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il sublime

Un libr o di M ariaVit toria Ferr ari


Il Sublime


E lĂ  vorrei vivere, e lĂ  morire. Ascoltando il silenzioso concerto delle foglie che danzano col vento


Qualcosa nei tuoi movimenti, mi fa sentire come se non potessi vivere senza te. La tua folgore riflette i miei petali e mi ricorda che non c’è vita senza luce. Dissetati coi raggi di un sole che presto tramonterà. Oltre l’oscurità, oltre la siccità respira dei miei sensi


Intorno e in tondo giriamo. spasmi, impulsi, passi. Corriamo verso ciò che non conosciamo. Perchè quando non vedi nel buio è difficile capire dove le tue radici ti porteranno. Imobile danza di pensieri. mi risveglio in questi cieli


Mentre tingo il buio di bianco tu riprendi coscienza. non ti resta altro che la sua partenza... polverosa e senza vergogna! Goccie di fuoco, disarmati respiri, silenziosi sussurri.... dolce passione che gela la ragione. profumo di fuoco.... tra radici di rose e spine pungimi il cuore. amami senza pudore


Sgocciola la tempesta sulle tue fragili guance. si ripara il tuo cuore e combatte il tuo guscio. non tremare! un nuovo colore indosserà l’amore, un nuovo profumo sprigionerà il dolore. rinasci sotto il sole, invoca un canto al nuovo seme


Forgiati nel bianco, siamo strumenti che suonano il mare. Urla di fiori, strazi di steli ultrasuoni di profumi. ti sento: mi mastica la tua voce. morsi allucinogeni allontanano gli ultimi respiri. sale il veleno e scendono le palpebre. Forgiati nel bianco... nero ci culla


Iieri non è che un sogno e domani una visione; ma l’oggi ben vissuto rende ogni ieri un sogno di felicità e ogni domani una visione di speranza.


Guarda questo giorno! In esso è la vita, la vera vita. Nel suo breve corso È riposta tutta la verità e la realtà del tuo esistere: la felicità del crescere la gloria dell’azione lo splendore della bellezza


Tempo fa ti si vedeva camminare tra le foglie del giardino al lume dei tuoi pensieri . vedevi una sola via per venire e un altra per andare. volevi volare .


Non questo carcere di scale cieche e falsi piani, tratto da mente inferma e certa mano. soggiorno di gioia ci appare ma altro non è che un vasto ospedale


Forte corteccia di un debole ramo. amputato nelle sue viscere. privo di rardici continua a fiorire. , come la speme ultima a morire, cosi’ le tue foglie non cessano di respirare. Roso, trafitto nel cuore, punzecchiato nei frutti. non trova dove appoggiarsi, stenta ad arrivarci eppure ambisce al cielo


Abbandonata dall’uomo e cullata dalla natura, mi risveglio nella stanza dove si consumò la mia infanzia. Mura fredde che una volta sfavillavano di quadri e ricordi. Finestre buie coperte da strati di vecchiaia. Abbandonata, sporca e disordinata. Piena delle nostre cose e vuota di persone. dimora della mia coscienza.


Nudo, esposto al gelo di questa maledettissima epoca, su una carrozza realmente esistente, tirata da cavalli irreali, vado attorno vagando, povero vecchio


Un posto segreto voglio trovare, una finestra sul cortile, da dove indagare. Una finestra aperta che mi fa parlare...un anima un cuore, una scala da dove guardare e amare


La mia vita è un’esitazione prima della nascita il saluto di un alba


castamente custodito in piccola gemma fiorisce per sempre per loro lo spirito, e gli occhi, beati, guardano nel calmo eterno chiarore.


InstabilitĂ  nativa. strazio di aria rarefatta, stridoli di nuvole in piena.sgocciola il mio dolore. drena di ardore e trema per calore. sgocciola abisso di folgore. gocce di fuoco gielano la ragione. si appesantisce mio ultimo primo respiro. diventeremo vapore


Tutto rimane fermo per ira! frammenti d’amore soffocano nel veleno... tutto invecchia e appesantisce i tuoi filamenti. per quanto questa ragnatela reggerà i detriti della vita?! fino a quando avvolte in questa tela le tue braccia mi stringeranno; fino a quando in una morsa le nostre bocche si morderanno.


Trasportata dai tuoi sospiri, naufrago tra luci e freddi colori.


Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto.


Frammenti d’amore sparsi tra le fessure del pavimento, soffocano il tuo respiro otturano i tuoi pori. tutto invecchia e appesantisce i tuoi filamenti.


Voi che lassÚ vi aggirate nella luce sul soffice suolo, o beate divinità! Rilucenti, divini aliti lievemente vi sfiorano, come dita d’artista le sacre corde. Indifferenti al fato, come addormentati poppanti, respirano gli abitatori del cielo


Trapasso il giardino. quella rosa: offesa dal sole, che gli ha dato la vita, si corruga langue appassisce. dietro a ciò che di piÚ angelico può apparire diabolico. e tu passi. vai dolcemente infrangendo steli. calpesti i miei pensieri.


‘‘Lo scroscio dell’acqua che esce dagli sbarramenti dei mulini, i salici, le vecchie tavole fradice, i pali viscidi le costruzioni in mattoni, io amo queste cose’’ cit: Constable


‘‘La mia arte limitata si trova in ogni sentiero sotto ogni siepe’’ John Constable


Il Sublime