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I N T R E C C I D I V I A G G I E L E G A M I

Tante identità in un’Italia che ha 150 anni d’ età S.M.S.”Faustini-Frank-Nicolini” – sede Alberoni - Piacenza


Quando

INTRECCI DI VIAGGI E LEGAMI

abbiamo parlato ai ragazzi del concetto di viaggio, i loro interventi sono stati così diversificati ed interessanti, da indurci a non scegliere un unico risvolto tematico. Ecco alcune idee scaturite dalla conversazione: • Il viaggio è quello compiuto da Ulisse …… • Anche Dante ha viaggiato nel mondo ultraterreno… • L’uomo ha sempre viaggiato fin dall’antichità, perché era nomade ….. poi ha commerciato ….. ora viaggia nello spazio … • Si viaggia anche su Internet … o leggendo un libro. • Viaggio per me significa vacanza … • Il viaggio è un cambiamento. • Io ho viaggiato per necessità, ma non volevo spostarmi… • La vita è un viaggio. Non volendo fare prevalere le nostre idee – peraltro sicuramente meno interessanti – abbiamo lasciato che ognuno di loro scrivesse qual era la sua idea di “viaggio” che riportiamo in questo piccolo libretto. Laura Bergomi – docente di Lettere IB/IIB


…………….. Viaggio – acqua ……………..


Il viaggio della mia vita. Inizia tutto quando si è nella pancia della mamma. Non ricordo le sensazioni che provavo quando ero lÏ, ma se ci fossi ora penso che starei bene e mi sentirei protetta.

Vittoria G. – II B


Viaggio

Il viaggio per me è una cosa molto bella. Il viaggio per me è come un ragazzo che passa dalle medie alle superiori o come una vacanza al mare o come una passeggiata da casa al giardino. Anche quando vado a scuola questo è un viaggio! Ci sono tanti viaggi: ci sono i viaggi per gli stranieri e c’è anche il viaggio attraverso la lettura. Kyril O. – I B


Viaggio aria


Il viaggio dalla scuola elementare alla scuola media. La cosa più bella è che sei più libero e non ti considerano più un “bambino”; ormai sono grande e i grandi non si lamentano mai. Un’avventura per imparare.

Mouad Hajjour – I B


Prima di arrivare in Italia ho fatto molta strada. Il mio viaggio è durato due anni. Andavo a scuola pur sapendo che l’avrei lasciata presto per venire in Italia. In Moldavia, mi sembrava tutto brutto. Il giorno della partenza era giovedì ed era Natale. All’aeroporto ho visto una statua con un aereo enorme. Dall’aereo ho visto tante luci che sembravano stelle, ma molte stelle! Appena sceso dall’aereo ho visto le mie sorelle ed ero contento, perché non ci vedevamo da due anni. Qui ho cambiato il mio modo di pensare, i miei amici, la mia scuola, le mie insegnanti, la mia casa, tutto. I primi giorni in Italia sono stati favolosi, tutto il giorno cartoni, computer, cibo, scale e scale, ben 86 scalini fino al terzo piano…no, le scale no, non mi mancano, mi manca il primo piano! Il 9 dicembre, il primo giorno di scuola, il primo test e scuola tutto il giorno; il secondo di scuola, durante la lezione di Storia sui Babilonesi entro io, la maestra Paola mi presenta,…ed eccomi qua, sono in seconda media, bene!

Adrian D. – II B


Un viaggio Una parte della mia vita che per me è molto importante era quando ero in Ecuador ed avevo tutto. C’erano mia nonna, mio zio piccolo, mia zia, mio cugino e mia mamma; a volte veniva anche il nonno e per me erano e sono molto importanti. Avevo qualcuno con cui giocare e stare in compagnia. Ora non più, ma ho sempre mia mamma ed il gattino con cui gioco sempre. Mio zio ha un anno più di me e mio cugino un anno in meno di me; con loro ne facevamo di ogni, che ridere! Mia zia decise di venire in Italia per motivi di lavoro, dopo anche mia mamma. Mia mamma dopo un anno decise di venirmi a prendere e di portarmi con lei: ero felicissima, ma anche un po’ triste, perché lasciavo i miei parenti e in Italia non conoscevo nessuno. Atterrammo a Malpensa. Allora abitavamo a Fiorenzuola e quindi siamo andate a casa ed andai subito a dormire. Il giorno dopo mi svegliai e vidi la casa, era meravigliosa e profumava! C’è voluto un po’ di tempo perché io mi abituassi, piangevo e non volevo mangiare niente, perché i miei parenti mi mancavano, allora mi ero messa in mente che io ero venuta qua per mia mamma, perché so che per nulla al mondo avrei lasciato mia mamma da sola. Dopo una settimana dovevo iniziare la scuola: non ci volevo andare, perché avevo paura di fare brutta figura e mia mamma mi incoraggiava sempre. Per mia sfortuna quel giorno arrivò, avevo sei anni, non sapevo niente, però in pochissimo tempo diventai bravissima sia a scrivere che a parlare, solo che non riuscivo a fare amicizia. Tutti erano antipatici, un giorno ti sorridevano e altri no, mentre in Ecuador conoscevo molta gente. Mi mancano anche adesso, però c’è mia mamma che è già tanto, anzi moltissimo per me, ed ho il mio gatto un po’ birichino, e di tanto in tanto chiamo i miei parenti lontani. Per me questa è la cosa più grande, importante e significativa che io abbia mai fatto.

Karen N. – II B


Racconto il viaggio della mia vita Due anni fa mio papà ha deciso di fare un viaggio in Italia, perché pensava di migliorare la nostra vita. Quando mia mamma mi ha detto di questa decisione, io mi sono sentito un po’ triste, perché non volevo lasciare gli amici, i parenti e i nonni. Siamo partiti in agosto. Ci siamo fermati prima a Dubai, perché dovevamo aspettare un giorno per prendere l’aereo. Io e i miei genitori abbiamo deciso di visitare il posto. Abbiamo fatto un’escursione con la moto nel deserto, dopo abbiamo visto cammelli e dromedari, abbiamo visitato centri commerciali e il giorno dopo siamo andati in aeroporto da dove siamo partiti per l’Italia. Dal finestrino dell’aereo ho visto tanti grattacieli che sembravano delle case piccolissime. Finalmente eravamo in Italia. Appena scesi, abbiamo preso il taxi e siamo andati subito nella casa dove prima abitava il papà. Ero tanto stanco e mi sono messo subito a dormire. Al pomeriggio, sono uscito con i miei genitori e mi sono divertito, però mi sentivo un po’ male, perché mi mancavano i miei nonni, i parenti e i miei amici. Qualche giorno dopo mi sono iscritto a scuola e ho trovato nuovi amici e nuovi insegnanti. Dopo, però, è cambiato quasi tutto. Ho fatto la prima media, ho studiato molto e gli insegnanti mi aiutavano sempre. Pensavo di essere bocciato, ma per fortuna non lo sono stato. Adesso sono in seconda media e sono felice. Rakib H. – II B


V t

iaggio

-

erra


Il viaggio Il viaggio significa scoprire nuove cose, rifare la strada che hai fatto. Alvi

D. – I B


I viaggi con papà Questi viaggi mi piacciono, perché sto da solo col mio papà per qualche ora a chiacchierare come se fossimo due amici.

In questi momenti dove ho l’occasione di parlare tranquillamente con lui, mi sento più grande e importante. Alessandro S. – I B


Fare un viaggio Mio papà si trovava in Italia per lavoro. Io e mia mamma eravamo in Macedonia, sentivamo molto la mancanza di papà ed abbiamo deciso di andare a vivere con lui in Italia. Io ero molto emozionato e siamo partiti da casa alle cinque del mattino, in macchina. Sapevo già che mi sarebbero mancati i miei amici e i nonni, ma ero anche contento di iniziare questa nuova avventura. Dal finestrino vedevo gli alberi, le macchine, i palazzi giganti e sono rimasto incantato da tutte quelle bellezze. Poi, ci siamo fermati, perché la macchina non aveva più benzina e ne abbiamo approfittato per mangiare la pizza. Dopo un po’ abbiamo ripreso il viaggio; durante il tragitto pensavo a come sarebbe stata la mia vita in Italia. Appena arrivato nella nuova casa, ero pronto ad uscire per visitare Piacenza. Mi sono iscritto a scuola, dove ho trovato dei nuovi amici e delle insegnanti molto brave. Dobre K. – II B


Viaggio -fuoco


Per me il viaggio è il percorso della vita, una strada dove ci sono ostacoli da superare e direzioni diverse da prendere, per arrivare ad una meta o ad una scelta migliore.

Sara B. – I B


Viaggio dentro di sé Nel mio caso “viaggio” significa prendere una grande decisione, dover scegliere fra due cose e non sapere quale è quella giusta. Poi, quando prendi quella decisione, tutto cambia, ma in fondo, se sai di dover prendere quella decisione, lo fai per il tuo bene e per quella persona che ti sta a cuore . Questo “viaggio” mi ha fatto maturare e capire molte cose. Karen N.  - II B


Il viaggio Per me il viaggio rappresenta uno sviluppo. Durante il viaggio si cresce e si scoprono cose nuove. Si incontrano parenti, amici, addirittura persone che non conosci. Si possono vedere paesaggi, città. A me piacerebbe andare in Germania per rivedere i miei parenti. Infatti, lì ci abitano i miei zii, nonni ed amici. Vorrei andarci con mia mamma e le mie due sorelle. Preferirei andarci in estate, perché non mi piace il freddo. Tra qualche anno mi piacerebbe fare un viaggio da solo, per vedere se me la so cavare. Insomma, per me il viaggio è uno sviluppo da bambino ad adulto. Lorenzo G. – I B


Scrivo di un viaggio Mio padre e mia madre si sono trasferiti in Italia e dopo quattro anni sono nato io. Quando avevo tre anni mia madre e mio padre decisero di fare una vacanza in Macedonia. Mio padre aveva saputo che in Macedonia c’era la guerra, ma decise di andarci ugualmente, anche se sapeva che era pericoloso andare con un bambino di tre anni in mezzo alla guerra. Mio papà e mia mamma volevano incontrare la loro famiglia e alla fine arrivarono là. I miei genitori notarono che sull’autostrada, mentre viaggiavano, le gomme facevano degli strani rumori e capirono che l’autostrada era stata rovinata dai carri armati ed era dissestata nel tratto che collega le città di Tetobo e Strumica. Arrivati là, siamo andati dai miei nonni e lì c’era ancora la guerra, infatti di notte si sentivano degli spari e la mia famiglia aveva paura. Mia nonna diceva di non aver paura, però noi avevamo sempre più paura, così siamo partiti per Strumica. Lì, per fortuna, la guerra era finita, quindi siamo potuti restare qualche settimana ed infine siamo ritornati in Italia. Aleksandar T. – II B


Viaggio – passo dopo passo


Il viaggio può avere diversi significati: il percorso scolastico, la vacanza in famiglia, la vita stessa. Il viaggio, qualsiasi cosa sia, ha una fine che può essere positiva o negativa. Gianluca – I B


Il mio viaggio Il percorso che ha cambiato la mia vita è stato entrare nella scuola media; alle elementari mi sentivo protetto e coccolato dalle maestre, ma ora non più. Quest’anno sono in seconda media. Penso di essere cresciuto e maturato molto in questi ultimi due anni! Prima pensavo solo alla play-station, ora studio e mi impegno. Alle elementari avevo pochi amici, perché ero molto riservato. In prima avevo conosciuto amici nuovi; ora credo in me stesso e in quello che faccio.

Biolfi S. – II B


Il viaggio Il tipo di viaggio dipende se è per una vacanza o per lavoro.

Il viaggio di mio papà è stato molto faticoso e impegnativo, perché bisognava pensare al futuro; è arrivato subito a Piacenza e poi girava per la città per cercare lavoro e dopo un po’ di tempo l’ha trovato e da quel momento non ha smesso. Armel R. – I B


Io sono arrivato in Italia Mi piace stare in Italia, qui è bello e ci sono tante belle cose. Quando sono arrivato in Italia non sapevo la lingua ed era un po’ difficile. Dopo, ho conosciuto tanti amici. Mi mancano i miei amici che avevo in Macedonia, i miei nonni e i miei cugini.

Quando andiamo in Macedonia facciamo dei giri con i motorini, giochiamo a calcio, facciamo dei giri insieme. Il papà fa il muratore e la mamma non lavora. In Macedonia ci sono tante cose molto belle e mi mancano. Nikola N. – II B


Ciao, mi chiamo Ioan e voglio raccontarvi la mia storia.

Mentre stavo giocando, mia nonna mi ha chiamato e mi ha detto che mia mamma era al telefono e dovevo rientrare a casa per parlarle. Ero molto contento e sono andato subito di corsa. Mia mamma mi ha detto che stava arrivando in Bulgaria e io ero molto contento. Lei è arrivata ed è rimasta in Bulgaria solo cinque giorni e mi ha detto che dovevo andare con lei in Italia. Io non volevo andare in Italia… penso che non avevo scelta, e il 10 settembre 2009 siamo partiti per l’Italia. Quando siamo arrivati all’aeroporto ero molto stanco e molto triste. Abbiamo preso un pullman per Piacenza e dopo un’ora siamo arrivati. Pensavo che la casa fosse molto brutta, invece quando sono entrato era tutto molto bello. Cinque giorni sono stato chiuso in casa e molto triste, non volevo uscire da casa perché non conoscevo nessuno, non parlavo l’italiano e mia mamma lavorava troppo! Il 15 settembre sono andato a scuola, non capivo proprio niente! I compagni di classe erano molto diversi da quelli in Bulgaria. La mia vita era molto cambiata. I primi giorni sono stati molto difficili, poi, pian pianino, ho imparato a parlare e a capire tutto. Mia mamma mi ha accompagnato alla Folgore, una squadra di calcio: lì subito ho trovato i miei primi amici. Tutti i miei professori mi hanno aiutato moltissimo e sono molto riconoscente verso di loro. Quando l’anno scolastico stava finendo, ero molto preoccupato, perché non sapevo se sarei stato promosso. Sono stato promosso e devo ringraziare tutti i miei professori, perché non ero molto bravo a scuola e non mi hanno bocciato. Poi sono andato in Bulgaria per le vacanze. Tre mesi sono passati velocissimi e sono tornato in Italia e non ero triste, perché sapevo parlare, avevo degli amici, e durante le vacanze ho studiato tantissimo! Ioan Y. – II B


Un viaggio della nostra vita Mio padre, mia madre e mio fratello sono partiti per l’Italia e mi hanno lasciata con i miei nonni. Mia mamma mi chiamava tutti i giorni e io le raccontavo tutta la mia giornata. Dopo due anni è iniziata la scuola, dove sono nate nuove amicizie ed ho imparato nuove cose. Un giorno mio nonno mi ha detto che mio papà aveva fatto i documenti e che sarebbe venuto a prendermi. Una settimana dopo mio papà è venuto, ero molto contenta. Quando sono arrivata a casa, mia mamma è scoppiata di gioia, anche mio fratello. Dopo una settimana è iniziata la scuola ed io non parlavo con i miei compagni e le mie maestre, finché ho cominciato a capire l’italiano, poi ho cambiato scuola, perché abbiamo cambiato casa. A scuola avevo vergogna di parlare, ma dopo che ho conosciuto i miei compagni non avevo più vergogna. La scuola in Italia è molto diversa da quella in Albania: in Albania c’era una sola maestra, l’intervallo si faceva in giardino, ecc. Adesso frequento le medie che sono più difficili delle elementari.

Viola V. – II B


Poesia di viaggio Nei testi scritti dei ragazzi il viaggio è diventato poesia: in inglese la casa in cui vive la famiglia si chiama home ed in tedesco Heimat indica non solo il luogo in cui ci si sente a casa, ma anche la terra natale, la patria d’origine.

I ragazzi hanno viaggiato lasciando la loro Heimat, per raggiungere la nuova home. Hanno nella mente e negli occhi i rumori, i colori, i sapori della terra che hanno lasciato forse per sempre; continuano a sentire lo strappo dai parenti stretti che li hanno cresciuti e sentono la mancanza degli amici con cui hanno vissuto le prime esperienze. Hanno negli occhi la terra natale che si è fatta sempre più piccola e distante ed è ora conservata nel cuore come perla d’identità preziosa. La nuova patria è tanto nuova ed accogliente, quanto ostile e densa di fatiche: è un fuoco che tempra e che scotta, è un sogno che dà respiro, è l’acqua che disseta nel quotidiano, è la terra su cui si muovono i nuovi primi passi… Viviana Visconti– docente di Sostegno/L2 IIB


IL VIAGGIO PER I GRANDI: Il viaggio è l’attesa di qualcosa di nuovo da scoprire. Prof. Cristina Il viaggio è qualcosa che non ha né inizio, né fine. Quel qualcosa ognuno se lo trova da se’. Prof. Stefano

Il viaggio, inteso come vacanza, è sempre qualcosa di fantastico… peccato che ci siano le valigie da fare e da disfare! Prof. Claudia Il viaggio è il pensiero libero di andare dove si vuole, tra le speranze del futuro o tra i ricordi del passato. Il viaggio è rivisitare con la mente posti o situazioni già vissuti e rivivere l’emozione di quei momenti. Bidella Franca

Il viaggio è la preparazione per la nostra futura vita eterna. Segretaria Anna Maria Il viaggio è ritrovare il profumo del mare, il tepore del sole e gli occhi colmi di gioia e d’allegria dei bambini che giocano sulla spiaggia con i nonni. Prof. Francesca


Il viaggio è una parentesi nella vita di una persona, dentro alla quale mettere le speranze, il desiderio di star bene e i sogni da realizzare. Prof. Enrico La vita è il viaggio più importante per ogni persona, in cui ognuno tenta di vivere il trascorrere del tempo, cercando di soddisfare le proprie ambizioni, attraverso l’impegno, le speranze e le compagnie. Prof. Davide Il viaggio è un grande momento di libertà. Segretaria Giuliana Il viaggio è una bella esperienza: ti rilassi, dimentichi il lavoro e lasci tutto alle tue spalle! Bidella Enza Il viaggio è un dono: è stupore e trasformazione, è scoperta e riscoperta di sé attraverso lo scambio, l’amicizia e l’abbandono delle vecchie certezze; è un brivido di follia e di curiosità che mi fa fare un passo fuori da me stessa… e mi scuote sempre! Prof. Viviana Il viaggio per me l’orologio…e via!

è

la

libertà

assoluta.

Mi

tolgo

Segretaria Silvana


A Zoumbare Aboulatif

Al mio piccolo tulipano nero con il quale ho sbocconcellato qualche rapido cornetto meridiano.

I miei compagni di viaggio, da bambino, furono Robinson Crusoe e Gulliver, ma anche il molto odiato ed invidiato Odisseo, il bravo Signor Bonaventura che non si perdeva un’occasione per guadagnarsi un milione… Oggi i miei compagni di viaggio hanno nomi “poco usati” ma non sono come i “bossi” o i ”ligustri” di montaliana memoria; non si chiamano Gennarino, Pasquale, Antonio, Nicola, Bartolomeo, Giuseppe: faccio a caso i nomi di ragazzi che partivano da Napoli nel tardo Ottocento o nel primo Novecento e la notte sognavano “Santa Lucida luntana”. Sono ragazzi “pigmentati” e non: Zoumbare, Sofiane, Digia, Wiligert, Oualid, Kallal, Osman. Sono sicuro che sempre sognano il loro cielo, annusano nell’aria i loro odori, i profumi e si perdono dietro la scia mentale di un cibo cui erano adusi. Hanno nel sangue e nelle gambe l’eterna vicenda della migranza, si porteranno, forse, per sempre lo stigma del dover andare, del dover percorrere spazi interminabili senza un perché. Sono ragazzi che certe domande esistenziali che noi ci facciamo da grandi, se le son fatte da piccoli. Ed il cuore nostro che si spaura dinanzi all’enigma, penso al pastore leopardiano o all’estasiato visionario dell’infinito a Recanati, non può neppure lontanamente paragonare la propria alla paura che ha occupato il cuore di questi nostri fratelli, quando hanno fatto il passo, il primo e l’ultimo, del loro viaggio di migrazione. A cercar cosa poi? La canzone dice “a cercar fortuna”. La fortuna che noi dobbiamo assicurar loro è la consapevolezza di condividere una nuova cittadinanza, che non cancella le identità, che non si risolve in un meticciato, ma in un acquisto di veri doveri e giusti diritti, di umane e buone virtù, quelle dell’uomo, che per me si sono compendiate in un verso che mi riporta alla mia adolescenza: Homo sum nihil umani a me alienum puto. preside Castrillo


INDICE: acqua il viaggio nel pancione, la bellezza di una vacanza al mare; aria il lungo viaggio in aereo, le luci dall’alto, le stelle, il profumo della casa; terra il viaggio via terra, l’ambiente, la strada che si percorre; fuoco la maturazione interna, il distacco dalla terra natale, la guerra, le difficoltà;

Passo dopo passo i primi passi in Italia, gli ostacoli ed i traguardi;

IL VIAGGIO PER I GRANDI i desideri, la voglia di scoprire, l’attesa…


Scritti di viaggio realizzati dagli alunni delle classi IB e IIB della scuola media “Faustini� provenienti da:

Albania

Ecuador

Marocco

Bangladesh

Egitto

Moldavia

Bulgaria

Macedonia

Ucraina

Italia

Coordinamento: Laura Bergomi Impaginazione: Viviana Visconti


Intrecci di viaggi e legami  

racconti di viaggio - classi 1B e 2B - SMS "Faustini" - Piacenza

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