Page 1

Articolo sulle caratteristiche naturalistiche e geologiche del Sentiero n°4 “TIRONE ALTO VESUVIO” e lave del 1944 La Riserva Forestale Tirone Alto Vesuvio, istituita con D.M. 29 marzo 1972, è posta a salvaguardia della cinta craterica del Vesuvio ed ha un'estensione di circa 1.000 ettari. La sua gestione dal 9 settembre 2002 è affidata in modo congiunto all'ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali e all'Ente Parco nazionale del Vesuvio. Lo stradello si presenta piuttosto pianeggiante per l'intera durata del percorso e attraversa pinete e leccete. Sui muretti a secco che fiancheggiano il percorso sono presenti tra le altre specie l’ombelico di venere e la borracina. Dopo il Piano delle Ginestre, il sentiero sale debolmente; dopo aver superato una curva a sinistra individuata da grossi blocchi lavici si raggiungono le Baracche Forestali che rappresentano la meta ravvicinata.

Oltrepassata l’ultima baracca si attraversa uno dei tratti più belli e panoramici dell’intero Parco che propone l’alternanza continua di tratti chiusi e ombreggiati nel bosco a tratti aperti e in macchia, entrambi dominati dalla veduta del Vesuvio. La meta intermedia è rappresentata da un affaccio panoramico sulla lava del 1944 colonizzata dal lichene Stereocaulonvesuvianum.


Percorrendo il cammino inverso, nverso, giunti ad un bivio si sale a destra per poter ammirare la colata lavica del 1944.

Lave del 1944 sul sentiero della Riserva Forestale Il 6 gennaio 1944 infatti, un'altra frattura avvenuta sul fianco del conetto, determina ancora una volta un aumento del flusso di lava in uscita. uscita. Ne scaturisce una colata che, dopo aver invaso in meno di un'ora il settore ovest del cratere, si riversa all'esterno spingendosi per oltre 100 metri a valle. La fuoriuscita lavica continua verso l'esterno fino al 26 gennaio, mentre verso l'interno del conetto onetto fino al 23 febbraio, giorno nel quale l'attività effusiva cessa del tutto. Ancora un altro crollo delle pareti del conetto avvenuto il 13 marzo marzo 1994 determina la ripresa dell'attività del vulcano attraverso deboli lanci di scorie, la cui frequenza e copiosità però, aumenta nei tre giorni successivi. Nella notte tra 17 e 18 marzo, con importante crollo di una parte del conetto, cessa nuovamente ogni attività. at L'eruzione vera e propria, comunque, l'ultima avvenuta al Vesuvio fino ad oggi, inizia proprio nel pomeriggio del 18 marzo 1994.. L'attività iniziò anche questa volta con forti colate laviche che giunsero fino a Cercola,, dopo aver invaso e parzialmente parzialme distrutto gli abitati di Massa di Somma e di San Sebastiano,, uno dei paesi più colpiti dall'evento.


Lava del Vesuvio a Massa di Somma. Al centro è riconoscibile la chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo. Il 22 marzo mutò lo stile eruttivo del Vesuvio. Raggiunta la nube eruttiva un'altezza di 5 km, ai lati del cono si verificarono valanghe di detriti caldi e piccoli flussi piroclastici. L'intera giornata fu accompagnata inoltre da un'intensa attività sismica fino al mattino del 23 marzo, giorno in cui l'attività eruttiva si ridusse alla sola emissione di cenere. Il 24 marzo andò scemando l'attività eruttiva con le esplosioni che gradualmente si ridussero fino a scomparire il giorno 29, e con la persistenza delle soli nubi di polvere che fuoriuscivano dal cratere, che nel pomeriggio sparirono del tutto. I paesi più danneggiati dai depositi piroclastici da caduta furono Terzigno, Pompei, Scafati, Angri, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Poggiomarino e Cava; mentre gli abitanti di San Sebastiano al Vesuvio, Massa di Somma e Cercola, furono costretti all'evacuazione. La città di Napoli, invece, fu favorita dalla direzione dei venti che allontanarono dalla città la nuvola di cenere.

Articolo sullo studio sperimentale svolto in campo sul sentiero n 4 del pnv pdf  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you