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LA PESCA La pesca è un o frutto dolce e succoso originario della Cina, dove fin dai tempi più antichi se ne coltivavano diverse varietà. Per la sua ricchezza di vitamine (soprattutto A, B1, B2, C e PP) e di oligoelementi (fosforo, potassio, magnesio, zolfo, ferro, manganese), in Oriente era definito di "frutto dell'immortalità". In Europa fu invece apprezzato in un primo tempo come pianta medicinale, mentre si diffidava del frutto, che si riteneva tossico. Oggi si sa che la mandorla contenuta nel nocciolo della pesca contiene l'amigdalina, che dà l'acido prussico, cioé l'acido cianidrico, estremamente velenoso. Nell'antica scienza farmaceutica la mandorla ed il nocciolo di pesca si usavano contro il mal di testa e i disturbi digestivi, mentre le foglie e la corteccia dell'albero erano considerate vermifughe, antipiretiche e diuretiche. La pesca contiene un acido abbastanza simile all'acido citrico, che ha la proprietà di eliminare le tossine ed è anche consigliato nella dieta di chi soffre di difficoltà di digestione e di disturbi di circolazione. È un frutto che, anche se sottoposto a trattamenti naturali di conservazione, mantiene buona parte delle sue proprietà disintossicanti per cui, pur concentrandosi la produzione in luglio e agosto, diventare una risorsa per tutto l'anno. La pesca ha proprietà lassative e soprattutto diuretiche. Consumarla regolarmente fa bene a chi soffre di stipsi e a chi ha un'insufficienza renale. La medicina cinese consiglia di mangiare la pesca cotta al mattino a digiuno per svuotare la pancia. La pesca aiuta anche a limitare la traspirazione, a purificare la pelle e, se usata come aperitivo, aiuta la digestione.

La pesca  

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