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Corriere della Sera Sabato 2 Gennaio 2010

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Ora il pesce si gusta in alta quota

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Come vestiremo Le profezie degli stilisti

Dal sale ai mirtilli Le abitudini «terapeutiche»

di Roberto Perrone

di S. Bucci e S. Nani

di Gillo Dorfles

di Giulia Ziino

Buoni propositi

TE M Come evitarli PI H LI B E RI o detto a mia figlia: «Nel 2010 dobbiamo diventare più ordinate». Lei mi ha risposto: «Lo dici tutti i Capodanni da quando ti conosco. Non succederà». E ha lanciato all’indietro la giacca a vento come Miranda Priestley nel Diavolo veste Prada. Dopo aver negoziato sull’uso dell’attaccapanni, ho capito che dovevo rinunciare al mio buon proposito, ancora una volta; pena un continuo lavoro di badante per adolescenti sciamannate. Perché in due è peggio. Ma è difficile anche da soli. Eppure — sarà l’agitazione e residua speranza da momento forte del passaggio, sarà la tradizione, il ricordo delle nonne che facevano scrivere i buoni propositi su bigliettini e bruciavano tutto in un coccio prima della mezzanotte, bei riti — ci cadiamo tutti. Per quanto sappiamo che non è un vero passaggio, solo una pausa invernale; per quanto abbiamo negli anni preso impegni di ogni genere e non ne abbiamo (quasi) mai rispettato uno; per quanto ci sentiamo ridicoli, ogni volta, pavlovianamente, ci riproviamo. Otteniamo risultati solo in un caso, in genere, però.

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La dieta Cioè, ovviamente: nel tentare di smaltire i due-tre chili presi mangiando e bevendo compulsivamente nelle due settimane che precedono il 31 dicembre. Dopo il cotechino dell’1, già durante il concerto di Capodanno dall’Opera di Vienna (tenerlo in sottofondo tv è uno dei pochi modi sensati iniziare l’anno nuovo, francamente) si comincia a provare disgusto per se stessi. La maggioranza usa virtuosamente il disgusto per tornare in sé e nei propri abiti. Le più abili (in genere donne) danno ricette di brodi diuretico-bruciagrassi (funzionano, ma alla maggioranza, composta da donne non ossessive, uomini etero e figli assortiti, fanno schifo; tenerne conto). Le più sagge/i insistono su un periodo di dieta vegetariana (l’eccesso di colesterolo rende aggressivi e depressi; pensateci, rivedete in questa luce cupezze e liti festive) per ripulirsi ed essere più sereni e buoni. L’ultima sigaretta Secondo nella lista dei propositi è smettere di fumare; per chi ancora fuma. È proposito ancor più sensato dello smaltimento dei tortellini; purtroppo è molto più difficile. Inutile elencare stati-

Ogni inizio d’anno ci ricadiamo, sapendo che resteremo delusi Letteratura Zeno Cosini Il protagonista di «La coscienza di Zeno», di Italo Svevo, vive una vita piena di buoni propositi non mantenuti. Celebri le sue infinite «ultime sigarette»

stiche mortali e storie dell’orrore, alle persone care che vogliono provarci. Casomai, è più utile dirgli che puzzano. Per la maggioranza, non fumatori ed ex fumatori che sono/siamo ancora peggio, persino chi esce a farsi una sigaretta e torna dentro olezzante come una cicca (si sente anche dai vestiti) ormai crea disgusto. La maggioranza, per affetto e buona educazione, fa finta di nulla. Invece, se l’amico tabagista annuncia il buon proposito, dovrebbe cominciare ad avvertirlo e a dare segni di fastidio. L’amico ce ne sarà grato, quando riprenderà a parlarci, tra sei-sette Capodanni. Mollare il/la fidanzato/a Terza classificata è la decisione di met-

tere fine, con l’anno nuovo, alle relazioni disfunzionali. È un errore. Dopo Capodanno arriva gennaio, mese freddo e asociale. Pessimo per ritrovarsi da soli. Il mese migliore per lasciarsi, individuato dopo lunghe indagini, è aprile, così si ha anche tempo di organizzarsi l’estate (è anche il miglior mese per dimagrire, così dicevano i dietologi).

disegno di Chiara Dattola

di MARIA LAURA RODOTA’

Più sport, meno aperitivi Terzo a pari merito è il buon proposito salutista a tutto tondo. Sport a manetta, niente più aperitivi con alcol e schifezze, eccetera. Anche lì, non è stagione. Un bicchiere in compagnia alla fine di una giornata lunga di lavoro e breve di luce conforta più di un’ora in una sudaticcia palestra sotterranea, via. L’importante e non continuare a bere tornati a casa; il metodo più semplice per non farlo, di questi tempi, è evitare i tg (ultimamente anche noti astemi si attaccano al gin liscio dopo due-tre servizi, quindi attenzione). Mann invece della chat Quarto, e nobile, è il proposito di diventare più colti e curiosi. Di leggere più libri, di andare di più al cinema e alle mostre, ecc. In ogni famiglia c’è almeno qualcuno che lo fa. Deve essere però consapevole che, se vorrà tener fede, sarà solo/a. Mentre lui/lei la domenica leggerà Thomas Mann o andrà a vedere Calder, i suoi cari saranno persi tra lo sport in tv e le chat. Farsene una ragione. Quinto, più moderno, riguarda proprio Internet. Siamo in tanti a dirci «dall’anno prossimo evito di passarci quindici ore al giorno; sposterò almeno parte della mia vita sociale, culturale e ricreativa nel mondo reale». Saggio. Ma di nuovo: se non lo si vuol fare da soli, meglio darsi qualche appuntamento con chi si trova in chat, dopo Capodanno, che diamine. E auguri.

Bridget Jones Ne «Il diario», la 30enne single (nella foto Renée Zellweger) elenca i buoni propositi per il nuovo anno: non bere più di 14 superalcolici la settimana; smettere di fumare; non spendere più di quanto si guadagna; ridurre di 8 cm la circonferenza delle cosce

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