - 41033 CONCORDIA S/S - telefono: 0535 54008 - apertura stagionale

BLUMARINE STORE (LUXURY OUTLET BLUMARINE E BLUGIRL)

Via Alessandro Manzoni, 145 - 41012 Carpi - telefono: 059 637590 blumarine.store@blufin.it

CE L’HO

via Dorando Pietri, 1/D (di fianco alla Posta piccola) - 41012 CARPI - telefono: 320 8636346 web: www.celho.com - soniadiaz@hotmail.it

CHERIMAX

via Unione Sovietica, 1/A - 41012 CARPI - telefono: 059 643731

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ABBIGLIAMENTO UOMO-DONNA

MEN'S AND WOMEN'S CLOTHING

ELISA CAVALETTI FACTORY STORE

Via Fleming 9/11 - 41012 Carpi c/o Daniela Dallavalle Spa - Telefono: 059 6323517 www.elisacavaletti.it - info@danieladallavalle.com Elisa Cavaletti - Daniela Dallavalle elisacavalettiofficial ORARI: lunedì – venerdì dalle 9.30 alle 19.00; sabato dalle 9.30 alle 17.30 DESCRIZIONE: abbigliamento donna total look. Preziose materie prime, finiture di alta qualità e dettagli ricercati caratterizzano capi dalla forte personalità, interamente italiana. SEGNALAZIONI: parcheggio, pagamenti con pos OPENING HOURS: Monday - Friday from 9.30 a. m. to 7.00 p. m.; Saturday from 9.30 a. m. to 5.30 p. m. DESCRIPTION: women’s clothing total look. Precious raw materials, high quality finishes and refined details characterize garments with a strong personality, entirely Italian. REMARKS: parking, payments with pos

CRISTINA GAVIOLI

via Dell’Agricoltura, 41 - 41012 CARPI - apertura tutto l’anno

DONATELLA VIA ROMA STORE

via dell’Agricoltura, 51/C - 41012 CARPI -telefono: 059 6225923 - apertura tutto l’anno

DONNE DA SOGNO

via Lago Santo, 38 - 41012 CARPI - telefono: +39 059 688173 info@donnedasogno.it - www.donnedasogno.it www.pinterest.com/donnedasogno www.pinterest.com/bagarry0288 www.facebook.com/donnedasogno twitter.com/DonnedaSogno ORARI: marzo, aprile, maggio, giugno, ottobre e novembre tutti i giorni dalle 16 alle 19; sabato dalle 9 alle 12,30 DESCRIZIONE: abbigliamento donna, taglie dalla 44 alla 56 SEGNALAZIONI: si accettano carte di credito e bancomat; parcheggio OPENING HOURS: March, April, May, June, October and November open every day 4 p.m. - 7 p.m; Saturday 9 a.m. - 12.30 p.m.; DESCRIPTION: women’s clothing, oversize clothing from 44 to 56 REMARKS: cash cards and credit cards accepted; parking


AUTUMN/WINTER 2017

ABBIGLIAMENTO UOMO-DONNA

CARPI DISTRETTO MODA CARPI FASHION DISTRICT

MEN'S AND WOMEN'S CLOTHING

ELEONORA AMADEI

via Lago Scaffaiolo, 8-10 - 41012 CARPI - telefono: 059 652233 ea@eleonoraamadei.com - www.eleonoraamadei.com

ELLA LU

via Meloni di Quartirolo, 10 - 41012 CARPI - telefono: 059 6228282 apertura stagionale

ELLE & CO

via Lombardia, 41/43 (angolo via Umbria) - 41012 CARPI - telefono: 059 643142 info@elleandco.it - ellecomaglierie@gmail.com - www.elleandco.it

FAMAR

via Chiesa Nord, 48 - ROVERETO S/S (MO) - telefono: 059 671556 - apertura tutto l’anno

GAUDI’ TRADE

via Nobel, 9 - 41012 CARPI - telefono: 059 691277 - apertura stagionale

GIGLIOROSSO

via dei Trasporti, 13 - 41012 FOSSOLI (CARPI) - telefono: 059 654537 aperture periodiche, per maggiori informazioni rivolgersi alla ditta

GIL SRL

via Beniamino Franklin, 5 - 41012 CARPI - telefono: 059 696080 info@gilsrl.it - www.gilsrl.it

GLAM OUTLET

via dei Barrocciai, 31 - 41012 CARPI - telefono: 059 6550502 - apertura stagionale

GREEN-LIGHT

via della Chimica, 8 - 41012 CARPI - telefono: 059 640465 - apertura tutto l’anno

KAMICERIA F.LLI BILANZUOLI

via Cattani, 27-31 - 41012 CARPI - telefono: 059 6229191

LA FABBRICA DEL LINO

viale del Commercio, 10 - 41012 CARPI - telefono: 059 686818 - aperto tutto l’anno - www.lafabbricadellino.com

LE OCCASIONI DI MAVIE - ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI

via Germania, 11/13 - 41012 CARPI - telefono: 059 640701

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AUTUMN/WINTER 2017

ABBIGLIAMENTO UOMO-DONNA

MEN'S AND WOMEN'S CLOTHING

LUCIANO PAVAROTTI

Via Lucania 19 - 41012 CARPI - tel. 059 6228254 - apertura tutto l’anno

LUSI

via Nobel, 8 - 41012 CARPI - telefono: 059 6229861 - sales@kartika-fashion.it

MIDAL CREAZIONI

via Villa Glori, 47 - 41012 CARPI - telefono: 059 686617

MIGOR

via Copernico,8 - 41012 CARPI - telefono: 059 6258334

MONICA MAGNI (PRESSO VENERE FASHION) - apertura stagionale via E. Majorana ,1 - 41012 CARPI - telefono: 059 693511 - www.monicamagni.com OUTLET E-GÒ E MANILA GRACE

via Aldo Moro, 3/B - 41012 CARPI - telefono e fax: 059 640233

ROSANNA & CO

via Beniamino Franklin, 3 - 41012 CARPI - telefono: 059 697233 www.rosannaalpi.it ORARI: da lunedì a venerdì 17 - 19; sabato 9 - 13 e 15 - 18.30 DESCRIZIONE: abbigliamento e maglieria donna, total look. Moda giovane e signora, anche in taglie conformate fino alla 54 SEGNALAZIONI: si accettano bancomat e carte di credito; parcheggio OPENING HOURS: Monday to Friday 5 p.m. - 7.30 p.m.; Saturday 9 a.m. - 1 p.m. and 3 p.m. - 6.30 p.m. DESCRIPTION: total look women’s clothing and knitwear; young and oversize clothing (up to 54) REMARKS: ocredit card and cash card accepted; parking

SETTIMOCIELO

via G. Ferrari, 7 - 41012 CARPI - telefono: 059 640436 - apertura stagionale

SEVERI SILVIO

via F. De Rosa, 5 - 41012 CARPI - telefono: 059 691035


ABBIGLIAMENTO MAGLIERIA DONNA MADE IN ITALY Rosanna & Co Store dal Lunedì al Venerdì 17 - 19 Sabato 9 - 13 e 15 - 18,30 Carpi Via Beniamino Franklin, 3 - Tel. 059 697233

w w w. r o s a n n a a l p i . i t


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AUTUMN/WINTER 2017

MAGLIERIA UOMO-DONNA

MEN'S AND WOMEN'S KNITWER

ALDO GHERPELLI

via Manzoni, 127 - 41012 CARPI - telefono: 059 686020 ORARI: da lunedì a sabato 9.30 - 12 e 15 -18.30; chiuso festivi DESCRIZIONE: maglieria uomo e donna in cashmere e filati pregiati; confezioni in tessuti Loro Piana e Ermenegildo Zegna; camicie uomo esclusive SEGNALAZIONI: si accettano bancomat, Visa, Master, Amex; parcheggio OPENING HOURS: Monday to Saturday 9.30 a.m - 12 noon; 3 p.m. - 6.30 p.m.; closed on festive days DESCRIPTION: men’s and women’s knitwear made of cashmere and high-quality yarns; tissue clothings by Loro Piana and Ermenegildo Zegna REMARKS: cash cards and Visa, Master, Amex, credit cards accepted

ALMA RIGHI (GUERZON)

via Chiesa Sud, 160-160-A - 41016 ROVERETO S/S MO) - telefono: 059 671545 - apertura stagionale

AZZURRA & COMPANY

via Lama, 40 angolo via Lucania - 41012 CARPI - telefono: 059 692571 www.azzurracompanysrl.it ORARI: aperto tutto l’anno da lunedì a venerdì 9 - 13 e 14,30-19; sabato mattina 9 - 12,30 DESCRIZIONE: confezione maglieria donna SEGNALAZIONI: si accettano Maestro, Visa, Pagobancomat e Mastercard OPENING HOURS: open all year Monday to Friday 9 a.m. - 1 p.m. 2.30 p.m. - 7 p.m. Saturday morning 9 a.m. - 12.30 a.m. DESCRIPTION: women’s knitwear and making REMARKS: Maestro, Visa, Mastercard and Pagobancomat accepted

BE ITALIANS via C. Colombo 33/A - 41012 CARPI - telefono: 059 640920

CARPI KASHMIR

Store via Lama di Quartirolo 55/A - 41012 CARPI - telefono: 059 641787


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AUTUMN/WINTER 2017

MAGLIERIA UOMO-DONNA

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MEN'S AND WOMEN'S KNITWER

fall/winter 2017-18 FACTORY STORE (PRESSO STAMBECCO)

via dei Barrocciai, 15 - 41012 CARPI - telefono: 059 6229606 www.lorenabenatti.it Lorena Benatti lorenabenatti ORARI: aperto tutto l’anno; da lunedì a venerdì 17 - 19 sabato 10 - 13 DESCRIZIONE: maglieria donna, moda giovane SEGNALAZIONI: si accettano carte di credito e bancomat; parcheggio OPENING HOURS: open all year round; Monday to Friday 5 p.m. - 7 p.m.; Saturday 10 a.m. - 1 p.m. DESCRIPTION: women’s knitwear; young fashion REMARKS: cash cards and credit cards accepted; parking

GB BELMONDI SPACCIO CASHMERE

via Lama, 4 - 41012 CARPI - telefono: 059 695251 - mobile 335 5638960 - apertura stagionale glauco.belmondi@tiscali.it - www.belmondicashmere.it

G.B.M

via Torino, 13-15 - 41016 NOVI DI MODENA - telefono: 059 676217 - apertura tutto l’anno

LA FABBRICA DEL LINO

viale del Commercio, 10 - 41012 CARPI - telefono: 059 686818 - aperto tutto l’anno - www.lafabbricadellino.com

LUCA MAGLIERIE

via Pitagora, 14 - 41012 CARPI telefono: 059 640565 - 059 6226943 info@lucamaglierie.it - www.enzomantovani.com ORARI: aperto tutto l’anno da martedì a sabato 9.30 - 12.30 e 15 - 19; da ottobre a gennaio aperto anche la domenica DESCRIZIONE: spaccio maglieria uomo e donna prevalenza cashmere, lana merino, seta, cotone e lino a prezzi di fabbrica SEGNALAZIONI: si accettano bancomat e carte di credito Visa e Mastercard OPENING HOURS: Tuesday to Saturday 9.30 a.m. - 12.30 p.m. and 3 p.m. - 7 p.m.; open all year round DESCRIPTION: men’s and women’s knitwear mainly cashmere, wool, silk, cotton and linen ; factory prices REMARKS: cash cards and Visa and Mastercard credit cards accepted


SPACCIO AZIENDALE MAGLIERIA UOMO E DONNA in filati pregiati, cashmere, lana merino e seta Ci siamo trasferiti al civico 12 sempre in via Pitagora

APERTO TUTTE LE DOMENICHE ORARIO dal martedì al sabato 9:30 - 12:30 | 15:00 - 19:00 via Pitagora, 12 CARPI (Mo) - T. Spaccio 059 6226943 - T. 059 640565 www.enzomantovani.com


AUTUMN/WINTER 2017

MAGLIERIA UOMO-DONNA

CARPI DISTRETTO MODA CARPI FASHION DISTRICT

MEN'S AND WOMEN'S KNITWER

MAGLIERIE ELLEGI

via Lago Santo, 40 - 41012 CARPI - telefono: 059 652266 - apertura stagionale

MALU’

via Nuova Ponente, 11/c - 41012 CARPI - telefono: 059 691373 - cellulare: 335 8196601 - apertura tutto l’anno

ROSSI MAGLIERIE

via Donizzetti, 12/14 - 41012 CARPI - telefono: 059 643768

TEAMPROJECT

via Colombo, 25/B - 41012 CARPI - telefono: 059 565067

VERONICA EFFE

via Siemens, 4-13 - 41012 CARPI - telefono: 059 6550643 - apertura tutto l’anno

VIA DELLA SETA

via Brunelleschi, 20/a-b in fondo strada chiusa - 41012 CARPI - telefono: 059 683380 - 320 6203323 - apertura stagionale

ABBIGLIAMENTO SPORTIVO LEXEL MOTORBIKE

via Dei Barrocciai, 18 - 41012 CARPI - telefono 059 685378

NAVIGARE

via San Lodovico, 6 - 42010 RIO SALICETO (RE) - telefono 0522 738925 - apertura tutto l’anno

FITNESS AND SPORTSWEAR

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AUTUMN/WINTER 2017

ABBIGLIAMENTO BAMBINO

CHILDRENSWEAR

ALLIGALLI

Via Chiavica Mari, 33, 41039 San Possidonio MO - telefono: 0535 731541 www.alligalli.com

COCCO BABY SPACCIO CONFEZIONI “CETTY”

via Chiesa sud, 141 - 41016 Rovereto s/S (NOVI DI MODENA) - telefono: 059 672323

LA FABBRICA DEL LINO

viale del Commercio, 10 - 41012 CARPI - telefono: 059 686818 - aperto tutto l’anno - www.lafabbricadellino.com CHILDREN'S CLOTHING AND KNITWEAR

SPAZIO SEI FASHION GROUP - TEMPORARY OUTLET

via Nuova Ponente, 40 A - 41012 CARPI - telefono: 059 6258189 - apertura tutto l’anno

INTIMO E CORSETTERIA

UNDERWEAR AND CORSETRY

COSABELLA

via Brianza, 3 - 41012 CARPI - telefono: 059 6229322 info@cosabella.com - www.cosabella.com - apertura tutto l’anno

CSP FACTORY OUTLET

via Franklin, 1 - 41012 CARPI - telefono: 059 635163 strcarpi@cspinternational.it - web: www.myboutique.it

LA FABBRICA DEL LINO

viale del Commercio, 10 - 41012 CARPI - telefono: 059 686818 - aperto tutto l’anno - www.lafabbricadellino.com

LORMAR

via Natta, 2 - 41012 CARPI - telefono: 059 699196 outlet@lormar.it - web: www.lormar.it


CARPI DISTRETTO MODA CARPI FASHION DISTRICT

AUTUMN/WINTER 2017

CATEGORIE SPECIALI

SPECIAL CATEGORIES

ARTE PURA

Via Fleming 9/11 - 41012 Carpi c/o Daniela Dallavalle Spa - Telefono: 059 6323517 www.artepura.it - info@danieladallavalle.com artepuraitaly artepuraofficial ORARI: lunedì - venerdì dalle 9.30 alle 19.00; sabato dalle 9.30 alle 17.30 DESCRIZIONE: creazioni tessili per la casa in lino o cotone, completamente realizzate in Italia, dal sapore vintage minimale oppure romantico con pizzi, macramé e ricami. SEGNALAZIONI: parcheggio, pagamenti con pos OPENING HOURS: Monday - Friday from 9.30 a. m. to 7.00 p. m.; Saturday from 9.30 a. m. to 5.30 p. m. DESCRIPTION: home textiles in linen or cotton, completely made in Italy, with a minimalist or romantic vintage flavor with lace, macramé and embroidery. REMARKS: parking, payments with pos

A.M.C. ACCESSORI

via R.Morandi, 5 - 42010 RIO SALICETO (RE) - telefono: 0522 649833 info@amcrio.it - www.amcrio.it DESCRIZIONE: bigiotteria e accessori

COLOR SERVICE

via del Commercio, 2/2 - 41012 CARPI - telefono: 059 640390 - 059 653280 info@color-service.com - www.colorservicecarpi.com

EMMERRE PELLETTERIE

via Bortolomasi, 39 - 41012 CARPI

DESCRIZIONE: borse e accessori in pelle

GIBLOR’S

via delle Rezdore, 12 - 41012 CARPI - telefono: 059 695951 DESCRIZIONE: abbigliamento da lavoro

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AUTUMN/WINTER 2017

CATEGORIE SPECIALI

SPECIAL CATEGORIES

LA FABBRICA DEL LINO

viale del Commercio, 10 - 41012 CARPI telefono: 059 686818 - aperto tutto l’anno www.lafabbricadellino.com info@lafabbricadellino.com laFABBRICAdelLINO lafabbricadellino fabbricadellino ORARI: da lunedì a venerdì dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,30. Sabato dalle 9,30 alle 12,45. Riceviamo su appuntamento. DESCRIZIONE: Proposte per la casa e capi di abbigliamento donna uomo e kids, dal fascino easy-chic versatile e sempre attuale. Materiali di eccellenza a cui LFDL laFABBRICAdelLINO aggiunge un tocco in più grazie al trattamento con tinture vegetali anallergiche e con il finissaggio soft touch che rende i tessuti soffici, con effetto naturalmente stropicciato e di grande praticità perchè non richiede stiratura. LFDL è sinonimo di eccellenza della tradizione tessile, per la qualità della manifattura italiana e per la ricerca di un’estetica che non può prescindere l’ambiente. OPENING HOURS: from monday to friday from 9,30 a.m. to 12,30 a.m. and from 2,30 p.m. to 6,30 p.m. Saturday from 9,30 a.m. to 12,45 a.m. Only by appointment. DESCRIPTION: Woman, man and kids clothing and house fabric proposals, with an always-present easy-chic and versatile appeal. An election material to which LFDL laFABBRICAdelLINO adds a touch of extra, thanks to the treatment with no allergic plant dyes and soft touch finishing that makes fabrics soft, with a naturally wrinkled effect and also great convenience because it does not require ironing. LFDL is synonym of passion for the excellence of textile tradition, the quality of italian manufacturing, the search for aesthetics that cannot ignore the environment.

NEW LAC SRL

via Pitagora, 6 - 41012 CARPI - telefono e WhatsApp: 366 6372439 customercare@simmylo.it - www.simmylo.it SIMMY LO FACTORY STORE SimmyLo ORARI: apertura spaccio stagionale dal lunedì al venerdì orario continuato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00 apertura stagionale sabato 9.30-12.30 DESCRIZIONE: vasto assortimento di borse, cappelli, sciarpe, bigiotteria, accessori di abbigliamento SEGNALAZIONI: si accettano carte di credito Visa, Mastercard Diner’s Club e bancomat; OPENING HOURS: Monday to Friday open from 9.30 a.m. to 12,30 a.m., and from 3,00 p.m. to 7,00 pm Seasonal opening: Saturday 9.30 a.m. - 12.30 a.m. DESCRIPTION: wide assortment of bags, belts, hats, costume jewelry, fashion accessories REMARKS: credit cards (Visa, Mastercard, Diner’s Club) and cash cards accepted;


CARPI DISTRETTO MODA CARPI FASHION DISTRICT Fatti vedere nella vetrina della moda di Carpi

Carpi Distretto Moda è il magazine che esce in due edizioni bilingue (italiano e inglese). Contiene i resoconti delle fiere in corso o appena terminate, i consueti articoli su aziende, personaggi e curiosità del distretto carpigiano della moda e la guida agli spacci e outlet aziendali del distretto.

Per informazioni: ufficio commerciale: tel. 059 698050 e-mail: inserzioni@voce.it


Champion Store CARPI: Piazza Martiri 44/45 - centro commerciale Borgogioioso

www.champion-eu.com

Carpi Distretto Moda Fall/Winter 2017/2018  

Carpi Distretto Moda Fall/Winter 2017/2018 Supplemento al numero 38 del settimanale Voce di Carpi