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BOLAFFI

LA STAMPA

BOLAFFI

QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867

SABATO 7 APRILE 2012 • ANNO 146 N. 97 • 1,20 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Un morto nel Cuneese

Emergenza in volo

Domani con La Stampa

Auto piomba sulla Via Crucis

Aereo sfiora le Alpi Terrore a bordo

Titanic, la verità dopo un secolo

Anche quattro feriti fra i fedeli della processione. La donna alla guida fugge, fermata a un posto di blocco

La depressurizzazione obbliga i piloti a scendere di quota: panico per i 134 passeggeri del Bergamo-Nottingham

Boratto e Martini A PAGINA 20

Fabio Paravisi A PAGINA 21

Cento anni fa l’«inaffondabile» finì il suo viaggio inaugurale contro un iceberg. Storie e misteri in un supplemento di 12 pagine

L’inchiesta sui soldi del partito. Il Senatùr incontra Maroni e attacca: fregato dai pm di Roma, al congresso forse mi ricandido

ARTICOLO 18

“Fondi neri, Bossi sapeva”

Monti: le aziende capiranno il reintegro La contabile della Lega ai magistrati: dopo la malattia tutto è precipitato che è improbabile «Sono stati utilizzati soldi del finanziamento pubblico destinati alla Lega per le spese della famiglia Bossi». La contabile del Carroccio, Nadia Dagrada, racconta tutto ai pm e puntualizza: «Lui sapeva tutto. Le cose sono precipitate dopo la sua malattia». Il Senatùr attacca: fregato da Roma ladrona. DA PAG. 2 A PAG. 9

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CHI DIFENDE LE RAGIONI DEL NORD LUCA R ICOLFI

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n politica c’è sempre uno zoccolo duro di militanti «senza se e senza ma», completamente indifferenti ai fatti, del tutto impermeabili ai test di realtà. Per cui non si può escludere che, nonostante la vergogna di questi giorni, la Lega resista ancora un po’ di anni, come i nostri vari partiti comunisti, sopravvissuti quasi vent’anni alla caduta del muro di Berlino e al collasso dell’Unione Sovietica. E tuttavia, dal punto di vista politico, l’esperienza della Lega va considerata al capolinea. Non solo perché il cocktail di nepotismo, arroganza e cialtroneria scoperchiato dall’inchiesta è difficile da digerire per qualunque palato, ma perché c’è una differenza anche politica - non solo morale - con i partiti comunisti duri e puri, alla Bertinotti e Diliberto. Anzi, per molti versi il caso della Lega è l’esatto opposto di quello dei partiti comunisti. I partiti «falce e martello» sono scomparsi per eccesso di fedeltà all’utopia del comunismo, un’idea che ormai non reggeva più. La Lega è destinata a uscire di scena non solo per gli scandali di questi giorni ma perché ha tradito troppo presto il sogno federalista, un’idea più che mai attuale. CONTINUA A PAGINA 29

RETROSCENA

PARLA RENZI

E Bobo decide “Complotti? di archiviare Rispondere la corrente così è comico” Giovanni Cerruti A PAGINA 5

INTERVISTA DI F. Geremicca A PAG. 7

Nessun passo indietro e nessun cedimento nei confronti di Pd e Cgil. Mario Monti risponde alle critiche del Wall Street Journal e rivendica la portata della riforma del mercato del lavoro, articolo 18 compreso, nonché l’autonomia del governo nell’aver previsto la possibilità del reintegro per i licenziamenti economici. Il premier: le aziende capiranno che il reintegro è improbabile.

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QUEI DIFETTI MERIDIONALI IN SALSA PADANA FRANCESCO L A L ICATA A PAGINA 29

ALGHE E RIFIUTI CHIMICI SOFFOCANO L’EX PARADISO A 3812 METRI D’ALTEZZA NEL CUORE DELLE ANDE

L’inquinamento uccide il lago degli Inca

Fornovo e Semprini A PAG. 10

INTERVISTA

“Non era quello il testo concordato” Galli (Confindustria) replica: la riforma non renderà più competitive le nostre aziende Marco Sodano A PAGINA 11

CREDITO

Bankitalia “Meno prestiti e tassi in salita” JUAN KARITA/AP

Una distesa di alghe verdi trasforma in una palude inquinata il lago più alto del mondo: per salvarlo servono depuratori

“SE MUORE IL TITICACA MUORE IL PIANETA” PAOLO MANZO COHANA (BOLIVIA)

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l Titicaca è stato per secoli il lago su cui, nel cuore delle Ande, si sono affacciate le culture più antiche dell’America Latina. Oggi si è tra-

sformato in uno specchio deforme di un pianeta malato e incapace di preservare i suoi tesori naturali più preziosi. CONTINUA A PAGINA 16

Sono il simbolo del successo sociale: la città vieta di annaffiarli e chiude le fontane

Siccità record, Londra in ansia per i giardini RICHARD NEWBURY

Ecco perché si usano abiti in tweed e ombrelli. Già i cacciatori della classe alta rol Regno Unito vive una siccità da remano-britannica che si vedono nei mosaicord e le conseguenze sono inevitabici della Villa di Chedworth, nel Glouceli: le fontane di Trafalgar Square sono stershire, indossavano toghe in tweed, state chiuse e chi innaffierà il giardino riperò non avevano ancora l’ombrello! schia multe fino a mille sterline. CircoI britannici non hanno un clima, che è stanze che modificano la vita. «Quando prevedibile, ma hanno il tempo, che è cadue inglesi si incontrano, il primo argo- A Trafalgar fontane chiuse priccioso, eccentricamente inglese. Noi abimento di conversazione è il tempo», ditiamo un arcipelago nell’Atlantico che ci dà chiarava quel tipico inglese che fu il dottor Samuel un clima marittimo costante e anche un’indole costante, Johnson. Questo è naturale, essendo il tempo così mu- perché il mare non consente illusioni sul suo potere. tevole, spesso con quattro stagioni in un solo giorno. CONTINUA A PAGINA 28

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Continua la stretta delle banche mentre volano i finanziamenti dalla Bce, saliti a oltre 270 miliardi Luigi Grassia A PAGINA 25


Secondo i sondaggisti le ruberie nella Lega Nord intaccano solo in parte la fiducia degli elettori. Contenti loro... y(7HC0D7*KSTKKQ( www.ilfattoquotidiano.it

Miseria e splendore della carne

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Caravaggio Courbet Giacometti Bacon...

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Testori e la grande pittura europea

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12 febbraio - 17 giugno 2012

Comune di Ravenna Assessorato alla Cultura

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Museo d’Arte della città via di Roma 13 - Ravenna www.museocitta.ra.it tel. 0544 482477

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Sabato 7 aprile 2012 – Anno 4 – n° 83

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Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230

LAUREE PAGATE E FONDI NERI MA BOSSI GRIDA AL COMPLOTTO E

Umberto, sei tutti loro

di Marco Travaglio

359 mila euro per lauree e diplomi del figlio Renzo, di Rosi Mauro e del suo bodyguard (portato a Palazzo Madama). Mentre dalle telefonate emerge di tutto ritorna il Senatur: “Roma farabutta”

La rivolta degli ingenui di Paolo

L’interrogatorio della segretaria del leader: “Lui sapeva delle irregolarità” Confermati i finanziamenti occulti nelle casse del partito. Pagata anche la rinoplastica del figlio del Capo

Flores d’Arcais dc

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angentopoli era un “piccolo mondo antico” di peccati veniali, rispetto al baratro di debordanti liquami corruttivi in cui è precipitata l’Italia nel quasi ventennio berlusconiano, grazie anche al corrivo atteggiamento bipartisan del centrosinistra sulla giustizia (abbiamo dimenticato che il ministro nominato da Prodi a Largo Arenula si chiamava Mastella?). Ormai siamo alla cupa Barbacetto, orgia di illegalità, onnipervasiva, i cui putriMascali e Vecchi pag. 2 - 3 z dumi vengono alla luce in quantità industriale non appena una procura riesca ad avviare un’indagine, rompendo il muro di omertà di politicanti, cricche, “giornalismo” servile e anche magistratura di regime stile P3 e P4, ben ramificata fino ai piani alti e altissimi. Mitridate, re del Ponto, è passato alla storia per essersi reso immune ai veleni, ingerendone ogni giorno quantità minime ma crescenti. La nostra è una società mitridatizzata rispetto alla corruzione e alla illegalità, e alla dismisura che Kooly Noody queste tabi della convivenza civile hanno orIl poliziotto-cantante Pier Mosca mai raggiunto. Questa è la vera e devastante “raccomandato” da Rosi Mauro. A destra, illustrazione vittoria storica dell’intreccio corruttivo polidi Emanuele Fucecchi tico-finanziario-mafioso: l’egemonia in cui ha imbozzolato istituzioni e “informazione”, l’assuefazione in cui ha invischiato ormai decine di milioni di cittadini, rendendoli incapaci di RIMBORSI ELETTORALI x Nuova legge: tutti ne parlano ma chi la fa? indignazione e rivolta. Diventare un paese normale significa liberarsene. Solo una politica di INGENUITA’ può salvarci. Lucida e consapevole ingenuità, che sbandieri apertamente il programma di ragionevolezza e di equità che impone il buon senso, senza la paralizzante paura di essere accusata di “semplicismo”: per ogni futura “manovra” economica e finanziaria, e per il rilancio in grande del welfare (sanità, asili, sa- La politica costa di Michele Boldrin lario di cittadinanza), neppure un euro va premiliardi ma la Camera so ai ceti medi (e meno che mai a disoccupati, precari, pensionati), ma tutto deve essere a lavora 2,4 ore al giorno carico dei ricchi, molto ricchi, mega ricchi, e il Senato quasi la economista Sandro Brusco aveva preso la spassosa abitudine di cominciando dalle ricchezze illegali della cortradurre, in un italiano comprensibile a tutti, le interviste dei poMarra , Nicoli litici più in vista le quali sono, di solito, condotte in un linguaggio ruzione e dell’evasione (200 miliardi all’anno). metà Il deterrente sono confisca e manette, strue Perniconi pag. 8-9 z paludato e oscuro. pag. 18 z menti ordinari in quel santo Graal del capitalismo che si chiama America. E l’obbligo In omaggio 16 il n.1 di Amurri e Di Blasi pronto il ddl in dichiarazione dei redditi di 2 alfabeta 1976-1988 “qualsiasi rapporto bancario La guerra feroce del capitalismo impantanato di cui si abbia disponibilità”. E Renato Mambor pene draconiane per il reato di ostruzione di giustizia, di falso in bilancio, di falsa testimonianza. E abrogazione delPaolin pag. 6z ono passati tre anni dal sila prescrizione dopo il rinvio a sma, e giovedì notte a L’Aquigiudizio. E nel 2013 una “lista la sono sfilate diecimila persodell’ingenuità” di sindacalisti, ne per ricordare e chiedere gli magistrati, preti di strada. interventi che non sono arriva- Renzo Bossi messo alle Estremismo? Allora ci si accoDAL 5 aprile a € 5.00 ti. Il governo dovrà pagare 4,7 strette dagli inquirenti: modi in terza classe sul Titamilioni ai funzionari impegnati “Firmi qui” nic, a ingrassare i grassatori di www.spinoza.it nel post-terremoto. pag. 12 z sempre, e amen.

Lo scandalo nasce in Parlamento Poche leggi e troppi soldi ai partiti U

MONTI, L’ILLUSIONISTA

L’

alfabeta Mensile di intervento culturale Febbraio 2012 Numero 16 – Anno III euro 5,00

Il primo mensile con un supplemento quotidiano

Maurizio Lazzarato

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DALLA GRECIA LETTERA APERTA DI MIKIS THEODORAKIS NO TAV, UNA VAL SUSA IN OGNI CITTA’ GLI INDIGNADOS DELLA PIAZZA ROSSA PETER EISENMAN: ARCHITETTURA E POTERE ACHILLE BONITO OLIVA ARTE E INDUSTRIA CULTURALE

IN EDICOLA

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Salvate le Province, L’AQUILA PROTEZIONE un pacco regalo CIVILE D’ORO per i partiti

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CATTIVERIE

ora chi rappresenterà il Nord?”, domanda affranto Dario Di Vico, vicedirettore del Corriere, a Linea Notte. E Pigi Battista, sempre sul Pompiere, si unisce al cordoglio magnificando “la riconosciuta grandezza di un leader che ha imposto nell’agenda politica nazionale la ‘questione settentrionale’ e ha interpretato i sentimenti di un popolo che non aveva rappresentanza politica... Non sarà una miserabile vicenda di fondi stornati a cancellare una storia iniziata nelle periferie del sistema”. Nord? Popolo? Questione settentrionale? Ma la Lega, quando le andava bene, rastrellava il 30% dei voti validi in Lombardia e in Veneto, molto meno nel resto della cosiddetta Padania: mai rappresentato più del 10-15% degli elettori nordisti. Il che non cancella il suo ruolo storico nella caduta della Prima Repubblica e nel sostegno a Mani Pulite, quando tutti i vecchi partiti avrebbero volentieri spedito Di Pietro in Aspromonte o in Barbagia. Ma son passati vent’anni. L’ultima volta che Bossi fece qualcosa di utile fu nel ‘94, quando rovesciò B., giocandosi tutto mentre il Cainano si comprava i leghisti a uno a uno (ci volle tutto l’impegno di D’Alema per resuscitarlo con la Bicamerale). Ma son passati 18 anni. Poi la Lega divenne un tragicomico caravanserraglio di pagliacci, parassiti, cialtroni, molti razzisti, qualche ladro, parecchi servi. L’ampolla, il matrimonio celtico, il druido, Odino, il tricolore nel cesso, i terun, i negher, foera di ball, il dito medio, il gesto dell’ombrello, le pernacchie, il ce l’ho duro, i kalashnikov, le camicie i fazzoletti le cravatte verdi, il parlamento padano, la moneta padana, la banca padana, il villaggio vacanze in Croazia, l’amico Fiorani, le zolle di Pontida, l’uscita dall’euro. Si sono inventati tre trovate da avanspettacolo di strapaese – la secessiùn, il federalismooo, la devolusssion – e ci han campato per due decenni alle spalle del cosiddetto “popolo”. Ma, sotto sotto, di quell’armamentario carnevalesco, ridevano anche i leader, ben felici di trovare qualche milione di persone disposto a bersi tutto come l’acqua del dio Po e a rimandarli a Roma ladrona, a occupar poltrone come tutti gli altri. In un raro momento di lucidità, Calderoli, divenuto ministro, confessò al Corriere: “Su di me non avrei scommesso un soldo”. Ora è nientemeno che triumviro, ma la sua fidanzata Gianna Gancia, che lo conosce bene, fa sapere che “Roberto non va bene, ha il faccione e veste male, va da un sarto quasi cieco”. Senza contare che un giorno, colto da raptus, incenerì col lanciafiamme “375 mila leggi inutili”, fra cui i decreti di annessione del Veneto e del ducato di Mantova al Regno d’Italia. Ora sui giornali è tutto un rincorrersi di versioni assolutorie per il grande capo: han fatto tutto il cerchio magico, la famiglia famelica, la moglie fattucchiera, i figli spendaccioni, la badante Rosi, il tesoriere ladro, all’insaputa del povero infermo. A parte il fatto che Bossi sapeva da mesi, almeno da quando i giornali lo informarono che Belsito aveva portato 7 milioni in Tanzania e questo lo ricattò sui soldi alla Family per salvare la cadrega, chi ha scelto Belsito? Bossi. Chi ha mandato in Regione il Trota a 12 mila euro al mese? Bossi (senza contare i presunti 20 milioni di fondi neri da lui girati all’ex tesoriere Balocchi). Il resto sono lacrime di coccodrillo. Ma la mano leggera e l’occhio umido di molti giornali nasconde una coda di paglia lunga così: per anni han preso sul serio quei gaglioffi e il loro federalismo da baraccone. Anche le parole tenere e commosse degli altri capi-partito celano la coda di paglia di chi sa benissimo che la truffa dei “rimborsi” senza controllo riguarda tutti: oggi è toccato a Bossi, domani potrebbe toccare a loro. Ieri mattina infatti, letti i giornali, il Senatur ha prontamente cambiato parole d’ordine: non più l’“ho sbagliato” della sera prima, ma “è un complotto” dei soliti pm. Se passa il principio che un leader neppure indagato si dimette, si crea un pericoloso precedente. Infatti dal Palazzo si leva un coro unanime: Umbe’, nun ce lassà.


Prime Pagine Giornali  

7 Aprile 2012

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