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Blog: Notizie dal VULTURE - il cuore della Basilicata

Sommario 10 Dicembre 2011 Via Anzio Ginestra. Sentenza 2° Grado. Raffaele Ciriello Vittima Del Terrorismo La compassione mancata Monticchio. La Statua Di San Gualberto Ristrutturata Valorizzazione di un prodotto tradizionale " La Strazzata " Ripacandida. Giovanni Cerullo Compie 100 Anni. Giuseppe De Lorenzo, intellettuale lucano lungimirante Barile. Circolo Idv Skanderbeg Venosa. Evento Teatrale Per La Ricerca Dell’oncologico Di Rionero Fenice, pronti 3 mnl per la bonifica dell'impianto di Melfi

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GINESTRA. 28 NOVEMBRE 2011. SENTENZA 2° GRADO. RAFFAELE CIRIELLO VITTIMA DEL TERRORISMO. ACCOLTA CON SODDISFAZIONE DAI PARENTI DEL CENTRO ARBERESHE LA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI MILANO SULLA MORTE DI ASCANIO RAFFAELE CIRIELLO, UCCISO DA UN TANK ISRAELIANO: RICONOSCIUTE LE RESPONSABILITA’ DI ISRAELE”. “E’ FATTA GIUSTIZIA PER UNO CHE VOLEVA RACCONTARE LA GUERRA, NON CERTO COMBATTERLA”

Ginestra. Nei giorni scorsi al Tribunale di Milano si è parlato di Ascanio Raffaele Ciriello, il chirurgo plastico fotoreporter di guerra, nato a Venosa da genitori di Ginestra, ucciso a Ramallah (Palestina) nel marzo del 2002 mentre per conto del Corriere della Sera sui conflitti del MedioOriente svolgeva il suo compito di inviato di guerra. Dopo la sentenza di I grado del marzo 2010 nel quale il fotoreporter di VULTURE MAGAZINE

guerra lucano è stato riconosciuto vittima del terrorismo internazionale, anche quella di II grado, svolta nei giorni scorsi sempre a Milano, dove Raffaele Ciriello a due anni si era trasferito con i genitori, ha confermato le responsabilità di chi ha ucciso il free-lance lucano. Ecco la nota dell’avvocato Fausto Maniaci di Milano, difensore della famiglia Ciriello, appena è stata emessa la sentenza di II grado: “Mi richiamo ai precedenti articoli pubblicati sull’argomento, per segnalare che la Corte di appello di Milano, con sentenza del 28 novembre scorso, ha integralmente confermato la sentenza di primo grado, che aveva riconosciuto Ciriello come vittima di terrorismo internazionale ed accordato ai congiunti superstiti i relativi benefici.

Mi è gradito sottolineare che ciò è avvenuto attraverso un approfondito esame della questione di merito sulla matrice terroristica dell'evento (assunto a presupposto e titolo per la concessione dei richiesti benefici), individuata sia negli atti di rogatoria internazionale assunti a suo tempo dalla Procura di Milano e dall'informativa del Ministero della Difesa israeliano (che l'Ambasciata di Israele ha vanamente cercato di smentire nel corso del giudizio di appello), sia nell'interpretazione giurisprudenziale sulla qualificazione degli atti di matrice terroristica data dai giudici milanesi nel processo sul terrorismo islamico del 2007 3


e confermata in Cassazione (giurisprudenza evolutiva già richiamata nelle precedenti notizie di stampa).Vedremo se il Ministero si determinerà finalmente ad ottemperare. Avv. Fausto Maniaci”. Questa sentenza non ha scalfito il dolore della madre,Teresa Musto, che contattata telefonicamente, ha riferito: “ sono addolorata come il primo giorno. Mio marito Giuseppe, da quando hanno ucciso mio figlio, ci ha rimesso la vita. Ringrazio la moglie Paola che vive per riscattare la vita di mio figlio”. Questa notizia è subito piombata a Ginestra, dove abitano alcuni parenti del chirurgo Raffaele Ciriello ed accolta con soddisfazione.

Ascanio Raffaele Ciriello è rimasto vittima del terrorismo internazionale, in un conflitto armato di contrasto al terrorismo. Finalmente la moglie Paola N. ed il papà Giuseppe, deceduto due anni fa, le loro richieste di giustizia sono state esaudite. Nel centro arbereshe vivono alcuni zii e cugini. Lo zio Raffaele Vaccaro di 88 anni è deceduto due mesi fa e viveva da solo, ancora lucido ed abitava proprio in piazza Raffaele Ciriello, la piazza che l’Amministrazione Comunale tributò al VULTURE MAGAZINE

fotoreporter nell’anno della sua morte. Di Raffaele Ciriello aveva questo ricordo: “ La sua adolescenza, in estate, la trascorreva sempre a Ginestra, proprio in questa piazza, dove le zie Lina e Dorina gestivano un negozio di generi alimentari, dove era solito entrare di nascosto e rubare caramelle. Non devo mai dimenticare la prima volta che giunse a Ginestra con la macchina fotografica, aveva poco più di 15 anni, ha voluto fotografare la zia a tutti i costi davanti il proprio negozio, prima di salutarla”. Il cugino Antonio Giovanni Musto, soddisfatto di questa seconda sentenza del tribunale di Milano, ha aggiunto: “le battaglie della moglie Paola e dello zio Giuseppe finalmente sono state riconosciute con i benefici di legge. Ho provato tanto sconcerto alla notizia della morte di mio cugino, ammazzare un fotoreporter che faceva il suo semplice lavoro di inviato di guerra, un carro armato contro una macchina fotografica, è una vergogna, ripeteva in continuazione lo zio Giuseppe. Raffaele aveva un amore per Ginestra, le sue prime esperienze fotografiche le ha fatte proprio qui, riprendendo i momenti salienti di vita quotidiana, cogliendo col suo obiettivo lo scandire delle ore degli abitanti del paese. Volti di bambini, scene di vita quotidiana, il ritorno dalla campagna, scorci erano i suoi…obiettivi. Mi colpiva, durante le vacanze estive, il rapporto di intimità che aveva con nonno Giovanni, quando giungeva da Milano gli consegnava i soldi delle vacanze che il nonno gli ridava settimanalmente sotto forma di paghetta. Prima di morire, animate erano le discussioni che aveva col papà Giuseppe che si indignava quando sugli autobus non trovava posto perché erano occupati dagli extracomunitari che non avevano neanche il biglietto, la risposta che “Lello” (così lo chiamavamo) dava al papà era significativa:“tu stai ritornando ad una casa, loro non sanno dove andare”. Lorenzo Zolfo 4


La compassione mancata

“È di solidarietà e di compassione che c'è bisogno, amico mio: è il verso di una dolcissima ballata, “Sympathy” (dei Rire Bird), datata anni ’70. Quel verso è quanto mai attuale, in un momento storico fra i più drammatici che queste generazioni abbiano mai attraversato. Siamo stati per decenni nelle mani di speculatori, e siamo ostaggi di uomini di malaffare che hanno visto nella politica, e non solo, la perversa declinazione di una gestione comune del bene. La ottusa visione di un uomo che negli ultimi vent’anni, facendo solo i suoi affari, ha predicato di preservarci dai comunisti (e chi sarebbero: D’Alema-Fassino-VeltroniProdi...?), inducendoci in una ossessione che ha imbavagliato il senso dello Stato. Quel che è peggio è ci ha resi succubi di un mondo edulcorato che la televisione (non solo la sua) ha interpretato e perpetrato come un vangelo apocrifo della ricchezza. Oggi e solo oggi ci riscopriamo più poveri, grazie a questo malaffare diffuso sedato dalla politica di presunti buonisti perditempo. I manager della distrazione di massa hanno compiuto la nefasta opera del nostro asservimento interiore. Proclamare “la stupidità dei manager sarebbe stato il primo atto di future rivolte”; lo scriveva quasi un secolo fa Llawloch. Oggi sono i “tecnici” chiamati a soppiantare la deficienza e l’incapacità di quanti si son VULTURE MAGAZINE

fatti eleggere per fare il bene comune. Falliti, o come chiamarli altrimenti? Ci hanno traditi con la loro inettitudine. E poi si è messa anche la Chiesa: alla faccia di quelle migliaia di sacerdoti che svolgono coscientemente la propria missione, il vecchio truffatore don Luigi Verzé e i suoi epigoni asserviti ci hanno derubato di beni e di ideali, tradendo lo spirito di Don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione. A quale comunione e a quale liberazione si saranno mai ispirati quei furfanti lombardi? preservati dal loro governatore regionale, quel ciellino della prima ora, tale Formigoni. Fanno parte di quella stessa chiesa che oggi non sente di compiere alcun atto di “generosità” (mettendosi magari in regola con le leggi tributarie) in questo grave momento di difficoltà economica oltre che esistenziale. No, questo atteggiamento non appartiene ai credenti e agli operatori di pace e di giustizia. I don Verzé (ma prima ancora il cardinale Marcinkus e il suo Ior) in maniera occulta hanno sottratto alla comunità miliardi di risorse che avrebbero potuto invece contribuire a migliorare economia e progresso civile, ricerca e occupazione giovanile. Altro che “cum-patire”, altro che solidarietà umana. Li dovranno avere sulla coscienza quei giovani, oggi più che mai disperati. Ci hanno sottratto risorse al pari dei mafiosi, con la sola differenza che fra quella gente ignobile le attività criminose si sporcano di sangue. Oggi più che mai “di compassione c’è bisogno, amico mio…” Armando Lostaglio

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LAGHI DI MONTICCHIO. 3 AGOSTO 2011. LA STATUA DI SAN GUALBERTO, PROTETTORE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO RISTRUTTURATA CON LA NUOVA BASE IN PIETRA. MA SERVE UNA PROTEZIONE

per trascorrere una giornata a contatto con la natura. Un ringraziamento alle autorità preposte intervenute a ridare decoro a questa statua, ma un consiglio bisogna darlo: “ proteggere la statua con una cancellata, così da evitare altri scempi e spendere altri…soldi”. Lorenzo Zolfo

Monticchio. Finalmente la base in pietra della statua di San Gualberto del 1968, che domina i due laghi di Monticchio, incantevole e verdeggiante centro della Basilicata, è stata ripulita da scritte di ogni genere. Fino all’estate scorsa agli occhi dei tanti turisti che giungono,come ogni anno in questo centro lacustre dalle regioni limitrofi , era visibile lo scempio fatto alla statua di San Giovanni Gualberto, monaco fiorentino vissuto nell'undicesimo secolo, che si ispirò agli insegnamenti dei primi anacoreti per riportare l'uomo al rispetto della natura. Scritte di ogni genere coprivano la base in pietra realizzata da uno scultore con marmi di Carrara. Non era un bel biglietto da visita per i tanti visitatori che giungevano a Monticchio

La foto ritrae la statua di San Guarberto deturpata da vandali l’estate scorsa e come si ritrova oggi.

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SEMINARIO - Valorizzazione di un prodotto tradizionale del mondo Aviglianese " LA STRAZZATA "

agroalimentari tradizionali riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole (tra cui rientra la strazzata), dell’esperienza della sagra e delle occasioni di sviluppo del territorio collegato alla valorizzazione delle produzioni tipiche. Interventi:

Valorizzare i prodotti agroalimentari tradizionali e il loro territorio. Questo il tema del seminario svoltosi nel pomeriggio di martedì 6 dicembre a Castel Lagopesole – Avigliano (PZ) presso la sala Cinema Pasolini. L’incontro è stato organizzato dall’Alsia, tramite la sua azienda sperimentale “Pantano” di Pignola, in collaborazione con il Comune di Avigliano, la Comunità Montana Alto Basento e l’Associazione 'Il Cigno' della frazione di Stagliuozzo. L'iniziativa rientra tra le attività di informazione e divulgazione dell’Agenzia ed ha visto, tra l’altro, la presentazione dell’opuscolo “La strazzata”, realizzato nell’ambito di un progetto con la Comunità Montana e con l’Istituto di certificazione Ismecert di Napoli. Il seminario ha visto la partecipazione delle autorità locali e regionali e di esperti che hanno parlato dei prodotti VULTURE MAGAZINE

VITO SUMMA (Sindaco Comune di Avigliano) ; DOMENICO COLANGELO (Presidente Associazione IL CIGNO); VITO SANTARSIERO (Presidente ANCI); GERARDO FERRETTI (Commissario CM Alto Basento); 'La Valorizzazione dei Prodotti Tradizionali' IPPAZIO FERRARI – ALSIA 'La Certificazione dei Prodotti Tradizionali' FEDERIDO WEBER - Direttore Ismecert 'Storia e Tradizioni legate alla Strazzata' FRANCO SABIA - Direttore Biblioteca Nazionale – Potenza 'STRAZZATA come STAGLIUOZZO' MARIO SANTORO – Poeta 'L'esperienza della Sagra' DON VITO TELESCA - Vicario Diocesi di Potenza Ha moderato ANGELA LAGUARDIA Esperta in Comunicazione Agroalimentare Al termine dell'incontro è seguita la degustazione della strazzata a cura dell'Unione Cuochi Lucani con la chef Tiziana Leopardo.

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RIPACANDIDA 8 DICEMBRE 2011. GIOVANNI CERULLO COMPIE 100 ANNI. SARA’ FESTEGGIATO CON UNA SANTA MESSA E LA CONSEGNA DI UNA TARGA E PERGAMENA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE. I 4 FIGLI RITORNERANNO DAL NORD ITALIA. VEDOVO DAL 1934

avuto 4 figli : Maria Emanuele – Teresa – Giuseppina e Donato Antonio. I figli per motivi di lavoro sono tutti emigrati. L’ otto dicembre la famiglia si riunisce per festeggiarlo. Ai festeggiamenti parteciperanno oltre ai figli, i nipoti e pro nipoti. I festeggiamenti prevedono la mattina alle ore 9.00 la celebrazione di una santa messa officiata dal parroco del paese don Francesco di Stasi alla quale interverrà l’Amministrazione comunale in forma solenne oltre ai tanti familiari ed amici. Dopo un pranzo di festeggiamento è previsto un ricevimento alle ore 16.00 presso il Ristorante Quattro Stagioni di Ripacandida. L’Amministrazione comunale a ricordo consegnerà una targa oltre ad una pergamena sulla quale saranno riportati i dati risultanti dall’estratto di nascita dell’interessato. Lorenzo Zolfo La foto ritrae Giovanni Cerullo con la camicia bianca.

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: Giuseppe De Lorenzo, intellettuale lucano lungimirante Ripacandida. Il prossimo 8 dicembre Cerullo Giovanni compie 100 anni. Nasce a Ripacandida (Pz) il 08/12/1911. Nel1934 sposava tale Velini Angela da Ripacandida. Nello stesso anno purtroppo rimaneva vedovo e da quella data ad oggi ha vissuto da solo in Ripacandida, ultimamente assistito da una badante di origini rumena, anche se ancora lucido. La sua attività lavorativa è sempre stata nella manuale coltivazione della terra. Ha partecipato alla 2^ guerra mondiale e venne fatto tra l’altro prigioniero in Inghilterra. Abita in Ripacandida in Viale Regina Margherita al civico 19. Nel corso della sua vita ha VULTURE MAGAZINE

"Chi scende dai nudi sassi dello scabro Appennino verso l'Apulia siticulosa, vede sull'orizzonte sorgere isolata e superba una montagna, che, nell'armonica semplicità delle sue linee, rivela una 8


origine del tutto diversa da quella dei monti che le si innalzano aspri di contro, e dei colli che si allungano con dolci ondeggiamenti alle sue falde. E' infatti quella montagna, il Vulture, un estinto vulcano che, nella pace dei boschi e dei campi e tra il murmure delle acque musicali, già da tempo immemorabile, dorme il suo sonno secolare". E' questo l'incipit di un'opera pubblicata nel 1899 sullo ''Studio geologico del Monte Vulture''. L'autore è Giuseppe De Lorenzo, intellettuale originario di Lagonegro (Potenza), dove era nato nel 1871, che tanto fu apprezzato da Giustino Fortunato. Spesso veniva invitato nel suo salotto napoletano che, come è noto, era frequentato dai maggiori intellettuali dell'epoca. Don Giustino si accorse ben presto dell'intelligenza eclettica di De Lorenzo, al punto che volle presentarlo anche a Benedetto Croce. Entrambi apprezzarono le opere del giovane studioso lagonegrese, il quale proseguì con intensa passione gli studi geologici in Basilicata. Studi ed analisi che gli diedero modo di scoprire l'esistenza di terreni di età triassica, oltre alla presenza di morene glaciali nel massiccio del monte Sirino. Di grande interesse scientifico, dunque, sono le opere pubblicate nei primi decenni del secolo scorso da De Lorenzo, imperniate in particolare sulle scienze geologiche e lo studio del territorio. Fra le altre spiccano ''Venosa e la regione del Vulture (edito nel 1906), ''Guardando da Potenza'' (del 1907), oltre ad ulteriori approfondimenti riguardanti l'Etna e il Vesuvio. Ma anche la botanica, la paleontologia e l'astronomia rientravano negli interessi culturali di De Lorenzo. Fu docente di geografia fisica presso l'Università Federico II di Napoli. professore di geografia fisica (dal 1907) e di geologia (dal 1925 al 1945) all'università di Napoli. Fu socio nazionale dei Lincei (1923). Si è dedicato particolarmente a illustrare la geologia stratigrafica, la tettonica e la morfologia dell'Italia meridionale e a studiare la VULTURE MAGAZINE

costituzione dei suoi principali vulcani attivi e spenti. Notevoli tra i suoi lavori: Le montagne mesozoiche di Lagonegro (1894); Studi di geologia nell'Appennino meridionale (1896); Geologia e geografia fisica dell'Italia meridionale (1904; L'Elephas antiquus nell'Italia meridionale (1927). Una personalità di spicco, dunque, che tanto entusiasmò il meridionalista Fortunato, anche perché, agli approfondimenti di stretta pertinenza scientifica, legò indissolubilmente anche quelli di letteratura. Soprattutto di filosofia e non soltanto quella occidentale, quanto (ed è questa una rilevante novità per quell'epoca), anche di quella orientale, affine e vicina al Buddismo. Si è occupato infatti anche d'indologia, contribuendo alla conoscenza del Buddismo in Italia. A Dante e a Leopardi univa l'approfondimento della filosofia antica, da Empedocle a Democrito, ad Aristotele, Epicuro e Lucrezio, filosofi che, come lui, vollero cercare di scoprire ed interpretare i misteri della natura. De Lorenzo concluse la propria esistenza a Napoli nel 1957. Armando Lostaglio

::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: CIRCOLO IDV SKANDERBEG Piazzetta Skanderbeg 5. 85022 BARILE (POTENZA)

Alla richiesta ufficiale di URGENTE convocazione del Consiglio Comunale , avanzata formalmente dai Gruppi di Opposizione, SI UNISCE (essendosi “chiamata fuori della maggioranza elettorale, risultata vincitrice nel 2009” già 9


due mesi addietro) il Circolo IDV Skanderbeg di Barile, sostenuto secondo statuto dalle proprie segreterie regionali e provinciali. Il Circolo IDV Skanderbeg aveva espresso l'Assessore Esterno alla Cultura, Comunicazione, Eventi, Prof. Donato M. Mazzeo (in carica dal 10.09.2010 al 10.10.2011) recentemente “REVOCATO” pur senza decreto sindacale, con modalità “inconsulta, sorprendente , immotivata” . In conclusione il Circolo ribadisce quanto sopra ed il permanere di una Giunta Municipale, illegittima, fra l'altro, essendo ancora l'unica Giunta municipale “SENZA QUOTA ROSA” dell'intero Collegio elettorale Vulture-Alto Bradano. p. CIRCOLO BARILE

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::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: VENOSA 10 DICEMBRE 2011. EVENTO TEATRALE PER SOSTENERE LA RICERCA DELL’ONCOLOGICO DI RIONERO Venosa. L’associazione culturale “La Lente Su Venosa” organizza un evento teatrale “ Il Medico Dei Pazzi” che si svolgerà a Venosa presso il cinema teatro Lovaglio la sera del 10 dicembre. Il presidente di questa associazione, Leonardo Miranda spiega i motivi di questa manifestazione: “ in collaborazione con “officina Teatrale” di Candela (Fg) e Avis sezione comunale di Venosa, abbiamo deciso di organizzare una serata di teatro il cui ricavato sarà devoluto in beneficienza all’IRCCS-CROB di Rionero in Vulture per sostenere progetti di ricerca oncologica. Siamo convinti che anche in questo momento di crisi economica, non mancherà il sostegno della gente soprattutto quando ci si occupa di salute”. Non resta che invitare la gente non solo di Venosa, ma anche dei centri limitrofi a sostenere VULTURE MAGAZINE

questa manifestazione di beneficenza. Questo evento ha avuto il patrocinio dalla Regione Basilicata, Provincia di Potenza e dai Comuni di Venosa, Lavello, Rionero in Vulture, Ginestra e Candela (Fg). Lorenzo Zolfo

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: Fenice, pronti 3 mnl per la bonifica dell'impianto di Melfi POTENZA – Nella prima riunione del Tavolo della Trasparenza, insediatosi ieri a Potenza, la Fenice Ambiente – proprietaria del termovalorizzatore di Melfi (Potenza) – ha “ribadito la volontà di iniziare le operazioni di bonifica del sito non appena la Conferenza dei servizi, approverà il progetto presentato lo scorso 18 ottobre”. In un comunicato diffuso dalla società è spiegato che il progetto “prevede spese per circa tre milioni di euro che l’azienda ha già dichiarato più volte essere pronta a spendere non appena lo stesso sarà 10


approvato”. Al Tavolo “voluto e coordinato dalla Regione Basilicata”, Fenice Ambiente “ha accettato – è scritto nella nota - l'invito presenziando all’incontro con il direttore dello stabilimento e con due amministratori della società. La riunione ha permesso a Fenice Ambiente di illustrare le modalità di gestione dell’impianto e di rispondere alle domande pervenute da più parti del tavolo”.

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Durante la riunione, “l'azienda ha avuto modo di ricordare anche tutta l’attività di monitoraggio ambientale che, come prescritto dall’autorizzazione all’esercizio attuale e da quelle precedenti, svolge periodicamente a partire dall’anno 2000 inviando le risultanze di dette attività a tutti gli Enti a vario titolo preposti al controllo dell’esercizio. Nel cogliere lo spirito dell’iniziativa, Fenice Ambiente ha offerto ai membri del Tavolo della Trasparenza la possibilità di visitare l'impianto all’inizio del prossimo anno. Già nei mesi scorsi Fenice Ambiente aveva accettato di presentare il progetto di 'Bonifica' in luogo del progetto di 'Messa in sicurezza operativà”.

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Vulture Magazine, 10 dicembre 2011  

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