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Monti a Davos se la prende con la Cgil: “Ha ostacolato la riforma sul lavoro”. Quasi un’ossessione. Come farà poi a governare con il Pd e Sel?

Venerdì 25 gennaio 2013 – Anno 5 – n° 24

€ 1,20 – Arretrati: € 2,00

Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230

Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

LA BOMBA MPS SCOPPIA SU MONTI E IL PD dc

IL VOTO E IL MONTE di Antonio Padellaro

Avevamo una banca di Marco

Dopo giorni di silenzio, il governo è “ pronto a riferire in Parlamento” Ma ormai è guerra di tutti contro tutti. Il ministro dell’Economia Grilli si difende e scarica su Bankitalia la responsabilità sui mancati controlli, ma Napolitano si schiera con la Banca centrale. L’imbarazzo dei democratici

L

IN ESCLUSIVA

Le carte riservate dello scandalo: tutto sui derivati ggi a Siena c’è l’assemblea degli azionisti del Montepaschi. Il tema principale sarà il conO tratto segreto rivelato dal Fatto Quotidiano e la conseguente perdita imprevista di almeno 220 milioni di euro. Pubblichiamo in esclusiva la relazione dell’ad Fabrizio Viola al cda in cui si spiegano tutti i dettagli sui pericoli dei derivati tossici Alexandria, Santorini e Nota Italia. » pag. 4 - 5

BILANCI TRUCCATI PER DARE SOLDI ALLA FONDAZIONE Perché l’ex presidente Giuseppe Mussari ha rischiato tanto, firmando accordi segreti per abbellire i conti del Montepaschi? La risposta è che doveva assicurare dividendi alla Fondazione azionista, controllata Lillo » pag. 3 dalla politica

CASAPOUND A NAPOLI

LA RAGAZZA DI CASORIA

Una manifestazione di CasaPound. A destra, Emmanuela Florino, arrestata e candidata alla Camera con la lista di destra LaPresse

“Volevano violentare una ragazza ebrea” Noemi Letizia Ansa

Noemi? Berlusconi è nelle mani di Cosentino. Che ora manda pizzini d’Esposito » pag. 7

Arrestati dieci militanti, tra cui una diciottenne, per eversione, banda armata e lesioni personali. Sono accusati di aggressioni Trocchia » pag. 11 nei confronti di giovani di sinistra

» A SAN VITTORE

La Shoah e le lenzuola della memoria Truzzi » pag. 17

Travaglio

ome in ogni scandalo, anche nel caso Montepaschi nessuno può dire “Io non c’entro” C (tranne un paio di leader appena nati). Ban-

Tecce, Barbacetto, Meletti » pag. 2 - 3 - 4 - 5

a notizia, bisogna dirlo, l’ha pubblicata il Fatto”, disse Vespa, felice come chi si appresta a subire l’estrazione di un molare senza anestesia. Si parlava dell’allegra combriccola del Montepaschi che aveva fatto sparire 500 milioni (e chissà quanti altri ancora) nel buco nero della banca rossa, e sulla candida poltrona la candidata pd Moretti fu inquadrata mentre, rapita, fissava un punto imprecisato all’orizzonte. Il nerocrinito Lupi respirò gratitudine per gli uomini del Monte che avrebbero distratto gli elettori dai Cosentino e dalle altre ignominie pdl. E il montiano Olivero non seppe se rallegrarsi per l’imprevisto inciampo che poteva frenare il nemico e futuro amico Bersani oppure dolersene. Mercoledì sera non soltanto nello studio di Porta a Porta spuntavano lunghe e vaporose code di paglia. Massimo D’Alema incautamente disse: “Il presidente del Monte lo abbiamo cambiato noi”. Come se non si sapesse che a Siena non si muove foglia che il Pd non voglia. A Berlusconi spuntò un’affettuosa lacrima nel ricordare certi prestiti agevolati. Reduce dall’applauso miliardario di Davos il premier Monti lanciò un monito affinché “nessuno si facesse venire fantasie elettorali” sulla vicenda, e subito tutti si chiesero quali “fantasie” potessero riguardarlo. Passare alla storia come il premier del governo dei banchieri non sarà certo piacevole, ma se il sistema creditizio italiano oltre a divenire ostaggio di una finanza opaca e massonica, oltre ad aver succhiato immense risorse dalle tasche degli italiani, oltre ad aver maltrattato imprese e clienti oggi si mostra come un verminaio di interessi inconfessabili di chi è la colpa? Solo di quel Giuseppe Mussari che il Pd non può aver licenziato se prima non lo avesse arruolato? E la lobby dei banchieri che lo ha voluto al vertice dell’Abi? E la Banca d’Italia che non si era accorta di nulla? E intanto il ministro dell’Economia Grilli di cosa si occupava, del suo bell’appartamento ai Parioli? Pagheranno sempre e solo i risparmiatori? Tra un mese si vota e sarà l’occasione più propizia che gli italiani avranno per regolare i conti con chi li ha truffati. Altro che fantasie elettorali, presidente Monti, queste sono solide realtà.

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LA CATTIVERIA Corona scompare da una palestra di Milano e ricompare in Portogallo. Non si è accorto che il tapis roulant era rotto

» www.spinoza.it

kitalia si difende così: “Siamo stati ingannati”. Ma Bankitalia è lì proprio per evitare di essere ingannata, e soprattutto per evitare che siano ingannati i soci, i risparmiatori e i cittadini. L’alibi dell’inganno non vale: sarebbe come se un poliziotto si lasciasse scappare un ladro e si giustificasse col fatto che non s’è costituito. I ladri questo fanno: non si costituiscono. Perciò esistono i poliziotti: per prenderli. Sulla Consob è inutile sprecare parole: l’ex presidente Cardia aveva il figlio consulente di una banca da controllare, la Popolare di Lodi dell’ottimo Fiorani, infatti controllò pochino; e il presidente Vegas, ex sottosegretario e deputato Pdl, seguitò a votare per il governo B. anche dopo la nomina in Consob. Ora il Pdl cavalca lo scandalo della banca rossa, ma dovrebbe ricordare l’estate dei furbetti, quando stava con Fiorani e Fazio assieme alla Lega (rapita dal “banchiere padano” e soprattutto dal salvatore di Credieuronord); o il crac del Credito cooperativo fiorentino di Verdini; o l’uso della Bpm di Ponzellini come bancomat per amici degli amici. Casini, sul Monte dei Fiaschi, dovrebbe chiedere notizie al suocero Caltagirone, fino a un anno fa vice di Mussari. E Monti al suo candidato Alfredo Monaci, ex Cda della banca senese nell’èra Mussari. I vertici del Pd fanno i pesci in barile, ma sono anni che appena vedono un banchiere si sciolgono in adorazione. O diventano essi stessi banchieri, come Chiamparino al San Paolo. “Noi – dichiara quel buontempone di D’Alema – Mussari l’abbiamo cambiato un anno fa”. Frase che cozza con quella di Bersani: “Il Pd con le banche non c’entra”. Ma se ha “cambiato” Mussari, vuol dire che il Pd c’entra: anzi, l’aveva proprio messo lì. Casualmente negli ultimi 10 anni Mps ha versato 683 mila euro nelle casse del Pd senese. Un po’ come i Riva dell’Ilva, che foraggiavano la campagna elettorale di Bersani. La questione penale non c’entra, quella morale nemmeno. Semplicemente riesplode l’irrisolto problema del rapporto politica-affari: nessun grande partito può chiamarsi fuori. Tantomeno il Pd: si attendono ancora smentite alla deposizione di Antonio Fazio, che 6 anni fa raccontò ai pm milanesi di quando, nel 2004, Fassino e Bersani si presentano da lui in Bankitalia per raccomandargli la fusione tra Montepaschi e Bnl. Il progetto tramontò, ma quando l’anno seguente il Banco di Bilbao tentò di acquistare Bnl, l’Unipol d’intesa col vertice Ds organizzò una controcordata per sbarrargli la strada. Fassino a Consorte: “Allora, siamo padroni di una banca?”. D’Alema: “Evvai, Gianni!”. Intanto Bersani difendeva Consorte, Fazio e Fiorani già indagati: “Per Fazio andarsene ora sarebbe cedere a una confusa canea”, “Fiorani è un banchiere molto dinamico, sveglio, attivo, capace”. Soprattutto a derubare i suoi correntisti. Del resto Bersani aveva messo lo zampino anche in altre memorabili operazioni finanziarie. Tipo la scalata a debito dei “capitani coraggiosi” Colaninno & C. alla Telecom (1999). E l’affare milanese dell’autostrada Serravalle. Fu proprio Bersani a far incontrare il costruttore Gavio col fido Penati, presidente della Provincia. Intercettazione del 30.6.2004: “Bersani dice a Gavio che ha parlato con Penati... e di cercarlo per incontrarsi in modo riservato: ‘Quando vi vedrete, troverete un modo...’”. L’incontro aumma aumma avviene, poi la Provincia acquista le quote di Gavio nella Serravalle a prezzi folli e Gavio gira la plusvalenza alla cordata Unipol per Bnl. A che titolo Bersani si occupa da 15 anni di banche, autostrade e compagnie telefoniche non da arbitro, ma da giocatore? Finché i silenzi e i “non c’entro” sostituiranno le risposte, possibilmente convincenti, tutti saranno autorizzati a sospettare. Altro che “Italia giusta”.


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Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it

Anno 3 Numero 268 del 24/01/2013

Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155

Lavoro

Po Val d’Agri: Pmi il 30 giugno la scadenza I beneficiari hanno 300 giorni di tempo per ultimare i programmi di investimento per gli interventi nei centri storici

Effettuate le valutazioni sulla possibilità di integrare la documentazione

Ex Mister Day superato il blocco La Giunta delibera il riavvio alla reindustrializzazione La società Eco Sun Power realizzarà un investimento di 25 milioni di euro nello stabilimento situato nell’area industriale di Atella

Proprogati i termini del Programma Operativo “Val d’Agri-Melandro-Sauro-Camastra”. Con delibera di Giunta, si è stabilito che i beneficiari del bando volto a sostenere interventi da parte delle imprese esistenti per la rivitalizzazione dei centri storici dei comuni del comprensorio, abbiano tempo fino al 30 giugno prossimo per ultimare i programmi di investimento.

La Giunta regionale di Basilicata ha deliberato la revoca della sospensione della concessione del contributo alla società Eco Sun

Power per la realizzazione di un investimento di 25 milioni di euro nel sito della ex Mister Day, nell’area industriale di Atella. Il di-

partimento regionale alla Formazione procederà al rapido riavvio delle procedure per l’attivazione del corso per i lavoratori.

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Energia

Sanità

Sociale

Al via il ManagEnergy Award 2013

La nuova Carta Nazionale dei Servizi

15 febbraio termine ultimo per le domande

L’Europa premia le idee sull’energia Candidature fino all’8 marzo

Tessera sanitaria Sostituta in arrivo

San Carlo, un bando per il volontariato

La novità: presenza del microchip

Tante le associazioni all’opera

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Parole, pensieri e design. Nascono le “caterine” frutto dell’intuizione di Maniscalco e Amadei

Al Madonna delle Grazie di Matera pochi ricorsi al taglio cesareo. Un dato in controtendenza

Le sfere di tiglio realizzate a Montefeltro racchiudono fino a 7.000 battute

Secondo il direttore del reparto di ginecologia la città dei Sassi è lontana dal fenomeno

Più romantiche di un messaggio, più glamour di un mazzo di rose rosse, sono in arrivo le “caterine”, sfere di tiglio con testi e decorazioni incisi a fuoco. Il piccolo oggetto di design è frutto della creatività e dell’intuizione del

Dimezzati i parti cesarei al Madonna delle Grazie di Matera. La conferma giunge dal direttore del reparto di ginecologia ed ostetricia, Silvio Anastasio, che illustra i dati relativi al 2012. Nel 95% dei casi la scelta del tipo di parto

lucano Riccardo Maniscalco e di Giorgio Amedei di Urbino. Il prezzo di questi piccoli gioielli oscilla tra gli 80 e i 400 euro e possono essere acquistati soltanto via internet collegandosi al sito www.lecaterine.it.

La Gazzetta del Mezzogiorno

ricade su quelli naturali. La differenza è poi tra le donne che hanno il primo figlio e quelle che hanno già avuto altre gravidanze. Nel 2012 i cesarei elettivi sono stati pari al 2,2% contro il 4,6% dell’anno precedente.

Il Quotidiano della Basilicata


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Basilicata Mezzogiorno

Il dipartimento Formazione provvederà al riavvio delle procedure per l’attivazione del corso per i lavoratori

Mister Day: riparte il piano

Revocata dalla Giunta regionale la sospensione della concessione del contributo Riparte il processo di reindustrializzazione della ex Mister Day, lo stabilimento di Atella in provincia di Potenza. La Giunta regionale di Basilicata ha revocato la sospensione della concessione del contributo alla società Eco Sun Power per la realizzazione di un investimento di 25 Meuro nel sito della ex Mister Day, nell’area industriale di Atella. La sospensione delle procedure, propedeutiche alla sottoscrizione del contratto previsto dall’Avviso pubblico per la realizzazione di piani di sviluppo industriale, si era resa necessaria per consentire le necessarie valutazioni sulla possibilità di integrare la documentazione prodotta dalla Eco Sun Power, risultata prima classificata in graduatoria. Era infatti emerso che la Orkin Financial Service Ltd, intermediario finanziario che avrebbe dovuto garantire un mutuo del 20% dell’investimento, alla data del 20 agosto 2012 non risultava iscritta negli albi tenuti della Banca d’Italia, né risultava autorizzata a svolgere attività finanziaria in regi-

me di libera prestazione di servizi. Gli approfondimenti eseguiti, hanno accertato che la documentazione relativa alle garanzie bancarie, non era richiesta, e quindi non soggetta a valutazione nella fase concorsuale, conclusasi con la pubblicazione della graduatoria. Tale documentazione andava prodotta solo successivamente e prima della sottoscrizione del contratto previsto dall’Avviso pubblico. Nell’ottica quindi di un generale dovere di collaborazione della pubblica amministrazione l’integrazione è risultata possibile, così come anche ribadito dall’Ufficio legale della Regione. Secondo quando emerso nel corso di un incontro tenutosi in Regione lo scorso 16 gennaio, il dipartimento regionale alla Formazione, una volta recepito il provvedimento approvato ieri dalla Giunta su proposta del Dipartimento alle Attività Produttive, procederà al rapido riavvio delle procedure per l’attivazione del corso di formazione per i lavoratori.

La Eco Sun Power realizzerà un investimento di 25 milioni di euro nello stabilimento situato ad Atella

L’ufficio legale dell’ente ha ribadito la possibilità di integrare i documenti prima di sottoscrivere il contratto previsto dall’avviso pubblico

Po Val d’Agri: ancora 300 giorni Ambiente: per gli interventi nei centri storici nuova Long list Le imprese beneficiarie delle agevolazioni previste dal bando hanno ottenuto la proroga per completare il programma di investimento al 30 giugno 2013

Aperte le iscrizioni e l’aggiornamento periodico per assistenza e consulenza

Sono stati prorogati i termini per partecipare al Programma Operativo “Val d’Agri-Melandro-Sauro-Camastra”, linea di intervento D, per la concessione di agevolazioni di interventi a favore della creazione di impresa e delle Pmi esistenti per la rivitalizzazione dei centri storici. Entro il 30 giugno prossimo il soggetto gestore potrà adottare i provvedimenti di concessione delle agevolazioni per i programmi di investimento ritenuti ammissibili. La giunta regionale della Basilicata il 15 gennaio deliberato la proroga in seguito alla necessità manifestata dai beneficiari di non poter ultimare il programma di investimento entro il termine stabilito precedentemente al 31 dicembre 2012, a causa della congiuntura economica con difficoltà per le imprese all’accesso al credito presso le banche per la quota di co-finanziamento privato necessario alla realizzazione degli investimenti. Ne è risultata critica anche la cantierizzazione dei programmi di investimento da realizzare nei centri storici per la difficile accessibilità dovuta alla particolare struttura urbanistica dei centri storici. La delibera n.14 del 15 gennaio 2013 ha dunque stabilito che i beneficiari avranno 300 giorni di tempo per ultimare il programma di investimento previsto. Inoltre viene demandata alla struttura di Progetto Val d’Agri del dipartimento della Presidenza della giunta la trasmissione del presente provvedimento alla società Sviluppo Basilicata spa. Il provvedimento sarà pubblicato, ad opera della struttura di Progetto, sul Bollettino ufficiale della Regione Basilicata e sul sito internet www.regione.basilicata.it.

Il dipartimento regionale Ambiente Territorio Politiche della Sostenibilità rende noto che è stato approvato l’avviso pubblico che istituisce una long list per “iscrizione o aggiornamento elenco di soggetti esperti in grado di fornire servizi di assistenza specialistica e/o di collaborazione professionale c/o Regione Basilicata”. Il bando è sul Bur n° 39 del 1° novembre 2012 la Determina Dirigenziale n° 1485 del 23 ottobre 2012. I profili previsti sono: collaboratori senior laureati, collaboratori junior laureati e collaboratori junior tecnici esperti. Gli esperti devono dimostrare una provata competenza per il conferimento di eventuali incarichi di collaborazione coordinata e continuativa o occasionale di consulenza specialistica nelle attività connesse e funzionali alla progettazione, gestione ed attuazione di programmi di cooperazione.

Veduta panoramica di Roccanova

Approfondimento Il P.O. “Val d’Agri-Melandro-Sauro-Camastra” ha pubblicato un bando sul B.U.R.B. n. 15 del 16.05.2011 cper sostenere finanziariamente l’attivazione da parte di PMI, nuove ed esistenti, singole o associate, di piani di investimento relativi a innovazioni di processo e organizzative, di ammodernamento e riqualificazione produttiva da realizzare nelle aree dei centri storici dei Comuni.


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Basilicata Mezzogiorno

Tra le misure rilevanti anche la decisione di limitare i contributi europei ad un tetto di trecentomila euro per agricoltore

Il provvedimento sarà licenziato oggi dal Parlamento europeo. Sovvenzioni per il biologico e per l’ambiente

Una Pac sempre più “verde”

Votato il primo “pacchetto” di riforma dalla Commissione agricoltura Il primo “pacchetto” di riforma dell’agricoltura europea per una Pac più “verde” e più equa è stato votato, ieri a Bruxelles, dalla commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo a Bruxelles. A superare il primo ostacolo parlamentare è stato il rapporto di Luis Capoula Santos, portavoce del gruppo S&D per le questioni agricole ed ex ministro portoghese dell’agricoltura. Un testo importante in quanto prevede che “almeno il venticinque per cento del bilancio destinato allo sviluppo rurale e il trenta per cento delle sovvenzioni agricole saranno consacrate all’agricoltura biologica, a una politica più “verde” ed a delle misure agro-ambientali.

Per la prima volta poi, al fine di salvaguardare l’ambiente una parte dei pagamenti diretti agli agricoltori saranno associati anche a delle misure ecologiche’’. Non solo. Tra le misure rilevanti votate nella giornata di ieri, c’è anche la decisione “di limitare i contributi europei a un tetto di trecento mila euro per agricoltore, mentre il due per cento del bilancio che è stato stanziato per la politica agricola si vuole destinarlo ai giovani e ai nuovi agricoltori’’. Il provvedimento di riforma prevede inoltre un ravvicinamento tra gli aiuti dell’Unione europea all’ettaro che ricevono gli agricoltori residenti nei diversi Stati membri

(la cosiddetta convergenza) ma si prevede anche “una ripartizione degli aiuti più equa all’interno di ogni Stato membro’’. La commissione parlamentare agricoltura e sviluppo rurale ha infatti deciso “che tutte le aziende che hanno una dimensione inferiore a cinquanta ettari riceveranno un aiuto economico supplementare prelevato sui più grossi beneficiari’’. Non ultimo, “la burocrazia viene notevolmente alleggerita e semplificata per le aziende agricole la cui estensione è al di sotto dei dieci ettari’’. Il voto finale sull’insieme della riforma, stando a quanto è previsto, si concluderà nel corso della giornata di oggi.

Opportunità per le amministrazioni pubbliche

Rinnovabili Premio dell’Ue

I vincitori saranno premiati

C’e’ tempo fino all’8 marzo per inviare le candidature al ManagEnergy Award

la settimana dell’energia sostenibile

C’e’ tempo fino all’8 marzo per inviare le candidature al ManagEnergy Award, la competizione europea tra i progetti migliori che sviluppano l’efficienza energetica o sfruttano le energie rinnovabili. Le amministrazioni pubbliche regionali, locali e le agenzie dell’energia possono usufruire di questa opportunità per darevisibilità a livello europeo a progetti già attuati, che hanno dato buoni risultati e potranno essere replicati ovunque. I vincitori saranno premiati a Bruxelles nel corso di una cerimonia organizzata durante la settimana dell’energia sostenibile e vedranno illustrato il loro progetto nelle manifestazioni organizzate da ManagEnergy. La gara non è destinata a programmi di ricerca

e riguarda idee già completamente realizzate, i progetti in via di esecuzione verranno scartati. I concorrenti dovranno fornire elementi concreti con schemi, grafici, immagini che dimostrino l’entità del risparmio energetico effettuato o l’incremento dell’uso di rinnovabili in relazione alla dimensione del loro progetto. La manifestazione culminerà, alla fine di giugno, con l’edizione 2013 della European Union Sustainable Energy Week. Il concorso gestito dall’Agenzia esecutiva per la competitività e l’innovazione per conto della Commissione europea, vuole fornire un riconoscimento istituzionale e una maggiore visibilità alle migliori iniziative sull’energia sostenibile.

a Bruxelles in una cerimonia durante

Il concorso gestito dall’Agenzia esecutiva per la competitività e l’innovazione per conto della Ce

I concorrenti dovranno mostrare l’entità del risparmio energetico o l’incremento dell’uso delle rinnovabili


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La novità è la presenza di un microchip che permette il riconoscimento in rete in massima sicurezza

Tessera sanitaria addio

Carta Nazionale dei Servizi, il ministero dell’Economia e delle Finanze cura la generazione e la progressiva consegna tramite posta ordinaria agli assistiti A partire dal 28 dicembre l’Agenzia delle Entrate ha inviato la Carta Nazionale dei Servizi con microchip a tutti i cittadini che hanno la Tessera Sanitaria in scadenza. La nuova tessera è un documento personale delle dimensioni di una carta di credito, ha una validità di sei anni, o pari alla durata del permesso di soggiorno ed entro il 2016 sostituirà completamente la vecchia Tessera Sanitaria. La novità è la presenza di un microchip che permette il riconoscimento in rete, in massima sicurezza e nella totale privacy, permettendo l’accesso ai servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione ed ai servizi anche on line. Il cittadino dovrà munirsi di un lettore di smart card e del relativo software di gestione scaricabile dal portale istituzionale della

Sportelli abilitati

Regione Basilicata dove sono reperibili anche le istruzioni per l’utilizzo. Quando la tessera sanitaria viene attivata, il cittadino può utilizzarla per accedere, senza ulteriore registrazione, ai servizi nazionali già attivi. L’informazione sui nuovi servizi regionali o nazionali che verranno attivati sarà pubblicata sul sito istituzionale della Regione Basilicata.

Momentaneamente consente l’accesso solo per la dichiarazione dei redditi on line sul sito dell’Agenzia delle Entrate e per verificare la propria condizione contributiva on line sul sito dell’ Inps. La Ts-cns va comunque conservata con cura ed esibita per tutte le operazioni richieste al Servizio Sanitario Regionale e Nazionale o nel caso ci si debba recare all’estero.

Sul Portale www.basilicatanet.it vengono fornite ulteriori informazionisulla Carta Nazionale dei Servizi e su come e dove attivarla. Per utilizzare la tessera come Carta Nazionale dei Servizi è necessario attivarla facendo richiesta del codice di accesso personale (pin) presso uno degli sportelli abilitati portando con se la nuova tessera e un documento di identità valido. (Bm6)

Atella Barile Genzano di L. Lagonegro Lauria Lavello Melfi Muro Lucano Palazzo S. G. Potenza Rapolla Rionero in V. Rotonda San Fele Sant’Arcangelo Senise Venosa Villa D’Agri

Via Gramsci Via Nazionale Via Giustino Fortunato 13 Via G. Fortunato Via XXV aprile Strada Statale 93 Via Medaglia D’oro Ferrara c/o Ospedale via S. Biagio Viale D’Errico Corso Umberto I Via Aldo Moro Via Madre Miradio Provvidenza Via P. Nenni Strada Comunale Pergola Via L.Da Vinci Via G.Amendola Via Appia Via C. Colombo 17

San Carlo, è stato fissato il 15 febbraio come termine ultimo per presentare le domande

Volontariato, indetto bando per l’iscrizione all’albo Numerose sono le associazioni esterne che prestano la loro opera volontariamente a favore dei degenti L’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza al fine di garantire e assicurare la più ampia ed efficace partecipazione degli organismi di volontariato, ha istituito un apposito albo aziendale delle associazioni al quale, a partire dall’anno 2013, dovranno essere necessariamente iscritte tutte le associazioni operanti o che intendano svolgere attività in azienda. Possono presentare domanda di iscrizione all’albo aziendale le associazioni già iscritte all’albo regionale da almeno sei mesi, il cui statuto preveda finalità assistenziali, sociali e di solidarietà coerenti e compatibili con le funzioni isti-

È in distribuzione l’opuscolo “I Boschi e le Foreste: un patrimonio di inestimabile valore” realizzato dall’Oasi Wwf Basilicata nell’ambito del Progetto Labforet. L’opuscolo è un vero e proprio vademecum con le informazioni sulle foreste della Regione, con particolare approfondimento su quelle del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, e sui comportamenti da adottare per difenderle dagli incendi boschivi. L’opuscolo vuol far crescere la consapevolezza dei

tuzionali svolte dell’Azienda. Le domande di iscrizione, dovranno pervenire, a mezzo raccomandata entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando sul bollettino ufficiale della Regione Basilicata e sul sito aziendale www.ospedalesancarlo.it. In particolare la domanda di iscrizione all’albo dovrà riportare le generalità, con indicazione del luogo e data di nascita, della residenza del rappresentante legale dell’associazione, nonché l’indirizzo, il recapito telefonico e l’email che intende utilizzare per ricevere le comunicazioni inerenti il bando, la data e il numero di iscrizione dell’ associazione al registro regionale e la dichiarazione di aver preso visione del regolamento per la disciplina dei rapporti tra A.O.R. e gli organismi di volontariato e di tutela dei diritti. (Bm6)

Progetto Labforet: in distribuzione l’opuscolo su boschi e foreste realizzato dall’Oasi wwf

Basilicata rima con natura cittadini e dei fruitori del territorio Lucano sulla eccezionale importanza dei beni comuni ambientali della Regione, sia come valore in sé da conservare a beneficio delle presenti e future generazioni, sia come base per promuovere uno sviluppo locale sostenibile basato sul corretto uso delle risorse naturali ed ambientali. L’attenzione è rivolta prin-

cipalmente alle foreste Regionali perché queste costituiscono per il nostro territorio un valore natu-

ralistico eccezionale, contenitori di una ricchissima biodiversità, ma che al contempo sono minaccia-

te dalla devastante piaga degli incendi. Labforet è un progetto cofinanziato dalla Regione Basilicata nell’ambito di Epos - Programma Strategico 2010-2013 per l’ educazione e promozione della sostenibilità ambientale - bando 2011 dal titolo “Costruire una società sostenibile” rivolto ai soggetti accreditati alla rete Redus della Regione

Basilicata. LabForeT è stato ideato dal partenariato così composto: Ceas Apea di Potenza, soggetto coordinatore capofila, Ceas di Viggiano, Oas Upl, Oas Opal, Oas Wwf Basilicata (nodi accreditati della Rete Redus), e in collaborazione con i partner esterni cofinanziatori: Ditec Università degli Studi della Basilicata, Pefc Italia, Ati Tiemme Srl/Giosa, Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, Comune di Abriola e Comune di Pignola. (Bm6)


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Basilicata Mezzogiorno

Istruzione è crescita

La nostra migliore energia è il cervello dei nostri giovani

Formazione Intesa col Ministero e sostegno all’Università: puntiamo sulla cultura e sulle capacità dei ricercatori lucani

Sperimentazione dell’Apprendistato professionalizzante per incentivare l’inserimento dei nostri giovani nel mondo del lavoro

a cura dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale

Crediamo nella cultura come investimento, nella formazione come strategia. Per questo sosteniamo programmi che vadano oltre la scuola e guardino alle imprese


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 24.01.2013

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Basilicata Mezzogiorno

II I BASILICATA PRIMO PIANO

SPENDING REVIEW IL FUTURO DEI COMUNI

Giovedì 24 gennaio 2013

SOLDI DA STATO E REGIONI La legge sulla spending review prevede incentivi e la Regione è, a sua volta, pronta a pagare chi sceglie ambiti omogenei

Risparmi e «premi» ai paesi che si uniscono Fondi aggiuntivi alle Unioni dei comuni, ma l’iter è lungo ANTONELLA INCISO

IL PAESE Nella foto una veduta di Rionero, il cui consiglio ha approvato l’associazione tra comuni per tre servizi

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Il progetto Arriva la Polizia integrata All’unanimità dei presenti, in Consiglio comunale, è stata votata favorevolmente, quindi approvata, la proposta illustrata dal sindaco Antonio Placido, tesa alla strutturazione di un corpo di Polizia integrata nel Vulture . Al momento quattro sono i comuni interessati: Rionero in Vulture, quale comune capofila dell’area programma, Barile, Ginestra e Rapone, che, così uniti assommano a circa 18mila cittadini. «È necessario che s’incrementi l’attuale organico comprendente, oggi, appena 15 vigili» ha specificato, alla Gazzetta, il comandante della Polizia Locale di Rionero in Vulture, Mauro Di Lonardo. «Un’ iniziativa molto valida ed interessante - aggiunge Di Lonardo - partita inizialmente fra Rionero e Barile a cui si sono aggiunti, successivamente, Ginestra e Rapone. Con un organico di almeno 25 vigili a tempo indeterminato, si eliminerebbe anche l’incarico di personale stagionale e dare certezze in occasione di grossi eventi, in particolare d’estate». Per il consigliere Mauro Nardozza, «ciò rappresenta un importante passo in avanti per integra[d.d.l.] re i servizi.

l Non solo razionalizzazione della spesa. Non solo tagli ed ottimizzazione delle risorse. Per fare soldi, ora, i Comuni lucani devono fare di più: devono unirsi e mettere insieme i servizi. È questo uno degli aspetti che viene fuori dalla legge sulla spending review approvata nei mesi scorsi. Un particolare importante, un dettaglio non indifferente che consentirebbe alle amministrazioni comunali, già insieme nelle aree programma, non solo di risparmiare, dividendo le spese per i servizi con gli altri, ma anche di ottenere incentivi una volta che le unioni sono fatte. Incentivi particolarmente sostanziosi per i comuni lucani considerato che ad elargirli non sarebbe solo lo Stato ma anche la Regione. Il Governo, infatti, ha previsto un meccanismo di premialità per tutti i comuni che si uniscono. Un meccanismo che la Regione ha deciso di incentivare, aggiungendo risorse proprie come stabilito nel comma 5 della legge regionale 16 dell’8 agosto 2012, in cui sono previste «risorse aggiuntive alle aree programma che si trasformano in unioni di comuni entro il 12 novembre 2012» (data successivamente prorogata). Per ottenere i fondi, però, le unioni devono essere di ambiti omogenei. Stabilito questo, comunque, tra soldi statali e soldi regionali è evidente che le amministrazioni comunali della Basilicata hanno la possibilità non solo di gestire i servizi in maniera diversa ma anche di rimpinguare le casse comunali, duramente provate dal taglio dei trasferimenti. Eppure, nonostante gli incentivi, nonostante le premialità le unioni dei comuni in Basilicata sono ancora una rarità. Tranne quella dell’Alto Bradano, unione che si è focalizzata sui rifiuti (coinvolgendo Banzi, Forenza, Palazzo San Gervasio e San Chirico nuovo, paesi di aree programma dif-

ferenti) e che ha ottenuto uno stanziamento dei circa 130mila euro, le altre sono ancora una chimera. «L’iter è lungo» spiega qualche amministratore. E per di più non è sempre facile trovare la quadra sulle diverse questioni. Eppure da tempo i paesi lucani si erano già messi insieme nelle aree programma ed avevano dato vita ad associazioni di comuni. Per avere gli incentivi, però, questo non basta. È necessario passare dall’associazionismo alle unioni: dalle associazioni di comuni per la gestione dei servizi alle unioni. Un passaggio di natura giuridica che non sembra realizzabile in

tempi brevi. Nei comuni lucani, intanto, si lavora ed anche alacremente. Dal 1 gennaio, infatti, le amministrazioni sono obbligati a gestire insieme almeno tre servizi e proprio in queste ore la gran parte dei Consigli comunali sta approvando le delibere con cui ratifica le associazioni. Sul catasta, sulla Protezione civile e sui servizi sociali in maniera prevalente, ma anche sulla Polizia locale e sull’anagrafe. Un primo tassello, dunque, un primo passaggio in attesa che si arrivi alle Unioni dei comuni e nelle casse dei singoli paesi possano arrivare, finalmente, nuovi fondi.

LE PROSPETTIVE SE SI SCIOGLIERANNO ALCUNI DEI SERVIZI PASSERANNO AGLI ENTI NATI DALLE COMUNITÀ MONTANE

E sulle aree programma pesa il riordino delle Province l Un’incognita nell’ incognita. Se il futuro delle unioni dei comuni non appare ancora chiaro, lo stesso può dirsi di quello delle aree programma. Nati sulle ceneri delle Comunità Montane e dimezzate di numero (14 le comunità montane e 7 le aree programma), questi enti per diversi mesi sono rimasti bloccati dalla mancanza di un regolamento con criteri precisi che evitasse le «guerre di competenze» sul chi e il quando delle diverse questioni. Poi il regolamento è arrivato e gli enti sembravano destinati a «navigare in acque finalmente tranquille». Sembrava perchè alla fine così non è è. E soprattutto non è chiaro per quanto lo sarà. Tutta colpa del riordino delle Amministrazioni provinciali. Tutta colpa del provvedimento del Governo che prima ha stabilito e poi ha bloccato la soppressione delle Amministrazioni provinciali. Ad oggi, infatti, le aree programma si oc-

cupano delle funzioni legate alla forestazione, ai pit ed ai pios ma anche di rifiuti, viabilità e servizi sociali. Ambiti questi ultimi di competenza provinciale (che hanno spinto più di qualcuno a definirle come il loro «doppione»). Se le Province saranno soppresse, però, il peso di questi servizi pubblici diventerebbe ancor più concreto e questo, tra l’altro, le trasformerebbe ancora di più in organi intermedi tra Regione e amministrazioni municipali, con tutto quello che questo significa soprattutto se si considera che la loro mission è quella di ridurre i costi e di favorire il contatto tra le piccole comunità ed il governo centrale. Cosa succederà ad oggi non è dato sapere. Le Amministrazioni provinciali, questo è certo, resteranno in carica sino al 2014, poi, si vedrà e così gli interrogativi sul destino delle aree programma continueranno ancora a restare senza risposta. [a.i.]

Vulture, si punta a condividere il trasporto scolastico e urbano ANTONIO PACE

VIGILI Polizia locale per più paesi

l La conferenza dei sindaci del Marmo Melandro ha elaborato la creazione di un sub ambito territoriale costituito dai comuni di Picerno, Tito, Muro Lucano, Ruoti, Savoia di Lucania, Sant’Angelo Le Fratte e Vietri di Potenza. Sette comuni insieme per poter usufruire, nell’ambito della convenzione quadro istituita dell’Area Programma, delle funzioni associate di tre servizi importanti: Catasto, Protezione Civile e Servizi sociali di competenza comunale. «È un primo ma grande risultato - dice Valeria Russillo, vice presidente Area Programma Marmo Melandro e sindaco Picerno - raggiunto da quest’Area programma, poiché l’ufficio comune con il relativo personale potrà essere impiegato nella funzione oggetto della gestione associata dei sette comuni raggiungendo gli obiettivi della razionalizzazione della spesa in un’ottica di risparmio e di qualità del servizio. Si punta nel contempo a mettere a valore le professionalità delle risorse umane già presenti, valorizzando il servizio pre-

stato nelle nostre comunità». Le fa da eco Giuseppe Annunziata, sindaco di Ripacandida: «Anche noi come tutti ci stiamo avviando verso la gestione associata dei servizi. Al momento stiamo valutando e contattando le amministrazioni della zona per poter condividere alcuni servizi importanti. Qualche difficoltà sta emergendo perché pare che, almeno all’inizio, non ci sia un risparmio tangibile, che si presume che arrivi nel tempo, cioè quando i servizi associati si saranno consolidati. Le legge ci impone l’associazione fra comuni e noi come tutti gli altri certamente ci adegueremo». Gerardo Giuseppe Antonio Fasanella, sindaco San Fele, ricorda che è stata sottoscritta la gestione associata dell’ufficio della segreteria con i comuni di Rapolla e Ruvo del Monte. «Estenderemo con questi comuni anche la condivisione della Polizia Municipale. Stiamo lavorando per poter condividere altri servizi con i comuni di Atella, Rapone e Ruvo del Monte i servizi di trasporto pubblico urbano e la raccolta della nettezza urbana». Gennaro Mennuti, sindaco

Montemilone: «Abbiamo iniziato da due anni la gestione associata della raccolta differenziata con 10 comuni dell’alto Bradano con un abbattimento dei costi ragionevoli. Stiamo prendendo contatto con il comune di Lavello per condividere la gestione associata di altri tre servizi: Polizia Municipale, Catasto e Protezione civile». Felicetta Lorenzo, sindaco di Rapone spiega di avere una convenzione con i comuni di Rionero e Barile per i servizi di Protezione civile, Catasto e Servizi sociali: «Stiamo lavorando per allargare anche al servizio dei trasporti scolastici e altri servizi. Questa è sicuramente la strada da percorrere». Giuseppe Pepice, sindaco di Ginestra, annuncia che a giorni sarà approvata la delibera per associarsi a Rionero, Barile e Rapone per la gestione dei servizi di Catasto, Protezione Civile e Polizia municipale. Infine, Antonio Murano, vice sindaco di Barile, spiega che oggi il comune associato a Rionero, Rapone e Ginestra per la gestione del catasto, Protezione Civile e polizia municipale, «ma - conclude - stiamo lavorando per allargare anche ad altri servizi».


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 24.01.2013

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Basilicata Mezzogiorno

BASILICATA PRIMO PIANO I III

Giovedì 24 gennaio 2013

LE AREE PROGRAMMA Per ottenere i contributi, ancora tutti da stabilire, si dovrà passare dalle associazioni alle unioni dei diversi paesi

I DIVERSI OBIETTIVI Obiettivo principale quello di avere una migliore qualità dei servizi erogati tagliando i costi

«Così abbiamo anche un peso politico» L’associazione tra comunità con gli stessi fabbisogni L’ENTE Anche la Regione darà contributi per favorire l’unione tra i comuni della Basilicata

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AREA SUD PER I PICCOLI COMUNI UNA STRADA OBBLIGATA PER POTERE ANDARE AVANTI

Val Sarmento, antesignana accordi siglati già nel 2011 l Che l’unione dei piccoli comuni fosse il futuro e rappresentasse la sopravvivenza per i comuni stessi si capisce perché, in molte aree della Regione, già in tempi non sospetti (prima della scadenza sancita a livello nazionale) ci si organizzava. Come il caso dei Comuni della Val Sarmento che, già nella primavera del 2011 ragionavano insieme in tal senso. La Val Sarmento è un territorio formato dai comuni di Cersosimo, Noepoli, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese e Terranova di Pollino, che, insieme, presentano una densità demografica che non arriva neanche a 5mila abitanti ma che viene compensata da una forte identità e diversità culturale (basti pensare alla tradizione italo-albanese di 2 Comuni su 5). Oltre a gestire insieme le funzioni già previste (catasto, protezione civile, pianificazione e progettazione per i servizi di sono di competenza alle amministrazioni) ,

si ragionava su come gestire quelle di competenza provinciale o regionale (come, ad esempio, la raccolta differenziata); i Comuni si posero come soggetto unico di interlocuzione, una sorta di organo «facilitatore» per fare sintesi tra tutti i comuni interessati, anche e soprattutto nella prospettiva della concretizzazione delle «Aree programma» previste dalla Regione Basilicata e che sarebbero nate dopo un anno. «Rispetto a quella che è la volontà del Governo regionale - si spiegava già all’epoca - la Val Sarmento tenta di mettere in piedi una prima esperienza positiva di associazione intercomunale. Il tutto per facilitare e implementare le funzioni dell’Area Programma e per rafforzare gli Enti locali creando una forma utile di gestione del territorio, che sia soprattutto sostenibile». [m.p.verg.]

MARIAPAOLA VERGALLITO l È una realtà anche nella Valle del Serrapotamo: lo scorso 16 gennaio è stato sottoscritto l’atto di Convenzione dell’Associazione Intercomunale «Valle del Serrapotamo» tra i comuni di Fardella, Calvera, Carbone, Castronuovo di Sant'Andrea e Teana. Cinque dei sei comuni della Valle (il sesto è Chiaromonte) con una densità demografica complessiva di circa 3mila abitanti (meno dei 5mila abitanti, per come è prevista la gestione associata delle funzioni fondamentali dei Comuni con popolazione fino a 5mila abitanti, ovvero 3mila abitanti se appartenenti o appartenuti a Comunità Montane). I sindaci sono Vincenzo Fiorenza (Teana), Mario Chiorazzo (carbone, Giuseppe Libertella (Calvera), Sandro Berardone (Castronuovo di Sant’Andrea) e Domenica Orofino (Fardella). I cinque Comuni serrapotini hanno associato le prime 3 funzioni fondamentali: il catasto, ad eccezione delle funzioni mantenute allo Stato dalla normativa vigente; le attività, in ambito comunale, di pianificazione di protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi; la progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini, secondo quanto previsto dall’articolo 118, quarto comma, della Costituzione. Per ogni funzione è stato individuato un Comune capofila che avrà il compito di coordinare le attività previste nei confronti degli altri quattro Comuni. Rispettivamente: per quanto

CHIAROMONTE È uno dei comuni interessati riguarda le funzioni che riguardano il catasto, capofila è il Comune di Teana che, ricordiamo, è anche comune capofila dell’Area Programma Pollino-Lagonegrese; per le attività di pianificazioni che sono di competenza comunale capofila è il Comune di Fardella; infine, la progettazione e la gestione del sistema locale dei servizi sociali spetterà, come capofila, al Comune di Carbone. «I comuni interessati così come è previsto dalla normativa - hanno comunanza di fabbisogni, di caratteristiche e consistenza demografica, territoriale, economica ed esprimono l’esigenza di gestire in modo associato le funzioni fondamentali nella forma più semplice e adattabile alle esigenze del territorio e della popolazion»”. Ciò implica che il servizio o la funzione trasferita all’Unione viene sottratta alla titolarità diretta del Comune, e rientra nella titolarità dell’Unione dei Comuni. In ciò si esprime una prima differenza rispetto alle semplici convenzione di gestione dei servizi, in cui la titolarità del

servizio permane in capo al comune convenzionato, mentre il comune capofila semplicemente esercita lo stesso su delega degli altri. La gestione associata è rivolta, prioritariamente, al raggiungimento di una migliore qualità dei servizi erogati, di contenimento della spesa per la gestione di tali servizi e di avviamento e rafforzamento delle modalità di concertazione territoriale. Il tutto per garantire la vera e propria sopravvivenza di questi presidi istituzionali in un’ottica di sostenibilità economica e funzionale. E per garantire, nonostante le difficoltà oggettive derivanti, soprattutto, dai piccoli numeri e, in alcuni casi, dalle infelici posizioni geografiche, la messa a sistema di forme di programmazione territoriali e di spesa comuni. Senza dimenticare l’importanza di avere un peso diverso, anche e soprattutto politico, che cinque comuni associati, come in questo caso, hanno. La prima riunione della Conferenza dei Sindaci dei comuni associati si è svolta presso il Comune di Carbone.

Nonostante l’associazione resta la carenza di organico FILIPPO MELE

IMMONDIZIA Tra i servizi da gestire anche la raccolta rifiuti

l «Siamo mediamente soddisfatti dell’esperienza. Tenete presente che accorpando le funzioni di un servizio si accorpa anche il tutto territorio servito. E che i risparmi nella gestione non vanno visti nell’immediato ma nel medio e lungo periodo. La strada dell’unione di Comuni o quantomeno dei servizi, tuttavia, è obbligata ed obbligatoria per via di leggi nazionali in vigore». Così il sindaco dell’antica Rotunda Maris, Enzo Francomano, che abbiamo sentito, anche nella sua funzione di presidente dell’Area programma Metapontino – Collina Materana, sulla esperienza ormai consolidata della Polizia municipale associata Terre del Sinni. Polizia operativa a Rotondella, per l’appunto, Colobraro e Valsinni. All’inizio nella cordata c'era anche San Giorgio Lucano che, però, nel 2009 scelse la strada «individuale». Ricordiamo che l’idea del progetto di consorzio tra i vigili urbani fu lanciata nel 2006 e che si concretizzò grazie all’utilizzo dei fondi trien-

nali di coesione della Legge regionale n. 10, misura B, che promuoveva la gestione in forma associata di servizi e funzioni. Fu firmata una apposita convenzione. Il 19 aprile del 2011 fu inaugurata la sede centrale a Rotondella Due, con un unico comandante, Nicola Suriano, più 3 sedi locali nei centri consorziati. «In origine – ha spiegato il primo cittadino di Rotondella – c'era l’intenzione di specializzare i vigili di un centro in un settore, ad esempio la lotta all’abusivismo edilizio, da condurre su tutto il territorio. Ci rendemmo conto, però, che era difficile. Terre del Sinni, tuttavia, ha condotto, dopo corsi di formazione, campagne, ancora ad esempio il pattugliamento stradale, in tempi determinati a Rotondella, Valsinni, Colobraro. Esperienze che si potranno ripetere. Ovviamente, c'è un aiuto reciproco tra i diversi «corpi» in occasione di eventi di interesse per l’opinione pubblica». Insomma, l’associazionismo va pur se i problemi non mancano. Forse il principale è quello della carenza di organico: «Sulla carta il numero di agenti è di 9 unità ma

in realtà, per via di qualche pensionamento, è solo di 5 più gli assunti temporanei della stagione estiva. Se pensiamo alla maggiore estensione territoriale si possono comprendere le nostre difficoltà». Ovvio che lavorare in queste condizioni è difficile anche se la logica è quella della sussidiarietà e razionalizzazione dei servizi. «Logica che ci ha spinto a fermare alla fine del 2012 un protocollo con cui ci siamo impegnati a consorziare altri servizi come la polizia amministrativa - commercio, catasto, protezione civile. Anche perchè noi siamo tra i Comuni inferiori ai 6mila abitanti e, quindi, obbligati a consorziarci. Ed entro il 2013 punteremo alla costituzione della centrale unica degli appalti. Anche per questo – ha concluso Francomano - c'è un obbligo di legge per i Comuni inferiori ai 5mila abitanti». La strada per i piccoli enti locali, dunque, sembra tracciata. Anche per evitare di rimanere in vita solo nominalmente correndo il rischio di finire sotto la mannaia di qualche altra spending review prossima ventura.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 24.01.2013

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Basilicata Mezzogiorno

Potenza Giovedì 24 gennaio 2013

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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

Aperitivi, mostre, proiezioni video, letture: i negozi cambiano identità per rispondere alla crisi

Clienti presi per la “gola”

Intanto sempre più bar e caffè accompagnano ai cocktail eventi culturali AL negozio di abbigliamento "Guardaroba" hanno presentato mostre fotografiche e libri. Tra i capi all'ultima moda, tra un camerino e un altro, si è cercato di creare uno spazio diverso, che andasse al di là del semplice acquisto. Lo stesso ha fatto Fumetto, in via Pretoria. Aperitivi solo su invito e perfino uno spettacolo di burlesque tra i manichini in posa. E poi, ancora, vetrine che mettessero in risalto lavori artigianali di giovani artisti lucani, gioielli fatti a mano o mosaici realizzati con tappi di plastica. Yamamay, sempre in via Pretoria, ha per un momento messo AL DON BOSCO da parte la femminilità lingerie La parte degli angeli della per dare voce a un altro aspetdi Ken Loach to delle donne. e PROSEGUE la rassegna Letture “Giovedì d’autore”, giunta alla proiezioni cisua sesta edizione. nematografiQuesta sera, alle 19.15 e alle che "in rosa" 21. 30 al Don Bosco, sarà hanno reso il proiettato il film di Ken Loach negozio una “La parte degli angeli”, premio specie di cinedella Giuria a Cannes 2012. club o circolo La rassegna, che ha preso il letterario: nulvia lo scorso 17 gennaio, ter- la di più lontaminerà il prossimo 14 febbraio. no da quello Il prossimo 31 gennaio sarà la che generalvolta de “La sposa promessa” mente evoca che eccezionalmente sarà un'attività proiettata anche il prossimo 5 commerciale di questo tipo. febbraio alle 19.15. Qualcun alIl 7 febbraio sarà la volta di come “Love is all you need” di Su- tro, sanne Bier. Chiuderà la rasse- Gioia dei bimgna, il prossimo 14 febbraio, il bi, ha anche film “The hunt - Il sospetto”, ospitato uno Palma d'oro per migliore inter- spettacolo di pretazione maschile, Cannes magia per presentare un in2012. novativo prodotto per piccini. E poi ipermercati e centri commerciali che organizzano continuamente attività e giochi per i più piccoli, con angoli colorati interamente riservati a loro. Occuparsi di commercio, in città, diventa ogni giorno diverso. Risposta alla crisi? Necessità di seguire mode più prettamente metropolitane? O semplicemente voglia di reinventarsi mettendo a frutto la propria creatività? Fatto sta che da un annetto a questa parte, anche a Potenza, alcuni negozi cercano di svincolarsi dal loro ruolo esclusivamente consumistico per trasformarsi in "open space" aperti alla sperimentazione di nuove forme di attrazione. Anticipare il saldo, darsi un target di riferimento a buon mercato, differenziare il

“GOCCE D’AUTORE”

Una serata omaggio a John Coltrane John Coltrane

LA RASSEGNA ALLO STABILE

“Altrocinemapossibile”, si parte con “La sorgente dell'amore” TUTTO pronto per la sesta edizione di “Altrocinemapossibile”, il cinema dei diritti umani, rassegna cinematografica ideata e curata dall'associazione di promozione sociale Zer0971. Cinque film per altrettanti martedi a partire dal prossimo 5 febbraio fino al 5 marzo al Ridotto del teatro “Francesco Stabile” di Potenza. La rassegna si aprirà con la proiezione, su nuovo schermo 16:9, de: “La sorgente dell'amore”, film del regista Radu Mihaileanu già presente con “Il concerto” nella scorsa edizione. Altri lungometraggi in cartellone: “Pollo alle prugne” di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, “E ora dove andiamo?”di Nadine Labaki, “Tutti per uno”di Romain Goupil e infine “The lady - l’amore per la libertà” di Luc Besson. Ingresso per tutti i film alle 20.30, inizio alle 21. Per ulteriori informazioni e per le recensioni delle pellicole in programma, è possibile visitare il sito internet www.zer0971.org

prodotto, sembra non bastare più. In tempo di magra, il cliente va coccolato, preso anche per la gola se necessario. Così ecco spuntare prosecchi e tartine nei posti più impensabili, come un negozio d'abbigliamento, per esempio, o schermi interi su pareti dove finoa pocoprima sventolavanoreggiseni. Una "mania", questa, che sta contagiando anche molti bar, caffè, lounge bar. Se i negozianti si mettono a fare i "baristi" ecco allora che anche i baristidevono provarenuovetecniche di seduzione. Via libera quindi a mostre fotografi-

L’uomo è stato subito arrestato. Oggi il processo per direttissima

Donna derubata del portafogli mentre fa la spesa al supermarket

IERI mattina una nuova rapina nella città di Potenza. Una rapina che ha coinvolto una donna, che si trovava all’interno di un supermercato, intenta a fare acquisti. Intorno alle 12, nel “Carrefour market “di via del Gallitello, la signora stava, infatti, facendo la spesa quando è stata derubata, da un uomo, del suo portafogli. Tempestivo l’intervento degli agenti della Squadra volante del capoluogo, giunti immediatamente sul posto per interrogare i presenti e individuare l’autore del furto. E così, sia grazie al dettagliato identikit fornito dalla donna ma anche dalle persone che hanno assistito allo scippo, sia grazie alle riprese delle telecamere di videosorveglianza pre-

senti nel supermercato, il personale della Polizia di Stato ha raccolto informazioni sufficienti per ricercare l’individuo. A distanza di brevissimo tempo, difatti, l’autore del furto è stato avvistato poco lontano dal supermercato. Si tratta di un cittadino cinquantenne, residenze a Potenza, che pare fosse ubriaco. L’uomo si era rifugiato all’interno di un bar di via del Gallitello, a circa 400 metri dal Carreforur, ma è stato subito arrestato per il reato commesso, in attesa del processo per direttissima na al Tribunale di Potenza. Un ulteriore episodio che conferma l’abilità degli agenti potentini nel condurre le operazioni con meticolosità e grande senso del dovere. Antonella Rosa

che, esposizione di quadri, perfino performance artistiche live. Come il Fornace cafè, che per l'inaugurazione del locale ha mostrato come si effettua il ritratto di una modella in carne ed ossa, o il 360° che ha invitato un pittore lucano per una dimostrazione di pittura ispirata dalla musica, oltre ad aver ospitato al suo interno quadri e scatti di numerosi artisti. Allo stesso modo "Il sottapèra" e ultimo, in ordine di tempo, il "Brio cafè". Segno di una città che si trasforma, uscendo dal torpore che spesso avvolge pubblico e privato. Anna Martino

UN sax e un pianoforte. Comincia un'altra storia: la musica di John Coltrane. A dar vita ad un concerto che ripercorre la vita musicale di uno dei più grandi sassofonisti della storia del jazz americano, sarà il duo Leonardo Pianoforte e Toni De Giorgi. Con un omaggio a John Coltrane torna “Gocce d'autore”, la rassegna organizzata dall'associazione musicale Tumbao in collaborazione con il Comune di Potenza e la libreria Ubik, che, tra note e parole, racconterà in una nuova ambientazione un'autentica leggenda del jazz. Al Crazy Coktail, in viale del Gallitello a Potenza, domani sera alle 21, torneranno a rivivere le atmosfere e le melodie che hanno affascinato intere generazioni di musicisti e che hanno cambiato il modo di fare musica. Diceva infatti Coltrane: "Il mio compito di musicista è trasformare gli schemi tradizionali del jazz, rinnovarli e soprattutto migliorarli. In questo senso la musica può essere un mezzo capace di cambiare le idee della gente”. La musica dunque quale linguaggio in grado di parlare alla gente. E sull'onda di questo messaggio il duo jazz lucano eseguirà alcu-

ni dei più bei brani del repertorio classico di Coltrane, intervallati da un dialogo con il pubblico volto alla conoscenza del grande musicista. Al termine dell'appuntamento, il pubblico potrà appuntare su un foglio pentagrammato un proprio pensiero, che Toni De Giorgi e Leonardo Pianoforte metteranno in musica dando vita a inedite melodie da dedicare ai partecipanti. John William Coltrane, meglio noto solo come John Coltrane, nasce il 23 settembre del 1926 ad Hamlet, in North Carolina, Usa. È considerato il più grande sax tenore alto della storia del jazz, maestro del sax soprano, anche, che ha saputo riportare in auge dopo decenni di appannamento. Secondo molti pareri critici è da considerare insieme al collega Charlie Parker tra i più grandi innovatori del genere musicale inventato dagli afroamericani tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX. Da sempre imitato per lo stile, il tono, le folli dissonanze, ha dato vita ad alcuni dei migliori dischi della storia del jazz, da “My favourite things” a “A love supreme”.

A PORTASALZA

Mini Cooper distrutta dalle fiamme HA trovato una brutta sorpresa il proprietario della Mini Cooper che, ieri pomeriggio intorno alle 14, forse per un corto circuito ha preso fuoco mentre era parcheggiata nei pressi di Portasalza. All’improvviso dal motore dell’autovettura si è levato un fumo nero seguito dalle fiamme. Immediatamente sono stati avvertiti i Vigili del fuoco che giunti sul posto hanno spento l’incendio che ha distrutto (vedere la foto di Andrea Mattiacci) tutta la parte del motore dell’autovettura. Danni minori al resto dell’automobile.

che si


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 24.01.2013

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Matera Giovedì 24 gennaio 2013

Basilicata Mezzogiorno

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REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440

Nessun ricorso forsennato a questa scelta, utilizzata soltanto nei casi strettamente necessari

Parti cesarei, Matera virtuosa Parla il direttore di ginecologia,Silvio Anastasio. Casi dimezzati in un anno di ANTONELLA CIERVO SE il ministro della Salute, Renato Balduzzi dovesse cercare un esempio positivo, il reparto di ginecologia e ostetricia del Madonna delle Grazie, sarebbe il luogo ideale. L’allarme sul ricorso esasperato al parto cesareo, non sfiora nemmeno il nosocomio della città dei Sassi. Lo conferma il direttore del Dipartimento, dr. Silvio Anastasio che illustra dati più che eloquenti. «Nel 2012 confermiamo la tendenza registrata a partire dal 2007 - spiega - La nostra casistica è suddivisa fra primìpare e multìpare, ovvero fra donne che non hanno mai partorito e donne che hanno avuto già altri figli. Nel 2012 i cesarei elettivi, cioè quelli in cui si decide a priori questo procedimento, sono stati pari al 2,2% contro il 4,6% dell’anno precedente. In quanto ai casi di tagli cesarei non elettivi, sempre su donne alla prima gravidanza - prosegue Anastasio - in cui si decide, cioè, a un certo punto di procedere così, sono stati 121, pari al 24,6% delle primìpare. Di questi, 118 sono stati decisi in travaglio di parto. La nostra scelta a priori nel 95% dei casi cade sulla nascita naturale. Per quanto riguarda, poi, la storia delle cattive posizioni, la posizione podalica si verifica solo il 4,3% delle volte». Matera, dunque, città virtuosa nel ricorso al parto cesareo e soprattutto lontana anni luce dai peggiori esempi rappresentati da altre regioni italiane, anche del Mezzogiorno, in cui toccherà alla magistratura comprendere fin dove si è spostato l’ago della legalità. Pur forte di una posizione eccellente, il dr. Anastasio preferisce non commentare i casi più scandalosi, affidando alle parole del ministro Balduzzi il giudizio migliore. «Preferisco non dare nessuna lettura di questo fenomeno - risponde perentorio - basta ciò che ha detto il ministro». Prima di concludere la conversazione, Anastasio illustra anche i dati delle multìpare, cioè delle donne che hanno già avuto gravidanze. «Paghiamo il prezzo di tagli cesarei ripetuti; il tasso di quelli elettivi è dell’1,1%. Su 200 tagli cesarei, 190 vengono effettuati perchè ce n’è già stato uno. La stessa linea di tendenza - conclude il direttore del dipartimento di ginecologia e ostetricia, Silvio Anastasio - riguarda anche al punto nascita dell’ospedale di Policoro con quantità diverse». L’onda positiva, dunque, sembra proprio smentire le peggiori abitudini che ancora vigono in altre regioni italiane e conferma, invece, le politiche messe in atto all’ospedale di Matera e in quello di Policoro. a.ciervo@luedi.it

LA REPLICA

Lettera aperta all’assessore

Sull’area camper i residenti di via Rota infuriati col Comune

Nascite col “taglio” nel 50% dei casi a Reggio e Messina

Sospetti su Sicilia e Calabria L’ALLARME del ministro della Salute, Renato Balduzzi, risale a qualche settimana fa e parla di un ricorso ai parti cesarei che nel 43% dei casi analizzati (su un totale di 1117 cartelle cliniche) è del tutto ingiustificato. La mappa che emerge dalla indagine del ministero, indica dati che in alcuni casi aprono comprensibili dubbi. «A fronte di una frequenza nazionale di cesarei pari all’8% sul totale dei parti, in alcune zone del territorio nazionale c’è una frequenza che sfiora il 40-50%». L’indagine, nata su segnalazione dell’Agenas (L’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ndr.) ha portato allo scoperto anche casi ancora più clamorosi. «Dalle cartelle cliniche - si legge infatti - o veniva fuori qualcosa di diverso rispetto a quanto contenuto nelle schede di dimissione ospedaliera, o mancava qualunque tipo di documentazione che giustificasse il parto cesareo». La graduatoria da maglia nera riguarda nel 78% dei casi la Sicilia, nel 74% le Marche, nel 44% la Lombardia e il Lazio, nel

56% la Puglia. Sono queste le regioni nelle quali il ricorso al cesareo diventa infatti più frequente. Su questi aspetti si è concentrata l’attenzione dei Nas che invieranno alla magistratura le cartelle cliniche, come ha confermato il comandante Piccinno. A Treviso, secondo l’indagine sul ricorso a questo parto, il 7% è composto da cesarei, ma a Messina o Reggio Calabria la percentuale schizza fino al 50%.

Confapi scrive all’Asm per le tariffe della Consip IL direttore di Confapi Matera, Pasquale Latorre, ha chiesto un incontro al direttore generale della Asm, Rocco Maglietta, per analizzare gli effetti indotti, sul mercato locale, dalla normativa sugli appalti regolamentati dalla Consip - Concessionaria Servizi Informativi Pubblici. In particolare, l'applicazione del sistema delle convenzioni quadro con la centrale acquisti nazionale, anche quando non ve n'è l'obbligo, e il mancato avvio operativo della centrale unica di acquisto regionale, creano gravi effetti distorsivi del mercato, con pesanti ricadute negative sulle piccole e medie imprese locali. Confapi propone di utilizzare comunque i prezzari di riferimento della Consip, in modo da raggiungere ugualmente il risultato del risparmio di spesa, senza

tuttavia rivolgersi alla Consip ma utilizzando direttamente le imprese locali. Diversamente non esiste risparmio, atteso che lo stesso viene scaricato sugli ammortizzatori sociali cui le aziende locali sono costrette a ricorrere per i propri dipendenti grazie al sistema Consip. Nell'incontro chiesto al dg Maglietta, infine, Confapi intende affrontare anche il tema del mantenimento di una funzione elevata dell'Ospedale. Negli ultimi tempi, infatti, il nosocomio materano attraversa una fase di declino e di ridimensionamento, con la pretesa di mantenere gli stessi servizi a costi ridotti attraverso tagli lineari. In proposito, Confapi evidenzia che i provvedimenti sulla spending review violano il principio della tutela dell'affidamento, perché la Asm e le altre stazioni appal-

tanti applicano tagli del 10% anche ai contratti in corso, con il rischio di contenziosi per evidenti illegittimità e censure di costituzionalità. «Sebbene non sia possibile tornare ai livelli di spesa precrisi - sottolinea Latorre chiediamo di poter almeno negoziare una riduzione dei prezzi, magari allungando il periodo contrattuale». matera@luedi.it

LA notizia dell’apertura dell’area camper a Serra Rifusa, entro Pasqua li ha fatti infuriare. Gli abitanti di via Nino Rota hanno affidato a Giovanni Matacchiera, che ha scritto a nome del comitato di recinto Nino Rota, il loro malessere. «I funzionari del Comune, farneticano - scrive nella nota - In quanto all’assessore Giordano, ha un bel coraggio a fare certe affermazioni, al suo posto io non mi prenderei questo tipo di responsabilità - aggiunge Matacchiera. Dalle foto che abbiamo realizzato in questo periodo, si può notare che il movimento franoso continua senza nessun sovraccarico; immaginiamo, perciò, cosa può accadere con il peso di 30 camper». Matacchiera e i componenti del comitato chiedono, poi, all’assessore: «Per quanto riguarda la messa in sicurezza, si è reso conto dei pericoli a cui quotidianamente sono esposti i bambini e gli abitanti del quartiere? L’assessore si preoccupi, oltre che a procurare i servizi di comunicazione, anche di creare una strada d’accesso all’area camper che dia la possibilità di scendere e salire simultaneamente a due camper. La strada non potrà essere certo quella esistente oggi, che è rischiosa già per coloro che ci abitano (stretta, non illuminata, dissestata, senza marciapiedi). Sotto l’area camper - conclude Giovanni Matacchiera - c’è uno stato di pericolo che non ha bisogno di ulteriori commenti, sopra l’area camper, poi, la stradina di campagna creerebbe solo una serie di disagi». Sembra, dunque, ancora irrisolto il rapporto fra l’amministrazione comunale e i residenti di via Nino Rota secondo i quali l’apertura dell’area camper diventa un ulteriore problema da affrontare. a.ciervo@luedi.it


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 24.01.2013

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Matera 27

Giovedì 24 gennaio 2013

La rassegna promossa dall’associazione cuochi materana ha visto 14 squadre in gara

L’Italia a tavola sceglie il gusto Successo del concorso “Cucina calda nella ristorazione” fra tipicità e sperimentazioni ANCORA un successo per il XVI concorso gastronomico interregionale “la cucina calda nella ristorazione, martedì con la serata di gala nella sala ricevimenti “Garden” la consegna dei premi che hanno visto la partecipazione di 14 squadre ( composte da cinque chef provenienti da Basilicata, Calabria, Puglia e Molise) che si sono sfidate ai fornelli nella elaborazione di quattro portate dall'antipasto al dolce. Un lavoro non facile per i componenti della giuria Daniele Caldarulo, Giuseppe Palmisano e Felice Laforgia, tutti componenti della squadra della Nazionale Italiana Cuochi che hanno dovuto giudicare circa 60 “creazioni” di piatti in concorso in una delle vetrine più prestigiose dell'Italia meridionale. Tanti i giovani che si sono cimentati in una competizione all'insegna della professionalità nel chiaro interesse di maturare in una professione molto richiesta. Piatti in bellavista capaci di catturare le emozioni dei palati più esigenti. Non solo piatti ma anche sculture vegetali come zucche gialle, ortaggi e pane si sono trasformati in fantastiche opere artistiche grazie all'abilità di esperti incisori e cesellatori. La giuria ha valutato la mise en place (la presentazione), le tecniche utilizzate durante la preparazione, l'organizzazione del gruppo, il gusto, gli abbinamenti tra i prodotti, la grammatura e la presentazione. L'evento promosso dall'Associazione Cuochi Materani si conferma evento dell'anno nel settore, con una crescita costante che rende l'evento

Tutta Italia rappresentata dietro i fornelli Immagini della serata di gala che si è svolta alla sala Garden (foto Sassilive)

tanto atteso dagli operatori del settore. «L'obiettivo è quello di promuovere e diffondere la cultura alimentare, enogastronomica e culinaria italiana, valorizzare le professionalità del settore creando un confronto sul tema della ristorazione come arte nel contesto del ristorante come impresa ha detto Carlo Montano presidente dell'Associazione cuochi materana». Durante la serata di gala è stato servito un menu offerto dagli sponsor composto da piatti rivisitati in un connubio tra passato e presente. Negli antipasti ha visto la presentazione di una “millefoglie di gamberi e finocchi con ricotta e scamorza su vellutata di zucca, l' abbraccio fra

storione e salmone con pane aromatico e salsa di cavolfiore allo zafferano, un croccante di pasta filo con il capocollo, il primosale e la misticanza dell'orto con il dressing alla senape, il riso “Carnaroli” mantecato nel connubio tra i cardoncelli e il pesce spada, i cavati all'aglianico con il ragù bianco di podolica e le verdurine con il fondente di caciocavallo al tartufo, duetto con maialino steccato, coniglio alle erbe della murgia con le patate schiacciate e il peperone crusco ed infine la cupolina al pistacchio “oro verde”. A sottolineare la delicatezza dei piatti il vino Rosato San Vito “Cantina Cifarelli” e il vino rosso Terre di Orazio “Cantina di Ve-

nosa”. Il servizio di accoglienza, sala bar e cucina è stato offerto dalla sala Garden della famiglia Moliterni in collaborazione con l'Ipseoa “ Antonio Turi” di Matera grazie alla disponibilità dei docenti Michelangelo Ferrara, Vito Abate e Vito Incarbona. Durante i saluti il presidente dell'unione regionale cuochi lucani Rocco Pozzulo, ha ricordato il grande convegno internazionale dei cuochi in programma dal 7 al 10 ottobre 2013 al Magna Grecia di Metaponto «Un'occasione importante per far conoscere le bellezze del Materano a circa cinquecento cuochi provenienti da tutto il mondo». m.f.

Un ricco medagliere per le proposte di maggior pregio TRE medaglie d'oro, sei di bronzo e cinque d'argento. Questo il medagliere del XVI concorso gastronomico interregionale “La cucina calda nella ristorazione che ha visto anche la premiazione di “opere artistiche” con quattro medaglie di bronzo, sei di argento e un oro. Su tutti l'oro con menzione speciale nella sezione artistica per Saverio Caputo, seguito da Daniele Filipovic. Per la sezione gastronomica oro a Retrogusto Molfetta, Ristorante Panorama di Potenza e al team Basilicata Under 23. Sulla vittoria dell'Under 23 di Basilicata, Rocco Pozzulo presidente dell'Unione regionale cuochi lucani ha così commentato «Ho fatto gare anch'io, ma l'emozione di stasera è particolare. Questi ragazzi sono stati bravissimi, segno del buon lavoro che si svolge in Basilicata». Argento per il team di Campobasso 2, di Avellino, Villa Torre Rossa di Bisceglie, Le Lampare al Fortino di Trani e Isernia. Bronzo per I Bizantini, Cosenza, Salerno, Campobasso 1, Associazione del Vulture, e ristorante Nadì di Matera (unica squadra materana in concorso). Per la sezione del concorso dedicata ai singoli cuochi che si sono cimentati in creazioni artistiche le medaglie di bronzo è stata assegnata a Oscar Scarano, Gaetano Circiello, Alex Racinelli e Tommaso Morone. Medaglie d'argento a Luciano Borlotti, Rossella Battaglia, Pompeo Lorusso, Scingalepre Franco, Pasquale Cassavia e Giuseppe Pellegrino. matera@luedi.it

I laboratori all’istituto Isabella Morra non sono disponibili perchè manca il Durc

Professionale Da Vinci, soluzione lontana CONTINUA lo stato di agitazione degli studenti del Professionale "Da Vinci" che sono ancora senza laboratori e hanno protestato in questi giorni. Sono passati diversi mesi, oltre al fatto che è addirittura scattata la lancetta dell'anno solare, dal crollo del solaio avvenuto in contrada Rondinelle. Un problema rinconducibile soltanto allo stato di difficoltà del plesso che ospitava le classi del Professionale maschile, ma che provocò un doppio guaio agli studenti: cambio di sede e mancanza della disponibilità delle aule attrezzate a laboratorio didattico. Da allora, infatti, le classi sono ospitate presso la casa madre di via Dante che già ospitava il "Femminile", l'Istituto Servizi Sociali Isabella Morra. Ma da oltre cinque mesi i ragazzi non possono compiere a pieno il loro percorso di studi in quanto manca ancora la piena disponibilità dei laboratori attrezzati. Ieri mattina, quindi, dopo altri due giorni di sciopero dichiarato e praticato da tutti gli studenti del "maschile", l'assessore provinciale al ramo, Angelo Garbellano, ha incontrato la dirigente scolastica, Rosaria Cancelliere. Insieme a lei, c’erano anche i rap-

presentanti di studenti, genitori, alcuni docenti e i componenti di un'azienda alla quale è stato assegnato in sostanza il compito di risolvere una parte del problema che i ragazzi stanno affrontando. Perché, infatti, dopo esser riusciti nell'opera di individuazione delle poste finanziarie utilizzabili, la giunta provinciale ha appaltato a una società lavori che dovrebbero adeguare alcune aule dell' "Morra" per far diventare quei locali laboratori utili agli studenti del "Da Vinci". Una situazione sicuramente tampone. Che però già di per se’ ha i suoi tempi. E proprio su questi si è concentrata la rabbia degli studenti che è tanta. Infatti le piccole note offerte da una fisarmonica che suonava ieri a debita distanza dalla biblioteca che ha ospitato l'incontro istituzionale, stonavano assai nel confronto con la reale disposizione d'animo degli classi in agitazione. Classi che parlano soprattutto di promesse non mantenute. Perché comunque ancora i giovani volenterosi sono sprovvisti di laboratori didattici?

L’istituto Da Vinci, in contrada Rondinelle, dove si è verificato un crollo; accanto gli studenti a colloquio con l’assessore

«Per la cantierizzazione dei lavori manca il Durc ( Documento Unico di Regolarità Contributiva) che l'azienda deve fornire prima di cominciare - ha risposto senza indugio Garbellano. Inoltre l’assessore ha voluto precisare che «La Provincia sta lavorando a una soluzione definitiva del problema, ma non è detto che entro il prossimo anno scolastico la destinazione degli spazi individuati alla zona Paip sia pronta». Il punto è che la vicenda è diventata più lunga del previsto. Infatti i cantieri che ancora non

sono partiti (a rileggere le parole affidate dallo stesso assessore al Quotidiano alcune settimane fa), avevano un'apertura fissata che invece è slittata di molti giorni. Dunque gli studenti continuano ad attendere fiduciosi e arrabbiati allo stesso tempo, nonostante un loro professore abbia avuto il coraggio di bollare l'impegno e l'attenzione dei giovanissimi come «Un atteggiamento che gioca a sfavore dell'immagine dell'Istituto». Un'uscita poco felice, seppur debolmente contrastata dai rap-

presentanti d'istituto degli studenti presenti al momento di dialogo. La cosa certa, occorre quindi ricordare, è che se come ha sottolineato Cancelliere «Siamo nelle condizioni dei terremotati. Lo stato dei fatti non è dovuto al comportamento degli studenti. Attendiamo, a questo punto, almeno il giorno dell'apertura del cantiere». Mentre difficilmente i giovani molleranno la questione. Nunzio Festa matera@luedi.it


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POTENZA CITTÀ I VII

Giovedì 24 gennaio 2013

LA CURIOSITÀ

PRODUZIONE L’intuizione di Riccardo Maniscalco, originario di Montemurro, e di Giorgio Amadei di Urbino, nell’era dei social network

INVENZIONI DELL’ARTIGIANATO

Bando a sms e cinguettii si messaggia con le sfere Ecco le «caterine», un’idea lucana che fa il giro del mondo MASSIMO BRANCATI l Nell’era degli sms e dei social network in cui tutti è più veloce, ma anche più flebile, compreso i sentimenti che si vogliono «trasmettere», spunta un’idea geniale per imprimere messaggi e renderli unici. Si chiamano «caterine» e sono dei piccoli gioielli di design dedicati ai raffinati cultori dell’anima e della parola. Si tratta di sfere di tiglio, ognuna personalizzata da testi e decorazioni incisi a fuoco. Un pensiero elegante, da regalare ma anche da collezionare. L’idea - del lucano Riccardo Maniscalco, originario di Montemurro, e di Giorgio Amadei di Urbino - non è stata solo quella di realizzare delle preziose opere, ma anche di coinvolgere chi sceglie di acquistarle nell’ottica di una «compartecipazione». Cosa significa? Il testo da incidere lo sceglie direttamente il cliente: «La nascita di una «caterina» - spiega Maniscalco - è in una tua emozione a cui l'artista dà forma incidendola, ma la forza del messaggio è di chi lo ha scelto». Si può scrivere di tutto: può essere il passaggio di un libro che piace particolarmente o una poesia, si può celebrare un evento o condividere un’emozione scritta personalmente, «immortalare» la testimonianza di un amore o di una passione. Così un oggetto di design si trasforma nel mezzo più originale per trasmettere un messaggio intimo e personale. Un «gomitolo» di pensieri per ricordare un evento, una persona, un momento importante. «Attraverso questi oggetti - di-

DOMANDE

& RISPOSTE

ce Maniscalco - si scopre il reale valore dell’esclusività perché sono pezzi unici, realizzati completamente a mano, messaggeri del miglior made in Italy dove, nonostante tutto, la tradizione artistica e creativa continua a vivere. Le «caterine» più richieste sono quelle di 93 millimetri, ideali per contenere versi poetici, musicali e lettere. Si va da un minimo di 1.200 battute a un massimo di 2.000». Una decorazione dedicata, il nome dell’autore o dell’opera da cui è tratto il testo, un numero di matricola e la sigla dell'artigiano incisore completano ogni «caterina». Queste sfere - realizzate unicamente nel laboratorio situato nel territorio del Montefeltro,

nella provincia di Urbino, da cui raggiungono tutto il mondo, protette nella loro solida confezione di legno - sono acquistabili solo online sul sito www.lecaterine.it. Più efficaci di una scritta sul muro (e sporcano meno...), più raffinata e personale di mazzi di rose magari accompagnate da uno striminzito biglietto, le «caterine» sembrano destinate a diventare il «supporto» più cool dei messaggi. In poco tempo i due giovani imprenditori hanno raccolto prenotazioni da tutta Italia e contano di ampliare il loro raggio d’azione, sconfinando all’estero. Se Facebook e Tweeter «bruciano» pensieri e parole, queste magiche sfere li custodiranno per sempre.

DESIGN Alcune «caterine», sfere di tiglio personalizzate da testi e decorazioni incisi a fuoco. Un pensiero elegante, da regalare ma anche da collezionare. Sono in vendita soltanto su internet

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Cosa sono le «caterine»? Sono oggetti di design. Sfere di tiglio su cui ci sono scritte delle frasi. A cosa servono? Possono essere un regalo originale e simpatico. Ma cosa possono contenere? Il passaggio di un libro a cui si è particolarmente affezionati, una poesia. Oppure celebrare un evento con una propria frase. Dove possono essere acquistate le «caterine»? Soltanto via internet collegandosi al sito www.lecaterine.it. Quanto costano? Il prezzo varia in base alla grandezza delle «caterine». Si va dagli 80 euro per quelle da 092 mm, con una scritta da 1.000 a 2.000 battute, fino a le cosiddette «imperiali» che costano 400 euro, con un testo che varia da 5.000 a 7.000 battute. E se il testo scelto dovesse essere troppo lungo per essere riprodotto? L’interruzione del testo è a discrezione dell’artigiano che realizza l’opera. Ma si terrà comunque conto del completamento del primo periodo narrativo utile alla giusta chiusura nel polo inferiore.

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LA PROTESTA DOMANI STAND IN PIAZZA PER INFORMARE I CITTADINI SUL REFERENDUM IGNORATO LA PROTESTA UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE LUNEDÌ PROSSIMO A POTENZA

«L’acqua resti fuori Confcommercio in piazza dalle logiche di mercato» «Le imprese in agonia»

SIT-IN In piazza per «difendere» l’acqua pubblica

l L’acqua sia mantenuta al di fuori delle logiche di mercato. Lo hanno detto espressamente gli italiani con il referendum del 2011. Ma in barba a quella volontà lo scorso 28 dicembre l’Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (Aeeg) ha approvato il nuovo «Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013» per il servizio idrico integrato in contrasto proprio con quanto indicato nel referendum. Dopo il decreto del Governo Berlusconi - poi dichiarato incostituzionale - che a soli due mesi dai referendum tentò l’introduzione di una norma finalizzata alla privatizzazione dei servizi pubblici locali in tutto simile a quella abrogata, ora ci riprova l’Aeeg. Una piccola alchimia formale che trasforma la «remunerazione del capitale investito» in «costo della risorsa finanzia-

ria» ed il gioco è fatto: profitti garantiti in bolletta ed esito del secondo quesito referendario negato con buona pace della sovranità popolare sancita dalla Costituzione. Il nuovo metodo tariffario fa anche di peggio mettendo a rischio gli investimenti per la gestione del servizio idrico integrato più di quanto già non accada. «È di tutta evidenza - spiega il coordinamento regionale Acqua Pubblica di Basilicata - che il ricorso al mercato creditizio per approvvigionare le ingenti risorse occorrenti nei prossimi anni (secondo alcune stime: 2 miliardi di euro l'anno per i prossimi 20/30 anni) potrebbe - allungando il periodo di ammortamento dei cespiti - determinare la riduzione delle aliquote annue con impatto negativo sui flussi di cassa e rischio elevato nel reperimento delle risorse finanziarie. Che si voglia così indebolire ulteriormente le aziende ancora pubbliche per poi avere una buona scusa per svenderle?» Per informare i cittadini sulla vicenda, domani, dalle 18 alle 21, nelle piazze principali di Potenza e Matera, saranno allestiti punti d'incontro dove i cittadini potranno ricevere notizie e volantini informativi.

VETRINE Commercianti sempre più in difficoltà .

l Confcommercio ha organizzato per lunedì prossimo una giornata di mobilitazione per denunciare la drammatica situazione che il sistema di imprese da troppo tempo sta vivendo sulla propria pelle a causa di una eccessiva pressione fiscale, di un crollo dei consumi senza precedenti, di un difficile e costoso accesso al credito, di una burocrazia esasperante ed onerosa, per citare solo i punti di maggiore criticità. L’iniziativa di protesta e di proposta ha raccolto negli organi di Rete Imprese Italia, l’associazione nata come evoluzione del «Patto del Capranica» stretto tra Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, grande favore ed entusiasmo.

Lo slogan di quest’iniziativa «La Politica non metta in liquidazione le Imprese», è rivolto alla classe politica ed è finalizzato ad inserire nell’agenda del prossimo governo del Paese, gli strumenti necessari per rimettere in moto la crescita, lo sviluppo economico, favorendo l’occupazione, i consumi, arrestando il fenomeno devastante della recessione. Lunedì, a partire dalle 9.30, anche l’associazione terrà un incontro presso la sede sociale a Potenza, a testimonianza delle difficoltà che stanno vivendo le imprese dei nostri settori di rappresentanza. Alle 10.30 verrà proiettato, in diretta streaming, l’intervento del presidente confederale Carlo Sangalli e, nel corso dell’iniziativa, verrà presentato il documento di Confcommercio sulla giornata di mobilitazione, corredato da dati macroeconomici sulla Basilicata. Sono stati invitati a partecipare tutti i Presidenti Provinciali delle organizzazioni Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confesercenti, che insieme a Confcommercio aderiscono a Rete Imprese Italia, oltre ai rappresentanti delle istituzioni e gli amministratori.


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X I MATERA CITTÀ

Giovedì 24 gennaio 2013

DENTRO LA CITTÀ

UN PATRIMONIO SCONOSCIUTO

MANCA UN PIANO DI GESTIONE Gli spazi esistono, anche se alcuni inagibili o ancora da recuperare. Latita una visione unitaria del patrimonio presente nella città

Spettacolo, disponibili quasi ottomila posti Duemila sono quelli privati e il resto è pubblico, di cui 1.390 fruibili PROPRIETÀ PUBBLICA Il cinema Comunale, il cinema Kennedy, l’auditorium in piazza Sedile (nella foto a sinistra) sono proprietà pubbliche, come la Casa Cava e la Cava del Sole e il cineteatro da recuperare al borgo La Martella (nella foto a destra)

PASQUALE DORIA l La città, tra cinema, teatri, auditorium e altri spazi, dispone di circa 8 mila posti. Un dato di rilievo, ma che sfugge. Andiamo per ordine. Punto di partenza il 12 dicembre del 2010. Nella Mediateca provinciale si discusse dell’opportunità di realizzare un nuovo teatro. Fu fissato anche un percorso e un traguardo da raggiungere, presente per l’occasione Michele Mirabella. Due anni per inaugurare il nuovo teatro, si disse. Una struttura strategica - fu ripetuto nel dibattito, ma non mancarono libere opinioni di segno opposto - da mettere sul piatto dell’offerta culturale in occasione della candidatura di Matera a Capitale europea della cultura 2019. Due anni dopo, come al solito, i proclami sparati come barocchi fuochi d’artificio nello sbigottito cielo sopra la città, si sono spenti strada facendo. Sono lontani, per esempio, dal suolo che avrebbe voluto mettere a disposizione l’Amministrazione provinciale nel cosiddetto Centro direzionale, tra la sede del Tribunale e l’Istituto commerciale «Loperfido». E non è detto che aver scongiurato l’aggiunta di un ulteriore carico urbano in una zona oltremodo congestionata non sia stato un bene. Sui costi e la possibilità di valutare la sostenibilità di questo progetto, soprattutto dal punto di vista gestionale, poi, si aprono buie voragini. Senza caderci dentro, basterebbe sommessamente aggiungere che se un nuovo teatro può e deve rappresentare uno dei segni distintivi della città, la sua realizzazione va decisamente sottratta all’approssimazione. Insomma, servirebbe una struttura multifunzionale e possibilmente dotata di un parcheggio accessibile, oltre a una serie di indispensabili dotazioni tecnologiche. Può reggere questo nuovo peso l’area residuale, che non è nata come piazza, intorno alla sede del Municipio? Inutile anticipare altre conclusioni. Intanto, ecco l’elenco dell’esistente. Il capoluogo, nelle parrocchie, tiene in piedi piccole realtà in cui non mancano i giovani interessati alla recitazione. Nel merito, non è mai stato eseguito un censimento, ma sono pochi i materani che, per esempio, non conoscono l’oratorio alle spalle della chiesa di San Giovanni Battista. Dalle parrocchie di Serra Venerdi a quella di via Gravina, simili luoghi di aggregazione non mancano. Al conto si potrebbero sommare anche alcune scuole. Ma è proprio un’altra storia. Allora, iniziamo a conteggiare i 1000 posti del teatro intitolato al materano che del palcoscenico lucano è stato forse tra i protagonisti più illustri di tutti i tempi, il compositore Egidio Romualdo Duni. È lo spazio più ampio dedicato alle discipline dello spettacolo in città ed è privato. Come privata è la proprietà, dell’Auditorium di Sant’Anna, 800 posti ricavati in via Lanera con i fondi del Giubileo (quindi, l’uso dovrebbe essere pubblico, nel senso più ampio del termine). Il Piccolo, il nome lo dice, conta appena 100 posti. È una

VIA LANERA L’Auditorium di Sant’Anna, 800 i posti disponibili

realtà che procede in parallelo con le attività del Duni e appartiene agli stessi proprietari. Passiamo ad altre proprietà, quelle pubbliche, a partire dai 500 posti del cinema Comunale, che in questa stagione teatrale, tanto per rinfrescare la memoria collettiva, ha programmato 14 spettacoli. Di proprietà comunale, ma quasi del tutto dimenticato, è il cine-teatro Kennedy, realizzato negli anni Settanta, 350 posti (ne contava 800 fino a quando era disponibile l’uso della galleria). Da qualche tempo è attivo il suggestivo recupero nel Sasso Barisano, la Casa Cava, 140

posti scavati nella roccia, dove si susseguono attività di vario genere, tra cui interessanti rappresentazioni teatrali. È di proprietà comunale pure il prestigioso Auditorium «Raffaele Gervasio», 400 posti in piazza Sedile, mutilato dell’ingresso da piazza San Francesco, che chissà che fine ha fatto. Ancora comunale è stata per un brevissimo periodo la gestione della Cava del Sole. Sulla strada statale 7 languono 4 mila posti e un palco fisso lasciato a marcire alle intemperie, come la copertura sintetica del piano di calpestio. Tutto abbandonato già pochi mesi dopo

l’inaugurazione. Sempre di proprietà comunale è lo splendido teatro realizzato al borgo La Martella dall’urbanista Ludovico Quaroni. È disponibile oltre un milione di euro per il suo puntuale recupero, che significa 300 posti al coperto, più altri 200 del cinema all’aperto. C’è ancora un altro spazio comunale, che avrebbe dovuto essere nella disponibilità dei residenti di via Gravina e dintorni. Una sala destinata anche alle rappresentazioni teatrali ricavata nell’area commerciale che lambisce la strada principale. Si tengono le sedute del Consiglio co-

munale. Ogni battuta, nel caso specifico troppo scontata, bisognerebbe evitarla, perchè c’è proprio poco da ridere. Non la conteggiamo, come l’ormai «defunto» Cinema Quinto in via Stigliani e il progetto mai decollato di un cinema multisala a Venusio. Totale prossimo a 8 mila posti. Quasi 2 mila sono gestiti dal privato e 5.890 dal pubblico. Di questi ultimi, oggi, sono fruibili 1.390. Al conto si aggiungeranno 500 posti del Borgo La Martella, quando i lavori di recupero saranno terminati e, chissà, forse anche i 4 mila della Cava del Sole, se lo stato di

abbandono verrà interrotto. Non è comunque poco. Quasi 3.400 posti, oggi, sono già agibili e fruibili. Forse altro sarà sfuggito a questa ricognizione più che rapida. Dati di fatto, non opinioni. E soprattutto nessuna presunzione, perchè è affidato al giudizio del lettore ogni commento. Non senza aggiungere, però, che in tutti i paesi civili del mondo la cultura è un servizio pubblico e tale dovrebbe rimanere. Finale per i dubbi. Un nuovo teatro comunale davvero muterebbe la qualità di ciò che oggi passa il convento? Sì? E come? Mai sentito parlare di crisi?

8 MILIONI DI EURO NON PIÙ LA METROPOLITANA, HA DETTO IL SINDACO, PARLANDO DELLA POSSIBILITÀ DI DOTARE IL CAPOLUOGO DI UN NUOVO TEATRO

Per l’acquisto del Duni solo ipotesi

Un’eventualità che di tanto in tanto circola in città, ma sempre senza esiti concreti l Alla fine dei conti i posti immediatamente fruibili in città, gestiti dal Comune e destinati allo spettacolo sono 1.390. I contenitori più gradi sono privati. Il discorso vale per l’Auditorium di Sant’Anna, in via Lanera, realizzato con i fondi del giubileo, 800 posti, e per il cinema Duni, 1000 posti, che conta su altri 100 del cinema chiamato non a caso Il Piccolo. Non solo da un punto di vista architettonico, la struttura più prestigiosa della città rimane il cine-teatro dedicato alla memoria del compositore Egidio Romualdo Duni. Qualche anno fa, i proprietari, stavano per cedere questo pezzo di memoria collettiva realizzato nel 1948 dall’architetto Ettore Stella. È attivo dal 1949 e ha fatto scuola in tutto il Mezzogiorno, ispirandosi non al classico stile del teatro all’italiano, ma a un disegno moderno, carico di suggestioni mitteleuropee, che richiamano lo stile dell’urbanista tedesco Walter Gropius. Si temette il peggio, magari la trasformazione dei suoi volumi in una banca, in un supermercato, o altro ancora. Ci fu una specie di sollevazione da parte della comunità che, nel frattempo aveva già perso il cinema Quinto, in via Tommaso Stigliani. Non è successo niente, invece, per il naufragio in porto del previsto cinema multisala al borgo Venusio. Insomma di via Roma, la struttura è salva, ma da allora si discute di un piano di gestione che

possa mettere utilmente insieme gli interesse dei proprietari privati e quelli pubblici della città. Fino a questo momento, solo ipotesi. Ogni tanto si vocifera di qualche trattativa in corso. Di contro, i privati lamentano il fatto che loro le proposte all’ente locale le hanno avanzate a più riprese. Senza esito. La novità, però, è riconducibile alle parole pronunciate dal sindaco in una conferenza stampa di qualche giorno fa al Municipio. Disse che gli 8 milioni inizialmente destinati al prolungamento del tratto interrato delle ferrovie Appulo Lucane sarebbe stato meglio spenderli altrove. Esplicito il riferimento al teatro. Ma senza scendere in ulteriori particolari, se non evidenziandone per la competizione in corso utile a raggiungere il traguardo di Matera 2019 - Città della cultura europea. Insomma, se anche non dovessimo vincere la gara, ci ritroveremmo con un teatro nuovo di zecca. Di proprietà comunale. I fondi ai quali si faceva riferimento sono i Pisus, Programma integrato di sviluppo urbano sostenibile. Tornando al cine-teatro Duni, invece, sono noti alcuni impedimenti legati ad un edificio che ha comunque superato i 60 anni di attività. Ma tutti sanno anche dell’esistenza di spazi utili accanto al palcoscenico e sotto di questo. Potrebbero risolvere definitivamente non pochi problemi a livello di camerini e di depositi

per i materiali di scena, ora angusti. Sono sufficienti 8 milioni di euro per un nuovo teatro? Quanto potrebbe essere speso invece per ringiovanire il cine-teatro Duni o gestirlo [p.d.] in un più ampio disegno pubblico?

IL PALAZZO DELL’ANNUNZIATA Al suo interno è attivo il Cinema Comunale


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Giovedì 24 gennaio 2013

Elezioni

Così eravamo Era l’epoca dei giovani Dc di PAOLO ALBANO DICONO che quei cieli siano adatti ai cavalli e che le strade siano polvere di palcoscenico (Paolo Conte). «Arriva, arriva». La voce corre tra la gente nella piazza piena fino ai portici (lì ci sono i comunisti e i socialisti e i fascisti che sono venuti ad ascoltare cosa dirà per riferire), sopra i gradini del Teatro e fino al Bar Nuovo dove appena passano le macchine. La piazza. E che piazza e che gente. Ci sono quelli che hanno fatto la gara per essere sicuri di stare sotto il palco impettiti, quelli, ai margini della folla, che vogliono girare per sentire commenti, quelli che sono andati in gruppo e che si mettono al centro, il vero termometro degli ascolti, perché lì si misura lo share della serata. Gli sguardi roteano verso via Pretoria o attorno all'angolo di S. Francesco. «Da dove verrà?» mentre ci sono alcuni che ammiccano, loro lo sanno da dove arriva, e guardano alla strada. Sono sicuri, arriva da via Pretoria con i maggiorenti del partito, il sindaco, le autorità, i suoi amici (quelli che lo vanno a salutare quando viene, lo impostano alla Chiesa, lo seguono a tre passi mentre lui si è messo sotto braccio ad uno che gli confida qualcosa). Molti lo hanno aspettato sotto il portone di Nella foto sopra: Tanino casa. Saluterà, si fermerà mille volte, stringerà mani, prenderà attento foFierro durante un glietti di appunti che gira a Vincenzo discorso ad un (il burbero organizzatore, intelligente convegno dei giovani oltre misura, quello con cui parlare per Dc sulla scuola; in parlargli) o a Gerardino (la spalla buobasso: il futuro na, l'amico sempre elegante, la riga ai senatore Romualdo capelli perfetta, il ciuffo raggomitolaCoviello al convegno to dalla brillantina appena appena). I provinciale del 1968 due sono l'uno il contrario dell'altro ma non potrebbero stare separati o ragionare in un’intesa perfetta. Mentre lui si prende qualche abbraccio con bacio da qualche vecchina che lo aspetta o dai contadini venuti con la coppola per togliersela in un saluto deferente ma non servo, il disco suona più volte "O bianco fiore simbolo d'amore..." «Tra pochi minuti Sua Eccellenza il Ministro Emilio Colombo inaugurerà la campagna elettorale della Democrazia Cristiana. Viva Emilio Colombo. Viva la Democrazia Cristiana». E così i visi seguono il flusso, hanno tutti capito che, da un momento all'altro, comparirà il suo passo elegante, il suo doppiopetto inappuntabile, il suo sguardo curioso. Non l'ho mai visto impettito, non l'ho mai cono-

Nella prima foto in alto: un giovanissimo Paolo Albano ad una conferenza Dc del settembre ‘71; in alto: il futuro sottosegretario Giampaolo D’Andrea a un dibattito sempre anni ‘70; a lato: un altrettanto giovane Tonio Boccia sempre nel 1971 (le foto sono dell’archivio di Giuseppe Molinari)

Sopra: un giovanissimo Giuseppe Molinari e a lato: una manifestazione dei giovani Dc con le ragazze in prima fila

sciuto arrogante. «Eccolo, eccolo», «Salutiamo Sua Eccellenza Emilio Colombo» e giù gli applausi mentre le bandiere si alzano ben disposte intorno alla piazza e in mezzo alla folla. La rappresentazione è a uno dei suoi massimi: salire sul palco che rimbomba di passi proprio come su un palcoscenico. Appoggiati alla ringhiera avvolta nei manifesti, i candidati, il segretario provinciale, le autorità, dietro tutti gli altri, pure loro guardano alla folla, riconoscono un amico e si fanno riconoscere «Sono qua anche io, ricordalo» sembrano dirgli a futura memoria. Sotto il palco i fotografi Gerardo Pecoriello, titolare di "Cine foto Bucci", e il giovane Paolo Matone che scalpita e lo imita: foto, flash senza lampadina (che novità) di sguardi appostati «Caso mai venissi fotografato anche io». Silenzio con strascichi di mormorii. «La parola al segretario provinciale». Saluti, meraviglia per la folla così numerosa, peana per il ministro, racconto di quel

che ha fatto per la sua terra, il pericolo di una campagna elettorale difficile (la scaletta perenne di ogni comizio per almeno venti anni). Il là che serve a passargli la parola. «Il Ministro deve andare a Matera dove già l'aspettano». Lui, primo attore e grande attore. Il primo attore - dice bene Franco Scaglia - quando entra in scena è rispettato da tutti. Il grande attore è lui la scena, mentre recita è la scena che gli si modella addosso. Batte le ciglia e il pubblico piange o ride. Il primo attore lo rispetti il grande attore lo ami in modo incondizionato, il primo attore lo ascolti attento, il grande attore fa volare la fantasia. Colombo quando parla è così, anche ora, quando è seduto alla sua poltrona, si scalda, si sbraccia, si ferma al momento giusto, riprende la memoria che gli serve per raccontare un aneddoto, sussurra per fermare l'attenzione, si volta per ogni lato perché tutti si sentano guardati. Poi un sorso di wisky arrivato dal Gran Caffè,

e poi in un crescendo di parole, di toni, di braccia, di sorrisi e di corrucci, la conclusione alzata come una palla lanciata con gli uhh, uhh di quelli che aspettano che tocchi terra e poi rimbalzi e poi rimbalzi e mentre, proprio mentre trotterella sul selciato, lui arriva e la lancia per il colpo finale. Saluta con le braccia alzate, riceve strette di mano infinite, complimenti, paccate sulle spalle mai, s'infila il soprabito, per correre alla macchina che si è infilata dietro il palco. La piazza lo rincorre mentre va via. La rappresentazione non è finita, continua nei commenti di quelli che a gruppi vanno ai bar, riprendono il passeggio, si fumano una sigaretta soddisfatti. Il giorno del comizio importante è così, la sua attesa diventa frenetica per gli attivisti, per gli iscritti, ma anche per coloro che dicono di fregarsene. Alla fine arrivano pure loro, non vanno via, si fanno prendere dall'oratore che hanno visto in televisione in quelle sere a Tribuna politica. Così accadrà quando verrà Giorgio Almirante (come si può evitare di sentirlo, un vero funambolo da palcoscenico, non un appunto, le parole scorrono dalle sue labbra con tutti gli armamenti del grande oratore) e quando verrà Enrico Berlinguer (che personalità grande in una figura minuta, occhi come spilli, sguardi penetranti, incute rispetto in tutti anche in quelli che non lo voteranno mai) e quando verrà Aldo Moro (lui ha parlato al Due Torri. Ho sentito uno dei suoi ultimi discorsi, straordinario, annunciava l'alleanza con la sinistra e il mio professore di latino e greco Gagliardi, si è voltato e mi ha detto, lui radicale, laico incallito "Lo voto"). Sono i tempi in cui ognuno dal suo palcoscenico narrava, contrastava (sempre con rispetto) e offriva una visione del mondo e dell'Italia. Ciascuno la vedeva come sarebbe stata se avesse vinto le elezioni. Idee e passioni vere, la polvere lasciata sul palcoscenico, mentre uomini mai finti facevano i loro passi e li facevano fare.


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