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Vivere Insieme

Strumento di comunione della Parrocchia di Guanzate anno XXXIV * n.4 * SETTEMBRE 2013


REDAZIONALE Sfuma l’estate, ma se ne colgono ancora colori e profumi tra le fotografie scattate per fermare il tempo, per trattenere momenti che, comunque, resteranno unici e irripetibili, tasselli di una memoria da condividere perché diventi vita vissuta davvero. Così, anche questo numero si presenta come un album da sfogliare per ripercorrere qualche tappa del cammino compiuto insieme, ad esempio, lungo le strade del nostro paese, in occasione della Festa del Corpus Domini, o per il 25º anniversario di ordinazione sacerdotale di don Mauro. Ci ritroveremo spiritualmente uniti a ricordare le celebrazioni per la festa dell’Assunzione al cielo della Vergine Maria, cui è dedicata la nostra parrocchia. Incontreremo tanti giovani, protagonisti di esperienze forti come quella dell’Oratorio Estivo e della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro. Ci stringeremo ancor più intorno alle famiglie del Cortile, nel loro percorso di solidarietà vissuta, a Laura e Gianbattista, nella loro offerta di sé al Signore e ai fratelli. Ed ecco altre istantanee dalla Terra Santa, Medjugorie, Roma… Tutto questo e non solo, perché le radici di un albero affondano nel terreno di ieri per protendere nuovi rami nel cielo di domani. Al termine di questo viaggio estivo, ci ritroveremo impegnati a preparare e prepararci alla Festa del Santuario, un momento importante per la nostra Comunità che ci accompagnerà verso l’autunno, tra i filari della grande vigna del Signore.

La Redazione

Dalla redazione: Un “grazie!” ad Andrea Fusi per il suo contributo al “Vivere Insieme”

In copertina: Gerusalemme; gruppo in pellegrinaggio in Terra Santa (articolo a pag.16/17)

Orari Sante Messe S. MESSE FERIALI Da lunedì a Sabato: Ore 8,15 a Bulgaro Ore 8,30 a Guanzate Il venerdì ore 20,30 a Guanzate (escluso Agosto)

S. MESSE FESTIVE VESPERTINE del SABATO e vigilie di feste di precetto Ore 17,30 Bulgaro Ore 18,00 Guanzate S. MESSE FESTIVE Ore 8,00 Guanzate Ore 8,00 Bulgaro Ore 9,30 Guanzate Ore 10,30 Bulgaro Ore 11,00 Guanzate Ore 18,00 Guanzate (in santuario da maggio a settembre)

S. CONFESSIONI * Prima e dopo ogni S.Messa su richiesta ** Il sabato pomeriggio ore 15,00- 17,00


la FOTO

Domenica 16 Giugno 2013 Guanzate, Parrocchia S. Maria Assunta Celebrazione del 25° anniversario di Sacerdozio di don Mauro Colombo

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la PAROLA del PARROCO

Ripartiamo con speranza di don Mauro Colombo

Carissimi, scrivo questo articolo da Gerusalemme dove mi trovo, perché sto partecipando ad alcuni giorni di rinnovamento spirituale con sacerdoti da tutto il mondo: siamo in 38 da almeno 11 nazioni diverse. Italiano sono solo io e un mio compagno di ordinazione. Vivendo in questa città nella quale Gesù è morto e risorto, stiamo ritornando all’origine della nostra vocazione, cioè al fatto che la sua chiamata ci chiede di rinnovare un “sì” che parte dalla sua iniziativa. Ricevo ogni sera una testimonianza diversa da un confratello e mi accorgo come la Grazia del Signore lavora nel cuore di ciascuno. Mi ha impressionato la testimonianza di un sacerdote della Colombia che ha raccontato la sua lotta contro coloro che col narcotraffico, rovinano le famiglie e la gioventù di quelle terre. Ha rischiato più volte la vita ma non per questo è una persona triste o paurosa, al contrario, con la forza del Signore va avanti, consapevole che è parte della sua missione questo dono di sé come sacerdote. Ho potuto celebrare la S. Messa la mattina presto dentro il Santo Sepolcro, sulla lastra della tomba di Gesù, lì dove Lui è risorto. Ho pregato per tutta la comunità pastorale invocando due doni, anzi tre: quello dell’amore che nasce dalla fede e diventa pazienza nel costruire anche fra noi la comunità dei discepoli di Gesù. Su questa tomba vuota i primi discepoli hanno composto le loro divisioni e sono partiti all’ avventura del portare il Vangelo nel mondo. E’ ancora così per me e per tutti noi: solo alla luce della fede in Gesù risorto si può ripartire e ricominciare. Non è possibile lavorare insieme su altro fondamento che questo: Gesù Cristo morto e risorto. Il resto va messo da parte e il resto sono gli errori fatti, le antipatie, le chiusure nei piccolo gruppi, il camminare da soli senza il riferimento dei pastori della Chiesa. Da quella tomba vuota tutto riparte! Siamo al termine di un’ estate molto intensa e positiva: l’oratorio feriale è stato molto bello e la linfa che lo ha sostenuto sono stati i 58 animatori che hanno dato il loro tempo e le loro energie per i bambini. Vorrei ringraziare suor Lusy e suor Soccorro che sono state l’anima di questa esperienza: hanno scommesso tutto su questi ragazzi e hanno avuto ragione, perché l’oratorio è dei ragazzi. Gli adulti sono un aiuto preziosissimo ma non devono sostituirsi a loro. Qui, a Gerusalemme, ho ripensato e pregato per questi 58 adolescenti e giovani che sono per la maggioranza i ragazzi e ragazze delle superiori, che durante l’anno seguono i percorsi di catechesi. Cercheremo di lavorare con loro in modo più profondo per il nuovo anno, perché attraverso i percorsi spirituali proposti, possano aprirsi molte porte verso i giovani della nostra comunità. Molto positiva è stata la vacanza a passo Oclini e a Pian dei Resinelli. Grazie di cuore a tutti! L’anno si apre con la festa del santuario dove affidiamo alla Madonna tutte le persone dell’intera comunità pastorale.

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don Mauro in Terra Santa presso il Fiume Giordano

La mamma è sempre segno di unità e di comunione in una famiglia. Anche per noi la Madonna è madre dell’unità. Questo è il grande desiderio che pongo nelle sue mani: che ognuno veda l’altro come lo vede Maria: un figlio amato dal Signore. Che ogni membro della comunità stimi l’altro più di se stesso e lavori sempre per l’unità. Ma per fare questo ha ragione il papa Francesco quando dice che noi cristiani dobbiamo abbandonare l’idolo che ci fa adorare la “DEA LAMENTELA”. Uno sport, dice il papa, che molti di noi praticano ogni giorno. Credo sia giusto apprezzare chi nella comunità non parla mai male degli altri alle loro spalle ma lo fa’ direttamente. E’ giusto dire all’altro anche qualcosa di spiacevole, ma direttamente. Il problema, però, è come lo si dice. Infatti il “come” lo si dice è ben più importante del contenuto. Ecco che qui la Madonna ci aiuta sempre ad avere il suo cuore di madre, nel vivere la vita della comunità dei discepoli. Lei era con la comunità apostolica alla morte e alla risurrezione del suo Figlio, stava nel Cenacolo alla venuta dello Spirito Santo ed era in preghiera. Imploriamo questo stile diretto che nasce non tanto dall’ attitudine di dire ciò che uno pensa, ma di pensare ciò che si dice e porgerlo all’altro con l’amore di Maria. Aiutate anche me a guidare così l’intera comunità. Buon anno pastorale!


la PARROCCHIA

Ripensando al 25° del nostro parroco Sabato 11 Giugno 1988 il nostro parroco, don Mauro Colombo, fu consacrato sacerdote nel duomo di Milano da sua eminenza il card. Carlo Maria Martini, assieme ad altri 46 suoi compagni di Messa. Nel 25° di ordinazione ha giustamente voluto ricordare questa importantissima data al suo paese natale, San Giorgio su Legnano. Per un sacerdote rinnovare la celebrazione del Sacrificio Eucaristico, sulla stessa mensa sulla quale ha celebrato la sua prima S. Messa, penso sia la maggior soddisfazione ed anche un grande momento di riconoscenza a Dio che lo ha scelto quale suo ministro. Il nostro parroco è stato accompa- Sesto Calende: don Mauro presiede la celebrazione eucaristica in occasione del gnato da tre pullman della comuni- suo XXV° tà pastorale S. Benedetto e da tante ministro don Mauro, c’era tantissima gente, ed i nostri gioaltre macchine di parrocchiani che, per motivi di lavoro, vani sono stati in gambissima, congiuntamente alla corale. non sono potuti partire col resto della comunità. Ritengo sia stato il regalo più gradito a don Mauro. La chiesa era gremita: i parenti, i parrocchiani di S. Giorgio Domenica 16 Giugno, prima di celebrare la S. Messa, don e noi, suoi parrocchiani attuali. Mauro si è recato al Santuario e, circondato da confratelli Dopo la S. Messa solenne servita dai chierichetti di Guan- nel sacerdozio e da tanti parrocchiani, in ginocchio davanzate, cantata dalla nostra corale ed allietata dai canti del ti alla nostra cara Madonna di S. Lorenzo, ha rinnovato la coretto S. Gianna Beretta Molla, c’è stato un momento richiesta di protezione sulla sua missione di pastore della conviviale presso il vicino oratorio, dove si sono incontrati i comunità. concittadini del nostro parroco ed i parrocchiani della no- All’uscita dal Santuario, il sig. Giulio Roda gli ha fatto trovastra comunità. re una bella carrozza trainata da un frisone nero, ha invitato Prima dell’11 Giugno e precisamente il 20 Maggio, il no- don Mauro a salire e lo ha accompagnato in parrocchia, stro parroco era stato invitato da don Luigi Ferè, suo ex preceduto dalla banda musicale di Veniano e seguito da prevosto a Sesto Calende (dove è stato viceparroco per 8 tanti fedeli. anni) a presiedere la S. Messa solenne patronale nel giorno All’ingresso della chiesa lo aspettavano i sindaci di Bulgadi S. Bernardino, per ricordare e festeggiare il suo 25° di rograsso e Guanzate per porgergli gli auguri personali e ordinazione. quelli dei concittadini. Hanno concelebrato, oltre al prevosto, altri 11 sacerdoti del E’ seguita la S. Messa giubilare concelebrata da 13 sacerdecanato di Sesto Calende. doti originari di Guanzate ed amici. Hanno solennizzato la Anche in questa celebrazione la parrocchiale era gremita di celebrazione le corali di Bulgarograsso e Guanzate. suoi ex parrocchiani che, alla fine della S. Messa, lo hanno La chiesa era gremita di parenti, di conoscenti di Cabiate ( caldamente e lungamente applaudito. prima esperienza sacerdotale di don Mauro), di conoscenti Il 15 ed il 16 Giugno, dulcis in fundo, lo abbiamo festeggiato di Sesto Calende e di parrocchiani. nella nostra comunità di S. Benedetto. E’ seguita, in casa parrocchiale, la benedizione di una granLa sera del 15 Giugno, sul piazzale antistante la chiesa de tela raffigurante “L’Ultima Cena”: l’originalità della pitparrocchiale di Bulgarograsso, i giovani dell’oratorio S. Ga- tura ad olio è data dai volti degli apostoli con i lineamenti briele ed una rappresentanza dell’oratorio G. Buratti, con il degli ultimi due papi, di due cardinali di Milano e di alcuni supporto della nostra corale, hanno reso onore al loro par- parroci di Guanzate. roco rappresentando la commedia di Garinei e Giovannini A conclusione dei festeggiamenti è seguito un gioviale “Aggiungi un posto a tavola”. pranzo al quale hanno preso parte più di 200 persone e si è Grazie alla generosità ed alla fattiva partecipazione del Pa- aggiunto, per rendere onore al festeggiato, anche il nostro dre Eterno per il bel tempo che ha voluto regalare al suo vicario episcopale, Mons. Franco Agnesi.

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a MARIA....

A Maria, con Maria, per Maria, in Maria... di Pietro Zaffaroni, diacono

MARIA CHE SCIOGLIE I NODI con atteggiamento sereno, è Si tratta di un’antica devozione tutta concentrata sul compito della quale ha parlato anche affidatole di sciogliere tutti i di recente papa Francesco. nodi piccoli e grossi di un nastro Fu l’allora cardinal Bergoglio, bianco aggrovigliato. A sinistra arcivescovo di Buenos Aires, dell’immagine un angelo porge a nel 1980 a portare in Argentina Maria il nastro pieno di nodi e a questa bella devozione, che destra un altro angelo raccoglie ricevette così grande attenzione il nastro bianco, liscio. Nella tanto che si diffuse rapidamente parte inferiore del quadro si in tutta l’America Latina e in distingue l’arcangelo Raffaele altri paesi del mondo. che tiene per mano Tobia. Nella L’origine di questa devozione parte superiore lo Spirito Santo, si fa risalire al 1612, anno di al quale fanno corona gli angeli, matrimonio del nobile Wolfang servitori e strumenti di Dio. con la moglie Sophie che, a seguito poi di una profonda crisi di coppia, stavano per chiedere il divorzio. Il marito, non La Madonna che scioglie i nodi sapendo come comportarsi per LA MADONNA E’ COLEI CHE salvare il matrimonio, pensò PUO’ SCIOGLIERE TUTTI I NODI di chiedere aiuto ad un padre DELLA NOSTRA VITA gesuita, Jakob Rem, a cui fece visita ben 4 volte in - nodi dei litigi familiari, delle incomprensioni 28 giorni, recandosi al suo monastero distante circa e della mancanza di rispetto; 70 km. I sacrifici dei 4 impegnativi viaggi (fare 70 km - nodi del rancore, del risentimento tra i di andata e 70 km di ritorno a quei tempi era una coniugi, della mancanza di pace, serenità e gioia grande avventura) valsero davvero la pena. Inoltre nella famiglia; padre Jakob aveva avuto, grazie alla sua esperienza - nodi dell’angoscia, delle derisioni nelle e fervente devozione mariana, l’illuminazione di famiglie e della disperazione degli sposi che si affidare la situazione difficoltosa della coppia alla separano; Vergine Maria. Pregando in compagnia del gesuita si - nodi del nostro cuore che ci impediscono di notava ogni volta, al rientro a casa, un cambiamento essere liberi e di amare con generosità; della situazione familiare. Il 28 settembre 1615, - nodi che noi stessi ci procuriamo per il ultimo sabato del mese, mentre padre Jakob stava nostro orgoglio, ecc. pregando di fronte all’immagine della Vergine Maria, sollevando il nastro bianco con il quale allora venivano legate simbolicamente le mani NOVENA degli sposi durante la celebrazione del sacramento, Presso il nostro Santuario è possibile trovare libretti tutti i nodi del nastro si sciolsero prodigiosamente. della novena a Maria che scioglie i nodi, novena che Dopo questo fatto, si seppe che la coppia evitò di si può pregare benissimo davanti alla miracolosa divorziare e il matrimonio continuò… immagine della nostra amata Beata Vergine di San Il figlio e il nipote di Wolfang pensarono di donare, Lorenzo, andando in Santuario per nove giorni come ringraziamento, anche un quadro che consecutivi o almeno 4 volte (come 4 sono stati i ricordasse il fatto prodigioso. Il pittore rappresentò viaggi di Wolfang). l’Immacolata vestita di rosso, con un drappo Anche noi, d’ora in poi, non mancheremo di blu sopra le spalle, come mosso dal vento. Sulla sottolineare la data del 28 Settembre in onore della testa la corona di 12 stelle e la luna sotto i piedi Madonna che scioglie i nodi. che schiacciano il serpente. La Madonna, pur La Beata Vergine ci accompagni e ci benedica. 6


per la VITA

LA FAMIGLIA: SOGGETTO SOCIALE E RISORSA PER IL PAESE di Associazione Scienza & Vita - Gruppo locale Bassa Comasca

Il 10° Quaderno di Scienza & Vita contiene gli Atti del Convegno Nazionale di Messina del 28 e 29 ottobre 2011 avente per oggetto la famiglia, quanto mai coinvolta nelle problematiche derivanti dalle gravi emergenze sociali ed economiche dei nostri giorni.

E’ convincimento di molti che la famiglia sia segnata da diversi eventi negativi, quali ad esempio la denatalità, la difficoltà dei giovani a trovare lavoro e casa, le manifestazioni di violenze al suo interno (si pensi all’aumento dei “femminicidi”) . Giornali e televisioni purtroppo non fanno altro che dare in pasto al pubblico queste situazioni negative, mentre al contrario sarebbe doveroso dar conto delle tante realtà familiari (una delle “maggioranze silenziose” ) che sanno proporre uno stile di vita sostenuto dall’amore reciproco, dalla solidarietà generazionale, dall’esigenza di esprimere quotidianamente gesti di sacrificio e di perdono. Fra i molteplici “contribuin merito alla famiglia, al ed alle sue prospettive fufra i più significativi e,

ti” contenuti nel Quaderno suo essere ai nostri giorni ture, ne ricordiamo alcuni soprattutto, propositivi:

Luisa Santolini affronta la tematica della famiglia come “soggetto sociale” e quindi richiama la necessità e l’urgenza di un impegno legislativo per creare occasioni di lavoro per i giovani, per affrontare le emergenze delle donne lavoratrici e per favorire e assecondare la cura degli anziani. Paola Binetti approfondisce invece la tematica della famiglia vista al suo interno, che deve favorire lo sviluppo di legami affettivi e di relazione, capaci di esprimere autentici “valori”; anche Paola Ricci Sindona si sofferma su questo aspetto, evidenziando come l’umanità e la personalità dei piccoli si sviluppano attraverso le relazioni familiari, ossia nel legame uomo-donna, genitori-figli, nonni-genitorifigli.

Fabio Rossi dedica il suo contributo alla figura del bambino, osservandola attraverso lo spaccato significativo tratto dalle rappresentazioni cinematografiche, che da un lato lo rappresentano nel ruolo negativo di vittima delle crisi coniugali e dall’altro nel ruolo positivo di consapevole o inconsapevole risolutore delle crisi stesse.

Non viene dimenticato il ruolo dei nonni, alla trasformazione di questo ruolo parentale, che - dice Lucrezia Piraino - non deve essere espresso solo come base di appoggio per i figli piccoli, ma come ulteriore strumento educativo e fonte di arricchimento di preziose esperienze affettive.

I contributi etico-religiosi del Quaderno vengono offerti dal teologo Vincenzo Majuri e dal Vescovo Domenico Moavero. Il primo affronta la questione dal punto di vista antropologico, evidenziando che la famiglia non è una struttura sociologica casuale frutto di particolari situazioni storiche ed economiche, ma al contrario affonda le sue radice nell’essenza stessa dell’essere umano, creato come uomo e donna, ma destinato attraverso il matrimonio cristiano ad avere parità di diritti e di doveri e ad essere in sostanza “una cosa sola”. Il secondo offre uno scenario interculturale, affermando che è necessario guardare al futuro delle famiglie occidentali, sempre di più chiamate a convivere con nuclei familiari di diversa cultura e religione e sollecita l’attuazione di pratiche di accoglienza e di dialogo ecumenico ed interreligioso. Per chi volesse approfondire gli argomenti trattati, attraverso la lettura integrale dei vari interventi, sono disponibili alcune copie del Quaderno. 7


la PARROCCHIA

* ESTATE

Da in alto a sinistra: Guanzate: 6 luglio 2013 festa di S.Benedetto Abat 15 agosto 2013: i vincitori della gara del salamino 15 agosto 2013: vincita dell’oca...chi ha occupato Don Mauro davanti alla città di Gerusalemme pre Vacanze a Passo Oclini (Bz). Il gruppo alla croce de

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E 201 3 *

te. E’ presente l’Abate di San Paolo fuori le mura in Roma: Padre Edmund Power o il posto sbagliato? esso la chiesa detta “Dominus flevit” el Corvo Nero

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a TU per TU

“Una gioia nuova nel cuore” Intervista a Laura Barlusconi a cura di Sabrina Galli

Il prossimo 6 settembre Laura farà la sua prima professione religiosa nella famiglia delle Suore Marcelline. Pubblichiamo qui alcune domande che le abbiamo rivolto. . Sappiamo che la consacrazione religiosa si innesta sulla consacrazione battesimale. Ti chiediamo allora: quando sei nata, quando sei stata battezzata e quando hai ricevuto la cresima? Sono nata il giorno di sant’Agnese (21 gennaio) 1983 e sono stata battezzata qualche mese dopo, il 3 aprile (era Pasqua!). Ho ricevuto la Cresima alla fine della II media, il 2 giugno 1996. Alle soglie della Professione, è bello fare memoria di queste tappe di grazia, considerando come Dio mi abbia fatto nascere tre volte: alla vita, alla vita cristiana e, ora, alla vita religiosa. . Da bambina, se qualcuno ti chiedeva: “cosa ti piacerebbe fare da grande”, cosa rispondevi? La ballerina, la veterinaria, la maestra. . Quando e come hai capito la tua vocazione? L’ho maturata pian piano durante gli anni dell’università, senza folgorazioni improvvise, ma piuttosto in un graduale intensificarsi della mia relazione con il Signore. Lui sa farsi capire molto bene e la sua presenza insieme dolce e forte, affascinante e delicatissima è diventata di giorno in giorno più importante nel mio quotidiano. Un anno cruciale è stato il 2006, quando ho interiormente detto di sì a Dio e ho cominciato concretamente a mobilitarmi per corrispondergli con la mia vita. . C’è stato un episodio decisivo o significativo per la tua vocazione? E delle persone di riferimento? Un giorno, quando avevo 21 anni, sono andata in gita con i miei amici al Lago d’Orta e qui abbiamo pregato l’Ora Media insieme alle Benedettine dell’Isola di San Giulio. In quell’occasione, guardando alcune giovani monache nel coro, ho per la prima volta intuito che la consacrazione poteva essere la strada sulla quale il Signore mi chiamava a seguirlo. Ricordo che, mentre uscivo dalla cappella, una signora, fissandomi ed esclamando: “Secondo me, stai pensando di fermarti qui anche tu!”, ha dato voce ai miei pensieri. Quella sera sono tornata a casa con una gioia nuova nel cuore, anche se, per qualche tempo, ho accantonato quell’iniziale intuizione vocazionale, che è poi riaffiorata e germogliata negli anni seguenti. E qui si colloca il dono prezioso del mio padre spirituale don Mauro, che il Signore ha voluto mandare nella mia vita proprio al momento giusto e che mi ha sempre accompagnata – e tuttora mi accompagna – nel discernimento e nel cammino spirituale con grande sensibilità, acutezza, sapienza e bontà. Dopo la

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mia entrata in Congregazione, un’altra persona di riferimento è stata la maestra delle novizie suor Rossella, una formatrice saggia e davvero innamorata del Signore, che mi è stata maternamente accanto in questi anni. . Che ruolo hanno avuto scuola-famiglia-oratorio-amici? La mia famiglia ha avuto un ruolo insostituibile: mi ha amata, mi ha educata a compiere scelte libere e responsabili e le ha sempre profondamente rispettate. Nelle scuola media, che ho frequentato presso i Padri Pavoniani, la mia fede è stata sicuramente ben nutrita, mentre nella scuola superiore si è rafforzata nel confronto con chi non la pensava come me: ricordo infatti i dialoghi con alcuni professori e compagni agnostici o non credenti. Infine l’oratorio: da adolescente non l’ho mai frequentato molto, ma è stato proprio in ambito oratoriano che ho conosciuto un gruppetto di carissimi amici, grazie ai quali ho sperimentato la bellezza della fede condivisa e dello stare insieme. Oggi mi rendo conto che, attraverso il dono della loro amicizia autentica e fraterna, il Signore mi ha anche preparata ad affrontare alcuni passaggi e alcune dinamiche che avrei vissuto in seguito entrando in convento. A loro vanno la mia gratitudine e la mia affettuosa preghiera! . Come è stata la tua reazione nel prendere consapevolezza del disegno del Signore su di te? Una reazione di stupore, commozione, gratitudine e gioia: gioia intima nello scoprirmi così tenacemente, inaspettatamente, gratuitamente, concretamente amata dal Signore; gioia di essere tutta per Lui, affidata a Lui, portata sulle sue ali. . Che reazioni hai avuto quando hai comunicato la tua scelta? Mai reazioni di indifferenza. Tra i parenti e gli amici, i credenti, pur mostrandosi talora un po’ sorpresi, sono stati forse facilitati nel comprendere la mia scelta e nel rallegrarsi con me; i non credenti sono apparsi a volte incuriositi, a volte scossi, comunque sempre fortemente interpellati e spinti a interrogarsi sul senso della vita. Sono persuasa che il Signore, quando chiama una persona ad una vita di speciale consacrazione, chiama in realtà anche tutti coloro che le sono legati, muovendoli ad intraprendere, rivedere o approfondire il proprio cammino di ricerca o di fede, incontro a Dio.


. Perché hai scelto le Marcelline tra le tante congregazioni? In cosa consiste il loro carisma? Quello delle Marcelline è un carisma educativo, che mira a formare con l’esempio, più che con l’abbondanza dei precetti, secondo il metodo del “vivere con”, in spirito di famiglia e nello “stile dell’Incarnazione”; si fonda su di una spiritualità cristocentrica, improntata a semplicità e umiltà, che vuole unire la vita interiore e contemplativa di Maria con quella esteriore e attiva di Marta (cfr. Lc 10, 3842) e che trova nell’ordinario assunto con amore la via alla santità. Nel mio incontro con le Marcelline ho sperimentato la verità di questa parola di Gesù: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”. Infatti non conoscevo minimamente questa Congregazione; ero però alla ricerca del posto preparato per me dal Signore e, un giorno, mi è capitato tra le mani l’invito ad una celebrazione in Duomo, dove, tra i vari istituti religiosi citati, comparivano anche le “Suore di Santa Marcellina”. Questo nome mi ha subito affascinata e ho cercato informazioni in internet: sul sito della Congregazione, ho letto alcune parole del fondatore, il beato don Luigi Biraghi, e mi sono trovata in piena consonanza e familiarità con lui: era come se lo conoscessi da sempre! Così mi sono detta: “Devo incontrare queste suore!”. E, una volta che le ho incontrate, mi è stato chiaro che non dovevo cercare oltre: avevo trovato il posto dove il Signore mi voleva. . Com’è vivere in comunità? È come vivere immersi in un miracolo continuo: il miracolo per cui un gruppo di donne così diverse per età, provenienza, cultura, carattere… vivono insieme come sorelle, in famiglia. Noi non ci siamo scelte: è il Signore che ci ha riunite. Il fatto stesso del nostro vivere insieme è un segno luminoso della sua presenza e del suo amore. Guardare a Lui come

nostro centro è -credo- la via per affrontare serenamente le piccole/grandi difficoltà della vita comunitaria. . Hai un messaggio da comunicare agli adolescenti e ai giovani? Sì, il messaggio stesso di Dio, che a ciascuno di loro dice: “Tu sei prezioso ai miei occhi, sei degno di stima e io ti amo” (cfr. Is, 43,4). Dio c’è e ci vuole bene: comunicare questo messaggio, non tanto a parole, quanto piuttosto con tutto il mio essere, è la sostanza della mia consacrazione religiosa. . Ripensando alla tua comunità parrocchiale, cosa auguri a tutti noi? Innanzitutto, ringrazio tantissimo la mia cara comunità parrocchiale per la sua affettuosa vicinanza! Vi auguro di essere per altri giovani, come siete stati per me, luogo dove vivere un’ esperienza viva di Chiesa. . Dopo tutte queste domande, hai tu qualcosa da chiederci? Vi chiedo di pregare per me -perché io sia una marcellina secondo il cuore di Dio- e per le persone che incontrerò. Grazie! Grazie a te, Laura, per la tua disponibilità e condivisione! Ti garantiamo una preghiera e ti rivolgiamo un augurio che esprimiamo con le parole di Giovanni Paolo II in occasione della XI Gmg: “La strada che Gesù ci indica non è comoda; assomiglia piuttosto ad un sentiero che s’inerpica sulle montagne. Non vi perdete d’animo! Quanto più erta è la via tanto più in fretta essa sale verso orizzonti sempre più vasti. Vi guidi Maria Stella dell’evangelizzazione! Come lei, docili alla volontà del Padre, percorrete le tappe della storia da testimoni maturi e convincenti”.

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PRIMO PIANO

Medjugorje: un caso controverso a cura di Carmen Taiana

“Se vuoi sapere chi è Maria, vai dal teologo e ti spiegherà bene chi è Maria, ma se vuoi sapere come si ama Maria, vai dal popolo di Dio che te lo insegnerà meglio”* Medjugorje è un paese della Bosnia Erzegovina che si dipana in una valle pietrosa e selvaggia, circondata dai colli Podbrdo e Krizevac. Dal giugno del 1981, sei ragazzi dicono di vedere la Madonna. La natura delle apparizioni (quotidiane per oltre vent’anni, attualmente meno frequenti) è tuttora controversa. C’è chi crede fermamente negli eventi soprannaturali. Ci sono gli scettici che li considerano fenomeni di suggestione collettiva. E c’è chi parla di miracolo… economico: un business per operatori turistici, albergatori, negozianti.

1- Tu credi che la Vergine Maria appaia a Medjugorje? Prima di visitare questo luogo , se pensavo alla Madonna la immaginavo nel passato, 2000 anni fa, ai tempi della sua vita narrata nel Vangelo. A Medjugorje ho realizzato col cuore, che la Madonna c’è, è presente nel nostro tempo con tutta la sua dolcezza ed il suo amore e questa consapevolezza mi accompagna tuttora. 2- Di solito nei luoghi delle apparizioni si recano le persone di una certa età, o chi ha problemi di salute, chi è alla ricerca di un miracolo, chi cerca una risposta alle sconfitte devastanti della vita. Tu sei una ragazza giovane, in buona salute, un buon impiego, senza problemi evidenti.

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La commissione della Conferenza Episcopale iugoslava nel 1991 ha pronunciato il “non constat de supernaturalitate”: non è stata accertata la soprannaturalità degli eventi. La Chiesa ufficiale, che indaga con rigore e prudenza, non ha espresso finora un pronunciamento definitivo per la complessità del fenomeno, e soprattutto perché le apparizioni sono ancora in corso. Medjugorje è comunque luogo di culto mariano. Ecco la testimonianza di Paola, una ragazza che si è recata in pellegrinaggio ben 4 volte.

Perché sei andata la prima volta a Medjugorje e, soprattutto, perché ci sei tornata ? La prima volta è stata un’esperienza particolare. Ho deciso di aderire alla proposta di un’amica senza sapere nulla di Medjugorje e del fenomeno delle apparizioni e senza aver troppa dimestichezza con alcuni momenti liturgici. Sono partita con un gruppo organizzato, scegliendo il viaggio in pullman di ben 16 ore. Prima di partire temevo di trovare un ambiente sociale chiuso ed ero un po’ spaventata all’idea di dover recitare troppi rosari. Sul pullman ho trovato “la Vita” nella sua interezza: persone di tutte le età e provenienze, coppie anziane, giovani famiglie con bambini, persone sole. Ci sono andata senza una chiara intenzione se non, forse, alla ricerca di un sostegno in un periodo di difficoltà sentimentale.


La preghiera mi ha aiutato a fare chiarezza dentro di me rispetto ai miei desideri e a ciò che è davvero importante nella vita. E’ stata un’esperienza semplice ma intensa. Sono tornata a Medjugorje altre 3 volte perché mi piace ritagliarmi dei momenti di ritiro spirituale e dedicare qualche giorno alla preghiera. Vado anche per pregare per le persone a cui voglio bene e per tutte le persone in difficoltà, che conosco e che non conosco. 3- Quali sono i luoghi di incontro e di preghiera comunitaria ? La cittadina si snoda attorno ad una strada principale che ha il suo centro nella Chiesa di San Giacomo. Qui è stato costruito un altare all’aperto di fronte al quale, a raggiera, sono state posizionate centinaia di panche per i pellegrini che provengono da tutto il mondo. Molti i momenti di preghiera comunitaria: le Messe, i Rosari, le Adorazioni. Numerose le testimonianze di fedeli convertiti. Si prega in latino, in croato, in inglese… tante lingue che creano un’atmosfera di universalità, di comunione. Intorno le colline: il famoso Podbrdo, il luogo delle apparizioni ed il Krizevac, il monte della Via Crucis. Si arriva sulle vette arrampicandosi tra sassi, rocce e sterpi (alcuni fedeli salgono in ginocchio), facendo la Via Crucis, oppure meditando i messaggi della Madonna o brani del Vangelo. 4- Hai assistito a qualche fenomeno inusuale di cui parlano i media (strani effetti luminosi, scie in cielo a forma di croce) o sei stata testimone di episodi particolarmente significativi? Non sono andata alla ricerca di alcun fenomeno particolare. Ho vissuto momenti di fede nella normalità. I pellegrinaggi a Medjugorje mi hanno cambiata, mi hanno migliorata e questo mi sembra molto significativo. Non è un miracolo, ma un cammino di crescita interiore che, diversamente, non avrei potuto intraprendere e non avrei compreso così profondamente.

5- Attorno ai santuari gravitano interessi di tipo mercantile, affaristico che poco hanno a che fare col sacro. Qual è la tua impressione? Se ti riferisci ai negozi di souvenir, alle bancarelle… mi sembra normale che ci siano. Penso sia bello avere la possibilità di portare a casa un ricordo per sé o per i propri cari, per chi crede o per chi non crede. Certo credere è molto più di questo, ed i simboli sono una piccola cosa rispetto alla forza dello Spirito Santo. Però le persone sono diverse e diversi sono i loro bisogni. Lo Spirito parla al cuore di ogni uomo e chissà che non usi proprio quell’ immaginetta, quella statua, quel rosario intagliato nella roccia del Podbrdo per portare un messaggio di speranza e di amore. Per il resto… dove c’è l’uomo c’è tutto il suo mondo: i suoi valori, le sue virtù… i suoi limiti, i suoi difetti, i suoi errori. 6- Qual è stato per te il momento spirituale più forte? Ho un ricordo in particolare. Una salita sul Podbrdo. C’erano moltissimi fedeli che si inerpicavano sulla collina per arrivare fino alla statua bianca della Madonna, situata nel luogo delle prime apparizioni. Nonostante fosse novembre c’era un bel sole e faceva caldo. Affaticata, mi sono fermata per riprendere fiato e mi sono voltata verso il basso. La collina era un brulicare di persone di tutte le età e di tutte le nazionalità che andavano da Lei, la Vergine Maria. Mi sono commossa: tanta gente in cammino verso la stessa meta. Tutti uguali, tutti con desideri e speranze nel cuore, tutti mossi da uno stesso bisogno di amore, tutti attratti dalla stessa forza spirituale. Ogni volta che vado su quella collina e vedo la statua della Madonna, sento la dolcezza infinita del suo amore materno che avvolge, che abbraccia, che rassicura. E’ un viaggio dell’anima. * da un’omelia di papa Francesco

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LENTE d’ INGRANDIMENTO

Il bello del Cortile del Santuario di Marzia ed Emanuele Parravicini

2.Abbiamo trovato molto utile e proficua la collaborazione con Intrecci, la Coop. della Caritas di Milano che è la responsabile ultima dei progetti di accompagnamento all’autonomia mammabambino. Con tutta l’èquipe (psicologa, assistente sociale ed educatrice) c’è un rapporto di rispetto Cogliamo l’opportunità di questo spazio per dei ruoli e competenze, disponibilità e confronto, scrivere di questo anno e mezzo dal nostro punto sia nei luoghi formali di incontro come le riunioni di vista, facendo dell’esperienza un bilancio quindicinali di aggiornamento, sia in contesti generalmente positivo per vari motivi che meno formali…da cortile. cercheremo di condividere con voi. Ciao a tutti siamo Marzia ed Emanuele, una delle tre famiglie che , dopo circa tre anni di incontri con don Mauro e le famiglie della Parrocchia già “al lavoro” , da settembre 2011 abitano al Cortile del Santuario.

1.Innanzitutto l’esperienza di vita comunitaria  tra famiglie che  prima  desideravamo ora, come Casa Betania, la stiamo vivendo “sulla pelle”. Mutuo aiuto, sobrietà, condivisione, preghiera e accoglienza prendono forma quotidianamente nell’aiutarci a gestire i vari impegni famigliari, ritrovandoci a pregare e cenare insieme almeno ogni mercoledì sera e mensilmente con don Battista, nel fare spesa comunitaria e condividendo le auto e le bollette...

3.Con alcune famiglie della parrocchia, Famiglie in Rete,  condividiamo la collaborazione con Intrecci per le necessità pratiche delle mamme accolte o momenti di festa in cortile (ad es. nuovi ingressi, compleanni dei bimbi, una festa per Natale e prossimamente la festa d’Estate) dove ognuno porta qualcosa per la merenda/cena e si gioca insieme.

A marzo abbiamo lavorato insieme per pulire e sistemare un po’ il prato a fianco del Santuario e trovare una locazione alle nostre numerose bici, Abbiamo sperimentato che è più semplice ci siamo stancati abbastanza ma sinceramente condividere i soldi che non il proprio io, ma la anche divertiti parecchio. strada della fiducia si costruisce pian piano e noi sentiamo di essere in cammino...e quando ci Ringraziamo gli amici delle Famiglie in Rete anche prendiamo in giro e sappiamo riderci su insieme, perchè ci aiutano a comprendere meglio orari, usi e iniziative del paese tra scuola, oratorio, bèh, allora sembra anche tutto più facile. associazioni varie ecc. I nostri bimbi sono affiatati e hanno la fortuna di fare “scuola di socialità” a tempo pieno, non corrono assolutamente il rischio di annoiarsi. 4.Anche con le  3 ragazze con i loro bimbi Porta chiusa- porta aperta è un delicato equilibrio e la famiglia accolta “nell’appartamentoda trovare perchè ogni famiglia sia “sovrana a casa emergenza” sul retro del Santuario possiamo dire sua” per tutelare spazi e momenti importanti per di aver instaurato davvero buoni rapporti. In modo il benessere della coppia e dei propri figli. quasi spontaneo, forse anche in base alle affinità personali o per vicinanza d’appartamento c’è più Dal novembre scorso ci troviamo una sera al mese confidenza con una famiglia di noi o con l’altra con Famiglie in Rete e altri amici per pregare  il ma tra tutti e 25  i residenti del Cortile (di cui 14 Vangelo in semplicità (senza grosse pretese, solo minori), c’è sintonia e rispetto. L’obiettivo è quello lettura, silenzio e risonanze personali) ed è un di creare un contesto sereno e accogliente in momento aperto a chiunque voglia parteciparvi. particolar modo per i nuclei in difficoltà  e quando 14


i bimbi giocano tutti insieme in cortile, le donne chiacchierano e si confrontano sull’educazione dei figli e si scambiano ricette o piatti tipici appena cucinati, gli uomini scherzano...c’è proprio un bel clima! Il bello è anche che il Cortile è un “piccolo laboratorio interculturale-religioso” viste le differenze qui rappresentate senza conflitto.

sua storia, il suo modo di interpretare e realizzare nella sua vita la parola accoglienza.  Per noi famiglie di Casa Betania accoglienza è essere semplicemente famiglie, quotidianamente vicine ad altre famiglie in una situazione di fragilità, disponibili alle richieste di aiuto o di ascolto per quel che riusciamo o ci compete .

5.Durante questo anno e mezzo ci è stato chiesto di portare la nostra testimonianza a diversi gruppi di fidanzati, sposi, altre comunità famigliari, gruppi scout o di oratori ai quali abbiamo raccontato la nostra esperienza di Casa Betania nel Cortile del Santuario, riscontrando interesse e sorpresa, come all’oratorio di  Lurago Marinone dove invece siamo stati invitati con Daniela (psicologa resp. del progetto per Intrecci).

Riteniamo utili le riunioni di supervisione con Matteo Zappa (resp. Area minori della Caritas di Milano) durante l’Assemblea del Cortile (ogni sei mesi circa), perché aiutano tutti gli “attori” del Cortile ad approfondire le positività e le criticità di questa esperienza cercando di migliorarne la comunicazione affinchè possa essere il più chiara e propositiva possibile.

Certo non è tutto facile, ci sono tanti attori del progetto ed ognuno ha le sue caratteristiche, la

Ringraziandovi per l’attenzione speriamo di essere riusciti a farvi avere un quadro un po’ più chiaro di quello che si muove nel Cortile del Santuario.

Conclusione della processione del Corpus Domini all’interno del Cortile del Santuario di Guanzate

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la PARROCCHIA

Un’esperienza ricca di significato: pellegrinaggio in Terra Santa di Antonella e Paolo

“Buonasera a tutti. Io sono la guida che vi accompagnerà in questo viaggio. Mi chiamo Hossam, sono arabo, israeliano, non sono israelita, ho la cittadinanza georgiana e sono cattolico. Vivo a Nazareth. Il mio nome di battesimo è Samuele. Potete chiamarmi Hossam o Samuele: scegliete ciò che è più comodo per voi.” Sono le otto di sera e siamo sul pullman che ci porta da Tel Aviv, dove siamo atterrati, a Nazareth, dove alloggeremo per un paio di giorni. Sarà la stanchezza, ma questa breve presentazione ci risulta un po’ complicata. Ma gli arabi non sono musulmani, in genere? Che differenza c’è tra israeliano e israelita? Cosa c’entra la Georgia? Questa è solo l’anticipazione di quanto sia complessa la realtà di questa terra (divisa tra lo stato di Israele e la Palestina) che ha caratterizzato il nostro pellegrinaggio in Terra Santa. Il programma era piuttosto intenso e prevedeva varie tappe nelle aree di Nazareth, Betlemme, Gerusalemme e nel deserto di Giuda, luoghi dove la mente e il cuore sono stati sollecitati da vari elementi.

regolamentati dallo “Status Quo”, un documento che entra nei dettagli in merito agli spazi, agli orari e ai tempi delle funzioni, agli spostamenti, ai percorsi e al modo di realizzarli all’interno di tre santuari della Terra Santa. In particolare nella Basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, oltre ai Latini, rappresentati dall’Ordine Francescano, ci sono gli ortodossi Greci, gli Armeni, i Copti, i Siri e gli Etiopi. È interessante notare che nessuna delle comunità controlla l’ingresso principale. Tale responsabilità è affidata a due famiglie musulmane del vicinato: due volte al giorno un membro di una delle due famiglie porta la chiave alla porta, che viene aperta e chiusa da un membro dell’altra famiglia.

In tutte le tappe che abbiamo percorso, i pensieri ci riportavano agli eventi accaduti in questa terra, complice la lettura metodica e raccolta dei passi del Vangelo, che ci aiutava a ricordare di volta in volta i singoli episodi: l’Annunciazione di Maria, la moltiplicazione dei Pani e dei Pesci, la Trasfigurazione sul monte Tabor, il Miracolo delle Nozze di Cana, l’Annunciazione della Nascita di Gesù ai pastori, il battesimo di Gesù… Innanzitutto il contesto politico ed economico- E ogni volta ci sorprendevamo a ripetere: “Caspita, è sociale dei luoghi santi: la terra che racchiude tutta la successo proprio qui!”. Così in tutti noi cresceva l’attesa, storia della rivelazione vive un conflitto testimoniato quella che da migliaia di anni si impossessa dei popoli visivamente da muri, fili spinati e persino guardie in viaggio verso Gerusalemme. E Gerusalemme è stata armate. Per entrare a Betlemme, ad esempio, è proprio l’ultima meta, la meta fondamentale del nostro necessario attraversare un muro che separa fisicamente pellegrinaggio. Israele dalla Palestina. Per un palestinese non è possibile Di prima mattina abbiamo percorso la Via Crucis, con le varcare il muro senza permesso ed è impossibile farlo sue quattordici stazioni, attraversando vicoli e stradine con la propria automobile. Dunque, il luogo della sature di botteghe e di gente variopinta, permeata nascita di Gesù, di per sé pacificatore, è anche luogo di odori di spezie ed incenso. Non è stato semplice di una guerra di religione e di civiltà. Fortunatamente, mantenere la concentrazione! in questo quadro sconfortante ci sono testimonianze Ad un tratto siamo giunti davanti alla Basilica del Santo di fratellanza: abbiamo avuto l’opportunità di visitare il Sepolcro: luogo della crocifissione, morte, sepoltura e Caritas Baby Hospital di Betlemme, dove dal 1952 tutti resurrezione di Gesù. Qui abbiamo toccato con mano i bambini che ne hanno bisogno trovano assistenza la roccia del Calvario (luogo dove fu infissa la croce di medica, indipendentemente da nazionalità, religione o Cristo), la pietra dell’unzione prima della sepoltura, e estrazione sociale; ciò permette di salvare vite umane o siamo entrati nel Santo Sepolcro, dove Gesù fu deposto alleviare sofferenze di bambini che non hanno speranza dopo la morte e dove risorse. di vita. È stato questo il momento più intenso: ci sentivamo onorati di contemplare il luogo di un fatto straordinario Un altro elemento che ci ha particolarmente colpiti è quale è la Risurrezione, l’evento più importante di la compresenza di luoghi primitivi e incontaminati, e tutta la storia. Cristo è vivo! Che fortuna aver avuto la la costruzione, sopra di essi o intorno ad essi, di chiese possibilità di visitare i luoghi dove ha vissuto! e basiliche, ove è possibile celebrare funzioni religiose di differenti comunità cristiane. Abbiamo imparato che questa compresenza si basa su diritti precisi e 16


Gerusalemme: chiesa del “Gallicantu”

da sinistra: Sacra famiglia presso la chiesa di San Giuseppe a Betlemme; Gerusalemme, muro del pianto; Gerusalemme, chiesa della “Dormitio Virginis” (il sonno-morte della Madonna)

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ANDATE per le STRADE...

Roma, 12 maggio 2013, III Marcia Nazionale per la Vita:

Guanzate c’era! di Marcello Borghi

soppressi nei ns. ospedali dal 1978 (anno di entrata in vigore della legge 194 sull’aborto): 182.000 ogni anno, 505 ogni giorno, 21 ogni ora. Ma non sono numeri, sono bambini!!! Allo stesso tempo sono migliaia le famiglie costrette a far ricorso all’adozione internazionale con un costo che per ognuna va dai 30.000 ai 60.000 euro.Viene spontaneo chiedersi: perché non far venire incontro queste due realtà con l’adozione attraverso una legislazione a favore della vita? • gli aborti clandestini in Italia sono oltre 30.000 ogni anno: questo dato conferma che la legalizzazione dell’aborto non ha assolutamente sconfitto questa piaga, ma ha aggiunto ad un male, un male legalizzato; • viviamo in una società dove cresce giustamente la sensibilità per la conservazione dell’ambiente, per l’abolizione della pena di morte, per la difesa degli animali…ma allora: come si può essere indifferenti alla soppressione di concepiti innocenti ed indifesi nel caldo ventre materno? Tra madre e feto, chi è il soggetto più debole? • l’interruzione di gravidanza è gratis per le donne che devono E così è stato: 30mila persone tra abortire, ma è un costo per i conassociazioni laiche pro-life, istituti tribuenti in quanto ognuno di questi interventi coreligiosi, parrocchie, delegazioni straniere, tante famista 5.000 euro (e pensare che la gravidanza non è glie indipendenti e cittadini comuni sono sfilati in un una malattia da curare, ma una risorsa per l’intera fiume composto ma gioioso tra le principali vie della società!); Capitale a testimonianza che quando c’è di mezzo la Vita, al di là del personale credo religioso, sensibilità o • il padre del concepito non ha il diritto di difendere la vita del proprio bambino in quanto, secondo la fede politica, non si può assumere un atteggiamento Legge 194, l’ultima parola nello scegliere o meno dimesso o di basso profilo, quello cioè dell’ “io persol’aborto spetta solo ed esclusivamente alla donna nalmente non ricorrerei mai all’aborto, ma non vedo che viene così lasciata sola a decidere; perché dovrei adoperarmi per vietarlo a chi non la pensa come me“…Insomma, su questi argomenti, non • si vota a 18 anni, ma si può abortire a 13 anche senza dire nulla ai propri genitori, essendo al limite ci si può permettere di essere politicamente corretti, sufficiente il mero benestare del medico (e pensac‘è di mezzo la vita di bambini che rischiano di non re che per un piercing ci vuole l’autorizzazione di veder la luce! Occorre cioè dar voce a chi non ha voce, entrambi i genitori!). Così, come si può aiutare i diffondendo in prima persona una cultura della Vita, ns. figli, come possiamo condividere con loro i ns. appoggiando cioè attivamente ogni associazione e valori? legge che persegua senza compromessi che “i grembi materni siano culle di vita e non cimiteri”. Ma, tornando all’esperienza di Roma: Nel merito, per rendere meno vago il tema, qualche …mentre attraversavamo un incrocio, abbiamo captato due vigili, che di manifestazioni capitoline ne vedoriflessione e qualche numero*: • oltre 6 milioni -!!!- sono i bambini che sono stati no di ogni tipo e frequentemente, dirsi stupiti: “…Aòò, Siamo onesti: mia moglie inizialmente non era molto convinta. Più che altro, da mamma, aveva il pensiero per i nostri tre bambini -di 1, 5 e 7 anni- circa gli effetti che il non breve viaggio e l’eventuale presenza di qualche contestatore un po’ esagitato alla marcia avrebbero potuto esercitare su di loro. In realtà, alla prova dei fatti, i timori si sono rivelati infondati in quanto di “…Papi, quanto manca?” ne è stato pronunciato uno solo in 1300 km di tragitto in auto e dello spettacolo folkloristico di femministe in topless o di pannelliani urlanti (intervenuti in numero esiguo, n.d.a.) non ne abbiamo fortunatamente fruito. Ma cosa può servire partecipare ad una marcia, oggi, su una tema di questo tipo? Francesco Agnoli, tra gli organizzatori dell‘evento, ha risposto così: “Per non lasciarsi sconfiggere dall’idea che il male vince sempre; per lottare contro l’aborto e, in generale, per una nuova cultura della vita e della famiglia. Marciare per essere “nel mondo”, perché è ora di uscire dalle sagrestie o dalle nostre paure“.

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ma quanti sono queeesti!”. …come famiglia ci siamo sentiti uniti e parte di qualcosa di più grande con la sensazione che, per una volta, sia stata la foresta che cresce, a farsi sentire di più dell’albero che cade! …abbiamo ricevuto la benedizione finale del Papa in una piazza San Pietro invasa da migliaia di persone ed avuto il suo appoggio alla campagna di raccolta firme “One of Us” a difesa dell’embrione (così come del resto attivamente sostenuta nel ns. territorio già da mesi dall’associazione Scienza & Vita Bassa Comasca). Il presidente dei radicali italiani, Silvio Viale, nell’imbarazzo di dover constatare una partecipazione così massiccia ad una manifestazione, nei proclami e nei contenuti, così avversa al suo movimento, ha commentato: “un Paese civile lo si giudica anche dalle leggi che ha su divorzio, aborto e fine vita”. …Già: è tempo che l’Italia si accorga della drammatica strage di innocenti che, in questi trentacinque anni, ha lasciato alle proprie spalle e torni ad essere uno Stato un po’ più “civile“!! “Ora come ora” ha tuonato però dal palco la dott. ssa Coda Nunziante, portavoce del Comitato organizzatore della Marcia, “può sembrare irrealistico pensare ad una totale abrogazione della Legge 194: questo però deve continuare ad essere il nostro obiettivo” perché, lo si dica con chiarezza una volta per tutte, non è una buona legge male applicata, ma una norma profondamente ingiusta. Che aggiungere di più? Solo che oggi resta “da temere di più l’indifferenza dei buoni, che la malvagità dei cattivi” e condividere il pensiero spontaneo di mia figlia che, sulla strada del ritorno, parlando di sé e dei suoi due fratellini, lasciandomi meravigliato, mi ha detto: “per fortuna che te e la mamma, ci avete tenuto e non ci avete buttato via…“

*: dati tratti da www.no194.org

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la PARROCCHIA

Un giorno diverso. Vi raccontiamo la nostra bella

esperienza del mercoledì santo, quando abbiamo portato agli ammalati e anziani del paese un lavoretto pasquale fatto da noi: un coniglio in cartoncino riempito di gustosi cioccolatini. Ci hanno accompagnato Augusta, Maria ed Enrica, i ministri straordinari dell’Eucaristia, che ringraziamo ancora di cuore.

SOFIA: Tutte le famiglie che abbiamo visitato avevano subito una perdita o non stavano bene, ma nonostante questa avversità sono state gentili e dolci. Ci hanno accolto con allegria!!

ALESSIA M: A me ha più colpito nella visita agli anziani, la loro perfetta e amorevole accoglienza, soprattutto nella prima casa.

GIORGIA: Mi ha colpito il fatto che c’è una realtà che io non conosco, perché ho una vita normale da ragazza: scuola, famiglia…

AMOS: Non ci volevo assolutamente andare a quella giornata ma poi, per senso del dovere, l’ho fatto e, dirò di più, mi sono anche divertito. Tra gli anziani che siamo andati a trovare, l’incontro che mi ha colpito di più è stato quello con Don Luigi. Appena siamo entrati a casa sua ci ha accolto Ambrogina, la sua perpetua, che ci ha subito offerto delle caramelle. Il Don era un po’ invecchiato dall’ultima volta che l’ho visto, ma l’ho trovato molto meglio. Ci ha chiesto se andavamo in oratorio, ci ha fatto dire una Ave Maria e ci ha dato la benedizione. Nonostante passino gli anni Don Luigi non cambia mai: tiene ancora al fatto che noi ragazzi andiamo all’oratorio e ci invita sempre a pregare. MIRIAM: A me, come ragazza dell’ Azione Cattolica, mi è piaciuto molto fare questo giro per incontrare e augurare buona S. Pasqua agli anziani e ai malati del paese. Siamo entrate nelle case di sei persone e tutte erano felici di vederci: sono contenta perché gli ho portato un po’ di felicità.

ALICE: Mi ha colpito molto il fatto che quelle persone, pur essendo anziane, ci abbiano accolte tutte calorosamente. Sia Don Luigi, sia le altre due signore dove abbiamo consegnato gli auguri di Pasqua. In tutti e tre i casi ci sono state offerte gentilmente delle caramelle, e questo è stato davvero un buon gesto da parte loro.

CHIARA C: Secondo me è stata una bella esperienza perché quando entravamo nelle case di queste persone, appena ci vedevano erano felici di vedere dei giovani che li andavano a trovare, magari per noi era un piccolo gesto, ma per loro valeva molto...

FABIO: Mi ha colpito la loro allegria e la loro accoglienza; sembrava che non vedessero dei ragazzi da tantissimo

tempo e questo è un po’ triste. Un’esperienza da ripetere perché ci fa ricordare che dove c’è sofferenza e solitudine, con un piccolo gesto, si può ricevere tanta felicità.

AURORA: Quando siamo andati a regalare agli anziani i lavori di Pasqua sono stata molto colpita dalla loro

accoglienza e sono stati molto gentili a darci biscotti e caramelle. Voglio farlo ancora ma questa volta andando in via Libertà. Tanti saluti da Aurora, molte grazie. CIAO!!!!!!

MARTINA: Un pomeriggio passato diversamente dal solito, durante il quale abbiamo visto che anche dove c’è tristezza e sofferenza si può trovare una calda accoglienza e tanta generosità. Scoprire che si può rendere una persona felice con un gesto molto semplice riempie il cuore di gioia.

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UNA VACANZA DIVERSA. Ora due ragazze ACR vi racconteranno la loro bella esperienza comunitaria trascorsa al campo estivo di S. Caterina Valfurva (24-29 giugno ‘13) Ci siamo iscritte al campo estivo ACR per provare insieme nuove esperienze. Preparata la valigia, siamo partite accompagnate dal papà di Chiara: in valigia c’erano le cose essenziali, i bonghi e il flauto per suonare insieme, ma non c’era il cellulare perché nella vita di comunità è meglio non portarlo. All’inizio il viaggio è stato un po’ lungo, circa quattro ore e trenta, eravamo un po’ titubanti perché essendo le uniche due ragazze di Guanzate non conoscevamo gli altri e questa idea ci spaventava un po’. In tutta la durata della vacanza abbiamo però imparato a conoscere tutti, giocando insieme, pregando e camminando! Il tema della preghiera della settimana è stato: “DAVIDE, un piccolo grande re”. Ci sono piaciute tanto le S. Messe di don Luca, all’aria aperta. Abbiamo fatto molte attività divertenti e anche delle gite e abbiamo conosciuto ragazzi ed educatori davvero simpatici. Alla fine della vacanza non volevamo più andarcene via, come tutti i nostri nuovi amici, ma alla fine abbiamo ceduto!!! Il viaggio di ritorno è stato meno silenzioso … abbiamo suonato e cantato insieme le canzoni che avevamo imparato a S. Caterina e ci siamo molto divertite. Questa esperienza ci è piaciuta davvero tantissimo … è assolutamente da ripetere !!!!!! Alessia Spanò e Chiara Faini

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ARCHIVIO PARROCCHIALE NATI IN CRISTO COL SANTO BATTESIMO 12)Drago Martina 13)Vago Giulia 14)Mutti Giorgio Leone 15)Prelashci Gabriele 16)Kullmann Asia Noemi 17)Mariani Viola 18)Frittoli Chiara 19)De Longis Ginevra Maria 20)Tortora Gabriel 21)Finazzi Luca 22)Uboldi Arianna 23)Torricini Mariasole 24)Raso Riccardo 25)Tampellini Lisa 26)Savio Alice 27)Ruma Stefano 28)Mirarchi Rayan 29)Bulgarelli Mattia 30)Carnevale Riccardo 31)Luraschi Giuditta 32)Bianchi Filippo 33)Felici Nathan Lorenzo

UNITI IN CRISTO NEL SANTO MATRIMONIO

2)Lenti Ruggero e Domanda Ileana il 18 maggio 2013 3)Ascorti Cristian e Sordelli Laura il 25 maggio 2013 4)Borgonovo Alessandro e Volontè Elisabetta il 12 luglio 2013 5)Pedace Salvatore Andrea e Petrocca Anna Rita il 20 luglio 2013 6)Sordelli Andrea Antonio e Pallotta Veronica il 20 luglio 2013

RIPOSANO IN CRISTO

13)Gatti Angelina ved. Sampietro Luigi di anni 85 14)Mosca Alberto coniug. Volonterio Isabella di anni 72 15)Gorni Luca di anni 50 16)Natalini Maria ved. Diacci Enos di anni 83 17)Guffanti Pierina Angelina ved. Giacinti Duilio di anni 89 18)Caponigro Antonio coniug. Varena Kiefer di anni 65 19)Parodi Giovanni Battista coniug. Ivaldi Maddalena di anni 88 20)Pegoraro Emilia vedova Marinoni Giuseppe di anni 89 21)Zanella Luigi ved. Vecchia Francesca di anni 83 22)Amadeo Chiara ved. Pagani Cesare di anni 80 23)Carugati Angelina di anni 90 24)Basile Luigi ved. La Froscia Teresa di anni 84

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OFFERTE Battesimi 1255 Matrimoni Euro 670 Funerali Euro 1450 Da un 50° di matrimonio Euro 150 Da un gruppo in santuario Euro 150 Da un pellegrinaggio in santuario Euro 50 Dalla cooperativa “La casa “ di Lomazzo Euro 100 I nipoti in ricordo di nonna Mariuccia Diacci Euro 200 Classe 1940 Euro 180 Pro-oratorio dalla vendita delle torte Euro 728 Buste di Pasqua Euro 3377,97 PER IL RIFACIMENTO DEL PARCHETTO DELL’ORATORIO Dalla ditta Italmetal Euro 200 In occasione del pranzo delle Prime S.Comunioni Euro 800 Dal gruppo di “quelli che il tembolo” Euro 250 Dal G.G.O. Euro 500 Da “Guanzate narra” e G.G.O. Euro 600 Dalle offerte della S.Messa delle ore 11,00 di domenica 9 giugno Euro 478,79

PER LA CASA DI ACCOGLIENZA “IL CORTILE” Dalla cassetta in chiesa parrocchiale Euro 108,72 Dalla cassetta in santuario Euro 112,9 Da una famiglia di Stabio (CH) Euro 500 Da una coppia di Mariano Comense Euro 200 Dalla parrocchia di Sesto Calende Euro 500 Da parenti e amici di don Mauro Euro 1880 NN Euro 50 NN Euro 50 Dalle buste straordinarie della parrocchia Euro 5185 ** manca resoconto della domenica 14 agosto NOTA Le offerte per la casa “Il Cortile” del santuario, quelle dei restauri e quelle della caldaia in oratorio,sono riportate anche settimanalmente sul foglio “Il Monte”. Qui sopra vengono annotate tutte insieme dal 7 aprile al 31 agosto 2013.


VIVERE INSIEME

NUMERI TELEFONICI della COMUNITÀ PASTORALE Don Mauro: 031.976.990 cellulare: 347.968.14.26 Don Giovanni: 031.930.376 Diacono Pietro: 333.641.87.51 Suore Missionarie del Sacro Cuore di Xalapa 031/899035 Parrocchia Santa Maria Assunta Piazza San Cristoforo, 2 22070 Guanzate (CO) e-mail: parrocchia.guanzate@alice.it

“Vivere Insieme” - Strumento di comunione della Parrocchia di Guanzate Periodico iscritto all’Ufficio Stampa del Tribunale di Como n. 18/78 del 21/10/1978 Direttore Responsabile: don Mauro Colombo Redazione: Francesca Amadeo, Claudio Balestrini, Sabrina Galli, Francesco Gringeri, Esther Guffanti, Anna Rocca, Carmen Taiana SCUOLA DI EQUITAZIONE

Impaginazione e grafica: Anna Rocca annarocca@bluewin.ch Stampa: La Tipografia - Lurate Caccivio

GRAFICA e STAMPA Tipografia Litografia Serigrafia Cartellonistica Sede Operativa: 22075 LURATE CACCIVIO (Co) Via Repubblica 8 Tel. 031 49 15 87 - Fax 031 49 50 793

www.latipografiagini.it info@latipografiagini.it


Programma della Festa del Santuario 2013

spazio per etichetta nominativo

Domenica 1 settembre I DOPO IL MARTIRIO DI S.GIOVANNI IL PRECURSORE

Ore 15,00 S.Battesimo in parrocchia Ore 20,30 fiaccolata dai 4 profeti. Segue concerto del CORO ALPINO di SESTO CALENDE

Lunedì 2 settembre

Ore 8,30 S.Messa in santuario Ore 20,30 S.Messa in santuario PER TUTTI GLI SPORTIVI Celebra DON GIANLUIGI ZUFFELLATO del Csi di Como

Martedì 3 settembre

Ore 8,30 S.Messa in santuario Ore 21,00 incontro con le suore Marcelline - testimonianza e carisma

Mercoledì’ 4 settembre

Ore 8,30 non c’è messa Ore 10,30 S. Messa in santuario coi sacerdoti nativi e che hanno esercitato il ministero a Guanzate (presiede DON MAURO COLOMBO) ore 16,00 incontro elementari in santuario. Possibilità delle S.Confessioni ore 16,45 incontro medie in santuario Possibilità delle S.Confessioni Ore 20,30 PER ADOLESCENTI E GIOVANI guida il seminarista MARCO

Giovedì 5 settembre

Ore 7,30 S.Rosario, Lodi e S.Messa IN DIRETTA con RADIO MARIA ore 20,30 S.Messa in santuario

Venerdì 6 settembre

Ore 8,30 S.Messa in santuario Ore 17,00 a Milano per la Professione religiosa di LAURA BARLUSCONI Ore 20,30 in santuario S.Messa e S.Confessioni

Sabato 7 settembre

Ore 8,00 S.Rosario dal viale Ore 8,30 S.Messa in santuario Ore 15,00 S.Confessioni in parrocchia Ore 18,00 S. MESSA SOLENNE PONTIFICALE (chiesa parrocchiale di GUANZATE) Sua Ecc. Mons. Renato Corti, vescovo emerito di Novara INVITO A TUTTA LA COMUNITA’ PASTORALE Ore 20,00 in santuario S.Messa

Domenica 8 settembre II DOPO IL MARTIRIO DI S.GIOVANNI BATTISTA festa del santuario

Ore 6,00 ritrovo sul piazzale della Chiesa parrocchiale, recita del S.Rosario Ore 6,40 lodi Ore 7,00 S.Messa in santuario Ore 9,30 S.Messa in santuario anima il coretto S.Gianna Beretta Molla Ore 11,00 S.Messa SOLENNE presieduta da DON ABRAMO VOLONTÈ nel 60° di ordinazione sacerdotale. Anima la Corale S. Agostino. Ore 15,30 S. Messa dell’Ammalato celebrata da Don Angelo Zanzottera dell’UNITALSI Ore 16.30 nel cortile del santuario: canti in onore di don Luigi col gruppo ex-giovani Ore 17,00 Preghiera per i volontari dell’associazione “Amici del Santuario” Ore 18,00 S.Messa solenne. Celebra Don Renato Cameroni, parroco di Caccivio (anima il coro) Ore 20,30 S.Rosario meditato e benedizione. NON Viene celebrata la S.Messa in parrocchia delle 8,00

Lunedì 9 Settembre

Ore 20,30 Ringraziamento

“Tutti quelli che credevano vivevano insieme” (Atti 2,44)

Vivere Insieme Settembre 2013  
Vivere Insieme Settembre 2013  
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