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Photo Antonello Diano

L’INTERVISTA

“L’ARTE COME

VOCAZIONE” Il ‘riggitano’ Pino Insegno e un destino inseguito

di Pasquale Romano - L’emozione ha 1000 voci. È un percorso lungo, ricco di soddisfazioni e multiforme quello di Pino Insegno, passato per il doppiaggio, il cinema, il teatro e la tv.

sempre disponibile e sorridente. È un popolo orgoglioso, di parola, rispettoso. Da non tradire mai. In questo, mi sento molto simile ai reggini”.

Fa uno strano effetto sentirlo parlare. Ascolti una voce e fai fatica a non perderti, viaggiare lontano con la mente, sino ad arrivare ad Hollywood. ‘Colpa’ degli oltre 400 personaggi in carriera, dell’infinita lista basta citare Viggo Mortensen, Will Ferrell, Jamie Foxx, Sacha Baron Cohen e Michael Shannon.

Di recente, Insegno ha avuto modo di tornare nella sua Reggio Calabria grazie allo spettacolo teatrale ’58 sfumature di Pino’, che ha visto il Teatro Cilea tra le numerose tappe della tournee: “Ho accettato con enorme piacere l’invito di Peppe Piromalli dell’Officina dell’Arte, ammiro la sua generosità nel salvaguardare l’arte. Il teatro è come il delitto, non paga, quindi serve davvero una grande passione. Ma dovrebbe essere un qualcosa da coccolare e preservare, noi italiani siamo famosi nel mondo per tutte le nostre bellezze, artistiche e non solo. Aumentando la cultura di un popolo aumenti il suo valore”.

È una fusione di anime, tra la voce e il corpo. “Il doppiaggio è la cosa che più mi piace fare perché è tremendamente meritocratico. Se non vali, se non studi, non puoi arrivare da nessuna parte. Sono affezionato a tutti i personaggi che ho doppiato, è un modo per vivere esperienze meravigliose. Non potrò mai essere Django, Muhammad Alì o Aragorn, il cinema mi ha dato questa splendida opportunità”. Romano, e di fede calcistica laziale, Insegno in realtà ha radici calabresi. “Mio padre e mio nonno sono di Reggio Calabria, anche io mi sento ‘riggitano’. Da bambino tornavo spesso a Reggio Calabria, ricordo il Lungomare con i suoi alberi maestosi, la gente 2 6

VIVIBENE

Insegno si definisce ‘un artigiano’ dell’arte, e in quasi 40 anni di carriera ha avuto modo di conoscere da vicino gioie e difficoltà, successi e momenti di sconforto: “È stata dura ma potendo tornare indietro rivivrei tutto esattamente cosi. Serve fallire per capire davvero quanto credi in un sogno. Ho lottato e combattuto, credendo sempre a quello che facevo. Cosi, il successo ha un sapore ancora più dolce”.

VIVI BENE - Numero 9 - 2018  

Trimestrale di salute e benessere

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