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Anno I° - Numero 0 - Gennaio 1999 In corso di registrazione

Mensile di informazione, politica, cultura e sport Diretto da Piero Vistocco

I primi passi...

L’EURO di Carlo Magno

di Cinzia Paolini

di Gené Andria

Non c'è nulla di più bello che veder diventare realtà uno dei tanti sogni che si conservano nel cassetto. E tra essi c'è quello di veder nascere e veder compiere i primi passi ad un giornale, libero ed indipendente, al quale stavamo pensando da tempo. Esso è rivolto ai cittadini giffonesi per accompagnarli nella lettura delle notizie più attuali, delle manifestazioni di ogni genere, degli avvenimenti del luogo più eclatanti ed anche di quelli minori, che non hanno tanta risonanza, ma che, tuttavia, possono essere in grado di spiegare le origini, gli usi e le consuetudini di un popolo. Il giornale nasce, dunque, per Giffoni e dalla stima per i suoi abitanti che diventano, così, i veri protagonisti di tutte le vicende più attuali della città. Lo sforzo e la sfida maggiore è stata quella di dare alle notizie una forma semplice, accessibile e chiara, in modo da renderle "vere" e libere da qualsiasi influenza politica. Ci sarà anche una pagina "speciale", curata personalmente da me, dedicata esclusivamente all'economia, con la quale informare circa i fatti economici ritenuti più attuali, quelli che sembrano più complessi, quelli che investono sia le imprese che il singolo cittadino. E se la cosa susciterà interesse, ci sarà in futuro l'aggiunta di una "rubrica speciale" per rispondere ad ogni eventuale domanda, che si avvarrà, eventualmente, del conforto di qualche esperto in materia. Nella suddetta pagina, si parlerà anche, di argomenti che riguardano il rapporto dei cittadini e delle imprese con le banche, dal momento che posso avvalermi dell'esperienza di lavoro in una banca locale ricca di tradizioni a Giffoni: ma la mia promessa ed il mio impegno sarà quello di accantonare le vesti di bancaria per mettermi dalla parte del "clientelettore". Brilleranno, tra le poche pagine iniziali, oltre alle notizie, anche consigli, curiosità, e, perché no, riferimenti a storia, tradizioni, leggende dei giffonesi che vantano un passato non trascurabile e godono di un presente ricco di avvenimenti culturali, politici e di spettacolo. Vorrei fare solo un breve accenno agli sforzi compiuti da parte di tutta la nostra redazione, ed in particolare a Piero Vistocco, ideatore di questa e di altre analoghe iniziative, per cogliere l'occasione di ringraziare tutti coloro che contribuiscono, con

Carlo Magno Re dei Franchi e dei Longobardi, Imperatore dei Romani nacque, non si sa dove, nell'aprile del 742. Altissimo, robusto, caratteri fisici forti ed accentuati era morigerato nel bere e nel mangiare e pretendeva che lo fossero tutti i cortigiani. Solo nelle solennità acconsentì ad indossare l'abbigliamento romano, mentre usuale era l'abbigliamento franco. Ferme le campagne militari di primavera, d'inverno abitava nel suo palazzo di Aquisgrana a 32 chilometri da Maastricht. Grande studioso di aritmetica e grammatica aveva una grande passione per l'astronomia. Governava con autorità il suo Impero, mostrando lo stesso impegno che aveva nella sua grande passione: la caccia al cinghiale sulle Ardenne. Ma Carlo Magno dimostrò di essere davvero Grande nella politica monetaria. Dopo aver proibito sul suo territorio le zecche private ai vari nobili e signorotti fece coniare in argento ( l'oro ne circolava davvero poco in monete bizantine ed arabe ) una moneta che avesse circolazione in tutto l'Impero: IL DENARO D' ARGENTO con i suoi multipli, il soldo ( solidus ) di dodici danari e la lira ( libbra ) di 240 che erano però semplici monete di conto e non avevano corso. Nella sua piccola Europa ( paragonandola all'Unione Europea attuale, mancavano l'Inghilterra, la Spagna conquistata dagli arabi, la Scandinavia, la Grecia ed una parte centrale degli attuali territori europei occupati dai Burgundi,

Ostrogoti ed Alamanni ) creò un'armonizzazione forse più completa e radicale di quella realizzata nell'Europa attuale. Nel campo dell'attività legislativa, Carlo riuscì a rimediare alle deficienze delle leggi franche, corregendole, aggiungendo quello che mancava e principalmente togliendo quello che differenziava le une dalle altre. Nei suoi programmi, non conclusi, vi fu anche l'idea di una vera unificazione della legislazione generale dell'Impero. Riuscì ad armonizzare, oltre il sistema monetario, anche la scuola, la cultura in genere, la musica e la liturgia che in quel periodo rivestiva un aspetto di grandissimo interesse. Anche nella lingua accadeva qualcosa di molto importante. Con l'attuale Unione Europea la lingua inglese diverrà indispensabile conoscerla e parlarla. Nel breve periodo però non sostituirà le lingue dei singoli paesi membri. Durante l'Impero di Carlo Magno, mentre le lingue correntemente diffuse erano l'antico francese e tedesco, s'affermò il latino come lingua sovraregionale. Tutte le riforme si svolsero sotto l'influsso della Chiesa ma la loro efficacia riuscì ad andare al di là della classe dirigente dell'epoca ( letterati, ecclesiastici e feudatari ) per raggiungere direttamente il popolo. L'Augurio che anche l'Europa di oggi appartenga a pochi eletti - banchieri ed economisti - ma possa raggiungere tutti, anche i più umili ed in questi ultimi possano trovare quei traguardi che fino ad oggi sono stati loro negati.

I...soldi spesi male ?

figure che hanno cercato di caratterizzarsi ma che sono state puntualmente oscurate o boicottate dal Carpinelli dimostrano la validità di ciò che andiamo da tempo predicando. Con estrema sincerità noi crediamo che il Nostro non sia un buon Sindaco, perché riteniamo che la democrazia e il rispetto per il ruolo di chi la pensa diversamente debba essere sempre tenuto in considerazione ed essere componente essenziale per un corretto ruolo istituzionale. In questi anni da

lavoro costante e continuo, alla vita di questo mensile. Scrivere notizie ed avvenimenti sempre attuali, che suscitino interesse nei lettori, implica sforzo e continua attenzione, nonché notevole abilità nel cogliere i fatti immediati di vita quotidiana, quelli più significativi e più coinvolgenti. Anche scrivere un semplice "riferimento storico", nasconde un lavoro non trascurabile di ricerca di documenti, libri e riferimenti di ogni genere, grazie ai quali poter essere in grado di dare una trama alla storia del passato di un popolo, di dare un senso ed una spiegazione alle sue origini più antiche, sfatando anche le vicende più fantasiose. Ed è importante per il lettore scoprire il proprio passato per riuscire a spiegare meglio le vicende e le tradizioni, ancora vive, del presente. I cittadini di Giffoni che ci leggeranno saranno per noi, i veri "critici": le loro considerazioni saranno l'occasione e lo stimolo per migliorare e correggerci, al fine di interessare i lettori ed essere sempre vicini a loro. Ci auguriamo solamente che essi tengano conto di ciò che di meglio si può trarre da questa pubblicazione mensile e che giudichino con indulgenza qualche imperfezione.

Il Consigliere di AN, critica il Sindaco Mi sia consentito innanzitutto di fare gli auguri alla redazione di questo nuovo giornale, che possa avere lunga vita e conoscere tirature sempre maggiori. Nello spirito di un'opposizione costruttiva che ha sempre caratterizzato gli esponenti di Alleanza Nazionale vogliamo, nell'offrire la nostra modesta collaborazione a questo giornale cercare di essere propositivi, suggerire, stimolare, affinché la nostra comunità possa arricchirsi di un dibattito democratico ed usufruire di una plurità di proposte. Purtroppo a Giffoni il dibattito politico amministrativo vive una

grande mancanza di democrazia. Il nostro Sindaco tende ad isolare o demonizzare tutti quelli che non sono suoi adoratori, che non hanno appeso come capoletto la sua immagine votiva e la sera prima di coricarsi non gli recitano le preghiere. E questo purtroppo avviene non solo nei confronti delle opposizioni ma si realizza anche ad esponenti della sua stessa maggioranza nel perverso disegno che nessuna figura deve emergere. Le polemiche che il nostro Sindaco ha in questi anni avuto con l'assessore verde Di Vece con il Vice Sindaco Verace e il buon Matteo Rinaldi,

continua in seconda

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pagina 2 numero 0 gennaio 1999

politica

I...soldi spesi male ? dalla prima pagina parte di questo Sindaco abbiamo assistito ad una gestione settaria della cosa pubblica come non avveniva neanche ai tempi più bui dei seguaci di "Carmelo" o di "Paolo". Al Comune e al Consorzio NNUU hanno lavorato solo gli aderenti all'ordine religioso del SS. Carpinelli, gli incarichi, le convenzioni, gli aumenti di carriere il lavoro, anche il più piccolo e più umile porta il suo marchio, senza mai fare un concorso pubblico, senza mai dare la possibilità ai giovani disoccupati giffonesi di essere messi sullo stesso piano dei suoi protetti. Un buon Sindaco non si comporta così. Molte persone dicono che e un Sindaco capace perché ha portato a Giffoni tanti miliardi. Niente di più falso, egli e un cattivo Sindaco perché ha speso a Giffoni tantissimo denaro dei contribuenti senza creare un solo posto di lavoro produttivo, e senza avere in prospettiva idee su come crearli. Noi abbiamo la sensazione che Carpinelli sia come il protagonista di quel film dal titolo " Prendi i soldi e scappa ". Sta spendendo miliardi per costruire edifici senza preoccuparsi minimamente di come gestirli, opere che se non messe in condizioni di produrre ricchezza porteranno povertà perché le casse del Comune né dovranno sopportare i costi. Si ha la sensazione che il Carpinelli sappia benissimo queste cose ma non se ne occupa più di tanto poiché e convinto che a lui sono destinati onori più alti ed incarichi più importanti e che quindi dopo di lui venga il diluvio a Giffoni. La Cittadella del Cinema che poteva essere una grande occasione per i nostri disoccupati prima ancora di essere costruita e già non più funzionale al suo progetto, nessuno sa cosa ci verrà dentro, l'Ente Festival non consultato nella fase della progettazione, fa sapere che difficilmente l'edificio così come sarà costruito potrà aiutare lo sviluppo della manifestazione. Era stato previsto la costituzione di un consorzio per la sua gestione, organismo che si doveva preoccupare di come sfruttare al meglio le potenzialità della struttura, ad oggi, e siamo in forte ritardo il consorzio non e stato ancora costituito, non solo, ma le polemiche con l'Ente Festival componente essenziale per lo sviluppo del paese, che il nostro Sindaco per pura gelosia porta avanti con tanta tenacia, non fanno presagire niente di buono. Stessa sorte tocca al convento di S. Francesco ormai ultimato, che cosa ci faremo dentro?, come contribuirà ad alleviare la disoccupazione locale?. La rinascita del borgo di Terravecchia quanti posto di lavoro darà?, a noi non ci risulta. In queste tre opere ci sono oltre trenta miliardi di lire di contribuenti italiani che rischiano di essere sprecati per la mancanza di programmazione del nostro primo cittadino. Queste cose finché ci sarà Carpinelli non decolleranno mai perché lui non accetta che vi possano essere in campo forze che non siano le sue, capacità che non provengono dalla sua mente. Le proposte ed i suggerimenti degli altri non verranno nemmeno prese in considerazione solo e semplicemente perché provengono dagli altri. Ecco, anche e tra l'altro perché abbiamo ragione di credere che il nostro non sia un buon Sindaco, non basta spendere il pubblico denaro bisogna anche farlo fruttare al meglio e per benessere della gente ovviamente. Giuseppe Isoldi Cons. Com. di A.N.

UNDICI MILIARDI E IL BORGO RINASCE FONDI DALLA REGIONE PER TERRAVECCHIA Giffoni punta sul turismo con la Cittadella del cinema e il Borgo di Terravecchia La Regione Campania ha dato l'OK definitivo per lo stanziamento di undici miliardi e mezzo per la rinascita del borgo medioevale di Terravecchia. La Giunta Regionale ha inserito nello speciale elenco di opere di grande rilevanza storico-turistica l'antica frazione di Giffoni, con i finanziamenti del programma operativo plurifondo e con i contributi Europei. Il progetto valutato dalla commissione europea ha ricevuto il massimo dei voti. La valutazione si é ripetuta nella commissione regionale con la soddisfazione dell'attuale eurodeputato, Luciano Schifone, che all'epoca della presentazione del progetto si impegnò moltissimo in qualità di assessore regionale al turismo. I benefici del borgo di Terravecchia, oltre ad essere un evento culturale di grande prestigio, porterà dei benefici di tipo economico, ad iniziare dalla prestigiosa manifestazione cinematografica del Giffoni Film Festival, ormai divenuto di rilevanza mondiale, e dalla vicinanza di luoghi turistici quali Costiera Amalfitana, Paestum, Pompei. Gli esponenti della locale sezione politica di Alleanza Nazionale, con in testa il consigliere provinciale, Guido Carpinelli, ha ringraziato con un manifesto pubblico, l'impegno dell'assessore regionale, Angelo Grillo e il

presidente della Regione Campania, Antonio Rastrelli. La posta é alta. Terravecchia é costruita da un complesso di edifici realizzati in pietra, distribuiti in disaccordo all'orografia locale: purtroppo molti di essi sono in uno stato di abbandono e fatiscenza. All'interno del borgo, inoltre, sono ubicate due chiese, San Leone e san Egidio. Quest'ultima, presenta affreschi tardo trecenteschi di particolare bellezza. La viabilità del borgo é costituita per la maggior parte da gradonate e da stretti vicoli tortuosi, tipico impianto urbanistico medioevale. Il castello risale all'undicesimo secolo, costruito forse su un vecchio impianto romano, e sono ancora leggibili la prima cinta muraria con merlature superiori e tratti di cortine merlate con feritoie e torrette cilindriche. Il progetto per la riqualificazione del borgo medioevale intende collegarsi, durante l'intero arco dell'anno con la realizzazione di scuole turistiche professionali. Un tentativo di rilancio, dunque, di tutto rispetto. In gioco c'é la posta del rilancio non solo economico ma naturalmente anche occupazionale: una carta da giocarsi in gran regola per creare posti di lavoro e qualità di vita degna di competere con le più qualificate città italiane. E la risorsa storico-ambientale, patrimonio di questa zona, é ancora inesauribile. Il proget-

to, redatto da Gisella Carucci dell'ufficio tecnico comunale e coordinato dall'ingegnere Raffaello Triuzzi, si é avvalso della consulenza degli architetti Giovanni Guerriero e Utilia Tedesco, dell'ingegnere Andrea Lanzetta per le strutture e sicurezza, dell'ingegnere Antonio De Tommaso per l'impiantistica e l'illuminotecnica, del Geologo Sergio Santoro e dell'agronomo Maria Sarnataro. Si prevede il recupero dei fabbricati del borgo. La ristrutturazione di pavimentazioni stradali in pietra locale. Arredi e attrezzature. Realizzazioni di parcheggi ( 15 posti a raso ). Ripresa e pulitura muri castello e mura medievali. Ampliamento di impianto illuminazione pubblica e stradale ( anche per cinta muraria e castello ). Ampliamento rete fognaria. Ripresa e sistemazione di muri a secco. Ampliamento rete idrica. I benefici economici annuali dovrebbero essere ricavati dalle rette scolastiche a caricio degli studenti, con i contributi regionali per la scuola professionale, ostello della gioventù ( studenti ed insegnanti ) e a scuola chiusa turismo, centro per anziani locazione mensile per ogni miniappartamento e parcheggi a pagamento. Piero Vistocco

Un "CUORE ANTICO" che batte ancora Il Castello di Terravecchia, denominato "Castello Imperiale", allo stato attuale è in precarie condizioni. Infatti, nonostante esso presenti ancora l'aspetto di un monumento minaccioso e forte, dal fascino misterioso, è ridotto ad un rudere circondato da erbe incolte e rovi desolati. In esso vive palpitante la storia del popolo giffonese. Ma perché il Castello parli davvero di sé, è necessario riportare alla luce le antiche vestigia, ricostruendolo dalle fondamenta, per svelare e studiare meglio usi, costumi e cultura del passato. Ora, grazie al finanziamento di 11 miliardi e mezzo circa, concesso dalla Regione mediante l'utilizzo dei fondi europei, si potrà iniziare a dar vita ad un progetto di rifacimento volto a salvare, il più possibile, l'antico splendore di un patrimonio millenario dal valore inestimabile. Il Castello di Terravecchia è situato su una collina che domina la valle e la piana giffonese all'altezza di circa 450 metri sul livello del mare. Per la sua collocazione, inizialmente, era adibito a fortezza difensiva ed era adatto a controllare le zone sottostanti. In origine, tale costruzione sorse come fortilizio, intorno al secolo V

dopo Cristo ed era adibita anche a dimora dei signori feudali. Successivamente, per proteggersi dalle incursioni dei Goti e dei Vandali, venne rafforzata, costruendo un'ulteriore fortificazione costituita da una cinta muraria a cortine merlate. Con i longobardi assunse le sembianze di un vero e proprio castello, che vide succedersi diversi padroni. Con essi, nel corso degli anni, il Castello subì diversi restauri che ne hanno mutato la struttura primitiva. Ancora più tardi, altre opere difensive furono effettuate allo scopo di renderlo ancora più forte a protezione anche dalle terribili scorrerie dei Saraceni. Quando Federico II di Svevia, Re di Sicilia, decise di restaurare il Castello nel 1240, esso era amministrato dalla Regia Curia. Con l'intervento del Re, ogni settimana due persone avevano il compito di visitare il monumento, di osservare la vita e di riferirne alla Curia. Tutte queste attenzioni erano necessarie perché, con la conquista normanna e la conseguente scomparsa del pericolo saraceno, il Castello era caduto in temporanea rovina e richiedeva continui interventi di rifacimento. Segno di questo re-

stauro sono le finestre "a volte gotiche" ancora oggi visibili su un muro esterno eretto a della primitiva costruzione. Altri restauri furono effettuati anche ai tempi di Carlo d'Angiò. In quell'epoca, per la cura e la manutenzione del Castello, veniva nominato periodicamente un sovrintendente che, tra l'altro, aveva il compito di pagare i castellani incaricati di governare la fortezza, comandare le milizie e provvedere alle provviste per tutto l'anno. Queste spese di manutenzione, finché il Castello rimase della Regia Curia, venivano sostenute dagli abitanti del luogo. Con l'arrivo degli Aragonesi, non prevedendosi più pericoli esterni, si cominciava a trascurare la manutenzione del Castello, il quale si trasformava da fortezza a semplice abitazione di diversi proprietari che via via lo abbandonavano perché ubicato in un posto poco comodo. Molto più di recente, con l'introduzione delle nuove armi da fuoco, il Castello era sempre meno idoneo come fortezza, in quanto debole strumento di difesa contro i violenti attacchi della nuova artiglieria. Da questo momento in poi veniva del tutto abbandonato e, via via, praticato solo da pastori e contadini. Un'ulteriore spinta al degrado e alla distruzione di tale monumento è derivata anche dalle calamità naturali, tra cui l'ultimo evento sismico del 1980. Cinzia Paolini


pagina 3 numero 0 gennaio 1999

cronaca

Cd sul Festival dimentica il presidente La lettera del Sindaco di Giffoni Valle Manifesto sui muri di Giffoni Andria: " Carpinelli ci sta provocando " Anno nuovo vecchie polemiche. Nuovo scontro tra festival e comune. La polemica riguarda un Cd-Rom realizzato dal comune intitolato " Giffoni la città del festival ", un viaggio alla scoperta della storia e delle bellezze artistiche e culturali della Valle dei Picentini. Un lavoro esemplare prodotto dalla " Memoria Verticale " di Salerno. Su questo Cd è stato dedicato ampio spazio al Giffoni Film Festival. Lo speaker parla della storia della manifestazione cinematografica. Cita tutti i personaggi e l'albo d'oro della manifestazione ideata ventisette anni fa da Claudio Gubitosi affiancato da Generoso Andria, attuale presidente onorario, dimenticando la figura prestigiosa di Carlo Andria, prima come doppiatore dei film in concorso e poi come presentatore delle serate e che da lunghi anni ricopre la carica di presidente del Giffoni Film Festival. Nel Cd lo stesso Carlo Andria è stato dimenticato. E' stato proprio Carlo Andria, di comune accordo con il consiglio di amministrazione ha rendere noto ai cittadini con un manifesto pubblico la vicenda. " L'autore della ricerca storica e dei testi - recita il testo del manifesto del festival - è un giornalista il quale giustamente registra l'opinione del managing director Claudio Gubitosi e del presidente onorario Generoso Andria, ma ha ignorato un volto storico del festival, l'attuale presidente dell'ente. Una banale leggerezza - continua il testo - o una precisa volontà di " emarginare " una presenza che si identifica con la storia stessa del festival ?. Si prova stupore e sorpresa ad imbattersi in un reportage sul Giffoni Film Festival corredato da un

ricco apparato illustrativo senza trovare traccia alcuna ( una foto, una frase... ) di una attività spesa, fin dai primordi, al servizio della crescita del festival. Si direbbe che per il giornalista il presidente dell'ente festival non esista né sia mai esistito, ed è questa una scelta irriguardosa e irrispettosa nei confronti del ruolo istituzionale. E' soltanto una provocazione ? - conclude il manifesto - o una singolare coincidenza di " sentimenti " che, sia pure su due livelli diversi, si è realizzata fra l'autore e il committente ?. E il sindaco, Ugo Carpinelli, si sente di avallare questa ostentata indifferenza nei confronti della presidenza del consiglio di amministrazione e dell'ente festival ?. Può non aver vigilato su un lavoro giornalistico per accertarsi che fosse eseguito in modo obiettivo ?". Alla luce di questo ennesimo episodio la polemica torna a montare. Ancora una volta. Piero Vistocco

Piana inviata ai dirigenti del Festival

Egregi Signori, sono del tutto sorpreso in relazione al comunicato recentemente diffuso dall'Ente Festival sulla realizzazione di un CD - ROM che rappresenta una pietra miliare nella storia della documentazione cittadina. L'opera multimediale sicuramente meritava una migliore considerazione da parte dell'Ente Festival che pure da anni si propone di archiviare e documentare il suo lungo e straordinario cammino. Invece, con spreco di risorse ed intelligenza la grande impresa culturale del Festival, si attarda in beghe di basso profilo che dilatate dai mass - media si riverbano negativamente sullo stesso Festival e sul Governo della Città. Sembra un film già visto! Quest'ultimo episodio è il nuovo anello di una catena dolorosa, che ha visto assenti i rappresentanti ufficiali dell'Ente sia

all'inaugurazione del Giardino " Fellini ", che al Consiglio Comunale Straordinario per il finanziamento del Borgo Medioevale di Terravecchia, e che in buona sostanza oramai da diverso periodo vede l'Ente Fesitval contrapposto a questa amministrazione. Eppure l'azione amministrativa del sottoscritto e della sua Giunta sta raccogliendo il riconoscimento di larga parte dei Cittadini per quelle opere strutturali di arredo urbano e non solo, che farebbero sicuramente ritrattare alla Giornalista Trombetta del TG2 il severo giudizio che ebbe ad esprimere anni fa nei confronti di Giffoni. Non entro nel merito del comunicato per evitare lo scatenarsi di ulteriori polemiche, pertanto non invierò agli Organi di Informazione la presente nota. E' del tutto evidente che il Professore Carlo ANDRIA è persona perbene, che ha fatto molto per il Festival, non sò però se il CD fosse stato realizzato dall'Ente Festival ( considerati gli attuali rapporti ed il triste episodio dell'esclusione del Comune tra gli Enti patrocinanti la Manifestazione ), quale e quanto spazio sarebbe stato riservato alla Città di Giffoni Valle Piana, agli uomini del Governo locale ed alla sua storia. Infine sono seriamente preoccupato per la pochezza del comunicato: dal Festival, i Giovani, la Città, il Mezzogiorno e la Nazione si attendono ulteriori iniziative di grande spessore culturale che saluteremo con gioia quando esse si realizzeranno ed alle quali vorremo concorrere se coinvolti. Dott. Ugo Carpinelli

Giffoni si veste di ceramica Giffoni torna a rinascere. Prima le opere pubbliche rifinite con la ceramica e poi una pubblicazione di Vito Pinto dal titolo Blu di sogno, cantico ceramico di Franco Raimondi. . In moltissime opere pubbliche realizzate a Giffoni, la creatività della ceramica vietrese dell'estroso, Franco Raimondi. L'ha fatta da padrona. Il giardino dedicato a Federico Fellini, con le maestose e splendite panche ceramicate, che ritraggono in una felice sintesi la ricchezza della frutta prodotta nella valle del Picentino. Oppure la vecchia collinetta ai piedi del convento dei cappuccini. Giffoni che è una cittadina prevalentemente a vocazione agricola da un pò di tempo a questa parte si è ritagliata in uno spazio anche per la terra

BREVI BREVI BREVI BREVI BREVI FINALMENTE LA VARIANTE

CON LA PRO LOCO DA PADRE PIO

Due miliardi la Giunta provinciale di Salerno , presieduta da Alfonso Andria, ha deliberato per la costruzione della strada che servirà in via preliminare a decongestionare il flusso del traffico proveniente da Salerno verso la costruenda cittadella del cinema.

La locale Pro Loco organizza domenica 7 marzo, una gita a Benevento e Pietralcina, paese natio di Padre Pio. La partenza è prevista alle ore 7,30 da piazza Umberto I. La quota di partecipazione é di lire 55.000 e comprende il viaggio in bus gran turismo, eventuali entrate a monumenti e il pranzo. Le iscrizioni possono effettuarsi presso i sigg. Vincenzo Grieco, Carmine Elia, Virgilio De Mattia e Raffaele Immediata.

UN GIUDICE SCRITTORE Il Sostituto Procuratore, Angelo Frattini, responsabile del settore antinquinamento della Procura di Salerno, ha redatto un libro sulla tutela dell'ambiente. L'opera è stata presentata a Giffoni nei locali di Informagiovani.

ABILITAZIONE

cotta. E proprio su questo è nata la pubblicazione sulla ceramica del critico giornalista Vetrose, Vito Pinto. L'opera molto bella stampata da Lucio Liguori e graficamente allestita da Giuseppe Autuori, é stata presentata a Giffoni presso la sala Informagiovani.

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L’Ing. Prof. Dott. Antonio Carmando, in data 7/1/99, presso L’I.T.I.S. Galileo Galilei di Roma, ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento di materie giuridico - economiche negli Istituti di 2° grado. DITELO A NOI Il nostro giornale vuole aprire una finestra sulla città. I lettori possono segnalarci problemi, avvenimenti, situazioni che hanno attirato la loro attenzione. SCRIVETECI !!!

IMPRESA COSTRUZIONI

Anno I° - numero 0 - gennaio 1999 in corso di registrazione Direttore responsabile: Piero Vistocco Redattore capo: Cinzia Paolini Amministrazione: Teresa Cianciulli Progetto grafico e stampa: PUBBLIGRIFO snc - Giffoni Valle Piana Redazione e amministrazione: Via Giulietta Masina,12 tel. fax 089 865 709 - Giffoni Valle Piana

FA.PI.

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Via S. Croce 84090 GIFFONI SEI CASALI


pagina 4 numero 0 gennaio 1999

economia a cura di Cinzia Paolini

Con il 1999 nasce L'EUROLANDIA: Quali le difficoltà e le opportunità per 290 milioni di Europei Con il 1999 inizia l'età dell'Euro. La nascita è stata celebrata ufficialmente a Bruxelles il 31 dicembre 1999 quando, alle ore 12.54 circa, Jacques Santer e De Silguy hanno fatto cadere il drappo che nascondeva il tabellone elettronico con le nuove parità tra l'Euro e le monete degli 11 Paesi facenti parte dell'Unione Economica e Monetaria. Per l'Italia il cambio della Lira con la nuova moneta, denominato "tasso di conversione", è stato fissato a 1936,27: esso resta fisso ed irrevocabile per tutto il periodo di "transizione", che dura tre anni, dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre 2001. In questo periodo l'Euro esiste solo come moneta "bancaria" o "scritturale", intesa nel senso che spiegherò più sotto. Dovremo aspettare solo il 1° gennaio 2002 per vedere circolare "fisicamente" banconote e monete nella nuova moneta unica. Con l'avvento dell'età dell'Euro molte cose cambiano: vediamo convertiti in moneta unica i nostri redditi, i listini di Borsa sono in Euro, così come alcuni bilanci e i conti correnti possono già essere "ridenominati" in Euro su espressa richiesta del cliente; in ogni caso, hanno il "saldo" espresso nella doppia valuta. Anche per le strade della nostra città potrebbe esserci qualche novità, dovuta al fatto che alcuni punti di vendita, già dal gennaio 1999, potrebbero aver adottato il metodo del "dual pricing", cioè della doppia esposizione dei prezzi sui prodotti esposti nelle proprie vetrine, in modo da cominciare ad

abituare gradualmente la gente a ragionare con valori Eurotondi e con valori espressi in centesimi di Euro, pur non potendo ancora pagare materialmente con banconote e monete in Euro fino al 2002. L'Euro ci ha imposto qualche rigidità, come i cambi fissi per tre anni, una politica monetaria decisa dalla Banca Centrale Europea e la necessità di un Bilancio pubblico che dovrà tendere al pareggio. Tuttavia, l'avvento dell'Euro ci ha regalato anche delle opportunità come la costituzione di un mercato unico senza più barriere alla circolazione di merci, persone e capitali, con lo sviluppo di competitività in tutta l'area dell'Euro: così, gli imprenditori, non più soggetti alla volatilità dei cambi, sono in grado di collocare territorialmente le loro imprese valutando unicamente le condizioni finanziarie, fiscali, burocratiche e del mercato del lavoro che i vari Paesi europei sapranno offrire. Inoltre, senza correre alcun rischio, si può utilizzare il sistema bancario del Paese europeo ritenuto più conveniente e si possono comprare indifferentemente titoli o azioni di questo o quel Paese europeo, guidati solo dal loro rendimento. Finalmente, con il 1° gennaio del 1999, si è aperto un mercato globale nel quale prevarrà l'operatore più efficiente ed il sistema economico del Paese europeo che saprà garantire le migliori occasioni di investimento e di crescita.

IL PASSAGGIO DALLA LIRA ALLA MONETA UNICA: VEDIAMO COSA SUCCEDE ALLA NOSTRA SPESA, AI NOSTRI RISPARMI, AI CONTI CORRENTI, AI MUTUI.... I decimali sono la prima novità di questo Capodanno del 1999 targato Euro. La notizia che un Euro vale 1936,27 lire crea il problema dell'arrotondamento, per cui gli importi da pagare o da contabilizzare devono essere arrotondati al centesimo, per difetto se il terzo decimale è inferiore a 5, per eccesso se è uguale o superiore a 5.

All'inizio il problema di doverci abituare a fare i conti considerando anche i centesimi di Euro non ci colpisce bruscamente, dal momento che le banconote e le monete entreranno in circolazione sul mercato solo dal gennaio 2002: a partire da tale data l'Euro entrerà definitivamente nella vita di tutti i giorni, anche solo per fare la spesa.

ABITUIAMOCI ALLE VIRGOLE DA SUBITO PER DIRE ADDIO PER SEMPRE, DAL 2002, AI PREZZI "TONDI" ESPOSTI NEI NEGOZI A titolo informativo e per curiosità, nella tabella di seguito indicata, si riporta un listino di beni di larga diffusione convertiti in Euro al tasso ufficiale di Lit 1936,27.

Una bottiglia di acqua Una confezione di caffè Carne Nutella Lavavetri Funghi secchi (100 g) Un litro di latte Una lattina di Coca cola Un pacchetto di sigarette Un biglietto del cinema Una tazzina di caffè Un jeans Levis Un chilo di pane Un chilo di pasta

Lire Lire Lire Lire Lire Lire Lire Lire Lire Lire Lire Lire Lire Lire

980 5.000 30.000 5.280 5.400 2.990 2.000 1.200 5.100 10.000 1.000 100.000 2.500 1.800

=Euro =Euro =Euro =Euro =Euro =Euro =Euro =Euro =Euro =Euro =Euro =Euro =Euro =Euro

0,51 2,58 15,49 2,73 2,79 1,54 1,03 0,62 2,63 5,16 0,52 51,65 1,29 0,93

Di seguito, inoltre, si riportano alcune notizie da non dimenticare. Come già accennato, l'Euro, nel periodo "transitorio", che va dal 1° gennaio 1999 al 31 dicembre 2001, esiste solo come moneta "bancaria" o "scritturale": ne consegue che sui conti correnti bancari si possono già effettuare accrediti o addebiti in Euro; i correntisti possono richiedere ed emettere assegni denominati in Euro, indipendentemente dalla valuta in cui è tenuto il conto, purché questi assegni vengano usati distintamente da quelli espressi in lire; si possono fare e ricevere bonifici sia in lire che in Euro. Dal 1° gennaio 2002, invece, il possessore di un conto corrente o deposito bancario espresso ancora in lire lo vedrà convertito automaticamente in Euro. Nel periodo "transitorio" non cambia nulla per l'utilizzo delle carte di credito e i bancomat, tranne che sulle ricevute potrebbe essere indicato l'importo in doppia valuta. Gli sportelli bancomat continueranno a dare monete in lire fino alla fine del 2001. Per le azioni, anche se le società quotate in Borsa potranno conservare il loro capitale sociale in lire fino a tutto il 2001, la denominazione e il regolamento delle operazioni concluse sul mercato telematico di Borsa avvengono in Euro. Già da gennaio sulle bollette di luce, acqua, gas e telefono scatta la doppia indicazione in lire e in Euro. Anche per i mutui non è previsto nessun cambiamento nel periodo di "transizione" sul valore o sul costo, in quanto come tutti i contratti, anche quello di mutuo non può essere modificato o risolto unilateralmente. Le pensioni continuano ad essere pagate in valuta nazionale fino alla fine del 2001: solo dal gennaio 2002 saranno erogate in moneta unica; la stessa regola vale per i versamenti agli enti previdenziali o ai fondi pensionistici. Anche gli stipendi continuano ad essere pagati in valuta nazionale fino alla fine del 2001, salvo diverso accordo tra lavoratori e datore di lavoro. Per le tasse la prima annualità d'imposta interessata dall'introduzione dell'Euro è il 1999; le dichiarazioni annuali ai fini dell'imposta sui redditi dell'IVA, dei sostituti d'imposta e dell'IRAP, presentate nel 2000 e relative all'annualità d'imposta 1999, saranno compilate in lire e in Euro; vale la stessa regola per le annualità d'imposta 2000 e 2001. Cosa succede dal gennaio 1999 ai titoli di Stato, obbligazioni ed azioni? Tutti i

titoli emessi dallo Stato italiano (BoT, BTp, CcT, Ctz ed altri titoli del debito pubblico) sono "ridenominati" in Euro, sia quelli già esistenti che quelli di nuova emissione. Non cambia né il tasso d'interesse, né il valore dei titoli. Ad esempio, il possessore di un BoT di 5 milioni di lire, al tasso di conversione di 1936.27, vede trasformato l'importo del titolo in 2.582,284495 Euro che, arrotondato al centesimo, diventa 2.582,28 Euro. Poiché il taglio minimo negoziabile sul mercato è di 1.000 Euro, disporrà di due tagli di BoT da 1.000 Euro più una spezzatura da 582,28 Euro. La spezzatura che rimane può essere: -conservata fino alla scadenza naturale del titolo, compresi gli interessi maturati; -venduta a prezzi ufficiali di mercato: per questa operazione, la banca applicherà una commissione massima di Lit. 10.000; -dare l'ordine di acquistare un'ulteriore spezzatura del titolo per costituire il taglio minimo negoziabile di 1.000 Euro; anche in questo caso la Banca applicherà una commissione massima di Lit. 10.000. Le obbligazioni bancarie, sia quelle già in circolazione che quelle di nuova emissione, a discrezione della banca, potrebbero essere ridenominate in Euro già dal gennaio 1999. Sui titoli di Stato e le altre obbligazioni ridenominate in Euro la cedola è calcolata in Euro. Per le obbligazioni non ridenominate in Euro, gli interessi sono calcolati in lire e, solo su esplicita richiesta del cliente, potrebbero essere accreditati in Euro ma solo su un conto corrente espresso in tale valuta. Per acquistare o vendere i titoli, il richiedente dovrà dare l'ordine al proprio intermediario indicando il prezzo in Euro, mentre l'operazione è regolata nella stessa valuta in cui è espresso il conto corrente del cliente.

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Il Grifone del Picentino