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TUTTINCAMPO N.6 ANNO 1 / MAGGIO 2013 • FREE PRESS

www.tuttincampo.info

SPECIALE CAORLE

TUTTO AL CENTRO PIAVE

MEDICINA SPORTIVA

Realtà litoranea in crescita nei numeri. Intervista al presidente della società Guido Braida

Terminato il grande evento del torneo per i piccolini, al Centro Piave ritorna “Salutando”

Parliamo di ematomi con il fisioterapista Baccega e del sole sulla pelle con il dottor Di Gaetano

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IL CALCIO GIOVANILE NEL BASSO PIAVE

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THAT'S ALL FOLKS... TUTTINCAMPO SI RIPOSA

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d eccoci qua, è quasi fine maggio e questa che state leggendo è l'ultima uscita stagionale della rivista Tuttincampo. Siamo arrivati al sesto numero di questa prima nostra avventura sperimentale che ci auguriamo sia piaciuta (chiaro, nella vita si può sempre fare meglio e dare di più). Abbiamo cercato di raccontarvi, attraverso le pagine di questo magazine, le persone, i protagonisti e le loro opinioni, nel pianeta del calcio giovanile del Basso Piave e del Litorale Nord; abbiamo tentato di arricchire i contenuti intervistando

kermesse organizzate qua e là nel nostro territorio. E, come tutte le cose che finiscono, lasciatemi fare un po' di ringraziamenti: in primis ai ragazzi che mi hanno aiutato nella parte redazionale, da Lucio a Riccardo, da Jacopo a Marco, nella parte fotografica, i vari Francesco, Enrico, Davide (oltre ai tanti dirigenti o genitori che ci hanno fornito molti flash della stagione), un grazie doveroso alla Lara (che ha curato la costruzione grafica del giornale), Andrea e Federica (la parte marketing). Ma un doveroso sentimento di gratitudine va a tutte le attività e le imprese che hanno sostenuto il progetto (chi per una sola volta, chi per tutti i numeri), scegliendo Tuttincampo per dare visibilità alla loro azienda in un momento non facile dal punto di vista economico, per tutti. Evidentemente la bontà del progetto ha convinto anche i più scettici ad investire qualcosina: perchè lo sport più bello, alla fine, è quello dei più piccoli. Alla prossima e... buone vacanze a tutti!

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esperti del settore tecnico, medico, alimentare, proponendo delle rubriche fisse che ci hanno chiarito dubbi e perplessità sui più svariati argomenti. Come Tuttincampo abbiamo organizzato e dato appoggio ad un primo grande evento come il Torneo Centropiave, conclusosi lo scorso 28 aprile con un bagno di folla e numerosi consensi; abbiamo proposto, attraverso videosintesi ed interviste, le immagini dei nostri giovani protagonisti all'opera. Siamo partiti praticamente da zero con un progetto editoriale importante, che ha dato lustro e visibilità a 17 società calcistiche della zona e ai loro interpreti. Speriamo di aver fatto qualcosa di utile e positivo che auspichiamo possa proseguire a partire dalla prossima stagione 2013-2014, che partirà più o meno per tutti da settembre. In quest'ultimo numero molto spazio è stato dato alle foto di eventi, tornei, iniziative varie, in un periodo dove, a campionati conclusi, i nostri ragazzi si stanno confrontando nelle varie

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editoriale

IL CALCIO GIOVANILE NEL BASSO PIAVE


caorle

BRAIDA CI PRESENTA LA REALTÀ CAORLE

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stata una stagione sicuramente poco brillante questa per il Caorle: la Prima Squadra, con un gruppo costruito per puntare in alto, si è salvata nelle ultime giornate, e nessuna compagine del settore giovanile è riuscita a distinguersi in maniera particolare. “È stata un’annata stregata per la nostra Prima Squadra - spiega il presidente Guido Braida - eravamo partiti con obiettivi ambiziosi, pur puntando su tanti giovani. Ma purtroppo abbiamo avuto una caterva di infortuni, è stato veramente un anno nero. Faccio i complimenti all’allenatore perché, pur avendo avuto poco materiale a disposizione per tutta questa sfortunata stagione, è riuscito comunque a condurre i ragazzi alla salvezza. Dopo il girone d’andata, terminato con soli 14 punti all’attivo, ho iniziato a temere il peggio. Poi però, grazie al lavoro del mister e al recupero di alcuni giocatori siamo riusciti a salvarci. I giovani hanno pagato l’inesperienza, ma hanno dato il massimo e applaudo anche loro: un’annata così piena di infortuni in 40 anni che sono nel calcio non l’avevo mai vista. Speriamo bene per il prossimo anno, perché mi sono stufato di stare in Prima Categoria, è un campionato che ci va troppo stretto. Purtroppo sono l’unico che investe soldi nel Caorle, ma l’anno prossimo cercherò di costruire una squadra con la quale poter essere sicuro di riuscire a centrare salire di categoria, oltre a lavorare per la crescita

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del Settore Giovanile. Farò questo ennesimo sforzo economico per il bene della società e della città. Se neanche l’anno prossimo riusciamo ad andare in Promozione potrei anche lasciare la presidenza”. A descriverci l’annata del Settore Giovanile ci ha pensato invece Loredano Segatel, che ne è il responsabile. “Dal punto di vista della partecipazione è stata sicuramente un’ottima stagione: abbiamo avuto tra i 130 e i 140 tesserati, grazie anche alla proficua collaborazione con la Sangiorgese. Passando ai risultati direi invece che è stata una stagione lineare: il nostro obiettivo era far crescere i ragazzi in ottica Prima Squadra, non vincere i campionati. Tutti gli allenatori hanno lavorato bene, seguendo le linee guida della società. Faccio un plauso particolare ad entrambe le squadre dei Giovanissimi: la compagine B, anche se

fuori classifica, è arrivata seconda, mentre quella A si è piazzata subito dietro a società “icona” come Portogruaro e SandonàJesolo. Nelle altre categorie nessuna squadra ha deluso particolarmente, tutto è andato secondo i piani”.

nella foto, il Caorle stagione 1962-1963


RENATO DONÀ ED IL RUOLO EDUCATIVO...

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a società gli ha affidato il compito di seguire i Pulcini: alla prima esperienza da mister, Renato Donà ha dovuto cercare di calarsi subito nella parte dell'allenatore, che non è solo tecnico, ma anche educatore ed animatore quando si ha a che fare con dei calciatori così piccoli. "Mi immaginavo una realtà diversa, lo ammetto - spiega Renato - forse perché mi aspettavo di trovare i piccoli simili a quelli di trent'anni

fa, ma non è più così. Oggi si ha a che fare con bambini che hanno una percezione diversa della fatica e del lavoro che si fa negli allenamenti. Diciamo che ho dovuto capovolgere un po' i piani che avevo in mente". Un gruppetto comunque impegnato e presente agli allenamenti, vogliosi di imparare. "Senza dubbio, l'età un po' ci ha penalizzato nel senso che ho molti 2004 che hanno dovuto spesso confrontarsi con atleti un po'

più grandicelli, quindi siamo andati incontro a qualche sconfitta di troppo, che anche se qualche genitore l'ha digerita male, da parte nostra è stata tutta esperienza per crescere. Per i piccoli è stata una scuola educativa prima che una scuola di calcio. La difficoltà più grande che ho incontrato è stata quella di dare stimoli ed entusiasmo magari a chi veniva lì per giocare con un po' di svogliatezza. Bisogna in questi trovare il tipo di lavoro o il gioco che stimoli la loro fantasia e l'apprendimento". Per Donà un passato nei colori del Caorle ma anche della vicina Sangiorgese: un'ultima interessante riflessione. "In passato ho avuto modo di lavorare nel mondo della scuola, ma credo che nel calcio il ruolo di responsabilità sia molto più grande per uno come me, a livello educativo si può fare davvero molto perché lo sport è un insieme di tanti aspetti dove spesso l'insegnante, o il catechista, non riescono ad arrivare".

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caorle

IL CALCIO GIOVANILE NEL BASSO PIAVE


eraclea/crepaldo

TOLOMIO: “UN GRUPPO CHE DEVE IMPEGNARSI DI PIÙ”

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on è stata una stagione positiva per Giorgio Tolomio alla guida della squadra B degli Esordienti a 9 dell’Eraclea Ponte Crepaldo. Al di là della stagione non esaltante, pare che il tecnico abbia avuto qualche difficoltà con i ragazzi che erano alle sue dipendenze. Mister, come giudica la vostra annata? “Non è stata un’annata molto posi-

tiva. Abbiamo disputato un campionato ricco di alti e bassi e i ragazzi non sono cresciuti tanto. Anzi, devono ancora maturare moltissimo”.

tecnico ce n’è anche qualcuno di bravetto; ma tutti, bravi e meno bravi, devono crescere, e molto, a livello di mentalità e impegno”.

Quindi deduciamo che non ha avuto un bel rapporto coi suoi giocatori. “Altalenante direi. Purtroppo non si sono impegnati molto. Tutti volevano giocare, ma senza l’applicazione e l’impegno è davvero dura. A livello

Ma ha riscontrato anche qualche problema a gestire lo spogliatoio? “No, come spogliatoio non era male: i ragazzi, al di là di qualche normale piccola lite, tra di loro si sono sempre comportati bene e con rispetto l’uno dell’altro. E’ con me che non sono riusciti ad entrare in sintonia a causa dello scarso impegno”. Per l’anno prossimo invece cosa ha intenzione di fare? “Sto bene in questa società e ho un ottimo rapporto con tutti. Per cui, se vogliono tenermi, io rimango più che volentieri. È già sei, sette anni che sono ad Eraclea e mi piacerebbe continuare questa avventura. Anche perché io alleno per hobby, non per mestiere, sono un pensionato a cui piace stare con i ragazzi per insegnargli e trasmettergli la mia passione per il gioco del calcio”.

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IL CALCIO GIOVANILE NEL BASSO PIAVE

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uattro anni alla LiventinaGorghense, sei anni al San Stino ed ora da 9 anni alla Libertas Ceggia: un'avventura dopo l'altra, per mister Giovanni Gulino, che quest'anno, tuttavia, si è ritrovato a sdoppiarsi, dovendo seguire da vicino la realtà degli Esordienti e degli Allievi del team del presidente Carrer. Un doppio compito che non lo ha certo spaventato, anzi. Mister, tracciamo un bilancio in entrambi i casi. “A livello Esordienti ho avuto un buon gruppo di 2001, ai quali si sono aggiunti quattro, cinque del 2000 per un totale di circa 19 ragazzini. Abbiamo lavorato bene, svolto con impegno il lavoro stagionale con la volontà di crescere e di migliorarsi. Quanto agli Allievi abbiamo fatto un buon campionato arrivando a metà classifica, con alcuni elementi che si sono accasati alla LiventinaGorghense dandogli così modo di confrontarsi con una realtà diversa”.

libertas ceggia

GULINO, UN DOPPIO MISTER PER LA LIBERTAS Su quali aspetti hai maggiormente concentrato il tuo lavoro, sempre in ambedue le categorie? “Per quanto concerne gli Esordienti abbiamo lavorato tanto sulla tecnica di base: questa o la recepiscono già dall'inizio, altrimenti se inizi a trascurarla diventa grave e può incidere sul loro futuro negli scalini delle categorie successive. Per gli Allievi, ragazzi di 16-17 anni, si è lavorato su diversi piani, fisico, tecnico e tattico. In entrambi i casi, comunque, ho dato grande importanza all'aspetto comportamentale, essendo anche educatore e animatore, specie con i più piccoli”. È davvero difficile fare calcio al giorno d'oggi? “Diciamo che qui a Ceggia si riesce ancora a stare bene, nonostante la crisi. Adesso non esistono più quelli che una volta erano i Paperoni del calcio. Qui siamo fortunati, il presidente è sempre presente, una persona eccezionale che non fa mai mancare nulla”.

i Giovanissimi (2° posto) al torneo Tedesco di Jesolo

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DOPO I TRIONFI, A PASSARELLA SI GUARDA AVANTI

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chiudere la splendida stagione del Passarella (che è ancora impegnato con la prima squadra nelle finali per il titolo regionale di Prima Categoria), oltre alle vittorie del campionato per la Juniores (e per la già citata prima squadra) è arrivato un ottimo quarto posto al Torneo “Venezia Cup” ottenuto dagli Allievi: una

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manifestazione dove i ragazzi hanno modo di confrontarsi con realtà provenienti da altri paesi e quindi un risultato ancor più importante. Ma poi altri tornei e manifestazioni in corso dove il Passarella c'è (a Zenson e Gainiga, tanto per citarne un paio). La stagione sta per concludere e il bilancio lo facciamo con Fabio Folador, dirigente responsabile del Settore Giovanile e uomo factotum in società, che guarda già al futuro prossimo. “Con la vittoria del campionato della prima squadra – spiega Folador – tutta la società è chiamata, diciamo così, ad un salto in avanti qualitativo. Infatti, la Juniores sarà impegnata ad affrontare la realtà del campionato regionale, cosa che vorremmo poter fare anche con un'altra categoria, Allievi o Giovanissimi, ci stiamo pensando. Terminata l'annata, bisognerà sedersi tutti attorno ad un tavolo e pianificare il lavoro futuro: la solida base di circa novanta tesserati è un punto fermo da cui partire”. Attività del Passarella

che non può prescindere dalla continuazione del rapporto con il Chievo Verona. “Una relazione importante, loro ci tengono in grande considerazione e ritengono importante l'immagine che diamo dentro e fuori dal campo. Anche se siamo una piccola realtà, siamo un punto di riferimento nel Veneto per loro”. Qualche altra considerazione da fare? “Mi viene da pensare all'ottimo lavoro che è stato fatto, con enormi sacrifici, per esempio con gli Allievi: eravamo partiti con molti punti di domanda e in sette elementi, ma siamo riusciti ad arrivare a diciannove. Chiaro, non siamo perfetti e molte cose si potevano fare meglio e si poteva fare di più: la volontà nostra è di crescere e di aumentare la qualità dell'offerta che facciamo a livello di Settore Giovanile. Speriamo di poter continuare a farlo con l'apporto di tutti e di nuove persone pronte a dare una mano in maniera preziosa”.


UN 12 MAGGIO DI FESTA A LA SALUTE

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rande successo per il torneo categoria pulcini che si è tenuto a La Salute di Livenza domenica 12 maggio scorso, denominato “1° Memorial Sergio Zanon”. La manifestazione si è svolta nel migliore dei modi con tutte le dieci squadre presenti (Caorle, Eraclea, Jesolo, La Salute, Lastimma Don Bosco, LiventinaGorghense, Pramaggiore, Villanova, Vigor e Sangiorgese) con molti genitori e sostenitori al seguito.

Nella mattinata si sono svolte le partite della prima fase fino all'orario di pranzo, con una mega grigliata con 300 persone tra atleti e genitori. Nel pomeriggio si sono disputate le finali per tutte le squadre presenti con la finalissima tra le squadre del paese La Salute e Sangiorgese vinta da quest’ultima ai rigori. Il comportamento di tutti i presenti, bambini, allenatori e accompagnatori in campo e fuori è stato esemplare interpretan-

do al meglio lo spirito della giornata. Alla fine della giornata tutti i bambini sono stati premiati alla presenza del Sindaco e del presidente del La Salute, Odillo Tonello. La Societa ASD La Salute, vista la buona riuscita del torneo e i complimenti ricevuti dalle società presenti ha già rinnovato l’invito a tutte le squadre per l’edizione del 2014.

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lA SALUTE

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città di musile

MISTER PIVETTA: “NOTEVOLI MIGLIORAMENTI”

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enzo Pivetta è arrivato a fine novembre e ha cambiato volto agli Esordienti a 9 del Città di Musile, permettendogli di disputare un campionato più che positivo. Giustamente dunque il tecnico non nasconde la propria soddisfazione per la stagione appena conclusa.

Mister, ci dia un giudizio sul vostro campionato. “Molto molto positivo, sono davvero contento. Da quando sono arrivato c’è stata una progressione veramente visibile, sia dal punto di vista comportamentale che da quelli agonistico e tecnico. Sono riuscito a

cambiare i ragazzi, e ciò mi inorgoglisce tantissimo”. Ma cosa aveva questo gruppo che non andava bene? “Quando sono arrivato avevano un modo di fare che non mi piaceva. Piano piano ho dato la mia impostazione e sono stato seguito sempre alla lettera. Ho instaurato un bellissimo rapporto sia con i ragazzi che con i genitori. E devo ringraziare la società, in particolare Walter Marion, che mi ha convinto a tornare ad allenare”. Ha qualche giocatore da segnalare dal punto di vista tecnico e/o comportamentale? “Ce ne sarebbero tanti, sia da un lato che dall’altro, ma non voglio fare nomi perché se no potrebbe sembrare che io abbia delle preferenze. Parlando in generale, tutti sono stati veramente seri e rispettosi e si meritano tutta la mia stima”.

andrea DAVANZO: BUONA LA “PRIMA” AL MUSILE...

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alvezza raggiunta con la Prima Squadra raggiunta, Progetto Scuola portato a termine e un’affascinante sfida che lo attende a partire da quest’estate: è stato davvero interessante e ricco di spunti poter intervistare Andrea Davanzo, prepa-

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ratore atletico e responsabile delle funzioni motorie del Città di Musile. Davanzo, com’è stato lavorare a Musile? “Bello e stimolante. Purtroppo ho seguito poco le giovanili e mi sono concentrato soprattutto sulla Prima Squadra. Considerata la giovane età il campionato è andato davvero bene visto che siamo riusciti a raggiungere la salvezza in anticipo. Il merito è stato soprattutto del mister Marco De Nobili”. Quest’anno è stato coinvolto in un progetto che riguardava i giovani di Musile. Ci spieghi in cosa consisteva e qual è stato il suo ruolo in questa iniziativa. “Il progetto in questione si chiamava “Progetto Scuola” e consisteva in delle lezioni di educazione motoria ai bambini delle elementari. Con loro chiaramente non mi sono particolarmente concentrato sull’insegnamento del gioco del calcio, poiché i ragazzi a quell’età hanno bisogno di svolgere esercizi più vari ed eterogenei. Il tempo era poco e gli spazi

erano ridotti purtroppo, ma i bambini sono stati davvero entusiasti e collaborativi. Ringrazio di cuore Andrea Campiglioni, un grandissimo educatore con cui ho condiviso il lavoro, altrimenti da solo non ce l’avrei fatta a portarlo a termine”. Che programmi ha per l’anno prossimo? “Quest’estate inizio ad allenare una ragazza prodigio del tennis; ha 10 anni e mi è stato chiesto di seguirla. Vediamo come si sviluppa questa avventura, fermo restando che mi piacerebbe continuare a lavorare con il Musile perché quest’anno mi sono trovato davvero bene”.


MADIOTTO: “QUI A TORRE UN'ANNATA POSITIVA”

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uello del Torre di Mosto è uno dei migliori vivai del Basso Piave se rapportiamo la quantità di iscritti con il numero di abitanti della città. E’ abbastanza strano che con un settore giovanile così attivo la Prima Squadra sia ancora in Terza Categoria. Prova a spiegarcelo Lino Madiotto, segretario tuttofare e responsabile della scuola calcio della compagine biancorossoazzurra. Madiotto, ormai i campionati sono terminati e la stagione si avvia al termine. Riesce a farcene un bilancio? “Più che volentieri. Come settore giovanile l’annata è stata decisamente positiva: avevamo iscritti 120 ragazzi dai 5 ai 16 anni, suddivisi in tre squadre di Piccoli Amici, quattro di Pulcini, una di Esordienti, Giovanissimi e Allievi. Numeri che per una città che ha solo 5000 abitanti sono davvero considerevoli. Gli Allievi in particolare si sono distinti classificandosi settimi nel girone unico del loro campionato, una posizione davvero onorevole”.

quanto da quello della partecipazione e del coinvolgimento dei ragazzi. La nostra organizzazione e il nostro vivaio sono degni di società importanti quali Portogruaro o SandonàJesolo”. Per i prossimi anni puntate a migliorare o a confermarvi su questi numeri? “Dobbiamo sempre cercare di migliorarci. A giugno per reclutare altri Piccoli Amici ci sarà una settimana di campus, a cui invito calorosamente i ragazzi del 2008, ma non solo. Finito il campus poi ci dedicheremo a progettare il programma per la prossima stagione, in cui vogliamo confermare gli attuali numeri di

iscritti e di squadre. Poi, visto che abbiamo ben nove ragazzi uscenti dagli Allievi che vogliamo tenere con noi, vogliamo riformare la squadra Juniores, integrandola anche con elementi del '94 e del '95 che quest’anno erano in Prima Squadra, dandogli così la possibilità di maturare con calma. Per quanto riguarda le altre squadre, confermeremo ovviamente tutti i ragazzi e cercheremo anche dei nuovi tesserati, visto che anche dall’esterno ci chiedono di poter venire a giocare nel Torre di Mosto. Non appena tutti questi ragazzi matureranno siamo sicuri che la Prima Squadra riuscirà presto ad abbandonare la Terza Categoria”.

La società è soddisfatta del lavoro svolto? “La società è decisamente soddisfatta. Abbiamo fatto grandi progressi, impegnandoci a fondo e ottenendo importanti risultati non tanto dal punto di vista dei piazzamenti,

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torre di mosto

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città di san donà

CITTÀ DI SAN DONÀ: LA TRUPPA DEI PICCOLI AMICI

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er l'ultima uscita di Tuttincampo abbiamo il piacere di presentarvi, con le relative foto di gruppo, le squadre dell'ASD Città di San Donà di Piave che sono state create ai nastri di partenza della stagione 2012-2013 per quanto riguarda la categoria Piccoli Amici. Una truppa davvero numerosa: un totale di 16 piccolini, nati nel 2005, affidati alle cure degli allenatori Marco De Bortoli e Tiziano Fortini, ai quali ci sono da aggiungere altri 25 baby calciatori nati nelle annate 2006-2007, con i loro timonieri, Riccardo Borin e Ste-

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fano Polesel. Una categoria che si è avvalsa inoltre della collaborazione della dottoressa psicologa Marianna Trevisiol, del dottor Orlando Schiappa e del fisioterapista Giuseppe Giacomini, che hanno collaborato a stretto contatto con gli allenatori per poter ottimizzare la serenità dell'ambiente in cui il piccolo ha svolto la propria attività sportiva. La compagine Piccoli Amici ha preso parte, oltre che al Torneo Centropiave, con quattro squadre anche ad altri eventi organizzati dal Comitato, in modo tale da poter dare spazio a tutti gli

iscritti. Da segnalare la vittoria per i 2005 al torneo di Cipriano Ca' Tron, dove erano presenti ben sedici squadre del trevigiano e del Basso Piave. "Siamo una Scuola Calcio che vuole affermarsi soprattutto per l'organizzazione, la competenza e la qualifica dei propri istruttori - hanno spiegato i dirigenti biancocelesti per poter offrire ad atleti e famiglie un ambiente sereno e competente dove i piccoli possono esprimersi senza ansia nella loro creatività".


POLESEL, POSITIVO IL “BATTESIMO” COI PULCINI

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ittorio Polesel, detto “El Cinin”, ha tenuto a bada quest'anno i piccolini del Treporti annata 2003: quindici baby calciatori che, con il loro grande entusiasmo e la voglia di imparare, hanno caratterizzato l'annata 2012-2013, che per il mister ha segnato anche la prima esperienza con delle età così giovani. Lui, che qualche stagione fa, di questi tempi, nell'altra metà del litorale (a Cavallino) stava festeggiando la vittoria del campionato alla guida della Juniores che riuscì a vincere il torneo in

un soffertissimo spareggio ai calci di rigore. Un tecnico che ha accumulato esperienze anche a Burano (coi Giovanissimi) e di nuovo a Treporti, sempre con i Giovanissimi. “L'annata penso sia andata abbastanza bene: bisogna sicuramente dividere l'aspetto tecnico e calcistico con quello del comportamento e del ruolo di educatore che abbiamo in categorie come i Pulcini. Devo dire che, al di là di qualche chiamiamola difficoltà iniziale, con 15 piccoli da seguire, sono tutti stati bravi e impe-

gnati nell'ascoltare e nell'imparare”. Su quali aspetti hai concentrato l'attenzione negli allenamenti? “Abbiamo cercato, anche in collaborazione con Vianello, di migliorare gli aspetti dei movimenti e della coordinazione, perché soprattutto a queste età è necessario lavorare moltissimo sulle basi. Poi è chiaro che serve anche il divertimento e allora un po' di questo e un po' di quello. Diciamo comunque che pensavo fosse più facile avere a che fare con i piccoli: c'è da avere molta pazienza, e io ne ho tanta, ma è un mondo diverso rispetto all'allenare dei ragazzi più cresciuti, dove c'è anche la forte tensione del risultato che si fa più sentire”. Treporti è una piazza dove è sempre stato dato grande risalto al Settore Giovanile, ma così è anche nella vicina Cavallino, due realtà che Vittorio Polesel ha avuto modo di conoscere di recente da vicino e ha saputo apprezzarne la serietà e la tranquillità dell'ambiente.

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san giuseppe

GINO BURATO: “ORGOGLIOSI DEL NOSTRO VIVAIO”

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a passione non è una cosa che si compra al supermercato, magari in svendita, è qualcosa che nasce e che ti entra nel sangue. Tra le personalità più curiose ed appassiona-

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te, abbiamo incontrato Gino Burato, vicepresidente e Responsabile del Settore Giovanile del Calcio San Giuseppe. Con lui abbiamo tracciato il bilancio dell'annata che sta per concludersi, anche se per i piccoli del quartiere sandonatese c'è ancora un consolidato ed importante appuntamento in programma. “La stagione è andata bene, più che bene oserei dire – spiega – per noi che facciamo solamente Settore Giovanile è stata un'annata soddisfacente, al di là dei risultati che contano fino ad un certo punto, quello che abbiamo visto è la crescita dei nostri ragazzini che di conseguenza poi si sono tolti anche qualche soddisfazione nelle partite o nei tornei che abbiamo fatto e che faremo ancora”. In un periodo

di ristrettezze economiche, una società che punta solo sul vivaio riesce ad andare avanti? “Vero, è difficile portare avanti questo tipo di attività perché da una parte i nostri, pochi, partner magari hanno deciso di abbassare i contributi se non di eliminarli, dall'altra abbiamo gli introiti derivanti dalle rette annuali delle famiglie. Diciamo che riuscire ad andare al pari con il bilancio per noi è già qualcosa di importante. E per ora ci stiamo riuscendo”. Da 16 anni il San Giuseppe partecipa ad un interessante evento. “Sì, a Maniago del Friuli il 2 giugno con i 2003 e i 2004 parteciperemo ad un bel torneo internazionale in un contesto meraviglioso come struttura e campi da gioco. Sarà l'ultimo appuntamento prima delle meritate vacanze”.


IL CALCIO GIOVANILE NEL BASSO PIAVE

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nnata da incorniciare per i Giovanissimi del Cavallino. Dopo aver vinto il campionato, infatti, sono arrivate altre soddisfazioni per la truppa di mister Stefano Cavarzeran: la recente vittoria al torneo "Bruno Tedesco" di Jesolo (vinto 1-0 in finale contro la Libertas Ceggia) e la ancor più recente affermazione nella finale per il titolo di categoria del

Basso Piave, vincendo 2-1 contro il Villanova in quel di Torre di Mosto. A sottolineare i grandi progressi del gruppo, ma anche dell'intero vivaio giallvoerde, il vicepresidente Nevio Bortoluzzi. "Due anni fa abbiamo scelto di affidare alle cure di Cavarzeran questo che ritenevamo un gruppetto di ragazzi molto validi, affinchè potesse valorizzarli ancor di più e cercare di dare una importante impronta di gioco alla squadra. Il mister ha accettato di mettersi un po' in discussione e questa sfida, a due anni di distanza, posso dire che l'abbiamo vinta tutti insieme. I veri protagonisti di questi importanti risultati sono stati l'allenatore e tutti i ragazzi". Ventuno ragazzi sempre presenti agli allenamenti, con impegno e costanza. "A prescindere dalle vittorie, quel che mi preme evidenziare e che ci ha dato grande orgoglio sono i complimenti che abbiamo

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BORTOLUZZI: “GRANDE ANNATA PER I GIOVANISSIMI”

ricevuto dalle varie parti per il tipo di gioco che sviluppiamo. Per farti un esempio, domenica nella finale col Villanova, sotto il diluvio e col campo pesante, abbiamo comunque cercato di giocare palla a terra come il mister ha insegnato ai ragazzi". Una panoramica anche sulle altre squadre: la Juniores ha dominato nella parte iniziale il suo torneo. "Diciamo che qui hanno influito componenti come l'esiguità numerica del gruppo e anche qualche infortunio e assenza di troppo che ci ha colpito nel momento determinante. Siamo comunque soddisfatti del lavoro che hanno svolto tutte le squadre, dalla prima all'ultima. Adesso ci metteremo a tavolino e decideremo il futuro. Chiaro che con gli Allievi la volontà è di provare a misurarci a livello regionale: sono convinto che potremo toglierci delle soddisfazioni".

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fossalta di piave

PERISSINOTTO tira le somme deLLA STAGIONE

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ampionato Juniores perso al fotofinish dopo aver dilapidato un enorme vantaggio sulla seconda, Giovanissimi e Allievi che retrocedono dai regionali ai provinciali: se guardiamo solo i fatti la stagione del settore giovanile del Fossalta di Piave sembra insoddisfacente. Ma per il presidente Raffaele Perissinotto non è così. Presidente, nelle ultime giornate la Juniores ha perso un titolo che sembrava già vinto... “Alla fine del girone d’andata l’entusiasmo tra i ragazzi forse era troppo alto, evidentemente erano troppo sicuri di aver vinto. C’è stato un rilassamento generale, seguito da una serie di sconfitte che ci hanno condannato al secondo posto. Abbiamo avuto un calo mentale e anche fisico, con qualche infortunio e assenza di troppo, ma soprattutto un calo mentale direi. Questo campionato l’abbiamo perso noi, e meritatamente. Spero che questa batosta serva

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da lezione a tutti per i prossimi anni”. Parlando più in generale, è soddisfatto dell’annata del settore giovanile? “Bisogna essere sempre soddisfatti finché abbiamo dei ragazzi che si allenano così. La soddisfazione c’è anche per la stagione disputata da Giovanissimi e Allievi che, pur retrocedendo nei rispettivi gironi regionali, si sono comportati fin troppo bene vista la poca esperienza in campionati di così alto livello. Se ci salvavamo anche solo con una delle due squadre era il top, ma comunque possiamo ritenerci soddisfatti perché ci siamo difesi egregiamente, abbiamo fatto esperienza e abbiamo dato il massimo per salvarci”. Quanto è importante il settore giovanile per la sua società? “Il settore giovanile è (e dovrebbe esserlo sempre) la parte più importante per una società, perché dovrebbe permettere di costruire una Prima Squadra in casa senza investire sol-

di su giocatori provenienti dall’esterno. Sono dell’idea che debba essere maggiormente valorizzato, a partire dagli allenatori: dobbiamo dotarci di bravi allenatori, che insegnino non solo la tecnica e la tattica, ma anche il comportamento e lo stare in gruppo. Sono stufo di vedere dirigenti, mister e giocatori che insultano l’arbitro e gli avversari, è ora di finirla. Dobbiamo cambiare la mentalità di tutti, solo così sarò soddisfatto fino in fondo della mia società. I ragazzi devono essere educati fin da bambini, poi dagli Esordienti in poi dovrebbero crescere fisicamente e tecnicamente, arrivare in Prima Squadra e quando smettono diventare dirigenti o allenatori: questo sarebbe il mio modello ideale di società, una realtà che crea le figure chiave dentro di sé, senza andarle a cercare all’esterno. Sarà una visione utopistica la mia, ma spero che il mio Fossalta tra qualche anno riuscirà a raggiungere questo obiettivo”.


LORIS BETTIN: IL PUNTO SULLA STAGIONE A NOVENTA

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i avviciniamo a grandi passi verso la fine della stagione sportiva 2012-13 e, dopo aver toccato le varie fasce di età degli atleti con gli obbiettivi proposti e i loro mister, mi sono riservato l’ultimo intervento. Per il Settore Giovanile del Noventa è stata un’annata sostanzialmente positiva che ha però presentato qualche difficoltà nella gestione numerica di alcune formazioni. Uno stillicidio di malattie, infortuni ed altro hanno portato qualche formazione a presentarsi in campo con un numero ridotto di giocatori e questo ha chiaramente influito in maniera negativa sullo sviluppo dell’attività. Ma dalle situazioni difficili è uscito il senso del gruppo, che fa quadrato attorno “al pallone”; che nelle difficoltà trova la coesione per andare avanti. Il lavoro nel settore giovanile è lungo e faticoso per seguire i ritmi di crescita del ragazzino; bisogna che gli atleti, i mister, i genitori sappiano aspettare e basare il lavoro su un percorso di crescita dei ragazzi, evitando peri-

colose fughe in avanti o abbandoni prematuri dell’attività. Il calcio per noi non è quello della chiacchiera, della diatriba, ma quello della sana competizione sportiva che deve insegnare il sacrificio e il rispetto di arbitri e avversari. Che deve insegnare sì a vincere, ma anche a perdere con stile e dignità e ci impegniamo per far capire quanto questa idea sia importante. Noi facciamo calcio e ci siamo riproposti di farlo al meglio delle nostre potenzialità e delle caratteristiche tecniche e umane dei nostri ragazzi. Non pensiamo di accontentare tutti, ma sicuramente stiamo lavorando nell’interesse di tutti, da quello tecnicamente più dotato a quello che ha appena iniziato ed è impacciato. Ci aspettiamo uguale rispetto e considerazione da parte degli atleti e delle loro famiglie. Fidiamoci perciò degli allenatori che vedono i ragazzi durante la settimana e, se i nostri figli subiranno qualche sconfitta, ringraziamoli (gli allenatori), li stanno abituando alla

vita. Siamo noi grandi che abbiamo bisogno di altre gratificazioni. Voglio ricordare infine che dietro le quinte, alle spalle di tutto, c’è un lavoro certosino, paziente, silenzioso di una moltitudine di persone che contribuiscono al buon funzionamento dell’attività. Penso a chi cura con passione i campi di gioco, a chi mantiene puliti e in ordine gli spogliatoi, a chi lava e prepara le divise di gioco, a chi guida il pulmino per gli atleti, ai dirigenti delle varie formazioni sempre presenti e non ultimi i genitori che con la loro preziosa collaborazione consentono la movimentazione delle squadre verso i campi di gioco. Una collaborazione, un aiuto dato e svolto senza clamori ma assiduo e continuo che permette un funzionamento regolare dell’attività. A tutti un grazie unitamente ai tutti i componenti del consiglio direttivo dell'AC Noventa. (Loris Bettin, Responsabile Settore Giovanile Calcio Noventa)

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noventa

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jesolo

SORGON: “AVANTI PER LA NOSTRA STRADA”

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a tanti anni è il volto più noto e factotum dell'AC Jesolo: stiamo parlando dell'eccentrico Emilio Sorgon che, quest'anno, ha svestito i panni del presidente della società (lasciando il timone a Sergio Ferrazzo), per interpretare il ruolo di responsabile del Settore Giovanile del team di “Jesolo Paese”. Una stagione che ha visto aumentare i numeri di tesserati, toccando quota 140 iscritti, cifre destinate a salire per la qualità del lavoro svolta nelle diverse categorie presentate ai nastri di partenza (tut-

gioca con noi!

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'ACD Jesolo organizza presso l'impianto sportivo di via Pirami un corso estivo di calcio gratutito. L'invito è rivolto a tutti i ragazzi nati dal 2001 al 2008. Presso il campo “Antiche Mura” di Jesolo Paese tutti i lunedì e i giovedì del mese di giugno (dalle 17.00 alle 18.30) si svolgerà il corso estivo di calcio. La conclusione è prevista il 27 giugno con una grande festa finale. Per info contattare la segreteria (0421.952103) o il sig. Sorgon (348.0006282).

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te tranne la Juniores). Con Sorgon tracciamo il bilancio del 2012-2013. “Negli ultimi quattro anni, dopo il negativo tentativo fatto di fusione con l'ex Città di Jesolo, abbiamo creato una struttura societaria, un gruppo dirigenziale e tecnico valido: se penso che avevamo solo sessanta tesserati all'epoca ed oggi ne abbiamo più del doppio, direi che siamo più che soddisfatti. Quest'anno è stato fatto un bel lavoro con le categorie centrali come Allievi e Giovanissimi che nei loro rispettivi campionati si sono fatte valere, ma bene anche i più piccoli”. Cosa pensi del recente “invito” dei vicini del SandonàJesolo a pensare ad un Settore Giovanile unico a Jesolo? “Voglio dire che è un esperimento che ho già fatto e che si è rivelato non positivo: il calcio che facciamo qui ha molto di sociale e non si respira l'aria del professionismo che c'è lì. Preferiamo lavorare con i nostri limiti e le nostre incertezze, ma convinti di fare qualcosa di comunque positivo per i no-

stri tesserati. Se sono bravi e hanno qualità, emergeranno anche stando qui. Faccio solo un esempio: il Zanusso che gioca in prima squadra al SandonàJesolo è cresciuto calcisticamente qui all'AC Jesolo. Aggiungo una cosa: una chiamiamola fusione deve prevedere un coinvolgimento di tutti, dei nostri dirigenti e dei nostri allenatori, che qui hanno trovato una continuità negli ultimi anni. Se domani facciamo la fusione, quale futuro potrò garantire a tutti loro? Cinque anni fa, dopo la fusione, sui 150 ragazzini che avevamo qui in Paese, ben 100 sono rimasti a casa o hanno preferito accasarsi altrove e, un anno dopo, abbiamo dovuto ricominciare tutto daccapo”. Soddisfazione, intanto, per i due tornei organizzati di recente per i Pulcini e i Giovanissimi (il Memorial “Gino Menazza”, vinto dall'Eraclea/Crepaldo e il Memorial “Bruno Tedesco”, vinto dal Cavallino) che hanno visto grande partecipazione di pubblico al “Picchi”. Ecco alcune foto...


RUSSO, IL COLLANTE TRA SOCIETà E FAMIGLIE

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ra le numerose personalità che gravitano attorno alla società Lastimma Don Bosco, che abbiamo potuto conoscere nel corso degli scorsi cinque numeri di Tuttincampo, non potevamo tralasciare la figura ed il ruolo di Francesco Russo. Uno che ha sempre “respirato” l'aria dell'Oratorio, basti pensare che iniziò a giocarci all'età di dieci anni ed ha iniziato a fare il dirigente sotto “l'ala protettiva” dell'ex presidentissimo Cesco Battistella. Lui è il “termometro” dell'armonia tra i gruppi

sportivi delle varie categorie, le loro famiglie e la società. Gli chiediamo un bilancio dell'annata che sta per chiudere le porte. “Non mi addentro in considerazioni tecniche, su cosa ha fatto una squadra piuttosto che un'altra – spiega Russo – diciamo che, nonostante i risultati sulla carta abbastanza negativi di squadre come Allievi e Giovanissimi nell'impatto con le realtà del campionato regionale, i vari gruppi sono rimasti sempre compatti fino alla fine, seri ed impegnati dal primo all'ultimo giorno di allenamento. E questo è il risultato più importante”. Passando alla Scuola Calcio? “Se parliamo dei più piccoli direi che il bilancio è sicuramente soddisfacente e positivo. Abbiamo fatto bene con tutte le varie squadrette impegnate nei loro vari campionati. Ma, permettetemi di dire qualcosa riguardo il mio ruolo che è quello del rapporto con le famiglie. Nella mia esperienza accumulata nel corso degli anni, posso dire che nelle ultime cinque stagioni in parti-

colare c'è stata un'evoluzione negativa nel comportamento e nell'atteggiamento di qualche genitore. Dal punto di vista delle aspettative verso i ragazzini, troppo elevate, troppa pressione su alcuni di loro che ha finito con il produrre nient'altro che ragazzini ansiosi e nervosi. C'è anche un'altra componente, quella della grande diffidenza nel lodare gli aspetti positivi della società, che, è vero, magari dal punto di vista dei risultati avrà anche deluso, ma credo che nello sport giovanile siano ben altre le cose da guardare per trarre un bilancio conclusivo”.

MAMBRIN, UN EX PROFESSIONISTA PER I PULCINI

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iancarlo Mambrin ha girato mezza Italia, calcisticamente parlando: partito a 15 anni di età da casa, è andato al Genoa per fare il settore giovanile lì, poi ha toccato Como, Anconetana, poi ritorno a Genoa in prima squadra, poi Giulianova, Lucchese, Nocerina, Lecco e di nuovo Lecce. Ruolo, il trequartista, quello che una volta era il dieci dietro le punte. Oggi Mambrin si dedica ai piccoli del Lastimma Don Bosco come mister dei Pulcini, dopo aver fatto esperienza negli anni anche a Jesolo, a Burano, a Fossalta, poi da secondo al fianco di Maurizio Rossi alla Miranese. "Devo dirti subito che mi piace molto di più allenare i piccoli che i grandi - sorride Giancarlo e quest'anno mi sono davvero divertito molto. Mercoledì faremo l'ultima partita del campionato primaverile con l'Altino e poi ci fermeremo, ma a me piacerebbe sempre continuare a fare allenamento e partitine coi bimbi". "Quest'anno è andata bene - continua Mambrin - un gruppo di ragazzini ben disposti a seguirmi e a migliorarsi, una ventina di baby cal-

ciatori che, al di là di qualche vivacità, hanno lavorato con grinta ed impegno cercando di migliorarsi e dei progressi si sono visti nel tempo". Un po' allenatore, un po' educatore, fino al punto di diventare una sorta di grande amico per i piccolini. Anche la sua squadra, tra l'altro, ha parteci-

pato, con impegno e buoni risultati, alla grande kermesse organizzata presso il Centro Piave, dove i piccoli si sono dovuti cimentare su un campo sintetico di dimensioni ridotte, migliorando molto l'apprendimento tecnico e il contatto con il pallone.

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lastimma don bosco

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sandonàjesolo

PULCINI 2003: MISTER FRANZOSO FA IL BILANCIO

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arrivato il momento di un piccolo bilancio per i Pulcini 2003 del SandonàJesolo. A stilarlo è Daniele Franzoso, istruttore a Jesolo da 15 anni, che segue il gruppo da un biennio, supportato per le questioni logistiche e organizzative dal suo fidato collaboratore Sergio Billi, e quest’anno da Massimo Tamellini per le integrazioni tecniche. “All'inizio dello scorso anno, attraverso osservazioni e rilevazioni sui ragazzi, ho cercato di individuare i livelli generali di interesse, impegno e motivazione, capacità motorie, abilità e collaborazione al fine di acquisire informazioni sulla condizione personale e sulla disponibilità di imparare a regolare le loro attività dentro e fuori dal campo. Nel gruppo, già affiatato, si sono ben integrati i nuovi innesti di questi due anni creando un insieme variegato ma che ben si compensa. In allenamento, al fine di poter proporre a tutti i ragazzi un’adeguata progressione didattica, venivano formati da loro stessi due gruppi di lavoro (sempre diversi) eterogenei per esercitazioni tecnico/coordinative e due gruppi

omogenei per gare, giochi a confronto e situazioni di gioco. L'obiettivo è formare un ragazzo dinamico, reattivo, armonico nella corsa, capace di saper nel suo complesso utilizzare nel miglior dei modi il proprio corpo. Rendere il ragazzo padrone oltre che del proprio corpo anche del pallone, cercando di abituarlo a reagire spontaneamente a delle situazioni di difficoltà, stimolando precocemente la sua capacità reattiva. Il pallone è sempre presente all’interno delle esercitazioni svolte, in forma ludica e per quanto possibile poco ripetitive, la formazione di due gruppi di lavoro crea situazioni competitive che li stimolano nell’impegno”. Abbiamo accompagnato i ragazzi nel cercar di capire e applicare le elementari regole del gioco e mettere in pratica le capacità tecniche di base (guida della palla, calciare la palla, ricezione, passaggio e tiro) e i principi tattici (orientamento nello spazio, superamento dell’avversario, smarcamento, intercettamento e contrasto). Il percorso è stato fatto tenendo presente sempre e comun-

que che le attività per loro poco hanno a che fare con quelle degli adulti. Materiali, spazi e tempi durante gli allenamenti, ma anche un significato diverso alle partite ed al concetto di vittoria. Il mister continua a tracciare il bilancio della stagione sulla quale sta calando il sipario. “Nei campionati sono state iscritte due squadre dove i ragazzi, per facilitare l’aggregazione e fornire nuove esperienze collaborative, si sono alternati nei confronti-partita. Per stimolarli all’impegno, una squadra è stata iscritta nella categoria superiore e una con pari età, per dare a tutti l’opportunità di confrontarsi con le altre realtà. Tra i principali obiettivi programmatici vi è quello educativo, attraverso l'acquisizione e lo sviluppo di regole sportive, comportamentali e di convivenza, puntando sulla collaborazione e sul rispetto reciproco. Ringrazio i genitori per la collaborazione ed il supporto che hanno dato a noi ed ai ragazzi, è di domenica 12 maggio il premio vinto al torneo di Salgareda come miglior gruppo supporter”.

In piedi da sinistra a destra: Billi e Massimo / Morgan: Ottimo con i piedi, la testa un po’ per aria / Danilo: gioia e spensieratezza / Alberto: buono umile e con grandi doti sia fuori che in porta / Mattia: Super…boy / Matteo Z. : la saracinesca della nostra porta / Alex: un “gigante” in difesa e nel tiro / Alessandro: c’è poco da dire… parla sempre lui. / Leo: La diga della difesa / Daniele / In ginocchio da sinistra a destra / Nicolò: una spina nel fianco per gli avversari / Gianmaria: fastidioso come “una pulce” nelle aree avversarie / Filippo: esuberante dentro e fuori dal campo / Edoardo: più veloce del vento, mister Speedy Gonzales / Raffaele: piccolo grande uomo-gol / Riccardo: nasconde bene la palla, non la trova neppure lui / Matteo D.G.: non si sente ma c’è. Per loro un grande futuro sportivo e sociale

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IL SALUTO DEL PRESIDENTE ZAFFALON

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stato un anno difficilissimo. A luglio del 2012, con l’aiuto di alcuni genitori e di alcuni membri del vecchio direttivo, venne costituito un comitato di gestione per scongiurare ciò che sembrava oramai imminente, la chiusura della società. Li voglio ringraziare tutti, sia per la caparbietà che per la volontà dimostrata nel perseguire l’obiettivo: in piena estate abbiamo fatto fronte a tutte le problematiche di iscrizione e formazione delle squadre, nonché a quelle legate alla programmazione dell’anno sportivo, abbiamo traghettato la società fino all’assemblea di ottobre e alla costituzione del nuovo direttivo societario. Ad ottobre, ho quindi accettato di ricoprire la carica di presidente, carica per altro in quel momento poco ambita viste le difficoltà, non solo con lo scopo di portare la società sino al termine dell’anno sportivo 2012/2013, ma anche di porre delle solide fondamenta per il futuro del Calcio Meolo.

Accanto alle molte difficoltà vi sono state anche numerose soddisfazioni, tra le quali l’aver inserito tra gli allenatori del settore giovanile ben quattro giovani del paese e il fatto che ancor oggi, a stagione oramai giunta al termine, vi erano ragazzini che chiedevano di poter iscriversi e giocare al calcio. Una mia personale soddisfazione è l’essere chiamato per nome dai ragazzi e non con un formale “signore”, a testimoniare il sentirsi parte di una vera società, una società orizzontale, non verticale, dove la vicinanza tra i ragazzi e il cosiddetto gruppo dirigente è reale e genuina: i ragazzi sentono che sono uno di loro. Purtroppo, con la fine della stagione, è mancata quella che poteva essere la “ciliegina sulla torta”, ovvero la salvezza della prima squadra. Nonostante questo, però, siamo riusciti a costruire un gruppo eccezionale e, se rimarrà tale, chiederemo di essere ripescati per disputare nuovamente il campionato

di Seconda Categoria. Nel pomeriggio del 18 maggio, presso lo stadio comunale di Meolo, si è tenuta la manifestazione Piccoli Amici “Fun Football 2013 – Basso Piave”. Voglio ringraziare la delegazione Figc di San Donà - Portogruaro e le società che hanno aderito, per averci dato la possibilità, per la quarta volta consecutiva, di organizzare questa stupenda iniziativa. Di concerto con l’Istituto Comprensivo “Enrico Mattei” all’interno della scuola primaria “S. Pio X”, ci siamo assunti l’impegno di organizzare venerdì 7 giugno, assieme alla scuola elementare, la giornata di chiusura dell’anno scolastico con vari giochi calcistici per i bambini. Il 15 giugno sarà la volta della festa di fine anno sportivo, un’occasione per tutti i calciatori del Meolo di concludere assieme questa annata calcistica. L’Assemblea dei Soci che dovrà definire il nuovo direttivo e continuare il lavoro iniziato un anno fa è fissata per il 21 giugno. Anche se non sarò più il presidente del Calcio Meolo, cercherò di offrire il mio contributo costruttivo allo sport e ai ragazzi, come ho sempre fatto durante i miei oltre 40 anni di volontariato nella comunità meolese. Ringrazio la redazione di “Tuttincampo” per l’opportunità che ha saputo dare alle società del Basso Piave, ai loro settori giovanili e ai ragazzi tutti. (Silvano Zaffalon, Presidente A.S.D. Calcio Meolo)

DIVERTIRSI CALCIANDO...

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bambini che si avvicinano al gioco del calcio hanno solo due interessi: stare con gli amici e giocare per divertirsi. Il Calcio Meolo da molti anni sta perseguendo il motto “Tutti i bambini hanno diritto di giocare”, infatti con gli allenatori del settore giovanile la voce è univoca: “Formiamo prima di tutto delle persone, poi se la natura e il talento permettono le condizioni, formeremo dei giocatori di calcio”. Qualunque sia lo sport, i bambini hanno il diritto di divertirsi, imparare le regole della convivenza di gruppo, i valori della vita ed apprezzare le diversità degli uni e degli altri. Quindi, per gli allenatori è importante organizzare allenamenti e

partite dove si crei questo ambiente e spirito costruttivo, perché se così non fosse, ne conseguirebbe un fenomeno imprescindibile: l’abbandono dello sport e del calcio fin dalla tenera età. Un forte plauso va alle famiglie ed in particolare alle mamme, che pur vivendo grosse difficoltà economiche, aiutano le società sportive non solo con il pagamento della retta, ma soprattutto creando all’interno dell’ambiente sportivo momenti ricreativi importanti per i figli e i bambini, come per esempio il ristoro a fine partita con pizzette e dolci. Anche questo trasmette un messaggio fondamentale per i bambini: l’ospite è sacro. Un parti-

colare ringraziamento infine, a tutta l’organizzazione della società Calcio Meolo, che, adoperandosi volontariamente e gratuitamente, permette ai nostri figli di giocare e crescere umanamente nella vita. Amare e far amare il calcio, nasce dalle piccole cose. (I genitori)

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meolo

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torneo centropiave

GRANDE SUCCESSO PER IL TORNEO CENTROPIAVE

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i è concluso il primo grande evento calcistico 1° Torneo Centropiave, svoltosi dal 18 al 28 aprile nell’area parcheggio su due campi in erba sintetica allestiti ad hoc per la manifestazione: una kermesse che ha coinvolto tantissimi bambini (e le loro famiglie lì vicino ad assistere alle partite). Un torneo organizzato con la supervisione dell’ASD Città di San Donà, con il patrocinio del Comune di San Donà e con la rivista “Tuttincampo” media partner

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dell’evento. Le società partecipanti (con tre squadre per categoria) sono state il Lastimma Don Bosco, il Città di Musile, il San Giuseppe, il Fossalta di Piave, il Noventa, il SandonaJesolo ed, appunto, il Città di San Donà (società organizzatrice). I partecipanti hanno potuto prendere parte anche al “Panini Tour 2013″ sabato 27 aprile, tuffandosi per una giornata intera nel mondo delle figurine dei calciatori. Presenti alle premiazioni, tenutesi domenica 28 apri-

le di fronte ad un pubblico gremito, l’assessore allo sport di San Donà, Ornello Teso e l’assessore al turismo della Provincia di Venezia, Giorgia Andreuzza, che hanno consegnato un riconoscimento uguale a tutti i bambini. Un’esperienza positiva, sperimentale, che visto il successo vedrà sicuramente in futuro la sua seconda edizione. Ecco una carrellata di foto dalla giornata conclusiva (si ringrazia Davide Naccari).


torneo centropiave

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L'INTERVISTA

LA RICETTA DI TEDINO: “PIÙ CAMPO E MENO TEORIA”

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el pianeta delle nostre interviste chiudiamo l'ultimo numero sentendo Bruno Tedino, il mister del SandonàJesolo (serie D) che quest'anno ha condotto un buonissimo campionato chiudendo al settimo posto la stagione. Abbiamo voluto sentirlo per capire qual è il termometro della crescita dei giovani della nostra zona. Qual è il livello dei nostri settori giovanili? “Credo che bisognerebbe riuscire ad allenarsi un po' di più: quattro, cinque ore alla settimana di allenamento non bastano perché oggi non esiste più la vita dei campetti di periferia dove si passavano le ore a

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migliorarsi e a giocare tutti insieme. C'è bisogno altresì di strutture adeguate e di tecnici preparati ed aggiornati nei metodi di allenamento, sia dal punto di vista tecnico-tattico ma anche da quello psicologico. Gli allenatori nostrani ci possono mettere tanta buona volontà, ma deve esserci competenza e conoscenza”. La tua ricetta è quella di lavorare di più sul terreno di gioco. “Gli aggiornamenti servono a tanto, ma spesso troppa teoria e troppa lavagna non bastano, non sono sufficienti. Serve integrare il lavoro scendendo sul campo ed insegnando le cose sul terreno di gioco, dove la teoria diventa pratica. Nelle nostre zone già si fa molto, ma ecco un consiglio che do è quello di andare di più a lavorare sul campo”. Jesolo e Sandonà hanno prodotto negli anni qualche elemento interessante. Si può fare di più? “Certamente sì. Negli ultimi tre anni ho avuto modo di pescare dal settore giovanile dello Jesolo prima e del SandonàJesolo poi alcuni elementi

lanciati in prima squadra come Gattoni, Zanusso, Iobbi, Barrichello, ragazzi che hanno maturato una certa mentalità e che hanno mostrato volontà e curiosità di confrontarsi e di imparare. Si può fare e produrre molto di più dal territorio cercando di ricorrere di meno ai settori giovanili delle grandi squadre, ma serve grande impegno e volontà. Si può pescare ma devono esserci le condizioni per farlo”. A luglio tornerai a fare scuola calcio al camp di San Donà. “Con molto piacere. Ritengo siano due settimane di apprendimento per i bambini che vogliono provare qualcosa di diverso, sempre con l'obiettivo di socializzare e di confrontarsi anche tra atleti di differenti società. Entusiasmo ed allegria devono essere gli ingredienti principali, poi cercherò di lavorare molto sulla tecnica in rapidità di esecuzione. Lo farò assieme a Lauro Florean che ha il patentino di allenatore e che sarà un valore aggiunto per la scuola calcio”.


IL SOLE SULLA PELLE: CHE SCOTTATURA! Alcune regole comportamentali da osservare sono quelle di evitare l´esposizione negli orari di massima irradiazione solare (dalle ore 11 alle ore 15) e ricordarsi che ci si può scottare anche con il cielo coperto, perché le nuvole lasciano filtrare una quota elevata di raggi ultravioletti.

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uali sono i rischi dell’esposi- Le fotodermatiti sono un ampio gruppo di patologie che hanno nel zione solare in estate? Il sole, ed in particolar modo le radia- sole la loro causa principale. Le più frequenti sono le fotodermatiti zioni ultraviolette, possono cauallergiche da contatto, le resare sulla pelle danni a breve azioni fototossiche, la dero a lungo termine. I danni a Ne parliamo breve termine sono le scot- con il dottor Luca matite polimorfa solare e l'orticaria solare. tature, l'induzione di fotoDi Gaetano* Queste sono dermatosi dermatiti o l'aggravamento che nella maggior parte dei di alcune dermatosi. Quelli casi richiedono trattamenti a lungo termine sono l'invecchiamento fotoindotto e l'insorgenza farmacologici locali (con creme) o di tumori cutanei. Le neoplasie cuta- sistemici (con farmaci assunti per nee per le quali il sole rappresenta via orale), che verranno indicati dal un fattore favorente sono i carcinomi dermatologo. basocellulari, i carcinomi spinocel- Le dermatosi fotoaggravate sono lulari ed alcune forme di melanoma. patologie in cui il sole non è la causa, ma agisce da stimolo scatenanCome ci si comporta in caso di ef- te. Dopo una fotoesposizione, ad esempio, è possibile avere un pegfetti immediati come scottature? Le scottature solari sono un proble- gioramento della rosacea, del lupus ma molto comune, iniziano alcune eritematoso o andare incontro ad ore dopo una scorretta esposizione una recidiva di herpes labiale. alla luce solare o artificiale, e raggiungono il loro apice in 24 ore. Si Come si possono prevenire gli efmanifestano con rossore ed aumen- fetti indesiderati del sole? tata sensibilità cutanea, fino alla Gli effetti a lungo termine sono caucomparsa di vescicole o bolle. Le sati da una azione cumulativa delle forme più gravi si possono associa- radiazioni ultraviolette sulla pelle. re a febbre e malessere. Il trattamen- Per tale motivo la miglior prevento delle scottature lievi o moderate zione è quella di ridurre l'esposizioconsiste nell'utilizzare creme emol- ne solare ed il rischio di scottature, lienti, ad esempio creme dopo-sole utilizzando creme solari adeguate al proprio fototipo, ovvero al proprio e nel bere molti liquidi. La guarigione avviene spontanea- colore della pelle ed alla capacità di mente nell'arco di alcuni giorni, a abbronzarsi. seconda dell'intensità dell'ustione È di aiuto inoltre la fotoprotezione solare. Nelle forme più gravi è bene mediante integratori e capi d'abbigliamento (cappelli, magliette, panconsultare un medico. taloni, occhiali da sole), tenendo Tra gli effetti immediati troviamo presente che i capi bagnati divenanche le fotodermatiti. Come ci si gono trasparenti ai raggi ultravioletti con facilità. deve comportare in questi casi?

Nel caso della vitiligine, il sole può fare bene? La vitiligine è una patologia caratterizzata dalla comparsa di chiazze bianche sulla pelle, a seguito di una ridotta produzione di melanina, il pigmento che conferisce il colorito scuro alla pelle. Uno dei trattamenti più praticati è la fototerapia con radiazioni ultraviolette, il cui scopo è quello di stimolare i melanociti a produrre la melanina. Per tale motivo l'esposizione solare può avere un effetto benefico sulla vitiligine. Bisogna però considerare che la pelle priva di melanina si scotta facilmente e non è facile stabilire a priori la durata di una esposizione solare che non determini una scottatura, ma che allo stesso tempo risulti efficace per la vitiligine. Discorso diverso è per la fototerapia eseguita presso strutture dermatologiche dove le lampade sono tarate ed i tempi di esposizione sono standardizzati.

*Luca Di Gaetano: laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Dermatologia e Venereologia all’Università degli studi di Udine. Esercita la libera professione presso il Centro di Medicina di San Donà di Piave.

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salute

IL CALCIO GIOVANILE NEL BASSO PIAVE


alimentazione

I CONSIGLI E LA RICETTA DEL NOSTRO CHEF

di Michele Potenza Chef “La Prova del Cuoco“ di Rai Uno

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ome nutrirsi d’estate? Con il caldo bisogna stare attenti all’alimentazione, soprattutto chi fa dello sport! Il caldo fa bene, ci rende allegri e felici ma per gli sportivi non è poi così semplice. D’estate si ha meno voglia e meno stimoli di mangiare perché fa caldo e siamo portati a mangiare cose meno nutritive e più caloriche, come cibi dei fast food oppure panini conditissimi ai bar. Questo comportamento è sbagliato, molto di più per chi si allena o pratica uno sport. D’estate al nostro fisico servono nutrienti come vitamine, tutte, e carboidrati, liquidi e sali minerali. Durante gli allenamenti si suda tantissimo e il consumo di liquidi raddoppia, a volte triplica e abbiamo bisogno di conseguenza di bere, e bere tanto, soprattutto acqua, e se possibile con aggiunta di sali minerali come magnesio e potassio. I cibi non devono essere troppo calorici, e se (come me) odiate mangiare minestrine oppure piatti caldi, provate la “pasta fredda”, ottima per chi non ha orari fissi per mangiare. La si può condire con pomodori freschi e ricotta e per finire foglie di basilico: un piatto tipicamente estivo, leggero e nutriente, che unisce le vitamine dei pomodori alla leggerezza della ricotta e alla fonte giornaliera di carboidrati. Non dimentichiamo le proteine, che per chi pratica sport sono importanti quanto i carboidrati. In questo caso non ci sono piatti particolari, ma il consiglio è sempre lo stesso: non abbondare con le ca-

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lorie e curare di più la qualità della nostra alimentazione. Come contorni la verdura di stagione ci sazia e ci fornisce alcuni sali minerali importanti, e allo stesso tempo non apportano calorie cattive. A fine pasto è più consigliato uno o due frutti di stagione che saziano e sono un’ottima fonte di vitamine. Da tenere in considerazione che la frutta può creare pesantezza allo stomaco ed essere difficile da digerire, quindi non è consigliato abbuffarsi di frutta dopo i pasti principali; molto meglio a colazione oppure nelle pause di metà mattina e metà pomeriggio. Per quanto riguarda i dolci bisogna tenere attenzione a cioccolato e torte troppo caloriche che possono crearci problemi a livello intestinale e non fanno altro che aumentare l’appetito!!! È più consigliato un gelato alla frutta che rinfresca e ci sazia ugualmente come un dolce. Per continuare ad allenarsi con efficacia durante la stagione estiva, oltre ad evitare di svolgere attività fisica durante le ore più calde della giornata, è fondamentale reintegrare i liquidi persi con uno sport drink che contenga un mix equilibrato di sali minerali. Inoltre, in caso di gara sportiva, un pasto di 50/75 grammi di carboidrati, consumato almeno un'ora prima della partenza, fornisce il giusto apporto di energia per affrontare la corsa. Gli alimenti ideali sono pane, barre energetiche, banane, pasta, cibo e cereali. Anche gli sport drink possono con-

tribuire a fornire energia necessaria per portare a termine la competizione. Insalata di pasta alla mediterranea Ingredienti: pomodoro ciliegino 250gr, sale q.b., basilico fresco, olive nere o verdi denocciolate 40gr, pasta 320gr, pepe o peperoncino fresco, tonno sott'olio 200gr, olio d'oliva extravergine q.b., mozzarella 200gr. Fate lessare la pasta in una pentola di acqua bollente e salata, lavate e tagliate i pomodorini in piccoli pezzi e riducete le olive nere in rondelle. Tagliate la mozzarella a cubetti e sgocciolate il tonno in un'insalatiera dove aggiungerete anche i pomodorini e le foglie di basilico spezzettate con le mani. Mescolate i pomodori insieme all'olio del tonno in modo da insaporirli. Scolate la pasta quando sarà molto al dente e fermate la cottura ponendola sotto un getto di acqua fredda. Mettete la pasta ben scolata e fredda in un'altra insalatiera, unite i pomodori e le olive nere, sbriciolate il tonno con i rebbi di una forchetta, aggiungetelo alla pasta e aggiungete anche la mozzarella. Mescolate e lasciate insaporire il tutto per almeno mezz'ora, prima di servire, completando infine con un filo di olio extravergine di oliva.


EMATOMI: COSA FARE?

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n questo ultimo numero di Tuttincampo tratteremo un argomento che riguarda da vicino tutti coloro i quali praticano il calcio e tutti gli sport da contatto: sto parlando degli ematomi. Si definisce ematoma una qualsiasi raccolta di sangue localizzata tra i tessuti (muscolare, connettivo, adiposo, organi). A seguito di traumi, contusioni, il sangue può fuoriuscire dal circolo ematico, accumularsi in tessuti e/o organi, ed originare un ematoma. La gravità dell'ematoma dipende dalla localizzazione, dall'intensità del trauma subito, dal tipo di vaso sanguigno lesionato e dalla vastità dello stesso. Il trattamento dell’ematoma consiste nell’applicazione nell’immediato (fase acuta e sub-acuta) di ghiaccio,

per limitare l’estensione dello stesso, nell'applicazione di una fasciatura elasto-compressiva e continuare poi nei giorni successivi il trauma con le applicazioni di crioterapia per massimo 20 minuti alla volta, ripetendo l’applicazione anche più volte al giorno a distanza di almeno due/tre ore l’una dall’altra. Naturalmente si dovrà interrompere l’attività agonistica per minimo tre-quattro giorni nei casi meno gravi, per estendere lo stop fino a 15-20 giorni per i casi più gravi nei quali può essere necessario effettuare un’ecografia per verificare se all’ematoma si è associata anche una lacerazione muscolare. L’ecografia non andrà mai eseguita troppo presto, in quanto l’ematoma può “nascondere” eventuali altri problemi ai tessuti sottostanti. Utili possono essere alcuni rimedi naturali come l’applicazione di bende all’ossido di zinco (da me molto sfruttato come metodo) o l’applicazione di creme all’arnica o all’ippocastano dalle proprietà antinfiammatorie e antiedemigene. Opportuno, se non obbligatorio, nei casi più gravi, per favorire un rientro più veloce all’atleta e per prevenire complicanze (calcificazioni), sottoporsi a sedute di fisioterapia

mediante laser, T.E.C.A.R. (non nella fase acutissima), correnti interferenziali dal potere antiedemigeno, linfodrenaggio o massaggio perilesionale nella fase iniziale del trattamento. Successivamente quando l’ematoma si è ridotto notevolmente come espansione in larghezza e profondità è necessario sottoporre il muscolo interessato ad esercizi di allungamento. Impacchi di acqua calda dopo una settimana dal trauma sono utili per favorire l’azione della circolazione linfatica che agevola il riassorbimento dell'ematoma. Il taping neuromuscolare è una delle metodiche principe per il trattamento dell’ematoma, l’importante è che venga applicata da personale formato e competente. Da non fare MAI: impacchi di acqua calda sull'ematoma di recente formazione (fase acuta); esporre al sole la cute colpita dall'ematoma; massaggiare la zona lesa nell'immediato. (Massimo Baccega, fisioterapista e massaggiatore sportivo presso “Fisioterapia Moderna” a Jesolo Paese. Info: 0421-351034 o sito internet www.fisioterapiamoderna.it)

CAMP ESTIVO CON TEDINO E florean!

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itorna anche la prossima estate il Camp Estivo - Scuola Calcio per i bambini dai 5 ai 12 anni presso il Centro Sportivo “Davanzo” di San Donà di Piave. Nuovo logo e nuovi Super Eroi (mister Bruno Tedino e l'attaccante Lauro Florean del SandonàJesolo) per due settimane di apprendimento e

di svago per i tanti ragazzini che, dal 1 al 12 luglio 2013, vorranno partecipare al camp. Inazuma Eleven, personaggio amatissimo dei cartoni animati, è la mascotte del camp di quest’anno. I costi sono inalterati rispetto allo scorso anno: 5 lezioni (5 giorni) 40 euro; 10 lezioni (10 giorni) 60 euro

(per fratelli promo speciale 100 euro per 10 lezioni). Per partecipare è possibile iscriversi presso la segreteria dell’ASD Città di San Donà (tel. 0421.336513 - 345.6104960) in via S.Pertini al Centro “Davanzo”, vicino alle piscine comunali. Nella foto, il gruppo del Camp 2012.

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salute

IL CALCIO GIOVANILE NEL BASSO PIAVE


eventi

“SALUTANDO”: AL CENTRO PIAVE SI FA PREVENZIONE

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ue fine settimana dedicati alla salute, presso il Centro Piave. Torna l'iniziativa denominata "Salutando" (partita lo scorso fine settimana): dal 24 al 26 maggio, un progetto dedicato alla salute e al benessere realizzato con il patrocinio della Città di San Donà di Piave, in collaborazione con l'assessorato alla cultura e l'ULSS 10 Veneto Orientale, il cui ruolo tecnico ed organizzativo è fondamentale per la realizzazione dell'evento. Venerdì 24 maggio dal-

le 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 20.00 misurazione gratuita di glicemia, colesterolo, pressione arteriosa, peso-altezza, calcolo del rischio cardiovascolare e controllo vista, in collaborazione con i volontari della Croce Rossa Italiana (delegazione di San Donà). Dalle 20.00 alle 21.00 "Cuore Matto", consigli sul benessere del cuore, con il dottor Loredano Milani (Cardiologia ospedale di San Donà). Sabato 25 maggio stesso programma di misurazioni gratuite,

ma dalle 17.30 alle 18.30 "West Nile Virus", come difendersi e prevenire la trasmissione della Febbre del Nilo. Dalle 16.00 alle 18.00 dimostrazioni pratiche di disostruzione pediatriche sempre a cura dei volontari della Croce Rossa Italiana. Domenica 26 maggio giornata conclusiva con misurazioni gratuite dei parametri già citati e bis delle dimostrazioni pratiche di disostruzione pediatriche. Per ulteriori info www.centropiave.com.

Anno 1 - n. 6 - maggio 2013 Testata in attesa di registrazione presso il Trib. di Venezia Direttore Responsabile Federico Biondo tel. 333 9249976 federico@tuttincampo.info Foto Francesco Lo Castro, Enrico Manzini, Davide Naccari Archivio Venetogol.it Hanno collaborato Lucio Dal Molin, Riccardo Marian, Jacopo Ballarin, Marco Rizza Editore e Proprietario Next Italia snc Via la Bassa Nuova, 22 Lido di Jesolo (VE) tel. 0421 372703 fax 0421 370249 [info@nextitalia.it] Pubblicità marketing@tuttincampo.info tel. 0421 372703 Stampa C.P. ESSE s.r.l. Industria Grafica Castelfranco Veneto (TV)

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IL CALCIO GIOVANILE NEL BASSO PIAVE

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DAL 17 AL 19 E DAL 24 AL 26 MAGGIO

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