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Opinioni e notizie da CMB

incorso

Periodico trimestrale . Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - DCB MO . Direttore responsabile: Paolo Zaccarelli . Segretaria di redazione: Francesca Martinelli . Proprietario: CMB Società Cooperativa . Via Carlo Marx, 101, CARPI (MO) . Anno V. N° 16 Registrato al Tribunale di Modena il 26/06/2006 con il n° 1810. Progetto grafico: HIC ADV . Stampa: Nuova Grafica

N.16 - Giugno 2010

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SOLIDARIETà Insieme per il Malawi

Bilancio consuntivo 2009 Resoconto dell’Assemblea del 12 giugno Lo scorso sabato 12 giugno, presso la sede centrale di CMB a Carpi, i soci della Cooperativa si sono riuniti numerosi in occasione dell’Assemblea per la presentazione del Bilancio consuntivo 2009. L’apertura dei lavori dell’Assemblea è stata dedicata al rinnovo dei Consiglieri di Amministrazione di CMB in scadenza e condotta da Ruben Saetti in qualità di coordinatore della Commissione Elettorale; quindi è seguito il saluto del Sindaco di Carpi. Enrico Campedelli si è rivolto ai presenti tracciando un breve quadro della situazione critica che il Comune sta attraversando, in particola-

re per quanto concerne i tagli previsti dalla manovra finanziaria, che si rifletteranno sulle comunità locali con un’inevitabile riduzione dei servizi. Il Sindaco ha manifestato la necessità di accrescere la consapevolezza dei cittadini in merito al difficile momento, per poter creare insieme azioni che consentano di uscire dalla crisi e attivare politiche che portino a un futuro migliore.

I risultati Quindi ha preso la parola il Presidente Carlo Zini, che si è rivolto ai soci della Cooperati-

SETTORE IMMOBILIARE

va e agli ospiti intervenuti per approvare il primo bilancio di esercizio del nuovo secolo di storia di CMB, quello chiuso al 31 Dicembre 2009. “Un bilancio che ancora una volta presenta risultati di tutto rilievo - ha proseguito Zini - maturati in un contesto di mercato difficilissimo caratterizzato dall’incedere della crisi. Ve li riassumo in pochi significativi numeri: un giro d’affari di 640 milioni di euro, che segna un’ulteriore crescita del 7%, con quasi 20 milioni di utile al lordo delle imposte e del ristorno ai soci, che prosegue un lungo ciclo positivo iniziato nel 1997.

Certificazione energetica: un tema caldo

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SICUREZZA Parte il progetto CMB “Sicuri per Mestiere”

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I SOCI RACCONTANO Berlino in 4 giorni (e migliaia di passi)


GESTIONE ECONOMICA

Cambiano gli scenari, ma CMB si prepara alla sfida Poletti di Legacoop: “Impegno e serietà producono grandi risultati” 2

Da allora è quadruplicata la dimensione dell’impresa e il patrimonio netto è salito da 40 a 190 milioni di euro. Anche la dimensione sociale ha messo a segno un ulteriore progresso con 1.460 soci, che hanno sottoscritto e versato un capitale sociale di 32 milioni di euro. Orgogliosi della propria cooperativa che si cimenta nella realizzazione di grandi lavori, fondamentali per lo sviluppo del Paese: l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, la Variante di Valico dell’Autostrada del Sole, la Linea C della Metropolitana di Roma o l’Alta Velocità ferroviaria nelle due tratte Milano-Bologna e Bologna-Firenze. Tutto ciò costituisce motivo di grande soddisfazione e dimostra che una società di persone può essere soggetto di primo piano nello sviluppo del Paese

e può competere con le grandi imprese pubbliche e private. Quest’ansia di dimostrare il proprio valore, la capacità di lavorare insieme, in gruppo, valorizzando la professionalità e il contributo di ognuno nell’ambito di una realtà sociale estremamente articolata, il profondo orgoglio che deriva da una storia centenaria di successo, sono i tratti distintivi di un’impresa che punta sulla qualità e sull’innovazione per creare un ambiente di lavoro stimolante e rispettoso dell’uomo, che riesca ad attrarre i migliori talenti. Solo con risorse umane di grande qualità si ottengono risultati eccellenti, tutt’altro che scontati”.

Lo scenario Zini ha proseguito l’intervento

evidenziando come negli ultimi anni lo scenario economico sia profondamente mutato. “L’Italia archivia il biennio 2008-2009 con una caduta clamorosa del prodotto interno lordo: -6,5%. […] Le recenti turbolenze di mercato hanno messo a nudo e reso ineludibile un problema che investe tutto il continente europeo, che però in Italia è particolarmente acuto: la perdita di competitività. In soli due anni si è bruciata metà della crescita registrata nei dieci anni precedenti. Per questo la correzione dei conti pubblici va accompagnata da misure strutturali per sostenere il rilancio della crescita. La recessione distrugge capitale umano, soprattutto tra i giovani, anche per questo i costi dell’evasione fiscale e della corruzione diventano ancor

più insopportabili. […] Anche la sfida di oggi, coniugare la disciplina di bilancio con il ritorno alla crescita, si combatte facendo appello agli stessi valori che ci hanno permesso di vincere le sfide del passato: capacità di fare, equità, desiderio di sapere, solidarietà. Consapevoli delle debolezze da superare ma anche delle ragguardevoli forze di cui dispone. E se il peggio forse è alle spalle, perché le massicce dosi di liquidità iniettate hanno evitato il collasso del sistema finanziario, vi è tuttavia la percezione che la strada per uscire dal tunnel per tornare di nuovo a un livello di crescita accettabile sarà lunga, complicata e dolorosa. Il risultato di bilancio 2009 della CMB è certamente positivo e va salutato come tale, tuttavia non possiamo nascon-


3 derci le preoccupazioni che tutti abbiamo volgendo uno sguardo al futuro e alle nubi che si stanno addensando all’orizzonte. Siamo ormai tutti consapevoli che le certezze del passato sono state spazzate via dalla crisi di questi due anni e nulla sarà più come prima. La stessa positiva specificità che contraddistingue i risultati di CMB rispetto allo scenario esterno e la sua solidità patrimoniale non ci lasciano del tutto tranquilli, pervasi come siamo da numerose incertezze. In questo frangente dobbiamo essere ancora più uniti, rafforzare la Cooperativa e riscoprirne i valori fondanti, uno per tutti la solidarietà. Dobbiamo continuare ad operare, con ancor maggiore determinazione, sulle linee strategiche del Piano Industriale, che andrà sottoposto a una verifica straordinaria fin dal prossimo autunno. Siamo convinti che alcune direttrici fondamentali rappresentino la garanzia per resistere e imboccare la via dello sviluppo futuro: il radicamento nel territorio e l’autonomia imprenditoriale delle Divisioni; lo sviluppo della finanza di progetto e delle concessioni di costruzione e gestione e di tutte quelle attività che associno al tradizionale mestiere del costruttore un maggior contenuto di servizi. A questi è necessario aggiungere l’ulteriore specializzazione nel segmento infrastrutturale da esportare, oltre che nell’intero territorio nazionale, all’estero valorizzando l’esperienza del Consorzio Eureca e con essa l’alleanza strategica con Unieco e la propensione a lavorare in gruppo

I dati sull’occupazione

nell’ambito del sistema cooperativo. Non deve mancare poi l’investimento nella formazione delle risorse umane e nelle tecnologie d’avanguardia, perché solo un continuo miglioramento ci metterà in condizione di competere con successo. Infine, ma non ultimo, operare per promuovere una nuova generazione di soci e dirigenti, su cui poggerà sempre una maggior responsabilità per lo sviluppo futuro, creando le condizioni per la loro affermazione anche nell’attuale contesto di crisi, che non può e non deve costituire un alibi per bloccare i processi di cambiamento in atto. L’esperienza ci dice che il segreto del successo sta proprio nella capacità di innovare anche quando le cose vanno bene, non stancandosi mai di ricercare nuove soluzioni, promuovendo nuovi talenti”. Zini, in qualità anche di Presidente di ANCPL, ha tracciato un breve quadro della situazio-

ne delle cooperative del settore costruzioni e, più in generale, di quelle di produzione e lavoro. “Anche nel 2009, in base ai primi dati relativi ai bilanci raccolti dalla nostra Associazione, l’andamento delle cooperative è stato, per certi versi, migliore di quello dei concorrenti. Vi è stato un effetto di trascinamento dagli anni precedenti, sostenuto in particolare dalla prudenza che ha caratterizzato la gestione e dall’andamento positivo della produzione nei grandi cantieri infrastrutturali e in quelli autopromossi con finanza di progetto. Un sistema di imprese che ha puntato sulla qualità, sulla soddisfazione del cliente e sul pieno rispetto delle regole facendone dei fattori di competizione, nonostante la crisi. La contrazione dei ricavi rispetto al 2008 è stata dell’8%, con una discreta tenuta dei portafogli lavori e della redditività.

Un ulteriore dato distintivo è una sostanziale stabilità dei livelli occupazionali che contrasta con i dati allarmanti del settore. […] Per contro si conferma un “gap dimensionale” rispetto ai principali concorrenti, con la tendenza a perdere terreno, in quanto imprese fortemente radicate al territorio e quindi sostanzialmente eccellenti imprese di nicchia, in una competizione che tende ad allargare i confini a livello internazionale. La sola CMC ha una presenza significativa e consolidata da anni all’estero. Peculiarità che tuttavia non ci porranno al riparo dall’incedere della crisi. […] Le stime del 2010 indicano ancora una sostanziale tenuta del giro d’affari, con una redditività in decisa contrazione, e non è detto si sia toccato il fondo. Sapremo tuttavia resistere, mantenendo fede ai nostri tratti distintivi, tutelando la cooperativa, l’impresa e con essa le persone che vi lavorano. Con maggior successo se investiremo nell’innovazione e sul futuro, sulle risorse umane: coniugare le certezze che provengono da un indiscusso patrimonio imprenditoriale con nuovi progetti di sviluppo e con le speranze in una prospettiva ancor più entusiasmante”. A conclusione dell’intervento, Zini ha ringraziato i soci, i consiglieri e “tutti coloro che hanno sempre offerto il proprio contributo con competenza, equilibrio, passione e amore per la Cooperativa, con assoluta onestà e disinteresse personale, assumendosi grandi responsabilità per favorire


GESTIONE ECONOMICA

4 lo sviluppo di CMB e che tanta parte hanno avuto nel successo degli ultimi anni”. L’Assemblea è proseguita con l’intervento di Roberto Davoli, Direttore dell’Area Divisionale della Divisione Centrale, che, nel ripercorrere i risultati conseguiti nel 2009, ha evidenziato quanto l’obiettivo di CMB per questi anni sia “sempre più impegnativo, complesso, gravoso” e ha invitato tutti i soci a reagire con “forte attaccamento e senso di responsabilità”.

Le occasioni per crescere Sono seguite le parole di Andrea Rosa per la Divisione Lombardia e Alessandro Santonati per il Lazio. Rosa si è focalizzato sulla necessità di affrontare questi anni di crisi puntando a continuare a crescere, anche nel mercato estero, in una dimensione corporate di CMB che permetta di superare alcuni localismi nella gestione delle complessità. L’intervento di Santonati, d’altra parte, si è incentrato sulla necessità di rilanciare il portafoglio lavori della Divisione Lazio con un’acquisizione importante come il prolungamento della Linea B della me-

tropolitana romana, cercando inoltre di ampliare il proprio raggio d’azione oltre i confini regionali. Infine Gabriele Malavasi si è rivolto ai soci per un commosso saluto in qualità di consigliere uscente, ricordando la sua lunga esperienza all’interno del Consiglio e facendo i migliori auguri per il proseguimento delle attività. L’Assemblea è proseguita con l’aggiornamento in merito ai nuovi sviluppi dell’importante progetto di cooperazione internazionale che CMB, tramite l’impegno che vede spendersi in prima linea la Divisione Lombardia, sta portando avanti in Malawi con la giovane Cooperativa Andiamo (per ulteriori approfondimenti si rimanda il lettore all’articolo dedicato in questo numero di In Corso, alle pagg. 6-7). A conclusione della mattinata sono intervenuti l’Assessore regionale alla Programmazione e Sviluppo Territoriale, Giancarlo Muzzarelli e il Presidente Nazionale di Legacoop, Giuliano Poletti. Il primo ha colto l’occasione per illustrare alcune attività a sostegno dell’economia locale che sta realizzando la Regione Emilia Romagna, dallo sviluppo di nuove infrastrutture e in merito alla green economy.


Consegna degli attestati ai soci per i 25 anni di lavoro

5 Questo nonostante i dubbi espressi sulla manovra finanziaria che prevede importanti tagli sugli enti locali, i quali inevitabilmente si rifletteranno sulla ridotta autonomia delle amministrazioni. Muzzarelli ha infine augurato un buon lavoro e ha ricordato come cooperare significhi fare squadra, capirsi, collaborare e mostrare tolleranza nel confronto con gli altri.

L’importanza di cooperare Il saluto finale ai soci di CMB è spettato a Giuliano Poletti, Presidente di Legacoop Nazionale, che ha centrato il suo intervento sul movimento cooperativo, facendo fede al suo ruolo istituzionale. “Il 2012 sarà l’anno mondiale della cooperazione, per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite, questo ci consentirà di rinnovare dal profondo il valore delle nostre radici, della nostra storia. Di evitare il rischio di cedere all’idea che non c’è niente da fare, che bisognerà adeguarsi al pensiero dominante, che presto o tardi saremo costretti a finire lì”. Dopo aver citato alcuni punti della manovra finanziaria, Poletti riprende dalla capacità di farsi forza nella crisi da parte delle cooperative: “Noi abbiamo resistito, non è facile, non stiamo su un altro pianeta. Le cooperative vivono e vivranno gli stessi identici problemi di tutte le altre imprese, se muoiono le imprese di capitale, non se la caveranno le cooperative, resisteremo un mese in più, un anno in più, ma se la curva dell’economia non cambia non sarà un buon destino: abbiamo bisogno di

lavorare, di crescere. […] La Lega delle Cooperative non può dire dovete investire, innovare, cambiare: Legacoop deve farlo lei per prima, altrimenti non avrà nessuna credibilità. E lo stiamo facendo, il primo nucleo quest’anno che entrerà a lavorare in Legacoop sono venti giovani esperti di finanza. Guardate che è un cambiamento di pelle, la Lega, negli anni Ottanta, aveva 1200 dipendenti, adesso ne ha un po’ meno di 600: siamo arrivati a questo risultato attraverso un meccanismo normale, la gente andata in pensione non è stata sostituita e l’esito finale è che ci rimangono quelli come me che in Lega ci sono da 30 anni, e che ormai vanno verso i 60, perché i giovani non sono entrati. Bene, adesso bisogna puntare su nuove leve con professionalità e voglia di fare. […] Nel 1900 facevamo le cooperative dei braccianti e dei muratori, adesso dobbiamo fare le cooperative dei medici, degli ingegneri, degli architetti, dei chimici, di tutti quei giovani che finiscono l’università e non trovano un posto di lavoro. Dobbiamo rappresentare l’opportunità vera: dimostrare che anche di fronte alla crisi è possibile trovare la propria strada, scegliendo di impegnarsi da questo punto di vista. Io credo quindi che l’esperienza della vostra cooperativa ci dice esattamente questo: si può partire in pochi, in una situazione di grande e terribile difficoltà, e con la fatica, con l’impegno, con la serietà si possono produrre dei grandi risultati. Credo che questi siano esempi che a noi servono per poter tutti i giorni continuare a fare la nostra strada”.


SOLIDARIETÀ

Progetto Malawi: come tutto ebbe inizio “Andiamo” e CMB, storia di una collaborazione

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sopra, scambio di doni fra Andiamo e CMB

a fianco, il missionario Padre Mario Pacifici

A seguire, riportiamo l’intervento svolto in Assemblea dal socio Paolo Calvi sugli ultimi sviluppi del progetto di cooperazione internazionale che vede CMB impegnata in Malawi.

Tutto comincia con Padre Mario che ci strappa la promessa di fargli visita in Malawi, nel distretto di Balaka dove da 33 anni vive occupandosi dei grandi problemi che affliggono la popolazione quali malattie e alimentazione. È bastato conoscerlo - con la sua forza d’animo, la sua volontà e la straordinaria energia che trasmette - per sentirci subito arruolati nella missione.

Il Malawi è un paese privo di risorse e materie prime. Nel sottosuolo non c’è petrolio, carbone e diamanti, come in molte altre realtà africane e forse per questo, non destando interesse al mondo occidentale, ha avuto ancor meno possibilità di sviluppo rispetto ad altri stati. È un paese fatto di case di paglie e fango dove la presenza dell’acqua è inesistente in alcuni mesi, mentre in altri è così abbondante da cancellare con un alluvione strade e villaggi, che ogni anno debbono essere ricostruiti interamente. È qui che è nata la Cooperativa Andiamo, elemento centrale del nostro progetto: fondata da padre Mario nel 1984, oggi ha 60 soci e coin-

volge nelle sue attività circa 700 persone. È fortemente inserita nel territorio e ha sempre mantenuto buoni rapporti con le istituzioni governative locali oltre che con le autorità tradizionali. Inoltre, grazie all’aiuto italiano, dispone di macchinari e tecnologia più avanzata rispetto a molte altre società locali; d’altra parte tuttavia non dispone dei mezzi e di conoscenza sufficienti a fare concorrenza alle imprese straniere che operano in Malawi. La Cooperativa Andiamo negli anni ha realizzato diverse attività: di falegnameria, di officina (per la realizzazione di manufatti necessari alla comunità locale), di edilizia (costruendo scuole, asili, il comunity ho-

spital e la clinica della maternità di Balaka), di formazione (costruendo e promuovendo scuole di formazione per i giovani, fra le quali anche quella di musica). Ed è stato proprio con la scuola di musica e la formazione di una banda musicale che è nato quel primo centro di aggregazione dei giovani che con il tempo ha dato vita all’attuale Cooperativa Andiamo. Con il consolidarsi della Cooperativa, è cresciuta la consapevolezza di non dover essere sostenuti solo dalla solidarietà, ma di voler stare sul mercato in modo indipendente con la convinzione di dover mantenere sia uno stretto legame con il territorio che responsabilità verso la popolazione. Dall’idea


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sopra, la Cooperativa Andiamo accoglie i soci di CMB in Malawi

quindi di conciliare sviluppo e solidarietà nasce il nostro progetto, che si propone di sostenere il processo di sviluppo economico avviato dalla Cooperativa Andiamo, di migliorare il livello di sicurezza alimentare della popolazione locale e di rafforzare il ruolo della Cooperativa come strumento attivo, favorendone la crescita come impresa. Il progetto si articola su sei azioni: • Azione 1: completamento di due ostelli e laboratori • Azione 2: realizzazione di un ospedale comunitario, con percorsi di formazione sulla progettazione e realizzazione dell’opera stessa • Azione 3: promuovere un piano di formazione del personale per avere strumenti di comunicazione e di lavori comuni (il 60% dei partecipanti sono state donne) • Azione 4: acquisto di materiali e attrezzature necessari alle varie sezioni di lavoro • Azione 5: creazione di un fondo rotativo per il finanziamento e lo sviluppo della falegnameria e della gelateria aperta presso la stazione degli autobus di Balaka

• Azione 6: acquisto e distribuzione di sacchi alimentari (nel 2009 ne hanno beneficiato 471 famiglie, 30 anziani assistiti dal villaggio, tutte le scuole e gli asili della Cooperativa Andiamo)

L’obiettivo del progetto è di sviluppare l’autosostenibilità della Cooperativa Andiamo, in modo da poter sostenere, in maniera autonoma, azioni di lotta alla povertà degli abitanti della zona. Siamo convinti che questa collaborazione fornisca opportunità reciproche per Andiamo e per CMB. Andiamo potrà imparare a stare sul mercato, acquisire nuove metodologie di gestione delle attività, raggiungere una vera autonomia economica. D’altra parte CMB avrà l’opportunità di imparare a comunicare con un paese diverso e lontano, gestire un progetto a distanza con un partner locale, rafforzare lo spirito cooperativo attraverso la conoscenza di Andiamo, le sue grandi difficoltà, la voglia di essere unica responsabile del proprio destino, gli aspetti di socialità e responsabilità verso la propria gente, che molto ricordano i primi anni di vita della nostra cooperativa ed i sacrifici

dei nostri soci fondatori. Per non partire da zero, ci siamo fatti aiutare da LAMA, una cooperativa che opera nel settore dello sviluppo della cooperazione nei paesi poveri e ha le competenze adeguate a offrire consulenza specialistica, coordinare le attività tra noi e i nostri soci africani, tenere sotto controllo e monitorare i risultati ottenuti nel tempo. Infine, visto che il tutto è piaciuto abbiamo trovato altri compagni di viaggio: la Onlus VOS, finanziatore della costruzione dell’ospedale, e l’associazione lombarda delle Cooperative di Produzione Lavoro, convinta come noi che il progetto possa essere una base per affrontare il tema da tratta-

re nell’ambito di Expo 2015, su dialogo e cooperazione con il mondo in difficoltà per problemi sanitari, di fame e di sete.Ho saputo che in Malawi quando nasce un bambino non gli viene dato subito il nome, ma i genitori aspettano che arrivi vivo nella sua casa. Ebbene, prendo spunto da questa loro tradizione usandola un po’ come metafora per il nostro progetto, che oggi una grande casa sicuramente ce l’ha ed è quella di CMB; quello che forse manca è un nome che lo distingua… ed è un semplice invito che faccio a Padre Mario e a tutti per trovarlo insieme.

Paolo Calvi

Alcuni numeri sul Malawi • Popolazione: circa 12 milioni di abitanti • Superficie: 118.485 kmq • Capitale: Lilongwe • 65% della popolazione vive sotto la soglia di povertà (meno di 1 dollaro al giorno) • 90% della popolazione vive in aree rurali (50% delle esportazioni legate al tabacco) • 35% della popolazione è affetta da hiv • Per la grave situazione sanitaria, 37 anni è la speranza di vita alla nascita


SETTORE IMMOBILIARE

Soluzioni ecosostenibili dal mercato immobiliare Realizzati due interventi a Carpi e Milano

8 Il mondo immobiliare sta cambiando: se fino a oggi le abitazioni hanno consumato energia da domani potranno (e dovranno) produrla. In quest’ottica CMB si muove verso una nuova presa di coscienza che guarda all’innovazione e al risparmio energetico: un argomento di grande attualità sostenuto da norme e leggi che incentiva-

a fianco, Giardini Trezzano

no al cambiamento e al miglioramento degli standard. Ma come fare per capire che immobile stiamo acquistando o in che tipo di abitazione viviamo? La risposta sta nel certificato energetico, un documento obbligatorio per tutti gli atti di compravendita. Esso rappresenta la carta di identità di un edificio: considera le caratteristiche della

struttura e dell’impianto, riporta i consumi presunti per il riscaldamento degli alloggi, dell’acqua sanitaria e per la climatizzazione. Inoltre dà indicazioni sul grado di isolamento dell’involucro e sull’efficienza degli impianti installati, così da poter risalire agli interventi prioritari per ridurne i consumi. La certificazione energetica

degli edifici dovrebbe migliorare la trasparenza e l’efficienza del mercato immobiliare, fornendo ai potenziali acquirenti e locatari un’informazione oggettiva della prestazione energetica dell’immobile. In questo scenario CMB si prepara a nuove sfide, progettando e realizzando interventi immobiliari caratterizzati


in alto, il Giardino dei Principi

9 da edifici a elevata prestazione energetica e basso impatto ambientale, siano essi autopromossi o convenzionati. Un esempio sono gli interventi “Giardini Trezzano” nell’hinterland milanese e “Il Giardino dei Principi” a Carpi. L’intervento immobiliare di edilizia convenzionata “Giardini Trezzano”, realizzato nel Comune di Trezzano Sul Naviglio (MI), ha conseguito la certificazione energetica di Classe A, in base alle normative della Regione Lombardia. Il progetto di Trezzano per la realizzazione di 92 alloggi poneva già obiettivi di buon livello per il contenimento energetico e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile. Acquisito il bando è stato necessario impostare il progetto in modo da raggiungere la classe energetica più elevata, nella convinzione che tale risultato potesse portare vantaggi in termini di vendita degli alloggi. La strategia è stata quella di intervenire a partire dalla fase progettuale: si è partiti progettando edifici compatti, con il vantaggio di non dover eccedere nel dimensionamento degli isolamenti termici dell’involucro e con la proposta di trasformazione della centrale di produzione calore. In alternativa alla caldaia a condensazione a gas, la centrale propone due pompe di calore elettriche che utilizzano l’acqua di falda come fonte rinnovabile per la produzione di energia termica. Il principio di funzionamento è lo stesso del frigorifero: la pompa preleva calore da un ambiente (acqua sotterranea)

e lo cede, tramite uno scambiatore, a un altro (acqua per riscaldamento) senza produrre emissioni di anidride carbonica e con rendimenti termici molto elevati. È stato previsto inoltre un impianto di ventilazione meccanica controllata, utile al rinnovo di aria negli ambienti e alla prevenzione delle muffe che si possono sviluppare negli involucri particolarmente “ermetici”, quali quelli realizzati in edifici di Classe A. L’impianto è completato da un deumidificatore per alloggio, necessario a evitare la formazione di condensa superficiale al pavimento durante il periodo estivo. Da ultimo è previsto un impianto fotovoltaico della potenza di 20 Kw che consente una riduzione dei consumi di energia elettrica dei generatori di calore. La filosofia alla base de “Il Giardino dei Principi”, intervento immobiliare che sorge nel centro storico di Carpi, è

quella di risparmiare risorse creando vantaggi ambientali ed economici. L’intervento prevede la realizzazione di quattro palazzine in classe energetica A (D.A.L. 156/2008 Regione Emilia Romagna), inserite nel piccolo polmone verde rappresentato dal parco adiacente. Già nella fase di studio e progettazione, questo intervento ha giocato d’anticipo, dotandosi anzitempo dei dispositivi oggi obbligatori per legge. Ogni edificio si compone di una decina di appartamenti. La bassa dispersione energetica e l’isolamento termoacustico sono garantiti dalla scelta di idonei isolanti per la coibentazioni delle pareti esterne e/o prospicienti a zone non riscaldate e di serramenti ad alta prestazione. La riduzione sostanziale dei consumi si ottiene grazie all’installazione di un’unica centrale termica e di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e

per il riscaldamento. Inoltre i pannelli fotovoltaici contribuiscono alla produzione di energia elettrica volta a coprire i consumi delle parti condominiali di ciascun edificio. “Giardini di Trezzano” e “Il Giardino dei Principi” rappresentano una nuova era per l’immobiliare in CMB, a dimostrazione del valore aggiunto che crediamo di dover dare alle nostre costruzioni. La nostra Cooperativa dimostra di essere protagonista di quella che sarà una vera e propria rivoluzione edilizia, capace di rispondere alle richieste del mercato immobiliare e in grado di trasformare l’attenzione alla sostenibilità ambientale in un modello economico produttivo. Hanno collaborato Paolo Calvi Stefano Frascoli Maria Mazzuoccolo

LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA: COME FUNZIONA, PERCHÉ È IMPORTANTE Con il decreto legislativo 19 agosto 2005 n.192, per il settore italiano dell’edilizia vengono stabiliti i criteri, le condizioni e le modalità al fine di migliorare le prestazioni energetiche degli edifici per “favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili e la diversificazione energetica, introducendo, inoltre, una metodologia di calcolo, i requisiti della prestazione energetica per il contenimento dei consumi, nonché le modalità di esercizio e di conduzione degli impianti termici”. Una delle più importanti novità della normativa è la certificazione energetica dell’edificio. Il certificato sarà indispensabile negli atti di compravendita e di locazione dell’edificio o di parte di esso, incidendo anche sul suo valore immobiliare. Nel certificato è indicata la quantità di energia consumata annualmente dall’edificio; esso vale dieci anni e riporta dettagliate informazioni sull’involucro edilizio e sugli impianti tecnologici installati. Un certificato energetico contiene un elenco di classi e un indicatore che indichi in che classe si trova l’edificio che desideriamo acquistare. Le classi partono dalla lettera a+ (casa passiva a consumo zero) e arrivano alla lettera g: la classe a indica un consumo molto basso, mentre la classe g un consumo molto alto, seguendo praticamente lo stesso sistema che viene usato nel campo degli elettrodomestici. Il valore indicato viene espresso in “kwh/mq anno”, che rappresenta il fabbisogno energetico per metro quadrato in un anno necessario per il riscaldamento, per la produzione di acqua calda e per il raffrescamento estivo. Includendo inoltre il consumo energetico dell’illuminazione e degli apparecchi elettrici, si ottiene l’indice energetico complessivo.


SICUREZZA

“Sicuri per Mestiere” entra in cantiere Torre Unifimm, un approccio innovativo alla sicurezza 10 Nel cantiere della Torre Unifimm a Bologna ormai da diversi mesi si lavora a un progetto per migliorare la sicurezza di tutti i lavoratori: sia i dipendenti diretti di CMB che quelli delle imprese appaltatrici. Si chiama “Sicuri per Mestiere” e nasce dall’esigenza di affrontare gli argomenti della sicurezza sul lavoro integrando le tradizionali modalità di formazione con un approccio innovativo: migliorare i comportamenti individuali. Infatti, un atteggiamento rispettoso delle norme di prevenzione costituisce la prima difesa contro gli infortuni e rende davvero efficaci gli obblighi di legge e le misure tecniche di prevenzione e protezione. Perché ciò sia possibile è necessario che nel cantiere tutti diventino consapevoli dei rischi presenti nella loro attività e che si sentano coinvolti in prima persona nella propria sicurezza e in quella dei colleghi. Solo in questo modo è possibile mantenere viva la vigilanza e il controllo sulle proprie azioni. “Sicuri per Mestiere” aspira così a far crescere una cultura della sicurezza che si basa su alcuni valori che è necessario condividere: la salute e la dignità del lavoratore, l’assunzione di responsabilità da parte di tutte le figure operanti in cantiere, la sostenibilità aziendale e collettiva della sicurezza. Ma in cosa consiste realmente il progetto? “Sicuri per Mestiere” sperimenta un sistema fondato sul metodo Behaviour Based Safety (BBS), cioè “la sicurezza basata sul comportamento”. Il suo approccio prevede di partire dalla definizione dei comportamenti critici da migliorare, successivamente di attuare osservazioni sul campo per capire quali siano gli errori più diffusi e le loro cause, infine di

fornire feedback sui comportamenti messi in atto. Da ultimo di elaborare i dati delle osservazioni, ipotizzare e attuare azioni di miglioramento, verificare i risultati attesi e migliorarli man mano. Il processo attivato con questo metodo aumenta il numero di conversazioni sulla sicurezza tra le persone e rinforza il loro grado di responsabilizzazione rispetto al lavoro e ai comportamenti virtuosi di sicurezza. In particolare, partendo dall’analisi dei rischi maggiori e valutata la tipologia delle lavorazioni del cantiere, ci si è orientati nel prevenire e ridurre i rischi da caduta dall’alto, sia del personale che di materiali o altri elementi, e le eventualità di utilizzo scorretto di macchine e attrezzature anche in quota. A questo punto sono partite le prime osservazioni che hanno fornito una prima lettura di tipo qualitativo e generale del comportamento di sicurezza dei lavoratori rispetto alle tre tipologie di rischio scelte. Gli osservatori sono stati identificati fra il personale di cantiere responsabile per la sicurezza, nello specifico in Tommaso Cacciaguerra, Maria Cristina Menozzi, Paolo Ciavarella e Michele Piemontese. Dall’analisi dei primi risultati, emerge un discreto livello di attenzione per quanto riguarda la caduta di oggetti dall’alto: i lavoratori utilizzano dispositivi di sicurezza, come il copricapo, appropriati ed efficienti, le postazioni di lavoro vengono mantenute in ordine e i mezzi di sollevamento appaiono idonei e con dispositivi di chiusura dei ganci e d’imbragatura adeguati. Alcuni segnali di sottovalutazione del rischio sono stati invece riscontrati nei momenti di discesa del personale dalle postazioni di la-


11 voro in quota e nell’utilizzo di alcuni macchinari e attrezzature: tuttavia dopo il feedback restituito dagli osservatori, i lavoratori hanno prestato una maggiore attenzione allo svolgimento delle attività. A questo punto, per ottimizzare i risultati è necessario che tutti coloro che hanno responsabilità sulla conduzione del cantiere facciano squadra: dal Capo Commessa fino ai Capisquadra, tutti devono dare gli stessi messaggi sulla sicurezza ai lavoratori, con le parole e coi comportamenti. In questo modo il cantiere diventa un “sistema” di sensibilizzazione, informazione e coinvolgimento a tutti i livelli, al quale i lavoratori non potranno restare indifferenti. Per questo è necessaria la piena collaborazione di tutte le imprese coinvolte nel cantiere: in base a come il

progetto si svilupperà, andrà precisandosi meglio il ruolo di ognuno. Tuttavia da subito verrà richiesta la massima attenzione ai comportamenti individuali di sicurezza, la partecipazione alle attività di osservazione, alla definizione delle azioni di miglioramento e alla loro realizzazione, sotto il coordinamento dei responsabili del progetto. Se ogni attività verrà portata a termine con attenzione il progetto avrà successo: i lavoratori opereranno in modo più sicuro e la Torre sarà completata in modo efficiente e sereno. Inoltre le imprese coinvolte potranno mettersi alla prova con un’esperienza nuova e importante in un ambito fra i più critici del settore costruzioni.

Lo Staff di “Sicuri per Mestiere”


I SOCI RACCONTANO

Berlino in 4 giorni ...e migliaia di passi Diario di una gita sociale 12

Anche quest’anno CMB ha organizzato una gita sociale in occasione del Patrono di Carpi S. Bernardino. Per la prima volta, la destinazione è stata Berlino. Dal 19 al 23 maggio, la capitale tedesca ha accolto la comitiva di soci e familiari in un clima molto “berlinese”; cielo grigio e aria fresca ci hanno accompagnato praticamente per tutti i giorni, risparmiandoci però la pioggia. E quindi, con un tempo alla fine accettabile, abbiamo percorso in lungo e in largo i grandi viali di questa bella città, sia in pullman che a piedi. Grazie all’ottima organizzazione della nostra accompagnatrice Nicoletta e della guida tedesca Dirck (che parlava un italiano quasi perfetto), il

soggiorno è stato molto piacevole e intenso e per tutti è stato possibile apprezzare le tante bellezze, sia storiche che moderne, di questa città che dopo la caduta del Muro ha vissuto grandi cambiamenti, tutt’ora in corso. Il soggiorno ha preso l’avvio da una suggestiva escursione su un battello fluviale che lungo il fiume Sprea ha attraversato tutto il centro della città, costeggiando molti monumenti storici o di nuova edificazione: e così ci ha offerto una visione particolare di Berlino e dei suoi numerosi ponti. Grazie anche alla posizione del nostro albergo (l’Hotel Angleterre), collocato nella centralissima Friedrichstrasse, è stato facile spostarsi e raggiungere rapidamente tutti i monumen-

ti e le piazze principali. Siamo partiti dalla famosa Porta di Brandeburgo, che è da sempre l’emblema della città, per passare poi al Reichstag che, dopo i trascorsi storici legati al nazismo, è stato restaurato e oggi è la sede del parlamento tedesco. Il nostro gruppo ha potuto visitare la grande cupola di copertura, realizzata dall’architetto inglese Foster. Altra bellissima piazza è Potsdamer Platz, fino al 1989 divisa dal muro e che ora è sede di un’importantissima stazione interrata e un avveniristico centro direzionale e commerciale accessibile anche di notte, con negozi, appartamenti, sale cinematografiche e numerosi locali caratteristici. E quindi - per non farci mancare niente - Nicolet-

ta ci ha accompagnato a cena a gustare il famoso “stinco con i crauti” in una delle più belle birrerie ospitate nel Sony Center. Niente da dire, ma peccato che uno stinco a testa sia veramente una porzione gigantesca e solo alcuni “grossi” mangiatori presenti nel gruppo siano riusciti a finirlo. Una giornata è stata dedicata all’isola dei musei e in particolare al Museo di Pergamo che ospita importantissimi reperti archeologici, tra i quali il famoso altare dell’antica città di Pergamo (Anatolia) ricostruito in un’enorme sala. Numerosi in tutta la città i riferimenti storici sia al periodo della II Guerra Mondiale che a quello della divisione di Berlino con il famoso Muro. Proprio


13 a 100 metri dal nostro albergo si trovava il Checkpoint Charlie, il celebre posto di blocco che divideva il settore russo da quello americano, e nei cui pressi è stato realizzato un museo a memoria del periodo di divisione della città e di tutte le persone che hanno cercato di attraversare il Muro perdendo la vita. Passeggiare di fianco ai

tratti ancora esistenti di questo simbolo di divisione, ci ha fatto molto riflettere su come doveva essere la situazione nella città divisa e di come tante persone abbiano sofferto di questo in quei 28 lunghi anni. L’ultimo giorno, finalmente soleggiato, è stato dedicato alla visita della bella cittadina di Potsdam, residenza estiva de-

gli Imperatori di Prussia, e dello splendido Castello San Souci circondato di giardini e boschi. Il bilancio finale, nonostante un po’ di mal di piedi, ha registrato la grande soddisfazione di tutto il gruppo, nel quale erano presenti anche soci di Roma e Milano oltre - naturalmente - al “mitico” gruppo di Sermide guidato dal

“comandante” Loris Branchini. La compagnia è stata sempre molto allegra e compatta e (grazie forse anche alla birra tedesca) le giornate sono volate. Arrivati a casa, tutti si sono detti pronti a ripartire per nuovi emozionanti viaggi!

Aldo Zini

a lato, foto di gruppo dei soci CMB


OCCASIONI PERDUTE

Tutti la vogliono, tutti la rubano Storia della coppa più amata del mondo 14 Non si chiama più “Coppa Rimet”, quella se l’è aggiudicata il Brasile nel 1970, con la terza vittoria nei campionati del mondo di calcio. In Sudafrica si assegnerà la decima edizione della “Coppa del Mondo FIFA”. La Federazione calcistica internazionale nasce il 21 maggio 1904, a Parigi. L’atto costitutivo viene sottoscritto da rappresentanti di Francia, Belgio, Danimarca, Olanda, Spagna, Svezia e Svizzera, l’anno dopo fanno il loro ingresso Gran Bretagna e Italia, entro

la fine del decennio si aggregano Sudafrica, Argentina, Cile e Stati Uniti. L’organizzazione produce una drastica semplificazione di uno scenario ormai caotico, riconoscendo una sola federazione per ogni Paese. Capitano di cavalleria durante la Prima guerra mondiale, insignito della Croce di guerra dell’esercito francese, Jules Rimet è fra coloro che partecipano alla fondazione della FIFA. Dopo la guerra, Rimet sale alla presidenza della federcalcio francese e dal 1921 guida il massimo organismo calcistico internazionale. Impegnato nel cattolicesimo sociale, considera lo sport come un fattore di avvicinamento fra i popoli, con una sostanziale differenza rispetto ai valori dominanti nel CIO (Comitato Olimpico Internazionale): sostiene che chi gioca a calcio deve potersi guadagnare da vivere, questo sport può rappresentare un terreno di emancipazione dei poveri, la sua popolarità dipende dal fatto che fin dagli anni della Belle Époque ha abbandonato ogni connotato elitario. Nessuna difesa del dilettantismo, anzi è esplicita l’insoddisfazione per la presenza del calcio alle Olimpiadi. Perciò il congresso FIFA di Amsterdam, nel maggio 1928, decide di organizzare un torneo mondiale per nazioni. Viene prevista una cadenza quadriennale e, come detto, l’assegnazione definitiva della Coppa a chi la vincerà tre volte. La presidenza della FIFA si rivela incarico di lunga durata: 8 uomini in 106 anni. Il francese Robert Guérin guida il neonato organismo fino al 1906, lo sostituisce l’inglese Daniel Burley Woolfall, in carica fino al 1918, poi Rimet, che sie-


«Se gli inglesi sono così onesti, a cosa si deve la fama di Scotland Yard?»

15 de al vertice della federazione per 33 anni consecutivi, seguito dal belga Rodolphe Seeldrayers per un solo biennio, quindi è il turno di altri due inglesi, Arthur Drewry (fino al 1961) e Stanley Rous (fino al 1974). Il penultimo presidente, per quasi un quarto di secolo, è il brasiliano João Havelange; dal 1998 gli subentra lo svizzero Joseph Blatter, ancora in carica. La storia della Coppa del mondo inizia nel 1928, quando il presidente Rimet accoglie la proposta dell’Uruguay di organizzare il torneo in concomitanza con il centenario della propria indipendenza; la FIFA affida all’orafo parigino Abel LaFleur (della scuola di Cartier) l’incarico di realizzare il trofeo. LaFleur conia una statuetta raffigurante una vittoria alata (Nike) che regge una coppa ottagonale, appoggiati a un piedistallo di marmo: l’altezza del trofeo è di 30 centimetri, il peso di 3800 grammi, di cui 1800 in oro a 18 carati. E qui comincia la parte romanzesca della storia. La Coppa Rimet, infatti, è stata rubata due volte e infine distrutta. Nel marzo ’66, ottenuto l’incarico di organizzare il torneo, la English Football Association organizza una mostra di francobolli sportivi presso la Westminster Central Hall. In quella sede viene esposta anche la Coppa. Il 20 marzo avviene il furto. Le indagini portano all’arresto di un portuale disoccupato, che pare abbia spedito al presidente della Football Association una lettera anonima con una richiesta di riscatto. Scotland Yard arresta facilmente il ladro, che tuttavia non ha con sé la Coppa; qualche giorno dopo, è un cane a ritrovarla, avvolta in un gior-

nale sotto una siepe di un giardino della periferia di Londra. A quel punto, come misura di sicurezza, la federcalcio inglese chiede alla FIFA l’autorizzazione a realizzare una copia del trofeo, da usare durante le celebrazioni. Il permesso viene negato, ma una copia viene ugualmente commissionata in segreto a un gioielliere londinese, e da questi realizzata in bronzo dorato. Utilizzata fino al 1970, viene poi restituita al suo creatore. La Coppa Rimet è nuovamente rubata il 19 dicembre 1983, dalla sede della Confederazione brasiliana di calcio. Alcuni uomini si introducono nella sede della Confederazione, minacciano il custode con pistole e coltelli, e dopo averlo immobilizzato, si appropriano della Coppa. Hanno già deciso di fonderla in lingotti d’oro: dalla vendita ricavano 15.500 dollari. E la Confederazione brasiliana è costretta a commissionare una nuova copia. Nel 1997, gli eredi dell’orafo londinese artefice della copia nel 1966, decidono di metterla all’asta: Sotheby’s espone un prezzo di partenza di 20.000

sterline (dieci volte il valore reale del metallo) ed è allora che, narra la leggenda, comincia a spargersi la voce che si tratti della Coppa originale, quella forgiata da LaFleur. L’asta si chiude al prezzo di 254.500 sterline e ad aggiudicarsi il trofeo è proprio la FIFA, in lotta fino all’ultimo rilancio con la Confederazione brasiliana. Verificato che il trofeo è effettivamente una copia, la FIFA lo espone al National Football Museum (si trova a Preston, nel Lancashire). E siccome, di passaggio, ho citato Scotland Yard, voglio infine ricordare che il Brasile che si aggiudica la Coppa Rimet, nel ’70, quello di Pelé e Rivelino, Tostão e Jairzinho, era allenato da Mario Zagalo che all’ultimo momento aveva sostituito colui che aveva selezionato, costruito e allenato quella squadra formidabile: João Saldanha. Strana sostituzione, se è vero che con Saldanha in panchina la nazionale brasiliana aveva vinto tutte e 12 le partite disputate nel biennio preparatorio al Mondiale messicano. Ma Saldanha era un personaggio sco-

modo, prima allenatore di club e poi giornalista sportivo, attore di cinema, scrittore di enciclopedie, gestore di una scuola di samba, sposato cinque volte; notoriamente militante del Partito comunista, viene chiamato a risollevare le sorti della Selecão nel pieno della dittatura militare. A destituirlo è l’ammiraglio Medici, golpista e presidente della Repubblica. Nel 1969, al Maracanà di Rio de Janeiro, il Brasile sconfigge gli inglesi campioni del mondo. Al termine dell’incontro, l’allenatore Ramsey invita il collega in Inghilterra. Ospite della Bbc, il brasiliano si sente chiedere dei problemi che le squadre europee potranno trovare in Messico. Non si riferiscono all’altura, ma agli arbitri. Lui fa finta di non capire. “Perché i sudamericani in genere non sono onesti”, gli viene detto. La replica fa capire che tipo fosse Saldanha: “Se gli inglesi sono così onesti, a cosa si deve la fama di Scotland Yard?”.

Rudi Ghedini blog: rudi.splinder.com

Rudi Ghedini collabora con Red Tv, Carta e il Guerin Sportivo. Ha pubblicato il romanzo Semifinale (1999), le Confessioni di un interista ottimista (2006), una biografia generazionale di Andrea Pazienza (I segni di una resa invincibile, 2005) e una ricostruzione del più grave incidente sul lavoro del dopoguerra (Nel buio di una nave, 2007). Da ultimo, per Malatempora, Il compagno Tommie Smith, racconti all’incrocio fra sport e politica.


Notizie in breve Collaudo ultimato per i lavori al Niguarda

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Lo scorso mese di maggio nell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano la Commissione preposta ha certificato il collaudo dei lavori del nuovo Blocco Sud, del relativo parcheggio, dei cunicoli ospedalieri, del Polo logistico e di quello tecnologico. In questo modo viene ultimata con esito positivo e in tempi da record la prima fase di costruzione e ristrutturazione all’interno dell’importante polo sanitario milanese.

EIRE 2010, nuove opportunità CMB e Unieco hanno partecipato insieme all’appuntamento, tra l’8 e il 10 giugno, di EIRE 2010 presso la Fiera di Milano. Il salone, illustre vetrina del real estate nazionale e non, ha vantato la presenza di oltre 14.000 operatori di settore provenienti da 50 diversi Paesi e ha segnalato una cauta ripresa del mercato immobiliare.

Progetto Bellacoopia Quest’anno CMB ha aderito al Progetto Bellacoopia, di Legacoop Modena per la promozione della cultura cooperativa nel mondo della scuola. In particolare, per la zona di Carpi, ha coinvolto le classi II F e II I della Scuola Secondaria di Primo Grado A.Pio. I ragazzi sono stati impegnati in un progetto di ricerca sulle antiche mura cittadine e sulle origini della Cooperativa Braccianti. A conclusione dell’esperienza, col supporto di CMB, è stata realizzata una mappa storica delle mura, in distribuzione presso l’Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica della città.

Testimonianza dal cantiere Il socio Arbanas Valeriu, durante un intervento in Assemblea a Milano, prende la parola e dice così: “Il nostro lavoro incontra a priori più difficoltà rispetto a quello di altre persone: si svolge cambiando spesso la scena dell’operato; è variabile in tempo, spazio e altitudine. Subisce di frequente cambiamenti climatici, soluzioni tecniche, esaurimento dei finanziamenti, grandi rischi per la sicurezza. Siamo come l’esercito ai tempi della guerra. Badare alla salute di un’azienda edile è un’impresa difficilissima che richiede impegno e grande responsabilità, e allora i nostri “soldati, ufficiali e generali” si danno molto più da fare. E in questo nostro “esercito”, nella nostra cooperativa, badare alla “salute” del più prezioso capitale, le persone, si è mostrato un dovere d’onore. Con la CMB sono stato anch’io nel mio piccolo partecipe della realizzazione di bellissime costruzioni che escono dalle mani dei nostri dipendenti, con tanta fatica e sacrificio. In occasione

del Centenario si sono dette tante cose, ma su un argomento non ho letto niente. Mi chiamo Arbanas Valeriu e il mio accento tradisce da lontano la mia cittadinanza non italiana. È questo l’argomento non toccato: l’apertura di CMB verso noi stranieri. E non si tratta del palese fenomeno che ha contaminato l’intero settore: l’uso della manodopera straniera. CMB può vantare molto di più. All’Assemblea Nazionale dell’Immigrazione tenutasi a Roma lo scorso novembre, […] la nostra Cooperativa è stata nominata fra le poche imprese rispettose della legge e che s’impegnano con evidente volontà in una vera politica d’integrazione. […] Si tratta di una realtà di cui io, muratore rumeno arrivato a bussare alla porta di CMB in un momento molto difficile della mia avventura come immigrato, mi ritengo un testimone. Sono il riflesso nello specchio di tutti gli stranieri a cui CMB ha teso una calda e fraterna mano. Sono fiero di essere un vostro socio e vi chiedo di permettermi di dire: grazie CMB”.

CMB, IN CORSO  

N.16 - giugno 2010

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