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WEBZINE FREE DOWNLOAD by A.C. JAPANIMATION - Anno III - n. 24

NEWS COSP LAY

CULTURA MUSIC A

JESSILIN VOSS - Foto di SALVATORE ALFANI

EVENTI


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EDITORIALE

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om’è dura l’avventura, carissimi lettori di JAPANIMANDO! Come state? Noi riusciamo a malapena a respirare vista la mole di cose su cui stiamo lavorando... ma ne vale sicuramente la pena... sisisisisisisi!! :) Intanto, come potete vedere dal sommario qui accanto, questo numero è veramente ricco di tante belle cose interessanti: leggendo le nostre pagine, noterete che ultimamente c’è stato un notevole aumento di piccoli, medi e grandi eventi in giro per l’Italia... cosa dire... benissimo così, sinceramente era ora! Nel nostro piccolo, la Japanimation sarà presente per tutta l’estate, a partire dal 10 giugno, all’in-

terno del Parco del Canale dello Stagno restando a disposizione di coloro che vorranno utilizzare il nostro stand per scopi culturali. Se volete presentare i vostri libri e fumetti o avete qualche progetto in mente da sottoporci, siete i benvenuti (naturalmente inerenti alla cultura del fantastico). Speriamo davvero tanto nella vostra collaborazione: è sicuramente un’occasione da non perdere per tutti. Come da non perdere è il contest cosplay che la nostra associazione presenterà durante il “3° Roma Fumetti & Co.” domenica 9 giugno, organizzato dall’associazione culturale Irideventi. Non perdeteci di vista! Ciao! V. D’Amico

SOMMARIO Il progetto “Cuori d’inchiostro”.................... Vi aspettiamo al “Marghera Comics” ........... 3a Edizione del “Grazzanise Cosplay” .......... Appuntamento al “Fashion Walk Venezia”... Giuseppe Peruzzo presenta “La Diva”......... Il mito cinematografico di “Godzilla”... ....... “Il Sesto”: di Perrimmezza e Follini ............... “Millennium Actress”........................................ Il gigante dei vicoli di Praga............................. Arte e progetti di Deborah Pellegrino......... Dracula: il mito, la leggenda - Parte 5 ........... Il XVI° Comicon di Napoli.............................. Il mito del Drago ............................................... “Dragonheart” e l’antico codice.................... “PacMan”: il videogame degli anni ‘80 .......... “PacMan”: il cartoon degli anni ‘80 ............... Birdman e il Galaxy Trio .................................. Storie che mi sono realmente accadute ...... Cosplay Invasion................................................ Le meraviglie di Harryhausen......................... L’arte di Martina Zagami ................................. Kappa Edizioni: ultime novità.......................... Grande evento sui “B-Movies” a Piraino..... Hirimu Arakawa e i suoi manga ..................... “Cosplay Summer Party” ad Aqualandia...... Horror & Sci-Fi per intenditori! .................... Il “manuale di psicologia del fumetto” ......... Akira è tornato al cinema ............................... Ecco a voi il “Montegames and Co.Mix” ..... “Nero cafe” e le scimmiette di mare ........... Sbam! Comics presenta “Ghigo lo sfigo” .... Andrea Passini e l’incantatore di sigilli ......... Anime Classics: L’incantevole Creamy ......... “Imaginarium Latina Fest”: il programma..... Midori Yamane al “Roma Fumetti & Co.”.... 1a edizione del “Fiuggi Cosplay Contest”.... 3a edizione del “Nippop 2013” ...................... Concorso di narrativa “Horrortshirt”......... Kaiyodo e la “Revoltech Revolution”........... 8a edizione del “Cecina Comics & Cosplay”

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IL PROGETTO “CUORI D’INCHIOSTRO” http://cuoridinchiostro.blogspot.it

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iamo nati grazie alla passione, e alla voglia di fare... questo che, prima di tutto, ci ha permesso di essere quello che oggi siamo: un gruppo. La fantasia, la voglia di raccontare storie ci ha da sempre accomunati. La passione per il fantastico, e per tutto quello che lo riguarda ci appartiene profondamente. Grazie a queste convinizioni, ancora oggi, creiamo i nostri piccoli universi, li mettiamo a confronto, e li disegniamo su carta e, grazie alla costanza, siamo riusciti negli anni a crescere, così tanto da riuscire a diventare una vera Associazione, legalmente riconosciuta e che ha all’attivo una rivista e varie pubblicazioni on line (come ad esempio “Dandelion”, di Salavatore Callerami). Portiamo avanti vari progetti, ed un corso. Si, proprio un corso per trasmettere la voglia di fare, e il metodo a chi, come noi, non avendo la possibilità di frequentare scuole di fumetto in quel di Catania cerca in tutti i modi di “co-

noscere” qualcosa in più di questo fantastico mondo. Abbiamo tutti un modo diverso, profondamente, di esprimere ciò che siamo: abbiamo Cristiano, appassionato di cultura orientale e che, nelle sue tavole, riversa tutta la devozione per i manga che ha letto; Federica che ama il colore in tutte le


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sue forme, dalle tecniche tradizionali a quelle digitali; Crystal che riesce a costruire, con facilità innaturale, architetture di parole e frasi evocative; Chiara che esprime sé stessa con il suo tratto tanto personale

quanto irripetibile; Lucrezia che scrive e crea con le parole i suoi mondi... E potrei continuare a parlare di come siano tutti unici e “perfetti” nel loro portare avanti ciò che sono, chi con le parole, chi con i

fumetti e chi con le illustrazioni. Questi mondi, sono tanto affascinanti quanto unici. Questo essere così tanto differenti, per molti, potrebbe rappresentare un punto debole “Come mi-

scelare tutto questo in un unico progetto?”. Eppure noi ce l’abbiamo fatta. Con queste basi abbiamo creato “Cuori d’Inchiostro Magazine”, rivista contenitore delle nostre personalissime creazioni. Storie di tutti i tipi, di tutti i generi, per tutti i gusti. Tentativo ancora acerbo che, quest’anno ha preso la svolta “definitiva” evolvendosi nel progetto editoriale che daremo alle stampe per l’Etna Comics 2013: due riviste con un unico tema. Ognuno di noi maneggerà questo filo conduttore come più lo desidera, trasformandolo, rendendolo “suo”. Perché in fondo, è questo che fa veramente di noi i “Cuori d’Inchiostro”. Nina Pulvirenti


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VI ASPETTIAMO AL “MARGHERA COMICS” www.veneziacomix.com

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na manifestazione incentrata sulla promozione del fumetto come forma di socializzazione e non puro intrattenimento in cui valorizzare il territorio veneto ed i suoi abitanti rendendoli protagonisti. Affiancandosi alla passata

edizione 2012 (4a edizione) del “Mestre Comics” (che ha visto la partecipazione di oltre 12.500 presenze), Marghera Comics 2013, alla sua seconda edizione dopo le 3.000 presenze della prima edizione svoltasi nel 2012, è la manifestazione estiva organizzata dall’Associazione

Venezia Comix e si presenta con il motto di tutte le iniziative per l’anno 2013, ossia “Divertirsi socializzando”. Un divertimento sano orientato all’aggregazione mossa da passioni comuni come il fumetto ed il cosplay (Costume players). Momenti di incontro e so-

cializzazione che da virtuali (social network) si concretizzano in incontro in uno spazio che per antonomasia è luogo d’incontro: la Piazza. Il fumetto attraverso l’area della Mostra Mercato (negozi, collezionisti privati) potenziato con la Gara Cosplay, in cui il pubblico diventa protagonista divertendosi socializzando. Marghera Comics Estate vuole affiancarsi al Mestre Comics, la fiera invernale, e diventare un nuovo appuntamento annuale di sano divertimento e promozione della cultura legata alla Nona Arte (fumetto). Il territorio diventa inoltre protagonista attraverso i suoi supereroi per educare, raccontare ed invitare: Capitan Venezia e Lady Marghera, mascotte dell’evento. Quando? Domenica 9 Giugno, dalle 10.30 alle 20.00. Programma Dalle 10.30 apertura Mostra Mercato; ore 14.00 Gara Cosplay; ore 18.30 premiazione Gara Cosplay. MC Staff


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3a EDIZIONE DEL “GRAZZANISE COSPLAY” Su Facebook: Grazzanise Cosplay:Terza Edizione

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na realtà che cresce di anno in anno e che, giunta alla terza edizione, può cominciare a guardarsi dietro e sorridere per i risultati ottenuti, prima di voltarsi in avanti e osservare con determinazione tutta la strada che bisogna ancora fare: è il “Grazzanise Cosplay”, organizzato dall’associazione giovanile culturale “Teens’ Park Grazzanise” e che quest’anno si svolgerà il 3 agosto. Nato nel 2011 come una sorta di sfida lanciata ad un territorio, come quello di Grazzanise in provincia di Caserta, in cui la cultura del cosplay era sempre entrata poco, il “Grazzanise Cosplay” si è invece rivelato uno degli eventi di maggior successo e degli appuntamenti più attesi per i giovani della “Teens’ Park Grazzanise” e per tutti coloro che hanno deciso di appoggiare l’iniziativa e, lo dimostrano i miglioramenti, sono sempre di più. Tra la prima e la seconda edizione, infatti, il numero di presenze è aumentato in maniera esponenziale e, quest’anno, ci auguriamo di battere il record, offrendo ancora più opportunità e maggiore qualità degli anni passati. Quest’anno sarà caratterizzato da importantissime novità che potrebbero rappresentare il primo grande salto di qualità per l’evento che, nonostante ciò – ricordiamolo! – continua a rimanere ad ingresso gratuito. Oltre ai tornei di Magic e Yu-gi-oh, presieduti da arbitri federati, e agli stand di alcune tra le più importanti fumetterie della Regione, che erano già presenti nelle due

precedenti edizioni, la grande novità di quest’anno saranno le postazioni per videogames messe a disposizione dal negozio di informatica “Skynet Computer”, che ha deciso di collaborare alla crescita dell’evento e che curerà lo svolgimento dei tornei di

“MarioKart” per Play Station Wii, di “Fifa 13” e di “Tekken 6”. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti! Come di consueto, durante il cosplay si svolgerà un contest con una giuria di esperti, che vi permetterà di portarvi a casa tanti premi. Beh, non ci resta che invi-

tarvi e aspettarvi il 3 agosto a Grazzanise (Ce) in via Enrico Lauro dalle 10 alle 19. Aiutaci anche tu a far crescere questa realtà e a far penetrare la cultura del cosplay nel cuore del Basso Volturno! Giuseppe Florio


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APPUNTAMENTO AL “FASHION WALK VENEZIA” http://www.facebook.com/harajukufashionwalkvenezia

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a Harajuku Fashion Walk nasce dall’iniziativa di alcuni ragazzi e ragazze (gli Harajuku Kids)che decidono di dare continuazione all’idea di Sebastian Masuda che nel 2010 festeggia i 15 anni del suo marchio di moda, la 6%DOKIDOKI, facendo sfillare le sue modelle e i fan per le strade del quartiere di Tokyo. L’evento di Sebastian ebbe un buon risultato e in seguito, appunto, si decisse di dare inizio all’evento bimestrale che il 26 maggio è arrivato alla sua diciasettesima edizione. Si tratta di un evento con l’obiettivo di creare una giornata dedicata ai partecipanti, amanti e ammiratori delle subculture presenti e nate ad Harajuku che hanno

l’opportunità di vestirsi in qualunque modo vogliono. Gli organizzatori (Gli Harajuku Kids) hanno lo scopo di unire le persone attraverso la moda in modo che tutti possano sentirsi a loro agio mostrando il proprio stile, oltre a quello di far conoscere lo stile Harajuku anche fuori dal Giappone. Per l’occasione sono in numero crescente i giovani turisti che raggiungono la capitale Nipponica per partecipare all’evento. In Giappone la fashion walk è supportata dalla 6%DOKIDOKI, dalle Super Lovers e vari altri marchi di moda Harajuku e negozi. Perché Harajuku Fashion Walk a Venezia? Ho deciso di organizzare la Fashin Walk anche a Venezia per vari motivi, anche per-


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sonali. Da sempre sono una grande appassionata di moda e mi piace coordinare vestiti (alcuni dei quali creati o personalizzati da me stessa) anche ispirati alle subculture giapponesi. Ho iniziato a divulgare questa mia passione caricando le mie foto su un apposito album su Facebook. La reazione, di amici e conoscenti, è stata molto importante ed è grazie a loro che ho deciso di andare avanti. Ma sono comunque cose che rimangono visibili, il più delle volte, solo sulle foto

che faccio in camera mia (risate). Non ho molte opportunità per indossarli, oltre che alcune volte alle fiere, che comunque sono, giustamente, dedicate ai cosplay e dove molte volte non si trova l’attenzione che si vorrebbe. Quindi la Fashion Walk, che ho intenzione anch’io di portare avanti come evento bimestrale, è un’occasione per essere protagonisti e sfoggiare la propria creatività. Altri motivi che mi hanno spinta a diventare l’organizzatrice a Venezia è che altre città italiane (Palermo, Mi-

lano, Pescara, Genova, Torino) sono, ormai, alla loro quarta edizione. Data la lontananza, sono molti quelli in Veneto che non hanno l’occasione di andarci. Quindi dopo l’ennesimo rifiuto di partecipazione ad una Fashion Walk, ho pensato di creare una in cui io e quelli che abitano nelle vicinanze potessero partecipare. Lo scopo è semplice e uguale a quello della fashion walk giapponese, ossia divulgare lo stile Harajuku, avere il nostro momento, conoscere persone con la stessa passione e sopratutto diver-

tirci tutti insieme! L’appuntamento è il 23 giugno per la prima Fashion Walk a Venezia. Ci si ritrova alle 11 davanti alla stazione dei treni di Venezia e si prosegue, tutti insieme, verso Piazza San Marco. Per l’occasione saranno presenti fotografi pronti a immortalare i nostri outfit. Altre informazione e dettagli nella pagina ufficiale. Syllmara7 (Silmara Machado)


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GIUSEPPE PERUZZO PRESENTA “LA DIVA” http://www.qpress.info/24.htm

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n grande regista italiano è stato assassinato. La Diva che avrebbe dovuto girare un film con il suo pigmalione è disperata. I produttori si trovano ad avere nuovi coproduttori... Ma le cose non vanno affatto come previsto... Perfettamente godibili separatamente, non lasciatevi sfuggire l’occasione di leggere insieme a “La Diva” anche la graphic novel che ne mostra le cause: “ZERO”. Giuseppe Peruzzo è sceneggiatore, giornalista, saggista (“Persone di nuvola. Le riviste di fumetti d’autore” Premio Calisi-; “Saluti da Angoulême. Termometro sul fumetto”; “La belva, la carne, l’abbraccio. L’eros nei

romanzi di Cesare Pavese”), laureato in scienze e arti della stampa, art director e traduttore. Oltre ad Atrox e ad altre realizzazioni come autore unico, ha creato l’antropomorfico post-apocalittico Anser. _________ Collana BreveRomanzo La realtà mutata da Atrox LA DIVA di Giuseppe Peruzzo 48 pagine in carta patinata opaca 150 g/m2; Copertina 300 g/m2, plastificata opaca; Formato 12 x 17 cm; Brossurato, rilegato a filo refe; € 5,90; ISBN 978-88-95374-17-8 (Estate 2013).


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IL MITO CINEMATOGRAFICO DI “GODZILLA” http://imagorecensio.blogspot.it

PARTE PRIMA: Un mostro di successo C’era una volta il Giappone: L’inizio Gli autori raccontano il background filmico e storico da cui nasce Godzilla, in un Giappone che ancora si deve riprendere dalla distruzione della guerra e che solo da poco non è più occupato dai vincitori. Nel 1954 gli inventori di Godzilla prendono spunto da due film americani: “King Kong” del 1952; “Il risveglio del dinosauro” del 1953. Mentre il primo film è conosciuto da tutti, è interessante soffermarsi sulla trama del secondo, che influenzò molto gli autori nipponici: il mostro a stelle e strisce da ibernato al Polo Nord finisce a distruggere New York, dopo che un’esplosione atomica lo aveva risvegliato. Ovviamente Godzilla è figlio anche della società giapponese del tempo, quindi del bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, ma anche dell’incidente occorso ai marinai giapponesi del peschereccio Daigo Fukuryu Maru il primo marzo 1954. La nave nipponica fu pesantemente investita dalle radiazioni causate dall’esplosione di un ordigno nucleare sull’atollo di Bikini ad opera degli Stati Uniti. Godzilla è il nome che venne dato al mostro radioattivo al momento

di distribuire il film a livello internazionale, ma il suo nome originale è Gojira. Pare che la genesi del nome sia da attribuire ad una modifica del nomignolo affibbiato ad un dipendente della Toho: “gorira” (gorilla) + “kujira” (balena). Storie dell’isola dei mostri: Il personaggio Si spiega il personaggio di Godzilla: il carattere, l’inquadramento “scientifico”, le abitudini alimentari, i poteri, la na-

scita come cattivo e la sua evoluzione in buono. Gojira – La battaglia contro il nemico interiore – Il film di Honda Inoshiro, tra riferimenti sociologici e proiezioni nella Japan Animation In questo interessante capitolo (a cura di Giorgio Mazzola) si entra più nel dettaglio riguardo il significato del mostro Godzilla. Il suo essere simbolo della paura da combattere/arginare dell’atomo ad uso militare, oltre alla denuncia del bombarda-

mento di Hiroshima e Nagasaki, ma anche degli esperimenti nucleari. Inoltre Godzilla, in virtù del fatto che si nutre di radiazione e le sua come arma distruttrice, può rappresentare la dualità dell’uso civile e/o militare dell’atomo: produce energia elettrica, ma può anche annientare ciò che ha contribuito a creare. La casa dei mostri: Storia della Toho Il capitolo racconta la storia della casa produttrice Toho, che per il primo film su Godzilla spese 100 milioni di yen (60 per il film più 40 per la campagna pubblicitaria), facendone il film giapponese più costoso fino ad allora. Ishiro Honda: Pietà per i mostri La biografia del regista di molti dei film di Godzilla, tra cui il primo: Ishiro Honda. Tomoyuki Tanaka: Il trionfo della volontà La biografia del produttore dei film di Godzilla: Tomoyuki Tanaka. Quest’uomo era in primis un fan della fantascienza giapponese, e da vero fan si comportava, anteponendo Godzilla a tutto il resto.

GODZILLA IL RE DEI MOSTRI Il sauro radioattivo di Honda e Tsuburaya di Davide Di Giorgio, Andrea Gigante, Giordano Lupi casa ed. Edizioni Il Foglio, pagine 301, costo € 15,00, anno 2013, formato 21 cm x 16 cm Codice ISBN: 9788876063510

Eiji Tsuburaya: Il piacere del gioco La biografia dell’autore


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degli effetti speciali visivi dei film di Godzilla: Eiji Tsuburaya. Questi trasformò in realtà le idee di Honda e Tanaka, inventando di sana pianta espediente di tutti i generi per rendere Godzilla gigantesco e spaventoso. Akira Ikufube: Il ruggito di Godzilla La biografia del compositore Akira Ikufube, autore delle musiche di parte dei film di Godzilla (ed in particolare del primo), e creatore della “voce” del

sauro radioattivo. I tecnici del suono della Toho provarono a mixare il suono di vari animali, ma il risultato non era mai soddisfacente, quindi Ikufube si inventò una soluzione fai da te: un guanto di pelle ruvida, ricoperto di resina, fatto sfregare sulle corde di un contrabbasso. L’invasione dei telemostri: Godzilla e il piccolo schermo Sono elencate e commentate le apparizioni di Godzilla in televisione, ed

anche alcuni famosi spot pubblicitari. Il Godzilla tv apparve in: Zone Fighter ( Ryusei Ningen Zon) nel 1973; Godzilla, serie animata della Hanna & Barbera nel 1978; Godzilla Island , nel 1997; Godzilla: The Series, nel 1998.

PARTE SECONDA: I film Sono presenti le sinossi di tutti i film di Godzilla, assieme ad una analisi del singolo film, in stretto ordine cronologico (compreso il film made in USA). Ogni film ha un commento a parte sulla sua eventuale distribuzione in Italia.

L’eredità di Godzilla: Gamera e gli altri La Toho creò uno star system di Kaiju (mostri), che infine si scontravano sempre con la star Godzilla. Il capitolo analizza i 4 più famosi kaiju (lasciando tutti gli altri alle dettagliate schede dei singoli film): Mothra; Rodan; King Ghidora; Mechagodzilla. Il capitolo tratta anche del concorrente più famoso di Godzilla, il kaiju della casa di produzione Daiei: Gamera.

APPENDICE: Per approfondire I costumi di Godzilla Sono descritte tutte le evoluzioni del costume (suit) di Godzilla, ben 17, dalla prima “Suit 1 type 1954” all’ultima “Suit 17 type 2004”. Filmografia Edizioni Home Video italiane. Stefano “Stengo”


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“IL SESTO”: DI PERRIMMEZZI E FOLLINI www.edizioninpe.it

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revor Between è un uomo che non può morire, ha attraversato le diverse epoche del tempo, ha amato ed ha perduto molte donne. Ma non sopporta di perdere l’amore vero, Alison, la donna della sua vita, che trova la morte in un incidente stradale. Trevor dovrà intraprendere un viaggio oltre la morte, scavare nel proprio passato e farsi strada attraverso l’ombra dei propri ricordi, per cercare di restituire alla vita quell’unica occasione di amare veramente che Dio, o chi per esso, concede ai mortali. Lucio Perrimmezzi e Francesca Follini, due delle voci più interessanti e fresche del panorama editoriale italiano, si uniscono in una storia che parla dei grandi temi dell’esistenza, con una storia in grado di commuovere e stupire il lettore a ogni pagina. Il volume verrà presentato in anteprima al Napoli Comicon e sarà disponibile da maggio. Lucio Perrimmezzi Scrittore di fumetti. Pubblica nel 2008 la graphic novel Stupidomondo, con i disegni di Mauro Cao e nel 2010 Rockin’ Roads, disegnata da Giulia Argnani, entrambe edite da

Tunué; è uno degli scrittori dell’edizione 2009 di Futuro Anteriore (Napoli Comicon, Centro Fumetto Andrea Pazienza). Collabora con diversi editori (NPE, Perfect Trip, Tunué, Absoluteblack) con alcuni racconti e storie brevi. Dorme poco. Cerca di dare un senso al tutto. Francesca Follini Laureata specialistica presso l’Accademia di Belle Arti, oggi lavora come fumettista, illustratrice, colorista, grafica freelance, oltre a gestire un’intensa attività didattica fatta di corsi, laboratori, workshop e un corso annuale presso l’Accademia di Belle Arti stessa. Come fumettista ha all’attivo numerose pubblicazioni a livello nazionale e internazionale, dalla trilogia Progetto Uranus edita dal Centro Fumetto “A.Pazienza” con cui ha esordito fino a numerose collaborazioni con varie realtà editoriali, tra cui Casterman Jungle,Tunuè, AbsoluteBlack. Ora è al lavoro per una serie di tre volumi per l’editore francese Delcourt. Il Sesto – L’amore, la vita e l’immortalità di Trevor Between Lucio Perrimezzi e Francesca Follini Prefazione di Matteo Casali 17 x 24 cm, brossurato, b/n, 148 pp., € 9.90.


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“MILLENNIUM ACTRESS” http://nihonexpress.blogspot.it

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en’ya Tachibana decide di produrre per lo studio televisivo di cui è presidente un documentario su Chiyoko Fujiwara, un tempo star del cinema, da anni ritiratasi a vita privata. La visita di Gen’ya e del cameraman Kyōji permette a Chiyoko di ripercorrere il proprio passato, vissuto rincorrendo perennemente un primo amore indimenticabile. Le parole della diva trasportano Gen’ya - suo grande ammiratore fin dai tempi in cui lavorò sul suo stesso set - e Kyōji in un mondo di ricordi, nel quale la figura di un giovane sovversivo incontrato da Chiyoko durante l’adolescenza diventa il fulcro di una ricerca che si rivelerà molto più profonda dell’inseguimento di un sogno romantico. Persino il racconto di una vita si trasforma, nelle mani di Satoshi Kon, in materia di

sperimentazione narrativa. La storia di Chiyoko, infatti, si confonde mano a mano con la trama dei suoi film. Gli intervistatori, inizialmente spettatori silenziosi, diventano attori al fianco della protagonista e Gen’ya, da sempre infatuato della donna, si fa suo protettore e paladino. Il film diventa dunque un viaggio attraverso la storia del cinema nipponico, dagli albori, attraverso la guerra, la propaganda, la recessione, fino alla rinascita negli anni Cinquanta. Ripercorrendo i generi e le ambientazioni, ci si muove anche tra le ere della storia giapponese, dal periodo Heian all’epoca dei samurai, fino all’avvento del militarismo e al Secondo dopoguerra, in una corsa forsennata il cui unico traguardo è segnato da un incontro promesso con un uomo misterioso, entrato


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all’improvviso nella vita di Chiyoko e altrettanto improvvisamente svanito. Il motore di tutta la vita dell’attrice è un primo amore di ragazzina, fascinazione nata da una conoscenza fugace che la porterà a iniziare la sua carriera cinematografica nella speranza di ritrovare, un giorno, l’uomo di cui non

conosce nemmeno il nome, ma che non smetterà mai di cercare. Proprio questa ricerca, portata avanti con una volontà cieca e indistruttibile, è la forza che la mantiene giovane e, infine, il vero oggetto del suo amore. Elena Gabrielli


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IL GIGANTE DEI VICOLI DI PRAGA www.isolaillyon.it

“...e Dio disse: facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza...” e creò Adamo, modellando una massa, senza forma, che in ebraico viene denominata Golem, fatta cioè di terra e di acqua.”

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el corso del tempo ho sentito le più svariate affermazioni su questo gigante, “un’immensa creatura, scolpita abilmente nella soffice argilla, vestita di pochi stracci e dal volto vagamente umanoide”. Ma non è tutto: altri hanno invece detto che “era una spaventosa mostruosità fatta di pezzi diversi, tenuta insieme da ferro e borchie, che aveva una parvenza di vita”. Per altri ancora, invece questo nome suscita avventure e Giochi di Ruolo, dove il Golem, nella sua concezione di classico, assume

la forma di un costrutto di ferro. Eppure qualcosa nella nostra cultura ci lega indissolubilmente al fascino e al mistero di questa creatura. Essa, infatti, se ci fermiamo a riflettere viene letteralmente creata. Pare ovvio che la creazione dell’uomo non po-

teva non dar vita a tutta una serie di leggende che, seppur non menzionate nella Bibbia, hanno trovato, ognuna, un’appropriata collocazione in molti antichi testi di tradizioni ebraiche, ed in particolare in quelli che riguardano la Creazione: la possibilità di donare

vita, come Dio, a un Golem, un impasto di argilla, un Adamo creato però dall’uomo. Una condizione essenziale si imponeva per animare la statua di argilla, ed era quella di inserire nel petto, all’altezza del cuore, o nella fronte, una pergamena con la trascrizione di uno dei tanti misteriosi “nomi di Dio” che solo pochi maestri, chiamati ßaal Shem (“i maestri del nome”) conoscevano, perché addentro ai segreti della Kabalàh. Eppure, durante tutta questa chiacchierata sul Golem, mi rimane alla mente un solo dettaglio: “l’uomo non può sostituirsi al mondo”. A questo punto, però, occorre anche un breve accenno al rituale per plasmare i Golem, tenuti nella massima segretezza perché la creatura, una volta in vita, rispondeva ciecamente soltanto agli ordini di colui che lo aveva creato. Nel titolo si parla non a caso di Praga: infatti, tra i tanti Golem, il più famoso è senza ombra di dubbio quello realizzato verso la fine del 1600 dal rabbino Judah Low Bezaleel, conosciuto come il “Gran Maestro Low”, nel ghetto della capitale ceca, città in cui le tradizioni occulte ebraiche erano intense e fiorenti. Qui diverse sono le leggende legate ai giganti d’argilla: fra tutte, vale la pena di raccontare


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le due più accreditate e più note. La prima racconta di Rabbi Low e di come utilizzasse un gigantesco Golem, dotato di una forza mostruosa che gli consentiva di lavorare nei campi, senza mai stancarsi, tutti i giorni escluso il sabato. Rabbi Low, temendo di profanare lo “shàbat”, il giorno sacro dedicato al riposo e alla meditazione, aveva ben cura di togliere ogni venerdì sera, dal petto della creatura, la stella di Davide contenente le misteriose lettere componenti il nome di Dio. Una volta terminata l’operazione, il gigante si bloccava per incanto diventando di colpo una massa di argilla senza vita. Un venerdì, però, Rabbi Low, distratto da altri problemi, dimenticò di togliere il

talismano. Accortosi dell’accaduto, e non trovando la gigantesca creatura in casa, corse per strada alla ricerca del Golem, riuscendo a raggiungerlo nei pressi della Sinagoga. Sebbene affannato per la lunga corsa, Rabbi, con un movimento lesto, riuscì ad estrarre la stella dal petto del gigante d’argilla che in un baleno cadde a terra in mille pezzi. Ma non è tutto, non sarebbe interessante altrimenti, no? La versione più accreditata della leggenda del Golem, in verità, è quella ambientata nel periodo delle persecuzioni antiebraiche a Praga, durante il regno dell’imperatore Rodolfo di Asburgo, nel periodo che va dal 1683 al 1710. Il rabbino capo Low, capo spirituale della comunità ebraica del ghetto, preoccupato per l’editto dell’imperatore che imponeva l’allontanamento di tutti gli ebrei dalla città decise – extrema ratio – di dare vita a un gigante di argilla, al fine di difendere la sua gente. Si diede, dunque,

alla febbrile ricerca della formula misteriosa e, una volta trovatala, non esitò ad animare il Golem secondo il rituale arcano. Chiese udienza all’imperatore e, una volta ottenuta, si recò a corte accompagnato dal silenzioso e fedele servitore, per chiedere l’annullamento dell’editto persecutorio. Rodolfo d’Asburgo, a cui avevano molto parlato delle conoscenze iniziatiche dei rabbino Low ben Bezaleel, gli chiese una dimostrazione di tali poteri. Indescrivibili furono lo stupore e il timoroso silenzio da cui furono presi i cortigiani, turbati dal susseguirsi delle visioni legate alla storia di Israele: Mosè, il Mar Rosso e il peregrinare nel deserto dei figli di Abramo, come in un film tridimensionale. Ad un certo punto, però, qualcuno cominciò a ridere contagiando tutti, imperatore compreso. In tutto il salone del castello, ben presto, non echeggiarono che sonore risate e commenti irriguardosi. A dire il vero, non furono i soli a sen-

tirsi. Sinistri scricchiolii e fragore di vetri infranti accompagnarono il distacco dei decori dalle pareti generando, in un attimo, terrore e scompiglio: tutto sembrava fosse in procinto di crollare. L’imperatore, terrorizzato da quanto stava accadendo, supplicò il rabbino Low di perdonare l’irriverenza promettendo, in cambio della salvezza, la revoca del provvedimento. Il Golem, allora, dopo aver ricevuto un comando dal Rabbi, sorresse la trave centrale che reggeva la volta del salone, consentendo a tutti di salvarsi. Da quel momento in poi, però, Low non riuscì più a controllare la gigantesca creatura che, quasi impazzita, gli impedì l’asportazione dell’amuleto: il Golem si era reso conto che la sua umanizzazione dipendeva proprio da quella misteriosa stella che portava nel petto e, respingendo tutti, incominciò a girovagare per Praga, seminando panico e travolgendo, con la sua mole, ogni cosa. A un certo punto, però, il


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Golem s’imbatté in un bambino, per nulla spaventato di quanto stava accadendo e, afferratolo con le sue possenti mani, lo sollevò per guardarlo meglio, rimanendo indeciso sul da farsi. Non si accorse, però, che il luccichio della stella di Davide aveva attratto l’interesse del bambino. La mano del bimbo, allora, si tese verso l’amuleto e lesta, in un attimo, lo strappò dal petto del Golem, determinando la sua conseguente caduta al suolo, tra un rovinio di pezzi informi di argilla. Malgrado siano trascorsi da quel giorno tanti anni, ancora oggi, specialmente in coincidenza del cambio delle stagioni, sono in molti a giurare di veder

vagare, nei vicoli del ghetto di Praga, un uomo gigantesco, con una stella di Davide sul petto, silenzioso e docile, pronto ad accorrere in aiuto di chi, trovandosi in difficoltà, lo chiama. Tutte le leggende legate ai Golem, stranamente, non possono non sollecitare alcuni interrogativi destinati, purtroppo, a rimanere senza risposta

alcuna. Perché mai “i maestri del nome”, coloro che potevano creare i giganti d’argilla, hanno sempre impedito la completa umanizzazione delle loro creature? Forse temevano la più ovvia conclusione, ovver0 che prima o poi tanto potere sarebbe sfuggito alle mani dell’uomo? Eppure il Golem, pur di pervenire alla dimensione umana,

allo stadio evolutivo dei loro “creatori”, contravvenendo alla regola dell’obbedienza si era ribellato determinando, così, la sua fine. Continuate pure il vostro viaggio nel fantasy e nel mistero: ora conoscete una delle creature più comuni lungo i luoghi del potere, creati da “uomini potenti per servire in eterno”. A noi rimane la biblica lezione della “creazione dell’uomo”, dell’Adamo scacciato dal Paradiso terrestre, che, ciò nonostante, induce l’Uomo ancora oggi a sfidare “l’ordine precostituito della natura”... ma non è molto simile a quella del Golem? Michele D’Elia


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QUESTO PUO’ DIVENTARE IL TUO SPAZIO.

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ARTE E PROGETTI DI DEBORAH PELLEGRINO www.lascarabocchia.blogspot.com - www.codicelapisfanzine.blogspot.it

E

hilà, salve a tutti! Mi chiamo Deborah Pellegrino, ma da un po’ di tempo, sia sul mio blog sia su Facebook, ho adottato il nome “La Scarabocchia”, un nomignolo che mi ha dato un mio amico! A 12/13 anni ho conosciuto il mio primo vero amore: il fumetto! Li ho sempre disegnati fin da quando ero bambina, ma solo nell’adolescenza ho iniziato ad appassionarmici veramente, (influenzata dai fumetti a partire da Dragonball, a Dylan Dog, Rat-Man, Deadpool, Watchmen e tanti altri), tanto che dopo il diploma di liceo artistico mi

iscrissi alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze. Qualche anno fa ho aperto un blog chiamandolo appunto “La Scarabocchia”, per poter così tormentare tante altre persone, oltre che amici e parenti, con i miei fumetti ma anche con studi o semplici illustrazioni. Disegno soprattutto fumetti umoristici in stile grottesco (adoro deformare a dismisura occhi e bocche creando espressioni buffe) e dal 2010 faccio parte del gruppo fanzine “Codice Lapis”, con la quale siamo riuscite (siamo per la maggior parte giovani


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donzelle) a portare per due anni di seguito a Lucca Comics la nostra fanzine (il n. 0 “Bambini e grottesco” e il n. 1 “Miti e leggende”) più un fumetto per bambini (“Le stregose avventure di Martina e Daniele). Oggi mi occupo di una serie webcomic legata a “Codice Lapis” che ho intitolato “Le principesse pirata” (www.leprincipes-

sepirata.blogspot.com), una storia, sempre di genere umoristico, che tratta di quattro principesse che, dopo aver perso la corona ed essere finite in un bordello, decidono di darsi alla pirateria (no, non si limitano a scaricare musica da internet, fanno anche altro, roba da veri pirati). Prima o poi inizierò anche a tormentare i vari

editori, sperando che, molestia dopo molestia, pubblichino qualche mio lavoro e non che mi sbat-

tino in galera gettando la chiave! :D Deborah Pellegrino


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DRACULA: IL MITO, LA LEGGENDA - PARTE 5 Su Facebook: Walt Disney e il suo magico mondo

I

l grande regista Francis Ford Coppola diresse il Bram Stoker’s Dracula, film che si basa sul romanzo di Stoker, ma non ne segue fedelmente la trama. Proiettato nel 1992, il film ha i volti di Keanu Reeves, Winona Ryder, Gary Oldman Anthony Hopkins e della nostra Monica Bellucci nei panni di una delle vampiresse di Dracula. Il film si apre nell’anno 1462 con la caduta di Costantinopoli: i turchi avevano invaso l’Europa e minacciato la popolazione cristiana. La speranza era nelle mani di un re cristiano rumeno, della regione della Transilvania, di nome Draculea, appartenente al sacro ordine del Dragone. Di stirpe potente e uomo coraggioso, egli filtrava il suo vigore e la sua forza dalla sua amata moglie, Elisabetta, che saputa la notizia della falsa morte di Draculea, si getta dal castello finendo nel fiume. Draculea, al suo ritorno, trova il corpo senza vita di lei posto sul pavimento e legge un biglietto lasciato da lei in cui è scritto: “Il mio amato principe è morto; tutto è perduto senza di lui; che il Signore possa unirci in Paradiso”. Draculea è sconvolto e il vescovo gli spiega che il

suicidio è un atto condannato da Dio e che la sua anima non si salverà. Al sentir ciò, Draculea risponde che se questo è il prezzo per aver combattuto in nome di Dio, preferisce rinnegare Dio e che un giorno risorgerà da morte per vendicare lei con l’aiuto delle tenebre. Detto ciò, afferra la sua spada e trafigge la croce che è sull’altare; del sangue inizia ad affluire dalla croce, dagli occhi delle statue e dalle fiamme delle candele. Draculea riempie il calice di questo sangue e ne beve, giurando che il sangue sarà la sua vita e diventerà di sua proprietà.

Dal 1462 si passa all’anno 1897, un salto temporale di ben 435 anni. Siamo a Londra, nella ditta Hawkins and Thompkins. Il signor Hawkins affida al giovane avvocato Jonathan Harker il compito di recarsi in Transilvania da un tale conte Dracula che ha deciso di acquistare l’abbazia di Carfax. Questo viaggio sarà fruttuoso per la sua carriera. Jonathan deve sostituire l’avvocato Renfield che, all’improvviso, ha perso il lume della ragione ed è stato rinchiuso nel manicomio della città. Jonathan saluta la sua amata Mina e le promette

che, al ritorno da questo viaggio d’affari, la sposerà. Jonathan è in viaggio e inizia a scrivere un diario su cui annota le sue impressioni. Egli dovrà recarsi a Passo Borgo che è sul confine tra tre stati: la Transilvania, la Moldavia e la Bucovina, al centro dei Carpazi, terra aspra e selvaggia. Ad attenderlo c’è la carrozza del conte Dracula guidata da un cocchiere silenzioso e con al seguito un branco di lupi. Il tragitto è tortuoso e si arriva al castello a notte fonda. Il portone si apre e sulla soglia c’è un vecchio alquanto bizzarro che gli dà il benvenuto con il nome di Dracula. Dracula lo invita a sedersi e a cenare, dopodichè si avviano in biblioteca per parlare di affari. Dracula gli dice di aver preferito Londra per le sue strade affollate, per mischiarsi nel turbinio dell’umanità, per condividerne il loro tipo di vita, i loro cambiamenti e le loro morti. Dracula afferra la fotografia di Mina e dice a Harker che è molto fortunato, che gli incontri sono già destinati e che l’uomo veramente felice è colui che riesce a trovare il vero amore. Detto ciò, invita Harker a fermarsi da lui per un mese senza fare obiezioni e gli dice di scrivere ai suoi cari per non farli preoc-


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cupare. Trascorrono alcuni giorni e la scena si svolge nel Kent, con Mina intenta a scrivere il suo diario; di lì a poco arriva la sua amica Lucy, una giovane ricca dai capelli rossi, molto diversa da lei, diciamo una senza tanti freni inibitori. Mina vuole molto bene a Lucy, ma le fa capire che tra un uomo e una donna che si amano non esiste solo la passione, ma c’è ben altro: il rispetto e la fiducia. Giunge la sera e arrivano gli ospiti invitati alla festa: in ordine di apparizione troviamo il texano Quincey P. Morris, il dottor Seward, direttore del manicomio di Londra, e il nobile Arthur Holmwood. Lucy mostra a Mina come comportarsi con gli uomini e dà sfogo a un libero approccio verso i tre. Il dottor Seward è alle prese con il caso di Renfield che, da estimato no-

taio, si è ridotto in questo stato dopo il suo viaggio in Transilvania. Egli mangia solo insetti che, a detta sua, servono a nutrirlo. Il suo motto è: “il sangue è vita!”. Nel frattempo, Jonathan è inquieto e non si sente a suo agio tra le mura del castello. Egli deve terminare le tre lettere che Dracula gli ha commissionato: per la sua ditta, per Mina e per la sua famiglia. Jonathan si rade guardandosi allo specchio, ma si taglia procurandosi una ferita. Dracula è appena entrato e gli dice di fare molta attenzione perché tagliarsi potrebbe essere più pericoloso di quanto egli possa pensare e rompe lo specchio, considerandolo un oggetto di vanità. La cosa aberrante agli occhi di Jonathan è il gesto di Dracula alla vista del rasoio: egli lecca il sangue rimasto sulla lama. Inizia poi a radere egli stesso Jonathan, ma alla vista del crocifisso al

collo (donatogli da una donna del posto), ringhia e allontana di getto Jonathan dicendogli di non dare tanta importanza a questi oggetti. Dracula gli dà la buonanotte, ma prima di lasciarlo lo avverte di non gironzolare per il castello e di non dormire in nessun altra stanza perché il castello non è un luogo sicuro in quanto può nascondere dei segreti. Jonathan si rende conto di essere prigioniero di Dracula e scrutando dalla finestra egli vede Dracula strisciare sulle mura del castello. La curiosità non si fa attendere: inizia a girovagare per il castello finendo in una stanza alquanto strana. Delle voci seducenti lo attraggono al suo interno fino a quando non si ritrova alla mercè di tre vampiresse che vengono tempestivamente fermate da Dracula che dona loro un bambino come vittima. Jonathan ne è disgustato.

Jonathan trascorre il suo tempo al castello consapevole di non poter scappare e scopre anche che gli zingari servitori di Dracula stanno preparando delle casse piene di terra da portare via. Mina riceve la lettera di Jonathan, ma la trova alquanto fredda ed è molto preoccupata per lui. Lucy, invece, è al settimo cielo perché si è fidanzata con Arthur Holmwood e presto si sposeranno. Dracula arriva a Londra con le sue casse a bordo de Il Demeter e con tutto l’equipaggio morto. Renfield, che è sempre in manicomio sotto stretta sorveglianza del dottor Seward e degli infermieri, percepisce l’arrivo del suo padrone ed è tutto eccitato. Dracula gli ha promesso l’immortalità. Dracula inizia a colpire e prende come bersaglio Lucy che, sonnambula, si allontana dalla sua camera e viene adagiata su una panca vicino alla tomba di famiglia da Dracula che, sotto forma di lupo mannaro, la morde. Mina trova Lucy alquanto agitata ed è sola. Lucy è confusa e ricorda solamente di essere stata invasa da uno strano sentimento, come di lussuria. Lucy viene visitata dal dottor Seward la quale gli confessa che riesce a percepire i sussurri dei camerieri, i passi dei topi che sono pesanti come


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quelli di un elefante e spesso ha anche degli incubi. Seward, per calmarla, le inietta della morfina e al ritrovarsi con Quincey e Arthur al ritorno da una cavalcata, dice loro che Lucy soffre di una malattia mentale; e a tal proposito, egli ha interpellalo il dottor Van Helsing, un importante filosofo metafisico, suo mentore e insegnante, esperto in malattie sconosciute. Mina è in giro per la citta e le si avvicina Dracula con la fisionomia giovanile di quando era cavaliere. Egli vede in lei la sua defunta moglie e dopo le prime diffidenze, Mina inizia a essere attratta da lui, dai suoi modi gentili.

Lucy continua a peggiorare, perde sangue, ma il dottor Seward non riesce a capirne la causa e sollecita il dottor Van Helsing a giungere a Londra. Lucy ha bisogno di trasfusione, ma nonostante ciò continua a perdere sangue senza una chiara spiegazione.Van Helsing inizia a insospettirsi e dopo aver notato i due fori sul collo di Lucy, inizia a ipotizzare che non si tratti di una malattia, che il sangue che perde non lascia nemmeno delle tracce sulle lenzuola e ciò è da imputare a una qualche entità fuori dal comune, non usuale, non terrena. Van Helsing giunge al nocciolo della questione: egli sa benissimo di chi, o

meglio, di cosa si tratti e ne fa presente a Seward e al resto del gruppo che è dubbioso a tale argomento. Tuttavia,Van Helsing prende a cuore il caso di Lucy e dice loro di sorvegliarla sempre e di non lasciarla mai da sola; e la circonda di aglio. Mina riceve finalmente notizie di Jonathan in una lettera che giunge dalla Romania, dal convento delle suore del Santissimo Sacramento. Esse si stanno prendendo cura di Jonathan che è molto debole e la pregano di partire subito e di raggiungerlo prima possibile. Mina è contenta e ne parla a Lucy che le dona il suo anello di fidanzamento. Mina parte, ma durante il viaggio non fa altro che pensare al suo principe che, nel frattempo, ha ricevuto la notizia di lei in partenza per la Romania e si dispera. Mina giunge in Romania e finalmente fra i due vengono celebrate le nozze tanto attese e bevono insieme il vino dal calice, mentre nello stesso momento a Londra Dracula si unisce a Lucy succhiandone tutto il sangue: ora ella è come lui, un non morto. Van Helsing e tutto il gruppo celebrano la morte di Lucy, ma Van Helsing sa benissimo che Lucy non è più un semplice cadavere e convince il gruppo ad eseguire i suoi ordini: l’unica solu-

zione per salvare l’anima di Lucy è quella di trafiggere il suo cuore con un paletto e poi di decapitarla. Il compito di infilzare il paletto spetta al suo fidanzato Arthur che a malincuore, ma con convinzione, esegue l’ordine. L’anima di Lucy è salva. Il prossimo passo di Van Helsing è quello di eliminare Dracula che ancora una volta cerca Mina che è come ipnotizzata da lui e desidera essere sua. Dracula la accontenta, ma viene fermato giusto in tempo dal gruppo di Van Helsing che gli dà la caccia. Mina è stata contaminata dal potere di Dracula, ma c’è ancora speranza.Van Helsing le dice di aver bisogno del suo prezioso aiuto e tutti partono alla volta della Transilvania dove Dracula sta ritornando e la aspetta. Ma Dracula è furbo e fuorvia il gruppo, fino a quando esso non incontra gli zingari che trasportano le casse con un calesse, al cui interno di una di esse giace proprio Dracula. Il tramonto avanza e forse per Van Helsing è già tardi, ma riescono a ferire Dracula che riesce a rifugiarsi nella cappella del castello. Lì giunge Mina che si inginocchia accanto a Dracula, oramai morente, e lo bacia. La scena è molto struggente e Mina decide di liberare Dracula dalle


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tenebre e dopo aver egli espresso il desiderio di pace, Mina gli trafigge il cuore e lo decapita. Distribuito dalla Columbia Pictures, il film (con una tematica erotica) ebbe consensi positivi (a parte l’interpretazione, a detta di alcuni, ridicola di Keanu Reeves) e vinse vari premi importanti, tra i quali anche tre Oscar: Migliori costumi, Miglior trucco e Miglior montaggio sonoro e una nomination alla Migliore scenografia. La colonna sonora fu composta da Wojciech Kilar e la star internazionale Annie Lennox chiuse il film con la sua famosa canzone “Love Song for a

Vampire”. Mel Brooks diresse una parodia di Dracula (Dracula, dead and loving it) che uscì nel 1995 con Leslie Nielsen nella parte del vampiro. Unisce tematiche del film di Coppola e di Tod Browning rendendole però comiche e l’ilarità è assicurata, soprattutto nella narrazione svolta da Nielsen e dallo stesso Brooks nei panni del dottor Van Helsing. Tuttavia, il responso critico fu negativo, ma il film continua a essere tutt’ora un cult. Nel 1972 uscì un film su Dracula intitolato Blacula, per via del suo Dracula di colore.

Diretto da William Crain, Dracula è stato interpretato dall’attore William Marshall che recitò anche nel seguito Scream, Blacula, Scream del 1973. Distribuito dall’American International Pictures, il film si ambienta nel 1780 e inizia con l’appello del principe Mamuwalde , sovrano del regno di Abani, al conte Dracula chiedendogli di sopprimere il commercio di schiavi. Dracula rifiuta di aiutarlo e lo trasforma in un vampiro sigillandolo in una bara fino alla sua apertura nel 1972 da parte di due decoratori interni che saranno le prime vittime di Blacula. Egli prenderà a bersaglio altre povere vittime che a sua volta saranno trasformate in vampiri e vedrà in una donna di nome Tina la reincarnazione della sua defunta moglie. Il film termina con la morte di Blacula a causa dei raggi del sole. In Italia, nel 1985 uscì un film comico interpretato da Paolo Villaggio nei panni di Giandomenico Fracchia e da Edmund Purdom in quelli di Dra-

cula: Fracchia contro Dracula. Con la regia di Neri Parenti, il film è una libera interpretazione del libro di Stoker e il Castello di Fénis in Val d’Aosta si presta come location per la dimora di Dracula. Per quanto riguarda le serie animate, ricordiamo il Don Dracula giapponese prodotto dalla Tezuka Productions di soli 8 episodi che si basa sul manga di Osamu Tezuka del 1979 pubblicato nella rivista Weekly Shonen Champion edito dalla Akita Shōten. Quackula, invece, è la storia di un papero vampiro maldestro che dorme in una bara a forma di uovo che si trova nei sotterranei della villa del fifone Teodoro. Quackula è uno spin-off del cartone animato Heckle & Jeckle e consta di 16 episodi molto divertenti. Un film d’animazione davvero carino, uscito nel 2012, è Hotel Transylvania diretto da Genndy Tartakovsky e prodotto da Mi-


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chelle Murdocca per la Sony Pictures Animation. Distribuito dalla Columbia Pictures, è un film in 3D che si apre con la visuale del castello in cui vive Dracula e sua figlia Mavis. Il castello è stato adibito a hotel, appunto Hotel Transylvania, ma più che altro è una specie di rifugio per Mavis per proteggerla dagli umani. Mavis compirà 118 anni (l’equivalente dei 18 anni di un umano) e diventerà maggiorenne. Dracula, per questa occasione, vuole organizzare una festa e invita i suoi amici mostri, tra cui Frankenstein (Frank per gli amici), sua moglie Eunice, la famiglia dei lupi mannari Wayne e Wanda con i loro figli scalmanati, l’uomo invisibile Griffin e la mummia Murray. Mavis desidera tanto esplorare l’esterno e chiede al padre di accontentarla. Dracula è restio perché sa che se lei dovesse allontanarsi troppo dal castello e incontrare gli umani potrebbe essere molto pericoloso perché gli umani odiano i mostri e la potrebbero catturare e uccidere. Così, egli architetta un piano: allestisce un set che rappresenta un paese

facendo travestire i suoi amici zombie in umani. Mavis può uscire dal castello e si trasforma in pipistrello volando via. Il padre, anch’esso divenuto pipistrello, la segue di nascosto. Mavis giunge inaspettatamente in questo paese e gli umani recitano la parte dei cattivi facendo fuggire via Mavis, che è molto spaventata. Mavis, dopo aver visto ciò, è convinta della cattiveria degli umani e non metterà più piede fuori dal castello. La vita di Mavis, però, cambia quando al castello giunge proprio un umano di nome Jonathan di 21 anni (121 anni per Mavis) che ha seguito gli zombie. Dracula lo scopre e cerca di allontanarlo, ma quando gli altri mostri lo vedono, Dracula dice loro che è l’organizzatore della festa di Mavis e lo presenta agli altri con il nome di Johnnystein, cugino del braccio destro di Frank. Mavis e Jonathan pian piano si innamoreranno grazie allo Zing, una specie di colpo di fulmine istantaneo. Mavis alla fine scopre che Jonathan è un essere umano, ma non può più far a meno di lui. Ovviamente, Dracula è contrario e si arrabbia. Jonathan alla fine decide di andar via dal castello e Mavis si chiude in sé stessa.

Dracula comprende il dolore della figlia e cercherà di rintracciare Jonathan che, nel frattempo, è in aereo diretto a casa. Il lieto fine è assicurato e i due potranno di nuovo riunirsi ed esser felici. Il film viene aperto dal cortometraggio Goodnight Mr Foot, con protagonista Bigfoot, il personaggio che è in Hotel Transylvania, scritto e diretto dallo stesso Genndy Tartakovsky. Hotel Transylviania vinse il Kid’s Choice Awards come Miglior Voce di un film d’animazione (Adam Sandler che doppia Dracula) ed ebbe varie nominations: sette negli Annie Awards, uno nei Golden Globe Awards e due nei

Visual Effects Society. Il film, molto probabilmente, avrà un seguito e la data di uscita si pensa sia il 2015. Le recensioni su Dracula spero siano state di vostro gradimento. Ovviamente, ho fatto una cernita dei film su Dracula perché ci sarebbero voluti altri numeri, ma ho cercato di trattare quelli che i cinefili, hanno amato di più, partendo da film che non si potranno mai dimenticare per giungere a quelli dei nostri giorni, non meno meritevoli di memoria. Ermelinda Tomasi


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IL XVI° COMICON DI NAPOLI http://www.flickr.com/photos/annoluce

C

ome al solito, una bella esperienza quella del Comicon, giunto alla sua XVI edizione. E non sono mica poche. I primi giorni di maggio sono stati invero caratterizzati da un fantastico caldo e da quattro ricche giornate di kermesse “cospleiara”. E meno male che un po’ di sole lo abbiamo preso, diremo a posteriori, mentre scriviamo, nella più lunga propaggine d’inverno che la storia ricordi (almeno, la mia). Ma torniamo al nostro cosplay. E’ sempre un piacere tornare a Napoli, città caratterizzata da una bellezza violenta e da un’antichissima storia: già gran capitale nordista di quella Magna Grecia che costituiva la culla della conoscenza e della lingua della elite culturale nel mondo antico. Ma oggi, gioiosamente invasa da una turma di personaggi in costume di ogni età e, letteralmente, colore. La fiera si è svolta, come da tradizione, alla Mostra d’Oltremare, uno spazio espositivo dal nome evocativo sito in prossimità dello stadio San Paolo: dopo due ore di autostrada e due fermate tecniche in vari autogrill, arrivo trascinandomi dietro come un condannato ai lavori forzati il mio

consueto carico di 25 kg di attrezzatura fotografica e vengo salutato dai soliti parcheggiatori: abusivi, si, però molto più simpatici rispetto a quelli romani (almeno ti danno del “Voi”, una usanza ormai sopravvissuta solo a Napoli). Già dalle prime battute si capisce che l’affluenza è da girone dantesco. Fortunatamente sono accreditato, mi getto dentro, mi faccio un giro degli stand prima che arrivi l’onda di piena, riesco a guardarmi un po’ di fumetti e gadget. Sarebbe durato poco: già il secondo giro non è stato come il primo, e il terzo, avvenuto nel pomeriggio, mi ha visto letteralmente navigare sbattuto come un turacciolo di sughero su un mare in preda ai monsoni, cercando maldestramente di salvare il mio povero Canon 24-70 2.8 dalla furia dei marosi umani. Ma cosa non si fa, spinti dall’amore per la fantasia? Nel pomeriggio si svolge la gara di cosplay, e io tra una foto e l’altra mi aggiro nell’immenso spazio che separa i padiglioni adibiti alla mostra; intorno a me, ebbri di eccitazione indotta dalla sterminata pasquetta in cosplay che si anima sul prato, gli adolescenti in costume strillano, saltano,


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cantano, giocano, si lanciano gavettoni di aranciata (uno ha anche allietato di finissime gocce uno dei miei migliori obiettivi), si scambiano effusioni amorose. L’aria è gioiosa e ilare, festosa e coinvolgente (a volte anche troppo...), ed è un piacere vedere decine e decine (centinaia?) di free huggers aggirarsi come anime in pena a caccia di potenziali "clienti" dei loro abbracci liberi. Scambiato qualche abbraccio, ché mi pareva il minimo (il più simpatico di tutti è uno che ha scritto “free chi t’è mmurt”...), mi dedico a qualche sana sessione fo-

tografica.Vado poco a caccia dei cosplayer più famosi, mi lascio al contrario guidare dall’istinto, dal cuore, dal mio gusto personale, e anche dalla simpatia dei personaggi. Quando scatto cerco la spontaneità, la passione, la freschezza e il coraggio, e lascio le indispettite supponenze agli altri fotografi. Mi piace, in particolare, cercare giovani cosplayer sconosciuti da ritrarre. Sono i più spontanei e mi dà una gran gioia cercare di dare il meglio di me nel fotografarli. In realtà, a volte, come in alcuni dei personaggi che trovate qui intorno, le qualità umane e


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quelle del costume coincidono. E allora è davvero un gran bel fotografare. Insomma, passo proprio una bella giornata, e fa un po’ male sapere che di questa pacifica onda di celebrazione alcuni proprio non volevano far parte: ci sono stati infatti alcuni tafferugli ai danni di cosplayer che sono stati presi di mira e gentilmente malmenati (si dirà che scherzavano, che facevano solo “cappottoni”, ma per me sempre idiotes restano, per dirlo appunto alla greca). Ebbene, noi che ci dilettiamo a catturare i fotoni colorati emessi dagli appassionati in costume, che altrimenti andrebbero dispersi nell’atmosfera, di questa imbecillità

e violenza proprio non vogliamo sentir parlare. Arriva alla fine la sera, e mi rimetto sull’autostrada, stanco ma soddisfatto, con la mia sacca piena di scatti e di sorrisi; e come al solito ne esco arricchito, e in qualche modo, più pieno di quando sono partito. E’ una carica galvanica di allegria e spensieratezza , che mi serve per affrontare i giorni di lavoro successivi e in generale, anche un po’ la vita, con insospettata leggerezza. Ed è forse per questo che continuo a frequentare quelle pazze aggregazioni di macchie iridate e sogni che sono le convention di cosplay. Massimiliano Malerba


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IL MITO DEL DRAGO www.isolaillyon.it

“Quando il drago ruggisce i monti tremano, quando il drago sussurra il saggio ascolta”.

I

draghi non esistono nella realtà. Ciononostante, credenze sulla loro esistenza sono state predominanti in tutto il mondo sin dall’antichità. A partire dalle leggende della Cina in cui il drago è un simbolo molto importante, legato a tutto il mondo orientale, questa storia trova le sue origini anche nel mondo occidentale. Il drago rappresenta uno dei primi tentativi dell’umanità di esprimere il dualismo della natura e dalla società, e la sua immagine è così carica di significati

che è diventato ermetico a qualsiasi tipo di interpretazione. Per studiare l’origine di questo mito bisogna fare tre fondamentali distinzioni: - La distinzione tra immagine e simbolo. Cioè la distinzione tra ciò che il drago sembra, quindi concepito come sostanza fisica, e quello che simbo-

leggia, quindi visto come qualcosa di astratto. - La distinzione tra i fattori esoterici ed essoterici, che saranno estesi all’antitesi tra positivo e negativo, bene e male, immagini demoniache ed apocalittiche simboleggiate rispettivamente dai draghi dell’est e dell’ovest.

- La distinzione tra i draghi nel mito, nei racconti folkloristici e nella leggenda. Il simbolo del drago sia in Oriente che in Occidente ha dei tratti in comune. In tutte le parti del mondo il simbolo del drago nelle culture primordiali era legato alle forze naturali della terra, facendosi carico di un immagine di distruzione e di creazione. I draghi cinesi si assomigliano l’un l’altro, ma suggeriscono diverse idee in diversi contesti, mentre la maggior parte dei draghi occidentali hanno aspetto diverso ma spesso indicano un singolo concetto: “il male”. Questa visione occidentale del drago è il netto contra-


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sto che si può trovare in uno studio approfondito su queste figure mitologiche, con la visione del drago che si ha in Oriente. Il drago esoterico mitologico cinese

come simbolo appartiene a un mondo divino, come indicato dalle forme che assume attraverso i lavori dell’immaginazione umana, mentre l’essoterico drago occidentale

come simbolo fa parte di un mondo demoniaco che è completamente ripugnante come oggetto del desiderio. La suddivisione tra mito, leggenda e racconto folkloristico è un approccio importante sugli studi sul drago. I miti sono narrazioni che, nella società in cui vengono raccontati, sono considerati racconti veritieri di ciò che è accaduto in un remoto passato. Il drago in Oriente diventa sempre più riconoscibile col passare del tempo, diventando anche un emblema. In Occidente si resta sempre e comunque sulla sua stereotipata forma demoniaca. Questa forma occidentalizzata risale alla mitologia sumera ed egizia: il lucertolone in queste antiche mitologie rappresentava elementi che interferivano col corretto funzionamento del mondo. Il drago occidentale divenne ancora più diabolico quando raggiunse l’Europa dall’Asia centrale e dall’Asia minore, e prime tracce di questa figura mitologica si possono riscontrare in Grecia. Ma il culmine della cattiveria lo assunse quando si parlò di drago spirituale nella tradizione ebreo-cristiana: infatti nel “libro delle rivelazioni” troviamo “E il grande drago è stato cacciato, quel vecchio serpente, chiamato Diavolo...”. Divenuto quindi, grazie ai nostri avi, un immagine infernale, il drago occidentale è portatore di morte e sofferenza, lontano dalla figura benigna

del drago orientale. In Cina invece il drago è stato un mezzo di interpretazione sociale e di eventi naturali al fine di esprimere una percezione esoterica o una visione cosmica. Nelle leggende popolari cinesi o nei racconti popolari, il drago è un dio della pioggia.Visto come essere divino celestiale, questo essere vive tra le nuvole e garantisce la fecondità sulla terra illuminandola con i raggi solari e versando la pioggia. Il drago cinese incarna perciò l’infinito, il trascendente e questa sua trascendenza deriva dall’infinita lunghezza del suo corpo.Il drago non è mai stato un’esistenza unica, ma ha assunto una predominanza simbolica su tutte le altre creature bestiali, fiabesche o reali che siano. Poche simbologie sono così contraddittorie come quella di questa creatura. Trascendendo i limiti del mondo umano e naturale, le qualità e i tratti dominanti del drago hanno riflettuto e continueranno a riflettere le mutevoli ossessioni, predilezioni e ideali delle diverse culture. Miriam Pierri


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“DRAGONHEART” E L’ANTICO CODICE http://nanune13.deviantart.com

“U

n cavaliere è votato al coraggio, il suo cuore conosce solo la virtù, la sua spada difende gli inermi, la sua forza sostiene i deboli, le sue parole dicono solo la verità, la sua ira abbatte i malvagi” queste le parole del “Antico Codice” ripetute dal cavaliere Bowen (Dennis Quaid) come un mantra al suo giovane allievo, il principe Elinon

(David Thewlis). La speranza del cavaliere è che il giovane non possa mai divenire come il re suo padre: uno spietato tiranno che massacra i più deboli. Purtroppo però il cuore del ragazzo non è così puro come il suo maestro si aspetta e alla morte del padre (caduto durante una sommossa popolare) rivelerà la sua vera natura.

Toccherà quindi a Bowen, docici anni più tardi con l’aiuto di Fratello Gilbert di Glockenspur (Pete Postlethwaite) prete poeta, di Kora (Dina Meyer) giovae ribelle e di Draco, l’ultimo drago (doppiato nella versione originale da Sean Connery) liberare il regno dal nuovo principe tiranno. Girato nel 1994 da Rob Cohen “Dragonheart” è per recitazione, fotografia

ed effetti speciali un capolavoro del genere. Al pari di Lady Hawk difficilmente riusciremo a stancarcene, non importa quante volte lo ritroveremo all’ora di cena sui nostri schermi. La storia, basata al solito sulla contrapposizione tra bene e male, ruota su due sentimenti molto cari agli amanti del ciclo Bretone: fedeltà e amicizia (intesa quasi come fratellanza). Fedeltà non tanto verso una persona specifica, come potrebbe essere quella di un cavaliere verso il proprio sovrano, quanto quella che ognuno di noi ha verso i propri principi morali. Su questo versante la pellicola vuole dare una giusta lezione di vita: per quanto a volte ci possano sembrare inutili, i nostri “principi guida” non devono essere dimenticati in quanto sono parte essenziale del nostro “io”.


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Vi è poi il sentimento dell’amicizia e della fratellanza anche tra individui apparentemente molto diversi gli uni dagli altri come il caso del cavaliere Bowen e il drago Draco tra i quali si instaurerà un sentimento di profonda fiducia. Un’ampia nota positiva è data oltre che dagli effetti di animazione e dal design del drago (i quali hanno fatto sudare freddo il supervisore agli effetti visivi a causa dell’idea precisa che il regista voleva mettere in pratica) va alla recitazione di David Thewlis,

poiché non esisterebbe nessun eroe che si rispetti senza un degno cattivo. L’attore inglese (decisamente più famoso per il ruolo del professor Lupin nella saga di Harry Potter) riesce brillantemente a portare in vita il personaggio del principe Elinon, un ragazzo viziato, attaccato al potere in maniera meschina, fornito da madre natura di un indole decisamente folle. Insomma un cattivo non originalissimo ma dotato del giusto spessore: impossibile da non detestare.

“Dragonheart” è perciò un fantasy completo, dotato di tutto ciò che possiamo desiderare. Avventura, azione e combattimenti, una dose massiccia di buone intenzioni e sentimenti puri contrapposti a quelli riprovevoli e disonesti dei cattivi, umorismo sparso qua e la che alleggerisce piacevolmente la pellicola senza appesantirla. Il giusto film della domenica sera per tutti, in particolare per i grandi nostalgici che non potranno non sentirsi rinvigoriti dal eroico mantra dei cavalieri del “Antico Codice” soprattutto in vista del devastante ritorno alla routine quotidiana. Francesca Rita Loi


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“PACMAN”: IL VIDEOGAME DEGLI ANNI ‘80 www.gamesearch.it - www.japanimation.it

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a storia dei videogiochi è piena di esempi di idee accattivanti nate da situazioni riconducibili alla vita quotidiana. E’ il caso del programmatore Toru Iwatani che (almeno secondo la leggenda) è stato ispirato da una pizza (con una fetta mancante) per dar vita a una delle icone più celebri al mondo: PacMan.

Pac-Man non è altro che una sfera ingorda che ha solo due cose di cui preoccuparsi: spalancare continuamente le fauci per ingurgitare pixel e scappare da quattro fantasmi (al secolo Blinky, Pinky, Inky e Clyde). Nel 1980 tanto bastava a conquistare intere masse di appassionati di videogame che si riversavano nelle sale giochi con

l’obiettivo di migliorare il proprio punteggio. Come altre opere famose (ad esempio Pong o Space Invaders) Pac-Man è stato un trascinatore, un titolo diventato simbolo di un’intera decade, capace di divertire e di lanciare mode. A parte il tempismo richiesto per svoltare il nostro giallo alter-ego senza incastrarsi negli angoli

(perdendo pochi ma preziosissimi istanti), il gameplay di Pac-Man sapeva conquistare sia il giocatore occasionale, sia quello più esperto: i quattro power-up che permettevano di diventare da preda a cacciatore (per pochi secondi) erano comunque una garanzia per chi si accontentava di completare anche solo un paio di scenari, mentre i più smaliziati e navigati player riuscivano a capire che i fantasmini si muovevano secondo percorsi prestabiliti. Padroneggiare questi “binari di movimento” dava modo di vantarsi con gli amici raggiungendo i livelli più avanzati ma perdendo una parte del divertimento. Infatti Pac-Man offre il meglio se giocato senza seguire degli schemi, lasciando da parte lo sforzo mnemonico per dare libero sfogo alla prontezza di riflessi. Come tutti gli evergreen videoludici anche PacMan è stato convertito per numerosi sistemi casalinghi, inserito in diverse antologie e riproposto con aggiunte più o meno discutibili. Questo titolo è la testimonianza di quanto sia brillante la mente umana: basta pensare che avevamo iniziato l’articolo parlando di una pizza... Emanuele Cabrini


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“PACMAN”: IL CARTOON DEGLI ANNI ‘80 www.japanimation.it

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ac-Man (conosciuto anche come “PacMan: The Animated Series”) è una serie televisiva animata prodotta da Hanna-Barbera e basata sul videogioco “PacMan” della Namco, che ha debuttato sulla ABC e trasmessa nel biennio 1982-1983. E’ stata anche la prima serie animata di Hanna-Barbera basata su un videogioco. Gli episodi raccontano delle avventure di Pac-Man, sua moglie Pepper, il loro bambino Pac-Baby, il loro cane Chomp-Chomp ed il loro gatto Sour Puss. La famiglia vive a PacLand, dove c’è una battaglia in corso tra la

famiglia Pac ed i loro nemici, i mostri fantasma Blinky, Inky, Pinky, Clyde, e Sue che lavorano per Mezmaron, una figura misteriosa che assomiglia a Darth Vader di “Star Wars” e si comporta in modo simile a Gargamella (“I Puffi”). Egli ha come sua unica missione l’individuare ed il controllare i “Pellet Power”, che servono come alimento primario e fonte di energia per la città. Nella seconda stagione ci sono anche Super-Pac e PJ, il nipote di Pac-Man. Esistono anche due speciali: Pac-Man Speciale Halloween e Il Natale arriva a Pac-Land.

In Italia non tutti si ricordano questa serie che comunque, a modo suo, ha dato il suo contributo affinché gli anni ‘80 ed i suoi cartoni restassero nel cuore di tutti i quarantenni di oggi. Vincenzo D’Amico


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BIRDMAN E IL GALAXY TRIO

Gruppo su Facebook: I FUMETTI SONO UNA COSA SERIA!

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el settembre del 1967, Hanna-Barbera mentre faceva debuttare “Space Ghost e Dino Boy” e “Frankenstein, Jr. e gli Impossibili” sulla rete CBS mandò in onda sulla rete rivale NBC Birdman e il Galxy Trio. Programmato il sabato mattina andò in onda fino al 6 Settembre 1969. Il programma si compone appunto di due segmenti: Birdman, che racconta le avventure di un supereroe alato alimentato dal sole, e il Galaxy Trio, serie centrata intorno alle gesta di tre supereroi extraterrestri. In ogni puntata, della durata di mezz’ora ciascuna, vengono presentati due episodi di Birdman inframezzati da un episodio del Galaxy Trio. La serie è stata progettata dal leggendario artista di fumetti Alex Toth, che ha creato moltissimi altri personaggi per la Hanna e Barbera, ed è stato prodotto e diretto nientemeno che da William Hanna e Joseph Barbera. Tuttavia, così come in altri cartoni animati d’azione di Hanna-Barbera, con due personaggi del titolo, Birdman e il Trio Galaxy mai realmente incontrati in qualsiasi episodio Le origini del personaggio sono alquanto nebulose e vengono soltanto accennate di tanto in tanto

nella serie, Birdman è un semplice umano (Ray Randall che però non viene mai menzionato nella serie) che ha ricevuto dal dio del sole Ra la capacità di assorbire la luce solare e di trasformarla in raggi di energia

solare dai polsi o di creare uno scudo della medesima energia per difendersi. Oltre ai poteri conferitigli da Ra, possiede anche la capacità di volare grazie alle sue due ali. Il suo unico punto debole è che deve ricaricare

periodicamente i suoi super poteri attraverso l’esposizione ai raggi del sole. Forse Ray Randall è stato un archeologo che ha scoperto i dispositivi in una tomba egizia che gli ha permesso di immagazzinare l’energia solare. Reclutato da una misteriosa agenzia governativa, la Security Inter-Nation, Birdman pattuglia i cieli di Central City aiutato da Birdboy e la sua aquila Avenger. Birdman può chiamare la sua aquila in caso di necesità tramite un comunicatore sul collo. L’uccello dimostra di essere abbastanza potente da trasportare Birdman in quelle occasioni in cui è tagliato fuori dal raggi del sole, come in una stanza buia o caverna e si affloscia, o è stordito da fuoco di artiglieria. Quando non è di pattuglia, Birdman si rilassa nel suo quartier generale che è nascosto in un vulcano, dove può essere contattato solo da agente segreto Falcon 7, suo contatto con l’agenzia. Non c’è dato di sapere se modellò il proprio costume o gli è stato fornito dall’agenzia governativa per cui lavora. Come tutti i supereroi di quel periodo, Birdman ha un solo obiettivo ed è quello di difendere la sicurezza e la libertà del popolo degli Stati Uniti, e naturalmente del mondo.


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Birdman è sempre pronto a combattere il male e salvare innocenti. Il suo principale nemico, Numero Uno, il leader dell’organizzazione F.E.A.R., che è dietro molte trame nel corso della serie, usa mille trappole, armi potenti, funghi mortali; ma nessuno stratagemma riesce a sconfiggere Birdman, e qunado le cose potrebbero volgere al peggio per la meraviglia alata, Avenger non è mai molto indietro per aiutare il nostro eroe nel suo momento del bisogno. Una curiosità. L’organizzazione F.E.A.R. è stata apparentemente sconfitta per sempre e il suo leader arrestato nell’episo-

dio “Le ali della paura”, ma di tanto in tanto riemerge senza alcuna spiegazione. Il Galaxy Trio lavora intanto per proteggere il resto dell’universo in nome della Pattuglia Galattica. Proprio come suggerisce il nome, il Galaxy Trio è un gruppo di tre eroi uniti per una causa, ed i loro nomi essenzialmente descrivono ciò che i loro poteri sono. Vapor Man si trasforma in una forma gassosa permettendo, Gravity Girl può controllare la gravità, Meteor Man in realtà non controlla meteore, ma invece può diminuire o aumentare le dimensioni del corpo. I tre si ritrovano sempre a fare i conti con i robot rinnegati, sovrani alieni con sete di onnipotenza, ma il Galaxy Trio è pronto a fermare il male, non importa su quale pianeta potrebbe essere in agguato. La Hanna-Barbera ha sempre cercato di fare le cose semplici nelle proprie serie, e anche in questo caso non ha cambiato rotta. Dove non c’è una necessità di complicare le

animazioni, per esempio usando sfondi “neutri” in cui può essere circondato il personaggio in modo efficace per creare l’illusione del movimento, oppure nella caratterizzazione di eroi, cattivi, e passanti innocenti che non hanno bisogno di troppi dettagli. Mentre alcuni potrebbero considerare le opere dello studio rudimentali, è davvero ciò che, invece, li rende una leggenda del settore e Birdman, come molti di altre loro opere, illustra perfettamente questa caratteristica. Birdman & Il Galaxy Trio, insomma, riporta a un tempo più semplice nella storia dell’animazione, quella in cui scherzi rozzi, storie complicate, immagini appariscenti non erano necessarie. Come per Birdman, anche del Galaxy Trio fu realizzata una versione a fumetti, pubblicata dalla Gold Key sull’antologico Hanna-Barbera Super TV Heroes. Una curiosità: proprio su quelle pagine ebbe luogo il primo incrontro Birdman ed il Galaxy Trio cosa che non avvenne mai nella serie a cartoni. Quando ormai se ne erano quasi perse le tracce il personaggio di Birdman è stato riesumato tre decenni più tardi dalla Cartoon Network / Adult Swim in una serie TV: Harvey Birdman, Attorney at Law, insieme a diversi personaggi Hanna-Barbera, come lo stesso Galxy

Trio. In questa serie animata un po’ sui generis (andato avanti fino al 2007 e con la particolarità di essere realizzato a mano nella prima stagione ed in Adobe Flash nelle successive) Harvey Birdman è un supereroe in pensione che finisce per lavorare presso uno studio legale insieme ad altre star dei cartoni di Hanna e Barbera degli anni 60-70. Anche i suoi clienti sono personaggi dei cartoni dello studio di quegli stessi anni mentre i suoi ex supernemici adesso sono quasi sempre gli avvocati delle parti opposte nei processi a cui prende parte. La serie è ovviamente una parodia dal tono abbastanza surreale che pesca a piene mani dall’archivio sconfinato dei personaggi Hanna-Barbera. Dalla serie è stato tratto addirittura un videogioco per PS2, PSP e WII. Dopo la chiusura della serie (2007) di Birdman si sono perse le tracce definitivamente le tracce. Alfonso Verdicchio


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STORIE CHE MI SONO REALMENTE ACCADUTE http://irenef87.blogspot.it

Luxor:Allorau, raccontaci del tuo progettou. Irene: Luxor? Da quando in qua sei un’intervistatore? LX: la crisi la sentou anche io, cosa crediu? Irn: ah, bè giusto... Ma sei un peluche! Vabè, meglio iniziare. Le S.C.M.S.R.A. – Storie Che Mi Sono Realmente Accadute - sono un progetto che inizia nel 2008 sotto suggerimento di mia sorella, sono storie capitate veramente, vicende più o meno surreali, brevi racconti fumettati di vita quotidiana, storie alquanto bizzarre e situazioni parecchio imbarazzanti. LX: lo sai verou che è un acronimo impronunciabileu? Irn: Si, certo è ovvio; ma trovo divertente vedere come viene pronunciato dai lettori. LX: finalmenteu ti sei autoprodotta un albou! Irn: si finalmente, è una raccolta composta da una settantina di storie. LX: nello specificou, di cosa trattanou? Chi sono i personaggiu delle SCMRSAu? Vediu?? E’ decisamente impronunciabileu! Irn: quando lo ripeti per una decina di volte, viene più naturale e appare Candyman. La protagonista di queste vicende sono io, una ragazza come tante e con la testa parecchio tra le nuvole e molto sbadata, il

che mi permette di avere sempre molto materiale su cui lavorare. Poi ci sei tu Luxor, una

panterina dagli evidenti difetti di pronunciau, spesso mi fai da spalla comica, da saggio consi-

gliere o cinico osservatore dell'assurda realtà. Altro personaggio molto ricorrente è Penny (Andrea Stracchi), il mio fidanzato parecchio nerd, amante degli animali e della buona cucina, coinvolto anche lui nel vortice delle vicende, ultimamente si è inserito anche come co-sceneggiatore e supervisore. LX: come hai scelto le storieu da inserire nell’albou? Irn: prima di tutto ho realizzato una breve presentazione a fumetti per mettere a proprio agio i nuovi lettori, poi ho cercato di raggrupparle per diverse categorie, in modo da avere un filo conduttore tra una vicenda e l’altra, ad esempio nella sezione sugli “Animali molesti” si parla appunto di una cavia mangiona e piccioni cagoni, nel capitolo “Cibo” si danno delle dritte alle ragazze su come non far ingrassare i prori fidanzati e infine non potevano mancare le “Figure di ...”, ovvero quando vorresti sparire dopo aver fatto le cosidette figure di pupù. LX: ovviou, quelle sono una chicca specialeu! Tra queste storie divertentiu ho notato peròu che ad un certo puntou c’è una parte più tristeu. Vorresti parlarmiu del capitolo “Per Paolau” Irn: Paola era la mamma di Penny, purtoppo a


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causa di un melanoma maligno è venuta a mancare lo scorso settembre, questo era solo un piccolo omaggio che ho voluto dedicare a una donna grandissima, come

puoi notare ho cercato di tenere un tono leggero e sherzoso, nonostante la tragica vicenda, perchè lei era così, una donna spiritosa e molto forte. Penso che anche dal punto visivo il lettore possa avere una specie di “shock”, perchè in questo capitolo si passa da dei colori più saturi e diversificati a una gamma di grigi e neri. LX:Va bene, tornandou su argomenti più leggeriu, ho notato che non

sei sempre tu la narratrice in prima personau... Irn: si è vero, soprattutto nella categoria “Vita da...” sono solo la narratrice, la sotria viene raccontata dal punto di vista del personaggio principale, come ad esempio: peluche, cameriere, animali vari, amici e parenti. LX: vedou che hai inserito anche storieu inedite, verou? Irn: sì, ho cercato di inse-

rirne il più possibile in modo da invogliare il lettore, quelle storie poi sono state pubblicate solo su questo primo albo. LX: Com’è natau l’idea di fare un volumetto? Irn: l’idea c’era in testa già da molto tempo, il materiale non mancava, ma devo ringraziare Penny se si è potuto concretizzare. Ringrazio anche una serie di amici e non che si stanno attivando per comprarlo e farmi tanta pubblicità. LX: dove si può trovareu? Irn: è possibile ordinarlo facilmente sul sito http://ilmiolibro.kataweb.i t oppure richiederlo alla Feltrinelli per gustarvi 72 pagine in grande formato a colori, stampate su carta patinata. LX: ok per fortunau abbiamo finitou... siamo ai salutiu. Irn: ciao! LX: SMSRAu, SCRSSRAu, SCSRMSRAu....!! è impossibileeeu! Irn: emh...buone letture! Irene Fornari


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COSPLAY INVASION

https://www.facebook.com/CosplayOnAir - https:facebook.com/DanielaSerpiFotografia

Ogni mercoledì dalle ore 20.20 in FM ed in streaming su

Radio Dimensione Musica

www.radiordm.it/live

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ew York: ci troviamo a Time Square nell’ora di punta, quando gli uffici chiudono e un enorme massa di persone si riversa nelle strade in preda alla fretta per spostarsi da un punto all’altro della città. Il frastuno delle auto, i colori sgargianti delle luci al neon, il continuo sovrapporsi di mille voci, inonda il centro della Big Apple quando a un certo punto, eccola là che con il suo immenso abito bianco fa capolino da un tombino Giselle che, come d’incanto è proprio il caso di dirlo, si ritrova catapultata nel mondo umano suscitando la curiosità dei passanti. Inutile dirlo,stiamo parlando della scena iniziale del film Disney “Enchanted”. Vi starete di certo chiedendo che cosa leghi la trama di questo film al nostro articolo ebbene, c’è chi come la fotografa cagliaritana Daniela Serpi,

ha saputo mettere a frutto la sua creatività e realizzare un progetto davvero originale. Parlaci un po’ di te... come è nata la tua passione per la fotografia, come hai imparato a sviluppare la tua tecnica e da dove trai ispirazione? “La mia passione per la fotografia credo sia nata per merito di mio padre, da quando sono nata l’ho sempre visto con la macchina fotografica in mano! Lui ha una grande passione, da giovane sviluppava da solo le proprie foto e nonostante alla fine abbia fatto un altro lavoro non ha mai smesso di scattare. A 10 anni ho ricevuto in regalo la mia prima macchinetta fotografica, ho ancora le foto scattate alle gite scolastiche, orribili, tutte uguali! Quanti rullini sprecati... La tecnica me l’ha senza

dubbio insegnata mio padre, in realtà è stata una cosa abbastanza inconscia per me. Mi divertivo a scattare e senza volerlo facevo tanta pratica, anche perché ho sempre avuto una macchina fotografica a disposizione. Ad un certo punto, senza rifletterci troppo, quando lavoravo come grafica a Milano mi sono comprata una reflex. Da quel momento mi sono resa conto effettivamente di quanto mi piaceva realizzare dei progetti più complessi del semplice “andare a passeggiare con la macchina fotografica”, così dopo qualche anno di studio intenso ho deciso di provare a trasformare questa passione in un lavoro. Ci sono tanti fotografi che seguo, che stimo e dai quali traggo ispirazione, ma non ho un guru in particolare. L’ispira-

zione la trovo in qualsiasi cosa... di fatto osservo quello che ho intorno e cerco di cogliere il bello, c’è sempre qualcosa che vale la pena di raccontare e mostrare, anche in ciò che ad una prima osservazione ci sembra banale. A tutto questo cerco sempre di aggiungere una dose di fantasia, penso che sia importante tenere allenata la nostra mente “infantile” per ottenere qualcosa di creativo. Gli adulti perdono l’abitudine di giocare, io invece quando devo realizzare un progetto cerco sempre di giocarci un po’: mi diverto io, si diverte chi fotografo e i risultati hanno sempre una marcia in più”. Come mai ti sei avvicinata al mondo del cosplay? “Mi sono avvicinata al mondo del cosplay perché ho sempre avuto ammirazione per la cultura giapponese. C’è stato un periodo durante le superiori dove spendevo quasi tutti i miei soldi in manga, studiavo giapponese con alcuni amici, guardavo anime... tutt’ora ci sono alcune serie che seguo. All’università ho studiato lingua e cultura giapponese... insomma sono anche io vittima del fascino orientale. Quindi, quando a Cagliari hanno iniziato a prendere forma le prime iniziative dedicate al cosplay, mi ci sono avvicinata subito. Nono-


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stante non sia mai stata una cosplayer ho sempre partecipato agli eventi quando possibile, e ovviamente ho scattato milioni di fotografie!” Com’ è nato questo progetto? Quali sono stati i criteri di scelta che ti hanno spinta a scegliere quei determinati personaggi? “Questo progetto è nato in un momento in cui ero carica di lavori “standard”, da diversi mesi non avevo il tempo di divertirmi con un progetto divertente. Mi era già capitato di organizzare un photoset con alcuni cosplayer, di solito c’è una voglia di fare e, appunto, di “giocare” durante le fotografie, che non è facile da trovare. Così ho pensato che poteva essere una cosa carina e di-

vertente organizzarne uno nuovo. Ma avevo voglia di qualcosa di più complesso e originale. Così, un po’ ispirandomi al film Disney “Come d’Incanto”, ho pensato che sarebbe stato veramente strano vedere dei personaggi di fantasia nei punti più caratteristici di Cagliari, allora è saltata fuori questa idea di selezionare un gruppo di personaggi da far piombare in città, facendoli comportare come se di punto in bianco si fossero ritrovati nella realtà, sfruttando anche i passanti e le loro reazioni come contesto. Molto spesso sento dire che “a Cagliari non succede mai niente”, quello che spesso non si pensa è che tutti abbiamo la pos-

sibilità di far succedere qualcosa, con un po’ di fantasia. Agli occhi dei passanti tutto questo si è trasformato quasi in un flashmob: la gente era divertita, tantissimi hanno fermato i cosplayer per fotografarli e ci seguivano nel nostro percorso.Ho selezionato i personaggi basandomi su tanti paramentri, primo su tutti, ovviamente la qualità della realizzazione del cosplay e la resa che potevano avere in fotografia. Rosiel e Pram the ORACLE sono state scelte principalmente per questo motivo. Un’altra cosa che mi ha influenzato molto era la riconoscibilità.Volevo creare delle foto che non fossero divertenti solo per chi già è appassionato di cosplay e cultura giap-

ponese, ma qualcosa di più universale. Per questo motivo ho scelto personaggi come Ezio Auditore di Assassin’s creed, o Rapunzel. Quando poi ho trovato una ragazza con l’abito di Giselle non mi sembrava vero! Un altro aspetto che ho tenuto in considerazione erano le possibili interazioni tra i personaggi, che potevano essere di spunto per le scene da rappresentare. Mi sono ritrovata con un trio proveniente da “Puella Magi Madoka Magica”, perfetto per inscenare qualche battaglia!” Come hai vissuto questa esperienza? “E’ stato divertentissimo ma abbastanza impegnativo: ho dovuto fare una sorta di casting, scegliere i personaggi, ho chiesto ai


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cosplay a chi non sa cosa sia.Visto il risultato non è escluso che ci possa essere una cosplay invasion numero due”. Chi scrive un articolo in genere dovrebbe essere abbastanza obbiettivo nel raccontare i fatti ma questa volta, sorvolerò su questa regola e mi permetterò di condividere con voi in poche righe, la mia opinione su questo progetto. Ho infatti avuto la fortuna di essere una delle partecipanti vestendo i panni di Rosiel e nonostante i venti centimetri di zeppa giocassero decisamente a mio sfavore, mi sono decisamente divertita. Daniela è stata davvero paziente

con tutti noi e ci ha permesso di vivere un esperienza fuori dal comune. Si avverte subito che ci mette l’anima nei suoi progetti e riesce a trasmetterla in ogni singolo scatto. E’ proprio grazie a persone con il suo talento che la realtà del cosplay sardo ha la possibilità di crescere e farsi conoscere anche fuori da una piccola isola come questa e visti i risultati, le previsioni per il futuro non possono che essere incoraggianti. Ringraziamo dunque Daniela per essersi prestata a rispondere alle nostre domande. Valentina Podda Redazione Cosplay OnAir

ragazzi selezionati di darmi più informazioni possibili sui personaggi, soprattutto quelli che non conoscevo, ho lavorato insieme a loro per cercare spunti divertenti e possibili scene da rappresentare... La giornata che avevamo fissato per gli scatti all’inizio è stata un incubo, fino a poche ore prima dell’appuntamento pioveva, abbiamo rischiato che saltasse tutto. Guardavamo in modo compulsivo il meteo, ognuno diceva una cosa diversa... mi stupisco che i cosplayer non mi abbiano mandato tutti a quel paese quando ho detto “ragazzi, facciamolo lo stesso” (anche se

qualcuno sicuramente l’ha pensato!) Alla fine c’è andata più che bene, è spuntato anche il sole (aveva ragione il “mio” meteo!). Tutti sono stati bravissimi, ci siamo divertiti molto nonostante la scarpinata, e vedere la gente sorridente che ci guardava per strada è stata una soddisfazione. Man mano che pubblico le foto ricevo commenti positivi e molto divertiti, anche da persone che non hanno niente a che fare con quel mondo. Questa è sicuramente una bella ricompensa. In fin dei conti è anche stato un modo per far conoscere la cultura del


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LE MERAVIGLIE DI HARRYHAUSEN Gruppo su Facebook: I FUMETTI SONO UNA COSA SERIA!

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iamo nell’Antica Grecia. Gli intrepidi eroi guidati da Giasone sono impegnati nella ricerca del mitico vello d’oro. L’impresa non è facile, sul loro cammino si frappongono una serie di creature mostruose: l’Idra dalle sette teste, Talos, una gigantesca statua di bronzo che riprende vita al loro cospetto e lo spettrale esercito di scheletri viventi generato dai denti della stessa Idra. Gli Argonauti (Jason and the Argonauts di Don Chaffey - 1963) è con ogni probabilità il più bel film mitologico di tutti i tempi. Senza la magia di un uomo, però, gli impavidi guerrieri non sarebbero arrivati da nessuna parte. Quell’uomo si chiamava Raymond Frederick “Ray” Harryhausen! Esistono passaggi che segnano per sempre la vita di una persona. Il tredicenne Ray (era nato a Los Angeles il 29 giugno 1920), in compagnia della zia entra in un cinema

per assistere alla proiezione di King Kong. L’impatto emotivo è “devastante”, il ragazzo viene letteralmente rapito dalla magia degli effetti speciali che il grande Willis O’Brien ha elaborato per la pellicola. Si in-

forma su tutto e comincia cercare una sua via, costruendo dinosauri di argilla che anima in garage, dinanzi alla cinepresa 16mm appena comprata. La sorte gli dà un piccolo aiuto: a scuola conosce la nipote di O’Brien che lo presenta al maestro. Durante la guerra realizza una serie di cortometraggi con protagonista Mamma Oca che gli valgono un incarico alla Warner (Segnalato da Willis O’Brien che lo vuole al suo fianco) per il suo primo vero lavoro cinematografico: Il Re dell’Africa (1949). Gli effetti speciali di questo film consegneranno ad

O’Brien l’Oscar ma quasi tutta l’animazione è opera, è di Harryhausen. La tecnica utilizzata per animare sullo schermo gli spaventosi dinosauri e le gigantesche scimmie del film aveva un nome preciso: “stop motion” . Il dinosauro da animare era un “modesto” pupazzo alto circa cinquanta centimetri e possedeva una sorta di scheletro snodabile di legno o di alluminio, ricoperto di lattice o gommapiuma. Il pupazzo veniva posto su un fondale e successivamente mosso riprendendolo con una cinepresa a passo uno fotogramma per fotogramma, fino a raggiungere l’impressione del movimento. Un’opera monumentale di abilità e di pazienza se si tiene presente che ogni secondo di pellicola è composto da 24 fotogrammi, ognuno dei quali doveva essere realizzato dopo impercettibili movimenti fatti a mano. Le cose, già di per sé non facili, si complicavano ulteriormente quando era necessaria l’interazione con un attore. Sia ne Il re dell’Africa che nel successivo “Il Risveglio dei Dinosauri” (1953), Harryhausen adottò la tecnica dello “Split Screen (successivamente ribattezzata Dynamation) . L’attore girava la scena davanti ad un fondale vuoto e con un sistema di sovrapposi-


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zioni il pupazzo veniva aggiunto alla scena stessa. Sull’onda del successo, Harryhausen firmò un nuovo contratto con la Columbia Pictures e partecipò a numerose pellicole di genere fantascientifico come Il Mostro dei Mari di Richard Gordon (1956) in cui realizzò una piovra a sei tentacoli che seminava il terrore nelle strade di San Francisco, “La Terra contro i Dischi Volanti” di Fred Sears (1956) in cui elaborò l’immagine “defi-

nitiva” dei dischi volanti cinematografici e “A 30 Milioni di Km dalla Terra” di Nathan Juran (1957) con una insolita location a Roma ed un mostro venusiano che agiva avendo come sfondo il Colosseo. Nonostante queste digressioni nella SF, Harryhausen si sentiva molto più portato per il fantasy avventuroso e, appena gliene veniva data la possibilità, ritornava volentieri a questo genere che gli permetteva di creare ed animare molte delle

creature tratte dalle antiche mitologie. Da questo punto di vista, il suo “Il 7° Viaggio di Sinbad” (The 7th Voyage of Sinbad) sarà un’autentica miniera di creatività. Sinbad il marinaio, il figlio adottivo del califfo di Bagdad, per salvare la bella fidanzata miniaturizzata da un sortilegio dovrà lottare col Roc, uccello gigante a due teste, col Ciclope (simpaticissimo monocolo che si lecca i baffi, pregustando la carne umana), con un drago, con una ballerina-serpente a quattro braccia e con uno scheletro spadaccino. Una nota a margine: in questo film , per la prima volta i trucchi di Ray dovranno confrontarsi con il colore!: Il successo del film è enorme ma non viene “sfruttato” adeguatamente. Harryhausen vuole lavorare sempre da solo. Per forza di cose ha bisogno di

tempi lunghissimi per realizzare in maniera certosina i suoi effetti speciali. Nel 1960, arriva il non epocale “I Viaggi di Gulliver” e nel 1961 realizza il granchio, l’ape ed il calamaro gigante de L’Isola Misteriosa” (tratto dal romanzo di Verne) prima di arrivare a quel film-capolavoro (Gli Argonauti) di cui abbiamo parlato all’inizio. che segnò il culmine del genere e della carriera del maestro. Paradossalmente, il successo di pubblico non fu all’altezza della qualità del film e per Ray iniziò la china discendente. I Dinosauri, (suoi vecchi pupilli) di “Un Milione di anni fa” (1966) e “La Vendetta di Gwangi” (1969) non suscitarono particolari interessi. Negli anni ‘70 tornò a lavorare a film mitologici. Il “Viaggio Fantastico di Sinbad” (1974) gli diede la possibilità di dar vita a nuove creature: centauri, chimere, l’Homunculus ed una statua a sei braccia della dea Kalì. Furono gli ultimi fuochi, già nel successivo “Sinbad e l’Occhio della Tigre” un Harryhausen, ormai stanco, cita ad oltranza le creature dei suoi film precedenti. Ci fu un estremo colpo di coda. Nel 1981, col beneficio dei 70 mm e del Dolby Stereo, Ray tentò un rilancio del cinema epicomitologico partecipando a Scontro di Titani di Desmond Davis. Il gigantesco mostro marino Kraken il cavallo alato


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Perseo, il perfido Calibos, uomo-demone, il cane a due teste Dioskilos e la terrificante e sibilante Medusa furono gli ultimi figli di Harryhausen prima che la tecnologia digitale mandasse in pensione la stop motion e i suoi maestri. Le considerazioni di

Harryhausen furono amare ma realistiche: “Ammiro davvero quel che sta succedendo nel campo del digitale ma ricevo ancora moltissime lettere da fan che mi scrivono di preferire la vecchia tecnica perché ha più cuore, più carattere. Al-

lora le creature erano figlie di un solo uomo, non di uno stuolo di anonimi programmatori. La stop motion aggiungeva ai film fantastici la sensazione che fossero un sogno, perché sapevi che non era reale. Per questo era affascinante!”. Hollywood

si ricordò di lui, nel 1992 consegnandogli l’Oscar alla Carriera e da qualche parte sulla Walk of Fame c’è una stella che porta il suo nome. Dal 7 maggio del 2013, Ray non è più su questa Terra... se davvero esiste un aldilà, già lo vedo che sta tirando le briglie del Roc, veleggiando sulle correnti della fantasia... Ci sono tante mani che applaudono il suo passaggio e tanti bimbi ormai invecchiati che lo guardano con occhi colmi di gratitudine... non fermarti, Ray... fai un altro giro per tutti noi!! Pietro Zerella


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L’ARTE DI MARTINA ZAGAMI

http://pqeditor.altervista.org - http://martinazagami.blogspot.it

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alve a tutti, mi chiamo Martina Zagami, sono un’illustratrice e aspirante fumettista. Vivo a Messina, ho 20 anni e la mia passione è il mondo dei Manga. Sono un’autodidatta. Infatti, nel corso degli anni, i miei disegni tendevano sempre più verso lo stile giapponese. Sono rimasta affascinata da questo stile a circa quindici anni, seguendo all’inizio solo gli anime e poi finendo con l’immergermi completamente nel mondo ‘’bianco e nero’’ dei manga. Studiando e leggendo fumetti, ho appreso le varie

tecniche di disegno, d’inchiostrazione e di retinatura. Grazie all’esperienza, ho imparato ad analizzare ogni tavola che mi trovavo davanti, cogliendo il minimo particolare che poi riportavo sui miei disegni, esercitandomi. Ricordo che a dodici anni, entrando per caso in un’edicola, vidi un libricino molto particolare, era il primo volume della serie “Love Hina”. Qualcosa mi affascinò e lo comprai. A quel tempo non potevo immaginare quanto lavoro e sacrifici ci fossero dietro ogni pagina: compresi il suo significato quando, per la


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prima volta, realizzai una tavola auto-conclusiva per il concorso Bandiera Manga. Impiegai quattro giorni per terminarla!!! Nella maggior parte dei

casi le mie illustrazioni trattano il tema fantasy; trovo molto piacevole colorarle con i programmi digitali. Ovviamente, disegnare e

colorare a mano non ha prezzo! Per quanto riguarda il genere manga vero e proprio, il mio preferito è lo shojo-fantasy. Normal-

mente realizzo le tavole a mano e poi passo all’inchiostrazione digitale con Manga Studio, grazie al quale si ottengono risultati strabilianti. Il mio sogno è realizzare un manga tutto mio! Ho iniziato da poco, infatti la seconda tavola è in “work in progress”. Continuerò ad impegnarmi e spero che un giorno riuscirò a pubblicarlo! Martina Zagami


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KAPPA EDIZIONI: ULTIME NOVITA’ www.kappaedizioni.it - www.kappalab.it/3-ebook

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a giugno, tutte le nuove uscite di Kappa Edizioni nelle fumetterie e nelle librerie. Manga University Culinary Institute LA CUCINA GIAPPONESE COI MANGA Cm 15x21, 144 pagine, b/n e colore, brossura, Euro 14 ISBN 978-88-98002-46 Un ricettario che arriva direttamente dal Giappone, con le illustrazioni e i manga di Chihiro Hattori e le ricette di Yoko Ishihara. Un libro di cucina che usa i manga per mostrare la realizzazione delle pietanze del Sol Levante in modo divertente. Una guida illustrata al mondo del sushi e del sashimi, ma anche di molti altri piatti meno noti ma ugualmente squisiti!

Questo volume coniuga la precisione tecnica di un libro di cucina con il divertimento dei fumetti, rivolgendosi sia agli appassionati di manga, sia agli amanti della cucina orientale. Tutte le ricette sono accompagnate da curiosità sul mondo culinario giapponese! Morri CINQUECENTO MILIONI DI STELLE Cm 15x21, 144 pagine, b/n, brossura, Euro 14 ISBN 978-88-980020-61 Rebecca è nata e cresciuta a Rimini. Ha un rapporto simbiotico con la madre ed è incapace di affrontare i propri sentimenti. La sua vita è un susseguirsi di aperitivi, di rapporti irrisolti con amiche che si rivelano spesso delle semplici conoscenze. Poi, un giorno, incontra

Caterina. Non è mai stato facile lasciarsi andare con un’altra persona, ma questa volta è diverso. Rebecca finalmente è felice, almeno fino al momento in cui capisce che non è una semplice amicizia a legarla a Caterina. Dopo momenti di titubanza, sceglie così di seguire il suo cuore. Una graphic novel che svela in maniera chiara, decisa e senza ambiguità l’universo omosessuale al femminile. Mabel Morri ci racconta senza ipocrisie l’altra metà del mondo, firmando una storia italiana a tematica lesbica. Memola + Tilloca JONATHAN STEELE NOIR Cm 15x21, 144 pagine, b/n, brossura, Euro 9,50 ISBN 978-88-98002-02-3 Chiudete gli occhi e immaginate la nostra cara,

vecchia Terra, con le sue nazioni e le sue metropoli. New York, Parigi, Tokyo, Roma, Nuova Dehli, Cernusco sul Naviglio... Ora immaginate di camminare per una qualsiasi strada di una qualunque di queste città. Vi guardate attorno e assistete a scene per voi consuete, vedete vigili che dirigono il traffico, gente che cammina indaffarata o al telefono, ragazzini che portano a passeggio i loro cuccioli. Guardate meglio: il vigile è in realtà un grosso orco che la divisa fa fatica a contenere, nel traffico, oltre alle macchine, sfreccia un tappeto volante, e fra le gente, in mezzo a impiegati e studenti, potete scorgere chiaramente qualche elfo che procede altezzosamente in mezzo alla folla. E attenti a non inciampare nel guinzaglio del


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draghetto che vi sta tagliando la strada: meglio non litigare con la sua padrona prima di aver appurato che non si tratti di una maga! Siete riusciti a immaginare tutto questo? Perfetto, allora benvenuti nel mondo di Jonathan Steele e delle sue due amiche Myriam e Jasmine, alle prese con demoni, maghi e criminali, ma anche e soprattutto con i loro sentimenti, le loro scelte e le responsabilità che queste comportano. Dopo la prima fortunata serie lanciata da Sergio Bonelli Editore e il secondo ciclo narrativo prodotto da Edizioni Star Comics, Jonathan Steele ritorna in questa graphic novel d’autore dalle tinte fortemente noir. Marino GIAPPOMINCHIA STUDIO SEMISERIO SUL FANATISMO NIPPOFILO E-book disponibile nei formati Epub e Kindle

http://www.kappalab.it/3ebook Loro esistono. Sono isterici, saccenti e fastidiosi. Sono l’incubo e la vergogna di tutti i veri appassionati di Giappone. Girano liberi e incontrollati per il web farneticando a tutto spiano a proposito di “Japan World”, pur non sapendo una cippa di niente. Comunicano utilizzando un italiano incerto, sporcato da quattro o cinque parole giapponesi messe a caso qua e là, e giorno dopo giorno, al grido di "kawaiiii", si moltiplicano e progettano alle nostre spalle l’invasione e la nipponizzazione del mondo. Sono loro, i temutissimi ‘giappominchia’, gli eterni nemici di otaku e nipponisti! Ma cos’è esattamente un giappominchia? Cosa fa? Di che si nutre? Come lo si individua in mezzo alla società? Quali sono le sue abitudini di vita? I suoi sogni?

Quanti e quali sono i tipi di giappominchia esistenti? E soprattutto, guarire dalla giappominchiosità è possibile? In “GIAPPOMINCHIA”, la prima e unica guida al mondo ad analizzare al microscopio l’universo giappominchia e le sue inquietanti creature, troverete presto tutte le risposte a queste e ad altre domande, e otterrete i mezzi e la conoscenza necessari per riuscire a fronteggiarli. Questo libro, vero e proprio fenomeno editoriale nato sul web, arriva finalmente in edizione cartacea con nuovi interessanti capitoli e vignette umoristiche. Una divertente (ma serissima) analisi di un fenomeno sociale che ha preso piede negli ultimi dieci anni sulla scia della popolarità dell’animazione nipponica in Italia. Il giappominchia danneggia anche e soprattutto

te, amante del Giappone: digli di smettere! Prossimamente: De Amicis MARCO DAGLI APPENNINI ALLE ANDE E-book disponibile nei formati Epub e Kindle http://www.kappalab.it/3ebook Marco, un ragazzino della Genova del XIX Secolo, parte per un’avventura inimmaginabile, alla ricerca di sua madre di cui, poco dopo essere andata a lavorare in Argentina per risollevare le sorti della famiglia, si perde ogni traccia. Una lunga traversata sull’Oceano per raggiungere Buenos Aires, poi un lungo viaggio che si snoda per tutto il Paese, a piedi, in treno, in barca, su carri trainati da buoi, tra le città e i villaggi, lungo il grande fiume, nei boschi e nel deserto: tra la rassicurante ma sporadica presenza di compatrioti che lo aiutano nell’impresa e stranieri con cui fatica perfino a dialogare, tra passaggi e ospitalità fortuiti e duri lavori per guadagnarsi da vivere, tra fiducia, sconforto, gioia e disperazione, Marco procede imperterrito sulle tracce della madre in un mondo per lui completamente alieno. Un intramontabile classico della letteratura per ragazzi torna in una piacevole nuova edizione dal linguaggio scorrevole e dedicata ai lettori di tutte le età.


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IL NUOVO MIYAZAKI La nostra apprezzatissima collana di romanzi legati allo Studio Ghibli sta per arricchirsi di una nuova perla: dopo la trilogia de “Il Castello Errante di Howl”, dopo “Kiki Consegne a Domicilio”, dopo “La Città Incantata”, dopo “Conan il Ragazzo del Futuro”, e dopo l’imminente “Una Tomba per le Lucciole”, arriva nel nostro paese, nella sua prima traduzione in lingua italiana, KAZE TACHINU, il romanzo originale da cui Hayao Miyazaki ha tratto il suo nuovo capolavoro d’animazione, in uscita in patra a luglio 2013. Maggiori dettagli prossimamente... nel nostro sito.

Eventi e presentazioni: FEDERICO MEMOLA ospite a ROVIGO COMICS Il 25 e il 26 maggio 2013 l’autore di Jonathan Steele Noir incontra i lettori nel corso di Rovigo Comics, Cosplay & Games, che si terrà presso il Centro Commerciale Le Torri, in via Sacro Cuore 9, Rovigo. www.rovigocomics.it KEIKO ICHIGUCHI ospite a ETNA COMICS Il 7, l’8 e il 9 giugno 2013 l’autrice giapponese più amata d’Italia incontra i lettori nel corso di Etna Comics 2013, che si terrà presso Le Ciminiere, in Piazzale Asia s.n., Catania. www.etnacomics.com

CARTOON HEROES TOUR giugno 2013 Dopo le prime date coronate dal successo il divertente (e istruttivo!) tour musical-librario di Mirko Fabbreschi (Raggi Fotonici) e Fabio Bartoli continua in tutta Italia. Non mancate! Ecco le prossime date: 7 giugno 2013, ore 22:00, presso Torraccia – Roma (concerto); 8 giugno 2013, ore 20:30, presso Roma Fumetti & Co.; 9 giugno 2013, ore 18:30, presso Roma Fumetti & Co. (concerto Raggi Fotonici). www.irideventi.it

cazioni della linea editoriale Kappalab sono distribuiti da: - Alessandro, Alastor, Star Shop, Terminal Video, Supergulp (per le fumetterie); - Messaggerie (per le librerie di varia); - Fumetto Online (per i privati che desiderano acquistare online). Se la vostra libreria non è rifornita dai sopracitati distributori, contattateci all’indirizzo info@kappalab.it Buona lettura a tutti! Kappa Edizioni Staff

21/22 giugno 2013, presso Cavacon Comics & Games – Complesso Parisi, Cava De’ Tirreni, Salerno. www.cavacon.it DISTRIBUZIONE Si informano il pubblico e le librerie che le pubbliKEIKO ICHIGUCHI


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GRANDE EVENTO SUI “B-MOVIES” A PIRAINO www.pirainobmovie.com

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rriva la prima edizione del concorso di cortometraggi dedicato al cinema di genere: “La Corta notte del Piraino B-Movie”. Il festival si svolgerà all’interno del Piraino B-Movie Film Convention, rassegna di cinema, arrivata ormai al quarto anno, che si tiene a Piraino, in provincia di Messina. La manifesta-

zione vuole essere un genuino tributo al cinema di serie B, e una vetrina per videomaker professionisti o improvvisati amanti del digitale. I cortometraggi devono essere classificabili come film di genere: Horror, Thriller, Fantasy, Western e chi più ne ha più ne metta. La partecipazione è gratuita.Verranno premiati il miglior film (€150) e il miglior

corto trash (€50). C’è tempo sino al 15 Luglio 2013. E’ possibile scaricare il bando dal sito ufficiale. Inoltre, da quest’anno Il Piraino BMovie ospiterà G Movie: un’edizione home video innovativa che contiene un intero film e si comporta come una free press: il dvd è in uscita gratuita e i costi sono coperti esclusivamente con

introiti pubblicitari. Di fatto un’operazione commerciale, sociale e artistica mai tentata prima nel mondo. Ideato e sviluppato da Laboratorio Bizzarro Edizioni. Appuntamento ad Agosto con il Piraino B-Movie! Prossimamente verranno pubblicate le date sul sito ufficiale. Luigi Mammana


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HIROMU ARAKAWA E I SUOI MANGA di Andrea De Rosa

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l suo vero nome è Hiromi Arakawa, ed è una mangaka di tutto rispetto, essendo stata la creatrice e autrice del famoso manga Fullmetal Alchemist, che ha ricevuto un grande successo mondiale, e che vanta anche la messa in onda di due serie animate. La sua carriera ha avuto inizio lavorando come assistente, scrittrice di Etō Hiroyuki in Mahōjin Guru Guru ed è amica dell’autore di Shakugan no Shana,Yashichiro Takahashi. La sua prima opera che ha dato inizio la sua strada da mangaka è Stray Dog, nel 1999. Ma è stato con Full Metal Alchemist, che è stata riconosciuta la sua genialità e tutto il suo successo: scritto e disegnato nel 2001 e conclusosi nel 2010.Venne pubblicato nella rivista mensile Monthly Shonen Gangan dalla Square-Enix. Esso è composto da 108 capitoli, raccolti in 27 volumi. In Italia, il manga viene tradotto e pubblicato dalla Panini Comics nella collana Planet Manga nel luglio del 2006. Da esso sono state tratte due serie animate ed un film anime trasmessi in Italia da MTV durante l’Anime Night: La prima serie è stata trasmessa fra il 2006 e il 2007, la seconda fra il 2009 e il 2010. Fullmetal Alchemist

è ambientato agli inizi del XX secolo in un paese chiamato Amestris. In questo mondo, l’alchimia è una simbiosi di scienza e magia che permette la trasmutazione della materia, modificandone la struttura, servendosi di un cerchio alchemico,

tracciato dall’alchimista stesso. Questo gli permetterà di poter sfruttare la materia per utilizzarla a suo vantaggio, per esempio aggiustare un oggetto se si dispone di tutti i frammenti e conoscendone la struttura, oppure deformarne, fon-

dere o distruggerne altri (pavimenti, muri, e materiali vari). Sfruttando elementi giusti possono anche creare degli oggetti. L’Alchimia si divide in tre fasi: Il primo è la comprensione della struttura della materia, poi c’è la scomposizione e infine la ricomposizione. Tutto questo, però, è possibile solo rispettando il Principio dello scambio equivalente che è una legge fondamentale per gli Alchimisti. Secondo questo principio, l’elemento fondamentale dell’alchimia per ottenere una sostanza di un certo valore, bisognerà sacrificarne un’altra del medesimo valore. Gli alchimisti hanno la possibilità di partecipare ad un esame per


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poter entrare nell’esercito, con il titolo di Alchimista di Stato. Essi servono una speciale branca dell’esercito.Vengono selezionati tramite

un esame suddiviso in tre prove (scritto, orale, pratico) e sono considerati tra i più potenti e abili alchimisti. Il loro grado militare, all’interno

dell’esercito, equivale a quello di un Maggiore. I protagonisti di quest’opera sono due fratelli: Edward ed Alphonse Elric; due giovani promettenti, appassionati di Alchimia che già da piccoli, all’insaputa della loro madre Trisha Elric, studiavano libri complicatissimi di Alchimia del loro padre Van Hohenheim, un grandissimo Alchimista. Il padre dei ragazzi se ne andò di casa, per motivi inizialmente sconosciuti, quando Edward era ancora molto piccolo ed Alphonse era praticamente un neonato. I due fratelli, vissero da soli con la madre per un po’, ma purtroppo, Trisha morì a causa di una grave malattia. Dopo la sua morte i fratelli Elric vissero insieme a Winry Rockbell e sua nonna Pinako. In seguito conosceranno una

grandissima maestra di Alchimia e i due dopo aver tanto insistito nel convincerla a prenderli come suoi discepoli, la donna li sottoporrà ad un durissimo addestramento. Al termine di quest’ultimo, i due tornarono a casa per poter fare ciò che nessun Alchimista ha mai osato, anche perché proibito, una Trasmutazione Umana, il più grande Tabù dell’Alchimia. Spinti dal forte desiderio per riportare in vita la loro amata madre e poterla riabbracciare, sfogliarono tutti gli appunti del padre nel tentativo di riuscire nell’impresa. Prepararono tutto: il cerchio alchemico, tutti gli elementi che compongono il corpo di un essere umano adulto (35 litri d’acqua, 20 chili di carbonio, 4 litri di ammoniaca, 1 chilo e mezzo di calce, 800 grammi di fosforo, 250 grammi di sale, 100 grammi di salnitro, 80 grammi di zolfo, 7,5 grammi di fluoro, 5 grammi di ferro, 3 grammi di silicio, più altri 15 elementi in minima quantità) e in fine una goccia del loro sangue per l’anima. Sembrava che tutto stesse andando per il meglio, ma qualcosa va storto. Delle strane mani nere sbucano dal pavimento trascinando con se il piccolo Alphonse e la gamba sinistra di Edward. Il fratello più piccolo e la gamba sinistra di Edward furono il prezzo da pa-


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gare per il principio dello scambio equivalente per il rituale di trasmutazione umana, che poi fallisce perché a posto della madre compare un essere informe, carne e ossa privo di umanità, che morì all’istante. Edward nel disperato tentativo di salvare il suo fratellino, sacrifica il suo braccio destro per legare l’anima di Alphonse in un armatura. Il giorno dopo venne a far loro visita, venuto a sapere dell’accaduto, il Colonnello Roy Mustang, un Alchimista di Stato e la sua spalla, la tenente Riza Hawkeye. Nonostante il grave reato fatto dai due giovani, il Colonnello rimane affascinato dalle capacità e potenzialità dei ragazzi e così propone ad Edward di diventare Alchimista di Stato, per poter, in seguito, raggiungere i loro scopi; ridare il corpo al fratellino e riavere il suo braccio e la sua gamba, sfruttando le risorse disponibili cui gli Alchimisti

di Stato spettano. Spronato dalla sua proposta, Edward si riprese allenandosi e sostituendo, grazie a Winry, i suoi arti mancanti con due arti meccanici, gli Automail. Edward partirà così con suo fratello per sostenere l’esame. Alla fine riesce perfettamente nell’intento, venendogli conferito il titolo di Acciaio (ecco appunto perché il titolo “Full Metal Alchemist”, sta per “Alchimista d’Acciaio”) che sta anche per persona tenace ed ostinata. Tra varie missioni che eseguiranno per il Colonnello, i due andranno alla ricerca di un elemento che può annullare del tutto il principio dello scambio equivalente, per permettere di raggiungere così il loro scopo, la “Pietra Filosofale”. Durante la creazione della prima serie dell’anime, Arakawa era presente ad ogni incontro, per dare ai lavoratori della BONES ogni tipo di consiglio riguardante il

mondo di Fullmetal Alchemist, anche se non ha mai preso attivamente parte alla creazione della storia dell’anime. Ecco perchè è molto diversa dalla versione originale del manga. Per rimediare a ciò, dato comunque al grande successo ottenuto dell’opera, nel 2009 è stata creata una seconda serie, denominata in occidente Fullmetal Alchemist: Brotherhood la quale segue fedelmente ogni avvenimento del manga, ad eccezione del primo episodio. La prima serie contiene ben 51 episodi, prodotti dalla Aniplex tra il 4 Ottobre 2003 al 2 Ottobre 2004. Nel 2005 nei cinema giapponesi è stato proiettato anche un film, seguito di questa serie, dal titolo: “Fullmetal Alchemist The Movie: Il conquistatore di Shamballa”. Nel 2006 sono stati pubblicati anche degli OAV (Kids,Chibi Party, Alchimisti di stato contro homunculus, Live action,

Reflections relativi alla prima serie e L’alchimista cieco, Simple people, I racconti della maestra, Il campo di battaglia di un altro uomo, relativi alla seconda serie). È stato annunciato nel 20°volume del manga, la produzione della seconda serie animata, trasmessa poi dal 5 Aprile 2009 al 4 Luglio 2010. Nel 2011 è uscito un altro film intitolato: “Fullmetal Alchemist - La sacra stella di Milos” che a differenza di quanto avvenuto con il precedente lungometraggio “Il conquistatore di Shamballa”(che serviva a completamento della serie animata del 2003), questo film è ambientato nell’ambito della seconda serie animata (successivamente al momento in cui Alphonse impara ad eseguire trasmutazioni senza tracciare cerchi alchemici). Nella biografia di ogni suo volume, l’autrice si ritrae sempre con l’aspetto di una mucca, nelle più svariate posizioni. Un altro manga conosciuto di Arakawa, che non vanta però di un gran successo è Hero Tales - Le cronache di Hagun illustrato dall’autrice e scritto da JinZhou Huan. La storia è incentrata attorno alla cultura e al folklore cinese, in particolare sul sottogenere letterario delle arti-marziali denominato WUXIA, insomma un manga colmo d’azione e combattimenti. Il mondo di Hero Tales è


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ambientato nella Cina del passato ed è tutto centrato su un’antica profezia che descrive di 7 impavidi eroi collegati alle 7 stelle dell’Orsa Maggiore e due di questi, denominati Tonrou e Hagun, sono destinati a confrontarsi per contendersi il dominio della terra, mentre gli altri 5 li assisteranno e ne saranno i testimoni. Ma molti non sanno di essere i prescelti del potere delle stelle. Il protagonista è Taito Shinrei, un combattente presuntuoso, con ideali molto stravaganti, appartenente al clan Seiryuuton (nella mitologia cinse sta nel”Drago Blu”), che si impegna a difendere il

suo villaggio dall’esercito imperiale. Un giorno passeggiando con sua sorella Raira, fanno la conoscenza di uno straniero Ryuuko Mouten, un conoscente del loro maestro, mandato lì a sua richiesta per poter battersi con Taito, per celebrare il rito per il raggiungimento dell’età adulta. Dopo una pesante sconfitta, Taito riceve dal suo maestro una spada, la Kenkarambu, la spada del conquistatore e che può essere estratta dal suo fodero solo da un vero eroe, come infatti ha potuto notare il ragazzo dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto per poterla estrarre dal suo fodero. La sera stessa

mentre cercava invano di estrarla in compagnia di sua sorella, compare Shimei, un uomo bizzarro nonché minaccioso, che racconta ai due giovani della leggenda delle cronache di hokushin e che Taito è proprio il leggendario Hagun, uno delle due stelle del Re Conquistatore, che può spingere il mondo nel caos. Con l’intento di scatenare il potere nascosto del ragazzo, l’uomo estrasse un bastone sul quale spunta un occhio che atterra all’istante la sorella di Taito paralizzandola. Egli assistendo la scena viene pervaso da una rabbia, sprigionando un energia e una forza mostruosa, tanto da riuscir ad

estrarre la spada dal fodero e lanciarla contro Shimei trafiggendolo. Questa esplosione di energia attira l’attenzione di Ryuuko che si precipita subito sul luogo, ma verrà attaccato da Taito, che sembra non lo riconosca perché dominato dalla rabbia. I due combattono brutalmente finchè Raira una volta ripresa, interviene tra i due che stranamente riesce a calmare il fratello e poi stenderlo con una testata. Durante l’esito dello scontro però Shimei riesce a fuggire portando via con se la spada di Taito. Una volta ripreso, il giovane è intento a partire per recuperare la spada e a seguirlo ci sarà Ryuuko,


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sotto richiesta del maestro ed ad imbucarsi c’è Raira e insieme intraprenderanno un viaggio lungo, pieno di misteri e incontri voluti dal destino. Pubblicato mensilmente sul Gangan Powered a partire dal 2006, venne fatta in seguito nel 2007 una trasposizione animata, creata dallo studio Flag.

Purtroppo dato lo scarso successo ottenuto in Giappone, la serie si concluse con soli 5 volumi il 12 Agosto 2010. E per finire, il suo ultimo capolavoro ancora in corso, Silver Spoon pubblicato su Weekly Shōnen Sunday a partire dal 2011. In Italia, i diritti del manga sono stati acquistati dalla Panini Comics che lo sta

pubblicando con l’etichetta Planet Manga a partire dal 25 Ottobre 2012. Il protagonista di questa storia è Yugo Hachiken, un ragazzo di Sapporo, che dopo aver fallito degli esami per entrare in una scuola superiore di sua scelta, decide di iscriversi all’istituto agrario Yezo, pensando di poter studiare meno e di potersi preparare meglio per gli esami di ingresso all’università. Ma purtroppo Yugo scoprirà che lo studio in questo istituto è molto più difficile di quanto si aspettasse, e le attività prevedono anche duri compiti e lavori manuali. A differenza dei suoi compagni che sono cresciuti in campagna, lui viene da una grande città e da una scuola media prestigiosa, per niente abituato da ciò che l’istituto riserva per lui. Per via del suo carattere caritatevole, non è capace di rifiutare le richieste di aiuto dei suoi compagni, pur lamentandosi sempre riguardo al fatto che approfittino della sua generosità. Ma è in questo modo che si guadagnerà presto l’amicizia di tutti. Si inscriverà poi al club di equitazione insieme a Aki Mikage, una ragazza sempre ottimista e allegra di cui Yugo si prende una cotta. La sua famiglia ha una fattoria dove allevano mucche e cavalli e lei studia nell’istituto Yezo per poter mandare avanti la fattoria in futuro. In segutio verrà nominato vicepresidente

per via del suo carattere affidabile. A differenza dei suoi amici, i quali hanno tutti le idee chiare sul proprio futuro, come Ichiro Komaba, compagno di classe, nonché amico d’infanzia di Aki (cosa di cui Yugo è geloso) che è intenzionato a diventare un giocatore di baseball professionista per aiutare la sua famiglia a mandare avanti la propria fattoria; o come Shinnosuke Aikawa che vuole diventare veterinario;Yugo non ha ben chiaro le idee riguardo alla carriera da intraprendere al termine del suo corso di studi. Ma in seguito in questo istituto,Yugo presto capirà che li c’è tutto quello a cui potrà ambire in futuro. Con questo manga, Arakawa ha vinto il premio Manga Taishō nel 2012. Nel corso del 2013 verrà prodotto un adattamento animato, in onda nel blocco noitaminA di Fuji TV.Vincitrice del primo premio al 21st Century “Shōnen Gangan” 9th Awards e nel 2004 - premio al 49º Shogakukan Manga Awards nella categoria Shōnen per Fullmetal Alchemist, Hiromu Arakawa ha dimostrato il suo talento e la sua dedizione al mondo dei manga, che ha fatto appassionare innumerevoli lettori di tutto il mondo con le sue storie avvincenti colme di fantasy, amore arricchite dalla sua ironia. ADR


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“COSPLAY SUMMER PARTY” AD AQUALANDIA www.aqualandia.it - https://www.facebook.com/Costrive

L’

evento cosplay di fine estate nell’esclusivo parco Aqualandia di Jesolo (VE): nato nel 1989, Aqualandia è il Parco a tema acquatico N° 1 in Italia e riproduce una vera Isola Caraibica a due passi da Venezia, un’oasi di divertimento di ben 80.000 mq dove si sposano relax, allegria, sport estremi e attrazioni per ogni fascia d’età (dai bimbi, ai giovani, alle famiglie). Il Parco di Aqualandia è una realtà unica e speciale con: 7 aree tematizzate (tra le quali Shark Bay, l’unica piscina ad onde al Mondo con sabbia sia fuori che dentro l’acqua), 26 attrazioni acquatiche e non acquatiche (tra le quali lo scivolo più alto del Mondo e la torre di bungee jumping più alta d’Europa), 6 spettacoli appassionanti ed altamente professionali, 5 attività di animazione (immersi nelle palme e tra migliaia di specie di piante

e fiori, molteplici sono gli appuntamenti di ballo, sportivi, di gioco e di fitness). Nella sua magnifica cornice quest’anno si svolgerà il favoloso evento cosplay targato CosTrive: la primissima edizione del Cosplay Summer Party con sfilate, fotoset, divertimenti e... direttamente da Germania e Finlandia saranno con noi: Calssara (https://www.facebook.co m/calssara.cosplay) ed Elffi (https://www.facebook.com/ElffiCosplay). Due noti cosplayer di fama internazionale, che sfileranno, poseranno per fotografi, arricchiranno la giornata di tutti i partecipanti con i loro fantastici cosplay. PROGRAMMA: 9.30 - Apertura biglietterie. 10.00 – Apertura al pubblico: l’intero parco sarà a disposizione per un simpatico e divertente raduno cosplay grazie alle particolari scontistiche che l’Aqualadia metterà a nostra disposizione. Tutti protranno fare foto e divertirsi in compagnia, nonché vivere il brivido delle stupende attrazioni

che l’Aqualandia offre. 15.30 - Sfilata cosplay per il parco, al termine della quale verrà scelta la coppia di vincitori (un uomo e una donna) dalla giuria formata da un rappresentate Costrive e dai due Special Guest Calssara ed Elffi. Il premio per la coppia con i migliori costumi sarà la coppa commemorativa dell’evento ed entrate gratuite al parco Aqulandia per la stagione 2014. 16.30 - Apertura dell’esclusivo fotoset realizzato a bordo del “Galeone dei Pirati”, approfittatene per realizzare con i nostri fotografi ufficiali fantastici scatti dei vostri cosplay a tema! Saranno inoltre rese disponibili per tutti i cosplayer e fotografi partecipanti, altre aree particolari per fotografie, nonché la possibilità di sfruttare liberamente ogni parte dell’esclusivo parco tematico. PREZZI e SCONTI: Per cosplayer e fotografi l’ingresso ridotto a €20,00 invece che €29,00. Pranzo a prezzo ridotto nei tre punti ristoro pre-

senti all’interno dell’Aqualandia. Pacchetti agevolati per chi vuole fermarsi a soggiornare a Jesolo (e dintorni) in quel weekend. (Le modalità per ottenere lo sconto saranno spiegate appena possibile). Per saperne di più sul parco, avere informazioni su come arrivare, vedere le attrazioni, potete consultare il sito ufficiale di Aqualandia. Restate in attesa seguendo questo evento: le modalità di partecipazione saranno pubblicate su https://www.facebook.co m/Costrive CosTrive


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HORROR & SCI-FI PER INTENDITORI! www.spaghettihorror.it - www.facebook.com/SpaghettiHorror

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ronti, partenza, via... il brivido è in rete!!! Nasce Spaghetti Horror: la prima Web Tv dedicata agli appassionati dell’Horror & Fantascienza. Quante volte abbiamo acceso la televisione chiedendoci “chissà se stasera trasmettono un bell’horror?”. La risposta è stata (troppo) spesso negativa. Perché un genere così amato e così ricco non riesce a trovare lo spazio che merita vista la grande schiera di simpatizzanti e affezionati? Abbiamo smesso di cercare la risposta a questa domanda, anzi ne abbiamo voluta dare una noi. Quella che ci è sembrata la più semplice seppur la più incosciente. Creare una

televisione dove il brivido è di casa. A partire dal 13 maggio è finalmente online la prima Web Tv italiana interamente dedicata all’Horror e alla Fantascienza: “Spaghetti Horror Tv”. Certo non siamo i primi, e ci auguriamo nemmeno gli ultimi, ma nella consapevolezza che la nostra passione è condivisa da moltissimi ci siamo buttati in questa sfida. Questo è il primo mattone, o se preferite la prima lapide, e insieme a voi ne metteremo altri per esplorare sempre nuove e più terrificanti prospettive. La Web Tv, offre ogni giorno una programmazione interamente dedicata agli amanti del brivido: da


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Grano Rosso Sangue di Fritz Kiersch a Brivido di Stephen King, da Maniac di William Lustig a Xtro di Harry Davenport e molti altri ancora. Cinque film al giorno, da poter vedere e rivedere negli orari più comodi, costellati da trailer e curiosità, per coinvolgere totalmente i veri appassionati del genere! La Web Tv, offre un palinsesto d’eccezione composto da un vasto numero di film Horror e Sci-Fi in lingua italiana che, dai classici horror degli anni 30 ai cult movies degli anni 70/80/90, includerà anche molti film di fantascienza.

Poichè Spaghetti Horror TV è un progetto integrato Web-Televisione, alcuni dei film proposti sulla Web TV saranno prossimamente resi disponibili on-demand. Oltre al palinsesto, che prevede la messa in onda quotidiana di cinque titoli a partire dalle 17.00, lo spettatore può tenersi aggiornato sulle ultime uscite di film e serie tv, attraverso gli articoli nella sezione “Magazine”. Seguiteci sulla nostra pagina facebook e riceverete tutti gli aggiornamenti sulla programmazione. SH Staff


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IL “MANUALE DI PSICOLOGIA DEL FUMETTO” http://digilander.libero.it/romanzi/ - www.psicologi-italiani.it

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l “Manuale di Psicologia del Fumetto” che ha scritto si avvia a diventare un punto di riferimento in ambito psicologico per lo studio e la comprensione delle dinamiche presenti nei cartoons e per le successive ricerche che già sono in via di definizione e incontrandolo diventa facile comprendere come mai abbia scelto di dedicare i suoi studi ai fumetti e sugli stessi abbia voluto promuovere un dibattito che cresce ogni giorno di più sui social network. Noi abbiamo voluto incontrarlo e abbiamo voluto cercare di capire, insieme a lui, il senso vero della sua scelta. Marco Minelli è affabile, immediato, concreto e ben volentieri si dispone a rispondere alle nostre domande sul suo lavoro professionale pubblicato da Edizioni Psiconline. Ecco la sua intervista. Il tuo lavoro segna un momento particolare in campo psicologico. Dopo tantissimi anni vede la luce un lavoro sul fumetto che analizza in profondità le dinamiche ed i meccanismi che si sviluppano nelle strisce e in chi le legge. Cosa ti ha spinto a volertene occupare? Sono stato bambino negli anni ‘70, quando ogni mese erano oltre cinquecento le testate disponibili in edicola e come

tanti miei coetanei trascorrevo molto tempo a leggere albi a fumetti o a monitorare mercatini dell’usato per incrementare le conoscenze e le collezioni. Da adulto ho cercato d’integrare questa passione con la professione di psicologo clinico, andandomi a cercare pazientemente prima alla Biblioteca Nazionale di Roma ed anni dopo nell’oceano di internet, tutte le occasioni in cui gli psicologi si sono interessati agli albi a fumetti e cercando contatti con tutti coloro che se ne sono occupati. Sappiamo che è stata una passione antica che hai coltivato e poi accuratamente “nascosto”. Perché, pensavi non potesse essere interessante parlarne in modo approfondito e soprattutto scientificamente corretto? E’ vero, per alcuni anni ho

“nascosto” i miei studi settoriali e perfino la mia tesi di laurea per la quale ringrazio il compianto Aldo Carotenuto che mi ha insegnato ad operare mediante un approccio non solo analitico ma specialmente storico-culturale. Tuttavia già nel 2002 ero uscito allo scoperto con un sito internet grazie al quale sono riuscito a raccogliere altri contributi anche stranieri, ma soprattutto di molti studenti, non solo di psicologia, che stavano scrivendo tesi di laurea sul fumetto. Il tuo libro ha interessato sia i professionisti che il pubblico appassionato di fumetti e la pagina su Facebook che hai avviato ne è una pratica dimostrazione. Pensavi (speravi) potesse accadere o invece credevi che la risposta sarebbe stata più settoriale?

Già prima dell’uscita del manuale avevo diversi contatti grazie al sito internet. Quest’estate, dopo l’uscita del libro si sono moltiplicate email e richieste anche mediante i social network. Pertanto ho avviato il gruppo di facebook per circoscrivere lo spazio in cui parlarne e raccogliere nuovi contributi; sono particolarmente attratto dai giovani con un’adeguata preparazione psicologica che presentano i nuovi generi di albi, in quanto il panorama della letteratura a fumetti è molto dinamico, e bastano pochi mesi o un personaggio nuovo e l’intero mondo del fumetto ha bisogno di un’immediata ricategorizzazione. Dopo l’uscita del volume, molti ne hanno parlato e ci sono state varie recensioni positive, in particolare nel mondo di chi è appassionato di comics. Fra i tantissimi apprezzamenti che ti sono stati rivolti c’è però una piccola critica: l’assenza del mondo manga. Vuoi spiegarci come mai? Per anni ho riaggiornato e risistemato la classificazione non descrittiva dei periodici a fumetti mediante parametri psicologici. I manga sono arrivati in Italia una ventina d’anni fa per poi “esplodere” recentemente e diffondersi a tappeto specialmente tra gli adolescenti: ho provato ad esami-


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narne alcuni ma non abbastanza per integrarli nel manuale. Molti lettori mi hanno segnalato questa mancanza di cui ero in parte consapevole; attraverso i seminari ed i gruppi di ricerca ho trovato un paio di giovani con cui ho iniziato a collaborare per colmare questa lacuna. Una delle considerazioni più importanti che il tuo libro ha sollevato è che riesce a stabilire “un metodo” con cui affrontare lo studio psicologico del fumetto e che getta le basi per tutta una serie di successive elaborazioni.Ti senti un “padre fondatore”? No, non credo di essere io il “padre fondatore” della psicologia del fumetto in Italia; Penso che

questa qualifica spetti di diritto al Prof. Antonio Imbasciati dell’Università di Torino che ho contattato qualche anno fa. Imbasciati ora si occupa d’altro, è un grande enciclopedista della psicologia e vede il suo libro del 1975 come un “peccato di gioventù” e non ha più aggiornato la teoria dei contenuti delle fantasie degli appassionati di fumetti in base alla classificazione non descrittiva dei generi di fumetto. Imbasciati ha posto le basi per il mio lavoro e di quello di altri psicologi che vorranno occuparsene ed il suo metodo, quello del mettere a confronto il contenuto degli albi con il vissuto emotivo e la ricerca del pia-

cere da parte dei lettori, sia tutt’ora quello che dovrebbe guidare ogni contributo di ricerca. Perchè è importante, da un punto di vista psicologico, comprendere le dinamiche che un fumetto mette in moto nel lettore? E’ importantissimo: Il fumetto ancora più del cinema riflette i bisogni, le fantasie ed i valori di chi ne usufruisce. Un giovane che oggi trovasse in soffitta o in cantina una collezione dell’“Avventuroso” ad esempio, potrebbe avere una serie di informazioni sul nonno ben diverse da quelle del “romanzo familiare”: inoltre possiamo avere informazioni su intere generazioni anche precedenti alla nostra data di nascita; non mi stancherò mai, come ho fatto anche nel manuale, di citare l’esempio dei cento eroi neri degli anni della contestazione e della sopravvivenza nelle edicole di soltanto uno di loro: Diabolik, che proprio adesso sta compiendo 50 anni. Abbiamo detto che il successo del volume si è sviluppato anche fra i “lettori non professionali” (a cui in molti modi ti sei rivolto nel corso del libro) e lo stesso si sta verificando sulla pagina Facebook che hai attivato. Hai anche in progetto una serie di incontri dedicati al tema.Vuoi parlarcene?

Da anni svolgo seminari sulla psicologia del fumetto cercando di trasmettere le conoscenze che ho acquisito, avvalendomi della proiezione di immagini e filmati. Il pubblico di questi incontri è sempre stato composto soltanto in minoranza da colleghi o studenti di psicologia: La maggior parte degli interessati sono lettori accaniti di albi a fumetti. Con l’uscita del manuale ho dovuto accorciare la durata degli incontri ed aumentare la loro frequenza. Visto il successo del libro e l’interesse che ha stimolato, pensi di ampliarlo o di prepararne un secondo sui più recenti sviluppi del mondo dei cartoons? Un manuale come questo avrà sempre bisogno di aggiornamenti periodici; il lavoro che sto facendo adesso è quello di raccogliere tutti i contributi di ricerca anche quelli recentissimi, in particolare la ripetizione di ricerche che effettuai negli anni ‘90 su Dylan Dog e l’elaborazione del lutto. L’ampliamento del manuale potrebbe essere realizzato tra pochi anni, soprattutto nella raccolta dei contributi di ricerca e l’inserimento dei manga. Marco Minelli Concessione dal sito www.psicologi-italiani.it


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AKIRA E’ TORNATO AL CINEMA www.mangame.it

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kira rappresenta per molti, il sottoscritto in primis, un punto di transizione nel loro cammino di appartenenti al fandom degli anime e dei manga. La situazione per i fan agli inizi degli anni ‘90 non

era rosea come quella che viviamo attualmente; in televisione le emittenti locali non trasmettevano più anime da diversi anni, a parte alcune “sacche di resistenza” soprattutto nella zona di Roma e nel settentrione, e le uniche

opere di animazione giapponese erano diffuse dai canali televisivi Mediaset. Per quanto riguarda il versante cartaceo, era nata da poco Granata Press e nell’Aprile del 1990 Glenat Italia aveva iniziato a serializzare pro-

prio il manga di Akira, nella versione colorizzata proveniente dagli Stati Uniti d’America; purtroppo, però, era molto difficile trovare gli albi Glenat in edicola e, anche quando succedeva, era come vincere un terno al lotto perché le copie erano pochissime, a volte solo un paio per chiosco. Nel 1992, dopo una fugace apparizione nei cinema, l’arrivo nei negozi della videocassetta del film, ad opera di Multivision, apre nuovi scenari a tanti “mangafan” che avevano tenuto in sospeso la loro passione fino ad allora. Dopo qualche anno il film arriva anche su “Fuori Orario” di Raitre; anche se la trasmissione avviene ad “orari da vampiri”, riesce a far avvicinare tanti nuovi fan all’opera. Con questa tappa, Akira completa il processo di “mitizzazione” in Italia che lo porta ad essere un cult per tutte le generazioni di appassionati di manga e anime. Il 29 Maggio 2013, che per me sarà tra poco mentre scrivo questo pezzo, il film verrà proiettato nuovamente nelle sale per un solo giorno e nella sua versione completamente restaurata in alta definizione. E’ un’occasione d’oro per poter dire ai proprio amici “Akira io l’ho visto al cinema!” Akira è costato circa un


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Akira è colossale; l’impatto visivo è totalizzante anche dopo 25 anni. I disegni sembrano uscire direttamente dalle tavole di Otomo. La colonna sonora immensa e solenne ti entra nella testa e concorre a creare intorno allo spettatore un senso di immersione pressoché totale nelle atmosfere post atomiche. I personaggi sono completamente tridimensionali, sia come disegno che come spessore di caratterizzazione. La storia, purtroppo, ha un piccolo ma grande problema: la trama risente del fatto che il manga non era stato ancora completato

milione di yen all’epoca ma anche se ha avuto un discreto successo in patria non è riuscito subito a rientrare nei costi di produzione; infatti è stato solo alle successive proie-

zioni e all’esplosione delle vendite in home video (VHS, LD, DVD, BR) che il film è arrivato a guadagnare una cifra pari a sei volte quella di produzione.

e ci sono alcune differenze tra le due versione. Ad esempio proprio il personaggio di Akira è caratterizzato in maniera completamente diversa nel film; come non racconto per evitare di rovinare il piacere della scoperta a quei pochi che non hanno mai visto il film. A questo si può porre rimedio con una visita in fumetteria dove è possibile trovare, o ordinare, i volumi pubblicati da Planet Manga che presentano l’opera in bianco e nero e con testi ben tradotti. “Mangame” Staff


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ECCO A VOI IL “MONTEGAMES AND CO.MIX” www.carridisarmati.it

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ontegames 2013 & Co.Mix è organizzato dall’associazione ludica “Carri Disarmati” con il patrocinio di: Città di Montebelluna, Biblioteca Comunale di Montebelluna, Provincia di Treviso, e Regione Veneto. Ecco il programma dell’evento: Domenica 9 giugno 2013: Parco di Villa Correr Pisani: ore 14.00: Campionato provinciale di Kubb.

vanni Cignola e “7Visioni”; ore 14:00, il mondo del manga confrontato con l’anime, presentato da “7Visioni”. Sala Mostre di Villa Correr Pisani: ore 15:00, incontro con Andrea Meneghin autore del fumetto Terza Legio. Parco di Villa Correr Pisani: ore 16:00, Gara Cosplay organizzata dal “CosTrive”; “LudoBus” e “LudoRoulotte dello SpazioVerdeBlu” con giochi (dai 3 ai 99 anni) per grandi e piccini; ore 18:00, sigle di cartoni animati interpretate dal gruppo musicale “Phoenix”.

Sabato 15 giugno 2013: Parco di Villa Correr Pisani: ore 14:00 Campionato nazionale di Kubb. Teatro Binotto di Villa Correr Pisani: ore 18:00 visione di “Sampei” di Y. Takita presentato da Giovanni Cignola e “7Visioni”. Domenica 16 giugno 2013 Per tutta la giornata ci sarà un trenino che collegherà Villa Pisani con la stazione dei treni/corriere e il centro di Montebelluna. Presenti chiosco con panini e bibite e gelataio. Sala Mostre di Villa Correr Pisani: dalle 10:00 alle 19:00, esposizione di fumetti con la presenza di Andrea Meneghini (Terza Legio), Marco Pugliese (Il mio Vajont), Beniamino Delvecchio (Tokae e Dogma), Lady Maltras, autrice della

saga fantasy La Custode e il Guardiano. Parco di Villa Correr Pisani: dalle 10:00 alle 19:00, giochi di lancio all’aperto delle associazioni “Carri Disarmati” e “I Cavalieri della Tavola Gioconda”: “Kubb”, “Cornhole”, “Ladder Golf”, “Molkky”, “Riddarspelet”, “Quoits” e “Bolas”; - tavoli da ping-pong all’aperto a cura di Unione Sportiva Trevignano; - Kendama, gioco di abilità e concentrazione ispirato da Yattaman. Teatro vecchio di Villa Correr Pisani: dalle 10:00 alle 19:00, più di 100 giochi

(dagli 8 ai 99 anni) in scatola delle associazioni “Carri Disarmati” e “Ludus in Tabula”; - Ludoteca Ideale (dai 12 ai 99 anni) presentata dalla “Tana dei Goblin” di Treviso; - videogiochi open source su computer Linux con il MontelLUG; - avventure con i giochi di ruolo presentati dall’associazione Loggia degli Irrealisti; - Go e altri giochi astratti con il VenetoGO. Teatro Binotto di Villa Correr Pisani: ore 10:30, le diverse interpretazioni di GTO, presentato da Gio-

Chi sono i Carri Disarmati? L’associazione ludica Carri Disarmati nasce nel 2007 e ha come obiettivo la promozione e la diffusione del “gioco intelligente”; la proposta ludica spazia dai semplici e simpatici giochi d’intrattenimento e svago ai giochi strategici più complessi e articolati. L’intento che ci poniamo è quello di rieducare al “ludus” anche chi bambino non lo è più. Tutti sono concordi nel ritenere che il gioco rappresenti una condizione indispensabile di sviluppo per il bambino e quindi per l’essere umano. Nel gioco l’essere umano sviluppa le proprie potenzialità intellettive, affettive e relazionali, impara ad


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essere creativo, sperimenta le capacità cognitive, scopre se stesso, entra in relazione con gli altri, sviluppando e manifestando la sua intera personalità. Marco Pugliese Autore de “Il mio Vajont”, a distanza di anni dal disastro del Vajont, l’aspetto umano, quello di chi si avvicina alla valle e alle sue persone, va affievolendosi con l’incedere delle nuove generazioni, un recupero della trasmissione dei fatti, alla riscoperta dei luoghi non

solo per come erano e per cosa hanno subito ma anche per come oggi sono. Quest’anno poi cade il 50° anniversario della tragedia del Vajont che accadde il 9 Ottobre 1963. Andrea Meneghin Una nuova idea, una nuova sfida in cui credere. Nasce il primo fumetto militare italiano. Nasce “Terza Legio”, per raccontare ed onorare le gesta dei nostri militari, donne e uomini, ed il servizio che svolgono, in silenzio e con grande

umiltà. Giorno dopo giorno. Animati prima di tutto dalla passione per il lavoro che svolgono. Mettendo a rischio se stessi. Il Fumetto di “Terza Legio” è un veicolo facile ed immediato sul quale salire e farsi trasportare, a tutte le età, nelle storie nate nelle missioni militari. Lady Maltras Nome e cognome: Elisa Barisan Data di nascita: 27/05/1985 Città di residenza: Pieve di Soligo (TV) Mi presento: Dopo il liceo scientifico mi sono iscritta alla Facoltà di Architettura di Venezia, ma il mio sogno è sempre stato quello di lavorare nel dietro le quinte per grandi produzioni cinematografiche. Infatti sono appassionata di cinema, nonché di videogiochi, anime, fumetti e libri. La passione per la scrittura è nata quasi improvvisamente; dopo alcuni mesi ho deciso d’intraprendere la carriera letteraria e il 15 dicembre 2005 ho iniziato a scrivere. Da autodidatta curo anche tutta la parte grafica delle mie edizioni. Curriculum letterario: dopo aver pubblicato il mio primo libro, “Icewolf”, ho fondato nel 2007 la casa editrice “Editrice Lady Maltras” con l’aiuto dei miei genitori e grazie alla quale ho potuto pubblicare e soprattutto commercializzare le mie opere. Ad

“Icewolf” sono seguiti altri due volumi, “Shade Tiger” e “Dark Mirror”. Tutti i libri fanno parte della saga fantascientifica “La Custode e il Guardiano”, composta da una decina di tomi e in fase di stesura. Dopo questa lunga storia ho molti altri progetti nel cassetto da realizzare. Cosa mi piace leggere: mi considero una scrittrice “anomala” in quanto non sono una grande appassionata di lettura, anche se divoro i libri quando sono al mare. Amo i libri gialli, thriller, storie fantasy, di fantascienza, romanzi storici e i fumetti. Con i miei testi cerco di comunicare: nuove realtà per ampliare la mente, in cui far nascere e crescere personaggi creati nell’immaginario, ma con una complessità interiore alla pari di quella reale. Non desidero fornire alcun tipo d’insegnamento e voglio che i lettori diano il loro giudizio solo in base alle situazioni presenti nel racconto. La coerenza dei personaggi e della storia ha la precedenza su ogni cosa; tutto ciò che vi può essere di personale nei miei libri è fatto solo in funzione di una migliore narrazione e viene sempre adattato alla trama. Mi piace scrivere perché: .... è uno sfogo; sono contenta di poter esprimere la mia emotività attraverso le pagine di un libro. Mi piace entrare nella mente di altre creature e vivere attraverso i


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loro occhi tante esistenze diverse per ampliare e rendere più flessibile il mio modo di ragionare. Amo l’idea di poter portare in una realtà collettiva dei personaggi nati nella mia testa. Fonte: http://leonardocolombi.blogspot.it/ Beniamino Delvecchio Nato a Milano nel 1969, diplomato all’accademia di Belle arti di Brera nel 1992 con tesi sul fumetto. Dal 1995 lavora come disegnatore e illustratore a livello professionale. Ha pubblicato “Bad Moon”, “Zona X”, “Lazarus Ledd” e per 6 anni ha collaborato all’inchiostrazione del prestigioso fumetto “Diabolik”. Dal 2004 ha iniziato a pubblicare la miniserie western “Tokae” e nel 2012 ha editato il primo volume cartonato a colori della collana “AlterNata” con il titolo “DOGMA” per il quale ha realizzato chine, colori e copertina. Kubb Il kubb è un gioco tradizionale svedese di origine vichinga, nato nella notte

dei tempi nell’isola di Gotland, nel Mar Baltico, è un gioco molto semplice e ricorda da un lato il bowling dall’altro le bocce. Ludoteca Ideale La Ludoteca Ideale 2013 è un premio organizzato dalla “Tana dei Goblin” di Treviso che premia i migliori 10 giochi in scatola editi in italiano nell’anno 2012. GO Il GO è un gioco da tavolo strategico per due giocatori che ebbe origine in Cina, dove è giocato da almeno 2500 anni; è molto popolare in Asia orientale, ma si è diffuso nel resto del mondo negli anni recenti. Giochi Astratti In generale, per gioco

astratto si intende un gioco, solitamente da tavolo, in cui l’esperienza di gioco non si fonda sulla simulazione di un particolare contesto o sul riferimento a un determinato tema. In altre parole, un gioco astratto si può definire come un gioco in cui l’unica conoscenza richiesta al giocatore è quella delle regole stesse del gioco. Si tratta generalmente (anche se non sempre) di giochi con forti connotazioni matematiche o geometriche, deterministici, e a informazione completa. Open Source Open source, (termine inglese che significa codice sorgente aperto), in informatica, indica un software i cui autori ne

permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l’apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Questo è realizzato mediante l’applicazione di apposite licenze d’uso. Cosplay Il termine cosplay è una contrazione delle parole inglesi costume e play, che descrivono l’hobby di divertirsi vestendosi come il proprio personaggio preferito. Ludobus Il Ludobus è un mezzo mobile attrezzato con il quale animatori ludici, educatori, pedagogisti portano il gioco e l’attività ludico-educativa ovunque nel territorio: nei quartieri e nelle piazze delle grandi città, nelle comunità montane, nelle piccole frazioni di comuni estesi e a Villa Correr Pisani dal 2009. Carri Disarmati Staff


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“NERO CAFE” E... LE SCIMMIETTE DI MARE http://nerocafe.net - http://nerocafe.forumfree.it

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anto tempo fa, la mente malata di Laura Platamone ha partorito un’idea malsana (una tra le tante!): lo “Scimmiette di Mare Project”. Per chi non sapesse di che cosa si tratta, ecco una breve presentazione: Vedere “Cattivissimo Me” è stata un’illuminazione. Troppa invidia per quel dannato di Gru e i suoi minion. Allora mi sono incaponita che dovevo averli anche io. Stronzate! Dei minion nemmeno l’ombra, neanche a pagarli oro su Ebay. Allora mi sono decisa a provare con le scimmiette di mare. In fondo ho sempre pensato che gli snorky sotto sotto fossero dei fottuti bastardi. Quello verde specialmente aveva un non so che di frocio sadomaso. Trovare il kit non è stato difficile, col mio visino candido mi sono avventurata nel negozio di giocattoli sotto casa e ne ho prese due confezioni. Fin qui tutto ok, ma il bello è venuto dopo. Cliccando e googlando qua e là è venuto fuori che questi graziosi animaletti sono sensibilissimi alle mutazioni genetiche. Non a caso hanno resistito sulla terra per milioni di anni adattandosi alle più disparate condizioni idro-termogeo-fisico-ambientali, in barba persino a quei gradassi dei dinosauri. Sì sì erano proprio perfetti. Per allevarli al meglio, mi sono fatta mandare da alcuni amici di Taranto un

paio di silos pieni di liquami di scarico dell’Ilva. Ed ecco che in tre mesi il mio seminterrato ha iniziato a brulicare di decine di scimmiette sgambettanti. Sì, decine, perché quei mostriciattoli scopano come conigli e si riproducono alla velocità della luce, crescono in fretta e hanno un QI di 267. Ma la cosa più meravigliosa di tutte è che mi chiamano mamma. Così, sul blog di Laura è nato il contest “Scimmiette di Mare Project – Kill Your Writer”. Sottotitolo emblematico che fa capire a chi, le adorabili creaturine avrebbero rivolto le loro “attenzioni”.

Scopo della sfida era che ogni scrittore mettesse in piedi un racconto in cui, attraverso le modalità dello scimmiette style, fosse ucciso un autore noto. Il più amato, il più odiato, il più invidiato, le motivazioni potevano essere di vario tipo, l’importante era che alla fine della missione il nome noto “schiattasse” tra immani sofferenze. Quando infine la selezione è giunta al termine, la raccolta era pronta. Non solo: l’autore “ucciso” dalla penna del vincitore, nientemeno che Valerio Evangelisti, con molta disponibilità ha ac-

cettato di scriverne la prefazione. Sfortunatamente – come molti di voi sapranno – lo Scimmiette di Mare Project è finito nelle mani sbagliate, quelle di un “editoruncolo” che non solo ha prodotto il libro con codice isbn non valido, ma ha preso soldi da chi acquistava il libro senza poi spedire le copie. Stendiamo un velo pietoso sull’intera vicenda – che però potrete seguire nel dettaglio nel manuale Editoria. Istruzioni per l’uso (di Laura Platamone), e diciamo soltanto che le Scimmiette sono tornate, rinate sotto l’egida di Nero Press Edizioni, salvate dalla “malaeditoria”. Di seguito ecco la lista degli autori e le loro vittime eccellenti: Emanuele Corsi su Valerio Evangelisti, Cristian Leonardi su Robert E. Howard, Luca Pagnini su Dan Brown, Giuseppe Felice Cassatella su Joe R. Lansdale, Sandra Boni sui Fratelli Grimm, Leonardo Boselli su Alessandro Manzoni, Patty Barale su Stephenie Meyer, Eliana Stendardo su Giovanni Pascoli, Daniele Picciuti su J.K. Rowling, Matteo Gambaro su J.R.R. Tolkien. E, a completare il quadro con un finale a sorpresa: Gianluca Santini e Luigi Bonaro su Laura Platamone (la Mamma!). Alberto Cattaneo


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SBAM! COMICS PRESENTA “GHIGO LO SFIGO” www.sbamcomics.it - www.shop.sbamcomics.it

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n numero di Sbam! particolarmente "internazionale". Mentre nel capoluogo lombardo irrompe il Milano Manga Festival, iniziativa dedicata ai 200 anni del manga, abbiamo avuto il piacere e l’onore di incontrare Yoichi Takahashi, autore di Captain Tsubasa, serial meglio noto da noi come Holly & Benji. Intanto, tra le tantissime proposte che affollano le fumetterie, le edicole e le librerie ci è saltata agli occhi quella di Witch Doctor. “Raccomandata” dal papà di The Walking Dead – quel Robert Kirkman che con Skybound ha affiancato l’attività di direttore artistico a quella di autore – è l’opera prima di due giovanissimi fumettisti che si erano proposti da soli al pubblico con un blog, Brandon Seifert e Lukas Ketner: li abbiamo intervistati per farci raccontare la loro storia. E abbiamo sentito in merito anche Andrea Ciccarelli, direttore editoriale di saldaPress, la casa editrice che in Italia ha l’esclusiva di The Walking Dead e di tutto il catalogo Skybound. Parlando di inizia-

tive, vi vogliamo segnalare quelle molto interessanti di Pseudostudio (Milano), di Steamboat (Torino) e di Fame Comics (Pordenone). A proposito di boom editoriali: abbiamo appena finito di parlare degli 80 anni di Topolino e già ci troviamo tra le mani il prestigiosissimo numero 3000 della rivista disneyana italica. Andrea Freccero, copertinista dello storico albo, ci ha raccontato un po’ di retroscena. EVENTI: la doppia mostra del Milano Manga Festival alla Rotonda di via Besana e le iniziative collaterali che si terranno a Wow Spazio Fumetto. Inoltre, tutto sull'imminente Roma Fumetti & Co.

INTERVISTE: oltre a quelli con i già citati Seifert & Ketner, Takahashi e Andrea Freccero, il nostro incontro con due mostri sacri come Paolo Piffarerio e Claudio Nizzi, maestri dalle esperienze diverse che hanno collaborato tra loro più volte, e l’opera di una giovane illustratrice come Mirella Mariani. RECENSIONI: in edicola troviamo molte riproposte dedicate ad Alan Ford, il ritorno dei marvelliani Campioni e quello di Blueberry, l'esordio di Marvel Now!, di DK e di Willard the Witch, il torrido bacio tra Superman e Wonder Woman, Topolino/Montalbano, e molto altro. Riguardo le edizioni librarie, il nostro parere

su Il nuovo romanzo di Dan Brown, Carnage USA, Batman: le storie perdute, SuperBia, Pyongyang, Operazioni Segrete e Un polpo alla gola (ma non solo). Autori: tra i FUMETTI che vi proponiamo su questo numero, il cupo Buio sulla strada di Fabio Miani, il peculiare Ugo di Antonella Cardinale e Luigi Malara, le strisce “artistiche” di Claudio Motti e la seconda parte di Edib Ribak, il metafumetto di Giovanni Vinci. Inoltre, un assaggio di due nuovissimi Sbam! Book, la nostra collana di ebook a fumetti: il parodistico Demonik (di Taormina-Zaccagnino-Mirulla) e le strisce nero-umoristiche con protagonista Opono di Ilaria “Zim” Facchi. GHIGO LO SFIGO Un bambino impacciato davanti al mondo. Ma anche un adolescente inquieto alla difficile scoperta dell'altra metà del cielo. Uno studente in preda al panico davanti al professore. Un fidanzato (o marito?) imbranatissimo nella “gestione” del suo rapporto di coppia. Un giovane allupato in cerca di situazioni inte-


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ressanti. O semplicemente un imbranato a tutto tondo! Tra gli Sbam! Book arriva Ghigo lo Sfigo, il piccolo alter-ego di Laura Stroppi, protagonista di questa serie di strip per il vostro divertimento. Con la presentazione scritta e disegnata dal grande Silver, 60 pagine di gag in cui – in fondo – tutti ci possiamo rispecchiare! L’ebook di Ghigo lo Sfigo è proposto nella collana Sbam! Book: una serie di volumi in formato elettronico rivolti agli appassionati del fumetto, dell’illustrazione e del cartoon. Sono divisi in tre tipologie: volumi A fumetti, con le proposte di autori noti o emergenti; volumi SUI fumetti, per analizzare e approfondire il mondo dello Spettacolo Disegnato; volumi VARI, per conoscere altre forme d’arte visiva, comunque “parenti” del fumetto, o per scoprire altri suoi aspetti spesso trascurati.

Proposti da Sbam! Comics, la rivista digitale gratuita A fumetti e SUI fumetti, sono disponibili sul nostro sito. Laura Stroppi racconta: “Sono entrata nel magico mondo dei fumetti a 18 anni, nel lontano 1990, come disegnatrice e autrice per Lupo Alberto e Cattivik, allora edite da Macchia Nera. Non sto neanche a dirvi quanto sia stato bello lavorare e imparare col Bonvi e col Silver! Nel 1996 ho inventato il mio Ghigo lo Sfigo che ho pubblicato con diverse case editrici. Da quest’anno Ghigo esce, a settimane alterne, sulla rivista Skorpio, edita da Aurea Editoriale. Una cosuccia di cui sono piuttosto fiera è l’aver vinto, grazie alla mia buffa creatura, due premi Fumo di China e un Premio IF come autrice emergente. E adesso Ghigo è anche un ebook grazie a Sbam! Comics. :-)" Sbam! Staff


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ANDREA PASSINI E L’INCANTATORE DEI SIGILLI www.incantatoredeisigilli.com - www.calieledizioni.it

Titolo: L’Incantatore dei Sigilli – La crescita del Druido Autore: Andrea Passini Editore: Caliel Edizioni, aprile 2013 ISBN-13:: 9788890715662 Pagine: 240 Illustrazioni: sì

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ono nato a Bologna il 27 dicembre 1987. Sono sempre stato un bambino piuttosto riservato. Alle partite a calcio e alle belle giornate di Sole, ho sempre preferito leggere libri e le cupe giornate di pioggia. La pioggia, infatti, mi ha sempre dato maggiore energia ed un pretesto per restare in casa a documentarmi sui miei infiniti interessi. Dopo un grave lutto avvenuto quando avevo 10 anni, nella mia mente si è creato l’interesse per la Medicina e mi ha accompagnato fino ad oggi il pensiero di dover provare a cercare nuove cure. Parallelamente, sono poi entrato in contatto con l’universo fantasy nelle sue sfaccettature più varie: libri, fumetti e cartoni animati hanno così seguito la mia crescita, permettendomi di costruirmi un mondo che mi aiutasse a superare il passato.

Proseguendo lungo questo cammino, il 20 ottobre del 2009 mi sono laureato in Tecniche di Neurofisiopatologia, una quasi sconosciuta laurea triennale della facoltà di Medicina e Chirurgia. Sono stati studi importanti che hanno aumentato la mia curiosità e mi hanno spinto a ricercare sempre nuove risposte alle domande che non facevano che accumularsi. Fu al termine di quel percorso che tutto ha cominciato ad avere un senso e si è delineata così la “sagoma” di un progetto molto ambizioso. L’avvicinarsi improvviso con la Natura mi ha spinto infatti a studiare i Druidi e le medicine tradizionali degli antichi popoli, scoprendo un vero e proprio mondo alternativo. Dopo aver sperimentato e studiato ho deciso, con grandi sacrifici, di intraprendere un nuovo cammino universitario per studiare usi e proprietà delle erbe officinali. I tasselli di questo grande puzzle mi permetteranno di realizzare un centro in cui portare avanti una Medicina concepita in modo differente, fondata sulla perfetta fusione tra antico e moderno, in cui sarà possibile portare avanti numerose nuove ricerche mettendo a disposizione di tutti cure erboristiche e prestazioni


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mediche a costi molto accessibili. E’ in questa cornice che è nato Reish, il Druido pro-

tagonista della saga de L’Incantatore dei Sigilli. In lui sono racchiuse le mie speranze e le mie batta-

glie per un mondo migliore. Il suo cammino simboleggia la mia crescita e negli altri personaggi è possibile riconoscere elementi che li riconducono ad incontri realmente avvenuti, con altre persone o con parti di me stesso. Le illustrazioni, realizzate da me, mi hanno permesso di mettermi in gioco nonostante non abbia alle spalle alcuno studio sulle tecniche di disegno. Nonostante questo, la scelta è stata dettata dalla volontà di portare al lettore il mio

mondo in modo più completo, non solo nelle parole ma anche nelle immagini. La Caliel Edizioni, che ringrazio moltissimo, si è accorta di tutto questo e mi ha regalato una fantastica opportunità. Un altro enorme ringraziamento all’amico e comico Giancarlo Barbara (che avrete visto senz’altro a Zelig e a Central Station) per il divertente video che ha realizzato per il mio libro, visibile sul sito ufficiale de L’Incantatore dei Sigilli. Questo romanzo, oltre ad essere, per me, un punto di partenza per i progetti futuri, è anche una vittoria: sono riuscito, infatti, a non farmi inglobare dal mondo fantasy in cui mi ero racchiuso. Bensì, sono stato io stesso ad inglobare quel mondo facendo diventare la mia vita un bellissimo e avvincente romanzo. Andrea Passini


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ANIME CLASSICS: “L’INCANTEVOLE CREAMY” Su Facebook: Faby Grouchy

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u Morisawa, una dinamica ragazzina giapponese, intravede nel cielo uno oggetto misterioso dalle fattezze di un arca di cristallo. Il comandante della nave, il piccolo extraterrestre Pinopino proveniente dalla Stella Piumata, conosciuta da tutti gli esseri umani prima della nascita, aveva perso la strada per tor-

narvi. La sua cosmonave si era trovata coinvolta in una tempesta d’incubi ma aveva recuperato la via di casa grazie ai bei sogni di Yu. Per ringraziarla, Pinopino le dona una bacchetta magica contenuta in un medaglione con la quale potrà tramutarsi per un anno in un’adolescente. Grazie ad una serie di circostanze,Yu diviene pre-

Titolo originale: Mahou no tenshi Creamy Mami (L’angelo della magia Creamy Mami) Soggetto originale: Kazunori Itoh Sceneggiature: Kazunori Itoh, Tokio Tsuchiya, Hiroshi Konishikawa, Mitsuru Shimada Character designer: Akemi Takada Direttore artistico: Shichirou Kobayashi Direzione dell’animazione: Hideo Kawachi, Masako Gotoh, Asami Endoh Direttore della fotografia: Akio Wakana Regia: Osamu Kobayashi et al. Musiche: Kouji Makaino Manga:Yuko Kitagawa Produttore:Yuji Nunokawa Produzione: Studio Pierrot (1984/85) Rete televisiva: NTV Distr. Bandai Numero episodi: 52

sto un idolo della popmusic nelle vesti dell’affascinante Creamy Mami. La piccola dovrà tenere nascosto a tutti il suo segreto, in caso contrario perderà la sua magica facoltà. In seguito ad innumerevoli successi musicali e avventure di vario genere,Yu sarà vista fortuitamente dall’amico Toshio durante la trasformazione, perdendo in tal modo i poteri. In aiuto della ragazza ecco tornare Pinopino che, non essendo ancora scaduto l’anno offertole, concede a Yu l’opportunità di ritornare in possesso dei suoi poteri magici e proseguire la sua ascesa di cantante ma non prima di aver compiuto una missione sul pianeta della Stella Piumata che si conclude con una nuova bacchetta per Yu e la perdita di memoria di Toshio. Allo scadere dell’anno Creamy Mami saluta i suoi fans con uno splendido concerto d’addio. Nel corso dello spettacolo, Toshio riacquista la memoria e a fine serata, Mami ritorna definitivamente nelle sembianze di Yu perdendo per sempre i poteri magici. Nel 1983 il serial “Creamy Mami” dello Studio Pierrot è un’anime di rottura sia per la struttura narrativa, sia per la grafica adottata, non solo nel filone mahou shoujo ma genericamente nel

mondo dell’animazione nipponica, influenzando produzioni successive. Il grande successo ottenuto nel 1982 da Lamù, spronerà l’azienda a cimentarsi per la prima volta nel genere mahou shoujo, traendo in parte ispirazione da Minky Momo (Gigì da noi), maghetta della Ashi production anch’essa dell’82. Una scommessa dagli esiti imprevisti che sottrasse presto il primato e dominio incontrastato alla Toei in questo settore. Mentre l’autore Itoh elabora il soggetto, ampio spazio è lasciato ad una donna dalla mano incisiva e delicata che porta il nome di Akemi Takada, colei che ha regalato all’anime un guizzo di originalità e innovazione sul fronte del character designer. Reduce dal successo di Lamù, nella medesima veste, suggerirà i parametri grafici per le future produzioni mahou shoujo del Pierrot. Nasce così, nel 1983, la prima serie mahou della casa: “Mahou no tenshi Creamy Mami” (Creamy Mami l’angelo della magia). Da Creamy in poi, tutte le avventure delle majokko del Pierrot sono provviste di alcuni elementi, dalla sceneggiatura al tipo di disegno che le accomunerà e le distinguerà da quelle del periodo antecedente. Le protagoniste non sono


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SIGLA TV ITALIANA -------------------------Testo: Alessandra Valeri Manera Musica e arrangiamento: Giordano Bruno Martelli Realizzazione: Olimpio Petrossi Interpreti: Cristina D’Avena e i Piccoli Cantori di Milano Edizioni musicali: Canale 5 Music Etichetta originale e produzione: Five Record Distribuzione: CGD Messaggerie Musicali Durata: 2’43” Anno: 1985 TESTO: Yu dolce amica mia è bello che tu sia vivace svelta e carina come me poi con la fantasia e un tocco di magia Yu ora non c’è più e invece Creamy ci sei tu pari-pam-pum, eccomi qua pari-pam-pum, ma chi lo sa se babbo, mamma e Toshio lo san che Yu son proprio io pari-pam-pum spesso lo sai pari-pam-pum combino guai ma Posi e Nega in coppia son qua e il guaio presto sparirà poi Creamy quando vuoi tornare Yu tu puoi pensarlo basterà e subito accadrà ma questa tua magia Yu, Creamy amica mia

un anno durerà poi Creamy forse svanirà pari-pam-pum, eccomi qua pari-pam-pum, ma chi lo sa se babbo, mamma e Toshio lo san che Yu son proprio io pari-pam-pum spesso lo sai pari-pam-pum combino guai ma Posi e Nega in coppia son qua e il guaio presto sparirà pari-pam-pum, eccomi qua pari-pam-pum, ma chi lo sa se babbo, mamma e Toshio lo san che Yu son proprio io pari-pam-pum spesso lo sai pari-pam-pum combino guai ma Posi e Nega in coppia son qua e il guaio presto pari-pam-pum, pari-pa-pum, pari-pam-pum ed eccomi qua!

più originarie di mondi fatati e lontani, ma sempre comuni ragazzine terrestri. La durata della loro esperienza magica è limitata. Sono scortate in ogni dove da piccoli folletti con l’incarico di proteggerle. Le capacità miracolose prendono il via grazie a un oggetto trasformabile che portano indosso, il quale, dopo la pronuncia di una formula magica, le cambia d’aspetto. Unita a ciò la grande cura rivolta al disegno soprattutto nel delineare l’aspetto “adulto” della protagonista che, deve per forza di cose, diversificarsi nella giusta misura dalla figura di bambina, in contrasto con i comportamenti, gli atteggiamenti e la mentalità, che restano infantili. Nelle vicende nessuna missione particolare, nessun nemico malvagio e crudele da cui difendersi o da sconfiggere, pertanto non è necessario utilizzare la magia come arma di difesa. Non è il trionfo del bene sul male il principio della serie, ma il percorso di crescita delle giovani. Tutto ciò è rintracciabile in Creamy, che insieme a Magical Emi sono l’emblema dei prodotti migliori del filone, targati Studio Pierrot. Sul piano tecnico, l’anime di Creamy è ancora oggi un pregevole prodotto. Un’animazione che non risente in maniera eccessiva del passare del tempo, grazie forse all’apporto di Akemi Takada, moglie di

Kazunori Itoh, autore, ma non disegnatore del fumetto originale (il manga fu realizzato nel corso della messa in onda giapponese). Alla regia un Osamu Kobayashi alle prime armi, altro debutto che conseguì inaspettati e gradevoli risultati. Tante le novità non solo sul piano tecnico-grafico. La serie focalizza l’attenzione sia sulla vita giapponese contemporanea che sull’aspetto magico fine a se stesso. Buona parte della fortuna dei 52 episodi è racchiusa in un mix di generi che vanno dal giallo all’horror, alla fantascienza e al fantasy, allontanandosi da uno sdolcinato romanticismo. E’ proprio la contaminazione di linguaggi che continua a segnare la sua riuscita insieme all’originalità narrativa che dota ogni episodio di una trama varia e ben costruita. Alla serie animata seguirono ben due prosiegui sottoforma di OAV e svariati video musicali. Altra importante innovazione è l’aver introdotto e diffuso, assieme al serial fantascientifico “Macross”, nato appena un anno prima, il concetto di idol in un cartone animato. Gli idol sono giovani cantanti pop realmente esistenti in Giappone, dal successo strepitoso ma dalla breve carriera. Lynn Minmay di “Macross” è stata la prima idol spaziale, mentre Creamy Mami vanta lo stesso primato nella


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realtà quotidiana. La storia di Mami è quella che meglio rispecchia l’arco della carriera di un idol vivente degli anni ‘80. Di conseguenza è introdotta, per la prima volta in un cartone, un’ambientazione pertinente al mondo della tv e dello spettacolo: quello nipponico dei primi anni ‘80. Particolarità fu che Mami/Yu di “Creamy Mami” e Minmay di “Macross” furono doppiate da idol in carne ed ossa. Rispettivamente Takako Ohta e Mari Iijima. ”Creamy” con il suo chara e le sue canzoni, che hanno fatto epoca sia in patria che in Italia, oltre ad influenzare le maghette successive del Pierrot e non, getterà le basi per un nuovo genere di anime fondato esclusivamente sul mondo della canzone giapponese, l’“idol system” (vedi “Legendary idol Eriko”, in Italia “Ciao Sabrina”). L’idea di far cantare e parlare la protagonista con la voce di un’idol esistente, Takako Ohta, con-

tribuì, in modo decisivo, alla fortuna dell’anime in terra nipponica. Takako raggiunse maggiore notorietà proprio grazie al personaggio animato. Creamy è stata le maghetta più popolare e seguita dei primi anni ‘80 in Giappone assieme a Gigì. A differenza di quest’ultima, in Creamy non c’è nessuno scopo da raggiungere o missione da compiere, ma soltanto utilizzare la magia per giocare e svagarsi nel corso di un anno.Yu diventerà idol per caso e, per quanto all’inizio sarà solo un gioco, più avanti si troverà ad affrontare una doppia identità difficilmente gestibile per la responsabilità insita nel nuovo ruolo. Parte della vita di Yu si sposta in un mondo professionale malgrado la giovane età. Questo tipo di esperienza non le consente di vivere appieno la sua fanciullezza. L’anime si prospettava, anche all’orizzonte italiano, come un serial animato dalle buone

potenzialità, con fresche storie contemporanee che partivano da situazioni comuni anche al nostro spettatore come la scuola o la vita in famiglia. Un nuovo stampo di giovani eroine, bambine moderne, sognatrici, prive di problematiche insormontabili, nelle quali i piccoli spettatori, soprattutto le femminucce, potessero immedesimarsi e grazie ad un colpo di bacchetta fantasticare di realizzare quei sogni innocenti, propri della fanciullezza,che osserva rapita il mondo dei grandi. Un’alternativa ai cartoni femminili fino ad allora trasmessi, pieni di storie appassionanti ma permeate di sofferenza, così distanti dalla spensieratezza tipica dell’età infantile. Il mondo fiabesco della magia stimola la curiosità e la fantasia nell’infanzia. L’evento “trasformazione”, ininterrottamente presente nelle serie appartenenti al filone “magia” e in misura diversa in anime di altri generi, include un altro significato: manifestare anche con i cartoni animati un desiderio di mutazione, di cambiamento, di trasformazione insito in una buona fetta di popolazione giapponese. Costoro, ancora alquanto segnati psicologicamente dalla memoria della bomba atomica, cercano, inconsapevolmente di liberarsi delle proprie paure rifugiandosi anche nell’animazione. Il tema portante

della serie è “la relazione fra infanzia ed età adulta”, caro a tantissimi anime nipponici. La metamorfosi attuata da Yu e dalle altre maghette, simboleggia il passaggio dal mondo infantile a una primordiale maturità e a una prima fase d’indipendenza. Bambine che sperimentano un mondo adulto. La bacchetta assolve la funzione di farle vivere un’esperienza “da grandi” restando comunque, nell’animo, una bambina, e di farle comprendere, quando perde la magia, che la sua “straordinarietà”, il suo essere “speciale” risiede nell’essere sé stessa.Yu è portatrice di un messaggio semplice e di valore, destinato ad un pubblico di grandi e piccoli che consiste nel restituire un posto alla sfera del fantastico, che nei vertiginosi ritmi della vita moderna viene spesso emarginata. La vera trasformazione o cambiamento è guardare avanti, migliorandoci e modellandoci. L’avventura di Creamy ci insegna che per essere una persona “speciale” non è necessario possedere dei poteri “speciali”. “L’incantevole Creamy” giunge in Italia nel 1985 riscuotendo da subito un grande successo. La sigla e le canzoni sono cantate in italiano da Cristina D’Avena. Fabio Cassella


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“IMAGINARIUM LATINA FEST”: IL PROGRAMMA www.chimeraeventi.it

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ul Piazzale di Capoportiere e presso la struttura de La Vela, Hotel Miramare, Latina Lido, il 15 e il 16 giugno 2013, prende vita un festival interamente dedicato al mondo del fantastico, un universo di libri, ospiti illustri, giochi, mostre a tema, laboratori, figuranti

in costume, face painting, set fotografici e degustazioni gastronomiche. Per un intero week end si respireranno tutte le atmosfere del fantastico, spaziando dal fantasy all’horror, passando per la fantascienza e lo steampunk, gustando le emozioni del paranormal

romance e le azioni dell’urban fantasy, per giungere nei luoghi incantati fatti di parole e immagini. Imaginarium Latina Fest è un appuntamento per tutti coloro che vogliono immergersi in mondi magici e straordinari. Non potete mancare, l’im-

maginario vi attende! Ingresso gratuito. PROGRAMMA CAFFÈ LETTERARIO Sabato 16.00 inaugurazione evento; 16.30 Preview de La tredicesima costellazione, graphicnovel di Filomena Cecere, illustrato da Danilo Angeletti; 17.00 Il limbo dei piccoli fobici di Black Joy Betty e Mauro Beato, illustrato da Samanta Leone, Bakemono Lab; 17.30 Carlie di Simona Diodovich, Editrice GDS; 18.00 Mondo9 di Dario Tonani, DelosBooks; 18.30 Ophelia e le officine del tempo di Emanuela Valentini, IoScrottoreGeMS; 19.00 Preview dello spettacolo Horror Dinner Story. Domenica 10.30 Le paludi d’Athakahdi Stefano Mancini, Linee Infinite; 11.00 OGD... ovvero il lato B di ogni cosa di Anna Giraldo, Linee infinite; 11.30 Il bacio di Jude di Davide Roma, Sperling & Kupfer; 12.00 La Biblioteca dell’Immaginario AA.VV., Nocturna; 12.30 Capitan Acciaio di Max Gobbo, Psiche e Aurora Editrice; 16.00 Le magie di Omnia di Fabio Cicolani, La corte Editore; 16.30 Shadowplay di Renato Umberto Ruffino e illustrato da Pierpaolo Pasquini, Prankster Comics; 17.00 Muses. La Decima Musa di Francesco Falconi,


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Mondadori; 17.30 Dalla fantascienza allo steampunk: le nuove tendenze del fantastico, tavola rotonda con Gianfranco De Turris, Francesco Falconi, Luca Azzolini, Filomena Cecere, Fabio Cicolani e Fabio Mundadori; 18.15 Intermezzo letterario con Gianfranco De Turris: Vibenna di Gerardo Lonardoni; Il futuro è passato di Pierfrancesco Prosperi; Cronache del Neocarbonifero di AA.VV., editi da Bietti; 18.45 Il templare nero di Roberto Genovesi, Newton Compton Editori. LABORATORI CREATIVI Laboratori creativi gratuiti curati da esperti del settore: Io scrittore! (Modulo 1) Sabato dalle 17.00 alle 18.00 Laboratorio di scrittura creativa a cura di Emanuela Valentini. Dallo schema della narrazione alla creazione di personaggi e ambienti, dal ritmo alle modalità narrative. La scrittrice del fantastico,

Emanuela Valentini, rivelerà i primi passi verso la composizione di un romanzo. Io scrittore! (Modulo 2) Sabato dalle 18.00 alle 19.00 Laboratorio di scrittura creativa a cura di Monica Serra, in arte Molly Greenhouse. Il punto di vista e il montaggio, i generi della narrativa fantastica, le regole e la contaminazione. La scrittrice fantasy, Monica Serra, svelerà ogni segreto per diventare un provetto narratore di genere.

cura di Danilo Angeletti. Domenica dalle 17.00 alle 18.00 Dal balloon alla vignetta, dalla creazione di un personaggio alla dinamicità di una scena. Questo e molto altro nel laboratorio di Danilo Angeletti, insegnante di fumetto e illustratore.

Fantagraphic Laboratorio di illustrazione a cura di Simona Diodovich. Domenica dalle 10.30 alle 11.30 Come si realizza l’immagine per la copertina di un libro fantasy? E per un libro illustrato? Quali i segreti e le tecniche? Ve lo spiega l’esperta Simona Diodovich, illustratrice e creatrice di fumetti, che da oltre vent’anni opera nel settore.

FANTASY WORD Per durata la durata dell’evento due splendide attrattive divertiranno i visitatori: Horror Mask Una postazione dove l’artista Saknara realizzerà face painting su richiesta. Il fantasy e l’horror saranno i generi che ispireranno le maschere dipinte sui volti. Presenti anche modelle in costume per la mostra di body painting. Fanta Photo Shoot Set fotografici a tema per ricordi artistici realizzati dalla fotografa Cinzia Volpe. Scenografie fantasy e horror per essere immortalati in foto suggestive e divertenti.

Fumettando Laboratorio di fumetto a

GIOCHI IN PIAZZA Giochi di ruolo organizzati

dall’associazione ludico culturale In cerca di avventura. Domenica 16 giugno dalle 10.00 alle 19.00 Partite di giochi di ruolo: • Warhammer Fantasy (Gioco di miniature); • Warhammer 40K (Gioco di miniature Fantascientifico); • D&D, Magic, Ciberpunk; • Dungeons&Dragons dal vivo con esposizione di armi in lattice, costumi. Figuranti in costume Fantasy Medievale. Tavolo per dimostrazione di tecniche di pittura per miniature Tavolo per dimostrazione di scultura di modellini Fantasy Arena dei gladiatori per bambini. MOSTRE D’ARTE FANTASY degli artisti Saknara, Cinzia Volpe, Mario Veltri, Simona Diodovich, Celestino Angiolilli, Danilo Angeletti, Marina Rapone, Pierpaolo Pasquini, Lorenzo Magalotti,Vittorio Astone, Giovanna Campoli, Studenti della scuola di fumetto. AREA ESPOSITIVA E DI VENDITA Stand di libri, fumetti, oggettistica e abbigliamento gotico: Linee Infinite, Editrice GDS, Bakemono Lab, Prankster comics, Blake B Blink, Piccoli Frammenti di un Coniglio Incantato, The poison of Victorique, No reality shop. DEGUSTAZIONI GASTRONOMICHE A TEMA Roberto, il cuoco esperto, e i suoi validi collaboratori al-


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lieteranno i visitatori con creazioni culinarie a tema,spuntini creativi per deliziare palato e vista. OFFICIAL SPONSOR Chimera Associazione Culturale, Hotel Miramare, Banca Popolare di Fondi, MMGrafica, Sistemi Informativi, Ristorante L’oliveto, Parrucchiera Marina Rapone,Osteria da Giorgione, Cinzia Volpe Photographer, Nails artist Ametista, No reality shop. MEDIA PARTNERS Radio Luna, Ego Latina, Parvapolis, Diario di pensieri persi, Reader’s Bench, Fantasy on air, Batman crime solver, SognandoLeggendo, Speechless, Urbanfantasy.it, True fantasy, Romancingthereality. SPECIAL PARTNERS La Feltrinelli, In cerca di avventura, Roberto il cuoco

esperto. AREA ESPOSITIVA E DI VENDITA Linee Infinite, Editrice GDS, Bakemono Lab, Prankster comics, Blake B Blink, Piccoli Frammenti di un Coniglio Incantato, The poison of Victorique, No reality shop. DEGUSTAZIONI GASTRONOMICHE A TEMA Roberto, il cuoco esperto, e i suoi validi collaboratori allieteranno i visitatori con creazioni culinarie a tema,spuntini creativi per deliziare palato e vista. OFFICIAL SPONSOR Chimera Associazione Culturale, Hotel Miramare, Banca Popolare di Fondi, MMGrafica, Sistemi Informativi, Ristorante L’oliveto, Parrucchiera Marina Rapone,Osteria da Giorgione, Cinzia Volpe Photographer,

Nails artist Ametista, No reality shop.

vica De Santis, Simona Mulè.

MEDIA PARTNERS Radio Luna, Ego Latina, Parvapolis, Diario di pensieri persi, Reader’s Bench, Fantasy on air, Batman crime solver, SognandoLeggendo, Speechless, Urbanfantasy.it, True fantasy, Romancingthereality.

STAFF Monica Serra, Emanuela Valentini, Danilo Angeletti, Simona Diodovich, Fabio Mundadori, Danylù Louliette Kazham, Fabio Marroni.

SPECIAL PARTNERS La Feltrinelli, In cerca di avventura, Roberto il cuoco esperto.

Per info e prenotazioni ai laboratori creativi: chimera.associazione@libero.it www.chimeraeventi.it

AREA ESPOSITIVA E DI VENDITA Linee Infinite, Editrice GDS, Bakemono Lab, Prankster comics, Blake B Blink, Piccoli Frammenti di un Coniglio Incantato, The poison of Victorique, No reality shop. DIREZIONE Filomena Cecere, Cinzia Volpe, Sara Cecere, Ludo-

UFFICIO STAMPA Roberta Colazingari

Filomena Cecere: cell. 3478864047 e-mail: filomenacecere@gmail.com Cinzia Volpe: cell. 3939487756 e-mail: cnz@iol.it Chimeraeventi Staff


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MIDORI YAMANE AL “ROMA, FUMETTI & CO.” www.irideventi.it - www.scuolacomics.it

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a Scuola Internazionale di Comics, da sempre in prima linea nel magico e variegato mondo del fumetto, parteciperà alla fiera che si terrà dal 7 al 9 giugno presso il Teatro Tendastrisce. La manifestazione, organizzata dall’associazione culturale Irideventi, vedrà infatti la presenza di uno stand in cui sarà possibile avere informazioni e togliersi ogni curiosità riguardo la Scuola. Non mancheranno le sorprese per i visitatori con i disegni live di due bravissimi fumettisti! Gli insegnati della prestigiosa officina di nuovi talenti targata Scuola Internazionale di Comics, inoltre, arricchiranno il già ricco programma offerto dalla fiera: Lorenzo Bartoli, sceneggiatore, romanziere e curatore del corso Sceneggiatura per fumetti della Scuola, oltre a tenere un reading interattivo nel pomeriggio di domenica 9, condurrà un talk show sul mondo dei fumetti dal titolo “Fumettando” per scoprire tutti i segreti e i retroscena della nona arte. All’intervento prenderanno parte anche Giorgio Pontrelli, autore Bonelli insegnate al

corso di Fumetto, e – splendida sorpresa per gli appassionati di manga – la mangaka professionista Midori Yamane. Lettrice e disegnatrice di manga fin da bambina, Midori nasce a Tokyo dove fre-

quenta il collegio femminile di Belle Arti (Joshi Bijutsu Daigaku) diplomandosi e poi laureandosi in Design industriale presso la Facoltà di Grafica. Durante gli studi fa il suo primo “incontro” con Botticelli e Michelangelo ed

è subito colpo di fulmine! Questo amore la porterà a fare un viaggio in Italia, un viaggio da cui non è più tornata indietro. Ha collaborato con la Kodansha (la redazione di Morning) sia come autrice che redattore esterno. Ha tradotto diversi manga per Marvel e Coconino Press. Ha collaborato per la rivista edizione speciale di Morning, MANDALA della Kodansha e EUROMANGA della Asukashinsha come redattore esterno e traduttrice. Ha curato i fascicoli e il sito web “Disegnare manga & anime” della De Agostini. Oggi vive a Roma e si occupa di trasmettere la passione per i manga agli allievi della Scuola Internazionale di Comics con un Seminario tutto incentrato sul fumetto giapponese. È ideatrice, scrittrice e curatrice della collana Manga Book edita dalla Kawama Editoriale. Inoltre continua disegnare per passione ritratti e manga. Gli appassionati di fumetti sono avvisati: a “Roma fumetti & Co.” la Scuola Internazionale di Comics è presente! SIC Staff


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1a EDIZIONE DEL “FIUGGI COSPLAY CONTEST” www.consigliogiovanifiuggi.it

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l primo raduno cosplay a Fiuggi (FR) - 16 giugno 2013 dalle ore 10.00 alle ore 23.00 presso Piazza Trento e Trieste: concorso a premi con iscrizione gratuita, baby cosplay e animazione, film, giochi e stand espositivi. Informazioni generali Per la prima volta a Fiuggi verrà realizzato un evento dedicato al mondo dei cartoons e dell’animazione in generale dove i protagonisti della manifestazione sono gli stessi partecipanti all’evento. Una proposta indirizzata ad ogni tipologia di utente e, maggiormente, al pubblico giovanile. La manifestazione del FIUGGI COSPLAY CONTEST è una delle attività previste nel progetto FIUGGI COMICS, iniziativa realizzata dal Comune di Fiuggi -Settore Politiche Giovanili in collaborazione con il Consiglio dei Giovani con il contributo della Regione Lazio – Assessorato Cultura, Arte e Sport e dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Frosinone, ai sensi della L.R. 32/78. L’evento si svolgerà il giorno 16 giugno 2013 dalle ore 10.00 alle ore 22.30 nel Centro Storico di Fiuggi in Piazza Trento e Trieste e nella Piazzetta Svizzera e negli spazi interni del Teatro Comunale (Sala Bomboniere e Sala Proiezioni) con stand espositivi del mondo del cosplay. L’iniziativa prevede una serie di attività:

ste h. 14.00 -18.30, domenica 16 giugno 2013. Partecipanti: I costumi indossati dai partecipanti alla gara dovranno essere attinenti al mondo dell’animazione, del fumetto, del cinema, dei telefilm, della musica, dei videogiochi, dei giochi di ruolo e dei libri. Non sono ammessi costumi cosiddetti “original”ovvero che non hanno nessun riferimento con le categorie sopra indicate. Premi: Migliore costume, miglior gruppo e premio simpatia. Vedi le linee guida e il modulo di partecipazione sul sito.

CONCORSO COSPLAY Orario e Luogo di svolgimento: Piazza Trento e Trie-

ANIMAZIONE I ragazzi del laboratorio Comics organizzeranno una

10.30, alle ore 14.00 e alle ore 17.00. 1 Torneo Fifa 13 Fiuggi Comics. A brevissimo maggiori info. PROIEZIONI GRATUITE DEI CARTOONS Nel corso della giornata presso il Teatro Comunale verranno organizzate n 2 proiezioni gratuite dei cartoons: 1) Laputa- Castello Nel Cielo (1986) Lucky Red – dalle ore 11.00; 2) Il castello Errante di Howl (2004) Lucky Red – dalle ore 18.00.

serie di scenette in collaborazione con Luca Simonelli utili ad animare i vari spazi nei quali si articola la manifestazione. Nel corso della mattinata del 16 giugno verrà realizzata dalle ore un BABY COSPLAY, un raduno in maschera dei bambini, con il coinvolgimento delle scuole. I ragazzi del laboratorio Comics intratterranno i bambini con giochi e animazione musicale sulle note dei cartoons, caccia al tesoro a tema. GAMES AMATORIALI nella sala Bomboniera (Teatro Comunale): 1 Torneo Risiko Live: Il torneo prevede n 3 round da 1 ora e mezza ciascuno, tra i partecipanti iscritti, che si svolgeranno alle ore

SPETTACOLO MUSICALE del gruppo SEVENTOON A conclusione delle premiazioni del concorso di Cosplayer è prevista l’esibizione sul palco del gruppo SEVENTOON – cartoon cover band. http://www.seventoon.it/SevenToon/index.html Patrocinio: Regione Lazio – Assessorato Cultura, Arte e Sport; Assessorato alla Cultura della Provincia di Frosinon. Sponsor: Parco divertimenti RAINBOW MAGICLAND di Roma. Collaborazioni: Proloco di Fiuggi; Associazione Complotto; Comitato Promotore “Dove c’è amore c’è vita”. Per maggiori informazioni è possibile richiedere informazioni all’indirizzo mail info@consigliogiovanifiuggi.i t o ai numeri 07755461242/249/327. FCC Staff


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3a EDIZIONE DEL “NIPPOP 2013” www.consigliogiovanifiuggi.it

“N

ipPop 2013: Parole e Forme da Tokyo a Bologna” è un evento promosso dalla Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione dell’Ateneo di Bologna che si terrà il 20 e 21 giugno prossimi. Il progetto, pensato e coordinato dai docenti di Lingua e Letteratura Giapponese, con la collaborazione e partecipazione attiva degli studenti, intende riproporre e sviluppare le linee che hanno ispirato l’omonima manifestazione tenutasi nel 2011 e nel 2012, accolta con entusiasmo dagli studenti e dalla cittadinanza. NipPop è un progetto incentrato sul Giappone contemporaneo, in particolare su quei fenomeni – cinema, fumetti, film di animazione – che negli ultimi decenni hanno contribuito in modo determinante alla diffusione della cultura nipponica, e intende inoltre stimolare e favorire una riflessione critica sui meccanismi e le ragioni alla radice del fandom e della dilagante popolarità di tali prodotti culturali in fasce sempre più ampie di pubblico. L’evento vuole anche rappresentare un’occasione per un contatto più vivo fra l’Ateneo e la città, valorizzando le possibilità di interazione con il territorio, con la comunità giapponese a Bologna, e con le associazioni culturali e le aziende locali da tempo impegnate nella promozione della cultura del Sol Levante. Le attività, per il 2013 più nettamente focalizzate sulla collisione dei diversi media in quella che Jenkins ha defi-

nito “cultura convergente”, e sugli aspetti transculturali dei fenomeni in esame, prevedono tre workshop, distribuiti nell’arco delle due giornate che si svolgeranno presso l’Aula Magna della Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretariato (primo giorno) e presso il centro sociale ‘Senza Filtro – Centro di Smistamento delle Arti Differenti’, in via Stalingrado 59 (secondo giorno). Sono previste inoltre una serie di attività a margine – stand di vendita ed espositivi, area ludica, dimostrazioni – a cura degli studenti, delle associazioni dei giapponesi residenti a Bologna, e di alcune aziende sostenitrici dell’iniziativa, impegnate nella diffusione

della cultura giapponese e attive sul territorio (fra le altre, Panini Comics, Kappa Edizioni, Edizioni StarComics, Renbooks). E’ inoltre in programma, per la serata del 19 giugno, la proiezione del film “Thermae Romae” di Hideki Takeuchi (Giappone, 2012 – soggetto originale di Yamazaki Mari), presso la Galleria ONO Arte – Bologna. Introdurranno e concluderanno l’edizione 2013 di NipPop due eventi off: 1. ‘Waiting for NipPop 2013 - Street Pop Temptation’ – 13 giugno, Galleria ONO Arte Dove nascono le culture pop del Giappone contemporaneo: un viaggio virtuale attraverso le immagini (foto e documentari) nelle street

cultures. 2. ‘NipPop 2.0 - Crossing Boundaries’ - Trans-culturalismo pop dal Giappone all’Italia. - 28 giugno, Mediateca di San Lazzaro. Nel corso degli ultimi vent’anni, parole come anime, manga e cosplay sono ormai entrate nell’uso quotidiano di milioni di giovani italiani, che guardano ogni giorno con rinnovato interesse alle più svariate espressioni culturali del Giappone. Il linguaggio globale condiviso dalle nuove generazioni ha permesso infatti il rapido propagarsi delle più recenti mode e tendenze in prospettiva trans-nazionale dai quartieri più trendy e creativi di Tokyo all’Italia, e oggi lo scambio culturale fra i due paesi è più che mai vivo e fecondo. Dalla comparsa sulle reti nazionali dei primi anime fino alle più recenti tendenze della scena cosplay italiana, come sono state possibili una diffusione così massiccia e una fascinazione così profonda per fenomeni che ancora oggi appaiono agli occhi di molti ‘tipicamente giapponesi’? Con la collaborazione di: Associazione Culturale Takamori, Galleria ONO Arte di Bologna, Associazione Planimetrie Culturali. Con il Patrocinio di: Aistugia, Japan Foundation, Consolato del Giappone a Milano, Camera di Commercio e Industria Giapponese in Italia, Comune di Bologna, Comune di San Lazzaro di Savena, Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna.


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Con la partecipazione e il sostegno di: Kappa Edizioni; Panini Comics – Planet Manga; Edizioni StarComics; Renbooks; Cagliostro Libri e Fumetti; Micro Talpa Studio. PROGRAMMA Tutti gli eventi sono aperti al pubblico. 20 giugno 2013 Aula Magna della Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione via Filippo Re, 8 - Mattino 1. Apertura: 9:30 / 10:30 saluti inaugurali 2. Workshop 1: 10:30 / 11:10 Toshio Miyake (Università Ca’ Foscari Venezia) “L’Italia nei manga: specchio identitario e convergenza mangaesque” 11:10 / 11:50

Rebecca Suter (The University of Sidney) “L’Australia nello shōjo manga: da Georgie a Sekachū” 11:50 / 12:30 Erica Baffelli (Manchester University) “Seinto oniisan: Buddha e Gesù in vacanza a Tokyo” 12:30 ≈ 13:00 Discussione - Pomeriggio 1. Tavola Rotonda: 15:00 ≈ 18:30: Yamazaki Mari, mangaka Miki Tori, mangaka Ichiguchi Keiko, mangaka Alessandra Marchioni, coordinatrice editoriale Panini Comics – Manga Planet Cristian Posocco, direttore editoriale - FlashBook Edizioni Claudia Bovini, direttore editoriale - Edizioni StarComics Nino Giordano, direttore editoriale - Renbooks

Giuseppe Gervasio, interprete e traduttore 21 giugno 2013: Senza Filtro - Sorting For Different Arts Center via Stalingrado 59 - Mattino 1. Workshop 2 – Laboratorio Manga: 9:30 / 12:30: Yamazaki Mari, mangaka Miki Tori, mangaka Ichiguchi Keiko, mangaka 2. Workshop 3 – Laboratorio Anime: ‘Dal manga all’anime: le serie tv anni ‘70 di Go Nagai’ 10:00 / 12:00: Alessandro Montosi, giornalista e scrittore 3. Workshop 4 – ‘47 Rōnin Manga’: 12:30 / 13:30: Fabrizio Capigatti e Emanuele Tenderini presentano il progetto “47 Rōnin Manga” realizzato in collaborazione con l’Univer-

sità Ca’ Foscari di Venezia - Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea e l’International Manga Museum di Kyoto 4. NipPop Music: 13:30 / 14:30: Francesco Comotti (Università Ca’ Foscari Venezia) “Quando la diva non era un robot: le grandi donne del melodico Showa” 14:30 / 16:30: Shinigami Squad - Anime OST Cover Band in concerto 5. Cosplay: 16:30 / 19:00: FUFO Cosplay presenta ‘NipPopCosplay’ 6. NipPop Music: 21:30 / .....: N-I-P-P-O-P MUSIC EXTRAVAGANZA2 Music selection by Francesco Comotti aka DJ OH-BA (Mono Bar, Milano). Paola Scrolavezza

CONCORSO DI NARRATIVA “HORROR TSHIRT” www.scheletri.com

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oncorso di narrativa horror a pagamento, organizzato da Scheletri.com. REGOLE DEL CONCORSO Per partecipare è necessario:

1) Inviare un racconto di genere horror (deve possedere elementi soprannaturali: mostri, creature, vampiri, zombi, fantasmi, streghe, ecc.) di massimo 100 parole (escluso il titolo) entro il 30 giugno 2013; 2) Il racconto non deve essere già presente in questo sito; 3) Pagare la quota di iscrizione di 2 euro entro il 30 giugno 2013. Per i pagamenti con bonifico/bollettino inviare la scansione del pagamento entro il 30 giugno 2013; 4) Se il racconto non è idoneo la quota di iscrizione non verrà restituita; 5) Non è consentito correg-

gere il racconto inviato Tutti i racconti in gara verranno pubblicati su Scheletri.com. PREMI Il primo classificato vincerà una t-shirt con il proprio racconto stampato sopra. INVIO DEI MATERIALI Dopo aver effettuato il pagamento inviare tutto il materiale a concorso2013@scheletri.co m allegando: • oggetto della mail HORRORTSHIRT; • nome, cognome, una breve biografia, una foto (facoltativa) e indirizzo di residenza; • titolo e testo del racconto in un file .rtf o .doc.

GIURIA DEL CONCORSO I racconti che partecipano al concorso saranno valutati in forma anonima dalla giuria. SCADENZA DEL CONCORSO Il termine per l’invio dei racconti è il 30 giugno 2013. Scheletri Staff


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KAIYODO E LA “REVOLTECH REVOLUTION” www.facebook.com/lalabardaspaziale

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onnichiwa a tutti i lettori di JAPANIMANDO e benvenuti all’appuntamento con “L’Alabarda Spaziale – Modellismo robotico”. Questo mese parleremo di un’azienda giapponese che ha avuto una crescita notevole grazie ai suoi modelli. Una piccola realtà che in poco tempo ha saputo ritagliarsi una discreta fetta di mercato, attraverso prodotti innovativi, decisamente lowcost, e miglioramenti costanti. Sto parlando della Kaiyodo Co. LTD. LE ORIGINI E LA NASCITA DEI “REVOLTECH” La Kaiyodo nasce nell’aprile del 1964 a Kadoma, nella

prefettura di Osaka. Nata come piccolo negozio di action figures e model kits prevalentemente in plastica, nel corso degli anni ha saputo conquistare gli appassionati che iniziarono ad

apprezzare sempre di più i loro prodotti. In particolare, l’innovativa linea “Revoltech” ha ottenuto uno strepitoso successo, grazie alla particolare tecnologia degli snodi e all’impressionante varietà di soggetti realizzati. Il successo di questa linea è dovuto ad un rivoluzionario snodo chiamato “Revolver Joint” (giunto revolver) basato su due semisfere, che compongono lo snodo, unite da un perno centrale. Ad ogni semisfera vi è collegato un altro perno, che si va ad unire alla parte del corpo dell’action figure. Questo consente un’ampiezza di movimenti notevole e permette ai modelli di assumere le posizioni più disparate. Insomma, una posabilità assolutamente estrema! Diventata ormai la principale linea di produzione Kayodo, i Revoltech si sono suddivisi a loro volta in diverse linee, ispirate a robot, personaggi di anime e personaggi mitologici. I PRIMI SUCCESSI La prima linea ad essere pubblicata è Revoltech Ya-

maguchi, così chiamata in onore dello scultore Katsuhisa Yamaguchi, ideatore e realizzatore di questi modelli. Principalmente si tratta di soggetti robotici, tratti dalle serie più famose (Grendizer, Gaiking, Macross o Transformers per citare quelle “storiche”; Neon Genesis Evangelion, Tengen Toppa Gurren Lagann e Neo Shin Getter quelle più recenti). Recentemente ha oltrepassato i 100 soggetti realizzati, ed è tuttora in corso. Ogni confezione può contenere, oltre al modello, teste aggiuntive, armi e appositi piedistalli per eventuali pose “volanti”. Dato l’enorme successo della linea Yamaguchi, nasce la linea Revoltech Fraulein (“Fraulein” è una parola tedesca utilizzata per le donne non sposate, equivalente all’inglese “Miss”) che comprende modelli dedicati a figure umane femminili. Anche in questo caso i personaggi sono tantissimi: Rei e Asuka da “Neon Genesis Evangelion”, vari personaggi da “The Melancholy of Aruhi Suzumiya”, ma anche soggetti nuovi ideati per l’occasione. Anche in questo caso il Revolver Joint garantisce un’estrema posabilità. LE NUOVE LINEE Il successo aumenta, e le nuove serie nascono: Revoltech “Hokuto No Ken” con tantissimi personaggi tratti capolavoro di Buronson e Tetsuo Hara. Sono presenti Ken, Raoul, Toki e tutti i personaggi più caratteristici della serie. Notevoli gli accessori per “simulare” le mosse dei nostri


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giapponesi. Per citare qualche nome: Raijin, Ashura, Tamonten, Fujin... Per gli appassionati di cultura giapponese è assolutamente il massimo.

eroi del’era post-nucleare. Revoltech “Queen’s Blade”: linea speciale di prosperose donnine in armatura decisamente poco vestite. Per tutti gli otaku amanti di questi characters! Revoltech SFO: Per gli amanti dello storico videogioco “Street Fighter” sono stati riprodotti in versione

Revoltech tutti i personaggi più amati di questo grande picchiaduro. Ryu, Ken, Guile, Chun Li... E molti altri! Posabilità massima e divertimento garantito nel ricreare le mosse caratteristiche e i combattimenti. Revoltech Tokusatsu: (parola giapponese che significa “effetti speciali”) dedicata ai personaggi dei film più famosi. Potete trovare il celebre Jason Worhees di “Venerdì 13”, Woody di “Toy Story” ma anche Iron Man, Batman e Giant Robo. Una linea estremamente varia, per tutti i gusti. Revoltech “Takeya” curiosa e assolutamente suggestiva linea dedicata alle divinità

MATERIALI E COSTI Una piccola nozione scentifica: Il materiale che compone i Revoltech è plastica, quella che tecnicamente viene definita PVC, noto anche come cloruro di polivinile o polivinilcloruro. E’ il polimero del cloruro di vinile, una delle materie pla-

stiche di maggior consumo al mondo. Gli utilizzi del PVC sono innumerevoli, per aggiunta di prodotti plastificanti può essere modellato per stampaggio a caldo nelle forme desiderate. Può essere ridotto a pellicola oppure a liquido con cui vengono spalmati tessuti o rivestite superfici, serbatoi, valvole, rubinetti, vasche e fibre tessili artificiali. Le applicazioni più rilevanti sono la produzione di tubi per edilizia (ad esempio


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materiali utilizzati. Il prezzo medio è di circa 40 euro, che in alcuni casi arriva a 60 nel caso in cui fossero presenti accessori particolari, o si tratti di versioni speciali. Recentemente la Bandai, colosso del giocattolo e del modellismo, ha lanciato la linea Super Robot Chogokin, che possono rappresentare un piccolo ostacolo per i Revoltech, essendo costruiti quasi interamente in metallo, con una statura contenuta e con prezzi decisamente concorrenziali (abbondantemente al di sotto dei 100 euro). Staremo a vedere come reagirà la Kaiyodo! grondaie e tubi per acqua potabile) profili per finestra, pavimenti vinilici, pellicola rigida e plastificata per imballi e cartotecnica. In termini applicativi, il PVC è la materia plastica più ver-

satile conosciuta. È il “vinile” per antonomasia usato per la produzione dei dischi. Quanto può costare un Revoltech? Come accennato all’inizio del mio articolo, è un tipo di modellismo assolutamemte economico, date le dimensioni dei modelli (che difficilmente arrivano ai 20 centimetri di statura) e i

Per questo mese è tutto, spero di avervi fornito qualche info in più su modelli che non siano necessariamente dei “metallosi die cast” ultra-dispendiosi! Ci si legge sulla pagina Facebook, alla prossima! MATA NE! Roberto “Robb” Morello


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8a EDIZIONE DEL “CECINA COMICS & COSPLAY” www.cecinacosplay.it

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abato 15 e domenica 16 Giugno 2013 ci sarà l’ottava edizione dell’ormai celebre “Cecina Comics & Cosplay”, di cui presentiamo il programma “provvisorio”. Sabato 15 Giugno Ore 10:00 Apertura Fiera;

Ore 11:00 Inizio Tornei Videogames; Ore 14:30 Incontro con Andrea Camerini; Ore 15:00 Torneo di Spade; Ore 16:00 Incontro con Marco Santucci; Ore 17:00 Incontro con Fabio Cassella; Ore 18:00 Finali Tornei Vi-

deogames; Ore 21:30 Parata Lungomare Star Wars e Warhammer Fantasy; Ore 22:00 Concerto La Famosa Squadra G; Ore 24:00 Chiusura Stand. Domenica 16 Giugno Ore 10:00 Apertura Fiera;

Ore 11:00 Inizio Tornei Magic; Ore 11:30 Inizio Tornei YuGi-Oh; Ore 11:30 Incontro con Marcello Toninelli; Ore 12:00 Incontro con Benedetta Ponticelli; Ore 12:00 Torneo di Spade Ore 13:30 Incontro con Rossano Rossi; Ore 14:00 Spettacolo “L’ultimo concerto di Creamy”; Ore 15:00 Suny in Concerto; Ore 15:30 Cosplay Contest; Ore 16:30 Sfilata di Moda Cosplay; Ore 17:00 Premiazioni Cosplay Contest. Parteciperanno alla manifestazione “80 Nostalgia” ed “Anime Web Radio”. N.B.: Tutti gli orari sono suscettibili di variazioni. Il programma potrà essere ampliato successivamente. Cecina Comics Staff



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