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Vivere Insieme

Strumento di comunione della Parrocchia di Guanzate anno XXXVI * n.6 * DICEMBRE 2013


REDAZIONALE

E’ NATALE E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano.

Orari Sante Messe S. MESSE FERIALI Da lunedì a Sabato: Ore 8,00 Bulgaro Ore 8,45 Guanzate Il venerdì ore 20,30 a Guanzate (escluso Agosto)

S. MESSE FESTIVE VESPERTINE del SABATO e vigilie di feste di precetto Ore 17,30 Bulgaro Ore 18,00 Guanzate S. MESSE FESTIVE Ore 8,00 Guanzate Ore 8,00 Bulgaro Ore 9,30 Guanzate Ore 10,30 Bulgaro Ore 11,00 Guanzate Ore 18,00 Guanzate (in santuario da maggio a settembre)

S. CONFESSIONI * Prima e dopo ogni S.Messa su richiesta ** Il sabato pomeriggio ore 15,00- 17,00

E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro. E’ Natale ogni volta che non accetti quei principi che relegano gli oppressi ai margini della società. E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano nella povertà fisica e spirituale. E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri. Madre Teresa di Calcutta

In copertina: Presepe nel Santuario della Beata Vergine di San Lorenzo, Guanzate Foto di Gianluca Guffanti Sopra: Chiesetta sul Passo Gardena Foto di Sabrina Galli


la FOTO

AUGURI DI BUON NATALE e per un SERENO NUOVO ANNO a TUTTI I LETTORI ed ALLE LORO FAMIGLIE! La Redazione di “Vivere Insieme”

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la PAROLA del PARROCO

Ho parlato con papa Francesco di don Mauro Colombo

1. Venerdì 29 novembre, ho avuto il dono di poter concelebrare nella cappella di Santa Marta in Vaticano, la S.Messa celebrata da papa Francesco. Ho semplicemente scritto al mese di agosto, chiedendo a nome dei miei compagni di ordinazione, di poter celebrare col S.Padre in occasione del XXV di sacerdozio. Ho ricevuto risposta dal segretario del papa Mons. Xuereb per il giorno fissato. Purtroppo non è stato concesso a tutti di venire (saremmo stati troppi). Al termine della S.Messa ho potuto, per un breve minuto, scambiare “due parole” col papa stesso, come vedete dalla foto. 2. Vi dico la mia impressione sulla S.Messa e il breve colloquio. Circa la S.Messa il papa celebra molto raccolto, in tutta semplicità come un sacerdote qualunque, ma è molto concentrato nel Mistero che presiede. La voce è molto bassa al punto che si stenta a sentire ciò che dice. L’omelia tanto attesa, vede il papa raccogliere il frutto della sua preghiera personale sui sacri testi annunciati nella S.Messa stessa. Ciò che colpisce è la sua capacità di attualizzare la Parola di Dio nell’oggi. Riporto solo un piccolo passaggio delle sue parole in quella predica, a commento del Vangelo di Luca 21,29-33 : “Il cristiano pensa secondo Dio e per questo rifiuta il pensiero debole ed uniforme… Per capire i segni dei tempi, un cristiano non può pensare solo con la testa, ma anche con il cuore e con lo spirito che ha dentro.”. Dopo la S.Messa il papa è andato nella piccola sacrestia ed è ritornato da solo in chiesa, sedendosi in fondo su una sedia e rimanendo in silenzio per tre o quattro minuti per il ringraziamento. In seguito, uscendo dalla cappella si è fermato sulla porta per salutare ciascuno; eravamo circa otto sacerdoti e una trentina di persone. Quando è toccato il mio turno, ho detto al papa semplicemente

chi ero e perché ero lì. Si è molto meravigliato del numero alto di preti che 25 anni fa il cardinale Martini (suo confratello Gesuita) aveva ordinato. Si è rattristato per la perdita di alcuni (otto) lungo il cammino. Poi ho parlato di voi, la mia comunità, che servo come parroco. Il papa mi ha detto di salutare tutti e di benedire a suo nome il popolo, e mi ha raccomandato di chiedere a ciascuno di pregare per lui. 3. Qualcuno mi chiederà se mi sono emozionato nel parlare personalmente col papa, devo dire di “no” perché mi sono sentito a mio agio avendo davanti veramente un padre che ascolta e sorride. Ho pensato e ringraziato il Signore per il grande dono fatto alla Chiesa e mi sono reso conto che papa Francesco è l’ultimo anello di una grande catena ininterrotta, che da San Pietro arriva a noi, con la santità di tanti papi che pur abbiamo incontrato e conosciuto in questi anni. Penso all’incontro con Paolo VI nel 1975 in occasione dell’anno santo, ricordo in modo molto vivo i due incontri personali con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Francesco è il frutto della fede di un continente che ha tanto sofferto, l’America latina, che ha sviluppato un Vangelo vivo che sa riconoscere nei poveri “la stessa carne di Cristo”. 4. L’incontro col papa è per me un invito forte per ciascuno di noi in occasione del S.Natale, perché ci regaliamo la possibilità di trovare un tempo di lettura personale del suo Magistero, in particolare consiglio a tutti il testo della sua esortazione apostolica: “Evangelii gaudium”, la GIOIA del VANGELO. E’ importante che il papa sia accolto non solo per i suoi gesti simpatici e popolari, ma che se ne accolga il Magistero. Don Mauro durante l’incontro con papa Francesco

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la PARROCCHIA

9 novembre 2013: compleanno di don Luigi

13 novembre 2013: compleanno di don Mauro, a lato la torta

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a MARIA....

A Maria, con Maria, per Maria, in Maria... di Pietro Zaffaroni, diacono

ANGELI E DIACONI

Osservando quadri del Medioevo si è colpiti dagli angeli vestiti, a volte, con la dalmatica, la veste liturgica dei diaconi. Nella liturgia costantinopolitana si dice che i diaconi compiono esplicitamente il ruolo degli angeli. Ma di che ruolo si tratta? Gli angeli volano dal trono di Dio, dalla tavola celeste, alla terra e ritorno. Gli angeli portano sulla terra doni divini come Parola, Protezione… e portano lassù, al cospetto di Dio, le preghiere, i desideri, le richieste degli uomini. In questi compiti degli angeli è possibile vedere il servizio diaconale all’altare e alla carità. Inoltre la parola “angelo”, che significa “messaggero”, ci rivela il compito di portavoce: l’angelo ha un messaggio da trasmettere. Anche il diacono ha il compito di trasmettere “la buona novella” del Vangelo. Anzi, tra i compiti più urgenti ai nostri giorni, c’è quello di portare la “lieta notizia” nel mondo secolarizzato, in ogni ambito: missione evangelizzatrice.

fu donata dal vescovo Macario a santa Elena, la madre dell’imperatore Costantino.

AI GIOVANI

Anche ultimamente, in diverse occasioni, papa Francesco ha invitato, ripetutamente, a parlare ai giovani della devozione, a lui tanto cara, alla “Madonna che scioglie i nodi”. E’ una devozione giovane per i giovani. La Madonna che scioglie i nodi, cioè che scioglie la difficoltà, deve essere proposta soprattutto ai giovani. Questa devozione risulta essere generosa di grazie nei riguardi dei giovani tanto amati dalla Madonna. Diciamo ai giovani che nelle mani di Maria troveranno soluzione le difficoltà, davvero numerose per chi si trova a dover fronteggiare le scelte della vita. Perché non far trovare, allora, sotto l’albero, tra gli altri doni, anche l’immagine di Maria, la corona del S. Rosario e il libretto per la novena?

SANTISSIMO NOME DI GESU’

“L’angelo disse a Maria:…lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”. Se è vero che il primo a pronunciare il nome di Gesù è stato l’arcangelo Gabriele, è però Maria che l’ha pronunciato con affetto materno, devozione, adorazione impareggiabile. La Chiesa, con papa Clemente VII ne fissa il culto liturgico dal 1530 e papa Innocenzo XIII ne ha stabilito la festa. Il calendario lo riporta il 3 di gennaio. E’ il nome che è “al di sopra di ogni altro nome”: vediamo di sottolinearlo come merita.

VENTI ANNI FA

PARAMENTI SACRI

Nei primi tempi si celebravano i sacri misteri con gli abiti usuali, di ogni giorno. Dopo si celebrarono con ornamenti distinti, sebbene solo bianchi. Nel settimo secolo si introdussero i vari colori. La dalmatica era l’abito dei cittadini della Dalmazia, abito di onore per le solennità; questa diventò l’abito liturgico dei diaconi. La tunicella, o tunica, era l’abito di onore dei servi presso i romani. Dopo ricerche approfondite si è avuto conferma che la dalmatica di santo Stefano, protomartire e diacono,

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Venti anni fa il vicario episcopale di Varese faceva richiesta all’arcivescovo di Vercelli perché venissi assegnato, come diacono, alla parrocchia di Guanzate per 3 anni; poi l’incarico è diventato definitivo. Ricordo ancora quanto erano devoti parroco e parrocchiani alla Beata Vergine della Cintura, venerata nel santuario della Madonna del Bosco di Arborio. A Guanzate ho trovato la possibilità di coltivare la devozione a Maria, che spero aumenti sempre di più. Amare Maria è amare Gesù. Amare tanto la madre significa far felice il Bambino Gesù. Anche quest’anno è stato allestito un grande presepe nel nostro santuario, visitato da tanti fedeli e pellegrini che arrivano da ogni dove. Noi di Guanzate ne siamo orgogliosi e sicuramente non mancheremo di visitarlo e portare tutte le persone che incontreremo durante le festività natalizie. Auguro a tutti un Natale Santo.


a cura di Paolo Gamba, presidente Scienza e Vita Bassa Comasca

per la VITA

In questo tempo natalizio carico di speranza e gioia, ci è sembrato bello proporvi una delle tante opere d’arte che nel tempo sono state create su questo avvenimento che ha cambiato il corso della storia umana. Un bambino, sua mamma, ovvero la Vita e la Famiglia; due concetti oggi sempre più messi in discussione da una deriva etica e antropologica sempre più drammatica e inarrestabile. Dopo l’aborto, l’eugenetica, il divorzio, le coppie di fatto, l’ideologia di genere e l’eutanasia, in questo mese di dicembre arriva una nuova potente spallata. In Belgio viene votata una legge che estende l’eutanasia ai bambini, Il ‘pendio scivoloso’ che in questi anni ha portato una parte dell’opinione pubblica ad accettare passivamente modelli culturali legati al primato dell’autodeterminazione della vita, giunge alla sua massima espressione nel negare la dignità della vita ai bambini malati. E’ stato recentemente affermato che l’eutanasia per gli anziani malati è ‘una vergogna del nostro tempo’. Quale parola usare dunque per definire l’eutanasia dei bambini? Come si può ritenere che un minore abbia piena facoltà di discernimento per scegliere in piena autonomia di giudizio una decisione che riguarda il porre fine alla propria vita, soprattutto quando fiaccata dalla sofferenza della malattia? Con amarezza si potrebbe dire che anche su questo Santo Natale, anzi, scusate, sulla ‘festa d’inverno’,

grava la minaccia di una nuova ennesima strage degli innocenti. Sembra una guerra persa.

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Ma non è così, ed anche questo quadro è qui a ricordarcelo. AUGURI DI CUORE , AUGURI IN CRISTO SALVATORE

LA “ NATIVITA’ ” SECONDO PIERO DELLA FRANCESCA (1412 ca. – 1492) Ogni grande artista ha “ letto” la breve narrazione della nascita di Gesù nei vangeli, con la sua cultura,la sua facoltà di immaginare i fatti e le persone, la sua personalità; così dal pennello dei grandi pittori sono scaturite narrazioni visive molto diverse l’una dall’altra, a volte semplici, a volte fastose, a volte immaginifiche. Piero della Francesca, toscano, è vissuto nel 15° secolo, ma la modernità del suo stile lo fa annoverare fra i moderni. “Leggiamo“ insieme almeno i tratti salienti di questa bellissima NATIVITA’, una delle sue ultime opere. Certo, poche righe non bastano, ma esprimono almeno la nostra buona volontà di capire come un pittore ha immaginato la nascita di Gesù. Quello che colpisce per prima cosa in questa rappresentazione semplice e severa anche nei colori, è la capanna, che in realtà non è una capanna, è solo un muro rustico che separa i personaggi, che agiscono nella storia di questa nascita, dal resto del mondo (che si intravvede in lontananza). I personaggi rientrano tutti, più o meno, nell’area della capanna : a sinistra, il gruppo degli ANGELI CANTORI, che annunciano al mondo l’arrivo del Salvatore; a destra un gruppo di persone non chiaramente identificate, in mezzo a questi due gruppi, immobile come una statua, severa in volto e in posizione che è orante e adorante a un tempo, c’è lei, Maria, la ragazzina coraggiosa che ha accettato di fare la madre del FIGLIO DI DIO e che, silenziosamente, lo adora in ginocchio, consapevole della sua divinità. Lui, il DIVINO BAMBINO, coperto solo della nudità dei poveri, tende le braccia a quella madre dolcissima, ma destinata a tanta sofferenza. Lui è un bambino, che, come tutti i bambini vuole la mamma; c’è tutta l’umanità in quel bimbo sgambettante e col piccolo viso rivolto verso di lei. Ci siamo tutti noi in quel gesto affettuoso, ma noi, noi umanità, siamo anche con lei, con la sua fede incrollabile che le ha fatto accettare di essere madre, con lei che ha saputo riconoscere in quella piccola vita nuova una vita divina. Piero della Francesca l’ha collocata in mezzo a questa rappresentazione così solenne perché col suo bimbo, appena nato, lei è il simbolo di tutti coloro che si riconoscono nel Cristo e che costituiscono la sua CHIESA. (R. Gamba)

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a PROPOSITO di...

GIAN BATTISTA SORDELLI ORDINATO DIACONO PERMANENTE Sabato 16 novembre 2013, due pullman da Guanzate si sono recati in Duomo a Milano per l’ordinazione diaconale del nostro parrocchiano Gian Battista Sordelli. Il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, ha presieduto il suggestivo ed emozionante rito di ordinazione. Di ritorno a Guanzate, al suono delle campane solenni, molta gente era radunata in chiesa e tutti hanno accolto il novello diacono, ricevendo la sua prima benedizione. Di seguito ci si è recati in oratorio per un rinfresco e il saluto a Tita (così tutti lo chiamano familiarmente). La domenica 17 novembre alle ore 11,00 durante la S.Messa, il novello diacono ha tenuto la sua prima predica e ha battezzato un bambino (Emanuele Bergamin). In oratorio la festa si è prolungata con parenti e amici con il pranzo comunitario. L’ Arcivescovo di Milano ha destinato il diacono Gian Battista Sordelli alla comunità pastorale “Madonna di Lourdes” di Limido Comasco, Cascina Restelli, Cirimido e Lurago Marinone con l’incarico particolare della pastorale giovanile. Gian Battista svolgerà questo servizio continuando ovviamente a servire la sua famiglia e a svolgere la sua professione lavorativa.

Wilma, la moglie di Tita legge la lettura in duomo (ripresa dalla schermo)

Processione finale in duomo dopo l’ordinazione

Domenica 17 novembre 2013 il novello diacono Gian Battista Sordelli presenta alla comunità il piccolo Emanuele Bergamin che ha da poco battezzato

Festa a Guanzate durante la S.Messa delle ore 11,00 di domenica 17 novembre 2013: il novello diacono Tita con don Mauro, don Luigi, don Romano Bernasconi, Padre Leonardo, il diacono Pietro e altri amici diaconi

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la PARROCCHIA

Circa il restauro della Chiesa Parrocchiale Tutti si domandano: “quando iniziano i lavori?”. Rispondo che stiamo attendendo il permesso della soprintendenza ai beni architettonici che ha in mano la pratica. Presumo che si potrà iniziare coi lavori a metà o fine gennaio, lavori che si protrarranno per più di un mese. La spesa per questa prima parte di lavoro compreso, restauro, ponteggi, e cucitura interna delle crepe di tutto il sottotetto della chiesa è di Euro 94.044. Teniamo presente che questo è solo un primo pezzo. In estate andrà controllato tutto l’interno della chiesa, per vedere se ci sono altri punti critici. Inoltre è intenzione del consiglio per gli affari economici della parrocchia, di preventivare dei lavori radicali di restauro di tutta la chiesa, a cominciare dal tetto fino ad arrivare ai finestroni interni alla chiesa e alla sanazione dell’umidità che sale dal basso e scende dall’alto della chiesa. Per il momento iniziamo con questo pezzo finale della chiesa, per poterla aprire almeno per Pasqua (20 aprile 2014). Per l’aiuto economico ai lavori della chiesa, credo proprio che non saranno necessari appelli particolari, perché già molta gente singola si sta muovendo dando offerte e i gruppi si stanno organizzando per fare iniziative comuni per tale finalità. Inoltre qualche buon anima che sta pensando al suo futuro potrà certamente lasciare parte dei suoi beni alla propria chiesa tanto amata D.M.

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PRIMO PIANO

LA BIBBIA: ISTRUZIONI PER L’USO di Sabrina Galli

A partire da questo numero di “Vivere Insieme” avremo l’opportunità di seguire il cammino di formazione al quale stanno partecipando gli adulti della nostra comunità pastorale. Nel primo incontro, Padre Gianfranco Barbieri – il relatore – è stato accompagnato da un’ospite di particolare eccezione: la Sacra Scrittura! Riportiamo qualche stralcio del loro dialogo. Nella “Dei Verbum” i vescovi di tutto il mondo hanno auspicato un ritorno dei laici alla lettura orante della Parola di Dio. Spiegaci: perché è importante leggerti? Perché chi prega con le mie pagine è come se leggesse una lettera: quella che Dio scrive a ciascuno di voi. Dio? Ma se sei stata scritta da uomini? Sì, è così: materialmente sono stata scritta da uomini, con un linguaggio a voi comprensibile ma, chi ha scritto, è stato ispirato da Dio. Dici di essere comprensibile … non è per niente facile leggerti! Sono al corrente delle difficoltà! Il motivo è che, prima di aprirmi, occorre conoscere la mia “grammatica”. Cosa vuoi dire? Quando mi prendete in mano dovete cercare di cogliere i generi letterari: sono modi differenti che il Signore usa per comunicare. Ci fai capire meglio? LE PARABOLE In esse non si racconta un fatto che è realmente capitato ma un avvenimento verosimile. Di fronte alle parabole, quello che dovete tenere presente è il paradosso, cioè l’aspetto che è fuori da ogni logica. Ad esempio, nella parabola del “buon pastore”, il paradosso è l’amore di Dio, che lascia le novantanove pecorelle per andare in cerca di una. I MIRACOLI Essi rappresentano un segno. Incontrandoli dovete chiedervi: qual è il senso profondo di quel gesto? Una guarigione, per esempio, è segno che il Signore può guarire il cuore, molto più della salute.

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APOCALITTICO E’ un modo di parlare complicato che si addice nel momento in cui, chi scrive e chi legge, sono sotto persecuzione: viene dunque detta una cosa ma per farne intendere un’altra: si parla di una realtà presente, prendendo a modello un racconto già avvenuto e proiettandolo nel futuro. Si capisce allora perché, in questo linguaggio, sono presenti tanti simboli, che non vanno mai presi alla lettera. LE ANNUNCIAZIONI Il Signore le usa per parlare di un Suo inviato speciale, che avrà un compito decisivo per la storia del popolo. Tutte le annunciazioni hanno un aspetto in comune: un figlio desiderato che non arriva, se non dopo l’annuncio di un angelo. Contrariamente a queste, quella di Gesù non avviene a una donna sterile, bensì vergine. Gesù è dunque unico: è il compimento; è l’atteso di tutta la storia della salvezza. I SALMI Sono la rivelazione di Dio che si fa preghiera; una preghiera poetica che si serve di simboli. Vi chiederete: perché i simboli? Faccio un esempio concreto. Se dico a una ragazza: “sei bella”, ho detto così e finisce tutto. Se invece le dico: “sei una rosa”, oltre a dirle che è bella, le comunico che è fresca, profumata, delicata, un ornamento della vita, … Il simbolo è meno preciso ma è più vasto: permette di dire molte più cose! STORICO E’ un genere letterario che trovate soprattutto nell’Antico Testamento. Fate però attenzione: la storia che leggete, non ha i canoni storicistici dei vostri giorni ma del tempo! Per l’antico la storia non era raccontare come sono andati i fatti, ma qual era il senso di quelle cose; non dovete leggerla come cronaca. Consideriamo per esempio la storia di Mosè. In essa, tre donne (la levatrice, la mamma e la sorella), hanno messo in scacco la polizia egiziana e tutte le leggi. E’ storia vera? E’ più della storia vera! Quelle pagine vanno lette così: quando


Dio è con il suo popolo, per salvarsi, sono sufficienti tre donne (Ovvero niente, visto che le donne del tempo erano considerate pari ad uno zero). Ancora tanti sono i generi letterari: profetico, i detti

del Signore, gli inni e le confessioni di fede, … Fermiamoci qua: lascio a voi il compito di approfondire ulteriormente. Quello che volevo farvi comprendere è che, se mi leggete con qualche piccolo accorgimento, molte delle difficoltà si sciolgono e io divento parlante.

Secondo incontro “Alla Scuola della Bibbia” Bulgarograsso, oratorio 19 novembre 2013 Sotto il relatore Padre Gianfranco Barbieri dei “Padri di Rho”

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la PERLA nel CAMPO a cura di Claudio Balestrini

Federico Bencovich, “Adorazione dei pastori”

(1734, olio su tela , cm 233 x 166, Museo di Castelvecchio, Verona) Biografia dell’autore

Federico Bencovich, nato in Dalmazia intorno al 1677, chiamato anche Fedrighetto, giunse giovanissimo a Venezia dove imparò l’arte pittorica con contatti anche con il Piazzetta. Operò nel nord Italia, in Germania e in Austria. E’ documentata la sua presenza anche a Verona, dove è conservata l’opera proposta, da cui è stato tratto il soggetto per l’immagine augurale di quest’anno, erroneamente indicata come opera di Gianbettino Cignaroli. Morì l’8 luglio 1753 a Gorizia.

Commento all’opera

Federico Bencovich, resta tra i maggiori esponenti della pittura settecentesca del nord Italia e dell’Europa centrale e influenzò largamente con le sue opere gli artisti austriaci e bavaresi. Il dipinto proposto venne realizzato probabilmente a Venezia intorno al 1734. In quel periodo, la città viveva nel clima della Controriforma che vedeva i vescovi molto attenti alla pratica dei sacramenti da parte dei fedeli e a che questi ultimi, specie coloro che non conoscevano il latino, potessero avere accesso a quanto narrato nella Bibbia, in particolare attraverso l’arte. Il soggetto dell’opera è tratto dal capito 2 del Vangelo di Luca: la Nascita di Gesù Bambino, qui ritratto perfettamente al centro della tela e principale punto luminoso, in quanto Luce divina che illumina ogni uomo. Anche Maria è nella Luce, in quanto ci dona Gesù. Questa tecnica di pennellate rapide e sapienti volte a creare un interessante gioco di luci e ombre, tipica di un certo gusto Rococò, crea una sorta di unità tra le figure e l’ambiente. Infatti anche sui pastori viene riflessa tale luce a simboleggiare la Grazia che da Cristo si irradia sull’umanità tutta, in particolare sugli ultimi, i primi ad accogliere il Figlio di Dio. Tutto il resto è in ombra e contrasta simbolicamente con il telo bianco su cui giace Gesù, e che forma un triangolo, simbolo della Trinità, sorretto con delicatezza dalla mano di colei che ha reso possibile l’Incarnazione del Verbo e la sua rivelazione. Tutta l’opera è pervasa da un’accorata atmosfera di preghiera che si coglie negli sguardi e perfino nella posizione delle mani. Da notare, infine, due elementi: in primo piano, l’agnello con le zampe legate, portato in dono dai pastori simboleggia Gesù come vittima sacrificale, in linea con le indicazioni della pittura della Controriforma. Il bastone posato dal pastore ai piedi di Gesù significa che l’uomo si pone di fronte a Dio nella sua umanità, senza niente di superfluo, nella verità.

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dal MONDO e DINTORNI Hno Marco Binaghi Misioneros Combonianos Obra Comboniana de Promoción Humana K60 # 75a-13 barrio San Fernando tel. 01/2250311 cel. 3102473992 Bogotá - Colombia

“Creo que la verdad y el amor sin condiciones tendrán efectivamente la última palabra, pues la vida aunque provisoriamente derrotada - es siempre más fuerte que la muerte”.* Martín Luther King

Carissimi guanzatesi, spero che stiate tutti bene. Vi chiedo scusa per il molto tempo passato senza un saluto per tutti voi. Vi scrivo per augurarvi un buon cammino di Avvento e un Buon Natale. Vi scrivo dalla Colombia. Sono già passati 10 anni dal mio ritorno qui: 10 anni di vita, accompagnato da questo popolo meraviglioso. Qui molte cose sono cambiate in bene e altre sono peggiorate. Peró, se Dio vuole rinascere ogni anno in questa realtà storica, é perché é qui che vuole stare, é qui che c’é bisogno di Lui. I ricordi del mio ultimo ritorno a Guanzate sono ancora vivi: i vostri saluti, gli incontri, i giochi, i sapori. Vi voglio ringraziare per tutti i gesti di affetto e, ancora non l’ho fatto, per la vostra vicinanza per la morte di mio papá. Dio si fa presente nelle nostre vite, nei gesti di solidaritá, nelle strette di mano, nella preoccupazione per l’altro e in tanti altri gesti pieni di amore. Ringrazio tutti voi, tutta la comunitá parrocchiale. Guanzate é ancora una comunitá piena di vita. Ringrazio Dio per le tante famiglie che si formano, per le vocazioni religiose che ancora sorgono nella nostra comunitá, per la vocazione del diaconato permanente, e per altre grazie ancora. Vi lascio con un forte abbraccio e una preghiera per ognuno di voi, per le vostre famiglie e, soprattutto, per le persone che soffrono, perché la loro sofferenza sia un grido per ognuno di noi per dirci che Dio ci vuole accanto a loro, come fa Lui. Vi saluto con un pensiero ben augurante, tratto dal discorso pronunciato da Martin Luther King in occasione del ricevimento del Premio Nobel per la Pace: “Credo che la verità disarmata e l’amore incondizionato avranno l’ultima parola nel mondo. Questo è il motivo per cui il bene, momentaneamente sconfitto, è più forte del male trionfante.” Un abbraccio e una preghiera,

Fratel Marco Binaghi

*“Credo che la verità e l’amore incondizionato avranno assolutamente l’ultima parola, perché la vita, anche se temporaneamente sconfitta, é sempre più forte della morte” (Martin Luther King)

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la VOCE del PASTORE

“Figlio, per quanto ti è possibile, tràttati bene ... Non privarti di un giorno felice.” (Sir 14,11.14) di Francesco Gringeri

PapaFrancescociconsegna la sua prima Esortazione Apostolica, 220 pagine da leggere d’un fiato, godendone la semplicità, la fluidità, e l’incalzante passione, facilmente leggibile proprio da tutti. E’ intitolata Evangelii Gaudium, Alegrìa del Evangelico nella versione originale in castigliano, la gioia, l’allegria del Vangelo, e riprende tutti i temi a lui cari che è andato enunciando in questi primi 10 mesi di papato. Nel mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, c’è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata, dove non vi è più spazio per gli altri, per i più poveri. Allora ci trasformiamo in persone risentite, scontente, senza vita. Ma se si ascolta la voce di Dio, si comincia a godere della dolce gioia del suo amore instancabile: possiamo allora rialzare la testa e ricominciare con la sua tenerezza che mai ci delude e che sempre può restituirci la gioia e darci l’entusiasmo di fare il bene. È la gioia che si vive tra le piccole cose della vita quotidiana, come risposta all’invito affettuoso di Dio nostro Padre: «Figlio, per quanto ti è possibile, tràttati bene ... Non privarti di un giorno felice» (Sir 14,11.14). Papa Francesco ci esorta con forza e con passione accorata all’incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta, ricordando che non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perché «nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore» e ripetendo le parole di Benedetto XVI: «All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva ». Ma quando amiamo davvero, quando siamo pieni di gioia non possiamo e non dobbiamo tenercelo per noi ma occorre “uscire fuori” e portare, urlare a tutti la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto. Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere al Dio che ci ama e che ci salva, riconoscendolo negli altri e uscendo da sé stessi per cercare il bene di tutti.

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Francesco ci esorta con forza a riprendere con decisione lo slancio missionario la cui sorgente è un uomo che vive della memoria grata di Cristo e vuole condividere la gioia provocata dal Vangelo. Lui indica il punto sorgivo e chiede che l’annuncio si concentri sull’essenziale. Occorre però uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo. Con Giovanni Paolo II ci invita a riconoscere che «bisogna non perdere la tensione per l’annunzio» a coloro che stanno lontani da Cristo, «perché questo è il compito primo della Chiesa». “La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano. “Primerear – prendere l’iniziativa”: osiamo un po’ di più di prendere l’iniziativa!” scrive con quello stile paterno e informale che lo caratterizza fin dalla sua prima uscita dalla loggia su piazza San Pietro. L’esortazione diventa anche una ammonizione a uscire fuori dalla parrocchie asfittiche, fuori dal clericalismo velenoso, fuori dai moralismi indottrinanti, fuori dal “grigio pragmatismo” della quotidianità ecclesiale, fuori dagli schemi noiosi, fuori dalla tristezza individualistica, fuori da paure e tentennamenti, fuori dai condizionamenti istituzionali, fuori da un passato comodo e svilito, fuori da circoli elitari, fuori da una Chiesa rinchiusa da un groviglio di ossessioni e procedimenti. Ma anche “uscire verso”. Verso le periferie, verso il fango e le ferite del mondo, verso “una moltitudine affamata” di Cristo, verso gli esclusi e i lontani, verso gli scarti e i dimenticati, verso i poveri “categoria teologica prima che sociologica”. Queste poveri, queste periferie non sono ormai più il frutto dello sfruttamento e dell’oppressione, ma di qualcosa di nuovo: con l’esclusione resta colpita, nella sua stessa radice, l’appartenenza alla società in cui si vive, dal momento che in essa non si sta nei bassifondi, nella periferia, o senza potere, bensì si sta fuori. Gli esclusi non sono “sfruttati” ma rifiuti, “avanzi”. L’esortazione è ricchissima e dovremo sicuramente tornare a riflettere sul suo aspetto “sociale”. Per rimanere sull’aspetto missionario, Papa Francesco ci rammenta che un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale. Recuperiamo e accresciamo il fervore, «la dolce e confortante gioia di evangelizzare, - ricorda con Paolo VI - anche quando occorre seminare nelle lacrime. Possa il mondo del nostro tempo – che cerca ora nell’angoscia, ora nella speranza – ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo la cui vita irradi fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo ». E ancora che la gioia del Vangelo è quella che


niente e nessuno ci potrà mai togliere (cfr Gv 16,22). I mali del nostro mondo – e quelli della Chiesa – non dovrebbero essere scuse per ridurre il nostro impegno e il nostro fervore. Consideriamoli come sfide per crescere. Inoltre, lo sguardo di fede è capace di riconoscere la luce che sempre lo Spirito Santo diffonde in mezzo all’oscurità, senza dimenticare che «dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia » (Rm 5,20). Il trionfo cristiano è sempre una croce, ma una croce che al tempo stesso è vessillo di vittoria, che si porta con una tenerezza combattiva contro gli assalti del male. Il cattivo spirito della sconfitta è fratello della tentazione di separare prima del tempo il grano dalla zizzania, prodotto di una sfiducia ansiosa ed egocentrica. Anche se con la dolorosa consapevolezza delle proprie fragilità, bisogna andare avanti senza darsi per vinti, e ricordare quello che disse il Signore a san Paolo: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza » (2 Cor 12,9). Leggendo queste pagine la passione di Papa Francesco si comunica a noi come un fuoco che divampa tra le erbe secche del nostro cuore, che non può più rimanere fermo: si com-muove e si mette in azione.

Domenica 8 dicembre 2013: il gruppo dei fidanzati del corso in preparazione al sacramento del matrimonio 2013


LENTE d’ INGRANDIMENTO

Lettera a Gesù Bambino di Carmen Taiana

Nelle coppie che si dividono la conflittualità spesso si trascina, anzi si esaspera, dopo la separazione, se non è consensuale. Forse inconsapevolmente, padre o madre usano in modo strumentale i figli, che diventano oggetto di liti, ricatti, rivendicazioni e vendette al solo scopo di distruggere il partner abbandonante. I minori si devono districare fra richieste di alleanze e ostilità. Sperimentano vissuti di impotenza, angosce di abbandono, sensi di colpa: un terremoto emotivo che sconvolge e viola il loro diritto a un’infanzia serena. Matteo è un “ bambino conteso”, il suo nome è inventato ma la vicenda è reale. A lui ho prestato la mia voce, il vocabolario e la grammatica dei sentimenti di un adulto per accendere i riflettori su un fenomeno purtroppo diffuso.

Caro Gesù Bambino, mi chiamo Matteo, ho 7 anni e frequento la seconda classe. Ti scrivo questa lettera per chiederti un dono speciale: fa’ che i miei genitori smettano di litigare. Si sono separati quando io avevo 4 anni. Fino ad alcuni mesi fa ho vissuto con la mamma e ho trascorso solo poche ore alla settimana col papà, sempre alla presenza di un’assistente sociale. Li chiamano “incontri-protetti” (anche mentre gioco, ascolto quello che dicono i grandi!), ma non ho capito da chi dovevo essere protetto. Dopo le vacanze estive un giudice, bizzarro come quello di Pinocchio (lo ha messo in prigione quando ha denunciato il furto delle monete d’oro, invece di condannare i ladri), ha stabilito che devo trascorrere una notte alla settimana e due week-end al mese con papà. Io voglio bene a mio papà, ma non mi piace dormire nella sua nuova casa, in un paese che non conosco, senza il mio lettino, i miei giochi, i miei amici. Porto con me un orsetto che ha il profumo di mamma, però la sera, quando il buio graffia i vetri, lei mi manca, mi mancano il suo abbraccio e il bacio della buonanotte! Non voglio due case, due letti, due contenitori di giocattoli, e la valigia sempre pronta! Le psicologhe mi fanno tante domande. Qualche volta dico le bugie, perché la verità o rattrista la mamma o fa arrabbiare il papà. Io mi spavento quando il papà si arrabbia. Se viene a trovarmi fuori orario e la mamma non lo fa entrare, lui grida e scuote con violenza la porta. Io mi tappo le orecchie con le mani per non sentire le loro urla. Una volta sono arrivati perfino i carabinieri! Il papà non vuole neppure che vada da nonna Giulia, perché gli è antipatica. A me, invece, piace stare con lei: racconta storie fantastiche e cucina patatine fritte da leccarsi le dita. I miei genitori dissentono su tutto: i corsi dopo la scuola (la mamma mi iscrive a nuoto, il papà vuole che faccia basket), il cibo (mamma mi darebbe solo cibi bio, il papà mi porta spesso da McDonald’s), il taglio dei capelli (la mamma li vuole coi riccioli, il papà li preferisce rasati)… Io vorrei fare un corso di arti marziali per difendermi da Martino, un bullo che incontro all’oratorio, vorrei un maxi cono al cioccolato ad ogni merenda e farmi la cresta come Balotelli. Ma la mia voce è soffocata dalle loro discussioni. Gli avvocati, invece di cercare un accordo, presentano nuove denunce e impugnano le sentenze. Cosa stabilirà la prossima volta il giudice? Con chi dovrò abitare? Dovrò cambiare scuola? Non vedrò più i miei amici? Quando questi pensieri rotolano e si aggrovigliano nella mia testa, la paura mi morde la pancia. A scuola sono distratto, a casa sono irrequieto e di notte mi tormentano incubi ricorrenti. Ti confido un segreto: qualche volta bagno il lettino! Anch’io litigo con mio cugino Emilio, che è un po’ prepotente, ma i grandi mi impongono di tendergli la mano e fare la pace. Ecco, è questo il dono speciale che ti chiedo: fa’ che a Natale, davanti al presepe, i miei genitori si abbraccino e promettano di non litigare più. Un grosso bacio, Matteo.

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PAGINE “GIOVANI”

IL PRESEPE DEI RIVONI di Sabina e Sofia

Un gruppo di giovani, in seguito a una richiesta del parroco, ha deciso di ridare vita al presepe, noto come il presepe dei “rivoni”, che ogni anno veniva esposto sul lato sinistro di via Volta. I ragazzi, guidati da Mario che ha molto a cuore le iniziative all’interno dell’oratorio, hanno colto l’occasione per mettersi in gioco e rispolverare un’antica tradizione guanzatese.

Riconosciamo che non è da tutti dare la propria disponibilità per un progetto cosi impegnativo.

Abbiamo quindi chiesto quali erano le motivazione che avessero spinto questi giovani ad aderire all’iniziativa: “..era una tradizione popolare abbandonata e abbiamo deciso di ridarle vita. Pensiamo che nel periodo Sono circa dieci le persone che si incontrano due vol- natalizio il presepe dei “rivoni” sia un’installazione te alla settimana: Andrea, Fabio, Cesare, Mario, Cin- che caratterizza il paese e ci ricorda quando eravamo bambini. Inoltre noi facciamo da sempre lavori per zia, Giovanni, Ilaria, Matteo e Luca. l’oratorio, come la preparazione delle scenografie delI lavori hanno preso il via all’inizio di Ottobre. Il grup- le rappresentazioni teatrali e dei carri di carnevale. po è ben organizzato: Giovanni, Cinzia e Ilaria si sono Non ci siamo quindi tirati indietro di fronte a questa occupati del disegno dei vari personaggi, i ragazzi han- nuova proposta. È stata anche un’occasione per inno ricavato le sagome dal legno e poi sono passati alla cludere nuove persone nel nostro gruppo di lavoro e per mettere a disposizione le nostre capacità sia per colorazione. aiutare la comunità che per trascorrere una serata diversa lavorando in compagnia”. 8 dicembre 2013: benedizione del presepe dei rivoni Complimenti a questi giovani che lo hanno preparato!

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PAGINE “GIOVANI”

SCOPRIAMO L’ A.C.R. DEL NOSTRO ORATORIO di Sabina e Sofia

L’ ACR (Azione Cattolica Ragazzi) è una speciale esperienza di Chiesa che nasce, vive e cresce all’interno della comunità parrocchiale e che dona ad ogni ragazzo la possibilità di incontrare personalmente il Signore Gesù. E’ un gruppo associativo di ragazzi dai 10 ai 15 anni che puo’ essere considerato un’aggiunta al catechismo. Naturalmente è aperto a tutti e i partecipanti hanno una ‘regola’ (io con Gesù, io con gli altri, io per tutti), un impegno con Gesù che devono seguire. Gli incontri ACR si svolgono ogni 15 giorni circa in oratorio, e possono essere formativi oppure pratici. Durante gli incontri formativi ci si riunisce per pregare e approfondire l’incontro con Dio: il tema di quest’anno è “Non c’è gioco senza Te”. Negli incontri pratici, invece, ogni ragazzo mette in campo la propria creatività per aiutare il prossimo, che può essere l’anziano, oppure la comunità delle suore del Monte Carmelo, o il gruppo missionario, o dare una mano in parrocchia o in oratorio. Inoltre, due o tre volte l’anno, ci si incontra con gli altri gruppi Acr del Decanato (Appiano Gentile, Lurate Caccivio, Limido Comasco) in occasione di alcune giornate speciali come la ‘Festa del Ciao’ in ottobre o il ‘Meeting della Pace’ a febbraio. Per gli educatori ci

sono anche degli incontri formativi mensili (le ‘Cordate’) per organizzare un percorso comune da seguire nelle varie parrocchie. A tu per tu con i ragazzi e gli educatori ACR: -“Cosa vuol dire, per te, essere un ragazzo ACR?” TECLA: “Secondo me, significa dare un contributo in più aiutando il prossimo.” CHIARA: “Essere un ragazzo ACR vuol dire avere una marcia in più.” -“…Ed essere un educatore ACR?” AMOS: “Significa essere un buon seminatore, mettersi in gioco con i bambini per essere un esempio positivo.” MONICA: “Un educatore deve saper accompagnare i ragazzi e mettersi al loro servizio, essere un Cristiano ‘attivo’.” -“Perchè l’8 dicembre avete deciso di organizzare un mercatino per vendere i vostri lavoretti?” MARTINA: “Lo organizziamo tutti gli anni in occasione della giornata nazionale dell’Azione Cattolica, perché con il ricavato possiamo continuare l’adozione a distanza di una bambina africana di 5 anni, aiutare il gruppo missionario e la Caritas parrocchiale.”

“Non c’è gioco senza te”; il tema di quest’anno

In alto: il gruppo ACR al lavoro; sotto: lavori con il ferro battuto

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la PARROCCHIA

GRUPPO TERZA ETA’ “SANTI GIOACCHINO E ANNA” di Lauromo Bocom

Da un mese è iniziata l’esperienza di un gruppo della terza età, che si riunisce con la superiora Suor Soccorro ogni giovedì alle ore 15,00 all’oratorio. Dopo il Rosario ci intratteniamo su alcuni temi del Catechismo della Chiesa Cattolica, perché anche noi anziani non abbiamo mai finito di imparare. Tutti abbiamo voluto avere tra le mani il riassunto del catechismo, il compendio, per poi guardare a casa gli argomenti affrontati. Per noi è bello trovarci anche perché possiamo parlare, fare domande e ritrovarci qualche volta attorno a un the caldo coi biscotti, per poter passare un po’ di tempo insieme. Noi anziani a volte non sappiamo cosa fare e più che parlare di pastiglie e di pensione non facciamo. Meno male che con questo gruppo si può approfondire anche qualche argomento di attualità,

ispirati dalla nostra fede. Mi è piaciuto ad esempio il fatto che, nel tempo dei morti, abbiamo letto sul Catechismo cosa si intende per vita eterna. Sì,perché i dubbi vengono a tutti, anche a noi che andiamo in chiesa da tanti anni. Ho chiesto alla Suora perché è stato dato questo nome dei genitori della Madonna, Gioacchino e Anna. Lei mi ha detto perché sono i patroni dei nonni, essendo nonni di Gesù. Bello questo, ho esclamato, perché noi nonni e bisnonni coi tempi che corrono siamo i perni delle famiglie. Se stiamo bene e il Signore ci tiene in salute, possiamo ancora essere utili non solo col portafoglio. Auguro lunga vita a questo gruppo e invito tanti altri a trovare un pomeriggio diverso dalla solita tombola o dalla noiosa tv in casa.

Gesù Bambino nella chiesa di Guanzate (S.Natale 2012)

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NERO su BIANCO

Sporco, maleducato, testardo… santo! a cura di Francesco Gringeri

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povera razza così tanto e nemmeno (per quanto strano possa sembrare) amato la vita più che in quel lebbrosario… Una delle suore chiama quel posto “la biglietteria per il paradiso”.” Stevenson decide allora di scrivere una lettera aperta ai giornali per confutare le tesi di Mr. Hyde (ironia della sorte!) ma viene rifiutato. Lo scrittore rischia di perdere tutto se venisse intentata una causa contro di lui, ma con l’accordo dei familiari decide di pubblicarlo a sue spese. Nel pamphlet, non sente il bisogno di negare le imperfezioni, le debolezze e il cattivo carattere di Padre Damiano, ma ne ribalta paradossalmente l’interpretazione con ammirevole preveggenza: “Un uomo con tutta la sporcizia e la meschinità dell’umanità, ma proprio per questo tanto più santo e un eroe.” Così Giovanni Paolo II nell’omelia per la sua beatificazione. “E’ diventato lebbroso in mezzo ai lebbrosi, è diventato lebbroso per i lebbrosi… Padre Damiano, con la tua vita e la tua attività missionaria, esprimi la tenerezza e la misericordia di Cristo per ogni uomo, svelandogli la bellezza del suo essere interiore, che nessuna malattia, nessuna deformità e nessuna debolezza possono sfigurare completamente”. Criticato a suo tempo dai suoi stessi superiori, Padre Damiano viene dichiarato santo nel 2009, quasi 120 anni dopo che R.L.Stevenson, nel suo In difesa di Padre Damiano, lo aveva definito “Il padre di tutti coloro che amano veramente.”

Padre Damiano Stevenson

Il 4 giugno 1995 Giovanni Paolo II celebrava la beatificazione di Padre Damiano, missionario belga della Congregazione dei sacri cuori di Gesù e di Maria seguita l’11 ottobre 2009 dalla sua canonizzazione con Benedetto XVI. Ma chi è Padre Damiano? “Un uomo volgare, sporco, cocciuto e bigotto, un uomo non puro nelle sue relazioni con le donne e la lebbra di cui morì fu la conseguenza dei suoi vizi e della sua noncuranza.” Così ne scrive il dottor Hyde, missionario protestante, nel 1889, criticandone la figura che già veniva definita eroica dai giornali del tempo per l’opera che aveva condotto sulla penisola maledetta di Kalaupapa, sull’isola di Molokai, nell’arcipelago delle Hawaii, nel lebbrosario dove uomini, donne e bambini sono lasciati morire nella sporcizia, nell’assenza di cibo e di cure. Robert Louis Stevenson, il noto autore dell’Isola del Tesoro, figlio di un pastore protestante e ateo professo, decide di visitare il luogo, prevenuto e pieno di pregiudizi, evitando di incontrare gli apologeti ma parlando solo con chi aveva “litigato con lui.” Dopo sette giorni di permanenza deve ricredersi e scrivendo alla moglie dichiara: “Il sentimento di orrore era quasi sparito: vedere queste spaventose creature sorridere e sembrare felici era bello… Ero contento, solo mi vergognavo di me stesso perché ero lì senza un buono scopo.” L’eccezionalità dell’opera di Padre Damiano e il suo eroismo traspaiono evidenti agli occhi di chi non è accecato dalle convenzioni e dall’apparenza. “La vista di tanto coraggio, allegria e devozione - scrive a un amico - ha amplificato la compassione e il disgusto di quella vista… Ho visto cose che non si possono dire, e ascoltato storie che non possono essere ripetute, non ho mai ammirato la mia


INFORMACARITAS In vista dell’Avvento e nel corso di questo periodo di Grazia, la Caritas della Comunità Pastorale San Benedetto ha moltiplicato le iniziative. Il 10 Novembre scorso, è stata riproposta la Giornata Diocesana Caritas, con il titolo: “Potente in opere e parole“. Solo le parole che si appoggiano su opere autentiche diventano credibili e autorevoli. Il banco vendita allestito alle porte della Chiesa ha raccolto 1060 euro che sono stati destinati al “Fondo Famiglia”, lo strumento individuato dalla nostra comunità per sostenere le persone e le famiglie che si trovano in una situazione di difficoltà. La Caritas ringrazia tutti coloro che hanno mostrato concretamente attenzione e sensibilità e rivolge un appello particolare per una grave emergenza abitativa che ha colpito alcuni nuclei famigliari con minori soggetti a procedura di sfratto esecutivo. Sono situazioni determinate e acuite dal perdurare della crisi e dalla mancanza di lavoro. Chi potesse compiere un gesto di generosità a questo proposito, si rivolga ai contatti che forniamo a pié di pagina.

Spesso basta un piccolo segno, per contribuire a lenire una grande sofferenza. Per questo vogliamo coinvolgere anche i giovani, in particolare coloro che frequentano la scuola secondaria superiore, con l’iniziativa “CARITAS ….AVVENTO. Nulla è più bello di un sorriso di bambini!” CARITAS ….AVVENTO. Nulla è più bello di un sorriso di bambini! Il Natale si avvicina: ci sono bambini e ragazzi meno fortunati di voi e …a loro chi penserà??? Caritas può darti un’idea: vuoi “sostenere” un nostro bambino?? Basterà un piccolo contributo e potrai renderlo felice perché, con il tuo gesto generoso, potremo acquistargli prodotti di primaria necessità come scarpe, vestiti, occhiali, libri, spese odontoiatriche,…. Riponi la tua offerta nell'apposita cassetta affidata al tuo insegnante di religione

Quest’anno a Natale sostieni la CARITAS della Comunità Pastorale San Benedetto con un gesto di solidarietà.

Da molti anni la Caritas realizza progetti che offrono un

sostegno concreto a persone in difficoltà e promuovono una cultura dell’accoglienza, dell’inclusione, del bene comune.

Il tuo dono sarà un gesto di grande generosità, segno che una società più giusta e solidale è possibile.

E si può realizzare grazie all’impegno di ognuno di noi. Insieme possiamo dare continuità ed efficacia a molti percorsi di vita. Per creare un presente più bello e una più luminosa speranza di futuro.

Ci puoi trovare il sabato pomeriggio dalla 14.30 alle 15.30 presso il Cortile in via Madonna 7 a Guanzate, oppure chiamando il numero 3403513820

Il gruppo Caritas

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ARCHIVIO PARROCCHIALE NATI IN CRISTO COL SANTO BATTESIMO 45) Goretti Ludovica Maria 46) Luraschi Alice

UNITI IN CRISTO NEL SANTO MATRIMONIO

9) Antuono Angelo e Castelli Giuseppina il 21 dicembre 2013

OFFERTE

RIPOSANO IN CRISTO

31) Annoni Luigi coniug. Gatti Carolina di anni 92 32) Bernasconi Angelo ved. Porro Anna di anni 89 33) Cavalli Bruno di anni 75 34) De Marchi Emenegildo coniug. Bancora Clelia di anni 81 35) Castelli Rosa Luigia coniug. Ferrario Alessandro di anni 79

Battesimi 200 Funerali Euro 800

PER LA CASA DI ACCOGLIENZA “IL CORTILE”

Dalla cassetta in chiesa parrocchiale Euro 64 Da un gruppo di famiglie Euro 50 Dall’ “open day” della vendita di borse della signora Della Gatta Euro 140 Dalla festa delle arance Euro 706 ** IL DEBITO per la casa “Il Cortile” all’ 8/12/2013 risulta di Euro 65.989,88**

PER IL RESTAURO DELLA CHIESA PARROCCHIALE NN Euro 500 Dalla lotteria del 9 novembre Euro 620 Dalle consorelle del SS Sacramento Euro 400 Dai coscritti 1963 Euro 100 Dai coscritti 1953 Euro 130 NN Euro 1000 in occasione del 90mo genetliaco ***Lavori di restauro costo Euro 94.044***

Nella foto i nostri due diaconi. Auguri al diacono Pietro Zaffaroni per i 20 anni di servizio nella nostra parrocchia di Guanzate!

NUMERI TELEFONICI della COMUNITÀ PASTORALE Don Mauro: casa parrocchiale: 031.976.990 tel. cellulare: 347.968.14.26 Don Giovanni:

031.930.376

Diacono Pietro:

333.641.87.51

Suore Missionarie del Sacro Cuore di Xalapa 031.899035 22

NOTA Le offerte per la casa “Il Cortile” del santuario, per il “restauro della chiesa parrocchiale” e altre, sono riportate anche settimanalmente sul foglio “Il Monte”. Qui sopra vengono annotate tutte insieme dal 27 ottobre al 8 dicembre 2013.


VIVERE INSIEME Parrocchia Santa Maria Assunta Piazza San Cristoforo, 2 22070 Guanzate (CO) e-mail: parrocchia.guanzate@alice.it “Vivere Insieme” Strumento di comunione della Parrocchia di Guanzate Periodico iscritto all’Ufficio Stampa del Tribunale di Como n. 18/78 del 21/10/1978 Direttore Responsabile: don Mauro Colombo Redazione: Claudio Balestrini, Sabrina Galli, Francesco Gringeri, Gianluca Guffanti, Sabina Guffanti, Sofia Puppi, Anna Rocca, Carmen Taiana Impaginazione e grafica: Anna Rocca annarocca@bluewin.ch Stampa: La Tipografia - Lurate Caccivio

GRAFICA e STAMPA Tipografia Litografia Serigrafia

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Cartellonistica Sede Operativa: 22075 LURATE CACCIVIO (Co) Via Repubblica 8 Tel. 031 49 15 87 - Fax 031 49 50 793

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Vivere Insieme

Strumento di comunione della Parrocchia di Guanzate anno XXXV * n.1 * FEBBRAIO 2013

spazio per etichetta nominativo

Vivere Insieme

Strumento di comunione della Parrocchia di Guanzate anno XXXV * n.2 * APRILE 2013

CAMPAGNA ABBONAMENTO 2014 … un anno da “Vivere Insieme”…

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Auguri don Mauro!

Speciale in occasione del 25° Anniversario di Sacerdozio di don Mauro Colombo * 11 Giugno 1988-2013 *

Vivere Insieme

Strumento di comunione della Parrocchia di Guanzate anno XXXIV * n.4 * SETTEMBRE 2013

Caro parrocchiano, caro amico del “bollettino”, se non ha ancora provveduto al rinnovo dell’abbonamento annuale a “Vivere Insieme”, le ricordiamo che è possibile effettuarlo:  in chiesa parrocchiale presso il Banco della Buona Stampa  in chiesa parrocchiale con busta chiusa nella cassetta delle offerte natalizie  attraverso versamento su conto corrente postale n. 23313463 intestato a:  Parrocchia S. Maria Assunta – p.za S. Cristoforo, 2 – 22070 Guanzate (CO)

Grazie per il suo sostegno alla Parrocchia e a questo nostro strumento di comunicazione e comunione! Vivere Insieme

TARIFFE

Strumento di comunione della Parrocchia di Guanzate anno XXXVI * n.5 * NOVEMBRE 2013

Ordinario: Sostenitore: Benefattore: Benemerito: Abb via posta:

€ 12,00 € 20,00 € 50,00 € 100,00 € 35,00

Vivere Insieme

Strumento di comunione della Parrocchia di Guanzate anno XXXVI * n.6 * DICEMBRE 2013

“Tutti quelli che credevano vivevano insieme” (Atti 2,44)

Vivere Insieme Dicembre 2013  
Vivere Insieme Dicembre 2013  
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