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Vincenzo Ferarra MD

Patologie prostatiche / 1 IPERTROFIA PROSTATICA

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IPERTROFIA PROSTATICA A cosa serve la prostata? La prostata è una ghiandola tipicamente maschile che si trova appena sotto la vescica, è normalmente delle dimensioni di una castagna ed è attraversata dal canale uretrale. La sua funzione principale è quella di produrre un fluido (secreto prostatico), che contiene varie sostanze chimiche che hanno diverse proprietà: servono a nutrire gli spermatozoi dopo la loro eiaculazione, per rendere possibile la fecondazione, hanno funzione lubrificante il canale uretrale e battericida contro i germi che provengono dall’esterno. Quali sono le cause alla base dell’ingrandimento della prostata? In termini generali, si sa molto poco su quali motivi inducono l’ipertrofia prostatica, anche se viene ritenuto probabile che giochino un ruolo uno squilibrio ormonale all'interno della ghiandola stessa, così come determinati ma non ancora ben definiti fattori genetici. Infatti ci sono sia prove che gli ormoni e determinati fattori di crescita possono lavorare insieme per provocare l’ingrandimento della ghiandola prostatica, così come sembra esserci una tendenza ereditaria in circa il 10% degli uomini. Sintomi I disturbi legati alla patologia prostatica sono vari. Tra questi possiamo ricordare: difficoltà a iniziare la minzione o a fermare il flusso di urina, flusso minzionale debole, sensazione di incompleto svuotamento vescicale, aumento della frequenza minzionale, (diurna e/o notturna), insorgenza di impellenza minzionale. In tali casi è sempre preferibile consultare uno specialista urologo per gli accertamenti del caso, in quanto tali sintomi possono essere presenti anche in caso di altre patologie del basso apparato urinario. Sappiamo che all'età di 65 anni, il 50% degli uomini avrà una ipertrofia prostatica (aumento di volume della prostata), e, all'età di 90 anni, il 90% degli uomini avrà questa evoluzione, ma l’ingrossamento della prostata non è sempre causa dei sintomi suddetti. Un uomo su tre soffrirà per i sintomi da ipertrofia prostatica durante la sua vita, ma solo 1 su 10 avrà necessità di un trattamento chirurgico. E’ stato anche stabilito come nel 30-40% degli uomini che presentano i sintomi secondari all’ostruzione prostatica, restano stazionari e possono non richiedere un trattamento. Diagnosi E’ necessario fare un’accurata anamnesi, incentrata in particolare sulla patologia urologica pregressa. L’uso dell’IPPS-score permetterà di capire la gravità dei sintomi e, soprattutto, quanto incidono sulle attività quotidiane del paziente. Alcuni farmaci possono influenzare la funzione della vescica: di questo sarà bene tenere informato il vostro urologo. In uomini più giovani (meno di 45), i sintomi prima riportati e frequentemente riferiti ad una patologia prostatica, possono essere dovuti ad altri problemi, come ad esempio una stenosi (restringimento) dell'uretra, che potrebbe essere conseguente a precedenti infortuni, traumi, malattie o ad interventi fatti lungo questo canale.


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Un esame fisico completo ed in particolare una esplorazione rettale è di norma effettuato, per valutare la dimensione e la consistenza della ghiandola prostatica. L'addome sarà esaminato per rilevare l’eventuale globo vescicale, segno di un mancato svuotamento fisiologico della vescica. Le analisi del sangue saranno richieste per valutare la funzionalità renale, la presenza di una eventuale anemia e per dosare il PSA (antigene prostatico specifico). Se il PSA si trova sopra i livelli normali o se la tua prostata risultasse di consistenza aumentata durante l'esame rettale, l’urologo suggerirà ulteriori esami per escludere la presenza di un eventuale cancro. Le urine saranno testate (urinocoltura), per la ricerca di eventuali infezioni urinarie Una uroflussometria, esame che serve a misurare il flusso minzionale, sarà utile per determinare il grado di difficoltà minzionale del paziente, così come una ecografia renale e vescicale, potranno controllare l’eventuale presenza di una stasi urinaria o di calcoli. Opzioni di trattamento: Misure generali di "vigile attesa": alcuni semplici accorgimenti possono migliorare la qualità della vita: limitare l'assunzione di liquidi quando il paziente sa che andrà fuori dalla propria casa o nelle ore immediatamente precedenti il sonno notturno provare a svuotare la vescica e tornare in bagno dopo pochi minuti per completare lo svuotamento vescicale. ridurre la caffeina, l'alcool ed il fumo che inducono una maggiore diuresi. se il paziente soffre di urgenza minzionale, provare a fare utilizzare le tecniche di distrazione (ad esempio, esercizi di respirazione o di conteggio), in modo da distrarre la mente dalla voglia di urinare se il flusso è lento a partire, provare misure di rilassamento in piedi per urinare Terapia medica Gli alfa-bloccanti (ad esempio tamsulosina, terazosina, alfuzosina, doxazosina) sono normalmente i primi farmaci ad essere prescritti. La loro funzione è quella di rilassare i muscoli vescico-prostatici, rendendo il passaggio dell'urina attraverso l’uretra più facile. Sono farmaci che difficilmente danno problemi, ma bisogna ricordare che possono causare un abbassamento della pressione sanguigna, il naso chiuso, eruzioni cutanee e l'eiaculazione retrograda (lo sperma viene mandato in vescica e non fuoriesce normalmente dall’uretra). Gli alfa-bloccanti non dovrebbero essere presi dopo un intervento chirurgico di cataratta. Gli inibitori delle 5 - alfa-reduttasi (es. finasteride e dutasteride) possono essere usati nelle prostata di volume superiore ai 40 grammi, anche in associazione con alfa-bloccanti, e necessitano di circa 6 mesi per avere il massimo effetto. Essi potranno anche ridurre il livello di PSA fino al 50%. Nelle prostate più grandi una combinazione di entrambi i tipi di farmaco ha dimostrato di essere maggiormente efficace, riducendo la necessità di un intervento chirurgico. Alcuni estratti di piante e di erbe (p. es.: Serenoa Repens), hanno dimostrato di essere efficaci nell'alleviare i sintomi senza il rischio di effetti collaterali. Probabilmente sono efficaci perché gli estratti vegetali contengono ormoni che riequilibrano quelli presenti all’interno della prostata. Terapia chirurgica Il trattamento chirurgico è di solito consigliato se: i sintomi sono gravi, il trattamento medico non è riuscito o se ci sono complicazioni (ad esempio un residuo di


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urina in vescica superiore agli 80 cc., ritenzione urinaria, infezioni, calcolosi vescicale). La chirurgia a cielo aperto sulla prostata è raramente eseguita al giorno d'oggi, ma può essere necessaria se la prostata è molto grande o se il vostro urologo non ha una grande esperienza endoscopica. La chirurgia endoscopica comporta la resezione della parte centrale della prostata usando un telescopio passato nella vescica attraverso il pene (resezione transuretrale o TURP). Questo è considerato l’intervento migliore attualmente disponibile in chirurgia urologica per il trattamento di questa patologia. A parte i vantaggi conseguenti alla disostruzione prostatica (ripresa di un buon mitto urinario, completo svuotamento vescicale dopo la minzione, diminuzione o scomparsa dei sintomi pre-operatori), bisogna ricordare che dopo l’intervento si avrà un’eiaculazione retrograda, che renderà impossibile fare figli. L’uso del laser ad holmio può essere efficace nel trattamento endoscopico delle prostate di grande volume. Quando la prostata è piccola e non ha sviluppato la sua porzione più centrale (lobo medio), il muscolo del collo della vescica può essere tagliato senza procedere alla rimozione della prostata (incisione del collo della vescica). L’urologo potrà decidere l’opportunità di tale intervento solo dopo un controllo endoscopico (uretro-cistoscopia). Alternative all’intervento chirurgico Sono stati proposti diversi trattamenti alternativi a quelli già citati, (trattamento termico a microonde, dilatazione con palloncino, ablazione con radio-frequenza e congelamento con crioterapia, stent prostatici), ma sono meno efficaci rispetto alla chirurgia tradizionale e gli effetti spesso non sono di lunga durata. L’utilizzo di un catetere a permanenza o l’auto-cateterizzazione ad intermittenza devono essere considerate solo come misure temporanee o da utilizzare nei pazienti inoperabili.

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Ipertropfia prostatica  

Patologie della prostata - Ipertropfia prostatica

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