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Blog: Notizie dal VULTURE - il cuore della Basilicata

Rapone

Sommario 16 Luglio 2013 Rassegna. Il cinema dell'Ecologia All’ Irccs Crob di Rionero impiantato l’unico Sistema di Neurostimolazione Ofantiadi 2013 Liberare i Piccoli Agricoltori dalla Burocrazia Codice Rosa Matera: incredibile storia di un disoccupato San Marzano. Il Centro Arbereshe pugliese accoglie la comunità di Maschito Campagna “Stai fermo con Eni” Melfi. Concorso Nazionale di Bellezza ‘Miss & Mister Belli D’italia 2013’ VULTURE MAGAZINE

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Viabilita’. La Provinciale Barile-Rionero "Volontari naturalmente in rete" Richiesta revoca Bando Regione Basilicata "Agricoltura Conservativa" Rionero. Richiesta Proroga Progetto Copes. Rinnovate cariche AIGA “Aspettami”: il servizio di custodia della corrispondenza per chi va in ferie.

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L’appuntamento della settimana su: www.tg7basilicata.blogspot.it

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ALL’ IRCCS CROB DI RIONERO IN VULTURE IMPIANTATO PER LA PRIMA VOLTA IN BASILICATA E NEL MERIDIONE L’UNICO SISTEMA DI NEUROSTIMOLAZIONE PER LA TERAPIA DEL DOLORE, COMPATIBILE CON LA RISONANZA MAGNETICA INTEGRALE Presso l’Unità Operativa di Terapia del dolore dell’IRCCS CROB, una paziente con insufficienza vertebrale postlaminectomia ha ricevuto il primo dispositivo di neurostimolazione impiantabile, totalmente compatibile con la Risonanza Magnetica.

Rionero in Vulture 16/07/2013 – E’ avvenuto nelle scorse settimane, presso l'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (CROB), il primo impianto di un dispositivo di neurostimolazione midollare indicato per il trattamento del dolore cronico, compatibile con la Risonanza Magnetica (MRI). Si tratta del primo sistema impiantabile ad aver ricevuto all’inizio di quest’anno il marchio di Conformità Europea (CE) di compatibilità con la Risonanza Magnetica (MRI) integrale, in specifiche condizioni d’uso.

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“La disponibilità di questo nuovo dispositivo offre un grosso vantaggio nel trattamento di alcune tipologie di pazienti con dolore cronico che ora potranno accedere senza alcun problema a tutti i vantaggi della Risonanza Magnetica afferma Pasquale De Negri direttore dell'Unità Operativa di Terapia del Dolore Irccs Crob che prosegue - Sino a ieri, la Risonanza Magnetica, che, come tutti sanno, è diventata un esame standard sia per la diagnosi di numerose patologie che per il controllo nel tempo dell'evoluzione di patologie pregresse, era preclusa ai pazienti con neuro stimolatori midollari e per effettuarla occorreva prima rimuovere chirurgicamente il dispositivo. Di conseguenza, numerosi pazienti che avrebbero potuto alleviare, in questi anni, il loro dolore cronico con la neurostimolazione, non hanno potuto essere sottoposti all'impianto se consapevoli di dover effettuare risonanze magnetiche." La paziente, sottoposta ad intervento per il posizionamento di uno stimolatore midollare (SureScan Medtronic©) completamente compatibile con la Risonanza Magnetica, è una donna di anni 49, residente in Basilicata, ormai rientrata nella propria abitazione e 7


ritornata alle normali attività quotidiane. La signora da circa 4 anni soffriva di dolore localizzato alla schiena ed agli arti inferiori determinato da una grave instabilità vertebrale (definita in termini medici come “insufficienza vertebrale postlaminectomia”) conseguenza di un indaginoso intervento chirurgico effettuato sulla colonna vertebrale, cui la donna era stata sottoposta proprio per la sintomatologia dolorosa.

“La insufficienza vertebrale postlaminectomia – spiega De Negri – è una patologia dolorosa molto invalidante. Compare come conseguenza di interventi chirurgici alla colonna vertebrale che comportano il disallineamento delle singole vertebre e l’alterazione dei dischi intervertebrali, “ammortizzatori” esistenti tra le singole vertebre, i quali sono sottoposti a continue sollecitazioni durante lo svolgimento delle normali attività quotidiane come camminare, fare le faccende di casa, fare sport e che comunque con l’età vanno incontro a fenomeni degenerativi . La neurostimolazione rappresenta un pilastro nella gestione del dolore cronico di natura neuropatica e non solo di origine vertebrale. Fino ad oggi i pazienti portatori di neuro stimolatore midollare non hanno potuto sottoporsi alla Risonanza Magnetica perchè, durante l’esecuzione dell’esame, la sicurezza del paziente e la funzionalità del neuro stimolatore potevano essere VULTURE MAGAZINE

compromesse per effetto delle onde elettromagnetiche coinvolte. Il ricorso alla risonanza magnetica è notevolmente aumentato negli ultimi anni, grazie ai progressi della tecnologia che ne ha migliorato la precisione, l’efficacia e il comfort per il paziente e si stima che ogni anno vengano effettuate 60 milioni di procedure di risonanza magnetica nel mondo. Solo in Europa occidentale, nel 2010, ne sono state eseguite 29 milioni, numero che raddoppierà ogni cinque anni. Già solo questo dato rende idea del potenziale di applicazione di questi nuovi dispositivi compatibili con la Risonanza Magnetica. Oggi la neurostimolazione midollare viene raccomandata nei pazienti con dolore cronico neuropatico da danno dei nervi periferici, da neuropatia diabetica, da insuccesso della chirurgia vertebrale, da nevralgia posterpetica, da lesioni parziali del midollo spinale, da sindrome dolorosa dell'arto fantasma, da lesioni del plesso brachiale, da dolore ischemico degli arti e da angina pectoris grave e da dolore delle sindromi regionali complesse. Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale Irccs Crob dr. Pasquale Francesco Amendola per questo intervento che afferma l'importanza della “Rete regionale della terapia del dolore” , volontà della regione Basilicata per tutelare il diritto del cittadino ad accedere alla terapia a alla reale presa in carico; della rete regionale l'Irccs Crob è uno degli hub.

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LA FIAMMEGGIANTE EQUIPE OLIMPICA E’ PRONTA A SPLENDERE

Mancano pochi giorni ormai all’avvio ufficiale delle Ofantiadi 2013. La troupe sportiva è pronta al taglio del nastro che per l’occasione si tingerà di simbolismo e ricordo. Domenica 21 luglio alle 11.30 sarà la Chiesa Madre del comune di Calitri, vincitore delle Ofantiadi 2011, ad accogliere, con una messa solenne, i giovani atleti che prenderanno parte alle competizioni sportive. La funzione religiosa vuole essere un momento di raccoglimento in ricordo dei giovani irpini scomparsi prematuramente, ed è proprio in loro memoria che verrà accesa in un braciere benedetto la fiamma olimpica. La realizzazione della fiaccola olimpica è stata affidata alle sapienti mani del maestro orafo Luciano Capossela, “dal momento che mi è stata commissionata, come per ogni opera, avevo in mente di darle un nome. Volevo, infatti, dedicarla al mio caro amico Gerardo, scomparso prematuramente l’anno scorso, grandissimo appassionato di sport e fedele ammiratore delle Olimpiadi, e a Natalie Ciccone, la giovane diciottenne di Conza, vittima di un tragico incidente sull’Ofantina. Il nome sarebbe stato GeNa 2013. Mentre lavoravo alla realizzazione VULTURE MAGAZINE

dell’opera -prosegue Capossela - una nuova disgrazia scuoteva le nostre comunità, sempre sulla strada statale Ofantina, perdevano la vita altri due giovani irpini, Umberto Rosamilia e Pasquale Turri.

Dopo questi drammatici avvenimenti, non riuscivo ad attribuire all’opera il senso inziale, ma mi sembrava doveroso ampliare la dedica, onorare e ricordare con questo lavoro Gerardo e tutte le vittime della strada che hanno perso la vita sull’Ofantina.” La fiamma sprigionata dalla fiaccola, vuole simboleggiare, per estensione, proprio la vita e questo sarà il messaggio che accompagnerà i tedofori nel viaggio che li porterà ad attraversare i comuni aderenti alla manifestazione. Il corteo partirà alle ore 13.00 da Calitri per poi fare tappa nei centri di Aquilonia, Bisaccia, Guardia dei Lombardi, Sant’Angelo dei Lombardi, Nusco, Lioni, Morra De Sanctis e Andretta, per poi giungere a Conza della Campania. Giulia Graziano

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CSAIL: LIBERARE I PICCOLI AGRICOLTORI DALLA BUROCRAZIA E DALLA INEFFICIENZA DI AGEA-ARBEA, VERSO COMITATO PICCOLI AGRICOLTORI INDIGNATI

Si tratta di una burocrazia smodata, senza paragoni quella che circonda oggi il mondo dell’agricoltura e che penalizza soprattutto le aree interne, tanto che ogni agricoltore, se volesse potrebbe coprire di scartoffie tutta la superficie aziendale. A sostenerlo è Filippo Massaro, CsailIndignati Lucani. L’indignazione è sempre più insopportabile e riguarda un sistema, quello che circonda l’agricoltura, in grado di passare al vaglio centimetro per centimetro tutti i terreni; basta pensare che per ogni 10 addetti al settore, 1 è pronto, dietro la scrivania, a redigere documenti. Da questo sistema perverso, che gioca sulla pelle di chi produce, due sono le figure che ne traggono benefici: l’Ente , che creando più cavilli possibili, cerca di trattenere nelle sue mani i contributi provenienti dall’UE destinati al settore primario e gli “Uffici Commerciali” (li definiamo così, perché di associazioni di categoria non ve n’è più l’ombra o meglio ci sono i Centri di Assistenza) che, oltre a percepire compensi e contributi comunitari, non aspettano altro che compilare moduli per poi rifilare fatture onerose all’ultimo anello della catena. Così, ci troviamo di fronte a mutamenti VULTURE MAGAZINE

continui dei nostri terreni, anche se in realtà loro non si muovono mai, ma – afferma Massaro - nel SIAN (sistema informativo agricolo nazionale) sì ! Quest’ultimo controlla minuziosamente ogni minima mutazione della superfice aziendale o ogni variazione culturale, foglio catastale per foglio, particella per particella, probabilmente, vista la puntigliosità, aggiungerei zolla per zolla. Ad ogni particella del terreno, corrisponde una casellina, se questa diventa rossa, iniziano i guai. Subentrano immediatamente delle anomalie che bloccano immediatamente ogni tipo di aiuto comunitario, diretto e non. Il bello è che a causa delle numerose foto rivelazioni dei terreni (credo che qualcuno sorvoli i terreni tutti i giorni con la macchina fotografica in mano), non si può mai stare tranquilli perché risolta un’anomalia, dopo poco tempo eccone di nuovo un’altra, magari su un altro appezzamento.

Questo è uno dei tanti motivi per cui molte domande di aiuto vengono liquidate con molti anni di ritardo. Molto spesso gli Enti si avvalgono di astuzie come quella di problemi telematici, assenza di documenti che, dopo consegnati vengono puntualmente smarriti dalla P.A. stessa. Poi c’è l’ente preposto al pagamento, AGEA (da noi Arbea, dopo il vergognoso fallimento di gestione, è solo sportello perditempo dovuto dalla incapacità del solito dirigente di settore responsabile che applica regole anomale ). Anche nell’ultima fase, dove la P.A. ordina l’erogazione dei fondi a AGEA, strada facendo, dei documenti potrebbero venir meno e quindi? Via di nuovo tutta la trafila.E i tempi? Solo quelli che 10


riguardano la cosiddetta digitazione delle pratiche (inserire qualche codice e quindi qualche cifra) comportano anche mesi, sempre che non ci siano intoppi di natura tecnico-informatica. Si parla tanto di tutela della produzione agroalimentare italiana, di farmer market e di filiera corta, ma nessuno analizza i problemi - continua Filippo Massaro che tastano realmente gli agricoltori, le ingiustizie di chi fa cassa con i fondi destinati al vero sviluppo rurale, che potrebbero dare una boccata di ossigeno alle imprese, ma che in realtà, soffocano le imprese e riempiono i polmoni di chi, carta penna e calamaio è pronto a giocare con la burocrazia. Il risultato: per incassare un mandato di pagamento per aiuti comunitari da noi passano anche tre anni. Una situazione indecente inconcepibile scandalosa e discriminatoria che - conclude Massaro - provoca danni gravissimi ad agricoltori ed economia locale e che alimenta il giro d’affari di usurai, ( che sono i veri destinatari e beneficiari dei contributi ), per causa del sistema perverso della P.A. e Arbea tanti piccoli imprenditori agricoli sono costretti a rivolgersi.Per reagire e dire Basta alla Burocrazia il Csail promuoverà il Comitato Piccoli Agricoltori Indignati riprendendo l’esperienza di mobilitazione che negli anni passati ha prodotto l’occupazione della sede Arbea a Potenza e ha imposto alla Giunta di mandare a casa i dirigenti. Filippo Massaro, Csail-Indignati Lucani

Barozzino-Placido su codice rosa

L’avvio del servizio di “codice rosa” in Basilicata – di cui va dato atto all’impegno dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza, dell’ASM di Matera e alla loro collaborazione con le Prefetture, le Procure della Repubblica e le Forze dell’Ordine regionali – rappresenta un momento importante per la difesa e la tutela dei diritti dei più deboli. Un servizio speciale di pronto soccorso ospedaliero che assicura accoglienza, cura e assistenza a chi presenta lesioni a seguito di violenze subite e dissimulate, ma anche uno strumento per restituire dignità. Le violenze – e le relative e conseguenti sofferenze – di donne, bambini, anziani, immigrati, omosessuali e, in generale, di quante e quanti vivono una condizione di debolezza ‘sociale’ vengono troppo frequentemente ignorate da una società che mostra segni sempre più avanzati d’indifferenza, d’individualismo e di privatismo. È in questo quadro che s’inserisce questa iniziativa istituzionale volta a garantire un aiuto concreto… iniziativa resa ancora più forte dai segnali di civiltà e dalle positive esperienze realizzate in altri luoghi del paese. Che poi questa sensibilità nasca in seno all’ospedale San Carlo di Potenza e all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera è anche un segnale forte e motivo di orgoglio per un mezzogiorno che prova a dismettere la sua atavica funzione di fanalino di coda. Una sfida ambiziosa e impegnativa ma, allo stesso tempo, attuale e necessaria, che si spera possa incidere non solo come servizio di riparazione del danno ma anche come veicolo di una cultura del rispetto e della solidarietà. Giovanni BAROZZINO - Senatore SeL Antonio PLACIDO -Deputato Sinistra ecologia Libertà

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Matera: incredibile storia di un disoccupato che vive in macchina da 700 giorni

Dopo oltre settecento giorni «Giorno più, giorno meno», dice tra il rassegnato e l’indignato il protagonista di questa storia, continua a vivere in macchina. Una Fiat Tipo bianca resta la sua casa. Eustachio Tarasco, 54 anni, separato, padre di tre figli che vivono con la sua ex moglie, e disoccupato, racconta la sua storia di disperato. La sua base è il rione di Villa Longo dove, peraltro, è nato. Il piazzale della stazione delle Fal è il suo habitat. Eustachio si esprime con chiarezza e con assoluta proprietà di linguaggio. «Non ho perso il senso dell’umorismo, non ho smarrito la dignità e neppure la passione per la pesca. Del resto - aggiunge - in auto ho qualche canna da pesca. Se sarò costretto, le venderò». Gli manca tra le altre cose il rapporto familiare, ma Eustachio si «consola». «Per fortuna i miei tre figli vengono regolarmente a trovarmi. Per 19 anni sono stato alle dipendenze di una ditta che lavorava per conto dell’Acquedotto. Poi il Comune ricorda - non ha rinnovato l’appalto e, perciò, tutti a casa. Insomma, dall’ottobre del 2004 sono definitivamente fuori». L’anno scorso Tarasco ha vissuto per alcuni mesi nella struttura della Caritas ad Agna. Ma trattandosi di un centro di prima accoglienza ben presto ha dovuto sloggiare. «Poi, grazie a don Angelo (Tataranni, ndr) ho dormito a spese sue in albergo, all’hotel Cererie». La mamma VULTURE MAGAZINE

è morta da un anno, mentre il padre è costretto a vivere in un letto. «La generosità degli abitanti del quartiere fa molto per uno come me. Insomma continua - per mangiare non ho problemi, poichè chiunque qui a Villa Longo provvede e mi aiuta. Per lavarmi vado a casa di mia sorella, la maggiore. In ogni caso, avendo i suoi problemi, non può ospitar mi». In condizioni così precarie, è scontato che la salute, a dir poco, zoppichi. «Soffro di flebite. Problemi alle gambe. La circolazione del sangue non è affatto delle migliori. I medici mi incitano a dormire come si dovrebbe. Purtroppo sottolinea - in macchina non è possibile riposare normalmente. Mi hanno pure cambiato i farmaci. Costano parecchio. Meno male che la Croce Rossa mi è vicina. Inoltre soffro di pressione alta. Sono disposto a far tutto, ma le istituzioni non mi sentono». Già le istituzioni. Nel parlarne si infervora. «Il sindaco riprende Tarasco - mi aveva promesso di aiutarmi. Gli chiedevo un lavoro, oppure una casa o un sostegno per chi, come me, ha problemi di salute, è solo e non sa come sbarcare il lunario. Il primo cittadino, però, mi ha dato due volte buca passando la palla all’ex assessore Giordano. Con un briciolo di fiducia torno a Palazzo di città per incontrare Giordano. Mi dissero che gli avevano tolto la sedia (non era più nella Giunta, ndr)». La storia continua con il nuovo assessore alle Politiche sociali. Tarasco, per usare un eufemismo, non ha parole dolci nei confronti del successore di Giordano. «Purtroppo - sottolinea con tristezza e forse con rassegnazione Simonetta Guarini, la responsabile del settore, dopo due incontri, mi ha preso in giro. Eppure mi aveva assicurato almeno un po’ di attenzione per il mio caso. Sono passati ormai cinque, sei mesi senza esito».(gazzettadelmezzogiorno)

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SAN MARZANO (TA). 14 LUGLIO 2013. IL CENTRO ARBERESHE PUGLIESE ACCOGLIE LA COMUNITA’ ARBERESHE DI MASCHITO PER LA RIEVOCAZIONE STORICA IN COSTUME ARBERESHE DELLA “RETNES”

E' uno spettacolo con rievocazione storica della cittadina di Maschito in costumi e soldati Arbereshe e Greci di Corone. Entusiasti gli organizzatori pugliesi che hanno ritenuto questo evento una delle manifestazioni più importanti della provincia di Taranto e l'intera Puglia, sponsorizzata dal Comune di Maschito (PZ), Comune di San Marzano (TA), Regione Puglia, Basilicata Turistica, Meraviglia Italiana, Regione Basilicata, Gruppo Culturale San Marzano Turistica, Comitato Film e Spettacoli, Cosimo Di Maglie (promotore), Compagnie d'arme del Capitano Lazzaro Mathes di Maschito, Comunità Europea e

San Marzano. Per la prima volta nella storia di San Marzano (TA), centro arbereshe della Puglia, la più popolosa tra le comunità arbereshe sparse per il centro-Italia, con i suoi diecimila abitanti, tale da definirsi la “Capitale Arbereshe in Italia”, domenica 14 luglio si svolta la prima edizione della storica battaglia di Maschito (Pz) denominata "RETNES". Le due compagnie d'arme del Capitano Stradiota Lazzaro Mathes di Maschito (PZ) si sono sfidate nel centro di San Marzano (TA).

tutte le testate giornalistiche e tv locali. Un evento, quello della Retnes prettamente arbereshe riproposta da alcuni anni dall’associazione culturale arbereshe di Maschito Compagnie d’Arme Lazzaro Mathes, presieduta dall’insegnante Elena Pianoforte il 5 e agosto e da pochi mesi questa rievocazione storica sta diventando itinerante per i paesi non solo arbereshe con lo scopo di mantenere viva la storia, VULTURE MAGAZINE

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la cultura e le tradizioni arbereshe del proprio paese. San Marzano, venuto a conoscenza di questo evento, ha voluto riproporlo ai propri cittadini ed i risultati sono stati positivi. Commovente è stato il momento in cui il banditore di questo gruppo ha annunciato, in lingua madre, l’inizio di questa festa arbereshe: “Onorevoli sanmarzanesi,uomini, donne e ragazzi, oggi domenica 14 luglio alle ore 20 facciamo una festa arbereshe nella piazza del Milite Ignoto. Venite tutti, vi aspettiamo”. La “Retnes”, non è altro che una rievocazione dell’origine di Maschito, fondato dai mercenari guidati dal Capitano Lazzaro Mathes. La Retnes, tra le manifestazioni maschitane è

sicuramente la più antica ed interessante, risale certamente ai primi anni della nascita della cittadina (primavera del 1517) e commemorava la sua fondazione con una giostra di Stradioti. Alla luce di nuove ricerche storiche inedite singolari ed eroiche sul passato di questo centro arbereshe è stata organizzata, con minuziosità di particolari, sia nella realizzazione dei costumi, sia nelle armi tipiche nonché in tutti i dettagli di carattere storico, da alcuni anni, una rievocazione storica più vicina alla realtà della Retnes. Particolare attenzione è stata posta per organizzare i figuranti in due schieramenti che rappresentano le due etnie principali che fondarono Maschito: i Greci-Coronei ( che si insediarono nella parte nord del paese) e gli Albanesi-Scuterini (occuparono la parte sud del paese), i primi “Majsor” e secondi “Cndrgnan”, da sempre rivali per VULTURE MAGAZINE

diversi motivi, anche futili, fino agli anni ’70. La conclusione, come nei migliori film, è piacevole, dopo la battaglia finale, segue la sfilata congiunta delle due fazioni al comando del Capitano Lazzaro Mathes dove la manifestazione si conclude con il giuramento di pace delle due fazioni. “La rievocazione della Retnes vuole essere un viaggio nella memoria per rinsaldare i vecchi legami con la storia e l’identità, un salto nel cinquecento tra colori,musiche,costumi, armi e cavalieri, per vivere l’emozione di essere trasportati nel passato” ha riferito Elena Pianoforte, presidente dell’Associazione Retnes. Presente a San Marzano anche Vincenzo Pianoforte, tra l’atro figurante ed ex amministratore di Maschito ed ideatore del gruppo storico Retnes: “ dopo i costumi maschili, il nostro prossimo obiettivo sarà quello di recuperare i costumi femminili. Dopo aver riprodotto per alcuni anni questa rievocazione storica a Maschito, da qualche mese sta diventando itinerante per i centri arbereshe d’Italia. Dopo Ginestra, altro centro arbereshe del Vulture, siamo stati ad Avigliano alla festa patronale di San Vito ”. Lorenzo Zolfo

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CSAIL-INDIGNATI LANCIA CAMPAGNA “STAI FERMO CON ENI”

Mentre una nuova ondata di aumenti del prezzo della benzina si è abbattuta in Italia nel corso delle ultime ore (a dare il via era stata l’ Eni con un ritocco verso l’alto pari a più +1,5 cent euro/litro), il Csail-Indignati lancia la campagna “Stai fermo con Eni”. Gli automobilisti ricorderanno l’estate scorsa l’operazione “Riparti con Eni “ che – afferma Filippo Massaro, CsailIndignati – ha dato ottimi risultati alla compagnia con oltre 5 milioni di consumatori che hanno fatto rifornimento, da sabato alle 13 alle 7 di lunedi, per un totale venduto che ha superato i 100 milioni di litri. Ebbene, l’Eni in piena estate ha deciso di aumentare il prezzo alla pompa. Oggi le medie nazionali della benzina e del diesel sono rispettivamente di 1,824 e 1,724 euro al litro, con il Gpl a 0,775. Ma si registrano anche punte massime che superano la soglia di 1,860 euro al litro per la benzina, 1,743 per il diesel e 0,819 per il Gpl. Sia chiaro – precisa Massaro - noi non siamo mai stati entusiasti del risparmioelemosina che l’Eni sfacciatamente ci concede, come del resto non siamo stati entusiasti della card-carburanti ormai riposta in un cassetto da un bel pezzo VULTURE MAGAZINE

perché esaurita al secondo pieno. Ma di fronte alle crescenti difficoltà delle famiglie lucane e sempre in attesa dei nuovi passi del Memorandum sul petrolio per ottenere benefici ben più tangibili, siamo costretti ad accontentarci anche dello sconticino alla stazione di carburante pur di alleviare i disagi sociali di gente costretta ad usare l’auto per lavoro e non per le vacanze. Per questa ragione in mancanza di segnali concreti da parte dell’Eni riprendiamo la campagna di boicottaggio invitando gli automobilisti lucani a non fare il rifornimento carburante nelle stazioni Eni ed Agip.

Non crediamo che per l’Eni si tratti di un sacrificio economico da “svenarsi” tanto più che lo stesso “manager” della compagnia che estrae petrolio in Val d’Agri e ci intossica mortalmente con l’attività del Centro Oli di Viggiano ha dichiarato che la quantità di carburante venduto è andato oltre le previsioni con il cosiddetto effetto di “trascinamento promozionale” negli altri giorni della settimana, fidelizzando l’automobilista sprovveduto. Dunque chiediamo – continua Filippo Massaro - un piccolo segnale all’Eni nei confronti di una comunità povera mortificata e indifesa che continua a dare tanto contribuendo alle grandi fortune del “cane a sei zampe” che, indisturbato e con l’avallo politico, continua la “rapina” del sottosuolo e dell’ambiente della Val d’Agri-Sauro . Per il Governatore-sceicco sarebbe un bel colpo di popolarità dopo tante promesse fasulle non mantenute.

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Ma il dato piu’ sconvolgente e’ quello che vede crescere gli introiti del fisco, al punto che nonostante il forte calo dei consumi ogni famiglia, nei primi 8 mesi dell’anno, ha pagato 1.020 euro allo Stato solo per tasse su benzina e gasolio, 151 euro in piu’ rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A leggere le accise che gravano sul carburante - conclude Massaro - ci si rende conto che alcuni rincari sono relativi ad emergenze del passato.

• 0,000981 per finanziare guerra di Etiopia del 1935-1936 • 0,00723 per affrontare la crisi di Suez del 1956 • 0,00516 per la ricostruzione post disastro del Vajont del 1963 • 0,00516 euro per la ricostruzione di Firenze dopo l’alluvione del 1966 • 0,00516 euro per la ricostruzione post sisma del Belice del 1968 • 0,0511 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976 • 0,0387 euro per la ricostruzione in seguito al terremoto dell’Irpinia del 1980 • 0,106 euro per finanziare la guerra del Libano del 1983 • 0,0114 euro per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996

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• 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 • 0,005 euro per sostenere l’acquisto di autobus ecologici nel 2005 • 0,0071 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011 • 0,04 euro per fronteggiare il flusso di immigrati dopo la crisi libica del 2011 • 0,0089 euro per l’emergenza alluvione in Liguria e Toscana del novembre 2011 • 0,082 euro in seguito a quanto stabilito dal decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011 • 0,02 euro per l’emergenza post terremoto in Emilia del 2012 A queste voci va sommata l’imposta di fabbricazione sui carburanti e l’Iva (oltre ad eventuali tasse regionali sui carburanti). Su ogni litro di benzina quindi più della metà sono da addebitare alle tasse. Filippo Massaro,Csail – Indignati Lucani

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PRIMO CASTING E SPETTACOLO A MELFI DEL CONCORSO NAZIONALE DI BELLEZZA ‘MISS & MISTER BELLI D’ITALIA 2013’

Nell’elegante e funzionale cornice del Centro Commerciale ‘Arcobaleno’ a Melfi si è registrata una buona affluenza di pubblico per l’appuntamento di eventi e spettacoli estivi con protagonista la bellezza femminile e maschile. Positivo riscontro anche con la moda e gli ospiti di spettacolo nella serata casting alla ricerca di aspiranti modelle per la kermesse “Miss Bella d'Italia 2013”, abbinato alle selezioni ufficiali del concorso di bellezza nazionale. L’importante evento, presente anche in Basilicata, è legata al mondo del fascino e fotogenia, oltre a offrirsi come valido ed efficace trampolino di lancio per ambiziosi ragazzi che desiderano diventare indossatori o fotomodelle. Nel corso della serata, condotta da Antonio Petrino, hanno entusiasmato la ricca platea le attraenti uscite in costume da bagno della nuova collezione Golden Point del punto vendita della struttura ospitante e abiti da sposa e cerimonia delle creazioni della giovane stilista e modella potentina Roberta Cancellara, in VULTURE MAGAZINE

arte ‘Roby Vintage’. L’evento ha visto la partecipazione del bravissimo come sempre e nuovo talento artistico musicale hip hop nazionale MC GERRY con la presenza di Denise. In giuria il parrucchiere Vincenzo Morra (presidente), la stessa stilista, Danilo Marino, Erika Sinisi e Nilde Lagatta. A fine serata gli attesi verdetti, per conoscere le qualificate alla finale regionale di fine agosto in regione, con vincitrice Eleonora Rapone, seconda classificata Francesca Morena e 3° posto (ex aequo pari merito) per Katia Daskalyuk e Assunta Fuschetto. Hanno inoltre partecipato all'evento Irina Chorna, Maria Chiara Cristiano, Diana Kazarova, Arianna Bortolini e Sara Patanella. Per i mister, il più votato è stato Stefano Monticelli, 2° posto per Marco Gimbatti e 3° classificato Antonio Forte, oltre agli altri concorrenti Alessandro Finelli, Carmine Verrastro e Stefano Di Giacomo. Nelle prossima settimane altre selezioni in programma per designare i finalisti regionali che aspirano a raggiungere la finale nazionale e rappresentare la nostra regione nell’atto finale nelle Marche ad Ascoli Piceno in Piazza del Popolo dall’11 al 14 settembre.

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VIABILITA’. LA PROVINCIALE BARILE-RIONERO, E LA STATALE 167 NECESSITANO DI INTERVENTI. ALCUNE BUCHE RENDONO PERICOLOSA LA STRADA. A QUANDO IL MIGLIORAMENTO, CHIEDONO GLI AUTOMOBILISTI?

Rionero in Vulture. La strada provinciale Barile-Rionero e quella statale 167 che conduce ai Laghi di Monticchio (nei pressi dell’abitato di Rionero) continuano a far parlare di sé in negativo. Buche e avvallamenti sulla carreggiata rendono estremamente pericoloso percorrere queste strade che collegano la zona sud della città con la zona nord, probabilmente la più trafficata. ,Parecchi cittadini sono intervenuti e lanciano l’ allarme sullo stato di pericolosità e degrado in cui versano le due strade ex SS93 e SS167. Non è sicuramente un bel biglietto di visita per la città di Rionero per i numerosi turisti in transito su queste strade! “Queste arterie stradali, con la pioggia caduta nei giorni scorsi, versa in VULTURE MAGAZINE

condizioni pietose senza che gli Enti preposti siano intervenuti per ripristinare l’asfalto vista la presenza di buche pericolose di diversi centimetri ed avvallamenti sulla carreggiata molto estesi che hanno danneggiato le numerosissime macchine che ogni giorno passano su quelle strade. Interventi ci sono con l’installazione di segnaletica verticale di pericolo per la strada deformata!

Gianmarco Tirico da Barile riferisce: “I cittadini sono stanchi di sopportare le condizioni disastrose dei nostri centri pieni di buche ed avvallamenti che mettono quotidianamente a repentaglio la sicurezza di pedoni, ciclisti, motociclisti ed automobilisti". Lorenzo Zolfo

Le foto riprendono la provinciale 93 nei pressi dell’abitato di Rionero. 18


ambientali le quali, possono essere limitate e combattute, attraverso attività fondamentali di prevenzione, informazione e pianificazione. Città dell'utopia Castelmezzano Campagna "Anti Incendio Boschivo"

"Volontari naturalmente in rete" Citta dell'utopia CastelmezzanoTutela del territorio e salvaguardia della biodiversità:

sono queste le parole chiavi sulle quali è incentrato “Volontari naturalmente in rete”, un progetto finanziato da Fondazione con il Sud. L’obiettivo principale è migliorare la percezione dei cittadini sulle questioni legate alla tutela del territorio e al suo straordinario patrimonio di risorse naturali. Con “Volontari naturalmente in rete” ci si popone, infatti, di far crescere la consapevolezza dei cittadini e dei fruitori del territorio sulla eccezionale importanza dei beni comuni ambientali presenti, sia come valore in sé da conservare per le presenti e future generazioni, sia come base per promuovere uno sviluppo locale sostenibile basato sul corretto uso delle risorse naturali ed ambientali e per costruire una rete di protezione ”sociale” del territorio. Per tali ragioni, la prevenzione dl rischio idrogeologico, la lotta agli incendi boschivi e la difesa della biodiversità sono da anni oggetto di campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, al mondo della scuola e alle istituzioni. Anche la nostra regione, resa fragile dal disboscamento, scarsa manutenzione dei corsi d’acqua e urbanizzazione irrazionale, è colpita da catastrofi naturali e problematiche VULTURE MAGAZINE

Con l'arrivo della calda stagione ci si trova di frontead uno dei principali fattori che ogni anno determinano una riduzione della biodiversità : l'incendio boschivo. Anche quest'anno il Servizio di Vigilanza Ambientale Legambiente Potenzain collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile Regionale sarà impegnato dal 1 luglio 2013 al 15 settembre 2013(date prorogabili) nella campagna "Anti Incendio Boschivo" che prevede il loro intervento in alcuni comuni quali Potenza, Pietragalla,Vaglio di Basilicata, Acerenza e Cancellara.Tale campagna ha come obbiettivo quello di spegnere gli incendi o limitare la loro espansione. E' importante sapere che il 30% della superficie territoriale del nostro Paese è costituito da boschi, caratterizzati da un'ampia varietà di specie, che nel corso dei millenni, si sono adattate alla straordinaria variabilità dei climi. Il patrimonio forestale italiano, tra i più importanti d'Europa per ampiezza e varietà di specie, costituisce un'immensa ricchezza per l'ambiente e l'economia, per l'equilibrio del territorio, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio. I boschi, inoltre, sono l'habitat naturale di molte specie animali e vegetali. Le cause naturali che possono scatenare un incendio boschivo sono estremamente rare.

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I roghi, quando non dipendono da irresponsabilità o distrazione, sono quasi tutti dolosi o colposi, ossia appiccati con l'intenzione di radere al suolo la vegetazione e ciò, in molti dei casi, è legato alla speculazione edilizia e all'attività pastorizia. I mesi a più elevato rischio sono quelli estivi, quando la siccità, l'alta temperatura ed il forte vento offrono condizioni naturali favorevoli all'innesco e allo sviluppo di incendi. In caso d'incendio, è necessario chiamare il numero verde 1515 del Corpo Forestale dello Stato o il 115 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco , i quali invieranno la segnalazione alla Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) della Protezione Civile della Regione Basilicata che chiederà di indicare la località dell'incendio e la sua dimensione. Successivamente, in tempi rapidissimi, si provvederà a smistare la segnalazione alle squadre addette allo spegnimento del comune interessato. Per questo è importante saper indicare con la massima precisione e calma dove si trova l'incendio. Ciò permetterà al personale d'intervenire nel più breve tempo possibile.

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Richiesta revoca Bando Regione Basilicata "Agricoltura Conservativa"

Apprendiamo della pubblicazione del bando in oggetto, che ci appare come un tentativo di dirottare risorse che l’Unione Europea indirizza verso misure agro ambientali mirate fra l’altro, alla sostituzione e riduzione dei diserbanti e fitofarmaci di sintesi, nella direzione del sostegno a una forma di agricoltura che, invece, può provocarne un utilizzo maggiore Riteniamo infatti che la tecnica di “semina su sodo” o “agricoltura blu” o altrimenti definita “agricoltura conservativa”, se da un lato riduce le emissioni di gas clima alteranti mediante la riduzione delle lavorazioni al terreno, dall’altro impone necessariamente un incremento nell’utilizzo di prodotti chimici di sintesi per distruggere infestanti e parassiti, annullando notevolmente i benefici ambientali del primo intervento e contraddicendo gli obiettivi del PSR. E’ inoltre una beffa per gli agricoltori biologici della Basilicata l’importo dei pagamenti destinati a questa azione (213 euro per ettaro), superiore a quanto previsto per l’agricoltura biologica, l’unica forma di agricoltura in grado di conciliare l’abbattimento dei gas serra con la cessazione dell’uso di diserbanti e pesticidi di sintesi. Soprattutto l’unica forma di agricoltura sostenibile regolamentata in modo uniforme su tutto il territorio europeo e certificata. E’ quindi di tutta evidenza come il bando in questione sia totalmente contraddittorio sia con gli obiettivi strategici delle politiche europee e del PSR e assai discutibile sul versante dell’utilizzo di 20


risorse pubbliche vincolate a precisi obiettivi, indicatori di risultato e controlli. A tutela quindi delle aziende biologiche certificate ma anche dei contribuenti della Regione Basilicata e dell’Unione Europea le chiedo quindi di adoperarsi per la revoca immediata del bando, certi della sua buona fede e della possibilità di un ripensamento. Con la presente invitiamo comunque il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e i Servizi della Commissione Europea, che ci leggono per opportuna conoscenza, a intervenire per quanto di loro competenza per bloccare il bando in oggetto in quanto da un lato l’azione proposta a finanziamento non è realmente verificabile e controllabile (come si intende procedere ai controlli se nessun ente certifica che le aziende agricole abbiano effettivamente adottato tale sistema colturale, come accade invece per il biologico?) e dall’altro non rispetta gli obiettivi definiti dal quadro normativo e programmatorio europeo, nazionale e regionale in materia di misure agroambientali. Rimaniamo in attesa di un urgente riscontro, riservandoci, qualora la Regione Basilicata non revochi il bando in oggetto, anche eventuali azioni legali nelle sedi competenti a tutela di un corretto utilizzo delle risorse pubbliche e dai danni di tipo ambientale, sanitario e paesaggistico derivanti dall’applicazione delle tecniche di agricoltura conservativa. Cordialmente. Il Presidente Michele Monetta

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RIONERO IN VULTURE. RICHIESTA PROROGA PROGETTO COPES. PROGRAMMA REGIONALE DI CONTRASTO ALLA POVERTA’ E DI ESCLUSIONE SOCIALE

Rionero in Vulture. Fino allo scorso 30 giugno Il governo regionale aveva approvato un disegno di legge che garantiva la prosecuzione del programma regionale di contrasto delle condizioni di povertà e di esclusione sociale, noto come Copes. Presso il centro sociale di Rionero in Vulture, questi lavoratori Copes di Rionero, Ripacandida e Ginestra si sono incontrati settimanalmente per esaminare questa situazione di disagio ed hanno redatto un documento nel quale si chiede una proroga del progetto Copes ed inviato al Dipartimento Formazione, Cultura, Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibilità, Salute, Sicurezza e Solidarietà Sociale della Regione Basilicata. Ecco il contenuto di questa richiesta: “ Noi cittadini del progetto Copes, impegnati nel seminario formativo presso la Biblioteca G.Fortunato di Rionero in Vulture fino a tutto giugno, mese nel quale percepiremo l’ultimo assegno assicurativo previsto dal progetto stesso. Essendo più che consapevoli che, da questo momento in poi, tale entrata verrà per noi a mancare, Vi chiediamo di reperire nuove risorse che consentano di finanziare una proroga 21


del progetto fino a dicembre 2013. La proroga consentirebbe di raggiungere una tranquillità almeno economica, in quanto tali assegni rappresentano l’unica fonte di reddito e quindi di sostentamento. Tutti dovremmo avere un lavoro stabile che garantisca la dignità e libertà, ma siamo ben coscienti del fatto che la situazione economica-lavorativa in cui versa l’intero Paese prima e la Regione Basilicata poi, non è delle più rosee. Inoltre a tale difficoltà si aggiunge il fatto che molti di noi avendo un’età avanzata, sono fortemente penalizzati nella ricerca di occupazione. La nostra è dunque una situazione di estrema criticità ma, non volendo dilungarci oltre e non sapendo con precisione a chi indirizzare tale richiesta, data la situazione attuale che attraversa la nostra Regione, restiamo in attesa per un incontro con uno o più soggetti politici-regionali che vogliono mostrare interesse per la nostra causa”.

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Rinnovate cariche AIGA

Il 09 luglio si è riunita l’assemblea dei soci della Sezione Provinciale di Potenza dell’A.I.G.A. (Associazione Italiana Giovani Avvocati). L’assemblea dei professionisti forensi ha eletto all’unanimità il nuovo direttivo provinciale. Presidente e’ l’Avv. Ivana Enrica Pipponzi, suo Vice l’Avv. Vito Mecca. I Consiglieri Nazionali sono l’Avv. Luca Lorenzo. Il vice Coordinatore Regionale è l’Avv. Giuditta Lamorte con delega all’Ufficio Stama, il Segretario di Sezione l’Avv. Ilaria Benvenuto, il Tesoriere di Sezione l’Avv. Antonello Andriuolo ed i Consiglieri di Sezione l’Avv. Morena Rapolla con delega alla Formazione, l’Avv. Vittorio Micocci e l’Avv. Domenico Laieta. Il Presidente Pipponzi e’ di diritto anche Consigliere Nazionale dell’AIGA, una delle più importanti associazioni forensi a livello nazionale. Il nuovo direttivo durerà in carica un biennio e si propone di dare voce agli avvocati, oggi più che mai baluardo della difesa dei più deboli e di quanti reclamano diritti. L’attuale situazione richiede un impegno maggiore, specie laddove le riforme avviate servono solo a sminuire il ruolo di

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chi assume la difesa dei più deboli e dei più bisognosi. “La scelta di ricandidarmi alla Presidenza dell'Aiga di Potenza è stata innanzitutto determinata”, afferma l’avv. Ivana Enrica Pipponzi, “dal sostegno dei colleghi ed amici che con me condividono la fiducia per un futuro in grado di accogliere i mutamenti necessari per dare un nuovo volto all’Avvocatura, che sia capace di recuperare il suo ruolo sociale e di uscire dalla crisi che, prima che economica, è culturale”. Nel prossimo biennio, AIGA Nazionale e con essa la Sezione di Potenza dovrà continuare a percorrere la strada che fino ad oggi l’ha portata ad essere uno degli interlocutori principali delle Istituzioni e a mantenere il coraggio di promuovere proposte a tutela delle parti più deboli, affinché il merito sia sempre il principio ispiratore della categoria professionale forense e l’Avvocatura non abbia timore di aprirsi a nuovi sistemi organizzativi e a nuove competenze. Anche l’AIGA di Potenza ha aderito all’astensione dalle udienze proclamata dal 8 al 16 luglio a seguito della reintroduzione dell’obbligatorietà della mediaconciliazione

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“ASPETTAMI”: IL SERVIZIO DI CUSTODIA DELLA CORRISPONDENZA PER CHI VA IN FERIE

Si può attivare in tutti gli uffici postali della provincia di Potenza e dal sito www.poste.it Potenza, 13 luglio 2013 – In tutti gli uffici postali di Potenza e provincia, Poste Italiane mette a disposizione di chi va in ferie due nuovi servizi: “Aspettami” e “Seguimi solo posta a firma”. “Aspettami” è il servizio rivolto a chi non vuole che la propria corrispondenza rimanga a lungo incustodita all’interno della propria cassetta delle lettere. La custodia della corrispondenza può essere richiesta, per un minimo di sette giorni e fino a un periodo massimo di 28 giorni, per tutta la posta normalmente inserita dal portalettere nella cassetta. Raccomandate e Assicurate potranno essere ritirate normalmente allo sportello inesitate entro il periodo di giacenza di 30 giorni (15 per Raccomandata 1). Gli invii saranno custoditi da Poste Italiane e regolarmente recapitati al termine del periodo concordato all’indirizzo destinatario. “Seguimi solo posta a firma”, attivabile solo nell’ambito del territorio nazionale, è il servizio pensato per chi desidera ricevere anche nel luogo di vacanza Posta Raccomandata e Posta Assicurata. I servizi possono essere attivati anche sul sito www.poste.it o nel proprio domicilio o luogo di lavoro, prenotando la visita di un incaricato al numero 803.160. Il modulo per richiedere il servizio può anche essere scaricato dal sito di Poste Italiane.

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VIAGGIO IN TERRA SANTA La serie con i documenti video

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È una produzione editoriale dell’Associazione Vibrazioni Lucane

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Vulture Magazine, 16 luglio 2013  

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