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gourmet a sinistra: insalata

liquida di riccia, stracciatella di bufala, crudo di scampi, trucioli di pane e acciughe. in basso: cubo di vitella di “Boves”, caviale, salsa d’ostrica, gremolada e cipolla rossa marinata. Sono due piatti proposti da Antonino Cannavacciuolo, chef pluripremiato del ristorante di Villa Crespi a Orta San Giulio: due stelle Michelin, tre forchette del Gambero Rosso, 18,5/20 punti della Guida dell’Espresso.

Fiori nel piatto P

rimule, violette, rose, lavanda, garofani, e le tenere infiorescenze della borragine, del basilico e del rosmarino. Può sembrare una moda del momento, ma nella storia della gastronomia la presenza dei fiori edibili risale all’antichità. Nella sua cucina tradizionale ma al contempo rivoluzionaria, alla continua ricerca dell’emozione totalizzante, che sappia coinvolgere la vista e l’olfatto oltre al gusto, lo chef Antonino Cannavacciuolo realizza piatti che mescolano con straordinario equilibrio la tradizione piemontese e quella campana, il rigore nordico e la briosa creatività mediterranea, esaltando l’essenza dei prodotti e accostandoli, per sapore e cromia, con una profonda sapienza mascherata da un’apparente spontaneità. E i fiori, voluttuosa ed eterea quintessenza di aroma e colore, sembrano spuntare naturalmente dal piatto conferendo alle sue creazioni l’armonia, la bellezza e l’unicità di un’opera d’artista. —Anna Mazzotti

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Tocchi floreali esaltano la purezza degli ingredienti nelle ricette dello chef Antonino Cannavacciuolo

Fiori nel piatto  

Un bellissimo articolo di AD sui tocchi floreali nei piatti dello Chef Antonino Cannavacciuolo

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