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Blog: Notizie dal VULTURE - il cuore della Basilicata

Sommario 28 Maggio 2012 Via Anzio SiderurgikaTv Guida TV Rionero Lavori Piazza G. Fortunato Galleria fotografica Rionero - L'Umanizzazione delle Cure San fele - Sfilata di Abiti Rionero - Diaz con il regista Daniele Vicari L'emigrazione, Male Della Basilicata Maschito. Alla Festa Della Madonna Dell’incoronata Bertolucci A Cannes Rionero. Il Campo Di Calcetto Di Rione San Francesco Quale Stagione Turistica Per Monticchio? Potenza. Ospedale San Carlo. Anziana donna di Acerenza Venosa. Iniziati I Lavori Del Iv Lotto Ii Stralcio Dell’oraziana Concorso Inter-Regionale "Vini Arbereshe" Venosa. Calcio A 5 Serie C 2 VULTURE MAGAZINE

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EVENTI VULTURE E BASILICATA

Lavello partecipa al lutto che ha colpito Mesagne http://www.siderurgikatv.com/search/label/Interviste%202012

Lavello - Anteprima Giornata Medioevale (interv. Ass. F. Finiguerra) http://www.siderurgikatv.com/search/label/Interviste%202012

Lavello - "Corrado IV il Sogno di un Imperatore" http://www.siderurgikatv.com/search/label/Interviste%202012

Potenza - Speciale Fiera dell'Autore http://www.siderurgikatv.com/search/label/Interviste%202012

Rionero: ANPI - Giovani Atifascismo Costituzione http://www.siderurgikatv.com/search/label/Rionero%20Eventi%202012

Direzione Didattica Statale di Rionero: Prova di Evacuazione Antincendio http://www.siderurgikatv.com/search/label/Rionero%20Eventi%202012

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SiderurgikaTv incontra... Inizio Lavori Piazza G. Fortunato http://www.siderurgikatv.com/search/label/Interviste%202012

Lavello- Giornata Bio http://www.siderurgikatv.com/search/label/Lavello%20Eventi%202012b

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A Forenza “Una Rotonda sul mare� http://www.siderurgikatv.com/search/label/Forenza%20Eventi%202012

Presentazione Associazione Monadi http://www.siderurgikatv.com/search/label/Rionero%20Eventi%202012

Basilicata. Guerra, Resistenza, Liberazione http://www.siderurgikatv.com/search/label/Documenti%20Basilicata

Rionero: Presentazione Avvio Lavori Piazza G. Fortunato http://www.siderurgikatv.com/search/label/Rionero%20Eventi%202012

Forenza: Mostra d'Arte Sacra "Premiazione" http://www.siderurgikatv.com/search/label/Forenza%20Eventi%202012

25 Aprile - Mostra "Partigiani Volti della Resistenza" http://www.siderurgikatv.com/search/label/Filiano%20Eventi%202012

Filiano: "L'Amicizia ai tempi di Facebook" http://www.siderurgikatv.com/search/label/Filiano%20Eventi%202012

Rionero: 25 Aprile - Deposizione Corona al Monumento ai Trucidati http://www.siderurgikatv.com/search/label/Rionero%20Eventi%202012

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Filiano - Via Crucis http://www.siderurgikatv.com/search/label/Filiano%20Eventi%202012

4. Edizione Concorso Letterario http://www.siderurgikatv.com/search/label/Rionero%20Eventi%202012

Maschito: Via Crucis http://www.siderurgikatv.com/search/label/Maschito%20Eventi%202012

Rionero: "Carmine Crocco il Brigantaggio & L'UnitĂ d'Italia" http://www.siderurgikatv.com/search/label/Rionero%20Eventi%202012

Melfi - Ritorno al Gasparrini http://www.siderurgikatv.com/search/label/Melfi%20Eventi%202012

Fidas Donatori Sangue: "Medicina della SolidarietĂ http://www.siderurgikatv.com/search/label/Interviste%202012

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RIONERO LAVORI PIAZZA G. FORTUNATO 10 MAGGIO 2012

15 maggio 2012

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20 Maggio 2012

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DIAZ con il regista DANIELE VICARI a RIONERO

L'EMIGRAZIONE, MALE DELLA BASILICATA Quale futuro per una Regione destinata allo spopolamento?

Oltre trecento persone hanno preso parte alla visione pubblica ed al dibattito del film DIAZ di DANIELE VICARI, per iniziativa dell'assessore alle politiche sociali della Provincia Paolo Pesacane e di Armando Lostaglio responsabile del CineClub De Sica - BasilicataCinema. La proiezione, presieduta dal sindaco di Rionero, Antonio Placido, ha toccato nel profondo e commosso gli spettatori: è seguito un appassionato dibattito con oltre una decina di interventi ai quali il regista ha potuto dare opportune risposte su quell'episodio del luglio 2011 nel quale, durante il G8 di Genova, la democrazia ha subito un durissimo colpo: la polizia si è arrogata il diritto di reprime scandalosamente dei giovani trattenuti nella Bolzaneto, dopo aver malmenato a sangue centinatia di presenti nella scuola Diaz. Molti gli avvocati presenti alla manifestazione culturale di Rionero. E molto apprezzato è stato, da parte del regista, l'impegno del CineClub e l'ideazione dell'assessorato provinciale. VULTURE MAGAZINE

Se “A Est nulla di nuovo”, a sud, al contrario, finalmente qualcosa di nuovo, anzi d'antico. Tanto per parafrasare una celebre poesia del Pascoli. Si parte, anzi, si riparte, questa volta alla grande, lo senti dall'aria delle grandi occasioni che fiuti in giro: sì, c'è aria di smobilitazione generale e già si preparano i bagagli. Non è una ventata di emigrazione, è un ciclone, che di nuovo però, ha la qualità del mezzo. Si spazza di fino, ecco il nuovo che avanza. E via!, che vuoi che sia. E' consolidata esperienza ormai, il rimedio ai mali del Sud è nel fuggire dalla propria terra, nel disertare (la lotta), nel dar ragione, ancora una volta, della sicumera del Franchetti, notoriamente entusiasta della pacifica rivoluzione dei contadini che a suo dire imbarcandosi all'inseguimento di rotte loro ignote, liberavano la proprietà terriera dalla pressione della loro maleodorante miseria, e questa volta senza brandire forconi, senza inforcare, appunto. I mali del Sud. E' qui, naturalmente, il problema dei problemi, quello dal quale discendono i corollari, i rimedi. Oggi il vero, reale problema del Sud, e della Basilicata per quanto ci riguarda, è nel circolo vizioso che, inamovibile, affonda le radici nella storia, e che la cultura contadina, frutto del vissuto di miserabili 'cafoni' ha contribuito a rafforzare. Come a dire, il serpe ce l'abbiamo in casa: è “il male di vivere” la realtà come fatalisticamente determinata, come scritta tra le stelle o chissà dove, e comunque al 11


di là delle proprie possibilità di modificarla, e per questo come ciò che è da subire. Cultura tipica di chi, non avendo individuato il senso della storicità delle forze maligne, i soggetti in carne ed ossa, i carnefici/artefici del proprio destino, attribuisce il proprio scacco, uno scacco continuato, generazionale, a una forza al di là, invisibile e inalterabile nell'eterna sostanza di un destino cinico e baro – la malasorte: Verga insegni – contro cui nulla si può se non piegare il capo, per cui i perdenti sono perdenti per sempre e i vincenti sono vincenti in ogni caso. E' questo l'assioma, il binomio storicamente irrisolto, ma che nella sua formulazione assoluta, priva di relazione dialettica, non fa che rafforzare, in un regime di rapporti di forze che si continua a favore del più forte, quella cultura che è patrimonio secolare, per così dire, dell'inconscio collettivo dei più deboli, degli sconfitti, dei “dannati della terra” e quindi, tanto più difficile da correggere, e così il circolo vizioso si perpetua nella misura in cui lo stato di minorità nel quale, come perdenti a vita, si è stati gettati nei sottoscala dalla storia, è confermato da noi stessi, determinati da un destino infame. E poiché non lo si può contrastare, non rimane che aggirarlo. L'emigrazione non è che una deviazione rispetto al corso ineluttabile delle cose, in tal senso, più che rimedio è un palliativo, un sintomatico. Poiché essa non aggredisce la causa – per debellare la quale si richiede ben altra medicina, quella di deviare lo stesso corso – l'emigrazione, quando non rientra nella fisiologia di un dare e di un avere e assume nella geografia degli spostamenti umani carattere a senso unico, patologico, allora diventa essa stessa il male vero, il male dei mali, altro che rimedio! E ciò, tanto più perché ci distrae dalla seconda possibilità, unica via d'uscita dallo stato di minorità. Che sia essa il male dei mali, basti guardare ai dati riferiti alle diverse realtà territoriali, che giorno dopo giorno chi più chi meno perdono pezzi – in termini di VULTURE MAGAZINE

competenze e professionalità anche strumentali, difficili da rimpiazzare anche per difetto di ricambio generazionale – con la spiacevole conseguenza che i nostri abitati, già duramente provati da strappi secolari, privati delle proprie intelligenze e saperi, si fanno sempre più miserabili, ’inutili', e lo spartiacque diventa sempre più netto: da qui, forme agonizzanti di vita, al di là le realtà investite da fenomeni d'immigrazione s'ingrassano, si fanno sempre più prospere, ricche sempre più delle nuove, giovanili risorse che a benefiche fiumane vi piovono, provenienti da un Sud finalmente 'liberato'. Già, perché ormai vale il detto: si sa, siamo nell'era della globalizzazione, e allora è giusto che ognuno vada dove voglia, dove il lavoro lo chiama: è forse la montagna che va al topolino o il topolino alla montagna? Va', dunque, sei libero di andare, di scegliere il tuo destino. Ignorando, o fingendo, che uno è il destino: partire. Libertà di scegliere ciò che è scritto nell'ineluttabilità del destino. Bel modo di ragionare, i benpensanti nostrani. Ovvero, dimostrazione lampante del soma della fatalità sulla groppa dei perdenti, e a furia di sopportarne il peso, siamo alla peste. Un tempo ci si portava il fazzoletto al naso, era impossibile trattenere le lacrime, era limpido nella gente che partiva il dolore, la sofferenza dello sradicamento, misto magari, all'invidia per chi restava. Oggi l'emigrazione, a dimostrazione delle forme di pestifera malignità che va assumendo, sottende disamore, disinganno, rancore: impazienza; non si vede l'ora di prendere armi e bagagli e andare, lasciare alle spalle il nulla che si profila all'orizzonte del futuro. E' un sentimento dominante, lo stesso che fa sentire l'atto dell'emigrare come atto di liberazione, di riscatto vivaddio!, di biografie di sconfitti. Non può essere diversamente se finanche genitori prossimi alla vecchiaia vendono casa – privilegio non facile da esercitare, peraltro, in un mercato sotto tono – messa su a colpi di grossi sacrifici e 12


rinunciano magari a un prestigio sociale conquistato sul campo in anni di onesto lavoro, e raccolte masserizie e ricordi si lasciano andare all'inseguimento dei figli e ricostruire in un altrove che non sia la deserta solitudine dei luoghi originari, il nido familiare secondo il modello di famiglia in uso, quello consolidato dei padri. Se anche questo accade e così frequentemente da proporsi come una vera e propria moda, tutto questo deve pur significare qualcosa circa il salto di qualità di quella che non può non essere considerata come patologia sociale, come peste all’ultimo stadio. E purtroppo, mentre il medico studia il malato muore: ci si attarda. Non saprei se si lascia che ci si attardi nel pantano del fatalismo culturale: certo, fare largo è sempre comodo a chi avrà affari da sbrigare. Di fatto, è così che muore la realtà, accettando passivamente, fatalisticamente, che si smobiliti. Basta prendersi la briga di visitare la Basilicata, altro che pro-capitale nella media nazionale! E non diamo colpa alla crisi in atto. Essa è il pendio franoso lungo il quale il già precario, il già instabile accelera la condanna a rovinare giù, i cui dati bisognava che ci venissero forniti da un giornale del Nord! Ovunque si vada, e soprattutto lungo la dorsale appenninica i cui centri abitati, privi di servizi, sono destinati a soccombere per primi, è in atto una vera e propria tendenza alla replicazione dei Craco: qui, il panorama si esaspera di desolanti scenari e all'orizzonte già cupo il già ferreo regime a scartamento ridotto si declina secondo gironi infernali, dove i ritmi sono scanditi secondo il’tirare a campare' di un’umanità a maggioranza candidata alle cure delle badanti o dell'ospizio, e i giovani una rarità in via di estinzione. A volte fa rabbia vederli ancora lì a pendolare, persi nel limbo di un endemico sottosviluppo, tra bar e piazzette e pensi che siano i peggiori, quelli che non hanno avuto forza di lasciare: così maligna è la peste ormai diffusa dell'emigrazione che non è la deserta solitudine dei luoghi a VULTURE MAGAZINE

impressionare quanto la meraviglia di chi non avrebbe colto quanto fosse cosa saggia abbandonare alle ortiche – alle ortiche?! Ma davvero? – la terra dei cantori nostrani, una terra così amara, così avara… Avara?! E' il petrolio, e l'acqua? Ma di questo, alla seconda puntata. Antonio Pallottino

:::::::::::::::::::::::::::::::: MASCHITO. MAGGIO 2012. ALLA FESTA DELLA MADONNA DELL’INCORONATA SI ESIBISCONO TALENTI LOCALI

Maschito. Bella festa a Maschito in onore della Madonna dell'Incoronata. La banda musicale porta sempre allegria quando suona tra le vie del paese, poi la processione con tutti i fedeli che con devozione percorrono le strade del caratteristico borgo arberesh. Finalmente la serata musicale dopo le 21,00 ed una gradita sorpresa per i maschitani. Ha aperto la serata Pianoforte Antonio in arte AntOxtyle, un giovane rap emergente che ha proposto canzoni da lui scritte ed ha entusiasmato i molti giovani presenti e ottenuto molteplici applausi anche da parte del pubblico adulto. E' stata la sua prima esibizione in piazza San Francesco, ma sul palco si muoveva con naturalezza e grinta. Un "in bocca al lupo" 13


per una brillante carriera. A seguire il gruppo Yazz Band di Maschito, alla chitarra elettrica: Vito Telesca; al basso: Marco Faggella; al pianoforte: Antonio De Luca, alle tastiere: Giuseppe di Teruzzi, alla batteria: Mìchele Strigone, voce: Rosanna Cusanni che interpreta con la sua possente voce molteplici canzoni di Lady Gaga ed Amy Winehouse. Loredana Diaso interpreta maestosamente successi della musica italiana come "Pensiero Stupendo" di Patty Bravo, tutto il pubblico applaude con simpatia ed apprezzamento il concerto live del gruppo. Infine tante risate dal gruppo pugliese Manuel & Manuel. Terminata la serata musicale tutti con il naso all'insù per ammirare i fuochi d'artificio. Una bella serata per dimenticare almeno per alcune ore la crisi che attanaglia le nostre piccole comunità lucane. Lorenzo Zolfo La foto riprende Pianoforte Antonio Antoxtyle durante il concerto live.

:::::::::::::::::::::::::::::::: Bertolucci a Cannes

Cannes celebra Bernardo Bertolucci. E non poteva farlo meglio (ancora una volta) che presentando i suo ultimo VULTURE MAGAZINE

lavoro, fuori concorso, "Io e te". Il tanto atteso film si ispira all'omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti. E’ un film intenso, e, come spiega il cineasta, “stranamente ottimistico”. E pure apparentemente giocoso: Bertolucci lo accompagna con una canzone fine anni ‘60, “Space Oddity” di David Bowie, ripresa da Mogol. All'interno del film è addirittura cantata in italiano dallo stesso Bowie. Spiega il regista: “Ho avvertito Mogol, e gli ho chiesto come diavolo fosse riuscito, nel '68 o giù di lì, a descrivere i due ragazzi del mio film. Mogol la trasformò in “Ragazzo solo, ragazza sola” e ne fece il ritratto di due solitudini sullo sfondo della città.” Il ragazzo solo e la ragazza sola di Io e te sono Lorenzo e Olivia, due fratellastri. Lui ha 14 anni, lei è più adulta ma devastata dalla tossicodipendenza. Sono due giovani “difficili”. Due solitudini che nel chiuso di una cantina sfiorano il profondo di se stessi, i conflitti generazionali e l’ansia di crescere. “Volevo venire in competizione a Cannes, quasi lo pretendevoconferma Bertolucci-. In fondo, mi dicevo, è 'colpa' di Cannes se sono tornato a far cinema: dopo la Palma alla carriera dell'anno scorso mi hanno rimesso addosso la voglia di lavorare, in più ho finalmente elaborato la mia impossibilità di camminare e ho scoperto, durante le riprese, che non c'è nessuna difficoltà nel girare un film seduto su una sedia a rotelle. Poi, però, ho pensato: se vengo in concorso, qualche maligno penserà che sono divenuto vorace di Palme d'oro. E allora ho deciso per il fuori concorso. Ora ne sono felice e sono molto sereno. Ho veramente riconquistato il piacere di lavorare e voglio fare subito un altro film. Ho un bel po' di tempo perso da recuperare”. Bertolucci ha anche commentato il risultato elettorale nella sua città, Parma: l'unico importante capoluogo di provincia che avrà un sindaco “grillino”. “Per la

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prima volta i miei concittadini mi hanno sorpreso – dice il regista - Parma è un luogo pacifico e conservatore, e i parmigiani non sanno esprimere le passioni e l'aggressività: era così anche nella nostra famiglia, dove i miei genitori erano talmente buoni che io e mio fratello Giuseppe non siamo mai riusciti ad essere adolescenti ribelli. Basta fare pochi chilometri sulla via Emilia e si incontrano popoli assai più sanguigni e spontanei. Stavolta però si sono sfogati. È un voto di rabbia contro le amministrazioni precedenti”.

diventeranno le padrone assolute. Su quel campetto hanno dato i loro primi calci molti bambini di Rionero e della zona, i giovani hanno avuto una valvola di sfogo ed un posto dove poter trascorrere in modo sano le loro ore libere........ Che sia arrivata la fine di una delle prime strutture sportive di Rionero? Lorenzo Zolfo

Armando Lo staglio

:::::::::::::::::::::::::::::::: RIONERO IN VULTURE. 23 MAGGIO 2012. IL CAMPO DI CALCETTO DI RIONE SAN FRANCESCO IN TOTALE ABBANDONO. IL PRIMO REALIZZATO A RIONERO

Le foto riprendono il campetto come si trova allo stato attuale.

:::::::::::::::::::::::::::::::: QUALE STAGIONE TURISTICA PER MONTICCHIO? Permangono i tanti problemi ancora irrisolti per un turismo di qualità.

Rionero in Vulture. Fino ad un anno fa, nella zona di San Francesco era pienamente funzionale un campo di calcetto, il primo realizzato a Rionero e dintorni nel 1995. Ora è stranamente abbandonato e deserto. Questo campetto era sempre frequentato e raramente capitava di vederlo inutilizzato. Si trova in uno stato totale di abbandono, trascurato e trasandato, le erbacce che stanno crescendo al suo interno fra poco ne VULTURE MAGAZINE

E’ partita anche quest’anno la nuova stagione estiva per Monticchio, la nota località turistica della Basilicata. Com’è tradizione ormai consolidata con la classica “pasquetta” del lunedì dell’Angelo, inizia la stagione turistica nella famosa località dei Laghi di Monticchio. In verità, quest’anno, tale “scampagnata” non si è svolta nel migliore dei modi, per via delle non buone condizioni atmosferiche con freddo e pioggia. Tuttavia non è mancato un discreto afflusso di gitanti, provenienti 15


soprattutto dalla vicina Puglia e dalla Campania, per le quasi irrinunciabili scampagnate fuori porta, che vi hanno trascorso la giornata, alcuni bivaccando sotto gli alberi, gli altri, forse la maggior parte, nei ristoranti del posto. In effetti, però, ufficialmente la stagione turistica di Monticchio comincia l’8 maggio per terminare il 29 settembre ( da San Michele, apparizione dell’Arcangelo, a San Michele, festa liturgica del Santo, come si dice dalle nostre parti). Ma cosa è cambiato a Monticchio rispetto agli anni passati? Niente, o quasi, Anzi, se qualcosa è cambiata è cambiata in peggio. Infatti, resta sempre più evidente lo stato di degrado della nota località turistica. Ai vecchi problemi non risolti se ne sono aggiunti altri, e non certo edificanti. Monticchio è rimasto il luogo delle scampagnate fuori porta, del turismo “mordi e fuggi” di sempre. Gli operatori turistici di Monticchio, alcuni dei quali veri pionieri della valorizzazione turistica della zona, pur tenacemente attaccati alla loro attività, oggi sembrano alquanto scoraggiati. “ Qui non cambia quasi niente – ci ha dichiarato uno di loro -, inizia un’altra stagione con i problemi di sempre, cioè non aver creato un minimo di attrattiva valida che spinga i turisti a venire e a fermarsi a Monticchio. Siamo sempre al turismo pendolare, di gente cioè che viene, consuma quello che si porta da casa e va via dopo qualche ora”. Che cosa manca, dunque, a Monticchio, per avere un turismo residenziale? “Mancano le strutture – ha continuato l’operatore turistico, quelle di sempre. Qui la gente, al di là del chiasso e della confusione dei giorni “caldi” a cavallo di ferragosto e delle domeniche di luglio e agosto, non trova occasioni di sano divertimento, di svago, specialmente per i giovani, di appuntamenti culturali di un certo livello”. Non c’è dubbio: il turista con sufficienti disponibilità economiche cerca località meglio attrezzate. E qui a Monticchio tali attrezzature mancano. I progetti mai realizzati si contano a decine. Il turismo a VULTURE MAGAZINE

Monticchio peggiora di anno in anno. Ma a quali progetti ci riferiamo? Ne vogliamo citare alcuni, per sommi capi. Negli anni ’50 del secolo scorso veniva prospettata l’istituzione di un centro termale a Monticchio Bagni; negli anni ’60 veniva inaugurata la funivia per il monte Vulture, ma dopo alcuni anni rimase nell’abbandono più totale e, dopo i danni del sisma del 1980, non più ripristinata; nel 1975 veniva stilato un progetto per la realizzazione del Centro turistico su interessamento dell’allora assessore al turismo Vincenzo Viti; nel 1977 si era pensato di realizzare un impianto di canottaggio nei due laghi; negli anni ’80 si parlò di itinerari turistici a piedi nel bosco (in parte realizzati), di ostello della gioventù nella Badia di S. Michele; di villaggio “Apulia” con finanziamento della Regione Puglia. Si è parlato pure, negli anni scorsi, dello spostamento di alcuni esercizi commerciali ( rivendita di souvenir, pizzerie ecc.) che, in conformità a quanto previsto dal piano paesistico adottato dalla regione Basilicata in data 12 aprile 1988, dovrebbero trasferirsi in altri posti. Ma fino ad oggi non se n’è fatto niente. L’elenco potrebbe continuare a lungo, ma per necessità di spazio facciamo punto qui. Il turista che viene da lontano, ancora oggi, continua a storcere la bocca di fronte a tante carenze ormai intollerabili. “ Si trovasse altrove un posto così bello come questo, vedreste cosa diventerebbe!”. E’ il ritornello che ci sentiamo ripetere da una vita e che, francamente, ci lascia tanto amaro in bocca. A Monticchio mancano le strutture sportive, di cui si parla da anni; mancano manifestazioni culturali ed artistiche di alto livello; mancano spettacoli teatrali, musicali, folcloristici. Un tempo si parlava di un concorso canoro nazionale a Monticchio, di un premio letterario e di poesia avente come tema la nota località turistica, senza dubbio tra le più suggestive della Basilicata, ecc. Addirittura si era prospettata la possibilità 16


di realizzare sulle acque dei laghi di Monticchio uno spettacolo, magari sulla figura di san Michele arcangelo, tipo “ Il Grande Spettacolo dell’Acqua” che da anni, organizzato dalla “Fondazione Insieme per…”, si tiene sul lago S. Pietro di Monteverde, in provincia di Avellino, sulla vita di San Gerardo Maiella, il Santo del Popolo, il cui ottimo regista è il melfitano Giampiero Francese, e che tanto successo sta ottenendo con numerosissimi visitatori provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. E poi, da tempo si è sollecitato di rimettere in funzione la funivia che un tempo collegava, in pochi minuti, i laghi di Monticchio con la vetta del monte Vulture, Si potrebbe dare vita ad un suggestivo “ Volo dell’Arcangelo” ( San Michele) come l’ormai famoso “Volo dell’Angelo” di Castelmezzano – Pietrapertosa che tanti turisti richiama ogni anno. Ma solo parole, parole fino ad oggi, e nulla più. Monticchio è meritevole di quelle stesse attenzioni (anche e, soprattutto, promozionali) riservate ad altre località M turistiche (Matera, Maratea, Metaponto) della Basilicata. A questo punto perché non chiamare direttamente in causa i responsabili e chiedere loro conto di tali e tante inadempienze? Monticchio, come ha affermato il sindaco Antonio Placido nel novembre dell’anno scorso resta”il buco nero della programmazione turistica regionale”. Ancora oggi chi viene a Monticchio, dopo aver pranzato e fatto a piedi un salutare giro intorno ai laghi, si annoia, specie di sera. E fugge via. Anche il Museo di Storia naturale, di recente sistemato nei locali bassi della Badia di San Michele di Monticchio e di cui è fondatore e responsabile il prof. Renato Spicciarelli, dell’Università della Basilicata, non è che sia facile da visitare, anche per le difficoltà di accesso. Manca ad esso prima di tutto di un’adeguata azione d’informazione ( segnaletica efficace, cataloghi, guide che aiutino a conoscere meglio e più a fondo il VULTURE MAGAZINE

territorio, ecc); manca ancora di quella necessaria opera di divulgazione che solleciti la visita da parte dei turisti. Manca infine una guida agile e ben fatta, di facile consultazione, su Monticchio che illustri le sue bellezze naturali e storiche, ad incominciare dalle “Mura di Sant’Ippolito”, dalle acque minerali, dalla ricettività, ecc. Si trova sul posto solo il pregevole ed interessante volume di Padre Carlo Palestina dal titolo “ Monticchio. Il Cenobio. La Badia, Il Convento”. Insomma, ci vuole ben altro per attirare i turisti residenziali ( e, quindi, non solo gitanti) che, volendo sfuggire al tran tran della caotica vita cittadina, desiderano immergersi nella natura incontaminata ( fino a quando?) della zona dei laghi, così ricca di lussureggiante vegetazione e di aria salubre; ma non solo. Bisogna costituire anche una valida opportunità per iniziare un tour turistico culturale ben organizzato alla scoperta e alla conoscenza delle tante risorse storiche, monumentali, archeologiche, paesaggistiche e religiose di Melfi, di Venosa, di Ripacandida, di Lavello, di Ruvo del Monte, di Rapolla, di Barile, di Forenza, di San Fele, ecc. Insomma, anche con il concorso degli operatori del luogo si tratta di predisporre degli accattanti ed intelligenti “pacchetti turistici”, per richiamare persone a Monticchio. Certo (e purtroppo) tuttora a Monticchio permane il caos, il traffico, in alcuni giorni impossibile, il troppo rumore con gli altoparlanti ad alto volume e a volte anche la sporcizia, specie nelle aree destinate a pic nic. E poi l’urgenza sempre più sentita di attrezzare sufficienti parcheggi ( possibilmente non a pagamento) nelle aree circostanti. Si reclama ancora una maggiore presenza delle forze dell’ordine e di un attrezzato ed efficiente centro di pronto soccorso sul posto. E’ tempo, insomma, di mettere mano a concreti progetti e programmi. A tal proposito, recentemente è stato bandito 17


proprio il concorso”Comunicare il paesaggio. Idee e proposte per la valorizzazione e fruizione del patrimonio paesaggistico di Monticchio”) per il rilancio turistico di Monticchio e fare in modo che si eliminino i motivi che possano scoraggiare quanti, amanti della natura, del verde e dell’aria salubre della montagna, sono attratti dalle tante bellezze monumentali, storiche e culturali di cui è tanto ricca l’area nord della Basilicata. E’ necessario quindi, e non è la prima volta che lo sollecitiamo, passare finalmente dalle parole ai fatti, che si mobilitino in modo sinergico le istituzioni pubbliche ( Comuni, Area di programma ( a proposito, quando entreranno in attività?), provinciali e regionali e rilanciare e valorizzare turisticamente Monticchio. E in tempi brevi.

proveniente da Potenza. Il caso ha voluto che le due ambulanze hanno fatto strade diverse. In pratica l’anziana donna di Acerenza è giunta al pronto soccorso del San Carlo dove è stata prontamente assistita. Intanto i familiari, i cinque figli dell’anziana donna, attendono pazientemente nella sala d’attesa del pronto soccorso.

Michele Traficante

L’anziana muore alle 12,30, come si rileva dalla certificazione medica. Di questo decesso non vengono informati prontamente i familiari. Preoccupati della lunga attesa, alle 14,20, i familiari chiedono notizie della mamma, ricevono come risposta: “M.S.Piturro è deceduta alle ore 12,30 e non eravamo a conoscenza che ci fossero dei familiari”. Saliti sopra nel reparto Utic, i figli hanno chiesto che fine avesse fatto la propria mamma, e la trovano in uno stanzino, già morta. Neanche in questo reparto erano a conoscenza della presenza dei familiari. Avvicinato il genero Donato di questo accaduto riferisce: “siamo allibiti e nello stesso momento in difficoltà a raccontare quanto successo, mi auguro che questi episodi non succedano più e servano come monito. Non è possibile che nessuno sapeva dell’arrivo dei familiari al seguito di mia suocera, visto che l’ambulanza che l’ha prelevata è tenuta, una volta giunta al pronto soccorso ad informare se la persona che viene ricoverata è accompagnata da familiari. l.Z. la foto ritrae Maria Saveria Piturro.

:::::::::::::::::::::::::::::::: Potenza. 13 maggio 2012. Ospedale San Carlo. Anziana donna di Acerenza, Maria Saveria Piturro di 97 anni. Muore alle 12,30. I familiari, in attesa al pronto soccorso, vengono a conoscenza della sua morte dopo un paio di ore, grazie all’interessamento di un amico di famiglia Potenza. Incredibile, ma vero. Ecco cosa è successo, dieci giorni fa, all’ospedale San Carlo di Potenza. Una novantasettenne di Acerenza, M.S.Piturro si è sentita male, pressione bassa,dai familiari è stato chiamato il medico di guardia che ha predisposto il ricovero ospedaliero. Da Genzano di Lucania giunge l’ambulanza senza medico, diretta verso Potenza, dove si doveva incontrare con l’ambulanza con medico a bordo VULTURE MAGAZINE

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VENOSA. INIZIATI I LAVORI DEL IV LOTTO II STRALCIO DELL’ORAZIANA. ARRIVERA’ ALLE PORTE DI VENOSA

Venosa. Pochi giorni fa, sono iniziati i lavori dell’Oraziana (la strada a scorrimento veloce che collegherà Rionero a Venosa in poco più di 15 minuti) del IV lotto II stralcio fino all' ingresso di Venosa. Sono in azione mezzi meccanici che stanno abbattendo tanti alberi (“donati dalla Provincia al Comune di Venosa per i bisognosi” ha riferito il consigliere provinciale Tommaso Gammone).

Abbattere un albero per far spazio al cemento è sempre una cosa che fa…tenerezza. Il WWF è a conoscenza di questo? Intanto, in attesa del completamento di questa Oraziana (l'assessore provinciale Valluzzi in un incontro tenutosi a Venosa due anni fa VULTURE MAGAZINE

aveva annunciato: “il completamento dell’intero tratto avverrà a fine 2012). Nutriamo dei dubbi, in quanto di questa Oraziana, progettata più di 20 anni fa, è funzionale solo il tratto RioneroRipacandida di 6 km, con benefici solo per questi due centri.

Il tratto Ripacandida-Ginestra III lotto è quello che sta creando i maggiori problemi, si sta costruendo una galleria lunga circa 400 metri, lavori eseguiti per l’80% e l’ultimazione dei lavori era previsto, da stime fatte dalla Provincia, entro giugno 2010.

Questo tratto doveva essere ultimato nel 2008, come stabilito il giorno di inizio dei lavori ( 4 dicembre 2007) dall’ impresa, aggiudicatrice dei lavori, e tecnici provinciali. Ma, durante i lavori sembra sia stata riscontrata, sul tracciato, una cava di sabbia del pleistocene, sfuggita alle indagini preliminari geologiche e geognostiche. 19


dismisura ai bordi della strada, toglie la visuale agli automobilisti (vedi foto). Lorenzo Zolfo Le foto riprendono gli alberi abbattuti per far posto all’Oraziana, l’ingresso di Venosa quando piove, le incrinature sulla provinciale Ginestra-Venosa e l’erba alta che sta crescendo a dismisura.

:::::::::::::::::::::::::::::::: Inoltre, a detta di qualche esperto, ad inizio lavoro, si è voluto scavare la galleria dalla parte di Ginestra, in contro pendenza, tanto da far accumulare acqua sul fronte dello scavo che ha prodotto smottamenti e frane ed ostacolato ed impedito il proseguimento dei lavori. I lavori sono fermi da tanto tempo, bloccati da un contenzioso tra l’impresa e la Provincia. Sulla ripresa dei lavori su questo tratto non si hanno notizie.

E’ stato smantellato anche il deposito attrezzi dell’impresa, nei pressi dell’ex fabbrica Arquati! Sul IV lotto GinestraVenosa( 1° stralcio) i lavori stanno procedendo freneticamente, anche se l’ultimazione dei lavori era prevista entro luglio 2011. Intanto,la gente continua a viaggiare su una provinciale piena di irregolarità ed incrinature (vedi foto). Quel che è peggio, quando piove, l'ingresso di Venosa è un fiume in piena (vedi foto). In questo periodo l'erba alta, che cresce a

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Concorso Inter-Regionale (Calabria e Basilicata) "VINI ARBERESHE"

Alla kermesse dei produttori privati di vini (rossi , bianchi e passiti) e degli aglianicatori , una quindicina di Barile e Ginestra , su cento prodotti selezionati , vi è stato un riconoscimento agli agricoltori Chiarito Paolo e Chiarito Pasquale (codice r 428 e r 429) di Ginestra. Durante la manifestazione, alla presenza dell'AIS Sommeliers, della Regione Calabria (Assessore Trematerra), numerosi sindaci dell'Arberia ( San Demetrio Corone, Vaccarizzo Albanese, San Giorgio Albanese, Civita, S. Sofia d'Epiro) sono stati invitati a porgere il saluto delle comunità lucane , Andrea Carnevale di Barile e Donato M. Mazzeo in rappresentanza delle Pro Loco Unite di Barile, Ginestra, Maschito. In proposito il professor Mazzeo ha dichiarato " E' una manifestazione che , con i costumi , le iniziative museologiche, i festival di musica ed arte arbereshe, è giunta alla sesta edizione , per intuito dell' Unione Arberia , del sindaco Aldo 20


Marino e della sua compagine amministrativa. Vuole significare, in particolare, un sostegno genuino ed un incoraggiamento -al di là di etichette pretenziose e di vini industrializzati- alla coltivazione del vitigno Hellenicum (poi Aglianico) secondo l'antica e tradizionale coltivazione arbereshe".

:::::::::::::::::::::::::::::::: VENOSA. MAGGIO 2012. CALCIO A 5 SERIE C 2. L’ESSEDISPORT FESTEGGIA IL 7 POSTO CONQUISTATO CON UNA CENA SOCIALE

Venosa. Si è conclusa ufficialmente, con la cena dei giorni scorsi, la stagione calcistica 2011-2012 dell' Essedisport, che ha visto i ragazzi di capitan Dichirico piazzarsi al 7° posto della classifica, nel secondo campionato di C 2 della loro breve storia. Un piazzamento che, come più volte ribadito, non rende giustizia all' effettiva bravura della squadra, infatti questa posizione è maturata in conseguenza delle numerose sconfitte subite fuori casa (pensate che la Sporting Murese ha vinto la sua unica gara proprio contro di noi), dove più di una volta la squadra è stata spesso costretta a disputare le gare senza poter contare su tantissimi giocatori, come successo del resto anche nell' ultima giornata di VULTURE MAGAZINE

campionato persa per 12 a 11 sul campo del Tricarico, in cui la formazione venosina era composta da soli 6 giocatori. I motivi delle defezioni erano per lo più dovuti a cause di lavoro, anche se in molti casi si è trattato di mancanza di voglia da parte di qualcuno e questo è un aspetto da tener conto per la prossima stagione, dove l' Essedisport vuole essere protagonista sia in campionato che in coppa Basilicata. Infatti la società per bocca del suo Presidente Pasquale Sepe ha fatto sapere che gli obiettivi sono cambiati rispetto al passato e i tempi sono ormai maturi per poter ambire a qualcosa di più di un semplice campionato di metà classifica, proprio per questo nei prossimi giorni ci sarà un summit con il direttore generale Carmine Di Napoli e il coach Giuseppe Dichirico per delineare le mosse da adottare per metter su una squadra vincente, "ormai riferisce Sepe- potendo contare sulla gestione del palazzetto per i prossimi 10 anni e sulla creazione di un nuovo campo di calcio a 5, la società intende dare al nostro paese una maggiore visibilità nel panorama sportivo regionale, considerando anche l' assenza di una squadra di calcio a 11, e pertanto si può iniziare a pianificare un progetto che ci porti nel giro di massimo 2 anni in C 1 e poi chissà, magari con qualche aiuto, anche più avanti (sorriso). Il nuovo progetto partirà sicuramente da quanto di buono si è visto quest' anno, infatti non dimentichiamo che l' Essedisport tra tutte le 28 squadre di C 2 (considerando i due gironi) è quella che, dopo il Tricarico, ha segnato più gol di tutti con ben 205 reti messe a segno, sia in casa che fuori, e con il giovanissimo bomber 18enne Antonio Del Cogliano che ha segnato qualcosa come 70 reti, alla sua prima partecipazione ad un campionato di calcio a 5. La facilità della 21


squadra di andare in rete è frutto del gioco semplice ma efficace proposto dal coach Dichirico, che si sostanzia nella ricerca dell' essenza del gioco del calcio vale a dire il gol, ovviamente per vincere un campionato bisogna rivedere qualcosa in fase difensiva, ma il ritorno a tempo pieno di Raffaele Ferrenti, dopo l' infortunio, che quest' anno l' ha tenuto lontano per quasi tutto il campionato, è già una garanzia, associato poi alla presenza costante del portiere Nardulli (sia in casa che in trasferta) la difesa dovrebbe trovare il giusto assestamento, che quest' anno non ha avuto”. “Pertantocontinua mister Dichirico- l' Essedisport, più che guardare al mercato cerca di trovare la giusta continuità nelle partite e di inculcare la mentalità vincente in alcuni giocatori, anche se la società sta lavorando per portare in squadra un top player, che sarebbe davvero la ciliegina sulla torta. Infine nel bilancio di stagione non vanno dimenticati i quattro derby vinti contro il Flacco Venosa, che non sarà un' impresa memorabile ma da pur sempre una grande soddisfazione a tutti i ragazzi della banda Essedisport”. Lorenzo Zolfo Le foto riprendono la squadra ed il bomber della squadra Antonio Del Cogliano.

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Vulture Magazine, 28 maggio 2012  

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