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Periodico Trimestrale del Comune di Vobarno. Anno XXVI - N. 1 - Aprile 2011 - Registrazione Tribunale di Brescia n. 29 del 3.11.1983

Unità d’Italia e federalismo Giovedì 17 marzo, presso il Teatro Comunale di Vobarno, si è tenuta la cerimonia ufficiale dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Più che una celebrazione, sempre esposta alla minaccia della ritualità retorica, l’abbiamo concepita come un’occasione di confronto, anche per far emergere le criticità del tempo che viviamo, favorendo l’espressione di una pluralità di voci, di punti di vista, di opinioni. Penso che l’obiettivo sia stato raggiunto, soprattutto per merito di chi è intervenuto: le istituzioni scolastiche, il cui buon funzionamento deve essere tra le prime ambizioni di un paese che guarda avanti, alle comunità straniere (o meglio sarebbe dire ai nuovi italiani – sono oggi più di 100 le cittadinanze italiane concesse a donne e uomini di diversa nazionalità ormai stabilmente residenti nel nostro Comune), alla Chiesa, che se storicamente ha visto l’avversione dello Stato Pontificio al processo unitario italiano, (dimostrazione del male che provocò il potere temporale alla Chiesa), oggi rappresenta, al contrario, un decisivo e possente fattore di coesione delle nostre Comunità. Ed un sentito ringraziamento desidero rivolgerlo anche alle forze dell’ordine, che seppur non intervenute direttamente a questo confronto, testimoniano con la quotidianità del loro impegno, meglio che con ogni parola, il legame e la fedeltà all’Italia. Non è certo mio compito, e neppure ne avrei la competenza, di intervenire in merito al processo storico, ai caratteri dello Stato unitario quale nacque da quel processo e per decenni si caratterizzò. Penso, forse semplicisticamente, che allora, nella situazione data, si fece l’unica Italia possibile.

nel 1911 e del centenario nel 1961. La prima segnata da ingenti investimenti infrastrutturali concentrati su Roma capitale, a celebrarne la grandezza e la maestà, la seconda in pieno miracolo economico. In entrambi casi, e per molti anni ancora a seguire, l’elemento predominante era un’identità italiana orgogliosa di sé. Non senza contraddizioni e iniquità, certo, ma era comunque per tutti una vita che stava cambiando, un presente carico di aspettative di futuro. Il clima che respiriamo oggi è assai diverso: c’è inquietudine, c’è incertezza sul domani che ci attende, ci manca l’ottimismo di quel tempo e non siamo neppure più tanto certi della nostra identità di italiani. Vorrà pur dire qualcosa se una parte del Nord va alla ricerca dei Celti ed una parte del Sud si riscopre neoborbonica ! Queste occasioni devono allora servire non tanto o non solo a celebrare l’identità che fu, ma a ritrovare un’identità condivisa, nella situazione data. Certo a partire dall’unità dell’Italia: non perché sia un dogma, non perché dobbiamo onorare i caduti risorgimentali, non perché gli antifascisti ed i resistenti la vollero solennemente scritta nella Carta fondamentale “…una e indivisibile…”, ma perché oggi, oggi assai più che allora, nell’epoca della globalizzazione e della dimensione europea dei processi, oggi

e sempre più in futuro, un’Italia divisa o una macroregione italiana sarebbero solo, a loro volta, un ininfluente frammento. Penso che il senso di unità del nostro Paese sia forte nella coscienza degli italiani, che diffusamente si sia consapevoli che nel Tricolore (che tanti cittadini hanno spontaneamente esposto ai loro balconi) possiamo tutti riconoscerci senza che nessuno debba rinunciare a nulla delle sue idee e delle sue convinzioni. Ma il sentimento nazionale non si alimenta solo di passato, ha bisogno di un futuro comune. Ed è esattamente questa la sfida del terzo millennio che ci attende come italiani.

Quale federalismo Il dibattito sul federalismo è l’occasione per ridisegnare l’identità di un paese, insieme alla funzione che intende svolgere nel mondo che lo circonda, attrezzandosi conseguentemente con strumenti adeguati e funzionali. Ed i capisaldi del federalismo non possono che essere: • una visione dell’unità che riconosce le distinzioni; • un’unità pluralistica e non indifferenziata; • un’unità fondata su istituzioni di autogoverno che rendano possibile la parte-

Unità e attualità Consentitemi invece un breve richiamo all’attualità, rapportandola alle precedenti celebrazioni dell’unità d’Italia: del 50°, segue


cipazione dei cittadini alla cosa pubblica; • un federalismo come forma di unità in cui meglio può attuarsi il principio di libertà; • un federalismo che sia decentramento delle responsabilità di governo, ma che rinsaldi l’appartenenza di tutti alla comunità sovrastante. Ed un futuro comune implica anche un più avanzato concetto di cittadinanza, che superi l’anacronistico vincolo etnico del “sangue” sostituendolo col vincolo socio-culturale dell’essere parte attiva e protagonista di un tessuto civico.

Tutto ciò e molto altro, perché per costruire o rinnovare un sentimento nazionale, per immaginare un futuro comune e condiviso, per consolidare lo spirito di coesione sociale, è necessario prima di tutto superare la nostra tendenza a dividerci ed uscire da una spirale insostenibile di contrapposizioni. Uno sforzo collettivo nel quale ognuno è chiamato, per il ruolo che svolge, a fare del proprio meglio, con “…disciplina ed onore…” come recita l’art. 54 della Costituzione rivolgendosi ai cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche.

Una prova culturalmente e idealmente non meno impegnativa rispetto a quella che affrontarono e superarono i nostri predecessori risorgimentali, antifascisti e resistenti. Dove certo in gioco non è la nostra vita, ma la credibilità e la coerenza di chi senza imbarazzo si sente di pronunciare un sincero “Viva l’Italia unita”. Sindaco Carlo Panzera

RIFIUTI DI VOBARNO: un percorso virtuoso È evidente e sotto gli occhi di tutti che il nostro stile di vita ha subito variazioni impensabili solo pochi anni fa. Tra le funzioni economiche da noi svolte quella che sembra giocare un ruolo determinante è il consumo, il quale ha come conseguenza la produzione di rifiuti in esponenziale aumento in fatto di quantità e tipologia. Per salvaguardare la qualità della nostra vita e quella del pianeta bisogna prestare attenzione seriamente alle modalità di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti dopo aver evaso l’impegno a produrne il meno possibile. A Vobarno la gestione dei rifiuti è affidata ad Aprica s.p.a. la quale è impegnata nella raccolta differenziata e non che ha inizio dai contenitori distribuiti sul territorio comunale. Va ricordato che la raccolta differenziata è obbligatoria, praticandola si assolve ad un obbligo non solo morale ma di legge. È inoltre possibile conferire le stesse tipologie di rifiuto alla Piattaforma Ecologica sita in via Goisis, che vi ricordiamo è aperta lunedì, mercoledì, venerdì e sabato mattina dalle ore 8.30 alle 12.00 e il sabato pomeriggio dalle 14.00 alle 18.00.

Che fine fanno i rifiuti prodotti a Vobarno ? Rifiuto indifferenziato

Opportunamente ridotto di volume presso l’Impianto di Compattazione contiguo alla Piattaforma Ecologica viene poi inviato presso il Termoutilizzatore di Brescia per il recupero energetico.

Carta e cartone

Carta e cartone vengono inviati agli impianti di pre-trattamento come quello Aprica di Castenedolo e come destino ultimo alle cartiere del circuito Comieco. Forse non lo sapete ma il Tetrapak, che contiene oltre il 70% di carta, opportunamente lavato può essere conferito nel cassonetto bianco. L’industria della carta riciclata è oggi una realtà rilevante che tratta e ricicla 3 milioni di tonnellate di carta e imballaggi di cartone dando lavoro a più di 30 mila persone: quasi il 90% dei quotidiani e delle scatole come ad esempio quelle della pasta sono di carta riciclata.

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Vetro e lattine

Il rottame di vetro e le lattine raccolte vengono conferiti a diverse ditte, tra le quali Tecnorecuperi con sede a Dello (BS), che provvedono ad un primo trattamento del materiale prima di indirizzarlo agli specifici impianti. Da qui, grazie alla totale riciclabilità di entrambi i materiali, è possibile ricavare materie prime per nuovi e utilissimi oggetti: pensate che in Italia tutte le caffettiere prodotte sono in alluminio riciclato.

Il destino delle diverse tipologie di rifiuto, non solo della plastica, è verificabile tramite la documentazione che Aprica utilizza per questo genere di operazioni e che è disponibile per le verifiche che l’Amministrazione intendesse effettuare. Riciclare la plastica è un azione, oltre che sostenibile, estremamente vantaggiosa dal punto di vista energetico: per ogni tonnellata di plastica ricilata si evita il consumo di 2 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP).

Plastica

Verde da giardino

Esiste una leggenda metropolitana che da sempre accompagna la raccolta di questo tipo di rifiuto, quella che vuole la plastica utilizzata per alimentare il Termoutilizzatore: NON È VERO !, la plastica raccolta a Vobarno viene pressata in balle presso l’impianto Aprica di Castenedolo e conferita per conto di COREPLA all’impianto Montello S.p.A., situato in provincia di Bergamo per i necessari trattamenti, finalizzati al recupero.

Per gli sfalci e le ramaglie provenienti dalla pulizia del giardino, è a disposizione la Piattaforma Ecologica di via Goisis. Dal 2007 sono inoltre presenti sul territorio comunale, per agevolare i conferimenti di chi abita lontano dalla Piattaforma, i “Green Service”, dove questi rifiuti devono essere gettati senza l’impiego di sacchi in plastica. Il ritiro viene effettuato da ditte autorizzate, che attraverso un procedimento assolutamente naturale, il compostaggio trasforma que-


TAGLI SOCIALI

sto rifiuto in un ottimo ammendante per il terreno chiamato “compost”.

Legno

Il legno raccolto presso la Piattaforma di Vobarno viene trasportato presso quella Aprica di Buffalora a Brescia, lì una volta grossolanamente tritato e ridotto di volume viene inviato ad una azienda in provincia di Mantova per essere lavorato. Anche per questo tipo di rifiuto esiste un Consorzio obbligatorio che si chiama RILEGNO al quale Aprica SpA fa riferimento per i conferimenti definitivi. Forse non tutti sanno che, a livello nazionale, una percentuale molto elevata di questo rifiuto, circa l’80%, viene trasformata in pannelli di truciolare, pasta cellulosica per la produzione della carta, blocchi di legno-cemento per la bioedilizia e compost, permettendo una consistente riduzione dell’abbattimento degli alberi che sarebbero altrimenti necessari.

Rifiuti ingombranti

I rifiuti ingombranti di produzione domestica come una poltrona o un vecchio divano, compresi i R.A.E.E. (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) come frigoriferi, televisori, lavatrici e altro, possono essere conferiti presso la Piattaforma Ecologica di via Goisis.

Rifiuti pericolosi

Per i rifiuti pericolosi di provenienza domestica come le pile sono disponibili sul territorio diversi contenitori stradali mentre i farmaci scaduti possono essere portati presso le farmacie. Nei prossimi mesi entrambi i servizi verranno potenziati con il posizionamento sul territorio di 10 cestini ciascuno. Oli minerali e vegetali esausti (da non miscelare tra di loro), accumulatori al piombo, neon, cartucce di stampante scariche vanno sempre portati alla Piattaforma Ecologica.

Nel 2011 il Governo ha ridotto drasticamente i trasferimenti erariali ai comuni, ha azzerato il fondo nazionale per la non autosufficienza, ridotto del 26% il fondo nazionale delle politiche sociali, e la Regione ha dimezzato il fondo regionale per le politiche sociali. Tagli lineari, uguali per tutti, senza guardare alla differenza fra enti “spreconi” ed enti “efficienti” e senza nessun parametro di merito. Il Comune di Vobarno ha sempre gestito oculatamente le proprie risorse, siamo considerati un comune virtuoso, è stato rispettato il patto di stabilità, eppure abbiamo subìto un decurtamento di € 188.087,00 che si traduce in minori risorse da destinare ai servizi per i cittadini. Ogni assessorato ha lavorato per rivedere la propria programmazione ed il bilancio ad essa connesso, e anche nel settore sociale si è provveduto a ritoccare i capitoli di spesa e ridimensionare alcuni servizi. Nel 2010 la spesa corrente sociale è stata condizionata fortemente dai costi che si sono sostenuti per il pagamento delle rette di minori inseriti in strutture protette. Per ridurre questa spesa si sta lavorando con il servizio tutela minori affinchè si possa procedere con celerità alla dimissione di madri con minori con proposte di progetti finalizzati a percorsi di vita autonoma. Il progetto scuola aperta, che prevede la programmazione di attività pomeridiane rivolte ad alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado per recupero compiti, attività ludiche e di socializzazione, ha sostituito il servizio Saed (servizio assistenza educativa domiciliare). Sono stati ridotti i capitoli per l’assegnazione dei contributi per spese di riscaldamento e ticket sanitari. Per l’anno in corso si è provveduto ad aumentare le tariffe dei servizi di assistenza domiciliare, pasti domiciliari, trasporto sociale e telesoccorso. Pur nella consapevolezza di dover operare in un contesto di restrizione, siamo riusciti comunque a promuovere nuove iniziative come il progetto scuola aperta in collaborazione con l’assessorato alla pubblica istruzione, la riorganizzazione del servizio di telesoccorso, il progetto metti in moto il movimento , il programma socializzazione anziani e il corso di italiano per donne straniere. Tali servizi hanno puntato al lavoro di rete ed alla collaborazione con enti, istituto comprensivo associazioni e volontari; solo così è stato possibile promuovere le attività a costi ridotti. Non si può però pensare di affidarsi solamente al volontariato che, seppur rappresenti una ricchezza, non può sostituirsi ai professionisti; è necessario che lo Stato e le Regioni rivedano le scelte politiche con l’obiettivo di garantire coesione sociale. L’ANCI (associazione nazionale comuni italiani) sta esercitando ogni possibile pressione affinchè i tagli vengano radicalmente rivisti; il risparmio di Stato e Regioni non può essere scaricato così pesantemente sui Comuni e sulle politiche sociali dei territori. Risparmiare oggi sui servizi sociali significa spendere il doppio, domani, per le emergenze. Assessore alle Politiche Sociali Paolo Barbiani

Donata Caspani

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Soggiorni Marini anno 2011 Scade al 30 aprile 2011 il tempo utile per la prenotazione ai soggiorni marini organizzati per fine agosto dal Comune di Vobarno. L’Amministrazione comunale di Vobarno organizza anche quest’anno i soggiorni climatici per anziani. Per iscrizioni e ulteriori informazioni Ufficio Servizi Sociali del Comune di Vobarno (tel. 0365 596052) entro 30 aprile 2011.

IGEA MARINA – HOTEL ARIZONA PARK Viale Pinzon, 220 – 47814 Igea Marina - Tel 0541.332276 *** cat. 3 stelle DAL 22.08.2011 AL 04.09.2011 13 PENSIONI COMPLETE PIÙ PRANZO DEL 14° GIORNO QUOTA EURO 710,00 per persona Supplem. Singola Euro 120,00 Iscrizioni entro il 30.04.2011 La quota comprende: ♣ ♣ ♣ ♣ ♣ ♣ ♣ ♣ ♣ ♣

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Soggiorno di 14 gg 13 pensioni complete + pranzo del 14° giorno Viaggio Andata/Ritorno in pullman Gran Turismo da Vobarno/Igea Marina Bevande ai pasti Assistenza infermieristica – medico NO STOP Assicurazione Festa dell’ospite Serate di animazione Oggetto ricordo Servizio spiaggia: 1 ombrellone – 2 lettini Coordinatore “Leonessa VIAGGI”


SOGGIORNI MARINI ANNO 2011

RIMINI Marina – HOTEL JANA Via Giusti n° 13 - 47900 Rimini – Tel 0541.390630

*** cat. 3 stelle DAL 27.08.2011 – 10.09.2011 14 PENSIONI COMPLETE QUOTA EURO 600,00 per persona CAMERA DOPPIA Supplem. Singola 168,00 Iscrizioni entro il 30.04.2011

La quota comprende: ♣ Viaggio Andata/Ritorno in pullman Gran Turismo da Vobarno/Rimini ♣ Sistemazione in camere doppie con servizi ♣ Trattamento di 14 pensioni complete ♣ Bevanda ai pasti ♣ Drink di benvenuto ♣ Cena tipica settimanale ♣ Serata dell’arrivederci in hotel ♣ Serate danzanti in albergo ♣ Servizio spiaggia (1 ombrellone ogni 2 lettini) - se il cliente desiderasse una sistemazione diversa dovrà pagare la differenza da concordarsi in loco con il bagnino ♣ Assistenza turistica in loco con supervisione di ns. accompagnatore in loco ♣ Assicurazione medico/bagaglio

Per iscrizioni e ulteriori informazioni Ufficio Servizi Sociali del Comune di Vobarno – Tel. 0365 596052

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16 e 17 marzo: 150 anni di unità nazionale Il 16 marzo si è svolta, in concomitanza con centinaia di città italiane, La Notte Tricolore con il primo appuntamento della Rassegna di Musica Classica Valsabbina(sotto la direzione artistica di Erika Giovanelli) giunta alla seconda edizione che quest’anno, per l’occasione, ha avuto una veste risorgimentale. Si è voluto festeggiare la vigilia del 150 anniversario dell’Unità d’Italia nella maniera più rappresentativa della nostra italianità: con un momento che ha creato l’occasione di fare cultura nelle differenti modalità in cui essa si declina: la poesia, l’arte, la cinematografia, la musica. Si è voluto sottolineare, con il linguaggio universale della musica, come quel periodo sia alla base del nostro essere Nazione oggi, grazie agli ideali altissimi di tantissimi giovani solo ventenni che hanno sacrificato la vita per quell’ ideale di Patria, perché noi potessimo vivere oggi per la Patria. E mi piace sottolineare che la serata si è svolta con l’esibizione di due musiciste donne che hanno suonato brani di compositrici femminili : questo per rendere omaggio a tutte le donne, essendo marzo il mese a noi dedicato, e anche per ricordare che moltissime sono

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state le donne attive nel risorgimento italiano e se di alcune l’opera e il nome sono rimasti vivi nelle carte e nei documenti, ancor più numerose sono le donne senza nome, che hanno operato personalmente o che hanno sostenuto i congiunti, subendo nei cuori lo strazio che altri soffrivano nella carne, per la prigionia, le torture, la guerra, senza contare le donne ferite, offese, uccise. Così il loro eroismo si è consumato, come quello delle eroine conosciute, in chiave di assoluta e spoglia quotidianità. Le donne sono state presenti, in una prodigiosa varietà di atteggiamenti, di scelte, alcune delle quali così coraggiose e innovatrici da segnare una decisa maturazione culturale e spirituale, che le ha consegnate a un destino di dolore e che ha attestato una partecipazione piena alla dimensione civile del vivere. Il 17 Marzo, anniversario della promulgazione della legge 4671 con cui si costituiva il Regno d’Italia, si sono svolte le celebrazioni ufficiali con una grande e inattesa partecipazione con un corteo da Piazza Ferrari fino al Teatro Comunale dove sono stati molti gli interventi: dai Presidi dei due Istituti scolastici presenti

sul territorio al Sindaco, dal Vicario Zonale Don Gabriele Banderini alla giovane Berbar Eman rappresentante delle Comunità Straniere di Vobarno, passando dagli studenti della scuola primaria e secondaria e dell’ITIS di Vobarno. Una celebrazione sobria ma significativa, accompagnata dalle musiche risorgimentali del Corpo Bandistico Sociale di Vobarno e numerose associazioni presenti col proprio gonfalone e dai numerosi tricolori esposti in paese. Questo senso di Unità non deve finire con questo giorno ma come ha detto il nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “Bisogna Trasformare l’anniversario dei 150 anni dell’Unità in un nuovo innamoramento del nostro essere italiani... incitare noi stessi ad avere un po’ più di orgoglio nazionale. Celebrare il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia significa diverse cose: significa verificare da dove veniamo, ma anche dove siamo arrivati e Dove stiamo andando” VIVA L’ITALIA!! L’assessore alla Cultura Marta Cocca


Musica da Bere 2011: Vobarno capitale della canzone d’autore Musica da Bere, il concorso musicale per autori di canzoni ideato dall’Associazione Culturale Il Graffio e realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Vobarno, della Cooperativa Area e di altre realtà locali, giunge quest’anno alla sua seconda edizione. La prima aveva visto vincitore Ettore Giuradei, seguito dai Corimè e dalla band partenopea JFK & la sua bella bionda; tra gli ospiti Roberto Freak Antoni degli Skiantos e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz. La manifestazione, anche grazie alla stretta collaborazione con il Club Tenco di Sanremo, si sta confermando una tra le più importanti realtà provinciali, e non solo, dedicate alla musica e, in particolare, alla canzone d’autore. Dopo l’ottimo riscontro ottenuto lo scorso anno, era quindi inevitabile ripetere l’esperienza. Quest’anno gli artisti iscritti al concorso sono stati più di 100, provenienti da quasi tutte le regioni italiane (unica assente la Valle d’Aosta, compensata dalla partecipazione di un gruppo svizzero). Una giuria allargata ha selezionato i 6 finalisti, che si esibiranno nelle prime

due serate della manifestazione, venerdì 6 e sabato 7 maggio, presso il locale Aerosol di Villanuova sul Clisi. Il vincitore sarà decretato da una giuria specializzata composta da Enrico de Angelis, responsabile artistico del Premio Tenco, Gianni Maroccolo, produttore e bassista di Litfiba, CSI e Marlene Kuntz, Massimo Pirotta, giornalista del Mucchio Selvaggio, Enrico Faccio, ideatore del Premio alla Passione Civile Trabucchi d’Illasi e Massimo Zambianchi, paroliere e fotografo. La premiazione si svolgerà domenica 8 maggio presso il Teatro Comunale di Vobarno.Anche quest’anno sono state assegnate tre targhe ad importanti nomi della scena musicale e culturale italiana. La Targa Graffio 2011 va ad Ascanio Celstini, attore e regista romano, tra le voci più note del teatro di narrazione in Italia. L’artista sarà ospite della serata conclusiva della manifestazione, l’8 maggio a Vobarno, e proporrà al pubblico alcuni dei suoi monologhi. Sempre durante la serata vobarnese, ritirerà la Targa Musica da Bere Dente, giovane promessa della scena

cantautorale italiana, che si esibirà in una performance acustica. La Targa Musica da Bere alla Carriera è stata assegnata ad Eugenio Finardi: l’artista sarà ospite della prima serata della manifestazione, il 6 maggio a Villanuova, ed eseguirà in acustico alcuni brani del suo repertorio. Inoltre, Finardi e Celestini incontreranno il pubblico presso la Biblioteca Comunale di Vobarno, rispettivamente il 6 e l’8 maggio, alle ore 18.00, dove presenteranno le loro più recenti produzioni letterarie. Sempre presso la Biblioteca di Vobarno, martedì 3 maggio, alle ore 20.30, verrà inaugurata una mostra di pittura a tema musicale realizzata da Luciano Vanni e Mario Cappa. Durante la serata i due poliedrici artisti, accompagnati da alcuni amici, proporranno anche un concerto dedicato alla canzone d’autore italiana e straniera. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito www.musicadabere.it. Alfredo Cadenelli Davide Vedovelli

Il Blog dei 150 anni “La classe 4^A dell’ ITIS di V obarno coordinata dal Prof. Cadenelli ha realizzato in occasione del 150° Anniversario dell’unità d’Italia il sito vobarno.altavista.org con la storia del paese dall’Unità d’Italia alle guerre Mondiali”

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MARZO 2011: MESE DI BILANCIO E DI UNITA’ Il capogruppo Davide Vedovelli Marzo 2011 è stato un mese importantissimo. Si sono c elebrati i 150 anni dell ’Unità d’Italia. Anche il Comune di Vobarno ha onorat o questa importante ricorrenza, resa per l’occasione festa nazionale, con iniziative atte ad approfondire la conoscenza della nostr a storia, coinvolgendo la popolazione, partendo dalle scuole, rese protagoniste delle iniziative programmate, che si sono svolte in un clima sobrio e profondo. Parlare oggi di unità è tutt’altro che scontato, in un moment o storico dove divisione e secessione sono le parole che magg iormente sentiamo. Unità è c ollaborazione, è ric onoscere origini comuni senza farle diventare pretesto per discriminare chi proviene da altre culture. Per il C omune di Vobarno marzo significa anche appr ovazione del bilancio e del piano triennale delle opere. Parlare di bilancio e programmazione triennale in un quadr o in cui lo stato toglie risorse ai C omuni e gli lega le mani è sempr e più difficile. Da una par te la v olontà degli amministratori di er ogare servizi ad alta qualità ai cittadini, dall ’altra la ristrettezza economica che impone tagli. Cosa fare? È la domanda che si sono fatti gli amministratori in questi mesi. La riduzione delle spese e l’aumento delle entrate (per quanto ne consente la legge) sono le due strade da perseguir e. Vale la pena ricordare che nonostant e le difficoltà le oper e pubbliche messe in programma sono state realizzate, mi riferisco al 2010, nei t empi e nei modi concordati. Ovviamente la programmazione triennale deve tenere conto delle risorse disponibili.

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La terza strada che si è seguita è la ricerca di bandi r egionali e provinciali, aggiudicandosene uno importantissimo per la ristrutturazione di due edifici, ed altr e richieste sono già state avanzate per ott enere importanti finanziamenti. Questo smentisce anche le critiche che l’opposizione ha spesso rivolto all’amministrazione di non cercare finanziamenti da altri enti. Il momento di crisi, che coinvolge anche il sett ore edile, non ha ancora permesso grosse entrate, ma questo non dipende dal Comune di Vobarno, né al PGT , che produrrà profitto non appena il mercato immobiliare riprenderà la sua corsa. Al bilancio non sono stati presentati emendamenti dalla minoranza ( fatto eccezione per quello pr esentato e poi ritirato in sede di consiglio Comunale dal capogruppo della Lega, Sig. Ferrari). Forse che anche lor o, pur non potendolo ammettere, si sono resi conto che questo bilancio è l’unico possibile e difficile pensarne uno migliore? Continua anche il dialogo c on la popolazione. Molto interessante è stato l’incontro che si è tenuto lo scorso febbraio con la popolazione. Momento di confronto diretto con i cittadini, che ha permesso agli amministratori di avere il polso della situazione, capire esigenze e priorità. Continuiamo su questa strada, certi che sia quella giusta da seguire.

PER NON PERDERE LA BUSSOLA Giovani e l’uso consapevole di Intenet Venerdì 1°aprile, presso il Teatro Comunale di Vobarno, l’Assessorato alla Pubblica Istruzione di Vobarno e di Villanuova, in c ollaborazione con gli assessorati alle politiche sociali e po litiche giovanili, si è tenuto un interessante incontro con gli Ispett ori della Polizia Postale e delle C omunicazioni di Brescia. Una serata per conoscere la rete Internet, i rischi e le insidie in c ontinuità con i la vori della ric erca sociologica denominata “Tromp l’oeil”, condotta nel 2010 dal pr of. Carlo Alberto Romano e dalla Dott.ssa Valentina con gli studenti Vobarnesi delle Scuole Secondarie di primo e secondo grado di Vobarno . L’iniziativa si è rivolta in particolar modo al mondo giovanile e ai genitori, che a detta degli Ispett ori costituiscono il miglior “Parental Control” per un utilizzo appropriato e consapevole di Internet, suggerendo un c ontrollo dell’uso del pc del figlio e non lasciandolo troppo tempo solo in r ete: le insidie sono dietro l’angolo e solo mediante presenza di un ad ulto attento si possono pr evenire fenomeni di truffa, phishing, adescamento, violenze e minacce. Di grande interesse gli interventi della serata, che hanno messo in risalt o le molteplici possibilità c on le quali gli itinerari dell’inganno e della truffa si possono aggirare fra gli adolesc enti. Gli incontri su queste tematiche proseguiranno per pr evenire e c ercare di intervenire tempestivamente sulle problematiche giovanili.

BRESCIA, 21 FEBBRAIO 2011 CONGRATULAZIONI A SILVIA BAZZOLI LAUREATA IN SCIENZE LINGUISTICHE PRESSO L’UNIVERSITA’ CATTOLICA DI BRESCIA RIPORTANDO LA VOTAZIONE 110 E LODE.


Italia 2011, tra ricordi da meditare e speranze da vivere. G iovanniS calora Lega Lombarda – Lega Nord Gruppo Consigliere di Vobarno

Dei 150 anni di questa I talia unita ne ho vissuti 66, e in questi anni ho sentit o i c ontinui lamenti degli Italiani contro lo Stato, contro il Go verno, passato e presente, contro le forze politiche avversarie e la propria, contro il Fisco e contro tutti, in un clima di totale non coesione nazionale, alimentata anche da precise forze e mo vimenti politici. Ho visto anche negli anni ‘70 ed ‘80 rivendicare, con l’ appoggio di politici che sedevano in Parlamento, la libertà di usare quella dr oga che a vrebbe sconvolto fino alla morte più di una vita e la scuola pubblica non insegnare più, o male , ai “bimbi d’ Italia”, che, secondo l’ Inno Nazionale, sono ancora Balilla ( strofa 4 ), quelle nozioni fondamentali che do vrebbero accompagnarli per il resto della vita. E ho sentit o cantare “siam pronti alla morte” ( strofa 2 del citato Inno ) personagg i pubblici che, tranne non molti casi di coerenza fino al sacrificio a cui vanno il mio inc ondizionato rispetto ed ammirazione , hanno cambiato posizione, ma conservato le pr erogative di prima. Poi ho visto l’ inflazione al 20/25% e cr escere il debit o pubblico a dismisura, gestito da una classe politica e da una burocrazia che si mang ia ogni anno 53% del P il. Ho visto poi i piani per il M ezzogiorno, nei quali non si è mai saput o bene quanto durava il pranzo e cosa

c’ era nel menu e gli altri piani, tutti gestiti da Governi che sia che fossero di Unità Nazionale o balneari, di lar ghe intese o di transizione, avevano poche probabilità di arrivare all’ anno e mezzo, sfiduciati dalle c oalizioni politiche che li a vevano insediati o pugnalati alle spalle da franchi tirat ori. E anc he le cose indubbiamente positive che ho visto fare, come la tutela dei diritti dei la voratori e la sanità gratuita per tutti, sono state drasticamente ridimensionate da una serie di sciope ri palesemente politici o , per quanto riguarda la sanità, da sprechi concentrati principalmente nel Meridione, che non potevano più oltre venir gestiti, ancorché tollerati, da una politica che nel passat o comprava il consenso battendo moneta inflazionata e svaluta va la Lira sui mercati internazionali. A questo punto ho pen sato che solo un taglio nett o con il passato ed un profondo e serio cambiamento del P aese, a c ominciare dalla riforma federale, potevano assicurare all’ Italia un futuro, e non, per esempio , quell’immigrazione presentata come ricchezza da giornali che nella stessa pagina lamentano che la disoccupazione giovanile è al 30% o dai soli sv entolii della Bandiera Nazionale che ho sempre rispettato, e cercato di far rispettar e, anche da quelle forze politiche che ogg i

l’hanno nel lor o simbolo, ma che, fino alla caduta del Mur o di Berlino, o era semplic emente assente sul loro scudo o era quasi totalmente nascosta dalla rossa bandiera di uno Stato straniero, oggi disgregato. Oggi tutto sembra cambiat o. Dico sembra perché questo è il Paese dei gattopardi, e i seg ni si vedono nelle dichiarazioni di forze politiche, anche di quelle più avverse alla Lega, che dicono che sono loro a volere il Federalismo vero, quello solidale, sussidiario, quello…. anzi no quell’ altro, ed intanto fanno di tutto per osteggiare o ritardare quello della L ega, che è poi l ’ unico possibile per ridare uno slancio concreto e pr oduttivo al Paese, senza il quale fac ciamo le solite chiacchiere. E per concludere vorrei fare una proposta e cioè che al di là delle celebrazioni ufficiali per l’ Unità d ’ Italia, che ciascuno di noi, fatt e salve le norme di Legge ed il rispett o degli altri, celebrerà secondo la pr opria volontà, trovi il t empo di me ditare questa frase nel silenzio della propria coscienza e cioè che “questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si riv elerà effimera , se in Italia non nascerà un nuovo senso del Dovere”.

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APPROVAZIONE DEL BILANCIO Mancano gli strumenti per capire i dettagli Simona Pini per Vobarno che Cambia Marzo è par ticolarmente significativo per Vobarno, è il mese dedicat o all’approvazione del bilancio, tema dolente per molti c omuni, non solo per il nostro. Purtroppo è ben noto ed evidente agli occhi di tutti il volume di tagli delle risorse economiche imposti dal Governo ai singoli comuni, in particolare a quelli meno “virtuosi” come Vobarno, che risulta ai primi posti nella classifica dei comuni bresciani per alta spesa corrente, e pertanto penalizzato. Tuttavia, c’è sempre qualcosa che si può migliorare nella gestione del bene pubblico, e l’opinione delle varie fazioni politiche, pur con delle divergenze, può portare suggerimenti e nuovi spunti con risvolti positivi. IL LAVORO DELL’OPPOSIZIONE Spesso l’opposizione è stata criticata per mancanza di impeg no e partecipazione; viene indicata c ome la par te che punta il dit o contro chi ha lavorato, ma non fa nulla per cambiar e le cose. Vogliamo ricordare ai cittadini che per potere fare delle critiche costruttive e fornire supporto è necessario conoscere bene cosa si nasconde dietro i numeri che v engono messi su un f oglio di carta per essere approvati. Pertanto, in sede Consiglio Comunale del 31 gennaio sc orso è stato chiesto al Sindaco di mettere a disposizione c on un anticipo magg iore rispetto a quanto disposto dalla legge alcuni documenti par ticolarmente lunghi e laboriosi come il bilancio. Questo per permettere anche agli altri di avere il tempo di analizzare attentamente tutte le sezioni di cui è composto, essendo un passo fondamentale della gestione pubblica. Quest’anno il bilancio è stat o messo a disposizione nei soliti t empi, e come sempre senza ac cesso al dettaglio delle v oci, che t eoricamente può essere consegnato dopo l’approvazione del bilancio. Ma secondo la logica, il dettaglio serve PRIMA dell’approvazione, essendo lo strumento decisivo per capire a fondo il retroscena dei numeri delle entrate e delle uscite, e fornire di conseguenza suggerimenti sensati; DOPO l ’approvazione è decisamente inutile, resta uno strumento fine a se stesso, ormai quel che è fatto, è fatto. PUNTO DELLA SITUAZIONE Per quello che è possibile intuire dagli strumenti a disposizione in que sto momento, è evidente solo che sono stati fatti pochissimi investimenti, tranne quelli appr ovati grazie ai contributi degli organi esterni sovra comunali, come per esempio quelli c oncessi per il r estauro dell’edificio sede della Banda in Lar go Donatori di Sangue. Tale situazione era ben visibile già con il PGT, approvato ormai da un anno ma che anc ora non ha dato via ad alcun cantier e. Per il resto continua la strada dell ’indebitamento infruttuoso, determinato da una spesa c orrente altissima non ben precisata. In questo settore rientrano anche i c osti per la gestione dell ’immigrazione, risorsa importante per il nostro paese, ne siamo tutti consapevoli, purché sia monitorata. In questi giorni, un quotidiano locale ha reso noto che a Vobarno e altri paesi della Vallesabbia sono in corso accertamenti in merito alla presunta presenza di organizzazioni di estremisti islamici nascoste sotto le vesti di associazioni con finalità culturali. Pertanto sollecitiamo l’amministrazione affinché parte dei fondi destinati all’integrazione vengano spesi anche per il controllo di tale fenomeno.

LIBRI e CD SON TRE I C OLORI DELLA MIA BANDIERA Di Roberto Maggi È dedicato ai più piccoli, per la celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia il pratico fascicoletto di Roberto Maggi. Si narra di un insegnante che conduce i suoi alunni a Reggio Emilia, li introduce nella Sala del Tricolore, e lì dialoga con loro sui principali simboli dell’italianità. Il maestro ricorda ai suoi scolari che anche per Goffredo Mameli un’unica bandiera rappresentava una “speme”, la speranza di vivere un giorno uniti e liberi. Il tricolore, nacque proprio a Reggio Emilia nel 1797 prima ancora del Risorgimento; presagio di esso e speranza per l’Italia futura.

RICORDO DI INCONTRI 3 La sera di giovedì 23 dicembre, presso il centro parrocchiale “don Angelo Questa” di Pompegnino è stato presentato il terzo e ultimo volume della serie Ricordo di incontri, viaggio fotografico tra la gente e i luoghi di Pompegnino dal 1945 a oggi. Il terzo fascicolo di questa – potremmo definirla – “trilogia” tratta i fatti dal 2003 al 2010 ed ha come evento centrale il terremoto del 2004. C’è però spazio anche per gli altri avvenimenti degli ultimi sei anni: l’inaugurazione del centro parrocchiale e della nuova Scuola Materna, il 50° del locale gruppo alpini, l’inaugurazione della nuova chiesa parrocchiale e tanti altri eventi vicini e lontani. Il libro affida gran parte del suo linguaggio alle immagini, essendo, infatti, corredato da numerose fotografie in cui è facile incontrare volti, persone, ricordi, luoghi. Il tutto in perfetta concordanza con ciò che il titolo stesso del libro si propone: un ricordo di incontri.


150° dell’Unità d’Italia. Vobarno: Risorgimento “in via” Chiunque controllasse la carta topografica di Vobarno, noterebbe che i riferimenti al Risorgimento sono pochissimi. Qua e là però si riesce ancora a trovare qualcosa; quanto basta per presentare - nei quattro numeri del nostro notiziario previsti per il 2011 - i personaggi cui sono titolate quelle poche vie. Comincerò con via Fratelli Bandiera, nella zona del campo sportivo, vicino al bocciodromo. I fratelli Bandiera erano due nobili veneziani, figli del barone Francesco Bandiera, ammiraglio, e di Anna Marsich. Si chiamavano: Attilio (nato a Venezia nel 1810) ed Emilio (nato a Venezia nel 1819). Anch’essi come il padre, militarono nella Marina da guerra austriaca come ufficiali, ma ben presto aderirono alle idee mazziniane e fondarono una loro società segreta, l’Esperia, nome con il quale i greci indicavano anticamente l’Italia. Nel marzo del 1844, a seguito della notizia di un moto antiborbonico scoppiato in Calabria, disertarono dalla Marina austriaca e partirono

per Corfù, da dove successivamente si sarebbero imbarcati alla volta dell’Italia per andare a soccorrere gli insorti calabresi. Il 16 giugno sbarcarono alla foce del fiume Neto, vicino a Crotone. In quegli stessi giorni, a loro insaputa, la rivolta di Cosenza si era conclusa e non vi erano più stati tentativi insurrezionali, causa una feroce repressione. Fu allora che un componente del gruppo dei fratelli Bandiera, Pietro Boccheciampe, forse temendo per la sua stessa vita, andò dalla polizia per denunciare i compagni. I soldati borbonici li arrestarono a San Giovanni in Fiore, in località “Stragola”, dove ancora oggi un cippo commemorativo ricorda il luogo della cattura. Re Ferdinando II decise di graziare alcuni componenti della spedizione e di fucilarne nove. Tra questi, i fratelli Bandiera. Le fucilazioni avvennero al Vallone di Rovito il 25 luglio 1844. Se forse è leggenda che i condannati andarono incontro alla morte cantando il coro di Donna Caritea del Mercadante,

L’ara dei fratelli Bandiera al vallone di Rovito (Cosenza) Le salme dei nove fucilati furono tumulate nel duomo di Cosenza. Quelle dei fratelli Bandiera tornarono a Venezia nel 1867 e traslate nella pace della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, poco distante dalla casa natale. Nel vallone di Rovito, il ricordo del sacrifico dei fratelli veneziani e dei loro compagni è composto in un piccolo altare con incisi i nomi sul marmo. Una cinta murata e alcuni pilastri circondano uno spiazzo con pochi cipressi, sullo sfondo dei monti della Presila. Luogo di silenzio e solitudine, dove talvolta qualcuno ancora depone delicatamente un fiore.

di Roberto Maggi

che dice: “Chi per la patria muor vissuto è assai/ la fronda dell’allor non langue mai!/ Piuttosto che languir sotto i tiranni, è meglio di morir nel fior degli anni”, sicuramente corrisponde a verità che tutti urlarono “Viva l’Italia” prima di soccombere alla scarica di fucileria.


VOLLEY VOBARNO intervista alle ragazze della serie D Vobarno, 10-03-11. La prima squadra (allenata da Fabio Mangili) dopo un girone d’andata impeccabile (13 vittorie su 13 partite), continua a sorprendere. Il capitano, Francesca Saottini, non si sbilancia troppo, ma la classifica parla da sola: la promozione è vicina! Il nuovo campionato ha riservato moltissime novità: nuovo allenatore, nuove ragazze e soprattutto nuova categoria ( dopo anni in serie C) … avete incontrato difficoltà di adattamento? Ovviamente tutte queste novità hanno portato soprattutto un grande entusiasmo! Per la “vecchia guardia” c’era la voglia di dimostrare tutte le proprie potenzialità ai “nuovi arrivati” e per quest’ultimi di far capire a dirigenza, compagne e tifosi di essere all’altezza della situazione… certo, amalgamare il gruppo all’inizio non è stato semplice, ma lo spirito di squadra e la voglia di lottare per lo stesso obiettivo ci hanno aiutato molto! Ora siamo un gruppo forte e pieno di entusiasmo, pronto a lottare per vincere il campionato! Prime in classifica dopo la diciassettesima giornata… soddisfatte del vostro rendimento? Beh, direi che non potrebbe essere altrimenti, soprattutto considerando il fatto che il nostro primato nasce da ben 18 vittorie su 18 partite! Nonostante questo qualche passo falso l’abbiamo fatto, dovuto principalmente a nostri cali di concentrazione… ma siamo comunque orgogliosissime del nostro primato, che speriamo di mantenere fino a fine campionato! Cosa credete che abbia messo in difficoltà le vostre avversarie? Bella domanda… La cosa che contraddistingue la nostra squadra è la voglia di vincere e di non mollare mai… Sarà questo che probabilmente destabilizza le nostre

avversarie…ma forse questa domanda dovresti farla alle nostre avversarie. Le squadre più ostiche incontrate? Diciamo che la classifica attuale rispecchia il livello delle squadre… Sicuramente molto dura è stata la vittoria in casa contro il Vipiemme (attualmente secondo in classifica), arrivata dopo quasi due ore di match con parziali molto alti! Poi il Gussago, battuto sia in casa che in trasferta, formato da ragazze molto giovani ma già molto forti ed esperte… ed infine la Gardonese, squadra ostica da affrontare soprattutto in casa loro… la nostra vittoria per 3-2 a Gardone è stata forse la più bella! Sotto di due set siamo riuscite a recuperare e vincere dimostrando un grande carattere davanti ai nostri numerosissimi tifosi accorsi per la “sfida al vertice”… Gran belle emozioni! Nel caso sperato di serie C, quali saranno gli obiettivi e le promesse per la prossima stagione? Serie C?!? è ancora troppo presto per parlarne, diciamo che “quella

parola” (ndr. Promozione) per ora solamente si sussurra… ci sono ancora troppe battaglie da vincere, tante sfide importantissime da giocare in trasferta… per ora pensiamo solo a vincere questo campionato, poi a maggio si tireranno le somme e si comincerà a pensare alla prossima stagione… A chi dedicate le 17 vittorie finora conquistate?!? Senza alcun dubbio, le dedichiamo a tutte quelle persone che con il loro impegno, la loro dedizione e il loro entusiasmo ci aiutano e ci sostengono ad ogni allenamento, ad ogni partita… Ringraziamo tutti i nostri dirigenti, partendo da Beppe e Caterina e passando per Mauro, Nancy e Albino… poi ci sono i nostri tifosi, che ogni sabato sia in casa che in trasferta ci applaudono quando vinciamo e ci sostengono nei momenti di difficoltà… l’unico modo che abbiamo per ringraziarli è continuare a vincere con loro e per loro… siamo tutti una grande squadra, una grande famiglia… Sara Galvagni


NOTIZIARIO SPORT L’Amministrazione comunale intende manifestare pubblicamente le più vive congratulazioni ad alcuni concittadini vobarnesi che si sono particolarmente distinti in ambito sportivo. A Loretta Zani e Italo Rubinelli, rispettivamente Presidente e Capitano della Società Tiro a Volo “Poggio dei Castagni”, che nella scorsa primavera, al Concaverde di Lonato, sono saliti sul gradino più alto del podio vincendo la finale nazionale del Campionato invernale delle Società di Fossa Olimpica 2010; A Michele Bertoletti che lo scorso novembre ha percorso i 42 Km. della mitica maratona di New York, posizionandosi al 78° posto su oltre 45.000 partecipanti; A Renzo Zanelli che il 26 febbraio scorso ha tagliato per primo il traguardo della classica gara ciclistica “Coppa San Geo – Caduti Soprazzocco”; Agli atleti della sezione Tennis della Polisportiva che lo scorso 20 marzo, proprio sui campi vobarnesi, hanno vinto il Campionato provinciale di terza categoria. Premi e riconoscimenti autorevolmente meritati, che ripagano le fatiche della preparazione, sempre sostenute da una grande passione per l’attività praticata, ma che inorgogliscono l’intera Comunità Vobarnese, a nome della quale desideriamo esprimere le più vive congratulazioni, unitamente all’incitazione a proseguire verso nuovi e più ambiziosi traguardi. L’Assessore allo Sport Giuseppe Manni Il Sindaco Carlo Panzera

Donne Vobarnesi La presenza femminile nella s toria di Vobarno: due immagini del passato, due momenti di festa e di gioia sotto l’egida della Falck Vobarno. Il pic-nic all ’aria aperta e una f esta di ballo (con molte donne e pochi danzatori), in cui ric onoscersi.

I video di Andreoli Parlare di Edoardo Andreoli è parlare non solo di una grande passione per gli audiovisivi, ma anche di un amore tutto personale per il proprio paese e per la sua gente. Vedere Andreoli con la telecamera sul cavalletto e con tutta l’attrezzatura necessaria, è ormai un’immagine familiare nel panorama degli eventi vobarnesi. Da qualche anno, infatti, Andreoli documenta fatti, ricorrenze, istantanee di vita, che vanno dalla semplice festa scolastica agli spettacoli o ai convegni. Andreoli ha attualmente raccolto un patrimonio di circa 80-90 tra dvd, vhs, fotografie, ecc. Grazie all’impegno e al suo lavoro, sono state documentate testimonianze che appartengono alla storia del nostro territorio: interviste a protagonisti del passato, immagini di repertorio, testimonianze di momenti drammatici (emblematici, in proposito, sono i due dvd che Andreoli ha realizzato nelle prime ore del terremoto del 2004, scendendo nelle strade di Pompegnino e registrando le prime impressioni dei protagonisti di quei giorni difficili). A

spingere Andreoli a dare il meglio di sé in questo paziente lavoro è soprattutto il desiderio che qualcuno possa utilizzare questa vasta documentazione a fini educativi, di ricerca, di promozione culturale. Tra le altre cose Andreoli non nasconde un grande desiderio: quello di poter avere un luogo adatto, una sorta di archivio con una sua denominazione, dove poter depositare questo patrimonio, diffonderlo e farlo conoscere.. Il lavoro di Andreoli continua, e con esso cresce il numero dei documenti da lui prodotti. Visionare uno dei suoi filmati è rendersi conto della vitalità vobarnese, della sua quotidianità, dell’importanza di conoscere la propria storia, la propria gente, la propria identità. Roberto Maggi


COMUNE DI VOBARNO

FONDAZIONE I.R. FALCK ONLUS CENTRO SERVIZI SOCIO-SANITARI-ASSISTENZIALI VOBARNO (BS)

Assessorato alle politiche sociali Fondazione I.R. Falck Onlus - Associazioni del Comune - terzo settore

TERZA ETÁ IN MOVIMENTO

Da LUNEDÌ 4 APRILE... Si parte... Unisciti al nostro gruppo! trascorreremo giornate all’insegna... ...del divertimento ...dell’informazione ...del dialogo. TUTTE LE INIZIATIVE E IL BUS NAVETTA SONO GRATUITI!!! Per informazioni telefona a Serena 0365 61102 Ritrovo ore 14.00 presso il Centro Sportivo (vedi programma dei mesi di APRILE-MAGGIO sul retro) ➜ ➜ ➜ ➜ ➜ ➜ ➜ ➜ ➜ ➜ ➜ ➜


Quando il tram arrivò a Vobarno Se la f errovia si dimostra va indispensabile per le comunicazioni a carattere nazionale e internazionale, per i percorsi a breve raggio, comunali o pr ovinciali, sembrò anche nel territorio bresciano più adeguata la creazione di un sistema di tramways a vapore, considerati più flessibili nella loro dislocazione e, soprattutto, più orientati al trasporto passeggeri e di merci leggere, sollecitando così la crescita del commercio e del turismo.

QUALE TRAM REALIZZARE? Scartata la pr oposta del C omitato bresciano di una ippof errovia, furono prospettati numerosi progetti (privati e pubblici) di carattere tranviario per t entare di risolv ere il problema stradale relativamente alla valle bagnata dal fiume Chiese. Fra le varie proposte spiccò quella di un C omitato Promotore milanese, che nel 1878 inoltrò alla Deputazione provinciale bresciana la domanda di c oncessione per la c ostruzione di una linea tranviaria a vapore per il tratto BresciaTormini, al quale sar ebbero seguiti ev entuali prolungamenti. La mobilitazione locale fu assai ampia, legata alle espressioni delle diverse parti politiche, non di rado oggett o di feroci polemiche campanilistiche rispetto a singoli spezzoni del tracciato, al posizionamento delle stazioni, ec c. Le illusioni locali dovettero inoltre fare i conti con le decisioni prese a carattere provinciale e col permanere dell’ambiguità di una scelta ancora da compiere fra ferrovia e tramvia, fra parti che sostenevano come la ferrovia sarebbe stata conveniente solo in presenza di economie maggiormente sviluppate caratterizzate da intensi commerci, mentre per la r ealtà valsabbina c on un modesto carattere produttivo, un f orte frazionamento delle attività e int eressata da traffici marcatamente locali, a loro parere risultava più c onfacente la soluzione tranviaria. Diverse furono le nuove proposte, avanzate da imprese italiane e soprattutt o straniere, che già andavano colonizzando la pr ovincia bresciana con la realizzazione di nuo ve linee. Dopo diverse analisi, la Deputazione bresciana considerò inizialmente degna di attenzione solo quella pr esentata dall’ing. Giovanni Corti di M ilano che da va le maggior garanzie di serietà, essendo uno dei principali azionisti della ferriera di Vobarno,

e inoltre rappresentava una società inglese la “The Province of Steam Tramway Company Limited” disposta a r ealizzare la linea tranviaria. Nonostante i primi entusiasmi, tale società non riuscì a r ealizzare il proprio obiettivo, e c osì la c oncessione passò alla società belga “Compagnie Generale des Chemins de f er secondaires”. Era la v olta buona: l’impresa belga nell’anno 1881 portò a termine il tratto Brescia-Vobarno. Il 1° ottobre fu aperto il tronco fino a Gavardo, e l’8 dicembre l’esercizio fu ufficialmente avviato sull’intera linea Br escia-Vobarno, lungo un tracciato di Km. 33,350, attraverso le località di S. Eufemia, Rezzato, Treponti, Virle, Nuvolera, Paitone, Gavardo, Villanuova, Tormini, Roè. Il prolungamento verso l’interno della valle avvenne in breve tempo, ed il tram giunse dopo alcuni anni sino al capolinea di Vestone.

L’attenzione dei valsabbini per la linea tranviaria, quale segno del progresso è rintracciabile anche nell ’entusiasmo manifestato dal curato di Vestone, don Giovanni Calcari, un personaggio all’avanguardia anche per quanto riguarda altre iniziative in ambit o sociale (come la c ooperazione e l ’organizzazione operaia), che nel suo diario di fine Ottocento annotava: “Il giorno 6 dicembre (1881) si inaugur erà il Tramvai da G avardo a Vobarno. Inviti a tutti i sindaci della valle . Che bella cosa sarà”.

IL TRAM IN PAESE Con l’arrivo della tram via a Vobarno, i dirigenti della F erriera ed il C omune stesso, inoltrarono domanda alla Deputazione provinciale affinché fosse costruito un allacciamento della fabbrica alla tramvia, ma questa richiesta fu subordinata da parte del Consiglio provinciale alla costruzione di un nuovo tronco Vobarno-Barghe, strategicamente

importante, in vista di un possibile congiungimento con Ponte Caffaro, che all’epoca segnava il confine con l’Impero Austro Ungarico. Dopo una lunga serie di controversie tra l’Amministrazione provinciale e la belga Compagnie Generale, cui si aggiunsero lungaggini tecnico-burocratiche, entrambi gli scopi furono raggiunti. L’obiettivo dell’allacciamento della Ferriera alla tramvia, si ottenne con la concessione del collegamento tramite un sistema a trazione animale utilizzabile anche per il traspor to pubblico delle altre merci, (in base ad adeguat e tariffe), così da far coincidere l’interesse privato con quello generale. Il tram assume per i valsabbini la c oncretezza del rapido c ongiungimento con la città, dopo secoli di isolamento: per la prima volta poteva bastare salire su una vettura tranviaria e sedersi c omodamente, estraniandosi da ogni attenzione per la guida, c osì come sino ad allo ra avevano potuto fare solamente i più ricchi possidenti proprietari di carrozza con conducente. Un congiungimento che consentiva di rinforzare pure il senso di appartenenza alla nazione: non erano più i valsab bini che si recavano negli uffici del potere, ma, come ricorda don Calcari nel diario , erano il Prefetto, il S ottoprefetto, la stampa, che giungevano comodamente nel cuore della valle. Ma lo storico Giuseppe Solitro, che fu un diretto testimone degli avvenimenti innovativi di questi sc onvolgenti anni di fine Ottocento, fra i suoi appunti storici sulla regione benacense annotava anche lamentele e così commentava: “E’ indubitato che le nuove strade e le ferrovie e i tram ways, aprendo nuovi sfoghi alle merci, rendendo più facili e rapide le c omunicazioni con i centri lontani, spostando certe attività particolari, e infine tramutando in luoghi di semplice passaggio quelli che erano prima per ragioni di postura, scarichi naturali di mercanzie e di persone , alterarono più o meno il commercio di questo o di quel paese con danno di alcuni; i quali per ciò levano alte grida contro queste novità, senza considerare il bene ch’esse arrecano a cento e a mille altri; senza pensar e che l’equilibrio sopravvenuto è più spesso apparente che reale, più temporaneo che stabile e che infine il vantaggio generale compensa a iosa i sacrifici dei pochi”.


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Componenti comitato di redazione del notiziario comunale (nominati con delibera di giunta n. 14 del 01.02.2010) Caspani Donata, Galvagni Sara, Maggi Roberto, Panzera Michele, Pini Simona, Ferrari Giuseppe Direttore: Marta Cocca - Direttore Responsabile: Marcello Zane Grafica e Stampa: Tipolitografia Vobarnese - tel. 0365.599975 - info@vobarnese.it

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