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VILLACORTESE NEWS 14 dic 2013

Uruguay: non solo marijuana in farmacia l’ex guerrigliero José «Pepe» Mujica, il presidente mezzo basco, mezzo piemontese - piace a papa Francesco, « contento di aver incontrato un uomo saggio».

Altro che Italia, l’Uruguay di certo, con le sue ultime rivoluzionarie leggi sembra distinguersi tra gli stati più laici al mondo, con una separazione storica tra Stato e religione, e dunque se il liberalismo è un peccato José «Pepe» Mujica, presidente dell’Uruguay dal 2010, ha buone possibilità di finire all’inferno. Per fortuna però l’ex guerrigliero - mezzo basco, mezzo piemontese - piace a papa Francesco, che subito dopo l’udienza privata dello scorso giugno si era detto «molto contento di aver incontrato un uomo saggio». Il fatto è che l’Uruguay, sotto il governo di questo ateo combattente, è diventato uno dei Paesi più liberali del continente. Prima ha legalizzato le unioni gay e depenalizzato l’aborto Poi ha liberalizzato la marijuana per evitare che i giovani tossicodipendenti la comprino al mercato nero. Ed è diventato il primo Paese al mondo con un monopolio di Stato su questa droga. Il senato di Montevideo ha approvato la legge, già passata alla Camera lo scorso luglio, che disciplina produzione e commercializzazione. Manca solo la firma dello stesso capo dello Stato. E già dal prossimo aprile le farmacie dell’Uruguay potrebbero . ..avviare la vendita di cannabis, ad un prezzo equivalente di circa un dollaro al grammo, attraverso la creazione di un Instituto de Regulación y control del cannabis (Ircca) all’interno del ministero della Salute. Gli acquirenti, maggiorenni, verranno registrati in un database e potranno comprare fino a 40 grammi al mese per consumo personale, oppure coltivare fino a sei piante di canapa in casa, per un totale di 480 grammi all’anno. Pepe Mujica, Presidente dell’Uruguay, ha dichiarato di vivere con 800 euro al mese: . ...«Questi soldi, anche se sono pochi, mi devono bastare perché la maggior parte degli uruguaiani vive con molto meno». José Pepe Mujica è un mito. In un mondo in cui la gente si scanna per il potere, per l’accumulo di beni materiali, lui, Presidente dell’Uruguay, si trattiene solo 485 dollari dello stipendio per vivere e destina gli altri 7500 alla beneficenza.

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Vive di poco, anzi di pochissimo, in una vecchia fattoria senza neppure l’acqua corrente, ma solo l’acqua del pozzo. È vegetariano, è sposato, ha un cane. Se non fosse per due energumeni che gli montano la guardia all’inizio della proprietà, nessuno potrebbe immaginare che lì ci vive il presidente della nazione. Alla BBC ha dichiarato... “mi chiamano il presidente più povero, ma io non mi sento povero. I poveri sono coloro che lavorano solo per cercare di mantenere uno stile di vita costoso, e vogliono sempre di più. E’ una questione di libertà. Se non si dispone di molti beni allora non c’è bisogno di lavorare per tutta la vita come uno schiavo per sostenerli, e si ha più tempo per se stessi”. A Mujica, 78 anni, quindici dei quali passati in prigione per aver fatto politica col Movimento di liberazione nazionale dei Tupamaros, conosce bene la storia di un Paese che per molti sembra più vicino agli stati europei che a quelli sudamericani. Montevideo è stato il primo Paese dell’America latina - a volte perfino degli Usa - ad ammettere il divorzio per sola volontà della moglie (nel 1913), ad allargare il suffragio alle donne (nel 1927) e a fondare un vero e proprio stato laico, con un sistema avanzato di welfare. Tant’è che l’Uruguay si era perfino guadagnato l’appellativo di «Svizzera dell’America latina». Mujica si è battuto per l’alfabetizzazione, la riforma sanitaria e quella sul fisco, per abbattere la povertà estrema e favorire il pieno impiego. Insieme al predecessore del Frente Amplio Tabaré Vázquez Rosas, ha approvato oltre 40 leggi che hanno esteso i diritti dei lavoratori. E ha piegato senza batte ciglio le grandi lobby del tabacco, che hanno dovuto levare i cartelloni pubblicitari dalle strade della capitale. Il sistema sanitario ed educativo sono tra i migliori del Sud America, e lo Stato poi rimane monopolista per quanto riguarda elettricità e combustibili, ma secondo gli ultimi dati è comunque la seconda economia dell’area latinoamericana. Il Paese ha avviato una crescita del Pil sempre più sostenuta, a dispetto della crisi globale: +8,5 per cento nel 2010, +6 nel 2011, + 5 nel 2012, classificandosi come una delle economie in salute dell’intera regione. Che dire, in Uruguay le scuole e gli ospedali non hanno crocifissi appesi alle pareti e non ci sono cappellani nelle Forze armate, e i cattolici praticanti non se la prendono poi tantoDi certo, con le sue ultime rivoluzionarie leggi, l’Uruguay sembra distinguersi tra gli stati più laici al mondo, con una separazione storica tra Stato e religione.

Peppino Barlocco villacortese.net

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Uruguay: non solo marijuana in farmacia