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Associazione Culturale Visionaria c/o Santa Maria della Scala Piazza Duomo 2 53100 Siena (Italy)

VISIONARIA2012

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V20


Non è un tempo felice, questo, per il sistema culturale italiano. Non lo è per gli effetti della progressiva erosione di risorse destinate alla cultura cui abbiamo assistito in questi ultimi anni da parte soprattutto dello Stato e per i ripetuti tagli che esso ha imposto alle regioni e agli enti locali. Confermare la presenza di un appuntamento come Visionaria, anche se facendolo slittare di qualche mese come è accaduto in questa occasione, costituisce dunque una piccola vittoria e un motivo di autentica soddisfazione. Una soddisfazione che stavolta assume un sapore particolare: Visionaria compie venti anni. E non si tratta solo della suggestione del numero tondo. Venti anni rappresentano una cifra sicuramente significativa per un festival ed è una cifra dietro cui è possibile leggere la solidità culturale che ha caratterizzato il cammino di questa esperienza. Avendo la città di Piombino ospitato gli ultimi 7 anni di questo cammino, abbiamo potuto del resto apprezzare da vicino la qualità della manifestazione, capace di innovarsi ad ogni edizione, di esplorare di volta in volta nuovi sentieri espressivi, senza con ciò smarrire lo spessore culturale che ne sta alla base e che ne costituisce il principale punto di forza. La collaborazione tra l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Visionaria ha inoltre consentito di fare del festival un evento che vive nella città, disposto a contaminarsi con il suo tessuto culturale e creativo, e ad aprirsi in particolar modo al rapporto con gli studenti delle istituzioni scolastiche cittadine, ai quali anche in questa edizione verrà offerto un corso di introduzione al linguaggio cinematografico. Insomma: una proposta soli-

da e mobile, aperta al mondo e capace di coinvolgere la città, sensibile alla sperimentazione e attenta a promuovere senso critico; una opportunità di diffusione dei nuovi linguaggi iconici e al tempo stesso una valida occasione di formazione e di approfondimento sulla comunicazione visiva. Un sentito ringraziamento va perciò ai vari sponsors che ancora una volta hanno voluto affiancare l’Amministrazione Comunale di Piombino nel sostenere il festival. Un grazie, come sempre, agli amici della associazione Visionaria, per il forte spirito di collaborazione… e un caloroso “buon ventesimo compleanno”. It’s not a happy time, this, for the Italian cultural system. Not for the effects of the gradual erosion of resources dedicated to culture we have suffered in recent years especially by the State and through the repeated cuts it has imposed on Regions and local authorities. Confirming the presence of an event like Visionaria, even if by sliding it a few months as happened on this occasion, therefore constitutes a small victory and a cause for real satisfaction. A satisfaction that this time takes on a different flavor: Visionary its twentieth year. It’s not just the suggestion of the round number. Twenty years is certainly a significant figure for a festival and is a figure beyond which you can read the cultural strength that has characterized the development of this experience. A satisfaction that this time takes a different flavour: Visionaria is in its twentieth year. It’s not just the charm of the round number. Twenty years is certainly a significant figure for a festival and is a figure beyond which you can

read the cultural strength that has characterized the development of this experience. As we have hosted in the town of Piombino the last 7 years of this journey, we could also enjoy closely the quality of the event, able to innovate itself at every edition, to explore new ways of expression any time, but without losing the cultural depth that underlies it and that is its main strength. The collaboration between the Municipality of Piombino and Visionaria association also allowed to make the festival an event that definitely lives in the town, willing to defile itself with his creative and cultural fabric, and especially to open up the relationship with the students of the town’s schools, for whom, also in this edition, it will offer an introduction to the language of cinema. In short: a strong and mobile proposal, open-minded and capable of involving the town, sensitive to experimentation and focused on promoting critical sense, an opportunity for the dissemination of new iconic languages and at the same time a valuable chance for training and study on visual communication. Special thanks go to the various sponsors, once again chosing to help the Municipal Administration of Piombino in supporting the festival. Thanks, as always, to our friends of Visionaria association, for the strong spirit of cooperation ... and a warm “happy twentieth birthday”.

Ovidio Dell’Omodarme Assessore alla Cultura, Comune di Piombino Town Councillor for Culture Municipality of Piombino


QUANDO PRONUNCIO LA PAROLA FUTURO, LA PRIMA SILLABA VA GIÀ NEL PASSATO. QUANDO PRONUNCIO LA PAROLA SILENZIO, LO DISTRUGGO. QUANDO PRONUNCIO LA PAROLA NIENTE, CREO QUALCHE COSA CHE NON ENTRA IN ALCUN NULLA. Wislawa Szymborska (1923-2012) —Le tre parole più strane

Vent’anni fa mai avremmo pensato che vent’anni dopo si festeggiassero i Vent’anni del Festival. Anche con un anno di ritardo (nel 2011 non ha avuto luogo), è un traguardo importante perché testimonia la passione di tante persone che vi hanno creduto dedicandoci molto più del proprio tempo libero. Ma rappresenta anche un traguardo significativo perché i festival cinematografici e audiovisivi che possono vantare un così lungo periodo di attività sono davvero molto pochi nel nostro paese. E mai avremmo immaginato di festeggiare in un’epoca di profonda crisi economica, sociale e perfino politica. Un’epoca che non solo non investe più nella cultura, nella ricerca e nell’istruzione, ma ha tagliato tutto ciò che poteva tagliare, in un paese dove, da almeno 10 anni, l’articolo 9 della Costituzione sembra essere ormai lettera morta. Al di là e al di sopra delle amare considerazioni che possiamo fare, crediamo che siano sufficienti due riflessioni per rendersi conto di quanto, sulla cultura, si sia fatta non solo una cattiva politica ma si siano minate perfino le fondamenta di una sana crescita culturale del nostro paese. Entrambe le riflessioni provengono da citazioni pubblicate da Il Sole 24 Ore del 23/2/2012, entrambe sono firmate da Roberto

Grassi, Presidente di Federculture, entrambe sono brevissime, ma illuminanti: “il bisogno di cultura non raggiunge mai il suo punto di saturazione, ma cresce in maniera più che proporzionale all’aumentare del consumo” e quindi “studi sui ritorni economici del settore hanno evidenziato che la spesa effettuata in cultura genera flussi economici moltiplicati”. Vedere un film, leggere un libro, ascoltare musica, visitare mostre non genera sazietà e rigetto, come invece può succedere nei confronti del consumo di qualsiasi oggetto commerciale, al contrario fa venire voglia di vedere altri film, di leggere altri libri, di ascoltare più musica, di vedere nuove mostre. Questa assenza di saturazione nel consumo culturale sembrerebbe la chiave di volta per incentivare anziché deprimere tutti i settori legati alla cultura. Non solo, ma, investendo nell’istruzione, si possono far crescere nuovi e più attenti lettori e spettatori che a loro volta faranno salire la domanda di cultura in un circolo virtuoso inarrestabile. Del resto, anche l’intelligenza, al pari degli altri organi del nostro corpo, ha bisogno di cibo, di un cibo particolare che si chiama conoscenza. E qui interviene la seconda considerazione. Infatti, sul piano economico, tanto per fare un piccolo esempio, per ogni euro investito

dalla Film Commission di Torino ne sono ricaduti altri venticinque sul territorio, sotto forma di stipendi alle maestranze locali (dagli attrezzisti ai fotografi, dai costumisti agli scenografi, dai truccatori agli illuminotecnici ecc.) e naturalmente verso tutto l’indotto (arredamenti, catering, service, negozianti, artigiani ecc.) che lavorano sui vari set delle produzioni piemontesi: film, spot, fiction, cortometraggi e documentari. Senza contare poi rassegne, festival e mediateche che ne amplificano l’attività. A Piombino, pur con tutte le difficoltà che ormai gli enti pubblici devono affrontare per far quadrare i bilanci, bisogna dare atto che la pubblica amministrazione ha investito e continua ad investire in cultura, aiutando a far nascere e a crescere nuove realtà associative e strutture operanti nel settore e portando in città esperienze culturali di livello. Se pensiamo alla scritta che campeggiava sul muro di una delle vie principali della città, “meno mostre più pane”, che anticipava il celebre ed infelice motto tremontiano “la cultura non si mangia”, risulta vero esattamente il contrario: con la cultura si mangia due volte, con la pancia e con la testa. Mauro Tozzi Direzione artistica


V20 WHEN I PRONOUNCE THE WORD FUTURE, THE FIRST SYLLABLE ALREADY BELONGS TO THE PAST. WHEN I PRONOUNCE THE WORD SILENCE, I DESTROY IT. WHEN I PRONOUNCE THE WORD NOTHING, I MAKE SOMETHING NO NON-BEING CAN HOLD. Wislawa Szymborska (1923-2012) —The Three Oddest Words

Twenty years ago we never thought that twenty years later we would celebrate Twenty years of the Festival. Even with a year’s delay (in 2011 it did not take place), it is an important milestone because it represents the passion of many people who have believed in it, devoting much more than their spare time to it. But it also represents a significant goal because cinema and audiovisual festivals which can boast such a long period of activity are very few in our country. And we could never imagine to celebrate, in an era of profound economic, social and even political crisis. An era that not only does not invest in culture, research and education any more, but cut everything it could cut, in a country where Article 9 of the Constitution seems to have become a dead letter for at least 10 years. Over and above the bitter considerations we can do, we believe that two thoughts are sufficient to realize how culture has been not only the object of a bad policy but even undermined in its foundations for a healthy cultural growth of our country. Both thoughts come from quotes published by Il Sole 24 Ore on 02/23/2012, both are signed by Roberto Grassi, President of Federculture, both are very brief, but enlightening: “The need for culture never reaches its saturation

point, but grows in a way more than proportional to the increase in consumption” and then “studies on the economic return in the field have shown that the expense incurred for culture generates multiplied economic flows”. Watching a movie, reading a book, listening to music, visiting exhibitions does not produce overabundance and rejection, as it can happen against the fruition of any commercial object, on the contrary it makes you want to watch other movies, to read other books, to listen to more music, to visit new exhibitions. This lack of saturation in the fruition of culture would seem the key to encourage rather than dampen all areas related to culture. Not only that, but by investing in education, you can grow more and more attentive readers and viewers, increasing in turn the demand for culture in an unstoppable virtuous circle. Moreover, even brains, like other organs in our body, need food, a particular food which is called knowledge. And here the second consideration arises. Indeed, in economic terms, just to give a small example, for every euro invested by the Film Commission of Torino, twenty-five more have returned to the territory, in the form of salaries to local workers (from toolmakers to photographers, from costume to set designers, from make-up artists

to lighting technicians etc..) and of course to all satellite industries (furniture, catering, service, shopkeepers, artisans, etc..) working on the various sets of Piedmont productions: films, commercials, fictions, short films and documentaries. Not to mention exhibitions, festivals and media libraries that enhance the activity. In Piombino, despite all the difficulties now faced by public institutions to make the budget balance, we must acknowledge that the municipality has invested and continues to invest in culture, helping to give birth and increase new associations and organizations operating in the field and bringing to the town cultural experiences of high level. If we think about the graffiti that appeared on the wall of one of the main streets of the town, “less exhibitions, more bread”, anticipating (ex Minister of Economy) Tremonti’s famous and unfortunate motto “Culture cannot be eaten”, the truth is exactly the opposite: with culture you eat twice, with stomach and with mind.

Mauro Tozzi Artistic Director


P.5 SALETTA ROSSA

IL CINEMA DI DANIELE VICARI Sabato 14 Aprile ore 21.30 Il passato è una terra straniera Domenica 15 Aprile ore 16.00 Non mi basta mai ore 18.00 Comunisti a seguire Morto che parla (cortometraggio) ore 21.30 Velocità massima Lunedi 16 Aprile ore 18.00 Partigiani ore 21.30 L’orizzonte degli eventi Giovedì 19 Aprile ore 18.00 Il mio paese

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CINEMA METROPOLITAN

Venerdì 20 Aprile ore 21.15 Diaz (Premio del pubblico al Festival di Berlino 2012). A seguire talk-show con la partecipazione del regista e dei critici e giornalisti Claudio Carabba, Fabio Canessa, Roberto Escobar e Franco Vigni.

CENTRO GIOVANI

CORSO DI INTRODUZIONE AL LINGUAGGIO CINEMATOGRAFICO 18-20 Aprile ore 15.00 Condotto da Francesca Lenzi. Stage finale di Francesco Falaschi.

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CINEMA METROPOLITAN

NEMA PROBLEMA. LA JUGOSLAVIA 20 ANNI FA Martedì 17 Aprile ore 18.00 Mostar United di Claudia Tosi ore 21.00 Tavola rotonda con la partecipazione di Silvia Badon, autrice del libro “Esperienze di cinema dalle ceneri della Jugoslavia. Bosnia Erzegovina”, la regista Claudia Tosi, Stefano Landucci, autore del libro fotografico “Srebrenica, per non dimenticare” ore 22.00 Cinema Komunisto di Mila Turajlic Mercoledì 18 Aprile ore 18.00 Bijelo Dugme di Igor Stoimenov alla presenza del regista.

CINEMA METROPOLITAN

PREMIO FUORICLASSE Venerdì 20 Aprile ore 10.30

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PROGRAMME P.20 CINEMA METROPOLITAN

COMPETIZIONE INTERNAZIONALE, GRAN VISIONARIO

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Mercoledi 18 Aprile ore 21.15 Competizione Internazionale Gran Visionario, prima serata Giovedì 19 Aprile ore 21.15 Competizione Internazionale Gran Visionario, seconda serata Sabato 21 Aprile ore 21,15 Serata finale. Proiezione e premiazione dei vincitori. Nel corso della serata finale saranno proiettati alcuni spezzoni del film “Nanuk l’eschimese” di Robert Flaherty (USA, 1922), primo documentario della storia del cinema di cui ricorre il 90° anniversario, musicato dal vivo dal trio Ciné Musique: Romano Pratesi (sax), Amedeo Ronga (contrabbasso), Stefano Rapicavoli (percussioni). Proiezione di “Otto secoli in otto minuti”, realizzato da Nicola Calocero ed Antonio Meucci per gli 800 anni dalla costruzione del Torrione, la roccaforte baluardo e simbolo della città.

LE MOSTRE DÉJÀ MADE/READY VU Palazzo Appiani / Rivellino VISION ART (6° edizione) Galleria La Marina PIOMBINO ART CENTER 2012 Dal Rivellino a Piazza Bovio

P.36

L’orario della mostra DÉJÀ MADE/READY VU è dal lunedì al venerdi dalle 11-13 e 16-19, festivi dalle 16 alle 19. L’orario della mostra VISION ART è tutti i giorni dalle 16 alle 19. L’orario della mostra PIOMBINO ART CENTER 2012 segue gli orari dei negozi nei quali sono esposte le opere.

Tutte le serate e le mostre sono ad ingresso libero, esclusa la proiezione del film “Diaz” di Daniele Vicari.


Il cinema di Daniele Vicari Retrospettiva 14-20.04.2012 Piombino DANIELE VICARI’S MOVIES–RETROSPECTIVE


VICARI VISIONARIA20INTERNATIONAL FILM FESTIVAL

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Luca è un giornalista della Gazzetta di Bologna. È il 20 luglio 2001, l’attenzione della stampa è catalizzata dagli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine durante il vertice G8 di Genova. In redazione arriva la notizia della morte di Carlo Giuliani. Luca decide di partire per Genova. Alma è un’anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri. Sconvolta dalle violenze cui ha assistito, decide di occuparsi delle persone disperse insieme a Marco, un organizzatore del Genoa Social Forum, e Franci, un giovane avvocato del Genoa Legal forum. Nick è un manager che si interessa di economia solidale, arrivato a Genova per seguire il seminario dell’economista Susan George. Anselmo è un vecchio militante della CGIL e con i suoi compagni pensionati ha preso parte ai cortei contro il G8. Etienne e Cecile sono due anarchici francesi protagonisti delle devastazioni di quei giorni. Bea e Ralf sono di passaggio e hanno deciso di riposarsi alla Diaz prima di partire. Alma, Nick, Anselmo, Etienne, Marco e centinaia di altre persone incrociano i loro destini la notte del 21 luglio 2001. Luca is a reporter for the Gazzetta of Bologna. It is July 20, 2001, the press attention is catalyzed by clashes between demonstrators and police during the G8 summit in Genoa. At the editorial office the news arrived of the death of Carlo Giuliani. Luca decides to leave for Genoa. Alma is a German anarchist who participated in the clashes. Upset by the violence she witnessed, she decides to deal with the missing persons with Marco, an organizer of the Genoa Social Forum, and Franci, a young lawyer of Genoa Legal Forum. Nick is a manager who is interested in solidary economy, came to Genoa to follow the workshop by the economist Susan George. Anselmo is a former militant of the CGIL Union and with his fellow retirees took part in protests against the G8. Etienne and Cecile are two French anarchist protagonists of the devastation of those days. Bea and Ralf are passing through the town and decided to rest in the Diaz before leaving. Alma, Nick, Anselmo, Etienne, Marco and hundreds of other people meet their destiny on the night of July 21, 2001.

DANIELE VICARI’S MOVIES

Cinema Metropolian 20.04.2012 - h. 21,30

Alla presenza del regista, a seguire talk-show con with the presence of the director, a talk show will be following with Fabio Canessa, Claudio Carabba, Roberto Escobar, Franco Vigni

DIAZ NON PULIRE QUESTO SANGUE DON’T CLEAN UP THIS BLOOD Premio del Pubblico al Festival di Berlino 2012 Audience Award at the Berlin Film Festival 2012 Francia/Italia/Romania, 2012, 127’ Sceneggiatura Screenplay: Daniele Vicari Cast: Elio Germano, Claudio Santamaria, Rolando Ravello, Aylin Prandi, Alessandro Roja, Monica Birladeanu, Jennifer Ulrich, Renato Scarpa, Davide Iacopini, Paolo Calabresi, Fabrizio Rongione, Ignazio Oliva – Musica Music: Teho Teardo – Fotografia Photography: Gherardo Gossi – Montaggio Editing: Benni Atria Produzione Production: Fandango, Le Pacte, Mandragora Movies


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COMUNISTI

IL MIO PAESE

COMMUNISTS

MY COUNTRY

Italia, 1998, 58’ Di By: Davide Ferrario & Daniele Vicari Soggetto Subject and Screenplay: Davide Ferrario, Suono Sound: Gianluca Costamagna, Musica Music: Officine Schwartz, CSI, Modena City Ramblers, Montaggio Editing: Ilaria Fraioli, Fotografia Photography: Andrea Pierpaoli Produzione Production: Franca Bertagnolli, Davide Ferrario per Dinosaura

Italia, 2006, 113’ Soggetto e sceneggiatura Subject and Screenplay: Antonio Medici e Daniele Vicari, Suono Sound: Gianluca Costamagna, Musica Music: Massimo Zamboni, Montaggio Editing: Benni Atria, Fotografia Photography: Gherardo Gossi, Produzione Production: Vivo film

Terzo, definitivo capitolo della trilogia partigiana (dopo “Materiale Resistente” e “Partigiani”), il film indaga uno dei delitti più clamorosi del ‘Triangolo della morte’ del 19461947. Una sconvolgente ricostruzione della spirale di bugie, menzogne, inganni che portarono alla condanna dell’innocente sindaco comunista per l’omicidio del parroco del paese. The third and final chapter of the partisans trilogy (following “Materiale Resistente-Resistance Material” and “Partigiani-Partisans”), the film explores one of the most sensational crimes of the ‘Triangle of death’ of 1946-1947. A shocking reconstruction of the spiral of lies, falsehood, deceptions that led to the conviction of the innocent Communist mayor for the murder of the village priest.

Tra il 1959 ed il 1960 uno dei più grandi documentaristi della storia del cinema, Joris Ivens, realizzò – su commissione di Enrico Mattei – un film dal titolo emblematico: L’Italia non è un paese povero. Attraverso un lungo viaggio, dal Nord ormai rinato dalle macerie del secondo conflitto mondiale, al Sud ancora contadino, Ivens raccontava lo sforzo di industrializzazione di un paese alla vigilia del boom economico. Cosa è rimasto oggi di quel sogno? Tra il 2005 e il 2006 Daniele Vicari ha ripercorso l’Italia in senso inverso per raccontare un presente segnato dalla crisi economica interna e dalla perdita di competitività internazionale. Between 1959 and 1960 one of the greatest documentarists in film history, Joris Ivens, produced a film - commissioned by Eni’s President Enrico Mattei - under the emblematic title: Italy is not a poor country. Through a long journey from the North now reborn from the rubble of World War II, to the still rural South, Ivens told the effort of industrialization in a country on the eve of the economic boom. What is left today of that dream? Between 2005 and 2006, Daniele Vicari again went throughout Italy in the reverse direction to tell a present marked by internal economic crisis and the consequent loss of international competitiveness.

RETROSPETTIVA VICARI–RETROSPECTIVE

IL CINEMA DI DANIELE VICARI


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IL PASSATO È UNA TERRA STRANIERA

L’ORIZZONTE DEGLI EVENTI

Italia, 2006, 113’ Soggetto Subject: Gianrico Carofiglio, Sceneggiatura Screenplay: Gianrico Carofiglio, Francesco Carofiglio, Massimo Gaudioso , Daniele Vicari Cast: Elio Germano, Michele Riondino, Chiara Caselli, Valentina Lodovini, Marco Baliani, Daniela Poggi, Produzione Production: Fandango R&C Produzioni, Rai Cinema

Italia, 2004, 115’ Soggetto Subject: Daniele Vicari, Sceneggiatura Screenplay: Antonio Leotti, Laura Paolucci, Daniele Vicari, Cast: Valerio Mastandrea, Gwenaelle Simon, Lulzim Zeqja, Giorgio Colangeli, Francesca Inaudi Produzione Production: Fandango, Medusa Film, Sky

Italia, 1997, 60’ Di By: Guido Chiesa, Davide Ferrario, Antonio Leotti, Marco Puccioni, Daniele Vicari, Cast: Giuseppe Cederna, Gabriele Benedetti, Musica Music: Afa, Montaggio Editing: Luca Gasparini, Fotografia Photography: Giovanni Gebbia, Gherardo Gossi, Massimiliano Trevis, Terek Ben Abdallah Produzione Production: Intel Film

Studente modello, figlio di intellettuali borghesi, Giorgio conduce la vita normale e ordinaria di un ragazzo di ventidue anni. Una vita senza crepe, almeno in apparenza, fino a quando una sera incontra Francesco. Bello ed elegante, Francesco esercita su uomini e donne un fascino misterioso e oscuro. Per vivere gioca a carte, sa vincere, ma più che fortunato è un abile baro e sembra avere in mano le chiavi per il successo. A model student, son of middle class intellectuals, Giorgio lives the normal life of an ordinary young man twenty-two years old. A life without cracks, at least apparently, until one evening he meets Francesco. Beautiful and elegant, Francesco has a dark and mysterious charm on men and women. To live, he plays cards, the nows how to win, but more than lucky he is a skilled cheater and seems to be holding the keys to success.

Max, trentacinque anni, è un fisico nucleare, non ha seguito le orme della famiglia, non ha fatto l’avvocato, non ha voluto occuparsi di cantieri e tangenti e non vuole sentirne parlare neanche adesso che il padre è morto. Lavora ad un importante esperimento chiamato Helios nel laboratorio di Fisica situato dentro il Gran Sasso. Con lui nel progetto c’è Anais, una fisica francese con la quale Max ha una relazione sentimentale. Anais è innamorata, ma lucida e critica nei suoi confronti al punto da non esitare a metterlo con le spalle al muro quando si accorge che lui ha modificato i risultati dell’esperimento. Max, thirty-five, is a nuclear physicist, who did not follow the footsteps of his family, did not become a lawyer, did not want to deal with yards and bribes, and still does not want to hear about the fact that his father died. Working on a major experiment called Helios in the physics laboratory located inside the Gran Sasso. With him in the project there is Anais, a French physicist with whom Max has a romantic relationship. Anais is in love, but her lucid criticism leads her not to hesitate to put him with his backs to the wall when she realizes he has modified the results of the experiment.

Il video è composto da cinque episodi, il primo dei quali è una fiction, basato su un fatto realmente accaduto. Gli episodi successivi sono documentari. Il film cerca di costruire un ritratto non sentimentale dei partigiani, delle loro storie, dei rapporti tra uomini e donne durante la Resistenza, della difficoltà di trasmettere il sentimento antifascista ai giovani. The video is divided in five episodes, the first of which is a fiction based on a true story. Subsequent episodes are documentaries. The film tries to build an unsentimental portrait of the partisans, their histories, the relationships between men and women in the Resistance, and the difficulty of transmitting the anti-fascist sentiment to young people.

PARTIGIANI

PARTISANS

THE HORIZON OF EVENTS

THE PAST IS A FOREIGN LAND

DANIELE VICARI’S MOVIES

IL CINEM DI DANIE


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VELOCITÀ MASSIMA

NON MI BASTA MAI

MORTO CHE PARLA

Italia, 2001, 111’ Soggetto e Sceneggiatura Subject and Screenplay: Maura Nuccetelli, Laura Paolucci, Daniele Vicari Cast: Valerio Mastandrea, Cristiano Morroni, Alessia Barela, Musica Music: Massimo Zamboni, Montaggio Editing: Marco Spoletini, Fotografia Photography: Gherardo Gossi Produzione Production: Fandango

Italia, 1999, 75’ Di By: Guido Chiesa, Daniele Vicari, Cast: Daniele Vicari, Vincenzo Tilafro, Ebe Matta, Piero Perotti, Pasquale Salerno, Gianni Usai Produzione Production: Fandango R&C Produzioni, Rai Cinema

Italia, 2000, 18’ Sceneggiatura Screenplay: Daniele Vicari, Cast: Mario Cipriani, Maria Gradi, Andrea Prodan, Maurizio Petroni, Paola Ciammaruchi, Andrea Cosentino, Edoardo Fracchia, Produzione Production: Fandango

Tra il 1959 ed il 1960 uno dei più grandi documentaristi della storia del cinema, Joris Ivens, realizzò – su commissione di Enrico Mattei presidente dell’Eni – un film dal titolo emblematico: L’Italia non è un paese povero. Attraverso un lungo viaggio, dal Nord ormai rinato dalle macerie del secondo conflitto mondiale, al Sud ancora contadino, Ivens raccontava lo sforzo di industrializzazione di un paese alla vigilia del boom economico. Cosa è rimasto oggi di quel sogno? Tra il 2005 e il 2006 Daniele Vicari ha ripercorso l’Italia in senso inverso per raccontare un presente segnato dalla crisi economica interna e dalla conseguente perdita di competitività internazionale. Between 1959 and 1960 one of the greatest documentarists in film history, Joris Ivens, produced a film - commissioned by Eni’s President Enrico Mattei - under the emblematic title: Italy is not a poor country. Through a long journey from the North now reborn from the rubble of World War II, to the still rural South, Ivens told the effort of industrialization in a country on the eve of the economic boom. What is left today of that dream? Between 2005 and 2006, Daniele Vicari again went throughout Italy in the reverse direction to tell a present marked by internal economic crisis and the consequent loss of international competitiveness.

Pietro è un animatore di gruppi di bambini. Ebe è sindacalista. Gianni fa parte di una cooperativa di pesca. Pasquale aiuta i ragazzi che sono stati in carcere nel reinserimento. Vincenzo fa parte di un’organizzazione non governativa per la cooperazione con il Terzo Mondo. Vivono o hanno vissuto a Torino e questo sembra, all’apparenza, l’unico dato che li accomuna. Ma nell’autunno del 1980 avevano tutti condiviso, come operai Fiat, uno dei momenti più importanti nella vita della società italiana. Per 35 giorni la Fiat non aveva funzionato a causa di uno sciopero causato da una raffica di licenziamenti. Pietro is an animator of groups of children. Ebe is unionist. Gianni is part of a fishing cooperative. Pasquale helps young people who have been in prison in returning to social life. Vincenzo is in an NGO for cooperation with the Third World. They live or have lived in Turin and this seems, apparently, the only thing that connects them. But they all shared, in the fall of 1980, as Fiat workers, one of the most important moments in the life of Italian society. For 35 days, Fiat had not worked because of a strike caused by a burst of layoffs.

Mario Cipriani, lo Stracci de La ricotta di Pier Paolo Pasolini, ormai vecchio, rivede in sogno Welles, Pasolini, Citti e rimpiange quella carriera di attore che aveva iniziato ma subito interrotto.

TOP SPEED

I DO NOT GET ENOUGH

IL CINEMA DI DANIELE VICARI

THE TALKING DEAD MAN

Mario Cipriani, Stracci in La ricotta by Pier Paolo Pasolini, now an old man, dreams about Welles, Pasolini and Citti and regrets that career as an actor which he had started but soon interrupted.

RETROSPETTIVA DANIELE VICARI–RETRO


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L’orizzonte degli eventi. Il cinema di Daniele Vicari. The horizon of events. The cinema of Daniele Vicari. Di By Franco Vigni

Sospeso tra l’istanza documentaristica e la tensione verso la narrazione e il cinema di finzione, Daniele Vicari si è imposto, nel panorama del “giovane” cinema italiano – quello della generazione dei quarantenni/cinquantenni – come uno dei più acuti, attenti e partecipi osservatori della realtà, della storia passata e di quella recente, dei lampi della lontananza che possono abitare il presente, degli aspetti molteplici e talvolta irrisolti del “suo” e del nostro paese. È dalla realtà, d’altronde, dall’attenzione alla sua dimensione sociale, economica e politica che il percorso artistico dell’autore rietino – dopo un periodo di formazione e attività critica – ha origine, trattando, nel campo del documentario, temi quali l’ambiente, le lotte partigiane, la vita dei pastori del Gran Sasso, la passione italiana per le automobili, le lotte operaie e i licenziamenti, in un procedimento di confronto e di interrogazione tra un tempo preterito intriso di entusiasmo e speranze e un pre-

sente gravido di ombre e incertezze. Attraverso le immagini Vicari racconta il mondo che lo (e ci) circonda, le caratteristiche, la storia, le contraddizioni di un’Italia sfaccettata e complessa. Dalla realtà e dall’esplorazione di essa, e dagli interessi che nutrono l’intera sua produzione documentaristica, Vicari attinge anche per le sue storie di finzione, trasferendo il proprio precipuo sguardo registico dal documentario al cinema narrativo in racconti – originali o provenienti da testi letterari – nei quali non muta l’ispirazione attenta al dato sociologico, inserendo e calando i suoi personaggi all’interno di una società composita e talvolta ostile in cui essi si ritrovano a ridefinire la propria identità. Meccanici d’auto e giovani scienziati, bari abilissimi e irreprensibili studenti di giurisprudenza: diversi per estrazione sociale e interessi, i personaggi che animano le storie di Vicari sono accomunati da uno stesso individualismo, dalla volontà di affermarsi sugli altri, dall’aspi-

DANIELE VICARI’S MOVIES

razione di riuscita e di facile successo da raggiungere a una “velocità massima”, bruciando le tappe, accelerando i tempi, non esitando ad andare sempre più di fretta, manipolando, barando, falsificando. Trucca i motori delle auto che i clienti gli portano in officina, o quelle con cui disputa le corse sulle strade dell’Eur, il meccanico Stefano in Velocità massima; trucca i dati dell’elaboratore, celando e camuffando le magagne dell’esperimento che sta conducendo nel laboratorio nucleare del Gran Sasso, il fisico Max in L’orizzonte degli eventi; trucca le partite a poker, guadagnandosi da vivere imperversando ai tavoli da gioco, il baro Francesco in Il passato è una terra straniera, trascinando e coinvolgendo nel giro di bische clandestine e in un gioco che si fa sempre più sporco e azzardato lo studente coetaneo Giorgio che da quella vita spericolata, e dagli allettamenti del guadagno facile, viene risucchiato in un vortice di vera e propria dipendenza, in una progressiva “discesa


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negli inferi”. Tutti i protagonisti vicariani – giovani uomini ventennitrentenni – sono protesi verso l’affermazione di sé. Il denaro, e la valenza di onnipotenza che ai loro occhi esso acquista, guida le loro azioni e detta il loro comportamento, lungo un percorso in cui a imporsi sono la prevaricazione dei rapporti, l’inganno, i soprusi, l’aggressività rivolta e attuata sia nei confronti dei personaggi femminili (sempre ridotti, da parte dei protagonisti, a oggetto di cui appropriarsi, anche con la violenza e l’abuso, o a merce di consumo) che verso gli altri personaggi (“amici”, colleghi di lavoro, discepoli) legati a una stessa gerarchia sociale ed economica. Catturati in quella sorta di aracnea tela che il denaro genera e costituisce, i protagonisti del cinema di Vicari, calati in un universo umano o subumano forgiato sui rapporti di forza, vivono un rapporto insano, disonesto e immorale con gli altri, con il mondo e anche con loro stessi. Lungo l’itinerario che essi compiono, come un inoltramento nei meandri bui della propria coscienza (frequenti, nei film dell’autore, sono gli scorci oscuri e le ambientazioni notturne), essi, tuttavia, attraverso l’incontro-scontro con una figura maschile che costituisce una sorta di loro alter ego, diverso e al contempo simile a loro, sanno giungere al sofferto ritrovamento di se stessi, alla ricomposizione della propria identità. Da lì, forse, è possibile per essi intraprendere una nuova e più conciliante partenza. Da lì è possibile proiettarsi verso un diverso e più galvanizzante “orizzonte degli eventi”,

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un orizzonte dove si possano stagliare nuove impressioni ed emozioni alle quali abbandonarsi e da vivere realmente. Lo stesso orizzonte, in fondo, dove sembra estendersi il cinema di Vicari, teso alla ricognizione della realtà e al delineamento di una nuova prospettiva narrativa.

field dealing with issues such as the environment, the Partisan struggles, the life of shepherds in Gran Sasso, the Italian passion for cars, the workers’ struggles and layoffs, in a comparison and a query process between an ancient time full of enthusiasm and hopes and a present time fraught with shad-

Suspended between the documentary instance and the striving for storytelling and cinema fiction, Daniele Vicari stands out, among the “young” Italian cinema authors - of the forty/ fifty-year-old’s generation - as one of the most clever, attentive and involved observers of reality, of old and recent history, of the distant flashes of lightning that can inhabit present times, and of the many aspects, sometimes unresolved, of “his” and our country. It is from reality, however, from the attention to its social, economic and political dimension that this author from Rieti starts his artistic analysis - after a period of training and activity as a critic - in the documentary

ows and uncertainties. Through pictures Vicari tells the world surrounding him (and us), its features, its history, the contradictions of a multi-faceted and complex Italy. From reality and the exploration of it, and from the interests that his entire documentary production feed, Vicari also draws for his stories of fiction, transferring his primary directorial view from documentary to narrative cinema through stories original or from literary texts - where the inspiration, paying attention to sociological facts, has no changes, inserting and dropping his characters into a composite and sometimes hostile society in which they find themselves redefining their

IL CINEMA DI DANIELE VICARI


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identities. Car mechanics and young scientists, skilled cheaters and blameless law students: from different social backgrounds and interests, people taking part in Vicari’s stories are united by a common individualism, the determination to prevail against the other, by the ambi-

the poker games, earning a living by raging at the gaming tables, in a matter of dragging and involving his peer student Giorgio in the gambling dens, and in a game that is getting dirtier and dirtier, and risky; the latter gets sucked from that reckless life, and the enticements of easy money, into

tion to good results and easy success at a “maximum speed”, shooting ahead, accelerating time, not hesitating to go more and more in a hurry, manipulating, cheating, falsifying. In Velocità massima (Top speed) the mechanic Stefano soups up the engines of the cars his customers bring to his workshop, or those he disputes with, in the races on the streets of EUR, the physicist Max modifies the computer data, concealing and disguising the defects of the experiment he is leading in the nuclear laboratory in Gran Sasso, in L’orizzonte degli eventi (The events’ horizon), the cheater Francesco in Il passato è una terra straniera (The past is a foreign land) stacks

a vortex of real addiction, in a gradual “descent into hell”. All Vicari’s characters, young men in their twenties-thirties are striving for self-affirmation. Money, and the value of omnipotence it purchases in their eyes, guide their actions and decide their behavior along a path in which it’s abuse of power to prevail in relationships, together with deception, injustice, aggression directed and vented both on female characters (always reduced by the protagonists to object to gain possession of, even with violence and abuse, or to consumer goods) and on other people (“friends”, colleagues, disciples) related to the same social and economic hierarchy.

DANIELE VICARI’S MOVIES

Caught in that kind of spider web created by money, Vicari’s protagonists fall into a human or subhuman world forged on power relationships, and live an unhealthy, immoral and dishonest relation with others, with the world and even with themselves. Along the way they follow, as in a deepening journey into the dark meanders of their conscience (dark views and environments at night are frequent in this author’s movies), they can, however, get to the suffered discovery of themselves, through the clash-meeting with a male figure which is a sort of alter ego, different and yet similar to them, until the consolidation of their own identity. From there, perhaps, it is possible for them to undertake a new and more conciliatory start. From there you can head towards a different and more exciting “events’ horizon”, a new horizon where new impressions and emotions can outline, to indulge and really live with. The same horizon, in the end, where Vicari’s cinema seems to extend, aiming at recognizing reality and at the delineation of a new narrative perspective.


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A.L.I.C.E.

AD VITAM

DI BY Dawn

DI BY Collective

Westlake

12 adults

USA, 2010 – Durata Lenght: 15’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Dawn Westlake, Sceneggiatura Screenplay: Dawn Westlake, Suono Sound: Fred Stuben, Musica Music: Gregory Johnson, Fotografia Photography: Francesco Uboldi, Montaggio Editing: Francesco Uboldi, Cast: Dawn Westlake, Joey D’Auria, Aketza Lòpez, David Razowsky Produzione Production: Dawn Westlake, Ron De Cana Prod.

BELGIO BELGIUM, 2010 – Durata Lenght: 8’35’’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Collective 12 adults, Sceneggiatura Screenplay: Collective 12 adults, Suono Sound: Collective 12 adults, Musica Music: Mathieu Labaye, Fotografia Photography: Collective 12 adults, Montaggio Editing: Collective 12 adults, Cast: Colette Schenk, Albert Bonameau, Simon Vicenne Produzione Production: Jean-Luc Slock

Dopo che a Wilbur viene diagnosticato l’Alzheimer, la moglie Alice - più giovane di lui - deve concentrarsi sul passaggio da dipendente a badante. Le linee cominciano a farsi confuse, quando un attraente ricercatore di rocce chiamato Delfino invade la loro oasi nel deserto. Le sue attenzioni rafforzano l’attaccamento di Alice alla vita e inducono Wilbur a fare un ultimo tentativo per rimanere nella realtà. After Wilbur is diagnosed with Alzheimer’s, his younger wife Alice must focus on her transition from dependent to caretaker. Lines become blurred when a handsome rockhound named Delfino encroaches on their desert oasis. His attentions reinforce Alice’ s grip on her vitality, and motivate Wilbur to make one last grab for reality.

Una donna anziana è angosciata dall’idea di perdere il marito... An old woman is anguished by the idea of losing her husband...

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ANETA

DI BY Marcella

CLEO’S BOOGIE

Piccinini

DI BY Collective

Camera Etc.

ITALIA ITALY, 2010 – Durata Lenght: 10’ Formato originale Original format: 16 mm / 35 mm, Soggetto Subject: Marcella Piccinini, Sceneggiatura Screenplay: Marcella Piccinini, Suono Sound: Jacopo Lejnar, Musica Music: Patrizio Barontini, Marco Biscarini, Fotografia Photography: Jan J. Filip, Montaggio Editing: Jan J. Filip, Cast: Teresa Causido, Stanislav Majer Produzione Production: De Giovanni A. Famu

BELGIO BELGIUM, 2010 – Durata Lenght: 6’21’’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Collective Camera Etc., Sceneggiatura Screenplay: Collective Camera Etc., Suono Sound: Collective Camera Etc., Musica Music: Cleo Brown, Fotografia Photography: Collective Camera Etc., Montaggio Editing: Collective Camera Etc. Produzione Production: Jean-Luc Slock

Aneta e suo padre affrontano un lungo viaggio per arrivare, il giorno del compleanno della ragazza, al lago Lipno nella Repubblica Ceca. Aneta è felice. Un rasoio, regalato dalla figlia al padre da piccola, diventa il simbolo del loro rapporto. Aneta and her father are travelling are travelling to Lake Lipno in the Czech Republic. They plan to arrive on Aneta’s birthday. Aneta is very happy. An electric razor, a present she gave him in her childhood, becomes the symbol of the relationship between father and daughter.

Due vecchi amici, che vivono con un gatto in un malandato appartamento, rivivono l’atmosfera frenetica di un Boogie-woogie della loro giovinezza... Two old friends, living with a cat in a shabby flat, live again the hectic atmosphere of a Boogie-woogie of their youth...

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CO RAZ ZOSTALO ZAPISANE

DEU CI SIA

DI BY Martin

DI BY Gianluigi

DEU BE THERE

SCRITTO CON L’INCHIOSTRO - WRITTEN IN INK

Rath

Tarditi

POLONIA POLAND, 2011 – Durata Lenght: 11’ Formato originale Original format: HD, Soggetto Subject: Martin Rath, Sceneggiatura Screenplay: Martin Rath, Suono Sound: Bogdan Klat, Musica Music: Max Richter, Fotografia Photography: Yory Fabian, Montaggio Editing: Yori Fabian Cast: Jannusz Czech

ITALIA ITALY, 2010 – Durata Lenght: 14’30’’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Gianluigi Tarditi, Sceneggiatura Screenplay: Gianluigi Tarditi, Suono Sound: Claudio Marani, Gabriele Gubbuni, Musica Music: Gianluigi Tarditi, Fotografia Photography: Ferran Paredes Rubio, Montaggio Editing: Ferran Paredes Rubio Cast: Carla Murtas, Mario Olivieri, Clara Farina, Danielle Meloni, Clara Orrù Produzione Production: Ophir Production srl

E’ un documentario di speranza. La storia avvincente di un uomo che cerca di ritrovare il contatto con la sorella dopo 14 anni di silenzio. Ma si può cambiare quello che è già stato scritto con l’inchiostro? It’s a documentary about hope. The compelling story of a man trying to regain contact with his sister after 14 years of silence. But can one change what has already been written in ink?

Tutto si consuma in un breve lasso di tempo dove si erge su tutti, con autorevolezza e solitudine, la figura della misteriosa ‘femina agabbadora’. Assai popolare in Sardegna fino alla fine del XIX secolo, si occupava delle nascite, di curare i malati e, quando necessario, di abbreviare la sofferenza dei moribondi. Il metodo più usato era un colpo alla tempia con un martello di olivastro (mazzolu). Everything happens in a short period of time where the figure of the mysterious woman ‘agabbadora’ stands on everybody, with authority and loneliness. Very popular in Sardinia until the end of the nineteenth century, she took care of birth, of treating the sick and, when necessary, of shortening the pain of the dying. The most used method was a blow to the temple with an olive wood hammer (mazzolu).

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DEUX INCONNUS

DULCE

DI BY Christopher

DI BY Ivan

USA, 2011 – Durata Lenght: 14’36’’ Formato originale Original format: HDV, Sceneggiatura Screenplay: Lauren Wolkstein, Christopher Radcliff, Suono Sound: Anthony Thompson, Musica Music: Saunder Jurriaans, Danny Bensi, Fotografia Photography: Drew Innis, Montaggio Editing: Drew Innis Cast: David Call, Tobias Campbell, Merritt Wever Produzione Production: Ad Astra Films, Sébastien Auber

SPAGNA SPAIN, 2011 – Durata Lenght: 14’ Formato originale Original format: HD, Soggetto Subject: Iván Ruiz Flores, Sceneggiatura Screenplay: Iván Ruiz Flores, Suono Sound: FJaime Lardiés, Santiago Lorigados, Musica Music: Lolo Moldes, Fotografia Photography: Carmelo Barberá, Montaggio Editing: Carmelo Barberá Cast: Pedro Peña, Fely Manzano, Miriam Martín, Santiago Díaz Produzione Production: Aniur Creativos Audiovisuales

GLI STRANI - THE STRANGE ONES

DOLCE - SWEET

Radcliff, Lauren Wolkstein

Un UOMO e un RAGAZZO, arrancando lungo un caldo tratto deserto di autostrada, sgattaiolano nella piscina di un motel e sono presto scoperti da una ragazza che lavora lì. All’inizio tutto sembra normale A MAN and a BOY, trudging down a hot, deserted stretch of highway, sneak into a motel swimming pool and are soon found by a GIRL who works there. At first everything seems normal…

Ruiz Flores

In quella finestra di quella casa, dove qualcuno dice che viva la dolcezza, appare riflessa ogni notte la deliziosa storia che nasconde. In that house Sweetness is said to dwell. Its window reflects the lovely story hidden inside.

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GEOMETRIE

HOMBRE MÁQUINA

DI BY Etienne

DI BY Alfonso

GEOMETRY

UOMO MACCHINA - MACHINE MAN

Badia

Moral, Roser Corella

FRANCIA FRANCE, 2010 – Durata Lenght: 2’42’’ Soggetto Subject: Etienne Badia, Sceneggiatura Screenplay: Etienne Badia, Suono Sound: Etienne Badia, Musica Music: Antonio Vivaldi, Fotografia Photography: Etienne Badia, Montaggio Editing: Etienne Badia Produzione Production: Pierre Roca

SPAGNA SPAIN, 2011 – Durata Lenght: 14’45’’ Formato originale Original format: HDV, Fotografia Photography: Alfonso Moral , Montaggio Editing: Alfonso Moral Produzione Production: Alfonso Moral & Roser Corella

Un ragazzino si confronta a scuola con un esame di geometria. Ma la sua immaginazione impedisce di concentrarsi. When a little boy faces a geometry exam at school, his mind takes him to another world fulfilled by creative imagination.

Una riflessione sulla modernità e lo sviluppo globale. L’uomo come macchina. L’impiego della forza fisica umana per lo svolgimento di lavori in pieno XXI secolo. Il film si svolge nella capitale del Bangladesh, Dhaka, dove gli ‘uomini macchina’ svolgono differenti lavori, una massa di milioni di persone che si trasformano nel motore che fa muovere la città. A reflection on modernity and global development. Men as machines. The use of human physical force to perform work in the XXI century. The film takes place in the capital of Bangladesh, where the ‘machine men’ execute different physical works, a mass of millions of people who become the driving force behind the city.

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IN CHE PERCENTUALE FUNZIONI TU?

I AM AGHA MI CHIAMO AGA

IN WHAT PERCENTAGE DO YOU FUNCTION?

DI BY Muhammad

Umar Saeed

DI BY Irene

Carlevale

PAKISTAN, 2010 – Durata Lenght: 7’47’’ Formato originale Original format: DV, Sceneggiatura Screenplay: Atif Ahmad Qureshi, Suono Sound: Kiran Mushtaq, Cast: Muhammad Agha Produzione Production: Ad Astra Films, Sebastien Aubert

ITALIA ITALY, 2012 – Durata Lenght: 5’ Formato originale Original format: HD, Soggetto Subject: Irene Carlevale, Sceneggiatura Screenplay: Irene Carlevale, Suono Sound: Matteo Pagliarosi, Fotografia Photography: Irene Carlevale, Montaggio Editing: Irene Carlevale Cast: Irene Carlevale Produzione Production: Indipendente

Lahore, Pakistan. Per una intera giornata seguiamo Agha, un ragazzo che raccoglie spazzatura in strada per sopravvivere, non importa ciò che accade intorno a lui. Agha ci racconta i suoi stati d’animo e la sua visione della vita.. Lahore, Pakistan. During one day we follow Agha, a young boy who picks garbage in the street to survive, no matter what happens around him. Agha shares with us his states of mind and vision of life…

La percentuale è un discorso di frazioni. Chi crede di funzionare in realtà si sta frazionando. In che percentuale funzioni tu? È l’epigono del mal funzionamento dei funzionamenti eterodiretti. Percentage is a matter of fractions. Whoever believes to be functioning is indeed fractionizing himself. In what percentage do you function? It is the epigones of the bad functioning of the any otherdirected way of functioning.

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INSULA

L’ACQUA E LA PAZIENZA

DI BY Eric

DI BY Edoardo

THE WATER AND PATIENCE

Alexander

Leo

ITALIA ITALY, 2010 – Durata Lenght: 18’50’’ Formato originale Original format: Super 16mm, Soggetto Subject: Eric Alexander, Nerina Fiumanò, Sceneggiatura Screenplay: Eric Alexander, Nerina Fiumanò, Suono Sound: Giorgio Vita Levi, Musica Music: Gipo Gurrado, Fotografia Photography: Patrizio Saccò, Montaggio Editing: Patrizio Saccò Cast: Francesca Inaudi, Ambra Angiolini Produzione Production: Noura Produzioni, Invisibile Film, Fondazione Giancarlo Quarta Onlus, Eric Alexander

ITALIA ITALY, 2011 – Durata Lenght: 18’26’’ Formato originale Original format: DVD, Soggetto Subject: Edoardo Leo, Sceneggiatura Screenplay: Edoardo Leo, Suono Sound: Enrico Medri, Musica Music: Pino Marino, Fotografia Photography: Simone Trecca, Montaggio Editing: Simone Trecca Cast: Edoardo Leo, Camilla Filippi, Marco Bonin Produzione Production: Fondazione Museo Diocesano

Un’isola in mezzo al Lago Maggiore, una sera d’inverno e la dolce solitudine di un luogo suggestivo buttato in mezzo ai monti... questa magica atmosfera può trasformarsi in un incubo per una giovane donna diabetica sola, spaesata e con una crisi ipoglicemica che sta per consumarla. An Island in the middle of Lake Maggiore in Italy, where in the solace of a winter evening, the magical atmosphere of this enchanted place surrounded by mountains could very well turn into a nightmare for Bianca, a young diabetic woman alone, disoriented and terrorized by a hypoglicemic crisis which is about to consume her.

Due amici si rincontrano nello stesso luogo in cui si erano conosciuti tredici anni prima. Questo incontro susciterà innumerevoli emozioni... Two friends meet again in the same place where they met thirteen years ago. This meeting will stir many emotions ...

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THE CITY WITH A DIRTY FACE

UNE LONGUEUR D’AVANCE

DI BY Peter

DI BY Pascale

LA CITTÀ DALLA BRUTTA FACCIA

UN PASSO AVANTI - ONE STEP AHEAD

King

Brischoux

GRAN BRETAGNA UNITED KINGDOM, 2010 – Durata Lenght: 13’12’’ Formato originale Original format: HDV, Suono Sound: Dario Swade, Oli Whitworth, Musica Music: Richard Canavan, Fotografia Photography: David Procter, Montaggio Editing: David Procter Produzione Production: Agenda Collective

BELGIO BELGIUM, 2009 – Durata Lenght: 7’ Formato originale Original format: 35 mm, Sceneggiatura Screenplay: Pascal Brischoux, Musica Music: Clement Morian, Fotografia Photography: Joakim Chordonnens, Montaggio Editing: Joakim Chordonnens Cast: Elodie Moreau, Anne Beaupuin, Jean Henri Compere, Hugues Hausman Produzione Production: Insas

Isolati sia fisicamente che mentalmente, il popolo di Karosta ha vissuto momenti di caos e di anarchia, forgiando la propria vita in mezzo alla follia. Isolated both physically and mentally, the people of Karosta have lived through times of lawlessness and chaos, forging their lives amongst the madness.

Lucie convive con un uomo di venti anni più grande di lei. Una mattina decide di risolvere la distanza che si è creata nella loro coppia dovuta alla differenza di età e si reca all’ufficio anagrafe per vendere la sua giovinezza. Lucie shares her life with a man 20 years older than her. One morning, she decides to abolish the distance that their age difference has created in their couple and goes to the Age Office to sell her youth.

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VODKA TONIC

YAKUWA

DI BY Ivano

DI BY Javier

Fachin

Vilar

ITALIA ITALY, 2011 – Durata Lenght: 9’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Ivano Fachin, Sceneggiatura Screenplay: Ivano Fachin, Suono Sound: Nikola Chapelle, Musica Music: Sage Atwood, Danielle Parente, Fotografia Photography: Mike Hsieh, Montaggio Editing: Mike Hsieh Cast: Theodore Bouloukos Produzione Production: Bowey Pictures, Three Steps Forward

SPAGNA SPAIN, 2010 – Durata Lenght: 5’58’’ Formato originale Original format: DVD, Sceneggiatura Screenplay: Javier Vilar, Suono Sound: Javier Vilar, Produzione Production: LADAT - Universidad de Las Islas Baleares

Il mio cancro sei tu. Il mio cancro è un televisore da 60 pollici. Il mio cancro è un numero. Il mio cancro è un conto in banca o un’offerta speciale. Essere cattivi non fa differenza. My cancer is you. My cancer is a plasma of 60 inches. My cancer is a number. My cancer is an account or a special offer. Being bad doesn’t make any difference.

Yakuwa è un bambino di un villaggio africano che soffre sulla sua persona l’abuso del potere, che gli toglie la vita restandogli una sola via d’uscita. Yakuwa is a child from an African village who suffers in his own person the abuse of the power, taking off his life and leaving him just one way out.

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FUORICLASSE. PANORAMA ITALIANO ITALIAN PANORAMA


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BREVE SINFONIA SU NOTE SUONATE DAL VENTO

SHORT SIMPHONY ON WIND-PLAYED NOTES

DI BY Camillo

Valle

ITALIA ITALY, 2011 – Durata Lenght: 3’03’’ Formato originale Original format: Super 8 mm, Soggetto Subject: Camillo Valle, Sceneggiatura Screenplay: Camillo Valle, Suono Sound: Camillo Valle, Musica Music: Moranera, Fotografia Photography: Camillo Valle, Montaggio Editing: Camillo Valle Produzione Production: Cineoptica

Energia dal vento: cose già note in nord europa... cose mai sentite in Italia. Energy from the wind: already well known in Northern Europe... never heard in Italy.

ITALIAN PANORAMA


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ES I TEMPO DI DJEMBERÈM

GAMBA TRISTA

DI BY Cinzia

DI BY Francesco

LOSER LEG

IT IS TIME OF DJEMBERÈM

D’Auria

Filippi

ITALIA ITALY, 2009 – Durata Lenght: 16’27’’ Formato originale Original format: DV CAM, Soggetto Subject: Filomeno Lopes, Sceneggiatura Screenplay: Cinzia D’Auria, Filomeno Lopes, Suono Sound: Fernando Correia, Musica Music: Gruppo Fifito & Bumbulum, Fotografia Photography: Cinzia D’Auria, Montaggio Editing: Cinzia D’Auria Cast: Mussa Djassi, Abu Camara, Mariama Colubali, Luis Morgado, Julio Co Produzione Production: Associazione Zie Onlus, Filomeno Lopes

ITALIA ITALY, 2010 – Durata Lenght: 8’ Formato originale Original format: Disegni su carta, Soggetto Subject: Francesco Filippi, Sceneggiatura Screenplay: Francesco Filippi, Suono Sound: Paolo Bozzola, Musica Music: Andrea Vanzo, Fotografia Photography: Mauro Del Bo, Montaggio Editing: Mauro Dal Bo Cast: Patrizia Mottola (voce), Lucia Gadolini (voce) Produzione Production: Studio Mistral

Documentario sul gruppo musicale “Fifito e Bumbulum”, un gruppo di artisti della Guinea Bissau, che da diversi anni sta lavorando al processo di pace e riconciliazione del proprio paese. La strada che il gruppo sta seguendo per portare avanti il progetto è quella della musica che diventa un importante veicolo educativo per sensibilizzare le persone e per avviare insieme un processo di pacificazione. Documentary on the band “Fifito and Bumbulum”, a group of artists from Guinea Bissau, which has been working for several years for the peace and reconciliation process in their country. The way they follow to continue their project is music, becoming an important educational vehicle to stimulate people and to start a peace process together.

Non penserete di essere perfetti, vero? Gamba Trista ha gambe molli e i suoi compagni di scuola lo annodano dappertutto. Lui sopporta e ci scherza su, ma gli piange il cuore quando Rose, la bambina che gli piace, scappa via terrorizzata ogni volta che lo vede annodato... Antonella is thirty-seven years old and has three Giovanni is a kid called Loser Leg due to his soft legs. He is tied everywhere by his bullish classmate. Despite all, he manages to take life with irony. He is secretly in love with a cute little girl Rose. Unfortunately she runs away terrified every time she sees him tied somewhere…

PANORAMA ITALIANO


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MASSIMO

MY SHOES

DI BY Ciro

DI BY Elisa

LE MIE SCARPE

D’Emilio

Resinaro

ITALIA ITALY, 2012 – Durata Lenght: 13’ Formato originale Original format: HD, Soggetto Subject: Ciro D’Emilio, Sceneggiatura Screenplay: Ciro D’Emilio, Suono Sound: Gaetano Pasella, Antonio Iuliano, Bruno Falanga, Musica Music: Bruno Falanga, Fotografia Photography: Lorenzo Di Nola, Montaggio Editing: Lorenzo Di Nola Cast: Tammaro Ruggiero, Ardalan Nabavinejad, Dario Leone, Giulio Monterotti Produzione Production: Road to Pictures FIlm

ITALIA ITALY, 2010 – Durata Lenght: 11’ Soggetto Subject: Elisa Resinaro, Sceneggiatura Screenplay: Elisa Resinaro, Suono Sound: Fabio Resinaro, Musica Music: Andrea Bonini, Fotografia Photography: Fabio Resinaro, Montaggio Editing: Fabio Resinaro Cast: Federica Darinka Antonioli, Roberto Laureri, Antonio Clema Produzione Production: Fabio Guaglione & Fabio Resinaro

Massimo, un soldato in missione, vive in prima persona l’esperienza della guerra in Medio Oriente. Massimo, a soldier on a mission, lives in the experience of war in the Middle East.

Un ragazzo guida a folle velocità su una strada provinciale con una ragazza ferita al proprio fianco. Da chi o che cosa stanno scappando? Come potrà lo squillo di un cellulare cambiare le loro vite per sempre? A boy is driving at crazy speed on a road with an injured girl by his side. Who or what are they running away from? How can be the ring of a mobile phone going to change their lives forever?

ITALIAN PANORAMA


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PRIMA O POI VEDRAI

RISORSE UMANE, FRESCHE DI GIORNATA

SOONER OR LATER YOU WILL SEE

HUMAN RESOURCES, DAILY FRESH

DI BY Emiliano

Cribari

DI BY Marco

Giallonardi

ITALIA ITALY, 2010 – Durata Lenght: 10’43’’ Formato originale Original format: HD, Soggetto Subject: Emiliano Cribari, Sceneggiatura Screenplay: Emiliano Cribari, Suono Sound: Marco Galardi, Musica Music: Andrea Benassai, Fotografia Photography: Emiliano Cribari, Montaggio Editing: Emiliano Cribari Cast: Francesco Ciampi, Cristina Fassio Produzione Production: Emiliano Cribari

ITALIA ITALY, 2010 – Durata Lenght: 12’35’’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Francesco Serranò, Sceneggiatura Screenplay: Marco Giallonardi, Vincenzo Ianni, Suono Sound: Fabio Russo, Piero Fancellu, Musica Music: The Union Freego, Fotografia Photography: Beppe Gallo, Pina Mastropietro, Montaggio Editing: Beppe Gallo, Pina Mastropietro, Cast: Beniamino Marcone, Giulia Steigerwalt, Francesco Foti, Riccardo De Filippis Produzione Production: Freschi di Giornata

“Un uomo deve fare almeno una scommessa al giorno, altrimenti potrebbe andare in giro fortunato e non venire mai a saperlo” (Jim Jones). Michele, il protagonista di questa attuale e tragicomica vicenda di alienazione umana, è vittima e carnefice di questa disperata speranza. Una speranza che in realtà non abbraccia esclusivamente un bisogno di tipo economico, ma anche e soprattutto un bisogno - costante e aggressivo - di sfide, di occasioni, di tutto ciò che in lui produce adrenalina. “A man must make at least one bet a day, or it may go around lucky and never come to know” (Jim Jones). Michele, the protagonist of this topical and tragicomic story of human alienation, is the victim and perpetrator of this desperate hope. Actually a hope that doesn’t only embrace an economic need, but also and most of all a need - constant and aggressive - of challenges and opportunities, of everything that produces adrenaline in him.

Fabio non ha lavoro, adesso non ha più neanche una ragazza: Marinella lo ha lasciato. Si sveglia dopo averla sognata, gli tornano alla mente le sue accuse. Fabio raggiunge il luogo dove spera verrà raccattato per una giornata di lavoro, ma ha una triste sorpresa: anche Marinella è lì, anche lei in attesa di un lavoro, seppure inadeguato, per lei e per gli altri. Fabio doesn’t work, and now, he doesn’t even have a girlfriend: Marinella has left him. He wakes up after having dreamt of her, her accusations come to his mind. Fabio reaches the place where he hopes will be picked up for a day’s work, but has a sad surprise: Marinella is also there, also waiting for a job, albeit inadequate, for her and for the others.

PANORAMA ITALIANO


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SOLO DI PASSAGGIO

STAND BY ME

DI BY Alessandro

DI BY Giuseppe

ONLY PASSING THROUGH

Zonin

Marco Albano

ITALIA ITALY, 2010 – Durata Lenght: 9’ Soggetto Subject: Enzo Latronico, Alessandro Zonin, Sceneggiatura Screenplay: Enzo Latronico, Suono Sound: Alessio Fornasiero, Musica Music: Ettore Salati, Angelo Racz, Fotografia Photography: Alessandro Zonin (A.I.C.), Francesco Galli, Montaggio Editing: Alessandro Zonin (A.I.C.), Francesco Galli Cast: Paolo Briguglia, Maria Paiato, Alessandra Sogni, Glenda Magistrali Produzione Production: Cineroad

ITALIA ITALY, 2011 – Durata Lenght: 15’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Damiano Laterza, Sceneggiatura Screenplay: Giuseppe Marco Albano, Antonio Andrisani, Suono Sound: Fernando Alba, Musica Music: Populous , Fotografia Photography: Francesco Di Pierro, Montaggio Editing: Francesco Di Pierro Cast: Antonio Andrisani, Oriana Celentano, Carlo De Ruggeri, Alberto Rubini Produzione Production: Logic Film

Un giovane militare torna a casa dopo una imprecisata missione di pace in medio oriente. Contrariamente a quanto dovrebbe apparire, il giovane, invece di essere euforico sembra stanco e pallido e non lascia trasparire particolari emozioni. A young soldier comes back home after a mysterious peace mission in the Middle-East. He should be overjoyed, but instead he’s pale and tired and does not seem to feel any particular emotion.

Il Cavalier Pacucci è un genio dell’imprenditoria Funebre della città di Matera, famosa per aver fatto da sfondo ai molti film Biblici da Pierpaolo Pasolini a Mel Gibson. Cav. Pacucci is a genius in the Burial Service entrepreneurship of the town of Matera, which is often a scenery used in many the Biblical films, from Pierpaolo Pasolini’s to Mel Gibson’s.

ITALIAN PANORAMA


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ABSTRACT?

FOLD

DI BY Alexei

DI BY Surabhi

ASTRATTO?

PIEGA

Dmitriev

Saraf

RUSSIA, 2009 – Durata Lenght: 3’30’’ Formato originale Original format: QuickTime, Suono Sound: Bedroom Bear, Musica Music: Bedroom Bear Produzione Production: Alexei Dimitriev

USA/INDIA, 2010 – Durata Lenght: 7’36’’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Surabhi Saraf, Sceneggiatura Screenplay: Surabhi Saraf, Suono Sound: Surabhi Saraf Produzione Production: Surabhi Saraf

Un film lento in accordo con il concetto di astratto. An unhurried film dealing with the notion of the abstract.

Fold crea una visione sfaccettata dell’atto solitario del piegamento della biancheria in un singolo giorno; la ripetizione in massa di piccoli video ingigantisce sottili sfumature mentre sfoca tutto l’insieme in uno sciame di attività. Fold creates a multifaceted view of a single day’s solitary act of folding laundry; the mass repetition of small videos magnifies subtle nuances while blurring the whole ensemble into a swarm of activity.

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GIOCHI A CARICA

LE FIAMME DI NULE

DI BY PetriPaselli

DI BY Carolina

ITALIA ITALY, 2011 – Durata Lenght: 5’25’’ Soggetto Subject: PetriPaselli, Sceneggiatura Screenplay: PetriPaselli, Fotografia Photography: PetriPaselli, Montaggio Editing: PetriPaselli Produzione Production: PetriPaselli

ITALIA/GRANBRETAGNA ITALY/UNITED KINGDOM, 2010 – Durata Lenght: 7’40’’ Musica Music: Rossella Faa, Fotografia Photography: Peter Ellmore Cast: Elsa Petit, Janine Proost, Mariana Camiloti, Simon Barraclough (voce) Produzione Production: ISRE, in associazione con with Nexus Productions

Un piano di colore nero, nel quale fanno la loro comparsa piccoli giocattoli azionati a carica. Prima uno alla volta e poi gradualmente uno dopo l’altro, questi giochi iniziano a interagire tra loro sul piano, scontrandosi e accatastandosi l’uno contro l’altro nel loro ronzio, riempiendo l’intero spazio visivo (Genziana Ricci). A plan of black, in which small wind up toys make their appearance. First one at a time and then gradually one by one, these toys start to interact with each other on the floor, bumping and piling up one against each other in their buzz, filling the entire visual space (Genziana Ricci).

Il film racconta la storia di tre tessitrici di Nule in Sardegna che partecipano a un concorso di tappeti. Mentre Anna e Rosa cercano di impressionare la giuria con la tecnica e il design, Maria presenta un tappeto veramente inaspettato. The film tells the story of Anna, Rosa and Maria, weavers from Nule in Sardinia, who are taking part in a tapestry competition. Whilst Anna and Rosa try to impress the judges making by perfect and beautiful carpets, Maria surprises the village by creating an unexpected textile.

SPRING TOYS

THE FLAMES OF NULE

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Melis, Maria Zanardi


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MARAVILLOSALANDIA

PAGAN INNER INTIMO PAGANO

DI BY Máximo

Alvarez Vélez

DI BY Alessandro

Amaducci

ECUADOR, 2009 – Durata Lenght: 4’08’’ Formato originale Original format: Digital photography, Sceneggiatura Screenplay: digital photography, Suono Sound: Cyan, Musica Music: Cyan, Fotografia Photography: Máximo Alvarez Vélez, Montaggio Editing: Máximo Alvarez Vélez Cast: Angela Benalcázar Produzione Production: Máximo Alvarez Vélez, Juan Pogo, Sofia Esquivel

ITALIA ITALY, 2010 – Durata Lenght: 6’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Alessandro Amaducci, Sceneggiatura Screenplay: Alessandro Amaducci, Suono Sound: Alessandro Amaducci, Musica Music: Alessandro Amaducci, Fotografia Photography: Alessandro Amaducci, Montaggio Editing: Alessandro Amaducci Cast: Caterina Genta Produzione Production: Alessandro Amaducci

Angela legge un libro molto speciale all’aperto, sulla copertina crescono forme a spirale e colori, mentre lentamente si addormenta. Quando apre gli occhi si trova in uno stage teatrale mentre appare un curioso bicchiere di liquido brillante in cui sono disegnate le forme simili a quelli del libro, e decide di bere. Angela si sente girare la testa... Angela reads a special book in the open air, and on its cover figures of color grow while she falls asleep. When she opens her eyes, she finds herself on a stage, a glass with a bright liquid comes out of nowhere, inside the glass lines like the ones on the book are being drawn, so she drinks the liquid. She feels dizzy...

Una danza macabra per celebrare il rischio della vita. A macabre dance to celebrate the risk of life.

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RETURN

RIVER

DI BY Owen

DI BY Dan

RITORNO

FIUME

Eric Wood

Hudson

CANADA, 2011 – Durata Lenght: 8’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Owen Eric Wood, Sceneggiatura Screenplay: Owen Eric Wood, Suono Sound: Owen Eric Wood, Fotografia Photography: Owen Eric Wood, Montaggio Editing: Owen Eric Wood Cast: Owen Eric Wood Produzione Production: Owen Eric Wood

CANADA, 2011 – Durata Lenght: 3’10’’ Formato originale Original format: HDV, Sceneggiatura Screenplay: Dan Hudson, Suono Sound: Dan Hudson, Musica Music: Dan Hudson, Fotografia Photography: Dan Hudson, Montaggio Editing: Dan Hudson Produzione Production: Dan Hudson

Utilizzando una piccola camera HD portatile, l’artista crea un ritratto di sé che cattura il proprio rapporto con persone straniere, luoghi e linguaggi. Using a small, portable HD video recorder, the artist creates a self portrait that captures his confrontation with foreign people, places and languages.

Niente accade e tutto accade. La neve copre un paesaggio montano in inverno, il fiume si gonfia in primavera, l’erba cresce in estate, e le foglie si colorano in autunno. La terra orbita intorno al sole e un altro anno passa. A valle, il fiume attraversa una grande città brulicante. La gente segue le sue abitudini, pendolarismo, lavoro, vita sociale, chiacchiere, argomenti, risate. Tutto accade, ma non accade nulla. Un altro giorno scorre. Nothing happens, yet everything happens. Snow blankets a mountain landscape in winter, the river swells in spring, the grass grows in the summer, and the leaves turn colour in the fall. The earth orbits the sun and another year goes by. Downstream, the river flows through a busy city. People go about their routines, commuting, working, gathering, talking, arguing, laughing. Everything happens, yet nothing happens. Another day flows by. VISIONART


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THE HOMOGENICS

UNIVERSAL TOURIST

GLI HOMOGENETICI

TURISTI UNIVERSALI

DI BY Gerard

DI BY Christin

Freixes Ribera

Bolewski

SPAGNA SPAIN, 2010 – Durata Lenght: 4’ Formato originale Original format: DV, Sceneggiatura Screenplay: Gerard Freixes Ribera, Musica Music: Earle Hagen (in original footage) Cast: Dick Van Dyke (from archive footage) Produzione Production: Gerard Freixes Ribera

GERMANIA GERMANY, 2010 – Durata Lenght: 7’46’’ Formato originale Original format: Mini Dv, Sceneggiatura Screenplay: Christin Bolewski, Musica Music: Christin Bolewski, Montaggio Editing: Christin Bolewski Produzione Production: Christin Bolewski

Stesse persone che vivono nelle stesse case. L’omologazione trasforma tutto in stereotipi. La sitcom familiare sugli omogenetici ne è un esempio estremo. The same people living in the same houses. Uniformization turns everything into stereotypes. The Homogenics family sitcom is an extreme example.

Globalizzazione / viaggi. Globalization / travel.

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PREMIO SPECIALE INAIL INAIL SPECIAL PRIZE


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La sicurezza nei luoghi di vita e lavoro argomento del quotidiano, come tale oggetto naturale di studio, attenzione, dibattito ma anche e perché no espressione artistica. E’ questo l’obiettivo che si propone il Premio Speciale INAIL istituito nell’ambito della 20^ edizione dell’International Film Festival Visionaria20 – Avere 20 anni. Il premio è destinato a lavori che abbiano a tema la sicurezza sui luoghi di lavoro e vuole “sdoganarla” come materia da addetti ai lavori per renderla invece accessibile e comprensibile a tutti, raccontata con un linguaggio – quello della cinematografia e dei cortometraggi in particolare – nuovo per la materia ma immediato e trasversale capace di essere compreso anche al di fuori degli ambienti in cui di prevenzione tradizionalmente si parla. Un contributo al lungo cammino per fare della sicurezza una cultura.

Safety in life and work as a natural daily matter of talk, and as such, the object of study, attention, and debate, but also, why not, an artistic expression. This is the objective of the Premio Speciale INAIL (Special Prize INAIL, national institute for the insurance against on-the-job injuries), established within the 20th edition of International Film Festival Visionaria20 – Avere 20 anni (“Having 20 years”). The prize is awarded to works of art having security in the workplace as their issue and aims at “setting it free” from its role as a subject for experts, in order to make it rather accessible and understandable to all, told in a new language - cinema and short movies in particular – new for its subject but immediate and transversal, capable of being understood even out of the environments where prevention is traditionally dealt with. A contribution to the long way to make safety a culture.

GIURIA JURY Bruno Adinolfi, direttore Regionale INAIL per la Toscana Riccardo Sacchi, Presidente del Comitato Consultivo provinciale Inail di Livorno Roberta Pagni, Componente del Comitato Consultivo provinciale INAIL di Livorno Fabio Canessa, Critico cinematografico Giovanni Lorenzini, Direttore Provinciale INAIL di Livorno

INAIL SPECIAL PRIZE


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SICUREZZA, UN IMPEGNO DI TUTTI

UNA GIORNATA INFORTUNATA

DI BY Confindustria

DI BY Studio

ITALIA ITALY, 2012 – Durata Lenght: 10’ Formato originale Original format: DVD, Soggetto Subject: Confindustria Livorno, Ausl 6 Livorno, Granducato TV, Musica Music: Granducato TV, Fotografia Photography: Granducato TV, Montaggio Editing: Granducato TV Cast: Luca Salemmi e lavoratori delle aziende che hanno collaborato and workers Produzione Production: Telegranducato TV s.r.l.

ITALIA ITALY, 2007 – Durata Lenght: 8’22’’ Formato originale Original format: DVD, Soggetto Subject: Studio Tamassociati: Marta Gerardi, Raul Pantaleo, Sceneggiatura Screenplay: Studio Tamassociati: Marta Gerardi, Raul Pantaleo, Suono Sound: GP Cremonini, Musica Music: GP Cremonini, Produzione Production: Studio Tamassociati: Marta Gerardi, Raul Pantaleo

La sicurezza come una vera e propria “catena”, che nell’ambiente di lavoro, ma non solo, coinvolge imprenditori, lavoratori ed enti di prevenzione e controllo. Questo il concetto alla base del nuovo dvd per la sicurezza sui luoghi di lavoro, che ponendosi sulle tracce del primo, prodotto da Confindustria Livorno nel 2009, vede coinvolti nella progettazione e produzione, oltre a Confindustria Livorno e all’azienda Usl 6, anche la Provincia di Livorno ed i vari Enti che operano nel campo della prevenzione sul territorio. Safety as a veritable “chain”, and in the workplace, but not limited to, involving employers, workers and government prevention and control. This is the concept behind the new DVD for safety in the workplace which, by the footsteps of the first, produced by Confindustria Livorno in 2009, involves the design and production, as well as company and Confindustria Livorno USL 6, also province of Livorno and the various agencies involved in prevention in the area.

Cinque episodi che vogliono essere un mezzo di educazione alla prevenzione degli incidenti in ambito lavorativo. Il cortometraggio ha dunque lo scopo di illustrare, in maniera divertente, cosa può accadere quando per vari motivi non si usano correttamente le protezioni antinfortuni. Five episodes they want education to be a means of preventing accidents in the workplace. The short film has as its purpose to illustrate, in a funny way, what can happen when, for various reasons are not used properly guards against accidents.

SAFETY IS EVERYONE’S RESPONSABILITY

A DAY OF INJURY

Livorno, Granducato TV

Tamassociati: Marta Gerardi, Raul Pantaleo

PREMIO SPECIALE INAIL


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SEI DUE SEI DOVE 6?

IL CIELO DELLA DOMENICA THE SKY ON SUNDAY

DI BY Francesco Guasconi ITALIA ITALY, 2012 – Durata Lenght: 2’ Soggetto Subject: Francesco Guasconi, Sceneggiatura Screenplay: Francesco Guasconi, Montaggio Editing: Francesco Guasconi Produzione Production: Studio Virus

DI BY Ermes

Di Salvia

Nel 1994 viene istituita la legge 626 che regolamenta la sicurezza sui luoghi di lavoro, poi trasformata in legge 81/2008. La sua mancata adozione mette a rischio i lavoratori e può generare eventi drammatici… In 1994 the law 626 regulating safety in workplaces was instituted, then transformed into law 81/2008. Failure in its application endangers workers and can create dramatic events...

La storia di Franco è banale: perde il lavoro nel cantiere e non può permetterselo. Michele, suo fratello minore, non fa nulla per aiutarlo o per aiutarsi. Poi c’è un padre che attende. Cosa? Non è dato saperlo. Franco è stanco di essere banale e decide di fare il salto, decide di non essere più ramo secco. Franco’s story is “trivial”: he lost his yard work and he can’t afford it. Michael, his younger brother, does nothing to help him or to help himself. Then there is a father who waits. For what? It is not known. Franco is tired of being “trivial” and decides to “make the jump”, to no longer be a dry branch.

ITALIA ITALY, 2009 – Durata Lenght: 14’ Formato originale Original format: HDV, Soggetto Subject: Ermes Di Salvia, Michele Santeramo, Sceneggiatura Screenplay: Michele Santeramo, Ermes Di Salvia, Anna Giulia D’Onghia, Suono Sound: Lorenzo Castigliego, Valeria Marrale, Musica Music: AA.VV., Fotografia Photography: Federico Annicchiarico, Montaggio Editing: Sergio Recchia Cast: Michele Sinisi, Pinuccio Sinisi, Antonio Iandolo, Lorenzo D’Armento Produzione Production: Anna Giulia D’Onghia per Zerottanta Ass. Cult.

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NEMA PROBLEMA OVVERO COME SCOPRII LA GUERRA OR HOW I DISCOVERED WAR


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Di By Giuseppe Gori Savellini

In vent’anni può succedere di tutto, in venti anni si costruisce un festival come Visionaria o si ricostruisce una nazione. Questo 2012 infatti non segna soltanto la ventesima edizione di Visionaria ma anche i venti anni dall’inizio della guerra nella ex Jugoslavia, una guerra anomala perché in gran parte dimenticata e poco raccontata negli anni stessi in cui questa avveniva. Per tutta l’Europa è una macchia indelebile perché si parla di una guerra civile sanguinosissima consumata all’interno dei confini del Vecchio Continente, con una capitale europea come Sarajevo assediata per tre anni da truppe paramilitari. Per l’Italia poi si parla di una guerra a pochi passi (o braccia di mare), vicina al confine o anche in territori un tempo italiani o che comunque fondano le proprie radici nella cultura italiana e mediterranea. Negli ultimi anni il cinema, soprattutto documentaristico, ma anche la fiction, ha più volte cercato di raccontare quei conflitti ed anche la difficile ricostruzione successiva, prendendo a modello la storia dei Balcani per raccontare le contraddizioni dell’intero continente europeo o comunque il pericolo che divisioni nazionali possono por-

tare. Sono passati venti anni da quella guerra così vicina a noi ed ancora la situazione in alcune regioni balcaniche non è del tutto stabilizzata. Son passati venti anni ma le divisioni ed anche le distruzioni materiali sono ancora visibili e documentabili. Per questo ne vogliamo parlare e lo facciamo con uno spirito ottimista e fatalista fin dal titolo della nostra rassegna: Nema problema! Nessun problema, come a dire che sono passati venti anni e non ci sono più guerre, ma questa frase è stata ripetuta anche durante quella stessa guerra o nelle settimane precedenti quando nessuno credeva che la situazione potesse crollare così nettamente. Ma noi ne parliamo col linguaggio del cinema ed è ancora attraverso il cinema che vogliamo anche dare uno sguardo alla ricostruzione grazie al bel lavoro di Silvia Badon (Esperienze di cinema dalle ceneri della Jugoslavia – Bosnia Erzegovina, Gabbiano editore), saggista e ricercatrice che ci racconta gli ultimi venti anni di cinema bosniaco, il cinema nato dalla cesura della guerra, il cinema che arriva “dopo la pioggia”, quella pioggia che al cinema ci ha fatto scoprire l’orrore del conflitto nel bellissimo film di Milcho

Manchevski (Prima della pioggia, 1994). Notevole sarà anche l’apporto di Stefano Landucci, un attento e curioso viaggiatore che da persona attenta al sociale ha saputo raccontare e mostrare in un libro scritto e fotografato con Marco Bani, l’orrore che tarda a lasciare Srebrenica, un passato che pesantemente ricopre le belle pagine fotografiche del loro libro “Srebrenica, per non dimenticare”. Visionaria 2012 vuole raccontare il reale e non dimenticare un passato così “vicino” per non far passare sotto silenzio l’anniversario della guerra europea proprio quando questa può essere così ben raccontata dal linguaggio del cinema, quello con cui noi comunichiamo più comunemente. E lo facciamo con dei documentari importanti, autentiche perle in parte inediti in Italia. Sono film che raccontano la società jugoslava prima dell’entrata in guerra che ha cancellato decenni di convivenza senza però raccontare la cronaca di quegli anni ma attraverso il racconto di due forme artistiche: il cinema e la musica. Ma anche con il grande lavoro di Claudia Tosi, sensibile e attenta documentarista


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italiana che ci dà uno sguardo sulla Bosnia oggi raccontandoci la storia, piccola, di una squadra di calcio di adolescenti e dei loro padri. I film di Stoimenov (Bijelo dugme) e Turajlic (Cinema Komunisto) non ci raccontano direttamente la società o fatti storici rilevanti, ma entrambi documentano l’inizio della guerra che ha lasciato attoniti i protagonisti del racconto fatto nei film, in due scene davvero memorabili e ripescate dagli archivi della memoria: in Cinema Komunisto la guerra arriva nel racconto durante una conferenza stampa del Festival di Pola (che verrà cancellato) ed in Bijelo Dugme durante uno degli ultimi concerti del gruppo quando il pubblico comincia ad inneggiare non più alla Jugoslavia ma allo stato Croato, lasciando realmente attoniti i musicisti sul palco. In twenty years anything can happen, in twenty years you can create a festival like Visionaria or rebuild a nation. This year 2012 in fact marks not only the twentieth edition of Visionaria but also twenty years since the starting of the war in former Yugoslavia, an abnormal war, largely forgotten and not told in the same years when it was happening. For all of Europe it is an indelible stain because it speaks of a bloody civil war consumed within the confines of the Old Continent, with a European capital like Sarajevo besieged for three years by paramilitary troops. For Italy, then, we speak of a war a few steps away (or a few hours sailing), near the border or even in territories once Italian, or basing their roots in Italian and Mediterranean culture. In recent years, cinema, especially documentary, but also fiction, has repeatedly tried to

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portray these conflicts as well as the following difficult reconstruction, modelled on the history of the Balkans to tell the contradictions of the entire European continent or the danger that, however, national divisions may create. It’s twenty years from that war, so close to us, and yet the situation in some Balkan regions is not completely stabilized. Twenty years have passed but the divisions, as well as material destruction are still visible and documentable. For this we want to talk about it, and we do that, with a spirit of optimism and fatalism in the very title of our review: Nema problema! No problem, as if we said that twenty years have passed and there are no wars any more, but this phrase was repeated during the same war, or in the previous weeks when no one believed that the situation might collapse so drastically. But we speak through the language of cinema and it’s again through cinema that we also want to look at reconstruction thanks to the work of Silvia Badon (Esperienze di cinema dalle ceneri della Jugoslavia – Bosnia Erzegovina, Gabbiano editore, ingl.tr. “Cinema Experiences from the ashes of Yugoslavia Bosnia Herzegovina): an essayist and a researcher, she tells about last twenty years of the Bosnian cinema, born from the break of the war, a cinema that comes “after the rain,” that rain making us discover, at the cinema, the horror of the conflict in the wonderful film by Milcho Manchevski (Prima della pioggia, ingl. tr. Before the rain, 1994). Remarkable will also be the contribution by Stefano Landucci, a watchful and curious traveler who, being attentive to social issues has been able to tell and show, in a book made

of words and photos together with Mark Bani, the horror that is slow to leave Srebrenica, of a past that heavily covers the beautiful pages of photographs of their book “Srebrenica, lest we forget”. Visionaria 2012 wants to tell what is real and not to forget a past, so “close”, to avoid obscuring the anniversary of the European war just as it can be so well told by the language of cinema, the one we communicate most commonly with. And we do it with important documentaries, genuine pearls in part unpublished in Italy. They are films telling Yugoslav society before war that erased decades of life together, without telling the chronicle of those years, but through a tale of two art forms: cinema and music. But even with the great work of Claudia Tosi, a sensitive and attentive Italian documentarist that gives us a look at today’s Bosnia, telling the small story of a football team of teenagers and their fathers. Stoimenov’s (Bijelo Dugme) and Turajlic’s (Cinema Komunisto) films don’t directly tell us about society or relevant historical facts, but both document the beginning of the war that left the protagonists, whose stories the films tell us, astonished, in two memorable scenes picked from the archives of memory: in Cinema Komunisto war comes into the story during a press conference of the Pula Film Festival (which will be cancelled) and in Bijelo Dugme during one of the last concerts of the band when the public began to sing the praises no more of Yugoslavia but of the Croatian nation, leaving the musicians on stage really astonished.


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CINEMA KOMUNISTO DI BY Mila Turajlic

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Dei set cinematografici in rovina possono rivelarci qualcosa sul crollo della scenografia in cui vivevamo? Quanti livelli di comprensione contengono le storie mai raccontate di coloro che lavorarono nel cinema negli anni di Tito? La storia dell’ascesa e della caduta della cinematografia jugoslava può contribuire a spiegare l’edificazione e il crollo della Jugoslavia? Cinema Komunisto ci accompagna in un viaggio tra le rovine dell’industria cinematografica di Tito esplorando l’ascesa la caduta dell’illusione cinematografica chiamata Jugoslavia. Grazie ai rari filmati provenienti da decine di film jugoslavi, da inediti materiali d’archivio e dalle proiezioni private di Tito, il documentario ricrea la costruzione narrativa di un Paese attraverso le storie raccontate sullo schermo e quelle nascoste dietro di esso. Can film sets in ruins reveal something about the collapse of the scene in which we lived? How many levels of understanding do the untold stories contain, stories of those who worked in the cinema during the years of Tito? May the story of the rise and fall of the Yugoslav cinema industry help to explain the building and the collapse of Yugoslavia? Cinema Komunisto takes us on a journey through the ruins of Tito’s film industry, exploring the rise and fall of that cinematographic illusion called Yugoslavia. Thanks to rare films from dozens of Yugoslav movies, from unpublished archival material and from private screenings by Titus, the documentary recreates the narrative construction of a country through the stories told on the screen and the hidden ones behind it.

Mila Turajlic È nata a Belgrado nel 1979. Ha studiato politica e media alla London School of Economics di Londra e produzione cinematografica in Serbia, specializzandosi poi in regia di documentari alla Femis di Parigi. Ha avuto diverse esperienze come assistente alla regia e come coordinatore di produzione. Nel 2007 è stata una dei fondatori del festival di cinema documentario europeo “Magnificent 7 festival” che si tiene ogni anno a Belgrado. Cinema Komunisto è il suo primo documentario ed è stato presentato all’Idfa di Amsterdam e da lì in molti paesi europei ed americani. She was born in Belgrade in 1979. She studied politics and media at the London School of Economics, and film production in Serbia, before specializing in directing documentaries at Femis in Paris. She had various experiences as an assistant director and as a production coordinator. In 2007 she was one of the founders of the European documentary film festival “Magnificent 7 Festival”, held annually in Belgrade. Cinema Komunisto is her first documentary and was presented at Idfa in Amsterdam and from there in many European and American countries.


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BIJELO DUGME DI BY Igor Stoimenov

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Quando il mondo aveva i Rolling Stones, la Jugoslavia aveva i Bijelo Dugme. I loro concerti richiamavano centinaia di migliaia di fan, vendevano milioni di album e furono i primi a scandalizzare la nazione con storie di droga e sregolatezza. Il film ci riporta agli inizi degli anni ’70, quando la leggendaria rock band di Sarajevo conquistò la Jugoslavia e diede il via a 15 anni incontrastati di dominio delle classifiche. Fino al 1989, quando anche il paese cominciava a dare i primi segni di cedimento. Il fondatore della band, Goran Bregović, è in seguito divenuto un fenomeno globale della world music, portando in giro per il mondo i suoi show fatti di colorate orchestre di ottoni e cori femminili. Usando rari materiali d’archivio della scena musicale jugoslava a partire dalla fine degli anni ’60 e dei primi anni ’70 e per i 15 anni durante i quali la band ha fatto irruzione sulla scena e monopolizzato l’immaginazione popolare, il film racconta una storia epica fatta di sesso, droga, rock’n’roll e politica. Lo sviluppo cronologico del film segue, infatti, passo passo la trasformazione vissuta dalla Jugoslavia, arrivando fino al 1989, anno in cui i Bijelo Dugme si sciolgono e il paese modello del blocco orientale si affaccia sull’orlo dello sfacelo. When the world had the Rolling Stones, Yugoslavia had the Bijelo Dugme. Their concerts recalled hundreds of thousands of fans, sold millions of albums and were the first to shock the nation with tales of drugs and lawlessness. The movie takes us back in the early ‘70s, when the legendary rock band from Sarajevo, won Yugoslavia and started 15 years of unchallenged domination of the charts. Until 1989, when the country also began to show signs of slowing. The band’s

founder, Goran Bregović, has later become a global phenomenon of world music, bringing around the world his shows made of colored brass bands and female choirs. Using rare archival materials of the Yugoslav music scene from the late ‘60s and early ‘70s and for the 15 years during which the band has burst onto the scene and dominated the popular imagination, the film tells an epic story made of sex, drugs, rock’n’roll and politics. The chronological development of the film follows, in fact, step by step the transformation experienced by Yugoslavia, up to 1989, when the Bijelo Dugme separate and the model country of the Eastern bloc faces the brink of collapse. Igor Stoimenov Regista e produttore serbo, natonel 1971. Fra il 1994 e il 2000 ha studiato regia cinematografica e televisiva a Belgrado e a New York. Una volta terminati gli studi ha cominciato a dirigere spot commerciali e video musicali. Negli ultimi anni si è dedicato ai documentari, girandone diversi, fra i lungometraggi Partizanski film, Novo vreme e Bijelo dugme. Director and producer from Serbia, born in 1971. Between 1994 and 2000 he studied filmmaking and television in Belgrade and New York. After completing his studies he began directing commercials and music videos. In recent years he devoted himself to documentaries, shooting various of them among which there are Partizanski long films, Novo Vreme and Bijelo Dugme.


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MOSTAR UNITED DI BY Claudia Tosi

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Dopo aver combattuto nella guerra di Bosnia-Erzegovina per proteggere la sua Mostar e il Ponte, Mensud è impegnato in una nuova battaglia: trasmettere alle nuove generazioni il senso perduto dell’unità. Divisa e avvelenata dal nazionalismo, Mostar non è più la Montmartre dei Balcani che era prima della guerra, ma due “ghetti” separati da un grande boulevard. Sul campo della sua scuola calcio del Velez, la squadra storica di Mostar, Mensud guida un esercito di ragazzini, ma suo figlio Dzenan, uno degli allievi, sogna un ingaggio in Europa e una vita lontana dall’odio. After fighting in the war in Bosnia-Herzegovina to protect his Mostar and the Bridge, Mensud is engaged in another battle: to transmit to new generations the lost sense of unity. Divided and poisoned by nationalism, Mostar is no longer the Montmartre of the Balkans that was before the war, but it’s made of two “ghettos” separated by a big boulevard. From the pitch of the Velez football school, the legendary team of Mostar, Mensud leads an army of kids, but his son Dzenan, one of the students, dreams of a signing in Europe and a life away from hate.

Claudia Tosi È nata a Modena nel 1970. Ha studiato Filosofia alla facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna. Nel 2004 realizza “Private Fragments of Bosnia”, Miglior Documentario al Genova Film Festival 2004 e al Mediterraneo Video Festival, 2005; selezionato all’International Documentary Film Festival di Amsterdam (IDFA) 2004; a One World Human Rights Festival, Praga, 2005; al Festival de’ Popoli, 2005. Nel 2006 dirige “Building the Winter Games”, una serie prodotta da Stefilm per Discovery Channel Europe (3X46’). Nel 2008 realizza “Mostar United”; in concorso a IDFA 2008 e al Trieste Film Festival 2009. Was born in Modena in 1970. She studied Philosophy at the Literature and Philosophy University of Bologna. In 2004 she produced “Private Fragments of Bosnia”, Best Documentary at the 2004 Genova Film Festival and the 2005 Mediterranean Video Festival; it was selected at the International Documentary Film Festival of Amsterdam (IDFA) in 2004, at the One World Human Rights Film Festival, in Prague, 2005, and at the Festival de’Popoli (ingl tr. Festival of Peoples), in 2005. In 2006 she directed “Building the Winter Games,” a series produced by Stefilm for Discovery Channel Europe (3X46’). In 2008 she produced “Mostar United” in competition at IDFA 2008 and at the Trieste Film Festival in 2009.


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EVENTO SPECIALE / SPECIAL EVENT

NANUK L’ESCHIMESE (NANOOK OF THE NORTH: A STORY OF LIFE AND LOVE IN THE ACTUAL ARCTIC) ROBERT J. FLAHERTY USA, 1922

NANOOK OF THE NORTH

Omaggio al primo documentario della storia del cinema, di cui ricorre quest’anno il 90° anniversario, con accompagnamento musicale dal vivo del Trio Ciné Musique ovvero come le moderne sonorità sono in grado di creare forti suggestioni con le pellicole di un secolo fa. Tribute to the first documentary in film history, in its 90th anniversary this year, accompanied by live music of the Trio Ciné Musique, that is as modern sounds are able to create strong suggestions with films of a century ago. Nell’arco di tre stagioni, racconta la vita della famiglia di Nanuk composta da moglie, due bambini e un cane. Il villaggio dove vivono è Port Harrison, non molto lontano dalla Baia di Hudson. L’eschimese Nanuk morÏ di stenti due anni dopo la fine delle riprese. –Robert Joseph Flaherty (Iron Mountain, 16 febbraio 1884 – Dummerston, 23 luglio 1951) volle mostrare l’orgoglio della popolazione Inuit attraverso il carisma di Nanook, dimostrando, con rigore antropologico, il profondo legame esistenziale tra uomo e Natura.

Over three seasons, it tells the story of Nanuk’s family, consisting of his wife, two children and a dog. The village where they live is Port Harrison, not far from the Hudson Bay. Nanuk the Eskimo died of starvation two years after the end of the shootings. –Robert Joseph Flaherty (Iron Mountain, February 16, 1884 – Dummerston, July 23, 1951) wanted to show the pride of the Inuit people through the charisma of Nanook, showing with anthropological rigour the deep existential bond between man and nature.


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AMEDEO RONGA

ROMANO PRATESI

STEFANO RAPICAVOLI

Ha partecipato a festival e rassegne di musica popolare, etnica e jazz in tutta Italia e in Olanda, Belgio, Germania, Austria, Svizzera, Grecia, Lussemburgo, Francia, Tunisia, Giappone e Uzbekistan. Vanta una collaborazione di tredici anni con Alfio Antico con cui si esibisce dal duo al quartetto ed inoltre ha fatto varie tournèe con artisti quali Gabriella Ferri, Carlo D’Angiò e Musicanova, i fratelli Mancuso e altri. Nella musica jazz ha suonato con Danilo Rea, Paolo Fresù, Franco D’Andrea, Battista Lena, Francesco Cafiso, Gianni Basso, Joe Lee Wilson, Geri Hallen, Mathias Shubert, Rasul Siddik, Bill Smith e altri. He has participated in festivals and exhibitions of folk, ethnic and jazz music throughout Italy and the Netherlands, Belgium, Germany, Austria, Switzerland, Greece, Luxembourg, France, Tunisia, Japan and Uzbekistan. He has a partnership of thirteen years with Alfio Antico with whom he performs from duo to quartet, and also made several tours with artists such as Gabriella Ferri, Carlo D’Angiò and Musicanova, the Mancuso brothers and others. In jazz music he played with Danilo Rea, Paolo Fresù, Franco D’Andrea, Battista Lena, Francesco Cafiso, Gianni Basso, Joe Lee Wilson, Geri Hallen, Mathias Shubert, Rasul Siddik, Bill Smith and others.

Romano Pratesi, con il suo progetto “Rubber Band”, inizia una nuova collaborazione con il saxofonista e compositore David Liebman, oltre che con i batteristi Adam Nussbaum e Daniel Humair e con il contrabassista Ares Tavolazzi; con “Rubber Band” Romano Pratesi si esibisce in 2 Festival italiani: «Festival Jazz Villa Celimontana» a Roma e «Montalcino Jazz & Wine» a Siena; da questi concerti vede la luce il CD «RUBBER BAND LIVE», pubblicato nell’aprile 2012 dall’etichetta francese “Zproduction”, distribuito in Europa e nel resto del mondo dal distributore francese “Musicast” . Romano Pratesi, with his project “Rubber Band”, starts a new collaboration with the composer and saxophonist David Liebman, as well as with the drummers Adam Nussbaum and Daniel Humair and the bassist Ares Tavolazzi; with “Rubber Band” Romano Pratesi performs in 2 Italian Festivals: “Villa Celimontana Jazz Festival” in Rome and “Montalcino Jazz & Wine” in Siena, and from these concerts was born and released the CD “RUBBER BAND LIVE”, published in April 2012 by the French label “Zproduction”, distributed in Europe and around the world from the French distribution “Musicast”.

Batterista autodidatta, ha studiato percussioni presso la Scuola di Musica di Fiesole. Nel 1985 inizia la sua attività di percussionista suonando in varie orchestre lirico sinfoniche. L’interesse per l’improvvisazione lo vede collaborare fin dai primi anni Ottanta con vari musicisti dell’ambiente jazzistico, nazionali ed internazionali. Nel 1998 ha fondato il gruppo Hovercraft Ensemble, con il quale ha registrato i cd “Zig Zag” ( Silence, 2000 ) e “Est Pop. Omaggio a Bela Bartok“ nel 2003. Dal 2002 è Direttore della Sunrise Jazz Orchestra. He studied percussion at the Music School of Fiesole but he’s fundamentally a self-taught drummer. In 1985 he started his career as a percussionist, playing in various opera-symphonic orchestras. The interest in improvisation leads him to collaborate since the early eighties with various musicians from the national and international jazz world. In 1998 he founded the band Hovercraft Ensemble, with whom he recorded the CD “Zig Zag” (Silence, 2000) and “Est Pop. Omaggio a Bela Bartok” “Pop East. Tribute to Bela Bartok” in 2003. Since 2002 he is Director of the Sunrise Jazz Orchestra.


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CORSO DI CINEMA

Da lontano lo sguardo raccoglie l’imponente struttura dell’Overlook Hotel. Il campo lungo sull’albergo, ripreso in posizione centrale rispetto al quadro scenico, stabilisce una situazione di apparente serenità, nella quale si inserisce tuttavia una sorta di istintiva oppressione dovuta alla preminenza dell’edificio dentro l’inquadratura. All’interno Danny percorre l’ambiente sul triciclo. La steadycam lo segue da vicino, ad altezza bambino, secondo una duplice finalità: creare coinvolgimento alla scena e fornire una visione parziale del quadro che produce ansia. La stessa inquietudine viene esercitata dal rumore alternato delle ruote del triciclo su parquet e tappeti. Ogni sequenza di un film è il frutto non casuale di una scelta. Del regista, ovviamente, ma non solo. L’angolazione di ripresa, il tipo di illuminazione, la preferenza cromatica, il taglio spaziale, danno il senso visivo dell’immagine cinematografica. Il montaggio, la soluzione temporale, l’aderenza sonora assecondano il contenuto narrativo del racconto. Davanti a una pellicola è possibile subire passivamente la successione visuale, oppure dotarsi di una rete di informazioni in grado di farci “leggere” un determinato passaggio, così come percepirne compiutamente senso ed espressione filmica. Il corso di cinema per le scuole risponde all’esigenza di un’interpretazione più consapevole e critica, attraverso un approccio ora informativo ora pratico, maggiormente comprensibile grazie alla proiezione costante di quadri scenici e brani di pellicola. Con l’obiettivo di essere in grado di fornire gli strumenti basilari della conoscenza cinematografica, utile alla lettura del film, che sia Shining di Stanley Kubrick, o qualsiasi altro racconto su grande schermo.

COURSE ABOUT CINEMA FOR SCHOOLS

From a certain distance the eye picks out the impressive building of the Overlook Hotel. The long shot on the hotel, taken in a central position in the scenic framework, establishes a state of apparent serenity, in which, however, a sort of instinctive oppression occurs, due to the prominence of the building in the shot. Danny runs around this environment on his tricycle. The steadycam is following him closely, at a child height, according to a double purpose: to create involvement in the scene and to provide a partial view of the picture that produces anxiety. The same concern is created by the alternate noises of the tricycle’s wheels on wooden floors and carpets. Each sequence of a film is not the result of a random choice. The director’s choice, of course, but not only. The camera angle, the type of lighting, colour preference, the space cut, give the visual sense of the cinematic image. The assembly, the time solution, the score’s sound adherence, support the narrative content of the story. In front of a film you can passively receive the visual succession, or develop a network of information that enables us to “read” a certain passage, as well as fully perceive the film’s meaning and expression. The cinema course for schools answers the need for a more conscious and critical reading, through an alternating informative or practical approach, easier to understand thanks to the constant projection of scenic frames and pieces of film. The aim is being able to provide basic tools for the knowledge of cinema, useful for reading films, being it Shining by Stanley Kubrick or any other story on the big screen.

–Francesca Lenzi


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PER LE SCUOLE

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FRANCESCA LENZI

FRANCESC0 FALASCHI

(Piombino, 1978), laureata in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Pisa, con una tesi su Dario Argento, è giornalista collaboratrice del Tirreno e critico cinematografico. Ha pubblicato i testi “Dario Argento da Suspiria alla Terza Madre: Inferno” (2007) , “Tenebre” (2009) e “Zombi! George A. Romero e il cinema dei morti viventi” (2011) per le edizioni Profondo Rosso; “La maschera del male. Il cinema di Rob Zombie” (Il Foglio, 2008) e un saggio all’interno del volume “Argento vivo” (Marsilio, 2008). Scrive articoli e saggi per varie riviste locali e nazionali e siti internet. (Piombino, 1978), a degree in Conservation of Cultural Heritage at the University of Pisa, discussing a thesis on Dario Argento, is a journalist, collaborator of the “Il Tirreno” newspaper, and a film critic. She has published books like “Dario Argento da Suspiria alla Terza Madre: Inferno” (2007, ingl. tr. “Dario Argento from Suspiria to the Third Mother: Inferno”), “Tenebre” (2009, ingl. tr. “Darkness”) and “Zombi! George A. Romero e il cinema dei morti viventi” (2011, ingl. tr. Zombies! George A. Romero and the cinema of the Living Dead“), for the editions Profondo Rosso; “La maschera del male. Il cinema di Rob Zombie” (Il Foglio Ed., 2008, ingl. tr.”The mask of evil. Rob Zombie’s cinema”) and an essay in the book “Argento vivo” (Marsilio Ed., 2008, ingl. tr. “ Quicksilver “). She writes articles and essays for various local and national magazines and websites.

“Mostrerò alcune sequenze dei miei cortometraggi e dei miei film spiegando come sono state realizzate e soprattutto come le scelte tecnico-espressive del regista e del direttore della fotografia hanno concorso a narrare certi personaggi, certi fatti e certe emozioni. Racconterò come ho diretto gli attori, il lavoro con loro durante le prove e sul set. Non ultimo esporrò come il girato è stato ulteriormente “riscritto” e modificato dal montaggio.” “I’ll show some scenes from my short movies and my films, explaining how they were created, and in particular how the technical and expressive choices of the director and the cinematographer have helped to create and show certain characters, certain facts and certain emotions. I will tell you how I directed actors, the work with them during rehearsals and on set. Last but not least, I will also explain how the shooting part has been further “rewrote” and modified during the assembly.” (Francesco Falaschi)


DÉJÀ MADE \ READY VU

DATE LUOGHI


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Déjà Made/Ready Vu Visioni, Vertigini e Ritorni Di By Nicola Cecchelli

Il titolo della collettiva gioca su di un curioso riscontro: la definizione finale del termine francese déjà vu2 coincide con l’esposizione della ‘famigerata’ Fontaine di Marcel Duchamp3. La vertiginosa “rivoluzione ecumenica4” messa in scena dal ready made ricorda, in effetti, il fenomeno del déjà vu: trovarsi di fronte a un oggetto comune ‘già fatto’, trasportato all’interno di un contesto espositivo, scatena quella curiosa sensazione del ‘già visto’, spingendo il fruitore in una condizione di falso riconoscimento, in quanto l’oggetto in questione, privato della sua funzione strettamente pratica, raggiunge una dimensione puramente estetica. Il titolo si concentra, quindi, su di un tipo di visionarietà che non crea ma replica, non produce ma ricicla, non compone ma remixa. Una visionarietà protesa verso la ripetizione spaesante, il prelievo, la copia e il riflesso. Tale mtodus operandi non corrisponde, tuttavia, a una condizione di sterilità da parte degli autori, ma al contrario a una situazione di fertilità particolare. Si tratta, molto spesso, di gesti semplici che gettano un punto di vista nuovo e interessante su ingredienti della realtà che ci circonda. D’altronde la missione di ogni artista in ogni epoca è forse proprio questa: mostrarci la realtà con altri occhi. Strettamente connessa alla pratica del sampling troviamo, allora, l’opera di Gian Pietro Arzuffi che s’inserisce in quell’ampia cerchia di artisti che nella ripetizione di opere preesistenti tenta di sovvertire la consueta equivalenza di originalità-valore, innestando il seme del dubbio nel dna dell’au-

tenticità. Così come Lapo Simeoni, con ciò che potremmo definire un ready made rettificato, dimostra che basta capovolgere una singola lettera di un noto logo aziendale specializzato in comunicazione per inviare un messaggio dal sapore inafferrabile. Nel caso di Pino Modica, diversamente, potremmo azzardare l’espressione ‘ready made determinato’, poiché si tratta proprio di una scelta iniziale che porta il frutto di gesti comuni, le tracce lasciate su di un determinato piano di lavoro artigianale, a esser svelato dalla luce con una nuova identità che trascende il contingente rivolgendosi all’ideale. Un mondo di segni in un universo di oggetti: nell’’object trouvé’ di Paolo Meoni la familiarità di una foto amatoriale abbandona la sfera dell’intimo per estendersi nella sfera collettiva grazie all’enfasi della sovradimensione e alla presenza del sedimento temporale,dato dalla polvere, e incastonato per sempre dentro l’immagine. Con Saverio Mercati ciò che sembra solo un esercizio stilistico autoreferenziale svela, invece, i retroscena dell’opera esautorata dal racconto, il suo meraviglioso funzionamento sottostante che rivela tutta la luce dietro le quinte, luogo mai stato così affascinante. Altrove con Franco Menicagli è la scultura a esser spogliata da ogni sfarzo monumentale, poiché l’artista non glorifica la realtà, ma la ricicla riattivandola in una struttura pulsante di segni che rivitalizzano lo spazio ospitante. In Silvia Negrini si trova la ripetizione di uno stile frutto di un recupero ‘archeologico’, quello dei primi video game con grafica poligonale, al servizio di una

“Daltonici, presbiti, mendicanti di vista il mercante di luce, il vostro oculista, ora vuole soltanto clienti speciali che non sanno che farne di occhi normali.1” Fabrizio De André

composizione con richiami optical dati dall’ipnotico movimento rotatorio di un soggetto inaspettatamente instabile. Sempre di ripetizione si parla con i moduli di Marco Pagliardi, ripetizione che, tuttavia, crea nel suo svolgersi nuovi originali e non copie come l’occhio a prima vista non stenta di suggerire, sovvertendo la procedura logica che porta dalla matrice ai multipli. Un richiamo cinematografico ci porta, invece, in uno spazio high class dove troviamo i caratteri stereotipati di Paolo Vegas, con il protagonista che danza al centro della scena inconsapevolmente spiato da un doppelgänger invidioso e voyeur. La distanza tra copia e autentico si fa sempre più flebile: cosa c’è di più originale, allora, che realizzare una sorta di reportage sulla pittura commerciale partenopea, pratica decisamente artigianale che trova però in una folcloristica interpretazione un’identità magica e stupefacente nel video di Gabriele Di Matteo dove il colore si fa suono. Da una linea di confine, allora, Gianluca Becuzzi orchestra la realtà in playback, campionando suoni reali e trasformandoli in situazioni audioinstallative, originate sia da registrazioni di campo sia da manipolazioni di oggetti, che amplificano il quotidiano. Infine, quasi come conclusione di un percorso fatto di ritorni, echi e reminiscenze, troviamo il video di Francesco Fossati che pare dedicato all’alba della rappresentazione, all’epoca dei simulacri riflessi, disegnati di ombra e scolpiti di luce. Lo specchio si trasforma allora in una sorta di portale eterico che fonde la figu-


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ra dell’artista stesso con il proprio territorio natale. Questo innesto di arte contemporanea all’interno di Visionaria International Film Festival, oltre a omaggiare la manifestazione giunta alla sua ventesima edizione, arricchisce la proposta, è proprio il caso di dirlo, con punti di vista di artisti che non sanno che farne di occhi normali.

The exhibition title is made by playing with a strange connection: the meaning of the french expression déjà vu1 corresponds to the famous and ironic show Fountain by Marcel Duchamp2. The stunning “global revolution3”, displayed by the ready made, actually reminds us the déjà vu phenomenon: being in front of a common object ‘already made’, delivered inside an exhibition, can produce that prying sensation of “déjà vu”. In this situation the viewer is get to a condition of “false recognition” because the object, deprived of its practical duty, acquires a mere esthetic aspect. The title is focused on a kind of visual art that repeat instead of creating, that recycle instead of producing, that remixes instead of composing. Everything aim to an alienating repetition: taking, copying and reflecting. However, this kind of artistic process is not to be intended as a sterile condition, but as a particular situation of fertility. The result is very often the production of simple kind of gestures that give an interesting and new point of view on the reality around us. Anyway, the mission of an artist, in every time, is probably exactly this: showing us the reality with a different eye. Gian Pietro Arzuffi’s works are closely related to the sampling experience. Arzuffi belongs to a wide group of artists who try to subvert the usual equivalence between authenticity and value, by the repetition of works already existing. The only way that makes it possible is by instilling the suspicion into everybody’s mind. In

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the same direction seems to go Lapo Simeoni’s works that shows how, by turning upside down a single letter of a famous company’s logo, we can obtain an undefined meaning message (ready made “corrected”). Pino Modica, on the contrary, seems more interested in that we can call ‘ready made defined’: in his works light plays an important role revealing a new identity that goes beyond the contingency of everyday life, while gestures are reaching an ideal sphere of meaning. A world of signs in a universe of objects is the context in which it’s possible to place the Paolo Meoni’s’object trouvé’. In his works, photos made by an amateur, the familiar intimacy is abandoned and the mind can go over, reaching an ideal and a general dimension, thanks to the emphasis given by dust and sediments which are set forever inside the image. Apparently Saverio Mercati’s works are only a stylistic exercise: actually the artist manages to show what happens behind the scene, where the light usually does not arrive and does not reveal the true reality. With Franco Menicagli we discover the sculpture naked by any monumental magnificence. The artist, in fact, does not glorify the reality, but he prefers to recycle it in a structure made by beating signs that occupy the vital space around. In Silvia Negrini’s works we can find a repetition of a style which is similar to an archaeological rest. She “plays” with the first videogames made with polygonal graphics, using them in a composition of optical receptors made by the hypnotic movement of a subject that is surprisingly unstable. Marco Pagliardi continues to work on “repetition” by proposing works that subvert the logic process which starts from a matrix and then reproduced this in submultiples. That repetition creates new originals samples and not copies, as the human eye suggests at first sight. A cinematic attraction gets us to an high-class space, where we find the stereotyping characters of Paolo Vegas. Here

the main character dances in the centre of scene, ignoring to be looked over by a voyeur and envious doppelgänger. The distance between a copy and its original becomes more and more feeble: that is why Gabriele Di Matteo decides to make a sort of reportage about Neapolitan commercial painting: the representation is very folkloristic, acquiring something magic and astonishing, thanks to colours that change in sounds. From a border line, then, Gianluca Becuzzi organizes the reality in playback. He uses real sounds, changing them in audiovisual representations made by recording and manipulating objects that amplify the everyday life sound. As a conclusion, we can find an itinerary, composed by memories and echoes, that passes through the video of Francesco Fossati. His work seems to be dedicated to the dawn of theatrical representation, when reflected simulacrums, shadows and lights used to sculpt the reality around the human being. The mirror becomes a sort of ethereal door that mixes the person of the artist with his own native environment. This contemporary art show inside Visionaria International Film Festival is to be considered as a tribute to the 20th edition of an important event, but even a way to enrich and make bigger the artistic proposal through the works of artists that really refuse to use their eyes as normal people usually do. Translation by Serena Bedini

Fabrizio De André, L’ottico in Non al denaro, non all’amore né al cielo, Roma, 1971. Produzione Production: Roberto Dané, Sergio Bardotti. 2 Émile Boirac, The psychology of the future (L’avenir des sciences psychiques), Kegan Paul Publisher, London, 1918. 3 Fontaine fu presentata in occasione della prima esposizione della was showed during the first exposition of the Society of Independent Artists”, New York, aprile – maggio 1917. 4 Alberto Boatto, Lo sguardo dal di fuori - Nuove frontiere dello spazio e dell’immaginario, Cappelli Editore, Bologna, 1981. Pag. 9. 1


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Gian Pietro Arzuffi Nelle pieghe della memoria Acrilico su tela Acrylic on canvas, 70 X 115cm, 2012. Courtesy Armanda Gori Arte, Prato

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Gianluca Becuzzi, Oltrelinea, Audio installazione Audio Installation, 2012. Courtesy l’artista Courtesy the artist.

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Gabriele Di Matteo Dal ragazzo che tirò una pietra Video frames (DVD Colore-Sonoro Color-Sound: 34’00’’), 2005. Courtesy MAMCO Musée d’Art Moderne et Contemporain, Genève (Switzerland)

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Francesco Fossati, Untitled Fotogrammi da video Video frames (DVD monolocale, Colore-Sonoro Color-Sound: 03’45’’ loop), 2008. Courtesy l’artista Courtesy the artist.

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Franco Menicagli, Clues #11 Oggetti in metallo, legno, plastica, misure variabili Metal objects, wood, plastic, variable dimensions, 2011. Courtesy Die Mauer Arte Contemporanea, Prato

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Paolo Meoni, Dusty landscapes #1 Stampa lambda Lambda print, 136 X 200cm, 2009. Courtesy Die Mauer Arte Contemporanea, Prato.

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Saverio Mercati, Untitled Pellicola duratrans e impianto luce Film duratrans and plant light, 100 X 100cm, 2009. Courtesy Die Mauer Arte Contemporanea, Prato.

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Pino Modica, Falegnameria Rospetti (dalla serie from series Piani di lavoro) Plexiglas e impianto luce Plexiglas and plant light, 110 X 128cm, 2004. Courtesy l’artista Courtesy the artist.

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Silvia Negrini, Recinto Smalto su tavola Enamel on table, 30 X 182cm (30 X 30cm each), 2010. Courtesy l’artista Courtesy the artist.

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Marco Pagliardi, Albero del ferro Legno di azobè intagliato Azobè wood carved, 1 X 10 X 50cm, 2011. Courtesy l’artista Courtesy the artist.

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Lapo Simeoni, Mind the gap Box, neon, 7,2 X 67 X 161,8cm, 2010. Courtesy l’artista Courtesy the artist.

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Paolo Vegas, Cloning maind Collage su stampa lambda montata su leger Collage on lambda print on leger, 85 X 155cm, 2011. Courtesy Armanda Gori Arte, Prato.

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Gian Pietro Arzuffi Nato nel 1979 a Garbagnate Milanese (Mi). Vive e lavora a Cesate (Mi) Born in 1979 in Garbagnate Milanese (Mi). Lives and works in Cesate (Mi). ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2011 La Fiera dell’Eccellenza, Bari, Esposizione Collettiva; Four Season Hotel, Tokyo (Giappone), Premio Internazionale Tokyo; Villa Malfitano Whitaker, Palermo, Arte in Passerella. Gianluca Becuzzi Nato nel 1962 a Piombino (Li), dove vive e lavora Born in 1962 in Piombino (Li), where lives and works. ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2012 Museo Fattori _ La Bulichella, Livorno e Suvereto (Li), The Absence (Red and White); 2008 Piazza Cappelletti, Piombino (Li), Memorie d’acqua; 2005 IXEM Live Festival _ PX Sound Art Festival, Rome and Piombino (Li), Invisibilità/Invisibility. Gabriele Di Matteo Nato nel 1957 a Torre del Greco (Na). Vive e lavora a Milano Born in 1957 in Torre del Greco (Na). Lives and works in Milan. ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2011 Z.K.M. Zentrum für Kunst und Medientechnologie, Karlsruhe (Germania), The Global Contemporary. Art Worlds After 1989 a cura di curated by Andrea Buddensieg, Peter Weibel; 2010 Musèe d’Art Moderne de la Ville, Paris (Francia), Seconde Main a cura di curated by Anne Dressen; 2009 Musée d’Art Moderne et Contemporain, Toulouse (Francia), Là où je suis n’existe pas a cura di curated by Christian Bernard. Francesco Fossati Nato nel 1985 a Carate Brianza (Mb). Vive e lavora tra Milano e Macherio (Mb) born in 1985 in Carate Brianza (Mb). Lives and works between Milan and Macherio (Mb). ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2012 Museo Castel Sant’Elmo, Napoli, Un’opera per il castello a cura di curated by Angela Tecce; 2010 Sedi varie Various centers, Milano, Sull’Invisibile, Avvistamenti, Appuntamenti e Pedinamenti dell’Arte Contemporanea a cura di curated by Francesca Alfano Miglietti (FAM); 2008 1° Festival dell’Arte Contemporanea_ Museo Carlo Zauli, Faenza, Gradisca a cura di curated by Alberto Garutti, Daniela Zangrando.

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Franco Menicagli Nato nel 1968 a Campiglia Marittima (Li). Vive e lavora tra Prato e Donoratico (Li) Born in 1968 in Campiglia Marittima (Li). Lives and works between Prato and Donoratico (Li).. ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2011 Pohjoinen valokuvakeskus, Oulu (Finlandia), TEMPI OSCENI - Likaiset Ajat Italialaista Nykyvalokuvataidetta a cura di curated by Alessandra Capodacqua, Paul di Felice e Danielle Igniti; Die Mauer Arte Contemporanea, Prato, Franco Ionda & Franco Menicagli – La sfida continua; Centro per l’Arte Contemporanea EX3, Firenze, Suspense Sculture sospese Suspended sculptures a cura di curated by Lorenzo Giusti, Arabella Natalini. Paolo Meoni Nato nel 1967 a Prato, dove vive e lavora Born in 1967 in Prato, where lives and works. ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2011 Centro per l’Arte Contemporanea Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno (Ar), L’evento immobile. Sfogliare il tempo a cura di curated by Saretto Cincinelli, Alessandro Sarri; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, Padiglione Toscana della 54° Biennale di Venezia a cura di curated by Vittorio Sgarbi. 2010 Die Mauer Arte Contemporanea, Prato, Paolo Meoni & Alberto Moretti – Passaggio a Prato. Saverio Mercati Nato a Sansepolcro (Ar) nel 1961. Vive e lavora tra Sansepolcro e Arezzo Born in 1961 in Sansepolcro (Ar). Lives and works between Sansepolcro and Arezzo. ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2011 Chiesa dei Gesuiti, Bari, Oltre il Sacro a cura di curated by Rosemarie Sansonetti;  2010 Sala Murat, Bari, Video Place a cura di curated by Associazione Museo Nuova Era; 2008 Galleria Studio Legale, Roma, ANTEPRIMA–Artisti della Galleria. Pino Modica Nato nel 1952 a Civitavecchia (Roma). Vive e lavora a Piombino (Li). ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2011 Museo Fattori, Livorno, Oltre il grande rettile a cura di curated by Stefano Pezzato; 2000 Palau de la Virreina, Barcelona (Spagna), Dal Futurismo al laser a cura di curated by Maurizio Calvesi e Rosella

Siligato; 1990 44° Biennale Internazionale di Venezia, Venezia, Sezione Aperto a cura di curated by Giovanni Carandente. Silvia Negrini Nata nel 1982 a Sondrio. Vive e lavora a Milano Born in 1982 in Sondrio. Lives and works in Milan. ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2008 Villa Capriglio, Torino, Election day a cura di curated by Alessandro Trabucco; Galleria Area B, Milano, No sense of sin a cura di curated by Ivan Quaroni; Ex Caserma militare De Cristoforis, Como, Allarmi 4 a cura di curated by Ivan Quaroni, Alessandro Trabucco, Alberto Zanchetta. Marco Pagliardi Nato nel 1982 a Leno (Bs). Vive e lavora a Milano Born in 1982 in Leno (Bs). Lives and works in Milan. ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2009 Cripta di Santa Restituita, Cagliari, Sound surroundig a cura di curated by Mauro Cossu; Libreria Brac, Firenze, Volume generico; 2006 HBK, Braunschweig (Germania), Progetto espositivo di Project Show by John Armleder. Lapo Simeoni Nato nel 1979 a Grosseto, dove vive e lavora Born in 1979 in Grosseto, where lives and works. ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2011 Kunstverein Kreis, Gütersloh (Germania), Ars Apocalipsis – Kunst und Kollaps, a cura di curated by Malte & Henning Boecker; 2008 Colossi Arte Contemporanea, Brescia, L’una e l’altra a cura di curated by Antonella, Daniele Colossi. Paolo Vegas Nato nel 1973 a Biella, dove vive e lavora Born in 1973 in Biella, where lives and works. ESPOSIZIONI COLLETTIVE GROUP SHOWS

2011 Galleria M&D Arte, Gorgonzola (Mi), A meno di non ricorrere a una fotografia a cura di curated by Flaminio Gualdoni; 54° Biennale Internazionale di Venezia, Padiglione Italia, Venezia,  COSA NOSTRA  SACRO SANTO  NOSTRA COSA a cura di curated by Vittorio Sgarbi; Armanda Gori Arte, Prato, Omar Ronda & Paolo Vegas _ Compagni di Biennale a cura di curated by Armanda Gori e Leonardo Marchi.


PIOMBINO ART CENTER 2012 8 ARTISTI IN CENTRO STORICO

PAC

LUCA LEONETTI + ELIA MANTOVAN

TAVERNA DEI BONCOMPAGNI Corso Vittorio Emanuele n°38 Tel. +39 0565 222176

MANUELA INNOCENTI + ELENA RAPACCINI

CAFFÈ NANNI

Corso Vittorio Emanuele

MASSIMILIANO FAVILLI+ RICCARDO POCCI

IL PECCATO RESTAURANT WINE BAR

Corso Vittorio Emanuele n°64 Tel. +39 0565 31263

DANIELE GARGANO+ GIAMPAOLO TERRITO

RISTORANTE LA ROCCHETTA P.zza Giovanni Bovio n° 6 Tel. +39 0565 39280

ACURA DI NICOLA CECCHELLI E PINO MODICA


DUCCIO BARLUCCHI

ALFREDO CAVAZZONI

Attore, regista, autore teatrale e di corti video, ha lavorato in Italia ed all’estero (Europa, Canada, Messico, Brasile). Fondatore dell’Ass. Teatro d’Almaviva, è direttore artistico della Compagnia TdA, e della Scuola di teatro ed improvvisazione. Per Visionaria presenta le serate del Concorso ed ha realizzato vari corti, tra cui “L’età visionaria”, premiato al festival Nickelodeon di Spoleto ‘97. Ha partecipato a vari films (A. Ramati, J. Ivory, Fratelli Taviani, B. Ferlito, Premio Bellaria ‘96, E. Marzocchini, Premio Annecy ’94), ed a trasmissioni e fiction TV (Rai, Mediaset). Dal ‘99 firma le regie delle produzioni teatrali della Compagnia TdA, di cui è spesso anche autore. Tiene Corsi di improvvisazione, drammaturgia e recitazione teatrale alla Scuola TdA e Laboratori di formazione in Italia ed all’estero. Sviluppa da 25 anni una propria ricerca di creazione ed uso di Maschere teatrali. An actor, producer and author of theatre works as well as short films, he worked in Italy and abroad (Europe, Canada, Mexico and Brazil). He founded the Theatre Association of “Almaviva” and he is the artistic director of the Company TdA as well as of the School of Theatre and improv. He is the presenter of the shows during the contest International Tuscany Video Festival Visionaria and he has made some video short films as “L’età visionaria”; he was awarded to the Nickelodeon festival of Spoleto ’97.He took part to some films (A. Ramati, J. Ivory, Fratelli Taviani, B. Ferlito, Bellaria ’96 Award, E. Marzocchini, Annecy ’94 Award), as well as to TV programs and fictions (Rai, Mediaset) Since 1999 he is the producer and often the author of the Theatre plays of the Company TdA. He’s a teacher in improv, drama and acting for the School TdA and he’s giving training labs for young people and children in Italy and Abroad. For 25 years he has been carrying on his own research about the creation and use of Theatre Masks.

Attore professionista ed improvvisatore dal 1988. Nel 1998, a Lille in Francia, diventa Campione del Mondo di Improvvisazione Teatrale. Nel 1999 vince a Montréal (Canada) il premio “Trophée Robert Gravel” come miglior attore del “Torneo Mondiale di Improvvisazione Teatrale” nell’ambito del Festival “Juste pour Rire”. Ha tenuto spettacoli e condotto stages di improvvisazione sia in Italia che all’estero (Canada, Francia, Belgio, Svizzera e Portogallo). Come attore cinematografico ha interpretato, fra gli altri, il ruolo del “Primo Carabiniere” nel film Pinocchio di Roberto Benigni e il ruolo “dell’allenatore di nuoto” nel film “Ti amo in tutte le lingue del mondo” di Leonardo Pieraccioni. Per la tv ha interpretato vari ruoli in fiction RAI (Incantesimo 4, Giorni da Leone 2, Il Commissario Manara, Sette vite come i gatti, Don Matteo 7) e MEDIASET (Distretto di Polizia 1 e 4, Carabinieri 3, Cuore contro Cuore, Medici Miei). È attore in “La maschera, il viaggio del volto nascosto”, regia di D. Barlucchi, in cartellone al Teatro Puccini di Firenze nel 2008. Alfredo Cavazzoni has been a professional and improvisational actor since 1988. In 1998 he won the World Improv Championship at Lille in France. In 1999 he won the first prize “Trophée Robert Gravel” as the best actor at “The World Improv Tournament” in Montréal (Canada) during the Festival “Just pour Rire”. He has performed and taught improvisation both in Italy and abroad (Canada, France, Belgium, Switzerland and Portugal). For the cinema, he played the role of the “First Carabiniere” in the film Pinocchio by Roberto Benigni and the role of the “swimming trainer” in the film “Ti amo in tutte le lingue del mondo” by Leonardo Pieraccioni. For the TV, he played different roles in TV series broadcasted by RAI (Incantesimo 4, Giorni da Leone 2, Il Commissario Manara, Sette vite come i gatti, Don Matteo 7) and MEDIASET (Distretto di Polizia 1 e 4, Carabinieri 3, Cuore contro Cuore, Medici Miei). He was playing as an actor in “La maschera, il viaggio del volto nascosto”, produced by D. Barlucchi, played at Puccini Theatre of Florence on 2008.

PRESENTATORI PRESENTERS


VISIONARIA PALMARES

PREMIO GRAN VISIONARIO GRAN VISIONARIO PRIZE

2010 2009 2008 2007 2006 2005

UERRA (15’) DI BY PAOLO SASSANELLI (ITALIA/ITALY) ARAFAT AND I (15’) DI BY MAHDI FLEIFEL (LIBANO/DENMARK) GUINEA PIG (16’30”) DI BY ANTONELLO DE LEO (ITALY) DREI REISENDE (11’30”) DI BY JAN THÜRING (GERMANY) TANA LIBERA TUTTI (15’) DI BY VITO PALMIERI (ITALY) SHADI IN THE BEAUTIFULL WELL (11’) DI BY MAHDI FLEIFEL (LIBANO)

PREMI DELLA CRITICA JURY PRIZES

2010 2009 2008 2007 2006 2005

CIGARETTE CANDY (13’39’’) DI BY LAUREN WOLKSTEIN (USA) ARAFAT AND I (15’) DI BY MAHDI FLEIFEL (LIBANO/DENMARK) COMME CA, C’EST FAIT! (12’30”) DI BY AXEL DU BUS, MICHAEL HAVENITH (BELGIUM) AZRAA WA AHMAR (11’45”) DI BY MAHMOOD SOLIMAN (EGYPT) MORT A L’ECRAN (14’) DI BY ALEXIS FERREBEUF (FRANCE) THIS IS A PORTRAIT (7’40”) DI BY NICOLAS BERNIER E AND DELPHINE MEASROCH (CANADA) SHADI IN THE BEAUTIFULL WELL (11’) DI BY MAHDI FLEIFEL (LIBANO) MORIR DE AMOR (12’40”) DI BY GIL ALKABETZ (GERMANY) IL DIARIO DEI SALTI (14’50”) DI BY RENATO GAGLIANO, ALBERTO MASI, DAVIDE PERNICANO (ITALY)

PREMIO FUORICLASSE PRIZE 2010 2009 2008 2007 2006 2005

41 (15’) DI BY MASSIMO CAPPELLI (ITALIA/ITALY) UNA PIÙ DEL DIAVOLO (9’30’’) DI BY MARCELLO GORI (ITALY) BULLI SI NASCE (15’) DI BY MASSIMO CAPPELLI (ITALY) ETERNAL SKIN (14’) DI BY EDOARDO LUGARI (ITALY) – PREMIO SPECIALE SPECIAL PRIZE ALRIGHT LOVE (13’46”) DI BY SAMULI VALKAMA (FINLAND) – PREMIO SPECIALE SPECIAL PRIZE FIN (9’10”) DI BY MIRIAM VISACZKI (GERMANY) - PREMIO SPECIALE SPECIAL PRIZE

PREMI SPECIALI SPECIAL PRIZES

2008 FACTOR 3 (5’) DI BY MARC ALVAREZ (SPAIN) – SECOND LIFE 2007 PANORAMA_ROMA (12’) DI BY ZIMMERFREI (ITALY) – SECOND LIFE DER LACHENDE HUND (8’40”) DI BY SHOREH JANDAGHIAN (GERMANY) – SECOND LIFE 2006 MORT A L’ECRAN (14’) DI BY ALEXIS FERREBEUF (FRANCE) - TROFEO SCHERMI VOLANTI FLYING SCREENS TROPHY 2006 COLORI A METÀ (10’) DI BY NICOLA DI GRAZIA (ITALY) – SBARRIAMO GLI OCCHI BEYOND BARS! 2005 NON VEDO L’ORA (15’) DI BY BARBARA FOLCHITTO, GIULIA TROIANO (ITALY) – PANORAMA ITALIANO ITALIAN PANORAMA

TARGA VISION ART VISION ART PLATE

2010 2009 2008 2007 2006

PARALLEL (7’42’’) DI BY OWEN ERIC WOOD (CANADA) NOT WITH A BANG (5’) DI BY ALESSANDRO AMADUCCI (ITALY) QUADRILOGIA DEL MOTO VERTICALE (13’) DI BY ANTONIO MEUCCI (ITALY) CHINESE PORTRAITURE (12’50”) DI BY ZHOU HONGXIANG (CHINA) IO SONO IL VENTO (14’) DI BY DEVIS VENTURELLI (ITALY)

IL PALMARES COMPLETO DAL 1991 LO TROVI SU THE COMPLETE LIST OF AWARDS SINCE 1991 IS ON: WWW.VISIONARIA.EU & WIKIPEDIA


Visionaria è fatto da Visionaria is made by Mauro Tozzi

Direzione artistica e organizzativa Artistic and managing director

Giuseppe Gori Savellini

Organizzazione eventi Events organization

Roberto Dini

Coordinamento attività informatiche IT Coordination

Mimmo Manes

Catalogo ed immagine coordinata, sito web Catalogue and image, web site

Pamela Pifferi

Gianni Anselmi

Sindaco di Piombino Major of Piombino

Ovidio Dell’omodarme

Assessore alla Cultura Comune di Piombino Councillor responsible for Culture, Comune of Piombino

Alessandro Bezzini, Tiziana Ghini, Maria Gianfranchi Ufficio cultura Comune di Piombino Department for culture Comune of Piombino

Coordinamento organizzativo e segreteria Coordination ad secretariat

Duccio Barlucchi

Direzione produzioni artistiche Art Production Manager

Alfredo Cavazzoni

Responsabile selezioni video Responsible for video selections

UNA PRODUZIONE

Natascia Maesi

Ufficio stampa Press Department

Pino Modica

Curatore VisionArt VisionArt curator

Nicola Cecchelli

CON IL CONTRIBUTO DI

Curatore Mostra Déjà Made/Ready Vu Déjà Made/Ready Vu Exhibition curator

Pasquale Petraglia, Francesco Corsi Montaggio materiali audiovisivi Editing of audiovisual material

Tiziana Tarquini, Lucia Santacroce, Massimo Tani, Roberto Dini

CON LA COLLABORAZIONE

Organizzazione Organization

Mimmo Nocera

Direzione tecnico audiovisiva Technical and audiovisual manager

Francesca Lenzi, Francesco Falaschi Docente Corso sul cinema Cinema Course teacher

Valeria Melandri Traduzioni Translations

Marco Formaioni

Proiezioni retrospettiva “Il cinema di Daniele Vicari” Projections retrospective “Daniele Vicari’s movies”

E IL SUPPORTO DI


Associazione Culturale Visionaria c/o Santa Maria della Scala Piazza Duomo 2 53100 Siena (Italy)

VISIONARIA2012

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