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Alle tanto invocate primarie, unici sfidanti Santanchè e Renzi. È proprio vero che l’Italia riesce a guastare anche le idee migliori www.ilfattoquotidiano.it

Sabato 12 maggio 2012 – Anno 4 – n° 112

€ 1,20 – Arretrati: € 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

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EQUITALIA L’ITALIA SI RIVOLTA

Riottamazione di Marco Travaglio

N

Assalto alla sede di Napoli, pacco bomba a Roma, a Milano un imprenditore aggredisce due impiegati. Sono ormai 270 le intimidazioni contro chi per legge deve riscuotere le tasse assalto alla sede Equitalia di NaUduenpoli. Un pacco bomba a Roma e esattori aggrediti a Milano. Il clima è pesante. I dipendenti sono terrorizzati, tanto che l’Agenzia delle Entrate denuncia che “è inaccettabi-

le scaricare su di noi la colpa di gesti estremi”. Intanto Monti studia norme per compensare i crediti con le tasse dovute e diminuire i tassi d’interesse. I consigli dell’avvocato per difendersi dalle cartelle pazze. pag. 2 - 3 z

ANSALDO x Gli spari al dirigente Adinolfi

Tensione a Napoli Poliziotti e manifestanti anti-riscossioni si fronteggiano davanti alla sede Equitalia (FOTO ANSA)

RETROSCENA x La denuncia di Tremonti a Servizio Pubblico

Rivendicazione anarchica Altro che Bce, la lettera “L’abbiamo azzoppato” tagliatutto fu scritta a Roma

Udi Gian Carlo Caselli ATTENTI AI NUOVI TERRORISTI attendibile, per gli speciaÈ“Nucleo listi, il comunicato del Olga” che ha rivendicato la “gambizzazione” di Adinolfi. Ora sappiamo anche che non è stato terrorismo brigatista, ma altro e diverso terrorismo. pag. 4 z

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In una missiva spedita al Corriere, il Fai annuncia altre sette azioni nel nome dei loro compagni greci Indicano come obiettivo Finmeccanica

Tutto cominciò con il documento di Draghi e Trichet che non fu subìto da B., ma negoziato da lui come un’assicurazione sulla vita

Giulio Tremonti (FOTO ANSA)

di Stefano

Feltri

leggere la lettera della Bce per capire che è stata scritta a Roma”, ha butBtatoasta lì l’ex ministro del Tesoro Giulio Tremonti durante la puntata di Servizio Pubblico di giovedì sera. pag. 7 z

Fierro e Sansa pag. 4 z

Udi Carlo Tecce

Udi Gianni Barbacetto ncarriere

LA CENSURA COLPISCE RADIO RAI

BURLESQUE? “ARCORE, UN PUTTANAIO”

C’

L

è un giornalista in Rai che Silvio Berlusconi adora, che mescola perfettamente epurazioni e promozioni, che comanda con distacco fisico, si fa vedere poco e si fa valere molto, che in Vaticano è il benvenuto. pag. 8 z

a sorpresa arriva nel pomeriggio, quando il pm Antonio Sangermano interroga la teste Katia Pasquino, la grande amica-nemica di Karima El Mahroug in arte Rub y. pag. 11 z

De Gennaro, i servizi segreti al governo Sansa pag. 12z

CATTIVERIE Abramo sindaco di Catanzaro. È la bestemmia più curiosa che ho tirato oggi (www.spinoza.it)

on avendo di meglio da fare, una combriccola di buontemponi della penna si dà convegno ogni giovedì sera su twitter per sparlare di Servizio Pubblico, dando vita a una sorta di Dopofestival o di Processo del Lunedì, ma di livello nettamente inferiore. Si tratta di Pigi Battista, Stefano Menichini, Gianni Riotta e altri noti desertificatori di giornali e di ascolti. L’altra sera le allegre comari erano tutte sdegnate perché avevo appena ricordato quando il Tg1 di Riotta, la sera del primo V-Day di Beppe Grillo, l’8 settembre 2007, riuscì a non inserire l’evento nei titoli di testa e a relegarlo in un annuncetto di 29 secondi netti, affogato fra notizione memorabili: i subacquei sott’acqua (mica sopra: sotto), le nozze di Marco Baldini con Fiorello testimone, gl’immancabili sviluppi del caso Garlasco, la prostituzione a Milano (ma prima del caso Ruby, s’intende). Riotta avrebbe potuto mettere online quella memorabile edizione, o almeno pubblicarne la scaletta. Ma siccome era esattamente come l’avevo raccontata, ha preso a cinguettare farfugliando: “Per chi insiste su bugie, Tg1 e Grillo ho fede nei tribunali”. Tribunali? Le immagini, Riotta, bastano le immagini. E poi via, in un groviglio di twittate e ritwittate (anche di Sassoli, direttamente dal Parlamento europeo): “i calunniatori”, “le menzogne”, “Riotta smentisce”, “li portiamo in tribunale così si rinfrescano la memoria”, “li portiamo tutti in giudizio”, “la vedranno gli avvocati”, “grazie David vecchio mio”, “manipolatori insopportabili”, “fai bene a reagire”, “il Tg1 approfondì”, “le bugie hanno le gambe corte”, “guardate le teche Rai”, “bravo cantajele chiare a sto busciardo” (Battista, testuale). Sono andati avanti così per tutta la notte: forse non hanno neppure dormito, poveretti. Abbiamo atteso trepidanti per tutto il giorno le famose “teche”, cioè il filmato dei formidabili “approfondimenti” del Tg1 dell’8 settembre 2007 sul V-Day. Ma invano. Così ce lo siamo procurato noi: i lettori possono goderselo su ilfattoquotidiano.it e serviziopubblico.it Indovinate chi è il “busciardo”? Ieri Riotta ha voluto dare ulteriore sfoggio di sé con una lettera al sito del Corriere. Mi ha dato dell’“impreciso” a proposito del “servizio” del suo Tg1 sul V-Day, ma purtroppo quella sera non vi fu alcun “servizio”: solo uno striminzito “strillo” di Romita (al minuto 14) da studio, e senza immagini originali, visto che in piazza Maggiore a Bologna non c’erano né inviati né telecamere del Tg1. Poi Riotta ha cominciato a divagare, che è la cosa che gli riesce meglio: “Alla vicenda dedicai poi un mio editoriale”. Certo, “poi”: non la sera dell’evento, ma nei giorni successivi, quando tutti i giornali ne avevano parlato così tanto da costringere persino lui ad accorgersene. Riotta si fa scudo del Tv7 (7 giorni dopo), ma l’ho citato anch’io. Dice che il suo inviato “fu costretto a filmare con una telecamerina perché il servizio d’ordine di Grillo aveva impedito l’ingresso alla troupe”: ma quello non era il V-Day, era uno show di sei giorni dopo per il pubblico pagante. Riotta mi accusa pure di “conflitto d’interessi” perché collaboro con un programma tv e critico altri programmi tv: forse confonde la libertà d’informazione con l’omertà. Infine s’avventura pericolosamente nelle mie ferie in Sicilia del 2003, di cui stento a comprendere l’attinenza col Tg1 e Grillo: le definisce “sfortunate” e parla di “varie ipotesi su chi abbia poi effettivamente pagato il conto”. Spiacente di deluderlo, ma quelle vacanze furono fortunatissime e il conto lo pagai io, come ho dimostrato pubblicando i bonifici e gli assegni (a proposito: contrariamente a quanto scrive il disinformato Riotta, il maresciallo Ciuro presente nello villaggio in cui soggiornavo non è mai stato “condannato per mafia”). Però fa bene Riotta a invocare, con le allegre comari, i tribunali: infatti ci vediamo lì.


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12 Maggio 2012

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