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DONNE IN GRAVIDANZA

VIVI BENE · Trimestrale di salute e benessere · Testata registrata al Tribunale di Reggio Calabria n. 4/2016 · Anno III - Marzo 2018

Come mantenersi in forma tra relax, lunghe passeggiate ed attività fisica

063 NON SOLO NUMERI

Anche la Calabria riconosce i diritti delle donne che soffrono di endometriosi

STOP AL MAL DI SCHIENA

CONOSCERLO, PREVENIRLO E CURARLO

MArRC,due anni di successi ma ancora non basta

Il direttore Carmelo Malacrino:

“Adesso dobbiamo correre”

L’ORO DI GERARDO SACCO

L’ARTISTA RIMASTO BAMBINO


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#InFarmacia

ANALISI DELLA PELLE. VISO, CORPO, CUOIO CAPELLUTO E FIBRA CAPILLARE SALUTE

063 NON SOLO NUMERI: ANCHE LA CALABRIA RICONOSCE I DIRITTI DELLE DONNE CHE SOFFRONO DI ENDOMETRIOSI

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8 UN MONDO SILENZIOSO: CALO E PERDITA DELL’UDITO. ASPETTI SOCIALI E PSICOLOGICI ························································································································ 10 LA PATOLOGIA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA. COS’È E COME CURARLA ························································································································ 12 I 12 SALI DI SCHÜSSLER. COSA SONO E A COSA SERVONO ························································································································ 14 COME L’OSTEOPATIA PUÒ AIUTARE LA GINECOLOGIA? ························································································································ 16 VITILIGINE: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE ························································································································ 18 STOP AL MAL DI SCHIENA. CONOSCERLO, PREVENIRLO E CURARLO ························································································································ 20 “PRONTO DOTTORE, HO LA FEBBRE!” I TRUCCHI PER MISURARLA BENE ························································································································ 24 DIARREA NEL BAMBINO. COME AFFRONTARE IL PROBLEMA? ························································································································ 26 ORTODONZIA D’AVANGUARDIA. LA TECNICA DAMON TRA INNOVAZIONE E RICERCA 28

L’INTERVISTA

L’ORO DI GERARDO SACCO. L’ARTISTA RIMASTO BAMBINO ALIMENTAZIONE

30 LA BELLEZZA VIEN MANGIANDO: GLI 8 FRUTTI DELLA SALUTE ························································································································ 32 LE RICETTE DI ANTONIO BATTAGLIA - EXECUTIVE CHEF 34

BENESSERE

DONNE IN GRAVIDANZA COME MANTENERSI IN FORMA TRA RELAX, LUNGHE PASSEGGIATE ED ATTIVITÀ FISICA

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EMOTIVITÀ E RAZIONALITÀ NEL BAMBINO. COME FAVORIRE LO SVILUPPO ARMONICO PROMUOVENDO L’INTEGRAZIONE DELLE DIVERSE PARTI DEL CERVELLO

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VIVIBENE

CAPELLI: LE TENDENZE DEL 2018. TRA SPERIMENTAZIONE E TRADIZIONE SPORT

TUTTI PAZZI PER IL TENNIS. SPORT CHE FA BENE AL CUORE #InCittà

MARRC,DUE ANNI DI SUCCESSI MA ANCORA NON BASTA IL DIRETTORE CARMELO MALACRINO: “ADESSO DOBBIAMO CORRERE”


EDITORIALE

DUE ANNI DI CRESCITA E CONFRONTO VIVI BENE Trimestrale di salute e benessere Testata registrata al Tribunale di Reggio Calabria n. 4/2016 Anno III - Marzo 2018 Editore Farmacia Fata Morgana dei Dottori Elvira Caridi e Mario Pulitanò Caridi s.n.c. Via Osanna, 15 · 89127 Reggio Calabria www.farmaciafatamorgana.it Direttore Responsabile Vincenzo Comi Farmacia Fata Morgana Hanno collaborato: Dott.ssa Giovanna Barillà Dott. Mario Pulitanò Caridi Dott.ssa Consuelo Ieracitano Dott. Fortunato Nato Dott.ssa Maria Teresa Piane Dott.ssa Mària Ribera Dott.ssa Annamaria Russo Dott.ssa Antonella Siciliano Redazione: Pasquale Romano Contributi di: Dott. Antonio Balestrieri Dott. Michele Biancorosso Dott.ssa Mattia Maddalena Errigo Dott.ssa Maria Celeste Paviglianiti Dott. Demetrio Plutino Dott. Giuseppe Polimeni Grafica KGMarketing · www.kgmarketing.it Pubblicità KGMarketing direzionekgmarketing@gmail.com 347.0942756

di Mario Pulitanò Caridi Cari lettori di Vivi Bene, siamo arrivati insieme al secondo anno di questo fantastico cammino editoriale. Ci frequentiamo da oltre ottant’anni e la rivista rappresenta un piccolo tassello del nostro percorso ma è comunque una tappa molto importante che ci inorgoglisce e ci rassicura sempre più. Le incognite ed i timori che avevamo alla nascita di Vivi Bene erano tanti. Oggi, a distanza di otto numeri, possiamo ritenerci soddisfatti. Ci siamo presi una grossa responsabilità quando abbiamo deciso di allargare il rapporto coi nostri utenti anche attraverso questa rivista. Ci siamo detti che Vivi Bene non sarebbe mai diventato un volantino pubblicitario, una palestra di autoreferenzialità, una vetrina commerciale. In questa nostra iniziativa non volevamo ottenere qualcosa per noi stessi ma riuscire a dare qualcosa in più ai nostri clienti. Ci siamo riusciti? Se dovessi giudicare dal riscontro che abbiamo ottenuto direi proprio di sì. Fa piacere che ci sia stata una sempre maggiore diffusione di Vivi Bene. Fa piacere sapere che la rivista è sempre più richiesta, ma ciò che più ci fa sentire soddisfatti è qualcosa di meno appariscente. La risposta più importante è che molti di voi, incuriositi dagli articoli e dai temi trattati, intendono approfondirli. Molti di voi apprezzano l’informazione data da Vivi Bene. Nella rivista e dentro la nostra farmacia giornalmente ci interroghiamo se siamo capaci di vendervi un prodotto su cui non guadagniamo nulla. Siamo capaci di coltivare in voi il desi-

derio di prendersi cura di se stessi e di farlo consapevolmente, con tutte le informazioni necessarie? Ci sentiamo tutti circondati da promesse, soluzioni miracolose, sconti irripetibili, e tutti si sentono più furbi. La pubblicità e la comunicazione che ci circonda sono vere e proprie sirene. Ci promettono sconti, soluzioni rapide, semplici, per poi svelare il loro inganno, che risulta vincente solo da un punto di vista: il risultato economico immediato a vantaggio dei suoi artefici. L’obiettivo primario di Vivi Bene è quello di offrire un’informazione autorevole a tutela della vostra salute. Questo si ottiene solo praticando una selezione rigida. Il che vuol dire rinunciare a riscontri effimeri immediati e lavorare per ottenerli più concretamente nel lungo periodo. Vuol dire impiegare il tempo a spiegare ed illustrare le ragioni per cui vi indirizziamo a certe scelte piuttosto che altre. Chiarire le caratteristiche concrete e sostanziali di una soluzione vuol dire essere in condizione di sceglierla nella certezza che sia la più giusta e non solo quella più economica ed attraente. Questi due anni sono stati un buon banco di prova per poter dire che... si! Ci siamo riusciti! Ci sentiamo gratificati ed addirittura incoraggiati e fiduciosi che si possa fare ancora di più e meglio. Vale per il nostro lavoro in farmacia e vale anche per quello editoriale. Il tempo trascorso a parlare con ognuno di voi in farmacia, e quello impiegato a scrivere e riscrivere ciò che poi era destinato ad essere stampato sulla rivista, è servito a rendervi sempre più consapevoli ed informati. È con gioia che giriamo questo secondo giro di boa proiettandoci nel futuro con tanto ottimismo.

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#InFarmacia

ANALISI DELLA PELLE VISO, CORPO, CUOIO CAPELLUTO E FIBRA CAPILLARE La pelle, oltre ad essere un organo di grande importanza in quanto prima barriera del corpo dagli agenti dell’ambiente esterno, è anche fondamentale nel nostro modo di porci e di apparire.

la cellulite per costatarne la presenza e l’intensità al termine del quale si potrà avere un trattamento di cura personalizzato. Sarà un modo per conoscere insieme i vari tipi di pelle.

L’assenza di rughe profonde, di macchie o differenze di pigmentazione e di lucidità eccessiva vengono immediatamente percepite come sintomo di giovinezza e buona salute e aiutano a presentarci meglio e a sentirci a nostro agio. Da oggi la Farmacia Fata Morgana è in grado di proporti soluzioni complete per l’analisi dello strato cutaneo e consigliarti cure e trattamenti cosmetici o cosmeceutici per i piccoli problemi della pelle.

Basteranno 5-10 minuti per conoscere il livello di idratazione, di secrezione sebacea, di elasticità e tonicità e il livello di pigmentazione della pelle, per stabilire il suo stato rispetto al foto invecchiamento o alla presenza di macchie analizzandone natura ed intensità. Una volta eseguito il test, l’esperta potrà consigliarti le soluzioni più idonee per curare e proteggere la tua pelle.

Le analisi vengono effettuate tramite una sofisticata microcamera con ottiche professionali e luce di Wood che permette di rilevare eventuali imperfezioni, di misurare idratazione e fototipo e di eseguire la profilometria delle rughe. Ognuno di noi ha avuto almeno una volta nella vita un problema con la propria pelle: acne, secchezza, sensibilità, lucidità, macchie o rughe. Per fortuna, la maggior parte di questi difetti si può affrontare senza particolari difficoltà, basta essere disposti a prendersi cura del proprio viso. Per prima cosa è necessario scoprire se la propria pelle è normale, sensibile, secca, mista, soggetta a imperfezioni o grassa. L’esame è importante ad esempio per la prevenzione e per la cura dell’acne, fenomeno cutaneo presente in tutte le fasce d’età. Da oggi in farmacia potrà essere effettuato anche un esame per 4

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L’idea di avere uno strumento in grado di stabilire con esattezza lo stato di salute della pelle e dei capelli nasce dal desiderio di poter scegliere per i nostri clienti un trattamento specifico e personalizzato mirato alla cura e alla prevenzione di qualsiasi tipo di inestetismo. Gli esami potranno essere effettuati frequentemente in farmacia. Al cliente verrà consegnata infine una scheda informativa specifica e saranno previsti controlli per verificare l’effetto migliorativo in caso di inizio della terapia.

R ESTA AGG I O R NATO Consulta la nostra pagina Facebook o il sito web www.farmaciafatamorgana.it per tutte le novità del reparto dermocosmetico!


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SALUTE

063 NON SOLO NUMERI

Anche la Calabria riconosce i diritti delle donne che soffrono di endometriosi di Vincenzo Comi - Abbiamo già affrontato più volte, su queste pagine, il tema dell’endometriosi, la malattia invalidante inserita da poco tempo nei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), ovvero nell’elenco delle malattie croniche che danno diritto all’esenzione dal pagamento di alcune prestazioni specialistiche e di controllo.

allarmante che non può essere messo da parte né può essere sottovalutato.

Grazie alla sig.ra Margherita Iellamo, Responsabile dello Sportello Endometriosi e Dolore Pelvico Cronico dell’Unione Nazionale dei Consumatori Salute e Benessere – Tutela del Malato e grazie al dott. Rosario Idotta, abbiamo imparato a conoscere questa importante patologia che colpisce circa 14 milioni di donne in Europa e che è causa del 30-40% dei casi di infertilità femminile.

Con il riconoscimento di tale patologia come malattia cronica, per le donne affette da endometriosi nelle forme più gravi, sarà possibile chiedere l’esenzione alle Asl e non pagare le prestazioni specialistiche.

Torniamo ad affrontare il tema dell’endometriosi perché finalmente, dopo tante battaglie, anche alle donne calabresi verrà riconosciuta l’esenzione del ticket. Il Servizio Sanitario Nazionale Regione Calabria, inserisce infatti tra le prestazioni esenti, in regime di convenzione, l’endometriosi moderata e grave attribuendo il numero 063 come codice di esenzione della patologia. Già nel febbraio 2017 il Parlamento Europeo aveva approvato due punti cruciali in ambito di endometriosi, l’aumento dei finanziamenti per promuovere la ricerca sulle cause e possibili cure della patologia e il riconoscimento dell’endometriosi come patologia invalidante. Come ricordato da Margherita Iellamo “il cammino da percorrere al fine di raggiungere una diffusione informativa sull’endometriosi a carattere nazionale è ancora lungo da percorrere. È tangibile però la certezza che le donne calabresi potranno finalmente affrontare un mondo che non sia indifferente al loro dolore attraverso provvedimenti concreti e vincolanti”. Ben due donne su dieci soffrono di questa patologia. Un dato 6

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È previsto quindi in Calabria il potenziamento delle prestazioni sanitarie e delle misure di sostegno economico e sociale per le donne affette da tale patologia.

Nello specifico le prestazioni riguardano: anamnesi e valutazione, definite brevi (Storia e valutazione abbreviata, Visita successiva alla prima), clisma opaco semplice (in caso di sospetta ostruzione intestinale), ecografia dell’addome superiore (Incluso: fegato e vie biliari, pancreas, milza, reni e surreni, retroperitoneo – Escluso: ecografia dell’addome completo), ecografia dell’addome inferiore (Incluso: ureteri, vescica e pelvi maschile e femminile – Escluso: Ecografia dell’addome completo), ecografia transvaginale, ecografia transrettale. Finalmente, grazie all’Unione Nazionale dei Consumatori Salute e Benessere – Tutela del Malato ed al suo presidente avv. Saverio Cuoco, che si è prodigato per questa conquista, le istituzioni hanno preso coscienza dell’importanza della malattia. La lunga battaglia intrapresa ha portato all’ottenimento degli obiettivi prefissati. Adesso non rimane che stare vigili continuando ad offrire un’informazione completa e corretta sulla malattia e sul vissuto della donna con la consapevolezza sempre più profonda sul significato clinico ed emotivo di questa patologia. Per ulteriori chiarimenti e/o informazioni è possibile consultare il sito internet dell’associazione www.uniconsum.it o contattare telefonicamente il numero 0965/24793.


SALUTE

UN MONDO SILENZIOSO: CALO E PERDITA DELL’UDITO Aspetti sociali e psicologici

di Pasquale Romano – Negli ultimi anni, sono in aumento i problemi legati all’udito, cali che talvolta possono portare anche alla perdita delle funzioni uditive. Si tratta di un problema che coinvolgerà sempre più la popolazione. I medici prevedono infatti che nel prossimo futuro una persona su tre sarà interessata dal fenomeno. Le cause di un aumento così significativo sono da ricercare nell’invecchiamento progressivo della popolazione e nell’inquinamento acustico, a cui tutti sono esposti nella società odierna, fatta di strade trafficate e luoghi di lavoro e di socializzazione super affollati. Generalmente, con ‘Ipoacusia’ si definisce una riduzione della capacità di percezione uditiva per cui si percepiscono ancora i suoni ma in misura inferiore rispetto alla situazione di normudenza. Quali le cause? Spesso la causa principale della perdita di udito è l’invecchiamento, processo che implica la naturale usura e indebolimento del sistema uditivo e delle capacità di sentire, anche noto come “presbiacusia”: un processo lento e ‘silenzioso’. Oltre all’età, esistono altre cause che possono determinare un calo uditivo: ereditarietà, malattie o un’esposizione prolungata a rumori forti. Altre possibili cause di ipoacusia sono: presenza di fluido nell’orecchio medio, infezione dell’orecchio (otite media) o del canale uditivo (otite esterna), allergie (otite media sierosa), orecchio del nuotatore (otite esterna), trauma acustico. 8

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L’ipoacusia può essere profonda, media o lieve a seconda della perdita uditiva, che può essere anche di 70-80 decibel sino ai 2030 decibel. Semplici e riconoscibili i sintomi: chiedere alle persone di ripetere le cose, alzare sempre volume di tv e radio, difficoltà nel percepire un dialogo tra più persone o rumori differenti. I test che misurano le capacità uditive sono relativamente veloci e indolori ma spesso bisogna fare i conti con l’ostilità dei pazienti, soprattutto in Italia. Solo il 10% di chi ha problemi di udito infatti ricorre all’uso degli apparecchi acustici, a differenza del 30% della media europea. Solitamente alla base dell’ostilità delle persone a rivolgersi a uno specialista dell’udito c’è l’idea negativa della sordità. I disturbi dell’udito vengono percepiti con un senso di vergogna e quindi come qualcosa da nascondere. Per questo motivo molte persone non indossano gli apparecchi acustici, nonostante possano risolvere molti problemi. Gli aspetti sociali e psicologici vengono coinvolti in modo importante: i problemi uditivi compromettono la qualità della vita delle persone che ne sono affette, che in alcuni casi si trovano a dover fare i conti con emotività e bassa autostima. Quando non si sente bene la prima reazione è isolarsi e allontanarsi dalle situazioni e relazioni sociali, per paura o vergogna. In Italia c’è molta disattenzione e sottovalutazione nei confronti del problema della sordità. Sentire bene è un problema di sicurezza, anche stradale. Per questo motivo il Ministero della salute ha proposto l’esame audiometrico a coloro che devono rinnovare la patente e hanno superato i cinquant’anni.


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SALUTE

LA PATOLOGIA DELLA CUFFIA DEI ROTATORI DELLA SPALLA

Cos’è e come curarla

La patologia della cuffia dei rotatori ed il conflitto sub acromiale sono riconosciute come le due cause più frequenti del dolore alla spalla. Le ragioni possono essere molteplici ed includono la combinazione della compressione della cuffia dei rotatori, la degenerazione dei tendini spesso su una base di meiopragia, ovvero di una debolezza e di una diminuita resistenza congenita, l’instabilità dell’articolazione della spalla e i danni microtraumatici e macrotraumatici della stessa. I tendini che costituiscono la cuffia dei rotatori sono quattro, il sopraspinato, il sottospinato, il sottoscapolare ed il piccolo rotondo e svolgono una funzione essenziale per l’articolazione della spalla in quanto forniscono un effetto stabilizzante contro la lussazione della stessa, spingono e mantengono centrata la testa omerale nella sua collocazione anatomica, potenziando l’azione del muscolo deltoide quando esso fa alzare il braccio. Inoltre questi tendini forniscono il 90% della forza richiesta per il movimento di rotazione esterna del braccio, fondamentale per sollevarlo sopra il livello della testa. Il sintomo fondamentale della patologia della cuffia dei rotatori è rappresentato dal dolore alla spalla e al braccio, sia mentre si cerca di compiere movimenti sopra la testa in abduzione ed elevazione, sia mentre il braccio viene mantenuto a riposo. Tipico infatti è il dolore notturno che impedisce il riposo, caratterizzato da debolezza e stanchezza del braccio. Difficoltosi ed a volte impossibili alcuni movimenti semplici come 1 0

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l’asciugarsi i capelli con il phon, il riporre oggetti su pensili alti, il sistemarsi la camicia nei pantaloni dietro la schiena. La diagnosi di questa malattia si basa sulla visita accurata del paziente in cui si effettuerà una dettagliata anamnesi (raccolta delle informazioni fornite dal paziente) ed un attento e scrupoloso esame obiettivo ovvero l’insieme di manovre diagnostiche effettuate dal medico per verificare la presenza o assenza della patologia della cuffia dei rotatori. Gli esami strumentali che confermano la diagnosi e consentono di orientare l’ortopedico verso le metodiche terapeutiche più indicate sono l’esame radiografico della spalla, e la risonanza magnetica della stessa. Nei casi in cui ci si trova di fronte ad una patologia di natura degenerativa ed infiammatoria la terapia si avvale di cure mediche, della terapia infiltrativa e di cure fisioterapiche. Nei casi più avanzati in cui ci si trova di fronte ad una lesione completa di uno dei tendini costituenti la cuffia dei rotatori il trattamento chirurgico è senz’altro quello più indicato seguito da un completo ed importante recupero riabilitativo fisioterapico. Dott. Michele Biancorosso Chirurgo ortopedico e traumatologo


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SALUTE

I 12 SALI DI SCHÜSSLER

Cosa sono e a cosa servono

“Non c’è osso senza calcio, non c’è sangue senza ferro, né saliva senza cloruro di sodio…ad ogni carenza corrisponde un sintomo e ad ogni sintomo corrisponde un sale”, (così scriveva nel 1873 il dott. Wilhelm Schüssler nei suoi Appunti di Terapia Biochimica). Durante i suoi studi, esaminando le ceneri dei cadaveri cremati, dimostrò che dodici elementi minerali inorganici sono sempre presenti fisiologicamente nel corpo umano perché fondamentali per la costituzione e il funzionamento dei tessuti. Il dottor Schüssler affermava che i tessuti si ammalano perché le cellule che li formano non contengono più le giuste quantità di sostanze minerali. Una carenza o un’alterata distribuzione dei sali tissutali avevano ripercussioni sull’equilibrio di alcune funzioni biochimiche, an-

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dando a compromettere il benessere dell’intero organismo. Oggi questi sali tissutali sono conosciuti proprio come sali di “Schüssler”. Non sono sostanze minerali come quelle presenti negli alimenti e negli altri integratori alimentari. Sono ricavati da fonti inorganiche (ma possono anche essere derivati da piante) e vengono diluiti e dinamizzati omeopaticamente. Segue poi un processo di succussione (scuotimento), ma non sono da considerarsi preparati omeopatici, in quanto non seguono la regola del simillimum: la diluizione permette semplicemente di entrare meglio nel sangue e agire con maggiore rapidità. Grazie all’apporto in piccole dosi è possibile ricostituire la struttura sana delle cellule che possono così riacquistare la loro vitalità, donando beneficio a tutto l’organismo.


Sono vendibili senza ricetta medica, in quanto considerati integratori alimentari. Se abbinati ad alimentazione e stile di vita corretti, promuovono sia il benessere fisico e biologico che quello psico-fisico.

7. MAGNESIUM PHOSPHORICUM (FOSFATO ACIDO DI MAGNESIO) Tra i Sali di Schüssler, è il rimedio antispastico per eccellenza: efficace per crampi, dolori e coliche. Utile anche contro gli stati d’ansia e l’insonnia.

Ecco i dodici sali di Schüssler e le loro caratteristiche principali: 1. CALCIUM FLUORATUM (FLUORURO DI CALCIO) È il rimedio più importante per contrastare la perdita di elasticità dei tessuti: indurimento arterioso, varici alle vene, lesioni di tipo emorroidario. Si tratta di un rimedio lento, da assumere per lunghi periodi. 2. CALCIUM PHOSPHORICUM (FOSFATO ACIDO DI CALCIO) È un sale abbondante in tutto l’organismo, importante per l’apparato scheletrico, per la crescita e per la costituzione dell’organismo. È utile per il trattamento di problemi a carico delle ossa e dei denti, ma è anche indicato per soggetti anemici, sofferenti di osteoporosi e di disturbi dell’accrescimento osseo. 3. FERRUM PHOSPHORICUM (FOSFATO DI FERRO) È un rimedio eccellente per guarire stati febbrili e influenzali e molte affezioni infiammatorie acute (sinusiti, bronchiti, cistiti, etc.). 4. KALIUM CHLORATUM (CLORURO DI POTASSIO) Questo è un sale efficace negli stati catarrali cronici delle alte e basse vie respiratorie (in particolare nel catarro tubarico) e, grazie alla sua azione che stimola il metabolismo, può essere molto utile per chi cerca di perdere peso. 5. KALIUM PHOSPHORICUM (FOSFATO DI POTASSIO) È il sale che ha azione benefica specifica sul sistema nervoso, quindi si assume in caso di patologie neurologiche, come depressione ed esaurimento nervoso. Si utilizza anche nella predisposizione dei bambini ad avere il sangue dal naso, nell’asma, nell’incontinenza urinaria, nell’insonnia e nella gastropatia nervosa. 6. KALIUM SULFURICUM (SOLFATO DI POTASSIO) È indicato per tutte le infiammazioni croniche: nelle bronchiti, nella pertosse, in alcune affezioni della pelle, nei disturbi digestivi, nel catarro intestinale, nelle perdite vaginali, nelle congiuntiviti e nel ciclo mestruale irregolare. In generale aiuta la disintossicazione dell’organismo.

8. NATRIUM CHLORATUM (CLORURO DI SODIO) La sua funzione è quella di regolare il grado di idratazione delle cellule e ristabilire l’equilibrio idrico dell’organismo, quindi è l’ideale per chi combatte la cellulite. Agisce sul sistema linfatico, sul sangue, sul fegato, sulla milza e sulle mucose del tratto gastrointestinale. 9. NATRIUM PHOSPHORICUM (SOLFATO BIACIDO DI SODIO) Ha il potere di ridurre gli eccessi di zuccheri nel sangue e neutralizzare nel nostro organismo gli acidi eventualmente in eccesso. 10. NATRIUM SULFURICUM (SOLFATO SODICO ANIDRO) Questo sale agisce principalmente a livello epato-biliare e renale: è utile per eliminare i liquidi in eccesso ed è ottimo per la disintossicazione del nostro organismo. 11. SILICEA (ACIDO SILICICO) Si tratta di un sale importante per tutti i tessuti dell’organismo, poiché ne aumenta la resistenza, fondamentale per i processi di formazione dei capelli, della pelle e delle unghie. 12. CALCIUM SULFURICUM (SOLFATO DI CALCIO) È importante il suo utilizzo nelle infiammazioni, soprattutto cutanee: ascessi, brufoli, acne. È ideale per stimolare il metabolismo. Ma in che dosi vengono usati? Solitamente il dosaggio consigliato negli stati acuti è di 1-2 compresse anche ogni mezz’ora; per i casi cronici 1-2 compresse dalle tre alle sei volte al giorno da assumere mezz’ora prima dei pasti o un’ora dopo. Solitamente i sali di Schüssler contengono lattosio, quindi non sono indicati per chi è intollerante. I rimedi del dottor Schüssler possono essere utilizzati, singolarmente o in associazione, in soggetti sensibili come donne in gravidanza, bambini e anziani e non hanno controindicazioni.

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SALUTE

COME L’OSTEOPATIA PUÒ AIUTARE LA GINECOLOGIA? Sempre più donne oggi soffrono di disturbi ginecologici di vario tipo. Le motivazioni vanno ricercate nel cambiamento storico dello stile di vita: sedentarietà, stress, alimentazione scorretta. Tutto questo porta ad un’alterazione e ad un cambiamento della normale fisiologia meccanica, ormonale e vascolare della zona pelvica, con conseguenze dirette sul complesso ginecologico.

Come ogni altra zona del nostro corpo, l’apparato ginecologico non va inteso come una porzione a sé stante, ma collegato ad una serie di strutture legamentose, vascolari e neurologiche che lo mettono in collegamento con le porzioni ossee e muscolari vicine, ma soprattutto che gli permettono di comunicare anche con strutture a distanza. Ad esempio, le ossa del bacino oltre a svolgere un ruolo di contenitore e protezione per tutti gli organi pelvici ginecologici, urologici e intestinali, sono collegate grazie a lamine legamentose che partendo dal pube e arrivando all’osso sacro inglobano e forniscono una sorta di parete laterale. Strutture neurologiche poste all’interno del cranio, chiamate ipotalamo e ipofisi, attraverso la produzione di ormoni trasportati nel sangue, permettono inoltre il corretto alternarsi di tutte le fasi del ciclo mestruale. Il drenaggio venoso delle ovaie spesso può essere difficoltoso a causa della loro particolare anatomia con conseguente difficoltà ad eliminare i prodotti di scarto dati dalla normale attività cellulare con la possibilità di insorgenza di dolore. Oltre a questi collegamenti propri delle varie strutture ginecologiche, esistono anche connessioni anatomiche con gli organi limi1 4

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trofi, quali vescica, colon e intestino. Vien da sé come il corretto funzionamento di tutto l’apparato è dovuto all’armonica coordinazione di questa moltitudine di strutture e che un fastidio ginecologico possa essere dovuto ad una problematica organica o legato a tutte le strutture ad esso connesse. Così dolori al basso ventre prima, durante o dopo la mestruazione o un dolore in posizione ovarica durante l’ovulazione possono rappresentare una sofferenza non per forza patologica. Dopo aver consultato un ginecologo che avrà escluso ogni problematica di tipo organica e patologica e aver seguito l’iter diagnostico e terapeutico da lui consigliato, può essere utile un consulto osteopatico con lo scopo di andare a ricercare alterazioni funzionali su una qualsiasi struttura limitrofa o a distanza che potrebbe condizionare il normale funzionamento dell’apparato ginecologico. Attraverso il trattamento manipolativo osteopatico ad esempio si riuscirà a riarmonizzare le diverse fasi del ciclo permettendo una giusta cadenza delle mestruazioni. Ma si potrà anche ottenere una importante diminuzione della sintomatologia ovarica migliorandone il suo drenaggio. Può essere molto utile in quei casi di mal di testa legati all’imminenza della mestruazione, dando libertà a tutta la zona pelvica così da consentirne una più corretta vascolarizzazione. In innumerevoli altri casi l’osteopatia fornisce un valido supporto. Giuseppe Polimeni - Osteopata D.O.m.R.O.I. Contatti: 345.2163463 osteopoli@gmail.com


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SALUTE

VITILIGINE:

TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE Il nome scientifico della vitiligine è leucodermia, una patologia cutanea più diffusa di quanto si pensi che si manifesta con lo sviluppo di macchie bianche sulla pelle. Non sono ancora chiare le cause di una malattia cronica che colpisce allo stesso modo bambini e anziani. Le cause della vitiligine potrebbero essere: fattori ereditari, stress e depressione, cambiamenti ormonali, traumi o ferite, morbo di addison, anemia o problemi di ipertiroidismo. Quello che sembra sia la causa più comune è il malfunzionamento del sistema immunitario. Il processo scientifico della vitiligine genera un disordine della pigmentazione in cui i melanociti, le cellule che formano il pigmento della pelle, vengono distrutti. Quando ciò avviene, sulla pelle compaiono macchie bianche in diverse parti del corpo come unghie, occhi, genitali, mani, viso e collo. La vitiligine è una patologia dal forte impatto emotivo, non è una malattia grave nè infettiva ma legata soprattutto ad un fattore estetico e la domanda che tutti si pongono è se esista una cura o meno. È importante sapere che ad oggi vi sono trattamenti farmacologici, estetici e topici studiati e applicati per attenuare o in alcuni casi risolvere il problema. Il trattamento farmacologico più utilizzato è quello a base di corticosteroidi o immunosoppressori per via topica. Un altro tipo di trattamento è la terapia PUVA: consiste nella somministrazione per via orale o topica di sostanze fotosensibilizzanti (psoraleni) e nella successiva irradiazione con raggi uv per ripristinare l’attività dei melanociti. Per quanto riguarda i trattamenti cosmetici di uso topico, i più efficaci sono le creme a base di piperina, estratto di pepe nero, argilla rossa e olio di iperico, quest’ultimo ritenuto importantissimo nella cura contro la vitiligine. 1 6

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Gli integratori vengono inoltre utilizzati come coadiuvanti nelle terapie sia farmacologiche che cosmetologiche. Si preferiscono integratori a base di papaia, estratto di ginkgo bilboa, erba di san Giovanni (iperico) e pepe rosa. L’utilizzo di una protezione solare (SPF MAGGIORE DI 30) è di fondamentale importanza in caso di vitiligine, perché l’esposizione solare eccessiva può essere dannosa e può contribuire ad accentuare le macchie bianche rendendole più visibili e prominenti, inoltre le parti bianche esposte al sole sono soggette a ustioni e scottature da sole, quindi è importante utilizzare la protezione solare tutto l’anno. Anche le diete aiutano a combattere la vitiligine, le più diffuse sono: le diete del gruppo sanguigno, la dieta vegana con il 50% degli alimenti crudi, e la dieta paleo. Ognuna di queste ha caratteristiche specifiche ma alcuni principi alimentari sono comuni in tutte le diete per la vitiligine. In particolare i cibi da evitare sono: dolci, latte e latticini, cereali con glutine (pane, pasta, pizza), ridurre alimenti fritti, insaccati, condimenti pronti e conservati. Tra i cibi consigliati invece: spinaci, broccoli, cavoli, carote, zucche, radicchio, cicoria e lattuga, peperoni, pomodori e frutta come mango, pesche, melone e arance. Esiste infine anche un make up creato apposta per camuffare le chiazze bianche e uniformare il colorito della pelle tanto da rendere invisibile questa e anche altre patologie cutanee. In farmacia è possibile effettuare prove make up camouflage per trovare la soluzione personalizzata. In foto: Winnie Harlow, prima top model con la vitiligine


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SALUTE

STOP AL MAL DI SCHIENA CONOSCERLO, PREVENIRLO E CURARLO Dott. Antonio Balestrieri – La schiena è la colonna portante del nostro corpo e quando insorgono problemi non sempre siamo pronti e preparati ai possibili rimedi. Le principali cause del mal di schiena sono da ricercare a livello locale sotto forma di modifiche delle normali strutture del rachide, delle vertebre o dei dischi, dell’asse in toto, ma anche a livello periferico quindi del bacino o degli arti inferiori compresi i piedi. La colonna vertebrale è composta da 33/34 vertebre e 4 curve fisiologiche definite come lordosi cervicale (7 vertebre del collo), cifosi dorsale (12 vertebre del torace), lordosi lombare (5 vertebre lombari), cifosi sacrococcigea (5 vertebre del sacro e 4-5 del coccige). Ogni vertebra è costituita da un corpo pressoché cilindrico chiamato soma e dalle creste chiamate apofisi spinose che fungono da canale per il midollo osseo e da articolazioni vertebrali; i corpi delle vertebre sono intervallati dai dischi intervertebrali che svolgono la funzione di ammortizzazione e articolarità tra le vertebre. Ogni disco è costituito da fibrocartilagine con al centro un nucleo polposo, una variazione della struttura o della sede di questo può portare ad ernie. Ora che conosciamo come è fatto il rachide possiamo intuire come un’alterazione di una o più di queste strutture può provocare un fastidio, un dolore fino ad arrivare ad una patologia invalidante. 1 8

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Dal punto di vista periferico, un appoggio podalico scorretto (piedi piatti, cavi, pronati o supinati) produce una risposta negativa che interessa gambe, bacino e soprattutto schiena. La dismetria degli arti inferiori conferisce un asse obliquo al piano sagittale del corpo mentre una rotazione o inclinazione del bacino può accentuare le curve naturali (iper-lordosi e iper-cifosi, ipo-l. e ipo-c.) e può provocare scoliosi. Anche le articolazioni della caviglia, del ginocchio e dell’anca hanno un ruolo importante sul mal di schiena quando non svolgono la loro funzione di ammortizzazione e deambulazione in maniera ottimale. Tali atteggiamenti articolari e patologie varie, modificano il normale e positivo schema motorio fisiologico creando scompensi posturali più o meno gravi ai quali il nostro corpo deve adattarsi, rispondendo con adattamenti che si traducono in fastidi, dolori e patologie. La prevenzione del mal di schiena consiste nell’appurare l’attuale condizione strutturale e funzionale delle cause scatenanti sopra citate e valutare, con l’aiuto di professionisti, quali sono gli elementi a rischio o già degenerati. Sia la prevenzione che la cura va fatta con l’ausilio di ortesi (plantari, ginocchiere e busti) predisposte o su misura reperibili nelle ortopedie e sanitarie locali, associando la giusta terapia fisica e medica, per il mantenimento o la correzione delle alterazioni corporee che causano il mal di schiena.


SALUTE

“PRONTO DOTTORE, HO LA FEBBRE!” I TRUCCHI PER MISURARLA BENE Per comprendere quale possa essere l’origine della febbre il dottore chiederà anche come è stata misurata. Misurare la temperatura corporea infatti è un’operazione non banale e che nel tempo ha subito importanti innovazioni. Non utilizziamo più il termometro di una volta e sarà bene conoscere i nuovi sistemi per essere certi di ottenere una misurazione corretta. Il caro e vecchio termometro si è scontrato con una problematica ecologica, che coinvolge un metallo, il mercurio. Il meccanismo fisico attraverso cui si giunge alla misurazione della temperatura era infatti quello della dilatazione termica dei metalli. Vi ricordate quando si parlò di pesce al “mercurio”? Tutti buttavano il termometro nella spazzatura, ci finiva anche il mercurio, e questo andava ad incrementare proprio l’inquinamento causato dal metallo. Si è deciso così di proibire l’utilizzo del mercurio, sostituito da una lega metallica alternativa dalle proprietà differenti. Il Galinstan è una lega di gallio, indio e stagno, e se risponde all’aumento della temperatura, così come il mercurio, non risponde allo stesso modo quando si raffredda. Dopo aver misurato la temperatura, non soltanto dobbiamo ricordarci di scuoterlo, come facevamo una volta per abbassare la colonnina, ma sarebbe meglio farlo subito quando è ancora caldo, perché altrimenti può presentare maggiori difficoltà a tornare al suo stato originario. In alcuni casi basta immergere il termometro in una tazza tiepida d’acqua o lasciare che scorra su di esso l’acqua calda del rubinetto. Quando si misura la temperatura è importante inoltre il fattore “tempo”. È necessario avere un po’ di pazienza. Cinque minuti sono sufficienti per essere certi di non sbagliare. La temperatura corporea è fisiologicamente variabile anche in funzione del momento della giornata in cui la misuriamo. 2 0

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Gli orari migliori e più affidabili sono quelli del mattino appena svegli e del tardo pomeriggio. La temperatura corporea varia in relazione all’assunzione di cibi od anche di liquidi, e dunque sarebbe meglio aspettare mezz’ora dopo aver bevuto bevande o dopo aver mangiato prima di misurarla. Una domanda importante da farsi è anche quella sul “dove” abbiamo misurato la temperatura, perché la temperatura interna è sempre di mezzo grado superiore a quella esterna. L’esempio classico è quello di quando misuriamo la temperatura ai neonati, operazione che spesso facciamo per via rettale, ma questo vale anche se si misura la temperatura per via sublinguale, o ponendo il termometro tra le gengive e la guancia, e bisogna ricordarsi in tutti questi casi di togliere mezzo grado alla misurazione ottenuta. Quando invece misuriamo la temperatura per via ascellare ricordiamoci che la misurazione avviene per un contatto diretto del bulbo del termometro con la pelle. Attenzione a non mettere tutto il termometro sotto l’ascella perché si allontanerà proprio il bulbo del termometro dal cavo ascellare. È importante poi che la pelle sia asciutta altrimenti il passaggio del calore risulta condizionato e modificato proprio dalla presenza del sudore. Aggiungiamo un’ultima precauzione: quando sono i bambini a misurare la temperatura non lasciateli mai soli col termometro. Potrebbero imparare ad aumentare la temperatura strofinando il termometro contro la pelle conquistandosi tanti giorni di vacanza! Si può infine scegliere tra una serie di misuratori elettronici di ultima generazione: digitali e a raggi infrarossi (auricolare e frontale).


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SALUTE

DIARREA NEL

BAMBINO COME AFFRONTARE IL PROBLEMA?

La diarrea rientra tra i disturbi più fastidiosi che possono colpire un bimbo. È infatti quello che più di tutti gli impedisce di poter svolgere normalmente le sue attività. È importante sapere che questo fastidio rappresenta anche una probabile strada che porta alla guarigione.

L’utilizzo dei fermenti lattici è anch’esso importante per poter ricostituire la fisiologica flora batterica intestinale. I fermenti lattici non sono una cura, e non lo è nemmeno la reidratazione, ma rappresentano supporti importanti per consentire all’organismo di potersi difendere e guarire.

Il dato positivo della diarrea è infatti quello della liberazione dell’organismo dalle tossine e dagli alimenti che possono essere stati causa della sua insorgenza.

Non preoccupatevi infine se il bimbo ha disappetenza. Il digiuno di quattro ore è utilissimo per consentire all’intestino di rimettersi a posto.

Purtroppo però, specie se il fenomeno si prolunga, cominciano a farsi più probabili alcuni effetti collaterali, il primo dei quali è quello della disidratazione.

Per la ripresa dell’alimentazione è consigliato il riso, che ha un duplice beneficio: essere altamente calorico ed assorbire e portare via le tossine residue ancora presenti nell’intestino.

I troppi liquidi che l’organismo elimina attraverso la diarrea provocano una spossatezza importante ed una facilmente riscontrabile secchezza delle mucose.

Non temete che il digiuno possa provocare acetone, perché le soluzioni reidratanti contengono anche gli zuccheri necessari per scongiurare questo problema. Se dopo due giorni non riscontrate un miglioramento è necessario interrogarsi su altre possibili origini quindi sul bisogno di attuare una disinfezione intestinale, ma a questo punto deve essere il medico a prescriverla.

Nei casi in cui non si riesce a fronteggiare il problema a domicilio non è infrequente il dover ricorrere al ricovero ospedaliero per eseguire una terapia reidratante in infusione. Somministrare però a domicilio soluzioni reidratanti fortunatamente è possibile e sufficiente a scongiurare questo rischio. Bisogna farlo però con accortezza somministrando le soluzioni con un cucchiaino da caffè, ed è necessario somministrare minime quantità. L’intestino va ‘ingannato’ in modo che non si accorga dell’arrivo dei liquidi per non attivare la fisiologica peristalsi intestinale, che già di suo è particolarmente accesa a causa del fenomeno infiammatorio in atto. In altre parole: se si beve un bicchiere d’acqua tutto d’un sorso potete stare certi che dopo pochissimi minuti ci si ritrova a depositarlo tutto in bagno sotto forma di diarrea. 2 4

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Altri trattamenti sono possibili in funzione della intensità e del fastidio arrecato dalla diarrea ma sarebbe bene che la loro assunzione avvenisse in accordo col parere del dottore. Anche in questo caso il farmacista deve spiegare ed indirizzare a rimedi semplici, ed a portata di mano senza inutili acquisti o dispendi. Se volete poi premiare il vostro piccolo, evitate panini o patatine fritte. Festeggiate la sua guarigione con un buon gelato, e se possibile non al cioccolato o alla nocciola ma fiordilatte e banana.


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SALUTE

ORTODONZIA D’AVANGUARDIA

La tecnica Damon tra innovazione e ricerca Dott. Demetrio Plutino Direttore sanitario - Spec. Ortodonzia

Gli attacchi utilizzati sono capaci quindi di legare e trattenere autonomamente l’arco ortodontico senza legature di alcun tipo essendo così liberi di scorrere in modo da rendere le forze applicate molto più leggere.

L’ortodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa di correggere difetti di occlusione ed allineamento dentale. Prima di iniziare il trattamento è molto importante effettuare una diagnosi corretta mediante impronte, foto, ortopantomografia (panoramica), teleradiografia. Il tutto si riassume nello studio del caso ortodontico, che ci da delle indicazioni sul tipo di percorso da intraprendere. Nel nostro caso parleremo dell’apparecchio fisso e precisamente della tecnica Damon. Gli attacchi (detti anche bracket) tradizionali per tenere il filo in sede richiedono legature elastiche o metalliche che creano frizione e pressione rendendo il trattamento più lento e più doloroso e dissipando la maggior parte delle forze applicate che, quindi, risultano essere piuttosto pesanti. Il Damon System invece è una metodica ortodontica innovativa che sfrutta la tecnologia degli attacchi self-ligating passivi, ideati dal dottor Dweit Damon, associati a fili ad alta tecnologia per risolvere le problematiche ortodontiche in un tempo di trattamento molto rapido con maggior comfort per il paziente. 2 6

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Di questo tipo di tecnica esiste anche la linea Damon Clear per i pazienti più esigenti. Il risultato è un dispositivo completamente trasparente che supera le attese in termini di bellezza e funzionalità.


L’INTERVISTA

L’ORO DI GERARDO SACCO L’ARTISTA RIMASTO BAMBINO di Pasquale Romano - Un successo lungo tutta la vita. Gerardo Sacco non ha inseguito la propria passione ma ne è stato investito. Più di mezzo secolo di carriera per il maestro orafo calabrese, partito da Crotone e diventato nel corso degli anni un artista apprezzato in tutto il mondo. Non è casualità, come spesso sottolineato con eccessiva modestia dallo stesso Sacco, ma amore allo stato puro, tramutato nella creazione dei suoi gioielli.

“Sono passato dallo spazzare capelli la domenica presso mio zio barbiere a fondere il metallo in un’oreficeria a dare un’anima ai materiali. Mi chiedo spesso come sarebbe stata la mia vita senza quell’orafo cliente di mio zio”. La vita non è stata particolarmente tenera con Sacco, senza padre dalla nascita e cresciuto tra infinite difficoltà, con il rischio concreto di prendere strade pericolose. “Ho diversi amici in carcere, sarei potuto essere uno di loro. A 10 anni, non mi vergogno a dirlo, mi sono ritirato da scuola. Nel tempo sono riuscito a colmare la mancanza di studi iniziali. Per creare i miei gioielli ho studiato l’antropologia, la mitologia, l’architettura, l’archeologia”. L’amore per l’arte orafa ha avuto un solo ‘concorrente’, la moglie 2 8

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Anna. Una storia semplice e pura, che sembra d’altri tempi. “È sempre stata la mia guida, l’ispirazione per le mie creazioni, compagna di vita e di passione. Purtroppo da 20 anni non c’è più ma continua ad accompagnarmi da lassù”. Proprio ad Anna torna il pensiero quando Gerardo Sacco deve ‘spiegare’ il segreto di un successo strepitoso, che ha varcato i confini nazionali: “Lei diceva sempre che la mia forza è l’essere rimasto bambino, con quell’innocenza ed onestà. Credo sia questa la ragione principale dietro alle tante soddisfazioni avute in più di mezzo secolo di carriera”. Una storia infinita, raccontata nel libro scritto da Francesco Kostner “Sono nessuno! Il mio lungo viaggio tra arte e vita”. Il maestro orafo ha raccontato il percorso personale e poi artistico che lo ha portato, in oltre cinquant’anni di attività, da Crotone alle passerelle di tutto il mondo. Un percorso durante il quale non ha mai dimenticato le sue origini e la terra che lo ha visto nascere. Lunghissima la lista di celebrità innamoratesi delle creazioni di Sacco, il regista Franzo Zeffirelli e la diva Liz Taylor, quest’ultima particolarmente appassionata di gioielli tanto da possederne una


vasta collezione. “Qualcuno sostiene che io abbia le pietre più preziose della terra, ma i manufatti più belli certamente sono questi”, rivelò la Taylor dopo l’incontro con Gerardo Sacco. Sembra uno scherzo ma non lo è, il maestro orafo non si è mai riconosciuto nella definizione ‘artista’, preferendone la versione più umile, ovvero artigiano. “Cosa serve per avere successo? Il contrario di quello che ho fatto io (ride, ndr). Sono un pessimo imprenditore, riesco solo a pensare e creare i manufatti”. Alle nuove generazioni Sacco quasi chiede scusa (‘non gli stiamo lasciando un bel mondo. Mi auguro che le cose possano cambiare’) e dall’alto della lunga esperienza, dai successi ottenuti in quasi 60 anni di carriera, consiglia: “Non bisogna sentirsi mai arrivati. Serve pazienza, avere il mio stesso amore, avere il tempo della ricerca. Bisogna aspettare”. Così, partendo dalla bottega di un barbiere, Gerardo Sacco è diventato ‘nessuno’…

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ALIMENTAZIONE

LA BELLEZZA VIEN MANGIANDO: GLI 8 FRUTTI DELLA SALUTE

Dott.ssa Maria Celeste Paviglianiti – Seguire una dieta sana ed equilibrata dovrebbe essere un proposito da sposare 12 mesi all’anno. In primavera ed estate però è più semplice anche grazie all’abbondanza di frutta e verdura che colorano le nostre tavole. Recentemente, anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha sottolineato l’importanza del binomio alimentazione-buona salute. La frutta è bella, buona e fa anche bene. Infatti oltre ad essere un alimento completo per il nostro corpo, possiede importantissime capacità terapeutiche. Antiossidante e praticamente priva di grassi, per il suo considerevole apporto di vitamine, sali minerali e acqua, la frutta è indispensabile a tutte le età e in qualsiasi momento dell’anno. Ogni frutto poi ha proprietà specifiche che aiutano il nostro organismo. Avreste mai detto, ad esempio, che le pesche stimolano il metabolismo, che l’anguria è un ottimo alleato contro la cellulite e che le fragole prevengono le rughe? Ecco allora gli 8 frutti della salute che abbiamo selezionato per voi: FRAGOLE: sono ricche di vitamina C che, oltre a favorire l’assorbimento del ferro, facilita la produzione di collagene, una proteina che previene le rughe e rafforza i capillari riducendo ritenzione idrica e cellulite. L’acido folico che contengono aiuta la memoria mentre lo xilitolo contrasta la formazione della placca dentale. Inoltre, favoriscono la digestione. CILIEGIE: depurative, diuretiche e lassative sono ricche di flavonoidi che combattono i radicali liberi, favorendo il mantenimento dell’elasticità della pelle e prevenendone l’invecchiamento. Le ciliegie sono in grado di regolare la glicemia aumentando la produzione di insulina e favoriscono anche il sonno, promuovendo la produzione di melatonina. ANGURIA: composta per il 90% da acqua, l’anguria disseta e disintossica ed è molto utile per contrastare, soprattutto nei periodi caldi, il senso di spossatezza. Efficace diuretico grazie alla presenza di potassio, è un ottimo aiuto per combattere la riten3 0

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zione idrica e la cellulite e per regolare la pressione del sangue. L’assunzione dell’anguria è consigliata nelle diete perché oltre a dare un forte senso di sazietà, permette l’assunzione di zuccheri semplici facilmente smaltibili dall’organismo. PESCHE: ricche di acqua e fibre, poco caloriche e prive di grassi, le pesche sono frutti indicati nelle diete ipocaloriche anche per la capacità di saziare. Utili per stimolare il metabolismo, posseggono proprietà antiossidanti, blandamente lassative grazie alla pectina, ma soprattutto diuretiche. Mangiare una pesca al giorno significa fornire all’organismo circa il 15 % del fabbisogno giornaliero di vitamina C e di betacarotene, indispensabili per la fortificazione delle ossa. ALBICOCCHE: ricche di vitamina A e di vitamina C sono particolarmente indicate per chi ha problemi di anemia o per chi accusa stati di spossatezza. Il betacarotene contenuto nella polpa, stimola la produzione di vitamina A, utile per la salute dei nostri occhi e parte attiva nella produzione di melanina, sostanza che protegge la nostra pelle (soprattutto con l’esposizione al sole). MIRTILLI: utili per gli occhi, sono ricchi di fibre, vitamine ed antiossidanti che ci proteggono dai radicali liberi e proteggono la pelle dai raggi UV. I mirtilli neri sono molto indicati per la regolazione delle funzioni epatiche e consigliati per chi soffre di disturbi alla circolazione. LAMPONI: noti per le loro proprietà anti infiammatorie riguardanti l’apparato respiratorio, i lamponi hanno anche proprietà diuretiche, depurative e rinfrescanti. Contribuiscono al rafforzamento del sistema immunitario e risultano essere anche un alimento energetico oltre che diuretico. FICHI: composti principalmente da acqua e zuccheri, i fichi sono utili per le ossa e lo stomaco perché sono ricchi di calcio, potassio, magnesio e ferro. Hanno proprietà lassative, disinfettanti e antinfiammatorie e sono consigliati per rinforzare denti e ossa ma anche per mantenere in salute la pelle e la vista.


ALIMENTAZIONE

Le ricette di Antonio Battaglia - Executive Chef-

Ricette tipiche del nostro territorio create da mani esperte che conoscono a fondo la nostra terra. Pietanze che danno il benvenuto alla primavera esaltando i suoi profumi ed i suoi sapori. Vogliamo accogliere la nuova stagione nella Vostra cucina con due ricette che contengono i gusti della Calabria. Due pietanze primaverili in grado di risvegliare i sensi grazie ai loro colori vivaci, ai profumi freschi ed all’ottimo gusto di verdura e prodotti di stagione, come asparagi, spinaci, patate aspromontane, capicollo e caciocavallo di Ciminà affumicato. Vi presentiamo quindi due piatti primaverili semplici nella preparazione. Entrambi proposti dal noto chef reggino Antonio Battaglia, la cui cucina si distingue da oltre dieci anni perché esalta e valorizza i nostri prodotti e coniuga al meglio le eccellenze calabresi. RISOTTO AGLI ASPARAGI CARAMELLATI CON SCORFANO, CAPICOLLO AZZE ANCA E SALSA DI FRAGOLE AL PEPE ROSA

Ingredienti per 4 persone » 280 g di riso carnaroli » fumetto di scorfano » 8 asparagi » 160 g di scorfano a cubetti » 2 cucchiaini di zucchero di canna » 80 g di burro » 80 g di grana padano » 12 fettine di capicollo » 4 fragole » pepe rosa » il succo di 1/2 limone » 1 spicchio d’aglio » sale e olio evo q.b. 3 2

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DENTICE IN CROSTA DI LIVUZZA PIANOTA, CON BACCHE DI GOJI ITALIANO E SPUMA DI SPINACI RIPASSATI, SU VELLUTATA DI PATATE ASPROMONTANE AL CACIOCAVALLO DI CIMINÀ

Ingredienti per 4 persone » 4 filetti di dentice (2 dentici da 600g cad.) » 2 patate di media grandezza » 100 g di caciocavallo di Ciminà affumicato » 100g di bacche di Goji » 100 g di olive nere pianote » 100 g crostini di pane o fette biscottate » 200 g di spinaci freschi » 120 ml di panna fresca » 1 spicchio d’aglio » sale e olo evo q.b.


BENESSERE

DONNE IN GRAVIDANZA

Come mantenersi in forma tra relax, lunghe passeggiate ed attività fisica Prendersi cura di sé, in gravidanza, non è semplice. Le preoccupazioni sono esclusivamente rivolte al proprio bambino e trovare il tempo da dedicare a se stesse, al proprio corpo e al proprio benessere diventa un’impresa ardua.

Qualche consiglio: indossa scarpe adeguate, possibilmente da running, se te la senti, cammina tutti i giorni, porta con te una bottiglietta d’acqua, cammina su terreni in terra battuta, per un buon allenamento è necessario camminare almeno 30’.

In realtà, dedicare qualche minuto della propria giornata a se stesse e quindi concedersi qualche piccolo momento di relax, significa volersi bene ma soprattutto voler bene al proprio bimbo. Non è una forma di egoismo. Avere cura di sé significa avere cura anche degli altri.

Se 30’ di passeggiata non soddisfano la tua voglia di mantenerti in forma, esistono alcune tecniche corporee, discipline ideali per le donne in gravidanza. A partire dal quarto mese è possibile praticare lo stretching, una ginnastica dolce studiata per favorire l’allungamento ed il rilassamento dei muscoli di tutto il corpo, lo yoga prenatale, la disciplina indiana che permette di stabilire un contatto profondo con se stesse attraverso il movimento e la respirazione, l’acquagym, il movimento in acqua che migliora il ritorno venoso, il tono cardiovascolare e la capacità respiratoria, riduce l’edema degli arti inferiori e allevia il dolore alle articolazioni ed infine il pilates, il metodo che concentra tutti gli esercizi sul baricentro della donna. I movimenti del pilates sciolgono i muscoli del dorso, rafforzano quelli del perineo e aiutano a respirare in modo corretto.

Ma qual è il momento migliore per concedersi un po’ di relax? E quali attività è possibile praticare in gravidanza? Consigliamo di evitare la sera, al termine della giornata si è stanchi e si ha solo voglia di dormire. L’ideale è svolgere gli esercizi al mattino, prima di cominciare la giornata. Una piccola pausa di 15’ proprio all’inizio della giornata permette di cominciare bene, con quella calma e serenità, che danno il giusto sprint per arrivare fino a sera. Il posto più adatto per rilassarsi? Una stanza isolata in cui nessuno può disturbarti. Concentrati sul respiro, chiudi gli occhi e inspira profondamente. Basta un buon esercizio di meditazione per prendersi cura di sé ed iniziare la giornata nel migliore dei modi regalandosi tanta energia. Al relax mattutino alterna lunghe passeggiate. Camminare, si sa, fa bene ed è la forma di movimento più comune ed economica. Basta un buon paio di scarpe ed il ‘gioco’ è fatto. 3 4

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Che siano 15’ di relax, lunghe passeggiate o una lezione di pilates, l’esercizio fisico ed il prendersi cura del proprio corpo risultano fondamentali per acquisire la consapevolezza della propria forza e della propria bellezza. L’esercizio fisico attenua le tensioni corporee e fa riemergere la forza di cui si ha bisogno per vivere il parto e la maternità come esperienze di crescita ed appagamento.


BENESSERE

Emotività e razionalità nel bambino Come favorire lo sviluppo armonico promuovendo l’integrazione delle diverse parti del cervello Ogni giorno ci troviamo ad affrontare le crisi di collera o i capricci dei nostri figli e a volte ci chiediamo in che cosa stiamo sbagliando, sperimentiamo un senso d’impotenza, e ci mettiamo a confronto con un genitore “ideale” e “perfetto” che riesce a fare sempre la cosa giusta al momento giusto. È facile pensare che questi momenti siano differenti da quelli affettuosi ma in realtà, secondo lo psichiatra Daniel Siegel, considerarli come un’opportunità o addirittura una risorsa permette quel cambio di prospettiva che può da un lato, farci sentire meno impotenti, dall’altro può aiutarci a trasformare questi momenti di “sopravvivenza” in esperienze utili per aiutare i nostri figli a “fiorire”. Siegel esplora il ruolo delle esperienze interpersonali nel plasmare i circuiti celebrali e sostiene che favorire l’integrazione tra le diverse parti del cervello significa promuovere uno stato di benessere e di salute mentale che consiste in un equilibrio tra una condizione di assenza di controllo in cui domina il caos e una condizione opposta di eccessiva rigidità che significa imporre il controllo su tutto ciò che ci circonda. Usando la metafora del fiume, Siegel afferma: “Quanto più riusciamo a evitare di avvicinarci a queste due sponde tanto più a lungo potremo goderci il fiume del benessere”. Così come il corpo ha organi diversi, ognuno dei quali svolge una funzione differente e affinché sia in buona salute tutti si devono coordinare per lavorare insieme e formare un tutto unico, allo stesso modo, per promuovere la salute mentale è importante che le diverse parti del cervello lavorino in sinergia tra di loro. L’integrazione orizzontale, quella che permette di riunire l’emisfero destro con quello sinistro consente ai nostri bambini di dare importanza sia alla logica che alle emozioni. Se l’emisfero destro prendesse il controllo ignorando l’emisfero sinistro saremmo sopraffatti da sensazioni corporee ed emozioni, al contrario usando solo la logica ignorando gli aspetti emotivi ci ritroveremmo a vivere in un deserto emotivo. Se ad esempio un bambino litiga con il suo migliore amico e assume un atteggiamento di distacco cercando di ignorare le 3 6

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proprie emozioni e asserisce che non gli importa più di quel rapporto, stiamo osservando ad un rifugio nell’emisfero sinistro per nascondersi da ogni emozione dolorosa, la negazione di una parte importante di sé che avrebbe bisogno di essere accolta. Raccontare più volte un’esperienza traumatica, può essere utile per aiutare l’integrazione dei due emisferi e permettere al bambino di padroneggiare e comprendere gli aspetti emotivi. Quando invece è l’ondata emotiva a prendere il sopravvento ci ritroviamo ad osservare bambini che si arrabbiano per cose apparentemente futili. In questi casi, entrare in sintonia con l’emisfero destro, significa prima di tutto stabilire un contatto a livello emotivo in modo da aiutare i bambini a “sentirsi sentiti” e solo in un secondo momento, quando il cervello del bambino è in equilibrio, si può cominciare a fare appello all’emisfero sinistro dando una spiegazione razionale dell’accaduto. L’integrazione verticale permette di costruire quella che Siegel definisce “la scala della mente”, ossia la possibilità di realizzare una comunicazione tra le aree superiori del cervello e le aree che si trovano più in basso. La parte inferiore del cervello è quella più primitiva e istintiva responsabile degli impulsi innati e delle emozioni intense come rabbia e paura. La parte superiore più sofisticata è la parte deputata alla pianificazione, sede di funzioni relativamente più complicate come percezione, ragionamento, pensiero riflessivo e compie il suo pieno sviluppo intorno ai 25 anni. Siegel nei suoi libri propone tecniche utili per favorire una migliore consapevolezza di sé e una maggiore capacità di controllo. Grazie al progresso delle neuroscienze oggi, sia genitori che insegnanti, possono utilizzare tali strategie per addentrarsi nel faticoso e meraviglioso mondo dell’educazione dei bambini, tenendo sempre a mente che per favorire la loro integrazione è utile prima di tutto migliorare la nostra integrazione per sviluppare quella ricettività e apertura che consente di partecipare in modo sano ad una relazione e al mondo. Dott.ssa Mattia Maddalena Errigo Psicologa e Psicoterapeuta - Specialista Mente&Relazioni


WIG HOUSE

LA CASA DELLA PARRUCCA

visita il nuovo sito: www.wighouse.it Pubbliredazionale - Wig House è il centro parrucche di Reggio Calabria, nato con lo scopo di fornire una soluzione ai problemi estetici e psicologici, causati dalla perdita dei capelli. Nel nostro punto vendita potrete provare senza impegno, in un ambiente confortevole e riservato, il vasto assortimento di modelli, seguiti e consigliati nell’acquisto da un personale preparato e completamente disponibile. Le nostre parrucche, in capelli naturali e sintetici, vengono realizzate con le più avanzate tecniche di lavorazione garantendo, oltre ad una perfetta traspirazione, anche risultati estetici eccellenti. Tutti i nostri articoli sono realizzati con materiali anallergici certificati, conformi alle normative CE e considerati dispositivi medici. I nostri modelli sono ideati per non irritare la pelle e garantire una sensazione di benessere e comfort. Adatti per affrontare un trattamento chemioterapico o un caso di alopecia di qualsiasi natura.

Da Wig House troverete anche soluzioni alternative e integrative alla parrucca. Abbiamo a disposizioni i migliori turbanti per chemioterapia presenti sul mercato, realizzati con tessuti naturali come il cotone, la seta e la fibra di bambù. I nostri prodotti sono ovviamente perfetti anche per chi vuole semplicemente cambiare look o trovare un’acconciatura particolare per un’occasione. Parrucche, infoltitori graduali, code posticce, toupet, clip extensions. La giusta soluzione per ogni esigenza! Wig House si trova in via Paolo Pellicano, 1 a Reggio Calabria. Venite a trovarci dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19. Il Sabato solo di mattina, su appuntamento. Per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento, non esitate a contattarci allo 0965.28830 o all’indirizzo wighouse@hotmail.it | Visita il sito www.wighouse.it

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BENESSERE

CAPELLI: LE TENDENZE DEL 2018 Tra sperimentazione e tradizione

Quali sono le tendenze, le novità, i colori e i tagli per essere più ‘in’ in questo 2018? Ce ne sarà davvero per tutti i gusti, dai colori accesi a quelli naturali, dai tagli con frangia o senza passando per capelli ricci, mossi e lisci. L’importante sarà scegliere il colore valutando la propria carnagione e il taglio più adatto alla forma del viso, con l’aiuto anche del parrucchiere di fiducia. Sinonimo di personalità, i capelli rappresentano una delle maggiori armi di seduzione per le donne, un universo di possibilità che (se ben valorizzato) difficilmente lascia indifferenti. Per chi ama sfoggiare un taglio di capelli aggiornato e alla moda, intercettare prima del tempo le tendenze più quotate è la prima regola d’oro da seguire. Come consuetudine, negli ultimi anni le sfilate di Milano Moda Donna prima e della Paris Fashion Week poi, hanno rappresentato la vetrina ideale in cui poter curiosare novità e look, scegliendo in base ai propri gusti. Le prossime tendenze per capelli prevedono look che riprendono gli styling visti nelle ultime stagioni, quindi acconciature mosse da onde e raccolti messy, con predominanza di trecce e chignon, ma anche hair look più sperimentali e creativi. Torna la coda alta, oramai utilizzata anche sul red carpet dalle star, mentre per le rock girls c’è lo slicked back, capelli tirati indietro effetto bagnato. Sono tre, in particolare i tagli più di tendenza per questo 2018. Il ‘Bowl cut’ è certamente uno dei tagli più cool: si tratta di un caschetto cortissimo, frastagliato e irregolare, conosciuto anche come “taglio a scodella”. Non facilissimo da portare, questo haircut glam-chic molto sfilato e più pieno nella parte alta, con tanto di ciuffo o frangia geometrica, è indicato soprattutto per le donne che hanno capelli lisci e sottili e un viso dai lineamenti regolari. 3 8

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Torna anche il vintage: capelli medio-lunghi, flat waves, le onde piatte e naturali già di moda nella scorsa stagione, leggermente più pronunciate e definite, che donano un look decisamente sofisticato e glam, ideale sia di sera che di giorno, da sdrammatizzare magari con un outfit più easy-chic e informale. Conferma piena invece per il taglio ‘Ob-swag’, senza dubbio il vincitore della scorsa stagione che sarà uno dei must anche in questo autunno-inverno. Si tratta di un taglio medio-lungo dal piglio rock e di derivazione Seventies. Caratterizzato da una frangia importante ma sfilacciata e dal mood rock. Il risultato è un taglio frastagliato e sbarazzino, volutamente spettinato e selvaggio che dona un look decisamente glam-rock. Impossibile parlare di capelli, novità e tendenze, senza pensare al colore. Quali, da questo punto di vista, gli ultimi trend da seguire? Una delle proposte da utilizzare è il ‘tiger eye’, castano da medio a chiaro con riflessi oro/caramello. Dopo qualche anno di assenza torna invece il ‘butter blonde’, un tono di biondo caldo da chiaro a medio, perfetto per la donna mediterranea.


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TUTTI PAZZI PER IL TENNIS Sport che fa bene al cuore

Sono passati quasi 150 anni, era il 1875, da quando l’inglese Walter Clopton Wingfield stabilì un primo regolamento dando a un gioco (che già allora si praticava uno contro uno, con due racchette una rete a dividere i contendenti) il nome di ‘sphairistike’. L’anno successivo iniziò a diffondersi anche negli Stati Uniti, mentre la regolamentazione definitiva è del 1888 quando si costituì l’associazione tennistica inglese. In Italia il tennis fu introdotto insieme al calcio intorno al 1880, precisamente in Liguria. Nel 1894 fu fondata la Federazione italiana, ma rimase sempre uno sport d’élite almeno fino al dopoguerra. Negli ultimi decenni, invece, il tennis è diventato sport di massa, tra i più popolari dopo ‘l’intoccabile’ calcio. Oltre 1 milione di italiani pratica regolarmente (fonte Istat) il tennis, anche perché si tratta di uno sport senza limiti temporali, adatto dall’infanzia sino alla terza età. I primi colpi con la racchetta si possono dare già a 4-5 anni, non sono rari i casi di persone anziane che ancora si divertono a giocare a tennis. Divertimento e salute. Gli esperti definiscono il tennis uno sport aerobico-anaerobico alternato, in cui si passa spesso (come nel calcio) da una fase di scatto a una in cui l’attività è meno frenetica. Praticare il tennis dà benefici all´apparato cardiovascolare (cuore, polmoni e arterie) su cui incide positivamente durante la fase di aerobiosi, sia sullo sviluppo e sul tono della muscolatura nei periodi di anaerobiosi. 4 0

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Proprio sui benefici vascolari si sono concentrati diversi studi universitari. Una ricerca ha monitorato oltre 80 mila adulti di oltre 30 anni di età valutando il legame tra la pratica di 6 diverse discipline sportive e il rischio di morte. Dalle analisi è emerso che il rischio di morte per malattie cardiovascolari – confrontato con chi non fa sport- è risultato del 56% più basso fra i tennisti, del 41% inferiore fra i nuotatori e del 36% più basso fra i cultori dell’aerobica. Non solo benefici e piaceri ma anche… paure. Che si tratti di campioni affermati come Federer e Nadal o amatori che si dilettano nel fine settimana, l’incubo di ogni appassionato di questo sport è il cosiddetto ‘gomito del tennista’. Si tratta di una forma di tendinite che provoca un caratteristico dolore all’esterno del gomito, spesso causato da uno sforzo eccessivo a carico di muscoli e tendini dell’avambraccio. Se non curato in modo appropriato, può causare perdita di funzionalità e mobilità del braccio costringendo chi ne soffre all’intervento. Piccoli e adulti, in singolare o doppio (anche misto), il piacere di sfidarsi a colpi di racchetta non conosce limiti o ostacoli. Che sia terra battuta o cemento, senza dimenticare l’affascinante erba tradizionale londinese, il tennis è uno sport completo e divertente, senza particolari controindicazioni e dai numerosi benefici fisici e mentali.


Photo Antonello Diano

#InCittà

MArRC,due anni di successi ma ancora non basta

Il direttore Carmelo Malacrino:

“Adesso dobbiamo correre” Un anno ricco, faticoso ed entusiasmante. Si può riassumere così il 2017 per il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Il primo vero anno del Museo che si accinge ai festeggiamenti del 30 aprile 2018 per celebrare il suo secondo anno di nuova vita. “Qui è sempre tutto in crescita ed in continua formazione – spiega il direttore Carmelo Malacrino - Non è mai solo quello che si vede all’esterno. Il Museo opera in tutta una serie di attività interne e per così dire ‘nascoste’ come la sistemazione dei depositi, i restauri e le varie incombenze derivanti da un’amministrazione quotidiana molto impegnativa”. Un bilancio sicuramente positivo con oltre 215.000 visitatori. L’indice di gradimento di turisti e cittadini ripaga le fatiche dello staff del Museo e stimola la squadra a lavorare sempre meglio. “Le grandi mostre realizzate all’interno dei locali del Museo hanno reso in questi mesi sempre più dinamica l’offerta espositiva e la comunità reggina si è riabituata a tornare al Museo anche d’estate con i tanti eventi in terrazza e con le mostre temporanee che offrono la possibilità di far conoscere e valorizzare tanti reperti che non sono ancora stati visti”. Carmelo Malacrino piace. Piace alla città, ai dipendenti, alle istituzioni. Il suo è un modo di fare garbato e professionale, sempre attento ad ogni dinamica interna ed esterna che possa coinvolgere il Museo. “Cerco di svolgere il mio lavoro per come ho studiato e per come so farlo. Cerco di fare tutto quello che secondo me è giusto fare e che immagino si debba fare. Fin dal primo giorno di rinascita del MArRc si è potuta notare la qualità e l’energia della squadra del Museo. Il lavoro di squadra è fondamentale, da solo non farei nulla”. Una sfida abbracciata da tutti i dipendenti interni del Museo ma anche dai tanti collaboratori esterni di cui il direttore Carmelo Malacrino si avvale. “La mia ambizione che mi auguro si possa portare avanti piano piano è quella di fare di questo luogo un polo di formazione e di conoscenza ed in cui poter creare lavoro nel campo dei beni culturali e della valorizzazione”. Un progetto a lungo termine, un traguardo che il direttore Malacrino si pone e che sogna di poter raggiungere ed ottenere nel più breve tempo possibile consapevole che non sarà però un’impresa facile. Per adesso si pensa a come festeggiare i due anni di vita del MArRC. “Il MArRc celebrerà i suoi due anni con una serie di eventi. Non voglio svelare nulla ma l’idea è quella di continuare nell’organiz4 2

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zazione di conferenze, convegni e mostre. Abbiamo una ricca programmazione di mostre già fino al 2019 con grandi temi che riguardano nello specifico la storia della Calabria ma non solo. Come vedo il 2018? Faticoso come il 2017 (ride, ndr). Vivendo qui all’interno del Museo è capitato a volte di non uscire per intere settimane. Il lavoro è duro ma molto gratificante. Quando ho partecipato alla selezione per diventare direttore avevo un’idea molto chiara di cosa dovesse essere il Museo. Non un insieme di sale espositive ma un vero e proprio centro di conoscenza tra ricerca, valorizzazione e conservazione”. L’apertura della biblioteca ne è un chiaro segnale. Si lavorerà anche sui laboratori di restauro per renderli più innovativi mettendoli a disposizione della città e dell’intera regione. “Spero di consolidare ancora maggiormente il legame con il territorio calabrese”. Quale il ricordo più bello di questi 2 anni per il dott. Malacrino? “Senza dubbio il rientro e l’accoglienza da parte del personale a seguito dell’episodio della sospensione. Mi ha commosso tantissimo perché sono stato accolto come un membro della famiglia e non come il direttore. Anche le serate in terrazza e l’inaugurazione delle mostre sono state molto gratificanti”. In pochi sanno che per la realizzazione e l’apertura di una mostra passano anche nove mesi. Il prestito, la progettazione, le assicurazioni, la scelta della grafica, del colore e del carattere. Tutto viene realizzato all’interno del Museo. Carmelo Malacrino, originario di Catanzaro, ha costruito con la città e con i cittadini, un rapporto di fiducia e stima reciproca. Ammette però che la città può e deve offrire di più. “Reggio Calabria possiede luoghi di grande potenzialità ma sui quali bisogna ancora lavorare tanto. La situazione di piazza Garibaldi rappresenta una grave ferita. Per molti quella zona è il biglietto da visita di Reggio Calabria. Non credo che ci siano singole responsabilità ma credo che si debba lavorare insieme per risolvere situazioni simili. È necessario creare un piano strategico di valorizzazione dell’intero territorio. Dobbiamo rendere parlante la città e legare le varie aree archeologiche e culturali che possano lasciare un chiaro messaggio nella mente del visitatore”. ‘Correre’, questa è la parola chiave del 2018 per il dott. Malacrino. “Da una situazione di chiusura adesso dobbiamo arrivare a livello dei grandi musei nazionali. Dobbiamo correre guardandoci intorno ed osservando le altre realtà internazionali per elevare i nostri standard. Mi auguro che in questo 2018 correre sia la parola chiave per tutti. Non possiamo permetterci di restare fermi ad osservare. Adesso bisogna correre…”.


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VIVI BENE - Numero 8 - 2018  

Trimestrale di salute e benessere

VIVI BENE - Numero 8 - 2018  

Trimestrale di salute e benessere

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