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gianluigi balsebre

Antologia 1969 - 2017

studio rebelbas


gianluigi balsebre

antologia delle opere 1969 — 2017

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Questo catalogo è stato stampato in

copie Numerate e firmate dall’autore in Firenze nel 2017 COPIA N.

© gianluigi balsebre 2017 2

Altre dieci copie, contrassegnate con numeri romani dall’I al X, contengono un’opera autografa dell’autore.


poesia visiva Nei primi anni settanta del ‘900 un gruppo di artisti salentini (tra i quali mio padre Vittorio ed io) fondarono a Lecce il gruppo Gramma e la rivista omonima. Il gruppo sviluppò stretti contatti con Eugenio Miccini e la rivista Techne a Firenze e con numerosi artisti italiani e stranieri attivi nell’ambito della poesia visiva e della esoeditoria di avanguardia. A quel periodo risale il mio esordio artistico.

Poesie visive 1969—1970

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azioni poetiche Le “azioni poetiche” sono performances giovanili, realizzate nei primi anni ’70, (dal 1969 al 1976 circa) coeve alla mia collaborazione con le riviste “Gramma “ di Lecce, “Techne” di Firenze e con lo Small Press Archive di Anversa. La trascrizione dei testi di queste azioni, corredata da alcune immagini, foto e progetti è stata raccolta in un opuscolo omonimo, realizzato nel 1976. Otto azioni poetiche ( Lecce 1969) mangiare poesia o berla diluita con acq ua appendere poesia sugli alberi ( e aspettare che maturi) sotterrare poesia ( e sperare che cresca o che muoia) fingere poesia leggere poesia al vento gettare poesia dal decimo piano appendere poesia a capo del letto ( al posto del santo) fare poesia non scrivendone più

LimitAZIONI ( Lecce 1972) limitAZI ONE 1:

tentativo di scrivere una poesia Su di una superficie liq uida limitAZI ONE 2: tentativo di scrivere una poesia ad occhi bendati

poesia-omaggio ( Lecce 1970) Buono premio A tutti una poesia in omaggio Scrivendo a: Gianluigi balsebre Via imperatore adriano 16 73100 lecce NOME… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … COGNOME… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … PROFESSIONE… … … … … … … … … … … … … … … … … … VIA… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … CITTA’… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … PROVINCIA… … … … … … … … … … … … … … … … … … … NAZIONE… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … ( Si prega scrivere in stampatello)

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Spedisci il tagliando

nastropoesia, 1971


Matera: i “sassi�

progetto di poema itinerante 1976/1977 situAZIONI, firenze 1971

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mail art Ho praticato la mail art, fin dagli anni giovanili, parallelamente ad altri mezzi espressivi, come una ulteriore possibilità comunicativa, al di fuori dei circuiti istituzionali e mercantili dell’arte.

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libri d’artista Dal 1996 ad oggi ho realizzato 14 libri d’artista: Mutus Liber, 1996, 122 pp., cm.15x21. Ne Travaillez Jamais, 1999, 48 pp., cm.14x21; Minimus Liber, 1999, 224 pp., cm.4x5. Realizzare l'arte, 2000, scatola di cm. 18x23 con 59 fogli sciolti di varie misure. Antologia dei Pensieri Smarriti, 2005, 400 pp.circa, cm.12x19; Quaderno, 2005, 60 pp., cm.12x16. Slogans, 2006, scatola di cm.18x18, 15 fogli sciolti recto/verso. In girum imus nocte et consumimur igni, 2007, scatola di cm. 15x23, 32 fogli (uno per lettera) legati a organetto. Labirinti, 2009, 236 pp., cm.9x13. Le Labyrinthe dans la tête, 2010, scatola di cm.22x22, 58 fogli sciolti (uno per ogni anno di età dell’autore al momento della realizzazione) ad una sola faccia + didascalia ; Labirinto, 2010, scatola di cartone canettato di cm.25x25 contenente frammenti dello stesso cartone con collage su entrambe le facce + uno studio di installazione; mani, 2016, 162pp., triangolare, cm. 30x21x21; mutusliber, 2016, libroggetto fustellato a forma di B, cm. 19x14x3;artefutura, 2017, triangolare, cm.30x21x21; 162pp.

minimus liber 1999

antologia… 2005

mani 2016 mani 2016

mutusliber 2016

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gli anni ottanta Negli anni ottanta del ’900 ho avuto contatti con alcune situazioni atipiche del panorama artistico fiorentino, realtà “autogestite” quali lo studio d’arte “il Moro” ed il centro culturale “AxA”. In quest’ultima, frequentata con più continuità, ho intrecciato rapporti con numerosi altri artisti e con alcuni critici d’arte, in particolare con Pier Paolo Castellucci, che fu il curatore della mia personale al “Centro arti visive Perseo” e di alcune altre esposizioni collettive a tema alle quali partecipai in quegli anni.

nebulosa 1987/ dittico

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videografie Nel 1992 e 1993, ho elaborato alcune mie ricerche visive precedenti, condotte con tecniche tradizionali, trasformandole in immagini grafiche informatizzate. Con esse ho realizzato una serie di “videografie” ovvero di video-animazioni astratte computerizzate. Sono sperimentazioni costruite con tecnologie semplici e con software rudimentali, semi-artigianali, la cui idea di fondo era quella di “animare”, di “muovere”, la pittura astratta. In queste videografie il colore e il segno si trasformano, il gesto pittorico si arricchisce animandosi. Il segno non è più congelato per sempre sulla superficie del dipinto, ma si muove, agisce, non solo nello spazio della tela, ma nel tempo del suo farsi movimento, nel tempo della sequenza animata. Esso non è più soltanto grafia ma diventa videografia. (un esempio di questi lavori su Youtube: “videografie rebelbas1”).

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labirinti Dagli anni novanta ad oggi ho lavorato ad una serie di opere che hanno come tema il labirinto. Sono labirinti mentali, metafore della condizione umana e della vita stessa, dipinti che rimandano a quel vagare imprevedibile che tutti noi sperimentiamo nel viaggio dell'esistenza. In un quadro di riferimento ampio, che va dai fauves alla pittura astrattoinformale, i miei labirinti si caratterizzano per il segno e per il colore. Il segno, a volte libero e gestuale, a volte più controllato, traccia la struttura dell'opera. Il colore, sempre vivo, steso in sovrapposizioni successive e giocato sulle contrapposizioni, sui complementari, sulle stesure timbriche che velano e trascelgono frammenti dagli strati sottostanti, caratterizza lo spazio del dipinto. Tra segno e colore si dipana un dialogo serrato e vario, ricco di risonanze, che spero renda questa pittura, pur nella sua apparente complessità, immediatamente godibile. Anche i collages della stessa serie sono sviluppati in modo originale. Con una tecnica ispirata dai papier découpé di Matisse, queste opere, infatti, non sono assemblate con materiali di recupero ( ritagli di giornali e riviste, ecc.) ma create appositamente utilizzando frammenti di mie opere dipinte. Questi frammenti si compongono in forme, vere geometrie sentimentali, che sostanziano la struttura dell’opera, scandendone il ritmo interiore. Tra il fondo colorato e le immagini sovrapposte ad esso si instaura, come nei “labirinti”, un rapporto che valorizza le risonanze cromatiche di entrambi. A sottolineare ancor più queste risonanze, spesso i frammenti del collage sono intrecciati al supporto dipinto. In questo modo cerco, non solo di giocare sulla struttura compositiva, ma tento di renderne esplicita la tridimensionalità. A questa serie ho dedicato un catalogo, realizzato nel 2011, stampato in occasione dei miei quaranta anni di attività artistica.

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fotograffiti Dal 1999 ad oggi ho prodotto una serie di “fotograffiti”, ovvero di immagini ottenute da pellicole fotografiche incise, graffiate, manipolate e colorate a mano e successivamente ritoccate e stampate. Questa tecnica, originale, era stata scoperta e sperimentata da mio padre Vittorio, alcuni anni prima. Io ho proseguito le sue ricerche, in maniera personale, affinando la tecnica, digitalizzando le immagini ed elaborando un linguaggio più consono alla mia espressività.

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carré In lingua francese il termine carré indica il quadrato. La serie di dipinti così intitolati, da me realizzati intorno al 2011, è infatti composta di lavori di formato quadrato, di piccole dimensioni ( di centimetri 30x30, 20x20, 15x15, 10x10) tutti realizzati su carta, con tecniche varie. La serie dei “carré” si inserisce nel contesto più vasto della mia produzione degli ultimi anni, che è quella dei “labirinti”, caratterizzata da una ricerca artistica di matrice astratto-informale, in cui il segno ed il colore sono gli elementi essenziali.

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astratte realtà

“Astratte realtà” è il titolo di una serie di immagini astratte digitali, da me prodotte, a cominciare dal 2012. Queste immagini sono generate partendo da fotografie che indagano la realtà che ci circonda. Le foto originali di oggetti, materiali, particolari, ecc. trascelgono aspetti della realtà che contengono, già in fieri, l’astrazione. Di modo che esse rappresentano una realtà altra, sottesa a quella immediatamente visibile. Queste immagini sono il risultato, quindi, di una ricerca formale che tende a mettere in luce ciò che di astratto è contenuto nella nostra realtà visiva quotidiana. Già nella fase di ripresa queste fotografie superano il realismo della rappresentazione, a volte semplicemente scegliendo, con l’inquadratura, un particolare del soggetto; altre volte forzando i limiti stessi dello strumento fotografico, ad esempio sfocando l’immagine fino alla sua irriconoscibilità, oppure muovendo la fotocamera al momento dello scatto. Qualche altra volta è il soggetto stesso ad offrire spunti inaspettati, come nella serie di immagini ottenute fotografando trasmissioni televisive con il segnale disturbato e/o fuori sintonia. Per potenziare questi effetti di astrazione, già presenti al momento dello scatto, ho manipolato, poi, le immagini al computer, usando le potenzialità della fotografia digitale. Questa serie di opere, che si situa al confine tra pittura e fotografia, riprende gli stilemi della mia pratica pittorica recente, in particolare quella astratto-informale della serie dei labirinti. 13


cromografie / cromopoesie Una ricerca che conduco dal 2004 (che si ricollega, in qualche modo, alla poesia visiva dei miei anni giovanili) riguarda gli aspetti grafici, cromatici e materici della scrittura. La grafia delle lettere dell’alfabeto, delle frasi che esse compongono, al di la del loro significato semantico, può essere indagata come segno pittorico, come gesto cromatico, come forma estetica. In questa ricerca ho tentato di utilizzare la grafia delle lettere, delle parole, come una componente della composizione dell’opera evidenziandone a volte il puro aspetto segnico, di gestualità informale; altre volte quello cromatico e materico, integrandoli nella struttura stessa del dipinto.

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cromograffiti I cromograffiti, realizzati in anni recenti (2014/2015) rappresentano una declinazione della pittura di segno e colore che vado praticando da sempre. Qui il segno è più ampio, affiancato e sovrapposto ad impronte di colore pressato sul supporto, che crea rilievi ed increspature sulle campiture cromatiche. Questa tecnica del “monotipo” produce, anche, effetti compositivi di simmetria imperfetta, rafforzati da contrasti di colore tra le varie parti del dipinto e tra la figura ed il fondo. Sono segni “graffiti”, che possono ricordare le tag della street art.

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ventiperventi “ventiperventi” è un’operazione artistica, del 2016, che propone una serie di circa cento dipinti su tela, tutti di formato quadrato, di cm. 20x20, che possono essere assemblati liberamente a formare un polittico. La mia predilezione a mescolare gli stili, gli ismi, è qui evidente. La serie, infatti, si compone di opere, di piccolo formato, dove è palese il riferimento alle tendenze dell’arte a me care. I fauves, l’astrattismo, l’informale nelle sue componenti materiche e segniche, l’action painting, le ricerche sul segno della scrittura e quelle sulle immagini simboliche… Tutte interpretate attraverso il mio linguaggio e la mia sensibilità estetica. E’ una serie eclettica, dove, volontariamente, gioco a mescolare le carte, a confondere gli stili e le tecniche, a ripercorrere una mia privatissima storia dell’arte contemporanea in un rimando di riferimenti, ampio ed articolato, dove combino ciò che è più affine alla mia ricerca creativa. E’ una serie a cui lavoro da tempo ed è ancora un work in progress, a cui si aggiungono, via via, nuovi elementi. Ciascuna piccola tela è in se conclusa e può essere fruita singolarmente, ma è nella composizione, libera, dell’insieme - che può essere continuamente modificata a formare sempre nuove combinazioni – che si coglie il senso vero di questo lavoro. Non è, quindi, un’opera d’arte statica, conclusa e congelata per sempre, ma un’opera dinamica che necessita di continue modificazioni compositive per poterne fruire pienamente. Purtroppo la riproduzione fotografica del lavoro (sia delle singole tele, che dell’intera composizione) non rende merito all’opera, che necessita della visione diretta per gustarne a pieno tutte le sfumature materiche, cromatiche e segniche. Invito tutti a vederla nel mio studio.

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collage

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oggetti arte in bottiglia

cornice

orologio

scatola

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mani Una serie di dipinti recenti (2015-2016) ispirata alle impronte di mani delle caverne preistoriche.

foglie

Un’altra serie recente (2014-2015) ispirata alle foglie.

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progetto potlatch Il “progetto potlacht”, del 2013, era un’operazione artistica provocatoria, che consisteva nel lasciare, in luoghi pubblici della città di Firenze, una quarantina di mie piccole pitture originali accompagnate da un testo esplicativo,. “Questa non è una pittura abbandonata, ma arte che cerca fruitori.” Il frammento di pittura sul retro è un dono che, al di la del suo valore materiale, vuole offrire esclusivamente un insieme di idee e di stimoli culturali che richiedono, come unica ricompensa, la circolazione, lo scambio, la rielaborazione di esse da parte di tutti coloro che vorranno accettarle. L’atto di offrire in dono una piccola opera pittorica vuole ribadire il valore intellettuale di essa e, dunque, l’importanza che questa partecipi alla circolazione creativa e collettiva delle idee; al confronto reale con quanto si agita oggi nel mondo della cultura oltre e contro i mistificanti circuiti mercantili. Duplice è quindi l’effetto che questa operazione intende ottenere: •Un rapporto diretto, anche se purtroppo numericamente limitato con quanti continuano a produrre idee originali, sopravvivendo nelle pieghe dell’asfissiante sistema dell’arte e della cultura spettacolari attuali; •La possibilità, provocatoria, di aggirare i consueti circuiti di diffusione e di comunicazione artistica, di fatto monopolizzati dal mercato, proponendo il puro valore d’uso delle opere d’arte e negando, concretamente attraverso il dono, il loro valore di scambio. Circa quaranta fogli (formato A4, aventi sul recto una piccola pittura originale datata e firmata e sul verso questo testo) del progetto POTLATCH 2013 sono stati lasciati in luoghi pubblici (caffè, librerie, biblioteche, piazze, ecc.) della città di Firenze. IN UNA SOCIETA’ IN CUI TUTTO E’ IN VENDITA DONARE E’ RIVOLUZIONARIO Info e contatti: rebelbas@virgilio.it

mostra a domicilio Inauguro, con il libro/oggetto “slogans”, l’operazione artistica “MOSTRA A DOMICILIO” (2015). L’operazione prevede l’invio, ad un elenco selezionato di corrispondenti, di alcune opere d’arte che possono essere fruite, direttamente a domicilio, da chi le riceve. GIANLUIGI BALSEBRE “SLOGANS” LIBRO/OGGETTO Scatola di legno, interamente ricoperta, all’esterno ed all’interno, di un collage di frammenti di riviste e giornali, di cm. 18x17,5x3,5. La scatola contiene 15 fogli sciolti, di cm. 18x17,5, recto/verso, più un foglio, sempre di cm.18x17,5, relativo al titolo. Tutti i fogli contengono 30 “poesie” composte da ritagli di giornali e riviste. Il libro/oggetto è un esemplare unico, realizzato a Firenze nel 2006. Questo libro/oggetto fa riferimento alla mia attività giovanile. Infatti, nei primi anni settanta del ‘900, ho aderito al movimento della Poesia Visiva e della esoeditoria d’avanguardia, collaborando con i Centri Techne di Firenze e Gramma di Lecce e con le omonime riviste.

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mostra a domicilio: alcuni commenti Ogni volta mi sorprendi, e devo dire la verità, con grande piacere. Avrei voluto ricambiare il tuo “potlach” con un mio lavoro, ma non posseggo il magico dono di coloro che riescono a comunicare con l’immaginifico linguaggio artistico. Scorrendo i tuoi papier collé digitalizzati e riflettendo sulla tua operazione artistica “Mostra a domicilio” non posso non pensare al concetto di SOVVERSIONE, letteralmente intesa. La tua è l’arte del sub-vèrtere, del “mandare sopra quello che era sotto”, nascosto, esiliato. I tuoi montaggi hanno la straordinaria forza di sovvertire il fastidioso rumore quotidiano della comunicazione coatta, patinata, avvolgente, seducente. Nuovi accostamenti, nuove relazioni “sovversive” fanno emergere ciò che è nascosto, un nuovo senso che può rendere credibile e godibile questo mondo così artificioso. W LA GIOIA DELLA SOVVERSIONE ! ! ! (Antonio Fiorentino 2015) Ho sfogliato subito il tuo libro e sono rimasto molto sorpreso per la poesia e per la provocazione che un ritaglio commerciale è in grado di determinare. Se penso che molte delle brevissime frasi utilizzate sono nate allo scopo contrario: indurre immediatamente una azione compulsiva di tipo consumistico, solleticando una reazione immediata ed emotiva che spinga all'acquisto possibilmente senza alcuna riflessione. Invece il tuo sguardo ha rovesciato il senso ed aperto nuovi spazi tra i segni. Le poesie mi hanno davvero impressionato ed oltre che una provocazione sono anche belle, liriche, romantiche. Grazie è un bel modo di iniziare questa giornata. (Paolo Francalacci 2015) Ti è sempre rimasto il vecchio meraviglioso vizio ; scrivi, scrivi, scrivi… Scrivi mille parole; scrivi mille forme; scrivi con mille colori. Le parole le hai (sempre avute), le forme le cerchi continuamente (dappertutto), sai trovare i giusti colori (sempre perfetti). Ti riconosco sempre… nel tempo. (Oronzo Consalvo “Pancho” 2015) Mi pare molto interessante questo tuo progetto, anche l'idea di un nomadismo a domicilio. complimenti. spero a presto. (Lorenzo Madaro 2015) La tua iniziativa è originale e interessante; ho visualizzato e fatto scorrere più volte i tuoi "slogans" , cercando di interpretarli come testi poetici "paroliberi". Mi sono resa conto che il mezzo computer permette una fruizione efficace delle poesie visive, in quanto ad un primo colpo d'occhio si può far seguire una lettura più lenta e concentrata sul significato. Mi sembra che l' ispirazione di fondo sia futuristica, come evidente nelle pp. 3, 5, 19; il testo di pag.19 mi è piaciuto particolarmente per il suo richiamo alla strada e alla città ,"La mia vita è in strada/ il mio studio è il mondo"/ Le città del futuro. Altri slogans sono più impegnati, ad esempio le immagini di pag. 15 hanno una certa forza; altre tavole sono più ironiche ed alcune più musicali come quelle in francese. Il testo di pag. 27 per ora è il mio preferito, forse per le "vertigini in giardino", espressione che in qualche modo mi suggestiona. (Giulietta Pesci 2015) Ho letto soltanto ora la tua e-mail contenente l'originale libro-oggetto riguardante la mostra a domicilio "SLOGANS" e ti ringrazio per avermelo inviato. E' un'operazione molto coinvolgente e mi sono particolarmente piaciute le "poesie visive" contenute nella scatola-libro. Sono davvero interessanti. (…) In ogni caso, il tuo progetto è stupendo e attendo tue ulteriori notizie. (Anna Boschi 2015) Un esercizio poetico in cui vedo un mix tra parole in libertà alla Marinetti, un po' di dadaismo e di poesia visiva. Saluti. (Maria Luisa Trevisan 2016)

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progetto potlatch: alcuni commenti

Gianluigi, davvero molto interessante il tuo progetto. Hai ragione, di questi tempi donare è rivoluzionario. Un caro saluto, Lorenzo Madaro, Lecce grazie di avermi fatto partecipe della tua arte! è stato un regalo inaspettato! mi piace molto la tua arte in cerca di fruitori! questo è un atto rivoluzionario e ora è necessario! Fiorenza Carmignani, Firenze Sono rimasta davvero colpita dalla tua idea. In un mondo dove si da valore a dei feticci, regalare delle opere d'arte solo per il gusto di condividerle è davvero controcorrente. Un dono speciale. Grazie, Donatella Pacini, Firenze Gianluigii! il tuo progetto di diffusione e scambio è bellissimo, va in direzione ostinata e contraria al mondo di merda delle esposizioni "a pagamento" dei circuiti ufficiali. Si lega nel mio immaginario, alla diffusione delle poesie sui muri del Mèp movimento di emancipazione della poesia, se vuoi quando ci vediamo ne parliamo :) quaranta sono pochi!!! mettine in giro di più !!! mi piacerebbe tanto trovarne uno per caso :) ma chi li trova li lascia li? se li prende? sarebbe bello anche creare qualcosa in cui chi lo trova lascia una traccia, che so, nel retro, una data, un nome e gli fa fare un po' di strada abbandonandolo da un'altra parte pronto ad altri incontri...... scriverò qualcosa sul tuo progetto sulla mia pagina facebook prossimamente. se ti va mandami l'immagine in jpeg in modo che io la possa caricare sulla pagina come una foto. Noi abbiamo esposto (sia io che leo) al festival delle piagge lo scorso fine settimana...anche li'...direzione ostinata e contraria e mescolanza degli sguardi più diversi a fruire delle immagini. è solo il miscuglio vero che ci può salvare :) vediamoci presto, besos, Giulia Berardi, Firenze E se, come spero, anche questa è circolazione o elaborazione di un pensiero d'Arte, libera e despettacolarizzata, mi trovo con questa bella occasione di ricordarti - identico a come ti ho visto l'ultima volta nel '400, barba nera, vagamente lennonniano, viso affilato, occhiali spessi - e di pensarti in una torre, ma forse è un faro, a regalare pezzi di te, sempre rossi fortunatamente. Grazie, Gabriello Losso Pistoia

fotograffiti

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autoritratto Sono nato a Matera nel 1952. Negli anni sessanta la mia famiglia si trasferisce a Lecce, lì frequento il Liceo Artistico. Nel 1971 mi iscrivo alla Facoltà di Architettura di Firenze, dove mi sono laureato nel 1977. Vivo a Firenze. Dal 1978 ho insegnato negli Istituti d’Arte di Pietrasanta, Arezzo e Pistoia ed infine nel Liceo Artistico di Firenze. Sono “figlio d’arte”. Mio padre Vittorio, morto all’età di 97 anni, a Lecce, nel 2013, è stato una figura importante nell’arte contemporanea lucana e pugliese. Ho esordito, alla fine degli anni ‘60 e nei primi anni ‘70, nell’ambito della Poesia Visiva e della esoeditoria d’avanguardia, collaborando con i Centri Techne di Firenze e Gramma di Lecce e con le omonime riviste; con lo Small Press Archive di Anversa e con numerosi centri ed archivi di mail art in tutto il mondo. L’attività degli anni ’60 e ’70 è incentrata sulla poesia visiva e sulle “azioni poetiche”. La mia produzione, dagli anni ottanta ad oggi, è caratterizzata da una serie di dipinti, collages, libri, scatole, oggetti, ecc. in cui sviluppo una personale ricerca artistica, basata sugli stilemi dell’arte astratto-informale, fusi con tutte le esperienze artistiche che ho praticato. Negli anni ottanta ho avuto contatti con lo studio d’arte “il Moro”, il centro culturale “AxA” ed in particolare con il critico d’arte Pier Paolo Castellucci, che fu il curatore della mia personale al “Centro arti visive Perseo” e di alcune altre esposizioni collettive a tema alle quali partecipai in quegli anni. Nei primi anni novanta ho trasposto alcune mie ricerche visive precedenti, condotte con tecniche tradizionali, nel campo della grafica informatica realizzando una serie di “videografie”, cioè di video-animazioni astratte computerizzate. Successivamente, utilizzando una tecnica sperimentata da mio padre Vittorio, ho prodotto una serie di “fotograffiti”. Nel 1992 ho aderito a “Supervisibile arte-media-società”, gruppo di artisti, operatori, ricercatori che, con il supporto e la collaborazione dell’Istituto Francese di Firenze, ha promosso lo studio, la ricerca, il dibattito sul rapporto tra le tecnologie avanzate e la vita, la cultura, la comunicazione e l’arte del nostro tempo. Tra la fine degli anni novanta ed il 2013 ho lavorato ad un lungo ciclo di opere ispirate ai “labirinti”. Dal 2004 porto avanti una ricerca sulla grafia di lettere, parole e frasi denominata “cromografie” o anche “cromopoesie”. Del 2012 è una serie di fotografie astratte digitali denominate “ astratte realtà”. Del 2012-2013 è il ciclo di dipinti intitolati “carré” e l’operazione artistica “potlatch 2013”. Degli ultimi anni (2014, 2015 e 2016) sono i cicli “cromograffiti” e “ventiperventi”, quelli intitolati “foglie” e “mani”; oltre all’operazione artistica “mostra a domicilio”. Dal 1996 ad oggi ho realizzato quattordici “libri d’artista”. Oltre che di pittura, di poesia visiva e di mail-art mi sono occupato di visual design partecipando a numerosi concorsi internazionali di grafica. Parallelamente a queste ricerche visive ho svolto un lavoro di riflessione teorica sull’arte, prima con alcuni scritti giovanili, usciti su riviste salentine, e poi in numerosi articoli pubblicati, tra il 1993 ed il 1996, dalla rivista “Altrispazi”. Nel 1995 ho pubblicato la prima, e finora unica, bibliografia in italiano sull’Internazionale Situazionista (Gianluigi Balsebre, Della critica radicale. Bibliografia ragionata sull’Internazionale Situazionista. Con appendice antologica di documenti inediti, Edizioni Grafton 9, Bologna, 1995). Nel 2002 ho pubblicato sulla rivista online “archimagazine” (www.archimagazine.com), la seconda edizione di un panphlet - del 1997 - di critica radicale dell’urbanistica (Gianluigi Balsebre, Il territorio dello spettacolo, Ed. Potlatch, Nowhere, 1997). mio padre Vittorio

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cronologia 1969 Prime poesie visive e “azioni poetiche”. Gianluigi Balsebre, “Esempio di poesia visiva” in L’Ora del Salento, Lecce, 9/7/1969, p.3. 1970 Situ/Azioni, manifesto, Lecce, settembre-ottobre 1970. Intervento urbano, manifesto, Lecce, dicembre 1970. Gianluigi Balsebre, Situ/Azioni, in: AA.VV. (a cura di E. Miccini), Teatro 2, Quaderni di Techne, Firenze, 1970. 1971 Anno Zero, mostra del gruppo Gramma, Galleria Leonardo, Lecce. Giornale Parlato n.3, a cura del Centro Techne, P.zzale Michelangelo, Firenze; P.zza del Comune, Scandicci (FI). Dekult Theater, manifestazione artistica sincronica in più sedi internazionali, a cura di Eugenio Miccini e Pier Luigi Tazzi. Intervento a Lecce con il gruppo Gramma. Gianluigi Balsebre, Interventi, in “Gramma”, anno I, n.1, gennaio 1971, Lecce. 1972 I Biennale Nazionale del piccolo formato, Centro Studi L’esagono, Lecce. 1973 Rassegna Internazionale di grafica, Galleria di P.zza Mazzini, Lecce. 1974 Gianluigi Balsebre, La nuova Biennale di Venezia per una cultura democratica e antifascista, in “L’Ora del Salento”, Lecce, 10 dicembre 1974, pp. 3, 7. 1976 Small Press Festival, a cura di G. Schraenen, Galerie Kontakt e I.C.C., Anversa-Bruxells. Gianluigi Balsebre, Azioni Poetiche, opuscolo per lo Small Press Festival, Antwerp-Bruxells, JuneSept. 1976. 1979 Concorso internazionale per la copertina della rivista Modo, Galleria Antonia Jannone, Milano. 1980 Concorso internazionale per la copertina della rivista Modo, Galleria Vera Biondi, Firenze. Concorso internazionale per la copertina della rivista Modo, Galleria Pan, Roma. Concorso internazionale per il simbolo grafico del Centro Oikos, Galleria Comunale di Arte Moderna, 24

Bologna. 1981 Poesia Visiva/ Nuova Scrittura, Laboratorio Artivisive, Foggia. Artigianare ‘81/ La linea gialla per la città, Biblioteca Provinciale, Lecce. Concorso internazionale Changez de Decor, Print France, Parigi Festival Internazionale di mail art, International Cultureel Centrum, Anversa. Vittorio Balsebre, Materiali per una storia dell’avanguardia nel Salento fino al 1970, in “Sallentum”, anno IV, n.3, settembre-dicembre 1981, pp. 87-105. 1982 L’immagine Mitica, (a cura di Gino Gini), Laboratorio Artivisive, Foggia. Concorso per il simbolo grafico del quartiere 8, Sede del quartiere 8, Firenze. Mail Art/ The Mythical Image, Collegio Cairoli, Università di Pavia, Pavia. Mail Art/ The Mythical Image, Palazzo Comunale, S.Vito dei Normanni, (Brindisi). 1984 Progetto della copertina di una pubblicazione della Regione Toscana, Dip. Sicurezza Sociale. Concorso per il simbolo grafico del Parco dell’Etna, Catania. 1985 Concorso per il simbolo grafico del Litorale del Cavallino, Venezia. Concorso Internazionale per il nuovo marchio della Fiera di Milano, Milano. Gianluigi Balsebre & Pino Gori, Centro Culturale AxA, Firenze. Distinti Lavori (Gianluigi Balsebre & Pino Gori), Caffè Voltaire, Firenze. Stefano Benedetti, Gianluigi Balsebre e Pino Gori, in “La Nazione”, Firenze, 16 dicembre 1985. 1986 Mail + Train Art & Performance project, Caffè Voltaire, Firenze. Concorso per il logotipo dei Mondiali di Calcio 1990,


In girum imus nocte et consumimur igni, libro d’artista, 2007, particolare

Roma. Narciso/Specchio/Immagine, Palazzo S.Francesco, Domodossola. Pro-Forma (Balsebre-Cioni-Davide-Sardonini), a cura di Pier Paolo Castellucci, Studio d’Arte Il Moro, Firenze. 1985-1986, Centro Culturale AxA, Firenze. Stefano Benedetti, Cioni, Davide, Balsebre, Sardonini, in “La Nazione”, Firenze, 29 settembre 1986. 1987 In Hoc Signo, a cura di P.P.Castellucci, Centroartivisive Perseo, Firenze. Mostra mercato per la campagna nazionale di obiezione di coscienza alle spese militari, Palazzo del Bali, Pistoia. Fiorente, (a cura di U.Barlozzetti, S.Benedetti, F.Nesi), Villa Arrivabene, Firenze. Fiorente, Palazzo Cocchi-Serristori, Firenze. Biennale Internazionale di Malta, Museo Mystique – Madliena e Palazzo Parisio – Naxxar, Malta. 1988 Fiorente, Parterre di San Gallo, Firenze. Gianluigi Balsebre, (mostra personale a cura di P.P.Castellucci), Perseo Centroartivisive, Firenze. VII Grancia d’Argento, Serre di Rapolano (Siena). Pier Paolo Castellucci, Gianluigi Balsebre, presentazione in catalogo della mostra personale presso il Centroartivisive Perseo, Firenze, 1988. 1989 Double Face. Gianluigi & Vittorio Balsebre, Centro Culturale AxA, Firenze. 1988-1989, Centro Culturale AxA, Firenze. Gianluigi Balsebre, DoubleFace, (autopresentazione in catalogo della mostra con il padre Vittorio), Centro Culturale AxA, Firenze, febbraio 1989. Stefano Miliani, Double face, in “Anteprima” n.6, supplemento de “L’Unità”, 10 febbraio 1989; Double face, in “Anteprima” n.7, supplemento de “L’Unità”, 17 febbraio 1989. Vittorio Balsebre, Riflessioni su alcune opere recenti

di Gianluigi Balsebre, Lecce, 1989. 1990 Façades Imaginaires, Grenoble. La Posta in Gioco, Uffizi, Sala delle Ex Reali Poste, Firenze. AA.VV. Il Moro-Arti Visive,Vent’anni di attività 1970/1990, Ed. Studio d’Arte il Moro, Firenze, 1990. 1991 Potlach, progetto di mail art in occasione dei venti anni di attività, Firenze. Arte e solidarietà, Villa Fabbricotti, Firenze. Grand Spectacle, (a cura di G.Broi), Père Lachaise, Parigi. La Posta in Gioco, seconda edizione allargata, Galleria Comunale d’Arte, Cagliari. Florence Mail Arch ’91, Facoltà di Architettura, Dipartimento di Processi e tecniche della produzione edilizia, Firenze. Gianluigi Balsebre, Vittorio Balsebre, in Ep-Art, catalogo dell’esposizione, Cavallino di Lecce, Ex Convento dei Domenicani, giugno 1991, pp.42-43. 1992 Original Mail Art, Studio d’Arte Il Moro, Firenze. The Centenari of Artur Rimbaud’s death, Galerie du Caue/Circulation Res Rei, Limoges, France. III Exposiçao Internacional de Arte Postal – Monchique 92, Junta de Freguesia de Monchique, Quinta da Vila (Portogallo). Imaginaria ’92, concorso internazionale, Milano. Supervisibile arte-media-società, Istituto Francese di Firenze, Firenze. 1993 Unoquindici Multindividualità Contemporanee, Associazione Culturale Allegri Art, Firenze. Neosituazionismo, Palazzo Cocchi-Serristori, Firenze. Gianluigi Balsebre, Tra realtà e virtualità, in: “Altrispazi”, n.1, novembre 1993, pp.3-5; Sogni e realtà dopo l’avanguardia, in : “Altrispazi”, n.1, novembre 1993, pp.12-20. 25


“Ri/quadro 1985” in: “Quadri & Sculture”, anno I, n.2, Luglio-agosto 1993, p.125. 1994 Exposiçao Internacional de Arte Postal, Casa do Olhar – Centro Santo Andrè, Sao Paulo, Brasile. Diritti e Rovesci, Mostra Internazionale di Mail Art, Biblioteca Comunale, Bagno a Ripoli. Naufragio, Mostra di mail art a 50 anni dall’eccidio nazista del Padule di Fucecchio, Casa dell’Uggia – Cintolese – Monsummano Terme. Cartolina d’Artista, Biblioteca Civica, Finale Ligure e Sala Palace, Spotorno. Mostra Internazionale di Arte Postale, Pinacoteca Civica, Pieve di Cento (BO). Gianluigi Balsebre, Il network è il nostro museo, in: “Altrispazi”, n.2, gennaio 1994, pp.3-10; L’arte messa in produzione, in: : “Altrispazi”, n.3, marzo 1994, pp.3 -10; Verso una dimensione estetica dell’esistenza, in: : “Altrispazi”, n.4, maggio-giugno 1994, pp.7-10; L’arte messa in produzione (II): il caso Benetton, in: : “Altrispazi”, n.6, settembre-ottobre 1994, pp.3-5; Lo spettacolo al governo, in: : “Altrispazi”, n.7, novembre -dicembre 1994, pp.3-5. 1995 Mostra Internazionale di Arte Postale, Museo R.Valentino, Castellaneta (TA). Havana ’95 International mail art show, Museo Nacional Palacio de Bellas Artes, Habana, Cuba. Blue: mostra internazionale di arte postale, Palazzo Robellini, Acqui Terme. Mail Art, Galleria La Soffitta, Colonnata – Sesto Fiorentino. Sperimentazione Verbo-Visuale, Multimediale, Mail Art, Castello di Carlo V, Lecce. La lettre dans tous ses états, Biblioteca Clair-Soleil, Besançon, Francia. I rassegna Internazionale di arte elettrografica, Palazzo Gambacorti, Pisa. Gazeta - mail art project, Kultur Diele Rudolstadt e Staatliches Museum Schwerin. Gianluigi Balsebre ,Mail-Art: un network per dilatare gli spazi di vita liberata, in: AA.VV., Creatività alternativa e valori umani, atti del convegno internazionale, Ed. della Regione Toscana, marzo 1995. Gianluigi Balsebre, Della critica radicale. Bibliografia ragionata sull’Internazionale Situazionista. Con appendice antologica di documenti inediti, Edizioni Grafton 9, Bologna, 1995. Gianluigi Balsebre, Considerazioni sulla morte di Guy Debord, in: : “Altrispazi”, n.8, gennaio-febbraio 1995, pp.3-4; L’informazione negata tra vecchi e nuovi media, in: : “Altrispazi”, n.8, gennaio-febbraio 1995, pp.10-11 (con lo pseudonimo di G&B); Il “laboratorio italiano”: tecnopolitica e spettacolare integrato, in: : 26

“Altrispazi”, n.9, marzo-aprile 1995, pp.3-7; Produ$coni: il supermercato della politica, in: “Altrispazi”, n.9, marzo-aprile 1995, pp.9-10 (con lo pseudonimo di Rebel Bas); Mal/essere sociale e trasformazione radicale della vita quotidiana, in: “Altrispazi”, n.11, luglio-agosto 1995, pp.3-4; Prosituazionisti all’Istituto Gramsci di Firenze, in: “Altrispazi”, n.11, luglio-agosto 1995, pp.6-7 (con lo pseudonimo di Rebel Bas); Il territorio dello spettacolo: elementi di critica radicale dell’urbanistica, in: “Altrispazi”, n.12, settembre-ottobre 1995, pp.613; Nuove tecnologie e controllo sociale: la telesorveglianza, in: : “Altrispazi”, n.13, novembredicembre 1995, pp.3-6; Simulacri urbani, in: : “Altrispazi”, n.13, novembre-dicembre 1995, pp.1516. 1996 Mail Art – Future Communication, Post Denmark’s Headquatrers, Copenhagen. Opere in permanenza presso Post Denmark Museum, Copenhagen. II rassegna Internazionale di arte elettrografica, Palazzo della Provincia, Pisa. Mail Art, Centro Civico Montecchio, Alzano Lombardo. Gianluigi Balsebre, Supermerc@net, in: : “Altrispazi”, n.14, gennaio-febbraio 1996, pp.11-13 (con lo pseudonimo di Rebel Bas); Riappropriarsi dell’esistenza, in: : “Altrispazi”, n.15, maggiogiugno 1996, pp.6-7. Gianluigi Balsebre, Potlach, in: “Global Mail“,n.14, May-August, 1996, p.34 (San Francisco, CA, Usa). 1997 Art,s Myths – International mail art show, Accademia d’Arte, Pisa. International mail art exhibition, Salone del Palazzo delle Poste, Pisa.


III rassegna di arte elettrografica, Accademia d’Arte, Pisa. Allegories of the 21st Century, Museum Fur Post Und Kommunication, Berlino. Gianluigi Balsebre, Il territorio dello spettacolo, Ed. Potlatch, Nowhere, 1997; poi: “archimagazine”, 2002 (www.archimagazine.com). 1998 Redint mail art, Poste Italiane, Acqui Terme. Mail Art Italia, Museo Internazionale dell’Immagine Postale, Belvedere Ostrense (Ancona). Buon compleanno GAC, (mostra a cura di Martina Corgnati), Spazio espositivo per l’ Arte, Concesio San Virgilio (Brescia). Pietre postali per Meana Sardo, Sala del Consiglio Comunale, Meana Sardo (NU). International mail art show: Fantasy – the last refuge, Torre Civica, Bientina (Pisa). Rassegna Internazionale di mail art, Saletta Kinzica Art Gallery, Pisa. Ar(t)monies, Books & Gallery Pangloss, Pisa. Pinocchio: istruzioni per l’uso, Centro Piovese di Arte e Cultura, Piove di Sacco (Padova). Como ves Extremadura – Exposicion itinerante de arte postal, Merida e Extremadura, Spagna.

ventiperventi, particolare, 2016

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1999 Mail Art, Syberia Nova Cultura Center, Kemerovo State University, Kemerovo (Russia). H2O – International mail art exhibition, Oslo – Norway. 2000 Remembering Che, Complesso Monumentale S.Maria al Rifugio, Cava dei Tirreni. Mostra Internazionale di Mail Art: Millennium 2000, Chiesa di San Leone e Sale dell’Associazione degli industriali, Pistoia. 2001 Peace Island – Jeju International Mail Art Show, Jeju Culture & Art Foundation, Jeju City, Korea. 2003 CibArte, Villa Maria, Quiliano (Savona). 2004 Billets de Banque: mail art exposition, Maison Godeniz, Hotton (Belgio). 2005 El Quijote y Extremadura – exposicion de arte postal, I.E.S. Arroyo de San Servan, Merida, Spagna. 2010 Labirinti, esposizione di dipinti e collages, La Sana Gola, Firenze. (mostra personale permanente). 2011 Labirinti, Caffè Vieusseux, Firenze. (mostra personale). Gianluigi Balsebre, Labirinti, catalogo/portfolio, Firenze 2011, pp.30, illustrato. In edizione limitata di 10 esemplari numerati e firmati, pubblicato in occasione dei quaranta anni di attività. 2012 Premio Terna 04 “astratte realtà” serie di fotografie astratte digitali. “carré” serie di dipinti di piccolo formato, quadrati. 2013 Premio di Arte Contemporanea Basilio Cascella 2013, LVII edizione Operazione “potlatch 2013” . Apertura dell’atelier (studio rebelbas*) in via del pellegrino 9r Firenze. Nuova serie di dipinti intitolati “cromografie” . Premio Terna 05 Muore a Lecce mio padre Vittorio. 2014 Esposizione dei materiali dell’operazione “potlatch”, studio rebelbas, Firenze, 2014. Daniel Vincent Duraccio & Gianluigi Balsebre. Studio Apeiron 1948, via del pellegrino 17R, dal 5 al 20 aprile 2014. (mostra negli studi aperti di via del pellegrino a Firenze). Premio Terna 06 28

2015 Nuove serie di opere intitolate “cromograffiti”, “foglie”, “mani”, “arte in bottiglia”. Operazione artistica “ mostra a domicilio”. Esposizione dei materiali dell’operazione “mostra a domicilio 1”, studio rebelbas, Firenze, 2015. 2016 Nuovo ciclo di opere intitolate “ventiperventi”. 2017 “ventiperventi”, cento tele di piccolo formato per un polittico, studio rebelbas, Firenze, marzo 2017. (vedi Weart: www.weartproject.com ) “astratte realtà” fotografie astratte digitali, studio rebelbas, Firenze, maggio 2017. (vedi Weart: www.weartproject.com ) Gianluigi Balsebre, Antologia 1969—2017 , studio rebelbas, Firenze 2017, pp.31, catalogo in edizione limitata.


esposizione permanente

Presso “La sana gola”, in zona P.zza della Libertà a Firenze ( via Leonardo da Vinci 29 a-b), sono esposti una ventina di miei lavori su carta di vario formato. Questi lavori, rappresentativi di alcuni dei miei cicli pittorici, decorano gli ambienti del ristorante in permanenza dal 2010.

Lo studio rebelbas Da sempre ho lavorato in casa. Nel 2013, in Via del Pellegrino 9 rosso, a Firenze - in un locale non lontano dalla mia abitazione che era stato il laboratorio di un falegname - ho aperto il mio studio. L’inaugurazione avvenne un anno dopo, nell’aprile del 2014, con una mostra che apriva al pubblico due atelier in via del Pellegrino: quello di Daniel Vincent Duraccio al 17 rosso ed il mio al 9 rosso. Lo studio non è solo lo spazio dove lavoro ed espongo le mie opere, ma anche un luogo di incontro e di scambio culturale. Uno spazio disponibile al confronto con altri artisti e appassionati d’arte .

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Si sarà notato che questa antologia non contiene note di critici d’arte sul mio lavoro. Ho sempre pensato che l’arte parlasse da se, senza bisogno di mediazioni. Condivido, con Carla Lonzi, l’idea che l’atto critico completo e verificabile è quello che fa parte della creazione artistica. Per chi si accosta all’opera d’arte senza preconcetti e, soprattutto, con l’animo sgombro da sovrastrutture di ogni tipo, essa esprime i suoi significati senza bisogno di spiegazioni verbali. Il rapporto diretto tra chi fa e chi fruisce l’arte è perfetto e completo quando l’artista riesce a stimolare in chi guarda una condizione creativa nella sua vita. L’arte futura sarà quella dell’arte realizzata nell’esistenza quotidiana. L’ultima arte possibile sarà quella della vita vissuta come un’opera d’arte, sottraendo da essa limitazioni e costrizioni di ogni tipo. La nostra vita è unica, singolare, irripetibile. Essa può diventare l’unica e sola opera d’arte che valga davvero la pena di realizzare. Dobbiamo imparare a stimarla come cosa rara. Dobbiamo imparare ad assegnare, ad ogni suo momento, il valore che merita, senza buttarla via nella noia della sopravvivenza. La creatività è contagiosa: diffondila!

www.linkedin.com/in/gianluigi-balsebre-73a64594 https://weartproject.com/istitution/it/239953/studio-rebelbas/ https://www.youtube.com/user/rebelbas1 https://www.google.it/#q=gianluigi+balsebre

artefutura libro d’artista 2017

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Questa antologia riassume quasi cinquanta anni di attività artistica. Naturalmente essa contiene, soltanto, una esemplificazione del mio lavoro. Ho privilegiato le immagini rispetto al testo. Esso, infatti, si limita ad una semplice spiegazione delle mie varie fasi creative, con brevi commenti personali; ad una cronologia ed ad uno scarno “autoritratto”. Alle immagini lascio, invece, il compito di illustrare più compiutamente il mio percorso artistico. Del bilancio di questo mio percorso, di cui qui rendo sommariamente atto, non spetta, naturalmente, a me il giudizio. Ho voluto, però, con questa antologia, lasciare testimonianza di un lavoro svolto, in tutti questi anni, con grande passione, ma ancora poco conosciuto al di fuori della ristretta cerchia dei miei estimatori.

artefutura libro d’artista 2017

studio rebelbas arte contemporanea Via del Pellegrino 9R 50139 firenze rebelbas@virgilio.it

© gianluigi balsebre 2017

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gianluigi balsebre

Studio rebelbas

rebelbas@virgilio.it gianluigibal@tiscali.it

GIANLUIGI BALSEBRE, Antologia 1969 2017  

UN CATALOGO CHE RIASSUME IL MIO PERCORSO ARTISTICO DAL 1969 AD OGGI.

GIANLUIGI BALSEBRE, Antologia 1969 2017  

UN CATALOGO CHE RIASSUME IL MIO PERCORSO ARTISTICO DAL 1969 AD OGGI.

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