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La serie Democratica nasce agli arbori della Repubblica durante il manifestarsi di movimenti sociali, politici e culturali che portarono al referendum del 2 e 3 giugno del '46. Le Poste colsero opportunamente questa fantastica evoluzione trasformando in stampa gli ideali di un popolo martoriato da una disastrosa guerra tra nazioni e per finire anche fratricida. Le illustrazioni dei suoi francobolli danno un imprintig singolare, ossia: libertà, ricostruzione, rinascita, giustizia e famiglia, che sono appunto l'espressione di ciò che la gente comune sentiva proprie in quel particolare momento della vita della nazione. Il volerla considerare prima, seconda o terza serie della Repubblica poco conta dal punto di vista formale. E' indispensabile invece annotare lo spirito di chi ha voluto anticipare i tempi referendari per dare al popolo italiano una precisa idea di libertà, lavoro e famiglia. Quindi la sua emissione, 1° ottobre 1945, traccia un solco tra il periodo monarchico , Re Vittorio Emanuele III proclama suo figlio Umberto II Luogotenente e poi Re per poco più di un mese, e quello repubblicano, nato del referendum nei primi giorni di giungo. In questa traccia delimitatoria si intrecciano pertanto, anche se per soli nove mesi, tre periodi storico-postali: Regno, Luogotenenza ed appunto la neonata Repubblica. Un primo esempio è una lettera puntinata per ciechi spedita da Campo Tizzoro il 17 dicembre 1945 e diretta a Firenze, in difetto di 10 centesimi e non tassata. Sicuramente non siamo ancora in uno stato repubblicano ma vignette raffiguranti un pesante martello che spezza una grossa catena che rappresenterebbero?

Nell'intento del vignettista, Alfredo Lalia per il 10-50-80 centesimi - 8 e 10 lire, c'è la


volontà di raffigurare un nuovo periodo liberale (martello) che distrugge le ansie, la povertà e miseria, la morte (catene) provenienti dal vecchio sistema fascista. 30 gennaio 1946. Cedola di commissione libraria spedita da Roma Centro per Modena.

Renato Garrasi, per il 20 centesimi – 5 e 10 lire, rappresenta invece un gruppo familiare di lavoratori e la sagoma di una bilancia a due piatti in perfetto equlibrio. Una voglia di ritornare ai cardini della società, ossia la famiglia fino ad allora dispersa e smembrata dalla guerra, che abbia una corretta attribuzione di diritti e doveri ovvero la giustizia sociale. La bilancia in equilibrio è appunto l'equa distribuzione dei pesi dei doveri delle singole cellule di un paese con i diritti che lo Stato deve sempre correttamente garantire per tutti i suoi cittadini: lavoro, giustizia, sanità, pace.


29 dicembre 1945. Cartolina augurale di buone feste in tariffa 60 centesimi permessa per il breve periodo delle festività del S.S. Natale-Capodanno purchè inoltrate dal 15 dicembre al 5 gennaio 1946. Nel 60 centesimi e due lire di Paolo Paschetto, un lavoratore dei campi che lega ad un sostegno verticale una giovane pianticella, c'è il germe della futura nascita repubblicana, la pianticella, che però abbisogna di tutte le cure per potersi irrobustire. Il sostegno è proprio quanto è necessario ad una nazione, venuta fuori dalla catastrofe bellica a cui serve di tutto e di più per poter rinascere, ricostruire e riappropriarsi delle propie origini. Ed ecco la fiaccola rappresentata nel 25 centesimi - 1,20 lire - 3 lire – 4 lire - 20 lire - 30 lire, anche questa di Paolo Peschetto, a rapprentare la fiamma piegata dall'impeto della corsa ossia la nuova libertà che spazia dal pensiero alla stampa, dall'arte alla religione, dal diritto alle professioni. Tutte queste forme di pensiero da troppo tempo prescritte, vietate, abolite dal regime fascita.

13 febbraio 1947. Lettera da Pineta di Sortenna, frazione del comune di Sondalo in provincia di Sondrio, a Roma e diretta a militare di truppa in Fermo Posta (tariffa 4 lire: 2 lire Lettara a tariffa ridotta diretta a militare + 2 lire tassa per Fermo Posta pagata dal mittente) affrancata con 4 lire isolato a coprire l'intero importo.


Mario Melis e Antonio Mazzotta rappresentarono il francobollo da 40 centesimi - 1 lira - 6 lire - 15 lire con un ramoscello d'ulivo sorretto da una mano che lo conficca nel terreno. La rinascita quindi di una nuova pianta, piÚ rigogliosa e forte, nella stessa terra che per anni è stata privata dei suoi migliori frutti.

31 dicembre 1945. Cartolina illustrata da Travesio (udine) per Trieste affrancata con il valore isolato di 40 centesimi ardesia per coprire la tariffa: cartolina illustrata solo firma e data per l'interno, pari appunto a 40 centesimi.


4 ottobre 1945 L3 – Lettera Raccomandata Espresso per la Francia (tariffa 25 lire: 5 lire Lettera estero + 10 lire Raccomandata + 10 lire Espresso) affrancata con il solo 25 lire. Primo mese d'uso.

Renato Garrasi nell'alto valore da 25 e 50 lire rappresenta un tronco di una vecchia quercia tagliato ma con dei nuovi germogli che emergono da entrambi i lati, da tutto l'insieme viene fuori la dea Minerva, patrona romana della guerra e della saggezza. Un netto taglio quindi con il vecchio passato, dei virgulti di una nuova nascita e finalmente pace e giustizia sociale. La "Patria risorge" è appunto il titolo della vignetta.


Tra tutti i francobolli della serie, nati dall'ottobre '45 fino al 19 gennaio 1948, un cenno a parte merita l'emissione del 10 lire arancio (20 ottobre 1947) a seguito della falsificazione dell'analogo valore color ardesia.

L'autentico 10 lire ardesia in uso isolato del 12 agosto 1946 (non come specificato nel datario in modo errato: 1955) a coprire l'importo per il solo servizio Espresso in quanto la lettera semplice viaggiava in franchigia. Annullo al verso d'arrivo datato: 13.8.1946 e targhetta di Agenzia di Recapito.


Lettera Raccomandata da Milano per la cittĂ  del 26 ottobre 1946, affrancata con il lire 10 falso e sequestrata dopo l'inoltro postale.

Ed infine il sostituto 10 lire arancio su Lettera a tariffa ridotta diretta a militare di truppa con timbro muto "non inciso" e lineare della localitĂ .


.. e che dire del valore da 100 lire che vide la luce il 29 luglio 1946. Disegnato da Renato Garrasi consta di una parte centrale in cui è riprodotta la famiglia di un lavoratore inquadrata da una bilancia in perfetto equilibrio, del tutto simile al 20 centesemi ed altri, ma con due zone laterali rabescate una delle quali presenta la scritta Poste Italiane e l'altra l'indicazione: 100 lire. Più che per un messaggio ben preciso, questo francobollo nacque dalla necessità di agevolare tariffe di elevato valore per l'estero. Succesivamente l'aumento delle tariffe interne e del costo del danaro portò alla necessità di comporre tariffe di alto valore anche per la corrispondenza nazionale.

9 settembre 1946 II periodo tariffario estero – Lettera Raccomandata per Posta Aerea da Savona per Buenos Aires (tariffa 141 lire: 15 lire Lettera estero + 20 lire Raccomandata + 106 lire per due porti di Posta Aerea per l'Argentina [53 x 2 lire]) affrancata con 3 pezzi del francobollo da 3 lire + 10 lire ardesia + 20 lire + 100 lire in difetto di 2 lire e non tassata. Inusuale timbro di colletteria della città di spedizione:

Savona.


4 novembre 1950 – Lettera Raccomandata spedita per Posta Aerea da Villafrati (Palermo) a Roma affrancata per 545 lire (200 lire [20 x 10 lire] per Lettera 10 porti fino a 150 gr di peso + 300 lire [30 x 10 lire] per 30 porti di Posta Aerea per l'interno + 45 lire Raccomandata). Infrequente alta affrancatura per l'interno.


Ai valori ordinari si affiancarono quelli di Posta Aerea. Furono due i bozzetti che vinsero la gara. Il primo, le "rondini in volo" sovrastano un paesaggio alpino innevato del vignettista Paschetto e simboleggiano l'arrivo della primavera e di un nuovo periodo di pace dopo il freddo inverno. Il secondo, il "moderno aeroplano in volo fra due mani che si stringono" del disegnatore Lalia, richiama l'importanza della vicinanza tra i popoli mediante l'avvento delle nuove tecnologie di trasporto.

30 marzo 1950. Estratto conto giornali spedito a Bergamo per Alemanno San Bartolomeo (Bergamo) ad esatta tariffa 1 lira.


25 ottobre 1948. Lettera spedita per Posta Aerea da Cagliari a Porto Ceresio (Varese) in perfetta tariffa da 25 lire (15 lire Lettera fuori distretto + 10 lire per un porto di Posta Aerea per l'interno). Inconsueto l'utilizzo del valore singolo per il servizio d'emissione del francobollo.

I francobolli per il servizio Espresso raffigurano il "Piede alato" del solito vignettista Paolo Paschetto e "l'Auriga" di Mario Melis e Antonio Mazzotta. Entrambi i disegni non hanno particolari spunti sociali ma, al contrario, sono espressione del servizio che rappresentano; infatti il primo, con delle ali applicate ai lati della caviglia, da l'idea della corsa, della velocità, la celeritudine che deve esssere propria del servizio. Il secondo con l'auriga merita un po' di storia. Una delle tre leggende sulla nascita dell'Auriga recita che Atena insegnò a Erittonio molte cose, compreso come addomesticare i cavalli. Egli fu il primo uomo capace di attaccare quattro cavalli a un carro, a imitazione del carro del Sole che era trainato da quattro cavalli, una mossa audace che gli garantì l'ammirazione di Zeus e gli assicurò un posto fra le stelle. Là, Erittonio è raffigurato con le briglie in mano, forse mentre partecipa ai giochi panatenaici che vinse spesso alla guida del suo carro. Furono i francobolli che raccolsero maggior successo di critica!


23 dicembre 1953 R7 – Ricevuta di ritorno del Servizio notificazione atti giudiziari in tariffa 50 lire per il solo servizio Espresso. Questi modelli, come specificato anche nelle note a stampa sul modello, non andavano affrancati in quanto l'intero importo dei servizi veniva apposto sul supporto principale. Il diritto di Espresso (in queste date era appunto di 50 lire) invece di norma non era previsto e, se comunque richiesto, si applicava sull'Avviso di ricevimento. Inconsueto in quanto rappresenta un uso esatto (e l'unico possibile su AR) di questo valore isolato su una ricevua di ritorno.


9 maggio 1950. Lettera da Brunico (Bolzano) a Firenze Espresso in esatta tariffa 60 lire (20 lire Lettera per interno + 40 lire Servizio Espresso).

2 agosto 1949. Lettera inoltrata per Posta Aerea da Milano a Palermo in esatta tariffa 30 lire: 20 lire Lettera primo porto fino 15 gr. + 10 lire per un porto (5 gr.) di Posta Aerea per l'interno. Servizio assolto con francobollo da 30 lire Espresso in utilizzo improprio.


Solo un flash sui supporti cartacei, Cartoline e Biglietti postali, che affiacarono l'emissione dei francobolli. Le prime cartoline postali furono tre di taglio da 60 centesimi, 1,20 e 3 lire, tutte con stemma sabaudo, raffiguranti nella vignetta la fiaccola per i valori in lire e l'agricoltore che sorregge la pianticella per il centesimale.


A queste prime tirature se ne aggiunsero successive fino all'ultima del 2 luglio 1949 dell'importo di 15 lire, verde scuro-fiaccola, e 15 + 15 lire con risposta pagata. I biglietti postali ebbero la prima tiratura il 23 maggio 1946 con i valori da 4 e 5 lire. I supporti conservano ancora lo stemma sabaudo a sinistra ed hanno come vignetta la fiaccola per il 4 lire e la famiglia con bilancia il 5 lire.

Un esempio senza stemma: rispedizione senza successiva aggiunta.

Prima tiratura con stemma. Anche per i biglietti postali si succedettero altre emissioni senza stemma e per finire nell'ottobre 1946 con gli ultimi esemplari da 10 e 20 lire.


Ritornando all'argomento base, dopo questo breve tergiversare che in ogni caso non guasta, bisogna ricordare che il messaggio che i francobolli volevano portare alla popolazione italiana non passò però immediatamente. Numerose furono le critiche sulla qualità delle immagini e sulla loro rappresentazione. Eccone alcune raccolte dalla stampa dell'epoca: - insignificante (Federico Zeri);.... - ...ossatura burocratica dello Stato italiano fascista e post-fascista.... - serie del compromesso - specchio dell'epoca in cui fu concepita - ...ciarpame greco-romano di divinità.... (Biancale) - delusione - ..la retorica del clima fascista ha inevitabilmente contaminato anche l'arte (Luigi Raybaudi Massilia) - etc., etc., etc.. A queste voci se ne aggiunsero di più numerose e di parere contrario. Sta di fatto che questa serie ebbe il merito di mettere d'accordo monarchici, sulla via del declino, e repubblicani dando il contentino un po' a tutti i partiti dell'allora arco costituzionale. Inoltre mandò definitivamente a casa tutti i francobolli con l'effige del Re, i fascetti littori, gli stemmi ideologici e quant'altro. Manifestò agli occhi del mondo la volontà della nazione e dei suoi abitanti di iniziare una grande rinascita, una strada nuova, una epoca di pace, serenità e lavoro. Ecco quindi le motivazioni che, a mio avviso, la rendono prima serie repubblicana, proprio per il neonato germe che porta in se, dei nuovi valori di democrazia e libertà ossia culto, riunioni e associazioni, libero pensiero, stampa, lavoro e diritto alla salute. Negli esempi mostrati, facenti tutti integralmente parte della mia collezione, ci si avvina allo spirito che perterà alla scrittura della carta costituzione. A tal proposito vorrei riportare, a chiusura, il messaggio di Roberto Benigni agli italiani: “La Costituzione è un regalo che ci hanno lasciato, ma ciò che si riceve in eredità deve diventare nostro, bisogna conquistarlo. Qui dentro ci sono le regole per vivere tutti insieme in pace, lavorando. Dico una cosa che potrebbe dire solo un Papa o un buffone: domani mattina quando vi svegliate dite ai vostri figli di andare a testa alta, di essere orgogliosi di appartenere a un popolo che ha scritto queste cose tra i primi nel mondo, e dite loro di avere fiducia e speranza”.

Bibilografia: 1) La serie della ricostruzione DEMOCRATICA di Filanci e Bogoni – Poste Italiane 2) http://www.lademocratica.it/ 3) http://www.ibolli.it/index.php 4) Il 100 lire della democratica di Sirotti e Carraro Edizione Sassone 5) http://www.businesspeople.it/People/Protagonisti/Roberto-Benigni-e-laCostituzione-video-integrale-de-La-piu-bella-del-mondo-_41794


Un breve divagare sulla prima serie