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Periodico di informazione, cultura e musica dedicato al mondo latino americano - DISTRIBUZIONE GRATUITA - anno 5 - N° 3 MAGGIO - GIUGNO 2014

Addio alla leggenda della salsa e del bolero...

Cheo Feliciano Reportage

dell’ultimo concerto del cantante Romeo Santos...

Intervista

a Fabrizio Zoro, deeJay e produttore italiano... DISPONIBILE SU: VIDALATINAWEB.COM

Musica

nuovo progetto per il gruppo Feverson...


SERATE IN TERRAZZA ESTIVA


Aria di Primavera? Numero dedicato a Valentin Valdes Registrazione del Tribunale di Bari: n°3199 del 25/11/2010 Tiratura: 20.000 copie Numero Chiuso: 29/04/2014 Edito da: Ass. Culturale IDEANDO 2.0 Via Berlino 86 Altamura (Ba) Tel. 339.3511452 info@vidalatinamagazine.it

Vida Latina Magazine Milano: Via Anguissola, 26

Direttore Editoriale: Donato Ciccimarra Direttore Responsabile: Giuseppe Disabato Direttore Commerciale: Nunziella Buono Direttore Artistico: Silvio Sisto - Ricky Espino Caporedattore: Daniele Blasi

L’EDITORIALE di Daniele Blasi

Strane giornate ci regala il cielo. Proprio quando avevamo cominciato ad intuire gli odori e le atmosfere della nostra magnifica primavera, Giove pluvio si ripropone con deter� minazione ricordandoci che siamo solo ad Aprile. Le condizioni climatiche, si sa, non hanno mai impedito al “latino de verdad” di vivere il divertimento, organizzarsi per serate memorabili e programmare la stagione calda che ine� vitabilmente busserà alle nostre porte tra qualche tempo. Qui a Vida Latina Magazine viviamo come ogni “cambio sta� gione” il grande fermento della raccolta dati ed informazio� ni, è in questo periodo infatti che si cominciano a delineare i profili dei concerti, delle manifestazioni e degli incontri dedi� cati al mondo latino americano nella nostra penisola. In questo e nei prossimi numeri potrete contare su tanti in� serti e pagine con le date degli appuntamenti, come sempre

Redazione: Michele Traversa Gordiano Lupi Enzo Conte Alberto Pianetti Yadira Gonzalez Silvio Sisto Nunziella Buono Ricky Espino Denny dj Omar Gallo Marianna Melis Massimo Roger Francesca Mauro Giovanna Diomede Giuseppe Montefiore Michela Vernati Fernando Rodrigues Saluiza El Sonero dj Hanno collaborato in questo numero: Gaspar Ribeiro Antonello Nicodemo

Mercedes Vazques

Ramona Dell’Orefice Biagio Battista

Info e contatti: Tel. 334.7501437

vidalatinaweb.com info@vidalatinamagazine.it

Vida Latina Magazine

cerchiamo di essere capillari per dare spazio a tutti, quin� di dal più grande al più piccolo, tutti gli eventi sono per noi importanti e degni di essere segnalati sulle nostre pagine. Invitiamo quindi tutti a segnalare alla nostra redazione tutto quello che è in fase di preparazione per il futuro prossimo. Questo numero, oltre che alla copertina vogliamo dedicarlo alla grande figura di un musicista che per molti è un vero cult, ormai inserito di diritto nella leggenda della musica latina, parliamo ovviamente di Josè “Cheo” Feliciano. Ben tre giorni di lutto cittadino in tutta Puerto Rico sono stati proclamati per la scomparsa di un artista che per longevità, carisma e poliedricità, ha attraversato epoche musicali di� stanti tra loro, ma vissute sempre da protagonista indiscus� 07


EDITORIALE di Daniele Blasi

so. Un incidente d’auto ce lo ha portato via, ma la sua opera, il contributo al grande progetto Fania e la sua carica di grande umanità, hanno di diritto già se� gnato il suo nome nella leggenda. Lo salutiamo con gratitudine e come accade in questi casi, vi invitiamo a scoprire con la sua musica, quanto potesse essere speciale un musicista così. Una citazione ad un altra grande perdita per il mondo e che ha rappresentato per decenni il vero e più interiore spirito dell’America Latina, è quella di Gabriel Garcìa Màrquez, Gabo è stato in grado

di accendere l’interesse culturale per la “cul� tura nueva” quella proveniente da una zona del mondo, ancora lontana dalla grande lette� ratura mondiale. Gabo era tutto quello che è un “ser sudamericano” ironico, amaro, mistico ed appassionato, tutto questo veniva raccolto nella sua opera davvero consistente. Un uomo che nel corso degli anni è stato un punto di ri� ferimento extraterritoriale, da un paesino del nord della Colombia, al mondo che combatte, sogna, vive. Se foste appena incuriositi, prova� te ad investire qualche euro e acquistate una copia di cent’anni di solitudine, sarà un libro che vi accompagnerà, dentro, per tutta la vita. Questo numero si completa con tanti interes� santissimi approfondimenti, per esempio Gor� diano Lupi ci parla della trova, e Ricky Espino intervista la manager di uno degli artisti più apprez� zati e premiati del momento, Romeo Santos. Enzo Conte, sempre attento all’evoluzione del no� stro microcosmo, ci offre spunti di approfondimento sul futuro della salsa, e Francesca Mauro intervista dj Zoro sul bellissimo progetto la Maxima 79. Come sempre ci auguriamo che la lettura sia pia� cevole ed utile, vi invitiamo ancora a scriverci, per richieste, spunti ed osservazioni, e buona musica a tutti.


Addio Cheo...

IL PERSONAGGIO - di Enzo Conte

Giovedì 16 aprile si è spenta una delle stelle più lucenti del firmamento salsero: Cheo Feliciano. Era da tempo malato di cancro, ma il destino è stato particolarmente crudele con lui perché se l’è portato via per colpa di un banalissimo quanto sfortunato incidente stradale. Ora canterà nel cielo insieme a tutti quei grandi artisti salseri che lo hanno già preceduto. A noi reste� ranno invece le sue bellissime canzoni ed il ricordo non solo di un can� tante staordinario ma di una persona straordinaria, amata da tutto il mondo della salsa José “Cheo” Feliciano Vega era nato a Ponce il 3 luglio del 1935. Ponce oltre ad essere chiamata “la Perla del sud” è considerata anche la città “de los cantantes” visto che ha dato i natali ad altri grandi soneros come Héctor Lavoe, e Pete El Conde Rodriguez. Attratto come la maggior par� te dei suoi coetanei dalla musica, Cheo, aveva cominciato a studiare nella Escuela de Música Libre della sua città natale, all’età di 17 anni era però emigrato con la sua famiglia nella fredda New York in cerca di fortuna. Si ritrovò così dunque a New York negli anni ‘50, l’epoca d’oro del mitico Palladium, il locale dove si esibivano le più grandi orchestre latine a cominciare da Machito y sus Afrocubans, I Piccadilly Boys di Tito Puente ed i Mambo Devils di Tito Rodriguez. Grazie agli insegnamenti del percussionista “Kako” Bastar aveva comin� ciato a suonare le congas, strumento con il quale entrò a far parte del suo primo gruppo musicale: “Ciro Rimac’s Review”. Suonò anche con il Conjunto Marianaxi diretto dal maestro Luis Cruz, per poi diventare band boy dell’orchestra del mitico Tito Rodriguez, che una notte fortu� nata gli diede l’opportunità di cantare nell’altrettanto mitico Palladium. Fu proprio Tito Rodriguez che, colpito dalle doti vocali di questo giovane boricua, lo raccomandò a Joe Cuba che cercava un cantante per il suo sestetto. Cheo Feliciano salì così alla ribalta proprio nel momento in cui, finita l’era del mambo e della pachanga, si era in cerca di nuove sonorità e nuove modalità musicali. Proprio in quegli anni si affacciava, infatti, una nuova corrente musicale, il boogaloo, che fu brillantemente cavalcata proprio dal sestetto del percussionista José Calderón, diventato famoso, a dispetto delle sue origini portoricane, con il soprannome di Joe Cuba. Il sestetto di Joe Cuba era caratterizzato dalla presenza di un vibrafono (strumento allora molto in voga) e si avvaleva delle performance vocali di un duo di eccezione: Jimmy Sabater e appunto Cheo Feliciano. Tra i brani più famosi incisi da Cheo con il sestetto di Joe Cuba ricordia� mo i boogaloo: “El pito”, “Bang Bang” (il cui refrain fu ripreso molti anni dopo da Donna Summer nella celebre “Bad girl”) la guajira “El ratón” e alcuni classici come “A las seis” e “La palomilla”.


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IL PERSONAGGIO - di Enzo Conte

Purtroppo, come spesso succede in questi casi (e come ancora più spesso succedeva in quegli anni turbolenti), il successo die� de alla testa al giovane Cheo Feliciano che presto sprofondò nel tormentato tunnel della droga. Una fortissima e dolorosa di� pendenza da lì a poco lo costrinse al riti� ro delle scene per ben tre anni. Si rifugiò nella natia Purto Rico, dove su consiglio dell’amico Tommy Olivencia, entrò in una comunità di recupero, denominata CREA. Grazie alla sua enorme forza di volontà e grazie al supporto di alcuni amici come Tite Curet Alonso e Jerry Masucci ritornò alla vita e a cantare. Fu proprio Jerry Masuc� ci che gli fece firmare un contratto con la Fania, etichetta discografica con la quale in seguito darà vita ad una brillantissima carriera solista. Il suo ritorno sulle scene avvenne in conco� mitanza con il primo concerto che la Fania All Stars (orchestra formata dalla principali stelle di queste storica etichetta discogra� fica) tenne nel Cheetah di New York il 26 agosto del 1971. Fu un trionfo per il redi� vivo Cheo che in quella storica occasione ritrovò l’affetto del suo fedele pubblico. Per la sua poliedricità, per l’incredibile capacità di interpretare un son, una gua� racha, un boogaloo o un romantico bolero con l’identico sabor, avrebbe meritato di essere acclamato come il più importante di tutti i soneros, ma questa sua abilità non sempre gli venne riconosciuta, proprio per colpa dei suoi eccessi di gioventù. Fra le sue più belle interpretazioni da soli� sta ricordiamo: “Anacaona”, “Pa’ que afin� quen”, “Salomé”, “Si por mi llueve”, “Nina”, “Busca lo Tuyo”, “Franqueza cruel” ed i ro� mantici boleros “Juguete” e “Amada mia”. Il suo tono di voce ricordava in qualche modo quello di un altro grande cantante di colore: Ray Charles ed influenzò in seguito lo stile di numerosi cantanti latini come ad esempio il panamense Rubén Blades. Riprova della sua longevità sono la parte� cipazione negli anni ‘90 all’album “La Com� binación Perfecta”, (album nel quale in coppia con Pete El Conde Rodriguez ci re� gala la stupenda “Soneros de bailadores”) ed al progetto “Salsa Giants” (prodotto da

Celia Cruz e Cheo Feliciano

da sinistra: Sergio George, Tito Nieves, Cheo Feliciano, Ismael Miranda, Andy Montanez.


IL PERSONAGGIO - di Enzo Conte

Sergio George) di cui oltre ad una intensa attività concertisti� ca si ricorda anche la fortunata “Hay que celebrar”. Nel 2008 con un grande concer� to aveva festeggiato a New York, sua città adottiva, i cinquanta anni di una incredibile carriera che proprio recentemente era stata arricchita da una nuova perla: l’album “Eba say ayà”, inciso con l’amico di sempre Rubén Blades. Di lui mi piace ricordare due epi� sodi: il primo è legato alla scom� parsa del mio grande maestro Papito Jala Jala. Cheo e Papito erano molto amici al punto che quando Papito morì fu proprio Cheo a cantare a cappella, davanti alla sua tomba, uno dei suoi più grandi successi “Los entierros de mi gente pobre”. L’altro ricordo è legato ad un concerto che Cheo Feliciano tenne nel 2006 a Puerto Rico nel munici� pio di Carolina. In quella occasione, insieme a Janet

Orta, ebbi la possibilità di ballare sul palco insieme a lui e fu proprio quella magica sera che ebbi modo di conoscerlo e di apprezzarne le sue notevoli doti umane. Ed a lui, al grande Cheo, vorrei dedicare un pensiero che già in passato avevo utilizzato per il mio amico e maestro Papito Jala Jala “Un artista muore ma la sua arte non se ne andrà con lui, resterà sempre nel cuore delle persone che gli hanno voluto bene!”


Il futuro della musica Salsa

EVOLUZIONE - di Enzo Conte

Molti si lamentano del fatto che nel mondo della salsa non ci sia più la creatività di una volta, al punto che la musica del passato sia������������������������   ���������������������� decisamente preferibi� le a quella attuale. Credo però che non sia un fenomeno limitato alla salsa ma alla musica in generale. La creatività, non dimentichiamolo, è anche conseguenza delle op� portunità di lavoro che un artista ha. Una volta, ad esempio, esistevano una infinità orchestre di salsa perché c’erano molte sale da ballo (alcune ospitava� no persino 4 orchestre per notte) e c’era bisogno di molti cantanti e musicisti. Adesso la maggior parte dei musicisti e dei cantanti devono fare un altro la� voro per sopravvivere... Vi siete però mai chiesti perché oggi non esistono più pittori come Michelangelo, Leonardo da Vinci o Raffaello? Certamente i tempi sono cambiati ed oggi ci sono altri stili di pittura, ma quante chiese danno lavoro ai novelli pittori? Infine non dimentichiamoci che oggi la gente non compra più cd e le case discografiche non investo� no più nei nuovi talenti. Quindi meno lavoro = meno orchestre, meno musicisti, meno cantanti, meno creatività. Quando ho cominciato a suonare io negli anni ‘70, erano tantissimi i ragazzi che abbracciavano uno strumento con la voglia non solo di dare sfogo alla propria creatività ma anche con la segreta speranza

di emulare le gesta dei mitici Beatles.  Oggi vedo che i giovani sono più attratti dalle play stations che dagli strumenti musicali. Per fortuna nei paesi cardini della salsa l’attività concertistica non è affatto in crisi. Quello che è ve� ramente in crisi è il mercato discografico, ma questa crisi va’ inserita in un contesto mondiale. C’è stato un tempo, infatti, in cui i dischi si vendevano come il pane. Negli anni ‘60 un 45 giri di successo arrivava a vendere tranquillamente un milione di copie. Era l’e� poca dei mangiadischi, delle feste in casa; l’epoca in cui la musica aveva un effetto sacrale, quasi ipnotico sulle nuove generazioni. Negli anni ‘70, con la nasci� ta dei primi impianti di alta fedeltà e la esplosione delle radio libere, il 45 giri ha cominciato a perdere la sua popolarità. L’attenzione del pubblico si è così progressivamente spostata sui 33 giri, che si sono trasformati di colpo in un vero e proprio oggetto di culto. La nascita, prima delle cassette registrabili e poi dei cd masterizzabili, ha inesorabilmente visto svanire quell’epoca d’oro, al punto che oggi, nonostante il bombardamento musicale a cui siamo sottoposti, il mercato discografico è arrivato ai suoi minimi stori� ci. L’avvento di Internet e la conseguente possibilità di scaricare musica gratis ha dato il definitivo colpo di grazia. A beneficiarne apparentemente è stato il pubblico. Di fatto ha decretato la morte del mercato


EVOLUZIONE - di Enzo Conte

discografico, tar� pando le ali al po� tenziale espressi� vo degli artisti, in particolare quelli emergenti. A Puerto Rico, questa crisi del mercato disco� grafico è di� mostrata, ad esempio, dalla chiusura di alcu� ne catene di ne� gozi come la famosa Casa de Los Tapes. Succede così che, nell’isla del encanto le maggiori orchestre di sal� sa sono ancora oggi in attività, quasi nessuna di loro ha però un contratto discografico. Non sorprende, dunque, se la maggior parte delle produzioni musi� cali arrivano oggi da Cuba, mentre quasi più nulla si produce sulla rotta San Juan-New York. In realtà nemmeno a Cuba esiste un florido mercato discografico, ma per il musicista cubano ogni nuovo cd rappresenta se non altro una maniera per pro�

muovere il proprio lavoro all’estero. Le orchestre cubane infatti non sopravvivono grazie agli introiti delle loro produzioni discografiche, ma grazie agli innumerevoli concerti che periodicamente tengono nel Vecchio Continente (in particolare in Italia). La stessa cosa non succede con i gruppi di New York e Puerto Rico che in partenza hanno un cachet più alto rispetti ai gruppi cubani. Di conseguenza assai limitata è la loro attività concertistica in Europa. Succede così che molti musicisti portoricani, in man� canza di introiti sicuri, appendono lo strumento al


chiodo e ma� gari si metto� no a vendere macchine o elettrodo� mestici e chi ci rimette è chiaramente la musica e la possibilità di esplorare nuovi oriz� zonti. Ricordo che nel 1995, nel chiudere il mio primo libro: “Sal� sa, il Tropico dell’Anima”, ero molto ottimista sul futuro della salsa e mi chiedevo quali e quante meraviglie ci avrebbero ancora regalato i suoi grandi interpreti. Oggi, a distanza di quasi 20 anni la salsa vive una grossa crisi di creatività ma oserei dire anche di identità. Cosa ha determinato tutto ciò? Semplicemente è ve� nuto a mancare quel mercato discografico che aveva permesso agli artisti salseri di crescere e moltiplica� re. Questo fenomeno, è opportuno sottolinearlo, è stato causato anche dal disinteresse delle nuove ge� nerazioni che, sedotti dalle sirene yankee, hanno fi� nito col voltare irrimediabilmente le spalle alla salsa. Certo il successo che negli anni passati ha goduto il reggaetton (oggi decisamente in ribasso, almeno a Puerto Rico) ha sicuramente nuociuto al movimento salsero. Sono cosi’ sempre meno le incisioni di salsa che escono oggi sul mercato. Ascoltando queste in� cisioni con attenzione, è però possibile distinguere cinque correnti con delle caratteristiche precise: 1° Gli strenui difensori della tradizione, ovvero quel� le orchestre che, nonostante il cambio dei tempi, sono rimaste sempre fedeli a se stesse. L’esempio più eclatante ci viene proprio dal Gran Combo di Puerto Rico che in tutti questi anni (basta ascolta� re la sua più recente  produzione: “Sin salsa no hay paraiso”) non ha mai cercato di inseguire le mode musicali. 2° Gli artisti cubani che proprio partendo dalla tra� dizione cercano di dare nuova linfa alla timba, senza però allontanarsi troppo da essa (basti citare, oltre 20

a quelli storici, gruppi emergenti come Mayimbe o Havana d’Primera) 3° Quelli che invece cercano di fondere la salsa o la timba con le sonorità più moderne attraverso ibridi come il salsaton ed il timbaton. 4° Quegli artisti che nonostante la decadenza della salsa romantica continuano ad esplorare questo fi� lone, nel tentativo di conquistare le grazie del pub� blico femminile (che è quello che maggiormente acquista i cd dei propri beniamini). 5° Contemporaneamente a New York è nata una nuova corrente che, proprio in contrapposizione alle sonorità più morbide della salsa, è stata ribattezza� ta “salsa dura”. Il suo limite sta forse nel fatto che non è stata in grado di proporre qualcosa di nuovo, limitandosi a riproporre sonorità ormai ampiamente esplorate. Non meraviglia di conseguenza che il pub� blico, invece di acquistare le produzioni di Wayne Gorbea, del trombonista Jimmy Bosch, della Spanish Harlem Orquesta, di Johnny Polanco y su Conjunto Amistad, dei Soneros del Barrio, dell’orchestra La Exelencia o dei redivivi New Swing Sextet preferisca comprare i vecchi classici della Fania, che sono stati nel frattempo rimasterizzati e rimessi in commercio. Certamente la salsa per rinnovarsi avrebbe bisogno di nuovi cantanti, di nuove orchestre ma soprattut� to di nuovi autori in grado di rivitalizzare il genere. Purtroppo però i moderni autori, oggi, preferiscono dedicarsi a generi come il reggaetton (o in alternati� va la bachata) che, oltre ad essere più remunerativi, hanno sicuramente bisogno di meno talento creati� vo. Sono inoltre produzioni di basso costo, al punto


EVOLUZIONE - di Enzo Conte

che molte volte un semplice computer è sufficiente per sfornare un hit di successo. Le produzioni di quei salseri che hanno cercato di fondere la salsa con il rock, il funky o le nuove ten� denze musicali non hanno del tutto convinto, anzi sono state spesso accusate di eccessiva commer� cialità. Pensate che il salsaton, pur essendo stato creato a Puerto Rico, non è riuscito a conquistare il cuore dei salseri portoricani che ancora oggi dimo� strano, al contrario, di essere più legati tradizione. Ad esempio quando anni fa Andy Montañez propose un evento nel quale avrebbe diviso il palco con un famoso cantante di reggaetton , il concerto fu annul� lato un paio di giorni prima per mancanza di biglietti venduti. Per meglio capire questo rifiuto verso il salsaton c’è da sottolineare come la salsa a Puerto Rico continui ad essere un movimento fortemente identitario e patriottico che vuole assolutamente rifuggire dalle sirene yankees. Al contrario, a Cuba, proprio a causa dell’embargo, c’è sempre stata più curiosità per tut� to quello che veniva dagli Stati Uniti d’America. Una volta feci notare questa cosa a Majito (ex can� tante dei Van Van) e lui si mostrò molto interessato a questa mia opinione, al punto che mi disse che l’a� vrebbe esposta anche agli altri ragazzi del gruppo. Su quali sentieri potrebbe, dunque,  addentrarsi la salsa per il futuro? In che modo potrebbe����������   �������� rinnova� re se stessa senza però stravolgere la sua essenza? Difficile dare una risposta! Personalmente credo che la salsa abbia più affinità con la musica soul. Uno

dei miei sogni musicali sarebbe, ad esempio vedere il mitico Stevie Wonder alle prese con un brano di salsa, magari frutto del suo genio creativo. Il cantan� te afro-americano in passato si è già cimentato con grande successo con il reggae ed è strano vedere come sia lui che i grandi artisti del soul siano sempre rimasti indifferenti verso le sonorità salsere. Purtroppo la salsa, nonostante la crescente presen� za della comunità ispanica, continua a subire negli Stati Uniti un inspiegabile ostracismo e questo non gli permette di allargare il suo raggio d’azione, tanto meno il proprio mercato discografico. Credo in ogni caso che il futuro della salsa dipenderà molto dalla evoluzione sociale, economica e politica di tutta l’A� merica Latina e dalla direzione in cui essa deciderà di avventurarsi. La salsa già in passato ci ha abituato a repentine morti ed improvvise resurrezioni. Persino nei peg� giori momenti di crisi ha saputo sempre rigenerarsi, sorprendendo i suoi innumerevoli estimatori. Ci riuscirà anche stavolta? Scomodando il grande Manzoni potremo rispondere: “Ai posteri l’ardua sentenza”. La storia ci ha però insegnato che quando un movi� mento arresta la sua corsa sfrenata, ritorna al pas� sato. Non è, quindi, escluso che in futuro la straor� dinaria comunità latina ritornerà come d’incanto a riscoprire la bellezza del suo folklore, delle sue tra� dizioni, della sua cultura ed il fascino dei grandi ed immortali tesori musicali del passato.  “La salsa, in fondo , è una musica senza tempo!...”

I LIBRI SULLA SALSA E LA CULTURA AD ESSA LEGATA

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Sold Out per le tappe Ital

Romeo Santos Milano, 26 marzo 2014, Vida Latina Magazine incontra, dietro le quin� te del super concerto dell’artista bachatero Romeo Santos, Amelfis Diaz, la manager che segue Romeo sin dall’esordio.

di Ricky Espino

Cosa si prova a tornare più volte in Italia, ad avere così tanto successo in un Paese straniero? Romeo è felice, sorpreso, di vedere così tanta gente - siamo già stati a Barcellona, a Madrid, a Parigi - tutte queste persone, francesi, spagnoli e italiani che cantano le sue canzoni, che le cono� scono a memoria ... è molto emozionante. Prima di parlare degli altri artisti con cui cui collabori, continuiamo a parlare di Romeo Santos, Dopo Milano andate a Roma, giusto? Si, a Roma, poi in Germania, Olan� da, Inghilterra subito dopo Cen� tro e sud Ame� rica, due stadi in Cile, diversi in Argentina, per poi continuare il tour negli Stati Uniti e chiudere� mo la tournée nello Yankee Stadium. Romeo è il primo latino che suonerà nello Yankee Stadium, davanti a 57mila persone, il 12 luglio. Un grande onore per lui. Sta già lavorando al nuovo album? Fino ai primi mesi del 2015 saremo in tournée, ma lui quando è nella sua camera, scrive sempre, non smette mai di lavorare. Romeo si tiene in contatto in qualche modo 22

con i suoi fans, come fanno molti artisti famosi che rispondono direttamente, su Facebook o su Twitter? Lui non si connette molto, ma quando noi del suo staff gli consegnamo le lettere, le email dei sui fans, lui le legge sempre... Come vedi questa rivista (Vida Latina) ha dedicato la copertina a Romeo, lui in questo momento sta ottenendo un enorme successo, é forse uno dei latini più importanti del mondo, ed é un grande orgoglio per tutti i latini, specialmente per noi latini che viviamo qui in Europa.. Molti artisti, che solitamente scrivono e cantano musica di altro genere, stanno iniziando a cantare bachata, anche grazie a Romeo, collaborando con lui... É un bene? Dove si spingerà la bachata? Si, certo, é un bene che si diffonda in tutto il mondo la musica del mio Paese, perché ormai la bachata non e più solo per i dominicani, ma per tutto il mondo. Secondo me la bachata riuscirà ad arrivare al top grazie ai suoi fun e alla gente che predilige questo genere.


liane di


Com’é la tua vita con Romeo, come sua manager? Lavoro con Romeo da 15 anni, dai tempi di Obse� sión, ...sono quasi una sorella maggiore nei suoi confronti. Lui è un grandissimo cantante e una grandissima persona, non appare come é lui nella realtà, ma vi posso assicurare che é davvero una gran bella persona... E’ fantastico lavorare con lui perchè la gente lo ama e a sua volta ama anche tutto il nostro lavo� ro, questo ti rente soddisfatta. Riprendiamo il discorso che abbiamo accennato all’inizio, oltre a a Romeo Santos, segui anche altri artisti? Seguo anche Alex Matos.. Spero che anche lui venga presto in Italia, credo quest’estate... Da quanti anni lavori come promoter per grandi artisti? Da un sacco di tempo... ho erso il conto...! Cosa consiglieresti alle giovani donne che vorrebbero fare il tuo lavoro? DI prepararsi e seguire il loro sogno, impegnan� dosi a fondo..che Dio premia sempre. Cosa ti ha colpito dell’Italia e della gente che è presente al concerto? L’italia è un paese fantastico, la gente, i colori, il cibo, e da parecchi anni la musica latina non è se� guita solo dai latini emigrati in Italia, ma anche dagli italiani stessi che si avvicinano a questa cul� tura attraverso il ballo per poi diventare dei veri e propri cultori e promotori di questo genere. Per questo sono molto felice di sapere che esi� ste in Italia una rivista specializzata, la vostra, che informa e divulga questa cultura e il nostro operato. Grazie per la tua intervista da parte di tutti i lettori d’Italia. Grazie a Voi per il vostro lavoro.


La canzone e la vieja trova santiaguera

CULTURA di Gordiano Lupi

Il fenomeno dei trovatori nacque in Provenza nel secolo XI, in pieno medioevo francese, si estese alla Germania, all’Italia e alla Spagna. Il trovatore del Medio Evo cantava l’orgoglio del cavaliere e l’etica feudale, esprimeva gli interessi e la cultura della classe dominante. Cinque secoli dopo in terra americana con l’arrivo dei colonizzatori ci fu una congiuntura storica favorevole al sorgere di manifestazioni musicali alla maniera dei trovatori. Ecco il senso di una trova cubana. A Cuba si chiama trovatore un interprete di canzoni che compone i testi in forma poetica, li esegue con il canto e si accompagna con la chitarra. La chitarra sbarca a Cuba con gli spagnoli (secolo XVI) e fa nascere una musica nuova che si mescola al canto, alla poesia, alla musica negra e indigena fatta di tamburi e di percussioni. Con l’arrivo degli spagnoli a Cuba abbiamo dei trovatori senza Provenza, dotati come i loro vecchi predecessori di musica, canto, poesia e saggezza popolare. Questi trovatori cantano la donna amata, la terra natale nel suo splendore naturale e infondono nei loro versi un sentimento di amor patrio. A partire dall’epoca coloniale si fondono nella musica cubana elementi provenienti dalla romanza francese, dalla canzone napoletana e spagnola, dal valzer viennese e dall’opera italiana. 26

L’imposizione europea è forte ma con il passare del tempo la musica cubana diventa creola e assume caratteristiche proprie, soprattutto dopo le gesta eroiche della liberazione nazionale. Un esempio per tutti lo fornisce una poesia-canzone come La Bayamesa di Céspedes - Moreno - Fornaris che è diventata l’inno nazionale cubano, ma che nel 1851 fu concepita come canzone d’amore dedicata alla bellezza delle donne cubane. Per altro verso l’utilizzo frequente del duo accompagnato da chitarra e della serenata per gli innamorati ci fa parlare di un vero e proprio ambiente trovadoresco cubano in auge verso la fine del secolo XIX. Compositori e poeti come Sindo Garay, Alberto Villalón e Rosendo Ruiz cantano il tema dell’amore per la donna e il sentimento patrio. Questo periodo storico è quello che va sotto il nome di trova tradicional e si può collocare tra gli ultimi anni della colonia spagnola e la prima tappa della pseudo-repubblica. La canzone trovadoresca ebbe relazione pure con forme musicali classiche come il danzón, il son e la guaracha, che si contrappongono alle volontà colonizzatrici provenienti dall’Europa e dall’America del Nord. Ormai so bene che il son è il genere musicale cubano per eccellenza, in tutte le sue derivazioni, sino ad arrivare alla moderna salsa che pure è una mescolanza delle più varie influenze.


Il gruppo del filin (dall’inglese feeling) negli anni Quaranta e Cinquanta si inserisce nel panorama della musica impegnata con autori del calibro di César Portillo de la Luz, José Antonio Méndez e Ňico Rojas. Questi compositori affrontano tematiche che tendono a evadere dalla realtà circostante e trattano soltanto il sentimento amoroso. Il filin prosegue la sua attività anche con la Rivoluzione Cubana, ma entra in crisi nei primi anni Sessanta quando le nuove condizioni economico-sociali producono testi pieni di fiducia verso il futuro. Il filin ha prodotto canzoni cubane di grande spessore. Pure a Cuba in passato la musica popolare è sempre stata discriminata dagli intellettuali e dalla borghesia. Tutto il mondo è paese. La musica colta viene posta su di un gradino più alto, mentre le espressioni della cultura popolare sono considerate inferiori. La canzone è capace di unire musica e poesia, identificandosi con il sentimento popolare, grazie alla sensibilità musicale e letteraria che contiene. Tre canzoni sono immortali e derivano dal periodo coloniale. La Bayamesa composta nel 1851 da Francisco Castillo Moreno, José Fornaris e Carlos Manuel de Céspedes, La bella cubana composta nel 1853 da José S. White e Tú, la prima habanera composta da Fernando ed Eduardo Sánchez nel 1982. Inni di amore e di lotta, sostituiti in seguito da versi rivoluzionari composti dal popolo. La musica

popolare è importante come la musica colta e serve pure per fare le rivoluzioni, per dare una spinta al cambiamento. L’habanera è musica creola perché si forma in Cuba da modelli espressivi spagnoli che non possono evitare l’influenza africana. La vera prima canzone popolare cubana però si può incontrare solo nella trova tradicional che si sviluppa a Santiago di Cuba alla fine del diciannovesimo secolo. Un neoromanticismo popolare creato da autori e cantanti che provenivano da strati sociali poveri e che adattavano poesie in forma musicale. La figura più importante di questo canzoniere è Sindo Garay, un uomo umile che la critica colta ha cercato di sminuire trovando difetti nei suoi testi letterari, dato che nella musica non poteva trovarne. Sindo Garay è un esempio vivente di come la musica popolare ha dovuto lottare per avere una consacrazione. Solo con il trionfo della Rivoluzione è stato superato il problema e canzoni immortali come El huracán y la palma, Retorna, Labios de grana, Guarina sono entrate a far parte della storia della musica. Nella vieja trova ci sono altri compositori importanti come Miguel Matamoros e Graciano Gómez, ma molti altri andrebbero citati. La trova tradicional dà vita al movimento filin e all’interno dello stesso filin si fa poi largo la nueva trova.


El Maximo Leader

Daddy Yankee PERSONAGGIO di Nunziella Buono Ramón “Raymond” Luis Ayala Rodriguez, il re portoricano del Reggaeton, stella indiscussa del panorama latino internazionale, per tutti semplicemente Daddy Yankee, ha iniziato il suo nuovo tour europeo partendo da Eventopeople, Scalea (Cs). Dopo i successi degli ultimi concerti a Napoli, Roma, Milano, il managment decide di riproporre in Italia il suo attesissimo ritorno. Un concerto live irripetibile, vista l’unicità ed eccezionalità dell’evento sul mare. Uno show completo e entusiasmante (basta vedere qualcuno dei video su youtube per compren� dere l’entità dello spettacolo) in cui D.Y. ha ripercorso, nonostante la giovane età, quasi 20 anni di carriera e di successi.
Risale infatti al 1995 il suo primo album “No Mercy“, con il quale si avvicinò al nuovo genere musicale in voga a Puertorico, il reggaeton. Una nuova melodia di cui diventerà poi vero e proprio pioniere, affacciandosi alla ribalta mondiale ed “esplodendo” letteralmente nel 2005 con il tormentone “Gasolina”. Nel 2007 il ragaz� zo di Río Piedras si consacra definitivamente con l’album “El cartel: The Big Boss”, disco latino più venduto dell’anno, cominciando una parabola ascendente che non pare co� noscere fine.
Dalla storica “Tu cuerpo en mi cama” ai superclassici “Ella me levanto“, “Lo 28

que pasó, pasó” e “¿Qué tengo que hacer?” fino agli ultimi singoli “Ven Conmigo”, “Lovumba“e “Limbo” quest’ultimo diventato un tormentone mondiale con piùdi 230 milioni di visitatori su Youtube. Daddy Yankee appassiona e carica il pubblico durante i suoi concerti, ritmo, energia caliente e musica travolgente unita ad un grup� po di ballerini che completano il suo show. Noi di Vida Latina Magazine saremo lieti di ri� incontrarlo. Daddy Yankee e Nunziella Buono durante l’intervista


PUBBLIREDAZIONALE

Eventop eople Festival

L’edizione 2014 suscita grande curiosità internazionale

Alla nona edizione il salsa congress più grande al Mondo per l’edizione 2014 si presenta al suo immenso pubblico con tante novità. Iniziamo dai concerti: quest’anno sul palco del festival il venerdì sera si esibirà la superstar del reggaeton, il “leader maximo”, Daddy Yankee con la sua produzione al completo. Un artista a cinque stelle si esibirà nel suo tipico show con 42 elementi sul palco, ballerini, musicisti, deejay, effetti speciali e pirotecnici per un’esperienza indimenticabile. E’ stato premiato dalla critica come il concerto più entusiasmante e interattivo del 2013. Il sabato sera invece i riflettori saranno tutti puntati su Alexander Abreu noto cantante cubano, e l’orchestra al completo degli Havana D’Primera protagonisti di un concerto dedicato alla musica cubana. Non finisce qua, oltre ai concerti, sul palco di Eventopeople 140 dancers internazionali rappresentanti mondiali della salsa, dell’ hip hop e zumba che si presentano tutti nelle loro formazioni migliori e con i loro ultimissimi lavori in anteprima. Inoltre durante le ore mattutine e pomeridiane, ci si può rilassare sulla fantastica spiaggia, o studiare le varie discipline con i migliori maestri presenti.Una festa che dura 3 giorni, in riva al mare (la spiaggi è a cinque metri dal luogo dove si svolge l’evento!) con tanto sole, tanta allegria 32

e tanto “sabor”. E’ un appuntamento imperdibile anche per chi vuole esibirsi davanti ad un pubblico formato anche da ben 85 organizzatori di congressi internazionali e 140 club che fanno parte del circuito Eventopeople. Grande novità di quest’anno è riservata ai partecipanti. Per chi volesse scegliere le vacanze estive nella stessa struttura, per il Bailacalabria, c’è la possibilità di detrarre il prezzo dell’Eventopeople dal prezzo del Bailacalabria (tasse escluse). Sicuramente il festival più innovativo che tiene in considerazione le necessità del suo pubblico e si alimenta delle forti emozioni dei suoi partecipanti. Tenetevi forte, eventopeople sta arrivando...!


Alexander Abreu

MUSICA di Donato Ciccimarra

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lexander Abreu sarà presto in Italia: il suo tour prevede, infatti, la prima data il 24 maggio all’interno del Festival Eventopeople. Virtuoso trombettista, compositore, arraggiatore e vocalist noto in tutto il mondo Alexander Abreu Manresa, classe 1976, nato a Cienfuegos (Cuba), dopo aver frequentato il conservatorio “Ignacio Cervantes” si è formato nella Scuola Nazionale d’arte di “La Habana”. E’ uno dei più famosi musicisti cubani del mondo, per il suo talento e lo stile unico di suonare la tromba è considerato uno dei migliori trombettisti. Noto in Europa soprattutto per la sua collaborazione con il gruppo danese Danson, l’artista vanta un ricco percorso professionale che lo ha visto collaborare con molti musicisti di pregio: da Paulito FG a Chucho Valde, Juan Manuel Ceruto, Issac Delgado, Irakere, Klimax, Los Van Van, Soneros All Stars. Nel 2002 Alexander suona anche con l’orchestra di Augusto Enrique Y Su Mambo, visitando l’Italia per partecipare  al concerto benefico “Pavarotti & Friends”. Oltre che per il suo grande talento come trombettista, Alexander si è fatto apprezzare come compositore, arrangiatore e cantante, con il gruppo danese Danson, con cui ha registrato il disco “Mi Musica”. Alexander ha anche  formato un’orchestra tutta sua, Havana D’Primera, la cui prima esibizione in pubblico è avvenuta nel dicembre 2007 a La 34

Habana, con la partecipazione di Pablo Milanés, Tanya Pantoja, Mayito Rivera e Roberton Hernandez. Nell’estate 2009, vede la luce “Haciendo Historia”, il primo album di Havana D’Primera, prodotto da Juan Manuel Ceruto, in cui si fondono molti generi, dal Jazz, al Son, alla Timba, alla Salsa e tanta tradizione sottolineata anche dall’uso dei tambores batà suonati dal bravissimo “El Panga”. Nel 2012 pasaporte, brano di spicco dell’omonimo album, il secondo per l’orchestra, accentua le qualità di Alexander tanto che I-tunes lo paragona al leggendario Louis Armstrong. Habana D’Primera nasce dal desiderio di Abreu di riunire tutti quei musicisti di talento che suonano con le più prestigiose orchestre cubane. Infatti, ispirato dalla Spanish Harlem Orchestra, vuole riproporre un progetto che mantenga vivo tutto il sapore della musica cubana. Numerosi i premi che hanno consacrato la bravura dell’artista. Alexander è protagonista anche di un film dedicato interamente all’isola di Cuba: 7 days in Havana, precisamente nella sessione “Jam Session”, diretto dal regista argentino Pablo Trapero ed il greco Emir Kusturica. Nel film Alexander veste i panni di un tassista, che di sera diventa un abile jazzista. Nel prossimo numero di Vida Latina riporteremo un’esclusiva il suo nuovo progetto discografico ancora non svelato. Intanto godiamoci il suo imperdibile concerto...


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INTERVISTA

Fabrizio Zoro

Latin music made in Italy Fabrizio Zoro è noto nel mondo salsero per essere uno dei migliori dj non solo in Italia, ma anche in campo internazionale. Da qualche tempo a questa parte però la sua fama si è ulteriormente diffusa grazie alla produzione di un album- Regresando Al Guaganco’, dell’orchestra La Maxima 79 - a cui lui ha partecipato attivamente anche per musica e testi, che sta riscuotendo un enorme successo in tutto il mondo. Intervista a cura di Francesca Mauro


L’INTERVISTA di Francesca Mauro Come nasce il tuo amore per la musica? E’ sempre stato un grande amore. Mio zio fa� ceva il dj in una radio del mio paese, (Busto Arsizio, in provincia di Varese- ndr) e ci rega� lavano molti cd, anzi, dischi in vinile allora. In realtà li regalavano più a mio fratello, che è più grande, ma io glieli rubavo…Lui non me li faceva mai ascoltare, e appena usciva per andare a scuola o al lavoro, io me li ascoltavo! Quindi ho anche un bel background di musi� ca Dance Anni ’80. Vado molto d’accordo con Francisco (Rojos, altro grandissimo dj-ndr) perché lui ha una cantina piena di vinili di quegli anni e io ci gioco, perché a me è sem� pre piaciuta quella musica.. Io ballavo musica house, quindi andavo a Rimini, Cesenatico, al The Base a Milano, facevo le serate al sabato Fabrizio Zoro e Massimo Scalici ed ero un”housettaro”..e pensa che nel mio locale preferito di allora, appunto il The Base metter su due dischi uno in fila all’altro, son capaci in via Natale Battaglia, vicino a piazzale Loreto, ho tutti, ma SUONARE, fare il dj è un’altra cosa… visto cantare La India, che era la moglie di Little Louis Nella musica latina, la gente non ama il mixaggio. Vega e ho pensato “che voce che ha questa!”, ed Ama che finisca la canzone. Io dico che per essere era bellissima…poi tramite una ragazza che ballava un dj bisogna saper mixare, poi che lo applichi o non danze standard ho iniziato a seguire il latino. Non lo applichi e un’altra cosa. Mixare il latino è molto c’erano tanti negozi ai tempi, quindi per comprare più difficile che mixare da discoteca, perché si mixa i costumi, le scarpe, doveva andare a Londra, e per su 8 tempi invece che su 2….Io ho il mio credo: che il fare quattro soldi insegnava, così mi sono messo lì, dj deve accontentare la gente. La gente vuole ballare ho imparato la base, ho iniziato ad andare a ballare latino per svagarsi e ballare la musica che le piace… al Gilda…vedevo questi ballerini, mi sembravano dei Quindi noi dj dobbiamo cercare tutta la selezione mostri! Comunque a me la musica è sempre piaciuta musicale, conoscendo TUTTA la salsa, dalla cubana e soprattutto mi è sempre piaciuto il discorso del dj, alla commerciale, alla romantica – io poi sono nato dato che io arrivo dall’house, dove, a differenze dal nel periodo d’oro della musica romantica!- la classi� latino, dove sono i grandi ballerini, col loro nome a ca, e in base a quello deve cercare di vedere la pista, portare gente, nell’house erano i dj a portare pub� e di capire, in quattro minuti o “5 minutos” (titolo blico col loro nome.. e pensavo “mi piacerebbe un di una delle canzoni del suo album- ndr) vedi tu, giorno essere un nome di quelli!”… comunque nel minor tempo possibile, quale pezzo E poi ce l’hai fatta con la musica latina! mettere dopo per continuare a tenere la pista piena. Ho iniziato così…andavo a ballare al Gilda, spendevo In vita mia grazie a Dio pochissime volte ho svuotato 100 mila lire in Cuba Libre, e dopo 100 mila lire spe� la pista. Un’altra cosa importante: un dj deve saper se così, parlavo perfettamente lo spagnolo, andavo ballare. Io ho iniziato ballando, facevo il taxi dancer, sempre in giro col mio amico e mentore, “Er Gladia� per guadagnare una consumazione, come fanno in tore”, mi portava al Picasso, e lì vedevo questo Fran� tanti, e deve capire se in pista c’è gente che sa fare a cisco Rojos e il Conte Loris, che avevano questo loca� malapena il passo base, oppure il 90% sa ballare sul le bellissimo. Guadagnavo facendo il barista, e così 2, e in base a quello giostrarsi..la selezione va fatta ho comprato la mia prima consolle. Poi ho iniziato sempre al momento. Hai quei 4/5 minuti di canzone a studiare, a comprare i dischi.. I dischi li vendeva� in cui devi cercare di capire quale deve essere la can� no solo a Torino, si organizzavano le “macchinate”… zone successiva.. è un lavoro psicologico: nel minor eran bei tempi, sembra di parlare di 50 anni fa, ma tempo possibile entrare nella testa di 5/600 persone sono passati solo 12 anni. Ho iniziato al Picasso ad e capire quello che loro vorrebbero sentire. Hai sem� aprire le serate a Francisco nel febbraio 2002. Poi da pre dei pezzi “riempi pista”, che sai che possono ri� lì l’amore per la musica mi ha portato a fare un sacco empirla in un momento di difficoltà, ma la selezione di cose, a studiare musica, a scrivere musica… è data da un precedente lavoro di cultura, di studio: Quali doti servono per essere un bravo dj, perché a di ogni disco so chi canta, quando è stato fatto, chi è 36


L’INTERVISTA di Francesca Mauro l’arrangiatore, da dove arriva. Come sei passato dal SUONARE musica in un locale al COMPORRE musica? Durante uno stage di quelli che si fanno ogni tanto, credo fosse un Salsaquetepasa, forse la prima edi� zione, c’era Rodolfo Guerra, grandissimo bassista peruviano, e andando al Festival Latinoamericando vedevo le prime congas, le band dal vivo, avevo la possibilità di intervistare gli artisti, gli Aventura … penso di essere stato il primo in Italia a intervistarli ero da solo nel backstage, nel luglio del 2003, Obse� sion è uscita a settembre ed il successo è “scoppia� to” nel 2004. C’è un aneddoto, tra l’altro, perché in quell’occasione, abbiamo fatto una foto con gli Aventura, ed eravamo in quattro perché mancava uno di loro, e quando loro sono andati al Festival di

E in più le idee. Perché, se hai le idee, puoi scalare l’Everest. Questo l’ho sperimentato sulla mia pelle. Da lì, ho iniziato a fare la mia prima bachata, “Locu� ra”, che è su Salsa.it volume 4, ed è stata un succes� so clamoroso! Ho conosciuto Tony Velardi, che per me è un fratello, una persona fantastica, un artista eccezionale, l’unico italiano che può esser latino, e può fare le scarpe ai latini, e con lui è nata questa collaborazione che dura tuttora. Abbiamo fatto Lo� cura, poi Sin Tu Amor, poi Nena, fino poi a iniziare il progetto Maxima 79, che arriverà dopo negli anni. Eccoci, come nasce la Maxima 79? Ho citato Tony Velardi, adesso arriviamo a un altro grandissimo artista che è Massimo Scalici. Anche di lui posso dire di essere stato uno dei suoi scopritori qui al Nord. Lui era molto amico di Tito Valdez, Mas�

Orchestra Maxima 79 Sanremo, il Festival aveva messo nel suo sito quella foto, credendo che anche io fossi uno degli Aventu� ra! Comunque, potendo intervistare e vedere tutti questi artisti, mi è venuta voglia di studiare per ca� pire la musica, cosa serve per farla (e anche per se� lezionarla meglio, ritornando al discorso di prima), e siccome a quel Congresso c’era questa ora di lezione musicale con Rodolfo Guerra che ha iniziato a far studiare le congas, eravamo in una ventina, e da lì, avendo la fortuna di averlo a 500 metri da casa, e dato che lui organizza corsi di musica, ho iniziato a studiare le congas. Non ho la presunzione di voler essere un musicista: l’ho fatto, perché se un giorno devo fare qualcosa con dei musicisti “almeno parlo la stessa lingua”, capisco quello che mi dicono. 38

simo aveva dato a lui un cd promo con le sue canzo� ni, e mi era arrivato questo cd. Allora lo chiamai e li dissi “Ciao Massimo, sono un dj di Milano, mi piace molto la tua musica..…” e lui non mi ha considerato molto…Però poi ho dato il numero a Francisco, che è andato a Palermo, da lì sono nati successi e colla� borazioni, ed è rimasta l’amicizia. Gli ho chiesto di fare questo progetto Maxima 79 (che tra l’altro è il nostro anno di nascita) e lui mi ha detto di sì, fonda� mentalmente perché è troppo buono. Vi aspettavate tutto questo successo? Io nel cuore me lo sentivo. Perché era una cosa che mancava, bisognava tornare a fare serate con lo sti� le degli anni 60, 70, anche 80. E negli Anni 2000, non c’era niente che ricordasse quel genere. E grazie


anche agli amici dj che mi hanno veramente suppor� tato in questo progetto, perché amici o “nemici” se vedono che una cosa è bella, la propongono. Io ho messo tutto il mio sapere lì: come dj. Come musi� cista, per quel poco che so, e come ballerino. Non potevo fallire. Ho seguito il processo dalla A alla Z, prendevo il mio aereo, andavo a Palermo da Scalici, ho seguito le voci qui a Milano, ho suonato la cam� pana e il guiro, la grafica. Ho seguito tutto. E non c’è una sola nota che non sia dedicata a chi balla in pista. Progetti per il futuro… anche per il presente. Progetti con Tony Velardi, abbiamo fatto Azafata con Johnny Vasquez, e i due video ufficiali hanno ottenuto quasi 400 mila visua� lizzazioni, “5 Minutos”, che è stato quasi un miraco� lo, ringrazio Ivan Venot, e Fabio Bolzoni: è stato lui a darmi l’input di una salsa un pochino più commer� ciale ma con uno stile portoricano ben definito. E ho visto che abbiamo anche lanciato una piccola moda. Non si ascolta più la salsa commerciale di 10 anni fa, anche in Italia si produce buona salsa commerciale, si balla e comincia ad essere ascoltata anche all’este��� ro. E questo piccolo merito me lo prendo. Ci stiamo evolvendo e il gap tra noi e la musica d’Oltreoceano si sta riducendo. Il mio prossimo traguardo è quello

di creare un’altra orchestra. Un genere che a me pia� ce un sacco, ma questa sarà una sorpresa. Sogni per il futuro? Oltre ad essere riconosciuto per la mia buona mu� sica, vorrei essere ricordato come uno che ha fatto qualcosa per la salsa in Italia. E ovviamente stare bene economicamente, sposarmi, fare un figlio, e morire felice!. Ti senti più musicista o più dj? Questa è una bella domanda! Il mio sogno è essere più musicista che dj. 12 anni, quasi 13 come dj, sono già sufficienti per aver fatto il presente. Ho creato la mia etichetta discografica Smaira Publishing e con la quale vorrei costruirmi un futuro da discografico, cercando di essere indipendente. Prossimi appuntamenti in concerto con la Maxima 79? Il 9 maggio siamo all’On2 Salsa Congress, il 16 mag� gio a Uragano, e poi si vedrà! La cosa bella è che se fossimo “di là”, Stati Uniti, Co� lombia, faremmo concerti tutte le sere perché sulla mia pagina Facebook, ricevo un sacco di richieste, ma il problema sono i costi, far viaggiare tanti ele� menti è costoso…Ma mi piacerebbe un giorno arri� varci! Un disco non credo sia sufficiente, abbiamo iniziato già quello nuovo, le idee ci sono...

Le più ballate di Maggio-Giugno 2014 Classifica a cura di Dj Fabrizio Zoro

1- LA PACHANGA DE DON JUAN - La Maxima 79 2- TOPANGA - Ivan Venot e Tony Velardi 3- AZAFATA - Johnny Vazquez 4- A GOZAR - La Urbana 22 5 - QUIEN ME ESTA’ LLAMANDO - Pupy Y LQSS 6- POBRECITA - La Maxima 79 7 - ECHALE MAS SALSA - El Timba 8- FLOR PALIDA- Marc Anthony 9 - LEJOS DE TI - Grupo Extra 10 - INOCENTE - Romeo Santos


NUOVE PROPOSTE MUSICALI di El Sonero Dj

Orchestra Feverson “Soneros de Siempre” nuovo album 2014

L’Orchestra Feverson, fondata il 6 gennaio 1998 da Juan Carlos Santaelena Tamayo, nella città cubana di Bayamo, è un gruppo di musica popolare cubana. Le sue rappresentazioni rispondono a un genere di salsa contemporanea, che combinandosi con le ra� dici musicali dell’oriente cubano, rende il progetto unico. Formata da artisti di alta professionalità, il gruppo si distingue per la capacità di unire la vocalità all’or� chestrazione, lavoro che gli permette di interpretare con grande esito i diversi generi musicali. Per questo motivo, sin dai primi esordi, Feverson si caratterizza nel difendere la musica autoctona cubana, passando attraverso i diversi generi del repertorio internazio� nale come il jazz latino, il rock and roll, il charleston, la ranchera, il merengue, la plena, la bamba, il calip� so, il reggae ed altri. A pochi mesi dalla sua creazione, il gruppo vince un concorso nella sua provincia natale di Granma, ed in seguito, con la sua partecipazione al programma televisivo cubano “Mi Salsa” ottenne il premio di Or� chestra Nobel, qualificandosi fra i primi tre gruppi favoriti dell’anno. I loro primi progetti discografici “Salsa de la Buena”, “El Fogón de Juana”, e il demo “Como Vengo”, regi� strati tra il 1999 e il 2002, fortificarono il gruppo dal punto di vista tecnico musicale, aprendogli le porte

M MUSICA

delle radio nazionali ed internazionali, come Radio Rebelde, Radio Progreso e Radio Habana Cuba. A partire dal 2004, con la presenza del nuovo diret� tore musicale: il maestro Justo Miguel Veliz Garcia, l’orchestra Feverson diventa lo standard nelle festi� vità di Cuba, riconosciuta come la miglior interpre� te delle canzoni tipiche del carnevale di Bayamo, Holgun, Santiago de Cuba, Camaguey, Las Tunas, Guantanamo, e negli ultimi 6 anni anche del carne� vale di Baracoa, inoltre nello stesso anno l’Orchestra incide il demo El Meneito, all’interno degli studi di produzione del maestro Justo Miguel Veliz. Come autentici sovrani della musica popolare, della parte orientale dell’isola più grande delle Antille, i componenti dell’orchestra dotati di grande virtuosi� smo rendono possibile lo sdoppiamento del gruppo adattandosi a qualsiasi esigenza, in un duo e in un quartetto vocale, o in un trio o in un gruppo di Sette, interpretando qualsiasi ritmo e raggiungendo addi� rittura la riproduzione del Bolero, la Trova, la Nuova Trova, la nuovissima Trova e la musica degli anni ’60. La data del loro decimo anniversario coincide con la creazione del progetto discografico “La Fiesta”, so� stenuto dalla casa discografica Siboney della EGREM in Santiago de Cuba, produzione del maestro Omar Pupo, direttore musicale della Banda di Candido Fa� bré. Quest’ultimo disco passò agli studi discografici


NUOVE PROPOSTE MUSICALI di El Sonero Dj

Areito della EGREM, che contribuì alla creazione del fonogramma e quindi di un disco commerciale, pro� posto nelle classifiche per il Cuba Disco 2010. Durante i primi giorni del novembre del 2009, il cd La Fiesta venne presentato all’interno del “El Café Cantante Mi Habana”, dove l’orchestra Feverson in� vitata da Manolito Simonet y su Trabujo, chiuse lo spettacolo con un’improvvisazione unica per la ra� dio, la tv e la stampa ufficiale del paese. ”Selección de éxitos”, penultimo album è composto da brani che evidenziano la forza travolgente delle loro interpretazioni ai Carnevali di tutta l’isola. Con più di 100 esibizioni all’anno, in ogni angolo di Cuba, l’orchestra Feverson mantiene un repertorio che in� clude la completezza dei ge� neri ballabili della musica la� tina e del Caribe, tra i quali il Son, la Guaracha, la Salsa, la Conga, la Timba, la Cumbia, il Bolero, il Merengue e altri. L’ultimo album dell’ orche� stra Feverson , “Soneros de Siempre” , prodotto dalla Tumi Music, uscito nei primi giorni del 2014, è composto da 14 nuove tracce. Un grandissimo merito bi� sogna riconoscere alla Fe� verson, di aver interpretato e riproposto in questo cd la maggior parte dei temi in chiave tradizionale, renden� do l’album un vero omaggio

agli amanti del Son Cubano. Il ritorno alla musica tradizionale sia dalla orchestra Feverson che dalle nuove generazioni, sta a significare quanto il mes� saggio culturale è forte dopo una fase di decaden� tismo musicale che l’isola ha attraversato in questi ultimi anni. Ritengo secondo un mio modestissimo parere che questo album dev’essere ascoltato e proposto nelle serate latine da parte degli addetti, in questo modo anche noi deejay contribuiremmo alla rinascita cul� turale di un genere musicale che non può e non deve assolutamente morire.

Tracce del cd:

01 - A los Soneros 02 - El patio de mi vecina 03 - La cosquillita 04 - La suegra 05 - Mujer milagrosa 06 - Que mujer 07 – Caridad 08 - No tires besos al aire 09 - Si yo me muero mañana 10 - Tu tienes cada cosa 11 - Quien te dijo 12 - Me enamore 13 - Te quiero amar 14 - Tirale con todo

SCUOLE DI BALLO SERATE DEE JAY

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“Traigo la salsa”

Il 12 aprile scorso il musicista “ Miguel la formula” ha lanciato il suo nuovo album, in un evento dove ha presentato anche il video clip “Traigo la salsa”, del brano che da titolo al disco. Si tratta di una creazione originale, fedele alla musica cubana, per festeggiare i suoi dieci anni di carriera artistica in Italia, Il pro� getto ha avuto unottimo riscontro dal pubblico ita� liano e latino. L’album è così composto: “Traigo la salsa”, brano molto coinvolgente scelto per ballare la “ruedade casino”;“Rumberos de Italia”, è una fusio�

ne di “rumba” e “timba” dedicata a tutti quelli che amano e ballano la “rumba” in Italia; “Soy”, un bra� no che rispecchia le radici del Son cubano e “Angel”, una versione salsa della omonima canzone del noto cantautore cubano Jon Secada. L’album è disponi� bile su iTunes, Cd baby, Google Play e sui portali di musica. Questo progetto musicale prevede anche la realizzazione di un secondo video clip che presto il cantante proporra a tutto il pubblico e gli amici che lo seguono. Buon ascolto e su il volume... “llegò la hora de bailar”!


Un libro di storia musicale dedicato a Cuba

Los Van Van STORIA DELLA MUSICA - di Daniele Blasi

Quando tra appassionati della musica si parla dei grandi successi, spesso ci si scontra verbalmente su quale artista o gruppo sia più in voga, quale il più ap� prezzato, quale brano meglio rappresenti il momen� to, e su quelli che ormai hanno imboccato la china discendente. Questo è il risultato del grande successo della musi� ca latino americana in Italia, ormai la sua presenza “ha” una storia, un lungo percorso di quasi vent’ anni nei quali si sono raccontate splendide note in cui ognuno trova e rivive le sue emozioni. Esistono poi gli evergreen, gli immortali, quelli, per intenderci, che nel canto lirico sono stati Pavarotti o Caruso, nel rock i led zeppelin, nel pop gli U2. Anche la musica latino americana, ha gruppi ed interpreti leggendari, quelli che non sono mai in discussione, coloro che riescono a mettere d’accor� do tutti, perché il passare del tempo, non riesce a scalfire la capacità di creare vere e proprie “opere” musicali, sempre innovative ed allo stesso tempo classiche. Los Van Van, hanno raggiunto qualche anno fa, lo storico traguardo di 40 anni di attività, un’avventura da vivere e raccontare con entusiasmo ancora oggi, 2014, periodo nel quale con grande piacere l’Italia li

ospiterà nuovamente per vivere la magnificenza di un Tour mondiale. Alla fine del 1969 Juan Formell, contrabbassista dal grande futuro, giovane, intraprendente ed ambizio� so, decise di dare vita ad un gruppo in grado di unire il vecchio al nuovo, strumenti accostati con coraggio ad altri, ritmiche jazz che si univano alla tradizione del Son, tutto questo nei primi anni 70 fece nasce� re il songo, con quest’affermazione, smetteremo di parlare di generi musicali, perché Los Van Van, non possono essere “costretti” in categorie, generi o mode. Già dal principio si sentì parlare di questo strano gruppo, che proponeva uno stile tanto personale, estroverso che faceva storcere il naso a più di un melomane. A prescindere dal genere interpretato, bisogna ri� cordare che in tutto il mondo, dal 68’in poi si vis� se una grande rivoluzione musicale, gli stati uniti e l’Inghilterra proponevano grandissimi gruppi rock e pop, nell’Agosto dello stesso anno (1969) ci fu stato il megaconcerto di Woodstock, l’uomo era finalmen� te arrivato sulla luna, in poche parole, si stava realiz� zando uno stravolgimento culturale, che inevitabil� mente si andava ripercuotendo anche sulla musica.


STORIA DELLA MUSICA - di Daniele Blasi

Nonostante Cuba vivesse il primo decennio della ri� voluzione Castrista, con tutte le arti assoggettate al potere, la Isla Grande non fu esente da questo clima di crescita e sviluppo, del resto la musica è sempre stata una forma di comunicazione spesso controcor� rente. Los Van Van, erano ormai realtà. Influenze jazz, rock, fusion avevano sfondato la dif� fidenza dei puristi cubani, mantenendosi sempre in una delicata accettazione da parte del regime, Juan Formell riuscì a far evolvere il gruppo con l’introdu� zione di nuove chiavi ritmiche. Uno degli aspetti più importanti della vita musicale de Los Van Van è data dalla pluralità di pubblico che riuscivano ad appassionare, hanno prodotto grande musica ballabile per i salseri più appassionati, im� pegnandosi al tempo stesso nelle tematiche sociali, hanno realizzato grandi brani jazz, affrontato con grande coraggio ed ironia temi delicati come il sesso e la politica, dato spazio a grandi voci, in definitiva, Los Van Van sono considerasti un libro di storia de� dicato a Cuba ed alla sua storia recente, tra conflitti, problemi e grandezze. La costante benevolenza di Castro nei confronti di Formell, ha spesso fatto nascere polemiche sulla loro reale voglia di rappresentare tutta Cuba. Una parte degli esuli della post rivoluzione gli ha spes� so accusati di connivenza con un regime spietato e sanguinario, “questo è parte della vita di un artista” ha dichiarato in un’intervista ad una Tv statunitense, “il pubblico ci ha acclamato, perché siamo la vera Cuba nel bene e nel male”, ed in verità tutti i concerti 48

del gruppo, sono sempre uno splendido suc� cesso, per nu� meri ed entusia� smo. Per queste ra� gioni, se voles� simo raccontare la discografia di un gruppo come questo, non ba� sterebbero cen� to pagine, la mu� sica d’altronde è anche piacere ed opinione, e tanti sarebbero i brani da citare come pietre miliari. Noi richiamere� mo giusto alcune delle produzioni che “secondo noi” riescono a me� glio descrivere le tappe più significative di questo grande gruppo . L’album “El negro no tiene nada”, “hay Dios Ampa� rame”, il recente “Arrasando” ed il mitico “Llegò Van Van “ forse il più completo di tutti un vero riassunto del sapere musicale di Juan Fomell e la sua banda. Durante gli anni, tanti musicisti e cantanti si sono avvicendati nel gruppo, dando vita spesso a band proprie di grande successo (ricordiamo solo, Mayito Rivera, Pedrito Calvo, Pupy Santiago), del resto, l’e� voluzione passa anche dal cambio, ma l’eredità del� la famiglia Formell, è ormai patrimonio universale della musica fatta anche da chi direttamente o sem� plicemente per essersi ispirati a loro, oggi propone ancora capolavori di enorme spessore. Per Juan Formell 72 anni, la carriera non è mai al tramonto, certo adesso l’organizzazione della band è in parte delegata ai figli artisti di grande spessore… perché buon sangue non mente. Assistere ad uno spettacolo de Los Van Van è sempre una sorpresa, il loro numero è sempre diverso, come diversi sono i volti ed i nomi che di volta in volta si integrano in questo grande progetto, se si assiste ad un evento così, non ci si stanca mai, Los Van Van, non saranno mai un “deja vu”, ma sempre una sor� prendente miscela di energia ed emozione. Saranno nella nostra terra per un tour tutto Italiano e noi di Vida Latina Magazine saremo presenti ad una delle loro tappe al Mahè di Potenza il 14 giugno prossimo... e ci devi essere anche tu, per regalarti una serata indimenticabile.


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Silent salsa party

Una nuova esperienza di party anche in tema latino

Intervista a Lorenzo Cappiello, direttore artistico del Must Altamura, noto locale della movida caraibica del sud Italia.

Come nasce l’idea di un Silent Salsa Party? Premetto che amo le no� vità e la sfida di proporre sempre cose diverse ed originali. Una novità nata anche dalla necessità di Lorenzo Cappiello non poter svolgere una se� rata chiassosa sulla nostra splendida terrazza del Must, ad Altamura, perché ubicata in una zona residenziale. La nostra serata in� vernale ormai storica in estate si chiude per proble� mi di decibel e per dare continuità abbiamo pensato ad un “concept” di serata “silent”. Domenica 8 giugno sulla bellissima terrazza del Must ci sarà la prima serata latina silenziosa, sicuramente la prima in italia, come funziona? Molto semplice, la musica la si ascolta in cuffia, grazie alla tecnologia wireless, ognuno indossa la propria cuffia molto confortabile e di alta qualità so� nora, tutto in un’ atmosfera surreale. Ogni persona può regolare il volume a proprio piacimento e balla� re, ma non è tutto. Le cuffie trasmettono tre canali differenti, a seconda del canale sintonizzato la cuffia si illumina con un led di colore diverso, quindi ci sa� ranno tre dj che suoneranno contemporaneamente tre generi musicali diversi, ad esempio: dj canale 1 Bachata & Kizomba, dj canale 2 salsa cubana e dj ca� nale 3 salsa linea. Grazie ad uno switch posizionato sulla cover della cuffia ogni singola persona può se� lezionare il canale che preferisce ed invitare il part� ner a ballare il brano preferito. Immagino già una pista piena dove si intrecciano coppie che ballano 50

bachata ed altre che ballano salsa… ognuno immer� so nel suo mondo. Finalmente non ci sarà più il pro� blema di non divertirsi perché il dj ha messo poca bachata oppure suonato più musica cubana anziché “salsa in linea”. Balli la musica che vuoi! Non sarà scomodo indossare la cuffia durante il ballo? Abbiamo fatto già un test con delle coppie, l’espe� rienza è davvero bella, puoi ballare di tutto, le cuf� fie aderiscono bene, forse l’unico limitè sarà il ballo acrobatico, ma anche per questo penso non sia un problema perchè in pista si balla e non si fanno pi� roette. Chi saranno i dj? Naturalmente in due delle tre consolle suoneranno i nostri 2 dj resident della stagione invernale Pino Valerio e Mr White, poi ospiteremo ogni domenica un terzo dj della grande famiglia latina per offrire il massimo dell’esperienza musicale ai nostri clienti. Altro da aggiungere? Si…visto già il grande entusiasmo tra i nostri clienti abbiamo attivato un servizio di prenotazione cuffia online.. collegandosi al link http://silentsalsaparty. eventbrite.it chiunque può prenotare gratuitamente la propria cuffia per l’evento per poi ritirarla all’in� gresso del locale prima della serata. Inoltre abbiamo fondato un’ agenzia di noleggio e organizzazione eventi chiamata SWS (Silence With Sound) al ser� vizio di locali, enti, organizzatori e privati per sod� disfarre qualsiasi esigenza in tema di feste “silent”. Maggiori informazioni le trovate sul nostro sito www.silencewithsound.it


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latingem.it

393.6422634

La nuova scuola di ballo Los Hermanos con sede invia Trabaci, 3, nasce con la passione e la voglia di diffondere la fantastica cultura afrocubana con divertimento e dedizione! Nuova struttura di oltre 400 mq. per tante discipline di ballo, tra le novità presentiamo anche “zumba” e “kizomba” e grazie alle numerose richieste riproponiamo il “corso accademico” di folklore cubano con i maggiori esponenti di fama internazionale : il corso si terrà tutte le domeniche dalle 15.00 alle 17.00!! ti aspettiamo! 0835.68 03 13 MATERA

328.34 74 360

Via Trabaci, 3 (Piazza 3 Torri)

Los Hermanos Matera

los.hermanos.mt@gmail.com

Corazòn Latino, da 23 anni la scuola al servizio dei Baresi: “E CHIACCHIERE NON CE NE VOGLIONO...”. Da quest’anno ballerai in vetrina nella zona più esclusiva di Bari. Miguel il maestro dei maestri ti invita “ven a bailar con nosotros...”, novità Zouk Brazil e Kizomba. Zumba e total body anche al mattino. Corazòn latino nella nuova e unica sede di via Pappacena, 10 a BariPoggiofranco, zona Sheraton. 389.2022864 BARI

corazonlatino.net

080.9644613 corazonlatinobari@gmail.com

via Pappacena, 10 Poggiofranco zona Sheraton

Corazon Latino

“Sentimento Cubano Oltre ad essere altamente qualificata in ogni disciplina del mondo latino offre i migliori istruttori per tutto ciò che riguarda il mondo del ballo in generale! Da noi professionalità e divertimento! Il mix giusto per costruire una passione!vieni a trovarci! “Ballare fa bene al corpo e allo spirito!”

328. 29 18 538 MATERA

via Montescaglioso, 21

sentimentocubano@gmail.com sentimento cubano


LE SCUOLE DI BALLO PARTNER La scuola di ballo fuego dance e’ nata molti anni fa dalla passione di Enza Pepe , diplomata in Coreographic Team, nel corso degli anni la scuola si e’ ampliata con i suoi figli, lorenzo e Giuseppe, che, insieme a Rosalba Centonze danno completezza alla struttura. Le discipline insegnate sono: balli di gruppo, danze caraibiche, hip hop, break dance, liscio standard, tango argentino e zumba. Tutto lo staff è altamente qualificato con diplomi riconosiuti nel mondo della danza. Disponibilità a stage, animazione e spettacoli in club e congressi. by Lory & Rosy

340.3838930 ALTAMURA (BA)

349.7542226

Via piccinni 20 - via san pasquale 90

Fuego Dance altamura

Philip & Titty iniziano la loro carriera da ballerini nel 2003 con l’idea di far conoscere lo swing al pubblico attraverso i loro show. In seguito l’unione con Nicola e Chiara Berrettoni rafforza il gruppo puntando ai palchi di tutto il Mondo. Il loro stile un mix di Salsa, hip hop, figure acrobatiche e swing, lascia sempre stupito il pubblico. La scuola si prefigge di insegnare queste e tante altre discipline.

335.71 09 699 MILANO

Via Bisceglie, 74 - Milano

swinguys.it

info@swinguys.com Via Brescia, 1 Varedo (MI)

swinguys

Associazione di danza nata 15 anni fa dalla passione e la dedizione per il ballo di Salvatore Scarabaggio. Racchiude al suo interno collaborazioni e progetti di lavoro con svariati professionisti del settore. Le discipline vanno dalla danza del ventre ai balli caraibici, dai balli da sala alla difesa personale. La struttura sita in Altamura (Ba) offre una qualità altissima al fine di soddisfare tutti gli utenti con importanza particolare ai bambini. Infatti proprio ai bambini è dedicata un’area attrezzata, dove, insieme a istruttori, si divertono imparando, mentre i loro genitori partecipano ad un corso di ballo. 338. 52 01 883 ALTAMURA (BA)

Via Montecassino, 20

latinoclub@libero.it latinoclub Altamura

La scuola TROPICALIA nasce nel 1993 grazie alla passione per la Musica Latina degli ancora attuali Maestri Diplomati ANMB Giuseppe Montefiore (Flaco dj), Annamaria Mortella e con il supporto di validi collaboratori. La si può definire la Genesi del Ballo Latino a Lecce e Provincia. Da quella che era una semplice passione e divertimento di pochi amici in seguito è diventata un punto di riferimento per tanti Salseri di vecchie e nuove generazioni. Presso la nostra scuola si svolgono corsi di Salsa, Bachata, Merengue, Son Cubano, Cha Cha Cha e corsi applicativi di Musica con strumenti tipici. I corsi si svolgono tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì.

347. 35 48 130 LECCE

Via Rocco Scotellaro, 13

328. 72 15 408 Tropicalia

flacodj@libero.it tropicalialecce.it


Da noi si balla solo per divertimento e passione . “I nostri super maestri Wilmer e Maria ci insegnano a ballare ed ad essere umili”. Corsi di Salsa cubana, son, cha cha cha, rumba, afro, hip-hop, tango argentino, kizomba, Rumba. Esibizioni e spettacoli in ricorrenze in genere. Lezioni private.

mauriziopara@libero.it

328.2199657 ANDRIA (BT)

Via Castel del Monte, 15

Paraiso Caraibico

Accademia della danza, del successo e del divertimento! Vieni a provare la tua lezione gratuita! Per voi tante promozioni e tante novità.. vieni a scoprire la DIFFERENZA! Corsi di: Danze Caraibiche, Folklore Cubano, Kizomba, Danza Classica-Moderna-Jazz, Hip-Hop, Reggaeton, Break Dance, Danze Orientali, Danze Africane, Danze Argentine, Balli di gruppo, Fitness, Zumba, Corsi Over 60’, Baby Lab, Baby Dance, Doposcuola, Canto, Recitazione, Dizione, Animazione, Spettacoli! Stage mensili con Wilmer Najarro y Maria Carmen Moreno, Sergio Larrinaga, Barabara Jimenez (Camino Cubano)- Promo “Accademico Full-Dance” AL GUAPO SI STUDIA!

349. 32 65 769 BARI

349. 32 61 290

Via Pellegrini n° 14-22 (Prolung. Via Piave) BARI

elguapodecuba@live.it el guapo de cuba

Perchè a Matera scuola di ballo si dice PIELMORENA. La scuola di ballo Piel Morena nasce nel settembre del 2001 da una idea dei maestri Antonio Farina e Tina Gravela, già insegnanti dal 1997. Siamo specializzati in danze caraibiche e precisamente salsa cubana, portoricana, merengue, bachata, son y rumba afro-cubana. Oggi la nostra scuola è sicuramente riconosciuta tra le più attive a livello nazionale per la promozione e per la diffusione della cultura caraibica.

328. 67 96 200 MATERA

via Pizzilli, 3

pielmorena.it

info@pielmorena.it

piel morena

Scuola specializzata nella Danza, Cultura, Musica e Folklore Latino Americano. Latin Club è stata fondata nel 2001 dal maestro Pepe Espino e Laura Rancati. Maestri, ballerini e artisti di fama internazionale, come Maykel Fonts, Seo Fernandez e Leo Gonzales, Santo Rico e Ismael Otero, Manuel Mascarell, hanno tenuto corsi e stage. Per molti appassionati, il passaggio dalla nostra scuola è stato un ottimo trampolino di lancio per la lorocarriera professionale. La scuola vanta corsi come Tango Argentino e Danze Orientali. Il ballo e’ benessere fisico e mentale, salute e svago... Oltre ad imparare a ballare, ci si diverte nelle nostre serate, conoscendo nuovi amici, e si apprendono anche i “primi passi” della lingua Spagnola! LODI

Via Grandi, 7 (Hotel Lodi)

latin club lodi

339.1901627


LE SCUOLE DI BALLO PARTNER “La scuola di ballo Santiago de Cuba nasce da un idea dei maestri Massimo e Simonetta Mazzotta nel 2005. Nel corso degli anni la passione per la danza è trasmessa a Maurizio e Carmelina Fuso, i quali oggi sono parte integrante dello staff direttivo. Specializzata nell’ insegnamento delle Danze Caraibiche, la Santiago de Cuba si avvale della collaborazione di Vincent, Arianna e Lidia per i corsi di Salsa Portoricana e Balli di Gruppo. Alla Santiago de Cuba, entri camminando....esci ballando!!” salsalecce.it 389.08 25 099 349.64 08 866 LECCE CORIGLIANO D’OTRANTO

Via Vecchia Frigole, 45 - Lecce

santiagodecubalecce@libero.it

Via M. Ausiliatrice, 45 - Corigliano D’Otranto

Santiago de Cuba Lecce

Scuola di danze caraibiche: Salsa NY style,pachanga,cha-cha, salsa cubana, bachata,merengue,rueda,,son-rumba. Specialisti nella NY style tecnica Indacochea. Pino&Marianna i maestri della isla del caribe sono allievi già da diversi anni del maestro Adolfo indacochea partecipando in diversi congressi con il loro gruppo i Charanga Dancers. 328. 46 93 376 FRANCAVILLA FONTANA (BR)

Via Santa Cesare, 37

laisladelcaribe.it la isla del caribe

laisladelcaribe@hotmail.it

Danzando... apriamo... Musica, ballo, divertimento sono il nostro pane quotidiano. Nuovissima struttura a due passi dalla stazione centrale. Il divertimento di qualità, una grande struttura e i migliori maestri di: Danze caraibiche, hip hop, tango argentino, break dance, danze standard, zumba, house dance, kizomba, danze orientali, Burlesque. Inoltre corsi di ballo per over 60, e tanto altro... 340. 33 74 802 BARI

cumbalaye.it

Via Capruzzi, 322 (BARI)

info@cumbalaye.it

347. 62 82 631

cumbalaye

Latin Passion Group nasce da un’idea di Michele Di Benedetto che, da oltre vent’anni, coltiva la passione per l’arte e lo spettacolo. L’amore per la danza, in particolare per i balli caraibici, lo hanno portato a concretizzare anni di sacrifici svolti con impegno e professionalità, trasformando questo grande sentimento in un vero e proprio lavoro. Ad oggi, l’associazione sportiva LATIN PASSION GROUP conta più di 400 iscritti, dislocati in diverse sedi tra Campania e Basilicata. La scuola è diretta dai maestri Michele Di Benedetto e Chiara Barone che sono fra i migliori esponenti della “salsa New York Style”in Italia. Le lezioni sono aperte a tutti, single o coppie, giovani o meno giovani, e naturalmente anche ai bambini. Latin Passion Group non è soltanto una scuola di ballo, ma è anche una compagnia di danza che oggi conta numerose partecipazioni a livello nazionale ed internazionale. CAMPANIA E BASILICATA

335. 43 51 45

latinpassiongroup.com

latin passion group


LEZIONI

El Verbo

DI SPAGNOLO di Yadira Gonzalez El verbo Pretérito perfecto (passato prossimo) Azione passata, fatta in un momento che appartiene ancora al presente Esta tarde Marìa ha trabajado sin descanso.(Questo pomeriggio Maria ha lavorato instancabilmente) Azione con conseguenze future Ha planeado un viaje para el pròximo verano. (Ha programmato un viaggio per la prossima estate) verbo ausiliare coniugato nel tempo presente + participio passato del verbo principale.

yo

he

has

él/ella/Usted

ha

nosotros/-as

hemos

vosotros/-as

habéis

ellos/ellas/Ustedes

han

hablado aprendido vivido

Participio In genere il participio si forma togliendo la desinenza del infinito e aggiungendo-ado (per i verbi in ar) -ido (per i verbi in -er/-ir).

hablar - hablado aprender - aprendido vivir – vivido Attenzione!!! Alcuni verbi hanno il participio irregolare. Altri verbi possono anche avere due participi irregolari. I verbi più importanti con questo tipo di irregolarità sono: ·

participio regular

frito

·

freído

impreso

·

imprimido

·

proveído

·

verbo

·

participio irregular

·

abrir

·

abierto

·

decir

·

dicho

·

escribir

·

escrito

·

hacer

·

hecho

·

freír

·

·

imprimir

·

·

morir

·

muerto

·

poner

·

puesto

·

proveer

·

provisto

·

suscribir

·

suscrito/suscripto

·

ver

·

visto

·

volver

·

vuelto



Vida Latina Magazine MAGGIO - GIUGNO 2014