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Blog: Notizie dal VULTURE - il cuore della Basilicata

Sommario 3 Gennaio 2012 Via Anzio "Se Non Ora Quando" - Comunicato Vincenzo Leggeri Venosa. Stanno Smantellando L’ospedale Matera. Neanche La Pioggia Ferma Il Presepe Vivente Festival Di Potenza: La Prima Compilation Del 2012 Il Vescovo incontra gli operatori della comunicazione Ripacandida. La Pro-Loco Indice Un Concorso Di Presepi Meridionalismo: Diciotto voci per l’Italia unita “I Napoletani” di Francesco Durante Rionero. Appuntamenti Sinistra Ecologia Libertà Rapolla. Amministrazione Sprecona Ginestra. Donati Dall’amministrazione Comunale Pandori Ai Bambini Calcio A 5 Serie Matera. petrolio tra Mito e Falsità Rionero VULTURE MAGAZINE

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VULTURE MAGAZINE

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"SE NON ORA QUANDO"

Siamo all'alba del 2012, in piena crisi economica e finanziaria e c'è chi si impegna a condurci fuori dal guado facendo ricorso a strategie complesse e dolorose nel segno dell'equità e della trasparenza con l'intendo non di distruggere ma di salvaguardare i beni acquisiti nella convinzione che non c'è risparmio nei tagli, ma nella crescita. In alcune realtà periferiche di corto respiro si sceglie la scorciatoia di accorpare le risorse e di servizi, separandoli e allontanandoli sempre più dagli utilizzatori finali, ossia dalle persone cui essi sono destinati. La conseguenza naturale di questa scelta è il disorientamento del cittadino che è indotto a rivolgersi a strutture più comode, più vicine e che offrono più garanzie di qualità e di tempestività. Questa seconda scelta peregrina è quella preferita dalla Regione Basilicata, chiamata ad attuare il nuovo piano sanitario regionale per la parte che riguarda la zona del Vulture - Alto Bradano, quella, per intenderci che costituiva a suo tempo la USL n. 1. Invece di uniformarsi alla scelta fatta per altra zona della Regione, il Lagonegrese, ove si è pensato alla costruzione di un Ospedale Unico adeguato alle esigenze di quel territorio e disponendo una razionale utilizzazione delle presistenti strutture per i servizi di supporto all'attività ospedaliera, la politica sanitaria nel Vulture è diversa . Le attività sul territorio sono precarie, mal distribuite e non funzionanti , e i compiti ospedalieri in passato decentemente svolti dagli Ospedali Riuniti di Melfi e VULTURE MAGAZINE

Venosa in nuce dovevano funzionare come padiglioni separati in un unico Ospedale Generale con prevalente attività specialistica nell' Ospedale di Venosa ed una prevalente attività di medicina e chirugia generale presso l'Ospedale di Melfi con un collegamento permanente e funzionale fra le due strutture e personale di ogni livello, anche apicale, intercambiabile. Le cose non sono andate così per la mania monopolistica di ridurre il tutto ad uno invalso nella Regione Basilicata, salvo alcune oasi legate a potentati locali. La responsabilità di questa scelta è certamente legata a questa politica centripeta, ma vi sono responsabilità riscontrabili a livello locale, in particolare a chi ha gestito la sanità negli ultimi anni e nello specifico al personale sanitario della ex USL n. 1, che per negligenza o per personale interesse hanno creato le premesse della spoliazione in corso. Io ricordo i tempi quando il personale sanitario si trasferiva da Melfi a Venosa, oggi mi pare che avvenga il contrario così è stato per il chirurgo Maratia, così per Araneo, Rago, Zurzolo, Mezzina, ed altri che mi sfuggono; loro hanno fatto una scelta di convenienza ma nessuno, che poteva, ha ostacolato questo esodo spregiudicato. Chi sa la storia dell'Ospedale di Venosa comprende il mio discorso. Le stesse classi dirigente attuali invece di riunirsi in un' azione di difesa dei diritti dei cittadini polemizzano tra loro rivendicando cose diverse, a volte fantasiose. E i Cittadini di Venosa che fanno? Si specializzano nelle movide, son capaci di richiamare in Via Tangorra migliaia di persone per osannare il cantante di turno e non sono capaci di far sentire la loro voce alle autorità responsabili e rivendicare il diritto ai servizi basilari per una vita decente e degna del loro passato. Vincenzo Leggeri * già Senatore della Repubblica 3


VENOSA. 29 DICEMBRE 2011. STANNO SMANTELLANDO L’OSPEDALE TRA LA TOTALE INDIFFERENZA. UNA SIGNORA DI MONTEMILONE SI PRESENTA ALL’UTIC PER UN CONTROLLO AL CUORE E NON TROVA I MACCHINARI

Venosa. Incredibile, ma vero. Si sta smantellando l’ospedale di Venosa tra la totale indifferenza. Da tre giorni, trasporti Matelica del centro oraziano, sta caricando sui propri mezzi i macchinari dell’UTIC per trasportarli all’ospedale di Melfi, così come deciso dai provvedimenti dei governanti regionali già da qualche tempo. Accanto agli operai di questa ditta di trasporti, con tanta malinconia assiste a questo trasbordo anche un infermiere del reparto Utic che a malincuore riferisce: “da tre giorni si sta svuotando questo reparto e nessun politico, comitato e associazione si è fatto vedere! Prossimamente assisteremo allo svuotamento di altri reparti, Otorino, Chirurgia e Pediatria”. Da Montemilone a VULTURE MAGAZINE

fare la fila ed attendere il suo turno nel reparto Utic una coppia di anziani, Giacinto Falanga e Carmela Vallone, abituali utenti dell’ospedale di Venosa: “abbiamo aspettato sette mesi, dopo aver prenotazione una visita, per vedere questo smembramento. Non è bello veder chiudere un ospedale utile per una comunità non solo di Venosa ma di tanti centri limitrofi. Andare a Melfi per un controllo a 74 anni ci pesa e poi i collegamenti non saranno comodi come Venosa”. Pietropinto M. , in attesa di una visita all’Utic,ha lavorato come cuoca proprio nell’ospedale di Venosa: “ho iniziato a lavorare nella struttura di via Roma e poi in questa di via Appia aperta nel 1975. Alla vista dei macchinari uscire dal reparto, mi è sembrato di vedere il morto. Adesso che ho bisogno di cure, chiude il reparto!”. Ad attendere il proprio turno, sempre nel reparto Utic, anche una famiglia di Anzi, che per evitare i tempi lunghi di attesa all’ospedale di Potenza, in solo dieci giorni hanno trovato disponibilità a Venosa.

Infuriato un signore di Montemilone, Savino Nobile che ha accompagnato la 4


madre Rosa Cicoria per un controllo pacemaker al cuore: “prima di avviarmi da Montemilone, alle 8,30 telefono per sottoporre mia madre ad un controllo al cuore, mi danno l’ok, arrivo all’ospedale mi hanno registrato l’accettazione, vado nel reparto e mi dicono che il reparto si è trasferito”. Un cittadino G.R. che lavora in un vicino supermercato alla saputa dello smembramento dell’ospedale ha detto: “stanno smantellando reparti essenziali per le tante comunità, ma continuano a spendere soldi pubblici per ristrutturare altri reparti!”. L.D.P. , un venosino verace è stato sincero: “come chiude l’ospedale di Venosa, presto chiuderà anche quello di Melfi. Se l’ospedale di Venosa non garantisce almeno due parti al giorno, è inutile mantenere in vita un reparto che ha i suoi costi”. Lorenzo Zolfo

MATERA. NEANCHE LA PIOGGIA FERMA IL PRESEPE VIVENTE 30 DICEMBRE 2011. ANCHE LA PRO-LOCO DI BARILE PRESENTE CON 30 FIGURANTI. LA SCENA “LA STRAGE DEGLI INNOCENTI”APPREZZATA DALLE MIGLIAIA DI VISITATORI, PROVENIENTI DA OGNI PARTE D’ITALIA

Matera. Per il secondo anno consecutivo l’Associazione Turistica "Pro Loco Barile"/Unpli ha aderito alla rappresentazione (con Quadro Plastico "La Strage degli Innocenti" girata a Barile da Pasolini nel 1964) del "GUuinness Presepe Vivente di Matera , organizzato nella giornata finale 30 Dicembre 2011 (h.16:00-22.00) dalla rete nazionale Pro loco UNPLI , Regione Basilicata,A.P.T., Comune di Matera.

Le foto riprendo un momento dello smembramento del reparto Utic di Venosa e l’anziana donna di Montemilone, accompagnato dal figlio, pur pagando il ticket, ha avuto come risposta. Il reparto si è trasferito. VULTURE MAGAZINE

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Barile insieme ad altre 18 pro-loco, tra queste Rapone, Palazzo, Trivigno e S. Angelo Le Fratte, altre provenivano dalla provincia di Matera e da altre Regioni (Cerveteri, Crispiano, Foglianise, Montenero di Bisaccia, Ladispoli, Monteiasi, Panettieri, Valmontone, Villa S.Stefano). Presente in cinquanta e con 30 figuranti (20 tra centurioni, alcuni a protezione del Senatore Romano, ed altri in scena nella “strage degli innocenti”; 3 nobili nel palazzo di Erode, 2 angioletti, 1 pastorello e 5 popolani) la pro-loco di Barile si è distinta per aver messo in scena la Strage degli Innocenti sotto l’attento sguardo delle migliaia di visitatori. Entusiasta il presidente della pro-loco Barile, Daniele Bracuto che, pur non vestendo i panni del figurante, coordinava sapientemente le scene dei protagonisti dell’associazione: “Ringrazio pubblicamente i 31 figuranti che con impegno, "gratuitamente" e a spese proprie hanno partecipato alla realizzazione della strage degli innocenti, degli angioletti, dei "re Magi" al Presepe Vivente nei Sassi edizione 2011. Ringrazio il collega di Maschito, Antonio Maulà per la concessione degli abiti che sono serviti a vestire i figuranti. Abbiamo battuto un record anche stavolta: l'impegno! Non è stato facile recitare sotto la pioggia e al gelo ma siete stati Unici e avete rubato la scena. Chapeu!”.

Antonio Volonnino, direttore artistico della pro-loco, che ha impersonato uno de Magi facendosi crescere perfino la barba VULTURE MAGAZINE

pur di sembrare vero, ha aggiunto: “ ringrazio gli amici D’Angola e Angelo Ermanno che hanno impersonato i Re Magi. Nell’ultimo quarto d’ora,prima della chiusura del Presepe Vivente, siamo stati presi d’assalto dai tanti flash, ne abbiamo contato fino a 100. Grandi e piccini volevano fare una foto insieme a noi. Questo evento, pensiamo di realizzarlo per il prossimo anno anche a Barile, il giorno di Natale, nelle conosciutissime cantine dove Pasolini girò nel 1964 alcune scene del film: il Vangelo Secondo Matteo”. Da Maschito era presente il presidente della pro-loco “Frà Adduca” Antonio Maulà, che da alcuni anni collabora con la pro-loco di Barile: “con piacere, per la buona riuscita della manifestazione, abbiamo concesso vestiti da soldato e tuniche femminili e maschili, sono abiti che usiamo nella sacra rappresentazione della Via Crucis del Venerdì Santo”. La strage degli innocenti, l’episodio del Vangelo secondo Matteo in cui Erode il Grande, re della Giudea, ordina un massacro di bambini allo scopo di uccidere Gesù, della cui nascita a Betlemme era stato informato dai Magi, era interpretata da alcune Donne (Carnevale Luciana, Michelina Volonnino, Incoronata di Palma, R. Vaccaro e Ileana Paolino) che per l’occasione hanno utilizzato alcune bambole fatte in casa. All’interno della testa vi è un mestolo riempito di stracci e avvolto da un panno bianco con il viso sommariamente dipinto sulla parte convessa. Cuffiette di lana, camiciole,magliettine, bavaglini e sacchetti porta-infante completavano il vestiario della bambola. Luciana Carnevale, una delle donne ha riferito: “Il Martirio dei piccoli di Betlemme porta a considerare la storia nel passare degli anni,che a volte si ripete. Aver rappresentato la madre,che invano cerca di fermare la mano nemica del soldato,urlando il dolore,e' stato molto commovente e coinvolgente”. Lorenzo Zolfo

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Le foto riprendono una scena della strage degli Innocenti, alcuni figuranti della proloco di Barile.

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: FESTIVAL DI POTENZA: LA PRIMA COMPILATION DEL 2012 CON BUONA MUSICA D’AUTORE

E’ la prima compilation prodotta interamente in Basilicata nel 2012, presso gli studi della Cd&M Record di Filiano, e diffusa con le prime copie allo scoccare della mezzanotte di San Silvestro: la compilation contiene la migliore musica d’autore e le migliori interpretazioni dell’undicesima edizione del Festival di Potenza. Naturalmente ci sono le canzoni dei tre vincitori: Daniele Falcone con la canzone inedita “Storia di Vita” per la categoria Nuove Proposte, Antonella Manniello per la categoria Esordienti, Martina Lamoglie per la categoria Under VULTURE MAGAZINE

16. Lo so, ci vuole coraggio – spiega il patron del Festival ed agente di spettacolo Mario Bellitti – a produrre un Cd, perché l'industria discografica è sempre più in crisi, le grandi major si fondono per far fronte alla moribonda salute del caro e vecchio cd. Il nostro vuole essere un segnale di incoraggiamento perché i giovani talenti hanno bisogno di promozione e di farsi conoscere per reggere la sfida della competizione nel mondo dello spettacolo che non è fatto solo di luci e palcoscenico ma di tanto sacrificio. Vasco Rossi alla vigilia di Natale incontrando i lavoratori della Ims di Caronno Pertusella (Varese), l'azienda, che per cinquant'anni ha stampato cd e dvd ed è in fallimento dal 5 dicembre scorso, ha proposto provocatoriamente, come è nel suo pensiero di vita: le case discografiche sono in crisi? «Facciamo dischi volanti invece di cd». Noi – aggiunge Bellitti – siamo voluti restare con i piedi per terra e, sicuramente tra i pochi romantici dei Cd, abbiamo prodotto la undicesima compilation della storia del Festival. Quella del Cd non è solo una tradizione ma un punto di arrivo del concorso che si è svolto nel mese di novembre scorso al Conservatorio Gesualdo da Venosa di Potenza e al tempo stesso un punto di ripartenza per il nuovo anno. Lo staff che sostiene il patron Bellitti è già a lavoro per la nuova rassegna e sta vagliando idee fortemente innovative tra le quali quella di abbandonare, dopo 11 anni, la formula del concorso per diventare una “vetrina” di giovani artisti. Naturalmente è strettamente intrecciata l’attività di formazione, aggiornamento, con stages e laboratorio, contando sulla partnership avviata di recente con l’Accademia Musicale di Venosa e un gruppo di musicisti, compositori-autori che collabora con l’agente di spettacolo potentino. Pensiamo ad una formula nuova che – anticipa Bellitti – salvaguardi ed anzi rafforzi la qualità artistica e le possibilitàoccasioni per i nostri giovani.

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FESTA di SAN FRANCESCO DI SALES Patrono dei Giornalisti (24 gennaio 2012)

RIPACANDIDA. LA PRO-LOCO INDICE UN CONCORSO DI PRESEPI. POSSONO PARTECIPARE TUTTI I RIPACANDIDESI SPARSI NEL MONDO. IL 7 GENNAIO LA PREMIAZIONE

Il Vescovo incontra gli operatori della comunicazione MELFI,

31 GENNAIO 2012 PROGRAMMA

Cattedrale ore 18.00 Santa Messa Sala Conferenze Museo ore 19.00 - Intervento del Vescovo

p.Gianfranco TODISCO - Consegna Annuario Diocesano 2011/12 - Visita Museo Diocesano e-mail: massmedia@melfi.chiesacattolica.it

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Ripacandida. Originale iniziativa della pro-loco “Dr.William Donato Phillips” e della parrocchia “Santa Maria del Sepolcro” di Ripacandida. In occasione delle festività natalizie hanno indetto un concorso riservato a tutti i Ripacandidesi residenti e non di tutto il mondo. Tema del concorso: il presepe, la rappresentazione della nascita di Gesù Bambino. Il presidente della pro-loco, Gerardo Cripezzi, che ha avuto il grande merito di gemellare la chiesa di San Donato di Ripacandida con la Basilica Superiore di Assisi nel 2004 e di ottenere dall’Unesco, per questa chiesa, il titolo di patrimonio della pace, in merito a questo concorso ha riferito: “La tradizione del presepe, prevalentemente italiana, risale all'epoca di San Francesco d'Assisi che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività. Sebbene esistessero anche precedentemente immagini e rappresentazioni della nascita del Cristo, queste non erano altro che "sacre rappresentazioni" delle varie liturgie celebrate nel periodo medievale. 8


Ripacandida ed Assisi, proprio grazie a San Francesco, sono gemellati da sette anni. Siamo sempre in stretto contatto con Assisi ed il concorso del presepe ne è una prova. Tutti i ripacandidesi possono partecipare a questo concorso inviando una o più foto via email agli organizzatori. La valutazione si baserà sostanzialmente sull’originalità del progetto e sulla qualità artistica”. L’invio delle foto (da inviare via email a: g.cripezzi@libero.it luigigilio@gmail.com danielegioiosa@yahoo.it – distasi.francesco@libero.it) scade il prossimo 5 gennaio e la premiazione avverrà il prossimo 7 gennaio. Lorenzo Zolfo

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: Meridionalismo: Diciotto voci per l’Italia unita

Può sembrare anacronistico e superato il dibattito sul meridionalismo, in un tempo che tende a “globalizzare” eventi e scelte politiche. Eppure vale sempre la pena ampliare e consolidare la conoscenza intorno alle ragioni che determinarono le tesi storiche di personalità come Fortunato, Nitti, Salvemini. E’ uscito di recente, nella Collana della Svimez - che l’editore “Il Mulino” pubblica da oltre vent’anni – una antologia dal titolo “Diciotto voci per l’Italia unita” che raccoglie “scritti di personalità che – scrive il curatore Sergio Zoppi – nell’arco di un secolo o poco più, hanno dedicato

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attenzione al Mezzogiorno, pur non essendo meridionali”. Si tratta, infatti, di autorevoli figure di giuristi, sociologi, scrittori che, in un modo o nell’altro, hanno contribuito a testimoniare i valori del meridionalismo, specie nel passaggio cruciale da quello classico ad un nuovo meridionalismo, sorto alla fine della seconda guerra mondiale, quando l’Italia faceva i conti con la ricostruzione materiale e civile. I diciotto autori sono: Antonio Mordini, Edmondo De Amicis, Leopoldo Franchetti, Giuseppina Le Maire, Luigi Einaudi, Giuseppe Donati, Piero Gobetti, Giuseppe Cenzato, Rodolfo Morandi, Ezio Vanoni, Adriano Olivetti, Massimo Severo Giannini, Giulio Pastore, Pasquale Saraceno, Mario Romani, Giorgio Ceriani Sebregondi, Carlo Emilio Gadda e Danilo Dolci. A partire dunque dall’Unità d’Italia, gli autori interpretano la vita pubblica e privata mediante un'attenta e vivace analisi dei processi culturali e sociali che sono il fondamento di un Mezzogiorno moderno. E’ di certo la tesi della industrializzazione uno spunto ineludibile della raccolta: la tesi del Saraceno evidenzia infatti che l’industrializzazione del Mezzogiorno è condizione necessaria anche se non sufficiente perché la questione meridionale sia portata a soluzione. Sembrerebbero tesi superate, viste le recentissime vicende (Fiat e non solo). Eppure è solo uno dei cardini del nuovo meridionalismo che la politica nazionale ha messo in sordina da diversi decenni. Un Sud insomma le cui potenzialità avrebbero (o dovrebbero ancora) concorrere ad una evoluzione complessiva del Paese. L’intento della raccolta di Zoppi sarà proprio quello di auspicare che le attese e le attuali questioni meridionali siano comunque al centro di riflessioni meramente politiche, per un più vigoroso impegno civile verso una nazione solidalmente unita. Armando Lostaglio 9


“I Napoletani” di Francesco Durante Già dalla copertina il libro non preannuncia nulla di infervorante: è un particolare tratto da “Les Enfers” di Francois de Nomé. Eppure non è un viaggio (o soltanto questo) negli Inferi o nelle anomalie di una città difficilissima e violenta qual è Napoli; è un’analisi calata fin nelle viscere antropologiche di una città tormentata certo, ma che rimane fra le più affascinanti ed uniche al mondo. “Un paradiso abitato da diavoli”. Francesco Durante ha di recente dato alle stampe (per Neri Pozza, pagg. 333, 2011) un corposo ed intrigante volume dal titolo alquanto esplicativo: “I Napoletani”. L’autore aveva già pubblicato nel 2008 un testo emblematico sulla città, “Scuorno” ossia vergogna, a seguito delle umilianti condizioni (e conseguenze mediatiche) in cui versava la città invasa e devastata dall’immondizia, e non soltanto.

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Napoli, dunque, lungi da rappresentazioni siano esse oleografiche, siano esse “terribiliste”, come scrive l’autore nelle conclusioni. Una via altra (per così dire) nella quale la narrazione del costume e dei vizi della comunità ai piedi del Vesuvio fosse al cospetto di una storia straordinaria e senza pari, in un contesto scenografico decantato nei secoli da viaggiatori e cultori della bellezza. La visione di una baia sospesa fra l’esaltazione del creato e la minaccia di un vulcano (e i contigui Campi Flegrei) in costante fermento geologico. Un territorio su cui vive una comunità che concentra fervore e rassegnazione, inquietudine e passività. E poi le migrazioni: i napoletani che possono trovarsi in ogni angolo del mondo e restare identici, sebbene si sia persa nel tempo quell’antica identità (che tuttavia rimane clamorosa). I napoletani non esistono o, meglio, essere napoletano ha significato sempre (da Basile a Croce, da Cuoco a Rea, da Viviani ad Anna Maria Ortese), colui che ha nostalgia della propria identità perduta. Ma c’è una canzone “nonnapoletana” (suggerisce Durante) che forse al meglio risalta lo spirito di un popolo: è “Naufragio a Milano” che Paolo Conte incide nel ’75. “Io comme puozzo raggiunà…si raggiono l’uocchie chiagne fora milleciento lagreme”. Si comprenderà il senso che viene letto da un poeta che stima con mirabile tenerezza il cuore di questa città. Durante racconta quel significato non consueto di questo luogo che mediante altri autori della canzone italiana (da Lucio Dalla con “Caruso” a Fabrizio De André con “Don Raffaé”), plasmati come sono da secoli di canzoni e di versi scaturiti da quella sorgente di creatività che sgorga alle falde del Vesuvio. Dalla musica al teatro al cinema, da Totò ad Eduardo, e via via il teatro innovativo di Martone, Moscato, la toccante narrativa di Erri De Luca, la musica di Pino Daniele, degli Osanna, di James Senese e della Nuova Compagnia di Canto Popolare di Roberto De Simone, quella di 10


Edoardo Bennato e del fratello Eugenio. Sono solo gli ultimi cantori di una cultura antichissima, che viene da Boccaccio e tocca epoche e tracce mai estinte del tutto. Carnalità, eros e solidarietà. Il cinema di autori non napoletani si rilegge in De Sica e Rossellini, in Scola (“Maccheroni”) e Wertmuller: una passione ineludibile. Sarà sempre difficile circoscrivere in un ambito “comune” la napoletanità, dunque. Chi saranno mai i napoletani, quei “diavoli che abitano un paradiso” di cui scrivevano i primi viaggiatori toscani del Quattrocento. Sono galantuomini e sono guappi di quartiere. Sono volgari lazzaroni in antitesi ad eleganti esteti, in entrambi i casi dotati di quel raro senso dell’ironia (ed autoironia) difficile da riscontrarsi altrove. Tra fermenti e contraddizioni più forti che in altre parti, il libro di Durante ci accompagna in un viaggio utile anche a chi napoletano non è, a quanti hanno guardato quella realtà con sospetto, paura e maldicenza. Una città “laboratorio” dove finanche le rivoluzioni si sono consumate in maniera ambigua ed irrazionale, come quelle che scaturiscono improvvise e altrettanto improvvisamente si diradano. Durante non entra nel labirinto criminale (che certamente non è un episodio a caso nella sua storia millenaria), non intende possedere (come Saviano) la sonda della cronaca, la sua è prosa pura. Percorre un sentiero che si snoda nei rischi dell’analisi antropologica, non prende parte, ma se ne ricava un affetto ineguagliabile. E’ Napoli, tanto basta.

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Armando Lostaglio

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RAPOLLA. AMMINISTRAZIONE SPRECONA. SOTTO L’ALBERO UN PACCO REGALO: MA E’ IL SOLITO LIBRO DEI SOGNI. LA DENUNCIA DELLA COALIZIONE SOCIETA’ CIVILE, I.D.V. A.P.I. E AREA DEMOCRATICA

Rapolla. Nella cittadina del Vulture a pochi mesi dalle elezioni amministrative, il clima politico già si fa incandescente. A scendere in campo la coalizione Società Civile, I.D.V. A.P.I. e Area Democratica, che ha già individuato il candidato Sindaco nella persona di Rocco Caruso. Ecco un comunicato diramato da questa coalizione a tutti i cittadini sulla situazione amministrativa del paese: “Ormai siamo giunti alla fine delle celebrazioni delle feste di questo Santo Natale avvolto dalla triste realtà della crisi economica in cui tutti noi viviamo e che abbiamo patito più che mai proprio in questi giorni di festività. Tuttavia sotto l'albero di Natale dei cittadini di Rapolla si trova l'ultimo dei regali che però è ancora incartato nella sua meravigliosa ed ipnotizzante carta regalo. Per nulla interessati tutti i Rapollesi hanno dimenticato o forse evitato di aprire quel PACCO contenente il solito "libro dei sogni"che l'amministrazione comunale ha fatto loro come regalo. Il libro dei sogni di un leader o di una classe dirigente, come quello tristemente noto scritto dal governo precedente , rappresenta nel nostro caso il canto del cigno di una realtà destinata ad eclissarsi, come quest'amministrazione avviata oramai al crepuscolo dei suoi giorni. VULTURE MAGAZINE

“ Il regalo dei fatti e non delle parole” inviato ai cittadini, rappresenta l'ultimo atto di un modo di fare politica vecchio e stanco, nonostante l'amministrazione si sia sempre presentata come paladina del nuovo.In quel pezzo di carta che di fatto rappresenta un compendio di disegni ingannevoli, incantevoli e di stimoli ideologici vi è il solito elenco puntiglioso e minuzioso delle cose fatte e da fare che puntualmente si ripresenta all'imbrunire delle nuove elezioni comunali. Ma forse l'amministrazione è intenta ad amministrare se stessa o peggio ancora, mirando alla luna si perde tra le stelle dei desideri, e dall'alto di queste, non si accorge della triste realtà in cui si avverte uno strappo insanabile tra la politica e la gente comune. Quest'ultima totalmente disaffezionata a tutti gli affari pubblici è distante anni luce da questo tipo di politica economica. Per questo la Coalizione Alternativa vorrebbe proporre invece momenti di dibattito più elevati e importanti anziché sollevare edifici ed opere pubbliche costose ed inutili, così come viene ambiziosamente fatto nel PACCO regalo pensato dall'amministrazione nei confronti dei cittadini indifferenti. Per ricucire lo strappo che separa la gente comune con la politica sarebbe stato meglio fare un dono diverso alle famiglie di Rapolla compatibile con la realpolitik e non con l'idealpolitick che in questi ultimi tempi hanno illuso i cittadini con proposte che lasciano il tempo che trovano soltanto nelle menti e non nella realtà di chi le ha proposte. Noi della coalizione alternativa ci rendiamo conto che mai come in questi tempi è molto difficile improvvisarsi amministratori, ma al tempo stesso bisogna osservare la realtà della vita della gente comune, verso cui chi amministra ha un vincolo e un obbligo preciso. Il dovere dell'amministrazione non può essere ancora una volta soddisfatto con promesse, illusioni, e soprattutto con quello che si spera non sia solo un nuovo libro ma un libro nuovo che contenga 12


pagine mai scritte nella storia della nostra cittadina”. l.z. La foto ritrae uno scorcio di Rapolla.

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: GINESTRA. 23 DICEMBRE 2011. DONATI DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PANDORI AI BAMBINI DELLA SCUOLA PRIMARIA. INIZIATIVA A FAVORE DELLA FONDAZIONE ROSANGELA D’AMBROSIO

con dolcezza e amore. La fondazione ha lo scopo di promuovere e sviluppare, attraverso i propri mezzi finanziari, la realizzazione di interventi di sostegno in favore di bambini che vivono in condizioni umane e sociali disagiate e hanno bisogno di essere aiutati per sopravvivere, curati, sostenuti nell'alimentazione, nella formazione e nella malattia. Quest’anno la fondazione Rosangela D’Ambrosio insieme ai pandori confezionati dalla Melegatti ha messo in vendita questo prodotto tipico del Natale. Per l’occasione gli stessi pandori sono stati acquistati dal Comune di Ginestra (su volere del vice sindaco Fiorella) che ha donato ai bambini della scuola dell'obbligo del paese, oltre 50,nella giornata dello scorso 23 dicembre, durante le recite natalizie. Un grande gesto di solidarietà, ma anche di valenza educativa, apprezzata dalla fondazione Rosangela D’Ambrosio Onlus. Lorenzo Zolfo

Ginestra. Anche il Comune di Ginestra ha aderito all’evento un Natale per la solidarietà promossa dalla Fondazione che porta il nome di Rosangela, che ha avuto l'opportunità di farsi conoscere nelle giornate del volontariato, il 5 e il 6 novembre, al Palazzo delle Stelline a Milano. La "Fondazione Rosangela D'Ambrosio Onlus", nasce nel 2010 per ricordare il sorriso di Rosangela, la sua vitalità, la sua forza, il suo coraggio, il suo talento, la sua sensibilità umana. Rosangela, scomparsa a soli 23 anni, ha dedicato ogni giorno della sua vita a regalare sorrisi e parole di conforto agli amici e a chi chiedeva un sostegno. Amava la vita e soffriva per le ingiustizie nei confronti dei più piccoli, di chi era particolarmente fragile. Adorava i bambini, li coccolava e giocava con loro VULTURE MAGAZINE

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CALCIO A 5 SERIE C DONNE. FINALE REGIONALE COPPA ITALIA. SALANDRA 29 DICEMBRE 2011. REAL STIGLIANO BATTE UNA IRICONOSCIBILE FLACCO VENOSA PER 8-2 ALLA PRESENZA DELLE MASSIME AUTORITA’ SPORTIVE, TRA QUESTE IL PRESIDENTE DELLA FIGC PIETRO RINALDI. REAL STIGLIANO 8 FLACCO VENOSA 2 REAL STIGLIANO: Bianco M. Disisto T. Disisto F.Giordano, Bianco F. Rasulo, Agneta, Gariuolo. All: Dipersia. FLACCO VENOSA: Martino, Sciarrillo, Barbano, D’Amato, Occhionero, Petta, Laluce, Rinaldi. All: Curatella. Arbitro: Domenica Pagano di Senise, sezione di Moliterno. Marcatori: al 4’ e 38’ Rasulo; al 7’ e 12’ Gariuolo; al 9’ Sciarrillo; al 30’ e 55’ Disisto F. al 18’ e 34’ Agneta; al 37’ Rinaldi.

Le foto riprendono fondazione. VULTURE MAGAZINE

l’iniziativa

della

Calandra - Sul bellissmo parquet del palazzetto dello sport di Salandra la finalissima di coppa italia di calcio a 5 donne, sotto la perfetta direzione di gara dell’arbitro-donna, Pagano di Senise (ha mostrato sicurezza e personalità), se l’è aggiudicata la squadra del R. Stigliano, apparsa più in palla (in ogni gol c’è stato 14


lo zampino delle quattro giocatrici) contro una irriconoscibile F.Venosa, apparsa deconcentrata, confusionaria e poco determinata. Presenti le massime autorità sportive regionali, il presidente della Figc Pietro Rinaldi, il responsabile provinciale Calcio a 5 Enzo Albano, il consigliere Figc,Gianfranco Tubito,Il Comm.Tecnico regionale Calcio a 5 donne, Pasquale Cuviello,, il delegato provinciale Calcio a 5,A.De Bonis ed il designatore arbitri calcio a 5, Antonio Abbate, in un palazzetto gremito di tanta gente.

La partita è stata piacevole con prevalenza di gioco da parte dello Stigliano. La cronaca. Azione venosina, Rinaldi per Sciarrillo, che non aggancia.Rispondono le ospiti, al tiro Rasulo, Occhionero mette in angolo. Altra conclusione a rete di Gariuolo, Laluce blocca il tiro. Al 4’ in gol Rasulo, con un preciso rasoterra, su preciso assist di Gariuolo. Al 5’ Sciarrillo al tiro, il portiere mette in angolo. Al 6’ Martino di pugno si oppone ad una conclusione ravvicinata di Rasulo. Al 7’ raddoppia Stigliano: su punizione dalla distanza, Gariuolo centra l’angolino basso alla sinistra del portiere. Reagiscono le ospiti ed al 9’ Sciarrillo, servita da Rinaldi, accorcia le distanze con un preciso diagonale. Attacca Stigliano, Rasulo al tiro, Martino para. Al 12’ Gariuolo, lasciata sola, dalla distanza, realizza. Al 13’ Agneta tutta sola davanti la porta, manda fuori. Martino ferma un tiro ravicinato di Disisto F. Al 16’ Occhionero dalla fascia conclude, palla di VULTURE MAGAZINE

poco fuori. Al 17’ Disisto al tiro, Martino respinge sui piedi di Gariuolo che sbaglia clamorosamente. Ma si rifà subito dopo con un bel tiro finito nel sette alla sinistra del portiere. Al 20’ e 21’ Bianco M. si oppone a due tiri ravvicinati di Rinaldi. Al 30’ quinto gol per le materane,Rasulo libera Disisto ad una conclusione vincente. F.Venosa frastornata. Al 31’ e 32’ Bianco si oppone a due conclusioni di Rinaldi e Occhionero. Al 33’ Martino mette in angolo un tiro insidioso di Giordano. Al 34’ Agneta servito da Rasulo realizza. Al 37’ Rinaldi con un preciso pallonetto segna. Rasulo con un forte tiro ravvicinato va in gol. Al 42’ Martino a tu per tu con Rasulo le nega il gol. Al 45’ Rasulo salva sulla linea un tirocross di Rinaldi. Al 48’ Sciarrillo manca l’aggancio su conclusione di Rinaldi. Al 49’ Disisto F. colpisce il palo. Ma al 55’ va a segno, approfittando della posizione avanzata del portiere. Finisce qui una partita dominata dal Stigliano. A fine partita il presidente del Stigliano,Donato Verre ha riferito: “ i sacrifici di 5 anni sono stati premiati per una squadra costituita dal 90% da diciassettenni”. Lorenzo Zolfo

Le foto riprendono le due squadre e la coppa alzata in alto dallo Stigliano.

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