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Ripensare e riconvertire Vicenza

UN FUTURO PER L’EX SIAMIC

Cinque studi di architettura si confrontano per capire come affrontare il futuro di un’area, ridare un senso al territorio, recuperare un’identità storica // ELISA E GIULIA DALLA VECCHIA // STUDIO FORMAT-C // MORO PROGETTI // STEFANO TONELLOTTO // TRAVERSO-VIGHY ARCHITETTI

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Poste Italiane S.p.a. - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza. Supplemento al numero odierno de “Il Giornale di Vicenza” - Direttore Responsabile: Luca Ancetti

All’interno:

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GIOVANNI ARCARO MATTIA BEDA DANIELA BRAGOLI VALENTINA CARLI MAURO CHIMETTO TOMMASO CORÀ SHARON DI CARLO LUCA DI LIZIO ELENA FRANCESCHETTI RICARDO LUNARDON FILIPPO MAZZARON RITA SAVOIA CORALBA SCARRICO CLAUDIA SCATTOLINI MARA VISONÀ MATTEO WARD Nella foto Stefano Battaglia ritratto da David Hatters per Accenni magazine

Oltre la firma

Stefano Battaglia e CapDesign: quando la soluzione non è un puro esercizio stilistico. Progettare significa essere specialisti nel governare processi complessi, dove progetto e business combaciano

Accenni magazine 2016

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UN FUTURO PER L’EX SIAMIC

IN COPERTINA Stefano Battaglia

Cinque studi di architettura si confrontano per capire come affrontare il futuro di un’area, ridare un senso al territorio, recuperare un’identità storica // ELISA E GIULIA DALLA VECCHIA // STUDIO FORMAT-C // MORO PROGETTI

Direttore Responsabile LUCA ANCETTI Società Athesis S.p.A. Presidente GIAN LUCA RANA 2 3

Poste Italiane S.p.a. - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Vicenza. Supplemento al numero odierno de “Il Giornale di Vicenza” - Direttore Responsabile: Luca Ancetti

// STEFANO TONELLOTTO // TRAVERSO-VIGHY ARCHITETTI

MATTIA BEDA VALENTINA CARLI TOMMASO CORÀ SHARON DI CARLO LUCA DI LIZIO ELENA FRANCESCHETTI RICARDO LUNARDON FILIPPO MAZZARON CLAUDIA SCATTOLINI MATTEO WARD

Oltre la firma

Stefano Battaglia e CapDesign: quando la soluzione non è un puro esercizio stilistico. Progettare significa essere specialisti nel governare processi complessi, dove progetto e business combaciano

Consigliere Delegato ALESSANDRO ZELGER

I

Vicenza - Via E. Fermi, 205 Tel. 0444 396.200

Certificato n. 8141 del 06/04/2016 Aut. Tribunale C.P. di Vicenza n. 12 del 25/05/49 Responsabile del trattamento dei dati (D. Lgs 196/03) è il Direttore Responsabile

accenni n. 23 autunno 2016 A cura di Publiadige SRL Isabella Morseletto Progetto e coordinamento editoriale videorunner.com >> idee, commenti e contributi: info@videorunner.it 0444 291615 Hanno collaborato Chiara Andretta Simone Ariot Michela Burati Joelle Cardin Giorgio Ceolato Paride Grandis Marco Massignani Agata Peretto Camilla Pisani Ilaria Rebecchi Vittorio Salgarelli Anna Trenti

CONTEST

Stampa Litopat - Verona © Riproduzione riservata. E’ vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti redazionali e pubblicitari della rivista, senza autorizzazione scritta dell’editore

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fotografato da David Hatters

Nella foto Stefano Battaglia ritratto da David Hatters per Accenni magazine

23 autumn

Accenni magazine 2016

Lavorare e abbaiare

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l Contest dell’edizione 2015 di Accenni ha rappresentato l’inizio della collaborazione attiva della rivista con il “suo” territorio, la provincia di Vicenza, dove viene diffusa capillarmente, in allegato gratuito al quotidiano. Le idee e l’entusiasmo dei partecipanti e dei lettori hanno rappresentato uno stimolo concreto per dare un seguito al Contest, che quest’anno coinvolge 5 studi riuniti intorno ad un palazzo - conosciuto come la “ex SIAMIC” - emblematico per la città, sia per la sua posizione strategica che per la sua architettura storica. Ringraziamo i 5 studi partecipanti, che hanno fatto un gran lavoro, offrendo un ventaglio di proposte ed idee molto diverse tra loro. La cover story è dedicata all’architetto Stefano Battaglia, professionista noto in città, leader del team progettuale CapDesign. A seguire, l’edizione di Accenni 2016 coinvolge un numero notevole di professionisti, giovani e meno giovani, che spaziano dall’architettura al design, dal marketing alla moda, dal gioiello al food, in una sorta di viaggio trasversale nella Vicenza che crea, immagina e disegna. Una community di persone produttive che lavora a testa bassa (work hard) senza abbaiare (bark less), giusto per ricordare il leitmotif dello studio CapDesign che ben si addice alla provincia di Vicenza. Protagoniste di Accenni 2016 sono anche le attività imprenditoriali e commerciali che presentiamo nelle pagine dedicate alle aziende e soprattutto lo sono le 4 donne che presentiamo nella rassegna “Donna&Impresa”, 4 personaggi di gran carattere, professioniste nel lavoro e protagoniste nella loro vita. Giorgio Ceolato

UN FUTURO PER L’EX SIAMIC Il CONTEST di Accenni

COVER STORY 20 Stefano battaglia - Oltre la firma GIOVANI TALENTI 27 Tommaso Corà - Innovazione & sociale 29 Valentina Carli - Less is more 31 Matteo Ward - Il sorriso nel cambiamento 41 Elena Franceschetti - Ice cream jewels

PROFESSIONISTI 35 Filippo Mazzaron - Design 37 Claudia Scattolini - Fragranze 39 Luca Di Lizio - Marketing 41 Sharon Di Carlo - Arte 89 Mattia Beda - Custom

DONNE & IMPRESA 44 Coralba Scarrico 46 Mara Visonà 48 Rita Maria Savoia 50 Alessia Chemello

54 - IMPRENDITORI & AZIENDE NOVITÀ 81 DA H-FARM

Startup in evidenza

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5 studi di architettura si confrontano per capire come affrontare il futuro di un’area, ridare un senso al territorio, recuperare un’identità storica

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EDITORIALE SOMMARIO

Ripensare e riconvertire Vicenza

Supplemento al numero odierno de

sommario

PROGETTI & IDEE

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CONTEST

Un Futuro per l’EX SIAMIC VICENZA

Ex Siamic - Prospetto su Via Giuseppe Verdi

In alto, gli esterni dell'edificio in via Verdi a Vicenza e (a destra) come si presenta internamente Prospetto su Via Battaglione Monte Berico

UN FUTURO PER L'EX SIAMIC

I

lettori ricorderanno il CONTEST di Accenni 2015, che prese in esame la riqualificazione della Filanda Bocchese di Trissino, per rilanciare l’utilizzo di un’area così importante per il territorio della provincia. L’edizione del contest 2016 riguarda invece la riqualificazione dell'area ex Siamic nella città di Vicenza. L’edificio della prima metà del ‘900 versa oggi in uno stato di abbandono. Il complesso di Via Verdi affaccia su Piazzale Bologna, alle porte del centro storico di Vicenza e originariamente ospitava la sede della compagnia di trasporto pubblico SIAMIC. Interessanti i volumi, la location, gli spazi interni che si prestano a diverse interpretazioni, come il lavoro degli studi partecipanti dimostra, nelle pagine che seguono. Il Contest di Accenni non è un concorso di architettura, bensì un laboratorio di idee, un promotore di energie che si pone l’obiettivo di remare insieme nella stessa direzione: amiamo il nostro territorio e desideriamo tutti contribuire nel disegnare il suo futuro, secondo i migliori auspici, per tutta la comunità.

5 studi di architettura vicentini si confrontano, su invito di Accenni Magazine A cura di Vittorio Salgarelli

Ecco i 5 studi di architettura, che hanno partecipato al contest: - ELISA E GIULIA DALLA VECCHIA - STUDIO FORMAT-C - MORO PROGETTI - STEFANO TONELLOTTO - TRAVERSO-VIGHY ARCHITETTI

Il contesto urbanistico dell'area presa in esame

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PROPOSTA

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* In ordine alfabetico

CONTEST

Area Ex Siamic // Elisa e Giulia Dalla Vecchia

Nucleo di assistenza

// Per anziani o persone con disabilità motorie

I

l progetto esplora la possibilità di rendere l’area ex-SIAMIC il cuore di un nuovo gruppo di residenze assistite per anziani o per persone con disabilità motorie. L'edificio analizzato è molto adatto a questo scopo soprattutto grazie al suo posizionamento in città: l’ex-SIAMIC, infatti, si trova vicino al centro storico ed ad una serie di attività e luoghi aggregativi cittadini (mercato, caffè ed iniziative del centro, ecc). È raggiungibile tramite auto o mezzi pubblici. Si ritiene che un intervento forte in questa area possa aiutare a promuovere, con un volano positivo, anche la rigenerazione della vicina area di Viale Milano. La possibile utenza è sicuramente già presente, ed anzi è in grande aumento il numero delle persone anziane che, pur essendo autosufficienti, si trovano ad abitare in residenze troppo grandi, faticose da mantenere, isolate, inadatte. Una assistenza di tipo leggero e domiciliare rende possibile la completa autonomia di questa fascia di popolazione per un grande numero di anni, incrementandone anche la qualità della vita e della salute. L’edificio SIAMIC, con i suoi grandi spazi coperti al piano terra, illuminati dall’alto grazie alla caratteristica copertura, può diventare una agorà coperta che ospiti pranzi, gruppi di lettura, ginnastica, ecc, come anche attività professionali effettuate da consulenti esterni in rotazione (ad es. psicologo, medico di base, dietologo, ecc). Nella esistente torre, che si immagina di raddoppiare (aumentando il volume del costruito e densificando la cortina edilizia su Via Verdi), si inseriscono invece appartamenti caratterizzati da spazi accessibili per tutti. Naturalmente, l’intervento immaginato propone l’area ex-SIAMIC come un inizio, un nucleo che potrebbe poi aiutare a gestire e collegare ulteriori residenze assistite, collocate nei vicini edifici, per raggiungere un numero di persone tale da rendere stabile e sostenibile il funzionamento del nucleo di servizi. Questo studio sull’ex-SIAMIC propone un inizio, ma è un inizio possibile.

Coerentemente con la tipologia di intervento, la proposta è stata presentata sulle tavole progettuali del 1929

Ottimizzare e rigenerare l'esistente Elisa e Giulia Dalla Vecchia, entrambe laureate allo IUAV di Venezia, sono specializzate in restauro e in architettura del paesaggio. Lavorano con lo studio Dalla Vecchia Ingegneri e Architetti Associati, che da sempre si occupa di progettazione in contesti complessi, storici o tutelati. Credono fortemente nei principi di riutilizzo, restauro, riuso, densificazione ed ottimizzazione dell’esistente per fermare il consumo di suolo e migliorare le prestazioni energetiche degli edifici. Dal 2008, con la società ViTre Studio che hanno fondato con altri professionisti locali e trentini, gestiscono interventi completi di progettazione, sviluppo e realizzazione anche per la committenza pubblica.

ELISA e GIULIA DALLA VECCHIA

Architetti Vicenza www.studiodallavecchia.com

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PROPOSTA

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CONTEST

Nuovo ingresso da Via G. Verdi alla Corte Verde

Vista da Via Battaglione Monte Berico

Area Ex Siamic // Studio format-c

GVV - Garage del Verde di Vicenza // Nuovo collegamento pedonale tematico tra i giardini di Campo Marzo e i Giardini Salvi

I

l progetto propone una riqualificazione dell’area “ex SIAMIC” considerandola un nuovo collegamento pedonale tematico tra i giardini di Campo Marzo e i Giardini Salvi, con la possibilità di un percorso urbano tra corti e portici. I manufatti esistenti verranno consolidati strutturalmente con interventi mirati e sostenibili in un approccio “vintage”. I fabbricati saranno svuotati da superfetazioni in modo da riportare gli spazi al progetto “originario” dell’“auto garage” del 1929. Riconoscendo la qualità di un’architettura minore superstite agli stravolgimenti urbani succeduti e la testimonianza del passato, questo frammento di città acquisterà una differente e contemporanea destinazione d’uso: accogliere, promuovere, valorizzare, esporre, studiare, produrre e commerciare il “verde” nelle sue molteplici declinazioni ed in tutte le stagioni. Lo spazio dell’officina-garage diventerà una nuova corte di passaggio con accesso principale da Via G. Verdi ed ospiterà: piante da far crescere rigogliose con diverse tecniche di giardinaggio, zone/serre per cactofili, piccoli orti urbani, aree attrezzate per eventi/ esposizioni all’aperto, superfici e muri per la street art etc. L’ex palazzina uffici sarà un hub organizzato con un un uovo layout funzionale in ambienti prevalentemente open space. Al piano terra: reception con info, bookshop, coffe/bar, area pubblica per esposizioni temporanee. Ai piani superiori: una biblioteca settoriale, sale espositive per mostre d’arte e storia locale (es. i giardini e parchi di Vicenza), laboratori per ricerca e workshop, officine per il floral design e shooting fotografici, una terrazza polivalente a giardino.

Il layout piano terra

La nuova Corte Verde

Come una bottega artigiana Fondato nel 2005, lo Studio format-c Architettura offre servizi integrati in cinque aree d’attività: progettazione architettonica integrata e d'interni - pianificazione urbanistica - restauro e conservazione - design e comunicazione - consulenza, ricerca, formazione. Lo Studio lavora come una “bottega artigiana” con metodologia, passione, curiosità, attenzione all’innovazione e costante ricerca di qualità; attento alle richieste della committenza nel rispetto di tempi e razionalità di risorse. Lo Studio format-c Architettura è oggi gestito dall’Architetto Filippo Forzato, l’Architetto Marianna De Muri, l’Architetto Roberto Doria con la collaborazione della Dott.ssa Marta Nanut.

STUDIO FORMAT-C

Architettura

Thiene (VI) www.format-c.eu

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provocazioni in corso 2.0


PROPOSTA

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Area Ex Siamic // Moro Progetti

Lumen - un faro in città // Centro culturale per le arti contemporanee

L’

idea del gruppo di lavoro parte dalla considerazione che il recupero dell’area ex Siamic non possa avvenire solo per riuso dell'esistente ma anche con una trasformazione formale. L’edificio nasce negli anni trenta come deposito di corriere con uno stile classicista che non va confuso con la qualità del patrimonio antico cittadino. La sola conservazione ne attribuirebbe una importanza storica non veritiera. La sua dimensione, allora monumentale, viene ridotta dalla successiva costruzione degli alti fabbricati di via Battaglione Monte Berico e oggi l’edificio si manifesta più come interruzione di una cortina edilizia che per presenza architettonica. Oggi quel luogo è diventato una linea di confine sociale della città e quindi si ritiene che un oggetto di forte identità e con funzione pubblica possa servire a restituire la perduta centralità per cui si era sviluppato negli anni sessanta il quartiere. La destinazione d'uso proposta è quella di centro culturale per le arti moderne e contemporanee. Un luogo di esposizione che faccia da propulsore di attività per una nuova generazione di artisti italiani dove mostre, conferenze e atelier didattici permetteranno l'incontro con i nuovi linguaggi dell'arte contemporanea. Un guardare avanti che si manifesta col recupero del solo corpo principale dell’edificio e che libera il resto dell’area per inserire un nuovo elemento, completamente in vetro per fare trasparire il pro-

prio contenuto e che abbia dimensione ed altezza in grado di misurarsi con la scala urbana ora esistente. La dimensione assunta lo fa diventare un nuovo riferimento visivo esterno al centro storico che, come il teatro comunale di Gino Valle, si propone per essere un luogo di attività culturale oltre le mura cittadine, aggiungendosi all'ideale formazione di una cintura di spazi collettivi che estendano ai quartieri le attività culturali e gli eventi ora esclusivi del centro storico. L’edificio completa la cortina urbana di via Battaglione Monte Berico e al contempo fa da terminale visivo per chi proviene da Campo Marzio in particolare la sera quando, illuminato dall'interno, diventa un faro sulla città, “lumen” di una auspicata rinascita culturale.

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CONTEST

6° Piano

5° Piano

4° Piano

3° Piano In alto, la vista assonometrica dell'edificio A destra la sala auditorium e, sotto, la vista dall'ampia terrazza sulla città

2° Piano

1° Piano

Sperimentazione per uno sviluppo sostenibile

Piano Terra

Lo Studio Moro Progetti si occupa di edilizia residenziale, industriale e di progettazione sostenibile. L'Architetto Andrea Moro è specializzato nella progettazione di edifici industriali ad alta sicurezza che ha realizzato in Italia e all'estero. Ha tenuto conferenze sui temi dei luoghi del lavoro e della sostenibilità ambientale. Si è occupato di riqualificazione urbana e ha partecipato a concorsi di progettazione nazionali e internazionali.

MORO PROGETTI

Studio di Architettura

Monticello Conte Otto (VI) www.moroprogetti.it

Il progetto Lumen è stato realizzato dagli architetti: Andrea Moro, Giorgio Schettin, Ilaria Pezzin, Lorenzo Pasquali, Luca Rizzo, Tommaso Gomiero.

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Il posto dove vivere.


PROPOSTA

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CONTEST

Area Ex Siamic // Stefano Tonellotto

Hotel Resort

// Nuovi volumi e spazi riconvertiti per il benessere e l'ospitalità La riconversione dell’area ex Siamic, si pone obiettivi molto ambiziosi, ma obbligati vista la sua posizione strategica nel centro di Vicenza. L’edificio è collocato in angolo tra viale Giuseppe Verdi e Via Battaglione Monte Berico e quindi ad alto grado di visibilità, questo ha indirizzato il progettista ad affrontare delle scelte mirate, in particolare a livello di immagine e comunicazione. La scelta è stata quella di riprogettare un edificio che possa ospitare un hotel resort in centro Vicenza, con adeguati servizi e comfort, anche grazie a due nuovi volumi. La proposta è quella di mantenere l’edificio esistente, senza modificarne le facciate esistenti, aumentando con due nuovi volumi la superficie attuale, questo per ottenere nuovi spazi, come la corte interna e la possibilità di avere una terrazza a cielo aperto. I principali elementi di studio sono stati molteplici, la composizione dei nuovi volumi, i materiali, la connessione con l’edificio esistente, il dinamismo dei flussi di mobilità presenti e il loro rapporto con gli edifici, e chiaramente la sostenibilità. Per dare un carattere innovativo ai due nuovi volumi la scelta è stata quella di utilizzare delle superfici metalliche lucide, questo per ottenere riflessioni e cromatismi irregolari e del tutto naturali, rispetto alla texture dell’edificio esistente. Il progetto è stato pensato nella sua complessità di integrare elementi architettonici contemporanei con un sistema di edificio esistente, raffigurandolo come un nuovo elemento di riferimento.

Camere / Suite

Area benessere Terrazza Piscina

Giardino Area benessere Terrazza Piscina

Area benessere Terrazza Piscina

Servizi - cucina Ingresso / Reception Sala lettura Bar Ristorante Camere

Camere Suite

Spazi e oggetti per emozioni inconfondibili Lo studio interdisciplinare di architettura e design, con sede in provincia di Vicenza a Rossano Veneto, si occupa di progettazione architettonica su ampia scala e tipologia, dalle ville private, alle ristrutturazioni, ad edifici commerciali, interior design e design dell’illuminazione. L’approccio ai progetti che siano di design o di architettura è sempre alla ricerca della semplicità e di una rigorosa attenzione per i dettagli. Lo scopo dei progetti realizzati dallo studio è quello di creare spazi ed oggetti essenziali basati su forma, luce, materia, elementi che composti tra di loro possano scaturire emozioni inconfondibili.

STEFANO TONELLOTTO

Architettura

Rossano Veneto archilovers.com/stefano-tonellotto

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PROPOSTA

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CONTEST

Area Ex Siamic // traverso-vighy architetti

Vicentini in viaggio // Intrecci di culture

L’

edificio è uno dei tanti luoghi della città ricchi di qualità, ma dimenticati e lasciati in abbandono: con un progetto di messa in sicurezza e manutenzione, questi spazi possono riappropriarsi di una funzione che risponde ai bisogni degli abitanti, intercettandone energie e potenzialità. Lo spazio, nato come sede delle autolinee Siamic e frequentato dai vicentini in viaggio, ritorna ad essere un luogo di scambio e comunicazione tra diverse esperienze di vita urbana tra città storica e il Quadrilatero di Viale Milano. L’obiettivo è quello di sfruttare in modo positivo le potenzialità date delle attività commerciali provenienti da altre culture, già presenti da decenni nel quartiere, e intrecciarle con la vita tradizionale della città. Un intervento articolato su arredi modulari, di semplice produzione che possono essere utilizzati per il commercio quotidiano. Moduli intervallati da contenitori per la crescita di piante arbustive e da spazi conviviali per attivare un processo di ricostruzione del senso di comunità e per contribuire a migliorare la qualità di vita del quartiere. Un viaggio all’interno di una particolare piazza coperta riccamente illuminata da luce naturale, in cui il mercato del fresco diventa occasione per conoscere ed apprezzare mondi diversi e il cibo è una opportunità per creare relazioni.

Progettazione e costruzione sostenibile Lo studio traverso-vighy è nato a Vicenza nel 1996. Da 20 anni segue con passione e coerenza un percorso di ricerca e sperimentazione per costruire in modo sostenibile. L'interesse è focalizzato nel processo di progettazione e di costruzione che utilizza componenti realizzati fuori opera integrando tecnologie industriali e lavorazioni artigianali, avvalendosi delle straordinarie capacità e competenze produttive del nostro territorio. Il concetto di sostenibilità perseguito nei lavori dello studio non è solo rivolto all’ambiente, ma anche a chi utilizza gli spazi da noi progettati.

TRAVERSO-VIGHY

Architetti

Vicenza www.traverso-vighy.com

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ANDREA PALLADIO

Il mistero del volto

Qui sopra Ritratto di Andrea Palladio Olio su tela, cm 66 x 50,5 -Vicenza, villa Valmarana ai Nani propr. Carolina, Cecilia, Camilla Valmarana Sotto: Ritratto di Andrea Palladio Olio su tela, cm 73,5 x 62,9 - Mosca, collezione privata

Per la prima volta al Palladio Museum una mostra ricostruisce tutta la complicata storia del volto del mitico architetto di Paride Grandis

L

a vicenda potrebbe piacere a Dan Brown. Nessuno può dire che aspetto avesse Palladio, il più conosciuto architetto degli ultimi cinque secoli. Perché il “padre” della Casa Bianca non ha un vero volto? Guido Beltramini conduce il visitatore nei meandri di una storia che si è fatta leggenda, tra falsificazioni, equivoci e colpi di scena. Giungendo ad una verità che riporta, non a caso, a Erasmo da Rotterdam. Del più conosciuto architetto degli ultimi cinque secoli non esiste un ritratto cinquecentesco. O meglio, sappiamo da Vasari che ne sono esistiti almeno due: un primo, ad opera del pittore veronese Orlando Flacco, ed un secondo, attribuito a Tintoretto, compare in un inventario del 1599. Di entrambi però si sono perse le tracce. Per questo gli inglesi nel Settecento si sono inventati una faccia di Palladio. Compare all’inizio della prima traduzione in inglese dei Quattro Libri dell’Architettura, realizzata a Londra dall’italiano espatriato Giacomo Leoni fra il 1715 e il 1720. Ma il Palladio “inglese” compare vestito alla moda del Settecento e, nonostante Leoni dichiari l’incisione basata su un ritratto di Paolo Veronese è chiaramente un’invenzione. Pochi anni più tardi, gli

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EVENTS

Qui a sinistra: Schizzo della propria mano sinistra su un foglio di progetto per il Palazzo Municipale di Brescia Andrea Palladio 1554-1562, penna e inchiostro ferrogallico su carta; mm 432 x 287 - Londra, RIBA Collections, X/15r Sotto, a sinistra: Ritratto di architetto Bernardino Licinio 1541, olio su tela, cm 100,5 x 82,5 Londra, The Royal Collection / HM Queen Elizabeth II, RCIN 402789 A destra: Ritratto di Andrea Palladio (1716) Incisione frontespizio, in The architecture of A. Palladio: in four books… by Giacomo Leoni, 1715-20. Vicenza, Biblioteca del CISA Andrea Palladio

italiani rispondono con un ritratto diverso, pubblicato sulla guida al Teatro Olimpico del 1733. L’autore dice di averlo copiato da un ritratto presente alla Rotonda, ma è il ritratto giusto? Non lo sappiamo perché l’originale fino ad oggi era introvabile. Ma allora, la faccia di Palladio che siamo abituati a vedere è vera o falsa? Per la prima volta al Palladio Museum una mostra tenta di ricostruire tutta la complicata storia del volto del mitico architetto, esito di una accanita ricerca scientifica che si snoda lungo cinque secoli fra dipinti falsificati, equivoci e cantonate. E non mancano colpi di scena, alla luce di nuove scoperte negli Stati Uniti e in Russia. La mostra è a cura di Guido Beltramini e il consiglio scientifico, presieduto da Howard Burns, raccoglie Donata Battilotti, Stefano Grandesso, Arkady Ippolitov, Fulvio Lenzo, Fabrizio Magani, Francesco Marcorin, Fernando Marias, Fernando Rigon Forte. Il catalogo, in italiano e inglese, è edito da Officina Libraria, mentre l’allestimento della mostra è progettato da Alessandro Scandurra.

PALLADIO MUSEUM - VICENZA Palazzo Barbarano - Contra’ Porti, 11 La mostra è aperta dal martedì alla domenica, 10-18. Tel. 0444 323014 Twitter / Facebook / Instagram: PalladioMuseum www.palladiomuseum.org - accoglienza@palladiomuseum.org

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20 stefano battaglia


COVER STORY STEFANO BATTAGLIA

OLTRE LA FIRMA La soluzione di CapDesign non è un puro esercizio stilistico. Progettare significa essere specialisti nel governare processi complessi, dove progetto e business combaciano di Simone Ariot - foto di David Hatters

A

vete presente i classici architetti con il farfallino? Emuli di Gropius, allergici alle scadenze e alla guida di una vecchia Saab cabrio? Dimenticateli. O, per lo meno, iniziate ad accettare la loro scomparsa. Oggi, in un mondo iperconnesso in cui per aggiudicarsi un lavoro non basta essere cugino del committente, le parole d’ordine sono professionalità e specializzazione. Cap Design declina questi concetti in Consulenza, Architettura e Project management. Un lavoro diverso da quello dell’archistar pronto a lasciare il suo stampo progettuale e la sua linea di distinzione. Ora a parlare è l’esigenza del committente che incontra il valore aggiunto dei professionisti. Non solo nello stile, ma soprattutto nel processo. Proprio quel processo necessario per saper gestire grandi commesse nazionali e internazionali come la progettazione e realizzazione di catene commerciali, ricettive e ricreative che rispondano all’esigenza di una clientela attenta e veloce nel diversificare il business, per la quale si deve offrire un servizio in grado di fondere capacità di impresa e visione progettuale, flessibilità e dinamismo.

A sinistra lo staff CAP A destra re-styling e futuro ampliamento multisala

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stefano battaglia


In alto, da sinistra Sotto

Abu Dhabi, Etihad Towers: Business Lounge Old Wild West: Chain Project & Management Romeo: Chain Project & Management

DIDA Itiscienditas que id quaspit quam sant quis nulligendi utem qui omnihic illendus dunt odit quam vel everum dolesed magnist volorep tatiore

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stefano battaglia


COVER STORY “NON SI VA PIÙ DA NESSUNA PARTE CON IL CONCETTO DI ARCHITETTO CHE SPAZIA DAL DESIGN DI UN CUCCHIAIO ALLA PROGETTAZIONE URBANISTICA. SERVONO COMPETENZE SPECIFICHE. SPECIALIZZAZIONE È LA NOSTRA PAROLA D’ORDINE”

In alto ”WORK HARD… BARK LESS”

A rappresentare questa idea è Stefano Battaglia, socio insieme alla moglie Anne e all’architetto Michele Zorzan di quello che vuol essere un contenitore di professionalità al servizio delle aziende. L’obiettivo è di sviluppare business nel settore terziario muovendosi verso una strada molto poco percorsa in Italia, quella del Corporate Architetture & Project Management. Negozi, ristoranti, gallerie commerciali, supermercati, cinema e multisala… Noi non ci concentriamo su progetti spot, sottolinea l’architetto Battaglia, ma seguiamo percorsi progettuali che hanno uno sviluppo nei territori, ad esempio attraverso la realizzazione di nuovi format commerciali, o il re-styling di spazi legati a marchi in grado di prendere nuova forma e nuova vita. La storia di Cap Design parte dagli anni 90’, dopo il ritorno dagli Usa e un periodo milanese, ma si definisce velocemente verso una dimensione nuova, in cui fondamentale è il rapporto con la committenza. Imprenditori di vecchia e nuova generazione ai quali offrire un imperativo categorico: innovare in continuazione. Ma non mancano le nuove sfide. Puntiamo sul Branding o sul Re-Branding specializzato, una nostra peculiarità che ci rende unici. Collaboriamo nello studio di un marchio e creiamo un format insieme al cliente, lo realizziamo per poi magari moltiplicarlo. Come la catena di ristoranti Old Wild West del gruppo CiGiErre ad esempio, e non mancano le trasformazioni di brand già esistenti. Carrera Jeans voleva rinascere e riposizionarsi sul mercato, ma bisognava ricostruire l’immagine degli stores, ci spiega Michele Zorzan, portando una ventata di freschezza. Per questo è fondamentale seguire un approccio da think global, ragionando su grande scala e abbattendo i localismi. Vogliamo relazionarci sempre più con imprenditori 2.0,

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CHALLENGES CHALLENGES CHALLENGES CHALLENGES CHALLENGES INNOVATIVE CHALLENGES INNOVATIVE INNOVATIVE INNOVATIVE INNOVATIVE STRATEGY INNOVATIVE STRATEGY STRATEGY STRATEGY STRATEGY ROADMAP STRATEGY ROADMAP ROADMAP ROADMAP ROADMAP PROCESS ROADMAP PROCESS PROCESS PROCESS PROCESS HAPPY PROCESS HAPPY HAPPY HAPPY HAPPY HAPPY IDEAS IDEAS IDEAS IDEAS IDEAS IDEAS PHASE PHASE PHASE PHASE MANAGEMENT PHASE MANAGEMENT PHASE MANAGEMENT MANAGEMENT MANAGEMENT PARTNERSHIP MANAGEMENT PARTNERSHIP PARTNERSHIP PARTNERSHIP PARTNERSHIP PARTNERSHIP

In alto, il flusso di lavoro

A sinistra Bucarest, Afi Palace Cotroceni: Flagship per catena MaxFun Sotto Mostra “100 anni Calcio Padova”

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COVER STORY

Nella foto a sinistra Restyling Strategico Centro Commerciale a Cagliari

dinamici e capaci di fare squadra con dei professionisti. Noi siamo pronti, lo abbiamo già dimostrato nello sviluppo di aziende che da locali sono diventate internazionali. Da CapDesign l’aria che si respira è fresca, e le certezze che ancorano il lavoro della squadra di professionisti sono ben definite. Non si va più da nessuna parte con il concetto di architetto che spazia dal design di un cucchiaio alla progettazione urbanistica. Servono competenze specifiche. Specializzazione è la nostra parola d’ordine. Concetti sentiti e ben definiti, che vanno nella direzione di una clientela con esigenze sempre più diversificate, per le quali la fiducia non dev’essere una plus ma una conditio sine qua non. Dai centri commerciali in Sicilia e Sardegna ai lavori in Usa, Russia, Abu Dhabi, Croazia e Spagna. Punti diversi del pianeta in cui la procedura rimane la stessa: consulenza sulla parte creativa-commerciale, scelta delle linee architettoniche, azione di project management attraverso la presentazione di pratiche esecutive, e infine il lavoro in cantiere. Viste le cifre in gioco, serve un credo comune, perché la barca su cui si naviga sarà la stessa, chiosa Battaglia. Un lavoro di squadra insomma, che già Palladio, nei suoi Quattro libri dell’architettura, ribadiva. E di organizzazione e realizzazione di grandi progetti l’architetto della Rotonda se ne intendeva giusto un po’.

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ph. David Hatters - www.davidhatters.com

“SEGUIAMO PERCORSI PROGETTUALI CHE HANNO UNO SVILUPPO NEI TERRITORI, AD ESEMPIO ATTRAVERSO LA REALIZZAZIONE DI NUOVI FORMAT COMMERCIALI, O IL RE-STYLING DI SPAZI LEGATI A MARCHI IN GRADO DI PRENDERE NUOVA FORMA E NUOVA VITA”

STEFANO BATTAGLIA Architetto, vive e lavora a Vicenza, insieme alla moglie Anne e ai collaboratori dello Studio CapDesign www.capdesign.eu

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TOMMASO CORÀ

INNOVAZIONE & SOCIALE

GIOVANI TALENTI

ARCHITECTURE

Il design non è fine a se stesso. Innovazione, ricerca e sperimentazione nei processi e nei materiali, al servizio dell’uomo e del suo benessere di Simone Ariot

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alle docenze universitarie ai percorsi con i detenuti, da Venezia ad Abu Dhabi, dal ristorante all’hotel. Tommaso Corà è designer, docente, CEO e fondatore (insieme a Paolo Festa e Lucilla Fazio) di Tipic, contenitore pronto a sviluppare progetti di innovazione per aziende, ma soprattutto professionista in fieri. Sì, perché nonostante gli oltre dieci anni di attività, l’importante esperienza a Fabrica, gli studi a Milano, Venezia e Lisbona e le collaborazioni costanti con importanti nomi del design italiano (in primis Aldo Cibic), il designer del 21° secolo deve essere in continua formazione e trasformazione, avendo sempre a fuoco la realtà che lo circonda. È questa la filosofia di Tommaso Corà, ben ribadita nel suo intervento al TedX sul progetto Freedom room, design di liberazione pensato e sviluppato insieme ai detenuti del carcere di Spoleto. Un modulo abitativo per restituire senso a vite interrotte, segno che il design ha una connotazione sociale. Ma anche di forma e innovazione, come testimoniano i progetti delle lampade Oled, prodotte dall’azienda vicentina Astron Fiamm, protagoniste alla Triennale di Milano, punto d’incontro tra arte, design, prodotto. L’innovazione è anche nella ricerca dei materiali, come testimonia il progetto Offmat, in cui si crea un’esperienza responsive concretizzata in una cucina dimostrativa in cui tutte le azioni sono facilitate, dando vita alla prima cucina responsive al mondo. Segno che il design non è solo fine a se stesso, va incontro all’uomo attraverso le sue due connotazioni, innovativa e sociale.

TOMMASO CORÀ

Qui a sinistra Lampade Oled, prodotte da Aston Fiamm, design by Tommaso Corà. Qui sopra Offmat, la prima cucina responsive al mondo, più in alto Freedom room, modulo abitativo realizzato con i detenuti del carcere di Spoleto

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LESS IS MORE

GIOVANI TALENTI

VALENTINA CARLI

ARCHITECTURE

Un architetto asiaghese e la sua ricetta per immaginare e vivere la progettazione: togliere per raggiungere l’essenziale di Simone Ariot

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sogni che si realizzano da grandi li si progetta da bambini. Per Valentina Carli, almeno, è stato così. Architetto, ricercatrice allo Iuav, mamma e co-fondatrice dello studio Iroda, Valentina vive ad Asiago dove “quel mondo fantastico che le permette di guardare tutto da un altro punto di vista” le ha insegnato il rispetto per gli spazi e la meraviglia per l’essenziale. Less is more, una lezione cara a Valentina, progettista che non ama la creatività fine a se stessa ma impegnata a dar vita a luoghi essenziali e funzionali, specchio dell’animo di chi li vivrà. La vera sfida infatti è sottrarre, togliere pezzi al puzzle delle forme, lasciando solamente ciò che serve. Come nella biblioteca per bambini, realizzata per una scuola dell’altopiano, pensata insieme alle insegnanti che cercavano un “contenitore” di libri e di favole, ma anche di bambini. Una scatola per giocare, ascoltare, sfogliare le pagine dei libri. Uno spazio per una classe di venti bambini con una grande apertura da un lato capace di illuminare l’interno senza bisogno di luci artificiali. Un’esperienza a cui tiene molto, come il concorso Eco-luoghi a Roma (2014), dove la progettazione di una casa ecologica ha dato a Valentina e allo studio Iroda la possibilità di vincere una premio importante per il loro percorso professionale, o Ri-generazione urbana (2013), all’interno del concorso Vicenza Città dell’architettura, un progetto di rigenerazione degli spazi dove interno ed esterno si confondono in un dialogo necessario. Lo stesso dialogo necessario con i committenti, con cui ama confrontarsi per stabilire un punto di partenza fondamentale per un viaggio fatto almeno in parte insieme, anche se in questo caso si chiama progetto.

VALENTINA CARLI

Qui sopra Biblioteca – Scuola dell’infanzia Regina Margherita di Asiago, sotto Eco-luoghi - case per un abitare sostenibile, a sinistra Vicenza città dell’architettura - Rigenerazione urbana

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MATTEO WARD

IL SORRISO DEL CAMBIAMENTO

GIOVANI TALENTI

FASHION

Con il progetto WRÅD e la Fashion Revolution, l’imprenditore vicentino diffonde il cambiamento nel secondo settore più inquinante al mondo di Ilaria Rebecchi

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e l’ottimismo avesse un sorriso sarebbe quello di Matteo Ward, eclettico e ambizioso fondatore del progetto WRÅD, protagonista del movimento di cambiamento sostenibile nel mondo della moda. Diplomato al Liceo Classico Pigafetta e laureato alla Bocconi, nel 2013 diventa co-amministratore del Diversity And Inclusion Council di Abercrombie and Fitch: «Amavo la continua valutazione in funzione della capacità di favorire lo sviluppo di un ambiente di lavoro sano, produttivo e felice. Investire in positività per catalizzare il cambiamento è la chiave di tutto». Poi la svolta: «Iniziai a capire quanto il vero costo della moda incidesse sull’ambiente e sulle persone. È il secondo settore più inquinante dopo quello petrolifero, e c’è disinformazione sui costi della produzione e sul consumo eccessivo di prodotti. Da qui è germogliato WRÅD, progetto nato nel 2014, con l’obiettivo di lavorare per trovare una soluzione invertendo la rotta di un’industria sempre più inquinante». Un viaggio di due mesi e mezzo dalla Spagna al Nord Europa alla ricerca di realtà e persone, insieme a Victor Santiago (curatore dei contenuti media e co-founder) e Federica Maltauro (attivista sociale), documentato sui social media e che ha alimentato un crescente network sinergico con realtà istituzionali e altre personalità come la fashion designer Silvia Giovanardi (ex responsabile linea uomo Etro e oggi co-founder e responsabile sviluppo prodotto WRÅD) e l’imprenditrice Susanna Martucci (Alisea Art&Object Design). «La rete è fondamentale per sviluppare prodotti nati con un obiettivo condiviso, in collaborazione con i più grandi tessitori italiani, tra innovazione (un brevetto legato ad un’antica forma di tintura naturale calabrese - ndr), sostenibilità ambientale e un design forte, urbano e genderless». E poi c’è la Fashion Revolution: «Il progetto è nato a Londra nel 2013 per aumentare trasparenza nel mondo della moda. A dicembre 2015 abbiamo realizzato la FashRevRun a Milano, Vicenza e Rimini, sensibilizzando alla relazione tra moda e acqua, sostanze chimiche, combustibili fossili, rifiuti e cambiamento climatico, e avviato un format educativo per le scuole partito dal Pigafetta, per il quale la co-fondatrice del movimento, Orsola de Castro, mi ha inserito tra i membri dell’organizzazione all’interno dell’Education Team». La moda per Matteo deve essere “livable” e valorizzare le risorse naturali ed umane «perché essere wråd significa avere il coraggio di attivarsi per un futuro migliore».

MATTEO WARD

Matteo Ward è il fondatore di WRÅD e tra i responsabili dell’Educational Team della Fashion Revolution. Qui sopra due immagini della campagna del brand WRÅD (copyright Victor Santiago)

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ICE CREAM JEWELS

GIOVANI TALENTI

ELENA FRANCESCHETTI

JEWEL

Dalla fantasia, dalla musica e dal mondo dell’illustrazione. Gioielli che raccontano storie e comunicano emozioni di P. Olivares

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lena Franceschetti è una giovane designer vicentina da sempre appassionata di disegno. Inizia la sua formazione nel campo della grafica, per poi dedicarsi alla sua innata passione per il mondo del design del gioiello, un percorso che l’ha portata a creare il suo brand, ICE CREAM JEWELS. Muove i primi passi entrando a far parte di un team in un’azienda orafa vicentina, un’esperienza durante la quale inizia ad interessarsi alla progettazione 2D e 3D e ai sistemi CAD-CAM per la progettazione digitale dei gioielli. Il suo percorso formativo continua diventando designer freelance, portando avanti le proprie creazioni e attivando proficue collaborazioni con importanti brand italiani ed esteri per i quali inizia ad ideare e disegnare linee di gioielli. Da un paio di anni ha stabilito l’headquarter della sua produzione presso lo spazio di coworking Laboratorio Arka di Vicenza lavorando gomito a gomito con professionisti provenienti dai più svariati settori, dall’architettura, alla grafica, all’ingegneria. La recente partecipazione al Fuorisalone di Milano l’ha portata a confrontarsi con il mercato del design del gioiello più aggiornato ed internazionale, oltre a metterla in contatto con nuove contaminazioni e sperimentazioni che ben si adattano alle sue linee ricercate e originali. Costantemente aggiornata su stili e tendenze, non tradisce mai il suo “primo amore” e fonte di ispirazione continua: il mondo dell’illustrazione. Porta sempre con sé la passione per le storie raccontate attraverso le immagini, trasmettendole ai suoi modelli che permettono così di indossare non solo un oggetto, ma anche una storia. La sua ispirazione viene da libri, musica e le tante passioni che da sempre si rivelano fedeli compagni di viaggio: scrittori suggestivi come Murakami e altri artisti a tutto tondo come David Bowie e Tom Yorke ispirano i suoi modelli più surreali e le storie che si fondono con la materia, come nei bracciali ricamati della prima linea, Cucù. L’idea innovativa che sta alla base di questa linea è il connubbio tra metallo e ricamo, tra gioiello e illustrazione: ogni elemento ideato è composto da figure delicate e leggere che, dalla sua immaginazione, vengono trasferite in pezzi unici lavorati a mano. La più recente collezione invece è AYYLU: punti e linee che non formano solo una texture decorativa, ma un pensiero, un sentimento, una frase, un messaggio cifrato da condividere con delicatezza solo con il destinatario del gioiello.

ELENA FRANCESCHETTI

Qui sopra alcuni dei modelli delle due linee, pezzi unici lavorati a mano, gioielli in bronzo rifiniti con galvaniche colorate

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REAL ESTATE

In collina a 8 km dal centro di Vicenza vorreste abitare in questa casa?

È sita in un parco di 14.000 mq con vegetazione rigogliosa: piante ultracinquantennali, cipressi, alberi da frutto, bosco e vigneto, grande rimessa separata e ampio spazio anche per un’eventuale piscina nella più totale privacy

Ha tanti spazi interni (più di 370 mq) con vista strepitosa su pianura e montagna a 360°. C’è insomma tutto per una confortevole e calda vita in casa e fuori. Può essere effettuato un ulteriore ampliamento di 600 mc

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DESIGNER PROFILE FILIPPO MAZZARON

Design e Architettura per immortalare il contemporaneo

di Ilaria Rebecchi

È

un creativo per vocazione, Filippo, architetto e product & interior designer, che dopo varie esperienze formative durante gli studi allo IUAV di Venezia, inizia a lavorare nel Retail Design, nell’ideazione e realizzazione di store in Italia e all’estero per prestigiosi brand internazionali del settore fashion. «Dal 2009 mi occupo di architettura residenziale e non, product design e arredamento di interni. Il mio processo creativo nasce dal quotidiano, interagendo con persone appassionate per acquisire differenti visioni della realtà. Il risultato è la conoscenza di nuove esigenze che sfatano il credo che nel mondo del design sia già stato fatto e detto tutto. Architettura e design sono la fotografia di una società in un preciso momento. Negli ultimi cinque anni ho dedicato più tempo all’attività di designer, sviluppando, attraverso il marchio FilDesign, idee e progetti e sperimentando le potenzialità di nuovi

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materiali e tecnologie di produzione come la stampa 3D». La sua lampada Major Tom ha conquistato il primo premio del Design Project Contest by Arqoo, ed è in grado di modulare l’intensità luminosa giocando con la forma dell’oggetto, mentre lo speaker passivo Sonar è ispirato alla capacità dei grandi cetacei di sondare gli abissi come la “Balena 52Hz” unica per la sua “voce” insolitamente alta, e lo sgabello Assolo (Menzione d’Onore al contest Indoor Outdoor by Modula), nato come speaker passive, è progettato sulle geometrie più adatte ad amplificarne il suono. Al momento Filippo sta portando avanti una ricerca sul sughero come materiale alternativo ed ecologico per la produzione di mobili e oggetti: «La mia ricerca parte sempre dal trovare una soluzione ad un’esigenza concreta, mescolandosi poi con il mio immaginario per parlare della persona a cui è rivolto un prodotto e contemporaneamente di chi l’ha ideato».

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YOUR CREATIVITY, OUR SPRINT

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DESIGNER PROFILE CLAUDIA SCATTOLINI

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laudia Scattolini, originaria di Peschiera del Garda e trapiantata a Vicenza da dieci anni, è una fragrance designer. «È un’espressione che ho coniato da me perché non mi limito a creare essenze, ne studio anche il contorno: il nome, il flacone, il packaging…». Comincia a “mettere il naso” nell’arte della profumeria all’università. Da sempre appassionata di cosmetici si laurea Farmacia e, inseguendo il sogno di fare di essenze e aromi il suo mestiere, si trasferisce in Francia per frequentare l’Isipca, l’Accademia del Profumo di Parigi fondata dalla famiglia del più celebre maestro profumiere al mondo: Pierre-François Pascal Guerlain. Torna in Italia con il prestigioso diploma tra le mani e, nel 2007, apre il suo laboratorio a Bassano del Grappa. Elabora essenze per il corpo, per l’ambiente e persino per luoghi ed eventi. «Si tratta di creare loghi olfattivi - chiarisce - è un’attività che richiede uno studio approfon-

dito del luogo e la ricerca, tra estratti di fiori, frutti, piante e legni, di quel perfetto mix di elementi che ne ricostruiscono l’identità». Scattolini ha firmato il logo olfattivo del Lido di Jesolo, un profumo che, ispirandosi alla tipica movida jesolana e al mojito, è base di note di menta, e una fragranza “accompagnata” alla partita a scacchi tra personaggi viventi di Marostica: una composizione di erbe aromatiche che crescono sulle colline di San Benedetto e olii al legno d’olivo, pianta molto diffusa nel vicentino. Tra i riconoscimenti ottenuti c’è anche una menzione nel libro del profumiere francese Nicolas de Barry, che cita il suo Agrums tra i «101 parfums à découvrir», ovvero tra i 101 profumi da provare almeno una volta nella vita. E l’attività della designer ora cresce con il lancio delle linee personali e con un corso di formazione professionale per “nasi” in collaborazione con la facoltà di Farmacia dell’Università di Ferrara.

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Designer di fragranze e loghi olfattivi

di Camilla Pisani

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PROFESSIONAL MARKETING LUCA DI LIZIO

Farsi trovare non è più impossibile

di Simone Ariot

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ivoluzione dei consumi e internet, binomio imprescindibile che ha dato vita a nuove figure professionali nel campo pubblicitario, in primis quella del Digital Media Marketer. Un esperto che si misura con strategie finalizzate ad aumentare la visibilità on line di brand e servizi necessari. Luca Di Lizio è uno di loro, premiato direttamente da Google a Dublino, rappresenta una delle rare agenzie Google Partner del vicentino. La folgorazione è arrivata nel 2009 a New York dove ha vissuto per qualche anno comprendendo l’enorme impatto che il digitale stava avendo sul business. «Ho frequentato un certificate alla New York University che mi ha aperto un mondo, ma in questo campo non si finisce mai di imparare». La certificazione Google Partner è stata quindi la naturale evoluzione e il sodalizio con il colosso di Mountain View è diventato una stellina da aggiungere

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al proprio curriculum. Cominciano quindi le consulenze ad aziende grandi e piccole per le quali è fondamentale usare i motori di ricerca e i social network se si vuole raggiungere un pubblico mirato. «Essere in internet non basta, bisogna saper intercettare i bisogni dei potenziali clienti, unire creatività e tecnica. Viviamo on line, e la necessità di raggiungere questo pubblico iperconnesso è determinante per far sopravvivere un business». Per ogni cliente serve comunque una strategia personalizzata e tagliata su misura, e da qui la necessità di studiare a fondo le caratteristiche del brand o del prodotto/servizio di cui si vuole implementare la visibilità. Idee chiare e azioni decise su cui spendersi, finalmente concrete e in grado di generare risultati tangibili, come quelli delle partite di tennis anni 80’, magari tra Agassi e Samprass, che per Nike hanno girato una delle pubblicità più amate dal marketer vicentino.

professional marketing

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NUOVI SPAZI PER L’ARTE

Sharon di Carlo posa con L’appello, scultura di Roberto Fanari, filo di ferro cotto, 2014

Sharon Di Carlo

PARLIAMOCI D’ARTE Una giovane gallerista dalle idee chiare torna in città per presentarci il suo mondo. Fatto di parole, d’arte e di incontri di Simone Ariot

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i chi è l’arte? Di chi la fa o di chi la guarda? L’arte sta in mezzo. Affermazione di Sharon Di Carlo, giovane gallerista tornata in città dopo un’immersione milanese che le ha fatto assaporare il gusto di scrivere e occuparsi d’arte. Dagli iniziali studi di giurisprudenza al passaggio all’Accademia di Brera il passo è stato breve. Mi piaceva studiare legge, ma non la sentivo del tutto mia. Tra scultura, pittura e critica d’arte il feeling è immediato, e una volta terminati gli studi la gavetta nelle gallerie meneghine sono state una tappa obbligatoria. Ho imparato a guardare le cose, a sentirle, cercando di vederle per come sono realmente. Parole che sembrano uscite dalla bocca di un’artista, ma lei non si definisce tale, almeno per ora. Se fossi un’artista mi dedicherei alla scultura, racconta con un minimo di distanza. Nonostante viva d’arte.

APPARIZIONE no miracles here di Aldo Sergio, curata da Sharon Di Carlo, Basilica Palladiana, 2016

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NUOVI SPAZI PER L’ARTE

Nelle foto a sinistra Punti di vista di Aldo Sergio, tecnica pixel, olio su lino, 2016 Rassegna NINETIES, in evidenza opere di Federico Guida e Pier Luigi Pusole Sotto Fake golden circle di Paolo Pibi, acrilico su carta, 2016 Vicenza, Galleria APART spaziocritico

Cura le mostre, segue gli artisti nei loro percorsi, ne promuove le opere. Dal 2016, infatti, ha aperto APART spaziocritico, un luogo non luogo in contrà San Biagio pronto a trasferirsi virtualmente per seguire gli artisti emergenti o storicizzati che con la passione e la tenacia di un mecenate d’annata rincorre lungo lo stivale. Un gallerista non passa le giornate a guardare le sue opere. Ha sempre molto da fare. Dall’organizzazione dei trasporti delle opere ai cataloghi, dalle vendite ai rapporti con la stampa. Molto per una 28enne che ha già curato diverse mostre, pubblicato testi critici, collaborato con il noto critico d’arte Claudio Cerritelli e la storico gallerista di Milano Enzo Cannaviello, e che dal momento dell’apertura è arrivata a quota quattro rassegne organizzate. Dalla personale di Aldo Sergio, che con l’installazione APPARIZIONE nella Terrazza della

Basilica Palladiana ha mostrato al pubblico la tecnica del pixel, dove l’immagine sparisce completamente nel colore, alla collettiva Homo pagus minor (la mostra che mi ha appassionato di più) in cui si delineano quei paesaggi vissuti e definiti dall’uomo, a Nineties (anni ‘90), aperta fino al 2 dicembre con esposizioni di artisti dal calibro di Daniele Galliano, Cristiano Pintaldi, Federico Guida. Artisti veri e opere vere, non troppo contaminati dal gusto delle installazioni (il 20% è arte vera, il resto è spesso illusione di arte stessa), ospitati in una città, Vicenza, che Sharon sente sua a metà. Ospite e con le radici, osservatrice di una dimensione cittadina pronta ad accettare l’arte contemporanea più di quanto non lo faccia chi la abita. I miei clienti, chi frequenta la galleria, sono soprattutto vicentini che sono tornati in città dopo una lunga assenza. Interna-

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« Non c’è più nulla da scoprire, ma le stesse cose si possono vedere in modo diverso » zionali nello spirito più che nel passaporto, come gli artisti che ama. In primis Gino de Dominicis, o il genio del colore Rothko. Chissà loro come si potrebbero sentire in una città nata con l’arte e spesso in grado di dimenticarla. Ma per comprendere di più il mondo di Sharon e di Apart spaziocritico, la soluzione migliore è quella di frequentare la galleria, magari in occasione della prossima mostra, una collettiva in cui il fil rouge è la passione verso gli artisti che più ama, e che avremo il piacere di visitare in questo freddo dicembre vicentino.

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DONNA & IMPRESA

ACCENNI Advertising Speciale per Coralba Scarrico

Team for Children Vicenza è un’associazione di volontariato che opera all’interno dell’Ospedale San Bortolo a fianco dei bambini ammalati e delle loro famiglie

CORALBA SCARRICO Imprenditrice con il cuore di Paride Grandis

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pesso a far nascere un’idea brillante è il desiderio di cambiare la contingenza, è la voglia di guardare al futuro con positività, di dare una risposta concreta. La storia di Team for Children Vicenza Onlus nasce da una realtà che spaventa: la Leucemia: «Nel 2010 mi sono trovata ad affrontare un’enorme tragedia, la malattia di mio figlio Gregorio. Da quel momento, mio malgrado, sono stata catapultata nel mondo dell’oncologia pediatrica - spiega Coralba -. Invece di abbattermi, grazie all’aiuto di altri genitori, ho trasformato un grande dolore in una “fabbrica del bene” per poter aiutare le famiglie che a loro volta si trovavano ad affrontare questa terribile sfida, camminando al loro fianco». UN AIUTO CONCRETO Team for Children Vicenza Onlus ogni giorno sostiene i bambini ammalati e le loro famiglie, assistendoli in reparto o a domicilio, organizzando corsi di formazione per volontari, raccogliendo fondi destinati all’acquisto di farmaci e strumentazioni mediche. L’associazione ha già raggiunto tanti obiettivi, tra cui la ristrutturazione del Day Hospital Oncoematologico Pediatrico all’interno dell’Ospedale San Bortolo: «Il Day Hospital diventa spesso per i bambini quasi una seconda casa, vi trascorrono purtroppo moltissimo tempo. Per questo ci siamo impegnati a renderlo più accogliente e vivibile ravvivando i colori delle stanze, introducendo giochi, ma anche attrezzature e strumentazioni che rendono l’operatività dei medici più efficace e aiutano i bambini a sorridere - continua l’imprenditrice vicentina. È stato un traguardo importante, ma possiamo fare ancora moltissimo grazie all’aiuto dei nostri volontari e alla generosità dei nostri sostenitori! i nostri bambini hanno bisogno di tutto il nostro impegno perché la malattia sia solo una parentesi nella loro vita».

Nelle foto, a sinistra: Coralba Scarrico A destra, dall’alto: nel nuovo Day Hospital di Vicenza, tra i volontari di Team for Children Vicenza con Melba Ruffo e il Primario di Pediatria dell’Ospedale San Bortolo, il dott. Massimo Bellettato. Nella foto in basso da sinistra la dott.ssa Alessandra Brugiolo, la volontaria Anna Astarita, la dott.ssa Annamaria Bonutti, la segretaria Paola Rossi

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TEAM FOR CHILDREN ONLUS VICENZA Via Legione Gallieno, 37 | Vicenza | Tel. 392.4854147 www.teamforchildrenvicenza.it - Info@teamforchildrenvicenza.it

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DONNA & IMPRESA

ACCENNI Advertising Speciale per Mara Visonà

Imprenditrice di famiglia e per passione. La storia di una missione per affermare ed esportare un Made in Italy che punta sull’artigianalità e la cura del dettaglio

MARA VISONÀ Questioni di pelle di Marco Massignani

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gni avventura imprenditoriale ha la sua storia, quella di Mara Visonà è di sicuro una questione di famiglia...e di pelle. Per lei, essendo la prima figlia di Plinio Visonà, il fondatore nel 1959 dell’azienda e dell’omonimo marchio storico di pelletteria, essere imprenditrice è da sempre una cosa naturale. Tutto inizia nel laboratorio di famiglia dove cresce tra borse, pelli e respirando il buon odore del cuoio, un’eredità professionale che è anche una scelta di vita accolta con molta determinazione. La responsabilità è pesante, ma non la spaventa, ed è così che all’inizio degli anni ‘80, conclusi gli studi, entra attivamente in Azienda esplorando tutti i processi di lavorazione necessari alla realizzazione di una borsa in pelle di alta qualità, fino a seguire direttamente la direzione commerciale dell’azienda, in Italia e all’estero. LE SFIDE DEL MERCATO INTERNAZIONALE Le lavorazioni artiginali, cura del dettaglio e un design ricercato sono imperativi che apprende dal padre e che ancora oggi porta avanti con amore e passione assieme al fratello Davide, socio con lei dell’azienda. Il marchio continua tuttora ad investire in ricerca, brevettando modelli e lavorazioni particolari ma mantenendo sempre il DNA legato alla tradizione artigiana, un modo per contribuire a diffondere in Italia e nel mondo la filosofia vincente del Made in Italy. Scelte coraggiose che portano a risultati tangibili, come il punto vendita monomarca aperto a Milano, in zona Duomo, e i corner nei migliori department Store del Giappone, della Korea, della Cina, della Russia e degli Stati Uniti. VISONÀ TEAM Mara negli anni si è circondata di personale preparato ed affidabile, che contribuisce al successo dell’azienda e al quale trasmette quotidianamente l’amore per il proprio mestiere, la cura maniacale per i dettagli, la motivazione, la gentilezza e la disponibilità nei confronti del cliente, sempre pronti per affrontare le sfide che il futuro ha in riserbo per ognuno di noi.

PLINIO VISONÀ Nella foto a sinistra Mara Visonà, amministratore delegato della Plinio Visonà. A destra alcuni modelli della collezione Autunno/Inverno 2016 e, sotto, la vetrina dello store Plinio Visonà a Milano, in zona Duomo

Via O. Da Pordenone, 5 | Vicenza | Tel. 0444 922680 www.pliniovisona.it

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DONNA & IMPRESA

ACCENNI Advertising Speciale per Rita Savoia

RITA MARIA SAVOIA Dalla Sicilia al Veneto con coraggio, determinazione e una grande passione

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olto giovane, a metà degli anni ‘60, innamorata delle teorie pedagogiche di Maria Montessori, decide di aprire, tra i primi nella città di Messina, una catena di scuole materne e asili nido, aperti dodici ore al giorno, proponendo attività innovative per quei tempi, come l’insegnamento di una lingua straniera e scuola di recitazione. L’attività dura diversi anni, durante i quali si laurea in pedagogia. Successivamente segue il marito a Vicenza, che pertanto, diventa la sua città d’adozione sin dal 1973. Presto intraprende anche a Vicenza una attività imprenditoriale aprendo negozi di pellicceria con laboratorio. Questo nuovo lavoro le consente di esplorare nuovi ambienti e fare nuove esperienze che arricchiscono il suo bagaglio professionale. Per caso e durante una gita in moto sui Colli Berici scopre, insieme al marito, a pochi chilometri da Vicenza, un magnifico rudere abbandonato e da quel momento comincia a coltivare un sogno. Insieme riescono, infatti, a portare a nuova vita il rudere ed il terreno agricolo circostante recuperando le varie colture agricole che erano state abbandonate. Nasce così l’idea di realizzare, nel 1994, un azienda agricola con annesso agriturismo che chiama “Le Vescovane”. Il progetto si evolve successivamente con la creazione di un ristorante, che per la connessione con l‘azienda agricola, chiama “Agri-Ristorante Le Vescovane”. Le due attività, pur essendo autonome, sono assolutamente complementari nel senso che l’una fornisce le materie prime all’altra. In verità, mi confessa Rita “il mio intento è proprio quello di riuscire a fondere la cultura della cucina tradizionale Vicentina con il suo evolversi verso nuove orizzonti. So bene che la meta è ambiziosa ed è difficile da perseguire, ma confido che, con la collaborazione di Davide e Giovanni, da me inseriti nella società, sarà possibile raggiungerla, anche perché contiamo sulla collaborazione di un team di giovani appassionati che condividono con noi gli stessi interessi e che ci aiuteranno a sviluppare ulteriormente questa avventura.

LE VESCOVANE Nelle foto a sinistra Rita Savoia ritratta da Matteo Castagna A destra Le Vescovane a Longare. Immersa in un bosco incantato, una antica proprietà restaurata e riconvertita ad agriturismo ed agri-ristorante, con ambienti deliziosamente curati

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Via San Rocco, 19 | Longare | Tel. 0444 273570 www.levescovane.com

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DONNA & IMPRESA

ACCENNI Advertising Speciale per Alessia Chemello

Figlia, sorella, collega e titolare: quando essere imprenditrice significa saper ricoprire tanti ruoli ed essere sempre pronti a mettersi in discussione per il bene dell’attività e della clientela

ALESSIA CHEMELLO Un DNA determinato e vincente di Paride Grandis

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utto è nato in famiglia quasi 50 anni fa quando Sergio Chemello ha aperto il primo negozio, e tutto continua a rimanere in famiglia anche oggi che il mercato si è espanso, le esigenze del cliente si sono evolute e la professionalità, di conseguenza, si è adeguata. Alessia Chemello non smette di essere riconoscente alla propria famiglia, grazie alla quale si è calata nel ruolo di imprenditrice sin da subito, una scelta naturale che ha vissuto con entusiasmo e determinazione. LE TAPPE DI UN’EVOLUZIONE DI SUCCESSO La trasformazione da centro riparazioni locale a tutto il territorio nazionale ha dato lo spunto per concentrarsi sul servizio post vendita, fondamentale oggi per i brand importanti con i quali collabora. Aziende che hanno dato un’impronta nuova all’attività, come Sodastream, che è stata la prima ad aver dato a questo team affiatato lo spunto per una svolta verso alternative ecofriendly. Più recentemente è stato il turno di Kunzi, azienda che rappresenta marchi di eccellenza come Victorinox, Kuvings, Vitamix e Bamix di cui sono rivenditori e centro assistenza e che rappresentano le tappe di un percorso di successo impreziosito da più di 10 anni di collaborazione con Nespresso; una partnership con la quale hanno sviluppato da zero un servizio di assistenza in tutta Italia. ATTENZIONE E PROFESSIONALITÀ AL SERVIZIO DEL CLIENTE Che le sfide del lavoro non abbiano mai spaventato Alessia ma che si siano presentate più come opportunità di crescita è stato da sempre evidente a tutti, a sua madre e sua sorella in primis, due figure che l’hanno aiutata a dare un tocco femminile ad un’attività prettamente maschile, fino a qualche tempo fa. Entusiasmo e tenacia non mancano, fanno parte del DNA di questa famiglia che negli ultimi anni ha fatto del servizio personalizzato e della competenza i cardini di un’attività in piena salute e con interessanti prospettive per il futuro. CHEMELLO SERVICE Via Biron di Sotto, 29/C | Vicenza| Tel. 0444 564779 CAFFITALY SYSTEM SHOP

Nelle foto a sinistra Alessia Chemello. A destra alcuni scorci del negozio di Vicenza, nato come centro riparazioni locale e poi esteso a tutto il territorio italiano, con servizio post vendita e collaborazioni con le migliori marche in commercio

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Contrà Pescaria 24 | Vicenza | Tel. 0444 283956 www.chemelloservice.it

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HOSPITALITY DESIGN

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Qui a sinistra il bancone della zona bar per la quale sono state scelte tonalità decise, materiche: il piano di lavoro è stato realizzato con una lamiera intera piegata. Qui sotto la sala del ristorante dove i controsoffitti uniscono con eleganza tre aspetti fondamentali per un ambiente come questo: suono, raffrescamento e illuminazione

UN ACCURATO RESTYLING PER LA ROSINA Ricardo Lunardon ridisegna lo storico locale di Marostica

L’ di Paride Grandis

occasione che ha portato Ricardo Lunardon a guidare i lavori di ristrutturazione e ampliamento del ristorante La Rosina è legata all’imminente ricorrenza del centenario. La riqualificazione realizzata è parte di un progetto ambizioso, che tiene conto di 6 fattori fondamentali: l’apertura verso il paesaggio, l’accoglienza, l’insonorizzazione, l’illuminazione, l’efficienza energetica, i materiali dal sapore industrialtech raffinato. Attraverso l’apertura di viste trasversali del volume che creano profondità agli ambienti e utilizzando la partizione di serramenti molto leggeri e traslucidi il paesaggio viene valorizzato sia all’esterno che all’interno, dando al visitatore la possibilità di spostarsi facilmente da dentro a fuori e viceversa. Il tema dell’accoglienza è stato sviluppato attraverso la ricerca di materiali e colorazioni emozionali, tonalità calde e contrasti materici che evidenziano ogni singolo intervento d’arredo.

ph. Stefano Aiti

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hospitality design

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HOSPITALITY DESIGN

Sotto l’enoteca ricavata nel piano interrato raccoglie una preziosa collezione di bottiglie in una struttura realizzata ad hoc con maglie di acciaio elettrosaldate

della zona bar elte e: il piano di lavoro a lamiera intera piegata. ante dove on eleganza per un ambiente escamento e illuminazione

essenzialmente come una scenografia, dove l’uso mirato della luce a LED e l’arredo spartano conferiscono all’ambiente una certa ruvidità. L’arredo dal sapore industrial tech è stato realizzato utilizzando materiali di recupero da cantiere trattati al naturale, come la biblioteca del vino realizzata con reti elettrosaldate. La pavimentazione scura trattata a ruggine è sata realizzata con microcemento cerato, la parete attrezzata ricorda gli ingressi circolari dei giardini cinesi così da trasformare l’Enoteca in un vero e proprio giardino del gusto e dei sapori. Il grande tavolo in legno massiccio e i relativi arredi sono stati ricavati da un’unica pianta di rovere morente recuperata nel bosco limitrofo, elementi semplicemente incastrati secondo una tecnica costruttiva retaggio del tradizionale tavolo fratino.

I controsoffitti uniscono con eleganza e tecnologia tre diversi aspetti che in un ambiente di ristorazione sono una delle essenze fondamentali per condurre una esperienza culinaria di alto livello: suono, raffrescamento e illuminazione. Il controsoffitto infatti è fonoassorbente e stampato digitalmente, integrato con un sistema di impianto VRV a climatizzazione multizona a volume di refrigerazione variabile, e un impianto di illuminazione a LED a binario elettrificato che permette di variare la luce di un’intera sala di 200 metri quadrati con soli 240W di consumo energetico. Per il bancone della zona bar sono state scelte tonalità decise, materiche, come per il piano di lavoro,

realizzato con una lamiera intera piegata. La pavimentazione è in gres porcellanato, dai chiari riferimenti industriali con la ruggine, il corten e le variazioni cromatiche. Il legno che compone le boiserie squadrate degli arredi è in rovere, pianta locale che ribadisce l’appartenenza al proprio territorio. L’ENOTECA Come nelle migliori tradizioni alberghiere, grazie a questa opera di ristrutturazione, il ristorante è stato “supportato” da una piccola enoteca ricavata dal recupero e dall’ampliamento di uno spazio adibito a magazzino interrato. Tonalità scure per uno spazio conviviale pensato

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RICARDO LUNARDON Nato a São Bernardo do Campo (Brasile) nel 1987, vive e lavora a Marostica (VI) dove porta avanti progetti di architettura del paesaggio, housing, urbanistica, progetti strategici di rigenerazione urbana, grafica, design e media. Dopo la laurea in Architettura per il Paesaggio allo IUAV di Venezia (2013) fonda due start-up: RAL – Radical Architecture Lectures e InVinegar LABS.

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Nelle foto

3. Gli interni

1. Una visuale del terrazzo

4. Il terrazzo che fa anche da copertura

2. Il prospetto orientato verso i Colli Berici

5. La vista della Rotonda dallo studio

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PROFESSIONISTI

ACCENNI Advertising Speciale per Daniela Bragoli

A CONTATTO CON L'ARCHITETTURA

Può succedere che da un giardino si possa godere di questa vista, alla distanza paragonabile tra quella di un sospiro e di un batticuore

Daniela Bragoli nello studio a pochi passi dal Santuario di Monte Berico e la Rotonda di Daniela Bragoli

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rovo un certo imbarazzo a camminare per le vie cittadine con gli scarponi infangati, ma ho appena cercato conforto in mezzo alla natura, in quello scampolo di verde proprio prossimo al centro della città che è Casale. E mi riposo inebriando il corpo e lo spirito con la bellezza. C'è un punto spettacolare a Casale, lambito dal Bacchiglione, dove la Rotonda è ancora più scenografica, sembra un merletto, lì vicino al Santuario di Monte Berico, dove il complesso della Basilica somiglia al manto della Vergine, così adagiato sui Colli Berici. Può succedere che da un giardino si possa godere di questa vista, alla distanza paragonabile tra quella di un sospiro e di un batticuore. Può anche succedere che della stessa vista si voglia godere comodamente abbandonati in un ozio creativo, con fresche bollicine in un bicchiere, tra i gelsomini, a piedi nudi poggiati su listoni di teak che pavimentano un terrazzo. È improbabile sull'erba: dal giardino la vista è esclusa da alberi e rovi troppo alti piantati a confine. Ed accade anche di desiderare che quel terrazzo si realizzi per ritrovare quell'idillio: i Colli Berici, la Rotonda, la Basilica di Monte Berico... sorseggiare quelle bollicine mentre si salgono le scale esterne, per arrivare appunto al terrazzo di copertura. Tutto è stato possibile, in un giardino stretto e lungo, dietro ad una palazzina un po' anonima come quelle costruite agli inizi degli anni '60. Ecco l'opportunità legislativa del Piano Casa con possibilità di ampliamenti e deroghe per realizzare quello che era nel cuore, godere di quelle immagini, e circondarsi della luce, prima un po' scarsa, di quella palazzina un po' anonima. Era un desiderio pulsante, quasi un cardiopalma cerebrale che è passato alla punta della matita, o meglio ai tasti di un mouse, ed ha costruito quel salto di luce. Mattoni di vetro sotto al terrazzo da cui ammirare la Rotonda e la Basilica, e nutrire il cuore, a piedi nudi, con quel bicchiere ancora in mano, un po' appannato, ma ormai vuoto. Quelle bollicine mi hanno raggiunto il cuore e sono anch'esse diventate preghiera.

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DANIELA BRAGOLI ARCHITETTO Email: danielabragoliarch@libero.it www.danielabragoliarchitetto.webnode.it

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Render e realizzazione

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1. Mauro Chimetto nel suo studio 2. Particolare del locale Tobia’s a Torri di Quartesolo 3. Progetto per fornitura contract in collaborazione con Todeschini Cucine 4. Casa AE a Vicenza 5. Dettaglio ingresso Casa LL a Vicenza (in fase di realizzazione) 6. Esempio di catalogo virtuale

STUDIO CHIMETTO Vicenza Viale del Brotton, 5 Tel. 0444 546083

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INTERIORS

ACCENNI Advertising Speciale per Studio Chimetto

ARTIGIANATO E TECNOLOGIA Progettazione architettonica e arredamento di interni. Studio Chimetto di Vicenza crea ambienti unici personalizzati con l’ausilio di immagini virtuali fotorealistiche. di Anna Trenti

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n più di vent’anni di storia Studio Chimetto è riuscito a trovare il connubbio perfetto tra artigianalità, ricerca e innovazione. Un’attività di progettazione architettonica e arredamento di interni che da sempre adotta un approccio votato alla cura del dettaglio, offrendo alla propria clientela un servizio su misura, dove ogni scelta di stile, materiale e finiture diventano un’opportunità non solo estetica ma anche economica. COMPUTER GENERATED IMAGERY Tutto è nato dall’esigenza di facilitare la comprensione dei progetti ai committenti, un’attività che, grazie all’apporto tecnolo-

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gico di ultima generazione, ha consentito a Mauro Chimetto di produrre immagini virtuali (anche per professionisti e aziende) che sono la massima espressione del fotorealismo, il modo migliore per avere un riscontro diretto sulla bontà o meno di un’idea. Nel campo del design questi render offrono inoltre la possibilità di ottenere interi cataloghi realizzando set digitali con evidenti risparmi di tempo e di denaro per le aziende. Il prossimo step? La realtà immersiva che permetterà ai clienti di vivere il progetto e di farne parte integralmente. REALIZZAZIONI In base alla complessità della realizzazione,

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lo Studio Chimetto si affida a fornitori, consulenti tecnici, produttori, artigiani di fiducia che sono in grado di garantire la coerenza progettuale del concept iniziale nella fase esecutiva. Vedere per credere l’intervento eseguito nel locale Tobia’s di Torri di Quartesolo dove, con pochi ma mirati interventi, una classica pizzeria è stata trasformata in un locale contemporaneo e alla moda. ON LINE Dal sito al profilo Archilovers, da Facebook a Linkedin e Instagram, sono tantissime le modalità con cui potete verificare con i vostri occhi lo stile Chimetto, nelle realizzazioni e nella fase di render.

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ARREDARE CON I RIVESTIMENTI

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1. Giovanni Arcaro, titolare dell’azienda di Thiene 2, 3 e 4 In questa grande zona giorno è stato creato un soffitto ribassato con illuminazione integrata che illumina con stile la cucina. Per valorizzare il caminetto è stata scelta una pittura ed effetto color argento a contrasto con la naturalità del rivestimento in pietra adiacente. 5 e 6 Bordure in gesso, controsoffitti con illuminazione integrata e pitture artistiche rendono prezioso il rivestimento.

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INTERIORS

ACCENNI Advertising Speciale per Arcaro Pittura & Design

L’ARTE DEL RIVESTIMENTO Pitture e rivestimenti costituiscono oggi dei veri e propri elementi d’arredo. Giovanni Arcaro li usa sapientemente per personalizzare in modo unico ogni spazio di Anna Trenti

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rivestimenti occupano un’attenzione sempre maggiore dentro casa, ma anche all’interno di hotel, attività commerciali, uffici, palestre. Le figure dell’architetto e dell’interior designer, come il singolo privato, esigono materiali pratici e resistenti, che possano durare nel tempo, ma che sappiano anche stupire ed emozionare.

“Quando si parla di rivestimenti si deve pensare al lato pratico quanto a quello estetico - spiega Giovanni Arcaro di Arcaro Pittura & Design -. Per questo ai nostri clienti offriamo soluzioni tecnologicamente innovative e dal design ricercato, studiando attentamente le esigenze specifiche, i gusti personali, lo stile dell’abitazione o dell’edificio. Essere aggiornati sulle tendenze e i prodotti del momento, è fondamentale per essere al passo con i tempi e distinguersi in un mercato che offre soluzioni omologate. Le persone hanno bisogno di rendere unici e speciali i propri spazi, sia abitativi

morini, applicazione di carta da parati, progettazione di isolamenti termoacustici ed elementi decorativi, rivestimenti in pietra naturale e ricostruita, servizio di piccole demolizioni: la ditta di Thiene lavora nel settore del rivestimento da 20 anni senza trascurare il più piccolo dettaglio.

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che commerciali. E con pitture a spessore, effetti ricercati, carte da parati originali, rivestimenti in pietra si possono fare delle vere e proprie magie.” ATTENZIONE AI DETTAGLI Tinteggiature interne ed esterne, realizzazione di cartongessi, spatolati e mar-

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“Molto spesso è richiesto un servizio completo, chiavi in mano - continua Giovanni Arcaro - Così per andare incontro alle esigenze del singolo cliente ci avvaliamo anche della maestranza di piastrellisti, falegnami ed elettricisti di fiducia che coordiniamo direttamente. Garantire al cliente un’opera personalizzata e realizzata a regola d’arte, eseguita con il minimo disagio durante le fasi di progettazione, ma soprattutto di cantiere vero e proprio è una caratteristica che ci contraddistingue. Ci piace ascoltare le persone, cerchiamo ogni giorno di concretizzare le loro idee, restituendole possibilmente ancora migliori di come le avevano immaginate”.

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Nelle foto 1. Daniele Lago e Andrea Margaritelli assieme alla famiglia Pellizzari 2. collezioni FOXTROT di Matteo Nunziati 3. Andrea Margaritelli introduce il concetto di genio naturale per Listone Giordano 4. alcuni ‘natural genius’ da Michele Lucchi a Patricia Urquiola 5. collezione ‘Vibrazioni’, designer Marco Tortoioli Ricci 6. Adalberto Tescari

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ACCENNI Advertising Speciale per Pellizzari Armando

LA GENIALITÀ NEL LEGNO Nella sede di Arzignano Pellizzari Armando celebra il “Genio Naturale”. Un’occasione per parlare della collezione Slide e del rapporto tra uomo, vino e agricoltura consapevole di Anna Trenti

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stata una serata di grande successo, all’insegna del design e del “natural genius”, l’inaugurazione del nuovo spazio dedicato alla genialità nel mondo dei pavimenti in legno. Capitanato da Andrea Margaritelli, l’evento presso Pellizzari Armando di Arzignano ha avuto quale ospite d’eccezione Daniele Lago, CEO di Lago Spa e designer della collezione Slide, frutto di una partnership nata quasi per gioco con Listone Giordano, organizzatore della serata.. COLLEZIONE SLIDE «Credo nel design come disciplina che ascolta le vibrazioni del mondo e tenta di dare delle risposte creando un impatto di cambiamento positivo - spiega Daniele

Lago. Slide nasce da questo tipo di consapevolezza. Per la prima volta nel mondo dei pavimenti si dà la possibilità al fruitore finale, all’interior designer o a chicchessia di decidere il design del proprio pavimento. Lo si coinvolge, lo si fa partecipe. Partecipazione, appunto, una vibrazione di questa epoca». La collezione coniuga geometria e matematica per generare elementi compositivi orizzontali e verticali. Vere e proprie superfici di arredo dove la magia dei numeri trascendenti trasforma le forme rettangolari delle comuni plance in rombi, dando vita a infinite composizioni modulari. «Chi ha detto che la geometria non può essere divertente? Il legno è quel materiale naturale vivo che collega la terra con il cielo attraverso gli alberi».

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WINE PARTY «L’uomo sfrutta le sue conoscenze e le sue esperienze per rafforzare il legame tra l’ambiente e il terreno, a lui la responsabilità di rispettare nella totalità della sua produzione questi principi di agricoltura consapevole». Con queste parole Adalberto Tescari ha trasmesso ai presenti la filosofia della Cantina Dalle Ore di Trissino, un modo di pensare che pone le basi per stimolare in modo duraturo la vitalità del suolo e la formazione dell’humus, così da rendere possibile alle diverse specie vegetali e animali di esprimere la propria essenza specifica. «Solo così - ha concluso - tramite alimenti coltivati in questo modo, all’uomo vengono trasmesse le forze di cui ha bisogno per il suo sviluppo fisico e spirituale».

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reare emozioni con la luce, Project4LED progetta e realizza oggetti di arredamento di alto design nel settore lighting proponendo soluzioni innovative e a risparmio energetico con l’utilizzo di tecnologia LED. Innamorati del proprio lavoro propongono una completa linea di prodotti dal design moderno e ricercato, con soluzioni innovative che rendono ogni prodotto unico e distinguibile, interamente prodotto in Italia. DESIGN E RISPARMIO ENERGETICO I loro prodotti sono la perfetta sintesi tra il bisogno di illuminazione, il risparmio energetico e un design aggiornato ed esclusivo. Sono in grado di soddisfare le più esigenti aspettative del mercato con soluzioni illuminotecniche, sia in ambito residenziale che commerciale, così da soddisfare qualunque necessità di illuminazione duratura ed affidabile. VIVERE LA LUCE Variando colore e temperatura, costruiscono ambientazioni e relazioni grazie alla luce, un elemento fondamentale per vivere al meglio gli spazi nei quali abitiamo e lavoriamo. Linee pulite ed essenziali coniugate con la ricerca del contenuto, Project4LED mette la tecnologia al servizio della semplicità per un risultato di grande qualità e altamente personalizzabile.

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INTERIORS

ACCENNI Advertising Speciale per Gianmarco Rossi

STORIA E GUSTO

Da Gianmarco Rossi a Vicenza potete trovare pezzi di antiquariato e modernariato, fotografie storiche, insegne pubblicitarie e una sezione dedicata all'illuminazione

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utto è nato dalle passioni di Gianmarco, quelle per i mobili di antiquariato e modernariato, l'illuminazione, il design, la fotografia, e dalla sua voglia di condividerla con le persone. In questo meraviglioso studio di Vicenza è possibile trovare molti spunti per dare un tocco di gusto retrò alla propria casa. Nello showroom sono esposti molti mobili, divani, poltrone, tavoli, sedie, scrivanie che vanno dalla fine dell''800 fino agli anni '70 del secolo scorso. Ogni articolo è stato ristrutturato e risistemato con estrema cura e passione, pronto per essere reinserito adeguatamente

in un ambiente e trasmettere ancora un tocco di originalità. Qui in ogni angolo si respira aria di storia e si riesce a cogliere un certo gusto nel selezionare i vari accessori esposti, come per esempio nell'importantissima sezione dedicata all'illuminazione (con lampadari, abatjour, applique e molto altro), o in quella delle insegne pubblicitarie, o in quella legata alla fotografia, la sua prima grande passione. Molto d'effetto, infatti, le stampe storiche di scatti di Vicenza risalenti agli anni '70 e '80 tratte dall'archivio di "Foto Borracino", fotografo in quegli anni per Il Giornale di Vicenza.

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ESTETICA E RESISTENZA Produzione ad alta affidabilità nelle pavimentazioni da esterno, arredo urbano e giardino. I prodotti Micheletto di San Giorgio delle Pertiche sono scelti per realizzare spazi dall’alto impatto estetico e durabilità nel tempo di Anna Trenti

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hi si ferma è perduto! Chi invece continua ad investire su innovazione e ricerca ha il futuro nelle proprie mani. Proprio come Micheletto, azienda leader nelle pavimentazioni da esterno, arredo urbano ed arredo da giardino che, da anni, coniuga una grande esperienza nel settore con un continuo sviluppo di tecniche e tecnologie per il miglioramento del prodotto e garantire alla propria clientela un servizio di altissima qualità, sia in termini di durabilità che di estetica e resistenza. Tradizione e innovazione sono unite nell’impegno costante per proporre colorazioni e modelli sempre nuovi che seguono i trend del momento.

L’OFFERTA PRODUTTIVA Per rispondere al meglio alle esigenze del mercato Micheletto segue due direzioni: da una parte persegue un continuo ampliamento dell’offerta produttiva per garantire novità dal punto di vista estetico ad una clientela che spazia dal privato agli architetti, dai progettisti agli enti pubblici; dall’altra un continuo investimento in innovazione per risolvere e prevenire eventuali problemi tecnici che possono sorgere nella fase di posa o utilizzo del prodotto. Un laboratorio interno all’azienda assicura un controllo della qualità globale, dalle materie prime al prodotto finito. Gli uffici commerciali, inoltre, garantiscono alla clientela assistenza e disponibilità a 360° per soddisfare ogni tipo di esigenza con precisione, puntualità, il supporto di personale qualificato e un efficiente parco automezzi.

LE ULTIME NOVITÀ Sempre più frequentemente gli architetti scelgono i prodotti Micheletto per i loro progetti, l’ultimo in ordine di tempo è lo studio Simone Micheli Architectural Hero, che ha scelto il nuovo prodotto BIG per realizzare lo stand presso la fiera SUN di Rimini di ottobre. Potete vedere con i vostri occhi le numerose pavimentazioni che producono e le diverse colorazioni nello showroom di San Giorgio delle Pertiche. I prodotti Micheletto sono presenti in una vasta rete di rivendite edili sparse su tutto il territorio, collegate tra loro e in grado di supportare il cliente nella scelta più idonea alle proprie esigenze.

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TECNOLOGIA

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La nascita del nuovo materiale Aerosilex-S segna un grande passo avanti nell’innovazione per isolare sottotetti e intercapedini

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nnanzitutto, perché isolare? È ormai risaputo che un’abitazione ben isolata fa risparmiare nei costi di riscaldamento in inverno e di raffrescamento in estate poiché, abbattendo le dispersioni termiche, si richiede meno produzione di energia. E’ altrettanto noto come un ambiente ben isolato porti benessere a chi ci vive, per quanto riguarda il mantenimento delle temperature interne, il contenimento dei rumori, la riduzione di formazione di muffe. Se poi si vuole pensare ad un “benessere ambientale” più ampio, si pùo affermare che “isolare un fabbricato aiuta a ridurre le emissioni di CO2 nell’aria”, portando benessere anche al nostro pianeta. Attualmente tra i vari materiali esistenti in commercio ha fatto la sua comparsa Aerosilex-S, nato da una ricerca approfondita che ha voluto andare oltre quello che già c’era. Aerosilex-S, derivante da una più ampia gamma di prodotti Aerosilex utilizzati in bioedilizia, è un materiale nuovo prodotto esclusivamente in Italia, specificatamente nell’Alto Vicentino, certificato e brevettato a livello europeo. È un materiale 100% naturale ed ecocompatibile, ignifugo, antibatterico, atossico, stabile nel tempo, che deriva dal silicio amorfo. Rispetto ad altri materiali che si utilizzano per isolamenti di sottotetti, Aerosilex-S si presenta sottoforma di microperle aventi come loro componente principale aria stabile che permette così di avere un’elevata capacità isolante. In modo particolare le sue principali caratteristiche sono: peso specifico 55/70 Kg/mc; conducibilità termica 0,036 W/mqK; resistenza al fuoco classe A1(completamente ignifugo). Al di là delle caratteristiche tecniche e di posa di Aerosilex, la grande innovazione del materiale sta nel fatto che si inserisce in un contesto di elevata ecocompatibilità anche in fase di un eventuale suo smaltimento finale. Inoltre il fatto che sia altamente isolante fa si che l’energia necessaria per riscaldare le abitazioni sia minore rispetto a quella richiesta con altri tipi di isolanti con una conseguente riduzioni di emissioni di CO2 nell’aria e un conseguente benessere del pianeta.

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EVENTS

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Benedetto ed Eva sono sempre presenti agli eventi che organizzano per garantire il massimo della professionalità e garantire un servizio ad hoc

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er un matrimonio da favola tutto deve funzionare al meglio: cerimonia, fotografo, invitati ma, soprattutto, banchetto, un momento speciale di convivialità e gusto. Benedetto ed Eva, rispettivamente titolare e chef di Food & Co, catering specializzato in eventi di tutti i tipi ma soprattutto in matrimoni, sono dei veri professionisti nel loro campo. La loro professionalità e la loro bravura sono frutto della passione per il proprio lavoro e della cura maniacale con cui seguono ogni fase della preparazione. Pronti a stupire con ricette sorprendenti, tengono

molto ad essere presenti agli eventi che organizzano, solo in questo modo riescono a seguire il naturale evolversi della giornata e controllare che tutto vada per il verso giusto. Come filosofia aziendale infatti hanno l'obiettivo di realizzarne solo uno al giorno, una scelta coraggiosa sinonimo di grande affidabilità e professionalità. Offrono un servizio all inclusive, con prezzo garantito, cottura sul posto e trasporti refrigerati compresi, preparano menu per tutti i gusti e adatti a tutte le intolleranze, sono in grado di personalizzare ogni dettaglio e la loro qualità è certificata.

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H-FARM NEWS

// H-FARM NEWS Filo diretto con l'acceleratore di startup //

rubrica a cura di Chiara Andretta

A Roncade si lavora per le web company del futuro: ecco alcune di quelle più "hot"

Z PRODUCTION // Video storytelling

COMPETITOOR// Monitoraggio prezzi

WETHOD // Coordinamento e pianificazione

Una nuova piattaforma, lanciata da Zooppa, dedicata alla sola creazione di video che collega brand e agenzie con una comunità puntualmente selezionata di registi professionisti. Costi contenuti e tempi di consegna rapidi sono le parole chiave: si parte da $3.000 a video, realizzato entro due settimane. Il video storytelling è il modo più personale, credibile e efficace per creare coinvolgimento con il brand, ma non per questo deve costare una fortuna. Un modo semplice e efficace per aiutare brand e agenzie nella produzione di moltissimi contenuti autentici, in modo rapido e senza dilapidare il loro bilancio.

Competitoor è lo strumento B2B dedicato ai brand e agli shop online che permette di monitorare i prezzi dei concorrenti e di essere avvisati ogni volta che un prezzo viene cambiato. Competitoor dà la possibilità di risparmiare il tempo speso per monitorare i concorrenti e di aumentare i profitti. È strutturato come un Software as a Service il cui alto livello di automazione mantiene bassi i costi di personale e struttura offrendo il servizio a un prezzo accessibile a qualsiasi e-commerce. Il team è composto da ingegneri con anni di esperienza nel settore e-commerce che hanno la passione per la tecnologia e le soluzioni innovative.

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Un’occasione unica per studenti e giovani startupper di incontrare imprenditori straordinari, scoprire le migliori storie di successo e imparare come far crescere il tuo progetto: il 6 dicembre vi aspettiamo in H-FARM! Storie di donne imprenditrici, come fare un buon pitch, analisi dei competitor, imparare dal fallimento, business model canvas sono solo alcuni dei workshop in programma. Potrai inoltre incontrare mentor e aziende da tutta Europa, scambiare consigli ed esperienze con altri startupper e imparare nuove competenze per realizzare i tuoi progetti. MY-WAY è un progetto finanziato dall’Unione Europea che fa parte dell’iniziativa Startup Europe. Il suo obiettivo è quello di promuovere e migliorare il ruolo delle organizzazioni studentesche, mettendole in contatto con realtà ed esperti che si occupano diimprenditoria digitale in tutta Europa. www.h-farm.com

Il 1 dicembre 2016 e il 12 gennaio 2017, HFARM apre le porte per raccontare i corsi di alta formazione di H-FARM Education. Dal design allo sviluppo web, dall’innovazione nella Pubblica Amministrazione all’imprenditoria digitale: inostri Master sono pensati sia per i professionisti che per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro, e offrono una formazione specifica per innovare le proprie competenze o la propria attività attraverso il digitale. I Master, in partenza a febbraio 2017, sono basati sulla sperimentazione diretta, sull’apprendimento attivo e sulla costruzione di project work concreti, il tutto arricchito da un’attenzione particolare alle soft skills. www.h-campus.com

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GREEN TECH AWARD

IL PACKAGING CHE VINCE L’OSCAR Dallo scarto del fagiolo, Favini ha prodotto l’innovativo cartoncino con il quale Lucaprint ha realizzato l’eco pack che gli è valso l’Oscar dell’imballaggio 2016. Un primato tutto vicentino dedicato alle produzioni sostenibili di Camilla Pisani

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ais, agrumi, uva, kiwi, lavanda, ciliegie, caffè. Sembra davvero non ci siano limiti alla fantasia di Favini, polo dell’industria cartaria di Vicenza che utilizza scarti di altre filiere produttive, a partire da quella dell’agroalimentare, per produrre carta a basso impatto ambientale. L’ultima novità di casa Favini è stata messa a punto per il produttore vicentino di cereali e legumi Pedon: si tratta di un astuccio realizzato con uno speciale cartoncino prodotto riciclando scarti di lavorazione dei fagioli forniti dallo stesso cliente.

L’innovativo pack, prodotto da Lucaprint per Pedon utilizzando il cartoncino di Favini, ribattezzato Save the Waste permette una riduzione del 15% della cellulosa vergine proveniente da alberi, un utilizzo del 30% di fibra riciclata da post-consumo e un taglio del 20% di gas ad effetto serra. La carta Crush Fagiolo utilizzata è inoltre certificata Ogm free e idonea al contatto diretto con gli alimenti, eliminando la necessità di inserire un’altra busta interna. Gli inchiostri ecologici e la finestra trasparente ottenuta da altri scarti vegetali sono gli elementi che completano il resto del packaging, rendendolo eco-sostenibile e riciclabile al 100%. In più, durante i processi di produzione, viene utilizzata solo energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Quanto è bastato all’eco-astuccio per ottenere, lo scorso 15 aprile, il primo premio come Best Packaging dell’anno in campo ambientale agli Oscar dell’Imballaggio 2016, manifestazione promossa dall’Istituto Italiano Imballaggio e da Conai che, dal 1957, premia le migliori confezioni progettate in Italia. L’esperienza di Favini nella sperimentazione di soluzioni upcycling inizia negli anni ’90, quando l’azienda ottiene il brevetto per un sistema di recupero di materiale basato sul riutilizzo delle alghe della Laguna di Venezia. Da qui la ricerca di nuove materie prime si amplia sempre di più e, nel corso degli anni, arrivano i fogli realizzati con mais, agrumi, kiwi, mandorle, nocciole, caffè, lavanda e ciliegia, e ancora bambù, cotone ed estratti della canna da zucchero. Ma l’azienda vicentina si è cimentata anche con gli scarti della lavorazione del cuoio, da cui è possibile ricavare carta riciclabile e compostabile al 100%, e infine, con i residui delle bucce dell’uva, l’attività oggi produce le scatole che contengono le prestigiose bottiglie di champagne Veuve Clicquot.

Qui sopra Eugenio Eger, AD di Favini. In alto l’innovativo pack Save the Waste realizzato da Lucaprint per Pedon: un astuccio ottenuto da uno speciale cartoncino prodotto da Favini riciclando scarti di lavorazione dei fagioli forniti dallo stesso Pedon, che è valso a Lucaprint il premio Best Packaging dell’anno

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green tech award

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PROGETTI ED IDEE

architettura e CURIOSITà Un’anima ecologica Cristallo, acciaio e bambù per l’opera firmata da Renzo Piano Building Workshop inaugurata ad Ottobre nel quartiere Le Albere. Si tratta della BUC, la nuova Biblioteca di Ateneo, quasi 10 chilometri di scaffali per ospitare 480mila volumi, aperta alla comunità accademica e alla cittadinanza fino a tarda sera e anche la domenica, sette piani, facciate e tetto vetrati e oltre 430 postazioni-studio ospitate su cinque livelli in 6mila metri quadri di spazi di lettura ed infine una lobby che si affaccia sulla vista del quartiere e delle montagne.

La nuova biblioteca di ateneo Renzo Piano Building Workshop Trento

Un DNA contemporaneo Patricia Urquiola ha disegnato gli arredi della nuova struttura ricettiva sul Lago di Como la cui realizzazione è stata ovviamente curata da aziende della zona. Il lavoro di Patricia caratterizza fortemente tutti i particolari che conferiscono alla struttura una personalità contemporanea. Tra le realizzazioni più evidenti, la scala all’interno della maestosa lobby, realizzata in legno pregiato di noce americano. Legno, pietra, rame e fibre naturali sono i materiali presenti ovunque, insieme al verde dei giardini verticali e alle sculture botaniche.

hotel il sereno Patricia Urquiola Lago di Como

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progetti & idee

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Idee regalo di design

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C’era una volta...

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Nasce da una collaborazione tra Ale Giorgini e lo studio di design BrogliatoTraverso, la lampada a forma di balena che ingloba già al suo interno la sagoma di Pinocchio, proprio come nella favola. Lampada da tavolo disponibile in due modelli: a luce fissa bianca e a luce RGB con telecomando: 16 tonalità colore, regolazione intensità luminosa.

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Isola Vicentina per Accenni contest

Piccoli architetti crescono

EDO DO EVERYTHING EDO DO EVERYTHING

I blocchi giganti EDO sono elementi in cartone da utilizzare per costruire, come una sorta di mattoncini Lego giganti. Una proposta ecologica e divertente per i più piccoli. Immaginare, inventare e poi fare. Cosa c’è di più bello per un bambino? Immaginarsi un fortino, costruirne le mura e poi entrarci dentro per giocare ai cowboy, oppure creare un personaggio un po’ coccodrillo e un po’ robot ... www.playedo.com

Accenni lancia la proposta per il nuovo CONTEST 2017: l’ala novecentesca del Convento di Santa Maria del Cengio ad Isola Vicentina vorrebbe essere riqualificata con l’obiettivo finale di creare una infrastruttura di informazione/formazione/co-working per lo sviluppo di progetti civici, sociali, educativi, formativi e spirituali per la cura della Casa Comune, con particolare riguardo all’agricoltura e all’artigianato sostenibili e al turismo etico. Oltre che una struttura di ospitalità per i pellegrini che percorrono la Romea Vicetia. Gli studi interessati ad una eventuale partecipazione al Contest sono invitati a segnalare il loro nominativo alla redazione di Accenni: info@videorunner.it oppure sulla pagina Facebook di Accenni Magazine

Quando la bellezza si sposa con la qualità del materiale

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CUSTOM DESIGN Qui a sinistra Mattia Beda (al centro) tra Carlo Cracco (a sinistra) e Lapo Elkann (a destra) insieme ai quali ha dato vita a Garage Italia Custom. Qui sotto lo staff al completo in occasione della presentazione del progetto di restauro della nuova sede, l’ex stazione Agip di P.le Accursio a Milano. In fondo alla pagina un esempio di customizzazione di una BMW

MATTIA BEDA: CREATIVITÀ ED ECCELLENZA MADE IN ITALY Il giovane imprenditore vicentino si racconta tra tecnologie, innovazione e artigianato italiano

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di Ilaria Rebecchi

opo la laurea in Comunicazione e Marketing e il Master a San Francisco in International Business, Mattia Beda è sbarcato a Milano, dove per anni ha lavorato per una nota società di consulenza, per poi avviare il lavoro di produzione di eventi per aziende e società su Milano e Roma e due progetti imprenditoriali con l’eccellenza al primo posto. A partire da Garage Italia Customs, nato sul finire del 2014 mescolando sartorialità ed eccellenza artigianale italiana, glamour e creatività tra ricerca e sviluppo nella personalizzazione delle quattroruote, come spiega Mattia, tra i co-fondatori del progetto, «frutto del genio creativo di Lapo Elkann, per un

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CUSTOM DESIGN Mattia è un imprenditore affermato anche nella ristorazione: ha aperto “La Tartina” nella zona di Brera, in collaborazione con uno storico locale vicentino: «La grande passione che accomuna me e i miei amici

per la Fiaschetteria da Renzo, ci ha portati ad aprire qui un luogo che ne replicasse le celebri tartine. Solo prodotti di altissima qualità e produzione Italiana dagli ingredienti per le tartine a piatti, vini e cocktails»

Qui a sinistra Mattia Beda nel suo locale a Brera - Milano

effetto unico e molto elegante, con interni in denim, alcantara, cachemire e legno massello». Made in Italy ed eccellenze italiane come valvola di “riscatto” per la crisi? «I tanti artigiani specializzati con abilità uniche sono in grado di trasformare sogni in realtà e grazie a loro il paese può tornare ad essere vincente. Sogno un’Italia che riparte forte di quell’entusiasmo che ha caratterizzato gli anni più belli della nostra storia. È fondamentale creare occupazione, sostenere l’artigianato e l’eccellenza manifatturiera locale esportandola all’estero e tramandandola ai giovani. Credo che lo spazio, nel nostro paese, ci sia ancora, ma sia cambiato rispetto al passato, come sono cambiate anche le prospettive e le ambizioni delle persone. Quello che rallenta veramente il sistema, in Italia, è la burocrazia, ma questa è un’altra storia». servizio di qualità sartoriale plasmato sul cliente. Il mondo della personalizzazione è più rigido di quanto si pensi e per questo c’era bisogno di dare una scelta più ampia». Verniciatura, pellicolatura e selleria tra lusso, artigianalità e Made in Italy con headquarter in un luogo storico di Milano: «commissionata nel 1952 all’architetto Mario Bacciocchi da Enrico Mattei, la stazione Agip di Piazzale Accursio diventò immediatamente un tempio dell’automobile frequentato da chi nel weekend si spostava sulla MilanoLaghi. Al suo interno c’erano autolavaggio, sala di attesa con bar, officina, uffici e

unità abitative. A seguito dell’opera di restauro che la salverà dal disuso, sarà un luogo di eccellenza che riunisce talenti dell’automobile e fuoriclasse di fama internazionale come l’architetto Michele De Lucchi e lo chef stellato Carlo Cracco, proponendosi come punto di riferimento per gli amanti del bello e del buono» L’obiettivo è quello di donare valore al cliente con progetti di restyling grazie alle più moderne soluzioni del settore: «tra tutte spicca la 500X presentata al salone di Ginevra 2015 per la quale abbiamo sviluppato una nuova tecnica che combina verniciatura e pellicola per generare un

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In alto un esempio dei lavori eseguiti da GIC sugli interni dell’Alfa Romeo 4C Hokusai (qui sopra)

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ESCLUSIVA COME UNA VIGNALE Ford reinventa il concetto di lusso con la gamma Vignale, caratterizzata da finiture sartoriali ed estrema cura dei dettagli. Ne parliamo con Ford Bisson Auto di Arturo Vicentini

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ulla carta poteva sembrare una scommessa azzardata: Ford, costruttore generalista per eccellenza, circa un anno fa entrava nel segmento premium puntando semplicemente sull’eccellenza, con standard molto difficili da trovare oggi anche sui marchi più blasonati del settore. Eppure, oggi la gamma Vignale è una nuova, bellissima realtà nel panorama automobilistico: una realtà composta da cinque modelli in grado di soddisfare le più diverse esigenze. Ci sono la berlina executive e la station wagon, entrambe su base Mondeo, c’è il monovolume S-Max per viaggi sempre in business class e c’è il SUV Edge, per chi ai contenuti vuole abbinare un’immagine distintiva; infine, ed è la novità di questi giorni, c’è il crossover Kuga. In comune, dopo essere stati sottoposti al “trattamento” Vignale, presentano dettagli estetici e colorazioni esclusive. A fare la differenza, però, sono soprattutto gli interni, secondo una filosofia del lusso understatement che è un po’ alla base del concept Vignale, dedicato a chi ricerca sì il lusso senza compromessi, ma desidera anche muoversi senza attirare troppo l’attenzione. Così, se l’immagine

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TEST DRIVE Nell’altra pagina, in senso orario, le Ford Vignale Kuga, Edge, S-Max e Mondeo SW. Qui accanto la Mondeo Vignale berlina e in basso i raffinati interni che caratterizzano la gamma Vignale

in città entro i 40 Km/h (Active City Stop) e la frenata automatica con assistenza pre-collisione e riconoscimento pedoni (Pre-Collision Assist with Pedestrian Detection). Per informazioni e test drive è possibile scoprire la nuova Mondeo Vignale presso le concessionarie Ford Bisson Auto, con spazi e personale dedicato a questa esclusiva vettura e alla sua clientela più esigente.

della carrozzeria risulta più dinamica e ben definita, nell’abitacolo a dominare il colpo d’occhio è la raffinatezza dei sedili rivestiti in pelle Vignale di qualità superiore, tagliata al laser e rifinita con cuciture a vista e impunture a losanga. La pelle riveste anche il pannello strumenti, la console centrale, i braccioli e le portiere. Il colpo d’occhio e la sensazione al tatto sono straordinari e del resto non potrebbe essere diversamente, perchè ogni elemento in pelle Windsor utilizzato è sottoposto a un rigoroso processo di selezione, che esclude ogni taglio che presenta imperfezioni o pieghe, anche se naturali. Ciò esalta le eleganti impunture a losanga e le cuciture a vista, e assicura che ogni elemento in pelle sia morbido al tocco. E ancora, prima dell’installazione le pelli sono esposte alla luce del sole per assicurare che le tonalità restino immutate nel tempo. Insomma, una cura maniacale, da veri artigiani appassionati e competenti, e non solo per quanto riguarda i rivestimenti. I sedili anteriori infatti sono climatizzati, con regolazione elettrica a 10 vie e di tipo adattivo, con tanto di funzione massaggio per alleviare la stanchezza durante i viaggi, grazie all’azione combinata delle nano-valvole che controllano i flussi d’aria gonfiando e sgonfiando in sequenza gli 11 cuscini che compongono il sedile. Oltre che per il lusso e l’estrema raffinatezza, l’abitacolo si distingue anche per silenziosità e comfort. Novità assoluta su questo fronte è il sistema di riduzione attiva dei rumori (Active Noise Cancellation), disponibile per le versioni diesel: un avanzato sistema elettro-acustico che genera frequenze opposte in grado di annullare il rumore del motore, rendendo l’ambiente a bordo straordinariamente silenzioso. La ricca dotazione tecnologica comprende i più innovativi dispositivi di assistenza alla guida e di sicurezza, come la frenata automatica

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Architettura, Design, Tendenze, Arredamento. Accenni si occupa in maniera molto approfondita del territorio vicentino