ViP Magazine - mar apr 2013

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questioni di famiglia - calendario eventi marzo/aprile - concorso letterario - art coming out - innoceronte

calendario eventi marzo/aprile 2013

INTERVISTE A

GIUSEPPINA LA DELFA PAGINA 05

&

QUESTIONI DI FAMIGLIA PAGINA 06 / PAGINA 11

&

CALENDARIO EVENTI

MARZO / APRILE PAGINA 07/08/09/10

DEDICATO A:

ZANELE MUHOLI PAGINA03 www.vicenzapride.it


Vi.P.MAGAZINE

Vi.P magazine/

INDICE MAGAZINE 05 06 07 11 12 13 14 14 15

Questioni di Famiglia - intervista a Giuseppina La Delfa Questioni di Famiglia - “Mamma, papà devo dirvi una cosa Calendario Eventi Questioni di Famiglia - intervista a Elena Rigo (A.GE.D.O.) Concorso Letterario - A.GE.D.O. ART COMING OUT - Metamorfosi Galley La discriminazione sul lavoro nella percezione di lesbiche e gay del Veneto Genitori omosessuali. Stato della ricerca e dibattito attuale 80’s Attack

Per la realizzazione di questo numero, ringraziamo: Anna Barbara Grotto Sergio Meggiolan Marco Pino Mattia Stella Everardo Dal Maso Niky Daniela Woolf Giuseppina La Delfa Anna Francesca Basso Elena Rigo Chiara Zanini Bruno Dal Gallo Chiara Sità Grafica Teo Faust http://www.facebook.com/thefalab thefalab@gmail.com Illustrazione di copertina Marco Corain rosso_marte@yahoo.it Logo Vicenza Pride 2012 Yoska Design http://www.yoskadesign.jimdo.it yoskalarossa@yahoo.it Sito Internet Vicenza Pride Silicio http://www.siliciovisual.com Contatti: www.vicenzapride.it info@vicenzapride.it www.facebook.com/VicenzaPride2013 www.twitter.com/vicenzapride


Vi.p. mAgazine

vicenza pride EDITOR: Comitato Vicenza Pride EMAIL: press@vicenzapride.it SITE: www.vicenzapride.it FB: www.facebook.com/VicenzaPride2013

Vicenza Pride 2013.

Un Network che si allarga.

www.vicenzapride.it

Eccoci arrivati alla metà del percorso del Vicenza Pride. Per chi non ci ha seguito finora, Vicenza Pride 2013 è un semestre di eventi in cui le differenze (di orientamento sessuale, di genere, e non solo) guadagnano finalmente visibilità nello scenario della Città del Palladio. Il percorso iniziato a Vicenza con l’attribuzione alle coppie omosessuali di una prima forma di riconoscimento (l’attestazione anagrafica) prosegue ora e si approfondisce, diramandosi in molte

Giornata della Memoria, alle feste e agli eventi teatrali in collaborazione con il teatro Astra, hanno visto la partecipazione di un pubblico numeroso che ha accolto con entusiasmo l’avvento del Pride. Il percorso del Vicenza Pride sfocerà nella grande manifestazione del Veneto Pride, che Vicenza ospiterà il 15 giugno 2013. Si tratta di un importante momento di visibilità per la nostra comunità, che vede il contributo delle associazioni LGBTQIE del Veneto.

dedicato a...

direzioni: artistica, culturale, sociale, politica. Ci siamo riappropriat* dell’acronimo VIP (che sta per Vicenza Pride, ma anche per very important person) eleggendolo a leitmotiv del nostro percorso, sottraendolo al significato elitario che la cultura generale gli attribuisce e trasformandolo in una celebrazione del valore dell’unicità: ognun* di noi è unic*, inimitabile, favolos*. Nata da un gruppo di amiche e amici, l’idea del Vicenza Pride si è presto allargata a macchia d’olio, coinvolgendo

molte associazioni di Vicenza alle quali va la nostra immensa gratitudine. Il risultato di queste sinergie è un calendario ricco di eventi culturali, ludici, informativi, artistici. Si tratta di eventi eterogenei che hanno un denominatore comune: essi spostano il baricentro di ciò che ci è stato insegnato essere la “normalità”, destabilizzano i nostri schemi di riferimento, ci sollecitano a ripensare le nostre idee in tema di identità e di differenze. Gli eventi organizzati finora, dalla rassegna sulla

dedicato a

Il Vicenza Pride 2013 è dedicato a tre donne: Fannyann Eddy Viola, Zanele Muholi e Joyce Banda. Tre donne africane, due delle quali lesbiche, tutte e tre capaci di rompere il silenzio di fronte alle violenze che vengono inflitte alle donne e agli omosessuali. In comune la tenacia e l’impegno, il saper rischiare in prima persona per sostenere le proprie idee e la capacità di ognuna di saper declinare i saperi delle propria professionalità al servizio della comunità. Vorremmo dedicare a loro il nostro Pride a Vicenza, perché l’Africa che queste donne rappresentano, ci sia di esempio e perché la loro testimonianza ci sia di ispirazione per costruire assieme una società giusta ed inclusiva, dove far convivere i diritti civili di ciascuna e ciascuno. In copertina: Zanele Muholi è una donna sudafricana che racconta attraverso le immagini la realtà della comunità nera di lesbiche, gay, transessuali e transgender, contrastando una lettura e una scrittura maschile e maschilista della storia. Fotografa conosciuta a livello mondiale si definisce anzitutto un’“attivista visuale”. Nata a Umlazi nel 1972, Zanele Muholi ha trascorso diversi anni a documentare i crimini omofobi e razzisti com-

piuti nel Sudafrica post-apartheid: omicidi e “stupri correttivi” praticati come “cura” dell’omosessualità, tacitamente accettati dalla maggior parte della popolazione e giustificati ai fini di una rieducazione alla “normalità”. Queste violenze sono una realtà molto diffusa in Sudafrica tanto che nella sola Città del Capo l’organizzazione locale Lukeki Sizwe denuncia una media di dieci “stupri correttivi” a settimana contro le lesbiche nere, soprattutto quelle appartenenti alle fasce più povere della popolazione. Zanele Muholi ha iniziato il suo percorso fotografico con il desiderio di commemorare le persone a cui non è dato spazio tra le pagine dei libri e che, anche nella quotidianità, si tenta di eliminare, sia concettualmente che fisicamente. È nato così il progetto “Faces and Phases” che ritrae i volti delle lesbiche nere incontrate in Sudafrica, Canada, Europa e in altri Stati africani. Dai loro sguardi, che grazie alle sue opere possiamo incrociare in un delicato e profondo faccia a faccia, emergono la determinazione, le scelte, la dignità, le lotte, la complicità, la fierezza e la rivendicazione del “diritto ad essere pienamente sé stesse e a poter amare liberamente”.

Daniela Woolf


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Album e calendari fotografici. Fatti da te per chi vuoi

www.biblis.it


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a Giuseppina La Delfa Presidente di Famiglie Arcobaleno a cura di Daniela Woolf

Giuseppina La Delfa QUESTIONI DI FAMIGLIA #1 Da dove nasce il tuo impegno? Dalla vita, voglio che i miei figli siano orgogliosi di me come mamma, che non possano mai dire che li ho lasciati vedersela da soli. M’impegno per dare loro sicurezza e tutela perché affrontino gli altri sempre a testa alta. M’impegno per dare senso anche alla mia esigenza di essere utile al di là della mia cerchia ristretta di affetti. Ho bisogno di agire, di fare, di costruire. Mi sentirei inutile se non mettessi il mio tempo e le mie energie al servizio di qualcosa che vada al di là di me stessa e dei miei interessi strettamente personali.

L’Italia è pronta a riconoscere l’accesso al matrimonio civile anche alle coppie dello stesso sesso? L’Italia sì, i politici no e la chiesa nemmeno. E siccome sono la chiesa e i politici a fare il bello e il cattivo tempo, la vedo dura: in Italia, appunto, vendiamo l’anima per due soldi. L’Italia è un paese di opportunisti: bisogna dimostrare che sono più opportune la parità e la dignità di tutti e meno opportuno venderci ai soliti. Solo così ce la faremo e poi si spera che la gente di buona volontà superi, prima o poi, la tendenza culturale a tacere e girarsi dall’altra parte per “non disturbare il potente di turno”.

Cosa pensi dell’associazionismo LGBT italiano? Non voglio farmi nemici, penso che qualsiasi cosa si faccia si debba pensare in primis all’interesse dei più e agire per portare risultati concreti alla comunità. In generale si lavora bene con passione e abnegazione, a volte ci si perde nei conflitti e si guastano occasioni. Si parla forse troppo e si pensa anche troppo spesso a salvare il proprio interesse come gruppo, come associazione, a volte ci si vende anche un po’ per un finanziamento. Insomma facciamo come tanti: dimentichiamo perché lottiamo, solo per continuare ad esserci un altro po’, per ottenere un vantaggio da questo o quella. Secondo me non dobbiamo mai perdere di vista gli interessi primari delle persone per le quali ci siamo impegnate. Meglio perdere due soldi o una poltrona mantenendo la faccia alta e la dignità.

Credi ci saranno più omosessuali/lesbiche o più omofobi in parlamento nella prossima legislatura? Temo ci siano più omofobi ma soprattutto sono sicura che ci saranno i soliti opportunisti, dunque rimando al punto di prima. In tema di diritti civili, quale paese a tuo avviso è il più avanzato? Il Belgio? La Spagna? Il Regno Unito? Sicuramente il Regno Unito,a maggior ragione quando avranno anche il matrimonio, ma già con la loro partnership è un Paese nel quale in tema di diritti civili si sta molto bene.


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QUESTIONI DI FAMIGLIA

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“Mamma, papà: devo dirvi una cosa” Come vivere serenamente l’omosessualità, un libro scritto da una madre e da suo figlio Approfondimento di Anna Francesca Basso Giovanni e Paola Dall’Orto hanno scritto un libro, più volte rivisto e ristampato, una vera e propria guida che affronta con chiarezza e serenità la scoperta da parte di un figlio/a dell’omosessualità e di come affrontarla e farne partecipi i genitori senza traumi. La prima parte è dedicata all’accettazione di sé, passaggio obbligato per poter vivere una vita piena e soddisfacente. “Omosessuali non si nasce. E nemmeno si diventa. Omosessuali si è.” Queste prime parole, semplici ed essenziali, possono rispondere in modo esaustivo a quanti si sono interrogati, famiglia e società, su cosa determini l’omosessualità; non è una malattia da cui si può guarire o la scelta dovuta al capriccio di una moda. L’ignoranza e i pregiudizi duri a morire fanno sì che essere omosessuali sia ancora causa di emarginazione, disprezzo e fonte di sofferenza. Giovanni e Paola Dall’Orto analizzano tutti gli aspetti con cui deve confrontarsi un giovane gay o lesbica alle prese con la propria omosessualità: dall’accettazione di sé a quella in famiglia; dal rapporto con amici e conoscenti alla reazione della «società»; dal coming out alla scoperta degli ambienti gay; dalle prime esperienze con l’amore a quelle con la sessualità. Attraverso la propria esperienza personale, con un approccio diretto adatto sia ai giovani che alle loro famiglie, gli autori guidano i lettori nell’affrontare l’omosessualità con serenità e rispetto, fornendo numerosi consigli. Nel libro sono riportate varie testimonianze, come quella dello studente Alex Grisafi che racconta con freschezza la sua esperienza personale, dal coming out al suo impegno sociale. Molte le citazioni contenute nell’Antico e Nuovo Testamento a conferma che la morale sessuale è mutata nel corso dei secoli, spontanee e vere le storie di famiglie che hanno affrontato il coming out dei figli e il proprio diventando visibili e attive nella comunità. Il pregiudizio si può abbattere, aiutare gli altri a sentirsi meno soli è possibile. Queste esperienze, quasi sempre cariche di sofferenza, portano ogni persona a interrogare se stessa e a “rinascere” migliore. Molte le note “per

approfondire”, nelle quali sono citati articoli, testi, blog, siti ricchi di testimonianze e informazioni. Molti gli spunti di discussione sia per i giovani che per i loro genitori. Prima si arriva ad accettare la propria identità omosessuale, meglio è; prima si accetta l’omosessualità dei figli, meglio è. Nella scuola un ruolo importante possono svolgerlo gli insegnanti; bisogna educare all’accettazione e al rispetto della diversità vista come ricchezza. Un libro che fa riflettere, che sfata luoghi comuni, che libera da errati sensi di colpa, che aiuta a risparmiarsi esperienze negative inutili. Quando una coppia che attende un figlio penserà con serenità ”che sia maschio o femmina, eterosessuale o omosessuale, l’importante è che sia una bella persona”, libri come questo avranno raggiunto il loro scopo.

Giovanni Dall’Orto (Milano, 1958), giornalista e scrittore, è un militante del movimento gay dal 1976. Si è occupato per molti anni di storia, cultura e politica gay, lavorando per i mensili gay «Babilonia» e «Pride» (per quest’ultimo in veste di direttore). Ha pubblicato numerosi libri e articoli sulla tematica gay. Oggi scrive soprattutto testi per siti Web d’arte e turismo, e sta lavorando a due libri gay sulla storia d’Italia. Paola Dall’Orto (Milano, 1935) ha cofondato nel 1992 e presieduto fino al 2007 l’AGEDO (Associazione genitori di omosessuali), organizzazione di volontariato che aiuta e sostiene le famiglie di omosessuali; è cofondatrice dell’Associazione internazionale EuroFLAG (European Families of Lesbian and Gay Association). Attualmente presiede l’Associazione AGEDO di Verbania. Alex Grisafi ha 19 anni e studia al liceo scientifico Leonardo di Brescia. Ha contribuito alla nascita del gruppo giovanile di omosessuali più numeroso d’Italia. Tiene un blog in cui parla di tutto, dall’omosessualità, alla filosofia, alla psicologia.






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Intervista Elena Rigo a cura di Chiara Zanini

Elena Rigo A.GE.D.O. QUESTIONI DI FAMIGLIA #3 L’A.GE.D.O. è l’associazione di genitori, parenti e amici di omosessuali, bisessuali e transessuali che si impegnano per l’affermazione dei loro diritti. È nata nel 1992 a Milano. Abbiamo incontrato Elena De Rigo, che vive in provincia di Treviso ed è una delle referenti per il Triveneto. Elena ha deciso la sua storia. “Nel 2002 sono salita sul palco del Pride nazionale, a Padova: ero l’unica mamma e ho avvertito che non avevo scelta se non quella di intervenire. Sono già passati undici anni! All’epoca noi genitori di Agedo eravamo pochi. Andavo a Milano dalla famiglia Dall’Orto (i fondatori dell’associazione, ndr) quando potevo. C’erano solo mamme, nessun papà. I primi tempi ricevevo telefonate solo da molto lontano, perché i genitori avevano paura di venire “scoperti”. Oggi per fortuna molti ragazzi si dichiarano da giovanissimi. Molti genitori, data la giovane età del figlio o della figlia, considerano che possa essere stato plagiato/a. I figli dopo il coming out vogliono giustamente essere accettati per ciò che sono, e qualche volta quando suggeriamo loro di dare tempo ai propri genitori questo li irrita. In altre situazioni come genitori dobbiamo chiederci fino a che punto esporci pubblicamente, perché non necessariamente i figli sono dichiarati. Possono avere delle difficoltà al lavoro, paradossalmente proprio a causa della nostra esposizione, se involontariamente in questo modo gli facciamo outing”

formazione nelle scuole e s’intitola “Nessuno uguale”. L’altro è “Due volte genitori”, in cui per la prima volta si dà voce alle emozioni dei genitori che si confrontano con il coming out dei figli. Mi fa molto piacere che questi film vengano visti nelle associazioni e nelle case di molte famiglie.

Elena, quanto è importante la formazione su queste tematiche? Moltissimo. Dal 2003 per due anni ho frequentato il laboratorio sulle differenze all’ULSS 8 di Asolo. Venivano persone di Trento, Bassano e di comuni più vicini. Madri, coppie, singoli. È stata forse la prima formazione lgbtqi in Veneto. Poi è diventata Padova il mio riferimento territoriale, È lì lo scorso anno abbiamo attivato uno sportello d’ascolto presso Progetto Giovani. Ancora oggi le prime volte tra genitori ci incontriamo in genere a metà strada o a casa, perciò lo sportello è sicuramente un’occasione in più.

Ci sono persone che devono fare tutto da sole, come in città dove l’associazionismo è poco presente, e queste vanno coinvolte il più possibile. Ed in Veneto? Siamo tre referenti, dislocati a Bassano, Vicenza e Treviso. Speriamo che in occasione del Vicenza Pride si avvicinino altri!

Siete anche stati protagonisti di due documentari, ce ne puoi parlare? In passato abbiamo ricevuto dei finanziamenti regionali ed europei per realizzare insieme al regista Claudio Cipelletti due documentari, con target diversi. Uno è sulla

Sei un’ex insegnante: ti capita di confrontarti con i tuoi colleghi sul tema del bullismo omofobico? Sì, ne parlo spesso, e mi dicono quasi sempre “No grazie, qui non abbiamo casi di omofobia”. Frequento più genitori che insegnanti. Qualche mamma mi dice : “Vorrei fare un giorno quello che fai tu”. Come vivete i fatti di cronaca anche recente che spaziano dal bullismo nelle scuole all’omofobia istituzionale? Cerchiamo di far sentire sempre la nostra voce. Discutiamo su come rispondere, ad esempio, agli attacchi della politica. E’ successo di recente anche con il Papa: non possiamo stare zitti. Ci confrontiamo via e-mail, via Skype o via Facebook con chi vive più lontano sul da farsi, e questo rende evidente ogni giorno l’importanza di fare rete.

Nel sito di Agedo si possono trovare informazioni utili per genitori e figli ed i contatti dell’associazione: www.agedo.org per contattare Elena De Rigo: 3382446501


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a cura di:

Metamorfosi Gallery ART COMING OUT

METAMORFOSI GALLERY

Metamorfosi Gallery presenta ART COMING OUT, serie di quattro mostre monografiche di altrettanti artisti, che verranno ospitate nei prossimi mesi nei locali del centro storico di Vicenza. ART COMING OUT, progetto ideato nell’ambito del Vicenza Pride 2013, comprende quattro diversi momenti espositivi di arte visuale nelle quali la tematica dell’omosessualità è elemento fondante. Art Coming Out significa letteralmente arte che esce, ma è anche l’unione (simbolica) tra l’arte e l’espressione (“coming out”) che indica la decisione di dichiarare apertamente la propria omosessualità o identità di genere. L’arte diviene una modalità per portare allo scoperto, per aiutare a comprendere, per svelarsi per ciò che si è. Questo il CALENDARIO della rassegna:

8 MARZO - 7 APRILE 2013 Inaugurazione VENERDÌ 8 MARZO ore 18.30 Caffè Alle Colonne, piazza dei Signori

3 APRILE - 21 APRILE 2013 Inaugurazione MERCOLEDÌ 3 APRILE ore 19.00 Bar Borsa, piazza dei Signori

24 APRILE - 12 MAGGIO 2013 Inaugurazione MERCOLEDÌ 24 APRILE ore 18.30 Caffè Garibaldi, piazza dei Signori

10 MAGGIO - 2 GIUGNO 2013 Inaugurazione VENERDÌ 10 MAGGIO ore 19.00 Bar Lioy 10, Contrà Paolo Lioy

BARBARA FRAGOGNA Romantic Love Doesn’t Exist. I’m A Very Romantic Creature. Married Women Are Easier

MARCO ZORZANELLO Princesa

VALENTINA ROSSET Play more!

CONSTANTIN MIGLIORINI Esisto

La rassegna aprirà i battenti VENERDI 8 MARZO alle ore 18.30 con l’inaugurazione di Romantic Love Doesn’t Exist. I’m A Very Romantic Creature. Married Women Are Easier, di Barbara Fragogna, presso il caffè Alle Colonne, nella centralissima Piazza dei Signori a Vicenza.


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La discriminazione sul lavoro NELLA percezione di lesbiche e gay del Veneto Recenti ricerche dimostrano che una politica inclusiva dei lavoratori omosessuali può migliorare gli ambienti di lavoro e i climi organizzativi, con effetti positivi sulla competitività aziendale. Al contrario, gli atteggiamenti discriminatori nei confronti delle persone omosessuali si accompagnano a un peggioramento del clima lavorativo e della produttività. Alcuni studi condotti in Italia evidenziano disparità di trattamento e ostacoli alla visibilità delle persone omosessuali negli ambienti lavorativi. Da questo quadro emerge l’urgenza di investire nella lotta alle discriminazioni e nel Diversity Management al fine di promuovere il benessere fisico, psicologico e sociale delle comunità lavorative. L’Italia rimane caratterizzata dall’assenza del reato di omofobia, da violenze contro le persone omosessuali e da figure politiche che esternano le loro posizioni ostili nei confronti di gay e lesbiche. Il Veneto è una zona particolarmente calda per quanto riguarda gli atteggiamenti negativi espressi nei confronti degli omosessuali. In un contesto sociale e culturale così delineato, in che modo percepiscono di essere trattate sul lavoro le persone omosessuali del Veneto? Sentono di potersi dichiarare? E di quanto supporto sociale sentono di poter contare da parte dei colleghi eterosessuali?

Lo scopriremo con Riccardo Sartori, ricercatore nell’ambito della psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università di Verona.

Incontro del ciclo “Ricerca e mondo LGBTQI” La discriminazione sul lavoro nella percezione di lesbiche e gay del Veneto con Riccardo Sartori (Università di Verona) partecipano al dibattito: Marina Bergamin (CGIL Vicenza) Gianfranco Refosco (CISL Vicenza) Grazia Chisin (UIL Vicenza) 13 marzo ore 20.45 Sede Delos (c/o Centro Quadrifoglio) Via Cristoforo Colombo, 9 Vicenza per info: http://delosvicenza.it/

Genitori omosessuali. Stato della ricerca e dibattito attuale Scrive Anne Cadoret, antropologa francese che da tempo si occupa di genitorialità omosessuale: “La genitorialità è il sistema che attribuisce dei figli ai dei genitori, e dei genitori a dei figli. Sistema che combina in modi diversi, a seconda delle epoche e delle culture, tre fattori: l’alleanza, la filiazione, la residenza. Alla storia il compito di dispiegare le diverse forme assunte dalla famiglia. A ogni cultura, ogni epoca, ogni luogo, quello di stabilire ciò che è permesso e ciò che è vietato, ciò che è possibile e ciò che è intollerabile, nonché di indicare chi debba essere considerato genitore, in che modo e con l’aiuto di chi debba essere cresciuto un bambino. A noi, infine, il compito di riflettere sulle forme familiari proprie della nostra cultura” (A. Cadoret, Genitori come gli altri. Omosessualità e genitorialità, Milano, Feltrinelli, 2008, p. 11). L’invito della studiosa a riflettere sulle forme familiari presenti e vitali nel nostro orizzonte è un invito a guardare in profondità il nostro stesso sistema culturale per meglio comprenderne le credenze, le norme esplicite e quelle implicite, le pratiche di inclusione esclusione e per affinare la capacità di riconoscere i meccanismi che producono ingiustizia e che condannano all’invisibilità. L’omogenitorialità pone una serie di interrogativi che coinvolgono a diversi livelli la vita quotidiana dei soggetti, i processi di costruzione dell’identità genitoriale, i sistemi di riferimento di genitori e figli in una situazione in cui i modelli familiari tradizionali non sono sufficienti. Questi interrogativi si intrecciano quindi, spesso in modo conflittuale, con i complessi meccanismi di costruzione delle appartenenze soggettive: a un sistema familiare, a un mondo di relazioni informali, a una cornice sociale e istituzionale.

L’incontro“Genitori omosessuali” (c/o Associazione Delos, 17 aprile) si propone di coinvolgere i partecipanti in un dialogo / confronto con i risultati delle ricerche sulla genitorialità omosessuale effettuate a livello internazionale e italiano (anche se la produzione in ambito italiano è decisamente minima). Saranno esplorati in modo particolare alcuni aspetti: 1. Una ricognizione dei principali filoni di produzione scientifica internazionale sulla genitorialità omosessuale. La maggior parte delle ricerche, in questo campo, sono incentrate sugli “effetti” dell’omogenitorialità sui figli e si focalizzano sulla valutazione di alcuni aspetti dello sviluppo infantile, leggendoli in particolare nei termini di “normalità/anormalità”. Questo filone di studi ha certamente portato a importanti risultati, per esempio dimostrando in modo chiaro che non vi sono differenze nei traguardi evolutivi tra bambini nati in famiglie omo ed eterosessuali e ha messo quindi in crisi la credenza diffusa secondo la quale una famiglia eterosessuale offrirebbe “migliori”opportunità di crescita. Da un altro punto di vista, però, occuparsi della famiglia omogenitoriale soltanto in questi termini appare riduttivo. È stata segnalata da più parti, infatti, la scarsità di ricerche che considerino in modo più complesso l’omogenitorialità come esperienza identitaria e non soltanto come insieme di pratiche educative e di cura che “producono” esiti più o meno funzionali nei figli. 2. Raccogliendo questa sollecitazione a una considerazione più ampia dell’esperienza omogenitoriale, cercheremo di ragionare, anche con l’aiuto di ricerche svolte in questo campo, intorno a un interrogativo che riguarda da vicino le famiglie omosessuali:

Quali sono gli ostacoli che queste famiglie incontrano nel contesto sociale attuale (a cominciare dal mondo dei servizi sanitari e ospedalieri intorno alla nascita del figlio, fino al sistema scuola) e quali sono le possibili risorse a cui possono attingere nel loro percorso? 3. Vi è, infine, un altro piano del discorso che merita di essere affrontato in modo condiviso. La condizione di coppia omosessuale con figli è un dato di realtà al pari di ogni altra forma familiare esistente. Si tratta della tappa di un percorso personale e di coppia segnata da un investimento di senso da parte dei soggetti che può assumere contorni molto diversificati. Interrogare il significato attribuito alla genitorialità omosessuale risulta necessario, tanto più considerando che essa costituisce un elemento di dibattito e di confronto tra posizioni diverse anche all’interno della stessa comunità omosessuale intorno ad alcuni interrogativi: l’affettività e l’alleanza tra persone dello stesso sesso si propone come traguardo di riprodurre il modello familiare tradizionalmente eterosessuale, o costituisce una modalità di relazione alternativa e contrapposta a questo modello, svincolata dalla stessa genitorialità (biologica o adottiva che sia)? O ancora, quale può essere il ruolo della coppia omosessuale nel delineare, nel contesto sociale, nuovi modi– ancora impensati di “fare famiglia”? incontro del ciclo “Ricerca e mondo LGBTQI” Genitori omosessuali con Federica De Cordova e Chiara Sità (Università di Verona) 17 aprile ore 20.45 Sede Delos (c/o Centro Quadrifoglio) Via Cristoforo Colombo, 9 Vicenza


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80’s ATTACK Erano i tempi in cui si dava colore alla musica, dove apparire e trasgredire erano sintomi di ribellione e libertà, erano gli indimenticabili anni ottanta. Cavalcando quell’onda, la New Wave appunto, si dava liberamente sfogo alla propria identità, giocando e cambiando il proprio look, allo specchio si doveva essere sempre originali e diversi. La musica incorniciava il tutto, era la linfa, l’energia che muoveva ogni intento, ogni volontà e servivano per questo esempi carismatici da seguire, emulare, idolatrare. Ed ecco che “nell’onda” si muovevano così artisti surreali ed istrionici che con il loro look & sound davano esempi da seguire ed imitare. Un panorama musicale mai visto prima, mille gruppi, mille volti e molti artisti dichiarata-

mente GAY. Per la prima volta si usciva allo scoperto nel music business, si esaltava la propria sessualità facendone un punto di forza, un esempio per tutti. Ecco che personaggi come Boy George dei Culture Club, Jimmy Somerville dei Bronski Beat, Marc Almond dei Soft Cell, Pete Burns dei Dead or Alive, Frankie goes to Hollywood, Erasure, Pet Shop Boys e molti altri ancora coloravano il panorama musicale di una decade indimenticabile, indelebile nei ricordi di tutti ancora oggi. È giusto ricordare questi artisti per il loro coraggio ed esempio, per le loro canzoni senza tempo che ancora suonano alla radio, facendoci ritornare tutti ragazzini ancora una volta. Bruno djb

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