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ARCHIVIO 2013 2 febbraio

Tu hai il petrolio ed io lo voglio !

a Parigi oltre 50 Paesi occidentali si sono ritrovati per indirizzare la guerra alla Siria

L'altro giorno a Parigi ( il 27 gennaio 2013 ) oltre 50 Paesi occidentali e anche qualche paese islamico si sono ritrovati per indirizzare lo scenario prossimo della crisi siriana. I teorici della democrazia esportata hanno però un problema.... ..uno, che le " rivoluzioni costano" e due che l'opposizione armata ( da chi?) presieduta da Sheikh Moaz al Khatib è impossibilitata a formare un "Governo Transitorio" sul modello sperimentato in Libia. Le servono armi e soprattutto soldi 500 milioni di dollari per le prime necessità! Serve dunque un finanziamento colossale per dare l'assalto finale al regime di Bashar al Assad e al suo petrolio. L'Unione Europea ha già imposto alla Siria un embargo sulle armi ( vale a dire che le armi che fino ad ora ti ho venduto non te le vendo più) ed ha allo studio l'istituzione di una "no fly zone" nelle "aree liberate" sul modello libico. Ai cosidetti ribelli le armi continuano ad arrivare. mentre ad Antakya, in Turchia, c'è la base di accoglimento, reclutamento e addestramento dei combattenti provenienti da diversi paesi islamici Contestualmente al vertice francese, il presidente statunitense Obama si è dichiarato pronto all'intervento ma 'con la necessaria prudenza', con la scusa di escludere il ricorso del regime all'uso di armi chimiche. Bontà sua. Nel frattempo, tanto per non farci mancare nulla, le bombe israeliane sono già piovute su convogli siriani che a detta del loro intelligence trasportavano armi. Nel frattempo la Turchia, braccio armato dell'occidente, ci da dentro e sui media nostrani non appare nessuna eco, riguardo alle dichiarazioni di Bashar al Assad a un giornale libanese dove sostiene che .. se la Turchia facesse venir meno il supporto ai "ribelli" la guerra finirebbe "in due settimane".! Scarsa attenzione mediatica anche per l'allarme, contestuale al Vertice politico-militare francese, lanciato dal "World Food Program", dall'Onu e dalla "Red Crescent" siriana sulla gravissima crisi umanitaria e alimentare che sta attraversando il Paese...

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9.000 volontari e 110 Ong distribuiscono cibo ad oltre 2 milioni di indigenti. Un milione di sfollati interni e altrettanti impoveriti per il collasso economico delle famiglie inurbate e rurali. Pesano le sanzioni adottate da Usa, Ue e Consiglio di Cooperazione del Golfo, che hanno fatto crollare del 30% l'economia. La devastazione delle infrastrutture civili ed energetiche ha lasciato la popolazione priva di acqua e carburante. Tra 40 e 60 mila le vittime denunciate, oltre ai 600 mila rifugiati su 2 milioni di sfollati. Emergenza umanitaria di emergenza -stime Onu- almeno 4 milioni di dollari subito. Va ricordato che solo un mese fa, l'inviato di Onu e Lega Araba per la Siria, Lakhdar Brahimi, e i russi avevano rilanciato un'iniziativa di pace finita nel nulla. Resisterà in veto russo cinese all'Onu? Le dichiarazioni del premier russo a Davos possono preludere all'astensione dal diritto di veto in sede di Consiglio di Sicurezza Onu, che, con quello cinese, aveva finora evitato la replica della guerra libica. E' questo lo scenario possibile tracciato a Parigi, perché le Forze Armate siriane non potrebbero reggere la preponderante capacità militare di una coalizione nemica esterna. Per ora a Marrakesh gli "Amici della Siria" -130 Paesi occidentali e islamici- hanno riconosciuto il fantomatico l'NCSROF "come rappresentante legittimo dei siriani, mentre il Presidente Usa ha annunciato in tv l'intenzione di riconoscere quell'opposizione che già aveva incassato l'ufficializzazione da Francia, U.K., Italia e dal Consiglio di Cooperazione del Golfo. E così la storia si ripete, come una fotocopia. Prima ci fù il Kuwait, poi l'Iraq, poi l'Afghanistan, la Libia, il Mali ed i paesi del Maghreb. Qualcuno aveva pensato anche all'Iran che per adesso è stato accantonato per la Siria. E' certamente vero che questi paesi sono retti da regimi non proprio democratici ma questa motivazione varrà solo quando l'occidente darà l'assalto agli emirati del Golfo e all'Arabia Saudita, forse il peggior stato dittatoriale al mondo, tramandato di padre in figlio dove tutto è in mano a una famiglia ed i diritti sono totalmente assenti. Ma finchè gli sceicchi dell'Arabia Saudita continueranno a finanziare il debito americano, nessuno al mondo oserà esportare la democrazia nei paesi del Golfo. Essendo dunque il mondo occidentale assolutamente in crisi, non solo economica, ma in crisi totale di valori, la guerra è da sempre uno dei modi per uscire da una crisi economica. L’industria bellica è un volano dell’economia, bisogna svuotare arsenali sulla pelle della gente, degli uomini, delle donne, dei bambini, e quello che fa orrore in tutta questa faccenda è che questa politica di potenza è sempre mascherata da principi etici, principi morali. E' l’ipocrisia di queste guerre poichè nessuno ha il coraggio di dichiarare: “Tu hai il petrolio ed io lo voglio!” Peppino Barlocco villacortese.net

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Tu hai il petrolio ed io lo voglio  

siria, petrol, war

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