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WHAT’S UP in Verona, Vicenza, Brescia

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L'agenda di primavera SPORT, CULTURA, SPETTACOLO, MUSICA, FOOD E TEMPO LIBERO

gli appuntamenti in primo piano attraversano e uniscono le tre provincie

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Vicenza, Bres

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le tre provin gli appunt e uniscono attraversano

Direttore Responsabile Maurizio Cattaneo

In copertina MATTEO MANASSERO ne parliamo a pagina 21

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Consigliere Delegato Alessandro Zelger tura Arte e cul tI EmErgEntI SCrIttorI E tALEn

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Direttore Responsabile Ario Gervasutti Società Athesis S.p.A. Presidente Gian Luca Rana Consigliere Delegato Alessandro Zelger 䁏 Supplemento a Cura della Concessionaria di pubblicità Filiale di Verona Corso Porta Nuova, 67 Tel 045-9600200 Filiale di Brescia Via Eritrea, 18 Tel 030-2911211 Filiale di Vicenza Via E. Fermi, 205 Tel 0444-396200о Responsabile del trattamento dei dati (D. Lgs 196/03) è il Direttore Responsabile

SEI magazine n. 11 marzo 2013 Progetto e Realizzazione Videorunner.com

Largo ai giovani

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ntusiasmo, determinazione, perseveranza. Con un pizzico di creatività. E di rigore. Sembrano essere questi gli ingredienti vincenti necessari al mondo d’oggi. Un mondo che ha bisogno dei giovani per preparare la grande virata, l’evoluzione verso il cambiamento di una società che possa, finalmente, reimpostare il proprio cammino. Loro ci sono, e sono pronti, come dimostrano le storie che raccontiamo in questo numero di Sei Magazine. I giovani con i loro sogni, le loro paure, la loro visione di un mondo di cui vogliono essere protagonisti. Hanno capito bene che per offrire il proprio contributo ci si deve sentire liberi di seguire la propria strada, senza troppi vincoli, perché solo lasciando uno spazio al proprio sentire si potrà pensare di essere protagonisti in un mondo sempre più veloce e competitivo. Matteo Manassero l’ha capito bene. Il golf, la sua passione, è diventato un lavoro. Ma non è solo un sogno. E’ il risultato di una fortissima determinazione che l’ha portato a segnare importanti primati in uno sport dove non conta la potenza fisica, ma lo stile e la concentrazione. Non parleremo solo di sport. Tra i giovani del territorio c’è chi parte per progetti umanitari, chi crea un’azienda dal nulla, chi si batte quotidianamente per sconfiggere i limiti della burocrazia o le tentazioni di un familismo che, almeno in molti casi, il paese sta imparando a lasciarsi alle spalle. E questa volontà parte spesso da loro. Dai giovani. Che sia il caso di ascoltarli di più? Noi pensiamo di si.

Simone Ariot

Hai perso l’intervista a Monica Gasparini? Per sfogliare i numeri arretrati visita il sito www.seimagazine.it

Hanno collaborato Simone Ariot Arianna Bagnara Giovanni Bregant Giorgio Ceolato Alessio Farina Karemi Furlani Paride Grandis

Cesare Mariani Francesco Panarotto Ilaria Rebecchi Martino Soriano Anna Trenti Laura Zarantonello

Prestampa Color Editing Verona Stampa Litopat Verona Chiuso in redazione il 18 marzo 2013

Appuntamento A luglio SEI Magazine tornerà in edicola allegato al tuo quotidiano per l’edizione “estiva”. Opinioni, suggerimenti, proposte sono benvenuti. Scrivete a info@seimagazine.it

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SEI agenda BRESCIA VERONA VICENZA

ON STAGE a pag. 09 Gli appuntamenti in primo piano

MOTORI

Cover story

auto vintage 36 Lo stile che piace ai giovani

tempolibero/società giovani 2.0 81 Relazioni e social network

90 anni di storia e non sentirli Trivellato

formazione

arte & cultura MATTEO MANASSERO 21 Talento in erba

sport/lifestyle

talenti emergenti 43 Scrittori e artisti

Sommario

le nuove tendenze 27 Scherma sportive e non solo 17 Cala il poker di novità Exa 2013 - Brixia Expo Brescia 30 Scoprire il Veneto in bicicletta Regione Veneto 34 Un anno di consolidamento Sicurinvest Holding Spa 50 Vicenza città della cultura Comune di Vicenza 67 La banca amica dei giovani Banca Popolare di Vicenza 68 Vicino ai giovani Banco di Brescia 72 Crescita e nuove assunzioni Despar Nordest 77 Il gelato sempre giovane Gelateria Savoia 79 La spesa è fresca e giovane Gruppo Alimentare Rossetto 90 La stampa insegnata a scuola Huber Italia

la scuola che cambia 85 Cinese, LIM e multimedia

MUSICA & spettacolo

MODA

95 NEWS Il nuovo che avanza

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giovani di successo Musicisti, registi, attori

BEAUTY & salute

La grande musica in città Vicenza Jazz

LOOK & MAKE UP 109 Non solo vintage style

Progetto Orchestra Società del Quartetto

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Mostre ed esposizioni

Eventi sportivi

Enologia e gastronomia

ON STAGE

Fiere e raduni

VERONA, VICENZA, BRESCIA: GLI APPUNTAMENTI iN primo piano

Cultura e spettacoli

Concerti e musica

New Conversations - Vicenza Jazz

dal 10 al 18 maggio Teatro Olimpico, Teatro Comunale, Piazza dei Signori, strade e palazzi del centro storico

Con la partecipazione di Earth Wind & Fire Experience feat. Al McKay, Al Di Meola & Gonzalo Rubalcaba, Mike Stern/Bill Evans Band, The New Gary Burton Quartet, Trio Bob Mintzer-John Abercrombie-Miroslav Vitous, We Three, Enrico Pieranunzi Trio, Enrico Rava Quintet, Ernst Reijseger, Henry Threadgill & Zooid, Orchestra del Teatro Olimpico, Pharoah Sanders Quartet www.vicenzajazz.org - www.comune.vicenza.it

Grande al Cubo

5 - 6 - 7 aprile Teatro Centro Santa Lucia - Botticino - BS

Rassegna della danza italiana. In questa prima edizione verranno messi in scena i primi tre lavori del progetto “RIC.CI” (ideato dal critico Marinella Guatterini) che punta a dare risalto e dunque a (ri) mettere in moto la memoria della danza contemporanea italiana dall’inizio degli anni Ottanta sino agli inizi dei Novanta. www.teatrogrande.it

HOFESH SHECHTER COMPANY Political Mother 5 - 6 aprile Teatro Ristori Verona

In questa coreografia deflagra l’immaginario politico e umano di Shechter, con una concentrazione di immagini forti, interrogandosi sulle sregolatezze del nostro mondo. Il gruppo, sicuramente più dell’individuo, mette in gioco la sua sopravvivenza in un universo ansiogeno dei più emozionanti. E questo, con la carica bruciante della danza e la potenza eversiva della musica metal, scritta dallo stesso Shechter e suonata da una band dal vivo. www.teatroristori.org

www.ristorantibassano.com

VINITALY

dal 7 al 10 aprile Fiera di Verona

Salone internazionale del vino e dei distillati. www.vinitaly.com

Un testo scritto e interpretato da Gioele Dix, che prende spunto dal paradosso fra l’attore e il suo stare in scena. www.teatrostabileverona.it

11 aprile Palabrescia

6 - 7 aprile Palabrescia

dal 19 marzo al 16 giugno Bassano del Grappa

9 - 10 - 11 aprile Teatro Nuovo di Verona

AL BANO - Tour teatrale 2013 MOMIX ALCHEMY

33^ Rassegna enogastronomica "asparago & vespaiolo"

NASCOSTO DOVE C’È PIÙ LUCE

Un altro grandissimo nome per l'anteprima primaverile del Festival del Vittoriale tener-a-mente: tornano a Brescia i MOMIX, con il nuovo spettacolo Alchemy, in una location che segna l'inizio di una nuova collaborazione in città. www.palabrescia.it

Un'esperienza nuova per Al Bano. La sua musica approda in teatro e sarà l'ideale colonna sonora di una storia tutta da raccontare: quella della sua vita. Un concerto insolito fatto di canzoni, ma ricco anche di aneddoti che ripercorrono quarantacinque anni di carriera e che si intrecciano con la storia musicale di un'Italia profondamente cambiata dagli anni Sessanta ad oggi. www.palabrescia.it

Renato Borsoni Serata Dannunziana

8 aprile Ridotto del Teatro Grande - BS

In occasione delle celebrazioni dei 150 anni dalla nascita di Gabriele d’Annunzio, la Fondazione del Teatro Grande organizza una serata speciale per celebrare uno dei protagonisti della storia e della letteratura italiana del XIX e del XX secolo. www.teatrogrande.it

MNOZIL BRASS ottoni 11 Aprile Teatro Comunale Vicenza

Eclettici, simpatici, ma soprattutto dei “signori musicisti”, i sette ottoni dei Mnozil Brass divertono e si divertono a fare musica insieme. A Vicenza, con “Blofeld”. www.tcvi.it

TRENTINO EVENTI

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consigli, itinerari, appuntamenti e proposte vacanza per festeggiare la fioritura dei meli e non solo…

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Per maggiori informazioni: www.visitvaldinon.it/apriledolcefiorire

"Fiorinda" è la manifestazione che celebra la fioritura dei meli! www.fiorinda.it

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Dal 11 al 14 aprile Mollaro di Taio, Val di Non

QUATTRO VILLE IN FIORE 21 aprile Tassullo, Val di Non

La più importante marcia tra i meli in fiore della Val di Non per tutte le età

17ᵃ MOSTRA MERCATO DELL’AGRICOLTURA 1 e 2 maggio Cles, Val di Non

La più grande fiera dedicata all’agricoltura della Val di Non

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UN FLAUTO MAGICO

EXA 2013

Spettacolo diretto da Peter Brook e liberamente adattato da Peter Brook, Franck Krawczyk e Marie-Hélène Estienne. www.teatroristori.org

32^ Mostra internazionale armi sportive, security e outdoor www.exa.it

11 - 12 aprile Teatro Ristori Verona

dal 13 al 16 aprile Brixia ExpoBrescia

ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE CANINA & Agility Dog 13 - 14 aprile Centro Fiera del Garda Montichiari (BS)

La 54^ Edizione dell'evento promosso dal Gruppo Cinofilo Bresciano www.gruppocinofilobresciano.it

Sentieri Selvaggi Metamorfosi, la musica di Philip Glass

16 aprile Ridotto del Teatro Grande - Brescia

Il programma del concerto esplora la multiforme e variegata creatività di Glass a partire dai lavori concettuali dei primi anni ’60 per arrivare alle pagine più espressive dell’ultima sua produzione, con al centro Music in Fifths, grande monumento della rivoluzione apportata dal compositore americano allo sviluppo del linguaggio musicale contemporaneo. www.teatrogrande.it

marco paolini

12 aprile Gran Teatro GEOX - Padova

In scena il drammaturgo bellunese con "Itis Galilei", un curioso approfondimento sulla figura di Galileo Galilei: l'artista vuole mettere al confronto fede, ragione e superstizione. www.granteatrogeox.com

Koinè

13 - 16 aprile Fiera di Vicenza

15ma rassegna internazionale di arredi, oggetti liturgici e componenti per l'edilizia di culto www.koinexpo.com

OPÉRA NATIONAL DE PARIS 18 aprile Teatro Ristori Verona

Terza Sinfonia di Mahler proposta dal Ballet de Opéra National de Paris www.teatroristori.org

BALLETBOYZ

13 Aprile Teatro Comunale Vicenza

Compagnia composta da dieci strepitosi giovani talenti, è considerata come una delle forze più sfacciatamente originali e innovative nel panorama della modern dance. La serata prevede due coreografie appositamente commissionate a due straordinari coreografi britanici: Russel Maliphant e Liam Scarlett. www.tcvi.it

Brimborium! Favola per musica

18 - 19 - 20 aprile Sala Grande - Teatro Grande - Brescia

GIOVANNI ALLEVI

Opera lirica contemporanea scritta tra il 2011 e il 2012 dal compositore bresciano Mauro Montalbetti su libretto di Francesco Peri. www.teatrogrande.it

15 aprile Teatro Filarmonico di Verona

Allevi torna a girare l'Italia per portare i nuovi brani e quelli più famosi nei principali teatri dello Stivale. Si tratta di un appuntamento imperdibile grazie ad un programma musicale di pianoforte che abbraccia la sua ormai ventennale attività compositiva. www.arena.it

SULLE TRACCE DI ROMEO E GIULIETTA Biancaneve – Il Musical 13 aprile Teatro Nuovo di Verona

N di ei Ba m ss use an i o

Uno dei testi classici della letteratura, scritto dai Fratelli Grimm, e presentato per l’occasione dalla Happy Live Creations. www.teatrostabileverona.it

Mostra di gioielli e madreforme di Carla Riccoboni 19 Aprile - 2 giugno Piano superiore ala nuova del Museo Civico - Bassano

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15 aprile Teatro Nuovo di Verona

Uno spettacolo itinerante nei luoghi affascinanti del centro storico scaligero. Romeo e Giulietta e un narratore accompagneranno gli spettatori attraverso la vicenda ed i luoghi della storia d'amore più famosa di tutti i tempi. Regia di Paolo Valerio. www.teatrostabileverona.it

Mostra personale di Silvia Braida 26 Aprile - 7 luglio Piano terra ala nuova del Museo Civico - Bassano

Silvia Braida vincitrice della 2ª Biennale dell’Incisione contempranea Città di Bassano del Grappa

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Health Innovation 18 - 19 aprile Fiera di Vicenza

Manifestazione di riferimento per gli operatori nel settore delle tecnologie medicali, dei sistemi informativi in sanità e delle reti telematiche di supporto. www.meditfiera.it

NICCOLò FABI

20 aprile Chiuppano Auditorium

Una serata all’insegna della musica d’autore, impegnata, intima, profonda, con brani dall’ultimo album e un percorso che sa di nuova scoperta, meraviglia e stupore. www.paroleaconfine.it

3ª Biennale dell’Incisione Contemporanea Città di Bassano del Grappa 26 Aprile - 7 luglio Museo Remondini - Palazzo Sturm

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Classici Contro

Dire poesia

Tavole rotonde e incontri-spettacolo tra coloro che fanno parlare i Classici oggi. Con Gerard Boter, Filippo Maria Pontani, Alberto Camerotto, Cecilia Rofena, Michele Napolitano, Luigi Spina, Laurent Pernot, Nicoletta Polla Mattiot, Carmine Catenacci, Roberto Danese, Tomaso Montanari, Alessandro Iannucci, Concita De Gregorio. www.comune.vicenza.it

Incontri con poeti contemporanei in luoghi d’arte a Vicenza. www.direpoesia.wordpress.com - www.comune.vicenza.it

12 -13 aprile Teatro Olimpico e Teatro Comunale - Vicenza

fino al 7 giugno Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, Teatro Comunale, Teatro Olimpico e altri luoghi del centro storico di Vicenza

ZUCCHERO "La Sesiòn Cubana" 30 aprile - 1 e 2 Maggio Arena di Verona

PINK FLOYD DAY II ELIO E LE STORIE TESE 20 aprile Teatro Filarmonico di Verona

Il nuovo tour teatrale dell’eclettico gruppo www.arena.it

Mostra Concorso Asparago Bianco Bassano DOP 21 aprile Piazza Libertà a Bassano del Grappa 28 aprile Piazza Piazza Card. S. Baggio a Rosà

27 aprile Palabrescia

Una giornata interamente dedicata ai Pink Floyd, alla loro musica, al loro pensiero, alle loro immagini… a quelle immagini scaturite dalla mente geniale di Roger Waters e compagni. L’evento vedrà la partecipazione di numerosi ospiti famosi, musicisti, scrittori e collezionisti. Una giornata indimenticabile, che si concluderà con il grande concerto dei Wit Matrix, una delle migliori Tribute Band Italiane, molto apprezzati anche all’estero. Con la fantastica partecipazione di Durga McBroom Hudson From Los Angeles, corista dei mitici Pink Floyd www.palabrescia.it

TRAVAGLIATO CAVALLI

dal 25 al 28 aprile Centro Fiera del Garda - Montichiari (BS)

Seridò

25 - 28 e 30 aprile 1 e 4 - 5 maggio Centro Fiera del Garda - Montichiari (BS)

Serido’ è la più grande festa dedicata ai bambini e alle loro famiglie. A Seridò i bambini giocano liberamente negli oltre 100 spazi gioco: aree attrezzate dove divertirsi, costruire, disegnare, saltare, giocare… A Serido’ si può anche assistere ad uno spettacolo teatrale, leggere un libro, saltare sui gonfiabili, salire sul treno di Serido’ e tanto altro in oltre 51.000 mq coperti. www.serido.it

La più importante rassegna equestre italiana in open. 250.000 mq di supeficie. 3 Km di percorso interno fra campi di gara e aree allestite 30 mila visitatori previsti, circa 100 espositori, oltre 700 cavalli tra i più belli del mondo, decine di stand gastronomici e di settore. Eventi e gare a ritmo serrato su 6 campi di gara in erba e sabbia. Spettacoli diurni e serali presso il campo F. www.travagliatocavalli.it

Nuovo lavoro per il cantautore emiliano, in questo tour proporrà i suoi più grandi successi ed alcune novità, con sonorità cubane. www.carnetverona.it

GIANNA NANNINI 3 maggio Arena di Verona

“Inno Tour 2013” il nuovo appuntamento musicale della cantante senese www.eventiverona.it

VERONA MINERAL SHOW GEO BUSINESS dal 3 al 5 maggio Fiera di Verona

Mostra di pietre preziose, ornamentali, dure, fossili e oggettistica in pietra www.veronamineralshow.com

Raduno “Le Lancia Flaminia a Vicenza, Città del Palladio"

11 e 12 maggio

SEM MIM & PARABELO GRUPO CORPO brazilian dance theater 27 Aprile Teatro Comunale Vicenza

di Rodrigo Pederneiras, musica di Tom Zé, Carlos Núñez, José MiguelWisnik (da canzoni di Martin Codax). La tecnica interpretativa della compagnia è strabiliante, le prodezze virtuosistiche di una compagine tutta protesa sul contemporaneo jazz lasciano senza fiato www.tcvi.it

Cristiano De Andrè 27 aprile Gran Teatro GEOX - Padova

Il nuovo atteso disco dal titolo "Come in cielo così in guerra" segna il ritorno di un grande artista, unico nel suo genere. Nello spettacolo proporrà le nuove canzoni accompagnato dalla sua band storica, ma ancora racconterà la sua storia con suo padre attingendo dall'immenso repertorio di Fabrizio. www.granteatrogeox.com

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GIULIO CESARE

27 aprile Teatro Ristori Verona

Dal Metropolitan Opera New York un’opera di George Friedrich Händel, per la regia di David McVicar www.teatroristori.org

MOSTRA MERCATO FRANCOBOLLI MONETE,CARTOLINE ANTICHE 27 e 28 aprile Brixia ExpoBrescia

Dedicato a tutti gli appassionati di collezionismo. La mostra dà l'opportunità ai cultori di trovarsi, scambiare e acquistare pezzi mancanti alla loro collezione. Ingresso gratuito www.brixiaexpo.it

Valido per il Trofeo SET ICT Business Solutions. Un incontro esclusivamente dedicato all’ultima vera ammiraglia italiana (due esemplari speciali sono ancora utilizzati dal Presidente della Repubblica Italiana durante le occasioni ufficiali) che si svolgerà in un ambiente architettonico unico al mondo, quello del Palladio appunto, e in un’atmosfera particolarmente amichevole caratterizzata da un mix di cultura, sana sportività e, perché no, buona cucina che non guasta mai. Si prevede la partecipazione di circa 25 auto in rappresentanza di tutte le versioni della Flaminia ed una selezione ad invito delle principali berline Lancia (Astura, Augusta, Aprilia, Ardea, Aurelia, Appia, Flavia e Fulvia), progettate prima del 1969. Ulteriori informazioni: Getulio Ferri - Referente per l’organizzazione gferri@setgroup.com - mobile 3485130361

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Riconoscilo, compralo e… gustalo! - Ha colore bianco, lunghezza tra i 18 e i 22 cm e diametro centrale minimo di 11 mm, turioni ben formati, dritti, interi con apice serrato, teneri, di aspetto e odore freschi. - Può presentare spaccature trasversali, elemento di pregio del prodotto bassanese, a causa della bassa fibrosità. - Ha un gusto dolce-amaro caratteristico. - Viene normalmente venduto in mazzi da 0,5 Kg a 3 Kg, tutti uniformi e legati con un succhione di salice chiamato “stroppa”. - Nella “stroppa” è inserito il marchio di colore verde che raffigura un mazzo di asparagi bianchi e il ponte palladiano di Bassano, entrambi stilizzati, con delle sigle numeriche

che riconducono al produttore, al giorno di raccolta e confezionamento del prodotto; sopra le punte di asparagi è ben visibile la scritta bianca DOP e ancora più in alto il marchio europeo ufficiale di certificazione della denominazione d’origine protetta.

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Iniziativa finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007 – 2013 Organismo responsabile dell’informazione: Consorzio per la Tutela dell’Asparago Bianco di Bassano D.O.P. Autorità di gestione: Regione del Veneto – Direzione Piani e Programmi del Settore Primario


Guitar Festival

"Il Suono dell'Olimpico" Stagione Sinfonica dell'Orchestra del Teatro Olimpico

19 - 21 aprile Teatro Olimpico, Teatro Comunale, Basilica Palladiana - Vicenza

dal 28 aprile al 26 maggio Teatro Olimpico - Vicenza

concerti, seminari, mostra sulla chitarra acustica ed elettrica. www.vicenzaguitarfestival.com

I Concerti del Conservatorio 5 - 12 maggio 20 - 27 maggio Conservatorio Luca Marenzio - Brescia

Continuano gli appuntamenti con i concerti dei giovani musicisti del conservatorio. www.conservatorio.brescia.it

RAPHAEL GUALAZZI

6 maggio Teatro Filarmonico di Verona

Dopo due anni lontano dalle scene torna ad esibirsi dal vivo, con “Happy Mistake Tour”. Uno spettacolo dinamico e sfaccettato che alterna atmosfere suggestive a momenti dall’energia intensa e travolgente sulle linee del blues e del jazz con incursioni nel gospel e nel soul ma anche nel rock e nel country. www.arena.it

Dir. Giampaolo Bisanti. www.orchestraolimpico.it

VICENZAORO Spring

ANGELO PINTUS

VICENZAORO Spring è business, è immagine, è creatività, per i target più aggiornati del consumo. A Vicenza, nel mese di maggio, si declinano così le nuove traiettorie della cross fertilization tra segmenti dedicati alla donna e all'uomo del terzo millennio, che portano stile e design nel loro universo quotidiano: il gioiello è al centro della nuova comunicazione che dialoga con i consumatori contemporanei. www.vicenzafiera.it

Il comico si esibirà in “50 sfumature di Pintus” www.eventiverona.it

dal 18 al 22 maggio Fiera di Vicenza

MOSTRA MERCATO E SCAMBIO 18 e 19 maggio Centro Fiera del Garda - Montichiari (BS) Auto, moto, accessori e pezzi di ricambio www.centrofiera.it

30 maggio Teatro Romano di Verona

ALE E FRANZ

31 maggio Teatro Romano di Verona

Nuovi e vecchi sketch significativi riuniti in: “Recital” www.eventiverona.it

UTO UGHI

6 giugno Teatro Romano di Verona

Il violinista accompagnato dall’Orchestra de “I Filarmonici di Roma” www.eventiverona.it

WIENER STAATSBALLETT 10 e 11 maggio Teatro Ristori di Verona

Un’esclusiva italiana diretta da Manuel Legris www.teatroristori.org

ONE DIRECTION VERONAFIL

dal 10 al 12 maggio - Fiera di Verona

Manifestazione filatelica, numismatica, cartofila. www.veronafil.it

19 maggio Arena di Verona

La tappa italiana della più grande pop band del mondo www.eventiverona.it

STING

ESMERALDA

8 luglio Arena di Verona

14 maggio Teatro Ristori di Verona

Durante lo spettacolo la star internazionale proporrà molti dei suoi più grandi successi. www.eventiverona.it

Balletto del Bolshoi per le coreografie di Marius Petipa www.teatroristori.org

marco mengoni

MILLEMIGLIA dal 16 al 19 maggio

31a rievocazione storica della Millemiglia. La corsa più bella del mondo svilupperà il suo percorso nel magico scenario del territorio italiano, da Brescia a Roma, passando per Verona e Vicenza e poi di nuovo a Brescia, coniugando sport ed ambiente, storia, natura, arte del Bel Paese.

24 maggio Gran Teatro Geox - Padova

Con “L’essenziale” Marco vince la 63esima edizione del Festival e rappresenta l’Italia all’Eurosong Contest. L’anteprima dell’Essenziale Tour 2013 sarà l’occasione per ascoltare live anche i nuovi brani di Marco Mengoni contenuti nell’album #PRONTOACORRERE. www.granteatrogeox.com

AIDA 69^ Mostra Mercato delle Ciliegie 25 - 26 maggio Marostica (VI) Centro Storico www.marostica scacchi.it

VINTAGE MANIA

24 - 25 - 26 maggio Villa Giusti del Giardino - Bassano del Grappa Mostra mercato del vintage con una speciale mostra "L'eleganza ai tempi della Callas" - Abiti e sogni degli anni 50 www.villagiusti.net

www.1000miglia.eu

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14, 23, 27 giugno e 3, 7, 9, 14 luglio Arena di Verona

Opera diretta da Omer Meir Wellber per la regia di La Fura dels Baus

NABUCCO

15, 21, 29 giugno e 4, 11 luglio Arena di Verona

Opera diretta da Julian Kovatchev per la regia di Gianfranco de Bosio

LA TRAVIATA

2, 28 giugno e 5, 12 luglio Arena di Verona

Opera diretta da Andrea Battistoni per la regia di Hugo de Ana www.arena.it

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eventi exa 2013

CALA IL POKER DI NOVITÀ di Cesare mariani

Tradizione e innovazione, divertimento e formazione: i punti cardinali dell’edizione numero 32. L’appuntamento è alla Fiera di Brescia dal 13 al 16 aprile

nologie». Il divertimento si concretizzerà nei numerosi eventi realizzati da espositori e organizzatori per interagire con il visitatore che avrà la possibilità di usufruire di strutture interne ed esterne specializzate per un’esperienza totalizzante. Ricordiamo la rinnovata collaborazione con il campo di tiro a volo Bettolino, a pochi chilometri dal padiglione espositivo, dove anche quest’anno il visitatore potrà partecipare alla prova in campo delle armi esposte in fiera. Tra le novità 2013 il grande concorso «Il sogno del cacciatore», organizzato da Leica Sport Optics e Blaser, in collaborazione con Fiera di Brescia. Si tratta del concorso ufficiale di EXA 2013 e permetterà ad ogni visitatore di vincere premi istantanei e partecipare anche all’estrazione finale (tutte le informazioni per partecipare su www.exa.it). A EXA la sicurezza avrà la sua massima espressione nei corsi di aggiornamento per operatori del settore e della sicurezza, che si svolgeranno da domenica a martedì. EXA si propone quindi come rassegna interattiva, dove il visitatore non si limita a visionare le novità presentate dai maritorna l’appuntamento con la trentaduesima edichi di riferimento dei vari settori che si mettono in vetrina. zione di EXA, la mostra internazionale di armi Dal punto di vista degli espositori, i primi a essere gratificati sportive, security e outdoor. da questo contatto diretto con il pubblico, c’è il valore aggiunFiore all’occhiello del «made in Brescia», EXA to di una porta aperta verso l’internazionalizzazione con un fonde tradizione, innovazione, divertimento, sicurezza, foradeguato supporto offerto alle aziende. EXA guarda al mermazione. Sono queste le anime sinergiche di EXA 2013, puncato globale e ha aperto un contatto diretto con HuntEx, to di riferimento di un comparto variegato che spazia dalle la principale mostra di settore del Sudafrica. attività venatorie a quelle ludico-sportive, ragIl conto alla rovescia per EXA 2013 è già inigiungendo l’apice nell’agonismo di livello asSi rinnova ziato. Alla Fiera di Brescia le aziende esposoluto - a EXA saranno infatti presenti tutte l’appuntamento sitrici potranno approfittare delle iniziative le discipline di tiro olimpico e il visitatore può con la mostra organizzate per presentare i propri prodotti, provare direttamente le varie specialità -. dedicata alle armi, sfruttando al meglio la diversificazione dell’ofEXA 2013 esalta tradizione e innovazione quest’anno ricca di ferta commerciale nel rispetto della tipologia come momenti di rinnovamento e continuità, divertimento di pubblico: semplice appassionato o operatore dove l’esperienza del passato si fonde con la del settore o della sicurezza. I visitatori trotecnologia del presente. Questo il tema delveranno il meglio della produzione italiana e internazionale la mostra collaterale organizzata in collaborazione con il dell’intera industria delle armi sportive e da caccia, munizioMuseo delle Armi «Luigi Marzoli» di Brescia «La bresciani, ottiche, sicurezza, abbigliamento e accessori per il tiro e nità nelle armi e nei fucili dal 1600 ad oggi, partendo dall’ela caccia. sposizione dei rudimentali ingranaggi fino alle moderne tec-

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Mostra Internazionale Armi Sportive, Security e Outdoor I n t e r n a t i o n a l S p o r t i n g A r m s , S e c u r i t y, O u t d o o r S h o w

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COVER STORY

matteo manassero

Talento in erba di Simone ariot

A LUNGO CONSIDERATO SPORT PER PERSONE MATURE IL GOLF VIENE UFFICIALMENTE SDOGANATO DAI SUCCESSI MONDIALI DEL GIOVANE VERONESE

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Matteo Manassero all'Omega Dubai Desert Classic dello scorso febbraio. Foto di Andrew Redington (Getty Images)

RITRATTO DI matteo manassero

è

non ho più smesso. I primi tiri in campo li ho fatti a 3 anni!" : un tra gli sportivi italiani più rappresentativi e vincenti amore a prima vista, quello per il golf, di quelli che accompadegli ultimi anni, collezionista di record in uno sport gnano la vita e invece che diminuire aumentano, passando per a cui l’Italia dona campioni senza farli conoscere al tutte le tappe. Da gioco a passione, da passione a professione. grande pubblico. Una disciplina tanto antica quanGià, perché la tappa del professionismo a soli 17 anni è una to nobile, bistrattata da quanti pensano che sport significhi delle tante conquiste dei record che l’enfant prodige ha segnasolo sudore e velocità, ma recentemente promosso dal comitato. Al campo pratica dell’Easy Golf di Verona i primi allenato olimpico internazionale (C.I.O.) al rango di sport olimpico. menti, pomeriggi passati a tirare, una dopo l’altra, centinaia Solo una mazza e una pallina, pensano alcuni. Invece il golf è di piccole palline bianche. Un movimento adulto ed elegante, molto di più, e ad accompagnarci in un viaggio tra prati d’erche segue una ritualità ben evidente. Calma, concentrazione, ba e bandierine è il veronese Matteo Manassero, 20 anni tra dedizione. Ma il golf conosce anche momenti di esaltazione, pochi giorni, che da 17 manda la palla in buca ringiovanendo euforia e rabbia. Come per tutti gli sport in i green di tutto il mondo. Un amore a prima cui esistono delle regole. E in questo caso, vista, atavico e ancestrale, considerando che DA GIOCO A PASSIONE, sono talmente importanti da richiedere un il primo rapporto con il golf comincia… da DA PASSIONE A esame in cui ne si dimostra la conoscenza. neonato. "Guardavo le videocassette in tv, poi PROFESSIONE, IL La prima regola, e la più importante, è il fair un regalo con le prime mazze di plastica, e da lì

GOLF FA DI MATTEO UN ENFANT PRODIGE

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| COVER FEDERICA PELLEGRINI STORY


COVER STORY un'escalation di successi La carriera sportiva di Matteo Manssero ha inizio nel 2003, quando a soli 10 anni nel 2008 vince il campionato Baby Under 12, il campionato pulcini (2006), ragazzi (2008) e dilettanti (2009). In squadra nazionale  ha trascinato l’Italia al successo nell’European Young Masters (2007), dove è stato primo anche nella graduatoria individuale. A fine 2008 ha ottenuto negli Stati Uniti  la terza posizione nell’Orange Bowl, uno dei più prestigiosi tornei giovanili mondiali. Nel 2009 arriva 25° agli ’Open d’Italia, per poi vincere nell’Amateur Championship inglese. Il titolo gli ha dato l’opportunità di partecipare all’Open Championship, il terzo major pro stagionale, dove ha giocato a fianco di di Tom Watson e di Sergio Garcia e  classificandosi  nell’Omega European Masters.  All’inizio di novembre, nel 2012, ha rappresentato l’Italia insieme ad Andrea Pavan nel The Spirit International Amateur Golf Championship vincendo  la classifica a squadre maschile. E’ stato il primo successo azzurro nella prestigiosa competizione. E’ stato uno dei quattro giocatori chiamati dalla Federazione Internazionale di Golf  a sostenere la causa del golf. Nel 2012 ha disputato il Masters, classificandosi  36° e divenendo il più giovane giocatore a partecipare alla manifestazione (16 anni, 11 mesi, 21 giorni) e anche il più giovane a superare il taglio.  Il momento magico è a 17 anni, quando diventa il più giovane vincitore nel circuito di Castello Masters Costa Azahar, e conquistando il suo  14° torneo nella nuova categoria, divenendo a 17 anni e 188 giorni il più giovane vincitore nel circuito. Al Dubai World Championship, arrivando 31°, vince  890.402 euro di guadagno. Nel 2010 ha disputato anche quattro gare nel Challenge Tour con il secondo posto nel Rolex Trophy, il decimo nel Credit Suisse Challenge e il 12° nel Tour Championship. 

play. Una sorta di autocontrollo che il giocatore deve mantenere, nel rispetto più profondo dell’avversario e di se stesso. «Il gioco del golf non richiede solo precisione. È precisione. Come in un complicato mosaico ogni regola può implicarne molte altre». E la precisione che il golf richiede Matteo l’ha coltivata al Garda Golf, dove è cresciuto golfisticamente, campo che ancora ama indistintamente. «E’ il mio campo preferito perché lì ho imparato, e per me significa molto. Per i ricordi, per i momenti magici che ho vissuto. Ma non sono monogamo nella scelta di un campo. Amo moltissimo anche il Royal Park di Fiano (To), disegnato dall’architetto Robert Trent Jones Senior (mostro sacro della progettazione di campi da golf, n.d.r.)». E un golfista vero, di campi se ne intende. Perché sono la sua seconda casa, o forse la prima. Ore e ore di allenamento ogni giorno, e quando si è così giovani possono apparire ancora più dure. >>

l'abc del golf

Buca: rappresenta l’obiettivo finale (10,8 cm di diametro e almeno 10 di profondità), ma indica anche il tracciato completo, dal tee di partenza al green. Tee: è la zona in cui si sferra il primo colpo. Green: è l'area in cui è posta la buca. In questa zona il taglio di erba è molto basso. Bastone: è l'attrezzo che serve per colpire la palla. Sul campo se ne possono portare al massimo 14 che si differenziano per tipologia (legni, ferri e putter), lunghezza e inclinazione della faccia (loft). Bunker: è una parte del campo "difficile" con fondo sabbioso, realizzata per rendere impegnativo il tracciato.

Swing: è il movimento tipico per sferrare il colpo.

MATTEO MANASSERO |

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>> Proprio come il golf, sport nato in Olanda e presto diffusosi L’allontanamento dalla propria città, la gestione dello studio nel mondo anglosassone, quasi millenario, maldestramente (Matteo si è diplomato l’anno scorso), il vivere con la valigia in associato per decenni (ma solo in Italia) ad un mondo fatto mano e spostarsi sui cinque continenti per partecipare ai più di snob e portafogli gonfi. Ora è il suo momento, i giovani si importanti tornei. Tutto ciò non compromette però il rapporavvicinano, i costi non sono così proibitivi come si pensa e i to con la propria città, la bella Verona, dove ama tornare quanbenefici riguardano anche aspetti come la concentrazione e il do può, e quando non è possibile ne porta con sé il ricordo. rapporto con se stessi. Proprio per questo Matteo lo consiglia E’ difficile portarsi via qualcosa di concreto, a mancarmi sono ai suoi coetanei: soprattutto le persone, il modo di vivere italiano, gli amici che non riesco a vedere quando voglio e, ovviamente, l’inimitabile «Lo consiglio perchè è uno sport complesso ma non comcucina! A sentirlo parlare si capisce come plicato, che richiede molta concentrazione lo sport sia molto più di un toccasana. Una ma anche capacità fisiche». “GIOVANI IN CRISI? palestra di vita e ancora di più. Un orientaPER MATTEO LA Oggi più che mai, infatti, le situazioni che mento che indirizza la propria vita ai valori SITUAZIONE è TUTT'ALTRA: portano l’individuo a stare con se stesso importanti, immutabili, che non conoscoQUESTO è IL MOMENTO sono necessarie e fondamentali, a magno confini.

GIUSTO PER I GIOVANI PER EMERGERE”

Si comincia prestissimo, se si vuole fare strada Non c’è un limite e negli Usa è normale che bambini di soli 8 anni giochino quotidianamente, così come avviene per altri sport. In Italia, complice la diffusione minore, si comincia un po’ dopo, verso i 10-12 anni. Pietro Bonamin, classe 2000, gioca a golf da 2 anni e mezzo e da un anno è agonista, con la conquista dell’handicap a luglio 2012, vincendo la Coppa del Presidente, il Boys Challenger e il Trofeo Franco Gemmo. Come ti sei avvicinato al golf? Ogni campo da minigolf che vedevo volevo provarlo. La passione è partita da lì. Perchè hai scelto il golf? Perchè mi sono sempre piaciute la precisione e le regole Quali sono le cose che ami di più del golf? Sicuramente i paesaggi unici che si incontrano, e la possibilità di conoscere persone nuove, che alla fine di una gara diventano amici. E’ uno sport che si adatta al connubio con la scuola? Rimane il tempo per lo studio? Direi di si, riesco a gestire le due cose, non si intralciano a vicenda se considero gli orari. Il golf richiede concentrazione, come lo studio. Lo sport in questo senso ti aiuta nella tua quotidianità da studente? Il golf richiede anche più concentrazione dello studio e grazie a questo riesco a concentrarmi meglio nelle lezioni e nella preparazione di tutti i giorni. Quanti sono gli allenamenti necessari? Con il mio Club faccio due allenamenti invernali da due ore, mentre in estate sto tutto il giorno a praticare. Qual è l’insegnamento che il golf offre ad un adolescente? Il golf mi insegna a socializzare con ragazzi e adulti, a rispettarsi a vicenda, a concentrarmi e a responsabilizzarmi.

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COVER STORY i consigli dell'esperta

gior ragione se si è giovani e si vive in "presa diretta" un periodo storico non proprio ideale per riuscire a far emergere il proprio talento. Giovani in crisi si dice, ma Matteo dimostra il contrario, e non è del tutto d’accordo nel voler dipingere i giovani come frustrati che vivono in un presente incerto e in un futuro denso di dubbi. Soprattutto in questo momento i giovani con qualità e passione riescono a trovare il loro posto, sempre decidano di applicarsi: «Io mi ritengo fortunato, perchè ho trasformato lo sport che amo in un lavoro, e questo è un gran privilegio». E se non fosse un golfista professionista? «Forse avrei provato con altri sport, perché principalmente sono e mi sento uno sportivo. Se non fosse stato possibile... credo che mi sarei trovato uno spazio nel mondo dell’economia». Una professione che richiama ad una disciplina di studio che richiede lucidità e razionalità, ma anche anni spesi sui libri. Ci chiediamo quindi che studente sia stato Matteo, sempre impegnato fra un torneo e l’altro. «Ero uno studente sempre un po’ affannato, perchè avevo molte gare e allenamenti e dovevo passare tanto tempo senza i libri. In queste situazione viene fuori l’organizzazione. Come è risaputo, se si ha meno tempo lo si impara a sfruttare meglio. Nello studio come in molte altre cose. Alla fine me la sono sempre cavata e un diploma l’ho preso». Ma non dev’essere stato semplice. Lo sport nelle scuole è ancora visto come un’entità di disturbo e difficilmente riesce ad integrarsi con le altre discipline. All’estero è diverso, le attività sportive sono parte integrante della vita dello studente e godono di un riconoscimento più significativo, opinione condivisa anche dal giovane campione in erba. Difficilmente gli studenti sportivi riescono ad allenarsi senza trascurare gli studi. A volte bisogna fare una scelta. O lo studio o lo sport. Servirebbero scuole dove gli sportivi vivono insieme e riescono a portare avanti gli studi. Soprattutto ora che l'età media in tutti gli sport si è abbassata moltissimo. In Europa ci sono arrivati da un pezzo. In Italia un passo importante è stato fatto e dall’anno scolastico 2014-2015 saranno attivati i licei sportivi, che strizzano l’occhio a chi vuole studiare senza abbandonare il proprio percorso sportivo, studiando oltre a matematica e filosofia anche storia dello sport e biochimica applicata. Nel frattempo, però, bisogna stringere i denti, e imparare ad organizzarsi. Proprio come ha fatto Matteo Manassero, il campione del golf made in Verona.

il golf, sempre più young A raccontarci il golf dei giovani è Giulia Franchini, 34 anni, istruttrice federale che lavora e allena la squadra juniores del circolo alpino Golf Club Asiago. Giulia è laureata in giurisprudenza, segno che sport e studio possono andare d’accordo. «Ho iniziato a giocare a golf quasi per caso, per seguire i genitori in una loro passione e non me ne sono più allontanata. Ma con i ragazzi non si deve insistere. All’inizio deve essere un gioco e anche con il tempo non deve mai perdere tutto il suo fascino. Oggi ci si avvicina al golf da giovanissimi e gli istruttori devono essere sempre più qualificati. Per questo è importante che sia certificata la loro preparazione e il percorso. Con la tecnologia che analizza il volo della palla c’è stata una vera e propria rivoluzione dell’insegnamento, e non esiste più il margine d’errore. Ci sono dati matematici che se ben interpretati garantiscono al giocatore un sicuro miglioramento. Per non parlare poi della preparazione atletica, che non vuol dire chiudere i ragazzi in palestra e buttare via le chiavi, ma costruire una preparazione specifica e non generalizzata che abbia come principali obiettivi il miglioramento della stabilità e della mobilità, imprescindibili per un gesto tecnico efficace. Si tratta poi di uno sport affascinante non solo per i posti meravigliosi dove lo si pratica, ma anche per la sua filosofia. Ognuno è arbitro di se stesso e deve imparare fin dai primi passi in campo a non disturbare il prossimo e a sapersi comportare con educazione. Tanto tempo fa veniva chiamato lo sport dei re, e ho sempre pensato che un re fosse una persona capace d’essere d’esempio per la sua educazione e fair play, concetti che trasmetto sempre ai miei atleti».

MATTEO MANASSERO |

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SPORT nuove tendenze sportive

giovani e sport: disciplina e divertimento di Karemi FURLANI

Foto di Alfonso Pozzan

Pulito, tranquillo, leale, anche faticoso e duro, ma con regole certe e principi fondamentali. E’ questo lo sport più ricercato dai giovani oggi, quello dove ci si può far valere e divertire, non innervosire.

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Il calcio non è più tra le preferenze indiscusse. Tra partite truccate, calcio scommesse, cifre da capogiro, giocatori dalla vita troppo facile, toni pesanti e malumori che arrivano fino ai campi di provincia, i giovani (e una nuova generazione di genitori) danno il loro calcio al pallone nazionale per mandarlo lontano e scelgono altro. Cresce così l’attenzione (con numeri che in questi ultimi anni stanno aumentando in modo esponenziale) per discipline considerate fino a poco tempo fa di nicchia, come la scherma e la ginnastica artistica. “Il calcio è venuto a noia”. Ci racconta Cristiano Magnani (nella foto) Istruttore Na-

zionale e responsabile settore spada alla Verona Scherma ASD, vincitore di titoli di interesse assoluto, anche una prova di Coppa del Mondo ad Edimburgo nel 2006. “La scherma oggi è uno sport molto conosciuto, che da l’idea del bello, del galateo, della cavalleria. E’ l’eterno gioco di Zorro che si ama fin da bambini. Richiede molto ma dà molto. Gli adolescenti si allenano anche per tre ore al giorno, quattro-cinque volte alla settimana, eppure non se ne andrebbero mai. Sono 28 anni che faccio scherma e una volta non si sapeva dove farla, oggi con Internet e i Social Network si può sapere molto di più”. E allora ecco che al posto del solito calcetto a 5 si può scoprire la proposta Absolute beginners, veri e propri campionati di scherma paralleli per chi inizia 27

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dopo i 18-20 anni perché affascinato da uno sport che prima non aveva avuto modo di avvicinare e perché, si legge in una delle varie proposte on line, “le Olimpiadi, forse, rimarranno un sogno, ma il divertimento non potrà togliercelo nessuno!”. E poi, ricorda Magnani, “non è vero che la scherma è uno sport da ricchi, costa poco più del calcio (450-500 euro l’anno, anziché 400), divisa e attrezzatura si possono affittare o avere con il corso”. E mentre il calcio stanca, gli ex sport minori non perdono tempo e lavorano sulla visibilità con campagne pubblicitarie che invitano a provare il brivido della prima stoccata, attività nelle scuole, informazioni, racconti e gare sui Social Network (i giovani scelgono il loro sport e si convincono a vicenda, on line), spesso accompagnati dall’onda lunga della tv tra Olimpiadi, Sky Sport e nuove serie, come “Vite Parallele” che su Mtv racconta la vita sportiva ed emotiva di sette ginnaste adolescenti (tra i 14 e i 20 anni) mentre vivono, studiano e si allenano. “Grazie alle Olimpiadi e a queste trasmissioni tv – ammette Gabriella Grunchi (nella foto a destra) direttore sportivo del G.S. “Audace” di Torri di Quartesolo Vicenza – è scoppiata la moda della ginnastica artistica e ritmica. Tutti i miei corsi sono già al completo e chiusi. C’è un netto aumento nella fascia pre-adolescenziale, soprattutto femminile, l’età dove molti abbandonano lo sport, quindi anche questa moda è un bene. Si sta riscoprendo che chi va bene nello sport va bene anche a suola e nella vita. In un’epoca iper-tecnologica lo sport insegna a guadagnarsi le cose, è formativo e proprio questo valore deve essere garantito da organizzazioni e professionisti seri. Nel calcio ci sono forse troppi allenatori volontari – osserva il ds Grunchi - mentre oggi c’è più consapevolezza tra i giovani e i genitori, che scelgono società, palestre

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I LI M

LAB

© Copyright Paolo Romio

e impianti seri e all’altezza. C’è poi la voglia per tutti di divertirsi e la ginnastica artistica è divertimento. Oggi che non ci sono quasi più neppure i parchi gioco, arrampicarsi, saltare, correre, fare capriole è un’attrazione per tutti, anche i più grandicelli. Infatti – conferma Gabriella Grunchi – sta riscuotendo un grandissimo successo anche il nostro corso per persone dai 20 ai 40 anni perché è più divertente rispetto alla presciistica o alla ginnastica di mantenimento. Ha sempre il suo fascino capire che cosa si riesce a fare con il proprio corpo”. Ma si sa! i giovani sono incontenibili. Nasce così il gruppo di danza acrobatica, KILIM LAB, ginnasti dai 18 ai 25 anni che si dedicano all’elaborazione di forme e gesti motori che tentano di sconfinare dagli schemi prettamente ginnici, fino a proporre veri e propri spettacoli innovativi con tanto di audizioni e coreografie. Insomma, il gioco deve valere la candela! Ma soprattutto deve valere!

quando lei è una "bad girl"

pugilato, judo e donne Ce l’hanno raccontato anche i film, nel pugilato la potenza fisica dell’uomo, Rocky, vale almeno quanto la grinta e la determinazione della donna, la Million dollar baby, campionessa di incassi e di Oscar. Una grinta che è servita a Maggie fin da subito, nel farsi accettare nella palestra dello scorbutico Frankie, per nulla disposto ad allenare una ragazza. Oggi, o qui, non è più così. Le palestre hanno letteralmente spalancato le porte alle donne, che (via gioielli, trucco e condizionamenti della moda) sempre più numerose cercano di incanalare, o far riaffiorare, la propria forza interiore, oltre che fisica, naturalmente! Secondo il Comitato Regionale Veneto della Federazione Pugilistica Italiana “il pugilato e' una disciplina sportiva che fa bene e forma il carattere, fa aumentare la propria autostima e la forza fisica. La Boxe insegna a sopportare la fatica, a resistere, a soffrire, ad essere veloce e scaltro, rispettare l'avversario e le regole”. Non c’è quindi da stupirsi se questo sport, un tempo considerato da “duri”, piace oggi anche alle donne. Così come il judo, uno sport che dà notevoli benefici dal punto di vista psicologico, oltre che del benessere fisico. “Il discorso di una maggiore capacità di autodifesa viene di conseguenza, ma non è il punto di partenza”. Sottolinea Enrica Cattai insegnante dell’Associazione sportiva dilettantistica Kodokan Judo Vittorio Veneto, più volte classificata ai primi posti alla Coppa Italia e Campionati assoluti. “Questa disciplina dà maggiore sicurezza nel rapportarsi con gli

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KODOKAN JUDO VITTORIO VENETO La squadra femminile juniore-seniores del Kodokan Judo Vittorio Veneto arrivata quinta ai Campionati Italiani di dicembre 2012. Da sinistra verso destra: Enrica Cattai (tecnico), Debora Vendrame medaglia di bronzo nel campionato italiano assoluto 2012, Francesca Posocco, la campionessa italiana U23 Mara Centracchio, la doppia medaglia olimpica Ylenia Scapin, Michela Petterle, Cinzia Valle

altri, maschi e femmine, giovani e meno giovani, perché anche l’allenamento prevede incontri fra persone di diverso sesso ed età. Mette in comunicazione. Abitua ad essere toccati da chi non si conosce ed educa quindi all’autocontrollo. Il judo aiuta anche ad affrontare meglio gli esami e sono molte le mamme che, una volta mandati i figli, hanno voluto iniziare un corso”. Pugilato e judo piacciono alle donne perché attraverso queste discipline riscoprono prima di tutto sé stesse e le proprie forze.

sport e giovani

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SPORT

palestre low cost: le nuove formule

In palestra con il Personal Trainer

Lo sport giovane è quello che ci si programma da sé! E che, possibilmente, costa poco

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anno colto in pieno questa tendenza le nuove palestre low cost che stanno letteralmente proliferando con catene dai prezzi decisamente allettanti e formule “libere”. Nessuno sport in particolare da seguire, nessuna società cui associarsi, partite in calendario, abbonamenti cui legarsi, vincoli all’interno di schemi già prestabiliti. In palestra l’attività la decidi tu! quando andare, che cosa fare, grazie anche ai nuovi Totem Touch-Screen. Uno strumento self-service per le attività, con schede di allenamento che visualizzano gli esercizi da fare, anche con filmati in 3d. Qui si possono prenotare e disdire lezioni sul momento, si può visualizzare lo stato dei propri pagamenti e decidere se proseguire o meno con altre lezioni o corsi. Ognuno si fa il proprio programma sportivo in piena libertà e questo piace, piace molto ai giovani. Ma a che prezzo?! Un prezzo basso appunto, di cui prendono inevitabilmente atto anche le palestre storiche con una maggiore attenzione a offerte e possibilità in linea con i budget della clientela young. Questo, però, fino a un certo punto dal momento che le palestre storiche ritengono di praticare cifre già corrette che corrispondono a quelle delle palestre low cost una volta richiesto un servizio aggiuntivo rispetto ad un servizio base. Sergio Bellati, titolare di una palestra di Brescia che vanta 25 anni di storia punta oggi sull'allenamento su misura. “In sala pesi è importante sapere che cosa si può fare e che cosa no, secondo l’età. Certi esercizi fatti male o con attrezzi non adeguati possono anche compromettere lo sviluppo. Se si vuole avere reali risultati, e presto - fa notare Bellati – bisogna farsi seguire. Il prezzo da noi diventa vantaggioso proprio perché in poco tempo si possono conseguire gli obiettivi prefissati” A Vicenza Bernardetta Peretti (nella foto) gestisce una palestra avviata 40 anni fa e ricorda che in Veneto non c’è una legge che regola la figura dell’insegnante di fitness. “Da noi si pagano 40 euro mensili, su abbonamento annuale, con insegnanti qualificati - spiega - Bisogna scegliere accuratamente. Che sia palestra tradizionale o low cost, corsi a bassissimo costo possono prevedere programmi o preparazione di basso livello. Le macchine vanno sempre meno, sono considerate alienanti.

benessere fisico: una filosofia di vita Evitare traumi, raggiungere gli obiettivi nella giusta misura e in base alle proprie capacità, apprendere stili di vita salutari, risolvere problemi specifici, motivazione e supporto psicologico, anche per vincere la pigrizia. Il personal trainer oggi fa la differenza. Ormai tutte le palestre si avvalgono di questa figura a garanzia di un’assistenza adeguata perché la sua preparazione è di tipo interdisciplinare e passa attraverso la fisiologia, l'anatomia funzionale, la psicologia, la medicina dello sport, l'allenamento e la nutrizione. “Il personal training è fondamentale per il principiante ma anche per chi ha obiettivi agonistici – spiega Attilio De Rossi, personal trainer da 20 anni, ex agonista di taekwondo. Il principiante impara la coordinazione motoria necessaria ad evitare esercizi scorretti che impediscono di raggiungere gli obiettivi e possono far insorgere patologie traumatiche. Il professionista, lo dico per esperienza, deve essere seguito perché da soli non si riesce a capire certe cose e quindi a migliorare. Spesso si è portati a dare il massimo, fino al suicidio, dico io, mentre uno sguardo esterno più obiettivo ti può aiutare subito a capire, ad esempio, che non ti serve intensificare il lavoro, ma semplicemente cambiare certi esercizi o movimenti. Anche per dimagrire, non bisogna sforzare troppo, possono insorgere seri problemi al metabolismo, conta piuttosto una corretta cultura alimentare. Di fronte alla rinnovata tentazione dei giovani di aumentare la muscolatura attraverso percorsi veloci e anabolizzanti, si mette in evidenza il valore di un allenamento graduale per un sano sviluppo muscolare”. Grazie al personal training il benessere che si coltiva in palestra diventa una filosofia di vita.

Vince invece la lezione di gruppo, o con piccoli attrezzi. Piace il Pilates (una sorta di yoga dinamico) e la forza liberatoria della Zumba (esercizi fitness e aerobica a ritmo di musica caraibica), liberatoria perché nessuno ti deve correggere”.

sport e giovani |

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a strategia egionale in ria di turismo puntando ad rementare il rismo slow”

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Scoprire il veneto in bicicletta di Anna TRENTI

MARE O MONTAGNA? SE SIETE AMANTI DELLA BICI la Regione Veneto OFFRE NUMEROSI PERCORSI PER TRASCORRERE UNA GIORNATA O UNA BREVE VACANZA IN SELLA, ALL’INSEGNA DEL BENESSERE E DElla forma fisica

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TEMPO LIBERO

I

l Veneto in bicicletta è un’esperienza all’insegna della leggerezza e del benessere: pedalando si raccolgono ricordi ed emozioni che dureranno nel tempo. Le escursioni sono proposte di vacanza in bicicletta di uno o due giorni e sono un invito a passare una giornata di sole con la brezza in faccia. Ci concentreremo questa volta su due temi, la mountain bike, tanto amata dai giovani, con due percorsi straordinari dal punto di vista naturalistico,

il Monte Baldo nel veronese e il percorso dell’Altopiano di Asiago nel vicentino. La seconda parte sarà invece dedicata alla provincia che nell’immaginario collettivo forse meno si presta alla bicicletta, Venezia e la sua laguna, con due percorsi di rara bellezza naturalistica e paesaggistica, a due passi dalla storia e dall’architettura fra le più belle del mondo. Per informazioni: www.veneto.to

Mountain bike sul Monte Baldo... Se siete amanti della mountain bike e siete alla ricerca dello scenario ideale per una tranquilla pedalata in famiglia o per nuove emozionanti sfide, il Monte Baldo è la meta per voi. Per raggiungere la vetta si può partire dalla zona lago oppure dal versante veronese. Chi sceglie Malcesine, cittadina sulla sponda orientale del Garda, può seguire la Strada Panoramica che si inerpica sul massiccio, oppure può approfittare della comoda e modernissima funivia che in pochi minuti porta a circa 1740 metri. Due le tratte: sulla prima è consentito portare la bici (Malcesine - S. Michele), ma è sulla seconda che potrete provare l’ebbrezza di volare salendo su futuristiche cabine rotanti. Chi sceglie l’altro versante, e quindi San Zeno di Montagna, salirà con la due ruote sull’impianto Prada - Monte Baldo, anche questo suddiviso in due tronconi (telecabina e seggiovia). Arrivati in alto, vi aspettano oltre quaranta chilometri di sen-

tieri, mulattiere e strade da fare in tutta libertà. Chi preferisce la sicurezza di un itinerario già tracciato troverà sei percorsi tabellati - di varia lunghezza e dislivello - che si snodano attorno a Malcesine e di cui ben quattro si sviluppano sulle dorsali del Baldo proponendo anche varianti per i freerider. Il suggerimento è chiedere una cartina negli uffici turistici e scoprire la miriadi di percorsi che si sviluppano dal lago fino al Monte Baldo. Vi ricordiamo che per facilitare i vostri spostamenti potete usufruire della linea di bus provinciale APTV oppure salire sulla funivia Malcesine-Monte Baldo o ancora sulla seggiovia Prada-Monte Baldo (partenza da San Zeno di Montagna). Da non perdere: durante la bella stagione il Monte Baldo, chiamato “Giardino botanico d’Europa” per la varietà della sua vegetazione, sorprende con le sue prodigiose fioriture.

...e sull’altopiano di asiago Che ne dite di un bel giro sulla mountain bike? Il Veneto offre percorsi ideali per i bikers: tracciati su strada, su sterrato e piste ciclabili. Una zona, in particolare, è adatta per trascorrere anche solo una giornata in sella alla propria bicicletta e immersi in una natura meravigliosa: l’Altopiano di Asiago. Con quasi 500 chilometri di percorsi tabellati, l’Altopiano di Asiago e’ il luogo ideale per la mountain bike. Escursioni impegnative o tranquille pedalate, tanti itinerari per infinite emozioni. Dell’immensa rete di strade bianche, 260 chilometri costituiscono il circuito chiamato ‘Gran Tour dell’Altopiano’, un tracciato che tocca gran parte delle località di questo ter-

ritorio. Strade completamente chiuse al traffico, lontani dai rumori e dallo smog. Gli itinerari sono ben segnalati e inseriti nella natura straordinaria dell’Altopiano con i suoi boschi di abeti rossi, faggi e pascoli verdissimi. I percorsi si snodano tra le fortificazioni e i luoghi della battaglie della Grande Guerra o toccano malghe e caseifici dove è possibile sostare per vedere come si produce il famoso formaggio Asiago DOP. Link utili www.asiago.to www.asiago7comuni.to

REGIONE VENETO |

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In bici lungo il Piave, destinazione Caorle

In bici tra spiagge e pinete L’itinerario è lungo circa trenta chilometri e si sviluppa su piste ciclabili e strade a basso traffico. Può iniziare già dalla foce del fiume Piave, luogo molto frequentato dai pescatori che offre una gran varietà di bellissimi scorci paesaggistici. Da Eraclea Mare, con la bella spiaggia incorniciata dalla rigogliosa pineta, si percorre un lungo rettilineo che porta nel territorio di Caorle. La strada è dotata di pista ciclabile che termina dopo quasi due chilometri. Presto si incontra Duna Verde, frazione di Caorle. Il nome già fa intuire le caratteristiche di questa città-giardino, immersa nella pineta e meta privilegiata del turismo estivo per chi ama la natura e la tranquillità. Qui si respira il profumo dei pini marittimi e la salsedine delle acque marine. Appena fuori Duna Verde potete sostare nel nuovo parco attrezzato, situato accanto alla strada, luogo ideale anche per un piccolo un picnic. Continuando il tragitto si costeggia il campo da golf da poco rinnovato (18 buche), dove il verde smeral32

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do dei green contrasta con il blu del mare Adriatico. Si arriva dunque a Porto Santa Margherita, graziosa località nota per la grande darsena capace di ospitare fino a 8oo imbarcazioni. Nata con una vocazione squisitamente nautica e sviluppatasi successivamente come centro turistico caratterizzato da villette terramare e villaggi esclusivi, Porto Santa Margherita è un posto ideale per passare una vacanza all’insegna del relax, dello sport e del divertimento. Dopo una breve visita alla località si prosegue fino a superare il Ponte Saetta da cui si entra a Caorle. Due le tappe: il centro storico e la spiaggia, pluripremiata come una delle più pulite d’Italia. Da non perdere: un picnic nelle aree attrezzate. Ogni mercoledì del mese si svolge l’allegro mercato di Duna Verde. Per informazioni turistiche:  Ufficio Eraclea Mare - tel. 0421 66134-5 oppure Ufficio Caorle - tel. 0421 81085

società


TEMPO LIBERO

Laguna di Venezia su due ruote Non ha bisogno di presentazioni, Venezia, città di indiscutibile fascino. Per chi preferisce stare lontano dalla folla di turisti che ogni giorno la invadono, suggeriamo un bell’itinerario in bicicletta tra il Lido di Venezia e il Lido di Pellestrina, per scoprire angoli di rara bellezza e di enorme pregio naturalistico. Per arrivare al Lido di Venezia con la vostra bici al seguito dovete salire sul Ferryboat (partenza dal Tronchetto). Vi accorgerete subito che quest’isola è piena di fascino tanto che nell’Ottocento è diventata uno dei più bei centri italiani di villeggiatura estiva. L’itinerario scorre infatti davanti ai grandi alberghi di lusso, agli eleganti edifici in stile liberty, a lunghissimi viali alberati, parchi e giardini. Per le sue atmosfere di ricercata tranquillità l’isola fu residenza di numerosi artisti, tra cui Thomas Mann che ambientò il famoso romanzo “Morte a Venezia” in uno degli alberghi più prestigiosi. Dodici i chilometri del percorso che da San Nicoletto arrivano a Malamocco, passando per il Gran Viale e gli Alberoni. Al Faro Rocchetta un altro Ferryboat vi porterà a Pellestrina. Il Lido di Pellestrina è una sottile striscia di terra lunga oltre undici chilometri e sembra sospesa tra mare e laguna. Nel

lontano 1700 la Repubblica Serenissima vi costruì i Murazzi, un’imponente scogliera artificiale che serviva per la difesa di Venezia dal fenomeno delle acque alte. Oggi questo litorale in pietra d’Istria è ancora a guardia di minuscoli paesi di pescatori: San Pietro in Volta, Portosecco (antico porto ora insabbiato) e Pellestrina. Orti ricchissimi e piccole case colorate, un delicato ecosistema, un’economia basata ancora su caccia, pesca, agricoltura e artigianato. Sull’isola di Pellestrina non è raro incontrare sulla porta di casa le merlettaie casalinghe che eseguono sul tombolo ricami delicati e richiestissimi. In questa parte della laguna veneta si resta affascinati dai tanti scorci che si incontrano lungo un semplice itinerario che segue il rettilineo principale dell’isola (impossibile sbagliare, c’è solo una strada asfaltata). L’oasi Ca’ Roman ne è il polmone verde e si estende su circa quaranta ettari. Qui potete parcheggiare la vostra bici e godere di attimi di impagabile tranquillità ammirando un angolo di paradiso naturale. Modo di percorrenza: traghetto e bicicletta Per info: www.turismovenezia.it

Pedalare con San Marco sullo sfondo, un’esperienza sportiva indimenticabile

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Sicurinvest Holding Spa

2013, UN ANNO DI CONSOLIDAMENTO MAGGIORE ATTENZIONE AL CLIENTE, PROFESSIONALITà NEL MANAGEMENT PIù QUALITà E SICUREZZA SUL LAVORO: GLI OBIETTIVI CHE IL GRANDE GRUPPO VERONESE SI è POSTO PER FAR FRONTE AI PROSSIMI ANNI

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nno 2013. Se la similitudine fosse quella con un sulenti preparati : ingredienti semplici ma molto efficaci che caccia bombardiere del dopo guerra, quest’anno spostano la mission aziendale su un piano maggiormente gesarebbe inevitabilmente un’altra tacca sul serbatostionale. io per gli anni della crisi, che ormai tiene sotto Il Gruppo Sicurint ha quindi ben conscio il proprio obiettivo, scacco l’occidente europeo da quasi un decennio. ossia l’impegno di fare da cerniera tra due mondi antagonisti: A livello nazionale la situazione di incertezza è ulteriormente il mercato con le proprie regole dettate spesso dalla necessità amplificata da un quadro politico assai fumoso senza piani delle Committenti di ricercare compromessi di continuo ridi crescita precisi per il paese, panorama che purtroppo non sparmio, e il mondo del lavoro regolamentato da un complesso lascia intravedere nulla all’orizzonte se non altri anni di difdedalo di normative ed aspetti fiscali in continua variazione. ficoltà nei quali sarà più che mai necessario tenere ben serrati Trovare un equilibrio diventa quindi scovare quotidianameni ranghi. te quel break even che garantisca la soddisfazione di tutti, in In un contesto simile il vero investimento soun modello win-win sempre più difficile da stenibile diventa quindi non più la crescita in mantenere. dopo anni di termini assoluti, ma la ricerca di qualità e stacontinua e decisa Per questi motivi nel 2013 il Gruppo Sicurint bilità per garantire all’azienda un futuro certo, crescita, IL GRUPPO ha deciso di mettere in cassaforte ciò che è al sicuro dalle volatilità che in questo momento stato costruito, aumentando il livello profespunta alla il mercato sta subendo senza soluzione di consionale del proprio management, maturando in stabilizzazione tinuità. qualità e in sicurezza sul lavoro, garantendo Il Gruppo Sicurint, sempre attento alle complesse variabili con sempre maggior costanza l’attenzione al Cliente e dimoche giorno dopo giorno formano la domanda di servizi, ha strando la propria trasparenza nelle scelte in conformità con le quindi deciso di puntare alla stabilizzazione del sistema dopo leggi ed i regolamenti specifici. anni di continua e decisa crescita strutturale. Nulla di quanto esposto però può essere fatto senza un ulRinsaldare i rapporti con i Clienti, selezionare sempre le miteriore passaggio, necessario quanto a volte apparentemente gliori forniture, rinforzare lo staff direzionale ed operativo, scomodo: selezionare la propria clientela. Può sembrare una garantire professionalità tramite il continuo ausilio di convelleità, invece è determinante in quanto sta proprio nel par-

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ECONOMIA

I VOLTI DI Sicurinvest Holding Da sinistra, Giorgio Zantedeschi (Presidente UITP S.p.a.), Michele Lodi (Presidente Sicurinvest Holding Spa), Massimo Andreoli (Vice Presidente Sicurinvest Holding Spa e Presidente Sicurint Logistics Scarl), Emanuele Bettini (Presidente Sicurint Group S.c.p.A.) e Federico Bosi ( Amministratore Delegato Sicurint Logistics e Consigliere Delegato Sicurinvest Holding Spa)

ticolare rapporto di partnership che si instaura in questo settore, avere da parte di entrambi la presa di coscienza di dover aderire assieme alle regole del gioco: un servizio di qualità implica determinati livelli di professionalità, che sussistono solo a fronte di personale formato e preparato, che viene impiegato solo se l’azienda stabilisce precisi standard qualitativi e di sicurezza sul lavoro. Il Gruppo Sicurint non è disposto a scendere a patti su questo fronte, in quanto perdere in qualità o risparmiare sulla sicurezza significherebbe rinunciare alla tranquillità del Cliente e dei propri dipendenti, i due fattori principali del successo con-

seguito in questi anni. Il Cliente deve pertanto intraprendere con il Gruppo Sicurint un cammino fatto di scelte importanti che lo vedano coinvolto nel comune progetto di costruire assieme una formula di collaborazione impeccabile, cardine essenziale per un sereno futuro lavorativo. Il piano per il 2013 prevede quindi un graduale rafforzamento interno, teso ad innalzare qualitativamente il livello generale della struttura e di consolidamento dei rapporti con Clienti e fornitori, per preparare l’intero gruppo al salto nel buio che i prossimi anni indubbiamente riserveranno.

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TRIVELLATO

Novant’anni di storia E non sentirli lo spirito giovane che fa vincere un’impresa

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ovant’anni di storia. E l’avventura continua, con nuovi capitoli che scrivono pagine in positiva controtendenza rispetto al clima della crisi economica di questi mesi. In un mercato dell’auto sempre più difficile e complesso, il gruppo Trivellato è riuscito in questi anni ad impostare una rotta di crescita, basata su tre scelte: la storia che porta esperienza, il rischio che guida nell’innovazione, lo spirito del viaggio, che porta a non fermarsi mai, per guardare a nuovi

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obiettivi anche nei momenti più difficili. “Nonostante la nostra lunga storia – spiega Luca Trivellato, amministratore delegato del gruppo – o forse proprio grazie ad essa, ci sentiamo un’azienda che è giovane prima di tutto nello spirito. Perché cerchiamo di porci sempre nuovi traguardi e perché cerchiamo sempre di trovare soluzioni diverse dallo standard tradizionale, sia sul piano commerciale sia sul piano organizzativo. Lo facciamo da 90 anni e proseguiamo su questa strada, perché questo è ciò che richiedono i tempi che viviamo”.


MOTORI

L’inaugurazione della sede di Verona A sinistra, Luca Trivellato tra il Sindaco di Vicenza, Achille Variati e quello di Verona, Flavio Tosi durante l’inaugurazione della prima concessionaria veronese. Foto di CarloPerazzolo/28trenta.com

Nel 2012 Trivellato ha inaugurato a Padova una nuova sede: a questa domanda”. Trivellato Auto a Verona, però, sarà anche Mercedes-Benz (auto e veicoli commerciali e industriali), un centro dell’Usato. “Portiamo nella città scaligera – spiegano i smart e il Centro dell’Usato First Hand. Il 2013 è l’anno di responsabili della divisione usato del gruppo – l’esperienza e gli un’altra importante apertura, questa volta a Verona, nello standard che garantiamo anche negli altri nostri Centri dell’Usato. stabilimento ex Garonzi. La presenza in città è una prima Vetture di tutte le marche, smart e Mercedes-Benz selezionate, 100 assoluta, per l’azienda vicentina, in molti sensi. controlli prima della consegna e 36 mesi di garan“In effetti sì – conferma Luca Trivellato – sia zia sulle vetture young used. Vogliamo dare ai no“dopo l’apertura perché per la prima volta apriamo una nostra con- di una nuova sede stri clienti un pacchetto di qualità d’attacco, perché cessionaria a Verona, sia perché per la prima volta, a padova nel 2012, siamo convinti che la differenza la faccia proprio dopo decenni di sodalizio esclusivo con Mercedesquesto: lavorare per migliorare sempre l’offerta, arriva quella di Benz, un rapporto che continua, Trivellato inizia in un’ottica che non gioca al ribasso, ma al miglior verona nel 2013” a collaborare con Toyota, un brand di cui amiamo servizio per il cliente”. lo spirito tecnologicamente originale e innovativo”. Chi considerava quello dell’Usato un mercato di serie B deve La tecnologia ibrida sarà nei prossimi anni sempre più decisiricredersi. “Per noi non lo è mai stato prima – spiega Luca Triva, in un mercato che chiede a gran voce auto capaci di ridurre vellato – e non lo è adesso. Chi compra un’auto usata cerca trasparenza, esperienza, affidabilità e costi competitivi. A questo noi sia le spese di carburante sia l’impatto sull’ambiente. rispondiamo alzando l’asticella della qualità, perché questa è l’uni“La sensibilità dei consumatori su questi temi – nota l’Ad del ca strada che siamo capaci di seguire”. E forse, aggiungiamo noi, gruppo – è crescente. Per dirla in due parole, chiedono di risparanche l’unica ricetta che non invecchia mai. miare sia euro sia CO2. E la tecnologia ibrida è un’ottima risposta

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I soggiorni includono ingresso alle 3 piscine termali con idromassaggi e percorso vascolare, bagno turco, sauna Himalayana, aquagym, accappatoio e ciabattine L’Hotel è convenzionato con tutti i Golf Club della zona

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MOTORI AUTO PASSIONE

LA GIOVANE STORIA DELL'AUTO di Francesco Panarotto

Lo stile vintage piace sempre di più ai giovani, anche quando si tratta di motori. Ecco come le "Vecchie Signore" possono essere incredibilmente giovani e alla moda

L’

automobile, nata come mezzo di trasporto alla fine del diciannovesimo secolo, nel corso di pochi anni ha cominciato ad assumere una valenza che andava al di là del semplice bisogno di spostarsi. La varietà di marche e modelli ha dato origine a diverse tipologie di autovetture che quindi hanno iniziato a interpretare i bisogni e le mode della società di cui erano espressione. Pensiamo ad esempio alle vetture americane degli anni ’50, grandi, lunghe, ridondanti di cromature e di orpelli, adatte a correre sulle larghe autostrade a quattro corsie verso il sogno di un nuovo benessere conquistato dalla middle-class statunitense. Negli ECCO CHE L’AUTO DIVENTA stessi anni in GerUNA CHIAVE DI LETTURA, mania, uscita a pezzi UNA TESTIMONIANZA dal secondo conflitto DEL LUOGO E DEL mondiale, si produPERIODO STORICO NEI cevano invece delle QUALI E’ STATA COSTRUITA auto minimali, picE AI QUALI E’ DESTINATA cole e pratiche ma soprattutto economiche. Ecco che l’auto diventa una chiave di lettura, una testimonianza del luogo e del periodo storico nei quali è stata costruita e ai quali è destinata. La passione per l’autovettura storica quindi va al di là del semplice possesso del mezzo ma il più delle volte comporta una conoscenza della storia del modello, della marca e delle circostanze storiche in cui

Triumph TR3A Tipico esempio di spider inglese degli anni ’50-’60

la vettura è stata costruita. Ecco il nascere dei club riservati alle autovetture storiche, che hanno l’obiettivo di preservare tutto quel patrimonio di cultura e conoscenza automobilistica riguardante la storia di una determinata marca, di un particolare modello o più in generale delle autovetture in genere. In questo scenario una parte fondamentale ce l’hanno sicuramente le giovani generazioni, che attraverso il possesso e l’utilizzo di autovetture storiche consentono a queste di continuare a vivere e a portare nel presente la testimonianza del loro tempo. Ma cosa spinge un giovane del ventunesimo secolo ad acquistare, restaurare e guidare un’auto d’epoca? Innanzitutto c’è il piacere di possedere qualcosa di “esclusivo” che non è alla

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MOTORI

Renault 4

Utilitaria francese di successo per oltre trent’anni

portata di tutti. Poi in molti casi la scelta cade su una vettura “coetanea”, cioè prodotta negli stessi anni in cui la persona è nata, creando così una specie di “affinità” fra la vettura e la persona. Da non trascurare anche il piacere della “scelta”, che per quanto riguarda le vetture storiche è paragonabile a quella di un vestito o di un paio di scarpe. Cioè psicologicamente la “scelta” della auto storica da possedere corrisponde ad una precisa intenzione di essere, quindi diventa a tutti gli effetti uno “status-symbol” molto più della vettura moderna da usare tutti i giorni, la cui scelta può essere invece condizionata da molteplici esigenze quali la famiglia, il lavoro o altre. Ecco che dunque il mondo delle auto storiche diventa uno spazio aperto, una zona franca dove far correre la propria fantasia e dove l’unico limite diventa la capacità economica di ciascuno.

Volkswagen Bulli

Vasta diffusione soprattutto negli Stati Uniti

FIAT 600

Protagonista del boom economico in Italia negli anni ’60

Alcune vetture più di altre sono diventate dei simboli per la loro storia e la storia che hanno attraversato: pensiamo alla Fiat 600 in Italia negli anni ’50 e ’60 che ha contraddistinto il boom economico, oppure alla Fiat 500 che ha realmente dato a tutti la possibilità di avere una macchina nel nostro paese. In Francia le protagoniste dell’epoca furono le Renault 4 e le Citroën 2CV, vetture rese celebri per essere anche state interpreti del maggio parigino nel 1968. Tipico dei “figli dei fiori” americani di fine anni ’60 è il Volkswagen Bulli, spesso ridipinto con colori vivaci, mentre la vetusta Trabant 601, con la sua carrozzeria in Duroplast e il motore a due tempi, è diventata il simbolo della caduta del Muro di Berlino nel 1989 e della nuova libertà per i tedeschi dell’est. Molto importanti sono anche le emozioni che trasmette il guidare

Citroën 2CV

Simbolo di libertà ed emancipazione

Trabant 601

Resa celebre dalla caduta del Muro di Berlino

FIAT 500

Ha reso possibile la motorizzazione di massa in Italia

una vettura “vintage”: infatti le vetture moderne, grazie alle innovazioni tecnologiche, risultano più stabili, insonorizzate, ovviamente anche più sicure, ma irrimediabilmente meno affascinanti di quelle storiche. Immaginiamo solamente il piacere di guidare una Triumph TR3 su una strada di campagna, in primavera e con la capote abbassata, realmente a contatto con la natura... sono sensazioni impagabili! Ecco quindi che oggi come non mai le auto storiche sono apprezzate e ricercate soprattutto dai giovani, entusiasti di poter possedere un piccolo pezzo di storia automobilistica e di poter contribuire al mantenimento di un parco circolante che è patrimonio comune di tutti.

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ARTE E CULTURA scrittori e talenti emergenti

PROFESSIONE GIOVANE SCRITTORE di Simone ariot e Ilaria REBECCHI

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ubblicare è un sogno ricorrente negli aspiranti scrittori. Mezzi e tecnologie lo rendono oggi molto più semplice che in passato e l’investimento economico che sta dietro una pubblicazione è spesso inferiore a quanto si pensi. La distribuzione è il passo successivo, i costi aumentano e i problemi cominciano a farsi sentire. Avere successo, però, è un’altra cosa, e ci si scontra in una marea di opzioni. Editor, social network e concorsi letterari sono tra i principali strumenti e metodi che i giovani perseguono pur di farsi conoscere. La qualità, però, è l’elemento che conta e che segna la differenza. Non parliamo solo di qualità di scrittura, ma anche di capacità di comunicare e trasferire emozioni, che non ha necessariamente a che fare con lo stile letterario alto o la scrittura aulica. In alcuni casi, sono i coetanei, magari i compagni di scuola, che tramite il passa parola spingono e accelerano il successo di un’opera. Tra gli scrittori più interessanti delle nuove generazioni, vi presentiamo un trio d’eccezione.

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il mondo dei suoi coetanei. Un momento nella vita in cui si scopre di dover crescere, abbandonare l’adolescenza ed entrare nella vita adulta. «Ovunque pulsa l'atmosfera di un'età strana e storta, che brucia rapida e dilata le esperienze... Sono flash stracolmi di furia espressiva. Ghiotti sprofonda nella scrittura pronto a prendere ogni rischio e muovendosi con determinazione alla ricerca della propria strada»: questo il giudizio criLA LETTERATURA DEI GIOVANI tico di Leonetta Bentivoglio, giornalista di la Repubblica che esprime lusinghiere parole del giovane under 20. I protagoPER I GIOVANI nisti di Dio giocava a pallone sono ragazzi nati, come l’autore, all’inizio degli anni novanta e ognuno di essi, a suo modo, GIORGIO GHIOTTI, VINCITORE DEL esplora inquieto quel passaggio dall’adolescenza all’età adulta CAMPIELLO GIOVANI 2012 NEL LAZIO che li renderà sconosciuti a se stessi. I compiti in classe, con il RACCONTA IL MONDO AI SUOI COETANEI loro schema calcistico di chi passa la soluzione e di chi copia, i giorni di scuola dove un buon voto è la possibilità di andare La letteratura non è un ambito in cui è facile emergere. Il taal mare e di innamorarsi al sole, le feste con la luna, i baci lento, quasi sempre, non basta. Serve anche una capacità, forse infuocati e un’isola inventata, metafora dell’adolescenza da cui innata, nell’intercettare tempi e persone giuste. Case editrici, si esce ritrovandosi perduti. Giorgio racconta perché nessuno editor e consulenti editoriali sono sempre alla ricerca dell’auvuole mai abbandonare davvero l’adolescenza, quel momento tore che potrebbe colpire i lettori. Tra questi, ci sono anche i della vita fatto di contraddizioni, alti e bassi, giovanissimi, come Giorgio Ghiotti. Finalista grandi speranze e amarissime paure. Ma la “pronto a al Campiello Giovani 2011 e 2012 e vincitoscrittura, si sa, può aiutare a farle emergere, e la prendere ogni re sempre nel 2012 del Campiello Giovani giovane età più che un limite può diventare un nel Lazio, Giorgio Ghiotti è uno studente del rischio e muoversi vantaggio. E così i giovani possono raccontare verso la propria Liceo Classico Manara di Roma e racconta la loro età, pronti a crescere senza dimenticarla.

strada”

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la tenda da sole . sicura . eterna . elegante

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ARTE E CULTURA

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osin e mor

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Le copertine dei libri per ragazzi Maydala Express e Le Repubbliche Aeronautiche pubblicati da Piemme

dal Mondadori Junior Award ai successi per ragazzi

e Maydala Express per Piemme, fa parte di un team di scrittori, gli Immergenti, ama King, Ellroy, Asimov, Dick e William Gibson e all'inizio cercava di copiarne lo stile, "ma scrivendo si scopre che toccare alcuni tasti riesce più facile di altri e si davide morosinotto, giovane cerca di trovare una propria voce", e oggi in un libro diffida scrittore veneto, già affermato nel “della bella scrittura quando sembra un esercizio di autocommondo dell'editoria per ragazzi, piacimento". Secondo Davide la fortuna della letteratura young è piacere ai tra storia e fantastiche avventure giovanissimi e anche agli adulti, e ai giovani scrittori Morosici racconta la sua esperienza notto consiglia di «capire che chi legge un libro sta sottraendo tempo ad altre cose, il gioco, il computer o i compiti, e gli scrittori hanno il dovere di colpirlo con le loro storie». adovano ma bolognese d’adozione, Davide MoroE scrivere per i più giovani non è semplice, perché "la scrittura sinotto è uno degli scrittori italiani per ragazzi più deve essere semplificata, alcune soluzioni narrative riadattate. noti degli ultimi anni. Da traduttore di videogame e È una scrittura artigianale". appassionato di letteratura, ama scrivere fin da picDavide ha come file rouge della sua produzione letteraria elecolo e sogna di diventare giornalista, fino a quando è arrivata menti storici e fantastici: «Adoro i libri in cui il quotidiano un'opportunità anche nel campo dei libri: un premio organizinizia a risplendere di magia o tecnologia fantascientifica, e la zato dalla Mondadori per i romanzi per ragazzi. Storia è un grande affresco di vite di personaggi straordinari e Ovvero il Mondadori Junior Award, che vince nel 2007 con incredibili avventure». il suo La corsa della bilancia: «Avevo un manoE il nuovo Le Repubbliche Aeronautiche si svolge scritto pronto e l'ho inviato senza crederci tropa Venezia: «Volevo raccontare la Venezia medie“UN LIBRO è po. Ero in Finlandia il giorno della premiazione: vale, di quando il Ponte dei Sospiri non era stato BEN RIUSCITO avevo vinto, e Mondadori avrebbe pubblicato il QUANDO RIESCE A ancora costruito, in città ci si poteva spostare a mio primo romanzo». cavallo e i veneziani non erano signorotti o seDISTOGLIERTI DA Poi Davide ha pubblicato La Notte dei Bilani per duttori ma guerrieri, pirati e mercanti leggendaTUTTO IL RESTO” Fanucci, Il Libero Regno dei Ragazzi per Einaudi ri!».

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In questo pavimento c’è il cuore del Veneto.

Bosco Nostro è un grande progetto che ha origine da un concetto semplice: i nostri boschi sono in grado di darci risorse che la globalizzazione ci ha fatto dimenticare. Questa nuova collezione Profilegno è realizzata unicamente con materia prima proveniente dai boschi del Veneto e prodotta rigorosamente da imprese del territorio, nel pieno e totale rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

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ARTE E CULTURA

dal fantasy al noir con amore la scrittrice italiana fantasy più famosa del momento, tra consigli alle nuove penne, riflessioni sull’editoria italiana e le passioni per il gotico e Dylan Dog

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asce a Mirandola e da bambina si appassiona alla letteratura e alle favole, trovando nella scrittura quell’urgenza creativa che le appartiene, e che la portò ai successi di oggi per Castelvecchi e Mondadori. Barbara Baraldi inizia a scrivere come "Luna Lanzoni", nome che scelse perché «attratta dal significato della mutevolezza, dell’oscurità e della fertilità della Luna», e il primo romanzo, La ragazza dalle ali di serpente fu difficile da pubblicare: «Passavo le giornate a spedire il mio manoscritto agli editori e veniva sempre rifiutato. Mi proposero di autopubblicarmi e rifiutai. Sono contraria alle auto-pubblicazioni: fanno passare il messaggio che sia più importante essere pubblicati che il contenuto!». Alle giovani penne Barbara suggerirebbe inoltre di «Imparare a leggere di tutto. Io leggo da Hermann Hesse a Virginia Woolf, passando per Stephen King, Mary Shelley e Lovecraft. Ogni libro non è mai da copiare, né nell’idea né nello stile, ma da rielaborare con la propria fantasia». Barbara ha anche vinto diversi pre“ASPIRANTI mi letterari, come il Premio Gran SCRITTORI, SIATE Giallo Città di Cattolica, con La PIù APERTI collezionista di sogni infranti: «I conMENTALMENTE corsi sono fondamentali per sfonE NON ABBIATE dare. All’inizio non ci credevo, ma FRETTA” quel premio mi permise di essere notata e pubblicata da Mondadori». Oggi la Baraldi è una delle più note scrittrici del panorama fantasy e noir, grazie anche a Scarlett e Scarlett - Il bacio del demone: «Il grande successo del fantasy è dovuto ad una necessità di storie romantiche. Si rifà al gotico che amo e che si rifà al Romanticismo. Prima il fantasy era Tolkien, riservato agli appassionati, oggi è stato sdoganato ed è per tutti! Il noir invece punta su oscurità, mistero e paura, quotidiane e normali nella nostra vita». Con Lucarelli, Carlotto, De Cataldo e Camilleri, Barbara è stata protagonista di un documentario del 2010 della BBC, Italian Noir: «Erano rimasti affascinati dalla Bologna del mio The Girl with the Crystal Eye, oscura, problematica, horror e non da cartolina!». Barbara è stata anche autrice per Dylan Dog: «Adoro il fumetto e il personaggio, ed ero terrorizzata. Cercai di trovare una storia che avesse lo stesso fil rouge della mia produzione,

In alto Barbara Baraldi fotografata da Mirella Malaguti. A destra la copertina dell'ultimo romanzo, Striges pubblicato da Mondadori

ovvero l’amore. Il bottone di madreperla, è una storia d’amore che supera la morte». «L’editoria italiana? E’ in crisi, bisognerebbe puntare sulla qualità, perché il lettore capisce subito quando un libro è solo un’operazione commerciale. Abbassare i prezzi e sostenere l’ebook. E gli aspiranti scrittori? Più aperti mentalmente, tenaci e senza fretta di essere pubblicati!».

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l’arte dell’illustrazione tra pin-up e carte di Magic Un’arte regina dell’editoria e amata da appassionati di fantasy, fantascienza, steam-punk e horror di tutto il mondo. ecco uno dei più importanti rappresentanti italiani

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na Brescia da incorniciare, quella di Dany Orizio, classe 1975, una delle matite (anche digitali) di punta nell’illustrazione internazionale. Dopo l’Accademia di Belle Arti di Brera, inizia a collaborare con uno studio specializzato in giochi di ruolo: «Disegnavo ancora prima di saper parlare e avevo l’irrefrenabile voglia di creare e sperimentare», e ad oggi ha lavorato per realtà italiane (Mondadori) ed estere (DarkHorse, Wizard of the Coast), dai fumetti alle carte di Magic: «All'estero erano già votati alla professionalità quando qui questo lavoro era visto solo come un hobby. Versatilità, curiosità e facilità ad annoiarmi mi hanno portato a mantenere fresco il mio modo di lavorare». Al Lucca Comics 2012, Orizio è stato protagonista, con i colleghi Barbieri, Parrillo e Zontini, di un progetto d’arte che ha riproposto per le vicende dei 4 moschettieri: «In One4All ognuno ha creato secondo il proprio stile una scena del libro di Dumas in “ANCHE LA chiave Fantasy e uno dei moschettieri CRITICA PIù – il mio Porthos è una donna». FEROCE Dany lavora con acrilici, matite, ad PUò ESSERE olio e in digitale, «Preferisco il digiCOSTRUTTIVA, tale per velocità e validità di stampa, GUAI inserisco sempre qualcosa di tradizioNASCONDERSI nale. Il Surrealismo è la base: parte PER PAURA dalla realtà, sfocia nel sogno e il suo DEL GIUDIZIO” fulcro è l'amore. La passione alimenta le visioni siano poi esse incanalate nel Fantasy, nell'Horror, nel Grottesco, nel Cartoon e via dicendo...» Altro progetto noto è il Kustom LolitaZ, nato dalla sua «Passione nel disegnare donne e robots, elementi meccanici e ingranaggi. Siamo nel 2021, il mondo è stato distrutto dall'ignoranza degli uomini, e le donne sono sopravvissute e possono combattere, convivere e amare i robots. Burlesque, pin-ups degli anni '50 e meccanismi convogliano in una visione femminista di un futuro catastrofico e glamour». Sui generi in voga Dany afferma che «Fantasy e Fantascienza regalano un risveglio della fantasia e della coscienza. L'immaginario collettivo è condizionato dal bisogno di evasione e il fantastico ci trasporta lontano!». E per i giovani artisti che vogliono affacciarsi all’illustrazione, Dany Orizio suggerisce di «mantenere viva curiosità e passione! Prima che un lavoro è una spinta vitale. Serve fare espe-

Nelle immagini in alto l'artista Dany Orizio all'opera e qui sopra una delle Kustom Lolitaz A destra la copertina realizzata per il libro La casa degli spiriti della collana Piccoli Brividi (Mondadori)

rienze in campi e generi diversi. E non bisogna avere paura di mostrare il proprio operato alle fiere di settore: anche la critica più feroce può essere costruttiva».

TALENTi PER L'EDITORIA |

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a strategia egionale in ria di turismo puntando ad rementare il rismo slow�

TURISMO PALLADIANO

VICENZA CAPITALE DELLA CULTURA Nella Basilica restaurata un fitto calendario di eventi per vicentini e turisti

Foto di Caterina Piccolo

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TERRITORIO/turismo

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al 6 ottobre 2012, giorno della sua restituzione ai vicentini e agli appassionati di arte di tutto il mondo dopo il lungo e delicato restauro, la Basilica Palladiana si è rivelata un grande contenitore culturale adatto sia ad ospitare grandi mostre, sia per eventi e occasioni culturali. Dopo la grande mostra Raffaello verso Picasso che ha attirato oltre 273.000 spettatori da tutta Italia e dall’estero, è andata in scena la rassegna Le voci della Basilica, un percorso artistico-teatrale guidato all’interno dell’edificio creato dal genio di Andrea Palladio. Ma a sorprendere il visitatore è anche il panorama che si può godere dalla terrazza del monumento, con una vista mozzafiato sulla città che in migliaia di persone hanno voluto provare. Fino al 7 aprile la Basilica ospiterà la mostra Vicenza, pensieri e sogni. Una città in cartolina dedicata alle cartoline storiche della città dal Risorgimento agli anni ’40 del secolo scorso della collezione di Antonio Rossato. A seguire, il 12 e il 13 aprile è in programma la rassegna Classici contro con reading e conferenze sul tema dei classici in letteratura e il 19 aprile sarà inaugurato il Vicenza Guitar Festival con la mostra mercato di chitarre storiche ed eventi collegati che si concluderà il 21. A maggio la Basilica ospiterà una mostra di biciclette storiche organizzata in occasione del passaggio per Vicenza del Giro d’Italia e, tra fine maggio e giugno, il Festival Biblico.

Foto di Francesca Fisico

In attesa del grande evento culturale del 2014: dopo il successo di Raffallo verso Picasso, sarà allestita da Linea d’ombra la seconda grande mostra Verso Monet dal 22 febbraio al 4 maggio 2014.

Per informazioni: www.comune.vicenza.it

La Basilica Palladiana è il cuore della città di Vicenza perché nei secoli è sempre stata il fulcro della vita cittadina, il punto di riferimento per la comunità, il suo simbolo più riconoscibile. Dal 2007 al 2012 non è stato possibile ammirare la Basilica in tutta la sua bellezza a causa di un lungo e delicato restauro finanziato da Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona. Lunghe file di visitatori dal momento della sua riapertura hanno atteso in piazza dei Signori di ammirare la grande mostra “Raffaello verso Picasso” che ha portato la città di Vicenza al centro dell’attenzione del mondo culturale e di quello dell’informazione nazionali ed internazionali. Dopo la chiusura della grande mostra abbiamo voluto rendere visitabili non solo i loggiati ma anche la terrazza, prima d’ora inaccessibile;

molti vicentini stanno cogliendo l’occasione di salire sulla terrazza della Basilica per la prima volta nella loro vita per osservare Vicenza dall’alto, manifestando l’orgoglio di vivere in una città bellissima e ammirata da turisti provenienti da tutto il mondo. A quasi 400 anni dal suo completamento, la Basilica Palladiana si conferma il punto di riferimento per Vicenza e i vicentini. Ma, più che in passato, è diventata anche il motore del rilancio culturale e turistico del nostro territorio, confermando la vocazione di Vicenza: capitale dell’arte e della bellezza riconosciuta dall’Unesco come sito patrimonio dell’umanità. Achille Variati Sindaco di Vicenza

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Foto di Nicola Zanettin

Vicenza è una capitale dell’arte e della bellezza di cui essere orgogliosi

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TERRITORIO/spettacolo Vicenza Jazz

la grande musica in città

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a diciottesima edizione del festival New Conversations - Vicenza Jazz si terrà dal 10 al 18 maggio con oltre cento concerti in nove giorni dedicati in particolare alla West Coast statunitense ai Caraibi e all’America Latina, come suggerito dal sottotitolo, “Nel fuoco dei Mari dell’Ovest: West Coast and the Spanish Tinge”. Si esibiranno grandi artisti del panorama italiano ed internazionale, fra cui Earth Wind & Fire Experience feat. Al McKay, Al Di Meola, Gonzalo Rubalcaba, Gary Burton, Pharoah Sanders, Mike Stern, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi e tanti altri. I concerti si terranno al Teatro Olimpico e al Teatro Comunale, nei palazzi storici, nelle chiese e nei locali notturni, ma anche in luoghi all’aperto del centro cittadino. Piazza dei Signori sarà anche quest’anno la sede della zona jazz club del festival: il Jazz Café Trivellato Bar Borsa sarà infatti allestito nelle logge al piano terra della Basilica Palladiana. Dopo il recente restauro, anche la chiesa di Santa Corona ospiterà due concerti. Il programma degli eventi è completato dagli incontri con poeti, seminari e masterclass con artisti, mostre ed esposizioni fotografiche anche in collaborazione con Viart in Basilica Palladiana. Il festival New Conversations - Vicenza Jazz 2013 è organizzato dall’Assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in coproduzione con Aim Vicenza e Trivellato Mercedes Benz, in convenzione con la Società Groove per il Bar Borsa, con il contributo della Regione Veneto e del Ministero per i beni e le attività culturali, il sostegno di importanti sponsor fra cui Veneto Banca e l’attiva collaborazione di Confcommercio Vicenza, oltre che dell’Orchestra del Teatro Olimpico e del Conservatorio Pedrollo di Vicenza. Per informazioni: 0444 221541-101-155 info@vicenzajazz.org - vicenzajazz@comune.vicenza.it www.vicenzajazz.org

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Nelle foto Alcuni artisti Dall’alto Earth Wind & Fire Experience feat. Al McKay Enrico Rava Mike Stern A destra il manifesto del festival

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I giovani son sempre di piÚ [ anche le licenze Photoshop, ma è solo una coincidenza ]

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ANDRÁS SCHIFF omaggio a Palladio XVI edizione

CAPPELLA ANDREA BARCA orchestra special guest

RADU LUPU pianoforte

SCHOLA SAN ROCCO / Francesco Erle

© Priska Ketterer

giovedì 2 maggio 2013 ore 20.30 TEATRO OLIMPICO RADU LUPU

Schubert 16 Danze Tedesche D 783 Improvvisi op. 142 Sonata in si bemolle magg. D 960

venerdì 3 maggio 2013 ore 20.30 BASILICA DEI SANTI FELICE E FORTUNATO ANDRÁS SCHIFF

CAPPELLA ANDREA BARCA

SCHOLA SAN ROCCO coro FRANCESCO ERLE maestro del coro Haydn Missa in angustiis re min. “Nelsonmesse” Hob.XXII:11 Beethoven Sonata re min. op. 31/2

Radu Lupu

sabato 4 maggio 2013 ore 20.30 TEATRO OLIMPICO

ANDRÁS SCHIFF CAPPELLA ANDREA BARCA

Schubert Sinfonia n. 1 in re magg. D 82 Dvořák Serenata in re min. op. 44 Beethoven Sinfonia n. 4 in si bem. magg. op. 60

domenica 5 maggio ore 20.30 TEATRO OLIMPICO ANDRÁS SCHIFF

CAPPELLA ANDREA BARCA

Beethoven Sinfonia n. 1 in do magg. op. 21 Brahms Sestetto n. 2 in sol magg. op. 36 Mozart Concerto per pianoforte e orchestra n. 21 in do magg. KV 467

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Freunde und Förderer der Cappella Andrea Barca e.V.

Stiftung pro Cappella Andrea Barca


MUSICA Società del Quartetto e Intesa Sanpaolo INSIEME PER I GIOVANI

PROGETTO ORCHESTRA: UNA FABBRICA DI MUSICISTI Palazzo Leoni Montanari di Vicenza è la sede di un corso di formazione alla professione di maestro d’orchestra cui partecipano giovani “archi” provenienti da tutta Italia e dall’estero

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rendi un anziano artigiano: saggio, esperto, che conosce tutti i trucchi del mestiere. E prendi un gruppo di giovani apprendisti che si affacciano ad una professione entusiasmante quanto irta di difficoltà: quella di musicista. L’artigiano in questione – ottantacinquenne – si chiama Leon Spierer, viene da Berlino e lo strumento del suo lavoro, che imbraccia da una vita, è il violino. Spierer è stato per trent’anni Primo Violino dei mitici Berliner Philharmoniker durante l’era von Karajan; una lunghissima militanza che gli ha consentito di accumulare un bagaglio di esperienze artistiche incomparabili. Gli apprendisti sono una ventina di giovani musicisti che si sono da poco diplomati - o lo stanno per fare - in strumenti ad arco: violini, viole, violoncelli e contrabbassi, età media intorno ai 20 anni. Leon Spierer con i suoi giovani allievi in occasione di uno dei concerti finali pubblici Con una crisi occupazionale che colpisce, del corso di formazione orchestrale “Progetto Orchestra” più di ogni altro settore, il mondo della cultura ed in particolare quello della musica, uno dei pochi sbocchi professionali che si profilano alle migliaia di ragazzi che ogni anno escono dai si fa musica in gruppo – è il primo insegnamento del maestro nostri Conservatori è quello di riuscire ad inserirsi in qualberlinese – è quella di imparare ad ascoltare e a guardare chi che orchestra stabile, in Italia o all’estero. Ma fare musica in ti sta attorno». ensemble non è così semplice ed è cosa assai diversa dal saper L’edizione 2013, alla quale partecipano gratuitamente 20 “semplicemente” suonar bene uno strumento. «Il percorso di giovani archi provenienti da varie province italiane (Napostudi al Conservatorio, per quanto formativo, intenso e lungo li, Roma, Torino, Bolzano, Firenze, Cagliari, Milano...) ma dieci anni – sono le parole di un violinista da poco diplomato anche dall’estero, è iniziata a gennaio e terminerà in aprile, a pieni voti – da solo non può bastare per la formazione di un con la cadenza di una settimana di lezioni al mese. La formula musicista». di “Progetto Orchestra” prevede lezioni individuali e prove “Progetto Orchestra” con Leon Spierer, ideato dalla Società d’orchestra, che si tengono nella splendida cornice di Palazdel Quartetto di Vicenza e realizzato in collaborazione con zo Leoni Montanari, incentrate su un repertorio che parte da Intesa Sanpaolo, risponde a questa esigenza e si configura Corelli ed arriva alla musica dei nostri giorni. dunque come un vero e proprio corso di avviamento profesAl termine di ogni sessione di studio i “ragazzi di Spierer” si sionale dove l’anziano “mastro” violinista prende per mano i esibiscono in pubblico con un concerto domenicale al quale possono assistere i visitatori delle Gallerie d’Italia di Palazzo giovani allievi insegnando loro come si suona all’interno di Leoni Montanari. una compagine orchestrale. «Una delle cose basilari quando SOCIETà DEL QUARTETTO DI VICENZA - T. 0444 543729 - info@quartettovicenza.org - www.quartettovicenza.org

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MUSICA figli del rock

DAL GARAGE AI grandi LIVE il nord che suona bene di Ilaria REBECCHI

QUI LA MUSICA nasce negli scantinati e CRESCE nei piccoli locali. CERTE VOLTE ARRIVA alle radio, riesce Addirittura a calcare palchi sparsi in tutto il mondo, facendosi largo in un paese dove C'è POCO SPAZIO PER I FIGLI DEL ROCK

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Ph. Rossana Valsecchi

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erano una volta 4 giovani bresciani amanti della musica. Nel 2005 formarono un gruppo con un nome spagnolo e una tendenza a scrivere i testi in lingua inglese a confezionare un rock internazionale: «Volevamo dare un contributo per abbattere regole che confinano l'Italia a considerarsi e farsi considerare un paese poco internazionale», racconta Filippo De Paoli, leader, voce, chitarra e autore dei Plan de Fuga. «Abbiamo scelto una strada

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complessa, ma i risultati che stanno arrivando dicono che c'è gente che vuole ascoltare musica in Italia, c'è pubblico e spazio per tante idee e non solo quelle sdoganate ed ufficializzate -, incalza Filippo, che consiglia ai giovani musicisti di puntare sulla qualità e sulla varietà - Il nostro stile è variabile, abbiamo tante passioni musicali e ci siamo ripromessi di approfondirle tutte. La vera ispirazione viene dall'ascolto di stili diversi, un musicista che ascolta solo un genere non può che ripetersi».


L’esordio nel 2009 con il primo full lenght In A Minute e tre anni dopo LOVE °Pdf : «è un concept album sugli aspetti dell'amore: non l'innamoramento, ma le più assurde, esoteriche, discutibili, variopinte e folli sfaccettature di un sentimento infinitamente complesso. L'estensione pdf (che sta per Plan de Fuga - ndr) gioca sul formato di testo e vuole essere la nostra firma». I Plan de Fuga hanno anche diviso i grandi palchi (come l’Heineken Jammin’ Festival) con mostri sacri della musica, dagli Aerosmith ai Cranberries: «Sono state occasioni d'oro. Parlare con i "colleghi" famosi e sentire i loro consigli e complimenti è bellissimo e utilissimo. Alcuni artisti internazionali ci hanno chiesto stupiti perché non fossimo super famosi in Italia, io ho sempre risposo educatamente "qui è tutto strano" e ringraziato del complimento». E i nostri sono molto supportati anche da Virgin Radio, che Filippo definisce come “l'unica grossa radio rock in Italia, che sostiene progetti italiani di musica internazionale trattandoli alla stregua di altra realtà straniere”, in un panorama nostrano poco attento alla musica vera, quella che si suona nelle province italiane, nel Nord soprattutto rock (e affini): «In Italia ci sono tante idee, il problema è l'abitudine all'ascolto e non siamo un popolo storicamente propenso alla varietà delle proposte musicali. Un progetto passa dalla nicchia al grande pubblico perché riesce ad arrivare alle masse. Nel nostro caso cerchiamo di unire fruibilità della forma canzone e contenuti ricercati». Passione, amore, energia rock e voglia di sperimentare: in altre parole, Plan de Fuga.

L'OR Verona e Udine alla conquista delle radio Mezzi friulani e mezzi veneti i quattro si sono fatti strada nel panorama pop-rock dello stivale Un rock veneto-friulano quello dei L’Or (acronimo di Like Outside Rain, giochetto di parole per ricordare i semi delle carte, Come Quando Fuori Piove). Nascono appena maggiorenni nel 2000 nei pressi di Verona, pubblicano un primo demo (Immagine) vincono concorsi per emergenti tra Udine, Mantova e Trento e si aggiudicano il premio per suonare al Pavarotti & Friends nell’estate del 2003. Arrivano in finale ad Emergenza Rock e vengono notati dalla Sony, per poi fermarsi per qualche anno a causa di un brutto incidente del cantante e autore principale Emanuele Tinazzi, per poi tornare nel 2007 come ospiti nel videoclip di Luca Carboni, Le Band per la regia di Gaetano Morbioli. Nel 2008 esce il primo full lenght Intimo Pensiero, doppio cd composto da brani che mescolano rock e pop con echi ad Afterhours, Marlene Kuntz, Muse e U2, suonano al fianco di band come Le Mani e Il Nucleo e firmano un contratto da testimonial per Byblos, per poi partecipare al Festival Show con Gianluca Grignani, Lola Ponce, Cesare Cremonini e gli Sugarfree. Conquistano la finale al SanremoWeb 2009, firmando poi per la Emi con la quale Emanuele Tinazzi (voce, chitarra, piano), Matteo Gangini (batteria), Daniele Nazzi (basso), Federico Pilon (chitarra, voce) hanno fatto uscire Rabbia e Sole agli inizi dell’anno scorso. L'album è una miscela rock e pop ben amalgamati dai quattro trentenni del rigoglioso Nord Est.

THE rock & pop con spiritualità

SUN

Ph. Marianna Santoni

Vengono da Vicenza e hanno diviso il palco con i mostri sacri del rock. Oggi convincono grazie ad autenticità sonora e a testi con forti legami con la religione Dalla provincia vicentina i The Sun (o meglio "The Sun Eats Hours", dal detto veneto, “il sole mangia le ore”), si formano nel 1997 e con gli 8 album pubblicati (ultimo Luce del 2012) hanno saputo evolversi svoltando dal rock di stampo britannico e ‘70s al pop-rock spirituale, che oggi li vede paladini di una musica dai contenuti ispirati ai valori della religione cristiana. Si esibiscono come supporter di band internazionali, dai Cure, agli Offspring, Misfits, Muse, Ok Go, NOFX, Ska P e Deep Purple, in oltre 300 concerti tra Italia, Europa, Israele e Giappone, conquistando nel 2004 al  M.E.I. il premio come "miglior punk rock band italiana nel mondo". Firmano per Sony e sfornano brani sul cammino dell’uomo, capaci di coinvolgere gli ascoltatori grazie a ritmi sempre più immediati e radiofonici, al punto che la Sony Music / RCA, nello scritturare Francesco Lorenzi, Riccardo Rossi, Matteo Reghelin e Gianluca Menegozzo, li definisce “un gruppo di musicisti di talento, cresciuti grazie a un cammino artistico libero e personale, un punto di riferimento per coloro che confidano nei percorsi virtuosi e sinceri, fatti per amore della Musica”. E l’album Luce (2012) brilla di 14 tracce realizzate in collaborazione con molti artisti italiani, tra cui Federico Poggipollini, chitarrista storico di Ligabue. Spiritualità e rock: è possibile! 

FIGLI DEL ROCK |

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SPETTACOLO

LA ROSSA rock delle radio italiane

ALVI S A I L GIU

Da modella a vj, da Modena a VirGIn Radio: la GIOVANE icona rock, IL SIMBOLO DI UNA NUOVA FEMMINILITà è GIULIA SALVI

L

a modenese Giulia Salvi è voce e volto simbolo di una delle realtà più famose nel campo della musica e dell’intrattenimento, Virgin Radio. Inizia come modella e appena ventenne si affaccia al mondo dei vj conducendo su All Music Classifica Ufficiale Indie (poi All Music Loves Indie) e Off Live: «Ho ritrovato dei quaderni di quando ero bambina in cui avevo scritto Voglio fare la VJ! è sempre stato il mio sogno». Lavorare in radio e la musica, queste le grandi passioni di Giulia, «Sono patita di musica fin da quando avevo 7 anni! L’avvento di MTV in Italia mi ha dato il colpo di grazia. La musica era la mia più grande compagnia: ogni giorno stavo davanti ai videoclip per ore, memorizzando testi delle canzoni, artisti e a volte addirittura le coreografie dei pezzi!», e oggi la svolta tv grazie a Virgin Radio Television: «Siamo in streaming sul nostro sito; la tv permette di condividere più facilmente tutto ciò che accade nei nostri studi, dalle interviste ai personaggi del music biz ai contest con premi». La scena rock italiana per la Salvi soffre “di una forma di snobbismo: molte band si crogiolano nel proprio status di underground, chiudendosi in una cerchia di gruppi che difficilmente sono disposti a concedersi con umiltà a network nazionali”, e oggi siamo in un’epoca in cui la musica si scarica ed è facile da trasferire in fretta sui nostri devices tecnologici, ma “un vero amante della musica sente spesso la mancanza del feticcio, e l’industria discografica sta rilasciando cofanetti in vinile: è una splendida riscoperta del passato!”. Giulia ama il sound anni '90 dagli Smashing Pumpkins ai Garbage, ma anche Paolo Nutini, Lin“per fare kin Park, Interpol e con il suo look a strada nello metà tra rock e pin-up, e i suoi capelli spettacolo rosso fuoco, Giulia è presto diventata bisogna avere un vero simbolo di una nuova femmiuna propria nilità, tenace, determinata, fresca e sopersonalità” fisticata al contempo. Alle nuove generazioni di aspiranti speaker radiofonici e vj Giulia consiglia di “andare ai concerti, farsi conoscere e conoscere, capire quale trend musicale va per la maggiore e analizzarlo per farsi un’idea su cosa il mondo dello spettacolo possa cercare. La cosa più importante però è avere una propria identità ed originalità in cui credere”.

Giulia Salvi (ritratta in questa foto da Achille Jachetti) conduce su Virgin Radio dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 20, il programma Virgin Generation, approfondimento sulle nuove tendenze del rock e sui giovani, dallo spettacolo alla moda, al fianco del collega Andrea Rock. «Ormai siamo come fratelli»: rivela.

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SPETTACOLO

UTTO

(Ph. Stephanie Cornfield)

D CARLO

Carlo Dutto con Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi al Kino Village (Ph. Sabina Filice) e assieme a Carole Bouquet (Ph. Riccardo Ghilardi)

come fare di una passione una professione

tempo sono riuscito ad unire questa passione con la professione di giornalista ed ufficio stampa». Se il suo Trentino ritorna il giornalista e press office trentino prepotentemente nella vita quotidiana, dalle vacanze al lavoro che muove le fila del cinema (“l’estate scorsa ero sul set del film Vino Nero, girato dalle mie internazionale in Italia parti”), oggi Carlo gira l’Italia e l’Europa grazie al suo lavoro di Press Office: «Lavoro con la Reggi & Spizzichino come ufficio stampa di festival e di film. Con loro ho avuto la possia Rovereto a Roma, Carlo Dutto di strada ne ha bilità di organizzare per esempio il Taormina Film Festival, fatta. Con un nonno ex Presidente del Senato e seguire Oliver Stone, Robert De Niro, Jack Black e Omar (Giovanni Spagnolli) la sua passione fin da picSharif. L’eccitazione che provo, poi, quando apro il giornale e colo erano i Telegiornali: «Lo vedevo in tv e gioleggo gli articoli che ho fatto realizzare, è immensa!». cavo a fare il tele giornalista, intervistandolo -, ma è scrivendo Carlo lavora anche da free-lance e sta seguendo la pre-prodi musica che la sua carriera inizia - vinsi il Premio letterario duzione di Ultimo Giro di Giuseppe Sanson, e scrive come Grinzane Cavour come miglior recensione in ambito musiresponsabile della sezione libri su "Close-up". cale. Ma spiccai il volo grazie ad un viaggio in Zimbabwe ad Secondo Carlo il segreto del lavoro di Press Office «è di conoaiutare mio zio medico. Lavorai con lui in sala operatoria, e scere umanamente giornalisti e star. Si sa poco del mio lavoro. realizzai un reportage che vinse il Premio Paola Biocca». Ma se ci pensate ogni articolo di giornale è realizzato tramite Inizia a scrivere su “Carta”, punto di riferimento durante il qualcuno che è in mezzo tra il soggetto e chi scrive. Siamo G8, e nel 2007 vince un corso per imparare la professione di noi!». E per chi volesse affacciarsi al mondo deUfficio Stampa: «La mia impronta sociale mi gli Uffici Stampa e farne la propria occupazione, “l'importante è portò poi a lavorare nel Forum del Terzo Settore, consiglierebbe di “essere sempre curiosi: l’imessere curiosi il cui Presidente all’epoca era Andrea Olivero». portante è non sentirsi mai sazi di quello che si di tutto, non Ma è il cinema la grande passione di Carlo: fa!”. Il sogno nel cassetto? «Essere chiamato a saziarsi mai di «Ero iscritto a Lettere con indirizzo in Cinema realizzare un film nel mio Trentino, sulla Prima informazioni” e Spettacolo. L’ho sempre amato, il cinema, e col Guerra Mondiale!».

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SPETTACOLO

SUL PAlCO, UNA FAVOLA CHE DIVENTA REALTà

e

CANTANTE D'OPERA E ATTRICE NEI MUSICAL, ANNA BILLE è ENTRATA A FAR PARTE DELLA PIù FAMOSA COMPAGNIA CIRCENSE AL MONDO, IL CIRQUE DU SOLEIL

bill anna

di Simone ARIOT

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entiseienne con la musica e il ballo nel sangue, dopo una lunga esperienza quando era bambina come cantante d’opera, in cui ha ricoperto i ruoli per le parti solistiche di personaggi infantili, comincia a collaborare con enti lirici di vari teatri. Pollicino, Il piccolo Spazzacamino, Geneviève de Brabant, Il Flauto Magico, sono solo alcune delle opere in cui ha trovato modo di esprimere le sue qualità canore e recitative. Nel 2005 la scelta di investire ancora sulla qualità seguendo i corsi di canto lirico al Conservatorio, oltre a collaborare con importanti realtà come l’Accademia Olimpica e la Società del Quartetto, e con vari teatri tra cui il “Malibran” di Venezia e il “Teatro Nuovo” di Verona. Ma è il 2006 l’anno magico, con il debutto nel mondo del musical ed entrando nel cast de Il conte di Montecristo, che le apre una nuova via. Comincia la stagione di importanti musical, interpretando ruoli come Christine nel Phantom of the opera, di Maddalena cantante in Jesus Christ Superstar di A.L.Webber, d'opera e in e di Giulietta in Romèo et Juliette di importanti musical, oggi G.Presgurvic. Subito dopo il diploma, nel 2011, il salto di qualità: viene scelta anna gira il dal Cirque du Soleil per il ruolo di La mondo con la compagnia Belle, cantante-attrice protagonista dello spettacolo Saltimbanco, che la vede impecircense più gnata in un tour mondiale che tocca tutti importante i cinque continenti. Ma ora si apre il sipario di una nuova avventura, questa volta a Las Vegas, dove ha firmato un nuovo contratto per Mystére, Resident Show nella città dalla mille luci.

il cirque du soleil è il gruppo circense più famoso e grande del mondo. Le performance dei circa 3800 dipendenti del Cirque du Soleil (acrobati, giocolieri, attori e cantanti) affascinano spettatori di ogni nazionalità dal 1984, anno in cui l’ex mangiatore di fuoco Guy Laliberté fonda la compagnia a Montreal. Il Cirque du Soleil è presente, oltre che negli spettacoli stabili a Montreal, Las Vegas, New York, Orlando, Macao, Singapore, Marina sands hotel e Dubai, in tutto il mondo grazie alle tournée di 8 spettacoli diversi. (Ph. Jean Gagnon)

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SPETTACOLO

TOICH

(Ph. Elisabetta Rossi)

ES FRANC

RAH CA SA

Non sarà conosciuta come Roberto Benigni, ma come il comico toscano Francesca opera per divulgare e far conoscere le opere di Dante anche tramite App per smartphone e tablet

Carlo Dutto con con Valeria Golino e Valeria Bruni Tedeschi al Kino Village (Ph. Sabina Filice) e assieme a Carole Bouquet (Ph. Riccardo Ghilardi)

LA voce che RACCONTA Dante IN TUTTO IL MONDO

Dal liceo classico all’Università, da Vicenza a Venezia per poi spostarsi in Irlanda e rendere la propria arte sempre più aperta alle contaminazioni. Con Andrea Santini, compagno nella vita AMA DANTE A TAL PUNTO DA DIVENTARNE e nel lavoro, produce spettacoli come Venusia , opera rappreLA MIGLIORE INTERPRETE AL MONDO sentata in Italia, Inghilterra e Irlanda; Infiniti Mondi, produzione ispirata alla figura di Giordano Bruno che unisce teatro, DELLE SUE OPERE E UN PUNTO DI danza, musica ed arti elettroniche e video; Oscilla, installazioRIFERIMENTO PER TUTTI I PIù IMPORTANTI ne audiovisiva che permette un’interazione musicale tra più EVENTI DEDICATI AL POETA utenti all’interno di un ambiente visivo videoproiettato. Oppure installazioni e spettacoli come quello recentemente preparato per l'opera d’ apertura della mostra This Age, a Venezia. Una realizzazione in cui i quadri dialogano con la sua voce ttrice, romanziera, performer. Francesca Sarah registrata nella lettura di testi danteschi. I suoi interessi sono Toich è questo e molto altro. 33 anni, vicentina e infatti sempre più direzionati verso la realizzazione di spetuna passione sfrenata per Dante, autore che le ha tacoli teatrali all’interno di gallerie artistiche, in modo da far consentito di perfezionare la sua capacità di narincontrare le due arti, quella figurativa e quelrare il testo, regalando a chi l’ ascolta magiDA VICENZA, la teatrale. che emozioni. Per due volte (2005 e 2008) ha ALL'INGHILTERRA Recentemente si è spesa anche nella realizzavinto il Lauro Dantesco come migliore inE ALL'IRLANDA, zione di un’edizione della Divina Commeterprete al mondo dell’opera del grande poeta, DANTE è SEMPRE AL dia per iPad e iPhone in cui poter ascoltare diventando punto di riferimento in tutti i più CENTRO DELLE SUE le sue interpretazioni. importanti eventi dedicati al sommo poeta.

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LA BANCA AMICA DEI GIOVANI di Anna TRENTI

Banca Popolare di Vicenza propone un’ampia offerta di prodotti e servizi bancari dedicati alle nuove generazioni

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anca Popolare di Vicenza, a conferma della sua natura di banca del territorio particolarmente attenta al benessere della collettività, riserva un particolare impegno nei confronti dei giovani, dedicando loro un’offerta mirata di prodotti e servizi bancari particolarmente agevolati e lanciando ogni anno numerose iniziative di carattere sociale e culturale, con una particolare attenzione anche per il mondo dello sport. Nell’ambito delle iniziative a carattere collettivo e sociale ricordiamo l’Operazione Studio e Trasporti, che riserva da anni ai giovani studenti vicentini ed alle loro famiglie importanti agevolazioni per la gestione dei servizi di trasporto pubblico e delle spese di istruzione, e City Card, per il pagamento dei servizi di mensa e scuolabus. Nella sfera della cultura, il Progetto Scuole a Palazzo Thiene è un’iniziativa rivolta alle scuole del territorio che prevede una serie di percorsi didattici presso il palladiano Palazzo Thiene, sede storica della Banca e attuale sede della collezione d’arte dell’Istituto. Nel corso dell’anno scolastico 2011 – 2012 sono stati circa 4.000 gli studenti che hanno visitato il palazzo.

l’offerta per i GIOVANi spazia dalla cultura, alla formazione, dai trasporti al tempo libero

Nell’ambito della formazione il sostegno al Master in Banca & Finanza del CUOA consente ogni anno ad un giovane di fare un’esperienza di stage all’interno dell’Istituto. Nel campo dell’intrattenimento dedicato ai giovani ed ai nuclei famigliari, Banca Popolare di Vicenza ha recentemente stretto con Gardaland un accordo di partnership che comprende prodotti co-branded e significative agevolazioni per l’accesso alle attrazioni del parco. Infine a livello sportivo evidenziamo l’accordo con il Vicenza Calcio per l’accesso scontato ai City Camp estivi, la sponsorizzazione del MiniRugby Vicenza e la collaborazione con altre numerose associazioni sportive locali, a confer-

Nella foto: Samuele Sorato, Direttore Generale Banca Popolare di Vicenza

ma dell’attenzione di Banca Popolare di Vicenza per le realtà sportive giovanili del territorio. Anche nell’ambito dei prodotti bancari Banca Popolare di Vicenza offre un’ampia gamma a condizioni agevolate dedicata ai giovani di tutte le fasce d’età. Per i più piccoli ricordiamo in particolare il Primi Amici, un libretto di risparmio dedicato ai bambini di età compresa tra 0 e 12 anni completamente gratuito con una remunerazione interessante delle giacenze, e Conto Amici, un conto corrente riservato ai ragazzi tra i 13 e i 17 anni, gratuito e con possibilità di servizio di home banking e carta prepagata.

banca popolare di vicenza società

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Banco di Brescia

vicino ai giovani dalla scuola al lavoro grazie a servizi studiati appositamente per loro il banco di brescia accompagna i giovani nella formazione scolastica e professionale

Foto di squadra per Roberto Tonizzo, al centro, con i Direttori Territoriali bresciani. Da sinistra Sergio Simonini, Maurizio Veggio, Piergiacomo Bollani e Elio Silini.

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na banca vicina ai giovani e alle famiglie. A sostegno delle nuove generazioni, protagoniste di domani, dai primi anni di scuola, all’università fino all’ingresso nel mondo del lavoro. Anche per il 2013 il Banco di Brescia rinnova la gamma di prodotti e servizi tradotta nei termini di un’offerta bancaria e commerciale completa, rivolta ai giovani e studiata «ad hoc» sulle loro specifiche esigenze. Partendo da Clubino, il libretto a costo zero dedicato ai bambini, da 0 a 12 anni, uno strumento facile, con un tasso di interesse dell’1%, per imparare a risparmiare in

modo libero, flessibile e divertente. Per i più grandicelli, studenti di medie e superiori, in fascia d’età compresa dai 13 ai 17 anni, la soluzione più adeguata si chiama invece I want Tubì, conto corrente speciale, senza spese, con operazioni illimitate e tasso di interesse lordo all’1%. Disponibile nel pacchetto anche una carta bancomat per effettuare prelievi e acquisti sicuri in Italia, su Internet e durante le vacanze all’estero. Attivato nell’offerta il servizio di internet banking informativo che permette al titolare del conto di controllare in qualsiasi momento saldo e movimenti direttamente dal computer di

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opportunità

Roberto Calvi, Direttore Territoriale del Triveneto A sinistra Palazzo Martinengo Villagana a Brescia in Corso Martiri della Libertà, sede del Banco di Brescia

casa o dal proprio cellulare. Sicurezza in più anche per i geradicata capacità di tradurre le idee in fare. “Innovazione e denitori che possono tener monitorate le spese dei propri figli sign sono due caratteristiche che identificano l’eccellenze del nostro e, all’occorrenza, bloccare la carta con il dispositivo on/off. Territorio – prosegue Roberto Tonizzo – che deve investire sui Enjoy è invece la carta conto corrente a costi ridotti pensata giovani e sui talenti; in quest’ottica il Banco di Brescia intende per i maggiorenni, utile per acquistare nei negozi e in rete in essere a fianco dei giovani che debuttano nel mondo del lavoro e tutta sicurezza, prelevare gratis in tutti gli sportelli automatici desiderano mettersi alla prova come imprenditori, con l’obiettivo in Italia, ricaricare il cellulare, fare e ricevere bonifici grazie al di sostenere concretamente le nuove idee e fornire stimoli all’innocodice IBAN ed utilizzarla in tutto il mondo ove presente il vazione”. marchio Mastercard. Lo testimonia il contributo stanziato dalla Banca per il «E’ importante dare ai nostri ragazzi, fin dai primi anni, una corprogetto ISUP Italian Start-Up Master varato dall’Asretta educazione sul valore e sull’utilizzo del denaro, per tornare a sociazione Industriale Bresciana con la collaborazione di puntare sulla cultura del risparmio, che va insegnata con i fatti alle Università&Impresa, per accompagnare giovani talenti nuove generazioni, soprattutto nell’attuaall’avvio di una nuova attività imprendile periodo congiunturale» ha sottolineato toriale sotto la guida del Gruppo Giovani Il servizio punta sulla Roberto Tonizzo, Direttore Generale del multicanalità, mettendo Imprenditori di AIB. Banco di Brescia. a disposizione dei clienti Sempre sul fronte del supporto ai futuri Il sostegno ai giovani, decisi a esprimerimprenditori, Banco di Brescia ha aderiun ampio ventaglio di si e realizzarsi prima a scuola e poi nella to al programma di Regione Lombardia opportunità per definire professione, è garantito anche attraverso i Fondo di rotazione per l’imprenditosoluzioni su misura prestiti per l’acquisto dei libri scolastici e rialità, che mette a disposizione fondi la formula del prestito d’onore, finanziadedicati allo start-up di impresa. «Sono mento degli studi che lo studente potrà finanziamenti concessi in base a una sperestituire una volta avviata l’attività. Non cifica convenzione tra il Banco di Brescia e ultimo l’obiettivo formativo messo in FinLombarda – spiega Tonizzo - al fine di campo dal Banco di Brescia con una serie di attività e incontri sostenere la creazione di nuove imprese costituite da giovani, donne di approfondimento culturale, spendibili nei futuri orizzone soggetti svantaggiati». ti lavorativi, già promosso nelle scuole del territorio - con il Il servizio offerto dalla Banca punta con decisione sulla mulprogetto Patti Chiari - e nell’università, in concerto con il ticanalità, mettendo a disposizione dei clienti un ampio venDipartimento di Scienze Economiche della Statale della sede taglio di opportunità per definire soluzioni su misura. Con cittadina. il servizio di internet banking Qui UBI, ottimizzato per la «Il successo imprenditoriale sta nella forza delle nuove idee, nel sonavigazione da 2000 modelli di telefono cellulare presenti sul stegno della ricerca - specifica Tonizzo – e per far sì che questo mercato, la Banca diventa uno sportello sempre aperto, veloce avvenga è necessario che aziende, università, associazioni catee sicuro, con un’assistenza gratuita che garantisce il massimo goriali e la banca del territorio collaborino sinergicamente nella supporto. promozione e nell’incentivazione della nascita di progetti validi». E chi meglio dei giovani, cresciuti nell’era digitale, saprà Il territorio lombardo è caratterizzato da un DNA marcatasfruttare al meglio le opportunità ed i vantaggi offerti da quemente imprenditoriale e da un forte pragmatismo, ovvero una sti strumenti? banco di brescia - Corso Martiri della libertà, 13 - www.bancodibrescia.it

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Litopat, da San Michele al mondo via Verona

UN GRUPPO CHE NON SEMBRA CONOSCERE CRISI l’epopea di Una realtà leader nella stampa grazie alla tecnologia avanzata ma soprattutto ad una storia familiare solida nata con il fondatore Venicio Biondani. Che stampava i fumetti e ora detta legge nel settore

La sede centrale di Litopat, a Bassona

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uando Venicio Biondani mandava in stampa i prodotti dei suoi primi clienti, in una piccola bottega di San Michele Extra (“Grande quanto un terzo del mio ufficio personale di oggi”, dice con più nostalgia che vanto), aveva gli occhi che sorridevano. Era il 1965 e lui aveva già una buona esperienza alla Mondadori, dalla quale era uscito per cercare fortuna in proprio, e – nato com’era in mezzo alla stampa e all’inchiostro – trovava in quel mondo il suo habitat naturale. Gli stessi occhi che aveva, qualche anno più tardi, quando acquistò la prima

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rotativa, comperata in un’asta fallimentare a Milano, con cui la sua azienda, a quel punto già avviata, si mise a stampare in quantità industriale copie di Topolino, proprio per la Mondadori. Gli occhi che ridevano che, piace immaginare, sfoderò quando la sua Litopat decise di comprare una Roland 800, macchina per stampa in grande formato e qualche collega gli diede dell’imprudente, salvo poi acquistare la stessa macchina tempo dopo. Gli stessi occhi, oggi guardano l’interlocutore da dietro la scrivania del suo ufficio alla Bassona, sede centrale della Litopat, azienda leader nella stampa, che vanta una


AZIENDE & SVILUPPO

A destra VENICIO BIONDANI Il fondatore dell’azienda veronese sorpreso in un controllo macchine

A sinistra, il retino stocastico e le macchine che stampano fino a 240 mila copie l’ora sono il fiore all’occhiello dal punto di vista tecnologico

sforzo logistico per la distribuzione settimanale in tutto il Paese”. seconda sede sempre nella zona industriale veronese (la “LiFiore all’occhiello dell’azienda, sul piano tecnologitopat 2”), una legatoria a San Martino Buon Albergo, oltre co, spiega Enrico Biondani, sono le cinque macchine da cento dipendenti ed un parco clienti, nazionali ed internastampa roto offset, che possono lavorare su prodotti difzionali, che colloca la creatura di Biondani ai vertici assoluti ferenti contemporaneamente, o essere concentrate suldel settore. Un’azienda solida poggiata su una storia familiare lo stesso lavoro, raggiungendo la ragdalle radici profonde: accanto al fondatoguardevole cifra di 240mila copie l’ora. re lavorano a stretto contatto la moglie, Un’azienda solida Per non parlare del retino stocastico, che amministratore delegato del gruppo, e poggiata su una assicura un’immagine pù morbida e detil figlio Enrico, che si occupa del settostoria familiare dalle tagliata. L’azienda ha importanti comre commerciale (“Quando studiava – riradici profonde messe dall’estero, in particolare nel settocorda papà Venicio – già frequentava la re del giocattolo, dove pure non mancano stamperia nelle ore libere dalla scuola”). nomi di primo piano nazionali – ne basti uno: la Giochi Pre“Oggi abbiamo una clientela che si affida a noi per la qualità e per la ziosi –, ed è certificata Iso 9001 e Iso14001, oltre che Fsc, il flessibilità della nostra produzione – racconta il titolare – lavoriamarchio che certifica l’utilizzo di carta non proveniente da mo molto nel settore dell’illuminotecnica, con marchi come Siemens, foreste in via di estinzione. Bticino, Osram, solo per fare qualche esempio. Dal 2010 siamo cer“Il nostro cuore è a Verona, questo è il nostro atelier – chiude Vetificati da Ikea per la produzione delle pubblicazioni editoriali della nicio Biondani – ma abbiamo sempre mantenuto uno sguardo casa svedese, che vengono stampate in più di 20 lingue e distribuite ampio, fuori dai confini nazionali e anche da quelli europei. Il fuin tutta Europa, Russia, America e Giappone con un controllo quaturo, d’altronde, è di chi esprime eccellenza ed internazionalizza i lità rigorosissimo, effettuato direttamente nel nostro stabilimento. propri prodotti”. Stampiamo materiale pubblicitario per la Lidl, con un imponente LITOPAT- vIA DELL’Elettronica, 11 - Verona - T. 045 8181444 - www.litopat.it

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DESPAR NORDEST

Nel nostro futuro crescita e nuove assunzioni di Paride Grandis

Il Presidente Rudolf Staudinger conferma: “Vogliamo consolidare e far crescere non soltanto la nostra azienda, ma anche il contesto umano, sociale e ambientale nel quale è inserita”

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onostante il 2012 abbia punito il settore della grande distribuzione alimentare con un trend negativo (-1% secondo dati Istat), Aspiag Service chiude l'anno con un fatturato cresciuto del +3,8%, che viaggia verso i 2 miliardi di Euro. Nuove filiali, nuove ristrutturazioni e nuove assunzioni hanno caratteriz-

zato l'esercizio appena chiuso, e continueranno – secondo le proiezioni dell'azienda – anche nel 2013. L'Amministratore Delegato Paul Klotz in conferenza stampa ha evidenziato gli investimenti in atto, segnalando come l'azienda sia particolarmente attenta alla ricerca di nuove collaborazioni, soprattutto in ambito giovanile.

Collaboratori Despar Nordest al 2012 (infografica)

UOMINI

DONNE

TECNOLOGIE E GLOBALIZZAZIONE IMPONGONO UN CAMBIAMENTO

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aziende & sviluppo

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CHI E' ASPIAG SERVICE

Nella conferenza stampa di presentazione dei dati di bilancio 2012 l'azienda di Padova, concessionaria Despar per il Nordest, ha evidenziato la forte connotazione “giovane e social” del marchio della grande distribuzione

6.464 collaboratori e 249 nuove assunzioni

In Italia il marchio Despar è gestito da diverse aziende diverse sul territorio nazionale. Aspiag si occupa del Nordest Italia. Fondata in Italia nel 1991, ad oggi Aspiag - che nel 2012 ha prodotto un fatturato complessivo di circa 1.845,9 milioni di euro - gestisce 204 filiali ad insegna Despar, Eurospar e Interspar, conta quasi 6.500 collaboratori e rifornisce oltre 350 dettaglianti indipendenti. L’approvvigionamento costante e giornaliero dei prodotti ai punti vendita è assicurato da 9 piattaforme distributive, dislocate strategicamente sul territorio per assicurare qualità e freschezza. Aspiag gestisce anche tre Centri Commerciali di proprietà in provincia di Padova: “Le Brentelle” a Sarmeola di Rubano, “Ipercity” ad Albignasego, “Extense” ad Este. In ognuno di essi è presente con un ipermercato Interspar. Partecipa inoltre alla gestione di altri 10 Centri Commerciali nel Triveneto e a Ferrara, all’interno dei quali è presente sempre con l’insegna Interspar.

I collaboratori diretti di Aspiag Service sono passati dai 6.215 del 2011 a 6.464, grazie a 249 assunzioni nel corso dell’anno. Sul fronte dell'occupazione, l'azienda prevede 900 trasformazioni di contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato entro l'anno 2014, fornendo così uno straordinario esempio di stabilità in un momento di grande incertezza.

I ruoli chiave Despar Nordest: Presidente: Rudolf Staudinger (nella foto al centro) Amministratore Delegato: Harald Antley (nella foto a sinistra) Amministratore Delegato: Paul Klotz (nella foto a destra) Direttore Marketing e Direttore del Centro Distributivo per il Veneto e l’Emilia Romagna: Francesco Montalvo Direttore Risorse Umane: Angelo Pigatto

Interspar Borgo Berga - Vicenza recentemente inaugurato

Nella pagina a sinistra Il team Eurospar Garage Manin - Verona

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il gelato dal sapore sempre giovane a verona, NELLA BOTTEGA STORICA in via roma CI SONO EMOZIONI CHE IL TEMPO NON PUò FERMARE E DELIZIE ARTIGIANALI DESTINATE AD ESSERE AMATE DA MOLTI ALTRi giovani

E

ntra nella storia del gelato di Verona. E slogan non frutta matura e saporita, il cacao e il cioccolato di alta quapoteva essere più vero ed efficace. Perché entrare lità, la vaniglia e tanto altro ancora. Per la gelateria Savoia nella gelateria Savoia di via Roma sotto i portici che è importante la naturalità di tutto ciò che si utilizza. Niente portano alla Bra, è conoscere Verona, la sua storia, “cose strane” nei gelati, ma solo ingredienti amici della salute la storia di tante generazioni di veronesi che sono cresciuti e dell’ambiente. Ogni giorno vengono mescolate con sapienza assaporando e gustando dell’ottimo gelato. Un buon veronese le materie prime nobili, in un ambiente igienicamente perfetnon può non conoscere e apprezzare le prelibatezze che sin to, seguendo le migliori ricette della tradizione italiana. La dal 1939 Savoia offre alla città. Da quel banco gelateria Savoia è unica. Nel modo di realizzare “DA QUEL BANCO sono passati i nonni in divisa da giovani balilil gelato Savoia è molto scrupoloso e conserva la, i padri, chi in eskimo chi con i Ray-ban a SONO PASSATE gelosamente alcuni “segreti” che fanno del suo secondo delle differenti simpatie. Ora invece TANTE GENERAZIONI. prodotto il migliore. Il gelato che Savoia proci vanno i figli. Pantaloni a vita bassa e scarIL SEGRETO? duce ha un sapore delizioso e consistenza piepe da tennis. Tante età, tutte le età. Il segreto? na, ma è poco grasso, lascia il palato pulito ed L’ARTIGIANALITà” L’artigianalità. All’ennesima potenza, spinta è facile da digerire. Unicità. E’ questo un altro quasi all’eccesso. L’obiettivo della gelateria Savoia è quello di segreto di casa Savoia. Viviamo in un era globalizzata. Tutto preparare, ogni giorno, per la propria affezionata clientela, il è uguale, simile. Tutto si assomiglia dannatamente. Ci sono emozioni che il tempo non può trasformare, gusti che nessuno gelato più buono e più sano che si possa produrre. Per fare potrà mai massificare. Fermarsi vicino alla Bra in via Roma questo Savoia è assolutamente rigoroso nella ricerca delle mialla gelateria Savoia è fermare il tempo, combattere il pensiero gliori materie prime che la natura può fornire come il buon unico e dominante. latte, la panna, le nocciole, i pistacchi, le uova, diversi tipi di

UNA SCELTA DI CONSUMO SANO E ALLA MODA

Fermarsi e consumare un gustoso gelato sotto i portici di via Roma alla Gelateria Savoia è molto più di una pausa rilassante. Mordicchiando un semifreddo, una mattonella o gustando un paio di squisite palline. Il gelato Savoia è un mix di desiderio e soddisfazione. E’ soprattutto lo stile dei più giovani, segnato da una relazione con il gelato varia ed esplorativa. Il gelato è, quindi, un piacere sensoriale, si mangia con gusto ed in quantità, senza remore. I giovani amano il divertimento. E il gelato soprattutto quello della Gelateria Savoia è sballo puro. Dopo un concerto, prima di una serata tra amici il gelato Savoia è un appuntamento imperdibile. Contraddistingue uno stile di vita sì giovane, ma anche sano e alla moda. Gli stili di vita e di consumo dei giovani sono finalizzati alla moda. Quindi se tutte le scelte partono dal presupposto di renderle migliore il proprio io quella da non perdersi è proprio il gelato Savoia. Tradizione che continua. Novità e perfezione estetica.

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la spesa? da rossetto è FRESCA E GIOVANE IL Gruppo  Alimentare VERONESE ha superato i venti  punti  vendita, distribuiti  in  otto  province coinvolgendo sempre più giovani e offrendo la SALUTE , la CORTESIA E il RISPARMIO che caratterizzano l’azienda dal 1964

S

ono ormai 21 i punti vendita del Gruppo Alimentare Rossetto, che è presente in ben otto province, con una politica commerciale del tutto particolare che i consumatori hanno imparato ad apprezzare e a premiare sempre di più. Nonostante il delicato momento, il Gruppo ha chiuso il 2012 con un +10% sul fatturato complessivo di vendita e con progetti di ulteriore espansione con due nuovi punti vendita per il 2013:  uno a Parma e uno in provincia di Verona. L’Amministratore delegato del gruppo alimentare Lorenzo Rossetto (a sinistra) ci conferma la soddisfazione per i risultati ottenuti e ricorda la filosofia del Gruppo: “Il nostro impegno  è molto semplice e chiaro ed è  quello di contenere il più basso possibile il prezzo di vendita di tutti i nostri prodotti, ma senza rinunciare alla qualità, aggiungendo un altro importante obiettivo che è quello della salute. Per questo abbiamo deciso di rendere pubblica questa nostra politica di lavoro, riassumendo in tre punti il nostro impegno con i clienti: Servizio, Qualità e Risparmio. Questa filosofia di lavoro ha stimolato ancora di più noi e tutti i nostri collaboratori a

UN’azienda CHE SI AFFIDA AI GIOVANI

fare sempre meglio per diventare un punto di riferimento di assoluta garanzia per gli acquisti alimentari”. E non è tutto - continua Rossetto -: “Abbiamo anche introdotto in quasi tutti i nostri punti vendita, la cucina, per preparare piatti sani e genuini pronti da portare a casa, la pasticceria, il pane fresco e la pizza tutto di nostra esclusiva produzione. Siamo un Gruppo Alimentare sempre attento al risparmio, ma anche alle nuove esigenze della famiglia moderna e ai giovani”. Giovani per i quali il gruppo investe con una filosofia ben radicata al passato e alla tradizione, ma rivolta al futuro e alle nuove generazioni nelle risorse umane. “Non bisogna dimenticare i veri protagonisti del nostro lavoro - conclude l’amministratore delegato -. E’ il nostro personale la vera forza del Gruppo. Donne e uomini eccezionali che voglio assolutamente ringraziare per tutto quello che ogni giorno fanno. La nostra, prima di essere un’Azienda, è una famiglia. Una grande famiglia dove tutti lavorano cercando di aiutare i nostri clienti a mettere nel carrello tanto risparmio, ma anche buona salute e infinita cortesia”.

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Le relazioni ai tempi dei social network di Ilaria REBECCHI

Dalla piazza alla rete, dai bigliettini d’amore a chat e applicazioni: chi sono i nostri giovani, come socializzano e come si amano? Ritratto di una generazione young-adult sospesa tra reale e virtuale

"L

a gente vuole andare su Internet e curiosare sugli amici.. Facciamo un sito e mettiamoci tutto quello che vogliono": lo diceva Jesse Eisenberg nei panni di Mark Zuckerberg nel film del 2010 The Social Newtork, dove il regista David Fincher raccontava la storia del creatore di una delle realtà che ha rivoluzionato società e cultura del Ventunesimo secolo: Facebook. Oggi, infatti, se non hai un profilo Facebook, Twitter, Google+, Pinterest, non giochi a Ruzzle, non hai un blog, probabilmente non sei al passo con i tempi. Dall’invenzione della mail (1971) al primo Social Network, Six Degrees (1997) a Facebook (creato per gli studenti di Harvard nel 2004), e figli si è assistito ad un’evoluzione dei giovani (e non solo): i ragazzi di oggi trovano difficoltà nelle aree urbane, cementificate e pericolose, ripiegando nei centri commerciali (aggregazione non culturale ma di consumo, simbolo della dissociazione) e soprattutto sul web, il non-luogo dove ognuno può essere e fare quello che vuole. Secondo l’Osservatorio dei Diritti sui Minori il 33,5% dei ragazzi dai 12 ai 18 anni resta quotidianamente al pc almeno due ore e il cellulare è utilizzato fino a quattro ore dal 14,5%, e per Doxa il 91% è iscritto ad un Social Network. Mentre il mondo adulto combatte per la privacy, i giovani cercano blog e bacheche altrui (84%), condividono (79%), e scambiano opinioni (74%).

il web è il non-luogo dove ognuno può essere e fare quello che vuole

Ed è sui Social Network che l’adolescente (di)mostra sé stesso: un quarto dei ragazzi scrive di argomenti di cui nella vita reale non parlerebbe mai, ma chi più vive le piazze virtuali è >> anche chi dedica più tempo alle occasioni sociali reali.

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Il New York Times l’ha definita cultura del rimorchio, con i mezzi di comunicazione a prolungare ambiguità e incertezza: poche settimane fa è stata lanciata Bang With Friends, applicazione che si connette al profilo Fb e permette di scegliere gli amici con cui si vorrebbe avere un’avventura sexy, e in caso di reciprocità si riceve una mail di conferma. Sesso alla portata di mano, facile, senza legami e disinibito, e giovani Una scena del film The social network del registra David Fincher (2010) che consigliano siti, si incontrano e pubblicano foto e video sexy sui Social Network: si chiama sexting E i genitori? Nelle statistiche di“Adolescenti tra piazze reali e e negli Stati Uniti è una pratica di oltre il 20% dei ragazzi piazze virtuali” (De Fiori e Quarantino), i genitori del 21% tra i 16 e i 19 anni, mentre secondo Telefono Azzurro nel degli adolescenti non si occupavano mai delle loro attività in 2011 tra i 12 e i 18 anni il 10,2% aveva ricevuto messaggi o rete. Genitori e insegnanti sono spesso alienati da una comuvideo a sfondo sessuale tramite cellulare, e il 6,7% ne aveva nicazione che funziona bene visto che per la generazione 2.0 inviati ad amici, fidanzati, adulti o anche sconosciuti. i migliori promotori sul web sono i consumatori, ed in molti riescono a lavorare grazie alla condivisione: feste private e in Se il 30% degli iscritti ai vari siti di incontri dichiara di aver locali o concerti, brand ed associazioni trovano trovato l’amore, la tormentata ricerca amorosa e il la prima fonte di pubblico sui Social NetCybercrime di cui sono vittime gli adolework. scenti, preoccupano. Non si parla solo perché si deve I social network consentono di ma anche per dimostrare di relazionarsi rispondendo al biesserci, la reputazione si cosogno di esprimersi, dando struisce online, le espresvita ad identità passeggere sioni culturali sono per che si esprimono in frasi tutti, il social network ed emoticon a scapito di sostituisce il muretto, comunicazione corporea i giovani sono rintrace dimensione emotiva, ciabili su profili e propresenza, ascolto e regrammi di messaging ciprocità dell’emotività: istantaneo. è l’analfabetismo emotivo. Una volta erano Le relazioni costruite i parenti più adulti e E’ un web affascinante, online vengono spesso vicini a dare consigli su pericoloso e ritenute meno impeamore e sesso ai giovani, caleidoscopico gnative e dolorose, ed oggi ci sono blog legati a dove tutto è possibile esiste un social network, matrici sociali, di costruzioe in grado di plasmare WotWentWrong, dove gli ne di identità e di accettazione i più giovani iscritti inseriscono foto ed all’interno di un gruppo. informazioni delle storie finite, E’ un web affascinante, pericoloso per capire cosa non ha funzionato e caleidoscopico dove tutto è possibile e inviando un questionario a scelta mulin grado di plasmare i più giovani, capaci di tipla all’ex partner. aprirsi ad un’interazione produttiva, creativa e posiMassimo Bettetini, autore de "L’affettività degli tiva, ma anche alienante perché irreale. E tutti recitano una adolescenti da 12 a 18 anni" (San Paolo Edizioni 2010), afparte, come nelle opere pirandelliane, tra virtuose possibilità ferma che “l’adolescente oggi è alla spasmodica ricerca dele fittizie amicizie, e dove non si scrive con la matita, ma con la felicità ed è in fuga dal dolore, fisico, psichico, spirituale che l’inchiostro. Indelebile. sia. Ma la felicità in sé è fumosa”, soprattutto se virtuale. 82

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tempolibero/società

Connessi, esterofili e tatuati. Così vogliono essere gli adolescenti d’oggi

TATtOO mania

I TEENAGER e i desideri per ogni età. Addio a Vespa e discoteca, arrivano smartphone e tatuaggi di Simone ARIOT

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uali sono i sogni, più o meno impegnati, degli adolescenti di oggi? Finiti i tempi del motorino e della discoteca, i teenager 2.0 vogliono essere connessi, virtualmente più che realmente. I mezzi di trasporto che un tempo assicuravano l’emancipazione (in ordine motorino, moto e auto) sono oggi sostituiti dalla tecnologia, che consente viaggi di migliaia di kilometri con un solo clic. Internet è scontato e il pc non lo si desidera. Lo si ha e basta. La Vespetta degli anni 70 è stata invece sostituita dagli smartphone, iPhone in primis, e rigorosamente senza parental control (possibilità di navigare senza blocchi su tutti i siti). Un affarino che sta in tasca e rende tutti connessi, vicino e in grado di condividere, parola del momento! Dalle foto ai video, dalle soluzioni dei compiti alla musica. Uscire al parchetto, spostarsi fisicamente, non è più una necessità. Verso i 16 anni, però, tutto questo stare chiusi in casa comincia a stancare. L’estate si avvicina e si ha voglia di evadere. Una vacanza studio all’estero dove imparare l’inglese (scusa ufficiale) e prendere le prime cotte (occupazione reale) è diventato un must non più per i soli rampolli dell’alta borghesia. Due o tre settimane che consentono di fare nuove amicizie (reali e su Facebook) che torneranno utili prima o poi, non solo a settembre con l’inglese fortificato. Le mete? La classica Inghilterra e la calda Malta, dove una fattispecie di inglese non proprio oxford-style attira sempre più giovani studenti! Intanto il tempo passa, e si arriva alla terza tappa, i fatidici 18 della maggiore età. Negli ultimi anni chi se lo può permettere scimmiotta le usanze dei nobili (ormai decaduti) e organizza un’entrata in società. Party esclusivo su invito filigranato, meglio ancora se in una villa palladiana affittata per l’occasione. Abiti da gran soiré e cravatte mal annodate in un tripudio di sbornie che entrano negli annali. Molto più democratici e alla portata di tutti, salvo chi ha genitori Doberman, sono i tatuaggi, irrinunciabile gadget autoimpresso. Guai a non averne (usiamo il plurale perché uno non basta) e per le femmine è praticamente obbligatorio. Se non ce l’hai, sei out! New old school, tribali o giapponesi, ognuno troverà il suo stile, l’importante è marchiarsi, ripetendo all’unisono la frase magica: per me significa qualcosa.

dillo con un tatuaggio I tatuaggi raccontano la vita di chi li sceglie, indicando una scelta di libertà che va oltre le convenzioni. Un mondo in cui le regole ci sono e sono ben esposte, e dove la passione di chi vi opera è la prima garanzia da considerare nel momento della ricerca di un professionista. Old e new school, realistici, biomeccanici, giapponesi o tribali che siano sono gli stili che arrivano a soddisfare quel 30% di giovani marchiato. La crisi economica non sembra aver intaccato un’arte che in Italia vanta un migliaio di imprese (quasi sempre individuali) per un giro stimato di circa 80 milioni di euro e sempre in crescita. Le femmine però preferiscono i piercing, almeno le più giovani, mentre i maschi non ci pensano due volte e amano marchiarsi in tutto il corpo. Molto gettonati sono oggi le cover, un’operazione di restyling del tatuaggio, una sorta di trasformazione di quello precedente. Attenzione però: i minori devono essere accompagnati dai genitori e ogni studio deve presentare una rigorosa documentazione sanitaria per comprovare l’igiene e la sicurezza. I prezzi? Sono variabili. Si va da un minimo di 50 euro per un tattoo di piccole dimensioni a diverse migliaia di euro, e numerose sedute, per quelli più strutturati.

E con 100 euro non lo si scorderà mai (il significato). L’auto, invece, non è più un sogno. E’ un po’ come internet. Una cosa talmente scontata che non ci si pensa più.

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FORMAZIONE FORMAZIONE

IL FUTURO PROSSIMO DELLA SCUOLA di Martino soriano

Dall'introduzione del cinese all'uTILIZZO ABITUALE delle LIM (lavagne interattive multimediali), il mondo della scuola cambia per stare al passo con i tempi. Con qualche resistenza e nota dolente

T

frontiere che oggigiorno stanno coinvolgendo la scuola in un empi di cambiamento, trasformazioni, integrazioni processo di trasformazione richiesto soprattutto dall’Europa. di saperi. Da un mondo in cui insegnanti e libri Quali sono le novità più interessanti? Sicuramente la tecnoerano i soli depositari del sapere a una realtà in cui logia. Ha investito tutti i campi professionali e culturali, non intervengono altri soggetti nel percorso d’istruziopoteva non esserlo per l’istruzione. Internet, tablet e L.I.M ne e formazione, il passo è stato breve. Sembrava ieri quando (lavagne interattive multimediali) possono accelerare l’apsi leggeva in classe il libro Cuore e il sussidiario rappresentava prendimento, ma per funzionare servono docenti in grado di la finestra sul sapere. Ma negli ultimi vent’anni, tra sperimenutilizzare queste tecnologie. E poi? Le lingue straniere sicuratazioni e spinte all’autonomia, l’istituzione si è trasformata. mente. In un mondo globalizzato l’inglese è dato per scontato. Oggi la scuola oscilla tra una volontà del singolo istituto ad Ma un lingua sola non basta, e arrivano lingue molto lontane, innovarsi e la permanenza di retaggi di una scuola del passato, come il cinese. Attenzione però. In Italia si riquando nozionismo e penna rossa ricordavano TECNOLOGIE E schia il gap anagrafico. Gli insegnanti italiani a tutti che si trattava di un’istituzione sacra. GLOBALIZZAZIONE sono troppo anziani, per l’Europa è un freno al Internet, lingue straniere, collegialità e apIMPONGONO UN cambiamento e all’innovazione. prendimento divergente sono solo alcune delle

CAMBIAMENTO

COME CAMBIA LA SCUOLA |

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FORMAZIONE

Esperimenti high tech MAESTRA, VOGLIO L'iPAD! Lo si usa per leggere, lavorare, guardare un film. Perché non per studiare? Probabilmente è quanto si sono chiesti gli insegnanti di alcune scuole d’infanzia del Maine, al confine con il Canada, quando hanno deciso di dotare 300 scuole del tablet più in voga e ricercato. Uno strumento con cui insegnare l’alfabeto, educare all’ascolto dei suoni tramite canzoni e musiche, introdurre al disegno e ai primi rudimenti della matematica. In Italia sarebbe impossibile (forse si tratta di un’estremizzazione), ma alle scuole superiori ci sono interessanti sperimentazioni che prefigurano un graduale passaggio dai libri di testo allo strumento elettronico. Significa che non vedremo più bambini e adolescenti arrivare a scuola con lo zaino carico di libri? Non del tutto. Il passaggio sarà graduale, ma la direzione in cui si sta andando è quella. «È un cambio di visione per la scuola - afferma il dirigente del liceo Golgi di Breno di Brescia, il professor Mario Martini, una scuola che fa parte del progetto classe 2.0 in cui in una classe gli studenti usano l’iPad. Perché i ragazzi diventano coprotagonisti dell'azione didattica, mettendo a disposizione le loro capacità». Anche tra i più piccoli, come i bambini dell’International school of Brescia, scuola internazionale frequentata da bambini tra i 2 e gli 11 anni con didattica in inglese, si è percorsa questa strada. Imparare la fonetica inglese è molto più facile con VoiceOver e altre app che ripetono il suono delle parole. Ogni settimana ci sono anche lezioni di cinese mandarino e vengono usate applicazioni che insegnano come formare parole e ideogrammi in maniera molto più efficace di quanto non sappiano fare i libri di testo tradizionali, spiega il preside della scuola Patrick Arcuri. A Vicenza, al Il liceo Quadri, si è voluto sperimentare un progetto che vede la tecnologia in prima linea. Due classi del liceo delle scienze applicate hanno potuto scegliere tra tablet o netbook, e non è presto per le prime valutazioni: «I ragazzi apprezzano più di alcuni docenti, ma si tratta di una buona esperienza, che va mantenuta», riferisce il vicepreside Paolo Vidali. E in Europa? Ogni paese conosce esperienze piò o meno felici. Si passa dalla realtà francese che a partire dal 2015 vuole adottare un tablet per ogni studente a quella Belga, dove i genitori di 710 studenti hanno sporto denuncia per l’obbligatorietà di acquistare un Ipad ai propri figli imposto dall’istituzione scolastica. Più riflessivi in Olanda, dove il tablet ha preso un

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lim - la lavagna magica Acronimo di lavagna interattiva multimediale è la novità tecnologica della scuola italiana. L’obiettivo è quello di sostituire in pochi anni le vecchie e nostalgiche lavagne d’ardesia in cui a scrivere sono i gessetti, per installare in ogni aula questo maxischermo con funzione touch collegato a pc e videoproiettore (può diventare anche un mini cinema in cui visionare documentari da Youtube). Il programma preinstallato consente di modificare documenti di testo e sovrascrivere attraverso funzioni che consentono di integrare programmi molto evoluti. Un esempio? Una versione di latino può essere destrutturata, sottolineata con diversi colori, ingrandita e rimpicciolita e integrata con appunti e traduzioni. Oppure, ricercandolo in Google immagini, l’insegnante di storia dell’arte può reperire qualsiasi quadro, anche il più raro, per analizzarlo e apportare tutte le modifiche che servono. I documenti vengono salvati nell’archivio e viene spedito via mail agli studenti, risparmiando in fotocopie. Se gli studenti sono entusiasti, molti docenti intimoriti dalla tecnologia tendono ancora a tenerle spente. Ma quando saranno presenti in tutte le classi le scuse per non usarle non staranno più in piedi, e ci si adeguerà.

biglietto di andata/ritorno in favore dei testi cartacei. Il motivo? I contenuti didattici digitali si sono rivelati insufficienti e non ancora maturi, soprattutto per un problema di lingua. Se per l’inglese c’è materiale a sufficienza, per l’olandese (e molte altre lingue) non è ancora così. Si tratterà di aspettare ancora un po'.


STUDIANDO IL cinese si imparano meglio INGLESE E FRANCESE

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n principio era il francese. Poi, nel tempo, arrivarono inglese e tedesco. Dagli anni 90’ si apre allo spagnolo e in questi ultimi anni, conseguenza della globalizzazione, è arrivato il cinese. La prima scuola in Italia ad aver introdotto la lingua di Confucio è stato il liceo classico Pigafetta di Vicenza, nel 2006, e da sperimentazione è diventato percorso istituzionale. Secondo Marta Nori, insegnante di cinese, si tratta di una scelta di successo. Perché è importante studiare il cinese? Perché è la lingua più parlata al mondo. Il fatto che una persona su 6 la parli, significa che facilmente nella propria vita lavorativa ci si troverà ad avere a che fare con la Cina e chi conosce la lingua degli interlocutori cinesi è sempre tenuto in altissima considerazione dai Cinesi. Inoltre studiare una lingua semanticamente così diversa e lontana rende per contro più facile lo studio delle lingue che hanno una stessa origine, perché ci si abitua a cogliere più similitudini e riferimenti, oltre a sviluppare molto anche la memoria visiva. Quali difficoltà incontrano gli studenti? Principalmente tecniche. Soprattutto all'inizio si deve tornare ad una impostazione da "elementari di una volta". Per una lingua priva di alfabeto la buona memoria è essenziale. Quando si comincia, il cinese deve diventare parte della giornata, anche per pochi minuti al giorno, ma bisogna trovare il tempo di scrivere e tenersi allenati. E' una lingua che si dimentica con estrema rapidità (anche i Cinesi hanno questo problema). Come rafforzare questa lingua? Con attività culturali extra, film e video, canzoni famose, visite a mostre dedicate. Per il capodanno cinese ceniamo a tema tutti insieme. Poi, importantissimo, un viaggio in Cina che organizziamo ogni settembre dove si entra nel vivo. Non solo della lingua, ma anche della cultura., e non solo in quella libresca. Perché studiare il cinese? Perché la Cina è una grandissima potenza economica che si sta affacciando sempre più prepotentemente nel mondo. Le aziende italiane lo sanno bene e si relazionano con loro. Farlo in cinese significa avere maggiori facilità nel mantenere il rapporto, creare empatia. E chi conosce il cinese, indipendentemente dalla laurea, ha buone possibilità di trovare un suo spazio nelle in azienda. E le prossime lingue? Considerando l’economia e la geografia politica, si potrebbe dire portoghese e arabo. La prima perché lo si parla in Brasile, grande potenza in espansione, il secondo per la diffusione capillare in tutto il mondo. Per ora forse è presto, ma in alcune scuole ci stanno già pensando.

Marta Nori, insegnante di cinese

succede in italia/1

e gli insegnanti? i nostri sono i più vecchi Nel 2011 l’età media degli insegnanti di scuola secondaria era di 51 anni. Nel 2012 è salita a 52 e per il 2013 si prevede passerà a 54. Sono i più vecchi del mondo, perché? Il sistema di reclutamento, ancorato a principi di stampo medioevale ed estremamente centralizzato, non consente la flessibilità nella gestione. Ogni dieci pensionati il ricambio è di 6 e per alcune classi di concorso la realtà ha raggiunto livelli di precariato disarmante. In Veneto e Lombardia gli insegnanti di ruolo under 35 di latino o filosofia si contano sulle dita di una mano e per almeno una decina d’anni non si prefigurano assunzioni. Il risultato? Un gap generazionale sempre più marcato e la difficoltà ad entrare in relazione con docenti che per età superano i propri genitori. Non solo. Sono gli insegnanti giovani ad avere più entusiasmo e capacità d’innovare, caratteristica che con l’età cala. Non aiuta inoltre una carriera in cui non esiste il riconoscimento del merito e in più livellata verso il basso. Il rischio è che i migliori potenziali insegnanti abbandonino l’impresa, e si dirigano verso altri lidi, dove il merito è maggiormente considerato. Di fatto ciò che sta accadendo, come dimostrano i dati raccolti dall’Indire ed altre agenzie specifiche, è la capacità di attrarre sempre meno giovani. Se in Finlandia l’insegnamento è la seconda professione più ambita, in Italia non viene più nemmeno menzionata nelle classifiche, dove continuano a spiccare le professioni del medico, dell’avvocato e dell’ingegnere.

l'età media degli insegnanti italiani è di 52 anni e gli under 35 sono pochissimi

COME CAMBIA LA SCUOLA |

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LAVORO

SUCCEDE IN ITALIA/2

VITA DA RICERCATORI

I

l sistema universitario italiano prevede che, per diventare ricercatore, si sia in possesso del più alto titolo universitario: il dottorato di ricerca. 3 anni post-laurea, a cui si accede previo superamento di concorso, in cui sviluppare un progetto di ricerca. Il problema inizia da subito, perché non tutti i dottorati prevedono una borsa di studio e in molti casi si tratta di investire ulteriori risorse economiche provenienti dalla famiglia o dai pochi lavori extra che si riescono a fare. Una volta concluso il percorso, si cercano “assegni di ricerca” per continuare a fare scorta di altri titoli e tentare il concorso da ricercatore. Il problema è che sono bloccati da anni e di fatto, il dottorato, resta spendibile solo in Università. Lo sbocco nella carriera accademica dei dottorati è stato purtroppo insufficiente; infatti i posti di ricercatore messi a concorso sono stati quasi costantemente al disotto del numero dei dottorati di ricerca licenziati dalle università. E si è punto e a capo. I concorsi, per di più, sono fin troppo pilotati. Nepotismi e favoritismi d’interesse continuano a farla da padrone. Il risultato? Un esercito di super titolati che nel migliore dei casi tenta di riciclarsi nella scuola, trovandosi di fatto ad insegnare discipline in alcuni casi lontani dal proprio campo d’interesse. Potevano essere ottimi ricercatori, diventano insegnanti frustrati. Rimane aperta la strada dell’emigrazione, la tanto declamata fuga dei cervelli, perché gli studiosi italiani all’estero sono quasi sempre tra i più apprezzati. “Ero il migliore del mio corso di dottorato. Era riconosciuto da tutti, in primis dal mio professore. Ma non era abbastanza ammanicato per farmi vincere il concorso a ricercatore. Per fortuna ho ascoltato il suo consiglio e sono andato in Danimarca. Ora, a distanza di 4 anni, guadagno il triplo di quanto prenderei in Italia, faccio ricerca pura, incondizionata e pubblico su riviste internazionali”: questa è la storia di Andrea, che non vuole farsi riconoscere e per questo non pubblichiamo il cognome il quale, dice con una sorta di speranza “Vorrei tornare in Italia prima o poi. Ma sul piano lavorativo sarebbe frustrazione pura. E quindi me ne sto qui, in Danimarca”. Dopo il danno, la beffa. Perché queste menti che studiano e fanno ricerca in diversi campi regalano al mondo QUELLA ITALIANA un sapere acquisito in Italia. E se il dottorato è UNA LOGICA lo si facesse valere fuori dall’Università, magari ASSURDA, CHE in azienda? In Italia, nel settore privato, il titoPER IL FUTURO lo di dottore di ricerca può rappresentare adNON VEDE dirittura un fattore negativo: l’industria tratta PROSPETTIVE DI spesso il candidato come un neolaureato più MIGLIORAMENTO vecchio, non riconoscendo o non rendendosi conto delle sue capacità organizzative e delle esperienze acquisite attraverso ricerca, stage all’estero, collaborazioni e partecipazione a congressi, quasi sempre in ambito internazionale. Gli anni di sacrifici, anche economici, spesi nella ricerca universitaria spesso si traducono in un danno, dato il ritardo con cui i dottori di ricerca arrivano sul mercato del lavoro. E leggi che favoriscano l’inserimento di

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IL COSTO DEI CERVELLI IN FUGA L’esodo di ricercatori altamente specializzati che vanno a lavorare all’estero, è un fenomeno, per ora, senza inversione di tendenza. Il costo? 148 milioni di euro per ogni ricercatore. Una cifra folle. I 155 brevetti prodotti da parte dei venti migliori ricercatori italiani all’estero sommati ai 301 brevetti ai quali ricercatori italiani hanno partecipato in modo significativo negli ultimi vent’anni, in termini di reddito rappresentano una perdita teorica per l'Italia di quasi 4 miliardi di euro. La Fondazione Lilly (www.fondazionelilly.it) ha voluto calcolare questo enorme spreco Insieme all’I-Com (Istituto per la Competitività), per stimolare il più possibile la reazione del sistema politico a favore di un sostegno che non sia fatto solo di belle parole.

IO, RICERCATORE IN UK Simone Brioni è un giovane ricercatore bresciano che vive in Inghilterra, dove lavora alla Warwick University. Si occupa di letteratura dell’età post coloniale e semiotica interculturale. Simone, cosa pensano i tuoi colleghi inglesi rispetto allo stato della ricerca in Italia? è difficile generalizzare, penso però che il numero di Italiani che lavorano nelle università del Regno Unito faccia pensare che la ricerca in Italia non goda di buona salute C'è qualche speranza per il futuro dei ricercatori italiani? La speranza è l’ultima a morire. Certo è che c’è bisogno di persone competenti al posto giusto. E i ministri di turno non si sono mai spesi del tutto per cambiare le cose. In cosa la ricerca in Italia è migliore che in UK? Sicuramente l’Università nel Regno Unito è più organizzata, dal punto di vista pratico e negli aspetti gestionali. Avete a disposizione un "portafoglio" per spese legate alla ricerca? Ho avuto a disposizioni molti fondi per organizzare seminari di ricerca. E molti sono a disposizione presentando progetti di interventi didattici e di conferenze, previo concorso. Anche alcune delle spese per i viaggi mi sono state coperte, ma sempre presentando una domanda scritta, che veniva valutata da una commissione. In Italia i ricercatori lamentano una condizione svantaggiosa collegata alle troppe ore di didattica che sottraggono spazio alla ricerca pura. è così anche in Gran Bretagna? Purtroppo, sì. Io ho insegnato fin dal mio primo anno di PhD (philospphical doctorate).

queste figure in azienda non ce ne sono. Lo Stato, quindi, dopo aver speso ingenti risorse per formarli, è il primo a non riconoscerli come meriterebbero. Una logica assurda, che per il futuro non vede prospettive di miglioramento. E se i giovani italiani vanno all’estero, quelli stranieri non vengono in Italia. Oggi manca un flusso bidirezionale tra i cervelli che aumentano il prestigio della cultura scientifica. Un biglietto di sola andata: chi se ne va poi non torna e le Università italiane non si evolvono perché non arrivano idee e persone dall’estero, e tutto si ferma. Dove invece tutto dovrebbe essere in movimento.


PROFESSIONISTI D'ECCELLENZA

DAL SOGNO AL SUCCESSO

S

embra quasi esista una sorta di equazione non scritta. Più ci si allontana, superando i confini imposti dal certificato di nascita, più aumentano le probabilità di incontrare il successo. Emigrazione intellettuale, cervelli in fuga, allontanamento dei sapienti. Possiamo chiamarlo in molti modi ma il fenomeno è ormai noto a tutti. Per trovare uno spazio professionale adeguato, non sono rare le situazioni in cui si debba partire. Ma non si tratta sempre e solo di scelte obbligate dall’inefficiente sistema italiano. A volte entrano in gioco fattori congiunturali o, molto semplicemente, alcune professioni esistono solo altrove. Come nel caso di Massimiliano Sani e Samantha Cristoforetti. Se il Veneto e il Trentino rappresentano una sorte di casa madre, il mondo è diventato la loro casa. E vivere con la valigia in mano, passando lunghissimi periodi lontani dall’Italia, è ormai più che un’abitudine. Il paese ospitante diventa un po’ alla volta il proprio paese. Da emigrante ci si trasforma in cittadino acquisito, sapendo che da un momento all’altro si deve essere pronti ad un nuovo spostamento. Massimiliano, 32enne vicentino, sembra che abbia fiutato questa dimensione molto presto, ai primi anni di Università. Scienza della comunicazione a Bologna, non lasciandosi scappare l’opportunità di un Erasmus in Spagna prima e in Brasile poi, aggiungendo all’inglese studiato a scuola anche spagnolo e portoghese. Dopo la laurea un master in antropologia in terra iberica e una borsa di studio del ministero degli esteri in Angola, presso l’UNCEF. “Dopo i sei mesi da volontario sono tornato in Italia per un po’, aspettando la conferma definitiva che mi ha consentito di diventare Communication for development officer, una sorta di addetto alla comunicazione istituzionale, per poi essere promosso, dopo tre anni, al rango di manager. In questi ambiti, quasi sempre, una promozione significa un novo spostamento, iniziare un nuovo lavoro con nuove responsabilità. E’ difficile, ma è una sfida entusiasmante". Molto spesso si tratta di vivere in paesi difficili, come l’Angola, ricchissimo paese africano ma altrettanto pericoloso, o il Mozambico, tra i più poveri al mondo. Massimiliano, di cosa ti occupi nello specifico? Comunicazione per lo sviluppo. E’ la disciplina che si occupa di comunicare con la popolazione locale promuovendo una serie di comportamenti di salute, educazione e protezione dei minori e promuovendo i servizi offerti dal governo, come le vaccinazioni, il registro delle nascite ecc...). Si tratta di convincere la popolazione ad adottare comportamenti come l'allattamento esclusivo al seno nei primi sei mesi dalla nascita, pratiche di igiene, metodi di prevenzione contro l'HIV, e molto altro. Quali sono le difficoltà quotidiane che si incontrano in una città difficile come Maputo in Mozambico? Ci sono limiti in termini di libertà di movimento e di sicurezza. E’ normale vivere e avere al proprio fianco delle guardie private per la protezione della propria abitazione, evitando di frequentare alcune zone della città.

Torneresti in Italia? Si, ma sarebbe difficile trovare una posizione stimolante come questa. Quanto conta, nel tuo lavoro, il fatto di lavorare per una organizzazione come l’Unicef, rispetto a quanti lavorano invece per le organizzazioni non governative (O.N.G.)? Lavorare con le Nazioni Unite permette di allargare il raggio d’azione del proprio operato. Il nostro ruolo principale è quello di fornire assistenza tecnica al governo affinché le politiche governative vengano riviste e migliorate per proteggere i diritti dei bambini. Rispetto le O.N.G. abbiamo molto più potere di spesa, dettaglio non irrilevante.

LAVORARE NELLO SPAZIO Samantha Cristoforetti, prima donna italiana nello spazio, è il fiore all’occhiello dell’aereonautica nazionale. Ingegnere, poliglotta e studi internazionali alle spalle, ha superato 8500 colleghi (quasi tutti maschi) nelle selezioni per la missione che la porterà nello spazio a fine 2014. Un lavoro difficile che metterà a dura prova la 35enne originaria e cresciuta a Malè, Val di Sole, che dopo il liceo a Trento si è laureata in ingegneria all'Università Tecnica di Monaco di Baviera. Dal 2001 ha frequentato l'Accademia Aeronautica di Pozzuoli, diplomandosi nel 2005. E’ la terza donna europea e prima italiana scelta dall'Agenzia Spaziale Europea per una missione della durata di 6-7 mesi a bordo di una Sojuz. La sua vita è un continuo spostamento: Colonia, al centro astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea, Houston, nel Texas, presso la Nasa, e nella “Città delle stelle”, vicino a Mosca. Pilota dell'Aeronautica con il grado di capitano, ha un curriculum con 500 ore di volo su velivoli militari. Sin da piccola sognava un futuro da astronauta, e la formazione internazionale e le cinque lingue l’aiutano e non poco. A bordo si parla inglese e russo, ma da poco ha cominciato a studiare il cinese. Nella missione sarà l’ingegnere di bordo, pronta ad attività extraveicolari, come guasti da riparare dall’esterno. Una vita avventurosa e utile, perché le scoperte e gli studi che si sviluppano sullo spazio hanno una profonda ricaduta scientifica e medica. Ancora una volta grazie ai cervelli italiani. (Ph. NASA/James Blair)

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FORMAZIONE GREEN

COLORI E SOSTENIBILITà SUI BANCHI DI SCUOLA di Anna TRENTI

L’impegno di Gruppo Huber per l’ambiente raggiunge anche le scuole grafiche, con un progetto di informazione e sensibilizzazione sul tema della Stampa Sostenibile

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a sostenibilità ambientale è un impegno concreto di oggi per il futuro del pianeta e della comunità, e allo stesso tempo un requisito imposto da normative sempre più rigorose. Ma è anche e soprattutto un tema che si lega fortemente con la sensibilità personale di tutti i cittadini. Partendo da queste considerazioni il Gruppo Huber ha aderito con grande entusiasmo al progetto “Io stampo sostenibile - Scuole” rivolto agli istituti superiori del settore grafico, organizzato in collaborazione con AltaEco, società specializzata in servizi alle aziende per il business sostenibile, e con Assografici e Agfa Graphics.

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Ai tre incontri organizzati negli scorsi anni in altrettanti istituti scolastici di Verona, Torino e Milano, ne seguiranno altri due nel corso del 2013, in istituti grafici di Mestre e Bologna. Il caso aziendale presentato dal Gruppo Huber ad allievi e insegnanti ha dimostrato come anche un’azienda chimica può operare con un approccio ecosostenibile, illustrando in particolare i diversi ambiti di intervento attraverso i quali è possibile ridurre l’impatto ambientale dell’attività produttiva e gli effetti positivi che l’adozione di pratiche sostenibili consente di ottenere non solo a livello ambientale e sociale, ma anche economico.


FORMAZIONE

GRUPPO HUBER: UN Impegno costante per la ricerca e la sicurezza

Con sede a Bolzano Vicentino, la filiale italiana del Gruppo Huber fa parte di uno dei maggiori produttori al mondo di inchiostri da stampa, che oggi raggruppa circa 40 società operanti in tutti i continenti. Un’elevata efficienza organizzativa unita all’eccellenza nell’ingegneria degli impianti caratterizzano tutte le realtà produttive del Gruppo tedesco, che opera con una visione orientata ad anticipare le nuove esigenze del mercato grazie ad un impegno costante nell’attività di ricerca e sviluppo, associata ad una costante attenzione nei confronti della sicurezza.

“More than just ink” Il messaggio fondamentale lanciato dal Gruppo Huber agli studenti, futuri operatori del settore della grafica e della stampa, è infatti che una gestione aziendale improntata alla sostenibilità permette di ridurre i consumi e le emissioni inquinanti, con conseguenti benefici economici derivanti sia dal risparmio di tempo e risorse, sia dalla capacità di rispondere alle nuove esigenze del mercato, nel quale la richiesta di prodotti sostenibili, già in costante crescita, è destinata ad aumentare ulteriormente. Ne è un concreto esempio il portafoglio prodotti MINERAL OIL-FREE recentemente presentato sul mercato europeo dal Gruppo Huber, unica linea completa di prodotti a base vegetale da fonti rinnovabili. L’innovativa linea prodotti va dagli inchiostri e vernici per l’editoria a quelli ad alta sicurezza alimentare, fino a quelli per la stampa su litolatta e rotative (commerciali e quotidiani), queste ultime le vere novità. In tutte le scuole coinvolte l’iniziativa ha riscosso un notevole apprezzamento e interesse, sia tra gli studenti sia tra gli insegnanti, e ora il Gruppo Huber auspica di proseguire ancora questa collaborazione con il mondo della scuola, magari coinvolgendo anche qualche istituto vicentino, con programmi differenziati per scuole primarie, medie e istituti tecnici. Partendo dal ruolo degli imballaggi e dell’importanza dell’utilizzo di materiali sicuri e idonei per la loro realizzazione, il Gruppo Huber propone infatti incontri più o meno approfonditi a seconda dell’età e della specializzazione degli studenti, unendo informazione e sensibilizzazione sulla sostenibilità ambientale e sulla sicurezza alimentare.

HUBERGROUP IN NUMERI

825 milioni di euro il fatturato 2011

200 le sedi nel mondo

3.600 i dipendenti 1765 l’anno di fondazione

82 milioni di euro il fatturato di Huber Italia

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i dipendenti di Huber Italia, tra Vicenza e Milano

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società

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fumo “elettronicO”

sicura ed efficace l’e-cig secondo kif La novità che rivoluziona il mondo delle sigarette elettroniche: già aperti i primi punti vendita in provincia di VICENZA

Fabio Caliman, responsabile del progetto Kif, tra Danilo Sasso e Massimo Caliman rispettivamente amministratore e presidente di Dama Service

L

vativo e un modello di business lungimirante: «Abbiamo dedie sigarette elettroniche sono sulla bocca di tutti, ancato oltre un anno allaricerca e sviluppo - spiega Fabio Caliman, che metaforicamente. Da una parte ormai il loro inresponsabile del progetto Kif - permettere a punto un prodotto credibile successo le ha rese un vero e proprio fenorealmente innovativo, sicuro per il consumatore esenza rischi per meno sociale e un business di grande rilievo, uno dei gli investitori che vogliono partecipareal business lavorandocon il pochissimi in forte espansione in un momento di generale crisi nostro brand». «Il risultato è una gamma di sigarette elettroniche economica. Dall’altra però la vendita di liquidi contenenti nie soprattutto di liquidi di nuova generazione. Infatti,- continua cotina sintetica è oggetto di dibattito. Anche l’Unione europea Caliman - rispetto a tutti gli altri liquidi presensi sta indirizzando verso una normativa che tisul mercato, i nostri non contengono nicotina regolamenti il mercato, oggi senza controlli. un prodotto sintetica ma sono prodotti con materie prime cerKif fa la differenza. DamaService, un’azienda realmente tificate di altissima qualità. Il “colpo in gola” tanvicentina di Marostica convent’anni di espeinnovativo al to ricercato dai classici fumatori è frutto di un mix rienzanel settore dell’elettronica e del fran100% salutare di erbe completamentenaturali. La soddisfazione chising, entra oggi nel mercato delle sigarette per i consumatori del consumatore è stato elemento centrale nello elettroniche con un prodotto realmente innoe sicuro per gli

investitori

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INNOVAZIONE

INFO UTILI

sviluppo del prodotto e l’obiettivo può dirsi pienamente centrato». La sigaretta elettronica è ormai un affare per tanti, e Kif arriva solo ora nei negozi. «Arriviamo ora con i nostri punti vendita - racconta Caliman - perche come azienda abbiamo puntato tutto sulla qualita! Per noi tutto questo si concretizza nei liquidi nuovi, prodotti in Italia e che non contengono nicotina. Abbiamo testato il nostro prodotto con un centinaio di personeche utilizzano abitualmente le sigarette elettroniche,chiedendo loro di provare i nostri liquidi senza avvisarli della mancanza della nicotina. I giudizi espressi sono stati estremamente positivi, tanto che nessuno credeva all’assenza della nicotina che noi avevamo sostituito con prodotti naturali a base d’erbe». Eppure le differenze cisono, e importanti, per i consumatori e per gli investitori. Per quanto riguarda i primi, da un recente rapporto del Consiglio Superiore della Sanità emerge che gli utilizzatori di sigarette elettroniche possono assumere quantità importanti di nicotina, superiori ai fumatori di sigarette, in ragione della frequenza dei “tiri”, e ciò può avere conseguenze per la salute come l’alterazione della frequenza cardiaca, una maggiore incidenza di cancro orale e malattie paradentali. Questo senza dimenticare la pericolosità intrinseca dei liquidi conteneti nicotina, come riportato nelle confezioni (possono provocare ustioni a contatto con la pelle esono pericolosi se ingeriti). La stessa Commissione Europea, a febbraio 2013, ha varato una direttiva per trasformare la quasi totalità dei liquidi contenti nicotina in prodotti medicinali. Il testo di Bruxselles, una volta approvato dal parlamento e dal Consiglio, diventerà una norma che i singoli paesi dovranno recepire. Prospettiva, questa, che potrebbe vanificare gli sforzi di molti investitori entrati nel mercato delle sigarette elettroniche. «I nostri prodotti - sottolinea ancora Caliman - in quantoprivi di nicotina non saranno soggetti a queste limitazioni. Non presentano rischi di alcun genere per la salute e nemmeno perchi investe con noi nel settore». E quasi a voler fugare qualsiasi dubbio residuo, per le proprie sigarette elettroniche a breve Kif proporrà anche una linea di liquidi con la certificazione di prodotto biologico… I primi punti vendita diretti di Kif hanno aperto a Vicenza in viale Dal Vermee in corso San Felice, aMarostica, in centro a Bassano e a Cassola, ai quali si affiancano quelli in franchising a Rosà e Creazzo. Sono già avviate inoltre una serie di trattative per l’apertura, sempre in franchising, di ulteriori rivendite ad Altavilla, Thiene, Schio e Valdagno, con l’obiettivo di arrivare ad averne circa 25 in tutta la provincia vicentina e ampliare poi la distribuzione di Kif in tutta Italia.

DIVENTARE RIVENDITORI Forte di un’esperienza pluriennale dell’azienda produttrice nel franchising, il progetto Kif nasce su basi estremamente solide anche sul piano commerciale, grazie alla capacità di fornire un supporto completo ai propri rivenditori, che con un piccolo investimento iniziale ricevono tutto l’occorrente per avviare subito un’attività commerciale di successo. L’accordo di franchising prevede infatti una concessione di zona, una dotazione base di kit e-cigarette e accessori, una gamma di liquidi aromatizzanti senza nicotina, l’arredamento completo per lo store e un’adeguata formazione tecnica ecommerciale. Non mancano inoltre un supporto costante per la comunicazionee il marketing, una casella e-mail personalizzata e l’accesso diretto all’area riservata del sito web www.kifpro.it per la gestione degli ordini e la comunicazione con la casa madre.

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BASSANO DEL GRAPPA - Corte dei Berri, 21- T. 0424 220802 CASSOLA - Via Valsugana, 98/A - T. 0424 884026 ROSA’ - Via Giuseppe Garibaldi, 7 - T. 0424 582935 MAROSTICA - Via Daniele Manin, 14 - T. 0424 472065 VICENZA - Viale Jacopo Dal Verme, 78 - T. 0444 927346 e in Corso SS. Felice e Fortunato, 136 - T. 0444 326334 CREAZZO - Via Trieste, 42 - aperto dai primi giorni di aprile

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News Moda

Photo Guido Gazzilli

di Alessio Farina “Il nuovo che avanza” o “notizia”, decidete voi come interpretare il titolo di questo numero visto che i protagonisti sono da una parte i “giovani” e dall’altra la bellissima location del “Centro Stampa Athesis” con le sue rotative gigantesche. Un redazionale questo inevitabilmente e volutamente con un’impronta da reportage visto che la produzione ha voluto dietro l’obiettivo uno dei reporter internazionali più quotati del momento. Art Director Giulia Maria Venturini. Styling Federica Gallo in collaborazione con Man at Work e Tailoring, Styling Eleonora Cantele. Hair & Make Up Sara Peron. Models Ras, James, Charlotte @2morrow Milano. Direttore di Produzione Alessio Farina.

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ABITO IN RASO DI SETA CON MOTIVO PLISSE’ PRADA

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foto a sinistra camicia bianca in raso con fiocco nero e pantaloni a vita alta Stylist own. felpa con cappuccio 55DSL Scarpe vintage armani. giacca tessuto in tecnico 55DSL foto a destra T-SHIRT SUSHI Abito da sera e cappelLo vintage stylist own. guanti in raso dior. collana di perle nimei.

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giacca camouflage Diesel

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T-SHIRT VINTAGE NIKE camicia jeans senza maniche Moschino bracciali in licra con elementi in argento Filò T-shirt 55DSL jeans MAURO GRIFONI

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GIUBBINO TRAPUNTATO PIUMA SUPER-LIGHT BPD

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giacca scamosciata YSL canotta traforata Givenchy shorts Diesel bracciale (uso cerchietto) multifilo mychau

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ABITO CON ROUCHES IN TESSUTO TECNICO LANVIN


LOOK & BEAUTY TENDENZE

LO STILE DEI GIOVANI? NON SOLO VINTAGE I mega trend della prossima stagione parlano di influenze eighties, correnti neo-imperialiste, tendenze oriental-chic. Anche per capelli e make up a cura di Anna TRENTI

L’

arrivo della bella stagione coincide con il ritorno del desiderio di uscire all’aperto e di cambiare look. Ma come sarà la moda per prossima stagione, in particolare per i più giovani, propensi ai cambiamenti? Quali saranno le tendenze generali e quali quelle più originali? Riusciranno a conciliare la voglia di rinnovamento con le esigenze di risparmio? Queste le risposte di Alessio Farina (a sinistra), fashion editor di SEI Magazine.

Ogni anno ci sono delle tendenze diffuse tra i giovani. Quali saranno quelle di quest’anno? È vero, tra i giovani il bisogno di appartenenza ad un gruppo sociale è naturale, tanto quanto quello di piacersi e di piacere. Il fenomeno origina vere “tribù” ognuna delle quali con un’immagine distintiva, spesso molto diverse tra un gruppo e l’altro. Dovendo però parlare di mega-trend, direi che quest’anno quelli più adatti ad un pubblico giovane sono quelli del “revival anni ‘80”, quello “neo-imperialista” e quello “oriental-chic”. Il primo caratterizzato dall’uso di colori flourescenti e di materiali tecnici, il secondo da forme sensuali e da un universo di accessori metallici, il terzo da stampe colorate e amuleti dai significati più o meno profondi. E poi ci sarà il vintage, sembra che spopoli. È un amarcord per soli adulti o coinvolgerà anche i più giovani? Si certo anche il vintage è un mega-trend per questa stagione ma in realtà non è una novità perché da sempre è presente negli ambienti della moda. Il fatto che si stia diffondendo anche tra i ragazzi è un fenomeno culturale assolutamente positivo perché stimola la conoscenza della moda, il gusto personale e la creatività. È un fenomeno che interessa tutti trasversalmente perché è originale, imprime personalità, è divertente e anche economico. E per quanto riguarda make up e capelli? Anche in questo caso è difficile individuare un trend unico. Nella donna probabilmente vedremo più spesso i capelli raccolti durante il giorno e acconciature con effetto wet (bagnato) di sera o per le occasioni più formali. Tra i ragazzi continueremo a vedere barbe

In quest’immagine: stampe con colori a contrasto su tessuti silk. Il look oriental chic sarà una delle tendenze di quest’anno.

Sotto: albicocca, verde, viola, i colori saranno protagonisti anche nel make up quest’estate. Per le labbra resiste il rossetto rosso

(apparentemente) incolti da una parte e formalità dall’altra con capelli pettinati e lucidi a richiamare gli ambienti collegiali o accademici. Nel make up cresceranno gli ombretti colorati e glitterati per i look vintage, anni ‘80 e oriental soprattutto nelle tonalità arancio, verde e viola, mentre per lo stile neoimperialista per la sera avremo ombretti e eye liner più scuri. Infine le labbra, torneranno i gloss, incolori effetto nude, colori albicocca e prugna. Belli anche i rosa per la primavera facendo attenzione però alla tonalità; quella fredda esalta un colorito pallido, quella calda le pelli abbronzate. Resiste il rosso, che si adatta a tanti look. Infine gli smalti per le unghie. “Ne vedremo di tutti i colori” nel vero senso della parola: pastello per la primavera, fluo e metallizzato per i look più aggressivi, rosso o nude per il glam.

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montegrotto terme

Relilax Hotel Terme Miramonti

UN’OASI DI BENESSERE BENESSERE ED ESCLUSIVITà IN BEAUTY FARM NELLA STAZIONE TERMALE PIù GRANDE D’EUROPA

M

ontegrotto Terme, oltre ad essere una delle La Beauty Farm e l’Hotel Terme Miramonti mete wellness più importanti del Veneto, è la Alle tre grandi piscine inserite in una moderna SPA dotata stazione termale più grande d’Europa. In quedi sauna finlandese, bio-sauna in antico legno di maso, basta terra i doni della natura, l’acqua termale e gno turco, stanza del sale, percorsi emozionali, zone relax e i fanghi benefici, vengono utilizzati da oltre 2000 anni nella palestra cardio fitness, si aggiunge l’offerta beauty composta cura del corpo con ottimi risultati. E’ qui che il Centro Terda una molteplice varietà di pacchetti (dietetici, estetici e rimale Relilax combina una grande tradizione lassanti) per prendersi cura di sé e rilassarsi di benessere alle più innovative concezioni di con stile. Numerosi sono i motivi per scela tradizione accoglienza ed esclusività assieme allo storico gliere una vacanza all’insegna del benessere: alberghiera e Hotel Terme Miramonti, un punto di riferiscegliere un trattamento di remise en forme L’innovazione mento da più di 120 anni. estetica si uniscono coccolati da un ambiente esclusivo e raffinato,

in unico centro

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BEAUTY

rilassarsi con stile Gustare piatti light in un ambiente informale, prendersi un momento tutto per sè per leggere o semplicemente per navigare in una zona wifi totalmente gratuita... Tutto questo è possibile grazie alle aree “bistrot” e “caminetto” dove gli ospiti possono scoprire altri scenari di benessere da integrare ai loro soggiorni dietetici, estetici e rilassanti.

regalarsi un week end di totale relax ricco di massaggi e momenti gourmet da vivere nel ristorante, oppure provare la piscina al “magnesio&potassio”. Quest’acqua “speciale” è la vera particolarità che rende unica in Europa Relilax: utilizzata in due delle piscine, l’acqua al “magnesio&potassio” è frutto di un brevetto australiano che sfrutta le proprietà dei due minerali per aiutare il corpo e la pelle ad aumentare e mantenere livelli di Magnesio ottimali. Un toccasana per mente e corpo in cui lasciarsi piacevolmente avvolgere.

BEAUTY & GREEN

IL GOLF CON RELILAX

Oltre ad essere in posizione strategica rispetto alle città d’arte del Veneto, l’Hotel Relilax dista pochi minuti d’auto dai 3 campi da golf più importanti del territorio: Golf Padova, Golf della Montecchia e Golf di Frassanelle. Relilax offre agli ospiti la possibilità di prenotare direttamente le giornate nei green.

Terme di Relilax - Piazza Roma, n° 19 - Montegrotto Terme (PD) - t. 049 8911755 - www.relilax.com

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NUOVI ARRIVI Primavera - Estate 2013


SEI Magazine 11  

Attualità ed eventi del territorio (Vicenza, Verona, Brescia)

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