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In un liceo di Milano: “I partigiani? Ci hanno liberato dagli austriaci o dagli spagnoli”. La Resistenza, questa sconosciuta www.ilfattoquotidiano.it

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IL 5 e 6 MAGGIO 2012 NELLE PIAZZE ITALIANE

Mercoledì 25 aprile 2012 – Anno 4 – n° 98

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“DELL’UTRI UOMO DI MAFIA E B. PAGAVA COSA NOSTRA” I

La mafia esiste di nuovo

di Marco Travaglio

Nelle motivazioni della Cassazione, che ha annullato con rinvio la condanna del senatore Pdl, la conferma dei rapporti strettissimi tra l’uomo di Arcore, il suo braccio destro e i vertici della Piovra. Nessun dubbio sul concorso esterno

Il nostro 25 aprile di Paolo Flores d’Arcais

dc

antifascismo non è un optional. La convivenza civile si basa sulle leggi, le leggi sulla Costituzione, la Costituzione solo su un fatto storico che la legittima e che regge dunque l’intero ordinamento. Per l’Italia democratica questo fatto si chiama Resistenza antifascista. Se viene meno il riconoscimento della Resistenza crolla l’intero castello di legittimità. Per questo il 25 aprile è festa nazionale: perché l’identità dell’Italia democratica, della nostra Patria, ha il suo ultimo fondamento nella vittoria della Resistenza antifascista, nella frase “Aldo dice 26x1”, con cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia dà l’ordine dell’insurrezione generale e i partigiani liberano le grandi città del nord da nazisti e fascisti prima dell’arrivo delle truppe alleate. Patriottismo costituzionale a antifascismo fanno dunque tutt’uno. I funzionari pubblici che giurano sulla Costituzione compiono spergiuro ogni volta che non sono coerenti con i valori della Resistenza. E anche il semplice a-fascismo segnala drastica indigenza di patriottismo. Chi non è antifascista non è un autentico italiano. Chi poi è anti-antifascista è semplicemente un nemico della Patria. Oggi purtroppo l’antifascismo è in minoranza, maggioritaria è la morta gora dell’indifferenza. I giovani nulla sanno dell’epopea della Resistenza a cui devono la libertà di cui godono. Colpa delle generazioni che avrebbero dovuto educarli, di un establishment che ha seppellito l’antifascismo nella retorica di celebrazioni bolse ed ipocrite, o peggio. I governi democristiani, da perfetti sepolcri imbiancati, commemoravano il 25 aprile mentre trescavano con ogni risma di neofascisti e rottami repubblichini. Il regime berlusconiano ha voluto azzerare ogni memoria antifascista, portando “risma e rottami” al governo, in un progetto coerente di sovversione della Costituzione. La nostra convivenza civile poggia oggi sul vuoto. Ricostruire quel supremo “bene comune” che è l’identità della Patria repubblicana è perciò un compito morale, culturale e politico prioritario e di lunga lena. Che deve bandire la retorica, restituire ai giovani l’epos di rivolta che è stata la Resistenza e sopratutto la sua attualità in ogni lotta odierna per “giustizia e libertà”.

L’

Il parlamentare è ritenuto “soggetto affidabile e tale da poter essere coinvolto in relazioni estremamente riservate del sodalizio” criminale Lo Bianco e Pacelli pag. 2-3 z

Udi Enrico Fierro INGROIA: “HA FAVORITO LE COSCHE” anto rumore per nulla. AntoTgiunto nio Ingroia, procuratore agdi Palermo e pm nel processo di primo grado, la butta sull’ironia per parlare della Cassazione sul processo a Marcello pag. 3 z Dell’Utri.

TANGENTI x Indagato Orsi, amministratore delegato di Finmeccanica

“Agusta inviava il boss Palazzolo” Un dirigente del gruppo: “Nel 2009 il cassiere di Riina fu spedito in Angola a un incontro organizzato dal governo italiano” Lillo pag. 5 z

Vacanze a sbafo

Formigoni nel panico “Io come Berlusconi” Barbacetto pag. 4 z

ngenova al voto

Udi Luca Telese

La crisi non inizia A MARSIGLIA, a Marassi: industrie NEL CUORE chiuse, resiste il porto DI LE PEN Pagani e Sansa pag. 6z

CATTIVERIE Ruby: “47 mila euro a settimana dal presidente, ma niente sesso”. Voleva arrivare vergine al patrimonio (g.giust.)

a Marsiglia, la caBGli envenuti pitale del Kalashnikov!”. slogan lepenisti, sarcastici e avvelenati, occhieggiano dalla sede del Front National, tra muri scrostati e ruggini degli apparati industriali dismessi. pag. 9 z

l 9 marzo, quando uscì il dispositivo della sentenza della Cassazione che annullava la condanna d’appello a 7 anni contro Dell’Utri con rinvio a nuovo appello, scrivemmo che quel verdetto “rientra nella fisiologia del sistema giudiziario. Non comporta affatto una bocciatura delle accuse, ma solo della sentenza d’appello, che qui presentava più di un’incongruenza”. Quasi tutti i commentatori e i politici, invece, confusero la sentenza (peraltro nemmeno ancora scritta) con la bizzarra requisitoria del sostituto Pg Iacoviello, convinto che al concorso esterno “non crede più nessuno”. La spacciarono per un’assoluzione di Dell’Utri e addirittura per una condanna dei pm di Palermo e dei giornalisti che avevano raccontato i rapporti suoi e di B. con la mafia. Il Giornale: “Il flop dei maestrini. Per la Cassazione mancano prove certe e non sono stati rispettati i diritti dell’imputato. Sconfessati i magistrati e i commentatori politicizzati che da 16 anni avevano già emesso la sentenza”. Sgarbi: “Da 18 anni una magistratura infedele alla Costituzione ha cercato di far pagare a Dell’Utri il suo ruolo politico”. Libero: “Stop ai pm antiSilvio. Sentenza ammazza-toghe. Salta il teorema dei rapporti Pdl-mafia. Adesso chi paga?”. Ferrara: “Dell’Utri era vittima di un processo abusivo, pura demagogia politica, su cui si è montata una campagna di calunnia di pentiti, giornalisti, mozzorecchi”. Sallusti: “Sbugiardati i faziosi, tutto il resto è solo demagogia”. Facci: “Il mostro giuridico chiamato ‘concorso esterno’ è un reato che neppure esisterebbe... ora l’incredibile reato affibbiato a Dell’Utri dovrà essere ridimostrato da capo. Il che, semplicemente, non riuscirà... Ingroia andrebbe cacciato”. Gasparri: “Chi paga i danni a Dell’Utri e alla nostra parte? Bisogna far condannare chi nella magistratura ha sostenuto accuse prive di fondamento”. Quagliariello: “Infranto il tentativo di riscrivere la storia del centrodestra”. Berlusconi: “19 anni di sofferenza e di gogna, una cosa incredibile”. Bene, ora che sono note le motivazioni, tutti questi noti esperti del nulla sono accontentati: persino il collegio presieduto da Aldo Grassi, vecchio amico di Carnevale, ha dovuto riconoscere che Dell’Utri era il “mediatore” dell’accordo fra Cosa Nostra e Berlusconi, che le pagò “cospicue somme” per star tranquillo. Così contribuì al “rafforzamento dell’associazione mafiosa” dai primi anni 70 (quando portò Mangano ad Arcore, previo vertice a Milano con B., e i boss Bontate, Teresi, Cinà e Di Carlo) fino al 1977 e poi di nuovo dal 1982 al 1992, l’anno delle stragi, “favorendo i pagamenti a Cosa Nostra di somme non dovute da parte di Fininvest”, nell’ambito di un “accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell’Utri”. Perché allora la sentenza d’appello viene annullata con rinvio? Perché contiene “un vuoto argomentativo limitatamente al periodo 1977-1982”, quando Dell’Utri lasciò B. per andare a lavorare con Rapisarda, finanziere siciliano amico di vari mafiosi, da Bontate a Ciancimino. Se (cosa assai improbabile) in quei cinque anni Dell’Utri avesse interrotto i rapporti con Cosa Nostra, il concorso esterno precedente al 1977 sarebbe prescritto e resterebbe solo quello successivo al 1982, quando Dell’Utri tornò con B. Se invece li proseguì, il reato è continuato e la prescrizione scatta solo nel 2014. Ergo il nuovo appello sarà rapidissimo: bisognerà motivare meglio il concorso esterno fra il 1977 e l’82, mentre è già certo che Dell’Utri era alleato della mafia quando lavorava per B. La Cassazione dunque non ha dubbi sul reato di concorso esterno, sia in astratto, sia a proposito di Dell’Utri, con buona pace del dottor Iacoviello e dei tanti maestrini del nulla. La sentenza di ieri risponde anche alla domanda dei Gasparri e dei Belpietro: chi paga? Tranquilli, paga B.. E Cosa Nostra incassa.


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Viaggio nell’Azawad, la nuova roccaforte africana del fondamentalismo islamico

Tra i tuareg nel regno di Al Qaeda DOMENICO QUIRICO

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o attraversato il confine del «Malinistan» e non me ne sono accorto. In un punto

c’era una linea invisibile, un uadi o un cespo di capanne, ed era il confine, il pickup l’ha passato come se niente fosse. In ogni confine c’è qualcosa di terribilmente definitivo, una linea e addio. Le ruote ci passano sopra come passerebbero sopra un corpo, anche se fosse un uomo vivo. Forse avrei dovuto intuirlo: quando gli uomini che erano con me si girarono - il panno dei turbanti stretto attorno al capo, all’altezza del naso - e tirarono fuori la piega della stoffa, sopra gli occhi, come la visiera di un elmo medioevale, lasciando solo una stretta e mobile fessura per gli occhi.

INVIATO A MENAKA (MALI)

CONTINUA A PAGINA 14

Ribelli tuareg nel Nord del Mali

Il governo stringe sulle spese: i risparmi utilizzati per il pareggio di bilancio. Passa il decreto fiscale: via libera all’Imu

Tendenze Usa

“Non possiamo tagliare le tasse”

Bocce, boom a New York

Grilli: mancano le condizioni. Articolo 18 si cambia ancora: meno poteri ai giudici Consumi, giù anche l’hi-tech. Napolitano sprona l’Ue: promuova crescita e lavoro

Le bocce diventano una moda nella «Grande mela», una tendenza svelata dal «New York Times» che racconta come hanno conquistato i parchi.

I

Ormezzano A PAG. 20

L’EFFICIENZA È L’UNICA VIA D’USCITA IRENE T INAGLI

Come sono cambiati i consumi NUMERI INDICE DELLE QUOTE % - BASE 2007=100 110 108

LA STAMPA

Alberghi e ristoranti

106

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i fronte agli ultimi dati dell’Istat sulla frenata dei salari si può reagire in due modi. Si può incolpare la crisi, o l’austerità di Monti e invocare nuove contrattazioni più generose o altre forme di supporto al reddito. Oppure si può cercare di fare un ragionamento più approfondito per capire le radici del problema e quali soluzioni possano funzionare o no. La questione dei salari in Italia, e del parallelo rapporto con i consumi (anch’essi stagnanti) è un problema reale e profondo, ma non c’entra tanto con la crisi né con l’austerità. Ha radici più lontane, che hanno iniziato a manifestare i propri effetti prima della crisi. Già nel 2006 i dati dell’Eurostat mostravano come l’Italia avesse salari medi annuali inferiori del 20-30% rispetto a Paesi come Francia o Germania.

104,3

104 102 100 98

97,2

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Centimetri LA STAMPA

2007

92,9 2008

2009

2010

Alimentari e bevande non alcoliche

Alfieri, Barbera, Negri, Russo, Salvati, Schianchi e Spini

Vestiario e calzature

L’ISTAT

Trasporti

Salari bloccati a marzo +1,2%

Comunicazioni

Il divario con i prezzi mai così alto dal ‘95

2011

Tonia Mastrobuoni A PAGINA 10

Finmeccanica, indagato l’ad Orsi «L’ex premier pagò per la sua sicurezza, era una vittima»

Nuove accuse dai pm napoletani ai vertici di Finmeccanica. La procura partenopea indaga per riciclaggio e corruzione. Inquisito l’ad del «colosso di Stato», Giuseppe Orsi. L’ira di Maroni sulla presunta tangente alla Lega: solo fango.

Berlusconi: unità dei moderati, se no vince la sinistra

Arena e Colonnello A PAG. 7 E UN COMMENTO DI La Licata A PAG. 31

Alfieri, Moscatelli e Ruotolo PAG. 2-3

Bertini e La Mattina A PAGINA 6

I

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

La Cassazione: Dell’Utri mediò tra Cosa nostra e il Cavaliere

Buongiorno

MASSIMO GRAMELLINI Torino, semaforo di largo Orbassano. Scatta il rosso e un giocoliere invade l’asfalto per dare spettacolo ai motorizzati in attesa. Purtroppo non è giornata: una clavetta cade a terra e anche il cappellino, invece di roteare diligentemente lungo la schiena, preferisce andarsene altrove. Lo sguardo avvilito, il giocoliere si piega a raccattare gli attrezzi del mestiere. Un uomo su una moto sta per allungargli la moneta d’ordinanza, ma lui sorride e scuote la testa. «No, grazie. Troppo errore», spiega in un italiano stentato. E anziché fare la questua fra le auto in coda, si rifugia sull’aiuola accanto al semaforo per esercitarsi. Riassumendo: il giocoliere ha rinunciato al compenso perché ha ritenuto la propria prestazione inadegua÷

LA STORIA

Un tiro al volo decideva la domenica GIACOMO PORETTI

DA PAGINA 8 A PAGINA 13

La procura di Napoli: corruzione e riciclaggio. L’ira di Maroni: tangente alla Lega? Solo fango

CONTINUA A PAGINA 31

SISTEMA

Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili

110,4

Fonte: elaborazionee

Il governo gela i contribuenti: non possiamo tagliare le tasse, dice il viceministro Grilli, «non ci sono ancora le condizioni». Intanto sul fronte dell’articolo 18 un emendamento apre modifiche per ridurre i poteri dei giudici. Ancora giù i consumi: le famiglie non spendono più.

I

GRANDI MANOVRE

Al mio paese tutti i maschi, parroco compreso, si sfidavano al Circolone A PAGINA 20

PERSONAGGIO

La vita da genio del figlio di Allen Nato dall’unione del regista con MiaFarrow Laureato a 15 anni, ora lavora con la Clinton Paolo Mastrolilli A PAGINA 17

Il giocoliere ta, era visibilmente imbarazzato per la figuraccia e invece di sedersi ad aspettare il rosso successivo, magari prendendosela con la sfortuna, ha preferito utilizzare quei pochi secondi di pausa per allenarsi. Ciascuno pensi al proprio ambiente di lavoro e faccia i paragoni che crede. A me basta dare un’occhiata allo specchio per avvertire, al confronto, un pizzico di disagio. L’amico che mi ha raccontato la storia (era l’uomo sulla moto) vorrebbe far ottenere al giocoliere di largo Orbassano la nomina a senatore a vita, con successiva e sollecita ascesa alla presidenza del Consiglio. Perché la sensazione - la sensazione del mio amico, s’intende - è che in momenti come quelli che stiamo vivendo non servano degli esperti, ma dei caratteri.

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Prime Pagine Giornali  

25 aprile 2012

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