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Blog: Notizie dal VULTURE - il cuore della Basilicata

Sommario 15 Ottobre 2011 Solidarietà Verso L’attrice Marzieh Vafamer Barile. Convegno:Le Tecnologie Informatiche Nella Ricerca Genealogica Rionero. Pessimo stato in cui versano alcuni edifici del centro storico Rionero. Per non Dimenticare Monticchio. La Festa Di San Michele Calcio. Seconda Categoria Rionero in Vulture. Ottobre 2011 Presentata la societa’ new vultur volley a.s. VULTURE MAGAZINE

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Solidarietà Verso L’attrice Marzieh Vafamer CINECLUB “Vittorio de Sica”

Il CineClub Vittorio De Sica – Cinit – BasilicataCinema esprime viva solidarietà verso l’attrice Marzieh Vafamer, condannata per i suoi “meriti” artistici nel suo paese, l’Iran. Un anno di prigione e 90 frustate per aver interpretato un ruolo in un film "non gradito" dal regime dittatoriale di quel Paese. Il film si intitola “My Teheran for sale”. Il motivo della sentenza è che la pellicola del regista e poeta Granaz Moussavi racconta la battaglia dei giovani iraniani per la libertà culturale e le difficoltà che gli artisti incontrano nel Paese islamico. Ovviamente si tocca un tasto che certo non può incontrare il plauso degli ambienti conservatori iraniani: la pellicola, infatti, non avrebbe l'autorizzazione di essere proiettata in Iran ed è stata distribuita illegalmente. E, per di più, nel film Marzieh Vafamer recita molte scene senza la hijab, con il capo scoperto. Prodotto in collaborazione con l'Australia, My Teheran for sale è la storia di una VULTURE MAGAZINE

giovane attrice di Teheran alla quale le autorità vietano di lavorare in teatro. È quindi costretta a farlo di nascosto, clandestinamente, finchè un iraniano, diventato però cittadino australiano, non le offre la possibilità di iniziare una nuova vita lontano dall'Iran.

My Teheran for sale mostra dunque le difficoltà che gli artisti iraniani incontrano sul loro percorso e offre anche uno spaccato estremamente realistico della vita dei giovani in Iran. Il film è un grido di denuncia nei confronti delle autorità e della società iraniana. Un grido che potrebbe costare caro a Marzieh Vafamer. Se i suoi avvocati non riusciranno a ribaltare la sentenza in appello, la giovane attrice sarà costretta a scontare la sua pena. Non si può che essere dalla parte della libertà di espressione, dell’arte e della cultura, elementi questi da sempre ed ovunque in contrasto con le logiche repressive di ogni regime. Armando Lostaglio

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BARILE 11 OTTOBRE 2011. CONVEGNO:LE TECNOLOGIE INFORMATICHE NELLA RICERCA GENEALOGICA, OPPORTUNITA’ PER I LUCANI NEL MONDO. DEBORAH VOLONNINO DALL’AMERICA A BARILE PER RICOSTRUIRE L’ALBERO GENEALOGICO DELLA FAMIGLIA. COMMOVENTE L’INCONTRO CON ALTRI VOLONNINO

Barile. Nel suggestivo palazzo Frusci, sede della pro-loco, lo scorso 11 ottobre si è tenuto un convegno dal titolo: le tecnologie informatiche nella ricerca genealogica, opportunità per i lucani nel mondo. A promuovere questa iniziativa, la pro-loco, l’amministrazione comunale in collaborazione con la commissione regionale Lucani nel Mondo ed il ministero per i Beni Culturali, archivio di Stato di Potenza. Presente l’americana Deborah Lou Volonnino, il cui nonno Giuseppe emigrò da Barile nel 1907. A coordinare gli interventi, il giornalistapubblicista Michele Brucoli: “la presenza di Deborah Volonnino ci permetterà di ricollegare le ricerche genealogiche di tanti lucani sparsi in ogni parte del mondo”. A portare i saluti, in sostituzione del Sindaco Mecca,il capogruppo di maggioranza del Comune, A.Murano ed il presidente della pro-loco, Daniele VULTURE MAGAZINE

Bracuto: “questo convegno è scaturito dall’esodo che ha portato tante famiglie lucane lontano da casa facendo disperdere le proprie origini. Il lavoro realizzato dall’americana Volonnino, quello di ricomporre le origini del proprio nucleo familiare, è encomiabile.

Alle nuove generazioni spetta il compito di apprendere e custodire queste radici. E’ importante scoprire da dove veniamo per proiettarci nel futuro”. La dott.ssa Maria Pietrafesa, che opera nel settore degli archivi, ha menzionato gli Enti che conservano tutti i dati delle famiglie, anche di quelle emigrate. Invece la dott.ssa Valeria Verrastro, direttore archivio di Stato di Potenza, ha detto: “occasioni come queste ci fanno conoscere mondi sconosciuti come le fonti dell’emigrazione lucana nel mondo. Rispondiamo annualmente a centinaia di famiglie sparse nel mondo dando loro una identità. Le fonti più utilizzate all’estero sono gli sbarchi e gli archivi di Filadelfia (America), Buenos Aires (Argentina)e San Paolo (Brasile)La nostra regione è stata toccata da sempre dall’emigrazione. La documentazione di 3


maggiore interesse sull’emigrazione, riferite agli anni 1861-1958, è conservata in Prefettura.

Da un anno stiamo lavorando ad un progetto, A.D.E.L.M.O.,con lo scopo di rendere fruibili i dati relativi all’emigrazione dei lucani nel mondo. Questo progetto consentirà di ridurre moltissimo i tempi della ricerca storica di ogni famiglia. La mancanza di fondi frena il realizzarsi in tempi brevi di questo progetto”. Il Vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa ha saputo per caso di questo evento, si trovava a Barile per celebrare una messa, è intervenuto dicendo: “la gente lucana partita lontana ci tiene a conoscere le proprie radici. Riscoprendo le origini dei nostri connazionali sparsi nel mondo ci aiuta a comprendere meglio i disagi degli immigrati presenti nel nostro territorio”. Ha lanciato un forte messaggio di allarme: “ Ogni anno le forze più giovani e preparate lasciano la Basilicata e la natalità è in forte calo, ben 1800 ragazzi in meno iscritti nelle scuole”. Deborah Lou Volonnino, aiutata dall’interprete italiana prof. Lucrezia, ha dichiarato: “sono felice di questa accoglienza, ho avuto un forte desiderio di conoscere Barile, dove mio nonno Giuseppe emigrò nel 1907 a soli 16 anni. Vivo a New Jersey. La mia ricerca sui componenti familiari è iniziata 15 anni fa negli archivi di New York e grazie alle notizie fornite dal Comune sono riuscita a ricomporre il VULTURE MAGAZINE

nucleo familiare. Parlavano bene l’arbereshe, ma io sono riuscita ad apprendere solo alcune parole. Una volta giunti in America, in tasca avevano dai 9 ai 24 dollari, ma a 30 anni mio nonno aveva già una casa”. Le conclusioni affidate al presidente della Commissione Lucani nel Mondo, il consigliere regionale Antonio di Sanza: “ ben 170 associazioni di lucani sparsi in 21 Paesi del mondo. Ho incontrato tanti barilesi che sentono nostalgia del paese. Hanno un modello educativo ben conservato, a differenza della nostra società che tende a dissipare tutto. Pochi giorni fa sono stato a Chieri (To) dove è presente una forte comunità barilese. Mi auguro di realizzare un social network dove verrà immortalata via online l’identità lucana nel mondo. In un anno ho percorso 100 mila km, sì ai sentimenti, al folklore, ma dobbiamo far sì che i nostri connazionali ritornino nei nostri paesi ripopolando i centri storici, magari con l’acquisto delle abitazioni chiuse ”. Il convegno si è concluso con una foto di gruppo con i Volonnino di Barile. Lorenzo Zolfo

Le foto riprendono un momento del convegno e la foto di gruppo dei Volonnino di Barile con Deborah Volonino

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Alcuni Cittadini di Rionero ci scrivono sul pessimo stato in cui versano alcuni edifici del centro storico

rovina in così pessimo stato proprio nel centro storico, che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita della comunità. Come pure queste cantine davanti ai campi da tennis, su un viale fra i più frequentati e trafficati, in via Naziario Sauro: biglietti da visita dicevamo per nulla “edificanti”.

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: PER NON DIMENTICARE Ricordato a Rionero l’eccidio nazifascista del 24 settembre 1943

Siamo un gruppo di cittadini di Rionero, preoccupati dalle condizioni di pessimo stato in cui versano alcuni edifici del centro storico, anche a seguito di quanto è accaduto di tragico a Barletta. In particolare, vogliamo segnalare, con queste foto, lo stato di abbandono già da alcuni decenni di questo rudere nel quartiere cosiddetto “Dei Morti”, che è pericolante come se avesse avuto un bombardamento. Inoltre, il rudere, visto dal basso, occlude vistosamente la bellissima visuale della facciata della chiesa SS. Sacramento, fra le più antiche di Rionero e da poco tempo restaurata.

Facciamo appello al buon senso di chi ci amministra, per sollecitarnel’abbattimento o eventualmente il recupero di questa VULTURE MAGAZINE

Si dice che il popolo abbia la memoria corta, che dimentichi facilmente il bene e il male che gli si fa. Ma una tragedia come quella dei sedici rioneresi trucidati barbaramente dai nazifascisti il 24 settembre 1943, resta e resterà indelebile nella memoria della comunità di Rionero in Vulture. Così, anche quest’anno, il 24 settembre, anche giornata dello Statuto comunale, pur se a distanza di ben 68 anni da quella 5


tragica giornata, Rionero in Vulture, medaglia d’argento al valore civile e Città della pace, ha voluto ricordare e commemorare i suoi figli, vittime delle nefandezze e violenza della guerra. Un’occasione opportuna ed utile anche per riflettere sulla guerra e sulla pace, sull’impegno di ciascuno per salvaguardare con le opere e non solo con le parole questo bene inestimabile. A cura dell’amministrazione comunale, con la collaborazione della locale sezione dei Combattenti e Reduci, si è svolta l’importante e significativa manifestazione di ricordo e di commemorazione dell’eccidio con una messa celebrata nella mattinata nella chiesa della SS. Annunziata, officiata da don Felice Di Nardo, cui ha fatto seguito il corteo con la presenza delle massime autorità civili e militari, rappresentanze di associazioni e delle scuole di ogni ordine e grado e tanti cittadini che accompagnato dal complesso bandistico “Giuseppe Verdi” si è portato al luogo dell’eccidio per deporvi una corona di alloro alla base del cippo.

Qui c’è stato il saluto del presidente del Consiglio comunale Maria Michela Pinto che ha ricordato le fasi salienti del triste evento e il nome dei 16 rioneresi barbaramente trucidati: Emilio Buccino, Pasquale Pietro Di Lucchio ( fratelli), Antonio Di Pierro, Marco Grieco, Michele Grieco, Donato Lapadula, Giuseppe Libutti, Angelo Mancusi, Donato Manfreda, Giovanni Manfreda, Manfreda Pasquale, Donato e Giovanni Santoro VULTURE MAGAZINE

(fratelli), Giuseppe Santoro. A questi vanno aggiunti anche il diciassettenne Antonio Cardillicchio e l’anziana Luisa Giordana di 68 anni, i quali, 8 giorni prima, il 16 settembre, trovarono la morte durante l’assalto dei magazzini viveri alle casette sismiche di Sant’Antonio poste alla periferia del paese, in seguito all’incendio provocato da tedeschi.

Ha fatto seguito il breve intervento del reduce Saverio Posca il quale, a nome dei soci e del presidente della Sezione Reduci e Combattenti di Rionero, cav. Giuseppe Grieco, ha ricordato il valore dei combattenti e ha ringraziato la comunità per il ricordo del loro sacrificio per la Patria e la pace. Il sindaco di Rionero, Antonio Placido, nel suo intervento ha richiamato le atrocità della guerra e il sacrificio dei nostri combattenti e anche delle “vittime civili “ come i nostri concittadini auspicando che l’unità della nazione, come sollecitato anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, sia salvaguardata, soprattutto oggi che “venti di secessione” soffiano nel nord Italia. Nella serata, presso il Centro Sociale “Pasquale Sacco” c’è stata la proiezione del documentario e la presentazione del libro, della collana “Quaderni della memoria”, dal titolo “ I SOPRAVVISSUTI ”. Testimonianze dei prigionieri militari rioneresi nei campi di concentramento tedeschi. Il documentario delle varie testimonianze dei rioneresi sopravvissuti 6


ai campi di concentramento tedeschi è stato riprodotto in Dvd che è stato allegato al libro e distribuito gratuitamente a tutti i convenuti.

La pubblicazione è il risultato del lavoro svolto di concerto dall’Ufficio Cultura del Comune di Rionero e la locale Sezione Combattenti e Reduci. Il volume di circa 150 pagine, curato con pazienza ed intelligenza dal prof. Antonio Pallottino, raccoglie le testimonianze dalla viva voce dei protagonisti, delle sofferenze patite dagli internati nei lager nazisti. Michele Liberatore, classe 1924, Antonio Di Lucchio, classe 1922, Angelo Chieppa, classe 1920, Giuseppe Giansanti, classe 1924 e Giuseppe Parisi, classe 1923 con le loro dirette testimonianze, non senza momenti di commozione fino alle lacrime ( Angelo Chiappa), hanno fatto rivivere le sofferenze inenarrabili e le atrocità subite dai militari italiani prigionieri di guerra, perché – come dice Michele Liberatore “ritenuti dai tedeschi delinquenti e traditori, trattati come bestie, disprezzati, ingiuriati e bastonati nel vero senso della parola” nei vari lager.

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Soprattutto il reduce ottantasettenne Michele Liberatore in una lunga, lucida e dettagliata rievocazione ha fatto quasi “toccare con mano”, colpendo la sensibilità dei presenti, la sua drammatica esperienza, allora diciottenne, vissuta, quale prigioniero, in quei lunghi mesi nel campo di concentramento di Beizeichnung 5784 XC. Altrettanto raccapriccianti le testimonianze di Antonio Di Lucchio il quale in un suo “diario” ha annotato tutto quanto ha vissuto come internato nel campo di sterminio di Lublino. Non meno toccanti le testimonianze di Angelo Chiappa, raccolte dalla nipote Oriana Ramunno, di Giuseppe Giansanti e Giuseppe Parisi, deceduto, quest’ultimo, alcuni mesi fa, tutti, già riconosciuti dallo Stato con il conferimento di Medaglia d’Onore assegnata ai Militari Italiani Internati nei lager nazisti. “Dai loro scritti e dalle loro testimonianze – afferma il vicesindaco e Assessore alla Cultura Vito D’Angelo - dai volti commossi di persone semplici e di grande umanità, da queste apparentemente piccole pedine delle vicende belliche noi possiamo raccogliere una grande lezione di vita. Li pubblichiamo - aggiunge D’Angelo perché le nuove generazioni ascoltando le storie dei giovani di allora possano dire: mai più guerra”. Infatti, “le memorie degli ex combattenti - sostiene dal canto suo Maria Michele Pinto, presidente del Consiglio comunale - si rivelano una fonte preziosa per ricostruire il contesto vissuto dai soldati italiani nelle diverse fasi della II guerra mondiale”.

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La pubblicazione di queste testimonianze ha- come scrive il sindaco Antonio Placidoun particolare significato nell’anno del bicentenario dell’elevazione di Rionero a Comune autonomo ed in coincidenza con l’anniversario dell’eccidio nazifascista, consumato il 24 settembre 1943.

Dopo la proiezione del documentario sono seguiti brevi interventi da parte di alcuni ex combattenti e le riflessioni da parte del curatore del libro Antonio Pallottino, del presidente della locale Sezione Combattenti e Reduci, cav. Giuseppe Greco, del sindaco Antonio Placido e del responsabile ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Giovanni Battafarono. Michele Traficante

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A MONTICCHIO LA FESTA DI SAN MICHELE Alla Badia, perla del Vulture, accorsi fedeli non solo dalla Basilicata

Gli Angeli sono Spiriti purissimi, dotati di intelligenza e di volontà e spesso vengono citati nella Bibbia. E' lo stesso Gesù che ne parla nel Getsemani, al momento del suo arresto, quando uno dei suoi discepoli estrasse una spada e colpì un servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio e il Maestro lo guarì. Allora Gesù gli disse :"Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?". (Mt 26,52-54). Essi hanno una straordinaria bellezza tanto da confondere San Giovanni Evangelista il quale, rapito in estasi, vide un angelo talmente bello che lo credette Dio e si prostrò per adorarlo, ma Egli lo riprese dicendo :" Guardati dal farlo! Io sono un servo di Dio come te.. E' Dio che devi adorare!". Principe delle Milizie celesti è l'Arcangelo Michele, difensore di Dio e dell'umanità e temuto avversario del male, vincitore della battaglia che ha visto l'ingannatore sprofondare agli inferi e proprio nella viva pietra della roccia Michele, dall'ebraico Mi-ka-el "Chi come Dio?", ha stabilito la sua dimora terrena per porsi a protezione del popolo affidatagli dall'Altissimo, per 8


stabilire un "luogo sacro"nel quale trovare purificazione, conversione, protezione e grazia. Un luogo ritenuto sacro per la presenza di Dio e del suo Arcangelo che intimorì perfino il fraticello d'Assisi, San Francesco, il quale, secondo la leggenda, recatosi presso la grotta del Santo a Monte Sant'Angelo, sul Gargano, non si sentì degno di varcare la soglia e solo dopo si "immerse" in tanta pace e grazia. Il culto a San Michele è molto forte nella zona del Vulture e nel giorno della sua festa, il 29 Settembre, sono molti i devoti ed i pellegrini che, provenienti anche dalle regioni limitrofe, raggiungono Monticchio Laghi per rendere onore al "soldato" di Dio.

La splendida Badia di San Michele appare, col le sue bianche mura, come una perla incastonata nei meravigliosi e fitti boschi del Monte Vulture e così tanta ricca e verdeggiante vegetazione pare quasi voler abbracciare e custodire un luogo tanto suggestivo quanto sacro. La devozione a San Michele ha qui origini lontane e probabilmente fu introdotta dai monaci che abitarono la Chiesa di Sant'Ippolito, una antica struttura posta più a valle, a ridosso dei laghi, che certamente ancora conserva bellezze architettoniche e testimonianze di vite di uomini pii, dediti al lavoro ed alla preghiera. Fin dalle prime luci del giorno le antiche stanze della Badia si illuminano per accogliere i pellegrini che di buon mattino si mettono in viaggio e varcata la soglia è forte il senso di sacralità, mentre brucia VULTURE MAGAZINE

di continuo il profumato incenso e si disperde tra i boschi il forte suono delle campane. Una scalinata conduce alla Chiesa che, col suo aspetto austero e semplicissima nei decori, introduce alla grotta di San Michele, imponente nella viva roccia "dipinta" dalla sola umidità che definisce colori chiaro-scuri sulla pietra fresca al tatto, dall'odore di muschio mischiato agli incensi che salgono come offerta e ringraziamento.

La Statua policroma del Santo cattura l'attenzione per la sua imponenza e bellezza e ci si incanta nel guardare tanta dolcezza nello sguardo ma tanta forza nell'atteggiamento da combattente con la spada nella mano destra, la dorata armatura che lascia scoperte le ginocchia, il drappo rosso sulla spalla sinistra, le grandi ali e sotto i piedi il dragone, sconfitto nella battaglia. Tre Sante Messe sono state celebrate nella mattinata e un applauso per l'eccellente impegno va a Padre Giuseppe Cappello, parroco della Chiesa di Santa Maria delle Vittorie di Monticchio Bagni, nella cui giurisdizione religiosa ricade la zona dei laghi e ai tanti collaboratori, tra i quali il noto Mimmo, custode della Badia. Nelle nove sere precedenti la festa il parroco ha recitato la Corona angelica, un pio esercizio che si dice sia stato rivelato dallo stesso San Michele alla serva di Dio, Antonia De Astonac e alla quale disse che voleva essere venerato con nove invocazioni in ricordo dei nove 9


Cori degli Angeli promettendo protezione in vita e dopo la morte. "San Michele" ha affermato frà Giuseppe, "è il più potente difensore del popolo di Dio. Oggi c'è solo il caos, il materialismo divora il cuore dell'uomo sempre più lontano da Dio. Aver fede - ha continuato frà Giuseppe - vuol dire aver fiducia in Dio e non affidarsi alle proprie forze e San Michele ci aiuta proprio in questo, a seppellire l'orgoglio per incamminarci verso il bene". Don Raffaele Mecca, parroco di Maschito, giunto con la sua comunità di fedeli, ha celebrato la Messa delle 10. "Oggi, nei nostri paesini - ha detto - si respira un'aria pesante dovuta ai pettegolezzi, ai conflitti, alle gelosie che tolgono la serenità. Nelle famiglie - ha aggiunto don Michele - bisogna che si respiri aria di amore e dobbiamo fare in modo che attorno a noi ci sia il profumo di Dio che dona pace e grazia". E'stato Padre Raffaele Ricciardi, parroco della Chiesa della Madonna del Carmine di Melfi, a celebrare la Santa Messa dell'Angelus. "Per fare un buon cammino di fede - ha detto - occorrono tempo e pazienza e bisogna affidarsi al Signore perché solo quando si è veramente pronti si capiscono e si fanno propri i veri valori della fede".

Nel pomeriggio una folta folla ha partecipato al suggestivo appuntamento che caratterizza la festa di San Michele a Monticchio Laghi e cioè la processione durante la quale la statua del Santo, tra una cascata di orchidee lilla, è stata sistemata su un battello, anche questo VULTURE MAGAZINE

ben allestito, per fare il giro del lago piccolo seguita da alcuni pedalò con diversi fedeli. E' stato il trionfo della gioia e del ringraziamento! Sui visi dei fedeli si alternavano espressioni di lode e di commozione e gli occhi, molti resi umidi dalle lacrime, erano tutti rivolti al battello dal quale Padre Giuseppe, innalzava preghiere di intercessione insieme a quattro splendidi bambini vestiti da angioletti, una novità introdotta quest'anno dallo stesso parroco e ben riuscita perchè nei loro occhi c'era la gioia di aver fatto una esperienza nuova e bella.

Un'esplosione di applausi, canti, sguardi, note della banda musicale c'è stata quando la statua è giunta nuovamente a terra e, subito dopo, sul terrazzo dell'ex sede del Consorzio Turistico, Padre Michele Alfano, Superiore del Convento di Nocera Inferiore, ha celebrato la Santa Messa vespertina. "Perchè oggi siamo qui? - ha chiesto ai fedeli - perchè vogliamo incontrare Dio. Ma oggi occorrono prontezza e coraggio 10


per vivere senza paura la fede e combattere, come San Michele ha fatto". I bordi delle strade erano stracolmi di fedeli al passaggio della processione che ha raggiunto la Badia dove poi c'è stato l'atto di affidamento e la Santa benedizione. Quest'anno la statua è stata solennemente trasportata a spalla dalle dame e dai cavalieri dell'Associazione "In cammino con San Gerardo Majella" di Cerignola i quali, nei loro impeccabili abiti scuri con lunghi mantelli neri, hanno prestato il loro servizio rendendo onore a San Michele. La chiesa era stracolma di gente e non si contavano i ceri che illuminavano la grotta dell'Arcangelo. Chi inginocchiato rivolgeva lo sguardo al Santo, chi mandava baci con le mani, chi si inchinava in segno di rispetto, chi toccava la roccia, chi si segnava col segno di croce dopo aver bagnato la mano nella sorgente di acqua che sgorga dalla roccia, simbolo di vita e di purezza, chi intonava quei canti meravigliosi tradizionali che un tempo sì che tutti conoscevano mentre a piedi si raggiungeva la Badia. Recita la preghiera: "San Michele Arcangelo, difendici nella lotta per essere salvati nell'estremo giudizio". Ebbene, ai nostri giorni, come hanno sottolineato i sacerdoti intervenuti, occorre pregare San Michele soprattutto per essere salvati dal nostro egoismo e dall'indifferenza. "Oggi si ascoltano troppe parole - ha affermato Padre Giuseppe - invece si deve ascoltare la Parola, unica via verso il Signore". Angela Traficante Foto Andrea Viggiano

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CALCIO. SECONDA CATEGORIA. 13 OTTOBRE 2011. IL GINESTRACANDIDA PRONTA PER DISPUTARE UN CAMPIONATO DI VERTICE

Ripacandida. Domenica 16 ottobre prende il via il campionato di seconda categoria. Tra le protagoniste, il Ginestracandida, nata dalla fusione nel lontano 1997-1998, di due paesi, Ripacandida e Ginestra. Dopo una lunga preparazione il Ginestra Candida si prepara a ricevere nella prima giornata già una partita difficile e di cartello, il Lavello. Avvicinato l’allenatore Michele Lettieri riferisce. “ ci apprestiamo a ospitare in casa al San Donatello, un campo che ce lo invidiano da tutte le parti il forte e temuto Lavello ,squadra ben organizzata e fatta da elementi di buon livello. Anche se in questo momento il Lavello deve fare a meno di molti giocatori dovuti alle squalifiche prese nel campionato precedente.Mma questo e un argomento che a me non interessa,. guardo le cose della mia squadra. Noi come squadra siamo pronti ad affrontare tutte le situazioni del caso. I ragazzi e tutto il gruppo avuto a disposizione (ringrazio il presidente Labriola e lo staff dirigenziale, formato da donato Potenza, Antonio Parisi e Carmen Maltempo) ha lavorato bene con impegno anche se anche questo anno abbiamo dovuto stravolgere un pò tutta la squadra con molti elementi nuovi. I nostri obiettivi sono 11


sempre gli stessi quelli di divertirsi e divertire tutti i simpatizzanti e tifosi delle due comunità. Colgo l'occasione per ringraziare le due comunità che ci hanno dato la possibilità di disputare questo campionato e tutti gli sponsor . Quindi domenica aspetto tutti numerosi come sempre a San Donatello, voglio il pubblico delle grandi occasioni..per sostenere questi ragazzi . Faccio un in bocca al lupo al Ginestra Candida squadra che porto nel mio cuore da sempre,prima come giocatore e ora come allenatore di questa squadra”. Lorenzo zolfo La foto ritrae la squadra durante la preparazione pre-campionato.

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: Rionero in Vulture. Ottobre 2011 Presentata la societa’ new vultur volley a.s.d. alla presenza del viceSindaco Vito D’Angelo.

regionale e nazionale, hanno inviato il loro “in bocca al lupo” alla societa’. Si e’ potuto assistere ad un vero e proprio spettacolo di presentazioni attraverso un video che registrava tutti i momenti e le emozioni di un anno sportivo appena trascorso e la musica ha accompagnato la presentazione dagli atleti grandi e piccini, dello staff ed del nuovo logo societario. Il presidente pigliapoco micaela ed il suo prezioso staff dirigenziale (martinelli - di maio) ha esposto l’attivita’ programmatica agonistica 2011/2012, come i campionati provinciali e regionali federali (fipav), nonche’ le attivita’ promozionali, quali i corsi di avviamento allo sport per i piu’ piccoli - il mini volley e l’under 12 mista; mentre per gli adulti, attraverso il gym volley (vero e proprio divertimento senza limiti di eta’). Inoltre sono stati presentati con il coach andrea coviello, nominativamente, tutti gli atleti e le atlete delle squadre rappresentanti la prima divisione e dell’under 18 femminile e la prima divisione maschile vera la novita’ dell’anno. E’ seguito un rinfresco organizzato dalla societa’. Lorenzo Zolfo La foto ritrae tutte le squadre della New Vultur Volly, foto di gruppo.

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Rionero in Vulture. La “new vultur volley a.s.d.” si presenta in grande stile, organizzando la presentazione dell’attivita’ sportiva ed agonistica 2011/2012, presso il palazzetto dello sport di Rionero in Vulture. Numerosi i presenti tra gli spalti e nel parquet alcune autorita’, come il vice sindaco della citta’ di rionero (Vito D’Angelo) ed i rappresentanti della fipav

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PRODUZIONI VIDEO, COMUNICAZIONE, EVENTI… 12

Vulture Magazine, 15 ottobre 2011  

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