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CONTRACCETTIVI D’EMERGENZA QUANTO NE SAPPIAMO? La contraccezione d’emergenza è un metodo anticoncezionale che, in caso di rapporto sessuale a rischio, evita gravidanze indesiderate.

Il meccanismo d’azione si basa sulla capacità di inibire l’ovulazione, ma non ha alcun effetto sull’impianto dell’embrione e quindi su una gravidanza già avviata. È essenziale sottolineare che questi farmaci non hanno effetto teratogeno e non causano alcuna malformazione sul feto. Tali dispositivi medici, già in commercio da un paio di anni, contengono rispettivamente il levonorgestrel (LNG) e l’ulipristal acetato (UPA). Il levonorgestrel ha azione entro 72 ore dal rapporto a rischio. Si tratta di un agonista progestinico in grado di bloccare o ritardare l’ovulazione. Essenziale per la sua efficacia è l’assunzione prima del picco dell’LH, dell’ormone che regola l’ovulazione; in caso contrario la sua efficacia potrebbe ridursi. Il farmaco si presenta sotto forma di una compressa (pillola) che può essere assunta indipendentemente dai pasti. In caso di somministrazione durante l’allattamento, questo deve essere sospeso per 8 ore. L’ulipristal acetato è la pillola dei 5 giorni dopo, che può essere assunta entro 120 ore dal rapporto a rischio. Si tratta di un modulatore selettivo del recettore del progesterone. Anche in questo caso l’azione consiste nel bloccare o ritardare l’ovulazione. A differenza del levonorgestrel esso risulta efficace anche se si è verificato il picco di LH e quindi ad ovulazione già iniziata. Si presenta come unica pillola da assumere in qualsiasi momento della giornata. In caso di allattamento è essenziale sospenderlo per 8 giorni. Entrambi i farmaci hanno la loro massima efficacia se assunti tempestivamente; non sono pillole abortive perché non sono in grado di interferire con una gravidanza già in atto.

Possono interferire con eventuali pillole contraccettive assunte regolarmente e alterare il ciclo mestruale, quindi è essenziale usare il preservativo fino all’arrivo del prossimo ciclo. Se durante le tre ore successive la somministrazione si dovesse verificare un episodio di vomito è necessario assumerle di nuovo. Dal 2016 entrambi i farmaci possono essere dispensati alle maggiorenni (previa esibizione di un documento di identità) senza ricetta medica, rimane invece l’obbligo per le minorenni. L’apertura nei confronti delle maggiorenni non deve essere un incentivo per l’assunzione smoderata di questi farmaci. Analogamente a tutti i medicinali presentano diversi effetti collaterali che è bene conoscere. Si possono verificare vampate di calore, alterazioni dell’appetito, ansia, agitazione, sonnolenza, acne, prurito, brividi, malessere generale, tremori, svenimento, rottura di cisti ovariche, arrossamento degli occhi, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali e al seno, sanguinamento tra un ciclo e l’altro, mestruazioni dolorose o ciclo abbondante. In alcuni casi si sono verificati eventi trombotici e reazioni allergiche. In caso di assunzioni di altri farmaci è bene rivolgersi al medico o al farmacista, perché alcuni potrebbero ridurne l’efficacia contraccettiva. Tutti questi aspetti possono essere illustrati dal vostro farmacista di fiducia, che proverà a rendervi consapevoli di quello che state assumendo. Un ultimo consiglio: che sia levonorgestrel o ulipristal acetato, si tratta sempre di farmaci d’emergenza e come tali devono essere intesi; vi proteggono da gravidanze indesiderata ma non dalle malattie sessualmente trasmissibili.

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VIVI BENE - Numero 9 - 2018  

Trimestrale di salute e benessere

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