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La Santanchè paragona la Minetti a Nilde Iotti “che era amante di Togliatti”. E lei a chi si paragona, a Claretta Petacci?y(7HC0D7*KSTKKQ( www.ilfattoquotidiano.it

Ci mettiamo la firma

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Ci mettiamo la firma

Sabato 14 aprile 2012 – Anno 4 – n° 89

€ 1,20 – Arretrati: € 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230

“DATECI ALTRI SOLDI ALTRIMENTI IL PD CHIUDE” S

Grazie, un’altra volta

di Marco Travaglio

Antonio Misiani, tesoriere dei Democratici, confessa: “Rinunciare ai rimborsi di luglio? Impossibile. Nessun partito sopravviverebbe. Il nostro disavanzo è di 43 milioni”. Eppure dal 2008 hanno incassato 200 milioni

Sperpero che grida vendetta di Antonio Padellaro

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incredibile ammissione fatta dal tesoriere del Pd Misiani alla nostra Wanda Marra (“Non abbiamo un euro in cassa”) cade in una giornata drammatica per l’economia italiana con la Borsa a picco, con lo spread sempre più in alto, con la protesta a Roma di migliaia di “esodati” , piccola rappresentanza di quanti rimasti senza lavoro e senza pensione si sentono a ragione truffati dallo Stato. Un venerdì nero segnato da altri suicidi a catena di imprenditori e manager travolti dalla crisi: 19 dall’inizio dell’anno, qualcosa di mai visto nel nostro Paese. E che dire delle parole scagliate dal presidente Napolitano contro gli evasori “indegni della parola Italia”, rivelatrici dell’allarme nelle più alte istituzioni? Ebbene, mentre il sistema dei partiti affonda tra ruberie e malversazioni, mentre nelle tasche di cassieri ladri e dei loro leader complici spariscono palate di euro serviti a finanziare i più svariati lussi privati e pubblici, mentre l’imbarazzante casta dei politici guidata dall’impagabile trio Alfano, Bersani Casini finge di autoemendarsi con una ridicola legge che non rinuncia a un centesimo e che farà la fine di altre riforme immaginarie (come quella che da almeno vent’anni si propone di tagliare il numero dei parlamentari), mentre il dramma si tinge di farsa, apprendiamo dalla fonte più diretta che nelle casse del maggiore partito italiano non c’è più traccia dei 200 milioni di euro percepiti dal 2008 come “rimborsi” delle elezioni politiche, europee e regionali. Spariti. Dissolti. Svaniti. “Usati per pagare l’attività politica, il personale”, sostiene Misiani, sicuramente uomo d’onore, ma che va creduto sulla parola perché su queste spesucce esistono rendiconti certificati, ma quanto esaurienti? Presunte pezze d’appoggio hanno consentito ai vari Lusi e Belsito di fare la bella vita con i soldi nostri finché l’orgia non è stata interrotta dall’arrivo dei carabinieri. Apprendiamo così che, malgrado l’alluvione di quattrini, quasi tutti i partiti sono rimasti a secco e che senza la rata di luglio quasi tutti rischiano di fallire. Alla buon’ora, vien voglia di dire davanti a questo sperpero infinito. Che, sbattuto in faccia a un paese in ginocchio, grida vendetta.

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Mentre la legge sulla corruzione viene svuotata, a Milano finisce in carcere l’ex assessore alla Sanità vicino a Formigoni. Nella Lega Maroni taglia altre teste da pag. 4 a 9 z

Udi Massimo Fini I PARTITI, CANCRO DEL SISTEMA partiti non sono l’essenza della liInascosto beraldemocrazia, sono il cancro di questo sistema. Il pensiero liberale voleva valorizzare capacità, meriti, potenzialità dell’individuo e per questo gli è antitetica qualsiasi forma di lobby. pag. 18 z

RECESSIONE x Tre imprenditori si uccidono in un solo giorno

Italia sempre peggio Raffica di suicidi Crolla la Borsa e sale lo spread, la rabbia degli “esodati” sfila a Roma e la produzione industriale sprofonda: pag. 2 - 3 z -7 per cento nel 2012

Gli “esodati” in piazza a Roma (FOTO ANSA)

ninchiesta porto Imperia Udi Carlo Tecce

Udi Battistini e Pagani

Scajola, Bellavista e quelle pressioni per bloccare la stampa

ROMA PORTA WOODY AL CAPOLINEA

Pacelli e Sansa pag. 10z

CATTIVERIE Interrogata Nadia Dagrada, la responsabile dei gadget della Lega: “Come le è venuto in mente Calderoli?”

(www.spinoza.it)

LA RAI TAGLIA, MA NON GLI SPRECHI

el nuovo sgangherato film l direttore generale LorenImento za Lei ha ricevuto un docu- N di Woody Allen, l’Italia è che spinge la Rai ver- un Paese ridicolo. Con il deso un’irreversibile depressione economica. I tecnici di viale Mazzini consigliano di tagliare spese per 60 milioni di euro, subito. pag. 11 z

ludente To Rome with Love (in sala dal 20 aprile), il regista americano fa flop mostrando la città eterna come la fiera del luogo comune. pag. 14 z

piace per l’impegno profuso dalla ministra Severino che, dopo il pessimo inizio dell’indultino travestito da svuotacarceri, si sta dando un gran daffare per la legge anti-corruzione. Ma, se il punto di mediazione e di equilibrio fra gli appetiti e le paure del Trio Lescano (Alfano-Bersani-Casini) è l’abortino anticipato dai giornali, è meglio soprassedere e riparlarne un’altra volta: se e quando in Parlamento ci sarà una maggioranza interessata a combattere il malaffare e non a coprirlo. La cronaca politica cioè giudiziaria sforna a ogni minuto ottime ragioni per farla subito, domani anzi ieri, questa benedetta legge anti-corruzione, nel Paese che a ogni delitto fa seguire la prescrizione. I funzionari di governo chiedono le mazzette (ovviamente tecniche) addirittura nei loro uffici al ministero. Gli amichetti di Formigoni (i famosi “casi isolati”) portano in Svizzera 50 milioni a botta. Persino il rivoluzionario Vendola colleziona un avviso di garanzia al giorno. Non c’è angolo d’Italia, dalla politica alla sanità al pallone, che non sia infestato dall’illegalità (a parte i rari angoli dove la gente perbene si ammazza per mancanza di lavoro). Ma non c’è niente da fare: la cosca dei politici più stupidi (o più compromessi) della terra continua a cincischiare, a parlarsi addosso, a grufolare nella propria inconcludenza. La legge-brodino sui “rimborsi” elettorali non si fa né per decreto né per emendamento, cioè non subito: c’è tempo, campa cavallo. Non si rinuncia nemmeno alla tranche estiva di 180 milioni, perché Pd e Pdl si sono già mangiati tutto: non solo la piccola parte documentata, ma anche il resto che non risulta speso. Se ne deduce che sono peggio amministrati della Lega, che almeno aveva avanzato un sacco di soldi, tanto da spedirli a Cipro e in Tanzania: potrebbero chiedere a Belsito come si fa a risparmiare. Poi c’è la bozza di legge anti-corruzione, limata e leccata dalla Severino dopo le famose consultazioni separate con gli sherpa del trio ABC. Una barzelletta. I nuovi reati previsti dalla Convenzione di Strasburgo '99 non ci sono (l’autoriciclaggio, chi l’ha visto?) o, quando ci sono (traffico d’influenze illecite e corruzione tra privati), sono puniti con pene finte: da 1 a 3 anni. Cioè si prescrivono prim’ancora della sentenza di primo grado. Poi c’è la corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, la più grave: la pena massima sale appena da 5 a 7 anni, cioè la prescrizione aumenta da 7 anni e mezzo a 8 anni e 9 mesi, troppo pochi per arrivare a sentenza definitiva. La soluzione è nota: sospendere la prescrizione al rinvio a giudizio. Ma così i processi giungerebbero in fondo e i colpevoli finirebbero dentro: dunque in un Parlamento di condannati, inquisiti, imputati, prescritti e avvocati, è meglio di no. Il falso in bilancio è desaparecido: non se ne può nemmeno parlare. Così come di aumentare le pene per la frode e l’evasione fiscale (così gli evasori, scoperti nei blitz, continueranno a farla franca, a parte il terribile monito di Napolitano che li chiama “indegni della parola Italia”: quando si dice la deterrenza). Infine la concussione, che resta punita fino a 12 anni. Ma tranne quella per induzione, che cambia nome (“indebita induzione a dare e promettere utilità”) e pena massima (non più 12 anni, ma 8, e niente interdizione dai pubblici uffici). Così la prescrizione per B. nel processo Ruby scende da 15 a 10 anni. E il Pdl osa pure protestare, reclamando l’abolizione tout court della concussione “come ci chiede l’Europa” (che naturalmente non ha mai chiesto una boiata del genere). Le leggi penali durano anni, decenni. Sarebbe assurdo infilare nel Codice queste norme criminogene che sembrano dire ai tangentari: rubate pure, tanto non vi facciamo niente. Ministra Severino, lasci perdere. Concordare la legge anti-corruzione con questi politici è come se Alfredo Rocco, quando scrisse il Codice penale, avesse cercato le larghe intese col gobbo del Quarticciolo e la saponificatrice di Correggio.


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BOLAFFI

LA STAMPA

BOLAFFI

QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867

SABATO 14 APRILE 2012 • ANNO 146 N. 103 • 1,20 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Un’altra «tassa», ma abusiva

Dopo la legge «anti-inchini»

Energia, la rete sottomarina

L’assedio continuo del parcheggiatore

Portofino proibita per le «love boat»

I vulcani d’Islanda scaldano Londra

Si piazzano davanti a ospedali, cimiteri, stadi. A Palermo il «venga dottò» vale 3.700 euro al mese

Il Tigullio protesta: dovrà dire addio a 140 navi da crociera e a un giro d’affari di 22 milioni

Una rete di cavi lunga 1500 km trasporterà il calore sotterraneo dell’isola e i terawatt in eccesso

Chiarelli e Pieracci A PAGINA 23

ALLE PAGINE 24 E 25

Andrea Malaguti A PAGINA 26

Produzione a picco

Sì alla tassa sulla benzina (fino a 10 cent) se servirà alla Protezione Civile. Esodati, sindacati in piazza

Spagna e Cina spaventano i mercati Milano a -3,4%

Imu, si pagherà in tre rate Napolitano: evasori indegni

Venerdì nero per i mercati, affossati dalla frenata del Pil cinese, dai dati Usa, e dalle tensioni sul debito spagnolo. Milano chiude a -3,43%. Febbraio in rosso per la produzione industriale (-6,8%). PAG. 5 E 28-29

REPORTAGE

Obama, i Sioux e le scuse da un miliardo MAURIZIO MOLINARI CORRISPONDENTE DA NEW YORK

E Monti pensa alla riduzione delle tasse con il recupero del sommerso L’ANTEPRIMA DEL NUOVO FILM CON BENIGNI E PENELOPE CRUZ

Allen, Roma bellissima e volgare

L’Imu si divide in tre rate, ma * Immobili. non è ancora chiaro se ciò vale solo per la prima casa o anche per la seconda. Possibile la scadenza della nuova tranche a settembre. Spunta anche la tassa sulla benzina, fino a 10 cent, per la Protezione civile. L’ira di Napolitano esonda * IlagliPresidente. stati generali del volontariato e si ab-

Rajoy tira dritto ma l’abisso si avvicina

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dacati, ieri in piazza. Il sottosegretario Polillo dice che ora ci sono soldi solo per i primi 65 mila: il nodo sarà «risolto per gradi». Barbera, La Mattina, Martini, Paci, Rampino

CONTINUA ALLE PAGINE 16 E 17

Per il governo gli esodati sono 65 * Lavoro. mila, 130 mila per l’Inps, 300 mila per i sin-

INVIATO A MADRID

Una famiglia Navajo

n miliardo e 23 milioni di dollari per risarcire cento anni di inganni e illegalità nello sfruttamento di terre, acque e risorse: Barack Obama accetta le richieste di 41 tribù indiane con un gesto che affianca il rimborso economico al riconoscimento morale degli abusi commessi dal governo degli Stati Uniti.

batte sull’Italia «peggiore», quella dei furbi dai «comportamenti devianti», degli evasori, degli abusi edilizi, dell’illegalità diffusa.

FRANCESCO MANACORDA el venerdì 13 della sua settimana più nera il volto della Spagna è il bel viso della vicepremier Soraya Sáenz de Santamaría che dichiara ferma: «Questo governo ha fatto molto in poco tempo. Siamo impegnati in un processo di riforma sistematico e completo». Al Palacio della Moncloa - due giri di rete metallica attorno, ma poliziotti cordialissimi - si è appena concluso il consiglio dei ministri e alla Sáenz, che del governo è anche portavoce, spetta l’ingrato compito di affrontare i cronisti. Qualcuno di loro vorrebbe addirittura sapere se il governo riunito «abbia fatto autocritica» dopo i giorni più angosciosi vissuti dal nuovo esecutivo e mentre i mercati scommettono sulla necessità di un salvataggio pilotato del Paese. No, nessuna autocritica, non ora, non qui. Bastano gli schiaffoni della Borsa madrilena e dei mercati internazionali: -3,6% la prima, +434 punti lo spread dei Bonos spagnoli sui secondi, mentre il rendimento dei titoli a dieci anni torna al livello critico del 6%.

LA STORIA

DA PAGINA 2 A PAGINA 4

Fondi neri per 56 milioni, in cella l’ex assessore Simone

Lombardia, sei arresti Nuovo scandalo sanità C’era perfino una consulenza pagata profumatamente per lo «studio della vita su Marte» tra le decine di finte fatture che il faccendiere Pierangelo Daccò aveva emesso nei confronti della Fondazione Maugeri, colosso della sanità privata lombarda. I milioni di euro pagati per questa ed altre consulenze, 56 dal 2004 al 2011, sono svaniti nelle società off-shore che costituiscono secondo l’accusa una rete per un «sistema» di fondi neri. Sei gli arresti, tra i quali quello di Antonio Simone, ex assessore regionale alla Sanità lombarda e figura di spicco di Comunione e Liberazione. ALLE PAGINE 10 E 11

I

Il regista Woody Allen con Roberto Benigni e Penelope Cruz

L’ANTI FELLINI MARCELLO S ORGI

CONTINUA A PAGINA 29

C

hi l’avrebbe detto che ci voleva Woody Allen per farci di nuovo innamorare di Roma?

Buongiorno

MASSIMO GRAMELLINI Dopo alcuni minuti di inopinato silenzio, Daniela Santanchè è tornata per esporci il risultato delle sue meditazioni. Sorvolerei sul paragone fra Nilde Iotti e Nicole Minetti e non solo perché la prima ha fatto la Resistenza e la seconda al massimo la lap dance. Nel Pci bigotto del dopoguerra la carriera di Iotti fu penalizzata dalla storia d'amore con Togliatti, mentre gli incontri ravvicinati con B non hanno ostacolato le ambizioni della statista dell'Olgettina. Veniamo piuttosto al cuore della riflessione santancoide: il familismo degli italiani. Per la filosofa di Cuneo, che la mamma del Trota abbia brigato per piazzare il Trota al posto del Pesce Pilota non è un male in sé. Lo diventa perché il Trota «è un pirla». Il trucco starebbe dunque nel raccomandare parenti che non siano pirla. Come ÷

Caprara PAG. 38 E 39

LA BOZZA DI RIFORMA Concussione, la scommessa del ministro Severino COMMENTO DI Carlo Federico Grosso

CONTINUA A PAGINA 39

Bella Trota la nipote di Santanchè, da lei raccomandata a cuor leggero presso il presidente della Provincia di Milano in quanto «brava e bella». Ancorché cinico per un patetico moralista del mio stampo, il ragionamento ha una sua coerenza. Però presenta un punto debole: chi decide se un parente è bravo e bello oppure pirla? Interrogata al riguardo, scommetto che la mamma del Trota definirebbe «bravo e bello» il Trota e «pirla» la nipote di Santanchè. Si capisce quindi quanto sia urgente la creazione di un'Authority delle Raccomandazioni in grado di distinguere una volta per tutte il parente bravo da quello pirla. Per la presidenza di detta Authority mi permetto di segnalare un mio consanguineo: bello e bravo, nonostante sia imparentato con un pirla.

A PAGINA 35

IL CASO

Dopo Rosi la Rizzi La Lega continua le epurazioni Arrestato a Piacenza un ex amministratore Il Carroccio rinuncia all’ultima tranche di contributi elettorali Alfieri, Cerruti e Colonnello ALLE PAGINE 6, 7 E 9



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