Page 1

IL PIEMONTE È SERVITO Antonio Cannavacciuolo

La cucina CHE UNISCE NORD E SUD INTRECCIA I PRODOTTI DEL PIEMONTE CON I SAPORI MEDITERRANEI DEI SUOI LUOGHI DI ORIGINE. AI FORNELLI CON ANTONIO CANNAVACCIUOLO, LO CHEF DEL GIOCO E DELL’ISPIRAZIONE ASSOLUTA

 di Michela Evangelisti  ato nella penisola sorrentina, da padre chef e grande artista decoratore, traffica ai fornelli da sempre. Ora delizia con i suoi piatti gli ospiti di Villa Crespi, una magnifica residenza affacciata sul lago d’Orta.

N

Ha già passato 21 anni della sua vita ai fornelli, anche in grandi ristoranti stranieri. Cosa le hanno lasciato tutte queste esperienze e come hanno influenzato la sua attuale idea di cucina? «Tutte le mie esperienze lavorative, all’estero e non, mi hanno aiutato nella creazione e formazione di quelle che sono al momento le mie idee in cucina, il mio modo di creare e lavorare. Credo che le esperienze siano fondamentali per la realizzazione del bagaglio personale di ognuno di noi, dal quale possiamo trarre insegnamento per la

Gusto • 114

quotidianità: nel bene e nel male, tutto quanto appreso dall’esperienza ti forma e aiuta costantemente». La sua cucina abbraccia l’Italia da nord a sud. Come esalta nei suoi piatti i prodotti tipici del territorio piemontese e come si sposano con la tradizione mediterranea che porta nel dna? «Mi piace giocare con i sapori, avvicinando i prodotti mediterranei e piemontesi, creando nuovi accostamenti in grado di esaltare gusti unici e di stuzzicare la curiosità dei miei clienti. Porto avanti una continua ricerca di innovazione, senza abbandonare mai la tradizione e l’unicità dei sapori. Di recente ho dato vita a un accostamento nuovo, quello del cubo di carne piemontese con la salsa di ostrica e caviale. Quale miglior esempio

Sopra, lo chef Antonio Cannavacciuolo

Ottobre 2010


IL PIEMONTE È SERVITO Antonio Cannavacciuolo

di unione tra nord e sud?». Quali sono i sapori locali che predilige e che più la ispirano? I formaggi piemontesi trovano posto nelle sue ricette? «Importante per me è valorizzare quanto di meglio il territorio ci offre, giocando con le stagioni e i differenti sapori che nel corso dell’anno si susseguono nei prodotti. Sfogo la mia creatività utilizzando nelle mie ricette formaggi piemontesi, carni, funghi, tartufi, dando spazio indistintamente a tutti questi prodotti».

Ottobre 2010

In cucina meglio la tradizione o la sperimentazione assoluta? Le capita mai di trarre spunto da ricette della tradizione culinaria piemontese? «Non credo esista nel mio modo di cucinare e creare una regola precisa, non mi impongo di seguire la tradizione o di essere moderno: lavoro guidato dall’istinto, creando il meglio per me e cercando di fare bene. Prendo spunto da quanto mi circonda, indifferentemente, dalla tradizione e dai prodotti della natura. Mi piace accostare, giocare, provare…amo la

tradizione, amo i sapori, e il resto viene da sé». Da 11 anni lavora con sua moglie nella splendida Villa Crespi. Quanto i colori della natura piemontese e le sue architetture influenzano la sua creatività in cucina? «Indubbiamente, da buon partenopeo, un’assolata giornata non può che rendermi più allego. Per il resto, la natura, la quiete e l’atmosfera romantica del lago d’Orta e di Villa Crespi mi aiutano stimolando il mio spirito creativo».

d

115 • Gusto

La cucina CHE UNISCE NORD E SUD  

AI FORNELLI CON ANTONIO CANNAVACCIUOLO, LO CHEF DEL GIOCO E DELL’ISPIRAZIONE ASSOLUTA

La cucina CHE UNISCE NORD E SUD  

AI FORNELLI CON ANTONIO CANNAVACCIUOLO, LO CHEF DEL GIOCO E DELL’ISPIRAZIONE ASSOLUTA