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Newsletter #3

#FacciamoloInsieme Idee, progetti e proposte I geositi tra tutela del territorio e promozione turistica. Tra le risorse che il nostro territorio offre ci sono sicuramente i geositi, ovvero tutte le aree che abbiano un interesse geologico o geomorfologico tale da richiedere una tutela specifica per la sua conservazione. Parlare dei calanchi, forse il caso di maggiore interesse a livello internazionale, aiuta a comprendere quanto siti di questo tipo possano essere suggestivi e, di conseguenza, attrattivi dal punto di vista turistico e nell’ottica di un utilizzo sostenibile delle risorse ambientali. Ne abbiamo discusso a Sasso di Castalda nel corso di un incontro dal titolo “Il patrimonio geologico: dallo studio di base al geoturismo sostenibile”. Per queste ragioni, valorizzare e tutelare la nostra Basilicata, ho presentato una legge regionale apposita per riconoscere, catalogare e avviare le iniziative opportune per difendere i geositi e, al tempo, renderli economicamente significativi per le imprese e le attività commerciali che si trovano in queste aree. Applicare regimi rigorosi di gestione del territorio, in presenza di un geosito riconosciuto, per salvaguardare siti di grande importanza dal punto di vista geologico e paleontologico, ma senza precludere l’accesso agli stessi siti per visitatori, turisti e curiosi. Al contrario sponsorizzare e far conoscere queste ulteriori possibilità, che possono portarci a rilanciare forme di turismo gastronomico, sportivo oppure religioso che, proprio per le loro caratteristiche, hanno un impatto minore in termini negativi per i nostri territori. Ulteriore passaggio necessario, su cui tutti stiamo lavorando, è creare una corretta rete di collegamento tra i vari siti di interesse turistico per garantire la possibilità, partendo sicuramente dalla capitale della cultura Matera 2019, di vivere un’esperienza turistica in Basilicata completa, tra macroattrattori, piccoli borghi e meraviglie naturali.

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Il Ponte alla luna di Sasso di Castalda.

Un esempio recente di turismo sportivo sostenibile è sicuramente il ponte tibetano realizzato a Sasso di Castalda.

Il “Ponte alla luna” inaugurato solo un anno fa, che ha contribuito alla valorizzazione e promozione di un bellissimo borgo lucano, aumentando le offerte turistiche a disposizione dei visitatori. Parliamo di un attrattore che ha fatto segnare, in un anno, circa 60 mila presenze, con l’aspettativa di aumentare ancora i più che buoni risultati già raggiunti. Panorama suggestivo, attrazione ecosostenibile, contatto con la natura ed emozione per la particolarità del percorso su passerelle di ferro sospeso in aria rappresentano i punti di forza che hanno permesso a questo attrattore di imporsi all’attenzione dei turisti, divenendo un appuntamento obbligatorio per quanti vogliano fare un’esperienza diversa dalla classica escursione.

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Puntare sulle Zes per rilanciare l’economia lucana. Con il termine Zes, Zone economiche speciali, si intende un’area delimitata, non necessariamente contigua ma contraddistinta da rapporti economici come possono essere le filiere, dove vengono applicate misure economiche speciali oltre i limiti imposti, a livello europeo, per gli aiuti di Stato. Parliamo quindi di un regime economico specifico e peculiare, legato al potenziamento di una determinata area sostenendo le imprese che vogliono investire per la creazione di nuove imprese o il potenziamento delle strutture già esistenti. La disciplina delle Zes è stata introdotta con il decreto legge del 20 giugno 2017, n. 91, e riguarda specificatamente le regioni più arretrato dal punto di vista economico. Uno strumento, dunque, di particolare importanza per la creazione di poli logistici e produttivi, nel rispetto di alcuni requisiti come, tra gli altri, il mantenere l’impresa nell’area della Zes per almeno cinque anni e il disporre di una zona portuale. Favorire l’occupazione, la creazione d’impresa e la messa a sistema delle realtà produttive sono i principali obiettivi delle Zes, con la possibilità di realizzazione una o più di queste zone anche in Basilicata. La Regione Basilicata, prendendo spunto dallo studio realizzato dall’Osservatorio banche imprese, dal titolo “La Basilicata: un’area cerniera. Le infrastrutture e la logistica”, ha individuato due aree dove poter realizzare delle zone economiche speciali, Ferrandina e Lauria, per procedere ad un miglioramento dei collegamenti infrastrutturali sia sul versante jonico che sul tirrenico. Un percorso importante, dunque, per consentire all’economia lucana di poter competere con i mercati nazionali e internazionali superando le gravi difficoltà legate alla posizione geografica, alla morfologia del territorio e ai limiti legati al fare impresa nel Mezzogiorno. D’altro canto, è necessario estendere le stesse zone economiche speciali, allargando i territori interessati, per comprendere al loro interno alcuni dei principali poli produttivi lucani. Basti pensare al caso di Balvano e agli investimenti della Ferrero, all’area industriale di Vitalba con aziende leader come la Cmd, Costruzioni motori diesel, all’area industriale di Viggiano per delocalizzare e investire nel comparto oil & gas e alla zona di Policoro, che può costituire un valore aggiunto per la Zes di Ferrandina. I vantaggi delle Zone economiche speciali. Per le imprese che hanno sede all’interno di una Zes e le nuove che vogliono insediarsi all’interno di queste sono zone sono previsti: a) procedure semplificate, con protocolli e convenzioni tra le amministrazioni locali e statali interessate, e regimi procedimentali speciali, recanti accelerazioni dei termini procedimentali ed adempimenti semplificati rispetto a procedure e regimi previsti dalla normativa regolamentare ordinariamente applicabile; b) accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo strategico della Zes alle condizioni definite dal soggetto per l’amministrazione, nel rispetto della normativa europea e delle norme vigenti in materia di sicurezza.

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Il mio pensiero… Le risorse di acqua in Basilicata Tra le tante risorse di cui è ricca la nostra regione bisogna annoverare, tra i primi posti, l’enorme disponibilità di acqua di cui da sempre possiamo usufruire, un patrimonio di importanza strategica che, però, non siamo ancora riusciti a valorizzare al meglio. Se, da un lato, è corretto stipulare convenzioni per l’emungimento e l’imbottigliamento delle acque minerali alla luce di concreti programmi di investimento, dall’altro è obbligatorio che questo utilizzo vada a produrre un concreto ritorno sull’economia del territorio, a partire dalla questione delle royalty. Su questo stiamo lavorando già da tempo per raggiungere alcuni punti fermi, in primis lo stanziamento di una quota delle royalty da destinare ai Comuni dove si trovano gli stabilimenti e l’aumento delle risorse che vengono destinate ai territori in misura di quella compensazione ambientale che resta comunque la principale preoccupazione in relazione a tutte le attività imprenditoriali con un impatto ambientale significativo. Su questo tema, anche alla luce dei lavori svolti nei mesi scorsi in terza Commissione consiliare per ascoltare realtà e iniziative in corso dalla voce dei rappresentanti del dipartimento regionale competente, stiamo lavorando, come giunta regionale e in primis come consigliere regionale per arrivare al giusto compromesso tra l’attività imprenditoriale sostenibile e le concrete ricadute da destinare alle amministrazioni comunali interessate.

Scrivimi alla mail: consigliere.robortella@gmail.com

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