Viving News Giugno 2021

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VOLUME 11 - GIUGNO 2021

VIVING NEWS


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Manifesto CHI SIAMO Viving è un'associazione di promozione sociale fondata da un gruppo di giovani professionisti e amici con il desiderio di continuare il percorso di Virginia Chimenti che, a soli 26 anni, ha perso la vita, il 10 marzo 2019, in un incidente aereo, mentre si recava a Nairobi per una missione del WFP. Il nome dell'associazione parte dal soprannome di Virginia, "vivi" e grazie al gerundio inglese, -ing prende vita diventando un ponte tra passato e futuro a dimostrazione che le azioni di Virginia hanno una risonanza nel tempo. Come Virginia ha fatto nella sua vita personale e professionale, ci dedichiamo a supportare lo sviluppo individuale dei ragazzi che partecipano alle nostre attività e allo stesso tempo dei nostri associati “i Vivers” attraverso percorsi e progetti che ne favoriscano l’evoluzione educativa.

LA NOSTRA MISSIONE

Viving ambisce a promuovere l’evoluzione educativa dei giovani della città di Roma. Il logo dell'associazione è composto da tre gorilla che da una posizione seduta iniziano a camminare con orgoglio e simboleggia la nostra missione intrinseca: facilitare il soggetto o la comunità selezionata a svilupparsi verso la propria versione migliore e più feconda, attraverso un percorso di evoluzione educativa, unico vero antidoto della povertà educativa. Il percorso dell’associazione, nata il 9 Settembre del 2019 è iniziato con attività di sensibilizzazione ad una vita più sostenibile rivolte agli associati e a terzi, volontariato attivo e sponsorizzazione di riqualificazione e mantenimento di aree verdi comuni, veri punti di riferimento e ritrovo soprattutto per i più giovani. Nei mesi a venire Viving continuerà a promuovere progetti che attivino sul territorio nuovi percorsi di evoluzione educativa in cui si integrino alla promozione della sostenibilità e della cittadinanza attiva anche l’istruzione, lo sport, le arti e tutte quelle esperienze che fanno parte di una crescita individuale: laboratori settimanali, attività di dopo-scuola, eventi di sensibilizzazione, gite culturali e attività di volontariato.

A CHI CI RIVOLGIAMO

Viving si rivolge ai suoi associati “i Vivers” e ai giovani di Roma partendo dalla comunità che più conosciamo, quella del nostro quartiere di Roma Nord – Est con il desiderio di continuare a crescere per poter portare le nostre attività educative e di volontariato su tutto il territorio comunale.

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VIVING NEWS

indice VIVING PLAY 07

Al via i campi estivi finanziati da Viving

VIVING ROME 11

Rigenerazione urbana: diamo nuova vita a Piazza Trasimeno

VIVING LEADERS 14

Il programma che porta a scuola i ragazzi

LA NOSTRA COMUNITÀ 16

Federica

APPROFONDIMENTI

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Contrastiamo la violenza di genere, ripartiamo dalle scuole

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Inclusione e dispersione scolastica al tempo del Covid


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Siamo tanto felici di condividere con voi la nuova veste di Viving News! Abbiamo deciso di trasformare il nostro editoriale in trimestrale e di concentrarci sul renderlo sempre di più un utile mezzo di aggiornamento su tutti i progetti che stiamo portando avanti insieme e di cui vi abbiamo iniziato a parlare nelle scorse comunicazioni: Viving Play, Viving Rome e Viving Leaders. Non preoccupatevi però, continueremo a mantenerlo uno strumento di approfondimento sulle tematiche che rispecchiano i nostri valori e un modo per conoscerci sempre meglio attraverso i racconti dei Vivers, per crescere come comunità e sentirci vicini. Quest’estate e questo autunno 2021 saranno molto importanti per noi. Stiamo mettendo le fondamenta dei progetti che ci contraddistingueranno come associazione e come individui impegnati a promuovere l’educazione. Io vi ringrazio per essere sempre vicini e presenti e per supportare con affetto la famiglia di Viving. A presto con tante altre novità e buona estate, che sia piena di luce e di gioia per tutti. Claudia Chimenti Presidentessa di Viving

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VIVING NEWS

SIAMO FINALMENTE NELL'ELENCO DELLE ORGANIZZAZIONI CHE POSSONO RICEVERE IL 5X1000

Con questo importantissimo contributo, che non ti costa nulla, puoi supportare i nostri progetti a sostegno dell'evoluzione educativa! Ricorda di inserire il nostro codice fiscale nell’apposita casella della tua dichiarazione dei redditi!

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VIVING PLAY Lo sport come strumento di socialità ed integrazione

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VIVING NEWS - VIVING LEADERS

Al via i campi estivi finanziati da Viving di Veronica Zompetta

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I lunghi mesi di chiusure e quarantene causati dalla pandemia hanno inciso duramente sulla attività sportiva di noi tutti, limitando in particolar modo bambini e ragazzi nel movimento, nelle attività ricreative ed educative. Elemento che ha portato ad importanti conseguenze e passi indietro per tanti minori, in particolare per coloro che avevano nello sport una delle rare possibilità di svago da una infanzia difficile. Come associazione ci siamo quindi soffermati a riflettere su quanto e come lo sport sia fondamentale per facilitare la socializzazione e contrastare la povertà educativa. Lo sport, infatti, rappresenta uno strumento fondamentale per la crescita dei bambini delineandosi come veicolo di socializzazione e di integrazione sociale.

La voglia di rispondere a questa necessità ci ha condotto all’ideazione di Viving play, un programma attraverso il quale avvicinare i minori in condizioni di fragilità o disagio socioeconomico ad attività ludiche e sportive. Mentre la chiusura delle scuole si avvicinava, noi ci impegnavamo a trovare una soluzione che favorisse lo sport e la socialità per i bambini meno fortunati, con la certezza che questi siano elementi fondamentali di crescita ed evoluzione. Abbiamo deciso di indirizzare questo programma al supporto di bambini che vivono situazioni di disagio e fragilità, finanziando attività sportive in cui possano divertirsi ed integrarsi con altri bambini. Scegliendo di partire dai campi estivi, che, dopo la fine della scuola, rappresentano una delle maggiori occasioni di svago, divertimento, socializzazione e sviluppo extra scolastico.

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VIVING NEWS - VIVING LEADERS

Un programma che vorremmo riuscire a sostenere tutto l'anno, in modo da garantire ai bambini un po’ di quella normalità che meriterebbero, offrendo loro la possibilità di fare sport ed attività ludiche. Per l’estate 2021 siamo riusciti a finanziare ben 62 settimane in 3 differenti centri del II municipio in base alle età dei ragazzi:

Spes Artiglio

San Leone 16Magno settimane

Club Lanciani

TOTALE

41 settimane

6 settimane

62 settimane

9 bambini

4 bambini

6 bambini

19 bambini I bambini inseriti provengono da Casa famiglia Salesia, Casa famiglia Pollicino e Casa famiglia Isola del Tesoro, ed hanno tra i 4 e i 15 anni. I centri estivi sono partiti il 14 Giugno, inaugurando così questo progetto in cui tanto crediamo, ed i primi feedback non hanno tardato ad arrivare: i bambini sono davvero felicissimi e questo per noi è il risultato più grande.

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VIVING ROME Progetti di promozione e riqualificazione del territorio romano 10 |


VIVING NEWS - VIVING ROME

Rigenerazione urbana: diamo nuova vita a Piazza Trasimeno di Alessandro Piperno

Finalmente, dopo tanta attesa, sono ufficialmente partite le attività di Viving Rome, progetto di rigenerazione urbana nato per intervenire sul territorio romano, riqualificando le aree verdi e le piazze, con l’augurio di tornare a vivere spazi più belli e curati, favorendo l’innescarsi di relazioni e confronti. La prima piazza adottata, in un programma lungo tre anni, è Piazza Trasimeno, di fronte il Liceo Classico

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Giulio Cesare, nel quartiere Trieste Salario. L’obiettivo è quello di far “rinascere” la piazza attraverso azioni di rigenerazione che mirino a curarne il verde e gli arredamenti. Nei primi giorni di Luglio inizieranno i primi interventi di pulizia, così da rendere l’area accogliente e curata già dalle prossime settimane.


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Ridaje è il nostro partner operativo per questo progetto, grazie al quale la rigenerazione della piazza rappresenterà anche una occasione di riscatto per due giovani, che attraverso il giardinaggio provano a riscattarsi da situazioni difficili e di disagio. Un duplice impegno, dunque, che favorirà da un lato la cittadinanza ed i residenti del quartiere a godere del luogo in cui ogni giorno transitano migliaia di giovani, e dall’altro i ragazzi di Ridaje, ad avere un riconoscimento economico che li aiuti a costruirsi un futuro.

Per Viving l’adozione di Piazza Trasimeno, luogo cui tanti Vivers sono legati poiché palcoscenico della propria adolescenza, è uno dei primi passaggi di promozione dell’educazione civica e del rispetto del prossimo. A questa prima fase del progetto dedicato al territorio romano seguiranno, a partire da Settembre, iniziative di incontro in piazza Trasimeno, volte a promuovere il programma di rigenerazione, oltre a rappresentare una bella occasione per farci conoscere.

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VIVING LEADERS Un programma di evoluzione educativa

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Il programma che porta i ragazzi a scuola di Veronica Zompetta

Viving Leaders è il progetto forse più importante ed impegnativo che abbiamo avviato quest’anno e con il quale cerchiamo di sostenere e promuovere l’evoluzione educativa attraverso il finanziamento di borse di studio e tutoraggio. Un programma che si sviluppa a Roma e a Nairobi.

mila euro da destinare a questa prima fase del progetto. Inoltre, da Nairobi è arrivata un’altra bella notizia, sono infatti iniziati i lavori di costruzione di una nuova scuola che sarà realizzata grazie alle nostre donazioni.

A Roma la prima borsa di studio sarà resa possibile dalla generosità dei genitori di Elena Baruti che hanno deciso di devolvere a Viving tutti i “raggi di sole” donati in ricordo di Elena. A Nairobi, invece, grazie ad una sempre più stretta collaborazione con Alice For Children, che mi vede coinvolta in prima persona, abbiamo deciso di finanziare delle borse di studio per i ragazzi che hanno terminato il percorso scolastico obbligatorio (scuola primaria) e che affiancheremo come tutor nel percorso di scuola secondaria. I primi 4 ragazzi inizieranno a Gennaio 2022. Le borse di studio hanno un costo di circa 1000 euro l’una, più libri e materiale scolastico, abbiamo quindi l’obiettivo di impegnarci insieme per raccogliere gli oltre 4

Il 2022 sarà un anno fondamentale per alimentare l’importante amicizia con Alice for Children, avremo infatti la possibilità di costituire gruppi di volontari che partano per Nairobi per attività con i bambini. Se sei interessato ad avere maggiori informazioni contattaci!

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LA NOSTRA COMUNITÀ

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Federica di Federica Reale

Nel 2019 ero a Londra per frequentare l’ultimo anno di università ed è lì che ho appreso della storia di Virginia, raccontata da un’amica che l’aveva conosciuta. Quello era un periodo particolare per me: iniziavo a guardare il mondo, considerandolo un posto che non mi apparteneva. Non mi piaceva che le persone scegliessero in base ad aspettative egoistiche, modellate sui valori di una società performante che trasforma tutto in sfida, mettendoci gli uni contro gli altri a caccia del “lavoro perfetto” o di una fetta più grande di torta. Per me la vita ha sempre avuto senso solo nello scambio reciproco. Le esperienze che ho fatto, le ho fatte con l’intenzione di migliorarmi per poter essere una risorsa per gli altri, e per aggiungere valore a ciò che posso offrire al mondo, nel mio piccolo. Questa attitudine l’ho ritrovata solo in poche persone a Londra, che invece mettevano l’auto affermazione davanti a tutto. Mi sono sentita come un pesce fuor d’acqua. Con questa sensazione addosso avevo perso anche la grinta e la motivazione che erano da sempre state la mia forza, e la mia spinta. Leggendo di Virginia mi si è riaccesa la speranza. Mi sono commossa nello

scoprire che al mondo non c’è solo egocentrismo ed avidità, ma anche la cooperazione e la dedizione di quanti s’impegnano, passo dopo passo, a lasciare il mondo migliore di come lo hanno trovato: sono le loro azioni a parlare, a mostrarci chi sono e valgono più di qualsiasi parola.

La storia di Virginia mi ha insegnato che il metro della vita non è la lunghezza, soprattutto se si è riusciti a dare al tempo il giusto significato, bensì quello che abbiamo seminato. Essere d’esempio resta la più alta onorificenza di cui possiamo fregiarci. Ho letto di una grande persona che ha vissuto valorizzando il suo tempo, impegnandosi in ciò che conta più di ogni altra cosa: esserci per gli altri. Abbiamo bisogno di persone toste, che vivano alla grande e con uno scopo, cosicché possano essere d’ispirazione a chi vuole alzare la testa. E se qualcuno come me, si ritrova a battere i polpastrelli sulla tastiera per raccontare cosa ha imparato da Virginia, allora la sua missione è riuscita!

Solo le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero. L’ha detto Steve Jobs, mica io. La prima cosa che mi è venuta in mente, dopo aver letto di Vivi, è stata: “Keep believing in life”, ovvero “continua ad avere fiducia nella vita”. Magari perché il mio nome è Federica … e allora mi sono detta “Vivi con fede”. Funziona, no? Per me ha funzionato grazie a Virginia. Avendo visto quello che lei è riuscita a dare al mondo, la grinta mi è tornata e la motivazione pure. Ecco perché credo che la sua opera debba continuare. Ecco perché sono anch’io una Viver.

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APPROFONDIMENTI

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Contrastiamo la violenza di genere, ripartiamo dalle scuole d Elisa Serpietri

Il diritto di autodeterminarsi rispetto al proprio genere, senza subire costrizioni né a livello sociale, né nella sfera delle relazioni private, si traduce, a livello sostanziale e processuale, nel diritto di ricevere adeguata protezione dalla violenza che colpisce la persona negli aspetti relativi al suo genere. Ma cosa si intende per “genere”? Il termine genere è stato introdotto per la prima volta nel 1955 da John Money, ma solo negli anni ’70 vedrà la propria diffusione grazie allo sviluppo delle teorie femministe. Innanzitutto, genere e sesso biologico sono due termini da tenere distinti, nonostante spesso vengano confusi. Se il primo rimanda alla natura biologica di maschio o femmina, il secondo fa riferimento alla personale identificazione nel genere maschile, femminile, entrambi o nessuno. Si riferisce all’insieme di qualità e caratteristiche che la società attribuisce a ciascun sesso in base a fattori sociali e culturali, i ruoli o i comportamenti che la società considera “appropriati” per le donne e per gli uomini. È intuitivo riconoscere come queste visioni abbiano creato nel tempo dei veri e propri stereotipi di genere, che non di rado

sfociano in episodi di discriminazione, pregiudizio e violenza. Vediamone alcuni insieme (Istat 2019): - “per l’uomo è più importante avere successo nel lavoro rispetto alla donna” -“gli uomini sono meno adatti ad occuparsi delle faccende domestiche” -“ in condizioni di scarsità di lavoro, i datori di lavoro dovrebbero dare la precedenza agli uomini rispetto alle donne” - “l’uomo deve provvedere alle necessità economiche della famiglia e prendere le decisioni più importanti”. E ancora: Alla domanda sul perché alcuni uomini abbiano atteggiamenti violenti nei confronti delle proprie compagne/mogli, il 77,7% degli intervistati risponde che le donne sono considerate oggetti di proprietà. Questi dati sono l’esempio di un paese incatenato a visioni ignoranti e pericolose, culturalmente radicate e difficili da eliminare. La violenza di genere è socialmente accettata come forma di estrinsecazione del dominio del genere maschile, in quanto al sesso femminile è affidato un ruolo caratterizzato da forti elementi di subalternità sociale ed economica.

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VIVING NEWS - APPROFONDIMENTI

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www.viving.it Esiste ovviamente un’importante correlazione tra bassi livelli di istruzione ed episodi di violenza di genere. Ecco perché c’è un bisogno imprescindibile di ripartire dall’istruzione e dunque dalla scuola. Con questa consapevolezza nasce il progetto europeo Youth For Love, per sviluppare un programma educativo nelle scuole superiori di quattro Paesi europei (Italia, Grecia, Belgio e Romania), il cui obiettivo è quello di aiutare giovani ed insegnanti ad affrontare la violenza di genere, aumentando la consapevolezza e l’attenzione sul tema, facendo sì che la scuola diventi un luogo di condanna nei confronti di qualsiasi forma di violenza.

Per questo motivo, se da un lato, eventuali episodi di violenza di genere sono in grado di influenzare negativamente le vittime per il resto della loro vita, allo stesso tempo, l’adolescenza rappresenta un periodo in cui è possibile imparare a cambiare prospettiva, imparando a rispettare se stessi e gli altri. Da un’indagine condotta su più di 100 giovani della città di Milano, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, più del 20% ha dichiarato di non ritenere la scuola un luogo sufficientemente sicuro, e più del 55% dei giovani dichiara di non sapere a chi rivolgersi in caso in cui subisca di violenza di genere. I dati sono allarmanti, e la scuola ha bisogno di un cambio di rotta, così come i segnali che si ricevono tra le mura domestiche.

Il progetto Youth for love è stato realizzato in ottemperanza al quadro normativo della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (2011), conosciuta come Convenzione di Istanbul.

L’educazione, come richiamato in precedenza, gioca un ruolo centrale nel contrastare le norme sociali negative e permettere di formare adulti consapevoli, capaci di abbandonare ogni forma di stereotipo e di violenza.

L’adolescenza rappresenta una fase evolutiva particolarmente delicata, in cui si verificano quattro tipi di cambiamenti: maturazione fisica, raggiungimento della maturità sessuale, acquisizione dello stato di adulto, conseguimento del pieno sviluppo cognitivo.

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VIVING NEWS - APPROFONDIMENTI

Inclusione e dispersione scolastica al tempo del Covid di Federica Reale

In un solo mese, alla Procura minorile di Cagliari sono arrivate 300 segnalazioni di abbandoni o interruzione scolastica, laddove mediamente il numero di fascicoli aperti ogni anno si attesta a quota 700. Altrettanto sconcertante il dato che si registra a Napoli: in quaranta giorni, 900 segnalazioni rispetto alle 400 annue del 2020, e le 800 del 2019.

con l’Istituto di sondaggi Ipsos ha realizzato un’indagine da cui emerge che: “... il 28% degli adolescenti dichiara che dall’inizio della pandemia almeno un compagno di classe ha smesso di frequentare la scuola”.

I magistrati titolari dei tribunali per i minorenni dichiarano che la didattica a distanza, mista alla lontananza da scuola hanno incrementato la dispersione scolastica. Questa evidenza non riguarda solo il Sud, ma anche la Lombardia dove l’assessore all’Istruzione conferma che si è passati in un solo anno dal 12,6 al 15,7% di abbandoni tra gli adolescenti. A livello nazionale, i dati completi non sono stati ancora compilati. Negli uffici di Viale Trastevere l’ultimo approfondimento statistico risale all’anno scolastico 2016-17 e al successivo. Da quel momento in poi, nulla. Il dato nazionale più recente è stato stilato dall’Istat, e risale al 2019: 13,5% di abbandono nelle fasce dai 18 ai 24. L’unica ad avere il polso della situazione resta Save the Children che in collaborazione

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Dai dati raccolti si stima che circa 34 mila studenti delle scuole superiori, a causa del prolungarsi dell’assenza, rischiano di essere risucchiati nel vortice dell’abbandono scolastico; con l’impoverimento delle famiglie, per molti lasciare anzitempo i banchi, rende più vulnerabili allo sfruttamento lavorativo.


www.viving.it Il 35% degli studenti ritiene che la propria preparazione scolastica sia peggiorata ed infatti uno su 4 deve recuperare diverse materie. Il 38% di loro descrive la didattica a distanza come un’esperienza negativa a causa della difficoltà nel concentrarsi di fronte a uno schermo per molto tempo e ai problemi tecnici legati alla connessione. Stanchezza, incertezza e preoccupazione sono i principali stati d’animo che ragazze e ragazzi dichiarano di vivere in questo periodo. Il 69% di loro, però, ha sentito in qualche modo parlare del Next Generation EU, fondo europeo per riparare i danni economici e sociali immediati causati dalla pandemia e una gran parte degli intervistati guarda con interesse alle possibilità che potrebbe offrire. Attraverso questo Fondo, molti sperano che verranno incrementati i finanziamenti, soprattutto per l’ingresso nel mondo del lavoro. Sin dall’inizio della pandemia Save the children si è attivata per rispondere alla crescita esponenziale di povertà materiale ed educativa che ha colpito chi vive in contesti fragili. Secondo l’ISTAT, in Italia abbiamo attualmente 1 milione e 137 mila minori che vivono in povertà assoluta su un totale di 9 milioni e 800 mila, numero destinato a crescere nel post Covid. La chiusura delle scuole e la didattica a distanza hanno accresciuto la forbice del disagio nella popolazione. Il nostro progetto Viving Leaders , così come il lavoro di Save the children, sostengono il raggiungimento dell’obiettivo 4 dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ossia: “Garantire un’istruzione di qualità, equa, promuovendo opportunità di apprendimento continuo per tutti”. Raggiungere questa finalità è una vittoria trasversale, che tocca oggi i ragazzi, domani l’intera società.

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