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VisitArt n.1 aprilesettembre 2010

8,00 euro

semestrale sulle arti

firenze

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EVENTS TAKE TIME EVENTS TAKE

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installazione di Maurizio Nannucci

allegata

pianta della città con l’indicazione dei luoghi elencati


editoriale

on è facile per me descrivere la partenza di ‘VisitArt’. Lo sa bene Manola, mia collaboratrice e partner fondamentale di questi miei ultimi anni di lavoro, che, leggendo il laconico esordio del mio editoriale sulla prima bozza, mi suggerisce con garbata fermezza di presentare questa nuova “creatura” con maggiore emotività, dato anche l’amore che provo per questa città e per il mio lavoro, traino del prodotto che sono ora a presentare. Ebbene, anche se non sono certa che non sia l’insofferenza più che l’amore per Firenze ad avermi portato a ‘VisitArt’, è certo che un traino emotivo esiste ed è ben forte, in gran parte riconducibile al desiderio di smentire la famigerata reputazione di città immobile che tanti forestieri, ma anche tanti nostrali, bazzicando questi luoghi, lamentano o hanno lamentato, non sempre con cognizione di causa. Ma vi è anche un motore razionale e bisognoso d’ordine che ha fatto sì che nascesse questo giornale, che infatti vede la luce con un’ambizione ben precisa: informare in maniera completa e concisa su tutto ciò che avviene a Firenze nel campo delle arti. E a Firenze succede moltissimo. Anche se rimane la mia personalissima convinzione che questa città, nonostante le buone frequentazioni internazionali, si ostini ad essere arrotondata su se stessa, non è l’immobilità del mondo delle arti – pubblico o privato che sia – il suo difetto peggiore, piuttosto una cronica difficoltà a comunicare in grande e coralmente le proprie piccole e numerose “eccellenze”. ‘VisitArt’ cercherà di fare proprio questo: raccogliere e pubblicare, diffondendole il più capillarmente possibile, le novità, le scoperte, le attività in corso e in programmazione quali mostre, restauri, pubblicazioni, conferenze, eventi, performances e altro, di tutte le realtà museali e non. Perché, al contrario di quanto non si creda, la città si muove in modi misconosciuti dagli stessi suoi scettici abitanti. Vedrete, strada facendo, che non è poca cosa. Di grande formato, perché non si rischi di non dare nell’occhio, e pubblicato in italiano e in inglese – a ribadire il carattere internazionale della città –, ‘VisitArt’ è un progetto semplice che vuole diventare, non senza la collaborazione di tutti quanti vi operano, la fotografia di una Firenze in movimento. Il desiderio di raccogliere e diffondere lasciando traccia fisica è, naturalmente, un vizio del mestiere che ho ereditato dai miei genitori, Ferruccio e Alessandra Marchi, ma in un’epoca in cui siamo sommersi di informazioni su tutto, tramite tutto e senza tregua, informare usando un mezzo – quello cartaceo – di cui ci si appresta a celebrare il funerale ha uno scopo ben preciso: non perdere la memoria. ‘VisitArt’ è un lavoro in corso, indipendente, ma che necessita di tutta la collaborazione che molti, e qui li ringrazio, si sono affrettati a dare. Scorrendo l’ennesima, ultima bozza, già intravedo le migliorie da apportare e quelle che altri, spero, vorranno eventualmente suggerirci. Vorrei ringraziare Cristina Acidini, per avere incoraggiato il progetto fin dall’inizio e che mi accompagna nell’introdurre “la creatura” con parole bellissime, che mi onorano. Speriamo di esserne all’altezza. Ringrazio Marco Bassilichi, il compagno delle elementari che, ritrovato dopo anni, ha voluto sostenere questo primo importante anno di ‘VisitArt’, e ringrazio gli altri amici, non pochi, che in altri modi e tempi hanno voluto consigliarmi. E per ultimi, ma sopra a tutti gli altri, ringrazio la mia formidabile “squadra” del Centro Di: Manola Miniati, Clara Gambaro, Patrizia Fabbri, Alberto Bartolomeo, Silvia Cangioli, Paolo Baioni, Alyson Price, professionisti eccellenti e amici, senza i quali nulla avrei potuto. Coraggio, siamo solo al primo numero.

N

Ginevra Marchi Firenze, 8 marzo 2010

alutare l’apparizione di un periodico che si occupa dell’arte a Firenze è un’emozione grandissima. Se poi – come questo, ‘VisitArt’ – viene da una casa editrice radicata e prestigiosa com’è il Centro Di di Ferruccio, Alessandra e ora di Ginevra Marchi, che ha con il mondo dei musei e degli studi storico-artistici una qualificatissima, amichevole e lungimirante consuetudine, il benvenuto da parte mia e di tutti i responsabili dei musei fiorentini non può che esser pieno di calore e di aspettativa. Come nasce la voglia di dar vita a un ‘giornale’ così impegnativo e speciale? Mi permetto la risposta in termini platonici, pur sempre d’attualità a Firenze: per amore. E non tanto per quell’amore un po’ di superficie e un po’ d’obbligo che ogni nato del Bel Paese nutre o dovrebbe nutrire per il patrimonio artistico del passato e per l’arte d’oggi nel suo farsi, bensì per quell’amore che Platone descrisse nel Convivio: un amore figlio di Povertà e d’Ingegno, duro e veemente, bisognoso sempre, appagato mai, eternamente in cerca. Un amore che non si limita a contemplare l’oggetto amato, ma lo assedia e lo movimenta. Perché forse ovunque, ma certamente a Firenze, le cose buone si fanno prendendo iniziative che sono anche risposte, reazioni, dispetti intelligenti. E non è questo giornale, così sbalorditivo per le ricchezze permanenti e gli eventi temporanei che raccoglie, segnala e valorizza nel campo dei musei e luoghi d’arte della città, una magnifica, oso dire barocca risposta al luogo comune (che pur mi tocca e ci tocca sentire) che “non succede mai nulla” e “non si fanno eventi”? Ginevra Marchi ha dedicato esperienza, fantasia e tenacia a questo progetto che ora vede la luce, mettendo a disposizione di Fiorentini e non uno strumento ineguagliabile anzitutto per percepire la quantità e la varietà dell’offerta, e poi per organizzare il tempo della propria immersione nella “cultura”. A Lei va il mio ringraziamento, così come a tutti i colleghi che hanno risposto al suo appello con generosità e competenza, fornendo di fatto le idee e le informazioni con le quali è costruito il giornale. Costruito davvero, giorno dopo giorno, come un complesso edificio cui tutti hanno contribuito portando pietre, mattoni e altri ‘materiali’ certificati e di prim’ordine, garantendo al periodico quella qualità – sempre più rara – che è la credibilità totale.

S

Cristina Acidini

Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze

a decisione di sostenere ‘VisitArt’ testimonia la sensibilità verso progetti di carattere culturale che da sempre contraddistingue Bassilichi, ma evidenzia anche la nostra concezione di “responsabilità sociale d’impresa”, che si declina nel contribuire concretamente allo sviluppo delle risorse e del territorio. È quindi nostro dovere continuare ad investire in generale nel territorio toscano ed in particolare a Firenze, dove Bassilichi è nata oltre 50 anni fa, con la consapevolezza del ruolo centrale che la città può svolgere nel panorama economico nazionale ed internazionale, anche grazie alla valorizzazione e promozione dell’inestimabile patrimonio artistico. Salutiamo, quindi, con particolare entusiasmo l’iniziativa di Ginevra Marchi che conferma come Firenze continui ad essere una fucina di idee e di progetti innovativi che coniugano felicemente il prestigioso passato con il presente e il futuro. Siamo sicuri che ‘VisitArt’ diventerà un prezioso ed utile strumento di conoscenza, che consentirà di far scoprire la nostra città non solo ai turisti, ma ai Fiorentini stessi.

L

Marco Bassilichi

Leonardo Bassilichi

Amministratore Delegato

Direttore Generale

Bassilichi SpA


semestrale di informazioni sulle arti a Firenze ideato e diretto da Ginevra Marchi

1• aprile-settembre 2010 Opera di Santa Maria del Fiore

Visitart è una pubblicazione dell’editore Centro Di della Edifimi srl © Tutti i diritti riservati Lungarno Serristori, 35 50125 Firenze (+39)0552342668/0552342666 www.centrodi.it prezzo di copertina: 8,00 €

Direttore responsabile Ginevra Marchi g.marchi@centrodi.it Coordinamento editoriale Clara Gambaro claragambaro@visitartfirenze.com Responsabile della redazione, grafica e impaginazione Manola Miniati redazione@visitartfirenze.com Redazione ed elaborazione dei testi Patrizia Fabbri redazione@visitartfirenze.com Redazione Centro Di Alberto Bartolomeo alberto@centrodi.it Coordinamento istituti stranieri editing sezione in inglese Alyson Price alison@visitartfirenze.com Traduzioni Paula Boomsliter, Eve Leckey Collaboratori di questo numero Emilia Daniele “Percorsi architettonici”; Alberto Salvadori, Gabriele Ametrano “in contemporaneo”; Maria de Peverelli “Carteggio” Pubblicità Angelica Dalgas

Galleria degli Uffizi Museo Nazionale del Bargello Galleria dell’Accademia

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Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze

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Biblioteche

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Cenacoli e cicli di affreschi

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Museo di San Marco, Cappelle Medicee, Orsanmichele

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Complesso monumentale di Santa Croce

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Musei Archeologici

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in contemporaneo

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a cura di Alberto Salvadori con Gabriele Ametrano

Musei Civici Fiorentini

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Fondazione Palazzo Strozzi

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Museo Marino Marini

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Ville Medicee

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Case-museo

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“Carteggio” conversazioni su Firenze con persone da altrove

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a cura di Maria de Peverelli

Museo di Storia Naturale

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Musei del Novecento

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Museo Galileo

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Museo Stibbert

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Palazzo Medici Riccardi, Museo Horne

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Casa Buonarroti

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Accademie e Fondazioni

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Museo Ebraico, Museo per la Matematica, Museo degli Innocenti

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Museo Richard-Ginori, Certosa del Galluzzo, Museo Bandini, Museo del Calcio

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“Stranieri” a Firenze

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Ufficio commerciale e abbonamenti Silvia Cangioli silviacangioli@visitartfirenze.com

Stagiste Tea Pavanetto, Chiara Sestini Ufficio stampa Catola& Partners www.catola.com

Per le “opinioni” fornite si ringraziano James Bradburne, Maria de Peverelli

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Palazzo Pitti

angelicadalgas@visitartfirenze.com

Crediti fotografici Le illustrazioni presenti nella rivista sono quasi sempre fornite direttamente dai musei. L’Editore si rende disponibile per integrare o emendare, nel prossimo numero della rivista, le eventuali omissioni del copyright degli aventi diritto.

sommario

VisitArt

Per i preziosi consigli si ringraziano Cristina Acidini, Carlo Ceccarelli, Carlo Sisi, John T. Spike, Neri Torrigiani, Lorenzo Villoresi

a cura di Alyson Price

ISSN 2037-4658 In attesa di autorizzazione del Tribunale di Firenze

Bambini e ragazzi

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Percorso architettonico

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a cura di Emilia Daniele

Stampa: Petruzzi Stampa, Città di Castello, Marzo 2010

librincittà novità editoriali su Firenze

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a cura della Libreria Arte&Libri

BassmArt Gruppo Bassilichi Fondato a Firenze nel 1957, il Gruppo Bassilichi ha le sue sedi principali a Firenze e a Siena, ma è presente in modo significativo anche nel resto d’Italia. Bassilichi si posiziona oggi come uno dei principali fornitori di servizi tecnologici per banche, aziende e pubblica amministrazione. Attraverso BassmArt, una delle società del gruppo, si esprime l’impegno di Bassilichi nella realizzazione di progetti multimediali per il settore della cultura e del tempo libero. L’attività di BassmArt spazia in vari ambiti: dalla biglietteria elettronica per l’accesso a musei, mostre ed eventi alla realizzazione di video guide e CD, fino all’erogazione di servizi al turista mediante postazioni interattive e multilingua che consentono la consultazione di cartografie e schede informative, con accesso controllato a internet.

Avviso ai lettori VisitArt è una rivista semestrale, di conseguenza il calendario degli eventi è da intendersi aggiornato alla data di chiusura in redazione. Per le notizie “dell’ultima ora” rimandiamo il lettore ai singoli siti dei vari musei e, prossimamente, anche al nostro sito: ww.visitartfirenze.com

Nota della redazione Si informa che l’Editore riceverà volentieri ogni modifica, aggiornamento e aggiunta ai contenuti dei prossimi numeri, non oltre i 45 giorni precedenti l’uscita del numero. Per l’invio: redazione@visitartfirenze.com oppure VisitArt c/o Centro Di, Lungarno Serristori 35, 50125 Firenze VisitArt è disponibile nelle edicole, nelle librerie, nei bookshop dei musei e si può richiedere direttamente all’editore: edizioni@centrodi.it 0552342668 anche in abbonamento (2 numeri) Italia € 18,00 Estero € 30,00 Il n° 2 uscirà il 15 settembre 2010


opera di santa maria del fiore

stituita alla fine del XIII secolo per sovrintendere alla costruzione della nuova Cattedrale di Firenze, l’Opera di Santa Maria del Fiore si trova oggi ad amministrare un complesso di monumenti e di edifici storici di straordinaria rilevanza, sviluppatosi nei secoli attorno alla chiesa cattedrale. Pur costituendo un nucleo coerente e strutturato, questo complesso è articolato in una varietà di “luoghi” caratterizzati da una spiccata individualità e da una specificità storica e funzionale. Esso comprende infatti chiese conosciute in tutto il mondo, come la Cattedrale di Santa Maria del Fiore o il Battistero, simbolo di Firenze fin dal Medioevo ma aggregato alla fabbriceria del Duomo solo nel 1777, dopo la soppressione dell’Opera di San Giovanni. A queste si aggiungono i resti di un’altra chiesa profondamente legata alla storia della città, l’antica Cattedrale di Santa Reparata, riemersa sotto il pavimento del Duomo. Assai meno nota, invece, la piccola Chiesa di San Benedetto, di origine medievale. L’attività dell’ente nell’ambito della conservazione e della valorizzazione delle opere d’arte è ampiamente testimoniata da altri luoghi, primo fra tutti il Museo dell’Opera del Duomo, istituito nel 1891 allo scopo di raccogliere i numerosi capolavori rimossi nel corso del tempo da Santa Maria del Fiore e da San Giovanni; accanto a questo dobbiamo ricordare la bottega degli scalpellini – dove la tradizione artigianale fiorentina, che nel passato ha creato opere d’inestimabile valore, continua ad operare a vantaggio della loro conservazione – e la nuova residenza dell’Opera, inaugurata nel 1987.

I

Opera di Santa Maria del Fiore Via della Canonica, 1 apertura uffici: da lunedì a venerdì 8-19, sabato 8-14

www.operaduomo.firenze.it

Cattedrale di Santa Maria del Fiore

Santa Maria del Fiore, progettata da Arnolfo di Cambio, è la terza chiesa del mondo (dopo San Pietro a Roma e Saint Paul a Londra), lunga 153 m, larga 90 alla crociera e alta 90 dal pavimento all’apertura della lanterna. Essa fu intitolata nel 1412 a Santa Maria del Fiore con chiara allusione al giglio, simbolo della città. Sorse sopra la seconda Cattedrale, che la Firenze paleocristiana aveva dedicato a Santa Reparata. Le notevoli diversità di stile nelle sue parti sono la testimonianza del variare del gusto nel lungo periodo trascorso fra la sua fondazione e il completamento. La prima pietra della facciata venne posta l’8 settembre 1296, ma la Cattedrale poté dirsi terminata solo alla fine dell’Ottocento, con il completamento proprio della facciata.

Cupola

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Nel 1418 l’Opera del Duomo bandì un concorso pubblico per la progettazione della cupola, che, pur in assenza di vincitori ufficiali, vide Filippo Brunelleschi e Lorenzo Ghiberti nominati capomaestri: il 7 agosto 1420 ebbe inizio la costruzione della cupola (la più grande mai edificata in muratura). Affidata dal 1425 al solo Brunelleschi, fu completata fino alla base della lanterna il 1º agosto 1436.

Cripta di Santa Reparata (sito archeologico)

Campanile di Giotto

Il Campanile è una delle quattro componenti principali di Piazza del Tra il 1965 e il 1973 una grande Duomo. Alto 84,70 m e largo circa 15, è campagna di scavi eseguita sotto la la più eloquente testimonianza Cattedrale di Santa Maria del Fiore ha dell’architettura gotica fiorentina del portato in luce i resti dell’antica basilica Trecento, che pur nello slancio verticale di Santa Reparata, la testimonianza più non abbandona il principio della sicura della prima cristianità a Firenze. solidità. Rivestito di marmi bianchi, rossi Adesso poco più di due metri e mezzo ci e verdi come quelli che adornano la separano dall’antica basilica Cattedrale, il maestoso campanile a base paleocristiana fiorentina, più volte restaurata e usata anche come luogo per le quadrata, considerato il più bello d’Italia, fu iniziato da Giotto nel 1334. riunioni del Parlamento della Repubblica prima della costruzione di Palazzo Vecchio. aperto: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì 10-17, sabato 10-16,45, 1 maggio 8,30-17 chiuso in occasione delle principali festività liturgiche

Museo

Nato nel 1891 su progetto dell’architetto dell’Opera, Luigi del Moro, fu ristrutturato dopo l’alluvione del 1966 e oggi, nel moderno allestimento rinnovato nel dicembre 1999, è da considerarsi uno dei più importanti musei ecclesiastici italiani. Fin dalla fine dell’Ottocento, infatti, al museo sono giunte tutte le opere d’arte che per ragioni di conservazione vengono rimosse dall’esterno di Santa Maria del Fiore, dal Battistero e dal Campanile. Piazza del Duomo, 9 aperto: da lunedì a sabato 9-19,30, domenica 9-13,45 chiuso: Capodanno, Pasqua, 8 settembre, Natale

Battistero di San Giovanni

A pianta ottagonale, interamente rivestito di lastre di marmo bianco e verde di Prato, il Battistero è coperto da una cupola ad otto spicchi poggiante sulle pareti perimetrali, mascherata all’esterno dall’elevazione delle pareti sopra l’arcata del secondo livello e da un tetto a piramide schiacciata. Il Battistero che vediamo oggi è il frutto dell’ampliamento di un primitivo Battistero, risalente al IV-V secolo.


Nel cuore di Firenze, a pochi passi dal Battistero, ritrova il suo originario splendore l’antica sede dell’Opera di San Giovanni, dopo anni di lento ma inesorabile degrado che l’avevano condannata all’oblio. Oggi essa è divenuta, grazie al generoso intervento dell’Opera di Santa Maria del Fiore, un centro polifunzionale, denominato Centro Arte e Cultura, punto di riferimento per i visitatori del complesso monumentale e non solo. All’interno della struttura sono state realizzate cinque sale per convegni, conferenze, attività di formazione ed eventi. Piazza San Giovanni, 7

www.artecultura.firenze.it

Bottega Questo laboratorio è la moderna collocazione della bottega dell’Opera del Duomo. La sede antica si trovava in un locale dietro l’abside della Cattedrale. L’ultimo trasferimento all’attuale sede di Via dello Studio avvenne intorno alla metà del XIX secolo. Via dello Studio

Archivio dell’Opera di Santa Maria del Fiore Oltre ai monumenti e ai tanti capolavori artistici, l’Opera di Santa Maria del Fiore custodisce un altro inestimabile tesoro della cultura: l’Archivio storico. La produzione e la raccolta di documenti hanno infatti accompagnato questa prestigiosa istituzione fiorentina fin dai primi tempi della sua storia

plurisecolare. La consistenza dell’Archivio è notevole: vi si conservano circa 7.000 pezzi, tra codici in grande formato, registri, filze e carte sciolte. Dell’archivio fanno parte anche una collezione di disegni e stampe e una fototeca. Via della Canonica, 1 sala di studio aperto: lunedì 14-18, mercoledì e venerdì 9-13

avvenimenti

O flos colende

Musica sacra a Firenze XIV edizione direzione artistica Gabriele Giacomelli Cattedrale di Santa Maria del Fiore Battistero di San Giovanni 24 marzo-7 settembre 2010 ingresso libero calendario • Mercoledì 24 marzo, ore 21,15 Cattedrale di Santa Maria del Fiore Musica e poesia per i Misteri del Rosario Ugo Pagliai, voce recitante musiche: H. I. Von Biber Musica Antiqua Roma Riccardo Minasi, violino Ludovico Minasi, violoncello Giulia Nuti, clavicembalo e organo

• Lunedì 10 aprile, ore 21,15 Cattedrale di Santa Maria del Fiore Concerto al grande organo Mascioni Wayne Marshall musiche: M. E. Bossi E. Liszt G. Rossini Ch. M. Widor

• Lunedì 10 maggio, ore 21,15 Cattedrale di Santa Maria del Fiore Musica dal Medioevo per San Zanobi musiche: Bartolo, Ghirardello E. Giovanni da Firenze F. Landini Canti gregoriani Ensemble San Felice Federico Bardazzi, direttore

• Venerdì 4 giugno, ore 21,15 Cattedrale di Santa Maria del Fiore in collaborazione col Teatro del Maggio Musicale Fiorentino Cherubini e la musica sacra a Firenze musiche: L. Cherubini M. da Cagliano N. Jommelli Coro del Maggio Musicale Fiorentino Piero Monti, direttore Andrea Secchi, organo

• Martedì 7 settembre, ore 21,15 Battistero di San Giovanni Arie sacre del barocco fiorentino musiche: G. M. Casini M. da Cagliano C. Monteverdi P. Sanmartini Monica Bacelli, soprano Attilio Cremonesi, clavicembalo e organo Loredana Gintoli, arpa

Gli anni della Cupola 1417-1436 a cura di Margaret Haines

opera di santa maria del fiore

Centro Arte e Cultura

Gli anni della Cupola è un archivio digitale testuale e strutturato delle fonti dell'Opera di Santa Maria del Fiore. Il periodo coperto, 1417-1436, corrisponde al ventennio che vide la progettazione e la costruzione della cupola di Brunelleschi.

dalla Presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore L’Opera di Santa Maria del Fiore rinnova nel 2010 l’importante proposta di cultura musicale nata nel 1997, anno in cui fu celebrato il VII centenario della fondazione della Cattedrale fiorentina. Si tratta della rassegna di musica sacra O flos colende – ossia “O fiore venerabile”, incipit dell’antifona gregoriana per San Zanobi, venerato vescovo fiorentino –, che giunge felicemente alla XIV edizione, caratterizzandosi per l’originalità delle proposte e l’eccellenza degli interpreti. Anche in questa occasione gli appassionati di musica sacra possono trovare molteplici motivi di interesse e soddisfazione. Innanzitutto gli artisti, anche di grande fama, come l’attore Ugo Pagliai, tanto caro al pubblico fiorentino e toscano, impegnato in un ciclo di suggestive letture legate al tema della Passione e alla figura della Madonna, che si alterneranno alla musica del violinista barocco Von Biber scritta a commento dei Misteri del Rosario. Da segnalare la presenza del giovane ma affermatissimo soprano Monica Bacelli, chiamata ad interpretare splendide arie sacre del barocco fiorentino composte dai maestri di cappella e dagli organisti di Santa Maria del Fiore. Con l’importante concerto dedicato a Luigi Cherubini nel 250° anniversario della nascita, si rinnova la preziosa collaborazione con il prestigioso Coro del Maggio Musicale Fiorentino, che, sotto la direzione del suo maestro Piero Monti, eseguirà splendide pagine del celebrato autore, quali il monumentale Credo a 8 voci in doppio coro, ma anche di altri autori legati alla storia della Cappella del Duomo. Un progetto originale di indubbio fascino è costituito dalla ricostruzione delle musiche sia polifoniche che monodiche di epoca medievale legate al culto di San Zanobi, affidate a un valido gruppo cittadino, l’Ensemble San Felice, diretto dal suo fondatore, Federico Bardazzi. Infine, nella prospettiva della valorizzazione degli organi del Duomo, è previsto un concerto al grande organo Mascioni del virtuoso Wayne Marshall, organista e direttore d’orchestra fra i più acclamati a livello internazionale, in Italia nell’aprile 2010 per dirigere l’Orchestra Sinfonica della RAI e che darà saggio della sua bravura sia come interprete che come improvvisatore. Anna Mitrano

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galleria degli uffizi

a Galleria degli Uffizi nasce all’interno di un edificio voluto da Cosimo I de’ Medici e posto accanto alla sua residenza di Palazzo Vecchio per ospitare le Magistrature delle Arti fiorentine. Qui, all’ultimo piano, a partire dagli anni ottanta del Cinquecento, il suo erede, Francesco I, collocò una serie di ritratti di uomini illustri antichi e contemporanei e creò il primo nucleo dell’attuale museo, situato nella Tribuna ottagonale cui si accede dal primo corridoio. In Tribuna Francesco conservava le opere d’arte e le rarità naturali più preziose e stupefacenti. Accanto ad essa sorsero più tardi ambienti destinati alla raccolta di strumenti scientifici e all’armeria medicea. Nei secoli successivi i Medici e in seguito i Lorena incrementarono le raccolte d’arte che vi si conservavano fino a farne uno dei più importanti musei del mondo.

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Foto Grazia Sgrilli

Piazzale degli Uffizi aperto: da martedì a domenica 8,15-18,50 chiuso: Capodanno, 1 maggio, Natale È consigliato prenotare in anticipo i biglietti riducendo al minimo i tempi di attesa all’ingresso

www.polomuseale.firenze.it/uffizi

comunicazioni del Museo

restauri completati

Alcuni ambienti della Galleria sono attualmente occupate dai cantieri di ampliamento. Ci scusiamo con i visitatori per gli eventuali disagi arrecati.

tra gli altri si segnalano • Venere del Belvedere (inizi II secolo d.C.) Nel 1677 passeggiando in Galleria, lo scultore milanese Ercole Ferrata identificò in una scultura di Venere, sino a quel momento negletta, l’originale da cui era stato ricavato un calco in gesso da lui acquistato una quarantina di anni prima da un giardiniere del Belvedere vaticano. Il calco confermò l’intuizione del Ferrata e in quella Venere dimenticata fu così riconosciuta una

delle statue appartenute alla più antica collezione papale sistemata nel cuore dei futuri Musei Vaticani. Il pietoso stato in cui versava la statua non ne facilitava la riscoperta e l’opera, pur così importante per la storia del collezionismo fiorentino, finì coll’essere sempre più di rado ricordata anche negli studi specialistici. È con piena ragione, quindi che, grazie al restauro portato a termine nei mesi scorsi da Camilla Mancini, possiamo oggi parlare di una terza riscoperta della Venere del Belvedere.

• Amico Aspertini, Ritratto di Alessandro Achillini, ante 1521 Per questo ritratto l’Aspertini ha utilizzato una tecnica estremamente versatile che gli ha permesso di far scivolare il pennello in passaggi sensibili, quasi mobili, nel trascolorare fluido delle carni. Tale tecnica, utilizzata su una tela preparata, intende evocare la pittura a fresco: un effetto cercato e voluto dal pittore e quindi irrinunciabile che ha guidato, nel restauro affidato ad Anna Teresa Monti e Lisa Venerosi Pesciolini, la volontà di niente aggiungere al

calendario mostre aprile-settembre 2010 La città degli Uffizi 3

Beato Angelico a Pontassieve. Dipinti e sculture del Rinascimento fiorentino

Laboratorio Novecento

Pontassieve, Palazzo Comunale, Sala delle Colonne a cura di Ada Labriola 28 febbraio-27 giugno 2010

a cura di Federica Chezzi e Chiara Toti con Claudia Tognaccini, con la collaborazione della Sezione Didattica della Soprintendenza aprile-maggio 2010 RIN VIATA!

La Sala delle Colonne del Palazzo Comunale di Pontassieve ospita la terza mostra della “Città degli Uffizi”, l’iniziativa ideata e diretta da Antonio Natali che intende riprendere le fila del dialogo artistico storicamente intrecciatosi tra la Galleria degli Uffizi e il territorio fiorentino. Questa volta il perno dell’evento espositivo è il Beato Angelico, il cui dipinto con la Madonna e il Bambino oggi conservato nella Galleria degli Uffizi fu infatti realizzato per la Chiesa di San Michele Arcangelo a Pontassieve. Accanto a questo importante dipinto, sono esposte altre opere di Beato Angelico e una selezione di dipinti e sculture di alcuni tra i protagonisti della scena artistica fiorentina (Benozzo Gozzoli, Filippo Lippi, Paolo Uccello, Lorenzo Ghiberti, Nanni di Bartolo).

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Sala delle Reali Poste

Laboratorio Novecento è un evento espositivo costruito attorno al tema della didattica per l’arte contemporanea, allestito dalla Galleria degli Uffizi in collaborazione con il Gabinetto Disegni e Stampe. Il percorso educativo propone una selezione di opere delle correnti artistiche del secondo Novecento e del Duemila, interamente provenienti dalle collezioni meno note degli Uffizi e del Gabinetto Disegni e Stampe. L’attività laboratoriale, gratuita e destinata a gruppi scolastici e a famiglie con bambini, ha il compito di avvicinare il pubblico alle pratiche artistiche più recenti attraverso una pratica manuale e ludica. Visite solo su prenotazione secondo modalità pubblicate sul sito www.polomuseale.firenze.it. Domenica aperto a tutti.

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galleria degli uffizi

avvenimenti

Alla maniera d’oggi. Base a Firenze. Otto artisti contemporanei in un percorso storico-museale La spettacolare installazione di Maurizio Nannucci ‘campeggerà’ sul fronte degli Uffizi verso l’Arno fino alla fine di aprile 2010. Per un approfondimento si veda la sezione “in contemporaneo”.

Maurizio Nannucci, All Art Has Been Contemporary, 2010, Installazione. Firenze, Galleria degli Uffizi. Foto Carlo Cantini.

Donazione dell’autoritratto di Robert Mapplethorpe La “Robert Mapplethorpe Foundation”, a conclusione della mostra Mapplethorpe. La perfezione nella forma (Galleria dell’Accademia, 26 maggio 2009-10 gennaio 2010), ha donato alla Galleria degli Uffizi, per la Collezione dei ritratti d’artista, un Autoritratto fotografico di Robert Mapplethorpe realizzato nel 1980, e alla Galleria dell’Accademia un ritratto di Von Hackendahl e un ritratto di Derrick Cross, entrambi del 1985. Le tre opere, presentate alla stampa il 22 marzo 2010, rimarranno esposte per due settimane nella ‘Sala del Camino’ al primo piano della Galleria degli Uffizi.

Presentazione dei restauri dei capolavori di Filippo Lippi Sala del Lippi primavera 2010

dipinto per non mutarne le caratteristiche. L’opera, originariamente, aveva un assetto diverso da quello in cui ci è arrivata. Applicazioni ripetute e alternate di umidità, calore e pressione, somministrati con gradualità e controllo, ci hanno permesso di recuperare in maniera soddisfacente la distensione del filato e di posizionare “in squadra” il dipinto su un nuovo telaio scorrevole.

restauri in corso

novità editoriali

tra gli altri si segnalano

• Bollettino degli Uffizi 2008, a cura di F. Chezzi, S. Nocentini, Firenze, Centro Di, 2009 • Il Teatro di Niobe: la rinascita agli Uffizi di una sala regia, a cura di A. Natali, A. Romualdi, Firenze, Giunti, 2009

• Paolo Uccello, La battaglia di San Romano, 1438 circa • Filippo Lippi, Annunciazione con Sant’Antonio Abate e San Giovanni Battista, 1450-1460

• E. Spalletti, La Galleria di Pietro Leopoldo: Gli Uffizi al tempo di Giuseppe Pelli Bencivenni, Firenze, Centro Di, in corso di stampa

Per la prossima primavera si prevede di esporre in San Pier Scheraggio, con il sostegno degli “Amici degli Uffizi” che ne hanno finanziato i restauri, la stupenda pala di Filippo Lippi, già nella Cappella del Noviziato in Santa Croce, la bellissima predella di Francesco Pesellino, l’Adorazione di Annalena e i due pilastrini con l’Annunciazione e i Santi Giovanni Battista e Antonio Abate. Apertura delle Sale degli Stranieri estate 2010

Nella tarda primavera del 2010 saranno aperte al pubblico le prime sale dei Nuovi Uffizi dedicate alla pittura delle Scuole Straniere del Sei e Settecento. Le sale, poste all’altezza del primo piano della Galleria, sono prospicienti il cortile delle Reali Poste e il Chiasso dei Baroncelli in prossimità della Collezione Contini Bonacossi. Vi si accederà dalle scale poste in fondo al Terzo Corridoio che saranno anch’esse riaperte.

calendario mostre aprile-settembre 2010 in Galleria

Caravaggio e caravaggeschi a Firenze Galleria Palatina, Palazzo Pitti Galleria degli Uffizi Ideazione e progetto scientifico della mostra: Gianni Papi Direzione della mostra: Stefano Casciu per la Galleria Palatina Antonio Natali per la Galleria degli Uffizi 22 maggio-10 ottobre 2010 Grazie al cospicuo patrimonio fiorentino di opere del Caravaggio e al nucleo di pittura caravaggesca e grazie ai numerosi prestiti accordati, due dei principali musei del Polo Museale Fiorentino, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina, ospiteranno, in occasione delle celebrazioni per il IV centenario della morte del Caravaggio nel 2010, la mostra Caravaggio e caravaggeschi a Firenze. A quarant’anni dalla pioneristica mostra curata da Evelina Borea, l’evento consentirà di presentare oltre 100 quadri, noti e meno noti, alla luce dei dati emersi in seguito a ricerche, documenti e nuove attribuzioni che hanno modificato il panorama critico e l’apprezzamento del pubblico.

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galleria degli uffizi

Corridoio Vasariano

Sala delle Reali Poste

Il corridoio si estende lungo un chilometro e fu eretto in brevissimo tempo nel 1565 (anno in cui avvenne il matrimonio fra Francesco I de’ Medici e Giovanna d’Austria) con la funzione di collegare, valicando l’Arno e passando sopra il Ponte Vecchio, gli Uffizi e Palazzo Pitti. Ospita oggi una parte della collezione di dipinti del Sei e del Settecento e la preziosa raccolta di autoritratti degli artisti.

La Sala delle Reali Poste, al piano terreno degli Uffizi, ristrutturata al tempo di Firenze capitale su progetto dell’architetto Mariano Falcini che la ricavò dal preesistente Cortile delle Carrozze, deve il nome all’ufficio postale che vi ebbe sede dal 1866 al 1917. Da alcuni anni la Sala delle Reali Poste viene utilizzata come sede espositiva di mostre temporanee allestite o ospitate dalla Galleria degli Uffizi. Apertura in concomitanza con l’orario delle mostre allestite in questa sede

Visite solo su prenotazione secondo modalità e calendario pubblicati sul sito

www.polomuseale.firenze.it/musei/vasariano

Collezione Contini Bonacossi

La Collezione di Alessandro Contini Bonacossi è annoverata tra le più importanti raccolte italiane d’arte del Novecento; nel 1969, lo Stato ne ha ricevuta una parte che è stata destinata alla Galleria degli Uffizi. Si tratta di circa 50 opere esposte in alcuni ambienti adibiti appositamente e situati tra Via Lambertesca e il Chiasso dei Baroncelli, dove si possono ammirare mobili, ceramiche, sculture e capolavori della pittura europea dal Tre al Settecento (con dipinti di Andrea del Castagno, Giovanni Bellini, Girolamo Savoldo, El Greco e Zurbarán). Visite solo su prenotazione secondo modalità e calendario pubblicati sul sito www.polomuseale.firenze.it/musei

/continibonacossi pagine della Galleria degli Uffizi a cura di Valentina Conticelli

calendario mostre aprile-settembre 2010 all’estero

all’estero

Cina

Slovenia

From the Collections of The Uffizi Gallery. The Genres of Painting: Landscape, Still Life and Portrait Paintings

Ragione e sentimento. Sguardi sull’Ottocento in Toscana

Shanghai (10 marzo-6 giugno 2010) Shenyang (19 giugno-19 settembre 2010) Guangzhou (2 ottobre 2010-2 gennaio 2011) Chengdu (15 gennaio- 17 aprile 2011) Pechino (2 maggio 2011-2 agosto 2011) a cura di Antonio Natali

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La Shanghai International Culture Association e la Galleria degli Uffizi, in collaborazione con Contemporanea Progetti, promuovono una mostra che si terrà in Cina con ben cinque diverse sedi. L’esposizione verterà su una selezione di dipinti dal XV al XX secolo provenienti dai depositi della Galleria degli Uffizi con l’apporto di alcuni altri conservati nel Corridoio Vasariano. Prendendo le mosse da passate edizioni dei “Mai visti” dedicate alla pittura di paesaggio e alla natura morta, la rassegna cinese sarà accresciuta con una sezione dedicata ai ritratti e agli autoritratti di artisti.

Narodna Galerija di Lubiana, d’intesa con l’Istituto Italiano di Cultura di Lubiana a cura di Carlo Sisi e Giovanna Giusti 2 giugno-22 agosto 2010 Un’antologia di autoritratti di pittori (da Benvenuti, Canova, Corot, Fattori, Boldini, a Böcklin) che nell’Ottocento hanno determinato lo svolgimento delle arti in Toscana, porta alla ribalta i protagonisti di fatti salienti delle vicende estetiche e critiche di quel secolo, che apre nel segno dell’eleganza neoclassica ispirata dal Razionalismo per chiudere con le atmosfere suggestive e inquiete del Simbolismo. La mostra era già stata realizzata dalla Galleria degli Uffizi alle Reali Poste nell’anno 2007.

in preparazione La collezione degli autoritratti della Galleria degli Uffizi: 1664-2010 Tokyo (11 settembre-14 novembre 2010) Osaka (27 novembre 2010-20 febbraio 2011)

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gabinetto disegni e stampe degli uffizi

La tradizione rinnovata Dal 1950 il GDSU ha organizzato oltre cento mostre sui nuclei storici e quelli più recenti della collezione, dedicandole in particolare agli artisti fiorentini del Cinque e Seicento e al collezionismo mediceo, ma aprendosi anche ad altre scuole italiane e a temi di arte europea, a disegni legati alla decorazione e alla progettazione architettonica, a stampe di artisti antichi e contemporanei. Nell’ultimo biennio sono stati messi a punto alcuni progetti internazionali che hanno individuato i propri interlocutori nella Pierpont Morgan Library di New York (2008), per una rassegna sugli studi degli artisti fiorentini e toscani connessi a Palazzo Vecchio; nella Fondation Lugt a Parigi (2008), come seconda sede espositiva della mostra sui disegni fiamminghi e olandesi allestita dapprima a Firenze; nel Kunstmuseum di Berna (2009), per la seconda sede della rassegna sui disegni del Guercino e dei seguaci; nel Metropolitan Museum di New York (2010), per una monografica sui fogli del Bronzino; e, infine, nel British Museum (2010), per una esposizione sul disegno italiano nel Quattrocento, cui seguirà nel 2011 una versione fiorentina più ampia, grazie alla collaborazione con la Galleria degli Uffizi. Il GDSU svolge anche un ruolo primario come ente prestatore per mostre e iniziative diffuse in tutto il mondo. La sua incessante attività di studio delle collezioni si traduce nella pubblicazione di numerosi volumi, come quelli attinenti alla storica collana che accompagna le esposizioni e a quella, di recente istituzione, incentrata sulle stampe, di cui sono usciti i due primi volumi (2007, 2009). A latere di tali attività si aggiungono seminari, workshops e convegni organizzati in particolare con il Kunsthistorisches Institut in Florenz - Max-Planck-Institut e la Scuola Normale Superiore di Pisa. Marzia Faietti

ntica e prestigiosa, la collezione di disegni e stampe conservata al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, comunemente indicato come GDSU, affonda le sue origini nelle raccolte medicee, in particolare di Leopoldo de’ Medici, fratello del granduca Ferdinando II, elevato alla porpora cardinalizia nel 1667. Leopoldo si avvalse di numerosi agenti per acquistare fogli dei maggiori artisti antichi e contemporanei, la cui catalogazione venne affidata a Filippo Baldinucci, artista dilettante e collezionista a sua volta. I Lorena, saliti al trono di Toscana nel 1737 con l’estinzione della dinastia medicea, contribuirono ad arricchire la collezione, poi incrementata dopo la costituzione del Regno d’Italia con numerose donazioni, tra cui i 12.667 disegni regalati dallo scultore Emilio Santarelli nel 1866. Il patrimonio ammonta oggi a oltre 150.000 opere di artisti toscani e di altre scuole italiane, nonché di autori fiamminghi e olandesi, francesi, spagnoli e tedeschi. Se nel 1687 la raccolta era stata rimossa dalla residenza privata di Palazzo Pitti per essere collocata nella Galleria degli Uffizi, soltanto nei primi anni del Novecento essa raggiunse l’attuale collocazione nelle sale dell’antico Teatro Mediceo di Buontalenti. I lavori di ristrutturazione, intervenuti fra il 1952 e il 1960, furono assegnati all’architetto fiorentino Edoardo Detti, che operò secondo criteri museografici di avanguardia.

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Via della Ninna, 5 La Sala di Esposizione è aperta secondo lo stesso orario della Galleria. L’accesso alla Sala di Studio è riservato agli studiosi, dietro lettera di presentazione. aperto: lunedì, mercoledì, venerdì 8,30-13,30, martedì, giovedì 8,30-17

Direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

www.polomuseale.firenze.it/musei/disegni

Tra i numerosi interventi di restauro su disegni e stampe del GDSU si segnalano, a titolo puramente esemplificativo, quattro casi: tre relativi a opere selezionate per le mostre in corso e uno riferito alle attività correnti, effettuate sulla collezione con criteri di sistematicità.

mostra sull’artista presso il Metropolitan Museum di New York. L’intervento ha risolto i fenomeni di frammentazione e ondulazione del foglio, causa di abrasioni e cadute di colore; ha inoltre rimosso il vecchio e grossolano ritocco pittorico sostituendolo con un altro più equilibrato, e realizzato con materiali reversibili.

• Agnolo di Cosimo Mariano di Tori, detto il Bronzino, Resurrezione di Cristo, inv. 13843 F, preparatorio per il dipinto omonimo su tavola nella Chiesa della Santissima Annunziata di Firenze, attualmente esposto alla

• Federico Zuccari, Studio di due demoni, inv. 11045 F, preparatorio per gli affreschi della cupola del Duomo di Firenze, attualmente esposto alla mostra sull’artista in corso al GDSU.

restauri

La rimozione del controfondo e del collante sul verso dell’opera hanno consentito l’eliminazione delle principali cause di degrado del foglio, che è stato inoltre rinforzato con saldature e integrazioni in carta giapponese. • Lorenzo Costa, La disputa di Santa Cecilia di fronte al prefetto Almachio, inv. 166 E, preparatorio per l’affresco omonimo nell’Oratorio di Santa Cecilia a Bologna. Il disegno, compreso tra quelli in prestito all’importante mostra organizzata in collaborazione con il British Museum di Londra, presentava

diverse problematiche, pienamente risolte, nonché delle lacune lungo il margine inferiore, integrate con carta giapponese. • Livio Agresti, Circoncisione, inv. 686 E-416 S. Disegno di ampie proporzioni e costituito da vari fogli supportati al verso con una tela antica, è oggi stato restituito a una più soddisfacente leggibilità grazie alla rimozione della tela e del vecchio collante, che ha, inoltre, conferito nuova elasticità al supporto, consolidato con carta giapponese.

calendario mostre aprile-settembre 2010 in sede

La donazione Fausto Melotti: la grafica 24 maggio-29 agosto 2010 Per sottolineare la donazione di 132 opere grafiche di Fausto Melotti (1901-1986) alle raccolte del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, in continuità con una linea di esposizioni mirate a far conoscere le principali occasioni di incremento della collezione tramite acquisti o donazioni recenti, la mostra propone una selezione di circa 860 opere, tra disegni e incisioni, realizzate dal maestro trentino tra il 1926 e il 1985, offrendo una panoramica significativa e diversificata della sua intera attività. Tale scelta risulta particolarmente eloquente di quel tentativo di avvicinare le arti plastiche alla scrittura e alla parola attraverso una sintesi di segno lineare e tridimensionale che è stato visto come uno dei moventi caratterizzanti tutta l’opera di Melotti, dove l’espressione grafica si sviluppa in parallelo a quella scultorea.

all’estero

all’estero

The Drawings of Bronzino

Fra Angelico to Leonardo. Italian Renaissance Drawings

New York, The Metropolitan Museum of Art 20 gennaio-18 aprile 2010 Realizzata in collaborazione con il Metropolitan Museum of Art di New York, la mostra, dedicata ai disegni di Agnolo Bronzino (Firenze 15031572), presenta per la prima volta riuniti in un’unica sede una significativa selezione di fogli, provenienti dagli Uffizi e da altre importanti collezioni europee e nordamericane, riferibili non solo all’artista ma anche a Pontormo e ad altri contemporanei. Ciò consente di seguire l’evoluzione del maestro del Manierismo fiorentino a partire dalla formazione avvenuta sotto il Pontormo, e ne focalizza attraverso studi preparatori i principali filoni di attività, con particolare attenzione alla ritrattistica e all’impegno per l’arazzeria medicea e per la decorazione della cappella di Eleonora di Toledo in Palazzo Vecchio a Firenze.

Londra, The British Museum 22 aprile-25 luglio 2010 La mostra si propone di evidenziare, mediante una selezione di cento capolavori scelti tra le opere più significative di due delle collezioni più ricche al mondo nell’ambito specifico, il ruolo centrale del disegno italiano nell’arte europea del Rinascimento. I parametri che guidano la scelta delle opere intendono evidenziare gli aspetti tematici, stilistici e tecnici della pratica e dell’uso del disegno nel Quattrocento italiano, presentato secondo diverse espressioni, dal disegno progettuale a quello di studio e documentazione della natura, al disegno finalizzato all’architettura e alle arti applicate. Il fulcro tematico dell’esposizione sarà tuttavia rappresentato dal disegno di figura e dalle sue diverse declinazioni; in particolare lo studio dell’antico e del nudo dal vivo sarà seguito in un percorso cronologico che culminerà negli esempi di Michelangelo, Raffaello e Tiziano agli esordi del Cinquecento.

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museo nazionale del bargello

l Museo Nazionale del Bargello ha sede nel Palazzo che fu del Capitano del Popolo, costruito nel 1255 e arricchito nel 1287 del Verone, la bella loggia affacciata sul cortile dove il Podestà adunava i rappresentanti delle Arti e delle Corporazioni. Il torrione, preesistente a tutto l’edificio, conteneva la “Montanina”, la campana che chiamava a raccolta i fiorentini in caso di guerra o di assedio. Divenuto nel 1502 la sede del Consiglio di Giustizia e della Polizia, il cui capo era il cosiddetto “Bargello”, fino al 1857 ospitò anche delle prigioni. Restaurato dall’architetto Francesco Mazzei, nel 1886 venne definitivamente trasformato in museo e destinato ad ospitare straordinarie raccolte di scultura e di “arti minori”. Qui si ammirano alcune delle più importanti sculture del Rinascimento, con capolavori di Donatello, di Luca della Robbia, del Verrocchio, di Michelangelo, del Cellini. Ad arricchire il museo sono giunte poi nel tempo prestigiose raccolte di bronzetti, maioliche, cere, smalti, medaglie, avori, ambre, arazzi, mobili, sigilli e tessili, provenienti in parte dalle collezioni medicee e in parte da donazioni di privati.

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Via del Proconsolo, 4 aperto: da lunedì a domenica 8,15-14 chiuso: prima, terza, quinta domenica, secondo e quarto lunedì di ogni mese, Capodanno, 1 maggio, Natale

www.polomuseale.firenze.it/bargello

dalla Direttice del Bargello Alla direzione del Bargello dalla primavera del 2001, ho cercato di dare subito un segno del mio modo di intendere il futuro del museo con la realizzazione di due sale comunicanti, al piano terreno del magnifico palazzo trecentesco, da destinare alle mostre temporanee, trasferendo in altri ambienti le raccolte di scultura che le occupavano in precedenza. Questo ha permesso di inaugurare, già nel 2003 e col pieno appoggio dei soprintendenti – Antonio Paolucci e poi Cristina Acidini –, una serie di mostre a carattere internazionale, in cui alla relativa modestia dello spazio supplisse la qualità delle opere e la limpidezza del ‘taglio’ critico. Si è così cominciata una stretta collaborazione scientifica e operativa con i più grandi musei europei e americani, che ha portato a una serie di mostre importanti, dedicate prevalentemente alla scultura, con cadenza pressoché annuale e tutte accolte con grande successo di pubblico e di critica: dal Ritratto di un banchiere del Rinascimento. Bindo Altoviti tra Raffaello e Cellini (2004, in collaborazione con l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston) a Giambologna: gli dei, gli eroi (2006, con oltre cento pezzi esposti anche nelle sale del museo; la mostra è stata poi ospitata in forma ridotta al Kunsthistorisches Museum di Vienna), a Desiderio da Settignano. La scoperta della grazia nella scultura del Rinascimento (2007, in collaborazione con il Museo del Louvre e con la National Gallery of Art di Washington), a I grandi Bronzi del Battistero. L’arte di Vincenzo Danti, discepolo di Michelangelo (2008), a I marmi vivi. Gian Lorenzo Bernini e la nascita del ritratto barocco (2009, in collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e la National Gallery of Art di Ottawa). Si prevede per l’anno 2010 I grandi Bronzi del Battistero. Rustici e Leonardo. A queste mostre a carattere internazionale e di notevole impegno anche economico si è cercato di affiancare manifestazioni espositive di più modesta portata ma di non minore importanza scientifica, solitamente dedicate a capolavori del Bargello in occasione del loro restauro: così Il bronzo e l’oro. Il David del Verrocchio restaurato (2003, in collaborazione con l’High Museum di Atlanta), Il ritorno di Amore. L’Attis di Donatello restaurato (2005), o La Madonna di cartapesta di Jacopo Sansovino (2008, in collaborazione con l’Istituto Centrale del Restauro di Roma). In occasione dei vari eventi espositivi e in coincidenza con la stagione primaverile – quella di maggior turismo in città – ho poi cercato di organizzare in modo continuativo, specie grazie a una convenzione con il Teatro della Pergola, una ‘stagione’ teatrale e musicale, che accogliesse il pubblico nel magnifico cortile del Bargello nelle serate di primavera e di prima estate. Beatrice Paolozzi Strozzi

Il metodo e il talento. Igino Supino, primo direttore del Bargello. 1896-1906 5 marzo-6 giugno 2010 a cura di Beatrice Paolozzi Strozzi e Silvio Balloni La mostra intende proporre la storia del periodo di formazione del Museo del Bargello, alla fine del XIX secolo, attraverso la figura del suo primo direttore, Igino Benvenuto Supino (18581940): grande storico dell’arte, ma anche pittore e museografo di fama internazionale.

opere prestate tra le altre si segnalano • Benvenuto Cellini, Perseo ospite a: Shangai, Padiglione Italiano, Esposizione Universale, dal 1 maggio al 31 ottobre 2010 per la mostra: La città dell’uomo. Vivere all’italiana • Francesco di Simone Ferrucci o Giovan Francesco Rustici, Madonna con Bambino (Madonna Fontebuoni), 1475 ca. • Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, San Bernardino da Siena, 1475 ospite a: Terni, Centro per le Arti - Opificio ex Siri, fino al 2 maggio 2010 per la mostra: Piermatteo d’Amelia. Un protagonista del Rinascimento tra Firenze e Roma,

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avvenimento

mostra

• Andrea del Riccio, Pastore che munge la

Estate al Bargello 2010. Tra musica, teatro e danza Ripartirà il 18 maggio la programmazione di eventi estivi nel cortile del museo, secondo una linea d’intervento iniziata nel 2003 grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, l’Ente Teatrale Italiano e il Teatro della Pergola. Novità del 2010 la costruzione di una vera e propria programmazione integrata e multidisciplinare, offerta all’utenza come un unicum che occuperà il periodo di oltre due mesi, fino al 29 luglio, e pensata in modo da offrire una relazione dinamica con lo spazio del museo, che non è una semplice location ma una continua fonte di ispirazione. In apertura il teatro, con l’Uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello portato in scena da Sandro Lombardi e il Dracula di Bram Stoker. Luglio sarà invece riservato alla musica con l’Orchestra da Camera Fiorentina, che porterà al Bargello alcuni dei migliori ensemble e i più celebrati solisti, e dalla danza, con le produzioni e le ospitalità del Florence Dance Festival.

capra Amaltea ospite a: Roma, Palazzo Venezia, fino al 1 giugno 2010 per la mostra: La forma del Rinascimento

J. Paul Getty Museum, fino al 20 giugno 2010 per la mostra: Leonardo da Vinci e l’invenzione della scultura rinascimentale

all’11 luglio 2010 per la mostra: Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti a Siena nel primo Rinascimento

• Maestro del Giudizio di Paride, Desco da parto • Cassone istoriato ospiti a: Firenze, Galleria dell’Accademia, dal 7 giugno al 1 novembre 2010 per la mostra: Pittura da camera. Arredi dipinti del Rinascimento fiorentino

• Donatello (attribuito a), Busto di giovane • Medaglie dal XV al XVIII secolo, fra gli altri di Domenico di Polo, Massimiliano Soldani Benzi e Antonio Selvi • Varie opere del secolo XV ospiti a: Firenze, Museo degli Argenti, fino al 27 giugno 2010 per la mostra: Arte d’Eccellenza. La collezione glittica medicea e la sua fortuna dal XV al XVIII secolo

• Opere francesi, fiamminghe e italiane dal XIII al XV secolo ospiti a: Torino, Reggia di Venaria Reale, fino al 1 agosto 2010 per la mostra: Il corpo e il volto di Cristo

• Giambologna, Ratto delle Sabine ospite a: Lugano, Museo d’Arte, fino al 13 giugno 2010 per la mostra: Robert Mapplethorpe. La perfezione nella forma • Giovanni Francesco Rustici, Gruppo di battaglia equestre, 1510 ca. • Bertoldo di Giovanni, Rilievo di battaglia, 1479 ca. ospiti a: Los Angeles,

• Opere varie fra cui l’Arca dei martiri Proto Giacinto e Nemesio di Lorenzo Ghiberti e lo Spiritello di Donatello ospiti a: Siena, Santa Maria della Scala e Opera della Metropolitana, fino

• Pierino da Vinci, Sansone uccide i Filistei (copia da un bronzetto da Michelangelo) ospite a: Goteborg, fino al 15 agosto 2010 per la mostra: The Masters of the Renaissance • Tino da Camaino, Madonna col Bambino ospite a: Casole d’Elsa, Museo Archeologico della Collegiata, fino al 3 ottobre 2010 per la mostra: Marco Romano


Fra i più recenti tesori di cui la Galleria può vantarsi, c’è il Dipartimento degli Strumenti Musicali, che custodisce antichi, importanti strumenti del Conservatorio Luigi Cherubini, provenienti dalle collezioni medicee e lorenesi.

galleria dellʼaccademia

Dipartimento degli Strumenti Musicali

a Galleria deve la sua vasta popolarità in particolare alla presenza di alcune sculture di Michelangelo: i Prigioni, il San Matteo e soprattutto il celebre David, che qui giunse nel 1873 da Piazza della Signoria e per cui fu realizzata la scenografica Tribuna. Dall’Ottocento si cominciò ad alloggiare nei locali contigui, ricavati da due antichi conventi, prestigiose opere d’arte provenienti dall’Accademia del Disegno, dall’Accademia di Belle Arti e da vari conventi soppressi, in gran parte dipinti di soggetto religioso opera dei maggiori maestri attivi a Firenze e nei dintorni dalla seconda metà del Duecento fino alla fine del XVI secolo. Si segnalano in particolare la splendida collezione di tavole a fondo oro, unica al mondo, quella di grandiosi polittici tardo-gotici, perfettamente conservati, la gipsoteca di due scultori dell’Ottocento, Lorenzo Bartolini e Luigi Pampaloni, e la raccolta di icone russe. Fra le opere esposte, oltre alle già citate e celeberrime, si annoverano capolavori di Giotto e della sua scuola, di Taddeo Gaddi, Andrea Orcagna, Lorenzo Monaco e di numerosi artisti fra i più rappresentativi dell’arte e delle scuole dei diversi secoli fra il Due e l’Ottocento.

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Via Ricasoli, 58-60 aperto: da martedì a domenica 8,15-18,50 chiuso: Capodanno, 1 maggio, Natale

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mostra Virtù d’amore. Pittura nuziale nel Quattrocento fiorentino 8 giugno-1 novembre 2010 a cura di Franca Falletti, Daniela Parenti, Elisabetta Nardinocchi e Ludovica Sebregondi La camera è il fulcro della casa nel Rinascimento: è il luogo più intimo e protetto, dove si consuma il matrimonio, si partorisce, si muore. Sono soprattutto le spalliere, come il cosiddetto Cassone Adimari della Galleria dell’Accademia – da cui prende avvio la mostra –, e i fronti istoriati dei cassoni a offrire straordinarie testimonianze sulla casa fiorentina rinascimentale, sulla moda preziosa, sulla celebrazione delle feste, sulla ritualità che accompagnava il matrimonio, dal fidanzamento all’ingresso della sposa nella casa del marito. Le opere esposte, fra le quali si segnalano esemplari eseguiti da illustri pittori come Botticelli, Filippino Lippi, Pesellino, aprono uno straordinario scorcio sulle botteghe fiorentine impegnate nella produzione di questi oggetti, che proprio nel Quattrocento conobbe la maggiore fortuna. La mostra è organizzata in collaborazione con il Museo Horne di Firenze, che presenterà un percorso di valorizzazione del consistente nucleo di cassoni dipinti presenti nella raccolta e afferenti all’insieme originario appartenuto a Herbert Percy Horne, arricchito per l’occasione da alcune opere eccezionalmente concesse da collezionisti privati.

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l palazzo fu edificato per volontà di Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I, come ariosa residenza per la numerosa famiglia ducale, immerso nel verde, impreziosito dallo stupendo giardino eppur abilmente collegato attraverso il Corridoio Vasariano agli Uffizi e a Palazzo Vecchio, che rimaneva la sede deputata alla gestione del potere e del governo.

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Piazza Pitti

palazzo pitti

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Galleria Palatina e Appartamenti Reali

La Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali occupano l’intero piano nobile di Palazzo Pitti. La Galleria Palatina, creata tra la fine del Sette e i primi decenni dell’Ottocento dai Lorena per ospitare i capolavori provenienti soprattutto dalle collezioni dei Medici, vanta opere di Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Pietro da Cortona e di altri maestri italiani ed europei del Rinascimento e del Seicento. Gli Appartamenti Reali occupano le 14 magnifiche sale dell’ala destra del palazzo, già residenza privata delle famiglie regnanti, e sono allestiti con mobili, arredi ed opere d’arte databili dal Cinque all’Ottocento. aperto: da martedì a domenica 8,15-18,50 chiuso: Capodanno, 1 maggio, Natale. Gli Appartamenti Reali sono chiusi ogni anno nel mese di gennaio per manutenzione

Galleria d’Arte Moderna

La Galleria, allestita al secondo piano di Palazzo Pitti, espone dipinti e sculture, per la maggior parte di artisti italiani, databili fra la fine del Settecento e gli anni della prima guerra mondiale. Nelle sontuose sale, già residenza dei granduchi lorenesi, sono esposte opere che spaziano dal Neoclassicismo al Romanticismo, una straordinaria raccolta dei Macchiaioli, importanti testimonianze delle scuole italiane del secondo Ottocento oltre che dei movimenti artistici dell’inizio del Novecento.

Una collezione principesca La Galleria Palatina deve anzitutto il suo fascino all’essere ancora oggi ospitata nei sontuosi ambienti della residenza granducale di Palazzo Pitti, con affreschi e arredi di eccezionale importanza che vanno dal Sei all’Ottocento. Il suo splendore è poi accentuato dall’antica disposizione “a quadreria”, con la sua parata di capolavori incastonati, come gemme, nelle cornici riccamente intagliate e dorate, appositamente commissionate a valenti artefici dai Medici e dai Lorena. Ogni dipinto, infatti, oltre alla sua storia artistica, è caratterizzato da una illustre storia collezionistica, in quanto frutto della committenza o del collezionismo dei granduchi di Toscana o dei membri cadetti della famiglia Medici. Secoli di illuminato mecenatismo hanno portato la Galleria Palatina ad annoverare, fra l’altro, i più importanti nuclei al mondo di opere di Raffaello e Andrea del Sarto, seguiti da capolavori di Tiziano e dei maggiori maestri italiani e fiamminghi, dispiegati, su più livelli, sulle pareti delle Sale dei Pianeti, affrescate da Pietro da Cortona e collaboratori. Un museo di questo tipo, con annessi gli Appartamenti Reali, ha richiesto e richiede una cura particolare, e il primo compito del suo direttore e dello staff che lo affianca, con il personale di sorveglianza, è quello di assicurarne la manutenzione e la migliore fruizione da parte del pubblico, come hanno fatto i direttori che lo hanno preceduto. Oltre ad ospitare nella Sala Bianca e ambienti annessi mostre di grande interesse e spessore scientifico, la Galleria Palatina allestirà piccole mostre-dossier legate a restauri o a recuperi di opere dai depositi. Alessandro Cecchi Direttore della Galleria Palatina e Appartamenti Reali e del Giardino di Boboli

aperto: da martedì a domenica 8,15-18,50 chiuso: Capodanno, 1 maggio, Natale

calendario mostre aprile-settembre 2010 Pregio e bellezza. Cammei e intagli dei Medici L’Arma per l’Arte. Aspetti del sacro ritrovati

Museo degli Argenti 25 marzo-27 giugno 2010

Galleria Palatina, Sala Bianca 21 novembre 2009-6 aprile 2010

Direzione e cura della mostra: Ornella Casazza e Riccardo Gennaioli

Questa mostra, con le due consorelle a Roma e Napoli, rappresenta l’occasione per un bilancio di quanto è stato fatto negli ultimi 40 anni dal Comando Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri, e di quanto si potrà e si dovrà ancora fare in futuro per la tutela del patrimonio culturale italiano.

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Il collezionismo di gemme rappresentò uno degli aspetti più affascinanti di quella appassionata riscoperta dell’antico che fu tipica del Rinascimento. Papi, principi e cardinali fin dalla prima metà del Quattrocento impegnarono mezzi ed energie per assicurarsi cammei e intagli, che raggiunsero quotazioni da capogiro. Anche i Medici non furono da meno, raccogliendo alacremente incisioni su pietre dure e preziose, a formare una delle collezioni più rilevanti della storia. Attraverso un selezionato numero di pezzi di eccezionale qualità provenienti dai più importanti musei italiani e stranieri, la mostra illustrerà la complessa storia di questo tesoro, a partire dalla sua costituzione ad opera di Cosimo, Piero e soprattutto Lorenzo de’ Medici.

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Nella sua storia ha ospitato, oltre ai granduchi, anche i re d’Italia, e oggi custodisce importanti collezioni di dipinti e sculture, oggetti d’arte, porcellane e una galleria del costume, con un ambiente storico magnificamente conservato che si estende al Giardino di Boboli, uno tra più famosi giardini italiani. Il prestigioso complesso si articola oggi in sette strutture museali.

Museo degli Argenti

Museo delle Carrozze

Il museo ospita raffinati esemplari di carrozze in uso alla corte lorenese e sabauda fra Sette e Ottocento e antichi finimenti per cavalli. Il veicolo più antico è un coupé settecentesco, di provenienza privata, ma il nucleo principale è costituito da berline del secolo XIX. La collezione è attualmente ospitata in un deposito, in attesa che venga realizzato il progetto volto a conferirle un’adeguata sistemazione nelle antiche scuderie medicee. Visitabile a richiesta, su appuntamento

Museo degli Argenti Museo delle Porcellane Galleria del Costume aperti: tutti i giorni, 8,15-16,30 da novembre a febbraio, 8,15-17,30 in marzo e in ottobre dopo il ritorno all’ora solare, 8,15-18,30 in aprile, maggio, settembre e ottobre, 8,15-18,50 in giugno, luglio, agosto chiusi: primo e ultimo lunedì del mese, Capodanno, 1 maggio, Natale

Situato al piano terreno e al mezzanino di Palazzo Pitti, il museo conserva nelle sue collezioni l’importante Tesoro dei Medici. Gli argenti che gli danno il nome provengono dalle collezioni dei vescovi di Salisburgo, portate a Firenze da Ferdinando III di Lorena nel 1815. Il museo vanta inoltre un’importante collezione di gioielli realizzati tra il XVII e il XXI secolo da prestigiose manifatture italiane ed europee, oltre alle eleganti porcellane cinesi e giapponesi, che i Medici collezionarono a partire dal Quattrocento.

Museo delle Porcellane

Il museo, allestito nella settecentesca Palazzina detta del Cavaliere, raccoglie le più belle porcellane d’Europa, comprate da Pietro Leopoldo e da Ferdinando III; una collezione arricchita poi dall’arrivo delle porcellane dalle dimore storiche di Parma, Piacenza e Sala Baganza, che dal 1860 furono in un certo senso ‘saccheggiate’ per arredare gli appartamenti sabaudi a Firenze.

Galleria del Costume

Situata nella Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti, con i suoi circa 6.000 pezzi, fra abiti antichi e moderni, accessori e costumi teatrali, databili dal Settecento ad oggi, la Galleria può considerarsi l’unico museo di storia della moda in Italia ed uno dei più importanti in ambito internazionale. Frequenti mostre temporanee illustrano settori particolari delle collezioni.

Giardino di Boboli

Alle spalle di Palazzo Pitti si estende il meraviglioso Giardino di Boboli – membro oggi dei “Grandi Giardini Italiani” –, di cui i Medici per primi curarono la sistemazione, creando quel modello di giardino all’italiana destinato a divenire esemplare per molte corti europee. La vasta superficie verde costituisce un vero e proprio museo all’aperto, popolato di statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte e di grandi fontane.

aperto: tutti i giorni, 8,15-16,30 da novembre a febbraio, 8,15-17,30 in marzo e in ottobre dopo il ritorno all’ora solare, 8,15-18,30 in aprile, maggio, settembre e ottobre, 8,15-19,30 in giugno, luglio, agosto chiuso: primo e ultimo lunedì del mese, Capodanno, 1 maggio, Natale

calendario mostre aprile-settembre 2010 Caravaggio e caravaggeschi a Firenze Galleria Palatina Galleria degli Uffizi 22 maggio-10 ottobre 2010 Ideazione e progetto scientifico della mostra: Gianni Papi Direzione della mostra: Stefano Casciu per la Galleria Palatina Antonio Natali per la Galleria degli Uffizi Grazie al cospicuo patrimonio fiorentino di opere del Caravaggio e al nucleo di pittura caravaggesca e grazie ai numerosi prestiti accordati, due dei principali musei del Polo Museale Fiorentino, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina, ospiteranno, in occasione delle celebrazioni per il IV centenario della morte del Caravaggio nel 2010, la mostra Caravaggio e caravaggeschi a Firenze. A quarant’anni dalla pioneristica mostra curata da Evelina Borea, l’evento consentirà di presentare oltre 100 quadri, noti e meno noti, alla luce dei dati emersi in seguito a ricerche, documenti e nuove attribuzioni che hanno modificato il panorama critico e l’apprezzamento del pubblico.

Vinum nostrum. Arte, scienza e miti del vino nelle civiltà del Mediterraneo antico Museo degli Argenti 20 luglio 2010-15 maggio 2011 Dalla Mesopotamia alla nostra tavola, da rito di comunione a ebbrezza da evitare, da culto da respingere a porta di accesso alla spiritualità, il vino e la vite sono protagonisti della mostra. Reperti originali, sculture, affreschi e mosaici accompagnati da apparati multimediali e video racconteranno la millenaria storia della vite e del vino e la rilevante influenza esercitata sulla cultura degli antichi. Seguendo un andamento cronologico, la mostra, organizzata in collaborazione con il Museo Galileo e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, illustrerà l’origine della viticoltura nel Vicino Oriente, la sua piena affermazione con relativi significati simbolici, religiosi e culturali nel mondo ellenico, fino alla produzione e diffusione del vino su ampia scala operata dai romani.

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opificio delle pietre dure e laboratori di restauro di firenze

Istituto ha origini composite, frutto di un’antica e illustre tradizione e di una moderna e articolata attività, già evidenti nella sua insolita denominazione. Nato per volere di Ferdinando I de’ Medici nel 1588 come manifattura per la lavorazione di arredi in pietre dure, l’Opificio negli ultimi decenni del secolo XIX venne trasformando la propria attività lavorativa in attività di restauro, prima dei materiali prodotti durante la sua plurisecolare storia, per ampliare poi la propria competenza verso materiali affini. In seguito alla grande catastrofe dell’alluvione del novembre 1966 e alla legge istitutiva del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali del

L’

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attività aperte al pubblico Fra le opportunità offerte al visitatore, previa prenotazione, la possibilità di entrare in diretto contatto con il mondo del restauro, assistendo in prima persona alle delicatissime operazioni che ne contraddistinguono le varie fasi. Si segnalano in particolare, fra le attività aperte al pubblico: “effetto restauro” Intende promuovere l’attività dell’Istituto presentando al pubblico alcune delle più significative opere dopo il loro restauro o anche in corso di lavorazione presso i laboratori dell’Opificio. visite ai laboratori di restauro Visite guidate ai Laboratori di restauro di Via degli Alfani, a quelli presso la Fortezza da Basso, al Laboratorio per il restauro degli Arazzi in Palazzo Vecchio. Per informazioni, consultare il sito internet

avvenimenti Convegno “Opificio delle Pietre Dure, eccellenza fiorentina da valorizzare e sostenere” 10 aprile 2010 Organizzato dal Lions Club Bargello di Firenze Firenze, Opera di Santa Croce Presentazione della Coperta Guicciardini restaurata e del suo doppio, oltre alla gemella inglese 24 aprile 2010 Firenze, Palazzo Davanzati

mostra David e Golia. Il restauro di due formelle sbalzate e damascate del Museo Stibbert Museo dell’Opificio fine aprile-fine maggio

1975, vennero fusi in unica entità l’antico Opificio mediceo e il Laboratorio Restauri della Soprintendenza, autentico protagonista dei restauri dell’alluvione. A questo nucleo furono annessi i laboratori minori sorti in seguito all’emergenza dell’alluvione. Con il nuovo regolamento di organizzazione del MiBAC del 2007, l’Opificio ha acquisito la natura di Istituto Centrale, a riconoscimento del suo valore e dell’importanza nazionale e internazionale. Così lo storico Opificio delle Pietre Dure è oggi un moderno centro specializzato nel restauro, suddiviso in specifici settori – Arazzi, Bronzi e Armi Antiche, Dipinti su tela e su tavola, Pitture murali, Materiali cartacei e membranacei, Materiali lapidei, Mosaico e commesso fiorentino, Oreficerie, Sculture lignee policrome, Materiali ceramici e plastici, Materiali tessili –, che ne fanno un laboratorio e una scuola davvero unici al mondo. Il museo annesso rappresenta la diretta filiazione dell’antica manifattura artistica. La sua

restauri in corso o recentemente terminati Negli ultimi decenni sono stati condotti centinaia di restauri riguardanti alcune delle opere più significative dell’arte mondiale; tra le opere su cui l’Istituto è recentemente intervenuto ricordiamo: il Reliquiario di Sant’Antonio Abate del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze; la teca della Sacra Cintola del Duomo di Prato; la monumentale Pala di San Zeno del Mantegna, proveniente da Verona; il polittico di San Giacomo a Peghera (Bergamo) di Palma il Vecchio; il Crocifisso del Brunelleschi della Chiesa di Santa Maria Novella a Firenze; la Madonna di Matteo Civitali, una scultura lignea proveniente dal Museo Horne di Firenze; i circa 280 disegni del Codice Resta della Biblioteca Ambrosiana di Milano; le due vetrate cinquecentesche della Biblioteca Medicea Laurenziana; le pitture murali di Pietro da Cortona, della Sala di Marte in Palazzo Pitti; è inoltre terminato il lungo intervento di recupero degli Arazzi con Storie di Giuseppe della Sala dei Duecento in Palazzo Vecchio ed è giunto a compimento anche il restauro del Traviamento del Figliol prodigo del Museo del Tesoro del Duomo di Vigevano. Tra le opere in corso di restauro vogliamo ricordare: le pitture murali, opera di Agnolo Gaddi, circa 1.000 m2 di superficie, della Cappella Maggiore della Basilica di Santa Croce a Firenze; la Madonna

fisionomia non discende dunque da una precisa volontà collezionistica, ma piuttosto rispecchia le vicende della secolare attività produttiva. Le più prestigiose creazioni sono oggi conservate nelle regge e nei musei di tutta Europa, dove giunsero spesso come dono dei granduchi, mentre nei laboratori di produzione sono rimaste opere incompiute, o risultato di modifiche successive, e quanto è sopravvissuto alle dispersioni ottocentesche, che ebbero termine nel 1882 appunto con la musealizzazione della raccolta. Essa vanta esemplari di grande suggestione e raffinatezza, capaci di delineare un percorso storico della manifattura che si snoda attraverso tre secoli. Vi si conserva inoltre un’importante riserva di marmi antichi e di pietre dure raccolte in funzione della tecnica del commesso. Sedi: Via degli Alfani, 78; Fortezza da Basso, Viale Strozzi, 1; Sala delle Bandiere, Palazzo Vecchio

www.opificiodellepietredure.it Museo aperto: solo in orario antimeridiano con visita (della durata massima di 1 ora) accompagnata dal personale di vigilanza, per gruppi di non più di 30 persone. L’ingresso, nella misura di 4 ingressi ogni mattina (dal lunedì al sabato), è a orari fissi (8,30, 9,50, 11,10, 12,30)

con Bambino, una terracotta dipinta a freddo, proveniente da Citerna e attribuita a Donatello; una Madonna con Bambino in terracotta invetriata ed incarnati dipinti a freddo, attribuita a Luca della Robbia il Giovane, proveniente anch’essa da Citerna; un grande bassorilievo in terracotta rappresentante una Madonna con Bambino, di Jacopo Sansovino, proveniente dai Musei Civici di Vicenza; un Compianto su Cristo Morto, terracotta dipinta a freddo, attribuito a Michele da Firenze, dei Musei Civici di Modena; la Coperta Guicciardini dal Museo del Bargello e il Paliotto fiorito dalla Chiesa di Santa Maria Novella a Firenze; il Tabernacolo dei Linaioli del Beato Angelico dal Museo di San Marco a Firenze; la Croce dipinta di Giotto dalla Chiesa di Ognissanti a Firenze; la Croce dipinta di San Marco; il Paliotto di San Zanobi del Maestro del Bigallo; il Trittico di San Michele del Museo di Asciano di Ambrogio Lorenzetti; la Madonna con Bambino di Andrea Mantegna dell’Accademia Carrara di Bergamo; La bella di Tiziano dalla Galleria Palatina; un mosaico pavimentale romano dal Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca; la Fontana dell’Isola, in marmo e bronzo, proveniente dal Giardino di Boboli a Firenze; il “Porcellino”, scultura in bronzo di Pietro Tacca, con la relativa base originale, proveniente dal Museo Bardini; le due teste di Profeta in bronzo, opera di Donatello,

provenienti dalla Cantoria nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze; il Velo ricamato del XIII secolo del Museo dell’Opera Metropolitana di Siena. Sta invece giungendo al termine l’intervento sui battenti della Porta del Paradiso del Battistero di San Giovanni a Firenze.

novità editoriali L’Opificio ha iniziato fin dal 1986 la pubblicazione di una rivista annuale, ‘OPD Restauro’, nella quale sono presentati alcuni dei più significativi restauri e i risultati degli studi e delle ricerche effettuate. • La prima serie della rivista comprende tre numeri (1, 1986; 2, 1987; 3, 1988) con il titolo ‘OPD Restauro. Quaderni dell’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze’. • La seconda serie è attualmente al ventesimo volume (1, 1989-20, 2008) con il titolo ‘OPD Restauro’, a cura della Casa Editrice Centro Di. Fra le novità monografiche, segnaliamo • Scientific Examination for the Investigation of Paintings: A Handbook for Conservatorsrestorers, Edited by D. Pinna M.Galeotti, R. Mazzeo, Firenze, Centro Di, 2009 • La Pala di San Zeno di Andrea Mantegna. Studio e conservazione, a cura di M. Ciatti e P. Marini, Firenze, Edifir, 2009


I Riccardi, una delle più ricche e potenti famiglie fiorentine, in rapida ascesa dalla seconda metà del XVI secolo, conobbero il momento di maggior prestigio quando nel 1659 i marchesi Gabriello e Francesco poterono acquistare per 40.000 scudi dai Medici il palazzo di Via Larga, che da allora è conosciuto come Palazzo Medici Riccardi. Dopo opportuni restauri e ampliamenti vi trovò splendida sede l’intera loro collezione sia libraria che artistica. Il salone delle feste, celebre per gli affreschi di Luca Giordano, costituiva il vestibolo della sala della biblioteca, oggi Sala di Studio. Ancora oggi vi si ammirano i magnifici scaffali intagliati e dorati e particolarmente prezioso risulta il patrimonio manoscritto che vi si custodisce. Via Ginori, 10 aperto: lunedì, giovedì 8-17,30, martedì, mercoledì, venerdì 8-14

www.riccardiana.firenze.sbn.it

Biblioteca Marucelliana

Pensata da Francesco Marucelli quale biblioteca di cultura generale aperta ad una vasta utenza, così come ancora testimonia l’iscrizione sulla facciata, “Marucellorum Bibliotheca publicae maxime pauperum utilitati”, questa prestigiosa istituzione fiorentina venne inaugurata il 18 settembre 1752. Il nucleo originario della raccolta è costituito dalla biblioteca dell’abate Francesco Marucelli, che alla sua morte, avvenuta a Roma nel 1703, aveva appunto disposto che la propria libreria, conservata nel palazzo di Via Condotti, fosse destinata alla creazione di una biblioteca pubblica in Firenze, allora ancora priva di un’istituzione di questo tipo. Dotata di importanti collezioni sia antiche che moderne, essa ha continuato costantemente ad accrescersi dalla fondazione fino ad oggi, in virtù anche del deposito legale per Firenze e provincia di cui è depositaria dal 1911. Via Cavour, 43-47 aperto: da lunedì a venerdì 8,30-19, sabato 8,30-13,45

www.maru.firenze.sbn.it

Biblioteca Medicea Laurenziana

Aperta al pubblico nel 1571 per volontà del granduca Cosimo I, che volle così offrire al godimento di tutti il suo mirabile, seppur incompiuto, allestimento michelangiolesco, questa biblioteca sfoggiò da allora nel nome i due aggettivi Medicea e Laurenziana che ancora oggi ne attestano la primitiva origine signorile e la collocazione nell’elegante chiostro superiore della Basilica di San Lorenzo. I codici che costituivano la biblioteca privata dei Medici furono spogliati delle coperte originarie per ricevere una veste uniforme in cuoio rossastro con le armi medicee. Splendida la scalinata, originariamente pensata da Michelangelo in legno di noce e poi eseguita in pietra serena nel 1559 da Bartolomeo Ammannati su un modello dello stesso Buonarroti. Piazza San Lorenzo, 9 aperto: lunedì, mercoledì, venerdì 8-14, martedì, giovedì 8-17,30

www.bml.firenze.sbn.it

mostra Díaita. Le regole della salute nei manoscritti della Biblioteca Medicea Laurenziana 13 febbraio-26 giugno 2010 da lunedì a sabato 9,30-13,30 apertura straordinaria il 14 febbraio e il 2 maggio

Un’esposizione che, attraverso codici antichi, affronta il tema dello stile di vita e della dieta come strategia preventiva per garantire benessere fisico e mentale.

mostra Imparare a leggere e scrivere nell’Italia del dopoguerra: sillabari, sussidiari e televisione 6 marzo-30 aprile 2010 ideazione e progetto: Gilberto Giusti testi e allestimento: Isabella Bonifacio

La mostra si articola in due sezioni: nella prima sono esposti sillabari, sussidiari, libri di lettura del periodo compreso dal 1945 al 1962, presenti nelle raccolte della Biblioteca Marucelliana; la seconda è dedicata al maestro Alberto Manzi. avvenimenti 25 maggio 2010 Il poeta sud coreano KO UN, candidato al Premio Nobel nel 2002, nel 2004 e finalista nel 2005, alle ore 17,30 presenterà la raccolta poetica L’isola che canta (LietoColle, 2009), raccolta poetica tradotta in italiano da Enza D’Urso. 4 giugno 2010 Presentazione di Firenze e me di Clara Nistri (Firenze, Polistampa, 2010), con mostra fotografica di Graziella Bindocci.

Biblioteca Nazionale

biblioteche

Biblioteca Riccardiana

L’attuale Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha origine dalla biblioteca privata di Antonio Magliabechi, costituita da circa 30.000 volumi e lasciata in eredità testamentaria nel 1714 “a beneficio universale della città di Firenze”. Per incrementarla nel 1737 fu stabilito per decreto che vi fosse depositato un esemplare di tutte le opere che si stampavano a Firenze, e dal 1743 anche di quelle pubblicate nell’intero Granducato di Toscana. Nel 1861 il neonato Regno d’Italia promulgava un ulteriore decreto che sanciva l’unificazione della Biblioteca Magliabechiana con la grande Biblioteca Palatina (costituita da Ferdinando III di Lorena e continuata dal suo successore Leopoldo II). Il nuovo istituto assunse la denominazione di Biblioteca Nazionale ed originariamente ebbe sede in locali che facevano parte del complesso degli Uffizi; nel 1935 venne poi trasferito nella sua attuale sede, costruita a partire dal 1911 su progetto dell’architetto Cesare Bazzani e successivamente ampliata dall’architetto Vincenzo Mazzei. L’edificio, uno dei rari esempi di edilizia bibliotecaria, fa parte dell’area monumentale del complesso di Santa Croce. Dal 1869, dalla promulgazione cioè del Regio Decreto in data 25 novembre, la Biblioteca Nazionale di Firenze riceve per diritto di stampa una copia di tutto quello che viene pubblicato in Italia. Piazza dei Cavalleggeri, 1 aperto: da lunedì a venerdì 8,15-19, sabato 8,15-13,30

www.bncf.firenze.sbn.it

Biblioteca delle Oblate

Inaugurata il 25 maggio 2007, questa dinamica biblioteca, con la sua interessante Sezione di Conservazione e Storia Locale, si è subito affermata come uno spazio culturale di primo piano, situato proprio nel cuore di Firenze, a pochi passi da Piazza Duomo, nel suggestivo ex Convento trecentesco delle Oblate, dal quale appunto ha preso il nome. Via dell’Oriuolo, 26 aperto: lunedì 14-19, da martedì a sabato 9-24 (orario soggetto a modifiche)

www.bibliotecadelleoblate.it attività Leggere per non dimenticare 7 ottobre 2009-19 maggio 2010 Un’interessante rassegna di 41 incontri con scrittori sul tema dell’attesa a cura di Anna Benedetti.

mostra Parole figurate: i libri d’artista dei cento Amici del libro 17 aprile-8 maggio 2010 In occasione della Settimana della Cultura (16-25 aprile), si ripropone la mostra, allestita nel 2009 presso le Sale di Palazzo Magnani a Reggio Emilia, delle edizioni dei Cento Amici del Libro, Associazione che, fondata a Firenze nel 1939 da Ugo Ojetti e altri preminenti letterari dell’epoca, ha compiuto i 70 anni di attività. Nel periodo 1939-2009 si è costituto un “Catalogo” di 44 edizioni per tecnica e tipografia, nonché per autori letterari e artistici, a rappresentare un significativo panorama delle arti italiane in questo periodo: tra gli ultimi autori, inediti di Mario Luzi, Eugenio De Signoribus, Yves Bonnefoy e Carlo Gozzi, e tra gli artisti Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino, Emilio Isgrò, Pietro Cascella, Tullio Pericoli.

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cenacoli e cicli di affreschi

Chiesa e Convento del Carmine

Fra i numerosi affreschi dell’Ultima Cena conservati a Firenze, spicca quello nell’omonima sala del Convento del Carmine, realizzato da Alessandro Allori nel 1581, dove compaiono anche l’autoritratto dell’artista (a sinistra) e il ritratto del committente, padre Luca da Venezia (a destra). Duecentesco e primo dei grandi complessi edificati dagli Ordini mendicanti a Firenze, il Carmine si segnala anche per la splendida Cappella Brancacci, all’estremità del transetto destro della grande chiesa, affrescata da Masaccio e Masolino e completata da Filippino Lippi. Piazza del Carmine aperto: lunedì e da mercoledì a sabato 10-17, domenica 13-17 chiuso: Capodanno, 7 gennaio, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

Cenacolo di Sant’Apollonia

Il museo, che occupa una parte dell’antico Monastero delle Benedettine di Sant’Apollonia, ospita l’Ultima Cena di Andrea del Castagno, il primo Cenacolo di area fiorentina in stile rinascimentale, databile all’incirca al 1450. Qui l’Ultima Cena comincia ad acquisire una nuova e più marcata importanza e appare inserita in una finta stanza realizzata in prospettiva e definita fin nei minimi dettagli. Via XXVII Aprile, 1 aperto: tutti i giorni 8,15-13,50 chiuso: prima, terza e quinta domenica, secondo e quarto lunedì del mese, Capodanno, 1 maggio, Natale

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Chiesa e Convento di Santa Maria Maddalena dei Pazzi

Chiesa e Convento di Ognissanti

1257 data la prima chiesa con convento dedicata a Santa Maria Maddalena delle Convertite, in ricordo del ricovero per donne di malaffare pentite che lì sorgeva. Ristrutturato alla fine del Quattrocento su progetto di Giuliano da Sangallo, il complesso è celebre, fra l’altro, per la suggestiva Crocifissione affrescata dal Perugino (1493-1496), con la Maddalena penitente in adorazione del Cristo crocifisso. È questa la più importante testimonianza artistica risalente alla fase cistercense del complesso.

Il duecentesco Convento degli Umiliati, con annessa chiesa oggi dall’elegante facciata barocca, ospita nel Refettorio l’imponente Cenacolo realizzato nel 1480 da Domenico Ghirlandaio, uno dei vertici del Rinascimento maturo, oltre che una delle opere più significative del grande artista. Poiché l’affresco è stato staccato, è possibile ammirarne anche la sinopia, collocata sulla parete sinistra. Nel convento si conservano anche altre opere di grande prestigio, sia dello stesso Domenico Ghirlandaio che di altri celebri artisti, quale per esempio Sandro Botticelli.

Borgo Pinti, 58 aperto: tutti i giorni, 7,30-12,30, 16,30-18,30

Borgo Ognissanti, 42 aperto: lunedì, martedì e sabato, 9-12 chiuso: agosto e festività

Cenacolo di Fuligno

Cenacolo di San Salvi

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Nel Refettorio dell’ex Convento delle Terziarie Francescane di Sant’Onofrio, dette anche monache di Fuligno o Foligno dal nome della città di origine dell’Ordine, adesso trasformato in museo, si conserva il cosiddetto Cenacolo di Fuligno (1495), oggi attribuito a Pietro Perugino e bottega ma inizialmente ritenuto opera di Raffaello. Lo pervade un’atmosfera di tranquillità, con Giuda che appare di spalle secondo una diffusa iconografia. Via Faenza, 42 aperto: martedì, giovedì e sabato 9-12 chiuso: Capodanno, 1 maggio, Natale

Il museo, ospitato in una parte dell’antico convento vallombrosano attiguo alla Chiesa di San Michele a San Salvi, prende il nome dal grande Cenacolo di Andrea del Sarto (1526-1527), capolavoro della pittura rinascimentale conservato nel Refettorio. L’opera rappresenta una spettacolare Ultima Cena, con anticipazioni dello stile barocco nel forte senso scenico della rappresentazione. Via San Salvi, 16 aperto: da martedì a domenica 8,15-13,50 chiuso: Capodanno, 1 maggio, Natale

Chiostro dello Scalzo

Il chiostro fu in origine l’atrio della Cappella della Compagnia dei Disciplinati di San Giovanni Battista, detta dello Scalzo, fondata nel 1376. Esso si segnala per il ciclo di affreschi che il grande pittore fiorentino Andrea del Sarto realizzò a più riprese, dal 1509 al 1526, sulle sue pareti, con raffinate scene monocrome in cui sono raffigurati Episodi della Vita del Battista e le Virtù. A causa di una temporanea assenza dell’artista, però, due di questi episodi furono affrescati in realtà dal Franciabigio. Via Cavour, 69 aperto: lunedì, giovedì, sabato 8,15-13,50

Cenacolo di Santo Spirito

Antico Refettorio del convento agostiniano, l’ambiente è uno dei rari resti del complesso medievale dopo la ristrutturazione del Brunelleschi, a lungo ignorato tanto che alla fine dell’Ottocento fu usato addirittura come deposito dei tram. A quell’epoca si intervenne aprendo la parete sulla piazza e distruggendo l’Ultima Cena di Andrea Orcagna. I frammenti che ne rimangono sono sovrastati ancora da una grande Crocifissione, risalente agli anni fra il 1360 e il 1365. Nella grande sala è oggi esposta la collezione di sculture che va dall’XI al XV secolo donata alla città da Salvatore Romano. Piazza Santo Spirito, 29


a cura di Marco Bazzini 4 febbraio-11 aprile 2010 Nell’ambito della mostra Alla maniera d’oggi. Base a Firenze, il Museo di San Marco ospita, nel Chiostro di Sant’Antonino, nella Sala Capitolare e nella Biblioteca Monumentale, due installazioni, Riflesse riflessioni di Paolo Masi e Habitat dell’aria di Mario Airò. La mostra, curata da Marco Bazzini, direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, sarà aperta con i consueti orari del museo.

l museo occupa una vasta area del Convento domenicano di San Marco, realizzato nel 1436 su progetto di Michelozzo e destinato a svolgere un ruolo importante nella vita religiosa e culturale della città, come testimonia anche la vicenda di fra Girolamo Savonarola, che qui fu priore. La fama del museo è legata soprattutto al Beato Angelico, della cui attività si offre una straordinaria documentazione: colui che fu uno dei massimi pittori del Rinascimento affrescò infatti molti ambienti del convento, mentre altre sue opere vi sono state raccolte nel Novecento. Importanti sono anche le raccolte del Cinquecento, con opere di Fra Bartolomeo, e la sezione dedicata a reperti provenienti da edifici del centro storico demoliti nell’Ottocento.

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Piazza San Marco, 3 aperto: da lunedì a venerdì 8,15-13,50, sabato, domenica e festivi 8,15-16,50 chiuso: prima, terza e quinta domenica, secondo e quarto lunedì del mese, Capodanno, 1 maggio, Natale

www.polomuseale.firenze.it/musei/sanmarco avvenimenti

comunicazioni del Museo

Il Museo di San Marco aderisce alla manifestazione patrocinata dalla Direzione dei Musei di Francia “La Notte Europea dei Musei 2010”, sabato 15 maggio 2010, con un’apertura straordinaria ad ingresso gratuito dalle 19 alle 23. Ore 20,30, Biblioteca Monumentale, in collaborazione con il Conservatorio di Musica “L. Cherubini” di Firenze, concerto per voce, flauto e chitarra (Elise Efremov Bobescu, soprano; Simona Miniati, flauto; Alessandro Giglioli, chitarra), musiche di A. Roussel, B. Britten, H. Villa Lobos, E. Granados, G. Fauré.

Nel mese di giugno dovrà essere allontanata dalla Sala dell’Ospizio, per manutenzione, anche l’opera di Beato Angelico Il Giudizio finale, dipinto su tavola.

Settimana della Cultura 16-25 aprile 2010 “Gli affreschi dell’Angelico a luce naturale. Proposte di lettura” L’iniziativa consisterà in una o più conferenze e visite guidate

• Fra’ Bartolomeo, Ritratto di Girolamo Savonarola, dipinto su tavola ospite a: Goteborg (Svezia), Eriksbergshallen, fino al 15 agosto 2010 per la mostra: The Masters of the Renaissance

opere prestate • Beato Angelico, L’imposizione del nome al Battista, dipinto su tavola • Zanobi Stozzi, Scuola di San Tommaso d’Aquino, dipinto su tavola • Beato Angelico (attr.), Salterio I, codice membranaceo miniato ospiti a: Pontassieve (Firenze), Palazzo Comunale, Sala delle Colonne, fino al 27 giugno 2010 per la mostra: Intorno all’Angelico di Pontassieve. Dipinti e sculture del Rinascimento fiorentino

e Cappelle Medicee, museo statale dal 1869, legano la propria storia alla Chiesa di San Lorenzo, a cui appartengono. Il museo comprende la Sagrestia Nuova, disegnata da Michelangelo, la Cappella dei Principi, monumentale mausoleo in pietre dure, la Cripta, dove si incontrano le tombe dei granduchi Medici e dei loro familiari, e la Cripta Lorenese, con le spoglie dei principi lorenesi e il monumento funebre a Cosimo il Vecchio “Pater Patriae”. Il museo conserva inoltre una parte del Tesoro della Basilica di San Lorenzo.

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Piazza Madonna degli Aldobrandini, 6 aperto: 8,15-13,50 chiuso: seconda e quarta domenica, primo, terzo e quinto lunedì del mese, Capodanno, 1 maggio, Natale

www.polomuseale.firenze.it/musei/cappellemedicee

mostra “Parigi val bene una messa!”. L’omaggio dei Medici a Enrico IV re di Francia a cura di Monica Bietti, Francesca Fiorelli Malesci, Paul Mironneau 15 luglio-2 novembre 2010 A quattrocento anni dall’assassinio di Enrico IV, avvenuto a Parigi il 14 maggio 1610, la Soprintendenza di Firenze con il Museo delle Cappelle Medicee, unitamente al Musée national du château de Pau (che per primo, fra marzo e giugno, ospiterà la mostra), intende celebrare il re di Francia e di Navarra. Il fulcro della mostra è costituito dalle 19 tele a monocromo che Cosimo II de’ Medici commissionò a pittori accademici fiorentini per celebrare le esequie di Enrico IV il 16 settembre 1610 nella Basilica di San Lorenzo.

• Jacopo Vignali, San Pietro visita Sant’Agata in carcere, olio su tela ospite a: Firenze, Galleria Palatina e Galleria degli Uffizi, fino al 10 ottobre 2010 per la mostra: Caravaggio e i caravaggeschi a Firenze

restauri in corso affreschi del Chiostro di Sant’Antonino (lato est): • Ludovico Buti, Sant’Antonino resuscita un fanciullo della famiglia Da Filicaia

• Alessandro Tiarini, Sant’Antonino predice ad un mercante che sarebbe scampato da una terribile burrasca • Alessandro Tiarini, Il restauro della Chiesa e del Convento di San Marco • Beato Angelico, lunetta con Cristo in pietà • Giovan Battista Vanni, lunetta con Le Virtù

altre opere in restauro • Federigo Andreotti, Savonarola scaccia i due sicari inviatigli dalla Bentivoglio, olio su tela • Beato Angelico, Tabernacolo dei Linaioli, dipinto su tavola • Jacopo Vignali, Il Battesimo di Costantino, olio su tela

traordinario monumento costruito dalle Arti liberali, Orsanmichele seppe unire in sé funzioni civili e religiose e fu, per dirla con Piero Bargellini, “il luogo dove si custodiva il Grano del comune; il Grano della popolazione e dei poveri”. Alla metà del Trecento il granaio fu consacrato al culto cristiano. Nel museo al primo piano sono conservate le sculture originali che ornavano le nicchie all’esterno. La chiesa, al cui interno è il tabernacolo marmoreo della Madonna delle Grazie, è regolarmente officiata. Vi si tengono anche concerti pubblici di musica classica.

S

Via dell’Arte della Lana aperto: (piano terreno) da martedì a domenica 10-17; Museo delle Sculture (primo piano): lunedì 10-17

www.polomuseale.firenze.it/musei/orsanmichele

museo di san marco • cappelle medicee • orsanmichele

mostra Alla maniera d’oggi. Base a Firenze. Installazioni a San Marco

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complesso monumentale di santa croce

li ultimi ottocento anni di storia di Firenze si possono provare a comprendere affacciandosi al panoramico balcone di Piazzale Michelangelo: la grande cupola del Duomo e Palazzo Vecchio sono i due punti dello spazio cittadino attorno ai quali si è formata e sviluppata la storia di una comunità dal XIII secolo in avanti. Florentia – la città-stato che in breve tempo sarà in grado di determinare uno straordinario miracolo economico – vive, nell’ultimo quarto del Duecento, una sua rifondazione, una sua ricostruzione a partire da quell’ormai insufficiente perimetro rappresentato dal castrum d’origine romana (59 a.C.). L’area contenuta entro le prime mura si espanse per oltre 8 km (la superficie cittadina passò da 75 a 450 ettari); si costruirono nuove case, torri, palazzi, strade, piazze, ponti e chiese. A delimitazione esterna della nuova geometria urbana, le grandi chiese della nuova spiritualità dell’epoca: a nord, la Santissima Annunziata dei Servi di Maria; a sud, Santo Spirito dei padri agostiniani e il Carmine con l’Ordine dei Carmelitani; ad ovest, Santa Maria Novella dei padri domenicani; ad est, Santa Croce dei frati francescani. Saranno questi nuovi edifici a rappresentare il punto di riferimento delle funzioni sociali della nuova civitas, in uno scambio profondo della dimensione laica con quella religiosa. Così Firenze la si può iniziare a comprendere comprendendone le sue strutture abitative e funzionali, i suoi grandi contenitori di storia e di capolavori. Un concreto esempio di questo rapporto tra la città e i suoi monumenti è dato dal complesso monumentale della Basilica di Santa Croce. Le testimonianze che conserva incrociano arte, spiritualità e storia civile in una dimensione che rispecchia e riassume il carattere del luogo di cui è figlia ed espressione. La Basilica di Santa Croce (fondata nel 1294) è infatti uno dei maggiori esempi di Gotico in Italia e la più ampia chiesa francescana nel mondo. Il piano di edificazione della nuova chiesa venne affidato ad Arnolfo di Cambio, il più grande architetto dell’epoca, reso famoso dalla progettazione e costruzione in Firenze di numerosi edifici pubblici, quali il Palazzo dei Priori (oggi Palazzo Vecchio) e il Bargello, e religiosi, come il Duomo di Firenze. Venne edificata a spese della popolazione della Repubblica

G

avvenimento

Nuovo allestimento della mostra permanente intitolata a Pietro Parigi

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Nel mese di maggio, negli spazi attigui alla Cappella de’ Pazzi e del chiostro antico, sarà inaugurato il nuovo allestimento espositivo delle opere xilografiche di Pietro Parigi, grande illustratore della cultura del Novecento fiorentino. Negli stessi spazi, sarà disponibile strumentazione per la consultazione interattiva delle opere e per esplorazioni tematiche sulla storia dell’intero complesso di Santa Croce.

progetto

Nel nome di Michelangelo Il progetto prende avvio dal mese di aprile di quest’anno con l’offerta di percorsi di visita congiunti tra il Museo della Casa Buonarroti e il Complesso monumentale di Santa Croce. Le due realtà trovano infatti un importante punto d’incontro nel nome di Michelangelo: dai capolavori della prima giovinezza esposti in Casa Buonarroti al luogo di sepoltura, da sempre auspicato dall’artista, nella chiesa di Santa Croce. Questa nuova iniziativa tende anche a valorizzare la storia del quartiere di Santa Croce con attività culturali e promozionali nelle due sedi, che verranno programmate nel corso dell’anno.

fiorentina, sopra una piccola chiesa che i frati nel 1252 avevano costruito fuori dalle mura della città. Con la sua imponente architettura, i suoi stupendi affreschi, le pale d’altare, le preziose vetrate, le numerose sculture, la Basilica rappresenta dunque una delle pagine più importanti della storia dell’arte fiorentina dal Duecento in poi. Al suo interno contiene opere di Cimabue, Giotto, Maso di Banco, Giovanni da Milano, Brunelleschi, Michelozzo, Donatello, Domenico Veneziano, Della Robbia, Benedetto da Maiano, Giuliano da San Gallo, Bronzino, Vasari, Canova e altri. La presenza di Giotto e di tutta la sua scuola la rende un compendio straordinariamente completo dell’arte del Trecento. Durante i sette secoli dalla sua fondazione (1294) la Basilica è stata poi più volte riprogettata e ridisegnata, acquisendo sempre nuovi valori e significati: da chiesa francescana a edificio religioso con funzione civile per le grandi famiglie e le corporazioni della Firenze medicea, da laboratorio e bottega artistica a centro teologico, da Pantheon delle glorie italiane a luogo di riferimento, nel XIX secolo, della storia politica della nuova nazione italiana. In Santa Croce è custodita la memoria delle radici di quella cultura e di quei valori sui quali, unificato il territorio italiano, si sono andati a costruire, a formare, a educare generazioni di italiani. Definita dal Foscolo “Tempio delle itale glorie”, Santa Croce ospita le tombe dei grandi (da Michelangelo a Galileo, da Rossini a Foscolo, da Machiavelli ad Alfieri) nell’eccezionale cornice delle grandi pitture fiorentine trecentesche. E della chiesa è parte integrante anche quel cuore popolare della città che è la piazza antistante. ‘Leggere’ Santa Croce permette, quindi, di fare un’esperienza di viaggio nello spazio e nel tempo: un viaggio in cui le grandi opere e i grandi personaggi sono protagonisti e parte di un percorso che ci accompagna verso un millennio di cronache e di storia. Giuseppe De Micheli Opera di Santa Croce

Piazza Santa Croce aperto: da lunedì a sabato 9,30-17,30, domenica e giorni festivi, 6 gennaio, 15 agosto, 1 novembre, 8 dicembre 13-17,30 chiuso: Capodanno, Pasqua, 13 giugno, 4 ottobre, Natale, 26 dicembre Con unico biglietto è possibile accedere a tutte le aree del Complesso. Inklink

www.santacroceopera.it

Il Cenacolo

Nell’antico Refettorio del Convento, la parete di fondo è occupata da un grande affresco dipinto da Taddeo Gaddi intorno alla metà del Trecento e raffigurante l’Ultima Cena sovrastata dalla Crocifissione, rappresentata ad “albero della vita”. Ai lati, le Stigmate di San Francesco e tre storie sacre legate al cibo, che rinviano all’uso del grande ambiente come luogo per la mensa quotidiana. I danni provocati dall’alluvione del 1966 resero necessario il distacco dell’immenso affresco e la sua successiva ricollocazione dopo uno straordinario intervento di restauro. La grande sala, usata nell’Ottocento come deposito, è stata trasformata – dal 2 novembre 1900 – in spazio espositivo per opere provenienti dal complesso monumentale. Oggi è il cuore di un museo progressivamente ampliatosi nel secolo scorso con capolavori databili dal Due al Cinquecento, tra i quali il Crocifisso di Cimabue e i frammenti del Trionfo della Morte e dell’Inferno di Andrea Orcagna.


Trasferito nel 1881 nel secentesco Palazzo della Crocetta (edificato da Giulio Parigi per la principessa Maria Maddalena de’ Medici, sorella di Cosimo II), il Museo Archeologico Nazionale di Firenze si è arricchito nel tempo di capolavori del collezionismo mediceo-lorenese e dell’arte greca, etrusca e romana. La prestigiosa collezione di grandi bronzi annovera fra l’altro la celeberrima Chimera, trovata ad Arezzo nel 1553, e l’Arringatore, statua bronzea dell’etrusco Aule Meteli. Altrettanto ricca e prestigiosa si presenta la collezione di ceramica attica figurata in cui spicca il grande cratere a figure nere noto come Vaso François (570 a.C. circa). Il Museo accoglie anche una ricca collezione di sculture in marmo, ma non meno rilevante risulta la raccolta di sculture etrusche, di carattere funerario: urne cinerarie chiusine o volterrane e sarcofagi in pietra e marmo, fra cui il notissimo sarcofago dipinto detto delle Amazzoni (IV secolo a.C.). Di notevole pregio risulta anche l’adiacente Museo Egizio, secondo in Italia solo a quello di Torino. Suggestivo infine il giardino, visitabile solo il sabato mattina. Piazza Santissima Annunziata, 9/B aperto: lunedì 14-19, martedì e giovedì 8,30-19, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 8,30-14 chiuso: Capodanno, 1 maggio, 15 agosto, Natale

www.firenzemusei.it/archeologico comunicazioni del Museo

avvenimenti

La Chimera di Arezzo è rientrata dal J. Paul Getty Museum di Malibu, Los Angeles, dove è stata ospite di una imponente mostra dedicata all’arte etrusca, evento inaugurale quest’ultima, di un progetto che vedrà protagonisti, in più mostre, i grandi bronzi dell’antichità classica appartenenti alle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

Ciclo di conferenze sulla mostra La moneta di Roma 18 marzo, 15 aprile, 20 maggio, 17 giugno 2010

Villa Corsini La villa, alle porte della città in località Castello, fu acquistata nel 1697 dal consigliere del granduca Cosimo III, Filippo Corsini, che ne affidò la ricostruzione a Giovan Battista Foggini. Nel 1968 fu donata allo Stato italiano e dalla fine degli anni ottanta ospita un deposito di pezzi archeologici della Soprintendenza Archeologica della Toscana provenienti dall’ex Museo Topografico Centrale dell’Etruria, distrutto dall’alluvione del 1966, in attesa del nuovo allestimento del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Via della Petraia, 38 aperto: solo in occasioni straordinarie o su prenotazione

www.polomuseale.firenze .it/musei/villacorsini

Nell’ambito delle “Notti dell’Archeologia”, appuntamento al MAF e sedi archeologiche con “Archeologia Narrante”, un’iniziativa del Museo Archeologico di Firenze e di Fondazione Toscana Spettacolo luglio 2010

Museo della Pagliazza

Museo Civico Archeologico di Fiesole

Ospitato nell’antichissima e omonima torre posta proprio nel cuore di Firenze, il museo custodisce ed espone i reperti archeologici rinvenuti nel corso degli scavi operati in occasione del radicale restauro cui l’edificio è stato sottoposto negli anni ottanta del Novecento. Vi si possono ammirare pezzi ceramici risalenti soprattutto al XVI e XVII secolo, anche se una prima vetrina mostra una fitta selezione di cocci di epoca romana rinvenuti nello strato più antico degli scavi.

Il museo, che espone reperti protostorici, etruschi, romani e medievali, rinvenuti durante scavi sul territorio fiesolano, e oggetti di varia provenienza donati da collezionisti privati, ebbe la sua prima sede al piano terreno del Palazzo Pretorio (attuale sede del Comune). Con l’accrescersi della consistenza del suo patrimonio, nel 1914 fu poi trasferito in un edificio progettato da Ezio Cerpi e costruito all’interno dell’area archeologica. Riordinato nel 1981, ospita anche la Collezione Costantini.

Piazza Sant’Elisabetta aperto: visitabile su richiesta

Via Portigiani, 1, Fiesole aperto: tutti i giorni, marzo 10-18, da aprile a settembre 10-19, ottobre 10-18, da novembre a febbraio 10-14 chiuso: martedì

www.fiesolemusei.it

mostre Stilling. Fiesole Area e Museo Civico 3Archeologico, Fiesole 14 marzo-30 agosto 2010 Sculture di Günther Stilling esposte nell’area archeologica.

musei archeologici

Museo Archeologico Nazionale di Firenze

mostre India Magica. Umanità e paesaggi... colori dell’anima Mostra Fotografica Museo Archeologico Nazionale di Firenze a cura di Anna Maria Romoli e Rino Sica 27 febbraio-3 maggio 2010

La moneta di Roma Corridoio Mediceo del Museo Archeologico di Firenze fino a giugno

Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi” Ospitato al primo piano dello storico Convento delle Oblate, il museo fu costituito nel 1946 dall’allora sindaco Gaetano Pieraccini e da Paolo Graziosi, antropologo e paletnologo, allo scopo di creare un centro ove raccogliere, classificare e conservare le collezioni preistoriche di varia provenienza esistenti a Firenze. Dal 1975 accessibile al pubblico, nel 1998 il museo è stato completamente ristrutturato e arricchito nell’apparato fotografico e didascalico e vanta, oltre a numerosi laboratori, anche una biblioteca composta da circa 3.000 volumi. Via Sant’Egidio, 21 aperto: lunedì 14-17, martedì e giovedì 9,30- 16,30, mercoledì, venerdì e sabato 9,30-12,30

www.museofiorentinopreistoria.it

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TEATRO STUDIO DI SCANDICCI

EX3

EX3 è un centro espositivo dinamico, su modello delle Kunsthalle tedesca. Ospita mostre personali di artisti nazionali ed internazionali e propone workshop, seminari ed eventi collaterali, per interagire con i differenti linguaggi della contemporaneità. Fino all’11 aprile 2010 in mostra nella sala centrale i lavori di Eva Marisaldi, artista bolognese che indaga in gesti minimi la riflessione individuale e collettiva. Il progetto compone un diagramma di testi, disegni e voci, in una complessa polifonia sincronica. Le sale laterali ospiteranno le esposizioni di “Taino Onorato & Nico Krebs”, prima personale in Italia del duo. Viale Giannotti, 81/83/85

www.ex3.it

in contemporaneo

aperto: da mercoledì a sabato, 11-19, domenica 10-18

Diretto da Giancarlo Cauteruccio e sede della Compagnia Krypton, il Teatro Studio è un centro fondamentale per la sperimentazione teatrale. Ospita regolarmente compagnie che misurano la propria produzione con la deriva scenica e l’innovazione, in un programma ricco di appuntamenti. In aprile verrà presentato in anteprima nazionale il film “Craneway Event”, pellicola nata dalla collaborazione dell’artista Tacita Dean e del coreografo Merce Cunningham. Fino al mese di maggio, il Teatro Studio di Scandicci propone la rassegna “I linguaggi dell’arte”, in cui si sviluppa un dialogo tra le istituzioni culturali del territorio e gli artisti attivi o in transito in Toscana. Mercoledì 7 aprile, invece, interverranno alcuni degli artisti protagonisti della mostra “Seven little mistakes” realizzata al Museo Marino Marini. Via Gaetano Donizetti, 58

www.scandiccicultura.it/teatro

MUSICUS CONCENTUS

Musicus Concentus di Firenze propone una dettagliata panoramica delle realtà musicali più interessanti. Da alcuni anni il Musicus Concentus si è interessato anche alla nuova scena della musica elettronica con i suoi rapporti interdisciplinari e alla “club culture”. In evidenza la stagione dei concerti di “Tradizione In Movimento 2010” con, il 28 a Firenze, il duo di Lisa marzo in Sala Vanni,EVENTI Germano e Boybrain, il batterista dei Radiohead. Per la nuova scena elettronica europea è attesa la sesta edizione di “Fosfeni” a La Città del Teatro di Cascina (Pisa): tra gli appuntamenti la reunion di Cluster, il duo di Han Joachim Roedelius e Dieter Moebius (19 marzo) e Alva Noto (16 aprile).

Villa Romana è uno spazio di presentazione e produzione d’arte, finalizzato a realizzare a Firenze un centro indipendente dai percorsi di formazione ufficiali. Oltre ad ospitare ogni anno i quattro vincitori del Premio Villa Romana (assegnato annualmente a quattro artisti residenti in Germania), la Villa porta avanti una serie di altre attività: ospita artisti internazionali per brevi soggiorni, organizza workshop e simposi, proponendo un denso programma di mostre e manifestazioni dedicate all’arte contemporanea.

Piazza del Carmine 19

www.musicusconcentus.com

MEDIATECA REGIONALE TOSCANA

Centro per la promozione e diffusione della cultura audiovisiva, cinematografica e multimediale in Toscana, la Mediateca, allestita con supporti audiovisivi e sale di consultazione, offre al pubblico migliaia di film d’autore e documentari, e si impegna nella realizzazione di produzioni cinematografiche, iniziative culturali e formative al cinema. La Mediateca Regionale Toscana è partner dei festivals cinematografici esistenti in Toscana. La sua piattaforma multimediale web raccoglie gli eventi che giornalmente vengono prodotti sul territorio. Via San Gallo, 25

www.mediatecatoscana.it Centro di Documentazione aperto: da martedì a venerdì 10-13, 14-17

VILLA ROMANA

Via Senese, 68

www.villaromana.org

in contem

in

a cura di....................................

TEMPO REALE

Fondato da Luciano Berio nel 1987, Tempo Reale è oggi uno dei principali punti di riferimento europei per la ricerca, la produzione e la formazione, inerenti le nuove tecnologie musicali. Due gli appuntamenti di rilievo prima dell’estate: il 9 aprile, in collaborazione con il Festival “Fosfeni” a La Città del Teatro di Cascina (Pisa), il concerto “TransDadaExpress in space” di Alvin Curran & TR; il 13 e 14 maggio invece, in coproduzione con il Festival Fabbrica Europa 2010, nella cornice della Stazione Leopolda, il primo concerto italiano di David Moss, “The table of earth”. Villa Strozzi, via Pisana, 77

www.temporeale.it

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Il contemporaneo per sua stessa natura implica tempi più rapidi e un’evoluzione più estemporanea, che poco si addicono alle esigenze di un semestrale. Per una più completa e aggiornata informazione sulle attività vi consigliamo quindi di consultare il nostro sito www.visitartfirenze.com, e i singoli siti indicati in questa pagina.

con........................................


FONDAZIONE PITTI IMMAGINE DISCOVERY Nata nella primavera del 2002 da Pitti Immagine e Centro di Firenze per la Moda Italiana, la Fondazione Pitti Immagine Discovery svolge la sua attività promuovendo progetti espositivi ed editoriali in cui moda, arti visive, cinema, fotografia, pubblicità, architettura, musica convivono e si confrontano. L’attenzione della Fondazione si concentra su innovativi fenomeni artistici dai quali la moda trae origine e nei quali, reciprocamente, essa è materia di riflessione e di produzione. Pitti Discovery crea eventi e ricerche che approfondiscono di volta in volta fatti sociali, di costume e trend economici, osservando lo scenario artistico internazionale. Il 17 giugno, in collaborazione con OAC – Osservatorio per le Arti Contemporanee dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, inaugura alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti la mostra di Andrea Zittel.

FONDA ZIONE NIEL S ST ENSE N

Realtà culturale gestita dai Padri Gesuiti che promuove il dialogo interculturale e l’etica del confronto attraverso percorsi formativi, seminari, spazi espositivi e cineforum. Viale Don Minzoni, 25/g

www.stensen.org

S WI TC H Creative SocialNetwork

Associazione culturale che riunisce artisti, musicisti, curatori e attivisti per promuovere la creatività urbana. Via Scipio Slataper, 2

www.switchproject.net

BA SE

Significative creazioni artistiche della scena italiana e internazionale trovano la loro collocazione negli spazi di Base. Questo spazio non-profit è luogo d’incontro e confronto per chi ama l’arte contemporanea creato dall’impegno di alcuni artisti fiorentini nel 1998. Base è un’associazione culturale e promuove attività di approfondimento e collaborazione con altre strutture in ogni periodo dell’anno. Via San Niccolò, 18r

www.baseitaly.org

mporaneo

FONDAZIONE FABBRICA EUROPA PER LE ARTI CONTEMPORANEE

Fabbrica Europa è un progetto culturale nato nel 1994 da un’idea di Maurizia Settembri e Andres Morte Terés che vuole proporre nella città di Firenze i linguaggi e le arti contemporanee insieme ai loro protagonisti internazionali. “Europa, Mediterraneo e Oriente” sarà il titolo dell’edizione 2010, dal 6 al 25 maggio, che si svolgerà negli spazi della Stazione Leopolda e in altri luoghi cittadini. In programma spettacoli teatrali, concerti, performances di danza, workshop e dibattiti di approfondimento. Borgo degli Albizi, 15

www.ffeac.org

Alberto Salvadori

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Gabriele Ametrano

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FONDAZIONE STUDIO MARANGONI

La Fondazione Studio Marangoni è un centro dedicato alla fotografia contemporanea. Promuove l’arte e l’insegnamento della fotografia con corsi, workshop e conferenze. Oltre all’attività didattica, organizza mostre in Italia e all’estero. Via San Zanobi, 32r

www.studiomarangoni.it

MURATE

L’ex carcere di Firenze sarà il nuovo luogo della contemporaneità, in cui idee e progetti internazionali troveranno la loro sede. Dopo la riqualificazione dell’area edilizia, gli spazi hanno acquisito una nuova linfa vitale e ospiteranno una caffetteria, alcune botteghe e il rifugio di alcuni bloggers dissidenti e attivisti politici della generazione 2.0 che utilizzano internet per far sentire la loro voce. Alle Murate sarà attivo “SUC”, acronimo di Spazi Urbani Contemporanei, laboratorio permanente di idee legato a residenza di artisti, che funzionerà come fulcro fiorentino dei linguaggi della contemporaneità, passando per il cinema, la moda, la botanica e la cucina. Piazza Madonna delle Neve

www.lemurate.comune.fi.it/lemurate

in contemporaneo

Via Faenza, 111

www.pittimmagine.com

CANTIERI GOLDONETTA

Cantieri Goldonetta (Cango) è uno spazio dedicato ai linguaggi del corpo. Diretta da Virgilio Sieni, la struttura propone eventi, residenze e ospitalità artistiche. Cango è sede de “L’Accademia sull’arte del gesto”, percorso di approfondimento, formazione e studio della danza. Festival Oltrarno Atelier è la proposta culturale che Cantieri Goldonetta sviluppa a giugno. Dall’11 marzo al 4 aprile, il coreografo Shen Wei, oggi considerato uno degli artisti più creativi e originali, sarà protagonista di un progetto didattico-formativo che interesserà alcuni allievi e la sua complessa visione dell’arte. Dal 20 al 30 aprile la compagnia MK, formazione indipendente che si occupa di perfomance e ricerca sonora, avrà residenza artistica nei locali di Cango. A seguire, nel mese di luglio, Cango sarà centro del Festival Oltrarno, dedicato alle arti del gesto. Via Santa Maria, 23-25

www.cango.fi.it

Questa pagina è stata realizzata con una libera rielaborazione dell’opera Diagramma Albero di Eva Marisaldi, esposta in occasione della mostra dell’artista a EX3 (marzo-aprile 2010) lunedì

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in contemporaneo ʻnei dintorniʼ

Alla maniera dʼoggi. Base a Firenze otto artisti contemporanei in un percorso storico-museale

La mostra mette in dialogo alcuni tra i luoghi più importanti del Polo Museale Fiorentino con l’attuale produzione artistica espressa negli ultimi decenni in Toscana. Gli artisti invitati – Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo mostra a cura di Parisi, Remo Salvadori – interpretano Marco Bazzini Il Centro Pecci ha l’intento d’interpretare e attraverso il linguaggio della mostrare le nuove frontiere dell’arte contemporanea celebri spazi storici e contemporaneità 3 febbraio-11 aprile 2010 internazionale. Oltre la collezione permanente di museali, dando vita a un percorso che varie sedi a Firenze opere, il programma offre periodicamente mostre annulla le distanze temporali tra il temporanee, workshop ed eventi. Nel 2010 la Marco Bagnoli luogo ospitante e il loro intervento e struttura avvierà i lavori di ampliamento dei Basilica di San Miniato include nello stesso orizzonte visivo da lunedì a sabato 8-12, 14-19, festivi 8-9 suoi spazi espositivi. l’“antico” e il “nuovo”. Alla maniera Remo Salvadori Viale della Repubblica, 277 - Prato Base a Firenze ha origine da una d’oggi. Colonna di S. Zanobi www.centropecci.it Piazza S. Giovanni doppia ispirazione, esplicita già nel titolo della 24 h/24 h manifestazione. Da una parte, il richiamo è alla celebre espressione con cui il Vasari indicava nelle sue Vite Paolo Parisi Chiostro dello Scalzo le novità introdotte nel linguaggio artistico proprio lunedì e giovedì 8,15-13,50 dei pittori della Firenze rinascimentale, Massimo Nannucci testimonianza di come da sempre l’arte Cenacolo d’Ognissanti rappresenti l’elemento fondante lunedì e martedì 9-12 dal 20 marzo Paolo Canevari dell’identità di Firenze, anche nel Il lavoro di Paolo Canevari è legato a una riflessione Massimo Bartolini segno dell’innovazione rispetto alla dell'arte, sul significato della scultura e su come sull’impermanenza Galleria dell’Accademia tradizione. Dall’altra rende da martedì a domenica 8,15-18,50 questa si metta in relazione con il contesto sociale contemporaneo. merito al costante impegno Ha sviluppato un linguaggio personale teso alla rivisitazione del quotidiano e Maurizio Nannucci nell’ambito della promozione agli aspetti più intimi della memoria. Galleria degli Uffizi dell’arte contemporanea 24h/24h dal 29 maggio Tom Puckey & Jan Van der Ploeg dell’associazione Mario Airò, Paolo Masi Il progetto ideato per gli spazi espositivi al piano terra del Centro “base/progetti per l’arte”, un Museo di San Marco prevede il confronto fra la scultura figurativa e intimamente straniante dell'olandese da lunedì a venerdì 8,15-13,50, collettivo di artisti, nato nel Thom Puckey e la pittura murale sviluppata attraverso combinazioni cromatiche sabato e domenica 8,15-16,50 1998 e composto oggi dagli dell'altro artista olandese Jan van der Ploeg. artisti presenti in mostra, Marco Bagnoli Palazzo Sacrati Strozzi che vivono e operano tutti in dal 1 al 22 luglio Italian Genius Now-Casa Dolce Casa ingresso riservato Toscana. a cura di Marco Bazzini

CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI

calendario

Dopo il successo della mostra itinerante Italian Genius Now, sull’arte e il design italiano dal 1950 al 2000, il progetto espositivo è ripartito nel 2010 prendendo in considerazione gli avvenimenti nell’arte e nel design italiano dal 2000 fino ad oggi. Scelta per rappresentare l’arte contemporanea italiana all’interno del Padiglione Italia durante l’Expo di Shangai 2010/Better City for Better Life, nasce così questa V IL L A mostra, con cui il Centro Pecci presenterà la faccia più contemporanea e meno scontata della LA M AGI A Regione Toscana. Nel giardino all’italiana, una collezione permanente

di opere testimonia la continuità tra passato e arte contemporanea a Villa La Magia, centro d’arte “La Limonaia di Ponente”. Si possono visitare sette installazioni degli artisti che qui hanno esposto. Sono presenti creazioni di Nagasawa,

PALAZZO FAB RONI P REMIO TOSCANA CONTEMP ORANEA 1a edizione

Collezione permanente dedicata agli artisti del primo dopoguerra, con maggiore attenzione alle personalità che negli anni sessanta hanno rinnovato il linguaggio artistico.

Promosso da EX3 e dal Pecci, il premio nasce con l’intento di valorizzare gli artisti under 40 toscani di nascita o di residenza. I finalisti saranno giudicati da una giuria internazionale e il vincitore esporrà il proprio progetto in una mostra a EX3 che si inaugura il 30 aprile e che ospiterà anche i lavori degli altri finalisti.

Via Sant’Andrea, 18, Pistoia

Marco Bagnoli, Anne e Patrick Poirier, Fabrizio Corneli, Federico Gori e Gerardo Paoletti. Via Vecchia Fiorentina, 63, Quarrata (Pistoia)

www.villalamagia.it

C O L L EZ I O N E GORI Oltre settanta installazioni di artisti internazionali create nel parco romantico e nell’adiacente oliveto della Tenuta di Celle. La Collezione Gori è una galleria a cielo aperto, laboratorio di produzione e sperimentazione dei linguaggi della contemporaneità in molteplici discipline. Tenuta di Celle Via Montalese 7, Santomato (Pistoia)

www.goricoll.it

S MS CONTEMP ORANEA Complesso Museale Santa Maria della Scala Centro di arte contemporanea che periodicamente propone esposizioni di artisti internazionali. Fino al 6 giugno, in mostra presso il Museo Archeologico, la mostra “Lux umbrae”, opere di luce e ombra di Adalberto Mecarelli, a cura di Marco Pierini. Piazza Duomo, 2, Siena

www.santamariadellascala.com


musei civici fiorentini Galleria

Rinaldo Carnielo

Nella palazzina in stile Liberty che fu la casa-studio di Rinaldo Carnielo (Biadene, Treviso, 1853-Firenze 1910), eccellente rappresentante della statuaria celebrativa di fine Ottocento, sono conservate le oltre trecento sculture dell’artista e alcuni dipinti realizzati da pittori a lui contemporanei, quali Silvestro Lega, Michele Gordigiani e Arturo Calosci. Piazza Savonarola, 3 Temporaneamente chiuso al pubblico

www.museicivicifiorentini.it /carnielo

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Museo di Palazzo Vecchio

Palazzo Vecchio o della Signoria, da oltre sette secoli fulcro della vita politica fiorentina, è il monumento simbolo della città. Eretto nel 1299 per ospitare il Gonfaloniere e i Priori delle Arti, si trasforma in reggia ducale alla metà del XVI secolo per dare alloggio a Cosimo de’ Medici e alla sua corte, accoglie il parlamento quando la città diviene capitale del Regno d’Italia e oggi è sede del Comune di Firenze. La sua illustre storia si riflette nella magnificenza dei quartieri che formano il percorso di visita del museo: un susseguirsi di cortili, saloni e ambienti privati fastosamente decorati da alcuni dei più celebri artisti del Rinascimento fiorentino, con arredamenti d’epoca e diversi capolavori d’eccezione. Il Cortile di Michelozzo, il Salone dei Cinquecento e i Quartieri di Leone X, degli Elementi e di Eleonora devono gran parte del loro aspetto attuale alla mirabile opera compiuta da Giorgio Vasari per adeguare l’austero edificio medievale alle esigenze di sfarzo e comodità della corte medicea. Non mancano tuttavia testimonianze di altri pittori di primissimo piano, come Domenico del Ghirlandaio nella Sala dei Gigli, Francesco Salviati nella Sala dell’Udienza e Agnolo Bronzino nella straordinaria Cappella di Eleonora. Il Quartiere del Mezzanino, infine, ospita una raffinata raccolta di opere medievali e rinascimentali donata dal collezionista americano Charles Loeser. Piazza della Signoria aperto: tutti i giorni 9-19, il giovedì e i festivi infrasettimanali 9-14 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

www.museicivicifiorentini.it/palazzovecchio opere da non mancare

opere prestate

Fra le opere di scultura sono da citare almeno gli originali del Putto del Verrocchio e della Giuditta di Donatello e il celebre Genio della Vittoria di Michelangelo. Nella Sala delle Carte Geografiche un enorme globo e una serie di pannelli dipinti senza precedenti offrono una suggestiva panoramica del mondo conosciuto nel Cinquecento.

• Giovanni Della Robbia, Madonna con il Bambino, terracotta parzialmente invetriata ospite a: Terni, CAOS - Centro per le Arti Opificio ex Siri per la mostra: Piermatteo D’Amelia. Un protagonista del Rinascimento tra Firenze e Roma fino al 2 maggio 2010

Collezioni del Novecento

Le collezioni conservate nella palazzina del Forte di Belvedere offrono un’eccezionale antologia dell’arte italiana tra gli anni trenta del Novecento e quelli intorno alla seconda guerra mondiale. La Raccolta Alberto Della Ragione, la Donazione Fei-Rosai e la Donazione Palazzeschi trovano qui un’ospitalità non definitiva, in attesa della loro collocazione nel costituendo Museo del Novecento. Forte di Belvedere Via San Leonardo, 1 Temporaneamente chiuso al pubblico

www.museicivicifiorentini.it /novecento

Fondazione

Salvatore Romano

Il museo ha sede nell’antico Cenacolo del Convento di Santo Spirito, che con la sua struttura assolutamente originale offre un perfetto scenario per la pregiata raccolta di sculture e frammenti di decorazioni architettoniche e pitture murali, in larga parte medievali, donate al Comune di Firenze nel 1946 dall’antiquario Salvatore Romano, cui si deve anche l’allestimento. Piazza Santo Spirito, 29 aperto: sabato, da aprile a ottobre 9-17, da novembre a marzo 10,30-13,30 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

www.museicivicifiorentini.it /romano

Santa Maria Novella

Museo di

Il museo ha sede nel Convento di Santa Maria Novella, i cui chiostri presentano opere di pittura fiorentina del Tre e del Quattrocento. Pregevoli si rivelano anche il Cappellone degli Spagnoli e l’antico Refettorio, oltre all’esposizione di oreficerie, arredi sacri e paramenti liturgici. Piazza Santa Maria Novella aperto: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, sabato 9-17; giorni festivi infrasettimanali 9-14 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

www.museicivicifiorentini.it/sm opere prestate • Mariano d’Agnolo Romanelli (?), Busto di una compagna di Sant’Orsola; • Scultore fiorentino del tardo Trecento, Busto di Sant’Orsola ospiti a: Siena, Complesso Museale Santa Maria della Scala per la mostra: Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti del primo Rinascimento a Siena 26 marzo-11 luglio 2010


musei civici fiorentini

Museo Stefano Bardini

Il museo prende il nome dal suo ideatore, Stefano Bardini (1854-1922), il più autorevole antiquario italiano, ma anche famoso restauratore di opere e architetture, fotografo d’avanguardia e collezionista, che dopo anni di intensa attività commerciale decise di trasformare la propria collezione in museo, donandola al Comune di Firenze. Il palazzo, sede del museo, fu acquistato dallo stesso Bardini nel 1881 per svolgere la propria attività antiquariale: con alcune modifiche strutturali e con l’impiego di pezzi autentici, quali timpani, portali e scale, egli seppe trasformare il vecchio edificio in un suggestivo palazzo neorinascimentale. E non è un caso che alcune delle soluzioni museografiche da lui adottate, come il “Blu” degli interni, siano state largamente imitate, ad esempio dai Jacquemart-André a Parigi e da Isabella Stewart Gardner a Boston. Con grande intuito Stefano Bardini riscoprì il gusto per le decorazioni architettoniche rinascimentali, la scultura in stucco e terracotta, gli antichi tappeti orientali, i bronzetti veneti. Oggi il nuovo allestimento recupera proprio lo spirito della raccolta così come voluta dall’antiquario in vista del lascito al Comune di Firenze avvenuto alla sua morte, nel 1922. Via dei Renai, 37 aperto: sabato, domenica, lunedì 11-17; gli altri giorni, gruppi su prenotazione chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

www.museicivicifiorentini.it/bardini

L’evento Il ritorno del Porcellino Nel mese di maggio, presso il Museo Bardini verrà inaugurato il restauro, eseguito presso i Laboratori di Restauro dell’Opificio delle Pietre Dure, del Cinghiale di Pietro Tacca, il cosiddetto Porcellino, e della sua base originale.

Museo Bardini opere da non mancare

Museo “Firenze com’era”

La collezione di dipinti, stampe e plastici esposta nel museo offre una documentazione unica per la storia dello sviluppo urbanistico di Firenze a partire dal Rinascimento e fino a tutto l’Ottocento. Famosa è la Veduta della Catena che descrive la città intorno al 1470. Nella raccolta cartografica si segnala la pianta di Stefano Buonsignori, datata 1594. Il Sei e il Settecento sono documentati da importanti incisioni, tra cui quelle di Giuseppe Zocchi con le piazze e i principali monumenti fiorentini. I cambiamenti dell’aspetto urbano nel corso dell’Ottocento sono testimoniati dalle piante di Federico Fantozzi e dai dipinti di Nino Della Gatta e di Augusto Marrani sul Mercato Vecchio e il Ghetto ebraico prima delle distruzioni. A queste sezioni si affianca l’esposizione di reperti archeologici provenienti dagli scavi ottocenteschi del centro storico.

opere prestate • Giuseppe Ghepardi, Fontana alle Cascine; ospite a: Roma, Museo Napoleonico per la mostra: Charlotte Bonaparte. Dama di molto spirito. Ritratto di una principessa artista 4 febbraio-18 aprile 2010

Via dell’Oriuolo, 24 aperto: dal 2 gennaio al 31 maggio e dal 1 ottobre al 31 dicembre, lunedì, martedì, mercoledì 9-14, sabato 9-19; dal 1 giugno al 30 settembre, lunedì e martedì 9-14, sabato 9-19 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

www.museicivicifiorentini.it/firenzecomera

Il Museo Bardini raccoglie oltre duemila pezzi tra sculture, dipinti e oggetti di arti applicate dall’antichità al XVIII secolo, con maggiori presenze di opere del Medioevo e del Rinascimento. Tra le più prestigiose si possono ricordare la Carità di Tino da Camaino, la Madonna dei Cordai di Donatello, il San Michele Arcangelo di Antonio del Pollaiolo, l’Atlante del Guercino, le raccolte di medaglie, bronzetti, tappeti orientali, gli splendidi cassoni quattrocenteschi e la piccola ma importantissima armeria, oltre a significative testimonianze della storia di Firenze, tra cui il famoso Porcellino, scultura in bronzo di Pietro Tacca.

opere prestate • Donatello, Madonna col Bambino (detta Madonna dei Cordai); • copia da Donatello, Madonna tipo Piccolomini; • Urbano da Cortona (attr.), lastra funeraria di un frate francescano • Taddeo di Bartolo, pavese dipinto, con stemma e cimiero ospiti a: Siena, Complesso Museale Santa Maria della Scala per la mostra: Da Jacopo della Quercia a Donatello. Le arti del primo Rinascimento a Siena fino all’11 luglio 2010

• Cimiero d’elmo, cuoio cotto dipinto ospite a: Milano, Palazzo Reale per la mostra: L’anima del fuoco fino al 2 maggio 2010

• scarpe da donna in velluto operato a fiori e in pelle ospite a: Toronto, The Bata Shoe Museum per la mostra: On a Pedestal: from Rennaissance Chopines to the Baroque Heels fino al 2 settembre 2010 • Giovanni Paolo Cavagna, Ritratto di Cavaliere di Malta ospite a: Torino, Reggia di Venaria Reale per la mostra: Dai Templari a Napoleone fino all’11 aprile 2010 • Desiderio da Settignano, Gesù Bambino benedicente ospite a: Terni, CAOS Centro per le Arti Opificio ex Siri per la mostra: Piermatteo D’Amelia. Un protagonista del Rinascimento tra Firenze e Roma fino al 2 maggio 2010 novità editoriali • T. Rago, I Bronzetti e gli oggetti d’uso in bronzo, Firenze, Centro Di, 2009 • V. Niemeyer Chini, Stefano Bardini e Wilhlem Bode. Mercanti e Connoisseurs fra Ottocento e Novecento, Firenze, Polistampa, 2009

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fondazione palazzo strozzi

ituato nel cuore di Firenze, tra Piazza Strozzi e Via Tornabuoni, Palazzo Strozzi è uno degli esempi più noti di architettura privata rinascimentale. Commissionato dal mercante fiorentino Filippo Strozzi, fu iniziato nel 1489 forse su progetto di Benedetto da Maiano. La costruzione fu portata a compimento solo nel 1538, per rimanere di proprietà degli Strozzi fino al 1937. Dal 1999 la gestione è passata al Comune di Firenze. Sin dalla seconda guerra mondiale, Palazzo Strozzi è stato il più importante spazio espositivo a Firenze per mostre temporanee. Nell’aprile 2006 il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio di Firenze e un’Associazione di privati hanno unito le forze e dato vita alla Fondazione Palazzo Strozzi con lo scopo di gestire in modo ottimale gli spazi espositivi. La Fondazione Palazzo Strozzi è dunque una innovazione nel panorama della cultura italiana in tema di governance. Le sfide principali della Fondazione sono quelle di portare a Firenze un approccio internazionale per l’organizzazione di eventi culturali, di fornire una piattaforma per la sperimentazione culturale, di creare uno spazio per il dibattito e la discussione, di promuovere nuove sinergie con altre istituzioni culturali, di essere un catalizzatore per la cultura in senso lato: in breve, “pensare globale, agire locale”. Palazzo Strozzi ospita ogni anno, al piano nobile, tre grandi mostre ed è aperto al pubblico tutto l’anno con un’esposizione permanente sulla storia del palazzo e della famiglia Strozzi. Gli ambienti dei sotterranei del palazzo, recentemente restaurati, dal 2007 ospitano il CCCS, Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, con una serie di attività che includono non solo mostre di arte contemporanea, ma anche incontri, conversazioni, conferenze, workshop e videoproiezioni, ideati per un pubblico di ogni età, cultura e nazionalità. L’attività della Strozzina si distingue per una programmazione espressamente incentrata sulla ricerca artistica degli ultimi anni, privilegiando linguaggi multimediali e forme d’arte relazionale e interattiva con il pubblico. Ogni mostra della Strozzina è accompagnata da un programma settimanale di lectures ed eventi gratuiti. Il CCCS invita studiosi e accademici a tenere lezioni che riflettono sulle tematiche della mostra in corso, approfondendone e ampliandone diversi aspetti. Ogni giovedì sera dalle 18 alle 23 la Strozzina è comunque aperta gratuitamente, permettendo quindi una libera partecipazione alle consuete lectures settimanali.

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Piazza Strozzi

www.palazzostrozzi.org

calendario mostre aprile-settembre 2010

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Gerhard Richter e la dissolvenza dell’immagine nell’arte contemporanea

De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile

ideata da Franziska Nori e Hubertus Gassner 20 febbraio-25 aprile 2010

a cura di Paolo Baldacci, Guido Magnaguagno, Gerd Roos 26 febbraio-18 luglio 2010

Gerhard Richter, uno dei pionieri nel portare all’estremo la dissoluzione sia della figura che della tecnica pittorica stessa, dipinge sopra fotografie originali o usa una particolare tecnica di pittura sfocata. Il CCCS ha invitato a entrare in dialogo con il lavoro di Richter sette artisti contemporanei che nella loro carriera si sono concentrati sul tema della dissoluzione dell’immagine. Oltre ai due artisti inglesi Anthony Gormley e Roger Hiorns, sono presenti gli statunitensi Marc Breslin e Scott Short, il cinese Xie Nanxing, l’italiano Lorenzo Banci e il tedesco Wolfgang Tillmans.

Il centro gravitazionale dell’esposizione è costituito da un nucleo di capolavori del periodo metafisico di Giorgio de Chirico (1909-1919). In mostra, con il gruppo di capolavori metafisici di De Chirico dialogano le opere di René Magritte e Balthus e di altri artisti quali Max Ernst, Carlo Carrà e Giorgio Morandi che in vario modo attinsero alla lezione dechirichiana.

As Soon As Possible – Time and Social Acceleration 13 maggio-18 luglio 2010 La mostra affronta la tematica del tempo all’interno della cosiddetta “high speed society”, il modello di vita caratterizzato dalla rapidità di comunicazione e produzione dettata dalle possibilità delle nuove tecnologie, con cui oggi ognuno è chiamato a rapportarsi e a reagire. Il progetto espositivo prevede l’intervento di artisti italiani e internazionali come Datenstrudel, Marnix de Nijs, Reynold Reynolds, Jens Risch, Michael Sailstorfer, Arcangelo Sassolino e Tamy Ben-Tor, chiamati a sviluppare progetti specifici per il CCCS.

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museo marino marini

l Museo Marino Marini è il primo luogo cittadino dedicato all’arte contemporanea. Nato nel 1988, accoglie la collezione monografica dell’artista Marino Marini (19011980), mostre dedicate al contemporaneo e attività di approfondimento e formazione. Diretto da Alberto Salvadori, il Museo Marino Marini offre un ricco programma culturale principalmente destinato alla rappresentazione della contemporaneità in tutti i suoi aspetti. Tra gli obiettivi del museo, quello di mettere in risalto la figura e l’opera di Marino Marini, esponente del mondo artistico novecentesco, e quello di valorizzare lo spazio museale come luogo d’incontro e riflessione cittadina, con aperture ad eventi straordinari. In questo luogo la contemporaneità esplora i rapporti tra i linguaggi diversi, in costante riflessione tra passato e presente.

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Piazza San Pancrazio aperto: lunedì e da mercoledì a sabato 10-17

www.museomarinomarini.it

calendario mostre aprile-settembre 2010

Corpi da musica. Vita e teatro di Sylvano Bussotti a cura di Luca Scarlini fino al 22 marzo 2010 Una vasta selezione di opere grafiche dell’artista, molte delle quali presentate al pubblico per la prima volta. Durante l’esposizione le sale del museo saranno sonorizzate da musiche scelte e composte dallo stesso Maestro Bussotti. Accompagneranno l’esposizione una serie di eventi scenici, incontri, spettacoli, concerti e proiezioni che coinvolgeranno varie realtà nel progetto “Firenze per Bussotti”, sostenuto da OAC Osservatorio per le Arti Contemporanee dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Seven Little Mistakes

Storia del Cappello

a cura di Stefano Collicelli Cagol e Alberto Salvadori 9 aprile-7 giugno 2010

15 giugno-fine luglio 2010

Esposizione collettiva di artisti internazionali: opere rappresentative del nuovo linguaggio del contemporaneo.

Origini, evoluzione creativa e contemporaneità del cappello, in un originale percorso espositivo.

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ville medicee

Villa Medicea di Poggio a Caiano

Lorenzo il Magnifico fu il committente della villa, edificata su progetto di Giuliano da Sangallo alle pendici del Monte Albano, in amena posizione nel cuore di una vasta proprietà agricola, posta tra Firenze, Prato e Pistoia. La villa, alta su un portico, aperta su ogni lato verso il giardino e il paesaggio circostante, rispecchia le tendenze umanistiche dell’architettura ispirata all’antico. La sua costruzione, iniziata intorno al 1485, si interruppe con la morte di Lorenzo, nel 1492. I lavori ripresero per volontà di uno dei figli del Magnifico, divenuto papa con il nome di Leone X, e furono completati nella seconda metà del Cinquecento. Il salone, intitolato a quel munifico pontefice, è splendidamente decorato con affreschi allegorici, celebrativi della famiglia Medici, eseguiti da artisti del calibro di Andrea del Sarto, Pontormo, Franciabigio, Alessandro Allori. La Villa Medicea ospita oggi un interessante Museo della Natura Morta. Piazza Medici, 14, Poggio a Caiano aperto: tutti i giorni, in gennaio, febbraio, novembre, dicembre 8,15-16,30, in marzo 8,15-17,30 (con ora legale 18,30), in aprile, maggio, settembre 8,15-18,30, in giugno, luglio, agosto 8,15-19,30, in ottobre 8,15-18,30 (con ora solare 17,30) chiuso: secondo e terzo lunedì del mese, Capodanno, 1 maggio, Natale

Museo della Natura Morta Dal 17 giugno 2007, al secondo piano della villa, è aperto un unicum in Italia, il primo Museo della Natura Morta, nel quale sono esposti circa duecento dipinti incentrati su questo soggetto, databili fra il XVI e il XVIII secolo e provenienti dalle collezioni medicee. Per la visita del Museo della Natura Morta è necessario prenotarsi al numero 055-877012. aperto: tutti i giorni, orari fissi di visita in gennaio e febbraio 9-10, 11-12, 14-15, in marzo 9-10, 11-16, in aprile, maggio, settembre e ottobre 9-10, 11-17, in giugno, luglio, agosto 9-10, 11-18, in novembre e dicembre 9-10, 11-15 chiuso: secondo e terzo lunedì del mese, Capodanno, 1 maggio, Natale

www.polomuseale.firenze.it/musei/poggiocaiano

Villa Medicea di Cerreto Guidi

Villa Medicea della Petraia

La Villa Medicea della Petraia è una delle più belle e celebrate ville medicee, edificata in posizione panoramica a dominare Firenze. Essa costituisce un complesso monumentale di notevole interesse, sia per quanto riguarda l’apparato decorativo che per l’arredo tardo-ottocentesco conservato al suo interno. Via della Petraia, 40 - Loc. Castello aperto: in novembre, dicembre, gennaio, febbraio 8,1516,30, in marzo 8,15-17,30, in aprile, maggio, settembre, ottobre 8,15-18,30, in giugno, luglio, agosto 8,15-18,50 chiuso: il secondo e il terzo lunedì del mese

www.polomuseale.firenze.it/musei/petraia

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Villa Medicea di Castello

La Villa Medicea di Castello è una delle più antiche residenze suburbane della famiglia Medici, che la possedette sin dal 1477. Il magnifico giardino a terrazze sovrapposte, considerato dal Vasari uno dei più splendidi d’Europa, fu commissionato da Cosimo I a Niccolò Tribolo intorno al 1540. Attualmente la villa non è aperta al pubblico. Si può visitare solo lo scenografico giardino decorato da sculture antiche e rinascimentali. Via di Castello, 47 - Loc. Castello aperto: in novembre, dicembre, gennaio, febbraio 8,1516,30, in marzo 8,15-17,30, in aprile, maggio, settembre, ottobre 8,15-18,30, in giugno, luglio, agosto 8,15-18,50 chiuso: il secondo e il terzo lunedì del mese

www.polomuseale.firenze.it/musei/villacastello

La villa, fatta costruire da Cosimo I de’ Medici nel 1556 come residenza di caccia e presidio territoriale, è stata trasformata in museo nel 1978 e conserva mobili e ritratti di personaggi medicei dei secoli XVI-XVII, in gran parte giunti dai depositi di varie gallerie fiorentine. Dal settembre 2002 al primo piano è stato allestito il Museo Storico della Caccia e del Territorio, con un’interessante raccolta di armi, principalmente da caccia e da tiro. Via dei Ponti Medicei, 7, Cerreto Guidi aperto: tutti i giorni, 8,15-18,50 chiuso: il secondo e il terzo lunedì del mese

www.polomuseale.firenze.it/musei/cerretoguidi

mostra Per utilità e per diletto. “Cittadini” in Villa a cura di Giovanna Damiani Villa Medicea di Cerreto Guidi 2 luglio-3 ottobre 2010 La Villa Medicea di Cerreto Guidi ospita da luglio a ottobre 2010 una mostra dedicata al vivere in villa. L’esposizione propone un percorso attraverso i secoli, concentrando l’attenzione in particolare dal Cinquecento all’Ottocento, dall’Umanesimo all’epoca postunitaria.


La casa con i suoi arredi, affidata alla Regione Toscana nel 1983 dal testamento di Rodolfo Siviero, conserva la collezione personale del cosiddetto ‘007 dell’arte’, cui si deve il recupero di molte opere trafugate dall’Italia durante l’occupazione nazista. La casa museo – i cui locali occupano il piano terreno della palazzina del Poggi sul lungarno ove Siviero è vissuto – rispecchia la personalità del suo proprietario, arrivato a possedere un’ampia raccolta di opere d’arte antiche, statue lignee tre e quattrocentesche, dipinti rinascimentali e barocchi, mobili e inoltre opere di artisti italiani moderni come De Chirico, Manzù, Annigoni, ai quali era legato da amicizia. Il museo ospita inoltre mostre e altre manifestazioni culturali. Lungarno Serristori, 1-3 aperto: sabato, da settembre a giugno 10-18, da luglio ad agosto 10-14 e 15-19; domenica e lunedì, tutto l’anno 10-13 chiuso: Capodanno, 1 maggio, 24 giugno, 15 agosto, Natale, 26 dicembre; tutte le altre festività solo se non cadono di sabato, domenica o lunedì

www.museocasasiviero.it

Museo di Casa Martelli

Palazzo Martelli è un immobile storico rimasto proprietà della famiglia fino al 1986, dal 1999 divenuto museo dello Stato e aperto al pubblico il 22 ottobre 2009. I Martelli, banchieri e mecenati alleati dei Medici, acquisirono un primo immobile in Via Zannetti all’inizio del Cinquecento ingranditosi via via negli anni. Fin dal Seicento al primo piano era stata ordinata una collezione d’arte, la cui quadreria si è conservata fino ad oggi nell’allestimento originario. È dunque questo, per Firenze, un esempio di casa-museo non frutto di una ricostruzione postuma da parte di un collezionista, ma derivata dalla stratificazione secolare della vita di una famiglia. Via Zannetti, 8 aperto: giovedì pomeriggio e sabato mattina su prenotazione

www.polomuseale.firenze.it/musei /casamartelli

case-museo

Museo Casa Rodolfo Siviero

Casa Guidi

Alla metà dell’Ottocento residenza dei coniugi e celebri poeti inglesi Robert Browning ed Elizabeth Barrett Browning, questa casa al primo piano del Palazzo Guidi posto tra Piazza San Felice e Via Maggio è oggi trasformata in museo grazie a una ricostruzione operata a partire dal 1971, dopo l’acquisto da parte del Browning Institute di New York, che la restaurò in base a fotografie e descrizioni dell’epoca e la aprì al pubblico. Anche gli arredi sono spesso originali, con la ricollocazione in quattro sale di parte della mobilia acquistata all’epoca dalla coppia, che arredò il proprio appartamento comprando la maggior parte dei quadri e dei mobili da rigattieri fiorentini: si è voluto così ricreare una casa vissuta e reale, piuttosto che un museo, cercando di mantenere l’atmosfera originale anche con l’ausilio di oggetti di vita quotidiana. Piazza San Felice, 8 aperto: dal 1 aprile al 30 novembre, lunedì, mercoledì, venerdì 15-18

avvenimento Vittoriani ed Anglo-fiorentini: weekend culturale a Casa Guidi 17-18 aprile Il 17 aprile la professoressa Gigliola Sacerdoti Mariani dell’Università di Firenze presenterà il libro curato da Franco Marucci, Il Vittorianesimo. Il professor Marucci, docente di Letteratura Inglese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, è uno degli anglisti più stimati in Italia. Domenica 18 aprile la Dottoressa Sirpa Salenius, studiosa della comunità anglo-fiorentina dell’Ottocento, guiderà il pubblico in un “tour” di Casa Guidi.

Museo Casa di Dante

Il 1865 fu per Firenze un anno memorabile: divenne capitale del neonato Stato unitario e contemporaneamente celebrò il sesto centenario della nascita di Dante. Fu proprio in quell’anno, e precisamente nella seduta del 4 febbraio, che il Consiglio Comunale della città deliberò l’acquisizione della casa del Divino Poeta: un edificio posto nel Popolo di San Martino al Vescovo, di fronte alla Torre della Castagna. Ma i tempi cambiarono, nel 1870 la capitale fu trasferita a Roma e le finanze comunali ne risentirono. Così, per la ricostruzione della Casa di Dante come la conosciamo oggi si dovette attendere il 1911, con la realizzazione ad opera dell’architetto Giuseppe Castellucci di un edificio di sapore medievale alquanto suggestivo. Il museo ha un taglio storico-didattico e il percorso espositivo riflette la vita del Sommo Poeta attraverso le vicende della sua famiglia, del suo esilio, della Firenze del suo tempo. Via Santa Margherita, 1 aperto: da ottobre a marzo, da martedì a domenica 10-17; da aprile a settembre, tutti i giorni 10-18

www.museocasadidante.it

Museo di Palazzo Davanzati o della Casa Fiorentina Antica

Il museo è ospitato in uno splendido edificio, esempio quasi unico della tipica abitazione fiorentina del Trecento che si colloca tra la torre medievale e il palazzo rinascimentale. Costruito verso la metà del XIV secolo dalla famiglia Davizzi, esso passò nel Cinquecento ai Bartolini e quindi, nel 1578, ai Davanzati, cui rimase fino alla fine dell’Ottocento. Nel 1904 fu acquistato dall’antiquario Volpi, che lo restaurò e lo arredò con pezzi della sua collezione. Dopo ulteriori passaggi di proprietà, fu acquisito dallo Stato nel 1951 e aperto al pubblico nel 1956. Il museo è di grande interesse per l’architettura degli interni e per le rare decorazioni murali, alcune delle quali a motivi geometrici, tipiche delle case del XIV secolo. L’allestimento con mobili, dipinti, arazzi e oggetti di uso domestico ricrea nel suo complesso quello che fu l’arredamento di una casa patrizia fiorentina dal XIV al XVII secolo. Notevoli anche i numerosi dipinti con soggetti profani e religiosi che qui si conservano, fra i quali il trittico di Lorenzo Monaco Madonna col Bambino e santi, del 1410, il tondo quattrocentesco con Il gioco del civettino, del “Maestro del Cassone Adimari”, e Giuseppe condotto in carcere, di Francesco Granacci. Fra le sculture ricordiamo il Busto di fanciullo di Antonio Rossellino, oltre a due busti di imperatore robbiani. Di grande interesse anche la collezione di ceramiche e maioliche databili fra il XIV e il XVIII secolo, provenienti da varie manifatture. Via Porta Rossa, 13 aperto: da lunedì a domenica, 8,15-13,50 chiuso: seconda e quarta domenica e primo, terzo, quinto lunedì del mese, Capodanno, 1 maggio, Natale

www.polomuseale.firenze.it /musei/davanzati

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carteggio conversazioni su Firenze con persone da altrove a cura di Maria de Peverelli

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Per questo primo numero abbiamo Questa sezione è la sola in tutta ‘VisitArt’ in cui si raccolgono delle opinioni. messo a confronto le impressioni di James Bradburne Le uniche che verranno raccolte – e non è un caso – sono quelle puramente emozionali di due personalità che architetto anglo-canadese, Firenze vivono e percepiscono da punti di vista provenienti da autorevoli personaggi prevalentemente stranieri e con chiavi di lettura speculari e opposte: ha lavorato per che con Firenze hanno un rapporto affettivo. Questo ideale carteggio un’“ex-patriata”, fiorentina di nascita ma da varie istituzioni culturali 25 anni residente all’estero, e un “in-patriato”, con la città assumerà di volta in volta varie forme e caratteristiche: nel mondo ed è oggi il nato in Canada, cresciuto in Inghilterra, potranno essere interviste, articoli, lettere e, appunto, opinioni critiche Direttore Generale della cittadino d’Europa e ora strettamente legato Fondazione Palazzo Strozzi o benevole, ma sempre con il fine ultimo di creare un dialogo intorno al mondo fiorentino. Due opinioni, due emozioni, due ritratti, alla città. ‘VisitArt’ sarà lieto di accogliere e valutare al fine di diversi sì, ma nutriti e illuminati pubblicarle le opinioni di chi vorrà contribuire a questa rubrica. da un sentimento comune.

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onsidero di essere in una posizione estremamente privilegiata. Da un lato, vivo proprio nel bel mezzo del centro storico di Firenze; nel mio percorso in bici verso l’ufficio, passo accanto alle torri del Bargello, di Palazzo Vecchio e della Badia Fiorentina, intravedo fugacemente il Duomo. Chi può chiedere di meglio che svegliarsi tutti i giorni in una città come questa? Ho, inoltre, il privilegio (e il piacere) di essere il Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, il dinamico centro culturale nel cuore di Firenze. Dall’altro lato, però, sono anche uno straniero. Sono nato in Canada, mi sono formato accademicamente in Inghilterra e nell’arco di venticinque anni ho lavorato in varie istituzioni culturali in Europa – a Londra, Parigi, Amsterdam e Francoforte. E se ho perso ogni nostalgia per i miei luoghi natali, è vero anche che dovunque io sia mi considero un outsider. E allora, come posso dire che mi appare Firenze da outsider “interno”, o forse dovrei dire da insider “esterno”? Vista dal di fuori, Firenze è un unico, glorioso agglomerato. Non si può che essere influenzati dalla sua architettura. La stessa vicinanza fisica fra i palazzi racconta dell’importanza del fattore umano, della necessità del commercio – materiale e intellettuale – e del valore dello scambio. Anche i palazzi più imponenti, come Palazzo Strozzi, hanno sedili in pietra che ne delineano il perimetro, che invitano i passanti a riposarsi, sedendosi e magari scambiando due chiacchiere. I palazzi stessi – testimonianze di ciò che un tempo fu il centro commerciale e intellettuale del mondo occidentale – ancora oggi ci ricordano i valori civici che rappresentavano e le lotte in loro difesa. Poco importa che le strade siano oggi costellate di negozi di lusso: la ricchezza a Firenze si è sempre misurata in cultura, non in moneta. Vista dal di dentro, Firenze è una città che sta attraversando una rivoluzione silenziosa. Il turismo di massa, quello, per intendersi, dei grossi pullman che, carichi di turisti, vengono da Roma a Firenze in un pomeriggio per dirigersi in serata verso Venezia, è il grande paradosso di questa città. Un tempo, quando il turismo non era una corsa frettolosa, i turisti scendevano alle pensioni, studiavano l’arte nei musei, godevano della cucina locale, ma, soprattutto, vi lasciavano i propri denari. Il turismo di massa ha alterato un sistema del passato, sostituendolo con una moltitudine di persone che non passa la notte in città, che ingoia un panino al volo e fa la coda per ore per assieparsi agli Uffizi o all’Accademia, e i cui gusti in fatto di souvenirs tendono a privilegiare le riproduzioni delle parti intime del David. Questi turisti stanno usurando la città e le sue infrastrutture, impedendo ai visitatori più motivati culturalmente di fondersi con il genius loci della culla del Rinascimento. Oltretutto, non contribuiscono granché a “far cassa” per la città, e questo significa che Firenze sta combattendo una battaglia persa per mantenere i propri luoghi e i propri musei. Una delle grandi sfide che tutti noi a Firenze oggi dobbiamo portare avanti è quella di convogliare le molte identità di questa città in un unico grande luogo. Ciò non significa rendere tutto omogeneo, impresa che, data la natura stessa di Firenze plasmata sulla diversità, sarebbe impossibile da compiersi oltre che dannosa. Firenze è una città contemporanea, ed essere contemporaneo non è come siamo noi, ma come sono le cose. Non è un contenuto o un progetto particolare che rendono una città contemporanea, ma sono le persone. In fondo, tutta l’arte è contemporanea al momento della sua creazione e da quel momento comincia a invecchiare; basta vedere quella grande opera manierista di Michelangelo che è la Bibiblioteca Laurenziana, oggi considerata un grande classico dell’architettura rinascimentale. La Firenze di oggi è certamente in grado di sostenere iniziative che riflettono la consapevolezza del mondo contemporaneo in trasformazione. In questo, noi tutti – outsiders e insiders – giochiamo un ruolo fondamentale nella creazione di una città in cui vogliamo vivere, una città con una cultura contemporanea vibrante, con una miriade di attività che vanno dal teatro alla danza, alla musica, alle mostre, una città con strade ben tenute e ampi spazi pubblici. Creando una Firenze per noi stessi, stiamo creando una Firenze per tutti, un luogo dove tornare con affetto e trepidazione.

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carteggio conversazioni su Firenze con persone da altrove

out di Maria de Peverelli

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storica dell’arte, è cresciuta e ha studiato a Firenze. È stata l’ultima direttrice della Galleria della Fondazione Thyssen a Lugano. Vive tra Zurigo e Londra

on abito a Firenze da 25 anni ma ci torno regolarmente per vedere la famiglia. Due o tre giorni pieni di mille impegni e poco tempo per fare la turista. Lo scorso Natale, con un po’ più di tempo a disposizione, il desiderio di una passeggiata in città mi ha portato a riscoprire tre luoghi del mio passato: un museo di recente riaperto, uno studio di scultori e gli Uffizi. Percorrendo Via dei Bardi, sulla via per Piazza dei Mozzi, trovo aperta la Chiesa di Santa Lucia dei Magnoli. Il pensiero che per quella chiesa fosse stata commissionata la pala di Domenico Veneziano che più tardi avrei visto agli Uffizi mi dà una sottile emozione. Al Museo Bardini ero stata tante volte. Con i nonni, che mi raccontavano delle feste per la fioritura delle azalee che si tenevano nel giardino della villa; con mio padre, che amava portare noi bambini, ogni volta che tornavamo a Firenze, in alcuni dei luoghi a lui più cari: la Cappella Brancacci, la Cappella di Benozzo Gozzoli, Palazzo Davanzati; e poi, ancora, da giovane studentessa di lettere. Della riapertura del museo si parlava da tempo. Della figura di Stefano Bardini, del suo gusto, delle sue amicizie, dell’influenza che ebbe su mercanti, antiquari e collezionisti avevo letto e studiato. L’Isabella Stewart Gardner e il JacquemartAndré sono ancora tra i miei musei preferiti e non esisterebbero senza Bardini. Pareti dipinte di blu (il famoso “blu Bardini”), pastiches sapientemente presentati insieme a opere antiche, gotiche e rinascimentali, armature, tappeti, bronzetti, cassoni, rilievi di Madonne col Bambino, robbiane, un’inattesa raccolta di disegni di Tiepolo. Una straordinaria messa in scena. Immediato il desiderio di saperne di più. Di avere più informazioni su Stefano Bardini, il pittore divenuto restauratore e poi antiquario, sui suoi acquisti, le sue vendite, la sua corrispondenza, i suoi viaggi, le sue “scoperte”, le sue amicizie, i suoi clienti. Purtroppo non c’erano né un catalogo né una guida a soddisfare queste curiosità. Arriveranno, mi è stato detto. Solo alcuni pannelli, per ovvie ragioni generici. Qui, lontano dalle masse, nello “show room” ricostituito di un antiquario, sento rivivere quello spirito fiorentino che tanto ha affascinato e continua ad affascinare gli stranieri. Riprendo i lungarni in direzione del Ponte Vespucci alla volta di un luogo di cui avevo sempre sentito parlare per l’amicizia che da generazioni lega la mia famiglia con quella degli attuali proprietari: lo studio Bartolini/Romanelli in Borgo San Frediano. L’edificio non dà nell’occhio, se non fosse per la targa in marmo che vi è affissa: “Pasquale Romanelli / Scultore fiorentino / di Lorenzo Bartolini / discepolo e adiutore degno / qui ebbe lo studio / dal 1851 al 1887 / rinnovando l’inclito esempio / dell’antica bottega / il comune di Firenze l’anno 1922”. Il massiccio portone che si affaccia sulla strada può passare inosservato al passante frettoloso. Basta un passo per entrare in un mondo dove il tempo sembra essersi fermato. Un grande stanzone dai volumi così imponenti da lasciarti per un attimo senza fiato: contro la parete di fondo un bassorilievo con la storia di Romolo e, tra due colonne di pietra serena, la mole di gesso di una Pietà. A fianco, quasi ridicolo nella sua ingiustificata imponenza, sembra farle la guardia un enorme Ascaro. La parete di fianco è quasi interamente occupata da un enorme bassorilievo raffigurante la Giustizia di Traiano. Ovunque gessi, mescolati senza logica a modelli di studio dall’antico e dal moderno. Su tutto incombe un’enorme scultura equestre, gli zoccoli ferrati del cavallo bene in vista. Siamo nello studio degli scultori Romanelli. Come recita la targa, questo spazio era stato in origine di Lorenzo Bartolini, che nel 1829 acquistò quella che era stata la chiesetta del Convento dell’Arcangelo Raffaele, trasformandola in uno degli studi di artista più noti e frequentati dell’epoca. Alla sua morte passò all’allievo preferito, Pasquale Romanelli, e da lui ai suoi discendenti ancora oggi tutti scultori. La fantasia è sollecitata ad immaginare il fervore di uno studio che fu operosissimo. L’alluvione ha lasciato la propria traccia in un segno leggero sulla folla di gessi e sculture che lo popolano. Un luogo magico, intriso di storia recente, che potrebbe scomparire facilmente, ignorato da una città che gli scorre intorno disinteressata, se non fosse per i giovani Romanelli che con attività diverse, ma tutte nello spirito dei loro antenati, continuano a mantenerlo vivo. Tra queste, aprirlo, gratuitamente, al pubblico. Sono le quattro. Ripercorro la strada fatta la mattina e mi ritrovo al Ponte Vecchio. Lo attraverso e arrivo al Piazzale degli Uffizi. Lavori in corso ne rovinano la perfetta simmetria architettonica: ricordo gli articoli letti sul progetto dei Grandi Uffizi, delle sette nuove sale e del corridoio che dovrebbero essere aperti entro l’estate del 2010, della controversa pensilina di Isozaki per la nuova uscita. Non entro in questo museo da almeno 10 anni. Sono un po’ emozionata. Il biglietto lo avevo prenotato la mattina, quindi non faccio coda per entrare. Le prime due rampe di scale sono come le ricordavo, con gli stessi muri dai colori stanchi. L’ultima ripida rampa è stata ridipinta di un colore verdino che sembra alleggerire la salita verso il corridoio con le sculture antiche e i ritratti. Che colpo d’occhio! Un museo nel museo. Pieno di gente, purtroppo, come del resto le sale con i capolavori che tutti conosciamo. Quasi troppi per l’occhio non abituato. Capisco come chi entri per la prima volta nella sala dei Botticelli, per esempio, possa essere colto dalla sindrome di Stendhal! Sento un giovane padre americano, accanto a me, descrivere le opere alla figlia teenager: “Botticelli è come Renoir, tante ragazze bionde e carine”. Ripercorrendo sala per sala ritrovo le opere disposte allo stesso modo, alcune restaurate, qualche didascalia in più, gli stessi cartelli trasparenti che identificano le sale con i nomi degli artisti più importanti. Rimango per un quarto d’ora davanti all’Annunciazione di Simone Martini mentre penso che forse è stato proprio a causa di questo dipinto che ho deciso di studiare storia dell’arte. Non riesco a vedere bene né i Leonardo né i Pollaiolo: troppi gruppi. La stanza della Tribuna è in restauro: riprodotta dall’altra parte del corridoio. Caravaggio non c’è: è stato spostato al piano terreno, mi dicono. È l’ora di uscire: prima di cominciare a scendere entro nella Sala della Niobe, quasi vuota ed esattamente come la ricordavo, un capolavoro di gusto neoclassico, e sbircio oltre la porta del bar, indicato da una vecchia freccia blu. Seguo la folla che esce. Inizio la discesa che si tramuta in passeggiata lungo un percorso non molto chiaro tra stanze e corridoi vuoti, con ogni tanto delle fotografie con vedute di Firenze con delle impalcature o delle gru (che siano delle immagini messe lì a bella posta per farci sapere dei lavori per i Grandi Uffizi? E saranno quelle che attraversiamo le nuove sale?). Ad un certo punto una freccia ci indica, sulla nostra sinistra: “Caravaggio”. Perché lì, mi domando? Non siamo ancora all’uscita. Continuiamo a scendere e una volta al piano terreno entriamo nella prima di una serie di enormi sale dedicate alla vendita di articoli diversi: libri e cartoline, cravatte, vini: mi vengono in mente gli straordinari negozi del Victoria & Albert Museum o della National Gallery, del Louvre o del Musée d’Orsay. Dopo un paio di altre stanzette e corridoietti, sono fuori. È buio, fa freddo e le strade sono quasi vuote. Arrivo al Ponte Santa Trinita, guardo a destra e a sinistra e la bellezza composta della città mi invade, la cupola della Chiesa del Cestello, San Miniato illuminato, Ponte Vecchio, Porta San Niccolò, la torre di Palazzo Vecchio: è anche per questo che torno a Firenze.

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museo di storia naturale

n origine “Imperiale e Regio Museo di Fisica e Storia Naturale”, questa prestigiosa istituzione – fondata nel 1775 dal granduca Pietro Leopoldo di Asburgo Lorena per riunire nell’allora sede di Via Romana (accanto alla residenza granducale di Palazzo Pitti) le collezioni naturalistiche e gli strumenti scientifici già conservati nella Galleria degli Uffizi, e che nel tempo venne comunemente chiamata “La Specola” in omaggio all’Osservatorio Astronomico terminato nel 1789 – si articola oggi in sei sezioni distribuite in palazzi e luoghi monumentali nel centro della città di Firenze.

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Sezione Antropologia e Etnologia

Vi si trovano reperti che illustrano gli usi e i costumi dei popoli del mondo, raccolti in importanti spedizioni come il terzo viaggio di James Cook in Polinesia e in America Artica o la raccolta di Fosco Maraini nell’Isola di Hokkaido in Giappone. Intere sale sono dedicate agli Indiani d’America, alla Lapponia, alla Siberia, all’Indonesia. Via del Proconsolo, 12 aperto: lunedì, martedì, giovedì, venerdì, domenica 9-13, sabato 9-17 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

Sezione Botanica

Nella sezione si trovano straordinari Erbari tra i quali l’Herbarium Centrale Italicum, l’antico Erbario di Andrea Cesalpino del 1563 e le collezioni artistiche e didattiche, che comprendono dipinti di natura morta di Bartolomeo Bimbi e modelli in cera di piante, frutti e funghi realizzati tra il XVIII e il XIX secolo. La sezione è la più importante istituzione scientifica italiana nel campo della raccolta e della conservazione di collezioni di piante e di materiali di origine vegetale. Via Giorgio La Pira, 4 aperto: solo su appuntamento telefonico al numero: 055 2346760

Sezione Geologia e Paleontologia

Le sale espositive sono dedicate ai vertebrati fossili toscani, qui raccolti da oltre due secoli, che illustrano la storia paleontologica della Toscana, la sua paleogeografia e la successione temporale delle faune terrestri e marine. Vi si conservano lo scheletro del primate più antico della Toscana e una galleria di grandi mammiferi, con gli scheletri di imponenti proboscidati vissuti milioni di anni fa. Via Giorgio La Pira, 4 aperto: lunedì, martedì, giovedì, venerdì, domenica 9-13, sabato 9-17 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

Sezione Orto Botanico (Giardino dei Semplici)

L’Orto Botanico è nato come Giardino di piante medicinali (i Semplici) nel 1545. Oggi si sviluppa su un’area di 3 ettari, con un complesso di aiuole tematiche, percorsi espositivi anche multisensoriali tattili e olfattivi per non vedenti, grandi serre e serrette. Da ammirare gli alberi monumentali, alcuni dei quali hanno più di 300 anni di vita. Via P. A. Micheli, 3 aperto: dal 16 ottobre al 31 marzo, sabato, domenica, lunedì 10-17; dal 1 aprile al 15 ottobre, lunedì, martedì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 10-19 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

calendario mostre aprile-settembre 2010 www.firenzescienza.it

Firenze Scienza. Le collezioni, i luoghi e i personaggi dell’Ottocento 8 novembre 2009-9 maggio 2010

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Il percorso espositivo di Firenze Scienza presenta migliaia di oggetti, strumenti, reperti, dipinti, disegni e sculture di particolare valore e rarità e si articola in quattro autorevoli musei fiorentini: Palazzo Medici Riccardi (1829 Arte, scienza e società), Museo di Storia Naturale, Sezione di Zoologia “La Specola” (La Tribuna di Galileo e la Specola fiorentina), Fondazione Scienza e Tecnica, Gabinetto di Fisica (La didattica delle scienze nell’Ottocento), Istituto e Museo di Storia della Scienza (La Fisica a Firenze nell’Ottocento).

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museo di storia naturale

Vi sono ospitati reperti di straordinario valore scientifico e naturalistico: dagli erbari cinquecenteschi alle preziose cere del Settecento, dagli scheletri fossili di elefanti alle collezioni di variopinte farfalle, dai grandi cristalli di tormaline ai reperti aztechi, dalle imponenti sculture lignee all’infiorescenza più grande del mondo. Un contesto che coniuga, in maniera mirabile, natura, storia, scienza ed arte. Il museo propone percorsi e visite guidate per ogni fascia di età e laboratori per permettere ai visitatori non solo di ammirare, ma anche di sperimentare e divertirsi, da soli o con la propria famiglia. Sede amministrativa: Via Giorgio La Pira, 4

www.msn.unifi.it

Sezione Zoologia “La Specola”

Al piano terreno si trova il “Salone degli Scheletri”, che conserva crani e scheletri completi di mammiferi di provenienza anche molto antica e di animali estinti. Al primo piano si visita la Tribuna di Galileo, realizzata nel 1841 in omaggio al grande scienziato toscano. Al secondo piano si visitano le sale dedicate alla zoologia, che offrono una visione quasi completa degli animali esistenti, oltre a presentare un cospicuo numero di animali estinti o in pericolo di estinzione. Nelle sale dedicate alla collezione delle cere anatomiche vi sono reperti di alto contenuto scientifico e di grande valore artistico, ancora oggi apprezzati e utilizzati per lo studio dell’anatomia. È visitabile il Torrino ovvero “La Specola”, che presenta un nuovo allestimento nel quale si vede il meglio delle collezioni storico-scientifiche, con reperti provenienti dalle collezioni medicee. Si ricrea così quello spirito di unitarietà del sapere scientifico per il quale fu fondato, nel 1775, l’Imperiale e Regio Museo di Fisica e Storia Naturale. Via Romana, 17 aperto: da martedì a sabato 9,30-16,30, domenica 9,30-18 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

novità editoriali • Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze – Guida alla visita delle Sezioni, a cura di F. Barbagli, G. Pratesi, Firenze, Polistampa, 2009

• Il Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze. collezioni della Specola: zoologia e cere anatomiche, a cura di G. Barsanti, G. Chelazzi, Firenze University Press, 2009

• Il Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze. Le collezioni botaniche, a cura di M. Raffaelli, Firenze University Press, 2009 • A. Giazotto,F. Pezzotta, G. Pratesi, Cristalli. Capolavori della natura, Firenze, Giunti, 2008

Sezione Mineralogia e Litologia

Nella sezione, completamente rinnovata, si scoprono le diversità dei minerali, le loro proprietà e caratteristiche e l’uso nella vita quotidiana. Si potranno osservare e toccare con mano splendidi ametiste e quarzi. Filmati e innovative animazioni didattiche multimediali completano l’esposizione museale delle collezioni di minerali, rocce e gemme, tra le quali spiccano un grande cristallo di topazio e un’acquamarina di quasi 100 kg. Via Giorgio La Pira, 4 aperto: lunedì, martedì, giovedì, venerdì, domenica 9-13, sabato 9-17 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

calendario mostre aprile-settembre 2010 Cristalli la più bella mostra di minerali al mondo Museo di Storia Naturale Sezione Zoologia “La Specola” 1 aprile 2009-30 giugno 2010 Una mostra dedicata al mondo affascinante e sconosciuto dei cristalli, da sempre oggetto di ricerca, collezionismo, studio e commercio, con un posto di rilievo nella storia economica e scientifica, nell’evoluzione della cultura, dell’arte e perfino della medicina. aperto: da martedì a sabato 9,30-16,30, domenica 9,30-18 chiuso: Pasqua, 1 maggio

www.mostracristallifirenze.it

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musei del novecento

Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron

La Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron è stata costituita nel 1998 dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze a seguito del progetto di recupero degli immobili dell’eredità Bardini, promosso all’inizio degli anni novanta, e della successiva acquisizione del complesso di Fonte Lucente, di proprietà Peyron, agiata famiglia di origine piemontese. Il complesso Bardini comprende la secentesca villa in Costa San Giorgio 2 (dove hanno sede il Museo Annigoni e la Fondazione Capucci) e il grande Giardino Bardini, con ingresso da Via dei Bardi 1r. Il complesso Peyron, esteso su circa 40 ettari, comprende la villa, in Via di Vincigliata 2, a Fiesole, e il Bosco di Fontelucente. Per informazioni su orari ed eventi consultare il sito

www.bardinipeyron.it

Museo Pietro Annigoni

L’acquisizione da parte della Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze delle opere già possedute dai figli di Pietro Annigoni, Benedetto e Ricciarda, è stata perfezionata nel 2007. Il museo, inaugurato nel novembre 2008, con oltre 6.000 pezzi vanta così il più ampio fondo esistente di opere annigoniane. In questa prima fase l’Ente intende offrire all’attenzione del pubblico un’ampia selezione delle opere di sua pertinenza, tra cui gli autoritratti giovanili più celebri e vari ritratti dei familiari. In una seconda fase è prevista una turnazione con altre opere, oppure il mantenimento di un nucleo permanente accanto ad un evento temporaneo primo di una serie di iniziative legate al mondo annigoniano. Costa San Giorgio, 2 aperto: dal 1 ottobre al 31 marzo da mercoledì a venerdì 10-16, sabato e domenica 10-18; dal 1 aprile al 30 settembre da mercoledì a domenica 10-18

www.bardinipeyron.it/annigoni

mostra L’eredità di Annigoni Mostra di opere della Angel Academy of Art, Firenze 13-30 maggio 2010 Nell’ambito delle celebrazioni per il primo centenario della nascita del maestro Pietro Annigoni, una mostra in collaborazione con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron.

Il complesso Mozzi-Bardini. Un tesoro d’Oltrarno Nel 1997 lo Stato Italiano acquisì il complesso dei Palazzi Mozzi Bardini, situati in Piazza dei Mozzi, ben visibili da chi, provenendo dal Ponte alle Grazie, si reca in Oltrarno. Le austere facciate che si estendono tra Via San Niccolò e Via de’ Bardi non lasciano immaginare la straordinaria realtà che si cela al loro interno. Gli edifici si compongono di antiche strutture medievali un tempo appartenute alla famiglia Mozzi, acquistate alla fine dell’Ottocento dall’antiquario Stefano Bardini, che ne curò il restauro integrativo accentuandone i caratteri medievali. Alla sua morte passarono in eredità ai figli Ugo ed Emma. Insieme agli immobili, costituiti da un’articolata serie di corpi di fabbrica, sono giunte nella disponibilità dello Stato italiano e per esso al Ministero dei Beni Culturali anche le numerosissime opere d’arte che alla morte di Ugo Bardini ancora vi si conservavano, residuali, per quantità ma non certo per qualità, al lascito che il padre Stefano aveva destinato alla città di Firenze nel 1922 e che oggi sono esposte nel Museo Comunale che porta appunto il suo nome. Si tratta di un immenso patrimonio che Ugo aveva conservato e arricchito a sua volta, in parte proseguendo l’attività collezionistica e mercantile del padre. L’ingente corredo di beni, oggi affidato alle cure della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, si compone di una grandissima varietà di oggetti di ogni epoca e materiale, in parte provenienti da Firenze, in parte ricercati e raccolti in tutta l’Italia. Si tratta di dipinti, sculture dall’antichità fino al XIX secolo, elementi decorativi architettonici, armi, tappeti, tessuti, gessi, strumenti musicali, maioliche, oggetti d’arte applicata in metallo, arredi e mobili in grandissima quantità, raccolti da Stefano e Ugo Bardini nel corso di oltre un secolo di attività. Oggi questo straordinario esempio di raccolta antiquaria è conservato in molti ambienti all’interno dei Palazzi Mozzi-Bardini ma occupa anche parzialmente il giardino che sale fino alla Villa Bardini, ultima residenza di Ugo. Questo straordinario tesoro, che nell’ultimo decennio è stato oggetto di un progressivo restauro ben lontano tuttavia dall’averne esaurito tutte le necessità, è destinato a costituire il futuro Museo delle Arti Applicate e dell’Antiquariato, addizione ulteriore e preziosa al già eccezionale insieme dei musei statali fiorentini, destinata ad illustrare un segmento ulteriore della cultura a Firenze tra Otto e Novecento. Giovanna Damiani Direttrice del Complesso Mozzi-Bardini

Museo Roberto Capucci

Ospitato nella Villa Bardini, il Museo Capucci è interamente dedicato all’attività dello stilista Roberto Capucci ed è stato aperto permanentemente il 18 ottobre 2008. In realtà, lo spazio espositivo, gestito dalla Fondazione Roberto Capucci – che si trasferì appositamente da Roma a Firenze per l’occasione –, venne inaugurato già il 27 ottobre 2007 con l’esposizione temporanea Ritorno alle origini, che un anno dopo, in virtù del grande successo, si trasformò in esposizione permanente, focalizzata su una serie di 12 abiti-scultura confezionati in occasione della Biennale di Venezia del 1995 e originariamente non destinati ad essere indossati. Gli altri abiti esposti, ruotati periodicamente, sono circa 30 divisi per gruppi e coprono tutta la produzione dello stilista, fin dal 1950. Fanno da corredo le esposizioni di schizzi, bozzetti, audiovisivi, articoli di stampa e fotografie. La fondazione, inoltre, organizza periodicamente eventi didattici e seminari. 32

Costa San Giorgio, 2 aperto: dal 1 ottobre al 31 marzo da mercoledì a venerdì 10-16, sabato e domenica 10-18; dal 1 aprile al 30 settembre da mercoledì a domenica 10-18.

www.fondazionerobertocapucci.com

Capucci esportato Futurismo – Moda – Design. La ricostruzione futurista dell’universo quotidiano Museo della Moda e delle Arti Applicate dei Musei Provinciali di Gorizia a cura di Raffaella Sgubin e Carla Cerutti fino al 1 maggio 2010 Alla moda e alla “ricostruzione futurista dell’universo quotidiano” i Musei Provinciali di Gorizia dedicano un’esposizione curata da Raffaella Sgubin e Carla Cerutti. Sono esposti un centinaio di pezzi originali e un’anteprima dell’abitoomaggio al Futurismo creato nel 2009 da Roberto Capucci.


musei del novecento

Museo Nazionale Alinari della Fotografia

Il MNAF ha sede all’interno del quattrocentesco edificio detto “delle Leopoldine”, recentemente ristrutturato, ed è gestito dalla Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia. Esso si articola in uno spazio espositivo destinato alle mostre temporanee legate al tema della fotografia storica e contemporanea, e in uno spazio museale permanente, dedicato alla storia e alla tecnica della fotografia. È stato inoltre creato un percorso di visita – il Museo Tattile – studiato per il pubblico non vedente, mettendo a punto per la prima volta, in uno spazio museale dedicato alla fotografia, modalità di lettura con supporti Braille appositamente realizzati.

Piazza Santa Maria Novella, 14a rosso aperto: tutti i giorni 10-19 chiuso: mercoledì

www.mnaf.it

calendario mostre aprile-settembre 2010 Parigi capitale della fotografia 1920-1940. Collezione Christian Bouqueret a cura di Marta Ponsa e Michael Roulette 14 gennaio-11 aprile 2010

Ansia d’immagini. Italo Zannier fotografo 1952-1976 a cura di Angelo Maggi 22 aprile-27 giugno 2010

Si tratta della prima grande mostra dedicata alla produzione fotografica di questo importante periodo storico. Saranno esposti più di 100 vintage prints di oltre quaranta fotografi che hanno operato a Parigi tra il 1920 e il 1940, accanto a documenti originali dell’epoca (riviste, libri, ecc.). La mostra offre un’occasione per un appassionante itinerario alla scoperta della ricchezza formale di questa “Nuova Visione Fotografica in Francia”. È organizzata dal Jeu de Paume in collaborazione con la Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia.

La mostra si presenta come la memoria di un periodo storico della fotografia italiana caratterizzato dal Neorealismo, del quale Zannier è stato un protagonista anche con la fondazione del Gruppo Friulano e la stesura del “Manifesto” programmatico dello stesso Neorealismo fotografico. L’esposizione presenterà una selezione tratta dalle oltre 47.000 immagini in b/n e a colori che costituiscono l’archivio completo dell’attività fotografica svolta dall’autore, oggi conservato nelle Raccolte Museali della Fratelli Alinari insieme alle 5.000 stampe fotografiche originali della sua collezione – presentata per la prima volta nel 1990 a Spilimbergo nella mostra Effemeridi –, oggi in parte esposte nella sezione storica permanente del MNAF.

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Museo Salvatore Ferragamo

La collezione di calzature esposta nel museo, inaugurato nel 1995, documenta l’intero arco di attività di Salvatore Ferragamo, dal suo ritorno in Italia nel 1927 fino al 1960, anno della morte, mettendo in luce la capacità tecnica e artistica di Salvatore, che seppe offrire un contributo fondamentale all’affermazione del “Made in Italy”, ma anche il suo rapporto con gli artisti dell’epoca. La collezione è arricchita anche dalla produzione successiva al 1960: ogni anno, infatti, alcuni modelli entrano a far parte dell’Archivio Salvatore Ferragamo, da cui il museo attinge per le sue esposizioni. Piazza Santa Trinita, 5 rosso aperto: dal mercoledì al lunedì 10-18; durante il mese di agosto, dal lunedì al sabato 10-13, 14-18 chiuso: Capodanno, 1 maggio, 15 agosto, Natale

www.museoferragamo.it

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museo galileo

Istituto e Museo di Storia della Scienza, riaperto come Museo Galileo dopo un imponente intervento di ristrutturazione, è l’erede di una prestigiosa tradizione di collezionismo scientifico che vanta quasi cinque secoli di storia e che si sviluppa intorno all’importanza conferita dai granduchi di Toscana ai protagonisti e agli strumenti della scienza. Fondato nel 1930 con il compito di raccogliere, catalogare, restaurare le testimonianze materiali della scienza, il museo ospita la ricca collezione di strumenti dei Medici e dei Lorena. Grandi mecenati delle arti, i Medici furono per circa tre secoli anche grandi patroni delle scienze. Da Cosimo il Vecchio a Gian Gastone, i rapporti del potere con la scienza furono contrassegnati da una doppia valenza culturale e celebrativa. Profondamente convinti che la conoscenza scientifica e il controllo tecnologico della natura conferissero solidità e prestigio al potere politico, i Medici promossero con lungimiranza l’attività di astronomi e matematici, formando nel contempo una delle più straordinarie collezioni di strumenti matematici e reperti naturalistici. La collezione fu esposta nella Galleria degli Uffizi fino al 1775, quando il granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena ne ordinò il trasferimento presso il Regio Museo di Fisica e Storia Naturale di Palazzo Torrigiani (attuale Museo della Specola). Ulteriormente arricchita dal mecenatismo lorenese, la collezione fu trasferita nell’attuale sede di Palazzo Castellani nel 1930. L’organizzazione attuale dell’Ente presenta, oltre al museo, un centro di ricerca, una biblioteca specializzata, un laboratorio multimediale, un laboratorio fotografico e un laboratorio di restauro.

L’

Piazza dei Giudici, 1 aperto: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 9,30-18, martedì e sabato 9,30-13, domenica 10-18 chiuso: Capodanno, 6 gennaio, Pasqua, 1 maggio, 8 dicembre, Natale, 26 dicembre,

Fondazione Scienza e Tecnica Nata nel 1987 per iniziativa della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Firenze con il supporto scientifico dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza, ha lo scopo di promuovere e diffondere la cultura scientifica e tecnologica, muovendo dal recupero e dalla valorizzazione del patrimonio storico-scientifico dell’ottocentesco Istituto Tecnico Toscano. Via Giusti, 29

www.fstfirenze.it

restauri

novità editoriali

In occasione dei lavori di rinnovamento del museo è stata restaurata una delle opere più preziose e più celebri della collezione, la grande Sfera armillare realizzata a Firenze da Antonio Santucci di Pomarance fra il 1588 e il 1593, collocata al centro della sala di cosmografia.

• Il Museo Galileo, Firenze, Giunti, 2010 • Oggi scopro “Il Museo Galileo”, Touring Editore, 2010

www.imss.fi.it

calendario mostre aprile-settembre 2010 www.firenzescienza.it

La Fisica a Firenze nell’Ottocento. Macchine e modelli da utilizzare a cura di Simone Contardi e Mara Miniati 8 novembre 2009-9 maggio 2010 La mostra ha come oggetto il Gabinetto di Fisica del Museo di Fisica e Storia Naturale, nato nel 1775 a Firenze per volere del granduca di Toscana Pietro Leopoldo, con particolare attenzione all’opera di rinnovamento di Vincenzo Antinori, che ne fu direttore dal 1829 al 1859. Si segnala in particolare la sezione dedicata alle ricerche sull’elettromagnetismo condotte da uno dei maggiori scienziati dell’epoca, Leopoldo Nobili. Diversi modelli e macchine sono stati allestiti per l’occasione, in modo che tutti possano metterli in funzione.

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I

Via F. Stibbert, 26 aperto: da lunedì a mercoledì 10-14, da venerdì a domenica 10-18 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, Ferragosto, Natale

www.museostibbert.it

mostra Cassoni nuziali giugno-settembre 2010 Allestimento di una piccola esposizione di cassoni della raccolta Stibbert per l’itinerario cittadino in occasione della mostra Virtù d’amore che si tiene al Museo dell’Accademia e alla quale il Museo Stibbert partecipa con l’importante fronte di cassone La Giustizia di Traiano, restaurato per l’occasione.

Nome Museo

museo stibbert

l Museo Stibbert, oggi una fondazione, nasce nel 1908 per volontà testamentaria di Frederick Stibbert (1838-1906), che volle lasciare alla città di Firenze le sue collezioni d’arte e l’edificio che le custodisce, situato a Montughi. Si tratta di uno dei rari casi di case-museo ottocentesche ancora conservate; nel corso degli ultimi anni, poi, sono stati recuperati gran parte degli allestimenti originari che erano stati modificati durante il XX secolo. Il museo è noto per la sua armeria, europea, islamica e giapponese, ma conserva anche una preziosa quadreria, un’importante raccolta di costumi e tessuti e testimonianze di ogni genere di arte applicata, dalle porcellane e dalle maioliche agli arazzi, agli arredi, ai cassoni, ai cuoi lavorati, il tutto sapientemente disposto da Stibbert in un allestimento scenografico e coinvolgente, a dimostrazione della sua passione per la storia del costume e dell’artigianato artistico. La vita di casa Stibbert è ancora testimoniata dalle camere da letto, dai salotti, dalla sala da ballo, che trasmettono il fascino della dimora abitata dalla ricca famiglia anglo-fiorentina. Il grande parco romantico completa il complesso museale.

avvenimento Con gli occhi di... Frederick Stibbert 14 maggio 2010 Nell’ambito dell’iniziativa “Amico Museo”, organizzata dalla Regione Toscana, una giornata di apertura gratuita sul tema del collezionismo. Nel pomeriggio, laboratorio per ragazzi sul tema dell’armatura.

opere prestate • ospite a: Pontassieve, Palazzo Comunale per la mostra: Beato Angelico a Pontassieve. Dipinti e sculture del Rinascimento fiorentino fino al 27 giugno 2010 Esposta la Madonna con Bambino in stucco policromo di Nanni di Bartolo. • ospite a: Parigi, Cité des Sciences per la mostra: Deuxième peau. Evolution de la protection corporelle marzo-giugno 2010 Le armature del Museo Stibbert nella storia delle protezioni del corpo, dal carapace delle testuggini alle tute spaziali degli astronauti. • ospite a: Firenze, Museo dell’Opificio delle Pietre Dure per la mostra: Davide e Golia. Il restauro di due formelle sbalzate e damascate del Museo Stibbert aprile-maggio 2010

Esposte due placchette milanesi cinquecentesche restaurate dal Laboratorio dell’Opificio e studiate da Dominique Charles Fuchs. • ospite a: Principato di Monaco, Grimaldi Forum per la mostra: KyotoTokyo-Des Samourais aux Mangas 14 luglio-12 settembre 2010 Un consistente gruppo di armi e armature giapponesi della raccolta Stibbert partecipano alla grande mostra organizzata dal Grimaldi Forum.

novità editoriali • Francesco Civita, Le tsuba della raccolta Stibbert, Firenze, Polistampa, 2010 (in preparazione) • Un nuovo numero del bollettino ‘Firenze-Museo Stibbert’ dedicato alle guardie di spada (tsuba), veri microcosmi di fantasia e di creatività artistica dei maestri giapponesi.

L’evento Il Trittico ritrovato Rientra in museo dopo oltre trent’anni il Trittico della Vergine col Bambino e Santi, un’opera trafugata in occasione di un grave furto che nel 1977 privò il museo di decine di opere, solo in parte recuperate nel corso degli anni. Le indagini del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri sono scattate dopo la segnalazione di un noto storico dell’arte che l’aveva riconosciuta tra le opere in possesso di un antiquario bresciano ignaro della sua illecita provenienza. Il piccolo trittico ligneo, databile alla seconda metà del Trecento, mostra nel pannello principale su fondo oro la Madonna avvolta nel manto, in trono, con il Bambino che le getta le braccia al collo. Gli sportelli riportano scene più piccole: a sinistra San Paolo con San Pietro, e Santa Caterina con una seconda santa; a destra la Crocifissione di Cristo con la Madonna e San Giovanni ai piedi della Croce, e un santo vescovo con il Battista. Le figure appaiono ancora nitide e i colori risplendono sulla superficie dorata e punzonata. Collocato originariamente nella Sala del Ballatoio, dove Frederick Stibbert riunì tutte le pitture su tavola, era stato successivamente spostato prima nella Sala del Condottiero (già Sala delle Vetrine) e poi nella Sala delle Bandiere, dalla quale fu asportato nel 1977. Alla luce del recupero, la tradizionale descrizione inventariale sarà aperta a nuovi approfondimenti, resi possibili da una più aggiornata analisi del pezzo. L’opera è esposta con altri importantissimi recuperi alla mostra L’Arma per l’Arte. Aspetti del sacro ritrovati, allestita a Palazzo Pitti in Sala Bianca, fino al 6 aprile 2010. Subito dopo il piccolo trittico potrà finalmente tornare nelle sale del Museo Stibbert, a completamento della raccolta di opere primitive e trecentesche, attualmente oggetto di nuove indagini, curate da Michela Palmieri, che ne stanno rivelando l’importanza storica e artistica.

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palazzo medici riccardi • museo horne 36

el 1911 l’architetto e storico dell’arte inglese Herbert Percy Horne acquista Palazzo Corsi, in Via de’ Benci, con l’intento di offrire un’adeguata cornice alla propria collezione di dipinti, sculture, disegni e arredi, così da ricreare l’atmosfera e gli ambienti di una dimora rinascimentale. Alla sua morte, nel 1916, Horne lascia la propria raccolta (che nel frattempo si è sviluppata fino ad accogliere oltre 6.000 opere) allo Stato italiano, dando vita a una fondazione destinata “a beneficio degli studi”. Ancora oggi il Museo Horne si presenta ai visitatori così come lo ha voluto il collezionista inglese: un raffinato scrigno di capolavori di pittura e scultura (da Giotto a Simone Martini, a Masaccio, a Filippino Lippi, a Domenico Beccafumi e al Giambologna), ma anche e soprattutto una casa, arredata con pezzi pregiati dal Due al Seicento. Nel cuore di Firenze, luogo-simbolo della cultura e dell’arte del Rinascimento, il Museo Horne si propone così come uno spazio in cui rivivere il passato e scoprire usi, costumi e arte della città tra Quattro e Cinquecento. Dal 2004 la ricerca, la didattica e le mostre temporanee possono usufruire di spazi appositamente attrezzati, ricavati nei sotterranei del palazzo.

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Via dei Benci, 6 aperto: da lunedì a sabato 9-13

mostre Il Paesaggio disegnato. John Constable e i maestri inglesi nella raccolta Horne 24 ottobre 2009-30 gennaio 2010 prorogata fino al 10 aprile 2010

Virtù d’amore. Pittura nuziale nel Quattrocento fiorentino 8 giugno-1 novembre 2010 La mostra è organizzata in collaborazione con la Galleria dell’Accademia. Il Museo Horne presenterà un percorso di valorizzazione del consistente nucleo di cassoni dipinti presenti nella raccolta e afferenti all’insieme originario appartenuto a Herbert Percy Horne, arricchito per l’occasione da alcune opere eccezionalmente concesse da collezionisti privati.

progetto Artigiani in famiglia a Palazzo Artigiani in famiglia a Palazzo è una delle grandi novità della XVI edizione di Artigianato e Palazzo che si terrà dal 14 al 16 maggio 2010 a Palazzo Corsini sul Prato. Artigiani in famiglia è un progetto del Museo Horne, realizzato in collaborazione con OmA, che da cinque edizioni accompagna bambini e genitori nel mondo dell’artigianato d’Arte. Rinomati maestri artigiani guidano laboratori didattici a tema per la realizzazione di un manufatto artistico, unendo apprendimento e gioco.

www.museohorne.it

alazzo Medici Riccardi vanta una storia davvero affascinante, densa di avvenimenti non solo artistici ma anche politici, culturali e mondani. Costruito alla metà del Quattrocento da Michelozzo per volere dei Medici, l’edificio divenne il prototipo dell’architettura civile rinascimentale. Nel 1659 i Medici lo vendettero ai Riccardi, che lo ampliarono verso nord e in parte ristrutturarono gli interni. Gli interventi di gusto barocco, particolarmente intensi negli ultimi due decenni del secolo, furono improntati al fasto spettacolare e all’erudizione ricercata. Tramontato tanto splendore, nel 1814 i Riccardi cedettero il palazzo al Demanio. Dal 1874 esso è proprietà della Provincia, che già dagli inizi del secolo scorso ha intrapreso una politica di recupero e valorizzazione dell’edificio e delle opere ivi conservate. Oggi Palazzo Medici Riccardi, trasformato in museo, offre al visitatore l’opportunità di ripercorrere almeno quattro secoli di storia dell’arte, dell’architettura e del collezionismo a Firenze. L’itinerario inizia al pianterreno, intorno al quattrocentesco cortile di Michelozzo, uno dei luoghi più suggestivi del Rinascimento a Firenze. Vero gioiello del palazzo è la Cappella dei Magi, a cui si accede attraverso l’elegante scalone secentesco. Il sacello, costruito e decorato nel Quattrocento, presenta un insieme pittorico unitario e di incantevole bellezza. In particolare gli affreschi di Benozzo Gozzoli sono una delle testimonianze più prestigiose della Firenze medicea. Altro importante polo d’attrazione del Museo di Palazzo Medici Riccardi è la magnifica Galleria realizzata a fine Seicento, situata sempre al primo piano, www.firenzescienza.it nella zona prospiciente il giardino, e dominata mostra dall’affresco della volta eseguito da Luca Firenze 1829. Giordano. Infine, sono parte integrante del Arte, scienza e società a cura di Silvestra Bietoletti palazzo e del suo circuito espositivo anche le 8 novembre 2009-9 maggio 2010 Biblioteche Moreniana e Riccardiana, situate in Dipinti, sculture, disegni, suppellettili e ambienti splendidamente decorati, con accesso strumenti scientifici provenienti da musei e da Via Ginori. istituti italiani e da raccolte private illustra-

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Via Cavour, 3 aperto: tutti i giorni 9-19 chiuso: mercoledì

www.palazzo-medici.it

no l’urbanistica, il gusto e gli interessi collezionistici, filantropici e di progresso della Firenze pre-risorgimentale.


casa buonarroti

oluto da Michelangelo Buonarroti il Giovane per celebrare le glorie della famiglia, il fastoso palazzo secentesco che ospita la casa-museo svolge oggi una duplice funzione: ergersi a memoria delle vicende secolari dei Buonarroti, prodigatisi per ampliare la dimora, per abbellirla, per conservarvi preziose eredità culturali (tra cui l’importante Archivio e la Biblioteca), per raccogliervi rare collezioni d’arte; e allo stesso tempo celebrare il genio di Michelangelo esponendo molte sue splendide opere, come due celebri rilievi marmorei, capolavori della prima giovinezza dell’artista, la Madonna della scala e la Battaglia dei Centauri, ma anche la ricca collezione di disegni autografi. Da non dimenticare le mostre che a cadenza annuale si svolgono nel museo affrontando temi riguardanti il patrimonio culturale, artistico e di memorie della Casa Buonarroti, oltre che Michelangelo e il suo tempo.

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Via Ghibellina, 70 aperto: lunedì e da mercoledì a domenica 9,30-14 chiuso: Capodanno, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, Natale

www.casabuonarroti.it

restauri • Statuaria del Museo della Casa Buonarroti, secondo lotto, restauro conservativo • Le preziose tarsie lignee delle quattro sale secentesche del museo

per la mostra Michelangelo. Architecture as Anatomy 4 febbraio-11 aprile 2010 Milano, Palazzo Reale per la mostra L’anima del fuoco 12 febbraio-2 maggio 2010

Göteborg per la mostra The Masters of the Renaissance 20 marzo-15 agosto 2010

opere prestate Casa Buonarroti partecipa con le proprie opere a Williamsburg (Virginia, USA), Muscarelle Museum

Lugano, Museo d’Arte per la mostra Robert Mapplethorpe. La perfezione della forma 20 marzo-13 giugno 2010

Vitoria (Brasile) per la mostra La bellezza della scultura di Michelangelo 9 marzo-7 giugno 2010

avvenimenti concerti “Le parole e la musica – sere d’estate in Casa Buonarroti” XVIII edizione sei serate, luglio 2010 progetto Nel nome di Michelangelo Il progetto prende avvio dal mese di aprile di quest’anno con l’offerta di percorsi di visita congiunti tra il Museo della Casa Buonarroti e il Complesso monumentale di Santa Croce. Le due istituzioni trovano infatti un importante punto d’incontro nel nome di Michelangelo: dai capolavori della prima giovinezza esposti in Casa Buonarroti al luogo di sepoltura, da sempre auspicato dall’artista, nella chiesa di Santa Croce. Questa nuova iniziativa tende anche a valorizzare la storia del quartiere di Santa Croce con attività culturali e promozionali nelle due sedi, che verranno programmate nel corso dell’anno.

mostre in Casa Buonarroti

Esposizione a rotazione di nuclei dei disegni di Michelangelo della Collezione della Casa Buonarroti in sala appositamente attrezzata

Una gloria europea: Pietro da Cortona a Firenze 8 giugno-27 settembre 2010 fuori sede

Michelangelo: grafia e biografia Napoli-Otranto a cura di Lucilla Bardeschi Ciulich e Pina Ragionieri primavera-autunno 2010

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accademie e fondazioni

Accademia della Crusca

L’Accademia della Crusca è sorta a Firenze tra il 1582 e il 1583, per iniziativa di cinque letterati fiorentini (Giovan Battista Deti, Anton Francesco Grazzini, Bernardo Canigiani, Bernardo Zanchini, Bastiano de’ Rossi), cui si aggiunse subito Lionardo Salviati, ideatore di un vero programma culturale e di codificazione della lingua. Dalle loro animate riunioni, chiamate scherzosamente “cruscate”, derivò il nome di “Accademia della Crusca”. L’istituzione assunse come proprio motto un verso del Petrarca, “il più bel fior ne coglie”, e adottò una ricca simbologia tutta riferita al grano e al pane. Fin dall’inizio l’Accademia ha accolto studiosi ed esponenti, italiani ed esteri, di diversi campi: oltre a grammatici e filologi, scrittori e poeti (Tassoni, Maffei, Monti, Leopardi, Manzoni, Carducci, ecc.), scienziati (Galilei, Redi, Torricelli), storici (Muratori, Capponi), filosofi (Voltaire, Rosmini), giuristi e statisti (Witte, Gladstone). L’opera principale dell’Accademia, il Vocabolario (1612; ampliato e ripubblicato più volte fino al 1923), pur sottoposta ad attacchi per i limiti che poneva all’uso linguistico vivo, ha offerto un contributo decisivo all’identificazione e alla diffusione della lingua italiana fornendo l’esempio ai grandi lessici delle lingue francese, spagnola, tedesca e inglese. www.accademiadellacrusca.it

Accademia dei Georgofili

L’Accademia dei Georgofili, fondata il 4 giugno 1753, si propone di contribuire al progresso delle scienze e delle loro applicazioni all’agricoltura in senso lato, alla tutela dell’ambiente, del territorio agricolo e allo sviluppo del mondo rurale. Ospitata prima nella Biblioteca Magliabechiana e in Palazzo Vecchio, dal 1932 ha sede nell’antica Torre de’ Pulci, con ingresso dalle Logge degli Uffizi Corti. L’Accademia vanta una straordinaria Biblioteca che attualmente dispone di circa 70.000 volumi fra monografie, opuscoli e periodici. Esposizioni permanenti e mostre temporanee documentano la ricchezza del patrimonio di fonti e documenti in possesso dell’Accademia, assolutamente unica nell’ambito della storia agraria. Logge degli Uffizi Corti aperto: Biblioteca da lunedì a venerdì 15-18

www.georgofili.it

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Fondazione Longhi

Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux

Inaugurato in Palazzo Buondelmonti il 25 gennaio 1820 da un commerciante ginevrino di cultura illuminista, Giovan Pietro Vieusseux, questo Gabinetto Scientifico Letterario si inserì a pieno titolo nel periodo di grande fioritura delle istituzioni culturali di iniziativa privata. A fianco del gabinetto di lettura vero e proprio, intorno al 1822 nasce la Biblioteca, con le opere destinate al prestito a domicilio. Molti gli intellettuali che in breve prendono a frequentarlo, molte le serate a tema di grande attrattiva: tra tutte, si ricordano quelle in onore di Leopardi e di Manzoni, che qui si incontrano nel settembre 1827. Nei decenni che seguono le fortune del Gabinetto non conoscono ostacoli, sempre più apprezzato da stranieri e fiorentini. Nel 1925, ormai ceduto al Comune di Firenze, viene riconosciuto ente morale: un’istituzione autonoma, trasferita poi in Palazzo Strozzi, gestita finanziariamente dal Comune. Questo è ancora oggi il Gabinetto Vieusseux, che ha annoverato fra le proprie file personaggi del calibro di Tecchi, Montale, Bonsanti, cui si deve nel 1966 la fondazione del periodico ‘Antologia Vieusseux’. Gravemente danneggiato dall’alluvione del 1966, il Gabinetto Vieusseux rimane oggi una vitale realtà culturale, organizzatrice di convegni ed eventi, con la sua ricca Biblioteca e un Archivio Contemporaneo istituito nel 1975 da Bonsanti per raccogliere materiale relativo a personalità del mondo contemporaneo. Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi aperto: Biblioteca lunedì, mercoledì e venerdì 9-13,30, martedì e giovedì 9-18 Archivio Storico lunedì, mercoledì e venerdì 9-14, martedì e giovedì 9-14, 15-18 Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” (Palazzo Corsini Suarez, Via Maggio, 42) lunedì, martedì e venerdì 9-13, mercoledì e giovedì 9-17,30

www.vieusseux.fi.it

La Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi nasce nel 1971 per volontà testamentaria di Roberto Longhi, che la dota della sua biblioteca, della sua fototeca e della collezione d’arte “per vantaggio delle giovani generazioni”. Ha sede nella Villa “Il Tasso”, che Longhi acquistò nel 1939. Qui egli risiedette fino alla morte con la moglie Lucia Lopresti (la scrittrice Anna Banti), che a sua volta nominò la Fondazione sua erede universale, devolvendole la villa con i mobili e gli arredi. La Fondazione Longhi oggi mette a disposizione dei borsisti e degli studiosi il suo patrimonio librario (circa 36.000 volumi), la fototeca (70.000 unità circa) e la collezione d’arte (dipinti, disegni, incisioni, miniature, sculture), oltre ad un vasto fondo archivistico. Fra i suoi obiettivi primari, favorire e sviluppare gli studi di storia dell’arte mantenendo viva l’eredità culturale e il metodo di Roberto Longhi. Via Benedetto Fortini, 30 aperto: Biblioteca da lunedì a venerdì 9,30-13, 14-17,30 previo appuntamento

www.fondazionelonghi.it

Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”

Sorta dallo spontaneo riunirsi di alcuni studiosi fiorentini, “La Colombaria” formalizzò la sua struttura a partire dal 1735 e conserva oggi un patrimonio archivistico costituito da manoscritti, incunaboli, cinquecentine e carteggi, materiali datati a partire dal XIII secolo, ed una collezione di disegni e stampe dovute ad acquisizioni e donazioni di alcuni soci. L’Accademia pubblica anche la collana ‘Studi’ e, annualmente, gli Atti e Memorie. La Biblioteca consta di circa 10.000 volumi e comprende i Fondi Devoto, Ravà, Procissi e Rodolico. Via Sant’Egidio, 23 aperto: da lunedì a venerdì 9,30-13,30

www.colombaria.it


La Fondazione Primo Conti ha sede nella quattrocentesca Villa “Le Coste”, che per molti anni fu l’abitazione del Maestro. Acquistata nel 1945, la villa è divenuta sede della Fondazione quando quest’ultima venne istituita, grazie alla donazione della famiglia Conti, nel 1980, come Centro di Documentazione e Ricerche sulle Avanguardie Storiche. La Fondazione si articola in tre sezioni: il Museo delle Opere di Primo Conti, l’Archivio e lo Studio. Il Museo (che accoglie 63 dipinti e 163 disegni dell’artista fiorentino) e l’Archivio (composto da numerosi fondi, tra cui gli archivi di Papini, Conti, Pavolini, Carocci, Pea, Samminiatelli) rappresentano nel loro insieme un centro unico in Italia per ripercorrere e ricostruire con rigore scientifico la vicenda dell’Avanguardia storica. Via G. Dupré, 18, Fiesole aperto: Museo Primo Conti, da lunedì a venerdì 9-13. Visite anche il sabato, la domenica e il pomeriggio, per gruppi, previo appuntamento Archivio della Fondazione, da lunedì a venerdì 9-13, previo appuntamento.

www.fondazioneprimoconti.org

Gipsoteca dell’Istituto d’Arte

La Gipsoteca dell’Istituto d’Arte di Firenze possiede la più interessante raccolta italiana di modelli in gesso, riferibili specialmente all’arte del Rinascimento toscano. Il nucleo più consistente proviene dall’acquisto, nel 1922, da parte dell’allora direttore Mario Salvini, della collezione di Oronzio Lelli: con questo primo nucleo il professor Salvini dette inizio al Museo dei Calchi. Il Regio Istituto d’Arte già possedeva un numero selezionato di calchi per le esercitazioni didattiche degli allievi. Solo successivamente vi furono trasferiti importanti calchi dal Bargello (il Gattamelata di Donatello) e dalla Galleria dell’Accademia (Alessandro che doma Bucefalo), cui si aggiunse il calco lorenese del David, realizzato da Clemente Papi. Oggi i gessi qui conservati sono circa 3.000. Piazzale di Porta Romana, 9 aperto: su appuntamento, nei giorni feriali

Accademia delle Arti del Disegno

L’Accademia delle Arti del Disegno trae la sua origine dalla più antica Accademia e Compagnia dell’Arte del Disegno istituita da Cosimo I de’ Medici, il 13 gennaio 1563, su suggerimento di Giorgio Vasari. Tra i primi Accademici figuravano Michelangelo Buonarroti, lo stesso Vasari, Bartolomeo Ammannati, Agnolo Bronzino, Francesco da Sangallo. Fin dalla sua fondazione l’Accademia primeggiò tra le istituzioni culturali sia come scuola d’arte che come custode delle tradizioni artistiche nazionali. Dopo aver ricevuto nuovi statuti nel 1585, l’Accademia assolse ai suoi compiti istituzionali fino al 1784, quando venne riformata dal granduca Pietro Leopoldo, e venne chiamata Accademia delle Belle Arti. Nel 1873 l’Accademia venne distinta in due diversi corpi, il Collegio degli Accademici, cioè l’Accademia delle Arti del Disegno, e l’istituto d’insegnamento. L’Accademia, tutt’oggi attiva, in base all’art. 1 del proprio Statuto “[…] incoraggia e promuove quegli studi e quelle manifestazioni che favoriscono le arti e la loro conoscenza” e “dedica speciale attenzione a tutto quanto concerne il restauro, la tutela, la conservazione e la integrità delle opere d’arte e dei beni storici e culturali di tutte le civiltà”; opere e beni tra i quali in primo luogo quelli costituenti il proprio patrimonio (sculture, pitture, arazzi, mobilio), conservato all’interno della sede (in Via Orsanmichele 4) e in deposito presso altri enti (tra cui la Galleria dell’Accademia, la Galleria d’Arte Moderna, l’Opera del Duomo, la Casa Buonarroti). Per questo si ricorda l’importanza dell’archivio storico costituito da documenti, volumi a stampa, fotografie e altro materiale frutto della propria attività istituzionale e dei lasciti di artisti; oltre alla Biblioteca di circa 6.000 tra volumi, opuscoli e numeri di riviste, dedicati per lo più alla cultura artistica toscana dall’Ottocento ad oggi. Via Orsanmichele, 4 aperto: da lunedì a venerdì 9,30-12,30

www.aadfi.it

mostre Personale di Vittorio Tolu aprile 2010

Personale di Carlo Alberto Severa maggio 2010

Sculture di Delio Granchi giugno 2010

Architettura finlandese luglio 2010

Architettura del Bauhaus di Tel Aviv settembre 2010 a cura di F. Sznura

www.isa.firenze.it/gipsoteca

avvenimenti L’Accademia propone in collaborazione con altri enti, tra cui l’Università e il Comune di Firenze, cicli di conferenze, presentazioni di libri e concerti, oltre a una serie di mostre di pittura, scultura e architettura, nella Sala Esposizioni di Piazza San Marco, con una particolare attenzione verso la contemporaneità.

Accademia di Belle Arti di Firenze

accademie e fondazioni

Fondazione Primo Conti

L’Accademia di Belle Arti di Firenze – Istituzione di Alta Formazione Artistica che affonda le proprie radici nella tradizione rinascimentale e cresce e si sviluppa nella contemporaneità in un ciclo di rinnovamento continuo –, è frequentata oggi da circa milleduecento studenti di vasta provenienza internazionale (dalla Danimarca alla Grecia, dal Vicino Oriente all’Iran, dal Giappone alla Cina) ed è strutturata in percorsi di studio: è attivo l’Ufficio Erasmus e Progetti Internazionali, mentre sono in fase di preparazione, con partners illustri, master annuali in fotografia d’arte, arte sacra, perito forense in contraffazione d’arte, quest’ultimo vero e proprio progetto pilota, unico in Italia. Negli ultimi anni l’Accademia si è aperta sempre più verso la città e il territorio con mostre di allievi ed eventi che l’hanno vista protagonista autorevole al fianco delle altre istituzioni preposte alla promozione dell’arte contemporanea. Via Ricasoli, 66

www.accademia.firenze.it

mostre

Start Point-Accademia in mostra 21 maggio-6 giugno 2010 a cura di Gianni Pozzi, Susanna Ragionieri, Laura Vecere

Una vetrina privilegiata per illustrare la pluralità dei percorsi di formazione e ricerca accademici attraverso una selezione di opere di giovani esposte in luoghi diversi: l’Istituto degli Innocenti, l’Istituto Geografico Militare, la saletta di “Via Larga”. Negli spazi dell’Art Hotel di Prato si realizzerà un progetto corale legato all’operatività svolta dai corsi specialistici presso il Museo Pecci. Il giardino dell’Accademia diviene teatro ideale per la messa in scena del Tito Andronico di Shakespeare, prodotta dagli studenti della Scuola di Scenografia, che ha costanti rapporti di collaborazione con spazi teatrali esterni, dal Comunale alla Pergola, dal Metastasio al Teatro Studio di Scandicci. Nello stesso ambito si svolgerà l’evento artistico-musicale Traiettorie in collaborazione con il Conservatorio Cherubini. Come nella scorsa edizione, un gruppo di gallerie cittadine (Bagnai, Biagiotti, La Corte, Santo Ficara, Frittelli, Poggiali e Forconi, Il Ponte, Studio 70, Varart, Ugolini) accoglierà nei propri spazi, per la durata dell’iniziativa, i lavori dei giovani artisti liberamente scelti dai galleristi. in preparazione A Vienna, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, l’Accademia di Firenze esporrà in primavera una mostra di disegni della Collezione Felice Carena, di sua proprietà: i disegni saranno visitabili nella sede fiorentina il 18 giugno, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Fondazione di Palazzo Strozzi intorno alla mostra De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile.

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museo ebraico • museo per la matematica • museo degli innocenti 40

a storia dell’Istituto degli Innocenti di Firenze inizia nel 1419 con la fondazione dell’antico Spedale affidata all’Arte della Seta grazie al lascito del mercante pratese Francesco di Marco Datini “per principiare uno luogo nuovo […] il quale i fanciulli notrichi e notrire faccia”. La cultura e la bellezza sono state da sempre parte integrante dell’opera sociale ed educativa dell’Istituto degli Innocenti. Nella “fabbrica” progettata da Brunelleschi la modernità dell’architettura rinascimentale si lega strettamente ad una nuova concezione dell’assistenza all’infanzia. Il museo dell’Istituto trova spazio nella galleria sopra il portico di facciata, destinata ad “abituro dei fanciulli” nel progetto brunelleschiano. Al suo interno si conservano opere di straordinaria importanza, come l’Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio, commissionata per l’altar maggiore della chiesa, la Madonna col Bambino di Luca della Robbia, l’originale tavola della fine del Quattrocento di Piero di Cosimo con la Vergine e Santi e una splendida Madonna col Bambino di Sandro Botticelli. Da segnalare inoltre il San Giovanni Evangelista attribuito a Simone Talenti, una delle più importanti sculture del Trecento fiorentino, e il Presepe di Marco della Robbia, forse collocato in prossimità del luogo dell’abbandono come segno di accoglienza. Fanno parte del percorso museale gli armoniosi Chiostri degli Uomini e delle Donne con opere di Andrea della Robbia e Antonio Rossellino. Un importante progetto di ristrutturazione e di ampliamento degli spazi museali interesserà il museo nel corso dei prossimi anni nella volontà di unire sempre più le opere conservate all’interno del museo alla storia dell’Istituzione e alla vita delle personalità che lo hanno guidato.

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Piazza Santissima Annunziata, 12 aperto: tutti i giorni 10-19 chiuso: Capodanno, Natale

mostre Animani di Mario Mariotti 29 novembre 2009-11 aprile 2010 Mario Mariotti, illustratore, grafico e comunicatore innovativo, amava spesso definirsi un “artista periferico”. Dalla sua “bottega” nell’Oltrarno fiorentino la sua opera ha conquistato notorietà internazionale volando sulle ali di una dirompente immaginazione. La mostra presenta i lavori di “pittura sul corpo” realizzati da Mariotti negli anni ottanta. Con questi lavori Mariotti realizza la propria idea di arte come esperienza evolutiva a cui tutti possono contribuire. Per farne esperienza diretta la mostra propone laboratori creativi in cui bambini e adulti possono creare i propri “Animani”. aperto: da lunedì a venerdì 15-19, sabato, domenica e festivi 10-19 orari dei laboratori: sabati, domeniche e festivi 11-12, 15-16, 16-17, 17-18

Costruendo il Mudi: presentazione dei tabernacoli restaurati nel coretto 8 maggio-30 settembre 2010 Saranno presentati al pubblico una serie di tabernacoli con sculture devozionali del Sette e dell’Ottocento facenti parte del patrimonio dell’Istituto.

www.istitutodeglinnocenti.it

l Museo per la Matematica e il Giardino di Archimede sono una novità assoluta non solo per Firenze ma per tutto il mondo, un’istituzione senza precedenti, dedicata completamente alla matematica e alle sue applicazioni, con sede nel Quartiere 4, all’ultimo piano dell’Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo”. “Il Giardino di Archimede” non è dunque un museo “convenzionale”, statico, bensì una dimensione interattiva che prevede una partecipazione attiva da parte dei visitatori che dovranno eseguire una serie ordinata di esperimenti sia materiali, tramite gli oggetti esposti, sia virtuali al computer. Il museo, dotato anche di una sala conferenze e proiezioni, propone (e su richiesta noleggia) quattro mostre: Oltre il compasso: la geometria delle curve; Pitagora e il suo teorema; Un ponte sul Mediterraneo. Leonardo Pisano, la scienza araba e la rinascita della matematica in Occidente; Aiutare la natura. Dalle Mecaniche di Galileo alla vita quotidiana.

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Via San Bartolo a Cintoia, 19/a aperto: da lunedì a venerdì 9-13, domenica 15-19 chiuso: le festività e il mese di agosto

www.math.unifi.it/archimede

naugurata nel 1882, la Sinagoga è uno degli esempi più significativi in Europa dello stile esotico moresco con elementi arabi e bizantini. Il Tempio nel suo complesso è considerato uno degli edifici più armoniosi dell’Ottocento italiano, importante testimonianza della storia degli ebrei fiorentini. Il Museo Ebraico, fondato nel 1981, è allestito su due piani all’interno della Sinagoga. La prima sezione documenta la storia degli ebrei a Firenze nel corso dei secoli e il loro rapporto con la città. Al secondo piano sono esposti oggetti e arredi di devozione domestica e privata. L’ultima sala, detta “Stanza della Memoria”, è dedicata alla storia della Comunità negli ultimi due secoli.

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Via Farini, 6 aperto: da aprile a settembre 10-18, da ottobre a marzo 10-15, venerdì 10-14 chiuso: sabato e festività ebraiche Aperture straordinarie su prenotazione


Amico Museo 5 maggio 2010 Visita alla Manifattura RichardGinori 1735, con prenotazione obbligatoria. 8 maggio 2010 L’esperto risponde: presso la sede del Museo, verranno fornite indicazioni storiche e sulla tecnica di produzione dei manufatti Ginori o Richard-Ginori mostrati dai privati.

opere prestate • Gio Ponti, Mani, porcellana e oro, 1935, e Bomboniera “Il Balletto”, porcellana e oro, 1926 ospiti a: Milano, Palazzo dell’Arte Triennale Design Museum, dal 12 marzo 2009 al 15 aprile 2010 per la mostra: Serie e Fuoriserie • Tabacchiera con scena di caccia all’orso e cammei in rilievo, porcellana policroma, 1746 circa ospite a: Firenze, Palazzo Pitti, Museo degli Argenti, dal 25 marzo al 27 giugno 2010 per la mostra: Pregio e bellezza. Cammei e intagli dei Medici • Serie di porcellane policrome, bianche e blu e oro, XVIII-XX secolo ospiti a: Selb, Porzellanikon, dal 24 aprile al 1 novembre 2010 per la mostra: From a King’s dream to the mass-produced 300 years of European porcelain

8 maggio 2010 Laboratorio con riproduzione di un decoro Ginori mediante l’antica tecnica dello stampino: l’iniziativa, aperta ai bambini tra i 6 e i 14 anni accompagnati da un genitore, si svolgerà presso la sede del Museo, con prenotazione obbligatoria. 15 maggio 2010 Decora il tuo piatto! Laboratorio sull’antica tecnica dello stampino: l’iniziativa è aperta ai bambini tra i 6 e i 14 anni, accompagnati da un genitore, e si svolgerà dentro i locali del Museo.

• San Giovanni, porcellana bianca, 1750 circa ospite a: Berlino, Ephraim Palais, dal 9 maggio al 29 agosto 2010 per la mostra: Fascination of Fragility. Masterpieces of European Porcelain • Gio Ponti, Mano con incrostazioni di fiori in rilievo, 1935 circa • Giovanni Gariboldi, fiasca globulare con incrostazioni di fiori in rilievo, 1940 circa • Fioriera con figure femminili e rose fra i capelli, 1902 ospiti a: Roma, Casina delle Civette di Villa Torlonia, dal 18 maggio al 26 settembre 2010 per la mostra: I colori della rosa (titolo provvisorio) novità editoriali • Artisti per Doccia, a cura di Laura Casprini Gentile e Dora Liscia Bemporad, Firenze, Edifir, 2009

l complesso monumentale della Certosa è situato sulla sommità di Monte Acuto, un colle situato nelle vicinanze del Galluzzo, paese a sud di Firenze. Il complesso monastico fu voluto dal banchiere fiorentino Niccolò Acciaioli, personaggio di spicco dell’ambiente politico ed economico trecentesco, e venne costruito a partire dal 1342, sviluppandosi ulteriormente nei secoli a venire e arricchendosi di importanti opere d’arte. Di particolare interesse si presenta oggi la Pinacoteca ospitata nel Palazzo Acciaioli e nobilitata fra l’altro dalla presenza di affreschi del Pontormo. Dal 1958 affidata ai Monaci Cistercensi, che subentrarono agli originari Certosini, la Certosa è ancora oggi rinomata anche per la sua Liquoreria, per la Biblioteca, per il Laboratorio di Restauro specializzato nel recupero di libri e per le attività degli Amici della Certosa, cui si deve anche la pubblicazione dell’omonima rivista.

I

Via Buca di Certosa, 2, Galluzzo aperto: da martedì a sabato 9,15-11,15 e 15-17 in estate, 9,15-11,15 e 15-16,15 in inverno, domenica 15-17 in estate e 15-16,15 in inverno

www.cistercensi.info/certosadifirenze

e raccolte storiche dell’antica manifattura di Doccia sono esposte in uno dei migliori esempi di architettura toscana di inizio anni sessanta: il Museo Richard-Ginori, un astuccio rettilineo e scabro, in studiato contrasto con le luminose e multiformi ceramiche che contiene. Chi si avventura alla ricerca di questo tesoro (molto) nascosto alle porte di Firenze troverà grandi sculture in porcellana bianca, rari calchi in cera da modelli di Foggini e Soldani Benzi, galanterie settecentesche, sedili da giardino in maiolica, vasi Liberty, ceramiche firmate Gio Ponti, prototipi di noti designers e tantissimo altro ancora. Una meta irrinunciabile per gli appassionati di arti decorative e design. Il binomio Richard-Ginori, poi, vuole identificare le due dinastie che hanno guidato l’impresa a cui è dedicato il museo: prima di tutto i Ginori, appunto, e poi, dal 1896 al 1960 circa, i Richard.

L

ondato dal canonico Angelo Maria Bandini nel 1795 nella Chiesa di Sant’Ansano e alla sua morte passato per testamento al Capitolo Fiesolano, il Museo Bandini ha oggi sede nella graziosa palazzina appositamente realizzata agli inizi del Novecento dall’architetto Giuseppe Castellucci proprio dietro la Cattedrale. La sala al piano terreno custodisce fra l’altro pregevoli terrecotte robbiane (fra cui l’Effigie del giovane detto Sant’Ansano di Andrea della Robbia) e frammenti di sculture antiche, oltre a mobili intarsiati e bassorilievi in marmo. Le due sale al primo piano ospitano invece tavole e quadri di prestigiosi artisti (da Taddeo Gaddi a Nardo di Cione, a Lorenzo Monaco) e di differenti epoche, databili fra il XIII e il XVII secolo.

Viale Pratese, 31, Sesto Fiorentino aperto: da mercoledì a sabato 10-13, 14-18

www.museodidoccia.it

F

Via G. Dupré, 1, Fiesole aperto: tutti i giorni, marzo 10-18, da aprile a settembre 10-19, ottobre 10-18, da novembre a febbraio 10-14 chiuso: martedì

www.fiesolemusei.it

Mario Mariotti

Visite guidate e laboratori per famiglie in occasione della Fiera di Primavera di Sesto Fiorentino 8-18 aprile 2010

n occasione dei Mondiali di Calcio del 1990 in Italia si decide il recupero, nell’area di Coverciano, di una vecchia casa colonica nota come “Rudere Podere Gignoro”. Ed è qui che ha poi trovato la propria sede il nuovo Museo del Calcio, inaugurato il 22 maggio 2000 alla presenza del ministro per i Beni Culturali Giovanna Melandri e delle massime autorità federali e civili. Il museo, con il suo ricchissimo centro di documentazione storica del gioco del calcio inteso quale espressione del patrimonio culturale e sportivo della nazione, ma anche con la sua straordinaria raccolta di cimeli ed oggetti che hanno fatto la storia del calcio, vuole anche offrire nuovi spunti e nuove energie per favorire il sorgere di una nuova e più profonda cultura sportiva.

I

Viale Aldo Palazzeschi, 20, Coverciano aperto: giorni feriali 9-13, 16-18, sabato 9-13

www.museodelcalcio.it

museo richard-ginori • certosa del galluzzo • museo bandini • museo del calcio

avvenimenti

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“stranieri” a firenze

Firenze presenta un panorama estremamente vivace e articolato nell’ambito degli Istituti Culturali e Università stranieri di cui spesso i fiorentini non hanno conoscenza, ma che rispecchiano la vocazione fortemente internazionale di questa città. Le programmazioni degli Istituti risultano variegate e in continua evoluzione, per questo rimandiamo ai singoli siti per informazioni più puntuali ed aggiornate.

Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte

Fondato nel 1958 per promuovere gli interscambi culturali, in particolare tra il Nord e il Sud dell’Europa, l’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte possiede una ricca e articolata biblioteca, che vanta una prestigiosa raccolta di testi critici sulla storia dell’arte e della cultura. Le principali aree di specializzazione sono l’arte italiana e l’arte dei Paesi Bassi. L’Istituto promuove numerose mostre, pubblicazioni e conferenze. Viale Torricelli 5,

www.iuoart.org attività

a cura di Alyson Price

10 aprile Convegno Internazionale “Michelangelo’s Madonna and Child in Bruges. Context and Reception”, in collaborazione con la Radboud University, Nijmegen.

L’Istituto Universitario Europeo (EUI) è un programma di studi di specializzazione post-laurea e postdottorato creato nel 1972 dai sei Stati membri fondatori della Comunità Europea al fine di promuovere, in una prospettiva europea, lo sviluppo culturale e scientifico nel campo dell’Economia, della Storia e della Giurisprudenza, delle Scienze Politiche e Sociali. Numerosi gli appuntamenti di grande valenza eticopolitica, con conferenze e seminari presenziati da personaggi di primo piano del palcoscenico internazionale. Badia Fiesolana Via dei Roccettini, 9 San Domenico di Fiesole

www.eui.eu

L’Harvard University Center for Italian Renaissance Studies presso Villa I Tatti dedica il proprio impegno allo studio approfondito del Rinascimento italiano in tutti i suoi aspetti: storia dell’arte, politica, economia, scienze sociali, storia della scienza, filosofia, religione, storia della letteratura e musica. Villa I Tatti Via di Vincigliata, 26

www.itatti.it attività “Bernard Berenson Lectures” conferenze 13, 15 e 20 aprile. Si segnala in particolare: Caroline Elam con 3 conferenze su “The image of Florence in the Renaissance”

pubblicazioni recenti • Arnolfo’s Moment. Acts of an International Conference, a cura di David Friedman, Julian Gardner e Margaret Haines.

Il Kunsthistorisches Institut di Firenze è uno dei più antichi centri di ricerca per la storia dell’arte e dell’architettura in Italia. Fondato nel 1897 per iniziativa privata di un gruppo di eruditi indipendenti, dal 2002 appartiene alla Max-Planck-Gesellschaft. Uno dei compiti principali dell’istituto è quello di favorire la formazione di studiosi a livello internazionale. I ricercatori di tutto il mondo hanno accesso alle risorse dell’Istituto: la biblioteca con oltre 300.000 volumi e una delle più prestigiose fototeche al mondo per la storia dell’arte italiana. Con il suo denso programma di attività scientifiche aperte al pubblico, il Kunsthistorisches Institut si presenta come una sorta di forum per un vivace confronto scientifico, aperto a una dimensione internazionale e interdisciplinare. www.khi.fi.it

mostra Natural artifizio - artifiziosa natura: Grotte nella prima età moderna in Italia 22 febbraio-13 giugno 2010

pubblicazioni in preparazione • Repertory of Dutch and Flemish Paintings in Italian Public Collections, Vol. III, Piemonte, in 2 tomi, Firenze, Centro Di, estate 2010

Kunsthistorisches Institut in Florenz

Via Giuseppe Giusti, 44

Giugno Seminario “Translating the Past”, sulle fonti medievali e rinascimentali dedicate all’arte, alla storia e alla letteratura. Le conferenze si alterneranno a visite ad archivi e biblioteche di Firenze. Fra le varie istituzioni parteciperanno: The Charles Singleton Center (Johns Hopkins University), Georgetown University di Villa Le Balze, The Institute at Palazzo Rucellai, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte, The Society for Renaissance Studies Villa I Tatti (The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies).

The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies

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Istituto Universitario Europeo / European University Institute

New York University in Florence Villa La Pietra

La sede della New York University a Firenze è ospitata a Villa La Pietra, la proprietà che Harold Acton lasciò in eredità alla stessa Università nel 1994, anno della sua morte. Oltre che prestigiosa sede dell’Università, la Villa conserva la collezione Acton, ricca di più di 7.000 fra dipinti, sculture, oggetti, e una Biblioteca con circa 12.000 volumi e 16.000 fotografie. La Villa con il bellissimo giardino, residenza di Harold Acton fino alla sua morte, è aperta al pubblico con visite guidate gratuite nella terza settimana di aprile e nella terza settimana di ottobre, solo su prenotazione (entro il mese antecedente alla settimana di apertura). La NYU organizza interessanti conferenze e altri eventi culturali aperti al pubblico su invito. Per maggiori informazioni si consulti il sito internet. Via dei Bruni, 27

www.nyu.edu/global/lapietra/index.html

Questa mostra online della Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz-Max-PlanckInstitut affronta il tema delle grotte artificiali, ricorrenti nell’architettura delle ville italiane nella prima età moderna, in particolare a partire dal primo Cinquecento a Firenze, Genova e Roma. La mostra online presenta una selezione di fotografie tratte dall’archivio del Kunsthistorisches, risalenti per la maggior parte a una campagna fotografica condotta nel 2006 a Genova in collaborazione con Stephanie Hanke. attività Convegno internazionale The Aesthetics of Marble: from Late Antiquity to the Present 27-29 maggio 2010 Convegno interdisciplinare Ethik und Architektur 1-3 luglio 2010

Syracuse University in Florence

Il campus della Syracuse University, ospitato nei residenziali dintorni di Piazza Savonarola, ha il proprio principale punto di riferimento nella Villa Rossa, costruita come abitazione privata nel 1892 e nel 1963 acquistata dalla Syracuse University. Piazza Savonarola, 15

www.syr.fi.it

pubblicazioni recenti • Sandro Botticelli and Herbert Horne: New Research, a cura di Rab Hatfield, Syracuse University Press, 2009


Istituto Francese di Firenze

L’Institut Français de Florence, il più antico al mondo (1907), è Ente dello Stato Francese e fa capo alla rete culturale dell’Ambasciata di Francia in Italia. È ospitato nel quattrocentesco Palazzo Lenzi e da oltre un secolo si distingue per un’attivissima e costante politica culturale e per l’eccezionale sviluppo della sua biblioteca-emeroteca.

Fondato nel 1917 per promuovere gli scambi culturali tra l’Italia e il mondo anglofono, oggi il British Institute offre un vasto programma di corsi di lingua inglese, lingua italiana e storia dell’arte oltre ad organizzare numerosi eventi culturali di varia natura. In programma per i prossimi mesi una serie di interessanti conferenze.

Piazza Ognissanti, 2

www.france-italia.it

Lungarno Guicciardini, 9

www.britishinstitute.it attività VIII Scuola Internazionale di Primavera dal 31 maggio al 5 giugno 2010

attività • Settimana Shakespeariana, dal 19 al 23 aprile 2010, con le consuete celebrazioni annuali in onore di Shakespeare.

avvenimenti • 16 giugno, si celebra il “Bloomsday” di James Joyce.

“stranieri” a firenze

British Institute of Florence The Harold Acton Library

cinema rassegna / “La France vue à travers l’œil de cinéastes contemporains” dal 18 febbraio al 27 maggio 2010 teatro Il Ponte di pietra 23-25 aprile 2010 Testo di Daniel Danis, messa in scena della Compagnia Krypton, Prima nazionale c/o Teatro Studio di Scandicci

danza c/o Ex Stazione Leopolda, Istituto Francese e altri spazi - Info www.fabbricaeuropa.net 5-25 maggio 2010 Come ogni anno il festival riserva uno spazio privilegiato alla creazione contemporanea di area francese. In questa edizione in primo piano la danza con il Ballet National de Marseille, che presenta la nuova creazione di Frédéric Flamand, la coreografa algerina, ma di stanza in Francia, Nacera Belaza, i coreografi Fabrice Lambert e Brice Leroux. Inoltre alcuni gruppi francesi di danza/performance/nuove tecnologie selezionati nell’ambito del progetto europeo “Focus” che presenteranno le nuove creazioni.

Villa Finaly/Université de Paris

Donata dalla famiglia Landau-Finaly nel 1953 all’Università di Parigi, che la gestisce tutt’oggi, la Villa accoglie congressi e incontri scientifici internazionali organizzati in collaborazione con le Università italiane. Ospita regolarmente studiosi ricercatori.

Via Bolognese, 134 r

www.villafinaly.sorbonne.fr

US Study Abroad Progammes Arricchiscono il panorama delle presenze internazionali in città le numerose Università Americane facenti parte della AACUPI che a Firenze hanno programmi e sedi. Daremo spazio di volta in volta a quelle che hanno attività culturali aperte al pubblico. Associated Colleges of the Midwest www.acm.edu/ Bowling Green State University (SACI) www.saci-florence.org/ California State University International Program in Florence www.csufirenze.it/ Drake University Institute of Italian Studies Program in Florence (LDM) www.italyiis.com/ Fairfield University Florence Campus (FUA) www.fairfield.edu/ Fashion Institute of Technology, State University of New York, Florence Program (Polimoda) www3.fitnyc.edu/ Florida State University Florence Program www.international.fsu.edu/ Georgetown University Villa Le Balze www11.georgetown.edu/ Gonzaga University in Florence www.gonzaga.edu/ Harding University www.harding-firenze.org/ James Madison University Florence Programs Palazzo Capponi www.jmu.edu/international/ Kent State University, Florence Program www1.kent.edu/oia/StudyAbroad/Florence.cfm Marist College-LDM Program in Italy (LDM) www.marist.edu/academics/italy/ Miami University www.units.muohio.edu/lifelonglearning/

Middlebury College School in Italy www.middlebury.edu/ Ontario College of Art and Design www.ocad.ca Pepperdine University http://seaver.pepperdine.edu/ Richmond, the American International University in London - Florence Program www.richmond.ac.uk/undergraduates/florence.asp Roger Williams University (Institute at Palazzo Rucellai) www.palazzorucellai.org/ Rutgers University Study Abroad Program in Florence http://studyabroad.rutgers.edu/ Santa Reparata International School of Art www.santareparata.org/ Sarah Lawrence College Florence Program www.slc.edu/ Smith College www.smith.edu/studyabroad/florence.php Stanford University http://bosp.stanford.edu/florence/index.html Tulane University Junior Year Abroad in Florence http://global.tulane.edu/ University of Central Arkansas in Italy www.uca.edu/ University of Connecticut Florence Program (Institute at Palazzo Rucellai) http://studyabroad.uconn.edu/ University of Michigan - University of Wisconsin Duke University www.unimwd.it/ University of Minnesota Florence Program www.istc.umn.edu/ University of New Haven in Florence www.newhaven.edu/exped/studyabroad/26596/ Washington University School of Art http://samfoxschool.wustl.edu/about/experience/studyabroad

Studio Art Centers International (SACI) mostre 28 giugno-30 luglio Mostra su una selezione di stampe dell’artista italiano Guido Colucci (1877-1949), allievo di Giovanni Fattori, donate alla SACI. Palazzo dei Cartelloni Via Sant’Antonino, 11

www.saci-florence.org

The Institute at Palazzo Rucellai conferenze maggio Il Santo Sepolcro: la famiglia Rucellai e il loro pellegrinaggio in Terra Santa nel XV secolo. Conferenza di Franco Cardini giugno Translating the past Via della Vigna Nuova, 18

www.palazzorucellai.org

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bambini e ragazzi 44

arte Pa la zz o Vec chi o Il Museo dei Ragazzi di Firenze è un sistema museale educativo, promosso dall’Amministrazione Comunale di Firenze, che offre ai diversi target di pubblico una vasta e articolata gamma di offerte educative e culturali. Vi aderiscono i seguenti musei: il Museo di Palazzo Vecchio-Quartieri Monumentali, la Cappella Brancacci nel Complesso di Santa Maria del Carmine, il Museo Storico Topografico “Firenze com’era” e il Museo Leonardiano di Vinci. Il Museo dei Ragazzi propone percorsi educativi e più di quaranta attività per i diversi musei, della durata di un’ora e un quarto ciascuna, nelle quali sono adottate le più aggiornate metodologie di comunicazione quali la drammatizzazione, l’utilizzo della multimedialità, l’interazione hands on.

Laboratori della domenica

La macchina del tempo Istituto e Museo di Storia della Scienza

Palazzo Strozzi Le mostre di Palazzo Strozzi sono progettate per essere a “misura di famiglia”. Ciò significa che ogni mostra offre non solo attività per bambini di ogni età, ma anche segnaletica speciale per bambini nel percorso della mostra stessa. Si organizzano visite-dialogo alle esposizioni del momento, con approfondimento delle tematiche e itinerari differenziati. Per bambini dai 4 agli 11 anni, tutte le domeniche 10-12

E in più... “Family programs in English”, tutti i sabati alle 11, un appuntamento speciale i n lingua per bambini dai 7 ai 12 anni.

Nell’ambito dell’iniziativa “Visite al Museo con la famiglia” il Museo Galileo, già Museo di Storia della Scienza, propone “La macchina del tempo”, aperture domenicali nel corso delle quali i visitatori saranno guidati nelle sale di Palazzo Castellani da operatori in costume. È possibile mettere in funzione macchine e strumenti scientifici per sperimentare l’elettromagnetismo, l’elettricità statica, la forza centrifuga e le meraviglie delle illusioni ottiche. Queste visite non necessitano di prenotazione. Fino al 9 maggio 2010, tutte le domeniche 10-18

aprileaprileaprilemaggiomaggiomaggiog ... e per avvicinare un pubblico giovanissimo all’arte contemporanea e alle pratiche artistiche più recenti, Laboratorio Novecento (si veda la scheda relativa a pag. 4 della rivista), organizzato in collaborazione con il Gabinetto Disegni e Stampe. RIN VIATO !

Buon Compleanno al Museo Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi” Il Museo Fiorentino di Preistoria organizza feste di compleanno su misura per archeologi in erba per scoprire il passato in maniera divertente e costruttiva. Da maggio a settembre

le attività del museo dei ragazzi Palazzo Vecchio Quartieri Monumentali •Animali narranti Ercole raccontato dalla civetta di Atene ⋅ La favola della tartaruga con la vela ⋅ La favola profumata della natura dipinta ⋅ La meravigliosa e segretissima scala del duca Gualtieri ⋅ La storia del furto nello Studiolo di Francesco I ⋅ La storia del primo viaggio intorno al mondo •Duca Cosimo e Duchessa Eleonora La favola profumata della natura dipinta ⋅ Vita quotidiana alla Reggia ⋅ Vita quotidiana da Principe •Eleonora di Toledo Eleonora di Toledo: abiti per modellare il corpo ⋅ Invito alla Reggia di Cosimo •Igiene Storia della schiava ottomana Asmà •Creature mostruose Le grottesche, pittura dei sogni ⋅ Mostri e nemici nelle fatiche di Ercole

•Il mondo della Natura

Il medico e la Granduchessa; salute e malattia nella Firenze dei miasmi e degli umori ⋅ La favola profumata della natura dipinta •Cosimo I de’ Medici Consiglieri del Duca Cosimo I ⋅ Invito alla Reggia di Cosimo ⋅ L’abito come instrumentum regni in Cosimo I ⋅ Vita quotidiana da Principe •Sala delle Carte Geografiche Misurare la terra nell’età delle scoperte ⋅ Terra tonda o terra piatta ⋅ Tutto il mondo in una stanza •Vita di corte Le nozze della principessa Lucrezia. Ovvero del matrimonio nelle classi dominanti ⋅ Storia della balia Cassandra e di Francesca da Settignano. Ovvero del matrimonio nelle classi popolari ⋅ Storia della monaca Costanza e della vedova Dianora. Ovvero del matrimonio mistico

•Tecniche artistiche

Disegnare con la seta: simboli medicei in serigrafia ⋅ Storia e riconoscimento della pittura in fresco ⋅ Tra arte e scienza. Magnifici apparati prospettici •La storia del Palazzo Storia e riconoscimento della pittura in fresco ⋅ Visita alla Reggia guidati da Giorgio Vasari Cappella Brancacci •L’occhio di Masaccio Museo Storico Topografico “Firenze com’era” •Vivere nella Florentia romana •Vivere nell’età dei Comuni •Vivere nella Firenze granducale Museo Leonardiano di Vinci •Lo sguardo di Leonardo Le attività si svolgono in lingua italiana, inglese, francese e spagnola e prevalentemente da ottobre a maggio


calendarioaprile-settembre 2010 Domeniche al Museo

Museo per la Matematica Per avvicinare i più piccoli (ma anche gli adulti) al magico mondo della matematica, visite guidate e attività, eventi e giochi matematici. Da segnalare anche la collana per bambini “Il mondo dei numeri”, che attraverso storie più o meno semplici conduce i piccoli lettori alla scoperta di importanti momenti della storia della matematica. Due i titoli già usciti: Uri il piccolo Sumero e Ahmose e i 999.999 lapislazzuli.

Museo Stibbert Pensata per i bambini, la visita alle collezioni di costumi, armi e armature occidentali, islamiche e giapponesi si rivela ancora più affascinante se guidata da grandi personaggi storici del calibro di Solimano il Magnifico e Giovanni dalle Bande Nere. Da lunedì a mercoledì 10-14, da venerdì a domenica 10-18

Obladì. Il Sabato dei Bambini Biblioteca delle Oblate

Tante letture animate attraverso cui scoprire nuove storie da raccontare e da ascoltare ed esplorare il mondo della biblioteca. Le letture ad alta voce, le animazioni e i laboratori creativi sono organizzati con la collaborazione di professionisti dell’animazione. Il programma si rivolge a bambini di tutte le età. Da dicembre a maggio tutti i sabati

Da ottobre a maggio ogni prima domenica del mese

giugnogiugnogiugnoluglioluglioluglioagostoagostoagostosettembre Museo Ebraico

Famiglie al Museo

Sono previsti incontri e visite speciali per bambini e genitori. Su richiesta si possono realizzare itinerari ebraici in Firenze e Siena.

Polo Museale Fiorentino

Ultima domenica del mese, su prenotazione

Forte del successo dell’iniziativa nel 2008, la Sezione Didattica, sostenuta dal contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, ripropone il progetto “Famiglie al Museo”: una serie di incontri nei musei del Polo Museale Fiorentino dove i capolavori dell’arte e la storia della nostra città si incontrano e si intrecciano, con un’ampia scelta di percorsi tematici e con l’accompagnamento di esperti che sappiano coinvolgere e suggerire la giusta “chiave” di lettura.

bambini e ragazzi

laboratori

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percorso architettonico

percorsi architettonici propongono brani di città esterni ai viali di circonvallazione o immediatamente a ridosso: frammenti urbani non monumentalizzati, estranei alle mete turistiche, presentati in forma di itinerari che si snodano attorno ai luoghi della città contemporanea. La città di oggi, ma anche suggestioni su quella che è stata, che sarà o che avrebbe potuto essere. La selezione degli edifici non risponde a criteri stilistici o giudizi critici ma intende dare nome a episodi architettonici rilevanti per il loro impatto, anche visivo, nel relativo contesto urbano.

I

Zona Piazza Beccaria

In occasione dell’elezione di Firenze a capitale d’Italia (1865-1871), Giuseppe Poggi viene incaricato dell’abbattimento delle mura urbane per realizzare, sul tracciato del loro perimetro, il viale di circonvallazione: un grande passeggio alberato, sull’esempio dei boulevard parigini, pausato dalla sequenza di parchi e piazze monumentali, che abbracciano le porte della cerchia difensiva risparmiate dalle demolizioni. Da barriere di attraversamento fra il dentro e il fuori della città murata, le porte diventano fulcri di una più complessa dinamica urbana, con la raggiera di strade convergenti nelle nuove piazze che ‘disorientano’ e cancellano la netta definizione fra città antica e città moderna. Secondo il piano del Poggi, i cosiddetti Pratoni della Zecca Vecchia – l’ampio tratto del passeggio che da Piazza Beccaria (4) giungeva all’Arno – dovevano rimanere liberi: un esteso parterre verde a planimetria triangolare, con il vertice al centro della piazza (allora denominata Piazza alla Croce), i lati divaricati verso il fiume a tracciare le direttrici degli attuali Viale Amendola e Viale Giovine Italia, e la base delimitata dall’edificio delle Terme fiorentine, affacciato sull’Arno. Fra le proteste del Poggi, il parterre sarà invece occupato dalla mole neomedievale della Caserma Baldissera (9) e da altre strutture militari. Negli anni trenta del Novecento anche dall’edificio della GIL (Gioventù Italiana del Littorio), demolito per la realizzazione dell’Archivio di Stato (2). Al Poggi si deve inoltre la progettazione degli edifici che profilano l’invaso concavo di Piazza Beccaria, mentre nel corso del secondo Novecento i viali, ormai a scorrimento veicolare, vedranno saturare i propri margini da realizzazioni a prevalente carattere funzionale, fra cui la sede de ʻLa Nazioneʼ (3) sul Viale

Giovine Italia e quella dell’ACI (8) sul Viale Amendola. La zona a tergo di Piazza Beccaria mantiene invece il carattere residenziale previsto dal piano ottocentesco; nel primo Novecento si contraddistingue per la presenza di villini – tipologia edilizia propria della residenza piccolo e medio borghese –, fra cui si segnalano gli episodi eclettici (6) di Adolfo Coppedè e quelli liberty (5) di Giovanni Michelazzi, oltre che la casa-studio di Galileo Chini (7); artista che, come altri dell’epoca (Angiolo Vannetti, Sirio Tofanari), elige il quartiere, cosiddetto ‘di Piagentina’, a sede della propria residenza. Dove si insediano anche piccoli laboratori, fra cui la Manifattura Arte della Ceramica dello stesso Chini (in Via Arnolfo, fondata nel 1896) o la Vetreria Polloni (in Via Fra Giovanni Angelico 71, ancora esistente dal 1919). La zona di Piazza Beccaria era inoltre ‘quotata’ per la presenza del Teatro-giardino Alhambra (inaugurato nel 1889), che occupava una vasta superficie fra la piazza (lato Borgo alla Croce) e il Viale Giovine Italia: ornato di padiglioni in stile moresco, era luogo deputato per ogni genere di spettacolo all’aperto, soprattutto di varietà, del genere café chantant per lo svago in stile parigino del ceto medio.

Nota-curiosità: la titolazione della Piazza alla Croce a Cesare Beccaria, autore dell’opuscolo Dei delitti e delle pene (1764), fra i testi più noti dell’illuminismo italiano, risale al 1876 e celebra una fondamentale decisione di Pietro Leopoldo che il 30 novembre 1786, influenzato dalle idee di Beccaria, emanava un nuovo codice penale facendo della Toscana il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte. La scelta di intitolare la nuova piazza al Beccaria ha motivi storici precisi: sin dal Medioevo nella zona esterna al tratto di mura urbane compreso fra la Torre della Zecca Vecchia, oggi isolata in Piazza Piave, e la Porta alla Croce, erano collocati i patiboli dove venivano eseguite le pene capitali. I condannati, scortati dal Bargello (poi

Antonio Campani, Guida della città di Firenze ornata di pianta e vedute, Firenze 1822.

L’intervento di recupero dell’ex carcere avanza a ritmi serrati dal 1998: oltre 70 alloggi di edilizia popolare, due piazze interne, uffici, servizi, percorsi pedonali che consentono la permeabilità, fino ad ora impedita, dell’intero isolato. Ma anche nuovo snodo culturale internazionale grazie a un caffè letterario, botteghe per giovani artisti e foresteria per bloggers che, incorsi in censura nei Paesi d’origine, troveranno alle Murate accoglienza sia virtuale che reale.

Poggi predispone i disegni per le facciate degli edifici che circondano la piazza, sorta di fiorentina Étoile, di impianto quasi ellittico, disposta attorno alla risparmiata Porta alla Croce. L’impaginato dei prospetti è di un magniloquente classicismo neorinascimentale, rivisitazione della tipologia del palazzo bramantesco-raffaellesco. I piani superiori dovevano essere atti all’abitazione di una “classe molto comoda”, quelli a piano terreno a un commercio “regolare e ordinato”.

2 Archivio di Stato

5 Villini di Michelazzi

8 Sede ACI

All’impostazione ancora regolare del Villino Ravazzini si contrappone la maggiore integrazione fra elementi strutturali e decorazione oltre che una maggiore tensione delle linee di progetto del Villino Broggi-Caraceni, di poco successivo, a testimonianza di una più piena maturazione dell’estetica art nouveau da parte dell’architetto. Gli inserti ceramici in facciata sono della Manifattura di Galileo Chini, su disegno di Michelazzi.

Il progetto, commissionato dall’ACI nel 1958, dopo numerose varianti giunge a esecuzione fra il 1959 e il 1961. Considerato fra le realizzazioni più significative dell’architettura funzionalista degli anni cinquanta in Italia, trova consenso nelle riviste di settore dell’epoca, anche di ambito internazionale, che ne celebrano il riuscito connubio fra chiarezza strutturale e attenzione formale.

I caratteri dell’edificio echeggiano le suggestioni tecnologiche e il meccanicismo di certa architettura dei primi anni settanta, sull’esempio del Centre Pompidou di Parigi. L’edificio sorge sul sito prima occupato dalla GIL (Casa della Gioventù Italiana del Littorio, 1933-1935) di Aurelio Cetica e Fiorenzo de Reggi, demolita nel 1977, sede delle più moderne strutture sportive coperte esistenti all’epoca a Firenze.

7 Casa-studio di Galileo Chini

realizzazione: 1865-1874 ca. progetto: Giuseppe Poggi

realizzazione: 1909 e 1914 progetto: Ugo Giusti

Via del Ghirlandaio 52 e 56

L’ingresso allo studio (civico 52) è evidenziato dagli inserti scultorei di Umberto Pinzauti e dal sovrastante pannello pittorico dello stesso Chini, ormai illeggibile così come i graffiti liberty sulla facciata dell’abitazione (civico 56). Lo studio, già sottoposto dall’artista ad una serie di modifiche interne, viene venduto nel 1960 ai Salesiani e adibito a scuola, nuova destinazione che determinerà il completo stravolgimento dei volumi.

Via Scipione Ammirato 99 e 101 realizzazione: 1910-1911 e 1907 progetto: Giovanni Michelazzi

Villino Ravazzini

Villino Broggi-Caraceni

Viale Amendola 36 realizzazione:1959-1961 progetto: Emilio Brizzi, con Domenico Cardini, Giorgio G. Gori, Rodolfo Raspollini

3 Sede de ‘La Nazione’

6 Casa Antonini

9 Caserma Baldissera

L’edificio rappresenta in modo emblematico le ricerche di Spadolini nell’ambito della prefabbricazione e delle possibilità espressive dell’architettura realizzata secondo le logiche dell’industria. Il corpo verso il mercato di Sant’Ambrogio sorge sul sito prima occupato da un cinema all’aperto, ultimo residuo degli ampi giardini dell’Alhambra.

Casa laboratorio commissionata da Raffaello Franciolini, la sopraelevazione di un piano nel 1958 snatura la tipologia originaria di villino, ulteriormente falsata dalla suddivisione interna in sei appartamenti. Il forte rilievo plastico degli elementi decorativi in facciata caratterizza la particolare accezione del liberty di Coppedè, che mantiene forti continuità con l’eclettismo ottocentesco. Le decorazioni pittoriche sono di Galileo Chini.

L’ottocentesco edificio principale è in stile neogotico e in forma di turrito fortilizio, in aderenza alla destinazione militare. Oggi il complesso è costituito da 10 fabbricati attorno a una piazza d’armi e occupa un ampio isolato, tra il lungarno e i Viali Giovine Italia, Duca degli Abruzzi e Giovanni Amendola. Dal secondo dopoguerra è divenuto sede del Comando Regione Carabinieri Toscana.

Via dell’Orcagna 51-55 realizzazione: 1907 progetto: Adolfo Coppedè

Viale Giovine Italia realizzazione: 1961-1966 progetto: Pierluigi Spadolini

46

dal Carcere delle Stinche) lungo Via di San Giuseppe, Via delle Casine e infine Via dei Malcontenti, varcavano la cinta muraria attraverso la Porta alla Giustizia (demolita dal Poggi), ultima tappa prima di salire sul palco dei supplizi. I patiboli erano inizialmente collocati nell’area occupata oggi dalla Caserma Baldissera e poi spostati fuori dalla Porta alla Croce, all’incirca all’angolo fra Viale Gramsci e Via Colletta. Anche il parterre progettato dal Poggi conservava memoria della triste destinazione di quest’area della città: il cannocchiale ottico alluso dalla ‘spianata’ triangolare avrebbe consentito un collegamento visivo, oltre che simbolico, fra la Porta alla Croce e l’Oltrarno, focalizzando l’attenzione sul Monte alle Croci, a ricordare la tradizione del protomartire fiorentino San Miniato che, decapitato ai piedi della porta, rialzatosi e presa la propria testa sotto braccio, si sarebbe incamminato verso il colle dove poi sarebbe sorta la Basilica intestata a suo nome. Ultimi interventi per smantellare la ‘vocazione’ penale della zona è il riuso di Santa Verdiana e delle Murate (1), ex complessi conventuali della città rinascimentale che si fronteggiano lungo il tratto di Via dell’Agnolo a ridosso dei viali di circonvallazione: adeguati nella seconda metà dell’Ottocento a carceri rispettivamente femminile e maschile di Firenze, ne conservano la destinazione d’uso fino al 1985, anno del trasferimento dei detenuti nella nuova struttura di Sollicciano. Sottoposti a radicali interventi di recupero, ospitano l’uno (Santa Verdiana) le ampie aule della Facoltà di Architettura, l’altro (le Murate) circa 70 alloggi di edilizia popolare oltre che spazi destinati a vivaci centri di produzione e di dibattito culturale, divenendo, da strutture di reclusione, luoghi vitali della città contemporanea.

4 Piazza Beccaria

Viale Giovanni Amendola realizzazione:1977-1988 progetto: Italo Gamberini, con Loris Macci, Rino Vernuccio, Franco Bonaiuti

Casa della Gioventù Italiana del Littorio

Giuseppe Poggi, Prospettiva da Piazza Beccaria all’Arno nella veduta di N. Sanesi, 1865 ca. Firenze, Museo “Firenze com’era”.

1 Le Murate

Via dell’Agnolo realizzazione: dal 1998 progetto: linee guida di Renzo Piano

Interno, prima degli interventi di recupero

a cura di Emilia Daniele

foto F. Anichini

Lungarno Pecori Giraldi 4 realizzazione: 1894-1909, 1931 progetto: architetto Cecchi, capitano del Genio Militare

I Bagni fiorentini previsti da Giuseppe Poggi


percorso architettonico

9

4

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6

8

2

3

1

5


librincittà

Agnolo Gaddi e la Leggenda di Santa Croce di Costanza Cipollaro, presentazione di Antonino Caleca. Cartei &Bianchi, FolignoCampi Bisenzio 2009. Alla Riscoperta delle Chiese di Firenze. 6: Santa Trinita a cura di Timothy Verdon. Centro Di, Firenze 2009.

www.artlibri.it Via dei Fossi, 32r, Firenze

selezione sulle novità editoriali di storia dell’arte e architettura, italiane e straniere, con argomento Firenze. A cura della libreria Arte&Libri

Alla scoperta del Maestro di Marradi di Livietta Galeotti Pedulli. Polistampa, Firenze 2009. Amore e Guerra nel Tardo Rinascimento. Le lettere di Livia Vernazza e Don Giovanni de’ Medici a cura e con un saggio di Brendam Dooley. Polistampa, Firenze 2009. Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina. Atti delle celebrazioni (20052008) a cura di Anita Valentini. Polistampa, Firenze 2009. Gli Anni di Firenze testi di A. Barbero, F. Cardini, A. Prosperi, M. Viroli, P. Rossi, G. Ricuperati. Laterza, Roma-Bari 2009. Appunti per un manuale di storia e di teoria del restauro. Dispense per gli studenti di Marco Ciatti, con la collaborazione di Francesca Martusciello. Edifir, Firenze 2009. Ardengo negli anni discontinui di Leopoldo Paciscopi. Pentalinea, Prato 2009. Arnolfo’s Moment. Acts of an International Conference (Florence, Villa I Tatti, May 26-27, 2005) a cura di David Friedman, Julian Gardner, Margaret Haines. Olschki, Firenze 2009. Art of Renaissance Florence 1400-1600 di Loren Partridge. University of California Press, Berkeley-Los Angeles-London 2009. L’arte dell’eccellenza. La collezione glittica medicea e la sua fortuna dal XV al XVIII secolo (Firenze, Museo degli Argenti di Palazzo Pitti 2010) a cura di Ornella Casazza e Riccardo Gennaioli. Sillabe, Livorno 2010. L’arte vinse la natura. Buontalenti e il disegno di architettura da Michelangelo a Guarini di Amelio Fara. Olschki, Firenze 2010. Le arti a Firenze tra Gotico e Rinascimento (Aosta, Museo Archeologico Regionale 2009) a cura di Giovanna Damiani. Giunti, Firenze 2009. Atti delle Giornate di Studi sul Caravaggismo e il Naturalismo nella Toscana del Seicento a cura di Pierluigi Carofano. Bandecchi & Vivaldi, Pontedera 2009. Il barocco informale di Sergio Scatizzi. Opere 20002009 a cura di Giuseppe Cantelli e Simonella Condemi. Sillabe, Livorno 2009. Il bel cimitero. Santa Maria Novella in Florenz, 12791348. Grabmaler, Architektur und Gesellschaft di Frithjof Schwartz. Deutscher Kunstverlag, BerlinMunchen 2009. Bollettino della Galleria degli Uffizi 2008 a cura di Federica Chezzi e Serena Nocentini. Centro Di, Firenze 2009.

Botticelli: Likeness, Myth, Devotion a cura di Andreas Schumacher. Hatje Cantz, Ostfildern 2009. Botticelli nel suo tempo introduzione e cura di Cristina Acidini, schede di William Dello Russo. Electa, Milano 2009. Catalogo dei pittori fiorentini del ’600 e ’700. Biografie e opere di Sandro Bellesi. Polistampa, Firenze 2009. La cattedrale di Fiesole. Storia, arte e simbologia di Emanuele Romoli e Diego Visone. Servizio Editoriale, San Giovanni Valdarno 2009.

Firenze scienza: le collezioni, i luoghi e i personaggi dell’Ottocento. (Firenze, Palazzo Medici Riccardi 2009-2010) a cura di Mara Miniati. Polistampa, Firenze 2009. Florence 1900. The Quest of Arcadia di Bernd Roeck. Yale University Press, New Haven-London 2009. Francesca Caccini at the Medici Court. Music and the Circulation of Power di Suzanne G. Cusick, prefazione di Catharine R. Stimpson. University of Chicago Press, Chicago-London 2009.

Cellini, Bandinelli, Ammannati. La fontana del Nettuno in piazza della Signoria a Firenze Skira, Milano 2009.

From Florence to the Mediterranean and Beyond. Essays in Honour of Anthony Molho a cura di Diego Ramada Curto, Eric R. Dursteler, Julius Kirshner. Olschki, Firenze 2009.

Centro di Documentazione del Parco Mediceo di Pratolino – Villa Demidoff a cura di Giovanni Valdré. Franco Angeli, Milano 2009.

Il Gabinetto di Fisica dell’Istituto TecnicoToscano. Guida alla visita di Paolo Brenni. Polistampa, Firenze 2009.

Cesare Guasti e la Cultura Toscana dell’Ottocento a cura di Rodolfo Abati. Cantagalli, Siena 2009.

Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. Inventario Generale delle Stampe, II: Storia di una collezione di Miriam Fileti Mazza. Olschki, Firenze 2009.

Charles Doudelet, pittore, incisore e critico d’arte. Dal “Leonardo” a “l’Eroica” a cura di Francesca Cagianelli, apparati documentari a cura di Francesca Luseroni. Olschki, Firenze 2009. La Chiesa di San Marco a Firenze. Una lunga stagione di restauri a cura di Vincenzo Vaccaro. Polistampa, Firenze 2009. La Città a Pezzi/Pezzi di Città. Distacchi lapidei a Firenze (1977-2009) a cura di Francesco Gurrieri. Polistampa, Firenze 2009. Il comune di Firenze tra Due e Trecento. Partecipazione politica e assetto istituzionale di Piero Gualtieri. Olschki, Firenze 2009. Con D’Annunzio alla Capponcina di Benigno Palmerio, a cura di Marco Marchi. Le Lettere, Firenze 2009. Conservation Legacies of the Florence Flood of 1966. Proceedings of the Symposium Commemorating the 40th a cura di Helen Spande. Archetype, London 2009. Emil Bosshard. Painting conservator (1945-2006). Essay by Friends and Colleagues a cura di M. de Peverelli, M. Grassi, H.C. von Imhoff Centro Di, Firenze 2010. L’esercizio illegale dell’astronomia: Max Ernst, Iliazd, Wilhelm Tempel. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale 2009) a cura di Lucia Chimirri, Massimo Mazzoni, Simone Bianchi e Antonella Gasperini. Centro Di, Firenze 2009. Il fasto e la ragione. Arte del Settecento a Firenze. (Firenze, Galleria degli Uffizi 2009) Giunti, Firenze 2009. Federigo e la bottega degli Angeli a cura di Rosanna Caterina Proto Pisani e Francesca Baldry. Sillabe, Livorno 2009. Fiori dipinti, fiori in giardino. (Firenze, Galleria dell’Accademia 2009) a cura di Francesca Ciaravino. Sillabe, Livorno 2009. Firenze out di Carlo Cresti. Pontecorboli, Firenze 2009.

The Great Flood of Florence, 1966. A Photographic Essay di Swietlan Nicholas Kraczyna, a cura di Dorothea Barrett. Syracuse University in Florence, Firenze 2009. Le guerre del Paradiso. I restauri di Bruno Bearzi, 1943-1966 di Paolo De Anna e Lidia Del Duca Polistampa, Firenze 2009. Le illustrazioni in Italia tra Otto e Novecento. Libri a figure, dinamiche culturali e visive di Giorgio Bacci. Olschki, Firenze 2009. Incunaboli Moreniani. Catalogo delle edizioni del XV secolo a cura di Simona Periti. Olschki, Firenze 2009. Innocente e calunniato. Federico Zuccari (1539/401609) e le vendette dell’artista a cura di Cristina Acidini e Elena Capretti. Giunti, Firenze 2009. Leonard de Vinci & la France di Carlo Pedretti, con la collaborazione di Margherita Melani. Cartei & Bianchi, Campi Bisenzio 2009. Machiavelli e gli “Svizzeri”. E altre “machiavellerie” filosofiche concernenti la natura, la guerra, lo stato, la società, l’etica e la civiltà di Luigi Zanzi, prefazione di Marino Viganò. Casagrande, Bellinzona 2009. Malerbildhauer der italienischen Renaissance. Von Brunelleschi bis Michelangelo di Eva Hanke. Michael Imhof, Petersburg 2009. Medicea. Rivista interdisciplinare di studi medicei, 4 (ottobre 2009) Centro Di, Firenze 2009. Michelangelo alle corti di Niccolò Ridolfi e Cosimo I di Giorgio Costa. Bulzoni, Roma 2009. Moda fra analogie e dissonanze. (Firenze, Galleria del Costume di Palazzo Pitti 2010) a cura di Caterina Chiarelli. Sillabe, Livorno 2010. Monna Lisa. La ‘Gioconda’ del Magnifico Giuliano di Josephine Rogers Mariotti. Polistampa, Firenze 2009.

Il Museo dell’Opera di Santa Croce a Firenze di Ludovica Sebregondi. Mandragora, Firenze 2009. Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze. Guida alla visita delle Sezioni a cura di Fausto Barbagli e Giovanni Pratesi. Polistampa, Firenze 2009. Museo Stefano Bardini. I bronzetti e gli oggetti d’uso in bronzo di Tommaso Rago, a cura di Antonella Nesi, prefazione di Alvar González-Palacios. Centro Di, Firenze 2009. “Non Lasciar Vivere la Malefica”. Le streghe nei trattati e nei processi (secoli XIV-XVII) a cura di Dianora Corsi e Matteo Duni. Firenze University Press, Firenze 2008. Officine del Nuovo. Sodalizi fra letterati, artisti ed editori nella cultura italiana fra Rifroma e Controriforma. Atti del Simposio a cura di Harald Hendrix e Paolo Procaccioli. Vecchiarelli, Roma 2008. L’opera del Duomo di Firenze 1285-1370. Traduzione dell’edizione originale del 1959 di Andreas Grote, prefazione di Adriano Peroni. Olschki, Firenze 2009. L’Oratorio di Santa Caterina all’Antella e i suoi pittori. (Ponte a Ema, Bagno a Ripoli, Oratorio di Santa Caterina 2009) a cura di Angelo Tartuferi. Mandragora, Firenze 2009. Il paesaggio disegnato. John Constable e i maestri inglesi nella raccolta Horne di Elisabetta Nardinocchi e Matilde Casati. Mandragora, Firenze 2009. Paesaggi toscani nelle immagini della Fototeca italiana. (Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi 2009) a cura di Marilena Tamassia. Sillabe, Livorno 2009. Il Palazzo Magnifico. Palazzo Medici Riccardi a Firenze a cura di Simonetta Merendoni e Luigi Ulivieri. Allemandi, Torino 2009.

La Pittura del Seicento a Firenze. Indice degli artisti e delle loro opere di Francesca Baldassari. Robilant+Voena, Torino 2009. Plautilla Nelli (1524- 1588). The Painter- Prioress of Renaissance Florence a cura di Jonathan K. Nelson. Syracuse University in Florence, Firenze 2008. Politica e cultura nella Firenze cosimiana. Studi su Benedetto Varchi di Salvatore Lo Re. Vecchiarelli, Manziana 2008. Politica e pensiero politico nell’Italia del Rinascimento. Dallo Stato territoriale al Machiavelli di Riccardo Fubini. Edifir, Firenze 2009. Il polittico di Giotto nella Pinacoteca Nazionale di Bologna. Nuove letture a cura di Diego Cauzzi e Claudio Seccaroni. Centro Di, Firenze 2009. Poliziano e l’ambiente mediceo di Paolo Orvieto. Salerno editore, Roma 2009. Porcellane e maioliche a Doccia. La fabbrica dei marchesi Ginori: i primi cento anni di Alessandro Biancalana. Polistampa, Firenze 2009. Relazione sui danni sofferti a causa della guerra dal patrimonio artistico monumentale di Firenze [1946] di Guido Morozzi, a cura di Claudio Paolini. Polistampa, Firenze 2009. Repertorio della pittura fiorentina del Seicento. Aggiornamento di Giuseppe Cantelli. Bandecchi & Vivaldi, Pontedera 2009. La Repubblica di Firenze fra XIV e XV secolo. Istituzioni e lotte politiche nel nascente stato territoriale fiorentino di Laura De Angelis. Nardini, Firenze 2009. Il restauro dei materiali tessili a cura di Marco Ciatti, Susanna Conti Centro Di, Firenze 2010. Rosai: l’ombra nascosta dentro di Giovanni Faccenda. Masso delle Fate, Signa 2009.

Palazzo Strozzi Sacrati. Storia, protagonisti e restauri a cura di Giuseppe Cruciani Fabozzi. Giunti, Firenze 2009.

Sandro Botticelli and Herbert Horne. New Research a cura di Rab Hatfield. Syracuse University in Florence, Firenze 2009.

Paradise of Exiles. The Anglo-American Gardens of Florence di Katie Campbell. Frances Lincoln, London 2009.

Santa Maria Novella a Firenze. Algoritmi della scolastica per l’architettura di Maria Teresa Bartoli. Edifir, Firenze 2009.

Partire partirò, partir bisogna. Firenze e la Toscana nelle campagne napoleoniche (1793-1815) di Paolo Coturri, Gianni Doni, Stefano Pratesi, Daniele Vergari. Sarnus, Firenze 2009.

Santi poeti navigatori… Capolavori dai depositi degli Uffizi. “I mai visti” IX. (Firenze, Galleria degli Uffizi 2009-2010) mostra e catalogo a cura di Francesca de Luca. Polistampa, Firenze 2009.

Percorsi di storia per le vie del Galluzzo e di Pozzolatico. Gli antichi popoli di Santa Lucia a Massapagani, San Felice a Ema e Santo Stefano di Alessandra Martinuzzi e Guido Salvadori. Essegi, Firenze 2009.

Scientific Examination for the Investigation of Paintings. A Handbook for Conservatorrestorers a cura di D. Pinna, M. Galeotti, R. Mazzeo. Centro Di, Firenze 2009.

Pieter de Witte (Pietro Candido). Un pittore del Cinquecento tra Volterra e Monaco a cura di Mariagiulia Burresi e Alessandro Cecchi. Silvana, Cinisello Balsamo 2009.

Scrivere la pittura. La “funzione Longhi” nella letteratura italiana di Andrea Mirabile. Longo, Ravenna 2009. Il sorriso della Sfinge. L’eredità del mondo antico nelle miniature riccardiane. (Firenze, Biblioteca Riccardiana 2009) a cura di Giovanna Lazzi. Polistampa, Firenze 2009

Stefano Bardini e Wilhelm Bode. Mercanti e connaisseur fra Ottocento e Novecento di Valerie Niemeyer Chini, scritti introduttivi di Cristina Acidini e Cristina De Benedictis. Polistampa, Firenze 2009. La Stella e la Porpora. Il corteo di Benozzo e l’enigma del Virgilio Riccardiano. Atti del Convegno di Studi-Firenze, 17 maggio a cura di Giovanna Lazzi e Gerhard Wolf, redazione di Viviana Guarino. Polistampa, Firenze 2009. Storia dei musei naturalistici fiorentini di Brunetto Chiarelli e Alberto Simonetta. Firenze University Press, Firenze 2008. Sulle tracce dei tabernacoli restaurati. Storia e curiosità fiorentine di Doretta Ermini e Chiara Sestini. Polistampa, Firenze 2009. Il Teatro di Niobe. La rinascita agli Uffizi d’una sala regia a cura di Antonio Natali e Antonella Romualdi. Giunti, Firenze 2009. Telemaco Signorini e la pittura europea Mostra e catalogo a cura di Giuliano Matteucci, Fernando Mazzocca e Carlo Sisi. Marsilio, Venezia 2009. Il tesoro liturgico dell’ospedale di Santa Maria Nuovo di Firenze. (Firenze, Ospedale di Santa Maria Nuova 2009) a cura di Mirella Branca, Cristina De Benedictis, Esther Diana e Mara Miniati. Polistampa, Firenze 2009. Ti presento la famiglia Medici. I ritratti medicei della Serie Aulica agli Uffizi di Patrizia Vezzosi. Alinea, Firenze 2009. La Toscana dai Lorena al Fascismo. Mezzo secolo storiografia nel cinquantenario della “Rassegna storica toscana” a cura di Flavio Conti e Romano Paolo Coppini. Polistampa, Firenze 2009. Il velo della Gioconda. Leonardo segreto di Renzo Manetti. Polistampa, Firenze 2009. Villa Corsini a Castello a cura di Antonella Romualdi, testi di B. Arbeid, G. Bevilacqua, A. Godoli e S. Gori. Polistampa, Firenze 2009. Villa Medicea di Poggio a Caiano. Museo della Natura Morta. Catalogo dei dipinti a cura di Stefano Casciu, testi di Stefano Casciu e Marco Chiarini. Sillabe, Livorno 2009. Una visita al signor Berenson. Scritti critici e altri diletti di Roberto Papi, a cura di Leonardo Papi, introduzione di Antonio Paolucci. Franche Tirature, Lucca 2009. Vivere Firenze… Il Quartiere 2. Guarlone, Gignoro, San Salvi, Coverciano, Ponte a Mensola, Settignano di Bettino Gerini. Aster Italia, Firenze 2009.


Visitart n1 ita  

VisitArt Firenze 1 Italiano - aprile/settembre 2010

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