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La Fiat cancella 20 miliardi di investimenti e disdetta l’accordo coi sindacati morbidi. Non farebbe prima a dire che lascia l’Italia?y(7HC0D7*KSTKKQ( www.ilfattoquotidiano.it

Venerdì 14 settembre 2012 – Anno 4 – n° 218

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€ 1,20 – Arretrati: € 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

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LA CONSULTA SPIFFERA: “HA RAGIONE NAPOLITANO” C

La Corte cortigiana

di Marco Travaglio

Sei giorni prima del verdetto sull’ammissibilità del conflitto del Quirinale contro i pm di Palermo, fonti interne anticipano l’ok. Violante interrogato per due ore: già nel ‘93 sapeva del ricatto di Cosa Nostra allo Stato Borromeo, Lo Bianco e Rizza pag. 2 - 3 z

L’Altrapolitica può vincere di Paolo Flores d’Arcais

dc

I

partiti del fronte unico conformista di Napolitano e Monti sono in grande ambascia, i sondaggi dei diversi istituti demoscopici annunciano unanimi che alle prossime elezioni il primo “partito” sarà quello che l’establishment esorcizza e insulta come “antipolitica”, ma in realtà è solo buona volontà di Altrapolitica in contrapposizione ai disastri della Casta. Le intenzioni di voto per Grillo e Di Pietro, sommate, superano infatti ormai quelle del Pd, da un anno vincitore “in pectore”, che con l’attuale legge elettorale si prenderebbe il 55% dei seggi alla Camera. In realtà i voti per l’Altrapolitica sono già molti di più, poiché nel conteggio non compaiono quelli di una eventuale lista di società civile legata alle lotte degli ultimi 15 anni e promossa dalla Fiom, voti che in buona misura stentano a convergere su M5S e Idv, ma che rifiutano ormai Sel, Pcd’I e altre Rifondazioni. Nel paese il mood anti-Casta e il bisogno di Altrapolitica, benché non perfettamente coincidenti, sono del resto maggioranza schiacciante, visto che l’insieme dei partiti ha da mesi nei sondaggi il gradimento stabile di un miserando 5%. Per questo il fronte unico conformista di Napolitano e Monti vuole a tambur battente una legge elettorale peggiore del Porcellum: per impedire che il prossimo Parlamento rispecchi questa travolgente volontà di svolta. Ma i marchingegni di leggi truffa non basteranno più. Il peso del “partito” dell’Altrapolitica alle urne non può che aumentare. L’esasperazione e la collera di decine di milioni di italiani contro tutte le nomenklature partitocratiche, è tale che ormai si esprimerà nel voto anche se Grillo e Di Pietro non si emendassero dai difetti macroscopici qui più volte segnalati. Ed è giusto così. La Casta tenta di correre ai ripari scimmiottando l’Altrapolitica, cercando di ricucirsi una verginità di società civile e di “nuovo” a forza di retorica e di “rottamazioni”. Ma che credibilità possono avere i Montezemolo e i Renzi, o i Passera e i Bonanni unti dal cardinal Bagnasco? La potenza di fuoco del monopolio mediatico sarà dispiegata oltre ogni indecenza, ma l’organicità di questi signori alla Casta, di cui vogliono semplicemente scalzare i vertici per prenderne il posto, è troppo smaccata perché l’equivoco possa durare. Il fronte unico conformista può vincere solo se l’Altrapolitica (dal M5S all’Idv, dai movimenti alla Fiom, dalle testate libere agli intellettuali pubblici) nei prossimi mesi peccherà ancora più “fortiter”, per atti e/o omissioni, piccinerie di bottega in primis.

PRIMARIE

Renzi si lancia: “Voglio i voti di Berlusconi”

d’Esposito e Truzzi pag. 7 z

GOVERNO x Intanto la Fiat si rimangia anche l’accordo con Cisl e Uil

Monti senza idee attacca lo Statuto dei lavoratori Il premier confessa la sua linea: dare troppi diritti fa aumentare la disoccupazione. Poi rettifica: “Nessun intento polemico” pag. 4 - 5 z

Semestrale-disastro

Rai, profondo rosso: perde 105 milioni e vende Viale Mazzini Tecce pag. 10 z

nla casta del lazio Ostriche e champagne: le spese allegre Pdl con i fondi regionali Di Cesare e Pacelli pag. 9z

nfilm blasfemo La rabbia dell’islam cambia faccia alla campagna Usa pag. 16, 17, 22z

CATTIVERIE L’Anm contro Ingroia: “Magistrato!” (www.forum.spinoza.it)

hi l’avrebbe mai detto: la Corte costituzionale – informa l’Ansa con sei giorni di anticipo sul verdetto – dichiarerà ammissibile il conflitto di attribuzioni del presidente della Repubblica contro la Procura di Palermo. Ma va? Che sorpresona. Franco Cordero ha più volte spiegato che il conflitto è inammissibile prim’ancora che infondato: non foss’altro che perché pretende dai pm un atto (la distruzione di intercettazioni) che spetta solo al giudice. Ma Gustavo Zagrebelsky, che presiedeva la Corte quand’era ancora un organo di garanzia, aveva scritto su Repubblica che questo non è “un normale giudizio” perché “una parte (Napolitano, ndr) getta tutto il suo peso, istituzionale e personale, che è tanto, sull’altra, l’autorità giudiziaria, il cui peso, al confronto, è poco. Quali che siano gli argomenti giuridici, realisticamente l’esito è scontato. Presidente e Corte... sono ‘custodi della Costituzione’. Sarebbe un fatto devastante, al limite della crisi costituzionale, che la seconda desse torto al primo... Così, nel momento stesso in cui il ricorso è stato proposto, è stato anche già vinto. Non è una contesa ad armi pari, ma, di fatto, la richiesta d’una alleanza in vista d’una sentenza schiacciante. A perdere sarà anche la Corte: se, per improbabile ipotesi, desse torto al Presidente, sarà accusata d’irresponsabilità; dandogli ragione, sarà accusata di cortigianeria”. Si sperava che, se non la sostanza, la Consulta salvasse almeno le forme: invece anche quelle vanno a farsi benedire. Tale è la fretta, l’ansia, la cupidigia di sostenere le ragioni (anzi i torti) del più forte, che anche questa volta il verdetto viene anticipato a mezzo stampa. Come già era accaduto a gennaio, con la fuga di notizie su Repubblica a proposito del referendum elettorale, inviso ai grandi partiti e al Quirinale, dunque bocciato. Ieri, il bis: i giudici si riuniranno per decidere solo il 19 settembre, ma l’Ansa già sa come. Così l’opinione pubblica inizia a prepararsi al verdetto della Corte “cortigiana” che, quando uscirà, non farà più notizia. Dopodiché bisognerà sbrigarsi a decidere anche sul merito: sempre dalla parte del più forte. A prescindere da ragioni e torti. E alla svelta (non a caso sono stati eccezionalmente nominati due relatori e accorciati i tempi, che in media richiedono almeno un anno di attesa), in tempo per influenzare il gup che dovrà decidere sul rinvio a giudizio dei 12 imputati per la trattativa Stato-mafia (soprattutto quelli dello Stato). Conoscendo la serietà dell’Ansa, è da escludere che abbia dato la notizia senza consultare fonti qualificate, interne alla Consulta che in teoria sarebbe tenuta al segreto della camera di consiglio: invece da un po’ di tempo pure questo è un segreto di Pulcinella. Come emerge dall’inchiesta sulla loggia P3, nell’autunno 2009 almeno 5 o 6 giudici costituzionali anticiparono al faccendiere irpino Pasqualino Lombardi il loro Sì al “lodo” Alfano. Negli stessi giorni i giudici costituzionali Mazzella e Napolitano (solo omonimo del più noto Giorgio) cenavano in gran segreto con B., Letta e Alfano e, beccati dall’Espresso, si guardavano bene dal dimettersi o almeno dall’astenersi dal voto. Il fatto poi che il conflitto del Colle contro i pm di Palermo si fondi proprio sul preteso diritto del Presidente alla segretezza delle sue conversazioni aggiunge al tutto un tocco di surrealismo: le telefonate Mancino-Napolitano, grazie al rigore della Procura di Palermo, sono rimaste top secret (nemmeno Panorama, che dice di conoscerle, ha potuto virgolettare neanche un “ciao come stai?”). In compenso il ricorso dell’Avvocatura dello Stato alla Consulta, sconosciuto financo alla Procura chiamata in causa, è stato anticipato da Repubblica. Ora il verdetto della Consulta viene preannunciato all’Ansa (all’indomani di quello della Corte tedesca, che ha tenuto sul filo l’intera Europa senza mai uno spiffero: un altro spread che ci divide dalla Germania). E gli italiani dovrebbero fidarsi dell’imparzialità di questi signori? Ma per favore.


Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it

Anno 2 Numero 180 del 14.09.2012

Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155

Il ministro Patroni Griffi ha fissato il termine di dicembre per la chiusura del processo di riorganizzazione

Una sola Provincia

Non ci sono più dubbi sul futuro assetto amministrativo in Basilicata Enti sub-regionali

Parere favorevole della II Commissione ai bilanci di Arpab e Ater L’organismo consiliare si è anche espresso sulle due proposte di legge relative ai Gasp e al commercio equo e solidale

Il Palazzo del Governo sede della Provincia di Potenza

Si è parlato di riordino delle Province all’incontro con il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi e la delegazione dei governatori italiani. Il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo, fa sapere che il governo nazionale ha deciso di chiudere entro il 31 dicembre 2012 la riorganizzazio-

ne delle Province. Tra le numerose questioni poste dalle Regioni, quella dell’equilibrio tra la presenza dello Stato sui territori e le Province e il quesito su cosa succederà se il 6 novembre la Corte Costituzionale dovesse accogliere i ricorsi presentati contro le norme del decreto Salva Italia e il nuovo sistema elettorale.

Nella seduta di ieri, la Commissione presieduta dal consigliere Antonio Autolio (Idv) ha ascoltato il direttore dell’Arpab, Raffaele Vita, in merito al rendiconto dell’esercizio finanziario 2011. La parola è poi passata all’amministratore

dell’Ater, Innocenzo Loguercio, che ha parlato del bilancio consuntivo dello stesso anno. Unanime il consenso per la variazione al bilancio di previsione 2012 e pluriennale 2012/2014 del Parco archeologico storico naturale delle Chiese rupestri del materano. •A PAG. 4

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Raccolta di prodotti biologici

Dibattito internazionale sulla nuova economia

Green economy, sguardo sul futuro

Convegno di Maratea, interviene Mazzocco

Una giovane professionista

Sana, piace il bio made in Basilicata

Mastrosimone: far crescere platea d’aziende

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I progetti dei centri per la creatività

A Tito e Matera la presentazione dell’avviso •A PAG. 4

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Contributi regionali e genitori che si autotassano, la scuola materna di Bucaletto al nastro di partenza

Nel direttivo della Fim Cisl di Melfi si è discusso degli attuali problemi e delle prospettive della Sata

Rischio chiusura scongiurato. Il Comune di Potenza assicura di versare gli arretrati

I protagonisti nazionali hanno evitato riferimenti sull’avvicendamento lucano

Contributo regionale e genitori che si autotassano. E così la scuola materna di Bucaletto riaprirà regolarmente lunedì prossimo. Pericolo scongiurato nonostante il taglio del 50% dei proventi statali. Il Comune di Potenza, dal

Ieri mattina, il direttivo della Fim Cisl si è riunito a Melfi per discutere della problematica situazione che interessa in particolare la Fiat Sata che “va salvata a ogni costo”. Oltre a Leonardo Burmo, dalla segreteria nazionale

canto suo, si è impegnato a versare all’istituto tutti gli arretrati maturati in base alla convenzione firmata con le scuole paritarie della città. Il plesso, all’interno del quartiere, è divenuto con gli anni una vera istituzione.

La Gazzetta del Mezzogiorno

è arrivato anche Ferdinando Uliano, il quale ha detto: “Non abbiamo più molto tempo a disposizione perchè si potrà ricorrere agli strumenti ordinari, come la cassa integrazione, solo fino al mese di luglio 2013”.

Il Quotidiano della Basilicata


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Basilicata Mezzogiorno

Bisogna trovare un equilibrio con la presenza dello Stato anche laddove resta una sola Provincia

L’incontro tra il ministro della P.A. Griffi e una delegazione di governatori ha stabilito i termini del riordino

Verso la Provincia unica

De Filippo: “Il governo intende chiudere entro il 31 dicembre 2012” Il disegno del riordino della mappa delle province sta assumendo contorni sempre più precisi. Il nuovo decreto legge del Governo, approvato dal Parlamento all’inizio di agosto, sta definendo gli accorpamenti ed entro ottobre sarà emanato il provvedimento legislativo che accoglierà le proposte delle regioni. Intanto il ministro per la Pubblica Amministrazione, Griffi, ha ribadito l’intezione del governo di “chiudere entro il 31 dicembre 2012 la riorganizzazione delle Province”. Lo ha reso noto il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, al termine dell’incontro tra una delegazione di governatori e l’esponente di governo. Al vertice hanno preso parte anche il presidente della Conferenza delle Regioni Va-

sco Errani, i governatori del Lazio Renata Polverini, della Lombardia Roberto Formigoni, del Molise Michele Iorio, della Toscana Enrico Rossi e il coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, l’assessore lombardo Romano Colozzi. Come riferito dal ministro, ha spiegato De Filippo, “tutti gli strumenti legislativi, sia nel caso di un decreto legge sia nel caso di un disegno di legge, dovranno puntare a cogliere questo obiettivo”. “Abbiamo posto al ministro molte questioni - ha spiegato De Filippo - e chiesto che il processo venga seguito in maniera coordinata”. “Il ministro ha espresso volonta’ di collaborazione”, ha continuato. “Le Regioni hanno posto molti problemi -

ha riferito - ad esempio come trovare un equilibrio tra la presenza dello Stato sui territori e le Province. Abbiamo chiesto poi cosa succedera’ se il 6 novembre la Corte Costituzionale dovesse accogliere i ricorsi presentati” contro le norme del decreto Salva Italia e il nuovo sistema elettorale. “Poi - ha riferito De Filippo - abbiamo posto la questione di cosa succede alle attuali Province dopo i termini per la riorganizzazione e prima che quest’ultima sia entrata in vigore”, ha continuato. “Sono molto preoccupato perche’ in Basilicata restera’ una sola Provincia -conclude - e bisogna trovare un equilibrio con la presenza dello Stato anche laddove resta una sola Provincia”. (bm7)

Uffici postali dimensionati

Il piano prevede la riduzione

L’assessore Viti replica con ironia alla

di rimodulazione oraria

complessiva di 50 zone di recapito 16 chiusure di uffici e 21 interventi

risposta negativa dell’esecutivo sulla ristrutturazione degli uffici postali Piano di ristrutturazione anche per gli uffici postali della Basilicata. Dopo la risposta negativa del governo nazionale all’interrogazione di alcuni parlamentari lucani, l’assessore regionale al Lavoro Viti risponde in merito alla vertenza con Poste Italiane. “Immagino che non fosse un sosia dell’ing. Sarmi il signore che, accogliendo le sollecitazioni della Regione e dell’Anci lucana, apriva la strada ad una moratoria (termine che in Basilicata è oggetto di dibattito filologico) finalizzata ad un esame congiunto delle criticità sollevate dall’annunciata chiusura degli uffici e delle possibili realistiche soluzioni. Che poi, Poste e Governo ‘smentiscano’ Viti (e Santarsiero) mi pare un’affermazione che attribuisce uno sproporzionato rilievo alla missione che ci siamo assunti in una condizione che era difficile e a quel punto compromessa. Ma è questione che troverà in tempo reale i chiarimenti che si rendono necessari e che ho sollecitato, anche per sottrarre una questione così delicata e avvertita a stucchevoli strumentalizzazioni. D’altra parte, a riprova della evidenza delle procedure concordate presso Poste Italiane, può essere consultato il comunicato di cui si è fatta carico l’Anci a seguito dell’incontro, il cui tenore era stato concordato con lo staff dell’Amministratore Delegato.” (bm7)

A riprova delle procedure concordate presso Poste Italiane, è consultabile il comunicato Anci

Viti: “I deputati Margiotta e Luongo, autori delle interrogazioni, continuino a sviluppare un’azione solida e coerente”


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Basilicata Mezzogiorno

L’assessore Mastrosimone sul Sana di Bologna: i prodotti lucani sono stati molto apprezzati

Bio, un settore in crescita “Aumentare le produzioni” Tanti i contatti avviati. Stati Uniti e Germania, i mercati di riferimento

tutela dell’ ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale”. E’ quanto ha sostenuto l’assessore all’Agricoltura, Rosa Mastrosimone al termine del Sana nel corso del quale il dipartimento Agricoltura della Regione ha organizzato una esposizione collettiva raggruppando undici produttori. “Il nostro intento come Regione - spiega Mastrosimone - è di ampliare la platea di imprenditori

Sviluppo sostenibile scommessa vincente Green economy, parla Mazzocco Scommettere sulla green economy per far ripartire il mondo. Di tutto questo si discute al convegno internazionale di Maratea al quale ha preso parte l’assessore all’Ambiente, Vilma Mazzocco. “Esiste un modo diverso di fare economia nel rispetto delle persone e dell’ambiente. Una green economy aperta, trasversale a tanti settori, che produce a basse emissioni di CO2, fatta di coesione sociale e di identità territoriale, di alleanza tra soggetti privati e istituzioni, di imprese innovative e di relazioni culturali e di ricerca, che vuole costruire una nuova dimensione di diritti e di welfare, di benessere e di qualità della vita, radicata nei territori ma capace anche di stare nel mondo globalizzato. Questa è la sfida che parte da Maratea”. E’ quanto ha sostenuto l’assessore. “La green economy potrebbe invertire la tendenza creando occupazione. Puntare sullo sviluppo sostenibile - ha concluso - significa creare le condizioni di contesto, di dialogo e di costruzione condivisa”.

Le undici aziende presenti soddisfatte dei risultati e dell’organizzazione “Come Regione, l’intento è ora di ampliare la platea di imprenditori specializzati A breve sarà organizzata a Matera la giornata biologica”

Buoni affari in vista per le aziende del biologico made in Basilicata. Gli undici produttori presenti al ventiquattresimo Salone internazionale di Bologna, infatti, hanno avviato numerosi contatti con buyer stranieri. “Le produzioni biologiche lucane confermano il proprio valore strategico sui mercati. Si tratta di prodotti rivolti a un mercato specifico in crescita e che contribuiscono alla

A Maratea

specializzati che si dedicano al settore sia per rispondere alle richieste dei mercati italiani e stranieri, sia per potenziare le mense scolastiche che fanno uso di produzioni locali biologiche certificate. Nel corso del Sana aggiunge Mastrosimone gli espositori lucani hanno registrato buoni contatti con i buyer e hanno apprezzato l’organizzazione della Regione. Gli stessi hanno chiesto di ripetere

l’esperienza per il prossimo anno in virtù sia dell’aumento del mercato del bio, sia per la presenza in fiera di buyer provenienti da Paesi in crescita come Cina, Russia, India, Brasile, Ucraina e Paesi Baltici. Numerosi e positivi sono stati - dichiara ancora l’assessore all’Agricoltura - anche i contatti con Paesi come la Germania e gli Stati Uniti dove l’alimentazione biologica è diffusa e con realtà ital-

iane, tra cui i Gruppi di acquisto solidale, che stanno diventando sempre più una realtà nel settore del biologico. I produttori hanno infine chiesto di poter partecipare ad altre fiere di settore sia in Italia (Biolife di Bolzano) che all’estero (Biofach di Norimberga). Sempre sul biologico - annuncia, infine, Mastrosimone - sarà organizzata a breve, nel centro storico di Matera, in collaborazione con il

ministero dell’Agricoltura, la giornata del biologico, nell’ambito della manifestazione nazionale “Le piazze del bio”. Tra le curiosità del Sana edizione 2012, infine, il premio assegnato all’erboristeria L’Erbario di San Felice, comune emiliano duramente colpito dal sisma del maggio scorso. Il negozio ha subito riaperto i battenti per non privare i clienti dei propri prodotti. (bm2)

Centrale unica d’acquisto Mediazione familiare, istituita con una legge rotture meno dolorose E’ la 16/2012. Nota della presidenza della giunta e del dipartimento

Il 20 convegno dell’Asp a Lavello. Discussione sulle opportunità

Sanità a una notizia errata pubblicata ieri su un quotidiano locale

per i genitori di affrontare le separazioni in maniera alternativa

Immediata risposta dalla presidenza della giunta a una notizia errata apparsa sulla stampa locale in materia di sanità. La Centrale unica di acquisto, infatti, è stata istituita con la legge regionale numero 16 dello scorso 8 agosto. In particolare l’articolo 21, comma 1, definisce che “A decorrere dal 1 ottobre 2012, è istituito, ai sensi dell’articolo 445 della legge 27-dicembre del 2006, n. 296 il dipartimento interaziendale “Centrale di Committenza”, finalizzato alla gestione della rete regionale degli acquisti del Servizio sanitario regionale, con sede presso l’Azienda ospedaliera “San Carlo” di Potenza”. La precisazione è arrivata dalla presidenza della giunta e dal dipartimento Sanità, a seguito di un articolo pubblicato su “Il Quotidiano”, dal titolo “No alla delibera di Martorano”. Notizia che, sulla scorta di informazioni evidentemente destituite di fondamento, lascerebbe prefigurare una sorta di scontro politico del tutto inesistente, visto che l’argomento, proprio perché condiviso dal governo e dalla maggioranza che lo sostiene, è stato volutamente disciplinato da una specifica previsione legislativa, che ha ripreso e rilanciato con maggiore forza, sia sul piano politico che su quello amministrativo, una bozza di delibera di giunta inizialmente messa a punto dal dipartimento Salute della Regione. La stessa nomina del direttore del dipartimento interaziendale, contrariamente a quanto ventilato in maniera fuorviante dalle cronache giornalistiche, avverrà sulla base di una procedura selettiva non comparativa, a seguito di un avviso pubblico che la giunta regionale dovrà emanare entro trenta giorni dalla entrata in vigore della legge 16 appena varata e che consentirà, a quanti sono in possesso dei requisiti richiesti, di avanzare la propria candidatura. A proposito, infine, dei presunti ritardi nella riformulazione dei ticket fatta balenare sempre dal giornale “Il Quotidiano”, il dipartimento Sanità ha tenuto a precisare che la giunta regionale, il 7 agosto 2012, ha deliberato quanto di propria competenza, con una rimodulazione della quota fissa di partecipazione alla spesa per le prestazioni di specialistica ambulatoriale e si è in attesa, al momento, delle indispensabili autorizzazioni da parte del ministero della Salute.

Affrontare la separazione in maniera più aperta, meno traumatica, ma non certo in contrapposizione con le norme di legge. E’ questo l’obiettivo di un incontro formativo su “La Mediazione familiare come intervento a sostegno delle funzioni genitoriali” che si terrà a Lavello il prossimo 20 settembre a partire dalle 15 nel centro sociale “Di Gilio”. Il seminario è rivolto ad assistenti sociali, avvocati, psicologi e medici. E’ stato voluto dalla dirigenza dell’Azienda sanitaria di Potenza e dalla Regione Basilicata e organizzato dal consultorio familiare di Venosa, Servizio integrato di mediazione

Il bene del figlioresta primario nel trovare le soluzioni

familiare in collaborazione con i comuni di Genzano di Lucania, Lavello, Palazzo San Gervasio e Venosa e con il patrocinio degli Ordini degli avvocati di Melfi, degli assistenti sociali e degli psicologi. L’evento formativo intende richiamare l’attenzione sulla mediazione familiare, quale opportunità per genitori separati o in fase di separazione, per affrontare in modo alternativo, ma non certo antagonistico alla via giudiziaria, il conflitto che spesso li contrappone e che, inevitabilmente, si ripercuote sul futuro e sulla serenità dei figli. Attraverso gli incontri di mediazione familiare si cerca di focalizzare l’attenzione sui problemi reali, evitando recriminazioni personali, possibili “vendette” al fine di trovare soluzioni reciprocamente accettate e condivise, per la tutela in particolare dei ragazzi e la protezione del loro benessere nonché dei loro interessi. L’evento è accreditato ai fini del rilascio dei crediti formativi Ecm. L’iscrizione è gratuita, ma dovrà avvenire esclusivamente con modalità on-line al sito www. aspbasilicata.net – portale Ecm Asp. Per gli assistenti sociali e gli avvocati non è necessaria la pre-iscrizione, in quanto essa avverrà durante il seminario. (bm2)


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La creatività lucana potrà sbarcare anche in altre città d’Europa Tito e Matera le due tappe di presentazione dell’avviso pubblico sui progetti innovativi rivolto alle giovani generazioni

Giovani professionisti

Promuovere progetti altamente innovativi, dando la possibilità ai tanti giovani lucani di età compresa tra i 14 e i 35 anni di venire a contatto con centri di eccellenza nazionali e internazionali. E’ esattamente questo l’obiettivo dell’avviso “Progetti innovativi per l’avvio e la valorizzazione della rete dei centri per la creatività giovanile” - pubblicato il primo luglio scorso sul Bollettino ufficiale regionale - presentato stamattina dall’Ufficio di programmazione della Presidenza della giunta nel Centro per la creatività di Tito, prima della tappa di lunedì prossimo nello stesso centro di Matera, ubicato nella casa cava. L’avviso pubblico rientra nell’ambito del ‘Patto con i giovani’, creato per mettere le nuove generazioni nelle condizioni di affrontare con entusiasmo e responsabilità le diverse opportunità in campo, e dell’accordo sottoscritto tra la Regione Basilicata, attraverso il dipartimento Presidenza della giunta, e il dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei ministri. Gli ambiti di intervento dei progetti potranno spaziare dall’inclusione sociale alla comunicazione, dalla narrazione dei territori ai servizi e prodotti per il turismo alla filiera enogastronomica e alla sostenibilità ambientale e sociale. Le due giornate informative saranno rivolte a tutti coloro che operano nel settore della creatività e puntano ad assumere una valenza transnazionale mediante le co-produzioni tra gli operatori locali ed europei su temi che possono essere di interesse anche per le altre città e regioni dell’Unione. L’iniziativa punta sicuramente a rafforzare il Patto sancito in passato tra la Regione Basilicata e i più giovani. (bm9)

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Basilicata Mezzogiorno

Favorevoli i pareri della II Commissione L’organo consiliare responsabile di “Bilancio e programmazione” ha sentito il direttore dell’Arpab e l’amministratore dell’Ater di Matera La Commissione presieduta dal consigliere Antonio Autilio (Idv) ha sentito il direttore dell’Arpab, Raffaele Vita, in merito al rendiconto dell’esercizio finanziario 2011. Vita, in riferimento ai debiti extra bilancio e al disavanzo maturato nel 2010 ha detto: “Il debito di bilancio con le attività del 2012 è stato sostanzialmente saldato e con il 2013 l’ente dovrebbe raggiungere l’attivo di bilancio”. Il direttore e la responsabile dell’Unità operativa del settore finanziario dell’Agenzia, Patrizia Bianco, hanno precisato che “ad oggi, è stato pagato il 93 per cento degli arretrati ai dipendenti del comparto che facevano parte dei debiti fuori bilancio e che, per quanto riguarda la situazione debitoria dei dirigenti, risalente al 1999, si sta procedendo al saldo degli arretrati”. Su richiesta del consigliere Romaniello (Sel), Vita si è impegnato a far pervenire alla Commissione un rapporto sui crediti dei dipendenti e su come hanno inciso sul bilancio negli anni. Al termine dell’audizione, la Commissione ha votato: parere favorevole a maggioranza, con l’astensione dei consiglieri Navazio, Falotico e Mollica. Sì da parte dei consiglieri Autilio,

La sede dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente

Dalessandro, Romaniello, Restaino e Singetta. Audito poi l’amministratore unico dell’Ater di Matera, Innocenzo Loguercio, sul bilancio consuntivo 2011. Loguercio ha sottolineato che “sono stati ridotti nel 2011 gli incarichi esterni, ai quali non si è fatto nessun ricorso nel 2012”. Il documento è stato approvato a maggioranza, con l’astensione dei consiglieri Mollica e Navazio ed il voto favorevole di Autilio, Romaniello, Dalessandro, Restaino, Singetta e Vita.

Stessa votazione per la variazione al bilancio di previsione 2012 dell’Ater di Potenza. Parere favorevole all’unanimità, invece, per la variazione al bilancio di previsione 2012 e pluriennale 2012/2014 dell’Ente Parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del materano. In merito all’assestamento e variazione al bilancio di previsione 2012 e bilancio pluriennale 2012/2014 dell’Agenzia di promozione territoriale di Basilicata (Apt), la

Commissione ha deciso di procedere all’audizione del direttore generale dell’Ente, Gianpiero Perri. Infine, l’organismo consiliare ha espresso parere favorevole all’unanimità su due proposte di legge: la prima riguardante il sostegno dei gruppi d’acquisto solidale e popolare (Gasp) e per la promozione dei prodotti alimentari da filiera corta e di qualità; la seconda sugli interventi per lo sviluppo del commercio equo e solidale in Basilicata. (bm9)

Dal Consiglio Politica 1 Braia (Pd)

Archeologia Mollica (Mpa)

Uffici giudiziari Pdl di Navazio (Ial) e Mollica (Mpa)

“Gli annunci che stanno caratterizzando la ripresa dei lavori in Consiglio sono il peggior viatico per una fase politica che si annuncia delicata per la portata degli argomenti e rispetto ai quali vanno prese decisioni che segneranno il destino della Basilicata. Auspico che il confronto con il centro destra sia sempre più forte sul terreno della proposta politica e più attenuato su quello dell’avversione personale”. “Non penso debbano esistere da parte di nessuno né lezioni da impartire, né giudizi o sentenze da emettere, ma solamente soluzioni razionali ed innovative da ricercare”

“La notevole valenza storico-archeologica delle catacombe è acclarata, ormai, da tutti. Dall’inaugurazione nel 2007 però, dopo lavori di recupero, cosa è accaduto? E’ veramente un problema statico di fragilità del terreno o l’interesse verso il sito è miseramente scremato? Per questo motivo la raccolta firme promossa dalle associazioni di Venosa, per l’immediata apertura delle catacombe ebraiche, è stata da me condivisa appieno e gode di tutto il mio sostegno”.

Il consigliere regionale Alfonso Ernesto Navazio ed il consigliere Franco Mollica, hanno redatto una proposta di legge di “Modifica dei criteri di revisione della distribuzione sul territorio degli Uffici giudiziari“ indirizzata al Parlamento, che verrà depositata presso la Presidenza del Consiglio regionale e presentata alla stampa lunedì 17 settembre. La proposta di legge intende scongiurare la applicata visione ragionieristica della revisione della geografia giudiziaria. La presenza dello Stato sul territorio deve tener conto delle specificità dei diversi comprensori, altrimenti non si è in grado di assicurare ai cittadini l’effettività degli stessi diritti costituzionalmente garantiti per tutti”.

Comune di Pisticci Benedetto (Idv) “Lo ‘sfogo’ del sindaco di Pisticci, Di Trani richiede qualche risposta di carattere politico ed istituzionale a parte le risposte del suo partito chiamato pesantemente in causa. Penso che il Pd regionale debba sanare la ferita aperta con le elezioni comunali e le divisioni, ancora laceranti, dovute alle due liste, di cui quella autonoma di Di Trani. La mia proposta è di convocare una seduta straordinaria aperta delConsiglio regionale a Pisticci per affrontare tutte le questioni”.

Petrolio Autilio (Idv) “Registro con piacere che il sindaco di Viggiano, Alberti, riprende la mia proposta, che attraverso una interrogazione sul ristoro dei danni provocati nell’area industriale di Viggiano dall’attività del Centro Oli, mira a definire una normativa regionale di regolamentazione delle emissioni relative alla stazione petrolifera della Val d’Agri. E’ utile lavorare ad un provvedimento che serva a rafforzare la strategia di tutela del territorio e della salute. Una necessità ancora maggiore in previsione del potenziamento del Centro Oli dove sarà a breve costruita la quinta linea per incrementarne la produzione”.

Politica 2 Popolari uniti Ad Atella, domani, sabato 15 settembre a partire dalle ore 20, avrà luogo la festa provinciale dei Popolari uniti. Il tema dell’evento sarà incentrato su “Il cammino delle riforme, un nuovo governo dei territori: unico obiettivo difendere la Basilicata”. Interverrà tra gli altri il consigliere regionale, Luigi Scaglione. Con lui sul palco saranno presenti i dirigenti del partito e i consiglieri provinciali e comunali.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 14.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

18 24 Ore in Basilicata

Venerdì 14 settembre 2012

Nel direttivo della Fim a Melfi l’allarme per le prospettive dello stabilimento senza interventi urgenti

«Sata va salvata a tutti i costi» Ma glissano sulle vicende interne. Falotico: «Solo avvicendamento democratico»

MELFI - Si è svolto ieri mattina a Melfi il direttivo regionale della Fim Cisl di Basilicata. L'assemblea è arrivata in un momento davvero critico per il comparto metalmeccanico del sindacato confederale che ha recentemente affidato al segretario organizzativo della Triplice, Gianfranco Gasbarro la reggenza della Fim lucana dopo la sospensione di Antonio Zenga e dei suoi più stretti collaboratori. Direttamente dalla segreteria nazionale Cisl, ieri a Melfi sono giunti Ferdinando Uliano e Leonardo Burmo. Entrambi hanno però accuratamente evitato di intervenire pubblicamente sulla delicata questione della reggenza Fim salvo affrontare la crisi della Sata. «Non abbiamo più molto tempo - spiega il sindacalista, Uliano - anche perché si potrà ricorrere agli strumenti ordinari in Fiat come la cassa integrazione solo fino al prossimo luglio 2013. Il fatto che Fiat abbia deciso di fare nuovi investimenti sulla nuova Punto riteniamo sia una scelta sbagliata che dovrà essere rivista. Viceversa è importante lanciare un nuovo modello del marchio automobilistico torinese. Il fatto che non c'è più molto tempo è anche confermato dall'indotto Sata che ormai soffre maledettamente questa crisi». Il sindacalista confederale indica delle soluzioni: «per un settore auto che in Basilicata rappresenta circa il 30% del prodotto manifatturiero - aggiunge Uliano - e quindi diventa necessario, non solo da parte di Fiat ma soprattutto da parte del Governo, mettere in campo aiuti per tutte quelle aziende che investono. Certo Fiat deve fare la sua parte. Non più

tardi del 2010 Sata veniva osannata dai vertici del gruppo, come stabilimento modello grazie ai suoi cinque milioni di vetture prodotte. Fiat non si può sottrarre a precise responsabilità ma a noi tocca il compito di fare in modo che il gruppo torinese trovi condizioni favorevoli per fare i suoi investimenti. Lo hanno già fatto in Serbia e Brasile. La stessa liberale America con Obama è andata incontro a Fiat con una seria politica industriale e non assistenziale. Così si è salvata Chrysler che era praticamente fallita e così si può salvare la Sata oggi in crisi». Al tavolo dei relatori di Melfi ieri c'era anche il segretario regionale Cisl. “Tenendo conto che siamo in una fase di transizione commenta il leader lucano Cisl, Nino Falotico - abbiamo l'obbligo di prepararci per farsi trovare pronti all'alba della nuova giornata che arriverà. Fiat ha definito tutte le scelte del progetto fabbrica Italia meno che a Melfi e Cassino. Non tolleriamo questo comportamento della Fiat perché abbiamo contribuito a far avanzare il progetto fabbrica Italia che non può navigare a vista. Chiediamo pertanto chi si apra immediatamente un tavolo trilaterale con Fiat e Governo dove si prevedano politiche condizionate di sostegno per il rilancio». Infine sulla reggenza del comparto metalmeccanico. «Nella Fim lucana conclude Falotico - vi è stato un semplice avvicendamento democratico di una maggioranza diversa da quella che vi era prima. Infine posso confermare che la Cisl rimarrà in Basilicata senza accorpamenti alla Puglia». Vittorio Laviano

«Indotto sempre più debole»

BREVI RIFORMA FORNERO

Seminario Autonomie localil

Il direttivo Fim a Melfi

UIL

Fondo accessorio, trattativa alla Regione POTENZA - La Uil fa sapere che alla Regione Basilicata è in corso una trattativa con l’amministrazione sul fondo accessorio 2012. Ma a eccezione del dipartimento Attività Produttive gli altri dipartimenti non hanno ancora inviato le notizie necessarie relative alla spesa per il personale. Lo sottolinea in una nota la segreteria aziendale della Uil della Regione che - assicura nella nota - «si assumerà tutta la sua responsabilità per chiudere in tempi brevi la trattativa, in modo che i lavoratori possano percepire ad ottobre un anticipo sulla produttività». «Bisognerà tagliare oltre 660.000 euro e le Rsu – spiega la nota - stanno ascoltando i lavoratori per trovare una sintesi equilibrata e giusta tra le diverse categorie del personale. L’apprezzabile lavoro tecnico svolto dall’Ufficio personale, pur costituendo un passo avanti, non è stato ancora sufficiente a far chiudere la trattativa. Manca un piano dell’amministrazio-

ne che consenta di recuperare sul fondo le economie rivenienti da risparmi dovuti a migliore funzionamento degli uffici, a riduzione dei costi della politica. La spesa per lo straordinario va ridotta e, soprattutto, chiediamo che si riduca dal 19% a massimo il 10% la quota di straordinario destinato alle segreterie politiche». La Uil, inoltre, sollecita l’amministrazione a porre concreta attenzione sullo scorrimento delle graduatorie ancora valide, tenendo presente l’esodo e la conseguente vacanza di posti in pianta organica e auspica che nella prossima riunione si giunga ad conclusione condivisa e chiara, tenendo a cuore l’interesse e le aspettative di tutti i lavoratori le cui buste paghe sono sempre più leggere. Il sindacato informa pure del fatto che nella busta paga di settembre sarà riportata la somma di circa 150-200 euro rivenienti dall’integrazione del fondo 2011.

Centro Oli in Val d’Agri, Autilio: «La normativa nazionale va integrata»

Regolamentare le emissioni

«Serve un provvedimento regionale per rafforzare la tutela» «REGISTRO con piacere che il sindaco di Viggiano, Alberti, riprende la mia proposta, che attraverso una interrogazione nello specifico sul ristoro dei danni provocati nell’area industriale di Viggiano dall’attività del Centro Oli, è stata oggetto di discussione in Consiglio, nel mese di giugno scorso, per la definizione di una normativa regionale di regolamentazione delle emissioni relative alla stazione petrolifera della Val d’Agri. E’ un problema che ci stiamo tramandando da tanti anni e che coinvolge direttamente tutte quelle persone che vivono nell’area industriale di Viggiano, (in tanti hanno dovuto lasciare quell'area), quanti hanno terreni e aziende proprio nell'immediatezza del Centro Oli». Così il capogruppo di Idv, in Consiglio regionale Antonio Autilio. «E’, pertanto, utile – aggiunge - lavorare rapidamente ad un nostro provvedimento che, oltre a colmare la inadeguatezza normativa nazionale, serva sopratutto a rafforzare la strategia di tutela del territorio e della salute pubblica, obiettivi questi che hanno

Il Centro Oli

motivato la moratoria sulla ricerca petrolifera. Una necessità ancora maggiore in previsione del potenziamento del Centro Oli che, come è noto, sarà a breve interessato dai lavori di costruzione della quinta linea proprio con l’obiettivo di incrementarne il ciclo di produzione. Vorrei ricordare in proposito – evidenzia Autilio - che la Regione Sicilia, al di là dei parametri nazio-

nali riferiti all’S02, all’N02, all’NHC, vale a dire il biossido di zolfo, l’assido di azoto e l’idrocarburo non metano, ha stabilito, con un decreto, il limite dei parametri di alcuni indicatori specifici, adeguando la normativa nazionale alle esigenze del territorio interessato; con lo stesso spirito dovrà procedere la nostra Regione. Inoltre, la notizia diffusa da sindaco Alberti sul

trasferimento da parte dell’Eni all’Arpab delle quattro centraline per troppo tempo ferme e non ancora funzionanti, come ho segnalato da mesi – continua il capogruppo di Idv - è senza dubbio un passo avanti verso l’attuazione concreta di una serie di misure di prevenzione che devono riguardare oltre il monitoraggio di aria, terra ed acqua, anche l’inquinamento acustico». «Preoccupanti, inoltre – sostiene Autilio - sono le notizie relativamente alle quali l’Eni vorrebbe acquistare le aree circostanti il Centro Oli, specie se ciò comportasse, con l’acquisizione delle titolarità di quelle aree da parte dell'Eni , la facilità di poter poi immaginare un ampliamento delle aree del Centro Oli, con tutte le problematiche che possono derivare a cascata. Rinnovo, a tal proposito, la sollecitazione, e su questo il Sindaco di Viggiano ha un compito specifico importante da svolgere, di intervenire per cercare di perimetrare bene quelle che saranno le aree potenzialmente utilizzabili nel prossimo futuro».

Bando sulla creatività

Avviso pubblico per nuovi progetti

PROMUOVERE progetti altamente innovativi coinvolgendo la comunità giovanile lucana e dando la possibilità ai giovani (di età compresa tra i 14 e i 35 anni) di venire a contatto con centri di eccellenza nazionale ed internazionale. E’ questo l’obiettivo dell’avviso pubblico “Progetti innovativi per l’avvio e la valorizzazione della rete dei centri perla creativitàgiovanile” (pubblicato sul Bur il primo luglio 2012) che sarà presentato questa mattina dall’Ufficio di programmazione della Presidenza della Giunta alle 10 presso il Centro per la Creatività di Tito e lunedì 17 alle 15 nel Centro per la Creatività di Matera, presso Casa Cava. L’Avviso rientra nell’ambito del Patto con i Giovani e dell’Accordo sottoscritto tra la Regione Basilicata - Dipartimento Presidenza della Giunta e il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Gli ambiti di intervento dei progetti potranno spaziare dall’inclusione sociale alla comunicazione, dalla narrazione dei territori ai servizi e prodotti per ilturismo alla filiera enogastronomica e alla sostenibilità ambientale e sociale.

POTENZA Gli Enti locali si organizzano per recepire la cosiddetta “Riforma Fornero” e per capire quali riflessi ed effetti avrà sul lavoro pubblico. Per questo l’ufficio Autonomie locali della Regione Basilicata ha organizzato per domani a Potenza (ore 9, palazzo del Consiglio regionale) un seminario di studi rivolto ai dipendenti degli Enti locali e finalizzato ad approfondire le linee generali della riforma, con focus su lavoro “precario” e limiti al lavoro flessibile nelle amministrazioni pubbliche. Tra i temi che tratteranno Pasquale Monea, dirigente dell’ufficio Autonomie locali, e Luigi Oliveri, Riviste Enti locali, vi sono inoltre le modifiche alle forme flessibili di lavoro e il sistema delle tutele dei lavoratori del “nuovo” articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

INFORMAZIONE

Incontro dell’Ordine a Matera MATERA Come e con quali strumenti si può attivare una corretta informazione. Di questo si discuterà durante un incontro, promosso dall’Ordine dei giornalisti della Basilicata, in programma alla Camera di Commercio di Matera lunedì 24 settembre alle 9.30. L’iniziativa – è scritto in una nota consentirà di approfondire temi attuali per la professione giornalistica, a cominciare dalla recente riforma che la riguarda. Sarà il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Domenico Sammartino, ad illustrarne i contenuti e le ricadute nello svolgimento quotidiano del lavoro giornalistico. A Ruben Razzante, invece, toccherà affrontare gli aspetti legati ai linguaggi dell’informazione, alla deontologia della professione e al nuovo volto dei media nell’epoca di internet. Il convegno – precisa la nota - è stato realizzato grazie ai contributi di Regione Basilicata, Provincia di Matera, Comune di Matera. Media partner dei lavori, che saranno trasmessi anche in diretta streaming, è il portale di informazione Sassiland”.


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Basilicata Mezzogiorno Venerdì 14 settembre 2012

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Navazio insieme a Mollica propongono una modifica alla legge

«Ecco come salvare il Palazzo di giustizia» MELFI - Nonostante la legge parli chiaro, i consiglieri regionali Ernesto Navazio e Francesco Mollica intravedono uno spiraglio per salvare il tribunale di Melfi. . Hanno redatto una proposta di legge “Modifica dei criteri di revisione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari” indirizzata al Parlamento, che verrà depositata oggi presso la Presidenza del Consiglio regionale e presentata alla stampa lunedì 17 settembre. Il testo, che vede come primo firmatario Alfonso Ernesto Navazio, «intende modificare la Legge delega n. 148/2011 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 13 agosto 2011, n.138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari”, al fine di garantire che tra i criteri di revi-

sione della geografia giudiziaria “abbiano priorità la salvaguardia del presidio territoriale dello Stato, tenuto conto delle caratteristiche geomorfologiche del territorio, della carenza di collegamenti stradali e ferroviari all'interno delle circoscrizioni di riferimento, del tasso di criminalità organizzata” (art.1)». «Tra gli obiettivi della proposta, - riprende la nota - anche quello di estendere la facoltà data ai Comuni di farsi carico degli oneri di funzionamento degli Uffici del Giudice di Pace, di sostenere le spese relative ai costi degli edifici giudiziari in luogo del Ministero della Giustizia al fine di garantire la permanenza del Tribunale nel proprio comprensorio (art. 3 e 4). Inoltre il testo chiarisce che il criterio di individuazione dei Distretti di Corti d'Appello deve essere basato sulla presenza di minimo 3 tribunali (art.2), senza fissare il numero massimo». La

stessa sarà presentata al Presidente del Senato della Repubblica, per l'avvio dell'iter parlamentare, considerato il regolamento interno del Senato che ne agevola la procedura. Infatti, l'articolo 74, comma 4 del Regolamento del Senato stabilisce che “le competenti commissioni debbono iniziare l'esame dei disegni di legge presentati dai Consigli regionali ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione ad esse assegnati entro e non oltre un mese dal deferimento” «La proposta di legge emendativa della legge n. 148/2011 precisa Navazio - intende scongiurare la “applicata” visione ragionieristica della revisione della geografia giudiziaria. La presenza dello Stato sul territorio deve tener conto delle specificità dei diversi comprensori, altrimenti non si è in grado di assicurare ai cittadini l'effettività degli stessi diritti costituzionalmente garantiti per tutti».

Navazio e Mollica

Per adesso non ci sono margini. Rimane il paradosso dei condizionatori montati

C’era una volta il tribunale

Ieri la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto firmato da Napolitano MELFI - Qualcuno forse si era illuso. Dopo la firma sul decreto legislativo in materia di nuova geografia giudiziaria da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano c'era chi sperava che quella legge, in qualche modo, poteva essere stata cambiata. Invece niente. Ieri mattina, inesorabile è arrivato l'ultimo atto di questa intricata vicenda: la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Sono due decreti, si chiamano D.Lgs 07/09/2012, n. 155 e n. 156 e sanciscono definitivamente la “morte” dello storico tribunale di Melfi. Un palazzo di giustizia paradossalmente ancora vivo. Anche per il Ministero competente. Nei giorni scorsi, infatti - e noi de “Il Quotidiano” lo abbiamo prontamente riportato - sono stati montati dei nuovi condizionatori. Lavori probabilmente già previsti, che aumentano lo sconforto tra chi quel tribunale anche la commissione voluta ad hoc dal ministero e guidata dal funzionario Birritteri - lo voleva mantenere. Sono stati infatti spesi circa 20.000 euro. E'singolare che un palazzo di giustizia viene chiuso per contenere i costi, e, una volta chiuso, vengono destinati fondi per la messa in opera di condizionatori. «L'ennesima beffa» sentenzia qualcuno. Uno schiaffo alla “spending review”. In città c'è oramai rassegnazione. Pochi parlano. Ma qualcosa si farà. Ce lo ha fatto capire nei giorni scorsi il pre-

COSA SUCCEDERÀ

Almeno per un anno le udienze rimarranno MELFI - Cosa ne farà il Ministero della struttura? Questo ancora non è dato sapere. Certo uffici e personale, ovviamente non verranno trasferiti da un giorno all’altro a Potenza. Ci vorrà un tempo “tecnico” per affrontare tutte le questioni. Probabilmente, legge alla mano, qualcosa comincerà a muoversi nel breve periodo. Prima di tutto entro un anno dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, tutto il personale, magistrati e amministrativi, dovrà essere spostato nelle sedi accorpanti, nel caso di Melfi dovrà essere trasferito nel capoluogo. Nello stesso periodo dovrà essere completato lo spostamento di tutto il materiale e la documentazione. In questi dodici mesi le udienze si terranno nelle sedi soppresse. «Se sussistono specifiche ragioni organizzative e funzionali» il tribunale accorpante potrà utilizzare gli uffici dell'accorpato per un periodo non superiore ai 5 anni. Qualcuno direbbe “ne passerà di acque sotto i ponti”e poi si sa “fatta la legge trovato l’inganno” e un governo “politico” per accontentare un territorio può far “risorgere” anche un tribunale.

Sopra un’immagine del corteo romano del luglio scorso. A lato un’immagine del tribunale durante l’occupazione e a destra i condizionatori montati nei giorni scorsi

sidente dell'Area programma Michele Sonnessa. Due le strade possibili. La prima. Il ricorso al Tar del Lazio contro un decreto definito dallo stesso sindaco di Rapolla «illegittimo». Poi il ricorso al Consiglio di Stato. In entrambi i casi ci vorrebbe un'unità politica che fino ad adesso non c'è

stata. Il Vulture Melfese ha combattuto quasi in solitudine questa battaglia. Prese di posizione ce ne sono state. Alcune - è un dato di fatto - sono state tardive. In taluni periodi è addirittura sceso un silenzio assordante. La questione di “Lagonegro” ha pesato in passato e,

forse sarà un boccone amaro difficile da digerire ancora per diverso tempo. Leggendo il decreto, fa notare qualcuno, per la sopravvivenza dei tribunali si è tenuto conto di «criteri oggettivi e omogenei» in base «all'estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e

dell'indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, e del tasso d'impatto della criminalità organizzata». Quest'ultimo punto forse discriminante rispetto all'altro tribunale lucano - è sempre stato focale nelle

discussioni, anche Parlamentari, che si sono succedute negli ultimi mesi. E' indubbio che la presenza di un tribunale in una zona come il Vulture - Melfese, ha contribuito alla lotta contro la criminalità. Ma forse questo aspetto al Ministro è sfuggito. g. r.


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Basilicata Mezzogiorno

12 Primo piano

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I conti di Potenza

La storia dei terreni di Malvaccaro e Murate Una nuova tegola cade sul Municipio

Il Comune, i suoli e la proprietà Il Tar dà ragione ai cittadini: l’esproprio sbagliato non intacca la cessione delle aree di SARA LORUSSO Il Comune non può costringere i titolari di alcuni alloggi di Malvaccaro e Murate a comprare i suoli, su cui sorgono le abitazioni. E poco conta che l’ente ne è diventato proprietario dopo un giudizio sugli espropri finito male e risarcimenti milionari sborsati ai titolari originari dei suoli. Quelle cause, infatti, non hanno travolto anche le convenzioni di assegnazione delle aree alle cooperative che poi hanno costruito. E’ il nodo delle due sentenze con cui il Tar di Basilicata ha accolto il ricorso di alcuni cittadini, difesi dagli avvocati Luca Di Mase e Vincenzo Basile. Sono residenti tra Malvaccaro e Murate, in quegli alloggi costruiti sui suoli dei maxi espropri. Questi sono solo alcuni dei ricorsi che sulla stessa vicenda ancora attendono giudizio. Nei prossimi giorni dovrebbero arrivare nuove sentenze ed è difficile pensare che l’orientamento dei giudici possa cambiare radicalmente. «E’ l’ennesima tegola - per dirla con il sindaco Santarsiero - l’ennesimo giudizio negativo che ci viene da pratiche del passato». Prima di deliberare la vendita forzata dei suoli ai cittadini, con un atto di un anno fa, la politica comunale - maggioranza e opposizione - aveva dibattuto parecchio, tra mille polemiche e altrettanti dubbi. La delibera è tornata in commissione diverse volte. Le convenzioni tra il Comune di Potenza e le coope-

Macchia Giocoli e, nel riquadro, il Tar

rative - con cui si stabiliva come regolare il diritto di superficie per la realizzazione delle abitazioni - risalgono a parecchi anni fa. A Malvaccaro (zona Macchia Giocoli) il diritto di superficie veniva concesso per 99 anni; a Murate, invece, veniva ceduta la proprietà in cambio di un pagamento. Anni dopo, poi, è cominciato il famoso iter giudiziario che ha portato il Comune come in altri numerosi casi a dover sborsare risarcimenti milionari per espropri sbagliati. I proprietari originari dei suoli, sia nel caso di Malvaccaro, sia per i terreni di Murate, hanno chiesto l’annullamento delle assegnazioni dei suoli alle cooperative per via amministrativa. Hanno ottenuto, poi, in sede di giu-

dizio civile, un risarcimento danni per l’occupazione abusiva dei terreni da parte di Comune e cooperative edilizie. In entrambi i casi, in primo grado il tribunale di Potenza aveva condannato in solido Comune e cooperative edilizie al risarcimento. In Appello, invece, i giudici hanno stabilito che la responsabilità dell’occupazione illegittima dei suoli è tutta a carico del Municipio. Quel risarcimento (circa 3 milioni di euro per la vicenda di Murate, di più per quella di Malvaccaro) è stato liquidato dal Comune, costretto, anni dopo l’avvio degli espropri, ad aprire debiti fuori bilancio e mutui riparatori. Solo un anno fa, però, a Palazzo di città si è rimesso ma-

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«SE il sindaco dice che la città è diventata più ricca, prende un grosso abbaglio». Non è questione di fiducia nei parametri sul reddito dei cittadini, quanto piuttosto da una «lettura unilaterale che se ne fa». Ha parecchie cose da dire, Michele Napoli, che parte dal bilancio comunale per raccontare cosa non va in questa amministrazione cittadina. Consigliere comunale e regionale del Pdl, spiega come a Potenza, in realtà, ci sia poco da stare tranquilli. «La lotta all’evasione fiscale, a differenza di quanto dice il sindaco Santarsiero, ha subito un calo. E a poco serve chiamare in causa i milioni di euro investiti in lavori pubblici come strumento di crescita dell'economia locale. Non sa forse che la maggior parte dei redditi dichiarati sono quelli dei giovani precari costretti ad aprire - e poi chiudere in fretta - le partite iva? E non sa che il costo della vita è talmente aumentato che un lieve incremento del reddito non è garanzia di tranquillità?». Questo è lo scenario generale in cui Napoli innesta le critiche alle scelte economiche del Municipio di Potenza. E comincia con un «mito da sfatare». Che il Comune capoluogo non abbia risorse sufficienti per garantire i servizi è cosa nota. Ma la difficoltà - dicono spesso da Palazzo di città - è peggiore di quella che accomuna tutti gli en-

no alla vicenda. A maggio del 2011, dopo lunghe discussioni politiche e numerosi rinvii in consiglio comunale, è stata approvata la delibera con cui si chiedeva alle cooperative o ai soci assegnatari di quei suoli di pagarne il valore. L’ente, infatti, ne è diventato proprietario dopo la condanna e l’aver pagato il risarcimento per l’occupazione illegittima. Se i cittadini che su quei suoli hanno costruito le abitazioni non avessero assolto alla richiesta, il Comune minacciava ricorso all’accessione (a quell’opzione che permette al titolare di un suolo di divenire proprietario di ciò che vi dimora sopra). Ma, dicono i giudici del Tribunale amministrativo, il Municipio non ne aveva diritto.

L’ANALISI

E’ vero, il Comune - scrivono nella sentenza - ha il diritto di proporre alle cooperative o ai singoli soci l’acquisto della proprietà, almeno nel caso di Macchia Giocoli, dove c’è “solo” titolarità di superficie. Contemporaneamente, però, la cooperative edilizie, titolari di proprietà superficiaria, «hanno il diritto di edificare e mantenere al di sopra di quel suolo la costruzione, fino alla scadenza del termine previsto dalla convenzioni», per l’area di Malvaccaro fissato in 99 anni. A Murate, invece, la convenzione richiamava direttamente il passaggio di proprietà. Il punto fissato dai giudici - che inevitabilmente contribuirà a decidere il destino anche di altri casi simili - riguarda proprio la validità di

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«Una scusa banale»

Così potevano chiudere i conti del dissesto Il consigliere regionale Michele Napoli

Napoli (Pdl): «Le risorse usate per altro»

ti locali del Paese. «L’amministrazione - dice Napoli - dichiara di poter fronteggiare soltanto le spese obbligatorie per legge o per contratto, riducendo al limite di sopravvivenza i servizi pubblici e l'annullamento di qualsiasi spesa di sviluppo». Ora, «l’amministrazione comunale fa risalire tutte le difficoltà finanziarie

quelle convenzioni: «non risulta - scrivono - affatto scalfita dalle numerose pronunce giurisdizionali intervenute nel corso dell’ultimo trentennio». «Solo allo scadere del termine previsto dalle convenzioni, a loro tempo stipulate con le cooperative, il Comune di Potenza oggi proprietario dei terreni - aggiungono i giudici del Tar di Potenza - potrà acquistare per accessione la proprietà delle costruzioni su di essi edificate», ma sempre dopo una pronuncia in giudizio. C’è anche un altro appunto che il collegio muove all’ente di piazza Matteotti. Con la delibera impugnata, il Comune non solo ha fissato in maniera unilaterale il prezzo dei suoli, ma minacciava «di disporre l’acquisizione al patrimonio del Comune degli alloggi, in forza di una particolarissima quanto errata interpretazione dell’istituto dell’accessione». L’amministrazione, spiega la sentenza, non poteva pensare che l’annullamento dei provvedimenti delle pratiche di esproprio finite male, in automatico facesse cadere le convenzioni stipulate con le cooperative. Del resto, ribadiscono, la giustizia aveva già stabilito in via definitiva che le responsabilità delle occupazioni errate sono tutte a carico del Comune. I cittadini, tra l’altro, avevano fatto affidamento sulla bontà degli atti stipulati con l’ente pubblico: devono poter godere di un diritto (il possesso del suolo) per cui avevano anche pagato un prezzo all’epoca.

alla riduzione dei trasferimenti pubblici, ma soprattutto alla pesante eredità delle gestioni pregresse, la cui cattiva amministrazione è poi sfociata nel dissesto finanziario del 1995. Quel default, ci spiegano sempre, ancora oggi obbliga l’ente a pagare una rata annuale del residuo debito di circa 12 milioni di euro, di

cui circa 6 milioni di soli interessi». A queste condizioni, «è evidente che non resta nulla nelle entrate comunali da destinare alla cosa pubblica». Qual è lo stato delle cose? «In realtà - dice Napoli - la precaria situazione finanziaria del Comune è poco condizionata dall'eredità del dissesto». A sostegno della dichiarazione il consigliere snocciola le cifre agli atti. «Durante il primo mandato del sindaco Santarsiero, nel 2003, il debito residuo da pagare attraverso mutui ammontava a poco più di 101 milioni di euro». Di quella cifra, 1.426.000 euro derivavano da opere pubbliche realizzate prima del dissesto, 56.600.000 euro erano quelli legati a opere realizzate dopo. «Dunque c’erano più di 58 milioni di euro estranei al dissesto». I mutui contratti, invece, in seguito al default dell'ente che rimanevano aperti all'insediamento della prima legislatura Santarsiero erano circa 43 milioni di euro». «La differenza con la somma complessiva messa in bilancio sta nei mutui contratti dall'amministrazione Santarsiero, che non può inserire l'intera cifra sotto la voce “eredità negativa”.

Troppo facile». Ma non è tutto. «La commissione straordinaria di liquidazione ha dotato l’amministrazione di tutte le risorse necessarie per chiudere fin da subito ogni pendenza derivante dal dissesto, compresa l'estinzione anticipata dei mutui». Napoli ricorda come la commissione abbia restituito al Comune più di 8 milioni di euro, tra liquidità e crediti da riscuotere. «Ha poi stilato una lista di immobili da vendere del valore stimato di circa 32 milioni di euro. Il punto è che queste cifre andavano investite per estinguere anticipatamente i mutui, non per pagare altri debiti contratti. In questo modo ci sarebbe stato un risparmio sugli interessi di circa 2.500.000 euro». Insomma, se l’amministrazione avesse seguito gli indirizzi della commissione liquidatrice «il debito residuo del dissesto di circa 43 milioni di euro - dice Napoli - sarebbe stato ampiamente coperto dalle risorse ricevute in eredità dall'organismo». Il dubbio, fa notare il consigliere, è che nella stesura del bilancio, per far quadrare i conti «si sia scelto di fare affidamento tra i residui attivi su crediti vantati che, oramai, non sono più esigibili». Ecco perchè, conclude, su questo chiederà conto, magari con un'interrogazione. «Tanto per vederci chiaro». sa.lo.

Il residuo nel 2003 era pari a 43 milioni di euro


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Formazione

Dal 25 al 28 ottobre a Viggiano una scuola sullo sviluppo sostenibile

Quel petrolio che richiama “cervelli” Un think tank in Basilicata e nell’area euromediterranea. Scadenza candidature 30 settembre Le parole di alcuni dei componenti del coordinamento scientifico

ROMUALDO COVIELLO Coordinatore scientifico e Responsabile Sportello per lo Sviluppo di Viggiano L'ente locale e il comune di Viggiano hanno deciso di impegnarsi nell'istituzione di questa scuola per due motivi: 1) siamo nel cuore di un dibattito che è rivolto all'estrazione e ampliamento dell'estrazione petrolifera accompagnata da una forte resistenza del territorio; 2) abbiamo analizzato che ci sono tantissimi giovani ricercatori universitari lucani che lavorano all'estero che potrebbero e dovranno dare un nuovo modello di sviluppo di economia sostenibile alla loro regione. . Creare una scuola a Viggiano significa utilizzare parte delle risorse del petrolio per far nascere dal petrolio una nuova intelligenza dando risposte complesse ad un'area che è molto importante ai fini della crescita della regione Basilicata

MARIO POLESE Una forte e decisa apertura in termini di coo- bile in territori caratterizzati dalla presenza perazione internazionale istituzionale, im- di risorse naturali (Parco dell’Appennino Luprenditoriale ed universitaria verso i paesi cano), acqua (Diga del Pertusillo) e petrolio della sponda Sud del Mediterraneo e del Cen- (Centro Oli Eni ) con problemi di tutela amtro Asia può ampliare gli orizzonti commer- bientale. La Scuola, organizzata dallo Sporciali, ma ancor prima determinare un forte tello Sviluppo del Comune di Viggiano ed il accrescimento delle competenze endogene. Centro Studi Basilicata Mediterraneo, è aperLa Basilicata, area con uno dei più alti tassi di ta a 40 giovani talenti tra italiani, europei e dei dotazione territoriale pro capite può, con il paesi dell’Area Mediterranea ed è finalizzata contributo dei suoi tanti talenti, provare a gio- ad una riflessione sui temi dello sviluppo locacarsi il ruolo di big player nella partita del le. Dal 25 al 28 ottobre, presso l'Hotel TheotoMezzogiorno ponte tra Mediterraneo ed Eu- ko e Hotel dell’Arpa di Viggiano, gli studenti ropa dando spessore ai problemi connessi al- selezionati si ritroveranno a lavorare in grupl'estrazione petrolifera e approfondendo le pi di lavoro tematici suddivisi in cinque settocondizione di arretratezza e le opportunità ri particolari: economia regionale nel nuovo contesto euro-mediterraneo; per l'economia dell'area. E' con questo intento che nasce proprio Una scuola aperta energia, risorse naturali e sviluppo economico; ambiente e tutela a Viggiano, la valle interessata da estrazioni petrolifere, la pri- a 40 giovani talenti delle risorse; infrastrutture e tudel territorio, valorizzazione ma edizione della "Susteinable italiani, europei tela e sviluppo del patrimonio storico, Development School" che si terrà e paesi dell’area culturale e sociale e a redarre un dal 25 al 28 ottobre. Questa un'idocumento finale per settore. Il dea forte di un matching commediterranea ruolo di coordinatore scientifico plesso tra cervelli di ogni parte del mondo, junior e senior, che ha di cui 15 lucani della Scuola è rivestito dal professore Romualdo Coviello, mentre l’ambizione di provare ad indicare un tracciato fortemente innovativo e delle la direzione è affidata a Mario Polese. Tra i tuproposte concrete per la Val d’Agri, area pilo- tors presenti: Prof. Nicola Persico (Manageta di un ripensamento globale della progetta- rial Economics and Decision Sciences, Norzione dello sviluppo. La mission è quella di sti- thwestern University), Luca Bianchi (Vice molare confronti tra Istituzioni - Comune di Direttore Svimez), Carmelo Petraglia (EcoViggiano, Regione Basilicata, Parlamento nomia regionale nel nuovo contesto euro-meEuropeo, Università degli Studi di Basilicata - diterraneo, Unibas), Severino Romano e Associazioni che promuovono l’internazio- (Energia, risorse naturali e sviluppo econonalizzazione dell’economia nell’area euro- mico, Unibas), Albina Colella (Ambiente e tumediterranea - a livello nazionale, Istituto Ita- tela delle risorse), Salvatore Masi (Infraliano per l’Asia ed il Mediterraneo (Isiamed) strutture e tutela del territorio, Unibas), Mied a livello regionale, Centro Studi Basilicata chelangelo Laterza (Valorizzazione e svilupMediterraneo (Cebasmed) - per approfondire po del patrimonio storico, culturale e sociale, le questioni concernenti lo sviluppo sosteni- Unibas).

COME PARTECIPARE

Online tutte le informazioni sulla school La Scuola è aperta a studenti italiani e stranieri, under 40, in possesso del titolo di laurea almeno triennale in materie giuridiche, umanistiche, economiche e scientifiche così ripartiti: 15 partecipanti nati in Basilicata che svolgono o hanno svolto attività di studi e ricerca presso Università e Centri di Ricerca, con particolare preferenza per le sedi estere; 5 partecipanti nati nei paesi dell’ Area Mediterranea (Albania, Algeria, Cipro, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Libia, Malta, Marocco, Mauritania, Oman, Palestina, Qatar, Tunisia, Turchia); 5 partecipanti nati nei paesi dell’UE; 5 partecipanti nati nelle altre Regioni italiane; 10 partecipanti nati nella Val d’Agri che svolgono attività di studi e ricerca. Per poter partecipare, ciascun candidato dovrà inviare

entro e non oltre il 30/09/2012 una mail all’indirizzo cebasmed@gmail.com con: Modulo di iscrizione con consenso al trattamento dei dati personali; Curriculum vitae et studiorum; Executive Summary d’approfondimento su “La questione economica in Basilicata: tra sviluppo forzato e sviluppo sostenibile”; Estratti da ricerche e pubblicazioni del Prof. Romualdo Coviello” da presentare in Power Point ( min 4 - max 8 slides), ove ci si presenti (1 slide), si indichi il perché si è scelto di partecipare a questa scuola (1 slide) e si proponga un’idea/progetto/modello di sviluppo sostenibile nella tematica prescelta (da 2 a 6 slides); Copia di documento di riconoscimento in corso di validità La sopraindicata documentazione è scaricabile dal sito www.sdschool.eu

Presidente Centro Studi Basilicata Mediterraneo La sfida che la scuola di Viggiano sullo sviluppo sostenibile vuole lanciare è quella della cooperazione internazionale allargata. L’idea è quella di una progettazione partecipata delle politiche di sviluppo territoriale che coinvolgano personalità endogene lucane in matching con altri illustri colleghi nel mondo della ricerca studi e professioni del paese del Mediterraneo, Europa e altre regioni italiane. Come Centro Studi Basilicata Mediterraneo crediamo che il confronto sia la base dello sviluppo e che, in questo particolare momento di crisi che stiamo attraversando, sia arrivato il momento di mettere in gioco quelle che sono le competenze e professionalità. Questa scuola vuole essere un'opportunità per il territorio, per la Val D'Agri per la Basilicata tutta e per coloro i quali parteciperanno. L'auspicio e l'augurio e che i lavori possano portare a delle linee guida per la programmazione regionale di sviluppo

SALVATORE MASI Infrastrutture e tutela del territorio IL valore aggiunto di questa iniziativa è anche quello di riportare l'attenzione degli operatori e stakeholders che non hanno cognizione diretta delle tematiche da un lato e potenzialità dall'altro. Credo che la stessa formula che chiama e mette insieme giovani e intelligenze locali con esperienze esterne sia il miglior viatico per poter arrivare ad una definizione e proposta da sfruttare come contributo per lo sviluppo locale e regionale

MICHELANGELO LATERZA Valorizzazione e sviluppo del patrimonio storico, culturale e sociale La sfida è importante: chiedere a giovani ricercatori, soprattutto con esperienza maturata all'estero e provenienti la maggior parte dalla nostra regione, di occuparsi di possibili scenari di sviluppo sostenibile per questa regione con un occhio particolare ad un territorio più vasto che è quello del mediterraneo.

SEVERINO ROMANO Energia, risorse naturali e sviluppo economico La Scuola di Viggiano, che intendiamo mettere in piedi, potrebbe risultare un modo per affrontare i problemi dello sviluppo in modo innovativo. Puntiamo sui giovani, vogliamo che i giovani siano partecipi della vita regionale e siano partecipi del suo sviluppo. Questa è una scommessa che speriamo di vincere.

CARMELO PETRAGLIA Economia regionale nel nuovo contesto euro-mediterraneo In un contesto di risorse pubbliche scarse diventa urgente la necessità di inquadrare il problema del rilancio dell'economia nazionale individuando pochi assi strategici in quelle aree meridionali, come quelle locali, che hanno risorse ancora inutilizzate o poche espresse. In questa direzione va l'iniziativa promossa dallo sportello di Viggiano con il Centro Studi Basilicata Mediterraneo


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Basilicata Mezzogiorno

BASILICATA PRIMO PIANO I III

Venerdì 14 settembre 2012

AUTOSTRADA

ANCORA LAVORI SULLA STRADA Chiusura necessaria per consentire i lavori sulla A3. Ma gli imprenditori avevano chiesto all’Anas di prevedere alternative migliori

GALDO RISCHIA L’ISOLAMENTO

LAINO NON CONVINCE Bocciata l’idea di utilizzare lo svincolo di Laino: «Non è adatto all’inversione di mezzi pesanti diretti all’area industriale»

«Lo svincolo chiuso ci affosserà» Protesta di amministratori e imprenditori sulla A3 per chiedere una rampa alternativa PINO PERCIANTE l Lauria si mobilita contro la chiusura della rampa in uscita, direzione Reggio Calabria, dello svincolo Lauria Sud della A3. Ieri amministratori, imprenditori, commercianti e cittadini sono scesi in strada invadendo il piazzale di fronte la scuola elementare di Galdo, a poca distanza dallo svincolo che rappresenta uno snodo cruciale per la circolazione. Infatti, porta a Galdo, area strategica in quanto ricca di insediamenti industriali e commerciali. Ora si pone la necessità per chi vuole raggiungerla di uscire a Lauria Nord e percorrere la vecchia statale 19 per una quindicina di chilometri, oppure, in alternativa, scegliere di proseguire in autostrada fino allo svincolo di Laino Borgo, uscire per poi rientrare e tornare indietro. TRAGITTO - In sostanza si tratta di un percorso di 15 chilometri in più rispetto al tragitto tradizionale. Pur tuttavia è quello che l’Anas consiglia. Ovviamente sia in un caso che nell’altro ci sono una serie di disagi a cui vanno incontro gli utenti dell’autostrada. Anche in considerazione del fatto che tale chiusura non avrà la du-

Giovanni Suanno

Giovanni Miraglia

Sabina Rossi

Rosario Sarubbi

Gaetano Mitidieri

Domenico Albanese

rata di qualche giorno ma si dovrà protrarre per tre mesi visto che lo svincolo dovrà rimanere chiuso fino al 14 dicembre. SOLUZIONE - Certo, i cittadini si rendono conto che la chiusura è necessaria ma vorrebbero una soluzione alternativa, peraltro già prospettata.

Ma a sentire il vice sindaco Rosario Sarubbi «L’altro giorno è arrivata la decisione improvvisa da parte dell’ente di chiudere lo svincolo con tutti i disagi e le difficoltà che ciò comporta (dalla riunione di ieri pomeriggio è emerso che per far fronte ai disagi la rampa dell’area di servizio di Galdo ovest rimarrà aperta dalle 7.30 di mattina alle 8.30 di sera fin-

I COMMENTI LE PREOCCUPAZIONI DEGLI IMPRENDITORI DELLA ZONA

Un anno fa il tracollo con il blocco sulla Sinnica l La pioggia non ferma la protesta. Ci sono amministratori, imprenditori, cittadini, tutti uniti per protestare contro la chiusura dello svincolo. «La chiusura ci costa soldi – dice Giovanni Suanno amministratore del centro commerciale Cityper -. Già l’anno scorso abbiamo subito grosse perdite per la chiusura dello svincolo di Lauria Nord che bloccava l’afflusso dai paesi dalla Sinnica. E ora comincia la conta dei danni per la chiusura dello svincolo di questi giorni. Già ieri abbiamo registrato una flessione di incassi superiore al 50 per cento. Purtroppo se non si trova una soluzione saremo costretti contro voglia al ridimensionamento del STRADA Lo svincolo personale». La protesta è fatta anche per sostenere la proposta alternativa degli amministratori comunali: una rampa alternativa. «Da noi suggerita – evidenzia il sindaco Gaetano Mitidieri - già dal 28 maggio, però solo oggi ci hanno risposto quando il disagio è già in atto mentre poteva essere evitato. La rampa è stata autorizzata ma ci vorranno alcuni giorni per realizzarla». Nel frattempo cosa succede? «Ci sono le rampe della stazione di servizio di Galdo Ovest che potrebbero servire a fronteggiare i disagi per il tempo necessario a realizzare la rampa alternativa». «La soluzione si im-

pone altrimenti qui non si circola più - dice il sindaco di Castelluccio Inferiore Roberto Giordano - . La chiusura dello svincolo crea disagi anche ai paesi della valle del Mercure. «Immaginate i ragazzi che vano a scuola a Lagonegro – continua Giordano - al ritorno i pullman sono costretti ad uscire a Laino e tornare indietro: quindici chilometri in più. Già i ragazzi arrivano a casa alle tre, arriverebbero alle quattro. Questo per tre mesi, se va bene. Senza contare che economicamente parlando sarebbe crisi seria per la zona». Sui problemi che si pongono economicamente insiste un altro imprenditore della zona, Giovanni Miralglia che ricostruisce e vende pneumatici. «Non si può chiudere uno svincolo così importante dalla sera alla mattina – tuona -. Stamattina ho dovuto accompagnare io un mio fornitore a Laino, farlo girare, fare delle manovre per poi portarlo qui a Galdo dove siamo noi. L’ho fatto perché è un mio fornitore. Ma questa cosa ci crea un sacco di disagi, oltre al fatto che lo svincolo di Laino non è idoneo per l’inversione dei mezzi pesanti. Non ci devono mettere in difficoltà perché siamo proprio noi piccoli imprenditori che manteniamo l’economia italiana. Altrimenti saremo costretti a chiudere baracca e burattini e la disoccupazione aumenterà sempre più». Timori condivisi da Domenico Albanese. Preoccupata Sabina Rossi, una delle lavoratrici del centro commerciale City: «Ringraziamo le aziende che ci fanno lavorare ma se non si trova una soluzione qualcuno di noi andrà a casa. Purtroppo». Alla manifestazione di protesta di ieri mattina era presente anche l’assessore re[p.per.] gionale Marcello Pittella.

PROTESTA Il sit-in di ieri mattina nei pressi dello svincolo

ché non verrà realizzata la rampa alternativa a quella chiusa)». DECISIONE - Da qui la protesta alla quale si è aggiunto l’intero consiglio comunale che ha stigmatizzato la decisione assunta dall’Anas. Un incontro è comunque previsto con l’azienda delle strade che potrebbe aprire uno spiraglio sul-

la questione. «Ci sono ulteriori problemi - aggiunge il vice sindaco – in quanto qui a Galdo c’è anche la fermata delle autolinee nazionali che sarebbe praticamente interrotta. Non si può costringere i pullman delle linee nazionali a fare dei percorsi non programmati. Non solo, ma lo svincolo di Laino, visto come soluzione alternativa, non è adatto all’in-

versione dei mezzi pesanti». IDEA - La proposta suggerita dagli amministratori comunali è quella di una rampa alternativa: «Che si può fare anche con poca spesa – conclude Sarubbi - considerato che all’altezza dell’area industriale il dislivello fra l’attuale autostrada e la strada di servizio è minimo».


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POTENZA CITTÀ I V

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ISTRUZIONE

TAGLI E RIDUZIONI

IMPEGNO Il Comune di Potenza si è impegnato a versare alla scuola gli arretrati maturati in base alla convenzione firmata

La scuola di Bucaletto non resterà chiusa Arriva il contributo regionale e i genitori si autotassano l Rischio scongiurato. A due giorni dall’apertura delle scuole in Basilicata, arriva una buona notizia per i bimbi che frequentano la scuola elementare di Bucaletto e per i loro genitori. Nonostante le difficoltà economiche , dovute soprattutto a taglio dei contribuiti statali nell’ordine del 50 % alle scuole paritarie, infatti, la scuola materna Santa Maria della Speranza , il 17 settembre prossimo aprirà regolarmente i battenti. Lo ha comunicato il presidente regionale della Fism Basilicata, Edmondo Soave. «Il tutto - dice Soave stato possibile in primo luogo per l ‘azione costante dei genitori che hanno non solo richiesto a gran voce che la “loro “ scuola non chiudesse , ma hanno svolto, insieme alla Fism regionale, un’opera di sensibilizzazione delle istituzioni comunali e regionali, ed hanno anche di propria iniziativa deciso , in assemblea, di aumentare la quota della retta a loro carico per consentire un regolare avvio delle lezioni. Il comune di Potenza, che, nella sua articolazione di maggioranza ed opposizione, ha seguito da mesi la vicenda si è impegnato , dopo una serie di incontri dei genitori con l’assessore al ramo, a versare alla scuola tutti gli arretrati dovuti in base alla con-

Basilicata Mezzogiorno

venzione firmata con le scuole materne paritarie della città». Insomma, grazie ad una azione corale di cittadini, istituzioni e forze sociali, la scuola di Bucaletto, che ormai è diventata una vera e propria istituzione all’interno del quartiere. Con la scuola di Bucaletto, lo ricordiamo, c’è una convenzione grazie alla quale il Comune assicura un contributo annuale di 51 mila euro) oltre a caricarsi il 20 per cento delle esenzioni (mensa) relative ai bimbi le cui famiglie si trovano in un particolare momento di disagio. C’è

LA FISM

«Un modello da replicare anche in altri contesti, simili a questo, diffusi nella regione» anche un contributo straordinario deciso in passato legato alla valenza che la scuola ha all’interno della comunità in cui svolge la sua attività. L’allarme chiusura, a causa della mancanza di fondi, era stato già lanciato nello scorso mese di maggio dal consigliere regionale di opposizione Giuseppe Molinari. Nei mesi

L’ATTESA PER LA NUOVA PIAZZA PREFETTURA

-12 CANTIERE Ce la faranno a consegnare la piazza entro i tempi previsti?

successivi, proprio per far fro9nte alle difficoltà e per non disperdere il prezioso presidio scolastico, era stato deciso un contributo straordinario della Regione pari a circa 16mila euro. Contributo del quale, però, fino a qualche giorno fa si erano perse le tracce. Tanto da far temere che la scuola potesse davvero chiudere. Invece, la Santa Maria della Speranza resterà MATERNA La scuola di Bucaletto, a Potenza aperta. «All’azione delle famiglie - commenta Soave - va spica che «l’opera delle famiglie di aggiunta la disponibilità delle in- Bucaletto e la generosa disponibilità segnanti e del personale tutto della delle insegnanti» possano costituire cooperativa che gestisce la scuola, a un modello da replicare «anche in proseguire nella sfida educativa in- altri contesti, simili a questo, diffusi gaggiata 30 anni fa, praticamente nella regione dove troppe amminiquando è sorto l’insediamento dei strazioni tendono ancora a distinprefabbricati». guere le “scuole proprie” da quella Ora il presidente della Fism au- “private”».

IL CASO CONDANNA ALLE SPESE

Scorta a Rega Il Tar del Lazio dice «no» al giornalista l Non sussistono le ragioni previste dalla legge per sospendere il provvedimento con cui nell’ottobre scorso è stata revocata la protezione di quarto livello (tutela su auto non protetta) assegnata al giornalista Rai, Nello Rega, a causa delle intimidazioni che ha denunciato di aver subito dopo le inchieste sul mondo islamico. Lo hanno deciso i giudici del Tar del Lazio che hanno respinto le richieste del giornalista, condannandolo anche a pagare 500 euro di spese di lite al ministero dell’Interno. Rega è indagato per simulazione di reato dalla Procura della Repubblica di Potenza.


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XII I POTENZA CITTÀ E PROVINCIA

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 PESCOPAGANO NON SI HANNO SUE NOTIZIE DAL MATTINO DEL 22 AGOSTO SCORSO. DOV’È FINITA MARGHERITA CUDONE?

Donna scomparsa, il mistero davanti al negozio del pesce

L’anziana affidata per pochi attimi dalla badante a una signora in fila SVANITA In alto a destra uno dei tanti manifesti affissi per cercare Donna Margherita. Nei riquadri una recente foto della pensionata e una veduta di Pescopagano

MARIA VITTORIA PINTO l PESCOPAGANO. Emerge un particolare importante nella scomparsa di Margherita Cudone Tullio, la donna, 89enne, originaria di Ruvo del Monte, che il 22 agosto ha fatto perdere le sue tracce nelle vicinanze di Pescopagano. Quel mattino donna Margherita che faceva la fila davanti a una pescheria è stata «affidata» solo per qualche attimo dalla sua badante (italiana) a una signora del posto. La badante doveva entrare nel negozio per pagare il pesce acquistato poco prima. Ma all’uscita la sgradita sorpresa: l’anziana non c’era più. Scomparsa. Svanita nel nulla. E la signora a cui la badante aveva chiesto la cortesia di «guardarla» in quel momento non ha saputo dare una spiegazione. A lei ha detto soltanto: «Mi sono girata dall’altra parte e in un attimo non l’ho vista più». Mistero. Intanto nella puntata di «Chi l’ha visto?» di mercoledì scorso, in diretta telefonica con la conduttrice, Sciarelli, una donna di Potenza ha sostenuto di aver incontrato, il giorno prima, la signora Cudone nei pressi del centro storico della città. Margherita Cudone, vedova Tullio, nel periodo estivo, era solita trascorrere le vacanze a Pescopagano assistita dalla stessa badante da ben 36 anni. Residente a Foggia, la signora Margherita è stata vista l’ultima volta, tra le ore 8.45 e le 9, per la strada che conduce al cimitero del paesino lucano, dove c’è la tomba del marito e di una figlia deceduta in tenera età. Quella mattina di agosto indossava un vestito blu scuro con dei fiorellini bianchi. Tante le segnalazioni nelle ore successive, numerose quelle che dicevano di aver visto donna Margherita, così viene chiamata, a Potenza. Tutte accuratamente vagliate dalle forze dell’ordine, ma fin ora nessun risultato effettivo. «La presenza dell’unità di crisi dispiegata sul nostro territorio - dice il sindaco di Pescopagano, Giuseppe Araneo - è stata molto importante nei primi giorni della scomparsa della signora Cudone Tullio. Le forze dell’ordine hanno battuto ogni angolo del paese, in lungo e in largo, purtroppo però della signora nessuna traccia». L’anziana dopo la scomparsa davanti al negozio di pesce sarebbe stata avvistata poco dopo nei pressi di una pensilina di autobus sulla strada che porta al cimitero del paese; dopo qualche ora a Potenza, all’interno degli ascensori che da piazza 18 agosto conducono a via del Popolo, nel cuore del centro storico del capoluogo lucano. Fino alla segnalazione di martedì scorso, ultima in ordine cronologico, in diretta telefonica nel programma di Rai 3 «Chi l’ha visto».

 POSSIDENTE IERI MATTINA NON È STATO CONSENTITO A NESSUNO DI ENTRARE IN CLASSE

Non vogliono la pluriclasse I genitori sono imbufaliti e porteranno avanti la protesta a oltranza

«Così in salvo l’uomo colto da infarto»

PROTESTA Zaini malinconicamente a terra ieri fuori dalla scuola. I genitori non hanno permesso a nessuno di entrare. Si protesta contro la pluriclasse [foto a.p.]

ANTONIO PACE l POSSIDENTE. Sette alunni non bastano per formare una classe e si istituisce la pluriclasse. A Possidente, per un calo demografico negli anni scorsi, sono nati soltanto 7 bambini che non bastano per formare la 1° classe delle elementari ed allora si è dovuto ricorrere all’obsoleta pluriclasse, facendo convivere ragazzi che vanno dai 5 agli 8 anni. I genitori ovviamente non hanno accettato tale soluzione e ieri mattina non hanno consentito l’ingresso a scuola a nessun alunno, nemmeno a quelli delle classi che vanno dalla terza fino alla quinta. Gli zaini sono rimasti appoggiati a terra, mentre i genitori continuavano a discutere sull’opportunità di far entrare o meno i lori figli a scuola. Alla fine si è optato per lo sciopero ad oltranza fin quando non saranno date risposte positive alle loro richieste: deroga alla pluriclasse; razionalizzare il territorio adeguando il trasporto scolastico alle scuole

BRINDISI DI M.

e non ai plessi; garantire l’esistenza delle scuole nei territori attuali ed attuare una politica di sviluppo. Per il Comitato formare una pluriclasse è una sciagura per i bambini, per gli insegnanti e per le perdite di posti di lavoro che tale decisione comporterebbe inevitabilmente. Gli abitanti di Possidente si sentono figli

di un Dio minore: prima vi è stato il tentativo di chiudere l’ufficio postale, pericolo prima scongiurato dall’Anci che aveva avuto assicurazioni dall’Ad delle poste, Sarmi, adesso smentito dal governo che ha confermato la riduzione, ora il taglio della prima classe, poi chissà! Gli abitanti sono sul piede di guerra.

 BELLA IL COMPRENSIVO IERI HA APERTO I BATTENTI CON TRE GIORNI D’ANTICIPO  AVIGLIANO MESSA PER LA MADONNA DEL CARMINE

Ecco la festa dell’accoglienza per stare più vicino agli alunni

La diretta streaming non va delusione anche oltreoceano

l Si è tenuta ieri nel salone dell’Istituto Comprensivo di Bella la festa dell’accoglienza. A Bella le scuole materne, elementari e media si aprono il 13 settembre, con tre giorni d’anticipo rispetto al calendario regionale che fissa al 17 settembre l’inizio delle lezioni. I docenti, coordinati dal dirigente scolastico,. Mario Coviello, hanno lavorato dal pri mo settembre per aggiornarsi con il professor Pietro Cerreta, sull’insegnamento scientifico e con la scrittrice Patrizia Rinaldi con la boratori di scrittura creativa. Hanno programmato le attività e per accogliere gli alunni a Bella, S. Antonio Casalini e San Cataldo nel migliore dei modi. Particolarmente emozionati sono stati gli alunni del primo anno della scuola dell’infanzia, di prima elementare e di prima media. E’ per loro in particolare che per l’ ottavo anno consecutivo la scuola ha organizzato la Festa dell’Accoglienza, festa che si ripete oggi a S. Antonio Casalini e il 17 a San Cataldo. Sono stati presentati i servizi di refezione e mensa e le attività concordate, a partire dalla partecipazione dei docenti al Bella Basilicata Film Festival che si occupa della questione meridionale nel mese di ottobre. La scuola stipula con gli alunni e le famiglie un patto formativo con il quale i docenti illustrano il programma delle attività. Durante la festa,gli alunni di quinta elementare hanno preso in consegna

l Un’attesissima diretta streaming da parte di tanti aviglianesi devoti alla Madonna del Carmine che risiedono lontani, anche oltreoceano, e sono impossibilitati a partecipare alla sentita festività della cittadina gianturchiana. Erano centinaia i webnauti in attesa di poter assistere sul sito www.aviglianonline.eu alla messa all’aperto nella villa del Monastero durante la sosta nella verde oasi della processione che riporta la Madonna del Carmine dal santuario eretto sulla montagnola che sovrasta la cittadina alla Basilica Pontificia minore. Con grande delusione, però, nonostante numerosi tentativi di connessione, la trasmissione delle immagini della celebrazione eucaristica celebrata dall’arcivescovo Agostino Superbo non sono mai partite. Solo dopo ore, sul sito, su facebook e su oltre 30.000 email di utenti è apparso un messaggio che cercava di spiegare l’accaduto. «Non è stato possibile eseguire la diretta streaming – ha scritto il webmaster Domenico Cantalupo – per la non disponibilità di una prolunga per

FESTA Primo giorno di scuola a Bella quelli di prima e i ragazzi di terza media quelli di prima media e faranno loro da tutor per tutto l’anno, aiutandoli ad inserirsi nella nuova realtà scolastica. La festa è stata l’occasione per i genitori di incontrare tutti i docenti perché essi, dopo la presentazione iniziale, accompagnano nelle rispettive classi i figli e aprono o riprendono un dialogo con le maestre e i professori. Per star bene insieme a scuola è fondamentale la conoscenza, il dialogo, la reciproca collaborazione fra scuola e famiglia. Le feste dell’accoglienza del comprensivo di Bella vanno in questa direzione.

Un problema tecnico annulla la trasmissione

l’energia elettrica e la disponibilità di un solo tavolino che serviva per offerte monetarie e non poteva essere utilizzato come supporto per il pc». «L’iniziativa – conclude Cantalupo – è privata e gratuita da parte del sito e, nonostante ciò, o forse proprio per questo, è stata bistrattata e il problema sorto trattato con indifferenza». Non è certo la prima volta che la messa viene trasmessa in diretta e i banali problemi tecnici, che ne hanno impedito la trasmissione, sicuramente sollevano interrogativi. «Possibile che non vi immedesimiate nei tanti aviglianesi lontani, che vogliono vedere anche se solo per televisione le immagini della Madonna?» ha commentato stizzito Carlo Lovallo, aviglianese da anni residente a Bisceglie, su facebook. «Infatti, questa mattina ci sono rimasta male!!!» gli ha fatto eco Donatella Vaccaro, che avrebbe voluto vedere, come tanti altri aviglianesi lontani, dalla capitale la sua Madonna per sentirsi un po’ più vicina, anche solo grazie ad un computer, alla sua terra e alla sua [s.gugl.] gente.

l Spettatore colto da attacco cardiaco mentre guardava uno spettacolo al parco della Grancia a Brindisi di Montagna. Poi salvato grazie all’intervento di soccorritori. Su quanto accaduto al Parco della Grancia e dopo il «pezzo» pubblicato dalla Gazzetta con titolo «Il defibrillatore salva un uomo colto da arresto cardiaco», arriva la precisazione della signora Laura Fraddosio Boccone, presente al momento dell'incidente. La signora fa delle precisazioni in merito a quanto dichiarato dalla Croce Rossa Italiana e sull’intero accaduto in quel giorno. «I primi - dice la signora - a prestare soccorso allo spettatore, ormai già in arresto cardiaco, sono stati: la sottoscritta e un vigile del fuoco in servizio al Parco (nome che non conosco). Il vigile del fuoco ha praticato il massaggio cardiaco e la sottoscritta praticava la respirazione bocca a bocca. Sopraggiunti i volontari della Croce rossa italiana hanno assistito a quanto già in atto e non ci hanno distolto per intervenire e continuare nel soccorso. Il defibrillatore è stato usato in un secondo momento, nel momento in cui un medico, anch'egli spettatore si è accorto che l'uomo era nuovamente in arresto suggerendogli di usare il defibrillatore. Vanno ringraziati e menzionati tutti coloro che hanno agito tempestivamente: Security, Protezione Civile, Carabinieri e Comune di Brindisi di Montagna».


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 14.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

VI I POTENZA CITTÀ

Venerdì 14 settembre 2012

SCUOLA

SI RICOMINCIA IL 17 SETTEMBRE

LA CULTURA COSTA Ultimi giorni per l’acquisto dei libri scolastici. Librerie e mercatini dell’usato presi d’assalto dalle famiglie

RINCARI CONTINUI Aumenta il costo dei libri ma anche quello degli accessori: in media c’è un incremento del 6 per cento

Il particolare Una mappa dei mercatini nel capoluogo lucano Il mercatino del libro usato non passa di moda. Nonostante la forte concorrenza delle librerie, anche on-line, di alcune edicole, e ora anche degli ipermercati, a Potenza non si ferma la caccia ai testi usati. Una conferma arriva da Maria Albano, dell’associazione «Studenti in Movimento», che dal 16 agosto al 29 settembre raccoglie e distribuisce libri usati con lo sconto sul 40% del prezzo di copertina presso il noto mercatino di Via Messina, operativo da 6 anni. «Trattiamo solo libri di scuola superiore per motivi di spazio – spiega Albano – l’affluenza è buona anche quest’anno anche perché il caro libro non si arresta e coinvolge direttamente l’economia di tante famiglie». Altro mercatino in auge è quello ubicato presso la parrocchia Santa Cecilia di Potenza, il cui coordinatore è Vito Volturo, attivo già da una decina d’anni e che distribuisce alle famiglie bisognose la percentuale di guadagno ricavata dalla vendita dei libri usati. «Impegniamo i ragazzi del rione nella registrazione e nella vendita dei libri – spiega Franco Nicodemo – saremo aperti fino al 26 settembre sia di mattina che di pomeriggio». [ma. lat.]

Il supermercato Iper Futura

RAGAZZI L’associazione studenti in movimento di Potenza

Tutti a caccia dei libri usati testi in vendita al supermercato

Il polo acquisti Auchan

Accanto ai mercatini dell’usato arrivano gli sconti negli iper con i buoni spesa MARIO LATRONICO l L’inizio della scuola è ormai alle porte. Anche per le famiglie potentine è scattata la caccia ai nuovi libri di testo. Per arginare il cosiddetto caro-libro, tendenza irreversibile degli ultimi anni e per far quadrare i bilanci familiari già onerati di per sé dall’aggravarsi della crisi economica, genitori e studenti puntano all’affare nei mercatini dei testi scolastici usati oppure cercano sconti il più possibile confacenti nelle librerie che trattano l’usato. È ricerca forsennata dello sconto anche negli ipermercati che consentono di acquistare testi scolastici nuovi su prenotazione, con vantaggi da distribuire sulla tessera fedeltà e con buoni spesa da utilizzare successivamente per gli acquisti di tutti i giorni. È il caso, ad esempio, dell’Auchan Polo Acquisti Lucania di Tito Sca-

SPESA

Spesso sono le stesse scuole a far sforare i tetti dei prezzi fissati dal ministero

lo o dell’Iperfutura di Via Isca del Pioppo a Potenza. Sempre molto di moda va, come si diceva, il mercatino con l’usato «evergreen» che permette sconti anche del 40% sul prezzo di copertina. Ironia della sorte, però, proprio nell’anno in cui la crisi economica si è fatta drammatica, l’usato risulta meno facile da trovare rispetto al passato a causa dell’avanzata del testo multimediale, il cosiddetto «nuovo e-book». «Preferisco rivolgermi ad un ipermercato – ci spiega la signora Angela nei pressi dell’Iperfutura a Potenza - ho letto l’annuncio che mi consente di prendere i libri nuovi utilizzando il 15% del totale sborsato come buono spesa per gli acquisti di ogni giorno. Non mi sembra malvagia come idea anche perché con i libri nuovi non rischi di prendere edizioni vecchie non più trattate e anche perché quando arrivano i libri ti avvisano via sms in

modo celere e discreto». «Sono anni che mi rivolgo ai mercatini dell’usato - spiega invece il signor Marco – a Potenza ce ne sono diversi e questo agevola la ricerca. Purtroppo le edizioni variano continuamente. Avere uno sconto del 40/45% sul prezzo di copertina è un bel sollievo soprattutto quando si hanno più figli da mandare a scuola. L’usato si vende forse un pochino di meno rispetto al passato –prosegue il genitore – in parte per il cambio delle edizioni, che è una scelta dell’insegnante e in parte per la riforma ministeriale che ha introdotto il testo in formato misto in cartaceo e digitale. Il multimediale ha fatto salire la spesa senza dimenticare che a volte sono le stesse scuole a far sforare i tetti dei prezzi. Fino a quando è possibile reperire il testo, io personalmente preferisco avvalermi sempre del mercatino dell’usato».

L’ANALISI ADICONSUM METTE IN GUARDIA DALLA TENDENZA A INCREMENTARE L’ESBORSO

l Il tetto alla spesa per i libri scolastici, che il Ministero dell’Istruzione impone, inesorabilmente viene superato ogni anno. Questo autunno non farà eccezione. Tra le denunce delle associazioni dei consumatori e le proteste dei diretti interes-

sati, infatti l’Adiconsum (Associazione nazionale a difesa dei consumatori) ha stilato una lista di consigli utili per l’acquisto dei testi scolastici. Anche le famiglie potentine debbono verificare che l’insegnante della materia sia stato confermato all’interno del collegio docenti, perché nel caso di un nuovo docente sussiste il rischio di dover comprare un altro libro nel corso dell’anno. Per legge le scuole devono oggi obbligatoriamente adottare esclusivamente libri di testo in formato misto, cartaceo e digitale, ovvero interamente

scaricabili da internet. Quest’anno il Ministero ha stabilito poi che per chi si iscrive in prima media il costo dei libri non deve essere superiore ai 294 euro, il tetto scende a 117 per l’anno successivo e risale a 132 per la terza. Per gli studenti delle superiori il limite cambia da scuola a scuola, si fermano sotto i 300 euro gli istituti professionali e il liceo artistico, i tecnici arrivano già ai 320 e fra i licei la spesa massima tocca a chi iscrive i figli al classico a al linguistico: 335 euro la spesa massima permessa dal ministero. Tetti di

Il mercatino di Santa Cecilia VOLUMI L’esposizione di libri nel mercatino della chiesa di Santa Cecilia, a rione Poggio Tre Galli di Potenza

Scuola media più... cara si spendono 450 euro Per gli studenti degli istituti superiori il limite varia da scuola a scuola

Il mercatino di via Messina

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spesa che purtroppo, in particolare per la scuola media, saranno superati non solo nelle grandi realtà urbane del Nord Italia, ma anche in città come Potenza, in particolare per la scuola media. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tra il corredo scolastico

di ogni ragazzo della media e i libri che si dovranno acquistare, i genitori spenderanno il 3,2 per cento in più rispetto all’anno scorso. In aumento oltre al costo dei libri anche gli accessori indispensabili per ogni studente. Si passerà, infatti, dai 461 euro del 2011 ai 488 di questo

autunno 2012, con un rincaro del 6 per cento. Per i libri di testo, nonostante i tetti ministeriali, la stima della spesa per le scuole medie si aggirerà anche in Basilicata non al di sotto dei 450 euro, con un incremento del 4 per cento rispetto al 2011. [ma. lat.]


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 14.09.2012

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34 Tricarico Grande impegno del Centro di documentazione con studiosi di Oxford

Scotellaro parla anche inglese

Oggi la presentazione della prossima prestigiosa raccolta di poesie tradotte TRICARICO - Si arricchisce il patrimonio delle opere di Rocco Scotellaro disponibili anche in lingua inglese. Se ne parlerà oggi pomeriggio, alle ore 18 presso il Centro di documentazione “Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra”, nel corso di un incontro di studio su: “Rocco Scotellaro e le traduzioni inglesi”, promosso dallo stesso Centro in collaborazione con le Edizioni Modern Poetry in Translation del Queen's College di Oxford, cui fa capo un gruppo di traduttori interessato alla poesia di Scotellaro. All'incontro parteciperanno David Constantine, accademico del Queen's College di Oxford e sua moglie Helen, entrambi direttori della prestigiosa rivista “Modern Poetry in Translation”, pubblicata dallo stesso Queen's College, e la scrittrice e traduttrice Caroline Maldonado, presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione della rivista. Non sarà presente, invece, il traduttore Allen Prowle del College di Humberside, Lincoln e Hull, che fa parte del gruppo e per primo ha pubblicato versi di Scotellaro in traduzione inglese ed ha avviato il rapporto con il Centro di Tricarico, intensificatosi nel tempo anche grazie alla collaborazione di Vito Sacco. Il professore Sacco svolge, infatti, un'importante funzione di intermediazione culturale e linguistica, che permette a questi traduttori di penetrare un mondo tanto diverso da quello anglosassone e di comprendere il significato di un linguaggio, quello di Scotellaro, fortemente ancorato a forme lessicali e sintattiche mutuate dal dialetto. Gli studiosi inglesi illustreranno questo lavoro di traduzione e pubblicazione di poesiedi Rocco Scotellaro e il progetto culturale della rivista MPT, che è molto interessata a diffondere, so-

Sopra, Allen Prowle con Madonado e Costantine, qui sotto Helen Costantine, Caroline Madonado e Prowle

prattutto nei Paesi di cultura anglosassone, le tematiche universali di cui il poeta di Tricarico è portatore, prima fra tutte difesa della dignità del-

San Mauro, il gruppo Sel si confronta sull’ambiente SAN MAURO FORTE - Si svolgerà oggi, presso il salone comunale di San Mauro Forte, organizzato dalla locale sezione di Sinistra ecologia libertà, un convegno sui temi ambientali, che investono il comune della Collina, a partire dalla raccolta differenziata porta a porta, all'annosa vicenda della discarica comunale, alla proposta avanzata all'Unione europea di una area Sic (Sito di interesse comunitario), in località Monte di Mella tra San Mauro Forte e Stigliano, all'energia rinnovabile (il Patto dei sindaci potrà essere una grande opportunità per il Comune). L’iniziativa, che si innesta in un forum che Sel a livello nazionale, ha lanciato da nome “Terra nostra”, proprio affinchè le proposte vengano dal basso e non

calate dall'alto; condivise con i territori e con i cittadini. «Temi che svilupperemo spiega il consigliere provinciale Antonio Santochirico (nella foto) - in questo incontro dibattito e che proporremo alla nuova amminstrazione comunale affichè si possa dar corso ad una nuova politica ambientale». Al dibattito interverranno lo stesso Santochirico, segretario del circolo cittadino di Sel, insieme con Tommaso Santochirico, geologo e tecnico ambientale; Egidio Mallia, consulente dell’Osservatorio faunistico regionale; Salvatore Savino, assessore comunale all’Ambiente e Gianni Rondinone, membro dell’Assemblea nazionale di Sel. provinciamt@luedi.it

l'uomo. Infatti, già il n. 10 della rivista (2008), intitolato The Big Green Issue, ha pubblicato un primo nucleo di 17 poesie di Scotellaro tradotte

da Allen Prowle e introdotte da una biografia del poeta curata dallo stesso traduttore. È seguita nel 2009 la pubblicazione del volumetto Poems, prima organica raccolta di 39 poesie di Scotellaro tradotte da Allen Prowle e presentata, il 12 maggio 2010, a Londra presso la “London Review of Books”, con la partecipazione del direttore del Centro di Tricarico. A febbraio 2013 sarà pubblicato, per le Edizioni Smokestack Books di Middlesbrough, il volume “Your call keeps us awake” (in copertina il ritratto di Scotellaro eseguito da Carlo Levi) con 50 poesie di Scotellaro tradotte da Allen Prowle e Caroline Maldonado. All'intervento introduttivo del direttore del Centro, Carmela Biscaglia, e al saluto del vice sindaco di Tricarico, Rocco Dabraio, seguiranno le relazioni di David Constantine su “Rocco Scotellaro in Modern Poetry in Translation” e di Caroline Maldonado su “Le traduzioni di Scotellaro in inglese”. Helen Constantine e Caroline Maldonado leggeranno poesie di Scotellaro in traduzione, mentre i testi in italiano saranno affidati a Giuseppe Miseo. Dopo la proiezione del video “Rocco Scotellaro: vitae opere del sindaco poeta di Tricarico” in versione inglese, curata da Carmela Santangelo, verranno proposti alcuni canti popolari eseguiti da Antonio Guastamacchia e da un gruppo di suonatori. provinciamt@luedi.it

CENNI BIOGRAFICI David Costantine

Direttore della rivista Mpt NATO a Salford, è un accademico del Queen's College di Oxford, dove ha insegnato Lingua e Letteratura tedesca per 30 anni. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia. La Oxford University Press ha pubblicato nel 2012 la sua traduzione de I dolori del giovane Werther, il romanzo epistolare di Johann Wolfgang Goethe. Nel 2010 ha vinto il Premio nazionale della Bbc per i racconti brevi. È direttore della Mpt.

Helen Costantine

Grande esperta di traduzioni MOGLIE di David e co-direttrice della Mpt, è traduttrice di grandi scrittori francesi. Ha pubblicato tre volumi di storie tradotte, Racconti parigini, Racconti francesi e Racconti del metrò parigino e sta curando una serie di 'City Tales' per la Oxford University Press. Ha tradotto Mademoiselle de Maupin di Théophile Gautier e Dangerous Liaisons di Choderlos de Laclos per le Edizioni Penguin e l'opera La Peau de Chagrin di Honoré de Balzac.

Allen Prowle

Pioniere di Scotellaro inglese E’ un traduttore raffinato delle poesie di Pascoli, Baudelaire, Paul Verlaine. Nel 2007 è stato insignito dell'importante premio “Times-Stephen Spender” per le traduzioni delle poesie di Attilio Bertolucci. Ha al suo attivo la pubblicazione di Poems (2009), prima organica raccolta di 39 poesie di Scotellaro, tradotte in inglese e sta per pubblicare insieme a Caroline Maldonado 50 poesie di Scotellaro in traduzione inglese.

Caroline Madonado

Verso il primo romanzo HA insegnato Lingua e Letteratura inglese alla Universidad Pedagogica Nacional di Bogotà in Colombia. Ha al suo attivo un master di scrittura all'Università Hallam di Sheffield. Varie riviste letterarie e antologie hanno pubblicato le sue poesie. Ha tradotto libri dal francese e dallo spagnolo. L'anno prossimo sarà pubblicato il suo primo romanzo.

Aliano, oltre duecento persone hanno partecipato al Festival della paesologia

Da tutta Italia per il paese dei calanchi ALIANO - Duecento turisti per la paesologia ad Aliano. "Nella casa madre" d'Aliano del Festival della Paesologia voluto da Franco Arminio, con l'idea intanto "La luna e i calanchi", verso l'Umanesimo delle Montagne, a decine, gli ospiti sono approdati da tutto l'ex Belpaese; con arrivi da Torino, Varese, Reggio Emilia e Roma. Con sbarchi da Salento, Cilento, Gargano ecc. Ad annullare, intanto, il solito problema da risolvere: in pochi davvero hanno scelto di recarsi in terra alianese dalla lande limitrofe. A parte, ovviamante, il presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo, che tra l'altro ha fatto l'intero percorso. Dalla mattina alle dieci a oltre mezzanotte. Ed escludendo i poeti Alfonso Guida e Roberto Linzalone. Quindi, se si esclude anche qualche altro nome interessato alla forza della paesologia, l'interesse maggiore è dalla distanza. Però, almeno in questo caso, le istituzioni, dal Comune di Aliano a via Anzio, soprattutto questa perché mette i soldi utili agli appuntamenti e che con De Filippo punta effettivamente a investire in termini politici sulla creatura di D'Arminio e delle comunità che vorranno cercare possibilità di riscatto dall'emarginazione, è terreno che risponde al richiamo. Così, insomma, la giornata è stata importante. Perché, tra le altre cose, molti non lucani hanno varcato la porta d'Aliano dal

Il busto di Carlo Levi ad Aliano

giorno prima. Pernottando in paese. Con cena e altre spese a loro carico. Ché, anche questo, per i territori in resistenza continua pure questo ha valore. Il cartellone è stato rispettato. Tranne per il bell'innesto della performance della coreografa e ballerina Lucia Citterio. Altro spazio, però questa volta di discussione, i "parlamenti". Dove una decina di persone, molte delle quali appunto che non hanno carta d'identità siglata in Basilicata, hanno fatto capire in che maniera per loro è obbligatorio oramai ragionare e sperimentare l'Umanesimo delle Montagne, frequentare le doti della paesologia. «Uno dei prossimi appuntamenti - conferma il poeta e scrittore Franco Arminio, diret-

tore artistico del Festival - sarà sicuramente il Gargano. Infatti -ha aggiunto il documentarista- è stato proposto dagli ospiti di portare la manifestazione nella loro terra. Così Aliano diventa punto di riferimento e Casa madre d'appuntamenti che si svolgeranno in tanti altri luoghi, a fare una rete per l'Umanesimo delle Montagne». Le suggestioni offerte dai dipinti di Carlo Levi custoditi nella pinacoteca d'Aliano, poi, han fatto il resto. Tanto che si pensa addirittura a immaginare il Capodanno paesologico alianese, per dire. Tutt'altro, si potrebbe specificare, che un'iniziativa estemporanea. E il poeta Arminio sa bene, in effetti, che la cultura, specie la cultura a servizio di territorio e comunità non può avere caratteri d'estemporaneità quando la si vuole far diventare bene comune. I laboratori di paesologia ad Aliano saranno di nuovo 16, 17 e 18 novembre. Punti di riferimento, dunque, ce ne sono. Fare le campagne, allora, per il marketing territoriale sa sempre più di nulla, in confronto a manifestazioni che hanno l'obiettivo, vedi La luna e i calanchi, di fare molto altro. Servono legami. Necessitano relazioni. Quando la solitudine può fare morte lenta. Sindaci e realtà locali che hanno la volontà di raccogliere il testimone si facciano avanti. Per dimostrare quanto passione reale nutrono nei confronti dei loro luoghi e della loro gente. Nunzio Festa


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Tursi Oggi l’ordinazione solenne del vescovo Nolè nella cattedrale

Sei nuovi diaconi al servizio della Chiesa TURSI - Avvicinandosi l'Anno della Fede (la celebrazione di apertura in Diocesi è programmata per sabato 13 ottobre nella Cattedrale di Tursi), la Chiesa locale si arricchisce di sei nuovi diaconi, che entreranno a far parte del Presbiterio diocesano con la sacra ordinazione. Oggi, festa dell'Esaltazione della Santa Croce, alle ore 18 nella Chiesa Cattedrale di Tursi saranno ordinati diaconi da monsignor Francesco Nolè, vescovo di Tursi-Lagonegro, sei giovani: Michelangelo e Giovanni di Senise, Antonio di Latronico, Luciano di Lauria , Giuseppe di Sant'Arcangelo e Antonio di Nemoli. Le parrocchie di origine dei giovani e le comunità beneficeranno della loro permanenza per que-

st'anno in cui completeranno la loro formazione nel Seminario Maggiore di Basilicata. Un evento di grazia per la Chiesa lucana e una benedizione particolare per la Diocesi, che si appresta a vivere il terzo momento del Programma pastorale triennale sulla “sfida educativa”, con l'attenzione quest'anno all'educazione in parrocchia. Il vescovo Nolè ha dichiarato: «Il Signore non finisce mai di stupirci! E noi non finiremo mai di ringraziarlo! Se a questi sei Diaconi della stessa classe, aggiungiamo gli altri due che saranno ordinati Presbiteri entro l'anno, per la prossima estate avremo otto nuovi Presbiteri nella Diocesi di Tursi-Lagonegro. Rediamo grazie al Signore che li ha chiamati, a Ma-

ria Santissima che li ha guidati con amore materno, alle famiglie che hanno accolto con gioia la vocazione del loro figlio e ai parroci, insieme alle comunità parrocchiali hanno accompagnato con la preghiera e con l'affetto questi otto giovani all'Altare di Dio». Michelangelo Crocco, è nato il 19 febbraio 1979. Dopo il diploma di Ragioneria a Senise, va a Viterbo per gli studi, dove si laurea in Conservazionedei beniartistici ebiblioteconomia. Svolgerà il proprio ministero diaconale a Chiaromonte. Antonio Donadio, della parrocchia “Sant'Egidio Abate” in Latronico, è nato il 1 agosto 1987. Maturità scientifica a Latronico. Luciano Labanca, è nato il 5 lu-

I sei nuovi diaconi che saranno ordinati a Tursi

glio 1987. Servizio diaconale presso “S. Maria del Ponte” in Policoro e ospedale cittadino. Giovanni Messuti è nato il 12 febbraio 1987. Ha frequentato il Liceo scientifico-linguistico a Sant'Arcangelo. Giuseppe Viggianiè nato il 18 giugno 1985. Dopo la maturità

scientifico-linguistica a Sant'Arcangelo, avendo vissuto varie esperienze parrocchiali, inizia un discernimento vocazionale in Diocesi. Antonio Zaccara, è natoil 6 maggio 1987. Svolgerà il suo servizio diaconale a Tursi. provinciamt@luedi.it

Tursi «Abbiamo un rione antico simile alla Cappadocia ma lo si sta cancellando»

«Stop allo scempio in Rabatana» L’allarme dell’architetto Di Gregorio per le ristrutturazioni pubbliche senza criterio TURSI - La Rabatana di Tursi come la Cappadocia. Peccato che quest’ultima sia patrimonio riconosciuto dell’Umanità, mentre il rione storico di Tursi sia appena conosciuto. L’intuizione, basata su criteri squisitamente estetici, è dell’archietetto Francesco Di Gregorio, che parte da questo dato per aprire un ragionamento sull’oportunità, o meno, di riqualificare la Rabatana. «Per avere un'idea tangibile ed eloquente di come non si può e non si deve recuperare un centro storico spiega Di Gregorio al Quotidiano- basta osservare la nuova veste dell'antico rione. Sottoposto, prima e dopo il Decreto di trasferimento, nel 1972, a più interventi di demolizioni (castello, antica “pitrizza”...) e urbanizzazione, il rione è stato abbandonato, ma fortemente alterato nella sua veste estetica da interventi pubblici che non sono stati mai regolati da un Piano di Recupero. Se si tiene conto che i maggiori errori sono stati effettuati solo ed esclusivamente dagli enti pubblici prosegue Di Gregorio- che dovrebbero rispettare le leggi, la cosa diventa di una immensa gravità. Quello che ho notato in tutti gli interventi pubblici e, per fortuna, non da parte di alcuni privati più sensibili al mantenimento del costruito succedutesi dal Decreto di trasferimento ad oggi, è che si continuano a cancellare i segni del passato senza rispettare i canoni estetici. Di questo passo, oltre ad autorizzare chiunque a fare altrettanto, in assenza di un Piano di recupero, si finirà per generare una sorta di “paese arlecchino”, dimenticando qualsiasi memoria dei nostri avi. E' indispensabile che il rione Rabatana di Tursi e tutto il vastissimo centro storico che, secondo me, racchiude grandi tesori tra le proprie mura -argomenta ancora l’architetto- venga recuperato con interventi pianificati, mirati che vadano a richiamare “staff” di competenti di ar-

Storia Qui si tutelano i valori

E’ l’identità di Tursi

In alto uno scorcio della Rabatana, qui la Cappadocia

chitettura, storia, archeologia, antropologia e sociologia e non i soliti “imbianchini” incapaci, deturpatori del nostro semplice, immenso, ma stupendo centro storico che riveste una notevole importanza storico-culturale insostituibile per le origini di Tursi. Spero di rivedere un centro storico sgombro da puntellamenti, da travi e mura in cemento armato, da strade, percorsi e piazze con pavimentazioni e organi illuminanti moderni. Oggi per me è professionalmente triste vedere in ginocchio la nostra “città della memoria”, duramente ferita da interventi pubblici realizzati, ripeto, da “imbianchini” e non da “restauratori”. Interventi costati centinaia di migliaia di euro e miliardi di lire, che anche madre natura ha rifiutato. Sono convinto -conclude Di Gregorio- che il nostro centro storico (tra i più estesi della Basilicata) abbia le potenzialità per diventare uno dei borghi antichi più belli d'Italia: la “Cappadocia lucana”, però è indispensabile tenere a bada gli imbrattatori tecnici e politici, per poter condividere e partecipare a scelte future, collaborando anche mediante la costituzione di un Comitato per il centro storico. provinciamt@luedi.it

Punto informazione per i turisti fino al 30 ROTONDELLA - Ancora due settimane di attività per il “Punto di informazione e accoglienza turistica”, avviato da due anni dall'Amministrazione comunale di Rotondella ed al quale collaborerà anche la locale Pro loco. Nell'estate 2011 l'iniziativa dell'Amministrazione ha ottenuto il riconoscimento da parte dell'Apt di Iat (Punto di Informazione e assistenza turistica). L'obiettivo è quello di proseguire nell'offerta, anche se per un periodo limitato, sino al prossimo 30 settembre, di un servizio diretto all'utenza turistica e finalizzato, quindi a presentare il territorio rotondellese con le sue risorse. Il Punto Iat è ospitato presso la sede del Comune, nella

centrale in piazza della Repubblica (piano terra) osservando orari di apertura al pubblico differenziati. Per il mese di settembre, gli orari sono i seguenti: martedì-giovedì-sabato e domenica dalle ore 6.30 alle 20.30; mercoledì dalle ore 9.30 alle 12.30. Con cadenza settimanale e su prenotazione, sono previste visite guidate gratuite al patrimonio storico-artistico e monumentale del “Balcone dello jonio”. La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata telefonicamente al seguente numero telefonico: 346.1205715 oppure inviando una e-mail con il proprio recapito telefonico a ufficio.informazioneturistica@comune.rotondella.mt.it.

LA Rabatana (da 'Rabhàdi', borgo), è situata nel punto più alto del paese ed è letteralmente circondata per ogni lato da profondi e inaccessibili burroni, che costituiscono il fantastico mondo delle 'Jaramme' di Albino Pierro. Situata a 305 m/slm, domina il suggestivo paesaggio ionico della valle dell'Agri e del Sinni. Il rione è stato il primo nucleo abitativo di Tursi. Per la sua posizione dominante e distaccata dal resto del paese, ha saputo conservare il dialetto e i costumi più genuini del popolo di Tursi. Fino a pochi decenni è stato un centro vitale molto popolato e importante, custode di tradizioni e propulsore di cultura. Rappresenta la memoria storica di Tursi, le radici di ogni tursitano. In Rabatana si può accedere dalla 'petrizze', attraversando il centro storico; dalla moderna strada per il convento di S.Rocco; dalla strada Tursi - Caprarico; dalla strada che da Santi Quaranta sale per l'ex Convento di S.Francesco. Anticamente l'accesso era regolato dal portone di una torre situata presso il ponte denominato “ponte della Rabatana”, da una porta sistemata presso il piccicarello e da una porta situata presso il castello. Oggi il nucleo primitivo sotto il castello è disabitato; la parte più recente, accessibile con gli automezzi, è invece abitata da tenaci cittadini che lì hanno la casa, i terreni, i ricordi. Le origini della Rabatana risalgono alla costruzione del castello da parte dei Visigoti di Alarico nel V sec.d.c. I Goti, infatti, dopo aver semidistrutto Anglona, si ritirarono nella zona alta di Tursi, costruendo prima un castello e poi un villag-

gio ove si rifugiarono anche i profughi di Anglona. Fu abitata in seguito da arabi Saraceni, che hanno dato il nome al villaggio. La Rabatana è collegata al resto del paese tramite una strada denominata in dialetto petrizze, che spicca dal punto più alto del rione S. Michele verso l'estremo pizzo (piccicarello) della Rabatana, elevandosi imponente fra i burroni del fosso San Francesco e i burroni del fosso Cattedrale. In dialetto tursitano si dice petrizze pronunciando la parola con la 'e' muta. La petrizza è un'ampia e ripida strada ricoperta da un selciato di pietre che si estende sui burroni per oltre 200 metri di lunghezza. Poggia su un costone di timpa e all'origine era un selciato a gradini interamente costruito in pietre calcare non squadrate, di varie dimensioni, incastrate fra loro spesso senza frapposizione di malta. Ai lati si alzavano robusti muretti di protezione, di pietre, finiti in superficie da un piano di mattoni d'argilla murati a coltello. I gradini erano molto larghi e bassi, tali da poter consentire agevolmente il camminamento a persone e animali. Oggi la petrizze rimodernata non genera più le emozioni di una volta. Le balze che circondano la Rabatana creano effetti suggestivi e misteriosi:salendo la petrizza si ha la sensazione che i burroni ruotino paurosamente intorno e che la Rabatana si avvicini quasi a venirci addosso. Scendendo si ha la sensazione di precipitare nei profondi dirupi. La sua posizioneci consentedigodere il paesaggio delle campagne limitrofe ed in lontananza i colori dei paesi circostanti, il mare e i monti del massiccio del Pollino.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 14.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

X I ATTUALITÀ

Venerdì 14 settembre 2012

IL PERSONAGGIO

TALENTI LUCANI ALLA RIBALTA

SUCCESSO Il 26enne impegnato nel tour del famoso cantante. È il primo flauto dell’orchestra nazionale di Firenze

Un flauto per amico nel successo di Jacopo Il musicista di Montemilone suona con Riccardo Cocciante FRANCESCO RUSSO l Jacopo Lisanti è un giovane musicista lucano. Ha lasciato il suo paese d’origine al confine tra la Basilicata e la Puglia per inseguire i suoi sogni, portando con sé l’amato flauto. Ma oggi, dopo anni di studio e sacrifici, il ragazzo partito da Montemilone con un carico di speranze inizia a raccogliere i suoi frutti. Il giovane flautista, infatti, ha accompagnato Riccardo Cocciante in un tour di quelli importanti, quello del ritorno sul palcoscenico dopo un lungo impegno nella produzione di musical come «Giulietta e Romeo» e «Notre Dame de Paris». Erano anni, ormai, che Cocciante non si esibiva dal vivo con la sua voce inconfondibile, per regalare al pubblico emozioni con i suoi successi internazionali. L’artista italiano ha deciso finalmente di tornare ai concerti, e lo ha fatto affidandosi ai più promettenti giovani musicisti in attività, «talenti straor-

dinari selezionati nell’Orchestra Nazionale dei Conservatori, che raduna i migliori allievi delle istituzioni musicali italiane e che è diretta dal Maestro Leonardo De Amicis». Tra le giovani star del pentagramma partite in tour con Cocciante, c'è anche Jacopo Lisanti, flautista ventiseienne originario di Montemilone, che dopo aver superato una dura audizione è stato selezionato per partecipare al tour del ritorno di Cocciante alla musica live. «Non potrò mai dimenticare racconta il talento lucano - le emozioni che ho provato nel concerto dell’11 luglio alle Terme di Caracalla. Ci sono stati poi i concerti di agosto a Taormina e L’Aquila. È stato bellissimo, anche perché ho conosciuto tanti giovani musicisti, tutti di gran livello. Siamo stati scelti dopo una difficile selezione, fra una sessantina di partecipanti. Ma è stato veramente speciale continua Jacopo - collaborare con Cocciante, un artista molto intro-

verso, che riesce a trasmettere una carica incredibile. Magari in futuro riuscissi ad avere la sua stessa grinta». Jacopo Lisanti si è diplomato a pieni voti nel 2010 presso il Conservatorio Cherubini di Firenze, trascinato dal talento e dall’amore per la musica. «In realtà - mette in chiaro il ragazzo - ogni musicista deve sempre continuare a studiare e a perfezionarsi, e deve farlo pur sapendo che non è facile, soprattutto nel nostro settore, avere occasioni per trovare spazi». Nonostante la giovane età, il flautista lucano vanta già un percorso artistico di tutto rispetto, a partire dalle diverse collaborazioni con le principali filarmoniche del Meridione. Ed oggi - dopo essere stato ammesso al corso di composizione Rock-Pop del Centro europeo di Mogol, ed essere diventato «primo flauto» presso l’Orchestra nazionale del Conservatorio di Firenze - Lisanti ha avuto l’onore di affiancare Riccardo Cocciante nel suo tour.

ORGOGLIO A destra Jacopo Lisanti. In alto è con Riccardo Cocciante: lo ha accompagnato nel suo ultimo tour .

TEMPO LIBERO È RICOMINCIATA LA STAGIONE DELLA POTENZA SOCCER SCHOOL. UNA FESTA PER DARE IL VIA ALL’ATTIVITÀ 2012-2013

l Ricomincia la scuola e partono tutte le attività «collaterali» per impegnare i nostri figli nel tempo libero tra sport, danza, cultura e teatro. La stagione è appena cominciata per la Potenza Soccer School, società potentina gemellata con il Bologna calcio, che da qualche anno è diventata un punto di riferimento in città non solo come luogo dove imparare il calcio, ma soprattutto come «palestra di vita» e centro educativo. Prima del via agli allenamenti, la società ha organizzato una grande festa, il «Potenza Soccer Party» che si è tenuto nel pala Rossellino con la partecipazione di circa 70 bambini. Per fortuna la pioggia di questi giorni non ha ostacolato la riuscita dell’evento, visto che gli organizzatori, con un pizzico di fortuna, sono riusciti ad intercettare l’ultimo scampolo d’estate. I ragazzini hanno giocato a calcio e a tanti altri giochi di squadra: tra un «tiro alla fune» e un «percorso d’acqua» i ragazzi sono arrivati a sera stanchissimi ma entusiasti. Ancora una volta, dunque, la scuola potentina si distingue per la capacità di organizzare eventi che coinvolgono i ragazzi e le loro famiglie andando al di là del

In città una scuola di calcio e di vita sulla scia del legame Potenza-Bologna

L’obiettivo: prima del campione viene il ragazzo da formare calcio, ma sempre facendo leva sul significato più vero delle parole «sport» e «scuola». È questa, del resto, la mission dichiarata dal presidente Paolo Di Giuseppe che, anche l’altra sera, ha sottolineato

l’importanza per i ragazzi di crescere sia fisicamente con esercizi di psico-motricità mirati, sia sportivamente imparando il rispetto delle regole, lo spirito di squadra, il valore della vittoria e della sconfitta. Non a caso è stato

EVENTO

OSPITE

Giochi e intrattenimento al pala Rossellino .

PALLONE Non solo calcio. I ragazzi impegnati in altri giochi formativi

consegnato ad ogni partecipante il «Codice Etico» della scuola, le regole, cioè che bambini, genitori ed istruttori sono ritenuti a rispettare per far parte della Potenza Soccer. Lo staff tecnico, intervenuto al completo alla manifestazione, ha assicurato anche per l’anno 2012 – 2013 il massimo impegno lavorativo ed organizzativo e la totale disponibilità per iniziative interessanti e coinvolgenti. Alla festa ha partecipato con grande entusiasmo il professor Francesco Morara, tecnico del Bologna FC e responsabile del progetto «Bologna Kids 05 – 13»: coinvolto nei giochi e nei circuiti di allenamento dei bambini il professor Morara si è dichiarato, a fine giornata, molto colpito dalla grinta e dalla partecipazione dimostrata dagli iscritti ma soprattutto dall’entusiasmo e dalla professionalità con cui lo staff tecnico si propone e cresce di anno in anno. L’ultimo ringraziamento è andato, infine a tutti i genitori che hanno partecipato all’organizzazione offrendo aiuto e collaborazione e hanno contribuito (anche ballando) all’ottima riuscita della festa. Gli allenamenti della stagione 2012-2013 sono cominciati lunedì scorso con rinnovato entusiasmo.

Presente il responsabile tecnico del Bologna Fc .

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GIORNATA Alcuni momenti della festa organizzata a Rossellino


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 14.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

II I BASILICATA PRIMO PIANO

BASILICATA NOIR

LA BAMBINA DI MONTEMURRO

Venerdì 14 settembre 2012

COLPEVOLE NELL’OMBRA L’assassino della piccola Ottavia De Luise a 37 anni dalla scomparsa e dopo due anni di indagini non ha ancora un nome

Ottavia, inchiesta arenata Fascicolo verso l’archiviazione Le ultime attività investigative risalgono al mese di aprile FABIO AMENDOLARA l Le ultime attività investigative risalgono al mese di aprile. Da allora è tutto fermo. Il fascicolo sull’omicidio di Ottavia De Luise, la bambina di Montemurro scomparsa il 22 maggio del 1975, sta per finire di nuovo in archivio. A distanza di 37 anni dalla scomparsa e due anni dopo la riapertura delle indagini l’inchiesta è al punto di partenza. Dopo aver setacciato per mesi la casa di campagna di Andrea Rotundo, l’unico sospettato che aveva un alibi riscontrato da testimoni, e dopo avergli buttato giù il fienile, l’indagine si è arenata. I sospetti sono tornati su Peppino Alberti detto «il viggianese». Prima era stato dato per morto. Poi si è scoperto che era in fin di vita al Cottolengo di Torino. Gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Sergio Marotta della Procura di Potenza - l’hanno interrogato alla presenza di un difensore d’ufficio e si sono convinti che era stato lui a uccidere Ottavia, dimenticando che per l’ora della scomparsa anche il «viggianese» aveva un alibi.

Le dichiarazioni rilasciate all’epoca dai testimoni che scagionavano il «viggianese» analizzando le ricostruzioni fatte oggi dagli investigatori restano ancora in piedi. Non è stato raccolto alcun elemento nonostante il notevole impiego di uomini e risorse - che metta in dubbio le parole verbalizzate nella piccola caserma dei carabinieri di Montemurro nel 1975. Nelle proprietà del «viggianese», inol-

tre, non è stata trovata alcuna traccia. Gli investigatori dello Sco della polizia di Stato e quelli della Squadra mobile di Potenza per diversi giorni hanno esaminato il terreno da cima a fondo con potenti georadar (la stessa operazione era stata fatta qualche mese prima nella masseria Rotundo). Il racconto contenuto nella lettera anonima ricevuta da Settimio, uno dei fratelli di Ottavia, non è stato riscontrato

(la lettera era firmata da un uomo che sosteneva di volersi liberare la coscienza prima di morire. Ottavia, secondo l’anonimo, era stata violentata, uccisa e seppellita sotto il capannone dei Rotundo, nell’immediata periferia di Montemurro). Chi ha scritto quel messaggio alla famiglia De Luise molto probabilmente voleva depistare, ma non è stato individuato. E neanche l’assassino.

MAGISTRATO Il pubblico ministero Sergio Marotta [foto Tony Vece]

Alcune piste non sono state approfondite nonostante le indagini lunghe e costose

VITTIMA Ottavia De Luise

l Le indagini sull’omicidio di Ottavia De Luise sono state riaperte dopo il ritrovamento dei resti di Elisa Claps nella chiesa della Trinità di Potenza. Un mese dopo - la scoperta dei resti di Elisa risale al 17 marzo del 2010 - Settimio De Luise, il fratello di Ottavia, si presenta negli uffici della Squadra mobile della Questura di Potenza e deposita una querela, nella quale descrive il contenuto di una lettera anonima che ha ricevuto. In base alla querela il magistrato che si

occupa dell’inchiesta - il pm Sergio Marotta - affida le deleghe d’indagine. Gli investigatori cercano riscontri a quanto viene descritto nella lettera anonima. Ma non trovano nulla. Interrogano anche il brigadiere dei carabinieri Giuseppe Nitto, che all’epoca si occupò delle indagini sulla scomparsa di Ottavia. Poi buttano giù il fienile dei Rotundo e battono l’area con i georadar. Nessuno si accorge che nel vecchio fascicolo del brigadiere Nitto c’è una pista importante. Ci sono delle dichia-

razioni contrastanti di alcuni ragazzi che si trovano nel punto in cui Ottavia scompare. Potrebbero aver visto qualcosa di importante. Ma nessuno glielo chiede. Vengono convocati nel mese di aprile, quando le indagini - costate diverse centinaia di migliaia di euro - sono già arenate. Gli investigatori sono ormai convinti che il «viggianese» abbia avuto un ruolo nel delitto. E a quel punto quelle testimonianze vengono ritenute ininfluenti. [f. a.]

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14 settembre 2012

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